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NEWSLETTER MARZO-2026

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NEWS DALL’UCRAINA

Resoconto dal campo missione in Ucraina 2026

Dopo alcune settimane dall’ultima newsletter, desideriamo aggiornarvi su una tappa importante che ha segnato il mese di febbraio 2026.

Al nostro rientro, a dicembre 2025, abbiamo avuto bisogno di tempo per metabolizzare tutto ciò che avevamo vissuto. I primi giorni non sono stati semplici. Non è facile “staccare” quando si è stati immersi in un contesto di guerra che lacera a ogni livello: nel cuore, nei pensieri, nelle relazioni. Una ferita che tocca tutto, da dentro a fuori.

Eppure, in mezzo a tutto questo, la luce di Gesù si è rivelata più forte. Una luce capace di attraversare il buio e di “oscurare” il male. Perché il Vangelo fa sempre questo: porta vita dove sembrava impossibile trovarla.

Il 16 febbraio siamo ripartiti per l’Ucraina, direzione Kiev, questa volta insieme a un gruppo di fratelli della Scuola Missionaria “Ramo di Mandorlo”. Lì abbiamo incontrato il team di REMAR SOS, un’opera internazionale presente in oltre 70 Paesi, attiva in Ucraina sin dall’inizio della guerra nel 2022, per sostenere quotidianamente la popolazione attraverso molteplici attività di supporto.

In foto: Uno spaccato della “Independence Square”, piazza centrale della città, simbolo della resistenza del popolo Ucraino. Viste le numerose vittime a cui è stato dato omaggio proprio in questo luogo, si può considerare come un grande memoriale.

In foto: La distribuzione dei cibi avviene ogni giorno all’interno di questo grande tendone al centro della città, dove accorrono tante persone in cerca di aiuto. Pregare con loro prima dei pasti è un’occasione preziosa

Il viaggio di andata non è stato privo di ostacoli. Le temperature rigidissime (-7°) hanno reso la pista di atterraggio in Romania completamente ghiacciata, costringendo il nostro aereo a dirottare verso un’altra città. Da lì abbiamo proseguito in autobus.

A causa dello spazio aereo ancora chiuso sull’Ucraina, ogni spostamento richiede continui cambi tra aereo, autobus e treno: alla fine, il viaggio è durato circa 30 ore. Un tempo lungo, segnato dalla fatica, ma anche dalla consapevolezza della meta che ci attendeva.

Arrivati a Kiev, ci siamo messi subito al lavoro nelle mense. Ogni giorno vi arrivano decine di persone che hanno perso la casa, il lavoro, gli affetti. Servirli è stato un privilegio immenso: mentre fuori il termometro segnava -15°, nei nostri cuori si accendeva un calore impossibile da spegnere.

Anche la preparazione dei pasti è stata una vera sfida. Gli alimenti erano completamente congelati e le sorelle impegnate in cucina hanno faticato non poco: persino affettare una cipolla era un’impresa — dura come una pallina da baseball. Eppure nulla ci ha fermati.

Durante un’uscita notturna siamo entrati in una tenda di fortuna, costruita da persone che vivono stabilmente in strada. Dormono ammassate per cercare di trattenere un po’ di calore. Mentre distribuivamo tè caldo e biscotti, è accaduto qualcosa di meraviglioso: tre giovani hanno deciso di seguirci al centro di recupero.

È stato straordinario accompagnarli “a casa”, offrire loro un letto, un pasto caldo, tutto il necessario per trascorrere fi nalmente una notte dignitosa.

Ma, grazie a Dio… non è finita qui.

Dopo appena 24 ore da questa uscita, abbiamo celebrato il culto insieme ai fratelli. È stato un tempo profondamente benedetto. Fin dai primi istanti abbiamo percepito in modo tangibile la presenza del Signore in mezzo a noi.

Abbiamo condiviso testimonianze, parole di incoraggiamento e soprattutto la Parola di Dio che, come ci ricorda la Scrittura, non torna mai a vuoto, ma compie ciò per cui è stata mandata e porta frutto per la Sua gloria.

Proprio quei giovani che poche ore prima giacevano a terra, su materassi logori, immersi nelle tenebre e nel peccato, si sono aperti alla presenza di Dio . Hanno risposto all’appello a lasciarsi alle spalle il passato e ad affidarsi a Gesù. Hanno chiesto preghiera per la loro vita.

Siamo certi che Dio abbia ascoltato quel grido: Egli desidera che tutti siano salvati e non respinge chi invoca il Suo nome.

In un istante, ogni fatica, ogni sforzo e ogni sacrificio hanno trovato un significato più profondo: vite strappate alla distruzione, anime riscattate per un’eternità con il loro Salvatore.

Per un momento, la gioia ci ha fatto quasi dimenticare il contesto attorno a noi. Ma proprio quella notte, un massiccio attacco aveva colpito l’area di Kiev e i suoi dintorni.

Mentre le esplosioni si susseguivano nel buio, abbiamo impugnato l’unica arma che conosciamo: la preghiera. Ci siamo riuniti e abbiamo invocato con forza il nome del Signore, chiedendo protezione e la fine di quei bombardamenti, che hanno mietuto vittime e feriti quella notte, oltre che altri edifici distrutti, lasciando ancora persone alla mercè del freddo.

Dio ci ha ascoltati. Un drone è caduto a soli cento metri dalla nostra abitazione, provocando una violenta deflagrazione che ci ha riportati bruscamente alla realtà: la guerra non è finita.

Oggi più che mai comprendiamo che la battaglia non è solo sul campo visibile, ma anche in quello spirituale. E in mezzo al fragore delle esplosioni, una certezza rimane salda: Dio è all’opera.

“La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta” (Giovanni 1:5).

Quella luce continua a brillare a Kiev. Brilla nelle mense, nei centri di recupero, nelle tende di fortuna, nei cuori che scelgono di arrendersi a Cristo. Brilla ogni volta che una vita viene rialzata.

Pregate per l’Ucraina.

Pregate per protezione, per pace, per salvezza.

Pregate per quei giovani che hanno iniziato un nuovo cammino.

Se desiderate, potete anche sostenere concretamente quest’opera, affinché il Vangelo continui a raggiungere chi vive nelle zone più ferite.

In tempi di guerra, ogni preghiera è un mattone di speranza.

E noi continueremo a credere, servire e annunciare ovunque il Signore ci manderà, finché il Regno di Dio si manifesterà con potenza.

Con amore fraterno e gratitudine:

Salvatore e Annalisa

Salvatore & Annalisa Conte

Missionari COMETRALCI

In foto: Il team che ha a ff rontato questo viaggio (da sx): Emanuel Capasso, Emanuela Bozza, Paolo Castellone, Ester De Cicco, Simone Chiocca.

Un ringraziamento speciale ad Ester per le sue splendide foto.

Chiunque desidera partecipare come Chiesa / Singoli indichiamo di seguito l’Iban e come fare per sostenere!

“Mentre celebravano il culto al Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati” Atti 13:2

Di seguito indichiamo le coordinate bancarie sulle quali appoggiare il bonifico e la relativa causale:

Intestato a: Chiese Come Tralci

IBAN:

IT 30 W 08441 34220 000000060548

CAUSALE:

Sostegno Missionari Coniugi Conte - Ucraina

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