#3-4 MARZO-APRILE • 2015 • ANNO LIII • WWW.ANESV.IT
MEZZI PUNZONATI SI MUOVE IL PARLAMENTO FIERA DEL TRONO IL LUNA PARK DI PARIGI ORGANO UFFICIALE
ADERISCE A
SPECIALE GUEST EXPERIENCE
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ANESV e anche:
Editoriale
Q
uesto numero si apre con notizie per gli itineranti che possiedono mezzi punzonati. L’impossibilità di viaggiare in autostrada e sulle strade principali, a causa di una recente interpretazione del Ministero. È un tema che l’ANESV sta seguendo con il supporto di valenti parlamentari, i quali hanno compreso la contraddittorietà di un Codice della Strada che prevede il rilascio di autorizzazioni da una parte, e dall’altra, secondo al recente interpretazione, ne impedisce l’utilizzo. Stiamo lavorando su questo tema, e saremo solleciti nell’informare sulle novità. Parliamo anche della Casa di Riposo di Scandicci, una istituzione che i giovani della Categoria conoscono poco, ma che continua ad offrire ospitalità ai nostri anziani. C’è qualche problema nell’ottenere risorse, ma mi auguro veramente che sia possibile continuare a svolgere un’opera che è certamente nella linea del sostegno al settore enunciato dalla legge 337/1968. La rivista presenta ENADA, la fiera del gioco automatico che nell’edizione appena conclusa ha registrato un nuovo interesse nell’intrattenimento per famiglie. Accanto ai padiglioni occupati dai concessionari degli apparecchi con vincita in denaro, i giochi più adatti allo spettacolo viaggiante sono stati invece molto apprezzati dai visitatori. Che si tratti di un rilancio della “sala giochi” per bambini e famiglie. Lo speriamo davvero. C’è poi un reportage della Fiera del Trono, il grande luna park di Parigi, da invidiare. Se si pensa che la nostra capitale, Roma non ha da decenni un luna park, è facile rilevare come la cultura della festa popolare necessiti di nuova attenzione. C’è molto da fare per recuperare una tradizione che nel resto d’Europa è quanto mai viva ed apprezzata. Infine, nelle Sezioni sono state avviate le elezioni per il rinnovo delle cariche associative: invito tutti i colleghi a coinvolgersi, affinchè gli eletti siano sempre più rappresentativi della base associativa. A Luglio saranno quindi rinnovate le cariche nazionali. Buona lettura Massimo Piccaluga
Sommario #3-4 • marzo aprile 2015 • anno LIII ANESV INFORMA
06 Autorizzazioni dei rimorchi punzonati. Una interrogazione parlamentare. 08 Lavoro accessorio 2015:
nuovi limiti economici.
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EVENTI
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10 Enada Primavera Nuovo interesse nel gioco per famiglie. 18 Fiera del Trono a Parigi Il luna park più grande di Francia 22 La Casa di Riposo di Scandicci, la conoscete?
10 #3-4 • marzo aprile 2015 • anno LIII Copertina: Shutterstock Ltd. Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 565/1996 Rivista bimestrale. Sped. Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Roma Direttore responsabile Massimo Piccaluga Vicedirettore Maurizio Crisanti
Dalle sezioni Antonello Volpi, Amedeo Zanetti, Adriano Rossi, Angelo Catellani, Franco Moruzzi, Fabio Mannello, Ciro Guida, Cosimo Amato, Salvatore Speciale Direzione, amministrazione e pubblicità ANESV–AGIS Via di Villa Patrizi, 10 tel. 0688473-273 o 274 – Fax 0645481356 info@anesv.it www.anesv.it www.parchipermanenti.it www.parchiavventuraitaliani.it
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MEZZI PUNZONATI SI MUOVE IL PARLAMENTO
WATERMANIA
FIERA DEL TRONO IL LUNA PARK DI PARIGI ORGANO UFFICIALE
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PARCHI DI DIVERTIMENTO
26 La stagione 2015 per i parchi di divertimento. 42 Musica d’ambiente? Puoi trovarla su Soundreef Speciale Guest Experience
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28 Dalla Val Badia alla Walt Disney Imagineering. L’intervista a Dumëne Comploi 30 La Guest experience secondo Thinkwell Group 33 LA TECNOLOGIA NEI PARCHI: quale futuro?
PARCHI ACQUATICI
46 La documentazione a corredo dei lavori idraulici di una piscina.
PARCHI AVVENTURA
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50 L’obbligo di manutenzione dei DPI e la norma UNI EN 365. 54 Lasciateli giocare. In italiano il
libro di Peter Gray.
FUORICAMPO
58 Questa storia dei “giostrai”, Bisogna parlarne… 60 Modello 231: la responsabilità degli amministratori. 62 Arriva Opera per gestire il log book delle attrazioni con una app. 63 Sarà proprio
“Mobilegeddon” il 21 aprile? Certo una controllatine al proprio sito…
MARKETING
64 Facebook. da oggi è più difficile fare marketing attraverso i post.
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Anesv Informa
Autorizzazioni dei rimorchi punzonati Una interrogazione parlamentare Dopo l’allarme lanciato dall’ANESV, e le riunioni al Ministero delle infrastrutture e trasporti e all’AISCAT, anche i Parlamentari si sono interessati al problema.
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ra i tanti, i Senatori Stefano Esposito (PD) vicepresidente della VIII Commissione e Daniele Gaetano Borioli (PD) suo componente, molto attivi nei confronti degli interlocutori ministeriali. L’On.le Deborah Bergamini (FI-Pdl),
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Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
componente della IX Commissione trasporti della Camera dei Deputati, ha presentato anche l’interrogazione parlamentare che segue. Il tema è ancora aperto, all’esame dei tecnici ministeriali, ma l’interesse della politica aiuterà certamente ad individuare una possibile soluzione.
Anesv Informa
Camera dei Deputati – 4-08381 – Interrogazione a risposta scritta presentata dall’On. Bergamini (FI-PdL) il 12 Marzo 2015. BERGAMINI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che: ■ lo spettacolo viaggiante è uno dei pochi settori che favorisce l’aggregazione sociale anche in piccoli comuni del territorio nazionale privi di altri locali di spettacolo o attività culturali. Tale attività è regolata dalla legge n. 337 del 1968, la quale riconosce, all’articolo 1 la «funzione sociale» dello spettacolo viaggiante ed impegna lo Stato a promuovere e consolidare lo sviluppo del settore; dal novembre 2014 una parte del parco automezzi dello spettacolo viaggiante non può più accedere
alle autostrade e strade principali a seguito di una risposta data dal Ministero per le infrastrutture e trasporti ad un quesito posto dall’AISCAT (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori) sull’ammissibilità alla circolazione di mezzi in dotazione allo spettacolo viaggiante, muniti di documento sostitutivo della carta di circolazione; ■ si evidenzia che tali mezzi sono stati dotati di documento sostitutivo (DGM243) dal 1986 a seguito di visita e prova, e su tale documento è espressamente prevista la circolazione sulla «intera rete nazionale». Inoltre, tale documento sostitutivo è specificatamente previsto dal Regolamento di esecuzione del nuovo Codice della strada;
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Anesv Informa
■ a svolgere questo tipo di attività, vi sono all’incirca 5.000 imprese, che effettuano spostamenti limitati, con percorrenza media annua di circa 1.000 chilometri l’anno. Gli spostamenti riguardano le attrazioni, i carriaggi e le abitazioni mobili, con un parco automezzi di circa 15.000 unità. Da un censimento condotto dall’ANESV per conto del Ministero dei trasporti nel 1997 risultano circa 1.100 i mezzi circolanti dotati di DGM243; ■ nello specifico, il Ministero dei trasporti dopo decenni e a seguito di un quesito posto dall’AISCAT ha rilevato che l’articolo 175 del Codice della strada, al punto 7, lettera a), vieta di trainare veicoli non considerati rimorchi. In realtà, si ritiene che nel momento in cui ai veicoli, dopo visita prova e punzonatura sul telaio o sugli organi di traino, è stato rilasciato il documento sostitutivo della carta di circolazione, con il modello DGM243, tali veicoli non possono essere quelli di cui si parla all’articolo 175, comma 7, in quanto equiparati, di fatto, ai rimorchi. Non a caso tali mezzi hanno sempre circolato sulla rete stradale ed autostradale negli ultimi trent’anni ottenendo i permessi, qualora eccezionali per massa o sagoma; ■ pertanto risulta palesemente evidente che i veicoli dotati di autorizzazione di cui al DGM243 non possano essere quelli previsti dal punto 7 dell’articolo citato, in quanto di fatto dotati di caratteristiche tecniche e documentazione autorizzatoria che di fatto dimostra che tali veicoli sono in effetti dei rimorchi, tant’è che come già affermato, essi circolano da decenni sul territorio nazionale;
Lavoro accessorio 2015: nuovi limiti economici
C
on la circolare n.77 del 16 aprile 2015, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale comunica gli importi economici validi per il 2015 del lavoro accessorio, ovvero dei buoni lavoro. I nuovi importi economici da prendere a riferimento per l’anno 2015 sono pertanto: ■ valori netti € 5.060 per la totalità dei committenti nel corso di un anno solare; 8
Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
■ negare l’evidenza di quanto affermato sino ad ora vuol dire costringere tali autotreni a spostarsi da una città all’altra impegnando strade secondarie, creando non solo disagi alla circolazione, ma soprattutto un pericolo agli utenti della strada ed abitanti dei piccoli centri urbani; ■ inoltre, si ritiene che la previsione fornita dal Ministero sia inammissibile in quanto un articolo del Codice della strada non può essere interpretato creando situazioni di pericolo: ■ se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti; ■ quali misure intenda attuare affinché sia individuata una soluzione che riprenda l’interpretazione adottata dal 1986 al 2014, la quale ha sempre consentito ai mezzi inerenti l’attività degli esercenti spettacoli viaggianti, dotati di autorizzazione, il transito in sicurezza sulle autostrade e strade principali. (4-08381) ■
€ 2.020 in caso di committenti imprenditori commerciali o liberi professionisti nel corso di un anno solare. ■ valori lordi € 6.746 per la totalità dei committenti nel corso di un anno solare € 2.693 in caso di committenti imprenditori commerciali o liberi professionisti nel corso di un anno solare. La vera novità è tuttavia contenuta nei decreti attuativi del Job Acts, la cui emanazione è prevista in Giugno: nel testo il limite massimo di utilizzo viene portato da 5 mila a 7 mila euro l’anno per ogni lavoratore.■
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Eventi
Enada Primavera, nuovo interesse nel gioco per famiglie Si è svolta a Rimini ENADA Primavera, la fiera del settore del gioco automatico, alla sua 27ma edizione. Quasi 26.000 ospiti (+2,5% sul 2014) hanno visitato i quattro padiglioni nei tre giorni di fiera. Un risultato interessante, in un momento difficile per il Paese e per il settore.
P
articolarmente vivace, oltre le aspettative, era il padiglione occupato dall’amusement, nel quale erano presentati giochi a gettone, distributori per il vending e kiddie rides. Presenti anche produttori di attrazioni per bambini ed espositori di videogiochi e apparecchi elettromeccanici “redemption” che erogano ticket, molti calcio balilla e tavoli ad aria, premi e peluches. Insomma, il mondo che ruota intorno a sale per compleanni, centri d’intrattenimento per famiglie, sale giochi, parchi per bambini era ben rappresentato. Piuttosto visitati gli stand del comparto “spettacolo viaggiante”, a dimostrazione che questo settore ha ancora qualcosa da dire sul piano delle nuove attrazioni e del divertimento per famiglie, ben lontano da quello offerto dagli apparecchi con premi in denaro. Molti presenti concordavano sul fatto che il settore gioco “per famiglie” possa ancora crescere, dando soddisfazione ai gestori. 10 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
EVENTI
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Eventi
Eltel
Tra i padiglioni, nei discorsi tra gli addetti ai lavori, era forte l’attenzione verso il provvedimento, ormai prossimo all’emanazione, che dovrebbe introdurre forti novità sul piano fiscale e delle autorizzazioni per le sale giochi, coinvolgendo anche gli apparecchi a ticket. Il timore che lo Stato voglia fare la parte del leone - nel 2014 l´introito dello Stato dai giochi è cresciuto del 4,7%, mentre, fra imposte dirette e indirette, ha incassato dai giochi 11,8 miliardi di euro – rischiando però di colpire l’anello più debole della filiera, quello dei gestori di piccole sale giochi e molto forte. Tre i tornei sportivi organizzato nel corso della fiera. Uno flipper sportivo, lo Spring Pinball Tournament, torneo valido per il ranking internazionale IFPA e giunto alla quinta edizione. L´appuntamento è stato organizzato da IFPA Italia e Tecnoplay, con la collaborazione di Rimini Fiera e Sapar, utilizzando il nuovo flipper Stern ÔWrestleMania´. Due giocatori nel giro della nazionale italiana di freccette si sono disputati all´ultimo tiro il torneo di freccette. Alla fine l´ha spuntata Patrizio Zineddu, toscano di Betolle e di origini sarde. Al secondo posto Francesco Zampolini di Perugia. Terzo Johnny Gioia di Termoli. 25 i partecipanti e ottimo il livello dei concorrenti. Oltre trenta coppie 12 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
hanno invece animato il Torneo ENADA di Biliardino a coppie. Alla fine l´hanno spuntata Alessandro Collinucci e Gino Tricarico, il primo da San Mauro Pascoli e il secondo da Cesenatico. “Nonostante il periodo particolarmente difficile per il settore, commenta Raffaele Curcio, presidente di SAPAR - non posso fare che un bilancio positivo di Enada Primavera. C´è stato un buon afflusso di pubblico e anche gli espositori si sono detti soddisfatti di questi tre giorni di fiera. Il mio augurio è che Enada Primavera possa rappresentare un nuovo punto di partenza per l´intero settore, che è ancora vivo e vuole continuare ad esserlo. Spero che il futuro sia più radioso di questo ultimo periodo”.
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EVENTI L’IGIENE È ASSICURATA CON IL
1°CALZINO
Visti in fiera Tanti gli apparecchi che hanno incuriosito: Il Foot Bowl, presentato da Profun srl. Si tratta di un “tiro in porta” che può essere installato nello spazio occupato dalle piste da bowling, permettendo ai gestori di impianti multipista di offrire nel medesimo spazio un gioco nuovo. Il Foot Bowl può trovare spazio anche in spazi aperti o coperti, come le gallerie dei centri commerciali. Il gioco consiste nel tirare palloni su un tabellone elettronico che conta i punti, consentendo la sfida tra amici. Lo spazio minimo di 5 x 11 m rende il gioco particolarmente appassionante, perché non troppo miniaturizzato. (http://www.footbowl.it)
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Adalio ha presentato l’Happy Duck, un gioco automatico che ricorda la pesca delle ochette del luna park. Molto ben scenografato, l’apparecchio presenta varie postazioni di gioco dalle quali, con un’apposita canna da pesca, è possibile catturare le paperelle che galleggiano, ognuna delle quali vale punti, trasformati in ticket. È certamente un apparecchia adatto ad ogni localizzazione, dal padiglione di un parco per bambini al centro commerciale. (http://www.adalio.com)
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Eventi
Impronta designer
Impronta Designers ha presentato Free Fall, un gioco veramente innovativo nel nostro settore. Si tratta di un grande materasso gonfiabile – che ricorda quelli usati dai Vigili del Fuoco al posto degli antichi teloni – sul quale è possibile lanciarsi da un altezza variabile, che dipende dallo spessore del gonfiabile. L’attrazione è trasportabile, ed è adatta a situazioni al chiuso ed all’aperto, anche nei parchi avventura o fiere ed eventi. Un attrezzatura che esiste da anni per aspetti di sicurezza, viene trasformata in vera attrazione. Bella l’idea! (http://www.improntadesigners.it) Climbstation di Marco Pichetto ha presentato l’omonima attrezzatura. Si tratta di un gioco che ricorda una parete di arrampicata. L’innovazione è nel fatto che è la parete a scorrere, come fosse
faro games
14 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
un tapis rouland verticale, permettendo di effettuare lunghe salite in spazi limitati. È facilmente trasportabile su carrello e può lavorare anche senza operatore. L’apparecchiatura è gestita da un software che tara automaticamente la difficoltà sulla base della tipologia di utilizzatore. Può essere utile in fiere, eventi, centri commerciali, parchi acquatici ed avventura, palestre di arrampicata o come strumento di marketing per rendere attraente uno stand o un punto vendita. (http: http://www.piket.it)
Climbstation
EVENTI
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elmac
mondo giochi
harding trading
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Eventi
Dedem ha presentato molti apparecchi automatici, tra i quali l’Urlometro – misuratore del volume con scatto fotografico – i soggetti a dondolo con licenza Barbie e Garfield, ed i Baby Animals, animaletti a batteria cavalcati dai bambini, che si muovono in una pista. I soggetti sono molto belli, arricchiti da luci a led (http://www.dedem.it).
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Curioso anche un Calcio Biliardo, in sostanza si tratta di un piano di circa 6 x3 m, o più grande, dalla forma del biliardo, sul quale i giocatori giocano tirando nelle buche da biliardo palloni che somigliano a bocce da bigliardo. (http://www. calciobiliardo.net)
dedem
harding trading Faro Games era presente in fiera con due nuovi videogames di grande impatto: si tratta del poderoso Star Wars battle Pod di Bandai Namco, esposto con due figuranti in costume. Un gioco particolarmente coinvolgente, ben scenografato e di grande impatto visivo. Presente anche Lost Land Adventure, altro spettacolare gioco, che ha riscosso un meritato successo. Interessante anche 16 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
il nuovo sistema per spazi per bambini, con attrazioni “morbidissime” dai colori tenui dove prevale il bianco. Una linea di attrezzature per i più piccoli che permette di allestire veri parchi di divertimento in spazi coperti. (http://www.farogames.com) Nello stand Elmac era evidente la presenza di giochi a ticket, insieme a giochi al gettone azionati da
BUMPER EVENTI
Anche Motoi ha presentato in fiera il suo più recente successo: si tratta del Minitagadà Labamba, che occupa spazi limitati ed offre un gioco noto, ma non ancora disponibile per bambini e con funzionamento automatico. Presente anche la produzione di soggetti a dondolo e giochi a gettone o moneta (http://www.motoi.it) (M.C.)
motoi
CAR designer: www.8for8.eu
ruspe, molto bella la Ticket Circus. Anche nel settore dei tavoli ad aria nello stand erano presenti prodotti innovativi, come l’air hockey Crazy Laaab, e tra i kiddie rides il Kiddie Dido, soggetto a dondolo con monitor 3D. Interessanti davvero i Simson’s soccer, sorta di tiro in porta automatico con i noti personaggi del cartone animato (http://www.elmac.it)
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Eventi
Il luna park più grande di Francia
Fiera del Trono a Parigi
L
a fiera, attualmente ospitata nel più grande parco parigino, ha vissuto anche momenti difficili, come quello dello spostamento della localizzazione da un’area millenaria ad uno spazio più decentrato. Nel 1962 il Comune di Parigi richiese infatti di spostare il luna park sul bordo del Bois de Vincennes, comunemente chiamato “il Reuilly”, il più grande
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Molte città europee ospitano in questi mesi un luna park. Parigi a Pasqua è sinonimo di Foire du Trone, da 1.058 anni.
parco parigino, di oltre 900 ettari. Fu un momento difficile per gli esercenti, ma con le indicazioni della loro associazione di categoria la Municipalità ha concordato piani per l’igiene pubblica – il parco ospita anche numerose attività di somministrazione - e la sicurezza della manifestazione. La nuova localizzazione della Foire du Trone è stata inaugurata nel 1964 e gli esercenti ci hanno confermato che il pubblico, un po’ disorientato durante i primi anni, ha poi imparato rapidamen-
EVENTI te la strada per il luna park, grazie alla spettacolare rete di metropolitane che raggiunge l’area con tre linee diverse, e alle due linee di autobus. Oggi la Fete Foraine – il luna park in francese dura in genere 6 settimane – quest’anno dal 27 marzo al 25 maggio - ed accoglie ogni anno cinque milioni di visitatori, seconda solo all’Oktoberfest di Monaco, che ne conta circa sei milioni, rappresentando uno dei più grandi e prestigiosi luna park d’Europa. Il successo della manifestazione è dovuto all’iniziativa di persone diverse per età e condizione, che hanno sviluppato progetti con un obiettivo comune, quello di aver intercettato l’interesse socio culturale della festa, che richiama cittadini di cultura e religione diversa, per divertirsi e socializzare. Il Luna park è in continua evoluzione, ha continuato a crescere ed ospitare attrazioni sempre più complesse, mantenendo tuttavia la presenza delle giostre più popolari, con un gradimento del 92%, secondo un recente sondaggio condotto da Médiamétrie. Si tratta quindi di una istituzione nazionale, come ebbe a sottolineare sottolineato Jacques Chirac in occasione della firma di un accordo che protegge la sua creazione sul Reuilly nel Bois de Vincennes. Per garantire la salvaguardia del più antico luna park di Francia sono state assunte misure per garantire la sicurezza del pubblico, il rispetto
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Eventi dell’ambiente verde che lo ospita, e il riconoscimento della vocazione socio-culturale di questa grande festa tradizionale, una esposizione storica delle attività di spettacolo viaggiante è stata inaugurata in occasione della 1.043ma edizione della Fiera del Trono. Il parco si presenta molto bene, ha una forma romboidale, con due viali principali che si incrociano. Molte le attrazioni spettacolari, contornate da rotonde a premio e giostre per bambini. l’atmosfera di festa è evidente, e le attrazioni sono nella maggior parte dei casi molto ben tenute, ricche di colori e con facciate scenografate, quando possibile. Un grande luna park, che ospita un pubblico composto da famiglie e giovani, nel quale sono presenti le diverse componenti della società francese. Alcune attrazioni molto elevate, come lo Sky Fall di 80 metri e la ruota panoramica, connotano il parco, che è visibile in lontananza da alcuni punti della città.
La storia Fu nel 957 che il re Lotario creò la prima fiera, che assunse subito il nome di “Fiera del pan pepato”. Il 13 Ottobre 1131, il figlio del re Luigi IV, mentre andava a cavallo, fu disarcionato da un branco di maiali, che giravano liberi nei dintorni di Parigi. Per ordine del Re, si proibì ai suini di vagare per la città, con eccezione di quelli appartenenti ai di-
Milano, autoscontro in Piazza della Borsa
U
na pista di autoscontro in Piazza Affari, proiezioni di luci e animazioni sulla facciata del palazzo della Borsa e sulla famosa scultura del dito medio di Maurizio Cattelan. La piazza che ospita palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano, in questi giorni è stata trasformata in una sorta di luna park. L’installazione fa parte degli eventi organizzati in occasione del Fuorisalone del Mobile.
20 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
scepoli di S. Antonio, a condizione, tuttavia, che si appendesse un campanello al collo degli animali. Per ringraziare il Re, i monaci avrebbero dato la forma di un maiale ai dolci venduti i occasione della fiera. A quel tempo la fiera era una sorta di mercato all’aperto con venditori ambulanti di generi alimentari e dolciumi, artigianato e la presenza di saltimbanchi e gestori di piccoli giochi. Dopo secoli di mancato esercizio, la fiera fu nuovamente organizzata nel 1805, sotto l’aspetto di un piccolo luna park, nel quale l’aspetto commerciale non era più preponderante. Commercianti ed esercenti del luna park sviluppano negli anni la manifestazione, che nel 1841 arriverà ad occupare la futura Place de la Nation, che divenne il centro della fiera. Furono occupati successivamente i grandi viali limitrofi. Il numero di esercenti della edizione del 1872 era di 1.214, che nel 1880 diventarono 2.424. La manifestazione iniziava la domenica di Pasqua e durava inizialmente una settimana, poi 15 giorni dal 1861, con possibile proroga di ulteriori 8 giornate. Il Prefetto della Senna stabilì che fosse regolata l’esistenza di questa fiera, prima gratuita per gli esercenti, con un canone di occupazione per gli esercenti, di 10 centesimi al giorno per metro lineare. Dopo questa rapida crescita la fiera conobbe un periodo di declino e il numero dei gestori diminuì sensibilmente a partire dal 1885. Poi, dopo la guerra 1914-1918 la fiera visse un momento di grande rilancio, perché i cittadini di Parigi sentivano il
EVENTI bisogno di divertirsi dopo quegli anni difficili. Lo stesso accade dopo la Seconda Guerra mondiale. Nel 1957 la fiera festeggiò il millennio della Foire du Trone con gli esercenti vestiti da monaci che offrivano dolcetti di pan pepato, a forma di maialini. Questi piccoli dolci, con le loro decorazioni di zucchero, sono divenuti molto familiari a Parigi ed hanno contribuito a rendere popolare la fiera. Il dolce medievale ha contribuito a ristabilire la legittimità della fiera, dandogli un prestigio particolare e suscitando la curiosità dei parigini, sempre appassionato di aneddoti sulla storia della loro città. La Fiera Trono ha quindi acquisito consensi.
Come si accede La fiera è ad ingresso gratuito, è aperta dalle 12 alle 24 ed offre circa 350 attrazioni diverse, oltre a chioschi e punti ristoro. Le attrazioni sono a pagamento, ma è possibile acquistare il Pass Foire du Trône, venduto a €29,90 (€25,90 per gruppi di 20 persone) nei punti vendita ed online, che comprende 26 biglietti, 10 dei quali per l’accesso gratuito alle attrazioni più spettacolari e 16 a riduzione, con sconti per attrazioni a premio e per la ristorazione.
Comunicazioni da ANESV Campania Calabria
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a sezione regionale Campania e Calabria comunica ai propri iscritti, vista la nuova normativa che obbliga nei rapporti con la pubblica amministrazione di dotarsi, per la richiesta di licenze e concessioni di suolo pubblico, di Posta Elettronica Certificata (PEC) e Firma digitale, e viste le enormi difficoltà trovate da molti esercenti, la sede regionale Anesv, metterà a disposizione gratuitamente per i propri iscritti il servizio di presentazione delle Domande On Line. Si comunica inoltre che nei giorni giovedì 28 e venerdì 29 maggio 2015 si terranno presso la sede regionale Anesv Campania e Calabria, in Piazza Gesù Nuovo, 33 - 80134 - NA, le votazioni per il rinnovo delle cariche Associative del triennio 2015/2018. I soci in regola con il versamento delle quote associative dell’ultimo biennio, che intendono candidarsi, potranno far pervenire la propria richiesta, indicando le proprie generalità e la volontà di candidarsi entro il 21 maggio 2015.
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Eventi
La Casa di Riposo di Scandicci, la conoscete? In questi giorni su Facebook, nei gruppi animati dagli esercenti – alcuni dei quali si avvicinano ai 1.500 membri – si è parlato della Casa di Riposo, anche per le preoccupanti notizie giunte dal Ministero riguardo alla possibilità che non sia più concesso l’indispensabile contributo ministeriale.
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lcuni giovani, sono rimasti sorpresi di vedere le immagini di Villa Broncigliano su Facebook, perché non erano a conoscenza dell’esistenza di questa bella istituzione, che vive soprattutto grazie al contributo del MIBACT e delle offerte di ospiti e benefattori. La struttura offre l’assistenza sanitaria h24 con operatori specializzati e tutte le condizioni e requisiti imposti dalla normativa nazionale e regionale. Ne pubblichiamo alcune foto, per coloro che non l’hanno mai visitata. È una istituzione viva, al cui interno si respira un’aria di familiarità non comune a strutture di questo tipo. Lo scorso 22 aprile si è riunita l’Assemblea dell’AASVCE, per valutare le possibili iniziative che 22 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
consentano alla Casa di continuare nell’opera di ospitare anziani dello spettacolo viaggiante.
Villa Broncigliano prende il nome da un fosso, il Broncigliano appunto, affluente del Vingone ed indica la località presso questa confluenza. La villa, un tempo casa signorile appartenente ai Guidetti, dal 1492 subì numerosi passaggi di proprietà: appartenne ai Pitti dal 1639 al 1692 e nuovamente dal 1709 al 1733, quando fu acquistata da Giovanni di Antonio Dami, ai cui discendenti rimase fino al 1770 quando passò ad Anton Filippo Stiozzi Ridolfi. Nell’Ottocento fu della famiglia Razzolini. Passata di proprietà di un ordine religioso, fu acquistata nel 1952 da don Dino Torreggiani, e gestita dall’Istituto secolare Servi della Chiesa, per ospitare gli anziani dello spettacolo viaggiante. Attualmente la struttura è gestita dai soci della Associazione per l’Assistenza allo Spettacolo Viaggiante ed ai Circhi Equestri (AASVCE), a cui è passata la proprietà della ‘casa’ di riposo. L’ Associazione – Ente Morale dotato di personalità giuridica - è stata costituita da alcuni Servi della Chiesa e da rappresentanti degli esercenti.
EVENTI
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Parchi di divertimento
La stagione 2015 per i parchi di divertimento
Il sole24ore e i parchi di divertimento. Sono tante le aspettative, dopo i risultati 2014, condizionati da un’Estate che ha tardato ad arrivare – alcuni parchi acquatici hanno registrato un – 40% rispetto ai proventi 2013 – e le azioni messe in campo dai manager dei parchi di divertimento.
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e vere novità nell’ambito delle nuove attrazioni nei parchi a tema riguardano Gardaland, Movieland ed il Cavallino Matto, con tre diverse declinazioni del roller coaster, un dive, un suspended ed uno stand up coaster. Investimenti importanti, anche in termini relativi, per le tre strutture, che qualificano la stagione dei parchi tematici italiani nel 2015. Nei parchi acquatici è rilevante il nuovo scivolo di AcquaVillage. Anche gli altri parchi non sono fermi: a prescindere dalle nuove attrazioni installate dal Nord al Sud, tra le quali un cinema dinamico ad Italia in Miniatura e un Top Spin a Miragica, ciò che dall’intervista non emerge, per motivi di spazio, è l’attenzione ai particolari, alla riqualificazione di aree ed attrazioni, alle - piccole e grandi - nuove tematizzazioni. Ciò che è difficile da comunicare ai media, è che le strutture che non presentano grandi novità stanno in ogni caso investendo sul prodotto, offrendo nuovi spettacoli e migliorando l’esperienza dei visitatori con nuovi accorgimenti. Ci si dimentica che nei parchi offriamo soprattutto esperienze, e 26 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
spesso più che su ampliamenti, è utile soffermarsi nella cura dei particolari. Il pubblico più attento percepisce le continue migliorie, perché con esse è l’esperienza complessiva a diventare più gradevole. Viali, punti vendita, spazi per ristorazione, aree verdi, parcheggi, biglietterie e punti accoglienza, sono elementi che fanno parte dell’esperienza, e la continua riqualificazione premia in ogni caso il visitatore. Con la giornalista del Sole 24 Ore ho parlato del fatto che il pubblico è appunto alla ricerca di esperienze, nella direzione delle attrazioni sempre più
spettacolari, innovative ed adrenaliniche, ma anche di emozioni, offerte in nuove installazioni indoor, ricche di realtà aumentata e proiezioni 3D. Nelle famiglie, pubblico di elezione per i parchi di divertimento, è forte la richiesta di aree specificamente dedicate ai più piccoli – i più grandicelli salgono già sui roller coaster – con attrazioni family e tematizzazioni adeguate. Nei parchi acquatici è apprezzata la tendenza alla tematizzazione, per renderli sempre più simili a parchi tematici. Si conferma infine lo sviluppo dei parchi avventura, oltre 200 in Italia, che rispondono alla ricerca di attività divertenti ma orientate all’outdoor e al coinvolgimento fisico. Quanto all’Expo, non ritengo, ovviamente, che la manifestazione possa costituire un diretto concorrente, ma credo che anch’essa possa essere considerata una sorta di grande “parco di divertimento”. Anche nei padiglioni dell’EXPO, del resto, saranno offerte al pubblico internazionale molte emozioni sensoriali. Una stagione 2015 che tutti ci auguriamo in crescita, quanto a visitatori e fatturato, ma anche nella cultura dei parchi di divertimento. In Italia il più visitato parco tematico supera con fatica i 2 milioni di visitatori, a differenza di quanto avviene in Francia, Germania, Inghilterra e Spagna, che hanno bacini di utenza numericamente comparabili. Si può certamente ottenere di più. (M.C.) ■ Dir. Resp.: Roberto Napoletano Tiratura: 256.289 Diffusione: 299.783 Lettori: 907.000
Edizione del: 17/04/15 Estratto da pag.: 15 Foglio: 1/1
Peso: 19%
Il presente documento è ad uso esclusivo del committente.
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Sezione: SPETTACOLO POPOLARE
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Speciale Guest Experience
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el nostro settore, offriamo esperienze, non giri in giostra. Dalla più piccola installazione, al luna park, ai parchi acquatici e parchi avventura, fino ai grandi player del divertimento con milioni di visitatori, tutti gli operatori del settore sono alla ricerca del miglioramento di ciò che offrono al cliente. Ma cosa è la cura della esperienza del visitatore? Quali logiche sottendono al lavoro delle aziende più note a livello mondiale? Cosa imparare da loro per riportarla in una piccola
o grande impresa? Due gli articoli che presentiamo, una intervista ad un Imagineer che opera nella Walt Disney Imagineering, ed una a… di Thinkwell Group. Nelle parole dei professionisti che hanno gentilmente risposto alle nostre domande, ci sono stimoli per tutti. Certamente le nuove tecnologie sono fondamentali, così come l’interazione con il visitatore e i suoi dispositivi mobili. Tuttavia nella cura dei dettagli, nel migliorare la fruizione delle attrazioni, nell’attivarsi per stimolare tutti i sensi del visitatore, c’è la chiave per rendere l’esperienza dei visitatori memorabile.
Dalla Val Badia alla Walt Disney Imagineering L’intervista a Dumëne Comploi Un ladino “Imagineer”. Dumëne Comploi, 31 anni, si è trasferito 5 anni fa da San Vigilio di Marebbe (BZ) a Glendale, a pochi kilometri da Los Angeles per collaborare con la società che è il cuore pulsante del mondo Disney, la forza creativa chiamata ad occuparsi di trasformare i sogni in realtà. “Imagineering” è infatti la fusione di “imagination” e “engineering”.
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Dopo gli studi universitari di architettura e design a Vienna, ed uno stage negli Stati Uniti, Dumëne (Domenico in italiano) è attualmente responsabile dello sviluppo, produzione e ricerca di nuovi progetti per gli spazi e le attrazioni tecnologiche dei parchi a tema e resort Disney in tutto il mondo. Finora ha rea-
lizzato due grandi show per i parchi in Florida. Per Magic Kindom si è occupato degli effetti speciali de “La leggenda di Capitan Jack Sparrow” e “Il treno dei sette nani” mentre per Disneyland California ha curato l’attrazione “Indiana Jones”. Attualmente è al lavoro su un progetto per il Giappone. Walt Disney Imagineering è composta da un team di professionisti che rappresentano più di 140 diverse discipline, dall’a progettazione agli show, dagli effetti speciali alla progettazione di attrazioni, all’animatronica. Gli Imagineers si occupano di sviluppare idee e tradurle in attrazioni, scenografie e spettacoli di tutto l’universo Disney, composto dai famosi parchi a tema, ma anche da attrazioni turistiche, hotel, parchi acquatici, complessi immobiliari, navi da crociera e progetti multimediali. Il gruppo Disney non ha bisogno di presentazioni: del resto, secondo una ricerca pubblicata in gennaio da Reputation Manager, il marchio Disney ha ottenuto su Twitter il primo posto nel livello di coinvolgimento (engagement) tra i profili italiani, ed il quarto su Facebook, in una classifica di brand internazionali composta di 100 marchi. Un livello altissimo anche nel nostro Paese. Dumëne Comploi ha gentilmente accettato di rispondere alle nostre domande:
Per approfondire:
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l libro “Walt Disney Imagineering: A Behind the Dreams Look at Making MORE Magic Real” (2010). Una pubblicazione che illustra le creazioni che gli Imagineering hanno supervisionato fin dal 1966. Reperibile facilmente online. Nel 2016 uscirà, commissionato dalla WDI, un documentario sui primi sessant’anni dell’attività. Il trailer è già online all’indirizzo http://youtu. be/evuJK-fchNk .
Dal design alla progettazione di “sensazioni”. Qual è il legame tra vincoli progettuali e creazione di “sogni”? Personalmente ritengo che nel processo di progettazione si debba tener conto dei vincoli progettuali ed renderli parte dello sforzo di ricerca di un design olistico, globale. I vincoli posti al progetto sono spesso utilizzati per misurare la qualità del lavoro. In un parco a tema si deve applicare la creazione artistica in rapporto agli spazi, alle tempistiche, alle operazioni, agli aspetti finanziari ed ai vincoli logistici. È parte del processo creativo dover trovare soluzioni, affrontare i problemi e porsi nuove domande in rapporto alle sfide esistenti. Noi creiamo esperienze coinvolgenti per l’ospite, che rende le nostre creazioni un mezzo sociale. È molto più divertente sognare cose che possano vivere, pur nei vincoli della realtà, che innamorarsi di situazioni costrette a restare appese nel vuoto. “We make the magic” è il motto della Walt Disney Imagineering: come si realizza una “magia”? La mia personale interpretazione del motto ‘creare la magia’ è semplicemente il modo di definire i grandi sforzi che facciamo nel nostro lavoro, per creare i migliori risultati ed ottenere una “sospensione di incredulità” (n.d.t. modo di dire che denota la capacità di indurre le persone a non usare canoni razionali e filtri critici quando è davanti ad un racconto o situazione). Come si fa con i vincoli progettuali, si cerca un bilanciamento tra le diverse dinamiche. A volte mi viene chiesto di progettare qualcosa di specifico, altre volte vengo ispirato da qualcosa che accade
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La Guest experience secondo Thinkwell Group
Costruire un’esperienza per i visitatori in un parco di divertimento è l’elemento fondamentale.
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di Maurizio Crisanti
ualsiasi attività d’intrattenimento, dalla singola attrazione del luna park, al parco giochi cittadino, al bowling o laser game, ai grandi parchi di divertimento, tutti gli imprenditori dell’amusement devono orientarsi a ragionare in termini di esperienza. Thinkwell ha realizzato attrazioni molto note, tra le quali il tour londinese nei set del film Harry Potter, il Ferrari world di Abu Dabhi, Furius Baco a Portaventura, e numerose attrazioni acquatiche, oltre a show ed eventi inaugurali di livello internazionale. Abbiamo quindi chiesto a Craig Hanna, Direttore creativo di Thinkwell Group, società leader nella progettazione di esperienze, di parlarci del punto di vista della società riguardo alla progettazione dell’esperienza del cliente e delle tendenze del settore.
L’intervista Quanto è importante la realizzazione di una esperienza degli ospiti per chi si occupa della progettazione di parchi di divertimento? Per Thinkwell, ogni elemento dei nostri progetti è
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orientato a creare la migliore esperienza degli ospiti, si tratti di un parco a tema, di un museo o di uno spettacolo dal vivo. Guardiamo sempre i nostri progetti dal punto di vista degli ospiti per guidarci nelle scelte progettuali. Questi spazi devono essere coinvolgenti per il pubblico a livello emotivo e riuscire a creare un’esperienza condivisa unica che non solo collega gli ospiti allo spazio, ma anche tra loro. Senza ospiti, questi luoghi non potrebbero neanche esistere. In fin dei conti, si tratta di creare esperienze che ispirino le persone. L’esperienza di visita ai parchi di divertimento coinvolge fortemente il visitatore a livello fisico ed emotivo: come possono i dispositivi mobili dare maggiore interazione? La cosa fantastica di questo settore è che non si tratta di una singola tecnologia o singolo aspetto divertimento; siamo un’industria di generalisti, che concepiscono lo spazio dello spettacolo come un tutt’uno, e creano esperienze complete, che coinvolgono gli ospiti con letteralmente con tutti i sensi, dall’aspetto fisico a quello sociale.
Chi è
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hinkwell Group è una società di experience design e produzione fondata nel 2001, con sede in California, a Burbank . Dal 2006 Thinkwell è passata da circa 35 dipendenti a più di 150, anche se il numero esatto varia a seconda del carico di lavoro della società. Tra i clienti di Thinkwell Group è possibile citare Warner Bros., Universal, Paramount, Sesame Workshop, Ferrari World, House of Blues, The Pier Shops at Caesars e Cirque du Soleil. (https://thinkwellgroup.com/)
Attrazioni, spettacoli, mostre, ristorazione, punti vendita, persino l’acquisto dei biglietti e il riuscire ad orientarsi all’interno del parco possono essere contesti che hanno la possibilità di fruire della realtà aumentata, o comunque resi migliori attraverso la tecnologia mobile. Molte aziende creeranno esperienze interessanti appositamente per i dispositivi mobili. Noi non abbiamo bisogno di competere in quel campo, ma è un’opportunità in un contesto di forte concorrenza. Le nostre esperienze possono abilitare, migliorare, e, infine, superare quel piccolo spazio sullo schermo dei dispositivi mobili. Si tratta di accettare che gli ospiti possano portare con loro la propria tecnologia e le loro distrazioni, di riconoscere le potenzialità di queste tecnologie, di aumentare (ma non sostituire) l’esperienza del mondo reale con la tecnologia. Noi non innoviamo perché innamorati di una specifica tecnologia per se stessa, ma per sfruttare le varie tecnologie innovative per mettere insieme il potere emozionale di luoghi fisici, la forza irresistibile della narrazione, e il potere sociale dei gruppi, per creare esperienze significative e durevoli.
sperienza di visita con informazioni e contenuti multimediali. I parchi di divertimento offrono invece un’esperienza dinamica. Ci sono punti di contatto tra questi settori? Le differenze tra i parchi a tema e musei diventano più permeabili a causa della concorrenza delle proposte per l’impiego del tempo libero: ci sono sempre più attività scolastiche per i bambini, momenti in cui il lavoro si intromette con il suono che annuncia l’arrivo di una e-mail sul cellulare, più luoghi esperienziali dove trascorrere del tempo. L’industria delle attrazioni, se parliamo di parchi tematici, musei o eventi, è sempre più orientata alla creazione di esperienze significative. Quei momenti di personalizzazione e di customizzazione, nei quali gli ospiti o visitatori sono incoraggiati a partecipare attivamente e co-creatori della esperienza, sarà sempre più importante. Noi concepiamo insieme sia la tecnologia che le buone vecchie tecniche interpretative e di narrazione a supporto di questa tendenza.
Infine, dal vostro punto di osservazione, quali sono le tendenze nella progettazione di nuove attrazioni? Stiamo già vedendo la nascita di “boutique experience”, cioè attrazioni per piccoli gruppi, come Ollivander Wand alla Universal (attrazione del magico Mondo di harry Potter, un negozio di bacchette magiche nel quale è la bacchetta a scegliere il mago n.d.t.), e meet-and-greets (contesti nei quali si può interagire con personaggi famosi n.d.t.) altamente interattivi come Enchanted Tale with Belle della Disney. Queste non sono necessariamente realizzazioni dal costo elevato, concepite come un’esperienza separata, rivolta ad ospiti VIP, ma piuttosto parte integrante dell’esperienza complessiva. Vediamo se questa tendenza si affermerà. Naturalmente i progressi della tecnologia sono di grande stimolo per la creazione di queste esperienze personalizzate. Lo sviluppo delle tecnologie laser, per Thinkwell progetta anche esperienze in spazi museali, in esempio, stanno diventando un modo nuovo e molcui l’ambiente è statico, quindi è essenziale migliorare l’e- to stimolante per raccontare storie. ■
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al di fuori di Walt Disney Imagineering, che mi porta a studiare progetti che posso condividere con i miei colleghi. Penso che il processo creativo sia una catena di eventi ed è difficile distinguere tra il suo momento attivo e quello passivo. Le migliori idee possono venire mentre si parla con qualcuno nel corridoio, tornando a casa in automobile o prima di andare a dormire. Io credo che sia importante mantenere un atteggiamento positivo e ispirato. Inoltre, più si inizia a conoscere il prodotto, più facile è dare i giusti suggerimenti. C’è una creazione alla quale ha partecipato della quale è particolarmente soddisfatto? I miei momenti preferiti sul lavoro sono quando si sta lavorando su un progetto, in studio, o anche quando si installa una realizzazione, e si hanno sorprese o si scopre qualcosa di nuovo. Mi piace anche il momento in cui per la prima volta inizi a vedere l’impatto del tuo lavoro creativo diventare realtà, e ti rendi conto che è come l’hai immaginato, o anche meglio. Mi piace quando queste situazioni avvengono quando sono con i colleghi, perché poi di solito si trasformano in momenti di
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euforia che danno una carica al team, verso la sfida successiva. Lavorare in WDI è anche per lei un sogno che si trasforma in realtà? Devo essere onesto, e dire che non sapevo esistesse questo lavoro fino a quando un anno prima mi sono impiegato presso WDI. Da bambino, cresciuto in un maso nelle Dolomiti, ero a conoscenza del prodotto Disney come la maggior parte dei bambini nel mondo, ma non avevo riflettuto sulla complessità che c’è dietro di esso, né avevo visitato un parco a tema, oltre a quelli sul lago di Garda e Vienna . Da studente di architettura ero più interessato al trattare i temi dell’arte e design contemporaneo e quindi ho trascorso più tempo nei musei che frequentando attrazioni turistiche affollate. Quindi è stato ancora più interessante per me, una volta che ho iniziato a lavorare qui, scoprire che questo è un lavoro da sogno, una speciale opportunità. Se non mi fossi trasferito a Los Angeles per i miei studi, non avrei probabilmente scoperto un lavoro nel quale tante mie passioni possano convivere, ed avere così grandi implicazioni sul piano culturale.
LA TECNOLOGIA NEI PARCHI: QUALE FUTURO?
di M. Cristina Cesa
Ormai è sotto gli occhi di tutti, anche di chi si ostina a non voler abbracciare i nuovi media: la tecnologia è sempre più presente nel quotidiano e sta diventando quasi indispensabile anche per le sigole attività giornaliere.
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dispositivi mobile hanno tante di quelle applicazioni che è possibile trovarne una per quasi ogni esigenza, dalla lista della spesa all’home banking, dai tutor per lo sport al gioco in borsa. Il fenomeno interessa tutto il mondo cosiddetto industrializzato, in Europa come in America. Basti pensare che nel giro di due decenni si è passati dai primi telefoni cellulari, al grande salto dei messaggi di testo, fino agli smartphone odierni che permettono una connessione continua tra persone fisicamente lontane, modificando totalmente i rapporti interpersonali e con l’interazione con il mondo circostante.
di questa percentuale, il 73% ne ha fatto uso nel corso della visita, più che altro per scattare fotografie. Dati che non si sono discostati molto da quelli raccolti in occasione del report 2013 sui parchi divertimento, con la differenza però che, nel caso dei musei, ad avere un’attit udine orientata alla fruizione delle tecnologie, siano stati soprattutto i più anziani e le famiglie, non i giovani come sembrerebbe invece scontato. Un dato da tener presente per progettare e pianificare le mostre e i circuiti di vista nei musei del prossimo futuro. Ma concentriamoci su quello che ci riguarda più da vicino: i frequentatori dei parchi. I dati raccolti dal Thinkwell Group possono dirci molto sulla domanda del pubblico e far riflettere sulla direzione in cui muoversi quando si pianifica una strategia di marketing. Il campione oggetto dello studio ha compreso cittadini statunitensi tra uomini (48%) e donne (52%) dei quali il 30% nella fascia di età 18-29 anni; il 32% tra i 30 e i 44; il 42% tra i 45 e i 60; il 13% oltre i 60. Ma la correlazione rilevata tra età e interesse ai contenuti interattivi è stata veramente infinitesimale, quasi poco degna di nota.
E i parchi? La domanda se l’è posta il Thinkwell Group, società di consulenza e marketing, che ha svolto una ricerca per monitorare le abitudini sia dei visitatori dei parchi divertimento che, in un secondo studio pubblicato di recente, anche dei musei. Il successivo report ha dato risultati per certi versi sorprendenti. La ricerca più recente ha infatti dimostrato che sui circa 1400 individui che si sono recati a visitare un museo nel corso del 2014 - il 69% aveva con sé Dei 1.034 visitatori di parchi intervistati, ben il un dispositivo mobile (tablet e/o smartphone) e 67% ha espresso interesse per una maggiore www.anesv.it
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quantità di contenuti interattivi che completerebbero l’esperienza vissuta all’interno del parco. L’80% aveva con sé un dispositivo mobile e, di questi, il 72% ne ha fatto uso durante la giornata. A questo punto, di fronte ai numeri, bisogna porsi le domande giuste. La prima senza dubbio è: quali potrebbero essere i contenuti interattivi più apprezzati da un visitatore di un parco divertimenti? La risposta è semplice, ma forse non così scontata: alla richiesta di stilare una lista dai più desiderabili a scendere, si sono piazzati ai primi posti quei servizi “customer oriented” mirati a guadagnare tempo. Non solo quindi accessi rapidi alle attrazioni, ma anche possibilità di verificare i tempi di attesa, servizi di localizzazione GPS per ritrovare amici e parenti in giro per il parco e pianificazione degli itinerari. 36 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
Altro aspetto da considerare è che al giorno d’oggi smartphone e tablet hanno sostituito le macchine fotografiche e la moda dei selfie o comunque l’abitudine di scattare foto e condividerle sui social media è diventata virale. A questo proposito ecco altri numeri emersi sul campione degli intervistati: il 78% ha scattato fotografie, di questi il 43% ha chattato o parlato con altri, il 43% ha controllato la propria casella di posta e il 29% è stato attivo sui social network. Nonostante l’esperienza “fisica” nel parco, quindi, è un dato di fatto che c’è sempre una buona fetta di pubblico che rimane agganciata anche all’esperienza virtuale e alla condivisione. Prendete nota. La seconda domanda che viene da porsi (o che quantomeno si è posta la Thinkwell) è: come tradurre queste richieste in offerte per il pubblico? Alla Thinkwell sono convinti che il business dei
parchi possa essere molto lucrativo se si riesce ad indovinare le aspettative dei visitatori. C’è però il rovescio della medaglia, come sempre. Un parco divertimenti è molto costoso da mantenere: una struttura di successo non spunta come un fungo del giorno alla notte. Va studiato, progettato, programmato, costruito. Poi va pubblicizzato, sostenuto e mantenuto. Ci sono gli stipendi dei dipendenti e le paghe di tutti coloro che vi lavorano a qualsiasi titolo. Ecco perché è quantomai importante fare le scelte giuste. E poiché non sembra che in America abbiano difficoltà di gestione, almeno in linee generali, si potrebbe andare ad approfondire il discorso a beneficio dei gestori italiani. Ovviamente non esistono formule magiche, regole che valgano per una persona o per un’altra o per una regione o l’altra. L’unico principio che va tenuto in grande considerazione è che chi gestisce un parco divertimenti deve sempre barcamenarsi per tenere in equilibrio i due piatti della bilancia: da una parte il costo del biglietto e dall’altra l’offerta/esperienza all’interno. Chi riesce a nell’im-
presa, avrà il successo garantito. La Disney in questo è l’esempio da seguire, il paradigma delle scelte vincenti. Eppure, sottolineano alla Thinkwell, molto può essere fatto ancora e il territorio ancora non completamente esplorato è proprio quello dell’integrazione mobile. Se solo il 15% dei visitatori non ha utilizzato il proprio dispositivo mobile, significa che la maggior parte non l’ha dimenticato in tasca o in borsa. E su questo bisogna insistere per aumentare l’esperienza nei parchi. Ovviamente c’è sempre l’eccezione alla regola, che si chiama, ancora una volta, Disney. Il pionieri dei parchi divertimento nel mondo ha infatti già predisposto un sistema di sostituzione del noto Fast Pass cartaceo. In questo modo si potrà non solo saltare la fila presentandosi direttamente al tornello d’ingresso, ma anche prenotare il posto in fila in anticipo, al momento di pianificare la propria visita, ad esempio. Ovviamente il servizio non è disponibile in tutte le attrazioni,m a sicuramente in quelle più richieste. La Disney si è dimostrata pionieristica anche questa volta, integrando il sistema in tutti i suoi parchi del mondo. Vale la pena meditare e farci un pensierino… Stando a quanto affermano nella relazione presentata sui dati raccolti, infatti, alla Thinkwell sostengono che i parchi che faticano a decollare (tolti i giganti del settore, in America ce ne sono) sono quelli che non riescono ad ascoltare i propri visitatori, a percepirne le esigenze e a “indovinarne” i desideri. Quanto emerso da questo studio è sicuramente fondamentale e questi suggerimenti di creare anche una App, ad integrazione dell’esperienza nel parco, sono ottime idee, ma non bisogna dimenticare che siamo in un’era di cambiamenti ed evoluzioni rapidissime. Tutto quanto affermato in queste righe, quindi, non va interprato come un traguardo, ma come un suggerimento, un punto di partenza. Occhi aperti quindi su quanto la tecnologia oggi offre ai propri utenti, ma occhi aperti anche e soprattutto su quanto la tecnologia ci offrirà domani, per tenersi sempre al passo con i tempi e con le esigenze del pubblico sempre più in continuo divenire. ■ www.anesv.it
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Parchi di divertimento
A Disneyland, per imparare Visitare un parco di divertimento per imparare? Ho cercato di entrare a Disneyland Paris con questo obiettivo nel corso di una recente visita al resort francese. di Maurizio Crisanti
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ercorrendo i viali di una struttura del gruppo statunitense si rimane sempre colpiti dalla estrema cura dei particolari, dalla scelta dei materiali, dalla manutenzione impeccabile delle scenografie. Un parco Disney è certamente uno dei contesti 38 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
del divertimento nei quali la esperienza dei visitatori è curata in modo quasi ossessivo. Alla Disney non si acquistano attrazioni, si progettano e realizzano esperienze, dietro ogni nuova realizzazione c’è una filosofia che an-
Parchi di divertimento
che il gestore di un’attrazione collocata in un parco pubblico o nel luna park può provare a mettere in pratica nella sua azienda. Un’esperienza fatta di emozioni, suoni, colori, persone, sorrisi e costumi, con un know-how che ha ormai 60 anni – il primo parco, in California, è stato inaugurato nel 1955 – ma continua a stupire ogni volta che si entri in contatto con il mondo “dove i sogni diventano realtà”. Anche la cura delle aree verdi è eccezionale: in questo periodo, e fino alla fine di Maggio, il parco festeggia la Primavera con fioriture eccezionali, arricchite da composizione scenografiche al centro delle aiole più grandi, e spettacoli che si susseguono durante la giornata dal Castello alla Main Street. Tutto nel parco è orientato a rendere gradevole la guest experience, e anche sotto la pioggia – che accompagna da anni le mie visite al parco – la struttura risponde con servizi e spettacoli all’altezza della situazione. Le attrazioni al coperto sono numerose, così come gli spazi commerciali e per la ristorazione, ed è possibile sfruttare ugualmente la giornata. Nell’ottica del migliorare l’esperienza dei visitatori, il parco si è impegnato ad affrontare il
problema delle file alle attrazioni nelle giornate di maggiore affluenza. Due sono gli accorgimenti che mi hanno colpito e che hanno registrato forte apprezzamento nei numerosi ospiti italiani. Il primo riguarda il sistema Fastpass, un “saltacode” introdotto dalla Disney nel 1999. Attualmente il sistema, presente con apparecchiature presidiate vicino all’entrata delle attrazioni più richieste, permette di inserire il proprio biglietto e ricevere un coupon con l’indicazione dell’orario al quale presentarsi per utilizzare la fila veloce ed accedere all’attrazione. Gratis. E’ un bel segno di rispetto per i visitatori , quello di assicurare che nel corso della giornata sia possibile fruire di tre o quattro delle attrazioni più richieste. Il sistema, ovviamente, non permette di prenotare tutte le attrazioni contemporaneamente, perchè un secondo biglietto sarà stampato solo una volta utilizzato il primo, o dopo 2 ore. Il Fastpass è adottato complessivamente su 10 attrazioni dei due parchi, Walt Disney Studios compreso. Proprio al mio ritorno ho ricevuto una mail da un visitatore di un grande parco italiano che lamentava “So che il business non si tocca. So come funzionano le cose. Ma il xxxx pass, avevo avuto già modo di conoscerlo
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Parchi di divertimento a Legoland ed a xxxx, non l’ho digerito. Il messaggio è: chi è più ricco passa avanti a tutti. Chi paga è autorizzato a superare. Anche nella vita succede è chiaro. Ma almeno nel parco giochi si dovrebbe insegnare cose belle”. Gli addetti ai lavori conoscono bene la logica che sottende ai “salta coda” a pagamento, scelta necessaria in parchi molto visitati. Anche qui la logica della The Walt Disney Company si distacca: il parco affollato è in ogni caso un’esperienza, ma possiamo renderla più gradevole, ed allo stesso prezzo. Esiste anche il VIP Fastpass, rilasciato agli ospiti dei resort più belli del parco, che tuttavia non impatta fortemente sulle code. L’altro accorgimento, molto valido ed efficiente, è la fila “Single Riders”, che permette di ridurre i tempi di attesa dei singoli che vogliano provare le attrazioni. Funziona a meraviglia: nel mio caso Raiatuille – spettacolare attrazione inaugurata lo scorso anno - registrava code di 55 minuti, ridotte a 10 per i singoli ospiti. In fila con me, ovviamente, c’erano gruppi familiari che avevano avuto l’accortezza di accedere singolarmente, a distanza di un minuto l’uno dall’altro. Chi ci guadagna? Tutti! Gli ospiti fruiscono di un’attrazione moto richiesta ed il parco aumenta così la portata oraria
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dell’attrazione, che viaggia sempre al massimo della capacità. Entrambe le soluzioni hanno un impatto in termini di risorse umane: sia il Fastpass che l’acceso “single Riders” sono presidiati nel parco, ma è un male necessario, se si vuole migliorare l’esperienza del visitatore ed aumentare la portata oraria delle attrazioni. Tornando all’esperienza, assistere allo show Dreams – ne abbiamo già parlato su questa rivista – è veramente incredibile: video mapping, fiamme libere, fuochi artificiali, laser e fontane danzanti realizzano qualcosa che è difficile da dimenticare. Anche in questo caso gli Imagineers hanno fatto centro. Il parco parigino ha registrato una flessione dei visitatori nel 2014, attestandosi a 14,2 milioni, il 49% dei quali dalla Francia , il 16 % dal Regno Unito , il 9 % dalla Spagna , il 6 % dal Benelux ( Belgio e Lussemburgo ) , il 6 % dai Paesi Bassi , 3 % in Italia, il 3% dalla Germania e l’8 % dal resto del mondo. Il fatturato si avvicina agli 1,29 miliardi di euro con perdite stimate tra 110 e 120 milioni, rispetto ai 78 milioni nel precedente esercizio. Il piano di ricapitalizzazione di un miliardo di euro, garantito direttamente dalla WDC ed annunciato lo scorso ottobre, dovrebbe restituire nuova vita al resort. ■
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Parchi di divertimento
Musica d’ambiente? Puoi trovarla su Soundreef Molte strutture – parchi divertimento e parchi acquatici in particolare – hanno da tempo dovuto rinunciare a diffondere musica, a causa dei costi non più sostenibili, pari a circa l’1% sul biglietto d’ingresso, richiesti dalla SIAE.
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urtroppo la Società Autori non ritiene di considerare la diffusione musicale nel aprcheggio, nei viali e nelle attrazioni come “musica d’ambiente”. A differenza dei compensi richiesti a centri commerciali o aeroporti, il diritto d’autore per i parchi di divertimento può superare facilmente i 200mila euro all’anno. Esiste un’altra possibilità, quella offerta da Soundreef, una società con sede a Londra, ma creata da ideatori italiani, che offre un servizio di musica d’ambiante, utilizzato già da una elevata percentuale dei grandi centri commerciali e catene di negozi italiani, che permette di pagare il diritto d’autore e il diritto connesso direttamente, senza più dover corrispondere altro. Soundreef è infatti una società che amministra oltre 170.000 brani in tutto il mondo, e distribuisce musica a decine di migliaia di utenti aziendali. Inoltre Soundreef è in grado di gestire i diritti per conto di autori ed editori musicali. Alcuni parchi, per limitare i costi della SIAE, hanno creato società di edizione che sono titolari dei diritti sui brani eseguiti nel parco, ottenendo così una sorta di parziale “rimborso” dei costi da parte di SIAE. Soundreef è in grado di tutelare i brani, retrocedendo in tempi molto più brevi e con percentuali più elevate di SIAE, quanto incassato a titolo di diritto d’autore. È una soluzione per tutti? Si e no: in Italia il diritto d’autore non è liberalizzato, e SIAE opera in un regime che somiglia molto ad un monopolio. 42 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
In attesa della revisione delle norme sul diritto d’autore, imposta dall’Unione Europea, non tutti i parchi potrebbero evitare di pagare SIAE, pensiamo ad esempio ad eventuali diffusioni di spot pubblicitari su monitor, a spettacoli durante i quali si sceglie di eseguire musica dal repertorio SIAE. Insomma, per alcune strutture la presenza di SIAE sarebbe inevitabile, con la difficoltà di quantificare il diritto d’autore. Piccole strutture, parchi acquatici che hanno eliminato la diffusione musicale o di emittenti radiofoniche, privando il prodotto offerto di una componente, quella della musica d’ambiente, apprezzata dai visitatori, potrebbero recuperare la piacevolezza di un contesto sonorizzato con librerie di brani dai ritmi più adatti al contesto. La libreria di Soundreef permette di scegliere brani e compilation già predisposte per rispondere ai più svariati generi musicali. Dispone di un catalogo di oltre 170,000 brani provenienti da tutti i tipi di artisti, ed abbraccia vari stili – dal rock, pop e jazz alla lounge, dalla house e dance fino alla classica. Non si deve nascondere che SIAE e Soundreef sono concorrenti, nella sostanza, e che ci sono state battaglie legali, per ora sostenute con importanti successi dalla società inglese, grazie ai valenti avvocati ai quali si è affidata, tra i più competenti nel settore, e da un clima di concorrenza che ormai è sempre più emergente, rispetto a situazioni di monopolio consolidate. Per questo Soundreef assiste i suoi clienti in tutte le pratiche e nelle eventuali controversie che dovessero sorgere con altre società di collecting.
Parchi di divertimento Abbiamo incontrato i responsabili della società, ed ipotizzato alcune tariffe relative alla musica d’ambiente nei parchi di divertimento. Le pubblichiamo, restando a disposizione per ogni approfondimento che i Soci ritengano opportuno. Ulteriori informazioni su Soundreef sono disponibili all’indirizzo http://www. soundreef.com/it/faq.
Proposta Soundreef per i soci anesv
La licenza Soundreef include: Licenza annuale di diffusione di repertorio musicale esente dalla gestione di altre società di collecting. Assistenza legale extragiudiziale: Soundreef si occuperà di tutte le relazioni con SIAE/SCF la consulenza avviene attraverso l’Avv. Guido Scorza dello Studio legale Scorza Riccio & Partners. Legal Help Line: tutti i direttori dei pdv che usufruiscono del servizio offerto da Soundreef possono contattare la nostra Legal Help Line che interagirà entro 48 ore con SIAE/SCF. Garanzia e manleva totale nei confronti di SIAE/ SCF. Consulenza musicale al fine di creare una radio instore personalizzata agli ambienti, alla clientela, agli obiettivi di branding ed ai pattern di attività 1) Offerta Basic : Licenze + Web radio Streaming Soundreef La diffusione dei contenuti Soundreef avverrà attraverso la Webradio streaming. Il Parco si collegherà alla web www.soundreef.com ed attraverso username e password dedicata potrà ascoltare un’amplia selezione di canali musicali aggiornati con periodicità trimestrale.
Servizi Inclusi
Licenza musica Selezione musica ad hoc Assistenza legale Streaming Webradio Soundreef 2) Offerta Pro : Contenuti + In-store Radio + Messaggi Pubblicitari + Rubriche Il prodotto finale risulta del tutto simile ad un network radiofonico nazionale. Per la creazione del canale radio ci avvaliamo di hardware professionale (installato in loco) per la trasmissione in modalità broadcast, di www.anesv.it
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Parchi di divertimento personale qualificato addetto al controllo e messa in onda, direzione artistica e aggiornamento playlist musicali quotidiane segmentate in un format musicale di “facile ascolto” con i migliori brani tratti dal repertorio SOUNDREEF. Disponiamo di un centro produzione audio che raggruppa più di 20 speaker selezionato tra i migliori professionisti a livello nazionale, gestiamo un servizio creatività e copy in grado di “pensare” e realizzare comunicati pubblicitari e promos particolarmente accattivanti ed efficaci e gestire la produzione e la messa in onda nelle 24 ore successive alla Vs. comunicazione Inclusi nel pacchetto la produzione e messa in Onda di n°15 Spot Mensili
Servizi Inclusi Licenza musica
Selezione musica ad hoc
44 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
Assi-
stenza legale In-store radio + Installazione in Loco + Messaggi Pubblicitari 3) Servizi Aggiuntivi : Collaborazione con Co-proprietari brani Selezione musica e produzione di musica in collaborazione con struttura indicata dal Parco. (qualora il parco fosse proprietario o co-proprietario dei brani avrebbe un ritorno economico importante che compenserebbe sostanzialmente il compenso della licenza Soundreef) I brani andranno registrati con la Soundreef Ltd. Introiti annuali : Su base analitica e considerando il numero di passaggi dei brani “Co-proprietari” indicati nel palinsesto trasmesso dalla strutture, il cliente può recuperare una parte del valore contrattuale stipulato con Soundreef. Possibilità di ulteriori introiti se gli stessi brani vengono messi in onda in altre catene commerciali nei 22 Paesi dove opera Soundreef. 4) Eventi con Musica Soundreef Realizzazione di eventi i cui brani musicali appartengo al repertorio Soundreef.
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Parchi acquatici
La documentazione a corredo dei lavori idraulici di una piscina
di Rossana Prola (Professioneacqua.it)
La norma in tema di installazioni elettriche ed idrauliche ci ha ormai abituato dal 1990, anno in cui è entrata in vigore la legge n.46, a richiedere agli installatori la certificazione di conformità per gli impianti elettrici, idraulici e termici.
L
o si fa, o quantomeno si sa che lo si dovrebbe fare, ogni volta che si realizza un nuovo impianto o si procede ad un intervento di manutenzione straordinaria o di ristrutturazione, conservando la dichiarazione di conformità tra la documentazione a corredo della at46 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
tività. Questo documento è importante ai fini della sicurezza degli impianti e, di conseguenza, degli utenti, poiché nel malaugurato caso di incidente è necessario poter dimostrare che l’intervento è stato eseguito correttamente e da un tecnico qualificato per farlo. Pochi però sanno che la stessa procedura va se-
guita anche nel caso in cui l’intervento venga eseguito sull’impianto di trattamento acqua di una piscina o di uno scivolo o un gioco acquatico. In realtà tale obbligo è in vigore dal 2008, anno nel quale il D.M. 37/08 ha integrato la legge 46/90, modificandone in parte anche il campo di applicazione. Mentre infatti la 46/90 si riferiva esclusivamente agli edifici civili, il campo di applicazione del DM 37/08 è stato esteso a tutte le tipologie di edifici, comprese quelli industriali e le pertinenze. Inoltre è stata modificata la definizione della lettera d) da “gli impianti idrosanitari nonché quelli di trasporto, di trattamento, di uso, di accumulo e di consumo di acqua all’interno degli edifici a partire dal punto di consegna dell’acqua fornita dall’ente distributore” a “impianti idrici di qualunque natura e specie”. Questo accadeva nel 2008 e, come purtroppo spesso succede, la portata della modifica non è stata colta da molti piccoli artigiani che hanno continuato la propria attività senza approfittare della opportunità offerta dalle Camere di Commercio di adeguare il proprio status con un semplice passaggio amministrativo, né dagli uffici tecnici della maggior parte dei Comuni, che hanno continuato a non richiedere le certificazioni di conformità per gli impianti che non rientravano nella legge 46/90. Va detto che anche molte Camere di Commercio non si sono accorte delle “nuove” professioni da certificare, continuando ad iscrivere aziende artigiane che si occupano di impianti di trattamento acqua per piscine, fontane, irrigazione, senza richiedere i requisiti per la corretta qualificazione. Lo scoglio più difficile da superare sta proprio nei www.anesv.it
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Parchi acquatici requisiti necessari per la qualificazione di una impresa per i lavoro impiantistici, poiché è necessario che nell’organizzazione stabile della stessa sia individuato il Responsabile Tecnico, colui sul quale ricade la responsabilità della correttezza dei lavori eseguiti, che deve avere precise qualifiche di formazione scolastica o di esperienza di lavoro presso azienda già qualificate. Per la struttura della stragrande maggioranza delle aziende italiane che operano in questo settore sotto forma di micro imprese artigiane, spesso la figura del direttore tecnico è un ostacolo insormontabile da superare, perché laddove il legale rappresentante /proprietario non possegga i requisiti necessari, l’unica via possibile è l’assunzione di un laureato. Una strada talmente onerosa da rivelarsi spesso non percorribile. Nel corso del tempo gli uffici tecnici comunali si sono adeguati alla normativa ed hanno cominciato a richiedere le certificazioni di conformità, nella confusione delle camere di Commercio che in molti casi ne negavano la necessità. L’associazione ProfessioneAcquaNET insieme ad ANESV hanno quindi deciso di richiedere al Ministero dello Sviluppo Economico un chiarimento, che ha confermato la necessità della certificazione di conformità per qualunque tipologia di impianto idrico, compresi quelli di trattamento acqua per le piscine. L’impianto di trattamento acqua di una vasca, quindi, soggiace alle stesse prescrizioni degli impianti elettrici: ogni volta che viene eseguita una modifica è necessaria l’emissione della certificazione di conformità. La certificazione di conformità prevede l’obbligo di seguire le norme tecniche relative allo specifico impianto. Nel caso di una piscina si tratta della Norma UNI 10637 e delle norme EN in essa citate, che diventano quindi di fatto obbligatorie essendo obbligatoria la certificazione di conformità! Tale certificazione richiede la produzione di una serie di altra documentazione a corredo, vediamo quale.
La progettazione
All’articolo 5 del DM così come al punto 5.9.2 della Norma UNI 10637 si indica la necessità di provvedere ad una progettazione integrata degli impianti di trattamento nel loro complesso, svolta da tecnici qualificati. Sul termine qualificati si può discutere, nel senso che il DM chiarisce che non vi è l’obbligo dell’iscrizione ad un albo professionale, ma sicuramente si parla di progettazione vera e propria e di un tecnico (che può essere il direttore tecnico della stessa azienda) che se ne assuma la responsabilità, firmando con nome e cognome e rispondendo, di conseguenza, di eventuali errori di dimensionamento o di valutazione. 48 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
Il verbale di consegna
Il punto 5.9.3 della Norma UNI 10637 tratta del verbale di consegna dell’impianto funzionante, che va redatto in contraddittorio tra il costruttore, il progettista ed il committente e che stabilisce il buon funzionamento e la rispondenza alle norme dell’impianto nel suo complesso e di tutte le componenti di cui è costituito. È possibile indicare nel verbale alcune eventuali riserve, per le quali però va concordato un termine entro il quale devono essere risolti i problemi che le hanno generate.
La scheda descrittiva dell’impianto di trattamento
Si tratta in pratica di una relazione tecnica che illustri gli aspetti principali dei quali è costituito l’impianto, riportata al punto 5.9.4 della Norma UNI 10637. Tale scheda dovrà contenere: tipologia e specifiche di progetto dell’impianto; altra documentazione tecnica (portata, pressione, diametro tubazioni, potenze elettropompe, volumi, ricicli, ecc.) relativa ai componenti degli impianti di circolazione, di filtrazione, di disinfezione e trattamento chimico, anche allo scopo di poter identificare eventuali ricambi necessari.
Identificazione funzionale degli impianti
Al punto successivo, il 5.9.5, si prescrive che il costruttore deve provvedere ad etichettare le parti dell’impianto in modo da renderle facilmente identificabili e renda comprensibile e sicuro il loro funzionamento. Nel locale tecnico deve essere esposto uno schema funzionale, che va consegnato al committente anche secondo il DM 37/08, riferito all’impianto specifico, che richiami nella terminologia e nei simboli l’identificazione funzionale riportata sui componenti.
Manuale di conduzione e manutenzione
Deve essere redatto uno specifico manuale di conduzione e manutenzione dell’impianto consegnato, secondo quanto riportato dalla Norma UNI 10637 al punto 5.9.6. In questo manuale devono essere riportate indicazioni specifiche riguardanti la messa in funzione, l’esercizio, la chiusura e la manutenzione degli impianti, con indicazioni chiare e precise per intervenire in caso di guasto o mal funzionamento.
Prova colore
In caso di nuova realizzazione o di ristrutturazione che preveda la modifica dell’impianto di trattamento acqua e/o di circolazione, va obbligatoriamente redatta una prova colore, che deve
Parchi acquatici essere ripetuta ogni cinque anni. Vista la proverbiale refrattarietà dei costruttori alla redazione di documenti cartacei, si è diffusa in questi ultimi tempi l’abitudine a commissionare a terzi la redazione di
tale documentazione, esponendone il costo a parte nel preventivo. È evidente che il committente sarà portato a farne a meno, ignorando le possibili conseguenze del proprio gesto, ma lo stesso costruttore mette in atto un comportamento pericoloso per se stesso, esponendosi sia al rischio di non vedersi remunerato il lavoro perché non eseguito secondo le regole tecniche stabilite dalla normativa, sia ad eventuali ritorsioni nel caso di incidente. Il costo
della parte progettuale, infatti, fa parte integrante dello svolgimento di un lavoro e non è un aspetto del quale è possibile fare a meno. È importante ricordare che il DM 37/08 prevede l’obbligo per il committente di affidare i lavori ad aziende qualificate. L’obbligo, si badi bene, non la facoltà. Nessun installatore soggetto alle certificazioni impiantistiche già da tempo normate dalla legge 46/90 accetterebbe di correre il rischio di realizzare un impianto non a norma o di non certificarlo. Se il settore delle piscine non si adeguerà presto, purtroppo, saranno i tribunali a decidere del destino di molti installatori e di clienti quanto meno sprovveduti, se non davvero incoscienti. ■
Pubblicata la norma UNI 10637-2015
È
stata pubblicata in Aprile, la norma UNI 10637:2015 “Piscine - Requisiti degli impianti di circolazione, trattamento, disinfezione e qualità dell’acqua di piscina” che sostituisce la versione del 2006. Dopo oltre 3 anni di lavori e a più di 2 mesi dal termine dell’inchiesta pubblica la norma è finalmente in vigore. È possibile acquistarla direttamente dal sito dell’UNI.
www.anesv.it
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Parchi avventura
L’obbligo di manutenzione dei DPI e la norma UNI EN 365
di Tiziano Menduto (Puntosicuro.it)
I dispositivi di protezione individuale devono mantenere le capacità protettive per tutto il periodo del loro impiego. I DPI delle vie respiratorie, i DPI anticaduta e la norma UNI EN 365. Per i DPI anticaduta è richiesta un’ispezione almeno annuale.
P
er parlare di manutenzione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) – qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo (art. 74, D.Lgs. 81/2008) - è necessario innanzitutto dare qualche coordinata di riferimento normativa. 50 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
Il Capo II (Uso dei dispositivi di protezione individuale) del Titolo III del Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro precisa chiaramente gli obblighi del datore di lavoro in merito alla scelta del DPI, alle condizioni in cui devono essere utilizzati, ai requisiti necessari. Inoltre scrive che il datore di lavoro (art. 77, comma 4): a) mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le condizioni d’igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo
le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante; (...) Insomma i dispositivi di protezione individuale – dove con “individuale” si intende che il dispositivo al momento dell’uso, protegge la singola persona - non solo devono garantire la protezione del lavoratore, ma devono mantenere tale capacità per tutto il periodo del loro impiego. Ed è evidente che i dispositivi devono essere adeguatamente mantenuti in stato di efficienza anche attraverso specifiche procedure e processi controllati. Riprendiamo, a livello esemplificativo, alcune indicazioni generali per la manutenzione di alcune tipologie di DPI tratte dai documenti pubblicati correlati a Impresa Sicura, il progetto multimediale – elaborato da EBER, EBAM, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail – che è stato validato dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza come buona prassi nella seduta del 27 novembre 2013. Riguardo ai dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie (APVR) il documento indica che “si deve predisporre un programma di manutenzione degli apparecchi in funzione del tipo, dell’ambiente di lavoro, delle condizioni lavorative e dei rischi presenti. Tale programma dovrebbe comprendere: 1) l’ispezione per l’accertamento di eventuali difetti; 2) la pulizia e la disinfezione; 3) la manutenzione generale; 4) la documentazione delle attività e il mantenimento della documentazione; 5) l’immagazzinamento”. E qualora sia utilizzato un elevato numero di APVR “si suggerisce di costituire un centro di raccolta per la conservazione e la manutenzione affidato ad un addetto opportunamente istruito. Per l’immagazzinamento e la manutenzione degli apparecchi bisogna attenersi alle informazioni fornite dai fabbricanti di APVR nelle istruzioni. Dopo l’impiego gli APVR devono essere predisposti per il successivo riutilizzo (a meno che non si tratti di apparecchi monouso)”. Inoltre i dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie “devono essere ispezionati dopo ogni impiego. Un apparecchio non usato con regolarità, ma tenuto a disposizione per l’emergenza, deve essere ispezionato non solo dopo ogni utilizzo ma anche ad intervalli di tempo regolari, in modo da essere certi che sia sempre in soddisfacenti condizioni di funzionamento”. E in generale la procedura di manutenzione degli APVR prevede: 1) pulizia; www.anesv.it
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Parchi avventura
2) disinfezione; 3) preparazione per un reimpiego; 4) prove del corretto funzionamento a intervalli stabiliti; 5) verifica a intervalli stabiliti”. Veniamo infine a parlare dei DPI anticaduta. Il documento ricorda che ciascun componente dell’ equipaggiamento anticaduta deve essere mantenuto efficiente secondo le istruzioni fornite dal fabbricante. E si raccomanda di eseguire — un controllo dell’equipaggiamento prima del suo uso, al fine di assicurare che sia efficiente e che funzioni correttamente; — un’ispezione periodica. Riguardo ai dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto possiamo fare specifico riferimento ad una norma: la norma UNI EN 365 [1] (nella versione UNI EN 365:2005 che recepisce la EN 365:2004 e sostituisce la UNI EN 365:1993). Questa norma è la versione ufficiale della norma europea EN 365 e specifica i requisiti generali minimi per istruzioni per uso, manutenzione, ispezione periodica, riparazione, marcatura e imballaggio dei DPI, che includono dispositivi di trattenuta per il corpo, ed altri equipaggiamenti utilizzati congiuntamente ad un dispositivo di trattenuta per il corpo, per prevenire cadute, per accessi, uscite e posizionamento sul lavoro, per arrestare le cadute e per il salvataggio. La norma EN 365 stabilisce dunque che ciascun DPI anticaduta sia sottoposto a regolare manutenzione ed ispezione periodica e, nel caso necessario, siano effettuate le adeguate riparazioni: — manutenzione: serve a mantenere il dispositivo in condizioni di funzionamento sicuro per mezzo di azioni preventive quali pulizia ed adeguato immagazzinamento (EN 365 § 3). Può essere eseguita dall’utilizzatore secondo le istruzioni forni52 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
te con la nota informativa; — ispezione periodica: si intende l’attività da condurre con regolare periodicità (almeno ogni 12 mesi) prevedendo un’approfondita ispezione del DPI per verificare la presenza di difetti. In questo caso l’attività deve essere svolta unicamente da persona competente e nel rispetto delle procedure d’ispezione periodica del fabbricante (EN 365 § 4.4 b-c); — riparazione: attività svolta qualora insorgano dubbi o conclamati malfunzionamenti del DPI, sempre che il DPI sia riparabile. Deve essere svolta unicamente da persona competente per le riparazioni, preventivamente autorizzata dal fabbricante, in conformità alle istruzioni da esso impartite (EN 365 § 4.5)” Concludiamo questa breve rassegna su manutenzione e verifiche dei DPI ricordando che, nel caso dei DPI anticaduta, come richiesto dalla EN 365, la “persona competente dell’ispezione periodica” norma EN 365 § 3 “termini e definizioni” – è la “persona a conoscenza dei requisiti correnti di ispezione periodica, delle raccomandazioni e delle istruzioni emesse dal fabbricante applicabili al componente, al sottosistema o al sistema pertinente. La norma stessa indica nelle note che questa persona dovrebbe: — essere in grado di identificare e valutare l’entità dei difetti; — avviare l’azione correttiva da intraprendere; — avere la capacità e le risorse per fare ciò. Inoltre può essere necessario un addestramento rivolto alla persona competente da parte del fabbricante o del suo rappresentante autorizzato su DPI specifici o altro equipaggiamento, per esempio a causa della loro complessità o innovazione o dove sia fondamentale avere nozioni tecniche per lo smantellamento, il riassemblaggio o la valutazione di un DPI o di un altro equipaggiamento e può essere necessario prevedere un aggiornamento di tale addestramento a causa di modifiche e miglioramenti. Infine una persona può essere competente per eseguire le ispezioni periodiche su un particolare modello di DPI o altro equipaggiamento o essere competente per ispezionare diversi modelli. Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro - Buone Prassi -Documento approvato nella seduta del 27 novembre 2013 – Impresa Sicura ■ La Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul ha approvato nella seduta del 27 novembre 2013 un documento che evidenzia gli obblighi delle imprese, è consultabile all’indirizzo http://ow.ly/LwuZM.
Parchi avventura
Lasciateli giocare In italiano il libro di Peter Gray
Da tempo i soci di Parchi Avventura Italiani hanno avviato una riflessione sulla valenza pedagogica delle attività proposte nei parchi avventura. È stata infatti avviata una collaborazione con il prof. Guido Bertolino, pedagogista dell’Università della Val d’Aosta, per uno studio sugli aspetti educativo del gioco all’aria aperta. Per questo riportiamo un articolo di Alessandro Gogna, che presenta un pezzo del pedagogista Peter Grey. Il suo libro, dal titolo “Lasciateli giocare” è disponibile da questo mese in italiano, edito da Einaudi ed acquistabile online, tra l’altro, su Amazon e Ibs. 54 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
“
L
asciateli giocare” è il titolo di un bellissimo articolo pubblicato su «Internazionale» n° 1031/13 (vedi http://ow.ly/ LkXxZ), a firma di Peter Gray, uno psicologo evoluzionista e ricercatore del Boston college. Partendo dall’osservazione che oggi i bambini hanno sempre meno tempo per giocare tra di loro, più che altro perché sia la vita a scuola che quella del tempo libero in realtà sono sempre più organizzate dagli adulti, Grey arriva a concludere che solo giocando i bambini possano raggiungere quelle capacità “sociali” che gli serviranno da grandi. Grey insiste sull’ascolto degli altri, sulla creatività, sulla gestione delle emozioni e sull’affrontare i pericoli. All’inizio del secolo il lavoro minorile era diminuito, quindi i bambini avevano più tempo libero. Howard Chudacoff definisce la prima metà del novecento “l’epoca d’oro” dei giochi infantili. Poco a poco però, a partire dagli anni sessanta, gli adulti li hanno privati di quella libertà aumentando il tempo dedicato allo studio ma, soprattutto, riducendo il tempo in cui possono giocare da soli, anche quando non sono a scuola e non devono fare i compiti. Gli sport organizzati dagli adulti hanno cominciato a sostituire quelli improvvisati e le attività extrascolastiche hanno preso il posto degli hobby. finoltre, le paure degli adulti hanno spinto sempre più genitori a proibire ai figli di uscire da soli a giocare con gli altri ragazzi. Contemporaneamente, sempre in riferimento agli USA, sono aumentati a dismisura ansia e depressione infantili. E, nello stesso arco di tempo, la percentuale di suicidi tra i giovani tra i 15 e i 24 anni è più che raddoppiata, e quella tra i ragazzi con meno di quindici anni è quadruplicata. Le minori opportunità di gioco sono state accompagnate da una diminuzione dell’empatia e da un aumento del narcisismo. Per empatia s’intende la capacità e la tendenza a vedere le cose dal punto di vista di un’altra persona e a capire quello che prova; per narcisismo un’eccessiva concezione di sé accompagnata dal disinteresse per gli altri e dall’incapacità di stabilire rapporti emotivi. I bambini non possono acquisire queste competenze sociali e questi valori a scuola, perché l’ambiente scolastico è autoritario e non democratico. Poi
Parchi avventura Gray osserva: Tutti i piccoli dei mammiferi giocano. Perché sprecano energie e corrono dei rischi per giocare, quando potrebbero starsene tranquilli e al sicuro nella loro tana? Il filosofo e naturalista tedesco Karl Groos. In un libro intitolato Die Spiele der Tiere (I giochi degli animali, 1896), Groos sosteneva che il gioco è nato per selezione naturale come mezzo per permettere agli animali di esercitare le abilità necessarie a sopravvivere e riprodursi.In effetti è vero che gli animali giovani giocano più di quelli adulti (hanno più da imparare). Lo stesso Groos pubblicò un secondo libro, Die Spiele der Menschen (I giochi degli uomini, 1899), in cui estendeva le sue intuizioni agli esseri umani e osservava che, avendo molto più da imparare, sono la specie che gioca di più. Secondo Groos, negli esseri umani la selezione naturale ha favorito una forte tendenza dei bambini a osservare le attività degli adulti e a inserirle nei loro giochi. A questo punto Gray inserisce il concetto di cacciatore-raccoglitore. Prima dello sviluppo dell’agricoltura, circa diecimila anni fa, eravamo tutti cacciatori-raccoglitori. I popoli che ancora oggi si basano su questa qualità non hanno niente che somigli alla nostra scuola. Gli adulti pensano che i bambini imparino osservando, esplorando e giocando, e quindi gli concedono un tempo illimitato per farlo. “I maschi giocavano a inseguirsi e a cacciare, e sia i maschi sia le femmine giocavano a cercare e raccogliere radici commestibili. Si arrampicavano sugli alberi, cucinavano, costruivano capanne e altri oggetti importanti per la loro cultura, come le canoe scavate nei tronchi. Giocavano a discutere tra loro, a volte imitando i grandi o provando a ragionare meglio di quanto avessero fatto gli adulti la sera prima intorno al fuoco. Ballavano e cantavano le canzoni tradizionali, ma ne inventavano anche di nuove. Fabbricavano e suonavano strumenti musicali simili a quelli degli adulti del loro gruppo. Perino i bambini piccoli giocavano con oggetti pericolosi come i coltelli e il fuoco, e gli adulti glielo permettevano perché “altrimenti come avrebbero fatto a imparare a usarli?”. In un’altra ricerca Gray ha studiato il modo in cui imparano i bambini in una scuola alternativa, la Sudbury valley school, Massachusetts. Gli studenti, che vanno www.anesv.it
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Parchi avventura dai quattro ai diciannove anni, sono liberi di fare ciò che vogliono per tutto il giorno a condizione che rispettino tutte le regole dell’istituto. Agli occhi della maggior parte delle persone sembra una follia. Come fanno gli alunni a imparare? Eppure la scuola esiste da 45 anni e l’hanno frequentata centinaia di studenti che nel mondo reale se la cavano benissimo, non perché la scuola gli abbia insegnato qualcosa, ma perché gli ha permesso d’imparare quello che volevano. “Mentre giocano, gli studenti di questa scuola imparano a leggere, a far di conto e a usare i computer con lo stesso festoso entusiasmo con cui i bambini cacciatori-raccoglitori imparano a cacciare e a raccogliere”. Non pensano di apprendere: pensano solo che stanno giocando o “facendo delle cose”, ma nel frattempo imparano. I bambini imparano ad assumersi la responsabilità di se stessi e della comunità, capiscono che la vita è divertente, perfino (o forse soprattutto) quando ti impone di fare qualcosa di difficile. Insomma, la scuola cerca di sfruttare al massimo le capacità dei bambini di autoeducarsi. Ci sono tutte le opportunità di giocare con gli strumenti della cultura e di entrare in contatto con una varietà di adulti attenti
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e preparati, che li aiutano e non li giudicano. E permettono ai bambini di mescolarsi con gli adolescenti (giocando con persone di età diverse s’impara di più che giocando con persone della stessa età). Gray non si aspetta di convincere tutti che da un momento all’altro dovremmo abolire le scuole così come sono ora e sostituirle con centri dov’è possibile esplorare e giocare liberamente. Ma spera di convincere parecchie persone che giocare fuori dalla scuola è importante. Per ciò che riguarda la creatività, Gray c’informa sui cosiddetti Torrance tests of creative thinking (TTCT), riportati da campioni normativi di studenti statunitensi dall’asilo all’ultima classe delle superiori (17-18 anni) negli ultimi decenni. Secondo Kyung-hee Kim, una psicologa dell’educazione del College of William and Mary in Virginia, i dati indicano che “i ragazzi esternano meno le loro emozioni, sono meno energici, meno loquaci e in grado di esprimersi oralmente, meno spiritosi, meno fantasiosi, meno anticonformisti, meno vivaci e appassionati, meno intuitivi, meno capaci di collegare tra loro cose apparentemente non pertinenti, di sintetizzare e di vedere le cose da un’angolatura diversa”. Secondo questa ricerca, c’è stato un calo di tutti gli aspetti della creatività, ma soprattutto
Parchi avventura di un parametro chiamato “elaborazione creativa” che valuta la capacità di prendere una particolare idea e di svilupparla in modo nuovo e interessante. Tra il 1984 e il 2008 il punteggio medio sull’elaborazione riportato nei TTCT, a tutti i livelli di età, è sceso in modo drastico: cioè nel 2008 oltre l’85 per cento dei ragazzi ha riportato un punteggio più basso della media del 1984. Albert Einstein, che a quanto sembra odiava la scuola, chiamava le sue scoperte nel campo della fisica teorica e della matematica “giochi combinatori”. Probabilmente incentivare la creatività premiando le persone o stimolando la competitività ottiene l’effetto opposto: è difficile essere creativi quando si è preoccupati del giudizio altrui. A scuola le attività dei bambini sono continuamente giudicate: per questo è il posto meno adatto per esercitare la creatività. Oggi i bambini sono così occupati a fare i compiti o sono così impegnati in altre attività decise dagli adulti che di rado hanno il tempo o l’opportunità di scoprire e d’immergersi completamente in attività che li divertono sul serio e gli insegnano a stare in gruppo. Il gioco di gruppo implica una serie di contrattazioni e compromessi. Se Gina è una prepotente che vuole stabilire le regole e ordinare agli altri cosa devono fare, i compagni la lasceranno sola e andranno a giocare da un’altra parte. Questo sarà un incentivo a fare più attenzione agli altri la prossima volta. Ma anche i compagni che se ne sono andati hanno imparato qualcosa: se vogliono giocare con Gina, perché ha alcune qualità che apprezzano, in futuro dovranno essere più chiari nell’esprimere i loro desideri così lei non cercherà di stabilire le regole e guastare il divertimento a tutti. La regola aurea del gioco di gruppo non è “non fare agli altri quello che non vorresti facessero a te”, ma “fai agli altri quello che vorrebbero che tu facessi a loro”. Per questo bisogna mettersi nei panni altrui e vedere le cose dal loro punto di vista. Nei giochi di gruppo i bambini lo fanno sempre. Nel gioco l’uguaglianza non significa uniformità, ma rispetto delle differenze e attribuzione della stessa importanza ai bisogni e ai desideri di tutti. Gli antropologi sostengono che, nei gruppi di cacciatori- raccoglitori, la prevaricazione e la prepotenza quasi non esistono. In effetti le loro società vengono spesso definite egualitarie: i gruppi non hanno né capi né una struttura gerarchica, condividono tutto, collaborano tra loro per sopravvivere e prendono le decisioni che riguardano la comunità dopo lunghe discussioni per raggiungere un accordo. “Il gioco insegna le abilità sociali senza cui la vita sarebbe insopportabile. Ma insegna anche a controllare emozioni negative forti, come la paura e la
rabbia. Gli etologi che studiano i giochi degli animali sostengono che uno dei loro scopi principali è aiutare i piccoli a gestire emotivamente (oltre che fisicamente) le situazioni di emergenza. Quando giocano, i giovani mammiferi di molte specie si mettono più volte e di proposito in situazioni moderatamente pericolose. A seconda della specie, balzano in aria in modo goffo per rendere difficile l’atterraggio, corrono lungo il bordo dei precipizi, saltano da un ramo all’altro a un’altezza tale che, se cadessero, si farebbero male o giocano alla lotta in modo da mettersi a turno in una posizione di svantaggio alla quale devono sottrarsi”. E qui arriviamo al tema educativo sicurezza-rischio. “Anche i bambini, quando sono liberi, fanno la stessa cosa, facendo innervosire le mamme. Si drogano di paura fino a raggiungere la dose più alta che riescono a tollerare e imparano a gestirla. Questo tipo di giochi dev’essere spontaneo e non incoraggiato da una figura che ha l’autorità. È crudele costringere i bambini a provare paure alle quali non sono preparati, come fanno gli insegnanti di educazione fisica quando chiedono a tutti gli alunni di una classe di arrampicarsi su una pertica o di saltare il cavallo. Così possono provocare panico, imbarazzo e vergogna, sentimenti che riducono la tolleranza alla paura. Giocando i bambini sperimentano anche la rabbia, che può nascere da una spinta accidentale o voluta, da una presa in giro o dal non aver avuto la meglio in una discussione. Ma chi vuole continuare a giocare sa che deve controllare la rabbia e usarla in modo costruttivo. Gli scatti d’ira possono funzionare con i genitori, ma non con i compagni. È dimostrato che anche i giovani di altre specie imparano a controllare la rabbia e l’aggressività con i giochi di gruppo. Quando giocano, i bambini decidono e risolvono i problemi da soli: negli ambienti controllati dagli adulti sono deboli e vulnerabili; nel gioco sono forti e potenti. Il mondo dei giochi è la palestra per imparare a diventare adulti. Per un bambino giocare significa provare a essere controllato e responsabile. Togliendo il gioco, priviamo i bambini della possibilità di esercitarsi a essere adulti e creiamo persone che per tutta la vita si sentiranno vittime e dipendenti, con la sensazione di un’autorità che gli dice cosa fare e risolve i problemi al posto loro”. Non è un modo sano di vivere. ■ Alessandro Gogna è alpinista di fama internazionale, storico dell’alpinismo, guida alpina e opinion maker su temi turistico-ambientali della montagna. Promotore del l’edizione italiana del BANFF Mountain Film Festival ( http://www.banff.it). www.anesv.it
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Questa storia dei “giostrai”, Bisogna parlarne… Alcune trasmissioni televisive, in particolare Quinta Colonna, in questo periodo si è occupata di nomadismo, di campi Rom, di tragici fatti di cronaca che hanno coinvolto sedicenti “giostrai”. di Maurizio Crisanti
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n larga parte della categoria dello spettacolo viaggiante è sempre più forte il disagio, nella convinzione che giornalisti, ed opinione pubblica, facciano grande confusione tra il mondo del nomadismo e gli esercenti dello spettacolo viaggiante, itinerante o fisso che sia. Nei fatti più recenti, avvenuti nel Nord Est del Paese, qualche contiguità dei criminali con famiglie nelle quali operano esercenti, è innegabile. Che poi queste persone siano realmente titolari di licenze, non è certo. E’ però sicuro che lo spettacolo viaggiante sia esercitato anche da alcune famiglie di Sinti - in numero non così elevato come lasciano intendere i siti delle Associazioni che “assistono” il settore, assistendo soprattutto se stesse - la maggior parte delle quali è pienamente integrata nella Categoria, sviluppando parentele con tante famiglie di esercenti. Esiste poi una fascia di persone, che dello spettacolo viaggiante fa un’attività residuale, con le attrazioni quasi sempre “cariche” sui rimorchi, le licenze non aggiornate, fino all’avere la residenza in un campo no58 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
madi che, salvo qualche eccezione, non è proprio il luogo dove abitano usualmente piccoli o medi imprenditori, bensì la soluzione – per molti aspetti non accettabile – ad una situazione di evidente disagio sociale. Su Facebook sono tanti i “gruppi” nei quali migliaia di esercenti si scambiano idee sull’immagine della Categoria, indubbiamente colpita per il troppo frequente utilizzo del termine “giostraio”, al posto di “zingaro” o “nomade”, che vengono ritenuti politicamente scorretti, benché sia comunemente usato anche da Papa Francesco. Infatti, è più facile definire tutti “giostrai”, piuttosto che utilizzare termini, come Rom e Sinti, che innegabilmente fanno riferimento ad un’etnia, con il rischio di essere tacciati di razzismo. Cosa fare? Certamente porsi nella verità del problema, chiamando le cose con il proprio nome: esistono gli imprenditori, a prescindere dalle loro provenienze, e ci sono coloro che vivono di altro. Accade in tutte le categorie, tra i politici e anche nelle forze di polizia. Sono casi numericamente non rilevanti, ma di grande presa mediatica. E’ necessario recuperare l’immagine della attività di spettacolo viaggiante. Lo abbiamo segnalato al Ministero per i beni e le attività culturali, promuovendo una grande campagna di informazione e marketing, sulla scorta di quella realizzata con il sostegno pubblico negli anni ’80, dal claim “Vieni al Luna Park, un’avventura senza età”, i cui effetti furono positivi a livello di immagine, oltre a strumenti online ed abbondante uso dei social network. Se la legge 337/1968 riconosce l’impegno dello Stato a sostenere il settore, mai come in questo momento c’è bisogno di
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fare informazione, forse anche più che di contributi alle singole imprese. Al Ministero dell’interno abbiamo chiesto maggiore attenzione nella elaborazione dei comunicati stampa delle Forze dell’ordine, usando la parola “giostraio” - se è proprio necessario - solo quando sia certa l’attività degli arrestati. A prescindere dal prendere parte a trasmissioni televisive “urlate” – Quinta Colonna è vista mediamente dal 6,7% degli spettatori della serata nelle quali anche il mondo dei Rom viene alla fine ridicolizzato, è necessario anche un forte impegno con le istituzioni – e la domanda dell’ANESV per il riconoscimento del luna park come patrimonio immateriale dell’umanità all’UNESCO va proprio in questa direzione. C’è bisogno di unità tra gli esercenti, di recuperare i valori alla base della vita delle famiglie dello spettacolo viaggiante, perché della propria esistenza bisogna farne qualcosa di bello, che dia felicità a noi e a chi ci sta intorno, mentre di fronte ai gravi episodi di cronaca nera alcuni esercenti – pochi - commentano “ognuno della sua vita fa ciò che vuole” rinunciando a giudicare, a chiamare cioè le cose con il loro
nome, prendendo le distanze da certi comportamenti . Lo Spettacolo viaggiante è composto da esercenti, imprenditori che vivono dei proventi del loro faticoso lavoro, per portare la festa nelle varie località, “uomini che hanno come mestiere di offrire un poco di felicità”, secondo le parole di San Giovanni Paolo II. Di questo tema bisogna parlare, recuperando l’unità. L’esercente itinerante è per sua natura uno spirito libero, ed ama la propria indipendenza. Questo è però il momento di tornare a far qualcosa insieme, individuando i migliori, che possano mettersi al servizio di tutti, nell’interesse delle generazioni che verranno. Infine ricordo che lo spettacolo viaggiante è a contatto con la gente, e molti esercenti sono anche ottimi comunicatori. È necessario lavorare con sempre maggiore professionalità, perché il nostro pubblico sa certamente analizzare persone e contesti, ed apprezzerà un prodotto di qualità, offerto da persone comunicative. Avrà quindi difficoltà a fare confusione tra valenti imprenditori e situazioni ben diverse, anche se “itineranti”. Gli esercenti sono i migliori ambasciatori di loro stessi, e della Categoria. ■
Lecco: quando sui giornali si finisce per belle iniziative
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olti lettori conoscono le difficoltà sorte a Lecco, in occasione dell’arrivo del luna park. Una antica questione tra Comune e locale Comando dei Vigili del Fuoco ha privato gli esercenti dell’area. Si è passati all’attacco, ed il 25 marzo una manifestazione organizzata con i camion ha sbloccato la situazione. Certo, gli esercenti hanno lavorato solo una delle tre settimane tradizionalmente occupate dal luna park. Ma la manifestazione è un valido esempio che conferma come una Categoria unita può raggiungere traguardi insperati. Non è vero che tutta la stampa e la televisione è contro lo spettacolo viaggiante: anche nello scorso numero della rivista abbiamo segnalato esempi positivi. Quando c’è la notizia, positiva o negativa che sia, i media rispondono! ■ www.anesv.it
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fuoricampo
Modello 231:
la responsabilità degli amministratori Dal 2001 nell’ordinamento italiano è prevista la responsabilità delle aziende per reati posti in essere da amministratori, dirigenti e dipendenti nell’interesse o a vantaggio dell’azienda stessa. La norma prevede l’esclusione o limitazione della responsabilità nel caso in cui l’azienda si sia dotata di uno specifico modello organizzativo che, pur non obbligatorio, costituisce un valido strumento per prevenire effetti molto gravi. I reati sui quali grava la responsabilità sono di carattere amministrativo e societario (corruzione, false comunicazioni sociali ecc.), ambientale, giuslavoristico (impiego di lavoratori non regolari ecc.). Abbiamo chiesto a Davide Grasso di CIERM di spiegare cosa si intende per “Modello 231”. Comprendere le caratteristiche del Mod. 231 è fondamentale per ogni imprenditore. Averlo infatti è importante, non averlo può essere molto dannoso. Il D.Lgs. n. 231/2001 ha introdotto nel nostro ordinamento il principio della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per i reati commessi dagli Amministratori e dalle figure apicali nell’interesse o a vantaggio dell’impresa. Il Decreto 231 introduce, pertanto, la nuova “responsabilità amministrativa”, assai simile a quella penale della persona fisica, a carico dell’ente (che starà in giudizio attraverso il legale rappresentante, o altro procuratore se il primo è sotto processo per il reato 231) che va ad aggiungersi a quella tradizionale della persona fisica che ha commesso o tentato il reato. Tale responsabilità peraltro estende i propri pesantissimi effetti sul patrimonio dell’Ente, degli 60 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
Amministratori e, indirettamente, sugli interessi economici dei soci. Come si è detto si rischia di subire, in caso di mancata adozione del Modello 231, sanzioni molto gravi. Le principali sono: iscrizione dell’ente e degli amministratori nel Registro degli indagati; applicazione già in fase di semplice avvio delle indagini e quindi ben prima dell’accertamento della responsabilità, delle pesanti sanzioni economiche che possono arrivare sino a 1,5 milioni di euro in capo alla società, 1,5 milioni di euro personalmente in capo agli amministratori, il blocco delle attività, la perdita dei contributi e/o finanziamenti, il divieto di pubblicità; commissariamento della società e, nei casi più gravi il Magistrato può arrivare fino alla confisca. Non basta, oltre tutto ciò l’amministratore può vedersi personalmente condannato al risarcimento dei danni cagionati ai soci, fornitori, banche e dipendenti per non aver adottato il Mod. 231/01 (Trib. Milano Sent. 1774/08) A questo punto non resta che chiedersi cosa può fare l’amministratore per tutelarsi da tutto ciò? La risposta la fornisce lo stesso Legislatore che ha espressamente previsto, con il decreto in oggetto, la possibilità per l’Ente di andare esente, cioè di non risponde dei reati commessi dai propri dipendenti se prova di aver adottato il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo 231, di averlo attuato efficacemente e di aver nominato un Organismo di Vigilanza (“OdV”). ■
CIERM srls
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ertification Institute Enterprise Risk Management (di seguito il “CIERM”) nasce nel 2012 dall’esperienza di professionisti per l’advising giuridico ed economico a soggetti privati ed organismi di diritto pubblico, con particolare riguardo alle aree del GRC (Governance, Risk Management e Compliance). Il C.I.E.R.M si occupa di assicurare la conformità delle attività aziendali alle disposizioni normative, ai regolamenti, alle procedure ed ai codici di condotta. (www.cierm.it) ■
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Arriva Opera per gestire il log book delle attrazioni con una app
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estire i documenti di una o più attrazioni: è un obbligo, quello di tenere aggiornato il “libretto dell’attività”, così come i documenti tecnici, la registrazione delle manutenzioni e degli interventi, che riguarda i gestori di una singola attrazione da luna park, fino ai grandi parchi di divertimento. Tutto è fattibile, ovviamente, utilizzando carta, penna e raccoglitori per documenti. Questo è il sistema più usato nel settore, tuttavia non è certamente il più efficiente. Spesso si trascura di riportare sul Log book collaudi, interventi e manutenzioni, con il risultato che le Commissioni di vigilanza più avvedute possono – correttamente – negare l’agibilità. Senza pensare poi alle conseguenze nel caso in cui la documentazione dell’attrazione sia richiesta da un magistrato. Un nuovo sistema, completamente digitale, è stato presentato da Remorides, azienda mantovana il cui co fondatore è l’ing. Marco Begotti, il cui cognome è ben noto nel settore. Il prodotto realizzato da Remorides si chiama Opera (www.remorides.com). il progetto, realizzato collaborando con i responsabili tecnici di parchi di divertimento, che hanno segnalato le esigenze del settore, funziona sul web, ed è accessibile quindi da computer, tablet e smartphone. In questo modo i manutentori ed i professionisti all’interno dei parchi possono consultare sempre, ed in tempo reale, la documentazione tecnica di ogni attrazione, registrare i propri interventi e richiedere ricambi. Opera permette di pianificare il lavoro delle squadre di manutenzione, calen62 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
darizzando le ispezioni. È presente una check list che i manutentori possono compilare quotidianamente o secondo la periodicità indicata dal costruttore o dal direttore tecnico del p a r c o , effettuando addirittura fotografie degli interventi di controllo o manutenzione effettuati, a garanzia che siano effettivamente stati eseguiti e per completezza di documentazione. Inoltre il sistema include un valido sistema di messaggistica tra i tecnici del parco e può essere collegato ai sensori e PLC delle attrazioni che ne siano dotate, registrando allarmi e dati quali temperatura e velocità di ogni attrazione. Il software è modulare, e può essere utilizzato in un grande parco di divertimento così come su un’attrazione viaggiante. In questo caso Opera permette agli esercenti di inserire i documenti tecnici digitalizzati (log book, manuali, schemi elettrici e meccanici, collaudi ecc.) e di registrare gli interventi di manutenzione in tempo reale. In questo modo i documenti saranno sempre aggiornati e potranno essere esibiti a chiunque dal proprio dispositivo mobile, e consultati secondo necessità, anche solo per vedere uno schema elettrico o uno schema “esploso” di un componente meccanico. Chi fa parte di Commissioni di vigilanza sa bene quanto sia difficile trovare gestori che aggiornino costantemente la documentazione. Opera permette di farlo in modo diretto, conservando nella sua memoria virtuale tutto ciò che riguarda l’attrazione e semplificando le procedure. (M.C.) ■
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UNA SERATA DA PAURA
In pista, da sinistra verso destra Fabio Mannello, Luana Caroli, Antonello Volpi, Antonio Buccioni e Roberto Dell’Acqua.
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a paura! Così è stato definito lo show “Infierno” proposto dalla Famiglia Zoppis, proprietaria del Circo degli orrori. Simpaticamente “da paura”, con attinenza agli orrori ma nell’accezione di iperbole, molto in uso tra i giovani, soprattutto romani, per definire ciò che è bellissimo, da meraviglia. Un’espressione ripresa da una targa che Antonello Volpi, Presidente della Sez. ANESV-Sez. LazioAbruzzo e Molise, anche per ringraziare dell’ospitalità, ha consegnato alla Zoppis Productions, a ricordo di una serata – quella di venerdì 17 aprile 2014 – che molti nostri associati di Roma hanno Da sinistra verso destra Zoppis, trascorso sotto lo chapiteau del Circo degli orroRoberto Dell’Acqua, Antonio Buccioni, Luana Caroli, Antonello ri, assistendo al citato spettacolo “Infierno”. Uno Volpi e Fabio Mannello. spettacolo gentilmente offerto all’ANESV per iniziativa dell’amico e Consigliere Roberto Dell’Acqua che lo ha organizzato. Uno show veramente d’eccellenza, capace di regalare emozioni forti e che ha messo in luce tutte le grandi qualità professionali degli Artisti. Un’insieme di mirabolanti esibizioni, senza soluzione di continuità, sia classiche, rivisitate ed attualizzate, che di assoluta novità. Al termine dello spettacolo, tutti gli Associati in pista per le fotografie con gli Artisti ed i componenti della Famiglia Zoppis e per la consegna della targa ricordo. Qui di séguito la dedica, in alcune parti volutamente “spiritosa”, annotata sulla targa: Alla “Zoppis Productions” in ricordo della “terrificante” serata, di venerdì 17, trascorsa assistendo allo show “INFIERNO”. Uno spettacolo “da paura”, veramente, che si impone nel panorama del Circo mondiale per assoluta novità e quale espressione di professionalità ed immensa capacità di tutte le componenti. Un successo! Con stima e gratitudine. Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti Sez. Lazio. Alla serata, veramente indimenticabile, ha partecipato anche Antonio Buccioni, Presidente dell’Ente Nazionale Circhi. Ancora grazie! ■
Sarà proprio “Mobilegeddon” il 21 aprile? Certo una controllatine al proprio sito…
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obilegeddon? È un termine coniato da Armageddon (il luogo biblico dove avverrà la battaglia finale tra Bene e Male) dopo il recente annuncio di Google che informa “A partire dal 21 aprile espanderemo l’utilizzo dell’ottimizzazione per dispositivi mobili come segnale di posizionamento. Questo cambiamento avrà effetti sulle ricerche da mobile in tutto il mondo e in tutte le lingue e avrà un significativo impatto nei nostri risultati di ricerca. Di conseguenza gli utenti troveranno più facile ottenere risultati di ricerca rilevanti e di alta qualità ottimizzati per i propri dispositivi”. Già nello scorso numero di questa rivista abbiamo evidenziato che una percentuale rilevante di siti dei nostri Associati non è ancora ottimizzato per dispositivi mobili. Dal 21 aprile i siti non ottimizzati saranno penalizzati nella SERP (la “lista” dei risultati di una ricerca) di Google. In sostanza i siti non concepiti per essere consultati da computer e da tablet e smartphone perderanno le posizioni faticosamente raggiunte. Abbiamo già spiegato cosa fare: innanzi tutto verificare se il sito è ottimizzato (attraverso un tool facile da usare all’indirizzo http://www.google.com/webmasters/tools/mobile-friendly/) e in caso di problemi chiedere al webmaster di aggiornare il sito con un tema “responsive” o creando una versione mobile della nostra presenza sul web. Può infatti accadere che, a seguito della penalizzazione, da fine aprile chi cercasse una struttura del divertimento nella nostra città trovi prima, e in migliore posizione, quella del nostro concorrente. (M.C.) ■ www.anesv.it
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marketing
da oggi è più difficile fare marketing attraverso i post Sarà più difficile usare Facebook per promuovere parchi di divertimento, laser game e parchi giochi. Il social network più diffuso in Italia ha infatti annunciato di voler modificare l’algoritmo che determina ciò che deve apparire sui profili dei singoli utenti.
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a cattiva notizia per chi lo usa per campagne di marketing ed engagement con i propri clienti è che saranno privilegiati nella visualizzazione sui profili i post degli amici, mentre sarà più limitata quella dei post delle pagine seguite, e anche quelli relativi ai “Mi piace” dei propri contatti, penalizzando fortemente la possibilità, per chi pubblica su Facebook con finalità di marketing, di sfruttare la viralità dei “Like”. Una cattiva notizia, che non deve tuttavia indurre qualcuno ad abbandonare il social network. Se non ci sei – ragionano gli esperti – ci sarai lo stesso, perché qualcuno parlerà in ogni caso di te. Poi, non è possibile rinunciare ad esserci come azienda, su un social dotato di un efficace motore di ricerca. Chi si occupa di marketing di un’attività, sa benissimo che deve essere presente laddove i potenziali clienti lo cercano, sia esso il motore di ricerca di Google, o Google Maps, o i principali social network. Annunciata da Facebook anche la penalizzazione del link baiting , cioè della tecnica che cerca di ottenere conversioni, cioè generare traffico o acquisti sul proprio sito, attraverso la pubblicazione di post dai titoli allarmistici – tipo quelli dei siti meteo – o notizie particolarmente curiose. In sostanza, il post di un parco che pubblicasse un titolo accattivante, relativo ad una nuova attrazione o spettacolo, con un link, potrebbe essere reso visibile con minore frequenza rispetto a prima. Altra novità è che, recentemente, alcuni studi 64 Lo spettacolo viaggiante marzo aprile 2015
hanno rilevato che i post contenenti video stanno ottenendo sempre maggiore visibilità rispetto al post con immagini. Da Gennaio scorso, infatti, i video su Facebook vengono visualizzati automaticamente, senza bisogno di cliccare sopra l’immagine statica. Il social non nasconde di voler in questo modo intaccare il predominio di Youtube (Google) per proporsi non solo come social ma anche come piattaforma di content distribution, ossia di diffusione di contenuti di qualità con finalità di marketing. In questo modo viene suggerito alle aziende che non sia più necessario dotarsi di un proprio canale Youtube per condividere contenuti video. Tra gli addetti ai lavori il dibattito sul calcolo delle visualizzazioni delle due piattaforme, uno a richiesta e l’altro automatico, è aperto, ma l’opportunità di inserire video è in ogni caso molto interessante, perché tali contenuti diventano spesso virali. Per concludere, alcuni dati recenti: su base mensile, su Facebook si registrano 1,44 miliardi di utenti attivi, 800 milioni per Whatsapp, 700 milioni per l’app Facebook Groups , 600 milioni usano Messenger e 300 milioni postano su Instagram. ■ (M. C.)
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NECROLOGI il 18 febbraio ci ha lasciato l’amico e collega Luciano Canterini, di 63 anni. Era nato a Savignano sul Rubicone, ma era in Campania dagli anni 60 e nel corso degli anni ha svolto la sua attività con diverse attrazioni. Di carattere allegro, con le sue “ lucianate” era l’animatore delle feste, con la giovialita’ romagnola unita al calore campano. lo ricordiamo cosi’........ ciao Luciano. (un amico). In ricordo di Gianni Niemen. “È passato un anno da quando sei partito… Dovevamo vederci quella sera ma il tuo treno Ë passato a prenderti e io non ho fatto in tempo a salutarti.Doveva andare cosi e cosi Ë stato.Manchi papà… a tutti …e tanto. Ognuno è libero di pensare immaginare quello che vuole.....anch io ho questa libertà.Ti vedo papà, finalmente sereno.sei seduto sullo sdraio, la sigaretta in mano, lo stuzzicadente in bocca e l immancabile cappellino in testa Circondato da tutte le persone che ti hanno voluto bene. C’è la nonna che corre avanti e indietro, lo zio Lino che racconta barzellette la zia Carmen e tanti altri che sarebbe troppo lungo elencarli tutti. Non ti ricordo mai con tristezza ma sempre con il sorriso lo stesso che hai cercato di averetu fino alla fine. Quanta gente papà è venuta a salutarti, c’erano tutti come piaceva a te. I tuoi nipoti le tue sorelle lo zio Bonfiglio. Sei stato ricordato anche come un grande artista del circo. Il tuo CIRCO che non hai mai dimenticato. Ti brillavano gli occhi quando raccontavi le tue avventure con quell ironia che rendeva tutto più leggero. Le tue avventure in Spagna, la tua adorata chitarra che facevi venire i brividi quando cantavi le canzoni in spagolo… PALOMA BLANCA la mia preferita. Potrei scrivere un libro su di te… Dietro un grande uomo dicono ci sia sempre una grande donna… e tu avevi la mamma che non ti ha abbandonato un solo minuto dal giorno del vostro SI… Mi piace ricordarti parlare di te… e mi piace quando incontro chi ti Ë stato amico e mi racconta cose di te… avrei ancora tanto da dire ma credo sia meglio finire cosi… ti arrivi papà fino lassù un abbraccio forte dai tuoi figli la mamma e dai tuoi adorati nipoti… arrivederci papà ...tua figlia. È mancata prematuramente Luigina Girardi in Muzi, moglie di Guido Muz, stimato consulente assicurativo, molto noto nel settore. Ai lui ed ai congiunti giungano sentite condoglianze dai Soci ANESV.
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