Skip to main content

Mediaterraneo News 22 novembre-2 dicembre 2021

Page 1

Premio Giornalisti del Mediterraneo 2016 Anno 12 - N. 89 Novembre 2021 Distribuzione gratuita

MEDI@TERRANEO news - Periodico del Master di Giornalismo di Bari Ordine Giornalisti di Puglia - Università degli Studi ‘Aldo Moro’ di Bari Editore: Apfg - Bari Direttore Responsabile: Lino Patruno Registrazione Tribunale di Bari numero 20/07 del 12/04/2007

Redazione: Palazzo Chiaia-Napolitano via Crisanzio, 42 - Bari email: master@apfg.it

a pagg. 12 e 13

Eolico in mare ecco il problema a pagg .8e9 a pagg.

4e5

Tu t t i p per il azzi padel

o l i f s i t Come ro u e a l i 700m

Controcopertina

Come ho vissuto il Covid in Cina a pagg. 24 e 25

La stampa libera parla femminile a pagg. 6 e 7

Lupara bianca incubo a Canosa a pagg. 16 e 17

Gli articoli sono di: Cesare Zampa, Giancarla Manzari, Emanuele Saponieri, Luca Scattarella, Fabio Pengo, Silvio Detoma, Emanuele Palumbo, Carmen Palma, Antonietta Pasanisi, Rosanna Luise, Francesco Maria Ventrella, Serena Nuzzaco

1

22 novembre-2 dicembre 2021


Economia sospesa a 32 anni Cavaliere della Repubblica Da Mattarella l’onorificenza all’ideatore dell’App “Tucum”. Il pugliese Giandonato Salvia insignito per l’uso sociale delle nuove tecnologie 2 LA CERIMONIA A ROMA Il capo dello Stato ha ricevuto al Quirinale il giovane monopolitano. Un riconoscimento per la “carità elettronica”

Una chiamata persa da un numero sconosciuto. Poi una seconda telefonata dalla stessa utenza. Il 32enne pugliese Giandonato Salvia questa volta riesce a rispondere: è la segreteria del Quirinale. Giunge così l’inaspettata comunicazione della sua nomina a Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il presidente Sergio Mattarella ha insignito l’ideatore della carità elettronica «per il suo contributo nella promozione di un uso sociale delle nuove tecnologie». Il Capo dello Stato lo ha ricevuto nella mattinata di lunedì 29 novembre sul

La biografia

Una vita al servizio dei più bisognosi Nato a Fasano il 26 novembre 1989, Giandonato Salvia risiede a Monopoli, dove è stato educatore e catechista. Laureato in Economia degli Intermediari e dei Mercati finanziari all’Università di Bari, sin da piccolo è impegnato nelle missioni della Onlus “Solidarietà Missionaria” - fondata da suo padre - visitando Paesi in via di sviluppo. Nel 2018 inizia l’avventura dell’App “Tucum”, gestita dalla startup “A.P.P. Acutis S.r.l. Impresa Sociale” e, a maggio, fonda l’organizzazione di volontariato “Tucum-OdV” per sostenere progetti di promozione umana e accompagnare i bisognosi attraverso le card dell’App. Nel 2019 entra nel Comitato organizzatore di “The Economy of Francesco”. Per la casa editrice San Paolo ha scritto due libri: "L'economia sospesa. Il Vangelo (è) ingegnoso" (2018) e "Luce in abbondanza" (2020), quest’ultimo con prefazione di Papa Francesco. Ora è iscritto al primo anno di Scienze Religiose dell’ISSR di Torino. (C. Z.) 22 novembre-2 dicembre 2021

colle più importante di Roma, in occasione della cerimonia organizzata per assegnare il riconoscimento a lui e ad altri cittadini distintisi per atti di eroismo e impegno civile nel biennio 2020-2021. Salvia ha iniziato a lavorare nel 2018 a “Tucum”, un’applicazione con cui i più generosi possono acquistare beni di vario genere per il prossimo. I titolari delle attività interessate hanno modo di convenzionarsi al progetto e i bisognosi cercano di riappropriarsi della loro dignità. L’idea è nata sulla scorta del caffè sospeso napoletano. Il giovane monopolitano ha preso spunto dalla tradizione partenopea, “sospendendo” svariate merci e diversi servizi, dall’abbigliamento ai generi alimentari, fino alle prestazioni professionali. Tutto può dunque essere donato, perché la generosità non conosce ostacoli. Con questo intento Giandonato e suo fratello Pierluca hanno avviato una startup a vocazione sociale, oggi “A.P.P. Acutis S.r.l. Impresa Sociale”, intitolata al Beato 15enne, scomparso nel 2006, che utilizzava il web per evangelizzare e promuovere il volontariato. L’applicazione, compatibile con i sistemi operativi Apple e Android, è stata sviluppata dall’azienda “Nextome” di Conversano e chiunque può prendere parte al cerchio solidale. Una circonferenza virtuale che unisce i quattro punti-chiave dell’azione benefica: il donatore, che acquista un prodotto o una


o im Pr o an pi

prestazione professionale, lasciando il tutto in “sospeso”; un ente non profit intermediario, che stabilisce i criteri per l’assegnazione delle tessere “Tucum” con i relativi crediti; il commerciante/professionista, che richiede il rimborso dei prodotti venduti sull’App o delle prestazioni erogate tramite la stessa all’ente intermediario; infine il beneficiario, ossia un singolo o un nucleo familiare. I bisognosi sono riconosciuti dal commerciante attraverso la lettura di dati e foto inseriti nella card, evitando così di incappare in finti indigenti. Al momento, in Italia, sono

alcune decine gli esercizi convenzionati con il progetto. L’auspicio è che questo numero possa presto incrementare. «Questa è una dimostrazione, specie per i giovani, di quanto sia importante non lasciarsi scoraggiare e credere nelle proprie idee, quando sono radicate nei valori alti ha detto Salvia a Medi@terraneo News -. Il mio impegno proseguirà con maggiore senso di responsabilità e di paternità verso il progetto e le persone che accompagniamo».

3 I FRATELLI SOLIDALI In alto, Giandonato e Pierluca Salvia al lavoro per “Tucum”. In basso, la medaglia consegnata dal capo dello Stato

Cesare Zampa

La scheda

Ordine al merito della Repubblica, l’onorificenza più importante L’Ordine al merito della Repubblica italiana (spesso indicato con l’acronimo OMRI) è l’istituzione onorifica più importante tra gli ordini del nostro Paese. Fu creato nel 1951, con la legge n.178, allo scopo di riconoscere i meriti acquisiti verso la nazione in diversi campi: lettere, arti, economia, sociale, impiego di cariche pubbliche, lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari. Come nel caso di Giandonato Salvia, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha riconosciuto al giovane monopolitano l’impegno profuso per fini filantropici e umanitari. Al vertice dell’OMRI vi è la prima carica dello Stato; l’Ordine è retto da un consiglio costituito da un cancelliere e sedici componenti. Secondo la legge istitutiva, l’onorificenza può essere conferita anche per ragioni legate alla cortesia internazionale. L'ordine è suddiviso in diversi gradi: cavaliere di gran croce decorato di gran cordone, cavaliere di gran croce, grande ufficiale, commendatore, ufficiale e cavaliere (detto anche cavaliere della Repubblica). (C. Z.) 22 novembre-2 dicembre 2021


Roberto Cazzaniga truffato da una finta fidanzata Il giocatore della New Volley Gioia del Colle, è caduto nella trappola di una love story studiata per sottrargli denaro: 700mila euro 4 LA MODELLA Al giocatore venivano inviate le foto della nota modella brasiliana di Victoria’s secret, Alessandra Ambrosio

22 novembre-2 dicembre 2021

Quella a cui si fa fatica a credere è la storia di Roberto Cazzaniga, 42 anni giocatore brianzolo di pallavolo, raggirato per 15 anni da una ragazza che ha finto di essere, virtualmente, la sua fidanzata. Il pallavolista nel tempo ha inviato alla donna, che si faceva chiamare “Maya”, cifre enormi di denaro per un totale di 700mila euro. Un vero è proprio incubo, da cui Roberto si è risvegliato grazie all’aiuto degli amici ed ex compagni di squadra, che una volta denunciati i fatti alle forze armate locali, hanno dovuto coinvolgere la redazione del programma “Le Iene”. La vicenda è incredibile e inimmaginabile, pure essendoci abituati col tempo a sentir parlare di “truffe d’amore” ma mai lunga e grave come questa. Si fa fatica anche a credere che un uomo così generoso, alto quasi 2 metri e abituato a vincere interi campionati sia la vittima di un raggiro lungo tutto questi anni. Si fa fatica a credere anche a questa forma d’amore basata solo su soldi, chiamate, false identità e bugie. Gli inizi di questa “love story” con truffa, risalgono al 2008, quando al giocatore, una sua amica fidata di nome Manuela, anche lei coinvolta, gli gira un contatto di una conoscente. Da allora fino a oggi “Virus”, come viene chiamato dai compagni il 42enne, ha inviato cifre enormi per colei che, fingendosi la modella brasiliana Alessandra Ambrosio, gli ha fatto credere di

avere una relazione telefonica. La ragazza lo assillava con continue richieste. Una vera e propria truffa basata sui problemi di salute che l’avrebbero vista ricoverata in terapia intensiva per un delicato intervento chirurgico fino alla mancanza di fondi per comprare un’automobile. Ma le scuse per estorcere denaro con l’inganno, a quanto pare, sono state molteplici e tutte assurde così come quelle usate per non riuscire a raggiungere il giocatore. Infatti i due non si sono mai visti di persona.La ragazza si faceva chiamare Maya e diceva di essere una modella brasiliana, più precisamente, fingeva di essere Alessandra Ambrosio, testimonial della linea Victoria’s Secret, utilizzando le sue foto e inviandole giornalmente al giocatore. Negli anni ha trovato ed escogitato anche una vera e propria carriera tra set fotografici e viaggi all’estero. “Devo andare a Milano per operarmi al cuore e non so come andarci, aiutami, non ho un euro addosso” erano queste le tipiche frasi usate da “Maya” che impietosivano Roberto costringendolo a inviare soldi alla sua pseudo fidanzata. Cazzaniga ci parlava anche a telefono, ma la voce che gli rispondeva in realtà era di Valeria Satta. Una donna sarda cui arrivavano i soldi che il pallavolista inviava periodicamente. Questi esborsi hanno messo in difficoltà Cazzaniga, che è arrivato a chie-


o im Pr o an pi

dere prestiti per poter aiutare la fidanzata virtuale. La truffa – raccontata dalla trasmissione Le Iene – si è conclusa solo adesso, quando il giocatore, una volta scoperta la verità, è stato convinto dagli amici e dalla famiglia denunciare i fatti alla Guardia di Finanza. “Ci eravamo stancati di vederlo cosi, in pena e senza soldi pur prendendo uno stipendio dalla società pallavolistica. Abbiamo prima denunciato alle forze armate locali, ma senza risultati, e poi ci siamo rivolti al programma di Italia Uno “Le Iene” dice Danilo Rinaldi, amico ed ex compagno di squadra di Cazzaniga. «Roberto ci parlava sempre di Maya, era rapito e innamorato. Ma il campanello d’allarme ci è saltato agli occhi quando lo abbiamo visto in serie difficoltà economiche, qualcosa non tornava. Oggi abbiamo una chat di 15 giocatori che hanno condiviso esperienze sportive con Cazzaniga dove ci aggiorniamo sulla vicenda. Dopo di che ho parlato anche con il fratello Danilo e da lì mi sono convinto che dovevamo fare qualcosa». Oggi, amici e parenti non si sono fermati solo a svelare la truffa ma hanno dato il via ad una raccolta fondi online che nel giro di appena due giorni è già arrivata a raccogliere 12mila euro circa, l’obiettivo è raggiungere i 30mila euro. La sconvolgente storia è arrivata all’attenzione di quasi tutte le teste giornalistiche italiane e brasiliane.

Tanti, tantissimi i messaggi di solidarietà al giocatore anche oltreoceano. Per Cazzaniga da oggi comincia una nuova vita. E lo stesso giocatore ha voluto ringraziare tutti in un breve video postato sulla sua pagina Favebook nel appare molto provato e stanco. Le truffatrici ora dovranno rispondere del suo operato ai giudici di Monza o, in alternativa, a quelli di Cagliari. Resta infatti da capire quale delle due Procure prenderà in carico il caso. Giancarla Manzari

5 ROBERTO CAZZANIGA

Vanta una lunga carriera tra Superlega e Serie A2. Quest’anno con la New Volley Gioia del Colle (Ba) (Foto: Giampiero Consaga)

Pescegatto

La truffa romatica via Whastsapp Quella che viene chiamata “truffa romantica o amorosa” è, in realtà, uno dei rischi dell’avvento della tecnologia e dell’uso sempre più incessante ed esasperante dei social media, a cui si è esposti senza sicurezze alcune. In inglese, invece, si definisce "Catfish", ovvero "pesce gatto", ed è un fenomeno ben preciso: fingersi qualcuno che non si è, e prendere in giro una persona, già nota o conosciuta in quel momento, utilizzando i social network e le App di messaggistica istantanea. Lo schema si ripete in modo disarmante e avviene dopo «un’accurata profilazione dell’obiettivo attraverso le informazioni condivise sul web per identificare le fragilità e capirne i gusti». Questo modus operandi viene spiegato da Tiziana Liguori, della direzione del compartimento della polizia postale e delle comunicazioni per la Lombardia, che si occupa proprio di reati di questo genere. 22 novembre-2 dicembre 2021


Donne e sicurezza Un focus a Bari sulla stampa libera L’Università degli Studi “Aldo Moro” ha ospitato la sesta edizione del Forum delle Giornaliste del Mediterraneo. Tra gli ospiti Funes, Dembele e Nemat 6 GLI OSPITI Da sin., Mastrogiovanni (giornalista), Biasi (Corecom), Patruno e Cazzato (direttore testate e coordinatore Master)

22 novembre-2 dicembre 2021

“Non avere paura di avere coraggio”. È il motto emerso durante la sesta edizione del Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, ideato dalla giornalista d’inchiesta Marilù Mastrogiovanni e svoltosi all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. I temi cardine su cui si è cercato di riflettere sono stati donne, pace e sicurezza, perché “le giornaliste sono l’ultimo presidio di democrazia nelle zone di conflitto”, cioè in tutti quei luoghi dove la libertà di stampa è in costante pericolo. Tanti sono stati gli ospiti nazionali e internazionali che hanno apportato il proprio contributo: tra loro, Wendy Funes, giornalista d’inchiesta dell’Honduras; David Dembele, giornalista investigativo del Mali; Theresa Chorbacher, rappresentante Unesco specializzata in salvezza dei giornalisti e libertà di espressione; Orzala Nemat, ricercatrice afghana a Londra e Alison Baskerville, fotografa documentarista e formatrice per la sicurezza personale. Il giornalismo investigativo è una missione fondamentale, ma espone concretamente a rischi e pericoli seri. È necessaria una grande dose di coraggio, per “raccontare la realtà così com’è, non filtrata da Internet”, come ha detto il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, Piero Ricci. “I giornalisti devono ritornare sul posto” ha poi proseguito, perché, come esorta a fare papa Francesco, bisogna andare dove nessuno va e consumare le suole delle scarpe.

L’obiettivo del Forum delle Giornaliste del Mediterraneo è creare una rete internazionale tra i Paesi e i giornalisti investigativi di tutto il mondo che si allarghi sempre di più e incontri il sostegno di enti internazionali che abbraccino questa causa. Con il sostegno di alcuni alleati, ci si sente meno soli. Quello della libertà di stampa è un tema che supera i confini ed è comune, in scala diversa, a tantissimi Stati. Anche dove si crede che non sia minacciata, i pericoli, in qualche modo, sono presenti. Basti pensare all’Italia, dove non parrebbe sussistere un problema di questo tipo: eppure, come emerge dall’ultimo indice sulla libertà di stampa stilato da Reporter senza frontiere, l’Italia, nel 2021, si posiziona solo al quarantunesimo posto. Una situazione non idilliaca ma più tranquilla rispetto a quella dell’Honduras, per esempio, Paese in cui lavora Wendy Funes, ospite del Forum e direttrice del giornale d’inchiesta Reporteros de Investigacion. Nel suo intervento, ha raccontato quanto sia difficile essere donna e giornalista nello Stato centro-americano, dove si è “perennemente immersi in una situazione conflittuale”, con un alto grado di impunità e con alcuni giornalisti che hanno perso la vita. Ma il giornalismo investigativo, ha proseguito, le dà speranza: è un percorso doloroso che però conduce alla felicità. Una passione irrefrenabile che le ha “salvato la vita” e le fa “battere il cuore”. Investigare su


to en ev L’

un terreno così pericolante e in un clima così ostile non è affatto semplice. Inoltre, la violenza non ha lo stesso impatto che potrebbe avere su un pubblico europeo, perché, prosegue Funes, in Honduras c’è stato un processo di normalizzazione della violenza stessa. Quella del giornalismo, in Honduras, è una sfida, ma è proprio dai gruppi più vulnerabili, come le donne giornaliste, ha concluso, “deve nascere la decostruzione delle norme e la costruzione di una nuova narrazione”. Un altro ospite internazionale del Forum è stato il direttore del giornale maliano L’investigateur David Dembele, che ha lavorato anche, tra le altre, all’inchiesta Panama Papers. Il Mali, infatti, “è uno dei Paesi del Sahel con molte difficoltà nel giornalismo”, ha affermato nel suo intervento Dembele. Tra i problemi principali che si incontrano nel fare giornalismo investigativo, ci sono l’insicurezza e l’instabilità. Le difficoltà sono anche maggiori per le donne, ben coscienti dei pericoli a cui vanno incontro nello svolgimento della professione. Tuttavia, ha proseguito Dembele, raramente si incontrano donne che lavorano nel campo giornalistico. Ma se si parla di zone di conflitto, non si può non parlare di Afghanistan. Tra gli ospiti del Forum, infatti, anche la ricercatrice afghana a Londra, Orzala Nemat, per la quale il Paese asiatico, negli ultimi vent’anni, “è stato uno dei peggiori per i giornalisti”, so-

prattutto in virtù delle loro inchieste sulle violazioni dei diritti umani. “È fondamentale mantenere sempre l’informazione viva”, ha proseguito, “per raccontare ciò che la gente sta vivendo e per non far dimenticare quello che tutto il Paese sta vivendo”. Tra gli ospiti, anche Alison Baskerville, formatrice per la sicurezza dei giornalisti in territori di crisi. Una delle sole sei donne al mondo che si occupano di formazione, un numero che non corrisponde a quelle che lavorano sul campo. Emanuele Saponieri

7 WENDY FUNES A sinistra Wendy Funes, giornalista investigativa dell’Honduras, ospite del Forum. A destra, l’interprete

La scheda

Forum Giornaliste del Mediterraneo Il Forum delle Giornaliste del Mediterraneo è nato nel 2016 da un’idea della giornalista investigativa salentina Marilù Mastrogiovanni, presidente della giuria del premio mondiale per la libertà di stampa Guillermo Cano di Unesco. Il Forum si pone l’obiettivo di “creare ponti, abbattere muri: promuovere una riflessione sul giornalismo delle giornaliste investigative, come presidio di Democrazia, dunque di Pace”. Si svolge ogni anno a ridosso del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. È organizzato da Giulia Giornaliste (Giornaliste Unite Libere Autonome) e dalla cooperativa Idea Dinamica, in collaborazione con Pangea Onlus, Unesco, l’Università degli Studi di Bari, il Master in Giornalismo di Bari e il Corecom Puglia. Con il Forum, si cerca di dar voce alle diverse esperienze delle donne partecipanti, molte delle quali provengono da luoghi e società “difficili”, soprattutto per il genere femminile. (E. S.) 22 novembre-2 dicembre 2021


Padel-mania: impianti presi d’assalto in tutta la Puglia

In regione 61 club e 144 campi con un incremento del 90% in soli sei mesi. La maggior parte delle strutture è dislocata tra le province di Bari e Lecce

I CAMPI Due coppie, con le speciali racchette si sfidano in un campo lungo 20 m e largo 10 in vetro e metallo

Il padel è “il nuovo sport dei baresi”. Il gioco, proveniente dal lontano centro-America, ha conquistato ormai una fetta importante degli sportivi. Soprattutto a Bari dove, ormai, i principali centri sportivi hanno investito su questo nuovo sport a discapito dei “sempre verdi” campi da calcetto. Trovare le motivazioni che spieghino il successo del padel risulta decisamente intuitivo. Gioco dinamico, di facile apprendimento con la palla che non esce quasi mai dal campo. Si gioca in coppia in un campo rettangolare, di-

8

Curiosità

Come nasce il gioco del padel? Il padel o “paddle”, se si preferisce la pronuncia inglese, nasce nel 1969 in Messico, nella città di Apaculpo. Il gioco nacque, un po’ per caso, grazie al suo inventore: l’imprenditore Enrique Corcuera. Quest’ultimo costruì un campo da tennis nella sua abitazione delimitandolo con alcune murature e reti metalliche, per impedire alla palla di uscire campo. Gli ospiti, gradirono la novità, divertiti dall’idea di poter riprendere la pallina dopo il rimbalzo e così, la moglie di Corcuera editò, come regalo di compleanno, il primo regolamento scritto di questo nuovo gioco. Il padel, in Europa, arriva grazie ad un amico iberico del signor Crocuera, che introdusse il “padel tennis” in Spagna, nello specifico a Marbella dove furono costruiti i primi campi da Padel nel 1975. Oltre che in Spagna, il padel si diffuse velocemente anche in Argentina grazie ai bassi costi e alla semplicità delle strutture necessarie per iniziare a praticarlo. (L. S.) 22 novembre-2 dicembre 2021

viso da una rete da tennis, circondato da pareti metalliche e di vetro, con l’eccezione delle due porte laterali. I giocatori sono dotati di racchette dal piatto rigido con le quali effettuano scambi con una pallina esteticamente identica a quella usata nel tennis, ma avente una pressione interna inferiore che garantisce un maggior controllo dei colpi e dei rimbalzi sui vetri: questo rende unico e dinamico il nuovo sport. La sua semplicità è ciò che lo rende facilmente accessibile ai tanti curiosi. Ciò che però strega i nuovi praticanti, dopo qualche partita, è invece la varietà di colpi e soluzioni (come la “bandeja” o la “vibora”) che i giocatori possono imparare a padroneggiare durante le loro partite. In Italia uno dei fattori determinanti per la sua diffusione è stata, paradossalmente, la pandemia. Lo scorso anno infatti, mentre la Penisola veniva divisa in zone di vario colore, il padel era uno dei pochi sport praticabili nelle regioni colorate di giallo. Tutto questo ha favorito, soprattutto nel Barese, la diffusione di questo nuovo gioco, con tanti curiosi che hanno iniziato ad avvicinarsi in centri sportivi, come il Di Cagno Abbrescia, in prima linea nella costruzione di nuovi impianti all’aperto e al chiuso. La crescita del padel in Italia ed in Puglia è certificata anche dai numeri. Le strutture, secondo l’analisi curata dall’os-


A ità al ttu

servatorio-sito Mr Padel Paddel, sono 4012 in tutta la Penisola di cui 1104 Indoor (lo scorso dicembre erano meno di 500). A livello regionale, il Lazio è la regione con il maggior numero di campi in Italia, con 1159 strutture che rappresentano il 29% del totale, seguito da Lombardia e Sicilia. La Puglia occupa l’ottavo posto di questa speciale classifica, con 144 campi. Nel Barese, esistono 5 circoli con più di 4 campi: il più importanti sono il Di Cagno Abbrescia di Bari (con i suoi 9 campi di cui 3 indoor) seguito dal Palakendro di Triggiano (7 campi, 5 co-

perti) e dal Di Palma, sempre a Bari (6 campi scoperti). La crescita del movimento padel in Italia è anche certificato dai risultati ottenuti in ambito agonistico. Nei mondiali di padel, che si sono svolti lo scorso 15-20 novembre in Qatar, le azzurre, guidate dal commissario tecnico Marcella Ferrari, hanno conquistato una storica medaglia di bronzo dietro alle inarrivabili Spagna e Argentina, nazionalità pioniere di questo sport. Un segno evidente di quanto il padel si stia affermando come nuovo sport di tendenza in Puglia e non solo. Luca Scattarella

9 DI CAGNO ABBRESCIA 3 nuovi campi coperti inaugurati ad ottobre nel centro sportivo del giovane titolare Stefano Tomasicchio

Di Cagno Abbrescia

Tomasicchio: “Noi siamo stati i primi in Puglia a crederci” Stefano Tomasicchio, titolare del centro sportivo Di Cagno Abbrescia di Bari, è stato uno dei primi a credere nel padel in Puglia investendo nella costruzione di ben 9 campi di cui 3 indoor. Cosa vi ha portato ad investire nel padel? “Il padel è uno sport atterrato da oltreoceano con centinaia di appassionati. Noi, nel centro sportivo Di Cagno Abbrescia, siamo stati primi in Puglia nel 2016 a montare 2 campi all’aperto, oggi a distanza dì soli 5 anni nella nostra struttura sono presenti 9 campi dì cui 3 indoor”. Le prenotazioni sono tantissime, crede stia diventando lo sport dei baresi? “Chi ha creduto sin da subito in questo sport si trova a gestire tantissime richieste di prenotazioni, tornei, corsi ed eventi dedicati. Ormai il padel non è più da considerarsi una scommessa. Certo sta vivendo il momento di crescita esponenziale come storicamente l’hanno vissuto tutte le discipline sportive aperte anche agli amatori, starà ai più bravi nel settore, restare sulla cresta dì questa onda che ha coinvolto una fascia principale under40, una buona fetta over40”. Anche le donne baresi si sono appassionate a questo sport? “Si assolutamente. Essendo uno sport dinamico, facile e assolutamente divertente è stato subito apprezzato dalle sportive”. Pensa che il Di Cagno possa diventare un centro sportivo dedicato interamente al padel? “In tanti ci fanno questa domanda... il padel è una delle 9 discipline sportive presenti nel nostro centro e sarà gestita ed organizzata al meglio come cerchiamo dì fare con tutte le altre. Bari è una città che vive di sport, pertanto viva lo sport”. (L.S) 22 novembre-2 dicembre 2021


Informazione e infodemia: il pericolo è in agguato

Con l’aumento della popolazione internauta, aumenta anche la mole di informazioni che l’utente ha a disposizione; non è tutto oro quel che luccica

IN UN MINUTO L’infografica mostra la quantità di dati generata in 60 secondi di navigazione: primi fra tutti i social network

Informazione e social network. Al Forum delle giornaliste del Mediterraneo, tenutosi all’Università di Bari, spazio anche alla dicotomia tra due elementi talvolta alleati, talvolta nemici. La scorsa emergenza sanitaria ha messo in chiaro come gli italiani andassero a caccia di notizie in primis sui social e, solo in seconda battuta, sugli organi di stampa accreditati. Tra il marzo 2020 e l’aprile 2021 i social hanno fornito, sullo stesso argomento, notizie discordanti e prive della mediazione

22

Hate speech

Quando l’opinione diventa ‘tossica’ La definizione di Hate Speech (discorso di odio) racchiude in se una serie di comportamenti e discorsi che diffondono, incitano, sviluppano o giustificano qualsiasi tipo di odio. I bersagli privilegiati sono molto spesso le minoranze presenti nella società. Una recente ricerca condotta dal gruppo di Ricerca Swap (Semantic Web Access and Personalization) dell’università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ ha monitorato 797 mila tweet. Di questi: 220 mila sono riconducibili all’hate speech nei confronti di minoranze come immigrati, persone di colore, disabili e musulmani, mentre altri 58mila erano diretti ai profili di personalità di spicco come politici, cariche dello Stato, personaggi televisivi e professionisti. Nel Nord Italia più diffusi sessismo, razzismo e antisemitismo, mentre nel Sud omofobia e discriminazioni contro le disabilità

22 novembre -2 dicembre 2021

di figure professionali in grado di rendere appetibile e digeribile la lunga sequela di numeri vomitati da professionisti del settore, o pseudo tali. La facilità di utilizzo e la libertà di condivisione di contenuti dei social ha dunque generato una proliferazione di informazioni che il lettore medio non è riuscito a filtrare. Si tratta di Infodemia. La ricerca ‘’Data Never Sleeps 9.0’’, della piattaforma di web marketing Domo, ha dimostrato come negli ultimi 5 anni la popolazione internauta sia passata dai 3,4 miliardi del 2016 a 5,2 del luglio 2021. In un minuto di navigazione su Facebook vengono creati 240mila post, mentre su Google vengono generati risultati per quasi sei milioni di ricerche. A spiegarci questa tendenza è Marco Polignano, ricercatore del dipartimento di Informatica dell’Universita di Bari “Aldo Moro”. “I social network nascono come piattaforma per l’intrattenimento e la condivisione di tematiche leggere – esordisce il ricercatore – se chiunque può esprimere la propria opinione in modo incontrollato, e senza che la piattaforma faccia alcun tipo di verifica, è molto facile che si vengano diffuse informazioni distorte”. E’ così che all’ interno dello stesso social vengono a crearsi delle community (o gruppi di persone) che condividono quella


ità al ttu A

Il fenomeno

Infodemia: cos’è e come difendersi Con il termine Infodemia si intende la circolazione soverchiante di informazioni, spesso non accurate o del tutto false, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento, per la difficoltà di individuare fonti affidabili. Un ruolo nella condivisione selvaggia di informazioni, molto spesso di dubbia provenienza, lo hanno avuto i social network, per molte usata come fonte primaria di notizie. Durante il lockdown sanitario Facebook, Twitter e WhatsApp hanno assunto quel ruolo per molti di coloro che volevano rimanere aggiornati su ogni minima novità è proprio li che ‘profeti’ e millantatori della verità sull’andamento della pandemia hanno diffuso la loro novella Come difendersi dal torrente in piena è semplice: consultare le pagine ufficiali di prfessionisti del settore e degli organi di informazione principali e più

stessa idea e, attraverso l’appoggio reciproco, rendono più solide le loro credenze: una sorta di telefono senza fili che porta al completo stravolgimento della notizia d’origine e all’estremizzazione delle community. Esiste dunque un filtro o un muro in grado di difendere l’utente finale? “Non è semplice, le informazioni che circolano sui social molto spesso arrivano da piattaforme esterne e quindi sfuggono al controllo” conclude il ricercatore. “Ci sono comunque strumenti che gli amministratori utilizzano: in prima istanza le

segnalazioni degli stessi utenti, i quali fanno un primo check del contenuto che potrebbe aver violato i ‘terms of service’ (i termini di utilizzo) della piattaforma; poi c’è il controllo diretto di moderatori, che setacciano ogni singolo contenuto. Ritengo, però - conclude Polignano - che la soluzione più semplice sia quella di consultare, al di fuori dei social network, i siti ufficiali delle principali testate di informazione nazionali o magari anche internazionali”.

22 L’INTERVISTA Marco Polignano, ricercatore del dipartimento di Informatica dell’Università di Bari

Fabio Pengo

Libertà di parola

Social network e libertà di espressione in America e Cina Aumenta l’accessibilità a internet e di conseguenza anche gli strumenti di controllo. Secondo il report annuale di Freedomhouse.org, “La libertà globale di parola su internet è diminuita per l'11° anno consecutivo. I peggioramenti maggiori sono stati documentati in Myanmar, Bielorussia e Uganda, dove le forze statali hanno dato una stretta alla libertà di parola, conoscenza e fruizione, in mezzo a crisi elettorali e costituzionali”. In 48 paesi del mondo le autorità locali si stanno muovendo per regolamentare la libertà delle compagnie del settore informatico: solo in alcuni casi le nuove leggi hanno risolto problemi sorti o esacerbati dall’uso eccessivo delle piattaforme internet. In America, idealizzata come patria della libera informazione, la libertà di stampa su internet è diminuita negli Stati Uniti per il quinto anno consecutivo. Nel novembre 2020 la diffusione di contenuti falsi e cospirazionisti sulle elezioni ha scosso le fondamenta del sistema politico americano: Donald Trump, presidente uscente, ha incitato la folla a bloccare la certificazione dei risultati elettorali. Come conseguenza, le piattoforme social hanno bloccato tutti gli account del tycoon americano. In Cina una nuova legislazione ha criminalizzato l'espressione che insulta i membri delle forze armate. Ren Zhiqiang, imprenditore immobiliare cinese, è stato condannato ad una pena detentiva di 18 anni per aver criticato, nel suo saggio circolato anche online, la gestione dell’emergenza Covid. Limitazioni anche nella possibilità di contattare i propri familiari residenti anche all’estero 22 novembre-2 dicembre


Sull’eolico in mare nuove polemiche Salento in rivolta Il parco del vento galleggiante al largo delle coste del Basso Adriatico scatena gli animi di alcune amministrazioni locali e consiglieri regionali 12 EOLICO E PAESAGGIO Una riproduzione del parco eolico galleggiante al largo di Castro Marina (fonte Comune)

Quanto costa al territorio pugliese la transizione ecologica? Questa è la domanda di alcune amministrazioni locali e consiglieri regionali dopo l’avvio delle procedure per l’installazione di un parco eolico galleggiante lungo le coste del Basso Adriatico, da Castro a Santa Cesarea Terme a Otranto. Interessate Falck Renewables e Blue Foat Energy, aziende leader nel campo dell’energia pulita o “green” come viene chiamata ormai con un termine che rende colorato e alla portata di tutti un cambio di prospettiva

Buon vento

Parchi eolici: l’Italia è pronta? Eccolo qui l’eolico “offshore”, una novità ma neanche tanto. Se n’è parlato alla Cop26 di Glasgow sul clima. In Italia ci sono 39 progetti, ma neanche uno ancora in realizzazione, fermi da diatribe e ricorsi tra comitati ambientalisti e burocrazie. Il primo progetto di parco eolico in mare è del 2007, bloccato al tempo da Antonio Di Pietro. I progetti italiani sono collocati soprattutto nel Basso Adriatico, tra il Gargano e Santa Maria di Leuca, poi Ionio e sud Sardegna. La tecnologia delle pale eoliche galleggianti arriva dal Portogallo. Le enormi turbine vengono poste su piattaforme galleggianti, ancorate sul fondale del mare. Ci sono anche eliche monopalo che galleggiano su un cilindro. Se fossero realizzati tutti i 39 progetti si produrrebbero 17mila megawatt. Sui fondali marini europei galleggiano già molte pale eoliche, per 12mila megawatt.

22 novembre-2 dicembre 2021

indispensabile e necessario. Di pale eoliche la Puglia ne è piena. Stando ai dati del sito di “quale energia”, che comprendono gli anni dal 2012 al 2018, la Puglia ha una produzione da energia eolica di 2,5 GW: la regione col primato in Italia. Ma qui la questione è un’altra: i parchi eolici offshore galleggianti. Una tecnologia all’avanguardia che andrebbe a coprire buona parte delle coste pugliesi e meridionali, con impianti anche vicino alla costa (si parla di 90 metri) e più in profondità. Come sempre accade, le aziende coinvolte mettono i posti di lavoro al centro della contrattazione preventiva con gli enti locali e territoriali. Oltre 150 nuove occupazioni per attività di manutenzione. Le stesse imprese dicono che una volta installato il parco eolico, sarà valorizzata la manodopera locale e saranno sviluppati i porti pugliesi interessati. I Comuni non ci stanno, però. Dall’amministrazione di Castro, il vicesindaco Alberto Capraro ha alzato la voce nei giorni scorsi parlando di solite parole e contentini. Ad appoggiarlo due consiglieri regionali, Antonio Gabellone e Paolo Pagliaro. Il primo è stato anche presente al sit-in di protesta organizzato dal movimento “Regione Salento” a Porto Miggiano. “Il territorio non accetta e non tollererà l’invasione in mare di torre eoliche che sono devastanti per la ricchezza e la crescita del nostro territorio e della nostra


te en bi m A

PNRR regionale

Puglia e carbone storica “amicizia” La transizione ecologica è uno dei pilastri dei piani nazionali di ripresa e resilienza europeii. La Puglia, tra le regioni italiane, è stata quella con il numero più alto di progetti approvati, 21 per l’esattezza, per il PNRR, su un totale di 159 approvati a livello nazionale. Alla nostra regione arriveranno infatti due miliardi e 600 milioni di euro. In Puglia, secondo il presidente Michele Emiliano l’unica via per avere successo nella transizione ecologica regionale è una rapida decarbonizzazione delle due industrie più inquinanti: la siderurgica di Taranto e l’impianto di produzione di energia elettrica di Cerano, a Brindisi. “Sul territorio pugliese sono presenti le industrie che utilizzano più carbone in Italia. I dati sanitari dimostrano una scala statistica di malattie croniche, fuori dalla media regionale e nazionale”, ha concluso il presidente.

costa”, ha ribadito Gabellone. Pagliaro parla invece di un’invasione da parte delle multinazionali e si dice pronto a dare battaglia in Consiglio regionale. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, non si è ancora espresso, impegnato tra dimissioni importanti, l’avvio delle terze dosi e l’aumento dei casi di Covid-19. Non è il primo caso di amministrazioni locali che si oppongono a parchi eolici in mare, e sicuramente non sarà l’ultimo. Gli obiettivi della transizione ecologica da raggiungere per il 2050, però, richiedono sforzi impor-

tanti. Sforzi che molto spesso impattano sulle istanze dei cittadini. La sfida per la Puglia resta però la decarbonizzazione e il parco eolico galleggiante andrebbe in questa direzione producendo 1,3 GW di energia pulita, evitando oltre 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Il tutto in un tratto di costa che da anni aspetta la creazione di un’area marina protetta, invocata dal vicesindaco di Castro, Capraro, che ha definito questa situazione la nuova frontiera del “colonialismo economico para-green”. Silvio Detoma

13 COSTA E RICOSTA Il tratto di costa salentina dove sorgerebbe il parco eolico offshore (fonte Mario Del Prete)

Transizione difficile

Cop26: a Glasgow un nuovo patto per la neutralità climatica La conferenza internazionale sul clima tenutasi a Glasgow dal 1 al 13 novembre è stata la ventiseiesima dopo la prima di Berlino del 1995, guidata da Angela Merkel, al tempo ministra dell’ambiente della Germania. Quest’anno la Cop26 ha rivisto gli accordi di Parigi, firmati nella capitale francese nel 2015. Dopo le dure giornate di negoziati si è raggiunto un accordo: l’adozione del “Glasgow Climate Pact”. Criticato da molte parti come deludente, da altre visto come l’unico compromesso. Tra le novità assolute e l’impegno più grande di questa edizione c’è stato il riferimento esplicito alla riduzione del consumo di carbone, che continua ad essere inserito nei mix energetici di molti Paesi, anche della stessa Unione Europea come nel caso della Polonia. Le emissioni di carbone, infatti, rappresentano quasi il 40 per cento della CO2 globale. L’India, però, ha ottenuto l’inserimento di un emendamento che smorza l’efficacia della decisione presa. Non si parla più di eliminazione graduale del carbone, ma di riduzione graduale. Un cambio di parola che equivale a un cambio di prospettiva. Tutti o quasi i partecipanti della Cop26 hanno posto come obiettivo la neutralità climatica, anche se con tempi diversi. Per l’Unione Europea e gli Stati Uniti la scadenza è stata fissata per il 2050, mentre per la Cina e l’India si è parlato di 2060 e 2070. L’Ue ha già introdotto varie politiche già a partire dal Green New Deal, poi inserite all’interno dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza, nei quali quasi il 20 per cento dei fondi deve essere spesa per la cosiddetta transizione ecologica. 22 novembre-2 dicembre 2021


Master di Giornalismo 2021/2023

14

22 novembre-2 dicembre 2021


TO O  F LA Da sinistra, Francesco Ventrella, Serena Nuzzaco, il coordinatore prof. Cazzato, Emanuele Saponieri, Antonietta Pasanisi, l'interprete Lucia Sollecito, Alison Baskerville (giornalismo nelle zone di rischio), Carmen Palma, Marilù Mastrogiovanni, Wendy Funes (giornalista dell'Honduras), l'interprete Antonella Sara, Rosanna Luise, Giancarla Manzari, Silvio Detoma, Emanuele Palumbo, Cesare Zampa, Fabio Pengo, Luca Scattarella

15

22 novembre-2 dicembre 2021


La Bat nelle mani della mafia locale tra omertà e paura La complicata realtà della sesta provincia, sotto le influenze foggiane, baresi e salentine. Fontana e Nitti: “Situazione critica e rischiosa” 16

LA CORNICE La città di Canosa di Puglia (in alto), dove un blitz ha permesso l’arresto di otto pregiudicati per “lupara bianca”

Con l’ultimo blitz a Canosa di Puglia di due settimana fa, sono stati arrestati otto esponenti della malavita locale, presunti mandanti e autori di alcuni casi di “lupara bianca” avvenuti tra il 2003 e il 2015. Uno dei tanti casi in cui i clan mafiosi cercano di mettere le mani sulla Bat, attraverso pratiche d’estorsione agli imprenditori e per consolidare il monopolio sullo spaccio nella sesta provincia. Una questione purtroppo nota che affonda le radici negli anni ’80 ma che si è sviluppata

di recente a causa dell’espansione economica del territorio, così da attirare le attenzioni dei clan foggiani e baresi. A causa dell’assenza di un’influenza dominante, la Bat è il più complesso puzzle della regione, composto da equilibri sottili e facili da rompere, come dimostrano i tanti casi di sangue degli ultimi anni. È altrettanto evidente che siano due i gruppi principali a dividersi la provincia e le altre realtà locali cercano di emergere. A Trani e Bisceglie è nota la predominanza del clan barese Capriati, mentre

Blitz nella notte

Il colpo dell’antimafia: otto arresti per omicidi dal 2003 al 2015 Potrebbe essersi concluso l’incubo “lupara bianca” a Canosa di Puglia (Bt). Nelle scorse settimane sono stati arrestati gli otto presunti colpevoli degli omicidi di Sabino Sassi, Alessandro Sorrenti, Sabino D’Ambra e Giuseppe Vassalli, scomparsi tra il 2003 e il 2015. Le vittime erano invitate dai membri dell’organizzazione criminale per vendicarsi dei rappresentanti di clan rivali, per poi essere massacrati, uccisi e bruciati. I resti finivano tra le gravine della contrada Cefalicchio, a pochi chilometri dalla città. Sorrenti e Sassi volevano tradire il clan per impossessarsi dei traffici illeciti di droga; D’Ambra per “infamità”: aveva collaborato con le forze dell’ordine; per Vassalli i motivi erano due: aveva intrattenuto una relazione con la ex di uno degli arrestati, nonostante gli fosse stato vietato, e per aver avviato una fiorente attività di spaccio dopo essersi affrancato da un membro del clan. Del suo assassino sono state ritrovate lettere agghiaccianti: “Tu sei tutta mia, guai a chi ti tocca o ti sfiora, io lo spacco in due”. Ed era proprio così, tanto da sparare a un uomo che aveva fatto apprezzamenti al cane di lei. Vassalli è caduto nella sua trappola e l’assassino ha rivelato di aver voluto, durante il massacro, tagliargli i genitali per farli recapitare alla donna. Con il blitz notturno, le forze dell’ordine si augurano di aver messo la parola fine a un lungo capitolo della storia della città. E. P.

22 novembre-2 dicembre 2021


ità al in rim C

sulle sponde dell’Ofanto comandano le branche della Società foggiana. Nelle mire dei clan sono finiti principalmente il settore agroalimentare e quello turistico. Dal controllo delle coste passa la gestione del traffico internazionale della droga e le basi operative sono situate in aree rurali. Attraverso pratiche di estorsione, i malviventi controllano il territorio e spesso, per paura o omertà, non vengono denunciati. Gli imprenditori sono i più colpiti, soprattutto nelle ultime settimane. Da mesi, tra Andria e Bisceglie, sono state avviate alcune pratiche di sequestro ai danni dei commercianti delle periferie ed è stato chiesto un riscatto ai parenti. Anche in questo caso, spesso non si denuncia per evitare possibili ritorsioni. Sotto gli attacchi intimidatori anche le campagne: in pochi mesi ettari di terreni tra Minervino, Spinazzola, Canosa e Trinitapoli sono stati trebbiati e incendiati. L’obiettivo è quello di monopolizzare il territorio allontanando gli altri clan, mettendo a repentaglio l’incolumità dei cittadini. Il prefetto della provincia, Maurizio Valiante, ha avviato un programma di coordinamento per sorvegliare il territorio, ma le risorse non bastano. La criminalità garganica è fortemente presente a Barletta, mentre quella salentina è insinuata ad Andria. Le continue faide tra clan mettono a rischio la sicurezza dei cittadini e non sono rari i

casi in cui sono loro a rimetterci, vittime di estorsioni, aggressioni, minacce e furti. Per dare delle garanzie ai cittadini, sono arrivate le richieste allo Stato di Sergio Fontana e del procuratore di Trani, Renato Nitti. Il presidente di Confindustria Bari e Bat chiede l’intervento del governo e, in caso di bisogno, anche dell’esercito, perché “ora nella Bat è a rischio lo sviluppo dell’intera comunità”, dice Fontana. La sesta provincia è la prima per furti d’auto e tra le prime 20 per rapine e furti generici, secondo i dati de Il Sole 24 ore, il quale riporta che, in un anno, la provincia è salita al decimo posto per presenza di associazioni mafiose. “È facile immaginare che la criminalità metta in fuga possibili investitori” insiste l’imprenditore, invitando la ministra dell’Interno, Lamorgese, a incrementare gli uomini e i mezzi per non vanificare gli sforzi di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Renato Nitti ha lanciato l’allarme organici anche per la magistratura. “Anche la magistratura sta facendo molto grazie a personalità eccezionalmente valide, ha voltato pagina rispetto a un passato fatto più di ombre che di luci e ora si batte coraggiosamente per il territorio” ha dichiarato il procuratore di Trani. La richiesta alla ministra della Giustizia, Cartabia, è di rafforzare la presenza statale sul territorio.

17 IL PUZZLE La mappa della Bat divisa per influenze mafiose: equilibri instabili e faide continue (Foto: Il Tacco d’Italia)

Emanuele Palumbo 22 novembre-2 dicembre 2021


Finita l’era dei commissari tornano i sindaci Con le ultime elezioni a Manfredonia, si chiude il cerchio per i Comuni sciolti dall’Antimafia tra il 2015 e il 2019 nella Daunia. Ora resta Foggia

18

I CINQUE COMUNI A destra, la mappa con i luoghi interessati ai provvedimenti anti mafia e il palazzo della provincia, a Foggia

22 novembre-2 dicembre 2021

Monte Sant’Angelo, Mattinata, Cerignola, Manfredonia: con le ultime elezioni del nuovo sindaco sipontino, Gianni Rotice, si chiude la lunga stagione dei commissariamenti in Capitanata. Tutti i Comuni sciolti dal 2015 al 2019 per infiltrazioni mafiose hanno eletto, nel corso degli ultimi mesi, il loro primo cittadino. Adesso resta solo lei, Foggia. La giunta del capoluogo dauno è stata sciolta quest’estate, a pochi mesi di distanza dalla bufera mediatica che coinvolse il sindaco Franco Landella: il primo cittadino aveva simbolicamente consegnato le chiavi della città a Matteo Salvini, sancendo il suo passaggio da Forza Italia alla Lega. Del resto, l’inizio del 2021 aveva già grottescamente predetto l’epilogo della giunta. Il consigliere Leonardo Iaccarino fu ripreso in video, durante i festeggiamenti di Capodanno, mentre sparava con una pistola dal balcone della sua abitazione. Il fatto, rimbalzato su tutte le testate giornalistiche nazionali, mostrò a tutta Italia come una certa cultura si era (ed è ancora) fortemente insidiata nel tessuto sociale della Capitanata. Iaccarino fu poi intercettato nell’indagine per l’inchiesta sulle tangenti a Palazzo Città, e fu arrestato ad aprile assieme all’ex sindaco Landella con diverse accuse, tra cui corruzione e peculato. Quello che emerse fu un quadro criminoso che coinvolgeva diverse settori, dalla videosorveglianza agli alloggi popolari. “Logica spartitoria”, “mafia

degli affari”, “favori alle imprese collegate alla criminalità organizzata”: queste le parole riportate all’interno della lunga relazione della commissione antimafia. Parole simili giustificavano gli scioglimenti degli altri Comuni interessati in questi anni. La prima a cadere fu Monte Sant’Angelo, nel 2015. Il sindaco dell’epoca, Antonio Di Iasio, si scagliò contro il provvedimento definendolo “pura operazione di propaganda”. Durante la successiva tornata elettorale, nel 2017, la Commissione Antimafia aveva sottolineato come alcuni candidati avessero già fatto parte della precedente amministrazione sciolta, e che nelle liste elettorali vi fossero anche parenti di esponenti della criminalità locale. La stampa sollevò dubbi anche sul sindaco eletto quattro anni fa, Pierpaolo D’Arienzo (PD), in quanto cugino di un pregiudicato ucciso proprio dalla mafia. Eppure, nel corso del suo mandato, le iniziative di contrasto e sensibilizzazione alla criminalità organizzata non sono mancate. Tanto che ad oggi D’Arienzo ha subito tre intimidazioni, l’ultima a settembre di quest’anno. Nel 2019, davanti alla sede municipale del Comune montanaro, fu ritrovata una busta di plastica con all’interno un teschio umano e un biglietto con una minaccia di morte. Nel 2018 è toccato al Comune di Mattinata. Il prefetto constatò le relazioni di parentela o affinità tra membri della struttura burocra-


a ic lit Po

Manfredonia al voto

Gianni Rotice, chi è il nuovo sindaco Lui è l’uomo di Forza Italia che ha interrotto i 25 anni di governo di sinistra a Manfredonia. Se si contano anche gli anni del Partito Comunista, con alcune breve interruzioni di governo di Democrazia Cristiana, si può dire che il centro sipontino è “rosso” dal 1946. Gianni Rotice, imprenditore, docente universitario e ingegnere civile, ha sconfitto al ballottaggio il suo avversario dem Gaetano Prencipe, con il 56% di preferenze. È stato Presidente di Confindustria Foggia, Vice Presidente di Confindustria Puglia e attualmente è nella Giunta della Camera di Commercio di Foggia. Il giorno della vittoria, è arrivata anche la telefonata di Silvio Berlusconi: “Forza Italia assoluta protagonista! Ho visto che non era candidata neanche la Lega...” È vero: la fortuna di Salvini a Manfredonia è stata molto breve, così come quella di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. (C. P.)

tica ed elementi dei nuclei malavitosi. Anche qui, come a Foggia, la logica spartitoria ha portato alla privatizzazione di numerosi beni pubblici: parcheggi, appalti per impianti sportivi, autorizzazioni per bar e chioschi, assunzioni degli ausiliari del traffico ed altro ancora. In quel periodo Mattinata fu teatro di numerosi omicidi, una quantità impressionante se rapportata alla popolazione. Sindaco di quell’amministrazione fu Michele Prencipe, eletto nel 2014 con un margine di preferenza schiacciante con la lista civica “Mattinata Riparte”. Nel 2019 lo stesso destino è toccato a Cerignola, una città con una popolazione (60.000 abitanti) dieci volte quella di Mattinata e un clima malavitoso altrettanto feroce. Cerignola, infatti, occupa un ruolo importante nella geografia mafiosa della Capitanata. Base del clan Piarulli-Ferraro, da anni radicato anche nel Milanese, è stata l’incubo dei blindati e caveau di tutta Italia. Di quasi tutti i colpi messi a punto in quel periodo, le bande coinvolte erano cerignolane. Sindaco di quell’amministrazione era Franco Metta e, anche in questo caso, la situazione emersa dalla relazione era assai compromessa a livello istituzionale. Metta si è poi ricandicato alle elezioni comunali dopo i 18 mesi di commissariamento: giudicato incandidabile dalla Corte d’appello di Bari (non è possibile, infatti, ricandidarsi per due turni successivi se si è stati amministratori

locali delle giunte sciolte), ha comunque potuto correre allo scranno politico, in quanto non ancora sopraggiunto il provvedimento definitivo della Cassazione. Arrivato al ballottaggio, Metta ha perso contro il candidato di centrosinistra Francesco Bonito. Se gli altri Comuni non hanno registrato grossi spostamenti di potere, a Manfredonia invece la vittoria di Gianni Rotice ha portato al potere il centrodestra, dopo una lunga epoca di insediamento delle forze di centrosinistra. La relazione che ha portato allo scioglimento della giunta nel 2019, parlava di numerosi legami societari e affaristici tra famigliari di esponenti dell’Amministrazione comunale e soggetti della mafia locale, oltre a rapporti con imprenditori vincitori di appalti pubblici e una conclamata propension al nepotismo. L’amministrazione si trovava sotto la guida del primo cittadino Angelo Riccardi, indagato già per reati di altra natura, poi assolto. In particolare, nella relazione emergeva la figura dell’ex vicesindaco, Salvatore Zingariello, particolarmente vicino a un esponente della mafia garganica. Adesso, dopo una campagna elettorale complicata, a colpi di attacchi personali e urla al cambiamento, si prepara una nuova fase per il centro sipontino. E, si spera, per la Daunia tutta.

19 ROTICE, L’UOMO DI FI In alto il sindaco neo eletto Gianni Rotice. La sua nuova giunta conta il record di donne elette al Comune sipontino

Carmen Palma 22 novembre-2 dicembre 2021


Teatro Petruzzelli la guerra dei trent’anni Dopo l’incontro con il ministro della cultura Franceschini, il sindaco di Bari Decaro inizia le trattative con la famiglia Messeni Nemagna 20 STORIA LIRICA Foto d’epoca del Teatro Petruzzelli: siamo a Novecento inoltrato, prima del crollo della cupola fra cinema, teatro, danza

La Corte di Appello di Bari ha stabilito che il Teatro Petruzzelli è di proprietà della famiglia Messeni Nemagna e non del Comune di Bari. Con questo atto sono state annullate sia la delibera del 2002 sia quella del 2010, con cui il sindaco della città di allora, l’attuale presidente della Regione, Michele Emiliano, espropriò il teatro ai legittimi proprietari. Questa decisione fece cadere il protocollo firmato davanti al ministro dei Beni culturali di allora, Giuliano Urbani.

Nascita del teatro

La famiglia Messeni Nemagna Il Teatro Petruzzelli è stato inaugurato il 14 febbraio1903 con l’opera “Gli Ugonotti” di Giacomo Meyerbeer grazie ai commercianti e armatori Onofrio e Antonio Petruzzelli, che presentarono al comune di Bari un progetto del teatro dell’ingegnere Angelo Cicciomessere poi Messeni, marito della loro sorella Maria. Risale a quei tempi, 1896, il contratto tra la famiglia e l’amministrazione comunale. Con questo accordo, il comune di Bari si impegnò a cedere suolo pubblico in uso perpetuo alla famiglia Petruzzelli, oggi Messeni Nemagna. I lavori di costruzione del teatro fino all’apertura furono interamente finanziati dai proprietari. Le nuove generazioni della famiglia oggi, dopo le ultime sentenze che li legittima come unici proprietari, scrivono al presidente Mario Draghi per averlo come garante. 22 novembre-2 dicembre 2021

Secondo questa intesa, la gestione diventava sì pubblica, ma lo Stato si sarebbe impegnato a pagare 500mila euro l’anno alla famiglia Messeni Nemagna. L’idea del presidente Emiliano era che il Petruzzelli dovesse essere inteso come proprietà pubblica e appartenere al Comune di Bari. Alcuni consiglieri si dissociarono e parlarono di obbrobrio giuridico. Purtroppo la storia è lunga e articolata. Si ricordi che il governo Berlusconi, dopo l’incendio del 1991, concordò con la famiglia proprietaria e gli enti locali di far pagare allo Stato la ricostruzione. Ma fu con il governo Prodi e con Emiliano sindaco e Nichi Vendola presidente della Regione, che si decise di procedere all’esproprio per decreto legge. Solo dopo due anni, la Corte Costituzionale annullò tutto perché incostituzionale. I proprietari si rivolsero alla Corte Europea dei Diritti Umani che condannò lo Stato per violazione della proprietà privata con un risarcimento di 49 milioni di euro verso la famiglia Messeni Nemagna. In queste settimane è tornata in scena, come da melodramma, la diatriba sulla proprietà. Con l’ultima sentenza i Messeni Nemagna hanno vinto il ricorso, quindi sono gli effettivi proprietari. Il Comune di Bari dovrà restituire il teatro e la famiglia i costi di ricostruzione allo Stato, pari a 43 milioni di euro, più gli interessi legali. In seguito alle due sentenze della Corte di


ta et Sp li co

Appello, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, preoccupato per l’eventuale sospensione delle attività della Fondazione lirica e delle manifestazioni culturali in programma, ha chiesto un incontro urgente con il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Ad affiancare la città di Bari anche la Regione Puglia. Il presidente Emiliano ha dichiarato: “La Regione è al fianco del sindaco, pronto a sostenerlo in qualunque tipo di problematica politica ed economica. Il verdetto era abbastanza prevedibile, nel senso che nonostante i tentativi che sono stati fatti

dal punto di vista giuridico di acquisire la proprietà del teatro, la via maestra è l'esproprio". Nell’incontro, tenutosi a Roma tra il sindaco Decaro e il ministro Franceschini, si è giunti al comune obiettivo di salvare la stagione teatrale programmata e tutelare la fruibilità pubblica del Petruzzelli. Dopo varie consultazioni legali, Decaro ha deciso di incontrare i Messeni Nemagna per una soluzione definitiva. La richiesta è stata accolta dalla famiglia con mediazione civile. Antonietta Pasanisi

21 TEATRO PETRUZZELLI Appare ora in tutto il suo splendore dopo l’incendio del 1991 e la lunga vicenda giudiziaria (non conclusa)

L’incendio del 1991

La magnificenza degli anni d’oro Nella notte del 27 ottobre 1991 un incendio devastò il Teatro Petruzzelli. In programmazione andava in scena quei giorni uno dei capolavori di Bellini la Norma, che per ironia della sorte faceva calare il sipario nell’atto finale proprio con un rogo.La meravigliosa cupola in vetro temperato affrescata da Raffaele Armenise crollò su se stessa. Una vera tragedia consumata sotto gli occhi addolorati dei baresi che increduli osservavano il loro fiore all’occhiello bruciare. Una delle storie più tristi della nostra Repubblica, piena di buchi neri e ombre che ancora aleggiano nella memoria del nostro Paese. Il teatro è stato ricostruito, ma di certo quel fuoco ha spazzato via tutto un periodo d’oro, in cui il politeama ha brillato come tempio internazionale di bellezza e talenti che si alternavano sulla scena barese. Dalla danza alla lirica, nomi come Martha Graham, Lindsay Kemp, carolyn Carlson, alVin ailey, Antonio Gades, Mikail Baryshnikov e Roland Petit. Ma anche nomi di prosa che si intersecavano creando contaminazione di generi oggi molto frequente. Regie indimenticabili di Luca Ronconi, Peter Stein, il premio Nobel Dario Fo con la regia del “Il barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini, ma anche Ray Charles e Andrej Wajda. Le belle voci di Luciano Pavarotti e Liza Minnelli, e le étoile Margot Fonteyn e Zizi Jeanmaire. I silenzi di Marcel Marceau. 22 novembre-2 dicembre 2021


Solo Netflix resiste all’assalto ai teatri

I numeri lo affermano, i baresi non vedevano l’ora di riprendere. Dal 2015 al 2021, gli spettatori sono aumentati del 101,9 per cento

NETFLIX Il logo di Netflix, società statunitense fondata da Reed Hastings e Marc Randolph nel 1997 in California

Neanche la recente pandemia globale da Covid-19 è riuscita a fermare la voglia di andare a teatro. 101.9 è la percentuale di incremento degli spettatori del teatro Petruzzelli di Bari, registrata nel giro di cinque anni, dal 2015 fino ad oggi. Un trionfo per la cultura che riesce a difendersi bene, nonostante l’avvento delle nuove piattaforme digitali come Netflix e Amazon Prime Video. Sono sempre di più a preferire il ritorno al

22

L’intervista

Parola ai giovani: perché il teatro? Alla domanda: “ Teatro o Netflix?” due studenti, in coda al Petruzzelli e in attesa dello spettacolo rispondono così: “Preferisco il teatro alla fruizione di contenuti online perchè sebbene siano esperienze completamente diverse, il teatro presuppone un tempo tutto mio, senza distrazioni. Infatti a teatro non si può utilizzare il telefono o qualsiasi dispositivo elettronico e l’esperienza è unica e irripetibile”. “Studiando dalla mattina alla sera, Netflix, mi aiuta a “spezzettare” il film e a vederlo in più momenti, rappresentate dalle piccole pause che faccio tra una materia e l’altra. Tuttavia, Netflix visto così come lo vedo io, non è un vero e proprio svago, per staccare completamente la testa. Il teatro invece, è il modo migliore, perché vedi nuove persone, condividi spazi. Le luci, l’atmosfera e la comodità delle poltrone non hanno niente a che fare con la fruizione di uno spettacolo online”. (R. L.) 22 novembre-2 dicembre 2021

cinema e soprattutto nei teatri, primo fra tutti quello barese. Poltrone comode in velluto rosso, luci, l’acustica, la scenografia e il pretesto per uscire di casa ed incontrare amici con cui condividere un’esperienza unica e irripetibile, sono tra le motivazioni di chi ai giganti digitali, preferisce il teatro. Anche la tipicità dell’unità aristotelica, di spazio, tempo e luogo, ha avvicinato un numero sempre più crescente di spettatori, perché proprio la fruizione dell’opera teatrale esige un’immersione assoluta nella finizione scenica e un patto tra pubblico e attori. Via telefoni, tablet e ogni dispositivo elettronico per dedicarsi ad un momento tutto per sé, senza alcuna interferenza dal mondo esterno. Lasciarsi trasportare dalla musica suonata dal vivo da un’orchestra di indubbio spessore artistico, dall’azione scenica che si va costruendo solo in quel momento davanti all’uditorio e la bellezza dei costumi, portano il pubblico in uno stato quasi “catartico”, di rigenerazione e di empatia con i protagonisti dello spettacolo. Un’esperienza che difficilmente può essere riprodotta dai “new media” e dalle “pay per view” e il pubblico questo lo sa bene. D’altra parte, la comodità della fruizione di contenuti digitali in ogni momento e in ogni luogo, definita da alcuni una “salvezza” nel


li co ta et Sp

I dati del lockdown

L’esplosione della fruizione online Il lockdown e la conseguente chiusura dei cinema e teatri ha garantito il successo delle piattaforme online e delle pay per view. Prime fra tutte Netflix, Amazon Prime, Youtube e Sky. Netflix con un indice di gradimento pari al 8,16%, subito dopo c’è Amazon Prime Video con una percentuale di 7,92 e Youtube con un indice di gradimento che si attesta sul 7,87 per cento. Secondo una ricerca condotta da Sensemarkers nel 2020, la recente pandemia ha provocato un’impennata dell’audience dei consumatori di contenuti on demand, che si colloca sul 60 per cento. Un taget preciso, molto giovane che oscilla tra i 15 e i 14 anni. I programmi maggiormente fruiti sono film e serie tv che vanno ben oltre le due ore al giorno e che sono facilmente accessibili grazie alle applicazioni scaricabili su qualsiasi dispositivo elettronico. R. L.

periodo pandemico, sembra non essere più sufficiente per staccare la spina dalla quotidianità. Il pubblico è cambiato e ha bisogno di nuovi stimoli, di uscire di casa e non di rinchiudersi in una stanza, soprattutto se reduce da un periodo di forti restrizioni e isolamento, e quale pretesto migliore se non quello del teatro? Ecco perché non bisogna sorprendersi se all’ingresso del botteghino di uno dei maggiori teatri pugliesi puntualmente c’è una coda interminabile.

Un pubblico vasto che abbraccia non solo gli “affezionati” del teatro, ma anche curiosi e giovani studenti, che scelgono di utilizzare il loro tempo libero per dedicarsi alla cultura. L’accesso al teatro, ritornato alla massima capienza, è garantito sempre nel rispetto delle norme anti contagio, con controllo di green pass, misurazione della temperatura e obbligo di indossare la mascherina per tutta la durata dello spettacolo.

23 TEATRO PETRUZZELLI L’ingresso principale del teatro Petruzzelli, con la coda di persone in attesa al botteghino per l’acquisto dei ticket

Rosanna Luise

La nuova stagione

Riparte nel 2022 il Petruzzelli con le sue grandi proposte Il teatro Petruzzelli di Bari riparte con una nuova stagione ricca di musica, collaborazioni internazionali e otto titoli d’opera. Il 2022, si aprirà con Richard Wagner con “Tristan und Isolde” grazie alla regia di Yannis Kokkos. A seguire un programma ricco di produzioni di successo come “l’Aida”, con la regia di Mariano Bauduin e la direzione di Renato Palumbo e la collaborazione internazionale per la realizzazione di “Roméo et Juliette” di Charles Gounod, per la regia di Èric Ruf, in coproduzione con Opera Comique di Paris, Opera National di Washington, Opera Rouen Normandie, Theatre de Ville de Berne e Opera de Toulon Provence Mediterranee. Per gli appassionati del balletto invece, il Petruzzelli propone Les Ballets de Montecarlo con la rappresentazione di “Romeo e Giulietta” di Prokof'ev. Il balletto Fuego sarà invece proposto dalla Compañia di Antonio Gades. Per la stagione concertistica ci sono nomi di grande prestigio: si parte dal calibro di Riccardo Muti con l'Orchestra Cherubini, per poi passare ai dodici violoncelli dei Berliner Philharmoniker, fino al pianista Danill Trifonov. Spiccano anche moltissime artiste tra cui la violinista Isabelle Faust, il violoncellista Gautier Capucon e la pianista Beatrice Rana. Tutti i grandi sinfonici saranno condotti dal direttore stabile dell'Orchestra del Teatro, Giampaolo Bisanti. Gli abbonamenti, per la nuova stagione 2022, cominceranno con la prelazione dedicata agli abbonati del 2020 e partiranno dal 5 novembre fino al 18 novembre. (R. L.) 22 novembre-2 dicembre 2021


Bari, Shangai e Pechino: l’esperienza di Marco

Da un anno in Cina come studente, ha vissuto al ritorno dalle vacanze lo scoppio della pandemia a Shangai, ci ha raccontato la sua storia

L’INIZIO DEGLI STUDI Marco il primo giorno di lezione, davanti all’ingresso della Beijing Foreign Studies University di Pechino

Cosa porta un barese a trasferirsi in Cina? Lo spiega Marco Luisi nella sua esperienza da studente fuorisede. Ha trascorso il primo mese della pandemia a Shangai e ci ha raccontato dall’interno quello che ha vissuto. Quali sono state le misure attuate dalla Cina durante l’inizio della pandemia? Quali erano le tue impressioni e sensazioni quando hai saputo dei primi casi di contagio? “L’organizzazione è stata tempestiva, in pochissimi giorni tutti erano muniti di mascherina e termometri. Tutti gli esercizi commerciali, gli uffici, le aziende, venivano chiusi. Può sembrare strano, ma ero molto fiducioso e ottimista, si sentiva parlare di qualche decina di casi vicino a questo mercato, non pensavo potesse dimostrarsi una cosa così grave. Ho iniziato a cambiare la percezione della situazione solo dopo essere tornato in patria, perché in Italia iniziavano ad attuare le stesse restrizioni. Ricordo che appena ritornato le persone mi evitavano e schernivano perché indossavo già la mascherina. Per quel che riguarda noi studenti, ci hanno intimato di limitare al massimo i contatti fisici, le uscite dal campus erano contingentate, per cibo o roba di qualsiasi genere dovevamo recarci agli ingressi del campus dove ci veniva consegnato in maniera sicura quello che avevamo chiesto. Il 6 febbraio ho poi avuto la possibilità di tornare in Italia”.

24

22 Novembre-2 Dicembre 2021

Se volessi ritornare ti sarebbe possibile? “Come studente internazionale al momento non mi è possibile, l’accesso è permesso solo con visto lavorativo ma anche questo è soggetto a grandi limitazioni. Nell’ultimo anno ho svolto uno stage per un’azienda multinazionale che si occupa di esportazione di prodotti alimentari tra Cina e Europa. Il tutto è stato fatto in smart-working senza troppe difficoltà. Inoltre il numero di voli è diminuito drasticamente e i prezzi sono aumentati di molto. Ho amici ancora nel campus che non riescono a tornare nel loro Paese d’origine perché non possono permettersi il biglietto”. Cosa ti ha fatto scegliere la Cina? “È stato tutto quasi per caso, durante l’ultimo anno di liceo iniziai a seguire dei corsi di giapponese e dopo il diploma mi iscrissi alla Università la Sapienza di Roma per approfondire gli studi. Col passare del tempo mi interessai sempre più e decisi di specializzarmi nel cinese data la possibilità di avere una laurea con doppia valenza. Un mio professore, Federico Masini, mi fece innamorare ancora di più della materia. in seguito ho avuto la possibilità di trasferirmi in Cina. Ho trascorso un anno a Pechino e poi mi sono spostato a Shangai”. Come è stato il tuo rapporto con il cibo? “Ho sempre avuto una mentalità molto aperta nei confronti del cibo. L’ approccio con il cibo cinese è stato molto positivo, ho


La

L’intervista

ia or st

Tra Marco e il cibo dialogo alla cinese Marco Luisi, classe 96, nato a Bari. Nel 2018 si laurea in Lingua e Cultura Cinese alla la Facoltà di Lingue Orientali dell’Università Sapienza di Roma. Trascorre un anno presso la Beijing Foreign Studies University di Pechino, a seguito del quale riceve una doppia laurea italo-cinese. Si trasferisce in seguito a Shanghai dove inizia i suoi studi magistrali in Relazioni Internazionali presso la Shanghai University (tutt’ora in corso). Attualmente è impegnato nella stesura della tesi magistrale sulla convergenza normativa in materia di privacy e protezione dei dati. Da sempre interessato alla mediazione culturale come strumento di unione tra culture, ha svolto uno stage nell’ufficio marketing di un’impresa alimentare cinese, nella quale ha avuto modo di affinare le sue abilità comunicative e di esplorare l’innato dono del cibo di unire popoli diversi intorno allo stesso tavolo.

provato tutto quello che potessi provare. In ogni città per la quale sono passato il primo pensiero era provare il piatto tipico. In Cina le carni più consumate sono il maiale e il pollo. Il mio cibo preferito è il Malatang, una pietanza originaria del sud che si basa su un brodo caldo e speziato all’interno del quale puoi cuocere quello che più ti piace. Il brodo viene lasciato a cuocere per molte ore, anche più del nostro ragù. Per comporlo, entri in questi ristoranti specializzati dove sono esposti tutti i tipi di ingredienti che tu possa desiderare. Dal pesce, alla carne, alla verdura. Decidi gli ingredienti, paghi in base al peso e preparano sul momento quello che hai selezionato. Il mio abbinamento preferito è un brodo a base di pomodoro piccante con tofu, vari tagli di carne, tra i quali carne di rana, vari tipi di funghi, cavolo cinese, patata rossa e radice di loto, tutto naturalmente accompagnato al riso”. In Cina sono assenti Google e Facebook, quali app puoi usare? Quanto è elevato il livello di digitalizzazione? “I social occidentali sono preclusi in Cina. Per gli studenti l’unico accesso ai social era mediato da una VPN (rete virtuale privata). Alcune università la forniscono in autonomia, anche perché molti studiano in inglese e sarebbe limitante non aver accesso a fonti nella propria lingua. Tutti possiedono uno smartphone, anche i più anziani. Le loro app hanno uso universale. Con WeChat, la più

famosa e usata, puoi fare di tutto, come prenotare al ristorante o una visita medica. La digitalizzazione è talmente alta che quasi tutte le transizioni avvengono in digitale, usano sempre meno il contante. Ti farò un esempio assurdo: ho visto chiedere l’elemosina non con un contenitore ma con un QR code che viene scannerizzato per effettuare il pagamento sul conto digitale. In Italia litighiamo ancora con gli anziani in fila alle poste per spiegare cosa sia una prenotazione online. Inoltre hanno una concezione dell’esistenza diversa dalla nostra. Per loro la sfera privata si mischia con il bene pubblico. Tutta una serie di misure che qui sarebbero contestate, perchè percepite come un abuso dello stato, li sono viste come un giusto compromesso per un bene comune. Sempre su WeChat, era possibile consultare una mappa aggiornata in tempo reale che teneva traccia di tutti i casi di positività nella tua zona, addirittura segnava nello specifico il domicilio della persona infetta per starne lontano”. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? “Al momento sto pensando alle ultime cose per la laurea. Riguardo il lavoro, sto continuando come freelancer per l’azienda in cui ho fatto lo stage. Amo però l’Italia come amo l’Europa, non mi dispiacerebbe lavorare con il cinese nella mia terra. Lo scopriremo vivendo!”. Francesco Maria Ventrella

25 MARCO OGGI Marco durante un colloquio di lavoro a distanza con l’azienda d’esportazione per cui ha svolto lo stage

22 Novembre-2 Dicembre 2021


Festività e disdette crescono i contagi il Natale è a rischio Frenata per il turismo italiano. I sindaci pugliesi si preparano: mascherine anche all’aperto, controlli serrati e più prudenza. Introdotto il Super Green Pass 26

PUGLIA E LUCI Locorotondo si prepara al Natale. Luminarie, addobbi e alberi sospesi tra le vie del centro storico (Foto: Nuzzaco)

Su quello che si prospettava essere il Natale della ripresa per il settore del turismo e dell’economia, si è posato un velo di incertezza che potrebbe gravare negativamente sul lavoro di migliaia di italiani e su coloro che avevano deciso di trascorrere le vacanze invernali fuori porta. Con l’arrivo della quarta ondata di Covid, che ha già iniziato ad incidere sulla curva dei contagi, e la paura della nuova variante Omicron dietro l’angolo, alberghi e strutture ricettive stanno ricevendo numerose richieste di annulla-

mento delle prenotazioni. La Puglia, negli ultimi anni, è diventata una meta turistica ricercata non solo nei periodi estivi. In numero sempre maggiore, nei mesi invernali e in particolare nel periodo natalizio, orde di turisti stranieri e no, si sono riversati nella nostra regione. Oltre che le principali città, anche i più piccoli e caratteristici paesi pugliesi hanno iniziato a decorare le strade con luminarie sempre più sorprendenti, a organizzare mercatini e iniziative, attirando migliaia di turisti che affol-

Super Green Pass

Le misure anti-Covid si rafforzano in vista delle festività Il 24 novembre il Consiglio dei ministri ha varato un nuovo decreto. In vigore dal 6 dicembre 2021 al 15 gennaio 2022, il Super Green Pass avrà validità in tutto il Paese. Potranno ottenerlo le persone guarite dal Covid-19 e chi ha ricevuto le due dosi di vaccino. La certificazione permetterà l’accesso a eventi sportivi, spettacoli, bar e ristoranti al chiuso, così come a feste e discoteche. Il normale Green Pass, invece, verrà rilasciato a chi si sottopone ad un tampone molecolare (durata di 72 ore) o antigenico (48 ore) ed esteso ad altri settori (alberghi; spogliatoi per l'attività sportiva; servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale; servizi di trasporto pubblico locale). La validità della Certificazione Verde è stata ridotta da 12 a 9 mesi e l’obbligo esteso ad ulteriori settori. Dal 1° dicembre tutti i soggetti maggiorenni potranno inoltre prenotare la terza dose. Il decreto legge prevede inoltre un’estensione dell'obbligo vaccinale alla terza dose a partire dal 15 dicembre prossimo.

22 novembre-2 dicembre 2021


sa te at L’

lano le strade per ammirare le bellezze locali, assaggiare buon cibo, e riscoprire la tradizione. Il rischio di nuove chiusure, però, potrebbe intaccare i traguardi raggiunti e costare alla Puglia oltre 35 milioni di euro. Secondo l’indagine condotta tra il 15 e il 19 novembre da Confturismo-Confcommercio in collaborazione con SWG, sarebbero 35 milioni le partenze programmate dagli italiani oltre un mese fa per le vacanze di fine anno; le disdette supererebbero invece i 2 milioni e mezzo. Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio, ha recentemente dichiarato: “Prevale l’incertezza, non la paura. Per questo servono indicazioni chiare e immediate delle autorità competenti sulle eventuali regole da adottare per affrontare in sicurezza le prossime festività”. Stando alle informazioni fornite dal titolare di un’agenzia viaggi locale (Viaggi da star a Bitritto), anche i pugliesi stanno correndo ai ripari e iniziano ad arrivare le prime disdette dai clienti. Chi ha prenotato viaggi all’estero, è preoccupato dalla diffusione della nuova variante, ma anche dalle restrizioni che i diversi Paesi, europei e no, stanno adottando per ridurre al minimo il rischio dei contagi. Se da un lato c’è la cancellazione dei voli, la chiusura dei confini da parte di alcuni Stati e altri che valutano nuovi lockdown, viaggiare in Italia sembra essere altrettanto problematico a causa del possibile ritorno della divisione in zone e dell’attività degli impianti

sciistici suscettibile di restrizioni. Inoltre sembrerebbe che agli operatori del settore turistico non siano state fornite informazioni specifiche sulle norme da seguire: soprattutto per quanto riguarda i viaggi di coloro a cui hanno già somministrato la terza dose di vaccino o sono in possesso del Green Pass. Per salvare l’economia e le festività natalizie, il governo sta vagliando l’ipotesi di un Super Green Pass, utile a regolare l’accesso ad alcune aree e a locali interni. Intanto i sindaci pugliesi chiedono prudenza ai propri cittadini e corrono ai ripari. Nei paesi che contano più affluenza di turisti nei periodi festivi come Locorotondo e Polignano, è obbligatorio indossare la mascherina nei centri storici, gli ingressi diventano contingentati e i controlli serrati. Nonostante sia fortemente sentito il bisogno di riappropriarsi del Natale e di un po’ di normalità, la guardia non può che restare alta, per evitare l’aumento dei contagi e scongiurare un eventuale nuovo lockdown o il sovraffollamento degli ospedali. Una parte di pugliesi si affiderà al turismo di prossimità per trascorrere il Natale fuori porta, ma c’è anche chi ha scelto di sfidare la preoccupazione decidendo di non annullare le proprie vacanze. Sebbene però, anche la Puglia stia subendo una frenata del turismo, nei primi weekend invernali ha già registrato un considerevole numero di affluenze. Serena Nuzzaco

27 INCREMENTO CASI Nella settimana del 1723 novembre, la Puglia ha registrato un incremento dei casi totali di Covid-19 dello 0,6%

22 novembre-2 dicembre 2021


28

22 novembre-2 dicembre 2021


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Mediaterraneo News 22 novembre-2 dicembre 2021 by Medi@terraneo News - Issuu