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Editoriale
di Ferdinando Uga • Presidente dell’Anesv
La svolta necessaria: nasce l’Unione dello Spettacolo
Viaggiante
Il tempo delle battaglie solitarie è finito. Se c’è una lezione che gli ul timi anni — segnati da crisi globali e trasformazioni repentine — ci hanno lasciato, è che nessuno si salva da solo. Lo spettacolo viaggiante vive oggi una rivoluzione profonda: siamo chiamati a confrontarci con una burocrazia sempre più asfissiante, con normative di sicurezza stringenti e con una diffidenza istituzionale che, seppur attenuata, fatica a scomparire.
Per troppo tempo abbiamo agito in ordine sparso. Ci siamo mossi seguendo intuizioni personali o legami locali, spesso guardando al nostro particolare e perdendo di vista l’orizzonte della categoria. È un lusso che non possiamo più permetterci. Per questo, ANESV AGIS, SNISV CISL, SNAV CGIL e ANSVA CONFESERCENTI hanno scelto di siglare un patto storico: l’Unione dello Spettacolo Viaggiante.
Non è una fusione a freddo, ma un’alleanza strategica. Vogliamo presentarci ai tavoli che contano — dai Ministeri ai Comuni — come un unico interlocutore. Il nostro non è un settore marginale: è un’industria creativa che tiene vive le piazze d’Italia, un simbolo del “saper fare” nazionale che persino il Presidente Mattarella ha voluto elogiare. Ma i complimenti non bastano se non si traducono in semplificazioni amministrative, in sostegni economici certi e in un aggiornamento delle leggi che riconosca finalmente la nostra capacità produttiva.
Un nuovo codice etico
Questa unione porta con sé un impegno morale forte. Abbiamo deciso di mettere da parte i personalismi e i conflitti di interesse che in passato hanno rallentato la nostra crescita. Rappresentare la categoria oggi significa anteporre il bene collettivo al tornaconto del singolo. Per questo abbiamo stabilito regole chiare: un tavolo di lavoro permanente, una comunicazione unitaria e delegazioni che parlino a nome di tutti, senza zone d’ombra.
L’obiettivo è la filiera
Vogliamo essere il ponte tra chi decide (la politica) e chi lavora (le imprese). Ma vogliamo fare di più: vogliamo coinvolgere i costruttori, i tecnici, gli ingegneri. Solo mettendo insieme l’intera filiera avremo quel potere contrattuale che oggi ci manca. Dalla gestione del Fondo Nazionale dello Spettacolo dal Vivo alla riforma del Decreto del 2007, le sfide sono enormi e richiedono competenza e compattezza.
Questo accordo che si sviluppa in un progetto e aperto al dibattito — non c’è la rinuncia all’identità di ciascuna sigla, ma la consapevolezza che camminare fianco a fianco sia l’unico modo per non restare indietro. È un manifesto di idee, un percorso nuovo che deve vederci tutti protagonisti nello sviluppo di un unico programma solido strutturato. Lo spettacolo deve continuare, è vero. Ma da oggi, per la prima volta, continuerà con una voce sola.
Sommario • #3-4 mar. • apr. 2026
ANESV informa
08 La Circolare Ministeriale del 07 Novembre 2025: una svolta per le aree dello Spettacolo Viaggiante
14 Made In Italy. Lo Spettacolo Viaggiante entra nell’Albo delle Imprese Culturali e Creative: guida completa all’iscrizione
22 Spettacolo viaggiante e cultura in Campania: ANESV incontra il nuovo Assessore Ninni Cutaia
24 «Dobbiamo renderle visibili a livello nazionale». De Carlo in visita al Distretto della Giostra e alle eccellenze del Polesine
EVENTI
30 FEEXPO 2026: quando il gioco supera i confini
42 Il Luna Park di Capua. Solidarietà in Piazza d’Armi e il valore sociale dello Spettacolo Viaggiante
Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 565/1996
Rivista bimestrale. Sped. Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Roma
Questo prodotto è realizzato con materia prima da foreste gestite in maniera sostenibile e da fonti controllate.
Direttore responsabile
Ferdinando Uga
Vicedirettore
Antonello Volpi
PARCHI di divertimento
46 Quando il go-kart non è “attività pericolosa”: onere probatorio e prova liberatoria nella responsabilità civile dello spettacolo viaggiante
50 Spettacoli viaggianti e parchi divertimento al centro del turismo campano: la voce di ANESV alla BMT di Napoli
Aziende
e
TECNOLOGIA
54 Quando l’igiene diventa un servizio: la storia di ABIPROM
FUORICAMPO
58 Ritorna La FORMAZIONE. L’importanza della formazione nel settore dello spettacolo viaggiante: il progetto “Divertimento in Sicurezza” di ANESV
62 Sicurezza negli spettacoli pubblici. Dopo la tragedia di Crans-Montana, l’ANESV Puglia e Basilicata promuove un incontro di aggiornamento e confronto tra operatori del settore
63 La Chiesa dei fieranti e dei circensi. Al via il Forum ecumenico europeo della pastorale della “gente del viaggio”
64 Don Valerio Bersano nominato vicedirettore della Fondazione Migrantes
65 Un dono prezioso dal mio amico Giovanni Galiero: il libro “Giuseppe, la luce della mia vita”
Notizie Flash
23 Nuovo sottosegretario al Ministero della Cultura. Nuove nomine al MiC: il saluto di ANESV AGIS a Mazzi e il benvenuto a Cannella
Direzione, amministrazione e pubblicità ANESV–AGIS
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La Circolare Ministeriale del 07 Novembre 2025:
una svolta per le aree dello Spettacolo Viaggiante
Obblighi di pianificazione territoriale e tutele per gli operatori del settore nel rispetto dell’art. 9 L. 337/1968
Le circolari del Ministero dell’Interno del 2024 e 2025 sono il frutto dell’assidua opera di sensibilizzazione svolta dall’Ente Nazionale Circhi, nella persona del Presidente Antonio Buccioni, coadiuvato dal Delegato Rocco Arcuri.
La circolare ministeriale del 07 Novembre 2025 che richiama la circolare del 12 settembre 2024, emanata dal Ministero dell’Interno e indirizzata a tutte le Prefetture del territorio nazionale, rappresenta ancora
una volta una svolta significativa nell’approccio all’attuazione dell’obbligo comunale di compilare e aggiornare l’elenco delle aree destinate alle attività di spettacolo viaggiante, con rilevanti implicazioni per l’intero comparto.
Il Ministero, attraverso tale documento, evidenzia “la necessità di avviare una azione di monitoraggio sull’osservanza della L. 337/1968, sia con rilievo alla predisposione dell’elenco delle aree sulle quail poter installare le attrazioni dello spettacolo viaggiante, sia con rilievo alla emanazione del regolamento comunale che definisca le modalità della concessione delle aree da rendere fruibili agli operatori circensi.
Già con la richiamata circolare del 12 settembre 2024, lo stesso Ministero dell’Interno aveva inteso sollecitare formalmente i Comuni inadempienti all’osservanza dell’art. 9 della legge 18 marzo 1968, n. 337, disponendo la compilazio-
Testo: Avv. Carmela Schmid
ne e il costante aggiornamento dell’elenco delle aree comunali destinate alle installazioni dei circhi, delle attività dello spettacolo viaggiante e dei parchi di divertimento, al fine di garantire la piena operatività di un settore cui la legge attribuisce rilevante funzione sociale e di tutelare la posizione degli operatori titolari di licenze ministeriali rilasciate ai sensi della medesima normativa. Particolare enfasi è riservata al ruolo attivo delle Prefetture, cui viene affidata la vigilanza sull’effettivo adempimento da parte degli enti locali, con specifica attenzione alla tempestività della conclusione dei procedimenti, alla congruità dei termini assegnati agli operatori economici per la programmazione stagionale delle attività e alla corrispondenza sostanziale tra le previsioni normative e la loro concreta applicazione sul territorio”.
Il provvedimento, benché orientato all’obiettivo
condivisibile di assicurare la corretta applicazione di una disposizione normativa vigente da oltre mezzo secolo, solleva questioni interpretative che meritano una riflessione approfondita da parte degli operatori economici del settore.
Le Novità introdotte dalla Circolare Il documento ministeriale introduce un meccanismo di vigilanza rafforzata sull’adempimento degli obblighi comunali, prevedendo il coinvolgimento coordinato delle Prefetture quali soggetti istituzionali incaricati di sollecitare formalmente le amministrazioni locali inerti e di monitorare costantemente l’applicazione dell’art. 9 L. 337/1968.
Tale strategia, coerente con la valorizzazione della funzione sociale attribuita allo spettacolo viaggiante dall’art. 1 della medesima legge, attribuisce all’obbligo comunale di individuazione delle aree una rilevanza istituzionale che in passato è rimasta largamente inattuata. Il Prefetto, operando ai sensi dell’art. 54, comma 9, del TUEL viene investito del compito di assicurare l’effettivo concorso delle amministrazioni comunali all’attuazione degli indirizzi governativi in materia.
Di particolare rilievo è la qualificazione contenuta nel documento, secondo cui l’inadempimento comunale incide su questioni connesse all’ordine pubblico in senso sostanziale: la mancata predisposizione degli elenchi comprime il legittimo esercizio dell’attività economica da parte di operatori muniti di titoli autorizzatori rilasciati dallo Stato, genera incertezza giuridica negli operatori economici e nelle comunità locali, e determina potenziali conflitti tra privati esercenti e pubbliche amministrazioni. Tale impostazione, se da un lato appare allineata ai principi costituzionali di tutela del lavoro e di buon andamento dell’azione amministrativa, dall’altro rappresenta un elemento di novità nell’attribuire alle Prefetture una funzione di controllo attivo prima non esplicitata a livello di prassi amministrativa.
Il Protocollo d’Intesa ANCI-ANESV
Vale la pena ricordare che l’obbligo di individuazione delle aree era stato già oggetto di attenzione da parte dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e dell’ANESV, che avevano sottoscritto uno specifico Protocollo d’In-
tesa per la tutela e lo sviluppo delle attività di spettacolo viaggiante e parchi di divertimento. In tale Protocollo, le parti concordavano espressamente sull’opportunità di segnalare alle Amministrazioni comunali l’obbligo di deliberare in materia di individuazione delle aree disponibili per l’installazione delle attività di spettacolo viaggiante, predisponendo l’elenco previsto dal citato art. 9 della legge n. 337/1968, con l’individuazione delle aree tradizionalmente assegnate agli esercenti e quelle ritenute idonee. Il Protocollo suggeriva altresì che le Amministrazioni privilegiassero l’assegnazione di aree attrezzate e localizzate in zone centrali, al fine di consolidare l’immagine del festeggiamento pubblico come elemento temporaneo ma centrale della vita della città.
La circolare ministeriale del 12 settembre 2024 si inserisce dunque in un quadro di collaborazione istituzionale già delineato, conferendogli forza cogente attraverso l’attivazione della vigilanza prefettizia.
Profili Critici per gli Operatori dello
Spettacolo Viaggiante e dei parchi divertimento
L’inquadramento dell’inadempimento comunale quale materia rilevante per l’ordine pubblico e la tutela del diritto al lavoro, benché giustificato dalla necessità di garantire l’effettivo esercizio di attività economiche autorizzate dallo Stato, si confronta con il principio di proporzionalità dell’azione amministrativa. Gli esercenti dello spettacolo viaggiante si trovano dinanzi a una situazione di evidente contraddizione sistemica: da un lato sono destinatari di titoli abilitanti rilasciati dall’amministrazione centrale in forza della L. 337/1968, dall’altro lato sono frequentemente impossibilitati all’esercizio concreto dell’attività a causa dell’inerzia degli enti locali nell’individuare le aree necessarie. La circolare ministeriale interviene proprio per rimuovere tale incongruenza, affidando alle Prefetture il compito di ripristinare la coerenza tra sistema delle autorizzazioni e sistema delle condizioni materiali per l’esercizio dell’attività. Tuttavia, è necessario segnalare che sull’interpretazione dell’ambito applicativo dell’art. 9 L. 337/1968 si è manifestato un significativo contrasto giurisprudenziale che introduce
elementi di incertezza per gli operatori economici. Il TAR Lazio – Latina, sent. 146/2024, ha ritenuto che l’espressione “aree comunali” debba essere letta come “riferibile indistintamente a tutte le aree rientranti nel territorio del Comune, comprese quelle di appartenenza privata”. Secondo tale interpretazione, anche le superfici private destinate a ospitare spettacoli viaggianti devono essere preventivamente inserite nell’elenco comunale per poterne consentire l’utilizzo.
In senso diametralmente opposto si è pronunciato il Consiglio di Stato, sentenza n. 4203 del 17 aprile 2025, affermando che “l’art. 9 della legge n. 337/1968 (...) si riferisce esclusivamente alle aree di proprietà pubblica e non a quelle private”. La motivazione si fonda sulla lettura sistematica della disposizione, che nei commi successivi al primo fa costante rinvio all’istituto della “concessione” delle aree comunali, presupponendo necessariamente la natura demaniale o patrimoniale pubblica delle stesse.
Inoltre, la strategia coordinata prefigurata dalla circolare ministeriale, per quanto apprezzabile nelle finalità, potrebbe tradursi in un incremento degli oneri amministrativi per gli operatori nei casi in cui i Comuni, sollecitati dalle Prefetture, adottino elenchi caratterizzati da eccessiva selettività o prevedano meccanismi procedimentali complessi per l’inserimento di nuove aree o per l’ottenimento delle autorizzazioni. Il rischio di moltiplicazione dei livelli decisionali (Comune, Prefettura, eventualmente Commissario ad acta) potrebbe comportare dilatazioni temporali incompatibili con le esigenze di un settore caratterizzato da marcata stagionalità e dalla necessità di programmazione anticipata delle attività.
La problematica dei pareri ad altri enti
Un profilo critico di particolare rilevanza attiene alla prassi seguita da alcuni Comuni che, pur avendo individuato le aree e avendole inserite nell’elenco previsto dall’art. 9 L. 337/1968, subordinano il rilascio delle concessioni all’acquisizione di pareri di enti terzi, quali la Soprintendenza ai Beni Culturali e
Ambientali o altri organi preposti alla tutela di interessi pubblici.
Tale prassi, in alcuni casi, determina ritardi significativi o addirittura l’impossibilità concreta di utilizzare aree formalmente disponibili, vanificando l’adempimento dell’obbligo comunale di individuazione. La giurisprudenza ha chiarito che quando i pareri richiesti sono obbligatori ma non vincolanti, il loro mancato rilascio entro i termini di legge consente all’amministrazione procedente di proseguire indipendentemente dall’espressione del parere.
Il rischio di moltiplicazione dei livelli decisionali (Comune, Prefettura, Soprintendenza, eventualmente Commissario ad acta) potrebbe comportare dilatazioni temporali incompatibili con le esigenze di un settore caratterizzato da marcata stagionalità e dalla necessità di programmazione anticipata delle attività.
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Obblighi Comunali e Diritti degli
Operatori
Le criticità testé evidenziate non devono comunque indurre gli operatori dello spettacolo, sia viaggiante che permanente, a rinunciare alla piena applicazione della circolare ministeriale e all’utilizzo degli strumenti giuridici che l’ordinamento mette a loro disposizione. Gli esercenti dovrebbero preliminarmente verificare se il Comune nel cui territorio intendono svolgere l’attività abbia provveduto all’adozione dell’elenco delle aree disponibili ex art. 9 L. 337/1968 e se tale elenco risulti aggiornato nell’ultimo anno solare. È opportuno presentare formale richiesta di accesso agli atti (tramite PEC) per l’acquisizione dell’elenco vigente e dell’eventuale regolamento comunale attuativo. Qualora risulti l’assenza dell’elenco o la mancanza del prescritto aggiornamento annuale, è consigliabile trasmettere diffida formale al
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Comune, richiamando espressamente l’art. 9 L. 337/1968, la circolare ministeriale del 12 settembre 2024.
Di particolare rilevanza è la facoltà di segnalare formalmente l’inadempimento comunale alla Prefettura territorialmente competente, richiamando la circolare ministeriale e sollecitando l’intervento di sollecitazione contemplato dall’art. 54, comma 11, del TUEL. Questo strumento istituzionale costituisce un’innovazione di rilievo rispetto alle prassi precedenti, nelle quali l’operatore economico era vincolato al ricorso esclusivo allo strumento contenzioso.
La giurisprudenza ha inoltre riconosciuto la configurabilità della responsabilità risarcitoria dell’ente locale per la violazione dell’obbligo derivante dall’art. 9 L. 337/1968, sulla base dell’art. 2-bis della L. 241/1990, secondo cui l’inosservanza dolosa o colposa dei termini di conclusione del procedimento determina l’obbligo risarcitorio per il danno ingiusto cagionato.
È illegittimo il provvedimento di diniego dell’autorizzazione all’installazione motivato dalla generica indisponibilità di aree idonee, qualora il Comune non abbia assolto all’obbligo di compilazione dell’elenco o al suo aggiornamento periodico. Il TAR Milano, con la Sentenza n. 2896/2025 del 09.09.2025, ha ritenuto viziato per insufficienza motivazionale il diniego che “si limita ad affermare in modo generico e non circostanziato che nel territorio comunale non vi sarebbero aree disponibili”.
Considerazioni Conclusive
La circolare ministeriale del 7 Novembre 2025 che richiama ampiamente e pedissequamente la circolare del 12 settembre 2024, pur perseguendo l’obiettivo condivisibile di garantire la piena attuazione dell’art. 9 L. 337/1968, evidenzia profili di rilevante novità che potrebbero concretizzarsi in un significativo rafforzamento degli strumenti di tutela a disposizione degli operatori economici del settore dello spettacolo viaggiante.
È auspicabile che l’attuazione delle disposizioni ministeriali avvenga nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza dell’azione amministrativa, evitando derive eccessiva-
mente restrittive che potrebbero compromettere la sostenibilità economica delle imprese. Parallelamente, permane un’area di incertezza interpretativa in ordine all’estensione dell’obbligo alle aree di proprietà privata, con un contrasto tra orientamento giurisprudenziale dei TAR (tesi estensiva) e orientamento del Consiglio di Stato (tesi restrittiva) che necessita di ulteriori chiarimenti giurisprudenziali per il definitivo consolidamento.
Particolare attenzione deve essere rivolta alla problematica dei pareri richiesti ai fini della concessione delle aree. I Comuni non possono utilizzare la richiesta di pareri ad enti terzi quale strumento per vanificare, di fatto, l’adempimento dell’obbligo di individuazione delle aree. Gli operatori devono vigilare affinché i pareri richiesti siano effettivamente previsti dalla normativa applicabile e che, in ogni caso, i relativi procedimenti si concludano nei termini di legge, senza determinare ritardi incompatibili con le esigenze di programmazione stagionale delle attività.
Il comparto dello spettacolo viaggiante, cui la legge n. 337/1968 riconosce espressamente una rilevante funzione sociale, merita un approccio equilibrato che coniughi efficacemente le esigenze di tutela dell’attività economica e del diritto al lavoro costituzionalmente garantito con il rispetto degli obblighi normativi e delle prerogative di pianificazione territoriale spettanti alle amministrazioni locali.
L’auspicio è che le amministrazioni competenti, nell’applicare le nuove direttive ministeriali, tengano nella dovuta considerazione le specificità operative del settore e le legittime aspettative consolidate degli operatori, garantendo un equilibrio corretto tra tutela del diritto al lavoro e corretta pianificazione territoriale. Solo attraverso un dialogo costruttivo tra istituzioni e operatori economici sarà possibile conseguire l’obiettivo comune di assicurare il regolare svolgimento di un’attività che rappresenta una consolidata tradizione del nostro Paese, salvaguardando nel contempo la vitalità di un comparto che contribuisce in misura rilevante all’economia locale e all’offerta culturale e ricreativa del territorio.
Lo Spettacolo Viaggiante entra nell’Albo delle
Imprese Culturali e Creative: guida completa all’iscrizione MADE IN ITALY
Un percorso normativo avviato nel 2023 giunge a compimento con il decreto MIMIT del 6 marzo 2026, che aggiorna l’elenco ufficiale delle attività ammesse. Giostre e attrazioni itineranti ottengono finalmente il riconoscimento istituzionale che meritano. Ecco tutto quello che c’è da sapere, dalle basi normative fino alle domande più frequenti degli operatori.
Èun traguardo storico per il settore delle giostre e dello spettacolo viaggiante: con il decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del 6 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 62 del 16 marzo 2026, viene completato il quadro normativo che consente alle imprese del settore di ottenere la qualifica ufficiale di Impresa Culturale e Creativa (ICC). Un riconoscimento non solo economico, ma anche simbolico: le giostre, per la prima volta in modo esplicito e strutturato, vengono annoverate tra le attività culturali del Paese
Il percorso normativo: cinque provvedimenti in due anni Tutto ha avuto inizio con la Legge 27 dicembre 2023, n. 206 (“Legge Made in Italy”), che all’articolo 25 ha istituito la nuova qualifica di impresa culturale e creativa, e all’articolo 26 ha previsto l’istituzione di un albo dedicato alle ICC di interesse nazionale. Non è la prima volta che la legge italiana ha cercato di inquadrare normativamente le ICC: un primo tentativo era già stato formulato con la legge di bilancio 2018 (L. 205/2017), che aveva introdotto un credito d’imposta per le attività culturali e creative — rimasto però inattuato. Con la Legge Made in Italy si è colmato quel vuoto.
A questa legge quadro sono seguiti cinque provvedimenti attuativi:
Il decreto interministeriale 28 ottobre 2024, n. 402 del Ministro della Cultura, di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy (pubblicato sul sito del Ministero della Cultura il 17 gennaio 2025), ha definito modalità e condizioni per il riconoscimento della qualifica ICC, i requisiti soggettivi e oggettivi, e le ipotesi di revoca.
Il decreto ministeriale 18 dicembre 2024, n. 460 del Ministro della Cultura ha istituito l’Albo delle ICC di interesse nazionale, uno strumento distinto e ulteriore rispetto alla semplice iscri-
zione nel Registro delle Imprese, riservato alle eccellenze culturali che abbiano una rilevanza strategica per il Paese.
Il decreto direttoriale MIMIT del 10 luglio 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 luglio 2025) ha disciplinato gli adempimenti tecnici per l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, definendo modulistica, specifiche operative e l’elenco dei codici ATECO ammessi.
Il decreto direttoriale del 7 agosto 2025 (pubblicato il 23 agosto 2025) ha aggiornato il sistema informatico camerale (cosiddetto “Fedra 7.06”), introducendo i nuovi riquadri ICC nei moduli S5 e I2 e rendendo la sezione speciale pienamente operativa a partire dal 30 settembre 2025
Il decreto direttoriale del 6 marzo 2026 ha infine sostituito integralmente l’allegato al decreto di luglio 2025, aggiornando l’elenco delle attività economiche ammesse e i relativi codici ATECO. L’intervento è nato su impulso di ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali), che aveva segnalato l’assenza dei codici relativi all’industria del doppiaggio nell’allegato originario. L’integrazione ha ottenuto il parere favorevole del Ministero della Cultura (nota prot. n. 810-P del 5 marzo 2026) ed è ora il documento di riferimento per tutte le iscrizioni.
Due istituti distinti: la Sezione Speciale e l’Albo Nazionale È fondamentale non confondere due strumenti normativi che operano su piani diversi, rivolti a platee parzialmente diverse e con finalità distinte.
La Sezione Speciale del Registro delle Imprese è accessibile a tutte le imprese — e ai lavoratori autonomi — che operino stabilmente in uno dei settori culturali e creativi riconosciuti, con il corretto codice ATECO. È gestita dalle Camere di Commercio ed è operativa dal 30 settembre 2025. L’iscrizione consente di fregiarsi del titolo “impresa culturale e creativa” o dell’acronimo “ICC” nella denominazione sociale e su tutti i documenti ufficiali.
L’Albo delle ICC di interesse nazionale, istituito presso la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (DGCC) e liberamente consultabile sul sito istituzionale della stessa, è invece riservato a soggetti che abbiano già ottenuto la qualifica ICC e che soddisfino requisiti aggiuntivi legati alla storia, al prestigio e all’importanza strategica nel settore produttivo e culturale italiano. L’iscrizione all’Albo è gratuita e dà diritto alla denominazione “Impresa culturale e creativa di interesse nazionale”. I soggetti con un archivio d’impresa riconosciuto di interesse storico rilevante sono inoltre registrati nel portale del Sistema Archivistico Nazionale (SAN) del Ministero della Cultura.
Chi può ottenere la qualifica ICC: i requisiti
Requisiti soggettivi
Possono richiedere la qualifica ICC una platea molto ampia di soggetti, indipendentemente dalla forma giuridica:
\ Imprese in qualsiasi forma (società di persone, di capitali, cooperative, consorzi)
\ Lavoratori autonomi con partita IVA
\ Enti del Terzo Settore iscritti al REA che operino principalmente in forma d’impresa (art. 11, co. 2, d.lgs. 117/2017)
\ Imprese sociali (d.lgs. 112/2017)
\ Associazioni e fondazioni del libro I del codice civile, purché svolgano attività d’impresa in via esclusiva o prevalente
\ Start-up innovative (art. 25, d.l. 179/2012) in possesso dei requisiti oggettivi.
Un chiarimento importante: anche gli enti nonprofit possono essere considerati impre se se esercitano un’attività economica operando sul mercato in modo stabile, organizzato e professionale. Sono in vece escluse le società semplici, per natura non commerciali.
Requisiti oggettivi
Tutti i soggetti sopra elencati de vono svolgere, in via esclusiva o prevalente, attività riconducibili alla catena del valore cultu rale e creativo: ideazio ne, creazione, produzio ne, sviluppo, diffusione, Lucia Bergonzoni
promozione, conservazione, ricerca, valorizzazione e gestione di beni, attività e prodotti culturali. Sono ammesse anche attività di supporto, ausiliarie o strettamente funzionali a queste. La “prevalenza” si misura in termini economici: il volume d’affari IVA derivante dall’attività culturale e creativa deve superare il 50% del volume d’affari complessivo del periodo d’imposta di riferimento.
L’attività deve essere svolta in modo stabile e continuativo, con sede in Italia o in uno Stato UE/SEE, a condizione che il soggetto sia passivo d’imposta in Italia.
I quattordici settori culturali e creativi
Le attività ammesse devono ricadere in uno dei quattordici settori culturali e creativi riconosciuti dal D.I. n. 402/2024: Architettura, Arti visive, Artigianato artistico, Audiovisivo, Design, Editoria e libri, Fotografia, Letteratura, Moda, Musica, Patrimonio culturale, Radio, Spettacolo dal vivo, Videogiochi e software.
Per ciascuno di questi settori l’allegato al decreto indica le attività specifiche riconducibili alla classificazione ATECO. Tale elenco è aggiornabile periodicamente con decreto direttoriale. L’allegato vigente — e dunque quello da consultare per qualsiasi domanda di iscrizione — è quello introdotto dal decreto direttoriale 6 marzo 2026, che ha sostituito integralmente il precedente.
Le giostre sono cultura: il codice ATECO 93.29.91
Spettacolo Viaggiante, l’iscrizione nella Sezione Speciale è possibile grazie al codice ATECO 93.29.91 – “Gestione di attrazioni e attività di spettacolo in forma itineran, che descrive con precisione la specificità del comparto: attrazioni smontabili, spazi pubblici o privati, forma itinerante.
Come aveva sottolineato nel luglio 2025 la Sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, si tratta di «un altro importante traguardo» nel piano di soste-
gno alla filiera culturale e creativa. Un riconoscimento che ha un valore anche morale: per la prima volta in modo formale e istituzionale, le giostre vengono riconosciute come parte integrante del patrimonio culturale vivo del Paese.
Il fondo da 3 milioni di euro e il Piano nazionale strategico
Sul fronte delle risorse, la riforma prevede un fondo di 3 milioni di euro annui fino al 2033 a sostegno delle ICC riconosciute. Per un comparto ampio e articolato come quello culturale e creativo nel suo complesso, la cifra è contenuta, ma rappresenta una base concreta su cui costruire, con la speranza che venga incrementata negli anni. Il decreto prevede inoltre l’adozione di un Piano nazionale strategico per la promozione e lo sviluppo delle imprese culturali e creative, strumento che dovrebbe garantire una visione organica e di sistema.
Vale la pena segnalare che, parallelamente, il Ministero della Cultura ha istituito con D.M. n. 72 del 20 marzo 2025 un ulteriore Fondo ICC 2021-2027, strumento finanziario dedicato specificamente alle regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
Come iscriversi nella Sezione Speciale: la procedura passo per passo
Fase 1 — Verifica preliminare dei requisiti
Prima di presentare domanda, è necessario accertarsi di essere iscritti nel Registro delle Imprese o nel REA (Repertorio Economico Amministrativo) e di avere dichiarato nei suddetti registri lo svolgimento di un’attività economica con un codice ATECO rientrante nell’elenco dell’allegato al decreto del 6 marzo 2026. La verifica del codice ATECO è uno dei controlli automatici previsti dal sistema informatico camerale (Fedra 7.06) e rappresenta un elemento bloccante in fase di spedizione della pratica.
Fase 2 — Presentazione della domanda
La domanda di iscrizione nella Sezione Speciale va presentata alla Camera di Commercio territorialmente competente tramite lo strumen-
to della Comunicazione Unica (in via esclusiva e non contestuale alla variazione di altri dati). Il modulo da utilizzare è:
\ Modulo S5 (riquadro “BS/IMPRESA CULTURALE E CREATIVA”) per le imprese in forma societaria e per i soggetti collettivi iscritti al REA \ Modulo I2 (riquadro 35) per le imprese individuali.
La domanda deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante e contenere una dichiarazione — che assume la forma e il valore di un’autocertificazione ai sensi degli artt. 46, 47 e 76 del D.P.R. 445/2000 — con la quale si attesta il possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla normativa.
Fase 3 — Verifica da parte del Conservatore
Il Conservatore del Registro delle Imprese, avvalendosi dell’Ufficio del Registro della Camera di Commercio competente, verifica: \ la correttezza e la coerenza delle informazioni contenute nella domanda \ la presenza di un domicilio digitale valido \ il codice ATECO dell’attività prevalente e la
sua compatibilità con l’elenco allegato al decreto del 6 marzo 2026 \ la sussistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi di cui agli artt. 3 e 4 del D.I. n. 402/2024.
I controlli possono essere reiterati nel tempo — d’ufficio o su segnalazione di terzi — per accertare il mantenimento dei requisiti. Gli strumenti utilizzabili sono quelli previsti dagli artt. 43, 71 e 72 del D.P.R. 445/2000 (verifica delle dichiarazioni sostitutive).
Fase 4 — Riconoscimento e iscrizione
In caso di esito positivo, l’impresa ottiene l’iscrizione nella Sezione Speciale e il riconoscimento della qualifica di “impresa culturale e creativa”. Da quel momento può inserire la dicitura “impresa culturale e creativa” o l’acronimo “ICC” nella propria denominazione sociale e su tutti i documenti ufficiali.
L’iscrizione nella Sezione Speciale delle ICC non esclude l’eventuale iscrizione dello stesso soggetto in altre sezioni del registro (ad esempio, la sezione delle imprese sociali).
È prevista inoltre una comunicazione annuale
tramite Unioncamere al Ministero della Cultura, per consentire la costante verifica e l’aggiornamento dell’elenco delle ICC iscritte.
L’Albo delle ICC di interesse nazionale: come accedere al livello superiore
Per le imprese che abbiano già ottenuto la qualifica ICC e che ambiscano al riconoscimento “di interesse nazionale”, è possibile presentare domanda di iscrizione all’Albo tenuto dalla DGCC
I requisiti aggiuntivi richiesti al momento della domanda sono:
\ Aver ottenuto il riconoscimento della qualifica ICC
\ Svolgere da almeno 5 anni attività che contribuiscano, in ambito nazionale e internazionale, alla definizione dell’identità nazionale e alla crescita civile, culturale ed economica del Paese, oppure attività capaci di valorizzare il territorio in cui si è localizzati
\ Possedere un archivio d’impresa, inteso come l’insieme della documentazione strumentale o funzionale all’attività dell’impresa.
Fanno eccezione le ICC già titolari o licenziatarie esclusive di un marchio storico di interesse nazionale (ex art. 11-ter del Codice della proprietà industriale): queste sono ammesse automaticamente senza dover dimostrare i requisiti dei punti b) e c).
La domanda — gratuita e firmata digitalmente — va presentata sulla piattaforma della DGCC, accedendo all’area riservata del portale bandi. Il procedimento di esame si conclude entro novanta giorni con provvedimento motivato. L’iscrizione ha durata quinquennale e si rinnova con autocertificazione del mantenimento dei requisiti. La DGCC si avvale, nella fase di verifica, del parere tecnico-scientifico reso entro 30 giorni da un apposito Nucleo di valutazione, nominato con decreto del Direttore generale.
Revoca e cancellazione: tutto ciò che bisogna sapere
Cancellazione volontaria
Le imprese che intendano rinunciare alla propria iscrizione nella Sezione Speciale presentano apposita domanda di cancellazione alla Camera di Commercio competente. Il Conser-
vatore dispone la cancellazione entro 10 giorni dalla ricezione dell’istanza.
Cancellazione d’ufficio
Se le verifiche istruttorie accertano la perdita dei requisiti, la cancellazione avviene entro il termine massimo di 90 giorni. Prima di procedere, l’Ufficio del Registro invia una comunicazione informativa al domicilio digitale dell’impresa, che ha facoltà di presentare osservazioni. Il Conservatore è tenuto a valutare tali osservazioni prima di adottare il provvedimento definitivo.
In entrambi i casi, la cancellazione comporta la perdita della qualifica ICC e l’obbligo di rimuovere immediatamente la dicitura “impresa culturale e creativa” o “ICC” da tutti i documenti ufficiali, dagli atti sociali e dalla denominazione sociale. Restano invece ferme le eventuali iscrizioni nella sezione ordinaria o in altre sezioni speciali del Registro.
Le domande più frequenti degli operatori
Le associazioni senza scopo di lucro possono iscriversi?
Sì, a condizione che svolgano un›attività d›impresa in via esclusiva o prevalente e siano iscritte al REA. Anche un ente nonprofit può essere considerato impresa se esercita un›attività economica in modo stabile, organizzato e professionale.
Un lavoratore autonomo con partita IVA può ottenere la qualifica ICC?
Sì. La normativa primaria (art. 25, L. 206/2023) include espressamente i lavoratori autonomi tra i destinatari. Le Camere di Commercio consentono l›accesso alla Sezione Speciale anche ai lavoratori autonomi non iscritti nel Registro delle Imprese, per evitare una contraddizione con la previsione normativa. È necessario tuttavia che l’attività svolta rientri tra i codici ATECO ammessi dall’allegato aggiornato al decreto del 6 marzo 2026.
Le guide e gli accompagnatori turistici possono iscriversi?
In linea teorica, le attività di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale rientrerebbe-
ro nell’ambito delle ICC. Tuttavia, i codici ATECO generalmente attribuiti alle guide turistiche (79.90 e articolazioni) non risultano inclusi nell’allegato aggiornato al decreto del 6 marzo 2026. Allo stato attuale, questa assenza costituisce un elemento ostativo all’iscrizione, salvo future evoluzioni interpretative o aggiornamenti dell’allegato.
L’iscrizione nella Sezione Speciale esclude altre iscrizioni nel Registro?
No. L’iscrizione nelle ICC non esclude eventuali iscrizioni dello stesso soggetto in altre sezioni del Registro, come ad esempio quella riservata alle imprese sociali.
Per approfondimenti pratici sulle modalità di iscrizione è disponibile la Guida operativa predisposta da Confcommercio Impresa Cultura Italia (versione aggiornata al 18 marzo 2026), che include anche una sezione Q&A con i casi più frequenti segnalati dagli associati.
Spettacolo viaggiante e cultura in Campania:
ANESV incontra il nuovo Assessore Ninni Cutaia
Napoli, 18 febbraio 2026 – Una delegazione dell’ANESV – Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti e Parchi, sezione Campania e Calabria – è stata ricevuta a Palazzo Santa Lucia, sede istituzionale della Regione Campania, dal nuovo Assessore alla Cultura Ninni Cutaia.
Coordinatore del testo: Diego Guida
Insieme all’ANESV erano presenti i rappresentanti di AGIS, ARTEC e Sistema MED, in quello che ha rappresentato il primo confronto ufficiale del comparto dello spettacolo con il nuovo vertice dell’Assessorato. Come riportato dal comunicato stampa regionale (n. 87 del 18/02/2026), l’incontro – a cui ha partecipato anche Rosanna Romano, direttrice generale per le Politiche Cultura-
li – si è svolto in un clima di proficuo dialogo, con l’obiettivo di delineare insieme agli operatori del settore le priorità e le linee d’intervento future.
I partecipanti al tavolo
Al confronto istituzionale hanno preso parte i vertici delle principali associazioni di categoria: \ Luigi Grispello – presidente di AGIS;
\ Diego Guida – presidente della sezione Campania dell’ANESV; \ Tommaso Rossi – presidente di Sistema MED; \ Giovanni Petrone – presidente di ARTEC.
Durante l’incontro, svoltosi in un clima cordiale e costruttivo, i rappresentanti hanno illustrato all’Assessore le principali criticità del comparto, condividendo istanze e proposte operative volte a sostenere e rilanciare un settore che rappresenta un patrimonio culturale ed economico fondamentale per il territorio.
Le parole dell’Assessore Cutaia
“Parte oggi un percorso condiviso e di dialogo costruttivo tra istituzioni e operatori, che ci deve condurre alla necessaria e attesa riforma dello spettacolo. Miriamo al riordino organico del comparto e al pieno riconoscimento delle sue specificità come patrimonio culturale. Occorre migliorare la trasparenza e l’efficienza gestionale, nell’interesse degli operatori, dei lavoratori e dei cittadini”.
Con queste parole l’Assessore ha tracciato la rotta del nuovo corso: un cammino di riforma e riordino dello spettacolo in Campania, fondato sulla collaborazione tra pubblico e privato e sul riconoscimento delle peculiarità culturali e professionali del settore.
Un secondo fronte: il dialogo con l’Assessorato al Turismo
Parallelamente al confronto avviato con l’Assessorato alla Cultura, il presidente della sezione Campania dell’ANESV, Diego Guida, sta portando avanti un’interlocuzione anche con l’Assessore al Turismo Vincenzo Maraio, finalizzata all’attivazione di un tavolo tecnico per la pianificazione e la realizzazione di poli di divertimento sul territorio regionale.
L’obiettivo è quello di strutturare aree dedicate allo spettacolo viaggiante e ai parchi di divertimento, in grado di generare un significativo indotto economico e di rafforzare il segmento del turismo ludico, ricreativo ed esperienziale. Una visione strategica che intende integrare cultura, intrattenimento e attrattività territoriale, in chiave di sviluppo sostenibile e di valorizzazione delle vocazioni della Campania.
Nuovo sottosegretario al Ministero della Cultura.
Nuove nomine al MiC: il saluto di ANESV AGIS a Mazzi e il benvenuto
a Cannella
L’Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti (ANESV), unitamente alla presidenza, desidera rivolgere un sincero attestato di stima all’onorevole Gianmarco Mazzi. Lo ringraziamo per la dedizione e la costante attenzione riservata al nostro comparto durante il suo mandato al Ministero della Cultura, certi che saprà distinguersi con altrettanta efficacia nel nuovo e rilevante ruolo presso il Ministero del Turismo.
Al contempo, accogliamo con entusiasmo la nomina dell’onorevole Giampiero Pietro Cannella quale nuovo Sottosegretario alla Cultura. La sua figura rappresenta una garanzia di competenza: la caratura istituzionale, già dimostrata come vicesindaco di Palermo e nel corso della sua lunga attività parlamentare in Commissione Cultura, Difesa ed Esteri, sarà fondamentale per affrontare le sfide che attendono il mondo dello spettacolo.
“Auspichiamo di poter instaurare fin da subito un dialogo costruttivo e un percorso di cooperazione sinergica, volti a valorizzare e tutelare le eccellenze del nostro settore.”
Nel rinnovare i più sentiti auguri di buon lavoro a entrambi, ANESV AGIS conferma la propria disponibilità a collaborare attivamente per il futuro della cultura e dell’intrat-
«Dobbiamo renderle visibili a livello nazionale»
De Carlo in visita al Distretto della Giostra e alle eccellenze del Polesine
Il presidente della Commissione Turismo del Senato ha fatto tappa a Melara e Bergantino il 27 aprile, visitando aziende simbolo del comparto giostre e altre realtà produttive del territorio. Sul tavolo: visibilità istituzionale, semplificazione amministrativa, il nodo delle targhe per il trasporto all’estero e una proposta concreta sul turismo della birra.
Una giornata intensa tra capannoni, officine, produttori locali e il Museo storico della giostra e dello spettacolo popolare. Il senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Turismo, Industria, Commercio e Agroalimentare di Palazzo Madama, ha scelto il Polesine come tappa del suo tour a sostegno delle eccellenze produttive locali, lunedì 27 aprile. Una visita che ha assunto i toni di un incontro di lavoro a tutto tondo, con istanze precise portate sul tavolo da parte degli imprenditori del settore e impegni altrettanto precisi presi dal senatore.
Un territorio, tante eccellenze
La mattinata si è aperta presso la Technical Park di Melara, dove De Carlo è stato accolto da Fabio Martini, titolare dell’azienda e presidente del Consorzio Veneto District Amusement Rides. Prima leader in Europa per la produzione di giostre trasportabili, la Technical Park rappresenta la punta di diamante di un distretto che esporta qualità italiana nel mondo. Tappa successiva nella vicina Parente Fireworks, storica eccellenza nel settore della pirotecnica, dove ad attendere il senatore c’erano Antonio e Claudio Parente
Il pranzo, organizzato presso il ristorante Al Camin di Bergantino, ha riunito attorno alla stessa tavola anche il senatore Bartolomeo Amidei, il consigliere regionale Fabio Benetti, i sindaci di Bergantino Adriano Stefanoni e di Melara Anna Marchesini, insieme ad alcuni imprenditori del distretto. Nel pomeriggio, le visite sono proseguite con la CMC Carava e la Cartoteca Senigaglia, e ancora con Pasta Fracasso di Pontecchio, Vojo e altri produttori locali impegnati nella costruzione di una rete d’impresa per affrontare le sfide di un mercato sempre più esigente e competitivo. Chiusura d’obbligo al Museo storico della giostra e dello spettacolo popolare, con il sindaco Stefanoni e la direttrice Elvira Arcellaschi a fare gli onori di casa.
De Carlo:
«Dobbiamo renderle visibili»
A visita conclusa, il senatore ha affidato ai propri canali una riflessione che sintetizza lo spirito della giornata. «Dove ci sono queste realtà produttive, vere eccellenze, noi abbiamo il dovere di renderle visibili a livello nazionale. Con i fatti rendiamo vive, conosciute, le nostre realtà. Servono vicinanza, presa in atto delle problematiche e soprattutto una volontà concreta di poter ragionare e agire nel rendere giustizia e visibilità a tutte quelle aziende che, in Polesine, costituiscono lo zoccolo duro dell’export estero e diventano ambasciatrici della qualità produttiva italiana».
Un paradosso su cui De Carlo ha voluto soffermarsi con forza: aziende «a volte misconosciute» in patria, eppure «acclamate e richieste» all’estero. Una distanza tra reputazione internazionale e riconoscimento interno che il senatore considera inaccettabile e su cui intende agire concretamente.
Le tre istanze del Distretto della Giostra
Al di là del valore simbolico della visita, gli incontri hanno avuto un carattere schiettamente operativo. Gli imprenditori del distretto hanno rappresentato alla delegazione senatoriale tre aree prioritarie di intervento.
La prima riguarda il riconoscimento e la visibilità istituzionale del comparto. Un settore che
genera occupazione qualificata, export significativo e un indotto economico rilevante — tra parchi divertimento, spettacoli pirotecnici e attrazioni itineranti — ma che fatica ancora a ottenere la centralità che merita nel dibattito pubblico e nelle politiche di settore.
La seconda è quella della semplificazione amministrativa. Gli operatori hanno denunciato le difficoltà generate dalla sovrapposizione di competenze tra enti diversi, sovrintendenze e autorità locali, che spesso rallentano o impediscono del tutto l’autorizzazione degli allestimenti temporanei. A questo si aggiunge una tendenza crescente — e preoccupante — ad allontanare giostre e spettacoli dai centri urbani, in netto contrasto con la tradizione italiana e con quanto avviene in molti Paesi europei, dove queste manifestazioni sono invece tutelate e valorizzate come strumento di aggregazione sociale.
La terza è una questione apparentemente tecnica ma con ricadute operative immediate: il nodo delle targhe temporanee per il trasporto su strada delle attrazioni verso l’estero, le cosiddette “targhe di cartone” un tempo rilasciate dalla Motorizzazione civile. La loro scomparsa espone oggi gli operatori a rischi sanzionatori concreti e a difficoltà logistiche che penalizzano l’export, uno dei punti di forza storici del distretto.
La proposta sul turismo della birra
La giornata ha offerto anche lo spunto per un ragionamento più ampio sul tema della valorizzazione territoriale attraverso le filiere produttive locali. De Carlo ha ricordato l’impegno parlamentare in corso per aggiornare la normativa sulla birra, ferma al 1962 e ormai inadeguata alle esigenze di un mercato in rapida evoluzione: «Abbiamo deciso che era venuto il tempo di mettere a terra una nuova normativa, più aggiornata e corrispondente alle esigenze del mercato del Made in Italy. Dobbiamo fare del turismo della birra lo stesso di quello dell’olio e del vino. Perché chi riscopre tradizioni e le incentiva deve essere valorizzato».
Una visione che si inserisce in una strategia più ampia: «La valorizzazione del nostro territorio passa attraverso le nostre filiere di qualità, dalla produzione alla consumazione, dalla materia primaria alle persone con le quali il bene viene condiviso».
La voce del Consorzio
«Questa è una realtà produttiva che da anni costituisce un presidio economico, culturale e occupazionale di primaria rilevanza, dentro e fuori la nostra provincia», ha dichiarato il presidente del Consorzio Fabio Martini. «Confidiamo che il senatore De Carlo possa farsi interprete e portavoce presso le sedi competenti di queste esigenze concrete. Basterebbe davvero un minimo sforzo normativo e amministrativo per ottenere risultati importanti e immediatamente percepibili da un intero settore produttivo. Auspichiamo che la visita odierna rappresenti l›avvio di un percorso concreto e condiviso».
Un dialogo istituzionale in crescita
La visita di De Carlo si inserisce in un filo di confronto con le istituzioni che si è intensificato negli ultimi mesi. Segue di alcune settimane la tappa del Ministro del MIMIT Adolfo Urso, che aveva visitato il distretto lo scorso autunno, e potrebbe presto essere seguita da un incontro con l’onorevole Alberto Di Rubba (Lega), eletto alla Camera il 23 marzo scorso nel seggio reso vacante dal neo Governatore del Veneto Alberto Stefani.
Il segnale che arriva dal Polesine è chiaro: il Distretto della Giostra — e con lui l’intero tessuto produttivo della zona — non vuole soltanto essere visitato. Vuole essere ascoltato. E, stavolta, sembra che qualcuno stia davvero iniziando a farlo.
FEEXPO 2026: quando il gioco supera i confini
Bergamo, 24–26 febbraio 2026 Promoberg – Fiera di Bergamo
Il gioco come linguaggio universale. È questo il cuore di FEEXPO 2026, la quarta edizione della Family Entertainment Expo, la più importante fiera italiana dedicata al mondo dell’amusement e del puro intrattenimento familiare.
Dal 24 al 26 febbraio, Bergamo è tornata ad essere il centro nevralgico del settore, ospitando produttori, distributori, operatori, gestori di sale giochi, Family Entertainment Center e professionisti provenienti da tutta Europa. Organizzata dal Consorzio FEE in collaborazione con Promoberg, la manifestazione si è svolta nel moderno centro espositivo e congressuale di Promoberg, facilmente raggiungibile grazie ai collegamenti strategici con le principali reti stradali e ferroviarie e con l’aeroporto di Orio al
Serio, che connette il territorio a oltre 140 destinazioni internazionali.
Un’edizione record: i numeri della fiera FEEXPO 2026 si è chiusa con circa 6.000 presenze registrate nell’arco dei tre giorni, segnando un incremento degli ingressi di quasi il 50% rispetto all’edizione precedente. Un risultato straordinario, reso possibile anche dal raddoppio degli spazi espositivi: per la prima volta nella storia della manifestazione, la fiera si è sviluppata su due padiglioni invece di uno.
I dati in sintesi:
\ Circa 6.000 presenze complessive sull’intera tre giorni
\ 67 espositori per 74 stand distribuiti su 2 padiglioni
\ Aziende provenienti da 13 regioni italiane e 7 paesi europei
\ Ingressi aumentati di quasi il 50% rispetto all’edizione precedente
\ Rinnovo della partnership con Promoberg fino al 2032.
Come ha sottolineato Davide Lenarduzzi, amFAROPLAY
FESTOPOLIS
ministratore delegato di Promoberg: “Una quarta edizione che ha registrato un grande successo, sia in termini di visitatori che di risposta degli operatori del settore. Abbiamo fortemente voluto sviluppare e dare ancora più importanza a un appuntamento estremamente verticale per la filiera del divertimento e dell’intrattenimento.”
Gli espositori protagonisti
La presenza internazionale è stata uno degli elementi distintivi di questa edizione. Visitatori e buyer sono giunti a Bergamo da Germania,
Austria, Romania, Ungheria, Grecia, Belgio e Paesi Bassi, confermando la crescente vocazione europea della fiera.
Tra i principali espositori presenti:
\ Elmac II Srl – Guidata da Tiziano Tredese, anche presidente del Consorzio FEE, Elmac ha portato a Bergamo diversi nuovi prodotti, tra cui – in collaborazione con Electrocoin – il nuovo Konami DDR Universal, presentato in prima europea appena un mese prima all’EAG di Londra. Tredese ha commentato: “Abbiamo riunito il top dell’amusement a livello europeo, con tantissimi prodotti di alta qualità e un’esposizione raddoppiata rispetto alle precedenti. Meglio di così non poteva andare.”
\ Faro Play / Faro Games Com Srl – Roberto Marai, presidente di Faro Play, ha presentato uno stand ricco di novità pensate per i Family Entertainment Center, con ampio spazio al pubblico familiare. Tra le novità, un pugnometro evoluto dotato di selezione della categoria di peso e registrazione video del colpo. “Le nostre sono macchine pensate per le famiglie. Nei Family Entertainment Center sono una colonna portante dell’intrattenimento”, ha dichiarato Marai.
\ Electrocoin – Il marchio britannico ha partecipato in co-esposizione con Elmac, portando oltre al DDR Universal anche Big Wheel e Football Champ. Secondo John Stergides, fondatore di Electrocoin: “Ho visto persone
da tutta Europa a questa fiera. Credo davvero che possa diventare un evento veramente internazionale.”
\ RePlay – Produttori di videmption, hanno portato diverse novità tra cui il gioco Talking Tom GoldRush.
\ Ace Amusement (distribuita da Elmac) –Ha presentato Racing Xtreme e Hover Rush, prima mondiale al di fuori della Cina, descrit-
EVOLUTION GAME SERVICE
MEMOPARK
GIEFFE
ta come il “Primo gioco di corse All-Terrain al mondo”.
\ SocialStation – La realtà napoletana ha vinto il premio della categoria Start Up e Innovazione degli Awards FEEXPO 2026, distinguendosi per un modello inedito di intrattenimento educativo che usa l’intelligenza artificiale come strumento di aggregazione e contrasto all’isolamento digitale.
Tra le aziende storicamente legate al Consorzio FEE e presenti nelle edizioni della fiera figurano inoltre Tecnoplay, Dedem, Cogan, Maggi Controls, Qubica AMF Europe, Eurogames, Fas Pendezza, Gieffe, Garavaglia, Tridente Com, Velotti, Leisure Group Italia e M&G Master Games.
Il programma: tra innovazione e valori sociali
Il claim dell’edizione 2026, “Fun Without Borders”, ha accompagnato l’intera manifestazione come filo conduttore, celebrando il gioco come linguaggio universale e antidoto all’isolamento digitale. Il programma ha incluso talk, workshop e incontri tematici dedicati alle sfide contempo-
EVOLUTION GAME SERVICE
MONDO GIOCHI
ranee del settore, dal ruolo educativo del gioco alla lotta alla solitudine.
Tra gli elementi di maggiore rilievo, l’accordo con l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile (ONBD). Il 24 febbraio, giornata inaugurale, si è svolta l’apertura ufficiale con la presenza di Annalisa Minetti, atleta e testimonial dell’Osservatorio, e di Luca Massaccesi, presidente di ONBD. Il 25 febbraio si è tenuto un convegno dedicato ai temi di resilienza, coraggio e autostima, con storie e video emozionali legati ai percorsi sportivi dei campioni.
È stato inoltre presentato il progetto Safeplay, percorso formativo e certificativo nazionale ideato dall’ONBD per garantire sicurezza, tutela e accoglienza dei bambini nelle sale giochi, migliorare la comunicazione con le famiglie e consentire agli operatori di adottare procedure trasparenti e moderne. Intervenuta anche Elisabetta Poso, responsabile della sezione apparecchi da intrattenimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha evidenziato l’impegno dell’ente nel semplificare il quadro normativo del settore.
Particolarmente apprezzata anche la sezione storica della fiera, con due mostre dedicate rispettivamente all’amusement e ai giochi vintage, capaci di raccontare l’evoluzione del settore e il suo radicamento culturale.
Uno sguardo al futuro
Con numeri in crescita costante, forte coinvolgimento degli operatori e un dialogo sempre più strutturato con le istituzioni, FEEXPO 2026 si chiude come un’edizione da record. Alessandro Lama, presidente di Federamusement, ha sottolineato come questa quarta edizione abbia superato le aspettative, consolidando la fiera come sede privilegiata di confronto tra imprese, istituzioni e decisori politici.
Il rinnovo della partnership con Promoberg fino al 2032 è il segnale più concreto di un percorso destinato a crescere. Il prossimo appuntamento è già atteso come un nuovo capitolo per un settore che, attraverso il gioco, continua a costruire ponti tra persone, generazioni e culture — davvero senza confini.
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Il Luna Park di Capua
Solidarietà in Piazza d’Armi e il valore sociale dello Spettacolo Viaggiante
CAPUA – In occasione del Carnevale, la Piazza d’Armi si è trasformata in un imponente polo del divertimento grazie all’ampio parco allestito dai fratelli Canterini. Un’area ricca di numerose attrazioni per tutte le età che spaziano dalla poesia delle giostre classiche, con i loro cavalli a dondolo e le carrozze incantate, fino alla maestosità della ruota panoramica, che con la sua altezza ha offerto una vista privilegiata sulla città in festa.
Venerdì 13 febbraio 2026, dalle ore 15:30 alle ore 17:00, il Luna Park ha aperto gratuitamente le proprie porte ai bambini diversamente abili e ai minori seguiti dai Servizi Sociali. Un momen-
to di gioia e spensieratezza che ha visto i piccoli ospiti protagonisti assoluti tra le luci delle attrazioni e i profumi dei padiglioni gastronomici, come la tradizionale “Creperia”, vivendo un’esperienza di inclusione totale sotto lo sguardo rassicurante della grande ruota.
La funzione sociale riconosciuta dalla legge
L’iniziativa si inserisce in una tradizione consolidata che vede il settore dello spettacolo viaggiante protagonista di attività solidali su tutto il territorio nazionale. Un ruolo che trova riconoscimento ufficiale nella Legge 18 marzo 1968, n. 337, con cui lo Stato italiano individua lo spettacolo viaggiante come attività di interesse pubblico, evidenziandone la capacità di promuovere aggregazione, cultura e benessere psicofisico.
A Capua, questo principio ha trovato piena applicazione: gli esercenti hanno trasformato le proprie attrazioni in strumenti di inclusione, di-
mostrando che il Luna Park non è soltanto intrattenimento, ma anche presidio sociale e occasione di crescita comunitaria.
Sinergia istituzionale e spirito di collaborazione
La riuscita dell’evento è frutto della collaborazione tra l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Capua e il coordinatore del Luna
Park, il Sig. De Matteo. Quest’ultimo, insieme a tutti gli operatori presenti in piazza, ha accolto con entusiasmo la proposta dell’Amministrazione, offrendo disponibilità e professionalità. Il gesto degli esercenti, che hanno messo a disposizione gratuitamente le proprie attrazioni, rappresenta un esempio concreto di responsabilità sociale d’impresa e testimonia la sensibilità di una categoria che, oltre a contribuire all’economia locale, svolge un’importante funzione educativa e sociale.
Il sostegno dell’ANESV e il valore sociale dello spettacolo viaggiante
A condividere e sostenere con convinzione l’iniziativa è anche l’ANESV – Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti e Parchi Divertimento sez. Campania Calabria e Sicilia –che ha espresso apprezzamento per quanto realizzato a Capua.
Il Presidente Diego Guida sottolinea come eventi di questo tipo rappresentino la più autentica espressione del valore sociale dello spettacolo viaggiante: un comparto che, da sempre, porta nelle piazze italiane non solo divertimento, ma occasioni di incontro, inclusione e solidarietà. Secondo l’ANESV, il Luna Park costituisce un luogo di aggregazione capace di abbattere bar-
riere e differenze, offrendo a tutti – in particolare ai bambini che vivono situazioni di fragilità – la possibilità di sentirsi parte integrante della comunità.
Un modello da replicare
L’appuntamento di Capua si conferma così un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni e operatori del settore. Un esempio che dimostra come, attraverso il dialogo e la sensibilità reciproca, sia possibile trasformare il divertimento in un potente strumento di coesione sociale.
Ai fratelli Canterini, al coordinatore De Matteo e a tutti gli esercenti che hanno partecipato con generosità va il plauso dell’intera categoria. Grazie al loro impegno, il Luna Park ha rinnovato la propria missione più nobile: regalare sorrisi, normalità e speranza, confermando che la magia dello spettacolo viaggiante non conosce barriere.
Ringraziamenti
Un ringraziamento a tutti gli esercenti che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento: Canterini Renzo, Canterini Daniele, Canterini Orlando, Canterini Gina, Canterini Roberto, De Matteo Riccardo, De Matteo Carlo, Del Prete Felice, Del Prete Francesco, Grosso
Ugo, Crispino Massimo, Savani Valentino, Degli Innocenti Silvio, Degli Innocenti Diego, Esposito Camilla, Esposito Antonio, Esposito Vincenzo, Pietati Pacifico, Carbone Davide, Cereti Vinicio, Cereti Rudi, De Luca Pasquale, Masseroni Patrizia.
Quando il go-kart non è “attività pericolosa”:
onere probatorio e prova liberatoria nella responsabilità civile dello spettacolo viaggiante
Responsabilità civile nello spettacolo viaggiante il Tribunale di Torre Annunziata applica gli artt. 2050 e 2051 c.c. sulla responsabilità per attività pericolose e e sulla responsabilità da cose in custodia.
Testo: Avv. Carmela Schmid
La sentenza del Tribunale di Torre Annunziata n. 2595/2024 del 30 settembre 2024 rappresenta un’ulteriore conferma di come, anche nel settore dello spettacolo viaggiante, le controversie risarcitorie continuino a ruotare attorno alle norme fondamentali della responsabilità civile: l’art. 2050 c.c. sulla responsabilità per attività pericolose e l’art. 2051 c.c. sulla responsabilità da cose in custodia. Ancora una volta, il giudice è chiamato a interpretare e applicare queste disposizioni codicistiche a fattispecie concrete, dimostrando come la loro portata generale consenta di disciplinare situazioni anche molto diverse tra loro.
IL CASO
La vicenda riguardava un sinistro occorso nel marzo 2018 presso un’attrazione di go-kart, dove un giovane utente riportava lesioni a seguito di un impatto contro le protezioni perimetrali della pista. L’attore sosteneva che il veicolo non avesse risposto ai comandi dello sterzo, rendendo inevitabile la collisione, e chiedeva il risarcimento di oltre 12.500 euro. La domanda risarcitoria veniva fondata su tutte e tre le principali disposizioni in materia di responsabilità civile: l’art. 2043 c.c. sulla responsabilità extracontrattuale, l’art. 2050 c.c. sulla responsabilità per attività pericolose e l’art. 2051 c.c. sulla responsabilità da cose in custodia. Il gestore dell’attrazione, a mezzo del proprio difensore, contestava integralmente la ricostruzione dell’attore, producendo documentazione attestante il regolare funzionamento dell’impianto e l’effettuazione di controlli periodici.
LA TESI DEL MAGISTRATO
L’art. 2050 c.c.: quando l’attrazione non è “attività pericolosa”
L’art. 2050 c.c. dispone: “Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno” La norma introduce una presunzione di responsabilità: chi esercita un’attività pericolosa è tenuto al risarcimento del danno, salvo che provi di aver adottato tutte le misure idonee a evitarlo.
Il Tribunale di Torre Annunziata ha escluso che l’attrazione di go-kart costituisse attività pericolosa ai sensi dell’art. 2050 c.c., ritenendo che la documentazione prodotta dal gestore fosse sufficiente a dimostrare l’adozione di tutte le misure idonee a evitare il danno. In particolare, il gestore aveva documentato l’effettuazione di manutenzioni ordinarie sui veicoli per tre volte nell’anno 2017, l’ultima delle quali il 3 novembre 2017, pochi mesi prima del sinistro. Tale documentazione è stata ritenuta idonea a vincere la presunzione di responsabilità.
Il ragionamento del Tribunale si articola su due livelli : primo, il go-kart, se regolarmente collaudato e certificato, non integra di per sé un’attività pericolosa, trattandosi di un’attrazione ludica standard con caratteristiche tecniche che ne limitano intrinsecamente la pericolosità; secondo, anche qualora si volesse ritenere l’attrazione potenzialmente pericolosa, il gestore ha fornito la prova liberatoria richiesta dall’art. 2050 c.c. attraverso la documentazione delle manutenzioni periodiche.
L’art. 2051 c.c.: l’onere probatorio del danneggiato
L’art. 2051 c.c. dispone: “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. Si tratta di una responsabilità oggettiva: il custode risponde del danno cagionato dalla cosa, indipendentemente dalla prova di una sua condotta colposa. Tuttavia, come correttamente evidenziato dal Tribunale, anche nell’ambito della responsabilità ex art. 2051 c.c., il danneggiato deve comunque provare che il danno sia stato causato dalla cosa custodita
Questo è il punto centrale della decisione: l’attore non è riuscito a fornire la prova del nesso causale tra il presunto malfunzionamento del veicolo e il danno subito. Il Giudice ha rilevato come nessun testimone avesse assistito direttamente all’evento e come le dichiarazioni raccolte si basassero esclusivamente su quanto riferito dall’attore stesso: “Ovviamente, il fatto che lo sterzo si fosse bloccato me lo riferì lo stesso Omissis……”; “…Omissis… disse che il gokart non aveva risposto al comando... Personal-
mente non ho visto ..Omissis… girare lo sterzo, perché ero troppo dietro rispetto a lui”
Tali testimonianze, basate su riferimenti indiretti, non hanno consentito di ricostruire con certezza la dinamica del sinistro né di provare l’effettivo malfunzionamento del veicolo. Il Tribunale ha quindi applicato rigorosamente il principio secondo cui la mera allegazione di un difetto, non supportata da prova diretta, non è sufficiente a integrare la responsabilità ex art. 2051 c.c.
Il ruolo decisivo
della documentazione
L’elemento centrale della decisione è stata ancora una volta la documentazione prodotta dal gestore , che dimostrava l’effettuazione di manutenzioni ordinarie per tre volte nell’anno precedente al sinistro. Questo aspetto evidenzia come la prova liberatoria richiesta dall’art. 2050 c.c. non si esaurisca nella dimostrazione negativa di non aver violato norme di prudenza, ma
richieda la dimostrazione positiva di aver adottato tutte le misure idonee a impedire il danno
Il Tribunale ha ritenuto tale documentazione sufficiente a escludere la responsabilità del gestore senza necessità di consulenza tecnica d’ufficio . Questo passaggio riveste un’importanza fondamentale: la documentazione completa e aggiornata dei collaudi e delle manutenzioni non è solo un adempimento formale, ma rappresenta lo strumento più efficace per respingere domande risarcitorie infondate
Indicazioni operative per gli operatori
La sentenza offre indicazioni precise per gli operatori del settore: documentare sistematicamente le manutenzioni (verbali dettagliati con data, componenti controllati, esito e firma del tecnico); garantire la conformità normativa (certificazioni di sicurezza e collaudi periodici costituiscono elementi probatori decisivi); conservare la documentazione in modo ordinato e accessibile per produrla tempestivamente in caso di contestazioni.
Considerazioni conclusive
La sentenza conferma come gli artt. 2050 e 2051 c.c. continua a rappresentare il riferimento normativo fondamentale per le controversie risarcitorie nel settore dello spettacolo viaggiante . La decisione evidenzia tre principi: non tutte le attrazioni ludiche sono attività pericolose ; la documentazione delle manutenzioni è decisiva come prova liberatoria; l’onere probatorio del danneggiato rimane rigoroso , richiedendo la prova del nesso causale e non mere allegazioni.
La sentenza dimostra che un approccio professionale e diligente, unito alla documentazione puntuale di ogni intervento manutentivo, rappresenta la migliore tutela per gli operatori del settore . Chi opera con diligenza, documentando il proprio operato, ha tutti gli strumenti per difendersi efficacemente in giudizio.
Spettacoli viaggianti e parchi del turismo campano: divertimento al centro
la voce di ANESV alla BMT di Napoli
Il Presidente Regionale ANESV Campania e Calabria, Guida Diego, ha partecipato all’inaugurazione della Borsa Mediterranea del Turismo portando al tavolo istituzionale il potenziale economico e identitario delle manifestazioni itineranti e dei parchi di divertimento come leva per lo sviluppo del territorio.
Napoli, 12 marzo 2026 – La Borsa
Mediterranea del Turismo (BMT) ha aperto i battenti nel capoluogo campano con un’edizione ricca di confronti e opportunità per l’intero settore. Tra i protagonisti della giornata inaugurale anche la delegazione di ANESV – Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti, rappresentata dal Presidente Regionale
per Campania e Calabria, Guida Diego, che ha colto l’occasione per portare all’attenzione delle istituzioni il ruolo strategico degli spettacoli viaggianti e dei parchi di divertimento nello sviluppo turistico regionale.
Incontri istituzionali di peso
La giornata ha offerto a Guida Diego l’opportunità di confrontarsi con alcune delle figure
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chiave della politica e del turismo italiano. Tra i principali interlocutori, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, attuale Presidente ANCI, l’Assessore regionale al Turismo della Campania
Vincenzo Maraio e la Ministra del Turismo
Daniela Santanchè. Un trittico istituzionale che ha permesso di portare direttamente ai vertici decisionali le istanze di un settore spesso trascurato nelle agende politiche.
Sagre, giostre e parchi: patrimonio vivo e motore economico
Al centro dei colloqui, la richiesta di riconoscere il valore culturale ed economico delle manifestazioni popolari, delle sagre e del settore degli spettacoli viaggianti. «Sono parte integrante dell’identità dei nostri territori», ha sottolineato il Presidente ANESV, «e meritano di essere inseriti organicamente nelle strategie di promozione turistica regionale».
Particolare attenzione è stata riservata al potenziale dei parchi di divertimento, sia permanenti che itineranti: strutture capaci di generare incoming turistico qualificato, attrarre famiglie e stimolare lo sviluppo economico anche nelle zone interne della Regione Campania, spesso marginalizzate dai circuiti tradizionali del turismo.
Sinergie e nuove alleanze: da AIDIT a Mirabilandia
La BMT è stata anche l’occasione per consolidare relazioni e costruire nuove alleanze. Particolarmente significativo l’incontro con Cesare Foà, Presidente di AIDIT Campania (Associazione Italiana Distribuzione Turistica), con il quale sono state esplorate possibili sinergie operative a sostegno dello sviluppo turistico del territorio. Foà si è dichiarato disponibile a supportare future iniziative congiunte.
Non è mancato un passaggio allo stand di Mirabilandia, uno dei parchi divertimento più importanti d’Italia, con cui ANESV ha avviato un dialogo sui temi della promozione condivisa e delle politiche di settore a livello nazionale. Un bilancio positivo, dunque, per la presenza ANESV alla BMT 2026: un segnale che il comparto degli spettacoli viaggianti e dei parchi è pronto a recitare un ruolo da protagonista nella nuova stagione del turismo campano. Un motore di crescita che unisce tradizione, intrattenimento e innovazione territoriale
Quando l’igiene diventa un servizio: la storia di ABIPROM
Abiprom S.r.l. è un’azienda situata a Vanzago (MI) specializzata nella produzione e vendita di articoli tessili monouso e dispositivi per l’igiene e la protezione. L’attività opera da oltre 20 anni e utilizza materiali certificati CE, fornendo soluzioni per vari settori come la ludoteca, il bowling e la sanità.
C’è chi vede un problema e lo risolve. È proprio quello che ha fatto ABIPROM oltre trent’anni fa, quando nessuno nel mondo del gioco, dello sport e dell’intrattenimento parlava ancora di igiene. Nata nel 1994 a Vanzago, alle porte di Milano, l’azienda ha saputo trasformare un’esigenza concreta — proteggere il piede del cliente e l’interno della scarpa — in un prodotto innovativo, il calzino monouso PROTECTIVE
SOCK, diventato nel tempo un punto di riferimento per bowling, parchi di divertimento, parchi avventura, piste kart e non solo.
Oggi ABIPROM è una realtà consolidata, presente non solo in Italia ma anche nei principali mercati europei, con una gamma di prodotti in continua evoluzione che include, tra le ultime novità, “Lady Cap”, il copricapo monouso pensato per il mondo della moda.
Abbiamo incontrato Carmen Lazzaro, Responsabile Vendite, per ripercorrere la storia dell’azienda, capire come è cambiato il mercato negli anni e scoprire verso quali nuove sfide si sta muovendo ABIPROM.
ABIPROM nasce come realtà specializzata in calzini monouso: qual è stata l’intuizione iniziale che vi ha portato a puntare su questo prodotto di nicchia?
ABIPROM nasce nel 1994 con la produzione e commercializzazione di abbigliamento da lavoro monouso, necessario per garantire alla persona igiene e sicurezza in ogni ambiente lavorativo.
La richiesta di un noto palazzetto del ghiaccio di Milano ci spinse a realizzare un copripiede economico che potesse non solo proteggere il cliente, ma anche l’interno del pattino. Era una vera e propria esigenza di mercato: non esisteva nulla di simile.
Abbiamo creato il primo calzino monouso in tessuto non tessuto (TNT idrorepellente) con il marchio registrato PROTECTIVE SOCK, utilizzando una materia prima largamente impiegata anche in ambito sanitario.
“Protective Sock” è l’unico calzino che offre la massima garanzia di igiene: grazie alla sua caratteristica di idrorepellenza, isola il piede dei giocatori, non permettendo al sudore di bagnare le scarpe. I vantaggi principali sono una notevole diminuzione dell’usura delle scarpe e un
ridotto utilizzo degli spray disinfettanti. Non meno importante è la possibilità di offrire un servizio igienico al cliente, qualificando l’imma gine del centro sportivo e contribuendo così all’acquisizione di nuovi clienti.
Siete stati i primi sul mercato na zionale a parlare di igiene: quan to questo fattore ha inciso real mente sul vostro sviluppo negli anni?
Sì, siamo stati la prima azienda in Italia a parlare di igiene nel mondo del gioco, dello sport e dell’intrattenimento. In questi settori non si conosceva l’uso dei prodotti monouso e in molti hanno apprezzato i nostri articoli per la protezione igienica. Il nostro concetto di utilizzo dei prodotti monouso, unito alla reale
esigenza di mercato, ha favorito nel corso degli anni la crescita della nostra attività.
Avete iniziato producendo per settori specifici come i parchi di divertimento, lo spettacolo viaggiante e il bowling: come è evoluto nel tempo il vostro mercato di riferimento?
Abbiamo iniziato producendo articoli per il settore industriale, per l’estetica e per altri settori. Per diversi anni siamo stati fornitori ufficiali di aziende del settore farmaceutico, come Bayer.
Abbiamo poi iniziato a diffondere il calzino prima nel mercato del pattinaggio e del bowling, successivamente in quello dei parchi giochi per bambini (Baby Sock), negli anni in cui le strutture di gioco hanno cominciato ad aprire attività indoor. Strumenti pubblicitari come le riviste di settore (ANESV) e la partecipazione a fiere ed eventi hanno supportato la divulgazione dei nostri prodotti in tutte le regioni d’Italia e anche in Europa.
Quali sono oggi i principali ambiti di utilizzo dei vostri prodotti e quali stanno mostrando la crescita più interessante?
I principali ambiti di utilizzo dei nostri prodotti riguardano i mercati del bowling, dei parchi giochi, delle piste kart, delle aziende e degli studi medici. Attualmente non possiamo parlare di grande crescita: dopo l’evento COVID molte attività hanno chiuso, ma fortunatamente ci sono anche realtà che inaugurano nuove aperture e, nonostante le difficoltà, riusciamo a mantenere un buon trend di mercato.
Il concetto di “protezione igienica” è centrale nella vostra proposta: come è cambiata la percezione dei clienti rispetto al 2010 — anno della nostra ultima intervista — ad oggi?
Sì, la “protezione igienica” è centrale nella nostra proposta. Abbiamo diffuso sul mercato il concetto di utilizzo dei calzini monouso come servizio sistematico alla propria clientela. Nel
corso degli anni, alcune aziende concorrenti — non provenienti dal mondo del monouso, ma da altri settori — hanno proposto i loro prodotti come alternative, facendo perdere di vista in alcuni casi quello che noi chiamiamo “Servizio Igienico”.
Uno dei vostri punti di forza dichiarati è l’integrazione tra produzione e gestione del magazzino: quanto è importante questa organizzazione per garantire competitività?
Uno dei nostri punti di forza è la produzione interna e la gestione di un magazzino sempre ben fornito, che ci permette di effettuare spedizioni immediate. Questo rappresenta un vantaggio concreto per il cliente, che non è costretto a mantenere grandi scorte di magazzino.
L’articolo evidenzia un’espansione anche all’estero: quali sono oggi i mercati internazionali più rilevanti per ABIPROM?
Esportiamo i nostri articoli anche in paesi europei come Spagna, Francia, Germania e nell’Europa dell’Est. Stiamo inoltre ricevendo richieste da paesi extra-UE.
Negli anni avete ampliato la gamma prodotti oltre il calzino monouso: quali sono state le scelte strategiche più importanti in questa diversificazione?
Nel corso degli anni abbiamo realizzato altri prodotti per la protezione igienica del capo.
Il loro utilizzo è diffuso in tutte quelle attività dove è necessario indossare un casco — sia a forma tonda che integrale — per la protezione igienica del viso.
Nel settore dei prodotti monouso spesso il prezzo è un fattore decisivo: come riuscite a mantenere un equilibrio tra qualità e competitività economica?
Grazie alla fidelizzazione dei nostri fornitori abituali, garantiamo loro la produzione di grandi quantitativi e questo ci permette di ottenere prezzi vantaggiosi.
Guardando al futuro, quali sono le nuove opportunità o innovazioni su cui ABIPROM intende investire per continuare a crescere?
Negli ultimi anni ABIPROM è stata in grado di rinnovarsi grazie a nuovi investimenti, all’inserimento di personale qualificato e all’aggiornamento degli strumenti tecnologici. Sempre alla ricerca di nuovi prodotti, è nato recentemente “Lady Cap”, il copricapo monouso realizzato in tessuto non tessuto idrorepellente, ideale per la prova degli abiti. Aziende del settore moda come Loro Piana, Giorgio Armani, Dolce & Gabbana, così come piccoli negozi di abbigliamento, ci hanno dato ragione. Lady Cap, igienico e monouso, isola la testa e il viso impedendo che il make-up e i prodotti per capelli si trasferiscano sui capi di abbigliamento.
Ritorna La FORMAZIONE
L’importanza della formazione nel settore dello spettacolo viaggiante: il progetto “Divertimento in Sicurezza” di ANESV
A cura del Presidente Regionale: Diego Guida
Il settore dello spettacolo viaggiante è una delle espressioni più autentiche e affascinanti della nostra tradizione culturale. Fiere, giostre e parchi di divertimento portano gioia a milioni di persone ogni anno, ma questa missione esige un’attenzione costante alla sicurezza e alla professionalità. È con questo spirito che ANESV – Associazione Nazionale Esercenti Spettacolo Viaggiante e Parchi di Divertimento, sezione Campania Calabria e Sicilia, ha rilanciano per il 2026 il progetto “Divertimento in Sicurezza”: un’iniziativa formativa ambiziosa, pensata per elevare gli standard di qualità e sicurezza dell’intero comparto.
Un progetto che prende forma: i corsi partiti il 5 marzo 2026
Dal 5 marzo 2026 sono partiti i corsi organizzati dalla sezione Campania e Calabria dell’ANESV, in stretta collaborazione con la Regione Campania . Il programma è rivolto a conduttori di attrazioni, addetti alla sicurezza e tecnici del montaggio. L’obiettivo è costruire una cultura professionale capace di rispondere con competenza e prontezza a qualsiasi imprevisto.
La grande novità di questa edizione è la collaborazione con Liberty City Fun, il parco di divertimenti di Volla (NA). Grazie all’ospitalità del titolare Bruno Sorrentino, gli operatori possono svolgere formazione pratica in un
contesto operativo reale, a diretto contatto con le attrazioni e con le procedure di un parco di alto livello. Un ambiente che, per qualità delle installazioni e attenzione alla sicurezza, rappresenta il partner ideale per questa iniziativa.
Corsi per Conduttori di Attrazioni: la Professionalità al Centro Il corso per conduttori di attrazioni è il pilastro dell’intero percorso. I conduttori sono la figura chiave di ogni giostra: garantiscono il regolare funzionamento dell’attrazione, la sicurezza del pubblico e la gestione delle emergenze. Il programma alterna sessioni teoriche a esercitazioni pratiche, con un approccio che valorizza l’apprendimento sul campo e la simulazione di scenari reali.
Corsi di Antincendio Livello 3: sicurezza certificata con i Vigili del Fuoco
Tra i moduli più qualificanti figura il corso di antincendio di livello 3. Non si tratta di semplice teoria: il percorso prevede esami di accertamento di idoneità tecnica condotti in collaborazione diretta con i Vigili del Fuoco. Una certificazione concreta, fondamentale in un settore in cui strutture mobili e impianti complessi sono esposti a molteplici fattori di rischio. La preparazione antincendio non è solo un obbligo normativo: è un atto di responsabilità verso il pubblico.
Corsi di Corretto Montaggio: precisione che salva vite
Il corretto montaggio delle attrazioni è un’attività tecnica di straordinaria importanza. Un errore in questa fase può compromettere la stabilità dell’intera struttura e mettere a rischio gli utenti. I corsi insegnano le procedure di assemblaggio, le verifiche strutturali e i controlli periodici necessari a mantenere le attrazioni in perfette condizioni. La precisione, in questo ambito, non è un optional: è una necessità.
“Divertimento in Sicurezza”: un impegno che guarda al futuro
Questo progetto non è un episodio isolato: è la testimonianza di una visione strategica di lungo periodo. ANESV crede che la formazione continua sia l’unico strumento capace di garantire standard elevati in un settore così dinamico. Ogni corso completato, ogni certificazione ottenuta, è un tassello che contribuisce a costruire un ecosistema professionale più solido.
Ma la ricaduta va oltre la sfera tecnica. Un set-
tore formato e certificato comunica fiducia al pubblico, rafforza la propria reputazione e può guardare con serenità alle evoluzioni normative. La sicurezza è anche un motore di crescita economica e di coesione sociale.
Conclusioni
La partenza dei corsi il 5 marzo 2026 segna l’inizio di un percorso che coinvolgerà centinaia di operatori in Campania, Calabria e nelle regioni
vicine. La sinergia tra ANESV, Regione Campania, Liberty City Fun e Vigili del Fuoco dimostra che quando istituzioni e operatori privati lavorano insieme, i risultati sono concreti e duraturi. ANESV sta tracciando una strada che punta al futuro: un futuro in cui sicurezza e divertimento non siano concetti contrapposti, ma due facce della stessa medaglia. Perché ogni persona che sale su una giostra merita di farlo sapendo di essere in mani esperte.
N Sicurezza negli spettacoli pubblici
Dopo la tragedia di Crans-Montana, l’ANESV Puglia e Basilicata promuove un incontro di aggiornamento e confronto tra operatori del settore
ella notte di Capodanno tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, un devastante incendio ha colpito il bar Le Constellation di Crans-Montana, rinomata località sciistica nel Canton Vallese svizzero, causando la morte di 41 persone e il ferimento di oltre 115. Le fiamme furono innescate da fontane pirotecniche sulle bottiglie di champagne, le cui scintille raggiunsero i pannelli fonoassorbenti in poliuretano del soffitto, materiale altamente infiammabile, provocando un rogo di rapidissima propagazione. Tra le vittime figurano sei giovani italiani, mentre altri sedici connazionali furono ricoverati in condizioni critiche, in parte trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano.
La tragedia ha innescato una risposta immediata delle istituzioni italiane. Il Ministero dell’Interno ha emesso tre distinte circolari — datate 15 e 19 gennaio e 5 febbraio 2026 — sollecitando Prefetture, Questure e Comuni a intensificare i controlli di sicurezza su tutti i locali di pubblico spettacolo e sugli esercizi di somministrazione che svolgono attività complementare di intrattenimento.
La direttiva del 19 gennaio 2026 non introduce nuove norme, ma rafforza l’attività di verifica sul rispetto della disciplina vigente, con particolare attenzione alla corrispondenza tra le condizioni autorizzate e le condizioni effettive di esercizio. Le verifiche sono coordinate dalle Prefetture con il coinvolgimento dei Vigili del Fuoco, delle Commissioni di vigilanza e dell’Ispettorato del Lavoro, con speciale attenzione alla coerenza tra le autorizzazioni possedute e l’attività concretamente svolta.
In questo contesto, la Sezione Interregionale ANESV di Puglia e Basilicata ha ritenuto fondamentale offrire agli operatori del settore uno spazio strutturato di confronto e aggiornamen-
to. Il 3 marzo 2026, presso il Cinema ABC di Bari, si è tenuto un incontro con tutti gli esercenti dello spettacolo viaggiante della regione, riscuotendo ampia partecipazione e un positivo riscontro da parte dei presenti.
L’incontro ha visto la partecipazione di relatori qualificati: l’Ing. Fabio Larato, esperto in normativa tecnica per gli spettacoli pubblici; il Sig. Cosimo Tasco, consulente in materia di antincendio, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; e il Presidente della Sezione Interregionale ANESV, Sig. Cosimo Amato, che ha coordinato i lavori e fornito indicazioni operative per il comparto.
Le verifiche in corso da parte delle autorità si concentrano, in particolare, su agibilità, capienza, affollamento, prevenzione incendi ed esodo: aspetti oggi più che mai centrali per garantire la sicurezza di lavoratori e pubblico.
La Sezione Interregionale ANESV di Puglia e Basilicata continuerà a monitorare l’evoluzione normativa e a supportare i propri associati nell’adeguamento agli obblighi previsti, consapevole che la sicurezza rimane la condizione imprescindibile per l’esercizio responsabile dello spettacolo viaggiante.
La Chiesa dei fieranti e dei circensi
Al via il Forum ecumenico europeo della pastorale della “gente del viaggio”
Ha avuto inizio a Roma (17-18 marzo 2026), il Forum delle organizzazioni cristiane per la pastorale del circo e del luna park, di cui la Fondazione
Migrantes fa parte.
La preghiera del mattino, proposta dalla delegazione italiana, è stata sollecitata dalla lettura del Vangelo delle nozze di Cana (Gv 2, 1-11): “Come possiamo essere portatori di gioia e di festa assieme alla gente del viaggio? Importanti sono i tre verbi del “segno di Cana”, riempite, prendete (attingete) e portate. Siamo chiamati a riempire la nostra vita di Parola di Dio e di conoscenza della vita e del lavoro dei nostri fratelli fieranti e circensi; prendere (attingere), cioè fare nostro per portare agli altri, comunicando la gioia e la festa del Vangelo”. Dopo l’apertura ufficiale, con la relazione del segretario generale e del vice-segretario generale del Forum e la presentazione delle attività socio-pastorali dei Paesi rappresentati, il prof. Harris Pakkam sdb ha tenuto una relazione sul tema “L’Intelligenza artificiale e il mondo dei viaggianti”. Ha ricordato che “il cristianesimo è religione dell’Incarnazione, in un mondo sempre più virtuale, il circo resta un segno potente dell’umano incarnato” e che nell’azione pastorale verso la gente del viaggio “il cappellano che visita il campo, il sacerdote che celebra la Messa nel tendone, il catechista che si siede con i ragazzi — questo è insostituibile. L’IA può aiutarci a preparare quei momenti, a moltiplicarne l’effetto, a continuare il dialogo quando la distanza separa”.
Nella giornata di mercoledì 18 marzo, dopo la partecipazione all’Udienza generale del Santo
Padre, la relazione di don Mirko della Torre sul tema “Una Chiesa sinodale tra fieranti e circensi”. “Tenendo conto del nostro agire pastorale tra le carovane”, don della Torre ha proposto anche un modo per “rileggere e interpretare i tre verbi suggeriti da papa Francesco per una chiesa sinodale, calandoli nella quotidianità della vita dei fieranti e dei circensi: incontrare, ascoltare e discernere”.
Riprendiamo integralmente e pubblichiamo tratto dalla Rivista “Migrantes Online” del 17 marzo 2026. Promosso dalla Fondazione Migrantes –Organismo della Conferenza Episcopale Italiana
I Don Valerio Bersano nominato
vicedirettore della Fondazione Migrantes
Il Consiglio episcopale permanente (Cep), nel corso della sua sessione primaverile (23-25 marzo 2026), ha nominato vice direttore della
Fondazione Migrantes don Valerio Bersano, sino a oggi segretario nazionale dell’Opera per la propagazione della fede, di quella della Santa infanzia (meglio conosciuta come “Missio ragazzi”) e della Pontificia unione missionaria.
l direttore generale, mons. Pierpaolo Felicolo, a nome di tutta la Fondazione Migrantes, accoglie con gioia don Bersano in questo nuovo servizio.
Il comunicato finale del Cep riporta anche un’altra notizia che riguarda da vicino la Fondazione Migrantes: don Isidor Iacovici è stato confermato Coordinatore nazionale della pastorale dei cattolici romeni di rito latino in Italia.
L’urgenza di una Chiesa missionaria, accogliente, capace di dialogare e di tessere fraternità in un tempo di polarizzazioni e di fratture. Questa è stata la cornice entro cui si è svolta la sessione primaverile del Cep. In particolare, i vescovi italiani hanno voluto ribadire che “la Chiesa è chiamata a presentarsi nella vita del Paese come presenza viva e libera, pronta a collaborare al bene comune, senza ridursi a logiche di schieramento e senza rinunciare alla propria libertà di parola quando sono in gioco i principi etici che promuovono la dignità della persona, la giustizia e la pace”.
Riprendiamo integralmente e pubblichiamo tratto dalla Rivista “Migrantes Online” del 25 marzo 2026. Promosso dalla Fondazione Migrantes –Organismo della Conferenza Episcopale Italiana
Ordinazione presbiterale 10 giugno 1995
Incarico
Segretario Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (2019)
Assistente Equipe Notre Dame (1998)
Direttore Centro Missionario diocesano (2015)
Responsabile Servizio Migrantes (2015)
Membro Istituto Diocesano Sostentamento Clero (2016)
Curriculum
Parroco S. Maria di Castello (1998-2020)
Collaboratore presso Ospedale Santi Antonio e Biagio (2016-2019)
Coordinatore Zona Alessandria (2014-2018)
Segretario Nazionale per l’Opera della Propagazione della
Fede Missio (2010-2015)
Aiutante di studio Ufficio Nazionale cooperazione missionaria tra le Chiese (2007-2010)
Direttore Ufficio cooperazione missionaria tra le Chiese (20032007)
Segretario Collegio consultori (2001-2008)
Membro Consigli presbiterale e pastorale (1999-2008)
Responsabile Servizio cooperazione missionaria tra le Chiese (1998-2003)
Queste pagine nascono dal desiderio di custodire il ricordo del figlio Giuseppe e di dare voce alla straordinaria forza con cui ha affrontato gli anni della malattia.
Con il tempo, quegli appunti intimi si sono trasformati in un libro destinato a condividere la sua storia con altri genitori, famiglie e persone che vivono esperienze simili.
Nel suo racconto commovente, Giovanni Galiero ci offre una testimonianza intensa del legame profondo che lo univa al figlio. Un passaggio particolarmente significativo evoca i pomeriggi in cui Giuseppe, ancora bambino, frequentava le giostre di piazza Giambattista Vico a Napoli: giostre che appartenevano al nostro caro presidente storico, Ciro Guida.
In quel piccolo angolo di felicità, il sorriso di Giuseppe si confondeva con le risate degli altri bambini, mentre Ciro Guida intratteneva Giovanni con racconti e chiacchierate, creando un’atmosfera di serenità e amicizia che pareva sospendere il tempo.
Quei ricordi, che ci riportano a un periodo lieto e spensierato, rappresentano un tributo al legame speciale tra un padre e suo figlio, e al calore umano che Ciro Guida ha sempre saputo donare ai bambini, alle famiglie del quartiere e a chiunque gli stesse accanto.
La perdita di Giuseppe, tragica e dolorosa, rende questi ricordi ancora più preziosi: un segno tangibile di un affetto che non svanirà mai.