UN ECOMUSEO? COME SI REALIZZA? … ORA VE LO RACCONTO. Il progetto dell’Ecomuseo Navegna Cervia Premessa A settembre del 2019 fui incaricato di elaborare un’ipotesi progettuale per l’Ecomuseo Navegna Cervia. Il progetto avrebbe dovuto interessare un’area più ampia rispetto al territorio dell’omonima Riserva, dove lavoravo come direttore. L’area di riferimento era rappresentata dalle valli del Salto e del Turano, separate dai monti Navegna e Cervia, nella provincia di Rieti (fig.1). Presentai la proposta progettuale ai sindaci interessati durante un incontro nel novembre successivo. Il progetto fu condiviso e accettato da tutti, e ricevetti formalmente l’incarico di coordinatore per la sua realizzazione e gestione. A gennaio del 2020 buona parte del progetto era stata completata. Tutti gli atti necessari per l’avvio e la gestione dell’ecomuseo erano pronti: il regolamento, la convenzione da sottoscrivere da parte di tutti i partecipanti, le schede per il primo censimento delle emergenze ambientali e culturali, in parte già compilate dai Comuni. Era stato inoltre redatto un primo Manifesto dell’ecomuseo. Tuttavia, come noto, a marzo del 2020 scoppiò la pandemia di Covid-19 e tutto si fermò. Molti Comuni non riuscirono più a riunire i consigli comunali per l’approvazione della convenzione. Inoltre, ad agosto dello stesso anno, andai in pensione e non seguii più il progetto. Oggi l’ecomuseo esiste, con un altro nome, e continua a interessare la stessa area. Con questa pubblicazione voglio fornire una guida concreta e una testimonianza del complesso percorso necessario per avviare un ecomuseo. Gli strumenti amministrativi creati, il piano delle attività e le schede potranno essere utili per nuovi progetti di ecomusei.
Figura 1: Area di lavoro per il progetto, in verde Riserva Monti Navegna e Cervia, in rosa Comunità MontanaValle del Salto, in giallo Comunità Montana Valle del Turano.