ALL’INTERNO Norma IEC 60335-2-40 per R290 nelle pompe di calore Compressori transcritici CO2 ad alta efficienza Nuovo refrigerante per applicazioni automotive OSSA C I A Z I O NE DEI T E CNICI D E L F R E ODD ATF membro Air conditioning and Refrigeration European Association 2 SSA O C A Z O NE DEI T E CNICI D E L F R E ODD ATF Air conditioning and Refrigeration European Association ANNI 2 LA RIVISTA SUL FREDDO, CONDIZIONAMENTO E POMPE DI CALORE N.477 / APRILE ORGANO UFFICIALE CENTRO STUDI GALILEO DG CLIMA SPIEGAZIONI E INTERVISTE ESCLUSIVE SULLA FGAS 3.0 AL CONVEGNO CSG F Anno XLVIII - N.2 / MARZO - 2024 - Sped. a. p. - 70% - Fil. Alessandria - Dir. resp. E. Buoni - Via Alessandria, 26 - Tel. 0142.452403 - 15033 Casale Monferrato APRILE - 2024 - Sped. a. p. - 70% - Fil. Alessandria - Dir. resp. E. Buoni - Via Alessandria, 26 - Tel. 0142.452403 - 15033 Casale Monferrato
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Direttore Responsabile
Enrico Buoni
Responsabile di Redazione
Daniela Farè
Comitato Scientifico
Marco Buoni, Marcello Collantin, Pierfrancesco Fantoni, Marco Carlo Masoero, Alfredo Sacchi, Madi Sakande, Stefano Sarti, Marino Bassi
Redazione e Amministrazione
Centro Studi Galileo srl via Alessandria, 26 15033 Casale Monferrato AL tel. 0142/452403
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La rivista viene inviata a:
1) Installatori, manutentori, riparatori, produttori e progettisti di:
A) Impianti frigoriferi industriali, commerciali e domestici;
B) Impianti di condizionamento e pompe di calore.
2) Utilizzatori, produttori e rivenditori di componenti per la refrigerazione.
3) Produttori e concessionari di gelati e surgelati.
N. 477 – Periodico mensile
Autorizzazione del Tribunale di Casale
Monferrato n. 123 del 13.6.1977
Spedizione in a. p. - 70%
Filiale di Alessandria
Stampa Tipolito Europa - Cuneo
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Sommario
Editoriale
CSG@MCE24, l’incontro con Ministero e Commissione Europea per la partenza della nuova regolamentazione F-Gas 3.0
M. Buoni - Former President w/ “International Affairs” mandate - AREA, Segretario Generale ATF, Direttore Centro Studi Galileo
Formazione e certificazione
A. Fierro - Docente Centro Studi Galileo
Tecnici specializzati negli ultimi corsi e patentini
Come si può utilizzare la norma IEC 60335-2-40 ed. 7 per R290 nelle pompe di calore?
A. Vonsild - Consulente e CEO di Vonsild Consulting
Analisi teorica e sperimentale di un gas cooler assistito da sorgente solare integrata al sistema
F. Volontè - Thermal Designer LU-VE Group
S. Filippini | D. Demurtas | U. Merlo - LU-VE Group
L. Molinaroli | E. Macchi - Politecnico di Milano
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Principi di base del condizionamento dell’aria
Giunti trasversali a scomparsa per le canalizzazioni di distribuzione dell’aria
P. Fantoni - 250° Lezione
R-1132(E) - Nuovo componente refrigerante per applicazioni MAC ad alta efficienza
C. Macrì - Responsabile Sviluppo Tecnico Commerciale Refrigeranti Daikin Chemical Europe GmbH
F. Flohr - Daikin Chemical Europe GmbH, Düsseldorf, Germania
Concetti di base sulle tecniche frigorifere
Come i sistemi inverter contribuiscono al miglioramento delle prestazioni dei compressori frigoriferi
P. Fantoni - 270° Lezione
Ultime Notizie
Eliminazione delle sostanze PFAS, AREA mostra la nuova timeline legislativaAREA e altre 19 organizzazioni scrivono all’Europa: “basta ritardi sulle pompe di calore” - AREA, un video recap dell’anno passato prepara un 2024 memorabile: “Il meglio deve ancora venire!” - Intervista a Ginger Scoggins, Presidente di ASHRAE - Nuova regolamentazione: risposte ai Tecnici in un video del Tour F-Gas 2023 - Comunicato ATF: L’importanza della Formazione per garantire sicurezza nei settori della refrigerazione, condizionamento e pompe di calore - Il MASE incontra gli stakeholders del Freddo e raccoglie le proposte sulla nuova F-Gas: un passo avanti epocale per il futuro del settore - Nuova F-Gas, il Segretario ATF ospite di un incontro a Torino - Monitoraggio dei prezzi dei refrigeranti: i dati del quarto trimestre 2023 - Tecnici della refrigerazione dell’Africa, unitevi! U-3ARC lancia il censimento dei professionisti africani - Per la prima volta, due frigoriste del Burkina Faso conseguono il patentino F-Gas! - Napoli, sequestrate 150 tonnellate di HFC illegali importati dall’estero - Si ammorbidisce lo stop alle caldaie: il passaggio alle pompe di calore slitta dal 2029 al 2040
- Il World Refrigeration Day premia le vincitrici del Dr. Charity Kpabep Award con un corso di formazione in Italia - EPA: nel 2022 il recupero del refrigerante è aumentato del 40%.
Parola ai lettori, Risposta dell’Esperto
A. Fierro e altri esperti del settore
Ditte Collegate
Glossario dei termini della refrigerazione e del condizionamento
Parte 235a – A cura di P. Fantoni
/5 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
6 11 13 19 23 27 29 32 36 39 45 48 50
EDITORIALE
CSG@MCE24, l’incontro con Ministero e Commissione Europea per la partenza della nuova regolamentazione F-Gas 3.0
Marco Buoni
Presidente uscente con mandato agli
Affari Internazionali AREA
Air Conditioning and Refrigeration
European Association, 24 Associazioni europee 21 Stati 110.000 frigoristi
Direttore Centro Studi Galileo
Segretario generale ATF Associazione dei Tecnici italiani del Freddo
Il Convegno organizzato a Mostra Convegno Expocomfort da Centro Studi Galileo e ATF – Associazione dei Tecnici italiani del Freddo, ha fatto seguito alla pubblicazione della nuova Regolamentazione Europea sui Gas Fluorurati, uscita in gazzetta ufficiale l’11 marzo e acceso un costruttivo dibattito tra Istituzioni, aziende e associazioni di categoria.
IL CONVEGNO SULLA NUOVA REGOLAMENTAZIONE
Le due sessioni dell’evento hanno permesso agli oltre duecento spettatori che hanno partecipato, provenienti da diverse aree di interesse legate ai settori di riscaldamento e raffreddamento, di interfacciarsi direttamente con la Commissione Europea, che ha promulgato il nuovo regolamento, e con il MASE – Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica, che dovrà stabilire come l’Italia lo recepirà nei punti che lo richiedono.
Prima dell’inizio del Convegno, Marco Buoni (CEO di Centro Studi Galileo, Segretario di ATF e Past Presi-
L'intervento al convegno CSG-ATF di Bente Tranholm Schwarz (Commissione Europea), che ha acceso e animato un proficuo dibattito sulla nuova Regolamentazione F-Gas, uscita appena due giorni prima dell'evento.
dent di AREA con mandato agli Affari Internazionali) ha consegnato a Domenico Belli, del MASE, un position paper che ha raccolto le proposte delle principali associazioni del settore sulla nuova Regolamentazione F-Gas, simbolo dello strettissimo rapporto tra associazioni, industria e istituzioni.
I punti chiave del dibattito sono ormai ben noti a tutti gli addetti ai lavori: garantire che non si verifichino fenomeni di “shortage”, ossia mancanza di refrigerante, in settori chiave, permettere la prosecuzione delle riparazioni e delle manutenzioni sugli impianti esistenti, assicurare che le forze dell’ordine possano intervenire sugli eventuali traffici illeciti, e molti altri.
All’evento hanno preso parte numerosi dei principali rappresentanti del settore, dall’Istituto Internazionale del Freddo a EPEE, il partenariato europeo per l’energia, il Politecnico di Milano e quello di Torino, Eurovent, Accredia, Assocold, U-3ARC, Assoclima e AHRI, oltre ai numerosi partner aziendali di Centro Studi Galileo e ATF.
L’evento si è svolto in due lingue, italiano e inglese, grazie a un servizio di traduzione simultanea messo a disposizione dei partecipanti.
IL DIBATTITO ENTRA NEL VIVO
Bente Tranholm Schwarz, della Commissione Europea, ha sottolineato come le principali innovazioni del Regolamento 2024/573 sui gas fluorurati, prevedono una progressiva riduzione degli HFC con l’obiettivo di eliminarli entro il 2050. Queste modifiche includono nuovi divieti per la manutenzione e l’immissione sul mercato di apparecchiature a gas fluorurati, insieme a requisiti estesi di certificazione e formazione.
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La nuova regolamentazione mira anche a facilitare la lotta alle attività illegali, come le importazioni di HFC senza quote, attraverso regole più chiare per le dogane e le autorità competenti. Sebbene il Regolamento sia entrato in vigore dall’11 marzo 2024, alcune disposizioni inizieranno successivamente.
Un’ importante novità introdotta per la prima volta durante il convegno e che non era ancora trapelata è stata che sarà ovviamente possibile andare in deroga (come previsto da allegato 4) e immettere sul mercato apparecchiature con GWP maggiori se necessario per ragioni di sicurezza, ma, e qui la vera novità, bisognerà adottare dettagliate regole di etichettatura.
Finché questa nuova etichettatura non verrà approvata si applicheranno ancora le attuali norme in materia di etichettatura 2015/2068.
L’installazione di tali apparecchiature dipende dalle condizioni specifiche del sito/luogo di installazione, ad esempio le dimensioni minime della stanza dettate dalle normative locali pertinenti, dalle restrizioni nazionali o dagli standard europei. Non è necessaria alcuna autorizzazione preventiva.
Se tali apparecchiature sono installate, l’operatore (utilizzatore finale) deve conservare prove che delimitino le condizioni specifiche che hanno reso necessaria l’attivazione dell’esenzione.
Gli utenti finali avranno bisogno di una buona guida da parte degli installatori!
Così ha concluso Mrs. Schwarz nel suo importantissimo passaggio al convegno.
Ben diverso il parere di Stephen Yurek: “L’associazione americana AHRI ha espresso forti opinioni negative sul nuovo regolamento europeo sui gas fluorurati, sottolineando la necessità di una notifica all’OMCWTO, in merito.
Cina, Giappone e Stati Uniti hanno presentato osservazioni al Comitato per gli ostacoli tecnici al commercio dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, con lo scopo di evidenziare le potenziali conseguenze indesiderate del regolamento, come il dirottamento delle risorse e
il contraccolpo sui consumatori. È essenziale che la sostenibilità sia realistica, incrementale e pianificata in modo intelligente per evitare un disastro e raggiungere gli obiettivi desiderati”.
Nonostante le sfide, il Presidente dell’Associazione Italiana Costruttori, Maurizio Marchesini, esprime ottimismo sulle opportunità che il settore incontrerà: “Accettiamo le sfide e confidiamo che il nostro settore saprà trarre vantaggio da esse, trovando molte opportunità di crescita e innovazione”.
NUOVI ACCORDI CON AFRICA E ROMANIA
Il convegno si è svolto in due giorni, il 13 e il 14 marzo, e ha previsto anche un working cocktail nella cornice del centro Stella Polare. In chiusura dell’evento, Marco Buoni (CEO di Centro Studi Galileo) e Madi Sakandé (Presidente di U-3ARC) hanno firmato un Memorandum of Understanding che ha sottolineato ancora una volta lo strettissimo rapporto di cooperazione e mutuo scambio di conoscenze tra le due realtà. La collaborazione è entrata nel vivo già nelle ore successive, con l’organizzazione di una tavola rotonda tra il dott. Sakandé, peraltro docente del Centro Studi Galileo da quasi quindici anni, e una delegazione di alcuni tra i principali rappresentanti dell’industria del freddo italiana.
Un appuntamento analogo si è svolto allo stand CSG/ATF, con la firma di un MoU di intesa, in questo caso con AFGAS, Asociația Firmelor FGAS, l’associazione dei Tecnici del Freddo rumena, presieduta da Amalia Păvălucă, che ha segnato l’inizio di una nuova e proficua collaborazione tra le parti.
LA FORMAZIONE AL CENTRO
La chiave per affrontare il cambio di regolamentazione è una sola: la formazione dei Tecnici. Il passaggio ai nuovi refrigeranti, meno inquinanti ma spesso più impegnativi e pericolosi da maneggiare, richiede che i Tecnici del Freddo siano pronti a operare nel migliore dei modi, con la consapevolezza che il margine di ri-
schio per l’operatore sarà più elevato. Inoltre, le aziende e gli addetti ai lavori dovranno imparare a muoversi nel nuovo scenario normativo. Per questa ragione Centro Studi Galileo ha voluto utilizzare la fiera per organizzare un corso di formazione per dare un segnale forte all’intera industria. Il docente Antonio Fierro, responsabile dei corsi sulla nuova normativa, ha svolto la lezione teorica direttamente in streaming dall’interno della fiera, dal cuore pulsante del mondo HVAC/R italiano ed europeo: il corso ha avuto grandissimo successo, e ha mostrato come sia possibile restare aggiornati sulle recenti normative in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, affidandosi alla guida dei principali esperti del settore.
INCONTRI E WORKSHOP
Centro Studi Galileo e ATF hanno sfruttato appieno i quattro giorni di fiera per prendere parte e organizzare decine di incontri, workshop e riunioni di lavoro con i partner e i collaboratori storici, ma anche con l’obiettivo di stabilire nuovi accordi e incrementare la già vastissima rete del gruppo. Nei quattro giorni della fiera, oltre a incontrare centinaia di Tecnici e professionisti allo stand. Lo staff del Centro Studi Galileo ha preso parte a circa ottanta appuntamenti con altrettanti stakeholder, confermando lo straordinario valore strategico che Mostra Convegno Expocomfort ha acquisito in Italia e in Europa nel corso della lunghissima storia delle sue 43 edizioni.
UNO SGUARDO AL FUTURO
Il 2024 è appena iniziato, MCE ha fatto da apripista a un anno che si preannuncia ricco di eventi e appuntamenti per il settore: mancano infatti pochi mesi alla nuova edizione del World Refrigeration Day, il 26 giugno, che come ogni anno ricorda l’importanza del Freddo nel mondo moderno, e si arriverà, alla conclusione del 2024, con la nuova edizione di Chillventa, a Norimberga, uno degli appuntamenti più attesi dal settore, che andrà a chiudere 365 giorni di transizione storica per chiunque operi nel settore HVAC/R.
8/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
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REQUISITI DI FORMAZIONE E CERTIFICAZIONE SECONDO IL
REGOLAMENTO (UE) 2024/573
Il Regolamento (UE) 2024/573 rappresenta un passo significativo verso la riduzione delle emissioni di gas serra e l'adozione di tecnologie più sostenibili nell'Unione Europea. Con l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, il regolamento stabilisce nuove norme per l'uso dei gas fluorurati, compresi i requisiti minimi di formazione e certificazione per coloro che utilizzano refrigeranti naturali.
I refrigeranti naturali, come l'ammoniaca, il biossido di carbonio e gli idrocarburi, sono considerati alternative sostenibili ai gas fluorurati tradizionali. Tuttavia, la loro manipolazione e applicazione richiedono competenze specifiche a causa delle loro proprietà fisiche e chimiche uniche.
Il regolamento mira a garantire che i tecnici siano adeguatamente formati e certificati per lavorare con questi refrigeranti, promuovendo così la sicurezza e l'efficienza nel settore HVACR (riscaldamento, ventilazione, aria condizionata e refrigerazione).
I dettagli specifici sui contenuti della formazione e sui processi di certificazione saranno definiti in atti di implementazione successivi, che la Commissione Europea prevede di emettere entro giugno per la votazione entro settembre 2024, quando
entrerà in vigore dopo la pubblicazione su gazzetta ufficiale europea. Gli Stati Membri avranno quindi 1 anno, fino a settembre 2025, per inserire nei loro ordinamenti nazionali la formazione e la certificazione per l’utilizzo di qualsiasi sostanza fluorurata o non contenuta all’interno degli impianti. La commissione europea ha più volte ribadito che anche gli installatori che useranno solamente i refrigeranti naturali dovranno essere certificati e sostenere un esame di valutazione delle competenze. Pensiamo infatti, per chi ha partecipato alla recente fiera Mostra Convegno Expocomfort, a tutti gli impianti a pompa di calore monoblocco che contengono e conterranno dal 2027 in avanti solamente propano, oppure tutti gli impianti split che sotto i 12 kW di potenza utile dovranno anch’essi contenere refrigerante naturale (non più sostanza fluorurate).
Tutti questi impianti avranno ovviamente tecnici che probabilmente tra pochi anni installeranno, manuterranno, ripareranno, solamente impianti con propano. Anche queste persone (e le loro relative aziende) dovranno sostenere una certificazione di competenze.
Vedi articolo seguente sulla formazione e certificazione e la spiegazione dell’articolo 10 della regolamentazione F-gas.
Sarà particolarmente importante la componente pratica dell’esame dove al tecnico sarà richiesto di effettuare le operazioni di vuoto, ca-
rica, recupero, controllo perdite in totale sicurezza.
Tutte le associazioni della refrigerazione, condizionamento e pompe di calore, qui elencate, AICARR, ASSOCLIMA, ASSOCOLD, ASSOGASTECNICI, ASSOFRIGORISTI, ATF ASSOCIAZIONE DEI TECNICI DEL FREDDO, UNIONE DEL CALDO E DEL FREDDO GREEN, hanno redatto una proposta che hanno presentato al Ministero italiano dell’Ambiente e della sicurezza energetica lo scorso 19 marzo.
Maggiori dettagli usciranno nei prossimi mesi visto l’urgenza di poter contare su informazioni chiare in questo periodo di transizione verso tecnologie diverse e la forte espansione delle pompe di calore.
Per quanto riguarda la certificazione e formazione, le associazioni hanno formulato la presente proposta, in sintesi:
1- certificazione iniziale con esame/ prova di valutazione come livello minimo di ingresso
2- mantenimento tramite formazione continua e progressiva da svolgersi annualmente su alcuni dei temi indicati. I titoli formativi della persona saranno replicati per il mantenimento della certificazione aziendale
3- la certificazione resterà valida a oltranza in presenza di formazione continua
4- nel caso la formazione venga interrotta per " x " anni, l'esame/prova di valutazione deve essere ripetuto.
10/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
Marco Buoni (CEO di Centro Studi Galileo) ha firmato due fondamentali Memorandum of Understanding nel corso di MCE2024, dapprima con AFGAS, Asociația Firmelor FGAS, l’associazione dei Tecnici del Freddo rumena, presieduta da Amalia Păvălucă, poi con Madi Sakandé (Presidente di U-3ARC), docente e strettissimo collaboratore del Centro Studi Galileo.
Formazione e certificazione
Antonio Fierro Docente Centro Studi Galileo
REG. (UE) 2024/573 ARTICOLO 10
Il nuovo regolamento aggiunge ulteriori requisiti in materia di certificazione delle persone fisiche e delle imprese.
La certificazione copre le attività che coinvolgono i gas fluorurati a effetto serra (con l’aggiunta di nuove miscele nell’allegato II) e le pertinenti alternative ai gas fluorurati a effetto serra, compresi i refrigeranti naturali.
CHI DEVE ESSERE CERTIFICATO?
> Le persone fisiche (cioè il personale) che svolgono determinati compiti su determinati tipi di apparecchiature devono essere certificate o qualificate.
Apparecchiature interessate
1. Refrigerazione stazionaria, con-
dizionamento dell’aria e pompe di calore
2. Unità di refrigerazione di autocarri frigoriferi (superiori a 3,5 t) e rimorchi
3. Nuovo ! unità di refrigerazione di veicoli leggeri refrigerati, container intermodali, compresi i navali e i container ferroviari frigoriferi
4. Nuovo! apparecchiature di condizionamento dell’aria e pompe di calore in veicoli pesanti, furgoni, macchine mobili non stradali utilizzate in agricoltura, miniere e costruzioni, treni, metropolitane, tram e aerei
5. Apparecchiature di condizionamento d’aria dei veicoli stradali che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 2006/40/CE relativa al condizionamento d’aria mobile (solo recupero).
Gli Stati membri possono adottare ulteriori programmi di certificazione
1 Il personale deve essere in possesso di un attestato di formazione
2 L’obbligo si applica 3 anni dopo l’entrata in vigore del regolamento
Tabella: Riepilogo dei requisiti di certificazione ( = persone fisiche, = imprese)
/11 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
Installazione,
Riparazione Smantellamento Controllo delle perdite Recupero Apparecchiature RACHP fisse (attrezzatura 1) + + + Impianti di refrigerazione in autocarri frigoriferi (di peso superiore a 3,5 t) e rimorchi (attrezzatura 2) + + + 1 Apparecchiature di refrigerazione in altri trasporti (attrezzatura 3) 2 + + + 1 A/C e HP nei veicoli e nelle macchine al di fuori della direttiva 2006/40 (attrezzatura 4) 2 1 1 1 1 1 A/C e HP nei veicoli e nelle macchine ai sensi della direttiva 2006/40
1
assistenza, manutenzione
(attrezzatura 5)
Attività
a) Installazione, assistenza, manutenzione
b) Riparazione
c) Smantellamento d) Controllo delle perdite e) Recupero.
> Le imprese (ma anche i lavoratori autonomi) che svolgono determinati compiti su determinati tipi di apparecchiature per conto di terzi devono essere certificate.
Apparecchiature interessate
1. Refrigerazione stazionaria, condizionamento dell’aria e pompe di calore
2. Unità di refrigerazione di autocarri frigoriferi (superiori a 3,5 t) e rimorchi
3. Nuovo! unità di refrigerazione di veicoli leggeri refrigerati, container intermodali, compresi i navali e i container ferroviari
4. Nuovo! apparecchiature di condizionamento dell’aria e pompe di calore in veicoli pesanti, furgoni, macchine mobili non stradali utilizzate in agricoltura, miniere e costruzioni, treni, metropolitane, tram e aeromobili.
Gli Stati membri possono adottare ulteriori programmi di certificazione e formazione su altri tipi di apparecchiature.
Attività
• Installazione, assistenza, manutenzione
• Riparazione
• Smantellamento.
Gli utilizzatori delle attrezzature devono adottare misure ragionevoli per accertare che l’impresa che svolge i compiti di cui sopra sia in possesso del certificato necessario.
COSA SUCCEDE AI CERTIFICATI E AGLI ATTESTATI DI FORMAZIONE ESISTENTI?
I certificati e gli attestati di formazione rilasciati a norma del regolamento (UE) n. 517/2014 restano validi alle condizioni in cui sono stati originariamente rilasciati.
1. Almeno ogni sette anni le persone fisiche certificate dovranno partecipare a un corso di aggiornamento o completare un processo di valutazione (rinnovo della certificazione).
2. I titolari di certificati ai sensi del regolamento 517/2014 partecipano a corsi di aggiornamento o completano un processo di valutazione (certificazione) entro e non oltre 5 anni dall’entrata in vigore del regolamento.
3. Indipendentemente dalla validità del certificato, le persone che desiderano aggiornare le proprie conoscenze (in particolare sulle informazioni sulle alternative) possono sempre farlo e gli Stati membri devono effettivamente garantire che sia disponibile una formazione a tal fine.
Le persone fisiche devono essere certificate per l’installazione, l’assistenza, la manutenzione... contenenti gas fluorurati di cui all’allegato I, allegato II, sezione I, e alternative, compresi i gas naturali, se del caso, per: RACHP stazionari e unità di refrigerazione (mobili) di autocarri e rimorchi frigoriferi e unità di refrigerazione di veicoli leggeri refrigerati, container intermodali e vagoni ferroviari3
Le persone fisiche devono essere in possesso di un attestato di formazione per eseguire interventi di manutenzione, assistenza, ... contenenti gas fluorurati di cui all’allegato I, allegato II, sezione I, e refrigeranti naturali, se del caso, per: Condizionatori d’aria mobili in automobili, apparecchiature di condizionamento dell’aria e pompe di calore in veicoli pesanti, furgoni, macchine mobili non stradali utilizzate in agricoltura, miniere e costruzioni, treni, metropolitane, tram e aeromobili3 3 Arno Kashl, DG Clima, presentation at EPEE event on 12th Dec 2023.
PROGRAMMI DI CERTIFICAZIONE E FORMAZIONE
Contenuti
I programmi di certificazione e la formazione sulle competenze pratiche e sulle conoscenze teoriche e formazione su altri tipi di apparecchiature.
riguardano i seguenti aspetti:
1. regolamenti e norme tecniche applicabili;
2. prevenzione delle emissioni;
3. recupero dei gas fluorurati ad effetto serra;
4. manipolazione sicura di apparecchiature del tipo e delle dimensioni oggetto del certificato;
5. Nuovo! manipolazione sicura di apparecchiature con gas infiammabili o tossici o funzionanti ad alta pressione;
6. Nuovo! misure volte a migliorare o mantenere l’efficienza energetica delle apparecchiature durante l’installazione o la manutenzione.
I certificati nell’ambito dei programmi di certificazione di cui al regolamento sono subordinati alla condizione che il richiedente abbia completato con esito positivo un processo di valutazione stabilito conformemente al regolamento e agli atti di esecuzione relativi ai requisiti minimi.
La Commissione dispone di due anni di tempo dall’entrata in vigore del regolamento per emanare atti di esecuzione sui requisiti minimi. Tali requisiti minimi specificano, per ciascun tipo di apparecchiatura, le competenze pratiche e le conoscenze teoriche richieste, se del caso, distinguendo tra le diverse attività da coprire, le modalità della certificazione o dell’attestato nonché le condizioni per il riconoscimento reciproco dei certificati e degli attestati di formazione.
DISPONIBILITÀ E RICONOSCIMENTO RECIPROCO
Entro il 1° gennaio dell’anno successivo all’entrata in vigore dell’atto di esecuzione, gli Stati membri notificano alla Commissione i programmi di certificazione e di formazione. Gli Stati membri riconoscono i certificati e gli attestati di formazione rilasciati in un altro Stato membro a norma del regolamento. Esse non limitano la libera prestazione dei servizi o la libertà di stabilimento per il fatto che un certificato è stato rilasciato in un altro Stato membro.
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Casavatore
GAMMA SERVICE SRL
Poci Sajmir
Concorezzo
MAGNANI SRL
Magnani Alex
Lesignano De Bagni
SINELEC SPA
Demichelis Davide
Tortona
SITECH IMPIANTI SRL
Nasella Vittorio
Campobasso
ADEMPITALIA GROUP SRL
Bellonio Cosimo
Ciardiello Emanuele
Casalnuovo Di Napoli
BERETTA IMPIANTI SAS
Beretta Giacomo
Alessandria
CONDOMINIO GRAND HOTEL
Rosso Veronica
Ala Di Stura
GEI SRL
Fanelli Nicola
Dimaro Folgarida
GIEMME EDILIZIA DI MARINO
Marino Gianluca
Torino
LQ IMPIANTI
TECNOLOGICI SRL
Arcuri Vittorio
Termini Imerese
Con l’avvento della nuova Regolamentazione Europea sui Gas Fluorurati, il settore dovrà imparare a gestire al meglio i refrigeranti naturali a basso GWP, rispettosi dell’ambiente ma non privi di sfide: è il caso dell’azienda ADVANTIX SPA -MAXA di Arcole (VR), che si è mossa per prima organizzando un corso ad Hoc pratico con il docente CSG Ilario Spinello, al centro della foto.
/13 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
MAZZEO SRLS
Spanò Tonino
Messina
RCIS DI GAMBELLA SNC
Gambella Fabio
Torino
DELECT INNOVATIONS SRL
Lo Coco Lorenzo
Melilli
DUE ESSE IMPIANTI SRL
Laffranchi Alessandro
Sonico
ELETECNO ST SPA
Bianco Giovanni
Martinelli Biagio
Robbiate
FB IMPIANTI
TECNOLOGICI SRL
Negri Gianfranco
Bruino
FRIGO EXPERT SRL
Marciello Valerio
Modena
HERA SERVIZI ENERGIA SPA
Petranich Marco
Touiri Saif Eddine
Udine
NBI SPA
Ferraro Antonio
Hamr El Hank Hamid
Oltean Adrian Rares
Traversa Matteo
Bologna
QUINTO IMPIANTI SRL
Orioni Luca
Asti
SAIL GROUP ECO ENERGY RESORCES SRL
Genesio Federico
Moncalieri
TERMO SPA
Caso Duilio
Furlone Roberto
Fondi
UNIQA SYSTEM SRL
Mazzanti Fabrizio
Roma
PARTECIPANTI AL CORSO TECNICHE FRIGORIFERE
ADA VENDING SRL
Ponzo Alessandro
Olgiate Olona
AMER SRL
Conca Luca
Lodi
ARCOAL SRL
Ogno Domenico
Santa Teresa Di Gallura
CEI SPA
Vitali Daniele
Sesto San Giovanni
CHIAPPARINI CHRISTIAN
TERMOIDR.
Chiapparini Marco
Cernusco S/N
CMS SERVICE SAS
Manca Cristian
Mantovani Igmar
Secci Roberto
Trezzano S/N
DAMBELL IMPIANTI SRL
De Angelis Mauro Daniel
Belletrutti Andrea
Zampieri Simon
Torino
DE RIGO
REFRIGERATION SRL
Savi Manuel
Fiumicello
Redo Francesco
Della Vecchia Federico
De Toffol Stefano
Sedico
ELISEI
TERMOIDRAULICA SRL
Costantini Lorenzo
Genzano Di Roma
FRIGO 2000 SAS
Rubini Tommaso
Bologna
GROPPO F.LLI SRL
Evoli Annunziato
Sommariva Bosco
ILSA SPA
Pin Diego
Salamon Kevin
Castello Roganz. S. Fior
ISTITUTO GIANNINA GASLINI
Rocchino Riccardo
Giordano Francesco
Genova
LORUSSO EMILIANO
Sacrofano
MAGI SERVICE SRL
Zellini Gabriele
Borello Michelino
Sesto F.No
NBI SPA
Hamr El Hank Hamid
Oltean Adrian Rares
Favaretto Andrea
Ivanov Dmytro
Limaj Dritan
Mosti Alessandro
Besar Ayman
Cocchi Ramon
Filippo Giorgio
Nechifor Laurentiu
Della Valle Antonio
Bologna
OVENS SRL
Cargnino Simone
Carmagnola
Nel corso del 2023, numerosi professionisti del settore hanno avuto la necessità di rinnovare la propria certificazione F-Gas, il Patentino Italiano Frigoristi, avendo raggiunto la scadenza decennale prevista dalla legislazione. Centro Studi Galileo ha attivato tutte le sue sedi per ospitare i Tecnici del Freddo, come ad esempio la sede di Sesto San Giovanni, Milano: nella foto, il Tecnico è alle prese con la prova pratica di brasatura.
Un impianto saldato in modo non ottimale rischia di soffrire di fenomeni di perdita refrigerante, con conseguenti perdite di efficienza energetica: è per questo che i docenti CSG insegnano minuziosamente come effettuare brasature perfette a tutti i Tecnici che passano dalle sedi, come nel caso del corso in fotografia, svolto nel laboratorio di Casale Monferrato.
14/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
PINI BRESAOLE SRL
Meraviglia Marco
Grosotto
PRINZ SRL
Nardi Alessandro
Manconi Alessandro
Bandinelli Andrea
De Carlo Mirko
Cogeanu Claudiu Ionut
San Donnino
S ITALIA SPA
Filippi Gianpietro
Seriate
SANTI MARIO IMP.
E ARREDO BAGNO
Esposito Christian
Fino Mornasco
SIRTI SPA
De Luca Gabriele
Ferraro Luca
Lucia Antonio
De Cesaris Massimiliano
Milano
TECHNE SPA
Montagna Michele
Corvera Alvarado Jose Enrique
Truono Giuseppe
Derosa Gianluca
Villa Di Serio
TECNOMAVA SRL
Costantini Simone
Roma
VDE GLOBAL SERVICES GMBH
Belvederesi Stefano
Fabriano
VERTIV SRL
Trovò Gianluca
Cozma Iustin Andrei
Giraldo Matteo
Stramazzo Mirko
Sorgato Cristian
Taschin Federico
Ciprian Pasquale
Battarin Marco
Piove Di Sacco
ZESPRI FRESH
PRODUCE ITALY SRL
Cottafavi Leonardo
Bologna
PARTECIPANTI AL CORSO IDROCARBURI
AERMEC SPA
Santinello Giorgio
Zattra Luca Angelo
Scardoni Alessandro
Bevilacqua
CIERRE CLIMA DI CRESPI
Crespi Roberto
Gorla Minore
La componente pratica del PAC - corso abilitante climatizzazione auto entra nel vivo: uno dei vantaggi principali di questa tipologia didattica, svolta direttamente presso la sede dell’azienda, è la possibilità di fare pratica direttamente sugli impianti sui quali i Tecnici lavoreranno ogni giorno. A destra il docente, con pluri decennale esperienza, Pasquale Zurlo.
DASSI SRL
Pomazan Kostyantyn
Ferrari Gabriele
Fidenza
GBT SAS DI GAVAZZI & C Siciliano Lorenzo
Venezia
PORRO FRIGORIFERI SNC
Porro Alberto
Asti
SENECO SRL
Biffi Marco
Fiore Gennaro
Milano
TECHNICAL SYSTEM DI ORIFIAMMI
Orifiammi Andrea Primo
Solbiate Olona
PARTECIPANTI AL CORSO IMPIANTI FOTOVOLTAICI
110% SRL
Magno Pietro
Pinerolo
ANT ENERGY TECHNOLOGY SRL
Liu Song
Rho
BBC SOLUZIONI ENERGETICHE SRL
Strobbe Federico
Besozzo
COSTA TORRES RICARDO
Predosa
DM IDROSANITARIA
Maggi Fabrizio Piacenza
ENERGY SERVICE SRL
Nelu Poiana
Ravenna
GR ELECTRIC DI GALLEANO ROBERTO
Galleano Roberto
Biondi Bruno
Autino Gabriele
Furlan Niccolò
Coclici Vladut
Montanaro
Corso ad hoc completato. I tecnici dell’azienda Eliwell, hanno conseguito con successo la Certificazione ATEX per pressostati elettromeccanici a taratura fissa. Come spesso accade, il corso si è svolto direttamente all’interno della sede dell’azienda, un servizio che risparmia lunghe e onerose trasferte ai dipendenti.
/15 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
Il docente del Centro Studi Galileo, Roberto Ferraris, illustra a un Tecnico del Freddo l’Impianto Didattico, uno dei fiori all’occhiello della sede di Casale Monferrato: uno strumento unico nel suo genere, che garantisce ai professionisti di formarsi su strumentazione che replica alla perfezione le condizioni di lavoro in cui si troveranno a operare, ogni giorno, sul campo.
IBERDROLA
CLIENTI ITALIA SRL
Fumarola Michele
Basile Mario
Titocci Noemi
Giardini Yasmine
Gaito Marianna
Pino Paolo
Roma
ISEPPI
ELETTROTECNICA SRL
Iseppi Massimo
Fiume Veneto
LEONARDO SERVIZI
ENERGIA SRL
Guereschi Andrea
Crevoladossola
TETTOSANO COSTRUZIONI
GENERALI SRL
Salvadore Schipani Marco
Cremona
PARTECIPANTI AL CORSO MANUTENZIONE AVANZATA
CLIMA TEAM MPL SRL
Elezab Hussein
Milano
DIPIETRO GROUP SRL
Branciamore Vincenzo
Melilli
IMMERGAS SPA
Pontiroli Marco
Peluso Salvatore
Tavaglione Damiano Domenico Pio
Ferrara Riccardo Antonio
Ferrari Davide
Brescello
L’IGLOO DI PERAZZONE
Marzanati Riccardo
Zimone
MT IMPIANTI SRLS
Mele Francesco Frattaminore
ODDO IDRAULICA GROUP
Oddo Alberto
Ciampino
PORRO FRIGORIFERI SNC
Porro Alberto
Asti
STRAMENGA ANDREA Termoli
TECNOIDROGAS SNC
Selvaggio Manuel
Torino
TRECCA GAS SRL
Trecca Jonatan
Pinerolo
Il Patentino Italiano Frigoristi è una certificazione obbligatoria e fondamentale per tutti i Tecnici del Freddo che maneggiano o acquistano i gas fluorurati a effetto serra, e conferma che il Tecnico è preparato a manipolarli, gestirli e smaltirli nel modo corretto. Ogni anno sono migliaia i professionisti che si affidano al CSG per conseguire la certificazione, sfruttando le 15 sedi a disposizione su tutto il territorio nazionale, come ad esempio quella di Bagnatica (in foto), Bergamo.
PARTECIPANTI AL CORSO FER ENERGIE RINNOVABILI
ALTO LAZIO GAS SRL
Rossi Fabrizio Rieti
CED ELETTRONICA SNC
Cerri Daniele Cureggio
COMPAGNONE
IMPIANTI SRL
Compagnone Davide Fiumicino
ELETTROCLIMA SRL
Fulginiti Saverio Gerardo
Garbagnate M.Se
EUROTERMICA SRL
Moccagatta Diego
Casale M.To
GIANNINI SRL
Giannini Andrea Edward Benjamin Milano
GREEN TECH SERVICE
Cruciani Roberto Bergamo
IDROSERVICE DI QUIROZ
Quiroz Garcia Silvio Mesias
Milano
IL KOALA SOC. COOP.
Secomandi Carlo Giuseppe Buggiano
NEW SERVICE IMPIANTI SRL
Seno Giorgio
Trezzano S/N
VEGATEC SERVICE SRL
Guglielmo Massimo
Leinì
VIRO 99 SNC
Ruà Roberto
Roma
16/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
PARTECIPANTI AL CORSO
PREPARAZIONE PIANO DI QUALITÀ E DI QUANTO
NECESSARIO PER LA CERTIFICAZIONE AZIENDA
ECO TECH SAS
Bertolo Luca
Vedelargo
ECOCENTER DI
PISONI FRANCO
Pisoni Franco
Legnano
GREEN TERMOBLÒ SRL
Vallauri Matteo
Arenzano
ODDONE FRANCO
Oddone Gabriele
Genova
REM SERVICE
Rondanini Giuseppe
Busto Garolfo
SB IMPIANTI SOLUTIONS
E SERVICES
Semeraro Giuseppe
San Pietro Mosezzo
GREEN TECH 22 SRLS
Tomasi Mirco
Oristano
PARTECIPANTI AL CORSO PATENTINO BRASATURA
CR SRL
Compagnoni Matteo
Binasco
IFC SRL
Calleri Jonathan
Alzate Brianza
UNIFRIGOR SRL
Pè Alessandro
Occimiano
PARTECIPANTI AL CORSO AD
HOC PRESSO
ALFA LAVAL
Cardin Marianna
Chiodin Lorenzo
Dal Barco Tommaso
De Toni Enrico
Lubello Nicolò
Pillepich Riccardo
Ploner Edoardo
Randon Renzo
Rinaldi Gabriele
Rocchi Elena
Scalzotto Mauro
Sossella Riccardo
Valente Piero
Zorzin Alvaro
Ancora corsi internazionali, questa volta a Capo Verde, isola al largo del Senegal, ove il Patentino Italiano Frigoristi è uno standard universalmente riconosciuto e richiesto. Il corso è solo uno dei tantissimi percorsi di formazione attivati ogni anno in ogni angolo del mondo, elemento che rende il Centro Studi Galileo un’istituzione internazionalmente riconosciuta come eccellenza per la formazione HVAC/R.
I Corsi ToT – Training of Trainers, sono studiati per fornire le conoscenze indispensabili ai Tecnici del Freddo dei Paesi in cui il settore HVAC/R non ha ancora espresso tutto il suo potenziale. In tal modo questi possono tornare in patria e condividere quanto appreso. Il docente CSG Madi Sakandé, Presidente di U3-ARC e responsabile della sede di Bologna dei corsi CSG, è uno dei formatori maggiormente attivi in questo ambito.
Ancora corsi ad hoc, questa volta organizzati nella sede Wurth di Catania, ove il nostro docente, Pasquale Zurlo, si è recato nell’ambito del corso PAC - corso abilitante climatizzazione auto, fondamentale per chi opera all’interno del settore automotive.
/17 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
PARTECIPANTI AL CORSO PATENTINO CONDUZIONE
IMPIANTI TERMICI
CAPETTA SRL
Santoro Francesco
Alba
CHIURLO TEC SRL
Lupieri Andrea
Pecoraro Fabrizio
Basaldella Di Campoformido
DIDDI DINO & FIGLI SRL
Silvestri Simone
Cangeri Alessio
Telesca Vito
Stefanini Luca
Pistoia
MELLON DI MELLON
ANDREA
Perboni Diego
Roncoferraro
PASQUINELLI IMPIANTI SRL
Battaglia Andrea
Capannori
PARTECIPANTI AL CORSO PRATICO DI BRASATURA
ECOTEAM SERVICE SRL
Popa Henri
Muggiò
FIREN ANTINCENDIO SRLS
Tam Ludovico
Roma
HELTY SRL
Simic Stefan
Schio
IWE SRL
Ginelli Glauco
Pantigliate
L’AUTORIMESSA SRL
Faraci Giulia
Genova
MAINEL IMPIANTI SAS
Scognamiglio Carlo
Pontedera
RODINI RENTAL
SYSTEMS SRL
Rodini Matteo
Ozzero
ST AUTOMAZIONE SRL
Del Testa Lorenzo
Capannori
SIRAM SPA
Zanotti Norman
Zarba Filippo
Rizzo Salvatore
Marchetti Davide
Bianco Paolo
Bazzoni Andrea
Basile Francesco
Milano
PARTECIPANTI
AL CORSO
AD HOC PRESSO
PIRAZZOLI SAS
Costa Giovanni
Giannetti Federico
Pirazzoli Andrea
Pistorello Claudio
Scianna Antonio
PARTECIPANTI
AL CORSO
AD HOC PRESSO
ATM AZIENDA
TRASPORTI MILANESI
Aroldi Giorgio
Bergonzi Alessio
Bertoldo Luca
Bianchetti Gianluca
Billiani Gabriele
Boccadoro Riccardo
Bonomo Francesco
Bosatra Giuliano
Cesati Pino
Cocca Francesco
D’Ambrosio Stefano
D’Antonio Mario
De Natale Angelo
De Simone Eros
Di Trio Francesco
Erba Mario
Facchineri Alessandro
Fiorito Luca
Forte Michele
Freri Gabriel
Gagliardi Marco
Sotto lo sguardo vigile del docente, Roberto Ferraris, il Tecnico si appresta a cimentarsi con le operazioni di Vuoto e Carica, nella sede di Casale Monferrato. Non siamo ancora all’esame, ma alla fondamentale fase di ripasso e addestramento, che permetterà di arrivare perfettamente preparati al test finale.
Ghislandi Alberto
Giaferri Christian
Girgenti Vinci Giovanni
Glorioso Alessandro
Guerciotti Giorgio
Marassi Sergio
Martino Moris Rino
Massoni Luca
Miccoli Francesco
Miracapillo Ciro
Mozzi Mattia
Pandolfi Paolo
Prinzo Alessandro
Riva Ferruccio
Romano Andrea
Santaiti Stefano
Savino Antonio
Sergio Vito Antonio
Seribelli Mauro Angelo
Serraino Francesco
Truglio Antonio
Unida Roberto
Uzho Jurado Bryan Alberto
Velastegui Morejon Edison
Danilo
Versace Rocco
Vigna Yuri
Vitellaro Salvatore
Un altro corso ad hoc concluso con successo, presso Wurth. I Tecnici hanno concluso il corso PAC, Corso Abilitante Climatizzazione Auto, per il personale addetto al recupero dei gas refrigeranti fluorurati nei veicoli a motore. Il docente, Pasquale Zurlo, si è recato direttamente presso le varie sedi (tra cui Caserta in foto) dell’azienda per l’erogazione del corso.
18/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
Come si può utilizzare la norma IEC
60335-2-40 ed. 7 per R290 nelle pompe di calore?
Asbjorn Vonsild Consulente e CEO di Vonsild Consulting
La settima edizione della norma IEC 60335-2-40, pubblicata nel maggio 2022, è stata ampiamente citata per aver aumentato i limiti di carica dell’R290. Questo documento, che oggi ha acquistato maggiore importanza grazie all’aggiornamento della Regolamentazione UE sui gas fluorurati, fornisce un quadro generale su come applicare questo standard alle pompe di calore con R290 direttamente o come modello per la valutazione del rischio.
Innanzitutto, viene fornita una panoramica delle misure di mitigazione previste dal nuovo standard, poi viene introdotto il tema della valutazione del rischio e infine vengono elencate le soluzioni tecniche più comuni nelle pompe di calore con una digressione in merito a come la nuova norma possa essere applicata.
INTRODUZIONE
L’aggiornamento della Regolamentazione UE sui gas fluorurati obbliga all’uso di nuovi refrigeranti nelle pompe di calore e, dal 2027, all’eliminazione dei refrigeranti con GWP superiore a 150 anche in quelle di piccole dimensioni, oltre che alla riduzione di 1/3 della quota di HFC a partire già dallo scorso 1° gennaio 2023 e di più di 2/3 entro il 2025. Il passaggio a R290 è parte della soluzione e il punto centrale di questo documento riguarderà il modo in cui ciò si potrà realizzare.
La settima edizione della norma IEC 60335-2-40, pubblicata a maggio 2022, è stata ampiamente citata per aver aumentato i limiti di carica per R290. Sebbene in molte soluzioni tecniche i limiti di carica per R290 siano aumentati, la sua applicazione potrebbe non essere semplice per tutti i tipi di pompe di calore. Questo articolo fornirà una panoramica su come R290 può essere po-
tenzialmente utilizzato e in quali casi la sua applicazione diventa difficile. Tuttavia, in questo articolo potranno essere trattate solo le tecnologie più comuni per via del grande numero di soluzioni diverse esistenti.
La norma IEC 60335-2-40 ed. 7 copre solo le cariche fino a 4,94 kg di R290. In questa sede non verranno presi in considerazione sistemi più grandi, ma il lettore potrebbe comunque fare riferimento alla norma IEC 60335-2-40 o consultare la norma EN 378-1 per trarre le proprie conclusioni.
IEC 60335-2-40 ED. 7, MISURE DI MITIGAZIONE
La filosofia alla base di qualsiasi standard di sicurezza per i sistemi con refrigeranti infiammabili è in primo luogo quella di adottare misure che evitino le perdite, unite a misure di mitigazione per garantire che, qualora si verificasse una perdita, ciò non comporti un pericolo significativo.
La misura più efficace è quella di limitare la quantità di refrigerante infiammabile. Anche se l’ottimizzazione della carica non viene menzionata esplicitamente nella norma IEC 60335-2-40 ed. 7, si tratta comunque di un’importante misura di mitigazione. Si noti che i limiti di carica previsti dagli standard di sicurezza si riferiscono al singolo circuito di refrigerazione poiché è altamente improbabile che si verifichino contemporaneamente perdite da più di un circuito alla volta.
La norma IEC 60335-2-40 ed. 7, nella maggior parte dei casi, definisce pericolo significativo il caso peggiore in cui una perdita crea un’atmosfera infiammabile sopra il pavimento. Il “peggior caso di perdita” e la “quantità di refrigerante rilasciata in uno spazio chiuso” possono essere
/19 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
mitigati con:
• Miglioramento della tenuta: misure costruttive addizionali possono ridurre le perdite riguardanti il caso peggiore. Un tasso di perdita inferiore lascia più tempo al refrigerante fuoriuscito per disperdersi; pertanto, è possibile accettare una carica più elevata. Tuttavia, non è possibile migliorare la tenuta nella posizione in cui è situato il compressore.
• Carica rilasciabile: l’aggiunta di valvole di intercettazione di sicurezza a un sistema può separarlo in sezioni, limitando così la quantità di refrigerante che può fuoriuscire all’interno dell’ambiente. In linea di principio, qualsiasi modo per limitare la quantità di refrigerante fuoriuscito è accettabile, incluso l’assorbimento del refrigerante stesso, ma comunemente si valuta l’uso di valvole che suddividano il sistema. In genere, quando si verifica una perdita, essendo il refrigerante più pesante dell’aria, si mescola a quest’ultima e scorre verso il pavimento. Ciò impone un limite significativo alla quantità di refrigerante che può fuoriuscire prima di raggiungere una situazione pericolosa, ma siccome è sufficiente un flusso d’aria molto ridotto per disturbare il flusso discendente, è necessario ricorrere ad una terza misura di mitigazione:
• Flusso d’aria: l’uso di un ventilatore per far circolare l’aria all’interno di una stanza permette di aumentare la quantità accettabile di perdita di refrigerante all’interno di uno spazio chiuso.
Una misura di mitigazione che può essere trovata già all’interno della norma IEC 60335-2-40 ed. 4, riguarda un ambiente chiuso ventilato:
• Ambiente chiuso ventilato: un sistema collocato in uno spazio chiuso, attraverso il quale soffia aria che va verso l’esterno, presenta un rischio minimo di perdite che fluiscono verso l’interno dell’ambiente e può essere accettata un’elevata quantità di carica di refrigerante. Per l’R290 il valore accettabile è di 130 × LFL = 4940 g. Con la norma IEC 60335-2-40 ed. 7, il flusso d’aria di ventilazione può avvalersi di una maggiore tenuta, il che implica che l’involucro ventilato possa es-
• Impianti canalizzati con A2L: una carica elevata può essere accettata se, nel peggiore dei casi, il flusso d’aria è sufficiente a diluire la perdita prima che la miscela ariarefrigerante lasci il sistema di canalizzazioni.
• Ventilazione con A2L: l’immissione di Aria Esterna è più efficace nel diluire una perdita, rispetto alla circolazione dell’aria nella stanza, consentendo cariche di refrigerante più elevate. La ventilazione non è una misura accettata per gli idrocarburi, perché dipende troppo dalla corretta installazione.
Le misure di mitigazione, inclusa l’aerazione in un ambiente chiuso ventilato, possono funzionare regolarmente solo quando viene rilevata una perdita.
Per i refrigeranti infiammabili, lo scopo è quello di combinare la progettazione del sistema con le misure di mitigazione per raggiungere una progettazione sicura ed efficiente in termini di costi.
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Nella legislazione dell’UE, la sicurezza nell’uso di refrigeranti infiammabili può essere garantita seguendo standard armonizzati o ricorrendo alla valutazione del rischio. I requisiti per i refrigeranti infiammabili nella versione armonizzata della norma EN 60335-2-40 sono rimasti invariati dal 2006. Pertanto, una “valutazione del rischio” fortemente influenzata da una nuova edizione della norma IEC è estremamente rilevante. In genere questa valutazione del rischio decreta che la nuova edizione porta a un livello di sicurezza equivalente all’edizione armonizzata. Ma è anche possibile combinare le misure di mitigazione della nuova edizione IEC con informazioni sulla progettazione specifica del sistema, per raggiungere un livello di sicurezza equivalente senza conformarsi a tutta la norma IEC 60335-2-40 ed. 7. Un paio di dettagli e imprevisti:
• Esistono molte altre fonti di potenziali pericoli oltre ai semplici refrigeranti infiammabili. Per quanto possibile, sarebbe più pratico seguire la norma armonizzata EN e la nuova IEC 60335-2-40 ed. 7 e limitare la valutazione del rischio al minor numero possibile di argomenti.
• Una perdita di refrigerante in condizioni di fermo impianto può risultare difficile da mitigare. Tuttavia, è molto improbabile che un sistema senza alimentazione soffra di grandi perdite poiché non vi è alcuna fonte di pulsazioni o vibrazioni di pressione. Ciononostante, le condizioni di inattività devono essere incluse nella valutazione del rischio, mentre le interruzioni di corrente vengono generalmente ignorate.
• I falsi rilevamenti possono rappresentare un problema, poiché gli idrocarburi vengono utilizzati per molte applicazioni diverse. Se il sistema non ritorna al funzionamento normale dopo un falso rilevamento, esiste un rischio significativo che l’utente finale ignori il sistema di rilevamento, portando a situazioni pericolose qualora in seguito si verificasse una perdita reale.
La norma IEC 60335-2-40 ed. 7 consente di riaprire le valvole di intercettazione di sicurezza dopo due ore che non viene più rilevata una perdita o in alternativa di resettarle con un utensile.
POMPE DI CALORE SPLIT ARIA-ARIA
La norma IEC 60335-2-40 ed. 7 è stata scritta prestando particolare attenzione ai condizionatori o pompe di calore split aria-aria e può essere applicata in numerosi modi.
Se il compressore è posizionato all’aperto, è possibile applicare una maggiore tenuta (ndr tramite progettazioni particolari, come descritte nel paragrafo precedente) che spesso sarà sufficiente per la carica di refrigerante necessaria.
Se la maggiore tenuta risulta insufficiente o non pratica da applicare, è possibile utilizzare il flusso d’aria per consentire cariche più elevate. Il ricorso ad un flusso d’aria pone un problema nel momento dell’arresto del sistema, poiché la ventola viene sere applicato a parte del sistema. La norma IEC 60335-2-40 ed. 7 contiene una serie di altre misure di mitigazione, la maggior parte delle quali riguarda solo il refrigerante A2L, tra cui:
20/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
solitamente spenta. Ciò può essere gestito tramite una procedura di arresto, in cui il compressore esegue un pompaggio e le valvole di intercettazione di sicurezza vengono chiuse prima di spegnere la ventola, riducendo così significativamente la carica rilasciabile. In alternativa, un rilevatore di perdite potrebbe attivare il flusso d’aria nel momento in cui viene rilevata una perdita.
POMPE DI CALORE PER VENTILAZIONE
Diverse soluzioni tecniche di pompe di calore prelevano il calore dall’aria di scarico e lo impiegano per il riscaldamento dell’aria aspirata o di un serbatoio dell’acqua.
Negli ultimi anni sono stati immessi sul mercato alcuni sistemi aria-acqua con meno di 152g di R290, ma a conoscenza di questo autore non ci sono sistemi prodotti massivamente che superino questa carica di refrigerante R290.
di calore con ventilazione sono simili a quelle di un ambiente chiuso ventilato, ma capita comunemente che nelle pompe di calore intercorrano lunghi periodi di inattività o di trovare collegamenti delle tubazioni che non si trovano nel flusso d’aria, e in alcuni casi, anche cariche di refrigerante molto grandi.
Quindi, la norma IEC 60335-2-40 ed. 7 può solo essere lo spunto per una valutazione del rischio, ma bisogna prestare particolare attenzione al rischio che la perdita scorra in punti diversi dall’uscita di scarico dell’aria.
Le perdite durante il fermo macchina possono essere gestite disponendo di spazio sufficiente nella zona di installazione per il refrigerante in questione, ma di solito ciò è rilevante solo per unità molto piccole.
60335-2-40 ed. 7 possono essere utilizzati come modello per garantire un flusso d’aria sufficiente a far defluire la perdita verso l’esterno, cosa che generalmente non genera problemi.
Le perdite in parti dei sistemi che non si trovano nel flusso d’aria di scarico creano maggiori complicazioni. In alcuni casi la progettazione può evitare collegamenti di tubazioni al di fuori del flusso d’aria riducendo significativamente il rischio dovuto alle perdite. La norma IEC 60335-2-40 ed. 7 include un testo riguardante i casi in cui il rischio dovuto alle perdite è troppo elevato per essere ignorato.
Solitamente, le soluzioni a pompe R600a
Si può trarre ispirazione dai test di concentrazione nell’ambiente circostante richiesti nella norma IEC 60335-2-89 ed. 3. L’alternativa è avviare il flusso d’aria quando viene rilevata una perdita. I requisiti richiesti dalla norma IEC
Recuperatore industriale per tutti i refrigeranti anche infiammabili
In altri casi, su queste parti sarà presente un flusso d’aria sufficiente per garantire che la perdita venga diluita al di sotto del limite inferiore di infiammabilità prima che lasci l’unità.
Ciò può essere supportato utilizzando il concetto di tenuta avanzata per le parti esterne al flusso d’aria di scarico, aumentando il flusso d’aria o applicando valvole di intercet-
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tazione di sicurezza per limitare la carica rilasciabile quando viene rilevata una perdita.
Le perdite che sono sul flusso d’aria di scarico possono essere gestite mediante una valutazione che mostri che la quantità di rilascio sarà trascurabile o che esiste un flusso d’aria sufficiente per rendere l’ambiente non infiammabile.
In tutti i casi gli spunti forniti dalla norma IEC 60335-2-40 ed. 7 sono parecchi.
POMPE DI CALORE ARIA-ACQUA PER ESTERNO
Per quanto riguarda le pompe di calore aria-acqua posizionate all’esterno, la carica di refrigerante R290 massima prevista dalla norma EN 60335-2-40 ed. 4, è pari a 4,94 kg, quindi non c’è molto da aggiungere. Tuttavia, nella norma IEC 60335-240 ed. 7 sono presenti nuovi metodi per evitare fonti di accensione che possono far risparmiare risorse di ricerca e sviluppo e, possibilmente, ridurre i costi.
POMPE DI CALORE SPLIT ARIA-ACQUA
Sono costituite da una parte esterna collegata ad un’unità interna. L’unità interna viene spesso installata in spazi molto piccoli, cosa che rende poco praticabile l’approccio di dilu-
izione perdite che sfrutta le dimensioni della stanza. Ridurre la carica a 152g sarà una vera sfida. L’altra opzione è posizionare la parte interna del sistema in un involucro ventilato, con una carica consentita di 4,94kg di R290.
Se il compressore è posizionato all’esterno, è possibile applicare una maggiore tenuta all’involucro ventilato, consentendo un flusso d’aria molto basso. Senza una tenuta avanzata, probabilmente sarà necessario che la ventilazione venga attivata dal rilevamento delle perdite per evitare che il consumo di energia del ventilatore comprometta l’efficienza energetica.
POMPE DI CALORE ACQUA-ACQUA
Le pompe di calore acqua-acqua, comprese le pompe di calore geotermiche, sono normalmente collocate all’interno di ambienti molto piccoli, insufficienti per diluire le perdite. Pertanto, la carica di R290 deve essere ridotta a 152g per circuito, oppure l’intero sistema deve essere collocato in un ambiente ventilato, consentendo una carica fino a 4,94 kg di R290. Entrambe le opzioni sono possibili, anche se ridurre la carica a 152g è molto impegnativo. In alternativa, l’unità può essere collocata in un involucro isolante posizionato all’aperto che consente un
carico di 4,94 kg di R290 e semplifica la gestione del rischio di congelamento dell’acqua rispetto alle unità aria-acqua esterne.
ALTRI TIPI DI POMPE DI CALORE
Esistono molti tipi di pompe di calore, comprese le pompe di calore combinate per ventilazione, riscaldamento sanitario e riscaldamento idronico, che possono passare dal riscaldamento dell’acqua sanitaria o dell’acqua per il riscaldamento a pavimento, alla fornitura di aria condizionata in un sistema di ventilazione. Queste unità raramente possono essere conformi al testo della norma IEC 60335-2-40 ed 7, in genere avrebbero invece bisogno di utilizzare una valutazione del rischio. L’ispirazione può essere presa da alcuni tipi di sistemi di cui sopra.
I sistemi con più unità interne o pompe di calore di grandi dimensioni, posizionate all’interno, saranno difficili da realizzare in sicurezza sfruttando l’R290.
In questi casi l’R290 può essere applicato solo passando a una soluzione di impianto differente, che potrebbe non essere ottimale sulla base dell’efficienza energetica e delle risorse.
CONCLUSIONI
La settima edizione della norma IEC 60335-2-40 può essere facilmente applicata a numerosi tipi di pompe di calore per consentire l’uso di R290, ma in alcuni casi può essere utilizzata solo come ispirazione quando si procede alla valutazione del rischio. Tuttavia, il nuovo standard offre molti spunti per sistemi che utilizzano fino a circa 5 kg di R290 per circuito e, la maggior parte delle applicazioni con pompe di calore, possono, in linea di principio, essere convertite a R290 facendo ricorso alla valutazione del rischio.
Esistono soluzioni tecniche che non possono essere ottimizzate per consentire l’uso sicuro di R290, ma fortunatamente l’R290 non è l’unico refrigerante ecologico disponibile, sebbene ogni refrigerante debba essere adeguatamente considerato.
22/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
Immagine dal Convegno in Mostra Convegno Expocomfort: da sinistra Marco Buoni, Presidente uscente di AREA, Yosr Allouche, Presidente Eletta di International Institute of Refrigeration e Madi Sakandé, Presidente in carica di U-3arc.
Analisi teorica e sperimentale di un gas cooler assistito da sorgente solare integrata al sistema
Federico Volontè
Thermal Designer
LU-VE Group
ESTRATTO
Stefano Filippini
Dario Demurtas
Umberto Merlo
LU-VE Group
Luca Molinaroli
Ennio Macchi
Politecnico di Milano
Negli ultimi anni, le preoccupazioni per la salvaguardia del nostro pianeta hanno aumentato la sensibilità e l’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti delle soluzioni “verdi”. In questo contesto, si propone uno studio su un innovativo gas cooler CO2 in grado di ridurre il consumo di energia primaria. Nell’industria della refrigerazione l’uso della CO2 come fluido di lavoro è in continuo incremento e l’opportunità di utilizzare gas cooler altamente efficienti è cruciale per gli impianti sostenibili. LU-VE Group, in collaborazione con il Politecnico di Milano, ha sviluppato una nuova gamma di gas cooler CO2 equipaggiati (meccanicamente) con pannelli fotovoltaici che possono generare una larga porzione dell’energia necessaria per alimentare i ventilatori a commutazione elettronica (EC) del raffreddatore di gas. Il sistema è dotato di accumulo (pacco batterie) e di un dispositivo di regolazione, che massimizza il numero di ore di lavoro utilizzando l’energia solare. L’articolo descrive il prodotto e il modello numerico in grado di stimare sia l’energia elettrica necessaria al
Dario Demurtas, tra gli autori, speaker nel corso del Convegno CSG-ATF a MCE 2024 sulle ultime tecnologie e i nuovi refrigeranti, in questo caso CO2.
gas cooler sia quella prodotta dai pannelli fotovoltaici. Viene inoltre illustrata la campagna sperimentale finalizzata alla validazione del modello, seguita da un’analisi tecnoeconomica volta a ottimizzare la configurazione in termini di superficie dei pannelli fotovoltaici e di dimensioni del pacco batterie. Parole chiave: gas cooler CO2, scambiatori di calore ad aria, pannelli fotovoltaici, risparmio energetico.
INTRODUZIONE
LU-VE è sempre stato un innovatore nello sviluppo di soluzioni orientate alla salvaguardia dell’ambiente, con l’obiettivo di ridurre il consumo energetico dei suoi prodotti.
Recentemente è stata definita una specifica politica di sostenibilità. Uno dei suoi pilastri principali è la riduzione del consumo energetico degli scambiatori di calore ventilati. Per questo motivo, LU-VE ha deciso di studiare la possibilità di dotare i gas cooler CO2 di pannelli fotovoltaici, con l’obiettivo di autoprodurre almeno il 50% del consumo energetico annuale.
Per valutare la migliore configurazione dal punto di vista tecnico ed economico, LU-VE ha avviato un progetto di ricerca in collaborazione con il Politecnico di Milano.
Questa collaborazione ha riguardato l’analisi delle variabili relative a tutti i componenti (velocità del ventilatore, energia prodotta dal fotovoltaico, stato di carica della batteria, ecc.) lo sviluppo di un modello predittivo e di un’analisi tecno-economica.
IMPIANTO SPERIMENTALE
In questo lavoro, il carico è costituito da un gas cooler CO2 prodotto dall’azienda, la cui richiesta di energia elettrica è da attribuire direttamente
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ai ventilatori e al sistema di controllo. La Figura 1 rappresenta schematicamente il sistema analizzato nel progetto, evidenziando i principali flussi di potenza coinvolti; in particolare, l’inverter gestisce i flussi di potenza tra tutti i componenti considerati (pannelli fotovoltaici, batterie, gas-cooler, rete elettrica).
L’inverter prende in ingresso l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici, la quale viene convertita da corrente continua a corrente alternata, a meno che l’energia non venga immagazzinata nelle batterie. In base alla domanda del carico, l’inverter valuta se i pannelli fotovoltaici e/o le batterie siano in grado di soddisfare la domanda o se debba essere necessario l’intervento della rete elettrica.
Il sistema installato presso il Politecnico di Milano (Figura 2) è dotato di 6 pannelli fotovoltaici [1-5] con una potenza nominale di picco di circa 2250 W.
Il sistema di accumulo dell’energia è costituito da 2 batterie agli ioni di litio (2400 Wh ciascuna) [6]. Il carico è identificato dai quattro ventilatori installati sul gas cooler CO2; la loro velocità di rotazione è imposta da una logica di controllo interna basata sulla temperatura ambiente. In condizioni nominali ogni ventola richiede 230 W.
SISTEMA DI SIMULAZIONE
L’obiettivo di questa fase è lo sviluppo e la calibrazione di uno strumento in grado di eseguire analisi annuali in cui vengono simulate le prestazioni di un sistema ibrido in applicazione reale. Il metodo I-V consente di trovare il punto di massima potenza di un pannello fotovoltaico considerando la cella solare con un circuito elettrico equivalente.
La potenza è funzione di V e I, ma il MPP (punto di massima potenza) non è noto a priori; quindi, l’idea è di variare la tensione tra 0 e VOC e definire la potenza massima per ogni valore di corrente: si ottiene una matrice in cui il massimo di ogni riga rappresenta il MPP.
La potenza massima di un singolo pannello fotovoltaico viene quindi calcolata come riportato nell’equa-
Figura 1: Layout dell’impianto sperimentale, in evidenza i flussi di potenza coinvolti: prendendo come riferimento l’inverter, la potenza fotovoltaica e la potenza di rete possono solo entrare; la potenza del carico può solo uscire; la potenza della batteria può sia entrare che uscire.
zione 3.1.
Sia per l’impianto sperimentale che per la simulazione del sistema, l’inverter gestisce i flussi di energia dando la priorità al carico del gas cooler; se l’energia prodotta dai pannelli supererà il carico, il surplus di energia servirà a caricare il pacco
batterie. Qualora invece l’energia fornita dai pannelli non risulti sufficiente a soddisfare la domanda del carico, il sistema preleverà l’energia prima dal sistema di accumulo e secondariamente dalla rete.
Il fattore di auto-produzione è calcolato come output principale della
24/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
Figura 2: A sinistra il sistema installato al Politecnico di Milano. A destra un esempio di scambiatore di calore LU-VE a singolo ventilatore dotato di pannelli fotovoltaici, inverter e batteria.
Figura 3: Confronto tra la potenza FV determinata con il metodo I-V e la potenza FV misurata dal sistema.
Equazione 3.1
simulazione (Eq. 3.2).
Indica la frazione di energia richiesta dal carico prodotta dai pannelli fotovoltaici accoppiati alle batterie. L’analisi tecnica ed economica del sistema si basa sulla ricerca della configurazione migliore tra tutte quelle ottenute dalla simulazione. Considerate le diverse normative in materia di connessione degli impianti fotovoltaici alla rete nei vari Paesi, si analizzeranno tre casi:
• Il Caso 0 considera il solo scambiatore di calore, unicamente alimentato dalla rete.
• Il Caso 1 considera l’adozione di pannelli fotovoltaici e batterie senza la possibilità di vendere l’elettricità in eccesso alla rete, in modo analogo alla configurazione installata presso il Politecnico di Milano.
• Il Caso 2 è identico al Caso 1, con la differenza che la vendita dell’elettricità in eccesso è consentita.
Partendo dall’output della simulazione del sistema, i due principali risultati osservati sono la frazione di energia autoprodotta (Eq. 3.2) e l’impatto economico dell’installazione di pannelli fotovoltaici e batterie,
determinato dal Valore Attuale Netto – VAN o NPV (Eq. 3.3) [7-9].
RISULTATI
I risultati della simulazione del sistema sono incentrati sui risultati del codice dedicato alla validazione del calcolo della potenza fotovoltaica. Nel confronto tra i risultati di simulazione e test sul campo, il metodo I-V ha utilizzato come input i dati meteorologici provenienti dal Solar Tech Lab del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, che si è situato sulla terrazza in cima all’edificio, priva di qualsiasi influenza dovuta all’ombra, mentre i pannelli fotovoltaici testati si trovavano in un’area interessata dalla presenza di ombra in determinate ore del giorno. Come evidenziato nella Figura 3, a febbraio il sole sorge a un’altitudine molto bassa e di fronte all’impianto installato ci sono due edifici alti, che limitano l’irraggiamento dei pannelli fotovoltaici comportando una penalizzazione delle prestazioni. Pertanto, PIV > PPV durante la mattina, mentre risultano comparabili nel pomeriggio, quando i raggi solari raggiungono i pannelli senza ostacoli; quindi, si può confermare che l’accuratezza della stima è maggiore nel periodo con un minore impatto delle ombre. L’obiettivo dell’analisi tecnoeconomica è la ricerca della configurazione migliore secondo questi due criteri: la produzione autonoma e il Valore Attuale Netto.
L’analisi si riferisce al gas cooler CO2 a quattro ventilatori impiegato
/25 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
Figura 5: Differenza del VAN (NPV) per i casi 0, 1 e 2, al variare del numero di pannelli fotovoltaici e del numero di batterie installate.
Figura 4: Produzione autonoma per un diverso numero di pannelli fotovoltaici e di batterie adottate.
L’etichetta in Figura 4 associata a un’autoproduzione del 67% rappresenta il sistema installato al Politecnico di Milano mentre il piano orizzontale evidenzia l’obiettivo del 50%. Questo criterio è più dipendente dal numero di pannelli fotovoltaici che dalle batterie.
Va sottolineato che anche con un numero elevato di pannelli fotovoltaici e di batterie l’autoproduzione completa non può essere raggiunta e una parte di energia dalla rete è sempre necessaria.
Il Valore Attuale Netto viene confrontato tra il Caso 1 e il Caso 0 per valutare il vantaggio del sistema ibrido (grafico a sinistra). Dal grafico riportato nella Figura 5, tutte le combinazioni al di sopra del piano bianco sono convenienti rispetto al caso 0, il che significa che in quelle situazioni è più conveniente installare pannelli fotovoltaici e batterie, piuttosto che collegare semplicemente il gas cooler CO2 alla rete. Per quanto riguarda il caso 2, nel grafico a destra (Figura 5) si può notare che la possibilità di vendere il surplus di energia elettrica porta a un VAN migliore, soprattutto per quanto riguarda le configurazioni con un numero elevato di pannelli fotovoltaici.
Oltre ai casi già discussi, è stata studiata la possibilità di sfruttare internamente l’eccedenza di energia elettrica (ad esempio, nei supermercati), evitando l’installazione di un sistema di accumulo.
Il guadagno può essere visto come un risparmio complessivo sull’elettricità richiesta alla rete e, rispetto ai casi 1 e 2, mostra un VAN migliore.
CONCLUSIONE
L’obiettivo di questo progetto è la valutazione tecnico-economica di come un gas cooler CO2, considerato come un carico elettrico, possa migliorare le sue prestazioni energetiche ed economiche se incluso in un sistema solare ibrido. Riassumendo i risultati ottenuti:
• Il sistema installato funziona correttamente, i risultati della simulazione sono vicini ai dati misurati direttamente dall’inverter.
• Dal punto di vista energetico, partendo da 7 pannelli fotovoltaici e zero batterie, o da 5 pannelli
fotovoltaici e almeno una batteria, ogni configurazione mostra un’autoproduzione superiore al 50%.
• Da un punto di vista economico, nonostante l’investimento iniziale per i componenti aggiuntivi, qualsiasi sistema ibrido è economicamente vantaggioso in termini di VAN.
• Il Caso 2 è economicamente migliore del Caso 1, anche se risultano simili per un basso numero di pannelli fotovoltaici.
Tuttavia, il Caso 2 comporta diversi aspetti burocratici legati alla vendita dell’energia, che possono essere evitati nel Caso 1.
In generale, l’idea di un gas cooler CO2 smart ha un buon potenziale dal punto di vista tecno-economico. Un numero realisticamente elevato di pannelli fotovoltaici (circa un pannello fotovoltaico/ventilatore) porta a buone prestazioni, a fronte di un numero limitato di batterie; in definitiva, la vendita di elettricità è interessante e il consumo in loco lo è ancora di più.
Da sinistra Fantini/Frigorbox, Liberali/Luve, Buoni/CSG, Sakandé/ U-3arc, Roda e Salvati/Castel-Pego, Isgrò/Dorin si sono incontrati per il gruppo di lavoro di intenti delle aziende italiane in Africa. Obiettivo informare il Ministero degli Esteri della leadership italiana nel settore a livello mondiale. Contribuire nell’ambito del Piano Mattei alla crescita del continente Africano per mezzo della tecnologia del freddo, refrigerazione e Catena del Freddo, indispensabile per la conservazione dei beni alimentari. nel test sopra descritto, ma i risultati possono essere estesi ad altri gas cooler, mantenendo gli stessi rapporti tra numero di ventilatori e numero di pannelli fotovoltaici e batterie.
26/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
3.3
3.2
Equazione
Equazione
Nuova gamma di compressori transcritici CO2 ad alta efficienza
SOMMARIO
L’anidride carbonica (R744) è diventata un refrigerante tradizionale in molti settori, come nella refrigerazione commerciale e industriale, nei chiller e nelle pompe di calore.
ti, una tecnologia dirompente che consente notevoli miglioramenti del COP con un periodo di ROI (Return On Investment) limitato.
LINE START PERMANENT MAGNET MOTORS (LSPM)
Articolo presentato alla
20 th
CONFERENCE REI
Tuttavia, l’estrema volatilità dei costi dell’elettricità ha portato il nostro settore a concentrarsi sempre di più sull’efficienza energetica: il compressore è il più grande consumatore di energia elettrica di qualsiasi unità RACHP (Refrigeration, Air Conditioning, Heat Pump), i produttori di compressori stanno dunque cercando di puntare a un continuo miglioramento dell’efficienza. In questo senso, la presentazione odierna si occupa di descrivere una nuova gamma di compressori CO2 transcritici (CD PRO+), dotati di motori elettrici LSPM (Line Start Permanent Magnet) che consentono di aumentare in modo consistente il livello di efficienza energetica di qualsiasi sistema RACHP grazie all’utilizzo di magneti permanen-
40 anni del Convegno internazionale del Centro Studi Galileo; un successo straordinario con oltre 300 iscrizioni, nel corso del quale la regolamentazione F-Gas e i nuovi refrigeranti sono stati ampiamente dibattuti.
I motori elettrici a magneti permanenti richiedono normalmente convertitori di frequenza esterni, il che comporta un aumento significativo dei costi.
Tuttavia, la tecnologia di avviamento in linea consente di evitare gli inverter in quanto questi motori sono da considerarsi una sorta di soluzione ibrida tra il motore standard a induzione con gabbia di scoiattolo e uno a magneti permanenti puri: infatti, quando eccitato, l’LSPM si avvia come un motore asincrono a gabbia di scoiattolo standard, passando poi al funzionamento sincrono grazie ai magneti permanenti incorporati nel rotore.
Inoltre, il funzionamento a carico parziale normalmente richiede che almeno un compressore sia azionato da inverter, il che è assolutamente consentito anche con questa tecnologia, con ulteriori miglioramenti dell’efficienza quando la velocità supera la frequenza di rete (vedere la sezione successiva).
APPLICAZIONE DELLA
TECNOLOGIA LSPM NEI
COMPRESSORI HVAC&R
Come noto, i motori LSPM sono in grado di apportare interessanti miglioramenti in termini di performance:
- Il funzionamento sincrono consente di raggiungere regimi più alti
- Il design a magneti permanenti consente minori perdite di calore. Purtroppo, poiché i magneti permanenti sono a base di terre rare,
/27 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
Michele Arena Mechanical Engineer - FEM/CFD Analyst Officine Mario Dorin SpA
GIUGNO 2023 | POLITECNICO DI MILANO
8-9
EUROPEAN RACHP
sono nel complesso molto costosi e soggetti a forti fluttuazioni dei costi nel tempo.
Tuttavia, il recente aumento dei costi dell’elettricità ha portato a studiare con successo questa tecnologia, data la promettente riduzione del consumo energetico ottenibile. Si riporta di seguito un esempio: il seguente confronto mostra l’aumento di COP ottenibile con l’utilizzo di motori LSPM in un compressore transcritico a CO2 da 30 hp rispetto a un’esecuzione a induzione asincrona standard.
Questo testimonia un miglioramento del COP dell’8,3% a pieno carico, che potrebbe salire fino al 13% in caso di funzionamento a 70Hz: in tal caso, infatti, un motore a induzione asincrono standard subirà gravi penalizzazioni, quali:
- Maggiore slittamento
- Abbassamento del numero di giri
- Maggiori perdite di calore.
Invece, l’uso della tecnologia LSPM associata alla velocità eccessiva del motore, oltre la frequenza di
rete, non indurrà alcun slittamento poiché il rotore continuerà a funzionare in modo sincrono e verrà generata una minore perdita di calore.
CONCLUSIONI
Uno dei limiti per il successo di una maggiore penetrazione di sistemi con anidride carbonica negli impianti HVAC&R è la sua minore efficienza energetica se paragonata ad altre tecnologie.
In questo senso, l’utilizzo di motori elettrici ad alta efficienza nei compressori frigoriferi ha portato all’introduzione di una nuova gamma di prodotti, denominata CD PRO+, con motori elettrici LSPM.
Grazie a questa tecnologia è possibile aumentare fino al 13% il COP, il che porta ad un ritorno dell’investimento (ROI) significativamente basso, tipicamente inferiore a 1 anno.
28/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
Figura 1
Figura 2
Giunti trasversali a scomparsa per le canalizzazioni di distribuzione dell’aria
INTRODUZIONE
Nei sistemi di distribuzione dell’aria all’interno di edifici e strutture, oltre ai parametri tradizionali che devono essere considerati per valutare la bontà del manufatto, come ad esempio l’efficienza e la tenuta, può essere necessario avere come riferimento altri parametri, come quello estetico.
cludono:
- un corpo principale: è la parte centrale della giunzione, progettata per consentire il passaggio dell’aria senza creare turbolenze significative;
Continuiamo con questo numero il ciclo di lezioni di base semplificate per gli associati sul condizionamento dell’aria. Da 25 anni, sulla nostra stessa rivista, il prof. Ing. Pierfrancesco Fantoni tiene le lezioni di base sulle tecniche frigorifere. È inoltre coordinatore didattico e Docente del Centro Studi Galileo presso le sedi dei corsi in cui periodicamente vengono svolti incontri su condizionamento, refrigerazione e energie alternative. In particolare, sia nelle lezioni in aula sia nelle lezioni sulla rivista, vengono spiegati in modo semplice e completo gli aspetti teorico-pratici degli impianti e dei loro componenti.
Questo può essere il caso in cui la canalizzazione risulta essere a vista rispetto alle strutture murarie e si vuole ottenere un sistema dalle linee e dall’estetica gradevole. In tale contesto le giunzioni trasversali a scomparsa giocano un ruolo fondamentale, consentendo di realizzare una connessione senza soluzione di continuità tra i vari elementi che compongono la canalizzazione, permettendo anche di ottenere una presenza “discreta” all’interno dei locali attraversati garantendo, nel contempo, la riduzione al minimo delle perdite di carico e le turbolenze dell’aria.
PRINCIPALI ELEMENTI COSTITUTIVI
È DISPONIBILE LA RACCOLTA
COMPLETA DEGLI ARTICOLI
DEL PROF. FANTONI
Per informazioni: 0142.452403
corsi@centrogalileo.it
È vietata la riproduzione dei disegni su qualsiasi tipo di supporto.
Le giunzioni trasversali a scomparsa sono progettate per collegare in modo efficiente due o più tratti di canalizzazione, consentendo il flusso uniforme dell’aria senza ostruzioni significative. Questi sistemi sono caratterizzati dalla loro capacità di integrarsi perfettamente con l’ambiente circostante, rendendoli ideali per applicazioni dove l’aspetto estetico è importante.
I principali componenti di una giunzione trasversale a scomparsa in-
- all’interno del corpo principale possono essere presenti delle alette di smorzamento che aiutano a ridurre il rumore e la turbolenza dell’aria durante il suo passaggio attraverso il giunto.
Le alette possono essere disposte in modo da dirigere il flusso d’aria in modo ottimale e minimizzare le perdite di pressione;
- come tutti i tipi di giunti, per evitare perdite d’aria indesiderate lungo il percorso della canalizzazione, i giunti trasversali sono dotati di guarnizioni e tenute che assicurano una connessione ermetica tra i diversi elementi del sistema; - meccanismo di regolazione: alcuni sistemi di giunzione trasversale a scomparsa possono essere dotati di un meccanismo regolabile che consente di modificare il flusso d’aria in base alle esigenze specifiche dell’applicazione.
MATERIALI IMPIEGATI
I giunti trasversali a scomparsa possono essere realizzati utilizzando una varietà di materiali, a seconda delle specifiche dell’applicazione e delle esigenze del progetto. Uno dei materiali è l’acciaio zincato che ha la caratteristica di essere un materiale robusto e resistente alla corrosione, comunemente utilizzato nella costruzione di componenti HVAC.
L’acciaio zincato offre una buona durata nel tempo e una protezione
/29 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
Pierfrancesco FANTONI
LEZIONE 250 > PRINCIPI DI BASE DEL CONDIZIONAMENTO DELL’ARIA
efficace contro l’ossidazione.
L’alluminio, noto per la sua leggerezza e resistenza alla corrosione, è una scelta piuttosto frequente per i giunti trasversali a scomparsa.
Questo materiale è particolarmente adatto per applicazioni dove il peso è un fattore critico o dove è richiesta una maggiore resistenza alla corrosione.
In alcune applicazioni, soprattutto in ambienti dove è richiesta una resistenza chimica o una riduzione del peso, i giunti trasversali possono essere realizzati in PVC o altri materiali plastici resistenti.
Questi materiali offrono una buona durata e resistenza agli agenti atmosferici e chimici.
ASSEMBLAGGIO
La procedura per l’aggancio dei componenti della canalizzazione è del tutto simile a quello già visto in precedenza per il sistema a baionetta.
Però, con questo sistema cambia la tipologia di profilo che viene montata sulla sezione trasversale dei due componenti da congiungere.
Su uno di essi viene impiegato un profilo ad “H”, mentre sull’altra un profilo ad “U”, come si vede in figura 1.
Anche in questo caso su una delle due sezioni viene posizionata una guarnizione di tenuta.
Quando le due sezioni da congiungere vengono avvicinate una all’altra, esse vengono allineate e accostate in modo tale che la guarnizione sia completamente compressa.
In seguito esse vengono permanentemente fissate insieme mediante rivettatura in modo che essa penetri dalla flangia con profilo ad “H” verso quello con profilo ad “U”. Anche in questo caso, quando la canalizzazione attraversa ambienti ad alta umidità, c’è la possibilità che la presenza di ponti termici possano provocare la formazione di condensa sui profili.
Per ridurre il rischio del verificarsi di tale fenomeno si può prevedere di isolare esternamente i punti di accoppiamento con strisce di materiale termoisolante.
PROGETTAZIONE E INSTALLAZIONE
La progettazione e l’installazione dei giunti trasversali a scomparsa sono cruciali per garantire un funzionamento ottimale del sistema HVAC.
Come in tutti gli altri sistemi di giunzione è basilare provvedere ad un dimensionamento adeguato in base al flusso d’aria previsto e alle dimensioni della canalizzazione: infatti, un dimensionamento errato può causare perdite di carico e inefficienze nel sistema HVAC.
I giunti trasversali devono essere posizionati in modo strategico lungo il percorso della canalizzazione per garantire un flusso d’aria uniforme e senza turbolenze.
Un posizionamento errato può compromettere le prestazioni complessive del sistema.
È fondamentale assicurare una tenuta ermetica tra i diversi tratti di canalizzazione e tra il giunto trasversale e la struttura circostante. Inoltre, l’isolamento termico è molto importante per ridurre le perdite di calore o di freddo lungo il percorso della canalizzazione.
Infine, è importante pianificare una
30/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
Figura 1: Componenti del sistema di giunzione a scomparsa
Figura 2: Esempio di canalizzazione dell’aria a scomparsa
manutenzione regolare dei giunti trasversali per garantire che continuino a funzionare in modo ottimale nel tempo.
Ciò può includere controlli periodici delle guarnizioni, delle tenute e delle alette di smorzamento, nonché eventuali riparazioni o sostituzioni necessarie.
PRINCIPALI ELEMENTI
A FAVORE
L’adozione dei sistemi di giunzione trasversale a scomparsa offre una serie di vantaggi che meritano di essere evidenziati.
Come prima cosa, basti pensare che questi sistemi sono progettati per integrarsi armoniosamente con l’ambiente circostante, offrendo un aspetto discreto e pulito senza compromettere l’estetica complessiva dell’ambiente.
dell’aria.
Grazie alle alette di smorzamento e al design ottimizzato, questi sistemi contribuiscono a ridurre il livello di rumore generato durante il passaggio dell’aria attraverso le canalizzazioni.
Infine, i sistemi di giunzione trasversale a scomparsa sono progettati per essere facilmente installati e manutenuti, riducendo i tempi e i costi associati all’installazione e alla gestione del sistema di distribuzione dell’aria.
PRINCIPALI SETTORI APPLICATIVI
I sistemi di giunzione trasversale a scomparsa trovano ampie applicazioni in una gamma di contesti piuttosto ampia.
Ad esempio, negli edifi ci commerciali e residenziali, laddove l’aspetto estetico e l’integrazione con l’architettura interna risultano essere delle esigenze imprescindibili (vedi fi gura 2).
particolarmente importante, i sistemi di giunzione trasversale a scomparsa consentono di mantenere un ambiente confortevole e piacevole senza compromettere l’aspetto complessivo degli spazi.
Talvolta essi vengono impiegati anche negli ambienti industriali, dove l’efficienza del flusso d’aria è cruciale, per garantire un’adeguata distribuzione dell’aria senza compromettere la sicurezza e l’efficienza delle operazioni.
Inoltre, sono progettate per minimizzare le perdite di carico e le turbolenze dell’aria, garantendo un flusso uniforme ed efficiente all’interno del sistema di distribuzione CONTINUA
Nei centri commerciali e nelle aree pubbliche, dove l’aspetto estetico è
NUMERO 3 / APRILE 2024
A SEGUIRCI SU www.centrogalileo.it
R-1132(E) - Nuovo componente refrigerante per applicazioni MAC ad alta efficienza
Christian Macrì
Responsabile Sviluppo Tecnico
Commerciale Refrigeranti
Daikin Chemical Europe GmbH
SINTESI
I veicoli elettrici a batteria (BEV) rappresenteranno una fetta significativa dei futuri parchi auto e la loro accoglienza da parte del mercato dipenderà essenzialmente dalla capacità di autonomia di guida raggiungibile dalla vettura.
L’efficienza energetica diventa sempre più importante per massimizzare l’autonomia dei BEV.
Parole chiave: Refrigerante, BEV, Sistema termico, MAC, Pompa di calore, Alta efficienza.
INTRODUZIONE
Felix Flohr
Daikin Chemical Europe GmbH, Düsseldorf, Germania
Poiché la densità energetica delle batterie è ancora limitata e i flussi di calore residuo nei BEV sono inferiori a quelli dei veicoli con motore a combustione interna (ICE), l’energia e il calore residuo devono essere utilizzati nel modo più efficiente possibile nell’ambito della gestione termica.
Le miscele di refrigeranti per veicoli che utilizzano il nuovo componente R-1132(E) consentono al sistema termico di ampliare le condizioni di funzionamento in modalità pompa di calore (HP) fino a temperature ambiente di -30°C, pur rimanendo subcritico in modalità climatizzazione (AC).
Il comportamento favorevole in termini di pressione e temperatura garantisce un’elevata capacità e una grande efficienza in tutte le condizioni.
Le autorità europee hanno deciso di vietare completamente i veicoli con motore a combustione che emettono CO2 entro il 2035, al fine di raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione Europea di neutralità carbonica entro il 2050.
Di conseguenza, sono state create le condizioni quadro che fanno prevedere un ulteriore aumento dei veicoli a batteria.
Nei veicoli con motore a combustione interna, il calore di scarto del motore è reso disponibile per riscaldare l’abitacolo, mentre i BEV devono generarlo elettricamente, a scapito dell’autonomia di guida.
I sistemi a pompa di calore sono il metodo più efficiente e utilizzano l’energia della temperatura ambiente e il calore di scarto del motore elettrico.
Articolo presentato alla 8-9
La relazione mostra le proprietà termofisiche, chimiche e di compatibilità dei materiali del refrigerante R474A per autovetture, una miscela contenente R-1132(E) e R-1234yf. I risultati delle simulazioni e dei test evidenziano i miglioramenti in termini di efficienza e prestazioni rispetto alle soluzioni esistenti per la gestione termica dei BEV che utilizzano i refrigeranti R-1234yf e R-744.
La presentazione si conclude con una sintesi dei programmi di sviluppo in corso e una previsione riguardo le prossime tappe.
Il seguente documento descrive il comportamento del refrigerante R-474A, un fluido di lavoro con proprietà ottimizzate per un funzionamento efficiente della pompa di calore e della climatizzazione nei BEV e presenta i risultati dei nostri progetti di ricerca sul nuovo refrigerante, una miscela di R-1234yf e della nuova componente chimica R-1132(E).
R-474A COME NUOVO FLUIDO DI LAVORO PER I VEICOLI ELETTRICI (BEV)
L’industria automobilistica studia alternative per migliorare e ottimizzare il coefficiente di prestazione (COP) dei sistemi di gestione termica dei veicoli elettrificati nell’intervallo operativo che va dal funzionamen-
32/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
GIUGNO 2023 | POLITECNICO DI MILANO
EUROPEAN RACHP CONFERENCE ATF REI
20 th
to della pompa di calore a bassa temperatura ambiente (-40°C) al mantenimento dell’efficienza tipica (COP) durante il funzionamento del climatizzatore ad alta temperatura ambiente (45°C).
L’intervallo di temperatura è un requisito di fatto richiesto dagli OEM del settore automobilistico.
Le soluzioni esistenti basate sull’R1234yf presentano una carenza di capacità alle basse temperature in modalità pompa di calore, mentre la CO2 (R-744) perde efficienza alle alte temperature esterne in modalità AC. L’R-474A è una nuova miscela di refrigeranti a base di HFO con un potenziale di riscaldamento globale (GWP) inferiore a 1, progettata per coprire sia le condizioni di lavoro in modalità pompa di calore che in modalità climatizzatore.
La Figura 1 mostra l’intervallo di vapore-umido dei diversi refrigeranti tra la temperatura del punto di ebollizione normale (tNBP) e la temperatura critica (tcrit) rispetto alla temperatura. R-Ideal è la copertura termica di un refrigerante ideale per le applicazioni BEV.
1) Il limite inferiore di temperatura dell’R-744 deriva dal punto triplo
Tabella 1: Proprietà fisiche dei refrigeranti per i BEV
1) Misurato da Kyushu University NEXT-RP 2) Misurato da AIST
Tabella 2: Proprietà termodinamiche dell’R-1132(E)
Le linee tratteggiate blu e rosse definiscono i limiti inferiori e superiori risultanti per le condizioni di temperatura ambiente correlate tra il funzionamento HP e AC, come richiesto dall’industria automobilistica per l’intervallo di funzionamento primario del ciclo del refrigerante.
Le frecce rosse e blu indicano l’intervallo di temperatura per le modalità HP e AC.
R-474A - DESCRIZIONE DI BASE E PROPRIETÀ FISICHE
L’R-474A è una miscela binaria composta da 23,0ma% di R-1132(E) (n. CAS 1630-78-0) e 77,0ma% di R1234yf.
Aggiungendo R-1132(E), la pressione alle basse temperature aumenta, mentre il punto critico viene mantenuto in un intervallo in cui è possibile un funzionamento subcritico anche ad alte temperature.
Nella Tabella 1 sono riportate le proprietà fisiche dell’R-474A in relazione ad altri refrigeranti candidati all’uso automobilistico. La Tabella 2 mostra le proprietà termodinamiche
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Refrigerante R-744 R-290 R-152a R1234yf R-474A GWP (AR4) 1 3 124 4 <4 Temperatura in NBP [°C] -56.6 1) -42.1 -24.0 -29.5 -43.4 Temperatura Critica [°C] 31.0 96.7 113 94.7 87.8 Pressione Critica [MPaA] 7.38 4.25 4.52 3.38 4.05 Pressione a 20°C [MPaA] 5.73 0.84 0.51 0.59 0.94 Classe ISO817 [-] A1 A3 A2 A2L A2L LFL [vol%] - 2.1 4.8 6.2 5.5 Velocità di combustione [cm/s] - 43 23 1.5 2.9
Figura 1: Intervallo vapore-umido di diversi refrigeranti per i BEV
Formula molecolare CHF=CHF [-] Peso molecolare 64.0 [g/mol] Temperatura Critica 75.7 1) [degC] Pressione Critica 5.17 1) [MPaA] Punto di ebollizione (101.3kPa) -52.5 1) [degC] Pressione di vapore a 25 °C 1,666 1) [kPa] Densità di vapore a 25 °C 56.4 kg/m3] Densità del liquido a 25 °C 938 kg/m3] Calore latente a 25 °C 213.7 [kJ/kg] Limite inferiore di infiammabilità 4.4 [vol%] Velocità di combustione 30.2 [cm/s] GWP 0.0052 2)
[-]
del chimico R-1132(E).
Secondo la Tabella 1, l’R-474A ha un GWP molto basso e una leggera infiammabilità classificata come A2L dall’ASHRAE.
L’R-474A possiede anche una pressione più alta dell’R-1234yf, ma più bassa dell’R-744, vicina all’R-290.
R-474A - TEST DELLE PRESTAZIONI
Valutazione del compressore
Le simulazioni teoriche al computer indicano un aumento della capacità dell’R-474A fino al 40% rispetto all’R-1234yf e vantaggi significativi nel COP rispetto all’R-744. Entrambe le ipotesi sono state verificate con test sui componenti del compressore, sia con prove al banco utilizzando un sistema in serie, sia con prove su veicolo.
Il calcolo dei relativi COP è stato effettuato ipotizzando un ciclo frigorifero standard per i diversi tipi di refrigerante.
Pertanto, il confronto delle prestazioni con un compressore R-744 deve essere confermato con prove al banco utilizzando un sistema reale. I test sui componenti sono stati eseguiti con un compressore R-1234yf da 34ccm. La Tabella 3 mostra le condizioni dei test. I risultati delle prove sono riportati nella Figura 2.
* Il sistema sub cool non si applica al sistema R-744. Il confronto diretto tra R-474A e R-1234yf mostra una maggiore capacità (Cap) e una maggiore efficienza (COP) in entrambe le modalità di funzionamento a favore dell’R-474A. Come
Condizione di prova
Punti di raffreddamento
R-1234yf R-474A R-744
Pressione di scarico [MPaA] 1.50 2.00 10.5
Pressione di aspirazione [MPaA] 0.30 0.41 3.50
Punti di riscaldamento
Condizione di prova
R-1234yf R-474A R-744
Pressione di scarico [MPaA] 1.50 2.00 10.5
Pressione di aspirazione [MPaA] 0.20 0.27 2.64
Specifiche e condizioni
Compressore - Brose
Cilindrata [cc] 34
Olio - PAG
Surriscaldamento [K] 25
Sottoraffreddamento [K] 10
Tabella 3: Condizioni di prova per la valutazione dei componenti del compressore
conseguenza dell’aumento della capacità, la velocità del compresso-
L’ing. Macrì, nella prima sessione del 20° Convegno europeo al Politecnico di Milano, con il coordinamento del neo eletto rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati.
re può essere ridotta, ad esempio con una capacità di 6kw per circa 2.000rpm. L’R-744 ha un COP inferiore sia in modalità AC che HP rispetto all’R-474A. Non è stato possibile confrontare direttamente le capacità dell’R-474A e dell’R-744 poiché sono stati utilizzati compressori diversi.
Valutazione del sistema
La valutazione di laboratorio è stata completata utilizzando un banco di prova a calorimetro per compressori con due sistemi di gestione termica VW ID.3 disponibili in commercio,
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Figura 2: Test di capacità del compressore R-474A rispetto a R-1234yf e R-744 in modalità AC + HP
progettati per R-1234yf e R-744. Per l’R-474A, sono stati condotti test di drop-in con il sistema R-1234yf sostituendo la TXV con una EXV per garantire una controllabilità ottimale del sistema.
Sulla base dei risultati del test del compressore, sono stati eseguiti anche test al banco con cicli completi di refrigerante che hanno confermato i risultati precedenti del test del compressore.
Come primo passo, è stato condotto il test di determinazione della carica di R-474A. È emerso che la massa di riempimento determinata dell’R474A era di 525 g rispetto a una carica nominale di 575 g per l’R-1234yf. Ciò può condurre a una riduzione della quantità complessiva di refrigerante per il volume totale del veicolo. Una volta determinata la quantità ottimale di refrigerante, si è proceduto con la valutazione al banco del sistema. A titolo di esempio, la Figura 3 mostra i risultati di un test in base ai punti I40a / I25a / H25a secondo la matrice SAE-CRP. In questi punti di prova, i sistemi sono stati fatti funzionare con una capacità di raffreddamento di 3,5 kW ed è stata misurata l’efficienza risultante.
il test al banco del compressore. Nell’esempio illustrato è evidente una significativa riduzione della velocità del compressore di circa il 30%. Anche il carico massimo è stato testato nella stessa configurazione del banco. In questo caso, sono state impostate le temperature target delle bocchette dell’aria dell’abitacolo e del liquido di raffreddamento della batteria. È stata misurata la capacità di ciascun sistema di raggiungere l’obiettivo prefissato e il relativo consumo energetico.
CONCLUSIONI
I BEV stanno cambiando i requisiti dei refrigeranti. Le pompe di calore rappresentano il modo più efficiente di utilizzare l’energia elettrica per il riscaldamento. L’R-474A copre l’intervallo di tempe-
BIOCHEMICAL NCR
ratura e pressione di un fluido ideale. I test sulle prestazioni hanno dimostrato che l’R-474A è in grado di fornire una capacità significativamente superiore rispetto all’R-1234yf senza compromettere l’efficienza in tutte le condizioni di temperatura. Il confronto con sistemi equivalenti a R-744 mostra un vantaggio in termini di capacità ed efficienza per la modalità AC. Anche i test sul compressore non indicano alcuno svantaggio in termini di prestazioni in modalità HP.
Inoltre, verrà effettuato un Life Cycle Climate Performance (LCCP - Prestazioni climatiche nel ciclo di vita) per diverse zone ricorrendo ad un approccio ascendente, dal sistema al parco macchine, per valutare l’impronta ambientale totale rispetto ad altre soluzioni di refrigeranti.
Il sistema subcritico R-1234yf/R474A raggiunge COP più elevati rispetto al sistema transcritico R-744. In modalità subcritica, l’R-474A raggiunge COP leggermente superiori rispetto all’R-1234yf. La differenza di COP tra R-474A e R-744 varia tra ~30% (I40a) e ~50% (H25a). Questi risultati sono coerenti con BIOCHEMICAL NCR
L’evoluzione delle tecnologie chimiche per il trattamento acque dei circuiti di ra reddamento con torri evaporative o condensatori evaporativi
L’evoluzione delle tecnologie
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Figura 3: Test al banco con un sistema VW ID.3 AC secondo la matrice SAE-CRP
Come i sistemi inverter contribuiscono al miglioramento delle prestazioni dei compressori frigoriferi
Pierfrancesco Fantoni
Continuiamo con questo numero il ciclo di lezioni semplificate per i soci ATF del corso teorico-pratico di tecniche frigorifere curato dal prof. ing. Pierfrancesco Fantoni. In particolare con questo ciclo di lezioni di base abbiamo voluto, in questi 25 anni, presentare la didattica del prof. ing. Fantoni, che ha tenuto, lezioni sulle tecniche della refrigerazione ed in particolare di specializzazione sulla termodinamica del circuito frigorifero. Su www.centrogalileo.it ulteriori informazioni sui corsi e programmi 2024
INTRODUZIONE
Negli ultimi decenni, il settore dei compressori frigoriferi ha assistito a un’evoluzione significativa, spinta principalmente dalla crescente necessità di migliorare l’efficienza energetica, di adattarsi all’impiego di nuovi refrigeranti, di ridurre l’impatto ambientale.
Tra le innovazioni più rilevanti in questo settore, gli inverter per compressori frigoriferi si sono affermati come una tecnologia all’avanguardia, offrendo una soluzione efficace per ottimizzare il consumo di energia e migliorare le prestazioni complessive dei sistemi di refrigerazione. È interessante, allora, esplorare in dettaglio il funzionamento degli inverter per compressori frigoriferi, analizzando i principi di base del loro funzionamento, i vantaggi, le novità e le applicazioni di questa tecnologia innovativa.
COMPRESSORI A VELOCITÀ FISSA E A VELOCITÀ VARIABILE
Gli inverter per compressori frigoriferi rappresentano una variante avanzata dei tradizionali compressori a velocità fissa.
mizzazione dinamica dell’efficienza energetica.
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
DEGLI INVERTER
Il funzionamento degli inverter per compressori frigoriferi si basa sull’utilizzo di dispositivi elettronici avanzati, come convertitori di frequenza e microcontrollori, che regolano la velocità del motore del compressore in tempo reale.
Questi dispositivi sono in grado di convertire l’alimentazione elettrica in corrente alternata in una forma che può essere variata in frequenza e tensione, consentendo un controllo preciso della velocità del compressore.
Il processo inizia quando il sensore di temperatura rileva un cambiamento nella richiesta di refrigerazione (vedi figura 1).
È DISPONIBILE LA RACCOLTA COMPLETA DEGLI ARTICOLI DEL PROF. FANTONI
Per informazioni: 0142.452403
corsi@centrogalileo.it
È vietata la riproduzione dei disegni su qualsiasi tipo di supporto.
Mentre i compressori a velocità fissa funzionano ad un numero di giri sempre costante, determinato dalla frequenza della tensione di alimentazione e dal numero di coppie di poli del motore elettrico, gli inverter consentono di variare la velocità del compressore in base alle richieste effettive di refrigerazione. Questo significa che il compressore può funzionare a velocità inferiori o maggiori a seconda del carico termico richiesto, garantendo un’otti-
Questa informazione viene quindi inviata al microcontrollore, che elabora i dati e determina la velocità ottimale del compressore per soddisfare le esigenze di raffreddamento. Il microcontrollore regola quindi il convertitore di frequenza per modificare la velocità del motore del compressore di conseguenza in modo tale che il volume di gas refrigerante spostato sia sempre congruente al volume di gas refrigerante che si forma nell’evaporatore.
VANTAGGI OFFERTI DA QUESTA TECNOLOGIA
L’adozione degli inverter nei compressori frigoriferi offre una serie di vantaggi significativi rispetto ai compressori a velocità fissa.
Uno di questi è la loro capacità di
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LEZIONE 270 > CONCETTI DI BASE SULLE TECNICHE FRIGORIFERE
adattare la velocità del compressore in base al carico termico effettivo. Ciò significa che il compressore opera solo alla velocità necessaria per soddisfare le richieste di raffreddamento, riducendo al minimo il consumo di energia e ottimizzando l’efficienza complessiva del sistema. Poiché in alcune applicazioni il carico termico può essere anche estremamente variabile nel corso del tempo, l’inverter permette al compressore di erogare sempre la potenza frigorifera più appropriata per un determinato intervallo di tempo, evitando situazioni in cui esso risulterebbe essere “sovradimensionato” o “sottodimensionato” rispetto alla situazione frigorifera in atto.
Grazie alla capacità di variare continuamente la velocità del compressore, gli inverter consentono una regolazione precisa della temperatura all’interno del sistema di refrigerazione.
Questo si traduce in un controllo più accurato degli ambienti refrigerati, riducendo al minimo le fluttuazioni di temperatura e garantendo condizioni ottimali di conservazione. In questo modo si attenuano le tipiche ed inevitabili oscillazioni di temperatura che si registrano a causa del differenziale di temperatura dei termostati di controllo.
La conservazione degli alimenti, nel caso della refrigerazione, od il benessere ambientale delle persone,
nel caso del condizionamento, ne traggono sicuro vantaggio. I compressori a velocità fissa richiedono un elevato picco di corrente durante l’avvio, il che può portare a sovraccarichi sulla rete elettrica e ad un elevato consumo energetico. Gli inverter mitigano questo problema consentendo un avvio più graduale del compressore, riducendo i picchi di corrente, attenuando le sollecitazioni elettriche sul motore e migliorando la stabilità del sistema. La realizzazione della velocità variabile permette di ridurre lo stress meccanico sul compressore, prolungandone la durata e migliorandone l’affidabilità nel tempo. Inoltre, la regolazione continua della velocità contribuisce a minimizzare l’usura
dei componenti interni, riducendo la necessità di manutenzione e riparazioni.
L’ottimizzazione dell’efficienza energetica offerta dagli inverter contribuisce anche a ridurre l’impatto ambientale dei sistemi di refrigerazione. La riduzione del consumo di energia si traduce in minori emissioni di gas serra (conseguenza della produzione di elettricità) e in un minore utilizzo di risorse naturali, promuovendo una maggiore sostenibilità ambientale.
APPLICAZIONI DEGLI INVERTER
La versatilità degli inverter per compressori frigoriferi li rende adatti a
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Figura 1: Esempio di schema a blocchi semplificato di un modulo inverter (tratto da mouser.it)
una vasta gamma di applicazioni, tra cui:
- la refrigerazione commerciale e quella industriale: supermercati, ristoranti, magazzini alimentari e altre strutture di grandi dimensioni possono beneficiare dell’efficienza energetica e del controllo preciso della temperatura offerto dagli inverter; - la climatizzazione residenziale, commerciale e degli ambienti tecnologici: gli inverter vengono utilizzati anche nei sistemi di climatizzazione per regolare la temperatura degli ambienti in modo efficiente ed ecologico con conseguimento di migliori condizioni di benessere degli occupanti o migliori condizioni operative per le apparecchiature tecnologiche; - trasporti refrigerati: i veicoli refrigerati possono sfruttare gli inverter per mantenere la temperatura interna dei compartimenti di carico in modo costante e affidabile, anche in situazioni termiche molto variabili tipiche di questi veicoli, riducendo al contempo il consumo di carburante.
RECENTI INNOVAZIONI ELETTRICHE
Grazie ad un considerevole sforzo di ricerca si è giunti alla realizzazione di dispositivi inverter trifase con rifasamento attivo, soluzione adatta per gestire compressori a velocità varia-
bile con motori sincroni a magneti permanenti utilizzati in ambienti residenziali (vedi figura 2).
Questa soluzione permette di avere, in qualsiasi range di funzionamento e senza richiedere ulteriori componenti di filtraggio passivo, una distorsione armonica della corrente di ingresso inferiore al 5% della corrente nominale.
Inoltre consente di ottemperare alla conformità della norma IEC 610003-2, che tratta della limitazione delle correnti armoniche immesse nella rete pubblica. Essa specifica i limiti delle componenti armoniche della corrente di ingresso che possono essere prodotte dall’apparecchiatura in prova in condizioni specificate. È applicabile alle apparecchiature elettriche ed elettroniche con una corrente di ingresso fino a 16 A per fase e destinate al collegamento a sistemi di distribuzione generale a bassa tensione. Inoltre, il fattore di potenza in ingresso rimane sempre elevato (compreso, in genere, tra 0,95 e 0,99), rendendo possibile un minor assorbimento di corrente di rete e quindi permettendo l’impiego di cavi di alimentazione più piccoli. Il campo di funzionamento del compressore risulta essere ampliato rispetto ad una classica alimentazione elettrica, a parità di corrente erogata.
REFRIGERANTI INFIAMMABILI
Una delle sfide che il settore del freddo sta affrontando è l’adattamento delle apparecchiature frigorifere all’impiego con i refrigeranti infiammabili, come gli idrocarburi. Il problema dell’infiammabilità richiede l’impiego di particolari apparecchiature e componenti elettrici capaci di non costituire una fonte di innesco in atmosfere potenzialmente esplosive.
I moderni sistemi di inverter, ora, sono in grado di soddisfare anche tale caratteristica per cui la loro versatilità di impiego risulta essere ulteriormente ampliata.
CONCLUSIONI
Gli inverter per compressori frigoriferi rappresentano una tecnologia all’avanguardia nel settore della refrigerazione, offrendo un’efficienza energetica superiore, un controllo preciso della temperatura e una maggiore affidabilità rispetto ai compressori a velocità fissa. Con il loro potenziale per ridurre i consumi energetici e l’impatto ambientale, gli inverter giocano un ruolo fondamentale nel promuovere la sostenibilità e nell’ottimizzare le prestazioni dei sistemi di refrigerazione in una vasta gamma di applicazioni.
38/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
Steve Yurek, CEO di AHRI, principale associazione americana dei costruttori in ambito RAC, nel corso del Convegno svolto a MCE2024. La nuova regolamentazione Europea sugli F-Gas e le sue implicazioni sono state al centro di numerosi degli interventi esposti dal podio nell’arco dei due giorni dell’evento.
I
Figura 2: Recente modello di inverter (tratto da catalogo Carel)
> Eliminazione delle sostanze PFAS – AREA mostra la nuova timeline legislativa
AREA ha sintetizzato una nuova timeline indicativa per il processo legislativo della Proposta di restrizione sull’uso e la produzione di sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS). L’aggiornamento della timeline è il seguente:
● Q1 2025: Pubblicazione delle bozze dei pareri scientifici da parte del Comitato di valutazione dei rischi (RAC) e del Comitato di valutazione socioeconomica (SEAC) dell’ECHA
● Q1 2025: Consultazione delle parti interessate sul parere del SEAC (60 giorni)
● 2026: Pubblicazione del parere finale dell’ECHA
● 2026-2027: Adozione della proposta da parte della Commissione europea
● 2026-2027: Esame da parte del Consiglio e del Parlamento europeo
● 2027-2028: Pubblicazione ufficiale dell’atto legislativo ed entrata in vigore 18 mesi dopo l’adozione. La versione più recente della timeline indica che il processo subirà un significativo ritardo, come annunciato dalla ECHA nei mesi precedenti. Per confronto, secondo la timeline precedente, le opinioni preliminari dei due comitati scientifici erano previste per il secondo trimestre del 2024, mentre la proposta della Commissione era attesa per la seconda metà del 2024. Questo ritardo è principalmente dovuto al numero straordinario di contributi presentati dagli interessati durante la consultazione pubblica semestrale, più di 5600. La fonte della nuova timeline è il Ministero federale dell’Ambiente tedesco. ECHA deve ancora commentare al riguardo. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it
> AREA e altre 19 organizzazioni scrivono all’Europa: “basta ritardi sulle pompe di calore”
AREA, l’associazione internazionale che rappresenta gli interessi dei professionisti del Freddo europei, si è unita a diverse altre organizzazioni in una lettera aperta all’Europa per chiedere la pubblicazione, senza ulteriori ritardi dell’Heat Pump Action Plan.
All’interesse anche di Commissioner for Energy, Kadri Simson Executive Vice-President for the European Green Deal, Interinstitutional Relations and Foresight, Maroš Šefčovič Commissioner for Internal Market, Thierry Breton Commissioner for Climate Action, Wopke Hoekstra Gentile Presidente della Commissione Europea Von der Leyen, Noi, organizzazioni del settore, ONG e think tank, vogliamo avvertirLa che la decisione, a nostro giudizio sbagliata, di rinviare il piano d’azione sulle pompe di calore metterà a rischio la transizione energetica nel settore del riscaldamento. In precedenza, avete correttamente identificato le pompe di calore come parte fondamentale del passaggio
dell’UE verso una maggiore indipendenza energetica nell’ambito del progetto REPowerEU, nonché come settore critico a emissioni zero fondamentale per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.
Oggi, riscaldamento e raffreddamento rappresentano la metà di tutta l’energia consumata in Europa e producono circa il 38% delle emissioni di CO2. Una fase di decarbonizzazione rapida è cruciale per raggiungere la neutralità climatica. Di conseguenza, la Commissione Europea ha lavorato intensamente su un piano d’azione sulle pompe di calore che avrebbe dovuto essere pubblicato dopo il voto sulla Direttiva sull’efficienza energetica degli edifici, nel primo trimestre del 2024.
Per contribuire, la maggior parte delle organizzazioni sottoscritte ha partecipato alla consultazione pubblica della Commissione Europea sul piano d’azione sulle pompe di calore. Molte delle organizzazioni firmatarie hanno inoltre redatto un documento sui modi per accelerare la diffusione delle pompe di calore, che abbiamo consegnato con piacere alla Commissario europea per l’Energia, Simson, nel giugno 2023. Tuttavia, nel dicembre 2023 siamo stati informati in modo inaspettato che la pubblicazione del piano d’azione sarebbe stata rinviata dopo le elezioni europee del giugno 2024. Questo nonostante i significativi progressi già compiuti sul suo contenuto e nonostante la necessità di rimettere in carreggiata le vendite di pompe di calore, ora in rallentamento.
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NEWS ULTIME NOTIZIE NEWS ULTIME NOTIZIE
> AREA, un video recap dell’anno passato prepara un 2024 memorabile: “Il meglio deve ancora venire!”
Un “benvenuto al 2024” che ha fatto riferimento a tutti i principali appuntamenti dell’Associazione, che si occupa di tutelare e sostenere i Tecnici del Freddo di tutta Europa, svolti nel corso dell’anno passato.
Il video parte dall’assemblea generale in Estonia, cui hanno partecipato rappresentanti di tutte le 25 associazioni di AREA, poi ha ricordato il grandissimo lavoro svolto per la RDL, Refrigerants Driving Licence, lanciata a Bangkok con UNEP. Nel corso dell’anno è stato dedicato ampio spazio alla Giornata Internazionale della Donna, con il supporto alla rete INWIC, e per la partecipazione ad AHR Expo, ove Marco Buoni (past President e responsabile Affari Internazionali) ha intervistato l’allora presidente Farooq Mehboob. Non manca il XX Convegno Europeo del Centro Studi Galileo con le
Nazioni Unite, ove AREA ha avuto un ruolo di primissimo piano, inclusa la cerimonia di premiazione della prima edizione di Women in Coolling Video Competition, in collaborazione con la Giornata Mondiale della Refrigerazione.
AREA ha contribuito inoltre a Euroskill, la competizione dedicata alle competenze professionali dei Tecnici. È stato poi annunciato il World Ventilation Day, che vedrà la luce quest’anno.
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> Marco Buoni intervista Ginger Scoggins, Presidente di ASHRAE
Nel corso dell’ultimo AHR Expo, che si è svolto dal 21 al 24 gennaio a Chicago, Marco Buoni, Past President di AREA (con mandato ora agli Affari Internazionali), Segretario di ATF e CEO del Centro Studi Galileo ha incontrato e intervistato Ginger Scoggins, Presidente di ASHRAE. Nel corso dell’intervista, sono stati toccati numerosi argomenti chiave:
a partire dal tema cardine della sua presidenza (Challenge Accepted: Tackling the Climate Crisis), Ginger Scoggins ha fornito la sua visione sulla lotta al climate change, al modo in cui i paesi in via di sviluppo possono sviluppare il freddo sfruttando le collaborazioni internazionali e su come la formazione dei Tecnici e degli operatori del settore possa aiutare ad accelerare i processi in corso. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it
> Nuova regolamentazione: risposte ai Tecnici dal Centro Studi Galileo in un video del Tour F-Gas 2023
Nel corso del 2023, l’ing. Marco Buoni, CEO del Centro Studi Galileo, Segretario di ATF e Past President di AREA, ha attraversato la penisola per illustrare i cambiamenti normativi in atto. Questo estratto della tappa di Pescara, sede corsi del Centro Studi Galileo, riassume quanto detto ai Tecnici nel corso dell’anno. Il settore sta cambiando in modo rapido, radicale e repentino. Non è semplice per gli addetti ai lavori restare sempre aggiornati, evitare sanzioni e proteggere la propria attività continuando a offrire ai clienti un servizio impeccabile.
Il programma dell’incontro si è incentrato su:
● Ultime novità del settore
● Nuova Regolamentazione F-Gas: tutte le risposte
● Phase down dei refrigeranti ad alto GWP (R32, R410A, R134a…)
● Come passare ai nuovi refrigeranti a basso GWP, sintetici e naturali? (idrocarburi R290, miscele HFO, CO2)
● Refrigeranti illegali: come difendersi ed evitare sanzioni
● Controlli delle autorità
● Split a idrocarburi: gestione e sicurezza
● Pompe di calore: come sostituire le caldaie dal 2029
● Formazione, Certificazione e rinnovo patentini.
Il tour non è finito, pubblicheremo nuove informazioni in merito.
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40/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
NEWS ULTIME NOTIZIE NEWS ULTIME NOTIZIE
> Comunicato ATF: L’importanza della Formazione per garantire sicurezza nei settori della refrigerazione, condizionamento e pompe di calore
In vista dell’imminente entrata in vigore della nuova Regolamentazione Europea sui Gas Fluorurati, l’Associazione Italiana dei Tecnici del Freddo (ATF) ribadisce l’importanza cruciale della formazione continua nel settore della refrigerazione, del condizionamento e delle pompe di calore.
Torino, 16 Febbraio 2024 – La nuova regolamentazione, in vigore da marzo, richiederà un adeguamento rapido e accurato da parte dei professionisti del settore. In particolare, i refrigeranti infiammabili, sebbene meno inquinanti, presentano rischi potenziali per la sicurezza degli operatori significativi, e richiedono competenze specifiche per essere maneggiati evitando situazioni di pericolo. È pertanto fondamentale che i Tecnici del Freddo acquisiscano le conoscenze e le abilità necessarie per operare in modo sicuro ed efficiente con tali sostanze. È importante sottolineare che i gas fluorurati attualmente in uso sono migliaia di volte più impattanti della CO2, evidenziando l’urgenza di adottare pratiche e tecnologie più sostenibili nel settore della refrigerazione, del condizionamento e delle pompe di calore. La nuova regolamentazione europea, recepita automaticamente dagli stati membri, in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. ATF incoraggia tutti i professionisti del settore a prepararsi adeguatamente per le nuove disposizioni, sottolineando la necessità di una certificazione aggiuntiva, e specifica per i nuovi refrigeranti, al fine di garantire conformità alle normative e sicurezza sia per i Tecnici del Freddo che per gli utenti finali.
In conclusione, ATF rimane impegnata nel fornire supporto e risorse educative ai propri membri e a tutti coloro che operano nel settore della refrigerazione, del condizionamento e delle pompe di calore, al fine di garantire standard elevati di sicurezza, efficienza e sostenibilità.
Marco Masoero
Vicepresidente di Associazione Italiana dei Tecnici del Freddo. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it
> Il MASE incontra gli stakeholders del Freddo e raccoglie le proposte sulla nuova F-Gas: un passo avanti epocale per il futuro del settore
Nel corso della 43° edizione di MCE – Mostra Convegno Expocomfort, il Segretario di ATF Marco Buoni ha consegnato un documento condiviso dalle principali associazioni di categoria a Domenico Belli (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica). Le associazioni italiane dei settori Refrigerazione, Condizionamento e Pompe di Calore si sono riunite in diverse occasioni, a partire da novembre 2023, per definire le loro proposte, infine condivise in un unico documento riguardante gli elementi chiave che ancora devono essere implementati o meglio definiti a livello nazionale, mediante l’emanazione di un decreto italiano F-Gas, che va a sostituire il DPR146 del 2018. Il 19 marzo 2024, nel corso di un meeting online, il Ministero ha recepito e fatto sapere di aver apprezzato le proposte del settore, un passo in avanti concreto a di-
mostrazione dello straordinario lavoro di collaborazione a tutela degli operatori del settore portato avanti negli ultimi mesi. Stesso parere hanno espresso numerose delle parti intervenute all’incontro, come Ecocerved, Accredia, Confartigianato, CNA, Applia ed EPEE. Ognuna con domande, commenti e chiarimenti che solo grazie al lavoro di un gruppo unito e partecipato permetterà al settore una transizione corretta, veloce e sicura.
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> Nuova F-Gas, il Segretario ATF Marco Buoni ospite di un incontro a Torino
L’ing. Marco Buoni, Segretario di ATF, CEO del Centro Studi Galileo e past President di AREA (oggi responsabile agli Affari Internazionali) è stato ospite di un incontro a Torino sulla nuova Regolamentazione FGas, in collaborazione con Omniafrigo. L’incontro, che si è svolto presso L’Heritage Club Stellantis (Officina 81, Via Plava – Torino Mirafiori) si è focalizzato sul futuro del Tecnico del Freddo a fronte del nuovo quadro normativo, e ha visto inoltre la partecipazione di Lu-Ve Group, con un intervento congiunto su innovazione e ricerca tenuto da Dario Demurtas e Marco Caldara.
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/41 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
Domenico Belli, del Ministero dell'Ambiente, nel corso del recente Convegno a MCE 2024. NEWS ULTIME NOTIZIE NEWS ULTIME NOTIZIE
> Monitoraggio dei prezzi dei refrigeranti: i dati del quarto trimestre 2023
L’Associazione dei Tecnici del Freddo è partner ufficiale di Oko Recherche e della Commissione Europea per il monitoraggio continuo del prezzo degli HFC e per la loro disponibilità in territorio UE.
Nel Q4/2023, 63 aziende di 10 Stati membri UE (principalmente provenienti da Germania, Francia, Polonia e Italia), a tutti i livelli della catena di approvvigionamento (3 produttori di gas, 16 distributori di gas, 30 OEM, 11 dal settore dei servizi, 2 utenti finali e 1 altro), hanno segnalato prezzi di acquisto e/o di vendita per HFC e alternative a minor GWP sia in termini assoluti (€/kg) che come indice dei prezzi (con il 2014 come anno base). Si prega di notare che le aziende non segnalano i prezzi di tutti i refrigeranti, ma solo quelli rilevanti per loro.
La Figura 1 mostra l’andamento dei prezzi medi relativi alla vendita di HFC riportati da tutti i produttori di gas che hanno partecipato all’indagine.
Per quanto riguarda i produttori, i prezzi sono aumentati in media del 4% rispetto al trimestre scorso. Due produttori su tre che hanno partecipato all’indagine hanno smesso di offrire l’R404A, quindi non è disponibile un aggiornamento sui prezzi di questo refrigerante.
La figura 2 mostra i prezzi medi di acquisto dei refrigeranti alternativi dal Q1/2019 al Q4/2023.
I livelli di prezzo dei refrigeranti sintetici sono più alti rispetto ai refrigeranti naturali.
Ad esempio, i prezzi attuali di R448A e R449A si aggirano intorno a 29€, mentre R744 e R290 si attestano a 2€ e 6€, rispettivamente. I prezzi di tutte le alternative stanno aumentando, anche se non allo stesso grado
delle tradizionali miscele HFC (vedi a sinistra).
Principali considerazioni:
● Per i gas/miscele ad alto GWP, come R410A, R134a e R404A, si sono osservati aumenti considerevoli lungo tutta la catena di approvvigionamento (rispettivamente del 64%, 55% e 20% rispetto ai livelli di prezzo medi riportati nel T3/2023), continuando il trend dei iniziato nel Q4/2020. Si noti che la maggior parte dei fornitori europei ha indicato di aver smesso di vendere R404A vergine.
● In generale, il mercato dei refrigeranti Europei sembra essere abbastanza stabile dal punto di vista dell’approvvigionamento. Tuttavia, una società francese ha indicato una disponibilità regionale limitata per R744. Un’altra società francese ha indicato che il gas
R404A rigenerato non era disponibile.
● Il prezzo delle autorizzazioni è stato indicato in un range da 14 a 18 €/t CO2e. Il prezzo medio delle autorizzazioni ammonta a circa 15,5 €/t CO2, approssimativamente. Rispetto al T3/2023, il prezzo delle autorizzazioni è diminuito del 7%. Tuttavia, prendendo una prospettiva più a lungo termine, ad esempio rispetto al Q4/2020, è aumentato del 370%.
● Rispetto al 2014, i prezzi di R404A e R410A sono 2,9¹ a 13,5² e 2,0¹ a 10,0² volte più alti a seconda del livello della catena di approvvigionamento, rispettivamente. A titolo di confronto: sul mercato mondiale, i prezzi dei produttori sono aumentati di un fattore 1,3 per R410A.
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42/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
1 2 NEWS ULTIME NOTIZIE NEWS ULTIME NOTIZIE
> Tecnici della refrigerazione dell’Africa, unitevi! U-3ARC lancia il censimento dei professionisti africani
Come ogni professionista che intende difendere il proprio mestiere, contribuire allo sviluppo socio-economico e migliorare le condizioni sociali ed economiche del luogo in cui vive, anche i Tecnici del Freddo africani possono unirsi, registrandosi sul sito https://www.u-3arc.org.
Un censimento più ampio dei tecnici della refrigerazione africani può portare molti benefici al continente, a livello economico, sociale e ambientale. Non si dice forse sempre che «l’unione fa la forza»? Questo adagio, ampiamente condiviso, occupa un posto speciale nella genesi di U3ARC. Struttura divenuta essenziale nel settore della Refrigerazione e del Condizionamento dell’Aria (RAC), U-3ARC invita tutti i Tecnici a registrarsi sul proprio sito. Incrementare il conteggio di queste figure professionali richiede dinamismo all’interno delle Associazioni Nazionali, ma deve essere una sorta di “sacerdozio” per ogni Frigorista. Questo invito a registrarsi dipende da molte ragioni. Il censimento consentirà non solo di professionalizzare ulteriormente il settore, ma anche e soprattutto di costruire una rete più fitta. La creazione di una rete di tecnici frigoristi africani, infatti, favorirà il rafforzamento della collaborazione e la condivisione delle informazioni. Inoltre aiuterà i colleghi a risolvere problemi tecnici, a farsi conoscere e a formarsi professionalmente meglio per lavorare a regola d’arte e senza
incidenti.
Inoltre, grazie a tale riavvicinamento, sarà possibile avere un elenco africano degli attori del settore RAC. Sarà quindi più facile trovare partner commerciali e avere voce in capitolo su tutte le questioni di sviluppo socio-economico nei paesi africani, dato che questo settore rimane trasversale e ha un impatto sull’intera filiera, senza tralasciare il suo ruolo cruciale nella lotta per l’autoproduzione alimentare.
Questo censimento, in Africa, aiuterà a, migliorare l’immagine della professione, incoraggiando i giovani a intraprendere una carriera nel settore della refrigerazione o addirittura a promuovere nuove forme di imprenditorialità.
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> Per la prima volta, due frigoriste del Burkina Faso conseguono il patentino F-Gas!
Un evento storico, che giunge giusto in tempo per la Giornata Internazionale della Donna: Halimatou Sawadogo, sottufficiale delle forze armate, e Olivia Yaro Della, ingegnere meccatronico e imprenditrice, sono state ufficialmente le prime due donne ad aver conseguito il Patentino FGas in Burkina Faso.
Questo evento segna un importante passo avanti verso l’uguaglianza di genere e l’innovazione industriale in Burkina Faso. Entrambe mogli e madri, Sawadogo e Yaro Della sono anche titolari di aziende specializzate nell’installazione, manutenzione e riparazione dei sistemi di refrigerazione.
Nelle foto, la consegna dei Patentini da parte di Madi Sakandé, docente del Centro Studi Galileo e Presidente di U-3ARC, associazione panafri-
cana che racchiude tutte le principali associazioni HVAC/R del continente. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it
> Napoli, sequestrate 150 tonnellate di HFC illegali importati dall’estero
Circa 150 tonnellate di HFC, quindi gas soggetti a restrizioni, sono stati messi sotto sequestro in seguito a un intervento dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli presso l’Ufficio delle Dogane di Napoli 1, come parte di una serie di controlli mirati alla tutela della salute pubblica.
Durante le verifiche, sono emerse etichette che indicavano una destinazione d’uso militare, che teoricamente avrebbe dovuto beneficiare di esenzioni dalle quote assegnate dalla Commissione Europea a produttori ed importatori. Successivamente, approfonditi accertamenti su importazioni precedenti dello stesso prodotto hanno svelato che le dichiarate destinazioni d’uso militare da parte della società importatrice riguardavano solo una frazione minima del carico complessivo importato. Di conseguenza, si è rivelato un uso improprio delle esenzioni previste per scopi militari. Gli autori di questa violazione sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria, confermando l’impegno delle autorità nella lotta contro comportamenti illeciti che minacciano la sicurezza e la regolarità delle importazioni, nonché la protezione della salute pubblica.
La violazione delle esenzioni militari è stata scoperta e i responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria, dimostrando l’attenzione delle autorità nella lotta contro comportamenti illegali che mettono a rischio la sicurezza e la regolarità delle importazioni, oltre alla tutela della salute pubblica.
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/43 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
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> Si ammorbidisce lo stop alle caldaie: il passaggio alle pompe di calore slitta dal 2029 al 2040
Dopo il 2040, la normativa europea prevede che non sarà più possibile produrre o vendere caldaie a gas. Questo significa che chi deve sostituire un vecchio impianto di riscaldamento o installare un nuovo sistema in un nuovo edificio, non potrà più scegliere caldaie a gas. Tuttavia, il divieto non influirà su chi già possiede una caldaia a gas.
Questo rappresenta un ammorbidimento rispetto alla proposte iniziale, che prevedeva lo stop a partire dal 2029. Il cambio è stato richiesto dai Paesi che possiedono un parco edilizio importante di palazzi pubblici e amministrativi di vecchia concezione, i cui costi di adeguamento sarebbero stati ingestibili su un orizzonte temporale di soli 5 anni. La direttiva Case Green mira a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e a ridurre le emissioni di gas serra.
Secondo l’accordo, tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2030, obiettivo che viene anticipato al 2028 per i nuovi edifici occupati o di proprietà di autorità pubbliche.
Gli esperti legali stanno esaminando l’accordo politico raggiunto dal Parlamento e dal Consiglio prima dell’approvazione formale. La commissione industria del Parlamento ha programmato una votazione per il 23 gennaio 2024. Dopo due anni di colloqui, l’eurodeputato Seán Kelly si è detto felice e sollevato per l’accordo sull’EPBD, come evidenziato anche da Euractive.
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> Il World Refrigeration Day premia le vincitrici del Dr. Charity Kpabep Award con un corso di formazione in Italia
U-3ARC ha ringraziato tramite i suoi canali social il World Refrigeration Day e il suo promotore, Stephen Gill per aver premiato le vincitrici del Dr. Charity Kpabep Award, Sokhna Fall, Binta Koïta e Diarrah Coulibaly.
Le tre professioniste potranno infatti prendere parte alla prossima sessione di formazione e certificazione F-Gas in Italia. Si tratterà, nella fattispecie, della 3a sessione frutto della collaborazione tra U-3ARC e Centro Studi Galileo, che si svolgerà a Bologna il 13-17 maggio 2024 presso la sede CSG gestita dal Presidente di U-3ARC, Madi Sakandé, storico docente della prima realtà italiana per la formazione sul freddo. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it
> EPA: nel 2022 il recupero del refrigerante è aumentato del 40%
Di seguito è riportato un grafico di EPA, che illustra (in libbre) le tendenze dei refrigeranti rigenerati, ogni anno dal 2005 al 2022, includendo gli HFC a partire dal 2017. I cinque HFC (e le miscele HFC più comuni)
sono disaggregati.
Tabella di recupero dei refrigeranti
U.S.A. EPA ODS e HFC (pdf) (156.1 KB)
Tabella di recupero del refrigerante
U.S. EPA ODS e HFC
▷ In che modo EPA raccoglie e verifica i dati di recupero HFC riportati?
I recuperatori certificati EPA sono tenuti a segnalare annualmente la quantità totale di HFC ricevuti e recuperati nell’ambito del programma
Clean Air Act Section 608 e su base trimestrale nell’ambito del programma HFC Allocation. EPA esamina questi rapporti, compresa l’identificazione delle discrepanze nei dati nei totali riportati. A partire dal 2024, il programma di allocazione HFC richiede che i recuperatori certificati EPA abbiano Auditing di terze parti dei loro registri relativi alla bonifica degli HFC.
▷ EPA prevede che i totali di bonifica continueranno ad aumentare durante la riduzione graduale degli HFC?
Sì. Con il calo dell’offerta di HFC vergini, si prevede che la domanda di HFC rigenerati continuerà ad aumentare. A partire dal 1° gennaio 2024, la produzione e il consumo totali di HFC vergini saranno ridotti al 60% della linea di base per gli Stati Uniti, con ulteriori fasi di riduzione graduale fino al 2036. L’aumento previsto dei refrigeranti HFC rigenerati è coerente con il modo in cui il mercato ha risposto all’eliminazione graduale dell’ODS. C’è stato un aumento del recupero di ODS con il progredire dell’eliminazione graduale.
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44/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
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Nr. 50 gruppi frigo arrivati da costruttore pressato SOLO in azoto. Il ns. cliente (commerciante/ rivenditore/produttore) di distributori bevande, ci chiede di caricare questi impianti con gas R452A (carica di kg 0.290 cad.).
Il prodotto finale (cui va montato il gruppo frigo) è destinato al mercato del BRASILE (extra CE).
Noi formuliamo fattura di vendita del gas (a tal proposito è sufficiente addurre la dichiarazione in allegato?). Dobbiamo effettuare comunicazione sulla banca dati F-gas (sez. venditore)? Per quanto riguarda la carica dei gruppi frigo, dobbiamo giustificarla sulla banca dati F-gas (se si come?) oppure come ha detto il cliente (nonché produttore/costruttore) basterebbe una sua dichiarazione/autocertificazione comprovante che gli impianti in essere sono esclusivamente destinati al mercato extra CE (in Brasile).
Risposta:
Qualsiasi tipo di vendita di gas refrigerante va dichiarato alla Banca Dati F-Gas, in ottemperanza all'art. 16, D.P.R. 146/2018. Il modulo che mi ha allegato (che immagino essere quello scaricato dalla sezione moduli della propria scrivania telematica) è utilizzabile per la vendita di F-Gas ad utente finale, in cui viene riportata la causale di vendita al di fuori del mercato dell'Unione Europea. Pertanto, potrà comunicare la vendita del gas a cliente finale allegando questo modulo debitamente compilato.
Eventualmente potrà riportare la questione anche all'interno del campo note in fase di dichiarazione. Se volesse dichiarare l'intervento di ricarica (da fare alternativamente alla dichiarazione di vendita, altrimenti si corre il rischio di dichiarare due volte l'utilizzo del medesimo gas refrigerante) sarebbe più complesso in quanto si tratta di immissione di gas
Ringraziamo Antonio Fierro e gli esperti del settore che hanno contribuito alla redazione di questa rubrica
in apparecchiature nuove (e pertanto non riuscirebbe a trovare corrispettivo nelle operazioni dichiarabili in Banca Dati: installazione, manutenzione riparazione). La carica di apparecchiature nuove esula dalle dichiarazioni della Banca Dati F-Gas. Se dovesse capitarle nuovamente di effettuare operazioni del genere, cioè legate all'esportazione di F-Gas, bisogna prestare attenzione a non superare la quota delle 100 tonnellate di CO2 equivalenti in un anno. Mi spiego meglio: 50 apparecchi con 0,29 kg di R452A corrispondono a 14,5 kg di gas refrigerante. Questo specifico gas ha un valore di GWP corrispondente a 2141, per un totale di 31.045 tonnellate di CO2 equivalenti. Poniamo il caso che capitasse di effettuare questo tipo di operazione (anche per altri clienti, mercati, prodotti e tipologie di gas), e la somma di queste, producesse un valore pari o superiore alle 100 t CO2 eq., l’azienda ricadrebbe nell'obbligo di comunicare alla Commissione europea i dati di cui all’allegato VII (paragrafo 3) per ciascuna delle sostanze, per l’anno civile in questione (ovvero entro il 31 marzo 2023 i dati relativi all'anno 2022), il tutto in ottemperanza al paragrafo 1 dell'art. 19 Reg. UE 517/2014.
Avrei necessità di conoscere le procedure per la gestione di carico e scarico F-Gas. Come fare per avviare un registro sul quale tenere traccia del gas acquistato e di quanto utilizzato. Se il registro può essere un semplice file autoprodotto o se invece è necessario/obbligatorio un registro più "fiscale".
Risposta:
Sono a confermarle che dall'atto dell'istituzione della Banca Dati F-Gas (nel 2019) non è più strettamente obbligatoria la compilazione
di un registro cartaceo, in quanto quest'obbligo viene esperito dalle dichiarazioni rese sul portale stesso.
Al momento dell'acquisto del gas refrigerante il venditore renderà comunicazione di vendita (che pertanto risulterà in "carico") e, con le varie dichiarazioni d'intervento che lei renderà, si provvederà a "scaricare" dall'azienda il quantitativo del gas refrigerante utilizzato. Ovviamente per una corretta e puntuale gestione aziendale io personalmente consiglio sempre di dotarsi di un registro interno (anche un semplice file Excel autoprodotto, come suggeriva lei).
Ho certificato l'azienda ma mi hanno comunicato che non posso operare e certificare nell'ambito della refrigerazione. Vorrei, se potete, chiarimenti a riguardo e se possibile anche istruzioni per risolvere il mio problema.
Risposta:
Senza ulteriori informazioni mi verrebbe da dire che il limite di non operare sugli impianti di refrigerazione possa nascere da una limitazione imposta dalla visura camerale.
A volte la "lettera C" (abilitazione alla realizzazione di impianti) viene limitata, ad esempio alla sola installazione di impianti di climatizzazione.
Se la camera di commercio si è espressa a proposito, credo sia da controllare la propria visura camerale e successivamente, se da questa non emergano elementi ostativi, chiedere esplicitamente alla Camera di commercio territorialmente competente.
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Ho una domanda sulla registrazione delle vendite sul portale F-Gas: -Quali sono i soggetti tenuti alla registrazione delle vendite sul portale F-Gas? Nel caso di una vendita fra distributori (non utenti finali) è obbligatoria la registrazione sul portale? Un distributore che vende ad un rivenditore (non utente finale) è obbligato alla registrazione?
Risposta:
Per quanto concerne l’obbligatorietà di dichiarazione di vendita su Banca
Dati F-Gas, va resa da quelle aziende che vendono agli utilizzatori finali:
a) gas fluorurati;
b) apparecchiature contenenti gas fluorurati non ermeticamente sigillate.
L’impresa che fornisce F-Gas o apparecchiature non ermeticamente sigillate che li contengono, esclusivamente all’ingrosso e comunque non agli utilizzatori finali, non deve iscriversi al registro e non deve comunicare le vendite effettuate. Se l’impresa, oltre a vendere all’ingrosso vende una parte, anche quantitativamente limitata, a utilizzatori finali, dovrà iscriversi al registro e comunicare le specifiche vendite effettuate agli utilizzatori finali. Le imprese che forniscono gas fluorurati o apparecchiature non ermeticamente sigillate che li contengono agli utilizzatori finali devono essere in possesso di certificato se svolgono attività per le quali tale certificato è richiesto. Quindi se l’impresa, oltre a vendere FGAS o apparecchiature, cura anche l’installazione, riparazione, manutenzione, smantellamento delle apparecchiature contenenti
FGAS o il recupero di gas dalle apparecchiature, allora dovrà essere anche in possesso di certificato per svolgere tali attività. Sinteticamente possiamo elencare vari casi nei quali si può trovare il venditore.
1) Vende a imprese che svolgono
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attività di installazione, manutenzione, controllo perdite, recupero : deve comunicare la vendita e deve verificare che l’impresa sia in possesso di regolare certificato. Non è sufficiente il certificato della persona.
2) Vende a persone certificate o in possesso di attestato che operano per Imprese o Enti non soggetti ad obbligo di certificazione/attestazione ( p.es. autoriparatori, soggetti che operano su commutatori o su celle di auto rimorchi, dipendenti di enti ed imprese che si qualificano come operatori): deve comunicare la vendita e deve verificare che la persona sia in possesso di regolare certificato e inserire il dato dell’impresa /ente per conto della quale la persona acquista F-Gas.
3) Vende a utilizzatori finali che acquistano F-Gas per attività diverse da installazione, manutenzione, controllo perdite, recupero (p.es. fabbricanti, o soggetti che operano su apparecchiature contenenti F-Gas ma non rientranti nell’ambito di applicazione): deve comunicare la vendita e deve allegare dichiarazione firmata dall’impresa che dichiara che non acquista F-Gas per gli utilizzi per i quali è obbligatorio il certificato.
4) Vende a soggetti che esercitano attività di vendita (p.es. distributori, rivenditori) : NON deve comunicare la vendita.
5) NON può vendere a privati per attività di installazione, manutenzione o ricarica di apparecchiature.
Nel registrare l’installazione di diversi condizionatori presso un sito industriale mi trovo in difficoltà su due punti:
-Nella banca dati alla voce installazione viene chiesta data e fattura di vendita del CDZ all’operatore. La fattura non è disponibile dedicata alla vendita dei CDZ in quanto trattasi di una grossa commessa di in-
stallazioni impiantistiche di cui una piccola parte è il condizionamento. A fronte di un ordine generale sono stati fatturati degli stati di avanzamento mensili ma non esiste un’indicazione specifica dei CDZ…. Come si può fare, è un dato obbligatorio?
-Se il CDZ viene fornito senza gas e il quantitativo richiesto di fabbrica viene inserito in fase di installazione, il quantitativo di gas deve essere inserito alla voce “Fgas presente” o “Fgas aggiunto”?
Risposta:
Per quanto riguarda il primo quesito: indichi pure lo stesso numero di fattura per i vari apparecchi. L’importante è che sia una fattura inerente alla commessa in questione.
Per quanto concerne la seconda richiesta: su F-gas presente indicherà “no”, e inserirà la quantità alla voce F-gas aggiunto.
Ho conseguito il patentino. Attualmente mi chiedono di effettuare la manutenzione di un assorbitore, ma non sono riuscito a capire se ho i requisiti per farlo.
Sapreste darmi indicazioni?
Risposta:
Per quanto riguarda le competenze necessarie ad operare su un assorbitore, per quanto concerne l’F-Gas, sarà sufficiente il patentino e la certificazione d’azienda.
Il dettaglio importante è la categoria del patentino (Cat. I, II, III...). Se fosse, come credo, un patentino di categoria I, non ci sono vincoli nell’intervento. Su altre competenze che eventualmente sono richieste per questa commessa (es. Lettera “C” D.M. 37/2008), e che esulano dalla certificazione F-Gas, purtroppo non posso esprimermi in quanto non conosco che tipo di intervento è chiamato a svolgere, né sono a conoscenza della realtà professionale ed aziendale.
46/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
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Sono a chiedere un parere su come dovremmo gestire questo intervento nella Banca Dati F-Gas, poiché è un caso particolare riferito al nostro articolo minifrigo per la refrigerazione delle salme.
• Si tratta di un’apparecchiatura portatile, composta da un coperchio divisibile in due parti e da un gruppo motore.
• La macchina serve per mantenere costante la temperatura di una salma all’interno di una bara, tramite un dispositivo refrigerante azionato elettricamente (gruppo motore).
• Il gruppo refrigerante viene da noi acquistato già assemblato dal produttore: è a nostra cura solo il rivestimento esterno e il collegamento elettrico.
• Il gruppo motore funziona con GAS R452A, mentre per le riparazioni sui modelli più vecchi si utilizza anche R134a oppure R404A.
• Il nostro dipendente che esegue le manutenzioni/riparazioni su queste apparecchiature è un tecnico certificato.
• La azienda è iscritta F-Gas poiché, sebbene si tratti di un’apparecchiatura portatile, ci era stato a suo tempo risposto che “Per apparecchiatura fissa si intende un’apparecchiatura solitamente non in transito durante il funzionamento: la definizione di fisso comprende i sistemi movibili di climatizzazione”.
• Intervento F-Gas viene eseguito su questo tipo di apparecchiatura.
• Commercialmente, i nostri prodotti vengono venduti sia ad Imprese Funebri che lo utilizzano durante i servizi prestati alle famiglie dei defunti, sia ad Imprese che agiscono come rivenditori.
Premesso ciò, sottopongo il caso:
1. Per una politica commerciale abbiamo ritirato, acquistandolo, da un cliente il gruppo motore di un minifrigo usato, prodotto nel 2003. Preciso che il vecchio proprietario, una srl che si occupa di servizi funebri, non è censito come “Operatore” e l’appa-
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recchiatura, non avendo subito interventi, non è censita.
2. Di fatto, il gruppo motore è ora di nostra proprietà, in attesa di poterlo rivendere a potenziali clienti interessati a macchine usate.
3. Il gruppo motore viene revisionato e necessita di ricarica completa del gas.
4. Come dovremmo compilare il rapporto di intervento?
a. Operatore: noi stessi? Presumo di sì, quindi nel rapporto di intervento dichiareremo noi stessi come “operatori” di questa apparecchiatura che verrà censita per la prima volta in questo frangente.
b. Ubicazione/Indirizzo: la nostra sede, come da Punto a.
5. Come ci dovremo comportare nel momento in cui il gruppo motore usato e riparato verrà venduto e pertanto la proprietà sarà trasferita ad altro Operatore?
Risposta:
Nel caso specifico da lei descritto inserirà l’apparecchio, come correttamente da lei descritto, indicando come operatore voi stessi (e di conseguenza il vostro indirizzo). Se il ritiro del prodotto dall’ex operatore non produrrà alcuna fattura, alla voce preposta inserirà “sconosciuto”. Al momento della vendita dichiarerete lo smantellamento e successivamente, qualora l’apparecchio fosse “non ermeticamente sigillato”, dichiarerete la vendita.
Per le imprese che lavorano su impianti mobili (semirimorchi e autocarri), devo fare la certificazione?
Risposta:
Il nuovo Regolamento F-Gas prevede alcune novità per quanto riguarda il settore degli impianti frigoriferi su automezzi. Queste novità sono dipendenti dalla tipologia di apparecchio/automezzo.
Schematicamente riporto quanto segue:
- All’Art. 4, paragrafo 7 si legge: “Le persone giuridiche che effettuano l’installazione, la manutenzione, l’assistenza, la riparazione o lo smantellamento delle apparecchiature elencate all’articolo 5, paragrafo 2, lettere da a) a e), e all’articolo 5, paragrafo 3, lettere a) [unità di refrigerazione di autocarri frigorifero e rimorchi frigorifero] e b) [unità di refrigerazione di veicoli leggeri frigorifero, container intermodali, compresi i reefer, e vagoni ferroviari], sono certificate conformemente all’articolo 10 e adottano misure precauzionali per prevenire la perdita di gas fluorurati a effetto serra elencati nell’allegato I e nell’allegato II, sezione 1. Le persone fisiche che svolgono le attività di cui all’articolo 10, paragrafo 1, lettere a), b) e c), sono certificate conformemente all’articolo 10. Le persone fisiche che effettuano la manutenzione o l’assistenza e la riparazione di apparecchiature di condizionamento d’aria contenenti gas fluorurati a effetto serra nei veicoli a motore che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 2006/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [la direttiva si applica ai veicoli a motore delle categorie M1 e N1 definiti nell’allegato II della direttiva70/156/CEE, ovvero M1: Veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e N1: Veicoli destinati al trasporto di merci, aventi peso massimo non superiore a 3,5 tonnellate] e di apparecchiature mobilinelencate all’articolo 5, paragrafo 3, lettera c), del presente regolamento sono in possesso almeno di un attestato di formazione conformemente all’articolo 10, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento”.
/47 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
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Industrie che collaborano alla attività della rivista mensile del Centro Studi Galileo
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SCONTI
PRODUZIONE COMPONENTI
BIERREBI
componenti, ricambi e realizzazioni impianti
Giovanni Russo
00173 Roma
Tel. 06 72630101
www.bierrebisrl.it
BITZER ITALIA
compressori
Pietro Trevisan
36100 Vicenza
Tel. 0444/962020
www.bitzer.it
CAREL
regolazione elettronica, sistemi di supervisione
Mauro Broggio
35020 Brugine
Tel. 049/9716611
www.carel.it
CASTEL
valvole, filtri, rubinetti, spie del liquido
Giorgio Monaca
20060 Pessano c/Bornago
Tel. 02/95702225
www.castel.it
CORE EQUIPMENT
componentistica per refrigerazione e condizionamento
Daniele Passiatore
50058 Signa
Tel. 055/334101
www.core–equipment.it
DANFOSS
Danfoss Climate Solutions
Romina Cantisani
20871 Vimercate
Tel. +39 039 6850310
Cell. 3429138379
romina.cantisani@danfoss.com www.danfoss.it
DENA
accumulatori di liquido, filtri
Daniele Francia
15033 Casale Monferrato
Tel. 0142/454007
www.dena.it
DORIN
compressori
Giovanni Dorin
50061 Compiobbi
Tel. 055/623211 www.dorin.com
EMBRACO NIDEC compressori ermetici
Enrico Albera
10023 Chieri
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FIELDPIECE
INSTRUMENTS
strumentazione
Lisa Egberts
7006 RB DoetinchemThe Netherlands
+31 6 40 990 631 www.fieldpiece.com
FRASCOLD
produzione compressori per refrigerazione e condizionamento
Giuseppe Galli 20027 Rescaldina
Tel. 0331/742201 www.frascold.it
GF PIPING SYSTEMS ITALIA produzione di sistemi di tubazioni
Angelo Cutillo 20864 Agrate Brianza
Tel. 331 633 0377 angelo.cutillo@georgfischer.com www.gfps.com/it
HUAYI COMPRESSOR
BARCELONA S.L.
compressori 08192 Sant Quirze del Vallés Barcelona - Spain www.huayicompressor.es
LU-VE GROUP
scambiatori di calore
Davide Ray Partexano 21040 Uboldo
Tel. 02 96716 912 davide.partexano@luvegroup.com www.luvegroup.com
MASTERCOOL INC.
strumentazione
Stefania Lacorte 9140 Temse, Belgium
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stefania@mastercool.com
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MODINE CIS ITALY scambiatori di calore
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33050 Pocenia
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REFCO
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World Headquarters
6285 Hitzkirch - Svizzera
Tel. 0041/41/9197282 www.refco.ch/it
RIVACOLD gruppi frigoriferi preassemblati
Marco Barilari
61020 Montecchio
Tel. 0721/919911
www.rivacold.com
TESTO
apparecchi di controllo, sicurezza e regolazione
Fabio Mastromatteo
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/49 INDUSTRIA & formazione NUMERO 3 / APRILE 2024
GLOSSARIO DEI TERMINI DELLA
REFRIGERAZIONE E DEL CONDIZIONAMENTO (Parte 235a) Ventiquattresimo anno
A cura dell’ing. Pierfrancesco FANTONI
MAINTENANCE:
In inglese, manutenzione, ossia insieme delle operazioni che vengono eseguite su un sistema (ad esempio un circuito frigorifero) per ripristinare il suo originario stato di funzionamento in caso di guasto o per mantenerlo in efficienza prima che si possano verificare dei malfunzionamenti.
SISTEMI A CASSETTA:
Sono sistemi che permettono la diffusione dell’aria in ambiente negli impianti di condizionamento.
La componente che diffonde l’aria in ambiente è montata a filo del soffitto mentre la restante parte è contenuta all’interno del controsoffitto di cui è dotato il locale da condizionare. Il loro utilizzo risulta particolarmente vantaggioso quando non si desidera occupare spazi a livello del pavimento o delle pareti per collocare le apparecchiature per trattare l’aria. Il comando del sistema avviene attraverso opportuni telecomandi o dispositivi di regolazione collocati ad altezza facilmente raggiungibile dagli occupanti il locale. All’interno del sistema, nello spazio del controsoffitto e quindi non visibili da parte dell’utente, possono trovare collocazione una ventola a diverse velocità per la movimentazione dell’aria, un filtro aria, eventualmente una valvola di espansione ed una pompa per lo scarico della condensa. I sistemi a cassetta trovano utilizzo prevalentemente per la diffusione dell’aria in grandi
spazi come, ad esempio, uffici o open space.
UNEP:
United Nations Environmental Program (programma ambientale delle Nazioni Unite). Organismo che opera nell’ambito delle disposizioni del Protocollo di Montreal e che lavora per lo sviluppo di un rapporto sulle misure di sicurezza inerenti lo strato di ozono e le condizioni climatiche generali, anche in relazione alle emissioni di HFC nell’atmosfera. Questo Programma è la principale autorità mondiale in materia di ambiente.
La sua missione è ispirare, informare e consentire alle nazioni e ai popoli di migliorare la propria qualità di vita senza compromettere quella delle generazioni future. Da oltre 50 anni, l’UNEP collabora con i governi, la società civile, il settore privato e gli enti delle Nazioni Unite per affrontare le sfide ambientali più urgenti dell’umanità, dal ripristino dello strato di ozono alla protezione dei mari del mondo e alla promozione di un’economia verde e inclusiva. L’UNEP sta guidando un cambiamento trasformativo approfondendo le cause profonde della tripla crisi planetaria del cambiamento climatico, della perdita di natura e biodiversità e dell’inquinamento. La sua attività si concentra sull’aiutare i Paesi alla transizione verso economie a basse emissioni di carbonio ed efficienti sotto il profilo delle risorse, rafforzando la governance e la legislazione ambientale, salvaguardando gli ecosistemi e fornendo dati basati sull’evidenza per informare le decisioni politiche. Attraverso il coordinamento e il sostegno, l’UNEP aiuta i suoi 193 Stati membri nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e nel vivere in armonia con la natura.
VORTEX, TUBO:
Apparecchiatura che viene impiegata per il raffreddamento in svariati ambiti industriali. Il suo funzionamento si basa sulla generazione di un flusso di aria compressa che viene immesso in un tubo a tre vie (il tubo vortex).
La via di immissione è disposta a
90° rispetto alle altre due.
Al termine di una via troviamo una valvola di controllo che può essere regolata in maniera opportuna in base alle esigenze. Da questa seconda via è possibile ottenere in uscita aria calda, fino a temperature di circa 110-120 °C.
All’uscita della terza via, opposta alla seconda e disposta in linea con essa, si ottiene, invece, aria fredda che può raggiungere temperature anche di circa -40 °C. In base alla portata di aria compressa immessa nel tubo è possibile ottenere diverse potenze frigorifere o termiche, a seconda delle necessità.
L’aria immessa, grazie alla presenza di alcuni ugelli, viene spinta all’interno del tubo in modo tale da creare un vortice, che può raggiungere la velocità anche di un milione di giri al minuto.
Il vortice tende in maniera naturale a spostarsi nella zona in cui l’aria calda fuoriesce dalla valvola di controllo.
La parte di aria che non esce, perchè limitata dalla valvola di controllo, subisce una riflessione che la dirige in verso opposto, in modo tale da creare un secondo vortice, con velocità inferiore a quella del primo. Questo secondo vortice cede il proprio calore al primo vortice cosicché ciascuno di essi si caratterizza per avere, rispettivamente, una bassa temperatura ed una temperatura elevata.
Per tale ragione alle due vie opposte del tubo è possibile ottenere un flusso di aria fredda ed un flusso di aria calda.
Il tubo vortex trova utilizzo in svariate lavorazioni industriali: raffreddamento di saldature; raffreddamento di parti meccaniche in movimento; raffreddamento di saldatrici e circuiti; raffreddamento di lame ed attrezzi da taglio; climatizzazione dei quadri e cassetti elettronici, di macchine CNC, computer, PLC e motori elettrici; raffreddamenti di componenti elettronici; raffreddamento e deumidificazione di campioni di gas in laboratorio.
Il tubo a vortice è anche conosciuto come tubo di Ranque-Hilsch.
50/ LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE INDUSTRIA & formazione
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I Q M O D U L E Il n u o vo c o m p r e s s or e a p i s to n i BI T Z E R E C O L IN E C O2 a d 8 c il i n d r i p e rm e t t e l ’u t il i z z o d e l r e f r i g e r a n t e n a t u r a l e C O2 a n c h e p e r si s t e m i d i r e f r i g e r a z i o n e e p o m p e d i c a lor e d i e l e v a t a c a p a c i t à – p e r maggiori rese frigorifere abbinate ad un’ottima efficienza energetica. Scopri di più su bitzer.de/ecoline_co2 M I G L IO R I P R E S TA Z IO N I E M A G G IO R E E FF I C I E N ZA . M I NO R CO NS UM O E D E M I SSI O N I R I D OTTE .