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LA CONFRATERNITA DELLA SOGLIA 1

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LA CONFRATERNITA DELLA SOGLIA

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Prologo – La Registrazione

A Valle Bruna le estati erano sempre uguali

Le giornate scorrevano lente sotto il sole, i campi di grano ondeggiavano come un mare dorato e le strade si svuotavano nelle ore più calde. Il paese sembrava addormentato, sospeso in una calma che durava da anni

Per molti quella tranquillità era rassicurante

Per cinque ragazzi era soltanto noia.

Luca, Sara, Matteo, Elena e Davide erano amici da sempre Nessuno ricordava davvero come fosse nato il gruppo. Era successo naturalmente, tra scuola, pomeriggi passati in bicicletta e avventure improvvisate

Luca portava sempre con sé una videocamera

Non era un semplice hobby.

Filmava qualsiasi cosa: edifici abbandonati, tramonti, discussioni inutili, persino le strade vuote

«Se registri un posto abbastanza a lungo, prima o poi ti racconta qualcosa», ripeteva spesso

Sara prendeva in giro quella teoria.

Era la più razionale del gruppo, quella che trovava sempre una spiegazione logica a tutto

Matteo, invece, era ossessionato dalle mappe Passava ore a cercare vecchie fotografie del paese, documenti dimenticati e leggende locali.

Elena possedeva una qualità particolare: notava dettagli che gli altri ignoravano

Una finestra aperta.

Una luce lontana

Una scritta quasi cancellata

Davide parlava poco, ma era sempre presente quando serviva.

Il loro territorio di esplorazione comprendeva quattro luoghi

La vecchia serra dietro i campi

La zona industriale dismessa vicino al fiume.

Un enorme silo agricolo ormai inutilizzato

E una strada sterrata che conduceva verso una parte del bosco che nessuno sembrava frequentare.

Erano posti apparentemente normali

Abbandonati, ma normali.

Eppure qualcosa non tornava

La serra, per esempio

Le finestre erano rotte da anni.

Il tetto aveva ceduto in più punti

Eppure all'interno non si accumulava mai polvere

Ogni volta che tornavano, il pavimento sembrava appena pulito.

«È il vento», diceva Sara

Ma nemmeno lei sembrava convinta.

La zona industriale era ancora più strana

I macchinari erano troppo intatti.

Le pareti troppo pulite

Come se qualcuno avesse spento tutto il complesso e fosse uscito il giorno prima.

Luca iniziò a documentare ogni esplorazione.

Montava i video la sera

Aggiungeva musica ridicola e titoli esagerati:

"IL SILO MALEDETTO"

"NOTTE NEL CAPANNONE FANTASMA"

"LA SERRA CHE NON INVECCHIA"

All'inizio era soltanto un gioco

Poi iniziarono gli errori

O almeno sembravano errori.

Frame singoli

Immagini che apparivano per una frazione di secondo.

Una porta inesistente

Un corridoio troppo lungo

Una finestra illuminata.

Luca pensò fosse un difetto della videocamera

Matteo non era d'accordo

Così iniziò ad annotare ogni anomalia.

Data

Luogo

Ora.

Dopo qualche settimana aveva riempito un intero quaderno

E tutte le anomalie sembravano collegate.

Ma nessuno sapeva ancora come

CAPITOLO 1 – IL REGISTRATORE

La sera che cambiò tutto tornarono alla serra

Era quasi il tramonto

La luce arancione filtrava tra i vetri rotti creando lunghe ombre sul pavimento.

Appena entrarono, tutti avvertirono qualcosa di diverso

Le piante erano cresciute.

Non semplicemente più alte.

Più ordinate

Le file erano perfette.

Geometriche

Troppo precise per essere naturali

Sara stava per fare una battuta quando si fermò.

Aveva sentito qualcosa

Un fruscio

Le foglie si stavano muovendo.

Tutte nella stessa direzione

Ma dentro la serra non c'era vento.

Elena avanzò lentamente

Su un vecchio tavolo arrugginito vide un oggetto.

Un registratore a cassette

Nero.

Consumato dal tempo.

Eppure acceso

Una piccola luce verde brillava sul lato.

«Era qui prima?» chiese

Nessuno rispose

Perché tutti conoscevano la risposta.

No

Luca accese la videocamera

Davide si avvicinò.

Matteo osservò l'apparecchio come se stesse guardando una bomba

Sara premette il tasto PLAY.

La registrazione partì immediatamente

Una voce maschile

Calma.

Fredda

" stabilità del punto confermata " Silenzio.

" le strutture ripetitive mostrano maggiore resistenza "

Un altro silenzio

"...non tutti i luoghi reagiscono allo stesso modo."

Poi la frase che fece gelare il sangue a tutti

"Non restare troppo a lungo negli spazi senza storia."

Sara spense il registratore

Ma il nastro continuò a girare

Il rumore meccanico proseguì per diversi secondi.

Come se qualcuno lo stesse utilizzando dall'altra parte

Quando uscirono dalla serra era già buio

E qualcosa sembrava cambiato.

Il campo davanti a loro appariva più distante

La strada meno familiare.

Perfino le stelle sembravano trovarsi in posizioni diverse.

«Lo vedete anche voi?» domandò Davide

Nessuno rispose.

Perché tutti lo vedevano

E nessuno riusciva a spiegarselo

Quella notte Luca riguardò il filmato.

Alle 02:13 trovò qualcosa

Per mezzo secondo

Dietro Elena.

Tra le piante

Una figura immobile

Alta.

Vestita di nero

Con il volto completamente nascosto.

Non c'era stata quando avevano registrato.

Ne era sicuro

CAPITOLO 2 – LA PAROLA SOGLIA

Nei giorni successivi i cinque ragazzi iniziarono a esplorare ogni luogo con un obiettivo preciso

Non cercavano più misteri.

Cercavano connessioni

E le trovarono

Nel silo scoprirono una porta che non avevano mai visto.

Dietro la porta c'era un corridoio

Lungo almeno cinquanta metri.

Impossibile

L'edificio non era abbastanza grande

Quando tornarono il giorno dopo, il corridoio era sparito.

Nella zona industriale trovarono una stanza chiusa

All'interno c'erano decine di fogli

Mappe.

Schemi

Coordinate

Tutte collegate da linee rosse.

Al centro compariva sempre lo stesso simbolo

Un cerchio attraversato da una linea verticale.

Matteo iniziò a ricopiare tutto

Più studiava quelle mappe, più si convinceva di una cosa

I quattro luoghi non erano separati.

Formavano un disegno

Un unico sistema

Come nodi di una rete invisibile.

La scoperta decisiva arrivò una settimana dopo

Luca stava montando un video.

Mise in pausa per caso.

In un fotogramma del capannone compariva una scritta Bianca.

Dipinta sul muro

Una sola parola

SOGLIA.

Il giorno seguente tornarono sul posto

La scritta non c'era

La parete era completamente pulita.

Eppure la videocamera l'aveva registrata

Matteo iniziò a cercare nei vecchi archivi comunali.

Passò giorni interi nella biblioteca del paese

Finché trovò un documento.

Una relazione incompleta del 1978

La maggior parte delle pagine era stata rimossa.

Restava soltanto un paragrafo.

" attività attribuite alla Confraternita della Soglia "

Null'altro.

Nessuna spiegazione

Nessun nome

Solo quella frase.

Quando la mostrò agli altri, il silenzio durò diversi minuti

Perché tutti avevano avuto lo stesso pensiero

Qualcuno era stato lì prima di loro.

E sapeva esattamente cosa stava succedendo

CAPITOLO 3 – LA STRUTTURA NEL BOSCO

L'ultima scoperta avvenne nel bosco

La strada sterrata terminava in una radura.

Ci erano passati decine di volte

Eppure quella notte trovarono qualcosa che non avevano mai visto

Una costruzione.

Piccola

Di cemento

Senza finestre.

Senza insegne

Sembrava emergere dal terreno stesso.

La porta era aperta

All'interno c'era una scala che scendeva sottoterra

L'aria era fredda.

Innaturale

Luca continuava a registrare

La luce della videocamera tremava.

Scendendo raggiunsero una sala circolare

Al centro c'era un enorme anello metallico.

Alto tre metri.

Coperto di simboli

Gli stessi simboli trovati nelle mappe.

Le pareti erano ricoperte di scritte

Migliaia di parole

Date.

Nomi

Annotazioni

E sempre la stessa frase.

Ripetuta ovunque

"La soglia non separa i luoghi."

"La soglia separa le versioni "

Matteo impallidì.

«Versioni di cosa?»

Nessuno ebbe il tempo di rispondere.

Perché l'anello si accese.

Una luce bianca attraversò la stanza

L'aria vibrò.

E per un istante videro qualcosa all'interno del cerchio

Non un riflesso

Non un'immagine.

Un altro posto

La stessa stanza

Ma diversa.

Più vecchia

Più grande.

Occupata da persone immobili che li stavano osservando

Decine di persone

Vestite di nero.

Con il simbolo della soglia sul petto

Poi la luce scomparve

Il silenzio tornò.

Ma prima che tutto si spegnesse, una voce uscì dall'anello

Chiara

Vicina.

Come se qualcuno fosse accanto a loro

«Finalmente vi abbiamo trovati.»

La registrazione di Luca si interruppe in quell'istante

E quando riuscirono a tornare in superficie, una sola cosa era certa

La Confraternita della Soglia esisteva davvero.

E da molto tempo stava cercando loro

CAPITOLO 4 – VERSIONI CONVERGENTI

Nessuno parlò durante il ritorno

La strada dal bosco fino a Valle Bruna sembrò infinita.

Luca controllò più volte la registrazione della videocamera, ma il filmato si interrompeva sempre nello stesso punto: un lampo bianco, una distorsione dell'immagine e poi il nero assoluto

Come se qualcosa avesse cancellato il resto.

La mattina seguente si ritrovarono nel garage di Matteo

Sul tavolo c'erano mappe, fotografie, appunti e il vecchio registratore trovato nella serra

«Dobbiamo capire chi sono», disse Elena.

Matteo annuì

«No Prima dobbiamo capire cosa vogliono »

Fu Davide a notare una cosa inquietante.

La videocamera di Luca riportava una data errata

Secondo il sistema interno erano passati quattro giorni dall'esplorazione della notte precedente.

Ma per loro era trascorsa soltanto una notte

All'inizio pensarono a un guasto.

Poi controllarono gli altri dispositivi

Due telefoni mostravano lo stesso errore.

Un orologio digitale era avanti di quasi novantasei ore.

Qualcosa aveva alterato il tempo

Oppure loro.

Quella sera, tornando a casa, Luca trovò una busta davanti alla porta

Non aveva mittente

Dentro c'era una sola fotografia.

Ritraeva lui e i suoi amici davanti alla serra

L'immagine sembrava recente

Molto recente.

Sul retro era scritto:

"PRIMO CONTATTO COMPLETATO."

Quando mostrò la foto agli altri, nessuno riuscì a trovare una spiegazione

Perché nessuno li aveva fotografati

O almeno nessuno che avessero visto.

Matteo passò giorni nella biblioteca provinciale

Alla fine trovò qualcosa

Non nei registri ufficiali.

Ma in una collezione privata di documenti donati da uno storico locale

Un fascicolo ingiallito

Senza titolo.

All'interno compariva più volte la stessa espressione:

"Versioni convergenti."

Secondo gli appunti, alcuni luoghi particolari non appartenevano completamente a una sola realtà

Erano punti di contatto.

Zone dove mondi quasi identici si sfioravano

La Confraternita della Soglia esisteva per studiare questi fenomeni

E, quando necessario, controllarli.

Più leggevano, più emergeva un quadro inquietante

Esistevano molte versioni della stessa realtà.

Molte versioni delle stesse persone.

Molte versioni della stessa Valle Bruna

Alcune quasi identiche.

Altre profondamente diverse

«Vuoi dire universi paralleli?» domandò Sara

«Peggio», rispose Matteo.

«Perché loro sembrano sapere come attraversarli »

Quella notte Elena fece un sogno

Si trovava nella serra.

Ma era enorme

Grande come una città

Tra le file di piante camminavano centinaia di persone vestite di nero.

Tutte indossavano il simbolo della Soglia

Quando una di loro si voltò, Elena si svegliò di colpo.

Perché aveva visto il suo stesso volto.

Dopo la scoperta del fascicolo nella biblioteca, tutto cambiò

Matteo lo teneva nascosto dentro una scatola di metallo nel garage di suo nonno.

Nessuno, oltre ai cinque amici, sapeva della sua esistenza

Almeno così credevano

Tre giorni dopo, tornando a casa, Matteo trovò la serratura della scatola forzata.

Il fascicolo era ancora lì

Ma qualcuno lo aveva sfogliato

Ne era sicuro.

Le pagine erano nell'ordine sbagliato

E sopra la copertina c'era un foglietto piegato.

Una sola frase

"CONSEGNATE IL FASCICOLO "

Nessuna firma.

Nessun simbolo

Ma tutti capirono immediatamente chi l'aveva lasciato

La Confraternita.

La situazione peggiorò quando Luca controllò la videocamera

Molti file erano stati cancellati

Non tutti.

Solo quelli che mostravano le anomalie

Le porte apparse dal nulla.

Le scritte

Le luci impossibili

Qualcuno aveva tentato di eliminare le prove.

Fortunatamente Luca aveva fatto alcune copie di sicurezza sul computer

Quando lo raccontò agli altri, il silenzio fu totale

«Quindi sanno chi siamo.»

«E probabilmente sanno dove viviamo», concluse Davide

CAPITOLO

5 – SPAZI RESIDUI

Quella sera Elena ricevette un messaggio sul telefono

Nessun numero.

Nessun mittente

Solo un link

Sotto al link compariva una password.

SOGLIA-17

I cinque si riunirono immediatamente nel garage di Matteo

Luca collegò il computer.

Inserì l'indirizzo

Il sito era stranamente semplice.

Sfondo nero

Una sola casella per la password.

Quando la digitarono apparve un video

L'immagine era disturbata.

Per alcuni secondi si vide soltanto neve elettronica.

Poi comparve una figura seduta nell'ombra

Volto nascosto.

Voce alterata

«State osservando cose che non vi appartengono »

I ragazzi si guardarono senza parlare.

La figura continuò

«Avete trovato documenti che devono essere distrutti »

Sul monitor comparve la fotografia del fascicolo.

Poi un'altra immagine

La videocamera di Luca.

«Consegnate tutto »

La voce rimase calma

Perfino troppo calma.

«Il fascicolo »

Cambio immagine

«Le copie digitali.»

Cambio immagine

«La videocamera »

La figura si inclinò leggermente verso l'obiettivo.

«Queste sono prove della nostra esistenza »

Per la prima volta nella registrazione apparve il simbolo della Soglia.

Bianco

Disegnato dietro la figura

«Il mondo non è pronto per conoscere ciò che esiste oltre il confine.»

Sara chiuse i pugni

«Sono pazzi »

Ma il video non era ancora finito.

Lo schermo mostrò improvvisamente immagini diverse

Corridoi infiniti.

Pareti giallastre.

Luci al neon tremolanti

Stanze vuote che sembravano estendersi senza fine.

Un labirinto impossibile

Le immagini erano accompagnate da rumori metallici lontani

Passi.

E qualcosa che sembrava respirare

La voce tornò

«Esistono luoghi dove le persone vengono dimenticate.»

Nuova immagine

Un corridoio senza uscita

«Luoghi tra le realtà.»

Nuova immagine

Un'enorme stanza vuota illuminata da lampade difettose.

«Noi li chiamiamo Spazi Residui.»

Elena impallidì

Matteo sussurrò una parola.

«Backrooms »

La figura annuì lentamente

Come se l'avesse sentito.

«Chi attraversa la soglia senza autorizzazione può essere trasferito lì »

Sul monitor comparvero decine di fotografie

Persone.

Volti

Date.

Tutte etichettate come DISPERSI

«Nessuno li cerca »

«Nessuno li trova.»

«Nessuno torna »

Il cuore di Luca accelerò

La videocamera stava ancora registrando lo schermo.

«Questa è la nostra unica comunicazione »

La voce divenne improvvisamente più fredda

«Abbandonate le indagini.»

«Distruggete il fascicolo »

«Consegnate la videocamera.»

«Oppure verrete rimossi »

Lo schermo diventò nero

Per alcuni secondi sembrò che il video fosse terminato.

Poi comparve un'ultima immagine

Una fotografia scattata poche ore prima

Mostrava il garage.

Mostrava loro cinque

Seduti davanti al computer.

Qualcuno li stava osservando in quel preciso momento.

La connessione si interruppe

Nessuno parlò.

Fu Davide a rompere il silenzio

«Non vogliono spaventarci »

Guardò il monitor spento.

«Vogliono farci sparire »E per la prima volta da quando era iniziata quella storia, tutti capirono di essere diventati il bersaglio di qualcosa di molto più grande di loro

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