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Lo Spettacolo Viaggiante 1-2-2026

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Circolare Ministeriale del 19 gennaio 2026: riflessioni per il settore dello Spettacolo Viaggiante

FEEXPO 2026: quando il gioco supera i confini

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are colleghe cari colleghi vorrei incentrare questo mio intervento - sulle colonne di questa rivista che ho imparato ad apprezza re sempre di più nel tempo e sulla quale sono veramente onorato di poter scrivere - sull’importanza del saper fare squadra e del saper collaborare. Sembrano frasi fatte, sembrano concetti fuori dal tempo, ma esattamente come accade per questa rivista, così accade in grande per la nostra associazione e, ancora più in grande, per tutta la nostra società.

Come infatti questo rotocalco è frutto di un enorme lavoro di squadra, tra persone che scrivono, fotografi, grafici e chi si occupa della raccolta pubblicitaria, così anche la nostra associazione è diventata la più longeva e la più rappresentativa grazie all’opera di molti che, tutti insieme e nelle varie epoche, hanno saputo remare dalla stessa parte.

È il senso stesso dell’associazione e mi piace partire dal nostro esempio per dire che tutto lo spettacolo viaggiante, a mio parere, ha proprio bisogno di questo. Serve spirito di collaborazione al nostro interno, ma anche poi all’interno di tutta la nostra filiera, di tutte quelle realtà e attività che rendono grande, stimato e suggestivo il nostro lavoro.

Avere la mente aperta, non mostrare chiusure, essere sempre pronti ad ascoltare e a dialogare è il modo migliore per stare all’interno di una società. Da quando ho assunto la presidenza di Anesv, ho sempre cercato il confronto con le altre associazioni di categoria: naturalmente con quelle storiche e democratiche, un confronto franco e onesto, che non significa necessariamente accettare le idee altrui, né cercare di imporre le proprie. Significa, al contrario, cercare di prendere il buono gli uni dagli altri, e di cercare di crescere e maturare insieme, di salire un altro scalino. Ho sempre rispedito al mittente le critiche e le provocazioni, spesso ho fatto finta di non sentire, non ho voluto cogliere, ho fatto buon viso a cattivo gioco, consapevole che si trattasse dell’atteggiamento migliore. Parimenti, ho potuto toccare con mano gli enormi e importanti risultati raggiunti, ogni qual volta abbiamo marciato tutti nella stessa direzione.

Ecco allora che non si va avanti né da soli come singoli imprenditori, né da soli come singola associazione di categoria. Così come non si va avanti facendo a meno di tutti i professionisti che ruotano intorno al nostro mondo: penso a ingegneri, architetti, responsabili della sicurezza, certificatori, fornitori.le aziende. costruttrici Scontiamo difficoltà recenti o anche antiche e, a ben vedere, tutte derivano da un mancato coordinamento che ancora esiste dentro tutta la filiera dello spettacolo viaggiante.

La nostra missione per il 2026 e per tutti gli anni a seguire è quella di migliorare i rapporti tra di noi, tra tutte le varie realtà, per presentarci al pubblico,e alle istituzioni ancora una volta, con la nostra forma migliore. L’unione fa la forza: sembra un concetto talmente abusato da essere diventato astratto e invece è ancora, e ostinatamente, così, lo chiedono i rappresentanti delle istituzioni lo chiede la politica.. noi lo faremo.

Buon lavoro a tutti e a tutte e un abbraccio di vero cuore.

Sommario • #1-2 gen. • feb. 2026

ANESV informa

08 La Circolare Ministeriale del 19 gennaio 2026: Riflessioni per il settore dello Spettacolo Viaggiante

12 Giunta esecutiva Anesv

PARCHI di divertimento

14

Infortunio al Luna Park: quando il gestore non risponde dei danni

18 Spettacolo viaggiante, Baldan (FdI): «Patrimonio culturale ed economico del Veneto»

EVENTI

22 FEEXPO 2026: quando il gioco supera i confini

26

Benvenuti nel mondo delle Emozioni di Bergantino

Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 565/1996

Rivista bimestrale. Sped. Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Roma

Questo prodotto è realizzato con materia prima da foreste gestite in maniera sostenibile e da fonti controllate.

Direttore responsabile Ferdinando Uga

Vicedirettore Antonello Volpi

32 Luna Park di Genova. Tra emozione e storia

34 Roma è salita in quota: la ruota panoramica di 50 metri

Aziende e TECNOLOGIA

36 Non tutti i gettoni sono uguali. Maggi Controls, quasi un secolo di esperienza nella produzione professionale

FUORICAMPO

40 Fondazione Migrantes. Incontro del 10 Febbraio 2026

43 Il libro dei saperi

44 PRIMO. Una Storia familiare

Direzione, amministrazione e pubblicità ANESV–AGIS

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Grafica Massimiliano D’Affronto

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Il nostro periodico è aperto a tutti coloro che desiderino collaborare nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione che così recita: «Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione non costituendo pertanto tale collaborazione gratuita alcun rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione autonoma».

La Circolare Ministeriale del 19 gennaio 2026:

Riflessioni per il settore dello Spettacolo Viaggiante

Un’analisi giuridica della nuova direttiva sulla sicurezza dei pubblici spettacoli e della sua implicazione per gli operatori dei luna park.

La circolare ministeriale n. 191654 del 19 gennaio 2026, emanata dal Ministero dell’Interno a seguito della tragedia di Crans-Montana, introduce significative modifiche nell’approccio ai controlli di sicurezza per i pubblici spettacoli, con particolare impatto anche sul settore dello spettacolo viaggiante.

Lo stesso ministero specifica che in detto documento si pone in evidenza “la necessità di intensificare, in via precauzionale e in un’ottica fortemente preventiva, le attività di controllo sulle iniziative di intrattenimento e spettacolo, al fine di tutelare la pubblica incolumità dei lavoratori, degli operatori e del pubblico, assicurando il pieno rispetto della normativa di settore e contrastando eventuali forme di esercizio abusivo. Particolare rilievo è attribuito al ruolo delle Commissioni provinciali e comunali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo e sulle attività di spettacolo viaggiante, chiamate a svolgere verifiche periodiche sulla permanenza delle condizioni di sicurezza, con specifico riferimento alla

conformità strutturale delle attrazioni, alla prevenzione incendi, alla gestione dell’emergenza e delle procedure di evacuazione, alla capienza autorizzata e all’affollamento effettivo degli spazi destinati al pubblico, nonché alla verifica della perdurante corrispondenza tra le condizioni che hanno portato al rilascio del titolo abilitativo e quelle effettivamente esistenti”

Il documento, pur perseguendo l’obiettivo condivisibile di rafforzare la tutela della pubblica incolumità, merita un’attenta riflessione da parte degli operatori del settore.

Le Novità introdotte dalla Circolare

La circolare dispone un rafforzamento efficace dei controlli attraverso il coinvolgimento coordinato di diverse autorità: Prefetture, Commissioni provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, Comandanti provinciali dei Vigili del fuoco, associazioni rappresentative dei pubblici esercenti e referenti dell’Ispettorato del lavoro. Tale approccio, pur comprensibile alla luce degli eventi che l’hanno ispirata, solleva interrogativi sulla proporzionalità delle misure rispetto ai principi di libertà d’impresa sanciti dall’art. 41 della Costituzione, che in ogni caso a sua volta, stabilisce che tale libertà non debba esprimersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. Invero ai sensi dell’art. 41 Cost., la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività

Testo: Avv. Carmela Schmid

economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali. Particolarmente rilevante nel documento emanato dal ministero dell’interno ed inviato a tutte le Prefetture del territorio Nazionale, è il passaggio che prevede verifiche “volte a constatare la perdurante, piena corrispondenza tra le condizioni che hanno portato al rilascio del titolo abilitativo e quelle effettivamente esistenti”. Tale previsione se da un lato appare in linea con l’art. 80 TULPS, che subordina il rilascio della licenza alla verifica da parte di una commissione tecnica, dall’altro presenta Profili di criticità per gli Operatori dello spettacolo viaggiante.

Profili Critici per gli Operatori dello

Spettacolo Viaggiante e dei parchi divertimento

L’intensificazione dei controlli prevista dalla circolare, pur giustificata da esigenze di sicurez

SERVIZI E CONTATTI

Lo studio legale Schmid offre una gamma completa di servizi legali e consulenze strategiche rivolti a operatori dello spettacolo, spettacolo viaggiante e permanente, privati, professionisti e imprese. Assistenza legale personalizzata: supporto in contenzioso, gestione delle controversie e prevenzione dei rischi.

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Collaborazioni interdisciplinari: sinergia con associazioni di categoria, commercialisti e consulenti per una gestione completa e coerente delle attività.

Contrattualistica e tutela dei diritti: redazione, revisione e assistenza in materia contrattuale e responsabilità civile. Recupero crediti: gestione efficace e mirata di crediti, sia stragiudiziale che giudiziale.

za pubblica, deve confrontarsi con il principio di proporzionalità. Gli esercenti dello spettacolo viaggiante potrebbero legittimamente eccepire che le misure adottate risultino eccessive rispetto ai rischi effettivamente sussistenti, soprattutto considerando che il settore è già soggetto a stringenti controlli tecnici e amministrativi. Invero, l’approccio coordinato previsto dalla circolare, pur encomiabile negli intenti, rischia di tradursi in un aggravio degli oneri amministrativi per gli operatori. La necessità di interfacciarsi con molteplici autorità e di sottostare a controlli più frequenti potrebbe comportare costi aggiuntivi significativi, particolarmente gravosi per le piccole imprese del settore.

Obblighi Comunali e Diritti degli Operatori

Tale criticità in ogni caso non deve sottrattre l’opertore dello spettacolo, sia esso viaggiante

Fondato dall’Avvocato Carmela Schmid, lo studio vanta oltre 20 anni di esperienza nell’assistenza legale e consulenza. Opera con un approccio orientato ai risultati, affiancando in maniera efficace operatori dello spettacolo, spettacolo viaggiante e permanente, privati, professionisti e imprese in ogni fase del percorso legale e decisionale.

Collabora come fiduciario con alcuni dei più grandi gruppi assicurativi italiani, fornendo supporto legale qualificato e consulenza strategica.

Ogni intervento è caratterizzato da analisi accurata, garantendo soluzioni su misura per ogni tipo di cliente, grazie a un metodo che unisce competenza giuridica e visione d’impresa. L’avv.Schmid è specializzato nella tutela dei diritti degli esercenti dello spettacolo viaggiante e permanente, anche in collaborazione con Anesv sezione Campania-Calabria, quale membro del consiglio direttivo.

che permanente, al rispetto della ciroclare medesima. Gli esercenti dello spettacolo viaggiante dovrebbero verificare che tutta la documentazione tecnica e amministrativa sia aggiornata e conforme alle prescrizioni vigenti, considerando che i controlli saranno più frequenti e approfonditi.

È necessario rafforzare le misure di sicurezza, con particolare attenzione agli aspetti di prevenzione incendi e gestione dell’emergenza, in linea con le prescrizioni dell’art. 80 TULPS. La recente normativa ha esteso la definizione di spettacolo viaggiante includendo espressamente i parchi di divertimento.

È fondamentale stabilire canali di comunicazione efficaci con le diverse autorità coinvolte nei controlli, al fine di facilitare le verifiche e ridurre i tempi di interruzione dell’attività. La giurisprudenza ha precisato che “l’Autorità di pubblica sicurezza, qualora rilevi circostanze che possano incidere sui presupposti di agibilità precedentemente accertati, deve limitarsi ad invitare l’interessato a rinnovare il subprocedimento di valutazione dell’idoneità tecnica del locale”.

Considerazioni Conclusive

La circolare ministeriale del 19 gennaio 2026, pur perseguendo l’obiettivo condivisibile di raf-

forzare la sicurezza nei pubblici spettacoli, presenta profili di criticità che potrebbero tradursi in un aggravio ingiustificato per gli operatori del settore dello spettacolo viaggiante. È auspicabile che l’applicazione delle disposizioni avvenga nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, evitando interpretazioni eccessivamente restrittive che potrebbero compromettere la sostenibilità economica delle imprese del settore.

Il settore dello spettacolo viaggiante, riconosciuto dalla legge n. 337/1968 come attività di rilevante funzione sociale, merita un approccio equilibrato che coniughi le esigenze di sicurezza con la tutela dell’attività economica e del diritto al lavoro degli operatori.

L’auspicio è che le amministrazioni competenti, nell’applicazione delle nuove direttive, tengano conto delle specificità del settore e delle legittime aspettative degli operatori, garantendo un giusto equilibrio tra sicurezza pubblica e sostenibilità economica delle attività. Solo attraverso un dialogo costruttivo tra istituzioni e operatori sarà possibile raggiungere l’obiettivo comune di garantire spettacoli sicuri e di qualità per il pubblico, preservando al contempo la vitalità di un settore che rappresenta una tradizione consolidata del nostro Paese.

Giunta esecutiva Anesv

A Roma, presso la sede nazionale nel “Palazzo dello Spettacolo”, il 4 febbraio 2025 si è riunita la Giunta Esecutiva ANESV.

Presenti: Il Presidente Ferdinando Uga, il Vice Presidente Vicario Cosimo (Mimmo) Amato, i Vice Presidenti Luca Catter e Sauro Martini, il Tesoriere economo Dario Bosio, il Segretario nazionale Antonello Volpi, il Presidente della Sezione Tre Venezie, la Vice Presidente Vicaria della Sezione Lazio – Abruzzo – Molise e Sardegna Massimiliana Tora, il Presidente della Sezione Campania Calabria Diego Guida accompagnato dal Vice presidente Amedeo Cioffi e dalla Consigliera Avv. Carmela Schmid. Non da ultimo è stato anche presente, attraverso collegamento da remoto, il Presidente della Sezione Piemonte – Valle d’Aosta Marco Della Ferrera.

Ha partecipato ad inizio lavori, graditissimo ospite, il Presidente della Commissione Spettacoli Viaggianti e Circhi Gianluca Cavedo con il quale sono state ampiamente affrontate varie problematiche riguardanti il nostro setto-

re: dalle criticità evidenziatesi in sede di pima applicazione del Decreto 23 dicembre 2024 n. 463 (quello che stabilisce l’erogazione di contributi statali alla categoria, per intenderci) all’aggiornamento dell’elenco ufficiale delle attività considerate Spettacolo Viaggiante di cui all’art. 4 della legge 18 marzo 1968 n. 337, al cosiddetto “Codice dello Spettacolo”, al polizze assicurative contro gli eventi catastrofali naturali, le cosiddette “catnat”.

Cavedo ha poi formulato un’interessante ed importante proposta. Quella di organizzare presso il Ministero della Cultura gli “Stati Generali dello Spettacolo Viaggiante”, proprio per approfondire e valutare congiuntamente i possibili metodi di sviluppo, a livello scolastico ed anche imprenditoriale, del settore. Individuando anche possibili soluzioni a problemi assillanti.

La partecipazione è stata attenta ed appassionata da parte di tutti i presenti. Un bel momento di confronto costruttivo.

Alle ore 14,30, in considerazione di altri impegni, Gianluca Cavedo ha lasciato la riunione. La seduta è poi continuata con la valutazione e discussione dei vari punti punti all’ordine del giorno ed è terminata alle ore 17,30.

Infortunio al Luna Park: quando il gestore non risponde dei danni

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere assolve il titolare di un’attrazione dopo un incidente con fratture vertebrali

Una caduta all’interno di un’attrazione ludica allestita durante una festa patronale non è sufficiente per ottenere il risarcimento dei danni se non si dimostra un difetto dell’impianto o una negligenza del gestore. È quanto stabilito dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con sentenza del 16 luglio 2025, che ha respinto la richiesta di risarcimento di oltre

49mila euro avanzata da una donna che aveva riportato fratture vertebrali durante l’utilizzo dell’attrazione.

IL CASO

L’incidente risale al settembre 2014, quando una donna, accompagnando il figlio all’interno dell’attrazione ludica gestita da un operatore del settore, cadeva su una pedana metallica mobile dopo aver attraversato dei rulli rotanti. Le lesio-

Testo: Avv. Carmela Schmid

ni riportate - fratture vertebrali - le causavano postumi permanenti che la spingevano a citare in giudizio il gestore dell’attrazione, invocando diverse forme di responsabilità civile.

La donna chiedeva il risarcimento sulla base degli articoli 2043, 2050 e 2051 del Codice civile, sostenendo che l’incidente fosse dovuto a un difetto dell’attrazione o comunque alla pericolosità intrinseca dell’attività svolta dal gestore. Il titolare dell’attrazione, affidandosi allo Stu-

dio legale avv. Carmela Schmid, contestava integralmente la ricostruzione della donna, eccependo la mancanza di prove sulla dinamica dell’incidente e l’assenza di difetti nell’attrazione. Attraverso il proprio difensore, il gestore sosteneva, infatti, che l’impianto era regolarmente funzionante e privo di insidie, e che l’eventuale caduta poteva essere dovuta a imprudenza della stessa utilizzatrice.

Anche la compagnia assicurativa, chiamata in causa per la garanzia, contestava la fondatezza della richiesta risarcitoria, eccependo l’assenza di responsabilità del proprio assicurato.

LA TESI DIFENSIVA

Il giudice, aderendo alla tesi della difesa, ha dunque rigettato la domanda risarcitoria, evidenziando come le risultanze istruttorie non consentissero di accertare in modo univoco la dinamica dell’evento lesivo, mancando la prova di quanto reclamato da parte della donna. L’unico teste escusso aveva, infatti, riferito solo circostanze successive all’infortunio, avendo visto la donna in difficoltà all’uscita dall’attrazione, ma nessuno era stato testimone oculare della caduta.

Elemento decisivo per l’assoluzione del gestore è stata la mancanza di prove di anomalie e difetti dell’attrazione. I testimoni della difesa hanno descritto un impianto conforme alla regola, dotato di protezioni, sottoposto a controlli regolari e privo di malfunzionamenti. Ulteriore elemento a difesa è stata l’assenza di segnalazioni di pericolo nei giorni precedenti o successivi all’evento.

LA DECISIONE

Il Tribunale ha analizzato separatamente le diverse forme di responsabilità invocate dall’attrice: Responsabilità da cose in custodia (art. 2051 c.c.): pur essendo una responsabilità oggettiva, richiede comunque che il danneggiato, n questo caso la donna, provi che il danno sia stato causato dalla cosa custodita. Nel caso specifico, non essendo stato dimostrato che il danno derivasse da un’anomalia dell’attrazione, la responsabilità è stata esclusa. Responsabilità per attività pericolose (art. 2050 c.c.): il giudice ha escluso che l’attrazione in questione costituisse un’attività pericolosa, rientrando nella normale categoria di giochi ro-

tanti da luna park, regolarmente collaudati e certificati, come provato dalla difesa. L’utente maggiorenne, ha osservato il Tribunale, assume un rischio ragionevolmente prevedibile e deve usare l’attrazione con normale diligenza. Responsabilità extracontrattuale o aquiliana (art. 2043 c.c.): ovvero l’obbligo di risarcire il danno ingiusto eventualmente causato, ma anche sotto questo profilo la domanda è stata respinta per l’assenza di prove di una condotta colposa del gestore. Le dichiarazioni testimoniali non hanno, infatti, consentito di escludere che l’infortunio fosse dipeso da una condotta imprudente della stessa vittima.

ALCUNE CONSIDERAZIONI

DI CARATTERE GENERALE

La sentenza conferma l’orientamento giurisprudenziale secondo cui le attrazioni ludiche standard, se regolarmente collaudate e certificate, non integrano di per sé attività pericolose. Per ottenere il risarcimento, il danneggiato deve dimostrare specifiche anomalie o difetti della struttura, oppure una condotta colposa del gestore.

La Sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere rappresenta un importante contributo alla definizione dei principi giuridici applicabili al settore dello spettacolo viaggiante. L’analisi giurisprudenziale evidenzia come la responsabilità civile in questo settore sia governata da principi consolidati ma richieda un’applicazione attenta alle specificità di ciascuna situazione.

Per gli operatori del settore, emerge chiaramente l’importanza di adottare un approccio proattivo alla gestione del rischio, basato su conformità normative, rispetto scrupoloso di tutti gli adempimenti previsti dalla normativa di settore, manutenzione preventive, implementazione di programmi di manutenzione e controllo sistematici. Ancora, formazione del personale: Investimento nella formazione continua degli operatori; coperture assicurative: Stipula di polizze adeguate e comprensive dei rischi specifici dell’attività; documentazione: Mantenimento di una documentazione completa e aggiornata di tutte le attività.

La giurisprudenza dimostra che un approccio professionale e diligente alla gestione dell’attività, unito al rispetto delle normative di sicurezza, rappresenta la migliore tutela tanto per gli utenti quanto per gli operatori del settore. In un comparto che vive del rapporto diretto con il pubblico e della fiducia dei consumatori, la sicurezza non è solo un obbligo legale ma un investimento strategico per la sostenibilità e lo sviluppo dell’attività imprenditoriale.

Il settore dello spettacolo viaggiante continua a rappresentare un importante patrimonio culturale e sociale del nostro Paese, e la sua valorizzazione passa necessariamente attraverso l’adozione di standard sempre più elevati di sicurezza e professionalità, nel rispetto dei diritti di tutti i soggetti coinvolti.

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Spettacolo viaggiante, Baldan (FdI):

«Patrimonio culturale ed economico del Veneto»

Il Vice Presidente del Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Regione Veneto, Matteo Baldan, ha espresso pubblicamente il proprio sostegno al comparto dello spettacolo viaggiante attraverso un post pubblicato il 5 febbraio 2025, a seguito dell’incontro con i rappresentanti di ANESV Veneto.

Baldan, componente di diverse Commissioni consiliari — tra cui la VI Commissione competente in materia di istruzione, formazione, lavoro, ricerca, cultura, turismo e sport — ha ribadito il valore strategico del settore per il territorio regionale.

«Gli operatori dello spettacolo viaggiante non rappresentano soltanto un patrimonio della cultura popolare veneta, ma costituiscono anche una parte significativa del nostro sistema economico», ha dichiarato.

Nei giorni scorsi il consigliere ha incontrato Igor Rossi e Omar Morandi, rispettivamente Vice Presidente e membro del direttivo di ANESV Veneto, per proseguire il percorso avviato nella precedente legislatura, culminato con l’approvazione di una legge regionale a sostegno del comparto.

Baldan ha inoltre assicurato piena disponibilità a proseguire il lavoro condiviso con gli operatori del settore, con l’obiettivo di valorizzare una realtà storicamente radicata nel tessuto sociale, artigianale e imprenditoriale del Veneto.

Il commento di ANESV Veneto

Soddisfazione è stata espressa da Igor Rossi, che ha accolto con favore le parole del consigliere regionale.

«Lo spettacolo viaggiante è una rete di microimprese profondamente radicate nel territorio. Oltre a rappresentare un’attività imprenditoriale, mantiene vive le tradizioni popolari», ha dichiarato.

Rossi ha inoltre richiamato la Legge 337 del 1968, che riconosce ufficialmente il valore culturale e sociale dei circhi e degli spettacoli viaggianti.

«Il nostro lavoro non è soltanto materiale: svolgiamo un servizio culturale e sociale, portando tradizione, divertimento e momenti di aggregazione nelle comunità. Ora più che mai è necessario rafforzare il settore e accompagnare le nostre imprese verso un livello superiore. Con lavoro e sinergia questo obiettivo può diventare concreto», ha concluso.

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FEEXPO 2026: quando il gioco supera i confini

Dal 24 al 26 Febbraio 2026, la Fiera di Bergamo ospita la quarta edizione di FEEXPO – Family Entertainment Expo, l’unico appuntamento italiano interamente dedicato all’amusement e all’intrattenimento senza vincita in denaro. Un’edizione che segna un salto di scala, culturale e industriale, sintetizzato nel claim “Fun Without Borders”.

Così Michele Carucci, Direttore Marketing e Comunicazione del Gruppo Dedem, nonché Brand & Communication Manager del Consorzio FEE: “Il confine non è una linea da rispettare, è un invito a superarla con idee, etica e alleanze. FEEXPO 2026 rilancia il lessico dell’Amusement: creatività e tecnologia varcano i confini, unendo produttori, operatori e venue in un’unica piattaforma di business. Fun Without Borders non è uno slogan: è un mandato industriale che chiama partnership, export e standard condivisi”. Organizzata dal Consorzio FEE in collaborazione con Promoberg, FEEXPO 2026 si conferma hub internazionale per produttori, operatori, buyer e istituzioni, rafforzando il ruolo dell’amusement come settore economico strategico e come spazio reale di relazione, in un’epoca segnata dall’isolamento digitale.

Due padiglioni, una visione condivisa

L’edizione 2026 registra una crescita significativa: due padiglioni, una presenza sempre più strutturata di espositori italiani ed europei e un’offerta che spazia dalle attrazioni, ai kiddie rides, ai simulatori, dai videogame arcade alle esperienze immersive. Tecnologie, format e modelli di business dialogano in un contesto orientato all’innovazione e alla sostenibilità del settore.

Amusement come infrastruttura sociale

FEEXPO non è solo esposizione. Il program-

ma congressuale affronta temi centrali per il futuro dell’intrattenimento: il contrasto all’isolamento giovanile, il valore educativo del gioco, la sicurezza degli spazi e la responsabilità degli operatori. In questo quadro si inserisce SAFE PLAY, protocollo etico-formativo sviluppato con l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, che riconosce le sale amusement come ambienti sicuri, presidiati e attenti al benessere dei minori.

Dalla relazione al futuro

Il messaggio che attraversa FEEXPO 2026 è chiaro: il gioco non è evasione, ma linguaggio universale. Un’esperienza capace di unire generazioni, culture e territori, restituendo centralità allo spazio fisico e alla socialità reale. A rappresentare questa visione è la testimonial 2026 Annalisa Minetti, artista e atleta paralimpica, simbolo di inclusione, resilienza e partecipazione.

Un appuntamento che guarda oltre

Grazie alla sua posizione strategica e alla connessione con i principali hub europei, Bergamo diventa per tre giorni il punto di riferimento dell’amusement internazionale. FEEXPO 2026 non racconta solo il presente del settore, ma ne traccia le coordinate future: più consapevoli, più inclusive, senza confini.

Perché il divertimento, quando è fatto bene, costruisce legami. E i legami costruiscono futuro.

Vuoi esser e pr ota gonista del futur o dell’Amusement?

Benvenuti nel mondo delle Emozioni di Bergantino

Arrivando a Bergantino, il titolo della nostra convention — “Benvenuti nel Mondo delle Emozioni” — mi ha portato a una riflessione. Viviamo in un tempo in cui siamo spesso preoccupati, talvolta arrabbiati, per ciò che ogni giorno accade nel mondo, e rischiamo di non emozionarci più con la stessa intensità di un tempo. Eppure dobbiamo tornare a credere nelle emozioni. Dobbiamo rimetterle in movimento.

Cuesta iniziativa dedicata allo Spettacolo Viaggiante, di cui

Bergantino è simbolo di forza, creatività, passione, cultura e innovazione, deve essere per tutti noi un momento di confronto vero. Un’occasione per proporre idee, elaborare progetti, analizzare nuove esigenze e guardare con attenzione alle trasformazioni in atto.

Bergantino rappresenta oggi un punto di riferimento nella diffusione della cultura del Luna Park, anche grazie a iniziative di grande valore come il rinnovato Museo Storico della Giostra, che testimonia l’importanza storica e identitaria del nostro settore.

Il parterre dei partecipanti e il programma degli eventi dimostrano che non poteva esserci scenario migliore di questo auditorium per discutere parole, contenuti, progetti e documenti fondamentali per la crescita dello spettacolo viaggiante, che ANESV è onorata e orgogliosa di rappresentare.

Questa convention intercetta pienamente lo spirito di un comparto in evidente evoluzione, cresciuto grazie alle idee, alle innovazioni tecnologiche, alla capacità di trasformazione e soprattutto al lavoro e ai sacrifici degli operatori.

Il nostro settore sta conquistando una nuova dignità e consapevolezza nell’affrontare le sfi-

de future: dal nuovo Codice dello Spettacolo alle normative sulla sicurezza, dal sostegno alle attività alle opportunità di finanziamento per il rinnovo delle attrazioni, fino all’introduzione di nuove tecnologie e a modalità più efficaci di

Testo: Ferdinando Uga

concessione delle aree, strumenti indispensabili per agevolare la gestione delle imprese.

Sono questi i temi al centro di un confronto costante con le istituzioni, con la Commissione Spettacoli Viaggianti e Circhi del Ministero della Cultura, con l’obiettivo di costruire un quadro normativo più incisivo, semplificato e adeguato allo sviluppo e agli investimenti che il settore ha realizzato nell’ultimo decennio.

È fondamentale continuare a rafforzare la sinergia tra tutti gli attori coinvolti: Governo, Regioni, Comuni, operatori, imprese, ditte costruttrici. Serve un coordinamento strutturato che coinvolga l’intera filiera, affinché ciascuno possa contribuire alla definizione di un progetto condiviso, come già avviene in importanti Paesi europei. È una richiesta che arriva dalle istituzioni nazionali e territoriali, ed è una responsabilità che la politica deve assumere con determinazione.

La sfida che abbiamo davanti è quella di accompagnare il cambiamento, interpretando i nuovi scenari di un’offerta di divertimento rivolta a un

pubblico che evolve: più giovane, più dinamico, sempre più connesso.

Solo attraverso visione, collaborazione e capacità di innovare potremo creare le condizioni ideali per superare le difficoltà e raggiungere risultati concreti e duraturi per il futuro dello spettacolo viaggiante.

A Bergantino la II Convention dello Spettacolo Viaggiante con 160 operatori del settore

Testo: dalla redazione di «Rovigo News»

L’evento si è svolto mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio ed è stato organizzato

dalla Cna Padova e Rovigo, con il sostegno dell’Ebav, su richiesta delle più rappresentative associazioni degli esercenti spettacolo viaggiante

BERGANTINO (Rovigo) – Tra il 18 e il 19 febbraio scorso 160 operatori del settore dello Spettacolo Viaggiante di tutta Italia si sono dati appuntamento a Bergantino per la 2° Convention dello Spettacolo Viaggiante. L’evento, organizzato dalla Cna Padova e Rovigo, con il sostegno dell’Ebav, su richiesta delle più rappresentative associazioni degli esercenti spettacolo viaggiante, Anesv Agis, Snav Cgil, Sisv Cisl, Ansva, Unav, ha affrontato alcuni temi di interesse per le imprese esercenti gli spettacoli viaggianti ( Luna Park itineranti).

Ad intervenire, oltre ai 160 operatori del settore provenienti dal Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Triveneto, Emilia Romagna, Sardegna, Basilicata, Puglia, Sicilia, Calabria, Campania, Lazio e Toscana anche tantissimi Amministratori, in rappresentanza di comuni e Regioni di tutta Italia: Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana, Marche, in qualità di Sindaci, Assessori Consiglieri Commissioni Spettacoli.

Il 18 febbraio i lavori sono iniziati con i saluti del Sindaco di Bergantino, Stefanoni Adriano, che ci ospitava, il saluto del Presidente del Consorzio del Distretto Fabio Martini, e del Presidente della CNA Meccanica Luca Bedendo. Il tema trasversale affrontato è stato quello de “La Sicurezza”.

L’architetto Tomas Ghisellini, con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Rovigo, ha parlato di decoro e arredo urbano, anche in funzione del fatto che il Luna Park può

essere un “salotto della città”. Un “salotto” che va pensato e progettato di comune accordo con le Amministrazioni Comunali così da individuare nuovi spazi urbani dove allestire i Luna Park come punti di riferimento, sicuri ed idonei per i cittadini.

Il secondo intervento, relativo all’Ordine pubblico e Sicurezza nei Luna Park, è stato tenuto dal Capitano Valerio Scatoletti Comandante della Compagnia Carabinieri di Castelmassa (RO).

Il Capitano Scatoletti ha evidenziato l’importante attività di controllo del territorio in presenza di eventi e concentrazione di persone. Ha sottolineato l’impegno delle forze dell’ordine nel collaborare con le istituzioni, gli operatori ed i cittadini per garantire sicurezza e serenità a tutti i soggetti presenti durante gli eventi.

Il terzo intervento, tenuto dagli esperti della Sicurezza delle Attrazioni Gianni Chiari e l’Ing. Bernardini Simone, su quanto importante sia garantire la sicurezza delle giostre attraverso una continua manutenzione e controllo delle attrazioni, la costante formazione ed aggiornamento degli esercenti dello spettacolo viaggiante, il continuo rispetto delle normative vigenti.

La giornata è proseguita con la serata di Gala che ha visto la partecipazione tra autorità ed operatori di oltre 100 invitati.

Nella giornata del 19 febbraio i lavori sono proseguiti con il Tavolo tecnico che ha visto il coin-

volgimento di numerosi rappresentanti delle Associazioni Esercenti dello Spettacolo Viaggiante.

Un successo, sia perché ha avuto la capacità di raccogliere allo stesso tavolo Lavoro i rappresentanti di tutte le associazioni dello spettacolo viaggiante sia per aver predisposto una bozza di documento unitario su alcuni temi prioritari come l’accessibilità ad aree idonee per luna park, la sicurezza, la formazione, la scolarità, aggiornamento normative, rilascio autorizzazioni e licenze, sostegno finanziario e creditizio , adeguamento e uniformità normativa ecc.

Il tavolo tecnico consegnerà il Documento Programmatico e Propositivo frutto del dialogo di questi giorni alle Autorità ed Istituzioni preposte e competenti il 9 aprile 2026 proprio a Bergantino.

La giornata si è conclusa con l’assegnazione del Premio “I Giovani il Futuro, a 10 giovani che ga-

rantiscono la continuità di impresa e il passaggio generazionale al settore.

Nella mattinata del 18 e 19 febbraio si sono svolte le visite guidate al rinnovato Museo Storico della Giostra che ha visto coinvolto circa cento visitatori eccellentemente.

Luna Park di Genova Tra emozione e storia

Frequento il luna park da quando ero ragazzino e con le ginocchia perennemente sbucciate anche in inverno. Perché è in inverno che arrivava e arriva ancora adesso a Genova quel magnifico spettacolo viaggiante che noi chiamiamo ancora “i baracconi” e che continua a resistere nel tempo.

Testo: di Alberto Bruzzone (giornalista de «La Repubblica»)

In piazzale Kennedy finiva la Festa dell’Unità e, dopo qualche settimana, era la volta del luna park, il più grande d’Europa, come veniva definito ai tempi, come è stato chiamato per anni, con un certo vanto anche da parte nostra, che non avevamo più solo l’ospedale più grande d’Europa o il cimitero più grande d’Europa ma anche - ragazzi - il parco divertimenti più grande d’Europa, un’attrazione che ci invidiavano dalle altre città e dalle altre regioni.

Piazzale Kennedy

Come dimenticare quei pomeriggi e quelle sere, prima mano nella mano con i propri genitori e poi, anni dopo, a tenere mano nella mano i propri figli. Così la magia del luna park, a casa mia ma non solo, è stata trasmessa dai padri ai figli, è passata di generazione in generazione, e così sarà ancora per moltissimo tempo.

Piazzale Kennedy, il piazzale del luna park di Genova per più di un mese, il luogo simbolo dello spettacolo viaggiante in città. Quando, in tempi recenti, si è capito che il progetto del Waterfront e soprattutto del grande parco urbano alla foce avrebbe scalzato definitivamente tutto quello che piazzale Kennedy era stato prima, il pensiero è andato subito proprio al luna park. Che fine farà, quale sarà il suo destino? Sarà ancora a Genova? Sarà ancora il più grande d’Europa? C’è da dire che in città, da sempre, piazzale Kennedy è parso un’eterna incompiuta: da spazio senza una destinazione, a luogo per parcheggi d’interscambio, a partenza delle navette per lo stadio, persino a campo da calcio improvvisato all’epoca in cui i migranti vivevano nella palazzina soprastante al vecchio benzinaio di viale Brigate Partigiane.

Le luci dei “baracconi”

Piazzale Kennedy, uno spazio in cerca di una identità, uno spazio interrotto, un po’ come interrotta fu l’esistenza della persona a cui era stato dedicato, John Fitzgerald Kennedy. Eppure, tutto questo finiva quando, pochi giorni prima della festa dell’Immacolata, si accendevano le luci dei “baracconi”. Allora sì che il piazzale aveva la sua vita dentro, allora sì che aveva la sua ragion d’essere, allora sì che avresti voluto che il luna park non andasse mai via,

perché quello era il suo posto, quella era la sua cornice.

Per questo quando uscì il progetto del parco urbano la mente andò subito allo sfrattato luna park ma poi, grazie anche alla lungimiranza delle amministrazioni civiche e alla disponibilità dell’Autorità Portuale, si trovò una soluzione altrettanto affascinante. Quella di Ponte Parodi, nel cuore della città portuale. Tutto nacque come una scommessa, ma oggi si può tranquillamente dire che è stata vinta, tant’è vero che la scelta di Ponte Parodi è stata confermata da tutti i sindaci e da tutte le giunte comunali che si sono sinora avvicendate.

Divertimento ed emozioni

Il luna park ha mantenuto e continua a mantenere la sua vocazione: quella di portare divertimento ed emozioni da una parte, ma anche quella di contribuire, con la propria presenza, a ravvivare zone della città che, diversamente, sarebbero abbandonate e senza un perché. Esattamente come piazzale Kennedy, infatti, anche Ponte Parodi senza il luna park sarebbe un’area priva di identità, e solo con qualche piccolo grande ricordo, come una bellissima edizione del Goa Boa Festival di musica di qualche anno fa. Poco altro o niente più, ma poi ci ha pensato il luna park, perché qualsiasi cosa sia toccata dal luna park, lì arriva la magia.

I “baracconi” a Ponte Parodi hanno avvicinato una zona non sempre esente dal degrado alla città, hanno consentito di allungare il perimetro dei transiti turistici, hanno permesso ai genovesi di divertirsi senza per forza dover prendere l’auto, hanno regalato scorci mozzafiato, come abbiamo potuto vedere nelle tante fotografie che lo scorso anno sono state anche oggetto di una kermesse.

Sembrava tutto finito dopo piazzale Kennedy, sembrava che nulla a Genova avrebbe potuto ripetersi. Poi è arrivato Ponte Parodi, a dirci che il luna park è sempre lì, è sempre fascino, emozione e divertimento allo stato puro. Sono passati gli anni, le ginocchia non sono più sbucciate, ma il cuore e la testa sono sempre lì, quando partono le luci delle prime attrazioni. Ieri come oggi, una passione, quando è vera, non finisce mai.

Roma è salita in quota:

la ruota panoramica che, durante le festività di fine ed inizio anno nuovo, ha cambiato lo skyline e rilanciato il turismo urbano

Per la prima volta la Capitale ha accolto una ruota panoramica di 50 metri: un simbolo di modernità, attrazione turistica e visione europea.

Per la prima volta Roma ha accolto una grande ruota panoramica di 50 metri, segnando un passaggio storico nel panorama dell’intrattenimento urbano della Capitale. Non si è trattato soltanto di un’attrazione: è stato un segnale culturale, una dichiarazione di modernità, una risposta concreta alle

Testo: dalla Redazione
La ruota panoramica illuminata domina lo skyline dell’Eur. Alta 50 metri e composta da 36 cabine climatizzate, l’attrazione ha richiamato migliaia di cittadini e turisti.

grandi città europee che da anni ospitano strutture panoramiche iconiche.

Con questa installazione, Roma ha dimostrato di voler dialogare con le metropoli internazionali sul terreno dell’innovazione turistica e dell’esperienza urbana contemporanea.

Fin dai primi giorni di apertura, la ruota panoramica ha generato un richiamo straordinario. Migliaia di cittadini romani hanno raggiunto il sito per vivere un’esperienza nuova, osservare la città da una prospettiva inedita e partecipare a un evento che ha rapidamente assunto un valore simbolico.

Anche i turisti presenti nella Capitale hanno inserito la ruota tra le tappe della loro permanenza, attratti dalla possibilità di ammirare Roma dall’alto, in un connubio perfetto tra tradizione storica e visione contemporanea. La struttura è diventata un vero catalizzatore di flussi, contribuendo a generare movimento, socialità e vitalità economica nell’area circostante.

L’arrivo della ruota a Roma è stato il risultato di un lavoro sinergico tra istituzioni centrali e territoriali. Determinante è stata la collaborazione tra il Presidente della Commissione Patrimonio, il IX Municipio e l’Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti (ANESV), che hanno

reso possibile la realizzazione del progetto. Alta 50 metri, composta da 36 cabine climatizzate per un totale di 200 posti, la ruota ha garantito comfort, sicurezza e accessibilità anche alle persone con disabilità. Di giorno ha offerto una vista ampia e suggestiva sulla città; di sera, grazie all’impianto di illuminazione scenografica, è diventata un elemento iconico dello skyline romano.

Roma, con questa installazione, non solo si è allineata alle grandi capitali europee, ma ha riaffermato la propria capacità di innovarsi, attrarre e sorprendere. La ruota panoramica non è stata semplicemente un’attrazione: è stata un nuovo simbolo urbano e un’esperienza collettiva che ha unito cittadini e turisti sotto lo stesso cielo, a 50 metri d’altezza.

Taglio del nastro e momento istituzionale all’interno della ruota panoramica. Rappresentanti delle istituzioni centrali, del IX Municipio e dell’Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti (ANESV) durante l’inaugurazione ufficiale.

Non tutti i gettoni sono uguali

Maggi Controls, quasi un secolo di esperienza nella produzione professionale

Nel mondo dello spettacolo viaggiante il gettone non è un semplice oggetto metallico. È un componente tecnico che deve dialogare perfettamente con accettatori di moneta, hopper, cambiamonete e distributori automatici.

Quando un gettone si blocca, si deteriora troppo in fretta o rilascia polveri metalliche, il problema non è il gettone in sé: è il fermo macchina, è la manutenzione straordinaria, è l’incasso che si interrompe nel momento di massimo afflusso.

Per questo Maggi Controls, da quasi un secolo, produce gettoni con un approccio industriale rigoroso, dove ogni fase è controllata.

La differenza non è solo nel materiale. È nel processo.

Dalla progettazione

alla preparazione dello stampo

La produzione di un gettone di qualità non inizia in officina, ma dal confronto con il cliente e dalla preparazione tecnica dello stampo.

Anche prima di scegliere il materiale – ferro, ottone, alluminio o Zama – esistono due fasi fondamentali che determinano la riuscita del prodotto finale.

Fase 1 – Progetto e definizione con il cliente

Tutto parte dal cliente: insieme si decide il tipo di gettone più adatto alle esigenze, il materiale e le caratteristiche tecniche necessarie per un utilizzo ottimale negli accettatori e negli hopper. In questa fase si definisce anche l’elemento distintivo principale: il materiale, gli eventuali canali funzionali e l’eventuale logo da creare. Il reparto marketing sviluppa quindi un bozzetto grafico, calibrato sul formato e sul tipo di gettone scelto. Non si tratta di una semplice riduzione del logo: vengono valutate proporzioni, profondità dei rilievi e leggibilità dei dettagli,

Macchinari per coniatura ferro, ottone e alluminio.
Vista parziale della sede operativa di MAGGI CONTROLS.

così che il risultato finale sia armonioso e tecnicamente realizzabile.

Il bozzetto viene condiviso con il cliente e definito in ogni dettaglio, fino a diventare il progetto definitivo

Fase 2 – Realizzazione dello stampo

Con il progetto grafico approvato, il nostro ufficio tecnico realizza un modello 3D dello stampo, trasformando il bozzetto in una matrice concreta pronta per la produzione.

Il capo officina elabora il modello, definendo con precisione rilievi, inclinazioni e profondità, così da garantire che lo stampo in acciaio temperato possa essere inserito correttamente nel macchinario di coniatura e produrre gettoni uniformi e perfetti.

Solo al termine di questa fase lo stampo è pronto per la produzione vera e propria, per tutti i tipi di gettoni, siano loro in ferro, zama, ottone o alluminio.

Coniatura da nastro: precisione millimetrica per ferro, ottone e alluminio

Per ferro, ottone e alluminio il processo parte da nastri metallici certificati, con spessore costante e caratteristiche meccaniche controllate. Non si tratta di semplici lamiere generiche. Il nastro viene selezionato per: uniformità strutturale; assenza di impurità; spessore calibrato con tolleranze strette; caratteristiche magnetiche costanti (quando richieste).

Fase 1 – Coniatura automatica del nastro

La produzione inizia con il nastro metallico, che

entra nel macchinario e viene avanzato automaticamente. Durante questa fase, il metallo viene coniato direttamente sul nastro con il logo e, se previsti, i canali.

La pressione di coniatura e l’avanzamento del nastro sono calibrati con precisione millimetrica, garantendo rilievi netti, peso costante e dettagli sempre definiti. È un processo sincronizzato e continuo, dove logo e canali vengono impressi come per magia, preparando il gettone per le fasi successive.

Fase 2 – Burattatura: pulizia e lucidatura dei gettoni

Dopo la coniatura, i gettoni passano nella fase di burattatura, un processo meccanico fondamentale per la qualità finale.

Durante la burattatura i gettoni vengono puliti da eventuali sbavature residue della coniatura e sottoposti a una lucidatura preliminare, che rende la superficie uniforme e pronta per i successivi trattamenti di finitura o nichelatura. Questo passaggio assicura che ogni gettone sia pulito, liscio e pronto, eliminando imperfezioni e preparando la base per una finitura brillante e duratura.

Considerazioni

È qui che si percepisce la differenza rispetto a produzioni a basso costo: se lo spessore del nastro varia anche di pochi centesimi, se la pres-

Nastri di ferro.
Gettoni in ferro e mascherina di inserimento personalizzata.

sione di coniatura non è costante o se la posizione dei canali non è precisa, il gettone non sarà identico al precedente.

Negli accettatori elettronici, questa differenza si traduce in blocchi o malfunzionamenti, con conseguenze immediate su incassi e funzionamento dei sistemi.

Stampaggio a caldo in Zamak 5: controllo totale della lega

Per i gettoni in Zama (Zamak 5) il processo è completamente diverso.

Si parte da panetti di lega certificata, con composizione controllata. La Zamak 5 è una lega tecnica che offre:

maggiore durezza rispetto a leghe economiche;

migliore stabilità dimensionale; resistenza all’usura superiore.

Fase 1 – Ciclo produttivo controllato

Nei macchinari dedicati, la lega Zama viene mantenuta a temperatura costante e controllata grazie a forni regolati da una scheda elettronica, che monitora e gestisce tutti i parametri di processo.

Il materiale fuso entra negli stampi in acciaio temperato, riempiendo con precisione tutte le sezioni del gettone montato nel portastampi. Si tratta di un ciclo produttivo continuo, che combina fusione, modellatura e raffreddamento, garantendo che ogni gettone abbia rilievi definiti, logo preciso e eventuali canali perfettamente formati, fin dal primo pezzo. Questo processo assicura uniformità, stabilità dimensionale e resistenza anche negli utilizzi più intensi.

Fase 2 – Burattatura leggera

La burattatura leggera rappresenta il secondo processo nella produzione dei gettoni in Zama. Questo trattamento serve principalmente a rimuovere piccoli residui di materiale che possono essere presenti sulla superficie del gettone dopo il ciclo di fusione e stampaggio. Il processo uniforma delicatamente la superficie senza modificare rilievi, logo o eventuali canali, preparando ogni gettone per le fasi successive di finitura.

Considerazioni

Un gettone realizzato con leghe meno stabili o con stampi non perfettamente calibrati può variare nel peso. Negli accettatori elettronici significa errori di riconoscimento.

Nichelatura certificata: protezione reale, non solo estetica

La nichelatura non è un semplice rivestimento lucido: è un trattamento galvanico che, se eseguito correttamente, garantisce qualità e funzionalità.

Per questo ci avvaliamo esclusivamente di aziende qualificate, che garantiscono il rispetto dei parametri concordati per la composizione di rame e nichel nelle finiture. In questo modo, ogni fornitura mantiene la stessa resa nei meccanismi delle gettoniere, senza variazioni tra lotti diversi.

Gettoni in ferro ribassato e con un canale simmetrico.
Panetti di Zamak.

Una nichelatura professionale assicura: superficie liscia e uniforme; scorrimento fluido nei meccanismi delle gettoniere; assenza di polveri metalliche; protezione duratura contro ossidazione e corrosione.

Tolleranze e controlli: dove si gioca la vera differenza

Nel settore professionale le tolleranze non sono un dettaglio. Ogni gettone Maggi viene prodotto mantenendo costanti: peso; diametro; spessore; planarità.

Questo riduce drasticamente: ritarature degli accettatori; blocchi negli hopper; usura prematura delle gettoniere; interventi tecnici e manutenzione.

Con Maggi Controls, la differenza si percepisce immediatamente: fin dai primi utilizzi, il gettone scorre regolare, funziona correttamente e mantiene tutte le caratteristiche previste.

Canali funzionali: la chiave del sistema

I canali coniati nei gettoni non sono un dettaglio estetico, ma servono a personalizzare e proteggere il funzionamento nelle gettoniere. Possono essere semplici o più complessi – esistono anche i canali brevettati Maggi – e assumere forme diverse: arrotondati, a V, studiati in base alle esigenze del cliente.

La precisione nella posizione, forma e profondità dei canali è fondamentale: permette che, una volta applicata nella gettoniera la mascherina di inserimento, passi solo ed esclusivamente il gettone acquistato dal cliente. Senza la mascherina, il foro della gettoniera accetterebbe qualsiasi gettone; con essa, il gettone diventa una chiave e la gettoniera la serratura per entrare… nel magico mondo dei giochi.

Grazie a questo approccio, ogni gettone è pronto fin da subito per essere integrato nei sistemi professionali, garantendo funzionamento sicuro e affidabile.

Sistema integrato: gettoni e macchine studiate per i clienti

Oltre ai gettoni, Maggi Controls realizza anche cambiamonete automatici e il MaggiCash, distributore di gettoni da banco, progettati con gli stessi criteri di precisione e professionalità. Concettualmente, applichiamo lo stesso rigore dei gettoni anche alle macchine, creando sistemi studiati per funzionare in perfetta sinergia, affidabili e duraturi.

Perché la differenza si vede nel tempo

La qualità di un gettone non si misura solo nel prezzo iniziale, ma nella sua continuità di funzionamento e nella precisione fin dal primo utilizzo

Maggi Controls lavora da quasi un secolo con un principio chiaro: controllare ogni fase produttiva per garantire precisione, durata e affidabilità nel tempo.

Perché nello spettacolo viaggiante il pubblico deve vedere solo lo spettacolo.

La nostra storia si misura attraverso le generazioni: l’azienda è rimasta fedele ai principi che ne hanno definito l’identità fin dall’inizio e che continuano a distinguerla oggi: qualità, servizio e attenzione costante verso i clienti.

Stampi in lavorazione.

Incontro del 10 Febbraio

Riprendiamo integralmente e pubblichiamo tratto dalla Rivista «Migrantes Online» del 10 febbraio 2026. Promossa dalla Fondazione Migrantes – Organismi Pastora della Conferenza Episcopale Italiana.

S Fondazione Migrantes

i è riunita a Roma per la prima volta nel 2026, presso la sede della Fondazione Migrantes, la Commissione nazionale degli operatori pastorali impegnati nelle varie realtà dello spettacolo viaggiante (come circensi, fieranti e lunaparkisti). Per la prima volta hanno partecipato all’incontro, presieduto dal direttore generale della Fondazione Migrantes e moderato da don Mirko Dalla Torre, anche rappresentanti del mondo

2026

dei gruppi folcloristici e delle tradizioni popolari, delle bande musicali e degli artisti del gessetto, i “madonnari”.

Dopo un momento di ascolto della Parola –il vangelo delle nozze di Cana (Gv 2,11) – e di condivisione delle risonanze, il primo punto all’ordine del giorno è stata la verifica delle giornate giubilari dello Spettacolo Popolare (maggio 2025). Nonostante alcune iniziali difficoltà – dovute anche alla morte di papa Francesco – sono stati entusiasmo e gratitudine il vissuto riportato dai rappresentanti di tutte le realtà che hanno partecipato al Giubileo, organizzato dal Dicastero per lo Sviluppo umano e integrale della Santa Sede, con il supporto della Fondazione Migrantes. L’esperienza vissuta, oltre a suggerire l’allargamento degli inviti alla Commissione, ha aperto la possibilità di una prossima occasione di incontro.

Nel corso della mattinata sono stati anche presentati i risultati di un questionario indirizzato a tutte le diocesi italiane, per avere informazioni dalle chiese locali sul settore dello spettacolo viaggiante, dal punto di vista pastorale e sociale dopo il periodo Covid e il Giubileo appena trascorso; e quelli del progetto di scolarizzazione dei “ragazzi del Viaggio” – figlie e figlie delle famiglie dello spettacolo viaggiante – voluto e sostenuto dalla Fondazione Migrantes. Entrambe le presentazioni sono state anche uno stimolo per gli interventi dei rappresentanti presenti sulle situazioni territoriali specifiche.

L’incontro si è concluso con un momento di preghiera in cui si sono ricordati tutti i defunti dell’anno 2025 del mondo dello spettacolo viaggiante – con un pensiero particolare al 26enne circense Christián Quezada Vasquez, morto durante un’esibizione il 21 novembre scorso – e i 10, tra ragazzi e ragazze, che l’11 febbraio riceveranno i sacramenti a Roma dopo un percorso di catechesi pensato per loro.

Riprendiamo integralmente e pubblichiamo tratto dalla Rivista “Migrantes Online” del 5 settembre 2025. Promossa dalla Fondazione Migrantes – Organismi Pastora della Conferenza Episcopale Italiana

Istruzione per il viaggio. Il progetto “Scuola itinerante”

L’accesso all’istruzione di uno “studente itinerante” è una sfida molto impegnativa per le famiglie – stiamo parlando di quelle che lavorano nello spettacolo viaggiante (circhi, fiere e luna park) – e per le scuole. Una sfida che cambia, poi, a seconda della fase del percorso di studi. Lo studente itinerante non può frequentare l’intero anno scolastico presso un unico istituto perché segue lo spostamento dettato dal mestiere della sua famiglia. Le scuole, così, hanno difficoltà a integrare un alunno in una classe già formata, anche per un breve periodo. Per lo studente e per le famiglie, la difficoltà sta nel seguire il filo dei programmi, l’acquisto dei libri e le iscrizioni.

“Scuola Itinerante” è un progetto di accompagnamento scolastico in tutto il territorio italiano per limitare l’abbandono scolastico dei bambini e degli adolescenti appartenenti alle famiglie dello spettacolo viaggiante di ogni ordine e grado. Lo promuove l’associazione Casa Betania, con il sostegno di “Con i Bambini” e il cofinanziamento della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana. Il progetto è un’evoluzione più strutturata di alcune iniziative nate dal basso. “Andavamo in giro per degli incontri di catechesi pensati per le famiglie itineranti – racconta Sara Vatteroni, direttore regionale Migrantes della Toscana e responsabile dei progetti dell’associazione Casa Betania – e cominciammo a renderci conto del livello di scolarizzazione dei bambini. Da quell’osservazione sono nate due sperimentazioni, una in Triveneto, a Bergantino (RO), il cosiddetto distretto della giostra, e l’altra in Toscana, a Massa. Poi il progetto è divenuto operativo anche nel centro-sud”.

Cosa fa “Scuola itinerante”?

Per le elementari e le medie affianca le famiglie nella fase delle iscrizioni, dei trasferimenti, delle presenze e dell’ammissione agli esami; e mette a disposizione dei tutor gratuiti per il doposcuola. Per la scuola superiore, a seconda dell’area dove la famiglia si sposta di più, il progetto mette a disposizione un referente di zona che la aiuta a scegliere l’indirizzo di studio migliore per i figli e a fare l’iscrizione all’istituto superiore statale individuato, che resta il riferimento anche in caso di spostamento. Una volta iscritti, i ragazzi e le ragazze ricevono aiuto con lo studio durante tutto l’anno, per arrivare preparati agli esami di passaggio. Le lezioni si svolgono o in presenza o in DAD a seconda dell’istituto, ma tengono conto degli spostamenti e degli impegni dei ragazzi. A proposito di didattica a distanza, un momento di svolta per il progetto è arrivato paradossalmente in tempo di pandemia. “Quando tutta la scuola è andata in DAD – racconta Federica Pennino, della coop. Sophia di Roma, referente del progetto per il centro-sud – a quel punto i ragazzi dello spettacolo viaggiante hanno iniziato a non avere problemi di partecipazione, studio, apprendimento”.

In questa giostra, in cui è in qualche modo la scuola che si mette in moto per seguire gli studenti e non viceversa, ha un ruolo-chiave la fi-

gura del tutor, che fa da ponte, sia dal punto di vista didattico che burocratico. E poi è fondamentale per la motivazione, dentro un contesto in cui i giovani sono inevitabilmente orientati a entrare nell’impresa di famiglia.

Spiega Pennino: “Il tutor prende contatti con i docenti per definire programma e obiettivi minimi da raggiungere per ciascuna materia. E poi inizia l’accompagnamento, anche fisico, quando è necessario, in particolare in occasione degli esami, in cui in tre giornate si vive esponenzialmente quello che normalmente si diluisce in un anno. Una ragazza lo scorso anno mi diceva: ‘Oddio, è la prima volta che entro in un liceo!’. Anche per questo è importante che i tutor siano sempre gli stessi durante l’anno”.

Cosa ne pensano i genitori?

Susy Caveagna è la mamma di Kendra, una studentessa delle 2a classe di servizi per la cultura e lo spettacolo. Lavora nell’Universal Circus della famiglia D’Amico. La raggiungiamo al telefono a Civita Castellana, in provincia di Viterbo. Il programma è stare un paio di settimane e poi via di nuovo, altrove, tra Umbria e Lazio e poi in tutta Italia: “Io ho figli nati a Palermo, due a Roma, uno a Brescia, uno a Milano, uno è nato addirittura all’estero, in Turchia. E si può capire bene che con la ‘Scuola itinerante’ la nostra vita è proprio cambiata. Prima era tutto più faticoso. E ti parlo da mamma di figli che hanno preso abbastanza bene la questione dello spostamento. Sia io che suo padre ci teniamo alla scuola, è una priorità. L’unica difficoltà burocratica rispetto agli anni scorsi riguarda l’iscrizione”. Anche per questo, uno degli obiettivi del progetto è far emergere ufficialmente la realtà degli studenti itineranti. Si stima che in Italia ce ne siano almeno 500. Ma nessuno, a nessun livello, conosce le cifre esatte: “In tutti gli altri Paesi europei – spiega Vatteroni – c’è una normativa specifica che coinvolge veramente la categoria, docenti specializzati e tutto un sistema che va incontro alla loro mobilità. Da noi in Italia non esiste. Mi aspetto che le istituzioni si prendano in carico di questo problema, magari mutuando organizzazione e soluzioni didattiche e giuridiche da esperienze simili, come quella della scuola in ospedale. Noi dal basso abbiamo fotografato e agganciato questa realtà. Ora bisogna fare un passo avanti”. (Simone Sereni | Migranti Press n. 3 2025)

Il libro dei saperi

La dispersione scolastica è ancora un problema da risolvere. Non esiste un solo modello di istruzione, ma la scuola e gli strumenti della didattica devono essere pensati per essere quanto più possibile adeguati alle esigenze dei bambini e delle bambine. Ieri pomeriggio l’On. Nadia Romeo ha presentato in Sala Fregosi di Città metropolitana di Roma Capitale il DDL sul libro dei saperi, di cui è prima firmataria, avente per oggetto la formazione dei figli e delle figlie degli operatori dello spettacolo viaggiante. Un mondo di arte, di cultura e “di sorrisi”, come lo definì Papa Francesco, ma anche di lavoro e di economia. Ragazzi e ragazze che con le loro famiglie vivono una vita di grande mobilità, ma che non devono rinunciare alla loro formazione scolastica. Ne abbiamo parlato

con Adriano Stefanoni, Sindaco di Bergantino, la “città delle giostre”, orgoglio di produzione artigianale del nostro Paese, con il Presidente della Commissione Patrimonio capitolina Yuri Trombetti, con la Presidente della Commissione capitolina Scuola Carla Fermariello e con l’operatrice Valeria Ravelli. Grazie alle associazioni che sono intervenute. Si va avanti!

(Post tratto dalla pagina FB di Cristina Michetelli – Consigliera PD di Roma Capitale)

U PRIMO Una Storia familiare

na bella iniziativa dovuta all’intuito di un ex “giostraio”, Fabrizio Cervi, coadiuvato da Marco Celati. Con l’introduzione di Dino Fiumalbi.

È stato edito, per i tipi di Eurostampa srl di Pontedera (PI), un bel volumetto da titolo PRIMO.

Una storia familiare. Dedicata a Primo Cervi, figlio di Pietro e di Lucia Lavagno, nonché, naturalmente padre di Fabrizio.

Fabrizio che per anni, anch’egli, ha svolto come tutta la Famiglia l’attività professionale di Esercente Spettacolo Viaggianti o, come egli preferisce, di “Giostraio”, fino agli anni 70, momento in cui si fermò a vivere e lavorare a Pontedera in provincia di Pisa.

Per la cronaca e per la precisione la storia della Famiglia Cervi si svolge e si intreccia con quella delle Famiglie Lavagno, Volpi e Picci. Solo per citare le prime dirette discendenze.

Il racconto passionale vola sulle memorie nostalgiche di Fabrizio raccontate, con dovizia di particolari al giornalista Celati che, facendole sue, ha trovato il sistema più sentimentale e dovuto per trasferirle sulla carta, nel rispetto di storie che si dipanano a partire dagli anni ’20 del 900, a partire dal Monferrato. La famiglia di Primo Cervi infatti (con derivazione dalla provincia di Pavia) trova origine proprio in provincia di Alessandria, nel Monferrato, precisamente a Casale Monferrato.

La storia di Primo Cervi si svolge tra giostre itineranti, il servizio militare di leva, la campagna di Etiopia, la seconda guerra mondiale, la deportazione e la prigionia in campo di concentramento ed il difficoltoso rientro in Italia e l’ancor più difficoltosa ripresa di una vita normale tra povertà, ricostruzione e tanta dignità.

A dimostrazione del carattere forte e sensibile nello stesso tempo, è bello e significativo il racconto – riportato testualmente – di un episodio di guerra, la campagna di Etiopia, che dovrebbe far molto riflettere anche oggi, ed è sempre Fabrizio che racconta, i nostri sono in pieno deserto, in fase di trasferimento e sotto attacco: Durante il viaggio il tenente avvisa mio padre e

gli dice, guarda che ho visto che nella gola sparavi in alto o in basso, se lo rifai ti mando alla corte marziale. Arrivano ad Addis Abeba, allestiscono il campo. Il tenente grida, mio padre a testa china.

Dov’è quello che non ha mira?

Signor tenente, non ce la faccio, sono persone. Come ti chiamo, soldato?

Cervi Primo signore!

Cervi, prendi una pala e fammi una buca di quattro per quattro, profonda un metro.

Il sole era alto, bruciava, per due giorni scavò la buca. Una volta finita di scavare, il tenente gli ordinò: ora la ricopri! E papà a metà lavoro, ci cascò dentro svenuto e si si risvegliò, non si sa quanto tempo dopo, in una specie di pronto soccorso. Dopo qualche giorno ritornò in servizio. Un chiaro messaggio di pace di cui v’è tanto bisogno anche oggi!

Per l’intera lettura si rinvia al Blog “Raccolte e Paesaggi” di Marco Celati e sul sito QuiNews Valdera. Grazie e bravi a tutti. (A.V.)

Guido Muzi

A Dio, carissimo Guido. Il 10 febbraio 2025 sei entrato nella nostra domenica senza tramonto, dopo una vita spesa al servizio del prossimo. Hai sempre interpretato così, infatti, la tua vita e la tua attività professionale di assicuratore. Quanto lavoro importante, quanti anni abbiamo trascorso insieme, fianco a fianco. Eri sempre pronto ad ascoltare le esigenze di tutti e, quindi, a dare risposte leali ed affidabili. Eri un fine conoscitore delle genti del viaggio, hai coltivato anche vere amicizie con molti esercenti dello Spettacolo Viaggiante e del Circo. Mi hai gratificato con la tua profonda amicizia. Amato, stimato e rispettato da tutti non solo quale serio professionista ma anche - e soprattutto - per le tue doti umane e di intelligenza. Eri solito prestarti, quale volontario, nell’assistenza agli ammalati. Ti ricordo così. Anche attraverso gli insegnamenti di vita e di lavoro che mi hai elargito. Rimarrà tutto indelebile nella mia mente e nel più profondo del mio cuore. Con sentimenti di immensa gratitudine. A nome mio e dell’ANESV tutta, mi stringo, nel dolore, in un affettuoso abbraccio con i tuoi figli Laura e Mauro. A tutti i parenti e gli amici i sensi di profondo cordoglio. (A.V.)

Berto Orlando

Berto Orlando, quinto di dieci fratelli, amava definirsi il pioniere dello spettacolo viaggiante. La sua vita fu spesa a far spola con la sua carovana tra il nord Italia, soprattutto Lombardia e Veneto. Dopo aver sposato Tosca e aver avuto tre figli – Ines, Debora e Denis – la sua dedizione a questa vita itinerante si intensificò. Giunto finalmente alla meritata pensione, Berto si ritira dalla scena con discrezione. Lascia i rumori fragorosi delle giostre per dedicarsi interamente alla sua famiglia, godendosi il silenzio e raccontando le sue avventure ai nipoti, nel nuovo, intimo palcoscenico della sua casa.

Amerigo Lavoratti

Esponente di una delle più antiche e stimate Famiglie del “Viaggio”, all’età di 76 anni, ci ha lasciato

Bruno Lavoratti. E’ stata una notizia che ha colto di sorpresa tutta la categoria, lasciando tutti addolorati e sgomenti.

Bruno Lavoratti si è distinto professionalmente per le tante iniziative, non ultima la creazione del “Gomma Park” di Bari. Si è anche fatto apprezzare quale egregio rappresentante sindacale in seno all’ANESV, ricoprendo per tanti anni cariche sociali a vari livelli, anche quella di Vicepresidente della Sezione Puglia – Basilicata.

Ai familiari, ai parenti tutti e coloro i quali gli furono gli furono legati affettivamente e da sentimenti di amicizia, tramite le colonne di questa Rivista, giungano le più sentite condoglianze.

Nella foto risalente all’ormai lontano 1° dicembre 1988, primo da sinistra al tavolo della presidenza, è ritratto, a scorrere verso destra, con Mario Nuzzolese Segretario AGIS Puglia, Gastone Rampazzo Presidente ANESV, Ettore Perris Presidente Sezione ANESV ed Agostino Volpi Segretario nazionale ANESV, nel corso di un’Assemblea dei Soci della Sezione ANESV di Puglia e Basilicata, tenutati a Bari.

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