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Direttore Responsabile
Enrico Buoni
Responsabile di Redazione
Daniela Farè
Comitato Scientifico
Marco Buoni, Marcello Collantin, Pierfrancesco Fantoni, Marco Carlo Masoero, Alfredo Sacchi, Madi Sakande, Stefano Sarti, Marino Bassi
Redazione e Amministrazione
Centro Studi Galileo srl via Alessandria, 26 15033 Casale Monferrato AL tel. 0142/452403
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www.associazioneATF.org per l’attività dell’Associazione dei Tecnici del Freddo (ATF)
La rivista viene inviata a:
1) Installatori, manutentori, riparatori, produttori e progettisti di:
A) Impianti frigoriferi industriali, commerciali e domestici;
B) Impianti di condizionamento e pompe di calore.
2) Utilizzatori, produttori e rivenditori di componenti per la refrigerazione.
3) Produttori e concessionari di gelati e surgelati.
N. 476 – Periodico mensile
Autorizzazione del Tribunale di Casale Monferrato n. 123 del 13.6.1977
Spedizione in a. p. - 70% Filiale di Alessandria
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Editoriale
Torna MCE: la nuova Regolamentazione F-Gas al centro del Convegno CSG - ATF - AREA
M. Buoni - Former President w/ “International Affairs” mandate - AREA, Segretario Generale ATF, Direttore Centro Studi Galileo
Intervista a Ginger Scoggins, Presidente di ASHRAE a cura di M. Buoni - Former President w/ “International Affairs” mandateAREA, Segretario Generale ATF, Direttore Centro Studi Galileo
Tecnici specializzati negli ultimi corsi e patentini
Regolamento F-Gas (UE) 2024/573 è entrato in vigore: gli aspetti di maggior interesse per i tecnici del freddo
R. Ferraris - Docente Centro Studi Galileo
Surriscaldamento di vapore all’aspirazione e problemi dell’olio quando si lavora con propano
M. Azzolin | D. Del Col | R. Conte - Dipartimento di Ingegneria
Industriale - University of Padova
K. Nourrice | L. Calabrese - Frascold
Principi di base del condizionamento dell’aria
Realizzazione dei giunti a 4 bulloni nelle canalizzazioni per la distribuzione dell’aria
P. Fantoni - 249° Lezione
Manutenzione preventiva grazie al “machine learning” negli impianti di refrigerazione
N. Galato - Thermodynamic Engineer, Digital Department Platform, Carel Industries Spa
Concetti di base sulle tecniche frigorifere L’aria condizionata serve per raffrescare o per riscaldare?
P. Fantoni - 269° Lezione
Ultime Notizie
MCE, online elenco espositori e catalogo prodotti - MCE, il 13 e il 14 marzo tornano i convegni di Centro Studi Galileo e ATF! - Nascono gli MCE Excellence Awards: un riconoscimento all’innovazione per la transizione energetica - Nuova Regolamentazione FGas, ecco la traduzione italiana ufficiale - Breaking News. Il Consiglio d’Europa approva la regolamentazione F-Gas. L’Italia si astiene - Nuova F-Gas, Italia e Repubblica Ceca si astengono dal voto, contraria l’Ungheria - Nuova Regolamentazione FGas, arrivano i primi commenti: EPEE chiede collaborazione per consentirne una “attuazione armonizzata”Approvato il nuovo Regolamento F-gas, un passo avanti verso il Green Deal europeo - Critiche alla nuova Regolamentazione F-Gas europea: online una lettera aperta di Refrigerants Australia - AHRI scrive alla Commissione Europea: “Dubbi sulla nuova regolamentazione F-Gas - Nuova EPBD, la Direttiva “Case green” apre al vettore gas - U-3ARC lancia l’allarme: “I nuovi refrigeranti stanno uccidendo i Tecnici in Africa: serve più preparazione” - Congratulazioni! Stefano Corgnati, coordinatore del 20° Convegno Europeo, è il nuovo rettore del Politecnico di Torino - Comunità energetiche rinnovabili, per l’Italia un’opportunità dalle importanti ricadute economiche, ambientali e sociali - Truffe sui refrigeranti: General-Gas lancia l’allarme, tantissime segnalazioni in tutta Italia
Parola ai lettori, Risposta dell’Esperto A. Fierro e altri esperti del settore
Glossario dei termini della refrigerazione e del condizionamento Parte 234a – A cura di P. Fantoni
Foto di copertina: vista di Chicago con lago ghiacciato (Credits Colleen Keyworth, Presidente di INWIC International Network Women in Cooling)
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Marco Buoni
Presidente uscente con mandato agli
Affari Internazionali AREA Air Conditioning and Refrigeration European Association, 24 Associazioni europee 21 Stati
110.000 frigoristi
Direttore Centro Studi Galileo
Segretario generale ATF Associazione dei Tecnici italiani del Freddo
Mostra Convegno Expocomfort è un evento storico nel palinsesto italiano e internazionale, all’interno del quale il nostro settore ha assunto, edizione dopo edizione, sempre maggior importanza e attenzione. In questa edizione, in ogni padiglione saranno presenti impianti di Refrigerazione, Condizionamento e Pompe di Calore. Questo denota che l’importanza del settore è cresciuta esponenzialmente, in una misura probabilmente inattesa, ma implica anche un incremento di responsabilità. Il nostro settore sta diventando attrattivo, probabilmente come accadde al settore automobilistico negli anni 60 in cui ogni famiglia puntava ad avere almeno un’automobile; così, nei prossimi 10 anni, ogni famiglia punterà ad avere una pompa di calore,
un impianto di condizionamento e riscaldamento, probabilmente anche qualche split. Ogni edificio avrà più impianti di refrigerazione, macchinette vending machines. Gli impianti di produzione e di trasporto saranno tutti a temperatura controllata per i loro processi di produzione dei prodotti.
LUCE
Come ormai consolidata tradizione, MCE fa da palcoscenico a un nuovo convegno del Centro Studi Galileo e di Associazione Italiana dei Tecnici del Freddo – ATF. L’evento, svolto in sala Sagittarius, si intitola “Dalla regolamentazione F-Gas ai refrigeranti alternativi: Impatto sugli
Alberto Sistri
CMO - Chief Marketing Officer Centro Studi Galileo
Quando parliamo di “comfort”, non dobbiamo dimenticare che è assolutamente fondamentale che ognuno di noi si assicuri di vivere e lavorare in ambienti sicuri e confortevoli, ed è qui che entrano in gioco ventilazione, riscaldamento e condizionamento dell’aria. Chiunque abbia abitato o lavorato in un ambiente troppo freddo d’inverno o troppo caldo d’estate, sa bene quanto sia importante la corretta regolazione termica degli spazi in cui viviamo. Inoltre, non serve nemmeno essere particolarmente esperti per rendersi conto che una cattiva regolazione termica degli ambienti porta spesso con sé elevati costi.
È fondamentale dunque il ruolo dei Tecnici: dagli ingeneri che disegnano e progettano gli impianti e che rendono gli ambienti salubri, confortevoli e sicuri, ai professionisti che si occupano delle installazioni “sul campo”. E sempre qui entrano in azione le nuove tecnologie,
che permettono agli utenti finali di sfruttare al meglio gli impianti e agli installatori di operare con prodotti sempre più efficienti e precisi. Una buona installazione, che può avvenire solo per mano di Tecnici debitamente formati e preparati, allunga il ciclo vitale degli impianti, limita le perdite di efficienza e, in estrema sintesi, fa bene sia all’ambiente che al portafoglio.
L’avvento delle pompe di calore, che in questa edizione della fiera Mostra Convegno Expocomfort saranno in primissimo piano, promette di andare esattamente in questa direzione: una nuova tecnologia per riscaldare e raffreddare gli ambienti, che nei prossimi anni andrà a sostituire le classiche caldaie e che garantirà una sostenibilità ambientale nettamente maggiore nell’eliminazione dei combustibili fossili, con il passaggio alla transizione energetica elettrica di produzione prettamente da fonti rinnovabili.
impianti nuovi ed esistenti- le ultime tecnologie di aria condizionata, pompe di calore e refrigerazione; Sistemi, Attrezzature, Componenti; Formazione e Certificazione; Eliminazione F-Gas”. Le due sessioni fanno luce sugli aspetti più dibattuti del momento, con particolare riferimento alla nuova regolamentazione F-Gas, alla rivoluzione delle pompe di calore e all’avvento dei refrigeranti naturali, con tutte le sfide tecniche e formative che comportano, sfide che possono essere affrontate solo lavorando uniti come settore, per evitare incidenti e garantire il massimo successo delle politiche ambientali, energetiche ed economiche messe in atto dall’Europa e localmente, in questi anni, dagli Stati membri.
Centro Studi Galileo ha lanciato da tempo una serie di corsi volti a facilitare il passaggio e la transizione ai nuovi refrigeranti. Nella fattispecie, sono stati realizzati e acquistati diversi nuovi allestimenti didattici appositamente studiati per essere uno strumento formativo chiave per imparare a gestire, installare e manutenere gli impianti a idrocarburi, refrigeranti a basso impatto ambientale ma che richiedono competenze estremamente specifiche da parte del Tecnico.
Uno dei corsi più richiesti è legato alla sicurezza e focalizzato sull’utilizzo del propano all’interno delle pompe di calore monoblocco o degli impianti split, entrambi infatti hanno obbligo di contenere questo refrigerante a partire rispettivamente dal 2027 e 2035 (<12kW). La durata del corso è di otto/sedici ore, e preparerà i professionisti a far fronte alle caratteristiche del gas e degli impianti, così da evitare pericolosi incidenti. I requisiti di accesso al corso sono una buona conoscenza degli argomenti di base e di specializzazione.
La collaborazione tra CSG, ATF (Associazione dei Tecnici italiani del Freddo), Nazioni Unite per l’Ambiente UNEP e Istituto Internazionale
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del Freddo IIR, continua da 20 anni. Partecipiamo a tutti i summit mondiali del clima (MOP e COP) da protagonisti, influenzando le future politiche ambientali ed energetiche per l’espansione sostenibile del nostro settore e la crescita continua della conoscenza in ogni paese del mondo e, in particolare, in quelli in via di sviluppo dove il settore sta crescendo esponenzialmente.
La rivista internazionale di Industria e Formazione arriva quest’anno alla sua decima edizione, con articoli dei massimi esperti mondiali del settore.
ATF è da 20 anni membro di AREA, l’Associazione europea dei Tecnici del Freddo, e da 14 anni all’interno del consiglio direttivo, acquisendo sempre maggiore responsabilità negli Affari Internazionali, culminata con la Presidenza stessa di AREA.
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Stiamo lavorando con la Commissione Europea DG Clima per l’atto di implementazione dei requisiti minimi di competenza per l’uso di ogni refrigerante inclusi infiammabili, tossici e ad alte pressioni.
Abbiamo creato un Gruppo di lavoro che riferirà al “MASE” (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), che include tutte le associazioni italiane del settore (Aicarr, Assoclima, Assofrigoristi, Assogastecnici, ATF, Unione del Caldo e del Freddo), per scrivere un decreto italiano che possa dare slancio all’innovazione tecnologica, nel rispetto e nella preservazione della sicurezza e della competenza, in ogni ambito di lavoro del tecnico del settore e delle aziende costruttrici.
L’Italia è leader mondiale di apparecchiature di refrigerazione, aria
condizionata e pompe di calore! Per questo motivo il decreto risulta ancora più importante per il nostro paese, per mettere in atto una transizione ambientale, energetica ed economica, favorevole per l’utente finale, nostro obiettivo ultimo.
Procedono le attività del gruppo di lavoro di Casale Capitale del Freddo, istituito da CSG e ATF nel 2012, per la creazione di una scuola secondaria tecnica superiore, Istituto tecnico superiore ITIS, che includa per i ragazzi un percorso orientato ad un futuro impiego, spendibile su un mercato del lavoro sempre più dinamico e sensibile a questi argomenti.
A fine gennaio, in veste di Presidente Uscente dell’associazione euro-
Buongiorno a tutti. Sono qui con la presidente di ASHRAE, Ginger Scoggins. Innanzitutto, grazie mille per averci concesso il Suo tempo. AREA, l’Associazione Europea dei Tecnici del Freddo, è molto onorata di essere qui a Chicago, oggi. L’Europa è molto interessata a ciò che sta accadendo negli Stati Uniti, perché siamo partner e lavoriamo molto insieme. Abbiamo sfide comuni e obiettivi condivisi da raggiungere. Collaborare e fare squadra è una sfida che abbiamo accettato per affrontare la crisi climatica.
Cosa pensa che possiamo fare per il nostro pianeta su questo argomento?
Questa è una domanda molto interessante. Viviamo tutti sullo stesso pianeta, quindi abbiamo scelto questo tema perché volevamo affrontare direttamente la crisi climatica. Vogliamo che le persone capiscano quanto gli edifici contribuiscano alle emissioni globali di gas serra e cosa
pea AREA, e responsabile agli affari internazionali, sono volato a Chicago per prendere parte alla nuova edizione di AHR Expo.
Sul canale youtube di AREA, e nelle pagine seguenti, potrete trovare l’intervista realizzata nell’occasione a Ginger Scoggins, Presidente di ASHRAE, dalla quale si evince chiaramente come il mercato americano e quello europeo stiano affrontando sfide simili per garantire una transizione sicura ed efficiente a nuove soluzioni tecniche (e abitative) sempre più rispettose del clima e dell’ambiente.
Ricordiamo infine che c’è ancora tempo per partecipare alla seconda edizione del concorso lanciato da AREA e World Refrigeration Day (WRD) dedicato alle professioniste del settore HVAC/R: la sfida consi-
ASHRAE possa fare per educare e addestrare i nostri membri ad affrontare questi problemi quando progettano e costruiscono nuovi edifici, o ristrutturano quelli esistenti, nonché di come devono essere consapevoli non solo dell’efficienza energetica, che è di enorme importanza, ma anche dell’impronta carbonica degli edifici.
Stiamo cercando di espandere il nostro ambito e di raddrizzare la rotta, così da continuare a concentrarci
ste nel fornire un video che mostri le competenze del tecnico nelle migliori pratiche, nella progettazione e applicazione di sistemi RACHP e/o nella gestione degli impianti di refrigerazione, condizionamento dell’aria o pompe di calore.
La vincitrice sarà la “miglior donna che opera nella refrigerazione” a livello europeo. La premiazione avverrà a Belfast, in Irlanda, in occasione della prossima Assemblea Generale di AREA (viaggio, vitto e alloggio saranno offerti da ATF, BESA e AREA), e l’installatrice riceverà anche un assegno da 1.000 euro, messo in palio dal World Refrigeration Day.
I video delle partecipanti devono essere pubblicati privatamente sulla pagina Facebook di AREA o inviati a info@area-eur.be entro domenica 7 aprile 2024, a mezzanotte.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.area-eur.be/news/ area-women-cooling-video-competition.
sull’efficienza energetica, ma aggiungendo anche l’aspetto dell’impronta carbonica, stiamo cercando di addestrare i nostri membri a tenere conto di entrambi quando costruiscono e renderli consapevoli del fatto che abbiamo numerose risorse a disposizione da offrire ogni volta che si trovano davanti a questa domanda e questa sfida: ASHRAE ha affrontato il problema e sta fornendo molte soluzioni utilizzabili in fase di progettazione.
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Qui a Chicago ci sono molti seminari e moltissimi comitati tecnici su questo argomento. Stiamo facendo un ottimo lavoro. Come AREA, ad esempio, siamo coinvolti in diversi progetti con le Nazioni Unite. Cosa possono fare, secondo Lei, macro zone come l’Europa e gli USA per aiutare i paesi in via di sviluppo? Siamo un solo pianeta, come ha detto, quindi cosa possiamo fare per aiutarli a fronteggiare il problema?
Innanzitutto, penso che possano imparare dai nostri errori. I paesi in via di sviluppo hanno l’opportunità di fare le cose per bene sin dal principio e di non dover ristrutturare gli edifici esistenti come l’Europa e gli Stati Uniti dovranno fare, perché, secondo me, è un po’ più facile progettare e costruire un nuovo edificio che sia efficiente dal punto di vista energetico e a emissioni zero o prossime allo zero, rispetto a ristrutturare un edificio esistente.
Questo perché le ristrutturazioni, con proprietari che non vogliono spendere, sono una sfida per gli Stati Uniti e probabilmente anche per l’Europa, perché si tratta di soldi che devono investire in strutture che sono già in funzione da parecchio tempo.
Quindi penso che possiamo aiutare a procedere in questa direzione. Prima di tutto possiamo far sì che i paesi in via di sviluppo possano fare le cose per bene sin dal principio. La seconda cosa che possiamo fare è mettere a disposizione la nostra esperienza, ed è qui che tutti noi entriamo in gioco nel mondo noprofit, per mettere a disposizione le informazioni di cui le persone hanno bisogno per lavorare bene sin dalle fasi iniziali.
Sì, condivido.
E penso che i paesi sviluppati si stiano muovendo ancora più rapidamente dei paesi in via di sviluppo. Quindi, ci sono molte opportunità di espansione in questi paesi, che dovrebbero fare le cose per bene sin dal principio. Possiamo offrire loro il nostro aiuto. In tutto il mondo stanno cambiando le prospettive legate a cosa è importante considerare quando si lavora su nuove costruzioni e ristrutturazioni.
Allo stesso tempo, i Tecnici, ossia le persone che si occupano della manutenzione, della riparazione, diventano fondamentali in quanto c’è molto recupero, in termini di efficienza energetica, che possiamo ottenere facendo una buona manutenzione, una buona riparazione e una buona installazione dei sistemi.
In Europa pensiamo che operatori, utenti e tecnici debbano essere formati meglio. C’è un anello mancante, a volte, tra i produttori e gli utenti finali, che sono i tecnici: dobbiamo lavorare per formarli al meglio: in particolare, in Europa, ci stiamo concentrando anche su nuovi refrigeranti, come i refrigeranti infiammabili, nell’ottica che a gestirli debbano essere persone qualificate. Cosa ne pensa?
Sì. Penso che sia una sfida enorme per la nostra industria. Gli ingegneri sono molto bravi a progettare edifici che potrebbero essere leggermente complicati da sfruttare; quindi, occorre far sì che proprietari e operatori capiscano come gestirli al meglio. Quindi i mezzi più efficaci sono una sfida, perché vediamo molte differenze educative tra i due a volte. E a volte scatta la logica del “Non capisco perché l’hanno fatto in questo modo, quindi lo sistemerò, così non devo occuparmene in futuro”. Quindi occorre formare gli operatori in modo che capiscano il motivo per cui vengono effettuate determinate azioni, in modo che non chiudano tutti gli impianti di economizzazione o blocchino tutti i dispositivi di regolazione e comprendano effettivamente il potenziale energetico delle scelte operate.
I Tecnici, penso, stiano diventando sempre più consapevoli, almeno negli Stati Uniti, che questo compito spetterà a loro, mano a mano che crescono le esigenze strutturali in fase di progettazione. I Tecnici al passo con i tempi, sono in vantaggio rispetto a chi è rimasto indietro. Quindi penso che sia in arrivo una situazione a cascata, perché non risolveremo tutto questo da un giorno all’altro. Stiamo parlando di soluzioni a lungo termine che dobbiamo mettere in atto da ogni punto di vista dell’industria edilizia; quindi, i pro-
prietari devono pretendere edifici a emissioni zero in cui investire i propri soldi. E devono essere in grado di finanziarli. E poi gli ingegneri devono sapere come progettarli.
I Tecnici devono sapere come costruirli. E gli operatori devono sapere come far funzionare il tutto, per risparmiare energia. Quindi occorre formare tutti gli attori della catena del valore così che siano disposti a cambiare il modo in cui fanno le cose.
Grazie mille. Quindi dobbiamo muoverci affinché gli operatori scelgano sistemi che siano più efficienti, anche se forse più costosi. Probabilmente a conti fatti guadagneremo molto dall’efficienza energetica e dal risparmio energetico.
Lei pensa che gli incentivi possano essere una buona opportunità, per sostenere i costi iniziali, come sta accadendo in Europa?
Molti paesi stanno passando alle pompe di calore, sostituendo le caldaie, per esempio, si ha accesso a un fondo per l’acquisto delle pompe di calore.
Esatto. Penso che ci vorrà un approccio sia incentivante che coercitivo. Penso che ci saranno persone che faranno la cosa giusta solo perché è la cosa giusta. E se ottengono incentivi o sussidi in più, beh, questo rende la situazione migliore. Ma ci saranno persone che non vogliono apportare alcun cambiamento. È in quei casi penso che servirà un approccio coercitivo, con aggiornamenti dei regolamenti, prescrizioni e requisiti normativi, tasse sull’impronta carbonica, regole che funzionano bene in Europa e che stanno arrivando anche negli Stati Uniti.
Sì, penso sia questo il giusto approccio.
Grazie mille per il tempo che ci ha dedicato. È molto bello lavorare sugli stessi obiettivi, e trovare soluzioni comuni.
Dobbiamo lavorare insieme, come un tutt’uno.
Sì. Sono d’accordo, dobbiamo essere uniti per ottenere risultati Grazie.
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“Capitale del Freddo”, per via delle tantissime aziende HVAC con sede nella zona.
Ogni anno sono migliaia i Tecnici che conseguono il Patentino Italiano Frigoristi per la prima volta. Moltissimi professionisti si rivolgono al Centro Studi Galileo per il rinnovo decennale della propria certificazione, essendo ormai passato un decennio dall’adozione del patentino. CSG ha attivato numerose sedi in tutta Italia (per info rinnovi@centrogalileo.it) per far fronte alle esigenze dei Tecnici, come ad esempio la sede di Bagnatica, in foto, nei pressi di Bergamo.
Bonfiglioli Pierluigi
ARCOAL SRL
Santa Teresa Di Gallura
Calabrese Saverio
Scarpellino Angelo
Chiumarulo Michele
CPL CONCORDIA SCARL
Concordia S/S
Popa Henri ECOTEAM SERVICE SRL Muggò
Tam Ludovico FIREN ANTINCENDIO SRLS
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Ceresole Alba
Ginelli Glauco IWE SRL
Pantigliate
Scognamiglio Carlo MAINEL IMPIANTI SAS Pontedera
Carboni Mauro MERCURIO SRL
Pisogne
Baldelli Denis RAVASIO E C SRL
Adrara
Di Stefano Giuseppe REAL HOUSE ROME SRL
Roma
Rodini Matteo RODINI RENTAL SYSTEMS SRL
Ozzero
Zanotti Noris
Zanotti Norman
Zarba Filippo
Tozzi Francesco
Salvemini Giuseppe
Rizzo Salvatore
Puorro Gaetano
Marchetti Davide
Iammarino Francesco
Bucci Luciano
Bianco Paolo
Bazzoni Andrea
Basile Francesco
SIRAM SPA
Milano
Del Testa Lorenzo
ST AUTOMAZIONE SRL
Capannori
PARTECIPANTI AL CORSO AD HOC PRESSO ADVANTIX - MAXA
Andriolo Alessandro
Barbieri Luca
Beghini Paolo
Belkarroumia Othmane
Bonfante Alice
Buson Raffaele
Cappadona Gaspare
Caradonna Marco
Cason Fabio
Condina Anastasia
Costantini Francesco
Dal Forno Elena
Di Gregorio Luca
Faccio Marco
Favaro Diego
Ferroli David
Ferroli Paolo
Ferroli Simone
Giacomelli Michele
Gorla Enrico
Grazia Nicola
Gualtieri Antonio
Kaushal Karan
Liviu Pelin
Manfreda Michele
Marganelli Marco
Moudik Jalal
Paganin Melissa
Paone Mirko
Parolini Damiano
Parolini Damiano
Pedrollo Alessandro
Poltronieri Andrea
Rizzo Andrea
Rozot Jordi Mp
Scalzolaro Matteo
Shagina Olga
Sraidi Ayoub
Stefani Franco
Tamburini Francesco
Tosato Dennis
Ventoruzzo Diana
Zanolla Monica
PARTECIPANTI AL CORSO AD HOC PRESSO DE RIGO REFRIGERATION
Argenta Danilo
Cirillo Angelo
De Demo Cristina
De Paris Andrea
De Val Ellen
Dell’Olivo Dario
Lisandro Villalba
Lo Cullo Marco
Marcer Massimo
Savi Manuel
Sbardella Daniele
Sommacal Ennio
Triches Giulia
Venegoni Paolo
L’impianto didattico di Casale Monferrato è il fiore all’occhiello della sede, e permette ai Tecnici di prepararsi simulando alla perfezione le condizioni che incontreranno sul campo. Siamo alla fase delle misurazioni: senza dati precisi, è impossibile intervenire correttamente sull’impianto; una metodologia di lavoro che i docenti CSG trasmettono sempre agli allievi.
PARTECIPANTI AL CORSO
PREPARAZIONE PIANO DI QUALITÀ E DI QUANTO NECESSARIO PER LA CERTIFICAZIONE AZIENDA
IDRONE TERMOIDRAULICA DI SALOME
Salome Mario Francesco
Lucera
IDROTERMO SERVICE DI CIRELLA
Cirella Tarquinio
Torino
KRYOS SAS DI GUZZO R & C
Parini Mattia Arluno
PARTECIPANTI AL CORSO AD HOC SDA POSTE ITALIANE
Bellini Lauro
Bernabei Roberto Maria
Bertocchi Fabrizio
Bonetti Roberto Mario
Brighetti Gianluca
Campari Luca
Chiarinotti Luca
Colombo Ernesto
Coppola Barbara
Corva Paolo
Costigliolo Luca
De Giglio Leonardo
De Marchi Stefano
Guadagnoli Marco
Guerra Gaetano
Lo Buono Roberto
Lukic Sladan
Maggi Alessandro
Mansi Augusto
Marrocugigliola
Mazzarello Lorenzo
Minotti Giuseppe Luigi
Muscarella Luigi
Nervo Federico Marcello
Nucci Antonio
Pernice Giuseppe
Pernigotti Silvio
Pietrafesa Ottavio Giuseppe
Prati Fabrizio
Puligheddu Alessandro
Ricci Claudio
Rossetto Manuel
Rosso Paolo
Sanavia Mauro
Spagnoli Paola
Varin Fulvio
Ventura Gaetano
PARTECIPANTI AL CORSO AD HOC INDUSTRIA ITALIANA AUTOBUS
Bergamo Filippo
Celetti Gaetano
Cusano Pasquale
Del Viscovo Giuseppe
D’Oto Mario
La Luna Salvatore
Macchia Davide
Pepe Loredano
Spinazzola Antonio
Vinciguerra Pasquale
PARTECIPANTI AL CORSO
ABILITANTE E DI AGGIORNAMENTO FER ENERGIE RINNOVABILI
ELETTRO ENERGY SRL
Merlo Gianpaolo
Borgosesia
ESTRA CLIMA SRL
Aiazzi Francesco
Lombardi Alessandro Prato
G SERVICE DI
GRANZOTTO G E C SAS
Granzotto Gianluigi
Casale Sul Sile
HYDRAULIC SERVICE SAS
Bomba Mauro
Castel Frentano
HYDROSOLAR SRL
Morelli Marco
Sabaudia
Nella sede di Casale Monferrato, un Tecnico è alle prese con una delle prove conclusive per conseguire il PIF – Patentino Italiano Frigoristi, ossia quella di brasatura. Si tratta di una tecnica perfetta per garantire che l’impianto risulti efficiente e non subisca perdite di refrigerante.
LOMBARDI IMPIANTI ELETTRICI
Lombardi Augusto
Villa S. Stefano
ODDO IDRAULICA GROUP
Oddo Alberto Ciampino
REKEEP SPA
La Terra Bellino Giuseppe
Zola Predosa
TERMOTECNICA SNC
DI SALINI
Salini Sergio Calcio
Prova di brasatura in corso, nella sede di Bagnatica del Centro Studi Galileo. Il Tecnico deve superare, a dieci anni dalla prima volta, un esame. Il PIF, Patentino Italiano Frigoristi, ha infatti scadenza decennale, per garantire che i Tecnici restino aggiornati sui repentini cambiamenti che riguardano il settore.
EVOCA SPA
PARTECIPANTI AL CORSO TECNICHE FRIGORIFERE
3 ESSE SERVICE SRL
Brocchi Enrico Rovato
ARCOAL SRL
Quattro Roberto
Bonfiglioli Pierluigi
Santa Teresa Di Gallura
BBM FOOD TRUCKS SRL
Bordonali Roberto
Torbole Casaglia
BECKETT THERMAL SOLUTIONS SRL
Sassatelli Paolo
Barozzi Luca
Pintori Luca Formigine
ECOTEAM SERVICE SRL
Popa Henri Muggiò
Crippa Alberto Valbrembo
FIREN ANTINCENDIO SRLS
Tam Ludovico
Roma
HELTY SRL
Simic Stefan
Schio
IWE SRL
Ginelli Glauco
Pantigliate
L’AUTORIMESSA SRL
Faraci Giulia
Genova
MAINEL IMPIANTI SAS
Scognamiglio Carlo
Pontedera
PLM ASSISTANCE
DI PIETRAFESA
Pietrafesa Michele
Potenza
RODINI RENTAL SYSTEMS SRL
Rodini Matteo
Ozzero
SIRAM SPA
Zanotti Norman
Zarba Filippo
Tozzi Francesco
Salvemini Giuseppe
Rizzo Salvatore
Puorro Gaetano
Marchetti Davide
Iammarino Francesco
Bucci Luciano
Bianco Paolo
Bazzoni Andrea
Basile Francesco
Milano
ST AUTOMAZIONE SRL
Del Testa Lorenzo
Capannori
TELEMA SPA
Chin Chang Zhang
Piacenza
TRECCA GAS SRL
Trecca Umberto Simone Pinerolo
MODITECH SRL
Milakovic Drazen Busnago
PARTECIPANTI AL CORSO AD HOC PRESSO ATLAS COPCO ITALIA
Brocchini Daniele
Mattei Michele
Potertì Vincenzo Alessandro
Salvatori Adriano
Salvatori Giampietro
PARTECIPANTI AL CORSO AD HOC MONDIAL FRAMEC
Angelino Annalisa
Campo Giuseppe
Ciabatti Nicola
Codato Cristiano
Deiana Antonio
Echakari Abdellazziz
Fossati Claudio
Lago Niko
Mantelli Marco
Moruzzi Erica
Pisoni Claudio
Ribaudo Benedetta
Roati Stefania
Scavarda Matteo
Varosio Elisa
Saper effettuare operazioni di vuoto e carica è un altro passaggio fondamentale per conseguire il Patentino F-Gas: il Tecnico, una volta verificati i dati, inizia a operare sul manometro per completare l’operazione. Anche in questo caso, l’esame si è svolto su un impianto adibito alle operazioni, presente nel laboratorio di Casale Monferrato.
La sede del Centro Studi Galileo di Roma, gestita dal docente Giovanni Russo (al centro), ospita ogni mese Tecnici provenienti da tutto il centro Italia, e, oltre a un laboratorio attrezzato per le prove pratiche, dispone anche di una sala conferenze perfetta per la parte teorica dei corsi… nonché per la consegna degli attestati finali!
PARTECIPANTI AL CORSO CORSO POMPE DI CALORE
CAREL INDUSTRIES SPA
Cazzagon Luca
Brugine
ELIWELL CONTROLS SRL
Mazzon Giovanni
Marni Margherita
Cervati Marco
Zago Fabio
Casol Damiano
Alpago
ODDO IDRAULICA GROUP
Oddo Alberto
Ciampino
PARTECIPANTI AL CORSO CORSO AMMONIACA
FRIGO GENOVA
MAGAZZINI SRL
Dolermo Alessio
Genova
RBIEMME TECH SRL
Matteucci Lorenzo
Tonucci Giovanni
Gaamour Ali
Mancinelli Davide
Bellocchi Di Fano
SALUMIFICI GRANTERRE SPA
Rebuttini Alessandro
Pinelli Alessio
Scatto conclusivo al termine dell’Assemblea dei Soci 2023 dell’Associazione Italiana dei Tecnici del Freddo (www.associazioneATF.org), che nel 2024 compie vent’anni: in prima fila, il Presidente Alfredo Sacchi, Politecnico di Torino, e il Segretario Marco Buoni, che oltre a essere CEO del Centro Studi Galileo è stato Presidente di AREA dal 2018 al 2022, oggi responsabile agli affari internazionali.
Mansueto Giacomo
Omachen Cristian
Modena
Bertona Stefano
Maiello Davide
Marucco Riccardo
Nalin Dylan
Prina Cerai Carlo
Pronzato Claudio
Bologna
Baccaglini Marco
Benetti Filippo
Brait Manuel
Casarotti Nicola
Cavaler Antonio
Ceretti Alessandro
Cristanini Simone
De Biasi Emanuele
Paiusco Andrea
Pegoraro Alessio
Pegoraro Luca
Sartori Marco
Schettino Andrea
Spagnolo Massimo
Taidelli Arminio
Vicentini Manuel
Zanoni Pietro
Anche in assenza di fiamme libere, è bene che i Tecnici utilizzino sempre i corretti dispositivi di protezione individuale, in questo caso guanti e occhiali protettivi. In ogni singolo corso del Centro Studi Galileo viene ribadito che la sicurezza del Tecnico deve venire prima di qualsiasi altra cosa.
Roberto Ferraris Docente Centro Studi Galileo
Rappresenta un grande passo sia per l’umanità che per il settore. Si tratta di una normativa con un significato più grande rispetto alla sola eliminazione dei gas refrigeranti. Un simbolo, un esempio di come un settore così importante ed essenziale per la vita degli europei possa cambiare completamente, un modello di integrazione e uniformazione dell’economia europea, considerando il modo in cui coinvolgerà contemporaneamente 27 Nazioni. Elimineremo completamente i gas refrigeranti sintetici fluorurati nel
Potenza GWP Anni Refrigeranti ammessi
e
autonomi*
AC e Pompe di calore
Split*
Tutte <2500 Fino al 2027 possibilità ancora di utilizzo di R410A, R32
< 12kW < 150 dal 2027 al 2032 R454C, R290, R744
< 12 kW No Fgas Dal 2032 cosiddetti naturali
> 12kW e < 50 kW < 150 dal 2027 R454C, R290, R744
> 50 KW < 150 dal 2030 R454C, R290, R744
monosplit contenenti meno di 3 Kg di HFC < 750 dal 2025 AL 2035 R32, R454C, R454B, R290, R744
< 12kW aria - acqua Sistemi idronici
< 150 dal 2027 al 2035 R454C, R290, R744
< 12 kW aria - aria < 150 dal 2029 al 2035 R454C, R290, R744
< 12 kW No Fgas Dal 2035 cosiddetti naturali
> 12 kW (aria - aria + aria - acqua) < 750 dal 2029 al 2033 R32, 454B, R454C, R290, R744
> 12 kW (Sistemi idronici + VRF)
Chiller raffreddatori di un fluido termovettore (es. acqua)*
Refrigerazione stazionaria
< 150 dal 2033 R454C, R290, R744
< 12 kW < 150 dal 2027 al 2032 R454C, R290, R744
< 12 kW No Fgas dal 2032 cosiddetti naturali
> 12 kW < 750 dal 2027
Refrigeratori e freezer per uso commerciale (sistemi autonomi)
Sistemi di refrigerazione centralizzata e sistemi multipack con potenza > 40 KW
Per i sistemi a cascata al circuito primario
Tutti gli altri Sistemi di refrigerazione (esclusi chiller)
Tutti gli altri Sistemi di refrigerazione (esclusi chiller)
< 150 dal 2025
< 150 dal 2022
<1500 dal 2022
< 2500 dal 2025 al 2030
< 150 dal 2030
R32, R454B, R452B, R513, R515B, R454C, R1234ze, R1233zd, R290, R744
R455A, R454C, R1234yf, R471A, R290, R744
R455A, R471A, R454C, R744
R134, R448, R449, R455A, R454C, R471A
R448, R449, R134a, R452A, R455A, R454C, R454A, R1234yf, R471A, R290, R744
R455A, R454C, R454A, R1234yf, R471, R290, R744
Tabella 1: Nuovi Impianti, refrigeranti ammessi nei prossimi anni (Concept tratto dalla presentazione di Nippon Gases all’interno del superwebinar Centro Studi Galileo di fine 2023)
*Quando i requisiti di sicurezza nel sito non consentono l’utilizzo di alternative, un refrigerante con GWP maggiore è consentito
2050. Nel frattempo, nelle nuove unità potremo usare quelli elencati in tabella 1, che resterà un riferimento per i prossimi anni e sicuro argomento di discussione per molto tempo. Per la manutenzione, le riparazioni e i rabbocchi di refrigerante in impianti esistenti, sarà sempre necessario avere a disposizione una quantità di refrigerante sufficiente per non interrompere il buon funzionamento e l’alta efficienza energetica degli impianti stessi, che hanno vita stimata, da progetto, 20 anni. Il trend, che una volta prevedeva per l’assistenza una quantità di refrigerante maggiore rispetto a quella necessaria alle industrie per i nuovi impianti, è già stato invertito: le due precedenti regolamentazioni europee avevano ridotto notevolmente le perdite di refrigerante e reso il recupero obbligatorio e indispensabile. Assoclima, l’associazione italiana dei costruttori, nel corso dell’ultimo convegno che abbiamo organizzato alla fiera Refrigera, ha annunciato che avremo certamente bisogno di una buona economia circolare di recupero, riutilizzo e rigenerazione del refrigerante per poter raggiungere gli obiettivi previsti, vedi Tabella 2. Il 56.2% delle emissioni avviene durante la vita utile, il 43.5% a fine vita e in misura trascurabile (0.3%) durante la produzione dei prodotti. In un contesto di quote in rapida diminuzione, il recupero e la rigenerazione dei refrigeranti presenti nei prodotti che arriveranno a fine vita, sarà una risorsa preziosa al fine di accompagnare il parco prodotti esistente ad una sostituzione graduale. Nella tabella 3 si possono vedere i refrigeranti che si potranno ancora usare in futuro per assistenza, manutenzione e riparazione. È importante ricordarsi che non è auspicabile (ed è vietato dai costruttori, oltre che dalle norme) un retrofit tra
refrigeranti in classi di infiammabilità diverse. Per cui non può esserci una conversione di un impianto da refrigerante in classe A1 a classe A2L, se non con la modifica dei componenti, sconsigliabile in molte applicazioni a impianto già installato in sito. La regolamentazione F-Gas 3.0 è diventata legge in ciascuno dei 27 Stati dell’Unione Europea, essendo stata pubblicata sulla GU il 20 febbraio. Tutti i testi completi della nuova regolamentazione si possono trovare su IndustriaeFormazione.it il sito di contenuti di ATF e CSG per il Tecnico del Freddo, Condizionamento e Pompe di Calore:
• rapido nell’apprendere la notizia e riportarla alla platea di 60.000 tecnici del freddo collegati
• dinamico nell’approfondire e commentare l’implicazione futura che ci sarà per il settore
• protagonista in quanto non riporta solamente le notizie, ma ne è attore principale con le numerose iniziative a livello locale, nazionale, europeo e internazionale.
55600
• Utilizza un sensore a infrarossi in modo efficace per identificare i gas alogenati
• Rileva il refrigerante scansionando l’area in una modalità di scansione lenta
POMPE PER VUOTO A 2 STADI
• Il raffinato processo di lavorazione delle cartucce crea una migliore finitura superficiale prolungando la durata della pompa
• Il percorso dell’olio interno ampliato crea meno attrito e alla fine meno calore
• Le guarnizioni migliorate assicurano l’ottimizzazione del vuoto
• Progettato e testato negli Stati Uniti
WWW.MASTERCOOL.COM
STEFANIA@MASTERCOOL.COM
EUROPE@MASTERCOOL.COM
Tabella 2: Se la rigenerazione del refrigerante esistente non aumenta, non abbiamo sufficiente refrigerante per garantire la manutenzione degli impianti esistenti.
BILANCIA ELETTRONICA REFRIGERANTE CON BLUETOOTH®
Capacità: 110 kg- (243 libbre)
Precisione: ≤±0,05% della lettura
Risoluzione: 0,01 kg
Collegabile alla Mastercool Connect App
GRUPPO
Compatto in alluminio anodizzato nero, blocco con raccordi in cromo
Calcoli di pressione/temperatura per un massimo di 91 diversi refrigeranti Conversione di unità tra MPa, kPa, bar, psi, kg/m2, inHg
Marco Azzolin
Dipartimento di Ingegneria
Industriale - University of Padova
Davide Del Col
Riccardo Conte
Dipartimento di Ingegneria
Industriale - University of Padova
Kaven Nourrice
Livio Calabrese Frascold
Articolo presentato alla
La maggior parte dei cicli di compressione del vapore non funziona con refrigeranti puri ma con una miscela refrigerante/olio. Gli obiettivi principali del lubrificante sono ridurre l’attrito, minimizzare l’usura e mantenere la pressione. Il rinnovato interesse sull’utilizzo del propano (R290) presenta parecchie sfide per il suo uso.
Uno di questi riguarda la solubilità del propano nell’olio lubrificante e le soluzioni che possono essere adattate per ottenere prestazioni soddisfacenti del compressore. Infatti, l’elevata solubilità del refrigerante nell’olio può causare una riduzione della viscosità dello stesso, che a sua volta può influenzare la lubrificazione e la funzione di tenuta del lubrificante. In questo articolo è stata condotta un’analisi dell’uso di olio minerale e olio PAG come lubrificanti in compressori alternativi semiermetici che operano con propano. Quando si utilizza un olio minerale, il propano ha un’elevata solubilità e quindi è necessaria una soluzione per ridurre questo problema e operare con una corretta lubrificazione. In alcuni casi, l’aumento del surriscaldamento del vapore all’aspirazione del compressore può risolvere i problemi della solubilità.
Quando si utilizza un olio PAG, la solubilità dell’olio è inferiore rispetto al caso di un olio minerale, quindi è necessario surriscaldamento inferiore.
Il regolamento (UE) No 517/2014 del Parlamento Europeo sui gas fluorurati ad effetto serra è volto a ridurre l’uso di refrigeranti ad alto potenziale di riscaldamento globale (GWP) e la nuova proposta, incoraggia l’uso di fluidi naturali come sostituti dei refri-
geranti sintetici.
Tra i refrigeranti naturali, il propano (R290) è uno dei migliori candidati per alcune applicazioni, grazie al suo ODP nullo, al GWP trascurabile, alle sue proprietà termodinamiche e alla compatibilità dei materiali che sono comunemente utilizzati nei sistemi operanti con HFC, nonostante la sua infiammabilità.
Tuttavia, il propano ha una solubilità molto elevata con lubrificanti convenzionali e oli esteri. Sebbene questa caratteristica sia vantaggiosa per la circolazione dell’olio, può portare ad una sostanziale diminuzione della viscosità del lubrificante, potenzialmente dannosa per il compressore.
Tra i diversi tipi di olio che possono essere utilizzati con propano, l’olio minerale è largamente utilizzato. Wang et al. hanno mostrato sperimentalmente che la solubilità di R290 in due oli minerali aumenta quando aumenta la pressione e diminuisce quando la temperatura aumenta.
Sebbene R290 sia altamente solubile in olio minerale, un aumento del surriscaldamento del vapore all’aspirazione del compressore porta ad una diminuzione della solubilità, senza causare temperature di scarica eccessivamente elevate. Un minor numero di studi ha indagato l’uso di poliestere (POE) e polialchilene glicole (PAG) con propano. Shi et al. hanno mostrato sperimentalmente e numericamente che la solubilità con POE68 era superiore alla solubilità con PAG40 e, quindi, la viscosità nella coppa dell’olio con POE68 era inferiore a quella di PAG40.
Gli autori hanno anche osservato che, in riscaldamento, il COP era più basso quando il sistema funzionava con l’olio PAG.
Questo studio si propone di analiz-
zare l’uso di olio minerale e olio PAG come lubrificanti in compressori alternativi semi-ermetici funzionanti con propano.
In particolare, lo studio esamina l’effetto del surriscaldamento del vapore all’aspirazione del compressore come soluzione di potenziali problemi di viscosità derivanti dall’elevata solubilità del refrigerante nell’olio. Inoltre, lo studio presenta l’impatto risultante sulle prestazioni del compressore.
SOLUBILITÀ E VISCOSITÀ
CINEMATICA DELL’OLIO MINERALE E DELL’OLIO PAG NEL PROPANO
In un sistema di compressione del vapore, gli obiettivi primari dell’olio lubrificante sono ridurre l’attrito, ridurre al minimo l’usura e mantenere
la pressione.
La proprietà più rilevante di un olio è la sua viscosità e durante il funzionamento del compressore, l’olio deve mantenere valori di viscosità sufficienti. Infatti, una grande riduzione della viscosità può influenzare la lubrificazione e la funzione di tenuta dell’olio. Inoltre, la maggior parte dei cicli a compressione di vapore non funziona con refrigeranti puri ma con una miscela refrigerante-olio. In questi casi si fa riferimento alla solubilità del refrigerante nell’olio. L’elevata solubilità del refrigerante nell’olio può causare una forte riduzione della viscosità dell’olio e, di conseguenza, la riduzione del suo effetto lubrificante. I produttori di olio lubrificante forniscono i grafici pressione-viscosità-temperatura, in cui la pressione di vapore di saturazione e la viscosità della miscela a definite
concentrazioni di olio nel refrigerante sono mostrati contro la temperatura, come mostrato in Fig. 1, per un olio PAG 68/propano.
I grafici della solubilità e viscosità propano/olio sono stati ridotti dai dati dei produttori dei lubrificanti.
I grafici della Fig. 2 mostrano la concentrazione di massa e la viscosità cinematica del l’olio minerale Clavus 68, mentre la Fig. 3 mostra i dati dell’olio PAG 68 ottenuti dalle curve della Fig. 1.
Per ogni curva, la pressione viene mantenuta costante e la solubilità (a) e la viscosità (b) vengono tracciate in funzione del surriscaldamento, cioè la differenza tra la temperatura della miscela refrigerante-olio all’aspirazione del compressore e la temperatura di saturazione del refrigerante puro.
Quando si considera l’olio minerale
(Fig. 2a), si può vedere che la solubilità dipende dal surriscaldamento e dalla pressione: aumentando il surriscaldamento, la solubilità diminuisce e le curve sono molto ripide a bassi valori di surriscaldamento.
Di conseguenza, la viscosità della miscela refrigerante-olio minerale (Fig. 2b) aumenta con il surriscaldamento a bassi valori ed il massimo viene raggiunto a (T-Ts) circa 30-40 K; quindi, la viscosità diminuisce con il surriscaldamento a causa della dipendenza della viscosità del lubrificante puro dalla temperatura.
Anche l’effetto della pressione è importante: quando la pressione aumenta, la viscosità diminuisce raggiungendo valori inferiori a 10 mm2 s-1
Quando si considera l’olio PAG 68 (Fig. 3a), la solubilità dipende dalla pressione e dal surriscaldamento. A valori bassi del surriscaldamento, le curve sono molto ripide, tuttavia, vi è un cambiamento importante nella pendenza ai valori del surriscaldamento tra 5 - 10 K.
La viscosità della miscela di olio refrigerante-PAG (Fig. 3b), aumenta con il surriscaldamento fino a raggiungere un plateau fra 10 K e 20 K di surriscaldamento.
Confrontando le concentrazioni di massa di propano e olio (Fig. 2a-3a), alla stessa temperatura di saturazione e surriscaldamento, si può notare che il propano ha una solubilità più bassa nell’olio PAG che nell’olio mi-
nerale. Infatti, la concentrazione di massa di olio PAG in propano è superiore alla concentrazione di massa di olio minerale in propano, anche a bassi valori di surriscaldamento.
Di conseguenza, alla stessa temperatura di evaporazione, la viscosità cinematica (Fig. 2b-3b) della miscela refrigerante-olio è maggiore quando si utilizza olio PAG rispetto all’olio minerale.
Si può concludere che, per operare nella zona in cui i valori di viscosità sono relativamente costanti, il surriscaldamento del refrigerante all’aspirazione del compressore dovrebbe essere di almeno 20 K quando si utilizza olio minerale e di circa 5-10 K quando si utilizza l’olio PAG. Nei sistemi di compressione del vapore che funzionano con propano, l’uso dell’olio PAG consente un surriscaldamento inferiore e quindi una temperatura di evaporazione più elevata può essere raggiunta senza problemi di lubrificazione, a causa del basso valore di viscosità della miscela refrigerante-olio.
Inoltre, la minore solubilità di R290 nell’olio PAG può portare a una minore carica refrigerante nel compressore e nell’olio rispetto all’uso di olio minerale, e questo è importante quando si tratta di refrigeranti infiammabili.
Se si utilizza l’olio minerale, si può considerare l’installazione di uno scambiatore di calore interno per ridurre la solubilità del propano nell’o-
lio ed evitare, quindi, problemi dovuti alla diminuzione della viscosità del lubrificante.
Per valutare l’effetto del surriscaldamento del vapore sulle prestazioni del compressore, sono stati analizzati due diversi compressori alternativi, uno funzionante con olio minerale (spostamento 126.8 m3h-1) e l’altro funzionante con PAG 68 (spostamento 106.16 m3h-1), in condizioni operative con una temperatura di evaporazione pari a 0 °C (4.7 bar) e una temperatura di condensazione compresa tra 40 e 65 °C.
La Fig. 4 riporta l’efficienza volumetrica ηvol (a) e l’efficienza globale ηglob (b) in funzione del rapporto di pressione del compressore che utilizza l’olio PAG 68.
I valori di efficienza sono stati calcolati secondo le seguenti equazioni:
dove è la portata volumetrica teorica, ρsuc è la densità di vapore all’a-
spirazione del compressore, his,dis e hsuc sono rispettivamente le entalpie allo scarico del compressore per il processo isontropico e all’aspirazione del compressore.
La portata in massa di refrigerante e la Potenza elettrica consumata dal compressore Pcomp sono state calcolate utilizzando le equazioni polinomiali fornite da Frascold SpA in conformità alla norma europea EN12900:2013, con una temperatura di aspirazione del compressore pari a 20 ºC.
che utilizza olio minerale. I valori di efficienza sono stati calcolati utilizzando le correlazioni di Pierre modificate in Da Riva e Del Col in base ai dati sperimentali ottenuti in una pompa di calore di grande capacità Cavallini et al.
Le correlazioni per valutare gli incrementi di efficienza sono le seguenti:
dove SH è il surriscaldamento del vapore di aspirazione in [K], Rp è il rapporto di pressione, RT è il rapporto di temperatura tra la condensazione e la temperatura di evaporazione in [K].
La Fig. 5 riporta l’efficienza volumetrica (a) e l’efficienza globale del compressore (b) in funzione del rapporto di pressione del compressore
La Fig. 5 mostra che aumentando il surriscaldamento del vapore all’aspirazione del compressore aumenta sia l’efficienza volumetrica che l’efficienza globale del compressore. Ciò è dovuto a diversi effetti: la viscosità dell’olio diminuisce, la densità del vapore diminuisce, aumenta il lavoro specifico del compressore.
dei giunti
Pierfrancesco FANTONI
La giunzione a 4 bulloni richiede una certa precisione esecutiva ed una cura dei dettagli per evitare di produrre una giunzione finale con scadenti caratteristiche di tenuta. La sua realizzazione, però, non comporta difficoltà esecutive poiché replica in maniera abbastanza fedele una delle modalità di giunzioni che tradizionalmente vengono impiegate nei prodotti in lamiera.
tuiti in lamiera zincata e presenta, come caratteristica positiva a suo favore, il fatto di essere eseguibile con semplicità e di prevedere una sostanziale facilità di esecuzione.
Continuiamo con questo numero il ciclo di lezioni di base semplificate per gli associati sul condizionamento dell’aria. Da 25 anni, sulla nostra stessa rivista, il prof. Ing. Pierfrancesco Fantoni tiene le lezioni di base sulle tecniche frigorifere. È inoltre coordinatore didattico e Docente del Centro Studi Galileo presso le sedi dei corsi in cui periodicamente vengono svolti incontri su condizionamento, refrigerazione e energie alternative. In particolare, sia nelle lezioni in aula sia nelle lezioni sulla rivista, vengono spiegati in modo semplice e completo gli aspetti teorico-pratici degli impianti e dei loro componenti.
Proseguendo nell’esame delle varie tipologie di giunzioni trasversali per le canalizzazioni della distribuzione dell’aria siamo giunti a parlare dei giunti cosiddetti a 4 bulloni. Non va mai dimenticato che la bontà del complesso assemblato dipende fortemente dalle modalità con cui sono stati eseguite la posa, l’assemblaggio e la sigillatura dei vari componenti.
Ne consegue che la conoscenza delle caratteristiche dei vari tipi di giunti ma, soprattutto, delle loro modalità di esecuzione è aspetto di rilevanza a cui qualsiasi installatore deve sempre prestare la massima attenzione.
CARATTERISTICHE DEI GIUNTI A 4 BULLONI
In maniera preliminare rispetto alla procedura di giunzione delle due sezioni, va eseguita una preparazione delle due estremità da accoppiare. Infatti si deve procedere a creare una superficie idonea alla successiva posa degli elementi di fissaggio che devono garantire l’abbinamento dei componenti.
Per tale ragione si procede ad un accurata preparazione dei profili ultimi delle sezioni trasversali, su entrambi gli elementi. Per svolgere tale operazione si deve provvedere a comprimere con cura il materiale di coibentazione in modo da creare una superficie il più possibile piana e regolare sulla sezione trasversale sulla quale, in seguito, vanno inseriti gli elementi metallici che consentono di eseguire la giunzione.
Tale operazione va eseguita su entrambi gli elementi da congiungere, possibilmente impiegando apposita attrezzatura.
È DISPONIBILE LA RACCOLTA
COMPLETA DEGLI ARTICOLI
DEL PROF. FANTONI
Per informazioni: 0142.452403 corsi@centrogalileo.it
È vietata la riproduzione dei disegni su qualsiasi tipo di supporto.
Il sistema di giunzioni a 4 bulloni prevede l’utilizzo di speciali profili e pezzi angolari che garantiscono l’accoppiamento meccanico mediante l’impiego di 4 bulloni. Questo sistema nasce appositamente per poter essere impiegato nei sistemi di canalizzazioni costi-
Per il contenimento del materiale di coibentazione si può impiegare del semplice nastro adesivo: l’operazione deve essere molto accurata, in modo che tutto il materiale isolante venga contenuto e non possa creare irregolarità sul profilo ultimo della sezione trasversale nel momento in cui devono essere posizionati gli elementi meccanici per il serraggio (figura 1).
Viceversa, potrebbero verificarsi delle criticità nella tenuta proprio in
corrispondenza dei punti di mancata planarità, anche quando si provvede alla sigillatura dei punti in cui gli elementi metallici giungono in battuta sul materiale di coibentazione.
Una volta eseguita tale operazione propedeutica, si può passare alla collocazione dei componenti meccanici sulla sezione. Sono necessari 4 pezzi per ciascun elemento da congiungere.
Poiché una parte degli elementi di congiunzione rimarrà, a lavoro ultimato, esposto agli agenti atmosferici dell’ambiente in cui la canalizzazione viene posizionata, è consigliabile provvedere ad un trattamento anticorrosivo della superficie degli elementi di connessione, qualora non fossero già stati trattati. I quattro elementi lineari che ven-
gono posizionati, assieme ai quattro angolari, vanno a costituire una cornice del profilo della sezione trasversale da congiungere (figura 2).
Gli elementi lineari risultano avere un’altezza maggiore dello spessore di ciascun lato della sezione, in modo tale che possano sporgere rispetto ad essa.
Essi dovranno essere idonei ad accogliere la guarnizione di tenuta della giunzione.
Gli elementi metallici che costituiscono la cornice devono, ovviamente, costituire soluzione di continuità con la superficie interna della lamiera che costituisce la canalizzazione e con la superficie esterna del materiale isolante.
Dopo il loro innesto, quindi, è necessario eseguire una scrupolosa sigillatura di tutte le estremità di contatto, in particolare in corrispondenza degli angolari, lungo tutto il perimetro della cornice, sia internamente che esternamente e, in definitiva, in tutti quei punti in cui possono verificarsi delle discontinuità che potrebbero dar luogo a difetti di tenuta.
Naturalmente i problemi maggiori di tenuta si hanno in corrispondenza della superficie di separazione delle sezioni trasversali dei due giunti. Per tale ragione sulla cornice di uno solo dei due elementi di connessione viene posizionata una guarnizione con la funzione di elemento di tenuta nel momento in cui le due sezioni trasversali verranno ad essere affacciate per chiudere la giunzione. Un lavoro accurato prevede
L’evoluzione delle tecnologie chimiche per il trattamento acque dei circuiti di ra reddamento con torri evaporative o condensatori evaporativi
L’evoluzione delle tecnologie
• Antincrostanti – anticorrosivi – biocidi – antialghe
• Soluzioni per la lotta alla Legionella Pneumophila
• Sistemi automatici di dosaggio, controllo,
protezione ottimale anche delle superfici zincate
• Prodotti per lavaggi acidi con inibitori di corrosione per una protezione ottimale anche per superfici zincate
• Prodotti per lavaggi neutro-alcalini con impianto in esercizio
• Analisi chimiche e consulenza per la definizione del trattamento ottimale e della migliore gestione del bilancio d’acqua
che i due estremi della guarnizione, che di solito è in schiuma di poliuretano, vengano meticolosamente sovrapposti in modo che il perimetro della guarnizione non presenti soluzione di continuità.
Una volta che i preparativi preliminari sono stati eseguiti, si procede all’accoppiamento dei due elementi di canalizzazione.
Essi vengono avvicinati uno all’altro in modo che le rispettive cornici risultino perfettamente affacciate e che la guarnizione sia ben sistemata. Se tutto viene eseguito correttamente i fori presenti sui ciascuno dei quattro elementi angolari risulteranno essere perfettamente allineati con i corrispondenti fori presenti sugli elementi angolari dell’altro elemento da connettere. In tale modo possono essere posizionati i bulloni di tenuta.
Su ciascuno dei quattro lati vengono agganciati dei morsetti che
due elementi abbinati di cornice. Anch’essi vengono mantenuti uniti mediante opportuna imbullonatura. A questo punto il giunto risulta realizzato (Figura 3).
Eventualmente, però, la canalizzazione dovesse essere posizionata in ambienti particolarmente ricchi di umidità, in corrispondenza dei giun-
ni di condensazione, in quanto essi risulterebbero le uniche superfici fredde della canalizzazione a contatto con l’aria umida.
Per evitare questo fenomeno, allora, si può procedere alla coibentazione anche dei giunti mediante apposito nastro isolante.
Ha iniziato quest’anno nel settore HVACR?
Le offriamo un kit completo per aiutarla a iniziare. Gli strumenti di questo kit includono tutto ciò che serve per iniziare a lavorare nel settore HVACR.
Nicolò Galato
Thermodynamic Engineer, Digital Department Platform, Carel Industries Spa
Articolo presentato alla
“INTERNET OF THINGS”, CHE COSA SIGNIFICA E IL SUO UTILIZZO NEI SISTEMI HVAC/R
Per Internet of Things (IoT) si intende l’interconnessione di dispositivi fisici (definiti “connessi” o “smart”) quali veicoli, edifici e oggetti con sistemi elettronici, software, sensori, azionatori e connessioni di rete integrati che consentono a questi dispositivi di raccogliere e scambiare dati. L’analisi dei dati per scopi specifici richiede la raccolta e lo scambio di dati, oltre all’implementazione di funzioni e servizi che non sono disponibili per le unità non connesse.
L’elaborazione dei dati consiste in più fasi:
• Analisi descrittiva: l’obiettivo di questa fase iniziale è descrivere la situazione attuale e precedente, convertendo i dati in informazioni utili.
• Analisi preventiva: il suo scopo è capire cosa potrebbe accadere in futuro. Questa fase mette in luce le correlazioni e le interdipendenze
fra le variabili operative delle macchine e le condizioni ambientali.
• Analisi prescrittiva: il sistema è in grado di proporre ai responsabili decisionali soluzioni operative/strategiche in base all’analisi eseguita.
• Analisi proattiva: l’ultimo step è l’implementazione automatica dell’azione proposta.
Attualmente, nel settore HVAC/R l’applicazione delle tecnologie IoT si concentra principalmente sulla manutenzione del sito e sull’ottimizzazione continua. Considerando le complesse strumentazioni utilizzate in questo campo, in cui il funzionamento del sistema è profondamente influenzato dalle condizioni ambientali (temperatura e umidità esterna/ interna, configurazione stagionale, ecc.), serve un modello non-lineare capace di mettere in relazione un ampio ventaglio di variabili per restituire un quadro completo delle prestazioni effettive e delle dinamiche operative del sistema meccanico/ energetico.
Le analisi di questo tipo possono for-
nire informazioni preziosissime per prendere decisioni fondate e ottenere risultati più certi. Fra le applicazioni più rilevanti spiccano soprattutto:
• Manutenzione predittiva: grazie agli allarmi dinamici lanciati in caso di deviazioni dal modello predittivo (nel consumo di energia, ad esempio), è possibile effettuare una manutenzione preventiva per evitare malfunzionamenti sul campo.
• Ottimizzazione delle prestazioni e analisi what-if: questo modello identifica la configurazione ideale per massimizzare l’efficienza, quantificando con estrema precisione i vantaggi in termini di risparmio energetico.
• Confronto tra varie unità: per individuare la configurazione o il processo di manutenzione ottimali, il rendimento dell’unità viene confrontato con le previsioni del modello.
La funzione “Water loop CDU Dashboard” è un esempio di analisi con machine learning, in grado di rilevare quando il sistema non funziona alla massima efficienza e offrire suggerimenti sui problemi che possono causare un calo delle prestazioni. Il sistema di refrigerazione monitorato è costituito da banchi frigo plug-in che includono compressori a velocità variabile basati sulla tecnologia DC e su valvole di espansione elettroniche.
Il metodo consiste nella definizione di un periodo di riferimento, nella creazione di una dashboard con tecniche di machine learning e nel confronto tra le condizioni operative e il periodo di riferimento. L’obiettivo è facilitare il riconoscimento precoce di un problema che si manifesta ini-
zialmente con una diminuzione delle prestazioni dell’unità e contribuire a risolverlo proponendo possibili soluzioni. Si utilizzano tre indicatori di prestazione: regolazione, sbrinamento ed efficienza.
Per ognuno di essi viene riportato l’andamento giornaliero e vengono indicati i dati aggregati per dispositivo e setpoint.
È stato analizzato un punto vendita di riferimento con sei unità per creare un modello fisico generale MEER che approssima il rapporto tra efficienza EER, temperatura esterna Te e temperatura di setpoint Tsp. Per creare e addestrare il modello è stato effettuato un monitoraggio di 3 mesi su 12 variabili per dispositivo (ad es. temperatura, stato dell’unità, percentuale di valvole e compressori
ecc.), acquisite a intervalli di un minuto.
Si è quindi passati a una fase di preelaborazione per filtrare i dati di input (conservando solo le condizioni operative rilevanti), valutare la qualità dei dati ed escludere gli outlier e gli aggregati.
I punti di lavoro, definiti come vettori tridimensionali nello spazio <EER, Tsp, Te>, vengono utilizzati come input per un algoritmo Support Vector Machine che sovrappone una curva di approssimazione.
La curva della Figura 3 descrive il comportamento fisico del sistema del punto vendita di riferimento, ma è applicabile anche ad altri dispositivi in altri impianti.
Una volta collegato un nuovo dispositivo, durante il periodo di riferimento (minimo 10 giorni) i dati vengono registrati ed elaborati per creare una nuova curva di previsione dell’EER basata sulla curva nativa.
Nella Figura 4 è riportato un esempio del modello applicato a un nuovo dispositivo.
La curva di riferimento è stata traslata e compressa lungo l’asse EER. Questo adattamento viene eseguito
mediante un algoritmo ai minimi quadrati sul modello dei punti di lavoro (WP) previsti e sui WP effettivamente valutati, sostituendo un fattore di spostamento e moltiplicativo con la curva di riferimento lungo l’asse Z. Dopo aver adattato il modello, si calcola un intervallo di confidenza basato sulla distribuzione dell’errore previsto nell’intervallo di valutazione. Questo errore definisce il livello di confidenza del modello quando viene utilizzato per prevedere i WP attesi al di fuori dell’intervallo di valutazione.
Quanto maggiore è l’errore di valutazione, tanto minore è la sensibilità del modello.
Il KPI è ottimale quando l’EER previsto è compreso tra i limiti di errore definiti, ma peggiora quando l’EER scende al di sotto del limite di errore inferiore.
Nel primo case study illustrato, gli algoritmi rilevano un possibile problema in un punto vendita con 9 dispositivi. Due unità hanno prestazioni insufficienti in termini di efficienza
(come mostrato nel “riepilogo per dispositivo” Figura 5).
Attraverso l’analisi del singolo dispositivo (Dispositivo 1), è stato possibile confermare una graduale diminuzione dell’efficienza e, grazie ai dati raccolti e analizzati, sono state individuate due possibili cause del problema: la formazione di ghiaccio e l’ostruzione del flusso d’aria. È stato quindi suggerito di aumentare la durata dello sbrinamento e di effettuare un sopralluogo per eliminare dall’evaporatore sporco, ghiaccio o altre cause. Una volta eseguito lo sbrinamento manuale, il sistema ha ripreso a funzionare in modo ottimale, confermando che l’inefficienza era dovuta alla presenza di ghiaccio nell’evaporatore.
Il risultato è stato un aumento dell’efficienza di circa il 10%, come mostrato nel grafico riportato nella Figura 6. Nel secondo case study, l’algoritmo ha rilevato un possibile malfunzionamento come causa della diminuzione del KPI relativo all’efficienza, ma non sono state intraprese azioni tempestive e il sistema si è rotto. Solo dopo un netto calo delle prestazioni relative alla regolazione, i sopralluoghi hanno rivelato la presenza di un’ostruzione nel circuito del refrigerante.
Come si può vedere dal grafico nella Figura 7, il sistema è riuscito a mantenere il setpoint anche funzionando a bassa efficienza per circa una settimana (1); dopodiché, non è più stato in grado di erogare la quantità di freddo richiesta e il KPI relativo alla regolazione ha emesso un ulteriore allarme per temperatura troppo alta (2-3). Si è reso necessario un sopralluogo per verificare l’integrità del sistema.
Dal sopralluogo, è emerso che il flusso d’aria nel banco frigo era
completamente ostruito da residui di lavorazione. Una volta rimossa l’ostruzione, il sistema ha ripreso a funzionare correttamente.
L’efficienza è tornata a valori superiori al 95% e la temperatura di controllo è rientrata nell’intervallo ottimale intorno al setpoint del ban-
co frigo. Questi esempi dimostrano come l’automazione dei sistemi aiuti a individuare i malfunzionamenti, riducendo al minimo il tempo in cui l’unità funziona a efficienza inferiore ed evitando che un problema specifico porti a danni irreparabili.
Una solida conoscenza dei sistemi fisici combinata alla raccolta di dati di buona qualità può portare enormi vantaggi ai fini di un uso proficuo dei sistemi IoT negli impianti HVAC/R. L’approccio con un sistema di riferimento è solo uno dei possibili processi per monitorare alcune misure che si evolvono nel tempo, suggerendo miglioramenti o rivelando inefficienze.
Ulteriori ricerche future mirano a migliorare i modelli di machine learning arricchendoli con la raccolta di dati e case study, al fine di automatizzare le azioni adattive nei controlli connessi.
Pierfrancesco Fantoni
Continuiamo con questo numero il ciclo di lezioni semplificate per i soci ATF del corso teorico-pratico di tecniche frigorifere curato dal prof. ing. Pierfrancesco Fantoni. In particolare con questo ciclo di lezioni di base abbiamo voluto, in questi 25 anni, presentare la didattica del prof. ing. Fantoni, che ha tenuto, lezioni sulle tecniche della refrigerazione ed in particolare di specializzazione sulla termodinamica del circuito frigorifero.
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Stiamo entrando in un’epoca di incertezze da un punto di vista tecnologico. Le soluzioni che stiamo perseguendo potranno portare realmente alla soluzione del problema?
I cambiamenti climatici in corso, sulla cui effettiva occorrenza ormai non v’è alcun dubbio, portano ad un aumento della temperatura media della Terra. A seguito di questo, per difendersi dal sempre maggior caldo, si prevede che la domanda di raffreddamento mondiale triplicherà entro il 2050.
Per capire la portata di tutto ciò, basti pensare che nei prossimi tre decenni verranno installate nel mondo 10 nuove unità di condizionamento ogni secondo.
Il ricorso all’aria condizionata sembrerebbe la soluzione per contrastare il problema del benessere delle persone.
Ma i sistemi di condizionamento tradizionali sono tutt’altro che rispettosi del clima e non sono neutri rispetto al problema ambientale in atto. Il loro funzionamento richiede importanti quantità di energia e comporta l’utilizzo di sostanze chimiche con un effetto serra, in alcuni casi, anche di migliaia di volte più potente dell’anidride carbonica.
le di elettricità. Ma, man mano che i redditi e gli standard di vita migliorano, in molti Paesi in via di sviluppo la crescita della domanda di aria condizionata nelle regioni più calde è destinata a salire. Secondo previsioni, entro il 2050 l’uso dell’aria condizionata diventerà la seconda maggiore sorgente di domanda globale di elettricità dopo il settore industriale. Così, l’aria condizionata può lenire, da un lato, gli effetti dei cambiamenti climatici ma, dall’altro, può aggravarne il problema.
Per tale ragione, l’unica via percorribile è cercare tecnologie che consentono di poter godere dei benefici dell’aria condizionata senza incidere sull’aggravamento dei problemi ambientali già in atto.
Negli ultimi anni si è cercato, a livello industriale, di limitare le implicazioni negative legate all’uso dell’aria condizionata.
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DEL PROF. FANTONI
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È vietata la riproduzione dei disegni su qualsiasi tipo di supporto.
I consumi di energia connessi aumentano, poi, a dismisura, se gli impianti vengono trascurati durante il loro funzionamento e non si provvede a mantenerli efficienti attraverso l’ordinaria manutenzione. Oppure se non vengono installati a regola d’arte.
L’uso di condizionatori e ventilatori elettrici rappresenta già oggi circa un quinto dell’elettricità totale utilizzata negli edifici di tutto il mondo, pari al 10% di tutto il consumo globa-
Sul piano dell’impatto ambientale si sono e si stanno cercando fluidi frigoriferi meno inquinanti, vedi l’introduzione dell’R32 e di alcune miscele con GWP molto basso, fino alla sperimentazione, anche per quello che riguarda le pompe di calore, del propano, dell’isobutano, dell’R1234ze, tutte sostanze più ecologiche dei vecchi gas.
Sul piano energetico si è lavorato sull’ottimizzazione dei componenti dei circuiti frigoriferi, in particolare sui compressori e sui ventilatori, introducendo la velocità variabile, ad esempio, per diminuire i consumi e quindi, di riflesso, causare anche meno stress alla rete elettrica nei
momenti di punta.
Nonostante questi sforzi, il problema non è risolto, anche perché, analizzando i dati di mercato, la maggior parte dei consumatori si limita ad acquistare un condizionatore d’aria in base al prezzo, senza considerare il costo dell’elettricità necessaria per il suo utilizzo e senza sapere quale fluido frigorifero è presente nel circuito.
Manca, quindi, anche una adeguata consapevolezza da parte del consumatore, il quale potrebbe essere in grado di orientare i produttori ed il mercato in direzione positiva.
In questo senso potrebbero svolgere un ruolo determinante i progettisti e gli installatori di impianti, che ben conoscono queste tematiche, facendosi promotori di un’adeguata informazione nei riguardi degli utenti finali.
Sono già allo studio prototipi di apparecchiature per il condizionamento dell’aria che non utilizzano refrigerante ma il cui funzionamento è basato su un rivestimento particolare posto su di un telaio in ceramica specificamente addizionato con uno strato di materiale speciale che fa evaporare l’acqua per raffreddare lo spazio interno, togliendo umidità all’aria.
Tale rivestimento agisce come una barriera su scala nanometrica per limitare la diffusione dell’acqua sia allo stato liquido che gassoso. Sostanzialmente si tratta di uno scambiatore di calore in ceramica, dotato di ventilatori e pompe dell’acqua,
con le dimensioni di una finestra.
I ventilatori hanno il compito di convogliare l’aria dall’esterno attraverso tale scambiatore, che raffredda l’aria. Lo scambiatore viene mantenuto freddo dall’acqua che vi scorre e che raffredda la ceramica mentre evapora.
Il rivestimento idrorepellente consente questo scambio di calore ma è impenetrabile all’acqua, impedendo all’umidità di penetrare nell’aria fresca e secca diretta all’interno dell’edificio.
Questo sistema non prevede l’uso di un compressore e quindi è necessaria una quantità di energia molto inferiore rispetto ai sistemi a compressione di vapore. Il sistema è particolarmente idoneo per i climi umidi.
Una seconda soluzione si fonda sull’utilizzo di un liquido che estrae l’umidità dall’aria e la immagazzina in un serbatoio. Secondo le sperimentazioni in corso questo approccio potrebbe far risparmiare fino al 60% dell’elettricità necessaria per far funzionare un’unità di condizionamento tutto l’anno.
Ulteriori sperimentazioni hanno portato alla creazione di un deumidificatore costituito da una serie di piastre, ciascuna con una membrana spessa 20 micron inserita su entrambi i lati. Tale membrana respinge le molecole di ossigeno e azoto ma consente la diffusione delle molecole d’acqua. Così dall’aria che entra nelle piastre l’umidità viene estratta grazie alla creazione del vuoto.
Già da anni sono in sperimentazioni apparecchiature che sfruttano il raffreddamento magnetocalorico, ot-
tenuto grazie alle proprietà di alcuni materiali speciali, che non prevedono l’impiego di componenti meccanici per la compressione.
Ma per diminuire i consumi elettrici del condizionamento non è indispensabile attendere le nuove tecnologie appena citate. Esistono già possibilità immediatamente realizzabili: si tratta solo di impiegarle in maniera efficace in quei casi in cui è possibile farlo.
Si tratta, ad esempio, di implementare i vari sistemi di free-coling esistenti, il raffreddamento evaporativo, il raffreddamento solare, la ventilazione mediante aspiratori eolici e quant’altro.
Partendo dal raffrescamento dei locali tecnici, dei data-center per arrivare alla maggior parte degli impianti manifatturieri che generano un carico termico elevato, la rimozione di calore richiede l’impegno di un cospicuo consumo energetico per tutto l’arco dell’anno che, almeno in parte può essere ottenuto con spese ridotte ricorrendo al free-cooling.
Attraverso il free-cooling, sfruttando le basse temperature esterne, si permette a un refrigeratore d’acqua o a un sistema di condizionamento industriale di bypassare completamente o parzialmente il processo di raffreddamento meccanico. L’entità dei vantaggi che si possono ottenere dipende da quanto accurata è la progettazione del sistema e da quanto è meticolosa la sua installazione. Nel raffreddamento di processo, ad esempio, il calore indesiderato vie-
ne assorbito da un opportuno fluido. Esso, poi, normalmente passa attraverso un refrigeratore dove rilascia il calore indesiderato e, in seguito, viene inviato nuovamente ad acquisire nuovo calore. Utilizzando il freecooling, invece, quando l’aria esterna è sufficientemente fredda per le esigenze di raffreddamento dell’impianto, il refrigeratore del sistema diventa ridondante, o almeno ha meno lavoro da svolgere.
Dato che il compressore è il responsabile del maggior consumo energetico, è possibile ottenere risparmi significativi.
Il free-cooling può funzionare come sistema integrato, grazie ad un opportuno scambiatore collegato al refrigeratore, oppure come sistema autonomo che funziona indipendentemente dal refrigeratore.
Di solito si impiegano sistemi inte-
grati quando sussistono problemi di spazio, poiché sono molto più compatti rispetto ai loro omologhi. In certi casi, però, potrebbero comportare un calo di efficienza del refrigeratore per ragioni tecnico-costruttive.
I sistemi autonomi sono più flessibili, garantiscono maggiori capacità di raffreddamento e non causano alcuna inefficienza del refrigeratore quando il free-cooling non è possibile.
La tecnica del raffreddamento adiabatico/evaporativo prevede la riduzione della temperatura dell’aria a seguito dell’evaporazione dell’acqua che risulta essere presente in essa. Non è una tecnica nuova: risale a oltre 2.000 anni fa, quando veniva
utilizzata per abbassare la temperatura in una stanza calda spruzzando acqua nell’aria o sul pavimento. Se vogliamo, una tecnologia intuitiva, che gli antichi utilizzavano sulla base della loro esperienza, dopo aver osservato che il sudore prodotto dal corpo portava refrigerio se una leggera brezza lo faceva evaporare. Oggi questa tecnica utilizza i principi dell’antico sistema adattati, però, alla tecnologia del XXI secolo e può essere utilizzata per ridurre significativamente le bollette energetiche in caso sia necessario raffrescare alcuni ambienti come, ad esempio, i data center oppure alcuni locali tecnologici, che richiedono l’asportazione dei carichi termici per tutto l’arco dell’anno.
Il raffreddamento evaporativo/adiabatico può anche essere abbinato al free-cooling, incrementando l’efficienza di un chiller, ad esempio attraverso l’umidificazione dell’aria ambiente che viene utilizzata per il raffreddamento delle batterie attraverso cui viene rigettato il calore (sia quella di condensazione del circuito frigorifero che quella di free-cooling). Facendola transitare attraverso dei pannelli umidificatori, l’aria ambiente viene arricchita di vapore d’acqua. Dell’acqua può essere nebulizzata anche sugli scambiatori di calore per consentire il raffreddamento anche a temperature dell’aria ambiente elevate, diminuendo la necessità di raffreddamento meccanico. L’evaporazione dell’acqua immessa nell’aria comporta il “consumo” di calore: di conseguenza, l’aria passa dalla temperatura a bulbo secco alla temperatura a bulbo umido, che può essere anche sensibilmente inferiore
nel caso di climi non eccessivamente umidi.
Poiché l’aria che ha subito una diminuzione della sua temperatura, grazie all’evaporazione, permette di ottenere un migliore raffreddamento delle batterie di free-cooling e di condensazione ne consegue un vantaggio significativo in termini di risparmio energetico, che può essere anche del 25-35% rispetto a quello ottenibile dal free-cooling classico e anche del 60- 65% rispetto a quello di un chiller nel funzionamento con ciclo a compressione di vapore.
Tali valori risultano essere ancora maggiori nel caso di condizioni di funzionamento a carico parziale.
Nei climi più caldi l’uso del free-cooling è tradizionalmente molto limitato e i compressori coprono la maggior parte del carico di raffreddamento, in termini di ore all’anno.
Grazie ad un sistema adiabatico è possibile diminuire la temperatura dell’aria in ingresso nelle batterie di free-cooling anche di 5-10°C (a seconda delle condizioni meteorologiche), consentendo così al free-cooling di funzionare anche a temperature ambiente più elevate, sollevando il compressore dal continuo funzionamento. Quest’ultimo viene chiamato a funzionare in caso di picchi simultanei sia del carico termico che delle temperature dell’ambiente esterno.
In tutte i moderni chiller il cambiamento della modalità operativa avviene in maniera automatica in base alle caratteristiche dell’aria esterna. Quando l’aria esterna è sufficiente-
mente fredda da consentire il freecooling, l’unità funziona in modalità a secco (potremmo definirla modalità di funzionamento invernale).
Temperature ambiente e umidità esterna più elevate determinano la capacità e le prestazioni dell’unità poiché l’effetto evaporativo è direttamente associato alla capacità dell’aria esterna di assorbire l’acqua. In caso di temperature più alte e umidità relativa non elevata allora si può impiegare la modalità di funzionamento adiabatico/evaporativa. Se anche il tasso di umidità è elevato allora è necessario il ricorso al raffrescamento meccanico, condizione che tuttavia non si manifesta per tutto l’arco dell’anno.
Le moderne logiche di controllo elet-
troniche sono in grado di garantire la gestione dell’acqua e l’ottimizzazione energetica in modo tale da minimizzare i costi di gestione e di tenere monitorate con costanza le caratteristiche dell’aria che viene immessa nell’ambiente raffrescato.
Il raffrescamento solare è una tecnologia in cui l’energia solare viene raccolta e utilizzata per raffreddare l’aria. Essa si fonda sull’utilizzo di pannelli solari per raccogliere l’energia del sole e poi impiegarla per il raffrescamento dell’aria. Essa può essere utilizzata immediatamente, appena viene prodotta, oppure venire immagazzinata sottoforma di energia elettrica in un sistema di batterie di riserva, per poter essere utilizzata durante la notte o in condizioni meteorologiche avverse. L’energia elettrica prodotta può essere impiegata per il funzionamento di un sistema essiccante.
Questa tecnologia prevede l’impiego di una sostanza che induce o favorisce uno stato di secchezza che aiuta a raffreddare l’aria e consente di rimuoverne l’umidità. È previsto l’impiego di una ruota essiccante per deumidificare l’aria e di uno scambiatore di calore sensibile (detto rigeneratore rotativo) per raffreddarla. Questo sistema si presta al raffrescamento dell’aria in piccoli ambien-
ti ed è sicuramente favorito da zone climatiche molto soleggiate.
I sistemi di raffreddamento ad assorbimento, invece, impiegano direttamente il calore raccolto dai pannelli solari e lo convertono in aria fresca attraverso un’impiantistica che necessita sempre di elettricità, anche se in misura molto inferiore a quella necessaria ad un tradizionale impianto di raffrescamento basato sulla compressione di vapore. In tali sistemi viene impiegato un fluido refrigerante, diverso da quelli tradizionali (ad esempio acqua miscelata con bromuro di litio), per avviare il processo. Il refrigerante viene immagazzinato in un assorbitore e fatto fluire attraverso uno scambiatore di calore.
Attraverso modifiche al suo stato fisico è possibile ottenere il raffrescamento dell’aria grazie ad un opportuno ciclo termodinamico. Tale tecnologia trova già applicazione, seppur in settori di nicchia, e forse proprio per non essere particolarmente diffuso risulta avere ancora dei costi impiantistici non irrilevanti.
In taluni casi non risulta necessario un vero e proprio sistema di raffrescamento dell’aria, ma una semplice ventilazione. In alcuni ambienti si può pensare di provvedere a tale necessità, evitando il consumo di energia elettrica, ricorrendo all’impiego della ventilazione eolica.
Un terminale eolico trova applicazione nei sistemi di aerazione e, grazie alla sua particolare geometria, per
effetto della rotazione cui è soggetto è in grado di creare all’interno di un ambiente una depressione che facilita l’espulsione “forzata” dell’aria. Sostanzialmente è un particolare tipo di aspiratore, che funziona senza l’impiego di energia elettrica ma sfrutta l’azione eolica del vento che ne provoca la rotazione.
La sua rotazione è capace di creare una depressione all’interno del canale ove è montato e quindi di espellere l’aria calda interna. Anche qualora dovessimo trovarci in assenza di vento, grazie ai moti convettivi dell’aria ed alla particolare geometria delle alette, si generano moti rotazionali che garantiscono l’aspirazione. L’aria calda e umida espulsa, grazie alla depressione che si crea internamente, lascia la possibilità
all’aria esterna di penetrare all’interno dell’ambiente.
I ventilatori eolici possono trovare applicazione per il ricambio d’aria delle abitazioni civili, degli uffici, dei locali tecnici ma anche su scala industriale. Questo sistema di ventilazione passiva richiede la possibilità di accedere al tetto dell’edificio, per potervi posizionare il dispositivo, e necessita di un’attenta installazione per poter funzionare in maniera corretta ed efficace.
- La tradizionale tecnologia di condizionamento dell’aria, basata sul ciclo a compressione di vapore, potrebbe divenire non più sostenibile in termini ecologici qualora, nel prossimo futuro, venisse impiegata da un numero sempre maggiore di utenti. - I principali problemi connessi sono l’elevato consumo di energia elettrica e l’impiego di fluidi frigoriferi a significativo impatto ambientale per quanto riguarda il surriscaldamento del clima.
- Nuove tecnologie sono allo studio per sostituire quella che attualmente viene impiegata.
- In attesa di nuove possibilità tecnologiche, si può ricorrere, già adesso, a sistemi di raffrescamento e ventilazione noti che risultano essere economici e rispettosi dell’ambiente.
Analogie nel settore del riscaldamento RECUPERATORI DI CALORE MONOSTANZA
Se vogliamo fare un’analogia di carattere tecnico, possiamo guardare al settore del riscaldamento, dove sono presenti apparecchiature, anche di piccole dimensioni, che consentono di ottenere risparmi energetici pur permettendo di raggiungere le condizioni di comfort e qualità dell’aria desiderate.
A livello di ambienti civili, uffici o locali commerciali una delle problematimaggiormente riscontrabili è quella dell’umidità, con possibile formazione di muffe sulle pareti, e dell’aria viziata. La soluzione più efficace a questi problemi è il costante e sistematico ricambio d’aria. Tuttavia con tale operazione si disperde parte del calore interno del locale se non si dispone di uno specifico impianto di trattamento dell’aria.
Oggi sono disponibili piccoli recuperatori di calore, installabili in ogni singolo ambiente, che consentono il ricambio dell’aria senza incorrere nella totale dispersione del calore associato. L’apparecchiatura, infatti, è dotata di scambiatore di calore entalpico che permette di recuperare, oltre al calore sensibile, anche il calore latente del vapore acqueo. A parità di prestazione complessiva, il suo funzionamento richiede di sostenere una minima spesa energetica rispetto a quella che si dovrebbe sostenere con un tradizionale impianto di riscaldamento.
> MCE sempre più vicina, online elenco espositori e catalogo prodotti
Cresce il fermento intorno al ritorno di MCE – Mostra Convegno Expocomfort: sul sito ufficiale sono disponibili numerose informazioni legateall’evento.
In particolar modo, l’organizzazione ha messo a disposizione del pubblico l’elenco degli espositori presenti in fiera (tra i quali anche Centro Studi Galileo e ATF, che vi aspetteranno nello stand U02 del padiglione 9) e il catalogo dei prodotti, utilissimi strumenti per visitare la fiera.
Inoltre, nel corso della fiera saranno organizzati numerosi eventi e appuntamenti, in particolar modo il convegno “DALLA REGOLAMENTAZIONE F-GAS AI REFRIGERANTI ALTERNATIVI: IMPATTO SUGLI IMPIANTI NUOVI ED ESISTENTI - le ultime tecnologie di aria condizionata, pompe di calore e refrigerazione; Sistemi, Attrezzature, Componenti; Formazione e Certificazione; Eliminazione F-Gas”, promosso e organizzato da ATF e Centro Studi Galileo.
Si svolge su due giorni, il 13 marzo dalle 14.00 alle 16.30, e il 14 marzo dalle 10.00 alle 12.30.
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> MCE, il 13 e il 14 marzo tornano i convegni di Centro Studi Galileo e ATF!
La 43° edizione di MCE, Mostra Convegno Expocomfort, si svolge a Fieramilano: Centro Studi Galileo e Associazione Tecnici del Freddo sono ancora protagonisti dell’evento con due giorni di conferenze dedicate al settore HVACR.
ATF e CSG sono nel Padiglione 9, stand U02, e organizzano il 13 e 14 marzo un Convegno che fa il punto sull’attuale situazione del settore HVAC/R, con particolare riferimento alla nuova Regolamentazione F-Gas, all’avvento delle pompe di calore e al ruolo chiave della formazione.
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> Nascono gli MCE Excellence Awards: un riconoscimento all’innovazione per la transizione energetica
Il “Percorso Efficienza & Innovazione” di MCE – Mostra Convegno Expocomfort, l’iniziativa che consente ai visitatori di individuare prodotti e sistemi innovativi rappresentanti dell’eccellenza delle tecnologie esposte in fiera, si evolve nel premio “MCE Excellence Awards” –Efficiency&Innovation 4 Transition Goals, che sarà assegnato ai componenti, ai sistemi e in generale alle tecnologie che saranno protagoniste nell’accelerazione della transizione energetica e ambientale collegata all’agenda 2030 delle Nazioni Unite siglata nel 2015.
Le tecnologie selezionate saranno esposte nell’area dedicata “MCE Excellence Awards”, all’interno del Pad. 18, per dimostrare ciò che il settore impiantistico più evoluto sta proponendo già oggi per contribuire al raggiungimento di molti dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 (i 17 SDG). Secondo i dati presentati
dall’Energy&Strategy Group nel Report “Zero Carbon Policy Agenda 2023”, si evince che gli edifici sono la fonte maggiore di emissioni di CO2, ma anche l’ambito con il maggior potenziale di riduzioni: lo sviluppo di queste tecnologie per il miglioramento dell’efficienza energetica potrebbe colmare il 45% del gap emissivo al 2030, pari complessivamente a 125 MtCO2-eq.
“Questa iniziativa è importante e opportuna in quanto ci troviamo in un contesto ambientale particolarmente critico, con pesanti ricadute sociali ed economiche e che richiede una forte accelerazione dell’abbattimento delle cause di emissioni nocive. – sottolinea il prof. Giuliano Dall’O’, curatore dell’Excellence Awards e Coordinatore dell’MCE Lab – Abbiamo di fronte due obiettivi: da un lato il contrasto degli effetti dei cambiamenti climatici (in una fase transitoria che però durerà decenni) e dall’altro la decarbonizzazione, anche in coerenza con gli obiettivi definiti dall’Unione europea con il New Green Deal che prevede la completa decarbonizzazione al 2050”.
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> Nuova Regolamentazione
F-Gas, ecco la traduzione italiana ufficiale
Disponibile ufficialmente la traduzione italiana della nuova regolamentazione europea sui gas fluorurati a effetto serra.
Come anticipato negli articoli precedenti, il Parlamento europeo, in seduta plenaria, ha approvato l’accordo sul Regolamento sui gas fluorurati (Regolamento F-Gas) con 457 voti a favore, 92 contrari e 38 astensioni. Il 29 gennaio è stato formalmente adottato dal Consiglio dell’UE, per poi essere pubblicato in gazzetta ufficiale.
É stata resa disponibile anche la versione tradotta del testo, consultabile e scaricabile sul sito di Industria&Formazione online.
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> Breaking News. Il Consiglio d’Europa approva la regolamentazione F-Gas. L’Italia si astiene
Il Consiglio ha adottato due regolamenti, per eliminare gradualmente i gas fluorurati (F-Gas), e altre sostanze che causano il riscaldamento globale e riducono lo strato di ozono. Sebbene la legislazione UE esistente abbia già limitato in modo significativo l’uso di questi gas e sostanze, le nuove norme ridurranno ulteriormente le loro emissioni nell’atmosfera e contribuiranno a limitare l’aumento della temperatura globale, in linea con l’accordo di Parigi. Gas fluorurati
Secondo le nuove regole, il consumo di idrofluorocarburi (HFC) sarà completamente eliminato entro il 2050. D’altro canto, la produzione di HFC, in termini di diritti di produzione assegnati dalla Commissione per produrre HFC, sarà gradualmente ridotta al minimo (15%) a partire dal
2036. Sia la produzione che il consumo saranno gradualmente ridotti sulla base di un calendario serrato, con un’assegnazione di quote decrescenti (allegati V e VII).
Il testo introduce il divieto assoluto di immettere sul mercato prodotti e apparecchiature contenenti HFC per diverse categorie per le quali è tecnologicamente ed economicamente fattibile il passaggio ad alternative ai gas fluorurati, compresi alcuni frigoriferi domestici, refrigeratori, schiume e aerosol.
Stabilisce inoltre date specifiche per la completa eliminazione dell’uso dei gas fluorurati nel condizionamento dell’aria, nelle pompe di calore e nei quadri elettrici.
Prossimi passi
Il voto del Consiglio chiude la procedura di adozione. I due regolamenti, firmati dal Consiglio e dal Parlamento europeo, pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’UE, entrano in vigore 20 giorni dopo.
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> Nuova F-Gas, Italia e Repubblica Ceca si astengono dal voto, contraria l’Ungheria
Il Consiglio dell’UE ha adottato l’accordo sul regolamento sui gas fluorurati con 24 Stati membri a favore,
2 astenuti (Repubblica Ceca e Italia) e 1 contrario (Ungheria).
Tre Stati membri (Repubblica Ceca, Estonia e Ungheria) hanno rilasciato dichiarazioni scritte prima del voto:
● La scelta politica di vietare le alternative a basso GWP nel settore delle pompe di calore e dei commutatori, insieme ad altri divieti molto severi sulle pompe di calore nell’Allegato IV e ai divieti di servizio recentemente introdotti sulle pompe di calore, è molto delicata per la Repubblica Ceca.
● L’Estonia è preoccupata per la velocità della riduzione degli HFC e per la mancanza di una valutazione d’impatto relativa ad alcuni divieti.
● Per l’Ungheria, le preoccupazioni riguardano la limitata manutenzione dei prodotti attualmente in circolazione, progettati per molti decenni di utilizzo, e il tempo insufficiente per prepararsi alla transizione tecnologica.
Il Consiglio ha inoltre adottato l’accordo sulle ODS (sostanze ozonolesive).
Questo voto chiude la procedura di adozione. Entrambi i regolamenti, firmati dal Consiglio e dal Parlamento europeo entrano in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE.
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> Nuova Regolamentazione FGas, arrivano i primi commenti: EPEE chiede collaborazione per consentirne una “attuazione armonizzata”
Il Partenariato europeo per l’energia e l’ambiente (EPEE), che rappresenta numerose aziende e associazioni che operano nel settore della refrigerazione, del condizionamento dell’aria e delle pompe di calore in Europa, ha preso atto del voto del Consiglio europeo sul regolamento F-Gas ed esprime la sua intenzione di collaborare con la Commissione Europea per consentire un’attuazione efficiente e armonizzata in tutti gli Stati membri.
“I nostri membri lavoreranno per implementare questo nuovo regolamento e ottenere ulteriori riduzioni dei gas serra. Il nostro obiettivo è sempre quello di sostenere le azioni dell’Europa sul cambiamento climatico, con prodotti altamente efficienti sui quali i cittadini dell’UE possano fare affidamento ogni giorno”, ha affermato Russell Patten, direttore generale di EPEE.
EPEE ha osservato che il testo di compromesso finale rappresenta un miglioramento rispetto alle proposte della Commissione europea e del Parlamento, ma permane una mancanza di definizioni chiare nella revisione, nonché un’insufficiente considerazione dell’agenda per una migliore regolamentazione dei principi fondamentali dell’efficienza energetica. Ha inoltre espresso preoccupazione per le differenze normative tra gli Stati membri, che potrebbero ostacolare gli sforzi di attuazione.
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> Approvato il nuovo Regolamento F-gas, un passo avanti verso il Green Deal europeo
Per Assocold (federata Anima Confindustria) l’industria della refrigerazione commerciale è pronta ad accogliere le nuove misure nell’ottica di una sempre maggiore riduzione dei gas climalteranti.
Il Parlamento e il Consiglio europeo hanno approvato l’accordo sul nuovo Regolamento F-Gas; questo voto chiude la procedura di adozione.
La nuova F-Gas, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’UE, entra in vigore trascorsi 20 giorni. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it
> Critiche alla nuova Regolamentazione F-Gas europea: online una lettera aperta di Refrigerants Australia
Refrigerants Australia ha espresso preoccupazione per la nuova regolamentazione europea sui gas fluorurati, sollevando formalmente una serie di questioni critiche con l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
Quella che segue è una lettera aperta – intitolata What the F is going on? – presentata dal direttore esecutivo di Refrigerants Australia, Greg Picker.
Lettera aperta:
Refrigerants Australia ha presentato una serie di domande all’Organiz-
zazione mondiale del commercio (OMC), sollevando alcune questioni su diversi aspetti delle proposte europee di revisione delle leggi che regolamentano l’uso e l’acquisto dei gas fluorurati.
OMC fa parte dell’architettura internazionale volta a garantire che le regolamentazioni tecniche non creino inutili ostacoli agli scambi commericali, quindi OMC incoraggia vivamente i paesi a basare le loro misure su standard internazionali per facilitare il commercio.
A seguito delle questioni sollevate in merito alle precedenti iterazioni dei regolamenti sui gas fluorurati dell’Unione Europea, l’OMC ha apportato modifiche significative alla legislazione.
Refrigerants Australia ha osservato che il concetto di neutralità tecnologica, che è alla base del Protocollo di Montreal, garantisce libertà di scelta non costringendo gli utenti a utilizzare alcuna tecnologia specifica. Refrigerants Australia sostiene che una legislazione nazionale, come la Regolamentazione F-Gas, dovrebbe definire gli obiettivi da raggiungere e non dovrebbe né imporre, né discriminare, l’uso di un particolare tipo di tecnologia per raggiungere tali obiettivi. La nostra preoccupazione è che le normative sui gas fluorurati non siano state sviluppate su questa base. In particolare, la normativa sui gas fluorurati ha proposto di imporre –a partire dal 2050 – il divieto degli HFO e delle miscele con HFO, anche quelle con GWP molto bassi: la legislazione sui gas fluorurati è stata emanata per soddisfare i requisiti dell’emendamento di Kigali al protocollo di Montreal, ma l’emendamento di Kigali non include gli HFO. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it
> AHRI scrive alla Commissione Europea: “Dubbi sulla nuova regolamentazione F-Gas
L’Istituto statunitense per il condizionamento, il riscaldamento e la refrigerazione (AHRI) ha scritto alla Commissione Europea, esprimendo diverse preoccupazioni su alcuni aspetti della nuova Regolamentazione sui gas fluorurati. AHRI, rappresenta oltre 330 produttori in ambito HVACR.
Dal testo si evince un concetto chiave, ossia l’esortazione a valutare “una politica meno restrittiva” definita “meno distruttiva” per i lavoratori e i consumatori di HVACR. “La revisione manca di neutralità tecnologica, il principio che garantisce la libertà di scelta non obbligando gli utenti a utilizzare alcuna tecnologia specifica”, afferma il direttore senior degli Affari Internazionali di AHRI, Michael La Giglia.
“La legislazione deve definire gli obiettivi da raggiungere e non dovrebbe né imporre né discriminare a favore dell’uso di un particolare tipo di tecnologia per raggiungere tali obiettivi. Ciò è particolarmente vero per i refrigeranti in cui le idrofluoroolefine (HFO) sono deliberatamente vietate per diverse categorie di prodotti”. Inoltre, aggiunge in seguito, gli HFO non sono sostanze regolamentate dal Protocollo di Montreal e non appartengono al pacchetto di gas fluorurati presi in esame dall’Accordo di Parigi e dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).
“La revisione presuppone che tutti gli F-Gas siano sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), il che non è corretto poiché alcuni gas non si decompongono in PFAS. Inoltre, per i gas che si decompongono in PFAS
(in particolare acido trifluoroacetico o TFA), non si è ancora conclusa la proposta di restrizione PFAS per la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che potrebbe decidere sull’attuazione di restrizioni per alcuni gas. Ma possono anche consentire deroghe per alcuni usi”, aggiunge LaGiglia.
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> Nuova EPBD, la Direttiva “Case green” apre al vettore gas
«La Commissione ha riconosciuto l’importanza di un approccio multitecnologico, che includa le tecnologie green gas ready nel percorso verso un parco edilizio più sostenibile».
Dopo mesi di discussioni, la Commissione ITRE (Industria, Ricerca ed Energia) del Parlamento europeo ha votato e approvato il testo finale della Direttiva EPBD, cosiddetta Direttiva “Case Green”. Rispetto ai termini inizialmente previsti, che avevano suscitato pareri critici da parte di molti paesi europei (primo tra tutti l’Italia), la revisione della direttiva ha ammorbidito le richieste, tracciando un quadro di riferimento della transizione sostenibile che, pur chiedendo un importante percorso di rinnovamento sul patrimonio edilizio (e impiantistico) esistente, indica scadenze e strumenti più sostenibili e pragmatici, facendo leva sulla pluralità tecnologica.
L’orizzonte del phase-out dei combustibili fossili dai sistemi di riscaldamento è stato spostato al 2040, anno in cui presumibilmente vettori rinnovabili, come biometano o idrogeno verde (oltre a syngas, bio-GPL ed altri), potranno essere disponibili su scala più ampia rispetto al presente
nelle reti di distribuzione. In questo cambiamento di scenario energetico e tecnologico, anche gli apparecchi ibridi (pompa di calore di potenza ridotta in accoppiamento “factory made” con una caldaia a condensazione omologata per miscele di green gas) e le pompe di calore a gas potranno giocare un ruolo centrale, grazie alla loro integrabilità nel contesto tipico del parco edilizio italiano. Un’altra tecnologia importante, da questo punto di vista, è rappresentata dall’abbinamento di caldaie a gas e sistemi solari termici.
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> U-3ARC lancia l’allarme: “I nuovi refrigeranti stanno uccidendo i Tecnici in Africa: serve più preparazione”
È un Tecnico residente nella Repubblica Democratica del Congo l’ultima vittima dei nuovi refrigeranti in Africa: la scorsa settimana un incidente provocato da un utilizzo imprudente del refrigerante R600 si è rivelato purtroppo fatale.
In una recente intervista, pubblicata sul sito U-3ARC (u-3arc.org), il presidente Madi Sakandé ha lanciato l’allarme sull’uso inappropriato, sull’impreparazione dei tecnici o anche sull’insufficiente informazione degli utenti riguardo all’uso dei nuovi refrigeranti. Sakandé sostiene che, pur essendo i nuovi gas rispettosi dell’ambiente, “l’altra faccia della medaglia è che questi nuovi refrigeranti potrebbero avere un impatto molto pericoloso per l’uomo, in quanto sono infiammabili. Per i tecnici africani, che finora hanno utilizzato refrigeranti non infiammabili il rischio è molto significativo: oltre il 90% non è consapevole del rischio connesso alla manipolazione di questi refrigeranti”.
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> Congratulazioni! Stefano Corgnati, coordinatore del 20° Convegno Europeo, è il nuovo rettore del Politecnico di Torino
Stefano Corgnati è stato eletto nuovo rettore del Politecnico di Torino, carica che ricoprirà per i prossimi sei anni. Corgnati è stato eletto al secondo turno, con 598,74 voti.
Il nuovo rettore ha ottenuto una maggioranza assoluta, con quasi il doppio dei voti del diretto concorrente, Juan Carlos De Martin.
L’anno scorso, l’8 giugno, Stefano Cognati è stato Presidente del XX Convegno Europeo del Centro Studi Galileo con le Nazioni Unite, nello specifico nel corso della prima sessione, Nuovi refrigeranti a basso GWP. Sviluppi, prospettive e previsioni sui nuovi refrigeranti alternativi. Nuovi refrigeranti sintetici e naturali, puri e miscele HFC, R32, HFO1234yf/ze/za, miscele HFO, CO2, ammoniaca, idrocarburi; refrigeranti secondari; condizionamento mobile. Stefano Corgnati ha origini vercellesi, e per due mandati ha ricoperto la carica di sindaco a Livorno Ferraris. Professore ordinario di Fisica tecnica ambientale presso il dipartimento Energia del Politecnico.
Il neo rettore ha già le idee precise, principalmente l’apertura di “tavoli costanti e permanenti” con le istituzioni e gli altri atenei piemontesi a partire dall’Università degli Studi di Torino: “Parlerò con il sindaco Lo Russo del tema del campus cittadino, elemento chiave dello sviluppo del Politecnico e di riconoscibilità di Torino come città universitaria. E’ la priorità. La Regione, invece, è l’in-
terlocutore principale per sviluppare congiuntamente innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico sul territorio. Le politiche che riguardano l’innovazione e formazione permanente sono regionali, così come il tema delle transizioni green, il rilancio dell’aerospazio e del biomedicale”, ha spiegato Corgnati. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it
> Comunità energetiche rinnovabili, per l’Italia un’opportunità dalle importanti ricadute economiche, ambientali e sociali
Le Pubbliche Amministrazioni – Comuni e Regioni in primis – possono giocare un ruolo importante al fine della diffusione delle configurazioni di CER e di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente, rispettivamente come promotori/membri delle comunità ed attraverso la definizione di meccanismi a supporto delle comunità stesse. È quanto emerge dal progetto di ricerca commissionato da MCE – Mostra Convegno Expocomfort all’Energy & Strategy Group del PoliMI. La Sicilia risulta essere la regione con il maggior numero di comunità energetiche, seguita da Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Una volta completato il nuovo quadro normativo, potranno emergere iniziative di grandi dimensioni che coinvolgono utenti
commerciali e industriali.
In Italia a oggi sono presenti circa 104 configurazioni in autoconsumo collettivo: 74 gruppi di autoconsumatori e 30 comunità di energia. Considerando le iniziative ancora in fase progettuale, il numero raggiunge i 198 progetti. L’incremento risulta sostanziale rispetto ai dati rilevati gli anni precedenti (33 iniziative mappate nell’anno 2021), ma notevolmente al di sotto delle stime. L’attesa di un quadro normativo-regolatorio definitivo ha posto un freno alla diffusione delle configurazioni di comunità energetiche rinnovabili e autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente, portando a una sostanziale stagnazione del numero di iniziative a oggi in essere sul territorio nazionale.
> Truffe sui refrigeranti: GeneralGas lancia l’allarme, tantissime segnalazioni in tutta Italia
Il post di denuncia pubblicato su Linkedin di GeneralGas Kryon Refrigerants parla chiaro: R507, di provenienza sicuramente illegale, spacciato per R452A. Dalle immagini si nota chiaramente l’etichetta e la composizione del gas: 50% di R143A e 50% di R125 (ovvero R507), pur essendo la bombola marchiata chiaramente come R452A.
Per chiarezza, l’azienda ha allegato la scheda tecnica Chemours con la composizione dell’R452A (prodotto tra l’altro oggetto di brevetto).
Se la truffa va a buon fine, i frigoristi pensano di acquistare un gas con GWP 2.141 e invece si ritrovano a caricare inconsapevolmente nell’impianto un gas con GWP 3.985, con tutte le implicazioni del caso (essendo refrigerante con GWP > 2.500 ci sono limitazioni d’uso in manutenzione).
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Sono in possesso del certificato Fgas, l’ho rinnovato nel 2023 e sono prossimo alla scadenza del mantenimento annuale.
La mia società si occupa solamente di refrigerazione su mezzi trasporto refrigerato fino a 35.000 Kg.
Per questa categoria di mezzi non mi risulta esserci obbligo di registrazione al portale F-Gas e quindi per il rinnovo non sono in grado di elencare gli interventi come richiestomi. Il mio precedente tesserino era già esteso ai mezzi e pensavo che in automatico fosse stato rinnovato nelle stesse condizioni.
Detto questo Vi domando come fare il mantenimento e la sua estensione ai mezzi se non già abilitato.
Risposta:
- Per quanto concerne la certificazione personale (“patentino”) essa è obbligatoria per chi opera su celle frigorifero di autocarri e rimorchi frigorifero (ai sensi art. 7, comma 1, lettera a del D.P.R. 146/2018);
- Per quanto concerne la certificazione aziendale, non è sottoposto all’obbligo di certificazione (ai sensi Art. 10, comma 1, lettera e, D.P.R. 146/2018) di cui agli articoli 7 e 8 e agli obblighi di attestazione di cui all’articolo 9 D.P.R. 146/2018;
- La definizione di “autocarro frigorifero”, così come viene resa all’art 2, paragrafo 26, Reg. UE 517/2014
è: veicolo a motore di massa superiore a 3,5 tonnellate progettato e costruito principalmente per il trasporto di merci e che sia equipaggiato di cella frigorifero; Le dichiarazioni degli interventi sono rese da: - imprese in possesso di certificazione per il regolamento 2067/2015 e 304/2008 -persone fisiche certificate che svolgono attività su celle frigorifere di camion e rimorchi (regolamento 2067/2015), per le quali l’impresa non è soggetta a certificazione.
Ringraziamo Antonio Fierro, Alessandro Borri e gli esperti del settore che hanno contribuito alla redazione di questa rubrica
In questo caso l’impresa è iscritta al registro telematico nazionale (www.fgas.it) ma non è tenuta ad avere il certificato. Confermiamo che non esiste nessuna esenzione riguardo l’inserimento degli interventi. Chiunque, per mantenere il patentino FGAS, ha l’obbligo di inserire almeno 1 intervento l’anno.
L’esenzione riguarda la certificazione. Esistono alcune categorie che non hanno bisogno del certificato F-GAS per operare, ma una volta preso il patentino, per mantenerlo, si ha l’obbligo di registrazione.
Per legge quanto posso tenere in officina refrigerante infiammabile o macchinari che lo contengono?
Nella nostra ditta ci occupiamo di gruppi frigo di distributori automatici, fino ad ora sono sempre arrivati con R134a o con R404A, però cominciano ad arrivarne con R290, per legge, quanto posso tenerne in officina, dato che è infiammabile?
Risposta:
Senza permessi e comunicazioni
ai VVFF (tramite SCIA) si possono stoccare un massimo di 75 kg. Per il trasporto su furgone bisogna essere dotati di estintore a polvere da 2 kg.
Se il deposito supera i 75 kg di quantitativo, è necessaria l’istanza di valutazione progetto presso i VVF (rif. REG UE 621/2019 e DM 10/03/1998).
La normativa sugli infiammabili in Italia è piuttosto datata, ad oggi, infatti, esiste una lacuna normativa che riguarda i depositi di bombole di gas infiammabili diversi dal GPL, ovvero si trovano spesso riferimenti alle vecchie bombole del gas (sia come stoccaggio che come trasporto).
Nel momento in cui la nostra azienda (e ovviamente anche le altre del settore) dovesse procedere a vendere una macchina, dovrebbe procedere alla registrazione nella banca dati F-Gas in qualità di “Venditore”? Se sì, varrebbe lo stesso anche se la macchina venisse svuotata dagli F-Gas?”
Risposta:
All’articolo 2 b) chiaramente si enuncia che il presente regolamento si applica ai prodotti e alle apparecchiature, e loro parti, che contengono gas fluorurati a effetto serra o il cui funzionamento dipende da tali gas. Inoltre, la risposta al vostro dubbio è contenuta all’interno del comma 3 dell’art. 16 D.P.R. 146/2018: “Le imprese che forniscono apparecchiature non ermeticamente sigillate contenenti gas fluorurati a effetto serra agli utilizzatori finali, indipendentemente dalle modalità di vendita utilizzata, comprese le tecniche di comunicazione a distanza di cui agli articoli 49 e seguenti del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, [...] comunicano alla Banca dati, all’atto della vendita e per via telematica, le seguenti informazioni: [...]”. I punti più salienti del comma per determinare se c’è o meno obbligatorietà di dichiarazione di vendita alla Banca Dati F-gas sono: - Stabilire se l’apparecchiatura è o meno ermeticamente sigillata (riferirsi alla definizione resa all’art. 2 REG. UE 517/2014); - Stabilire se viene venduta ad utilizzatore finale o meno. Vi sottolineo un dato già espresso dal già menzionato comma: la dichiarazione andrà resa contestualmente all’atto della vendita.
(Parte 234a)
Ventiquattresimo anno
A cura dell’ing.
Pierfrancesco FANTONI
ARIA GELIDA:
Aria che viene raffreddata a temperature comprese tra -35 °C e-40 °C circa attraverso il passaggio in una batteria evaporante di un circuito frigorifero. Tale aria viene impiegata negli impianti di surgelazione delle derrate alimentari che vengono poste o vengono fatte transitare per un certo intervallo di tempo mediante appositi carrelli o nastri trasportatori all’interno di particolari tunnel mantenuti a bassissime temperature proprio grazie all’impiego di aria gelida.
RAFFREDDAMENTO REALE:
Rappresenta la capacità di raffreddamento misurata corretta per il calore proveniente dai dispositivi (pompe o ventilatori) deputati alla circolazione del vettore di trasferimento del calore attraverso lo scambiatore di calore interno, espressa in KW.
DESURRISCALDATORE:
Scambiatore di calore utilizzato per il parziale recupero di calore dal refrigerante caldo che esce allo stato gassoso dal compressore. Esso viene utilizzato principalmente nelle pompe di calore per la produzione di acqua calda sanitaria in modalità contestuale alla funzione di riscaldamento degli ambienti. Ovviamente il desurriscaldatore può fornire acqua calda solo quando la pompa di calore è in funzione. Questo componente, se presente
in un circuito frigorifero per la produzione di freddo, permette di recuperare una parte della potenza termica, che altrimenti verrebbe dissipata dal condensatore, sempre per la produzione di acqua calda sanitaria.
Viene abbinato agli organi di potenza, di regolazione e di sicurezza necessari a garantire il corretto funzionamento del complesso frigorifero.
FRIGOCONSERVAZIONE:
Particolare tecnica di conservazione delle derrate alimentari che prevede un trattamento termico di queste ultime in modo tale che siano mantenute costantemente ad una temperatura prefissata superiore a 0 °C. Affinché la conservazione risulti particolarmente efficace il trattamento termico deve essere applicato entro tempi brevissimi dal momento in cui i prodotti vengono raccolti. Infatti, il controllo della temperatura permette di rallentare il metabolismo dei prodotti e quindi di decelerarne il processo di maturazione, deperimento e invecchiamento. Proprio durante il processo di maturazione, infatti, si producono sostanze enzimatiche a causa dell’azione di agenti di natura microbiologica: tali sostanze provocano formazione di muffe sui prodotti, fermentazioni, marcescenze, putrefazioni o altri fenomeni di degrado che rendono il prodotto non consumabile. La frigoconservazione ha il compito, oltre che di impedire il verificarsi di tali fenomeni, di portare il prodotto in maniera lenta, ma progressiva, al giusto grado di maturazione in modo che possano venire esaltate le sue qualità organolettiche e che possa essere offerto agli acquirenti nel suo momento migliore.
Se la frigoconservazione ha un limite temporale breve, la temperatura da raggiungere si aggira attorno ai 7 °C mentre se l’orizzonte temporale è più ampio (anche sei mesi) allora le temperature necessarie a cui devono essere portati i prodotti risultano essere più basse e si aggirano attorno ai 3 °C, ovviamente con gli opportuni distinguo a seconda del prodotto.
Abbattitore di temperatura dotato di un nastro trasportatore per l’introduzione degli alimenti, che consente di mantenere un ciclo continuo per l’abbattimento o il congelamento degli alimenti.
In un compressore ermetico monofase, si indica con il termine run l’avvolgimento di marcia, ossia quell’avvolgimento che permane costantemente sotto tensione elettrica e viene percorso da corrente durante il periodo di funzionamento del compressore stesso. Esso risulta collegato, alle sue estremità, ai terminali C e R della fusite del compressore. Normalmente l’avvolgimento di marcia risulta avere una resistenza elettrica inferiore rispetto a quella dell’avvolgimento di spunto, poiché non si deve surriscaldare eccessivamente durante il funzionamento. Solitamente il valore di tale resistenza decresce all’aumentare della potenza elettrica del compressore.
Terminologia che mira a identificare quelle correnti d’aria che si muovono a velocità inferiori a 0,15 m/s, senza creare correnti fredde ed in modo tale da non creare condizioni di disagio negli occupanti di un ambiente che vengono investiti da esse. Questa condizione, che si potrebbe definire di “aria ferma” è in grado di produrre il raffrescamento di un ambiente, con una diffusione molto uniforme dell’aria interna e condizioni di miglior benessere per gli occupanti. La diffusione dell’aria viene generata, invece che dalle tradizionali bocchette o griglie, da migliaia di microfori che impediscono la generazione di getti d’aria diretti. La terminologia still-air è stata creata dall’ente americano ASHRAE (American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers).
I prodotti della serie Black Diamond sono realizzati in materiali di alta qualità. La serie è composta da Piegatubo, Allargatubo, Tagliatubo, Pompa per il Vuoto e Flangiatubo.
La Serie
Sollevatore
Piegatubo atubo
Allargatubo Allargatb
Il sollevatore portatile è uno strumento potente per alzare oggetti pesanti, come impianti di climatizzazione: unità interne ed esterne e può essere anche utilizzato per sollevare oggetti pesanti in ambiti diversi. Rispetto alla sua portata il sollevatore è relativamente leggero (30 Kg. circa) nel trasporto essendo dotato di ruote e maniglia.Tra le sue funzionalità spiccano la regolazione dei piedini di supporto e la modalità di avviamento sia elettrica che manuale.
Tagliatubo
GRANDE MANEGGEVOLEZZA
Pompa vuoto
Flangiatubo u
INVIO RECIPIENTI “Recovery Cold”
RECUPERO DEL GAS ESAUSTO
GESTIONE DOCUMENTI E RITIRO DEL RIFIUTO
ANALISI
VALORIZZAZIONE DEL PRODOTTO RIGENERAZIONE O SMALTIMENTO