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Antonella Filippone, Sandra Radicchi - Il belvedere italiano - C1/C2 - estratto del libro

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Antonella Filippone - Sandra Radicchi

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Ristampe 6 5 4 3 2 1 N 2032 2031 2030 2029 2028 2027 2026

ISBN 9788858360309

In alcune immagini di questo volume potrebbero essere visibili i nomi di prodotti commerciali e dei relativi marchi delle case produttrici. La presenza di tali illustrazioni risponde a un’esigenza didattica e non è, in nessun caso, da interpretarsi come una scelta di merito della Casa editrice né, tantomeno, come un invito al consumo di determinati prodotti. I marchi registrati in copertina sono segni distintivi registrati, anche quando non sono seguiti dal simbolo ®

Nonostante la passione e la competenza delle persone coinvolte nella realizzazione di quest’opera, è possibile che in essa siano riscontrabili errori o imprecisioni. Ce ne scusiamo fin d’ora con i lettori e ringraziamo coloro che, contribuendo al miglioramento dell’opera stessa, vorranno segnalarceli all’indirizzo clienti@loescher.it

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Il contenuto di questo libro non è stato approvato dalle Nazioni Unite e quindi potrebbe non riflettere la posizione ufficiale di questa organizzazione.

Coordinamento editoriale: Filippo Doveri

Realizzazione editoriale: Margherita Micali

Realizzazione tecnica: Sonia Mazzoni

Ricerca iconografica: Giorgio Evangelisti

Progetto grafico: Paolo Rubei

Copertina: Davide Cucini, Emanuela Mazzucchetti; Leftloft – Milano/New York

Fotolito: Walter Bassani – Bascapé (PV)

Materiali Multimediali collegati: Andrea Gasparri

Versione digitale del testo: Maieutical Labs – Torino

Stampa: Rotolito Lombarda – Via Sondrio, 3 – Seggiano di Pioltello (MI)

Garanzie relative alle risorse digitali

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Soluzioni degli esercizi e altri svolgimenti di compiti assegnati

Le soluzioni degli esercizi, compresi i passaggi che portano ai risultati e gli altri svolgimenti di compiti assegnati, sono tutelate dalla legge sul diritto d’autore in quanto elaborazioni di esercizi a loro volta considerati opere creative tutelate, e pertanto non possono essere diffuse, comunicate a terzi e/o utilizzate economicamente, se non a fini esclusivi di attività didattica.

Intelligenza artificiale e copyright

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Attività didattiche con strumenti di intelligenza artificiale

Le attività didattiche che coinvolgono strumenti basati sull’IA, eventualmente proposte in questo libro, sono pensate per aiutare chi studia a conoscere e sperimentare questa tecnologia in modo consapevole e con l’aiuto dell’insegnante. Poiché gli strumenti basati sull’IA cambiano molto rapidamente, alcune funzioni potrebbero non essere più disponibili o essere diverse da quelle riprodotte. Consigliamo di controllare sempre le fonti ufficiali dei produttori per eventuali novità. Le indicazioni d’uso di tali strumenti sono aggiornate alla data di pubblicazione del libro. Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale, proposti per le attività in questo libro, possono essere sostituiti con quelli equivalenti approvati dalla scuola.

Presentazione

La dimensione creativa che ha ispirato Il Belvedere italiano nasce da molteplici istanze che rendono il volume uno strumento didattico particolarmente adatto a vari e diversi usi.

Prima di tutto abbiamo considerato il paesaggio italiano non solo come uno scenario geografico, ma come un testo culturale complesso e stratificato. Volevamo realizzare un volume che prevedesse e favorisse negli studenti una dimensione critica e identitaria.

Lo studio di alcuni paesaggi italiani, spesso meno conosciuti, ci ha permesso di richiamare le componenti evidenti di identità e memoria della nostra società che sono racchiuse in molte sfumature: l’età avanzata di un albero, la forza imponente di una montagna, la dolcezza di una vallata, il suono delle acque di un fiume, suggeriscono inevitabilmente una riflessione sulla storia della nostra civiltà che ha preservato e valorizzato questi elementi in un continuo dialogo fra passato e presente. Il paesaggio, inteso così, è inevitabilmente una testimonianza preziosa della complessità culturale italiana e aiuta a comprendere le trasformazioni sociali avvenute e in atto.

In secondo luogo, abbiamo privilegiato la considerazione del paesaggio come luogo, infinito e vario, di incontro fra la geografia, l’arte, la lingua e il lavoro dell’uomo con i prodotti derivati di vario genere, nell’ottica di un’offerta didattica tale da favorire una consapevolezza civica nello studente. Il paesaggio, quindi, è visto come patrimonio collettivo, specchio delle attività umane e risorsa inestimabile per l’umanità.

Inoltre, abbiamo pensato anche alla componente emotiva e soggettiva del rapporto fra individuo e luogo, fra storia personale, fatta di esperienze culturali differenti, e spazi, talvolta insoliti, ricchi di stimoli e simboli da interpretare. Il paesaggio, dunque, considerato come laboratorio sentimentale, in cui ogni studente può trovare il suo percorso conoscitivo e umano.

Il paesaggio, infine, come un interlocutore vivo dell’esperienza umana, specchio dell’anima, terreno di verifica della sua responsabilità etica e civile. In un’epoca dominata dal consumo rapido dei luoghi – spesso scenografie effimere per il turismo o risorse da sfruttare – riscoprire questa dimensione significa restituire al paesaggio la sua voce profonda: la voce che unisce memoria, linguaggio e sguardo.

Storia, cultura, arte, geografia, ma anche sentimento, emozione, conoscenze tecniche e specialistiche: una lavagna scritta con i colori degli alberi, dei sentieri e degli eremi, degli odori e delle opere d’arte che rappresentano la ricchezza dell’identità italiana, visibile in tutte le sfumature della natura.

Antonella Filippone – Sandra Radicchi

SEZIONE 1. IL VERDE DELL’ITALIA

3. IL BOSCO INTERIORE

4. AROMI, PROFUMI, ERBE CHE CURANO

5. ACQUE E TERRE

SEZIONE 2. CULTURA E NATURA

1.

3.

4.

7. CITTÀ E TERRITORIO

8. TERRITORIO

9. LETTERATURA E PAESAGGIO

10. DIALOGO FRA L’AMBIENTE E

1. Porre fine alla povertà in tutte le sue forme

2.

Azzerare la fame, realizzare la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile

3. Garantire le condizioni di salute e il benessere per tutti a tutte le età

4. Offrire un’educazione di qualità, inclusiva e paritaria e promuovere le opportunità di apprendimento durante la vita per tutti

5. Realizzare l’uguaglianza di genere e migliorare le condizioni di vita delle donne

6. Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e condizioni igieniche per tutti

7. Assicurare l’accesso all’energia pulita, a buon mercato e sostenibile per tutti

8.

Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro decoroso per tutti

La nostra proposta

Crediamo nei libri e nella cultura. Offriamo contenuti e proposte di lavoro che educhino alla pace, alla giustizia, alla cura per l’ambiente. Portiamo Agenda 2030 in classe. I 17 obiettivi sono oggetto di riflessione e di attività concrete in tutti i nostri libri.

Lavoriamo per un’educazione di qualità e per il benessere a scuola. I nostri manuali sono inclusivi, attenti alle esigenze di tutte le studentesse e di tutti gli studenti. La nostra formazione per i docenti dedica ampio spazio ai temi dell’inclusione e dello star bene a scuola.

9. Costruire infrastrutture resistenti, promuovere l’industrializzazione sostenibile e inclusiva e favorire l’innovazione

10. Riduzione delle disuguaglianze tra i Paesi

11. Rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resistenti e sostenibili

12.

Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili

13. Fare un’azione urgente per combattere il cambiamento climatico e il suo impatto

14. Salvaguardare gli oceani, i mari e le risorse marine per un loro sviluppo sostenibile

15.

Proteggere, ristabilire e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, la gestione sostenibile delle foreste, combattere la desertificazione, fermare e rovesciare la degradazione del territorio e arrestare la perdita della biodiversità

16. Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, realizzare istituzioni effettive, responsabili e inclusive a tutti i livelli

17. Rinforzare i significati dell’attuazione e rivitalizzare le collaborazioni globali per lo sviluppo sostenibile

https://unric.org/it/agenda-2030/

Promuoviamo la parità di genere e la multiculturalità nei nostri libri, curando le scelte linguistiche, evitando ogni forma di stereotipo, facendo conoscere il ruolo delle donne nella storia, nella cultura e nella scienza.

Adottiamo soluzioni sostenibili per l’ambiente. Rinunciamo a imballaggi e confezioni non indispensabili.

1. IN CAMMINO

IN QUESTA UNITÀ:

LINGUA

Lessico legato al camminare, agli elementi della natura in montagna, nelle valli, nel sottosuolo.

CULTURA

Il cammino fra borghi e natura, le varietà geologiche, i cambiamenti della vegetazione, le miniere, il cammino nella Via Francigena.

Camminare non è soltanto un’attività fisica, ma un modo di stare nel mondo e di interpretare il mondo, è un atto etico, una forma di resistenza al conformismo. È un modo di rispondere al nostro bisogno di spiritualità, perché noi non siamo soltanto corpo e mente. Chi cammina rispettando il silenzio della natura scopre la possibilità di mettersi in contatto con sé stesso, di ascoltarsi, di lasciarsi raggiungere dalla propria anima. Camminare è anche un modo di reincantare l’esistenza. Immergersi nella natura sollecita nell’uomo il risveglio della capacità di meravigliarsi e di riconoscere la sacralità di ogni cosa.

Con la mente nei passi

Camminare è un’esperienza profonda che non si limita all’esercizio fisico, ma apre anche ad un percorso interiore verso la conoscenza di se stessi.

Questo libro è per parlare di noi solitari. Noi che anche se siamo in coppia, o se stiamo in una moltitudine, continuiamo a sentirci, a essere soli, liberi, però soli, di quella solitudine creativa, stimolante, seminale, che ci fa pensare a cose grandi, che ci fa sfidare i nostri limiti. Siamo fatti così. Non ci possiamo fare niente. Questo è anche un libro sul cammino. Ho cominciato a camminare perché volevo andare altrove. Un altrove diverso da quello che potevo raggiungere prendendo un aereo. Troppo facile mettere qualche migliaio di chilometri fra te e le tue angosce restando seduta su una poltrona dentro una cabina pressurizzata. No. L’altrove si deve conquistare, altrimenti che senso ha partire? Il cammino ti affatica, ti costringe a misurarti con i tuoi limiti, ti distingue da chi è più veloce o più lento di te. Il cammino ti isola, anche se sei in gruppo. Il cammino è spietato. Il cammino non ti salva ma può essere una cura. Ci sono molti modi di camminare, così come ci sono tanti modi per curarsi. Il cammino libera le tue energie, ti stana1 dall’egoismo, aiuta ad aprire gli occhi, a guardare e non solo a vedere. Solo l’azione di osservare dove metti i piedi, che diventa automatica passo dopo passo, serve a migliorare la percezione di sé e del proprio posto nel mondo. Camminare aiuta a vivere. Ma non basta. Puoi camminare per giorni, per mesi, per sempre e non cambiare mai. Per camminare e insieme crescere, curarti, guarire, imparare, devi entrare con la mente nei tuoi passi, devi metterci i pensieri. Camminare con la testa. Pensare con i piedi. Camminare allora diventa un esercizio intellettuale, e il viaggio a piedi un’esperienza di formazione, una pratica che applichi alla difficile materia del vivere. Un giorno mi sono detta: devo affrontare la solitudine, guardarla in faccia, marciare, inciampare e sacramentare2 con lei. Sviscerarla3, sventrarla4, affondarci le mani. Quel giorno, ho chiuso la porta di casa e ho cominciato a camminare da sola.

(testo di A. Filippone, S. Radicchi)

1. ti stana: ti fa uscire da un nascondiglio.

2. sacramentare: bestemmiare.

3. Sviscerarla: analizzarla, approfondirla.

4. sventrarla: aprirla, conoscerne i segreti.

Rispondete alle seguenti domande relative al brano.

1. Perché l’autrice ha iniziato a camminare?

2. Quali sono i benefici del camminare?

3. Che relazione c’è fra testa e pensieri?

4. Come viene superata la solitudine?

Il Cammino dei Sette Laghi

Il Cammino dei Sette Laghi è molto più di un semplice itinerario: è un invito a rallentare, a ritrovare il contatto con la natura e con se stessi, riscoprendo il valore autentico del viaggio a piedi, tra paesaggi suggestivi e luoghi ricchi di storia.

“L’Europa è nata pellegrinando”, diceva Goethe: il grande scrittore tedesco sosteneva che non ci sarebbe stata Europa senza le grandi vie dei pellegrini, senza i flussi di persone che si sono spostate a piedi, attraversando confini e limiti con i loro passi.

Nel nostro mondo veloce, affrontare un cammino è una modalità per uscire dalla frenesia dei tanti impegni, rallentando i propri ritmi e riconnettendosi alla parte più di sé, per difendersi dal rumore della quotidianità. Una parentesi vitale e un’avventura da sperimentare.

Spesso, si cammina perché si vuole allontanarsi ‘da qualcosa’ per vivere un’esperienza ‘verso qualcos’altro’.

Il Cammino dei Sette Laghi è nato all’interno del Biodistretto della Valle dei Laghi, dove si promuovono le esperienze di produzione, consumo e ...................................... del territorio, messe insieme facendo in modo che possano a vicenda, raggiungendo così un pieno sviluppo delle potenzialità economiche, sociali e culturali.

Il cammino sviluppa il suo percorso nella Valle dei Laghi, uno dei territori più affascinanti, sebbene meno conosciuti del Trentino, dominato dal fascino del silenzio, tra vitigni e boschi di lecci, antichi manieri e paesaggi mozzafiato. Un cammino con inesplorati, in cui la natura è ancora incontaminata e da scoprire. A lento e con ogni senso aperto alla meraviglia.

I Sette Laghi sono uniti tra loro da un tracciato, ad , di circa ottant’otto chilometri che si snoda alle pendici delle montagne, lungo le rive del fiume della Sarca, tra mulattiere ed antichi sentieri. Nelle cinque tappe del cammino, natura e cultura, paesaggi, colori e sapori, saperi e incontri sono i protagonisti.

(testo di A. Filippone, S. Radicchi)

* Le parole evidenziate rimandano al LESSICO DELL’UNITÀ (p. 17)

Completate il testo con le parole date. Attenzione: ci sono due parole in più!

reale, contaminarsi, anello, autentica, sfruttamento, passo, angoli, gestione

ATTIVITÀ 3. PRODUZIONE SCRITTA

La Via Francigena: un itinerario culturale

europeo

La Via Francigena, o meglio le Vie Francigene, erano un fascio di strade che in epoca tardo-antica collegava i territori dominati dai Franchi (le attuali Francia e Germania) a Roma. A partire dall’età medievale il nome Via Francigena iniziò a essere usato per il cammino che da Canterbury, in Inghilterra, conduce a Roma, e oggi si parla di Vie Francigene proprio per indicare gli itinerari verso Roma destinati al pellegrinaggio e al turismo sostenibile.

Il detto “Tutte le strade portano a Roma” fa sicuramente riferimento alle innumerevoli Vie Francigene, perché i pellegrini nel Medioevo percorrevano non solo la rete ‘stradale’ più nota dell’epoca, ma anche tutti quei sentieri selciati che meno li esponevano al rischio di assalto o incidenti. Allo stesso tempo passavano per luoghi dove era possibile ricevere ospitalità e cibo.

Gli itinerari, ricostruiti e valorizzati per il pellegrinaggio moderno, comprendono una direttrice principale chiamata Via Francigena di Sigerico, riconosciuta dal Consiglio d’Europa nel 1994 come itinerario culturale, e come Grande Itinerario culturale nel 2004: a questa si affiancano varianti gestite da enti territoriali o associazioni di volontari.

La Via Francigena di Sigerico è il tratto più conosciuto: Sigerico diventa Arcivescovo di Canterbury intorno al 990, quando a Roma riceve il riconoscimento dal Papa Giovanni XV. Del suo viaggio di rientro in Inghilterra ci lascia una relazione, la più antica che abbiamo in riferimento alla Via Francigena, in cui viene descritto in maniera precisa l’itinerario percorso e gli 80 punti di sosta: la Via Francigena parte dalla Cattedrale di Canterbury, segue la Pilgrim Way e arriva a Dover; da qui si attraversa la Manica per

Il tratto della Via Francigena che attraversa il borgo medievale di Monteriggioni, in provincia di Siena.

raggiungere Calais, passando in Francia e in Svizzera. Entra in Italia, superando il Passo del Gran San Bernardo e, dopo aver salutato la Val d’Aosta, prosegue in Piemonte e bassa Lombardia, tra campi di riso e frumento. Intrapreso il guado del fiume Po, arriva quindi in Emilia e valica gli Appennini, scendendo dal Passo della Cisa. Percorre tutta la Toscana dalla Lunigiana al Chianti e alle colline senesi, giungendo nel Lazio e scoprendo le bellezze della Tuscia, fino a raggiungere la periferia di Roma e quindi la meta: la Basilica di San Pietro.

L’intero percorso pedonale si aggira intorno ai 2200 chilometri. Il tratto italiano misura circa 1020 km.

(testo di A. Filippone, S. Radicchi)

Leggete il testo ed elaborate una guida destinata a scoprire le ricchezze artistiche del percorso. Soffermatevi sull’importanza delle pievi, dei tabernacoli, delle varie e diverse opere d’arte che testimoniano i passaggi lungo questo percorso.

La Valle delle Meraviglie

Un luogo affascinante, al confine italo-francese, che racchiude, fra le altre bellezze, incisioni rupestri eccezionali.

Al di sopra delle case di Tenda (il cui nome ufficiale è attualmente Tende, poiché da sessant’anni è in territorio francese), a pochi chilometri di distanza dal confine italo-francese, che presenta le imponenti sagome dei forti innalzati sul crinale del valico, quali il Fort de la Marguerie, il Pernante, il Central, si trova uno dei luoghi montani più emozionanti dell’arco alpino. Qui, a segnare il paesaggio e a rimanere impressi nella memoria, non sono solo i panorami di picchi e vette o il leggero passo di stambecchi e camosci sulle pietre scure: migliaia di graffiti antichissimi hanno segnato rocce e ripari, enormi pietre e pareti fuori mano, a dar vita a un vero e proprio museo di arte preistorica all’aperto, che - per sua fortuna - è raggiungibile in larga parte solo a piedi. In questa valle dalle frontiere mobili e incerte, giunsero per millenni viaggiatori e fedeli, guerrieri e pastori richiamati fin qui dalla magica fama delle antiche valli abbandonate dai ghiacciai circa 10.000 anni fa. Le tracce del passaggio dei nostri antenati sono ancora visibili sulle rocce della Valle delle Meraviglie e della parallela vallata di Fontanalba: migliaia di incisioni (ne sono state censite oltre 36.000) raffigurano tori stilizzati, pugnali, insediamenti e anche probabilmente entità sovrannaturali potenti e misteriose. Non mancano le leggende che narrano di streghe e pastori rapiti dai demoni, di sacrifici animali e di altri eventi tenebrosi. Si presume che questa area delle Alpi Marittime sia stata scelta come luogo di pellegrinaggio e di culto a partire dall’età del bronzo, a causa della violenza delle manifestazioni naturali cui è soggetta la zona. Infatti, la Valle delle Meraviglie e il monte Bego si trovano sullo spartiacque tra il Mediterraneo e le pianure italiane e, a causa dello scontro di masse d’aria di diversa temperatura o umidità provenienti dalla Liguria e dal Piemonte, queste cime sono squassate da temporali impressionanti. Il terrificante rombare dei suoni che rimbalzano tra le pareti rocciose e il bagliore delle saette avevano convinto i nostri antenati che proprio qui ci si

Una veduta della Valle delle Meraviglie.

poteva avvicinare fino a un passo dagli dèi. E anche oggi trovarsi nella zona durante un temporale può essere un’esperienza che non si dimentica.

Secondo gli studiosi il toponimo Valle delle Meraviglie non sta a indicare le bellezze naturali della zona, ma significa valle dei prodigi e dei sortilegi. Tuttavia, non bisogna dimenticare che il fascino dei graffiti e delle incisioni risiede in gran parte nella natura severa del luogo selvaggio che li ospita. E che fermarsi ad ascoltare il fischio del vento sul far della sera, seduti ai tavoli davanti a un rifugio, di fronte alle cime che si colorano di rosa per il tramonto, è un’esperienza fantastica che merita qualche fatica.

(testo di A. Filippone, S. Radicchi)

Scegliete la risposta giusta.

1. In questo testo:

a. si esprimono dei suggerimenti da osservare strettamente per poter vivere al meglio l’ambiente

b. il paesaggio viene rappresentato nei suoi elementi caratteristici

c. si sostiene l’idea che questo ambiente sia il più suggestivo di tutto l’arco alpino.

2. Con quali motivazioni l’uomo ha percorso nel tempo la Valle delle Meraviglie?

a. per avvicinarsi ad elementi sovrannaturali

b. per coltivare e produrre ortaggi

c. per allevare pecore e mucche nelle diverse stagioni

3. Quali elementi non concorrono specificamente al fascino della Valle?

a. la presenza degli animali

b. gli eventi notturni

c. le pietre antiche

4. La posizione della Valle in quali condizioni si trova?

a. una ventilazione costante

b. una variabilità climatica

c. una rigidità climatica

ATTIVITÀ 5. LINGUA E LESSICO

Abbinate alle parole il loro significato.

1. crinale

2. incisioni

3. saette

4. toponimo

5. vallata

6. vette

a. fulmini

b. punti più alti della montagna

c. disegni con tracce profonde su materiali duri

d. valle ampia e aperta

e. zona più elevata di un rilievo

f. il nome proprio di un luogo

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