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Quaderno della ricerca #94

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I Quaderni della Ricerca

«Ed io che sono?»

Individuo, persona, soggetto

Romanae Disputationes 2025-26

a cura di Gian Paolo Terravecchia e Marco Ferrari

I Quaderni della Ricerca 94

«Ed io che sono?»

Individuo, persona, soggetto

Romanae Disputationes 2025-26

a cura di Gian Paolo Terravecchia e Marco Ferrari

© Loescher Editore - 2026

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Ristampe 6 5 4 3 2 1 N 2032 2031 2030 2029 2028 2027 2026

ISBN 9788820152260

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Il soggetto nella filosofia alla prova delle Romanae Disputationes

di Marco Ferrari

rd-paths. Le Romanae Disputationes oltre i licei

di Samuele Calzone, Dario De Santis e Francesca Faienza

di Stefano Bancalari «… Ed io che sono? / Così meco ragiono» (G. Leopardi).

di Costantino Esposito

Un oracolo alternativo: ἀλλοτριοῦ

, “trascendi te stesso”

di Irene Mandolesi, Nicole Simonella, Valentina Tiengo

Il nodo dei frammenti. L’unitotalità dell’io tra l’orizzonte del mondo e l’abisso della coscienza

di Ada Caterina Cudemo, Francesco Cudemo

L’io, un ente temporale

di Chiara Valente, Sara Spagnolo, Francesco Panzarola

L’algoritmo dell’Io

di Filippo Bonisoli, Josefina Ines Lopez

Io sono ciò che resta

di Mirna Bdiwy, Vittoria Cassani, Giada Vernillo

La nostalgia del sacro. L’io inafferrabile nella sua crisi 143 di Sofia Marie Armento, Carlo Cafarelli, Giorgia Annapia Maggio, Lavinia Serafini Ripa, Maria Giovanna Serio

Introduzione

Siamo giunti, con quella del 2026, alla tredicesima edizione del Concorso nazionale Romanae Disputationes (rd). Esso cerca di promuovere in Italia l’eccellenza nello studio della filosofia a livello di scuola secondaria superiore. In questi anni il Concorso ha offerto a migliaia di studenti del triennio superiore di tutta Italia percorsi di ricerca e confronto aperti a tutti gli orientamenti culturali, svolti in collaborazione con il mondo universitario, ponendo a tema le grandi domande che la filosofia offre. Il Concorso si radica nel lavoro quotidiano dei docenti di filosofia della scuola secondaria superiore che condividono fra loro la propria esperienza di insegnamento per riscoprire, in quella comunità di lavoro che è la Bottega dell’insegnare – Filosofia di Diesse, i contenuti e i testi della filosofia, andando al di là del già saputo e sedimentato1.

Nelle rd gli studenti, raccolti in team, vengono sfidati a lavorare sui più affascinanti temi di cui si occupa la filosofia, come la ragione umana, la libertà, la giustizia, la tecnologia, il bello, il desiderio, il potere della parola, gli affetti e i legami, il corpo, la realtà, il tempo e i valori. Tali questioni costituiscono la trama quotidiana delle lezioni di filosofia a scuola e sono proposte proprio perché possano rioccupare con maggiore centralità e ampiezza il ruolo che spetta loro nella formazione delle giovani generazioni e nella riflessione matura degli adulti.

Il presente testo nasce dal Concorso 2026 sul tema: “«Ed io che sono?» Individuo, persona, soggetto”, svoltosi nella fase finale il 9 e 10 marzo presso il teatro Duse di Bologna, con la possibilità di collegarsi in diretta streaming. Durante la due giorni, si sono tenuti alcuni interventi di grande spessore, la presentazione dei monologhi filosofici finalisti, l’evento musicale serale e il

1. Cfr. Prefazione, in M. Ferrari e G.P. Terravecchia (a cura di), Soggetto e realtà nella filosofia contemporanea. Cinque lezioni, Itaca, Castelbolognese 2014, p. 3, in http://lebotteghedellinsegnare.diesse.org/filosofia. Le lezioni della Bottega sono pubblicate anche sul portale http://webtv.loescher.it. La Bottega di Filosofia è coordinata da Marco Ferrari e fa parte del progetto Le Botteghe dell’insegnare a cura dell’associazione Diesse. Tutti i siti Internet qui citati sono stati consultati l’ultima volta nell’aprile 2026.

torneo di disputa filosofica Age contra, oltre alla sintesi dei lavori e, naturalmente, le premiazioni finali.

Il volume cerca soprattutto di offrire del materiale che consenta, a diversi livelli di approfondimento e da molteplici angolature, di rimeditare il tema del soggetto a partire da quanto avvenuto durante le varie fasi del Concorso. La prima parte del testo raccoglie alcune riflessioni del Direttore del Concorso per l’edizione 2026 e racconta le diverse fasi del lavoro svolto durante l’anno e il suo articolarsi. Seguono una notizia e alcune riflessioni critiche sui monologhi filosofici (singolo e di coppia) e sul torneo Age contra, da parte del presidente del Comitato didattico del Concorso. La seconda parte del volume raccoglie, in primo luogo, il testo di Stefano Bancalari, che costituisce l’intervento di apertura del Concorso, in secondo luogo il testo della lezione di Costantino Esposito, tenuta in apertura del Convegno finale. Tutte le videolezioni degli accademici (Igor Agostini, Mauro Bonazzi, Sofia Bonicalzi, Carla Canullo, Annalisa Caputo, Arianna Fermani, Luca Fonnesu, Giovanni Grandi, Eugenio Lecaldano, Paola Muller, Andrea Staiti) sono fruibili online2 . La terza parte del testo offre le informazioni sui vincitori delle varie categorie e raccoglie i materiali presentati dai vincitori del Concorso. Il volume si chiude riproponendo il Manifesto della filosofia, che sentiamo quanto mai attuale. In particolare, in un contesto sociale segnato da numerosi conflitti verbali, fake news e crisi della fiducia nella scienza, l’insegnamento della filosofia, e quindi della disposizione a ragionare insieme in vista del bene comune, ci sembra sempre più decisivo.

Quanto alla scelta sulle modalità di pubblicazione delle tesine, è opportuno chiarire – ancora una volta – le ragioni che ci hanno guidato. Quello che in un autore esperto, magari affermato, è motivo di pudore, in un giovane alle prime armi è traccia di un percorso di crescita e perciò può essere a pieno titolo motivo di orgoglio e vanto. La logica di questa parte è di presentare i testi giudicati come migliori, secondo la valutazione delle giurie didattica e scientifica. Ci siamo limitati a correggere i refusi e le mancanze formali a livello tipografico, emendando in qualche raro caso il testo per riportarlo alle intenzioni espressive originarie, con l’autorizzazione di chi lo firma. Abbiamo inoltre sollecitato gli studenti a inserire i riferimenti bibliografici che non di rado mancavano in qualche misura nel testo consegnato al Concorso. Abbiamo però conservato tutto il resto, comprese le carenze a livello espressivo, concettuale e culturale. Gli studenti che li hanno scritti vi troveranno il loro lavoro proprio così come l’hanno presentato e non una sua versione finta e abbellita per l’occasione. Gli insegnanti potranno constatare

2. Tutte le lezioni di rd 2026 sono visibili alla pagina del Concorso, https://romanaedisputationes. com/videolezioni/.

tra le righe il molto lavoro che è stato svolto dai colleghi e il tantissimo che si sarebbe potuto fare, traendo spunto dall’uno e dall’altro. Gli studenti delle prossime edizioni del Concorso si faranno un’idea di quello che in passato è stato uno standard vincente e potranno cercare di alzare l’asticella. Ci piace pensare che un giorno qualcuno prenderà in mano anche questo testo delle rd e, leggendo le tesine degli studenti, sorriderà di quanto è stato scritto dai team in questa edizione. Ebbene, anche in questo caso, tutti gli autori, con noi, potranno essere orgogliosi di aver compiuto un passo verso quel miglioramento. In un percorso di ricerca è normale che alcune cose non riescano al meglio, soprattutto all’inizio: se si vuole imparare a camminare, non si deve temere di cadere e anzi bisogna essere orgogliosi di quanto intrapreso, pur di non restare fermi. Il lettore dovrà comunque riconoscere che, con tutti i loro limiti, le tesine che raccogliamo presentano, ciascuna, degli elementi di merito e di interesse che noi curatori siamo lieti di pubblicare, anche a motivo della capacità che hanno avuto gli studenti di entrare completamente dentro alle questioni, mostrandone molteplici sfaccettature e, soprattutto, il riverbero sincero che la domanda sull’io ha suscitato in loro.

A fronte del tanto lavoro svolto per l’organizzazione delle rd, ci pare doveroso ringraziare, insieme agli studenti partecipanti, anche tutti i docenti e i presidi che hanno sostenuto e favorito il lavoro dei team, in virtù del grande impegno che le rd richiedono in termini di tempo, di studio e di organizzazione. Allo stesso modo vanno ringraziati gli illustri relatori, gli organizzatori e i collaboratori dell’associazione Amore per il Sapere – ApiS e di tutti gli enti, le associazioni e le Università che hanno contribuito all’iniziativa. In particolare, ringraziamo le Università di Bari, Bologna, Padova e Venezia, indire (Istituto nazionale documentazione innovazione e ricerca educativa), la Cattolica di Milano, l’Istituto Toniolo, Cimea, l’associazione Incontri esistenziali di Bologna, Lavoropiù S.p.a., la casa editrice Laterza, le residenze universitarie della Fondazione rui, la Cineteca di Bologna, la Fondazione De Gasperi, l’associazione Diesse, Parole Ostili, il Museo nazionale del cinema di Torino e Dire, Fare, Insegnare. Tutti loro, compartecipando alla realizzazione del Concorso, hanno reso possibile la costruzione di un nuovo luminoso tassello del grande mosaico della buona scuola italiana.

Desideriamo poi ringraziare alcune persone il cui contributo per la realizzazione del volume è stato prezioso: Donatella Agnolucci ed Elvira Baturi. Un ringraziamento particolare lo dobbiamo a Elisabetta Bulla che, con la massima disponibilità, ha svolto un prezioso, enorme e intelligente lavoro di coordinamento e revisione. Infine, ma certo non per ultimo, ci teniamo a esprimere uno speciale ringraziamento a Loescher, che continua con generosità a sostenere il Concorso e la pubblicazione dei testi che esso ogni anno produce.

Parte prima Sul Concorso

L’io alla prova della filosofia e delle Romanae Disputationes

1. Il tema del Concorso

Il Concorso nazionale di filosofia Romanae Disputationes ha sfidato, anche quest’anno, migliaia di studenti e docenti delle scuole secondarie superiori a riflettere sul tema dell’io. In un momento storico segnato dalla guerra e dal crescere delle ingiustizie sociali, si è scelto di interrogarsi sulla natura dell’“io” con l’intento di portare alla luce e riscoprire la misura autentica della vita umana.

Più di 5000 studenti hanno partecipato alla lezione inaugurale del 3 ottobre 2025, tenuta dal filosofo Stefano Bancalari. Circa 400 erano presenti nell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano, mentre molti altri hanno seguito l’incontro in diretta streaming dalle proprie scuole. Tutti sono stati accomunati dal desiderio di comprendere più a fondo la natura, la genesi e l’esperienza dell’io, sintetizzate nel tema del Concorso: “«Ed io che sono?» Individuo, persona, soggetto”. Il termine “io” richiama immediatamente il mondo relazionale, valoriale e culturale in cui siamo immersi, ma al tempo stesso esige di interrogare ciò che orienta la nostra esistenza personale e comunitaria. Mettere a tema l’io rappresenta oggi una sfida decisiva, in un’epoca segnata dalla pervasività del digitale e dell’intelligenza artificiale e da una crescente difficoltà di convivenza armonica tra individui e popoli. La domanda che ha guidato il percorso è il celebre verso leopardiano «Ed io che sono?», tratto dal Canto notturno di un pastore errante dell’Asia . La lezione inaugurale ha mostrato come questa domanda costituisca un modello della domanda filosofica autentica: non una richiesta di informazioni, ma un interrogare capace di trasformare lo sguardo. La filosofia, infatti, non aggiunge semplicemente contenuti, ma insegna a vedere diversamente ciò che già sappiamo. Il primo punto decisivo è stato chiarire che cosa significhi porre una domanda filosofica: essa non mira a una risposta definitiva, ma mette in questione i presupposti stessi da cui partiamo. Da qui emerge una tesi rilevante: l’“io” non è sempre stato un problema filosofico. La

sua centralità è un prodotto della modernità. Prima di essa, la riflessione si concentrava sull’anima, sull’essere, sul bene; solo con la modernità nasce il senso della soggettività, della prospettiva individuale, della privacy e dei diritti. L’io diventa così un problema non solo teorico, ma anche storico e culturale. Questa svolta trova una formulazione paradigmatica in Cartesio: il cogito mostra che, anche dubitando di tutto, non posso dubitare del fatto che io sto dubitando. L’io pensante diventa così una certezza originaria. Ne derivano due conseguenze decisive: da un lato, l’io è il fondamento del sapere; dall’altro, è chiamato a una responsabilità radicale, perché non può delegare ad altri il compito di pensare.

A partire da questa centralità, la filosofia moderna tenta di definire l’essenza dell’io, ossia una struttura stabile che ne garantisca l’identità nel tempo. In questa direzione si colloca Locke, che identifica l’identità personale nella continuità di coscienza e memoria: l’io non coincide con il corpo, ma con la capacità di riconoscersi come lo stesso soggetto nel tempo. Tuttavia, questi tentativi mostrano una difficoltà profonda: se l’io viene ridotto a una formula o a un insieme di caratteristiche replicabili, perde ciò che lo rende unico e irripetibile. Gli esperimenti mentali di Locke rivelano che l’identità può essere “trasferita”, ma così facendo si mette in crisi l’idea stessa di un io irriducibile. Non a caso, con Hume si giunge a negare l’esistenza di un io sostanziale, ridotto a un fascio di percezioni. La lezione ha evidenziato come il problema dell’io possa derivare anche dal modo in cui lo cerchiamo: se lo trattiamo come un oggetto tra gli altri, destinato a essere definito mediante un’essenza, rischiamo di perderlo. Si apre così una prospettiva fenomenologica: l’io non è qualcosa che si trova nel mondo, ma ciò a partire da cui il mondo appare. Non è “una cosa nella stanza”, ma, in un certo senso, è la stanza stessa, il punto di vista originario che rende possibile ogni esperienza. Questa intuizione trova una formulazione radicale in Heidegger, secondo cui «l’essenza dell’esserci consiste nella sua esistenza»: l’io non possiede un’essenza fissa, ma si realizza nel tempo, nelle scelte, nella possibilità. L’identità non è un dato, ma un compito. Con Lévinas, infine, emerge un ulteriore livello: l’io non si comprende mai da solo. L’incontro con il volto dell’altro introduce una dimensione che sfugge al controllo del soggetto. L’identità personale è costitutivamente relazione.

Il lavoro svolto nel percorso di Romanae Disputationes è stato dunque, insieme, un privilegio e una responsabilità, in un’epoca in cui il problema dell’io rischia di essere dimenticato o ridotto a forme deformate, tra decostruzione e narcisismo. La prima scoperta condivisa è che la risposta alla domanda «Ed io che sono?» dipende dal punto di vista adottato, dai criteri di giudizio con cui guardiamo l’uomo. Se lo consideriamo solo biologicamente, l’io è un organismo; psicologicamente, un insieme di processi mentali; so-

cialmente, un ruolo o una costruzione storica. Ma la tradizione filosofica insegna che l’io non si lascia ridurre a uno solo di questi livelli. Platone lo esprime nel mito della biga alata: l’uomo è tensione tra dimensioni diverse, attratto verso l’alto e insieme trattenuto verso il basso. Aristotele chiarisce che l’uomo è un’unità di corpo e anima, un sinolo vivente. Agostino individua nell’io una struttura di inquietudine: il cuore umano è fatto per un compimento che non può darsi da solo. In questa linea, la riflessione di Luigi Giussani ha messo in luce il carattere originario del senso religioso come struttura della coscienza. Pascal descrive l’uomo come una “canna pensante”: fragile, ma capace di infinito; e come un “re decaduto”, segnato dalla nostalgia di una grandezza perduta.

La modernità, da Cartesio a Kant e Hegel, ha esaltato la centralità dell’io, ma ne ha anche mostrato le fragilità: Nietzsche e Freud ne hanno messo in crisi l’unità, Bergson ne ha sottolineato il carattere dinamico, Heidegger la dimensione esistenziale. Hannah Arendt, infine, ha ricordato che ogni uomo che nasce rappresenta un nuovo inizio: ogni io è possibilità di novità, di azione, di libertà. È proprio questa dimensione che ogni forma di totalitarismo tenta di negare. Da questo percorso emerge una consapevolezza condivisa: l’io non è riducibile al corpo, né alla psicologia, né alla società. L’io è desiderio di felicità, domanda di destino, apertura a un compimento. Fragile come una canna, ma capace di infinito; segnato da una mancanza, ma aperto a una pienezza. Per questo la domanda sull’io non è mai soltanto teorica: è la domanda più concreta, quella che ciascuno porta dentro di sé. Chi sono? Che cosa cerco? Che cosa può compiere la mia vita? Il compito della filosofia – e il senso di Romanae

Disputationes – non è chiudere questa domanda, ma custodirla e approfondirla. Perché proprio in essa si gioca la libertà dell’uomo e, forse, la sua felicità. In questo anno di lavoro abbiamo scoperto, infatti, che non siamo soltanto coloro che pongono domande sulla realtà, ma siamo noi stessi, in prima persona, il luogo in cui la domanda sull’io accade, articolandosi nei quesiti circa la propria origine, la propria struttura e il proprio destino.

2. Le rd nel mondo della scuola

Mettere a tema l’io, filosoficamente, è anche una opportunità per riconquistare il senso stesso della scuola come il luogo della ricerca del senso della realtà. La scuola vive però oggi in un mondo che sembra aver perso il rapporto con la realtà e la capacità di comprenderla. Sembra che gli strumenti digitali, il mondo di Internet e l’ai siano più in grado di rubare l’attenzione dei giovani rispetto a ciò che la scuola offre loro. In che modo, dunque, la scuola può riuscire nel suo scopo?

Se lo scopo della scuola è introdurre alla ricerca del significato della totalità della realtà, attraverso i diversi metodi e linguaggi delle discipline, la possibilità del suo successo è tutta nei suoi docenti1. Grazie al rapporto con i docenti gli studenti possono scoprire l’amore per il sapere e il gusto per la conoscenza del senso del reale, accettando la fatica della ricerca. La scuola deve poter essere il luogo «dell’incontro che trasporta, muove, anima, risveglia il desiderio»2 . La pensavano così anche Socrate, Platone e i suoi colleghi all’Accademia. Così hanno vissuto la ricerca e l’insegnamento i grandi filosofi della nostra storia, fino alle migliaia di docenti e studenti che vivono con speranza nella scuola di oggi. Persone, queste ultime, che hanno il coraggio e l’intelligenza di mettere a tema la realtà, dentro e fuori le aule, nell’ora di lezione e nel tempo libero, restituendo e ritrovando la propria dignità di esseri liberi e razionali aperti all’altro da sé. Aperti a un mistero certamente invisibile, ma che tuttavia continuamente chiede di noi, chiede la nostra attesa e abita nel nostro misterioso potere di parlare.

Nello studio della filosofia, a scuola, si apre questa occasione affascinante: penetrare con coraggio nella verità profonda delle esperienze più semplici e apparentemente banali e scoprire la ricchezza del nostro essere vivi, ora. Per intraprendere la strada della filosofia è necessaria un’unica condizione: il coraggio di stare sulla soglia di uno stupore carico di spavento, insieme all’umile accettazione della nostra strutturale povertà. È Platone nel Simposio ad avvertirci che non siamo né dèi né animali, ma una strana creatura che vive nella terra di mezzo, dove l’ignoranza confina con la sapienza: «Nessuno degli dèi fa filosofia, né desidera diventare sapiente, dal momento che lo è già. E chiunque altro sia sapiente, non filosofa. Ma neppure gli ignoranti fanno filosofia, né desiderano diventare sapienti. Infatti, l’ignoranza ha proprio questo di penoso: chi non è né bello né buono né saggio ritiene invece di esserlo in modo conveniente. E, in effetti, colui che non ritiene di essere bisognoso, non desidera ciò di cui non ritiene di aver bisogno»3. Il sentimento avvertito del nostro bisogno ci apre, per Platone, al desiderio di ciò che sentiamo mancare.

La filosofia, a scuola e nella vita adulta, ci aiuta a sfondare con l’interrogazione razionale la superfice cieca e ottusa dei bisogni immediati e ci spinge sempre più in là in vista di un orizzonte in-finito. Discutere del senso ultimo della realtà, strappandola alle ovvietà del senso comune, è una occasione per poter tornare a guardare il mistero da cui proveniamo e riguadagnare, all’in-

1. M. Ferrari, A. Panìco, Bocche di leone. L’esperienza dell’adolescenza tra scuola, filosofia e psicoanalisi, Mimesis, Milano-Udine 2024.

2. M. Recalcati, L’ora di lezione, Einaudi, Torino 2014, p. 93.

3. Platone, Simposio, a cura di G. Reale, Bompiani, Milano 2000, 204a.

terno dell’epoca del digitale e dell’informazione, una postura ancora umana, ovvero libera e razionale, per affrontare il presente dentro e fuori la scuola.

Già da questi pochi e sintetici spunti sul tema della realtà appare chiaro che sfidare i giovani sulle parole fondamentali della nostra storia è un lavoro educativo essenziale. Per il lavoro che è stato svolto dagli studenti, possiamo dire che esso ha aperto risposte sorprendenti che attestano l’importanza dell’interrogare filosofico. I ragazzi, infatti, desiderano conoscere se stessi e comprendere l’esperienza che fanno; attendono degli adulti non cinici né disillusi che li accompagnino dentro le “segrete cose” attraverso parole adeguate, vere, profonde, coraggiose.

3. Lo svolgimento del Concorso

Vediamo dunque come si sono svolti gli eventi del Concorso del 2026. La tredicesima edizione delle Romanae Disputationes (rd) si è confermata come una proposta innovativa per la didattica della filosofia nel panorama della scuola italiana. Essa è stata capace di coinvolgere ed entusiasmare migliaia di studenti e docenti della secondaria superiore, insieme ai professori universitari intervenuti come valutatori e relatori. L’iniziativa, come le precedenti, si è svolta in tre tappe successive.

In primo luogo, come anticipato nell’Introduzione, abbiamo proposto la lezione introduttiva tenuta nel settembre 2025. Si è trattato di un momento, svoltosi a Milano presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano, che ha visto come protagonista Stefano Bancalari. Questa lezione è stata seguita in presenza e in diretta streaming complessivamente da 5000 studenti e docenti di più di 150 scuole italiane. Bancalari ha introdotto il tema delle rd 2026 con una lezione sul tema: “«Ed io che sono?» Individuo, persona, soggetto”4. Bancalari ha stimolato gli studenti e i docenti ad aprire l’orizzonte della propria riflessione alle problematiche dell’indagine filosofica e personale sui valori, facendo tesoro della tradizione di pensiero che va da Platone a Cartesio, fino ai filosofi più recenti. Inoltre, le 11 videolezioni con esperti e docenti universitari, diffuse sul sito web delle rd5, insieme alle altre lezioni proposte, hanno permesso a studenti e docenti di approfondire il tema dell’io facendo tesoro di alcuni stimoli originali, oltre che del punto di vista dei principali protagonisti della storia del pensiero.

4. Tutte le videolezioni realizzate per le rd 2026 sono visibili sul sito web di rd, alla pagina romanaedisputationes.com/videolezioni/, e sul canale YouTube di rd, www.youtube.com/channel/ UCxmQzzh47V4dvJPFYt2t5XQ.

5. Ibidem.

La seconda tappa è consistita nel lavoro di ricerca individuale e collettivo dei team che hanno deciso di partecipare al Concorso, accompagnati dai loro docenti referenti, nelle diverse categorie proposte: scritti, video e monologhi, oltre alla possibilità di candidarsi al torneo di disputa filosofica Age contra . I docenti del comitato didattico hanno proceduto poi a valutare gli elaborati scritti, i video e i monologhi secondo un sistema a blind referee. Essi cioè hanno valutato i testi e i video senza conoscere chi ne fosse l’autore. Le valutazioni dei docenti universitari del comitato scientifico, sempre con un sistema a blind referee, hanno determinato la graduatoria finale. Per quanto riguarda la categoria degli elaborati video e i monologhi la valutazione è stata compartecipata nella prima fase anche da una speciale giuria tecnica, composta da docenti ed esperti dell’associazione ApiS – Amore per il sapere in collaborazione con esperti della Cineteca di Bologna e del Museo nazionale del Cinema di Torino e definita nella graduatoria finale dal Comitato scientifico del Concorso.

La terza e ultima fase si è svolta il 9 e 10 marzo 2026 in presenza presso il teatro Duse di Bologna e in collegamento streaming. Per due giornate si sono susseguite le lezioni di Costantino Esposito, la presentazione dei monologhi finalisti e la serata filosofico-musicale con Simone Bersani e Marco Bernardi. Infine, si sono svolte le finali Junior e Senior del torneo di disputa filosofica Age contra guidato da Adelino Cattani e la sintesi finale da parte del direttore del Concorso e del presidente del Comitato didattico.

La due giorni si è conclusa con le molto attese premiazioni finali dei team vincitori (categorie, tesine, video e monologhi). I numeri confermano il successo di questa tredicesima edizione del Concorso: più di 900 studenti iscritti, accompagnati da 80 docenti referenti di 65 scuole di tutta Italia, per un totale, nelle categorie Junior (iii e iv anno della secondaria superiore) e Senior (v anno), di 137 elaborati scritti, 74 elaborati multimediali e 85 monologhi partecipanti al Concorso.

Tutta questa ricchezza è fonte di grande soddisfazione per gli organizzatori. Le rd sono state realizzate dall’associazione Amore per il Sapere – ApiS in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, l’Istituto Toniolo, Cimea, l’associazione Incontri esistenziali di Bologna, gli editori Loescher e Laterza, le residenze universitarie della Fondazione rui, Lavoropiù S.p.a., l’associazione Diesse, l’associazione Jonas, la Cineteca di Bologna, il Museo nazionale del cinema di Torino e con il patrocinio del Festival di Filosofia della Magna Grecia, delle Università di Padova, di Bari, di Venezia e di Bologna.

Ciò che più di tutto ci rende orgogliosi nel promuovere le rd è la constatazione della novità di metodo che esse rappresentano per il lavoro quotidiano di molti docenti e studenti e, potenzialmente, per tutta la scuola italiana.

Tale novità consiste innanzitutto nell’aver scelto di sfidare allievi e docenti sui grandi temi e sulle domande fondamentali della filosofia, domande che, nella didattica ordinaria e in proposte formative apparentemente affini alle rd, rischiano di perdersi in questioni più specialistiche e di dettaglio, talvolta di corto respiro. Per questo, ci pare che sia tanto essenziale quanto coraggioso proporre temi come quello della natura e delle possibilità conoscitive della ragione umana (rd 2014), quello della natura e dell’esperienza della libertà (rd 2015), quello delle radici, delle condizioni e delle espressioni della giustizia (rd 2016), quello del rapporto tra filosofia, tecnica e tecnologia (rd 2017), quello della natura della bellezza (rd 2018), quello della natura e delle possibilità del desiderio (rd 2019), quello del rapporto tra linguaggio e mondo (rd 2020), quello degli affetti e dei legami (rd 2021), quello del corpo (rd 2022), quello della realtà (rd 2023), quello del tempo (rd 2024), quello dei valori (rd 2025) e quello dell’io (rd 2026). Il lavoro nei team per la produzione degli elaborati scritti e video ha favorito, in molti studenti e docenti, la percezione che la scuola può essere davvero il trampolino di lancio per conseguire una conoscenza appassionata del mondo e di sé e non soltanto un luogo ripiegato su se stesso che la società obbliga a frequentare in vista dell’università o del mondo del lavoro. Infine, la nuova categoria di concorso rd-paths, realizzata in collaborazione con indire, ha permesso anche agli studenti di circa 40 istituti tecnici e professionali italiani di approcciarsi alla riflessione filosofica, realizzando dei video sul tema dell’io.

Un altro aspetto caratterizzante il lavoro delle rd è la scelta di offrire occasioni di confronto con alcuni tra i più competenti e appassionati studiosi del mondo accademico. Essa trova la sua prima ragion d’essere nella convinzione che il gusto per la ricerca può smuovere energie spesso sopite e dormienti, sia tra gli allievi che tra i docenti. Guardare e ascoltare uomini in ricerca è un potente antidoto all’autoreferenzialità e alla rassegnazione e permette di fatto la costruzione di nuovi e aggiornati percorsi di lavoro dentro e fuori la scuola. Il fatto stesso che i nostri allievi abbiamo potuto fruire dei video realizzati con il sostegno dell’Università Cattolica di Milano sul tema dell’io, svolti da angolature diverse, e insieme fruire in presenza e in differita streaming delle lezioni di approfondimento tenute da Costantino Esposito e Giuseppe D’Anna, ha reso visibile quella continuità tra scuola e università spesso auspicata a parole e raramente realizzata di fatto. Le videolezioni di Igor Agostini, Mauro Bonazzi, Sofia Bonicalzi, Carla Canullo, Annalisa Caputo, Arianna Fermani, Luca Fonnesu, Giovanni Grandi, Eugenio Lecaldano, Paola Muller e Andrea Staiti hanno offerto la possibilità di realizzare la didattica capovolta a centinaia di classi, permettendo un lavoro approfondito e critico su un tema ampio e complesso come quello dell’io. La nuova categoria di concorso rd-paths, realizzata in collaborazione con indire, è stata arric-

chita dalla competenza e dalla professionalità dei ricercatori di indire Samuele Calzone, Dario De Santis e Francesca Faienza.

Infine, anche in questa tredicesima edizione delle rd abbiamo voluto dare agli studenti partecipanti l’occasione di mettere alla prova le loro competenze dialettiche e argomentative attraverso il torneo di disputa filosofica regolamentata Age contra 6 .

6. Cfr. infra, pp. 19-23.

Sul torneo Age contra e sulle categorie Monologhi

1. Il torneo Age contra

Gli Age contra dell’edizione 2025-26, come negli anni scorsi, si sono svolti in forma mista, con le semifinali a distanza e le finali in presenza. La formula del torneo ha dunque coinvolto un totale di 8 squadre per i due tornei, Junior e Senior. Il 9 febbraio sono state estratte a sorte le squadre che avrebbero partecipato al torneo, tra quelle iscritte alle varie sezioni del Concorso (Scritti, Video, Monologo) che avevano dato la loro disponibilità. In tal modo gli studenti hanno avuto abbastanza tempo per prepararsi adeguatamente. Sono state disputate in tutto sei gare (quattro semifinali e due finali), che hanno portato alla proclamazione delle due squadre vincitrici, una per categoria. Nel pomeriggio del 25 febbraio si sono svolte online le due semifinali Junior. Il topico discusso è stato: “Nell’era digitale il profilo virtuale amplifica vs. limita l’espressione dell’io” e si sono confrontati, da un lato, il liceo “Marconi” di Parma e il liceo “Marco Tullio Cicerone” di Frascati; dall’altro lato, il liceo “Corso” di Correggio e il liceo “Casardi” di Barletta. I vincitori, cioè il liceo “Marconi” e il “Corso”, si sono poi sfidati, questa volta in presenza, a Bologna nella bella cornice del teatro Duse, il 10 marzo sul topico: “L’io esiste indipendentemente dalle relazioni sociali”.

I Senior hanno invece svolto la semifinale nel pomeriggio del 26 febbraio, anche loro online. Il topico era: “La realtà precede e determina il soggetto”. Un confronto si è svolto tra il liceo “Properzio” di Assisi e il liceo “Casardi” di Barletta; parallelamente si è svolto l’incontro tra il liceo “Malpighi” di Bologna e il l’iis “Leonardo da Vinci” di Civitanova Marche. Anche in questo caso, la finale si è svolta al teatro Duse. Il topico proposto, questa volta, è stato: “L’io permane identico a sé, pur mutando la personalità nel tempo”. A sfidarsi nella finale, in presenza, sono state le squadre del liceo “Properzio” e del liceo “Malpighi”. Le dispute si sono aperte con la dichiarazione di apertura, riportata di seguito1.

1. Cfr. M. Ferrari, M. Nardi, Educare a pensare. Teoria e pratica della disputa regolamentata, Carocci, Roma 2025, soprattutto pp. 39-41 e 65-73.

Il torneo, che si è svolto regolarmente, è stato diretto e guidato dal professor Adelino Cattani, che ha seguito i lavori del torneo Senior, mentre chi scrive ha coordinato i lavori del torneo Junior. I dibattiti filosofici si sono svolti seguendo il protocollo di dibattito Age contra Plus2 .

Il protocollo Age contra Plus chiama i disputandi a mettere in campo le proprie capacità logiche, retoriche e dialettiche, dando un peso ampio alle capacità argomentative. Bisogna saper argomentare validamente, bisogna saper formulare un discorso bello e persuasivo e si deve saper evidenziare i punti deboli nell’argomentazione dell’altra squadra. Formarsi a tutti e tre questi ambiti comporta un percorso di anni di studio e di esercizio che, normalmente, non viene offerto dalla scuola. Già però attirare l’attenzione sui momenti del dire, presentare le principali fallacie e imparare a neutralizzarle, mostrare almeno alcune strategie retoriche nella costruzione di un discorso, studiare gli stili di conduzione del momento dialettico sono passi avanti rispetto all’ordinario che la scuola offre, si tratta di importanti opportunità di crescita per gli studenti e di maturazione professionale per i docenti. Come di prassi in questo genere di attività, alle squadre è stata assegnata d’ufficio la posizione da sostenere, così che gli studenti hanno dovuto argomentare a prescindere dalle proprie convinzioni personali più profonde. Nella parte finale del confronto, però, alle squadre è stato chiesto, da protocollo, di riconoscere quanto di buono e vero era emerso da parte della squadra avversaria, uscendo dal ruolo svolto fino a quel momento.

2. Le categorie Monologhi

La categoria Monologhi, nella versione Monologhi singoli, consiste nell’elaborare un breve discorso (5 minuti), riprendendosi mentre lo si espone, senza operare alcun montaggio o, più ampiamente, alcuna altra attività di postproduzione. Nella categoria Monologhi doppi, novità della presente edizione, si tratta invece di accostare due monologhi singoli. Questa seconda categoria è stata pensata per favorire la collaborazione tra studenti.

Le due categorie, nel complesso, hanno toccato un nuovo record quanto al numero degli elaborati presentati (85 elaborati), rispetto alle edizioni precedenti. La categoria dei Monologhi di coppia ha avuto un inizio timido (in tutto 11 elaborati), ma si è potuto constatare anche alla due giorni finale, sentendoli dal vivo, che la qualità era alta.

2. Il protocollo Age contra Plus è stato ideato dal Comitato scientifico del torneo nazionale di disputa Age contra (https://www.agecontra.it) e si rifà nelle sue linee essenziali al protocollo Patavina Libertas dell’associazione Palestra di Botta e Risposta dell’Università di Padova.

I monologhi sono un’occasione per lavorare sulle proprie capacità di parlare in pubblico e sono pensati sul modello dei celebri ted Talks (però con un formato breve, di 5 minuti). Gli studenti sono valutati per la loro padronanza del linguaggio, la conoscenza dell’argomento, l’efficacia nella strutturazione del discorso, la coerenza argomentativa, la capacità di dominare la comunicazione verbale, non verbale e paraverbale, il rigore e la pertinenza dei riferimenti culturali, l’originalità e, ovviamente, la pertinenza e la rilevanza filosofica dell’elaborato rispetto al tema proposto. Non si tratta, insomma, solo di aver studiato la materia, ma anche e soprattutto di saper sostenere al suo riguardo delle idee personali, sapendosi presentare di fronte a un pubblico, così da sostenerle in un breve, ma intenso e coinvolgente discorso che fonde pensiero e retorica, logica e capacità comunicativa.

Sarà opportuno, in futuro, nella preparazione dei monologhi doppi, lavorare sulla strutturazione delle due parti, così che costituiscano un intero composto da due parti pensate per completarsi e arricchirsi a vicenda. Il rischio che siano due monologhi giustapposti, solo più brevi degli altri, è alto e costituirebbe un’occasione mancata. Data la novità della categoria, va comunque preso atto che quanto proposto quest’anno è stato di buona qualità ed è stato apprezzato prima dai comitati didattico e scientifico, e poi dal pubblico di studenti e insegnanti alla due giorni finale a Bologna.

Appendice

dichiarazione di apertura

Ai presenti

Come capitano della mia squadra, impegno me e i miei compagni a onorare, rispettare e applicare i seguenti principi, necessari perché la disputa sia un’esperienza umana di incontro e collaborazione alla ricerca del vero:

1. Faccio mia l’umile constatazione socratica che la ragione umana è fallibile. Sono perciò pronto a mettere in discussione le mie tesi, consapevole che potranno rivelarsi errate, in toto o in parte.

2. Ascolterò con attenzione le tesi formulate dal mio interlocutore, cercando di coglierne il senso e apprezzarne il valore.

3. tratterò con considerazione e lealtà il mio interlocutore. Sono consapevole che insieme a lui avrò modo di crescere.

4. Mi impegno a svolgere una critica implacabile delle idee che riterrò non persuasive, porgendola però con modi civili e con il massimo rispetto verso colui che le propone.

5. Perseguirò sia la chiarezza di pensiero, quanto a elementi, organizzazione e contenuti del discorso, sia il rigore nell’argomentazione.

Alla squadra concorrente

A nome mio e della mia squadra: vi salutiamo, vi ringraziamo e vi auguriamo “Buona disputa”!

PROTOCOLLO AGE CONTRA PLUS

Romanae Disputationes 2024

Fasi

• Prologo pro 2 minuti

• Prologo contro 2 minuti

• Argomentazione pro 4 minuti

• d ialogo socratico (condotto da contro) 3 minuti

• Argomentazione contro 4 minuti

• d ialogo socratico (condotto da pro) 3 minuti

• Pausa 15 minuti

• e same critico pro 3 minuti

• d ifesa contro (a più voci) 3 minuti

• e same critico contro 3 minuti

• d ifesa pro (a più voci) 3 minuti

• epilogo pro 2 minuti

• epilogo contro 2 minuti

• Pausa a discrezione della giuria

• d ichiarazione di riconoscimento pro 2 minuti

• d ichiarazione di riconoscimento contro 2 minuti

• restituzione della giuria e (eventualmente) verdetto

• Pro: squadra che difende il topico

• Contro: squadra che non accetta il topico

Fasi del dibattito

Prologo

Presentazione del problema e della sua rilevanza, definizione dei termini chiave, dichiarazione di intenti con anticipazione delle argomentazioni che la squadra svilupperà nella fase successiva.

Argomentazione

Presentazione delle prove (ragioni, cause, motivi; dati ed esempi) a sostegno della propria posizione.

Dialogo socratico e same della posizione dell’interlocutore volta a impegnarlo a fare concessioni

utili alla propria posizione, a farlo cadere in contraddizione ponendo domande “alla Socrate”.

Pausa di 15 minuti, destinata a preparare le repliche alle argomentazioni, selezionando le obiezioni che si ritengono più forti e a predisporre la difesa dalle obiezioni (possibili o già avanzate) avverse.

Esame critico

Presentazione delle considerazioni critiche rivolte agli argomenti esposti dall’altra squadra finalizzata a: individuare e contestare eventuali vizi, fallacie, contraddizioni, premesse non dimostrate, conclusioni non conseguenti, interpretazioni discutibili; fornire definizioni alternative; mostrare conseguenze indesiderate di quanto sostenuto dagli altri, con particolare attenzione a verità delle premesse, rilevanza e pertinenza dell’argomento, completezza dei dati.

Difesa (collettiva)

r isposta alle obiezioni avanzate dalla controparte, cercando di ripristinare la validità e la consistenza delle proprie argomentazioni contestate, difendendo i propri argomenti e/o contestando i presupposti su cui si basa la critica. Il focus però è sul consolidamento della propria posizione.

Epilogo r iesame dei punti salienti del dibattito, mostrando che la propria posizione è preferibile a quella avversa. Conclusione logica e chiusura retorica.

La giuria si ritira per deliberare, le squadre preparano la fase successiva. Il punteggio fin qui raggiunto viene fissato dai giudici, condiviso tra di loro, e non potrà cambiare per nessun motivo.

Dichiarazione di riconoscimento

La squadra coralmente riconosce i punti di forza, nei contenuti messi in campo e nel modo di presentarli, della squadra con cui si è misurata, e riconosce gli elementi di verità che, durante la disputa, ha riscontrato nella tesi dell’altra squadra.

I giudici, tenendo conto anche di quest’ultima fase, stabiliscono il vincitore.

SOGGETTOPERSONA,INDIVIDUO,SONO?»CHEIO«ED94RICERQUAD

QUESTO VOLUME, SPROVVISTO DI TALLONCINO A FRONTE (O OPPORTUNAMENTE PUNZONATO O ALTRIMENTI CONTRASSEGNATO), È DA CONSIDERARSI COPIA DI SAGGIO - CAMPIONE GRATUITO, FUORI COMMERCIO (VENDITA E ALTRI ATTI DI DISPOSIZIONE VIETATI: ART. 21, L.D.A.). ESCLUSO DA I.V.A. (DPR 26-10-1972, N.633, ART. 2, 3° COMMA, LETT. D.). ESENTE DA DOCUMENTO DI TRASPORTO.

«Ed io che sono?»

Individuo, persona, soggetto

Siamo giunti alla tredicesima edizione del Concorso Nazionale Romanae Disputationes. L’edizione di quest’anno ha avuto a tema: “Ed io che sono? Individuo, persona, soggetto”. Il Concorso cerca di promuovere in Italia l’eccellenza nello studio della filosofia a livello di scuola secondaria superiore. In questi anni esso ha offerto a migliaia di studenti del triennio superiore di tutta Italia percorsi di ricerca e confronto aperti a tutti gli orientamenti culturali, svolti in collaborazione con il mondo universitario, ponendo a tema le grandi domande filosofiche. Il volume, oltre alla consueta raccolta delle migliori tesine e al Manifesto per la filosofia, presenta i contributi di Stefano Bancalari, Costantino Esposito e Bruno Mastroianni.

Marco Ferrari è preside dei Licei Malpighi e docente di filosofia. È ideatore del concorso nazionale di filosofia Romanae Disputationes e dei tornei di disputa regolamentata Age Contra, vice presidente del Festival dell’Innovazione Scolastica e presidente di Amore per il Sapere-ApiS Ets. È autore di Bocche di leone (Mimesis 2024), Educare a pensare (Carocci 2025), Dire la bellezza (Bonomo 2026) e Il manuale pratico che stavi cercando per scegliere che cosa fare dopo le superiori (San Paolo 2026).

Gian Paolo Terravecchia, coautore di manuali di filosofia, insegna filosofia e storia nei licei. Ha conseguito il PhD in Filosofia presso l’Internationale Akademie für Philosophie in Liechtenstein e il dottorato di ricerca in Filosofia teoretica e pratica presso l’Università degli Studi di Padova. Si è occupato di filosofia sociale e di didattica della filosofia. È presidente del comitato didattico del Concorso Romanae Disputationes e membro del direttivo della SsiDiF (Società scientifica italiana di Didattica della Filosofia).

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«ED IO CHE SONO?» INDIVIDUO, PERSONA, SOGGETTO € 10,70

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