CULTURA D’IMPRESA E DINTORNI SETTEMBRE ‘14 N°7 anno XXI
euro 2,00
180 ECONOMIA.LAVORO CULTURA.ATTUALITÀ STILE.VIAGGI.DESIGN
NARDO FILIPPETTI & SIMONETTA STRONATI Cavalieri del Lavoro 2014
PINO SCACCIA Lo storico inviato Rai racconta le sue Marche
SPECIALE
I manager del futuro
DOSSIER CREDITO tra sfide e cambiamento
BIANCO E NERO, Fango e una Reflex
SENIGALLIA
Negli scatti di Giorgio Granatiero
JOHANNES GENEMANS
La forza della scultura, l’intensità dell’amore
RAVAL
Sua maestà il Mojito ISSN 20367589
9 772036 758002
Paola Giorgi TEATRO E POLITICA, LE PASSIONI DI UNA VITA
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luciatogni
luciatogni
Si organizzano visite guidate con degustazione
Crisio premiato tre bicchieri Gambero Rosso
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Cimaio premiato con cinque grappoli AIS
Crisio & Grancasale premiati AIS
CasalFarneto // Serra dè Conti (AN) // T. 0731-889001 // www.casalfarneto.it // social
SPECIALE I MANAGER DEL FUTURO CNA MARCHE
NEL 2013 RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE IN CRESCITA DEL 40% ALCUNE RIFLESSIONI IN TEMA DI CONCORRENZA SLEALE
CONSULENZA
LE NUOVE AGEVOLAZIONI DEL DECRETO COMPETITIVITÀ
CREDITO
Nunzio Tartaglia
BANCHE: “IL PROBLEMA È NELLA CARENZA DI DOMANDA NEL CREDITO
FOCUS SENIGALLIA LA CITTÀ CHE RISORGE
Le Marche che spiccano CINQUANTESIMO MARCELLI
A Casa Di
BENVENUTI AL CASTELLO DI GRANAROLA
Cavalieri
del lavoro
NARDO FILIPPETTI E SIMONETTA STRONATI 3
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IL TUO VIAGGIO NEL CUORE
DELL’ ITALIA
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SOMMARIO 40 LE
GRANDI FAMIGLIE MARCHIGIANE
LA FAMIGLIA MEZZADRILE
ALTO ARTIGIANATO 44 Pier Francesco Pesaola
Paola Giorgi
IL LIUTAIO DEI SOGNI
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INTERNAZIONALIZZAZIONE
IMPRESE
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48 50
KEBILI: LA PORTA D'INGRESSO ALL'AFRICA PER LE AZIENDE MARCHIGIANE
CNA MARCHE: NEL 2013 RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE IN CRESCITA DEL 40% ALCUNE RIFLESSIONI IN TEMA DI CONCORRENZA SLEALE
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ACQUISIZIONI E CESSIONI
INCHIESTA
PRODUZIONE INDUSTRIALE IN CALO
FORMAZIONE
LA CARD “ENJOY MY UNICAM” E LA NUOVA APP “MY UNICAM”
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E-LEARNING
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BORSA
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CONSULENZA
12 L’editoriale di Flavio Guidi
INNOVAZIONE
PRIMOPIANO
SFIDE DI UNA SOCIAL ENTERPRISE
A FRANCAVILLA D'ETE LA NOTTE DEGLI OSCAR MARCHIGIANI 2014
COVER STORY
57 Confindustria Marche
58 UniCam per gli studenti
Filippetti & Stronati
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EDITORIALE
18 Paola Giorgi
TEATRO E POLITICA, LE PASSIONI DI UNA VITA
CONTROCOPERTINA
CAVALIERI DEL LAVORO 2014
24 Nardo Filippetti e Simonetta Stronati IL PERSONAGGIO 30 Pino Scaccia
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LO STORICO INVIATO DEL TG1 RAI RACCONTA LE SUE MARCHE
BREVI DAL TERRITORIO 36 YOUNG NEWS 38 NEWS DAL MONDO
L’UNIVERSITÀ POLITECNICA DELLE MARCHE E LA FORMAZIONE ON-LINE: UN’ECCELLENZA ITALIANA
LE NUOVE AGEVOLAZIONI DEL DECRETO COMPETITIVITÀ
66 ClubTi Centro 70 Giulio Ceppi
LA VIA DELL'INNOVAZIONE FRUGALE E DELLA SENSORIALITÀ SOSTENIBILE
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TURISMO
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MARCHE WEB
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LE MARCHE CHE SPICCANO
84
CARRIERE E POLTRONE
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CONTRIBUTI E BANDI
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LAVORO
AL VIA LE NUOVE AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE STRUTTURE RICETTIVE
LINKEDIN: IL RE DELLE RELAZIONI PROFESSIONALI IN RETE
CINQUANTESIMO MARCELLI
RAPPORTO ANNUALE 2014 DELL’OSSERVATORIO MERCATO DEL LAVORO
SPECIALE
I MANAGER DEL FUTURO 94 96 L’ACCADEMIA DEI MANAGER
100 HUMAN RECOURCES INNOVATION 104 CHIEF MARKETING OFFICER 106 E-LEADERSHIP
112 MASTER REAL ESTATE
LUCI DELLA RIBALTA
L’ARTE DI ANIMARE LA SABBIA
CULTURA
DIRETTORE EDITORIALE Flavio Guidi flavio.guidi@mlmagazine.it
“LA BANCA DEVE CAMBIARE COMPORTAMENTO”
ARTE E CULTURA ILLUMINANO LA “NOTTENERA”
TENDENZE
A CASA DI...
"OCCORRE UN NUOVO APPROCCIO DI TIPO CULTURALE"
122 LE BANCHE... (ERRARE HUMANUM EST)
SENIGALLIA
130 Giorgio Granatiero
BIANCO E NERO, FANGO E UNA REFLEX
132 Simona Guerra
PASSEGGIANDO PER SENIGALLIA, CON UNA MODERNA “BEATRICE”
134 Gonne a ruota e capelli cotonati
REDAZIONE Via Albertini, 36 Gross Ancona 60131 Ancona AN Tel. 071 2133300 redazione@mlmagazine.it HANNO COLLABORATO AL NUMERO Carlo Badioli Alessandra Balducci Letizia Ciaccafava Stefano Caporlingua Laura Osmani Barbara Piccolo Michela Rossi Michele Sasso Andrea Fabri Valentina Carboni Viola Baldoni
VIAGGI PER STACCARE LA SPINA I VIAGGI DI MICHELA ITINERARI DEL GUSTO
169 APPUNTI
IN AGENDA Chiuso in redazione il 05/09/2014 progetto grafico: Ricciarelli (An) stampa: Tipoluce (An)
I GRANDI CHEF 170 RAVAL: L’ARTE DELLA MISCELAZIONE 172 SUA MAESTÀ IL MOJITO
Poste italiane Spa d.l. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n. 46) Art. 1, comma 1, DCB Ancona autorizzazione direzione provinciale pt Ancona
RUNNING MANAGER
174 Andrea Paoletti
VIVERE, LAVORARE E CORRERE SECONDO IL CICLO DI DEMING
SENIGALLIA È ANCHE SUMMER JAMBOREE
136 Francesco Pizzuto
EDITRICE GGF GROUP www.mlmagazine.it Registrazione tribunale di Ancona n°12 del registro periodici del 14 aprile 1994
DA SENIGALLIA A LUNA ROSSA
138 UNA DOMENICA DI SETTEMBRE A…
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UFFICIO COMMERCIALE commerciale@mlmagazine.it Tel. 071 2912331
BENVENUTI AL CASTELLO DI GRANAROLA
164 166 178
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128 LA CITTÀ CHE RISORGE
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GRAFICO IMPAGINATORE Tommaso Costantini t.costantini@ggfgroup.it
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Focus:
COORDINATORE DI REDAZIONE Lorenza Radaelli l.radaelli@mlmagazine.it
153 Serra de’ Conti al buio
120 Filippo Schittone
“IL PROBLEMA È LA CARENZA DI DOMANDA DEL CREDITO”
CAPOREDATTRICE Asmae Dachan a.dachan@mlmagazine.it
LA FORZA DELLA SCULTURA, L'INTENSITÀ DELL'AMORE
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156 ZACHARY, UN AUTUNNO DI CASHMERE 158 SHOPPING ESTIVO
DIRETTORE RESPONSABILE Paolo Duranti p.duranti@mlmagazine.it
148 Johannes Genemans
118 Nunzio Tartaglia
COORDINATORE EDITORIALE Guido Guidi guido.guidi@mlmagazine.it
144 SOGNI LUCIDI… IN MOSTRA 146 “RITORNO AL FUTURO” DI FUTURA FESTIVAL
116 Flavio Guidi
142 Silvia Emme
108 MANAGER PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE
CREDITO
LIBRI
140 STARTÀPPATI 141 DI NORMALE NIENTE
102 CHIEF FINANCIAL OFFICER
dossier
SALUTE E BENESSERE
176 LISTE
DI ATTESA: TAGLIARLE SI PUO’
Una copia euro 2,00 Arretrati euro 4,00 Abbonamento annuale euro 10,00 modalità di pagamento a mezzo versamento su: C.C. Postale n°4072844 bonifico bancario presso Banca Popolare di Ancona Agenzia Ancona 1 – C.C. n°11164 CAB 02684 – ABI 05308 – CIN N IBAN IT81N0530802684000000011164 www.mlmagazine.it/abbonamenti/ abbonamenti@mlmagazine.it Editore GGF Group
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EDITORIALE di Flavio Guidi
Il Leader, il capo Un personaggio spesso non definito, una figura umana con la quale si esprime la capacità di creare e di espandere
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alvolta mi chiedono di definire il capo; rispondo riportando la metafora di Gurdijeff, ispirata dalla millenaria cultura orientale. Ogni sistema può essere rappresentato da una carrozza, mossa da cavalli, guidata da un cocchiere, comandato da un padrone. Il capo è il cocchiere, talvolta anche il padrone. Nelle piccole realtà il cocchiere è al tempo anche padrone. In questo ultimo caso cocchiere e padrone identificano il leader. Per essere un buon cocchiere-capo è necessario conoscere bene la carrozza in tutte le sue particolarità e nel suo funzionamento, tale da poterla condurre su ogni tipo di terreno e con ogni condizione di tempo. Un buon cocchiere deve sempre conoscere i cavalli, saperli condurre, saperli motivare e armonizzare. Per far sì che la carrozza raggiunga per tempo l’arrivo bisogna pianificare attentamente il percorso. Il cocchiere deve conoscere il suo percorso, prevedere le insidie, il tempo, la distanza, gli ostacoli. Come un maestro d'orchestra deve
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saper comporre l’insieme dei musicanti con i loro strumenti, ascoltare i suoni che ognuno emette e gestire persone con diversi caratteri, personalità, motivazioni ed energie. Il capo è un artista che si avvale di abilità tecniche, che in prevalenza derivano dall’esperienza. E’ colui che mette insieme una discreta quantità di sapere tecnico con il giusto tocco artistico e con la capacità di sfruttare alcune acquisizioni scientifiche; il tutto attraverso un lavoro soprattutto pratico, appreso grazie all'esperienza, fortemente radicata in un dato contesto. La gestione di un manager come pratica è l’insieme di: arte: visione, comprensione creativa; tecnica: esperienza, apprendimento attraverso la pratica; scienza: analisi, sapere sistematico. I capi (manager) devono tirare fuori il meglio dalle altre persone mettendole nelle condizioni di dimostrare tutto il loro sapere e quindi
decidere e agire per il meglio e svolgere la funzione di mentore. Ogni capo vale nella misura in cui si dimostra capace di risolvere i problemi, ragionando attentamente a modo suo. Il capo deve avere una cultura multidisciplinare: psicologica, economica, finanziaria, patrimoniale, organizzativa, tecnica, digitale, comunicativa, sistemica. Deve disporre di competenze e abilità teorico-pratiche, di nozioni ed esperienze. Il livello intellettivo sostenuto dal livello di energia ne farà la differenza. Dovrà contare su una forma mentis da negoziatore, sistemica, organizzativa e di motivatore, avere vision strategica di lungo, medio e breve periodo, spiccata sensibilità al reale e capacità di problem solving, di compositore, di decision making. La motivazione principale che lo muove è il successo e il potere. Una combinazione di queste due motivazioni, deve protendere più al suc-
cesso. Deve saper interconnettere le variabili di un sistema, di un insieme, combinandole con spinta all’ottimizzazione rispetto all’obiettivo (capo). Se a questo aggiunge anche gli obiettivi e la spinta delle risorse verso questi, avremo un leader. Si nasce o si diventa capi o leader? È l’eterno dilemma di tutte le attività umane. In buona parte gli elementi costitutivi influenzano, ma sono quelli ambientali e culturali che fanno il resto e talvolta sono determinanti per l'espressione di un capo. Da qui l’importanza che nei processi educativi e formativi si comprende il ruolo delle componenti che fanno dell’individuo un buon capo: ciò per informarne tutto il processo. Esperienza, conoscenza interdisciplinare, stimoli, difficoltà, sacrificio, responsabilità, socializzazione, curiosità, sono elementi che devono influenzare il processo di crescita del
bambino prima, del ragazzo poi, successivamente dell’adulto. Il capo diventa il simbolo a cui i gruppi delle diverse organizzazioni si appoggiano per disporre di orientamento e sicurezza dalla fuga, dalla paura e dalla sofferenza. Viviamo in un mondo che necessita di capi, ciò a vari livelli. Molta responsabilità è affidata agli educatori e alla messa a punto dei processi formativi ed educativi. Per voi giovani: sappiate che le strade vi possono essere indicate ma anche a voi spetta cercarle. Il vostro successo esistenziale dipenderà dalla vostra voglia di ricercare, scoprire, conoscere, lottare. Il vostro ruolo di conduttori o gregari dipenderà dalla consapevolezza che riuscirete a maturare in merito. Esperienza e formazione continueranno ad essere i vettori che dovranno contraddistinguere il vostro agire nel futuro.
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PRIMO PIANO
A Francavilla d'Ete la Notte degli Oscar marchigiani 2014 Tra i premiati di quest'anno l'imprenditore e ricercatore ascolano Francesco Bellini, presidente della Società sportiva “Ascoli Picchio Fc 1898” e l'attore Franco Neri, “orgoglio italiano nel mondo” di A. Dachan
L
a Notte degli Oscar marchigiani è una delle più importanti manifestazioni del periodo estivo che si svolge nella Provincia di Fermo e coinvolge l’intera regione Marche. Vengono premiate all’interno della kermesse le personalità marchigiane che a vario titolo si sono distinte nelle categorie: giornalismo, cultura, ricerca scientifica, musica, cinema/TV, sociale, ambiente, imprenditoria, sport, volontariato, orgoglio marchigiano e carriera. “È una manifestazione – ha affermato il Presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti – che nel corso degli anni si è sviluppata ed è cresciuta dando lustro al comune di Francavilla d’Ete
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e alla Provincia di Fermo e che ha visto un'ampia partecipazione di pubblico in tutte le edizioni. Le segnalazioni per l’attribuzione dei Premi vengono fatte dai 240 comuni delle Marche che indicano all’interno delle varie categorie le personalità di spicco; fra queste nomination una commissione, di giornalisti, seleziona le personalità da premiare e all’interno delle dodici categorie viene assegnato un ulteriore premio denominato 'Il Marchigiano dell’anno'”. Ecco la rosa dei premiati alla Notte degli Oscar Marchigiani, edizione 2014: il team Wave art, composto da Cristian Carestia, Emilio Montevidoni, Giuseppe d'Ambro-
sio e Artemio Luciani, per la categoria Ambiente; il manager della comunicazione Roberto Pieracini per la Carriera; l'attore Simone Riccioni, per il Cinema e la Televisione; lo scrittore e poeta candidato al Premio Nobel 2005 Umberto Piersanti per la Cultura; il giornalista Mediaset Remo Croci per il Giornalismo; gli imprenditori Andrea Santoni e Angela Velenosi per l'Imprenditoria; il compositore Mario Marani per la Musica; Roberta Berardi per la Ricerca scientifica, l'associazione Liberi nel vento, nella persona di Daniele Malavolta, per l'Integrazione sociale; Francesco Bellini, presidente di “Ascoli Picchio Fc 1898” per lo Sport. Assegnati anche premi speciali: a Don
“Una commissione di giornalisti ed istituzioni ha attribuito il premio "Oscar Marchigiano" per la categoria Sport al presidente bianconero Francesco Bellini, "da febbraio 2014 nuovo proprietario del Club ascolano, pronto a rilanciarlo verso nuove glorie insieme al nuovo nome Ascoli Picchio Fc 1898"
Luigi Carrescia missionario in Brasile, per il Volontariato (ritirato per lui dal fratello Enrico), missionario in Brasile, per il volontariato; a Silvano Lattanzi come Orgoglio marchigiano e all'attore Franco Neri come Orgoglio italiano nel mondo. Il Comune di Francavilla d'Ete ha inoltre assegnato due premi speciali rispettivamente alla Contrada Giardino “per aver tenuto vive le tradizioni locali della civiltà contadina” e alla Corale Frà Marcellino da Capradosso perché “devolvono il ricavato del lavoro artistico ai progetti per le Missioni Francescane in Africa”. “La manifestazione approdata nel Comune di Francavilla d’Ete negli ultimi 4
anni – ha dichiarato il sindaco di Fermo Nicolino Carolini – ha visto come ospite principale Franco Neri che ha ritirato il premio per la categoria “orgoglio italiano nel mondo”. Il giornalista Tiziano Zengarini, affiancato dalla bellissima Vanessa Gravina, ha presentato l'evento, ricco come ogni anno di sorprese ed emozioni. Al Patron Sergio Tofoni, che è l’ideatore della manifestazione, e a Marta Liberini che fa parte della Segreteria e ha curato tutta l’organizzazione va il nostro ringraziamento più sincero. E un ringraziamento – ha continuato il sindaco Carolini – va anche a tutte le istituzioni che hanno sostenuto l’evento come la Regione Marche, la Provincia di Fermo e la Cciaa di
Fermo che hanno creduto in questo progetto che è anche un modo per promuovere il nostro territorio sia da un punto di vista culturale che turistico. Quest’anno infatti la serata è stata trasmessa anche su Sky canale 835 visibile in chiaro in tutta Europa, Africa e Medio Oriente”. All'Associazione “Liberi nel vento”, vincitrice del premio Marchigiano dell’anno è stata consegnata una scultura del Maestro Pasquale Ricci che quest’anno ha voluto rappresentare il personaggio marchigiano Raffaello Sanzio, pittore del rinascimento nato ad Urbino. La scultura è stata realizzata su travertino di Acquasanta Terme.
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COVER STORY
Paola Giorgi 18
Teatro e politica, le passioni di una vita Incontriamo l'Assessore regionale nella sua veste di attrice all'Arco di Traiano, mentre si esibisce nello spettacolo “Stampe del cielo”, ispirato alle poesie e agli scritti di Federico Garcia Lorca. In scena è intensa ed espressiva e quando scende dal palco e torna al suo ruolo istituzionale conferma grande fermezza e determinazione di A. Dachan Ph: Gabriele Moroni
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a prima domanda vorremmo porla all'attrice, poi intervisteremo anche il politico. Come è nata l'idea di “Stampe del cielo”, spettacolo che la vede protagonista? “Nasce anzitutto dalla passione per le poesie e i romanzi di Garcia Lorca, che definiva “Stampe del cielo” le stelle. Una passione sussurrata che diventa il filo conduttore delle mie più recenti attività in teatro. È uno spettacolo che porto in scena da anni insieme al Maestro Christian Riganelli, uno spettacolo nato quasi per caso in una serata estiva ad Ostra Vetere e che è cresciuto molto nel tempo. Tocca temi importanti come l'amore e la morte e lo fa in maniera direi onirica, con un connubio di parole e musica che è di grande suggestione. Questa estate lo abbiamo portato in scena a scopo benefico a Senigallia, insieme al Vojage Trio e con la partecipazione di Giovanni Seneca, Giovanni Moschella e la sand artist Paola Saracini. È stato un successo e
tutto il ricavato è stato devoluto alla Caritas, che nella città alluvionata ha fatto un gran lavoro. Ora la replica di Ancona, grazie all'Autorità portuale, al suo presidente e all'Associazione Stella Maris che lo hanno promosso, scegliendo una location dal forte valore evocativo come l'Arco di Traiano, suo sipario naturale sul lungo mare”. Oggi gli italiani la conoscono soprattutto per il suo ruolo istituzionale, come assessore regionale, ma lei nasce come attrice di teatro. Cosa l'ha portata sul palco? “La passione, la curiosità, la generosità, il sentirmi un po’ diversa dagli altri. Il mondo dello spettacolo è sempre stato nelle mie corde. Mi sono diplomata alla Scuola per attori di prosa Mario Riva a Roma, ma è stato l'incontro con la Compagnia della Rancia al Teatro Gentile di Fabriano che ha cambiato la mia vita. Da allora non ho mai abbandonato il palco.
Oggi considero quel teatro la mia casa, il luogo in cui la mia anima si sente davvero libera”. Oltre che come attrice, il teatro lei l'ha vissuto anche come direttrice. Cosa implica un ruolo simile? “Penso che ogni buon direttore di teatro, oltre alle qualità e competenze in ambito organizzativo e amministrativo, debba avere una sensibilità profonda e una buona conoscenza della realtà dello spettacolo, della musica, del balletto, dei recital. Servono competenza, passione e amore: dirigere un teatro è trasmettere senso di libertà, apertura, condivisione, nel rispetto dei ruoli e del rito che il teatro stesso rappresenta”. Qual è lo stato di salute dei teatri marchigiani? “Le Marche vantano un patrimonio di teatri storici unico in Italia. È la prima ricchezza culturale, per unicità, della no-
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COVER STORY stra regione, ma non c'è piena consapevolezza di ciò. Occorre restituire ai teatri quella centralità sociale ed economica che avevano all'origine, che è la genesi di una presenza così elevata, riconoscendone l'alto valore. Bisogna quindi lavorare di più sulla gestione, caratterizzarla. Si era pensato anche di avviare l'iter per il riconoscimento di questi teatri come patrimonio dell'Unesco; un percorso di promozione che però non risulterebbe esaustivo. Sui teatri la politica regionale ha messo in piedi diverse iniziative importanti”. Vuole farci un esempio? “Con l'Assessorato alle Politiche Giovanili, in collaborazione con l'Amat, abbiamo emanato un bando dedicato a giovani interessati a diventare coordinatori di teatro. 'Nuovi coordinamenti', questo il nome, ha riscosso l'interesse di centinaia di giovani. Ne sono stati selezionati tredici, che sono stati formati da professori illustri; per cinque di loro si apre, attraverso Borse di studio, una stagione di lavoro nei teatri comunali. 'Nuovi Coordinamenti' ci permette di mettere a disposizione dei Comuni – che sono stati coinvolti nel progetto - giovani professionalità, in grado di valorizzare le attività artistiche e la vitalità dei teatri stessi. Futuri direttori insomma." È’ corretto dire che i teatri oggi fanno da volano anche per il turismo? “Certamente. Le politiche di promozione turistica hanno incentivato la produzione culturale e ci sono eventi come il Rof o Macerata Opera che offrono spettacoli di prestigio e richiamano un pubblico raffinato, sempre più internazionale. Sono cresciute, in qualità e in quantità, anche le mostre, e il fatto che siano dislocate su tutto il territorio valorizza il patrimonio d'arte diffuso che caratterizza la regione”. Secondo lei, c'è un'adeguata consapevolezza di questo patrimonio? “Il problema è proprio questo: la mancata consapevolezza. Dovremmo diventare turisti del nostro paese e della nostra regione per scoprirne effettivamente tutte le bellezze. Che sia un teatro, un borgo antico, un paesaggio naturale: la gente che arriva da fuori rimane a bocca aperta, ma spesso chi abita qui finisce quasi
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per farci l'abitudine o non sa dell'esistenza di certi luoghi. Abbiamo dei picchi di ingegno, poi però manca continuità. Per quanto riguarda la programmazione culturale siamo un po' fermi, ma devo dire che il tangibile cambio di passo sul turismo ha dato un nuovo impulso; naturalmente ci sono ancora ampi margini di crescita. Bisogna sottolineare che c'è anche un atteggiamento di innata riservatezza, che i marchigiani sono schivi, quasi timidi. Non è una caratteristica negativa, ma può essere penalizzante”. Se in questo momento le chiedessi di farci da Beatrice e portarci a scoprire le bellezze del territorio, dove ci porterebbe? “Partirei da 'casa', dal Teatro Gentile, con le sue peculiarità architettoniche e le sue cromie; proseguirei poi per il centro di Fabriano, Sassoferrato e il profumo dei suoi tigli, Matelica e i suoi vigneti, il Maceratese con i suoi meravigliosi borghi e le caleidoscopiche campagne, l'Arena Sferisterio di Macerata, Ascoli e le sue piazze, Fermo e la sua storia, San Benedetto e la Riviera delle Palme. Vi porterei a fare un giro di Senigallia in bici, per poi proseguire per Pesaro, Urbino e Gradara con i loro centri storici dove si respira storia e cultura. Infine tornerei verso il capoluogo, passando per la Riviera del Conero e i suoi gioielli, Numana, Sirolo, Portonovo, arrivando, in conclusione, alla zona del porto di Ancona, con la Mole Vanvitelliana e gli archi che indicano le antiche porte della città e l'apertura della nostra regione verso l'Adriatico e la sua centralità nella Macro Regione". A proposito di porto, una questione di grande attualità, visto anche il maltempo che ha caratterizzato l'estate, è proprio quello della tutela della costa. Quali sono le politiche regionali in materia? “Per quanto riguarda il Porto di Ancona, nella nuova programmazione comunitaria abbiamo scelto di investire sul waterfront, per restituire il porto, da sempre cuore pulsante di un territorio alla regione a al suo capoluogo. Anche il tema della difesa della Costa è centrale: subiamo una forte erosione determinata anche da fattori climatici e ciò crea molti disagi e problemi agli operatori balneari e non solo. La Giunta regionale, su mia
iniziativa, ha approvato un atto integrativo per la difesa della costa, con interventi strutturali designati da un apposito piano. Abbiamo attivato una collaborazione anche con le Ferrovie dello Stato per intervenire in zone di comune interesse con la compartecipazione alle spese. Inoltre, nel Por Fesr abbiamo attivato una apposita misura di finanziamento per la difesa della costa". Si sta investendo anche sulla difesa del suolo? “Insieme alla Protezione Civile – che nelle Marche fa un lavoro eccellente - si sta lavorando per un nuovo percorso di tutela dei fiumi. In questo ambito è fondamentale la collaborazione con il Governo centrale: il tema del dissesto idrogeologico è stato per troppo tempo derubricato e oggi ne paghiamo le conseguenze." Le Marche hanno sofferto sicuramente carenza infrastrutturale, oggi la situazione sta cambiando. Che tipo di interventi sono in programma? “Il gap infrastrutturale è stato per molto tempo un fattore negativo, ma oggi ci sono molte opere in via di conclusione. La Quadrilatero vedrà nel 2015 la conclusione dell'asse Civitanova-Foligno e per quanto riguarda la Ancona-Perugia, ci sono finalmente notizie positive per un celere riavvio dei lavori, in quanto è in fase avanzata la procedura di cessione del ramo d'azienda da noi sempre richiesta con determinazione. C'è poi la terza corsia dell' A14: Autostrade ha investito nella nostra regione 2 miliardi di Euro e su 126 km previsti ne sono già stati aperti 90, con anticipo medio di sei mesi. C'è stato il problema sul tratto AnconaSenigallia, ma ora i lavori sono ripartiti grazie alla condivisione delle finalità da parte di tutti gli attori coinvolti. C'è anche una nuova e importante iniziativa collegata con la terza corsia: la riforestazione. Infatti, per compensare la CO2 prodotta dell'incremento di traffico, Autostrade e la Regione Marche hanno predisposto un piano che prevede 11 milioni di investimento (da Autostrade) per piantumare con arbusti autoctoni 420 ettari di terreno che insistono su 19 Comuni: un progetto-pilota che tutela l'ambiente, crea occupazione e sostiene la difesa del suolo. C'è poi la E78 Fano-Grosseto, per la cui realizzazione è stata costituita
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COVER STORY
“
Dovremmo diventare turisti del nostro Paese 'Centralia' una società di progetto che fa leva sul contratto di disponibilità, una figura giuridica sulla che poggerà la realizzazione dell'opera: il ruolo della Regione Marche è stato decisivo". Anche sull'Aeroporto Sanzio sono previsti interventi? “Con la nuova governance di Aerdorica c'è stata sicuramente una svolta. Si è approvato un piano industriale di risanamento e di sviluppo verso nuovi mercati. Si parla di passeggeri, il cui traffico è stato implementato con il collegamento con hub internazionali, ma c'è forte attenzione anche al traffico merci e una interessantissima apertura al no avio. C'è, inoltre, un rinnovato interesse da parte di investitori verso un aeroporto che ricopre un ruolo strategico da un punto di vista logistico. Ricordo però che tutti dovrebbero lavorare per il pieno sviluppo del nostro aeroporto: alle troppe Cassandre in circolazione ricordo sempre che l'aria sta cambiando”. Restando in tema di novità, in qualità di Assessore alle Politiche Comunitarie, può farci un quadro dei piani su cui si sta lavorando?
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“Abbiamo approvato i programmi operativi Fesr, Fse e Feasr. Abbiamo puntato a consolidare il rapporto con il territorio e declinato le linee dettate da Europa 2020 nelle strategie di crescita e sviluppo della nostra regione, creando le nostre Marche 2020, con documenti strategici condivisi. Abbiamo inoltre dato vita al Forum di partenariato permanente economicosociale. Mi piace sottolineare anche il lavoro svolto per la Strategia delle Aree Interne: un lavoro di ascolto e condivisione progettuale che punta a superare le difficoltà di vivere in queste zone - che hanno bisogno di maggiori servizi e infrastrutture - e mira a contrastare la desertificazione demografica”. Lei ha anche la delega alle Pari Opportunità: su cosa punta maggiormente la politica regionale? “Il contrasto alla violenza di genere è oggi una priorità. Nelle Marche sono attivi cinque centri anti-violenza, due caseaccoglienza e una casa d'emergenza, per la quale possiamo contare sulla collaborazione della Protezione Civile per il trasporto delle donne che chiedono il
nostro intervento. Abbiamo risorse assegnate dal precedente Governo Letta destinate ad implementare i servizi, ma non sono ancora state erogate. Tra le iniziative attivate ricordo il protocollo nei Pronto Soccorso marchigiani che indica le linee guida nel caso arrivi una donna che ha subito violenza. Un altro progetto a cui abbiamo lavorato è quello della conciliazione, che punta ad agevolare donne e uomini che lavorano e hanno bambini”. Vorrei chiudere l'intervista con una domanda più personale: i suoi numerosi impegni politici la portano ad un contatto continuo con la gente. Come vive questa esperienza? “Con la passione per il dialogo e per l'incontro con gli altri. Venire dal mondo del teatro è stato per me un vantaggio: sono abituata al rapporto e allo scambio con il pubblico. In politica, come sulle scene, è un'esperienza arricchente. In nessuno dei due casi ci può essere finzione. Il politico parla con il suo comportamento e le sue azioni. L'attore è sincero in quello che fa: è credibile perché mette passione nell'interpretazione della realtà. Quello è il suo talento, quello è il suo ruolo”.
SABATO 4 OTTOBRE, ORE 20.30 DOMENICA 5 OTTOBRE, ORE 16
DON GIOVANNI Il dissoluto punito ossia Il Don Giovanni Dramma giocoso in due atti musica di Wolfgang Amadeus Mozart direttore José Luis Gomez-Rios regia Graham Vick scene e costumi Stuart Nunn light designer Giuseppe Di Iorio coreografo Ron Howell Orchestra I Pomeriggi Musicali Coro del Circuito Lirico Lombardo maestro del coro Dario Grandini in coproduzione con Teatri del Circuito Lirico Lombardo, Teatro dell’Aquila di Fermo, Fondazione Teatro Comunale di Bolzano, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia NUOVO ALLESTIMENTO
dedicata a Giacomo Puccini nel 90° anniversario della scomparsa e Carlo Bergonzi
DAL 4 OTTOBRE AL 30 NOVEMBRE 2014
VENERDÌ 7 NOVEMBRE, ORE 20.30 DOMENICA 9 NOVEMBRE, ORE 16
TOSCA
Opera lirica in tre atti musica di Giacomo Puccini direttore Antonio Pirolli regia, scene, costumi e luci Massimo Gasparon FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” in coproduzione con Teatro dell’Aquila di Fermo NUOVA PRODUZIONE Allestimento di proprietà della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Sferisterio Opera Festival di Macerata, Teatri S.p.A. di Treviso
Con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali / Soci Fondatori Regione Marche, Comune di Jesi, Comune di Maiolati Spontini / Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Comune di Montecarotto, Comune di San Marcello / Partecipante Sostenitore Camera di Commercio di Ancona / Fondatori Sostenitori Art Venture: Gruppo Pieralisi, Leo Burnett, Moncaro, New Holland-Gruppo Fiat, Starcom Italia / Con il contributo di REFRESH! Lo Spettacolo delle Marche per le Nuove Generazioni a cura di CMS Consorzio Marche Spettacolo / con il patrocinio di Consiglio Regionale delle Marche / Sponsor Tecnico Vivaticket by Best Union / Sponsor principale Banca Marche
Fondazione Pergolesi Spontini Azienda culturale di produzione e servizi per il territorio Via Mazzini, 14 – 60035 Jesi (AN) - Italia Tel. +39 0731 202944; info@fpsjesi.com Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi Piazza della Repubblica, 9 - 60035 JESI (AN) tel. +39 0731 206888 - biglietteria@fpsjesi.com
www.fondazionepergolesispontini.com La Fondazione Pergolesi Spontini è certificata UNI EN ISO 9001:2008
SABATO 29 NOVEMBRE, ORE 20.30 DOMENICA 30 NOVEMBRE, ORE 16
LES CONTES D’HOFFMANN Opéra - fantastique in cinque atti musica di Jacques Offenbach
direttore Christian Capocaccia regia Frédéric Roels scene e costumi Bruno de Lavenère costumi Lionel Lesire light designer Laurent Castaingt coreografo Sergio Simòn Orchestra I Pomeriggi Musicali Coro del Circuito Lirico Lombardo maestro del coro Diego Maccagnola in coproduzione con Teatri del Circuito Lirico Lombardo, Opéra de Rouen Haute-Normandie NUOVO ALLESTIMENTO
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ediga.it
La Direzione della Fondazione Pergolesi Spontini si riserva il diritto di apportare variazioni di date, titoli e cast per motivi economici, tecnici o di forza maggiore.
CONTROCOPERTINA
Cavalieri del Lavoro
Il 2 giugno scorso sono stati nominati dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Cavalieri del Lavoro, insieme ad altri ventitre imprenditori italiani distintisi per i risultati professionali raggiunti. Nardo Filippetti, fondatore del Gruppo Eden Viaggi e l’imprenditrice nel settore moda bimbo, Simonetta Stronati, si raccontano a ML. La cerimonia ufficiale di consegna dell'onorificenza avverrà a ottobre. 24
Il viaggio di Nardo Filippetti di L. Radaelli
C Nardo Filippetti
osa ha significato per Lei ricevere questo importante riconoscimento? “Una tappa significativa di un percorso iniziato quando, ancora adolescente, consigliato da mia madre, intraprendo studi turistici e comincio presto l’esperienza sul campo; quando emigro in Germania per lavorare come commissionaire presso l’hotel Regina Palast di Monaco, 5 stelle, e imparare la lingua; quando ancora minorenne inizio a gestire hotel nella mia Pesaro e quando, nel 1983, fondo Eden Viaggi, un tour operator, in un momento in cui ben pochi intorno a me sapevano cosa fosse un tour operator. Oggi, dopo più di 40 anni di attività, questa onorificenza non è solamente una questione personale, ma un riconoscimento che coinvolge oltre 480 collaboratori, 480 famiglie che diventano più di 800 considerando i collaboratori che durante l’estate lavorano negli hotel. Mi piacerebbe si sentissero tutti orgogliosi, perché sono parte integrante e indispensabile di questo risultato. E’ un riconoscimento del valore sociale dell’imprenditore: qualcuno che crea lavoro, ancora prima di creare ricchezza. È ciò che più mi rende orgoglioso”. Il gruppo Eden Viaggi è la seconda realtà turistica dopo Alpitour e opera con
una rete distributiva di oltre 10.000 agenzie. Ci descrive brevemente la sua impresa dagli albori fino a oggi? “Gestivo hotel, a Pesaro, e la domanda era sempre quantitativamente superiore all’offerta. Ero in “overbooking” costante, unica strategia di sopravvivenza possibile: serviva una capacità commerciale superiore alle proprie disponibilità di prodotto. Allora cominciai a distribuire clienti agli hotel intorno e mi resi conto che avrei potuto farne occasione di business, chiedendo in cambio una commissione. Per questo fondai Eden Viaggi. Cominciai organizzando viaggi per studenti, in Italia e in Europa, ampliando la programmazione e varcando i confini locali. Il passo dagli studenti ai ‘turisti’ fu breve, e cominciammo a proporre pacchetti vacanza. Cavalcammo la diffusione dei villaggi turistici, che si stavano imponendo nei gusti degli italiani, aprendo il primo Eden Village a Cuba, poi sul Mar Rosso, in Grecia e… il resto è storia. Oggi abbiamo 35 villaggi turistici nel mondo, 3 linee di prodotto, e sono orgoglioso di poter dire che siamo in grado di esaudire qualsiasi richiesta in termini di viaggi e vacanze. Con noi hanno viaggiato più di 8.000.000 di italiani e anche quest’anno ci hanno scelto, o ci hanno confermato la loro scelta, in oltre 480.000. Se mi guardo indietro, mi sembra di avere iniziato
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CONTROCOPERTINA ieri: forse perché la passione che nutro verso questo lavoro non è mai cambiata e fosse per me ogni anno cercherei una sfida nuova, clienti nuovi, villaggi nuovi. Qualche volta i miei manager riescono a limitare questa mia “smania”, qualche volta no. Bisogna saper lavorare in squadra”. Proprio qualche giorno fa sono stati comunicati i primi dati sul turismo incoming nelle Marche relativi alla stagione estiva 2014. Giugno ha registrato un calo del 3% negli arrivi, mentre agosto sembra essere in linea con le aspettative. Da esperto del settore, può commentare questi numeri? E cosa, secondo lei, può essere fatto per far scoprire al mondo questa regione? “In Italia abbiamo il brutto vizio di commentare l’esito delle stagioni turistiche in base al segno che troviamo davanti al numero di presenze: se c’è un più, anche se solo +0,1%, tutti contenti, se c’è un meno, è un dramma. Ma negli ultimi dieci anni il turismo è raddoppiato. Le destinazioni emergenti crescono del 10%. E noi? Come ci rapportiamo a questi numeri? L’Italia era leader nel turismo. Non lo siamo più: abbiamo perso 2 generazioni di turisti. I nipoti di coloro che venivano in Riviera scelgono altri lidi. Non che l’Italia sia diventata improvvisamente meno interessante, ma abbiamo sicuramente perso la cultura dell’ospitalità e del servizio. Tornando alle statistiche, prima di leggere i numeri, bisogna cercare di capire come questi siano stati ottenuti. Non mi risulta che esista un centro di ricerca sul turismo a livello regionale, né nazionale. Non mi risulta esista una modalità standard, o certificata, di raccolta del dato, né uniformità di giudizio sul dato. Esempio: l’agente di commercio che dorme a Pesaro una notte è un turista? Uno studente che prima di trovare alloggio a Urbino si serve di un ostello è un turista? Troppe variabili. Per questo mi astengo dal commentare i numeri, ma mi appassiona commentare le strategie. A me piacerebbe domandare alle istituzioni: gli ospiti che sono arrivati erano quelli che erano previsti dalla strategia? La spesa media è diminuita o aumentata? I Paesi di provenienza sono quelli in cui abbiamo messo in campo operazioni di marketing? Le imprese turistiche
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hanno visto aumentare i loro margini in modo tale da avere la possibilità di investire sulle strutture ristrutturandole? Mi piacerebbe, insomma, capire se il piano di promozione e comunicazione, rappresentato prima dalla campagna pubblicitaria con Dustin Hoffman e ora da quella con Neri Marcorè, funziona o meno, ovvero se raggiunge gli obiettivi. Le Marche sono una regione meravigliosa: i turisti verranno sempre, anche senza pubblicità. Ma per sceglierli bisogna decidere qual è il nostro obiettivo: è la differenza tra sapere ‘vendere’ e limitarsi a ‘farsi comprare’”. Avendo dato vita al primo 5* lusso nella regione, l’Excelsior di Pesaro, quali margini di sviluppo ritiene che il turismo d’alto livello possa avere nelle Marche? “L’Excelsior è stato ed è, per certi versi, un progetto sentimentale e visionario, per cui mentirei se dicessi che è nato solo ed esclusivamente per ragioni di business. Però dimostra una cosa: se si punta in alto, in termini di struttura e servizi, gli ospiti se ne accorgono e ti premiano. Oggi sono felice di poter dire che l’hotel lavora a pieno regime, ha una clientela in maggioranza straniera ed è l’hotel scelto dalla maggioranza delle aziende che decidono di svolgere attività su Pesaro. Per quanto riguarda il resto della regione, non è pensabile che tutti raggiungano le 5 stelle, ma è buona norma che ciascuna struttura investa nell’ammodernamento e nel miglioramento della propria realtà, rispetto alla sua categoria. Sul target alto in generale, è vero che è quello che sente sempre meno le crisi economiche, ma è anche il target meno numeroso e quello più esigente. Abbiamo mai fatto un’analisi onesta dei nostri alberghi e del tipo di servizio che siamo in grado di proporre? Che tipologia di clienti siamo in grado di attirare, oggi? Perché, devo ripetermi, tutto dipende dalla strategia. E’ rischioso puntare ai clienti di alto livello se non si hanno strutture, infrastrutture e servizi adeguati; è inutile fare missioni in Cina se non si conoscono le abitudini degli orientali in vacanza; è poco produttivo puntare agli americani se poi è così complicato raggiungere il nostro territorio. Serve buon senso e un’analisi seria della situazione attuale, una valutazione delle proprie possibilità come territorio
e come regione, definire gli obiettivi raggiungibili e mettere in campo le azioni necessarie per raggiungerli. Con questi presupposti, tutto è realizzabile. Si pensi ad Ibiza: fino a 10 anni fa era considerata la mecca del turismo volgare, a basso costo, chiassoso. Si è capito che così non avrebbe avuto futuro. Si è dato come obiettivo il cambiare target, la politica ha incentivato questa riconversione e oggi fioriscono i 5 stelle dove le star di Hollywood fanno la fila per entrare. Ma in Spagna il turismo è trattato come un’industria”. Cosa porterà l’Expo2015 nella Regione? “Onestamente, credo poco. Chi va a vedere un Expo difficilmente fa il tour di tutto il Paese ospitante. Ne beneficeranno di più le città classiche per i turisti stranieri in Italia”. Ambizioni e progetti per il futuro? “Continuare a intraprendere nuove sfide: rendere la mia azienda sempre più moderna, innovativa e aperta ai giovani. Aprirci sempre di più ai mercati internazionali, sia per l’incoming che per l’outgoing. Continuare a vedere i miei collaboratori crescere dal punto di vista umano e professionale. Dedicare un po’ di più del mio tempo ai miei figli, ai miei affetti e al bene comune, inteso come contributo che potrei dare agli interessi economici del territorio, sempre dal punto di vista turistico, perché quella è la mia esperienza. L’ho sempre fatto, vorrei farlo di più. Sarei molto contento se qualcuno accogliesse la mia disponibilità, se qualcuno ritenesse che possa essere utile. Onestamente sono stanco di vedere che qui ci sarebbero tutte le professionalità, i talenti, i cervelli, le braccia, per far fiorire il turismo; stanco di incontrare giovani italiani, anche marchigiani, nel Mondo, in strutture di prim’ordine, che sono stati costretti a scappare dal nostro Paese. Vorrei contribuire a dare loro una possibilità, a casa loro. Secondo l’indice d’innovazione INSEAD, l’Italia è 31esima, dopo Estonia, Slovenia, Malta e Cipro. Oggi siamo un Paese dove è difficile fare impresa, formarsi adeguatamente e avere la possibilità di crearsi un futuro. Abbiamo un debito, verso i nostri giovani”.
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CONTROCOPERTINA
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Simonetta, lo stile di una vita di A. Dachan
C Simonetta Stronati
osa significa per lei aver ricevuto un riconoscimento tanto prestigioso come la nomina a Cavaliere del Lavoro? “Sono una persona molto riservata, non amo apparire nonostante il settore moda spesso richieda il contrario. Ho provato inizialmente sorpresa e una forte emozione che si sono trasformate poi in profonda gratitudine verso i miei familiari e i miei collaboratori con i quali ho condiviso il successo di un’idea e di una passione che sono diventate un progetto, un’azienda, un marchio”. Lei ha iniziato a lavorare da giovanissima: che bilancio traccia della sua carriera? “Sono ragioniera ma non ho mai amato
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i numeri! La mia passione per la moda bambino è nata e cresciuta affiancando mia madre (Maria Bianca Mazzarini Stronati, fondatrice della Simonetta S.p.A) nell’attività da Lei creata. Un bilancio estremamente positivo dato che la mia passione è anche il mio lavoro”. Il brand Simonetta si è fatto conoscere in Italia e nel mondo: qual è il segreto di questo successo? “L’attenzione alla qualità, ai tessuti, la continua ricerca, il design innovativo pur mantenendo uno stile unico e riconoscibile, fedele nel tempo alla sua identità, sono i fattori che hanno determinato il successo di Simonetta”. Che valore ha oggi il made in Italy e il
La sede storica dell'azienda Simonetta a Jesi
made in Marche? Come si fa a tutelare il proprio lavoro dalla concorrenza? “Il made in Italy ha un grande valore e così il made in Marche, nonostante la globalizzazione tenda ad annullare certe specificità. Per noi Made in Italy significa alta qualità, originalità e stile, significa un prodotto ben fatto, sapere innovare la tradizione creando collezioni uniche. Ad una concorrenza sempre più agguerrita - da più di vent’anni ci dobbiamo confrontare con tutte le griffe mondiali dell’adulto – Simonetta risponde con determinazione e con gli strumenti che da sempre hanno decretato il successo delle sue collezioni: unicità, estro e passione”. Il vostro è un prodotto che si rivolge ad
un segmento di mercato alto: la crisi si è fatta in qualche modo sentire? Le vendite hanno risentito dell'instabilità politica che stanno vivendo alcuni mercati? “I nostri prodotti si rivolgono ad un target di fascia alta meno sensibile alle congiunture economiche. La nostra strategia commerciale, inoltre, ha favorito una distribuzione diffusa in aree geografiche diverse – oggi serviamo ben 50 paesi al mondo – tra Europa, Est Europa, Medio Oriente, Asia, America e Australia. La sofferenza di un mercato viene, quindi, compensata dalle performance di altri”. Si avvicina l'attesa data dell'Expo 2015: cosa si aspetta da questo evento? “Certamente si tratta di un grande evento, una fiera mondiale importante per
l’Italia che sfrutteremo per aumentare ulteriormente la nostra visibilità. Il nostro centralissimo showroom di Milano di oltre 500 mq sarà la sede ideale per nuovi contatti e collaborazioni”. Un'ultima domanda: a livello professionale, c'è ancora qualche sfida che vorrebbe vincere? “Il mio lavoro è una sfida perenne che consiste nell’anticipare e interpretare l’evoluzione dei gusti. Vorrei avere la capacità di vivere il mio tempo e di vincere la sfida della contemporaneità”.
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IL PERSONAGGIO
Pino Scaccia
Storico inviato del Tg1 Rai, giornalista e scrittore: nel racconto della sua vita, anche un po' di Marche di A. Dachan
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he rapporto ha con le Marche? “Un rapporto sicuramente affettivo, molte cose della mia vita le ho costruite nelle Marche. Professionali, ma anche familiari. Durante i sedici anni della mia permanenza nel territorio ho partecipato a due battesimi: quello del Corriere Adriatico (ho firmato il primo numero) e ho visto la nascita di Rai Marche”. Cosa le manca degli anni vissuti qui? “Onestamente non mi manca, ma certamente ripenso alla gioventù, agli esordi nel giornalismo e poi in televisione, quella voglia di avventura. Come faccio a dimenticare le Marche soltanto se penso che mio figlio è nato “in” Ancona? Un legame indissolubile”. Quali sono gli aspetti che più apprezza di questo territorio? “Sicuramente la qualità della vita, ri-
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spetto al caos di Roma. Tutto è a misura d'uomo, a portata di mano. È un territorio bellissimo, come tutto il Centro Italia. Da Urbino ad Ascoli è un unico territorio, con distanze percorribili in breve tempo; tutt'altro rispetto ai luoghi e alle distanze che ho percorso negli anni successivi. Sono innamorato di Ancona e di tutti i borghi di provincia”. Dal punto di vista culturale e giornalistico, come ricorda le Marche? “Durante gli anni della mia permanenza nelle Marche ho partecipato a molte attività culturali: a casa mia, ad esempio, è nato il Festival 'Inteatro' di Polverigi, con Roberto Cimetta. Abbiamo inventato il Cine Forum di Chiaravalle e fondato il settimanale 'Spacca tutto'. Nonostante questo fermento culturale, per chi vuole fare il giornalista e seguire grandi eventi la regione non offre molto; i due fatti di cronaca più importanti che ho seguito
sono stati la frana di Ancona e l'arresto di due brigatisti. Ho avuto la fortuna di seguire la squadra dell'Ascoli calcio quando era in serie A. Le scelte che ho fatto successivamente sono andate in un'altra direzione”. Secondo lei, le Marche sanno parlare di se stesse? “Assolutamente no. Meriterebbero più attenzione. Sono una sorta di Paradiso chiuso; chi viene da fuori 'spezza le abitudini'; non c'è una cultura dell'accoglienza adeguata al potenziale del territorio. Ricordo una volta un convegno ad Ancona dedicato al turismo, quando un rappresentante istituzionale disse: 'Che ce ne importa, stiamo bene così'”. Una frase sintomatica di una certa chiusura”. Un giorno a Sirolo ha fatto un incontro con un autostoppista molto particolare... Ce lo vuole raccontare?
“Non ero abituato a caricare autostoppisti, ma quel giorno, proprio al bivio per Portonovo c’era fila e ho notato un ragazzo capellone con la chitarra in spalla. Chiacchierando abbiamo scoperto di essere nati entrambi a Roma, in due palazzi confinanti. Era Claudio Baglioni, allora sconosciuto. Ci siamo svelati soltanto a Sirolo dietro le telecamere. Scrissi un pezzo che i genitori di Claudio (me lo ha detto lui) hanno letto centinaia di volte perché era il primo dedicato all'arte di loro figlio. Quello era un periodo felice per il mondo dello spettacolo. Con Kruger Agostinelli abbiamo conosciuto tanti personaggi e i giornali regionali erano un punto di riferimento per gli artisti”. Recentemente è tornato nelle Marche per presentare la sua ultima fatica letteraria, 'Mafija', che affronta un tema
scottante. Come è nata l'idea del libro? “È il settimo libro che scrivo e, come gli altri, nasce dall’esperienza di reporter. Ho vissuto due anni a Mosca negli anni Novanta quando la mafia russa nacque dalle ceneri del comunismo. Adesso sta invadendo il mondo e per quanto riguarda l’Italia ha cominciato proprio dalla riviera adriatica. Penso che valeva la pena di denunciarlo”. Il grande pubblico la conosce soprattutto per i suoi reportage in zone di guerra: come si racconta un conflitto ad un pubblico spesso davvero poco informato? “La ricetta è banale: il problema delle guerre sono le guerre stesse. Non facendo certo la conta dei morti, ma cercando di capire il Paese, raccontando la gente. Emozionandosi anche, per trasmettere emozioni. In fondo non è difficile: basta riportare quello che si vede e che si sente, con onestà. L'inviato è un tramite tra
il fatto e il pubblico”. C'è un episodio o un aneddoto legato a questa sua attività che le piace raccontare e condividere? “Tanti, troppi. Le grandi paure, il dolore per Baldoni, l’incubo di Chernobyl, la scoperta dei resti di Che Guevara e anche dell’Area 51. Ti porti tutto dentro, sono esperienze che ti segnano, ti cambiano, ti rendono umanamente più ricco. Essere a New York la sera degli attentati dell'11 settembre mi ha fatto vedere e capire delle cose di cui da lontano non ci si rende contro. Quando sei un testimone assisti ai fatti, non fai informazione di parte. Mi sento un privilegiato per aver attraversato da testimone la storia del mondo”. La scrittura ha sempre fatto parte della sua vita e oggi anche sui social media ha un'intensa attività. Come ha vissuto
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IL PERSONAGGIO
i cambiamenti che nel corso della sua carriera hanno coinvolto e sconvolto il mondo della comunicazione? “Con un grande dolore per una professione, in genere lo chiamo mestiere, destinato a sparire. La tecnologia invece di essere di aiuto è diventata una nemica. Ho paura che nasca una generazione di copia-incolla perché senza le testimonianze dirette Google rischia di diventare una scatola vuota. E i social network, che pure frequento, sono troppo superficiali. Rimpiango in questo i blog dove poteva esserci uno scambio reale”. Professionalmente, ha ancora qualche progetto che vorrebbe realizzare? “Guai a non avere progetti. Uso spesso
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una battuta: finché avrò inchiostro nel calamaio… continuerò a scrivere cercando di alimentare il filo della passione”. Mi consenta un'ultima domanda: cosa raccomanderebbe oggi ad un giovane reporter? “Di cambiare mestiere… Già lo dicevano gli anziani ai miei tempi. Poi c’è chi insiste… Infatti eccomi qui. Ma adesso è veramente difficile, sul serio. Cambiano le stagioni, cambia il giornalismo. Chi sceglie di andare in guerra (lasciamo perdere chi va 'blindato') deve essere mosso anzitutto dall'onestà: sta mesi e mesi in contesti difficili, mangia, dorme e vive con la gente del posto. Come diceva il reporter Ryszard Kapu-
scinski : 'Per conoscere l'Africa, bisogna vivere da africani'. In Afghanistan ho vissuto da afghano, in Iraq da irakeno. Ho sempre cercato di spiegare cosa significhi stare in guerra per chi la guerra la subisce. Negli anni '90 ho scoperto quello che mio nonno mi raccontava della II Guerra Mondiale. L'ho visto con i miei occhi da testimone e ho capito”.
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BREVI
RIO DAL TERRITO
Estate, crisi spiagge marchigiane. Spacca: "Prolungare stagione balneare"
Il profondo rosso delle spiagge, secondo il Sindacato Italiano Balneari, non risparmia nessuna regione. Le situazioni più critiche si registrano in Campania (-40% a giugno e -70% a luglio) e Marche (-35% e -60%), Liguria e Toscana. E intanto il presidente della Regione e assessore al Turismo Gian Mario Spacca chiede ai sindaci dei Comuni costieri di valutare la possibilità di una proroga della stagione balneare, fissata dai provvedimenti comunali, dopo aver sentito le associazioni di categoria. Un'iniziativa assunta a seguito del prolungarsi delle condizioni meteorologiche sfavorevoli che sta determinando un calo delle presenze nelle località balneari. La norma già stabilisce che i Comuni, per esigenze motivate, possano consentire periodi più ampi di durata della stagione balneare rispetto a quelli fissati dal 1 aprile al 30 settembre. "Si chiede quindi ai sindaci di valutare - conclude Spacca - la possibilità di un'eventuale proroga del termine di fine stagione fissato dai provvedimenti comunali, tenendo conto delle esigenze e delle peculiarità dei singoli Comuni costieri".
Biesse, crescono utili e calano debiti
In aumento ricavi consolidati (201,1 milioni di euro, +11,6%) e margine operativo (Ebitda 16,9, +46,5%), utile netto più che triplicato (3,9, +238,8%) e indebitamento netto in discesa (28,6, -44,3%) nonostante il pagamento di 4,8 milioni di euro di dividendi. Per Biesse spa, l'azienda pesarese quotata nel segmento Star di Borsa Italiana, sono dati positivi quelli che emergono dalla Relazione semestrale consolidata approvata dal cda.
Regione: bando per l’esportazione del modello produttivo
La Regione Marche cerca nuovi sbocchi per le imprese sul mercato internazionale e ha lanciato un bando per la realizzazione di un percorso formativo sul modello produttivo marchigiano, che include discendenti di emigrati all'estero. Il corso di formazione, finanziato con 40mila euro dal Fondo sociale europeo (Fse) nell'ambito del Por Marche Fse 20072013, ha il compito di diffondere il modello produttivo marchigiano nel mondo e promuovere il territorio. Per gli imprenditori marchigiani questa formazione costituisce un'occasione per allargare il proprio mercato ed allacciare nuovi rapporti commerciali a livello internazionale.
Da Rossini a Leopardi e ritorno: è il percorso di Mario Martone, che dopo avere "inviato" a Venezia il film biografico Il giovane favoloso (con musiche di Rossini) è tornato a Pesaro per il Rossini Opera Festival con Aureliano in Palmira, l'ultima opera del catalogo rossiniano da restituire al pubblico, in prima il 12 agosto. Martone è un fan sfegatato di Rossini: "Ho usato la musica proveniente dagli archivi del Rof anche per Il giovane favoloso, un film che non avrei neanche pensato di fare se non fossi venuto a Recanati. E l'avevo utilizzata anche per lo spettacolo tratto dalle Operette morali". Ma gli piace "la drammaturgia rossiniana", che non si esaurisce con l'azione, ma "è ricca di momenti di sospensione, di atmosfere": per un regista "è come un gioco di scacchi, mi sono imbattuto in così tanti momenti straordinari".
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Martone, da Rossini a Leopardi e ritorno
Per l'eccezionale ondata di maltempo abbattutasi sulle Marche tra novembre e dicembre 2013, la Regione ha liquidato 4.125.292 euro a favore di enti locali: si tratta di Comuni e Province che misero in atto interventi di soccorso e assistenza alla popolazione. Il decreto é stato firmato oggi: il maltempo aveva colpito dal 10 al 13 e dal 25 al 27 novembre e il 2 dicembre. La parte più cospicua, circa 2,4 mln, è stata assegnata ai territori delle province di Ascoli e Fermo.
Futura Festival 2015: gli ospiti saranno scelti dal pubblico di lettori
Il Ministero dei Beni e Attività Culturali ha ribadito l'appartenenza di Marche Teatro alla lista dei Teatri Stabili Pubblici. La conferma nel decreto per il riparto del Fus attività teatrali e il riconoscimento dei Teatri Stabili. Marche Teatro viene ricompreso tra i soggetti di "riconosciuta valenza artistica, da anni sovvenzionati". Intanto vanno a gonfie vele le produzioni, in primis "La dodicesima notte" con la regia di Carlo Cecchi.
Riunione al Governo su maltempo nelle Marche
Maltempo: liquidati 4,1 milioni di euro per alluvioni 2013
Se siete stanchi delle solite 'facce da festival' un modo per scegliere c'è. Le 'primarie dei lettori forti', lanciate da Filippo La Porta al Futura Festival di Civitanova Marche. Fino a domenica, chi dichiara di leggere almeno 12 libri l'anno può indicare gli ospiti che vorrebbe ascoltare. Gli intellettuali più votati saranno invitati all'edizione 2015 di Futura, che quest'anno propone incontri con Marc Augè, Derrick De Kerkhove e Zygmunt Bauman.
Marche Teatro tra i Teatri Stabili Pubblici italiani
Lo stato di realizzazione delle opere anti-emergenza contro il dissesto idrogeologico delle Marche e un'analisi del sistema regionale nella gestione e depurazione delle acque sono stati i temi di un incontro a Palazzo Chigi, coordinato dal capo della struttura #italiasicura Erasmo D'Angelis, con l'assessore Paola Giorgi. E' stato fatto ''uno screening completo'', per evidenziare ''eventuali criticità o urgenze''.
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Nelle Marche elenco Città amiche bambini
Sono state 364 (274 donne e 90 uomini) le candidature pervenute da tutta la regione per Nuovi Coordina_Menti, il progetto a sostegno dell'occupazione giovanile under 35 promosso dall'assessorato alle Politiche giovanili della Regione Marche, in collaborazione con l'Amat. Tredici i giovani selezionati che hanno seguito con successo un corso di formazione intensivo nell'ambito della gestione organizzativa dei teatri.
‘Sunbeam’, il progetto del Mrai per rafforzare la cooperazione accademica 36
Le Marche sono la prima regione in Italia a istituire un elenco ufficiale di amministrazioni virtuose nella tutela dei diritti dei minori. E' il risultato del progetto 'Città sostenibili amiche dei bambini e degli adolescenti', promosso da Ombudsman delle Marche, Unicef e Legambiente. Ad Ancona sono stati premiati i 21 comuni "virtuosi" che si sono impegnati a rispettare la Convenzione internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza con iniziative concrete. Tra i premiati: Ancona, Chiaravalle, Falconara Marittima, Jesi, Loreto, Montecarotto, Montemarciano, Santa Maria Nuova, Senigallia, Serra De' Conti, Ascoli Piceno, Fermo, Pedaso, Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio, Colmurano, Macerata, Montelupone, Fano, Urbania, Urbino
Nuovi Coordinamenti per under 35: corso di formazione per la gestione dei teatri
Il progetto Sunbeam, Structered University mobility between the Balkans and Europe for the Adriatic-Ionian Macroregion, è stato selezionato dalla Commissione europea e finanziato con 3 milioni di euro del programma Erasmus Mondus e prevede l'interscambio fra gli Atenei degli otto Paesi aderenti alla Macroregione, insieme al Kosovo, di studenti di tutti i cicli d'istruzione superiore, docenti e personale tecnico-amministrativo. Venti le Università partner: capofila è l'Univpm, co-coordinatore la Dzemal Bijedic' University of Mostar della Bosnia Herzegovina. Il progetto, ha spiegato il rettore dell'ateneo dorico, Sauro Longhi, inizia a settembre, con una durata di quattro anni, e prevede l'organizzazione di 184 mobilità fra gli atenei della Mrai per un numero totale di 1.675 mensilità.
Riportare l'equilibrio nell'ecosistema marino messo a rischio dall'inquinamento. E' la missione delle fatine made in Marche nel loro terzo film, animato in 3d, Winx Club - Il mistero degli Abissi, in sala dal 4 settembre distribuito da 01. Iginio Straffi, regista e creatore del fenomeno Winx, arrivato con la serie tv in oltre 150 Paesi, pensa anche ''a un nuovo film animato con personaggi originali per il 2017'' e a un film live action.
"La regionalità è un grande valore dei territori, come lo è la tradizione insieme alla volontà di rinnovarla come cerco di fare con la mia musica". Così il musicista ascolano Giovanni Allevi ha salutato i componenti della Coter, la Commissione politica di coesione territoriale, riunita al Teatro Gentile a Fabriano dove l'artista, nel 2008, ha registrato il suo disco 'Evolution'. Ai componenti della Coter e al loro impegno, Allevi ha voluto dedicare il suo brano 'A perfect day'.
Allevi, regionalità è un grande valore
Ci sono 47 istituti scolastici marchigiani, per un finanziamento complessivo di 9,9 milioni di euro, nell'elenco pubblicato dal Miur delle prime 1.639 scuole sicure interessate da interventi di messa in sicurezza. La provincia di Ancona è quella con il più alto numero di edifici che, in questa fase, verranno messi in sicurezza (17), seguita da Pesaro Urbino (11), Macerata (11), Ascoli Piceno (5) e Fermo (1). Forte era stata la protesta dell’Upi Marche che chiedeva al Governo Renzi di investire sulla sicurezza degli istituti scolastici superiori, la cui gestione è affidata alle Province, enti con scarse possibilità di investimento. ''Sono numerosi gli interventi sulle elementari e medie inferiori (gestite dai Comuni) che il Governo pubblicizza con #scuolesicure,#scuo belle,#scuolenuove. Perché nessuno di questi hashtag riguarda la sicurezza degli studenti dai 14 anni in su?'', denunciava la presidente dell’Upi Marche, Patrizia Casagrande.
A lezione dal grande Gualtiero Marchesi
Le Winx tornano per salvare mare
Dieci milioni di euro per sicurezza scuole
Esperienza professionale a 5 stelle per due studentesse dell’Istituto alberghiero Varnelli di Cingoli. In occasione del progetto Summer School, Silvia Jacchetta e Anna Maria Argiolas hanno trascorso una settimana professionale alla Scuola Internazionale di Cucina di Gualtiero Marchesi. Il corso, tenuto da chef stellati, sommelier professionisti e docenti di enogastronomia, prevedeva visite didattiche in aziende di prodotti tipici dell’Emilia Romagna, e dimostrazioni pratiche di grandi piatti classici, offrendo l’opportunità alle partecipanti di approfondire la conoscenza del ‘Codice Marchesi’.
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S W E NDAL MONDO
Il Giappone si è fermato il 6 agosto scorso per celebrare il 69° anniversario del bombardamento sulla città di Hiroshima. Sotto la pioggia migliaia di persone si sono fermate per un minuto di silenzio, scandito dai rintocchi funebri dalla campana al centro del Memorial Park. Secondo quanto riferito dall'agenzia Kyodo, il sindaco di Hiroshima Kazumi Mtsui ha chiesto al governo del premier Shinzo Abe di lavorare per riempire il gap esistente tra i paesi che dispongono di armi nucleari e il resto del mondo, con l’obiettivo di un disarmo nucleare globale. Il tragico anniversario cade a un anno dalla revisione del Trattato di non proliferazione nucleare.
GIAPPONE Il ricordo del bombardamento su Hiroshima
Un misterioso lago è apparso dal nulla nel deserto a circa 25 chilometri dalla città di Gafsa, in Tunisia, in una zona afflitta dalla siccità. La località è stata subito battezzata Gafsa beach e al diffondersi della notizia centinaia di persone sono accorse ad ammirare lo specchio d'acqua e fare il bagno. Le autorità locali, tuttavia, hanno diramato un divieto di balneazione, affermando che esiste la probabilità che le acque siano pericolose: l'area, infatti, contiene depositi di fosfati che rilasciano residui radioattivi cancerogeni. Inoltre, il fondo di circa 15 metri, non è ancora solido e c'è il rischio che sprofondi ancora di più.
CAMERUN Ratificato patto commerciale con l'Europa
Il governo camerunese ha ratificato il nuovo accordo di partenariato economico tra Yaoundé e l’Unione Europea. L’intesa dovrebbe consentire l’esportazione da parte del Camerun di propri prodotti sui mercati dell’UE in un regime privo di quote o tariffe. Il Camerun dovrebbe aprire progressivamente i propri mercati alle esportazioni europee durante un periodo di transizione che si estenderà fino al 2023. Il Camerun è il primo partner commerciale dell’UE in Africa centrale, mentre l’UE è il principale partner commerciale del Paese sia in termini di importazioni pari al 35%), che in termini di esportazioni (46%).
Il Sace, Istituto per i Servizi Assicurativi del Commercio Estero, ha garantito un finanziamento da 164 milioni di euro - strutturato da BNP Paribas CIB – in favore del Ministero delle Finanze angolano per il completamento dell’ultimo tratto dell’autostrada Luanda-Soyo. I lavori sono affidati all’italiana Cmc Ravenna nell’ambito del programma governativo per lo sviluppo dei collegamenti tra la capitale e il Nord del Paese. Il progetto, del valore complessivo di 250 milioni di euro, prevede la realizzazione di 44,8 chilometri di strada a due carreggiate per senso di marcia.
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TUNISIA Misterioso lago appare nel deserto del sud
ANGOLA Dall'Italia 164 milioni per il completamento di un'autostrada
Il congresso del Messico ha approvato una legge considerata la pietra angolare di un pacchetto di regole per attuare un storica riforma energetica che aprirà il settore agli investimenti privati. La Legge sugli Idrocarburi stabilisce le regole per i contratti e le licenze per l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi che il governo potrà sottoscrivere con imprese private, ponendo fine al monopolio che per oltre 70 anni ha avuto Pemex nel settore.
CROAZIA Il 48% della popolazione lascerebbe subito il paese
Un hotel galleggiante nel bel mezzo dei ghiacci norvegesi, pensato appositamente per ammirare senza ostacoli le aurore boreali. Il nome non mente: è Krystall. Un vero spettacolo architettonico, che verrà realizzato in una delle aree naturali più belle della Terra. Il team di architetti olandesi Dutch Docklands, insieme a Koen Olthuis, sta attualmente lavorando al progetto. Il risultato sarà un resort a 5 stelle galleggiante. “Dobbiamo imparare a convivere con l'acqua, piuttosto che combatterla. Dovremmo lasciare che l'acqua torni, e poi costruire su di essa”, ha detto Olthuis.
SPAGNA Esplorazione alle Canarie alla ricerca di petrolio
MESSICO Approvata storica riforma energetica
Secondo un sondaggio diramato nei giorni scorsi dai media croati, il 48 per cento della popolazione sarebbe pronta a lasciare il paese per cercare fortuna altrove. Canada, Gran Bretagna, Germania, Svezia e Norvegia sono le mete più gettonate. La crisi economica è la principale causa di questo bisogno di fuga, ma i primi a partire non sono giovani disoccupati, bensì medici stanchi di un sistema sanitario al collasso. L'Associazione dei medici croati ha fatto recentemente sapere che a chiedere la documentazione necessaria per lavorare all’estero sono stati più di 600 medici, con una media di partenze pari a 44 al mese. Alcuni dati, poi, evidenziano come dopo il primo anno di adesione all’Unione europea dalla Croazia sono espatriati 200 medici e 700 infermieri professionisti.
NORVEGIA Krystall, il 5 stelle tra i ghiacciai per ammirare l'aurora boreale
Il ministro dell’Industria spagnolo, José Manuel Soria, ha annunciato che a fine ottobre Repsol inizierà le attività di esplorazione petrolfera a 50 chilometri dalle coste delle Isole Canarie. Repsol investirà 260 milioni di euro nelle due trivellazioni (sulle tre autorizzate) che prevede di realizzare. In caso di risultato positivo, la compagnia destinerà più di 5 miliardi di euro nei cinque anni previsti per lo sviluppo del progetto, fino al 2019. La fase di produzione, che si stima avrà una durata di 20 anni, necessiterà di altri 3,9 miliardi di euro per l’estrazione del greggio.
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LE GRANDI FAMIGLIE MARCHIGIANE
La famiglia
Mezzadrile Alle origini dell’economia industriale marchigiana
Questo mese ML non vi racconta la storia di una singola famiglia, ma la storia della famiglia marchigiana per eccellenza, quella mezzadrile. II territorio regionale, infatti, è stato modellato nei secoli da un'intensa attività umana nelle campagne e i protagonisti di questo lavoro sono proprio gli uomini e le donne che hanno dedicato il loro lavoro e la loro stessa vita al settore, contribuendo alla crescita dell'economia locale di Lorenza Cappanera
C
i si domanda spesso come sia riuscita questa regione dell’Italia centrale, cui si è data una connotazione di regione “ dormiente” più che dinamica, (basta leggere le lettere di Giacomo Leopardi e farsi un’idea del tipo di ambiente che si respirava nel tardo settecento, ambiente che reputava “ una prigione” dal quale voleva a tutti i costi evadere) ad emergere così velocemente negli ultimi trent’anni e a collocarsi nella lista delle regioni più creative e industriose del panorama italiano. Si è parlato per anni di flessibilità e di abilità dell’imprenditore marchigiano, capace di adattarsi e azionarsi nel campo del lavoro a seconda della domanda del mercato mondiale, sempre più aleatorio e fluttuante a causa di mode, congiunture e concorrenza internazionale, e volendo individuare i fattori di questa fles-
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sibilità, li identifichiamo con l’esistenza di una miriade di piccole imprese che seguitano a inventarsi giorno per giorno e soprattutto a resistere, compiendo dei veri e propri miracoli, se si pensa all’espansione dei nuovi mercati asiatici e dell’est europeo. Ma da cosa trae origine questa flessibilità? L’ipotesi più plausibile, quella che si può formulare con più ragionevolezza, è che l’origine della piccola impresa marchigiana trae le sue radici nella famiglia mezzadrile, da cui scaturiscono gli elementi e soprattutto le energie lavorative dell’industria marchigiana. Tali energie, per secoli rimaste intrappolate in un’economia di mercato chiusa e che certo non favoriva uno sviluppo moderno dell’agricoltura e dell’industria stessa, sono riuscite a sfondare soltanto nel momento in cui la mezzadria stessa
è entrata in crisi: negli anni ’50 del secolo scorso. Negli anni attorno al 1946 Alcide De Gasperi vara una legge che rivoluzionerà i patti agrari esistenti sin dal lontano medioevo, rendendo facile accesso all’acquisto fondiario da parte dei contadini tramite l’erogazione di mutui quarantennali (i cosiddetti mutui della proprietà contadina erogata da una banca statale). Dopo il 1945 l’Italia era allo stremo. Nei primi anni del dopoguerra l’agricoltura e le questioni agrarie hanno ancora la massima rilevanza nella vita del paese. La guerra aveva infatti riportato in tutt’Europa un male antico: la fame. In un mondo di affamati si torna alla terra. Ma per molti italiani, come per molti marchigiani non era questione di ritorni: la terra non aveva mai cessato di essere la risorsa principale. Se nell’Italia di oggi
“Crea una certa emozione civile la scoperta di un’umanità semplice, negletta, persino vessata, che ha avuto la forza di arrivare fino a noi, perdurando dentro il poco che la storia ha registrato di quelle anonime generazioni e al molto di cui continua a parlarci la loro vita quando, come qui, c’è chi si accorge di un passato che, lo capisci via via, non è mai passato del tutto". Sergio Zavoli
l’agricoltura occupa solo circa il 7% della popolazione attiva, alla metà degli anni ’40 ne occupava quasi il 50%. Le Marche non si discostavano dalla media nazionale. Nell’Italia appena liberata, l’agricoltura doveva sfamare le popolazioni locali che non avevano modo di rifornirsi di derrate alimentari, sia perché queste mancano o scarseggiano dappertutto, sia perché le comunicazioni erano ancora difficili. I viveri, a partire dal pane, quando c’erano erano razionati, e gli alleati (cioè gli angloamericani) che occupavano il paese erano i primi a fornire gli aiuti alimentari. Ma questi aiuti, pur fondamentali, non potevano bastare a lungo, così sono loro stessi i primi a premere perché l’Italia si impegni a raggiungere velocemente l’autosufficienza in campo agro-alimentare. Così, pur tra lotte e proteste, tra leghe rosse e bian-
che, De Gasperi, vara il cosiddetto Lodo De Gasperi e i mezzadri diventano finalmente piccoli proprietari, grazie anche ad una accentuata disponibilità a vendere le terre da parte della classe proprietaria per lo più di origine nobiliare o alto borghese, che già sta gettando un occhio al nuovo taglio industriale da dare al paese, industrializzazione che conoscerà il boom negli anni sessanta del 1900, e grazie anche alla creazione del diritto di prelazione a favore del mezzadro. Tutto ciò converge negli anni ’50 verso un processo di lottizzazione diffuso della terra a prezzi accessibili. Quindi? Una volta divenuto piccolo proprietario il mezzadro si accorge ben presto che la sua condizione non è affatto migliorata, anzi, la terra conosce una forte svalorizzazione dovuta ad un’abbassamento generale del valore di mercato del capitale fondiario, inoltre
il mezzadro si è ora indebitato fortemente, deve pagare le rate del fondo, le rate per l’acquisto delle macchine necessarie alla lavorazione del fondo, macchine resesi necessarie dato che per la prima volta l’ex mezzadro sperimenta le regole e la concorrenza del mercato. In queste condizioni, la ricerca di un lavoro extra agricolo, conseguente ad un naturale accrescimento demografico della famiglia contadina, risultano fortemente incentivate in questi anni. “ La terra non basta più” si è spesso sentito dire qui da noi. Allora cosa succede? Succede che l’ex mezzadro divenuto ora piccolo proprietario è costretto a rinunciare allo sviluppo in senso produttivo capitalistico della sua azienda e ritorna all’arte agraria in cui da secoli eccelle: l’utilizzo del piccolo podere ai fini dell’autoconsumo. È sulla base di questa frustrazione dap-
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LE GRANDI FAMIGLIE MARCHIGIANE
prima verso l’azienda mezzadrile per la subalternità verso la rendita e poi nella piccola azienda coltivatrice per l’inferiorità verso il mercato che le qualità lavorative ed imprenditoriali del mezzadro e della sua famiglia trovano finalmente sbocco in una direzione industriale. L’ex capoccia o vergaro comprende che i suoi figli devono cambiare strada, che l’agricoltura non basta a sfamare le nuove famiglie e le nuove realtà industriali del nord spingono un numero crescente di soggetti, al più maschi giovani, a dirottare verso l’esperienza lavorativa industriale o artigianale e ad apprendere un mestiere, (vado a imparare un mestiere – si diceva qui da noi) elemento indispensabile per poter effettuare l’ultimo passo, ancora mancante, verso il lavoro in proprio e l’avvio di una iniziativa micro imprenditoriale, mentre la moglie e i genitori anziani si dedicano ancora al podere. È quindi dal mezzadro, dal colono marchi42
giano, che trae origine ancora una volta la flessibilità della piccola industria marchigiana di stampo familistico perché è lui che nel corso dei secoli, ha affinato le sue capacità imprenditoriali: nella lotta quotidiana con il fattore sviluppa il calcolo razionale, la mentalità acquisitiva, l’etica del risparmio e dell’accumulazione. Del resto, che nel mezzadro marchigiano covassero qualità di tipo imprenditoriale risulta da numerose fonti, anzitutto va ricordato che il colono concorreva alla metà del capitale, di cui i bovini erano la quota più importante sicché era acuto il suo interesse nel risultato economico dell’azienda. In pratica egli era un socio del capitale con il proprietario terriero, dove il capitale era il bovino. Non potendo intervenire nell’investimento di nuove forme di coltivazione o dei macchinari o comunque nella trasformazione in senso capitalistico della produzione agricola, il mezzadro marchigiano si rivela partico-
larmente versatile quanto a tecniche di coltivazione intensiva e sviluppa in questo campo un sapere non trascurabile delle colture nell’arco dell’anno, tale da non conoscere pause rilevanti. Ma è soprattutto nella gestione della forza lavoro familiare che il mezzadro eccelle, si pensi che sino agli anni ’30 del Novecento la famiglia del colono arrivava sino anche alle 35-40 unità in media, dove il capoccia diventa un vero e proprio intermediario preoccupato di ottenere il massimo dai membri della sua famiglia al fine di non sfigurare col padrone o col fattore, cosa alla quale tiene moltissimo. Va da sé che lo stretto legame esistente tra sforzo lavorativo e tornaconto economico spinge la famiglia del mezzadro, a ritmi intensi di lavoro, sviluppando così già da quel tempo delle forme di divisione del lavoro che torneranno utili quando si trasferiranno questi ritmi nella piccola impresa industriale.
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ALTO ARTIGIANATO
Il liutaio dei sogni Artigiano dalle mani d'oro, Pierfrancesco Pesaola, trentanovenne anconetano, costruisce violini per passione. Nella sua bottega, in pieno centro storico, è nato lo strumento che ha ispirato “Il Cristo delle Marche” di A. Dachan Ph: Marco Matteucci
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na bottega piccola, quasi nascosta tra le viuzze di sampietrini, dove in ogni angolo è scritta la storia della città e di chi l'ha abitata. Pierfrancesco è un operaio vocato all'artigianato con una grande sensibilità che, spinto dall'ispirazione, si è messo a costruire liuti. Non è il classico maestro di bottega, ma un giovane innamorato della vita che non ha mai smesso di sognare. Sul suo tavolo da lavoro, in mezzo a riccioli di legno, colle, attrezzi vari, sta prendendo forma un nuovo strumento, che presto sentiremo suonare. Liutaio per passione: come è iniziata la tua avventura da artigiano? “Non ho studiato musica, ma ho sempre avuto una passione per gli strumenti. Lavoro come operaio e la manualità non 44
mi manca, anche se fino a tre anni fa non mi ero mai cimentato nella realizzazione di uno strumento artigianale. Tutto è iniziato in modo imprevedibile; è stato come seguire la scia di un sogno”. È possibile improvvisare la costruzione di uno strumento? “Dipende tutto dalla vera passione che uno ha. La prima azione è stata cercare maestri che mi insegnassero le tecniche di lavorazione, ma come si sa, gli artigiani sono gelosi del proprio mestiere e io non mi presentavo come allievo, ma come un appassionato desideroso di provare l'ebrezza di costruire uno strumento con le proprie mani. Così mi sono messo all'opera da solo, procurandomi un tavolo e tutti gli strumenti. Ho imparato sbagliando, provando e riprovando. Ci sono tre modelli a cui mi ispiro: lo
Stradivarius, il Guarnieri e il Postracchini; poi ci metto del mio, personalizzando ogni creazione”. Che rapporto hai con le tue creazioni? “Non è come veder nascere il proprio figlio e lasciarlo andare nel mondo, è più un sentirsi nella condizione di ascolto di un amico che sa parlare direttamente al tuo cuore. Ogni volta che mi metto all'opera sento che posso crescere, che posso migliorare ulteriormente. Non ambisco di certo alla perfezione, quella è una prerogativa che appartiene solo a Dio. Io sono un uomo semplice, che lavora con il cuore. Quando ho completato il mio primo violino stentavo a crederci. La gioia più grande è stata sentirlo all'opera. Dicono che i miei strumenti abbiano un suono maturo, come se suonassero da sempre...”.
I tuoi violini sono pezzi unici, costruiti interamente a mano, che potrebbero avere un grande valore di mercato, eppure hai scelto di non venderli. Perché? “Costruisco liuti per passione, non per business. All'inizio non ho mai neppure pensato di venderli, perché mi sembrava quasi di sminuire il loro valore, invece oggi, con la consapevolezza del loro potenziale, ci sto pensando. Tutti i violini che ho costruito li ho regalati a professionisti, che danno loro una nuova vita facendoli suonare. Ho fatto omaggio della quarta, quinta e sesta opera all'artista e sarto Davide Grassi di Torino, a cui la mia storia ha ispirato la scrittura di un libro, 'Il liutaio degli angeli'; mi ha promesso che a sua volta regalerà uno dei miei strumenti ad un artista esordiente. Nel tempo il nostro rapporto, iniziato in internet su pagine dedicate alla liuteria,
si è consolidato diventando amicizia”. La musica ti ha portato a conoscere molte persone, ma c'è stato un incontro che ti ha cambiato la vita. Ce lo vuoi raccontare? “È l'esperienza con il maestro Marco Santini, a cui ho voluto presentare August, il primo violino che ho realizzato. Gliel'ho consegnato nelle mani avvolto in un semplice panno. Dopo tre anni, si è innamorato di Arthur, la mia ottava creazione. Quando l'ha provato, è rimasto incantato e stupito dal suo suono e io gliel'ho donato. Mi sono perfino emozionato nel sentirlo suonare: in fondo il violino è il mio messaggero, è un comunicatore e l'esperienza di Santini lo ha portato al massimo della sua espressività. Qualche tempo dopo il maestro ha composto “Il Cristo delle Marche” che
esegue con il mio violino. Non avrei potuto immaginare o desiderare nulla di più bello”. Nel tuo lavoro c'è molta poesia, molto sentimento: dove vorresti portare questa tua arte? “Il violino è il mio contatto con il mondo e spero che mi porterà a realizzare due sogni: il primo è quello di far suonare una della mie creazioni in una grande orchestra d'oltreoceano, negli Stati Uniti; il secondo è di regalare un liuto ad un popolo che vive la musica come strumento di espressione e aggregazione della comunità, come ad esempio i Rom. Più persone conosco attraverso le mie opere, più mi sento felice, realizzato”.
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INTERNAZIONALIZZAZIONE
Kebili: la porta d’ingresso all’Africa per le aziende marchigiane Tunisia, primo partner commerciale delle Marche
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a Tunisia è il primo partner commerciale in Africa delle imprese marchigiane. A dimostrazione del legame tra i due paesi, il 27 giugno è stato siglato il gemellaggio tra Kebili (regione della Tunisia) e Ascoli Piceno, presso la Sala Gialla della Camera di Commercio di Ascoli. All’incontro hanno partecipato Raimondo De Cardona, ambasciatore d’Italia a Tunisi, Raimondo Orsetti, dirigente del Servizio Internazionalizzazione della Regione, Guido Castelli, sindaco di Ascoli, Chokri Zaqhdoud, sindaco di
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Kebili. Il focus ha riguardato le opportunità di business nel paese nordafricano attraverso la Country Presentation sulla Tunisia, la presentazione del Progetto Kebili, in cui è impegnato Piceno Promozione, e la testimonianza di case history di successo. “Il progetto Kebili – ha dichiarato il presidente di Piceno Promozione Gino Sabatini – nasce dalla nostra partecipazione al Forum di Tunisi del 2012, quando i contatti avuti con la regione di Nefzaoua
hanno dato origine ad una missione che si prefiggeva di sondare il tessuto economico e sociale per dedurre quali possibilità economiche esistevano, per le imprese picene, di avviare rapporti economici con il Governatore di Kebili. Un rapporto costruito con pazienza, quello che Piceno Promozione può vantare oggi con la Tunisia (ma in generale con il Maghreb), e strategico per le aziende picene che vogliono adottare progetti di internazionalizzazione”. Questo primo contatto si è concretizzato
Una nuova nazione è nata, i suoi problemi non si risolvono, si vivono…Il futuro di un popolo è nella sua ansia di futuro, e la sua ansia è una grande pazienza” Pier Paolo Pasolini, Appunti per un’Orestiade Africana
nel novembre 2013 in seguito all’incontro tra le istituzioni regionali marchigiane e i rappresentanti del Governo tunisino nell’ambito della presentazione del PAT, Punto di Assistenza Tecnico alle Imprese, inaugurato a Tunisi “al fine di supportare nel migliore dei modi l’attuazione dei programmi di internazionalizzazione delle aziende”, come affermato da Gino Sabatini, Presidente di Cna Marche. Ad oggi la collaborazione italo-tunisina ha due direttrici principali come forza
trainante: il turismo e gli investimenti commerciali. Per quanto riguarda il primo, Kebili, a sud della Tunisia, è la porta d’accesso al Sahara, e quindi una delle mete più gettonate dei turisti italiani 65.000 nel 2013 - desiderosi di scoprire l’entroterra e il deserto. Per ciò che concerne l’internazionalizzazione, i dati dell’ufficio statistico della Regione Marche dimostrano come dei 198.031.114 Euro di esportazioni, la quota di beni prodotti nelle Marche e destinati alla Tunisia è pari a 57.402.535, facendo di quest’ul-
timo il principale partner commerciale delle aziende marchigiane in Africa, in particolare nel settore dell’agricoltura e delle industrie alimentari, nonché un’importante porta d’accesso all’intera area del Nord Africa.
Elisa Treppaoli Area Internazionalizzazione Sida Group Internationalplacement@sidagroup.com
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Marche, nel 2013 ristrutturazioni edilizie in crescita del 40 % Sabatini: “Presentate oltre 45 mila domande per una spesa di quasi 1 miliardo di euro. Ogni euro di spesa genera una ricaduta complessiva sull’economia di 3,3 euro”
I Gino Sabatini - Presidente Regionale CNA Marche
marchigiani li utilizzano sempre di più. Lo scorso anno, secondo Cna Costruzioni Marche, sono state presentate oltre 45 mila domande di ristrutturazioni edilizie e riqualificazioni energetiche degli edifici per una spesa complessiva di quasi 1 miliardo di euro, pari ad oltre il 60 per cento di tutti i lavori edili nella nostra regione. In ambito nazionale i lavori in casa incentivati dai bonus fiscali Irpef del 50 per cento per il recupero edilizio e del 65 per cento per il risparmio energetico, hanno riguardato 1,5 milioni di domande per una spesa di 28,5 miliardi di euro. “Si tratta” commenta il presidente Cna Marche Gino Sabatini “di lavori che per ogni euro di spesa generano una ricaduta complessiva sull’economia di 3,3 euro e valgono il 2 per cento del Pil. Tra il 2012 e il 2013 i lavori di ristrutturazione sono aumentati del 40 per cento e ci aspettiamo una ulteriore crescita nel 2014, grazie anche a Cna Costruzioni che, nelle Marche, ha lanciato una iniziativa chiamata ‘Costo
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Zero’, alla quale hanno aderito 83 aziende edili marchigiane, che prevede un ulteriore sconto fino al 10 per cento per i cittadini che decidono di ristrutturare casa, fino a coprire quasi l’intero costo dell’investimento.”. Il mercato potenziale delle ristrutturazioni nelle Marche è notevole. Infatti, il 70 per cento dei 367.633 edifici ha più di quarant’anni e il 20 per cento versa in cattivo stato di manutenzione. Gli sgravi fiscali per il 2014 sono stati estesi anche alla prevenzione antisismica e all’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Ancora pochi mesi, dunque per usufruire di questa opportunità. Poi, da gennaio 2015 il bonus fiscale per la riqualificazione energetica è destinato a scendere al 50 per cento e quello per i lavori edili al 40 per cento. “La leva fiscale” sostiene Marco Bilei, responsabile Cna Costruzioni delle Marche, “sta trainando l’unico mercato davvero
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brillante dell’edilizia e abbiamo chiesto al Governo di prorogare anche nel 2015 gli attuali sgravi fiscali, che costituiscono anche una formidabile spinta all’emersione del lavoro nero. Soltanto questo provvedimento, oltre al rilancio dei lavori pubblici degli enti locali, potrà evitare un ulteriore anno di recessione per le imprese edili marchigiane”. Nelle Marche le imprese edili in attività sono 22.121. Ma solo nei primi sei mesi del 2014, nonostante l’aumento dei lavori di ristrutturazione, hanno cessato l’attività 472 imprese mentre sono sorte 350 nuove attività. Lo scorso anno a gettare la spugna erano state 1.795 imprese contro 1.195 nuove aperture. Il settore edile marchigiano negli ultimi cinque anni ha perso il 30 per cento del fatturato e il 65 per cento degli investimenti, soprattutto a causa del crollo delle nuove costruzioni. Drammatico il calo degli occupati nel settore, scesi negli ultimi due anni da 56.885 a 36.047, con la scomparsa di
20.838 addetti, pari al 36,6 per cento. “COSTO ZERO”, INIZIATIVA DI CNA MARCHE PER LE RISTRUTTURAZIONI E IL RISPARMIO ENERGETICO NELLE CASE Il progetto “Costo zero”, prevede fino al 31 dicembre 2014, una serie di agevolazioni che consentono di effettuare opere di ristrutturazione a costo zero. Come? Grazie alle nuove agevolazioni fiscali si può ottenere il rimborso del 65% delle spese che riguardano la riqualificazione energetica degli edifici (infissi, pannelli solari, caldaie, cappotti termici, isolamento solai) e l’adeguamento antisismico. Si ha diritto al 50% della detrazione Irpef sia sulle spese di ristrutturazione edilizia di abitazione e condomini, sia sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici almeno di classe A+. La realizzazione di questi interventi consente di risparmiare energia fino ad un 25-30% annuo. Al risparmio
così ottenuto dal rimborso fiscale e da quello sui costi dell’energia si può aggiungere lo sconto previsto dal Progetto Costo Zero Cna. Le imprese edili e di installazione di impianti associate alla Cna delle Marche che aderiscono al Progetto, effettueranno un ulteriore sconto di almeno il 10% sul preventivo che presenteranno al cittadino o al condominio. Inoltre per i condomini è possibile rateizzare, con un costo aggiuntivo ridotto al minimo, le spese di ristrutturazione delle abitazioni sommando le possibilità date dalla normativa sulle detrazioni fiscali con il finanziamento agevolato di banche convenzionate. Le imprese che vogliono aderire al progetto possono iscriversi al sito www.costozerocna.it dove sono presenti tutte le informazioni necessarie. I marchigiani che vogliono ristrutturare casa grazie al progetto della Cna troveranno l’elenco delle imprese a cui rivolgersi sul sito.
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Alcune riflessioni in tema di concorrenza sleale Claudio Gandini, avvocato d'impresa: "la lealtà dovrebbe essere alla base del pensiero diffuso. L’esperienza insegna che non è così e quindi l’imprenditore deve con forza e nel rispetto delle regole ottenere che il suo sforzo economico non sia vanificato dalla furbizia imperante" di A. Fabri
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uali sono a suo giudizio i problemi che imprenditori e manager si trovano a dover affrontare? "Gli imprenditori e i manager si misurano spesso con due grossi problemi: quello della contraffazione e quello della concorrenza sleale. L’attenzione dei mass media e delle riviste di settore è quasi sempre indirizzata a denunciare la contraffazione e a individuare i rimedi anche giuridici a questo problema, che colpisce il Made in Italy. Minore rilevanza sembra avere quello che pure è un reale problema e cioè la concorrenza sleale. Gli imprenditori sono consapevoli dell’importanza del libero mercato e ne accettano i rischi connessi. La concorrenza è il motore del libero mercato, ma dev'essere leale. Sono invece numerosi gli esempi di concorrenza sleale, contro cui gli imprenditori si sentono impotenti e giuridicamente non salvaguardati". Qual'è la posizione degli imprenditori? "Avvertono spesso che i loro sforzi in ambito di ricerca e di potenziamento del mercato vengono vanificati da un concorrente che ha messo in atto compor-
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tamenti sleali e ha ottenuto - senza fare sforzi di ricerca o senza investimenti, e relativi costi - risultati simili che portano via spazi di mercato". Esistono strumenti giuridici per difendersi dagli atti di concorrenza sleale? "Certamente: la concorrenza sleale è stata inquadrata nell’articolo 2598 del codice civile. La norma descrive i comportamenti che vengono generalmente inquadrati in atti di confusione, atti di denigrazione, atti contrari alla correttezza professionale". Possiamo chiarire meglio? "Certamente. Sono gli atti in cui viene posto in essere un comportamento di imitazione volto a confondere il cliente sull’origine del prodotto, o atti di denigrazione sottile e diffusa, volti a squalificare il prodotto del concorrente, o atti contrari alla correttezza professionale, in cui rientra il vasto campo dello storno di dipendenti". Quando c’è concorrenza sleale? "E’ evidente che, perché vi sia concor-
renza sleale, deve esistere e deve essere dimostrata la volontà di recare danno all’azienda del concorrente e di toglierle uno spazio di mercato. La concorrenza sleale riguarda, come ben sanno gli imprenditori, la concorrenza fra imprese non necessariamente operanti allo stesso livello economico o esercenti la stessa attività, essendo sufficiente l’incidenza delle rispettive attività su una stessa categoria di consumatori finali". Come individuare se un’azienda concorrente si è comportata in modo sleale? "Per evitare errori nell’individuare se effettivamente un’impresa concorrente si sia comportata in modo sleale, occorre accertare se davvero esiste un contemporaneo esercizio di più imprenditori, in un ambito territoriale “potenzialmente” comune. Questa definizione all’apparenza difficile è in realtà chiarissima all’imprenditore che, nel progettare lo sviluppo della sua azienda, dal punto di vista industriale o commerciale, anticipatamente individua potenziali concorrenti, non si spaventa, perché è consapevole della particolarità
o diversità dei propri prodotti". Come opporsi a tutto questo? "Prima di iniziare una causa presso i Tribunali, cosa che è “necessaria”, non dimentichiamolo, per difendere i propri diritti, occorre individuare con esattezza i termini del problema. In questo modo si evitano costi inutili e frustranti delusioni". Che cosa occorre fare? "Si deve individuare in anticipo se la concorrenza sleale, avvertita a seguito di indagini di mercato o di risultati inferiori al previsto o di denunce da parte di persone che operano nell’azienda, abbia un fondamento". Come si deve operare per capirlo? "Occorrerà che un consulente giuridico valuti con freddezza le testimonianze raccolte sul mercato in relazione ai successi dell’impresa concorrente che ha creato danni, chieda dati precisi sui prodotti confliggenti, accerti quale sia l’autentica datazione dell’immissione del prodotto sul mercato, richieda, in via ri-
servata, attraverso una serie di questionari, quali siano le informazioni segrete uscite, che caratterizzavano il prodotto che è stato oggetto di concorrenza sleale". Come proseguirà l’azione? "L’azione proseguirà anche nel verificare quale possa essere stato il terzo che ha permesso l’uscita di notizie. L’azione non è poliziesca, è solo la seria verifica attraverso il confronto di dati o di testimonianze dell’intuizione che un imprenditore o un manager hanno avuto". Mi spiega meglio chi è questo “terzo”? "Senza entrare nel più vasto campo dello storno di dipendenti, meritevole di successivi approfondimenti, si può dire che spesso è proprio un terzo, inserito stabilmente od occasionalmente nell’organizzazione economica dell’azienda che lamenta un atto di concorrenza sleale, a tenere comportamenti o compiere atti a vantaggio di un altro imprenditore, per istigazione o incarico specifico dello stesso. E in questo modo compie atti contrari alla correttezza professionale".
Può essere individuato velocemente? "Contrariamente a quello che si pensa, può essere individuato con un alto grado di probabilità, con le relative conseguenze sul piano personale e patrimoniale, a salvaguardia dell’impresa e del lavoro di molti altri dipendenti". Contro la slealtà, allora, si può avere successo? "Nel momento in cui tutti gli sforzi dei piccoli o medi imprenditori sono volti a riorganizzare la propria azienda, a rinnovare macchinari per meglio competere, ad internazionalizzare la propria presenza sui mercati, la lealtà dovrebbe essere alla base del pensiero diffuso. L’esperienza insegna che non è così e quindi l’imprenditore deve con forza e nel rispetto delle regole ottenere che il suo sforzo economico non sia vanificato dalla furbizia imperante".
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ACQUISIZIONI / CESSIONI
B2Merger Entrare in un Network di operatori internazionali specializzati nell’M&A
L
e statistiche relative ai primi mesi del 2014 segnalano che, dopo anni di contrazioni sia in termini di volumi che di valore, l’M&A, a livello globale, mostra segnali di ripresa, attestandosi, sorprendentemente, su livelli pre-crisi. Negli ultimi anni, infatti, le aziende hanno privilegiato la qualità, piuttosto che la quantità. La recente inversione di tendenza è testimoniata dall’incremento delle operazioni M&A, in termini di valore delle singole transazioni, rispetto allo stesso periodo del 2013. Segnali incoraggianti si hanno anche dal mercato M&A italiano dove, contrariamente a quanto accaduto negli ultimi tempi in cui il “made in Italy” rappresentava terreno di conquista per i colossi finanziari esteri, le aziende italiane hanno ripreso ad interpretare ruoli da protagonista, anche a livello internazionale. Tale tendenza, oltre a riguardare i grandi gruppi industriali italiani, sta interessando anche realtà di dimensioni minori (PMI) che, pertanto, hanno scelto l’M&A, come principale strumento per la crescita, lo sviluppo e l’internazionalizzazione. In tale contesto, si inserisce perfettamente il progetto B2Merger, la Piattaforma web dedicata all’M&A, progettata per supportare i professionisti attivi nel campo delle operazioni straordinarie: un market place digitale in cui operatori specializzati possono incontrarsi per acquistare e vendere aziende in tutta sicurezza e riservatezza. B2Merger infatti sfrutta i vantaggi del web (accesso globale, dinamicità ed immediatezza), eliminando al contempo, grazie alla progettazione di elevati standard di sicurezza, i rischi notoriamente legati allo stesso, quali manomissione dei dati personali e furto di informazioni riser-
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vate. Qualità degli affiliati e attendibilità delle opportunità pubblicate sono i punti di forza della piattaforma: sia le affiliazioni che le pubblicazioni, infatti, devono superare un meticoloso processo di certificazione e autenticazione, che rendono B2Merger un luogo estremamente sicuro ed affidabile nel quale promuovere, intavolare e gestire operazioni M&A. La presenza, nel team M&A di Insieme srl, di professionisti dalla pluriennale esperienza nel campo delle operazioni straordinarie, garantisce e assicura il rispetto dei più elevati standard qualitativi previsti dalla prassi internazionale in tema di compravendita di aziende. B2Merger è il partner ideale per finalizzare operazioni M&A. B2Merger per i Professionisti: La registrazione, gratuita ed estremamente rapida, consente all’utente di accedere ad informazioni base circa le opportunità presenti in Piattaforma. L’affiliazione, oltre a garantire l’accesso ad un livello più dettagliato di informazioni, permette la pubblicazione di proposte strutturate di acquisto, vendita e ricerca di partnership relativamente ad aziende di cui il Professionista dispone incarico. L’applicazione è strutturata in modo che i dati pubblicati dagli affiliati, sempre preventivamente supervisionati dallo staff di Insieme srl, circolino esclusivamente tra operatori specializzati, andando a configurare un flusso continuo e qualificato di scambio di informazioni. Tale processo, abbinato ad un innovativo meccanismo di matching, permette al professionista di incrementare notevolmente le probabilità di trovare una controparte complementare interessata.
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ACQUISIZIONI / CESSIONI
PROPOSTE DI ACQUISTO ID
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Tutta Italia
SETTORE
Vari
OPERAZIONE
DESCRIZIONE TARGET
Acquisizione quote/azioni di minoranza
Manager partecipativi interessati ad acquisire quote di minoranza di PMI italiane con l'obiettivo di apportare competenze manageriali e risorse finanziarie.
B2
Tutta Italia
Automotive
Acquisizione maggioranza del capitale
Gruppo internazionale ricerca azienda italiana di medio-grandi dimesioni specializzata nella produzione di componenti meccanici per il settore automotive.
B3
Tutta Italia
Agro alimentare e alimentare
Acquisizione maggioranza del capitale
Importante gruppo estero ricerca azienda di medio-grandi dimensioni nel settore agroalimentare e alimentare (olio, vino, surgelati ecc...).
Acquisizione maggioranza del capitale
Multinazionale estera ricerca azienda italiana di medie dimensioni specializzata nella progettazione e realizzazione di quadri elettrici.
Joint venture societaria
Multinazionale estera ricerca azienda italiana di piccole-medie dimensioni specializzata nella produzione di componenti in plastica rinforzata per il settore automotive.
Acquisizione quote/azioni di minoranza/joint venture
Investitori esteri interessati a valutare opportunità di investimento in PMI italiane da realizzarsi attraverso operazioni di acquisizione o partnership societarie, produttive e finanziarie.
Acquisizione quote/azioni di minoranza/joint venture
Investitori esteri interessati a valutare opportunità di investimento in PMI italiane da realizzarsi attraverso operazioni di acquisizione o partnership societarie, produttive e finanziarie.
Acquisizione quote/azioni di minoranza/joint venture
Investitori esteri interessati a valutare opportunità di investimento in PMI italiane da realizzarsi attraverso operazioni di acquisizione o partnership societarie, produttive e finanziarie.
Acquisizione maggioranza del capitale
Affermata realtà nel settore meccanico ricerca azienda con sede legale nel centro Italia (Regione Marche), specializzata nella produzione di macchinari per l'edilizia, per attivare di processi di crescita da realizzarsi, anche, mediante acquisizione di quote di maggioranza.
Acquisizione maggioranza del capitale
Affermata realtà nel settore alimentare ricerca azienda con sede legale nel centro Italia, attiva nel settore degli spumanti, per attivare di processi di crescita da realizzarsi mediante acquisizione di quote di maggioranza.
Acquisizione maggioranza del capitale
Investitore qualificato ricerca, per acquisizione, impianto di produzione di energia rinnovabile, con produzione superiore ai 3 MW, ubicato nel centro Italia.
B4
B5
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B9
B10
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AREA
Tutta Italia
Tutta Italia
Tutta Italia
Tutta Italia
Tutta Italia
Centro Italia
Centro Italia
Centro Italia
Quadri elettrici
Automotive
Componenti elettronici
Farmaceutico
Macchine utensili
Meccanica
Alimentare
Settore energetico
PROPOSTE DI VENDITA E PARTNERSHIP ID
AREA
SETTORE
OPERAZIONE
DESCRIZIONE OPERAZIONE
S9
Nord Italia
Abbigliamento
Cessione maggioranza/ minoranza quote/azioni
Storica PMI specializzata nella produzione di capi di abbigliamento di alta qualità in cachemire cede maggioranza per mancato passaggio generazionale.
S1
Centro Italia
Abbigliamento
Cessione maggioranza quote/azioni
Affermata azienda manifatturiera nel settore dell'abbigliamento con prestigiosi marchi riconosciuti a livello internazionale cede la maggioranza azioni/quote per mancato passaggio generazionale
S2
Centro Italia
Turistico
Cessione maggioranza quote/azioni
Rinomata e affermata struttura turistica ad elevata redditività cede intera attività per mancato passaggio generazionale.
S3
Centro Italia
Arredo bagno
Partnership industriale
Start up nel settore arredo bagno con linea di alta gamma premiata all'estero ricerca partner industriale per sviluppo business.
Cessione maggioranza quote/azioni
PMI specializzata nella progettazione e produzione di componentistica per settore automotive cede attività per mancato passaggio generazionale.
Cessione maggioranza quote/azioni
Storica PMI specializzata nella produzione di paste alimentari corte e lunghe, nel settore da più di 80 anni, con brand affermato e posizionato in una fascia medio-alta di mercato, cede intera attività per mancato passaggio generazionle.
Cessione maggioranza/minoranza quote/ azioni - partnership
Affermato gruppo specializzato nella progettazione e produzione di componenti meccanici per settore automotive interessato a valutare ingressi qualificati nel capitale per sviluppo del business.
Cessione maggioranza/minoranza quote/ azioni
Primario gruppo di grandi dimensioni specializzato nella progettazione e produzione di quadri elettrici interessata a valutare ingressi qualificati nel capitale per sviluppo del business.
Componenti plastici
Cessione maggioranza/minoranza quote/ azioni - partnership
Primaria azienda di medie dimensioni specializzata nella progettazione e produzione di componenti plastici interessata a valutare ingressi qualificati nel capitale o partnership operative per sviluppo del business.
Meccanica
Cessione maggioranza/minoranza quote/ azioni
PMI specializzata nella progettazione e produzione di minuteria metallica di alta precisione cede maggioranza per mancato passaggio generazionale.
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S10
Centro Italia
Centro Italia
Centro Italia
Centro Italia
Centro Italia
Centro Italia
Automotive
Alimentare
Componenti meccanici
Quadri elettrici
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contributi inclusi). inclusi). Importo Importo totale totale finanziato € 26.595,08, € 26.595,08, importo importo totale totale dal consumatore dal consumatore € 31.944,81 € e31.944,81 (anticipo (anticipo escluso), escluso), incluse S.p.A. contributi S.p.A. ConMercedes-Benz Manutenzione ConMercedes-Benz Manutenzione Compact Compact per 48 per mesi/100.000 48 finanziato mesi/100.000 km e Pacchetto km e Pacchetto Advance Advance che dovuto prevede che dovuto prevede manutenzione manutenzione ordinaria ordinaria straordinaria e straordinaria (comprensiva (comprensiva diincluse di spese spese istruttoria istruttoria € per 366,il€imposta 366,ilimposta diquarto bollo €anno. bollo 16 e€anno. spese 16 e spese incasso incasso RID 4,27. RID a€ Valori 4,27. IVA Valori inclusa. IVA inclusa. Salvo Salvo approvazione Mercedes-Benz Mercedes-Benz Financial Services Services Italiae Italiae materiali materiali d’usura) d’usura) terzo per eterzo e diquarto Offerta Offerta soggetta soggetta a€ disponibilità disponibilità limitata limitata per contratti perapprovazione contratti sottoscritti sottoscritti dal 01/07/2014 dal 01/07/2014 alFinancial 30/09/2014 al 30/09/2014
S.p.A. S.p.A. Con Manutenzione Confino Manutenzione Compact Compact pernon 48per mesi/100.000 48 cumulabile mesi/100.000 km einiziative Pacchetto km einiziative Pacchetto Advance Advance checoncessionarie prevede checoncessionarie prevede manutenzione manutenzione ordinaria ordinaria e straordinaria e straordinaria (comprensiva (comprensiva di di immatricolazioni immatricolazioni al fino 30/09/2014, al 30/09/2014, cumulabile non con altre con altre in corso. in corso. Lista Lista aderenti aderenti all’iniziativa all’iniziativa e maggiori e maggiori info suinfo mercedessu mercedesmateriali d’usura) d’usura) per ilè su terzo pertutta il esu terzo e laquarto anno. Offerta Offerta soggetta soggetta disponibilità disponibilità limitata limitata contratti per contratti sottoscritti 01/07/2014 01/07/2014 alè 30/09/2014 benz.it.materiali benz.it. L'offerta L'offerta è valida valida laquarto tutta gamma gamma GLK.anno. Fogli GLK.informativi Fogli informativi inaconcessionaria inaconcessionaria e sul sito eper sul internet sito internet della Società. dellasottoscritti Società. Ladal vettura Ladal vettura raffigurata raffigurata unaalGLK è 30/09/2014 unaSPORT GLKeSPORTe immatricolazioni immatricolazioni al fino 30/09/2014, al 30/09/2014, non cumulabile non cumulabile con altre coniniziative altre incon corso. in corso. Lista concessionarie Lista concessionarie aderenti aderenti all’iniziativa all’iniziativa e (km/l): maggiori maggiori info350 suinfo mercedessu mercedescon cerchi con cerchi da 20”fino da e fari 20” bi-xeno e fari bi-xeno opzionali. opzionali. Messaggio Messaggio pubblicitario pubblicitario coniniziative finalità finalità promozionale.Consumi promozionale.Consumi ciclo combinato ciclo combinato (km/l): 11,6e (GLK 11,6 (GLK 4MATIC) 350 4MATIC) e e benz.it. benz.it. L'offerta L'offerta è200 valida ècerchi su valida tutta sula17”, tutta gamma la17”, gamma GLK. Fogli GLK.informativi Fogli informativi inCO2 concessionaria in199 concessionaria e(GLK sul4MATIC) sito e sul internet sito internet della Società. della Società. La vettura La vettura raffigurata èmanuale). una èmanuale). unaSPORT GLK SPORT 18,2 (GLK 18,2 200 (GLK CDI con CDI con cerchi da damanuale). manuale). Emissioni Emissioni CO2 (g/km): (g/km): (GLK 199350 350 4MATIC) e 143 (GLK e 143 200 (GLK CDI 200 con CDI cerchi con cerchi da raffigurata 17”,da 17”,GLK con cerchi con cerchi da 20”da e fari 20” bi-xeno e fari bi-xeno opzionali. opzionali. Messaggio Messaggio pubblicitario pubblicitario con finalità con finalità promozionale.Consumi promozionale.Consumi ciclo combinato ciclo combinato (km/l):(km/l): 11,6 (GLK 11,6350 (GLK4MATIC) 350 4MATIC) e e 18,2 (GLK 18,2200 (GLKCDI 200 con CDI cerchi con cerchi da 17”,damanuale). 17”, manuale). Emissioni Emissioni CO2 (g/km): CO2 (g/km): 199 (GLK 199350 (GLK4MATIC) 350 4MATIC) e 143 (GLK e 143200 (GLKCDI 200 con CDI cerchi con cerchi da 17”,damanuale). 17”, manuale).
INCHIESTA
Produzione industriale in calo Dall'indagine congiunturale di Confindustria Marche per il secondo trimestre 2014 emerge un calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno pari al -0,5%. Cresce il clima d'incertezza tra gli operatori
S
econdo trimestre 2014 in rallentamento rispetto allo stesso trimestre del 2013, con attività produttiva e commerciale sull’interno in calo e domanda estera debole in alcuni importanti settori. Secondo i risultati dell'Indagine Trimestrale condotta dal Centro Studi di Confindustria Marche, in collaborazione con Banca Marche, nel trimestre aprile-giugno 2014, la produzione industriale ha registrato un calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-0,5%), più limitato di quello rilevato in Italia nel bimestre aprile-maggio 2014 (-2,4%). A livello settoriale, le variazioni negative hanno interessato solo alcuni settori dell’economia regionale (Minerali non metalliferi, Alimentare, Tessile-Abbigliamento e Legno e Mobile), mentre gli altri hanno fatto registrare variazioni positive, anche se contenute. Le dichiarazioni degli operatori intervistati confermano l’accresciuto clima di incertezza del quadro congiunturale, in particolare nella sua evoluzione di medio termine, legato alla selettività delle condizioni della ripresa. La quota di operatori con attività stazionaria o in calo è infatti ulteriormente salita (66%), a fronte di una flessione della quota di aziende interessate da miglioramenti dell'attività (34%). In calo l'attività commerciale complessiva: la tendenza delle vendite in termini reali ha registrato una flessione dello 0,4% (1,2% nel primo trimestre 2013) rispetto allo stesso trimestre del 2013, con andamento negativo sul mercato interno e stazionario su quello estero. Le vendite sul mercato interno hanno regi-
strato un calo dello 0,7%, con flessioni nei Minerali non Metalliferi, Alimentare, Tessile-Abbigliamento e Legno e Mobile. Positivo il trimestre per la Meccanica, le Calzature e la Gomma e plastica. Le vendite sull'estero hanno mostrato una sostanziale stabilità (-0,1% in termini reali), frutto di dinamiche molto differenziate tra i diversi settori.
In calo Minerali non Metalliferi, Alimentare, Tessile-Abbigliamento e Legno e Mobile In crescita Meccanica, Calzature, Gomma e plastica In particolare, si segnala la debole performance della Meccanica. Le incertezze che caratterizzano l’attuale fase congiunturale si associano a una dinamica dei prezzi abbastanza contenuta, con incrementi dello 0,6% sull’interno e dello 0,5% sull’estero. I costi di acquisto delle materie prime sono risultati in aumento sia sull’interno (1,1%), sia soprattutto sull’estero (1,7%). Nella media del trimestre aprile-giugno 2014, i livelli occupazionali hanno registrato una sostanziale stabilità (0,1%). Nello stesso periodo, le ore di cassa integrazione sono passate da 15,6 milioni del 2013 a 10,5 milioni (-32,9%). In aumento sono risultati solo gli interventi straordinari (+63,1%), passati da 3,5 milioni di ore del secondo trimestre 2013 a 5,7 milioni di ore del secondo trimestre 2014. In netta diminuzione invece sono risultati sia gli interventi ordinari, passati da 4,6 milioni di ore del secondo trimestre 2013 a
1,8 milioni di ore del secondo trimestre 2014 (-61,6%), sia gli interventi in deroga passati da 7,5 milioni di ore del secondo trimestre 2013 a 3 milioni di ore del secondo trimestre 2014 (-59,5%). Dall’analisi dei dati per ramo di attività emerge una diminuzione delle ore complessive autorizzate nell’industria (-12%), nell’edilizia (-4,5%), nell’artigianato (-71,3%), nel commercio (-37,4%) e nei settori vari (-61%). Le previsioni degli operatori riguardo alla tendenza delle vendite per i prossimi mesi sembrano orientate al permanere di una situazione difficile sul mercato interno. Più ottimistiche, invece, anche se ancora con molti elementi di incertezza, le previsioni per la domanda estera. “Seppur contenuto nell’entità e meno negativo dell’andamento nazionale, il dato relativo al secondo trimestre 2014 - dichiara il Presidente di Confindustria Marche Nando Ottavi - rappresenta una battuta d’arresto nel percorso di recupero che il sistema produttivo regionale ha sperimentato nel corso degli ultimi due trimestri. Ne sono alla base la perdurante debolezza della domanda interna e condizioni sempre più selettive sui mercati esteri. In particolare, il contributo alla ripresa atteso dalla domanda estera è apparso complessivamente più contenuto e più concentrato in specifiche nicchie/ambiti di mercato, rendendo ancora più evidente il vantaggio di approcci all’internazionalizzazione fortemente focalizzati e mirati a specifici mercati di riferimento”.
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FORMAZIONE
UniCam per gli studenti: la card “Enjoy my UniCam” e la nuova app “My UniCam” Il tesserino universitario che consentirà di accedere ai laboratori pagare i pasti e il tesseramento al Centro Sportivo. L'app, realizzata da uno studente, permetterà il costante aggiornamento sulle attività Unicam
L
’Università di Camerino mette a disposizione di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo l’“Enjoy my UniCam card”, un tesserino universitario che si può richiedere recandosi presso gli uffici delle segreterie studenti di Camerino o di Ascoli Piceno. La carta può essere utilizzata come strumento di identificazione e riconoscimento in tutte le Scuole dell’Ateneo e consente di usufruire di numerosi servizi dedicati. In particolare “Enjoy my UniCam card” permette il pagamento dei pasti presso le mense universitarie, l’accesso ai locali o ai laboratori Unicam, il tesseramento on-line al Centro
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Universitario Sportivo. E’ anche una carta prepagata che ha associato un codice IBAN (l’operatore bancario che fornisce il servizio è UBI - Banca Popolare di Ancona): offre vari servizi bancari ed è utilizzabile come un normale conto corrente dotato di un servizio di home banking. Nella carta è, infine, contenuto un certificato di firma digitale che dà l’opportunità di firmare digitalmente documenti informatici o di utilizzare il dispositivo di firma nei casi ritenuti opportuni. “Al fine di garantire alti livelli di sicurezza – sottolinea il Prof. Alberto Polzonetti, Delegato Unicam per l’ICT – la carta “Enjoy my UniCam” è l’unica smart card in
commercio a rispettare elevati standard internazionali di sicurezza, rendendo possibile il pieno rispetto della privacy. Il tesserino universitario permette anche l’accesso a servizi federati. L’Ateneo fa parte di IDEM, la Federazione Italiana delle Università e degli Enti di Ricerca per l’Autenticazione e l’Autorizzazione il cui obiettivo è quello di creare e supportare un framework, ossia una struttura, comune agli enti di formazione e di ricerca italiani, per la gestione condivisa degli accessi alle risorse on-line, il tutto basato sul concetto della fiducia reciproca. La richiesta della tessera è gratuita e non vi è nessun costo, né mensile né an-
Unicam
nuo, di gestione della carta prepagata”. Ulteriori informazioni sono disponibili nel sito: http://enjoy.unicam.it Una novità per gli studenti è invece “MyUNICAM”, la nuova app per Android realizzata da Alessio Gardoni, studente della laurea magistrale Unicam in “Computer science”. Gardoni ha frequentato, nei mesi scorsi, un corso di programmazione mobile promosso da e-LIOS, uno spin off Unicam che opera nel campo della ricerca e dello sviluppo del settore ICT. Al termine del corso, Alessio è risultato vincitore di una borsa di studio grazie alla quale, per conto di e-LIOS, ha sviluppato la nuova app “MyUNICAM”. “At-
traverso la nuova applicazione scaricabile dal Play Store – sottolinea il Rettore Flavio Corradini – gli studenti dell’Ateneo avranno l’opportunità di essere sempre aggiornati sull’offerta formativa, sulle attività e gli eventi Unicam e, grazie alla possibilità di accedere alla propria carriera universitaria, sarà per loro come avere il libretto universitario sempre a portata di mano. L'app rappresenta una nuova modalità con cui i nostri studenti possono essere in continuo contatto con l’Ateneo. Si è, inoltre, dimostrata vincente – prosegue il Prof. Corradini – la collaborazione tra l’Università di Camerino e il suo spin off e-LIOS per la progettazione
di servizi innovativi e di soluzioni specifiche in settori dove l’uso della tecnologia è oggi un fattore trainante di sviluppo”. L’app “MyUNICAM” consente agli studenti l’accesso alla carriera universitaria, la visualizzazione del proprio libretto aggiornato, la consultazione dell’offerta formativa completa (laurea, laurea magistrale, laurea a ciclo unico, master, scuole di specializzazione), della rubrica completa di Ateneo e della mappa delle sedi e delle strutture, la visualizzazione degli eventi dell’Università di Camerino ed il collegamento con il canale Youtube di Unicam.
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FORMAZIONE
E-Learning L’Università Politecnica delle Marche aperta e competitiva per essere motore del sistema produttivo locale
L
a filosofia che guida l’Università Politecnica delle Marche è basata sulla convinzione che all’università sia attribuita una funzione primaria nello stimolare il processo virtuoso che lega la produzione di conoscenza e la sua diffusione con la capacità di tradurre conoscenza in innovazione. Visione espressa anche dalle parole del neo Rettore, prof. Sauro Longhi, che ritiene che “un sistema universitario aperto e competitivo rappresenta una forza positiva, innovatrice e fondamentale per un paese che vuole tornare a crescere”. Missione perseguita anche con la costituzione di un apposito ufficio, l’Industrial Liaison Office, che nel corso degli anni ha consentito all’Ateneo di consolidare il rapporto con il sistema produttivo regionale e di raggiungere risultati di rilievo a livello nazionale. Il continuo confronto con le esigenze del sistema produttivo, sanitario e della pubblica amministrazione aiuta la ricerca a percorrere terreni nuovi e a confrontarsi con la necessità di una continua innovazione nelle tecnologie e nei modelli organizzativi. L’Università Politecnica delle Marche è presente in due cluster tecnologici nazionali,
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Tecnologie per gli Ambienti di Vita (TAV) e Fabbrica Intelligente. Aggregazioni fra imprese e istituzioni pubbliche e private per stimolare percorsi di innovazione su specifiche tematiche e favorire politiche industriali di sostegno a tali attività di ricerca ed innovazione. Recentemente l’Università sta promuovendo l’adesione anche ad altri due cluster nazionali di interesse regionale come quello Agrifood e Scienze della Vita. Nell’ambito del bando “Smart Cities and Communities” lanciato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca nel luglio del 2012, l’Università Politecnica delle Marche si è classificata prima nell’Area Salute con il progetto Health@Home coordinato localmente dal prof. Revel. Un progetto con un costo complessivo di 22 ml di euro da sviluppare in collaborazione con importanti aziende a livello nazionale (tra cui Telecom, BTicino e Dedalus), con alcune rilevanti realtà locali quali Indesit, Elica e Teuco (riunite nel Consorzio HomeLab) e con prestigiosi atenei quali l’Università di Genova e La Sapienza di Roma, oltre al CNR. Il tutto supportato da un nutrito network di piccole-medie imprese. Solo alcune delle opportunità colte a livello
nazionale ed internazionale dall’Università Politecnica delle Marche per favorire la crescita del sistema economico produttivo locale. Il costate confronto con il mondo produttivo è, inoltre, fondamentale anche nella formazione degli studenti al fine di favorirne il rapido e efficace inserimento nell’ambiente di lavoro. Da anni l’Università Politecnica delle Marche stimola i propri giovani verso l’imprenditorialità, promuovendo spin-off universitari (40 nell’ultimo decennio) e offrendo formazione specifica su queste tematiche. L’università è attiva nella promozione di incontri sistematici con le imprese, la partecipazione ai progetti europei, lo stimolo e il sostegno alla creazione di incubatori di imprese innovative. Un ulteriore stimolo in questa direzione verrà dal Contamination Lab che l’Università Politecnica delle Marche avvierà nei prossimi mesi: luogo di contaminazione tra studenti di discipline diverse ma aperto anche alle imprese e al territorio. Esso è finalizzato a favorire, attraverso l’interdisciplinarietà, nuovi modelli di apprendimento e di innovazione. Per maggiori informazioni: ilo@univpm.it
I MASTER E I CORSI DI PERFEZIONAMENTO OFFERTI IN MODALITÀ ON-LINE DALL’UNIVERSITÀ POLITECNICA DELLE MARCHE IN COLLABORAZIONE CON FUNIBER • Master Internazionale di I Livello in Nutrizione e Dietetica Applicata • Master Internazionale di II Livello in Nutrizione e Dietetica • Master in Alimentazione e Dietetica Vegetariana • Master di I livello in Nutrizione e Dietetica Applicata allo Sport • Master in Bioetica per le Sperimentazioni Cliniche e I Comitati Etici • Master Internazionale di I Livello in Biologia Marina
• Corso di Perfezionamento in Esperto Elaborazione di Diete • Corso di Perfezionamento in Nutrizione in Condizioni Fisiologiche: Infanzia, Adolescenza, Gravidanza, Invecchiamento ed Attività Fisica • Corso di Perfezionamento in Nutrizione in Condizioni Patologiche
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BORSA
Il firmamento delle marchigiane quotate In questa pagina presentiamo l’andamento di Borsa delle società marchigiane quotate
Biesse Segmento: Performance 6 mesi: Performance 1 anno: Trend:
TOD’S Star +21,18% +132,11%
Perde terreno il titolo BIESSE che si deprezza del 10,24% sul mese precedente, in termini di Performance relativa rispetto all'indice Ftse All-Share, si registra una variazione negativa del -0,374 % sulla giornata di borsa del 29/08/2014. Lo strumento ha fatto peggio del mercato. I Volumi sono risultati pari a circa 21 mila pezzi scambiati, un valore inferiore sia alla seduta precedente sia alla media settimanale, segno di una partecipazione decrescente del mercato. ipotesi di trend al ribasso.
Indesit Ord. Segmento: Performance 6 mesi: Performance 1 anno: Trend:
BlueChip -13,85% -37,03%
Prosegue ancora la discesa del titolo TOD'S, che perde il 2% su base mensile, e in termini di Performance sul Ftse All-Share, fa registrare una variazione negativa del -0,534 % sulla giornata di borsa del 29/08/14. Il titolo ha reso meno della media di mercato. I Volumi sono risultati pari a oltre 117 mila azioni scambiate, segno comunque di attività crescente intorno al titolo.
Elica BlueChip +0,28% +81,10%
Stabilità sostanziale su base mensile per il titolo INDESIT COMPANY, che mantiene un prezzo per azione costante già da Maggio 2014. In termini di Performance sul Ftse All-Share, si registra una variazione negativa del -0,184 % sulla giornata di borsa del 29/08/14. Lo strumento ha fatto peggio del mercato. I Volumi sono risultati pari a oltre 200 mila pezzi scambiati, un valore inferiore alla media settimanale, segno di una partecipazione decrescente da parte degli operatori. Possibile l'avvio di una fase a Volatilità ridotta.
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Segmento: Performance 6 mesi: Performance 1 anno: Trend:
Segmento: Performance 6 mesi: Performance 1 anno: Trend:
Star -13,51% +15,30%
Il titolo ELICA, perde circa il 5% rispetto all’ultima rilevazione di fine Luglio, delineando un andamento altalenante. Anche la Performance sul Ftse All-Share, è negativa (-1,050 % sulla giornata di borsa del 29/08/14). I Volumi sono risultati pari a circa 37 mila azioni scambiate, un valore inferiore sia alla seduta precedente sia alla media settimanale, segno di una partecipazione decrescente da parte degli operatori. Trend di breve incerto.
Rubrica a cura di Michele Sasso Divisione Strategia e Finanza di Impresa – Gruppo Sida m.sasso@sidagroup.com Tel. 071.28521
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CONSULENZA
Le nuove agevolazioni del Decreto Competitività Il Decreto Legge 91/14, ribattezzato “Decreto competitività”, ha introdotto alcune novità con l’obiettivo di ridare linfa e slancio al tessuto produttivo. Alcune misure sono di carattere generale, altre si concentrano in particolar modo sul settore agricolo
AGEVOLAZIONI PER INVESTIMENTI I soggetti titolari di reddito d’impresa possono fruire di un credito d’imposta a fronte di investimenti in beni strumentali nuovi, acquisiti nel periodo che va dal 25 giugno 2014 (data di entrata in vigore del decreto) al 30 giugno 2015. Il credito d’imposta è determinato nella misura del 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei cinque periodi d’imposta precedenti. Gli investimenti che danno diritto alla fruizione del credito d’imposta sono esclusivamente quelli compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. Il credito d’imposta va ripartito e utilizzato in 3 quote annuali di pari importo, la
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prima delle quali è utilizzabile a decorrere dal 1° gennaio del secondo periodo di imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento. L’importo deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi nei quali il credito è utilizzato. Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24. ACE (AIUTO ALLA CRESCITA ECONOMICA) Il Decreto competitività è intervenuto sull'ACE stabilendo: • la possibilità di convertire la base ACE non utilizzata in credito d'imposta utilizzabile per i versamenti IRAP;
• il potenziamento temporaneo dell'ACE per i soggetti che si quotano, riconoscendo un incremento del 40% della variazione in aumento di capitale proprio per tre periodi d'imposta; tale misura è, tuttavia, subordinata all'autorizzazione della Commissione europea. CREDITO D’IMPOSTA COMPARTO AGRICOLO Sono stati introdotti due crediti d’imposta che dovranno ottenere il vaglio della comunità Europea: 1. credito d’imposta nella misura del 40% degli investimenti sostenuti per la realizzazione e l’ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio
elettronico; il credito incontra il limite massimo di Euro 50.000 2. credito d’imposta nella misura del 40% delle spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera, e comunque non superiore a € 400.000
1.200 all’anno.
Le agevolazioni sono previste per il 2014, 2015 e 2016.
ASSUNZIONI IN AGRICOLTURA Introdotto un incentivo alla assunzione di giovani di età compresa tra 18 e 35 anni da parte delle imprese agricole. Le assunzioni devono avvenire con contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato di almeno 3 anni. L’incentivo è valido sino al 30 giugno 2015 ed è pari ad 1/3 della retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali, per un periodo di 18 mesi.
DETRAZIONI IRPEF In favore dei giovani agricoltori spetta una detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per i canoni di affitto dei terreni agricoli entro un limite di 80 Euro per ciascun ettaro e fino ad un massimo di €
IRAP IN AGRICOLTURA Viene introdotto uno sgravio ai fini Irap che prevede che le deduzioni di cui al co.1, lett. a), numeri 2), 3) e 4), del D.lgs 446/97 per i produttori agricoli di cui all’art.3, co.1, lett. d), si applicano, nel-
la misura del 50% degli importi ivi previsti, anche per ogni lavoratore agricolo dipendente a tempo determinato impiegato nel periodo di imposta a condizione che abbia lavorato almeno 150 giornate e il contratto abbia almeno una durata triennale.
Roberto Antonella Manager Acandemy Sida Group Area Fiscale e Societaria
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INNOVAZIONE
Emanuele Quintarelli ha partecipato come speaker e chairman ad eventi internazionali tra i quali Thought Leader Conference (Berlino), al SocialNow (Lisbona), al Social Business Strategy Summit (Londra), all'Enterprise 2.0 Summit (Parigi & Francoforte), all'Enterprise 2.0 Conference IDC, all'EURO Information Architecture Summit (Berlino), all'Information Architecture Summit (Las Vegas). Quintarelli è uno degli autori e promotori del primo studio denominato Social Collaboration Survey che nel 2013 ha coinvolto 300 aziende italiane di Cui il 26% appartenente al settore ICT, il 16% a quello della Consulenza, il 12% a quello dei Media e il restante 22% tra Manufacturing, Settore Pubblico e Finanziario. Lo studio ha indagato sulla tematica analizzando cultura, organizzazione e processi, tecnologia, misurazione e ha messo in luce dati interessanti sulle pratiche collaborative e sulle strategie di successo.
Sfide di una Social Enterprise In occasione dell'evento "Focus on SOCIAL ENTERPRISE" tenutosi ad Ancona il 21 luglio, CLUB TI CENTRO, organizzatore e promotore dell'incontro, ha intervistato Emanuele Quintarelli, uno dei maggiori esperti italiani di strategie evolutive delle organizzazioni in termini di incremento di produttività, efficienza, abilità di reagire ai cambiamenti del mercato e potenziale d'innovazione a cura di Silvia Conti
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I
nsieme al fenomeno degli Enterprise Social Network, negli ultimi anni in Italia è cresciuta l'attenzione verso il social business e la social collaboration e con essa la necessità di approfondire dinamiche, concretizzazione di progetti e best practice. Dottor Quintarelli, quali sono le maggiori evidenze che emergono dalla Social Collaboration Survey 2013? “Seppur a tanti anni, in alcuni casi decenni, dalla sua prima comparsa nel nostro paese è molto difficile quantificare e connotare un fenomeno sempre più rilevante per il business, ovvero la diffusione di nuove modalità di lavoro ispirate all’apertura, alla trasparenza ed allo spirito di collaborazione tipiche di Internet. La prima edizione della Social Collaboration Survey, lanciata da me e Stefano Besana l’estate scorsa, si è proposta di colmare questa lacuna effettuando una scansione ai raggi x delle pratiche collaborative in azienda misurando da una parte la loro diffusione e dall’altra le difficoltà con cui le aziende del nostro paese si stanno misurando nel tentativo di diventare più agili, flessibili, proiettate verso l’innovazione e capaci di motivare i propri dipendenti. Le risposte alla Social Collaboration Survey 2013 mettono innanzitutto in evidenza che: • La collaboration non rappresenta una moda passeggera dato che più della metà del campione la considera molto importante per il business già oggi, e ancora di più perché si prevede una crescita fino al 75% nei prossimi 2 anni. • Collaborare genera valore tangibile per l’impresa in termini di guadagni di efficienza dell’impresa (43%), riuso della conoscenza (40%), miglior coordinamento dei progetti (30%). • Pur di fronte ad un simile potenziale, il cammino da percorrere appare però tuttavia lungo. La maggior parte dei partecipanti al nostro studio è infatti ancora bloccata ad una fase esplorativa. L’indagine mostra come la barriera più grande risieda soprattutto nel profondo ripensamento del modello di impresa e di coinvolgimento dei dipendenti di cui la Social Collaboration è portatrice e senza cui la sua introduzione non è in grado di garantire benefici significativi”.
Il tessuto imprenditoriale italiano è formato per la maggioranza da piccole e medie imprese, caratteristica che si rispecchia anche nella scelta degli intervistati per la survey (52% PMI e 17% grandi realtà). Le dimensioni contano quando si parla di ‘social enterprise’? Quali le maggiori differenze tra piccole e grandi imprese? “Il nostro studio ha portato alla luce differenze sottili, ma significative, tra aziende di piccole dimensioni e quelle molto grandi. Grazie alla struttura generalmente più piatta ed alla minore presenza di burocrazia, la piccola azienda sembra essersi mossa in anticipo beneficiando di un piccolo vantaggio in termini di sensibilità alla collaboration (52% vs 46%). Le aziende più grandi stanno maturando e si prevede un sorpasso già a partire dal 2014 con una crescita ancora più evidente nel 2015. A fianco del comune obiettivo di efficientamento, l’introduzione della collaboration nella piccola impresa ha un’impronta maggiormente operativa con attenzione soprattutto al coordinamento delle risorse sui progetti, alla raccolta tempestiva di soluzioni ed alla creazione di un senso di appartenenza tra colleghi”. Come si evolverà la "social enterprise" nei prossimi 5 anni e come inciderà sulle organizzazioni e sul mondo del lavoro? “La risposta a questa domanda è anticipata dalle dinamiche e dalle buone prassi già attuate tra i pionieri della Social Enterprise. Queste aziende vedono nella collaboration un percorso di trasformazione di lungo termine del business all’interno del quale tutte le funzioni e tutti gli interlocutori dell’ecosistema devono essere gradualmente coinvolti. Investimenti, sensibilità del management, disponibilità di risorse (economiche ed umane) dedicate, strategie di roll-out focalizzate sui bisogni delle persone sono fattori in grado di fluidificare ed amplificare la portata del fenomeno, facilitando il superamento delle resistenze, delle paure e degli ostacoli naturalmente presenti in ogni progetto di cambiamento. Il percorso è già avviato. La grande disponibilità di storie di successo, di ricerche e di lezioni apprese negli anni passati funge oggi da faro per coloro che si stanno avvicinando per la prima volta al concet-
to di un’azienda più umana e maggiormente capace di stare al passo con un mercato dominato dalla richiesta più che dall’offerta. Guardando ancora più lontano sono tre i trend che iniziano a delinearsi e che permetteranno alla Social Enterprise si produrre risultati duraturi: • Mobile. Un accesso realmente crossdevice ed usabile ai contenuti del social network aziendale sta velocemente diventando un requisito essenziale di progetto. • Socializzazione dei processi di business. Superato l’interesse iniziale, collaboration e business rappresentano un canale utile a connettere orizzontalmente individui e competenze. Le community stanno oggi entrando nei sistemi di CRM, di Sviluppo Prodotto ed Innovazione, di gestione del personale, di Marketing. • Coinvolgere i dipendenti per coinvolgere i clienti. Il contributo più profondo e forse più difficile da applicare della collaboration è il mettere a disposizione l’energia e il potenziale nascosto all’interno dell’organizzazione per dare risposte a chi ne è fuori. Le comunità di dipendenti stanno in altri termini divenendo l’unico canale sostenibile per attrarre, aggiornare e veicolare quelle idee, soluzioni e risposte che il mercato pretende e che non possono più essere prodotte in autonomia da un management rinchiuso all’interno della torre di avorio”. Emanuele Quintarelli è membro autorevole della comunità mondiale sviluppatasi intorno al Social Business ed è fondatore di www.socialenterprise.it, il cui claim è ‘Value co-creation putting people at the center’. Qual è il significato di questo concetto e qual è il ruolo della social enterprise legato al valore economico condiviso? “La Social Enterprise è un’azienda più profittevole non solo perché più efficiente, ma al contempo più onesta, trasparente e rispettosa degli individui che grazie ad essa ottengono servizi o uno stipendio. Dovendo ricordare uno dei concetti promossi dalla Social Enterprise, sceglierei senza dubbio l’opportunità di garantire un nuovo ruolo dell’essere umano all’interno del busines. E’ in questo senso che il risultato economico, il valore, non è più generato a discapito o traendo vantaggio dagli esseri umani, siano essi dipendenti
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INNOVAZIONE
CLUBTICENTRO "Social Enterprise and Collaboration Survey" A seguito dell’evento “Focus on Social Enterprise” tenutosi il giorno 21 luglio ClubTiCentro apre una survey destinata a tutti coloro che hanno partecipato all’evento e a tutte le organizzazioni e imprese che hanno adottato la Social Enteprise o ne stanno valutando l’adozione. La "Social Enterprise and Collaboration Survey" nasce allo scopo di comprendere la conoscenza, la diffusione e lo stato di adozione del modello "Social Enterprise" all'interno delle PMI del Centro Italia. La Survey è presente sul sito www.clubticentro.it e verrà chiusa il 15 Settembre. I dati raccolti verranno pubblicati e resi noti all'interno di un evento che si terrà ad Ottobre 2014.
o clienti, ma al contrario abilitando una relazione mutuamente vantaggiosa tra questi e l’azienda. Il valore non risiede più tanto nello scambio di denaro e beni, quanto nella capacità di creare esperienze piacevoli, soddisfacenti e utili per tutti gli individui coinvolti e per l’intera società. Pur non volendosi riferire unicamente a realtà no-profit, la Social Enterprise avvicina così profitto e bene comune sostenendo una via più sincera e sostenibile per fare impresa ed un ruolo più equilibrato per le organizzazioni all’interno del proprio mercato”. Quali sono le sfide future e le strategie di innovazione che saranno oggetto di indagini? “Anche senza uno sforzo ingente di Marketing, la Social Collaboration Survey è stata accolta con grande favore ed interesse da aziende e società di consulenza. Inoltre, grazie al suo successo, siamo stati in grado di creare un database piut-
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tosto corposo di individui interessati ad approfondire ed a contribuire per l’evoluzione di questo dominio. Stiamo pensando di ampliare lo studio sia in termini quantitativi (campione di aziende partecipanti) e di specializzazione delle letture prodotte. In particolare vorremmo arrivare ad una misurazione analitica per settore dei risultati al fine di consentire alla singola azienda di confrontarsi con i propri pari e di trarre indicazioni il più possibile specifiche su come indirizzare al meglio il percorso di trasformazione verso la Social Enterprise. Trattandosi di un’iniziativa impostata fin dall’inizio in modalità open, incoraggiamo chiunque avesse idee o suggerimenti a contattarci all’indirizzo info@socialcollaborationsurvey.it”.
Per maggiori informazioni o per associarsi a ClubTiCentro inviare una mail a: info@clubticentro.it
PROSSIMI EVENTI CLUBTICENTRO realizza ogni anno numerosi eventi: seminari di approfondimento (aperti gratuitamente al pubblico specializzato), workshop di formazione e aperitif meeting (aperti gratuitamente ai soli soci) In programma in autunno si svolgeranno: OTTOBRE - Social Enterprise: Il tavolo di lavoro OTTOBRE - Innovation Management NOVEMBRE - Professioni e certificazioni nel mondo IT DICEMBRE - CLUBTI Social Dinner: il consueto appuntamento di fine anno per i soci
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INNOVAZIONE
La via dell'innovazione frugale e della sensorialità sostenibile Cosa possiamo imparare da questa crisi? Potrebbe introdurci al concetto di Jugaad Innovation o "innovazione frugale"? Intervista a Giulio Ceppi *
“L
a Jugaad Innovation suggerisce un approccio non estraneo alla cultura del progetto italiano e alla tradizione della nostra migliore imprenditoria, che noi battezzeremmo forse come "l'arte di arrangiarsi", tipico di chi non ha grandi risorse e potenti mezzi a disposizione, ma che non rinuncia all'ingegno: come spesso accade in quelli che nessuno più chiama "Paesi in via di sviluppo" ma che oggi si definiscono come "Paesi a crescita veloce", come noi stessi eravamo negli anni '50 e '60 e di cui ci siamo troppo velocemente dimenticati. Tuttavia alcuni maestri del design italiano sono qui a ricordarcelo con i loro pezzi storici, ancora oggi dei bestsellers dal punto di vista delle vendite. La frugalità è di fatto da sempre un grande valore per il Made in Italy ed in generale per il nostro Paese, che vedo invece fortemente indirizzato alla vocazione ambiziosa del lusso estremo, a voler produrre oggetti unici, esclusivi e ad elevatissimo valore aggiunto. Nessuno vuole invocare qui un revival keynesiano o negare il valore dell'alto artigianato e di alcuni prodotti legati al "saper fare" ,
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manuale o industriale che sia: non vorrei essere frainteso e far credere che veda qualcosa negativo nelle scarpe di Ferragamo, in un un vetro di Murano, in un orologio di Bulgari o in una Ferrari. Ci mancherebbe altro. Sappiamo bene che il cosìdetto mercato del lusso vale per l'Italia una cifra di non poco conto, dato che si stima che il mercato mondiale dei soli oggetti personali di lusso valga circa 217 miliardi di euro: tuttavia non credo sia l'unica ed esclusiva via da perseguire, facendoci diventare le "frenetiche sartine d'Europa" (oggi l'italia rappresenta circa il 24% di tale mercato), generando un'inevitabile rivalità fratricida con i nostri cugini cisalpini". Esiste un primato mondiale nel mercato del lusso? E' la Francia il nostro maggior competitor? "Certamente. E' guerra frontale. Infatti non a caso i francesi, ed in particolare il super campione LVMH ha fatto spesa negli ultimi anni in Italia, rilevando importanti brand del lusso come appunto Bulgari, Acqua di Parma , Cova e più recentemente Loro Piana: il rischio che
intravedo è quello di una lotta di sapore biblico per un primato effimero ed esclusivo ( i francesi rappresentano quasi il 30% del mercato con una crescita di 6 punti negli ultimi 8 anni), che non ci rende giustizia in toto e che soprattutto non coglie alcuni aspetti peculiari della nostra "cultura mediterranea del sapere e del fare," che non è solo quella del lusso, dello sfarzo e dello show off, ma innanzitutto dell'eccellenza e del saper vivere, del buon gusto e del ben fatto. Potrebbero apparire valori simili ed in parte intercambiabili ( e su alcuni aspetti è così) ma in verità vuol dire prendere le distanze da alcuni eccessi da supervalore aggiunto e capire che noi siamo campioni di innovazione, nelle piccole cose come nelle grandi, nella quotidianità come nell'eccezionalità. Noi siamo, per fare un provocatorio parallelo con la cultura francese, la Scuola di les Annales del design , quelli che sanno aggiungere qualità e valore al quotidiano, non che cercano lo sfarzo o l'eccesso fine a sé stesso. Noi siamo l'Italia delle Cento città di cui parla Aldo Bonomi, siamo comunque la Dolce Vita, siamo appunto l'evenemenzialità
del piacere quotidiano e del buon vivere: non dobbiamo monumentalizzare tutto ciò e moltiplicarlo attraverso le esasperazioni del marketing e della Borsa, ma dobbiamo custodirlo, amarlo, renderlo vivo, continuamente reinterpretandolo. Sono contento che il mio amico economista Stefano Micelli abbia vinto con un semplice libello titolato Futuro artigiano l'ultima edizione del Compasso d'Oro, a dimostrare che si può animare e convincere, aiutare la piccola impresa con la forza delle idee e del dialogo, con la concertazione e non solo con le grandi OPA o la corsa alla quotazione". Sta sostenendo che esiste un "Italian way," a livello imprenditoriale e culturale che si esprime in un incrocio virtuoso tra "saper fare" e "saper vivere" che forse sarebbe per noi più proficua e pertinente di altri modelli di sviluppo? "Esattamente. Qualcuno ha colto già da tempo questo contro-approccio definendolo come Slow Approach, a partire proprio dalle intuizioni di Carlo Petrini e di Slow Food, che dal mondo agroalimentare si sono propagate alle città, al
turismo, al design. Anni fa (2006) organizzammo coraggiosamente insieme alle diverse scuole del design di Milano (Domus Academy, IED, Politecnico di Milano) e a Slow Food un manifesto ed un seminario internazionale che volevano dare proprio un segnale ed un'indicazione in tale direzione: anche rispetto alla tematica del cibo era già evidente (oggi direi imbarazzante) l'eccesso di spettacolarizzazione e autoreferenzialità di alcuni personaggi e prodotti, proprio come sta accadendo nel design, e spesso anche nel cosiddetto "mercato del lusso", dove la marca giustifica qualsiasi azione. Si sosteneva che andava sostenuto un approccio all'economia distribuito e che andava coltivata una "sensorialità sostenibile" ovvero far incontrare la godibilità di un prodotto, il suo valore sensoriale e fisico con la sua tracciabilità sociale, produttiva, ambientale: lusso significa comprendere la materia del mondo e goderne in quanto fatto culturale, poiché ogni prodotto racconta una storia di uomini e valori, cha va non tanto posseduta o mostrata, ma compresa e condivisa".
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INNOVAZIONE
* Giulio Ceppi, architetto e designer, è dottore di ricerca in Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano. Dal 1996 è anche visiting professor all'Interaction Design Institute di Ivrea. Dal 2004 è direttore del Master in Business Design di Domus Academy. Ha tenuto numerosi cicli di conferenze e seminari di progetto in Italia ed Europa, Stati Uniti, America Latina e Giappone ed e' stato docente incaricato presso le Universita' di Genova, Torino e Camerino. Si occupa di progettazione sensoriale, design dei materiali e sviluppo di nuove tecnologie: dal 1991 al 1997 con Domus Academy Research Centre realizza progetti innovativi per vari marchi tra cui Abet Laminati, Assoplast, Bracco, Enichem, Mitsubishi, Philips Lighting, Swatch. Cura e partecipa a numerose mostre di design e progettazione dei materiali alla Triennale e al Salone del Mobile di Milano, alla Mole di Torino, a Pitti Casa e Uomo a Firenze, da Sacks a New York, e recentemente in Giappone a Kyoto e Yokohama.
Mi può fare un esempio concreto di cosa sia la "sensorialità sostenibile"? Si può progettare dunque? "Ad esempio quando abbiamo disegnato Womb, un bicchiere da degustazione per l'amaro Averna questo era il nostro compito specifico: far sentire e capire ai giovani le 14 erbe che costituiscono il complesso sensoriale di un amaro mediterraneo, portarle loro in bocca attraverso il rituale di cubetti con erbe speziate che si sciolgono lentamente sotto il toreare della tua mano, aprendo non solo il tuo olfatto e stuzzicando il palato, ma spingendo il tuo cervello verso nuove conoscenze: obiettivo sentire il nuovo (che nuovo non è, ma solo dimenticato) e condividere un piacere. Quotidianamente. All'infinito. Ci interessa allora che il Made in Italy (se ancora cosi' vogliamo chiamarlo) sia una visione sistemica delle cose, che includa le reti sociali, i modelli produttivi e imprenditoriali, che non sia solo celebrazione feticista di un oggetto o di una marca".
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Quindi "fare con meno" non significa un richiamo alla povertà o una rinuncia al comfort e al bello, significa forse vedere le cose con occhi diversi? "Mi ricordo il bellissimo saggio di Ernst H. Gombrich che lessi da studente "A cavallo di un manico di scopa", in cui veniva celebrata la capacità dei bambini, quindi di noi tutti, di "fare di più con meno", come quando per magia ed incanto trasformiamo un manico di scopa in un cavallo, e quindi riusciamo vedere al di là della realtà, o meglio della sua rappresentazione, coinvolgendo gli altri in qualcosa che vada oltre l'oggetto-feticcio, che generi una funzione condivisa. Non dimentichiamo allora che siamo anche il paese di Reggio Children, di quello che a livello mondiale è considerato il più avanzato modello pedagogico attuale, ben oltre i tanto celebrati Rudolf Steiner o Maria Montessori. Al proposito il fondatore Loris Malaguzzi, quando veniva interpellato su quale fosse il senso e lo scopo che animava le Scuole di Reg-
gio Emilia, se fosse l'ambizione di creare leader, piuttosto dei super-creativi, rispondeva divertito e un poco beffardo, dicendo che l'obiettivo era fare dei buoni cittadini che sapessero tuttavia di avere nei loro pantaloni di tutti i giorni una sorta di "terza tasca", ovvero una tasca segreta dalla quale tirare fuori qualche attrezzo o qualche ritrovato che gli avrebbe aiutati a superare i momenti di crisi o di difficoltà della loro vita, rendendoli nuovamente felici; questo è quello che possiamo fare, la magia che il mondo si aspetta dall'Italia in quanto cittadini del Pianeta, e che abbiamo il dovere di continuare a fare. Mettiamoci quindi a produrre non solo borse griffate o seggioline strampalate, ma anche semplici e sobri, frugali, manici di scopa, accessibili, democratici, sostenibili, ma certi che la gente ci impari poi a volare, se sappiamo coinvolgerli in qualcosa di più grande e che vada oltre la pura rappresentazione".
Tipografia Luce nasce nel 1989 dall’unione di tre professionisti del settore con esperienza ventennale.
L’integrazione negli anni di macchinari storici, con altri di ultima generazione, ha reso possibile una gestione integrata del processo produttivo in tutte le sue fasi: dalla prestampa, alla stampa sino al confezionamento. Tipografia Luce offre una consulenza completa e mirata sugli strumenti di comunicazione che il cliente intende realizzare.
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TURISMO
Al via le nuove agevolazioni fiscali per le strutture ricettive Istituito un credito d'imposta del 30 per cento dei costi sostenuti per investimenti ed attività di sviluppo in materia di digitalizzazione degli esercizi ricettivi, fino all'importo massimo complessivo di 12.500 euro a cura della Redazione
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ossono usufruire dell'agevolazione per i periodi d'imposta 2014, 2015 e 2016 - gli esercizi ricettivi singoli o aggregati con servizi extra-ricettivi o ancillari e - previsione aggiunta in sede di conversione - agenzie di viaggi e tour operator che applicano lo studio di settore approvato con il D.M. 28 dicembre 2012, appartenenti al cluster 10 - Agenzie intermediarie specializzate in turismo incoming, o al cluster 11 - Agenzie specializzate in turismo incoming, di cui all'allegato 15 annesso al decreto richiamato. Queste le spese riconosciute ai fini dell'agevolazione fiscale in commento: impianti wi-fi; siti web ottimizzati per il sistema mobile; programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, purchè in grado di
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garantire gli standard di interoperabilità necessari all'integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l'integrazione tra servizi ricettivi ed extra-ricettivi; spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio; servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale; strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità; servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente per le finalità di cui sopra. Sono invece escluse le spese relative all'intermediazione commerciale. Si tenga presente che la prima quota del
credito d'imposta relativo alle spese effettuate nel periodo d'imposta in corso al 1° giugno 2014 potrà essere utilizzato non prima del 1º gennaio 2015, e che l'agevolazione è revocata se i beni oggetto degli investimenti sono destinati a finalità estranee all'esercizio di impresa. Inoltre, le strutture ricettive esistenti alla data del 1° gennaio 2012 possono usufruire di un credito d'imposta nella misura del 30 per cento delle spese sostenute - fino ad un massimo di 200mila euro nei periodi d'imposta di cui sotto - per gli interventi effettuati nel periodo d'imposta in corso al 1° giugno 2014 e nei due successivi. L'agevolazione spetta per gli oneri relativi ad interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 3, comma 1, lettera d), del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, nonchè per l'eliminazione delle bar-
IMPRESE TURISTICHE 2.0 INVESTI SU SOCIAL E WEB -30% CREDITO D'IMPOSTA
riere architettoniche ai sensi della L. 9 gennaio 1989, n. 13 e del D.M. 14 giugno 1989, n. 236. Si tenga presente che l'avvio e l'esercizio di strutture turistico-ricettive, nonchè l'apertura, il trasferimento e le modifiche concernenti l'operatività delle agenzie di viaggi e turismo - fermi restando gli "ordinari" requisiti professionali, di onorabilità e finanziari - sono soggetti a segnalazione certificata di inizio attività (Scia). Dal 1° gennaio 2015, poi, saranno considerate start-up innovative anche le società aventi come oggetto sociale la promozione dell'offerta turistica nazionale attraverso l'uso di tecnologie e lo sviluppo di software originali, in particolare predisponendo servizi per le imprese turistiche. Tali servizi devono riguardare
la formazione del titolare e del personale dipendente, la costituzione e l'associazione di imprese turistiche e culturali, strutture museali, agenzie di viaggio al dettaglio, uffici turistici di informazione ed accoglienza per il turista e tour operator di autotrasporto; l'offerta di servizi centralizzati di prenotazione (in qualsiasi forma), compresi sistemi telematici e banche dati in convenzione con agenzie di viaggio o tour operator, la raccolta, l'organizzazione, la razionalizzazione e l'elaborazione statistica dei dati relativi al movimento turistico; l'elaborazione e lo sviluppo di applicazioni web che consentano di mettere in relazione aspetti turistici culturali e di intrattenimento nel territorio nonchè lo svolgimento di attività conoscitive, promozionali e di commercializzazione dell'offerta turistica
nazionale, in forma di servizi di incoming o di accoglienza di turisti nel territorio di intervento, studiando e attivando anche nuovi canali di distribuzione. Tali imprese start-up innovative possono essere costituite anche nella forma di srl semplificata di cui all'art. 2463-bis del Codice civile. Se costituite da soggetti sotto i 40 anni, tali società sono esenti dall'imposta di registro, dai diritti erariali e dalle tasse di concessione governativa.
Per saperne di più: D.L. 31 maggio 2014, n. 83, convertito con modifiche dalla L. 29 luglio 2014, n. 106
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Dal 29/08/2014 sono aperte le iscrizioni al corso:
TECNOLOGIE DI RICEZIONE (HOSPITALITY MANAGER. GESTIONE MANAGERIALE ALBERGHIERA: LE LEVE OPERATIVE) Scheda n. 179575 (Ancona) - Scheda n. 179576 (Civitanova Marche) Autorizzato e ďŹ nanziato con D.D.P.F. Turismo commercio e tutela dei consumatori N. 820/CTC del 13/12/2013
SOGGETTO PROPONENTE: GGF GROUP SRL VIA I MAGGIO 156 – 60131 ANCONA (AN) OBIETTIVI DEL CORSO Il progetto si pone l’obbiettivo di aggiornare gli operatori del settore alberghiero su come QTICPK\\CTG G IGUVKTG NŨKPVGTQ HNWUUQ FK CVVKXKVČƒ RKCPKĆ’ECTG KN NCXQTQ FGN RGTUQPCNG +PVTCVVGPGTG rapporti con i clienti, i fornitori di servizi e prodotti; scegliere e impostare tutte le strategie operative NGICVG CNNŨQURKVCNKVČƒ OKINKQTCTG NC IGUVKQPG GEQPQOKEQ Ć’PCP\KCTKC FK WPC UVTWVVWTC TKEGVVKXC CPEJG attraverso i sistemi informatici e le tecniche di revenue management. REQUISITI D’ACCESSO DESTINATARI: N. 15 partecipanti (n. 9 posti riservati alle donne) con i seguenti requisiti: - Occupati nel settore : imprenditori, dipendenti, apprendisti, lavoratori stagionali, lavoratori autonomi di settore, lavoratori in CIG e CIGS compresi ammortizzatori in deroga,lavoratori contratti atipici. - Titolo di studio minimo: Diploma di Istruzione Secondaria Superiore - Residenza o domicilio nella Regione Marche. MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE .C RCTVGEKRC\KQPG CN EQTUQ Č‹ EQORNGVCOGPVG )4#67+6# KP SWCPVQ Ć’PCP\KCVQ FCNNC 4GIKQPG /CTEJG Assessorato al Turismo. SEDE DEL CORSO: Edizione Ancona: Sida Group srl - Via I Maggio 156 60131 - Scheda 179575 Edizione Civitanova Marche: Scheda 179576 DURATA CORSO: N. 60 ore E’ prevista indicativamente una lezione settimanale di 8 ore. Inizio corso: Ottobre 2014 Fine corso: Dicembre 2014 PROGRAMMA DIDATTICO UC 1 - ORIENTAMENTO E BILANCIO COMPETENZE, SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO 4 ore UC 2 - SVILUPPO DELLE COMPETENZE MANAGERIALI 8 ore UC 3 – LA GESTIONE ECONOMICA-FINANZIARIA DI UNA STRUTTURA RICETTIVA 20 ore UC 4 – FOOD & BEVERAGE MANAGEMENT 16 ore UC 5 – LA NORMATIVA SULLA GESTIONE AMMINISTRATIVA DEL PERSONALE: I CONTRATTI DI LAVORO E LA GESTIONE DELLA PRIVACY IN HOTEL 8 ore 76 UC 6 – ORGANIZZAZIONE AZIENDALE E GESTIONE DELLE RISORSE UMANE 4 ore
SELEZIONI Nel caso in cui le domande di iscrizione idonee fossero superiori ai posti disponibili, si effettuerà una selezione. I candidati saranno avvisati telefonicamente o a mezzo posta elettronica, con almeno 3 giorni di anticipo, del giorno e dell’ora di convocazione per la selezione. In caso di assenza per il giorno e l’ora si perderà il diritto alla partecipazione alla selezione e al corso. La selezione avverrà mediante una prova scritta, sotto forma di test a risposta multipla (Peso: 0-35 punti),, un colloquio sulle materie del corso, sulla motivazione di partecipazione al corso e curriculum vitae (Peso: 0-50 punti), valutazione dei titoli di studio e requisiti professionali (Peso: 0-15 punti). ATTESTATO FINALE A coloro che avranno frequentato almeno il 75 % delle ore del corso verrà rilasciato un attestato di frequenza TC1.2.1.1 A TECNOLOGIE DI RICEZIONE SCADENZA E MODALITA’ DI ISCRIZIONE Per poter formalizzare l’iscrizione è necessario compilare la seguente documentazione: - La Domanda di iscrizione (modello placement All.9) - Copia del documento d’Identità ; - Curriculum Vitae Europeo, - Atto notorio stato occupazionale e residenza/domicilio. Tutta la documentazione dovrà essere spedita a mezzo raccomandata a/r (farà fede il timbro postale) o consegnate a mano entro e non oltre il giorno 26/09/2014 al seguente indirizzo: GGF Group S.R.L. Via I Maggio, n 156 60131 Ancona Rif. Scheda 179575 (Ancona) Rif. Scheda 179576 (Civitanova Marche) La modulistica è disponibile sui seguenti siti: www.ggfgroup.it sezione news www.sidagroup.com sezione news www.confcommercio.an.it sezione news www.formaconf.it www.ialmarche.it e presso i Centri per l’Impiego e gli Informagiovani. Qualora dalla domanda presentata si dovesse evincere la mancanza di uno soltanto dei requisiti di ammissione, si perderà il diritto di partecipazione al corso. Per informazioni: Dr.ssa Dorsi Lisa Tel.: 071/ 28 521
Mail: l.dorsi@sidasrl.it
LinkedIn: Il Re delle relazioni professionali in rete L
inkedIn è un social network fondato da Reid Hoffman nel maggio 2003, ideato e utilizzato per collegare domanda e offerta di lavoro. Conta oltre 300 milioni di iscritti, di cui 7 in Italia, ed è la più grande rete sociale dedicata al mondo professionale. Oltre allo sviluppo di contatti personali e al social recruiting, la piattaforma può essere utilizzata dalle aziende per comunicare con clienti e partner e per sviluppare nuovi contatti commerciali. Le PMI hanno iniziato ad utilizzare questo strumento creando una Company Page e delineando un piano editoriale dedicato
al proprio target, ma occorre procedere per gradi e definire un piano d’azione strutturato. Ogni pagina può essere personalizzata negli spazi grafici consentiti: inserire un’immagine di copertina e un avatar per il profilo, scrivere testi chiari e semplici che spieghino bene qual è il vostro business e la vostra storia aziendale è, ovviamente, fondamentale.
Company Page o accetta il collegamento di un professionista perché è interessata all’area di business di riferimento.
Secondo alcuni dati diffusi da LinkedIn, 6 utenti su 10 sono interessati ad approfondimenti relativi alle imprese che seguono: si tratta dunque di una community professionale profilata, che segue una
Cosa offre LinkedIn alle imprese e perché è importante usarlo?
Aumentare la notorietà del marchio e costruire una community attiva sono i primi obiettivi da raggiungere sulla piattaforma per cogliere nuove opportunità di business, con l’obiettivo di incrementare contatti e vendite.
Visibilità. Aprendo una Company Page si possono rendere chiaramente visibili
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tutte le caratteristiche dell’azienda (sito web, posizione geografica, descrizione generale, informazioni utili sia per eventuali clienti, sia per aspiranti dipendenti). Fidelizzazione. Gli utenti interessati alla realtà aziendale possono “seguirla” per essere costantemente aggiornati sulle ultime novità pubblicate. Questa è una funzionalità fondamentale per fidelizzare ed instaurare un vero e proprio contatto diretto tra l’impresa e il pubblico online. Segnalazioni. Tutti gli utenti hanno l’opportunità di inserire nel proprio profilo privato i dati delle aziende con cui hanno collaborato, informazione che compare
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automaticamente anche nel bacino nella pagina aziendale. Da una parte LinkedIn è un grande strumento di fidelizzazione dei consumatori e promozione del business, dall’altro accresce le relazioni ed il network del singolo professionista. Le aziende possono pubblicare annunci di lavoro direttamente da LinkedIn e guardare profilo privato dei singoli candidati. LinkedIn garantisce la possibilità di entrare a far parte di gruppi tematici, nei quali il professionista potrà scambiare opinioni, esperienze e competenze. Oltre a questo è anche consigliabile segnalare contenuti, inserendo link ad articoli, post o video informativi.
Che cosa rende appetibile un’azienda? Due ingredienti: la visibilità sul mercato e le discussioni che genera. Un’impresa presente su LinkedIn, con una strategia efficiace, disporrà di un’ottima vetrina sul mercato virtuale, potrà migliorare la propria reputazione online in modo naturale.
Claudia Bartolini Product Manager Web Marketing Sida Group c.bartolini@sidagroup.com tel. 071.28521
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MARCHE WEB
“Uno Yacht Explorer funziona in totale armonia con la natura, entra in comunicazione con essa.” Laura Pugnaloni Sales&Marketing dept
Cantiere delle Marche “I am CdM”
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antiere delle Marche presenta in occasione del Salone Nautico di Cannes 2014 la sua nuova campagna ADV e chiama come testimonial i membri del proprio staff.
Cantiere delle Marche a quattro anni dalla sua costituzione ha venduto uno Yacht Explorer ogni tre mesi in Europa, Australia, Stati Uniti e Sud America diventando di fatto il key reference point nel proprio segmento. Inoltre nel 2013 “Darwin Class” è stato premiato a Cannes per la migliore performance e i migliori risultati. Il 2014 rappresenta un altro importante capitolo di questa storia in quanto vengono varati i primi due modelli della linea Nauta Air, una nuova classe di navi che si affianca all’ormai consolidata classe Explorer Darwin. Con la gamma Nauta Air, Cantiere delle Marche si conferma sinonimo di evoluzione nella concezione dei propri prodotti, rivolti a un target globale: una classe di yacht che - pur modificando le proprie forme – mantiene saldo il proprio DNA, caratterizzato da cromosomi fatti per navigare e per soddisfare il proprio armatore nelle acque di tutto il mondo. Il concetto di Evoluzione è stato centrale fin dalla scelta del nome “Darwin” per la prima classe di Yacht Explorer, emblema di un approccio al prodotto mirato alla continua ricerca del perfezionamento tecnico e stilistico. I AM CDM è stato il naturale sviluppo di un percorso di comunicazione iniziato nel 2011, che mette al centro le persone, nomi e cognomi dei protagonisti del successo del Cantiere.
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Nel 2013 hanno prestato il loro volto i designer delle due classi di prodotto: Mario Pedol di Nauta Design per la classe di navette CdM Nauta Air e Sergio Cutolo dello studio Hydro Tec per la gamma Darwin Class Explorer Yacht. Quest’anno, la volontà è stata quella di amplificare il concetto delle persone al centro del lavoro del Cantiere delle Marche, attribuendo il ruolo di testimonial ai membri dello staff di Cdm e all’equipaggio degli Explorer Yacht prodotti e consegnati da CdM. Troviamo quindi Laura Pugnaloni - sales&marketing dept, Bruno Piantini - general manager, David Shave - Capitano di M/Y YOLO, Rachel Adams - crew member di M/Y YOLO , Domenico Ranieri - technical dept, Maurizio Mancini - responsabile degli allestimenti e altri seguiranno nel corso dell’anno. Ognuno di loro esprime una parte dell’anima del Cantiere e delle sue navi, ne interpreta il carattere e i tratti distintivi, fino a far divenire I’AM CDM non solo uno slogan ma una filosofia capace di tracciare le direttrici di un processo virtuoso, che restituisce la centralità ai professionisti responsabili dell’eccellenza dei prodotti in ogni sua parte. Inoltre, il tabloid online CdM Experience, che in occasione del Salone Nautico di Cannes 2014 celebra con uno speciale la sua decima edizione, raccoglie le esperienze e le testimonianze di armatori e collaboratori sul mondo del mare e della navigazione: volti, pensieri e visioni che riflettono forza e chiarezza, tensione ed equilibri dinamici propri di chi fa esperienza a stretto contatto con Cantiere delle Marche. www.cantieredellemarche.it
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www.cdmexperience.com
foto: Maurizio Paradisi
Hai sempre creduto nelle persone e hai creato strumenti per dar loro voce ed essere al centro della comunicazione aziendale. Quali risultati ha portato questa attenzione?
Tonidigrigio progetta e realizza sistemi di comunicazione integrati, pensati per essere in dialogo con vari media e diversi linguaggi: dall’Advertising alla Corporate Identity, dal Marketing al Web Design. Tonidigrigio ha visto selezionati alcuni dei suoi progetti tra i migliori a livello nazionale da Aiap Community nel 2007, da Spaghetti Grafica nel 2009 con presenza alla Triennale di Milano, da Progetti di Gagliardini e nel web per il Premio Web Italia, Design Licks, nelle directory e community dedicate al web design come CSS Glance, CSS Mania, Italian Web Design, Css Gallery e molti altri. Alcune tra le Aziende e gli Enti che hanno scelto Tonidigrigio come partner per la comunicazione: Elica spa, Cantiere delle Marche, Panatta, Coltorti Boutique, Filippetti Spa, Colonnara, CNA Provinciale di Ancona, Comune di Jesi, Università Politecnica delle Marche, Stosa Cucine, Esinplast, Herbal Touch, Campus, Rosapetra Cortina, Scuola Internazionale di Comics.
Abbiamo cercato di riportare al centro le persone, sia i lavoratori del cantiere che i nostri clienti. Questo ci ha dato un valore aggiunto, perché ci ha permesso di trasmettere il clima del Cantiere, quello che da sempre è un luogo di imprenditori appassionati e gruppi di lavoro con delle competenze notevoli. Lo sviluppo della nautica degli ultimi anni ha snaturato questo ambiente, portando i cantieri ad essere delle fabbriche, mentre noi abbiamo puntato su una filosofia diversa, attenta a quella che risulta essere la domanda del mercato. Quali sono state le strategie che hanno posizionato correttamente CdM sul mercato? Attenzione alle persone, trasmissione corretta dei nostri valori, qualità e presenza consistente sul mercato, sono state le caratteristiche che ci hanno portato a posizionarci correttamente sul mercato. Sicuramente la determinante più importante è stata la qualità del prodotto che realizziamo che è stata ben comunicata e percepita. Affianco a questa vanno indicate le corrette strategie di comunicazione, il dare enfasi alle persone e al nostro approccio alla costruzione, che hanno innescato un forte passaparola da parte dei consulenti tecnici degli armatori, i veri influencer del settore.
Vasco Buonpensiere Sales&Marketing director visita il sito www.tonidigrigio.it
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LE MARCHE CHE SPICCANO
Cinquantesimo Marcelli Una storia lunga mezzo secolo che ha il profumo dell'inchiostro e l'intensità della carta. Dalla stamperia alla Casa Editrice, un'eccellenza anconitana proiettata al futuro di A. Dachan
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orreva l'anno 1964 quando Marcello Marcelli inaugurava la “Tipografia Anconitana”, una realtà artigianale che ha saputo farsi strada: da un piccolo locale della periferia, agli storici locali sottostanti la Curia Arcivescovile di Ancona, curando pubblicazioni di gran pregio. Marcello (oggi ancora autonomo novantaduenne), che per anni è stato capo reparto degli impaginatori della Voce Adriatica (poi divenuto Corriere Adriatico), ha formato nel tempo molti professionisti, lasciando un segno nella tradizione tipografica locale e non solo. Tra rulli, carta e inchiostro ha mosso i suoi primi passi il primogenito di Marcello, Paolo, che nel 1980 è diventato titolare del centro stampa. Il passaggio generazionale è stato nel segno della continuità, ma con un tocco di innovazione. Da sempre appassionato di cultura nell'1982, ancora ragazzo, fonda la Casa Editrice Marcelli. L'apertura al mondo editoriale segna il giro di boa per Paolo, che nello stesso anno decide che Ancona avrebbe dovuto avere una sua
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rivista culturale. Nasce così “MUSA”, un prestigioso magazine che ha ospitato firme di illustri personaggi del panorama accademico e artistico italiano, come Carlo Bo, Franco Foschi o Plinio Acquabona. Il professor Mario Veltri ne è stato direttore. Grande cultore della comunicazione e dell'immagine, nell'89 Paolo Marcelli, lancia un concorso fotografico nazionale: l'iniziativa ha un grande successo, tanto che la cerimonia di premiazione viene ospitata alla Loggia dei Mercanti, richiamando una grande partecipazione di pubblico. Otto anni dopo, nel 1990, dà il via alla pubblicazione di libri: narrativa, fotografia, saggistica, storia. Oltre cinquanta titoli che vedono il battesimo letterario di tanti autori, alcuni dei quali riceveranno premi e riconoscimenti. In quegli anni nasce la Marcelli Communication, una costola della casa editrice che si occupa di comunicazione e immagine pubblicitaria rivolta a realtà imprenditoriali nazionali. Lavora per importanti gruppi, con esperienze anche nel settore televisivo. Tra le
attività editoriali locali firmate Marcelli, il lancio di “ADV”, un giornale di satira con interventi importanti, per raccontare, commentare e ironizzare sulle grandi questioni di attualità politiche e sociali. Nel 2012 Marcelli dà vita alla prima Fiera dell'Editoria marchigiana. Un'iniziativa fieristica, allestita nel centro storico della città, di grande successo che ha contato oltre 10 mila visite e che per la prima volta ha acceso i riflettori su una realtà regionale in grande fermento. Cinquant'anni sono una vita, sono un pezzo di storia anche della città di Ancona. Per questo importante anniversario non poteva esserci scelta migliore che indire un concorso letterario nazionale. L'iniziativa, nata in sordina, ha ottenuto una risposta sorprendente: 311 opere giunte da tutta Italia che verranno valutate da una giuria composta da cinquanta membri e presieduta da Giancarlo Trapanese. La cerimonia di premiazione, il cui ospite d'onore sarà Pino Scaccia, storico inviato del TG1 Rai, si svolgerà il prossimo 25 ottobre presso la Country House Finis
Africae di Senigallia. Sullo stile Marcelli, la giornata culminerà con una serata di gala, con cena e spettacolo, dove la Cultura si fonde con l'incontro e lo scambio diretto di pensieri e conoscenze. Cosa significa per una realtà che opera nel mondo della stampa e dell'editoria tagliare il traguardo dei cinquant'anni? “È una grande soddisfazione, il frutto di un impegno costante e di una passione che si è tramandata nel tempo. Il Concorso che ho voluto indire è un omaggio al lavoro della mia famiglia, ricordando anche l'importante figura di mia madre purtroppo scomparsa; è inoltre l'occasione per scoprire e fare emergere buoni autori. Come primo premio, infatti, è prevista la pubblicazione dell'opera vincitrice”. Di opere, dall'82 ad oggi ne ha pubblicate molte. Ce n'è una di cui è particolarmente orgoglioso? “I volumi pubblicati sono come dei figli, li sento tutti mie. Se però devo indicare
una pubblicazione cito la 'Guida di Ancona', di Ciriaco Ferroso, un'opera del 1894 che abbiamo ristampato in formato d'arte, rispettando le tecniche di stampa, dalla carta a mano alla rilegatura artigianale usati all'epoca”. Nel panorama dei settori in difficoltà economica purtroppo si elenca anche l'editoria. Conferma questo trend? “C'è da premettere una cosa: la piccola editoria, o editoria minore, non ha mai fatto guadagnare. Come accade in una bottega artigiana, dove insegni un mestiere a inesperti apprendisti che poi le grandi realtà industriali assorbono, un piccolo editore scopre buone menti, capaci scrittori sconosciuti che poi vengono inseriti nei grandi circuiti. Purtroppo sembra essere diventata una dura legge di mercato”.
nel lavoro di qualità. C'è una differenza sostanziale fra una vera casa editrice ed una pseudo/casa editrice: la seconda pubblica di tutto se a pagamento e senza seguire l'autore, mentre la prima distingue tra chi è un vero 'scrittore' e chi un semplice 'scrivente', e anche se con il contributo dell'autore sui costi editoriali... pubblica solo scrittori”. Ora che Marcelli ha compiuto il giro di boa, che messaggio darebbe ad un giovane che voglia lavorare nel settore? “In termini generici, suggerisco di fare, di creare, di avere il desiderio di produrre innovazione. Bisognerebbe appassionarsi alle cose che si fanno, avere il coraggio di affrontare anche i rischi. Il Tempo premia sempre e le soddisfazioni arrivano. Il nostro cinquantenario ne è una testimonianza”.
Cosa spinge allora un piccolo editore a continuare il suo lavoro? “Ognuno di noi segue ciò che l'istinto gli impone. Mi piace quello che faccio, credo
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CARRIERE E POLTRONE
Chi entra e.. chi esce In questa rubrica presentiamo le novità principali relative a nomine ed incarichi in aziende del territorio ed enti pubblici, nonché avvicendamenti che interessano marchigiani
Massimo Guidi nel direttivo dell'Associazione Città e Siti Unesco
Urbino è stata confermata nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco. Il Presidente del Consiglio Comunale Massimo Guidi è ora il nuovo rappresentante della città di Urbino nell’esecutivo dell’Associazione.
Graziano Fioretti confermato segretario generale di Uil Marche
Graziano Fioretti è stato confermato segretario generale della Uil Marche, al termine del XVI Congresso che ha sancito anche l'esordio del nuovo modello organizzativo della Uil regionale. Al termine dei lavori, l'assemblea ha approvato una serie di delibere che, dopo 64 anni, hanno modificato radicalmente l'assetto organizzativo. "Molto lavoro ci aspetta - ha detto Fioretti - ma sono convinto che realizzeremo gli obiettivi che ci siamo posti".
Massimo Galuzzi nominato Commissario della Provincia di Pesaro Urbino
Il vice presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Massimo Galuzzi è stato nominato Commissario dell’ente dal Prefetto Attilio Visconti. Commissario e giunta provinciale eserciteranno le loro funzioni per l’ordinaria amministrazione e per gli atti urgenti e indifferibili, a titolo gratuito, fino all’elezione dei nuovi organi della Provincia a fine settembre.
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Completate le nomine CdA "Urbino Servizi"
Chiara Sisti, indicata dal PD è stata nominata quale rappresentante di minoranza nel CdA di “Urbino Servizi”. Nella medesima seduta è stato anche confermato l’incarico a Revisori dei Conti; “Abbiamo però applicato una riduzione del 30 per cento – ha affermato il sindaco Maurizio Gambini - al loro compenso, perché dobbiamo risparmiare su tutti i fronti”.
Antonio Lauriola nuovo questore Pesaro
Antonio Lauriola è il nuovo questore di Pesaro. Cinquantacinque anni, pugliese, ha guidato la Squadra mobile di Taranto. Attualmente era vicario del questore di Rimini. Lauriola prende il posto di Felice La Gala, che diventa questore a Chieti.
Carlo Brunori Coordinatore regionale del Sicp
Carlo Brunori è stato eletto nuovo Coordinatore regionale della Società Italiana di Cure Palliative "SICP" Marche 2014. I nuovi consiglieri eletti sono: Ayres Marques Pinto, Maria Paola Gava, Marina Lombardello, Maurizio Diotallevi.
Olga Frenquelli presidente Astea Energia
Il nuovo presidente di Astea Energia è Olga Frenquelli. Dottore dcommercialista, revisore contabile di enti pubblici e società private, è stata impiegata nel sociale come presidente del Centro di Quartiere Fonti San Lorenzo. La sua nomina è stata proposta e sostenuta dal sindaco di Recanati Francesco Fiordomo.
Cristiano Ferracuti presidente giovani imprenditori delle Marche
Passaggio di testimone all’hotel “Il Caminetto” di Porto San Giorgio fra Francesco Mascarucci e Cristiano Ferracuti, che guiderà i Giovani Imprenditori delle Marche fino al 2017. “Metterò in questo nuovo incarico la voglia di fare e la passione che mi
contraddistinguono - ha dichiarato Ferracuti, presidente della Missouri - da sempre nel lavoro, credo nella rete di intenti e di obiettivi, in questo periodo di crisi economica abbiamo bisogno di idee e di innovazione, le stesse che mettiamo nelle nostre aziende.
Alfredo Leonardi Presidente della Piccola Industria di Confindustria
Alfredo Leonardi della Esalab Srl di Pesaro è il nuovo Presidente dei Piccoli Industriali di Confindustria Pesaro Urbino: succede a Arturo Romani che nel corso del suo mandato si è contraddistinto per il suo particolare impegno nei confronti della crescita e formazione dei piccoli imprenditori. In occasione dell'Assemblea del Gruppo sono stati anche nominati i delegati regionali: Andrea Dini della Wooden Houses Srl di Sant’Angelo in Vado e Lorella Nicoletti della Nicoletti Immobiliare Srl di Pesaro.
Francesco Fucili vice presidente Ciia
Francesco Fucili, presidente provinciale di Coldiretti è stato nominato vicepresidente della Camera di Commercio di Macerata. Assieme a Fucili, il consiglio camerale vede la presenza di un altro esponente della Coldiretti, il direttore Assuero Zampini.
Antonietta Lupi primario dell'Area Vasta 5
La dottoressa Antonietta Lupi, da oltre vent'anni Dirigente del reparto di medicina trasfusionale di San Benedetto è stata nominata Primario dell'Area Vasta 5. La delibera, firmata dal direttore Massimo del Moro, prevede anche la fusione del reparto trasfusionale dell'ospedale di San Benedetto e di Ascoli Piceno in un'unica unità operativa.
Nomine e incarichi possono essere inviati all’indirizzo email: scrivici@mlmagazine.it
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CONTRIBUTI E BANDI MARCHE >REGIONE MARCHE "Progetti Bottega-Scuola" Sono a disposizione contributi alle PMI della Regione che prevedono l'assuzione di borsisti con contratto di lavoro a tempo indeterminato. L'entità del contributo è pari ad euro 7.000,00. SCADENZA: FINO AD ESAURIMENTO FONDI >PROVINCIA DI MACERATA "Imprese Innovative Anno 2014"
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Sono a disposizione contributi alle PMI della Provincia di Macerata per il sostegno all'innovazione. Gli interventi potranno beneficiare di un aiuto massimo pari all'80% dell'investimento, fino ad un massimo di euro 6.250,00 (l'entità del contributo varia a seconda della misura scelta).
Artigianato ed Agricoltura. Il contributo, in conto capitale, è erogato fino ad una misura massima corrispondente al 65% fino ad un massimo di euro 50.000,00. Domande a partire dal 3 novembre 2014. SCADENZA: 03/12/2014 >MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO "Valorizzazione disegni e modelli" La misura è volta ad incentivare gli investimenti aziendali per la valorizzazione di disegni e modelli industriali al fine di accrescere la loro competitività sui mercati nazionali ed internazionali. Il contributo massimo sarà pari all'80% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di euro 80.000,00. SCADENZA: fino ad esaurimento fondi
SCADENZA: 31/10/2014 >INAIL "Innovazione per la sicurezza" L’Inail finanzia le piccole e micro imprese operanti nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’estrazione e della lavorazione dei materiali lapidei per la realizzazione di progetti di innovazione tecnologica mirati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria,
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>CAMERA DI COMMERCIO DI ANCONA "Contributi per la certificazione aziendale" Contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese effettivamente sostenute, fino ad un massimo di euro 7.500 in caso di progetto di certificazione integrato, per l'ottenimento di un sistema di gestione ambientale (ISO 14001, EMAS), di Responsabilità sociale (SA 8000/ OHSAS18001) ed energetica (ISO50001). SCADENZA: fino ad esaurimento fondi
>ITALIA LAVORO " Autoimpiego e Creazione d'impresa per Quadri Disoccupati"
>ISMEA "Agevolazioni per il primo insediamento dei giovani in agricoltura"
L’intervento è riservato agli ex dirigenti e quadri, disoccupati, attraverso la concessione di un contributo per la creazione d’impresa o l’autoimpiego fino ad un massimo di 25.000 euro lordi elevabile fino ad un massimo 50.000 euro lordi nel caso di associazione professionale e/o impresa costituita in forma societaria da due ex dirigenti e/o quadri, disoccupati; elevabile fino ad un massimo di 75.000 euro lordi nel caso di associazione professionale e/o impresa costituita in forma societaria e/o di cooperativa di produzione e lavoro e dei servizi da più di due ex dirigenti e/o quadri, disoccupati ai sensi della normativa vigente.
Sono previsti interventi al fine di favorire l'insediamento di giovani nella conduzione di imprese agricole competitive. L'agevolazione prevede contributi in conto interessi per interventi fondiari a cancello aperto, per un massimo di euro 1mln per le ditte individuali o società agricole unipersonali, e per un massimo di euro 2,5mln negli altri casi. Il premio massimo erogabile è pari ad euro 40.000,00.
SCADENZA: 31/12/2014 >REGIONE MARCHE BANCA MARCHE - SIDA GROUP "Prestito d'onore Regione Marche" Obiettivo è quello di sostenere la creazione di 400 nuove imprese, attraverso finanziamenti agevolati concessi sull'onore ovvero non assistiti da alcun tipo di garanzia (fino a euro 25.000,00 per le ditte individuali, e fino ad euro 50.000,00 per le società) e la previsione di servizi gratuiti di assistenza tecnica personalizzata (tutoraggio) per i primi 12 mesi di attività. SCADENZA: 31/12/2014
SCADENZA: BANDO SEMPRE APERTO >INVITALIA - AGENZIA PER LO SVILUPPO E L'ATTRAZIONE DEGLI INVESTIMENTI "Agevolazioni per il subentro in agricoltura" Finanziamenti volti a favorire la nascita di nuova imprenditorialità e il ricambio generazionale in agricoltura, in particolare nel settore della trasformazione e commercializzazione prodotti agricoli. Le agevolazioni consistono in contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato fino ad un massimo di euro 1.032.000,00. L'importo del premio per il primo insediamento consiste in un contributo a fondo perduto fino a euro 25.000,00. SCADENZA:bando sempre aperto
EMILIA >REGIONE EMILIA ROMAGNA "Expo 2013 e internazionalizzazione" Contributi a favore delle aziende emiliane per promuovere internazionalmente le PMI regionali, scegliere progetti rappresentativi delle produzioni emiliano-romagnole e sostenere le aggregazioni di imprese turistiche. I contributi e le scadenze per la presentazione della domanda variano in funzione della misura scelta. SCADENZA: 28/11/2014 >REGIONE EMILIA ROMAGNA "Vino, nuove risorse per le aziende" Contributi a favore delle aziende agricole e vitivinicole con attività di trasformazione e commercializzazione per progetti di sviluppo, modernizzazione e promozione sui mercati. Il contributo va dal 20% al 40% della spesa ammissibile, fino ad un massimo di euro 400.000,00. SCADENZA: 29/09/2014 >INAIL "Innovazione per la sicurezza" L’Inail finanzia le piccole e micro imprese operanti nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’estrazione e della lavorazione dei materiali lapidei per la realizzazione di progetti di innovazione tecnologica mirati al miglioramento delle condizioni
di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura. Il contributo, in conto capitale, è erogato fino ad una misura massima corrispondente al 65% fino ad un massimo di euro 50.000,00. Domande a partire dal 3 novembre 2014. SCADENZA: 03/12/2014 >MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO "Valorizzazione disegni e modelli" La misura è volta ad incentivare gli investimenti aziendali per la valorizzazione di disegni e modelli industriali al fine di accrescere la loro competitività sui mercati nazionali ed internazionali. Il contributo massimo sarà pari all'80% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di euro 80.000,00. SCADENZA: fino ad esaurimento fondi >CCIAA PARMA "Partecipazione a fiere e mostre specializzate" Contributo a fondo perduto, nella misura del 20% delle spese ammesse per le fiere in Italia e del 40% per le fiere nei Paesi europei ed extraeuropei, con limiti massimi variabili a seconda del Paese di svolgimento della manifestazione. SCADENZA: fino ad esaurimento fondi
ABRUZZO > INAIL "Innovazione per la sicurezza" L’Inail finanzia le piccole e micro imprese operanti nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’estrazione e della lavorazione dei materiali lapidei per la realizzazione di progetti di innovazione tecnologica mirati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura. Il contributo, in conto capitale, è erogato fino ad una misura massima corrispondente al 65% fino ad un massimo di euro 50.000,00. Domande a partire dal 3 novembre 2014. SCADENZA: 03/12/2014 >MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO "Valorizzazione disegni e modelli" La misura è volta ad incentivare gli investimenti aziendali per la valorizzazione di disegni e modelli industriali al fine di accrescere la loro competitività sui mercati nazionali ed internazionali. Il contributo massimo sarà pari all'80% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di euro 80.000,00. SCADENZA: fino ad esaurimento fondi >CCIAA TERAMO "Contributi per investi-
menti aziendali" La misura è volta ad incentivare gli investimenti aziendali avviati a partire dal 1° Gennaio 2014 e realizzati tramite apposite operazioni di finanziamento bancario. Il sostegno consiste nell'abbattimento, nella misura di 3 punti, del tasso di interesse relativo al finanziamento accordato dall’Istituto di credito. SCADENZA: 30/09/2014 >MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO "Fondo Crescita Sostenibile" Il bando finanzia, attraverso finanziamenti a tasso agevolato, iniziative e progetti di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale per la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi e per il miglioramento degli stessi. I progetti devono avere durata tra 18 e 36 mesi, essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e di importo compreso tra 800 mila e 3 milioni di euro. Le domande potranno essere presentate a partire dal 30 settembre 2014. SCADENZA: fino ad esaurimento fondi
A cura della Divisione Strategia e Finanza d’Impresa Gruppo Sida T 071.28521 finanza@sidagroup.com
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Rapporto Annuale 2014 dell’Osservatorio mercato del lavoro 88
Il 2013 anno molto pesante, ma ci sono moderati segnali di ripresa nel primo trimestre 2014. Luchetti: Puntare alla qualità del lavoro, alla competenza professionale e al collegamento Scuola - Università - lavoro
“P
untare di più sulla qualità del lavoro, sulla buona occupazione, sull’introduzione di nuove figure professionali, sulla competenza, la ricerca e la professionalità e quindi di più sulla formazione mirata, alta e continua e soprattutto accompagnare e favorire le scelte di chi si sta indirizzando alle attività autonome”. Sono queste alcune indicazioni di politiche attive del lavoro che l’assessore regionale al Lavoro, Marco Luchetti ha proposto oggi alla luce dei dati presentati oggi in Regione e contenuti nel Rapporto annuale dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro. Uno strumento di analisi statistica che fotografa la situazione del 2013 e il primo trimestre 2014, indispensabile per trarre scelte strategiche per il futuro. “I giovani – ha proseguito l’assessore – costituiscono un’emergenza anche nelle Marche e stanno mostrando una propensione al lavoro autonomo, hanno buone
idee e si stanno impegnando. Seguendo anche la tendenza in aumento dei lavori autonomi, avvieremo progetti sempre più collegati tra Università e mondo del lavoro dando continuità ai dottorati di ricerca (84 finora), per le start up di impresa, i temporary manager, il ricambio generazionale di impresa, continuando nella politica di incentivo alla creazione di impresa (prestito d’onore che segna già 900 nuove imprese), all’istruzione tecnico professionale, per corrispondere alle esigenze di rinnovamento continuo del mercato. Con Garanzia Giovani, invece, ci stiamo già impegnando (4500 i giovani già iscritti) ad utilizzare al meglio le risorse in favore di quei giovani che hanno trovato più difficoltà a trovare un percorso di istruzione medio-alta e che attualmente sono più disorientati nel mercato”. Nel primo trimestre 2014 - in base ai dati della rilevazione Istat – si interrompe il
calo dell’occupazione regionale che aveva segnato variazioni negative per cinque trimestri consecutivi. Nel periodo gennaio-marzo il numero di occupati registra un incremento che, seppure di marginale entità (+0,1 per cento), va in controtendenza alle dinamiche nazionali (-0,8 per cento) e a quelle delle circoscrizioni del Nord Italia. La favorevole evoluzione riguarda solo il segmento degli autonomi (+3,4 per cento), poiché i dipendenti risultano in diminuzione dell’1,0 per cento. Osservando le componenti settoriali va notata la dinamica positiva dell’industria (+6,7 per cento) e delle costruzioni (+14,4 per cento). Il protrarsi della crisi ovviamente ha avuto riflessi pesanti anche nella regione Marche, a causa anche della peculiarità della sua struttura economica a forte vocazione manifatturiera e dalla diffusa presenza di piccole e micro imprese. Le principali indagini congiunturali mettono
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in evidenza, tuttavia, moderati segnali di recupero che sembrerebbero indicare, quantomeno, una interruzione della tendenza negativa. Si osservano, infatti, marginali incrementi dell’attività produttiva nelle aziende più strutturate e segnali di recupero dell’attività commerciale anche nelle imprese di più piccola dimensione. Il tasso di disoccupazione sale dall’11,4 per cento del primo trimestre 2013 all’attuale 11,7 per cento, quasi due punti percentuali in meno rispetto alla media del Paese, ma l’andamento delle assunzioni mostra un miglioramento rispetto ai precedenti trimestri. Nel complesso, infatti, il numero di nuovi contratti aumenta dello 0,7 per cento mentre, se si considera solo il lavoro di-
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pendente, le dinamiche hanno maggiore incisività, con un incremento tendenziale del 3,5 per cento, pur considerando una consistente riduzione del tempo indeterminato (-15,1 per cento), dovuta alla mancata trasformazione di contratti a termine. Il 2013, in un contesto di forte e prolungata recessione economica, come quella che stiamo attraversando, la condizione giovanile ha registrato un peggioramento delle difficoltà nel reperire un’opportunità di lavoro. Il tasso di occupazione riferito ai giovani fino ai 29 anni, registra una flessione di 3,8 punti percentuali rispetto al 2012, ma ne perde ben 11 con riferimento al valore del 2008. Parallelamente il tasso di disoccupazione della stessa classe di età sale
dal 21,5 per cento al 25,2 per cento. La differenza tra assunzioni e cessazioni si attesta a -4mila unità e registra un’ulteriore flessione sul dato del 2012. Il quadro occupazionale dei 15-29enni risulta in controtendenza nel settore turistico, dove si registra una differenza positiva. Se tutte le componenti di reddito risultano in calo (gli investimenti delle imprese marchigiane diminuiscono del 6,1 per cento, i consumi delle famiglie del 2,4 per cento) l’export, invece, è in grado di fornire un contributo positivo, con un’espansione dei flussi pari al 13,0 per cento. Il ricorso alla cassa integrazione è in crescita del 25,1 per cento per la componente ordinaria e straordinaria e del 17,5 per cento per quella in deroga, che coin-
volge oltre 30.500 lavoratori. Quelli posti in mobilità sono stati poco meno di 8mila e risultano in calo del 42,5 per cento rispetto al 2012, a causa, soprattutto, della componente non indennizzata, il cui utilizzo è stato sostanzialmente sospeso dall’Inps (circolare 137/2012). Nella nostra regione, le imprese attive diminuiscono dell’1,1 per cento, in linea con le tendenze nazionali, e il tasso di crescita rimane su valori negativi (-0,24 per cento) per il secondo anno consecutivo. Per l’artigianato e la piccola impresa, in generale, la contrazione è ancora più accentuata, in calo del 2,1 per cento. La criticità del mercato del lavoro nel 2013 è stata evidente: un calo dell’occupazione pari al 3,4 per cento, sia tra i dipendenti a
tempo indeterminato sia tra i dipendenti con contratti a termine. Le dinamiche occupazionali, in tutti i principali settori di attività, mostrano un segno negativo: difficoltà più forti nella provincia di Pesaro e Urbino (-7,7 per cento) e in quella di Macerata (-4,2 per cento), mentre è in controtendenza il territorio di Ascoli Piceno, in cui si osserva una crescita del 3,2 per cento. Aumenta anche il numero di chi cerca lavoro: 78mila unità nel corso del 2013 salite a 82 mila nel primo trimestre 2014. Il tasso di disoccupazione, all’11,1 per cento, resta sotto la media nazionale (12,2 per cento). La dinamica di calo è sostanzialmente identica sia per i maschi, sia per le
femmine e un differenziale contenuto in riferimento alla cittadinanza, con le assunzioni di stranieri in calo dell’11,9 per cento (-9,1 per cento per gli italiani). La perdita di posizioni lavorative, rilevata su tutto il territorio della regione, sia a livello di provincia sia di CIOF, riguarda oltre 6.600 maschi e circa 4.200 donne. “Certo l’analisi dei dati - ha concluso Marco Luchetti - ci mostra un anno pesante e molto difficile, ma contiamo sull’inizio di una controtendenza che naturalmente dovrà consolidarsi per avere effetti incisivi sulla nostra economia, ma che lascia sperare in una ripresa reale se ci sarà l’impegno di ogni componente della comunità”.
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Il paradosso dell’incompetenza E cioè: “più sei incompetente e più ti pagano: il miracolo del compenso a tempo” di Angelo Pasquarella *
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siste in molti di noi una sorta di paradigma attraverso il quale si ritiene che più tempo ci si mette e più un problema è difficile oppure meglio viene svolto. Questa convinzione è derivata dal fatto che siamo abituati a trattare con lo svolgimento di compiti pre-definiti e abbastanza semplici (ai miei tempi si diceva “occorre far andare le mani”), per i quali la regola è assolutamente valida: più tempo impiego e più compito svolgo. Non è invece così per il lavoro intellettuale. Se devo ad esempio risolvere un problema conteranno più che il tempo la mia competenza e la mia capacità di inventarmi dei metodi, dei modelli, degli strumenti per risolverlo. Avere come riferimento il tempo significa accettare concetti come: “Più tempo impieghi e più è difficile il compito”. Questo messaggio viene letto così. “Più tempo impiego e più viene valorizzato il mio lavoro”, oppure “Che lavoro difficile e complesso sto facendo, la mia competenza non ha prezzo”. E di conseguenza: ”Più si è incompetenti e più si vale”. La mentalità che ne consegue disincentiva l’operatore a migliorare se stesso, a tro-
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vare nuovi metodi che rendano più celere o efficiente l’attività (non dimentichiamo che il processo intellettuale non è industrialmente predefinito ma determinato dall’operatore) e, nel lungo periodo, rende questo operatore improduttivo. La colpa di ogni inefficienza sarà attribuita al tempo, sempre troppo poco rispetto alle cose da fare. La soluzione che automaticamente affiora è che occorrono più persone che, una volta assunte, non potranno che aumentare l’inefficienza dell’ufficio. L’unica soluzione è invece quella di premiare la competenza invogliando ognuno ad essere più efficiente e dimostrando che il risultato dell’efficienza va anche a suo beneficio. Vi debbono infatti essere precisi interessi, stimoli ed incentivi al miglioramento che impongono lo sganciamento dalla trappola temporale. Alcune aziende finiscono con il concordare con i propri dipendenti il tempo per il raggiungimento di un determinato risultato atteso. L’efficienza in questo caso va anche a vantaggio del dipendente che potrà impiegare l’eventuale tempo che gli avanza in attività o progetti che lo interessano. Qualche volta avremo
la sensazione, collaborando con persone particolarmente competenti, di aver pagato molto la soluzione di un problema, rispetto al tempo impiegato. Parafrasando però la frase di un preside di Harvard sull’educazione dovremmo ricordare a noi stessi: “Se pensate che la competenza sia costosa, dovreste provare l’incompetenza”. (La frase originale attribuita al Rettore di Harvard, Derek Bok è: “If you think education is expensive, try ignorance”). Questa osservazione è valida a prescindere dal tipo di inquadramento (dipendente, collaboratore, professionista, azienda). Si può infatti sostenere che il compenso della nostra competenza sia realmente sempre il tempo e cioè letteralmente la vita di ciascuno di noi. Il professionista potrà investire il valore tempo derivante dalla sua competenza per altri clienti o per se stesso, al dipendente sarà dato il vantaggio di portare avanti le idee in cui crede. Ma statene certi, il più delle volte, questo dipendente si occuperà di progetti che riguardano il miglioramento dell’impresa. * Manager, scrittore e saggista
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SPECIALE
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Ager "Coloro che vogliono essere leader ma non lo sono dicono le cose. I bravi leader le spiegano. I leader ancora migliori le dimostrano. I grandi leader le ispirano"
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SPECIALE MANAGER
L’Accademia dei Manager La formazione superiore per la classe manageriale del futuro
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egli ultimi anni la formazione manageriale rivolta ai giovani, prodotta da Sida Group, ha generato risultati di placement, ovvero di occupazione entro 12 mesi del termine del tirocinio, dell’82%. In un mercato estremamente competitivo in cui la professionalità, l’organizzazione e la tecnologia si evolvono ad una velocità sempre crescente, il fattore decisivo per la crescita aziendale risiede nell’elevata preparazione del management. Nel 2010 l’80% del valore di mercato delle 500 grandi aziende classificate da Standard and Poors proveniva da asset immateriali, mentre solo il 20% da asset
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tangibili (fonte: www.oceanotomo.com/ productandservices/investments/intagible-market-value). Questo dato negli anni, ha confermato che sono le competenze manageriali a dare valore alle imprese e alla base crescita di una azienda. Oggi le imprese cercano giovani ad alto potenziale che presentino una elevata preparazione tecnica, conoscenza del sistema impresa, capacità di problem solving, di gestione e sviluppo delle risorse umane, leadership, capacità decisionale, orientamento al risultato, capacità di lavoro di gruppo e cooperazione, pensiero analitico, proattività, dinamismo, predisposizione alla relazione e gestione dello
stress. Sida Group, certificata Vision 2000 e accreditata in diverse regioni italiane per la formazione continua e superiore, attraverso la propria Management Academy, ha sviluppato, in 30 anni di attività, progetti formativi rivolti a imprenditori, manager, quadri, funzionari di enti pubblici e giovani in cerca di occupazione. Conoscendo le necessità delle imprese, Sida Group, orienta e prepara i propri discenti ad affacciarsi a quei settori e affrontare quelle funzioni di reale interesse per il mercato del lavoro, presentandosi così come un vero e proprio partner per lo sviluppo professionale e manageriale.
I MASTER SIDA GROUP: • General Management con Specializzazione in Finanza e Controllo, Auditing, Risk Management e Compliance • Generale Management con Specializzazione in International Business Development • General Management con Specializzazione in Chief Marketing Operation • Manager delle Imprese Cooperative e del terzo settore (Onlus) • Qualità Ambiente e Sicurezza – Operations Management
OBIETTIVI DEI MASTER: • Trasferire competenze trasversali-gestionali. Completa conoscenza degli obiettivi, strumenti, strategie e linguaggio di ogni singola funzione aziendale e le connessioni tra le funzioni stesse. • Trasferire competenze verticali-specifiche di funzione. Conoscenza approfondita di una specifica area funzionale aziendale.
GLI EXECUTIVE MASTER SIDA GROUP: • Web Marketing • Web Mobile & Social Marketing • Gestione del Personale • Finanza e Controllo, Auditing, Risk Management e Compliance • Chief Marketing Operation • Operations Management • International Business Development • ICT Management Development • Qualità e Sicurezza • Ambiente, Energia, Benessere
• Real Estate Manager • Agri – Food Manager • Manager della Ristorazione • Europrogettazione e Project Management • Credit Controller / Risk Manager • Compliance Management • Sistemi di Gestione Ambientale ISO14001 • Sistemi di Gestione della Sicurezza delle Informazioni ISO27001 • Sistemi di Gestione per l’Energia ISO50001 • Standard di Qualità nel Settore Automotive ISO/TS16949
OBIETTIVI DEGLI EXECUTIVE MASTER: • Trasferire competenze immediatamente spendibili nel mondo del lavoro • Trasferire abilità specialistiche in un determinato settore, area o funzione aziendale • Trasferire competenze personali per raggiungere elevate performance professionali • Trasferire competenze professionali che permettono di intraprendere la libera professione
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SPECIALE MANAGER
ACADEMY MANAGEMENT SIDA GROUP Sessioni formative autunno 2014 SETTEMBRE GENERAL MANAGEMENT GESTIONE DEL PERSONALE SALES & MARKETING MANAGEMENT INTERNAT IONAL BUSINESS DEVELOPMENT FINANZA E CONTROLLO
NOVEMBRE
Ancona
Roma
Ancona, Firenze, Napoli
Parma
Bologna
Ancona
Ancona, Bologna, Napoli
Ancona, Bologna, Firenze, Verona
Ancona, Bologna
WEB MARKETING
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ICT MANAGEMENT AND GOVERNANCE
Ancona
QUALITÀ E SICUREZZA AMBIENTE
OTTOBRE
Ancona, Bologna, Parma
Ancona, Parma
AGRI – FOOD MANAGEMENT QUALITÀ E SICUREZZA AGROALIMENTARE HOTEL MANAGEMENT EUROPROGETTAZIONE E PROJECT MANAGEMENT
Ancona Bologna
Firenze
Verona
Ancona, Napoli, Verona
Firenze
Ancona, Verona
Bologna, Verona, Firenze, Roma
Ancona
CREDIT CONTROLLER / RISK MANAGER
Bologna
Ancona, Roma
Parma
REAL ESTATE MANAGEMENT
Ancona
Verona, Ascoli Piceno
Bologna, Roma
IMPRESE COOPERATIVE E SOCIALI
Le attività formative della Management Academy si contraddistinguono per la competenza nella ricerca e selezione degli alunni; per la formazione del corpo docenti composto da consulenti, manager e imprenditori; per i programmi didattici costantemente aggiornati e in linea con le richieste del mercato e per l’attività di formazione focalizzata su casi reali e simulazioni di realtà aziendali. Oltre alla qualità dei percorsi formativi offerti, il valore aggiunto dell’Accademia riguarda le attività di orientamento e counselling necessaria all’individuazione del progetto professionale personale, l’ampia offerta di aziende che ospitano tirocini formativi su territorio nazionale
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Ancona, Bologna, Napoli, Verona, Roma
e all’estero. Oltre 4000 aziende in Italia, associate ai progetti formativi Sida Group attraverso la Piattaforma Garanzia Giovani, sono disponibili ad accogliere i tirocinanti per esperienze sul campo. Le attività di orientamento svolte dai consulenti Sida Group, permettono di individuare, insieme al candidato, il progetto professionale attraverso un colloquio motivazionale e strumenti quali l’analisi grafologica, l’analisi del biodata, delle abilità e delle competenze. Una volta focalizzato l’obiettivo professionale, si avvia l’opera di definizione del campo, o segmento di mercato, verso cui rivolgere l’attività di scouting e pianificare la stra-
tegia d’inserimento che può essere gestita anche con l’ausilio di un tutor messo a disposizione dalla sede. La Management Academy Sida Group, attraverso sedi dirette o distaccate e partnership con importanti università, eroga formazione in tutto il territorio nazionale, formando ogni anno oltre 900 giovani manager pronti ad apportare valore aggiunto all’interno di realtà pubbliche e provate. Luca Masieri Management Academy Sida Group Area Formazione, Comunicazione e Marketing Management Academy Sida Group Numero Verde: 800 991 292
DAL 01/09/2014 RIAPRONO LE ISCRIZIONI AL PERCORSO DI ISTRUZIONE FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE – IFTS:
TECNICO SUPERIORE DELL’ INCOMING MARCHE RISCOPERTA E PROMOZIONE DEL TERRITORIO MONTANO ATTRAVERSO IL TURISMO EQUESTRE POR Marche Ob. 2 FSE 2007/2013. Asse IV OS L. Scheda n. 184680 - Autorizzato e finanziato con D.D.P.F. N. 137/IFD del 30/05/2014
SOGGETTO PROPONENTE: SIDA GROUP SRL VIA I MAGGIO 156 – 60131 ANCONA (AN) OBIETTIVI DEL CORSO Il progetto si propone di formare delle figure che vadano a promuovere e sviluppare il turismo di incoming Marche con particolare attenzione ai territori montani e all’utilizzo del cavallo quale mezzo di contatto con il nostro territorio e quale nuova forma di attrazione turistica. Alla fine del corso gli allievi saranno in grado di: - creare pacchetti turistici con nuove forme di turismo tematico; - diffondere l’utilizzo della pratica equestre per fini turistici; - assistere ed accogliere clienti; - sviluppare l’area della comunicazione aziendale; pianificare l’offerta turistica secondo criteri di sostenibilità economica, sociale ed ambientale; stabilire relazioni efficaci con i partner stranieri per promuovere le marche all’estero; - realizzare campagne di diffusione customer oriented. REQUISITI D’ACCESSO DESTINATARI: N. 20 partecipanti (n. 11 posti riservati alle donne) con i seguenti requisiti: - Età superiore a 18 anni; - Disoccupati/inoccupati; - Occupati; Titolo di studio: in possesso del diploma di Istruzione Secondaria Superiore; in possesso del diploma professionale tecnico di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005 n. 226 art. 20 c.1 lettera c. (E’ consentito l’accesso anche a coloro che, sono in possesso dell’ammissione al quinto anno dei percorsi liceali , ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005 n. 226 art. 2 comma 5, nonchè a coloro che non sono in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore previo accertamento delle competenze acquisite anche in precedenti percorsi di istruzione, formazione e lavoro successivi all’assolvimento dell’obbligo di istruzione di cui al Regolamento adottato con decreto Ministro Pubblica Istruzione 22/08/2007 n. 139) SEDE DEL CORSO: Istituto Tecnico Commerciale “ CESARE BATTISTI” Indirizzo : Viale XII Settembre n 3 - FANO (PU) DURATA CORSO: N. 800 ore (392 ore di stage, 364 ore d’aula, 28 ore di FAD, 12 ore esame finale). Sono previste indicativamente 4-5 lezioni settimanali. Inizio corso: Settembre 2014 Fine corso: Maggio 2015 PROGRAMMA DIDATTICO UF 1 - Orientamento al percorso formativo e al mercato del lavoro; UF 2 - Comunicare in lingua straniera: lingua inglese e tedesca orientata al settore turistico; UF 3 - Economia dei sistemi turistici; UF 4 - Il web 2.0 nel settore turistico; UF 5 - Alla scoperta dell’entroterra marchigiano; UF 6 - Marketing turistico e del territorio; UF 7 - Nuove frontiere del turismo: il turismo equestre; UF 8 - La creazione del pacchetto turistico e il servizio al cliente come elemento strategico di successo; UF 9 - Comunicazione e tecniche di vendita; UF 10 - Utilizzare la normativa di settore: legislazione turistica (Normative Regionali, Nazionali e Comunitarie); UF 11 - Gestire gli aspetti economico-finanziari dell’impresa turistica;
UF 12 Best practices del turismo nelle marche: equiturismo e turismo montano; UF 13 - Creazione d’impresa, politiche per le pari opportunità e sicurezza sul lavoro; UF 14 - Accompagnamento allo stage e orientamento finale; UF 15 – Stage; UF 16 - Esame finale; SELEZIONI Nel caso in cui le domande di iscrizione idonee fossero superiori ai posti disponibili, si effettuerà una selezione. I candidati saranno avvisati telefonicamente o via mail, con almeno 3 giorni di anticipo rispetto al giorno e all’ora della selezione. In caso di assenza si perderà il diritto alla partecipazione al corso. La selezione avverrà mediante una prova scritta: un test a risposta multipla sulle materie oggetto del corso (turismo, inglese e informatica/Web), un colloquio sulle materie oggetto del corso, motivazione alla partecipazione, valutazione dei titoli di studio e requisiti professionali. ATTESTATO FINALE A coloro che avranno frequentato almeno il 75 % delle ore del corso e che superano le prove finali verrà rilasciato un Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore corrispondente al 4° livello della classificazione dell’Unione Europea. Verranno riconosciuti i seguenti crediti formativi: n. 8 CFU per l’insegnamento di Economia e gestione delle imprese turistiche OPPURE n. 10 CFU per lo stage/tirocinio. Tali CFU saranno riconosciuti per il corso di Laurea Triennale in Lingue e Culture Straniere presso l’università di Urbino ed avranno durata di 3 anni. MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE La partecipazione al corso è completamente GRATUITA in quanto finanziato dal Fondo Sociale Europeo – Regione Marche. E’ prevista un’indennità di frequenza a coloro che avranno frequentato almeno il 75% delle ore corso ed un rimborso spese viaggio per gli allievi residenti fuori del Comune sede del corso, limitatamente all’uso dei mezzi pubblici. SCADENZA E MODALITA’ DI ISCRIZIONE La domanda dovrà essere inviata a mezzo raccomandata a/r (farà fede il timbro postale) o consegnata a mano entro e non oltre il giorno 11 settembre 2014 e dovrà essere corredata di: - La Domanda di iscrizione (modello placement All.9) - Copia del documento d’Identità; - Curriculum Vitae Europeo, - Certificato del Centro per l’impiego che attesti la condizione di disoccupazione o attestazione stato lavorativo. Tutta la documentazione dovrà pervenire al seguente indirizzo: SIDA Group S.R.L. Via I Maggio, n 156 - 60131 Ancona Rif. Scheda 184680 La modulistica è disponibile sul sito: www.sidagroup.com sezione news. Qualora dalla domanda presentata si dovesse evincere la mancanza di uno soltanto dei requisiti di ammissione, si perderà il diritto di partecipazione al corso. Per informazioni: Tel.: 071. 28 521 99 Dr.ssa Dorsi Lisa Mail: l.dorsi@sidasrl.it
SPECIALE MANAGER
Human resources innovation Meno attività amministrative, più attenzione allo sviluppo ed alla strategia, più apertura all’innovazione digitale: queste sono le caratteristiche che elevano la funzione HR dal ruolo meramente amministrativo a quello di partner strategico del top management
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elle mie lezioni ai Master Sida vado da anni evidenziando, e portando alla riflessione degli allievi, il ritardato (e spesso mancato) processo di evoluzione dell’Area HR (Risorse Umane) nella maggior parte delle medio-grandi aziende italiane verso un approccio di gestione e sviluppo del capitale umano capace di creare una modalità di direzione delle risorse che supporti il perseguimento degli obiettivi di business dell’intera azienda (Strategic HR Management o Global HR Management). I nuovi paradigmi tecnologici possono essere una leva fondamentale per questa trasformazione. L’innovazione digitale è uno dei grandi driver di cambiamento in quanto consente di passare da un ambiente di lavoro tradizionale ad un workplace 2.0, realmente digitale, aperto e social. La riflessione va ripresa e allargata alla luce degli studi della sociologia dell’organizzazione su tematiche quali l’evo-
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luzione del profilo organizzativo della Direzione HR in termini di ruolo, professionalità e competenze; gli obiettivi, i trend di investimento e le strategie di innovazione digitale dei processi HR; l’impatto dei nuovi trend digitali tra cui la Business Intelligence, il Cloud, il Mobile e il social sui modelli di gestione e sviluppo delle risorse umane e gli approcci di Global HR Management. A confronto delle riflessioni proposte ai discenti dei Master sono arrivati i risultati di un’indagine del 2014 sulla trasformazione in atto del ruolo della Direzione Risorse Umane (HRM) e nel processo di evoluzione della gestione e dello sviluppo delle Risorse Umane generato dalla diffusione di nuove tecnologie e modelli organizzativi. La maggior parte delle risorse che fanno capo alla direzione HR si occupa ancora di attività amministrative (42%) e solo il 21% è dedicato ad attività di sviluppo delle persone. La restante parte è dedicata alle attività di linea (25%), a quelle strategiche (12%) e solamen-
te l’8% fa uso avanzato delle tecnologie digitali emergenti. I risultati della ricerca indicano come principale sfida per i prossimi anni il ‘change management’, ossia la gestione della riorganizzazione aziendale e lo sviluppo dei talenti e delle capacità. Social e Business Intelligence sono le innovazioni digitali più diffuse nell’Area HR: i social network, in particolare, sono utilizzati per il recruiting dal 50% delle aziende italiane, l’intranet per comunicazione interna dal 37% e le piattaforme di collaborazione e community professionali per il knowledge management dal 29%. Cloud e Mobile, invece, sono ancora agli albori, usati per lo più dall’amministrazione del personale (38%) nella gestione autonoma di servizi quali orario di lavoro, rimborsi spese e payroll e nella formazione. Come accelerare e completare le evoluzioni necessarie nella stessa direzione HR? La direzione deve acquisire il ruolo gui-
da di ‘leader della trasformazione’, coniugando esigenze di business e bisogni delle persone. Per farlo deve intraprendere un ‘HR Journey’, un percorso evolutivo declinabile in quattro principali ambiti e attraverso altrettante leve di trasformazione: innovazione digitale, ruoli e competenze, scelte di sourcing e modelli di organizzazione del lavoro. È tempo di presidiare più efficacemente l’analisi delle metriche chiave dell’area HR (tempo medio di reclutamento, costo medio di reclutamento, numero medio di ore di formazione per dipendente, percentuale di dipendenti formati, ecc), il disegno organizzativo, la gestione della conoscenza e della collaborazione, la comunicazione interna e il clima aziendale. I modelli HR di domani saranno quindi sempre più ibridi, con una sempre maggiore integrazione dei diversi sistemi. La seconda leva importante è rappresentata dai ruoli e dalle competenze: è necessario passare da un ruolo di ammi-
nistrazione del personale ad una figura di ‘innovation partner’. Il terzo ambito è quello dell’outsourcing, o meglio dello strategic sourcing, ovvero la relazione tra HRM e fornitori di servizi: il ricorso a servizi esterni non riguarderà più solo attività operative, ma anche quelle strategiche, come HR Business Intelligence e attività di supporto ai manager e sviluppo delle persone, con logiche di apertura ai fornitori che diventano veri e propri ‘strategic sourcer’ in grado di accompagnare l’organizzazione verso nuovi livelli di eccellenza. Ultimo ambito è quello riguardante i modelli di organizzazione del lavoro. Si parte da modelli tradizionali basati sulla gerarchia e sul controllo per giungere a modelli sempre più responsabilizzanti, basati sull’empowerment delle persone. In alcune realtà è possibile arrivare fino al vero e proprio smart working, svincolato da orari e luoghi, dove la persona acquisisce le piena responsabilità delle azioni e dei risultati. Il passaggio da una visione meramente
amministrativa ad una strategica/globale dell’area HR ed il contestuale utilizzo delle tecnologie digitali, non è più rinviabile per quelle aziende che vogliono affrontare le sfide dei mercati e le turbolenze della crisi mantenendo il timone orientato verso un futuro di eccellenza. Emerge come le aziende che supportano i processi HR attraverso un uso estensivo dell’ICT godano di miglioramenti delle performance decisamente superiori e di costi inferiori rispetto alle aziende nelle quali la leva digitale non viene sfruttata. Le tecnologie digitali funzionano. Basta provarle, tenendo conto delle specificità aziendali e relative variabili. Prima di esse è fondamentale iniziare il viaggio di trasformazione della visione dell’Area HR, tendendo all’eccellenza. Altrimenti che senso ha mettersi in viaggio?
Osvaldo Fanella Management Academy Sida Group Area Strategia e Organizzazione
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SPECIALE MANAGER
CFO: solo conti e rendiconti? Mettiamo da parte il caro Ragionier Fantozzi con i suoi pesanti e ingombranti libri. Facciamo largo al vero Chief Financial Officer
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lità di crescita dell’azienda e che adotta un strategia mentale capace di affrontare con spirito proattivo e capacità progettuali i problemi d’impresa.
Il CFO è, e deve essere, il manager della complessità, una figura più adatta ad assecondare le evoluzioni delle organizzazioni, a supportarne la strategia e gestirne, appunto, la complessità. Una figura che incide profondamente sulle potenzia-
Il CFO deve fronteggiare e governare una massa di dati ai limiti dell’ingestibilità, le norme sulla compliance, le esigenze degli stakeholders e del management aziendale. Un ruolo in grado di esplicare funzioni di accounting, bilanci, reporting, budgeting, auditing, ma portato a contri-
l pregiudizio che il ruolo del CFO sia solo quello di semplice contabile, è ormai per sempre superato. La mera funzione contabile e di controllo ingessa e allunga i tempi di reazione dell’azienda.
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buire a livello di strategia, etica, tecnologia e sviluppo. È d’obbligo il supporto delle tecnologie emergenti: Enterprise Resource Planning, Data Warehouse e Business Intelligence sono fondamentali per affrontare i rischi, rispettare le procedure, raccogliere ed elaborare dati e informazioni, procedere al controllo e gestire il sistema di reporting. L’ICT rende le aziende più snelle, agili e competitive e il CFO deve
farsi promotore dell’utilizzo di tali tecnologie. Gli ostacoli da superare sono prezzi, costi, complessità organizzativa e cultura aziendale ma anche una carenza di competenze in linea. In quest’ottica, SIDA Group, l’Accademia del Manager, accetta e promuove la sfida di formare una specifica figura professionale in grado di fornire consulenza finalizzata al miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza aziendale e di creare valore attraverso la specializzazione in attività finanziarie, economiche,
patrimoniali, organizzative, il tutto con impronta digitale. SIDA trasferisce, attraverso un progetto formativo, competenze in merito a tematiche quali Financial Accounting e Pianificazione finanziaria, Auditing, Corporate Governance, Credit e Risk Management, valutazione aziendale, strategie avanzate di finanziamento del business, Compliance Management e Ristrutturazione d’impresa. Attraverso il corso si acquisiscono in breve tempo, le competenze oggi necessarie per compe-
tere nel mondo del lavoro. Non dimentichiamo che i CFO italiani sono tra i più indipendenti del mondo nei confronti dell’amministratore delegato e che i loro stipendi toccano punte di 120 mila euro all’anno.
Silvia Pareo Management Academy SIDA Area Finanza
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SPECIALE MANAGER
Chief Marketing Technology Officer: il nuovo ritratto del “mago”del Brand Serve un’analisi degli scenari, non del mercato. Bisogna saper parlare alle persone. Il problema oggi non sono i dati, largamente disponibili, ma la capacità di analizzarli
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a funzione marketing in passato si è basata su tre principi: capire chi sono i clienti, rispondere alle loro esigenze e fidelizzare il consumatore. Oggi la tecnologia ha portato un importante cambiamento nel processo, obbligando il marketing ad integrarsi con le nuove tecnologie e creando un processo intelligentemente amalgamato con i settori IT, Comunicazione, Commerciale. Pressati dalle richieste di riduzione dei costi e in cerca di vie di fuga verso mercati più promettenti, i direttori marketing italiani fanno fatica a tenere il passo con
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l’innovazione. Da recenti ricerche, emerge il profilo di un manager che non conosce di preciso l’utilità dei marketing analytics (misurazione, la raccolta, l'analisi e reportistica di dati delle attività di marketing), che preferisce canali informativi consolidati (quali siti web, e-mail ed eventi) e che non fa un uso maturo dei social network. Una delle criticità maggiori è che la funzione Marketing in questi anni di crisi è stata stimolata soprattutto a contenere i costi e a contribuire ai risultati finan-
ziari. Questo, però, ha portato a investire poco e in attività a basso tasso di innovazione, con il rischio, sottolineano i ricercatori, che nel lungo periodo questa diventi un’abitudine radicata, un limite culturale. L’obiettivo citato più di frequente nell’utilizzo dei canali digitali è l’aumento di notorietà della marca, quando invece dovrebbe essere il coinvolgimento dei clienti e il miglioramento del servizio offerto. Il Marketing deve essere un motore di cambiamento aziendale e deve lavorare
sinergicamente con le altre aree, soprattutto l’IT e la Finanza. Per il cambiamento sono necessarie nuove competenze, soprattutto nell’area Digital Marketing. Questo perché il CMO, Chief Marketing Officer, del futuro dovrà destreggiarsi abilmente e con padronanza con analytics, utilizzo di piattaforme multimediali e multicanale, new media integration attraverso una visione innovativa orientata alla customer experience, convergendo verso la figura del CMT Officer (Chief Marketing Technology). Un marketing moderno deve possede-
re un sistema che fornisca informazioni sul cliente, in modo integrato sui tanti canali, per valutare i trend e i percorsi di acquisto, per prevederne il comportamento. Il concetto chiave interpreta il dato non come punto di arrivo, ma come punto di partenza per definire la direzione del Brand. Il CMT Officer diviene il visionario che con competenze commerciali, finanziarie, strategiche, delinea la nuova rotta creando nuovi flussi e processi. L’era digitale ha portato in dote la fortuna di conoscere nome e cognome dei clienti, un
patrimonio che tante aziende hanno ma non utilizzano. L’esperienza del cliente non termina con l’acquisto, ma inizia con questo. Il CMT Officer, quindi, è colui che anticipa i desideri, basandosi sulle opinioni e prevedendo diverse azioni possibili. Un esploratore.
Claudia Bartolini Management Academy Sida Group Area Web Marketing
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SPECIALE MANAGER
E-Leadership: la nuova competenza per facilitare l’innovazione tecnologica Dopo tutti questi anni di crisi economica, ormai perdurante e devastante, il nostro Paese ha bisogno di una forte spinta all’innovazione e al rilancio della competitività
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er migliorare la propria produttività, le imprese e le organizzazioni devono fare affidamento sulle tecnologie che l’ICT offre per gestire i propri processi aziendali, per innovarsi e per fornire prodotti e servizi. In definitiva le aziende e loro organizzazioni debbono confrontarsi con il mondo digitale, in quanto il Business è diventato di fatto Digitale perché il consumatore è Digitale. Il consumatore di oggi è, di fatto, sempre connesso, sempre più social e interattivo con le aziende che apprezza, potendo però trasformarsi anche in una possibile “scheggia impazzita” nel caso di customer experience negativa. È un consumatore-fruitore informato ma anche produttore di informazioni e può arrivare ad essere un consumatore partecipe alla co-produzione di prodotti e servizi dell’azienda stessa. Un consumatore profondamente cambiato rispetto a 20 anni fa e che ha in-
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dotto un profondo cambiamento delle logiche di marketing tradizionali nelle aziende di prodotti e servizi. Il marketing sta diventando una delle funzioni più tecnologiche dell’azienda e in questi anni stiamo assistendo ad una evoluzione dei responsabili delle funzioni marketing da CMO - Chief Marketing Officer a CMT – Chief Marketing Technology Officer: figura strategica e creativa, più attenta al digitale, con attitudini di conoscenza e “governance” di base delle tecnologie emergenti. Le organizzazioni devono investire di più nelle tecnologie aziendali ma, per far sì che gli investimenti tecnologici siano efficaci, è assolutamente necessario creare delle leadership digitali: i leader ICT dovranno essere più esperti in business mentre i leader delle varie funzioni aziendali dovranno essere più esperti in ICT. Ad esempio, l'adozione e utilizzo di lo-
giche e piattaforme Social nel contesto Business non è limitato alle sole funzioni Marketing atte a coinvolgere con clienti e prospect, ma assume un'accezione molto più ampia quando si ragiona in ottica di Social Enterprise. Ciascuna area funzionale dell'azienda può utilizzare le tecnologie Social per obiettivi specifici legati alla propria attività: • l'R&D può migliorare l'efficacia e l'efficienza nello sviluppo dei prodotti creando community aperte non solo ai propri ricercatori, ma a tutti coloro che hanno competenza ed esperienza sul tema (anche consumatori) • le Operations, sulla base delle informazioni condivise sui Social Network da parte dei clienti o del personale della rete di distribuzione, sono in grado di rispondere a esigenze di variazione della domanda in tempi rapidi • il Marketing e le Vendite possono utilizzare le tecnologie Social per raccogliere le opinioni dei clienti sul brand, sui prodotti, sui concorrenti • il Customer Service può utilizzare i
ENTREPRENEUR MANAGER E-LEADER
LEADER DIGITAL ENTREPRENEUR
Social Media come canale dedicato per il servizio clienti, identificando eventuali problematiche e intervenire • le Risorse Umane possono utilizzare le tecnologie Social per migliorare le performance organizzative e la gestione dei dipendenti, oltre che nei processi di recruiting, di gestione dei talenti e di valutazione delle performance L'economia digitale è il nuovo paradigma: impatta direttamente e indirettamente su molti degli elementi di innovazione e riorganizzazione del sistema economico e sociale della nostra società. Sono attesi cambiamenti nei modelli di business, nascite di nuove aggregazioni e filiere, nuovi modelli organizzativofunzionali e di relazione all'interno delle imprese e tra queste ed i loro ecosistemi. È il Digital Divide culturale delle imprese italiane, soprattutto quelle di piccole
e medie dimensioni, a determinare un basso livello di investimento nell'innovazione digitale ed è su questa mancanza che è fondamentale lavorare per la ripresa del Paese. Un importante studio realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale, in collaborazione con le principali Associazioni del settore ICT quali Assinform, Assintel e Assinter, ha posto in evidenza la futura necessità della figura dell’E-Leader. Gli E-Leader sono i facilitatori dell'innovazione digitale, comprendono il valore del digitale per innescare il processo innovativo, che introducono, sfruttano e diffondono e sono in grado di guidare il cambiamento. Questa figura così preziosa e compressa richiede conoscenze e attuazione dei fondamenti del mondo digitale e della cultura della leadership. La consapevolezza delle potenzialità dell’ ICT come fattore abilitante per l’innovazio-
ne dei processi di business, amministrativi, sociali e dei prodotti e servizi, consapevolezza del valore dei dati, delle informazioni e delle conoscenze delle organizzazioni, favorire il knowledge sharing, condivisione della conoscenza. I pilastri della trasformazione digitale in corso, e che in maniera proattiva va introdotta e utilizzata come base per la innovazione e la crescita, sono: la gestione dei dispositivi mobili (tablet e smartphone), il Cloud computing, l'Internet delle Cose, Open Data e Big Data, Social Media, l’ E-commerce, Security e Cyber Security. Opportunità tecnologiche che gli E-Leader devono saper cogliere, conoscere, interpretare, introdurre, affermare nelle organizzazioni trasformandole in idee e azioni di business vincenti!
Romano Mataloni Management Academy Sida Group Area ICT & Organization
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SPECIALE MANAGER
Manager per l’internazionalizzazione Una guida pratica su rischi e opportunità del fare business all’estero
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e esportazioni nette (export-import) sono state il volano alla timida ripresa economica dell’Unione Europea iniziata nel 2013 e si prevede favoriranno un aumento del PIL da 1,6% nel 2014 a 1,8% nel 2015. L’Italia rappresenta in toto l’andamento dell’Unione Europea: le ultime stime della Banca d’Italia parlano di una crescita del Pil di soli 0,3 punti percentuali per il 2014 con le esportazioni nette come unica fonte di crescita. Ma cosa significa questo? Disaggregando il PIL si nota subito come le voci di spesa da cui è composto stanno ancora risentendo dei morsi della crisi: 1. i consumi privati delle famiglie si sono contratti di 65,8 miliardi, pari al 7,6% 2. la spesa pubblica si è contratta di 11 miliardi pari al 3,8% 3. gli investimenti si sono contratti di 84,5 miliardi, pari al 26,7% 4. mentre le esportazioni nette sono cresciute da 5,2 a 50,5 miliardi, offrendo un contributo di +45,3 miliardi al PIL. Prendendo in considerazione la voce delle esportazioni nette, va sottolineato come nei prossimi anni occorra sviluppare una cultura manageriale inerente a
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questo settore: occorre formare manager in grado di leggere l’andamento dei mercati, e mettere in atto strategie che rispondano ai quesiti che oggi rappresentano uno dei freni per l’imprenditore italiano. Internazionalizzazione commerciale: rischi e opportunità dei nuovi mercati Negli ultimi anni le rotte commerciali delle merci italiane hanno subito un progressivo spostamento a causa di un contesto economico, sociale e politico globale in continua evoluzione. Sebbene oltre il 50% si riversi ancora nei paesi dell’Unione Europea (in particolare Germania, Francia e Regno Unito), altre aree extra-UE rappresentano la nuova frontiera del made in Italy. Stiamo parlando di Africa, Medio Oriente, Asia e Americhe. Per quanto riguarda le Americhe, gli USA rappresentano il terzo partner commerciale italiano con un incremento delle vendite trainato dalla meccanica. In Asia l’export nostrano è cresciuto in modo esponenziale in Cina (+9,5%), seguita da Giappone e paesi membri dell’ASEAN sia per i beni di consumo (tessile, alimentare, manufatti vari) sia per i
beni strumentali. In Africa il grosso delle transazioni commerciali avviene al nord con Libia, Algeria, Tunisia e Marocco. Se fino a qualche tempo fa investire in mercati così lontani era fuori discussione, in particolare per le PMI, oggi la distanza, quale fattore frenante, sta progressivamente venendo meno. Queste economie emergenti rappresentano infatti fonti di guadagno notevoli per chi intenda internazionalizzarsi. Tuttavia, allargare il proprio export nei paesi in via di sviluppo significa andare incontro a problemi oggettivi legati a dove e come esportare. La ragione prima è che i settori merceologici dell’export (meccanica, alimentare, moda, arredo) si sono arricchiti di un forte valore aggiunto grazie alla progressiva specializzazione e innovazione e sono di conseguenza acquistabili dal ceto medio/alto dei grandi centri urbani. A livello di marketing operativo, l’internazionalizzazione italiana si caratterizza per una forte dipendenza da canali distributivi esteri: il prodotto quindi non arriva direttamente al consumatore ma si ferma al distributore locale della città che si occuperà di rifornirlo poi alla periferia. L’azienda italiana subisce così
una perdita in termini strategici: non controllare la fase distributiva significa perdere di vista i potenziali futuri clienti e di conseguenza non essere in grado di attuare strategie di posizionamento.
direttamente proporzionale al crescere delle stesse: 2,1% per le piccole imprese (meno di 50 addetti), 9% per le medie (50-249 addetti) e 18,1% per le grandi (250 e oltre).
Internazionalizzazione produttiva: rischi e opportunità L’altro macro-settore di cui si compone l’internazionalizzazione è la delocalizzazione, ovvero la dislocazione di una parte della produzione all’estero che può assumere varie forme in base alle capacità economiche delle imprese: • gli investimenti diretti all’estero (IDE) che comprendono le acquisizioni di quote d’imprese straniere già operanti – mergers & acquisitions - o la costituzione ex novo di unità produttive – greenfield • forme intermedie – chiamate anche strategie di internazionalizzazione leggera – che vanno dagli accordi di tipo commerciale o tecnico-produttivo ai progetti di collaborazione più strutturata come le joint ventures. Tuttora la produzione all’estero è un’attività svolta da poche imprese (nel 2011 erano solo il 2,3%) e aumenta in maniera
Allo stesso tempo la dimensione aziendale è la variabile chiave che determina le modalità di delocalizzazione: quasi i due terzi delle grandi imprese usa gli IDE come forma di internazionalizzazione produttiva e nel periodo 2007-2013 ha progressivamente spostato la propria direttrice geografica dai paesi dell’UE a quelli oltre-oceano, in particolare Asia Orientale e Americhe. Le PMI, di converso, prediligono strategie di internazionalizzazione leggera favorendo un modello di localizzazione gravitazionale, ovvero scegliendo di delocalizzare nei mercati geograficamente più vicini (Europa dell’Est; sponde meridionali e orientali di Mediterraneo e Medio Oriente) per abbattere i costi legati a questo tipo di attività. Quali sono le opportunità e i rischi dell’internazionalizzazione produttiva
rispetto a quella commerciale? Dislocare una parte della produzione all’estero significa prima di tutto apportare innovazioni di prodotto, di processo, organizzative e di marketing alla propria attività. In secondo luogo relazionarsi con imprese e istituzioni locali. Last but not least, avere il presidio geografico dei mercati è la premessa di base per un’ulteriore espansione dell’attività in loco. Di converso i rischi della delocalizzazione variano in base alle imprese: l’ostacolo principale per le aziende che ancora non hanno delocalizzato sono di carattere endogeno: necessità di rimanere vicino ai clienti attuali e costi maggiori dei benefits attesi. Per le aziende che si sono già internazionalizzate a livello produttivo si tratta di rischi esogeni legati a barriere legali o amministrative e barriere linguistiche o culturali. Le politiche governative per l’internazionalizzazione “2015, l’anno del made in Italy” è il titolo delle 19 pagine del Piano straordinario per il rilancio dell’internazionalizzazione dell’Italia presentato dal vice ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda
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SPECIALE MANAGER e che prevede una serie di iniziative per aumentare la presenza all’estero delle nostre aziende: • ampliare fino a 22.000 il numero di nuove imprese esportatrici nel 2015 sfruttando le occasioni di accordi commerciali di libero scambio con altri paesi, come il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTip) in via di negoziazione con gli USA. • Potenziare i servizi finanziari di supporto all’internazionalizzazione (SACE, SIMEST, CDP) • Sfruttare l’Expo 2015 come occasione di rilancio e promozione del sistema produttivo italiano, del nostro turismo, della nostra immagine nel mondo. • Managerializzare le PMI esportatrici formando fino a 2000 manager in cofinanziamento con le Regioni • Rilanciare l’e-commerce I risultati del piano parlano di numeri promettenti per la crescita economica del nostro paese: 50 miliardi di export in più nel 2016.
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Sida Group: il match perfetto tra aziende e manager Come si evince dal quadro delineato fino ad ora, la globalizzazione ha reso l’internazionalizzazione l’unica via percorribile per le aziende che intendano aumentare i propri profitti nel lungo termine. Questo è stato recepito anche da Sida Group, divenuta portavoce di aziende che spesso sono frenate dall’intraprendere questo salto di qualità per paure che nascono dalla mancata conoscenza del mercato in cui si va ad operare e/o dalla mancanza di un elevato grado di expertise. Il Gruppo Sida ha così creato un incubatore in cui far confluire manager a supporto delle aziende nel processo di internazionalizzazione produttiva e commerciale. Si tratta di specialisti con comprovata esperienza pluriennale pronti ad affiancare le imprese in tutte le varie fasi che compongono questo percorso: dall’analisi di mercato per scegliere la destinazione di sbocco ideale del settore merceologico di riferimento; alla
creazione del business plan, la fase più delicata in cui vengono definiti gli obiettivi economico-finanziari da raggiungere in un certo lasso di tempo e le rispettive strategie di attuazione; fino al marketing operativo inerente ai canali distributivi attraverso cui commercializzare il proprio prodotto all’estero. Come recita la frase romana scritta sulla soglia di Villa Palombara in Piazza Vittorio a Roma “Si sedes non is”, chi si siede non va avanti, metafora della vita che incita a proseguire nonostante le avversità, allo stesso modo Sida Group incoraggia e fornisce alle aziende gli strumenti per scoprire ed aprirsi a nuovi mercati come il mezzo per andare avanti e rilanciare la nostra economia nazionale.
Elisa Treppaoli Academy Management Sida Group Area Internazionalizzazione
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SPECIALE MANAGER
Nasce il master per il settore immobiliare (Real Estate) Il mondo immobiliare sta cambiando, i valori si sono resi incerti, le decisioni di investimento difficili. Presto ci sarà una ripresa ma in un quadro di mercato mutato e molto più complesso vi è la necessità di una professionalità nuova e più preparata
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l futuro del settore immobiliare dipende in maniera inequivocabile da quelle che saranno le visioni imprenditoriali sulle nuove tecnologie, le politiche di incentivi comunitari sulla riqualificazione dei centri urbani e la consapevolezza dei proprietari immobiliari delle strategie da attuare per non svalutare il patrimonio fino ad ora accumulato. L’avvento della tecnologia in tutti gli ambiti immobiliari, dalle tecniche costruttive allo smart living nelle abitazioni e nelle città, se non applicata e sostenuta da strategie imprenditoriali chiare e politiche di incentivazione, non potrà svolgere il suo ruolo a rilancio del settore. Il mercato immobiliare italiano è formato per il 55% da edifici con più di 40 anni. Caratteristica, questa, che porta, e porterà sempre di più, ad una svalutazione dello stesso se non si farà tesoro delle innovative tecnologie costruttive e di gestione delle risorse energetiche applicate alle nuove costruzioni maturate negli ultimi anni. I dati in nostro possesso sono impietosi e devono essere utilizzati come leva per far innescare quel
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processo di sviluppo manageriale ormai imprescindibile, per rimanere al livello dei grandi players mondiali. Per far fronte a tutte queste incognite occorre formare una classe dirigente in grado di interpretare le molteplici sfaccettature del mercato immobiliare, dotandola degli strumenti necessari per raggiungere performance di alto livello. A questo proposito è stata progettata la nuova edizione del Master di alta formazione manageriale nel settore Real Estate (Master in Real Estate Management), in partenza il 26 settembre prossimo, nuovo punto di forza della formazione specialistica e manageriale di Insieme srl (specializzata in M&A e formazione in management per professionisti) in collaborazione con Sida Group (Servizi Integrati di Direzione Aziendale) e ISD (Istituto Studi Direzionale – Settore Business School specializzata in formazione manageriale). Il Master prevede un percorso formativo di 128 ore che consentirà ai partecipanti di acquisire gli strumenti e le competenze tecniche necessarie per conoscere,
comprendere e gestire il mercato immobiliare nel complesso, mediante l’utilizzo di avanzati strumenti per la valutazione immobiliare, per l’ottimizzazione della gestione degli attivi immobilizzati e della M&A di immobili, e criteri manageriali innovativi per la presa di decisioni e progettazioni in presenza di investimento. Potenzialità delle competenze acquisite Il taglio tecnico-pratico, valorizzato da incontri con opinion leader del settore immobiliare, rende il Master spendibile sul mercato del lavoro, consentendo un posizionamento trasversale nel settore, formando i futuri manager funzionali per varie tipologie di aziende, quali: Property Company, Management Company, Imprese di costruzioni, Fondi immobiliari e Developer, Divisioni Real Estate di Istituti Finanziari, Società Industriali e Finanziare, società di consulenza immobiliare, professionisti del settore (ingegneri, geometri, architetti, commercialisti, avvocati), attori e player del mercato. Il Master in Real Estate Manager è la risposta di Insieme srl, in collaborazione
con Sida Group, alle sfide poste dall’avvento della crisi del settore e la prepotente introduzione di nuove tecnologie costruttive nella filiera immobiliare, che hanno evidenziato l’esigenza di uno sviluppo imprenditoriale completamente diverso e molto più sofisticato, incentrato su capacità di innovazione ai massimi livelli. AGEVOLAZIONI Per agevolare la partecipazione delle imprese e dei liberi professionisti e ottimizzare il percorso formativo, è possibile frequentare singoli moduli del Master, tarando, in questa maniera, la formazione sulle specifiche esigenze del beneficiario. Sono previste, inoltre, borse di studio totali o parziali, tirocini e voucher formativi per la partecipazione. Accanto al Master le società promotrici offrono ai partecipanti il supporto consulenziale del suo staff di professionisti per affiancare l’introduzione nel mercato lavorativo tramite collaborazioni con le numerose aziende che operano nel settore. Un connubio, quello della formazione
tecnica e della consulenza e collaborazione post-master, che rappresenta un valore aggiunto all’offerta. PROGRAMMA DEL MASTER Mod. 1- Principi di economia immobiliare Mod. 2- L’organizzazione dell’azienda immobiliare Mod. 3- Il bilancio immobiliare e i costi dell’azienda immobiliare Mod. 4- Valutazione economica dei beni immobiliari: gli strumenti operativi Mod. 5- Real Estate Finance: il processo decisionale, il pricing e le metodologie di reperimento delle risorse Mod. 6- Marketing e comunicazione nel Real Estate Mod. 7- Strategie, organizzazione e processi per l’attività realizzativa di un edificio Mod. 8- Il diritto immobiliare: acquisizione, dismissione e valorizzazione degli immobili Mod. 9- Sicurezza e ITC nell’azienda immobiliare Mod. 10- Il project management Mod. 11- Le nuove tecnologie e i canali di capital gain tramite l’Energy Management
Mod. 12- Strategie e Real Estate Management Il master è rivolto a Property Company, Management Company, Imprese di costruzioni, Società immobiliari, Fondi immobiliari, Developer, Divisioni Real Estate, Società Industriali e Finanziare, Società di consulenza immobiliare, Agenzie immobiliari, amministratori condominiali, advisor immobiliari, Ingegneri, geometri, architetti, periti valutativi, commercialisti, consulenti aziendali, studi legali, notai, istituti finanziari, istituti bancari e assicurativi, nell’ambito di valutazione del patrimonio e della cessione del credito, amministrazioni pubbliche, laureati in economia e tutte le scienze economiche inerenti (management, credit risk, marketing, finanza), laureati in ingegneria civile ed industriale e laureati in giurisprudenza
Mattia Bocchini Insieme srl e Management Academy Sida Group Area Merger & Acquisition
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dossier
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edi to Il denaro parla in un “linguaggio che tutte le nazioni comprendono �
Aphra Behn
Scrittrice e drammaturga inglese 115
DOSSIER: CREDITO
“LA BANCA DEVE CAMBIARE COMPORTAMENTO” Le banche stanno assistendo ad un’evoluzione del proprio ruolo nella filiera della concessione del credito. La presenza sempre più massiccia del digitale, oltre alle direttive comunitarie e al mutamento nella domanda di credito da parte di aziende e privati, obbligherà inevitabilmente le banche a trasformare il loro approccio verso il mercato. L’intervista a Flavio Guidi di L. Radaelli
“P
rima del 2008, anno della crisi del sub-prime, il business bancario era concentrato nel concedere finanza al sistema reale. Eravamo in presenza di una domanda crescente e i mezzi finanziari si dimostravano competitivi nel sostenere la crescita. In questo contesto l’unica risposta strutturale e organizzativa del sistema bancario era stata quella della specializzazione, con attenzione diretta solo ad ottimizzare l’opportunità di una domanda in crescita”. Dottor Guidi, in termini pratici, qual era la missione degli istituti di credito prima del 2008? “L’attenzione era rivolta solo all’ottenimento del massimo risultato nel più breve termine. Le banche erano concentrate sui processi interni di massimo approvvigionamento e di massimizzazione della concessione, in quanto le alte condizioni di credito consentivano un’alta redditività. I 350.000 specializzati - il 2% della popolazione occupata nel settore, ndr - era specializzata nel raccogliere,
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a condizioni vantaggiose, le opportunità di una domanda, di aziende e privati, in espansione”. Com’è cambiato l’approccio al clienteconsumatore da parte delle banche da allora? “Ai tempi, anche prima del 2008, le banche puntavano su un’attività di front-desk, o sportello, capillare. È da ricordare che 200.000 addetti del settore si interponevano, ognuno, con 200.000 italiani adulti. La motivazione prevalente del comportamento degli addetti era quello di cogliere l’opportunità di raccolta e impiego alle migliori condizioni, ovunque. Era importante presidiare il territorio e cogliere nel miglior modo l’affare, con un atteggiamento opportunistico. L’attenzione riservata alle esigenze o caratteristiche del consumatore erano scarse, diretta conseguenza di una domanda elevata”. E oggi? “Oggi questa situazione si è letteralmente capovolta. La domanda si è contratta e i crediti dubbi nell’ultimo quinquennio
si sono quadruplicati, con conseguente chiusura della concessione di prestiti. La redditività bancaria, che si misurava con indicatori a due cifre, sì è gravemente compromessa e quest’anno si è toccato il massimo delle perdite cumulate nel settore. I volumi d’affari, in presenza di una più agguerrita competitività, spingono al recupero dell’efficienza, sia sul fronte della raccolta che dell’impiego, con conseguente contrazione degli organici per sostenere la redditività caratterizzata da una caduta libera”. Molte banche di nuova generazione, ma anche istituti storici, stanno seguendo la strategia della riduzione delle filiali sul territorio introducendo sistemi innovativi, quali l’home banking, in grado di garantire un rapporto banca-cliente personalizzato. Il mercato è davvero pronto per questo cambiamento? “L’introduzione di canali digitali e la conseguente presenza di sistemi regolatori rendono la gestione strategica e operativa sempre più complessa. Una vera rivoluzione del contesto che richiede cam-
biamenti radicali nel modello di business e nello svolgimento del ruolo (professione) del credito, che richiedono non solo investimenti finanziari, ma anche e soprattutto lo sviluppo di una cultura manageriale più sofisticata. La strategia del “cosa facciamo” dovrà convergere nella strategia del ‘come facciamo’”. La trasformazione deve partire dall’interno del settore del credito... “Bisogna immaginare una trasformazione del concetto di professionalità: non più un ambito rigido, opportunistico e chiuso sulle competenze caratterizzanti, ma un “laboratorio” volto ad integrare competenze diverse. Le azioni sul comportamento dell’offerta diventano centrali, secondarie quelle per innovare l’offerta con misure volte ad ampliare o arricchire i prodotti come maggior offerta, o procedure, o attraverso l’utilizzo di strumenti sempre più sofisticati di CRM. La qualità delle relazioni con il cliente e l’attività di ascolto delle reali necessità del cliente, costituisce il valore della funzione professionale”.
Il prodotto bancario, dovrebbe quindi passare momentaneamente in secondo piano per favorire l’aggiornamento degli esperti. Giusto? “La capacità di lavorare insieme in modo produttivo per la realizzazione di una progettualità sempre più complessa, è la base per il successo della banca futura. Tutti questi sono caratteri che, quanti operano in questo contesto, dovranno possedere. La complessità dei problemi che gli operatori bancari saranno chiamati a svolgere è aumentata. E’ necessario superare l’eccessiva specializzazione delle professioni, in quanto queste dovranno essere messe sempre più in continua discussione”. Quali saranno quindi i requisiti degli operatori bancari in futuro? “Dismettere quell’atteggiamento di chiusura nell’ambito della propria azione che produce rigidità verso le competenze acquisite e al tempo stesso promuovere un approccio aperto e multidirezionale, oltre che disponibile ad accogliere competenze proprie di altri ambiti professiona-
li, andare verso un approccio flessibile, capace di adattarsi alle esigenze e agli interessi del consumatore e al mutare delle situazioni. Un approccio coraggioso, capace di superarsi e di andare oltre le conoscenze apprese, al fine di sviluppare con continuità e competenza le pratiche di un comportamento innovativo”. Diventa centrale pertanto la formazione, non solo per apprendere concetti e saperli applicare, ma in primis “imparare per imparare”. Oltre alle competenze, un’attenzione particolare dovrà essere riservata al comportamento. Il nuovo paradigma dell’apprendimento sarà “forma mentis flessibile”, ovvero capace di mutare in relazione al modificarsi degli eventi.
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DOSSIER: CREDITO
"IL PROBLEMA È NELLA CARENZA DI DOMANDA DEL CREDITO" Nunzio Tartaglia, Direttore generale della Banca Popolare di Ancona: "il clima di fiducia è tale per cui si investe poco" di P. Duranti
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irettore, potrebbe tracciare un quadro della situazione creditizia degli ultimi anni? "Negli ultimi anni la dinamica creditizia nazionale e regionale è stata contrassegnata essenzialmente da tre fasi: ad un primo periodo, segnato dall'esordio dell'euro - parliamo quindi del 2002 - di generale euforia, ha fatto seguito una seconda fase, quella della crisi scoppiata nel 2008. Infine, a partire dalla fine del 2011 si sta lentamente e faticosamente aprendo un nuovo scenario". Lei ha parlato di "euforia" per definire il periodo che va dal 2002 al 2008. In che senso? "Nel senso che in quella fase il sistema
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creditizio fu caratterizzato da un'abbondante liquidità, che indubbiamente fu riversata all'esterno con eccessiva disinvoltura, soprattutto nel settore immobiliare". Fu un errore da parte delle banche? "Diciamo che l'immobiliare beneficiò maggiormente della situazione rispetto al settore produttivo, e tutto ciò finì per favorire spinte speculative. Ma era il trend del momento: quanti imprenditori abbiamo visto investire più sul mattone che nei settori in cui operavano le loro imprese? Certo, col senno di poi...". L'avvento della crisi cambiò lo scenario ... "Il periodo che va dal 2008 al 2012 è stato
estremamente delicato, durante il quale si è registrata una forte restrizione creditizia, come diretta conseguenza della diminuita capacità finanziaria delle banche nel loro complesso. Non è che non volessimo prestare denaro: il problema è che non ce n'era...". Arriviamo così all'ultimo biennio. "Da un paio d'anni la situazione sta fortunatamente cambiando, dietro la spinta propulsiva della Bce. Però, come accennavo prima, l'attuale fase stenta ad affermarsi. Ciò che si nota nitidamente è che il mercato si sta polarizzando: alcune banche sono uscite malconce dalla crisi, mentre altre sono riuscite a mantenere una certa robustezza".
Il Gruppo UBI in quale delle due categorie dev'essere inserito? "I numeri parlano chiaro: senza dubbio rientriamo di diritto nel secondo gruppo...". L'evoluzione del sistema bancario da Lei descritta quali ripercussioni ha prodotto sul tessuto imprenditoriale? "Oggi i criteri di erogazione creditizia sono senza dubbio più rigorosi rispetto al passato. Vorrei però aggiungere che oggi il problema principale non è rappresentato dalla mancanza di offerta, bensì dalla riduzione della domanda. Il clima di fiducia è tale per cui le imprese investono poco, e i privati continuano a non investire nell'immobile, che tradizional-
mente è la principale forma di investimento". Per incrementare la fiducia da parte di imprese e privati Lei cosa suggerisce a livello istituzionale? "Riduzione del carico fiscale, liberalizzazione del mercato del lavoro e consistente programma di investimenti pubblici, come avvenne con il “New Deal” americano post crisi del 1929 e il “Piano Marshall” in Europa nel dopoguerra”.
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DOSSIER: CREDITO
SCHITTONE: "OCCORRE UN NUOVO APPROCCIO DI TIPO CULTURALE" ML ha chiesto a Filippo Schittone, Direttore di Confindustria Ancona, di illustrare le ultime iniziative realizzate dall'associazione al fine di avvicinare imprese del territorio e banche di L. Osmani
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raramente si sono parlati con uno stesso linguaggio - sono chiamati entrambi a mutare radicalmente approccio l'uno verso l'altro".
Un cambio di passo improntato ad una maggiore dialettica? "Direi fondato su una maggiore chiarezza reciproca. In altre parole: il mondo del credito e quello delle imprese - che fino ad oggi, diciamolo francamente, soltanto
In che senso? "Partiamo dalla realtà, peraltro confermata da alcuni autorevoli dati ufficiali molto recenti: i segnali di risveglio della nostra economia appaiono tuttora estremamente deboli e la fatidica 'ripresa' dovrà necessariamente transitare attraverso alcuni fattori, tra i quali la leva creditizia risulta fondamentale. Ma purtroppo siamo ancora distanti da un equilibrio ottimale: da un lato le banche che stentano ad erogare finanziamenti, dall'altro gli imprenditori non sempre capaci di delineare un quadro complessivo della situazione della propria azienda".
irettore, da anni Confindustria Ancona sta riflettendo sui problemi avvertiti dal tessuto imprenditoriale locale sul fronte del sostegno creditizio, mettendo anche in piedi talune iniziative concrete. Oggi, anche alla luce delle note vicende che interessano l'assetto bancario regionale, qual è la Sua opinione? "Posto che il discorso è talmente complesso che non si può risolvere in un'intervista di pochi minuti, continuo a ritenere che occorra un cambio di passo nel rapporto tra banca e impresa".
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Quali potrebbero essere i rimedi? "Partendo da un approccio di tipo culturale, è essenziale che questi due attori si parlino realmente e inizino davvero a fare le cose assieme. In tale nuovo contesto le associazioni imprenditoriali sono chiamate a giocare un importante ruolo propositivo, senza peraltro dimenticare la valenza strategica svolta direttamente da strutture ad esse aggregate, quali i Confidi". Sotto questo profilo Confindustria Ancona si è rivelata nel tempo sensibile alle esigenze delle imprese, e di conseguenza promotrice di valide iniziative sul territorio. Potremmo parlarne diffusamente: in questa sede mi preme capire qualcosa di più su una recente iniziativa volta ad avvicinare banche ed imprese, secondo lo spirito da Lei deli-
neato poc'anzi. "Suppongo che lei si riferisca al progetto I.Ba.N. (acronimo di Imprese Banche Network, ndr): è un'iniziativa articolata in più fasi, la prima delle quali ha consentito ai rappresentanti di otto istituti di credito di illustrare agli imprenditori le loro aspettative, in uno spirito di assoluta collaborazione. Pensi che nel primo incontro un esperto, a nome di tutte le banche coinvolte, ha affrontato alcuni aspetti di natura tecnica, questo per assicurare un unico linguaggio comune a tutti gli istituti; le fasi successive del programma, invece, si stanno concentrando a far conoscere meglio le imprese ai rappresentanti del mondo bancario".
smo" - termine che utilizzo ovviamente in senso atecnico e al solo fine di far comprendere a grandi linee l'importanza del fenomeno - che caratterizza le varie pratiche (istanze di finanziamento ed altre richieste avanzate dagli imprenditori). Troppo spesso le banche si trovano, anche per vincoli loro imposti, a non poter approfondire le singole situazioni: la storia dell'azienda, i possibili sviluppi, le criticità ... Il progetto I.Ba.N. si pone l'obiettivo, appunto, di rivedere tale prassi secondo percorsi condivisi, riportando per l’appunto gli uomini di banca all’interno delle aziende, consentendo loro di “fiutare direttamente” l’aria della fabbrica".
Non capisco... "Vede, attualmente un grosso problema è rappresentato da un certo "automati-
Poi c'è tutto il settore della finanza cosiddetta "alternativa". “E' un tema al quale come associazione
confindustriale non intendiamo rinunciare, continuando a promuovere iniziative finalizzate a far conoscere le nuove opportunità a disposizione delle imprese. La finanza cosiddetta strutturata è una via obbligata nella crescita del sistema industriale". Direttore, mi permetta un'ultima domanda. Lei prima ha accennato all'importanza dei Confidi: è anche vero però che sono usciti da questi ultimi anni di crisi con qualche livido... "Indubbiamente, anche se forse il nostro ha sofferto meno di molti altri. Per Confindustria Ancona è e rimane uno strumento irrinunciabile, proprio per il ruolo di pronto soccorso che svolge a supporto delle aziende".
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DOSSIER: CREDITO
LE BANCHE (ERRARE HUMANUM EST…) Con il passare delle settimane, tra una riforma, un accenno di ripresa (probabilmente solo fisiologica, ahinoi), chiusure, acquisizioni e agitazioni sindacali, l’attenzione dell’opinione pubblica è sempre più concentrata su quello che potrebbe o dovrebbe essere il ruolo delle banche, su come dovrebbe cambiare il loro approccio al cliente, quali siano i sentieri della finanza alternativa. La sensazione dominante è sicuramente di sfiducia, ma forse non tutti i frangenti della storia sono chiari parimenti a tutti
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e banche hanno sicuramente ricoperto un ruolo pressoché fondamentale ed insostituibile nelle cronache di questi ultimi anni: un po’ causa del dissesto complessivo, un po’ capro espiatorio dello stesso, sicuramente vittime, ma anche complici della madre di tutte le crisi. Ma al di là di qualsiasi discorso del genere, che tra l’altro, trattando meramente del passato, non lascia molto spazio alle proposizioni, occorre capire meglio cosa sia effettivamente accaduto per poter intuire e delineare il ruolo e l’atteggiamento degli istituti bancari nel futuro della nostra economia. I mercati bancari hanno sofferto per pesanti criticità dispiegate su almeno tre
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distinti fronti: il problema della liquidità, il funding gap, il deterioramento del credito. Vediamo sinteticamente di cosa si tratta, senza scendere troppo nelle meccaniche più tecniche, ma cercando di presentare in modo oggettivo il quadro della situazione. Prima del 2007 era relativamente facile attuare molti più impieghi rispetto alla raccolta, grazie al ricorso sistematico della raccolta stessa tramite l’emissione di bond sui mercati internazionali: con un ciclo a cadenzatura mediamente triennale, il rendimento dei generati impieghi economici, rispetto al costo di dette emissioni, garantiva un margine molto interessante, privo di altri costi
(personale, ecc.). Di base, si innescava anche un meccanismo di creazione di valore che aveva i connotati della speculazione. La miccia si è accesa con le prime incrinature delle bolle speculative verificatesi proprio nel 2007, mentre il barile è esploso nei due anni successivi, a partire proprio dal 2008: l’innalzamento degli spread dovuto alla difficoltà del sistema di rinnovare e/o emettere altri bond sul mercato ha sostanzialmente drenato liquidità e ha impedito il ripetersi efficiente dei cicli, generando un’onda lunga che avrebbe destabilizzato pesantemente gli equilibri degli istituti. Il secondo scossone ai bastioni bancari arrivò poco dopo: il nuovo regolamento imposto proprio per evitare continue
manovre speculative stabiliva infatti che le potenzialità di impiego complessive venissero calcolate tenendo conto solo della raccolta retail (i normali correntisti, persone fisiche e dalle risorse limitate) e private (facoltosi privati cittadini con consistenti depositi), escludendo quindi tutta quella corporate (le aziende) e quella indiretta attraverso i bond. Secondo questi nuovi parametri, è stato stabilito il termine ultimo per il riequilibrio di raccolta e impieghi entro il 2017, con le banche impegnate a riquadrare i propri bilanci secondo criteri assolutamente restrittivi rispetto al passato, in pratica rivoluzionando la loro fisiologia tradizionale. Il terzo ed inevitabile punto di discontinuità è provenuto dal dissesto del tessuto
economico, che ha dequalificato il credito, ha fatto chiudere numerose aziende, ha generato insolvenze a catena, ha aumentato drammaticamente il carico di rischio annesso ad ogni realtà in contatto con la banca. La somma di questi tre eventi ha i connotati del cataclisma per chi la vive, sia direttamente che indirettamente. Ma a questo punto c’è da capire cosa ci aspetta per il futuro. La BCE ha promesso di inondare di nuovo il mercato di liquidità (a tassi pressoché nulli), a patto che le banche si concentrino sull’economia reale. La quale, ovviamente, dovrà e potrà rivolgersi al sistema bancario solo per finanziare l’attivo di bilancio, non il passivo. In altri
termini, si dà per scontata una richiesta di credito che abbia le caratteristiche per essere accolta. Questo, comunque, è un segnale molto forte e positivo, ma che deve indurci ad una riflessione, che verta sulla ragione profonda di questa raccomandazione e se essa verrà effettivamente rispettata. Il problema annesso all’economia virtuale è che essa è, in parole spicciole, “più veloce” di quella reale: mentre un bene ha fisicamente e funzionalmente un determinato ciclo di vita, a cui è legata una determinata utilità, anche economica, e mentre ha bisogno di essere fisicamente trasportato attraverso canali tradizionali e spesso onerosi, nel mondo virtuale ed informatizzato della finanza pura, esso
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DOSSIER: CREDITO
stesso può essere negoziato e transato più e più volte nello stesso lasso di tempo, “trasportato” istantaneamente attraverso le autostrade digitali, generando valore in modo esponenziale e apparentemente più facile. Il concetto può essere sfuggente, ma tutto verte sul fatto che attraverso l’economia finanziaria si parla solo di proprietà e possessi, presenti e futuri, di condizioni di pagamento e di perfezionamento dei contratti, nonché di creazione ed emissione di prodotti derivati che possano fungere da clausole assicurative o, come è accaduto fin troppo spesso, da strumenti puramente speculativi. E in un mondo in cui tutto dovrebbe essere solamente sottoposto alle logiche
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della trasformazione, la creazione è una tentazione fin troppo suadente. Tanto è vero che la sensazione che giunge chiara dai mercati statunitensi è che ancora si stia pensando in modo troppo sbilanciato al ricorso all’economia virtuale, lasciando poco più che briciole a quella reale.
simili eccessi che desta non poche preoccupazioni. Staremo a vedere, anche se, lasciandosi andare solo per un istante ad un velo di pessimismo, sembra che neanche la madre di tutte le crisi del mondo moderno sia stata maestra di vita totalmente efficace.
Attenzione però a criminalizzare senza appello quell’ecosistema e i suoi prodotti, perché ciò che è sbagliato è il loro abuso: se in passato, col loro primo vero ingresso e col fenomeno connesso della “finanza creativa”, l’errore poteva essere tutto sommato plausibile (benché poi esasperato nelle sue conseguenze), è il reiterare ancora oggi simili dinamiche e
Michele Barchiesi Corporate Finance Creazione d'impresa, Ricerca e Innovazione m.barchiesi@sidasrl.it Tel. 071.28521
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“ La città di Sinigaglia da questa radice de' monti si discosta poco più che il tirare d'uno arco, e da la marina è distante meno d'uno miglio. A canto a questa corre un picciolo fiume, che le bagna quella parte delle mura che in verso Fano riguardano. La strada per tanto che propinqua a Sinigaglia arriva, viene per buono spazio di cammino lungo e monti, e giunta a el fiume che passa lungo Sinigaglia, si volta in su la man sinistra lungo la riva di quello; tanto che, andato per spazio d'una arcata, arriva a un ponte el quale passa quel fiume e quasi attesta con la porta ch'entra in Sinigaglia, non per retta linea ma transversalmente. Avanti a la porta è un borgo di case con una piazza, davanti alla quale l'argine del fiume da l'uno de' lati fa spalle”
Niccolò Machiavelli Storico e scrittore
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Ph. Giorgio Granatiero
FOCUS guida
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FOCUS: GUIDA SENIGALLIA
Senigallia, la città che risorge C
Ph. Giorgio Granatiero
on queste pagine inauguriamo l'appuntamento con un focus che vedrà ogni mese protagonista una delle città marchigiane. Dopo avervi raccontato e descritto, nei mesi scorsi, le cinque provincie, ci addentriamo in una nuova avventura alla scoperta delle meraviglie sparse nel territorio, raccontate dalle voci di autorità, artisti, imprenditori, sportivi e scrittori locali. Cominciamo con Senigallia, città simbolo del coraggio e del riscatto dei marchigiani, che dopo l'alluvione che l'ha colpita lo scorso maggio si è rialzata più forte e più bella di prima.
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Un viaggio tra le sue bellezze architettoniche e paesaggistiche, che cerca di catturare l'anima della città, attingendo alla sua storia e alle sue peculiarità, descritte da chi Senigallia la vive, la ama, la conosce. L'arte, lo sport, la storia, il turismo, ma soprattutto la fotografia, vero fil rouge per descrivere la città dalla spiaggia di velluto, la città di Mario Monicelli.
Dal 29/08/2014 sono aperte le iscrizioni al corso:
TECNOLOGIE DI RICEZIONE (HOSPITALITY MANAGER. SALES & MARKETING: DALL’OTTIMIZZAZIONE DELL’OFF-LINE ALL’IMPLEMENTAZIONE DELL’ON-LINE 3.0) Scheda n. 179571 (Pesaro) - Scheda n. 179574 (San Benedetto del Tronto) Autorizzato e finanziato con D.D.P.F. Turismo commercio e tutela dei consumatori N. 820/CTC del 13/12/2013
SOGGETTO PROPONENTE: GGF GROUP SRL VIA I MAGGIO 156 – 60131 ANCONA (AN) OBIETTIVI DEL CORSO Il progetto si pone l’obbiettivo di aggiornare gli operatori del settore turistico nelle seguenti attività: RKCPKƒECTG KN NCXQTQ FGN RGTUQPCNG XGTKƒECPFQPG INK UVCPFCTF FK SWCNKVȃ GF KN TKURGVVQ FGNNG RTQEGFWTG FGƒPKVG EQP NC &KTG\KQPG KPVTCVVGPGTG TCRRQTVK EQP K ENKGPVK K HQTPKVQTK FK UGTXK\K G RTQFQVVK UEGINKGTG G KORQUVCTG VWVVG NG UVTCVGIKG QRGTCVKXG NGICVG CNNŨQURKVCNKVȃ IGUVKTG VWVVQ KN TGRCTVQ $CEM G (TQPV 1HƒEG 4GEGRVKQP JQWUGMGGRKPI HQQF CPF DGXGTCIG OCPCIGOGPV GEE IGUVKTG NG TKUQTUG WOCPG FGNNC UVTWVVWTC TKEGVVKXC UGEQPFQ NQIKEJG FK VGCO DWKNFKPI REQUISITI D’ACCESSO DESTINATARI: 0 RCTVGEKRCPVK P RQUVK TKUGTXCVK CNNG FQPPG EQP K UGIWGPVK TGSWKUKVK 1EEWRCVK PGN UGVVQTG KORTGPFKVQTK FKRGPFGPVK CRRTGPFKUVK NCXQTCVQTK UVCIKQPCNK NCXQTCVQTK CWVQPQOK FK UGVVQTG NCXQTCVQTK KP %+) G %+)5 EQORTGUK COOQTVK\\CVQTK KP FGTQIC NCXQTCVQTK EQPVTCVVK CVKRKEK 6KVQNQ FK UVWFKQ OKPKOQ &KRNQOC FK +UVTW\KQPG 5GEQPFCTKC 5WRGTKQTG 4GUKFGP\C Q FQOKEKNKQ PGNNC 4GIKQPG /CTEJG MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE .C RCTVGEKRC\KQPG CN EQTUQ ȋ EQORNGVCOGPVG )4#67+6# KP SWCPVQ ƒPCP\KCVQ FCNNC 4GIKQPG /CTEJG SEDE DEL CORSO: 'FK\KQPG 2GUCTQ (14/#%10( Ť 5VTCFC FGNNG /CTEJG 5EJGFC 'FK\KQPG 5CP $GPGFGVVQ FGN 6TQPVQ 5EJGFC DURATA CORSO: 0 QTG 'Ũ RTGXKUVC KPFKECVKXCOGPVG WPC NG\KQPG UGVVKOCPCNG FK QTG +PK\KQ EQTUQ 1VVQDTG (KPG EQTUQ &KEGODTG PROGRAMMA DIDATTICO 7% 14+'06#/'061 ' $+.#0%+1 %1/2'6'0<' 5+%74'<<# 57+ .71)*+ &+ .#8141 QTG 7% 58+.7221 &'..' %1/2'6'0<' /#0#)'4+#.+ QTG 7% Ť (4106 1((+%' #66+8+6#Ũ &'. 4'2#461 ' )'56+10' &'. 2'4510#.' QTG 7% Ť *152+6#.+6; 5#.'5 /#4-'6+0) /#0#)'/'06 QTG 7% Ť +. 9'$ /#4-'6+0) #22.+%#61 #. 5'6614' 674+56+%1 #.$'4)*+'41 QTG 7% &'56+0#6+10 /#4%*' QTG
SELEZIONI 0GN ECUQ KP EWK NG FQOCPFG FK KUETK\KQPG KFQPGG HQUUGTQ UWRGTKQTK CK RQUVK FKURQPKDKNK UK GHHGVVWGTȃ WPC UGNG\KQPG + ECPFKFCVK UCTCPPQ CXXKUCVK VGNGHQPKECOGPVG Q C OG\\Q RQUVC GNGVVTQPKEC EQP CNOGPQ IKQTPK FK CPVKEKRQ FGN IKQTPQ G FGNNŨQTC FK EQPXQEC\KQPG RGT NC UGNG\KQPG +P ECUQ FK CUUGP\C RGT KN IKQTPQ G NŨQTC UK RGTFGTȃ KN FKTKVVQ CNNC RCTVGEKRC\KQPG CNNC UGNG\KQPG G CN EQTUQ .C UGNG\KQPG CXXGTTȃ OGFKCPVG WPC RTQXC UETKVVC UQVVQ HQTOC FK VGUV C TKURQUVC OWNVKRNC 2GUQ RWPVK WP EQNNQSWKQ UWNNG OCVGTKG FGN EQTUQ UWNNC OQVKXC\KQPG FK RCTVGEKRC\KQPG CN EQTUQ G EWTTKEWNWO XKVCG 2GUQ RWPVK XCNWVC\KQPG FGK VKVQNK FK UVWFKQ G TGSWKUKVK RTQHGUUKQPCNK 2GUQ RWPVK OQVKXC\KQPG FK RCTVGEKRC\KQPG CN EQTUQ G EWTTKEWNWO XKVCG 2GUQ RWPVK XCNWVC\KQPG FGK VKVQNK FK UVWFKQ G TGSWKUKVK RTQHGUUKQPCNK 2GUQ RWPVK ATTESTATO FINALE # EQNQTQ EJG CXTCPPQ HTGSWGPVCVQ CNOGPQ KN FGNNG QTG FGN EQTUQ XGTTȃ TKNCUEKCVQ WP CVVGUVCVQ FK HTGSWGP\C 6% # 6'%01.1)+' &+ 4+%'<+10' SCADENZA E MODALITA’ DI ISCRIZIONE 2GT RQVGT HQTOCNK\\CTG NŨKUETK\KQPG ȋ PGEGUUCTKQ EQORKNCTG NC UGIWGPVG FQEWOGPVC\KQPG .C &QOCPFC FK KUETK\KQPG OQFGNNQ RNCEGOGPV #NN %QRKC FGN FQEWOGPVQ FŨ+FGPVKVȃ %WTTKEWNWO 8KVCG 'WTQRGQ %GTVKƒECVQ FGN %GPVTQ RGT NŨKORKGIQ EJG CVVGUVK NC EQPFK\KQPG FK QEEWRC\KQPG NCXQTCVKXC #VVQ PQVQTKQ TGUKFGP\C FQOKEKNKQ 6WVVC NC FQEWOGPVC\KQPG FQXTȃ GUUGTG URGFKVC C OG\\Q TCEEQOCPFCVC C T HCTȃ HGFG KN VKODTQ postale) o consegnate a mano entro e non oltre il giorno 26/09/2014 CN UGIWGPVG KPFKTK\\Q ))( )TQWR 5 4 . 8KC + /CIIKQ P 60131 Ancona 4KH 5EJGFC .C OQFWNKUVKEC ȋ FKURQPKDKNG UWK UGIWGPVK UKVK YYY IIHITQWR KV UG\KQPG PGYU YYY UKFCITQWR EQO UG\KQPG PGYU YYY EQPHEQOOGTEKQ CP KV UG\KQPG PGYU YYY HQTOCEQPH KV YYY KCNOCTEJG KV e presso i Centri per l’Impiego e gli Informagiovani. 3WCNQTC FCNNC FQOCPFC RTGUGPVCVC UK FQXGUUG GXKPEGTG NC OCPECP\C FK WPQ UQNVCPVQ FGK TGSWKUKVK FK COOKUUKQPG UK RGTFGTȃ KN FKTKVVQ FK RCTVGEKRC\KQPG CN EQTUQ 2GT KPHQTOC\KQPK 129 &T UUC .QTGPC 5CPVK /CKN N UCPVK"HQTOCEQPH KV 6GN
FOCUS: GUIDA SENIGALLIA
Bianco e nero, fango e una Reflex Due serie di scatti, in notturna e al chiaro di un nuovo sole, per raccontare l'anima della “Città della fotografia” di Giorgio Granatiero Ph. Giorgio Granatiero
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ur nascendo in periodi differenti del mio percorso fotografico ed essendo, per questo, lontane fra loro dal punto di vista estetico e compositivo, ciò che accomuna le due serie fotografiche che vi propongo è qualcosa di più del semplice formato o di una particolare scelta cromatica: è la voglia di raccontare. Infatti, essendo cresciuto con la Reflex fra le mani, era inevitabile che io imparassi a “pensare per immagini”1 e ad esprimermi attraverso la fotografia meglio di quanto facessi attraverso le parole. Questa dunque è la mia storia, la storia di un adolescente che trova nell’immagine il suo linguaggio e che tenta a modo suo di utilizzarlo per raccontare qualcosa che spesso non ha voce, che può essere descritto anche a parole ma non trova in esse la sua perfetta espressione. Quello che, sicuramente a fatica, cercherò di fare in questo articolo, dunque, è parlarvi di ciò che mi
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ha spinto a fotografare la città di Senigallia in queste due diverse situazioni: la prima volta in una quotidiana e silenziosa notte invernale e la seconda volta in occasione dell’alluvione. Alla semplice volontà di documentare nel primo caso la città e nel secondo caso l’evento, si aggiunge sempre qualcosa di più: quello che mi spinge a uscire di casa con lo zaino in spalla non è mai il solo intento documentario, ma la voglia di dare forma ad un’idea, è un'esigenza e una necessità. Fotografare diventa un veicolo per interagire e comunicare con chi mi circonda, come lo è lo scrivere per il giornalista o il dipingere per il pittore; per questo nessuna mia fotografia nasce a caso o per il semplice gusto di scattarla. In particolare le due serie fotografiche proposte in queste pagine vorrebbero dar risposta a due questioni che da sempre mi son posto sulla fotografia. Un professore una volta mi disse che
“l’uomo ha nel vedere che diventa guardare l’atto che lo fonda”2; penso che questa frase possa riassumere bene ciò che si nasconde dietro la serie intitolata “Notturno”, la prima di cui vi parlerò. È proprio nella differenza fra il vedere e il guardare che si racchiude il senso ultimo di questo mio lavoro. Ho quindi iniziato questo progetto chiedendomi come io realmente veda la città di Senigallia ed è stato così che mi sono accorto che le immagini realizzate dai fotografi che conoscevo non rappresentavano la mia idea della città, il modo in cui io la vedevo e il modo in cui io la vivevo. Spesso, purtroppo, si limitavano a raffigurare le sue grandi architetture, diventate ormai icone, riproponendole magari con un suggestivo effetto o da un particolare punto di vista, ma il risultato era sempre lo stesso e presentava una lacuna: non si offriva al lettore nulla che fosse in grado di fargli cogliere realmente l’es-
senza della città; ci si limitava a sintetizzarla nei suoi grandi monumenti. Ma in realtà Senigallia non si trova solo nei suoi monumenti, si nasconde invece in tutti quegli spazi che la cittadinanza vive ogni giorno senza però accorgersi della loro grande bellezza. Eccolo allora il vedere che diventa guardare, eccola quindi l’attenzione per le piccole cose che nella frenesia ci sfuggono ma che sono proprio quelle che caratterizzano una città. In questo credo che consista l’impegno del fotografo: mostrare attraverso le immagini ciò che lui solo è stato in grado di vedere, “avere nuove orecchie per una nuova musica, nuovi occhi per le cose più lontane, una nuova coscienza per le verità rimaste sinora mute”3. Un altro professore invece, quest’ultimo conosciuto solo attraverso la lettura, mi ha insegnato da fotografo, a mettermi da parte e a “rinunciare ad una rappresentazione troppo soggettiva e spesso
artificiosa in favore di una riproduzione apparentemente oggettiva della realtà, caratterizzata da un grande rispetto verso le cose”4. Siamo così arrivati alla seconda serie, quella che contiene le foto dell’alluvione, quella intitolata “Fango”. Già il titolo ci suggerisce l’idea di una città in ginocchio in cui i colori per qualche giorno sono scomparsi, sporcati da una pennellata omogenea e monocromatica. Fotografare l’alluvione non è stato facile: il disastro che percepivo tutto intorno mi spingeva ad accentuarne la drammaticità attraverso le fotografie, allontanandomi da ciò che invece sarebbe stato utile fotografare. È stato quindi solo con un certo sforzo che ho realizzato delle fotografie che, nei limiti del possibile, non danno un giudizio dell’accaduto ma lo raccontano con semplicità, lasciando a chi le guarda la possibilità di darne un’interpretazione in base alla propria esperienza. Chiudersi in una visione in-
trisa di pathos sarebbe stato fotograficamente un grande errore: l’elogio del dramma non avrebbe raccontato nulla più di se stesso e sarebbe apparso come una facile speculazione. Il mio progetto fotografico propone l’alluvione come un evento da superare e da cui partire per guardare avanti, come una striscia sottile nella profonda stratigrafia della storia di Senigallia. Porsi da parte, dunque, e raccontare l’accaduto come se visto dal buco di una serratura: è inequivocabilmente la via migliore per esprimere l’amore e il rispetto che provo per questa città e per la sua gente.
1 Luigi Ghirri, Kodachrome 2 Giovanni Chiaramonte, lezione Università di Bologna 3 Friedrich Nietzsche, L’anticristo 4 Gabriele Basilico, Leggere le fotografie
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FOCUS: GUIDA SENIGALLIA
Passeggiando per Senigallia, con una moderna “Beatrice” Abbiamo voluto scoprire l'anima più nascosta della “Città della fotografia” e così ci siamo rivolti a Simona Guerra, archivista e scrittrice, nipote del celebre maestro Mario Giacomelli. Le chiediamo un appuntamento in un luogo simbolo della città e sceglie il Foro Annonario. Di fronte a un via vai di tazzine da caffè inizia il racconto... di A. Dachan
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erché al Foro Annonario? “Perché è di grande suggestione. La sua forma circolare dà un senso di intimità. Qui il passato, presente e futuro sono in continuo dialogo: nei piani alti la Biblioteca custodisce la memoria; sulla piazza c’è il mercato; la sera, invece, il Foro ospita eventi di qualità. Mi piace fermarmi qui nei caffè, a pensare, scrivere e osservare la vita che scorre stando in disparte”.
Dopo l’estate, piena di baldoria, è come se si chiudesse un sipario e da settembre lo spettacolo rimane per pochi intenditori. Se sai apprezzare il silenzio, se sai godere di una colazione in un caffè al mare dove l’unico cliente sei tu e sulla spiaggia l’altro omino che ci passeggia è un puntino lontano, questa cittadina fa per te! Il mare d’inverno permette qualcosa di insolito all’uomo di oggi: guardarsi dentro senza distrazioni”.
Qual è il rapporto tra Senigallia e il mare? “Non sarebbe la stessa senza il mare e il fiume. Se vuoi vivere qui devi imparare a trattare col mare! Senigallia puoi idealmente dividerla in due: terra, acqua. Se preferisci l’acqua puoi andare sulla punta del molo, dove c'è la scultura Penelope di Senigallia: osservi la città in lontananza; se ne hai bisogno ti confessi col mare.
Quali sono le peculiarità di questa città? “Quelle, preziose, della provincia italiana. Ti permette di tenere a seconda delle stagioni un ritmo diverso, che quindi non stanca. Qui puoi capire bene cosa significa ciclicità delle stagioni, quella che gli antichi Greci chiamavano Airon. D’inverno la città non si spegne: cambia, con diverse opportunità da vivere in un tempo dilatato, senza stress. Un tempo molto creativo, dal mio punto di vista”.
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Viene definita la Città della fotografia: perché? “Per il patrimonio culturale ed umano lasciato da molti fotografi di qui, in primis Mario Giacomelli. Oggi però sarebbe più obiettivo parlare di Terra di fotografia: le Marche; anche perché la definizione di Città della fotografia questa reputazione, questa stima di cui Senigallia ha a lungo goduto, andrebbe coltivata se la si volesse davvero mantenere. Ciò, purtroppo, non si sta verificando da diversi anni. Il dibattito sulla fotografia è stanco e a volte monotono; si espongono troppo spesso gli stessi noti autori mentre magari non è semplice ottenere spazi pubblici adeguati per organizzare eventi più 'arditi' o per esporre lavori di autori che siano un po’…fuori dal coro. Trovo questo ristagno culturale grave e pericoloso perché abbassa inevitabilmente il livello e il contenuto culturale cittadino. Inol-
tre nuoce anche all’economia turistica dato che altrove, in regione, seguitano a espandersi centri di fotografia con identità sempre più forti e all’avanguardia. Per superare questa situazione non servono più soldi ma più idee e apertura mentale da parte delle istituzioni che dovrebbero considerare l’opportunità della buona reputazione non come un fortino da difendere, ma un giardino di cui condividere i frutti.
Stefano Mariani, Lorenzo Cicconi Massi, Giorgio Granatiero”.
Per questo ho fortemente spinto, da anni, assieme a Lisa Calabrese, perché si costituisse la Rete Fotografica Marche, oggi concreta, formata da realtà regionali di livello riunite in un intento: divulgare la cultura fotografica. Se ne sentirà presto parlare. E’ chiaro poi che non si può cancellare il passato e la dimostrazione di questa “indole fotografica” tutta senigalliese è ben visibile nella qualità del lavoro di diversi autori attivi oggi quali
Tra una spalata e l’altra, con quell’ironia tutta italiana, un gruppo di alluvionati ha perfino trovato il tempo per produrre la t-shirt 'Ammollo ma non mollo'. Il ricavato è andato in beneficenza. I senigalliesi avranno tanti difetti, ma quando fanno certe cose sono davvero eccezionali! Nell’alluvione metà della città è rimasta colpita e l'altra non è stata a guardare: da un lato c'era lo stordimento di chi aveva subito danni mentre dall’altra,
Cosa è rimasto dell'alluvione che lo scorso 3 maggio si è abbattuta sulla città? “Non potrò mai dimenticare quei momenti terribili, ma qui tutti siamo riusciti a risorgere dal fango, con coraggio. Nessuno è rimasto a piangersi addosso, né arrendersi.
una lucidità e una solidarietà indimenticabili. Questo è il ricordo bello che ho di quell’evento terribile. Dopo tre giorni che spalavo sono andata a fare un giro per le altre vie, così, per provare a distrarmi dal rinvenimento continuo di miei pezzi di vita da buttare. Giravo per strada e avevo le lacrime agli occhi a vedere la mia città, di solito bella, coperta di fango. Una città che amo, dove sono nata e dove diverse cose non vanno, come in altri luoghi, ma dove spero che le persone non smettano mai di impegnarsi per farle andare ogni giorno un po’ meglio. Mi chiedi se sono fiera di essere senigalliese: mi sento fiera di essere italiana!, perché la storia insegna che mille volte gli italiani sono riusciti a rinascere da… vari tipi di fango. Speriamo accada anche questa volta, nella mia città”.
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FOCUS: GUIDA SENIGALLIA
Gonne a ruota e capelli cotonati: Senigallia è anche Summer Jamboree Con una media di 10 mila spettatori ogni sera, la rassegna che celebra la cultura americana anni ’40 e ’50, si conferma regina incontrastata dell’estate marchigiana di V. Carboni
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ll’improvviso è arrivata la festa: la sentivi negli odori, la intuivi ancor prima di vederla. Come una macchia che si espande lentamente e che poi accelera: il Summer Jamboree è uno di quegli eventi cresciuti fino ad istituzionalizzarsi, fino a diventare sistema. Giunto alla XV edizione, il Festival ha catapultato una città intera nel clima della musica e della cultura Usa degli anni ’40 e ’50. Dal 2 al 10 agosto Senigallia è diventata il centro del mondo per rockabillIes e pin up. Una brezza leggera di abiti e accessori, di balli e sorrisi, di allegria al color di brillantina: se la musica detta il ritmo della rassegna è la gente a decretare il successo incontrastato del festival. Tra live, concerti e dj set (in totale 42 appuntamenti) hanno preso forza rock and roll, rockabilly, swing, blues, boogie, jive,
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lindy. Strepitosi gli ospiti di questa edizione: Ben E. King, James Intveld, Slim Jim Phantom, Violetta Zironi e tanti altri. Un’edizione dai grandi numeri, perché quest’anno il rock and roll ha spento ben 60 candeline e perché le presenze sono state davvero esplosive. “Una media di almeno 10 mila spettatori ogni sera e una punta di 30 mila per la grande festa hawaiana sulla spiaggia” – si legge in una nota dell’Ansa - . Il Summer Jamboree è una folla che balla e canta una colonna sonora che è diventata un rito collettivo, che si ripete ogni anno, ogni calda estate. “Un grandissimo evento - secondo il sindaco Maurizio Mangialardi - e una testimonianza ulteriore della capacità della città di rialzare la testa e ripartire dopo la tragica alluvione di inizio maggio che ha
provocato tre morti e centinaia di milioni di danni”. Di fatto è stata una festa nonostante il ricordo di quei giorni drammatici. E’ stata possibile e forse auspicabile, perché probabilmente ha fornito slancio e speranza ma soprattutto leggerezza. Senigallia ha mostrato una capacità straordinaria di riprendersi in mano la propria quotidianità, attraverso una forte rete di solidarietà ci è riuscita. La stessa umanità ha caratterizzato l’organizzazione della rassegna, che ha scelto per il terzo anno consecutivo La Lega del Filo d’Oro come partner etico. L’associazione – che da 50 anni si preoccupa di assistere, educare e riabilitare le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali – ha realizzato per la XV edizione del Summer Jamboree una lotteria anni ’50 con in palio bellissimi premi.
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FOCUS: GUIDA SENIGALLIA
“Il clou l'ho raggiunto con il team Bmw Oracle con il quale ho vinto la Coppa America nel 2010”
Da Senigallia a Luna Rossa Francesco Pizzuto, manager e campione del mondo di vela: “Il mare è il mio Maestro” di A. Dachan
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ome è avvenuto il suo incontro con il mondo della vela? “È una tradizione di famiglia, che si tramanda di generazione in generazione. Abitando sulla costa ho sempre avuto la passione per il mare. Mio cugino mi ha introdotto nel mondo della vela, coinvolgendomi nelle regate. Ho iniziato a circa sette anni per passione e non ho mai smesso, tanto che ho trasformato questa passione in un mestiere”. Nella vita di tutti i giorni di cosa si occupa? “Il mio lavoro è profondamente legato alla vela. Sono stato per anni socio di Vela Mania che opera nel settore e ora sono account manager per Southern Spars, una società neozelandese che costruisce alberi in carbonio per le barche a vela. Curo progetti speciali in ambito europeo. Ho maturato esperienza del mondo del
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rigging che è diventata la mia specializzazione. Come concilia lavoro e passione sportiva? “Nella mia vita lavoro e passione sportiva sono concatenati: sono presente nei campi di regata con racing team importanti. È come per la Formula 1: la messa a punto di una barca richiede la presenza di un team competente e poi di conseguenza spesso faccio parte dell'equipaggio durante la regata. Le competizioni sono senza dubbio l'esperienza in assoluto che ti dà più background tecnico perché la barca in quelle situazioni è al massimo della sua potenza”. Quali opportunità offre una città come Senigallia in questo ambito? “Come tutte le città di mare offre diverse opportunità. Io sono legato al club nau-
tico, ma la nostra città ne ha tre,con un fitto calendario di attività. Il nostro tratto di costa non offre isole o golfi, ma il sistema meteo-marino è buono per veleggiare e approfondire il piacere delle regate”. Cosa l'ha portata da Senigallia sulle imbarcazioni che competono a livello mondiale? “Sicuramente la passione. Il sacrificio, occhi e orecchie per imparare dai più esperti e crescere seguendo il vero Maestro, ovvero il Mare. Ho avuto diverse esperienze: il clou l'ho raggiunto con il team Bmw Oracle con il quale ho vinto la Coppa America nel 2010. Sono stato in team con tecnici blasonati, come con Luna Rossa con cui abbiamo vinto una competizione internazionale di barche d’epoca”. Può descriverci a grandi linee una regata?
“Le fasi fondamentali sono: la preparazione della barca, assicurandosi che il mezzo sia al massimo; la conoscenza dei competitors; la fase di start-up che prevede la definizione della strategia, di come muoversi e come gestire la competizione. Il momento principale è la partenza, che condiziona l'andamento di tutta la regata. Bisogna prestare grande attenzione alle manovre, sopratutto durante il giro di boa. L'errore di uno può compromettere il lavoro e la sicurezza di tutti”. Quanto conta il gioco di squadra? “È fondamentale: il feeling tra i membri dell'equipaggio è imprescindibile. Ognuno conosce il suo ruolo e quello degli altri e tutti si impegnano perché le manovre si svolgano alla perfezione”. Sul mondo del mare si raccontano tanti aneddoti: vuole raccontarcene uno vis-
suto in prima persona? “Ce ne sono molti; ricordo una volta, nel 2011, durante l'America's Cup Jubilee, mentre mi trovavo a bordo del Nyala con il team Prada, quando abbiamo incrociato, in prossimità del porto di South Hampton, una portaerei che procedeva nella nostra direzione; per alcuni istanti siamo stati presi dal panico, non capivamo cosa stesse succedendo solo perché in un secondo ci era girata la corrente in direzione contraria e più veloce della nostra velocità. Credevamo che ci sarebbe venuta addosso. Più divertente è stato invece un episodio accaduto in un momento di euforia del team, quando abbiamo buttato a mare l'ancora, che però non era legata”. Quali sono state le sue ultime imprese? “Dopo il Mondiale Orc di Ancona lo scorso anno, un infortunio mi ha tenuto fermo per circa un anno. Ho ripreso a luglio con
il team Luna Rossa vincendo il Mondiale a Barcellona”. A quali competizioni parteciperà prossimamente? “I calendari vengono ridisegnati a fine settembre; intanto ho già preso dei contatti con dei team di America's Cup”. In base alla sua esperienza, qual è l'insegnamento più grande che dà la vita in barca? “Quello della barca è l'unico sport che ti permette di confrontarti con due elementi naturali: il mare e il vento. Spesso sei da solo ad affrontare tutte le difficoltà. È dispensabile avere concentrazione, attenzione e rispetto per la natura. Non bisogna lasciare nulla di non controllato”.
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FOCUS: GUIDA SENIGALLIA
Una domenica di settembre a … di V. Baldoni
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a città di Senigallia non è solamente una città di mare che affascina per le sue spiagge vellutate, ma è anche una città d’arte che offre mille opportunità a chi vuole conoscere la storia delle Marche, visitare castelli, monumenti, musei o trascorrere una vacanza in una località che possa soddisfare molteplici esigenze. Come località turistica è rinomata dal lontano 1853, con i suoi tredici chilometri di sabbia dorata che si snodano lungo la costa Adriatica e si intrecciano oggi con una filiera di strutture ricettive di buon livello, tra hotel e spa, ristoranti tipici e locali notturni, animati da eventi estivi celebri in tutto il mondo. Ma non di solo mare vive chi si trova a soggiornare nella “Vecchia Gallia” (il toponimo ricalca infatti quello di Sena Gallica, l’antico nome latino in riferimento alla tribù dei Galli Senoni che fondarono la città e di cui ri-
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mane testimonianza dagli scavi archeologici sotto il teatro cittadino) ed è sufficiente passeggiare nel centro storico per rendersi conto che la nostra città riserva, come città d’arte, molte sorprese. E così abbiamo deciso di portarvi a spasso in una domenica di Settembre tra la storia, l’arte e la cultura che si intrecciano lungo le vie di Senigallia… Il primo contatto con il passato si ha percorrendo Viale Gioachino Antonio Rossini, dove possiamo ammirare la meravigliosa Rocca Roveresca, simbolo della città, e oggi sede di mostre temporanee ed eventi culturali. Voluta da Giovanni della Rovere, signore di Senigallia nel 1474, fu eretta dove già i romani anticamente avevano costruito un loro baluardo, probabilmente a scopo difensivo: di quest’antica costruzione poco rimane ed i soli resti visibili sono alcuni blocchi di tufo nella parete sinistra della corte.
E’ un monumento particolare perché racchiude due rocche l'una dentro l'altra: una più piccola e interna, riservata alla residenza dei signori, una più grande che circonda la prima, realizzata per scopi difensivi. Visitandola si nota che, nei secoli, la Rocca ha assolto a diverse funzioni: è stata una fortezza, una dimora signorile, un orfanotrofio nel 1631, un carcere, poi una scuola di artiglieria per volere di Guidobaldo Della Rovere. E’ possibile visitarla tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30: il percorso che si snoda attraverso le varie sale della Rocca, tra sotterranei, palazzo ducale, sale di rappresentanze e camminamenti esterni, viene accompagnato da supporti multimediali e audiovisivi che aiutano ad approfondire la storia di Senigallia e della famiglia Della Rovere. Di fronte alla Rocca sorge il Palazzo del Duca, oggi Municipio e Museo Arte Mo-
“Sinigaglia, sì bella a specchio de l’adriaco mare”
(G. Carducci, Giambi ed epodi, XXX)
derna a Senigallia. Nato come dimora di rappresentanza signorile per volere di Guidobaldo II della Rovere ha conservato un’imponente porta in pietra bianca e all’interno è possibile ammirare l’enorme soffitto in legno con dipinti di Taddeo Zuccari, pittore Italiano esponente del manierismo a Roma. Un tempo le parate e le esercitazioni militari a Senigallia si svolgevano nella piazza che circonda il Palazzo del Duca ed è per questo motivo che la cosiddetta “Fontana delle Anatre”, antistante il palazzo, si trova decentrata rispetto alla planimetria. Proseguendo a piedi per duecento metri arriviamo in Piazza Roma, dove spicca il seicentesco Palazzo del Governo, realizzato dall’architetto urbinate Muzio Oddi. Davanti al portico del Comune si trova una fontana con la statua del Nettuno, ribattezzato dai Senigalliesi “il monc’ in
piazza”. Alle spalle del Palazzo Comunale ci imbattiamo sorprendemente nella casa di Papa Pio IX, Palazzo Mastai: ebbene sì, Senigallia vanta anche la nascita di uno dei papi più famosi della storia, ultimo sovrano dello Stato pontificio prima dell’Unità d’Italia . All’interno del Palazzo è possibile ammirare gli oggetti preziosi a lui appartenuti e il Salone di rappresentanza, ornato di un ciclo di venti tele a soggetto biblico, opera del pittore senigalliese Giovanni Anastasi (1653-1704). Delle numerose chiese cittadine ne suggeriamo una in particolare: la Chiesa della Croce, a 50 metri da Palazzo Mastai. Entrando si rimane affascinati dall’interno così ricco di dettagli e dal soffitto a cassettoni tutto dorato. La chiesa inoltre conserva la famosa opera di Federico Barocci dal titolo “Deposizione”. Percorriamo il Corso principale e giungiamo al fiume Misa e ai Portici Ercolani,
che si caratterizzano per 126 arcate in pietra d’Istria. In passato erano il punto d’incontro dei commercianti, oggi sono diventati quasi una passeggiata che collega il Foro Annonario al Duomo di Senigallia. Il Foro è una maestosa struttura neoclassica in laterizio, a nostro parere la parte più affascinante di questa città, perché all’interno vi si svolgono le manifestazioni più importanti, dal colorato mercatino del pesce, della frutta e verdura, ai numerosi festival, spettacoli, fiere e concerti che riempiono di note e poesia la vita notturna della città. La nostra passeggiata non può che concludersi con un tuffo nell’antica tradizione culinaria della città: cucina di pesce abbinata a vini locali, piatti creativi o pizze con ingredienti selezionati possono esser gustati in tantissimi locali lungo la via litoranea di Senigallia.
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LIBRI
Gabriele Valli A ventun anni inizia la sua impresa con gli amici: parasoli in cartone per automobili. Oggi opera in diversi settori: ICT, consulenza, formazione, eventi, musica. Nel 2009 scrive "Questione di Stile - Libercolo sul Potere".
STARTÀPPATI Itinerari di viaggio per la tua startup. Il secondo libro di Gabriele Valli
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uesto libro, attraverso un linguaggio informale e spesso irreverente, propone un Viaggio unico nel mondo Start up, in cui il nuovo ‘imprenditore’ sarà uno dei protagonisti e dove il suo successo sarà misurato non dal numero degli articoli di giornale che citeranno la sua impresa, dai ‘round’ che questo chiuderà con gli investitori o da quanti soldi riuscirà a raccogliere per finanziare la sua fantastica impresa. Nel viaggio proposto da Startàppati, il protagonista ‘arriverà a dama’ per la sua capacità di tirare fuori un prodotto – servizio in grado di migliorare la vita di molte persone, compresa la sua, non tanto per i guadagni che l’autore si augura l’imprenditore otterrà ma, soprattutto, per quello che avrà imparato lungo il tragitto su se stesso, le persone e il mondo. A parte gli aspetti motivazionali e le qualità da coltivare per viaggiare bene con la
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start up, in questo volume si troveranno molte altre informazioni utili e strumenti per orientarsi al meglio in questo nuovo mondo. Quali? Il Business Model Canvas, la metodologia Lean Startup di Eric Reis adatta se l’impresa vuole crescere, fino alla quotazione in borsa, e l’approccio per gestire una Flip Stratup, l’impresa che ha come obiettivo un exit, successo, veloce. Leggendo questo libro, si avrà l’opportunità di approfondire la conoscenza dei personaggi che interverranno nella vita da startupper: soci, clienti, collaboratori e, dulcis in fundo, le differenti tipologie di investitori, comprendendo meglio i diversi punti di vista. Inoltre, si percorreranno insieme all’autore le diverse tappe del percorso di crescita della start up, sia nel early stage, fase iniziale, che nel later stage, quella
più avanzata, approfondendo gli argomenti della due diligence, la ‘via crucis’ obbligatoria nel caso in cui qualche investitore sarà intenzionato a finanziare l’impresa, e gli aspetti contrattuali del piano di investimento, investement agreement. Non ultime, verranno analizzate le tecniche utilizzate per valutare l’efficacia del progetto intrapreso. Il tutto per comprendere quali potranno eventualmente, e malauguratamente, essere le motivazioni di una fine prematura dell’avventura e cosa fare per prevenirla. Il viaggio dello startupper sarà probabilmente già iniziato quando troverà questo volume ma il suggerimento dell’autore è di godersi l’avventura senza la paura di sbagliare ne, tanto meno, di fallire. Come? Lo si capisce nell’ultimo capitolo, diventando un o startupper in Jazz, coltivando per se stessi quelle qualità che sono i principali ingredienti di ogni performance jazz.
LIBRI
Di normale niente di Rubina Carancini, edizioni Comunication Project
Z Biografia dell'autrice Insegnante entusiasta, discente famelica, scrittrice polipsicotica. Vincitrice recidiva del Premio Modello Pirandello, edizioni 2002 e 2003. Laureata in lettere moderne a Venezia, scrive fotografie e scatta racconti. È una di quelle persone che non hanno mai capito qual è la strada giusta. Nel cercarla, le piace perdersi. E raccontarlo.
oom in, zoom out, grandangolo, fisheye. “Di normale niente”. Questo libro non è un romanzo. Non sono poesie. È una serie di racconti veloci come fotogrammi e taglienti come schegge, istantanee rubate a personaggi e situazioni; storie di attimi trafugate in fretta. Ogni storia è una visione intensa, distorta, parziale. Niente è quello che è, tutto assume i colori e le forme dell’obiettivo che lo inquadra che, di volta in volta, ingrandisce un particolare e ne sfoca un altro, giocando a manipolare la realtà fino a farla diventare paradossale. In Furto Con Scatto tutto è possibile, plausibile, permesso. Le impressioni si prolungano in visioni, gli oggetti si animano e le anime si trasformano. Tragicità e comicità, lirismo e ironia, dolore e riso si mescolano insieme, poiché tutto è possibile, plausibile, permesso nell'unica e ultima realtà rimasta: quella interiore. Scrive Ilaria Crotti nella sua prefazione: “Come tessere di un mosaico progettualmente policromo, dove alternanze
e avvicendamenti si giustappongono a riprese e a interazioni, la scrittura delle prose che compongono questo volumetto è segnata da una controllata intelligenza della forma che precede di pari passo con l'esuberanza creativa delle idee. Leggerezza e densità che, assieme, vanno a disporsi su uno spartito dove le note gravi accanto alle lievi, i toni amari (non di rado drammatici), i timbri, talora dissonanti, talaltra armonici, tratteggiano un paesaggio espressivo i cui snodi sono segnati da una significanza perspicua”. Tratto dal racconto “Cronaca di un viaggio nello spazio”: “Noi non siamo cose belle. Forse, un tempo, lo eravamo. Anche tra di noi ci guardavamo poco. Invidio quello che sta meglio e temo quello che sta peggio. Domani potrei esserci io al suo posto. Ci si limita a galleggiare. Ogni tanto qualcuno si distrae e, galleggiando, si allontana. Abbandona l'astronave e, lentamente, comincia a fluttare nello spazio infinito, alla deriva”.
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Ph. Andrea Sestito
LUCI DELL A RIBALTA
L’arte di animare la sabbia “Imparare il più possibile per poter decidere cosa fare”. Questo il riassunto della storia di Silvia Emme, la ‘Sand Artist’ di Porto Recanati conosciuta in Italia e nel mondo per le sue straordinarie animazioni realizzate con la sabbia di L. Radaelli
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abbia? “Sì, sabbia. Rigorosamente la sabbia della costa marchigiana. Ogni spiaggia, nel mondo, è composta da un particolare tipo di sabbia. C’è quella più sottile del deserto del Sahara, quella più salina delle coste sarde, ma per le performance di Sand Animation è necessaria una sabbia il cui peso, spessore e colore non sono casuali, al fine di interagire nelle migliori condizioni, su una superficie luminosa, unico strumento, oltre alle mani, che utilizzo nelle mie creazioni”. Facciamo un passo indietro. Come sei arrivata a scoprire che un materiale così semplice, povero, possa dar vita ad una forma d’arte che racchiude così tante tecniche? “Mi sono avvicinata al disegno e alla pit-
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tura ad otto anni. Le immagini, e la comunicazione per immagini, fa parte di me. E’ stato il mio secondo linguaggio. Ho frequentato l’Istituto d’Arte di Ancona dove, al passo con l’evoluzione del mondo intorno a me, mi sono avvicinata alla grafica, quella dei computer, ma sentivo che mi mancava qualcosa, sentivo la necessità di tornare indietro. Non riuscivo ad esprimere ciò che volevo, o meglio, non come volevo. Così all’Accademia di Belle Arte di Macerata, ho sfruttato al massimo la possibilità di abbracciare i mondi della pittura, dell’affresco, del restauro. Volevo davvero imparare il più possibile per poter poi decidere cosa fare”. Ma arrivare a fare della Sand Art la propria espressione…come è accaduto? “E’ stato proprio all’Accademia, grazie
all’incontro e intreccio con altri talenti, che ho unito i punti. Le varie tecniche apprese negli anni e la passione in altre discipline di alcuni miei colleghi mi hanno permesso di intraprendere seriamente la strada della Sand Animation”. Sand Animation o Sand Art? “La sabbia ha senso, e comunica, se in movimento. Con le dita non le dò solo le sembianze di un fiore, di un volto o di un panorama. Essendo in continua trasformazione, traduco, interpreto concetti, idee e pensieri, attraverso immagini animate. È un’arte fatta di tante arti: il disegno, la pittura e il restauro, tra le discipline più antiche, la grafica e l’animazione tra quelle più moderne. Come il materiale che uso, in costante trasformazione, anch’io
Alcune delle performance di Silvia Emme L’ultima performance intitolata PEACE https://www.youtube.com/watch?v=d8JR4Cg3pLA Il 25 Giugno Silvia ha creato un video tributo per i 5 anni dalla scomparsa di Michael Jackson: “In memory of Michael Jackson” https://www.youtube.com/watch?v=ALR2acnqrvc Il 17 Maggio Silvia lancia il video “IDAHOT: a message for the World” contro l’omofobia con la voce di Matteo Osso https://www.youtube.com/watch?v=15so01kc1nQ
ho seguito l’evoluzione: materia primitiva e tecnologica”. Essendo animata, essendo live, nel senso di viva e dal vivo, la tua arte è, ogni volta, un pezzo unico… “Interpreto il testo o il concetto da animare sul momento, cercando di rispettare i tempi che mi vengono dati. Preparare il tavolo e pulirlo tra una sequenza e l’altra è velocità, precisione. L’unica cosa a renderla ‘eterna’ è poterla rivedere in video, ma quella è la tecnologia: è un ricordo di un momento passato, di quello che ho provato in un preciso istante. Sicuramente ogni performance, a differenza di quello che capita spesso con l’arte contemporanea, non sarà mai un ‘Senza titolo’: il messaggio deve arrivare chiaro e diretto, non mi piace l’idea di es-
“A tribute to Wicked” è l’ultima creazione di Silvia dedicata al musical Wicked in scena a New York e Londra. Il video ha riscosso un grandissimo successo sulle pagine ufficiali Facebook MIKA e Wicked e sui portali più prestigiosi di musical quali Broadwayworld.com, Todomusicales.com, Musical. it ed è stato ritwittato da numerosi protagonisti/ performer dello spettacolo stesso. http://vimeo.com/83218734
12 Novembre, è stato postato dagli stessi MIKA e Chiara nelle loro pagine Facebook ufficiali http://www.youtube.com/watch?v=bN3z-GRIv3Q LA LA LA (Brasil 2014) è il nuovo video di Silvia Emme sulla canzone di SHAKIRA dedicato ai mondiali di calcio 2014 https://www.youtube.com/watch?v=G3QbtkaiiRs
Il video “STARDUST”, dedicato e creato alla canzone di MIKA ft. Chiara ha superato le 316.000 visualizzazioni! Il video, uscito il
sere fraintesa!”. Che seguito ha la Sand Animation? “E’ una disciplina raggiungibile da tutti, quindi riesce a coinvolgere e incuriosire sia adulti che bambini, con un’unica differenza. Per i bambini il contatto e il maneggiare un elemento come la sabbia è naturale, diretto, spontaneo. Non sono stupiti dal suo utilizzo e tanto meno dalle forme che ne nascono, non ne hanno ‘paura’. Sugli adulti ha un fascino particolare: chiedono spesso di poter toccare la sabbia, quasi fosse magica, come se più che io a modellarla fosse la materia stessa ad animarsi tra le mie mani”. A quali eventi sei più richiesta? “Principalmente sono eventi aziendali: da lì l’idea che mi danno gli adulti quando
entrano in contatto con la Sand Animation. Inoltre, sta prendendo piede anche tra i cantanti che chiedono di realizzare i video per le loro canzoni con questa tecnica”. Uno dei progetti che più ti ha dato soddisfazione? “IDAHOT – STOP HOMOPHOBIA, una campagna contro l’omofobia. Forse proprio per la forza del messaggio il video ha fatto il giro del mondo in meno di 24 ore. Sinceramente, sono molto legata anche all’ultimo progetto che ho sviluppato: PEACE, che come IDAHOT tratta un argomento fin troppo attuale nel 2014: te lo avevo detto che la Sand Animation è comunicazione, no?”.
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CULTURA
SOGNI LUCIDI… IN MOSTRA Una strepitosa Lucia Giacani alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Jesina di nascita, vive a Milano e si occupa di fotografia dal 1998 di G. Bevilacqua
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anity Fair, Vogue, Kult, Posh, Must, Swindle Magazine. Una fotografa delle più prestigiose riviste di moda, con un’intensa attività espositiva nazionale e internazionale, è passata ad agosto negli spazi dell'ex Lazzaretto, la Mole Vanvitelliana di Ancona -dove passò pure Giacomo Casanova. Qui hanno trovato residenza temporanea le sue creature, a metà tra le fanciulle in fiore di proustiana memoria e identità evolute di una Silver Factory di Warhol. Giacani indaga le potenzialità espressive, fissandole come in una trasognata still da video. Non solo un patinato prodotto pubblicitario ma un'esplorazione di alto spessore. L'artista, infatti, gioca su accostamenti paradossali. Cito a mo’ d’esempio Under my skin (2013) e Cle-
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an inside (2014). Nel primo, apparso su “Vogue”, una straniante figura femminile appare in un algido laboratorio di anatomia animale, addirittura con un'acconciatura che ricorda striature di muscoli. Nel secondo, apparso su “Ten Project”, la modella con la mano discosta l'abito ma anziché mostrare il seno, vediamo un latteo cuore incastonato nella gabbia toracica. Visione onirica alla Tim Burton, che passa da un cromatismo pop a un color pastello in voga anche nel cinema (penso a You, the Living di Roy Andersson), da figurazioni flou (Virgo per “Vogue accessory”) ai b-movie o al burtoniano Willy Wonka de La fabbrica di cioccolato. Come non menzionare i perfetti tableaux vivant di Ddr, l’intelligente e severa visione filologica dello spionaggio come ne
Le vite degli altri di F. H. Donnersmarck. Come Empereur, che richiama l’epopea napoleonica, Ddr s’inserisce nella tendenza dell’arte attuale di misurarsi con il passato e la memoria storica. Giacani colpisce per la grande cura del progetto e dell'esecuzione, come pure per la capacità di interagire in un complesso lavoro d’équipe. La stessa espressione dei volti, quella che Plinio chiamava argutiae vultus, rivela una cura nei minimi dettagli, in cui fotografa e truccatore si fondono in perfetta sintonia. L'applicazione, cioè lo studio attento e continuo da parte dell'artista verso il procedimento esecutivo e l'aspetto estetico (come osserviamo nel meticoloso assettamento dei soggetti in posa), è dunque frutto di un’invidiabile acribia e
padronanza del mestiere. Nondimeno, il caratteristico della giovane artista jesina, non si ferma qui. C'è di più. Chi ha visitato la mostra ha percepito non solo un'evidente agilità tecnica e formale. Anche la moda nella sua leggerezza e follia (forse aveva ragione Oscar Wilde quando affermava che essa in fondo “ è una forma di bruttezza così intollerabile che siamo costretti a cambiarla ogni sei mesi”) nelle mani sapienti della Giacani può rappresentare uno scorcio di senso, di attesa d’interrogazione sull'uomo. Può sembrare azzardato assimilare la fashion photography a quella che il filosofo H. G. Gadamer chiamava “l'esperienza del tu” in cui è dato ascoltare l'appello dell'altro e lasciare che questi si affermi indipendente da me. A ben
vedere però le opere qui esposte sono propriamente ‘ritratti’. Non tanto “narrazioni in miniatura”, come nel caso di Joseph Koudelka ma scandaglio, ascolto, affermazione dell'altro -l'universo femminile? In questo ci ricordano le sofisticate messe in scena di un altro giovane emergente nel mondo della fotografia di moda, Mustafa Sabbag. Come pure le lolite iperreali e vintage di Francesca Tilio con il suo Holiday. Forse oggi c'è un interesse più severo nell'indagare il senso dell'uomo attraverso il suo volto: e qui potremmo allargare il discorso alla fotografia sociale di JR, con le istantanee di tutti gli abitanti di un sobborgo parigino o al lavoro di Gianfranco Baruchello con le fototessere dei ricercati dalla polizia negli anni ’30 e ‘40. Tornando alla mostra,
solo uno sguardo affrettato potrebbe pensare alla celebrazione di una bellezza ridotta a narcisismo e seduzione, a un delirio del corpo in cui l'individuo è non che la sua cute. Io credo che i sogni di Lucia, memori sicuramente della lezione di maestri come R. Avedon col suo Dovima con gli elefanti, siano davvero tanto più lucidi, quanto più ci premuniscono da una simile riduzione paventata in L'uomo di superficie dallo psichiatra V. Andreoli. La fotografia di Giacani in realtà evoca un di più di senso e profondità, che procede, seppur tra paradossi figurativi e fissità straniante dei suoi soggetti, per quella chiarezza che San Tommaso definiva come una delle proprietà del Bello in cui appare e sfugge il mistero e la pienezza dell’essere.
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CULTURA
‘Ritorno al futuro’ a Civitanova Marche per la seconda edizione di Futura Festival Obiettivo raggiunto per la kermesse che nutre la mente interrogandosi sul domani di S. Caporlingua
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ascerà e non avrà paura nostro figlio e chissà come sarà lui domani, su quali strade camminerà, cosa avrà nelle sue mani. Si muoverà e potrà volare, nuoterà su una stella… e se è una femmina si chiamerà Futura…» cantava Lucio Dalla nella famosa canzone da cui la manifestazione estiva trae il proprio nome. Dal 25 luglio al 3 agosto, la rassegna ha beneficiato della partecipazione di figure di primo piano del panorama artistico,
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letterario, scientifico, cinematografico: il filosofo Zygmunt Bauman, l’antropologo Marc Augé, il sociologo Derrick De Kerckhove, gli attori Alessandro Bergonzoni, Marco Giallini, il regista Paolo Virzì, i giornalisti Ernesto Galli Della Loggia e Gian Antonio Stella, il cronista sportivo Maurizio Compagnoni e il gruppo musicale Bandabardò, per citarne alcuni. Ogni ospite ha offerto una storia, un vissuto o un pensiero provenienti dalle proprie esperienze personali. Quod fuit,
quod est, quod futurum est (Ciò che fu, ciò che è, ciò che sarà – Seneca, De Brevitate Vitae) era la tag-line dell’edizione 2014: dieci giorni di appuntamenti ed incontri con le menti più brillanti del panorama nazionale ed internazionale che, attraverso la solidità del passato, hanno invitato ad una riflessione che coinvolge l’intera razza umana sulle ferite aperte di un presente che troppo spesso stenta a diventare futuro. Il festival aveva come scopo principale quello di interrogare il
domani con i grandi quesiti di ieri e che oggi non hanno ancora trovato risposta, utilizzando come punti fermi importanti opere letterarie: ‘Alla ricerca del tempo perduto’ di M. Proust, ‘L’educazione sentimentale’ di G. Flaubert, ‘Guerra e pace’ di L. Tolstoj, ‘La buona terra’ di P. Buck, ‘I nutrimenti terrestri’ di A. Gide, ‘Le città invisibili’ di I. Calvino, ‘Il pianeta irritabile’ di P. Volponi, ‘Le mots et les choses’ di M. Foucault, ‘L’uomo in rivolta’ di A. Camus, ‘Radici’ di A. Haley, ‘The soft machine’ di
William S. Burroughs, ‘Le ricordanze’ e ‘Storia dell’astronomia’ di G. Leopardi. Ognuno di questi importanti manoscritti contrassegnava le varie aree tematiche sulle quali vertevano i dibattiti, sviluppati alla presenza di un pubblico la cui affluenza è stata sempre consistente e partecipe. Le sedi degli appuntamenti erano dislocate tra l’incantevole borgo medievale di Civitanova alta e il centro della città. La manifestazione, organizzata dall’asses-
sorato alla cultura di Civitanova Marche con il patrocinio della Regione, da quest’anno vanta anche un gemellaggio con la “Festa di Scienza e Filosofia” di Foligno, a ulteriore riprova del ruolo di faro culturale che la città marchigiana è intenzionata ad assumere. Quindi appuntamento alla prossima estate, per l’edizione 2015 i lavori sono già in corso perché, per coloro che guardano al futuro, oggi è già domani.
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CULTURA
Johannes Genemans: la forza della scultura, l'intensità dell'amore Nato a Leiden, in Olanda, nel 1942, vive nelle Marche dal 1992. Artista di fama internazionale, inizia la sua carriera come stilista, disegnando calzature per prestigiosi brand italiani e internazionali come Hugo Boss e Mexx, per decidere poi di dedicarsi alla sua grande passione, la scultura tridimensionale di A. Dachan
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elle sue opere colpiscono l'eleganza e la delicatezza, la grazia dei movimenti scolpiti nella pietra e nel bronzo e l'intensità che esprimono gli sguardi, talmente vivi che sembrano liberarsi e superare ogni limite e ogni barriera materiale. Un'emozione forte, un sogno nascosto, la passione di un attimo, la naturalezza di un gesto semplice: in ogni sua figura Genemans riesce a raccogliere ed esprimere tutto il senso e la passione della vita. A lui si deve 'La rinascita del pescatore', suggestivo monumento diventato simbolo di Numana e altre incantevoli opere ispirate anche a personaggi della letteratura, come la protagonista di uno dei romanzi dello scrittore Cesare Baldoni. Cosa l'ha portata dal mondo della moda a quello dell'arte? “La passione, coltivata e cresciuta nel tempo. La scultura è la naturale conti-
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nuazione del mio impegno artistico, catturato in forme di bronzo e pietra. Nel '97, quando ho lasciato il mondo del design, ho deciso di dedicarmi alla mia passione, la scultura tridimensionale. Ho studiato scultura figurativa a Pietrasanta-Carrara e Ancona, dove ho potuto conoscere e apprendere l'arte del maestro Sandro Sansoni. Con le mie creazioni esprimo i miei sentimenti, il mio amore per la bellezza della vita e, in particolare, per il mondo artistico femminile”. Quando è stato il suo primo incontro con le Marche? “La prima volta che sono venuto nelle Marche è stato per lavoro. Avevo 25 anni e in Olanda avevo una boutique per calzature a cui avevo dato un nome italiano, 'Contessa'. Ho avuto l'occasione di incontrare alcuni commercianti italiani che volevano vendermi i loro prodotti e da lì è iniziata una collaborazione arti-
stica. Tempo dopo sono arrivato nelle Marche, il centro della calzatura in Italia per fondare la mia ditta di design, Euro Moda. L'amore per la Riviera del Conero mi ha spinto a concentrarmi nella zona, portandomi alla realizzazione di un sogno”. È stato amore a prima vista? “Sì. Ho amato subito i marchigiani, la loro dedizione al lavoro, la passione e l'intensità con cui si dedicano a ciò che fanno. Delle Marche mi hanno rapito i paesaggi che diventano fonte inesauribile di ispirazione, ma anche i sapori genuini, le tradizioni. Sono sempre stato un creativo e in questo contesto mi sento a mio agio, ispirato, appagato”. Quali sono i soggetti da cui trae ispirazione? “La mia ispirazione viene dal mondo nelle sue infinite sfumature, da soggetti
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CULTURA
DICONO DI LUI: “In Johannes Genemans c'è la maturità e la plasticità di uno scultore portatore di bellezza, in una narrazione estetica che pur assorbendo i canoni dell'ellenismo e rinascimentali dà all'uomo del terzo millennio la consapevolezza che quando la verità diventa poesia c'è arte”. Cesare Baldoni, 2010 “È un artista capace di lasciare un segno indelebile nel tempo. Un tempo che viene scolpito e racchiuso così all'interno di quella memoria collettiva da tramandare ai posteri”. Salvatore Russo in “I maestri del secolo 2013” “Trasferisce la propria creatività nella materia, strutturando figure plastiche perfette dal punto di vista tecnico e stilistico . Percorse da una femminilità sussurrata e piacevole, incantatrice, sono l'esaltazione della stessa idea della bellezza”. Sandro Serradifalco in “Avanguardie artistiche 2012” internazionali contattati via web o conosciuti di persona, in cui colgo poesia e sentimento e che diventano i miei modelli”. Vuole presentarci la sua ultima fatica artistica? “Si chiama 'Inter-cultura', è un'opera d'arte multiculturale, innovativa e scintillante, scolpita in bronzo eterno, che raccoglie giovani donne di diverse culture e diffonde un messaggio di pace universale. Rappresenta la speranza di una equa ripartizione di beni come petrolio e gas, il benessere mondiale inteso come tutela della salute e delle ricchezze della terra, dell'acqua e del cibo e la parità 150
tra uomini e donne come fondamento dei diritti umani. Sono sculture che rappresentano giovani mamme di diverse provenienze - indiana, africana, americana, giapponese ed europea , a cui se ne uniranno altre - che esprimono nell'opera il loro affetto, la loro unione, la loro responsabilità per un futuro migliore per il pianeta”. Un progetto in divenire quindi. Dove vengono esposte le sculture che ne fanno parte? “Sono state esposte nelle hall di diversi prestigiosi hotel delle Marche e della Riviera Romagnola. Il mio sogno è di portarle all'Expo 2015 di Milano. La Regione
Marche ha promosso l'idea, portandola alla Commissione di Milano che la sta valutando. Sarebbe davvero una bella soddisfazione, visto anche il tema scelto per quest'anno, perfettamente in linea con il messaggio che esprime questo mio ciclo di sculture”.
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CULTURA
Serra de’ Conti al buio: arte e cultura illuminano la “NotteNera” Lo scorso 24 agosto, quasi 4000 visitatori hanno invaso il borgo medievale dal tramonto all’alba per l’ottava edizione dell’evento di S. Caporlingua
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erra de’ Conti risparmia sull’elettricità con l’originalissimo festival che mette in relazione, in modo assolutamente innovativo, linguaggi creativi e arte moderna con le realtà e le comunità del territorio. Nelle vie e nelle piazze le uniche fonti di illuminazione erano minuscole lucine-guida a led e i riflettori accesi su artisti e opere, oltre al cielo stellato reso ancor più suggestivo proprio grazie alla geniale assenza di luci artificiali. L’itinerario si sviluppava all’interno delle antiche mura cittadine con spettacoli, concerti, installazioni, workshop e prime assolute. Il tema di quest’anno era “L’invisibile”. Secondo le parole della direttrice artistica Sabrina Maggiori «NotteNera riconosce le invisibili spinte al cambiamento sociale che vengono dal basso e che ri-
corrono alla creatività, alla condivisione, alla sostenibilità e alla fiducia per manifestarsi». Quindi largo ad energia e creatività, con oltre 30 manifestazioni suddivise in 4 categorie: Arti Visive, Arti Sceniche, Musica e Cinema, Scienze e Laboratori. Tra le Arti Visive, la festosa “Processione di Carletto” formata da due asine, un cane e gli artisti Simona Bramati e Michele Mariano. L’improbabile quintetto, a metà tra Don Chisciotte e l’Armata Brancaleone, attraversa l’Italia a piedi dal Molise al Friuli con la strampalata missione di denunciare la fine di un ciclo d’arte contemporanea e annunciare “l’infimo inizio” di un altro. Per le Arti Sceniche, pienone nel chiostro di San Francesco dove è stata presentata la prima nazionale del circo contempo-
raneo dei Soralino: l’equilibrista Clement Malin e il giocoliere jesino Caio Sorana, ex allievi dell’Académie Fratellini di Parigi, hanno dato vita allo spettacolo “Inbox”, una performance incentrata sulla condivisione di un personale punto di vista sulla vita circense, fatta di duro allenamento e precarietà: il dinamico duo costruiva pile di scatoloni pur sapendo che sarebbero cadute ogni volta, rappresentando la bellezza di equilibri e disequilibri tra il fallimento e la riuscita. «Noi facciamo cose inutili – sorridono – quindi importantissime, non sono estetiche o importanti nella logica funzionale del mondo convenzionale. Ai nostri spettatori rubiamo una parentesi di tempo nella loro vita quotidiana, che spesso è troppo indaffarata e frenetica, per offrirgli cose inutili ma assolutamente divertenti».
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CULTURA
CULTURA
Altro appuntamento attesissimo lo spettacolo dei fratelli Marta e Diego Dalla Via, dal titolo “Mio figlio era come un padre per me”, già vincitore del “Premio Scenario 2013” e “Premio Hystrio 2014”. Un gioco di specchi e ribaltamenti in cui alla fine i veri protagonisti sono gli unici personaggi che non si vedono mai: i genitori. Tutta la rappresentazione è intrisa di quello scontro generazionale in cui i giovani di oggi possono identificarsi: «La prima generazione ha lavorato. La seconda ha risparmiato. La terza ha sfondato. Poi noi». In grande spolvero anche i radicali Quotidiana.com, che hanno presentato la prima regionale dello spettacolo “L’anarchico non è fotogenico”. Gli attori Roberto Scappin e Paola Vannoni si sono esibi-
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ti in quello che è stato un vero e proprio schiaffo alle ipocrisie della comunicazione politicamente corretta su temi importanti come eutanasia, politica, biopolitica, cultura e conformismo. Per Musica e Cinema, l’evento più importante è stato la proiezione del filmdocumentario “Resistenza Naturale”, distribuito da Lucky Red. Dieci anni dopo la nomination alla Palma d’Oro di Cannes con “Mondovino”, il regista americano Jonathan Nossiter torna a raccontare la bevanda alcolica più antica del mondo. Seguendo un percorso che dalle Marche lo ha condotto in Emilia Romagna fino in Piemonte, questo nuovo cortometraggio «ha lo scopo di celebrare lo spirito di resistenza di quegli agricoltori italiani che, pur preservando il valore storico e cul-
turale di prodotti come salumi, cereali, formaggi e vino, vengono tuttavia trattati alla stregua di fuorilegge dalla repressiva ‘burocratarchia’ di Bruxelles. Lottano per la sopravvivenza del gesto artigianale indipendente e autentico in un mondo post-globalizzato mi ha emozionato». Nella categoria Scienze e Laboratori, oltre all’apertura straordinaria del Museo delle Arti Monastiche, si sono distinti due grandi appuntamenti: ‘Masse volanti’, curato dal sociologo e criminologo Marco Silvi, alla scoperta degli invisibili percorsi tracciati dagli aerei in volo e ‘Museo del Balì’, l’emozionante osservazione della volta stellata a cura dell’esperto Francesco Eusebi, che ha narrato l’origine delle principali costellazioni e la storia delle rispettive denominazioni.
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TENDENZE
Zachary, un autunno di cashmere Eleganza, colore e stile nella nuova collezione 2014-2015. In centro a Pesaro, la camiceria che veste l'uomo 156
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achary, prestigioso negozio nel centro storico di Pesaro, è un punto di riferimento per chi apprezza la camicia sartoriale. Lavorazione artigianale e personalizzazione ne connotano l'elevata qualità. Nel laboratorio interno il cliente può scegliere ogni minimo particolare della sua camicia, per una perfetta vestibilità: dal tessuto ai bottoni, ai vari modelli di collo, fino alle iniziali ricamate. Le sapienti mani delle sarte professioniste lavorano con passione ed esperienza per creare un capo perfettamente su misura. Nell'elegante negozio di Corso XI Settembre 17 è possibile trovare anche una rosa di offerte delle più prestigiose camicerie sartoriali d'Italia, come Barba, Carrel, Mazzarelli, Rossi e la storica camiceria Zachary. E per l'autunno/inverno
2014-2015 sono arrivate interessanti novità. Protagonista del look da uomo per la stagione fredda sarà il pullover in puro cashmere e 100% lana Merinos firmati Cruciani, con colori lavati che donano un effetto vintage. Un altro elemento di grande originalità è offerto dalla nuova collezione della Cappelleria Borsalino, che introduce un tocco di colore, per un caldo inverno nel segno dell'eleganza. Zachary è il perfetto look da uomo, ma da quest'anno ha inaugurato anche una linea femminile: oltre alla camiceria sartoriale, personalizzata, su misura, infatti, sono arrivate le esclusive proposte della Cappelleria Doria. Zachary: più che un negozio un'esperienza di stile cucita e pensata su misura.
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TENDENZE
Shopping estivo Il clima di fine stagione e la cultura delle fiere paesane di B. Piccolo
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rimi giorni del mese di settembre. Il mare ha già caratterizzato, nella migliore delle ipotesi, gran parte delle giornate estive e torna inevitabilmente la voglia di shopping e acquisti di fine stagione o, perché no, anche rivolti alla stagione autunnale alle porte. Le Marche sposano piacevolmente questa tradizione aprendo i propri paesi ad allegre e caratteristiche fiere paesane. Le prime avvisaglie si sono avute con la Fiera di San Bartolomeo a Fano, dal 24 al 26 agosto, conosciuta come la “fiera delle cipolle”, perché caratterizzata dalla presenza di molti produttori agricoli. La fiera si dispiega tra le vie del Lungomare di Sassonia, a pochi passi dal porto, e quest’anno ha accolto ben 262 operatori, di cui il 15% fanesi doc. Abbigliamento, ricambistica, dolciumi e alimentari, fino ad arrivare alle classiche dimostrazioni commerciali di spugne magiche e strumenti dal design e funzionalità “strabilianti”. Poco conta che siano più o meno veritiere le potenzialità di questi oggetti, o realistiche le opportunità di risparmio, ciò che interessa è il fascino che la fiera ha da sempre sui suoi fruitori, sui bambini che guardano in alto palloncini a forma di cartoon, sulle mamme che si aggirano tra vestiti e giacche e sui papà che guardano affascinati dimostrazioni di oggetti dalle forme aerodinamiche. Il viaggio continua con la Fiera campionaria della città di Senigallia che introduce la più famosa Fiera di Sant’Agostino. È interamente dedicata alle imprese d’eccellenza del territorio e non; ci si aggira
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all’interno delle ultime novità produttive, da quelle legate al mondo dell’edilizia e delle finiture d’arredo a quelle dedicate alla produzione alimentare con tipicità del territorio, fino ad arrivare alla sempre più crescente esigenza di prodotti di bellezza all’avanguardia. Chi partecipa alla campionaria non potrà poi esimersi dall’assaggiare i caratteristici bomboloni fritti alla crema, elemento caratterizzante della fiera e nota piacevole immersa all’interno degli stand. A seguire, fino al 30 agosto, la storica Fiera di Senigallia, che ribadisce la secolare vocazione mercantile della città. Più di 500 espositori richiamano i cittadini senigalliesi e del comprensorio, la città si riscopre attraverso un universo di luci, suoni e colori. Nel libro “Senigallia” della professoressa Marinella Bonvini Mazzanti, si raccontano proprio le origini di questa fiera che raggiunse il suo apice nel XVIII secolo sfruttando le più frequenti comunicazioni estive via mare e aprendo il mercato anche a consolati esteri in competizione con le vicine Ancona e Recanati. Singolare come ancora oggi, nel rione del porto, si trovino le vie Cattaro, Siria, Samo, Corfù, Smirne e Rodi. Un po’ più a nord, a Pesaro, dal 10 al 13 settembre, si svolge la fiera di San Nicola, chiamata anche ‘fiera dei cappotti’, per la presentazione dei primi capi autunnali. Da qualche anno la manifesta-
zione, oltre alle bancarelle popolari, si è arricchita della presenza di laboratori e attività ludiche rivolti ai bambini. Inoltre, all’interno dell’area eventi, è possibile godere anche di uno spettacolo pirotecnico a ritmo di musica con la “Palla di Pomodoro” a fare da sfondo. Non ultima per importanza e risonanza territoriale, ma solo in ordine cronologico, dal 23 al 26 settembre per le vie del centro storico di Jesi si diramerà la storica Fiera di San Settimio, una delle più rinomate del centro Italia. La kermesse è un riuscito connubio di culto religioso, commercio e un po’ di sano divertimento; ma soprattutto è l'occasione per riscoprire, pur nell'atmosfera un po' caotica della festa, le bellezze storiche e artistiche di Jesi. Certamente questo è stato un excursus veloce e non esaustivo degli eventi a chiusura dell’estate, molti altri centri, più o meno importanti, amano organizzare eventi fieristici, sagre e momenti di incontro. Ne ho citati solo alcuni, ma il nocciolo della questione è la traduzione di un’esigenza che i nostri paesi, le nostre città, esprimono con sempre più forza. I cittadini hanno bisogno di momenti e luoghi di incontro, occasioni di scambio. È possibile tornare a casa dalla fiera con anche solo il cartoccio dello spuntino fatto e senza acquisti, ma è impossibile rientrare senza aver incontrato qualcuno, senza aver scambiato anche solo due parole… tu chiamale se vuoi “relazioni”.
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A CASA DI
BENVENUTI AL
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l Castello di Granarola è immerso nella natura a due passi dal mare Adriatico. Il primo Long Stay House by Brandina prende il nome dalla sua funzione in epoca Romana: conservare nelle grotte le riserve di grano. Oggi luogo d’accoglienza per ospiti da tutto il mondo, rinasce nel rispetto della storia e dell’estetica del luogo, tra querce e profumati allori, scorci di mare e colline, come in un quadro rinascimentale di Piero della Francesca. L’architettura ha sulle spalle 1200 anni di storia: edificato secondo la migliore esposizione al sole, impiegando solo materiali ecologici, derivanti dalla terra e rispettosi dell’ambiente. Il Castello di Granarola, come appare implicito dal suo stesso toponimo, fu fortemente legato all’economia agricola del territorio che lo circondava. Il suo nome deriva dal termine granarium con l’aggiunta del suffisso iolus, granariolus, che significa, piccolo granaio. La prima indicazione storica di Granarola come castrum è del 998, il Castello era degli arcivescovi di Ravenna da più di cento anni. Nel 1227 è citato anche il burgus, il piccolo agglomerato di case esterno alla cinta muraria, sorto intorno all’odierna parrocchia di San Cassiano e nella zona antistante la chiesa. Questo è segno di ottima salute del Castello e di sicurezza politica che permetteva il sorgere di agglomerati anche al di fuori delle mura. È nel Basso Medioevo che nacque l’insediamento “moderno” di
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A CASA DI
Granarola e che si posero le basi per tutta l’economia agricola della valle. A dicembre 2008 inizia il recupero dell’antico Castello di Granarola, uno dei pochi e preziosi castelli rimasti delle terre dei Malatesta. Nella convinzione che il patrimonio artistico, storico e architettonico italiano vada preservato, Brandina - noto brand marchigiano che produce accessori originali e di tendenza - si è occupata privatamente dell’acquisto e della totale ristrutturazione del Castello. L’amore per il territorio ha dato il via al progetto, insieme alla volontà di evitare il degrado, l’abbandono artistico e storico che deturpa il bel paese.
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Brandina ha dedicato le proprie idee ed energie al restauro del Castello, per riportare in quattro anni l’intera struttura ai suoi antichi splendori. Il cantiere ha coinvolto artigiani, manovalanza del territorio e professionisti locali preservando l’identità architettonica del Castello e ridisegnandone gli interni. Il silenzio lo avvolge, ogni finestra si affaccia su un panorama senza ostacoli: nessuna tenda ad impedire lo sguardo. Come la terra, così il pavimento emette calore per assaporare il gusto di camminare scalzo. Ogni oggetto è stato realizzato da mani artigiane, nulla deriva da produzioni seriali. Per vivere l’esperienza del bello, in un soggiorno autentico ed esclusivo. Questa è l’atmosfera del Castello di Granarola. Il Castello di Granarola dispone di nove esclusivi spazi dotati di camera da letto, cucina, giardino, servizio. 'Sopra il cielo', 'magiche bottiglie', 'granaio', 'mare', 'colombaia', 'meridiana', 'torre dell'artista', 'bianca majolica', 'tana della volpe': sono questi i nomi dei nove rifugi dalla quotidianità, luoghi unici in cui farsi trasportare in una nuova dimensione. Ogni spazio racconta una storia che ha inizio dal suo nome, attraversa oggetti e arredi, modellando l’atmosfera che in esso si respira.
Per info: Via Castello, 1 Granarola Gradara (PU) Tel: 0541 969970 Mobile: 328 7891184 info@castellodigranarola.it www.castellodigranarola.it
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La residenza liberty fu fatta costruire per una dama, vissuta nel tardo '800, dal suo amante, Barone di Rondo’, come prova d’ amore incondizionato. La bellissima donna desiderava una dimora dove immergersi nella sua tanto amata arte e dove suonare in assoluta tranquillità la sua arpa. Sulle sponde del Trasimeno, immersi in una natura lussureggiante questo è un luogo perfetto per il relax e il distacco dalle cose quotidiane, emulando la fuga dal mondo messa in atto più di un secolo dalla bellissima Merion. PARTENZE: SETTEMBRE E OTTOBRE 2014 Il pacchetto comprende: welcome drink di benvenuto, bollicine e piccola pasticceria servite in camera, 2 nt in junior suite con ricca colazione, 2 cene a lume di candela con menu’ a la carte, 1 ingresso eslcusivo per la coppia all’area benessere con idromassaggio, doccia emozionale e Biosauna, Fornitura di teli e ciabattine, Open minibar Gita al Lago con meta l’Isola Maggiore con il suo borgo fuori dal tempo. Quota a coppia euro 399
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PER STACCARE LA SPINA SOLUZIONI LONG BREAK
LUCE COLOMBIANA: Tour fotografico alla scoperta della Colombia
La proposta è quella di un viaggio alla scoperta della capitale colombiana, incastonata tra le Ande e ricca di meraviglie coloniali, luogo della leggenda di El Dorado, accompagnato da un fotografo professionista. Un viaggio in 4x4 alla scoperta di Guajra estrema punta nord del Sudamerica, tra paesaggi sconfinati lambiti dal Mar dei Caraibi e abitati dagli indigeni Wayuu con le loro tradizioni ancestrali. Durata: 12gg/10 nt - Tappe: Bogota’ / Riohacha / Manaure / Uribia / Serrania De Cocinas / /Wososopo / Warpana / Puerto Lopez/ Siapana / Nazareth /Bahia Honda / Pusheo / Cabo De La Vela /Parco Naturale Della Macuira / Punta Gallinas /Punta Aguja/ Pilon De Azucar / Cabo De La Vela / Riohacha. PARTENZA: DATA UNICA 17/11/2014 DA FIUMICINO/MALPENSA CON MINIMO 8 PARTECIPANTI. Il pacchetto comprende: Accompagnatore professionista dall’Italia, Workshop fotografico d’autore con fotografo professionista, 12 gg / 10 nt in hotel o chincorros con trattamento come da programma, Visite ed escursioni come da programma, Volo intercontinentale di linea Roma / Bogotà – Riohacha / Roma, escluse tasse apt, Volo interno di linea Bogotà / Riohacha ( tasse incluse ), Assicurazione medico bagaglio- annullamento Quota a partire da euro 3790 a persona
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LE PROPOSTE WEEKEND DI MARAVIGLIA A DUE PASSI DA CASA DA GIOTTO A GENTILE: Pittura e Scultura a Fabriano fra due e trecento Le Marche e Fabriano tornano protagoniste di primo piano nel panorama italiano della cultura e delle grandi mostre con da GIOTTO a GENTILE - pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento a cura di Vittorio Sgarbi. Ad ospitare la mostra FABRIANO, un deposito vasto e inestimabile di capolavori artistici medievali in gran parte poco noti, che ne accrescono il fascino riservato. A completare l'esperienza una notte presso l'hotel Le Grotte con ingresso centro benessere per godersi al meglio una pausa relax nel territorio delle Grotte di Frasassi. Il pacchetto comprende: • 1 notte in camera matrimoniale presso Le Grotte Hotel & Spa**** di Genga (AN) • Prima colazione a buffet • Ingresso al Centro Benessere Ile Spa Le Grotte • Biglietto d'ingresso alla Pinacoteca Civica di Fabriano per la mostra "Da Giotto a Gentile - Pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento Da 75 euro - Fabriano (AN)
SUITE & CENA ROMANTICA IN VILLA Villa Teloni è un’elegante dimora rurale del ‘700, con piscina panoramica, immersa in un parco privato a pochi chilometri dal borgo storico di San Severino Marche. Ambienti rilassanti e signorili vi attendono per offrirvi momenti romantici e di pura esclusività. Il pacchetto comprende: • 1 notte in Suite matrimoniale • prima colazione a buffet • drink di benvenuto con visita della Residenza • 1 romantica cena, menù di pesce da 4 portate (antipasto, primo, secondo con contorno, dessert + acqua e 1 bottiglia di vino su proposta della casa) in rinomato ristorante in centro a San Severino Marche Da 99 euro - San Severino Marche (MC)
IN SUITE AL BORGO ANTICO Se con uno sguardo abbracci dolci colline, vigneti, mura medioevali, archi di pietra, vicoli stretti, alti campanili che suonano ancora le ore e riesci ad intravvedere anche l’azzurro del mare, allora sei a Staffolo, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Sulle mura che cingono il borgo una dimora signorile diventa un relais di charme, mantenendo intatto un antico splendore fatto di volte a botte, scale in pietra e travi di rovere. Il pacchetto comprende: • 2 notti in Junior Suite presso Relais del Borgo **** a Staffolo • Prima colazione a buffet • Welcome drink • Ingresso illimitato al percorso umido della Spa, con sauna, idromassaggio, doccia emozionale, doccia nebulizzata , kit ciabattine e accappatoio fornito • 1 pranzo o cena di 4 portate (bev. escluse) presso il ristorante "La Grotta del Frate" a Staffolo Da 154 euro - Staffolo (AN)
CONERO A SETTEMBRE: In un luogo fuori dal mondo Sulla sommità del promontorio del Conero, a 550 m. di altezza, gode di un’incantevole posizione con vista sul mare Adriatico e sulle dolci colline delle Marche. Ricavato da un’abbazia camaldolese del 1100, l'hotel conserva intatta l’antica struttura esterna, in cui è inserita la romanica San Pietro al Conero. La quiete, il fascino e i moderni comfort dell' hotel regalano soggiorni rilassanti in un ambiente davvero suggestivo. A pochi chilometri le stupende spiagge di Sirolo, Numana e Portonovo.Il pacchetto comprende: • 2 notti in camera matrimoniale presso Hotel Monteconero **** a Sirolo (AN) • Prima colazione a buffet • Ingresso giornaliero all’area benessere dell’hotel Da 168 euro - Sirolo (AN)
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VIAGGI
I VIAGGI DI MICHELA Avventura da speleologo alle Grotte di Frasassi
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iei cari lettori, È, ahimè, giunto il momento di lasciarsi alle spalle questa incerta e tentennante estate e di rassegnarsi alle corte ore di luce tipiche autunnali. Niente paura però, le Marche offrono bellezze da scoprire in ogni stagione. La meta scelta per settembre è un luogo al riparo dalla pioggia, dove la temperatura è stabile sui 14 gradi tutto l’anno: le Grotte di Frasassi. L’esperienza che qui vi suggerisco, è di tipo speleologico. Molti di voi le avranno già visitate, come me, in più occasioni. Nonostante ogni volta mi sia rimasto un ricordo diverso, l’ultima volta ci sono tornata in occasione di un divertentissimo team building aziendale. L’esperienza speleo fatta in comitiva, tra amici o colleghi, è un’avventura che consiglio a tutti. È possibile scegliere tra due percorsi, diversi per grado di difficoltà:
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l’azzurro e il rosso. Il primo, più facile e accessibile a tutti, persino alle scolaresche è quello che abbiamo affrontato. Il secondo, invece, più lungo e impegnativo è consigliabile a chi ha già fatto esperienze simili e sia allenato. Non abbiate timore, la sensazione di inadeguatezza fisica si avverte solo inizialmente: già dopo pochi minuti ci si rende conto che in fin dei conti è un po’ come camminare sugli scogli, senza passerelle, certo, e con qualche ostacolo e dislivello in più, non solo sotto ai piedi ma anche tutto intorno, a destra, a sinistra e sopra la testa, e in mezzo al buio, con stalattiti pendenti cui bisogna fare attenzione per non battere la testa e un fondo scivoloso ricoperto di fango e limo sui cui bisogna muoversi con passo felpato per non perdere l’equilibrio, ma in fondo un po’ come camminare tra gli scogli. E poi un po’ di brivido deve pur esserci, altrimenti che avventura è!
Così, armati di caschetto, torcia frontale, tuta, guanti e spirito di avventura ci inoltriamo nel buio della grotta, scortati da un team di guide. Il percorso speleologico inizia dove finisce il percorso turistico classico, dalla Stanza dell’Infinito. Ma l’emozione in verità inizia già ancora prima, quando, attraversando il lungo tunnel di ingresso e la serie di porte che si aprono automaticamente al nostro passaggio ci sentiamo un po’ come un equipaggio della NASA in partenza per un’eroica missione spaziale. Quando, attraversando la lunga scia di turisti in sosta lungo il percorso turistico classico, negli occhi della gente intravediamo brillare il senso di ammirazione di chi sta pensando “Quanto vorrei essere anch’io con loro!”. Già solo per questa sensazione vale la pena di affrontare tante paure! Si arriva finalmente nel vivo del percorso speleo, nel saliscendi di cunicoli, scivoli, arrampicate e strettoie. Facendoci luce
Le Grotte Hotel & Spa **** Località Pontebovesecco, 14 60040 Genga (AN) Tel. 0732 973035 www.hotellegrotte.it Riserva Privata San Settimio Fraz. Palazzo, 60011 Arcevia (AN) Tel. 0731 9905 www.sansettimio.it Antico Borgo Country House Frazione Castiglioni, 86 60011 Arcevia (AN) Tel. 0731 983001 www.antico-borgo.it
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DOVE DORMIRE:
DOVE MANGIARE:
Ristorante Le Grotte Località Pontebovesecco, 14 60040 Genga (AN) Tel. 0732 973035 Ristorante La Scaletta Frazione San Vittore, 12 60040 Genga (AN) Tel. 0732 90061 Ristorante Da Maria Castello di Pierosara 60040 Genga (AN) Tel. 0732 90014
con le torce scorgiamo intorno a noi quanto davvero è infinito il mondo sommerso delle Grotte. Non vi è angolo che non sia meravigliosa concrezione, anche i punti più nascosti: a volte lamelle sottilissime che paiono vesti appese alla roccia, a volte colossali stalagmiti, altre filamenti o immensi abissi dove il lento e continuo gocciolare dell’acqua diventa un eco dilagante altrettanto immenso. Stanchi ma col sorriso concludiamo il percorso e torniamo all’aria aperta. Una foto ci attende per brindare insieme all’allegra compagnia di fronte ad una tavola di prelibatezze imbandita dall’Hotel Ristorante Le Grotte!
Scrivi a: m.rossi@maravigliatravel.it I racconti e le foto più belle saranno pubblicati. 167
ITINERARI DEL GUSTO
ITINERARI DEL GUSTO LE MIRAGE Via Alderana 7, Senigallia (AN) Tel. 071 7925500 Ottimo ristorante storico di pesce, dove la lontananza dalla movida e la location appartata sono sicuramente dei plus per chi voglia fuggire la confusione. Speciale soprattutto in estate quando si può mangiare fuori a lume di candela nella bellissima veranda. La cucina propone antipasti ottimi e frittura di pesce buona e abbondante, tutto da provare. Apprezzabile la costante presenza del proprietario e la sua dedizione al cliente.
VINTAGE Via I° maggio 1, Sirolo (AN) Tel. 3774368292 Locale piccolo e accogliente perfetto per trascorrere una serata in compagnia di una carta dei vini e delle birre ampia e ben fornita. Il servizio è attento e valorizza una cucina di qualità piena di fantasia soprattutto negli accostamenti che rivitalizzano alcuni piatti troppo uguali ovunque. Ottimi i dolci tutti home made. I plus: ottimo rapporto qualità/prezzo e location intima soprattutto d’inverno quando i tavoli non superano i 20 coperti disponibili.
IL CUCINIERE Via Giordano Bruno, Fano (PU) Tel. 0721 807677 Ambiente accogliente e cibo ricercato che annovera anche canguro e bisonte. Posti limitati e poca confusione. Tutto è di qualità, ben servito e ben abbinato. Qui sembra proprio funzionare tutto: rispetto degli orari e tempistica delle portate, prelibatezza dei piatti, arredo originale e servizio inappuntabile. Non perdetevi per nessun motivo i dolci!
LA PETTEGOLA Via Roma, 7 Monte Giberto (FM) Tel. 0734 638039 Piccolo ristorantino a conduzione familiare che propone dei menù a prezzo fisso, davvero abbondanti e ottimi, dall'antipasto al dolce. La cucina è rigorosamente regionale, con piatti di carne trattati con amore e conditi dalla simpatia di Noemi proprietaria del locale. Complimenti alla pettegola e al suo staff!
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APPUNTI IN AGENDA
Cosa facciamo di bello stasera? Quante volte vi sarete posti questa domanda… ML ha pensato a voi selezionando una rosa di iniziative culturali, d’intrattenimento, sportive e musicali davvero imperdibili! a cura di Marche Tourism Network MEMORABILIA
Recanati, Centro Storico, 19/20 settembre 2014 L’appuntamento è per Sabato 19 e Domenica 20 settembre con inizio alle ore 17.30. Due giornate intense di musica e ricordi per Oliviero De Quintajè a due anni dalla scomparsa dell’artista Montefanese: Il Centro Culturale Fonti San Lorenzo in collaborazione con i Polyetnik Muzak, e con il contributo del Comune di Recanati, torna a proporre l’evento che l’anno scorso ha visto partecipare centinaia di persone. Sarà un “Viaggio nel tempo senza tempo della musica folk”. Saranno laboratori di canto, chitarra, strumenti a corda e percussioni del mediterraneo. Guidati da noti musicisti locali, i laboratori daranno la possibilità ai partecipanti di immergersi in una due giorni di incontro, socialità e sperimentazione musicale. Saranno inoltre l’occasione di confrontarsi con famosi artisti che interverranno portando il loro contributo. E come se non bastasse, i partecipanti avranno la possibilità di pernottare gratuitamente all’Ostello della Gioventù del centro CeaWWF di visitare, accompagnati da una guida, la città di Recanati. Info: www. www.comune.recanati.mc.it
PANE NOSTRUM
Senigallia, Centro Storico, 18/21 settembre 2014 Il fascino antico, misterioso e irresistibile dell'arte bianca riconquista la strada dal 18 al 21 settembre. Si rinnova infatti l'appuntamento con Pane Nostrum, Festa Internazionale del Pane che per il XIII anno consecutivo si svolge a Senigallia, nei bellissimi spazi del centro accarezzati dalla brezza marina, tra piazza del Duca, la Rocca Roveresca e Piazza Manni. Un profumato viaggio di quattro giorni che intende riportare il pane alla centralità anche come fatto culturale comunitario, attraverso le sue numerose manifestazioni, le tradizioni, la presenza di maestri panificatori di diverse aree d'Italia e del mondo, così come delle realtà che lo valorizzano. Info: www.panenostrum.com
APPENNINO ENDURO TROPHY 2014
Urbania, anello dei boschi di Casteldurante, 28 settembre 2014 “Munitevi di protezioni, casco e tanta adrenalina”: Questo è il messaggio che riassume brevemente lo spirito del brutali enduro challenge, in programma il 28 settembre, per vivere un'adrenalinica esperienza enduro nel bel mezzo dell’Apennino Umbro-Tosco-Marchigiano. La terza tappa dell'Appennino Enduro Trophy 2014 torna dunque nelle Marche, dopo il primo appuntamento di Fossombrone, in Aprile. Nell’antica Casteldurante oggi chiamata Urbania, storica cittadina a due passi dall’Umbria, dalla Toscana e dalla Romagna, lo staff di Full Bike, in collaborazione con il Comune ha lavorato sui trail per regalarvi una giornata di puro riding in stile Brutale, cercando di costruire un evento che se pur agonistico mantenga lo spirito con cui è nato uno sport fatto bicicletta, paesaggi incantevoli, bella compagnia e tanto divertimento: Dopo il Cesane Enduro Race e Gualdo Tadino Enduro Race, Urbania si propone come ultima tappa dell’Appennino Enduro Trophy, come epilogo del primo circuito Umbro-Marchigiano e sede di premiazione del circuito. Info: http://www.mtbcult.it
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CHEF
L’arte della miscelazione La strada verso una riconsiderazione del bere bene, tra tradizione e innovazione tecnica, studio e reinterpretazione di antichi e genuini sapori, qualità e ricercatezza dei prodotti di Sebastian Lombardo, Titolare Raval Tapas Bar, e Shpetimtar Vokopola, Capo Barman Raval Tapas Bar
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a nostra realtà è sempre più in movimento e sempre più frenetica, ma, dove è possibile, si tenta un ritorno al passato e ai piaceri del tempo, cercando di riscoprire vecchi sapori e tradizioni. In una società così veloce, il bere sta tornando ad una dimensione più umana, dove ogni attimo e azione hanno un proprio sapore e dove il tempo è necessario, sia per la preparazione del drink, sia come momento da dedicare a se stessi. In questo scandire tempi e piaceri, la qualità torna protagonista e molti barman di oggi, ispirati dal lavoro di grandi maestri del passato, ricercano e sperimentano con passione, reinterpretano l’arte della miscelazione utilizzando antiche metodologie unite a nuove conoscenze.
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La disponibilità di spiriti provenienti da tutto il mondo, ha portato inoltre ad una reinterpretazione della drink list e ad una maggiore cura nella scelta dei distillati e dei liquori: si sono andati così a sostituire i prodotti industriali con scelte più specifiche e di qualità, valorizzando piccoli produttori e andando anche ad incentivare l'autoproduzione di frutta essiccata, sherbet, sciroppi e polpe di frutta nel bar stesso. Parallelamente a questo, si evolve anche la figura del barman che, utilizzando prodotti freschi e conoscendo i processi di lavorazione degli stessi, non è più un semplice miscelatore ma, come nella cucina, interviene direttamente sul gusto, andando a proporre ‘drinks’ unici che distinguono e caratterizzano il proprio bancone.
La facilità di viaggiare unita all'accesso alla conoscenza tramite il web, ha portato moltissimi professionisti a confrontarsi e ad arricchirsi, lanciando una nuova golden age del bere miscelato. Anche in Italia lo scenario è in ricco fermento: molti sono gli esponenti che aderiscono a questo cambiamento e molti sono quelli che stanno in prima file in questa rivoluzione. Ci si sta dirigendo verso una specializzazione in settori ben distinti del bartending e con un evidente arricchimento delle tecniche di miscelazione: a quella classica occidentale, per esempio, si aggiungono i tiki cocktails, la miscelazione molecolare e le tecniche orientali. Non possiamo fare altro che invitarvi a scoprire sempre di più quest'arte.
RAVAL Raval è un Tapas & Cocktails Bar, aperto nel 2007, ad Ancona, con un servizio diurno e notturno. Gli chef propongono una cucina espressa che parte dalla tradizione e arriva a piatti internazionali, diversificando la proposta fra tapas, piccole porzioni di cibo, e piatti unici. A questo si aggiunge una proposta di ‘drinks’ ampia con spiriti e vini di ottima qualità. Spremute, sherbet, polpe e decorazioni di frutta fresca poi essiccata, sono tutte di nostra produzione.
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CHEF
Sua Maestà il Mojito Simbolo dell'estate all'italiana del bere miscelato si conferma, all'ora dell'aperitivo, lo Spritz. Molto apprezzati anche i cocktails a base di frutta fresca e non molto alcolici. Ma un cocktail su tutti stacca per notorietà e consumi: re indiscusso della bella stagione è il Mojito!
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rink dal passaporto Cubano che affonda le sue radici nei mari dei caraibi, deve la sua notorietà, già in tempi molto lontani, a uomini di mare: corsari, pirati e marinai. Un pirata in particolare, però, si prende il merito di aver creato questo cocktail. Verso la fine del 1500, Francis Drake e i suoi uomini cercavano di conquistare L'Havana per saccheggiarne il suo oro. Il tentativo fallì, ma la scoperta di prodotti locali diedero vita a quello che avrebbe poi portato al "successo del bere miscelato". Ingredienti semplici caratterizzano questa bevanda, prodotti freschi della terra: Lime, agrume del genere Citrus, si tratta probabilmente di un ibrido tra il cedro e il limone, ma non tutti gli esperti concoradano sulla sua origine; Menta Fresca del tipo Ierba Buena, se parliamo di Cuba, e zucchero di canna grezzo.
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Dalla distillazione della canna da zucchero si ottiene l’anima del drink: ai tempi del Capitano Drake si trattava di "agua ardiente", una versione grezza e poco raffinata del nostro odierno Rum, parte alcolica del drink che lo rende deciso e gustoso. Fu così che nacque ‘El Draque’, bevanda corroborante che veniva consumata in principio a scopi medicinali. Per parlare di Mojito, come lo si conosce oggi, dobbiamo arrivare alla metà del 1800, quando la ricetta è stata modificata grazie alle nuove conoscenze dei processi di produzione e affinamento dell'aguardiente di canna da zucchero. È il RON, RUM o RHON il nuovo cuore pulsante del cocktail. Nel 1940 la complicità della famosa Distilleria Bacardi e il numero sempre più crescente di consumatori che approdavano sull'isola cubana esportarono questo fresco mix a gran parte del mondo.
Il termine Mojito ha un’origine incerta. C’è chi lo imputa al ‘mojo’, condimento tipico della cucina cubana a base di aglio e agrumi; chi lo lega alla traduzione della parola spagnola ‘mojadito’, che significa umido; e chi, i più fantasiosi, fa risalire l'etimologia della parola al termine vudù ‘mojo’, ovvero ‘incantesimo’. Oggi, il Mojito, si può trovare in molte versioni, dalle varianti con vodka, ‘Moskito’, alla versione ‘Black’, con liquore alla liquirizia. Noi del Raval, ispirati dal già famoso ‘Queen's Park Swizzle’ proveniente dall'isola di Trinidad, proponiamo il più autoctono ‘Pope Square Swizzle’, composto da menta, succo di lime fresco, sciroppo di zucchero di canna ‘demerara’, in cristalli, e due tipi di Rum, uno ricco di spezie e un dark rum dalle isole caraibiche, per omaggiare la piazza che ci ospita e tutti gli amici che la frequentano.
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RUNNING MANAGER
Andrea Paoletti: vivere, lavorare e correre secondo il ciclo di Deming La ruota del miglioramento continuo “Il mio corpo ne aveva bisogno, lo chiedeva a gran voce. Quella voce ho iniziato ad ascoltarla dopo che un amico, medico cardiologo, una domenica mattina d’inverno mi propone una corsa invece della partita a tennis che era nostra routine ormai da anni. Era freddo. La nebbia si tagliava col coltello. Con una certa titubanza, ho accettato” di L. Radaelli
“I
l lavoro era tutto per me. Avevo iniziato fin da piccolo a vivere l’azienda di famiglia” - pensata dal nonno e costruita dal padre Remo Paoletti nel 1947, ndr. “Partivo col babbo in macchina alla ricerca di nuovi clienti, alla scoperta di nuove realtà e mercati. A scuola non mi piaceva più andare – ha un diploma di ragioniere, ndr – così mi sono proiettato nel futuro e ci ho messo la stessa passione che mio padre aveva messo nella realizzazione del sogno del nonno. Oggi io e i miei fratelli siamo una bella squadra, ed io sento il dovere di affrontare con passione, insieme a loro, questa nostra avventura come terza generazione di imprenditori di famiglia”. “Sono sempre stato uno sportivo. Ho iniziato con il calcio e mi sono fatto male ad un ginocchio. Sono passato al tennis. L’ho praticato a livello agonistico-amatoriale, nel senso che partecipavo a tornei in tutta la regione. Mi allenavo quotidianamente dopo il lavoro e mi iscrivevo ai tornei nell’assurda speranza di non vincere. Nel tennis, si sa, giochi e se vinci giochi anche il giorno dopo, ma con l’azienda in pieno funzionamento non potevo permettermi di mancare dal lavoro. Ho continuato così fino ai 40 anni. Al po-
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dismo mi sono avvicinato dopo, in modo diverso”. Sport agonistico-amatoriale e guida di un’azienda che, nonostante il contesto, negli ultimi sei anni è cresciuta del 25%. Come riuscire a far combaciare i due mondi? “Venivo da sport di squadra, il calcio, e da sport in cui la competizione è uomo vs uomo, in cui la reazione all’azione dell’avversario deve essere immediata, il tennis. Quella mattina facemmo 15 km. Stetti una settimana con dolori fortissimi e la sensazione di essere completamente disidratato. Ma mi piacque. Capii subito che quello sport, il podismo, avrei potuto costruirlo e gestirlo da solo. Non servono compagni. Non serve campo. Iniziai a capire che ciò che avevo fatto fino a quel momento, e ciò che avrei potuto fare con la corsa, era la proiezione dell’approccio al lavoro che ho sempre avuto. Pianificazione, azione, valutazione dei risultati, ritaratura dell’obiettivo: la ruota del miglioramento continuo. Quello che in gioventù era stato un approccio spontaneo al lavoro, si stava rivelando d’aiuto anche per la corsa e il mio benessere. Solo anni più tardi, grazie al mio controller scoprii che era anche una scienza. Da lì in avanti
la mia vita è stata un continuo bisogno/ piacere di “alzare l’asticella”, di migliorare appunto”. Applicazione di una metodologia testata a due sfere della vita solo apparentemente distanti. “L’incontro con il podismo ha fatto sì che io dessi una sferzata al mio stile di vita. Per gestire la pratica sportiva e il cambiamento personale dovevo apportare dei cambiamenti anche sul piano lavorativo. Da quel momento decisi che ogni giorno sarei uscito dall’ufficio ad un orario che mi consentisse di allenarmi e trascorrere del tempo di qualità con la mia famiglia. Dell’evoluzione ha beneficiato anche il lavoro, e non parlo solo in termini di performance professionali e personali”. I dipendenti della Cartotecnica Jesina sono tutti corridori? “Una volta abbiamo partecipato ad una corsa tutti insieme, famiglie comprese. Ma ovviamente no, non ho imposto a loro una mia passione. Semplicemente ho pensato che forse i miei collaboratori soffrivano quanto me dello stress da lavoro e della routine e, avendo io trovato un sano escamotage per sentirmi me-
Diego Paoletti, responsabile produzione e risorse umane, e Alessandro Staffolani, area commerciale, all’arrivo della Vallesina Marathon nel 2011
Il team di Cartotecnica Jesina e le famiglie insieme in occasione della Vallesina Marathon 2011
glio, ho cercato di trasmetterlo anche a loro. Il ragionamento è logico se ci si pensa: la vita è fatta di lavoro ma il lavoro non deve essere la vita. E’ fondamentale trovare un equilibrio tra ciò che si è e ciò che si fa, ottimizzando al meglio il tempo a nostra disposizione. Lavorare 15 ore al giorno e non avere modo di godersi ciò che si ha o si potrebbe avere al di fuori è una sprecheria. Non si produce di più, almeno non con risultati di qualità”. Okay, il ragionamento fila. Ma com’è possibile resistere a simili impegni con cotanta costanza e determinazione? Ci saranno momenti in cui una cosa, e immagino sia quasi sempre il lavoro, prende il sopravvento sull’altra? Non si corre il rischio di voler fare troppo e poi disinnamorarsi? “La scorsa primavera mi trovavo nella capitale per correre la più classica delle classiche nella città eterna, la Maratona di Roma. Mentre ero in griglia, in attesa della partenza, mi guardavo intorno osservando gli altri corridori, cercando di immaginarmi cosa ci spingesse tutti, quel 23 di marzo, giorno del mio 49° compleanno, a correre i fatidici 42,195 km sotto una pioggia battente. Voltandomi notai un cartello che inizialmente
mi spaventò ma in seguito mi riempii di una forza incredibile: ‘Il miracolo non e’ essere giunto al traguardo, ma aver avuto il coraggio di partire’. Quel giorno mi divertii e raggiunsi tutti i propositi che mi ero posto, compreso il record personale sulla lunga distanza. Ritengo che quando un individuo si pone degli obiettivi, e con essi anche delle alternative, i cosiddetti piani A, B e C, decide di perseguirli e li raggiunge non potrà che innamorarsi ogni volta di più di quello che sta facendo. E così è sul lavoro. A inizio anno mi pre-
“Coraggiosi sono coloro che hanno chiara la vision di ciò che gli sta innanzi, gloria o dolore che sia, e pur tuttavia.. gli corrono incontro„ figgo determinati obiettivi per ogni sfera della mia vita, e cerco di fare in modo che, nel complesso, possano essere tutti soddisfatti, mettendoci impegno e motivazione per la mia serenità e per quella di chi mi circonda”. Questa è la sua visione: plan-do-checkact. Il podismo cosa le ha dato in più ri-
Andrea Paoletti
spetto ad altri sport? “La corsa facilita l’introspezione, consente di porsi nel modo giusto a compiere quei passi avanti che altrimenti rimarrebbero astratti. Correndo, all’inizio di ogni maratona o allenamento, si è concentrati sul panorama, sugli altri corridori. Poi si arriva ad un punto in cui la mente si sposta sul fisico, sul battito, sui dolori e sullo sforzo. In quel momento subentra la carica data dal continuo dialogo con sé stessi, l’introspezione, e si prosegue. Si ragiona su altre questioni, si affrontano i pensieri da una diversa prospettiva e, a fine gara nei giorni seguenti, si applica ciò che si è analizzato. E’ un circolo virtuoso. La motivazione intrinseca che spinge ogni individuo ad agire è ciò che lo fa andare avanti. E si corre sempre in avanti”. Ci sono delle letture che l’hanno ispirata in questo ciclo di miglioramento personale, professionale e sportivo? “In assoluto, tra i primi libri a stimolare la mia passione, e ad approfondirla, ci sono due opere di Pietro Trabucchi, ‘Resisto dunque sono’ e ‘Perserverare è umano’. Poi ‘Ultramarathon man’ di Dean Karnazes”.
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SALUTE E BENESSERE
Liste di attesa: tagliarle si puo’ di Mario Timio
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nche la Regione Marche soffre di quel male sottile ma grave delle liste di attesa, delle lunghe liste di attesa negli ambulatori pubblici e negli ospedali. Qualche numero dà il quadro della situazione, che a onor del vero è in controtendenza rispetto alla qualità dell’assistenza medica regionale di livello decisamente alto, specialmente in alcune discipline quali la geriatria e la nefrologia.
visita cardiologica si attendono solo ( per così dire) 76 giorni. Eppure la Regione ha intrapreso molte iniziative, ma i risultati sono stati deludenti. Non è valsa neanche l'unificazione regionale dei vari CUP varata nel 2010. Il tutto non è a costo zero. Infatti le Marche pagano 33 milioni ad altre regioni essenzialmente per visite specialistiche di Oculistica, Otorinolaringoiatria, Ortopedia erogate ai propri assistiti.
Per una mammografia occorre aspettare 283 giorni, contro una media prevista di due mesi derogati a tre per le Marche; per la Risonanza Magnetica Nucleare(RMN) i giorni da attendere sono 168; una visita oculistica è effettuata 87 giorni dopo la prenotazione; una visita endocrinologica dopo 125. Per una
La Regione ci prova ancora con un protocollo programmatico concordato con i sindacati, volto a contenere le liste di attesa per il 2015. Come? Lo spiega Piero Ciccarelli, direttore del Servizio Salute delle Marche, in tre punti: a)- drastica riduzione delle prescrizioni inappropriate da parte dei medici di base; b)- differen-
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ziazione tra la prima visita specialistica e quelle successive; c)- razionalizzazione delle tempistica di follow-up dei malati cronici mediante gestione delle visite specialistiche di controllo non più dal CUP ma dai medici di base. È sufficiente? A giudicare da analoghe iniziative che si sono susseguite negli anni, rimaniamo scettici sui risultati. Preferiremmo puntare su interventi fatti propri dalla regione Umbria che si trova nelle stesse condizioni delle Marche. La Governatrice Catiuscia Marini ha recentemente annunciato di voler “mettere in campo un piano straordinario per l’abbattimento delle liste di attesa per le prestazioni sanitarie programmate con l’obbiettivo di entrare in regime da settembre 2014”. Il piano, realizzato insieme a Lombardia, Veneto e Emilia, si snoda in vari punti:
a) massimizzare l’uso di strumenti con allungamento di utilizzo nel pomeriggio e nella prima fascia serale, b) strutture diagnostiche in funzione anche il sabato e la domenica; c) maggiore coinvolgimento ed impiego delle strutture private convenzionate nell’esclusivo ambito regionale. Con l’adozione dei primi due punti, in Francia da anni sono state tagliate le liste di attesa, con il costante ricorso alla medicina privata; in Germania non esistono tempi di attesa. Certo, per attendere la realizzazione del rivoluzionario piano in Umbria come nelle altre regioni coinvolte (la Lombardia è temporalmente avvantaggiata) occorre l’ok del sindacato, che pur condividendo l’iniziativa già pone dei paletti, ad esempio sull’utilizzo del personale e sul
modo di retribuirlo. L’auspicio di tutti - i malati in primis - è la soluzione rapida di un problema - quello delle liste di attesa - che è stata, ed in alcune regioni ancora lo è, la vergogna del Servizio Sanitario Nazionale. Certo, i motivi delle lunghe liste di attesa sono numerosi (come ultima arrivata è la medicina difensiva che intasa gli ambulatori per evitare procedimenti penali contro i medici), tutti sono considerati validi, nessuno ha colpa. Chi paga però è solo il paziente, poiché il dover attendere a lungo le tappe diagnostiche e curative ne mette a repentaglio la guarigione se non addirittura la vita. D’altra parte, è poco consolante sapere che è necessario stabilire delle priorità, poiché in medicina la domanda di servizi eccederà sempre l’offerta che è dettata essenzialmente dalle risorse economi-
che disponibili. Ma migliorare un servizio a costo di poco superiore a zero ( a fronte degli oltre 110 miliardi di euro spesi in sanità), definirne la sostenibilità, accrescere la percezione del livello assistenziale, significa porre i bisogni del cittadino all’apice delle iniziative dei politici. È ancora un auspicio che anche le Marche, che, ripeto, nulla hanno da invidiare alla altre regioni in campo sanitario, seguano presto il piano dell’Umbria, Veneto, Emilia, Lombardia per abbattere le liste d’attesa. Forse cambiando qualche addendo o ammorbidendo qualche rigidità culturale, anche la Regione Marche sui tempi di attesa potrà annunciare che “tagliare si può”.
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OFFERTE DI L AVORO
a cura del Gruppo Sida di Ancona - www.sidasrl.it
>IMPORTANTE E DINAMICA REALTÀ, OPERANTE NEL SETTORE DELLA CARTOTECNICA, PER AMPLIAMENTO DELLA PROPRIA STRUTTURA INTERNA RICERCA: RIF: CAD/RU PROGETTISTA/DISEGNATORE CAD Il quale rispondendo direttamente al Responsabile Area CAD si occuperà di: • disegno e progettazione di prodotti • ricerca e selezione delle materia prime idonee per la produzione; • redazione del progetto e dei dati di pellettizzazione per la successiva analisi dei costi; • esecuzione di campioni e disegni su lucido al plotter; • controllo degli impianti fustella. Requisiti: • diploma di geometra, progettista cad o altro titolo di studio simile/legato ad attività di progettazione; • provenienza dal settore stampaggio, meccanica, manifatturiero; • maturata esperienza in ufficio tecnico in attività di progettazione 2D e 3D, di almeno 2-3 anni; • età preferibilmente compresa tra 25-30 anni • la sede di lavoro è in provincia di Ancona • costituisce titolo preferenziale la conoscenza di Artios Cad LA SELEZIONE HA CARATTERE DI URGENZA
>SIDA GROUP PER CONTO DI UN’IMPORTANTE REALTÀ DALLE MARCHE, OPERANTE NEL SETTORE DELLE CALZATURE, PER SVILUPPO DEL PROPRIO ORGANICO RICERCA: RIF: BM/RU 2 BRAND MANAGER Ai quali sarà assegnata la responsabilità della gestione dei 2 brand, curandone lo sviluppo e l’implementazione delle linee di prodotto, rispondendo direttamente all’Amministratore Delegato. I candidati in particolare: • contribuiranno alla definizione delle politiche di brand gestendo il budget e garantendo il raggiungimento degli obiettivi di vendita stabiliti; • collaboreranno con lo stilista nello sviluppo e definizione delle linee di prodotto, supervisionando il proces-
so produttivo dalla scelta delle materie prime al lancio in produzione, cercando di ottimizzare le risorse, i costi e le idee delle collezioni; • ricercheranno, individueranno e gestiranno i rapporti con i fornitori; • analizzeranno il mercato studiando le richieste e le preferenze dei consumatori anche in relazione alle dinamiche dello stesso prodotto dalla concorrenza; • contribuiranno allo studio del packaging dei prodotti che corrisponda all’immagine dell’azienda. Requisiti • conoscenza della materia economica e del marketing; • età preferibilmente compresa tra i 35 e 45 anni; • esperienza maturata nel ruolo di almeno 3-5 anni; • provenienza dal settore fashion, specificatamente moda, calzatura, abbigliamenti o accessori; • conoscenza della lingua inglese Forte orientamento al risultato e al raggiungimento degli obiettivi, problem solving, dinamismo, ottime capacità strategiche e di leadership completano il profilo.
>SIDA GROUP, PER AZIENDA LEADER OPERANTE NEL SETTORE HEALTHCARE & SAFETY RICERCA: RIF: RVF/01 - 1 RESPONSABILE VENDITE “MEDICAL E PERSONAL CARE” - CANALE GDO - INGROSSO E 1 RESPONSABILE VENDITE “MEDICAL E PERSONAL CARE” - CANALE FARMACIE – PARAFARMACIE - SANITARIE Il quale in accordo con la Direzione Generale si occuperà di : • definire la strategia di vendita più appropriata al territorio ed ai clienti; • definire il budget in funzione delle aree geografiche e dei clienti; • raggiungere gli obiettivi di fatturato e di margine nel suo canale di competenza; • implementare e motivare la struttura commerciale di competenza; • dirigere tutte le attività di vendita della rete; • raccogliere informazioni e monitorare le fonti concorrenziali. Il candidato ideale: • ha un’età preferibilmente compresa
tra i 40 – 55 anni; • ha maturato un’esperienza pluriennale nel ruolo e nella gestione ed implementazione di reti commerciali nel canale farmaceutico e nella vendita di prodotti per l’automedicazione, l’integrazione alimentare e la cura ed igiene della persona; • è disponibile a trasferte in Italia. Completano il profilo doti di leadership, capacità organizzative, problem solving, dinamismo, capacità di gestione dello stress, determinazione, attitudine allo sviluppo e alla vendita. La sede di lavoro è nel centro Italia. I candidati interessati devono inviare una copia del curriculum, corredata dell'autorizzazione al trattamento dei dati (art.13 D.Lgs. 196/03) alla società SIDA GROUP Srl, all’indirizzo ricercaeselezione@sidagroup.com indicando il riferimento dell’annuncio.
>SIDA GROUP, SOCIETÀ DI CONSULENZA E FORMAZIONE, CON DIVERSE SEDI IN ITALIA, PER LA SUA FILIALE DI MILANO, RICERCA UN: RIF: RFM/SD RESPONSABILE DI FILIALE - DIVISIONE FORMAZIONE E CONSULENZA la/il quale, in accordo con la Direzione, nel rispetto degli strumenti e delle procedure Sida, dovrà: • Organizzare e gestire i percorsi formativi erogati dalla struttura (finanziati, manageriali e i percorsi rivolti a privati) • Sviluppare la scuola di formazione in termini di consulenza e servizi offerti • Gestire un gruppo di lavoro • Raggiungere gli obiettivi prefissati con la Direzione Requisiti richiesti: • ha esperienza nella gestione e nello sviluppo di progetti in ambito formativo (coordinamento, placement, gestione dei rapporti con le aziende clienti, etc) • ha esperienza in ambito commerciale preferibilmente nel settore servizi • ha esperienza nella gestione di un gruppo di lavoro • ha un’età preferibilmente compresa tra i 30 e 40 anni Vogliamo entrare in contatto con candidati intraprendenti, cha ambiscono a gestire un contesto con autonomia
e un forte orientamento all’obiettivo; dinamismo e stile di leadership partecipativo completano il profilo. Costituisce requisito fondamentale provenire da contesti consulenziali o di servizi, preferibilmente in ambito Risorse Umane e/o Formazione. I candidati interessati possono inviare una copia del curriculum, corredata dell'autorizzazione al trattamento dei dati (art.13 D.lgs. 196/03) all’indirizzo ricercaeselezione@sidagroup.com indicando il riferimento dell’annuncio
>DINAMICA ED IMPORTANTE AZIENDA OPERANTE NEL SETTORE MANIFATTURIERO, PER INSERIMENTO ALL’INTERNO DEL PROPRIO ORGANICO RICERCA: RIF: RP/01 RESPONSABILE DI PRODUZIONE – ANCONA NORD Il quale avrà l’incarico di gestire ed organizzare i processi tecnico-produttivi dei reparti stampaggio, fustellazione e confezionamento nel rispetto degli standard e dei costi prefissati; sarà responsabile dell’ implementazione di adeguati metodi di pianificazione, esecuzione e controllo di ogni commessa garantendo la giusta allocazione delle risorse tecniche ed umane, gestendo e coordinando un team di circa 30 persone (2 turni). Sarà inoltre di sua competenza la gestione operativa del reparto confezionamento. Requisiti richiesti: • Età: preferibilmente compresa tra i 30-35 anni; • Formazione: laurea in Ingegneria, preferibilmente meccanica e/o diploma tecnico; • Lingue: fluente conoscenza della lingua inglese; • Esperienza: di almeno 3 anni nel ruolo e nel settore manifatturiero Vogliamo entrare in contatto con persone che possiedano competenze organizzative /gestionali e di pianificazione importanti, disponibili ad orari flessibili con un’ottima capacità di gestione dello stress, di risoluzione dei problemi e leadership. La sede di lavoro è nella provincia di Ancona.
Gli interessati sono pregati di inviare dettagliato curriculum, con consenso al trattamento dei dati, citando in busta il riferimento a: SIDA S.r.l. Via I° Maggio - 60131 Ancona - Fax 071/2852245 - info@sidasrl.it - www.sidasrl.it Consenso: richieste di autorizzazione provvisioria alla Ricerca e Selezione del personale in corso, ai sensi del D.Lgs. 276/03. I candidati ambosessi (L. 903/77) sono invitati a leggere sul nostro sito l’informativa sulla Privacy (D. Lgs. 196/03).
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CULTURA D’IMPRESA E DINTORNI SETTEMBRE ‘14 N°7 anno XXI
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NARDO FILIPPETTI & SIMONETTA STRONATI Cavalieri del Lavoro 2014
PINO SCACCIA Lo storico inviato Rai racconta le sue Marche
SPECIALE
I manager del futuro
DOSSIER CREDITO tra sfide e cambiamento
BIANCO E NERO, Fango e una Reflex
SENIGALLIA
Negli scatti di Giorgio Granatiero
JOHANNES GENEMANS
La forza della scultura, l’intensità dell’amore
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Sua maestà il Mojito ISSN 20367589
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