SABATO 8 AGOSTO 2026 • ANNO XI N. 182
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
IL CASO DELLA mORtE DI ALbERtO mALvOLtI REStA ApERtO: A DEStARE SOSpEttI LA DINAmICA
Cinque giorni dopo, nessuna svolta I contatti con l’ambiente dei lucani residenti a bologna non hanno prodotto elementi ulteriori
Magrì a pag 6
DALL’ASSuRDO fuRtO DI IDENtItà DEL 2018 ALLA fRODE DI AutO DI OggI
L’ImpRENDItORE È RAuCCI Ai domiciliari con l’accusa di truffa di auto usate e autoriciclaggio, il potentino è stato invischiato in un caso poco chiaro sui social di cui hanno parlato Le Iene e la Lucarelli _
L’EDItORIALE
Veleno contro il capogruppo di FDI Bignami, per aver ricordato la verità sulla revoca del 41bis per 300 mafiosi dal csx
Il cordoglio unanime per Francesco Guccini
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DI ALESSANDRO SANSONI
erché il cordoglio per la morte di Francesco Guccini, così come l’ammirazione in vita, è stato così unanime e condiviso da destra e sinistra, da atei e credenti, da vecchi e giovani e in fondo, a dirla tutta, da chi conosceva davvero le sue canzoni così come da chi ne aveva orecchiate si e no quattro o cinque? Eppure il Guccio era un (...) ■ continua a pag 3
L’AttACCO
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Raucci e il post di Selvaggia Lucarelli del 2018
L’INDISCREZIONE In molti sono pronti a salire sul taxi con buona pace di Curatella e i reducisti
vannacci, fanelli non smentisce
■ Servizio
■ Servizio
Nel Potentino, la GdF ha sequestrato 2mila prodotti non sicuri presso alcuni esercizi commerciali
e palazzi restauri di castelli e convegni ma anche o Impero Non solo rievocazioni cuore del Sacro Roman la Lucania ghibellina per rimettere al centro
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di Palazzo San Gervasio, di ad un esperto. la riapertura del castello Giampiero Perri è doppia- Lagopesole mentre si sta esperto. Ha capacilavorando per creare una antastico Medioevo mente di visione e di lettura struttura permanente su dai detrattori è stata tà sulla promoziodove il predescritta come una strategica ma, soprat- Monte Serico, ha chiesto territoriale ne proiniziativa meramente di tutto, ha gli strumenti cul- sidente Bardi la collaborazio ne pagandistica, qualcosa spiegare a tutti anche per per turali Pepe bile finae fu dell’instanca chiuso in se stesso ttuche il medioevo non lizzato solo ad una statica un’epoca buia ma un pe- realizzare un’infrastru to che riproposizio ne di uno riodo di grande gloria e di ra di collegamen rende più facilmente acschema di sporadiche ini- splendenti innovazioni. cessibile il sito. Con il DG ziative territoriali. Lo fu per il mondo intero all’opera. In realtà Fantastico Me- ma, soprattutto, lo fu per Altomonte già laquel Sono opere strutturali, nel dioevo è una iniziativa che in la Basilicata che in fisici che restano ha prodotto e produce fu un vero e proprio vori e arricchiscon o il tempo lama tempo termini immediati centro culturale e politico. artistico scia anche risultati sul lun- La programma zione di nostro patrimonio i medioevo. è e storico. go termine. Fantastico Medioevo è Ogni sabato è stato pre- me tutte le associazione Riscoprirla significa anche UN SUCCESSO DI il primo anno che fanno rievocazion e soprattutto riscoprire noi sullo triennale, una PERRI E BARDI rina- sentato lo spettacolo o, servito anche per farlucani Stupor Mundi con la regia storica e costruendo stessi perché, se è vero che Partiamo dall'intuizione parte scientifico- accadereale è il scere l’orgoglio nei di Nicola Ragone e il testo mica e una popolare che l’unico tempo vero che forse, si dovrebbe dire par- verso la propria storia. del grande Andrea Di Con- andrà in onda ad Ottobre presente, è ancheracconto. tiamo dalla logica. Un popolo troppo spesso il passato e un La logica alla base del- costretto a ricordare che soli sulla Rai. Scegliere cosa evidenziaUNA GRANDE À l'idea è quella di ricostrui- Cristo si è fermato ad EboL’IDENTIT ZIONE re di quel passato signifiCOOPERA re l’identità lucana modi- li ha potuto apprendere COME MOTORE quale raccon ISTITUZIONALE ficandone le parti più vitdi questo proget ca scegliere lo Stupor forza La invece, riu è che, in Fantastico medioevo timistiche e riprendendo Mundi ha vissuto e agito mostra la gloria del passa
Dellapenna a pag 8
M A S SI M O D E L L A P E N N A
Bardi e Giuli e l’edizione diCronache del 5 agosto
a pag 22
_ CRONACA
Basilicata
Che Fantastico il Medioevo
La vignetta di Mario Bochicchio
a pag 12
Tutto pronto per la XIV edizione del Carnevale Estivo, l’unico in Basilicata: grande attesa per il 17 agosto
beni culturali, in basilicata 1,6mln € bardi: «Diamo vita alla nostra storia» DI
vIAbILItà
_ LAuRENZANA
DOpO fANtAStICO mEDIOEvO CONtINuA LA COLLAbORAZIONE CON gIuLI
Bardi
a pag 5
Ripristinata la normale circolazione sul viadotto Fiumara di Tito e sul viadotto Basento, Pepe: «Un segnale positivo in vista dell'esodo estivo»
Servizio a pag 9
migliore storia della e Perri riscoprono la
■ Lamattina
■ Servizio
Servizio a pag 14
a pag 21
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Italia e Mondo Un cantautore nazionalpopolare, per certi versi divisivo, che è entrato nel cuore di tutti da destra a sinistra, da atei a credenti
Il cordoglio unanime per Francesco Guccini
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DI ALESSANDRO SANSONI
erché il cordoglio per la morte di Francesco Guccini, così come l’ammirazione in vita, è stato così unanime e condiviso da destra e sinistra, da atei e credenti, da vecchi e giovani e in fondo, a dirla tutta, da chi conosceva davvero le sue canzoni così come da chi ne aveva orecchiate si e no quattro o cinque? Eppure il Guccio era un personaggio per molti aspetti divisivo, dai contenuti forti (benchè molto spesso equivocati, sin dai primi anni del suo successo), spesso e volentieri i suoi testi ai più risultavano noiosi… Dunque perché tanta attenzione per la sua scomparsa e non solo il rammarico di una nicchia di appassionati cultori del cantautorato italiano degli anni Settanta? A leggere tanti post, anche autorevoli, sembra chiaro che la complessità dei suoi testi non da tutti è stata colta, eppure in sottofondo, magari percepito solo istintivamente, il tema essenziale è arrivato: le canzoni di Guccini parlano ANCHE di politica, raccontano ANCHE la vita di provincia, pongono ANCHE l’attenzione su questioni sociali e tanto altro ancora… Ma soprattutto esse si interrogano e ci interrogano sul senso della vita, urlano o sussurrano quelle domande esistenziali che affiorano in tutti noi, in un modo o nell’altro, attorno ai vent’anni, quando abbiamo ancora il tempo di porgercele, lasciando poi successivamente solo ai filosofi il lussuoso compito di continuare a cercare risposte: “perché a vent’anni è tutto ancora intero/ a vent’anni è tutto chi lo sa”… E a quelle domande Guccini, da buon agnostico, non ha fornito risposte, ma dubbi, ulteriori interrogativi, conditi di sarcasmo e di ironia e, soprattutto, di straordinaria poesia. Una
poesia antica, non buttata lì sciattamente o, peggio, solipsistica, ma strutturata, attenta alla forma, perché a lui in sorte era toccato di “saper usare o no di un certo metro”, ma poi ci aveva aggiunto lo studio, la passione per la semiotica e la linguistica (anche comparata), che lo portava a dialogare – mentre scriveva (e poi cantava) – con Jorge Luis Borges e Roland Barthes. E con la Storia. La citazione inserita lì, talvolta plateale, talaltra nascosta, la cura per la parola, quella giusta, quella che dice tutto ma ti apre anche un mondo ulteriore, il confronto con i classici, sempre difficile, sempre impietoso per chi si azzarda. E a lui invece no, riusciva! Anzi lo rendeva nazionalpopolare, nascondendone lo snobismo intellettuale, che rendeva “respingenti” alcuni cantautori, precludendo loro una parte di pubblico. Certo il ritmo lo aiutava, la scelta della ballata popolare, ma questo perfetto mix di alto e basso, di rabbia e pensiero (aiutato dal vino), di tradizione rielaborata in chiave post-moderna, riusciva perché alla fine lui stesso era già un classico! Un classico in vita! E i classici piacciono a tutti, il popolo li adora senza ricamarci troppo intorno, nonostante siano complessi – sono come uno di famiglia, anzi di più - nonostante qualcuno, prima che essi siano riconosciuti come tali, critichi i loro capolavori per giustificare la propria inconsistenza. E infatti a scatenare i Bertoncelli di turno, fu proprio “Stanze di vita quotidiana”, l’album in cui più che altrove esplode la lirica più intima di Guccini, in cui egli mette in forma e rende arte il suo magone interiore, quello da cui però scaturiva la sua voglia di far casino e di prendere sul serio, ma fino a un certo punto, la vita di tutti noi. E adesso che tutto questo è coperto da “due metri di
__Guccini
terreno”, vanno bene anche i cordogli retorici a mezzo social, che faticano a capire quella domanda disperata di senso (pur cogliendone, in modo inespresso, la portata), il ram-
marico holderliniano per un “Dio che è morto”, lasciandoci nella disperazione di un mondo disincantato, in cui il sacro non ha più casa e che, non a caso, fu colto da chi di déi e so-
vrannaturale ancora se ne intende e pensò bene che far ascoltare le canzoni di quel presunto mangiapreti su Radio Vaticana non era tutto sommato una cattiva idea.
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Italia e Mondo
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Sánchez: «Revocate i controlli alle frontiere entro domenica o scatteranno contromisure». Palazzo Chigi: «L'Italia non accetta ultimatum»
Ceuta, scontro sulle frontiere: Madrid minaccia, Roma respinge l'ultimatum T
DI VITO ERRICHETTI
orna a salire la tensione tra Roma e Madrid. Il governo spagnolo ha diffuso ieri una nota ufficiale durissima contro l'Italia, chiedendo la revoca immediata dei controlli alle frontiere imposti dal primo agosto ai viaggiatori provenienti dalla Spagna. Il termine fissato dalla Moncloa è perentorio: domenica 9 agosto, dunque appena due giorni da oggi. Superata quella data senza un passo indietro da parte italiana, Madrid avverte che si vedrà «obbligata ad adottare misure proporzionali per proteggere gli interessi e la dignità dei suoi cittadini». La risposta di Palazzo Chigi non si è fatta attendere, ed è stata netta: «L'Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall'estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale ed il controllo delle frontiere». LA NOTA DI MADRID Nel documento diffuso dall'esecutivo di Pedro Sánchez, la decisione italiana viene definita «ingiusta, contraria agli inte-
ressi dell'Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola». Una misura, si legge ancora, adottata «senza preavviso, unilateralmente e con argomenti spuri che non si conformano né al Codice delle frontiere Schengen né alla verità». Madrid contesta punto per punto le motivazioni di Roma: i migranti entrati irregolarmente a Ceuta la settimana scorsa, spiega il governo spagnolo, «non hanno potuto né possono entrare liberamente nello spazio Schengen», poiché la città autonoma nordafricana gode di un regime speciale. La quasi totalità di loro, aggiunge la nota, è già rientrata in Marocco.Il governo spagnolo rovescia poi l'accusa su Roma, ricordando che secondo i dati Frontex l'Italia resta lo Stato membro con il maggior numero di attraversamenti irregolari degli ultimi anni, con cifre che hanno raggiunto il doppio di quelle spagnole, e sostenendo che dal 2022 l'Italia non rispetti il Regolamento di Dublino, scaricando così pressione migratoria sugli altri partner
europei. Madrid rivendica infine di non aver mai introdotto controlli analoghi nei confronti dell'Italia, ricordando la solidarietà mostrata durante gli sbarchi a Lampedusa nel 2023. LA REPLICA DELL’ITALIA Sul fronte italiano non è arrivato alcun cedimento. Fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che l'Italia «non intende in nessun caso rivedere la decisione di sospendere l'applicazione dell'accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna», almeno fino al 15 agosto, «e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l'Italia». Una data, quella di Ferragosto, che non è casuale: secondo le stesse autorità spagnole, proprio in quei giorni potrebbe verificarsi a Ceuta una nuova ondata migratoria.Sulla stessa linea il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che ha respinto le accuse di discriminazione arrivate da Madrid: «Siamo stati molto criticati» sulla sospensione di Schengen, ha os-
servato, lamentando un metro di giudizio diverso «perché se si fa contro un governo socialista non si può fare». Il titolare del Viminale ha ricordato che una decina di Paesi europei applicano misure analoghe, citando il caso della Francia al confine di Ventimiglia.Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva già difeso nei giorni scorsi la sospensione come «una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee», rivendicando che si tratti di una misura prevista dai trattati. Al Festival La Versiliana era però finito sotto pressione quando alcuni cronisti gli avevano fatto notare che l'Italia non condivide alcun confine terrestre con la Spagna, mettendo in discussione l'efficacia concreta dei controlli negli scali aeroportuali e portuali. Sul piano diplomatico, Tajani ha comunque rincarato la dose contro Madrid: «Capisco il loro nervosismo, sui migranti hanno fallito», ha dichiarato, criticando anche la maxi regolarizzazione di centinaia di mi-
gliaia di stranieri decisa dal governo spagnolo senza consultare i partner europei. LE PROSSIME ORE Sánchez ha interrotto le vacanze a Lanzarote per presiedere una riunione di coordinamento sulla crisi migratoria, a cui hanno preso parte, tra gli altri, i ministri della Difesa Margarita Robles, dell'Interno Fernando Grande-Marlaska e dell'Inclusione e Migrazioni Elma Saiz. Il premier spagnolo ha assicurato che verranno impiegati «tutti gli strumenti e le risorse dello Stato necessari» per riportare Ceuta alla normalità nel più breve tempo possibile.Con Roma che ha già fatto sapere di non voler arretrare e Madrid che minaccia contromisure entro domenica, la crisi diplomatica tra i due Paesi sembra ormai avviata verso un braccio di ferro che difficilmente si risolverà nelle prossime quarantotto ore. Resta da vedere quali «misure proporzionali» abbia in mente il governo spagnolo, dato che nella sua nota non ne ha anticipato la natura.
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Italia e Mondo
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Veleno contro il capogruppo di FDI per aver ricordato la verità
Bignami, Borsellino e Scalfaro La liberazione di mafiosi dal 41bis voluta dal centrosinistra, le amicizie con Cospito, gli attacchi a Delmastro che ha difeso il carcere duro per i mafiosi
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DI ROBERTO LAMATTINA
aleazzo Bignami nel suo intervento ha detto una cosa vera quanto banale. Ha ricordato un fatto storico recente. Ha ricordato le elezioni presidenziali del 1992. In quella occasione il Movimento Sociale Italiano candido’ Paolo Borsellino al Quirinale. Era l'estate dell'omicidio di Giovanni Falcone. La Democrazia Cristiana era divisa tra Andreotti e Forlani. Il Divo voleva chiudere la sua brillante carriera con il colle più alto della Repubblica. Forlani aveva la sua stessa intenzione. Come sempre accadeva tra correnti democristiane si giocava a rimpiattino in quella scena brillantemente raccontata nel film su Andreotti con i due che fingono di essere l’uno a disposizione dell’altro. LA STRAGE DI CAPACI Era la stagione del picconatore Cossiga. Tangentopoli era ancora agli esordi e il sistema della Prima Repubblica ancora reggeva seppure a fatica. Il 23 Maggio 1992 a Capaci muore il Giudice Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della scorta. In quella occasione il Mo-
vimento Sociale Italiano propone in Parlamento l’elezione di Paolo Borsellino. Il 25 Maggio una maggioranza composta da tutto l’arco Costituzionale elegge Oscar Luigi Scalfaro al Quirinale, la morte di Falcone aveva reso improponibile l’elezione di Andreotti. Scalfaro, già noto alle cronache per aver ricevuto e rifiutato un invito a duello da Antonio De Curtis in arte Toto’, aveva il profilo giusto per garantire la continuità senza sembrare tale. Una delle sue prime azioni presidenziali, non a caso, fu quella di nominare Andreotti come Senatore a vita. IL 41 BIS REVOCATO Il Governo era guidato da Giuliano Amato. L’immarcescibile costituzionalista aveva come ministro di Giustizia Giovanni Conso. Il governo era retto da una maggioranza di centrosinistra. Conso, con decreto non rinnovò il 41bis per 300 mafiosi, il decreto fu controfirmato da Scalfaro. Si può discutere dei poteri del Presidente della Repubblica e se avesse potuto rifiutarsi di controfirmare il decreto. Quello che è certo è che il MSI propose Borsellino che ve-
rosimilmente quel decreto non avrebbe firmato, il centrosinistra elesse Scalfaro che quel decreto controfirmo’. Se il centrosinistra avesse votato la proposta missina di Borsellino, il giudice antimafia sarebbe vivo e il 41 bis non sarebbe stato revocato. COSPITO, DEL MASTRO E IL NERVO SCOPERTO Galeazzo Bignami è stato oggetto di una campagna d’odio politico promossa dalla sinistra per aver detto una cosa di assoluto buon senso e di banale verità. La sua colpa è quella di aver toccato un nervo scoperto della sinistra italiana. Non solo Conso e Scalfaro e la datazione nel tempo passato ma anche quella bizzarra visita a Cospito da parte di esponenti Dem. Ad inizio legislatura Giovanni Donzelli denunciò che alcuni parlamentari Dem erano andati in visita dal terrorista ristretto al 41bis e che era impegnato nella lotta contro la misura che i mafiosi avversavano di più. In quel caso le accuse furono puntate contro Andrea Delmastro che, da sottosegretario, aveva messo il petto contro ogni
_ Bignami
ipotesi di concessioni a favore di Cospito o dei mafiosi. LA CHIUSURA DEL CERCHIO Andrea Delmastro non è indagato ma è diventato oggetto di astio da parte del Pd e delle opposizioni che chiedono che, anche senza essere indagato, consegni il suo telefono alle autorità giudiziarie per consentire loro di verificarne il contenuto. Galeazzo Bignami è oggetto di aggressione per aver ricordato un fatto vero che riguardo’ Borsellino, Scalfaro, Conso e il 41bis. E allora viene da chieder-
si come mai il centrosinistra abbia questa esigenza di criticare chiunque difenda il regime carcerario duro per mafiosi e terroristi e sia disposto a farlo anche nascondendo la verità, distorcendola e creando una campagna mistificatoria. I fatti reali sono che Delmastro non è indagato, il centrosinistra preferi’ Scalfaro a Borsellino, Scalfaro e Conso Liberatore i mafiosi dal 41bis, Bignami ha detto solo la verità e Delmastro si è opposto alle idee di Cospito di eliminazione del carcere duro mentre i Dem andavano a trovarlo.
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Giallo Malavolti, resta il mistero sulla morte del consigliere comunale
Cinque giorni dopo, nessuna svolta: il caso resta aperto A
DI TIZIANA MAGRÌ
cinque giorni dalla morte di Alberto Malavolti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a San Lazzaro di Savena, precipitato dalla finestra del vano delle scale, al terzo piano del condominio di via Piave in cui viveva, il fascicolo aperto dagli inquirenti non registra sviluppi. I contatti avviati con l’ambiente dei lucani residenti a Bologna non hanno prodotto elementi ulteriori rispetto a quanto già ricostruito subito dopo la tragedia del 3 agosto e dopo i funerali di giovedì. A restare vive, tra chi conosceva il consigliere Malavolti, dipendente Comet, sono soprattutto le perplessità sulla dinamica di una morte che continua a non trovare una spiegazione. C’è chi fatica a crede-
re all’ipotesi del suicidio, ricordandolo come un uomo sorridente e benvoluto da tutti; e c’è chi allo stesso tempo non si rassegna all’idea di una caduta involontaria, accidentale, dovuta a un malore improvviso, ritenendo la dinamica della finestra del vano scale del tutto incompatibile con l’incidente mortale. Sentimenti contrapposti, sicuramente dettati dall’incredulità, che a quasi una settimana restano ancora con molti sospetti e che non trovano ancora un riscontro formale da parte delle forze dell’ordine. Ricordiamo che dal punto di vista medico-legale il decesso è stato attribuito, dal medico legale intervenuto la mattina del 3 agosto, alla caduta dall’alto, una convalida tale da ritenere non opportuno l’esame autoptico. La Procura di Bologna non ha dunque
disposto l’autopsia, e la salma è stata restituita alla famiglia, la moglie Annamaria e i suoi due figli minori, lo stesso giorno della tragedia, consentendo lo svolgimento dei funerali. Ancora oggi, il fascicolo resta aperto sulle circostanze che hanno condotto Alberto Malavolti alla morte. Non risultano indiscrezioni credibili sul coinvolgimento di terzi, né elementi che confermino o smentiscano del tutto alcuna delle ipotesi al vaglio. Anche dall’ambiente politico non emergerebbero indicazioni utili alla ricostruzione. Il fascicolo resta dunque aperto e il suo sviluppo dipenderà dagli accertamenti che i carabinieri stanno conducendo sui rapporti personali, professionali e sullo stato psicologico di Malavolti nei giorni precedenti alla tra-
_ Alberto Malavolti
gedia. Fino ad allora, resta valido quanto già osservato: le voci restano voci, e la cautela nel distinguere ciò che è stato accertato da ciò che è solo supposizione resta la sola chiave affidabile. Resta il fatto che
si tratti di impressioni non riscontrate: ma è proprio su elementi di questo tipo, al di fuori del perimetro delle prove tecniche, che le indagini trovano nuovi elementi o spunti da verificare.
Giovane di 16 anni arrestato per terrorismo. Nel suo pc manuali per costruire ordigni e chat con rifermenti allo Stato Islamico e al nazismo
Gli 007 dell’AISI dietro la scoperta del caso legato al fenomeno della “white jihad”
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rrestato dalla Polizia di Stato con l'accusa di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. E’ quanto contestato a un sedicenne italiano di origine straniera residente in provincia di Como, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Tribunale per i Minorenni di Milano. Il fermo è scattato nel Grossetano, dove il ragazzo si trovava in vacanza con la sua famiglia. A far partire l’indagine è stata la segnalazione dell’Aisi, l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna: gli 007 avevano individuato un utente, con diversi profili, che sulla piattaforma Discord diffondeva messaggi di propaganda riconducibili all’Isis. L’allarme è passato alla Sezione Antiterrorismo della Digos di Milano, coordinata dalla Digos di Como e dal Servizio per il Contrasto all’Estremismo e al Terrorismo Esterno, sotto la direzione della Procura per i Minorenni. COME SI È ARRIVATI AL NOME DEL SEDICENNE Il lavoro dell’intelligence si è concentrato sull’individuazione di flussi anomali riconducibili ad ambienti dell’estremismo internazionale. Una volta isolato l’utente sospetto, gli accertamenti tecnici hanno permesso di ricondurre i diversi profili, nonostante l’uso di VPN e sistemi per offuscare l’identità digitale, a un unico soggetto: il sedicenne, incensurato e mai emerso in ambienti simili. Un giovane dall’aria insospettabile. La svolta è arrivata con l’acces-
so ai server della piattaforma di messagistica usatadal ragazzo e all’hard disk del suo computer personale. LE CHAT Per la giudice Laura Margherita Pietrasanta, gli elementi raccolti descrivono un’adesione consapevole alla causa terroristica. Nelle conversazioni con altri utenti, il sedicenne esaltava la violenza geopolitica e invogliava gli interlocutori all’azione, scrivendo:«Se fai saltare in aria i loro genitori aspettati che più persone radicali ti accolgano». La voglia di radicalizzazione all’Isis emergerebbe, secondo riportato da testate giornalistiche, nel rammarico per i limiti della propria età: «Se avessi due anni in più, farei parte di loro». Oltre a queste conversazioni, il materiale diffuso dal ragazzo comprendeva – secondo quanto riportato dagli inquirenti – filmati di addestramento paramilitare e di esecuzione, canti di propaganda jihadista tradotti in più lingue, e contenuti di matrice neonazista e antisemita, tra cui saluti in codice di richiamo hitleriano. Tra i file sequestrati anche un video in lingua russa con logo dello Stato Islamico e istruzioni per costruire un ordigno esplosivo con materiali facilmente reperibili. IL RECLUTAMENTO SULLE APP Il canale usato dal sedicenne è una piattaforma di messaggistica istantanea di uso comune, usata molto dagli adolescenti anche per scambiarsi compiti e appuntamenti. Profili multipli, chat cifrate e strumenti di anonimizzazione permettono a chi recluta di costruire relazioni di fidu-
cia con i minori, e il più delle volte si comportano cambiamenti non di facile avvertimento. Gli analisti avvertono da tempo l’abbassamento dell’età dei soggetti coinvolti in reati di propaganda online – un dato che porta il fronte della prevenzione non solo sulle strade ma anche nelle chat. UNA “WHITE JIHAD” La combinazione tra simboli jihadisti e neonazisti rientra in quella che gli analisti definiscono “white jihad”, una contaminazione di codici e linguaggi di ideologie radicali opposte, unite più dalla fascinazione per la violenza che da una dottrina condivisa. E’ una lettura che negli ultimi mesi gli inquirenti italiani hanno applicato ad altri casi analoghi, dal Milanese al Pavese, in un filone che appare strutturato e non episodico. Il caso del minore fermato per propaganda terroristica arriva mentre a Bruxelles si apre un fronte collegato: il 9 luglio il Parlamento europeo ha appena prorogato fino al 2028 la deroga che permette alle piattaforme di rilevare volontariamente materiale di abuso sui minori nelle chat, escludendo però le comunicazioni come WhatsApp e iMessage. Una scelta dibattuta perché lascia fuori controllo uno spazio che potrebbe essere un porto franco per gli abusi come anche per il reclutamento online per la propaganda estremista. TIZMAG
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SABAT TO 8 AGOSTO 2026 CARTOON WORLD STA ADIUM VOX LIBRI SERIE CRONACHE TA ANTE MANI IN CUCINA FILM CARTONE CARTOON WORLD I TESORI DELL’ETNA NEWS WORK IN PROGRESS CINE CRONACHE CRONA CHI? CRONA-CHI? SOCIAL LOPER NEWS DELLA NOTTE
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DOMENICA 9 AGOSTO 2026 07:00 09:00 10:00 12:00 12:30 14:00 15:30 17:00 18:00 20:00 21:00 22:30 00:00 02:00
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Cronache Lucane Galella prende le distanze dalle ipotesi di contatti con i futuristi
Vannacci, Fanelli non smentisce In molti sono pronti a salire sul taxi per provare la scorciatoia per le istituzioni con buona pace di Curatella e i reducisti
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__Fanelli e Galella e sotto le edizioni di Cronache del 3 agosto e di ieri
DI MASSIMO DELLAPENNA
lessandro Galella ha immediatamente smentito ogni contatto con Vannacci. Ne prendiamo atto e gliene diamo merito per la chiarezza. Del resto eravamo stati chiari anche noi che il consigliere regionale di FDI non sarebbe mai uscito dal Partito di maggioranza relativa fino a quando avrebbe avuto la speranza di essere candidato a Sindaco di Potenza per cui ogni corteggiamento di FN è destinato a non esse-
re corrisposto. Dobbiamo anche evidenziare che il pupillo di Rosa è un meloniano della prima ora che ha scelto la strada di FDI quando era difficile per cui può mettere sul campo una lunga storia di coerenza. IL SILENZIO DEGLI ALTRI Per il resto non ci sono né smentite né conferme. Sull'ipotesi di Merra capolista al Senato abbiamo avuto soltanto una scialba dichiarazione di Curatella e della costituente di Lavello di FN che non ha né confermato né smentito.
ssima mossa dell'ex Angeloma anticipa la pro
Piro, Digilio e Fanelli non hanno fatto neanche le rituali affermazioni di circostanza, segno evidente che una volontà o, quanto meno, una curiosità da parte loro esiste. FANELLI TACE Se possiamo capire che Digilio e Piro possano continuare a serbare il silenzio non avendo incarichi istituzionali, appare sospetto il silenzio di Francesco Fanelli. La voce di un suo possibile ingresso con i vannacciani gira da tempo ed è suffragata e supportata dalla sua progressiva mar-
assessora lavellese
Merra in corsa per il Senato con Fn?
la né conferma né anche Piro e Osnato. Curatel Guarderebbero a Vannacci ressati anche Digilio inte e il partito come taxi. Tra gli smentisce ma critica chi ved
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D I M A S S I M O D E L L A P E N NA
nizio agosto di grandi manovre in Futuro Nazional e in Basili cata. Fino a qualch e giorno fa sembr ava che nessun big politico lucano avesse sentito la fascin azione del messaggio di Vannacci. Il fondatore Curatella aveva sostanzialmente aggregato terze e quarte linee della destra lucana come Franc esco Pappa lardo e Rossella Quinto o persone che sembr avano aver già dato il meglio del proprio glorio so impeg no come Rocco Tauro. LO SCOOP DI ANGELOMA La bomba , come spesso accad e in Basili cata, la lancia Angeloma. Il Dagospia lucano, sempre bene inform ato sui fatti della politic a e sui suoi retroscena, lancia l’indis crezione secon do cui Donatella Merra sarebbe in lizza per essere capolista futurista al Senato. Una notizi a che esplod e come un fulmin e a cielo sereno nella politica lucana. L’ex assessore regio-
__Merra e Curatella, sotto Piro e Osnato
ginalità nel progetto leghista lucano. L’ex vicepresidente della Giunta Regionale, dopo essere stato candidato e sconfitto alle elezioni da Sindaco di Potenza, è progressivamente sparito dal dibattito politico, surclassato dal dinamico movimentismo di Pasquale Pepe, suo collega di partito e suo rivale interno. Con la riduzione degli spazi elettorali della Lega, Fanelli rischia di trovarsi fuori dai giochi o, comunque, molto emarginato nei futuri scenari politici. Da quanto ci risulta le trat-
L’ironia di Calla’ (FDI) è
tative tra l'esponente leghista e i vannacciani è in una fase molto avanzata. Il Generale di estrema destra ha l'esigenza di trovare dei consiglieri regionali per dare supporto e sostanza al suo progetto politico, Fanelli ha bisogno di un partito nel quale avere la possibilità di essere il leader e la speranza di ottenere una carriera politica che superi i confini attuali. Il suo silenzio vale quasi come conferma. QUEL TAXI DA PRENDERE AL VOLO L’esperienza della Lega e del Movimento Cinque Stelle di due elezioni fa ha insegnato a molti che il momento di prendere un taxi non deve essere lasciato fuggire. I partiti di immediata costituzione e di immediato impatto hanno, di solito, un repentino consenso che porta a facili elezioni e un parimenti repentino tracollo che bloccagli eletti. In quello spazio chi prende il taxi del fondatore entra nelle istituzioni e ha un bonus da spendere per la sua carriera. Questo lo sanno tutti e in molti provano a prendere al volo il taxi di Vannacci con buona pace dei reducisti che sognano una purezza impossibile.
il Rivetto lucano, cambia
partiti in continuazione
Anche Lisurci va con Vannacci lla porta. a vedere se si apre que ilio anche Fanelli prova Dopo Merra, Piro e Dig ove mu si ella che per ora non Colloqui anche per Gal
N
DI MASSIMO DELLAPENNA
on ce ne voglia no il pur simpa tico Curat ella e il rampante Pappalardo che Fuci dedica anche un video ma o turo Nazionale sembra un rifugi orfuturo un di cerca in e person di simai lascia to alle spalle . Una sto tuazione leggermente in contra milii razion dichia le con logico i tanti e di politica dal basso chead leader locali continuano a fare ogni pie’ sospinto. LISURCI PASSA CON VANNACCI la __Giuseppe Callà Il turno di provare a prendere __Roberto Vannacci volo __Francesco Lisurci corriera delle opportunità al questa volta è di Lisurci. Il consiresterà legato al Partito di tenza il per delusi doa che potrebgliere comunale materano che, ca- ti che faremmo domande che non trodestra. Sia chiaro di poltrone maggioranza relativicarla qualora mento di io otteni ato camb manc dente anza po un prece avrebbero risposte per manc es- non per manc ata condi vision e be provare a rivend di alla guida della Resione sacca era passato in Forza Italia, ciasse confu e rinun di grand e detto idee già di adeideologica. Abbiamo ha appena comunicato di avera de- se. al gione per il dopo Bardi. Digilio che sarebbe interessato e LA LINEA rito alla formazione di estrem Ha MERRA, PIRO E…. politico. Alcun IDENTITARIA rezioni for- nuovo soggetto ate ci dicono che stra guidata dall’ex Generale. indisc le dopo o Intant bene inform voci ie una parte della sua possib cata ragione Pino Calla’, storico espouna su Basili La oma li avrebbe ma- nite da Angel come anche Francesco Fanel Passato classe dirigente ha una tradizionente della destra policorese e ggio. r le candidatura della Merra ne per il trasformismo terana con un passa to da leade - capolista al Senato e dopo le frasi fatto qualche sonda passio nale nsegue Lega ne annun- da Forza Italia allagrande consen- pro domo sua. I fondatori di FN provinciale giovanile e da ammi è la di Piro sotto il post che del una linea identinistratore, a dire che Lisurci o a ciava il passaggio non è ancora ar- do la stagione l’ex assess ore provano a tenere Rivet to di Basili cata, pront n- rivata alcuna smentita da parte dei so salvin iano, qualcosa in più taria ma le pressioni iniziano ad avrebbe già fatto tando il prosaAspet ti. Gener del cambiare partito con una freque pesan ra essere squad spadella per capire gli iano vertici za degna del cambio quotid pia- le. Certo ci sono state frasi di- di un sondaggioA colloquio con al- simo post pieno di retori ca mudella più intima biancheria. Ci a chiarante di circostanza ma nulla zi di manovra. i del Generale sa- scolare da parte di Curatella e Papraccontare cuni amici roman cereb be saper e come si faccia - di più. a an- palardo, restiamo qui a rebbe stato visto anche Galell che la storia degli idealisti che, però, passare da una formazione mode IL RIFUGIO Berche se noi confidiamo nel fatto rata come quella fondata da quaDELUSI si scrive in due parole per descri DEI quana fino Rosa di le, o re al- l’ex pupill i quali hanno in testa lusconi ad una così radica sa- Ad oggi sembra che a bussaci sia- do avrà la speranza dj una candi- vere coloro della lista. nale le idea sulla via di Damasco l’idea Nazio ino a Po- fissa le porte di Futuro del cen- datura da Primo Cittad rebbe arrivata a folgorare il nostro cer- no una pletora di delusi uomo ma onestamente siamo
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POTENZA Dall’assurdo furto di identità del 2018 alla frode auto di oggi: una storia sospetta
Truffa auto usate: è Giuliano Raucci l’imprenditore potentino ai domiciliari POTENZA. È Giuliano Raucci, l’imprenditore potentino agli arresti domiciliari da ieri con le accuse di truffa di auto usate e autoriciclaggio. Avrebbe indotto ad acquistare vetture che, una volta emersi gravi difetti di funzionamento, sarebbero state riconsegnate al rivenditore per essere riparate. Invece di effettuare gli interventi richiesti, secondo l’ipotesi della Procura della Repubblica di Potenza guidata da Camillo Falvo, l’imprenditore si sarebbe impossessato nuovamente dei mezzi, senza restituire né le auto né il denaro, reimmatricolandoli o esportandoli fittiziamente all’estero per rivenderli a nuovi acquirenti. L’inchiesta è partita nel 2024 dopo una denuncia presentata alla Stazione Carabinieri del capoluogo. Le indagini sono poi sfociate nel sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, per un valore
complessivo di circa 62.850 euro. Il provvedimento ha interessato disponibilità finanziarie, beni e diversi veicoli ancora nella disponibilità dell’indagato e destinati alla vendita. In attesa che si faccia luce su questo caso, ricordiamo che il procedimento è ancora nella fase preliminare e vige la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, abbiamo fatto qualche ricerca su Giuliano Raucci e abbiamo scoperto qualcosa di davvero interessante. L’imprenditore potentino, infatti, sembrerebbe non essere nuovo a ipotetiche truffe o quanto meno a situazioni poco chiare. Nel 2018, infatti, è balzato agli onori della cronaca per uno strano caso di furto di identità. Del caso se ne occupò la trasmissione di Italia Uno Le Iene prima e la giornalista Selvaggia Lucarelli poi. Le foto e i video di Raucci sarebbero stati usati a sua insaputa, o forse no,
per costruire un’identità fittizia, quella di “Jolen Branko” con cui l’autore del profilo instaurò per anni relazioni sentimentali virtuali con diverse donne, senza mai incontrarle, inviando anche regali di va10
lore. Quando Raucci scoprì il furto della propria identità per mano di una cliente del suo negozio, tale Angelica, spiegò la situazione cercando di convincere tutti della sua
estraneità. Pur essendo stato inizialmente indicato esclusivamente come parte lesa, il caso ha continuato a suscitare interrogativi e ricostruzioni contrastanti. venerdì 7 agosto 2026
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i mezzi resti Prima intascava i soldi e poi rivendeva
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tuiti perché difettosi, senza ripararli. Cara
binieri sequestrano circa 63mila €
: za n te o P a te a s u to u a e ll e Truffa d imprenditore finisce ai domiciliari A
lmente i militari vreb be mess o in Contestua ito un decreto piedi un’articolato hanno esegupreventivo, fitruff a nella com- di sequestro zato alla confisca anprav endi ta di auto usate , nalizper equivalente, per un indu cend o gli acqu irent i che e complessivo di cirad acquistare vetture che, valor 62.850 euro. Il provveuna volta emersi gravi di- ca nto ha interessato didime saento, onam funzi di fetti ibilità finanziarie, berebbero state riconsegnate spon e diversi veicoli ancora al rivenditore per essere ri- ni disponibilità dell’inparate. Invece di effettua- nellato e destinati alla venre gli interventi richiesti, daga seco ndo l’ipo tesi della dita. chies ta, coor dina ta Procura della Repubblica L’in Procura della Repubdi Potenza guidata da Ca- dalla di Potenza, è partita millo Falvo, l’imprendito- blica2024 dopo una denunre si sarebbe impossessato nel presentata alla Stazionuov amen te dei mezz i, cia Cara binie ri del capo senza restituire né le auto ne . Le indagini avrebné il denaro, reimmatrico- luogo cons entit o di ricolandoli o esportandoli fit- bero e un presunto sistema tiziamente all’estero per ri- struirolidato e reiterato di venderli a nuovi acquiren- cons nel settore delle autruffe ti. usate. Secondo quanto Con queste accuse, un im- to so, il comm ercia nte emer opetino poten per le riparazioprenditore licava sui social net- venditore rante nel settore del com- pubb annunci di autovet- ni. work punto, sempre semercio di autoveicoli è staproposte a prezzi par- A quel l’i t i t to posto agli arresti domi- ture l d i i t t ili i d i C bi i i d l ti
__L’edizione di ieri di Cronache, il post di Lucarelli e Raucci
ro per riven derle a terzi , condotta che ha portato la Procura a contestare anche i l’i t i di t i i l
sfociando nel sequestro disposto dall’autorità giudiziaria. t i t di Il
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L’assessore Pepe: «Un passaggio significativo nell'iter autorizzativo. Continueremo a seguire tutte le fasi fino al completamento»
Bypass Matera, per il ministero c’è la compatibilità ambientale MATERA. Firmato giovedì il decreto interministeriale di compatibilità ambientale per il collegamento mediano MurgiaPollino, nel tratto Gioia del Colle-Matera-FerrandinaPisticci e bypass di Matera. Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica e il Ministero della Cultura hanno adottato congiuntamente il provvedimento che esprime giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del progetto di fattibilità tecnicoeconomica, subordinandolo al rispetto delle condizioni ambientali previste. «L'adozione del decreto interministeriale di compatibilità ambientale rappresenta un momento significativo nel percorso autorizzativo dell'opera, in cui rientra il bypass di Matera. È un risultato che conferma il regolare sviluppo di un procedimento complesso, nel quale ogni fase è stata affrontata nel pieno rispetto delle norme e con il contributo delle amministrazioni coinvolte. Avevamo indicato con chia-
rezza quale sarebbe stata la successione dei passaggi amministrativi e oggi registriamo un ulteriore esito coerente con quel percorso». Lo dichiara il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe. Il provvedimento recepisce gli esiti dell'istruttoria tecnica condotta nell'ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale, conclusa con il giudizio positivo della Commissione tecnica ViaVas e con il successivo concerto del Ministero del-
la Cultura. Si stabilisce la compatibilità ambientale del progetto, subordinandola all'ottemperanza delle condizioni ambientali contenute nei pareri allegati, ed esprime inoltre giudizio favorevole circa l'assenza di incidenze negative significative sui siti della Rete Natura 2000 interessati dall'intervento. L'intervento riguarda anche il bypass della strada statale 7 Matera-Ferrandina, inserito dalla programmazione regionale tra le opere con priorità 4, il livello più elevato previsto.
L'opera potrà migliorare il collegamento tra Matera e Ferrandina, incrementando la funzionalità della rete viaria e la fluidità della circolazione lungo un'arteria di particolare rilievo per il territorio. Il costo stimato dell'intervento è di oltre 500 milioni di euro. L'adozione del decreto dà continuità a un iter avviato da Anas con la presentazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, proseguito con la pubblicazione degli elaborati, le integrazioni richieste durante l'istruttoria, la consultazione pubblica e l'acquisizione dei pareri degli enti competenti. Nelle scorse settimane la Regione Basilicata aveva già comunicato il completamento della fase relativa ai pareri tecnici dei ministeri, indicando il decreto interministeriale quale successivo passaggio del procedimento. Il provvedimento adottato conferma quindi la prosecuzione della sequenza amministrativa prevista. Il decreto stabilisce inoltre che il Piano di utilizzo del-
le terre e rocce da scavo dovrà essere integrato prima dell'approvazione del progetto esecutivo e dell'avvio dei lavori, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, e demanda ai ministeri competenti le verifiche sull'ottemperanza delle condizioni ambientali contenute nel provvedimento. «L'esperienza – commenta Pepe – insegna che le grandi opere non avanzano con gli annunci, ma con gli atti. Ogni provvedimento concluso consolida il lavoro svolto e rende più definito il percorso che conduce alla realizzazione dell'intervento che dovrà migliorare l'accessibilità alla Basilicata. Continueremo a seguire con attenzione tutte le fasi successive, nella consapevolezza che infrastrutture di questa portata richiedono continuità amministrativa, rigore procedurale e una costante collaborazione tra le istituzioni. È il metodo che abbiamo scelto e che intendiamo portare avanti fino al completamento dell'iter».
Palmisano: «Verificare il rispetto degli standard europei di sicurezza». Chiesto un controllo sulla strategica arteria lucana
Matera-Ferrandina, interrogazione in Commissione Ue POTENZA. L'eurodeputata del Movimento 5 Stelle Valentina Palmisano porta all'attenzione della Commissione europea le condizioni di sicurezza della strada statale 7 Matera-Ferrandina, presentando un'interrogazione con cui chiede di verificare il rispetto della normativa dell'Unione europea sulla gestione delle infrastrutture stradali. L'iniziativa riguarda un'arteria considerata strategica per la Basilicata e inserita nella rete transeuropea dei trasporti. «La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto. La SS7 Matera-Ferrandina è un'infrastruttura strategica, ma continua a presentare criticità che non possono più essere ignorate. Per questo ho chiesto alla Commissione europea di verificare il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa Ue sulla sicurezza delle infrastrutture stradali», afferma l'eurodeputata. Nel testo dell'interrogazione Palmisano ricorda che la strada rappresenta il principale collegamento con Matera, sito riconosciuto patrimonio mondiale dall'Unesco, ed è percorsa ogni gior-
no da oltre tredicimila veicoli. Nonostante il ruolo strategico, il tracciato è ancora a carreggiata unica e continua a essere interessato da gravi incidenti mortali, verificatisi anche nel corso del 2026. Un quadro che, secondo l'esponente pentastellata, rende necessario un approfondimento da parte delle istituzioni europee. L'interrogazione richiama inoltre la direttiva europea sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali, che impone agli Stati membri di individuare i tratti più pericolosi, effettuare ispezioni periodiche e programmare gli interventi prioritari. «L'Europa si è data obiettivi molto chiari in materia di sicurezza stradale. La direttiva sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture impone agli Stati membri di individuare i tratti più pericolosi, effettuare ispezioni periodiche e programmare gli interventi prioritari. È doveroso verificare se questi obblighi siano stati pienamente rispettati anche per la SS7 e quali ulteriori azioni possano essere messe in campo», prosegue Palmisano.
Alla Commissione europea viene chiesto se sia a conoscenza delle condizioni di sicurezza della strada e del relativo tasso di incidentalità, come venga verificato il rispetto da parte dell'Italia della direttiva 2008/96/Ce e quali strumenti dell'Unione, compresi quelli della politica di coesione, possano sostenere gli interventi necessari per la messa in sicurezza dell'arteria. L'iniziativa si inserisce nel lavoro che il Movimento 5 Stelle porta avanti da mesi sul futuro della Matera-Ferrandina. In Parlamento il deputato Arnaldo Lomuti ha infatti più volte sollecitato il Go-
verno sul raddoppio della strada, ottenendo l'accoglimento come raccomandazione di un ordine del giorno che impegna l'Esecutivo a definire un cronoprogramma e a individuare le risorse necessarie. «Oggi il confronto si apre anche a livello europeo. Non si tratta soltanto di reperire risorse, ma di assicurare che un'infrastruttura inserita nella rete Ten-T rispetti gli standard di sicurezza previsti dall'Unione europea. La Basilicata non può più aspettare: servono interventi concreti, tempi certi e una strategia capace di mettere al centro la tutela della vita delle persone», conclude l'eurodeputata.
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Riaprono il viadotto Fiumara di Tito, il viadotto Basento e la galleria Spogliamonaco, con viabilità più fluida in vista di Ferragosto
Viabilità, Pepe: «Rispettati i tempi, un beneficio per cittadini e turisti» B
uone notizie per gli automobilisti in vista dell'esodo estivo. Anas ha annunciato il ripristino della normale circolazione su due importanti infrastrutture della rete viaria lucana: il viadotto Fiumara di Tito, lungo il raccordo autostradale Sicignano–Potenza, e il viadotto Basento, sulla SS7 Racc "Via Appia". Entro il 10 agosto sarà inoltre eliminato il senso unico alternato nella galleria Spogliamonaco, lungo la SS742 "Sarmentana-Sinnica". Le riaperture arrivano a ridosso del weekend di Ferragosto e consentiranno di alleggerire il traffico sulle principali arterie della Basilicata proprio nei giorni di maggiore afflusso di veicoli.A esprimere soddisfazione è il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, che sottolinea come il rispetto del cronoprogramma e l'accelerazione impressa ai lavori rappre-
sentino un segnale concreto di attenzione verso cittadini e viaggiatori.«È una notizia che accogliamo con grande soddisfazione – afferma Pepe – perché restituisce ai cittadini e a quanti raggiungeranno la Basilicata nei prossimi giorni una rete stradale più fluida nel periodo di maggiore intensità degli spostamenti. Ringrazio Anas per il lavoro svolto e per aver accelerato, dove possibile, le lavorazioni, riducendo i disagi per gli utenti».Sul viadotto Fiumara di Tito si conclude così la seconda fase dell'intervento di manutenzione avviato lo scorso aprile. I lavori hanno interessato la rimozione della pavimentazione, la sostituzione dei giunti e il rifacimento delle testate. Il programma iniziale prevedeva il completamento delle opere sulla carreggiata in direzione Potenza dopo la pausa estiva, ma il cantiere è stato concluso con anticipo, con-
sentendo il ripristino della piena percorribilità prima di Ferragosto. Novità anche sul viadotto Basento, dove viene eliminato il senso unico alternato e la circolazione torna a svolgersi con una corsia per ciascun senso di marcia. Il cantiere resterà operativo fino alla fine dell'anno per il completamento delle lavorazioni residue, ma senza ulteriori limitazioni alla viabilità.Entro il 10 agosto sarà infine ripristinata la normale circolazione anche nella galleria Spogliamonaco, lungo la SS742. Gli interventi hanno riguardato l'adeguamento degli impianti tecnologici e dei sistemi di sicurezza. Le ultime attività previste saranno eseguite senza incidere sul traffico. Per l'assessore Pepe, il completamento dei lavori rappresenta anche un esempio di buona amministrazione. «La manutenzione delle infrastrutture richiede programmazione, investimenti e inevitabil-
_ Pepe
mente anche qualche sacrificio da parte degli utenti. È fondamentale che ogni limitazione sia accompagnata da tempi certi e dal massimo impegno per ridurre i disagi. Quando gli interventi vengono conclusi nei tempi previsti, o addirittura in anticipo, si rafforza il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini».
Le riaperture rappresentano dunque un risultato significativo per la mobilità regionale e consentiranno di affrontare con maggiore fluidità il traffico previsto nei giorni di maggiore afflusso turistico, migliorando sicurezza e tempi di percorrenza lungo alcune delle principali direttrici della Basilicata.
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La Regione Basilicata incrementa del 30% il quantitativo di carburante agevolato per sostenere le imprese alle prese con caldo e siccità
Carburante agricolo, Cicala: «Aumento della dotazione per le aziende agricole lucane»
U
n incremento del 30% del quantitativo di carburante agricolo agevolato destinato alle aziende della Basilicata. È il provvedimento adottato dall'assessore regionale all'Agricoltura, Carmine Cicala, attraverso una determina firmata dal direttore generale Vittorio Restaino, che risponde alle difficoltà affrontate dal comparto agricolo in una stagione caratterizzata da caldo estremo e crescenti costi di produzione. A esprimere soddisfazione è Coldiretti Basilicata, che sottolinea come la decisione arrivi a poche ore dalla richiesta avanzata dall'organizzazione agricola. Secondo Coldiretti, l'aumento della disponibilità di carburante agevolato consentirà alle imprese di completare le lavorazioni stagionali e le operazioni di raccolta, evitando ripercussioni sulle produzioni e sulla sostenibilità econo-
mica delle aziende. L'associazione evidenzia come il provvedimento rappresenti «un atto di responsabilità indispensabile» in una fase eccezionale dal punto di vista climatico. Le elevate temperature, infatti, stanno imponendo irrigazioni di soccorso anche a colture tradizionalmente non irrigue, come cereali, oliveti e vigneti, che in molte aree della Basilicata completavano il proprio ciclo produttivo senza ricorrere all'acqua. Alle difficoltà si aggiungono le esigenze delle aziende già servite dagli impianti irrigui. In numerosi casi, spiegano da Coldiretti, i turni di irrigazione non sono più sufficienti a garantire il fabbisogno idrico delle colture e gli agricoltori sono costretti a integrare gli interventi utilizzando pozzi e vasche aziendali, con motopompe alimentate a gasolio. Proprio il costo del
carburante rappresenta oggi uno dei principali fattori di criticità per il settore. Coldiretti ricorda che la recente crisi nello Stretto di Hormuz ha determinato una nuova impennata dei prezzi del gasolio agricolo, aumentati di circa 30 centesimi al litro rispetto all'inizio di luglio. Dopo una temporanea flessione fino a 1,16 euro al litro, favorita dall'annuncio di possibili negoziati internazionali, il riaccendersi delle tensioni ha riportato le quotazioni intorno a 1,44 euro al litro, con un incremento di quasi il 70% dall'inizio del conflitto tra Israele e Iran. L'aumento dei costi energetici si somma alle difficoltà già causate dagli eventi climatici estremi, comprimendo ulteriormente i margini economici delle aziende agricole. In questo scenario, interventi come quello adottato dalla Regione assumono un ruolo strategico per sostenere
_ Cicala
la competitività del comparto e garantire la continuità delle produzioni. «Vorremmo evitare – conclude Coldiretti Basilicata – che al danno dell'aumento del prezzo del carburante si aggiunga anche la beffa di costringere gli agricoltori ad acquistarlo presso i normali distributori, esaurendo il quantitativo di gasolio agricolo agevolato
disponibile».Per l'organizzazione agricola, l'integrazione delle assegnazioni rappresenta quindi una misura concreta e tempestiva, capace di sostenere il lavoro delle imprese in una campagna agricola resa particolarmente complessa dagli effetti del cambiamento climatico e dall'instabilità dei mercati energetici.
La Regione aumenta le assegnazioni di carburante agricolo agevolato dopo le richieste delle organizzazioni agricole
Carburante agevolato, Coldiretti: «Provvedimento indispensabile per il futuro dell'agricoltura lucana»
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rriva una risposta concreta alle esigenze delle aziende agricole lucane alle prese con una stagione segnata dal caldo eccezionale e dall'aumento dei costi di produzione. La Regione Basilicata ha disposto un incremento del 30% del quantitativo di carburante agricolo agevolato già assegnato per l'anno in corso, una misura destinata a sostenere le imprese nelle lavorazioni stagionali e nelle operazioni di raccolta.Coldiretti Basilicata esprime apprezzamento per il provvedimento adottato dall'assessore regionale all'Agricoltura, Carmine Cicala, con apposita determina del direttore generale Vittorio Restaino. Per l'organizzazione agricola, la decisione arriva all'indomani della richiesta avanzata al Dipartimento e rappresenta una risposta concreta alle esigenze delle aziende che rischiavano di non riuscire a completare le lavorazioni stagionali e le operazioni di raccolta, con pesanti ripercussioni sulle produzioni e sulla sostenibilità economica delle imprese.Il provvedimento interessa tutte le aziende agricole del territorio regionale e punta a ga-
rantire continuità alle attività produttive in una delle fasi più delicate della campagna agricola. La disponibilità di carburante agevolato rappresenta infatti uno strumento essenziale per consentire alle imprese di affrontare tempestivamente gli interventi necessari nei campi, senza ulteriori aggravi economici.Per Coldiretti Basilicata, l'incremento del quantitativo di carburante agricolo agevolato rappresenta «un atto di responsabilità indispensabile» in un momento
eccezionale dal punto di vista climatico. Nonostante la disponibilità di acqua negli invasi, infatti, si rendono necessari interventi di irrigazione di soccorso anche per colture come cereali, oliveti e vigneti, che in passato, in molte aree della Basilicata, non richiedevano irrigazione per completare il proprio ciclo produttivo.Alle difficoltà si aggiungono quelle delle aziende già servite dagli impianti irrigui. Le alte e persistenti temperature rendono spesso necessario in-
tegrare i turni di irrigazione attingendo da pozzi e vasche aziendali mediante motopompe alimentate a gasolio, con un inevitabile incremento dei costi di esercizio.A pesare sulle imprese è soprattutto il rincaro del gasolio agricolo necessario ad alimentare questi sistemi. La nuova crisi nello Stretto di Hormuz ha riportato in alto i prezzi, con un aumento di circa 30 centesimi al litro rispetto all'inizio di luglio. Se l'annuncio dei negoziati aveva fatto scendere le quotazioni fino a 1,16 euro al litro dopo il picco di 1,49 euro, il riaccendersi del conflitto ha riportato il prezzo a circa 1,44 euro al litro. Dall'inizio della crisi in Iran, il costo del carburante è aumentato di quasi il 70%.«Vorremmo evitare che al danno del prezzo elevato del carburante si aggiunga anche la beffa per gli agricoltori di doverlo acquistare presso i normali distributori», conclude Coldiretti Basilicata, ribadendo l'importanza del provvedimento regionale per garantire continuità al lavoro delle imprese agricole e affrontare una campagna particolarmente difficile.
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Il governatore lucano ringrazia il Ministro Giuli. La collaborazione istituzionale continua dopo Fantastico Medioevo
Beni culturali: 1,6 milioni per la Basilicata Bardi: «Restituiamo vita alla nostra storia»
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ltre 1,6 milioni di euro per la valorizzazione del patrimonio culturale della Basilicata. È stato definito lo sblocco delle risorse destinate alla regione nell’ambito del piano strategico “Grandi progetti beni culturali” del Ministero della Cultura, che finanzierà due interventi strategici a Matera e Laurenzana. «Restituire vita alla nostra storia è un atto di tutela e un investimento concreto sul futuro delle nostre comunità e sul turismo della Basilicata. I nostri beni culturali sono la nostra identità e il nostro orgoglio», ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi.Il finanziamento complessivo ammonta a 1.660.650,87 euro per il triennio 2025-2027. A Matera saranno destinati 1 milione di euro per il restauro e la valorizzazione dei ritrovamenti archeologici emersi nel piazzale di Porta Postergola, tra cui preziosi affreschi che arricchiranno ulteriormente l’offerta culturale della Città dei Sassi. A Laurenzana arriveranno invece 660.650,87 euro per il restauro e il com-
_ Bardi
pletamento del Castello Medievale. Il progetto prevede il recupero della corte, del pozzo monumentale e del terrazzo panoramico, con l’obiettivo di restituire alla comunità un luogo simbolo della storia del territorio.Gli interventi rappresentano un ulteriore passo nel percorso di recupero e valorizzazione dei luoghi della cultura lucani, con ricadute positive anche sul turismo e sulla promozione dei borghi regionali.«Ringrazio il ministro Giuli e la sottosegretaria Borgonzoni per l’attenzione costante verso la nostra regione – ha affermato Bardi -.Que-
_ Giuli
ono la migliore sto Bardi e Perri riscopr sti interventi dimostrano che quando le istituzioni lavorano insieme, con una azzi ri di castelli e pal ma anche restau zioni e convegni mano Impero Ro ro visione chiara, i risultati Sac del re Non solo rievoca lina cuo la Lucania ghibel arrivano». «Dai gioielli per rimettere al centro unici di Matera fino ai borghi del nostro entro- F terra come Laurenzana – ha concluso il presidente – la Basilicata dimostra di saper custodire le proprie radici per trasformarle in occasioni di bellezza e sviluppo». La collaborazione tra il presidente Bardi e il ministro Giuli continua e così come abbiamo già raccontato da queste colon_ L’edizione di Cronache dle 5 agosto ne il progetto Fantastico Medioevo è stata capace di mettere attorno allo na e Giuli per valorizzare centro della cultura itastesso tavolo Bardi, Osan- la Basilicata e metterla al liana. ria della Basilicata
evo Che Fantastico il Medio
di Palazzo San Gervasio, lo di ad un esperto. ia- la riapertura del castel Giampiero Perri è dopp i- Lago pesol e ment re si sta capac Ha to. esper e e una ment antastico Medioevo tà di visio ne e di lettur a lavor ando per crear e anent su dai detrattori è stata strategica sulla promozio- strutt ura perm il predescr itta come una ne territoriale ma, soprat- Monte Serico, dovechies to i ha proBard e te ment siden mera cultiva enti inizia di tutto, ha gli strum a tutti anche la colla boraz ione pagandistica, qualcosa per per spieg are Pepe turali cabile finae nstan stesso dell’i se non fu chiuso in a che il medi oevo un pe- realizzare un’infrastruttulizzato solo ad una static game nto che uno un’ep oca buia ma ripro posiz ione di ini- riodo di grande gloria e di ra di collefacilm ente acrende più i. schema di sporadiche DG splendenti innovazion cessibile il sito. Con il ziative territoriali. Lo fu per il mondo intero già all’opera. lo fu per Altomonte strutturali, laIn realtà Fanta stico Meche ma, soprattutto, dioevo è una iniziativa in la Basil icata che in quel Sono opereche restano nel ha prodo tto e produ ce la- tempo fu un vero e proprio vori fisiciarricc hisco no il termini immediati malun- centro culturale e politico. temp o e artistico di nostro patrimonio scia anche risultati sul oevo. La progr amm azion e è e storico. le assoc iazio ni medi prirla significa anche go termine. Fanta stico Medi oevo è Ogni sabat o è stato pre- me tutte cazio ne Risco noi anno UN SUCCESSO DI primo il ale, sullo che fanno rievo colo trienn e soprattutto riscoprire spetta rina- sentato lo PERRI E BARDI a e costr uend o una stessi perché, se è vero che far per storic anche o regia la servit con i o, nei lucani Stupor Mund ne e il testo parte scien tifico -acca de- l’uni co temp o reale è il Partiamo dall'intuizione par- scere l’orgoglio storia. lare che di Nicola Rago popo una che e forse, si dovrebbe dire vero ia mica propr anche è la verso Andrea Di Conre presente, nto. tiamo dalla logica. del- Un popo lo troppo spess o del grande andrà in onda ad Ottob il passa to e un racco La logic a alla base rui- costr etto a ricor dare che soli sulla Rai. NDE Scegliere cosa evidenziaGRA UNA ricost di ITÀ a ENT quell è iEboL’ID l'idea - Cristo si è fermato adndere re di quel passato signifnCOOPERAZIONE COME MOTORE re l’identità lucana modi quale racco vit- li ha potut o appre ISTITUZIONALE o proget- ca scegliere ficandone le parti più in che, invec e, lo Stupo r riu- La forza di quest nella ri- to fare e, quindi, quale preè evo medio stico dendo agito Fanta timistiche e ripren costruire. al- to consiste proprio - Mund i ha vissu to e scito a mettere insieme tro scoperta della forza motri- sente e futuro mostra la gloria del passa in Basilicata. Con Fantastico Medioevolo stesso tavolo il minisper ce della nostra identità. to. hanno dimo LE OPERE naGiuli, Osanna e Bardi al In Basilicata sono stati in- Bardi e Perri Una gloria che, per la delraccontaLIZZATE può si REA strato che Basil icata tura stessa della storia a Ma non di sola astrazione mette re la cultura italia- detti concili e proclamata re e costr uire una Basil iciala Basil icata , non potev vive Fantastico Medioe- centro della crociate, si sono incro i, è cata più orgog liosa di se oevo. medi rator na. dal e impe o, ed partir partit non vo. Da quan do è erazi one che ti papi realizza- Una coop Il Generale Bardi ha avuan- infatti, sono state to l’idea strategica ma
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M A S SI M O D E L L A P E N N A
Mongiello: «I nuovi impianti immagazzineranno l’energia in eccesso da eolico e fotovoltaico per risolvere il problema dell’intermittenza»
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Rinnovabili, via libera ai primi due sistemi Bess in Basilicata a Regione Basilicata compie un passo decisivo nel consolidamento della propria strategia energetica con il rilascio delle prime due autorizzazioni uniche regionali destinate alla realizzazione di sistemi di accumulo di energia elettrica a batterie (Bess – Battery energy storage system). I due impianti sorgeranno nei territori comunali di Melfi e Picerno.I provvedimenti, istruiti e adottati dall’Ufficio Energia del Dipartimento Ambiente autorizzano un progetto da 198 MW di potenza di immissione nel Comune di Melfi e un secondo intervento da 150 MW nel Comune di Picerno, per una capacità complessiva autorizzata pari a 348 MW.I sistemi Bess rappresentano un’infrastruttura tecnologica di primaria importanza per l’equilibrio della rete: consentono di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso dalle
fonti rinnovabili durante i picchi di generazione per poi rilasciarla nei momenti di maggiore fabbisogno, risolvendo i problemi di intermittenza tipici dell’eolico e del fotovoltaico.«Con queste prime autorizzazioni – spiega l’assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione Energetica, Laura Mongiello – la Basilicata apre una nuova fase della propria politica energetica. Non ci limitiamo a promuovere la produzione di energia pulita, ma forniamo al territorio infrastrutture indispensabili per rendere la rete elettrica nazionale più efficiente, stabile e resiliente. I sistemi di accumulo costituiscono il vero anello di congiunzione tra le fonti rinnovabili e la sicurezza degli approvvigionamenti». L’iniziativa si inserisce nel quadro programmatico regionale volto a coniugare la decarbonizzazione con la tutela del territorio e il rigoroso
rispetto delle procedure autorizzative.«Desidero rivolgere un sentito ringraziamento ai tecnici dell’Ufficio Energia della Regione che hanno portato a compimento iter
complessi, confermando l’efficienza della macchina amministrativa regionale al servizio dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile».
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La Uil Basilicata accoglie con favore il chiarimento dell'Inps. Triunfo: «Lo Stato ha il dovere di accompagnare le vittime»
«Naspi anche a vittime di violenza che si dimettono, fatto importante» POTENZA. La Uil Basilicata accoglie con favore il Messaggio Inps n. 2540 del 3 agosto 2026, che riconosce il diritto all'indennità di disoccupazione Naspi alle lavoratrici e ai lavoratori costretti a rassegnare le dimissioni per sottrarsi a situazioni di violenza di genere o di atti persecutori. L'Istituto previdenziale, recependo il parere del Ministero del Lavoro e richiamando i principi affermati dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione, chiarisce che chi interrompe il rapporto di lavoro per salvaguardare la propria incolumità non compie una scelta libera, ma è costretto da una situazione di oggettiva impossibilità a proseguire l'attività lavorativa. In questi casi le dimissioni integrano la giusta causa prevista dall'articolo 2119 del Codice Civile e consentono l'accesso alla Naspi. «Si tratta di un risultato di grande valore civile e sociale – afferma Raffaella Triunfo, coordinatrice Pari Opportunità della UIL Basilicata – perché viene finalmente riconosciuto un principio fondamentale: chi lascia il lavoro per pro-
teggere la propria vita non è un lavoratore che sceglie volontariamente di dimettersi, ma una vittima che subisce le conseguenze della violenza. Lo Stato ha il dovere di accompagnare queste persone, non di abbandonarle anche sul piano economico». Il Messaggio dell'Inps nasce dall'esame di casi concreti di lavoratrici vittime di stalking, costrette a lasciare il posto di lavoro per tutelare la propria sicurezza. L'interpretazione adottata amplia la tutela prevista dalla normativa, rico-
noscendo che la violenza può rendere impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro anche quando gli episodi si verificano prevalentemente fuori dall'ambiente lavorativo o sono posti in essere da soggetti estranei al contesto professionale. L'accesso alla Naspi, tuttavia, non sarà automatico. Sarà necessario dimostrare, con elementi chiari, oggettivi e documentati, il collegamento tra le violenze subite e l'impossibilità di continuare a svolgere l'attività lavorativa. Tra gli
elementi valutabili rientrano il grave impatto sulla salute psicofisica della vittima e situazioni di molestie, minacce o pedinamenti lungo il tragitto casa-lavoro che impediscano di raggiungere il luogo di lavoro in condizioni di sicurezza. «È una precisazione importante – prosegue Triunfo – perché garantisce il necessario rigore nell'applicazione della norma, ma al tempo stesso evita interpretazioni restrittive che finirebbero per penalizzare chi vive situazioni dram-
matiche. Ora è fondamentale che questa tutela venga applicata in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, senza ostacoli burocratici che rischino di scoraggiare le vittime». Per la Uil Basilicata il riconoscimento del diritto alla Naspi rappresenta un tassello importante delle politiche di contrasto alla violenza di genere, perché affronta anche le conseguenze economiche che spesso impediscono alle vittime di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza. «Contrastare la violenza – conclude la coordinatrice della Uil Basilicata – significa anche impedire che essa produca ulteriore precarietà, isolamento e dipendenza economica. La sicurezza personale, il diritto al lavoro e l'autonomia economica sono diritti strettamente collegati. Come Uil continueremo a garantire informazione, assistenza e tutela affinché ogni lavoratrice e ogni lavoratore possano accedere ai diritti riconosciuti dalla legge. Nessuna vittima deve essere lasciata sola e nessuno deve essere costretto a scegliere tra il lavoro e la propria vita».
In Basilicata l'istituto di Potenza è oltre la capienza e con carenza di personale. Il sindacato chiede più educatori e psicologi
Minori detenuti, Fp Cgil: «Sistema sempre più in affanno» POTENZA. L'aumento del cinquanta per cento dei minori detenuti negli istituti penali minorili italiani, evidenziato dall'ottavo Rapporto di Antigone “Io non ti credo più” e confermato dal ventiduesimo Rapporto nazionale 2026, fotografa una situazione sempre più critica per la giustizia minorile. Un fenomeno che l'associazione collega alle misure introdotte con il Decreto Caivano e che, secondo la Fp Cgil, trova conferma anche nella realtà della Basilicata.L'unico istituto penale minorile della regione, quello di Potenza, al momento del monitoraggio ospitava diciotto ragazzi a fronte di una capienza regolamentare di diciassette posti. Un dato che evidenzia una situazione di sovraffollamento e che presenta un'altra particolarità: nessuno dei giovani detenuti è lucano. I ragazzi provengono infatti da altre regioni, in particolare Campania, Puglia, Lazio e Calabria. Sette sono cittadini stranieri,
tutti di origine araba, e tra questi figurano sei minori stranieri non accompagnati, considerati tra i soggetti più vulnerabili dell'intero sistema. Secondo Antigone cresce il ricorso alla custodia cautelare e si abbassa progressivamente l'età media dei detenuti, con un numero sempre maggiore di ragazzi tra i quindici e i sedici anni, pur restando prevalente la fascia tra i diciassette e i diciotto. Allo stesso tempo aumentano anche i provvedimenti di aggravamento della misura dopo il collocamento in comunità, elemento che, secondo l'associazione, testimonia un progressivo irrigidimento del sistema.Per questo Antigone chiede di superare la prassi del trasferimento dei minori e dei giovani adulti lontano dalla propria regione o dal territorio in cui è stato commesso il reato. Una scelta che, viene sottolineato, rende più difficile mantenere i rapporti con le famiglie e
portare avanti efficaci percorsi educativi e di reinserimento.A rendere ancora più complesso il quadro, secondo la Fp Cgil, contribuisce la carenza di personale. «All'istituto penale per i minori di Potenza la Polizia penitenziaria conta appena ventisei unità effettivamente operative rispetto alle trentadue previste dalla dotazione organica, un deficit che ricalca quello già registrato negli istituti per adulti», evidenziano il coordinato-
re regionale della Polizia penitenziaria della Fp Cgil, Rocco Morlino, e la segretaria della Fp Cgil Potenza, Carmen Sabbatella. Il sindacato ritiene inoltre necessario rafforzare stabilmente gli organici con educatori, mediatori culturali e psicologi, figure considerate indispensabili per affrontare le fragilità psicologiche e sociali dei giovani detenuti e rispondere ai bisogni dei numerosi minori stranieri non accompagnati.
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La mostra dedicata al capolavoro di Caravaggio punta a diventare anche un motore di promozione territoriale, coinvolgendo gli operatori turistici lucani
La mostra sul “Narciso” di Caravaggio diventa un volano per il turismo lucano L’
arrivo in Basilicata del “Narciso” di Caravaggio, protagonista della mostra “Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro”, diventa l'occasione per rafforzare la promozione del territorio e dell'offerta turistica regionale. In vista dell'esposizione, in programma al Museo Archeologico Provinciale di Potenza dal 10 settembre al 30 novembre 2026, l'Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata ha infatti pubblicato una manifestazione di interesse rivolta agli operatori del settore.L'iniziativa è destinata a tour operator, agenzie di viaggio e guide turistiche professioniste con sede legale e/o operativa in Basilicata e regolarmente iscritti all'Albo regionale. L'obiettivo è quello di valorizzare l'arrivo, per la prima volta in regione, di una delle opere più celebri del maestro del chiaroscuro, trasformando l'evento culturale in un'opportunità di promozione dell'intero territorio.Per sostenere l'iniziativa, l'APT Basilicata realizzerà sul portale ufficiale Basilicata Turistica una sezione dedicata, intitolata «Non solo Caravaggio: prenota il Tuo Tour», che sarà raggiungibile direttamente dalla pa-
gina della mostra dedicata alle informazioni e alla biglietteria. La vetrina ospiterà proposte di visita di una giornata e pacchetti turistici di più giorni, con l'obiettivo di offrire ai visitatori esperienze capaci di coniugare arte, cultura, paesaggio ed enogastronomia.Le candidature potranno essere presentate a partire da lunedì 24 agosto 2026 e resteranno aperte per tutta la durata della mostra.«L'obiettivo – spiega il direttore generale dell'APT Basilicata, Margherita Sarli – è stimolare la rete dell'offerta di fruibilità territoriale, promuoverne la conoscenza e l'esperienza diretta. Vogliamo cogliere fino in fondo l'occasione di visibilità legata all'esposizione, per promuovere in maniera più complessiva il nostro patrimonio.»L'avviso pubblico e la modulistica per aderire alla manifestazione di interesse sono disponibili sul sito istituzionale dell'APT Basilicata. L'iniziativa punta a fare della mostra dedicata al «Narciso» non solo un evento culturale di rilievo, ma anche uno strumento di promozione turistica capace di valorizzare le eccellenze della Basilicata e incentivare la permanenza dei visitatori sul territorio.
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Moscaritolo: «La firma dell'appalto è un passaggio decisivo. Ora vanno coordinati tutti gli interventi dello schema Basento-Bradano»
Distretto G, Cia: «Ora completare il sistema irriguo della Basilicata» POTENZA. La firma del contratto di appalto per la realizzazione delle opere di distribuzione e dei servizi per l'irrigazione dello schema Basento-Bradano, Distretto G, viene accolta con favore dalla Cia Agricoltori Italiani Basilicata, che considera l'investimento di circa 50 milioni di euro un passaggio fondamentale per il rafforzamento del sistema irriguo regionale e per il futuro dell'agricoltura lucana. Per l'organizzazione agricola si tratta infatti del momento in cui un'opera strategica, attesa da decenni, passa finalmente dalla fase progettuale a quella della concreta realizzazione. «Ogni volta che un'opera pubblica strategica passa dalla fase degli annunci a quella della cantierizzazione è una buona notizia per il territorio. Lo è ancora di più quando si tratta di interventi attesi da decenni, indispensabili per dare risposte concrete alle imprese agricole e per mettere a valore il potenziale produttivo dell'area nord-orientale della Basi-
licata, che può diventare uno dei principali poli agricoli della regione», afferma il presidente regionale della Cia Basilicata, Leonardo Moscaritolo. Secondo l'associazione, l'irrigazione rappresenta oggi una delle condizioni essenziali per garantire competitività alle aziende agricole, soprattutto in un contesto segnato dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Investire nelle infrastrutture idriche significa consentire alle imprese di
programmare gli investimenti, diversificare le colture, aumentare la produttività e creare nuove opportunità di sviluppo economico e occupazionale. Per la Cia il Distretto G costituisce quindi un'infrastruttura strategica destinata ad ampliare le superfici irrigabili, migliorare la gestione della risorsa idrica e rafforzare una filiera agroalimentare capace di generare maggiore valore aggiunto, reddito e occupazione. Il progetto si inserisce all'inter-
no del più ampio schema Basento-Bradano, un sistema integrato che comprende numerose opere tra loro collegate, dagli invasi alla rifunzionalizzazione degli adduttori principali, dagli impianti di disconnessione alle reti di distribuzione e ai gruppi di consegna, con l'obiettivo di servire migliaia di ettari di terreni agricoli e realizzare un comprensorio irriguo omogeneo e specializzato. «In questa fase è indispensabile coordinare i vari interventi, prevedere e sincronizzare tutti i lavori e le opere necessarie alla realizzazione e all'efficace funzionamento dello schema idrico BasentoBradano», sottolinea ancora Moscaritolo, evidenziando come il successo dell'investimento dipenderà anche dalla capacità di assicurare una regia unitaria e il rispetto dei tempi di esecuzione. La Cia Agricoltori Italiani Basilicata ribadisce inoltre la propria disponibilità a collaborare con la Regione, il commissario straor-
dinario, l'Autorità di bacino dell'Appennino meridionale, il Consorzio di bonifica e tutti gli altri soggetti istituzionali coinvolti, offrendo proposte e contributi tecnici affinché il progetto rappresenti l'avvio di una nuova stagione per l'agricoltura lucana, con particolare riferimento all'area bradanica. «L'obiettivo deve essere quello di trasformare una storica condizione di marginalità di questi territori in una concreta opportunità di crescita per tutta la Basilicata nord-orientale. Il tempo degli annunci deve lasciare definitivamente spazio ai cantieri, ai collaudi e alla piena funzionalità delle opere. Solo completando le infrastrutture idriche e programmando una gestione efficiente dell'acqua sarà possibile costruire un'agricoltura più competitiva, resiliente e capace di offrire prospettive concrete alle imprese e ai giovani che scelgono di investire in Basilicata», conclude il presidente della Cia Basilicata.
La Rete Studenti Medi Basilicata contesta la decisione della Consulta statutaria e annuncia iniziative nelle scuole e nelle piazze
Mini-vitalizi, gli studenti: «Negata la democrazia»
POTENZA. La decisione della Consulta statutaria della Basilicata di dichiarare inammissibile il quesito referendario per l'abolizione dei mini-vitalizi accende la protesta della Rete degli Studenti Medi Basilicata, che definisce il provvedimento «un grave affronto al principio di partecipazione democratica». Per il sindacato studentesco, infatti, il pronunciamento impedisce ai cittadini lucani di esprimersi su una questione che riguarda direttamente il rapporto tra istituzioni e comunità regionale. Secondo gli studenti, la Consulta avrebbe riconosciuto la correttezza dell'iter seguito dai promotori del referendum, ma avrebbe comunque escluso la possibilità di sottoporre il quesito al voto, sostenendo che l'indennità differita dei consiglieri regionali rappresenti una forma di tutela costituzionalmente necessaria. Una motivazione che l'organizzazione giudica contraddittoria e priva di coerenza con quanto avvenuto negli anni precedenti. «Pur riconoscendo la piena legit-
timità procedurale della richiesta referendaria, la Consulta ha deciso di negare il diritto di voto e di espressione dei cittadini lucani, senza fare un passo indietro sulla sospensione della democrazia da mesi in corso nella nostra regione», afferma la Rete degli Studenti Medi Basilicata. Nel documento si ricorda come, dal 2013 al 2025, la Regione Basilicata abbia operato senza alcuna indennità differita per i consiglieri regionali e come soltanto nel dicembre 2025 il Consiglio regionale abbia introdotto il nuovo istituto. Per questo motivo, gli studenti si chiedono come una misura rimasta assente per oltre un decennio possa oggi essere considerata indispensabile al punto da impedire ai cittadini di pronunciarsi attraverso un referendum. «Se dal 2013 al 2025 l'ordinamento regionale poteva legittimamente funzionare senza indennità differita, perché dal 2026 la sua eliminazione produrrebbe improvvisamente un vuoto costituzionalmente intollerabile?», si legge nella nota.
La Rete degli Studenti Medi Basilicata collega inoltre la vicenda alla condizione delle nuove generazioni lucane. Secondo l'associazione, impedire l'utilizzo di uno strumento di democrazia diretta in una regione che continua a perdere migliaia di giovani ogni anno rischia di alimentare ulteriore sfiducia nei confronti della politica e delle istituzioni, rafforzando il distacco dalla partecipazione pubblica. «Noi crediamo che i privilegi non
possano essere una prerogativa costituzionale. Per questo non faremo un passo indietro e continueremo la nostra lotta nelle scuole e nelle piazze contro una classe dirigente che continua ad arrampicarsi sugli specchi pur di difendere i propri interessi personali», conclude il sindacato studentesco, annunciando la prosecuzione della mobilitazione «per un modello di politica fondato sulle necessità reali dei cittadini, sul confronto e sulla partecipazione collettiva».
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Dopo il comunicato del “Comitato in difesa dell'ospedale”, i responsabili delle Unità operative intervengono per smentire le ipotesi di un progressivo depotenziamento
Ospedale di Policoro, i direttori delle UOC replicano al comitato: «Nessuna chiusura»
«N
essun ridimensionamento, nessun piano di chiusura». Con queste parole i direttori delle Unità Operative Complesse dell'Ospedale "Giovanni Paolo II" di Policoro e della UOSD Laboratorio di Policoro e Tinchi, d'intesa con l'ASM Matera, replicano al comunicato diffuso dal "Comitato Spontaneo di Cittadini in difesa dell'ospedale di Policoro", respingendo le ipotesi di un progressivo depotenziamento del presidio ospedaliero.La nota interviene punto per punto sulle criticità sollevate dal comitato, con l'obiettivo di rassicurare i cittadini sul mantenimento dei servizi e sull'organizzazione dell'ospedale, ribadendo che l'attività assistenziale prosegue regolarmente. Secondo i direttori, «non è previsto né è mai stato previsto alcun piano di chiusura o di lento sman-
tellamento dell'Ospedale "Giovanni Paolo II"». La nota ribadisce che la Terapia Intensiva resta pienamente operativa, così come il Punto Nascita e il reparto di Ostetricia e Ginecologia, che continuano a garantire ricoveri, assistenza al parto e attività chirurgica.Nel documento viene inoltre evidenziato il potenziamento della Radiologia e dei laboratori di Patologia Clinica di Policoro e Tinchi, dove sono stati introdotti anche gli esami genetici in sede. «Le informazioni diffuse a mezzo stampa andrebbero sempre verificate con rigore, soprattutto quando riguardano un tema delicato come la salute dei cittadini. Diffondere allarmismi infondati genera solo ansia nella popolazione», scrivono i direttori.La replica affronta anche il tema del rafforzamento della Rianimazione dell'ospedale "Madonna delle Grazie"
di Matera, chiarendo che l'ampliamento dei posti letto risponde agli standard organizzativi nazionali e non comporta alcuna riduzione delle attività dell'ospedale di Policoro. «I due presidi operano in rete, non in competizione», sottolineano i firmatari del comunicato.I direttori intervengono poi sui presunti decessi durante i trasferimenti in emergenza verso Matera e Potenza, affermando che non risultano segnalazioni agli atti aziendali relative ai casi citati dal comitato e precisando che i trasferimenti avvengono secondo i protocolli regionali con équipe medicalizzate. Viene inoltre specificato che i due casi richiamati sarebbero riconducibili a gravi malformazioni fetali e a condizioni ostetriche non compatibili con la vita.Sul fronte del personale, la direzione riconosce la carenza di anestesisti, ma
precisa che il concorso regionale ha consentito di confermare l'assunzione di sette specialisti. Le nuove attrezzature ambulatoriali, aggiunge, rientrano nel piano di potenziamento dei servizi e nella strategia di riduzione delle liste d'attesa per i cittadini del Metapontino.In chiusura arriva il ringraziamento al personale sanitario dell'ospe-
dale di Policoro. «Più che di accuse e di allarmismi, i nostri professionisti avrebbero bisogno della comprensione, della collaborazione e della fiducia da parte della comunità che ogni giorno servono con dedizione», concludono i direttori, ribadendo l'impegno a garantire continuità e qualità dell'assistenza sul territorio.
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Potenza
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POTENZA Carretta, presidente dell’Associazione Il Centro Storico ha incontrato il prefetto Campanaro
Rigenerazione urbana e aggregazione culturale: il progetto per il centro storico POTENZA. Un approccio fondato sulle istituzioni, sulla partecipazione e sul coinvolgimento del tessuto sociale per affrontare le criticità del centro storico e dell’intera città. È questa la posizione espressa dal presidente dell’Associazione Il Centro Storico Potenza, l’avvocato Gianpaolo Carretta, nel corso dell’incontro svoltosi lunedì scorso presso la Prefettura di Potenza con il Prefetto, Michele Campanaro. Nel suo intervento, Carretta ha sottolineato la necessità di affrontare le problematiche che interessano il centro storico e tutti i quartieri cittadini attraverso un percorso condiviso, capace di coniugare interventi immediati e una visione di lungo periodo. «Le problematiche relative al centro storico e a tutti i quartieri della città devono trovare un approccio esclusivamente istituzionale e sociale», ha dichiarato Carretta. «Accanto
agli interventi di carattere operativo, è indispensabile sviluppare percorsi culturali di medio e lungo termine che coinvolgano famiglie, scuola, parrocchie e associazioni culturali, intensificando il dialogo con le nuove generazioni per comprenderne obiettivi, progetti, ansie, difficoltà e timori.» Tra le priorità indicate dall’associazione figura il rafforzamento della sicurezza urbana. «Occorre intervenire sia sul piano preventivo sia su quello repressivo, con un pattugliamento a piedi da parte di tutte le forze dell’ordine e con un monitoraggio costante delle telecamere di videosorveglianza già installate», ha affermato il presidente. Un altro punto centrale riguarda il completamento delle infrastrutture e il rilancio del centro storico come luogo di aggregazione. «Servono interventi sulla viabilità, sulla mobilità e sulla creazione di
centri di aggregazione culturale, per riconvertire il progetto del centro storico in uno spazio di accoglienza, partecipazione e scambio, estendendo questa visione anche a tutti i quartieri della città», ha spiegato. Nel corso dell’incontro è stata inoltre richiamata
l’attenzione sulla necessità di valorizzare e sostenere le aree rurali, considerate parte integrante dello sviluppo del territorio cittadino. Infine, Carretta ha annunciato una nuova iniziativa dell’associazione prevista per l’autunno. «Ci faremo promotori di incontri che
porteranno le istituzioni tra i nostri iscritti, perché riteniamo che la partecipazione dal basso rappresenti un elemento fondamentale di confronto e di crescita per individuare soluzioni concrete ai problemi della città, insieme a iniziative di carattere sociale e culturale», ha concluso.
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Provincia
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Blitz delle Fiamme Gialle a Lauria, Maratea, Senise e altri Centri; da inizio anno 2,4 milioni di articoli ritirati
GDF Potenza, sequestrati più di duemila prodotti pericolosi per la salute pubblica
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egli ultimi giorni le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Potenza hanno eseguito presso alcune aziende ed esercizi commerciali di Lauria, Maratea, Paterno, Senise e Marsicovetere una serie di controlli finalizzati al contrasto all’illecita commercializzazione di prodotti potenzialmente dannosi per la salute pubblica. Le ispezioni, eseguite dai Finanzieri della Compagnia di Lauria e delle Tenenze di Viggiano e di Maratea, hanno permesso di individuare e di sottoporre a sequestro amministrativo oltre duemila prodotti potenzialmente pericolosi per la salute pubblica, perché non rispondenti agli standard di sicurezza previsti dalla normativa di settore. Tra questi, orologi, monili vari, articoli per
la casa, articoli elettronici e giocattoli privi delle informazioni e delle avvertenze d’uso previste dal “Codice del Consumo”. Tale provvedimento normativo stabilisce difatti che i prodotti destinati al consumatore, commercializzati sul territorio nazionale, debbano riportare le indicazioni relative alla denominazione legale o merceologica del prodotto, all’identità del produttore, all’eventuale presenza di sostanze potenzialmente dannose per la salute nonché ai materiali impiegati e ai metodi di lavorazione. Al termine dei controlli sono stati segnalati alla competente Autorità amministrativa i titolari di 8 delle rivendite ispezionate. L'attenzione dei militari è ora focalizzata sulla ricostruzione della “filiera illecita” per
l'individuazione dei canali di approvvigionamento dei prodotti e dei centri di distribuzione all'ingrosso e per la segnalazione alla competente Autorità degli altri soggetti responsabili. Dall’inizio dell’anno ammonta a oltre 2,4 milioni il numero degli articoli non sicuri sottoposti a sequestro dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Potenza, con la segnalazione alla Camera di Commercio della Basilicata di 35 responsabili. Contrastare la diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza significa contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, nel quale gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni di leale concorrenza.
SAVOIA DI LUCANIA «L'immobilismo amministrativo diventa ogni giorno più evidente; nessun campanilismo, ma è questo il nostro futuro?»
L’Opposizione rivendica identità «svenduta dall’Amministrazione»
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l Gruppo consiliare “Uniti per Savoia”, commenta «l’immobilismo amministrativo» portando come esempio «la svendita turistica del territorio nascosta dietro proclami di "collaborazione"». Così scrivono: «Rileggendo un nostro post dello scorso Febbraio, purtroppo, dobbiamo constatare di aver previsto tutto. Mentre i nostri amministratori continuano a crogiolarsi nelle loro "visioni", l'immobilismo amministrativo diventa ogni giorno più evidente. Sentir dire che “almeno ci mettono l'impegno”, non è affatto un complimento, dimostra solo che, nonostante gli sforzi, i risultati scarseggiano. E questo è molto peggio». Il punto è che «il prossimo 9 agosto il Comune di Vietri inaugure-
rà il "Parco delle Cascate del Tuorno", utilizzando a corredo fotografico, persino la foto della cascata grande, storicamente conosciuta come "Cascata di Savoia". Si è verificato puntualmente ciò che denunciavamo mesi fa: la svendita turistica del nostro territorio nascosta dietro proclami di "collaborazione" -eppure, incalzano i Consiglieri- Stessi fondi, risultati opposti. Si tratta dello stesso identico bando ottenuto dall'amministrazione Ricciardi per la realizzazione del percorso turistico/religioso/benessere verso la Vetta San Rocco. Ma da noi non si vede l'ombra di un'inaugurazione». Sul percorso dei Mulini inoltre il Gruppo politico chiede «che fine hanno fatto i 404.000 euro lasciati in eredi-
tà per il terzo percorso turistico nel Parco Cascate (il cosiddetto "Percorso dei Mulini")? Non si sa se sia stato completato, cosa sia stato effettivamente realizzato e, soprattutto, non è mai stato promosso né aperto alla fruizione turistica. Stendiamo poi un velo pietoso sulla totale assenza di gestione alla terza estate dell'attuale Amministrazione e soprattutto la totale assenza di manutenzione del parco. Le foto di pochi giorni fa con i cestini stracolmi di spazzatura e i commenti dei visitatori la dicono lunga sul reale interesse che questa amministrazione nutre per il Parco Cascate e per la difesa della nostra identità. Tutto ruota attorno alla solita "piazza di sotto". Tutto ruota attorno alla "loro" ristretta comuni-
tà». Tornando alle parole che il Gruppo Consiliare espresse già a febbraio, «evidentemente noi meschini e arretrati, restiamo legati a quella “vecchia” visione che riconosceva a Savoia un rapporto diretto, storico e cartografico con il proprio corso d’acqua. Oggi invece, senza alcuna smentita ufficiale, passa l’idea di un territorio che sembra appartenere sempre e solo ai nostri vicini. Sia chiaro: nessun campanilismo. Anzi, per come quest’area è stata dimenticata e abbandonata, viene quasi da sperare che qualcun altro se ne faccia carico. Ma è giusto così? È questo il futuro che immaginiamo? Un’altra cessione silenziosa di identità salviana?». EMANUELA CALABRESE
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Il primo e unico della Basilicata torna il 17 agosto con una giornata spettacolare tra arte, musica, tradizione e grandi emozioni
Laurenzana si prepara a vivere la magia del XIV Carnevale Estivo LAURENZANA. C'è un giorno in cui la fantasia prende il sopravvento sulla realtà, in cui le strade si trasformano in un immenso palcoscenico a cielo aperto e migliaia di colori, suoni e sorrisi invadono il cuore del paese. Quel giorno è arrivato. Laurenzana è pronta ad accendere i riflettori sulla XIV edizione del Carnevale Estivo, l'evento simbolo dell'estate lucana e autentico orgoglio della Val Camastra. Nato dall'entusiasmo e dalla creatività di un gruppo di giovani che ha saputo fondere tradizione e innovazione, il Carnevale Estivo di Laurenzana rappresenta ancora oggi il primo e unico carnevale estivo della Basilicata, un appuntamento capace di richiamare ogni anno migliaia di visitatori provenienti da tutta la regione e dalle aree limitrofe. Dietro ogni carro allegorico si nascondono mesi di lavoro, sacrifici e passione. Vere opere d'arte costruite interamente a mano dai figuranti utilizzando cartapesta, argilla e materiali di riciclo, trasformati con maestria in scenografie spettacolari che raccontano storie, emozioni e satira. Lo stesso vale per le maschere, autentici capolavori artigianali che danno vita a uno spettacolo unico, dove creatività e fantasia diventano protagoniste assolute. Il Carnevale è da sempre sinonimo di libertà, condivisione e gioia. È il momento in cui ogni persona può indossare una maschera e lasciare spazio alla parte più autentica e spensierata di sé, vivendo un'esperienza collettiva
fatta di sorrisi, musica e divertimento. Ed è proprio questo lo spirito che da quattordici anni anima Laurenzana, trasformandola in uno dei principali appuntamenti di spettacolo dell'intera Val Camastra. UNA GIORNATA RICCA DI EVENTI L'edizione 2026 promette un programma ancora più ricco e coinvolgente. La festa prenderà il via lunedì 17 agosto alle ore 10:00 con la coinvolgente Street Band dell'Associazione Carnevale Estivo, composta interamente da giovani e giovanissimi musicisti, simbolo della volontà di tramandare questa tradizione alle nuove generazioni. Nel pomeriggio, alle ore 16:30, i carri allegorici raggiungeranno Piazza Salvatore Urga, dove rimarranno esposti lungo il corso principale. Ogni carro sarà animato da un proprio DJ Set, regalando musica, spettacolo e intrattenimento in attesa della grande sfilata. Contemporaneamente, alle ore 17:00, Largo Fiera ospiterà il concerto della Roccam Live Band, che accompagnerà il pubblico con musica dal vivo creando un'atmosfera di festa in ogni angolo del paese. Il momento più atteso arriverà alle ore 18:30, quando prenderà il via la spettacolare sfilata ufficiale aperta dalla travolgente Euroband, accompagnata da trampolieri e artisti itineranti che trasformeranno le vie cittadine in uno straordinario teatro all'aperto. L’EMOZIONE DELLE ESIBIZIONI E DELLE
PREMIAZIONI Terminata la sfilata, il palco centrale ospiterà le esibizioni delle maschere e dei carri davanti alla giuria. Sfileranno dapprima i bambini, seguiti dalle maschere di coppia, dai gruppi mascherati, dalle Pro Loco dei comuni limitrofi e, infine, dai maestosi carri allegorici, protagonisti assoluti della manifestazione. A condurre la serata saranno due volti molto conosciuti dello spettacolo lucano: Mr Parsia ed Elvira Festa, che accompagneranno il pubblico fino al momento più emozionante della giornata, quello delle tradizionali premiazioni delle categorie più originali e creative. IL GRAN FINALE: UN VIAGGIO NEGLI ANNI '90 Ma quando il sipario sembrerà calare, la festa continuerà. Subito dopo le premiazioni inizierà un autentico viaggio nel tempo grazie al coinvolgente format musicale "Nostalgia 90", pronto a far rivivere le emozioni di un decennio indimenticabile tra hit senza tempo e pura energia. A chiudere una giornata destinata a rimanere nel cuore dei partecipanti sarà uno speciale Back to Back in consolle con Massimiliano Crisci e Francesco Zito, protagonisti del gran finale che accompagnerà Laurenzana fino a notte fonda. UN APPUNTAMENTO DA NON PERDERE Non è soltanto una festa. È il racconto di una comunità che ogni anno riesce a trasformare passione, vo-
lontariato e creatività in uno spettacolo capace di emozionare migliaia di persone. Il Carnevale Estivo di Laurenzana è oggi molto più di una manifestazione folkloristica: è un patrimonio culturale, un laboratorio di arte popolare, un motore di promozione turistica e uno straordinario momento di aggregazione che rende la Basilicata protagonista dell'estate. Laurenzana è pronta. I carri sono in posizione, le maschere sono pronte a stupire e la musica è pronta a invadere le strade. Adesso manca solo il pubblico. La XIV edizione del Carnevale Estivo è pronta a regalare una giornata che promette di entrare, ancora una volta, nella storia. Un evento reso possibile dalla forza di una comunità. Dietro ogni carro allegorico, ogni costume, ogni nota musicale e ogni sorriso c'è il lavoro instancabile di decine di volontari, associazioni, artigiani e sostenitori che, con passione e spirito di appartenenza, de-
dicano tempo ed energie per trasformare un sogno in realtà. È grazie a questa straordinaria rete di collaborazione che il Carnevale Estivo di Laurenzana continua a crescere anno dopo anno, diventando uno degli appuntamenti più attesi dell'estate lucana. Un sentito e sincero ringraziamento va a tutti coloro che hanno creduto e contribuito alla realizzazione della XIV edizione del Carnevale Estivo: il Comune di Laurenzana, la Regione Basilicata, BCC Basilicata, TotalEnergies, PO Val d'Agri, Carzentrum e tutte le attività commerciali del territorio, il cui prezioso sostegno rappresenta un contributo fondamentale per la riuscita della manifestazione. Un grazie speciale va inoltre a tutti i volontari, ai figuranti, ai carristi e a chi, spesso lontano dai riflettori, lavora con entusiasmo affinché ogni dettaglio sia perfetto e il Carnevale possa continuare a essere motivo di orgoglio per l'intera comunità di Laurenzana.
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Provincia
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Territorio Attivo rilancia patto tra generazioni e nuova economia circolare: «Solo dialogando si ricostruisce il senso di comunità»
Welfare di comunità, Carleo: «Giovani per cominciare subito il cambiamento»
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ontinua il viaggio di Territorio Attivo tra i pilastri del progetto operativo. Dopo aver delineato la visione generale del welfare di comunità, l’associazione torna sull’argomento per svilupparne ulteriormente principi, obiettivi e proposte.La riflessione prende le mosse proprio da quanto evidenziato nel precedente intervento: una comunità segnata da profonde divisioni sociali, che finiscono inevitabilmente per riflettersi anche sul piano istituzionale e amministrativo.Un clima di forte contrapposizione che trova riscontro nella considerevole mole di incarichi legali (quasi 150!) e di procedimenti giudiziari che vedono coinvolto il Comune, con costi economici e sociali destinati a ricadere sull’intera collettività.«È proprio in questo contesto – dichiara il presidente Rocco Carleo – che si rende necessario un impegno concreto di ricomposizione e di conciliazione, capace di ridurre l’elevata conflittualità che ha segnato la vita della comunità negli ultimi dieci anni».Questo, il lavoro proficuo e prioritario che, in alternativa all’amministrazione Giordano, Territorio Attivo si propone di svolgere: favorire un clima di-
stensivo, ricostruire relazioni improntate al dialogo, promuovere soluzioni eque e realmente rispondenti ai bisogni di una comunità pacificata in cui non vi sia più spazio per abusi e soprusi, da superarsi nel pieno rispetto della legalità e dei diritti di tutti i cittadini.In questa prospettiva, un ruolo centrale è affidato alle diverse generazioni, chiamate a diventare protagoniste di un nuovo patto di comunità.«I giovani – prosegue Carleo – rappresentano la risorsa più preziosa su cui investire». Accanto ai giovani, Territorio Attivo individua negli anziani un patrimonio umano, culturale e civile da valorizzare. Ancora Carleo: «I giovani devono cominciare, e gli anziani continuare, a dare il loro contributo attivo e fattivo alla crescita del territorio, con i primi ad avviare il cambiamento e i secondi ad accompagnarlo con la loro esperienza. Solo mettendo in dialogo energie nuove e saperi consolidati sarà possibile ricostruire quel senso di comunità che negli ultimi anni si è progressivamente affievolito». Per tradurre questi principi in azioni, Territorio Attivo indica due priorità. La prima riguarda i giovani, ai quali intende restituire un ruolo attivo nella vita pub-
blica attraverso la riattivazione della Consulta Giovanile, istituita ma mai resa operativa da un’amministrazione che, anche nel rapporto con le nuove generazioni, ha privilegiato logiche divisive anziché partecipative, finendo per disinteressarsene e anzi per alimentare contrapposizioni perfino tra giovanissimi. Uno spazio collegiale permanente di confronto e partecipazione giovanile, in grado di valorizzare idee, competenze e spirito d’iniziativa propri della giovinezza.La seconda proposta
è dedicata agli anziani, con la realizzazione della Città dell’Anziano: un progetto pensato non come una semplice struttura assistenziale, ma come un luogo di incontro ad elevata socializzazione. Un punto di riferimento dove promuovere attività culturali, ricreative e di volontariato, per contrastare la solitudine e tramandare il patrimonio di esperienza, memoria e conoscenza di cui gli anziani sono depositari.Inoltre, Territorio Attivo immagina un sistema integrato di servizi socio-assistenziali dedicati alla terza età, nel quale assumono particolare rilevanza i servizi sanitari territoriali, come la Casa di Comunità realizzata nella struttura già esistente dell’ex polifunzionale, quale presidio di prossimità per i cittadini.Parallelamente, per favorire la permanenza e l’insediamento dei giovani, Territorio Attivo propone l’introduzione di misure di sostegno che incentivino l’autonomia abitativa e la realizzazione di nuovi progetti di vita. Tra queste, la previsione di agevolazioni sugli oneri di urbanizzazione e sui costi di costruzione, secondo quanto consentito dalla normativa vigente e attraverso un’apposita regolamentazione comunale, al fine di rendere più accessibile la possibilità di costruire o recuperare immobili da destinare al tessuto urbano territoria-
le.«L’intero percorso – conclude Carleo – deve essere sostenuto da un modello di economia circolare capace di generare nuove opportunità e di trasformare le risorse presenti sul territorio in strumenti di crescita collettiva. Un sistema nel quale le entrate derivanti dalle attività produttive, comprese quelle legate al comparto estrattivo, possano essere recuperate e reinvestite a beneficio della comunità, attraverso una programmazione trasparente e orientata al bene comune.Coerentemente con questa visione, la nuova amministrazione assume un ruolo attivo attraverso la sottoscrizione di apposite convenzioni con gli operatori economici, finalizzate a destinare una parte delle risorse generate dal territorio al finanziamento di servizi sociali, interventi per i giovani, sostegno alle famiglie e iniziative di rigenerazione urbana. L’obiettivo è costruire un circuito virtuoso nel quale le attività economiche non rappresentino soltanto una fonte di produzione, ma diventino anche un’opportunità di restituzione sociale: le risorse del territorio devono tornare al territorio, contribuendo a rafforzare il progetto di welfare di comunità e a creare condizioni più favorevoli per il futuro delle nuove generazioni e per una migliore qualità di vita dei cittadini».
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Matera e provincia
sabato 8 agosto 2026
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Oltre 200 artisti e migliaia di spettatori per la grande opera, il sindaco Nicoletti: «La città è tornata a splendere e continuerà a farlo»
Aida incanta la Cava del Sole, così Matera rilancia la cultura MATERA. L’amministrazione Nicoletti rafforza il ruolo internazionale di Matera: Aida incanta la Cava del Sole con oltre 200 artisti e migliaia di spettatori. Ci sono serate che raccontano meglio di tante parole la direzione che una città ha scelto di prendere. Quella di ieri sera è una di queste. La Cava del Sole, gremita di pubblico, ha accolto la monumentale rappresentazione di Aida – La Figlia del Nilo, regalando a Matera uno spettacolo di rara intensità e un’immagine destinata a rimanere nella memoria della città. Oltre 200 artisti hanno dato vita a una produzione di altissimo livello, frutto del talento, della professionalità e della collaborazione di numerose realtà del territorio. Un evento che ha rappresentato uno dei momenti più significativi del programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo
2026, confermando la capacità della città di ospitare grandi produzioni artistiche in uno dei suoi luoghi più suggestivi. L’Amministrazione Comunale esprime il più sentito ringraziamento alla Camerata delle Arti Ets, al Maestro Francesco Zingariello, a Katia Ricciarelli, Anna Aiello, ai musicisti della neonata Orchestra Sinfonica del Mediterraneo, ai cori, ai ballerini, ai solisti, ai tecnici, ai volontari e a tutte le donne e gli
uomini che, con competenza, passione e dedizione, hanno contribuito alla realizzazione di una serata straordinaria. L’Assessore alla Cultura del Comune di Matera, Simona Orsi, dichiara: «Questa non è stata soltanto una grande rappresentazione operistica. È stata la conferma che Matera possiede tutte le qualità per ospitare eventi culturali di livello internazionale e che la Cava del Sole è tornata a essere uno
dei luoghi simbolo della cultura e dello spettacolo del Mezzogiorno. La risposta del pubblico e la qualità artistica di questa produzione dimostrano che investire nella cultura significa investire nel futuro della città, nella sua attrattività e nella sua capacità di dialogare con il Mediterraneo e con il mondo.» Il Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, aggiunge: «A quanti cantano litanie funebri sulla nostra città e sui suoi gioielli, rispondiamo orgogliosi con il coro dell’Aida nella Cava del Sole. Alla noia di quanti sono contro a prescindere, rispondiamo con “La Noia” di Angelina Mango. Una città che è tornata a splendere e continuerà a farlo, da ieri anche con la grande lirica.» Un ringraziamento particolare è rivolto al pubblico che, con la sua straordinaria partecipazione e il suo entusiasmo, ha reso anco-
ra più speciale questo appuntamento, testimoniando quanto Matera sappia riconoscersi nei grandi eventi culturali e rispondere con passione alle proposte di qualità. L’Amministrazione Comunale continuerà a investire nella cultura, nella consapevolezza che essa rappresenti uno dei principali motori di crescita sociale, economica e turistica della città. È attraverso la cultura che una comunità rafforza la propria identità, costruisce nuove opportunità e consolida il proprio ruolo nel panorama nazionale e internazionale. La serata di Aida – La Figlia del Nilo rappresenta una tappa significativa di questo percorso: una Matera che, nel suo anno da Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, continua ad affermarsi come luogo di incontro, di bellezza e di grandi emozioni condivise.
De Fina: «Bene l'iniziativa di Marrese, la sicurezza non si garantisce spostando agenti da un territorio all'altro»
«Poliziotti sottratti a Matera, questione al Viminale» POTENZA. «Accogliamo con favore la decisione del consigliere regionale Piero Marrese di portare all'attenzione del ministro dell'Interno la vicenda relativa all'invio di personale della Questura di Matera presso il Commissariato di polizia di Corigliano-Rossano nell'ambito dei rinforzi estivi. Nella lettera indirizzata al ministro vengono infatti richiamate gran parte delle criticità che il Silp Cgil Matera aveva già rappresentato con una dettagliata nota trasmessa alla segreteria nazionale e, per conoscenza, al prefetto e al questore di Matera. È un fatto importante, perché dimostra che quella del Silp Cgil non era una semplice denuncia sindacale, ma un problema reale che oggi assume anche una rilevanza istituzionale». Lo dichiara Francesco De Fina, segretario generale provinciale del Silp Cgil Matera. «Da giorni - aggiunge - ci poniamo una domanda semplice. È davvero normale sottrarre personale alla Questura di Matera e ai Commissariati di Policoro e Pisticci proprio nel periodo in cui anche il nostro territorio registra il massimo afflusso turistico? La provincia di Matera convive da anni con una cronica carenza di organico.
Eppure, invece di essere rafforzata durante l'estate, vede partire uomini e donne della Polizia di Stato verso altre province chiamate ad affrontare problematiche del tutto simili. Il paradosso è evidente. La sola città di Policoro supera le 80.000 presenze durante la stagione estiva. Se a questo dato si aggiungono le presenze dell'intera fascia jonica metapontina, appare evidente come anche il nostro territorio necessiti di un adeguato potenziamento dei servizi di ordine e sicurezza pubblica. Nella nota del Silp Cgil avevamo inoltre evidenziato un'altra questione che riteniamo meriti la massima attenzione: secondo le segnalazioni raccolte, parte del personale aggregato verrebbe impiegato anche in attività che sembrerebbero non essere direttamente collegate alle esigenze straordinarie di controllo del territorio che hanno giustificato il potenziamento estivo. È proprio questo il punto - prosegue De Fina -: se ciò fosse confermato, la domanda diventa inevitabile: ha davvero senso privare una Questura già in sofferenza di personale prezioso, se poi quelle stesse risorse vengono impiegate anche in servizi diversi rispetto alle finalità per le quali sono state aggregate? Da
tempo il Silp Cgil sostiene una proposta chiara e concreta: anche la fascia jonica metapontina deve essere inserita tra le località destinatarie dei rinforzi estivi della Polizia di Stato, esattamente come avviene per le altre realtà italiane che registrano analoghi incrementi della popolazione durante la stagione turistica. Non chiediamo corsie preferenziali né trattamenti di favore. Chiediamo soltanto che il territorio della provincia di Matera venga valutato con gli stessi criteri adottati nel resto del Paese, sulla base dei dati, dei flussi turistici e delle reali esigenze operative. L'iniziativa del consigliere regionale rappresenta un segnale importante. Significa che una problematica denunciata dal Silp Cgil è oggi arrivata all'attenzione del ministro dell'Interno. Adesso, però, è il momento delle risposte. La sicurezza dei cittadini, dei residenti e delle migliaia di turisti che ogni anno scelgono la nostra provincia non può essere garantita spostando le carenze di organico da un territorio all'altro. Servono scelte coerenti - conclude Francesco De Fina - una programmazione più equilibrata delle risorse e un concreto rafforzamento degli organici della Questura di Matera e dei Commis-
sariati di Policoro e Pisticci. Su questa battaglia il Silp Cgil continuerà a mantenere alta l'attenzione, con spirito costruttivo ma con la determinazione di chi ritiene che la sicurezza del territorio e la dignità professionale delle donne e degli uomini della Polizia di Stato non possano più essere sacrificate per sopperire a carenze strutturali che meritano risposte definitive».
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Periscopio
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Esperienza, carisma e “le chiavi della porta” affidate al neo-acquisto; lo Sporting Corleto Perticara riabbraccia un figlio della Basilicata
Lucani che ritornano: il portiere Antonio Maida da Cesate all’ASD Sporting Corleto
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DI VINCENZO MAIDA
l saldo tra i lucani che emigrano e quei pochi che ritornano è a favore dei primi. Questo dato aggiunto a quello dell’invecchiamento della popolazione, contribuisce allo spopolamento della Basilicata. Spesso emigrano anche gli immigrati extra- comunitari. Antonio Maida è quindi tra le eccezioni e il suo esempio andrebbe incentivato. Classe 1992 è tra quelli che hanno deciso di tornare a vivere in Basilicata insieme alla sua famiglia, dopo diversi anni trascorsi a Milano, dove aveva anche comprato casa. «Per noi lucani quella milanese è diventata una realtà invivibile – ci dice- troppa insicurezza, anche quando si va a fare una tranquilla passeggiata di sera con la famiglia bisogna guardarsi intorno». Lui è di Montalbano Jonico, ma nei giorni scorsi ha firmato un contratto come portiere con l’ASD Sporting di Corleto Perticare, che milita nel campionato di Promozione. Così ha annunciato l’ASD S porting ha annunciato il suo ingresso nella società sportiva: «Ogni squadra ha un cuore. Ogni squadra ha un’anima. Ma solo le
grandi squadre hanno un custode. Da oggi le chiavi della nostra porta sono nelle mani di un uomo che non ha bisogno di presentazioni. Un portiere che porta con sé esperienza, carisma, personalità e quella sicurezza capace di trasmettere fiducia a tutta la squadra. Tra quei pali non ci sarà soltanto un numero uno. Ci sarà un leader. L’ultimo baluardo, pronto a difendere ogni pallone, ogni centimetro di campo e ogni sogno che questa maglia rappresenta. Da oggi sappiamo che la nostra porta ha trovato il suo guardiano. Le chiavi sono state consegnate. Benvenuto Antonio Maida». Non ci potevano essere espressioni migliori, anche per caricare di entusiasmo positivo i tifosi. Il neo-acquisto Anton io Maida Nel milanese aveva allenato i portieri delle squadre di calcio del Baranzate e del Cesate, avendo un regolare patentino, e lui stesso si era cimentato tra i pali, mettendo a disposizione la sua lunga esperienza. Nato infatti con i giovani del Padre Minozzi di Policoro, passò con la giovanile dell’Andria calcio, serie C2, poi come primo portiere nell’Aquila Calcio, quindi al Pisticci nell’interre-
gionale, poi al Policoro, al Roseto, al Trebisacce in Calabria e avrò dimenticato anche qualche altra esperienza. L’ASD Sporting di Corleto Perticara non si è fatta sfuggire l’occasione del suo ritorno definitivo in Basilicata, avendo Maida anche comprato casa a Montalbano Jonico e tra nuovi acquisti e conferme, vuole disputare un campionato di alto livello. Con queste parole è stato riconfermato, ad esempio, Pierfrancesco Chiorazzo. «La nostra casa è nelle tue mani. Ci sono stagioni che si ricordano per i traguardi raggiunti. E poi ci sono uomini che quei traguardi li rendono possibili. Quando il campionato è entrato nel suo momento più difficile, quando ogni errore poteva costare caro e ogni dettaglio faceva la differenza, lui ha scelto di prendersi responsabilità. Non con le parole, ma con i fatti. Ha acceso partite che sembravano bloccate, ha creato superiorità dove sembrava non esserci spazio, ha trasformato i momenti di maggiore pressione nelle sue occasioni per lasciare il segno. Gol pesanti, prestazioni di altissimo livello e una continuità che ha trascinato la squadra proprio quando
tutto si decideva. Velocità, forza, tecnica, coraggio e quella rara capacità di rompere gli equilibri con una sola giocata. Ma il valore di un calciatore non si misura solo con ciò che fa vedere: si misura con la fiducia che trasmette ai compagni, con la serietà con cui lavora ogni giorno e con la certezza che, quando conta davvero, lui c’è. La nostra promozione in Prima Categoria racconta tante storie. La sua è una di quelle che meritano di essere ricordate. Per
questo siamo orgogliosi di ripartire insieme. Perché chi lascia un segno così profondo nel cammino di una squadra non è soltanto un giocatore da riconfermare: è uno di quelli da cui si riparte». Insomma quest’anno per Corleto Perticara, ed è noto quanto conti una squadra di calcio nei nostri comuni, la settimana lavorativa scorrerà più piacevolmente, nell’attesa dell’incontro di calcio domenicale di una squadra che promette spettacolo.
Il Presidente dei Lucani nel Mondo: «Ho visto quelle baracche; onore a chi morì e a chi trovò la forza di riscattarsi»
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Strage di Marcinelle, Scaglione: «Sacrificio di tanti emigrati lucani» icordare la strage di Marcinelle 70 anni dopo, significa ricordare il sacrificio di tanti emigrati italiani e lucani che per un sacco di carbone finirono a lavorare in tuguri lunghi e stretti rischiando la vita anche per le malattie che le estrazioni provocavano». Lo rileva Luigi Scaglione Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo e della CIM Basilicata. «Io li ho visti quei buchi neri in cui furono infilati i nostri corregionali che ebbero in parte la sorte amica per essere finiti nelle miniere di Beringen e Maassmechelen, dove furono accolti con diffidenza e sofferenza nelle baracche fatiscenti che avevano ospitato prima i prigionieri russi e poi quelli tedeschi e dove non era possibile nemmeno curare il proprio orticello se non
dietro, di nascosto, quelle case». «Onore - ha aggiunto Scaglione a chi perse la vita e ai tanti che in quella tragedia trovarono la forza per un riscatto dalla vita grama a cui erano condannati per far arrivare, semmai accadde, un sacco di carbone in Italia ed una misera rimessa alle proprie famiglie con le quali si ricongiunsero solo dopo molti anni. L’Europa e l’Italia non dimentichino la sciagura e la tragedia dei nostri emigranti e che, come ricordava con parole profetiche, il caro Renato Cantore, proprio in occasione di un incontro alla miniera in Belgio, c’era e c’è ancora oggi, chi va a Marcinelle per rendere omaggio ai migranti morti per un sacco di carbone e chi va a Lampedusa a minacciare i disperati che chiedono aiuto all’Europa».
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Gli eventi catastrofali sono sempre più frequenti: prevenzione, analisi del rischio e assicurazione diventano strumenti essenziali.
Quando il rischio diventa realtà: perché proteggersi non basta F
rane, alluvioni, esondazioni, terremoti ed eventi atmosferici intensi non sono più percepiti come episodi lontani o eccezionali. Sempre più spesso entrano nella vita quotidiana di famiglie, imprese e amministrazioni locali, mettendo alla prova abitazioni, capannoni, negozi, infrastrutture, macchinari e servizi essenziali.Per chi non ha familiarità con il linguaggio assicurativo, il punto di partenza è semplice: un evento catastrofale non produce solo un danno materiale, ma è in grado di generare una reazione a catena dalle pesanti conseguenze economiche. Un edificio danneggiato può fermare un’attività; un’alluvione può compromettere merci, attrezzature e archivi; una frana può rendere inaccessibile un’area produttiva o commerciale; un sisma può incidere sulla sicurezza degli immobili e sulla continuità dei servizi.A confermare la gravità del quadro sono i numeri: nel 2025, secondo il bilancio dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, in Italia sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, con un incremento dei danni del 5,9% rispetto al 2024. Un dato emblematico che spiega perché il tema non riguardi più soltanto l’emergenza immediata, ma imponga una profonda riflessione in termini di prevenzione e pianificazione.Dal territorio alla polizza: la mappa dei rischiGli episodi più recenti mostrano chiaramente quanto il rischio catastrofale possa assumere forme diverse a seconda della vulnerabilità dei singoli territori. E quanto, una volta concretizzato, renda necessario intervenire tempestivamente con misure di contenimento, messa in sicurezza e ripristino.Nel gennaio di quest’anno, un’intensa ondata di maltempo ha colpito il Sud Italia,
provocando danni significativi in Calabria, Sicilia e Sardegna. L’evento di maggiore impatto si è verificato a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove una frana di grandi dimensioni ha costretto le autorità alla delimitazione di una zona rossa e all’evacuazione precauzionale della popolazione residente e delle attività produttive. Pochi mesi dopo, a marzo, eventi meteorologici eccezionali hanno sferzato Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia, portando alla dichiarazione dello stato di emergenza e all’attivazione di interventi straordinari per fronteggiare le ripercussioni su persone, infrastrutture e tessuto economico.Il nuovo quadro normativo e le sfide per le aziendeIn questo scenario, il dibattito sui rischi catastrofali ha as-
sunto una centralità inedita, spinto anche dalle novità normative che hanno introdotto per molte imprese l’obbligo di dotarsi di coperture assicurative contro i danni da calamità naturali. Pur non riguardando indistintamente tutte le realtà produttive, questo cambio di passo ha portato la gestione del rischio ai vertici dell’agenda aziendale, spingendo le organizzazioni a interrogarsi in modo più strutturato sulla propria esposizione.Tuttavia, il tema non può essere liquidato come un mero adempimento burocratico. Per un’azienda, assicurarsi contro una catastrofe significa anzitutto comprendere quali beni siano realmente esposti, quali attività dipendano da infrastrutture vulnerabili, quali costi fissi continuerebbero a maturare in
caso di blocco della produzione e quali risorse servirebbero per tornare operativi.La polizza, infatti, interviene sul rischio ma non sostituisce l’analisi preventiva. Senza una valutazione accurata di massimali, franchigie, scoperti ed esclusioni, il «rischio residuo» rischia di rimanere invisibile fino al momento dell’impatto, per poi compromettere definitivamente la tenuta economica dell’impresa.L’approccio del risk management: dalla reazione alla strategiaÈ proprio in questa fase cruciale che la gestione del rischio diventa determinante. Realtà specializzate nella consulenza e nel brokeraggio assicurativo da oltre 35 anni, come Consulbrokers, propongono un modello incentrato sull'analisi preventiva: un percorso di valutazione qualitativa e quantitativa capace di classificare i rischi in base alla loro rilevanza economica e operativa.Applicato alle calamità naturali, questo approccio permette di superare la logica dell'emergenza. Se per le famiglie significa tutelare il valore della casa, per le imprese si traduce nel proteggere la continuità operativa, la liquidità, i rapporti con clienti e fornitori e la sostenibilità dei costi nel tempo.L’assicurazione non elimina l’evento naturale né ne azzera le conseguenze, ma permette di «trasformare una parte dell’incertezza in una variabile più prevedibile e gestibile». Il reale valore del risk management risiede proprio in questo: rendere visibili le vulnerabilità prima che si trasformino in emergenze, consentendo a cittadini, aziende ed enti locali di assumere decisioni consapevoli per la tutela del proprio futuro.
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Il secolo dei giganti e noi, che cosa lasceremo?
Quando muore un uomo e si spegne un’epoca C
DI FABRIZIO QUARATINO
i sono morti che chiudono una vita. E poi ci sono morti che sembrano chiudere un’intera epoca. La scomparsa di Franco Baresi, non riguarda soltanto il calcio. Non riguarda soltanto il Milan o noi milanisti cresciuti con Rivera prima e con lui poi. Riguarda tutti coloro che hanno avuto la fortuna di vivere un tempo nel quale la grandezza non aveva bisogno di essere proclamata ogni giorno. Con lui se ne va uno degli ultimi simboli di una generazione che non inseguiva il consenso istantaneo. Non trasformava ogni gesto in uno spettacolo. Non costruiva un personaggio. Non aveva bisogno di raccontare continuamente quanto fosse importante. Entrava in campo. E lasciava che fosse la vita a parlare. Disciplina. Rigore. Sacrificio. Lealtà. Rispetto dell’avversario. Fedeltà a una maglia. Responsabilità verso i compagni. In un’epoca nella quale tutto sembra poter essere sostituito, lui ci ricordava che esistono ancora valori che non possono essere messi in vendita. La sua scomparsa mi ha lasciato una domanda che va ben oltre il calcio. Il Novecento ci ha donato uomini e donne che, ciascuno nel proprio campo, hanno contribuito a formare il nostro modo di guardare la vita. Ci hanno insegnato, spesso senza rendersene conto, che il talento acquista valore soltanto quando incontra il carattere. E il Duemila? Che cosa ci sta davvero lasciando in eredità? È una domanda scomoda. Perché, prima ancora di giudicare il nostro tempo, ci obbliga a giudicare noi stessi. Il secolo più difficile che seppe generare maestri Il Novecento non
è stato il secolo della perfezione. Tutt’altro. È stato uno dei periodi più drammatici della storia dell’umanità. Due guerre mondiali. Dittature. Genocidi. Terrorismo. Povertà. Macerie. Milioni di vite spezzate. Non c’è alcuna nostalgia per quel dolore. Sarebbe un’offesa verso chi lo ha vissuto. Eppure, proprio dentro quelle ferite, è nata una straordinaria ricchezza umana. La musica non produceva soltanto successi. Produceva coscienze. Il teatro non offriva soltanto spettacoli. Metteva l’uomo davanti alle proprie contraddizioni. La letteratura insegnava a dare un nome alle paure e alle speranze. L’arte costringeva a vedere ciò che troppo spesso preferivamo ignorare. La danza trasformava il sacrificio in armonia. La scienza ampliava i confini del possibile senza smettere di interrogarsi sulle proprie responsabilità. La politica, quando era davvero politica, dimostrava che governare significava servire una comunità e non ser-
virsi di essa. Le grandi tradizioni religiose e spirituali ricordavano che il valore di una persona non coincide con ciò che possiede, ma con ciò che riesce a diventare. E lo sport formava campioni che, prima ancora di imparare a vincere, imparavano il rispetto, la disciplina e la dignità della sconfitta. Erano persone diversissime tra loro. Nessuna perfetta. Tutte attraversate da dubbi, errori e fragilità. Ma avevano una caratteristica comune. Lasciavano un’eredità. Non chiedevano soltanto applausi. Facevano nascere domande. Non cercavano semplicemente ammiratori. Contribuivano a formare cittadini, uomini e donne più consapevoli. Forse è proprio questa la differenza più profonda con il nostro tempo. IL NOVECENTO CERCAVA DI FORMARE ESEMPI. NOI, TROPPO SPESSO, FINIAMO PER PREMIARE LA VISIBILITÀ. Un tempo l’autorevolezza
si costruiva nell’arco di un’intera esistenza. Oggi, talvolta, bastano pochi secondi per diventare famosi. E ancora meno per essere dimenticati. La notorietà corre. L’autorevolezza cammina. Ed è proprio per questo che arriva molto più lontano. Il Duemila ci ha dato tutto. Ma ci ha resi migliori? Sarebbe profondamente ingiusto sostenere che il Duemila non ci abbia donato nulla. Ci ha dato moltissimo. Internet ha abbattuto confini che sembravano invalicabili. La medicina continua a compiere progressi straordinari. La scienza amplia ogni giorno ciò che consideravamo impossibile. L’intelligenza artificiale sta trasformando il nostro modo di lavorare, di studiare e perfino di immaginare il futuro. In pochi secondi possiamo accedere a una quantità di conoscenze che, fino a pochi decenni fa, avrebbe richiesto una vita intera di ricerche. È un progresso straordinario. Negarlo significherebbe negare la realtà. Ma ogni progresso porta con
sé una domanda che nessuna macchina potrà mai risolvere al nostro posto. Abbiamo usato questi strumenti per diventare persone migliori? Oppure soltanto persone più veloci? Abbiamo imparato ad ascoltare di più? Ad amare di più? A comprendere di più? O abbiamo semplicemente aumentato la velocità con cui esprimiamo giudizi e condanne? Possiamo dialogare in tempo reale con qualcuno dall’altra parte del pianeta. E, qualche volta, fatichiamo a parlare con chi ci siede accanto. Abbiamo il mondo in tasca. Ma rischiamo di perdere noi stessi. La tecnologia, però, non è il problema. Non lo è mai stata. Uno strumento non possiede una coscienza. Non distingue il bene dal male. Moltiplica semplicemente ciò che trova. Se incontra intelligenza, la amplifica. Se incontra superficialità, le consegna un palcoscenico. Ecco perché il vero progresso non coincide con quello tecnologico. Coincide con la crescita dell’essere umano.
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Periscopio
sabato 8 agosto 2026
www.lecronache.info L’EPOCA DEGLI INFLUENCER E LA NOSTALGIA DEI MAESTRI Forse il cambiamento più profondo non riguarda la tecnologia. Riguarda il nostro modo di scegliere chi ascoltare. Il Novecento ci ha lasciato maestri. Il Duemila rischia di regalarci idoli. La differenza è enorme. Un maestro non cerca seguaci. Forma persone libere. Un idolo, invece, vive del bisogno di essere continuamente seguito. Oggi conosciamo persone famosissime. Entrano nelle nostre case attraverso uno schermo. Influenzano gusti, linguaggi, abitudini e perfino il modo di percepire noi stessi. Ma la fama non coincide con il valore. La notorietà si può acquistare. L’autorevolezza no. La prima può nascere da uno scandalo. La seconda nasce soltanto dalla coerenza. La prima dipende dagli algoritmi. La seconda dalla coscienza. Un influencer può convincerti a cambiare marca di scarpe. Un maestro può cambiarti il modo di affrontare la vita. Sono due cose profondamente diverse. Eppure continuiamo a confonderle. Misuriamo tutto con i follower. Con i “mi piace”. Con le visualizzazioni. Come se la profondità potesse essere certificata da un contatore. Come se la verità avesse bisogno di essere approvata da una maggioranza. Molti dei grandi uomini e delle grandi donne del Novecento, probabilmente, oggi non diventerebbero virali. Parlerebbero troppo lentamente. Ra-
gionerebbero troppo in profondità. Conoscerebbero il valore del silenzio. E non avrebbero nessun balletto da proporre. Ma non erano costruiti per essere virali. Erano costruiti per lasciare un’impronta. Ed esiste una differenza immensa tra ciò che cattura l’attenzione per un giorno e ciò che continua a illuminare una vita intera. Forse è proprio questa la domanda che Franco Baresi, con il silenzio della sua storia, continua a rivolgere anche dopo la sua scomparsa: VOGLIAMO ESSERE RICORDATI PER CIÒ CHE ABBIAMO MOSTRATO O PER CIÒ CHE ABBIAMO TRASMESSO ? Forse il problema non è il Duemila A questo punto, però, dovremmo avere il coraggio di porci una domanda ancora più scomoda. E se il problema non fosse il Duemila? E se fossimo noi? Siamo davvero sicuri che oggi non esistano più persone straordinarie? O forse abbiamo semplicemente smesso di riconoscerle? Viviamo con una fretta tale da non concedere a nessuno il tempo di diventare grande. Pretendiamo vite perfette. Risposte immediate. Successi continui. Un errore e cancelliamo una persona. Una frase fuori posto e pronunciamo la sua condanna. Una sconfitta e archiviamo un’intera esistenza. Abbiamo dimenticato che i grandi uomini e le grandi donne del Novecento non sono nati giganti. Lo sono diventati.
Hanno conosciuto fallimenti. Delusioni. Paure. Critiche. Solitudine. Momenti nei quali sarebbe stato molto più facile arrendersi che continuare a credere in sé stessi. Eppure hanno continuato a costruire la propria umanità. La grandezza non consiste nel non cadere mai. Consiste nel rialzarsi ogni volta con una coscienza più ampia, con un cuore più forte e con una visione più profonda della vita. Forse anche il nostro secolo sta generando persone straordinarie. Molte di loro non finiranno mai sulle copertine dei giornali. Lavorano negli ospedali. Nelle scuole. Nei laboratori. Nelle famiglie. Nel volontariato. Nelle periferie dimenticate. Sono uomini e donne che, ogni giorno, impediscono al mondo di diventare un posto peggiore. Non cercano visibilità. Cambiano il mondo un gesto, una scelta e un esempio alla volta. Forse i giganti esistono ancora. Semplicemente non fanno notizia. LA NOSTALGIA NON BASTA Sarebbe troppo facile concludere che “una volta era tutto migliore”. Non è vero. Ogni epoca ha avuto le proprie miserie e le proprie grandezze. La nostalgia, da sola, non costruisce il futuro. Lo immobilizza. Ricordare Franco Baresi e i grandi del Novecento non significa trasformarli in statue da contemplare. Significa raccogliere il testimone che ci hanno consegnato. Il Duemila non ci sta chiedendo di trovare un al-
tro Baresi. Ci sta chiedendo qualcosa di molto più impegnativo. Diventare, ciascuno nel proprio piccolo, una persona capace di lasciare il mondo leggermente migliore di come lo ha trovato. Non serve essere campioni. Non serve vincere un Nobel. Non serve riempire gli stadi. Non serve essere conosciuti da milioni di persone. Basta vivere in modo tale che qualcuno, incontrandoci, ritrovi fiducia in sé stesso, scopra un po’ più di coraggio o impari a guardare la vita con occhi diversi. È questa la forma più alta del successo. Perché il successo appartiene al tempo. L’esempio appartiene al futuro. L’EREDITÀ CHE DECIDE UN SECOLO Tra cinquant’anni qualcuno parlerà del nostro tempo. Racconterà che avevamo tecnologie straordinarie. Intelligenze artificiali. Connessioni istantanee. Macchine capaci di fare cose che i nostri nonni avrebbero considerato fantascienza. Ma basterà tutto questo per rendere memorabile il nostro secolo? Oppure la Storia ci rivolgerà una domanda molto più semplice e, proprio per questo, molto più severa? “Che tipo di esseri umani siete stati? Perché i secoli non vengono ricordati per la velocità dei loro computer. Né per la potenza delle loro macchine. Vengono ricordati per la qualità delle persone che hanno saputo formare. Il Novecento ci ha lasciato uomini e donne che hanno educato intere
generazioni con la loro coerenza, il loro coraggio e la loro umanità. Il modo migliore per onorarli non è rimpiangerli. È impedire che quella eredità si interrompa. Forse il Duemila non ha bisogno di altri giganti da ammirare. Ha bisogno di milioni di persone comuni che scelgano, ogni giorno, di vivere in modo straordinario. Perché il vero problema non è se nascerà un altro Franco Baresi. Il vero problema è se, quando la nostra vita sarà terminata, qualcuno potrà dire: DA QUELLA PERSONA HO IMPARATO CHE IL VALORE DI UN ESSERE UMANO NON SI MISURA DA CIÒ CHE HA OTTENUTO, MA DA CIÒ CHE HA SAPUTO LASCIARE NEGLI ALTRI. Se accadrà questo, allora il Duemila non sarà ricordato soltanto come il secolo delle grandi invenzioni. Sarà ricordato come il secolo in cui l’uomo avrà finalmente compreso che la tecnologia può migliorare la qualità della vita, ma soltanto il cuore può darle un significato. PERCHÉ, ALLA FINE, NON SONO I SECOLI A CREARE I GIGANTI. SONO I GIGANTI MORALI A DARE UN VOLTO AI SECOLI. E CIASCUNO DI NOI, OGNI GIORNO, DECIDE IN SILENZIO QUALE VOLTO LASCERÀ AL PROPRIO TEMPO.
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Questa sera alle 21 al “Del Duca” di Ascoli turno preliminare di Coppa Italia Trenitalia. Tisci avrà una rosa al completo. In dubbio solo Murano
Il Potenza riparte da dove si era fermato DI ROCCO NIGRO
POTENZA. Ascoli e Potenza si erano lasciati il 20 maggio scorso al “Del Duca” della cittadina marchiggiana negli ottavi dei play off per un posto in serie B. La squadra dell’ex De Giorgio usci sconfitta per uno a zero consentendo di fatto ai bianco-neri di Tomei di proseguire la corsa che li ha portati alla vittoria per un posto nel campionato cadetto. Dopo circa 80 giorni, questa sera alle 21 si ritrovano nella sfida di esordio del turno preliminare di Coppa Italia Trenitalia. Il Potenza partecipa a questo torneo in quanto detentrice della Coppa Italia di serie C. La vincente delle affronterà domenica 16 agosto una squadra di serie A. Si tratta del Genova dell’ex romanista Daniele De Rossi. A distanza di quasi tre mesi, in casa rosso-blù molte cose sono cambiate. Ad iniziare dal tecnico, lo scettro è pas-
sato da Pietro De Giorgio ad Ivan Tisci, e molti calciatori che hanno lasciato il “leone rampante” per indossare altre casacche. Ad iniziare da Schimmenti, Siatounis passati in serie B al Benevento e per finire a Riggio, Erradi, Rocchetti e Camigliano passati rispettivamente al Guidonia, Pescara,e Sambenedettese. Per Rocchetti il rientro dal prestito alla Cremonese Altri volti nuovi sono arrivati. Citiamo in ordine di ruolo i difensori Giannini, Russo e Verza, i centrocampi Bando ed il figlio d’arte Manfredonia e non per ultimo, soltanto perché è arrivato nella giornata di lunedì il centrocampista classe 2003 Andrea Franzolini, prelevato dal Brescia e protagonista lo scorso anno di un ottimo campionato a Forlì. Per lui pronto un contratto biennale con opzione di rinnovo per il terzo. Intanto, la rosa da qualche giorno è ritonare a calpestare il sintetico del “Vivani” dopo la permanenza di
due settimane nel ritiro di Latronico e sta preparando la prima partita ufficiale contro l’Ascoli dell’ex Picerno Francesco Tomei. Lo scopo è quello di arrivare al “Del Duca ”il meglio possibile sapendo che non saranno al 100% ma probabilmente magari non lo saremo neanche alla prima di campionato”. Anche se il tecnico ligure sa che il suo gruppo ha lavorato tanto sulla linea difensiva a quattro, con i tre centrocampisti e tre giocatori davanti, il sistema di gioco inizialmente sarà quello ma con dettami totalmente differenti. “Credo – ha ribadito Ivan Tisci - che sarà difficile vedere già ad Ascoli una squadra che conosca a pieno regime quello che sarà da fare. I ragazzi faranno il possibile per mettere in campo tutto quello che hanno per fare le cose che gli abbiamo chiesto, cercando di mettere dentro anche giocate individuali e qualcosa di importante. Cercherò di sfruttare al massimo sicu-
ramente l’ampiezza della rosa, spero di poter arrivare alla partita di Ascoli con più giocatori a disposizione possibile”. Unico che molto probabilmente non sarà presente in campo ad Ascoli sarà il bomber potentino Jacopo Murano che sta lavorando a parte per recuperare dal fastidio che lo ha frenato durante la preparazione pre-campionato.
Tante cessioni, tanti arrivi e una gestione sempre attenta: il Picerno continua a essere un modello da seguire
AZ Picerno, la salvezza resta il primo obiettivo
I
sacrifici del patron Donato Curcio, il rafforzamento della squadra, il salary cup, l'arrivo come responsabile della primavera di Francesco Dettori, il calendario e le caratteristiche del campionato di Lega Pro Serie C Now 2026-2027. Sono state queste le indicazioni giunte giovedì sera al termine della conferenza stampa organizzata dall'AZ Picerno nella sala stampa del Donato Curcio dopo l'allenamento congiunto con il Francavilla in Sinni interrotto al termine del primo tempo con i melandrin in vantaggio per uno a zero a causa di scaramucce in campo tra i giocatori delle due squadre. La rete per la cronaca è stata siglata al 7' da Gemignani, Gli sforzi del Presidente Donato Curcio, la presenza dell'AZ Picerno nel campionato di Lega Pro, l'analisi dello scorso campionato con gli esoneri di Claudio De Luca e Valerio Bertotto sulla panchina rossoblù, la salvezza colta con un girone di ritorno da leader indiscussa del campionato, con un ritmo da prima della classe cogliendo 28 punti. I cambi a gennaio e gli arrivi che hanno permesso ai lucani di salvarsi. Il Picerno punta a confermarsi in un campionato difficile, reso affasci-
nante dalla presenza di piazze storiche e blasonate come Salerno, Bari, Catania, Caserta, Foggia, Potenza, Cava dei Tirreni e via discorrendo. Tutto questo senza tralasciare le difficoltà di una stagione tutta da vivere dove il sostegno dei tifosi sarà fondamentale per raggiungere con largo anticipo il traguardo salvezza confidando nel supporto massiccio della tifoseria. Vincenzo Greco e Roberto Franzese mostrano il petto e parlano delle mosse di mercato, degli arrivi di Scravaglieri, Oliviero, Virgilio, Destiny, della presenza dei giovani Pecci e Tolovan, che ha già dato utili indicazioni a De Luca. Nel bel mezzo i veterani Maiorino e Esposito, capitano di lungo corso che ha dato tanto alla squadra. Il sogno della comunità, questo il punto di forza dell'AZ Picerno anche per questa stagione. Una piccola tra le grandi dunque che ha tutta l'intenzione di far parlare ancora di se e con una storia tanto giovane nel calcio professionistico. E per raggiungere certi risultati bisogna partire anche dalla primavera affidato alle cure di Francesco Dettori, capitano di lungo corso del Potenza, sotto la direzione del presidente Giuseppe Po-
stiglione. Sostegno e attaccamento alla squadra, queste le richieste di Greco e Franzese. Il salary cup che farà del campionato un punto di snodo per crescere e fare bene, il contenimento dei costi e il bilancio sano da parte della società. Nel bel mezzo una campagna acquisti in pieno fermento e le cessioni di alcuni giocatori tutto questo un monte ingaggi basso, il più basso del campionato. Le richieste di alcune società nei confronti di Pugliese, Abreu e Bianchi. Nelle prossime giornate saranno ceduti anche Summa, Granata, Graziani, Salvo e Cecere che non rientrano nei piani della società, la dead line delle cessioni stabilita entro il 17 luglio sia in entrata che in uscita. Le plusvalenze di Veltri, Cardoni e Guadagni, il Picerno come modello da seguire. Un campionato difficile, dove tutte le partite saranno difficili e contro squadre che possono dire la loro come Barletta, Savoia e Scafatese, le neo promosse. Il salary cup e la richiesta al presidente di evitare spese folli, uno strumento educativo. Tutto questo in una stagione intensa che vedrà lo Stadio Donato Curcio alle prese con un corposo utilizzo anche da parte del
Sorrento che in assenza dello stadio Italia giocherà le gare interne a Picerno. Tutto questo in un campionato che dovrebbe essere diverso dai precedenti segnati dai casi Trapani, Turris, Siracusa e Taranto che ne hanno condizionato il corso degli eventi. Il Picerno come famiglia, giocatori e nuclei familiari insieme per costruire e rafforzare il progetto della società. Al termine della conferenza stampa il direttore generale Vincenzo Greco ha parlato degli obiettivi dell'AZ Picerno: “Quest'anno stiamo lavorando poco, quindi è una battuta, abbiamo dato continuità a quello che è stato il lavoro fatto a gennaio perché a gennaio comunque sono arrivati tanti giocatori, tanti calciatori importanti per questa categoria. Abbiamo voluto dare continuità a quel gruppo. Ci sono stati innesti di qualche calciatore under, poi la riconferma di Gemignani e l'arrivo di Destiny che co-
munque va a rinforzare il reparto offensivo. Siamo vigili sul mercato, adesso ci dobbiamo concentrare sulle uscite perché purtroppo la lista dei 23 in Lega Pro non ti consente di avere più di 23 giocatori e quindi dobbiamo trovare sistemazione a qualche calciatore che è in esubero in questo momento. Il girone C della serie C è sempre stato complicato, io quest'anno ho voluto dare questa definizione, la piccola tra le grandi, perché alle grandi già presenti nel girone si aggiunta anche il Bari come retrocessa dalla serie B ma si sono aggiunte piazze importanti come Barletta e Savoia e non dimentichiamo quelle che fanno parte dall'anno scorso. Quindi siamo la realtà più piccola tra le grandi, Siamo ambiziosi, siamo umili ma vogliamo rimanere con i piedi per terra. Vogliamo raggiungere la quota salvezza con anticipo poi si vedrà” FRA. MEN.
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