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PIANOPRIMO - GENNAIO - N11

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lovethesign.com

Number 01 — gennaio 2022

LucidiPevere Elogio al signor tappeto Anima mundi Casa Orgánica Daniel Eatock


Editoriale

Puntando lo sguardo verso l’orizzonte ha senso cercare la cosa più preziosa nell’anno passato, custodirla e nel contempo trovarne una da cestinare per avviare con leggerezza il 2022. Si può fare con l’introspezione, scandagliando il vissuto, le emozioni, e si può fare con gli oggetti. La moka mi fa sorridere e non la butto nemmeno stavolta, anche se è vecchia: mi riconduce immancabilmente ad Armando che, vuoi o non vuoi, capitava a casa e si fiondava a fare il caffè. Da noi trovava la famiglia che non aveva e che cercava, ora che aveva soppiantato le sue bevute con la caffeina e con relazioni affettuose provate di rado prima. Usava una tecnica ossessiva, spesso portava la Lara Vidotto Art Director

miscela, procedeva con un rituale tutto suo, sconclusionato e verboso. Ai fiumi di arabica ha aggiunto una marea di momenti profumati di ilarità. Nessuna macchina per l’espresso può soppiantare per me la moka e il sorriso che fa gorgogliare da allora. Il divano, invece, lo cambierò. In questo nuovo inizio possiamo guardare agli oggetti per scoprirne il valore semantico, espressivo o emotivo. Le cose possono avere funzione pratica, o rappresentare interi mondi come accade per le espressioni d’arte, possono avere la saggezza di riportarci all’essenza, contenere la poetica dell’imperfetto, trasportarci in un universo intuitivo, rappresentanti di un pensiero fluido e post-ideologico, per un mondo senza confini, né di spazio né di tempo. Anche così possiamo mettere le ali a questo progetto che si chiama 2022.


LOVE THE S IGN MAGAZINE

Index

PianoPrimo /

Cover Story

LucidiPevere

Tappeti

Elogio al signor tappeto!

a cura di Maria Chiara Bocciolini

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a cura di Lara Vidotto

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Index

Tendenze

Anima mundi

a cura di Patrizia Piccinini

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Architettura

Casa Orgánica

a cura di Samantha Passuello

Magis

Un mix di tenacia e spirito innovativo a cura di Lara Vidotto

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PianoPrimo /

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Art

Daniel Eatock a cura di Chiara Moro

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Oroscopo

A Sign from the stars a cura di Giulia Tomba

Moda

Lovegreenthesign Attitudine Ecosostenibile 108 a cura di Alessandra Luporini

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In musica l’azzurro si può paragonare a un flauto, il blu a un violoncello e, quando diventa molto scuro, al suono meraviglioso del contrabbasso.

PianoPrimo /

Lampada da tavolo Model 548 by Astep, in un colore brillante che trasuda esuberanza e vigore, da inserire in ambienti dinamici e quando il desiderio di rinnovarsi è forte.

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Color

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ELOGIO AL SIGNOR TAPPETO! a cura di Maria Chiara Bocciolini

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Tappeti

“Dove posi il tuo tappeto, là è la tua casa.”

Proverbio marocchino

Da sempre un elemento fondamentale per arredare i nostri interni, per dare quel tocco in più di calore e intimità ad ogni ambiente della casa.

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Ma quanto è difficile scegliere, talvolta, fra le mille proposte? Non abbiamo dubbi: il tappeto perfetto esiste. Certo non dobbiamo mai smettere di cercare e ricercare quello che si rivelerà il più adatto alle nostre esigenze e soprattutto ai nostri gusti per forma, per colore, per dimensione, per materiali e ancora per decoro.

Tappeto Terra Incognita Tulpar 160x300cm by Nodus

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Tappeti

Tappeto rettangolare People 1 by Qeeboo

Tappeto Appunti 200x300 cm by Mogg

Tappeto Roquebrune RB04 310x160 by Carpet Edition

Tappeto Shade by Nodus

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Tappeti

Oggi più che mai i tappeti di nuova generazione rappresentano il massimo della versatilità e dell’espressione stilistica, orientati alla contemporaneità e capaci di integrarsi, con ogni tipo di arredo, valorizzandolo. Ci piace pensare al tappeto come ad uno spazio simbolico, ad un micro luogo dal carattere eccezionale che sprigiona magia tutto attorno e che, una volta scelto, va custodito come una piccola opera d’arte…

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Tappeti

La nostra selezione parte subito alla grande con Lera di Matteo Pala: un tappeto rettangolare dalle grandi dimensioni in lana e seta. Lussuoso, ma in modo discreto, è un manufatto pregiatissimo, frutto delle mani sapienti dei tessitori nepalesi che l’hanno annodato a mano come vuole la grande tradizione. La cifra stilistica del decoro è assolutamente contemporanea e fa di questo tappeto la riuscita sintesi fra tradizione e modernità.

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Appartiene alla collezione di tappeti di Matteo Pala anche il New Kilim: manufatto tipico della zona compresa fra Balcani e Pakistan, il kilim è bello quanto delicato perché è un tappeto ‘senza pelo’ che risulta dall’intreccio fittissimo di ordito e trama. Questo che vi proponiamo è in una lana pregiata e scelta nei colori neutri del nero e del beige che danno vita ad un decoro ‘non decoro’ di indiscussa quanto sobria eleganza: il ‘giusto’ tappeto per dare intimità ad un ambiente contemporaneo e persino minimalista.

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Tappeti

Hand tufting invece per il tappeto Cube di Carpet Edition: il recupero di una tecnica di tessitura alternativa a quella del nodo e molto popolare in Cina e India caratterizza questo manufatto assieme all’uso di un velluto di lana New Zealand, pura e 100% naturale. Colori e dimensioni personalizzabili per un tappeto che con le sue geometrie dona piacevolezza ad ogni ambiente.

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Geometrico, ma di una geometria onirica che definisce uno spazio surreale: è il tappeto Density di Nodus. Grandi dimensioni per questo oggetto che spezza con la tradizionale funzione decorativa del tappeto per esplorare nuove percezioni oscillanti fra il materiale e l’immateriale. Il tappeto è in viscosa, annodato a mano con il massimo rispetto del lavoro di quell’uomo la cui mano, con sapiente lentezza, crea tanta bellezza. Come nello stile Nodus.

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Tappeti

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Tappeti

Il tappeto Tulips di Matteo Pala ripropone la finissima manifattura dei tappeti afghani con i loro gül, i medaglioni riprodotti in modo speculare sulla superficie tessile che qui creano una composizione di forte impatto grafico e di notevole eleganza. Colori vivi e caldi per un oggetto raffinato che porterà distinzione in ogni casa, sia classica che moderna.

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Tappeti

È di Nodus il tappeto più originale che possiamo immaginare: con la sua forma e il motivo grafico che lo caratterizza Icosaedro è diverso da tutti. Divertente e brioso, è in lana e seta di bambù ed è perfetto al centro di una stanza o per un ingresso dalla forma squadrata che abbia bisogno di trovare, oltre che una nota di colore, anche una nota di personalità più morbida. Ispirazione naturalistica e una vaga nota anni ’70 per Tarassaco, il tappeto di Nodus in lana che si distingue per avere la ‘coda’. Riproduce una bella infiorescenza di tarassaco nei toni caldi dell’arancio e del marrone, appena stilizzata e pensate… sono ben 100 i nodi/pollice per questa cornice della nostra quotidianità che più bella non si potrebbe.

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Da Qeeboo, perfettamente allineato con la filosofia del marchio, il tappeto Glitch Quarter: disegnato dall’olandese Richard Hutten, è stato chiamato con lo stesso nome che si usa per riferirsi ad un comportamento anomalo che si verifica nei software dei videogiochi e che non impedisce al giocatore di giocare, ma anzi gli offre dei vantaggi. In questo caso la distorsione del motivo grafico offre la vista di un decoro floreale realistico quanto le nature morte fiamminghe. I colori sono vivi, palpitanti, e la forma tonda è, come sempre, un grande classico.

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Tappeti

Dal mondo Seletti arriva infine il tappeto Serpenti. Fa parte della linea Toiletpaper, ideata da Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari: qui il design più eccentrico si fonde con le ricercate immagini surreali che caratterizzano tutta la collezione e che ritroviamo in questo tappeto. Prodotto attraverso l’uso di poliestere derivante da riciclo per la parte superiore e di cotone per quella interiore, è resistente e i suoi colori sono particolarmente sgargianti.

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Cover Story

LUCIDIPEVERE PER FOSCARINI a cura di Lara Vidotto

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Una chiacchierata con il designer è sempre occasione per scoprire un mondo sommerso, fatto di competenze, studio, idee, pensieri, materie prime, processi industriali, lavorazioni artigianali, tentativi e fallimenti. Un mucchio di roba, insomma, che il più delle volte ci sfugge perché osservando o usando i prodotti finiti, vediamo solo la punta di un iceberg. Dare un’occhiata al “dietro le quinte” del design ci rivela che gli oggetti inanimati, che popolano il nostro mondo e che abitano le nostre stanze, poi tanto inanimati non sono…

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Dopo l’iniziale formazione sulla scena del design milanese, Paolo Lucidi e Luca Pevere hanno aperto il loro studio a Udine. Sono da sempre impegnati in una sfida: creare nuovi prodotti partendo dalla conoscenza delle materie prime, analizzando il processo di realizzazione fino allo studio di tecnologie senza precedenti. Creando un dialogo intenso con i Brand per cui progettano. Un lavoro sinergico con Foscarini ha portato alla nascita della collezione di lampade Aplomb, realizzate con un’esclusiva pasta di cemento che esprime un forte dialogo tra architettura e design.

C’è un’esperienza precisa, legata alla vostra storia personale, che ha fatto scattare la molla del design?

Paolo. Mio padre aveva un piccolo negozio di mobili in cui spesso da bambino dovevo trascorrerci delle ore. Ricordo ancora gli odori delle cucine nuove e lo stupore di fronte a qualche nuovo pezzo che ospitavamo. Poi il Sello, l’Istituto d’Arte di Udine, le collaborazioni in alcuni studi di architettura e qualche anno in un’azienda.

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Infine il corso di Disegno Industriale al Politecnico di Milano. Luca. Più che un’esperienza, un preciso momento durante l’ultimo anno di liceo scientifico, quando l’insegnante ci ha fatto disegnare le tre viste prospettiche di una caffettiera. Solo allora ho davvero realizzato che non esisteva un unico concetto di disegno artistico, ma che c’era una specifica disciplina che metteva insieme il disegno e gli oggetti che ci circondano.


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Ma che cos’è per voi il design?

Una ricerca di significato sostanzialmente. Cerchiamo di dare forma ad un processo industriale o artigianale che sia rivolto a un materiale, ad un’idea costruttiva o tipologica, allineandoci ai tempi in cui viviamo. E a quali processi siete interessati quando progettate?

Il processo è sempre rivelatore di molte informazioni e come tale è fondamentale comprenderlo. Oltre ad essere, esso stesso, affascinante da guardare. Quasi ipnotizzante. Ogni individuo ha un personale codice di lettura dell’esperienza del lusso, chi lo stabilisce in base alla percezione di pregio di un luogo o di un materiale, chi in termini di comfort, chi per l’alto valore tecnologico, chi addirittura lo insegue in termini puramente emotivi o intellettuali. Per ciò che concerne l’arredamento che cosa rappresenta per voi, in senso lato, il massimo lusso?

Anche un oggetto umile e semplice se messo in una grande stanza vuota può diventare molto prezioso e ha la possibilità di raccontare la sua storia. Il lusso si esprime al massimo quando c’è assenza e silenzio, ma è fondamentale che abbia qualcosa da raccontare.

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Siamo ancora immersi in un momento storico che sta mettendo alla prova i macro sistemi mondiali e i micro sistemi delle nostre singole vite, c’è qualcosa di interessante che il design può fare in questo contesto di pandemia globale?

Molte cose. Deve interrogarsi su molti aspetti del suo operato e su come questi stiano impattando sull’ecosistema. L’obsolescenza delle “cose”, per fare solo un esempio, è una di queste. Come sappiamo non esiste solo l’obsolescenza pianificata – forse la più deleteria e criminale di tutte – ma anche quella funzionale, che nutre le discariche di tutto il mondo. Poi c’è quella, per cosi dire, “lobsolescenza semantica” quando disegniamo con la furbizia di uno stilista. Noi ci siamo sempre impegnati – a volte con successo, altre volte meno – cercando di creare dei prodotti sobri e durevoli.

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Cover Story

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Qual è il vostro rapporto con l’incertezza, il caso, l’imprevisto?

Paolo. Mi mette energia ed entusiasmo. Soffro fisicamente il metodo, il rito e la pianificazione. Questo è anche un grosso problema perché l’entusiasmo non è per viaggi lunghi in mezzo al deserto, ma per brevi fuoripista. Se non trovi più la strada il rischio è di rimanere senza benzina. Ci sto lavorando. Luca. Ho sempre avuto un buon rapporto con la routine e con le abitudini, mi fanno sentire in armonia con tempo e spazio. Ma credo serva anche una giusta dose di caso e incertezza per evitare la noia, per noi designer la tomba della creatività. In buona sostanza credo ci sia bisogno di ordine e di disordine, senza l’uno non apprezzeresti l’altro e l’esperienza non avrebbe il valore che è giusto attribuirgli. Ogni Brand ha una Mission e una Vision che incidono sul tipo di prodotti da sviluppare. Quale aspetto di Foscarini è più entusiasmante nello stimolare le vostre idee?

Ci siamo avvicinati a Foscarini più di dieci anni fa per il valore che dava all’innovazione, per la curiosità che ci metteva nel comprendere processi e materiali e per la determinazione con cui li adattava alle proprie necessità nel rispetto dei lavoratori. È stato senz’altro questo che ci ha sempre guidato e stimolato di più.

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Aplomb è una collezione di lampade dalla forte matericità, contiene una reminiscenza: il filo a piombo dei muratori. Lo sviluppo di un’idea spesso avviene attraverso percorsi nascosti, frutto di dialogo e confronti oppure attraverso processi personali e intimi. Qual è il sentiero che ha condotto ad Aplomb? La versione outdoor ha altre peculiarità oltre a quelle tecniche?

La genesi del progetto è un complesso melting pot di stimoli, sensazioni e collegamenti che convogliano in un oggetto, tutto sommato molto semplice. Il collegamento logico derivava da quello che stavamo progettando in quel periodo: vasi per esterno in diversi materiali tra cui terre e cementi. La sensazione invece che provavamo in quegli anni era quella di un certo

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Cover Story

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Cover Story

fastidio per gli oggetti che simulavano l’estetica Apple: bianca e perfetta, sempre uguale a se stessa. Il ragionamento che poi ha definito l’oggetto è stata l’associazione tra Brand e tipologia di lampada. Quella a sospensione piccola era la più giusta per esprimerne il peso e il mondo di riferimento. In generale il processo creativo che porta ad un nuovo prodotto è inizialmente intimo, la scintilla per così dire, e diventa poi necessariamente corale. In questo senso le parti del progetto vengono definite strada facendo, insieme. La scelta di creare una versione outdoor – il cemento naturale parla quasi più il linguaggio esterno che interno – è stata determinata principalmente da Foscarini.

Di cosa non potrebbe fare a meno la vostra casa?

Paolo. Di uno spazio verde. Gli undici anni a Milano sono stati una sofferenza. Luca. Anche per me il verde è fondamentale, così come la luce naturale. Abbiamo abbandonato Milano anche per questi motivi. Curare il giardino è qualcosa che mi dà pace e mi permette di pensare mentre le mani si muovono autonomamente. Qualcosa che in questi ultimi tempi ringrazio ancor di più di avere. Lo considero il vero lusso.

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“Il design deve interrogarsi su molti aspetti del suo operato e su come questi stiano impattando sull’ecosistema.” Paolo Lucidi e Luca Pevere

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Anima mundi a cura di Patrizia Piccinini

L’ineffabilità del colore, l’espressività del gesto e la contemplazione della realtà per ricreare quel magico connubio di materia ed espressione estetica, che solo la natura riesce a suggerire.

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Tendenze

Non bisogna chiamarsi Van Gogh per rimanere folgorati dalla bellezza di un campo di grano. E neanche filosofeggiare come Eraclito per capire – come spiega nei suoi Frammenti (VI-V sec. A.C.) - che “dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima…” La natura, che a parole tanto amiamo, spesso con la stessa facilità abbandoniamo al suo destino. Dimenticando che, come dicevano gli antichi, è madre. Eppure è a lei che sempre pensiamo quando ipotizziamo una forma o concepiamo un colore, perché come diceva Einstein, “ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata”. Dalle venature dei marmi, sempre così uniche e irripetibili, alle trame grezze di una corteccia, dai cristalli di neve, perfetti nella loro fugacità, agli intrecci di una spiga, un ricamo fragile che diventa d’oro nelle mattine d’estate, tutto può diventare frutto di ispirazione quando si deve arredare una casa. Basta chiudere gli occhi e farsi portare dalle immagini e dai ricordi, per catturarli e trasferirli tra le mura del nostro appartamento. E per aiutarvi a farlo, abbiamo

cercato nel catalogo on line di LoveTheSign, e lì abbiamo scoperto una serie di mondi possibili. Dai codici estetici del grezzo e del non-finito, che abbiamo ribattezzato #rawstyle, una sorta di celebrazione dell’imperfetto dove i difetti voluti e l’incompiutezza diventano elementi distintivi, alla compiutezza dello #stoneage, che rimanda al canone classico dei volumi generati da marmo e pietra, per arrivare al delicato gioco di intrecci, del look #softstraw e, per infine, all’impercettibile impalpabilità del bianco e del vetro, una suggestione #extralight, che metaforicamente ben si addice a un mondo ormai così fluido da non volere più confini. Un modo per tornare ad avere un contatto con l’infinito, il sublime e la natura, con un gesto romantico che abbandona le ferree regole della moda per virare verso la contemplazione. Una necessità interiore che sa parlare all’anima e sa raggiungere l’essenza delle cose. Per scoprire che la bellezza è ovunque, se guardiamo con curiosità e stupore.

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#softstraw

1. Lampadario Allegro Vivace by Foscarini / 2. Poltrona sospesa Egg indoor by Sika 3. Poltroncina Colony by Miniforms / 4. Paravento Colony Screen by Miniforms 5. Credenza Air by Design House Stockholm / 6. Paravento Swing by Mogg 7. Sedia a dondolo Raphia Rocking by Horm Casamania

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Tendenze

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#extralight

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1. Lampadario Buds by Foscarini / 2. Applique Notredame by Karman 3. Vaso con strappi Design Formafantasma by Bitossi Ceramiche / 4. Tavolino Fade by PLUST Collection 5. Tavolo Specchio di Venere by Glas Italia / 6. Lampada da tavolo Atollo by Oluce 7. Tavolino Fountain by Glas Italia

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#stoneage

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1. Lampadario Amp by Normann Copenhagen 2. Composizione di vassoi Ply by Rexa Design 3. Set da cucina Elementare by Opinion Ciatti 4. Tavolino Chap by Miniforms / 5.Tavolo Big Table by Bonaldo 6. Lampada da terra Arco by Flos / 7. Portacandele Constantin Ib by Colè Italia 8. Lampadario Amp by Normann Copenhagen

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Tendenze

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#rawstyle

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1. Lampada a sospensione Sisma by Karman / 2. Piatto Feast by Serax 3. Tavolino Gear by NORR11 / 4. Tavolino Olo by Mogg 5. Poltrona Altay by Coedition / 6. Sedia Sostanza by Essence wood 7. Vaso Jackfruit by Ghidini1961

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Un mix di tenacia e spirito innovativo Ettore ci porta alla scoperta dell’universo Magis

a cura di Lara Vidotto

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Magis

Bell Chair, design Konstantin Grcic, by Magis

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Magis

In copertina c’è Ettore che sta procedendo in salita perché ama le sfide. Ettore è il mulo di Magis, una figura che riassume e condensa alcuni aspetti imprescindibili del marchio, è l’archetipo in cui il brand si riconosce in modo sostanziale perché: “è umile, non è vanesio, non si dà arie, perché è un instancabile lavoratore, perché non molla mai, quando cade sa rialzarsi, perché non cerca facili scorciatoie, perché ama le salite, perché vi è in lui un’innata, spiccata curiosità che lo porta a esplorare in continuazione nuove strade. Una corrispondenza precisa e perfetta con l’essenza, la tempra e lo spirito di Magis ed è per questo che il mulo da anni è assurto a emblema della nostra azienda. Il mulo ha un nome: Ettore, come l’eroe omerico, invincibile guerriero che solo un semideo è riuscito a sconfiggere.“

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Magis

Chair_One, di Konstantin Grcic, riproduce lo schema di un pallone da calcio, in un momento progettuale sospeso tra ingenuità e schiettezza, elaborandolo sulla disposizione asimmetrica di triangoli isosceli, combinandola alla potenzialità dell’alluminio pressofuso.

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Poltroncina Spun, design Thomas Heatherwick, by Magis

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Magis

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Sedia Tuffy, design Konstantin Grcic, by Magis Lampada da terra Twiggy, design Marc Sadler, by Foscarini

Il mulo Ettore è diventato una presenza reale nel 2016, sbucando dalla matita di Konstantin Grcic, e ora ci presenta il catalogo che riassume l’intera collezione di prodotti di un Brand che dal 1976 sposta continuamente gli orizzonti del design un passo più in là. Il nuovo catalogo è il nuovo modo di raccontare la Casa, mostrando i prodotti in situazioni anche molto differenti tra di loro, per evidenziarne versatilità e capacità di conferire carattere ad ogni spazio.

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Magis

Cassettiera colorata 360° a 5 cassetti, design Konstantin Grcic, by Magis

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Tavolo rettangolare Big Will, design Philippe Starck, by Magis

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Magis

Substance Chair, design Naoto Fukasawa, by Magis

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Magis

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Sgabello alto Bureaurama, design Jerszy Seymour, by Magis

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Magis

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Tavolo rettangolare Pilo, design Ronan & Erwan Bouroullec, by Magis

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Magis

Tavolo Tondo XZ3, by Magis Sedia Mariolina, design Enzo Mari, by Magis

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Poltroncina Steelwood Chair, design Ronan & Erwan Bouroullec, by Magis Tavolo rettangolare Officina, design Ronan & Erwan Bouroullec, by Magis

Il catalogo è organizzato per ambienti che definiscono le varie sezioni: Dining, Living e Home Office. I prodotti compaiono in diversi contesti, cambiando veste da una situazione all’altra, esprimendo un codice stilistico che ne rivela il forte carattere ed anche la versatilità. Sfogliando il catalogo , digitale e interattivo, sarà facile comprendere la capacità di Magis di dare risposte al bisogno di funzione, linguaggio evoluto e di essere veicolo per determinare il proprio stile.

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Magis

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Architettura

CASA ORGÁNICA La casa incantata di Javier Senosiain

a cura di Samantha Passuello

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Dicembre è il mese dei Desideri e ogni anno, come da tradizione, aggiorno la mia lista nella speranza di poterli realizzare. Alcune cose sono ferme lì da tempo, ma quando riprendo in mano quel foglietto che custodisco come una sorta di diario nel secondo cassetto del comodino, mi rallegro sempre: è come se fosse una conferma nero su bianco del fatto che possiamo scegliere ogni giorno. E scegliere cosa fare, quale sogno realizzare, è un lusso. Ancora da spuntare nella mia lista, c’è la visita alla Casa Orgánica dell’Architetto Messicano Javier Senosiain, noto per le sua Architettura Organica.

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Architettura

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Architettura

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Architettura

Il Concetto Senosiain ha dedicato gran parte della sua vita professionale alla ricerca e alla sperimentazione dello spazio abitabile tra uomo e natura. Il concetto di casa organica nasce dall’idea di creare uno spazio adatto per l’uomo: “La sua origine è la natura. Simile al grembo materno, alle origini dell’uomo, che all’inizio vivevano nelle caverne senza modificare l’ambiente; simile ad un igloo e alle braccia di una madre che è intenta a coccolare il suo bambino”. La genesi del progetto abbraccia, fondamentalmente, l’essenziale: forme morbide e non spigolose che riprendono il movimento dell’uomo, spazi con mobili integrati alle strutture portanti per favorire la circolazione all’interno della casa stessa e un’uniformità fra tetti, pareti e pavimenti.

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Architettura

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La Struttura La Casa Orgánica risale al 1984 ed è tutto fuorché convenzionale. Basti guardare anche solo la forma che ricorda uno Squalo, appellativo che le è stato dato in primis dagli addetti ai lavori durante alcune operazioni di rimodellazione. Parlo di rimodellazione perché, vista la natura del progetto, era necessario utilizzare un materiale modellabile come il ferrocemento, che compone lo scheletro della casa: un materiale monolitico, resistente ed elastico.

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Architettura

Una volta terminata la mera struttura con una copertura di calcestruzzo, la casa è stata ricoperta da un terreno fertile tra i 20 e i 25 cm di spessore: l’obiettivo era ridurre i costi di giardinaggio, proteggerla dal maltempo e regolarne temperatura (18-22 gradi centigradi) ed umidità (40-60%), creando un vero e proprio microclima. La sensazione che si ha solamente guardando le foto è senza dubbio quella di entrare nella terra, come suggerito dallo stesso tappeto color sabbia sul pavimento. Lo stesso colore è stato utilizzato anche sulle pareti e sul soffitto per garantire una continuità cromatica e una sensazione di benessere mentale.

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Architettura

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Le finestre sono esposte a sud per favorirne la luminosità e il calore anche d’inverno, sebbene sia una struttura interrata. Quanto agli spazi, la casa è caratterizzata da quelli strettamente necessari per l’uomo, collegati da un corridoio curvo: un soggiorno, una sala da pranzo con cucina, una camera da letto e un bagno.

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Architettura

In definitiva, una casa che sarebbe un sogno visitare, seppur non vi si possa alloggiare.

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Art

DANIEL EATOCK UN’INTERVISTA DI DANIEL EATOCK A DANIEL EATOCK

a cura di Chiara Moro

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Art

Cos’è un’esperienza formativa precoce?

determinato il modo in cui mi approccio a

All’età di diciotto anni ho scoperto un libro

quasi tutto ciò che faccio. Se qualcosa non

intitolato “Six Years: The Dematerialization

viene naturale, cerco un modo alternativo

of the Art Object” di Lucy Lippard. Questo

per rispondere al problema.

libro mi ha riconfermato che un concetto può essere altrettanto bello quanto la sua

Ti attieni al brief quando lavori su un

estetica. Mi ha fatto capire che l’arte e il

progetto commissionato?

design non erano più discipline motivate

Sono sempre stato interessato ad

esclusivamente dall’estetica. Volevo mettere

abbracciare le restrizioni, a sfruttare al

in relazione le idee di de-materializzazione

meglio ciò che ho. Mi piacciono le sfide,

di Lippard con le tecniche di graphic

soprattutto le più impensabili, come

design, esplorando l’obiettività, i sistemi e

“costruire la struttura più alta partendo da

i concetti, rimuovendo il maggior numero

dieci fogli di carta A4”. Mi piace impostare

possibile di decisioni estetiche dal processo

i parametri con i quali lavorare. Nella

di progettazione. Mi sono chiesto se il

progettazione grafica di solito vi sono

design può essere de-materializzato e se

un mezzo o un messaggio definiti ed è il

può essere influenzato da un concetto.

ruolo del designer di spingere e sfidare le restrizioni per creare qualcosa in grado di

Sei stato creativo da bambino?

comunicare. Mi diverto quando sfido i dati.

Alle elementari ero il migliore e il mio insegnante, il signor Bencley, mi chiamava

Sei contrario al graphic design?

“Little Picasso”. Ho vinto tutti i concorsi

Non mi è mai piaciuto il termine “grafico”;

di disegno dell’epoca e ho passato

suggerisce un lavorare con la superficie,

molto tempo con la matita in mano. Al

mentre io ho sempre preferito scavare a

liceo sono sceso al secondo posto: c’era

fondo. Cerco di evitare il solito iter fatto di

qualcuno più bravo di me. Dato che

processo decisionale, decorazione e grafica

sono competitivo, ho dovuto, quindi,

non necessaria. Mi piacciono le idee e i

inventarmi un modo creativo per aggirare

concetti in grado di informare o di dettare

il problema del rendere le cose belle. Un

un’estetica. Preferisco qualcosa in grado

giorno, disegnando in spiaggia, mi sono

di distinguersi piuttosto che esteticamente

reso conto che il mestiere e l’abilità del

bello, qualcosa capace di raccontarsi e non

disegno possono essere superati con

solo di mostrarsi.

un’idea. Questa semplice realizzazione ha

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Art

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Cosa speri di progettare un giorno?

Preferiresti essere investito da un rullo

Spero di scoprire/inventare/progettare un

compressore o saltare giù dall’Empire State

archetipo, qualcosa che sia così grande da

Building? Qual è l’animale più feroce? Qual

diventare quasi invisibile, qualcosa che le

è il tuo animale preferito? Hai dei tatuaggi?

persone usano in tutto il mondo e proprio

Cosa è venuto prima, la gallina o l’uovo?

per questo lo danno per scontato.

Chi era più veloce, Ayrton Senna o Michael Schumacher? Se avessi una macchina del

Ci sono domande che non ho posto che

tempo, andresti nel passato o nel futuro?

avrei dovuto porre? Sei bravo a raccontare barzellette? Qual

Perché hai scelto un colloquio con te

è la parte migliore della vita? Chi è la tua

stesso?

più grande ispirazione? Qual è stato il tuo

Volevo creare un’aggiunta informale

momento più imbarazzante? Qual è stata

e colloquiale alle mie opere, fornendo

la tua prima auto? Chi è il tuo pilota di

riferimenti, ricordi, storie e pensieri che

Formula 1 preferito? Hai qualche segreto?

sono di uguale importanza come i progetti

Qual è il tuo frutto preferito? Quanto

stessi.

velocemente puoi recitare l’alfabeto? Se potessi avere un desiderio che si avvera, cosa vorresti? Quali musicisti metteresti insieme per formare la band definitiva?

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Art

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ATTITUDINE ECOSOSTENIBILE A cura di Alessandra Luporini

“Essere sostenibili è una questione di DNA”, dove i valori più importanti quali rispetto e resilienza diventano una responsabilità sociale nei confronti della natura e di tutti gli esseri viventi.

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Se l’uomo non esistesse non avrebbe senso il parlare di sviluppo sostenibile, ma senza l’uomo il cosmo sembrerebbe avere già un suo codice, un suo ordine, suoi meccanismi fissati nelle strutture della natura stessa. Lo stesso ecosistema sarebbe regolato dalle sue leggi, più o meno comprese. L’uomo è invece la creatura spartiacque tra le regole inderogabili e inarrestabili dell’Universo e la conoscenza perfetta o imperfetta della vita. La rotta di collisione tra la creatura uomo e la creatura ecosistema sta generando per la prima volta nella storia il concetto di Sostenibilità rispetto alla vita stessa. Questi concetti filosofici uniti ad un livello di esperienza concreta e logica conducono ad una coscienza cosmica differente, innovativa ed evolutiva. Potremmo quindi affermare che la nostra evoluzione passerà dalla nostra attitudine ecosostenibile.


Moda

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ARMANI EXCHANGE sostenibilità e romanticismo Anche il mondo della moda è chiamato a dover plasmare il proprio futuro; tradizione e progresso si scontrano con i problemi legati a livelli d’inquinamento senza precedenti nella storia del nostro pianeta. Mai come ora diventa necessario pensare al concetto di azienda in maniera ecosostenibile. Pensare moda, appunto, in modo ecologico diventa la sfida per poter dare linfa ad un settore trainante della nostra economia. Il cambiamento auspicato non è indirizzato esclusivamente al prodotto di moda, bensì comprende una rivoluzione di paradigma per l’intero sistema.

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Incoronato Re della moda praticamente da sempre, a 87 anni, Giorgio Armani si dimostra molto più innovativo di tanti suoi ben più giovani colleghi. Ed è ancora una volta lui lui, discreto re dell’understatement per eccellenza, umile a dare il buon esempio agli altri: la moda deve rallentare, fermarsi non è semplice ma spesso è un segno di forza e un mezzo per andare più in profondità. Lo stilista piacentino non è rimasto impermeabile alla grave situazione climatica mondiale, che tanto preoccupa i potenti della Terra da portarli a stipulare l’Accordo di Parigi. Questo “patto” tra Stati aderenti stabilisce un quadro globale per evitare pericolosi cambiamenti climatici, limitando il riscaldamento globale.


Moda

Nella Sfilata per la P/E 2022 Armani racconta una storia romantica, dalla memoria dolce e malinconica, sull’incessante moto del mare, sempre uguale e sempre nuovo. Il suo teatro di Milano si trasforma in un fondale acquatico illuminato dalle luci del tramonto.

“c s p “La filosofia alla base del mio marchio è da sempre ‘sostenibile’: attraverso il mio lavoro propongo abiti che durano e che possono essere indossati anche a distanza di anni. Un posizionamento sostenibile oggi è fondamentale. È una questione di etica prima ancora che di strategia.” Giorgio Armani

Armani racconta quella storia che sembra aver sentito tra i sussurri della risacca, ma prima di presentarcelo, il tocco da maestro, la chiave di volta tra due mondi, un robe manteau che si perde in una gonna: tutto chiffon ricamato a micro frange e cristalli.

Scenari cinematografici

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“In quel sorriso c’era il senso di tutto quello che stavo cercando” A. D’Avenia

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Moda

L’immagine è sorridente ed eterea, i cristalli luccicano e coccolano gli occhi di chi ne resta abbagliato, simili al riflesso della luna sull’acqua.

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“Quel che il sole è per i fiori, i sorrisi sono per l’umanità” J. Addison

La ragazza del mattino scende in spiaggia con un sorriso aperto, che è il suo accessorio più bello, il foulard annodato sulla testa, gli orecchini pendenti, laccati di bianco e azzurrino e scarlatto che ricordano quelli di bakelite indossati dalla nonna, accessori di bambù, come li avesse fatti lei da bambina con i legnetti trovati a riva.

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Moda

“La moda è quella che viene suggerita e che spesso conviene evitare, lo stile è ciò che ciascuno ha e che deve conservare per tutta la vita” Giorgio Armani

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A SIGN FROM THE STARS A cura di Giulia Tomba

Ariete

Toro

Gemelli

Buon 2022 adorati ed ardenti Ariete! Un anno che si preannuncia di svolta per il vostro segno. Travolti da un insolito destino e dai dorati raggi di Giove, in Ariete da maggio a ottobre, è il momento di attraversare il vostro stargate esistenziale e gettare le basi per la futura versione di voi stessi. Più consapevoli in amore. In ascesa nel lavoro e negli affari. Un unico imperativo: non sprecate energie. Liberatevi di rami secchi, vampiri energetici e tutto ciò che non contribuisce alla vostra rinascita.

Buon 2022 miei adorati Toro! Questo 2022 sarà un anno che vi aprirà a nuove, rivoluzionarie, prospettive. Complici le tante eclissi nel vostro segno, che preannunciano importanti cambi di carriera. Riuscirete ad ammorbidire le vostre rigidità e trasformarle in determinazione ed inventiva. Proprio per questi motivi, la più grande storia d’amore sarà quella che avrete con voi stessi. Dedicatevi del tempo di qualità. Celebrate il vostro corpo e nutrite la vostra mente in modi nuovi e stimolanti.

Buon 2022 miei Gemelli di aria e di luce! In a sentimental mood: sarà un anno di grandi passi. In amore maturerete nuove consapevolezze, che riusciranno a trasportarvi in un profondo e intimo oceano di sentimenti. Tutto il vostro mondo emotivo, in generale, troverà nuova vita, regalandovi meravigliose intuizioni. Grazie al fortunato transito di Giove nella prima metà dell’anno è arrivato il momento di sbocciare (o rifiorire) anche in ambito professionale. Siate selvaggi. Intrepidi. Creativi.

Il consiglio di design: la lampada da tavolo Eclisse, design Vico Magistretti, by Artemide

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Il consiglio di design: lo schiacchianoci Strongman by Alessi

Il consiglio di design: il lampadario Spokes by Foscarini


Oroscopo

Cancro

Leone

Vergine

Buon 2022 miei dolci Cancerini! Già dai primi mesi, il nuovo anno sembra volervi lanciare qualche sfida. Non è forse il momento di uscire dal guscio? Di lasciare alle vostre spalle paure e insicurezze e iniziare a mettervi in gioco? La risposta è duemila e ventidue volte Sì! Vi state avviando verso un periodo che saprà offrirvi una imperdibile possibilità di crescita. Dovrete solo farvi un po’ di coraggio, lasciare la vostra comfort zone e affrontare tutto ciò che c’è di nuovo con ottimismo e una buona dose di flessibilità..

Buon 2022 miei forti, audaci, splendidi Leoni! Brindate al nuovo anno con champagne e una buona dose di vitamine perché i primi mesi del nuovo anno vi richiederanno di essere super produttivi! Arriveranno poi i fortunati raggi di Giove, nel mese di maggio, a ricompensarvi della vostra fatica e premiare le vostre capacità. Anno perfetto per tutto ciò che riguarda i sentimenti. Saprete ascoltarvi e valutare le situazioni al meglio. Vi attende una storia bella, sana, forte. Amate, ma prima amatevi.

Buon 2022 Vergini adorate, mosaico di luci e di colori! Dopo contrattempi, fatiche e lo spirito che spesso si faceva pesante... Sorpresa! sta arrivando la vostra ricompensa. Avviatevi verso il nuovo anno con passo finalmente lieve e spensierato. Protette da un cielo complice, è il momento per reinventare voi stesse e ampliare i vostri orizzonti – metaforici e geografici! Siate vivaci, libere (e libertine): questo è un anno perfetto per coltivare le relazioni, sia dal punto di vista sentimentale che professionale.

Il consiglio di design: il letto matrimoniale Shiko Magnum by Miniforms

Il consiglio di design: i flute Decò by Bitossi Home

Il consiglio di design: il divanetto Corolla by Billiani

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Bilancia

Scorpione

Sagittario

Buon 2022 meravigliose amiche Bilance! Smetterò di fumare. Mangerò più sano. Farò attività fisica. Non cercherò più di compiacere gli altri. È il momento di scrivere la vostra lista di buoni propositi perché mai come nel 2022 avrete la possibilità di mantenerli. Il nuovo anno vi invita a mettere il focus su voi stesse e liberarvi di alcune abitudini poco salutari. Per il corpo. Per la mente. Per il cuore. Concentratevi sul vostro percorso e sperimenterete tante inaspettate forme di guarigione.

Buon 2022 miei adorati Scorpioncini! Devo! Devo! Devo! Da quanto tempo tutte le vostre energie sono concentrate sul lavoro e sugli impegni della vita quotidiana? Il nuovo anno vi invita a rallentare il ritmo e riscoprire (o scoprire) le vostre passioni. Può essere il momento perfetto per dedicarvi ad un nuovo hobby – ma non solo! Il 2022 vi invita in generale a vivere la vita in modo più libero e appassionato. È il momento di dare vita ad una nuova e più ispirata versione di voi stessi.

Buon 2022 Sagittario del mio cuore! Il nuovo anno vi manda un messaggio molto chiaro: è il momento di tornare a casa. Un mantra che può assumere per voi tanti significati. Dare finalmente forma ai vostri spazi e al vostro ambiente. Riconnettervi con le vostre radici. Riscoprire la parte più infantile e autentica di voi stessi. È il momento di prendersi una pausa e fare il punto su quello che vi fa stare bene. Quello che vi fa sentire protetti. Abbiate cura delle vostre energie e coltivate le vostre abilità.

Il consiglio di design: la lampada da tavolo Last Order by Flos

Il consiglio di design: il tappeto Blur by Qeeboo

Il consiglio di design: la lampada Geen-a by Kartell

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Oroscopo

Capricorno

Acquario

Pesci

Buon 2022 miei cari Capricorno! Avanzate verso il nuovo anno con audace determinazione, complice anche la presenza di Marte che vi spingerà fin dai primissimi mesi a darvi obiettivi importanti e scadenze serrate. Produttività: voto 10. Per massimizzare i risultati il consiglio però è quello di aprirvi alle collaborazioni. Ciò di cui avrete veramente bisogno è avere al vostro fianco persone creative e intraprendenti che stimolino la vostra fantasia e ingegno. Anche in amore.

Buon 2022 miei cari Acquario! Il nuovo anno si presenta già diviso in due. Fino all’estate, relax nella vita privata e ordine e disciplina in quella professionale. Definite con chiarezza i vostri obiettivi, lavorate sodo e rispettate le scadenze. La fortunata presenza di Giove vi aiuterà ad ottenere il giusto riconoscimento per i vostri sforzi – e magari potrete finalmente festeggiare quel tanto atteso upgrade lavorativo! Da giugno via libera alla creatività: c’è il futuro da pianificare. Lasciatevi travolgere (e stravolgere).

Buon 2022 fluttuanti Pesci! Il nuovo anno si presenta davanti a voi come una tavola bianca. Il vostro compito? Riempirla dei giusti elementi, raddrizzare le prospettive e collocarvi nel posto che più vi si addice. Questo 2022 vi invita a mettervi a fuoco. Di quali persone volete davvero circondarvi? E se il vostro sentirvi incompresi fosse in realtà una conseguenza della vostra chiusura? Scegliete ciò che vi fa stare bene ed esprimete in libertà i vostri sentimenti. Il karma vi ricompenserà in modo potente e inaspettato.

Il consiglio di design: la poltroncina Piña by Magis

Il consiglio di design: la libreria da parete Krossing by Kriptonite

Il consiglio di design: il tavolo allungabile Illo plus by Miniforms

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Contributors

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Giulia Tomba COPYWRITER

Patrizia Piccinini ARCHITETTO E GIORNALISTA Si occupa di design e tendenze lifestyle. Ha scritto per più di vent’anni prima, per Home e poi per Marie Claire Maison. Ha pubblicato per Rizzoli Electa il libro, Carlo Scarpa, Oltre la materia e, a ottobre, è prevista l’uscita in libreria di una nuova monografia dedicata a Piero Portaluppi, edita dalla stessa casa editrice.

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Giulia è una ribelle amante dell’ordine. Friulana ma di radici veneziane, da bambina sogna di fare la scrittrice o la chiaroveggente. Da adulta si laurea in lettere e diventa una pubblicitaria. Sulla seconda opzione ci sta ancora lavorando. Ama l’oceano, le sarde in saor, gli acrobati cinesi e le persone con senso dell’umorismo.

Alessandra Luporini COPYWRITER Alessandra Luporini classe 1982 laureata al POLIMODA a Firenze , metà toscana e metà milanese, cresce nella storica azienda di abbigliamento di famiglia tra abiti di alta moda e ambienti del fashion System tra Milano e Parigi. Da sempre interessante alla moda, all’ artigianalità e all’arte, si definisce creativa e spirituale in continua evoluzione.


Contributors

Maria Chiara Bocciolini Samantha Passuello COPYWRITER Nata con la luna in Mercurio, il pianeta della comunicazione. Coincidenza? Io non credo! Sin dalle scuole elementari nutre una passione per la scrittura e le parole: se usate nel modo giusto, possono essere grandi regali. Inguaribile spirito libero e con l’istinto da tenere a bada, cerca sempre di (in)seguire le sue passioni come il giorno in cui decide di studiare fotografia, perché dal mirino sembra tutto un po’ più bello. Follemente innamorata di Milano e dei suoi cortili, di Parigi e dei suoi edifici in stile Haussmann: non capisce perché le case non siano tutte così! Ama Vicenza, ma è una relazione complicata. Quando è ispirata scrive cose (belle) sul suo Blog e dispensa consigli non richiesti su ristoranti, hotel e week end fuori porta.

COPYWRITER Fiorentina, si laurea in Filosofia Teoretica a metà anni ’90. Subito dopo si accosta alla professione delle PR e dell’Ufficio Stampa, passando prima dal mondo fashion e poi a quello del design e dell’architettura. Qui affianca nel loro percorso di comunicazione alcune realtà d’impresa note a livello internazionale. Si definisce una inguaribile ‘raccontastorie’ per la curiosità e la passione con cui ama narrare di oggetti, progetti e di personaggi. Trova nella scrittura la sua ‘cura’ all’ansia che pervade i nostri tempi. Mamma di Bianca. Ama il cinema, l’arte e i cani, meglio se boxer.

Lara Vidotto ART DIRECTOR Nasce distratta e cresce raccogliendo idee che spuntano come funghi dopo la pioggia nella magica foresta di neuroni che è la testa di ognuno, la mia e l’altrui. Sguardo all’orizzonte, antenne sintonizzate sul design, annusa ciò che verrà. Ama il potere salvifico della letteratura che ci contiene tutti, ama il suono della banda che sta per svoltare nel vicolo, gli alberi, i cani, le cose piccole come i carillon e gli esseri umani.

Chiara Moro CURATOR Irrequieta e curiosa, Chiara Moro basa il suo lavoro in viaggio costante, nella creazione di progetti artistici e di comunicazione sempre diversificati a seconda dell’utente finale. Curatrice di formazione, da vita a esperimenti di collocazione di forme artistiche contemporanee fuori dai circuiti tradizionali, evidenziando la capacità di cambiamento esercitabile dal cittadino tramite le modalità di fruizione del prodotto culturale.

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