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Industria & Formazione refrigerazione e condizionamento 1-2024

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Air conditioning and Refrigeration European Association

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ORGANO UFFICIALE CENTRO STUDI GALILEO

LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE N.475/ FEBBRAIO

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Confronto idrocarburi e refrigeranti tradizionali

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NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

Direttore Responsabile Enrico Buoni Responsabile di Redazione Daniela Farè Comitato Scientifico Marco Buoni, Marcello Collantin, Pierfrancesco Fantoni, Marco Carlo Masoero, Alfredo Sacchi, Madi Sakande, Stefano Sarti, Marino Bassi Redazione e Amministrazione Centro Studi Galileo srl via Alessandria, 26 15033 Casale Monferrato AL tel. 0142/452403 Pubblicità tel. 0142/452403 E-mail: info@industriaeformazione.it www.industriaeformazione.it www.centrogalileo.it continuamente aggiornati www.EUenergycentre.org per l’attività in U.K. e India www.associazioneATF.org per l’attività dell’Associazione dei Tecnici del Freddo (ATF) La rivista viene inviata a: 1) Installatori, manutentori, riparatori, produttori e progettisti di: A) Impianti frigoriferi industriali, commerciali e domestici; B) Impianti di condizionamento e pompe di calore. 2) Utilizzatori, produttori e rivenditori di componenti per la refrigerazione. 3) Produttori e concessionari di gelati e surgelati.

N. 475 – Periodico mensile Autorizzazione del Tribunale di Casale Monferrato n. 123 del 13.6.1977 Spedizione in a. p. - 70% Filiale di Alessandria Stampa Tipolito Europa - Cuneo Abbonamento annuo (10 numeri) € 36,00 da versare con bonifico su BancoPosta IBAN IT79 H07601 10400 0000 1076 3159 oppure su CCP 10763159 entrambi intestati a Industria & Formazione, 15033 Casale M.to. 1 copia € 3,60 - Arretrati € 5,00 Abbonamento annuale estero € 91,00

Sommario

6 Editoriale 2024 ricchissimo di eventi, alla luce della nuova regolamentazione F-Gas e di molte novità A. Sistri - CMO Chief Marketing Officer Centro Studi Galileo

a Didier Coulomb, Direttore Generale International Institute 10 Intervista of Refrigeration (IIF-IIR) M. Buoni - Former President w/ “International Affairs” mandate - AREA, Segretario Generale ATF, Direttore Centro Studi Galileo

14 Tecnici specializzati negli ultimi corsi e patentini 21 Confronto tra idrocarburi e refrigeranti tradizionali durante la condensazione in un tubo liscio di 4 mm G. Righetti | G. A. Longo | S. Mancin | C. Zilio - Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali Università degli Studi di Padova

ciclo di gestione dei refrigeranti e K-plot per la riduzione delle 24 Nuovo emissioni di gas serra N. Kagawa- Board member Japan Society of Refrigerating and Air Conditioning Engineers - JSRAE

CLIM’ECO: buone pratiche di manutenzione per ottenere fino 29 Programma al 20% di risparmio energetico nella climatizzazione E. Devin - Delegato Generale uscente Associazione Francese del Freddo AFF

di base del condizionamento dell’aria 33 Principi Giunti trasversali a baionetta per le canalizzazioni per la distribuzione dell’aria P. Fantoni – 248° Lezione

de e opportunità per le pompe di calore come sostitute delle caldaie 35 Sfi tradizionali negli edifici T. Funder-Kristensen - Head of Industry Affairs Danfoss Climate Solutions

di base sulle tecniche frigorifere 39 Concetti Come le caratteristiche del motore elettrico LSPM si riflettono positivamente sulle prestazioni di un circuito frigorifero P. Fantoni – 268° Lezione

Notizie 42 Ultime Un corso sulle pompe di calore tra le mura trecentesche del castello di Casale

- Il messaggio di Marco Buoni, segretario di ATF e past president di AREA - Centro Studi Galileo, si ricomincia: si apre un anno ricchissimo di eventi - Disponibile la registrazione del convegno “decarbonizzare il settore RAC: nuovi regolamenti - Disponibili la registrazione e le slide del super-webinar 2023 del Centro Studi Galileo! - Al via a Parigi i lavori per ISI2024 Rivista Internazionale del Centro Studi Galileo - CSG, un meeting a Tirana su emendamento di Kigali e protezione ambientale - Women in Cooling Video Competition 2024, c’è tempo per iscriversi sino al 7 aprile - Breaking news: la Commissione Europea chiarisce le novità della regolamentazione F-Gas: disponibili le slide - UNEP e GFCCC condividono un documento per aiutare a comprendere al meglio il “cold chain database” - COP 28, c’è anche il Centro Studi Galileo con l’International Special Issue di Industria&Formazione - COP28, 63 Nazioni si impegnano a ridurre le emissioni legate al raffreddamento - Monitoraggio dei prezzi dei refrigeranti: i dati del terzo quadrimestre 2023 - Decreto CER, un decisivo passo avanti verso un futuro energetico sostenibile

48 Ditte Collegate

dei termini della refrigerazione e del condizionamento 50 Glossario Parte 233 – A cura di P. Fantoni a

INDUSTRIA & formazione /5


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

EDITORIALE

2024 ricchissimo di eventi, alla luce della nuova regolamentazione F-Gas e di molte novità

Alberto Sistri

CMO - Chief Marketing Officer Centro Studi Galileo

Mentre scriviamo l’editoriale per la rivista che state leggendo, è arrivata la notizia in redazione che il Parlamento europeo, in seduta plenaria, ha approvato l’accordo sul Regolamento sui gas fluorurati (Regolamento F-Gas) con 457 voti a favore, 92 contrari e 38 astensioni. Questo segna il primo passo di un 2024 che sarà una vera e propria cartina tornasole per capire come il settore HVAC/R si comporterà nei confronti di uno dei cambiamenti più radicali mai avvenuti a livello legislativo, uno scossone per il settore che inizierà a chiudere alcune porte, ma che creerà sicuramente nuove opportunità per tecnici e aziende.

IL TRAMONTO DEGLI F-GAS Quest’anno entreranno in fase di phase down alcuni dei refrigeranti più importanti degli ultimi anni. I timori delle aziende e dei produttori sono noti da tempo, ossia che la linea radicale (la riduzione del -31,1% delle quote di refrigerante che possono essere immesse sul mercato tra il 2023 e il 2024, dato che poi passerà -47,5% dall’anno successivo, rispetto al 2023) causi fenomeni di “shortage”, difficoltà di approvvigionamento del refrigerante stesso, che renderà impossibile non solo le nuove installazioni, ma anche le operazioni di manutenzione e riparazione. Questo aspetto diventa rilevante anche in ottica ambientale: se sostituisco un impianto vecchio con uno nuovo, metto in funzione una macchina più efficiente e pulita, ma rischio di tralasciare, dal calcolo totale dell’impatto ambientale, ciò che comporta la produzione del nuovo impianto e lo smaltimento del vecchio, che potrebbe essere per assurdo più “pesante” di una manutenzione effettuata in modo corretto. Trovare una risposta non è semplice, ma rimane il fatto che la linea legislativa è ormai stata tracciata. LA LOTTA ALL’ILLEGALITÀ

Il neoeletto Magnifico Rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati (a sinistra) professore di Fisica Tecnica, presenta con l’ing. Buoni (CSG) il 20° Convegno Europeo, del quale è stato Presidente. 6/ INDUSTRIA & formazione

In uno scenario di questo tipo, la tentazione di rivolgersi al cosiddetto “secondary market”, che spesso non è altro che un modo per riferirsi al mercato illegale, diventerà sempre più forte. I gas illegali, importati/contrabbandati in Europa cercando di aggirare blocchi e controlli, presentano numerose problematiche che non possono essere ignorate dalle au-


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Closing the Refrigerant Circle In the next years, the EU F-Gas Regulation (no. 517/2014 and rev.) will further reduce the quota for importing legal virgin refrigerants into the EU. Recovery Used refrigerants are valuable substances to complete the Circularity of refrigerants compensating potential shortfalls of virgin refrigerants. Upon maintenance or prior to disposal of old equipment, they should be recovered separately type by type and returned to a qualified distributor or reclaimer for appropriate treatment. Reclamation During reclamation of recovered refrigerants - as defined by the EU F-Gas Regulation, they are purified and brought back to a quality equal to that of virgin refrigerants in terms of performance and warranty. Only now, they should be reused. Reuse Daikin Chemical Europe and their distribution partners are reliable suppliers of certified reclaimed refrigerants in accordance with the EU F-Gas Regulation.

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LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

torità. Innanzitutto, l’acquisto alimenta fenomeni di evasione fiscale. Spesso i traffici sono gestiti dalla criminalità organizzata, quindi questo mercato sommerso porta numerosi introiti nelle casse delle ecomafie. Vengono meno le logiche di corretta concorrenza, in quanto gli esercenti e i tecnici seri e onesti rischiano di vedere il loro giro di affari danneggiato da chi si affida a soluzioni discutibili. Inoltre, viene danneggiato anche il cliente, che magari vede la propria macchina ricevere manutenzione a prezzi inferiori, ma talvolta questa non avviene in modo ineccepibile: i gas illegali spesso non sono gestiti nel modo corretto, e presentano difetti o impurità che possono arrivare anche a danneggiare un impianto. Da ultimo, ma parliamo dell’elemento più importante, le importazioni illegali vanificano in larga parte lo scopo della normativa, ossia la salvaguardia ambientale, inserendo nelle equazioni un fattore impossibile da calcolare che rischia di incidere, in modo anche pesante, sull’impegno europeo in ambito climatico. La lotta ai traffici illegali deve quindi essere una priorità per l’Europa, in particolar modo per OLAF e per le dogane, ma è anche importante che Tecnici e aziende siano debitamente informate sui rischi che comporterebbe una minimizzazione del problema. ATF, 20 ANNI DALLA PARTE DEI TECNICI Il 2024 segna una ricorrenza fondamentale: sono infatti trascorsi vent’anni dalla fondazione di ATF, Associazione Italiana dei Tecnici del Freddo, che ogni giorno si impegna affinché i Tecnici di tutto il paese siano riconosciuti e supportati, dando la possibilità di far sentire la loro voce ai decisori politici, anche in Europa, tramite AREA, corrispettivo internazionale del quale ATF è full member sin dalle origini. ATF partecipa a numerose attività istituzionali, e organizza seminari, eventi, convegni e appunta8/ INDUSTRIA & formazione

menti su tutto il territorio nazionale, aiutando i Tecnici nel lavoro di ogni giorno e illustrando normative e regolamenti. Anche questo è stato lo scopo del Tour F-Gas, che l’anno scorso ha portato il Segretario di ATF, Marco Buoni (che è anche Past President di AREA, con incarico agli Affari Internazionali, e CEO del Centro Studi Galileo) ad attraversare l’Italia offrendo ai Tecnici una serie di incontri formativi gratuiti, facendo luce sui punti meno chiari della normativa. A fronte dei cambiamenti in atto, Associazione Italiana dei Tecnici del Freddo (ATF) è stata invitata a partecipare ai gruppi di lavoro istituiti presso il MASE, in modo da far sentire il più possibile le esigenze del settore e allo stesso tempo ridurre le tempistiche previste. ATF collabora inoltre alla seconda edizione della Women in Cooling Video Competition, concorso organizzato da AREA e Giornata Mondiale della Refrigerazione, che a maggio incoronerà la migliore frigorista Europea e la premierà con un viaggio a Belfast e 1000 euro da parte dell’organizzazione denominata “La Giornata Mondiale della Refrigerazion”. INTERNATIONAL SPECIAL ISSUE Nel 2024 tornerà anche l’International Special Issue di Industria&Formazione, un vero e proprio “must have” con tantissimi articoli tecnici redatti dai massimi esperti internazionali del freddo. La rivista, realizzata in collaborazione con IIR, AREA, UNEP e Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, viene distribuita alle principali fiere e agli eventi delle Nazioni Unite, come MOP e COP. Inoltre, dalla scorsa edizione, alla rivista viene affiancato un sito web dedicato, che riprende interamente i contenuti della controparte cartacea, aiutando a diffonderli ovunque nel mondo. RIPARTONO CORSI E CERTIFICAZIONI Non si fermano i nuovi corsi, né

tantomeno i rinnovi delle certificazioni (in primis, il Patentino Italiano Frigoristi F-Gas PIF). Le prossime date sono già state diffuse, e i docenti sono pronti a tornare a insegnare ai Tecnici, ancora una volta, le migliori pratiche del settore. Le sedi, quindici in tutta Italia, sono come sempre, pronte a rispondere alle esigenze di Tecnici e aziende. Anche i corsi ad hoc (che si svolgono, spesso, direttamente presso le sedi delle ditte) stanno scaldando i motori, e lo stesso vale per i corsi internazionali, frequentemente svolti in collaborazione con realtà internazionali quali le Nazioni Unite (UNDP, UNIDO e UNEP su tutte) e U-3ARC, corrispettivo africano di AREA, presieduto dal docente CSG Madi Sakandé. UN ANNO DI EVENTI MCE, a marzo, sarà l’evento cardine a livello nazionale per il settore. Il 2024 si prospetterà ricchissimo di appuntamenti. Non solo proseguiranno i cicli di incontri di approfondimento sulla nuova Regolamentazione F-Gas, ma partiranno nuovi corsi e nuove certificazioni sui refrigeranti alternativi e sulle novità normative che entreranno in vigore. Si apriranno inoltre i lavori per il 21° Convegno Europeo, e l’anno si chiuderà con la nuova edizione dell’evento più atteso da tutto il settore a livello internazionale: CHILLVENTA, che a novembre tornerà a Norimberga, dopo il successo dell’edizione del 2022. Anche in questo caso, ATF, Industria e Formazione e Centro Studi Galileo saranno pronti a partecipare con un ruolo da protagonisti. Last but not Least, il 26 giugno si celebrerà ancora una volta la Giornata Mondiale della Refrigerazione, il World Refrigeration Day, al quale Industria e Formazione, Centro Studi Galileo e ATF prenderanno parte insieme alle loro numerosissime aziende partner. Buon Anno 2024 a tutti i Tecnici italiani del Freddo!


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LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

MARCO BUONI INTERVISTA DIDIER COULOMB, DIRETTORE GENERALE INTERNATIONAL INSTITUTE OF REFRIGERATION (IIF-IIR)

Prima Parte

Gentile Dott. Coulomb, lei ha partecipato a due summit importantissimi a livello globale sul clima: la COP, sul cambiamento climatico, e il MOP, sul Protocollo di Montreal e la protezione dello strato di ozono. Potrebbe dirci che cosa è successo al MOP a Nairobi sul Protocollo di Montreal e la protezione dello strato dell’ozono? Tutti gli anni si tiene una riunione delle parti del Protocollo di Montreal al fine di prendere delle decisioni sul futuro dell’accordo. Vengono organizzate riunioni preparatorie, come quella che si è tenuta a luglio, ma la riunione decisiva è quella annuale, che quest’anno si è tenuta a Nairobi. C’è stata una novità rispetto ai due anni precedenti: due giorni che hanno preceduto la riunione principale, interamente dedicati rispettivamente alla catena del freddo il primo e all’efficienza energetica il secondo. La catena del freddo per l’alimentazione sottolinea l’importanza vitale che riveste il freddo per la conservazione delle derrate alimentari e la necessità di diminuire le perdite alimentari soprattutto nei paesi in via di sviluppo: l’argomento del rendimento energetico ha sottolineato l’importanza di qualcosa che non dobbiamo dimenticare, ossia il fatto che tutti i cambiamenti nei fluidi refrigeranti (come il phase down degli HFC e l’abolizione degli HCFC) devono considerare il rendimento energetico della soluzione tecnica nel suo insieme. Non bisogna dimenticare che la prima incidenza del freddo sul cambiamento climatico non sono i refrigeranti, bensì l’energia consumata dagli impianti. Circa il 20% dell’elettricità mondiale è utilizzata per il freddo, e due terzi dell’impatto sul cambiamento climatico, sono dovuti al consumo di elettricità. Il problema potrebbe essere risolto con l’utilizzo di fonti rinnovabili, ma considerando l’elevata richiesta da parte dei dispositivi refri10/ INDUSTRIA & formazione

geranti, includendo anche la climatizzazione, è facile immaginare che ci sarebbero comunque problemi di capacità per via della mole di energia necessaria. Non sono state prese decisioni nuove in questo settore, anche se si sarebbero potute introdurre con chiarezza una serie di nozioni per l’ottimizzazione del rendimento energetico tra i criteri presi in considerazione per finanziare alcuni progetti in diversi paesi in via di sviluppo, considerando anche l’impatto energetico e non solo la sostituzione dei refrigeranti. Tuttavia, questo dibattito, che è in corso da diversi anni, durante l’adozione dell’Emendamento di Kigali, per esempio, non ha portato a nessuna decisione effettiva. D’altro canto, c’è stato un accordo sul MultiLateralFund, che è il fondo finanziato dai paesi industrializzati verso i paesi in via di sviluppo per permettere loro di abolire gli HCFC e ridurre l’utilizzo degli HFC. Il fondo è stato aumentato, perché si vorrebbero aiutare i paesi in via di sviluppo, che non hanno ancora cominciato la riduzione degli HFC, ad abolire gli HCFC e a evitare che li sostituiscano con gas a forte effetto serra. Si è trattato dell’interesse primario di questo MOP, cha ha permesso, inoltre, di prepararsi alla successiva COP, nel corso della quale per la prima volta la refrigerazione è stata protagonista dell’evento. La riunione, che si è tenuta con qualche mese di anticipo rispetto alla COP, ci ha permesso di perfezionare la preparazione di tutti gli avvenimenti che sono stati organizzati per la COP di Dubai. L’anno scorso la COP è stata organizzata a Sharm el Sheikh e vi è stato un acceso dibattito riguardo a chi avrebbe pagato per il problema del cambiamento climatico, ma non si è trovata una soluzione. Pensa che sia stato fatto un passo avanti durante la COP di Dubai o il problema rimarrà invariato? Sono scettico riguardo al fatto che le soluzioni implementate a Dubai saranno risolutive. A Sharm el Sheikh abbiamo potuto constatare che il denaro pagato dai paesi industrializzati a favore dei paesi in via di sviluppo

non corrispondeva alle promesse fatte nel 2009 a Copenhagen. Parliamo di circa 80 miliardi invece dei 100 previsti, e la maggior parte sono prestiti e non sovvenzioni. Senza dimenticare che questo non è l’unico problema da affrontare. A Sharm è stato accettato un fondo per le perdite e i danni e se ne vuole organizzare un altro, ma a conti fatti non c’é il denaro per finanziarlo. Può parlarci della COP che si è svolta a Dubai quest’anno? Si tratta di una conferenza fondamentale, per quanto mi riguarda. È stata la prima volta in cui il freddo è stato considerato ufficialmente come una delle priorità della COP dagli Emirati Arabi Uniti, che la ospitano, così come dalle Nazioni Unite. Per esempio, è stata organizzata una giornata interamente dedicata al freddo che sarà l’occasione per lanciare un appello chiamato “The Global Cooling Pledge” a tutti i paesi: è stato inviato un documento ai governi perché si intraprendano delle azioni sul freddo con un impegno ambizioso in materia di riduzione dell’impatto climatico e ottimizzazione del rendimento energetico degli impianti refrigeranti. Nel documento si parla della catena del freddo per la conservazione delle derrate alimentari del settore sanitario: si tratta di una necessità fondamentale per tutti, senza dimenticare la climatiz-


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LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

zazione. Gli altri argomenti, come quello delle pompe di calore, la criogenia, non sono stati trattati. I due grandi settori che hanno un impatto sul cambiamento climatico, la catena del freddo e la climatizzazione, sono il principale oggetto dell’appello. Abbiamo lavorato con le Nazioni Unite per condividere lo stesso padiglione con altre parti interessate e organizzare eventi durante le due settimane dell’incontro. L’IIF ha organizzato per esempio 5 eventi paralleli, e partecipato a molti altri, senza saltare alcun giorno. È la prima volta che il freddo gode di tanto rilievo. Ci aspettiamo che i Paesi accelerino e prendano decisioni più concrete. Oggi, su 198 paesi, già una cinquantina hanno avviato piani nazionali sul freddo, ma sono ancora vaghi, lontani dal diventare operativi. Dunque, ora è necessario che gli altri paesi si impegnino a fare qualcosa e che quelli che hanno già capito che il freddo è importante, organizzino le loro azioni dettagliatamente. Questi piani d’azione devono essere integrati ai contributi nazionali che rappresentano lo sforzo che ogni paese porta avanti nel quadro del cambiamento climatico. Queste azioni hanno come obiettivo la riduzione dell’impatto dei gas serra nel settore del freddo, riconoscendo la necessità di incrementare il numero dei dispositivi refrigeranti nei paesi in via di sviluppo, che necessitano particolarmente della refrigerazione. Dunque, una delle sfide è quella di aumentare la capacità di freddo in queste zone, ma con un migliore rendimento, in modo da diminuire considerevolmente l’impatto del freddo sul cambiamento climatico: siamo in una fase storica, che rappresenta un momento cruciale nella storia del Freddo.

Seconda Parte

Siamo qui da Chicago, AHR Expo e ASHRAE Winter meeting con Didier Coulomb, direttore generale dell’IIR, che ha partecipato al vertice internazionale sul cambiamento climatico, in cui la refrigerazione è stata centrale e finalmente sono stati puntati i riflettori sulla refrigerazione, riconosciuta come un settore chiave per ridurre le emissioni di carbonio e con12/ INDUSTRIA & formazione

trastare il cambiamento climatico. Può parlarci dell’impegno preso in relazione al raffreddamento, e come mai finalmente si è capito come sia così importante per ridurre le emissioni? All’inizio penso che il motore principale del cambiamento sia stato legato all’alimentazione, e al ruolo che ricopre la refrigerazione nella conservazione degli alimenti. Mi ha fatto molto piacere, nel 2019, partecipare al MOP di Roma, in Italia, con la partecipazione della FAO, che ha portato alla Dichiarazione di Roma sulla catena del freddo alimentare. Inoltre, l’anno prossimo ci sarà anche un’importante relazione dell’Agenzia internazionale per l’Energia. Abbiamo partecipato a quella relazione sull’impatto crescente del condizionamento sul cambiamento climatico, perché abbiamo sempre più bisogno di ambienti regolati con impianti di aria condizionata, soprattutto nei paesi in via di sviluppo ma anche in Europa; quindi, potrebbe rappresentare una minaccia importante per mitigare il cambiamento climatico. Abbiamo avuto molte discussioni a livello internazionale con i vari organismi, inclusi alcuni progetti con la Banca Mondiale e un accordo con l’UNEP. Abbiamo lavorato anche con UNIDO, UNDP e così via. E c’è stata la decisione un anno fa, da parte della Cool Coalition, che fa parte dell’UNEP, di costruire un rapporto sullo stato dell’arte della refrigerazione e la sua evoluzione con alcuni dati, dati che potevamo raccogliere in quel periodo. Quindi abbiamo molto lavoro di elaborazione da portare avanti. La decisione è stata quella di concentrare i nostri sforzi su due settori, la catena del freddo per gli alimenti e i prodotti sanitari (perché i vaccini, ad esempio, sono diventati un argomento molto importante), e l’aria condizionata. In questa fase abbiamo lasciato da parte criogenia e pompe di calore. Ma l’obiettivo è quello di sensibilizzare i vari paesi sull’importanza di uno sviluppo sostenibile. Significa che, in primo luogo, si riconosce che abbiamo bisogno di potenziare la catena del freddo per ridurre le perdite alimentari. Questo avrebbe

sicuramente un impatto positivo sul cambiamento climatico per tutelare la salute, grazie al coaching per quanto riguarda i vaccini, per quanto riguarda l’alimentazione, ma anche per quanto riguarda l’aria condizionata. Dovremmo quindi chiedere ai paesi di modificare l’emendamento di Kigali e di aumentare l’efficienza energetica delle apparecchiature. Inoltre, come punto conclusivo del Global Cooling Pledge, si chiede a tutti i Paesi di a tutti i paesi di costruire un piano d’azione nazionale per il raffreddamento nell’ambito del loro specifico contributo nazionale. Dovrebbe quindi essere una parte fondamentale del futuro contributo nazionale determinato in tutti i Paesi, sviluppati e in via di sviluppo. Questo impegno per il raffreddamento globale è stato firmato da 61 Paesi membri. Si tratta di circa un terzo del totale, il che non è male, e include alcuni Paesi sviluppati e in via di sviluppo, sia europei che extraeuropei. E anche le altre organizzazioni possono firmare il Global Cooling Pledge, come ha fatto l’IIR, che è stata uno dei primi firmatari. Ora stiamo discutendo con i vari organismi delle Nazioni Unite per vedere come contribuire. Ci sarà un segretariato di proprietà della Cool Coalition all’interno dell’UNEP. Contribuiremo ai lavori. Si stanno innanzitutto raccogliendo dati migliori, che dobbiamo controllare per raccoglierne di nuovi al fine di poter seguire i progressi di questo impegno. E inoltre dobbiamo avviare nuove azioni per quanto riguarda la formazione, e per quanto riguarda la pianificazione dei vari documenti nei vari Paesi: sarebbe un compito importante pianificare le azioni in ogni paese. Non lo faremo ovviamente solo noi, lo faremo in collaborazione con altre organizzazioni e quindi quest’anno sarà molto importante per dare il via ai lavori. Centro Studi Galileo ha presentato e firmato il Global Colling Pledge, e siamo felici anche come AREA di lavorare con tutti gli attori di questo progetto. Ringraziamo Didier Coulomb per l’intervista che ci ha rilasciato.


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Gorla Luca CASTEL SRL Pessano Con Bornago

Chiarucci Carlo CHIARUCCI CARLO Acqualagna

Barbagli Ivano BELFIORE LAVORI SRL Roma

Castellotti Gianfranco CASTELLOTTI TERMOIDRAULICA SAS San Vittore Olona

Cicoria Mattia Maurizio CICORIA IMPIANTI Corsico

Chiodi Alessandro BELLODI SNC Milano

Caserta Gaetano CDN IMPIANTI SRL Bresso

Andrao Marco AS REFRIGERAZIONE ANDRAO S. Rolo

D’Amario Gianni CLIMA CONTROL DI D’AMARIO GIANNI Bellante

Pescatore Massimo CLIMACENTO SRL Cormano Vecchiato Patrick CLIMATECH DI VECCHIATO Frassineto Po Loggia Mario COGEMA SPA Milano Fradegrada Andrea Fradegrada Alessandro CONDIMAX IMPIANTI SRL Segrate Sansone Giacomo Gallo Fabio Bergantino Gianni Andreazzoli Franco Laginestra Maurizio CONSORZIO STABILE CMF Trento

Pari Valter AIR COMPRESSOR SOLUTION SAS Milano Depalma Antonio AIRCAT SRL Settimo M.Se Cosentino Rosario Daniele AIRFLUS SRL Lonigo Bellio Albino Daniel ALBI CLIMA DI BELLIO ALBINO DANIEL Torino Pozzo Ardizzi Andrea AR IMPIANTI SRL Busto Arsizio Rocha Maggioni Joao Mauricio ARDUINI & NERBOLDI SRL Zai 2 Bassona

Una delegazione africana, grazie al coordinamento internazionale tra ATF, CSG e U-3arc, ha raggiunto Bologna per un fondamentale approfondimento tecnico grazie al corso “Buone Pratiche in Refrigerazione e Condizionamento”, che permette ai Tecnici di perfezionare il modo in cui operano sul campo ogni giorno. A Maggio di quest’anno si svolgerà la terza sessione.

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ASSOCIAZIONE TECNICI DEL FREDDO

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LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

Di Martino Gianluca Burgarella Giuseppe Piras Cristian Serventi Fausto COOPSERVICE SCPA Reggio Emilia Calabrese Luigi Calaciura Luca Mistretta Giuseppe Savelli Emanuele CPL CONCORDIA SCARL Concordia S/S Bruttini Roberto Vallino Costassa Claudio CRIOFARMA SAS Torino Pirritano Fabio CYBERWORKS SRL Marnate Danesi Andrea DANESI TECNOLS DI DANESI Occhiobello Demartini Adriano DUGHERO SRL Sestri Levante Marasco Antonio Daneli Andrea

Sahbi Attia Del Sole Gennaro Liotta Gaetano Tafuro Andrea Tamburrino Daniele Angrisano Carlo Buono Salvatore Caffi Marco Dell’Aquila Cosimo Di Giovanni Michele Di Prima Santo Madonna Domenico Piccininni Tonino Sannino Vincenzo Trivellato Claudio EDISON NEXT SPA Cascine Vica - Rivoli

Elisei Daniele ELISEI TERMOIDRAULICA SRL Genzano Di Roma

Bacciocchi Andrea EDISON SPA Trento

Lanza Andrea Giorgio Pintauro Manuel FACILITY GEST SRL Milano

Maccolini Andrea EFFECI SRL Emilia

Pandolfi Giancarlo ENERGON ESCO SPA Modena Saraullo Simone ESSECLIMA SRL Chieti De Bene Andrea EURO IMPIANTI DI DE BENE Minervino Di Lecce

Finale

Rossi Marco EL SYSTEM SRL Gandino Vessella Franco ELETTRICA RIVAROLO DI VESSELLA E C SRL Rivarolo C.Se

Fasoli Andrea Luigi FASOLI TERMOIDRAULICA SRL Annicco Ghiglione Federico FEMAG DI GHIGLIONE Villastellone Pascucci Marco FERRERO INDUSTRIALE ITALIA SRL Alba Cogno Enzo Riccardi Ivano FERRERO SPA Alba

D’Angella Giuseppe GEST SRL Novate M.Se Carlin Sergio GLOBAL SERVICE DI CARLIN Rovellasca Suardi Luca GLOBO SERVICE SRL Romano Lombardia Colpani Vittorio GLOBO TERMICA SRL Romano Di L Canciello Arcangelo GNODI SERVICE SRL Somma Lombardo Rustighi Andrea HEINEN & HOPMAN PRODUZIONE SRL Santo Stefano Magra Privitera Andrea HOSPITAL CONSULTING SPA HC Bagno A Ripoli Cuoco Romeo IDR CLIMATIZZAZIONE DI CUOCO Corsico Botta Mario IDRAULICA DI BOTTA MARIO Cermenate

Loscavo Massimiliano Cristian IDROMAX SRLS Capriata Orba Passavanti Giovanni IE IMP. ELETTRICI DI RUBINO Torino Cascino Mario Cojan Daniel IL DISGELO SRL Settimo T.Se Faes David INDUSTRIAL FRIGO ICE SRL Brescia Staltari Paolo Tsegay Brahane Araya Margiotta Cristian Magri Gianni Margani Andrea Foddanu Marco Grigenti Stefano IREN SMART SOLUTIONS SPA Milano Alemani Fabio IRTECH SRL Villa Cortese Carosi Simone KINEO ENERGY E FACILITY SRL Bologna

Cillo Biagio Nolè Angelo Dereviziis Fernando Sabbatella Pasquale FERRERO SPA Balvano Cipriano Antonio Romano Antonio FERRERO SPA S. Sant’Angelo Lombardi Marozzi Michele FIGLI DI PIETRO RODESCHINI SPA Gorle Gerali Gian Luca FRIGOIMPIANTI SRL La Spezia Sordelli Giampietro GAMA CALOR SNC Como

La sede storica del Centro Studi Galileo di Casale Monferrato dispone di un attrezzatissimo laboratorio dal quale passano migliaia di Tecnici ogni anno. L’impianto didattico, realizzato direttamente dai docenti CSG (sul quale il tecnico sta effettuando una serie di misurazioni) è uno strumento estremamente apprezzato dagli allievi, in grado di simulare con precisione le stesse condizioni di un impianto vero e proprio. 16/ INDUSTRIA & formazione

Gatti Graziano GATTI ERINO DI GATTI GRAZIANO & C. SNC Lissone Gennari Marco GENNARI FRANCO Massa Fiscaglia Gariboldi Maurizio GES SERVICE HOTELS SRL Calenzano

Un’altra professionista riceve l’attestato finale dal docente, Stefano Sarti, al termine del corso ad hoc PED, svolto per Eurochiller. Sono sempre più le donne che intraprendono una carriera in ambito tecnico nel settore HVACR, un tempo quasi unicamente maschile. AREA e World Refrigeration Day, in collaborazione con ATF, da due anni organizzano la Women in Cooling Video Competition, che elegge la migliore installatrice d’Europa.


NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

Giuliani Emanuele Parodi Armando Sacco Giacinto Piacenti Fabrizio Bornatici Sandro Pirra Amarildo Carturan Federico Ciceri Massimo Neri Federico Cattaneo Lorenzo Manfredini Luca Torre Andrea Vita Enrico Sutiman Paul Claudio Di Dio Pasquale Monzali Franco Mazzino Alessio Moser Andrea Velardi Giuseppe REKEEP SPA Zola Predosa Tolotti Andrea ROBUR SPA Zingonia Verdellino Belloni Giovanni Forghieri Fabrizio Rebuttini Alessandro Ballerini Fabio Chiappini Michele Saiola Fabrizio Pellis Daniele SALUMIFICI GRANTERRE SPA Modena

Il recuperatore è uno strumento alla base del lavoro quotidiano di migliaia di professionisti: imparare a sfruttarlo nel modo corretto è fondamentale per svolgere bene le operazioni di manutenzione. Il Tecnico, nella foto scattata a Sesto San Giovanni, deve dimostrare le sue competenze per mostrare agli esaminatori di avere le conoscenze necessarie a conseguire il PIF – Patentino Italiano Frigoristi. Bellitto Carmelo KRYOS SAS DI GUZZO R & C Arluno

Ciacci Alessandro Pieri Daniele MUGELTERMO SRL Scarperia E S.P.

Rosano Placido LDG GLOBAL SERVICE DI ROSANO PLACIDO Vado Ligure

Maiucci Luca NUOVA IDROTERMICA Montefiascone

Longobardi Davide LONGOBARDI DI LONGOBARDI MARCO Pinerolo Astarita Antonino LTL DI ASTARITA SNC Sorrento Rapushi Ledion MAINTEC SPA Roma Bianchi Massimo MB IMPIANTI TECNOLOGICI DI BIANCHI Inverigo Altas Mujdat MED SRL San Giovanni In P Mussi Cristian MG TERMOIDRAULICA SNC DI MUSSI E GROSSI Castiglione Adda

Sangaletti Andrea SANGALETTI M&A IMP. ELETTRICI SRLS Arlene Pistoia Andrea SEA SAS DI CAMPATELLI STEFANO Cecina Provasi Massimiliano SERGIO TERMOIDRAULICA SRL Arconate Silvestre Antimo SILVESTRE ANTIMO Mugnano Di Napoli

Giangrande Francesco SIR CLIMA SNC Torino Passacantilli Tiziano Dattaro Valentino Enea Antonino Kapidani Egis Feci Simone Sarigu Celestino Ecca Lorenzo Fedele Bernardino Greggio Andrea Jansen Edward Laglia Ercole Ludovisi Roberto Maggiore Jonathan Andre’ Molinari Enrico Moscati Simone Ragazzini Andrea Sabino Domenico Seri Marco Crociani Enrico Tauro Massimo Zin Andrea Angione Gianfranco Valerio Balordi Tiziano Carlini Mariano Gaetani Mirco Di Napoli Gaetano Morucci Alessandro Scognamiglio Marcello Smiraglia Vincenzo Arciello Giovanni Ballabio Andrea Bittini Alessandro Boeri Massimo Masiello Emanuele Pedemonte Sandro Ribecco Francesco Spera Gaetano Baldas Giulio Biondo Alessandro Bonetti Massimo Bracco Alessandro Cengarle Claudio Cisotto Alberto Cuiuli Stefano Di Carluccio Roberto Gemmo Simone Marangio Pietro Marzullo Fabio Montesissa Gabriele Pizzal Aurelio Spisso Francesco

Zuppardi Daniele Crevatin Mauro SIRAM SPA Milano Bellofatto Michele SITE SPA Bologna Schena Diego SOGEDAI SPA Cinisello B.Mo Righeschi Paolo STAG SRL Firenze Canova Cristian TECHNE SPA Villa Di Serio Tavanti Marco TECNO SERVICE SRL Lucca Bottiglieri Rinaldo TEKNE SRL Isernia Masala Marco TEMOSA SRL Sassari Luongo Carlo TERMOLUONGO SERVIZI SRL Busto Arsizio Salini Sergio TERMOTECNICA SNC DI SALINI Calcio Florindi Nicola TIMMY SERVICE SRLS Pineto Falcinelli Luca TORRONI & FALCINELLI SRL Bastia Umbra Isatto Luca TRAVAGLINI SPA Cinisello B.Mo

Mazzieri Lorenzo OLME FOODTECH SRL Milano Pagliaccia Bruno PAGLIACCIA BRUNO Anzio Piccininni Jader PICCININNI JADER Cambiago Pietrafesa Rocco PIETRAFESA ROCCO Potenza Pirola Alessandro PIROLA IDROTERMICA SAS Sesto Calende Porta Nicolò PLN IMPIANTI SRL Tortona Nardo Daniele RAVASIO E C SRL Adrara

Nella sede del Centro Studi Galileo di Sesto San Giovanni, a due passi da Milano, si procede con la prova pratica di brasatura, precisa tecnica di saldatura, perfetta per la maggior parte degli impianti di refrigerazione! Un impianto saldato correttamente è meno soggetto a perdite di refrigerante e di efficienza; quindi, non stupisce che la prova sia fondamentale per il conseguimento del Patentino Frigoristi. INDUSTRIA & formazione /17


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

Minopoli Cristian TRENITALIA SPA Roma Trezzi Graziano TREZZI TERMOIDRAULICA SNC Magenta Basiglini Diego UMBRIA CLIMATEK SRLS Corciano Mennonna Domenico UNION SPA Sala Bolognese Falzoni Massimo VELLANI E PELLACANI SRL Modena Arpini Matteo VITTORIO ARPINI SRL Crema Papandrea Marco VM TECHNOLOGY SRL Caronno P.Lla

PARTECIPANTI AL CORSO TECNICHE FRIGORIFERE AREATEC SRLS D’Agostino Cristiano San Giovanni Teatino ATLAS COPCO ITALIA SRL Speranza Rocco Miolato Luca Speranza Rocco Miolato Luca Cinisello B.Mo AVARA PHARMACEUTICAL SERVICES SPA Scaccabarozzi Omar Liscate BLU GAS DI PUCCI MARCO Spadoni Andrea Massa

Cambianica Marco VMG FRIGOTECNICA SRL Bagnatica

CLIMACENTO SRL Pescatore Massimo Cormano

Vavassori Christian VRV SERVICE SRL Milano

IFC SRL Calleri Jonathan Alzate Brianza

Versino Matteo VS SPECIAL DESIGN SRL San Mauro T.Se

IRTECH SRL Alemani Fabio Villa Cortese

Sabolo Marco Rocca Alessandro Zambolin Yuri ZAMBOLIN YURI SAS Ivrea

LEONARDO SERVIZI ENERGIA SRL Delsindaco Edoardo Crevoladossola

Poli Silvio Lanotte Gianluigi Perotti Camillo ZAZZI IMPIANTI SRL Codogno Zappella Francesco ZETA EFFE IMPIANTI SRL Calcio

MONTENEGRO COSIMO DAMIANO Ciasullo Alberto Foggia RIETEC SRL Cai Marco Santoro Paolo Berteletti Riccardo

Un altro corso internazionale completato con successo, a Djerba, in Tunisia, parte del progetto Training-of -Trainer, che mira a “formare i formatori” per condividere capillarmente la conoscenza sul freddo. Il corso è stato svolto in collaborazione con UNIDO dal Centro Studi Galileo. Nella foto, un momento della lezione teorica, tenuta dal docente Said El Harch. Cai Marco Santoro Paolo Berteletti Riccardo Trecate STAG SRL Righeschi Paolo Righeschi Paolo Firenze VENTURA DOMENICO Ventura Francesco Foggia WEISHAUPT ITALIA SPA Rocca Matteo Trabucchi Luca Trabucchi Roberto Catrini Luca Gerenzano

ZAMBOLIN YURI SAS Sabolo Marco Rocca Alessandro Zambolin Yuri Ivrea

PARTECIPANTI AL CORSO PROPEDEUTICO BRASATURA IRTECH SRL Alemani Fabio Villa Cortese STAG SRL Righeschi Paolo Firenze

WEISHAUPT ITALIA SPA Moser Matteo Gerenzano ZAMBOLIN YURI SAS Zambolin Yuri Ivrea

PARTECIPANTI AL CORSO IMPIANTI FOTOVOLTAICI AMER SRL Conca Luca Lodi ETRA SPA Vettori Matteo Bassano Del Grappa MANTOAN SRL Mantoan Andrea Giuseppe Rivoli RUFFA ANDREA SRL Ruffa Andrea Caselle T.Se SAT LA MORGIA RAFFAELE SRL La Morgia Domenico Lanciano SOLAR RACE SRL Agbolahor Evelyn Morbegno

Non solo rinnovi: ogni anno sono migliaia i nuovi Patentini Frigoristi emessi, simbolo di un settore affamato di talenti e che non conosce crisi. Nella foto, scattata a Sesto San Giovanni, ove il Centro Studi Galileo dispone di una sede all’interno degli spazi Green Point - Bitzer, il Tecnico verifica che i dati in suo possesso siano corretti prima di operare fisicamente sull’impianto, nel corso della prova pratica. 18/ INDUSTRIA & formazione

VIDALI PAOLO ELETTROIMPIANTI Vidali Paolo Broni ZORZETTO MARIO SRL Zorzetto Marco Villano Luca Pasin Sergio Gaiarine


NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

PARTECIPANTI AL CORSO PREPARAZIONE PIANO DI QUALITÀ E DI QUANTO NECESSARIO PER LA CERTIFICAZIONE AZIENDA FRIGOIMPIANTI SRL Perioli Andrea La Spezia IL TERMOTECNICO DI SCHIAVELLO Schiavello Jacopo Torino

Il PIF- Patentino Italiano Frigoristi, è una certificazione che garantisce al Tecnico la possibilità di maneggiare e acquistare i gas fluorurati. Ha durata decennale, ed essendo stata introdotta nel 2012, sono 10.000 i professionisti che hanno raggiunto le sedi CSG di tutta Italia per procedere con il rinnovo. Nella foto, scattata nel laboratorio di Casale Monferrato, il Tecnico è alle prese con una delle prove pratiche, ossia le operazioni di vuoto, carica e recupero. PARTECIPANTI AL CORSO PATENTINO CONDUZIONE IMPIANTI TERMICI ALCA IMPIANTI SRL Ferraro Mirco San Giovanni Lupatoto AMAGA SPA Amoroso Andrea Abbiategrasso COOPSERVICE SCPA Castaldo Riccardo Maiorana Antonino Oliverio Antonio Junior Roselli Massimo Squillace Gaetano Gianluca Vecchi Massimiliano Reggio Emilia GAMMA GROUP SRL D’Ippolito Giuseppe Cellino San Marco GHISLIERI FONDAZIONE Ferrari Enrico Pavia IST IMPIANTI E SERVIZI TECNOLOGICI SRL Cicchitti Gennaro Alessandro L’Aquila

TISECO SRL Michelini Riccardo Mirandola

PARTECIPANTI AL CORSO IDROCARBURI CAREL INDUSTRIES SPA Lazzaro Diego Brugine

PARTECIPANTI AL CORSO BANCA DATI

DAEM SPA Maroncelli Matteo Castelmaggiore HIDEW SRL Picello Nicola Conselve

TECHNICAL SERVICE SRL Genasetti Luigi Biandronno

CRISTIANO DAVIDE Franzè Federica Vigevano

VALEN SRL Corda Pamela Moncalieri

D’ALESSANDRO FIORAVANTE SAS Santini Rosanna Casalbordino

POLITECNICO DI MILANO DIP.EN. Figiaconi Pier Paolo Fumagalli Roberto Mauro Alberto Pistocchini Lorenzo Toppi Tommaso Milano

BIEMME SERVICE DI BELTRAMINO F. & C. SNC Beltramino Fabio Vercelli GIERRE SERVICE DI GRASSO Grasso Nello Andrea Castel Mella LAZZERINI SNC DI LAZZERINI LUCIA E FABIO Lazzerini Lucia Prato

MOROTERMICA DI MORETTO Moretto Matteo Vigevano

POWER SERVICE SRL Medda Stefano Sestu

EUROCHILLER SRL Bartellone Pierluigi Beccaria Paolo Cadamagni Daniele Cascione Giancarlo Contini Pierluigi Manzini Fabio Pozzato Alessio Sofia Rocco Tiraboschi Alessandro Trevisani Domenico Vignati Edoardo Castello D’Agogna

TECNOVALORE SRL Risimini Luca Mario Milano

SENECO SRL Barison Antonella Milano

BELLISARIO GUIDO SRL Bellisario Anastasia Treglio

OPERA 7 SRL Cipriano Giuseppe Prato

PARTECIPANTI AL CORSO PATENTINO BRASATURA

TECNOVALORE SRL Pavesi Christian Doriano Milano

LAZZERINI SNC DI LAZZERINI LUCIA E FABIO Lazzerini Lucia Prato

SIMONE ASSISTENZA CALDAIE Rabaglio Alessandro Cremona

MEDINOK SPA Mantelli Alessio Casoria

SETEC SRL Menghi Andrea Guidonia Montecelio

ODDO IDRAULICA GROUP Oddo Alberto Ciampino

RZ SNC Raso Christian Varese SYSTEM FRIGO SNC Bisceglia Alessandro Cislago

PARTECIPANTI AL CORSO PROBLEMATICHE ELETTRICHE CRIOTECNICA SRL Demohasanaj Xhoni Acquaviva Picena INRES SCARL Alamanni Ruggero Sesto Fiorentino MIGLIORUCCI SRL Migliorucci Nicola Montepulciano Stazione

Capo Verde, corso di preparazione al Patentino Frigoristi. Il docente CSG Madi Sakandé, che ricopre inoltre la carica di Presidente dell’associazione panafricana U-3ARC, illustra ai Tecnici il funzionamento della strumentazione che utilizzeranno durante le lezioni. Il dott. Sakandé collabora con il CSG da oltre dieci anni, ed è responsabile di numerosi corsi in tutto il continente africano. INDUSTRIA & formazione /19


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

I corsi ad hoc sono perfetti per tutte quelle aziende che hanno la necessità di formare e/o certificare diversi tecnici nello stesso momento, o su argomenti particolarmente specifici. Eliwell, per esempio, si è affidata a Centro Studi Galileo, per il corso “Certificazione ATEX per pressostati elettromeccanici a taratura fissa”, svolto direttamente presso la propria sede.

TECNICI CHE HANNO OTTENUTO IL PATENTINO ITALIANO FRIGORISTI F-GAS Agosta Gioacchino AG SERVICES SRL Motta S. Anastasia Alborghetti Fabio PACOLD SNC Bernareggio Amboni Luigi ASTORIGROUP SRL Gorle Antonelli Francesco AF IMPIANTI SRL Foglizzo

Armani Mauro Baraldi Juri Cavallaro Luca Maniscalco Daniele REKEEP SPA Zola Predosa

Calleri Jonathan IFC SRL Alzate Brianza Garbiero Christian GARBIERO GIUSEPPE SAS Vercelli

Bonazza Gianluca Molle Fulvio CONNECT SRL Milano

Graziani Stefano Rotelli Francesco TUBIYACTH SERVIZI SRL Pisa

Bonini Christian STAG SRL Firenze

Guagliardo Vincenzo SEI ENERGIA SCARL Palermo

Brivio Renato IDRO ART SRL Cadorago

Guelfi Marco IREN SMART SOLUTIONS SPA Milano

Bruno Alex REC FRIGO SRL Buriasco

Innaurato Massimo SOLIS SPA Casoli

Si chiama Patentino Italiano Frigoristi… ma è richiestissimo anche fuori dai confini nazionali! È il caso del corso preparatorio al conseguimento della certificazione, svolto lo scorso luglio a Capo Verde, un altro dei tantissimi esempi del successo conseguito dal PIF nel suo primo decennio di vita. Lazzaroni Dario IDROSANITARIA LM SRL Chiari Licini Filippo CLIMATICA DI LICINI FILIPPO Valdilana Lopez Carmelo Giuseppe IL MIO IDRUALICO DI LOPEZ Bologna Matteu Paolo 2A FORNITURE INDUSTRIALI SRL Portoscuso Mazzini Mirco COEMA IMPIANTI SRL Bellaria Igea Marina Molle Fulvio CONNECT SRL Milano Montorfano Paolo MONTORFANO IMPIANTI IDROTERMICI SNC Senna Comasco

Anche nella sede CSG di Bagnatica - Bergamo, si procede con i rinnovi del Patentino Italiano Frigoristi. Centro Studi Galileo dispone di 15 sedi in tutta Italia, grazie alla collaborazione con moltissimi player del settore, che permettono di coprire capillarmente il territorio evitando ai Tecnici trasferte eccessivamente lunghe e onerose. 20/ INDUSTRIA & formazione

Palmisani Claudio INTERFRIGOR DI PALMISANI Spino Adda Panatta Marco ENEAS 360 SRL Roma

Pedrazzini Fabio FERRERO INDUSTRIALE ITALIA SRL Alba Perugini Fabio COGEPO SRL Roma Pintossi Andrea Natale GAT SRL Concorezzo Puerari Yari CAB DI PUERARI Monza Quattrocchi Fabio PROTERCO ITALIA SRL Anzio Ravagnani Massimiliano QUEEN SRL Milano Salsi Danilo ST SALSI TECNOIMPIANTI Merate Ticciati Renzo EDILIMPIANTI VERBANO SRL Fraz. Vezzo Gignese Uccellari Andrea PFG-HYBRID SRL Guiglia Vieceli Maurizio MV IMPIANTI DI VIECELI Luisago


NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

Confronto tra idrocarburi e refrigeranti tradizionali durante la condensazione in un tubo liscio di 4 mm SOMMARIO

Giulia Righetti

Dipartimento di Tecnica e Gestione

dei Sistemi Industriali Università degli Studi di Padova

Giovanni A. Longo Simone Mancin Claudio Zilio

Dipartimento di Tecnica e Gestione

dei Sistemi Industriali Università degli Studi di Padova

Articolo presentato alla

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8-9 GIUGNO 2023 | POLITECNICO DI MILANO

Questo lavoro presenta un confronto tra due promettenti refrigeranti, il propano e il propilene, e alcuni fluidi tradizionali, come R134a, R410A e R404A. Tutti i fluidi sono stati analizzati sperimentalmente durante la condensazione all’interno di un tubo liscio di 4 mm di diametro a diversi titoli di vapore, temperature di saturazione e portate. È stato effettuato un confronto in termini di coefficienti di scambio termico e perdite di carico per rispondere alla domanda se gli HC possano essere validi sostituti degli attuali refrigeranti. Sono state poi valutate alcune correlazioni classiche e i regimi di flusso dominanti durante la condensazione. INTRODUZIONE Negli ultimi anni, la progressiva riduzione dei refrigeranti tradizionali HFC ha aperto la strada all’uso di refrigeranti HC che presentano un basso GWP e proprietà termodinamiche e termofisiche favorevoli. Attualmente solo l’elevata infiammabilità è il principale ostacolo all’applicazione estensiva dei refrigeranti HC: l’uso di tubi di piccolo diametro, l’opportunità di aumentare i coefficienti di scambio termico e di ridurre, allo stesso tempo, la carica di refrigerante con effetti positivi sia sulle prestazioni che sulla sicurezza delle macchine frigorifere. In letteratura esistono ancora pochi dati sullo scambio termico di HC all’interno di tubi di piccolo diametro, molti dei quali riguardano l’R600a. È quindi necessario disporre di ulteriori dati sperimentali relativi alla condensazione e alla vaporizzazione di propano e propilene all’interno di tubi di piccolo diametro, al fine di valutare i meccanismi dominanti di

scambio termico, suggerire procedure di calcolo più adeguate e ottimizzare il processo di sostituzione. Il presente lavoro confronta i dati sperimentali di R134a, R410A e R404A raccolti con lo stesso sistema e li confronta con i dati di R290 e R1270 in termini di coefficiente di scambio termico, perdite di carico e regimi di scambio termico. Infine, utilizza le correlazioni classiche disponibili in letteratura per prevedere i valori del coefficiente di scambio termico e delle perdite di carico. IMPIANTO SPERIMENTALE ELABORAZIONE DATI

ED

L’impianto sperimentale è costituito da un circuito dove viene pompato il refrigerante e da alcuni circuiti ausiliari necessari per lo scambio termico con quello primario. Il refrigerante liquido viene pompato in un evaporatore, dove viene parzialmente evaporato per raggiungere il titolo richiesto all’ingresso della sezione di prova. Quindi passa attraverso la sezione di prova, dove viene condensato e infine ritorna al post-condensatore e al sottoraffreddatore per completare il ciclo. La sezione di prova è un condensatore tubo in tubo in cui il vapore refrigerante condensa nel tubo interno, lungo 800 mm e con un diametro interno di 4 mm, mentre l’acqua di raffreddamento scorre nell’intercapedine. Quattro termocoppie di tipo T (incertezza entro ±0,1 K) sono state inserite nella parete del tubo interno per misurare la temperatura di parete. Il coefficiente medio di scambio termico del refrigerante HTC è valutato come il rapporto tra il flusso termico Q, l’area di scambio termico A e la differenza di temperatura ΔT. INDUSTRIA & formazione /21


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

Figura 1: Confronto in termini di coefficiente di scambio termico ad alte portate

Il flusso termico è derivato da un bilancio termico sul lato acqua e la differenza di temperatura è la differenza tra la temperatura media di saturazione calcolata dalla misura di pressione di saturazione e la temperatura di parete misurata dalla media delle quattro termocoppie incorporate nella parete del tubo. La perdita di carico per attrito del refrigerante Δpf è calcolata sottraendo le perdite di carico locali in ingresso e in uscita Δpc e le perdite di carico per accelerazione Δpa dalla perdita di carico totale misurata Δpt. Essendo la sezione di prova orizzontale, non si verifica alcuna componente di perdita di carico per gravità Δpg. DISCUSSIONE DEI RISULTATI Più di 200 dati sperimentali sono stati raccolti durante la condensazione di propano e propilene all’interno di un tubo liscio al variare del titolo di vapore, della portata e della temperatura di saturazione. Essi sono stati confrontati con più di 300 dati ottenuti nel medesimo impianto di prova con fluidi tradizionali della famiglia degli HFC, quali R134a, R404A e R410A.Per motivi di spazio, essi non sono riportati in 22/ INDUSTRIA & formazione

Figura 2: Confronto in termini di coefficiente di scambio termico a basse portate

HTC – errore medio relativo (%)

R290

R1270

R134a

R410A

R404A

Akers et al. (1959)

9.0

13.0

7.6

25.3

13.2

Wang et al. (2002)

13.2

14.9

26.4

12.4

11.5

Kim and Mudawar (2013)

20.6

27.1

30.8

34.7

15.4

perdita di pressione – errore medio relativo (%) Friedel (1997)

14.5

12.4

14.2

15.4

16.8

Muller-Steinhagen and Heck (1986)

20.7

20.0

15.1

28.7

14.3

Kim and Mudawar (2014)

25.2

24.3

18.8

15.8

19.6

Tabella 1: Confronto rispetto correlazioni tradizionali

versione integrale. È possibile affermare comunque che il coefficiente di scambio termico (HTC) aumenta all’aumentare del titolo di vapore e della portata di massa, mentre cala leggermente all’aumentare della temperatura di saturazione. Per un’analisi dettagliata si prega di fare rifermento a Longo et al. [2-4]. Nelle figure 1 e 2 si riporta un confronto in termini di coefficiente di scambio termico alla stessa temperatura di saturazione e due diverse portate di massa. Figura 1 confronta una portata relativamente elevata, G=600 kg m-2 s-1 per gli HFC e G=300 kg m-2 s-1 per gli idrocarburi. Figura 2 invece confronta i dati ottenuti a portata relativamente bas-

sa: G=300 kg m-2 s-1 per gli HFC e G=150 kg m-2 s-1 per gli idrocarburi. Come noto, gli idrocarburi hanno un calore latente molto maggiore degli HFC, quasi doppio. Per questo motivo è possibile utilizzare una portata di idrocarburi pressoché dimezzata ed ottenere comunque lo stesso effetto frigorifero all’interno dell’impianto che assumerà dimensioni più compatte. Dai grafici delle figure 1 e 2 si nota che il coefficiente di scambio termico è comparabile tra tutti i fluidi presi in considerazione, a parte R404A che vede una performance sempre inferiore in media di un 20% rispetto gli HC. A basse portate (figura 2) gli idrocarburi hanno HTC in media più elevati, fino al 30% circa.


NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

Figura 3: Confronto in termini di perdite di carico

Questo comportamento è incentivato dalla loro più elevata conducibilità termica in fase liquida che promuove lo scambio termico in condensazione. Figura 3 presenta il medesimo confronto in termini di perdite di carico. Nonostante la loro ridotta densità, grazie alla portata di massa più ridotta, gli idrocarburi presentano perdite di carico più ridotte. Il propilene arriva addirittura a dimezzare i valori registrati con il R134a. In conclusione, è possibile affermare che gli idrocarburi sono potenzialmente ottimi sostituiti per gli HFC in quanto garantiscono equivalenti prestazioni di scambio termico con perdite. Di seguito si vuole evidenziare un altro vantaggio che gli HC offrono, che è quello di avere un comportamento allo scambio termico prevedibile con i modelli tradizionali implementati per fluidi quali HFC. In tabella 1 vengono i valori medi di errore percentuale assoluto tra HTC e perdite di carico sperimentali e calcolate con alcuni modelli classici presenti in letteratura. Si nota come i valori ottenuti con gli idrocarburi sono in linea con quelli ottenuti con i fluidi tradizionali. Inoltre, le due famiglie di fluidi presentano anche un comportamento coerente per quanto riguarda i meccanismi che governano il processo di scambio termico.

Figura 4: Confronto sui regimi di scambio termico

Infatti è possibile notare che la dipendenza di HTC dalla portata di massa non è costante: a basse portate di massa HTC resta pressoché costante al variare del titolo di vapore, mentre ad alte portate HTC aumenta notevolmente all’aumentare del titolo di vapore. Questo fenomeno è giustificabile con il contributo dato dalla convezione forzata che incentiva lo scambio termico ad elevate portate. Per approfondire questo tema più nel dettaglio, si introducono i numeri adimensionali Reynolds equivalente Reeq e il fattore di scambio termico JH. Essi sono definiti come di seguito:

La figura 4 rappresenta un grafico in cui JH è plottato in funzione di Reeq per tutti i fluidi presi in considerazione. Si evidenzia come a numeri di Reeq inferiori a 10000, non si ha dipendenza di JH da Reeq. In questa regione per tutti i fluidi si ha una condensazione controllata dalla gravità. Invece, per numeri di Reeq superiori a 10000 si nota una dipendenza di

JH proporzionale a Re0.33. Questa tendenza è data proprio da un meccanismo predominante di convezione forzata. Il valore di Reeq di transizione di 10000 corrisponde per il tubo testato ad una portata di massa specifica di circa 150–200 kg m-2 s-1 for HFCs e circa 75–100 kg m-2 s-1 per gli idrocarburi. CONCLUSIONI Dal confronto di dati sperimentali ottenuti con il medesimo impianto di prova durante la condensazione di fluidi tradizionali HFC e di idrocarburi è possibile affermare che: i coefficienti di scambio termico sono comparabili (solo R404A ha valori minori di circa un 20%) e le perdite di carico ottenute con gli idrocarburi sono più ridotte grazie alla minor portata. Inoltre, i modelli tradizionali sono in grado di prevedere il comportamento di scambio termico di entrambe le famiglie di fluidi e i meccanismi di scambio termico che agiscono durante la condensazione di HC e HFC sono equivalenti. In conclusione, si conferma che entrambi gli idrocarburi analizzati possono essere validi sostituti agli attuali HFC e che la progettazione con essi può avvenire mediante i modelli tradizionali.

INDUSTRIA & formazione /23


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

Nuovo ciclo di gestione dei refrigeranti e K-plot, per la riduzione delle emissioni di gas serra RIASSUNTO

Noboru Kagawa Board member Japan Society of Refrigerating and Air Conditioning Engineers – JSRAE

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8-9 GIUGNO 2023 | POLITECNICO DI MILANO

Oggi, in tutto il mondo, sono in uso moltissime unità di climatizzazione che, oltre ai refrigeranti HFC, emettono grandi quantità di anidride carbonica derivanti dalla produzione di energia durante il loro funzionamento. Nell’ambito della politica di neutralità carbonica, si prevede che le emissioni provenienti dal settore della fornitura energetica diminuiscano. Ciò richiede un’azione immediata che riguardi la riduzione della produzione e del consumo di refrigeranti HFC. Tuttavia, nella sua fase finale di attuazione, verranno installate apparecchiature sostitutive che usano refrigeranti HFC e verrà utilizzata una maggiore quantità di refrigeranti. Per questo motivo, il presente documento introduce esempi di misure proposte, derivanti dai cicli di gestione dei refrigeranti consigliati. Queste misure si basano sull’attuale flusso dei refrigeranti, dato importante per ridurre le perdite di HFC dalle apparecchiature esistenti, e il loro rilascio nell’atmosfera al momento dello smaltimento. Il k-plot (relazione tra i tassi di riutilizzo e recupero) mostra che esiste una correlazione positiva tra i tassi di riutilizzo e di recupero per i refrigeranti in circolazione, indicando che l’aumento del tasso di riutilizzo può migliorare il tasso di recupero e creare un’economia circolare del refrigerante. INTRODUZIONE Oggi in tutto il mondo è in uso un numero elevatissimo di unità di refrigerazione e climatizzazione che, oltre ai refrigeranti HFC, ossia gas a effetto serra a emissioni dirette, emettono indirettamente grandi quantità di anidride carbonica che si generano dalla produzione di elettricità e di altra energia durante il funzionamento.

24/ INDUSTRIA & formazione

Con l’aumento del numero di unità di refrigerazione e climatizzazione, si prevede che in futuro l’utilizzo di energia da parte di queste apparecchiature aumenti significativamente. Nell’ambito delle politiche di neutralità carbonica dei diversi Stati, si prevede che le emissioni di anidride carbonica provenienti dal settore dell’approvvigionamento energetico, come la produzione di energia, diminuiscano facendo così diminuire le emissioni di anidride carbonica da parte della domanda che potrebbe non aumentare in modo significativo. Tuttavia, le emissioni di refrigeranti HFC aumentano con la diffusione delle apparecchiature di refrigerazione e condizionamento. Sono quindi necessarie misure urgenti. L’Emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal, ratificato da circa 140 paesi, propone una riduzione della produzione e del consumo di refrigeranti HFC. Ciò nonostante, quando questa riduzione sarà attuata nella sua fase finale, saranno installate e utilizzate ancora più apparecchiature con refrigeranti HFC. Pertanto, il presente documento presenta le principali contromisure previste finora dal ciclo di gestione dei refrigeranti mostrato in Figura 1, introduce inoltre esempi per comprendere l’attuale flusso di refrigeranti, informazioni importanti per valutare le modalità di riduzione delle perdite di HFC dalle apparecchiature esistenti, il loro rilascio nell’atmosfera al momento dello smaltimento e propone rimedi basati su queste informazioni. Il K-plot (relazione tra tasso di riutilizzo e tasso di recupero) proposto in questa relazione mostra che esiste una correlazione positiva tra il tasso di riutilizzo e di recupero del refrigerante e che è possibile aumentare il tasso di recupero aumentando quello di riutilizzo. Inoltre, se l’analisi del ciclo di vita (LCA) viene eseguita


NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

1

Produzione di refrigerante a basso GWP

Ricarica su nuovo apparecchio

Perdita di refrigerante 3

Recupero e riutilizzo del refrigerante

Ricarica refrigerante: refrigerante vergine recuperato, di riutilizzo

Flusso refrigerante 2 Rilascio di refrigerante

5

Recupero del refrigerante

Distruzione del refrigerante

4

Smaltimento dell’apparecchio

Refrigeranti ad alto GWP

Funzionamento e manutenzione dell’apparecchio

1 Sviluppo di refrigeranti a basso GWP 2 Promozione dei refrigeranti di retrofit 3 Misure per le perdite 4 Misure per il rilascio 5 Promuovere la rigenerazione e il riutilizzo dei refrigeranti

Figura 1: Ciclo di gestione del refrigerante proposto

sul refrigerante recuperato e utilizzato o sul refrigerante distrutto con conseguente utilizzo di refrigerante nuovo, il valore nel primo caso è di 1/20 più piccolo su base energetica. Questi fatti indicano che l’utilizzo di refrigeranti riciclati per mantenere e rifornire le apparecchiature esistenti è un’ottima soluzione dal punto di vista ambientale. EFFICACIA DI LEGGI E NORMATIVE IN GIAPPONE La riduzione di produzione e consumo di refrigeranti HFC in Giappone è stata ottenuta grazie ai progressi compiuti nel conformarsi a una serie di leggi e normative relative all’Emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal. Le leggi e i regolamenti attuali che corrispondono, o si riferiscono, ① all’Accordo di Parigi (2015) del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico e ② all’Emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal (2019) includono i seguenti aspetti. A ciò si aggiungono ③ la Legge sulla conservazione dell’energia, legata alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica generate dal funzionamento delle apparecchiature, e ④ la Legge sulla sicurezza dei gas ad alta pressione, che ne garantisce l’affidabilità durante la manipolazio-

ne. (a) La Legge sulla protezione dello strato di ozono attraverso il controllo di sostanze specifiche e altre misure (Legge sulla protezione dello strato di ozono, promulgata nel 1988 e successivamente rivista) relativa a ①②, regolamenta la produzione e il consumo di sostanze che riducono lo strato di ozono e mira a ridurne la domanda in modo graduale e costante. (b) Legge sul recupero di elettrodomestici specifici (Legge sul recupero degli elettrodomestici promulgata nel 1998 e successivamente rivista) relativa alla ①② legge per l’utilizzo efficiente delle parti riutilizzabili degli elettrodomestici dismessi da case e uffici come risorse. Obbligo di recupero dei refrigeranti a fluorocarburo (compresi quelli contenuti nei materiali isolanti) da condizionatori d’aria, frigoriferi/congelatori e lavatrici/ asciugatrici. (c) Legge sull’uso razionale e la corretta gestione dei fluorocarburi (promulgata nel 2001, Legge per il controllo delle emissioni di fluorocarburi, rivista nel 2015, revisioni successive) relativa all’ ① obbligo per i gestori (proprietari) di apparecchiature di refrigerazione commerciale e di condizionamento d’aria che utilizzano fluorocarburi di effettuare ispezioni periodiche degli impianti e di

segnalare la quantità di fluorocarburi refrigeranti fuoriusciti, ecc. La legge prevede sanzioni per i gestori di unità di refrigerazione commerciale e di condizionamento d’aria che utilizzano refrigeranti al fluorocarburo. La legge prevede un regime di ispezioni periodiche delle apparecchiature e la segnalazione al governo della quantità di refrigerante fuoriuscito, l’emissione di certificati di riempimento e recupero del refrigerante e la consegna delle apparecchiature a società di smaltimento e riciclo. Sanzioni simili saranno previste anche per le aziende di smaltimento/riciclo che ritirano le apparecchiature non recuperate. Per i prodotti designati sono stati fissati valori target di GWP e obiettivi per anni fiscali. (d) Legge sul riciclo dei veicoli fuori uso (Legge sul riciclo delle automobili, promulgata nel 2002 e successivamente rivista) relativa a ①②: Legge per l’utilizzo efficiente delle parti riutilizzabili dei veicoli fuori uso come risorse. Recupero obbligatorio dei refrigeranti al fluorocarburo dai condizionatori d’aria delle auto (esclusi i refrigeranti HFO). (e) Piano di prevenzione del riscaldamento globale (decisione del Consiglio dei ministri del 2016) relativo al ① piano per la promozione di misure per contrastare il riscaldamento globale, che comprende gli INDUSTRIA & formazione /25


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

sforzi per raggiungere la bozza di impegno per il Protocollo di Kyoto e l’Accordo di Parigi; tasso di recupero dei refrigeranti HFC al 75% entro l’anno fiscale 2030. (f) Legge sull’uso razionale dell’energia (Legge sulla conservazione dell’energia, promulgata nel 1979, successivamente rivista dal Top Runner System) relativa alla ①③. Legge sull’uso razionale dell’energia nelle fabbriche, nei trasporti, negli edifici, nei macchinari e nelle attrezzature (compresi condizionatori e frigoriferi). (g) Legge sulla sicurezza dei gas ad alta pressione (promulgata nel 1951, successivamente rivista) relativa alla ④ legge che regolamenta la produzione, lo stoccaggio, la vendita, il trasferimento e altre manipolazioni oltre che il consumo di gas ad alta pressione e la produzione e manipolazione di strutture di alloggiamento, e promuove le attività delle imprese private e delle associazioni per la sicurezza dei gas ad alta pressione, KHK. BILANCIO DI MASSA DEI REFRIGERANTI La Figura 2 mostra il bilancio di massa dei principali refrigeranti presenti in Giappone, dove per i condizionatori commerciali, viene prodotta e consumata una grande quantità di R410A, con un GWP elevato di 2090. D’altra parte, l’R32, con un GWP basso di 675, è utilizzato per i condizionatori d’aria residenziali. Sebbene non sia mostrato nella figura, una quantità significativa di R32

Figura 2: Bilancio di massa dei principali refrigeranti in Giappone (2020)

(3000-4000 t/anno) viene importata precaricata nelle apparecchiature; poiché l’R32 RAC è stato ampiamente utilizzato sul mercato solo di recente, la quantità di refrigeranti recuperati e riutilizzati sul mercato è ancora piccola. Attualmente vengono recuperate e riutilizzate grandi quantità del vecchio refrigerante R22 (GWP=1810) e del refrigerante

Figura 3: Bilancio di massa totale dei principali refrigeranti forniti in Giappone

26/ INDUSTRIA & formazione

alternativo R410A. Seguono l’R134A (GWP=1430), utilizzato principalmente nei condizionatori d’aria per automobili, l’R404A (GWP=3920) per le apparecchiature di refrigerazione commerciale, l’R407C (GWP=1770) per uso commerciale e condizionamento e l’R22 (GWP=1810) per le apparecchiature di refrigerazione e condizionamento.


NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

Figura 4: Bilancio di massa stimato del refrigerante fornito per condizionatori d’aria per automobili (Anno fiscale 2020)

L’R22 è un refrigerante HCFC e non è più in produzione per le apparecchiature di refrigerazione e condizionamento. In Giappone, l’andamento di ciascun bilancio di massa mostra che grazie alle contromisure assunte, tutti i bilanci di massa stanno diminuendo di anno in anno ad eccezione dell’R32. Comunque, l’R410A è molto diffuso, con un consumo di circa 10.000 tonnellate all’anno. In futuro si prevede un aumento dell’uso dell’R32, un refrigerante HFC con un GWP leggermente inferiore (675), e di nuovi refrigeranti misti con l’R32 come componente. In figura 3, viene mostrato il bilancio di massa totale consumato ogni anno dal complesso dei refrigeranti prodotti, esclusi quelli riutilizzati e importati e la loro anidride carbonica equivalente. Da notare che i refrigeranti precaricati nelle apparecchiature e importati (principalmente nei condizionatori) non sono considerati. Con la diffusione del nuovo refrigerante HFO R1234yf (GWP<1), l’uso dell’R134a (GWP=1430) è diminuito significativamente e con lui l’entità del GWP di R134a e il suo impatto significativo sulla quantità equivalente di conversione. Inoltre, il GWP più elevato dell’R404A ha un impatto maggiore sul valore equivalente. Si prevede che questa tendenza continui in futuro. D’altra parte, come si può vedere in figura 3, il consumo di R410A

(GWP=2090), che ha un GWP elevato, non ha subito una grande diminuzione sul mercato, ma il consumo di nuovi refrigeranti (Figura 2) tende a diminuire a causa dell’aumento del recupero e della fornitura di refrigeranti rigenerati. ESEMPIO DI RACCOMANDAZIONI PER IL CICLO DI GESTIONE DEI REFRIGERANTI (PER I CONDIZIONATORI DELLE AUTO) Dal punto di vista della fornitura, la maggior parte dei refrigeranti di questo bilancio di massa sono refrigeranti utilizzati su nuove apparecchiature o per la loro manutenzione, quando vengono riempite durante la riparazione dalle perdite o il mal-

funzionamento di quelle esistenti, mentre altri vengono stoccati per garantire un volume sufficiente per la manutenzione. A titolo di esempio, la Figura 4 mostra il bilancio di massa dei refrigeranti nelle auto. Negli ultimi anni, la quantità del refrigerante alternativo R134a sta diminuendo in quanto è stato sostituito dal refrigerante innovativo R1234yf utilizzato nei nuovi condizionatori. Tuttavia, la quantità di refrigerante ricaricata di recente nelle auto (500 g in media per le autovetture standard) continuerà ad essere utilizzata per più di 10 anni, con conseguenti perdite di 10-20 g di refrigerante ogni anno. Se il refrigerante si riduce a tal punto da compromettere le prestazioni, può essere necessario riempirlo. L’R134a è utile anche per le riparazioni dei condizionatori nelle auto che hanno subito incidenti stradali, oltre ad essere necessario per mantenere le adeguate prestazioni di raffreddamento. Attualmente, diverse centinaia di tonnellate di R134a vengono destinate alla manutenzione. D’altra parte, la legge giapponese sul riciclo dei veicoli richiede che quasi tutti i refrigeranti recuperati dai veicoli fuori uso, incluso il vecchio refrigerante R12, vengano distrutti. Si può proporre che questo R134a distrutto venga riutilizzato come refrigerante di mantenimento o per la manutenzione delle apparecchiature di refrigerazione e condizionamento. Questa misura presenta grandi benefici ambientali.

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INDUSTRIA & formazione /27


Tasso di recupero = Quantità recuperata / fornitura / media dal 2017-2020 R22 e R407C

Tasso di recupero = Quantità recuperata / fornitura / media dal 2017-2020 R32, R134a, R404A, R410A

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Figura 5: Tasso di recupero vs. tasso di riutilizzo per i principali refrigeranti (K-plot)

VALUTAZIONE DEL CICLO DI VITA DEL REFRIGERANTE RECUPERATO Quando si compie l’LCA di un refrigerante recuperato per essere utilizzato e di un nuovo refrigerante prodotto distruggendo il precedente, si nota che il primo è di circa 1/20 più piccolo su base energetica. Dal punto di vista ambientale, a seconda del tipo di refrigerante e della fonte di energia che deriva dal processo di produzione e distruzione, è sconsigliabile distruggere il vecchio refrigerante per produrne separatamente uno nuovo identico, se riutilizzabile. Inoltre, la fluorite, la materia prima per i refrigeranti a base di fluorocarburi, compreso l’HFO, ha riserve limitate e potrebbe richiedere misure quali un approvvigionamento equilibrato. Inoltre, ci sono da affrontare questioni relative alle sostanze PFAS e questioni geopolitiche che ne richiedono un uso attento. K-PLOT PROPOSTO Il K-plot è definito come la relazione tra i tassi di recupero e riutilizzo organizzati in base alla quantità di refrigerante presente e la quantità di refrigerante immesso nell’apparecchiatura secondo i dati statistici dell’apparecchiatura stessa (quantità riempita al momento della produzione dell’apparecchiatura + quantità riempita al momento dell’installazione). 28/ INDUSTRIA & formazione

La Figura 5 mostra i valori effettivi del K-plot. Nella figura, i refrigeranti difficilmente recuperabili e quelli complicati da riutilizzare anche se recuperati tendono ad essere indicati con linee verticali, quelli dannosi anche se recuperati (piccolo numero di impianti) tendono ad essere indicati con linee diagonali in basso, e quelli con alti tassi di recupero e riutilizzo sono indicati da linee diagonali in alto. Le ultime linee diagonali in basso comprendono la struttura dell’economia circolare del refrigerante. L’R404A e l’R407C sono refrigeranti misti a tre componenti che richiedono una costosa tecnologia di recupero. Il primo è utilizzato nelle apparecchiature di refrigerazione commerciale, quindi il tasso di recupero non è molto elevato. D’altra parte, l’R134a viene utilizzato principalmente per i condizionatori d’aria delle automobili e viene raccolto e in gran parte distrutto per via della legge sul riciclo delle auto. Per questo motivo, R134a, R404A e R407C sono linee verticali o linee orizzontali con una piccola pendenza. Contemporaneamente, l’R22, che è vietato nella produzione e nell’uso di apparecchiature di refrigerazione e condizionamento nuove, viene recuperato e riutilizzato in quantità crescente a causa delle interruzioni della fornitura. Tuttavia, sia i tassi di recupero che quelli di riutilizzo stanno diminuendo poiché le apparec-

chiature in uso stanno gradualmente diventando obsolete e vengono scartate. Comunque, R32 e R410A vengono recuperati in grandi quantità attraverso la legge sul riciclo degli elettrodomestici e la legge sul controllo delle emissioni di fluorocarburi e una grande percentuale di essi viene recuperata a causa dell’elevato numero di dispositivi in uso. Pertanto, la produzione di refrigeranti circolari è legata a un aumento del tasso di recupero, che ridurrà le perdite in atmosfera e le emissioni al momento dello smaltimento delle apparecchiature. CONCLUSIONI Per istituire cicli di gestione del refrigerante sono necessarie misure a monte, intermedie e in fase finale e per supportare ciascuna di queste fasi è necessaria una legislazione. È inoltre auspicabile promuovere il più possibile il riutilizzo, mirando alla riduzione delle perdite in fase intermedia e ad alti tassi di recupero nella fase finale. Ciò si può osservare nei K-plot tracciati utilizzando i dati effettivi e i dati LCA. Sulla base di quanto sopra, l’uso di refrigeranti recuperati e riciclati per la manutenzione e il rifornimento delle apparecchiature esistenti è eccellente dal punto di vista della creazione di un’economia circolare sostenibile dei refrigeranti attraverso il ciclo di gestione proposto.


NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

Programma CLIM’ECO: buone pratiche di manutenzione per ottenere fino al 20% di risparmio energetico nella climatizzazione

Eric Devin

Delegato Generale uscente

Associazione Francese del freddo AFF

Articolo presentato alla

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20

th

8-9 GIUGNO 2023 | POLITECNICO DI MILANO

L’Associazione Francese del Freddo (AFF) ha lanciato un programma denominato CLIM’ECO, finalizzato a ridurre il consumo energetico e le emissioni di gas serra degli impianti di climatizzazione utilizzati nei dipartimenti francesi d’oltremare. Questa pubblicazione esamina gli sforzi dell’associazione per valutare l’impatto delle pratiche e dei gesti di carattere ecologico sul consumo di energia, un settore con un significativo potenziale di risparmio energetico non sfruttato. Il programma si concentra anche sulla promozione di iniziative ecologiche pubbliche, un compito impegnativo vista la necessità di sensibilizzare e incoraggiare un cambiamento comportamentale. Oltre alle analisi teoriche, il programma ha creato un’infrastruttura di informazione e ha condotto attività di formazione e sensibilizzazione. La pubblicazione presenta una valutazione dell’impatto che ha avuto il programma a partire da marzo 2020 a Mayotte, La Reunion, Guadalupa, Martinica e Guyana francese, analizza inoltre i risparmi complessivi ottenuti e i contributi alla riduzione delle emissioni di gas serra. Gli esperti dell’AFF hanno utilizzato un software di valutazione per misurare i risparmi energetici ottenuti grazie alle buone pratiche di manutenzione e alle azioni ecologiche. INTRODUZIONE L’AFF gestisce il programma CLIM’ECO dedicato al risparmio energetico e alla riduzione dei gas serra prodotti dai condizionatori d’aria in cinque dipartimenti francesi d’oltremare (Martinica, Guadalupa, Guyana francese, La Réunion e Mayotte). I condizionatori sono apparecchiature molto diffuse in questi territori e, a seconda della zona, una famiglia

che vi risiede può consumare tra il 20% e il 40% di energia per farli funzionare. Gli ultimi studi condotti nei territori di La Reunión, Mayotte, Martinica, Guadalupa e Guyana francese, dimostrano che l’energia elettrica dedicata all’uso dei condizionatori rappresenta fino a più del 50% del consumo, anche se l’approvvigionamento elettrico in queste zone risulta difficile e rappresenta una vera sfida. Ridurre e ottimizzare il consumo energetico legato alla climatizzazione, sia in termini di utilizzo che di gestione, manutenzione e cura delle apparecchiature diventa sempre più urgente. Il programma CLIM’ECO mira a sostenere tutti gli utenti di impianti di climatizzazione nei dipartimenti di La Reunión, Mayotte, Guyana, Martinica e Guadalupa per ridurre il loro impatto energetico e ambientale. Questo programma di risparmio energetico si basa sulla promozione di gesti ecologici nell’uso degli impianti di condizionamento. Il Ministero per la Transizione Ecologica ha quindi approvato dieci programmi nell’ambito della certificazione sul risparmio energetico (CEE). Tra marzo e agosto 2020, due gruppi di esperti dell’AFF hanno identificato le buone pratiche di manutenzione e gli eco-gesti che possono limitare il consumo energetico degli impianti di condizionamento. Il risultato di questo lavoro è stato lo sviluppo di diverso materiale nell’ambito del programma: - sviluppo di una guida alle buone pratiche di manutenzione per generare risparmi energetici - sviluppo di una guida agli eco-gesti per il pubblico, poi adattata in forma digitale tramite video di animazione, sito web, applicazioni mobili e un sistema di etichettatura per contrassegnare i condizionatori con un codice QR che permetta agli utenti di INDUSTRIA & formazione /29


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

accedervi. La fase successiva del programma consiste nell’intervento pratico all’interno dei cinque territori interessati. Ad oggi, il programma ha formato quasi 2.200 operatori del settore del freddo, che a loro volta hanno sensibilizzato circa 130.000 famiglie, raggiungendo così già buona parte dell’obiettivo. Questo articolo presenta i principi di base utilizzati per valutare l’impatto dei gesti ecologici in termini di risparmio energetico, le risorse sviluppate a sostegno di questi principi e le azioni implementate per sensibilizzare il pubblico. BUONE PRATICHE DI MANUTENZIONE ED ECO-GESTI Nell’ambito del programma, l’AFF ha istituito un comitato di esperti che rappresentano tutte le competenze necessarie: conoscenza delle tecniche di dimensionamento dei condizionatori, delle questioni di efficienza energetica dei dispositivi termodinamici, dell’edilizia nei territori interessati e dell’approccio bioclimatico, comprese le questioni di comfort termico e le normative pertinenti. Nella seconda metà del 2020 si sono tenute diverse riunioni e due sottogruppi hanno potuto lavorare alla stesura di due guide (buone pratiche di manutenzione e guida ai gesti CLIM’ECO). Oltre al lavoro tecnico, è stata sviluppata anche una presentazione grafica, in particolare per i gesti ecologici rivolta al pubblico. È stato lanciato un concorso per la creazione di una mascotte che comunicasse il programma. La guida alle buone pratiche di manutenzione per i tecnici della refrigerazione, su cui si basa parte del programma di formazione, comprende i seguenti capitoli: 1. Apporto termico esterno. 2. Guadagno termico interno. 3. Soluzioni passive. 4. Scelta di un sistema di climatizzazione adatto alle proprie esigenze. 5. Requisiti normativi. 6. Installazione di un sistema di climatizzazione split. 7. Prevenzione dell’inquinamento del circuito. 8. Manutenzione preventiva dell’unità esterna di un condizionatore. 30/ INDUSTRIA & formazione

Figura 1: Valutazione del rendimento in relazione ai problemi di manutenzione

9. Manutenzione preventiva dell’unità interna di un condizionatore. 10. Regolazione del termostato. 11. Controllo della carica del fluido. 12. Manutenzione preventiva di un condizionatore. 13. Prestazioni di un condizionatore al di fuori del suo punto di funzionamento nominale. 14. Risparmio energetico ottenibile. La guida richiama le nozioni fondamentali, come l’impatto degli apporti di calore interni ed esterni, delineando i principali fattori che incido-

no sul consumo dei condizionatori. L’approccio è saldamente basato sul consumo energetico e sugli ordini di grandezza dei risparmi ottenibili. Ad esempio, il gruppo di esperti è stato in grado di lavorare sul carico ottimale necessario affinché il sistema funzioni in modo stabile in tutte le possibili condizioni operative. Il funzionamento a carico ottimale fornisce le migliori prestazioni energetiche del sistema di refrigerazione, poiché il coefficiente di prestazione (EER) della macchina varia general-

Gesti ecologici

Risparmio energetico (%)

Agire sul controllo del termostato spostando il valore di impostazione a 26°C invece che a 20°C

25

Effettuare regolarmente la manutenzione del condizionatore (pulizia ...)

15

Proteggere le finestre con un oscurante (tende o frangisole, rivestimento riflettente, installazione di schermi o coperture o oscuranti)

15

Agire sugli input interni, spegnendo le apparecchiature elettriche, elettroniche o domestiche non indispensabili Ventilare abbondantemente aprendo gli ingressi; il ricorso al vento o ai ventilatori è fortemente raccomandato prima di mettere in funzione il condizionatore

20 20

Agire sulla qualità dell’isolamento del vetro utilizzando doppi vetri.

10

Eliminare o proteggere i vetri orizzontali con persiane

15

Tabella 1: Stima del risparmio energetico Risparmio Energetico

Mayotte

La Réunion

Guadeloupe

Guyane

Martinique

Totale

2020 fino ad oggi (GWh)

0

0

0

0

0

0,000

2021 fino ad oggi (GWh)

0

1,268

0

0

0

1,268

2022 fino ad oggi (GWh)

5,938

37,686

42,857

11,470

9,608

107,558

2023 fino ad oggi (GWh)

5,966

41,125

50,688

14,327

12,570

124,676

2024 fino ad oggi (GWh)

5,966

41,125

50,688

14,327

21,523

133,629

2025 fino ad oggi (GWh)

5,966

41,125

50,688

14,327

21,523

133,629

2026 fino ad oggi (GWh)

5,966

41,125

50,688

14,327

21,523

133,629

totale (GWh)

29,802

203,454

245,609

68,788

86,747

634,389

Tabella 2: Risparmio energetico globale per un periodo variabile di 3 anni


NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

Figura 3: Emissioni globali di gas serra evitate per un periodo continuo di 3 anni

mente con il carico, come mostrato nella Figura 1. Questo carico è solitamente indicato dal produttore dell’apparecchiatura e riportato sulla targa di fabbricazione. Il produttore di solito fornisce informazioni su come integrare il carico, in quanto la mancanza di carica di refrigerante riduce sistematicamente le prestazioni del sistema di refrigerazione. Si tratta solo di un esempio per illustrare il lavoro svolto. Il lettore è invitato a consultare i dettagli sulla guida pubblicata sul sito www.programme-climeco.fr. La guida ai gesti CLIM’ECO è stata sviluppata mantenendo un numero limitato di otto gesti ecologici e tenendo in considerazione la loro applicabilità da parte del pubblico. La guida è scritta in modo didattico per far comprendere quali siano le diverse soluzioni di climatizzazione per combattere il caldo e invita il lettore a seguire tutti i passaggi per limitare il consumo di aria condizionata: - Fare buon uso dell’aria condizionata, una questione di temperatura: qui viene affrontato il tema del livello di temperatura nominale in relazione al comfort termico. - Limitare l’apporto di calore interno: questo gesto ecologico riguarda l’utilizzo di apparecchiature elettriche interne che dissipano il calore. -Raffreddamento senza aria condizionata: questo gesto ecologico riguarda l’uso di ventilatori in aggiunta a una fornitura limitata di aria condizionata. - Limitare l’apporto termico esterno: questo gesto ecologico specifica come proteggersi dal sole. -Scegliere un climatizzatore adatto alle proprie esigenze: si ricordano gli elementi essenziali per la scelta dei climatizzatori e le loro prestazio-

ni. - Manutenzione regolare del climatizzatore: elenca gli elementi di manutenzione accessibili agli utenti, come la rimozione degli evaporatori e la pulizia dei filtri. - Ricorrere ad un professionista per la manutenzione del proprio climatizzatore: questo gesto ecologico include la manutenzione periodica anche se non è obbligatoria. - Utilizzare una gestione smart della climatizzazione (IOT): l’obiettivo è quello di promuovere dispositivi di regolazione o di automazione che permettano di automatizzare alcuni gesti ecologici sopra citati. METODO DI CALCOLO DEL RISPARMIO ENERGETICO: UN APPROCCIO GLOBALE Per quantificare l’impatto di queste buone pratiche e gesti ecologici, gli esperti hanno utilizzato il software RatioClim_G, disponibile sul sito web del Ministero francese per l’ecologia e sviluppato dal Costic: bit.ly/Méthode_RatioClim Si tratta di uno strumento di calcolo progettato per facilitare l’attuazione dell’ispezione periodica degli impianti di condizionamento. Produce una stima del carico termico di superficie in W/m2, utile per verificare le dimensioni dell’impianto di condizionamento. Le regole di costruzione sono state ricavate da elementi selezionati dalle normative termiche applicabili ai territori interessati, ovvero RT AA DOM. La metodologia si basa sul bilancio termico in una situazione di riferimento per un edificio residenziale, per il quale il contesto viene modificato attraverso i parametri considerati nei calcoli, apportando ogni volta

una modifica. In ogni fase, il nuovo bilancio termico viene confrontato con quello della situazione precedente, per determinare i guadagni o le perdite di risparmio energetico ottenuti durante l’operazione. Da questa quantificazione e dal tempo di funzionamento annuale rappresentativo della situazione della Francia d’oltremare, è possibile conoscere il consumo e i guadagni in kWh/anno di elettricità per l’abitazione in questione. Per queste simulazioni è stato scelto un modello di condizionatore d’aria con caratteristiche tecniche di efficienza attuali (EER = 3). I dettagli dei calcoli effettuati per stimare il risparmio energetico sono stati pubblicati nella Revue Générale du Froid - RGF (1). Il calcolo del risparmio energetico sul consumo totale di energia elettrica fornito dalla messa in atto delle misure ecologiche è descritto nella guida (Tabella 1). PIATTAFORMA DI FORMAZIONE SULLA REFRIGERAZIONE, RISORSE PER SENSIBILIZZARE GLI UTILIZZATORI DI CONDIZIONATORI Per attuare il programma, è stato necessario creare una struttura divulgativa e un sistema di informazioni che consentisse al maggior numero di persone possibile l’accesso ai gesti ecologici. È stato inoltre necessario unificare le risorse formative dei tecnici nei cinque territori del programma. AFF ha quindi implementato lo sviluppo di una piattaforma di formazione online in modo che tutti i formatori possano utilizzare le stesse risorse per la formazione dei tecnici del freddo. In termini di sensibilizzazione del pubblico, la guida agli eco-gesti è stata adattata utilizzando un approccio più ludico per creare, con la mascotte CLIM’ECO, piccoli cartoni animati che illustrano ciascuno degli otto eco-gesti CLIM’ECO in modo semplice e comprensibile a tutti. Le informazioni sono accessibili al pubblico attraverso il sito web e il canale YouTube dell’AFF, ma è anche possibile accedervi scansionando i codici QR apposti sui condizionatori d’aria dagli ambasciatori della refrigerazione. INDUSTRIA & formazione /31


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

È stata inoltre sviluppata un’applicazione mobile per coinvolgere gli utenti a scoprire o recensire gli ecogesti e a fornire un riscontro sull’utilizzo dei condizionatori. La formazione dei professionisti è stata fornita da cinque organizzazioni autorizzate dall’AFF ad attuare i programmi di formazione CLIM’ECO. Alla fine di dicembre 2022, sono stati formati più di 2.200 tecnici del freddo o responsabili di edifici climatizzati. REALIZZAZIONE DI AZIONI PER LA DIVULGAZIONE DI ECO-GESTI ED ETICHETTATURA DEI CONDIZIONATORI D’ARIA La diffusione degli eco-gesti si basa sul ruolo essenziale dei professionisti che fungono da interfaccia con gli utenti finali per sensibilizzarli all’uso corretto della climatizzazione e ottenere un risparmio energetico. Inoltre, il programma prevede la trasmissione al pubblico attraverso incontri informativi, campagne pubblicitarie o eventi correlati in cui è possibile comunicare i gesti CLIM’ECO. Tra marzo 2020 e la fine del 2022, più di 130 aziende hanno aderito al programma. La maggior parte sono piccolissime realtà specializzate nell’installazione o nella manutenzione di condizionatori d’aria per famiglie o piccole imprese, ma anche

grandi aziende e istituzioni pubbliche. Entro la fine del 2022, queste aziende ambasciatrici avranno prodotto più di 130.000 condizionatori d’aria contrassegnati. RISPARMIO ENERGETICO ED EMISSIONI DI GAS SERRA EVITATE La valutazione del risparmio energetico ottenuto dagli utenti dipende ovviamente dalla loro capacità di applicare nel tempo gli eco-gesti previsti dal programma. A questo proposito, le azioni di comunicazione, la facilità di accesso ai gesti ecologici, l’automazione domestica e l’uso dell’applicazione mobile sviluppata dall’AFF sono elementi essenziali per mantenere la determinazione degli utenti della climatizzazione. Inoltre, rimane difficile stimare i risparmi reali generati in assenza di una misurazione diretta dei consumi. I calcoli si basano quindi su risparmi potenziali che possono essere ottenuti grazie agli eco-gesti. Il numero di condizionatori d’aria è dato dal numero di etichettature realizzate e il consumo di energia proviene dalla reportistica generale stabilita dal fornitore di energia elettrica. Su questa base, i risparmi energetici generati da CLIM’ECO sono calcolati utilizzando il numero di etichettature e riportati nella tabella 2 per un “perio-

Nel corso del 2023, l’ing. Marco Buoni ha attraversato tutta Italia per spiegare ai Tecnici le novità normative in atto, con il Tour F-Gas 2023. Marco Buoni, oltre a essere CEO del Centro Studi Galileo e Past President di AREA, è anche Segretario di ATF, associazione a tutela dei professionisti del freddo che quest’anno spegnerà venti candeline. 32/ INDUSTRIA & formazione

do variabile di 3 anni”, durata iniziale del programma. I risparmi energetici sono quindi calcolati sommando i risparmi dei tre anni successivi al periodo di sensibilizzazione degli utenti. Per quanto riguarda le emissioni evitate di gas serra (GHG), il calcolo si basa sul prodotto del fattore di emissione energetica che dipende dall’energia primaria utilizzata per produrre l’elettricità, che a sua volta dipende dai territori interessati. I calcoli delle emissioni evitate possono essere effettuati per territorio utilizzando i coefficienti del database del carbonio sviluppato dall’ADEME. CONCLUSIONI In un’epoca di sobrietà energetica e di ricerca di soluzioni per limitare il consumo di energia, in cui le applicazioni di refrigerazione rappresentano quasi il 20% del consumo mondiale di elettricità, la ricerca di un risparmio energetico legato all’uso appare essenziale. Il programma CLIM’ECO, sostenuto dall’AFF, è un esempio esplicativo di come il problema vada oltre la comunità degli esperti di climatizzazione. Mentre la prima fase del progetto ha chiamato i suoi esperti a occuparsi di questioni di efficienza energetica o di dimensionamento degli edifici e della climatizzazione, i risparmi ottenuti dagli utenti richiedono uno sforzo di divulgazione e di accesso quasi universale a concetti tecnici talvolta difficili da comprendere. L’ambiente in cui è stato condotto il programma CLIM’ECO ha richiesto la divulgazione delle tecniche di condizionamento dell’aria per renderle accessibili agli utenti della climatizzazione e un solido sistema di informazione adattato alla popolazione di riferimento. I risparmi generati da questo programma di sensibilizzazione, realizzato dagli stessi professionisti della climatizzazione, contribuiscono alle questioni globali dirette dei territori interessati e rafforzano la responsabilità sociale delle aziende coinvolte. Il programma dovrebbe essere applicato ad altre aree o settori in cui il consumo energetico dedicato al raffreddamento è importante.


NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

LEZIONE 248 > PRINCIPI DI BASE DEL CONDIZIONAMENTO DELL’ARIA

Giunti trasversali a baionetta per le canalizzazioni per la distribuzione dell’aria INTRODUZIONE

Pierfrancesco FANTONI

La scelta di una certa tipologia di giunto dipende dalle dimensioni della sezione del canale d’aria e dalla classe di tenuta che si desidera ottenere per il manufatto complessivo. La bontà del risultato finale dipende, nondimeno, dalla corretta esecuzione delle procedure di assemblaggio. TIPI DI GIUNTI E DIMENSIONI DELLA SEZIONE

Continuiamo con questo numero il ciclo di lezioni di base semplificate per gli associati sul condizionamento dell’aria. Da 25 anni, sulla nostra stessa rivista, il prof. Ing. Pierfrancesco Fantoni tiene le lezioni di base sulle tecniche frigorifere. È inoltre coordinatore didattico e Docente del Centro Studi Galileo presso le sedi dei corsi in cui periodicamente vengono svolti incontri su condizionamento, refrigerazione e energie alternative. In particolare, sia nelle lezioni in aula sia nelle lezioni sulla rivista, vengono spiegati in modo semplice e completo gli aspetti teorico-pratici degli impianti e dei loro componenti.

È DISPONIBILE LA RACCOLTA COMPLETA DEGLI ARTICOLI DEL PROF. FANTONi Per informazioni: 0142.452403 corsi@centrogalileo.it È vietata la riproduzione dei disegni su qualsiasi tipo di supporto.

In precedenza abbiamo già visto alcuni tipi di giunti trasversali che è possibile utilizzare per sezioni rettangolari dei canali per la distribuzione dell’aria. Le diverse tipologie si differenziano tra loro per la modalità con cui viene realizzato il giunto, per la semplicità della sua realizzazione costruttiva e di posa in opera, per il diverso grado di tenuta che ciascuno di esso offre. L’impiego di una tipologia di giunto piuttosto che un’altra è una scelta che viene determinata anche dalle dimensioni della sezione della canalizzazione. Ad esempio, le tipologie che abbiamo già avuto di trattare solitamente vengono impiegate per dimensioni non di piccola entità. Al contrario, quando invece le dimensioni sono contenute è possibile ricorrere all’impiego di un’ulteriore tipologia di giunto trasversale: la cosiddetta giunzione a baionetta. GIUNZIONE TRASVERSALE BAIONETTA SCORREVOLE

A

Al fine di rendere attuabile tale tipo di giunzione, la lamiera che determina il profilo dell’elemento di condotta viene piegata a 180° in corrispon-

denza della sua estremità, laddove l’elemento dovrà essere raccordato con quello contiguo. In questo modo si crea una situazione simmetrica tra i due lembi del giunto, come si può notare in figura 1. Dopo aver accostato tra di loro i due elementi da congiungere si procede al loro serraggio tramite un profilo scorrevole a forma di C allungata e disposto in posizione orizzontale. Tale profilo viene disposto lungo tutto il perimetro della giunzione. Anche se la realizzazione di questo tipo di giunzione avviene in maniera molto meticolosa, non vengono garantiti elevati standard di tenuta dalla sua realizzazione. Per tale ragione essa viene impiegata nel caso di sezioni di dimensioni ridotte e comunque durante la messa in opera dei vari elementi è sempre necessario completare il lavoro ricorrendo all’impiego di un sigillante o di nastro apposito per la tenuta del giunto. Le non eccellenti proprietà meccaniche che vengono garantite da questa tipologia di realizzazione si ripercuotono non solo sulla qualità della tenuta dei giunti ma anche sulle attenzioni che vanno riposte nell’opera di staffaggio della condotta nel suo complesso. GIUNTO A BAIONETTA CON SISTEMA MASCHIO-FEMMINA Un secondo sistema di giunto a baionetta è in grado di garantire un migliore risultato finale in termini di stabilità della connessione e di conseguente tenuta. Tale sistema di accoppiamento viene realizzato nelle canalizzazioni in alluminio e prevede la realizzazione di due pezzi speciali, come mostraINDUSTRIA & formazione /33


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

to nella figura 2, che consentono di realizzare un meccanismo di bloccaggio del tipo maschio-femmina. In tale modo i due estremi del giunto si possono compenetrare uno nell’altro, soluzione che conferisce stabilità alla giunzione e le assegna un migliore livello di tenuta. Il profilo esterno si caratterizza rispetto al profilo interno per la presenza di un labbro aggiuntivo che permette di realizzare l’aggancio della baionetta. L’architettura del giunto così realizzato non obbliga all’uso di elementi particolari di fissaggio o pezzi angolari, e garantisce un certo livello di rigidità al giunto. Per completare la realizzazione si procede all’applicazione di un abbondante cordone di sigillante siliconico, per evitare indesiderate perdite d’aria, in alcuni punti particolari del giunto, ad esempio in corrispondenza degli angoli o dietro al labbro del profilo esterno, dove è presente una piega della lamiera. FASI DELL’ASSEMBLAGGIO DEL GIUNTO Per terminare l’assemblaggio si procede ad una sigillatura finale del giunto. Quando i due elementi della canalizzazione sono stati accostati ed accoppiati viene disposta una striscia di guarnizione autoadesiva attorno alla superficie terminale della sezione di canalizzazione flangiata, su una delle due sezioni della canalizzazione da accoppiare, assicurandosi che le due estremità tagliate della guarnizione si sovrappongano. Come ultima fase della realizzazione del giunto si posiziona la baionetta per accoppiare insieme i due elementi della canalizzazione. Se tutte le fasi di produzione e la procedura di assemblaggio sono state eseguite con accuratezza allora la baionetta può essere messa in posizione anche per semplice scivolamento. In caso contrario è necessario ricorrere all’utilizzo di pinze autobloccanti, lubrificante e un martello di gomma (vedi figura 3). Per evitare che la baionetta non si allenti nel tempo è importante procedere per prima cosa alla messa in opera delle baionette destinate ai lati verticali della sezione. Esse devono avere la stessa lunghezza della 34/ INDUSTRIA & formazione

Figura 1: Giunto a baionetta scorrevole (tratto da Guida tecnica ASAPIA)

Labbro per il fissaggio della baionetta Figura 2: Giunto con sistema di bloccaggio maschio-femmina e labbro per il fissaggio della baionetta (tratto da documentazione Kingspan)

corrispondente sezione. Invece, la baionetta per i lati orizzontali della canalizzazione deve avere una lunghezza equivalente alla dimensione della sezione esterna maggiorata della larghezza della baionetta verticale. Le baionette orizzontali devono essere montate dopo quelle per i lati verticali. In questo modo le baionette verticali vengono bloccate in posizione. Infine, l’applicazione di un cordone di sigillante siliconico alle estremità di ciascuna baionetta, nel punto in cui incontrano il profilo esterno, permette di massimizzare la tenuta all’aria. Se la canalizzazione viene collocata o deve attraversare ambienti molto ricchi di umidità è possibile che in corrispondenza del giunto si formi della condensa quando all’interno del canale fluisce aria raffrescata. Normalmente gli elementi della canalizzazione vengono coibentati, per cui questo problema non si verifica. Quindi anche i giunti, ricordando che il materiale che costituisce il giunto è alluminio (che gode di ottime proprie-

Figura 3: Posa in opera della baionetta con le apposite attrezzature (tratto da documentazione Kingspan)

tà di conduzione del calore), devono essere opportunamente trattati. Per ridurre od evitare completamente la formazione di condensa è necessario coibentare esternamente anche i punti di accoppiamento con strisce apposite di pannello isolante.


NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

Sfide e opportunità per le pompe di calore come sostitute delle caldaie tradizionali negli edifici SOMMARIO

Torben Funder-Kristensen

Head of Industry Affairs

Danfoss Climate Solutions

Articolo presentato alla

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8-9 GIUGNO 2023 | POLITECNICO DI MILANO

In questo articolo viene studiata la sostituzione delle caldaie a combustibile fossile con pompe di calore aria/acqua. Anche se soluzioni apparentemente semplici sono già disponibili sul mercato, l’implementazione efficace di questi sistemi dipende dalla regolazione e dall’ottimizzazione del sistema idronico presente negli edifici per consentire alla pompa di calore di funzionare alla massima efficienza possibile. L’efficienza energetica è il fattore principale che impatta con il costo operativo del sistema. In questo lavoro vengono valutati e simulati i parametri relativi ai componenti dell’impianto di riscaldamento, fra cui in prima linea gli emettitori di calore (caloriferi tradizionali), vengono poi discussi il bilanciamento del flusso idronico e il controllo del flusso sugli emettitori di calore, combinando tali paramentri con le esigenze di temperatura per il funzionamento ottimale della pompa di calore. I risultati mostrano che i sistemi idronici pre-esistenti possono essere in molti casi adattati, ma è necessario osservare importanti

Torben Funder-Kristensen illustra i Principi di bilanciamento idronico nel corso del XX Convegno Europeo.

modifiche specifiche per assicurare l’efficienza della pompa di calore. INTRODUZIONE L’elettrificazione del riscaldamento implica un’enorme accelerazione del tasso di diffusione delle pompe di calore. Secondo le stime di Repower EU, entro il 2030 dovranno essere installati 30 milioni di pompe di calore idroniche. La maggior parte di queste pompe di calore si trova in intervalli di potenza inferiori a 100 kW per edifici domestici e plurifamiliari. Le pompe di calore di grande taglia, nell’ordine di MW, saranno tipicamente utilizzate in connessione con i sistemi di teleriscaldamento e la pianificazione urbanistica locale deve essere effettuata per stabilire le dimensioni adatte e la distribuzione delle pompe di calore in connessione con le posizioni delle fonti di calore utilizzabili. Nelle aree in cui non è previsto il teleriscaldamento e negli edifici in cui è già installata la distribuzione del calore idronico, una pompa di calore geotermica (W/W) o una pompa di calore aria-acqua (A/W) saranno spesso preferite in sostituzione di una caldaia a gas o a gasolio. Le pompe di calore per sistemi idronici sono spesso sviluppate come unità stand alone o monoblocchi, ovvero unità compatte con una quantità relativamente bassa di carica di refrigerante. Significa anche che l’R290 può essere utilizzato come refrigerante poiché il sistema è posizionato all’esterno e può utilizzare fino a 5 kg di carica senza particolari restrizioni. A differenza di una caldaia che ha un’efficienza abbastanza costante rispetto alla temperatura di mandata (l’efficienza della caldaia a condensazione dipende principalmenINDUSTRIA & formazione /35


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

te dalla temperatura di ritorno), la pompa di calore ha una natura più complessa da osservare se si vuole raggiungere l’efficienza ottimale, in altre parole il COP dipende dalle condizioni ambientali, dalla temperatura di mandata necessaria per riscaldare l’edificio. Il consumo di elettricità aumenta con l’aumento della temperatura, cioè la temperatura di alimentazione dei sistemi idronici dovrebbe essere ridotta al minimo per avere un COP ottimale. Nei nuovi edifici - o negli edifici in fase di profonda ristrutturazione - questo può essere fatto utilizzando il riscaldamento a pavimento a bassa temperatura. Tuttavia, in molti edifici in cui sono conservati i sistemi di emissione esistenti, è alto il rischio che la caldaia che sostituisce le pompe di calore funzioni con un COP molto inferiore a quello nominale. Il rischio di basse prestazioni può essere mitigato se vengono rispettati i parametri di ottimizzazione di base del sistema idronico degli edifici. L’obiettivo di questo articolo è descrivere quali azioni sono necessarie quando una caldaia di piccole dimensioni viene sostituita in una casa unifamiliare o in un’abitazione in cui i radiatori vengono utilizzati come emettitori di calore. IL SISTEMA IDRONICO Impostazioni tipiche di un sistema a caldaia tradizionale: un sistema di riscaldamento che utilizza caldaie tradizionali funziona con temperature di mandata di 70-80 gradi con cadute di temperatura di 15-20 gradi attraverso gli emettitori di calore. L’elevata temperatura di mandata si ottiene senza compromettere l’efficienza in quanto le caldaie sono meno sensibili a questo parametro. Bilanciamento delle portate (bilanciamento idronico): normalmente in un’abitazione ci sono più emettitori di calore ed è buona norma bilanciare tali emettitori per garantire il miglior utilizzo possibile della loro superficie scaldante e quindi anche il miglior trasferimento di calore possibile dell’intero sistema. Un sistema di riscaldamento 36/ INDUSTRIA & formazione

Figura 1: Principi di bilanciamento del bilanciamento idronico Potenza del Radiatore 500 W costanti (controllati)

Figura 2: Relazione tra portata, temperatura di mandata e di ritorno con emissione costante

idraulico bilanciato combinato con accurati controlli della temperatura fornisce una caduta di temperatura uniforme su tutti gli emettitori di calore. Gli emettitori di calore sottodimensionati si identificheranno propriamente solo in un sistema correttamente bilanciato e solo quelli andranno sostituiti nel passaggio ad un sistema alimentato da pompa di calore. Sfortunatamente, ad oggi, il bilanciamento idraulico non è diffuso e solo il 10% dei sistemi di riscaldamento degli edifici è oggi correttamente bilanciato. Ottimizzazione della Temperatura: quando si installa una pompa di calore, la temperatura di mandata (Tinlet) ha un forte impatto sul COP e quindi anche sull’OPEX. Osservando l’emettitore di calore (radiatore) la legge di conservazione dell’energia prevede che:

Φ = m’ * cp * (T inlet - T outlet) (2) Dove: Φ è la potenza termica, m’ è la portata massica e cp è la capacità dell’acqua. Tinlet e Toutlet sono le temperature di ingresso e di uscita dall’emettitore di calore. Mantenere un constante Φ ad un valore ridotto di (Tinlet-Toutlet) richiede ovviamente un m’ più alto. Il risultato è una riduzione della caduta di temperatura e una distribuzione più uniforme della temperatura nell’emettitore di calore. Si veda anche la Figura 1. La potenza termica di un radiatore è definita nella norma EN442-2 e dipende dalla differenza di temperatura ΔT e dalla costante Km del radiatore. Espresso da: Φ = Km * ΔTn. (1) Dove:


NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

Figura 3: L’ottimizzazione delle prestazioni del sistema attraverso la riduzione delle temperature di mandata

Km è la costante del radiatore, ΔT è la differenza tra la temperatura media del radiatore e la temperatura ambiente, n è un esponente, definito anche nel modello del radiatore. Considerando che i radiatori non vengano sostituiti e supponendo che Km e n siano mantenuti costanti, l’unico modo per mantenere la potenza termica Φ è mantenere il ∆T del radiatore. Un metodo, che tiene conto della non linearità della temperatura sul radiatore, è la sovratemperatura logaritmica, ed è stato utilizzato in questo articolo, dove: ∆T = Tmean – Tamb = (Tinlet-Toutlet) / ln ((Tinlet-Tamb)/(Toutlet-Tamb)) (3) La combinazione delle equazioni (1), (2) e (3) fornisce la relazione dei parametri ad una potenza termica costante, come mostrato nella figura 2. COME GARANTIRE LE MIGLIORI PRESTAZIONI DELLA POMPA DI CALORE L’aumento della portata, Q, si traduce in inferiore Tinlet e anche un aumento del COP della pompa di calore. Q ha una limitazione pratica dovuta al consumo di energia e al rumore. L’equilibrio dei parametri deve essere trovato e dipende dall’edificio

specifico. Ciò è illustrato nella figura 2 in cui viene effettuata una diminuzione graduale della temperatura di ingresso e vengono suggerite misure di regolazione specifiche: • Regolare le portate delle valvole dei radiatori per adattarsi a portate idroniche più elevate (regolazione di presetting). • Aumentare la pressione di mandata della pompa di circolazione. • Sostituire alcune delle valvole critiche consentendo portate più elevate. A un certo livello inferiore di temperatura, diventerà evidente una limitazione pratica. Portate più elevate, a seconda del layout del sistema, aumenteranno

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il consumo di energia della pompa che annulleranno i guadagni incrementali di COP della pompa di calore. Ci sono poi fattori come rumore e/o fenomeni legati alle portate idroniche che come abbiamo visto devono essere risolti, in altre parole il vecchio impianto ha dei limiti perchè in alcuni casi non è possibile portarlo a raggiungere i valori di portate necessari alla nuova sorgente di calore. A questo riguardo è molto importante che la portata minima di circolazione nella pompa di calore attraverso lo scambiatore non subisca oscillazioni rilevanti, al fine di evitare problemi di fatica meccanica dei componenti

L’evoluzione delle tecnologie chimiche per il trattamento acque L’evoluzione delle te dei circuiti di raffreddamento con torri evaporative o condensatori evaporativi

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LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

che rendano il funzionamento della macchina instabile o meno duraturo. Di seguito è riportata una breve descrizione delle diverse opzioni che dovrebbero essere prese in considerazione prima del retrofit, migliorando CAPEX, OPEX e ROI: • Riduzione dei carichi / perdite di calore di base in case scarsamente isolate: se possibile e fattibile, il fabbisogno termico dell’edificio dovrebbe essere ridotto aggiungendo isolamento all’involucro (pareti e tetto), cambiando le finestre o aggiungendo giardini d’inverno. Le dimensioni ed il costo della pompa di calore sono correlati al carico termico e quindi il ROI dovrebbe essere calcolato quando si decide quale soluzione scegliere, in particolare cosa fare prima quando si vuole eseguire una graduale ristrutturazione. • Aggiunta o sostituzione di emettitori di calore: questo dovrebbe essere fatto in un ordine in cui vengono identificati gli emettitori di calore critici. Infatti, maggiore è la superficie totale degli emettitori di calore,

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minore è la temperatura dell’acqua di alimentazione richiesta per una determinata velocità di trasferimento di calore/carico termico. Comunemente i radiatori sono sovradimensionati, il che sarà un vantaggio nell’abbassare le temperature di mandata. • Valutare il profilo di domanda/produzione di calore durante il giorno e la stagione, includendo anche un serbatoio di accumulo termico. Questo tema è al di fuori dello scopo del presente studio, tuttavia è ovvio che i serbatoi tampone possono facilitare lo sfruttamento di eventuali tariffe su base oraria dell’elettricità e possono anche attenuare le fluttuazioni di temperatura a breve termine. CONCLUSIONI Il mercato che deriva dalla progressiva sostituzione delle caldaie negli edifici esistenti con pompe di calore nei sistemi di riscaldamento (retrofit) è sostanzialmente più ampio rispetto al volume di installazione delle pom-

pe di calore nei nuovi edifici. In tal modo il retrofit è la prima e rapida opportunità per la decarbonizzazione del riscaldamento attraverso l’elettrificazione. L’adeguamento dell’impianto di riscaldamento idronico ad un funzionamento ottimizzato della pompa di calore ha caratteristiche specifiche, di cui la riduzione delle temperature di ingresso ai radiatori è la misura più importante. I sistemi idronici esistenti hanno spesso capacità di riscaldamento superiori a quelle di progetto. Questa è una buona opportunità per ridurre le temperature di ingresso a vantaggio del COP della pompa di calore. Le misure fondamentali di miglioramento dell’efficienza consistono nella combinazione fra il garantire il bilanciamento idronico del sistema, sostituire gli emettitori di calore con le prestazioni più basse e regolare i parametri di portata delle valvole e delle pompe. Per ogni caso specifico andrebbe fatto un piano di retrofit ad hoc.

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NUMERO 1 / FEBBRAIO 2024

LEZIONE 268 > CONCETTI DI BASE SULLE TECNICHE FRIGORIFERE

Come le caratteristiche del motore elettrico LSPM si riflettono positivamente sulle prestazioni di un circuito frigorifero INTRODUZIONE

Pierfrancesco Fantoni Continuiamo con questo numero il ciclo di lezioni semplificate per i soci ATF del corso teorico-pratico di tecniche frigorifere curato dal prof. ing. Pierfrancesco Fantoni. In particolare con questo ciclo di lezioni di base abbiamo voluto, in questi 25 anni, presentare la didattica del prof. ing. Fantoni, che ha tenuto, lezioni sulle tecniche della refrigerazione ed in particolare di specializzazione sulla termodinamica del circuito frigorifero. Su www.centrogalileo.it ulteriori informazioni sui corsi e programmi 2024

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Compreso qual è il principio di funzionamento di un motore elettrico LSPM, è possibile analizzare quali tipi di vantaggi offrono i compressori frigoriferi dotati di tali motori e come essi si ripercuotono poi, in cascata, sull’efficienza energetica complessiva di un’apparecchiatura frigorifera. Le migliori prestazioni ottenibili riescono a sanare alcune criticità proprie di alcune applicazioni o legate all’impiego di certi refrigeranti che si caratterizzano per proprietà termodinamiche non sempre ottimali. Data l’attuale esigenza di migliorare con continuità l’efficienza energetica dei circuiti frigoriferi e di ridurre i costi di esercizio, la tecnologia dei motori LSPM rappresenta senz’altro un’importante conquista. POSITIVE IMPLICAZIONI DELLA MIGLIORE EFFICIENZA ENERGETICA Il fatto che un motore LSPM, quando il suo funzionamento giunge a regime, si comporti come un motore sincrono, consente di non avere correnti circolanti nel rotore, dato che sono i magneti permanenti di cui è dotato il rotore stesso ad incaricarsi di mantenere in rotazione quest’ultimo (vedi figura 1). L’assenza di correnti porta ad una drastica riduzione della quantità di calore prodotta per effetto Joule durante il funzionamento del motore e ad un aumento dell’efficienza elettrica complessiva del motore stesso. Tra le ulteriori implicazioni di tale caratteristica positiva vi è anche il fatto che costruttivamente si possono ridurre le dimensioni del motore a pa-

rità di classe di rendimento. Ne consegue che i compressori frigoriferi dotati di motore LSPM presentano dimensioni ridotte rispetto ad altre tipologie pur garantendo la medesima efficienza: ne derivano ingombri minori, con positive ripercussioni impiantistiche dato che tutti ben sappiamo come siano molto frequenti le problematiche legate allo spazio a disposizione quando si vanno ad assemblare i circuiti frigoriferi, non solo di grande potenza. La migliore efficienza energetica del motore LSPM trova positive ripercussioni anche sulle prestazioni complessive delle apparecchiature frigorifere. Infatti, in campo europeo è stata da non molto tempo promulgata una direttiva (la direttiva Ecodesign) che obbliga i produttori a raggiungere determinati livelli di efficienza energetica per poter commercializzare i propri prodotti. Ecco, allora, che l’impiego della tecnologia LSPM favorisce il raggiungimento di tale obiettivo, permettendo di avere compressori più performanti. Ben sappiamo che il compressore è uno dei componenti elettrici più energivori di un circuito frigorifero e quindi andare a migliorare la sua efficienza non può che ripercuotersi significativamente e positivamente sull’aspetto energetico complessivo di un’apparecchiatura frigorifera o di un impianto frigorifero di più grandi dimensioni. LIMITATO SURRISCALDAMENTO La miglior resa energetica della tecnologia LSPM si realizza parallelamente ad una minore produzione di calore del motore durante il suo funzionamento in modalità sincrona. INDUSTRIA & formazione /39


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

Questo fatto si ripercuote positivamente, come già accennato nel precedente articolo, sul contenimento delle temperature raggiunte dal motore e sul conseguente trasferimento di calore al refrigerante gassoso che normalmente viene fatto passare attraverso il motore per mantenerlo il più fresco possibile. Le più basse temperature a cui il refrigerante va soggetto comportano più contenuti aumenti del volume specifico del refrigerante surriscaldato che viene aspirato e quindi un obbligo, da parte del compressore, di dover movimentare volumi di gas inferiori dal lato di bassa a quello dell’alta pressione del circuito frigorifero. Da ciò, ulteriormente in cascata, ne deriva una minore richiesta di lavoro da espletare per il compressore, con una conseguente ulteriore diminuzione dei consumi elettrici e della quantità di calore prodotto a seguito della compressione del gas. Parimenti, le temperature di lavoro che si raggiungono nel compressore risultano essere inferiori, elemento estremamente significativo non solo per la componentistica meccanica dello stesso ma anche per l’olio contenuto all’interno del suo carter. Questa riduzione delle temperature raggiungibili riveste un ruolo molto importante in tutte quelle applicazioni in cui si raggiungono abbastanza agevolmente elevate temperature di scarico a seguito della specificità del ciclo frigorifero che è necessario condurre come, ad esempio, quando è necessario lavorare con elevati

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Figura 1: Nucleo del rotore di un motore elettrico LSPM con evidenziati i magneti permanenti (tratto da documentazione Sew Eurodrive)

rapporti di compressione in circuiti frigoriferi per il raffrescamento oppure nei circuiti frigoriferi in dotazione alle pompe di calore. Ma anche le proprietà caratteristiche del refrigerante possono comportare elevate temperature di scarico, come ad esempio accade per l’R32, che si caratterizza in applicazioni anche non particolarmente gravose, per temperature sulla mandata del compressore decisamente più elevate rispetto alla media di altre tipologie di refrigeranti. Con la tecnologia LSPM si riesce a limitare tale fenomeno e quindi, in alcuni casi, anche ad evitare soluzioni riparatrici, come ad esempio l’iniezione di liquido nel compressore, che aumentano la complessità impiantistica ed il costo per la produzione dell’apparecchiatura frigorifera. In definitiva, grazie al minor calore

prodotto dal motore LSPM, molte applicazioni che lavorano in condizioni critiche traggono giovamento e quindi la loro conduzione comporta meno problematiche durante il normale funzionamento. CAPACITÀ FRIGORIFERA DEL COMPRESSORE La capacità frigorifera di un compressore è strettamente legata alla quantità di refrigerante che il compressore è capace di spostare in un intervallo di tempo unitario. Infatti, il vapore che esso sposta si è formato all’interno dell’evaporatore grazie al cambiamento di stato di una certa quantità di liquido refrigerante: quest’ultimo, per evaporare, sottrae calore all’aria o all’acqua che fluisce attraverso lo scambiatore evaporante e quindi produce un effetto frigorifero. Quindi, semplificando, maggiore è la quantità di vapore che il compressore è in grado di spostare e maggiore è l’effetto frigorifero ottenibile. La quantità di vapore (espressa in chilogrammi) che il compressore è in grado di spostare dipende anche dal volume specifico del vapore, giacché maggiore è tale ultimo valore e minore risulta essere la quantità in peso di refrigerante che viene trattato e spostato dal compressore per unità di volume. Quindi il volume specifico del refrigerante aspirato dal compressore è in grado di influenzare la capacità frigorifera del compressore stesso e, al crescere del primo, diminuisce la


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Figura 2: Confronto tra la capacità frigorifera ed il rapporto di efficienza energetica stagionale di un compressore tradizionale con motore asincrono ed un compressore dotato di motore LSPM (tratto da documentazione Bitzer)

seconda. Orbene, considerato che nel motore LSPM viene prodotta una quantità di calore inferiore rispetto a quella prodotta in un motore asincrono, e che da ciò ne conseguono minori aumenti di temperatura del gas aspirato che attraversa il motore elettrico, va da sé che risulta comprensi-

bile il fatto che è possibile registrare un aumento della capacità frigorifera nei compressori con motore LSPM rispetto a quelli con tecnologia asincrona. A ciò si aggiunga il fatto che strutturalmente un motore asincrono a 50 Hz risulta avere una velocità di

rotazione di circa 2900 giri/minuto mentre un motore LSPM di 50 Hz presenta una velocità di rotazione di 3000 giri/minuto. L’incremento di circa 100 giri in un minuto porta, ovviamente, il compressore dotato di motore LSPM a trattare una maggiore quantità di gas refrigerante rispetto a quella trattata da un compressore con motore asincrono. Anche da ciò consegue un aumento della capacità frigorifera del compressore a parità di tutte le altre caratteristiche elettriche e meccaniche del componente. Il grafico riportato nella figura 2 mostra il confronto tra la capacità frigorifera di un compressore scroll da 10 hp per R410A con motore elettrico tradizionale di tipo asincrono e la capacità frigorifera di un compressore scroll, sempre da 10 hp e ugualmente per R410, ma con motore LSPM. Come si può osservare tra i due, il compressore con motore LSPM presenta una capacità frigorifera superiore ed un rapporto di efficienza energetica altrettanto superiore.


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NEWS ULTIME NOTIZIE NEWS ULTIME NOTIZIE > UN CORSO SULLE POMPE DI CALORE TRA LE MURA TRECENTESCHE DEL CASTELLO DI CASALE Lo scorso 15 novembre, il Centro Studi Galileo ha organizzato un corso ad hoc sulle Pompe di Calore dedicato ai collaboratori tecnici di Baxi, azienda tra le più autorevoli del settore RACHP, all’interno delle mura trecentesche del Castello del Monferrato. Il corso è stato erogato sotto forma di Educational Program, un appuntamento tecnico di approfondimento su pompe di calore/sistemi ibridi durante il quale i partecipanti sono stati aggiornati sul quadro normativo di riferimento, il dimensionamento del prodotto e i principi di installazione. Il docente del Centro Studi Galileo Simone Portalupi ha seguito passo passo i Tecnici per tutta la durata della lezione, che, oltre alla spiegazione frontale, ha previsto anche una componente più dinamica, effettuata direttamente sull’impianto portato per l’occasione nella Manica Lunga del Castello dei Paleologi di Casale Monferrato. Centro Studi Galileo organizza corsi sin dagli anni ’70. Con l’avvento delle nuove regolamentazioni europee, sono moltissime le aziende che stanno sfruttando il corso sulle pompe di calore per perfezionare la preparazione dei professionisti e prepararli alla transizione in corso. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it > IL MESSAGGIO DI FINE ANNO DI MARCO BUONI, SEGRETARIO DI ATF E PAST PRESIDENT DI AREA

“Alla chiusura di un 2023 cruciale per il nostro settore, ricchissimo di eventi, novità e nuove prospettive, l’augurio è di un nuovo anno felice e 42/ INDUSTRIA & formazione

pieno di opportunità sempre più entusiasmanti. A titolo personale, ci tengo a ringraziare tutto lo staff per l’ottimo lavoro svolto quest’anno, ancora una volta garante dell’eccellenza e della professionalità che il Centro Studi Galileo vanta da quasi cinquant’anni: il reparto corsi, con Debora Ferraris e Chiara Bertelli, che hanno coordinato e gestito oltre trecento tra lezioni in aula, corsi da remoto, corsi ad hoc e sessioni d’esame; l’amministrazione, capitanata da Nadia Farè, la nostra sempre disponibile e affidabile Chief Finacial Officer, il reparto marketing, con Daniela Farè, Manuela Salamone e Alberto Sistri, che hanno fatto arrivare la voce, le pubblicazioni e i progetti CSG a migliaia di professionisti del settore, il reparto Tecnico, con Roberto Ferraris, Simone Portalupi, Antonio Fierro, Paolo Debetto, Marisa Nosengo e tutti i docenti sempre in prima linea per supportare tecnici e aziende. Last but not least la responsabile Affari Internazionali, Silvia Romanò, promotrice e coordinatrice di numerosi corsi in tutto il mondo, nonché coordinatrice dei tantissimi convegni e incontri svolti nel corso dell’anno, in particolar modo la fiera Refrigera e il recentissimo convegno di Roma. Lo staff interno ha collaborato allo straordinario successo della ventesima edizione del Convegno Europeo, vero fiore all’occhiello del Centro Studi Galileo, quest’anno acclamato dai partecipanti come uno dei migliori di sempre, pietra miliare per chi opera ogni giorno in ambito Refrigerazione, Condizionamento e Pompe di Calore. Un ringraziamento particolare va a

tutti i docenti, professionisti del settore presenti in ogni regione italiana, che girano l’Italia e il resto del mondo per portare ovunque l’expertise e la professionalità del Centro Studi Galileo, istituzione riconosciuta universalmente come un punto di riferimento per le tecnologie del freddo, cruciali in un mondo sempre più tecnologico e interconnesso come quello in cui viviamo oggi. Anche nel 2023 abbiamo affiancato ai corsi ordinari il Tour delle sedi, che ha aiutato quasi 500 professionisti del Freddo a rimanere aggiornati sulle ultime novità tecniche e normative: in una fase costellata da dubbi sul futuro, il Centro Studi Galileo è stato un faro sicuro e affidabile per ogni tecnico del paese. Nel 2024 torniamo con tutte le nostre attività principali: come nel 2022, collaboreremo con UNEP e IIR per realizzare il decimo numero speciale internazionale di Industria e Formazione, rivista ufficiale CSG, distribuita ai leader politici presenti alle grandi conferenze climatiche, in particolar modo MOP e COP, e ci incontreremo di persona – sempre con un ricco programma di convegni e appuntamenti – alle due fiere più attese dell’anno, Chillventa e Mostra Convegno Expocomfort a Milano. È quindi per me un grandissimo piacere augurare un felice 2024 a tutti i Tecnici del Freddo Italiani!” Marco Buoni Segretario ATF Past President e responsabile Affari Internazionali di AREA CEO del Centro Studi Galileo


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NEWS ULTIME NOTIZIE NEWS ULTIME NOTIZIE > DISPONIBILE LA REGISTRAZIONE DEL CONVEGNO “DECARBONIZZARE IL SETTORE RAC: NUOVI REGOLAMENTI E POMPE DI CALORE”

> SI RICOMINCIA: SI APRE UN ANNO RICCHISSIMO DI EVENTI. Il 2023 è stato un anno di attese, fino a quando l’Unione Europea non ha finalmente preso una decisione definitiva sulla nuova Regolamentazione F-Gas, che stabilirà il modus operandi di migliaia di aziende e addetti ai lavori da qui ai prossimi anni. Il 2024 sarà l’anno nel quale inizieremo a percepire i cambiamenti in atto con maggior vigore, e il Centro Studi Galileo, primo ente per la formazione HVAC/R, è già pronto a raccogliere la sfida. Il settore gode di ottima salute: il caldo di quest’estate ha dato spinta decisa alle vendite degli impianti

di condizionamento, ma in generale l’intera filiera ha registrato risultati confortanti, con una crescita anche degli impianti di refrigerazione e delle pompe di calore, che stanno diventando ogni giorno più centrali sia in ambito domestico che industriale. A fronte dei cambiamenti in atto, l’Associazione Italiana dei Tecnici del Freddo (ATF) è stata invitata a partecipare ai gruppi di lavoro istituiti presso il MASE, con informazioni chiare ed esaustive da parte dell’industria, in modo da soddisfare per quanto possibile le esigenze del settore e allo stesso tempo ridurre le tempistiche previste. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it

La nuova Regolamentazione FGas e gli sviluppi tecnologici stanno cambiando in modo radicale settori chiave come refrigerazione e condizionamento. L’avvento delle Pompe di Calore e l’ampio supporto europeo alla loro diffusione garantiranno un ulteriore passo avanti per quanto concerne la decarbonizzazione del settore? Martedì 5 dicembre, a Roma, abbiamo cercato di rispondere a queste domande insieme ad alcuni dei massimi rappresentanti degli ambienti istituzionali, accademici e industriali del settore, presso l’aula N4 del Dipartimento di Ingegneria Industriale Elettronica e Meccanica (DIIEM) di Università Roma 3. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it > DISPONIBILI LA REGISTRAZIONE E LE SLIDE DEL SUPER-WEBINAR 2023 Oltre 400 partecipanti per il superwebinar conclusivo di fine anno del Centro Studi Galileo, che oltre a tirare le somme sull’anno appena trascorso ha offerto qualche interessante anteprima su quanto vedremo nel 2024. Il super webinar ha toccato alcuni dei punti “caldi” del settore, dalla nuova Regolamentazione F-Gas all’avvento delle pompe di calore, senza dimenticare l’importanza della scelta dei migliori refrigeranti e il ruolo della decarbonizzazione. I Webinar del Centro Studi Galileo rappresentano una grandissima opportunità didattica per chiunque lavori nel settore HVAC/R: la refrigerazione e il condizionamento sono in continuo sviluppo, ed è fondamentale per i Tecnici del Freddo, quanto per Ingegneri ed Operatori del settore, mantenersi sempre aggiornati sugli ultimi sviluppi tecnologici. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it

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> AL VIA A PARIGI I LAVORI PER LA RIVISTA INTERNAZIONALE ISI2024 UNEP-IIR-CSG Il 29 novembre 2023, a Parigi, si sono svolti diversi incontri cruciali che hanno gettato le basi per le attività congiunte del Centro Studi Galileo con IIR e UNEP OzonAction relative al 2024. Nel corso degli appuntamenti si è anche discusso della partecipazione all’appena terminata COP28 di Dubai, nel corso della quale la refrigerazione è stata al centro del dibattito. Il primo incontro della giornata è avvenuto con Didier Coulomb, direttore dell’Istituto Internazionale del Freddo, poi la giornata è proseguita con il successivo incontro con UNEP: la tavola rotonda ha visto la partecipazione di alcuni dei principali attori del settore, tra cui Jim Curlin (Head of Branch, OzonAction – UNEP), Sonja Wagner (Programme Officer di OzonAction – UNEP), Marco Buoni (CEO del Centro Studi Galileo, Segretario di ATF e Past President di AREA con mandato agli Affari Internazionali) e Silvia Romanò (Chief International Affairs di Centro Studi Galileo). Iniziano i lavori per l’International Special Issue 2024: uno dei principali punti all’ordine del giorno è stato l’avvio dei lavori per l’Edizione Speciale Internazionale di Industria e Formazione del 2024, decima edi44/ INDUSTRIA & formazione

zione del volume. Sono stati delineati gli autori da invitare e le sezioni della nuova rivista, oltre a formulare ipotesi per la copertina. Collaborazioni e Opportunità di Formazione: Il programma della giornata ha previsto una sezione dedicata alla cooperazione con UNEP nel 2024, con particolare enfasi sul manuale di formazione UNEP-AREA, la Refrigerants Driving License e le opportunità di formazione sviluppate in collaborazione con ATF. Eventi internazionali e coinvolgimento della rete INWIC: Uno degli obiettivi principali è stata la pianificazione di un evento collaterale per celebrare i 20 anni di Chillventa e il MOP36 (28 ottobre – 1 novembre, Bangkok). Diverse autorità internazionali, tra cui IEA, United for Efficiency, INWIC, UNEP, CAR e Energy efficiency in Africa – Ghana, sono state invitate a ricoprire il ruolo di autori. L’accento sulla parità di genere è stato sottolineato con grande enfasi grazie alla partecipazione della rete INWIC, con l’obiettivo di promuovere la partecipazione di un sempre maggiore numero di donne nel settore HVAC. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it

giornate di incontri specializzati. Centro Studi Galileo ha preso parte agli appuntamenti del 10 novembre, con gli interventi del CEO Marco Buoni, anche Segretario di Associazione dei Tecnici del Freddo e responsabile affari esteri (nonché Past President) di AREA, e Silvia Romanò, Chief International Affairs del Centro Studi. Inoltre, all’evento ha partecipato anche Marino Bassi, storico docente del Centro Studi Galileo e uno dei massimi esperti HVAC/R al mondo. Inoltre, Centro Studi Galileo ha coordinato anche la sessione successiva, Experience in Training Technicians in RAC&HP in cooperation with NOU, conclusa con la Cerimonia di premiazione dei tecnici albanesi certificati ai sensi del Regolamento UE sui gas fluorurati. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it > WOMEN IN COOLING VIDEO COMPETITION 2024, C’È TEMPO PER ISCRIVERSI SINO AL 7 APRILE

> UN MEETING A TIRANA SU EMENDAMENTO DI KIGALI E PROTEZIONE AMBIENTALE

Il convegno “KIGALI AMENDMENT – Industry Advocates for Climate Protection in Albania” si è svolto dal 9 al 10 novembre 2023, con due

C’è ancora tempo per partecipare alla seconda edizione del concorso lanciato da AREA e World Refrigeration Day (WRD) dedicato alle professioniste del settore HVAC/R. La sfida consiste nel fornire un video che mostri le competenze del tecnico nelle migliori pratiche nella progettazione e applicazione di sistemi RACHP e/o nella gestione degli impianti di refrigerazione, condizionamento dell’aria o pompe di calore. Il video deve essere pubblicato privatamente sulla pagina Facebook di AREA o inviato a info@area-eur. be entro domenica 7 aprile 2024 a mezzanotte. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it


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> BREAKING NEWS: LA COMMISSIONE EUROPEA CHIARISCE LE NOVITÀ DELLA REGOLAMENTAZIONE F-GAS: DISPONIBILI LE SLIDE Il 12 dicembre si è svolta una sessione informativa organizzata da EPEE sul nuovo regolamento sui gas fluorurati con i rappresentanti della Commissione europea (DG CLIMA). DG CLIMA ha realizzato una presentazione precisa e puntuale, della quale AREA ha evidenziato i punti salienti per il settore HVAC/R. Le slide complete sono disponibili in fondo all’articolo. Tempistiche: Adozione da parte del Consiglio dell’UE dopo il voto del Parlamento europeo (01/2024). Entrata in vigore verso marzo, Quote: Prezzo delle quote del 2026 sarà stabilito a partire dal 2025. Le quote non sono specifiche per il settore. La quota degli MDI può essere utilizzata per le pompe di calore. Può aumentare le quote per le pompe di calore ogni anno. Phase Down (riduzione graduale) a partire dal 2025. Esenzioni per la sicurezza: Se non è possibile installare una specifica apparecchiatura in un sito, è possibile installarne un’altra con un GWP più elevato. La Commissione deve ancora lavorare su come le esenzioni per la sicurezza si applicheranno nella pratica. Formazione e certificazione: Gli atti esecutivi sono una priorità assoluta per la Commissione: i primi saranno pubblicati nel 2024, poi gli Stati membri dovranno notificarli entro un anno (nel 2025).

La certificazione sarà obbligatoria anche per le persone fisiche che si occupano esclusivamente di refrigeranti alternativi. Divieto di esportazione: a partire dal 2025 o alla data specificata nell’Allegato IV. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it > UNEP E GFCCC CONDIVIDONO UN DOCUMENTO PER AIUTARE A COMPRENDERE AL MEGLIO IL “COLD CHAIN DATABASE” I sistemi alimentari mondiali sono responsabili di più di un terzo delle emissioni globali di gas serra di origine antropica, secondo uno studio pionieristico pubblicato su Nature Food. Dall’uso del suolo e dalla produzione agricola alla confezione e alla gestione dei rifiuti, le emissioni del sistema alimentare sono state stimate a 18 miliardi di tonnellate CO2 equivalente nel 2015. Il settore della catena del freddo svolge un ruolo cruciale nella gestione dei sistemi alimentari mondiali dalla produzione al consumo, o come spesso si sente dire, “dalla fattoria alla forchetta”. Processi assenti o inefficienti nella catena del fred-

do contribuiscono immediatamente a sprechi alimentari. La catena del freddo può essere meglio definita come “La serie di azioni applicate e attrezzature necessarie per mantenere un prodotto entro un determinato intervallo di basse temperature dalla raccolta/produzione al consumo, incluso l’agricoltura/pesca, la lavorazione alimentare, lo stoccaggio refrigerato, il trasporto, i servizi alimentari e gli usi domestici, nonché prodotti specializzati come prodotti farmaceutici e vaccini”. Nel frattempo, l’Agenda 2030, conosciuta come “Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs)”, presta particolare attenzione ai temi della sicurezza alimentare e della sicurezza attraverso molti obiettivi, come la Fine della Fame (SDG-2), la Salute (SDG-3) e Consumo e Produzione Responsabili (SDG-12). Questo si aggiunge al collegamento con altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, sia direttamente che indirettamente. UNEP OzonAction e il Global Food Cold Chain Council (GFCCC) si sono uniti per affrontare le esigenze del settore della catena del freddo nei paesi in via di sviluppo. UNEP OzonAction, un’agenzia attuativa del Fondo multilaterale per il Protocollo di Montréal, supporta i paesi in via di sviluppo nel raggiungere i propri obiettivi di conformità al Protocollo, compresa l’eliminazione dell’uso di refrigeranti e tecnologie con alto potenziale di riscaldamento globale e dannose per l’ozono. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it

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NEWS ULTIME NOTIZIE NEWS ULTIME NOTIZIE > COP 28, C’È ANCHE IL CENTRO STUDI GALILEO CON L’INTERNATIONAL SPECIAL ISSUE DI INDUSTRIA&FORMAZIONE Nel corso della COP28, l’International Special Issue di Industria&Formazione viene distribuito ai partecipanti all’evento, come consuetudine ai grandi eventi organizzati dalle Nazioni Unite. Il nono numero internazionale della rivista è quindi sbarcato a Dubai, a poco più di un anno dalla sua pubblicazione, avvenuta nel 2022. Si è trattato di una edizione caratterizzata da una novità apprezzatissima dai lettori: per la prima volta, alle versioni cartacee e digitali della rivista è stato affiancato un sito web dedicato e interattivo, a disposizione dei decisori politici e degli addetti al lavoro del settore HVAC/R. La rivista internazionale, o ISI (International Special Issue), viene distribuita a cura delle Nazioni Unite e dell’IIR nel corso dei summit e meeting internazionali, ai Capi di Stato dei 180 Paesi firmatari del protocollo di Montreal, oltre che alle principali fiere e meeting del settore cui partecipano Centro Studi Galileo, Associazione dei Tecnici del Freddo e AREA. La decima edizione è attesa per la seconda metà del 2024. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it > COP28, 63 NAZIONI SI IMPEGNANO A RIDURRE LE EMISSIONI LEGATE AL RAFFREDDAMENTO Sessantatrè nazioni si sono unite per promettere di ridurre in modo significativo le emissioni dovute ai sistemi di raffreddamento. Questo “pledge”, questo impegno, è stato preso durante il summit sul clima delle Nazioni Unite (COP28) a Dubai. L’iniziativa si chiama Global Cooling Pledge e si concentrerà sulla riduzione delle emissioni legate alla refrigerazione per alimenti e medicinali, così come all’aria condizionata. I paesi coinvolti si sono impegnati a ridurre le emissioni correlate al raffreddamento di 46/ INDUSTRIA & formazione

almeno il 68% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2022. Inoltre, si punta a stabilire standard minimi di prestazione energetica entro il 2030. Il Pledge discute la necessità di ridurre le emissioni legate al raffreddamento, mentre al mondo aumenta l’accesso al raffreddamento sostenibile. L’inviato degli Stati Uniti ha sottolineato l’importanza di affrontare la questione, poiché 1,2 miliardi di persone al mondo ancora non hanno accesso al raffreddamento, la cui domanda è destinata a triplicare entro metà secolo a causa dell’aumento delle temperature, della crescita demografica e dei redditi in aumento. Tuttavia, l’uso crescente dei condizionatori contribuisce alla crisi climatica, con le emissioni di raffreddamento che si prevede raggiungeranno tra i 4,4 miliardi e i 6,1 miliardi di tonnellate metriche cubiche di

CO2 equivalente entro il 2050, secondo un rapporto di una coalizione del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), che ha anche sviluppato il Pledge insieme alla presidenza degli Emirati Arabi Uniti. Il presidente di Danfoss Climate Solutions, Jürgen Fischer, ha espresso preoccupazione per l’impatto dei condizionatori d’aria economici provenienti dall’Asia sul sistema energetico. Ha avvertito che l’ampio utilizzo di questi dispositivi potrebbe causare sovraccarichi di tensione, portando infine a un collasso delle reti energetiche. Fischer ha suggerito di riconsiderare la possibilità di permettere l’uso di tali dispositivi plug-in. Gli Stati Uniti sostengono un impegno per l’implementazione di ulteriori regolamentazioni o incentivi per l’industria del raffreddamento. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it


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NEWS ULTIME NOTIZIE NEWS ULTIME NOTIZIE > MONITORAGGIO DEI PREZZI DEI REFRIGERANTI: I DATI DEL TERZO QUADRIMESTRE 2023 L’Associazione dei Tecnici del Freddo è partner ufficiale di Oko Recherche e della Commissione Europea per il monitoraggio continuo del prezzo degli HFC e per la loro disponibilità in territorio UE. Nel terzo trimestre del 2023, 59 aziende di 12 Stati membri dell’UE (i principali intervistati provengono da Germania, Francia, Italia e Polonia) e tutti i livelli della catena di approvvigionamento (3 produttori di gas, 14 distributori di gas, 27 OEM, 12 intervistati del settore dei servizi, 4 utenti finali e 1 società di noleggio di apparecchiature) hanno riferito i prezzi di acquisto e/o di vendita degli HFC e delle alternative a più basso GWP sia in termini assoluti (€/Kg) o come indice di prezzo (con il 2014 come anno di riferimento). Si noti che le aziende non riportano i prezzi per

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tutti i refrigeranti, ma solo per quelli rilevanti per loro. Catena di approvvigionamento. La Figura 1 mostra l’andamento dei prezzi dell’R134a (GWP 1430) a tutti i livelli della catena di approvvigionamento. Rispetto al secondo trimestre, i prezzi dell’R134a riportati per il terzo trimestre sono aumentati a tutti i livelli della catena di approvvigionamento europea (fino al 3%, quando si calcola la media su tutti i livelli della catena di approvvigionamento), mentre i prezzi in Cina sono diminuiti dal primo al secondo trimestre. I dati presentati includono i prezzi riportati da due produttori di gas, 11 distributori di gas, 14 OEM e 12 società di servizi. Alternative. La Figura 2 mostra l’andamento dei prezzi di acquisto di alcune alternative fluorurate con GWP medio-alto o basso, come riportato da 5 aziende in media (minimo 2 del settore dei servizi). Considerando tutti i refrige-

ranti visualizzati, i prezzi sono aumentati dell’1%. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it > DECRETO CER, UN DECISIVO PASSO AVANTI VERSO UN FUTURO ENERGETICO SOSTENIBILE

Da Assoclima riceviamo e pubblichiamo: Assoclima esprime il proprio plauso al recente via libera di Bruxelles al decreto italiano sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Con questa approvazione, l’Italia conferma il suo impegno nel percorso virtuoso delle comunità energetiche, posizionandosi tra i primi paesi a dare attuazione a quanto previsto dalla Direttiva Europea RED 2. Il decreto italiano si focalizza su due misure chiave: l’istituzione di una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa e l’implementazione di un contributo a fondo perduto. Assoclima sostiene fermamente un regime di aiuto che preveda sovvenzioni agli investimenti in nuove tecnologie e l’individuazione di tariffe vantaggiose. Grazie alle misure incentivate previste dal decreto, le comunità energetiche rappresentano un terreno fertile per l’adozione su vasta scala di soluzioni energetiche avanzate. In questo contesto, la pompa di calore elettrica emerge come uno degli elementi centrali su cui basare i futuri sviluppi. «Le comunità energetiche rappresentano un’opportunità straordinaria per aumentare la quota di energie rinnovabili e pongono il consumatore al centro del processo di cambiamento, trasformandolo in prosumer attivo. Con questo decreto, l’Italia dimostra il proprio impegno concreto nel promuovere la transizione verso fonti energetiche sostenibili e soluzioni tecnologiche innovative come le pompe di calore elettriche» afferma Maurizio Marchesini, presidente di Assoclima. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it INDUSTRIA & formazione /47


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Industrie che collaborano alla attività della rivista mensile del Centro Studi Galileo Per ogni informazione gli abbonati possono rivolgersi a nome di Industria & Formazione ai dirigenti evidenziati nelle Industrie sottoelencate, oppure alla segreteria generale tel. 0142 / 452403

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INDUSTRIA & formazione /49


LA RIVISTA PER IL TECNICO DELLA REFRIGERAZIONE E DELLA CLIMATIZZAZIONE

GLOSSARIO DEI TERMINI DELLA REFRIGERAZIONE E DEL CONDIZIONAMENTO (Parte 233a) Ventiquattresimo anno A cura dell’ing. Pierfrancesco FANTONI

ARMADIO VERTICALE: Armadio refrigerato professionale di altezza totale pari o superiore a 1050 mm con una o più porte o cassetti frontali di accesso al medesimo scomparto. BUND-WALL: Muro di altezza ridotta che di solito viene costruito per circondare i contenitori che al loro interno racchiudono un fluido refrigerante o un fluido infiammabile o altrimenti pericoloso in modo che, in caso di fuoriuscita del fluido stesso, il rilascio sia meglio contenuto all’interno di un’area controllata e ben delimitata. CAPACITÀ ELETTRICA: Rappresenta la quantità di carica elettrica che è possibile immagazzinare sulle armature di un condensatore elettrico in rapporto alla tensione che si viene a stabilire tra le armature stesse in seguito a tale accumulo. La capacità di un condensatore è una grandezza elettrica che dipende dalle caratteristiche geometriche del condensatore (come la superficie delle armature e la loro distanza reciproca) e dal tipo di materiale isolante (dielettrico) che risulta essere interposto tra le armature e che consente di mantenerle isolate elettricamente una dall’altra. L’unità di misura della capacità è il farad (simbolo F). Essendo il farad un’unità di misura molto grande per la capacità dei condensatori normalmente utilizzati nei circuiti 50/ INDUSTRIA & formazione

elettrici, risulta più diffuso l’utilizzo di un suo sottomultiplo, il microfarad, il cui valore corrisponde ad un milionesimo di farad. I condensatori utilizzati nei circuiti elettrici che equipaggiano le apparecchiature e gli impianti per la refrigerazione e il condizionamento dell’aria hanno una capacità che normalmente va da qualche microfarad a qualche centinaio di microfarad. I condensatori di avviamento (impiegati per la partenza dei compressori frigoriferi monofase) hanno generalmente una capacità elettrica superiore mentre i condensatori elettrici di marcia (impiegati durante i periodi di funzionamento del compressore) hanno una capacità inferiore. OEL: Occupational Exposure Limit (limite di esposizione professionale). Indice con il quale viene quantificata la tossicità cronica delle sostanze potenzialmente dannose per la salute umana, ossia i danni che esse possono causare in caso di esposizione ripetuta ed a lungo termine, nei confronti di soggetti comunque esperti che possono essere costretti, durante il proprio lavoro, ad essere esposti ad atmosfere contenenti tali fluidi. Il valore di OEL delle varie sostanze viene stabilito dalle autorità nazionali competenti per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori interessati. Gli OEL sono di solito espressi in parti per milione per unità di volume e vengono calcolati riferendosi mediamente ad una giornata lavorativa tipo od a determinati periodi temporali. Anche per i refrigeranti viene stabilito un valore di OEL. Può anche essere indicato con la sigla PEL (Permissible Exposure limit; limite di esposizione ammissibile). PURIFICATORE D’ARIA: Secondo la legislazione italiana, per purificatore d’aria si deve intendere un apparecchio mobile o fisso destinato a rimuovere dall’aria presente in ambienti chiusi contaminanti quali allergeni (polveri, polline) e/o microrganismi. Alcuni apparecchi contengono filtri

specifici per rimuovere le particelle dall’aria. Un purificatore d’aria trova termine equivalente in depuratore d’aria. SISTEMA DI RECUPERO DEL CALORE: Secondo quanto definito dal Regolamento UE n.1253/2014 della Commissione uni sistema di recupero del calore è una parte di un’unità di ventilazione bidirezionale dotata di uno scambiatore di calore destinato a trasferire il calore contenuto nell’aria di espulsione (contaminata) all’aria di immissione (fresca). TCO: Total Cost of Ownership (costo complessivo di un bene). Acronimo inglese con cui si intende indicare il costo per l’acquisizione di un bene, una proprietà, ecc. ed il costo per il suo mantenimento nel tempo. Nel caso di un apparecchiatura frigorifera il TCO contabilizza la spesa iniziale che si deve sopportare per il suo acquisto e la spesa che si deve sostenere nel tempo per la gestione durante la sua vita lavorativa (costi energetici per il suo funzionamento, riparazioni, manutenzione ordinaria e straordinaria, smantellamento, ecc.). Per un certo bene il TCO è dato dalla somma degli Opex e dei Capex. UNITÀ DI VENTILAZIONE DUAL: Nell’ambito della normativa europea, per unità di ventilazione con utilizzo dual si deve intendere un’unità di ventilazione progettata a scopi di ventilazione oltre che per l’estrazione di fiamme e fumi dai locali e che rispetta i requisiti basilari di costruzione in termini di sicurezza in caso di incendio così come definiti dal Regolamento UE 305/2011.

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Industria & Formazione refrigerazione e condizionamento 1-2024 by Centro Studi Galileo - Issuu