Proponendo la narrazione come un dispositivo di apprendimento
e di costruzione di senso, di espressione e creatività, profondamente radicato nell’uomo, il libro apre una conversazione a più voci, quasi un contrappunto multidisciplinare, intorno ai molteplici spazi fisici e concettuali, di progetto e di elaborazione teorica che questo termine, così spiccatamente relazionale, evoca e tramette alla contemporanea cultura del progetto.
La dimensione narrativa del design, che diversi approcci disciplinari provano attualmente ad esplorare e a visualizzare attraverso le più innovative strumentazioni concettuali e progettuali, è stata messa a fuoco anche a partire dalla riflessione sul lavoro di ricerca e di insegnamento a Palermo di Anna Maria Fundarò, tra gli anni ’70 e ’90.