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Mediaterraneo News 1-15 gennaio 2022

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pagina 1_Layout 1 26/01/2022 15:36 Pagina 1

Premio Giornalisti del Mediterraneo 2016 Anno 12 - N. 91 1-15 gennaio 2022 Distribuzione gratuita

MEDI@TERRANEO news - Periodico del Master di Giornalismo di Bari Ordine Giornalisti di Puglia - Università degli Studi ‘Aldo Moro’ di Bari Editore: Apfg - Bari Direttore Responsabile: Lino Patruno Registrazione Tribunale di Bari numero 20/07 del 12/04/2007

Plastica e mare leggi assurde a pagg. 4 e 5

Maledetto Covid io ti purifico

Redazione: Palazzo Chiaia-Napolitano via Crisanzio, 42 - Bari email: master@apfg.it

Soldi & saldi nessun dialogo Costa Ripagnola è ancora rebus a pagg. 12 e 13

a pagg. 8 e 9

Via i binari una nuova Bari a pagg. 10 e 11

a pagg. 6 e 7

Spider-Man che combini? a pagg. 2 e 3 1

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Il caso Spider-Man il nuovo cinema lotta contro la crisi I film Marvel monopolizzano i box office e svuotano le sale. Le piattaforme di streaming e le conseguenze della pandemia stanno mutando lo spettatore 2 LOCANDINA Poster del film Marvel Spider-man: No Way Home di Jon Watts con Tom Holland e Benedict Cumberbatch

Il cinema sta davvero cambiando, oppure è la richiesta degli spettatori ad essere in continuo mutamento? L’uscita dell’ultimo film targato Marvel Spider-Man: No Way Home, ha generato un fenomeno atipico e rimescolato le carte. Nei cinema italiani, la maggior parte delle sale è stata monopolizzata dalla nuova produzione della saga sull’uomo ragno, mentre agli altri titoli è stato concesso uno spazio molto più ridotto. È difficile stabilire se il mercato cinematografico si stia drasticamente trasformando o

se si tratti, invece, di eventi isolati. Esistono però alcuni elementi da tenere in considerazione. Stando a ciò che la storia ci insegna, il contesto culturale ha una grande influenza sull’arte e sulle produzioni. Dopo la devastante sconfitta in Vietnam nel 1975, nelle sale cinematografiche statunitensi degli anni ’80, si assiste a un vero e proprio boom della fantascienza. Lo spettatore usava il cinema come via di fuga, chiedeva leggerezza e distrazione. Nel cercare una spiegazione a questo suc-

Sale vuote

La crisi del 2021, tra chiusure forzate e misure da rispettare Il 2021 è stato un anno difficile per il mercato cinematografico in Italia, colpito da una profonda crisi a causa delle restrizioni per la pandemia e la perdita di spettatori. Unica eccezione il caso di Spiderman: No Way Home che ha registrato incassi da record al box office. Stando ai dati diffusi dall'associazione Anica, in Italia nel 2021 i cinema hanno registrato un incasso complessivo di 170 milioni di euro. Il 73% in meno rispetto al triennio 2017-2019. Ora che i cinema hanno riaperto, le sale restano perlopiù vuote. A trattenere il pubblico dall’affollare nuovamente i cinema, ci sono anche le misure di sicurezza di cui tener conto. Per poter accedere alle strutture, è obbligatorio indossare una mascherina di tipo FFP2 durante tutta la visione del film e presentare il green pass. Tutte queste regole da seguire hanno indubbiamente condizionato il numero di spettatori in sala e inciso negativamente sugli incassi. Anche l’industria cinematografica ha subito gli effetti della pandemia, oltre che quelli dovuti alle trasformazioni che il settore sta vivendo. Ci sono titoli, però, che hanno resistito alla crisi: primo su tutti l’ultimo capitolo di Spider-Man (con un incasso di oltre 19 milioni di euro), seguito da Eternals (sempre un titolo Marvel) con 8.4 milioni di euro, e da James Bond con No Time to die, che ha raggiunto 8 milioni di euro di incasso. Per le uscite italiane, i migliori risultati sono stati raggiunti da Me contro te (5 milioni di euro), Come un gatto in tangenziale (3.2 milioni), Freaks Out (2.6 milioni).

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cesso fuori dal comune della pellicola di Jon Watts, non è da sottovalutare l’impatto che gli ultimi due anni hanno avuto sulla vita della gente. Andare al cinema e trascorrere due ore spensierate, ha acquisito un valore molto più profondo. I personaggi estrapolati dai fumetti, inoltre, sono tutt’altro che cupi: sia i protagonisti che gli antieroi presentano, oltre che lati più drammatici, tratti ironici e divertenti, in grado di coinvolgere il pubblico. Sebbene la Marvel Cinematic Universe (MCU) inizi la sua produzione per il mercato cinematografico solo nel 2008, la nascita dei suoi supereroi affonda le radici a fine anni ’30 grazie ai fumetti dell’omonima casa editrice. Esiste un lungo rapporto di fidelizzazione tra la Marvel e gli appassionati del genere, che negli anni ha acquisito sempre maggiore popolarità e affascinato spettatori anche tra i giovanissimi. Eppure, il caso di Spider-Man: No Way Home è ancora più particolare. Questo film ha scatenato un vero e proprio “effetto nostalgia” che ha richiamato in sala anche coloro che, da questa esasperazione di effetti speciali, fantascienza e battaglie epiche, aveva ormai preso le distanze. Grazie all’escamotage del Multiverso, nel film riappaiono volti storici, eroi e villain, appartenenti alle pellicole originali della saga cinematografica che hanno risvegliato ricordi adolescenziali in migliaia di ragazzi. L’età del

pubblico che ha affollato le sale, infatti, era varia e formava un gruppo eterogeneo. Anche il progredire delle piattaforme di streaming ha un ruolo importante nella trasformazione industriale che il mercato sta subendo e nella crisi che ha colpito le sale cinematografiche. Le produzioni sono pensate sempre più per il piccolo schermo e i film spesso restano al cinema solo pochi giorni, per poi essere distribuiti sulle varie piattaforme. Lo spettatore stesso si sta trasformando, sta subendo un impigrimento considerevole (grazie alla facilità con cui si può accedere ai contenuti stando in casa), aggravato anche dagli effetti della pandemia, che ne ha modificato le abitudini. Difficile dire se con il tempo gli spettatori torneranno a riempire i cinema o se continuerà ad aumentare la richiesta di produzioni per le piattaforme. Complesso è inoltre capire se il mercato cinematografico subirà un’ulteriore inversione di rotta a favore di pellicole più “spoglie” e realistiche o se continuerà a preferire effetti speciali e acrobazie spettacolari. Certo è che, il fenomeno del film Marvel che ha superato un miliardo di dollari di incasso al botteghino in poco più di dieci giorni dall’uscita, è il segnale che qualcosa sta cambiando. Dimostra che il cinema non può più avere un genere predominante e seguire un’unica direzione, ma è invece necessario dare spazio a qualunque forma di spettacolo. (Serena Nuzzaco)

3 CINEMA In zona gialla capienza massima consentita non superiore al 50%. Nelle zone bianche la capienza pari al 100%

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Plastica in mare Se aiuti l’ambiente infrangi la legge Le cose potranno cambiare con la prossima entrata in vigore del ddl “Salva Mare”: i rifiuti marini saranno competenza delle autorità portuarie 4

RETI IN MARE Una studentessa protesta per l’ambiente sulla spiaggia di Manfredonia. In basso, retine raccolte nel golfo

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Quello che vivono i pescatori di Manfredonia (e non solo) è un vero e proprio paradosso: se viene pescata inavvertitamente della plastica, i pescatori devono ributtarla in mare. E di plastica, nel golfo, ve n’è abbastanza. Se la portano sulla terra ferma, facendo del bene all’ambiente, allora verranno sanzionati. Non solo i rifiuti trascinati dalla corrente, che puntualmente si ritrovano impigliati nelle reti a strascico, ma anche i prodotti usati per la pesca stessa. Basti pensare alle

retine utilizzate per gli allevamenti di mitili, gettate in mare, che danneggiano fortemente la fauna marina. Lo ha confermato anche lo studio “Clean Sea Life”, progetto dell’Unione Europea del 2018: dei 424 chili di retine raccolti dai ricercatori tra 27 spiagge e 4 porti, il 73% si trovava nel golfo manfredoniano. Il progetto europeo, infatti, nel gennaio 2018 ha dedicato un’opera di setacciamento tutta al centro sipontino, impiegando dieci pescherecci per la pulizia dei fondali e la


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successiva identificazione dei rifiuti. L’operazione ha evidenziato come questi fossero tutti di tipo speciale. Ed ecco il nodo da sciogliere per i sanzionamenti a cui vanno incontro i pescatori: i materiali recuperati in mare non possono essere considerati come normali rifiuti urbani da smaltire nei siti preposti, cosicché gli organi competenti vanno incontro a operazioni dispendiose e burocraticamente più complesse. Lo smaltimento di un rifiuto speciale, infatti, è dieci volte più costoso, poiché necessita di una lavorazione diversa in una filiera apposita. Per di più, con la normativa vigente, il trasporto illecito di rifiuti costituisce un reato penale. Per un paese bagnato per due terzi dal mare, l’idea di ciò che i pescatori sono costretti a fare è preoccupante. Eppure i lavoratori hanno voglia di contribuire alla pulizia dei fondali, e sono tutti in attesa del disegno di legge “Salva Mare”. Il ddl, presentato nel 2018 dall’allora ministro all’Ambiente Sergio Costa, è stato approvato lo scorso novembre in Senato, ma necessiterà di un ulteriore passaggio parlamentare per le modifiche apportate dai senatori. I 17 articoli di cui si compone riguardano tre temi principali: la gestione dei rifiuti marini, la sensibilizzazione all’abbandono dei rifiuti e la tutela degli ecosistemi marini. Con il ddl, saranno le autorità portuarie ad occuparsi della differenziazione e smaltimento dei rifiuti, andando a creare delle isole ecologiche ad hoc. Per incentivare il corretto recupero dei materiali, inoltre, sono previsti dei premi economici per i pescatori “spazzini”. Un ulteriore step potrebbe essere quello di considerare i materiali in mare alla stregua di quelli urbani, come si fa già per i rifiuti rinvenuti sulle spiagge, i cosiddetti “beach itter”, ed è proprio quanto chiesto dalle associazioni ambientaliste, tra le quali anche il WWF. Va sottolineato che la marina dauna non è estranea all’illegalità. Ad ottobre 2021 sono arrivate 14 misure cautelari per l’abbandono massiccio sulle coste del nord Gargano delle retine in plastica, con conseguente alterazione dell’ecosistema. Non vi è dunque solo il problema del recupero accidentale di plastica, ma anche quello delle responsabilità individuali degli imprenditori di mitilicoltura, che tentano di scampare ai costi di smaltimento. Un maxi blitz di dicembre, inoltre, ha portato alla luce il controllo dei clan mafiosi sul commercio ittico di Manfredonia. Ciò significa che non bastano le leggi a tutela dei lavoratori onesti. E viene naturale chiedersi, in un paese in cui la criminalità si è così infiltrata nel tessuto economico, quanto ci vorrà affinché la mafia locale prenda il controllo dei rifiuti anche marittimi. Nel 2018, le associazioni e pescatori locali chiedevano che il disegno di legge portasse

il nome di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica ucciso undici anni fa dalla camorra per il suo impegno per l’ambiente. Vassallo infatti si schierò contro il controllo del porto da parte della criminalità organizzata e contro tutte le pratiche illegali a danno dell’ambiente. Non si sa se questo desiderio sarà accolto, ma almeno questa legge tanto desiderata dai pescatori potrebbe nascere sotto una buona stella.

5 IL PORTO SIPONTINO Sotto, uno scorcio del molo est del porto di Manfredonia, visto dal castello Svevo Angioino in prossimità del mare

Carmen Palma

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Purificatori d’aria nelle scuole di Bari Fine per la dad? In tre istituti del capoluogo pugliese ogni studente ha trovato, a gennaio, un altro “compagno di classe”, il nuovo modo per non stare più a casa 6 IN AULA Anche con i depuratori, non cambieranno le direttive all’interno delle classi: distanziamento e mascherina obbligatoria

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Nel caos per le riaperture scolastiche durante la quarta ondata di covid, alcuni istituti sono riusciti a installare degli apparecchi per migliorare la qualità dell’aria. Lo scorso agosto lo Stato ha stanziato 350 milioni di euro, con il decreto sostegni bis, di cui quasi 26 destinati alla Puglia. Soldi, questi, da investire nelle scuole per potenziare la didattica e per l’acquisto di strumenti digitali, ma anche per l’acquisto di dispositivi di areazione. Un’opportunità diventata esigenza con l’impennata dei contagi degli ultimi mesi negli under 18, in particolare per la fascia d’età tra i cinque e gli undici anni. Alcuni dirigenti scolastici hanno quindi colto la palla al balzo, acquistando purificatori e sanificatori d’aria per permettere un rientro in sicurezza dopo le festività natalizie. È necessario distinguere i primi dai secondi. I purificatori catturano l’aria presente nella stanza e la riemettono priva di batteri. Al svolgere questa funzione sono dei particolari filtri di due classi: gli hepa, fogli microfibra che catturano i germi, quelli ai carboni attivi, quelli a led e gli ionizzatori d’aria. I sanificatori invece distruggono i batteri e sono meno impattanti a livello ambientale. I primi istituti ad adottarli a Bari sono stati la scuola dell’infanzia e primaria Japigia 1 – Verga, la media Tommaso Fiore e il liceo scientifico “Salvemini”. La dirigente delle prime due, Patrizia Rossini, ha spiegato che

la scelta dell’acquisto di apparecchi tecnologici per la purificazione dell’aria sia necessario per rendere gli ambienti più sani per docenti e alunni. Passando buona parte della giornata tra le mura scolastiche, è nato il bisogno di rendere le aule e i corridoi quanto più sicuri. Sono 75 i dispositivi, capaci ognuno di purificare 255 metri cubi d’aria. Le fa eco la preside del Salvemini, Tina Gesmundo, la quale aggiunge che le attrezzature possano servire anche in futuro, non solo per affrontare l’esigenza sanitaria. La sperimentazione dei sanificatori è partita a fine luglio, col fine di averli a disposizione nei mesi invernali. I 58 sanificatori riescono a coprire tutte le classi dell’istituto, permettendo la convivenza con il virus. “La scuola non può chiudere. La didattica a distanza ha creato tanti problemi psichici ed educativi nei ragazzi; si portano le ffp2 e i ragazzi devono vaccinarsi. Abbiamo l’85 percento che ha ricevuto due dosi, il 10 ha già anche la terza. Non posso chiudere la scuola quando il pomeriggio gli alunni sono liberi di andare dove vogliono perché è tutto aperto” ha detto la Gesmundo. Sulla stessa linea la preside dell’istituto “Marco Polo”, Rosa Scarcia, intenzionata, già da agosto, a investire 60mila euro in depuratori, termoscanner e tamponi. Non è però una misura circostanziata alla Puglia. L’installazione è partita anche nel resto d’Italia già da settembre, soprattutto


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in caso di classi pollaio. In quei casi, la sperimentazione era già partita nella scorsa primavera. I depuratori non sostituiscono, però, le misure di prevenzione: le mascherine restano comunque obbligatorie. Se le scuole stanno cercando di affrontare l’emergenza in modo da non dover tornare alla didattica a distanza, permane il problema dei trasporti. Il presidente regionale dell’Associazione nazionale dei dirigenti scolastici, Roberto Romito, ha denunciato che sono quasi due anni che la questione sul potenziamento esiste e non è ancora stata risolta e che i finanziamenti sono tuttora inutilizzati. In Italia la prima città ad aver sperimentato i depuratori sugli autobus è stata Ancona. I purificatori sono stati forniti da una società marchigiana. L’efficacia è stata registrata nell’Azienda ospedaliero-universitaria ospedali riuniti della città, riscontrando un calo delle particelle del 90 percento. Romito ha, inoltre, sottolineando che anche le scuole hanno bisogno di un periodo di sperimentazione per installare i depuratori; se alcuni istituti hanno già concluso la sperimentazione, altri attendono più precise linee guida dallo Stato. È stato il caso dello Scacchi, storico liceo scientifico nel centro di Bari. La preside, Chiara Conte, ha messo in luce il carattere troppo generale della destinazione d’uso delle risorse. Riguardo i depuratori, consigliati anche dalla società italiana di medicina ambientale, la

Conte ha avanzato con prudenza. La cospicua presenza di studenti, circa 1600, e le 63 classi, a cui vanno aggiunti i laboratori, pretendono un acquisto massiccio di dispositivi per installarne uno per ogni aula. Bisognava, quindi, capire quanti se ne sarebbero potuti comprare ricorrendo ai fondi disponibili, una spesa di circa 40mila euro. È una situazione da monitorare, perché in continuo mutamento, ma la possibilità che sia già stato raggiunto il picco della quarta ondata è un raggio di sole in uno scenario nuvoloso. (Emanuele Palumbo)

7 TRA I PRIMI A BARI L’istituto “Salvemini” è tra i pionieri nel capoluogo per l’utilizzo dei sanificatori (Fonte liceosalvemini.edu.it)

Quasi 18 milioni

Le risorse statali per le scuole Lo scorso agosto, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha firmato un decreto, in armonia con il ministero dell’Economia, che ha destinato 350 milioni per le scuole. Stanziati dal decreto sostegni bis, sono serviti per ripartire ad agosto in tranquillità. Le risorse sono a disposizione dei presidi per l’acquisto di dispositivi di protezione e dell’igiene personale e degli ambienti. Inoltre erano utilizzabili anche per interventi per la didattica per studenti e studentesse in disabilità, disturbi dell’apprendimento e per favorire l’inclusione. È possibile utilizzarli anche per riadattare gli ambienti a seconda delle necessità, ad esempio con l’acquisto dei depuratori, i sistemi di areazione. Inoltre lo scorso 30 novembre il ministro ha presentato un ulteriore piano per la scuola di 17,59 miliardi, decretato nel Pnrr. Di questi, 12,1 miliardi sono destinati alle infrastrutture, altri 5,46 per le competenze digitali e 30 milioni agli istituti tecnici. (E.P.) 1-15 gennaio 2022


Saldi e pandemia Covid non fa sconti negozi vuoti a Bari Operatori commerciali stanchi della situazione: «Le code solo fuori dalle farmacie». La titolare di una gioielleria: «Non siamo stati aiutati» 8 GIÙ I PREZZI, SU I CASI Sconti fino al 70%, ma questo non incoraggia gli acquisti. La gente teme l’aumento dei casi (Foto: Emanuele Palumbo)

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Bari, via Sparano. Il coronavirus imprime una brusca frenata ai saldi di fine stagione, iniziati in Puglia lo scorso 5 gennaio e in programma fino al 28 febbraio, così come da regolamento regionale. C’è poco passeggio nel cuore del commercio barese. Gli esercenti non ricordano quella stessa strada, un tempo affollata, così deserta. Desolata. A ravvivarla ci sono soltanto gli addobbi natalizi. L’unica luce che si scorge, nel tunnel buio della paura per la pandemia, è quella delle luminarie e dell’albero di Natale installato di fronte alla chiesa di San Ferdinando. A rallegrare il pomeriggio dei pochi passanti che si incontrano è la musica di un artista di strada. Offre ciò che può, la sua arte. E lo fa con la sua chitarra e un amplificatore. Dal suo palcoscenico improvvisato chiede qualche spicciolo alla sparuta platea assiepatasi attorno a lui. Qualche centesimo, nulla di più. La crisi non risparmia nessuno e colpisce chiunque. Quasi come una “livella” di Totò, pone tutti sullo stesso piano. E, senza conoscere ascensori sociali, su questo inedito “pianerottolo” si incontrano soprattutto i titolari delle diverse attività commerciali. Pur applicando sconti fino al 70%, però, non riescono a far percepire alla clientela il profumo dell’affare, dell’occasione imperdibile. Sembra una sfida disumana, perché l’olezzo della variante Omicron è troppo forte e non con-

sente di percepire altre sensazioni olfattive. I cittadini temono l’incremento dei contagi. Il numero dei nuovi casi continua a galoppare e la curva epidemiologica si impenna, in linea con quella nazionale. I responsabili dei punti vendita di grandi marchi stanno in silenzio. Quel muto “no comment” grida delusione, stress e frustrazione per un virus che, a due anni dalla sua irruzione, continua a influire sulla vita socioeconomica del Paese. Tra i negozianti dei grandi marchi c’è inoltre chi vorrebbe parlare, almeno per dare sfogo alla rabbia generata dalla situazione, e non può perché non autorizzato dalla direzione centrale. In via confidenziale, il parere degli operatori commerciali è un coro di voci unanime: il crollo delle vendite c’è ed è consistente. Rassicurati dalla riservatezza giornalistica, persino i più reticenti iniziano a dare sfogo ai loro pensieri. Stampata sui volti è visibile l’espressione di tristezza mista a rassegnazione. Le loro risposte alla domanda “come vanno le vendite in questo periodo di saldi?” iniziano tutte nello stesso modo: una scrollata di spalle, occhi chiusi e un sospiro prima di iniziare a parlare. La proprietaria di un locale ha risposto così: «Quest’anno le code solo fuori dalle farmacie per fare i tamponi. Fuori dai negozi, nulla».


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Abbiamo incontrato la titolare di una gioielleria di via Sparano e ne abbiamo approfittato per rivolgerle qualche domanda. Come sta andando con i saldi? “Un po’ a rilento rispetto all’anno scorso. A causa del Covid c’è poca gente in giro. Gli unici passanti sono quelli che vivono o lavorano in questa zona, ma non chi è interessato agli acquisti”. E i clienti fidelizzati? “Loro stanno tornando. Sono venuti dopo il Natale per approfittare di qualche sconto. Però rispetto agli altri anni stiamo avendo un forte calo”. Un calo imputabile anche al caro bollette? “Potrebbe essere. I ragazzi lavorano meno e si sentono in giro tante lamentele per quanto riguarda i contratti. Questo fa rallentare l’intero indotto economico”. Lei ricorda una via Sparano così deserta? “No. Ma questa situazione va avanti da Capodanno, da quando è ricominciato l’allarme sui contagi”. La pandemia continua a essere determinante per l’andamento del settore? “Secondo me si, perché ci sono tanti bambini in quarantena, diverse classi che seguono le lezioni a distanza. Di conseguenza, le mamme non possono uscire di casa per restare in casa con i figli. E lo so perché i miei stessi figli fanno tamponi di continuo. Tutto ciò genera paura nell’uscire di casa, nel frequentare i negozi

e nel venire a contatto con le commesse”. Come è stata gestita l’emergenza in questa fase, specialmente per voi commercianti? “In realtà non siamo stati aiutati molto. Non è stato fatto nulla per agevolarci o incrementare le vendite. Qualcosa è stato fatto nei giorni clou delle feste natalizie, nel centro più che altro. E c’erano soprattutto delle attività che favorivano il passeggio. Ma è finito tutto lì”.

9 VIA SPARANO DI SERA I tavolini di un bar sono vuoti. Insegne accese e vetrine illuminate, ma pochi avventori (Foto: Emanuele Palumbo)

Cesare Zampa

La storia

Ribassi, una tradizione secolare I saldi: uno strumento del governo per incentivare i consumi e permettere ai negozianti di smaltire le vecchie collezioni. La storia è lunga quasi un secolo e affonda le sue radici nell’epoca fascista. Nel 1939, il governo italiano approvò una legge con cui consentiva la vendita a basso costo di alcuni prodotti, in qualsiasi periodo dell’anno. Dopo la caduta del regime, la prassi dei saldi fu dimenticata per poi essere rispolverata negli anni Ottanta. Attraverso una normativa più precisa, infatti, l’esecutivo nazionale impose agli esercenti di scontare la merce solo per quattro settimane all’anno, anche suddivise in due diverse tranche. Altre novità giunsero con il Codice del consumo del 2005, in vigore tutt’oggi. Questo ha imposto agli esercenti l’esposizione dei prezzi “pre” e “post” sconto e della percentuale del ribasso, oltre alla possibilità di sostituire la merce difettosa. (C. Z.)

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Ferrovia di Bari: ecco il progetto che unisce la città La variante ‘collo d’oca’ del nodo ferroviario di Bari sarà pronta nel 2027; binari spostati nell’entroterra e due nuove fermate al Campus e all’Executive 10 LA NUOVA LINEA Sarà lunga 10 km e percorribile a 200 km/h, con tratti in rilevato e in trincea. Il costo complessivo sarà di 390 mln

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Trasformare la ferrovia in un servizio di mobilità giornaliero per gli spostamenti casa-lavoro, attraversando e collegando al meglio la città di Bari, riqualificando i tratti del sedime ferroviario che verrà dismesso. È questo l’ambizioso obiettivo prefissato dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, con la variante ferroviaria del nodo sud del capoluogo pugliese. Un progetto che prevede la costruzione di una nuova linea lunga 10 km e percorribile a 200 km/h, con tratti in rilevato e in trincea, sottopassi e sovrappassi ferroviari per un costo complessivo dell’intervento di circa 390 milioni di euro. Alla fine dei lavori, prevista per l’inizio del 2027, sorgeranno dunque tre nuove fermate ferroviarie. La prima “Bari Campus”, si troverà a ridosso del Campus dove fermeranno sia i treni per Lecce sia quelli della Sud Est. La seconda sarà “Bari Executive”, di importanza strategica in quanto collegherà una zona densamente abitata con tanti uffici, ospedali e il ‘Campus X’. Infine la nuova stazione di Triggiano, all’altezza del centro commerciale ‘Bari Blu’. “Si tratta di tre fermate fondamentali – spiega l’assessore del comune di Bari, Giuseppe Galasso – per creare un’opportunità alla nuova utenza di prendere il treno al posto della macchina: ad esempio tutti coloro che lavorano nella zona di Via Amendola non hanno una stazione di riferimento ma, con la costruzione della nuova stazione,

potranno sostituire il treno alla macchina. Una linea ferroviaria con più fermate che attraversano la città significa avere un trasporto ferroviario che ha più appeal, soprattutto nei movimenti dei pendolari. Il trasporto pubblico va testato nel quotidiano, diventando efficace quando diventa un sistema di mobilità giornaliero negli spostamenti casa-lavoro, e conveniente: sia economicamente sia in termini di tempo”. Tutto ciò sarà possibile grazie alla variante ferroviaria che prevede la dismissione dell’attuale sedime ferroviario nel tratto che va dal passaggio a livello di via Mola fino a Torre a Mare. Quel tratto di ferrovia, oggi attraversato da treni provenienti da Lecce, non sarà più utilizzato da RFI (rete ferroviaria italiana) ma sarà ceduto al Comune che lo riqualificherà con importanti interventi di greening anche in affiancamento a quello che sarà il BRT (Bus Rapid Transit), che avrà una corsia dedicata, costruendo anche lunghe piste ciclabili e camminamenti pedonali. Per far ciò verrà costruito un nuovo tratto ferroviario con due nuovi binari diretti a Lecce che verranno realizzati in affiancamento ai due binari della Sud-Est diventando dunque quattro: due diretti a Lecce (RFI) e due della Sud-Est con l’eliminazione del passaggio a livello di via Oberdan che sarà sostituito con un sottopasso per garantire la viabilità. Dopo la fermata “Bari Executive” vi sarà la


SS16, la ‘bretella’ che fa discutere

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biforcazione dei quattro binari: i due della Sud-Est continueranno nel sedime odierno mentre, i due di RFI devieranno verso la statale-16, che in quel punto è alto, dove attualmente vi è il cantiere di RFI che sta facendo un buco, sotto la statale, dove far passare il treno. Per fare questo è stata costruita la bretella temporanea che verrà poi dismessa una volta ultimati i lavori. Si tratterà dunque di una vera e propria rivoluzione per la città di Bari con l’addio ai palazzi affacciati sulle rotaie, al mare separato dal centro urbano e ad una città divisa in due. “I vantaggi - sostiene l’assessore Galasso – sono enormi per interi quartieri della città. Madonnella, che era schiacciato tra il mare e la ferrovia, adesso avrà un collegamento diretto con Japigia. Stesso discorso per Japigia che potrà arrivare al mare in ogni dove perché, non essendoci più la ferrovia, Via Magna Grecia arriverà direttamente alla spiaggia di ‘Pane e Pomodoro’. Anche Sant’Anna avrà modo di collegarsi alla linea di costa”. Oltre all’eliminazione dei binari, la fascia costiera a Sud di Bari sarà inclusa in un altro piano finanziato dal PNRR. E’ il piano “Costa Sud” che prevede una riqualificaizone di 6,5 km di fascia costiera che va da canale Valenzano fino alla baia di San Giorgio. In quella zona verranno effettuati diversi espropri con l’obiettivo di creare uno dei parchi costieri più grande del Meridione: ben 6.5 km. (Luca Scattarella)

Uno degli elementi che ha fatto più discutere, nell’ambito dei lavori relativi alla variante “collo d’oca”, è stato senza dubbio la bretella provvisoria realizzata sulla statale-16 all’altezza dello svincolo di Via Caldarola. Una decisione inevitabile sia per garantire il proseguimento dei lavori di RFI, che sta creando un nuovo buco (sotto la SS-16) che consentirà il passaggio dei due binari RFI; sia per l’esigenza di non interrompere la circolazione sulla statale-16. Per garantire tutto ciò l’ANAS e il Comune hanno preteso da RFI che la bretella venisse realizzata senza restringimenti, con tre corsie sia in direzione Brindisi che in direzione Foggia, per evitare problemi di code e rallentamenti. La bretella provvisoria che, secondo le previsioni di Ferrovie (responsabili del cantiere) sarà dismessa nel 2023, è stata comunque oggetto di diverse critiche dagli automobilisti baresi. Quest’ultima infatti è stata ritenuta potenzialmente poco sicura per la viabilità visti anche i diversi incidenti che si sono verificati in quel tratto di strada. L’ultimo è quello avvenuto nella notte del 12 dicembre nella quale hanno perso la vita due giovani di 35 e 26 anni: la vettura dei due, si sospetta anche a causa della velocità sostenuta e della pioggia, avrebbe infatti colpito violentemente un carro attrezzi (fermo in curva in posizione irregolare) che occupava parte della carreggiata, perché stava agganciando un'altra auto che poco prima si era ribaltata. L’assessore Galasso ha però voluto garantire la sicurezza della bretella: “E’ stata realizzata con tutte le prescrizioni imposte. Inoltre bisogna sempre ricordare che, su quel tratto di strada, c’è un limite di velocità di 50 km/h. Essendoci dei lavori non potrebbe avere lo stesso limite di velocità del tracciato originale. Non è corretto dire che gli incidenti sono legati alla pericolosità della strada, ignorando che possano esserci altre motivazioni anche perché il numero dei sinistri va paragonato anche al numero dei passaggi che avvengono in quella strada. Inoltre ci sono le strisce gialle che indicano che è una zona di cantiere ed è stata anche realizzata una nuova illuminazione che garantisce grande visibilità”. (L.S.)

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Il caso

GIUSEPPE GALASSO L’Assessore alle Infrastrutture,Opere pubbliche, Mobilità sostenibile e Accessibilità del comune di Bari

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Si fa più distante il resort dei trulli a Costa Ripagnola Dopo la sentenza della Corte costituzionale e il dissequestro dell’area, la litoranea tra Cozze e Polignano torna a vivere: esultano gli ambientalisti 12 DISCORDIE Le costruzioni storiche di Costa Ripagnola, al centro delle discussioni da anni (Foto di Silvio Detoma)

1-15 gennaio 2022

Immaginate un eco resort composto da percorsi benessere di charme e luxury, a pochi passi dal mare in “pagliari” o trulletti (come vengono erroneamente chiamati) sparsi lungo la costa tra Polignano a Mare e Mola di Bari. Ecco, rimuovete subito l’idea dalla vostra testa. Il progetto della Serim, società di edilizia polignanese dell’imprenditore Modesto Scagliusi e della famiglia Rubino, è stato rispedito al mittente. Così pare, anche se in questa vicenda, come il passato insegna, non è mai detta l’ultima parola. Dovrà infatti essere rivisto attenendosi al rispetto della sentenza della Corte costituzionale, che ha fatto prevalere “il Piano paesaggistico rispetto a tutti gli strumenti di pianificazione territoriale, inclusi quelli relative alle aree protette”. Dalla Corte è stato ribadito il divieto di interventi edilizi, in quanto contrastanti con le norme di salvaguardia del paesaggio stabilite dallo stesso piano paesaggistico pugliese. Il ricorso alla Corte costituzionale era stato promosso dal Consiglio dei Ministri circa un anno fa su sollecitazione del comitato ambientalista “I gabbiani del Parco di Costa Ripagnola”, impegnato da anni sui social e nei tribunali per salvaguardare quest’area contesa da tante parti. Una guerra infinita quella del parco naturale di questo tratto di costa, a cui si è aggiunto quello del Mar Piccolo di Taranto, nato dalla legge regionale del 21 settembre 2020. Così

l’area del resort è stata dissequestrata e restituita, come da disposizione della Procura di Bari, al comune di Polignano a Mare. “Non ricorrono allo stato i presupposti per inoltrare la richiesta di sequestro preventivo”, si legge nel decreto a firma del procuratore Roberto Rossi e del pm Baldo Pisani. Con il dissequestro, quindi, è stato in qualche modo imposto alla Conferenza dei servizi della Regione Puglia oltre che alla Serim di rimodulare il progetto. Il sequestro probatorio, infatti, era stato disposto nel 2019 per accertare se l’iter delle autorizzazioni svolto dalla Regione Puglia e dagli altri organi competenti fosse in regola. Dalla società di Scagliusi dicono che nell’istanza di dissequestro non vengono posti limiti al progetto Serim. Invece dalla Procura quello della Corte costituzionale pare un chiaro segnale di illegittimità per una legge regionale che consentiva la realizzazione di interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione di edifici già esistenti, senza nessun vincolo di volumetria. Un percorso, diceva il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che avrebbe “portato alla tutela di una delle parti più straordinarie del territorio pugliese”, ma che ha portato invece a una serie di tira e molla e ripensamenti. Una situazione che sembrerebbe essere arrivata al capolinea. I prossimi obiettivi infatti dovranno essere la revisione della legge regionale e l’istituzione dell’Ente


La m le po a ic

parco. Un parco che si estenderebbe anche per un terzo sul comune di Monopoli, interessato anch’esso dalla stessa conformazione territoriale e stesse caratteristiche naturalistiche e archeologiche. Nel corso degli anni il Comune di Polignano a Mare aveva notato come su quel tratto di costa fossero in corso trasformazioni illecite. La questione era già stata affrontata in sede penale con condanna nel 2009, poi impugnata dallo stesso proprietario della Serim. Nel 2011 la sentenza di estinzione del reato di danneggiamento al patrimonio archeologico. In particolare, si parlò anche di una lama “tombata” nella stessa area di proprietà Scagliusi. Una lama presente su tutte le carte e su tutti i piani urbanistici territoriali del paesaggio regionali ma che invece anno dopo anno scompariva sostituita da campi per la coltivazione. Non è la sola lama pugliese ad aver subito questo trattamento ma è interessante notare come questa azione sarebbe stata effettuata sull’area di cui si parla da anni per la costruzione del resort dei trulletti. Per il momento c’è esultanza tra i componenti del comitato dei Pastori della costa. Il Parco naturale già istituito resterà in piedi in quanto su di esso continuano a valere le norme di salvaguardia derivanti dal Piano paesaggistico regionale. Le concessioni e le deroghe per costruzioni e rimaneggiamenti, però, non potranno essere invece più appli-

cabili. Del residence a cinque stelle della Serim, che nascerebbe a monte oltre la statale adriatica e che ingloberebbe i pagliari, non si sa ancora nulla. Il progetto, cofinanziato per 2,5 milioni di euro con il P.O. Fesr 2014-2020 della Regione Puglia, manca ancora di oggetto di valutazione ambientale. Ad uscirne peggio però sono la Regione e il Comune di Polignano, che hanno permesso si arrivasse a tanto. Il paesaggio non può essere venduto al primo acquirente anche se con il pretesto di una riqualificazione di strutture storiche. (Silvio Detoma)

13 NATURA ANCORA VIVA Il parco regionale di Costa Ripagnola è stato istituito il 21 settembre 2020 (Foto di Silvio Detoma)

Terra e mare

Non solo macchia mediterranea Il parco regionale di Costa Ripagnola (e del Mar Piccolo di Taranto) è ormai una realtà da settembre 2020, anche se manca ancora l’Ente parco. Il tratto interessato dalla legge regionale non comprende soltanto l’area tra Cozze e San Vito, ma anche alcuni tratti a seguire prendendo per un terzo anche il territorio di Monopoli. Un pezzo di costa frastagliata e unica nel Barese con grotte marine e terrestri, ipogei e tracce geologiche. Caratteristiche le lame, antichi letti di fiumi ora ricoperti di macchia mediterranea, luoghi di riparo di antiche popolazioni in un periodo compreso tra l’età preistorica e la tarda età medievale, come si evince da alcuni reperti archeologici ritrovati. Quelle costruzioni che vengono erroneamente definite trulli in realtà sarebbero “pagliari” o “casedde”, strutture abitative con un forno per cuocere il pane accanto. Una testimonianza preziosa di una vita contadina a stretto contatto con la natura. S.D. 1-15 gennaio 2022


Il Parlamento Ue piange la scomparsa di Sassoli È morto alle prime ore dell’11 gennaio, a 65 anni, David Sassoli, giornalista, ex vicedirettore del Tg1 ed ormai ex vicepresidente del Parlamento europeo. La notizia del ricovero era stata data solo poco ore prima della morte. Già da settembre era stato costretto, dalle conseguenze di una polmonite da legionella, ad abbandonare ogni incarico istituzionale, in attesa di rimettersi. A novembre lo stesso europarlamentare aveva condiviso su Twitter un video nel quale metteva al corrente i suoi sostenitori su cosa gli era accaduto. Tra i messaggi di cordoglio quello di Ursula Von der Leyen, presidente del Parlamento Europeo. ‘’"E' un giorno triste per l'Europa. Oggi la nostra Unione perde un convinto europeista, un sincero democratico e un uomo buono". (foto Ansa) (11 gennaio)

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Crisi Kazakistan

A Capodanno

Uranio, petrolio e terre rare

Milano, ragazza molestata da un gruppo di ragazzi

Dal 2 all'11 gennaio, il Kazakistan, è stata segnato da forti proteste dovute al rincaro dei prezzi del gas. Le rivolte sono state represse con violenza: 7989 arresti, migliaia di feriti e 164 morti. La Russia, il suo più importante alleato, ha un forte interesse nell’aiutare il governo kazako. Ma perché? Il Paese è il primo produttore mondiale di uranio, il nono più grande esportatore di petrolio al mondo e il decimo produttore di carbone. Negli ultimi anni il governo kazako ha accolto a braccia aperte le compagnie occidentali, tra cui Eni e Shell, che hanno portato nel Paese 161 miliardi di investimenti diretti nel 2020, 30 solo dagli Stati Uniti. Il Kazakistan inoltre è ricco di "terre rare", un gruppo di 17 elementi chimici, usati nella produzione di apparecchi elettronici. Infine sul suo territorio si trova la base di lancio spaziale russa Baykonur. Gli interessi politici in gioco sono molti. (12 gennaio)

Capodanno da incubo per una ragazza di 19 anni che è stata molestata da 30 ragazzi stranieri in piazza Duomo a Milano. Poco dopo i festeggiamenti di mezzanotte, la giovane, si è ritrovata accerchiata e palpeggiata violentemente dai ragazzi “in branco”, qualche istante dopo essersi involontariamente allontana dai suoi amici. La polizia è intervenuta per fare “da scudo” e ha allontanato il gruppo dei ragazzi che sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce. Tutta la scena è stata ripresa in un video pubblicato su facebook. Nelle immagini si vede chiaramente la 19enne, con giubbino rosso, mentre viene accerchiata, aggredita dal gruppo dei ragazzi. Dopo uno stacco, la si rivede a terra, accerchiata da alcuni operatori delle forze dell’ordine. La polizia sta indagando per risalire ai colpevoli. (1 gennaio)

1-15 gennaio 2022


Violate le norme Covid

al countdown il pubblico ha partecipato come se fosse in discoteca con trenino annesso, in barba al distanzimento sociale. L’amministrazione e la Fondazione Petruzzelli sono state costrette ad avviare un’indagine interna dalla quale è emerso che sarebbero state alcune maschere di una ditta esterna incaricate del servizio accoglienza a improvvisare il trenino. (1 gennaio)

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Ogni teatro ha la sua storia e una leggenda specifica, così è anche per il Teatro Petruzzelli. Un tempio maestoso che ha vissuto tanta gloria, ma anche tante oscure e assurde vicende. Tra queste si è aggiunto il caso del “trenino di Capodanno”, andato in onda su Canale 5, in diretta nazionale. Contro ogni regola anti Covid19, in pochi secondi, il teatro si è trasformato in una discoteca. Da qualche anno il capodanno Mediaset ha l’abitudine di andare in onda a Bari in piazza della Prefettura sotto il Comune. Così sarebbe stato anche quest’anno, se non fosse intervenuto il decreto governativo a proibire le manifestazioni all’aperto. Il sindaco Antonio Decaro e Mediaset hanno deciso di spostarlo all’interno del Teatro Petruzzelli per non perdere questa consuetudine. Ma mentre in Rai, la diretta era nell’acciaieria di Terni, dove tutti erano seduti distanti e composti, a Mediaset

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Al Petruzzelli un Capodanno da dimenticare, garzie al trenino

PAGINA A CURA DI: Rosanna Luise Giancarla Manzari Antonietta Pasanisi Fabio Pengo Emanuele Saponieri Francesco Ventrella

Un nuovo trapianto

Un cuore di maiale e continui a vivere

15 Rivoluzione nel mondo della scienza. Nel Maryland è stato eseguito il primo trapianto di cuore non umano su un paziente terminale americano di 57 anni. L’intervento è stato eseguito nell’Ospedale dell'Università del Maryland, Baltimora (Usa) e il cuore trapiantato è stato quello di un maiale geneticamente modificato per evitare il rigetto da parte del paziente. L’uomo

per ora sta bene, anche a distanza di tre giorni dall’operazione. L’inervento, fatto in via sperimentale, è durato otto ore e per ora sembra aver salvato la vita di David Bennet, l’uomo che, rassegnato alle sue condizioni di salute, ha voluto “giocarsi l’ultima carta”con il consenso per la terapia sperimentale, finora andata a buon fine. (11 gennaio)

All’ultimo minuto

Trionfa l’Inter in Supercoppa, decisivo Alexis Sanchez al 120esimo L’Inter vince la Supercoppa Italiana 2021, battendo per 2-1 la Juventus a San Siro. È il sesto successo per i nerazzurri nella competizione, che nell’albo d’oro staccano la Lazio rimanendo da soli al terzo posto. La partita è stata sbloccata al 25’ dalla Juventus con un colpo di testa di McKennie, che anticipa la difesa dell’Inter e tramuta in gol un cross di Morata. La risposta nerazzurra non si fa attendere troppo. Dieci minuti più tardi De Sciglio atterra in area Dzeko e Lautaro Martinez trasforma il rigore. La partita si protrae fino ai supplementari, con un epilogo clamoroso, proprio all’ultimo minuto: mentre ci si sta preparando ai calci di rigore, uno stop in area di Alex Sandro lascia un pallone vagante per Darmian, che anticipa Chiellini. In agguato c’è l’eroe inatteso della serata, Alexis Sanchez (nella foto), che scaraventa in rete la sfera, mandando in delirio San Siro. Un “leone in gabbia”, che Inzaghi ha liberato. (12 gennaio)

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