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Quaderno della ricerca #93

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I Quaderni della Ricerca

Il libro nell’insegnamento dell’italiano L2 e LS

a cura di Annalisa Brichese e Giulia Tardi

con la prefazione di Maria Cecilia Luise

I Quaderni della Ricerca 93

Il libro nell’insegnamento dell’italiano L2 e LS

Dai manuali didattici ai testi autentici a cura di Annalisa Brichese, Giulia Tardi con la prefazione di Maria Cecilia Luise

© Loescher Editore - 2026

Sede operativa Via Vittorio Amedeo II, 18 - 10121 Torino www.loescher.it

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Ristampe 5 4 3 2 1 N 2031 2030 2029 2028 2027 2026

ISBN 9788820151850

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Coordinamento editoriale: Alessandra Nesti

Realizzazione editoriale e tecnica: PhP - Grosseto

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Copertina: Visualgrafika – Torino

Progetto grafico interni: Fregi e Majuscole – Torino

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Indice

Prefazione

di Maria Cecilia Luise

Introduzione. Il manuale, il testo, la lingua: riflessioni, percorsi e pratiche per una didattica dell’italiano L2/LS

di Annalisa Brichese, Giulia Tardi

1. Dal manuale al testo autentico: il ruolo del libro nella didattica dell’italiano L2 e LS

di Annalisa Brichese, Giulia Tardi

1 .1

Introduzione

1 . 2 . Il manuale didattico: funzioni e criticità

1 . 3 . Il manuale di italiano a stranieri oggi

1 .4 . Adattare, non adottare

1 . 5 . L’impatto delle nuove tecnologie: il libro liquido

1 .6 . Il testo letterario nell’educazione linguistica: alcuni presupposti teorici

1 .7 . Sviluppare la competenza comunicativa interculturale attraverso la letteratura

1 .8 . Alcuni approcci e metodi nella didattica della letteratura

29

31

1 .9 . Riflessioni finali e prospettive future sull’uso del testo letterario in classe

1 .10 . Conclusioni

2. Nomi, categorie, metafore: note per lo sviluppo della competenza

3 .1 . Introduzione

3 . 2 . Stato dell’arte

3.2.1. Studi fraseologici e ricadute glottodidattiche

3 . 3 . La rappresentazione della fraseologia nei manuali di italiano L2

3 .4 . Conclusioni

4. Autori e opere letterarie nell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera: analisi di manuali didattici in chiave letteraria

di Vesna Koceva 4 .1

2

Introduzione

Il disegno di ricerca

4 .4 . Analisi dei risultati

4.4.1. Caffè Italia 3 (2007)

4.4.2. Nuovo Magari B2 (2013)

4.4.3. L’italiano all’università 2 (2014)

4.4.4. Nuovo espresso B2 (2021)

4.4.5. Uni.Italia (2023)

5

Conclusioni

5. Lettura e letteratura nella classe d’italiano LS: esperienze di apprendenti universitari russofoni

di Cristina Dalla Libera

5 .1 . Introduzione

5 . 2 . Sintetici riferimenti teorici

5

3

Le

5 .4 . Metodologia e strumenti di ricerca

5 . 5 . Analisi dei dati

5.5.1. Criteri di selezione dei testi

5.5.2. Ricadute sull’acquisizione linguistica

5.5.3. Modalità di fruizione dei testi

5 .6 . Discussione dei dati

5 .7 . Conclusioni

7. Educazione linguistica e letteraria en plein air per raccontare il Sud Italia a studenti giapponesi

di Silvia Maiella

7 .1 . Introduzione

7

2 . Descrizione del contesto

7 . 3 . Insegnamento della letteratura

7 .4 . En plein air : didattica attiva all’aria aperta

7 . 5 . La ricerca azione

7 .6 . L’unità didattica (UD): Feste e riti nel Sud Italia

7.6.1. UA1: Pupo di zucchero, la Festa dei morti in Sicilia

7.6.2. UA2: Carnevali antropologici sardi

7 .7 . Principali risultati e conclusioni

8. La letteratura italiana “che move il sole e l’altre stelle”.

di Kristiina Rebane, Aurora Tesi, Matilde Rovini

8 .1 . Introduzione

8 . 2 . Insegnamento dell’italiano in Estonia

8 . 3 . Coppie miste italo-estoni/italo-russe e l’insegnamento della lingua e cultura italiana ai bambini bilingui presso l’Accademia Estone di Lingua e Cultura Italiana

8 .4 . La Commedia nell’immaginario estone

8

5

Quadro teorico

8 .6 . Sperimentazione

8.6.1. Proposta didattica 1

8.6.2. Proposta didattica 2

8.6.3. Questionario di valutazione

8 .7 . Discussione risultati e conclusioni

9. Abitare l’italiano. Libri di narrativa e letteratura della migrazione nella classe di L2/LS

di Eleonora Moretto

9 .1 . Introduzione

9 . 2 . La letteratura della migrazione: una nuova frontiera linguistica .

9 . 3 . Incontro con Jhumpa Lahiri e nascita del progetto didattico

9 .4 . Primo percorso didattico: alla scoperta dell’italiano con Jhumpa Lahiri – Lingua e identità

9 . 5 . Secondo percorso didattico: Amara Lakhous e la civiltà dell’incontro

9 .6 . gli studenti come autori in movimento: una riflessione sulla scrittura in italiano L2

9 .7 . Conclusioni

10. C’era una volta il libro. Indagine sulla percezione della sua utilità da parte di studenti universitari

di Rosella Bozzone Costa, Luisa Fumagalli

10 .1 . Introduzione

10 . 2 . Il libro di testo oggi

10 . 3 . L’indagine

10.3.1. Il profilo degli studenti

10.3.2. Motivazioni e abitudini di studio

10 .4 . L’utilizzo del libro di testo

10.4.1. Vantaggi della versione cartacea e digitale

10.4.2. Vantaggi di studiare con un manuale

10.4.3. Attività preferite

10 . 5 . Uso di altri strumenti

10 .6 . Conclusioni

11. Proposta di lettura multimodale in una classe di italiano L2

di Anna Baldan

11 .1

Introduzione

11 . 2 . La multimodalità e i vantaggi del suo impiego nella didattica

11 . 3 . La selezione dell’opera: la lingua e i contenuti

11 .4 . Altre versioni e il loro impiego didattico

11

5

Ulteriori indicazione operative

11 .6 . Conclusioni

12. Un percorso di italiano L2 e alfabetizzazioni molteplici con studenti universitari cinesi

di Silvia Scolaro 12 .1 . Introduzione

12 . 2 . Fondamenti teorici

12.2.1. La pedagogia delle alfabetizzazioni molteplici ( A Pedagogy

Multimodalità

12.2.3. Il Task-Based Language Teaching (TBLT)

12 . 3 . Il contesto e la proposta didattica

12.3.1. Il contesto

12.3.2. La proposta didattica

12 .4 . Conclusioni

Prefazione

Questo volume è il risultato di un percorso progettuale che nasce all’interno di ANILS – Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere, la più antica associazione italiana professionale di insegnanti di lingue straniere.

ANILS ha da sempre una forte vocazione per la formazione e l’aggiornamento dei docenti di lingue, mantiene rapporti con le altre associazioni nazionali e internazionali che si occupano di insegnamento delle lingue e favorisce gli scambi con l’estero; persegue le condizioni ottimali di professionalità dei docenti di lingue per meglio adeguarle alle richieste della scuola e della società e promuovendo il pluralismo linguistico nella prospettiva dell’Unione Europea.

Nata come associazione plurilingue nazionale, negli ultimi anni ANILS si rivolge anche a docenti di lingue classiche, minoritarie e di italiano come lingua materna, straniera e seconda, e di conseguenza si è aperta a una dimensione internazionale.

In questo quadro, si pone il progetto delle Universiadi della lingua italiana, nato nel 2018 come competizione ludico-didattica rivolta a studenti universitari stranieri d’italiano dal livello A1 al livello C2, e che oggi propone, accanto alle prove di lingua, un articolato programma di eventi a esse collegati.

Infatti, accanto alle prove di lingua che i docenti di italiano di tutto il mondo possono proporre ai loro studenti, ANILS organizza una serie di incontri di formazione, webinar e workshop destinati sia a studenti sia a docenti e un convegno annuale sulla didattica dell’italiano a stranieri, realizzato in collaborazione con una delle università dove è presente l’insegnamento dell’italiano come LS che offre la sua disponibilità. Il tema attorno al quale ruotano sia le prove delle Universiadi, sia le proposte formative a esse collegate è quello che il MAECI propone tutti gli anni in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.

Questo volume è il più recente prodotto del progetto Universiadi1: nel 2025, accomunati dal tema “L’italiano e il libro: il mondo fra le righe”, sono stati organizzati sia webinar e laboratori per studenti e docenti di italiano, sia un convegno internazionale tenutosi a Riga, in Lettonia, l’11 aprile.

La quantità e soprattutto la qualità delle relazioni proposte in quell’occasione ci sono sembrate tali da meritare un’ulteriore valorizzazione. Con la collaborazione dell’editore Loescher, da sempre partner delle Universiadi, abbiamo chiesto agli studiosi e alle studiose presenti a Riga la disponibilità a scrivere un contributo legato al tema del libro nell’insegnamento dell’italiano L2 e LS da raccogliere in una pubblicazione.

Le risposte che abbiamo ricevuto sono riunite in questo volume: testimoniano come il ruolo del libro, inteso sia come risorsa didattica sia come veicolo culturale, sia ancora fondamentale nel processo di apprendimento dell’Italiano L2/LS; dimostrano, anche sul piano della pratica didattica, come, pur nell’epoca delle risorse smaterializzate e dei documenti elettronici, i testi letterari, i manuali didattici e le risorse editoriali contribuiscono in modo determinante al processo di apprendimento della lingua italiana.

Per ANILS e per il progetto delle Universiadi questo Quaderno della Ricerca è un nuovo, importante tassello nella costruzione di uno spazio di approfondimento glottodidattico e di formazione permanente aperto a tutti coloro che si occupano di insegnamento dell’italiano a stranieri.

Presidente Nazionale ANILS – Associazione Insegnanti di Lingue Straniere

1. Per una descrizione dettagliata del progetto Universiadi, si veda il saggio di Brichese e Bettoni “Le Universiadi della Lingua Italiana: la didattica dell’Italiano come strumento di softpower”, in SELM-Scuola e Lingue Moderne 7-9/2025.

Introduzione

Il manuale, il testo, la lingua: riflessioni, percorsi e pratiche per una didattica

dell’italiano L2/LS

I contributi che compongono il volume, di cui proponiamo una sintesi, si collocano all’interno di un quadro teorico che concepisce l’apprendimento linguistico come processo complesso e integrato, in cui la competenza comunicativa si intreccia in modo inscindibile con le dimensioni culturali, pragmatica, identitaria e critiche. In questa prospettiva, il testo – inteso sia come prodotto editoriale sia come pratica discorsiva – non è riducibile a semplice supporto per l’esercizio grammaticale, ma diventa spazio di negoziazione di significati, strumento di mediazione interculturale e occasione di sviluppo della consapevolezza linguistica.

Una prima linea di riflessione attraversa l’analisi critica della manualistica di italiano L2/LS, mettendone in luce potenzialità e limiti nella rappresentazione di elementi centrali della competenza linguistica, quali la fraseologia e la letteratura. Emergono, da un lato, la persistenza di trattazioni episodiche e poco sistematiche e, dall’altro, la necessità di una progettazione didattica più consapevole, capace di valorizzare il testo come risorsa cognitiva e socio-pragmatica. Accanto a questa dimensione critica, il volume propone numerose esperienze di ricerca-azione e pratiche didattiche sperimentali che mostrano come la letteratura possa diventare un potente dispositivo formativo nei contesti universitari e scolastici, in classi plurilingui e interculturali e a diversi livelli di competenza.

Particolare attenzione è dedicata alle metodologie attive e partecipative, alla multimodalità, all’educazione en plein air e all’integrazione di linguaggi diversi (testuale, visivo, sonoro, digitale), che contribuiscono a rendere accessibili contenuti complessi e a rafforzare la motivazione degli apprendenti. In molte delle esperienze presentate, la lettura si configura come pratica dialogica e trasformativa, capace di attivare processi di interpretazione critica, coinvolgimento emotivo e rielaborazione personale, favorendo al contempo lo sviluppo di competenze linguistiche avanzate.

Nel loro insieme, i contributi del volume convergono su una visione dell’insegnamento dell’italiano L2/LS che restituisce centralità al testo e al

libro – cartaceo o digitale – come strumenti di formazione linguistica, culturale e civile. Il volume intende così offrire a docenti, formatori e ricercatori spunti teorici, analisi critiche e proposte operative per ripensare la didattica della lingua italiana in una prospettiva integrata, interculturale e orientata alla costruzione di una competenza comunicativa autentica e consapevole. Il contributo di Cardona affronta il tema dello sviluppo della competenza lessicale a partire da una riflessione teorica sul ruolo dei nomi, delle categorie concettuali e della metafora nell’organizzazione del significato linguistico. Muovendo da dati empirici sulla pervasività del linguaggio figurato nella comunicazione quotidiana, l’autore evidenzia come metafore, metonimie, idioms ed espressioni figurate costituiscano una componente strutturale del lessico mentale e non un semplice ornamento stilistico. Attraverso un dialogo interdisciplinare tra linguistica cognitiva, filosofia del linguaggio e studi culturali, il contributo mette in discussione una concezione referenziale e atomistica del lessico, mostrando come il significato emerga da processi di categorizzazione dinamica, culturalmente situata e fondata sull’esperienza. Particolare rilievo assume l’analisi della metafora concettuale, intesa come strumento cognitivo centrale nella comprensione e rappresentazione dei concetti astratti, secondo il modello di Lakoff e Johnson e il principio della cognizione incarnata. Nella parte finale, Cardona sviluppa una riflessione glottodidattica critica, sottolineando come il linguaggio figurato sia stato a lungo marginalizzato nell’insegnamento delle lingue e sostenendo la necessità di una progettazione didattica che valorizzi la metafora e la fraseologia come risorse cognitive, pragmatiche e interculturali. Il contributo auspica infine un dialogo più sistematico tra linguistica cognitiva ed educazione linguistica, orientato a promuovere una competenza lessicale intesa come accesso a nuove rappresentazioni concettuali e culturali del mondo. Il contributo di Diana Peppoloni affronta il tema della fraseologia nell’insegnamento dell’italiano a stranieri, analizzando in particolare la presenza, il trattamento e la valorizzazione delle unità fraseologiche (UF) nei manuali di italiano L2/LS. Muovendo dal quadro teorico sugli studi fraseologici e dall’approccio interculturale alla didattica delle lingue, l’autrice evidenzia come le UF costituiscano una componente centrale della competenza comunicativa, in quanto veicolano non solo naturalezza e accuratezza linguistica, ma anche significati culturali e pragmatici profondamente radicati nella comunità dei parlanti. L’analisi comparativa di un corpus di manuali ampiamente diffusi mostra tuttavia una trattazione disomogenea e poco sistematica della fraseologia, caratterizzata da confusione terminologica, selezione episodica delle espressioni e assenza di percorsi di riflessione metalinguistica e interculturale. Le UF risultano spesso relegate a elementi accessori o funzionali a obiettivi grammaticali, senza essere valorizzate come risorse

cognitive e socio-pragmatiche. Il contributo sollecita quindi una riflessione critica sulla manualistica di italiano L2 e auspica una progettazione didattica più consapevole, capace di integrare la fraseologia come mediatore privilegiato tra lingua, cultura e competenza comunicativa autentica.

Vesna Koceva analizza il ruolo e la rappresentazione degli autori e delle opere letterarie nei manuali di italiano come lingua straniera, con l’obiettivo di comprendere quali contenuti letterari vengano effettivamente proposti agli studenti nel percorso di apprendimento. Lo studio si colloca nel quadro della riflessione glottodidattica sull’integrazione tra lingua e cultura e si concentra sulle scelte operate dagli autori dei manuali in termini di selezione, frequenza, qualità e tipologia dei riferimenti letterari. L’analisi, condotta pagina per pagina su un campione di cinque manuali di livello intermedio (B1–B2), utilizzati in ambito universitario nella Repubblica di Macedonia del Nord, adotta una prospettiva quantitativa e qualitativa, includendo anche un confronto diacronico. I risultati mostrano una presenza diffusa, ma spesso superficiale della letteratura, prevalentemente funzionale a esercizi linguistico-grammaticali, con un netto predominio di autori maschili e una marginalizzazione delle scrittrici. I testi letterari autentici risultano limitati e raramente accompagnati da un adeguato inquadramento interpretativo o culturale, mentre l’uso dell’iconografia resta perlopiù illustrativo. I manuali più recenti evidenziano tuttavia un’apertura verso modalità didattiche più interattive e multimediali. Nel complesso, lo studio sollecita una riflessione critica sulla progettazione dei materiali didattici e sottolinea la necessità di valorizzare maggiormente la letteratura come risorsa centrale per lo sviluppo congiunto di competenze linguistiche, culturali e critiche nell’insegnamento dell’italiano LS.

Cristina Dalla Libera indaga il ruolo della lettura e della letteratura nei corsi universitari di italiano LS in contesto russofono, mettendo a fuoco le ricadute sulla competenza comunicativa, sull’educazione interculturale e sulla motivazione degli apprendenti. Su base teorica edulinguistica e interculturale, lo studio adotta un approccio qualitativo-induttivo con analisi tematica di 40 questionari somministrati a docenti universitari di italiano LS operanti nella Federazione Russa. I risultati mostrano che l’impiego della letteratura è diffuso e continuativo lungo tutto il percorso formativo (con testi adattati ai livelli iniziali e testi autentici ai livelli avanzati) e viene scelto soprattutto per obiettivi linguistici: consolidamento grammaticale, ampliamento lessicale, esposizione a registri “alti” e a idiomatismi, oltre a ricadute su pronuncia e prosodia tramite lettura ad alta voce. Parallelamente, gli informanti riconoscono alla letteratura un forte valore interculturale, intesa come spazio di negoziazione tra identità e alterità che favorisce empatia, decentramento e sospensione del giudizio; tuttavia emerge uno scarto tra tale dichiarazione di

principio e una prassi didattica spesso centrata prevalentemente sulla forma linguistica. La motivazione risulta il fattore di mediazione più evidente: la lettura aumenta partecipazione e piacere di apprendere, anche grazie alla familiarità degli studenti con la tradizione letteraria della L1, che facilita confronti e parallelismi tra autori e temi. In conclusione, lo studio conferma l’efficacia della letteratura nella didattica universitaria dell’italiano LS in ambito russofono e sollecita una riflessione metodologica per valorizzarne pienamente, oltre alla dimensione linguistica, la portata socio-pragmatica e formativa in chiave interculturale e di cittadinanza.

Cinzia Tanzella presenta e analizza un laboratorio di lettura avanzato realizzato all’interno di un corso di italiano LS di livello C1–C2 presso l’Università Heinrich Heine di Düsseldorf, centrato sul romanzo contemporaneo L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio. Muovendo da obiettivi inizialmente linguistici – come il consolidamento lessicale, la sensibilizzazione agli usi espressivi della lingua e l’analisi del testo – l’esperienza didattica evolve progressivamente in un percorso a forte valenza ermeneutica e relazionale, in cui la lettura diventa spazio di riflessione critica, dialogo e rielaborazione personale. Attraverso una metodologia laboratoriale e partecipativa, che integra lettura guidata, discussione argomentativa, produzione scritta e orale, materiali multimediali e attività creative come la Found Poetry e il Reading Diary, il laboratorio mostra come un’opera letteraria contemporanea possa fungere da dispositivo formativo complesso. I risultati evidenziano la capacità del testo letterario di sostenere lo sviluppo di competenze linguistiche avanzate e, al contempo, di attivare processi di interpretazione critica, consapevolezza culturale ed elaborazione emotiva, confermando il ruolo centrale del libro nella didattica dell’italiano LS a livelli alti.

Silvia Maiella presenta una ricerca-azione dedicata all’insegnamento della letteratura italiana in una classe di italiano L2 (livello B2) composta da studenti giapponesi adulti, dipendenti dell’Ambasciata del Giappone in Italia, attraverso un approccio integrato di didattica letteraria ed educazione linguistica en plein air. Il progetto nasce dall’esigenza di superare modalità di apprendimento tradizionalmente grammaticali e trasmissive, privilegiando metodologie attive e cooperative che valorizzano il coinvolgimento emotivo, l’esperienza corporea e il rapporto diretto con il territorio. Il modulo didattico, centrato sui temi delle feste e dei riti del Sud Italia (Festa dei morti in Sicilia e Carnevali antropologici sardi), ha integrato lettura guidata di testi letterari e narrativi, attività di analisi linguistica e retorica, scrittura cooperativa e individuale, debate e laboratori creativi, affiancati da esperienze immersive nei luoghi letterari. I risultati mostrano un alto gradimento da parte degli studenti, un miglioramento della comprensione dei testi e della cultura italiana, una maggiore coesione del gruppo e una rinnovata consapevo-

lezza del valore formativo della letteratura come strumento per apprendere la lingua, sviluppare creatività e costruire un legame profondo con il territorio. La ricerca conferma così l’efficacia della didattica en plein air come dispositivo glottodidattico capace di integrare lingua, letteratura, cultura ed esperienza. Rovini, Tesi e Rebane esplorano l’uso della letteratura italiana, e in particolare della Divina Commedia di Dante Alighieri, come strumento motivazionale e pedagogico nell’insegnamento dell’italiano L2 e LS. In un contesto educativo segnato dal calo di interesse verso le discipline umanistiche, le autrici propongono un percorso didattico innovativo che integra la letteratura come mezzo per stimolare l’interesse, la creatività e l’immaginazione degli studenti, promuovendo al contempo l’acquisizione linguistica. La sperimentazione coinvolge due gruppi distinti – bambini e adolescenti bilingui italo-estoni e italo-russi, e studenti adulti principianti – e si fonda su attività interattive, creative e partecipative, che spaziano da giochi didattici e quiz a esercizi di scrittura e analisi del testo originale. I risultati mostrano che l’approccio letterario non solo facilita l’apprendimento della lingua, ma rafforza la consapevolezza culturale, l’interesse verso l’Italia e la capacità di riflessione personale, confermando la letteratura come un medium efficace e insostituibile per l’insegnamento dell’italiano. Il contributo evidenzia così come opere di alto profilo possano essere trasformate in strumenti didattici concreti, capaci di coniugare conoscenze linguistiche, culturali e emotive in contesti plurilingui e interculturali.

Il contributo di Eleonora Moretto esplora il ruolo del libro di narrativa nella didattica dell’italiano L2 e LS, con particolare attenzione alla letteratura della migrazione come risorsa linguistica, culturale e identitaria. A partire da due esperienze didattiche realizzate nel contesto scolastico del Lycée Victor Hugo di Firenze, l’autrice propone una riflessione teorico-pratica sull’integrazione di testi letterari autentici (in particolare di Jhumpa Lahiri e Amara Lakhous) in classi eterogenee per livello e provenienza linguistica. Il contributo mette in luce il potenziale formativo della letteratura migrante, intesa come spazio di negoziazione tra lingue, identità e appartenenze, capace di favorire processi di immedesimazione, riflessione metalinguistica e sviluppo della competenza comunicativa interculturale. Attraverso percorsi didattici strutturati secondo il modello dell’Unità di Lavoro, che combinano attività di motivazione, comprensione, analisi e produzione, la lettura condivisa diventa esperienza dialogica e comunitaria, in cui la difficoltà del testo autentico è valorizzata come occasione di apprendimento. Il contributo evidenzia inoltre come la scrittura degli apprendenti in italiano L2 possa essere letta come forma di “italiano in movimento”, aprendo a una concezione inclusiva e dinamica della lingua e del canone letterario. Nel complesso, lo studio conferma il libro di narrativa – e in particolare la letteratura della migrazione

– come strumento privilegiato per coniugare apprendimento linguistico, educazione interculturale e costruzione identitaria nella classe di italiano contemporanea.

Rosella Bozzone Costa e Luisa Fumagalli presentano un’indagine empirica sul ruolo e sulla percezione del libro di testo nell’insegnamento dell’italiano L2 a studenti universitari internazionali, nel contesto del CLA–C.I.S. dell’Università degli Studi di Bergamo. A partire dall’osservazione di una crescente disaffezione verso il manuale, in particolare nella sua versione cartacea, lo studio analizza le abitudini di studio, le motivazioni e le pratiche di apprendimento di 181 studenti attraverso un questionario quantitativo. I risultati mostrano un profilo di apprendenti sempre più riconducibile al digital learner, caratterizzato da un uso esteso di risorse informali online (app, video, social media, IA) e da una preferenza per il formato digitale, pur a fronte di un riconoscimento diffuso del valore del libro come strumento strutturato, graduato e affidabile per l’apprendimento linguistico. Emergono, tuttavia, criticità legate all’uso di versioni impoverite del manuale (pdf e fotocopie) e a una fruizione frammentaria dei contenuti, che incidono sulla sistematizzazione delle conoscenze. Il contributo evidenzia così la necessità di ripensare il ruolo del libro di testo all’interno di un ecosistema didattico ibrido, in cui il manuale continui a svolgere una funzione centrale di orientamento e progressione, integrandosi in modo consapevole con le pratiche digitali e informali degli studenti, e sollecita una riflessione metodologica sul compito dell’insegnamento formale nel sostenere autonomia, consapevolezza e competenza critica nell’apprendimento linguistico universitario.

Anna Baldan propone un percorso di lettura multimodale per studenti universitari di italiano L2 di livello intermedio-avanzato, in particolare studenti Erasmus e internazionali residenti a Napoli, basato sul romanzo Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni. Muovendo dal concetto di multimodalità, intesa come integrazione di canali linguistici, visivi e sonori, l’autrice illustra un progetto didattico che combina testo scritto, audiolibro, fumetto e serie televisiva, trasformando la lettura in un’esperienza immersiva e motivante. La scelta dell’opera è motivata dalla sua accessibilità linguistica, dalla serialità, dall’appartenenza al genere giallo e dalla forte ambientazione napoletana, che consente di intrecciare apprendimento linguistico, approfondimento culturale e conoscenza del territorio. Il percorso, flessibile e adattabile a diversi contesti, integra attività di lettura globale e analitica, ascolto, visione, confronto tra media, produzione orale e scritta, project work e possibili esperienze extracurricolari. In sintesi, il contributo evidenzia come la lettura multimodale di un’opera contemporanea possa favorire lo sviluppo delle competenze linguistiche, lessicali e pragmatiche, sostenendo al contempo il coinvolgimento emotivo e la motivazione

degli apprendenti, e conferma il valore della multimodalità come risorsa inclusiva ed efficace nella didattica dell’italiano L2.

Il contributo di Silvia Scolaro presenta un percorso di italiano L2 rivolto a studenti universitari cinesi dei programmi Marco Polo e Turandot, finalizzato all’esplorazione dell’opera dantesca attraverso la pedagogia delle alfabetizzazioni molteplici e un approccio multimodale. Partendo dalla notorietà di Dante come simbolo della lingua e della cultura italiana anche in contesti extraeuropei, lo studio indaga la possibilità di veicolare la dimensione universale della sua opera integrando diversi codici semiotici e valorizzando il ruolo attivo degli apprendenti nella costruzione del significato. Il percorso didattico, centrato sull’episodio di Paolo e Francesca (Inferno, Canto V), si sviluppa attraverso una sequenza multimodale che combina un dipinto di Gaetano Previati, una canzone contemporanea ispirata al medesimo episodio e il testo letterario dantesco, prima in forma facilitata e poi in originale. Tale articolazione consente agli studenti di confrontarsi con differenti forme di languaging (visivo, musicale, verbale, letterario), favorendo la comprensione profonda del contenuto e la riflessione sui diversi codici comunicativi. Dal punto di vista teorico, il contributo si fonda sulla pedagogia delle alfabetizzazioni molteplici, sulla multimodalità e sul Task-Based Language Teaching. In particolare, l’uso di task autentici e cooperativi culmina nella rielaborazione creativa della vicenda di Paolo e Francesca, permettendo agli apprendenti di mobilitare competenze linguistiche, culturali e critiche. L’azione didattica promuove inoltre lo sviluppo di competenze trasversali quali il critical thinking, il problem solving, la collaborazione e la mediazione interculturale.

I risultati mostrano come l’integrazione di materiali e linguaggi diversi favorisca il coinvolgimento delle e degli studenti e renda accessibili contenuti culturali complessi, anche in presenza di una distanza linguistica, culturale e temporale significativa. Il contributo conclude evidenziando l’efficacia dell’approccio multimodale e delle alfabetizzazioni molteplici nell’insegnamento dell’italiano L2 e auspica ulteriori ricerche per validarne l’applicazione in contesti e livelli di competenza differenti.

Il libro nell’insegnamento dell’italiano L2 e LS

Questo volume nasce da una convinzione forte e condivisa: nell’insegnamento dell’italiano L2 e LS il testo non è un semplice supporto didattico, ma uno spazio vivo di costruzione di significati, di incontro tra lingue e culture, di formazione linguistica e civile. I saggi qui raccolti esplorano, da prospettive teoriche e operative differenti, il ruolo del manuale, della letteratura e della multimodalità nella didattica dell’italiano. Attraverso analisi critiche della manualistica, ricerche empiriche, esperienze di ricerca-azione e percorsi sperimentali realizzati in contesti universitari e scolastici internazionali, il volume mette in luce potenzialità e limiti delle pratiche correnti.

Al centro emerge una visione integrata dell’apprendimento linguistico: la competenza comunicativa si intreccia con le dimensioni interculturale, pragmatica, identitaria ed emotiva; la lettura si configura come pratica dialogica e trasformativa; la letteratura –dai classici alla narrativa contemporanea, fino alla letteratura della migrazione – diventa dispositivo formativo capace di attivare riflessione critica, consapevolezza culturale e partecipazione personale.

Ampio spazio è dedicato alle metodologie attive e partecipative e all’integrazione di linguaggi diversi – verbale, visivo, sonoro, digitale – in un ecosistema didattico sempre più ibrido. In questo quadro, il libro, cartaceo o digitale, continua a svolgere una funzione centrale di orientamento e progressione.

Rivolto a docenti, formatori e ricercatori, il volume offre strumenti teorici e proposte operative per ripensare la didattica dell’italiano L2/LS in una prospettiva consapevole e interculturale. Un invito a restituire centralità al testo e alla lettura come esperienze capaci di trasformare l’apprendimento linguistico in un percorso di crescita personale e collettiva.

Annalisa Brichese, PhD presso Università Ca’ Foscari di Venezia, è cultrice di materia e assegnista presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dove svolge anche attività di Teaching Assistant nei corsi di Linguistica Educativa, Comunicazione Interculturale e Didattica delle Letteratura. È membro del Centre for Research in Educational Linguistics (CREL) della stessa università e referente nazionale dell’italiano L2 e LS dell’ANILS – Associazione Nazionale Insegnanti di Lingue Straniere.

Giulia Tardi, PhD presso Università degli Studi di Firenze, è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dove svolge anche attività di docenza e tutorato presso il Laboratorio ITALS. È membro del Centro Studi sul Multilinguismo (CSML) e del Centre for Research in Educational Linguistics (CREL) della stessa università ed è vicepresidente dell’ANILS – Associazione Nazionale Insegnanti di Lingue Straniere.

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