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Flavia Vaccher - Piccolo manuale delle scuole esistenti

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L’architettura delle scuole esistenti

Gli edifici scolastici esistenti

Opportunità e rigidità

Possibilità semplici di adeguamento

Conoscere l’esistente per intervenire

Schedature “creative”

La parte pubblica dell’edificio

Gli ambienti didattici

La sala docenti

L’esterno della scuola

L’arredo

L’inclusività, la sicurezza e l’accessibilità degli spazi

La scuola “fuori”

La scuola “da fuori”

Gli adeguamenti tecnologici su edifici esistenti

Gli adeguamenti strutturali su edifici esistenti

La scuola nel segno delle donne e quello strano sentimento di sentirsi a casa

La maggior parte degli edifici scolastici in funzione nel nostro Paese (dai 50.000 ai 70.000 se si considerano anche quelli privati) risale al decennio 1970-1980; è in quegli anni che l’edilizia scolastica, anche in relazione all’incremento demografico, ha conosciuto un’esplosione quantitativa senza precedenti e senza, peraltro, che questo abbia determinato, se non in misura minima, un incremento della qualità nelle aree periferiche in cui la maggior parte di loro è sorta. Al contrario, in quegli anni è stato immesso nelle città un gran numero di costruzioni di basso valore architettonico e urbano, arroccate in se stesse come cittadelle piuttosto che essere occasione di valorizzazione urbana per i quartieri circostanti.

Si tratta, d’altra parte, di edifici spesso ancora solidi dal punto di vista strutturale, grazie a tecniche di costruzione che privilegiano strutture in calcestruzzo a travi e pilastri e, a loro modo, tendenzialmente flessibili. Tali edifici ripetono spesso invariabilmente un tipico schema “claustrale” aula-corridoio che non corrisponde più alle esigenze di una didattica differenziata e alle potenzialità delle tecnologie digitali diffuse.

Questa situazione che caratterizza la maggior parte delle nostre città, insieme a pochi casi virtuosi, ma anch’essi bisognosi di adeguamenti, e alla presenza “residuale” di riusi storici nei centri delle città, mette in primo piano la necessità di una vasta azione di progettazione principalmente basata sull’adeguamento e sulla manutenzione del parco-scuole esistente.

Messi da parte i pochi casi in cui il recupero, per la qualità degli edifici interessati, rientra nel restauro o nel restauro del moderno, resta la massa degli edifici esistenti rispetto ai quali un intervento rigenerativo non può che derivare in primo luogo dalla comprensione dei vincoli e delle possibilità offerte dal singolo organismo architettonico, anche in relazione al luogo in cui sorge, e da un convergere di azioni che comprendono la creatività progettuale, la visione pedagogica della scuola e i processi d’innovazione

Il Manifesto Indire “1+4” fornisce uno schema concettuale utile per analizzare l’esistente e delineare piste di cambiamento degli spazi, evidenziando le rigidità e sollecitando opportunità funzionali nuove, invitando la scuola a costruire una nuova visione e adeguare conformemente gli spazi anche attraverso interventi graduali e progressivi nel tempo.

informale

individuale

esplorazione plenario(agorà)

Gli spazi funzionali della scuola alla luce del Manifesto Indire 1+4

Alcuni esempi di spazi funzionali e tipologie di utenti possono essere i seguenti:

SPAZIO ESPLORAZIONE

Gruppo classe: Laboratori disciplinari o ambienti laboratoriali dotati di strumentazione e risorse specifiche. Sono gli esempi più diffusi di spazi esplorativi.

Scuola: Ambienti esplorativi più ampi che hanno una portata superiore al gruppo classe, progettati per ospitare attività in orizzontale o in verticale, aperti a gruppi di studenti di più classi. Può essere il caso di un Makerspace, una mediateca o spazi collegati ad ambienti virtuali.

Comunità: Spazi esplorativi aperti anche a utenti esterni come i Learning Lab che si stanno progettando in diverse zone d’Italia e d’Europa. Si tratta di ambienti progettati ed equipaggiati per la formazione dei docenti o per ospitare progetti di collaborazione. In questo caso la scuola si configura come un hub per reti di soggetti o scuole del territorio.

SPAZIO PLENARIO (AGORÀ)

Gruppo classe: Zona per le attività uno a molti dimensionata per un gruppo classe e allestita all’interno di un’aula organizzata per aree funzionali, oppure collocata nell’area comune di un cluster o nell’ambito di un paesaggio didattico.

Scuola: Ambiente in grado di ospitare tutti i soggetti della comunità scolastica. Può essere un ampio spazio identificabile con la hall o con la “piazza” della scuola (auspicabilmente con un layout circolare o a ferro di cavallo). In questo luogo si possono organizzare eventi che coinvolgono un numero molto ampio di utenti.

Comunità: In una scuola che si pone come civic center è lo spazio assembleare che può essere utilizzato come auditorium per eventi aperti alla cittadinanza. In questo caso la scuola ospita eventi che coinvolgono l’intera comunità.

SPAZIO INDIVIDUALE

Gruppo classe: Angoli appartati, postazioni individuali o piccoli ambienti protetti che possono essere integrati nello spazio di gruppo. Possono far parte

L’INGRESSO: DA STRADA A SPAZIO COLLETTIVO

01. Pedonalizzare la strada

Nel caso di ingressi collocati lungo strada, specie se questa non è dotata di marciapiedi sufficientemente ampi o di slarghi che consentano l’ingresso/uscita e la sosta in sicurezza, la pedonalizzazione, permanente o attraverso limitazioni temporanee del traffico negli orari scolastici, diventa occasione per creare, oltre che un luogo protetto, anche uno spazio di incontro dei bambini e delle loro famiglie, che in più promette di essere “abitato” potendo ospitare anche attività temporanee extrascolastiche (mercatini, vendite espositive, ecc.).

02. Dilatare e riqualificare i marciapiedi

Ridurre il numero di parcheggi antistanti l’ingresso e rimodellare la sezione stradale riducendone le dimensioni, consente di estendere lo spazio disponibile del marciapiede e di creare uno ambito sicuro che non richieda attraversamenti o non presenti situazioni di conflitto con i percorsi automobilistici. Oltre a garantire la sicurezza dei pedoni e durante l’ingresso/uscita da scuola, l’intervento impedisce la sosta delle automobili lungo la linea del marciapiede, aumentando in tal modo anche la qualità e la fruibilità dello spazio pubblico.

DALL’AULA AGLI AMBIENTI DI

APPRENDIMENTO

01. Aula flessibile/aula a zone

Trasformare le aule tradizionali, spesso uniformi e rigide, in ambienti flessibili e accoglienti in cui svolgere attività diversificate è possibile con interventi relativamente semplici: arredi da spostare agevolmente e soluzioni mobili, quali librerie, pareti attrezzate tra le aule consentono di creare aree didattiche fisse oppure di modificare l’assetto in base alle esigenze, suddividendo gli spazi in maniera versatile. Essi possono anche essere messi in comunicazione tra loro: porte scorrevoli, pareti mobili (a pannelli o a pacchetto) inserite tra le aule a sostituzione dei setti murari, consentono di collegare ambienti di apprendimento contigui; se trattate con vernice lavagna o realizzate in modo da rendere sostituibile il materiale di rivestimento, esse possono sollecitare esperienze tattili e sensoriali. Una soluzione più semplice consiste nell’inserimento di un’apertura nella parete divisoria che agevola la comunicazione tra due o più spazi. La presenza di pareti e sistemi di comunicazione tra aule apre a modelli di spazio di gruppo che ampliano le opportunità didattiche dotando le classi di maggiore spazio e possibilità di attività pluriclasse.

L’ESTERNO DELLA SCUOLA

L’area di pertinenza della scuola, spesso pura rimanenza dell’occupazione del lotto, raramente pensata come spazio specifico, è il primo livello in cui si consuma la separazione con il mondo esterno grazie a una variegata gamma di recinzioni. La difficoltà economica nell’assicurarne la gestione e le preoccupazioni legate alla sicurezza ne fanno, il più delle volte, vere e proprie terre di nessuno, adibite a parcheggio o semplicemente abbandonate a se stesse sprecando così, considerandone l’impatto a livello nazionale, migliaia di ettari che potrebbero avere destinazioni utili. In questo caso l’obiettivo da mettere progressivamente in atto è la trasformazione di luogo residuale o al massimo esornativo, in un parco scolastico attivo, punto di riferimento per la città e terreno di incontro per i suoi abitanti, luogo di svago, di coltivazione (orti o frutteti), di produzione energetica (comunità energetiche), di pratica sportiva. Quanto alla chiusura fisica, malgrado le norme attuali richiedano la recinzione degli spazi, una politica di progressiva apertura può comunque essere messa in atto previo accordo con le amministrazioni locali che ne regoli l’uso e ne preveda il controllo. Queste aree per il loro assetto e per la loro manutenzione, anche delle aree legate al verde, richiedono un’apposita progettualità e una gestione condivisa tra cittadini e comunità scolastica che può essere prevista all’interno dei Patti educativi di comunità, che regolano le alleanze tra scuola e soggetti del territorio nella prospettiva di un nuovo contratto educativo sociale. In queste aree possono trovare spazio sia attività legate alla scuola che alle comunità, come aule all’aperto, orti, spazi di relax e spettacolo, impianti sportivi, ecc. Il loro livello di separatezza va progressivamente attenuato sia per quanto riguarda gli interni scolastici che la città attraverso un processo di connessioni a doppio verso. Fa parte di una riconsiderazione generale degli spazi esterni anche il riuso delle frequenti coperture piane che, rese accessibili, possono costituire un prolungamento della scuola contenendo aree di allenamento o spettacolo oltre ad installazioni tecnologiche la cui evidenza svolga anche un ruolo didattico.

01.2 Spazio outdoor

Il rifacimento dell’involucro per ragioni quali, ad esempio, l’efficientamento energetico, può essere interpretato come opportunità di innovazione e ridisegno della facciata e di miglioramento della qualità architettonica dell’edificio. La realizzazione di una struttura metallica giustapposta alla facciata delle aule consente di creare ballatoi o balconi sufficientemente profondi a servizio delle attività che si svolgono all’interno; essi possono essere schermati con vegetazione rampicante oppure essere dotati di vetrate apribili per renderli fruibili tutto l’anno (giardini d’inverno).

Anche una copertura piana può trasformarsi in un playroof con dune utilizzate come sedute o elementi di esplorazione, o in uno spazio per attività laboratoriali (cura di piccoli orti, serre) nel caso di scuole inserite in tessuti edilizi urbani con esigui spazi dall’aperto.

LA SCUOLA DA “FUORI”

Spesso l’aspetto esterno delle scuole nel nostro Paese non corrisponde all’idea e al ruolo di una funzione di tale importanza. Edifici mal tenuti, concepiti come puri contenitori, che poco si distinguono rispetto agli edifici industriali, commerciali o abitativi che li attorniano costituiscono la norma. Anche in questo caso interventi mirati possono migliorare notevolmente la situazione. In genere è raro che questa opportunità si offra in un’unica volta.

Nel caso degli interventi sull’esterno delle scuole è più frequente il susseguirsi di attività manutentive nel tempo: dalle tinteggiature, agli isolamenti, all’accessibilità. Ognuno di essi può essere considerato puro adeguamento o pura manutenzione ma un loro uso progettualmente orientato e coordinato può costituire un’occasione unica di miglioramento dell’estetica e dell’identità di una scuola. Ampliamenti dei corpi di fabbrica, aggiunte di nuove parti possono essere collocati casualmente nelle aree a disposizione o pensati per svolgere un ruolo fondamentale nell’attribuzione di un aspetto rinnovato all’intero complesso scolastico.

In generale, se la scarsa qualità architettonica media delle scuole italiane è stata conseguita a partire da progetti unitari, la loro rigenerazione futura è più probabile che avvenga grazie ad interventi successivi, di scala diversa, modificabili in base al cambiamento di norme, programmi, disponibilità, ma coordinati tra loro rispetto all’obiettivo di migliorare esteticamente un organismo che, come ogni architettura, ha una sua stabilità nel tempo.

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