![]()
Nel 2019 avevamo lasciato il mercato della pubblicitĂ con una diminuzione piccolissima (â0,6%) rispetto a un PIL in leggera crescita a +0,3% prima del crollo degli investimenti pubblicitari registrati lâanno dopo a causa del Covid: â11% a fronte di un PIL a â9%. La data piĂš importante per il mercato pubblicitario, e in particolare per lâOutdoor, è stato l'8 marzo 2020, con l'inizio del lockdown. Dopo questo terrificante shock gli investimenti pubblicitari hanno ripreso vigore nel 2021 crescendo a tal punto (+13,5%) da recuperare il livello degli investimenti pre pandemia del 2019 e superando addirittura il totale degli investimenti del 2018. Dopo questo forte recupero il mercato si sta ora riassestando sui livelli raggiunti con oscillazioni vicini allo zero. Una recente stima evidenzia una leggera perdita (â0,3%) questâanno a fronte di un PIL previsto ancora in crescita del 3,8-3,9%. Le ipotesi piĂš accreditate per il 2023 mettono in rilievo la possibilitĂ che il mercato adv si caratterizzi per una ulteriore flessione pari allâ1% a fronte di un PIL che dovrebbe crescere in modo flebile intorno allo 0,3-0,6%. Per rimanere ancorati allâanno che sta per finire vi è la forte ripresa dellâOut of Home, +50,7%, nei primi dieci mesi di questâanno grazie anche alle innovazioni tecnologiche, del cinema e della radio (+3,2%) oltre naturalmente a internet che, secondo Nielsen, è cresciuto del 2,8%. In senso negativo seppure meno drammatico i risultati della stampa quotidiana e periodica. I dati dei primi dieci mesi del 2022 danno rispettivamente una diminuzione dei quotidiani del 4,4% e del 3,4% per i periodici (fonte FCP Assoquotidiani e Assoperiodici). Su questo fascicolo trovate anche un servizio sul Mercato mondiale della pubblicitĂ , basato sulla ricerca realizzata da GroupM, la media holding del Gruppo WPP. La crescita prevista a fine 2022 è pari a 6,5% malgrado la diminuzione registrata dalla Cina (â0,6%) mentre per il 2023 GroupM prevede una ulteriore crescita mondiale del 5,9%. Stati Uniti e Cina insieme coprono oltre il 55% dellâintero mercato mondiale della pubblicitĂ e anche oscillazioni modeste del loro mercato producono importanti variazioni sul totale. Dalla ricerca emergono alcuni Paesi di cui è prevista una crescita interessante, superiore allâinflazione: fra questi figurano Francia, Brasile, Au-
stralia, India, Giappone. Il digitale è ancora una volta un protagonista mondiale con una crescita pari al 9,3% e soprattutto con una market share che raggiunge il 67% del mercato totale. A cui si contrappone un andamento meno brillante della Televisione. A livello di trend va anche segnalato lo stato di salute della Connected Tv di cui nei prossimi anni è previsto un forte sviluppo. Rimandiamo il lettore ai due servizi esaustivi previsti nelle pagine che seguono e che coprono in maniera dettagliata sia il mercato mondiale sia il mercato nazionale. Questo ultimo fascicolo speciale del 2022 è dedicato alla presentazione delle strutture della comunicazione operanti in Italia attraverso pratiche schede. I lettori possono inoltre consultare le stesse schede anche sul nostro sito www.mediakey.tv dove rimarranno consultabili per un anno. Figurano inoltre le presentazioni delle attivitĂ e delle iniziative realizzate e/o in programma da parte delle Associazioni del nostro settore. Fra queste figurano: UPA e Confindustria Intellect, che come Federazione della Comunicazione raggruppa le associazioni Assirm (Ricerche di mercato) e Retail Institute Italy (Settore del Retail in Italia). Figurano inoltre: IAB Italia, UNA (nata nel 2019, ha incorporato Assocom, Unicom, Assorel), Assirm (ricerche di mercato, sondaggi di opinione, ricerca sociale). Non potevano mancare le Associazioni riguardanti i mezzi pubblicitari: Fieg, Anes, AAPI, le societĂ super partes che svolgono i loro compiti raccogliendo e pubblicando i dati sulle audience e readership dei diversi mezzi come Audipress, Audiweb, AudiOutdoor. Completiamo i servizi di presentazione con FCP (Federazione Concessionarie PubblicitĂ ), Adico (Associazione Italiana per la Direzione Commerciale, Vendite e Marketing), PubblicitĂ Progresso e IAP (Istituto dellâAutodisciplina Pubblicitaria). Questo fascicolo speciale si conclude con lâindice analitico relativo alle strutture della comunicazione. I dati riportati per alcune societĂ potrebbero risultare inesatte a causa delle difficoltĂ , dato il periodo, di entrare in contatto con gli operatori. Sarei lieto di poter ricevere, nel caso si riscontrassero alcune inesattezze, le opportune correzioni in modo da rendere piĂš preciso il nostro lavoro per la prossima edizione. Vi lascio formulandovi lâaugurio di Buone Feste e per un anno, il 2023, ricco di successi!
Roberto Albano
i nostri partner
Ă il primo passo da fare, ma anche il traguardo verso cui vogliamo portare r. .
Per noi 1 non è solo un numero: è unâidentitĂ consapevole della sua unicitĂ .
Per questo motivo, quanditilt1 do incontriamo un altro 1 per un progetto da realizzare insieme, il risultato è sempre vincente. Unico davvero.
Milano | Napoli | ForlĂŹ publione.it
Direttore responsabile e coordinamento editoriale
Roberto Albano Tel. 02 52.20.37.32 roberto.albano@mediakey.it redazione@mediakey.it
Comunicazione, pubblicitĂ e PR Anna Meneghetti anna.meneghetti@mediakey.it Piera Piscozzi piera.piscozzi@mediakey.it
Impaginazione Sara Barile Tel. 02 52.20.37.23 sara.barile@mediakey.it Luisa Paola Bassu Tel. 02 52.20.37.25 luisa.bassu@mediakey.it Responsabile del trattamento dati Roberto Albano
Organizzazione eventi Responsabile
Roberto Albano
Producer Simona Dagnello Tel. 02 52.20.37.27 simona.dagnello@mediakey.it
Simona Saccone Tel. 02 52.20.37.28 simona.saccone@mediakey.it
Amministrazione/Traffico
Carla Oggioni Tel. 02 52.20.37.20 carla.oggioni@mediakey.it
Ufficio abbonamenti Tel. 02 52.20.37.21 abbonamenti@mediakey.it Stampa Galli Thierry Stampa S.r.l. - Milano
Distribuzione G.M.A. Sas
PubblicitĂ - Consegna materiale: 20 gg. prima del mese di copertina
Direzione - Amministrazione - Redazione - PubblicitĂ
Via A. Romilli, 20/8 - 20139 Milano Tel. 02 52.20.37.1 - Fax 02 55.21.30.37
E-mail: info@mediakey.it
Sito internet: www.mediakey.tv
La testata è registrata presso il Tribunale di Milano, n° 245/18.6.82 - Sped. in Abb. Postale - 45% art. 2 comma 20/b - Legge 662/96-Filiale di Milano. Media Key S.r.l. è iscritta nel Registro Nazionale della Stampa presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Servizio dellâEditoria, Divisione X - Legge 5/8/1981 n. 416, Art. 11 con il N° 01397 Vol. 14 - Foglio 769 in data 21/11/84. Ă inoltre iscritta al ROC n. 7278
Abbonamenti
Prezzo di copertina: 30 euro
Abbonamento cumulativo annuo per lâItalia, 120 euro.
Abbonamento cumulativo annuo per lâEstero, 165 euro.
Lâabbonamento comprende lâinvio di Media Key Synthesis (10 fascicoli), Tv Key (9 fascicoli), piĂš gli speciali e lâAnnual. Tutti i diritti sono riservati.
MERCATO MONDIALE DELLA PUBBLICITĂ
MERCATO PUBBLICITARIO NAZIONALE
AGENZIE DI COMUNICAZIONE
Secondo le stime di GroupM il mercato globale chiuderĂ il 2022 con un incremento di 6,5 punti, che sarebbe stato ancora piĂš consistente se la Cina non avesse deluso le aspettative. La vision ottimistica della media holding di WPP ha quattro concause primarie: il limitato numero di mezzi in difficoltĂ , la buona salute dei big spender, il tasso di disoccupazione contenuto e lâinarrestabile crescita del digitale. di Mauro Murero
Annus horribilis 2022: +6,5%. Annus piĂš che horribilis 2023: +5,9%.
Insomma, sembra proprio che le immancabili Cassandre (o semplicemente âgufiâ, per usare unâespressione piĂš popolare) che avevano ipotizzato, per il mercato pubblicitario globale, una conclusione disastrosa per questâanno e una ancora piĂš tragica per quello che sta per iniziare debbano riporre nel cassetto le loro funeste previsioni.
Di âhorribilisâ, nelle stime citate in apertura e rilasciate da GroupM, la media holding del Gruppo WPP, non câè proprio niente: possono anche essere inferiori, in virtĂš di una seconda parte dellâanno discontinua e non allâaltezza della prima, rispetto a quelle avanzate alcune settimane fa, ma stiamo comunque parlando di cifre di tutto rispetto.
Parafrasando Ugo Foscolo, secondo il quale non si può giudicare un autore senza tener conto del periodo storico in cui ha scritto le sue opere, è un dato di fatto che non si può giudicare lâandamento di un mercato senza tener conto del contesto storico che ha contribuito a determinarne le performance. Se in tempi ben piĂš favorevoli una crescita di 6,5 punti percentuali sarebbe stata poco piĂš che ânormaleâ, in unâera in cui si parla ogni giorno di pandemia, di emergenza, di crisi economica e finanziaria, di guerra e cosĂŹ via (non abbiamo dimenticato che stiamo analizzando lo scenario globale: semplicemente, lâItalia non è certo la sola a dover fare i conti con tutte queste problematiche...) essa va invece accolta con soddisfazione.
Come accennato, le stime di chiusura sono il frutto del monitoraggio di GroupM, che allâinizio del mese di dicembre ha completato e pubblicato la sua tradizionale indagine di fine anno (â2022 Global End-of-Year Forecastâ), finalizzata ad analizzare nel dettaglio i fattori che impattano sullo stato di salute dellâeconomia e dei ricavi pubblicitari di oggi e del prossimo futuro. Tali fattori, per inciso, non si differenziano sostanzialmente da quelli che abbiamo appena ricordato: la media holding di WPP, infatti, attribuisce un ruolo particolarmente importante alle politiche âzero-Covidâ adottate dalla Cina, alla guerra in Ucraina, ai problemi allâinterno della catena di approvvigionamento e a un elemento classico qual è lâinflazione.
âAncora piĂš specificamenteâ, spiega Kate Scott-Dawkins, Global Director for Business Intelligence di GroupM, âabbiamo individuato quattro ragioni primarie che ci consentono di avere comunque una visione ottimistica riguardo al futuro dello scenario, non solo di quello della comunicazione. La prima è che le flessioni consistenti, che ovviamente non mancano, sembrano limitate a determinati mezzi e ad alcuni mercati;
Nonostante le note difficoltĂ del contesto socio-economico, il mercato pubblicitario internazionale chiuderĂ il 2022 con una variazione positiva di 6,5 punti percentuali.
la seconda risiede nel buono stato di salute che i big spender possono vantare, nonostante il generale clima di cautela. Terza concausa della vision rosea: il tasso di disoccupazione rimane tutto sommato basso, tra lâaltro in un periodo in cui il new business continua a essere unâimportante fonte di crescita. Il quarto motivo è quasi ovvio: il continuo, diffuso, multiforme e inarrestabile sviluppo del digitale!â.
2022: la delusione si chiama Cina
Vediamo dunque piĂš da vicino i principali dati e le tendenze piĂš significative emersi dal report. Lâincremento del +6,5% su scala mondiale (che, come precisa GroupM, non comprende gli investimenti in pubblicitĂ politica) rappresenta una revisione verso il basso rispetto al +8,4% che il network stesso aveva ipotizzato nel mese di giugno.
La contrazione della stima è motivata soprattutto da un fattore inaspettato e di cui il report di metĂ anno non aveva potuto tenere conto: la delusione delle aspettative da parte della Cina, che chiuderĂ lâanno con un decremento (â0,6%).