Come si fa e quanto costa?
GEOGRIGLIE BIASSIALI CERTIFICATE
EPD PER IL CONSOLIDAMENTO DI SCARPATE STRADALI: ASPETTI TECNICI E NORMATIVI
Il contributo analizza le tecniche di ingegneria naturalistica per il consolidamento delle scarpate stradali, con particolare attenzione a sistemi integrati basati su geogriglie biassiali certificate EPD, semina idraulica, stuoie antierosione, talee radicate e opere di drenaggio superficiale.


I CODICI DEI PRODOTTI



E DELLE OPERE COMPIUTE FANNO RIFERIMENTO AI PREZZARI NAZIONALI EDITI DA LEGISLAZIONE TECNICA
Dopo una disamina del quadro normativo – dal D.Lgs. 36/2023 al D.M. 5 agosto 2024 (CAM Strade), dalle NTC 2018 alle norme ISO/EN di prodotto – e della metodologia AT/PR/RU dei prezzari regionali, si illustra un caso studio relativo a un lotto stradale in area appenninica calabrese (3.800
m² di scarpata). Le cinque analisi di prezzo elaborate mostrano strutture di costo radicalmente diverse: la geogriglia EPD è dominata dalla componente materiale PR (73,0%), le lavorazioni vegetali dall’incidenza della manodopera RU (42–47%), il drenaggio dalla componente meccanica AT (55%). Il quadro economico complessivo ammonta a circa 177.788 €, di cui il 39,6% ascrivibile alla sola geogriglia. Il lavoro offre uno strumento operativo completo per la formazione dei prezzi, la verifica di congruenza e la redazione dei capitolati in conformità ai CAM Strade e CAM Verde.
1. INQUADRAMENTO GENERALE:
IL VERDE NELLE INFRASTRUTTURE STRADALI
Le infrastrutture stradali interagiscono in modo dinamico con la geomorfologia, l’idrologia e la vegetazione dei contesti in cui si inseriscono. Il mantenimento o il ripristino di un manto vegetale sulle scarpate stradali assolve funzioni tecniche di primaria importanza: stabilizzazione dei versanti, controllo dell’erosione superficiale, laminazione delle acque meteoriche, incremento della resilienza al dissesto idrogeologico. In questo contesto si collocano le opere a verde in ambito stradale, che comprendono un insieme eterogeneo di lavorazioni. Quando tali soluzioni vengono progettate con criteri ingegneristici –vale a dire quando le piante diventano componenti strutturali dell’opera – si entra nel dominio dell’ingegneria naturalistica (IN). Il presente articolo analizza un sistema integrato di cinque lavorazioni tipiche: geogriglia biassiale EPD, semina idraulica, stuoia antierosione in fibra di cocco, impianto di talee radicate e drenaggio superficiale in pietrame.
L’obiettivo è triplice: (i) fornire l’analisi AT/PR/RU completa per ciascuna lavorazione; (ii) evidenziare le differenti strutture di incidenza dei fattori produttivi; (iii) restituire un quadro economico complessivo utilizzabile come riferimento per la formazione dei prezzi e la verifica di congruenza in sede di gara.
2. INGEGNERIA NATURALISTICA:
PRINCIPI E TECNICHE DI CONSOLIDAMENTO DELLE SCARPATE
2.1 Il sistema integrato di intervento
Una corretta progettazione dell’ingegneria naturalistica per scarpate stradali non si esaurisce nella posa di un singolo elemento tecnico, ma richiede l’integrazione di componenti con funzioni complementari che agiscono su scale temporali diverse. La geogriglia garantisce la stabilità immediata e strutturale; la stuoia antierosione protegge il suolo nelle prime settimane dall’erosione superficiale; la semina idraulica avvia il processo di colonizzazione vegetale; l’impianto di talee radicate assicura la componente arborea/arbustiva che, nel medio-lungo termine, consolida il terreno con l’apparato radicale; il drenaggio superficiale intercetta e smaltisce le acque meteoriche prima che generino ruscellamento erosivo.
Questa stratificazione funzionale si traduce, in sede di analisi dei prezzi, in strutture di costo radicalmente differenti per ciascuna lavorazione: la geogriglia è dominata dalla componente materiale (PR ≈ 73%), le lavorazioni vegetali dalla manodopera (RU ≈ 42–47%), il drenaggio dai noli meccanici (AT ≈ 55%). La corretta rappresentazione di queste differenze nel computo metrico estimativo è presupposto indispensabile per l’attendibilità del quadro economico.
2.2 Ruolo delle geogriglie nei sistemi di consolidamento verde
Le geogriglie biassiali in PET/LLDPE operano in trazione, confinando il terreno e trasferendo i carichi a strati sottostanti più resistenti. Il dimensionamento per applicazioni permanenti (vita
utile 120 anni) richiede la verifica del danno da installazione (Id), del creep (Ifc) e del degrado chimico-biologico (Ifd). Nelle aree montane calabresi, con suoli a reazione alcalina (pH fino a 11) per la presenza di substrati carbonatici e metamorfici, il coefficiente ambientale Ifd ≤ 1,25 è un requisito tecnico irrinunciabile, certificato da ente terzo accreditato (BBA).
3. QUADRO NORMATIVO E REGOLAMENTARE
3.1 D.Lgs. 36/2023, CAM Strade e CAM Verde
Per le infrastrutture stradali, il riferimento normativo specifico è il D.M. 5 agosto 2024, n. 279 (CAM Strade), in vigore dal 21 dicembre 2024 e integrato dal decreto correttivo dell’11 settembre 2025 (G.U. n. 221/2025). Per la componente vegetale dell’intervento – sementi, talee, substrati, concimi, modalità di inerbimento – il CAM Strade rinvia esplicitamente al D.M. 10 marzo 2020 (CAM Verde pubblico), che si applica in modo cumulativo e non alternativo. Il progettista può motivare nella Relazione CAM la non applicabilità di singoli criteri del D.M. 2020, qualora contrastino con normative di settore o condizioni specifiche del sito; tale motivazione costituisce atto formale obbligatorio.
L’Allegato I.7 al Codice impone l’analisi dei prezzi per le voci a nuovo prezzo (art. 41, c. 14) e la separata indicazione dei costi di manodopera (art. 41, c. 13). Come dimostrano le cinque analisi elaborate nel presente articolo, l’incidenza della manodopera varia significativamente tra le lavorazioni (dal 17,7% della geogriglia al 47% delle talee), rendendo essenziale la struttura AT/PR/ RU ai fini del controllo di congruenza.
3.2 NTC 2018 e linee guida ISPRA
Le NTC 2018 (D.M. 17 gennaio 2018) e la Circolare n. 7/2019 forniscono il quadro geotecnico di riferimento. In Calabria, i Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) e i Piani di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) impongono la valutazione preventiva del rischio di frana per i lotti stradali, rendendo obbligatoria l’adozione di soluzioni di consolidamento nelle aree a pericolosità P3 e P4. Le Linee Guida ISPRA per l’ingegneria naturalistica individuano le classi di intervento e i criteri di scelta in funzione di pendenza, altezza di scarpata e rischio idrogeologico.
4. METODOLOGIA DI ANALISI DEI PREZZI:
STRUTTURA AT/PR/RU
I prezzari regionali articolano il prezzo unitario di ogni lavorazione in tre macrocategorie: AT (Noli e Attrezzature), PR (Prodotti da Costruzione) e RU (Risorse Umane). Al totale parziale A = AT + PR + RU si aggiungono le spese generali (B = 15% di A) e l’utile d’impresa (C = 10% di A+B), ottenendo il prezzo unitario P = A × 1,265.
La struttura di incidenza dei tre fattori varia radicalmente in funzione della natura della lavorazione. Nelle analisi elaborate nel presente articolo emergono tre profili tipologici distinti:
- Lavorazioni a dominanza PR (materiale): geogriglia EPD (PR = 73,0% di A) e stuoia di cocco (PR = 53,2%) – il prezzo è guidato dal costo del geosintetico; variazioni di mercato del prodotto si traducono direttamente in variazioni significative del prezzo unitario;
- Lavorazioni a dominanza RU (manodopera): semina idraulica (RU = 41,9%) e impianto talee (RU = 46,9%) – la componente vegetale richiede un elevato impegno di manodopera specializzata; la qualità esecutiva è fattore critico di successo a lungo termine;
- Lavorazioni a dominanza AT (mezzi meccanici): drenaggio in pietrame (AT = 54,9%) – il costo è governato dall’impiego del miniescavatore e dell’autocarro; la resa oraria delle macchine incide sensibilmente sul prezzo unitario.
Questa classificazione ha implicazioni dirette per la verifica anomalia delle offerte: un’offerta con ribasso elevato su lavorazioni a dominanza PR deve essere analizzata prioritariamente sotto il profilo della qualità e certificazione dei prodotti offerti; per le lavorazioni a dominanza RU, sotto il profilo del rispetto dei minimi salariali e degli oneri previdenziali.
5. CASO STUDIO:
LOTTO STRADALE IN AREA APPENNINICA CALABRESE
5.1 Inquadramento territoriale
L’Appennino calabrese è caratterizzato da una morfologia particolarmente accidentata, con versanti acclivi e substrato geologico eterogeneo che include filladi e paragneiss del Complesso Calabride, argille scagliose del Flysch e depositi quaternari poco cementati. Precipitazioni medie annue superiori a 1.500 mm sulle aree più elevate generano una spiccata predisposizione al dissesto idrogeologico.
Il lotto stradale oggetto del caso studio interessa circa 4,2 km di una strada provinciale di collegamento fondovalle-crinale (480–780 m s.l.m.). Le scarpate di trincea (inclinazione media 2H:3V - Per ogni 3 metri di discesa (o salita) in verticale, la scarpata si estende per 2 metri in orizzontale) presentano erosione diffusa in corrispondenza dei tratti in argille scagliose. Il progetto prevede il trattamento di circa 3.800 m² di scarpata con il sistema integrato descritto nelle sezioni seguenti, completato da circa 420 m di canalette drenanti di scarpata.
5.2 Il sistema integrato di lavorazioni: descrizione tecnica
Le cinque lavorazioni che compongono il sistema integrato di ingegneria naturalistica sono state progettate in modo coordinato per garantire protezione immediata, stabilizzazione strutturale e recupero vegetazionale a lungo termine. Di seguito si riporta la descrizione sintetica di ciascuna, rimandando alle sezioni 5.3–5.7 per le analisi di prezzo.
- Lavorazione 1 – Geogriglia biassiale EPD: strato portante del sistema, garantisce la stabilità immediata e il rinforzo strutturale a lungo termine. Posa manuale su tutta la scarpata (3.800 m²).
- Lavorazione 2 – Semina idraulica: idrosemine con miscuglio di specie graminacee e leguminose autoctone (idonee a suoli alcalini), applicate con hydroseeder contestualmente alla posa della geogriglia.
- Lavorazione 3 – Stuoia antierosione in fibra di cocco 400 g/m²: protezione superficiale del suolo nella fase di attecchimento del manto erboso, con funzione di accumulo di umidità e sostanza organica per la vegetazione.
- Lavorazione 4 – Impianto di talee radicate: Salix alba (1 pianta/m²) e Alnus cordata (0,5 piante/m²), specie pioniere idonee alle condizioni pedoclimatiche dell’Appennino calabrese, con funzione di consolidamento radicale nel medio-lungo termine.
- Lavorazione 5 – Drenaggio superficiale in pietrame: rete di canalette (420 m lineari) realizzate con miniescavatore, rivestite con geotessile di separazione e pietrame calcareo, per intercettare le acque di ruscellamento prima che erodano la scarpata trattata.

Figura 1. Applicazione di geogriglie biassiali per la stabilizzazione di una scarpata stradale
In alto a sinistra, posa dei pannelli di geogriglia lungo il versante; in alto a destra, realizzazione dei fori per l’ancoraggio mediante elementi di fissaggio al terreno; in basso, vista d’insieme dell’intervento completato. Il sistema contribuisce al rinforzo superficiale del pendio, al controllo dell’erosione e alla successiva integrazione con la copertura vegetale.

Figura 2. Posa di geogriglia biassiale per il consolidamento di scarpate stradali.
A sinistra, fissaggio della geogriglia al terreno mediante picchetti e rondelle di ancoraggio; a destra, giunzione e sovrapposizione dei pannelli per garantire la continuità strutturale del sistema di rinforzo. L’intervento contribuisce alla stabilizzazione superficiale del versante e al controllo dei fenomeni erosivi.
5.3 Analisi di prezzo – Lavorazione 1: Geogriglia biassiale EPD (LT.OI04.021.001)
La geogriglia in PET/LLDPE con certificazione EPD è la lavorazione strutturalmente più impegnativa del sistema. La sua analisi di prezzo è stata elaborata sulla base dei dati del computo metrico allegato al progetto esecutivo. La componente materiale (PR = 73,0% di A) domina la struttura di costo, rendendo questa voce particolarmente sensibile alle variazioni di mercato del prodotto certificato.
DECLARATORIA | voce LT.OI04.021.001
Geogriglia in possesso di certificazione EPD di prodotto (ISO14025 - EN 15804) costituita da un nucleo di filamenti di poliestere ad alta tenacità densamente raggruppati, paralleli e perfettamente allineati, racchiusi in una guaina protettiva di resina annegati in una massa di polietilene (LLDPE) a forma di nastro; allungamento a rottura ≤ 9.5% (EN ISO 10319); allungamento max sulla curva dei 114 anni (1.000.000 h) al 40% del NBL <6%; deformazione viscosa residua post-costruzione tra la curva a 24 h e quella a 1.000.000 h non superiore all’ 1% per carichi di esercizio compresi tra il 40 ed il 60% della resistenza nominale a breve termine (ISO/TR 20432); il coefficiente riduttivo del “creep” a 25°C per opere permanenti di 120 anni deve risultare non superiore a 1.40 corrispondente al 72% del carico di rottura nominale del prodotto (ISO/TR 20432); la griglia dovrà risultare idonea all’impiego in ambienti basici con PH fino a 11, con coefficiente ambientale riduttivo per opere permanenti con tempo di ritorno di 120 anni a 25°C non superiore a 1.25 (ISO/TR 20432). Tali valori dovranno essere certificati da ente terzo accreditato quale BBA.
Lavorazione 1. Geogriglia biassiale EPD certificata – Fornitura e posa in opera (LT.OI04.021.011) Codice
AT NOLI E ATTREZZATURE
AT.N01.001.006
Autocarro ribaltabile 3 assi fino a 14 t (nolo caldo)
AT.N02.006.004Escavatore 27–31,9 t (nolo caldo)
Totale Noli e Attrezzature (AT)
PR PRODOTTI DA COSTRUZIONE
LT.OI04.021.001
Geogriglia biassiale EPD certificata (ISO 14025 – EN 15804) in PET/LLDPE – resistenza a trazione ≥ 200/5 kN/m – creep ≤ 1,40 per 120 anni – pH ≤ 11, coefficiente di riduzione ≤ 1,25 (ISO/TR 20432) – certificato. BBA
Totale Prodotti da Costruzione (PR)
RU RISORSE UMANE
RU.M01.A04.004 Operaio edile – tabelle ministeriali – I livello (incl. oneri di legge e nolo attrezzi)
Risorse Umane (RU)
Parziale (AT + PR + RU)









h0,010€ 76,80€ 0,77
2,60 RIEPILOGO
Fonte: analisi di prezzo allegata al progetto esecutivo – Opere idrauliche di bonifica e consolidamento (© Osservatorio Prezzi per l’Edilizia (OPE) – Legislazione Tecnica S.r.l. — Riproduzione consentita con citazione della fonte).
5.4 Analisi di prezzo – Lavorazione 2: Semina idraulica con specie autoctone
La semina idraulica (idrosemine) utilizza un hydroseeder che proietta sul suolo una miscela acquosa di sementi, torba, collante e fertilizzante starter. La struttura di costo è bilanciata tra AT (30,6%) e RU (41,9%), con PR modesto (27,4%). La scelta di specie autoctone idonee a suoli alcalini è condizione obbligatoria ai sensi del D.M. 10 marzo 2020 (CAM Verde), applicabile cumulativamente al CAM Strade per la componente vegetale.

Figura 3. Idrosemina su scarpata rinforzata con geogriglie biassiali.
Esecuzione delle operazioni di idrosemina mediante autobotte attrezzata su versante precedentemente consolidato con geogriglie biassiali. L’intervento favorisce il rapido inerbimento della superficie, incrementa la protezione dall’erosione superficiale e contribuisce all’integrazione paesaggistica dell’opera stradale.
DECLARATORIA voce LT.OI04.021.002
Fornitura dei componenti necessari all’esecuzione di idrosemine su scarpata, comprensivi di: miscuglio di sementi di specie erbacee autoctone (graminacee e leguminose) idoneo all’impiego su substrati alcalini, con indicazione delle specie e della provenienza conforme al D.M. 10/03/2020, tasso di germinabilità ≥ 80% (EN 15920) e purezza specifica ≥ 95%, dose 15 g/m²; torba e collante idrosolubile, con mulch in fibra di cellulosa 40 g/m², torba a pH 5,5–7,0 con sostanza organica ≥ 95% s.s. e capacità di ritenzione idrica ≥ 60%, mulch privo di sostanze fitotossiche con umidità ≤ 12%, il tutto conforme al Regolamento CE 1907/2006 (REACH); fertilizzante starter a lenta cessione NPK 14-14-14, granulare, dose 30 g/m², conforme al Regolamento CE 2003/2003 e al D.Lgs. 75/2010, con pH in soluzione acquosa al 5% compreso tra 5,5 e 7,0 e privo di metalli pesanti in concentrazioni superiori ai limiti di legge. Tutti i prodotti dovranno essere corredati di scheda tecnica e di sicurezza (SDS); vietato l’uso di specie invasive o alloctone.
Lavorazione 2. Semina idraulica con miscuglio di specie autoctone – Idrosemine su scarpata
Codice
AT NOLI E ATTREZZATURE
AT.N06.002.001
Descrizione
Pompa idroseminatrice (hydroseeder) 1.500 L su autocarro, per ogni ora di effettivo esercizio (incl. conducente, carburante)
Totale Noli e Attrezzature (AT)
PR PRODOTTI DA COSTRUZIONE
PR.P012.015.001
PR.P012.015.002
Miscuglio di sementi autoctone (graminacee + leguminose) idoneo a substrati alcalini – dose 15 g/m² –con indicazione specie e provenienza (D.M. 10/03/2020)
Torba e collante idrosolubile per idrosemine, compreso mulch in fibra di cellulosa 40 g/m²
PR.P012.015.003Fertilizzante starter a lenta cessione NPK 14-14-14, dose 30 g/m²
Totale Prodotti da Costruzione (PR)
RU RISORSE UMANE
RU.M01.A04.004Operaio edile – tabelle ministeriali – I livello
Risorse Umane (RU)
1,04
1,04 RIEPILOGO Totale Parziale (AT + PR + RU)
2,48 Spese Generali [15% di (A)] (B)
0,37 Utile d’impresa [10%
5.5 Analisi di prezzo – Lavorazione 3: Stuoia antierosione in fibra di cocco
La stuoia biodegradabile in fibra di cocco (400 g/m²) svolge una funzione di protezione superficiale immediata contro l’erosione idrica e da gocce di pioggia (splash erosion). Si decompone naturalmente in 3–5 anni, dopo che il manto erboso è completamente stabilizzato. L’incidenza di PR (53,2%) e RU (41,7%) è sostanzialmente equilibrata; la posa manuale e l’ancoraggio con picchetti di legno richiedono una quota di manodopera comparabile al valore del materiale.
DECLARATORIA voce LT.OI04.021.003
Fornitura e posa di stuoia antierosione in fibra di cocco 100% biodegradabile, grammatura 400 g/m², spessore nominale 8 mm, maglia 20×20 mm, in rotoli di larghezza 2 m (coefficiente di spreco 1,05), conforme alla norma EN ISO 10318; resistenza a trazione in senso longitudinale e trasversale ≥ 2,5 kN/m (EN ISO 10319); resistenza a punzonamento CBR ≥ 0,5 kN (EN ISO 12236); durata funzionale ≥ 3 anni prima della completa biodegradazione, corredata di certificazione CE e scheda tecnica; completa di picchetti di ancoraggio in legno di castagno (Castanea sativa) Ø 25 mm, L = 300 mm, appuntiti, con rondella biodegradabile Ø minimo 50 mm, nella misura di 6 pz/m². Il legno dovrà provenire da boschi a gestione sostenibile certificata (FSC o PEFC), con umidità ≤ 20% e densità media ≥ 550 kg/m³. Il prodotto dovrà essere conforme ai CAM Verde (D.M. 10/03/2020) per quanto applicabile
Lavorazione 3. Stuoia antierosione in fibra di cocco biodegradabile 400 g/m² – Fornitura e posa
AT NOLI E ATTREZZATURE
AT.N01.001.006 Autocarro ribaltabile 3 assi fino a 14 t (nolo caldo) per approvvigionamento materiale h0,005€ 76,80€ 0,38
Totale Noli e Attrezzature (AT) € 0,38 PR PRODOTTI DA COSTRUZIONE
Codice
PR.P013.008.001
PR.P013.008.002
Stuoia antierosione in fibra di cocco biodegradabile, grammatura 400 g/m² – spessore 8 mm – maglia 20×20 mm – confezione in rotoli larghezza 2 m (coefficiente spreco 1,05)
Picchetti di ancoraggio in legno di castagno Ø 25 mm L=300 mm, completi di rondella biodegradabile – 6 pz/m²
Totale Prodotti da Costruzione (PR)
3,98 RU RISORSE UMANE
RU.M01.A04.004
Operaio edile – tabelle ministeriali – I livello (stesura e ancoraggio stuoia)
Totale Risorse Umane (RU)
RIEPILOGO
Totale Parziale (AT + PR + RU) (A)
Spese Generali [15% di (A)] (B)
Utile d’impresa [10% di (A+B)] (C)
PREZZO UNITARIO TOTALE (A+B+C)
7,48
1,12
0,86
5.6 Analisi di prezzo – Lavorazione 4: Impianto talee radicate (Salix alba / Alnus cordata)
L’impianto di talee radicate rappresenta la componente a più elevata incidenza di manodopera (RU = 46,9% di A): scavo della buca, posizionamento del substrato, messa a dimora e annaffiatura iniziale richiedono un operaio qualificato per circa 9 minuti per pianta. Il costo del materiale vegetale (PR = 48,5%) è contenuto grazie all’uso di piantine in vaso 9×9 cm, che garantiscono migliore attecchimento rispetto alle talee non radicate a costo significativamente inferiore rispetto alle piantine in contenitore di maggiori dimensioni.
DECLARATORIA voce LT.OI04.021.004
Fornitura dei materiali per impianto di talee radicate di specie autoctone su scarpata, comprensivi di: talee radicate di Salix alba (salice bianco) in vaso 9×9 cm, h 30–40 cm, densità 1,0 pz/m²; talee radicate di Alnus cordata (ontano napoletano) in vaso 9×9 cm, h 30–40 cm, densità 0,5 pz/m², specie azotofissatrice con apparato radicale colonizzato da Frankia spp.; substrato di impianto per buca Ø 20 cm composto da miscela di compost maturo (conforme UNI EN 13432, sostanza organica ≥ 25% s.s., pH 6,5–8,0, IRD ≤ 1.000 mg O2/kg s.s.·h), torba (pH 5,5–7,0, ritenzione idrica ≥ 60%) e argilla (10–20% in peso). Tutto il materiale vivaistico dovrà essere di produzione certificata ai sensi del D.M. 10/03/2020 (CAM Verde), proveniente da ecotipi locali o regionali, corredato di passaporto delle piante, esente da malattie e parassiti, con radici integre. Le piantine dovranno essere trasportate e messe a dimora in condizioni di massima freschezza, evitando l’essiccamento dell’apparato radicale.
Lavorazione 4. Impianto talee radicate Salix alba e Alnus cordata – Densità 1,0 + 0,5 pz/m²
NOLI E ATTREZZATURE
AT.N01.001.006
Autocarro ribaltabile 3 assi fino a 14 t (nolo caldo) per trasporto piantine h0,005€ 76,80€ 0,38
Totale Noli e Attrezzature (AT) € 0,38 PR PRODOTTI DA COSTRUZIONE
PR.P012.020.001
PR.P012.020.002
Talee radicate di Salix alba (salice bianco) in vaso 9×9 cm h 30–40 cm, produzione certificata (D.M. 10/03/2020 CAM Verde), densità impianto 1,0 pz/m² pz 1,000€ 2,40€ 2,40
Talee radicate di Alnus cordata (ontano napoletano) in vaso 9×9 cm h 30–40 cm, produzione certificata, densità impianto 0,5 pz/m² pz 0,500€ 2,80€ 1,40
PR.P012.020.003
Substrato di impianto (compost maturo + torba + argilla) per buca di alloggiamento Ø 20 cm
Totale Prodotti da Costruzione (PR)
RU RISORSE UMANE
RU.M01.A04.004
Operaio edile – tabelle ministeriali – I livello (scavo buca, impianto, annaffiatura iniziale)
Risorse Umane (RU)
Totale Parziale (AT + PR + RU) (A)
0,45€ 0,23
4,03
26,01€ 3,90
8,31 Spese Generali [15% di (A)] (B)
[10% di (A+B)] (C)
PR su (A)
5.7 Analisi di prezzo – Lavorazione 5: Drenaggio superficiale in pietrame (canalette di scarpata)
Le canalette drenanti intercettano le acque di ruscellamento e le convogliano verso le cunette di piede scarpata, impedendo l’erosione regressiva. Lo scavo con miniescavatore su pendio ripido e il successivo trasporto con autocarro costituiscono la quota dominante del costo (AT = 54,9% di A). I materiali – geotessile di separazione e pietrame – pesano solo per il 9,6%, confermando che questa lavorazione è essenzialmente “a forte contenuto meccanico”.
DECLARATORIA voce LT.OI04.021.005
Fornitura dei materiali per la realizzazione di canalette drenanti su scarpata, comprensivi di: pietrame calcareo o granitico di cava, pezzatura 10–20 cm, franco cantiere, con resistenza alla compressione uniassiale ≥ 50 MPa (EN 1926), resistenza al gelo con perdita di massa ≤ 1% dopo 25 cicli (EN 1367-1), coefficiente di forma (EN 933-4) ≤ 50, granulometria uniforme e assenza di parti terrose o argillose, corredato di documentazione di provenienza e prove di laboratorio; geotessile non tessuto in polipropilene (PP), massa areica 200 g/m², con funzione di separazione e filtrazione, conforme alla norma EN 13253, certificato CE con marcatura sistema 2+, con resistenza a trazione ≥ 7,5 kN/m in entrambe le direzioni (EN ISO 10319), allungamento a rottura ≤ 80%, resistenza al punzonamento CBR ≥ 1,5 kN (EN ISO 12236), apertura di filtrazione O90 compresa tra 60 e 120 μm (EN ISO 12956), permeabilità normale al piano kn ≥ 5×10–³ m/s (EN ISO 11058), corredato di Dichiarazione di Prestazione (DoP) e scheda tecnica.
Lavorazione 5. Drenaggio superficiale in pietrame – Canalette di scarpata con geotessile di separazione
Codice
AT NOLI E ATTREZZATURE
AT.N02.002.001
AT.N01.001.006
Miniescavatore fino a 2 t con operatore e carburante, per scavo canalette su scarpata
Autocarro ribaltabile 3 assi fino a 14 t (nolo caldo) per trasporto pietrame
h0,200€ 62,00€ 12,40
h0,100€ 76,80€ 7,68
Totale Noli e Attrezzature (AT) € 20,08
PR PRODOTTI DA COSTRUZIONE
PR.P003.012.001
PR.P013.001.002
Pietrame calcareo o granitico di cava, pezzatura 10–20 cm, per formazione letto canaletta drenante, franco cantiere
Geotessile non tessuto in PP, massa 200 g/m², funzione separazione/ filtrazione, per rivestimento fondo canaletta
m³0,150€ 18,00€ 2,70
m²0,500€ 1,60€ 0,80
Totale Prodotti da Costruzione (PR) € 3,50
UMANE
RU.M01.A04.004 Operaio edile – tabelle ministeriali – I livello (assistenza scavo, posa geotessile e pietrame, rifinitura)
Risorse Umane (RU)
6. LA CERTIFICAZIONE EPD COME REQUISITO DI CAPITOLATO:
ASPETTI TECNICI E GIURIDICI
La Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) quantifica gli impatti ambientali del prodotto lungo il suo ciclo di vita secondo le regole del PCR specifico per geosintetici (EN 15804:2012+A2:2019).
Per i progettisti, la richiesta di EPD si traduce in un requisito di capitolato vincolante: l’impresa è tenuta a produrre, prima dell’impiego in cantiere, la dichiarazione EPD del prodotto specifico e a documentarne la rispondenza alle soglie prestazionali indicate. La verifica da parte del direttore dei lavori costituisce un adempimento documentale irrinunciabile.
Per le infrastrutture stradali, il D.M. 5 agosto 2024 (CAM Strade) eleva la certificazione EPD a obbligo diretto: i prodotti da costruzione devono essere corredati di EPD conforme a EN 15804 e verificata da ente terzo, quale condizione di ammissibilità del prodotto e non mera preferenza. Tale obbligo è confermato nel testo consolidato a seguito del correttivo dell’11 settembre 2025 (Reg. UE 2024/3110). La richiesta di certificazione BBA per la verifica del creep e della resistenza chimica rappresenta un requisito aggiuntivo di idoneità per impieghi in ambienti alcalini, pienamente compatibile con il quadro CAM Strade.
7. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
L’analisi condotta consente di formulare alcune considerazioni di carattere operativo rivolte a progettisti e stazioni appaltanti.
In primo luogo, la progettazione di scarpate stradali mediante ingegneria naturalistica richiede un approccio integrato che combina elementi strutturali (geogriglia), di protezione superficiale (stuoia), vegetazionali (semina idraulica, talee) e idraulici (drenaggio). La corretta sequenza esecutiva – geogriglia e idrosemine contestuali, stuoia subito dopo, talee nella stagione vegetativa, canalette prima delle piogge autunnali – è determinante per il successo dell’intervento.
In secondo luogo, le cinque analisi di prezzo evidenziano strutture di costo radicalmente differenti: PR domina nella geogriglia (73%) e nella stuoia (53%); RU nelle lavorazioni vegetali (42–47%); AT nel drenaggio (55%). Questa variabilità impone che ciascuna voce venga analizzata separatamente, evitando l’applicazione acritica di incidenze medie. Per la verifica di anomalia in sede di gara, il focus deve essere sulla qualità dei prodotti EPD-certificati (voci PR) e sul rispetto dei minimi salariali (voci RU).
In terzo luogo, i prezzi unitari elaborati per il caso studio calabrese – 18,55 €/m² per la geogriglia EPD, 3,14 €/m² per la semina idraulica, 9,46 €/m² per la stuoia, 10,52 €/m² per le talee e 46,29 €/m lineare per il drenaggio – costituiscono un riferimento operativo per la formazione dei computi metrici e per la verifica di congruenza delle offerte. In particolare, la geogriglia EPD, pur essen-
do la lavorazione con il prezzo unitario più elevato per unità di superfice trattata, rappresenta il fulcro strutturale del sistema: sottostimarla, omettendo o minimizzando la componente PR, comporterebbe una sottodotazione di oltre 51.000 € sull’intera scarpata, con evidenti ricadute sull’equilibrio economico del contratto. Infine, la specificità geologica, pedologica e climatica dell’Appennino calabrese – con suoli alcalini, regime pluviometrico intenso e rischio PAI elevato – richiede una selezione puntuale dei materiali (geogriglia resistente ad ambienti basici, specie autoctone idonee ai suoli locali, pietrame di cava disponibile in loco) e una struttura di prezzi che rifletta fedelmente tale specificità. Il raccordo tra prezzari regionali, capitolati tecnici, normativa CAM e linee guida ISPRA costituisce la conditio sine qua non per la buona riuscita degli interventi di ingegneria naturalistica in ambito stradale.
Riferimenti normativi e bibliografici
[1] D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici.
[2] D.M. 17 gennaio 2018 – Norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018).
[3] Circolare 21 gennaio 2019, n. 7/C.S.LL.PP. – Istruzioni NTC 2018.
[4] D.M. 5 agosto 2024, n. 279 – CAM Strade. G.U. n. 197/2024. Decreto correttivo 11/09/2025, G.U. n. 221/2025.
[5] D.M. 10 marzo 2020 – CAM Verde pubblico e fornitura prodotti per la cura del verde.
[6]
ISO 14025:2006 – Environmental labels and declarations – Type III EPD.
[7] EN 15804:2012+A2:2019 – Environmental product declarations – Core rules.
[8] EN ISO 10319:2015 – Geosynthetics – Wide-width tensile test.
[9]
ISO/TR 20432:2007 – Long-term strength of geosynthetics for soil reinforcement.
[10]EN 14475:2006 – Execution of special geotechnical works – Reinforced fill.
[11]Voce LT.OI04.021.001 – Geogriglia EPD certificata – Analisi allegata al progetto esecutivo del caso studio.
[12] Ministero dell’Ambiente – ISPRA (2006). Linee guida per la progettazione, realizzazione e monitoraggio degli interventi di ingegneria naturalistica. Roma.
[13] Gisotti G. (2012). Le scarpate stradali: costruzione, sistemazione, monitoraggio. Dario Flaccovio, Palermo.
[14] Bischetti G.B., Chiaradia E.A., Simonato T. (2009). Root strength and root area ratio of forest species in Lombardy. Plant and Soil, 278(1–2), 11–22.