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ARTUU 01 ridotto

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JOHNNY DEPP

Kiefer Abramović
Artist of the Year
Murakami
Crespi
Milano Cortina
Art Hollywood
Gibellina
London Street
Art
Chanel Happiness Fuse*

BIG BANG ORIGINAL UNICO

Artuu - Il Regno dell’Immaginazione e dei Valori

C’era una volta un luogo in cui l’arte produceva valori certi e intramontabili, dove appendersi un quadro in casa non era solo status symbol o sterile gioco da salotto, ma donava felicità interiore a chi lo acquistava. Un luogo in cui gli artisti sapevano parlare a tutti, che si trattasse di giovani studenti, professionisti amanti del contemporaneo o semplici appassionati. Un luogo in cui l’imprenditore illuminato che acquistava e sosteneva l’arte veniva valorizzato e salutato pubblicamente come novello mecenate, e trovava spazi e situazioni dove confrontarsi con altri suoi pari, appassionati e generosi come lui, vogliosi di contribuire alla diffusione dell’energia segreta che scaturisce dalla vista di un bel quadro, dalla seduzione misteriosa delle forme di un’ottima scultura, di una fotografia così stupefacente da competere con le tecniche più arcaiche o di un video così intenso e straordinario da far cambiare il corso anche ai nostri sogni più segreti.

Un luogo dove non erano le amicizie a fare la buona arte, ma dove la buona arte produceva ottime amicizie, alleanze salde e durature, basate su un patto comune: la difesa del bello, del giusto, del vero valore nascosto dietro l’arte che trascende i secoli e mescola incessantemente il flusso del tempo, facendo incontrare Michelangelo con Frida Kahlo, Banksy con Yayoi Kusama, Picasso con Jeff Koons: perché, così come tutta l’arte può essere contemporanea, tutto il contemporaneo può essere letto attraverso la lente iridescente e metamorfica dell’arte.

Un luogo dove la complicità tra l’artista e chi lo accompagnava nella sua incerta e accidentata strada era un principio imprescindibile, dove i valori erano gli stessi che avevano guidato i grandi artefici del Rinascimento, ma solo i mezzi erano cambiati. Dove artisti, collezionisti, mecenati, imprenditori illuminati, visionari artefici di nuovi orizzonti culturali e semplici cultori del bello e di quella gioia irrazionale di poter fruire con gli occhi e con i sensi di una buona opera d’arte erano complici segreti di una tavola rotonda dove le idee circolavano liberamente, senza pregiudizi né steccati, e ognuno poteva di nuovo sentirsi cavaliere e paladino di un mondo di valori e di bellezza senza tempo, in grado di superare gli steccati dei secoli, le divisioni del presente, le incomprensioni e le fatiche della quotidianità. Un luogo dove finalmente la parola arte riprendeva senso, perché si associava ai sentimenti di lealtà, fiducia, ricerca, sfida, mistero, visione, valore, profezia. Perché la buona arte prevede il futuro, ma dà anche gioia e solidità al nostro presente. C’era una volta quel luogo, e oggi c’è ancora. Ha un nome dal suono misterioso e segreto, Artuu, che ricorda antiche sfide e battaglie di lealtà riportate nell’incerto e seducente terreno del contemporaneo più avanzato – il più misterioso, complesso e sorprendente tempo che sia stato dato da vivere alla nostra profonda e autentica natura di uomini, di giovani, di donne, la cui sfida è quella di accettare e accompagnare il nuovo, il tecnologico, l’artificiale, il digitale senza mai perdere di vista il nostro lato umano, artistico, vitale, immaginifico, creativo. Benvenuti, allora, in questo luogo segreto e misterioso che oggi si colora di nuove vesti, nuove voci, nuove idee, nuovi colori e nuove forme: che si fa di nuovo carta e stampa tipografica senza rinunciare alla sua anima eterea, capillare e immateriale che è propria del web, che si articola e ramifica nelle declinazioni più diverse, dall’intimità confidenziale e immaginifica del podcast alla rapidità ed essenzialità di un reel fino alla gioia che può dare la scoperta di nuove storie, nuovi orizzonti, approfondimenti, inchieste e narrazioni da leggere come si legge un ottimo romanzo.

Una realtà che sa essere complessa, articolata, stratificata e multiforme senza mai diventare criptica o elitaria, che parla a tutti ma si fa riconoscere a prima vista così come i buoni amici, gli alleati, i complici delle sfide e delle ottime avventure si riconoscono all’istante, e insieme contribuiscono a creare, a immaginare, a ridare senso, valore, bellezza, gioia, relazione, amore, fondamenta all’arte di oggi e del futuro.

Denis Masetti Direttore Responsabile

WWW.ARTUU.IT

Primavera 2026 - volume 1

Casa Editrice

Deodato.Gallery Spa Via Nerino, 5 20123 Milano

Editore Deodato Salafia

Gestione Editoriale

MediaKey srl

Viale Cassala, 36 20143 Milano

Direttore Responsabile

Denis Masetti

Art Director Enzo Provvido

Managing Editor Alessia Cuccu

Digital Content Curator

Mattia Casanova

Art Editor Alessandro Riva

Contributors

Francesca Amé, Carola Arrivas Bajardi, Valentina Basso, Martina Bonetti, Vittoria Brachi, Francesca Calzà, Melissa Camilli, Massimiliano Carbonari, Marina Piccola Cerrotta, Giulia De Sanctis, Mariacristina Ferraioli, Laura Ferrone, Domenico Fragata, Gianluigi Gennaccari, Alessia Luigetti, Anna Maddalena, Paola Martino, Maria Elena Moioli, Valentina Monarco, Chiara Pasquino, Francesca Passeri, Rebecca Pedrazzi, Sara Picardi, Giulia Riva, Teresa Scarale, Elena Solito, Alice Taraboi, Lucia Tedesco

Progetto Grafico Enzo Provvido

Pubblicità

Luigi Benedetti lbenedetti@viract.it

Stampa

Tipolitografia Pagani srl Via Adua, 6 - 25050 Passirano (BS)

Distribuzione

Antonello Cosmai

Consulenze Editoriali

Abbonamenti

Simona Dagnello abbonamenti@mediakey.it

Periodico registrato presso il Tribunale di Milano n. 114 del 26/09/2023 aggiornato il 19/11/2025

tutti i diritti sono riservati

Johnny Depp

L'uomo che voleva essere se stesso di Alessandro Riva

16

Art Hollywood Star e dive si danno all'arte

di Alessandro Riva

Marina AbramoviĆ

Il corpo come campo di battaglia di Mariacristina Ferraioli

Premio

Artist of the Year

La sfida per capire le tendenze del contemporaneo di Alessandro Riva

Angelo Crespi

Da critico e polemista, alla direzione della Grande Brera di Alessandro Riva

Olimpiadi come piattaforma culturale: Milano Cortina 2026 e l'eredità dei Giochi di Alessia Cuccu

Anselm Kiefer

Il più importante artista vivente

di Francesca Amè

38 48

Art News
Art Radar

pianegonda.com

67

Focus

Perché parlare di arte digitale oggi di Alessia Cuccu e Mattia Casanova

86 92

Oltre il marketing Arte come investimento di Deodato Salafia

Fendi L'arte come struttura, il retail come racconto di Francesca Passeri

98

Chanel

Quando il lusso diventa linguaggio artistico di Francesca Passeri

Visioni sintetiche Narrazioni artistiche, in dialogo con fuse*, tra natura dati ed emozioni di Rebecca Pedrazzi

104

Abitare la felicità Il viaggio per immagini di Progetto Happyness di Melissa Camilli

112

118

Street Art Londra anima underground di Gianluigi Gennaccari e Giulia Riva

126

Gibellina L'arte ritorna dal futuro di Carola Arrivas Bajardi

132

Nomade come visione Architettura in ascolto di Alessia Cuccu

138

Mercato dell'arte I numeri di un mercato di nuovo vivace di Teresa Scarale

Dove l'arte incontra la cucina di Giulia De Sanctis

144

artnews

Earl’s Court riparte: il grande progetto di rigenerazione culturale di Londra

di Valentina Monarco

Dopo oltre 10 anni di attesa, l’area di Earl’s Court, a Londra, esce dall’incertezza seguita alla demolizione dello storico Exhibition Centre. Con l’approvazione dei borough di Kensington & Chelsea e Hammersmith & Fulham prende forma uno dei più grandi progetti di rigenerazione della capitale inglese: 10 miliardi di sterline di investimento e 44 acri di terreni ex industriali destinati a diventare un nuovo quartiere multifunzionale, entro il 2043. Quattromila nuove abitazioni, uffici e una rete di spazi pubblici e verdi pensati per ricucire il tessuto urbano e restituire continuità alla città. La dimensione culturale è al centro del progetto di rilancio: tre nuovi poli dedicati a cultura e creatività puntano a trasformare Earl’s Court in una destinazione caratterizzata da un sistema diffuso di luoghi da vivere. Con oltre 20 acri di spazi aperti, nuove connessioni pedonali e un approccio orientato alla sostenibilità, il progetto ambisce a ridefinire l’identità dell’area e a diventare un modello di trasformazione urbana per la Londra del XXI secolo.

Anticipata di 350.000 anni la prima prova di fuoco controllato

Nel dicembre 2025, su Nature, è stata data notizia di una scoperta che riscrive un pezzo importante della storia tecnologica dell’uomo. Un gruppo di ricerca condotto dal British Museum, indagando un sito paleolitico a Barnham, nel Suffolk, ha rinvenuto le più antiche tracce di fuoco controllato della storia dell’uomo: argilla sottoposta a calore, schegge di teste d’ascia e due piccoli pezzi di pirite, un solfuro utilizzato anche come esca d’accensione. Inoltre, le indagini geochimiche hanno rivelato l’uso ripetuto di fuoco in un medesimo punto del sito, indicando la presenza di un focolare o di un falò. Queste evidenze si daterebbero a 400.000 anni fa, anticipando di ben 350.000 anni le più antiche testimonianze conosciute di fuoco controllato, rinvenute nel nord della Francia. L’insediamento sarebbe da ricondurre a una delle più antiche comunità di Neanderthal presenti in Europa.

La capacità di accendere il fuoco rappresenta un punto di svolta cruciale nell'evoluzione

Chanel inaugura una nuova libreria d'arte contemporanea a Shanghai

di Chiara Pasquino

La prima libreria pubblica cinese dedicata all’arte è stata inaugurata all’Espace Gabrielle Chanel, situato presso la Power Station of Art, centro culturale sulle rive del fiume Huangpu di Shanghai.

Fondata nel 2012, la Power Station of Art sorge sulle ceneri della prima centrale elettrica per diventare il punto di riferimento per la comunità artistica. Sin dagli albori della partnership tra PSA e Chanel nel 2021, il focus si concentra sulla promozione della creatività, grazie al programma Next Cultural Producer volto a valorizzare i professionisti della contemporaneità.

Progettata da Kazunari Sakamoto, si ispira al valore cardine di continuità, come testimoniano le linee morbide che sfruttano al meglio lo spazio per un’esperienza di visita e consultazione immersiva e introspettiva. Arte, design, architettura e cultura si esprimono attraverso il vasto archivio e gli altri spazi del museo, dal teatro alla Power Station of Design fino alla rilassante terrazza sul fiume. Il primo passo del programma Chanel Cultural Fund in Asia preannuncia investimenti sempre più consistenti a sostegno dei talenti emergenti, tra sperimentazione, tradizione e avanguardia.

Earls Court Exhibition Centre.
Londra

DA SETIFICIO STORICO A ICONA DEL DESIGN

CONTEMPORANEO

Un equilibrio armonico tra passato e presente, dove l’eredità dell’architettura industriale incontra il design italiano contemporaneo, dando vita a un’esperienza elegante, senza tempo, immersa nella bellezza autentica del Lago di Como.

Agire per il futuro: a Roma apre il MuNe, tra didattica e sostenibilità globale

Oulu e Trenčín: Capitali Europee della Cultura 2026

di Marina Piccola Cerrotta di Alessia Luigetti

Alla sede FAO, in Viale Terme di Caracalla a Roma, il MuNe ha recentemente aperto le sue porte al pubblico: il sito museale celebra gli ottant'anni di attività della Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, impegnata in una ricerca che analizza il rapporto tra agricoltura e cibo, nonché la loro connessione con l'umanità. La collezione non si ferma ad opere da osservare: “explore, learn and act”, questo il claim dello spazio che intende essere MUseo&NEtwork, per un'esperienza formativa che sia cosciente, condivisa e partecipata. Un racconto attraverso fotografie, aneddoti, manufatti e sculture: dall'ulivo di Pablo Atchugarry, al “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto, passando per le ciotole ava samoane e le borse khökhüüri della cultura mongola. Con l'auspicio che l'educazione alla conoscenza di tradizioni e pratiche rituali e culinarie di tutto il mondo si tramuti in gesto, convergendo in un futuro alimentare migliore e sostenibile: finalmente possibile per tutti.

Nel 2026 Oulu (Finlandia) e Trenčín (Slovacchia), Capitali Europee della Cultura, mostrano la cultura come leva di trasformazione urbana e sociale.

Oulu articola il suo programma Cultural Climate Change attraverso 520 progetti che intrecciano arte, tecnologia e sostenibilità: dall’opera pubblica Climate Clock alle installazioni immersive come Layers in the Peace Machine; dalla mostra Earworm – Media Art from Kiasma ai festival di arte e tecnologia come Lumo e alle pratiche territoriali di Arctic Food Lab. L’apertura di gennaio attiverà un ecosistema culturale diffuso tra spazio pubblico e istituzioni.

Trenčín sviluppa Awakening Curiosity come dispositivo curatoriale sulle relazioni urbane: infrastrutture riqualificate come Fiesta Most, un ex ponte ferroviario trasformato in spazio pedonale e culturale; la riattivazione di spazi storici e progetti artistici internazionali, incluso il Festival della Luce, costruiscono una narrazione che intreccia memoria, partecipazione e paesaggio.

Apre a febbraio il Nederlands  Fotomuseum, il nuovo museo della fotografia olandese

di Elena Solito

Lungo le rive di Rijnhaven, uno dei porti più antichi di Rotterdam, aprirà il 7 febbraio 2026 il Nederlands Fotomuseum, Museo Nazionale della Fotografia dei Paesi Bassi realizzato con la donazione della Fondazione Droom en Daad, che andrà a inserirsi all’interno di un’area in via di riqualificazione architettonica e culturale nel quartiere di “Kapp” (Katendrecht). Sorgerà nel Santos, ex magazzino del caffè, un monumentale edificio del ‘900 oggetto di una ristrutturazione dello studio RHWZ Architekten con WDJArchitecten e Burgy Bouwbedrijf. Un museo destinato a conservare una delle più grandi collezioni fotografiche con oltre 6,5 milioni di opere dagli albori fino a oggi, “un salotto della fotografia” con caffè, camera oscura, bookshop, biblioteca e ristorante panoramico. Due le mostre previste per l’apertura: Rotterdam in Focus: The City in Photographs 1843-Now, fino al 24 maggio, curata da Frits Gierstberg e Joop de Jong, e Awakening in Blue: An ode to Cyanotype, di MAISON the FAUX, fino al 7 giugno.

artnews

A Teatro nel primo quadrimestre 2026

Durante i primi quattro mesi dell’anno prosegue la tournée di “I Tre Moschettieri Opera Pop”, che toccherà tutte le grandi città italiane, terminando il suo giro a Bologna ad aprile. A febbraio, al Teatro Arcimboldi di Milano, inizia il tour 2026-2027 del celeberrimo “Notre Dame de Paris” prodotto da David Zard, che sta per arrivare al suo venticinquesimo anniversario. Il teatro italiano di prosa si cimenta con i classici del Novecento, da “Orlando” di Virginia Woolf a “Orfeo ed Euridice” di César Brie. Segnaliamo anche la pièce “Miracolo a Milano”, di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, trasposizione teatrale di Paolo di Paolo, in prima assoluta al Teatro Strehler della città meneghina a marzo. Dopo una prima da scandalo, a febbraio il Teatro della Scala offre l’ultimo capitolo della Tetralogia di Wagner, “Götterdämmerung”, che promette la stessa grandiosa fantasia in scenografia ed effetti speciali delle precedenti rappresentazioni delle opere del Ring.

Cinema 2026: i biopic più attesi tra musica, letteratura e mito

Il 2026 si prospetta come un anno cinematografico ricco di grandi biopic e uscite da non perdere. Tra i titoli più attesi spicca Franco Battiato. Il Lungo Viaggio, biopic imperdibile dedicato a uno dei più grandi artisti della musica italiana. La vincitrice dell’Oscar Chloé Zhao firma uno dei film più attesi dell’anno, Hamnet – Nel nome del figlio, che racconta la vita di William Shakespeare e di Agnes, segnata dalla perdita del loro figlio Hamnet a soli undici anni. Emerald Fennell adatta il celebre romanzo di Emily Brontë, Cime tempestose, con Jacob Elordi e Margot Robbie. Completa il panorama Richard Linklater, che esplora la mente di Jean-Luc Godard in Nouvelle Vague e che racconta la realizzazione di Fino all’ultimo respiro. C’è anche spazio per un bellissimo biopic con protagonista Amanda Seyfried, Il Testamento di Ann Lee, film dedicato ad Ann Lee, figura carismatica del Settecento che diventa guida spirituale. Impossibile non menzionare Michael, il biopic dedicato a Michael Jackson, artista influente e leggendario, diretto da Antoine Fuqua.

Salone del Mobile e Fuorisalone 2026. Le date e cosa sapere

Torna l’evento più atteso per gli appassionati di design. Dal 21 al 26 aprile 2026 gli spazi di Rho Fiera aprono le porte al Salone Internazionale del Mobile. Per la sua 64ª edizione la fiera presenterà una vasta gamma di espositori, dagli antiquari di eccellenza alle aziende del mobile. Tra le novità di quest’anno in occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Casa Italia sceglie il tema “Musa”, in uno spazio dove sport, cultura, natura e design si fondono, ospitando artisti tra cui Tokujin Yoshioka per Glas Italia, Tobia Scarpa, Piero Lissoni e Archizoom Associati per Poltronova. “Essere Progetto” è invece il tema del Fuorisalone, un invito a considerare il design come mezzo del cambiamento, avvalorando il processo di creazione oltre al prodotto finito. Saranno presentati lo studio Plasticiet, che trasforma la plastica di scarto in materiale nuovo, (AB)NORMAL e Naessi Studio che riscrivono i confini dell’architettura attraverso un approccio multidisciplinare.

di Valentina Basso
di Lucia Tedesco
di Alice Taraboi

L’arte imita la natura. Ma non sempre ci riesce.

costa smeralda®

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Miart 2026, New Directions per i trent’anni della fiera di Milano

Primavera letteraria 2026: Londra, Lipsia e Parigi in fiera

Miart torna a Milano dal 17 al 19 aprile 2026 per celebrare la trentesima edizione della fiera internazionale di arte moderna e contemporanea, diretta da Nicola Ricciardi. Intitolata New Directions, l’edizione 2026 segna un passaggio nella storia della manifestazione, a partire dal trasferimento nella South Wing dell’Allianz MiCo, uno spazio articolato su tre livelli progettato per offrire un percorso più fluido tra le sezioni. Il titolo scelto, ispirato all’album jazz di John Coltrane, diventa una dichiarazione d’intenti: guardare al futuro senza rinunciare alla propria identità. Accanto alle sezioni storiche Emergent, dedicata alle gallerie emergenti, ed Established, riservata a realtà consolidate, miart introduce Established Anthology, una riflessione sulle traiettorie e le trasformazioni del tempo, e Interplay, formato inedito che accosta due gallerie in un unico progetto. La fiera è inserita nel calendario della Milano Art Week, che si terrà dal 13 al 19 aprile 2026.

La primavera 2026 si preannuncia particolarmente intensa per il mondo dell’editoria. Dal 10 al 12 marzo 2026 lo storico Olympia London si ripopola di autori, esperti e innovatori: per la 55ma London Book Fair (LBF) la nuova Direttrice Emma Lowe promette voci brillanti dai Big Five dell’industria libraria e occasioni uniche di networking che definiranno le tendenze del mercato nei mesi a venire. Dopo una settimana di pausa si parte per Lipsia, Germania, per celebrare la lunga tradizione letteraria della città: centinaia gli eventi in programma della Leipzig Buchmesse, che ogni anno coinvolge numerosi spazi urbani insieme al più grande festival di lettura d’Europa. Infine, dal 17 al 19 aprile, al Festival du Livre de Paris 2026 cresce il numero di espositori, ma, secondo le indiscrezioni, aumentano anche le pressioni economiche e il rischio di perdere la principale casa editrice è alto. Dopo l’annullamento del festival di Angoulême, meglio aspettare ancora prima di comprare il biglietto.

Whitney Biennial 2026. Nuove forme di coesistenza possibili nell’arte americana

Dall’8 marzo 2026 New York ospita l’82ª edizione della Whitney Biennial, la più longeva rassegna dedicata all’arte americana, negli spazi del Whitney Museum of American Art nel Meatpacking District. Curata da Marcela Guerrero e Drew Sawyer, l’edizione – priva di titolo per scelta curatoriale – nasce da un lungo processo di confronto con gli artisti e oltre 300 studio visit, rifiutando una cornice tematica rigida a favore di una struttura aperta e relazionale.

I 56 artisti, tra singoli, duo e collettivi selezionati delineano un ecosistema di pratiche che indaga le infrastrutture materiali, sociali, affettive e tecnologiche che sostengono la vita contemporanea. Relazioni interspecie, legami familiari, dinamiche geopolitiche e sistemi di supporto invisibili mettono in discussione l’idea di un soggetto autonomo, restituendo una visione interdipendente dell’esistenza. Fondata nel 1932, la Whitney Biennial ha contribuito a definire il canone dell’arte americana, generando nel tempo dibattito e controversie.

di Maria Elena Moioli
Whitney Biennial New York
© Leipziger Messe GmbH, Ph. Tom Schulze
Emma Lowe
Nicola Ricciardi
Marcela Guerrero e Drew Sawyer

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