FGE S.r.l. - Reg. Rivelle 7/F - 14050 Moasca (AT) - Bimestrale - Anno XVIII - 05/2016
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ISBN 978-88-9 7929
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NOTIZIARIO
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SOMMARIO
ISSN - 1973-9427 Tribunale di Asti n° 1/98 del 22/7/1998 Redazione FGE - Fabiano Gruppo Editoriale Reg. Rivelle 7/F 14050 Moasca (AT) Nicole Togni e-mail: n.togni@fgeditore.it
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News
6 Commissione nazionale concede ‘proroga’ per gli ECM. “Ci si potrà mettere in regola entro il 2017”
Direttore Responsabile Monica Assanta
Comitato TECNICO SCIENTIFICO Costantino Bianchi Pier Enrico Gallenga Vittorio Picardo Gerardo Santoni
7 Winter Village: la Società Oftalmologica Italiana sostiene il diritto di accesso alla prevenzione ed alle miglior cure in oculistica
8 Reportage 96° Congresso Nazionale SOI 28 Legal • Consenso informato: non è sufficiente la consegna
di un depliant
RESPONSABILE SCIENTIFICO Costantino Bianchi Pubblicità FGE S.r.l. Reg. Rivelle 7/F 14050 Moasca (AT) Tel. 0141 1706694 - Fax 0141 856013 e-mail: info@fgeditore.it
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Dalle Aziende La protonterapia per i tumori oculari Iscrizione 2017 • Quote associative - Perché associarsi Eventi
In copertina: “Il mio sguardo su di te 2015” opera di Marco Mortoro, 70x50 cm, Accademia di Belle Arti di Bologna. Da mostra “Luce Occhio Visione” - Lucio Buratto
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Il successo del 96° Congresso Nazionale testimonia l’inarrestabile crescita di SOI e mette tutti d’accordo sulla necessità di confermare, avendone apprezzato metodi e risultati, una leaderschip capace di sostenere a 360° le necessità dei medici oculisti e i diritti dei pazienti Il successo del 96° Congresso Nazionale della Società Oftalmologica Italiana, che si è svolto a Roma dal 23 al 26 novembre 2016, testimonia l’inarrestabile crescita di SOI e mette tutti d’accordo sulla necessità di confermare, avendone apprezzato metodi e risultati, una leadership capace di sostenere a 360 gradi le esigenze dei medici oculisti e i diritti dei pazienti. E come sempre è tempo di bilanci. Possiamo essere davvero soddisfatti del lavoro svolto. In qualità di Presidente insieme al Consiglio Direttivo della SOI e alle Aziende abbiamo lavorato duramente per poter dare ognuno il massimo contributo al successo della manifestazione. Dal punto di vista organizzativo e dell’impatto positivo il 96° Congresso Nazionale della Società Oftalmologica Italiana è stato sicuramente uno dei Congressi di maggior successo nella storia della SOI. È stato complesso e difficile, ma siamo molto soddisfatti perché siamo stati capaci di interpretare le esigenze di tutti e molti ne hanno reso positiva testimonianza. È un risultato importante che ci incita ad andare avanti e a continuare, migliorando, la strada intrapresa ormai tanti anni fa. I fatti parlano da sé: 13 simposi organizzati con in collaborazione con le Aziende, 25 società monotematiche presenti, un numero elevato di partecipanti come non se ne vedevano da anni, indicano che il Congresso SOI è l’evento scientifico e non, riferimento insostituibile dell’Oculistica Italiana. D’altra parte siamo orgogliosi per aver ottenuto una presenza politica qualificata,il Ministro Angelino Alfano e il Costituzionalista Giuliano Amato a testimonianza della crescente significatività di SOI oggi capace di interloquire a tutto campo con le Istituzioni ,problematica migranti compresa. Corsi, simposi, eventi hanno suscitato commenti positivi che, in questa particolare occasione, molti hanno voluto esternare e far conoscere. Insomma, una vera macchina da guerra finalizzata a migliorare un sistema SOI che ha centrato pienamente l’obiettivo. Per questo ho ritenuto importante evidenziare pubblicamente la necessità, in qualità del ruolo attribuitomi da anni di “facilitatore” del processo evolutivo virtuoso di SOI, per porre le basi di una conferma dell’attuale sistema direttivo della Società. Solo chi ha maturato adeguata e specifica competenza mettendo da parte i personalismi e alcuni limiti personali o di gruppo sarà in grado di far crescere costantemente SOI, la sua immagine e la sua significatività, e questo deve poter avvenire anche dopo la scadenza elettorale di novembre 2017 con buona pace di chi mantiene convinzioni antiche che avevano messo in grande difficoltà la Società Oftalmologica Italiana in tempi ormai lontani. Desidero infine, a nome del Consiglio Direttivo SOI, ringraziare quanti hanno fatto di questo congresso un grande avvenimento, dalle Aziende ai Professionisti che ci sostengono da sempre. Una doverosa attenzione va anche a tutta la segreteria SOI che agisce con gentilezza e professionalità per facilitare il lavoro di tutti noi. E quando un evento finisce è tempo di saluti, abbracci e di arrivederci. Quindi ci vediamo a Milano dal 24 al 27 maggio 2017. Nel preannunciarvi grandi innovazioni vi ringrazio ancora una volta per aver fatto grande la SOI. Matteo Piovella
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EDITORIALE
editoriale
eportSOI R o e d i V resso Nazionale
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Commissione Nazionale concede ‘proroga’ per gli ECM. “Ci si potrà mettere in regola entro il 2017” Comunicato pubblicato sul sito dell’Age.na.s il 22 dicembre 2016
La Commissione Nazionale per la Formazione Continua, nel corso della riunione del 13 dicembre 2016, ha deliberato di consentire ai professionisti sanitari di completare il conseguimento dei crediti formativi relativi al triennio 2014-2016 entro il prossimo 31 dicembre 2017, nella misura massima del cinquanta per cento del proprio obbligo formativo, al netto di esoneri, esenzioni ed eventuali altre riduzioni. I crediti acquisiti nel 2017, quale recupero del debito formativo del triennio 2014-2016, non saranno computati ai fini del soddisfacimento dell’obbligo formativo relativo al triennio 2017-2019. Inoltre la Commissione Nazionale ha deliberato che anche per il triennio 2017-2019 saranno 150 i crediti da maturare, fatti salvi esoneri, esenzioni, ed eventuali altre riduzioni. La Commissione, inoltre, ha previsto una riduzione di 15 crediti per i sanitari che abbiano soddisfatto il proprio dossier formativo individuale, alla quale si sommano uno “sconto” di 30 crediti per coloro che abbiano acquisito tra 121 e 150 crediti o di 15 crediti se il “punteggio si assesta tra 80 e 120.
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A breve saranno disponibili sul portale www.cmofad.com i nuovi corsi FAD per l’anno 2017.
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La Società Oftalmologica Italiana ha aderito al Winter Village e sarà presente con una propria postazione per effettuare visite oculistiche e ortottiche per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di poter accedere alle migliori cure utilizzando le tecnologie maggiormente innovative. Siamo felici – afferma Matteo Piovella, Presidente SOI – di essere tra i promotori dell’iniziativa, perché la SOI ha tra i suoi obiettivi primari la miglior prevenzione e tutela visiva degli Italiani. Oculisti e ortottisti saranno disponibili dal 18 al 22 gennaio per mettere a disposizione dei visitatori professionalità e competenza a salvaguardia della vista.
NEWS
Winter Village: la Società Oftalmologica Italiana sostiene il diritto di accesso alla prevenzione ed alle miglior cure in oculistica
La prevenzione scende in piazza e, a Milano, dal 18 al 22 gennaio sarà protagonista del Winter Village il campo base della salute allestito nell’area antistante via Mario Pagano. La manifestazione, promossa da Onda,con il contributo incondizionato di Doc Generici, gode del patrocinio di Regione Lombardia, della Città metropolitana e del Comune di Milano, e si avvale della collaborazione di numerose società scientifiche tra le quali la SOI (Società Oftalmologica Italiana). La postazione di SOI, una casetta di legno tipica del Winter Village, sarà aperta a tutti e, gratuitamente, gli oculisti e gli ortottisti effettueranno dei controlli specialistici sostenuti da informazioni approfondite dedicate alla tutela visiva.
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I nostri esperti – afferma Matteo Piovella Presidente della SOI – saranno a disposizione dei cittadini perchè da sempre la SOI si batte per la tutela e il benessere visivo degli Italiani. Siamo convinti che la prevenzione sia un’arma efficiente ed efficace a tutte le età e che sia importante far capire ai pazienti che sottoporsi ad una visita oculistica una volta l’anno, è importante per monitorare e gestire al meglio l’’insorgenza di gravi malattie agli occhi.
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REPORTAGE
REPORTAGE 96° CONGRESSO NAZIONALE
Immigrazione e oftalmologia: l’Italia della fatica e del coraggio «Una presenza qualificata e importante, ma soprattutto di straordinaria rilevanza per l’argomento che stiamo trattando». Così Matteo Piovella, presidente SOI, ha introdotto nella gremita Sala Cavalieri il ministro Angelino Alfano e il presidente della Consulta Giuliano Amato che hanno preso parte lo scorso giovedì 24 novembre al simposio “Le patologie del migrante”. «In collaborazione con Massimo Bray, Direttore generale di Enciclopedia Treccani, abbiamo deciso di invitare due figure istituzionali che possono affrontare e cercare di risolvere questo problema nel modo migliore possibile: da parte nostra confermiamo la massima disponibilità a mettere a disposizione la nostra conoscenza tecnico-scientifica». «Il tema dell’immigrazione non solo è legato alle forme di integrazione, ma anche alle patologie dei migranti – ha sottolineato Bray – Due testimoni così im-
Da sinistra, Matteo Piovella, Giuliano Amato, Angelino Alfano e Massimo Bray
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portanti sono i più adatti a spiegare le politiche e le scelte del nostro paese in questo ambito». Nel proprio intervento Alfano ha manifestato il grande piacere di essere presente alla 96esima edizione del Congresso SOI. «Non avrei mai creduto di parlare da ministro a un consesso di oculisti e di essere in qualche modo utile alla categoria – ha detto Alfano – La questione mediazione rappresenta per il nostro Paese un’importante sfida: l’Italia rappresenta la trincea, essendo al confine dell’Europa». Il Ministro ha, quindi, fornito una serie di elementi utili alla classe medica per inquadrare il fenomeno e ha dato informazioni sul possibile andamento del traffico di essere umani. «L’Italia sta pagando caro il lavoro di incompiutezza della Comunità Europea – ha affermato il Ministro – Ha dovuto però, fare una scelta, facendo drammaticamente i conti con la realtà: scegliere di essere l’Italia dell’accidia, dell’ignavia e dell’indifferenza oppure di essere l’Italia della fatica e del coraggio, in primis dei nostri soccorritori? Ha preferito essere l’Italia civile che salva tutti e non fa morire nessuno». Per quanto riguarda le previsioni sui flussi verso l’Italia, Alfano, oltre a sottolineare che anche l’Unione Europea dovrà farsi carico, come da impegno, della gestione dei migranti, è chiaro: «Non diminuiranno nei prossimi anni. Sarà un tema da gestire nei prossimi decenni. Noi stiamo lavorando per limitarne l’intensità. Il fatto che il governo collabori con associazioni scientifiche come SOI è di buon auspicio per costruire una squadra che gestisce al meglio anche le partite più difficili». Amato ha, invece, ricordato l’importanza del diritto alla salute: «Nella Costituzione Italiana è l’unico che viene indicato come fondamentale – ha detto – essere in salute è la premessa essenziale per l’esercizio di qualunque altro diritto e per lo sviluppo della persona: ci sono voluti, però, molti anni, circa trenta, perché questo venisse compreso e tutti venissero assistiti nello stesso modo». Uguaglianza che è stata messa in discussione con l’accrescersi del fenomeno dell’immigrazione. Amato ricorre nuovamente alla Costituzione. «Viene indicato che il diritto alla salute riguarda non solo il singolo, la persona curata, ma anche la collettività che dovrebbe vedere a repentaglio anche la propria salute, dal perdurare, ad esempio, di malattie infettive. Una responsabilità, dunque, che non può limitarsi al singolo soggetto: dobbiamo perciò dimostrarci all’altezza dei valori civili che da sempre ci contraddistinguono». Al termine dei due interventi Piovella ha ricordato le problematiche attuali della categoria, da «una corrente di pensiero che ritiene che i quattro Ospedali Oftalmici presenti in Italia vadano chiusi» all’accesso alle cure della maculopatia, «la nuova malattia sociale dell’oculistica che presenta un difficile accesso alla cura da parte di oltre centomila pazienti. SOI ha fatto la sua parte per migliorare il sistema. Adesso bisogna lavorare insieme per trovare le risorse necessarie per poter dare la migliore cura possibile», conclude Piovella.
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96° Congresso Nazionale SOI, prosegue la collaborazione con Treccani
La collaborazione dell’Istituto della Enciclopedia Italiana con la Società Oftalmologica Italiana si inserisce nel contesto dell’impegno della Treccani per una maggiore e migliore diffusione della cultura scientifica nella società italiana, nel contesto di quel costante dialogo tra le espressioni migliori della cultura umanistica e scientifica che rappresenta da sempre una peculiarità delle opere dell’Istituto. Saper “vedere” significa oggi soprattutto saper distinguere: imparare a discernere ciò che ha valore e ciò che non lo ha all’interno dell’immenso flusso di notizie, informazioni, conoscenze, immagini dal quale siamo quotidianamente investiti, sia in qualità di spettatori passivi, sia – con l’avvento di Internet – come cercatori attivi, ma non sempre consapevoli, di informazione e conoscenza. Il ruolo strategico della cultura e della formazione, prima ancora che quello di trasmettere singole conoscenze e singoli saperi, è insegnare un metodo che ponga le persone in condizione di essere in grado di orientarsi e di compiere le scelte giuste in ogni ambito della vita, sia pubblica sia privata: appare oggi di cruciale importanza, ad esempio, sensibilizzare i bambini alle tematiche della prevenzione e dello stile di vita, innanzitutto attraverso le famiglie. Da qui l’importanza di un seria, corretta, rigorosa divulgazione medica e in generale scientifica, alla quale la Treccani intende dare il proprio contributo collaborando con le istituzioni mediche. Anche la sessione di quest’anno, dedicata alle «patologie dei migranti», che si è svolta in occasione del congresso, vuole essere un momento di approfondimento scientifico, ma anche di confronto e di riflessione sul tema della tutela della salute e del contrasto alle disuguaglianze, al fine di contribuire a diffondere quello spirito di accoglienza e di equità sociale che è la sola garanzia di benessere e salute per tutti.
Corrado Balacco Gabrieli La Sua attività di Oculista è cominciata molto presto, con interessi di tipo clinico e di ricerca applicata. Ci può raccontare qualcosa? Mi sono laureato all’Università di Bari con il massimo dei voti nel luglio del 1963. Nel 1964 cominciai a frequentare la Clinica Oculistica allora diretta dal Prof. Franco Dermo. Gli unici Specializzandi eravamo il Dott. Ranieri ed io. Gli subentrò nel 1965 il Prof. Giuseppe Scuderi che è poi diventato il mio vero grande Maestro di scienza e di vita. Con lui ho lavorato moltissimo per oltre dieci anni in vari campi della Oftalmologia in ricerche all’epoca innovative come la genetica oculare, le tecnologie elettro-ottiche, i laser, la microbiologia e tanti altri argomenti. Nella Clinica Oculistica di Bari fece installare negli anni 80 il più potente Yag laser di quell’epoca. Nel 1978 sono entrato a far parte del progetto finalizzato laser di Potenza del CNR e nel 1982 ricevetti il prestigioso incarico da parte dello stesso progetto finalizzato ad effettuare la sperimentazione clinica in Italia del primo modello YAG LASER (lasag) in Oftalmologia. Sono stato più volte dal 1979 al 1984 all’Università di Berna allora diretta da un grande Maestro il Prof. Franz Fankauser che mi istruì sull’uso di questo straordinario apparecchio. Io avevo intanto conseguito la libera docenza nel 1972. La miopia è stato un altro dei Suoi argomenti preferiti. Dal 1974 al 2003 ho fatto parte della Myopia International Fondation in qualità di advisor per l’Italia. Nel 1977 fui nominato Direttore della Seconda Clinica Oculistica di Bari come Professore incaricato stabilizzato con 30 posti letto. In quegli anni ho approfondito le ricerche sulla miopia evolutiva-degenerativa recandomi più volte nell’Università di Harwad come Visiting Professor e dove ho avuto modo di interagire per parecchi anni con il Prof. Elio Raviola e con il Prof. Torsten Wiesel a cui fu conferito il premio Nobel per la medicina e biologia nel 1981.
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Gli anni a Roma: esperienze e rimpianti. Nel 1988 il Prof. Scuderi fu messo a riposo per limiti di età nell’Università “La Sapienza” di Roma e mi chiese di succedergli nel ruolo per dirigere la Clinica Oculistica della Sapienza. Nell’ottobre del 1988 la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma mi chiamò con voto unanime a ricoprire il prestigioso ruolo sino ad allora tenuto dal mio Maestro. Nell’ottobre 1994 fui eletto Direttore dell’Istituto di Oftalmologia succedendo al Prof. M.R. Pannarale. In quegli anni il mio impegno è stato profuso nella ristrutturazione pressoché completa dell’Istituto di Oftalmologia che ho totalmente rinnovato e ammodernato sia nelle strutture murarie che nelle attrezzature tecnico scientifiche e clinico chirurgiche. Riuscivo a reperire fondi e risorse economiche anche cospicue da più parti fra Genio Civile, Ministero dell’Università, CNR, Istituto Superiore di Sanità, Azienda Policlinico Umberto I e molte ditte farmaceutiche. Ho gratificato molti miei allievi con borse di studio nazionali e internazionali anche con lunghi soggiorni all’estero presso Università europee e nord americane. Nel 2001 sono stato eletto Direttore del Dipartimento di Scienze Oftalmologiche, incarico che ho mantenuto fino al 2011, anno della mia cessazione in ruolo. In quegli anni (2002-2006) ho anche ricoperto la prestigiosa carica di Presidente della SOI. E tra i ricordi di un Cattedratico? Molti miei allievi hanno conseguito la cattedra, Giovanni Scorcia, Santi Maria Recupero, Elena Pacella, o prestigiosi primariati in strutture ospedaliere. Credo di aver svolto in 22 anni di permanenza a Roma un lavoro onesto, proficuo e gratificante. Devo essere immensamente grato a tutti i miei collaboratori, a molti colleghi dell’Università, ai Rettori della “Sapienza” che in quegli anni si sono succeduti, ai direttori generali dell’Azienda Policlinico che mi hanno onorato della loro stima e del loro consenso. Una Sua passione: la lettura e lo scrivere libri. Nella mia non breve vita mi sono interessato di tante altre cose. Come molti di quelli che mi conoscono sanno, sono appassionato di agricoltura biologica che ho implementato in una mia azienda vicino Bari. Sono stato sempre appassionato di economia politica, storia, filosofia e di viaggi per il mondo. Ho anche scritto tre libri con un certo successo. Ne sto elaborando un quarto che spero verrà alla luce l’anno prossimo. Ho molti altri interessi culturali e relazionali che le persone a me più vicine conoscono e per i quali ancora sono impegnato e operativo a livello nazionale.
Emilio Balestrazzi La scelta dell’Oculistica come Specialità: per “l’esempio” paterno o semplice decisione personale? La scelta è stata senz’altro condizionata dall’ammirazione nei riguardi di mio padre, dal fatto che l’oculistica mi piacesse, oltre alla circostanza che in fondo ci occupiamo in famiglia di problemi della vista da cinque generazioni e, in particolare, dal 1863. L’ultima generazione riguarda i miei figli Alessandra e Angelo, che si stanno costruendo una brillante carriera, lontano dal padre. La Sua formazione professionale si è svolta a Bari, come Assistente Ospedaliero, dando prevalentemente spazio al campo della retina e del glaucoma. Cosa si è evoluto in questi campi di ricerca e terapia? Come Assistente e poi Aiuto Ospedaliero nella Clinica Universitaria. Da allora, per quanto riguarda la retina, i progressi, sia nel campo della ricerca sia della terapia medica e chirurgica, sono stati enormi e, direi, quasi inimmaginabili. Per il glaucoma, invece, molto poco è progredito, eccetto che per le terapie topiche. Spesso deludenti, invece, le novità di turno in terapia chirurgica, spesso vere e proprie meteore... per gli entusiasti propugnatori di turno. La Sua passione per l’anatomia patologica Le è stata inculcata dal Suo Maestro Professor Scuderi? La passione per l’Anatomia Patologica mi è stata senz’altro trasmessa dal mio Maestro, ma prima di lui da mio zio Nicola Balestrazzi, allora Primario Ospedaliero di Chirurgia Generale, nel Policlinico di Bari, che mi consigliò, già dal II Anno di Medicina, di frequentare come interno quell’Istituto, per costruirmi una base clinica utile anche alla ricerca. In fondo il mio grande amico Fritz Naumann, uno dei giganti dell’Oftalmologia di tutti i tempi, amava dire: “Ocular microsurgery is anything more than applied ocular histopathology”. Quella passione mi ha consentito tra l’altro di pubblicare l’unico testo di Anatomia ed Istologia Patologica in lingua italiana e di diventare Presidente della Società Europea di Patologia Oculare (EOPS).
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Quando Le fu proposta “l’avventura romana” dal Professor Scuderi pensava che così poteva iniziare una prestigiosa carriera che l’ha vista a Roma, L’Aquila e, infine, nuovamente a Roma, al Policlinico Gemelli? Quella di seguire il mio Maestro a Roma, come suo Aiuto, fu una scelta dettata soprattutto dalla gratificazione che mi procurava la sua proposta, condivisa anche dall’allora suo Aiuto e secondo Maestro per molti di noi a Bari, il Prof. Luigi Cardia e anche dal fatto che Lui mi disse semplicemente: “Balestrazzi, se non verrà con me a Roma, non potrò continuare a occuparmi della sua carriera”. Trapianto di cornea, chirurgia della cataratta e del glaucoma, chirurgia della retina, oncologia oftalmica: campi di attività che la Sua Scuola ha iniziato a L’Aquila e potenziato sempre di più nel corso degli anni. Il bilancio del Maestro. Il bilancio è senz’altro positivo, grazie soprattutto allo spirito di servizio e di sacrificio dei miei allievi e collaboratori di allora: Blasi, Spadea, Marullo, Sabetti, Mosca, Scupola, Fasciani, Sasso, ecc. Riuscimmo a raggiungere il 60 per cento di pazienti provenienti da fuori Regione che a L’Aquila giungevano per quelle patologie da tutta Italia. Oggi sono davvero orgoglioso delle carriere brillantissime che hanno realizzato quei giovani oculisti del tempo. Un pensiero grato devo rivolgere al Prof. Ernesto Quagliariello, allora Presidente del CNR, che mi voleva bene fin dai tempi di Bari e della Sapienza e che credeva in me. Mi aiutò molto nei primi difficili tempi dei 18 anni trascorsi a L’Aquila. Tutto questo senza dimenticare gli allievi che ho seminato negli anni trascorsi a Bari, alla Sapienza di Roma e al Gemelli, i cui nomi sono noti a tutti e ai quali sono ugualmente legato da un rapporto di sincero affetto. Nel Suo quotidiano non è comunque mai mancato uno spazio per lo sport. È stato il sistema che l’ha aiutata a vivere serenamente, superando con maggior tempra i momenti difficili? Anche la passione per lo sport mi è stata inculcata da mio padre, grande sportivo, arbitro di calcio di Serie A, primo Presidente dell’AIA, Associazione Italiana Arbitri, cui è stato intitolato il viale di accesso allo Stadio San Nicola di Bari, oltre al palazzetto dello Sport di Bari (Palabalestrazzi). Per quanto mi riguarda, ho praticato tanti sport, tra cui il basket a livello agonistico, ove ho giocato in serie B. Lo sport rimane il mio passatempo al di fuori del lavoro, purtroppo ormai soprattutto come spettatore. Oggi provo però il grande piacere di godermi ogni anno, insieme al più grande dei miei nipoti, Pietro, tennista in erba, i Campionati Internazionali d’Italia, al Foro Italico.
Ferdinando Romano Molte volte, più che il Maestro Accademico si ricorda di più colui che ci ha veramente dato le base della nostra professione e ci ha permesso di iniziare le esperienze pratiche. Il nome scritto nel Suo cuore credo sia quello di Oderisio Tieri. L’incontro con il Prof. O. Tieri fu fortuito; Maestro di vita e di arte mi insegnò a essere umile ma ardito; ho camminato orgoglioso e sicuro in Sua compagnia per circa dieci anni e quando mi ha lasciato (prematuramente) mi sono accorto di non essere solo. Oramai il sentiero era diventato via maestra! La carriera professionale si è sviluppata in Campania, diventando nel tempo sempre più di primo piano e con responsabilità crescenti. Come faceva un giovane Oculista entusiasta a vivere questa realtà? Sono stati anni in cui le tecniche di chirurgia oculare hanno evidenziato un’esigenza innovativa, con una accelerazione spaventosa e fra questi ricordo l’impianto di cristallino artificiale in pazienti affetti da cataratta, su esortazione a guardare lontano, del compianto prof. Alfano, Primario emerito di Avellino; tutto ciò mi condusse in un vortice inaspettato di popolarità. Le novità tecnologiche degli anni 80 e 90, tra cui i laser ad eccimeri, l’hanno vista protagonista anche con eventi congressuali e chirurgia in diretta. Qualche ricordo? L’avvento del laser ad eccimeri ha consentito di semplificare tecniche chirurgiche complesse, eseguibili fino ad allora da pochi e dotati chirurghi, da qui si avvertì l’esigenza da parte dei chirurghi oculisti campani, fra cui il sottoscritto, di trattare e correggere sia i difetti refrattivi sia patologie ectasiche della cornea, con tecniche lamellari, sia patologie glaucomatose con tecniche d’avanguardia di percolazione mediante maschere modulabili. Essere circondati da giovani colleghi può essere lo stimolo per il collega anziano a impegnarsi ancora di più, per condividere la propria esperienza e la propria quotidianità? L’avvento, come Direttore dell’U.O.C. di Oculistica dell’Azienda ospedaliera di Caserta, mi ha dato l’opportunità di ricoprire il ruolo di docente per gli studenti del corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della Seconda Università di Napoli e per gli specializzandi della Clinica Oculistica. È stato, ed è tutt’ora, un’esperienza indimenticabile. Molti di loro sono ormai professionisti affermati e non hanno dimenticato, che su quella stessa strada hanno camminato in molti, compagni di viaggio e di avventure, forti l’uno dell’energia dell’altro. L’ultima domanda è piuttosto ovvia e legata al filone affettivo: nella famiglia Romano ormai Ferdinando è l’Oftalmologo senior… l’emozione e la soddisfazione del padre. Questa domanda mi trova imbarazzato. Sono stato guida dei loro primi passi nella chirurgia come nella vita e avverto di essere un genitore fortunato perché ognuno dei nostri tre figli ha deciso di intraprendere la mia professione con determinazione, e quindi con grande dignità. Auguro loro che possano assaporare sino in fondo la gioia di aver saputo scegliere la professione giusta.
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Paola Valente
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Paola Valente è stata premiata per lo studio “Chemioterapia intravitreale nel trattamento del retinoblastoma”. «Il lavoro verte su pazienti affetti da retinoblastoma intraoculare sopposti a chemioterapia intravitreale per presenza di seeding vitreale resistente alla chemioterapia sistemica – spiega Paola Valente – La terapia intravitreale con chemioterapia ha avuto nel nostro studio una efficacia del 70% nel trattamento del seeding vitreale attivo, con effetti collaterali minimi». La chemioterapia intravitreale potrà così permettere di trattare il seeding vitreale, fattore prognostico negativo nel retinoblastoma, aumentando la sopravvivenza e incrementando la percentuale di salvataggio oculare, magari anche con l’uso di nuovi chemioterapici finora non testati. «L’obiettivo è aumentare la percentuale di sopravvivenza dei pazienti con retinoblastoma e ridurre il taso di enucleazioni», conclude Valente.
Paolo Brusini Paolo Brusini riceve il premio Best Paper per il lavoro dal titolo “L’OCT Staging System nella gestione di pazienti con glaucoma iniziale” Lo studio presenta un nuovo sistema di classificazione del danno alle fibre nervose nel glaucoma, denominato OCT Staging System, creato dallo stesso Brusini partendo dai dati forniti dall’OCT. «La sensibilità del metodo nel classificare come “anormali” pazienti con glaucoma iniziale e la sua specificità (capacità di definire come “normali” soggetti sani) sono risultate eccellenti utilizzando vari modelli di OCT oggi in commercio», spiega il medico oculista. L’OCT Staging System apre le porte a nuove prospettive e sviluppi. «Consente di suddividere in modo standardizzato e riproducibile la gravità del danno glaucomatoso alle fibre nervose e fornisce precise informazioni sulla sede nella quale il danno si manifesta in maniera prevalente – afferma Brusini – L’impiego di un apposito software, che tiene conto dell’età del paziente e del tipo di OCT impiegato, semplifica l’uso del sistema e consente di stampare una refertazione automatica e accurata relativa all’analisi del danno strutturale nel glaucoma». Per il futuro Brusini ha pronta una nuova sfida, la realizzazione di un sistema che integri le informazioni provenienti dall’esame del campo visivo con quelle ottenute dall’analisi delle fibre nervose, permettendo di suddividere in stadi, in modo standardizzato e attendibile, l’entità globale del danno glaucomatoso. «Sarà così possibile correlare, in maniera rapida e semplice, il danno strutturale e quello funzionale – precisa – Un obiettivo non facile da raggiungere, ma, proprio per questo, particolarmente stimolante e avvincente». Questo riconoscimento rappresenta un ulteriore stimolo alla ricerca di Brusini. «Ringrazio innanzitutto il Consiglio Direttivo della SOI, che mi ha fatto l’onore di nominare “best paper” il mio lavoro, fornendomi nuove energie per andare avanti nella ricerca, pur nella mia posizione attuale di libero-professionista – commenta Brusini – Non posso qui dimenticare che i miei studi sono stati possibili grazie al prezioso supporto dei miei collaboratori, soprattutto Claudia Tosoni, che dirige attualmente il Centro Glaucoma “Città di Udine”, e la mia ortottista “storica”, Lucia Parisi, che da anni è al mio fianco con competenza e disponibilità. Infine desidero ringraziare gli amici Guido Battarra e Cristiano Balista, ben noti a chi frequenta i nostri congressi, che hanno creduto fin dall’inizio in questo progetto, aiutandomi nella realizzazione del software che oggi viene ufficialmente presentato».
Luciano Quaranta Luciano Quaranta riceve il premio Best Paper Soi per il lavoro “Latanoprost e Dorzolamide per il trattamento del glaucoma pediatrico primario: The Glaucoma Italian Pediatric Study (GIPSY)”. «L’indagine ha dimostrato la possibilità di trattare, con determinati protocolli terapeutici, pazienti affetti da glaucoma congenito che erano già stati sottoposti a un singolo intervento chirurgico – spiega l’oftalmologo – Questo studio per la prima volta ha dimostrato che anche la terapia medica con analoghi delle prostaglandine e inibitori dell’anidrasi carbonica topici può essere di grande utilità per il controllo della pressione oculare in casi selezionati di glaucoma congenito». Per questo riconoscimento Quaranta desidera ringraziare AIFA per il supporto economico allo studio e il gruppo del laboratorio di clinical trial dell’Istituto Mario Negri di Milano nelle persone di Davide Poli, Elena Biagioli, Eliana Rulli, Francesca Galli. L’interesse principale di Quaranta, la patologia glaucomatosa, verso la quale si è rivolto sin da specializzando sotto la guida del Prof. Massimo Gilberto Bucci, si è concretizzato da quando è rimasto affascinato dalla multifattorialità della malattia e dalla complessità diagnostico-terapeutica, cosa che gli ha fatto conquistare anche il Mario Zingirian SOI Medal Lecture. Tra i principali risultati che ha raggiunto in questo campo, Quaranta sottolinea che si è sempre orientato verso lo studio di fattori di rischio differenti dalla pressione oculare, quali il flusso ematico oculare e la pressione di perfusione oculare. «Queste variabili sono di fondamentale importanza nel determinismo del glaucoma a pressione normale, che è oggetto della mia “named lecture” – spiega – Obiettivo per il futuro sarà valutare la velocità di progressione della malattia in relazione a differenti correlazioni genotipo/fenotipo». La Lettura Magistrale si è focalizzata sul corretto inquadramento diagnostico e terapeutico della Glaucoma a pressione normale. «Inoltre, sono stati puntualizzati gli aspetti salienti sulla possibile correzione di alcuni fattori di rischio, anche con strategie non convenzionali», aggiunge. Nel ricevere questo riconoscimento Quaranta ricorda il Prof. Zingirian che ammirava e stimava profondamente per le sue doti umane e di oftalmologo. «Per questo motivo la Zingirian medal Lecture ha per me un valore speciale – afferma – Tenere una lettura intitolata alla sua memoria è un importante stimolo a continuare la mia attività clinica e di ricerca per offrire una migliore qualità di vita ai pazienti glaucomatosi. Vorrei concludere ringraziando il CD SOI per questo prestigioso riconoscimento, ma anche tutti i pazienti che ho cercato di curare al meglio delle mie possibilità e con grande dedizione in tutti questi anni».
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Best Paper SOI e Mario Zingirian SOI Medal Lecture, due premi per
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Una vita spesa per la professione di Medico Oculista
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Paolo Maria Pesando «Mira doctor como soy guapo hoy». Il ricordo di un bambino non più strabico dopo l’intervento che gli corre incontro, esclamando di felicità, è uno dei tanti di Paolo Maria Pesando, dal 2002 Responsabile dell’Unità Funzionale di Oculistica convenzionata SSN Clinica Santa Rita, a Vercelli. «Per questa condizione degli occhi era stato venduto dai genitori – racconta il professionista – L’handicap lo faceva apparire di fronte alla comunità india diverso e, quindi, non accettato. Mi vengono in mente anche il regalo fattomi da una vecchietta cieca degli altipiani etiopi il giorno dopo l’operazione di cataratta, al sorriso di una mamma india che mi regala un sacchetto con pochi chicchi di caffè, il suo piccolo tesoro, tenendo in braccio la sua bimba non più strabica. E ancora un giovane italiano con miopia estrema, licenziato dal lavoro perché gli avevano tolto la patente, che ritorna a vivere e lavorare dopo un intervento chirurgico articolato e complesso che, felice, mi abbraccia». Una lunga carriera quella di Pesando che prende il via nel 1975 con l’incontro con il maestro dal punto di vista tecnico-professionale, morale ed etico, Giovanni Maraini, della Clinica Oculistica di Parma, cui seguono numerose esperienze all’estero, nelle cliniche oculistiche di Huston, San Francisco e Mosca tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Una ricca esperienza professionale costellata dalla creazione di numerosi centri e reparti oculistici in tutto il mondo, in Kenia e in Messico, cui si aggiunge l’intensa e instancabile attività umanitaria, ad esempio, in qualità di Chief Surgeon e Team Leader per il Ministero degli Esteri Cooperazione Internazionale al Progetto di Blindness Prevention Italo-Etiopica, tra il 1984 e il 1985. Nel 1993 riceve la Special Gold Medal dalla Intraocular Implant and Refractive Society of India IIR99SI. Nel 1999 riceve l’incarico di insegnamento in un corso di Chirurgia refrattiva come professore a contratto offerto dal Prof. Maraini presso l’Università di Parma. Una carriera che si è arricchita attraverso gli approfondimenti e le sperimentazioni delle nuove tecniche di chirurgia rifrattiva dal 1980 dalla Cheratotomia radiale ad oggi con i moderni impianti multifocali e la realizzazione di alcuni volumi di Chirurgia Rifrattiva con pubblicazione in Italia e all’estero. Nulla lo ha fermato, neppure l’alluvione del 2002. «Due metri e mezzo di fango che mi hanno distrutto cinquecento metri quadrati di studio ad Ivrea perfettamente attrezzato e completo di sala operatoria: il giorno dopo ricominciavo tutto da capo con il sorriso e l’aiuto di un angelo», afferma Pesando. E per il futuro quali sono gli obiettivi? «Cercare di contribuire a un cambiamento più etico della nostra professione che possa portare a un maggior rispetto e attenzione da parte dei pazienti e delle autorità competenti, politica e magistratura, verso una professione magnifica, ma molto difficile, complessa e delicata – sottolinea il professionista – Continuare, migliorare e completare i tanti progetti di cooperazione sparsi per il terzo mondo». E un ringraziamento speciale va «a un angelo che un giorno mi ha ridonato la vita, ai miei figli e a un amico speciale con cui abbiamo fatto un lungo tratto di cammino professionale insieme, che mi ha stimolato nel piacere di approfondire e di migliorare le nostre conoscenze e troppo presto ci ha lasciato: Carlo Lovisolo», conclude Pesando.
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Alla domanda sul proprio futuro professionale Clemente Santillo risponde con un’altra domanda. «Quale può essere il futuro per un docente anziano, ma non vecchio? – dice – Poiché considero la nostra specialità molto limitata, mi piacerebbe poter essere di riferimento per i giovani oculisti affinché il loro sapere non rimanga monotematico e ipertecnologico, ma che le loro conoscenze si amplino alla genetica del futuro – afferma - Bisogna non isolarsi, ma diventare nodo di una rete formata da altre specialità di riferimento: “non tutti possono saper tutto”». L’incontro con la profonda cultura umanistica del Prof. Bietti «che mi ha trasmesso vasti interessi non esclusivamente oftalmologici», l’inquadramento del Prof. M.G. Bucci nella ricerca sperimentale e nella valutazione ed esposizione dei risultati scientifici e il faticoso training chirurgico cui l’ha sottoposto il Prof. M.R. Pannarale, affinando la sua manualità sono alcuni ricordi della carriera di Santillo. In particolare di Bucci ricorda le lunghe giornate passate nello stabulario della Clinica Oculistica studiando sperimentalmente l’idrodinamica oculare, mentre di Bietti lo diverte molto riportare alla mente la sua prima relazione scientifica a un Congresso Internazionale della Società Francese. Non sono mancati i momenti difficili come il cambio di facoltà, dopo due anni, da Chimica a Medicina, e quello dalla carriera Università, dopo venti anni, a quella ospedaliera. Santillo dedica il riconoscimento alla moglie Adriana, «la compagna che pazientemente facilita la mia attività, compensando l’incapacità che manifesto nel “domare” con difficoltà i sistemi computerizzati», afferma.
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Clemente Santillo
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Una vita spesa per la professione di Medico Oculista
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Una vita spesa per la professione di Ortottista
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Elena Gilardi I punti salienti della carriera di Elena Gilardi sono tanti. «Frequento l’Università di Pavia e poi vengo assunta come universitaria per lavoro clinico e insegnamento – racconta la professionista rappresentante della Lombardia per ASMOOI – Passati dodici anni decido di lasciare la Clinica Oculistica Universitaria dopo una specializzazione a Lione, in Francia, dove scopro essere possibile aprire un centro Ortottico indipendente dalla presenza costante di oculisti. Così mi attivo e apro il primo centro a Pavia come libero professionista, con la benedizione del grande prof. Giulio Morone e dei suoi collaboratori. Partecipo e vinco il concorso per studi sulle problematiche oculari dei lavoratori al VDT indetto da IBM Europa Sud. Organizzo un’Associazione Professionale (OPHTALMOS) di cinque oculisti e cinque ortottisti e per dieci anni lavoriamo nelle varie sedi IBM producendo, per il congresso mondiale del 1994 a Milano, la casistica tuttora più alta al mondo sulle tematiche inerenti ai disturbi al VDT. Nascerà poi la legge che regola i tempi e i controlli obbligatori per i lavoratori». L’esperienza in Afghanistan, dove si reca ogni volta per 2-3 mesi con giovani oculisti volonterosi e provati chirurghi generosi, è stata tra le più importanti e anche tra le più difficili, ma non è l’unica iniziativa umanitaria cui Gilardi si è dedicata. Con l’elezione nel direttivo AIS, viene incaricata al progetto per il terzo mondo, avendo nel frattempo avuto esperienze in tal senso in Sud America, Equador, con l’Università di Padova, Africa, Eritrea e Kenya, India Bubaneschwar e presenta il progetto a Emergency di Gino Strada. «Viene accettato e ne divento il responsabile per dieci anni – ricorda la professionista – Nell’estate, coordino e organizzo l’oculistica sia per visite sia per chirurgia, in Afghanistan ad Anabah-valle del PAnjschir. Contemporaneamente seguo il servizio svolto in Cambogia, dove personalmente mi reco tre volte in inverno». Tra i momenti piacevoli Gilardi ricorda il lavoro svolto con il prof. Giulio Morone «cui debbo il “sapere”, ma soprattutto il senso di umanità e rispetto che dobbiamo alla sofferenza», spiega. Attualmente Gilardi effettua consulenze a Brescia, Milano e Bellinzona. «Ma col 31 dicembre lascerò tutto per nuovi interessi e per età – rivela – Nel futuro desidero continuare a scoprire posti lontani nel mondo, dedicarmi alla cucina e alla pittura ad acquerello». E nel ricevere il riconoscimento, che dedica al suo primo mentore, il Prof. Morone, il pensiero va a «un’amica e collega che recentemente e improvvisamente ci ha lasciato, Franca Pelloli, al Prof. Campos e alla sua disponibilità scientifica e a tutti gli amici e maestri con i quali si è compiuto il percorso professionale», conclude.
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SOI-SOE Lecture 2016
Premio Innovazione e Ricerca
Luxottica «Siamo onorati e felici del riconoscimento che la Società Oftalmologica Italiana e il suo Consiglio direttivo hanno deciso di attribuire a Luxottica Group. L’innovazione e la ricerca hanno accompagnato tutta la storia del Gruppo, guidata dalla visione imprenditoriale del fondatore Leonardo Del Vecchio, il primo nel settore a intuire le potenzialità di un modello di business verticalmente integrato, incentrato sulla qualità, e ad aggiungere all’occhiale, inteso come dispositivo medico essenziale, la nuova dimensione dell’accessorio moda – affermano da Luxottica Group – Oggi l’innovazione guida tutte le nostre scelte. Ogni anno introduciamo circa duemila nuovi modelli e sperimentiamo, anche grazie al contributo di un gruppo di ricerca insediato nel cuore della Silicon Valley americana, materiali e tecnologie di frontiera per espandere continuamente le potenzialità di un oggetto dalla storia ormai millenaria. Stiamo infine guardando con grande interesse al mondo delle lenti oftalmiche, sempre più al centro delle nostre strategie. Vogliamo disegnare le lenti migliori al mondo, con tecnologie digitali all’avanguardia e su misura per ogni singola montatura prodotta dal Gruppo, offrendo ai consumatori occhiali da vista completi della massima qualità e resa estetica. A Sedico, all’interno del primo hub logistico-produttivo integrato tra lenti e montature al mondo, è già operativo il laboratorio Luxottica per la produzione di lenti oftalmiche che servirà l’Italia e l’Europa. Il Premio SOI è pertanto uno stimolo ulteriore a proseguire questo percorso e a investire per ridisegnare giorno per giorno il futuro di Luxottica, dei suoi prodotti e dell’intero settore».
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«Si tratta di una bella soddisfazione: non sempre viene riconosciuto il lavoro svolto e vederlo addirittura premiato mi gratifica dal punto di vista sia professionale sia personale». Così Ivano Riva commenta il premio SOI. Laureatosi in Medicina e Chirurgia nel 2005 presso l’Università di Milano Bicocca, fin da studente Riva si è avvicinato con passione al mondo dell’oftalmologia e, in particolare, al glaucoma, frequentando l’Unità Operativa di Oculistica del Policlinico di Monza e specializzandosi in Oftalmologia presso l’Università degli Studi di Brescia. Sei anni fa è stato insignito dall’Associazione Italiana per lo Studio del Glaucoma (AISG) del premio per la miglior comunicazione orale e nel 2012 la SOI gli ha conferito il premio “Best Paper SOI” per la comunicazione dal titolo: “Efficacy of glaucoma surgical procedures: a systematic review and metanalysis” (pubblicata su JAMA Ophthalmology). Attualmente Riva è titolare di una borsa di ricerca presso l’Università degli Studi di Brescia, svolge attività clinica presso il Policlinico di Monza e lavora come libero professionista, occupandosi prevalentemente di glaucoma, in ambito clinico, medico chirurgico e scientifico. Modificazioni circadiane della pressione intraoculare e della pressione di perfusione oculare in soggetti sani e pazienti glaucomatosi: è questo il tema della lecture che l’oftalmologo lombardo ha tenuto al 96esimo Congresso SOI, alla quale il premio è collegato. «Si tratta di un argomento ancora non del tutto chiarito e ricco di spunti per la ricerca, il quale potrebbe ampliare le conoscenze attuali sul glaucoma e influire sul nostro atteggiamento terapeutico», spiega Riva.
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Ivano Riva
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Renato Frezzotti SOI-Medal Lecture
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Vincenzo Maurino Ormai la sua casa è Londra, ma il suo cuore è in Italia, a Napoli, sua città natale che raggiunge spesso insieme a Roma poiché qui, dal 2010, è titolare dell’insegnamento di malattie della cornea presso la Scuola di specializzazione in Oftalmologia della Università di Roma Tor Vergata. La carriera all’estero inizia subito dopo la specializzazione: nella città inglese si trasferisce per perfezionare la formazione oculistica presso l’Ospedale Universitario Oftalmico Reale “Moorfields Eye Hospital” dove completa una Fellowship in Oftalmologia Pediatrica e Chirurgia dello Strabismo. «Questo ospedale è il punto di riferimento europeo per il training chirurgico – spiega Maurino – Qui si sono traferiti numerosi colleghi provenienti da Germania, Austria, Francia per perfezionare la propria tecnica». Dal 2002 è Primario Oculista nella stessa struttura e si occupa di chirurgia dei trapianti corneali, chirurgia refrattiva e della cataratta. Un’esperienza che ha cambiato completamente la sua vita con il trasferimento definitivo in un altro paese. Una carriera brillante che gli ha permesso di ricevere nel 2009 il premio “Napoletani Eccellenti nel mondo” dal Presidente del Consiglio. Nel 2016 viene, inoltre, insignito dal Presidente della Repubblica Italiana della onorificenza di “Ufficiale dell’Ordine di Merito della Stella d’Italia” per aver contribuito all’immagine di eccellenza della medicina italiana nel Regno Unito. E per il futuro? «L’obiettivo è coltivare le giovani leve all’interno del programma di training, dove a oggi ho formato sei giovani oculisti italiani, insieme a decine di altri colleghi», racconta Maurino. Nell’attività di Maurino non manca il volontariato. «Partecipo all’insegnamento della oculistica in aree rurali della Cina, collaborando con la charity di Hong Kong Lifeline Express – afferma l’oftalmologo campano – Qui mi reco una volta all’anno per una decina di giorni». È, inoltre, membro di numerose società scientifiche tra cui la American Society of Cataract and Refractive Surgeons, la European Society of Cataract and Refractive Surgeons, il RoyalCollege of Ophthalmology of England. È Consigliere scientifico della Società Oftalmologica Italiana dal 2006 che ringrazia per questo riconoscimento di cui si dice orgoglioso. «Nella Medal Lecture che si è tenuta al convegno sono state focalizzate le patologie del segmento anteriore dell’occhio, cataratta e glaucoma, e il mio approccio personale al trattamento di queste malattie, in particolare per quanto concerne la correzione dell’astigmatismo», spiega Maurino.
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Trent’anni fa Lei entrò a far parte del team di un Maestro che è stato un pioniere dell’Oftalmologia moderna: Rosario Brancato. I ricordi di un giovane Oculista Incontrai il Professor Brancato per la prima volta nel 1980 a Trieste, nella Direzione della Clinica Oculistica, al secondo piano dell’Ospedale Maggiore. Mi ero laureato a Pavia poco tempo prima ed ero alla ricerca della migliore sede in cui fare la specialità. Un’ipotesi era restare a Pavia, un’altra tornare in Puglia a Bari ed un’altra andare nel profondo Nord-Est, a Trieste appunto. Non avevo le idee chiare, ma quando conobbi il Professore fu un vero colpo di fulmine, che contribuì a chiarirmele subito. Chi ha conosciuto il Professor Brancato sa bene che è sempre stato molto attivo, ma a 46 anni era un autentico miracolo della natura: riusciva a fare tante cose insieme, con una vitalità e un entusiasmo che non potevano che contagiare chi lo incontrava per la prima volta, soprattutto se si trattava di un giovane medico come me. Quella sera chiamai i miei genitori a casa e comunicai che Trieste era la mia prima scelta. Fu una scelta fortunata, ma non immaginavo quanto quella decisione avrebbe cambiato la mia vita… in meglio. La ricerca nel campo della retina medica è stata perseguita dalla Vostra Scuola nel corso degli anni a livello non solo nazionale ma addirittura internazionale. Possiamo fare il punto della situazione? La retina medica sta vivendo un periodo di grandi successi. Nell’arco di questi ultimi anni abbiamo assistito a un’autentica rivoluzione e si ha la sensazione che questa rivoluzione debba continuare ancora per un bel po’. Tutto ciò accade quando importanti novità in campo diagnostico si accompagnano ad altrettanto importanti novità in campo terapeutico. Ad esempio, negli anni 70-80, la fluorangiografia fece comprendere la patogenesi di tante malattie retiniche e, al contempo, l’introduzione della fotocoagulazione-laser nella pratica clinica ne rese possibile il trattamento. Più recentemente, l’introduzione della diagnostica OCT, avvenuta quasi in contemporanea con le nuove applicazioni intravitreali dei farmaci steroidei ed Anti-VEGF, ha fatto migliorare in modo sostanziale la cura di tante patologie corio-retiniche. E forse siamo solo all’inizio. Si pensi ai nuovi Angio-OCT e ai nuovi principi attivi che si aggiungeranno a quelli già in uso. Credo non ci sia nulla di più entusiasmante della retina medica in questo momento storico per un oculista. Io ho la fortuna di essere stato accanto al Prof. Brancato ed al Prof. Menchini per tanti anni e mi sono ritrovato, quasi senza meriti (se non quello di aver lavorato molto), a interessarmi di retina medica nel periodo forse più felice della storia dell’Oftalmologia.
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Gian Battista Bietti SOI Medal Lecture 2016
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La fiducia del Maestro L’ha portata a dirigere la Clinica Oculistica di Udine prima, per poi fare il grande salto e occupare la Cattedra di Oftalmologia della Struttura del S. Raffaele a Milano, quella di Rosario Brancato. La nostra è una Scuola un po’ all’antica. Ha previsto che, per ottenere un upgrading ci si dovesse muovere per formarsi meglio e allargare esperienze ed orizzonti. Il Prof. Brancato partì da Firenze e poi andò in cattedra a Trieste, per concludere la Sua carriera a Milano, nella nuovissima Università San Raffaele. Il Prof. Menchini da Firenze seguì Brancato a Trieste e poi a Milano, per concludere da Direttore la carriere a Firenze. Claudio Azzolini da Udine ci raggiunse a Milano e ora è in cattedra a Varese, Università dell’Insubria. Io, laureato a Pavia, ho avuto parentesi come Professore Associato a Trieste, Milano, Ferrara e poi a Udine ho iniziato l’esperienza come Direttore, che mi ha portato oggi a Milano. Sono percorsi oramai non comuni. Sono convinto però che si tratti di esperienze che, sebbene impongano grandi sacrifici sul piano umano, familiare ed economico, aiutino a maturare e aprire la mente. Sono felice che la vita universitaria mi abbia imposto un percorso così complicato, perché sono convinto che ciascuna delle sedi in cui sono stato abbia contribuito a farmi crescere professionalmente. Oggi un Direttore di Clinica Oculistica deve possedere anche qualità manageriali? La giornata di un Direttore di Clinica prevede oggi un grande dispendio di energie in attività spesso lontane dalla nostra professione di oculista, che attengono alla parte manageriale della nostra attività. In effetti: tanta burocrazia, molta carta e grandi responsabilità spesso per ottenere poco. Ciò nonostante, mi ritengo più che fortunato. La nostra professione ci consente gratificazioni di ogni sorta e sono felice della scelta fatta nel 1980. Qualche hobbies di Francesco Bandello e il Suo legame con la terra d’origine, la meravigliosa Puglia. Potrei sintetizzare la mia risposta così: sono leccese (anzi magliese) e me ne vanto! In effetti mi sento molto salentino. Ho avuto l’enorme fortuna di avere papà vivo fino a un anno fa e questo mi ha fatto conservare uno stretto legame con le mie origini. Alcune delle caratteristiche positive, che credo di avere, penso siano frutto di un “imprinting magliese” di cui vado davvero fiero: l’attaccamento alle tradizioni e ai valori della mia terra, che ho imparato a conoscere proprio a Maglie in gioventù. Ed infine, come ci si sente ad essere nato il 29 febbraio? Un compleanno ogni 4 anni? Quindicenni.
Venerdì 25 novembre, nell’ambito della sessione plenaria pomeridiana del 96° Congresso Nazionale SOI, la Fondazione Giovanni ed Annamaria Cottino ha presentato i nomi dei finalisti della II edizione del Premio Cottino AppliCO per l’Oftalmologia, realizzato in collaborazione con SOI e Innogest SGR. I candidati selezionati avranno poi il tempo di finalizzare le idee e presentare i business plan entro la cerimonia di proclamazione del vincitore, che si svolgerà in occasione del 15° Congresso Internazionale SOI, a Milano dal 24 al 27 maggio 2017. Il vincitore riceverà fino a 100.000 euro. Il Premio Cottino AppliCO è volto a valorizzare le iniziative più innovative del panorama biomedicale italiano, finalizzate alle applicazioni in Oculistica ed accelerare l’innovazione in campo oftalmologico, stimolando un meccanismo virtuoso in grado di far emergere i progetti più promettenti per sostenerli lungo il cammino di trasferimento tecnologico, dalla ricerca all’applicazione. La call, che si è chiusa il 21 ottobre scorso, ha coinvolto società, startup innovative, spin-off universitari, singoli e team di ricerca in oftalmologia, ingegneria biomedicale, informatici, chimici e biologi, per un totale 28 candidature giunte da tutta Italia, da Palermo a Cuneo, passando da Roma, Milano e Pisa. Le idee più innovative per lo sviluppo di dispositivi, servizi o soluzioni terapeutiche per la vista ad elevato impatto sociale saranno scelte da una giuria di esperti oftalmologi per le diverse patologie e referenti del mondo tecnologico ed esperti del mercato del biomedicale, dell’industria e del finance, composta da Massimo Busin, Emilio Campos, Alberto Di Bari, Grazia Pertile, Matteo Piovella, Scipione Rossi, Ruggero Frezza, Claudio Giuliano e Gianfranco Rutili. Ma non è tutto. Ricerca, innovazione e impresa: sono queste le parole chiave che la Fondazione Cottino ha portato al Congresso SOI e lo ha fatto organizzando, con la partnership scientifica di SOI, il simposio dal titolo Sfide, sogni... e realtà: We Can!, in programma giovedì 24 novembre. L’obiettivo è stato quello di creare un momento di confronto tra i diversi attori del mondo dell’innovazione. Il simposio è stato presieduto da Matteo Piovella, Presidente di SOI, che ha guidato gli interventi di Aldo Cocchiglia (Direttore di Adaptica S.r.l.) sulla creazione di un ecosistema favorevole per le start-up; Claudio Giuliano (Partner e fondatore di Innogest) sull’incontro tra innovatori e investitori; Andrea Russo, co-fondatore di D-EYE, progetto vincitore dell’edizione 2014 del Premio AppliCO e Giuseppe Dell’Erba (Direttore di Fondazione Cottino) sul ruolo della Fondazione nel supportare e diffondere l’innovazione. Di seguito si è svolta una tavola rotonda, moderata da Gianfranco Rutili, MD ed esperto del settore biomedicale a livello internazionale a cui ha preso parte anche Elizabeth Robinson, Investment Director VC Quadrivio e cofondatrice di Nicox, e Ruggero Frezza Presidente di M31. Oggi la Fondazione Cottino opera attraverso il sostegno concreto a progetti in diversi ambiti, primo fra tutti quello biomedicale, ispirandosi alla Venture Philanthropy, che prevede l’utilizzo di metodologie e strumenti tipici di Venture Capital e Private Equity. Il suo obiettivo nel tempo è di implementare ulteriori azioni non solo per accelerare sviluppo di idee e progetti trasformandoli in impresa, ma anche a promuovere momenti di confronto, dialogo e formazione con i diversi soggetti coinvolti.
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Il premio AppliCO della Fondazione Cottino torna al 96° Congresso Nazionale SOI
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La SOI interviene sulla questione dei crediti ECM La Società Oftalmologica Italiana, che dal 1869 rappresenta il punto di riferimento scientifico e clinico organizzativo dei Medici Oculisti Italiani, ha deciso di “ballare da sola” e ha organizzato e istituito un sistema dei crediti Ecm più moderni e rappresentativi dedicati ai medici oculisti. SOI è sempre stata criticamente attenta nei confronti delle regole fondanti il sistema ECM organizzato ed attivato con grandi difficoltà in Italia, ma oggi si rende conto che esistono criticità penalizzanti a cui è necessario porre rimedio. Uno su tutti l’anomalia del conflitto di interessi. SOI interviene sulla annosa problematica dei crediti formativi e lo fa con la consueta e diretta schiettezza. Fin dall’inizio, la Commissione ECM ha fornito una lettura di nobili concetti come quello di “conflitto di interesse” storpiandone la valenza e fornendo criteri applicativi a dir poco aberranti, irrispettosi del ruolo specifico del medico e delle responsabilità che questo ruolo comporta – dice Matteo Piovella, presidente SOI. Significativo, in merito, è stato il ricorso al Tar del Lazio che la nostra società scientifica ha dovuto presentare per contestare un provvedimento con cui si intendeva sospendere i crediti attribuiti al congresso SOI di Napoli del 2004 con l’applicazione di gravi sanzioni. Un ricorso che, come spesso accade nel nostro Paese, si è risolto in un nulla di fatto dopo anni di (inutile) contenzioso legale con conseguente ritiro di ogni contestazione nei confronti di SOI. Restano solo nell’aria le inconsistenti affermazioni fatte dall’allora Direttore Generale del Ministero della Salute che in aula ha confermato che, inizialmente, la Commissione ECM aveva intenzione di normare meglio il concetto di “conflitto di interesse”, ma di aver abbandonato questa intenzione in ragione delle complessità e delle relative difficoltà ermeneutiche ed interpretative (bella serietà!) decidendo, alla fine, di escludere tutto e di non autorizzarne nessuno (invito a pranzo di lavoro compreso). Così per 10 anni il sistema degli ECM è stato condizionato da una delle regole più strumentali ed illogiche in base alla quale chiunque avesse preso parte ad un evento ECM in presenza di un qualsiasi conflitto di interesse, sarebbe stato assoggettato a pesanti sanzioni (anche penali). Inoltre, a quanto esposto si potrebbe aggiungere anche il totale fallimento del sistema di valutazione dei Referee: drammatica certificazione delle gravi penalizzazioni subite da tutti i medici italiani. Di questo sistema di valutazione inadeguato, che dopo anni, la stessa Commissione ECM ha dovuto cancellare riconoscendone l’inapplicabilità, si è voluto mantenere la non volontà per adottare l’equivalenza un ora un credito. Ed ancora, si potrebbero
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aggiungere molte altre considerazioni sulle debolezze del sistema, ma il risultato non cambierebbe: il sistema è certamente poco efficiente ed inadeguato a sostenere le necessità dei medici italiani: in special modo degli oculisti iscritti alla SOI – continua ad illustrare il Presidente SOI. In considerazione di quanto esposto, a sostegno dei 7000 oculisti italiani e a tutela dei pazienti, SOI ha deciso di assumersi la responsabilità di attivare un sistema ECM che sia in grado di rispondere con effettività ed efficienza agli specifici obiettivi ricercati, perseguiti e condivisi, così come avviene in tutto il mondo. Una completa ed adeguata opportunità di aggiornamento delle conoscenze e delle competenze che SOI mette a disposizione dei 7000 medici oculisti italiani, fondato su regole corrette che consentiranno all’oculistica italiana di mantenere il livello di eccellenza che è da sempre stato riconosciuto come tra le migliori e meglio organizzate al mondo. SOI ha quindi previsto l’attivazione dei crediti SOI che si potranno acquisire partecipando ai Congressi della Società Oftalmologica Italiana. Ovviamente da anni è attiva una piattaforma di aggiornamento per i medici oculisti, la FAD SOI: un servizio che completerà in modo autonomo ed efficiente il raggiungimento dei crediti annualmente richiesti. Poche ma significative sono le variazioni rispetto al sistema ECM tradizionale che in ogni caso verrà attivato come di consueto durante il congresso: chi parteciperà al congresso avrà l’opportunità di acquisire crediti tramite i due sistemi anche se sostenuti da regole differenti. L’innovazione maggiormente significativa è la semplice attribuzione un ora un credito per ogni tipologia di attività di aggiornamento. In tal senso, anche i relatori, moderatori ed esperti coinvolti nel programma scientifico avranno la possibilità di ottenere i crediti della sessione che li vede protagonisti. Inoltre vedranno l’assegnazione di crediti formativi aggiuntivi conseguenti al ruolo di relatore/moderatore/esperto: due per ogni relazione effettuata (indipendentemente dal tempo perché vengono considerate un minimo di tempo equivalente a due crediti per prepararla) uno per ogni moderazione effettuata. Per ogni ora di presenza verrà assegnato un credito e saranno considerate anche le frazioni di ora con 0, 25 crediti ogni 15 minuti. Il medico oculista viene considerato pienamente responsabile e formato (come da norma di legge). Quindi viene ritenuto pienamente capace e in grado di comprendere la reale virtuosità del concetto di “conflitto di interessi”, inteso come elemento finalizzato a dare informazioni adeguate e necessarie. Il sistema ECM SOI, in conseguenza dell’efficiente sistema digitale d’avanguardia utilizzato da anni – idoneo a certificare la presenza di un medico oculista in aula al minuto – verrà esteso retroattivamente agli ultimi tre anni. Nel breve periodo ci saranno gli ultimi aggiornamenti e SOI procederà ad una capillare informazione/coinvolgimento da parte di tutti i 7000 medici oculisti italiani. SOI intende con questa azione tutelare il diritto di accesso alla miglior cura oftalmologica da parte dei pazienti italiani tutelando contemporaneamente i medici oculisti nel poter dimostrare un aggiornamento adeguato, effettivo, efficace (e migliore), in tutte le sedi dove verrà ritenuto utile e necessario.
REPORTAGE
REPORTAGE 96° CONGRESSO NAZIONALE
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NOTIZIARIO
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LEGAL
SOI
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Consenso informato: non è sufficiente la consegna di un depliant a cura di Raffaele La Placa e David Teppati
Con la sentenza n. 2177/2016 la Corte di Cassazione torna ad occuparsi del consenso informato. La ricorrente, a seguito di un intervento di cheratomia radiale, denunciava l’omessa informazione da parte del medico, lamentando, fra l’altro, che “non era stata adeguatamente informata sulla natura, i rischi dell’intervento a cui non si sarebbe sottoposta se fosse stata informata delle insorgenze delle intervenute complicanze”. Nei primi due gradi di giudizio, sia il Tribunale che la Corte d’Appello, respingevano le doglianze della paziente, escludendo che quest’ultima non fosse stata adeguatamente informata, sui disturbi successivamente poi manifestatisi. Invero, in sede di visita medica preliminare all’intervento, risultava che il medico le consegnò un “depliant informativo”, redatto dal medesimo medico, ove si evidenziava: “rientrano nella normalità, e sono più o meno transitori fastidi quali lacrimazioni, fotofobia anche intensa, fluttuazioni visive, abbagliamento. Tutti questi problemi tendono a scomparire entro qualche settimana. Il vero limite dell’intervento è una relativa imprevedibilità che potrebbe comportare un residuo difetto visivo, seppur di molto inferiore a quello di partenza” (….) “non si tratta di un intervento di chirurgia estetica per cui se non si hanno problemi con l’uso degli occhiali o si tollerano bene le lenti a contatto non è il caso dio sottoporsi a operazione”. La Corte di Cassazione investita della questione, ribadisce che quanto alle modalità del consenso alla prestazione medica, lo stesso debba essere personale, specifico ed esplicito, nonché reale ed effettivo, non potendosi considerare presunto. Secondo la Suprema Corte: “il consenso deve essere pienamente consapevole e completo, ossia deve essere “informato”, dovendo basarsi su informazioni dettagliate fornite dal medico, ciò implicando la piena conoscenza della natura dell’intervento medico e/o chirurgico, della sua portata ed estensione, dei suoi rischi, dei risultati conseguibili e delle possibili conseguenze negative”. Ne consegue, a parere della Corte di Cassazione, che non adempie all’obbligo di fornire un valido ed esaustivo consenso informato il medico che si limiti a far sottoscrive al paziente un modulo del tutto generico, da cui non si rilevi che il paziente abbia effettivamente ottenuto le dovute informazioni, e ciò quand’anche l’opuscolo risulti del tutto conforme al “livello culturale” del paziente e pertanto da questi pienamente comprensibile. Nella fattispecie viene cassata quella parte della sentenza della Corte d’Appello che aveva ritenuto, erroneamente, sussistere la completezza dell’informazione anche in relazione a ciò che atteneva alle conseguenze pregiudizievoli dell’intervento. Infatti la Corte di Cassazione rileva che l’opuscolo consegnato al paziente ometteva di indicare fra i rischi possibili la “regressione del visus (come accertato in sede di CTU) – quale conseguenza pregiudizievole di maggior rilievo occorsa alla paziente”, essendo tale evento diametralmente opposto a quello, questo sì indicato nel depliant consegnato, di un possibile “residuo difetto visivo, seppur di molto inferiore a quello di partenza”.
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Imaging di Autofluorescenza: CenterVue introduce EIDON AF
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Eidon AF è il nuovo sistema di imaging retinico di CenterVue, che consente l’acquisizione di immagini retiniche di Autofluorescenza con un campo di 60° in singolo scatto, caratterizzate da elevato contrasto e risoluzione. Lo strumento rappresenta la naturale evoluzione del già noto Eidon, il retinografo a scansione confocale TrueColor. Alle preesistenti modalità di imaging di Eidon (TrueColor, Infrarossa e Aneritra), Eidon AF aggiunge un’importante tipologia di acquisizione: l’Autofluorescenza. Autofluorescenza: tecnologia e valore clinico L’imaging di autofluorescenza è un potente alleato nel processo di diagnosi delle patologie che coinvolgono la retina. Le immagini di Autofluorescenza consentono infatti, in modo non invasivo, di raccogliere informazioni sul metabolismo e sulla salute della retina, mettendo in luce eventuali alterazioni dell’integrità dell’Epitelio Pigmentato Retinico (EPR). A livello tecnologico, lo strumento sfrutta una sorgente illuminante blu per eccitare pigmenti auto-fluorescenti che si trovano sull’EPR (ad esempio la lipofuscina), e un filtro dedicato per ricostruire l’immagine associata a tale fluorescenza. La distribuzione di questi pigmenti porta con sé un’informazione estremamente interessante circa la salute dell’EPR: un’area di accumulo di lipofuscina (zona iperautofluorescente), per esempio, è correlata ad una disfunzione delle cellule che compongono l’epitelio, mentre un’area in cui si evidenzia l’assenza di lipofuscina (zona ipo-autofluore- Figura 1. Best Disease, Autofluorescenza di 60° con Eidon AF. Immagine per cortesia di Prof. G. Staurenghi scente) ne indica la morte. Il valore di Eidon AF nell’imaging di Autofluorescenza EIDON AF si configura come uno strumento estremamente interessante all’interno del panorama dell’imaging di Autofluorescenza. Le principali caratteristiche che lo rendono unico nel suo genere riguardano sia la qualità di contrasto e risoluzione dell’immagine, sia l’ampiezza del campo di acquisizione, che consente di ottenere fotografie di 60° in singolo scatto e di creare mappe panoramiche dell’autofluorescenza retinica fino a 110°. Ulteriore elemento di unicità del dispositivo è la capacità di lavorare in modo totalmente automatico, consentendo quindi una notevole velocizzazione dei flussi di lavoro. Più in dettaglio, EIDON AF consente: • L’acquisizione di immagini di Autofluorescenza di 60° in singolo scatto. • La creazione automatica di mappe panoramiche dell’autofluorescenza retinica di 110°, sfruttando la modalità Mosaico • L’ottenimento di fotografie caratterizzate da elevato contrasto e altissima risoluzione. • L’acquisizione di immagini di ottima qualità anche in presenza di opacità dei mezzi (come la cataratta), grazie al sistema ottico confocale
• Una modalità di funzionamento totalmente automatica: il dispositivo può infatti essere utilizzato con estrema facilità dagli operatori, senza necessità di un training specifico. • La riduzione del disagio nel paziente, grazie alla modalità di acquisizione in singolo scatto (la foto AF viene scattata dallo strumento tramite un’unica esposizione, a differenza di quanto accade in altri sistemi confocali che eseguono una media su numerosi scatti per poter disporre di un risultato di qualità). Uno strumento 4 in 1 Eidon AF è uno strumento versatile, in grado di fornire informazioni di alta precisione e valore attraverso diverse tipologie di acquisizione dell’immagine. In parallelo alla funzione di Autofluorescenza, infatti, lo strumento consente di acquisire anche: • Immagini TrueColor, per esplorare nel minimo dettaglio la condizione del fondo retinico, disponendo di una fotografia ad altissima risoluzione, dai colori fedeli alla realtà • Immagini infrarosse, per avere informazioni relative alla coroide, al di là di quanto naturalmente visibile all’occhio umano • Immagini aneritre, per visualizzare in modo ottimale il sistema vascolare retinico e lo strato delle fibre nervose retiniche
Figura 3. Best Disease, fotografie di 60° acquisite con Eidon AF, nelle modalità TrueColor, Infrarossa e Aneritra. Immagini per cortesia di Prof. G. Staurenghi
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Figura 2. Stargardt Disease, Mosaico Eidon AF (due campi) di occhio destro e occhio sinistro. Immagini per cortesia di Prof. G. Staurenghi
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La protonterapia per i tumori oculari I tumori oculari sono malattie rare dell’occhio. I principali tumori dell’adulto sono il melanoma della coroide, le metastasi della coroide, gli emangiomi localizzati della coroide, mentre per quanto riguarda la superficie oculare i principali tumori sono i melanomi e i carcinomi della congiuntiva. In considerazione della rarità di queste malattie pochi sono i centri che in modo continuativo svolgono attività di diagnosi e cura dei tumori oculari. Gli Ospedali Galliera di Genova svolgono da anni l’attività assistenziale diretta ai pazienti affetti da tumore oculare, rappresentando l’unico centro di oncologia oculare della regione e centro di riferimento nazionale per queste patologie. Il Corso “I tumori oculari: diagnosi e trattamento” è rivolto a medici oculisti che desiderano aggiornare e integrare le proprie conoscenze sulle patologie oncologiche dell’occhio. Il corso prevede 3 giorni di intenso lavoro e sono previste sei edizioni in un anno. Ogni edizione è accreditata ECM, riservata ad un massimo di 5 medici oculisti e sviluppa una diretta interazione tra docenti e discenti. Il primo giorno del corso si svolge presso gli Ospedali Galliera e permette di seguire l’attività assistenziale ambulatoriale con visita di pazienti affetti da tumori oculari in follow-up e di nuovi pazienti con tumore o sospetto tumore oculare. I partecipanti potranno valutare e discutere i casi che si presentano, verificare le indagini che vengono effettuate per la diagnosi e il follow-up delle patologie oncologiche oculari (ecografia – retinografia – OCT e angiografia, transilluminazione). Il secondo giorno si svolge presso la Fondazione CNAO di Pavia, uno dei cinque centri al mondo per il trattamento di tumori radioresistenti o inoperabili con protoni e ioni carbonio. Al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) sono già stati trattati con la protonterapia pazienti affetti da melanoma oculare, una valida alternativa agli interventi chirurgici demolitivi che prevedono l’asportazione degli organi colpiti dal tumore. Nel mondo la protonterapia è utilizzata per il trattamento del melanoma oculare da più di 20 anni, ma l’Italia, a parte l’esperienza catanese dell’INFN, era rimasta indietro su questa terapia e i pazienti italiani dovevano rivolgersi all’estero. Grazie alla collaborazione tra il CNAO, il Politecnico di Milano, l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) di Pavia, gli Ospedali Galliera di Genova e altri centri esteri, in particolare il centro di radioterapia con protoni di Cracovia, CNAO è ora in grado di proporre questo metodo di cura nel nostro Paese.
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In questa giornata è prevista una lezione frontale sulle possibilità terapeutiche offerte da CNAO e la visita del centro. Particolare attenzione verrà dedicata alla parte oftalmologica con diretto contatto con tutti i sistemi coinvolti nel trattamento con protoni per i tumori oculari (sala di trattamento – sedia stereotassica – sistema di monitoraggio ETS – piani di terapia), inoltre verranno simulati piani di radioterapia e discussi quelli già effettuati e rivalutati al follow-up.
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Infine il terzo giorno si svolge in sala operatoria presso gli Ospedali Galliera dove i partecipanti potranno osservare le tecniche di centraggio delle lesioni tumorali intraoculari per il trattamento con protoni, verificare il diretto trattamento di radioterapia mediante applicazione di placche di rutenio, ovvero valutare le modalità di trattamento chirurgico per le lesioni proliferative della congiuntiva (melanomi - carcinomi).
CORSO
I TUMORI OCULARI:
DIAGNOSI E TRATTAMENTO CON PROTONTERAPIA I EDIZIONE
15-16-17 Maggio 2017 II EDIZIONE
12-13-14 Giugno 2017 III EDIZIONE
10-11-12 Luglio 2017 IV EDIZIONE
18-19-20 Settembre V EDIZIONE
16-17-18 Ottobre VI EDIZIONE
13-14-15 Novembre SEDI DEL CORSO Fondazione CNAO - Pavia Ospedali Galliera - Genova
ACCREDITATO 31 CREDITI ECM PER MEDICI OCULISTI Evento a numero chiuso riservato a 5 partecipanti ad edizione Iscrizione € 300.00, € 250.00 entro il 15/2/2017 Programma aggiornato e scheda iscrizione su www.fgeditore.it SEGRETERIA ORGANIZZATIVA FGE S.r.l. a.manassero@fgeditore.it - www.fgeditore.it Tel. 0141/1706694 Fax 0141/856013
SEGRETERIA SCIENTIFICA Fondazione CNAO info@cnao.it - www.fondazionecnao.it Pavia
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VEDERE È VIVERE Trenta bambini ogni cento presentano difetti della vista o malattie degli occhi, che possono passare inosservate. Per questo hanno bisogno del tuo aiuto.
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Quote associative SOCIO Benemerito Sostenitore
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SPECIALIZZANDI/MEDICI FREQUENTATORI
Euro 200,00
OFTALMOLOGI STRANIERI (con residenza e attività professionale all’estero)
Euro 200,00
* I Soci che rinnovano dopo il 31 gennaio 2017 possono aderire versando la quota di Socio Benemerito Sostenitore. Come da Regolamento della Società i soci che facciano richiesta di iscriversi nuovamente a Soi, dopo un periodo di interruzione associativa di non oltre 2 anni, potranno aderire versando la quota di Socio Benemerito a euro 700. I nuovi iscritti e tutti i soci fermi al 2014 pagheranno la quota Soi di Socio Ordinario a euro 500. Nella quota di Socio Benemerito Sostenitore sono comprese le seguenti agevolazioni: • la polizza infortuni (limitata alla partecipazione ai due congressi annuali) • la polizza che in materia di circolazione stradale offre un contributo per i corsi di aggiornamento per il riacquisto dei punti patente • l’apposita tutela legale per i casi di incidente della circolazione stradale A tutti i Congressi SOI il ritiro del badge e della borsa potrà essere effettuato al desk dedicato ai Soci Benemeriti Sostenitori.
Perché associarsi 1 Un’estensione fino a 5.000.000 euro in eccesso a una copertura assicurativa già in essere pari ad almeno 2.000.000
2 Polizza di tutela legale penale con un massimale di 30.000 euro 3 Sistema di tutela professionale del medico oftalmologo 4 Relazione Ufficiale e i Quaderni di Oftalmologia formato elettronico 5 Percorsi FAD gratuiti 6 Abbonamento annuale all’European Journal of Ophthalmology (su richiesta disponibile versione cartacea) 7 “Notiziario SOI” - Organo Ufficiale dell’Associazione 8 Ingresso gratuito ai Congressi SOI 9 Possibilità di aderire alla convenzione assicurativa di RC professionale 1° rischio SOI
AREA ASSOCIATIVA
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Iscrizione 2017
10 Possibilità di garantirsi con una copertura postuma / postuma cambio qualifica 11 Possibilità di ottenere la CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ “CERSOI”- norma ISO 9001:2008 12 Sconto 25% sulle pubblicazioni Fabiano Editore e Visiogest 13 Convenzioni ESCRS, AAO-One Network
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con retroattività illimitata
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Congressi SOI 15° Congresso INTERNAZIONALE SOI
2017
MILANO, mercoledì 24 - sabato 27 Maggio 2017
97° CONGRESSO NAZIONALE SOI
2018
ROMA, mercoledì 29 Novembre - sabato 2 Dicembre 2017
EVENTI
Eventi
16° Congresso Internazionale SOI MILANO, Mercoledì 16 - Sabato 19 Maggio 2018
98° Congresso Nazionale SOI
17° Congresso Internazionale SOI MILANO, Mercoledì 22 - Sabato 25 Maggio 2019
99° Congresso Nazionale SOI
ROMA, Mercoledì 20 - Sabato 23 Novembre 2019
18° Congresso Internazionale SOI MILANO, Mercoledì 27 - Sabato 30 Maggio 2020
100° Congresso Nazionale SOI
ROMA, Mercoledì 18 - Sabato 21 Novembre 2020
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2020
2019
ROMA, Mercoledì 28 Novembre - Sabato 1 Dicembre 2018
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CORSO A S S O C I A Z I O N E S I N D A C A L E M E D I C I O C U L I S T I E D O R T OT T I S T I I TA L I A N I
A PROPOSITO DELLE PATOLOGIE RETINICHE LA CERTIFICAZIONE IN OFTALMOLOGIA
LECCE, 31 MARZO 2017 Sala Barocco - Hilton Garden Inn
Presidente Onorario C. Sborgia Presidenti G. Alessio, C.M. Villani Coordinatore Scientifico A. Mocellin, M. C. Costa
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