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Cronache del 7 marzo 2026

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Ex Ilva, 21 a processo tra cui Vendola

Il Gup Valente ha accolto le richieste avanzate da Cardea e Montemurro

SI APRE L’ANNO GIUDIZIARIO CONTABILE

Nella relazione del Procuratore Regionale Nenna c’è il richiamo ai rapporti con la stampa e l’esigenza di nuovo personale togato

Il potere della parola e la condizione femminile

D I MA R IA NT O NI ET TA NIGR I

Ogni civiltà si misura anche dalla libertà della parola. E la storia della parola femminile, attraverso i secoli, è stata spesso una storia di conquista silenziosa, di intelligenza capace di trovare spazio, anche quando lo spazio sembrava negato.Nell’antichità, quando alle donne era raramente riconosciuto un ruolo pubblico nel (...)

■ continua a pag 12 La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 2

TIZIANA SILLETTI

Se ci sono diversi modi di garantire che le marginalità sociali e di pena trovino giustizia e riparazione, allora bisogna dire che ne ha saputo davvero fare la mission del suo mandato istituzionale, mostrando peraltro sempre garbo dialettico e competenza. Fuori dall’ovvio e dai contesti che possono apparire perfino scontati ci piace la sua presa di posizione sulla situazione critica delle carceri lucane perché non è solo un bell’omaggio al grande Beccaria, ma anche un piccolo manuale d’azione comunitaria sul valore della pena come possibilità di cambiamento e riscatto.

DANIELE MANCA

Nessuno mai gli ha chiesto di stracciarsi le vesti per le valigie fatte dal povero Cifarelli,vista peraltro la sua manina scatenante, ma davanti alle brutte accuse di neocentralismo e di Mancanza d’ogni bene riformista non avere nemmeno un sussulto d’orgoglio e d’esistenza alla risposta la dice tutta sul menefreghismo che il senatore romagnolo mostra sulla Basilicata. Lo stesso che alla fine non gli farà celebrare nemmeno il congresso regionale pur d’arrivare alle politiche da commissario e ripetere il trucco del paracadute alla maniera ingloriosa del napoletano Amendola.

EMERGENZA INFILTRAZIONI Il dg Renna e il sindaco Lisanti avviano un’indagine tecnica a Santa Lucia

Visita Nordio, Quarto (FdI): «Polemica sproporzionata»

BALVANO

Piano Cave, la Giunta

Di Carlo fa retromarcia, accolte le proposte dell’opposizione: «Stop ai rifiuti ma la questione dei materiali dell’AV rimane»

■ Servizio a pag 20

L’ADDIO

Potenza saluta l’amato dj di Radio Potenza Centrale, Donato

Summa: oggi alle 15 i funerali nella Chiesa San Giovanni Bosco

■ Errichetti a pag 19

CALVELLO

Sui Mondial Tornianti Di Trana: «Occasione straordinaria ma il Museo della Ceramica è fermo da nove anni, si intervenga»

■ Servizio a pag 20

INCHIESTA SUL PNRR

Sequestri preventivi per 1,9mln di € della GdF in tutta Italia: interessata anche una villetta a Rionero in Vulture

■ Servizio a pag 7

IL SEGRETARIO: «SI RICONOSCA IL VALORE DE LLA SUA VISITA»
Nordio e Quarto
Servizio a pag 4
LA RIFLESSIONE
Il dg Cerciello Renna Servizio a pag 6
Menonna a pag 7
#SALISCENDI

Numeri importanti e attività essenziali per la buona amministrazione

Si apre l’anno giudiziario contabile

Nella relazione del Procuratore Regionale Nenna un richiamo ai rapporti con la stampa e l'esigenza di nuovo personale togato

L’apertura dell’anno giudiziario contabile è stata l'occasione per il Procuratore Regionale Nenna per fare il punto sulla situazione dell’attività della magi-

stratura erariale all'interno della Regione Basilicata. Un'occasione, però, che è servita per il Procuratore anche per fare il punto sulla situazione generale dell’attività della Corte dei Conti anche alla luce delle nuove norme che hanno

modificato il parametro per il danno erariale, riducendo da un lato il profilo della responsabilità e dall'altro il limite del recupero. Una modifica che, secondo il Procuratore, se da un lato ha agito nel senso di ridurre la paura della firma, dal-

l’altra pone nuove sfide ermeneutiche da parte della magistratura contabile. UN RUOLO ESSENZIALE Nenna ha evidenziato che l’attività della Procura è assolutamente essenziale per il funzionamento della

macchina amministrativa e per il buon andamento della pubblica amministrazione. Una funzione che la Procura lucana ha svolto sempre con la massima efficienza e con la massima discrezione. Proprio sul rapporto con la stampa si è soffermata una parte dell’analisi del Procuratore che ha sottolineato come la funzione di una buona stampa e un corretto rapporto tra l’attività giudiziaria e l’informazione sia assolutamente essenziale. Un attenzione che deve essere improntata al corretto bilanciamento del diritto di informazione e della riservatezza delle persone coinvolte.

LA CARENZA DI PERSONALE Una delle grandi preoccupazioni è quella relativa alla carenza di organico. Una carenza che non sembra riuscire ad essere ridotta neanche con gli interpelli di magistrati da altri distretto che difficilmente accettano il trasferimento in una sede poco collegata come quella di Potenza.

Alcuni momenti della cerimonia e sotto i dati illustrato dal Procuratore regionale Nenna

L’ATTIVITÀ

SVOLTA

«Passando all’esame dell’attività giudiziaria che fa capo alla Procura regionale – ha detto Nenna - vale a dire le istruttorie e la introduzione dei giudizi di responsabilità amministrativo nel 2025 si registra un rilevante numero di istruttorie aperte (953), sostanzialmente in linea rispetto al relativo numero del 2024 (972) e maggiore rispetto al 2023 (855) e al 2022 (720)» Ma, ha specificato «l'allarmante carenza di personale togato rappresenta oggi un ostacolo insormontabile che aggrava, in modo

quasi irreversibile, il peso del carico di lavoro arretrato. I numeri dell'ultimo anno delineano uno scenario di estrema criticità: a fronte di un trend che vede le denunce in costante e preoccupante aumento, con ben 953 nuove istruttorie aperte nel 2025, l'Ufficio è riuscito a definirne solo 542, portando la giacenza finale al 31 dicembre alla cifra insostenibile di 3.558 fascicoli istruttori (dai 2.657 al 31 dicembre 2023, diventati 2880 al 31 dicembre 2024)».

Questa imponente mole di “giacenza vecchia”, secondo il Procuratore finisce «inevitabilmente per sof-

focare l'azione della Procura: le energie destinate allo smaltimento del pregresso sottraggono risorse vitali alla lavorazione dei nuovi fascicoli e costringono a una corsa contro il tempo al fine di impedire, nei limiti del possibile, la prescrizione, ostacolando quella risposta immediata che la collettività giustamente esige». «In tale contesto, risulta estremamente difficile, se non del tutto impossibile, mantenere i positivi risultati conseguiti finora, a causa di una condizione di cronica precarietà del personale magistratuale e amministrativo.»

Alcuni momenti della cerimonia e sotto i dati illustrato dal Procuratore regionale Nenna
Il segretario regionale del partito: «Il vero rispetto istituzionale è riconoscere il valore della visita del Ministro»

Visita Nordio, Quarto (FdI): «Polemica sproporzionata»

«La visita del Ministro della Giustizia Carlo Nordio a Potenza lo scorso 4 marzo ha rappresentato per la Basilicata un momento di grande rilievo istituzionale e politico. Per questo colpisce la polemica che si è cercata di costruire attorno a un episodio che nulla ha a che vedere con il merito dell’iniziativa».

A dirlo è Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata. «Il Ministro –prosegue – è venuto nella nostra regione per parlare ai cittadini di una riforma fondamentale per il Paese, la riforma della giustizia. Un’occasione importante di confronto pubblico che ha consentito a chi ha voluto partecipare di ascoltare direttamente dal protagonista di questo percorso i contenuti e le ragioni di una riforma che riguarda l’equilibrio dello Stato».

«Per questo – aggiunge Quarto – appare francamente eccessivo ridurre una visita istituzionale di questo livello a una polemica sul manto sintetico di un campo sportivo. Siamo alla vigilia di un referendum importante e il rischio è che si tenti di spostare l’attenzione dal merito del confronto politico

verso polemiche che poco hanno a che vedere con la sostanza». Quarto interviene anche sulle dichiarazioni del sindaco di Potenza. «Leggo le parole del sindaco Telesca, che parla di “danno maggiore per 800 ragazzi a casa” e auspica che il ministro provveda a sistemare il campo. Comprendo l’attenzione verso le attività sportive e i giovani, che sono patrimonio della città. Ma da un primo cittadino ci si aspetterebbe anche il riconoscimento del valore istituzionale di una visita ministeriale, evitando toni che rischiano di trasformare una questione tecnica in un caso politico. Se vi saranno verifiche

da fare o eventuali interventi da programmare –sottolinea Quarto – questi potranno essere affrontati serenamente nelle sedi competenti, come avviene sempre in situazioni analoghe. Non mi sembra però corretto trasformare il Ministro della Giustizia in un bersaglio polemico per una vicenda che nulla ha a che fare con il confronto sulla riforma. Per noi –conclude Quarto – resta il dato più importante: la Basilicata ha avuto l’onore di ospitare il Ministro della Giustizia e di ascoltare direttamente dalla sua voce le ragioni della riforma. Questo dovrebbe essere il punto centrale del dibattito pubblico. La visita del

Ministro della Giustizia

Carlo Nordio a Potenza lo scorso 4 marzo ha rappresentato per la Basilicata un momento di grande rilievo istituzionale e politico. Per questo colpisce la polemica che si è cercata di costruire attorno a un episodio che nulla ha a che vedere con il merito dell’iniziativa».

A dirlo è Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata. «Il Ministro –prosegue – è venuto nella nostra regione per parlare ai cittadini di una riforma fondamentale per il Paese, la riforma della giustizia. Un’occasione importante di confronto pubblico che ha consentito a chi ha voluto partecipare di ascoltare direttamente dal protagonista di questo percorso i contenuti e le ragioni di una riforma che riguarda l’equilibrio dello Stato. Per questo – aggiunge Quarto – appare francamente eccessivo ridurre una visita istituzionale di questo livello a una polemica sul manto sintetico di un campo sportivo. Siamo alla vigilia di un referendum importante e il rischio è che si tenti di spostare l’attenzione dal merito del confronto politico verso polemiche che poco hanno a che vedere con la sostanza».

Quarto interviene anche sulle dichiarazioni del sindaco di Potenza. «Leggo le parole del sindaco Telesca, che parla di “danno maggiore per 800 ragazzi a casa” e auspica che il ministro provveda a sistemare il campo. Comprendo l’attenzione verso le attività sportive e i giovani, che sono patrimonio della città. Ma da un primo cittadino ci si aspetterebbe anche il riconoscimento del valore istituzionale di una visita ministeriale, evitando toni che rischiano di trasformare una questione tecnica in un caso politico. Se vi saranno verifiche da fare o eventuali interventi da programmare – sottolinea Quarto – questi potranno essere affrontati serenamente nelle sedi competenti, come avviene sempre in situazioni analoghe. Non mi sembra però corretto trasformare il Ministro della Giustizia in un bersaglio polemico per una vicenda che nulla ha a che fare con il confronto sulla riforma. Per noi –conclude Quarto – resta il dato più importante: la Basilicata ha avuto l’onore di ospitare il Ministro della Giustizia e di ascoltare direttamente dalla sua voce le ragioni della riforma. Questo dovrebbe essere il punto centrale del dibattito pubblico».

Su indicazione del Ministro dell’Economia, stretta su frodi, trasparenza dei prezzi e accordi anticoncorrenziali

Prezzi dei carburanti, la Guardia di Finanza intensifica i controlli

Alla luce delle significative tensioni sui prezzi dei prodotti energetici registrati negli ultimi giorni, connesse all’acuirsi della crisi geopolitica nell’area mediorientale, la Guardia di Finanza, su indicazione del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha rafforzato il presidio di legalità lungo l’intera filiera dei carburanti.

L’intensificazione dell’attività di controllo, che si inserisce nell’ambito delle più ampie funzioni di polizia economico-finanziaria, risponde alla primaria esigenza di prevenire ogni forma di distorsione che possa recare pregiudizio ai consumatori e alterare il corretto funzionamento del mercato.

Gli interventi saranno finalizzati, da un lato, a verificare l’osservanza delle norme

in materia di trasparenza e pubblicità dei prezzi al consumo, dall’altro, ad analizzare l’andamento dei valori di mercato dei prodotti energetici, in tutte le fasi di commercializzazione, anche allo scopo di far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali.

Al contempo, tenuto conto che rapide oscillazioni dei prezzi al consumo possono alimentare il rischio di maggior ricorso a canali illeciti di approvvigionamento, sarà intensificato il controllo economico del territorio al fine di far emergere eventuali condotte di evasione o di frode, realizzate attraverso l’immissione in consumo di prodotti energetici sottratti al regime impositivo, la falsa classificazione merceologica dei carburanti e la irregolarità nella circolazione e tracciabilità dei prodotti.

SEDUTA CONVOCATA PER MARTEDÌ 10, TRA I TEMI IN AULA ANCHE IL

In

IlConsiglio

regionale si discute di sanità, ambiente e famiglie

Consiglio regionale della Basilicata tornerà a riunirsi martedì 10 marzo 2026 alle ore 15 nell’aula Dinardo, al piano terra del Palazzo della Giunta regionale in via Verrastro. Diversi i punti all’ordine del giorno della seduta ordinaria, che spazieranno dall’immigrazione alla sanità, fino alle politiche per la famiglia e alla tutela del territorio. Ad aprire i lavori sarà la discussione sull’elezione dei componenti dell’Osservatorio regionale sull’Immigrazione, organismo previsto dalla legge regionale del 6 luglio 2016 n. 13 e successivamente modificata nel maggio 2025. Dopo gli eventuali provvedimenti licenziati dalle Commissioni consiliari permanenti, l’Assemblea passerà all’esame di alcune proposte di legge. Tra queste, quella presentata dai consiglieri Lacorazza, Cifarelli e Marrese che prevede un sostegno finanziario al sistema sanitario nazionale a partire dal 2024, accompagnato da misure di incentivo fiscale per il personale sanitario e non sanitario. All’attenzione dell’Aula anche la proposta di modifica della legge regionale del 2009 sulle misure per il rilancio dell’economia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, firmata dai consiglieri Cifarelli, Morea e Pittella. In programma inoltre l’esame della proposta di legge riguardante il Parco Gallipoli Cognato e le Piccole Dolomiti Lucane,

presentata dai consiglieri Tataranno e Fanelli, che introduce modifiche alla normativa regionale del 1997. Tra gli atti amministrativi in discussione figura il programma d’azione 2022-2025 per la protezione delle acque dall’inquinamento da nitrati di origine agricola nelle zone vulnerabili, per il quale è prevista un’estensione temporale fino al 2027. Il Consiglio esaminerà inoltre due ulteriori proposte di legge: la prima dedicata alle politiche di sostegno alle famiglie lucane, dal titolo “La Famiglia: storia e futuro di tutti”, promossa dai consiglieri Chiorazzo e Vizziello; la seconda riguarda invece il contenimento della spesa farmaceutica. All’ordine del giorno anche il disegno di legge che propone un’integrazione allo Statuto della Regione Basilicata per introdurre la figura dei sottosegretari. Spazio, infine, al confronto sulle problematiche del Servizio sanitario regionale, con particolare riferimento alla realizzazione del nuovo ospedale unico per acuti di Lagonegro e alla situazione organizzativa attuale della struttura. La seduta si concluderà con l’esame di alcune mozioni e con l’attività ispettiva. I lavori del Consiglio regionale saranno trasmessi in diretta streaming sui siti istituzionali del Consiglio e della Regione Basilicata e potranno essere seguiti anche attraverso il profilo X ufficiale.

L’imprenditore Faraco: «Non si può parlare di riforma quando poco alla volta distruggono i piccoli stabilimenti»

«Smantellano le imprese balneari»

Non chiamatela riforma: «Quello a cui stiamo assistendo è un vero smantellamento sistematico e coordinato delle piccole imprese balneari a carattere familiare». Non è un semplice adeguamento alle norme europee, ma un esproprio spoliativo del lavoro, del sudore e del valore d’impresa costruito in decenni di sacrifici. Un intero settore produttivo, pilastro del turismo nazionale, è oggi vittima di un cortocircuito istituzionale sen-

za precedenti. Dopo anni di promesse, la politica ha scelto la via dell'abbandono: lo Stato ha scelto il ruolo del boia delle piccole e micro imprese balneari, lasciando che il peso della burocrazia e delle sentenze giudiziarie affondi migliaia di famiglie. Questo "scippo del mare" genera un’incertezza che calpesta il diritto e spiana la strada alla speculazione della grande finanza. Sulla questione interviene duramente Pasquale Faraco, imprendito-

«Fotovoltaico

Iconsiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, annunciano di aver presentato una terza interrogazione urgente al Presidente della Giunta regionale sul progetto degli impianti fotovoltaici destinati ad alimentare Acquedotto Lucano, da cui dovrebbe derivare il cosiddetto bonus idrico per le famiglie con ISEE inferiore a 30 mila euro. La nuova iniziativa arriva dopo che le precedenti interrogazioni presentate a febbraio e a settembre 2025 sullo stesso tema sono rimaste senza risposta. Contestualmente sono state presentate due richieste di accesso agli atti, una alla Regione Basilicata e una ad Acquedotto Lucano, per acquisire tutta la documentazione tecnica e contabile relativa al progetto che prevede un intervento da 55 milioni di euro, di cui 13 milioni destinati a una fornitura ponte di energia elettrica a prezzo definito vantaggioso, fino al 31 dicembre 2025, e 42 milioni per

re balneare del Metapontino (Policoro, Basilicata): «Mettere all’asta il sacrificio di una vita, ignorando il lavoro e il valore dell'azienda, non è 'europeismo': è un tradimento di Stato. Sotto il vessillo ipocrita dell'Europa, stiamo assistendo a un esproprio sistemico. Non è un semplice adeguamento normativo, ma una predazione istituzionale condotta con precisione chirurgica e ferocia distruttiva: il lavoro, il sudore e il valore generato da

generazioni di famiglie vengono strappati ai legittimi proprietari per essere serviti su un piatto d'argen-

to ai giganti della finanza speculativa. Ieri, quando c'era da creare e valorizzare dal nulla, lo Stato era un fantasma. Oggi torna solo per distruggere e consegnare i frutti dei nostri sacrifici e lavoro al miglior offerente. Tutta questa operazione poggia su un colossale castello di falsità interpretative che calpestano la sovranità del nostro diritto. Si sta manipolando la legge per giustificare quello che è, a tutti gli effetti, uno scippo legalizzato.

e Bonus Idrico, solo ritardi e troppi silenzi»

la realizzazione di tre impianti fotovoltaici per complessivi 49 megawatt a servizio di Acquedotto Lucano. Un progetto che era stato presentato dal Governo regionale come un grande vantaggio per i lucani, perché avrebbe dovuto ridurre i costi energetici del sistema idrico e quindi abbattere le tariffe dell’acqua. «Vogliamo vederci chiaro - dichiarano Chiorazzo e Vizziello - su un intervento da 55 milioni di euro, fermo di fatto dal 2024, che era stato presentato ai lucani e agli italiani dal Presidente Bardi e dall’assessore Latronico come l’ennesimo vantaggio per i cittadini della Basilicata. Un beneficio che si sarebbe aggiunto a quello del bonus gas e che avrebbe dovuto tradursi in

una riduzione strutturale delle tariffe idriche. Ad oggi - proseguono i consiglieri - di questi impianti non vi è neppure l’ombra. Mentre i lucani, senza aver commesso alcuna colpa, stanno addirittura restituendo contributi legati al bonus gas, sul fronte del cosiddetto bonus idrico registriamo ritardi e nessun risultato concreto per il futuro. Su questa vicenda - annunciano Chiorazzo e Vizzielloandremo fino in fondo. Mentre la Regione pensa di poter continuare a sprecare nel silenzio e nell’indifferenza le risorse strategiche destinate allo sviluppo e all’occupazione, noi riteniamo doveroso raccontare la verità ai lucani». I consiglieri ricordano inoltre di aver presentato diver-

se interrogazioni per conoscere lo stato di avanzamento di tutti i progetti non oil previsti negli accordi con le compagnie petrolifere, senza aver ricevuto finora alcuna risposta. «Abbiamo anche chiesto al Presidente Bardi - che a parole si presenta come baluardo degli interessi dei lucanila convocazione del Tavolo di Concertazione, l’unica sede prevista dagli accordi per ridefinire e verificare i piani di sviluppo. Anche su questo fronte, però, continua a regnare il silenzio. Il Governo regionale - concludono Chiorazzo e Vizziello - non può pensare di sottrarsi al dovere di spiegare ai lucani il fallimento delle proprie politiche di sviluppo, né di poter distrarre risorse previste da accordi ufficiali per coprire buchi di bilancio, come quelli della sanità, o per realizzare progetti diversi da quelli stabiliti». Nei prossimi giorni i consiglieri di Basilicata Casa Comune terranno una conferenza stampa sul tema.

Il direttore generale Cerciello Renna e il sindaco Lisanti avviano un percorso di collaborazione

Emergenza infiltrazioni a Ferrandina: AQL in campo con un team di esperti

POTENZA Nell’ottica del nuovo corso aziendale orientato alla costante attenzione ai territori, Acquedotto Lucano è intervenuto in merito alla complessa situazione delle infiltrazioni idriche segnalate nella zona di Via Santa Lucia, nel Comune di Ferrandina. La decisione di istituire una task force è stata assunta nella giornata di ieri dal Direttore Generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna, all’esito di un incontro a Potenza con il Sindaco di Ferrandina, Carmine Lisanti, con il quale è stato condiviso l’avvio di un percorso improntato alla collaborazione istituzionale.Questo piano vedrà l’ente condurre un’analisi approfondita e multidisciplinare direttamente sul campo, vocata al-

l’integrazione tra indagine geologica, competenze idrauliche e analisi igieniche. Il Gestore idrico ha messo in campo un team specializzato, composto da un ingegnere di lunga esperienza in forza all’Area Progettazione e da un geologo della Direzione Operativa, con il compito di verificare l’entità e le cause del fenomeno, con particolare cura degli aspetti di sicurezza ambientale.Il primo sopralluogo tecnico è stato effettuato quest’oggi, alla presenza diretta del Sindaco. A margine dell'intervento, Acquedotto Lucano ha concordato l’attivazione di un tavolo tecnico congiunto e la ripetizione di azioni di verifica sia sulla rete che sul contesto geologico dell’area sotto esame.

Le sigle di categoria denunciano la rottura delle intese raggiunte in Regione e la minaccia alle buste paga

Vertenza Smartpaper, sindacati contro l’assorbimento salariale

Le Segreterie regionali di FIM, FIOM, UILM e FISMIC Basilicata denunciano con fermezza quanto sta accadendo nella vicenda del cambio d’appalto delle attività svolte presso Smartpaper.

Nella giornata di oggi è infatti pervenuta una comunicazione da parte di Unindustria, per conto delle società Accenture Outsourcing e Datacontact, che di fatto disattende gli impegni assunti nei precedenti incontri istituzionali tenuti presso la Regione Basilicata.

Si tratta dell’ennesimo atto che contraddice quanto era stato condiviso nei tavoli regionali, dove era stato chiarito che il percorso di cambio d’appalto dovesse garantire la piena tutela del salario e dei diritti dei lavoratori oggi in forza presso Smartpaper. Al contrario, nella comunicazione trasmessa alle organizzazioni sindacali si afferma che le future assunzioni avverrebbero con il riconoscimento della retribuzione individuale in essere, ma con la possibilità di considerare come trattamento individuale assorbibile la parte eccedente rispetto ai minimi contrattuali derivante dal passaggio dal contratto metalmeccanico a quello delle telecomunicazioni e non solo.

Questo significa, nei fatti, aprire la strada all’assorbimento di una parte consistente del salario dei lavoratori, cancellando nel tempo le conquiste economiche maturate attraverso il contratto e la contrattazione aziendale.

Una posizione che le organizzazioni sindacali definiscono assolutamente inaccettabile.

L’armonizzazione contrattuale, già richiesta con forza dalle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici e delle telecomunica-

zioni, deve infatti garantire il mantenimento integrale della retribuzione e di tutti gli elementi economici derivanti sia dal primo che dal secondo livello di contrattazione, qualificandoli chiaramente come non assorbibili.

Ancora più grave è il fatto che, nonostante non sia stato ancora istituito il tavolo tecnico di armonizzazione contrattuale, le aziende annunciano l’invio delle proposte di assunzione ai lavoratori già nei prossimi giorni e stan-

no addirittura chiedendo, con la complicità della società Smartpaper, le buste paga dei dipendenti, senza alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali.

Un comportamento che le Segreterie regionali di FIM, FIOM, UILM e FISMIC Basilicata giudicano gravissimo e irrispettoso delle relazioni industriali, oltre che in aperta contraddizione con quanto discusso nei tavoli istituzionali.

Per queste ragioni le orga-

nizzazioni sindacali: diffidano formalmente le aziende dal procedere all’invio di proposte di assunzione ai lavoratori prima della conclusione del confronto sindacale; chiedono che venga immediatamente consegnata tutta la documentazione relativa all’appalto, così come disposto dal Tribunale del Lavoro di Potenza; chiedono con urgenza la convocazione del tavolo regionale presso la Regione Basilicata.

Le organizzazioni sindacali rivolgono quindi un appello diretto all’Assessore regionale alle Attività Produttive Francesco Cupparo, affinché venga riconvocato immediatamente il tavolo regionale. È infatti inaccettabile che, per la seconda volta, impegni assunti nelle sedi istituzionali vengano disattesi nel giro di pochi giorni.

La vicenda Smartpaper non può trasformarsi in un’operazione che scarica sui lavoratori il costo del cambio d’appalto attraverso la riduzione progressiva dei salari.

In assenza di risposte chiare e immediate, le organizzazioni sindacali sono pronte a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

“Ambiente svenduto”, udienza stralcio: ventuno a processo tra cui Nichi Vendola

Presso l'Aula Mario Pagano del Palazzo di Giustizia di Potenza ha avuto luogo ieri mattina l'udienza stralcio relativa al Processo “Ambiente Svenduto” che riguarda l'Ilva di Taranto. Come è noto il processo è passato dal Palazzo di Giustizia di Taranto a quello di Potenza e riguarda il presunto inquinamento ambientale della struttura tarantina tra il 1995 e il 2012, durante la gestione della famiglia Riva.

L'udienza stralcio si è svolta dinanzi al Giudice del Tribuale di Potenza, Francesco Valente e ha visto la presenza di diversi avvocati delle due parti, accusa e difesa presenziare in vista dell'avvio del Processo che avverrà il prossimo 21 aprile sempre nel capoluogo lucano.

Si è trattato in sostanza soltanto dell'udienza preliminare tesa alla formazione del fascicolo del provvedimento. Gli atti entreranno nel fascicolo dibattimentale del processo che avverrà appunto il prossimo 21 aprile. In quella

occasione si aprirà il dibattimento dinanzi alla Corte d'Assise. Dalla formazione dei fascicoli saranno decise le fasi dibattimentali del processo. Tra i difensori delle parti civili figuravano gli avvocati Giuseppe Vendegna e Sebastiano Flora, il primo a difesa dei sessantadue operai dello stabilimento tarantino, il secondo invece a difesa di Asl di Taranto. Tra le ventuno persone rinviate a giudizio figurano tra gli altri i fratelli Nicola e Fabio Riva, ex dirigenti dello stabilimento jonico e l'ex Governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, accusati a vario titolo di disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari, omicidio colposo e corruzione.

Nei mesi scorsi il Gup del Tribunale di Potenza ha accolto integralmente le richieste avanzate dal procuratore facente funzioni di Potenza, Maurizio Cardea, e dal sostituto Vincenzo Montemurro e ha disposto un sequestro conservativo di beni per 675.000 euro a favore delle parti civili. Negli ultimi mesi il Tribunale di Milano ha anche disposto la so-

stituzione dell'attività produttiva, a partire dal 24 agosto 2026 citando rischi per la salute. La nuova fase del procedimento in itinere nel Tribunale di Potenza punta a fare chiarezza su anni di presunto inquinamento, in un sostanziale contesto giudiziario complesso e prolungato. Il 21 aprile ne sapremo di più. Le parti civili e della difesa lavoreran-

no duramente per comprendere lo stato dei fatti e dare risposte concrete sia ai proprietari dello stabilimento tarantino che ai sessantadue operai dell'impianto petrolchimico pugliese. Tutto questo nella speranza che venga fatta piena luce da parte dei giudici in merito agli anni di inquinamento ambientale prodotti da Ilva a Taranto e dintorni.

Sequestrati beni per 1,9 milioni di euro in un'inchiesta sul PNRR partita dal Nucleo di Biella

Truffa, sequestri preventivi della Guardia di Finanza in tutta Italia: interessata una villetta a Rionero

Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Biella, con la collaborazione di altri Reparti del Corpo del Piemonte, della Lombardia, del Veneto, della Toscana, della Basilicata e della Calabria, ha dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo, in forma diretta e per equivalente, fino alla concorrenza di oltre € 1,9 milioni di euro, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Biella, su richiesta della Procura Europea – Ufficio di Torino, nei

confronti di 12 persone ritenute responsabili, a vario titolo e fatta salva la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea e dello Stato e false comunicazioni sociali. Le attività di sequestro, condotte a Biella, Torino, Monza, Barlassina (MB), Giussano (MB), Brescia, Clusone (BG), Mezzana Bigli (PV), Verona, Legnaro (PD), Quarrata (PT), Prato, Rionero in Vulture

(PZ) e Tropea (VV), da circa 30 militari della Guardia di Finanza, hanno interessato, oltre ai saldi di numerosi conti correnti, anche 3 unità immobiliari (1 appartamento, 1 villetta e 1 villa signorile) ubicate in provincia di Verona, Potenza e Vibo Valentia, del valore di 340.000 euro, 2 autovetture di lusso (una Maserati e un Land Rover) valutate poco meno di 200.000 euro, e le quote di 3 società con sede in Lombardia e Veneto. La complessa attività investigativa, avviata da oltre un anno, ha tratto origine da un controllo eseguito dalle Fiamme Gialle nei confronti di una società biellese, selezionata grazie ad una prodromica mirata attività d’intelligence e di controllo economico del territorio, risultata aver indebitamente percepito un finanziamento PNRR. Le indagini coordinate dall’European Public Prosecutor’s Office (EPPO) di

Torino hanno consentito di ricostruire, allo stato del procedimento e fatte salve le successive valutazioni sull’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità, l’operatività di un sodalizio criminale, ramificato sul territorio nazionale, che era riuscito ad ottenere indebitamente, anche grazie al coinvolgimento di svariati prestanome e l’ausilio di alcuni professionisti, l’erogazione di quasi 2 milioni di euro di contributi e finanziamenti pubblici, in favore di 8 società di capitali, che sono state anch’esse deferite all’Ufficio EPPO di Torino, per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, di cui al D.Lgs. 231/2001. Dagli elementi di prova sinora raccolti e secondo l’ipotesi vagliata dal Giudice nel provvedimento, è emerso che il meccanismo fraudolento, ai danni dello Stato e dell’Unione Europea, era basato sulla falsi-

ficazione ad arte dei bilanci delle imprese richiedenti, che venivano confezionati su misura, rappresentandovi fittizi fatturati milionari, in modo da rappresentare artificiosamente inesistenti solidità finanziarie e simulare l’esistenza delle condizioni di accesso a diverse tipologie di provvidenze pubbliche, costituite da 907.500 € di contributi destinati allo sviluppo del commercio elettronico verso l’estero delle Piccole e Medie Imprese (PMI), erogati da SIMEST SpA (società partecipata da CDP che sostiene i percorsi di internazionalizzazione delle imprese italiane), dei quali 125.000 € a valere sul PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), e da 1.064.150 € afferenti al Fondo Centrale di Garanzia a favore delle P.M.I., gestito da Mediocredito Centrale e controgarantito dall’UE, dedicato a sostenerne crescita e liquidità.

DI F RA N CE S C O ME N ON N A
Il sostituto procuratore Vincenzo Montemurro

I Carabinieri intercettano il malfattore mentre tenta di incassare denaro

e oro estorti a un pensionato di 87 anni

Venosa, sventata estorsione ai danni di un anziano: arrestato 41enne

ICarabinieri della Compagnia di Venosa hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 41enne originario della provincia di Caserta e residente nel napoletano, ritenuto responsabile di un episodio di estorsione aggravata ai danni di un pensionato di 87 anni.L’attività condotta dagli uomini dell’Arma ha permesso di sventare un piano criminale cinico e spregiudicato, garantendo l’incolumità e la tutela dei beni della vittima.Nel pomeriggio di qualche giorno fa, l’anziano è stato contattato telefonicamente da un complice dell’arrestato che, presentandosi falsamente come appartenente all’Arma dei Carabinieri, ha esercitato una forte pressione psicologica, prospettando gravi e imminenti ripercussioni giudiziarie a carico del figlio dell’uomo, asseritamente coinvolto in una rapina. Il sedicente militare ha intimato che l’unico modo per evitare l’arresto del congiunto fosse la consegna immediata di una cospicua somma di denaro e di monili in oro a un incaricato che lo avrebbe raggiunto presso la propria abitazione.Nonostante lo shock emotivo, l’anziano è riuscito a contattare il

figlio. Grazie al legame di fiducia familiare, il figlio ha immediatamente chiamato il Numero Unico di Emergenza 112. La Centrale Operativa della Compagnia di Venosa, recepito l’allarme e intuendo l’imminenza del pericolo, ha coordinato l’intervento in tempo reale, inviando sul posto la pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile già in circuito.La tempestività ha consentito ai veri militari di intercettare e bloccare il malfattore proprio mentre cercava di incassare i beni estorti, impedendo la consumazione del reato. L’uomo, un pregiudicato già noto alle Forze dell’Ordine, è stato arrestato e condotto presso i locali uffici dell’Arma, da dove, al termine delle formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Melfi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria potentina.L’arresto è stato convalidato dal GIP del Tribunale di Potenza, che ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere, ricordando che vige il principio costituzionalmente garantito di presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva di condanna.L’operazione testimonia il valore della missione quo-

tidiana dei Carabinieri: proteggere chi è più esposto alle insidie criminali. La riuscita dell’intervento rappresenta non solo un successo operativo, ma anche il frutto di un rapporto di fiducia tra la comunità e l’Arma.I vertici del Comando Provinciale Carabinie-

ri di Potenza invitano chiunque si trovi in situazioni di pericolo a contattare immediatamente il Numero Unico per le Emergenze 112 o recarsi presso la stazione più vicina, ribadendo che l’Arma è sempre pronta a intervenire per proteggere i cittadini.

La Polizia di Stato blocca due uomini di 35 e 44 anni. Tra le sostanze sequestrate cocaina, hashish, MDMA e un ordigno di 181 grammi

Matera, due arresti per spaccio: sequestrati

droga e un ordigno esplosivo pericoloso

La Polizia di Stato di Matera ha arrestato due uomini, di 35 e 44 anni, entrambi residenti in città, gravemente indiziati del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il più giovane dei due, inoltre, è accusato della detenzione di un ordigno esplosivo di natura micidiale.L’arresto è scaturito da un’operazione antidroga condotta dalla Squadra Mobile. Durante i servizi, gli agenti hanno fermato i due uomini mentre viaggiavano a bordo di un autocarro, sottoponendoli a controllo. Fin da subito, entrambi manifestavano un atteggiamento di agitazione immotivata, che ha insospettito gli investigatori.Gli agenti hanno quindi proceduto a una perquisizione personale, estesa al veicolo e alle rispettive abitazioni, anche con l’ausilio di un’unità ci-

nofila della Guardia di Finanza, risultata positiva.Il 35enne occultava negli slip tre pezzi di hashish per circa 15 grammi e otto involucri di cellophane contenenti cocaina per un peso lordo totale di 4,72 grammi. Nell’abitazione, in un barattolo riposto in un comodino, è stata rinvenuta sostanza stupefacente tipo ecstasy per 1,84 grammi. Sempre nell’appartamento, nel cassetto di un mobile del soggiorno, gli agenti hanno scoperto un ordigno esplosivo di 181 grammi circa, confermato successivamente dagli artificieri della Polizia di Stato di Bari.A casa del 44enne sono stati trovati due pezzi di hashish nella sala da pranzo, per un totale di 39 grammi circa, altri due pezzi nella mansarda per 27 grammi e 26 grammi di cocaina suddivisa in 44 dosi nel garage. Sono stati sequestrati an-

che materiali per il taglio e confezionamento della droga e 205 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio.A seguito dell’udienza di convalida, al 44enne sono stati concessi gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre per il 35enne è stata disposta la misura coercitiva dell’obbligo di dimora nel Comune di Matera e di presentazione alla Polizia Giudiziaria.L’operazione conferma l’impegno delle Forze dell’Ordine nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti e alla diffusione di materiali pericolosi, garantendo sicurezza e legalità sul territorio.

L’iniziativa coinvolge i Comuni dell’Alto Basento e la rete dei servizi territoriali. Previsti sportelli di ascolto

Violenza di genere, a Pietragalla presentato il progetto «ALBa»

Èstato presentato nel pomeriggio di oggi, a Pietragalla, il progetto «ALBa», iniziativa territoriale dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere nell’ambito socio-territoriale dell’Alto Basento. L’incontro si è svolto nella sala consiliare del Comune alla presenza dell’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR Cosimo Latronico, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali, del sistema dei servizi e delle associazioni impegnate nella tutela dei diritti delle donne.Il progetto è promosso dall’associazione Differenza Donna in collaborazione con l’Ufficio di Piano, i Comuni dell’Ambito Alto Basento e la rete territoriale dei servizi pubblici e del Terzo settore. L’iniziativa è finanziata dalla Regione Basilicata e punta a rafforzare la rete di prevenzione, ascolto e supporto alle vittime attraverso un’azione coordinata tra istituzioni, servizi sociali, operatori e realtà associative.«Contrastare la violenza – ha dichiarato Latronico – significa innanzitutto costruire una rete territoriale solida, capace di prevenire, intercettare e accom-

pagnare le situazioni di fragilità prima che degenerino. Il progetto ALBa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, servizi e associazioni, un modello che mette al centro la persona e la tutela dei diritti fondamentali».L’assessore ha inoltre sottolineato l’importanza del lavoro sui territori per rafforzare le politiche di prevenzione e rendere sempre più accessibili i servizi di sostegno.«La

Regione Basilicata – ha aggiunto – è impegnata nel rafforzamento delle politiche di contrasto alla violenza di genere, sostenendo iniziative che promuovono la cultura del rispetto, il supporto alle vittime e percorsi di accompagnamento verso l’autonomia. Solo attraverso un’azione condivisa tra istituzioni, servizi sociali, sistema sanitario e associazionismo è possibile costruire comunità più sicure e inclusive».«Pro-

getti come questo – ha proseguito – contribuiscono a diffondere consapevolezza e a rompere il silenzio che spesso circonda le situazioni di violenza. Il nostro impegno è continuare a sostenere percorsi di prevenzione, formazione e supporto che mettano al centro la dignità e la sicurezza delle donne».L’iniziativa prevede una serie di attività di sensibilizzazione nelle scuole, eventi pubblici, iniziative culturali e percorsi di formazione rivolti agli operatori e alle operatrici della rete territoriale, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di prevenzione e di intervento.Accanto alle attività di prevenzione, il progetto offrirà anche un supporto concreto alle donne attraverso l’attivazione di uno sportello di ascolto itinerante che opererà nei diversi Comuni dell’Ambito Alto Basento, utilizzando spazi messi a disposizione dalle amministrazioni locali o da enti pubblici del territorio per garantire una maggiore accessibilità ai servizi.Lo sportello sarà aperto al pubblico un giorno a settimana, dalle ore 10 alle ore 15, e offrirà un servizio gratuito, anonimo e riservato.

Dall’8 marzo al 7 aprile installazioni simboliche e iniziative di riflessione nel viale di piazza Sacro Cuore

Lavello, l’iniziativa «Fili di memoria»

contro la violenza sulle donne lucane

L’8 marzo è una data importante per la lotta per i diritti delle donne. Non è la festa delle donne ma è un giorno di riflessione per tutti sulla condizione delle donne , i diritti e la mimosa ne è il simbolo.

L’associazione “Amici del cuore di Lavello”, collaborata da alcune associazioni, alunni, presenti sul territorio e con l’amministrazione comunale, propone, per l’8 marzo un evento: “Fili di memoria, Passi di Speranza”.

L’installazione di funi e nastri bianchi e le scarpe rosse, nel viale alberato su piazza Sacro Cuore, rappresenta un percorso di riflessione civile, dove l’ar-

te urbana incontra l’impegno sociale per dire “NO” alla violenza sulle donne.

L’installazione non è solo “Spaziale”, ma segue un ritmo temporale preciso. Inaugurazione della manifestazione l’8 marzo ore 8, conclusione 7 aprile.

L’evento registra la “Passeggiata della salute” centro storico, incontro tematico “Felice Festa della Donna” con dibattito e saluti istituzionali, presso il Centro Sociale.

Le finalità, dare voce al silenzio, sensibilizzazione territoriale, messaggio di Speranza.L’associazione vuole trasmettere il messaggio che il cambiamento è possibile se c’è una rinascita dei valori.

ARPAB: a Potenza la “Staffetta dei CUG” una sedia contro la violenza di genere

Un momento di riflessione, testimonianza e impegno concreto contro la violenza di genere. È questo il significato dell’iniziativa «La Staffetta dei CUG – Per testimoniare e non dimenticare», in programma lunedì 9 marzo nella sede dell’ARPAB a Potenza, promossa nell’ambito delle attività dedicate alla Giornata internazionale della donna.L’evento rappresenterà un’occasione di confronto e sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne e sulla necessità di promuovere, anche nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni, una cultura fondata sul rispetto e sull’inclusione.Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Donato Ramunno, direttore generale di ARPA Basilicata, Laura Mongiello, assessora della Regione Basilicata al Dipartimento Ambiente, Territorio ed Energia, e Vincenzo Infantino, direttore generale di ARPA Sicilia.Seguiranno gli interventi delle consigliere di parità Ivana Pipponzi, consigliera regionale di parità, e Simona Bonito, consigliera provinciale di parità. Spazio poi alle voci della rete dei CUG con Assunta Di Stefano, presidente dell’Osserva-

torio 4 – Rete dei CUG, e Francesca Barone, vicepresidente dello stesso organismo.Uno dei momenti più significativi della giornata sarà l’installazione ufficiale della sedia riservata a memoria permanente, simbolo delle donne uccise da chi avrebbe dovuto amarle o rispettarle. Un gesto semplice ma carico di significato, che inviterà quotidianamente chi entra negli spazi dell’Agenzia a non dimenticare e a non voltarsi dall’altra parte.Nel corso dell’iniziativa sarà presentato anche il progetto «Posto Occupato», accompagnato da un collegamento con la sede ARPAB di Matera e con i CUG partecipanti della Basilicata e di altre amministrazioni pubbliche nazionali.Le conclusioni saranno affidate a Beatrice Rossi, presidente del CUG ARPA Basilicata, insieme a Nadia Sbreglia ed Elisa Raso del CUG ISPRA.All’incontro porteranno inoltre il loro contributo i presidenti dei CUG dell’Università degli Studi della Basilicata, dell’ASP, del Comune di Potenza, di ALSIA e di ARLAB, a testimonianza di un impegno condiviso da parte delle istituzioni regionali sul tema.La «Staffetta dei CUG» si configura infatti

come un percorso di responsabilità collettiva in cui ogni tappa ribadisce un messaggio chiaro: la violenza contro le donne riguarda l’intera società e richiede il contributo concreto di tutti.Con l’adesione al progetto «Posto Occupa-

to», l’ARPAB e i CUG della rete nazionale intendono dedicare simbolicamente una sedia a tutte le donne vittime di violenza: un posto che resterà permanentemente riservato, perché la quotidianità non cancelli la loro memoria.

Il 10 marzo a Potenza la presentazione della campagna ANCI e del Rapporto nazionale. Coinvolti sindaci e amministratori locali

Al Consiglio regionale la campagna «Mai bandiera bianca»

Un momento di confronto istituzionale e di sensibilizzazione sul contrasto alla violenza maschile contro le donne. È in programma il prossimo 10 marzo alle ore 10.30, nella Sala A del Consiglio regionale della Basilicata, l’iniziativa promossa da ANCI Basilicata insieme alla consigliera regionale di parità Ivana Pipponzi e alla consigliera provinciale di parità della Provincia di Potenza Simona Bonito.L’incontro sarà rivolto ad amministratori e amministratrici locali, comunicatori, uffici stampa e social media manager dei Comuni, con l’obiettivo di presentare i contenuti della campagna di comunicazione nazionale promossa da ANCI in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal titolo «Contro la violenza sulle donne: mai bandiera bianca», patrocinata dalle consigliere di parità.L’iniziativa punta a raf-

forzare il ruolo delle istituzioni locali nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere, valorizzando l’impegno dei Comuni come presìdi istituzionali di prossimità e attori strategici nella battaglia culturale e sociale contro ogni forma di violenza.La campagna lancia un messaggio chiaro: le istituzioni non devono arretrare né arrendersi di fronte alla violenza sulle donne. Simbolo dell’iniziativa sarà una bandiera che i Comuni potranno esporre come segno visibile di impegno pubblico e di identità istituzionale nella lotta al fenomeno.Ai sindaci sarà chiesto di aderire formalmente alla campagna, esponendo la bandiera nei propri municipi e coinvolgendo influencer e figure pubbliche locali come ambassador del messaggio, in particolare tra i giovani. L’obiettivo è garantire una diffusione capillare della campagna anche attraverso i canali social e le piattaforme digita-

li dei Comuni.Nel corso dell’incontro saranno illustrati gli strumenti messi a disposizione degli enti locali e le linee guida per una comunicazione efficace sui canali istituzionali, insieme al quadro delle politiche e delle iniziative nazionali dedicate al contrasto della violenza di genere, con un focus sul ruolo strategico degli enti territoriali.Durante la mattinata sarà inoltre presentato il Rapporto ANCI «Contro la violenza sulle donne: mai bandiera bianca», che offre un’analisi aggiornata del fenomeno e valorizza le buone pratiche e l’impegno dei Comuni italiani nella prevenzione e nel contrasto alla violenza maschile contro le donne.Ad aprire l’iniziativa saranno i saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale della Basilicata Marcello Pittella, della presidente della Corte d’Appello di Potenza Gabriella Reillo, del prefetto di Potenza Michele Campanaro, del presidente di UPI Basi-

licata Christian Giordano e della presidente della Commissione regionale pari opportunità Vittoria Rotunno. È previsto inoltre un collegamento con Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata nazionale ANCI per le politiche delle pari opportunità.Il lancio della campagna sarà affidato ai saluti introduttivi di Claudia Giovannini, responsabile dell’Area pari opportunità di ANCI, collegata da Roma, insieme al presidente di ANCI Basilicata Gerardo Larocca e alla consi-

gliera regionale di parità Ivana Pipponzi.La presentazione del Rapporto sarà invece introdotta e coordinata da Simona Bonito, consigliera di parità della Provincia di Potenza.L’iniziativa si propone come un momento di alto valore istituzionale per consolidare una rete territoriale sempre più coesa e determinata nel contrasto alla violenza di genere, ribadendo un messaggio netto: su questo fronte non può esserci alcuna resa, «mai bandiera bianca».

Dalla voce negata nei consessi dell’antica Grecia alle nuove narrazioni contemporanee: la parola come strumento di inclusione

Il potere della parola e la condizione femminile

POTENZA Ogni civiltà si misura anche dalla libertà della parola. La storia della parola femminile, attraverso i secoli, è stata spesso una storia di conquista silenziosa, di intelligenza capace di trovare spazio anche quando questo sembrava negato. Nell’antichità, quando alle donne era raramente riconosciuto un ruolo pubblico nel pensiero e nella cultura, e in Grecia la parola apparteneva alla sfera politica e quindi agli uomini, alcune voci femminili riuscirono comunque ad attraversare il tempo.La poetessa Saffo, vissuta tra la fine del settimo e l’inizio del sesto secolo a.C., di contro all’elegia parenetica e alla lirica corale — generi dominanti nella letteratura greca del tempo — diede vita a un linguaggio poetico estremamente innovativo. In esso la parola diventava universale e si affermava come autorità culturale, incrinando l’ordine stabilito e dando prova di straordinaria modernità. Qualche secolo più tardi, ad Alessandria d’Egitto, la filosofa Ipazia insegnava matematica e filosofia, dimostrando come

la parola femminile potesse essere anche espressione di sapienza e di ricerca.Nel corso del tempo la parola si fa argomentazione, trattato, riflessione etica, pensiero critico. È un passaggio decisivo. Nel Medioevo, guardando all’Europa, Ildegarda di Bingen — monaca, scrittrice, mistica e teologa — scriveva di medicina, musica e cosmologia. Nel Rinascimento, la veneziana Moderata Fonte (pseudonimo di Modesta Pozzo de Zorzi) scriveva “Il merito delle donne”, un dialogo in cui sette nobildonne discutevano sulla superiorità intellettuale e morale del genere femminile, evidenziando come gli uomini ne limitassero le libertà e l’istruzione per soggiogarle in una condizione di inferiorità. Una sorta di manifesto femminista ante litteram. Più tardi, nel cuore dell’Illuminismo, la questione si fa politica: Olympe de Gouges, drammaturga e attivista, scrisse la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”, ricordando al mondo che la libertà e l’uguaglianza proclamate dalla Rivoluzione

Francese dovevano appartenere anche alle donne.La parola diventa manifesto, denuncia e progetto di vita. Nel corso della storia, queste voci — spesso isolate nel loro tempo — hanno costruito lentamente il discorso femminile in movimento collettivo. Non soltanto rivendicazione di diritti, ma riflessione sul senso della giustizia, sulla dignità della persona, sulla responsabilità civile. In questo percorso si collocano anche le grandi voci dell’Ottocento e del Novecento, che hanno interrogato la coscienza europea sulle questioni della libertà e del potere, mostrando come il pensiero femminile contribuisca in modo decisivo alla comprensione del mondo contemporaneo.Il potere della parola, custodito nello scrigno prezioso dell’animo femminile, ha trasmesso un patrimonio inestimabile e ha indotto a una riflessione puntuale sulla condizione delle donne oggi, che passa attraverso una revisione del linguaggio pubblico: femminili professionali, rappresentazioni mediatiche, spazio nel dibattito culturale.Oggi la

parola si declina nei media, nella politica, nella cultura digitale. Ma rimane una domanda aperta: chi controlla la narrazione? Perché il potere non è solo possedere la parola, ma orientarne il significato. L’8 marzo non è soltanto memoria di diritti acquisiti, ma interrogativo sul presente: quale parola stiamo costruendo? Ed è una parola che include o che ancora esclude? Come responsabile Lions New Voices, credo che promuovere la cultura della parola significhi soste-

nere una società in cui il talento e la competenza femminile possano esprimersi pienamente. Perché, come scriveva Simone Weil, “ L’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità”. E forse proprio da questa attenzione verso le voci delle donne può nascere una società più giusta, più consapevole, più empatica e più inclusiva. Noi non smetteremo mai di sognare!

MARIA ANTONIETTA NIGRI

RESPONSABILE NEW VOICES CLUB LIONS POTENZA HOST

La parità di genere vista tra crisi occupazionale, speranze e posizioni apicali da conquistare

Donne e società: il dibattito della CISL a Potenza

Le donne rappresentano un punto di riferimento fondamentale nella vita politica, sindacale, sociale e relazionale. Da sempre si distinguono per il loro pragmatismo e per il ruolo centrale che ricoprono all’interno della comunità. Con queste premesse, e con l’obiettivo di evidenziare la forza femminile nel superare gli ostacoli della vita quotidiana, si è svolto ieri, presso il Museo Archeologico Provinciale di Potenza, l’incontro organizzato dalla CISL intitolato: “La forza delle donne oltre gli ostacoli nel passato e nel presente”.All’evento hanno partecipato il Segretario Re-

gionale Vincenzo Cavallo, il Consigliere Regionale della Basilicata Mario Polese, la scrittrice Elena Guerra – che ha presentato il suo volume “Quel che rimane” –, Giuseppe Amatulli, Segretario Generale ENP CISL Basilicata, Luana Franchini, Segretaria CISL Basilicata, Liliana Guarino, responsabile del coordinamento politiche di genere FNP CISL Basilicata, e Vittoria Nola, del Coordinamento Donne CISL Basilicata. La lettura di alcuni brani da parte di Rosa Rufolo e la relazione di Anna Grazia Pistone hanno arricchito il confronto.L’incontro ha rappresentato un'importante occasione di riflessione sul ruolo nevralgico delle donne nella società e sulle politiche di genere, con un’attenzione particolare alle problematiche che riguardano le donne prossime alla pensione o già in età pensionabile. Il dibattito ha messo in luce il contributo fondamentale del genere femminile nelle relazioni sociali e nella costruzione della comunità, sottolineando la necessità di valorizzare questo ruolo in ogni ambito.Liliana Guarino, responsabile del coordinamento politiche di genere FNP CISL Basilicata, ha evidenziato alcune questioni chiave: «È noto che, pur avendo lavorato una vita, molte donne si trovino con una contribuzione insufficiente e, di conseguenza, con pensioni inadeguate. Basti pensare che il 70% del lavoro di cura in Italia è svolto dalle

donne e, nella maggior parte dei casi, si tratta di lavoro non retribuito. Questo ha un impatto diretto non solo sulle pensioni, ma sull’intera società. Ricordo una ricerca condotta circa 45 anni fa sulla storia pensionistica femminile, che evidenziava come molte donne, pur avendo lavorato, si trovassero senza contributi a causa di impieghi in nero, saltuari o non qualificati».Il Consigliere Regionale Mario Polese ha ampliato il dibattito con un richiamo internazionale: «Oggi discutiamo di temi fondamentali, resi ancora più urgenti dagli eventi globali. Si pensi alla condizione delle donne in Iran: la battaglia per i diritti di genere non riguarda solo la Basilicata o l’Italia, ma l’intera comunità internazionale. È necessario passare dalle dichiarazioni di intenti alle azioni concrete. Parità salariale, accesso alle funzioni apicali e trattamento economico equo sono principi che, per la mia generazione, dovrebbero essere scontati, ma non lo sono affatto. Occorrono leggi che garantiscano realmente le pari opportunità».L’evento ha ribadito la necessità di politiche mirate per assicurare un’effettiva parità. Un dibattito che, come sottolineato dagli organizzatori, deve proseguire in tutti i tavoli di concertazione per promuovere il valore delle donne in ogni ambito della vita sociale e lavorativa.

7 M MARZ 12:00

L’assessore Latronico presenta il Piano Sanitario per i prossimi dieci anni: «Non è un contenitore vuoto ma di programmazione»

«Meno liste e incentivi ai medici»

Non è una cornice vuota e non è un esercizio di stile accademico. Il nuovo Piano Sanitario Regionale (PSR) è il frutto di un lungo lavoro di condivisione e visione. Dopo anni di assenza la Basilicata si dota finalmente di uno strumento di programmazione a lungo termine, uno sguardo proiettato ai prossimi dieci anni capace di dare attuazione concreta ed efficiente agli investimenti del PNRR. L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, reduce dalla presentazione del Piano in IV Commissione consiliare, tiene a ribadire la natura pragmatica del documento: «Per la prima volta – spiega – ogni euro speso e ogni me-

dico assunto avranno un target misurabile. Senza bussola si naufraga, e noi questa bussola l’abbiamo finalmente tarata». Il cuore del Piano tocca il nervo scoperto della sanità lucana: i tempi di attesa. Latronico non parla di futuro ipotetico, cita dati reali: «Le liste d’attesa non si abbattono con la bacchetta magica, ma con la piattaforma unica di preno-

tazione e il monitoraggio costante che il Piano rende obbligatorio. Non è teoria, è gestione». L’assessore entra nel dettaglio dell’Osservatorio sulle liste d’attesa: «I dati ci dicono che siamo sulla strada giusta. Su 117 prestazioni monitorate ben il 90% è già rientrato nei tempi di attesa previsti, ovvero entro il limite dei 120 giorni. Non solo. Abbiamo già fatto segnare un incremento del 10% del volume totale delle prestazioni erogate. Stiamo mettendo in campo l’integrazione pubblico-privato e una digitalizzazione spinta della prenotazione, perché il cittadino non deve più vagare nel buio, ma avere un percorso tracciato e misurabile». Sulla carenza

di camici bianchi, Latronico è schietto: «Il personale è l’architrave. Proprio per questo il PSR prevede incentivi specifici per le aree interne: non solo gratificazioni economiche, ma percorsi di carriera accelerati e supporto logistico. Vogliamo che un medico veda in un ospedale di periferia una sfida professionale stimolante, non un confino». L’assessore rilancia poi sulla sfida digitale: «Quando parliamo di telemedicina non lo facciamo per fare bella figura. Stiamo dicendo a un anziano di un comune isolato che non dovrà più fare cento chilometri per un controllo di routine. La tecnologia è l’unico modo per annullare le distanze geografiche che oggi

IL CAPOGRUPPO REGIONALE: «UNA SVOLTA DOPO 12 ANNI, RISOLVIAMO LE VERE EMERGENZE»

Napoli (FdI): «Ora pensiamo ai territori»

«Parlo da Capogruppodi Fratelli d’Italia, ma a nome dell’intera maggioranza che sostiene il Governo regionale. E dico una cosa netta: il Piano Sanitario 2026–2030, sul quale l’assessore Cosimo Latronico ha lavorato con serietà, è un passaggio che va sostenuto. Perché la Basilicata non ha bisogno di frasi, ha bisogno di un sistema che funziona». È quanto dichiara il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Michele Napoli, che aggiunge: «C’è anche un dato politico e istituzionale che va detto con chiarezza. Dopo dodici anni la Basilicata torna ad approvare u n P ia n o sa n it ar io . E n on è u n Piano qualsiasi. È un Piano innovativo perché fissa obiettivi di salute e di sistema che rispondono alle vere emergenze di oggi, m o bili tà p as siva , l is te d ’a tt es a, presa in carico dei cronici e dei frag ili, m ed ic in a d el t er ri to ri o , appropriatezza delle prestazioni e sostenibilità economica. E soprattutto non si limita a dichiarare, indica strumenti e indicato ri p er m is u ra re i l ra gg iu n gimento degli obiettivi, rendendo il percorso concreto, verificabile, adattabile nel tempo. Questo è un punto decisivo – spiega Napoligli indicatori e i risultati, letti con continuità, ci daranno anche la base per riflettere con onestà su ciò che va corretto nell’organizzazione del sistema. E i Piani Attuativi delle Aziende saranno la parte operativa di questo nuovo impianto, il luogo dove i principi diventano turni, percorsi, servizi, risposte. La sanità, per i cittadi n i, n on è u n d ib a tt it o . È un’esperienza È una telefonata a cui qualcuno risponde, o non risponde. È una visita fatta in tempo, o rimandata per mesi. È un padre che accompagna la madre

anziana e non sa a chi rivolgersi È un cronico che vive di attese e carte. È un pronto soccorso pieno perché il territorio non regge. È un viaggio fuori regione che ti svuota dentro e ti fa pensare: ‘qui non ce la faccio’. Noi, come maggioranza, vogliamo essere giudicati su una cosa sola, se la vita dei lu ca ni m ig li or a d av ve ro . E v ogliamo farci giudicare su obiettivi chiari, misurati nel tempo, senza alibi. Questo Piano ha un valore, dice che la sanità deve misu ra rs i su i ri su lt at i. B en e. M a adesso si entra nel punto decisivo: trasformare i principi in organizzazione quotidiana. Perché la verità è semplice, se non cambia l’organizzazione, non cambia nulla. Ed è proprio qui che i Piani Attuativi aziendali dovranno fare la differenza, traducendo gli obiettivi del Piano in scelte operative, priorità, responsabilità e tempi. Il cittadino – evidenzia Napoli - deve avere una porta chiara. Una sola. Riconoscibile. Un luogo dove entri e non vieni rimb al za to . U n p un to d ov e tr ov i as co lto, o rien tamen to, p re sa in ca ri co C as e d el la C om u n it à, Centrali Operative, telemedicina e farmacie dei servizi devono diventare questo: una rete che risponde. Non un elenco. Non una m a pp a. U n a re te c h e risp on d e. Sulle liste d’attesa voglio usare parole asciutte, basta nebbia. Le attese si riducono solo in due modi: governo delle agende e regole ch ia re . P un to . E c ’è u n a sc el ta che non è negoziabile: la trasparenza I tempi devono essere visi b ili e ve rifi ca b ili, p re st a zion e per prestazione, distretto per dist re tt o . P er ch é la t ra sp ar en za non umilia nessuno: mette ordine, protegge chi lavora bene, costringe tutti a migliorare. E l’appr op ri at ez za n on è u n a p ar ol a

tecnica, è giustizia. Significa liberare risorse e tempo per chi ne h a d av ve ro b is og no . L a sa ni tà moderna non è solo ‘curare’. È ‘seguire’. Il passaggio più delicato è la dimissione. Se un fragile torna a casa e nessuno lo prende in carico, abbiamo fallito. E il fallimento lo paga due volte. Lo paga il paziente, lo paga il pronto soccorso che si riempie. Qui serve una regola semplice, si dimette bene, oppure non si dimette. Continuità assistenziale significa responsabilità nette, tempi certi, presa in carico reale. Poi c’è una battaglia – continua Napoli - che per me è una cartina di tornasole, la mobilità passiva. Quando un lucano è costretto ad andare fuori regione, non è solo un costo. È una frattura. È il segnale che una parte del sistema non dà sicurezza. E ogni viaggio fuori regione, per una cura che potremmo garantire qui, è una sconfitta che non possiamo più accettare come normale. Ridurre la mobilità passiva significa una cosa sola: fare qui quello che oggi manca, con qualità e tempi credibili. Significa scegliere le priorità, ricostruire percorsi clinici solidi, mettere competenze dove servono, organizzare bene. E significa anche usare in modo intelligente ogni leva, compreso il privato accreditato, ma dentro una cornice limpida: fabbisogno chiaro, contratti trasparenti, qualità misurata, controlli veri. Niente scorciatoie. Niente zone grigie. Regia pubblica, interesse pubblico. Anche qui, la sostenibilità economica non è un capitolo di bilancio: è la condizione per garantire diritti nel tempo. E adesso la verità più scomoda, ma più onesta: il p er so na le. S en za medici, in ferm ie ri e o p er at or i, - s ot to li n ea l’esponente di FdI - nessun Pia-

si traducono in rischio clinico». Il PSR si raccorda così con la legge 2/2017 e con la sanità territoriale, ponendosi come l’evoluzione necessaria di quegli atti. «Gli ospedali di comunità e le Case della Salute non sono gusci vuoti – sottolinea Latronico – ma i nodi di una rete che mette in comunicazione l’eccellenza ospedaliera con l’assistenza domiciliare. La Basilicata – conclude l’assessore – non ha bisogno di un libro di sogni, ma di un manuale d’istruzioni per far funzionare la macchina. Questo Piano è quel manuale, con scadenze vincolanti e responsabilità chiare. I fatti, come sempre, saranno i nostri unici giudici».

no cammina. Senza condizioni di lavoro dignitose, nessuno resta. Senza turni sostenibili, si spegne anche la vocazione. Per questo, come maggioranza, mettiamo il personale al centro: fabbisogni chiari, attrattività nelle aree interne, valorizzazione delle competenze, organizzazione che non bruci le persone. Perché difendere la sanità pubblica significa prima di tutto difendere chi la manda avanti. Io credo che la Basilicata possa rialzarsi anche in sanità. Ma non con le parole. Con un metodo semplice: pochi obiettivi chiari, numeri leggibili, responsabilità scritte, verifiche regolari. E una regola che vale più di ogni annuncio. Se un obiettivo non viene centrato, si corregge la rotta. Subito. È così che un Piano diventa vivo, misurabile e adattabile, capace di migliorarsi mentre cammina. Come Capogruppo di Fratelli d’Italia, interpretando la posizione dell’intera maggioranza, confermo un sostegno leale al lavoro dell’Assessore Latronico e del Governo regionale. E insieme dico ai cittadini: giudicateci sui fatti. Noi intendiamo fare una cosa semplice, ma rara: prenderci la responsabilità del risultato. Una cosa voglio che resti chiara – conclude Napoli - la san it à n on s i gi u d ic a d al le i n te nzioni, ma dai giorni normali. Dal telefono che risponde. Dalla visita che arriva in tempo. Dal cronico seguito, non abbandonato Dal fragile che torna a casa e trova a ss is te nz a, n on s il en zi o. D al viaggio fuori regione che non serve più. Su questo ci mettiamo la faccia. E su questo ci faremo giudicare».

La vicepresidente del Consiglio regionale Fazzari «Siamo pronti ad affrontare le sfide demografiche del nostro t erritorio»

«Una sanità più vicina ai cittadini»

«Una sanità più vicina ai cittadini, più forte sul territorio e capace di affrontare le nuove sfide demografiche della Basilicata. Con questi obiettivi è stato presentato ieri in IV Commissione consiliare il Piano Regionale Integrato della Salute e dei Servizi alla Persona e alla Comunità 2026-2030, il nuovo strumento di programmazione sanitaria della Regione per i prossimi anni». Così la Vicepresidente del Consiglio Regionale, Maddalena Fazzari, ha sottolineato il valore strategico del documento, per il futuro del sistema sanitario lucano. Il Piano segna infatti un passaggio rilevante, arrivando a oltre tredici anni dall’ultimo Piano sanitario regionale e per questo motivo desidero esprimere un sincero ringraziamento all’Assessore Latronico, ai suoi collaboratori e agli uffici che ne hanno curato la stesura del piano. «Con questo documento –ha dichiarato la Vicepresidente Fazzari – la Regione Basilicata definisce una nuova visione della sanità regionale, orientata alla prevenzione, al rafforzamento della sanità territoriale e all’innovazione. L’obiettivo è consolidare il sistema sanitario lucano e garantire ai

cittadini servizi più efficienti, accessibili e vicini alle comunità». Il Piano nasce in un contesto profondamente cambiato rispetto al passato, caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle patologie croniche, da nuove esigenze assistenziali e dalle trasformazioni intervenute dopo la pandemia. In Basilicata il progressivo calo demografico e l’elevata incidenza della popolazione anziana determinano una crescente domanda di assistenza sanitaria e sociosanitaria, rendendo sempre più necessario rafforzare i servizi territoriali e l’assistenza di prossimità. Il Piano defini-

sce gli obiettivi di salute per il periodo 2026-2030 e individua le strategie per migliorare l’efficienza del sistema sanitario, rafforzare l’assistenza territoriale e ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi. Tra le principali priorità strategiche figurano: il potenziamento della prevenzione e della promozione della salute; il rafforzamento della sanità territoriale e dell’assistenza domiciliare; lo sviluppo della telemedicina e della sanità digitale; la riduzione delle liste d’attesa; il contrasto alla mobilità sanitaria verso altre regioni; il miglioramento della qualità e dell’efficienza dei servizi

sanitari. Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo della sanità di prossimità, con il potenziamento delle Case della Comunità, delle Centrali Operative Territoriali e degli Ospedali di Comunità, in linea con il modello previsto dal PNRR e dal DM 77. L’obiettivo è garantire servizi sanitari più accessibili, soprattutto nelle aree interne e nei territori più distanti dai grandi presidi ospedalieri, migliorando la continuità assistenziale e riducendo la necessità per i cittadini di rivolgersi a strutture fuori regione. Il Piano si ispira inoltre all’approccio “One Health”, che integra salute umana, ambiente

e benessere animale, promuovendo politiche sanitarie coordinate con quelle sociali e ambientali. La sua elaborazione è avvenuta attraverso un ampio percorso partecipativo che ha coinvolto aziende sanitarie, ordini professionali, università, enti locali, sindacati, associazioni e terzo settore. «Vogliamo costruire – ha concluso la Vicepresidente Fazzari – un sistema sanitario regionale più moderno e sostenibile, capace di rispondere alle nuove sfide demografiche e sociali della Basilicata e di garantire servizi di qualità e maggiore equità nell’accesso alle cure».

ARANEO (M5S): «UNA SOLA RISONANZA MAGNETICA IN TUTTO L’OSPEDALE CON PAZIENTI COSTRETTI AD ATTENDERE ANCHE SEI ORE»

«Il Crob di Rionero non ha apparecchiature adeguate»

«Cisono luoghi in cui la parola “tempo” non è un a va ri ab il e or ganizzativa, m a una misura della vita. Il CROB di Rionero è uno di questi luoghi. Si tratta di un p re si d io c he n eg li a n ni h a r appresentato e continua a rappresentare per la Basilicata un riferimento scientifico e umano, un luogo in cui convergono competenza clinica e prossimità territoriale. Proprio per questo, quando emergono criticità che toccano il cuore dell’attività diagnostica, non possiamo limitarci a registrarle: dobbiamo interrogarle , co m p re n de rl e, pr et en de re chiarezza», a dirlo in una nota è la c on si gl ie re d el M ov im en to 5 Stelle, Alessia Araneo. «Abbiamo depositato un’interrogazione a risposta scritta perché le segnalazioni che ci sono pervenute non descrivono un semplice disguido tecnico, ma una condizione che, se confermata, rischia di incidere s ui t em pi d el le c u re . U n r eparto di Radiologia che opera con una sola apparecchiatura di risonanza magnetica, mentre una seconda risulta non funzionante

da mesi, potrebbe produrre disservizi significativi. E li produce sui pazienti, costretti a lunghe atte se, an ch e d i q u at tr o o ci n q u e ore, così come su chi affronta un percorso oncologico, nonché sulle e sugli operatori sanitari, che si trovano a reggere una pressione crescente. In oncologia la priorità non può essere una formula elastica. Deve essere un criterio strutturato, automatico, garantito . S e la t em p es ti vi tà d iv en ta aleatoria, se l’organizzazione non è in grado di assicurare percorsi differenziati e realmente rapidi per chi ne ha più bisogno, allora il problema non è solo tecnico. È una questione di governo del sist em a, d i m an u te n zi on e p rogrammata, di ges tione dei contratti, di capacità di prevenire anziché inseguire le emergenze. Con la nostra interrogazione chiediamo alla Giunta di dire con chiarezza se queste criticità trovino riscontro, quali siano le cause del mancato funzionamento della seconda apparecchiatura, quali sian o i te m p i ce rt i p er i l pi en o ripristino e quali misure immediate si intendano adottare per ri-

durre le attese. Non è una richiest a p ol em ic a. È u n a tt o di r esponsabilità. La Regione esercita funzioni di indirizzo e controllo sul Servizio Sanitario Regionale: questo ruolo non può essere evocato solo nei momenti celeb ra ti v i, m a d ev e m an if es ta rs i quando emergono nodi che incidono direttamente sul diritto alla c u ra D if en d er e il C R O B s ignifica difenderne l’eccellenza, non occultarne le criticità. Significa pretendere che un presidio di rilievo nazionale sia messo nel-

le condizioni di funzionare al meglio. E significa anche proteggere la dignità dei pazienti. Non gridiamo allo scandalo. Ma non accettiamo che si normalizzi ciò che normale non è. In sanità la trasparenza non è un optional e l’efficienza non è un favore: si tratta di standard che le istituzioni devono garantire a chi affida loro la propria salute. Continueremo a vigilare con rigore, perché su diagnosi e tempi di cura non si può arretrare di un solo giorno»

A Grassano il progetto nelle scuole che insegna il valore del buon cibo

Il progetto che, a partire dal mese di gennaio, si sta sviluppando presso l’Istituto comprensivo Grassano-Miglionico meriterebbe di essere esteso a tutto il territorio regionale, se non nazionale. Fino a quando, infatti, c’era carenza alimentare e si lottava quotidianamente per la sopravvivenza, il problema non si poneva.

Anche lo stile di vita degli anni passati, con il lavoro in campagna che coinvolgeva i giovanissimi, non richiedeva una specifica formazione scolastica sui benefici di una corretta alimentazione e dell’attività fisica; per questo, i piani di studi non contemplavano materie come l’educazione alimentare, l’obesità e i danni derivanti, in una parola: la scienza della nutrizione.

Purtroppo, dobbiamo registrare che non c’è stato un adeguamento dei programmi rispetto alla mutazione del contesto sociale. Progetti come quello di Grassano-Miglionico — sostenuto dalla FI-

DAS, l’associazione che si occupa principalmente della donazione di sangue, con la collaborazione della professionista del settore, la dott.ssa Lorenza Venezia — cercano di sopperire a tale carenza.Ma in cosa consiste nello specifico?“Vogliamo costruire il benessere attraverso la nutrizione”, ci dice la d.ssa Venezia. “Le cattive abitudini alimentari sono sempre più radicate nei bambini e nei ragazzi, soprattutto nel Sud Italia, dove l’obesità infantile ha raggiunto livelli allarmanti. In un periodo storico segnato dall’incremento di disturbi del comportamento alimentare, sedentarietà e scelte nutrizionali scorrette, è fondamentale intervenire con un approccio educativo e preventivo. In questo contesto, la scuola assume un ruolo chiave: diventa il luogo privilegiato per formare cittadini consapevoli, fornendo agli alunni strumenti utili per conoscere il cibo, la sua origine, il suo valore nutrizionale e culturale, ma anche

per sviluppare un pensiero critico verso l’influenza dei social media e i falsi miti alimentari“.La finalità del progetto è quella di promuovere la cultura di una sana alimentazione tra gli studenti e le loro famiglie attraverso attività didattiche, questionari e il coinvolgimento di esperti.

L'obiettivo è sensibilizzare sull’importanza di una dieta varia ed equilibrata, impostando un rapporto sano e consapevole con il cibo e favorendo lo sviluppo del pensiero critico nei confronti della pubblicità e delle mode alimentari.

L’obiettivo è far conoscere i principali gruppi alimentari e la piramide alimentare, i principi di una dieta equilibrata, insegnare a distinguere tra alimenti sani e meno sani e promuovere le linee guida del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agricola) per una sana alimentazione.Le lezioni sono interattive e dialogate e comprendono le presen-

tazioni multimediali (PowerPoint), la somministrazione di questionari e giochi educativi per il consolidamento dei concetti. Sono previsti fino a due incontri al mese e, al termine, ci sarà anche un confronto tra abitudini alimentari iniziali e finali, l’autovalutazione degli alunni e un questionario di gradimento.In conclusione, possiamo dire che l’associazionismo privato cerca meritevolmente di sopperire alle carenze delle istituzioni pubbliche, che dovrebbero essere più al passo con i tempi.

Basti pensare ai costi sanitari derivanti da scorretti stili di vita e alla stessa qualità della vita di chi, categoria purtroppo in aumento, non segue un’alimentazione corretta. La scuola di ogni ordine e grado dovrebbe far sparire dai distributori bibite zuccherate o merendine super processate. Alcuni istituti hanno già provveduto di loro iniziativa, ma servirebbe un provvedimento da parte del Ministero per uniformare i comportamenti corretti a livello nazionale.

V INCENZO M AIDA

La situazione richiede interventi urgenti per potenziamento del personale sanitario e della Polizia Penitenziaria

Silletti su sovraffollamento e fragilità sanitarie nelle carceri

La Garante regionale per i detenuti, Tiziana Silletti, lancia un forte appello alle istituzioni e all’opinione pubblica sulla condizione degli istituti penitenziari lucani, definita come una situazione estremamente critica e non più rinviabile. «In qualità di Garante – dichiara Silletti – ritengo doveroso richiamare con forza l’attenzione su una realtà allarmante. Il problema del sovraffollamento rappresenta l’emergenza più evidente: in celle progettate per ospitare tre persone si arriva, in diversi casi, a registrarne anche sei. Una condizione che incide profondamente sulla qualità della vita detentiva, compromette gli spazi minimi di vivibilità, alimenta tensioni interne e rende ancora più complessa la gestione quotidiana delle strutture».A questa emergenza si aggiunge una questione di estrema delicatezza: la presenza di persone con problematiche psichiatriche ristrette all’interno degli istituti, spesso in assenza di percorsi alternativi o strutture idonee. «Il carcere non può e non deve di-

ventare il luogo di risposta a fragilità sanitarie e psicologiche che richiedono invece interventi specialistici e presidi territoriali appropriati», sottolinea la Garante. Un’ulteriore criticità riguarda la carenza di medici e professionisti sanitari. Silletti precisa che tale situazione non dipende da una mancanza di attenzione da parte delle Aziende sanitarie, che dimostrano costante impegno, ma dalla difficoltà concreta nel reperire professionisti disposti a prestare servizio all’interno delle case circondariali. Questa carenza incide in modo significativo sulla continuità assistenziale e sulla tutela della salute delle persone detenute, che resta un diritto fondamentale e inviolabile.Il tema dei percorsi rieducativi e di reinserimento costituisce l’asse portante della funzione costituzionale della pena, ma tali attività vengono promosse con risorse spesso insufficienti e margini operativi limitati. Senza investimenti adeguati in formazione, lavoro, istruzione e sostegno psicologico, il principio rieducativo rischia di re-

stare solo un enunciato normativo. In questo quadro, non può essere ignorata la situazione della Polizia Penitenziaria, che svolge quotidianamente un compito complesso con professionalità e senso del dovere. Gli agenti si trovano tuttavia in numero insufficiente rispetto alle esigenze reali degli istituti, con conseguenti carichi di lavoro elevati e condizioni operative spesso difficili. È necessario riconoscere e sostenere il loro ruolo fondamentale, garantendo un adeguato potenziamento degli organici.Al centro di ogni riflessione deve rimanere il principio della dignità umana, che non viene meno con la restrizione della libertà personale. La Costituzione della Repubblica Italiana afferma con chiarezza che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato e questo impegno chiama istituzioni, amministrazioni e società a garantire condizioni detentive conformi ai diritti fondamentali. La situazione attuale richiede interventi urgenti, strutturali e coordinati: il potenziamento del personale sanitario e della

Polizia Penitenziaria, la creazione di soluzioni alternative per i soggetti fragili, investimenti concreti nei percorsi di reinserimento e misure efficaci per ridurre il sovraffollamento. Le carceri, conclude la Garante, non possono essere luoghi di marginalità, ma devono rappresentare spazi di legalità, sicurezza e reale opportunità di recupero, nella consapevolezza che il livello di civiltà di una comunità si misura anche da come tratta chi si trova in condizioni di restrizione della libertà.

Dalla Basilicata arriva un modello virtuoso di educazione alimentare per colmare il ritardo formativo nazionale in materia di salute scolastica

Malvaccaro senza pensilina da anni: chiesto il ripristino in via Stigliani

POTENZA. Una richiesta di intervento per il ripristino della pensilina della fermata degli autobus in via Tommaso Stigliani, nel rione Malvaccaro, è stata presentata all’assessorato comunale alla mobilità.

La struttura, rimossa diversi anni fa, non è mai stata reinstallata e da tempo i cittadini che utilizzano quella fermata attendono l’arrivo degli autobus senza alcuna copertura.

A farsi portavoce delle criticità riscontrate dai cittadini è il consigliere comunaledella Lega Alfonso Nardella che ha appunto presentato la richiesta. Si tratta di una fermata particolarmente frequentata dai residenti del quartiere, tra cui studenti e lavoratori che quotidianamente si spostano con il trasporto pubblico.

Secondo quanto segnalato nel-

la richiesta, l’assenza della pensilina costringerebbe gli utenti a sostare all’aperto anche in condizioni meteorologiche avverse, senza riparo dalla pioggia o dal vento e senza la possibilità di utilizzare una seduta.

La richiesta indirizzata all’assessore alla mobilità punta quindi a sollecitare un intervento di ripristino della struttura e delle dotazioni minime della fermata, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di attesa per i passeggeri e garantire un servizio più adeguato ai residenti del rione Malvaccaro. Il tema delle fermate del trasporto pubblico e della loro manutenzione torna così al centro dell’attenzione nel dibattito cittadino, con l’auspicio che possano arrivare risposte operative in tempi brevi.

Coni Basilicata e Liceo Sportivo insieme per la crescita fisica e psicologica dei giovani

Sport e benessere: al via a Potenza il progetto “Il corpo in movimento”

Lunedì alle ore 16:00, presso la sala conferenze della sede del CONI Basilicata in Via Appia 208 a Potenza, si terrà l'incontro di presentazione del Progetto “Il corpo in movimento: valutazione funzionale delle capacità fisiche”, che prevede un percorso strutturato di test motori, condotto secondo criteri scientifici e metodologici

condivisi, al fine di favorire lo sviluppo globale di alunni/atleti e contribuire al loro benessere fisico, psicologico e sociale. Il Progetto è organizzato dalla Scuola Regionale dello Sport - CONI Basilicata, in collaborazione con il Liceo “Rosa–Gianturco” a indirizzo Sportivo e alcune realtà sportive potentine: Potenza Calcio Under 15 (calcio), Invicta

Under 15 (pallacanestro), Murate Under 15 (pallavolo).

Saranno presenti per il CONI Basilicata, il Presidente Giovanni Salvia, il Direttore Scientifico Egidio Trupa e il vice presidente della Scuola Regionale Michele Sabia, oltre al dirigente del Liceo “Rosa–Gianturco” Mario Lanzi, dirigenti e tecnici delle società sportive coinvolte.

Conferenza stampa dell’Associazione sulle prossime attività

Sicurezza e futuro

della città: l’appello de “Il Centro Storico”

L’

Associazione “Il Centro Storico Potenza” ha organizzato per lunedì alle ore 12:00, al Tourist Hotel, una conferenza stampa per discutere dell’incontro dibattito pubblico, che si terrà il martedì alle ore 17.30 in Potenza alla Via Vescovado n° 4 presso il Tourist Hotel, sul tema della consultazione referendaria del 22 e 23 Marzo 2026 con le ragioni del Si e quelle del NO; dell’incontro con il Comune di Matera, il Comune di Potenza e la Regione Basilicata, da tenersi nel mese di Marzo 2026, in ordine alle prospettive sinergiche tra le due città ed i relativi territori, oltre che culturali e turistiche; dell’evento culturale che l’Associazione organizzerà nel mese di Giugno 2026 dal titolo “Memorial Mario Trufelli”, al fine di ricordare la figura del notissimo e, purtroppo, scomparso giornalista.

L’Associazione, «in esito alle numerose segnalazioni pervenute da cittadini ed associati, richiede con urgenza, in tema di sicurezza informazioni in ordine allo stato servizio di videosorveglianza, alla repressione dello spaccio di droga, alla vendita di alcolici a minori,oltre che sulle numerose criticità riferite all’inquinamento acustico, alla viabilità e trasporti, ed alla presenza contemporanea in città di numerosi cantieri spesso non operativi» si legge in una nota del presidente Gianpaolo Carretta.

POTENZA Il ricordo dell’amato dj di Radio Potenza Centrale

Addio a Donato Summa, colonna storica della radiofonia potentina

DI V I TO E RR IC H ET TI

Il silenzio, oggi, fa più rumore del solito nelle frequenze della radiofonia lucana. Si è spenta una delle voci più iconiche, genuine e amate del capoluogo: Donato Summa, conosciuto e amato da tutti semplicemente come Danny, colonna portante di Radio Potenza Centrale. Lo storico speaker radiofonico si è spento all’ età di 60 Anni. La storia d'amore tra Danny e la radio inizia nel lontano 1982. Erano gli anni delle radio libere, un'epoca di grande fermento e innovazione. Insieme a tre amici del liceo, unendo i risparmi di una vita e una passione incontenibile, Danny diede vita a Radio Londra Potenza. Il quartier generale era una piccola soffitta in via Mazzini: un covo di sogni dove dischi, casse, giradischi, un trasmettitore e un'antenna diventarono gli strumenti per parlare alla città.L'emozione della diretta e la voglia di condividere musica trasformarono rapidamente quell'esperimento giovanile in un vero e proprio punto di riferimento per i ragazzi di Potenza.Se con il passare degli anni la vita ha portato i fondatori di Ra-

dio Londra a percorrere strade diverse, per Danny la radio non è mai stata solo un passatempo giovanile, ma una vocazione. Ha mantenuto viva quella fiamma diventando, per decenni, una delle voci più riconoscibili e amate di Radio Potenza Centrale, accompagnando le giornate di migliaia di lucani con la sua inconfondibile spontaneità e una rara umiltà. Il legame con i vecchi amici e con le origini non si era mai spezzato. Di recente, Danny era tornato a respirare l'aria degli esordi partecipando a Qui Radio Londra Potenza, un programma in onda da due anni su Basilicata Radio Due e Radio New Sound, nato proprio per far rivivere l'avventura

iniziata in quella soffitta del 1982. È stata l'occasione per ritrovarsi, guardarsi negli occhi e tornare a parlare insieme al microfono, come ai vecchi tempi.

Con Danny se ne va un pezzo di storia della nostra città, un uomo che ha saputo trasformare un mestiere in una missione di compagnia e informazione. La redazione di Cronache Lucane si unisce al dolore della famiglia e dei colleghi di Radio potenza Centrale, con la consapevolezza che, ogni volta che una radio si accenderà nel cielo di Potenza, un’eco della sua voce continuerà a vibrare nell’aria.

I funerali si terranno domani alle 15:00 a Don Bosco

ILECCO I PROSSIMI EVENTI IN SCENA A LAVELLO

Il

meglio del teatro arriva al San Mauro

Ilcine-teatro San Mauro di Lavello si prepara a un finale di stagione all'insegna delle stelle. Si riparte domenica 8 marzo, alle ore 21, con la commedia "Anfitrione" di Plauto, che vedrà Emilio Solfrizzi impegnato nel doppio ruolo di regista e protagonista. Questo appuntamento segna la settima tappa di un cartellone che ha registrato un grande consenso di pubblico e che ora corre verso la conclusione. La programmazione proseguirà il 27 marzo con Enrico Montesano nello show "Ottanta voglia di stare con voi", seguito il 10 aprile da Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti con "Buongiorno Ministro", per poi chiudere il sipario il 22 aprile con Biagio Izzo e la sua "L’arte della truffa". Ma non è tutto: il direttore Vidio Carbone e il manager Francesco Ciccolella sono già al lavoro su uno spettacolo extra, un evento a sorpresa che promette di stupire il pubblico e di cui verrà data notizia a breve

Piazze, strade, parchi, non sono beni “di qualcuno”, ma della casa comune di ogni abitante del paese

Da Ruvo del Monte l’appello del vicesindaco al senso civico

Prendersi cura degli spazi pubblici è un atto di responsabilità civica che migliora la qualità della vita, promuovendo il rispetto per i beni comuni e l'ambiente. La cura del territorio, però, non spetta solo alle amministrazioni, ma richiede la collaborazione attiva dei cittadini.In quest’ottica il Vicesindaco di Ruvo del Monte, Donato Schettino, fa appello al senso civico dei concittadini: «Piazze, parchi, strade e monumenti rappresentano il patrimonio di tutta la comunità. Spazi che ogni giorno fanno parte della vita dei cittadini e che, proprio per questo, devono essere custoditi e rispettati da tutti. Non si tratta, infatti, di beni “di qualcuno”, ma della casa comune di ogni abitante del paese». L'appello nasce anche dalla constatazione che, sempre più spesso, si verificano

episodi di incuria che danneggiano il decoro del territorio: «Rifiuti abbandonati, arredi urbani danneggiati o comportamenti che ignorano le più semplici regole della convivenza civile. Situazioni che non rappresentano solo un problema estetico, ma che incidono sul senso di rispetto verso la comunità e verso le generazioni future».Schettino ha quindi sottolineato come «mantenere Ruvo pulito e accogliente non sia un compito che riguarda soltanto l'Amministrazione comunale o gli operatori ecologici, ma una responsabilità condivisa. Anche piccoli gesti quotidiani, come utilizzare correttamente i cestini o segnalare eventuali disservizi, possono fare la differenza quando diventano abitudini diffuse tra i cittadini». È fondamentale, inoltre, trasmettere fin da piccoli l'importanza della tutela ambientale e del rispetto per gli spazi comuni; proprio per questo l’invito finale del Vicesindaco è rivolto in particolare alle famiglie e ai più giovani: «Trasmettere con l'esempio il rispetto per i luoghi in cui si vive significa contribuire a costruire una comunità più attenta, consapevole e orgogliosa del proprio paese. Un impegno collettivo che può aiutare Ruvo del Monte a continuare ad essere un luogo bello, curato e accogliente per tutti».»

Cave, retromarcia della giunta Di Carlo: accolte le proposte dell’opposizione

BALVANO. All’indomani dell’articolo di Cronache sul piano cave e sulle criticità emerse dalla manifestazione di interesse redatta dal Comune di Balvano sulle quali il consigliere di opposizione Costantino Di Carlo ha posto l’accento, un nuovo atto del Comune è stato pubblicato che prende in considerazione le sollecitazioni dell’opposizione. Ma andiamo per ordine. I consiglieri di opposizione Costantino Di Carlo, Antonia Scarfiglieri e Domenico Teta raccontano: «Il Comune di Balvano a fine dello scorso anno ha pubblicato sul sito una manifestazione di interesse per la concessione in uso dei terreni comunali destinati all’attività estrattiva in contrada La Pedicara e La Francesca».

«Nell’atto si legge che il Comune di Balvano, assegnerebbe 15 punti a chi, nell’ambito delle politiche "Green", proponesse “la gestione circolare dei materiali di scarto”. - continua il gruppo consiliare - Nel dibattito consiliare che ne è seguito, richiesto dalla opposizione, la Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune, insieme all’avvocato consulente legale, hanno chiarito con proprie dichiarazioni che per materiali di scarto si intende “materiali che prima erano definiti rifiuti e che adesso non lo sono più a seguito di evoluzione della norma” e che ai fini del ripristino ambientale di cava si potesse proporre “l’utilizzo di materiale riciclato”. Si aggiungevano a questo punto anche la previsione che il nuovo conduttore di cava avrebbe potuto pa-

gare parte del dovuto con forme di baratto in opere pubbliche, somme urgenze e altro e che a misurare i quantitativi estratti su cui pagare il canone al Comune di Balvano sarebbe stato lo stesso assegnatario».

«Nel dibattito in Consiglio comunale, il gruppo di opposizione ha chiesto si mettesse ai voti una proposta che prevedesse il pagamento senza baratto, la misura dei quantitativi estratti ad opera del Comune e non di parte e soprattutto, con riferimento agli scarti, il “divieto di ingresso in cava di qualsiasi materiale dell’esterno”. - proseguono Di Carlo, Scarfiglieri e Teta - Ed invece, il Sindaco Ezio Di Carlo e tutta la maggioranza hanno votato contro questa proposta, rimanendo fedeli a quanto scritto nella manifestazione d’interesse comunale, soprattutto sulla possibilità che in cava potessero entrare scarti».

La richiesta dei consiglieri di opposizione era nata principalmente «dalle notizie che stanno girando sulla stampa in riferimento ai materiali di scavo dell’Alta velocità e al deposito di due milioni di metri cubi di questa roba, per un valore di 15 milioni di euro, come citato in un articolo giornalistico».

Dopo il primo atto che parla di scarti nella cava e voto in consiglio comunale con cui la maggioranza conferma la volontà di non impedire l’ingresso di materiali dall’esterno in area di cava, «arriva il miracolo» come affermano i consiglieri che aggiungono: «Sarà stata la lettera indiriz-

Piano Cave, Di Carlo: «Stabilire subito regole chiare per il bene del territorio»

zata al Sindaco Ezio Di Carlo e a ciascuno dei Consiglieri di maggioranza, il video dell’opposizione che fa luce su quanto stava accadendo, o altro, ma un nuovo atto del Comune di Balvano pubblicato il 4 marzo 2026, cambia tutto: a misurare i quantitativi effettivamente estratti non sarà più l’impresa ma il Comune a cadenza annuale e con tanto di drone (sic!!!),“è data facoltà esclusivamente al Comune di richiedere, in alternativa, … prestazioni di uguale importo” (sic !!!), ma soprattutto “… sono inammissibili le soluzioni che facciano ricorso a materiali di scarto o rifiuti..” (sic !!!) ed “È fatto espresso divieto di utilizzare le aree di cava come siti di smaltimento o deposito definitivodi rifiuti, materiali derivanti da cantieri o opere esterne, compresi, a titolo esemplificativo,materiali provenienti da grandi infrastrutture quali gallerie ferroviarie o stradali, ovvero da impianti in-

Salvatore Di Trana: «Il Museo della Ceramica è fermo da nove anni»

Calvello e Mondial Tornianti: «Un’occasione straordinaria che impone scelte concrete»

In vista dell’arrivo del Mondial Tornianti, evento di rilievo nazionale e internazionale che porterà a Calvello i migliori ceramisti del mondo, si riaccende il dibattito sullo stato delle politiche culturali legate alla ceramica e sulla capacità del paese di accogliere adeguatamente visitatori, artisti e appassionati. A parlarne è Salvatore Di Trana, sempre molto attento alle dinamiche territoriali e ai problemi del borgo: «Da oltre nove anni, infatti, il progetto del Museo della Ceramica risulta di fatto arenato, nonostante sia stato più volte annunciato e presentato come elemento centrale per la valorizzazione della tradizione calvellese. Gli spazi esistono, gli oggetti antichi sono disponibili grazie alla generosità dei cittadini, ma manca una visione amministrativa capace di trasformare questo patrimonio in un percorso museale stabile, fruibile e riconoscibile». «Parallelamente, - continua - il laboratorio di ceramica situato nel Castello

Carafa-Ruffo, nato con finalità formative, turistiche e scolastiche, è stato utilizzato solo in modo sporadico, spesso in occasione di eventi finanziati con fondi pubblici, senza mai diventare un presidio permanente di produzione, didattica e innovazione. Una contraddizione evidente per un paese che ambisce a definirsi “Città della Ceramica”». «Alla luce dell’imminente appuntamento con il Mondial Tornianti, - prosegue - è legittimo chiedersi come Calvello si stia preparando ad accogliere i visitatori e quale immagine intenda offrire al pubblico nazionale e internazionale. Un evento di tale portata richiede infatti: un percorso museale attivo e curato, con oggetti storici e pannelli narrativi; laboratori funzionanti, aperti al pubblico e alle scuole; una sala vendita dedicata ai ceramisti locali e ai prodotti del territorio; un percorso di visita al Castello migliorato, con segnaletica, guide e orari certi; attività collaterali come wor-

dustriali. Qualsiasi proposta tecnica che preveda l’utilizzo di rifiuti, in contrasto con il presente articolo,costituisce causa di inammissibilità dell’offerta e di esclusione dalla procedura.”».

«Certo alcune cose sono ancora da comprendere bene, come ad esempio il concetto con cui si prevederebbe il divieto di utilizzare le aree di cava come “siti di smaltimento o deposito definitivo di rifiuti”. - incalzano - Provvisorio, quindi, si? Per ora, prendiamo atto che il Comune di Balvano ha fatto retromarcia su tutta la linea e con manovra di inversione a “U” sull’argomento, ha miracolosamente accolto le nostre proposte».

«Ma la questione dei materiali dell’Alta Velocità rimane aperta e come abbiamo scritto al Sindaco e a tutti i Consiglieri di maggioranza, attendiamo risposte chiarificatrici» concludono i consiglieri di opposizione Di Carlo, Teta e Scarfiglieri.

kshop, dimostrazioni e visite guidate e un coinvolgimento reale di associazioni, privati e cittadini». «Queste azioni non rappresentano un semplice abbellimento, ma la condizione necessaria affinché il Mondial Tornianti non resti un episodio isolato, bensì un volano per la crescita culturale, economica e turistica del paese. - dichiara Di Trana - Calvello possiede una storia ceramica unica, risalente al XIII secolo, e un’identità riconosciuta a livello nazionale. Perché questa ricchezza non resti solo sulla carta, è indispensabile che l’amministrazione comunale avvii finalmente un percorso concreto, condiviso e duraturo, capace di trasformare la tradizione in futuro». «Il Mondial Tornianti è un’opportunità irripetibile. Sta a noi decidere se accoglierla con strutture adeguate e una visione chiara, oppure limitarci ancora una volta a iniziative temporanee prive di continuità» conclude.

L’edizione di ieri di Cronache
BALVANO Pubblicata la manifestazione di interesse ma l’opposizione è sul piede di guerra: «Molti

Il sindaco Nicoletti e la Fondazione presentano ai cittadini “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026”

«Valorizziamo le nostre energie»

L’

Amministrazione

Comunale di Matera e la Fondazione Matera Basilicata 2019 invitano la cittadinanza alla presentazione delle attività di “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026”, in programma martedì 10 marzo alle ore 16 al Cineteatro Guerrieri. L’incontro promuove il confronto pubblico con la comunità e vuole essere parte di un percorso

di crescita culturale, sociale e partecipativa per la città. L’evento è aperto a cittadini, associazioni, istituzioni,

imprese, giovani, scuole e a tutte le realtà presenti sul territorio. Non sarà soltanto la presentazione di un calen-

dario di iniziative, ma l’avvio di un progetto, pensato per nascere e svilupparsi attraverso il contributo attivo e la partecipazione di tutta la comunità. Nel corso dell’incontro, il Sindaco Antonio Nicoletti, la direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019 Rita Orlando e l’Assessora alla Cultura Simona Orsi illustreranno le linee guida e i progetti principali del programma, insieme alle modalità di coinvolgi-

mento diretto della cittadinanza. Sarà inoltre avviato un dialogo aperto per raccogliere idee e proposte in vista dell’anno 2026. «“Matera 2026” sarà apertura, inclusività e partecipazione: un percorso volto a valorizzare le energie creative della città e del territorio, nel nuovo ruolo internazionale assunto da Matera come capitale culturale e del dialogo», ha dichiarato il Sindaco Antonio Nicoletti.

«NON MI RICONOSCO PIÙ NEI VALORI DEL COMMISSARIO CITTADINO DI MATERA IMPOSTO QUI DAI VERTICI NAZIONALI»

Rubino lascia il Partito Democratico: «Una politica più distante»

Angelo

Rubino lascia il Partito Democratico di Matera e lo fa con un comunicato: «Una scelta maturata dopo mesi di riflessione, confronto e analisi della situazione politica cittadina. Negli ultimi tempi ho riscontrato una distanza sempre più marcata tra i valori nei quali mi sono sempre riconosciuto e le dinamiche interne che stanno caratterizzando l’attuale gestione locale del partito a opera del Commissario

nominato dal partito nazionale. Credo in una politica partecipata, inclusiva, radicata nel territorio, capace di ascoltare e di costruire sintesi attraverso il confronto. In questi mesi non ho mai incontrato il Commissario cittadino, il senatore Manca, né mi ha mai cercato. Auspicavo, dopo le ultime elezioni amministrative, un’azione di riconciliazione e di rilancio del partito a Matera e in Basilicata e invece constato il prevalere di logiche

chiuse, scelte non condivise e una visione poco aperta alla pluralità delle idee. In questo modo viene meno quello spirito democratico che dovrebbe rappresentare la nostra forza. Restare avrebbe significato adattarsi. Io scelgo invece la coerenza. Continuerò a svolgere il ruolo di consigliere comunale, con autonomia e responsabilità, e continuerò a lavorare alla costruzione di uno spazio aperto a chi crede in un progetto serio per Ma-

tera, fondato su competenza, trasparenza e visione», conclude Rubino.

Parco della Murgia Materana, presidio al sentiero 406

IlSentiero 406, con il suo ponte sospeso che collega direttamente la città di Matera al Parco della Murgia Materana, si dota di un presidio informativo e organizzativo finalizzato a rafforzare le attività di tutela, monitoraggio e sicurezza lungo uno degli itinerari naturalistici più frequentati dell’area protetta. L’attivazione di una gestione strutturata del percorso è stata una delle richieste emerse sin dall’insediamento del presidente dell’Ente Parco della Murgia Materana, Giovanni Mianulli, più volte sollecitata dalla comunità locale e dagli operatori del territorio per garantire maggiore sicurezza e un migliore monitoraggio dei flussi di visitatori. «Siamo intervenuti su una priorità – dichiara il presidente Mianulli –. Non si può fare tutela senza controllo. Il Parco deve essere vissuto, ma in modo responsabile. Per questo abbiamo costruito un sistema di gestione che consenta di monitorare i flussi, garantire sicurezza ai visitatori e

rafforzare le attività di tutela su tutto il territorio». Dopo aver avviato un confronto costruttivo con le associazioni ambientaliste, le istituzioni e la comunità locale, l’Ente Parco ha individuato nel bando pubblico lo strumento più efficace per la gestione del percorso e dei servizi al pubblico. La procedura è stata aggiudicata alla società Parco Sassi, che opera d’intesa con l’Ente Parco e assicura servizi di informazione, organizzazione e monitoraggio degli accessi. Il Sentiero 406 conduce verso il torrente Gravina, attraversa il ponte sospeso e risale fino all’altopiano di Murgia Timone, offrendo un’esperienza immersiva che accompagna il visitatore dalla città al cuore del Parco. Un percorso identitario che unisce Matera al suo paesaggio naturale in modo diretto e suggestivo. Dal primo marzo è attivo, nei pressi di piazza Porta Pistola in via Madonna delle Virtù, un presidio informativo e organizzativo con personale specializzato e multilingue, dedicato

all’accoglienza, all’orientamento dei visitatori e alla gestione degli accessi al percorso. Fino al 31 maggio il presidio sarà operativo dalle ore 9 alle 19. Per i turisti è previsto il pagamento di un ticket di accesso, secondo il tariffario reso noto dalla società Parco Sassi. Una parte dei proventi sarà destinata ad attività di tutela e valorizzazione ambientale promosse dall’Ente Parco sull’intero territorio dell’area protetta. L’accesso è gratuito per i residenti nei comuni di Matera e Montescaglioso, per gli invalidi al 100% e per il relativo accompagnatore, per i bambini di età inferiore ai sei anni accompa-

gnati da genitori o da chi ne fa le veci e per ricercatori e personale di università, enti e istituti di ricerca autorizzati dall’Ente Parco. È inoltre previsto un biglietto ridotto del 50% per i giovani di età inferiore ai 25 anni. Classificato EE (escursionisti esperti), il percorso richiede adeguata preparazione e attrezzature idonee. «Chiediamo collaborazione e senso di responsabilità – aggiunge Mia- nulli –. È fondamentale affrontare il sentiero con strumenti adeguati e piena consapevolezza delle sue caratteristiche. La tutela di questo patrimonio naturale passa anche dai comportamenti indivi-

duali». Il sistema di gestione affidato tramite bando riguarda non solo il Sentiero 406 e la passerella pedonale sul torrente Gravina, ma anche altre importanti evidenze archeologiche, storiche e naturalistiche del Parco, tra cui il Centro Visite di Jazzo Gattini – Masseria Radogna, il Villaggio Neolitico di Murgia Timone, il percorso panoramico dei Sassi dalla città di Matera e diverse chiese rupestri dell’area protetta: Madonna delle Tre Porte, Sant’Agnese con il relativo asceterio, Madonna della Croce, San Pietro in Principibus, San Falcione e San Vito alla Murgia. Con l’attivazione del presidio al Sentiero 406 e con la gestione coordinata di alcune delle principali evidenze storiche, archeologiche e naturalistiche dell’area protetta, il Parco della Murgia Materana rafforza le attività di monitoraggio e tutela del territorio, promuovendo al tempo stesso una fruizione regolamentata e sicura di uno dei paesaggi più iconici del territorio.

La storica realtà educativa di Potenza prosegue coN le attività di preparazione scolastica agli esami di idoneità e agli esami di Stato

Al “Centro Danzi” c’è tempo fino al 15 per evitare di perdere l’anno

Proseguono con grande entusiasmo le attività formative del Centro Studi Didattico “Raffaele Danzi”, storica realtà educativa che da oltre 45 anni rappresenta un punto di riferimento nel campo della preparazione scolastica.A partire da questo anno scolastico, il Centro ha trasferito la propria sede nella nuova struttura di via Ciccotti 32, nel centralissimo rione Santa Maria, un’area strategica della città, caratterizzata dalla presenza di numerose istituzioni scolastiche, educative e culturali. Il facile accesso alla nuova sede, insieme alla qualità e alla bellezza degli ambienti, ha reso l’avvio dell’anno scolastico particolarmente positivo. Le attività hanno registrato un significativo consenso da parte di studenti e famiglie, non solo in termini di adesione all’offerta formativa, ma anche per il clima di entusiasmo e partecipazione che caratterizza quotidianamente le attività didattiche.Il Centro Studi continua ad offrire percorsi di preparazione per gli esami di idoneità e per gli esami di Stato, accompagnando gli studenti in un lavoro di studio attento e metodico. Gli allievi sosterranno naturalmente gli esami nelle sedi scolastiche presso le quali risulteranno iscritti, mentre l’intero percorso di preparazione viene seguito

presso il Centro Studi da un’équipe di docenti consolidata, composta da professionisti con grande esperienza nel settore della didattica. Il lavoro dei docenti è orientato a fornire una preparazione solida e convincente, attraverso metodologie efficaci che consentono di recuperare eventuali lacune e consolidare le conoscenze necessarie per affrontare con sicurezza le prove d’esame.È importante ricordare che l’accesso ai corsi di preparazione può avvenire in diversi momenti dell’anno scolastico. In particolare, in questo periodo sono in partenza percorsi destinati agli studenti che stanno valutando il ritiro dalla frequenza scolastica per poter presentare domanda di partecipazione agli esami nello stesso anno. Si tratta di una scelta che riguarda soprattutto quegli studenti che, per varie ragioni — difficoltà organizzative, numerose assenze o un percorso scolastico non pienamente regolare — si trovano nella condizione di non riuscire a recuperare adeguatamente all’interno del proprio istituto.In questi casi, è fondamentale ricordare una scadenza chiave: il 15 marzo. Entro questa data è possibile ritirarsi dalla frequenza delle lezioni per evitare l’esito negativo dell’anno scolastico e poter presentare domanda per sostenere gli esami di

idoneità nella sessione unica prevista al termine dell’anno. Gli esami, a seconda delle disposizioni dei diversi istituti, possono svolgersi tra il mese di giugno e la fine di agosto o l’inizio di settembre. Proprio quest’ultima possibilità offre un periodo di preparazione particolarmente utile per svolgere un lavoro di studio serio e approfondito.Presso il Centro Studi “Raffaele Danzi” la preparazione viene organizzata secondo criteri rigorosi, basati su principi di didattica breve e mirata, che consentono di recuperare rapidamente eventuali lacune e di costruire in modo solido le conoscenze richieste dai programmi scolastici. Si tratta di un percorso certamente impegnativo, ma pos-

sibile, a condizione di una frequenza costante e dell’affidamento a una struttura didattica competente. Iscriversi a un centro specializzato non significa limitarsi alla gestione degli aspetti burocratici, ma scegliere di intraprendere un percorso serio di recupero, guidati da docenti esperti che conoscono profondamente le dinamiche degli esami.Per questo motivo, il Centro Studi Didattico “Raffaele Danzi” invita studenti e famiglie a valutare con attenzione questa opportunità, affrontando tale scelta con convinzione e consapevolezza, affinché il percorso di recupero possa trasformarsi in una concreta occasione di rilancio del proprio cammino scolastico.

LA RUBRICA DI

CRONACHE La vera forza di un legame si misura soltanto attraverso la libertà che esso contiene

Appunti di realtà 7 marzo La libertà che ci unisce

DI FABRIZIO Q UARATINO

Un legame è forte solo quando è libero. E questa non è un’opinione: è una realtà che si osserva nei rapporti autentici. La qualità di un legame si misura dal grado di libertà che è capace di contenere.In una coppia, così come in un’amicizia profonda, la libertà non è assenza di responsabilità né mancanza di rispetto. Non è fare ciò che si vuole senza considerare l’altro. Quando questo accade, non è libertà: è disordine emotivo e relazionale. La libertà vera è consapevolezza. È forza interiore. È autonomia maturata nel tempo. È equilibrio. È la capacità di scegliere il legame ogni giorno, non di subirlo per

abitudine, paura o dipendenza.Un rapporto sano non si fonda sul possesso, ma sulla fiducia. Non sul controllo, ma sul rispetto. Non sulla dipendenza, ma sulla crescita reciproca. Quando il legame diventa uno spazio in cui ciascuno può esprimere sé stesso senza rinunciare alla propria identità, allora la relazione si rafforza naturalmente. Quando due persone sono autonome, l’incontro diventa più solido. Quando ciascuno mantiene la propria integrità, il legame non si indebolisce: si stabilizza. Perché non nasce dal bisogno di colmare un vuoto, ma dalla scelta libera e consapevole di condividere un cammino.Questa non è una teoria. È una dinamica reale dei rapporti

umani: dove viene rispettata l’autonomia, la relazione cresce; dove viene compressa, la relazione si irrigidisce. La libertà non è un elemento accessorio del legame: è una delle sue condizioni fondamentali. La forza di un rapporto si riconosce nella libertà che riesce a sostenere. Dove la libertà viene temuta, il legame è fragile. Dove la libertà viene riconosciuta, il legame è maturo. La maturità relazionale non si misura nella fusione, ma nella capacità di restare interi mentre si sta insieme.La trasformazione interiore è la base di ogni relazione sana. Quando si lavora su se stessi, si sviluppa equilibrio. Quando si sviluppa equilibrio, non si ha bisogno di controllare l’altro. Quando si cresce interiormente, si diventa capaci di sostenere senza invadere, di condividere

senza possedere, di amare senza soffocare. Questo vale per l’amore. Vale per l’amicizia profonda. Vale per ogni legame autentico.La libertà non è anarchia. È responsabilità. È disciplina interiore. È coerenza. È maturità. È la capacità di assumersi le conseguenze delle proprie scelte e di rispettare quelle dell’altro. Solo due persone libere possono incontrarsi davvero. Solo due persone integre pos-

sono sostenersi senza soffocarsi. Solo due persone autonome possono camminare insieme senza perdersi. La libertà non è ciò che mette fine ai legami. È ciò che li rende autentici e duraturi. Perché solo quando due persone sono libere, possono scegliersi ogni giorno con consapevolezza. E una scelta libera non è un’idea astratta: è una realtà concreta che costruisce nel tempo.

Annoverato tra i “Borghi d'eccezione 2025” il borgo sfida il tempo e invita a un viaggio immersivo

Rivello campeggia tra le mete Italiane e nel mondo

Rivello is perhaps the most visually arresting of the 2026 entries. From a distance, it appears as a white limestone cascade flowing down three distinct hills—Motola, Serra, and Poggio—overlooking the Noce Valley». Si apre così la pagina di “guidetoitaly”, la guida all’Italia che offre a ogni viaggiatore l'intuizione e l'ispirazione per viaggiare in Italia scoprendo l’eredità profonda e personale di ogni luogo. Dunque traducendo il trafiletto in apertura, «Rivello è forse il borgo visivamente più suggestivo tra i 2026. Da lontano, appare come una cascata di calcare bianco che scende da tre colline distinte – Motola, Serra e Poggio – che dominano la valle del Noce». E continua la rassegna on line: «I nuovi custodi del patrimonio italiano: alla scoperta delle ultime novità de "I Borghi più belli d'Italia". Le sette nuove aggiunte alla lista ufficiale "I Borghi più belli d'Italia", sono gemme nascoste ideali per i viaggiatori in cerca di itinerari personalizzati ed esperienze autentiche nel cuore della campagna italiana». E a raccontare Rivello, “guidetoitaly” comincia dalla storia, il quartire "latino" e quello "bizantino", e poi il fulcro culturale del paese con il Monastero di Sant'Antonio , che

ospita un refettorio con affreschi del XVI secolo tra i più belli della Basilicata, fino ad entrare nei vicoli del borgo: il quartiere Poggio nella parte alta della città, tra palazzi nobiliari e i tipici «balconi in ferro battuto che riflettono il boom economico del XVIII secolo. Rivello è uno degli ultimi centri di lavorazione tradizionale del rame e della filigrana d'oro, attività artigianali che caratterizzano il paese da mezzo millennio». Dall’America alla Francia, perché anche “EnVols”, rivista di Airfrance, racconta Rivello. Disponibile nelle aree partenze e arrivi, nelle lounge degli aeroporti di Parigi-Orly e Parigi-Charles de Gaulle, in una selezione di hotel

e hotel di lusso e sull'app Air France Press, la rivista cavalca le più belle destinazioni al mondo, e tra queste emerge anche Rivello, «annoverato tra i “Borghi d'eccezione nel 2025”, affascina i visitatori con il suo straordinario patrimonio storico e le sue tradizioni ben conservate. Rivello sfida il tempo e vi invita a un viaggio immersivo. Il premio è stato conferito alla città dall'associazione “I Borghi più Belli”, un'organizzazione italiana che premia i borghi che hanno preservato nei secoli la loro autenticità architettonica, le tradizioni locali e lo stile di vita. Ognuno viene valutato secondo 72 criteri, che spaziano dalla qualità del suo patrimonio storico al-

l'accoglienza e ai servizi offerti ai visitatori. Rivello era in cima alla lista insieme ad altri 25 borghi, ma alla fine solo sette hanno ricevuto il riconoscimento». «Caractérisé par ses places, escaliers et rues étroites qui font tout son charme. Sur un espace géographique restreint, ce village historique présente une architecture mêlant les styles médiéval et Renaissance» si legge nell’articolo, ovvero: «Rivello è caratterizzato dalle sue piazze, dalle scalinate e dalle strette vie, che gli conferiscono tutto il suo fascino. In un'area geografica ristretta, questo borgo storico vanta un'architettura che fonde stili medievali e rinascimentali».

Il patrimonio architettonico del borgo riflette il suo ricco passato, e prosegue la rivista di viaggio: «Tra i suoi monumenti simbolo ci sono la Chiesa di Sant'Anna, la Cappella di Santa Barbara e il Monastero di Sant'Antonio, che testimoniano l'importanza religiosa e culturale del villaggio nel corso dei secoli. Gli edifici religiosi, le antiche pietre e i dettagli architettonici raccontano la storia dell'evoluzione artistica e spirituale della regione. Passeggiare per Rivello significa scoprire un patrimonio

E MANUELA C ALABRESE

Due giorni per metabolizzare la doppia sconfitta casalinga. De Giorgio incontra un Foggia da otto giornate con l’acqua alla gola

Dopo la scoppola al Viviani si va allo Zaccheria

DI R OC C O NI GRO

POTENZA . Neppure il tempo per metabolizzare la doppia sconfitta casalinga settimanale (Benevento e Cosenza) e domenica la carovana di patron Macchia si sposta allo Zaccheria di Foggia. Sul taccuino due squadre “disperate”. Il Foggia della nuova proprietà CasilloDe Vitto che da otto giornate non fa risultato; dall’altra un Potenza che continua a subire reti (45) e che dopo le sconfitte subite dal Benevento e dal Cosenza ha necessità di concentrarsi sulle restanti otto giornate di campionato per cercare di rientrare nelle dieci squadre che disputeranno i play off. Tralasciando per il momento le due finali di Coppa Italia contro il Latina previste per il 28 marzo e primo aprile prossimo. In clima di serenità e di concentrazione e soprattutto di oculatezza nelle scelta di calciatori da schierare in campo. Cosa che non si è visto nell’ultima gara contro i “lupi” silani, dove

mr. De Giogio aggrappandosi a qualche alibi ha preferito lasciare in panchina elementi che potevano dare più continuità agli aspetti tatttici e tecnici della squadra. Difatti, il clima che si respirava nel dopo gara di Cosenza nella mix zone non era delle migliori. La tensione era palpabile nei componenti

della società. C’era qualcuno che ipotizzava addirittura l’esonero del tecnico di Verbicara. Per fortuna che non è andata così perché sarebbe stata un’ulteriore errore commesso. Come inopportuna a nostro avviso è stata la scelta di non far andare De Giorgio al cospetto della stampa e quindi della tifo-

seria. Quando accadono questa sconfitte ognuno deve assumersi le proprie responsabilità senza delegare alcuno. Sempre all’interno di un confronto pacato e sereno. Le parole e la faccia del direttore sportivo Di Bari nel dopo gara hanno praticamente detto tutto: “Ci scusiamo con i tifosi, sappiamo be-

nissimo di non aver fatto una prova sufficiente. La mia presenza qui deve essere un monito. Voglio vedere una reazione. Il mister e i ragazzi sanno benissimo che questo tipo di prestazioni non ci portano da nessuna parte. Il pensiero della Coppa forse ci sta condizionando, ma non esistono alibi. Bisogna reagire. Il mister? Assolutamente nessun pensiero di esonero. Sta lavorando bene. Così come i ragazzi. Questo schiaffo ci deve far riflettere e forse è un bene. Dobbiamo ritornare alla strada che stavamo percorrendo qualche settimana fa”. Ora, nella gara dello Zaccheria contro i “Satanelli” del Foggia ci si aspetta dal tenico De Giorgio scelte che non guardano la matematica dei numeri, bensì l’esperienza e gli aspetti tecnici. Loiacono, Murano, Kirwan, D’Auria e Siatounis sono elementi imprescindibili alla causa Potenza da qui alla fine del campionato. Speriamo che il nostro appello venga ascoltato.

Dopo il pari con l’Atalanta Next Gen, la squadra di Bertotto sfida la Cavese al “Simonetta Lamberti” con l’obiettivo di allontanarsi dalla zona bassa

Picerno a Cava per continuare la striscia positiva

Neppure il tempo di smaltire le fatiche del turno infrasettimanale e del pari interno contro l’Atalanta Next Gen di giovedì sera, terminato uno a uno allo stadio Donato Curcio, che per l’AZ Picerno è già tempo di pensare al prossimo avversario.

Domani sera alle 20.30, allo sta-

dio Simonetta Lamberti di Cava de’ Tirreni, la formazione di Valerio Bertotto è chiamata a sfidare la Cavese. I campani sono reduci invece dalla sconfitta per due a zero subita giovedì sera allo stadio Ezio Scida contro il Crotone.Storie a confronto per i campani, che hanno affrontato i pitagorici allenati da Emilio Lon-

go, vera e propria succursale postuma del Picerno in considerazione degli ex Davide Merelli, Walter Guerra, Mattia Novella, Angelo Veltri, Andrea Gallo e Antonio Energe.

Le due squadre puntano a fare punti: ciò significherebbe uscire quanto prima dai quartieri bassi della classifica.

Ovviamente, tenendo conto delle fatiche del doppio incontro in quattro giorni — ivi compreso il match di sabato scorso contro l’Altamura — mister Valerio Bertotto potrebbe optare per un corposo turnover.

La formazione lucana partirà alla volta di Cava de’ Tirreni con il dichiarato intento di uscire dal «Lamberti» con un risultato positivo.

La prestazione contro l’Atalanta Next Gen di giovedì scorso lascia ampi margini di serenità in casa rossoblù. Dovrebbe essere della partita Gemignani, mentre non sono da escludere soluzioni differenti anche sul piano tattico.La Cavese, finora, non ha mantenuto fede alle premesse della vigilia, disputando per gran parte della stagione un torneo piuttosto anonimo.

Ne deriva che l’appuntamento in notturna a Cava de’ Tirreni rap-

presenta per la formazione di Valerio Bertotto una gara da affrontare con la massima attenzione, evitando errori e imprevisti durante i novanta minuti di gioco.

La prova fornita dai campani a Crotone non ha soddisfatto l’ambiente biancoazzurro.

Il team di Fabio Prosperi deve dunque riscattare il ko dello Scida, ma troverà sulla propria strada un Picerno voglioso di proseguire nella striscia positiva e ben disposto al sacrificio tattico. Proprio del sacrificio tattico, della voglia di lottare e della grinta mister Valerio Bertotto fa uno dei suoi dogmi principali per provare a far uscire definitivamente dalle sabbie mobili della classifica la formazione lucana, apparsa diversa rispetto a quella che aveva perso tante partite nel girone d’andata.

La gara, valida per il dodicesimo turno di ritorno del campionato di Lega Pro Serie C Now, sarà diretta da Gioele Iacobellis di Pisa, coadiuvato dagli assistenti Emanuele Fumarulo di Barletta e Luca Capriuolo di Bari. Quarto ufficiale Lucio Felice Angelillo di Nola, operatore FVS Luca Chianese di Nola. FRA . M EN.

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