







IN UN CONTESTO GLOBALE SEMPRE PIÙ INSTABILE, L’ITALIA PUNTA SUI

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L’espansione del Tap è iniziata ma i tempi sono lunghi e le nostre riserve scarseggiano
Scongiurato il commissariamento con l’approvazione del Bilancio e l’appostamento delle risorse per coprire il deficit. Evitato ai cittadini il bagno di sangue dell’aumento dei ticket e della riduzione dei servizi
CASO GARLASCO
L’EDITORIALE
Rubio e Papa Leone XIV: l’atteso faccia a faccia
D I AL ES S AN D R O SAN S ON I
Questa mattina il Segretario di Stato Marco Rubio incontrerà Papa Leone. Un incontro molto atteso, dopo giorni di polemiche tra Casa Bianca e Santa Sede: gli occhi del mondo e, soprattutto, dei media e dell’opinione pubblica italiana sono puntati su San Pietro, (...)


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Dellapenna a pag 9
Se va di questo passo saremo costretti a rivolgerci alla Sciarelli ed al suo programma di scomparsi per trovare almeno un segretario di partito che sia espressione d’una votazione libera e partecipata anziché d’una decisione calata dall’alto dai soliti capetti di corrente. Ora che in Basilicata ci sia sempre posto per coordinatori e commissari lo sappiamo dall’affollamento che c’è in giro e che riguarda tanto destra quanto sinistra, ma che anche il Movimento 5 Stelle che s’incipria ogni giorno di partecipazione e democrazia, facendo pure lezioncine d’etica pubblica, proceda alla scelta dei suoi vertici per responso divino e romano fa capire che anche le rivoluzioni annunciate della politica ormai durano poco più d’un battito di ciglia e che magari sarebbe buona cosa spegnere queste benedette stelle che non brillano più. Già perché è davvero surreale che alla faccia del cumulo d’incarichi che pure facevano venir le allergie ai grillini casti e puri venga nominato, dicasi nominato, dalla casata stellare di Conte, Christian Giordano, come se non bastasse già fare il sindaco ed il presidente di provincia. Canta Andrea Bocelli: “Spegni tutte le stelle…”
FOGGIA Originario di Venosa era ricercato per la morte di Di Resta. Operazione della Dda di Potenza

Il Miulli verso l’IRCCS: Quinto guida il progetto per il Sud


Colpo di scena, Una microspia nella macchina di Sempio avrebbe registrato mentre parla da solo: «Lei mi ha rifiutato»
■ Magrì a pag 7
INDIANA JOBS
L'Ardsu al fianco degli studenti, il direttore Giuzio: «Vi supporteremo per premiare il merito e sostenere le vostre ambizioni»
■ Servizio a pag 14
DISSESTO IDROGEOLOGICO
Sopralluogo del Commissario Blasi a Rapolla: 40mila € per il monitoraggio, in attesa di candidare il progetto
■ Servizio a pag 10
CRONA-CHI?
Dai cantieri ancora a rischio agli ostacoli per l’occupazione femminile: il focus di Pipponzi, Lombardi e Oriolo
■ Servizio a pag 17


D I AL ES S A N D RO S AN S ON I
Questa mattina il Segretario di Stato Marco Rubio incontrerà Papa Leone. Un incontro molto atteso, dopo giorni di polemiche tra Casa Bianca e Santa Sede: gli occhi del mondo e, soprattutto, dei media e dell’opinione pubblica italiana sono puntati su San Pietro, esterrefatti da quella che sembra essere l’ennesima pazzia di Donald Trump: l’attacco a suon di dichiarazioni a mezzo stampa e post su Truth a Leone XIV, reo, almeno così ci sembra da questa parte dell’Atlantico, di fare il suo mestiere di Papa e, dunque, di invocare la pace in Iran e Medio Oriente.

mune aspirazione universalistica dei propri valori costitutivi, evidente e nota nella Chiesa Cattolica, ma fortemente presente anche nella postura americana nei confronti del resto del mondo e codificata prima nella Dichiarazione d’Indipendenza, poi nei 14 punti di Woodrow Wilson all’indomani della Grande Guerra, infine nella pretesa coltivata dopo la Caduta del Muro di Berlino di “esportare la democrazia” e i principi della “civiltà occidentale”.

In realtà, come spesso accade, è più la brutalità del linguaggio, che la sostanza della questione, a far apparire Trump come un’“eccezione” inaudita nella storia americana.
La competizione, se non la rivalità, tra Stati Uniti e Vaticano è, infatti, di lunga data e solo i 40 anni di “pericolo comunista” e di Guerra Fredda ne hanno, parzialmente, attutito l’entità (almeno quella percepita). Essa affonda le sue radici nella co-
Due universalismi tanto più in competizione in quanto entrambi fanno riferimento allo stesso Dio, quello cristiano, interpretato però in modo molto diverso. Spesso dimentichiamo, infatti, che nella Costituzione americana Iddio è citato esplicitamente e la sua benedizione è costantemente invocata dai presidenti americani. Una concezione di Dio evangelica e puritana, che discende direttamente dai Padri Pellegrini che nel 1620 sbarcarono dalla Mayflower in Massachu-
setts in cerca della “vera Terra Promessa” (lontana dall’Europa cattolica) e che è la stessa ad ispirare da sempre la preghiera collettiva nello Studio Ovale, che l’attuale inquilino della Casa Bianca ha solamente reso un po’ più enfatica e mediatizzata. Chi non è affetto da memoria corta, ricorderà facilmente la condanna espressa da Giovanni Paolo II tanto nei confronti del comunismo, quanto del consumismo americano, per non parlare di quella nel 2003 contro la
coalizione anglo-statunitense in occasione della guerra contro l’Iraq; e potremmo proseguire con vari esempi a cominciare da un certo “terzismo” serpeggiante tra le gerarchie vaticane sin dai tempi di Papa Pacelli e della Guerra in Corea.
In sostanza, le dichiarazioni di Prevost che hanno suscitato l’indignazione di Trump si muovono in perfetta coerenza con la tradizionale politica estera della Santa Sede. Ciò che, però, rende inedita l’intensità dello scontro

non è solo la brutale retorica di Donald, ma il fatto che egli si confronti con il primo Papa americano della storia, il che ha notevoli ricadute sulla politica interna USA, in particolare alla vigilia delle elezioni di MidTerm. Non è un caso che i Truth trumpiani non facciano riferimento solo alle posizioni di Leone sulla guerra in Iran, ma anche a quelle espresse sul tema immigrazione. E tantomeno risultano casuali le notizie che arrivano d’Oltreoceano di irrituali conciliaboli tra esponenti dem e membri dello staff papale, per non parlare dei talk antitrumpiani dei media mainstream che hanno cominciato ben prima che si alzasse la tensione tra i due, ad invitare alti prelati cattolici per commentare le decisioni dell’amministrazione americana. Dovremmo ricordarci più spesso che Donald Trump, quando esterna, più che rivolgersi al mondo tende a parlare ai suoi elettori. Nella migliore tradizione statunitense anche in questo caso.
Vedremo se l’incontro di oggi segnerà una tregua in questa moderna e inedita lotta per le investiture a stelle e strisce.
La dipendenza dall’estero resta un problema strutturale. L’espansione del Tap è iniziata ma le riserve italiane scarseggiano
DI M A S S IM IL IA N O RA G O S TA
Abbiamo bisogno di energia, sì, ma come la facciamo viaggiare? La questione è cruciale, oggi ne avvertiamo la strategicità in piena crisi energetica, ma il nodo della logistica delle risorse primarie, in Italia, in Europa, è uno degli asset di sicurezza fondamentali per garantire autonomia, sicurezza e cooperazione ai Paesi. Dunque, la crisi energetica e il Tap. Quanto vale oggi e in quali condizioni saremmo se fossimo rimasti a cantare “La vacanza in Salento”. Il TAP, trans adriatic Pipeline, ovvero il Gasdotto Trans-Adriatico, l’ultimo tratto del Corridoio meridionale del Gas dall’dall'Azerbaigian verso l'Europa, è un serpentone di 878 chilometri che arriva in Puglia passando per la Grecia, l’Albania e il Mare Adriatico. On shore e off shore. Attualmente trasporta 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno, una quantità destinata a raddoppiare fino a 20 miliardi entro il 2027. Le previsioni non sono affatto verte e soprattutto lineari.
C’è un dato da cui partire, urgente, del resto la missione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Baku non è stata un viaggio di piacere. C’entrano la guerra in Iran e la necessità di correre ai ripari prima che la crisi energetica arrivi davvero. Qualcosa di più dramma-
tico di un volo per Ibiza che salta dall’agenda delle nostre vacanze. Il Tap è saturo, pieno, e l’architettura energetica europea è sotto stress.
Nel 2025 l’Azerbaigian ha fornito 9,5 miliardi di metri cubi di gas naturale all’Italia, il 53% in più rispetto al 2021. A gennaio la capacità di esportazione del gasdotto è aumentata di 1,2 miliardi di metri cubi. Un miliardo di questa nuova capacità è destinata al nostro Paese. Tuttavia, il primo fornitore nazionale non potrà assicurare quella sicurezza energetica che l’Italia cerca disperatamente dopo l’addio al gas russo e la chiusura dei rubinetti qatarioti. Siamo in un collo di bottiglia, il Governo vorrebbe giocare la carta del gas dell’Azerbaigian per avere riserve sufficienti in caso di shock totale. Un’urgenza che nasce dal fatto che gli attuali stoccaggi durerebbero appena 30 giorni. Un obiettivo che rischia di scontrarsi però con i limiti tecnologici del gasdotto.
Che si fa? In realtà sono previsti lavori per incrementare la capacità di trasporto (potenziamento tramite stazioni di compressione) per portare il flusso a 15-20 miliardi di metri cubi annui nei prossimi anni.Certo non si risolve domani mattina. Ma immaginate in che condizioni sarebbe stata l’Italia se ci fossimoimpatanati nelle proteste dei No Tap

che manifestavano in Puglia contestando l'opera? Proviamo a ricordare qualche dichiarazione: “L’opera è inutile e dannosa” , Gianluca Maggiore, portavoce comitato No Tap. “I territori sono contrari ad ospitare un'opera pericolosa e inutile”, il sindaco di Melendugno nel 2018. E giù, comitati e comitatini contro “ i gruppi imperialisti”, fino a dichiarazioni di questi giorni, basta dare un’occhiata alle pagine dei No Tap.
«Dare in mano a una dittatura un corridoio energetico significa correre il rischio di essere ricattati». Intanto qualche dato, con tutto il rispetto e la necessità di protezione ambientale degli ulivi pugliesi.
L’Italia, povera di materie prime e senza centrali nucleari attive, ha nella di-
pendenza energetica da altri paesi un problema strutturale e radicato del proprio sistema economico, e in questi ultimi tempi è diventato sempre più anche un problema di sicurezza nazionale. Secondo i dati più aggiornati pubblicati dal ministero dell’Economia l’Italia importa dall’estero circa il 74 per cento dell’energia di cui ha bisogno. La media dell’Unione Europea si aggira intorno al 57 per cento.Nel 2004 la dipendenza dall’estero era dell’84,4 per cento; nel 2015, del 77 per cento. Si sta dunque riducendo, ma quando si parla di approvvigionamenti energetici i processi sono lenti e complicati, il problema però andrebbe risolto adesso. Anche i paesi del Golfo persico, coi quali Meloni ha rafforzato i le-

gami per ottenere da loro maggiori rifornimenti di gas in sostituzione di quello russo, oggi offrono meno garanzie. In questo caso non tanto per una loro volontà, ma per le minacce e gli attacchi alle infrastrutture che subiscono proprio dall’Iran. Per quel che riguarda il gas, tra il 2021 e il 2025 la dipendenza italiana da quei paesi è aumentata dall’8,9 al 10,4 per cento. È per questo che negli ultimi mesi Meloni ha deciso di curare con maggiore attenzione le relazioni con l’Azerbaijan. Anche Mattarella a Baku nell’ottobre scorso non ha certo fatto una visita di cortesia. Certo da quelle parti, tra Armenia e Azerbaijan, la vita non è così felice come in Puglia.Ma realisticamente non ci sono altre vie d’uscita, è il caso di dire. Via d’uscita del gas che ci serve.La buona notizia è che l’espansione del Tap è già in corso, la prima fase è entrata in funzione a gennaio 2026, aggiungendo 1,2 miliardi di metri cubi di capacità annua all’Europa. Di questo volume aggiuntivo, 1 miliardo di metri cubi è destinato all’Italia. Il realismo politico ci dice che non possiamo fare a meno dei corridoi energetici. Poi amiamo tutti Biagio Antonacci e vogliamo continuare a prendere tempo per noi con la vacanza in Salento. Ma tempo non ce n’è per l’Italia e di questo passo in Salento non ci potremmo neppure più arrivare. Forse a piedi.
Il governo ribadisce la linea sull’indipendenza energetica e sulla stabilità politica, ma emergono divergenze sul tema delle nomine istituzionali
DI VITO ERRICHETTI
Èdurato circa un’ora e mezza il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Al centro del confronto soprattutto energia, politica estera e riforme, mentre resta irrisolta la partita sulle nomine ai vertici delle autorità indipendenti.
ENERGIA E ACCELERAZIONE
SUL NUCLEARE
Il tema dominante del vertice è stato quello della sicurezza energetica. La maggioranza punta a ridurre la dipendenza dell’Italia dalle forniture estere e a rafforzare la resilienza del sistema nazionale. In questo quadro, è emersa con forza la volontà politica di accelerare il ritorno al nucleare, considerato una scelta strategica per il futuro energetico del Paese.Salvini ha ribadito pubblicamente questa linea, definendo il nucleare una necessità e non più un’opzione, con l’obiettivo di arrivare entro il 2026 a un quadro normativo che consenta nuovi investimenti e, secondo le stime tecniche, una prima produzione entro circa 5-6 anni.Il tema è stato collegato anche alla crisi dei prezzi e alla necessità di interventi europei: nel dibattito politico interno

resta infatti aperta la richiesta italiana di maggiore flessibilità sul Patto di stabilità per sostenere famiglie e imprese colpite dal caro energia.
CRISI INTERNAZIONALE E
STRETTO DI HORMUZ Nel vertice è stata affrontata anche la situazione internazionale, con particolare attenzione alla crisi nello Stretto di Hormuz, area strategica per i flussi energetici globali. Il governo ha confermato la linea del dialogo con l’Unione europea e con gli Stati Uniti per una soluzione diplomatica.Tra le ipotesi discusse, anche la possibile partecipazione italiana a una missione internazionale di supporto logistico, come lo sminamento delle acque dello stretto, in
ogni caso esclusivamente in un quadro non bellico. Il tema si inserisce in un più ampio contesto di tensioni geopolitiche che ha indirettamente influenzato anche le strategie energetiche del governo.
NOMINE, LEGGE ELETTORALE E EQUILIBRIO NELLA MAGGIORANZA
Resta invece aperto il fronte politico interno, quello delle nomine ai vertici di CONSOB e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust). Il vertice, inizialmente atteso anche per sciogliere questi nodi, non ha portato a una sintesi.Forza Italia mantiene il veto sulla possibile candidatura del sottosegretario leghista Federico Freni alla guida della
Consob, mentre circolano altri nomi tecnici come Federico Cornelli, Marina Brogi e Donato Masciandaro. Per l’Antitrust, invece, restano in campo le ipotesi di Guido Stazi e Carlo Deodato, anche se su quest’ultimo pesa la volontà di Palazzo Chigi di non privarsi di una figura ritenuta centrale.Accanto a questo dossier, la maggioranza ha confermato l’intenzione di proseguire il percorso di riforma della legge elettorale, mantenendo aperto il dialogo con le opposizioni. Nel complesso, pur tra divergenze sulle nomine, i leader hanno ribadito la tenuta politica dell’esecutivo e la volontà di procedere su una linea comune sui principali dossier economici e istituzionali.
Cinquant’anni dopo il terremoto, il Friuli Venezia Giulia ricorda una tragedia che ha segnato profondamente il territorio e la sua identità
Nel cinquantesimo anniversario del Terremoto del Friuli del 1976, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato a una seduta straordinaria del Consiglio regionale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, rendendo omaggio alla forza e alla capacità di rinascita del popolo friulano. Nel suo intervento, la premier ha ricordato la devastazione provocata dal sisma, che causò la morte di quasi mille persone e distrusse interi centri abitati, sottolineando come quella tragedia sia stata trasformata in un esempio virtuoso per tutto il Paese. «I friulani riuscirono a trasformare una tragedia in
un modello per l’Italia intera, il miglior modello di ricostruzione che l’Italia abbia riconosciuto fino ad oggi», ha dichiarato.Meloni ha poi rievocato la drammaticità di quella notte, segnata da una scossa di straordinaria violenza che, nell’immaginario collettivo, venne associata al risveglio dell’Orcolat, simbolo di distruzione nella tradizione locale. «Dalle viscere di quelle montagne sembrò risvegliarsi il leggendario Orcolat, lasciando dietro di sé morte e distruzione», ha ricordato. Nonostante il dolore e lo smarrimento iniziali, la presidente del Consiglio ha evidenziato la pronta reazione della popolazione friula-
na, capace di rialzarsi con determinazione. «Alla furia di quella scossa seguì un silenzio irreale. Eppure il tempo della paura e del dolore fu breve, perché emerse subito un altro sentimento: l’orgoglio, l’orgoglio dell’appartenenza, della volontà e della determinazione. Non c’era tempo per piangere ocommiserarsi, bisognava agire, reagire», ha affermato.Il cosiddetto “modello Friuli”, ha sottolineato Meloni, rappresenta ancora oggi un punto di riferimento nella gestione delle emergenze e nella ricostruzione post-sisma, grazie alla forte collaborazione tra istituzioni e comunità locali, alla rapidità degli interventi e alla
salvaguardia dell’identità territoriale. A cinquant’anni di distanza, il ricordo di quella tragedia resta vivo nella memoria collettiva, ma ancora più forte è l’eredità lasciata da una comunità che seppe trasformare il dolore in una concreta occasione di rinascita, offrendo un esempio di resilienza e coesione per l’intero Paese.

Piano casa, sfratto immediato e giusto salario soluzioni pragmatiche contro
DI RO BE RT O L AM AT T I N A
Negli anni ’70, nel tempo dell'iper politicizzazione e delle grandi manifestazioni che spesso terminavano con la violenza, negli anni delle occupazioni delle fabbriche e delle università fu coniato un termine che rimase per molto tempo nell'annalistica politica: maggioranza silenziosa.
La maggioranza silenziosa è, per definizione politologica, quella fetta maggioritaria dell'elettorato che vive la politica come una necessità che si esplica soltanto con l'esercizio del diritto di voto.
La maggioranza silenziosa vuole poter lavorare, poter guadagnare a sufficienza per andare in vacanza e comprare la macchina nuova, vuole sicurezza nelle città e trova mediamente fastidiose i cortei che bloccano la vita normale, gli scioperi e ogni manifestazione politica che superi i confini dell'esercizio del voto.
Nel tempo liquido che viviamo la maggioranza silenziosa scrive e si esprime pochissimo sui social, è poco interessata alle grandi questioni di principio, è composta trasversalmente dal ceto medio che vive la paura dell'impoverimento e da una classe lavoratrice che non vede più la speranza dell'ascensore sociale.
IL DOVERE DI ANDARE INCONTRO
La maggioranza silenziosa è quella che votò in massa per la Democrazia Cristiana nell'immediato dopo guerra e che poi si schierò con il centrodestra e con il Popolo della Libertà.
Possiamo dire che, se i militanti
dei centri sociali, i mobilitati nella difesa retorica della Costituzione, i combattenti per i diritti delle minoranze e i simpatizzanti della flottilla costituiscono l'ossatura della sinistra italiana, la maggioranza silenziosa è la colonna portante dello schieramento conservatore.
Convincere, conquistare e mantenere il consenso di questa fetta di popolazione è il compito elettorale principale delle forze di centrodestra e dei moderati esattamente quanto la mobilitazione dei militanti è la nervatura del centrosinistra.
Proprio per la sua caratteristica azione silenziosa non è facile intercettare e comprendere i malumori di questa fetta maggioritaria delle popolazione. Come abbiamo detto l'unico momento di dissenso è il voto.
La sconfitta referendaria del centrodestra è stata anche determinata dalla mancata mobilitazione della maggioranza silenziosa che, da un lato si è poco sentita coinvolta in una questione che evidentemente non riteneva prioritaria, dall'altro potrebbe sentire un inizio di dieresi tra le proprie aspettative e quanto realizzato dal Governo.
CASA E LAVORO
Non è un caso che, abbandonata ogni riforma ideologica, il Governo sia corso ai ripari proprio attuando misure nei campi che tradizionalmente interessano di più al questa fetta silenziosa e ampiamente maggioritaria della popolazione: casa e lavoro.
Giorgia Meloni lo fa superando ogni approccio ideologico e mettendo i piedi nella pragmatica del-

l'azione.
Contro le sovrastrutture ideologiche del salario minimo portate avanti dalla sinistra, il Governo Meloni vara il decreto sul giusto salario nel quale trova la sua giusta collocazione e centralità la contrattazione collettiva.
Contro la sinistra che strizza l'occhio agli occupanti di immobili e alla possibilità, teorizzata da Ilaria Salis ed altri, di usare l'usurpazione delle case come strumento di politica sociale, il Governo costruisce da un lato un piano case che ricorda molto da vicino quello ideato da Amintore Fanfani, dall'altro approva una norma che consente uno sgombero entro pochissimi giorni degli immobili anche per finita locazione o per morosità.
IL TRIONFO DEL PRAGMATISMO
Si tratta, come è facile notare, di misure che fondano la loro ragion d'essere sul trionfo del pragmatismo e che sono scevre da ogni vi-
sione e limite ideologico.
Se, infatti, il prezzo alto degli affitti è determinato dalla penuria di immobili destinati alle locazioni serve da un lato costruire nuove case, dall'altro eliminare la paura dei proprietari di essere impediti nel proprio diritto di rientrare nella proprietà della casa fittata.
Il Governo Meloni agisce esattamente su queste due leve, lo fa portando la legge fuori dalla caverna delle ombre dell'ideologia. Lo fa, molto pragmaticamente, riprendendo il dialogo con il ceto medio, con i ceti produttivi, con i lavoratori, con le imprese.
Se queste leggi diventeranno rapidamente fatti e se a queste si accompagneranno anche strumenti che consentano ai cittadini di tornare a sentirsi sicuri nelle proprie città, il Governo Meloni e il Presidente del Consiglio potranno tranquillamente concludere la legislatura in una permanente luna di miele con i cittadini.

Sarebbe stata una microspia nell’auto di Andrea Sempio a registrare mentre parlava da solo
Avrebbe visto i video di Chiara e Stasi e il rifiuto dalla ragazza. Mantiene il silenzio davanti ai Pm. Marco Poggi lo difende.
DI T I ZI A N A M AG RÌ
Una cimice nella sua macchina. Un soliloquio registrato nell’aprile del 2025 , un mese dopo che Sempio aveva saputo delle indagini a suo carico. Sono parole che, secondo la Procura, ribaltano tutto quello che Sempio ha sempre dichiarato. «Ho visto i video di Chiara e Alberto». «Lei mi ha messo giù il telefono». «Lei ha detto.. “non ci vologlio parlare con te”», con falsetto ironico continua il suo dire tra sé e sé «Ah, ecco fai la dura»… e poi una risata. Sono le intercettazioni che i Pm hanno riportato ad Andrea Sempio durante l’interrogatorio, l’unico indagato per la morte di Chiara Poggi. Una provocazione che non ha per niente intaccato “la lucidità” dell’accusato. Lui non ha parlato. Ma quelle frasi, registrate in macchina, hanno già detto molto dei suoi silenzi.
LA RICOSTRUZIONE
DEL MOVENTE
La Procura di Pavia ha sin dall’inizio una ricostruzione netta: Sempio, che era un frequentatore di casa Poggi, trascorreva interi pomeriggi con Marco giocando al pc alla PlayStation. Il computer era usato da tutta la famiglia. E, quindi anche dai due amici fraterni. Non si comprende ancora come, ma pare che Sempio si sarebbe imbattuto sui video di Chiara e Andrea Stasi. Da lì un’infatuazione. Un’ossessione. Un desiderio sessuale con la spe-
ranza di un approccio intimo. E poi, il rifiuto: in una telefonata prima del 13 agosto 2007 in cui Chiara gli avrebbe risposto «Non ci voglio parlare con te», e poi interruzione della chiamata. Nel monologo registrato Sempioimita la voce di Chiara e del suo rifiuto, ride in modo agghiacciante e dice “l’interesse non era reciproco”. Il 13 agosto del 2007, approfittando dell’assenza di Marco in vacanza con i genitori, sarebbe entrato in casa. Dodici colpi alla testa e al viso con un oggetto contundente mai ritrovato. Chiara crolla ai primi colpi. Gli ultimi, nel seminterrato, le tolgono la vita. Intanto, è stato il Tg1 sui social a rendere pubbliche le captazioni di Sempio.
QUASI 4 ORE
DAVANTI AI PM
Nella mattina di ieri Sempio si è presentato con i suoi legali Cataliotti e Taccia e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Un silenzio che non era muto. Prima di farlo, i pm gli hanno elencato l’impianto accusato capitolo per capitolo: il DNA sulla linea maschile della famiglia Sempio trovato sotto leunghia di Chiara, l’impronta palmare numero 33 sul muro delle scale della cantina, la nuova perizia che sposta l’orario della morte tra le 11 e le 11.30, annullando del tutto il ticket che finora era elemento di prova della sua assenza in villa. E le intercettazioni. Una requisitoria anticipata che è durata più di tre ore. “Lui lucido e sereno” secondo i


difensori. Lo stesso avvocato Cataliotti ha riferito che Sempio potrà spiegare il contenuto delle intercettazioni una volta che le avrà ascoltate.
MARCO POGGI DIFENDE L’AMICO
E DICE «HO FIDUCIA DEI MIEI CONSULENTI»
Nella stessa mattina, quasi in contemporanea, i pm hanno fatto ascoltare le intercettazione di Sempio anche a Marco Poggi, fratello della vittima, sentito come testimone. Nonostante avesse ascoltato gli audioha mantenuto la stessa linea, dichiarando di non aver visto con l’amico Andrea i video segreti dei due fidanzati. L’avvocato di Poggi,
Franceco Compagna ha riferito che il suo assistito ha risposto a tutte le domande. Senza però nessuna esitazione sull’innocenza dell’amico.
Con queste ultime audizioni, e quelle delle sorelle Cappa, la Procura di Pavia si avvicina alla chiusura dell’inchiesta e al deposito di tutti gli atti. Da qui si aprirà la possibilità alla revisione del processo per Alberto Stasi, unico condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. Dopo diciannove anni il 38enne, commesso di un negozio di telefonia, resta in silenzio. Una pulce nella sua macchina fa crollare le sue narrazioni. Equilibrio perfetto. Come un schermidore in

Blitz congiunto dei Carabinieri, GIS di Livorno e nucleo operativo di Potenza: arrestato il ricercato per la morte di Antonio Di Resta
Nelle prime ore della mattinata odierna, nel Comune di Foggia, è stata data esecuzione alla cattura del latitante Marolda Carmine detto "Ninett", di anni 64, ricercato da gennaio dello scorso anno in esecuzione di un provvedimento restrittivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Bari per reati in materia di stupefacenti. Trattasi di soggetto pericoloso, con trascorsi delinquenziali tra la Basilicata e la Puglia, ritenuto capace di reazioni violente e tentativi di fuga, alla pari di quelli posti in essere nel settembre del 1996, quando dopo aver rapinato a mano armata una gioielleria, insieme ai suoi complici, uccise a Pescara il Maresciallo dei Carabinieri Antonio Di Resta. Per tale gravissimo fatto di sangue, Marolda è stato condannato anche alla pena dell 'ergastolo. Il rintraccio del latitante è l'epilogo di una complessa attività investigativa svolta nell'ambito del contrasto alla criminalità organizzata nell'area del Vulture-Melfese.
L'indagine, diretta dall’ Ufficio della Procura e affidata nella fase esecutiva al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Potenza, è
stata avviata sulla scorta dei riscontri emersi in occasione di precedenti operazioni condotte contro i vertici delle piazze di spaccio locali. E stato proprio il monitoraggio dei circuiti relazionali e dei sodali legati a figure criminali già assicurate alla giustizia partendo dall'arresto del latitante Sileno Massimo, avvenuto in Napoli nel maggio 2025 sempre ad opera dei Carabinieri di Potenza a fornire gli elementi utili all'identificazione e successivo rintraccio del Marolda. Un lavoro scrupoloso e certosino che ha consentito di stringere il cerchio attorno al ricercato, individuando infine il suo covo nel capoluogo dauno. Le indagini costituiscono l'epilogo di una sofisticata attività di analisi tecnica e di monitoraggio, che ha consentito agli uomini dell'Arma di individuare la donna che lo ospitava all'interno del complesso edilizio sito in Corso del Mezzogiorno a Foggia (noto come "Palazzo ONPI"), garantendogli rifugio: l'esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla DDA di Potenza a carico della donna indagata ora per favoreggiamento della latitanza — ha consentito ai militari di cinturare il perimetro
della palazzino e di sorprendere il latitante all'interno di un appartamento al primo piano, proprio in compagnia della donna che gli garantiva copertura. Una preventiva analisi dei possibili scenari operativi in relazione ai pregressi delitti commessi dal ricercato, esaminata anche alla luce delle cornici di sicurezza e l'ubicazione del rifugio in un denso contesto urbano, ha suggerito l'opportunità di intervenire presso il covo attraver-
so l'impiego di personale altamente specializzato: le operazioni, infatti, sono state pianificate ed eseguite nelle ore notturne con l'impiego del personale del Nucleo Investigativo di Potenza, supportato nella fase esecutiva dal G.I.S. di Livorno (Gruppo di Intervento Speciale) e del Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia. Tale scelta è risultata determinante non solo per assicurare l'arresto del latitante, ma anche per scongiurare ogni pos-
sibile pericolo per terze persone e garantire l'incolumità della collettività durante le fasi dell 'azione. Il risultato odierno premia l'abnegazione delle forze messe in campo dall'Arma dei Carabinieri, il cui sforzo, sotto le direttive e il coordinamento dell’Ufficio Distrettuale, ha restituito al controllo dell'Autorità Giudiziaria un profilo criminale di indubbio rilievo, a confenna del costante impegno sul territorio contro ogni forma di criminalità.


Scongiurato il commissariamento con l'approvazione del Bilancio e l'appostamento delle risorse per coprire il deficit. Evitato ai cittadini il bagno di sangue dell’aumento dei ticket e della riduzione dei servizi
D I M A S S IM O D E LLA P E N N A
Si diceva un tempo e forse si dirà per sempre che parlare è arte leggera. Lo dicevano i nostri anziani, lo ripeteranno i nostri nipoti se la disgregazione dei social non costruirà la nostra società in atomi non producenti ma parlanti.
Parlare è arte leggera è la cosa che si dovrebbe dire a tutti quelli che si sono alzati in Consiglio Regionale, nelle tribune social o sui giornali per dire che la finanziaria regionale avrebbe potuto fare di più in qualcosa o in qualcos'altro. Un esercizio sterile che da sempre riempie il tempo ozioso delle opposizione che non se lo sono fatte mancare neanche in questa occasione.
EVITATO IL COMMISSARIAMENTO DELLA SANITÁ
La vicina e confinante Regione Puglia, dove il centrosinistra che qui è all'opposizione governa da anni, la Sanità è stata commissariata più e più volte. La Regione Campania, anch'essa roccaforte del centrosinistra, è uscita l'anno scorso dal commissariamento dopo 19 anni.
La Basilicata, grazie alla fermezza e alla risolutezza del Generale Bardi e alla sua capacità di trovare le risorse, equilibrare la spesa e affrontare le priorità proprio partendo dalla Sanità, per l'ennesima volta non ha avuto e non avrà nessun commissariamento. Con la legge di Bilancio si certifica che il disavanzo non è tale da giustificare la nomina di un commissario. I documenti per comprovarlo sono già pronti e devono soltanto essere inviati formalmente al Ministero. NON È SOLO
Siccome c'è sempre la litania del “si poteva fare diversamente”, “si potevano appostare diversamente le somme” affiancate dal ripetersi del “si doveva spendere di più su questo” è il caso di raccontare esattamente cosa sarebbe accaduto se i Governatore, utilizzando le sue prerogative e mettendole al servizio degli interessi dei cittadini, non avesse proposto e approvato prima in Giunta e poi in Consiglio il Bilancio. Senza quell'approvazione, per capirci, sarebbe scattato il piano di rientro in Sanità. Cosa avrebbe comportato in pratica? Tagli verticali alla spesa sanitaria, riduzione dei servizi ospedalieri, chiusura di ospedali e, contemporaneamente, aumento dei ticket e dei costi delle prestazione a carico dei cittadini.
Con il Bilancio tutto ciò è stato evitato. Lo ha detto chiaramente il Generale nella sua relazione, la rigidità del bilancio regionale è determinato anche dal fatto che il 70% di esso è occupato per la spesa sanitaria. È impiegato, cioè, per garantire servizi migliori a costi contenuti.
A questo si deve aggiungere che per la prima volta dopo anni il sistema sanitario regionale ha assunto, ha fatto concorsi, ha stabilizzato il personale e, ancora un'altra volta, ha acquistato nuovo materiale e nuovi strumenti. Investire nel personale, migliorare i macchinari, garantire le fasce di esenzione, non aumentare i ticket, coprire il fabbisogno di medicinali anche di nuova generazione riuscendo a tenere i conti in ordine in modo da evitare il commissariamento del-


la Sanità è molto spesso la più difficile delle missioni per chi governa le Regioni, soprattutto al Sud.
UNA SFIDA VINTA
La Sanità è croce e delizia dei Governi Regionali. Lo è da sempre, lo è a qualsiasi latitudine, lo è in qualsiasi momento della storia.
In Consiglio Regionale le opposizioni hanno molto soffiato sul fuoco delle presunte inefficienze del sistema di salute pubblico della nostra regione. Lo hanno fatto creando e costruendo polemiche anche dimenticando che in questo contesto non semplice si è riuscito anche a ridurre l'impatto dell'emigrazione sanitaria riuscendo anche ad iniziare un trend di immigrazione sanitaria. Non saremo certamente noi a dire che è tutto rose e fiori. Quello che possiamo dire,
invece, è che tutto quello che poteva essere fatto è stato fatto. Ci piacerebbe che tutti si unissero nell'evidenziare che grazie a Bardi ancora una volta abbiamo evitato gli aumenti dei ticket e la riduzione dei servizi. Troveremo sempre qualcuno che dirà che è troppo poco ma noi che indichiamo la luna preferiamo non curarci dello stolto che guarda il dito.
L’obiettivo è definire l’intervento da candidare alle prime fonti di finanziamento disponibili, per dare risposte concrete ai cittadini
Ieri, il Soggetto Attuatore della Struttura Commissariale per il dissesto idrogeologico, Avv. Gianmarco Blasi, insieme al Sindaco di Rapolla, Biagio Cristofaro, e al RUP degli interventi del Commissario, Michele Fanella, ha effettuato un sopralluogo presso il cantiere relativo al secondo stralcio dell’intervento già realizzato dalla Regione sulla galleria prospiciente alla piazza centrale del paese, i cui lavori stanno procedendo regolarmente e con risultati molto positivi. Nel corso della visita, la delegazione si è recata anche nell’area interessata dalla frana di via Melfi, dove la Struttura Commissariale è intervenuta tempestivamente tra-
sferendo al Comune di Rapolla la somma di 40.000 euro, destinata alle attività di monitoraggio e approfondimento tecnico necessarie a individuare la soluzione progettuale più idonea. L’obiettivo è definire rapidamente l’intervento da candidare alle prime fonti di finanziamento disponibili, così da garantire risposte concrete ed efficaci ai cittadini e al territorio. «La rapidità dell’azione amministrativa e la collaborazione istituzionale – è stato evidenziato nel corso del sopralluogo – rappresentano elementi fondamentali per affrontare con efficacia le criticità legate al dissesto idrogeologico e assicurare sicurezza alle comunità locali».

Il consigliere regionale: « Sì a strategia che metta al centro la tutela di un comparto fondamentale per l’economia e l’occupazione della Basilicata»

«Vista la gravità degli eventi atmosferico calamitosi e delle violente grandinate che hanno colpito la fascia jonica lucana a partire dal 30 marzo scorso e per i giorni successivi causando danni ingenti alle imprese agricole, ci siamo da subito mobilitati in difesa del comparto agricolo metapontino». Lo dichiara il consigliere regionale, Piero Marrese, che aggiunge: «Nei giorni scorsi, infatti, il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato un Ordine del giorno da noi proposto, che impegna formalmente la Giunta regionale ad attivare tutte le misure necessarie per il rico-
noscimento degli indennizzi e dei ristori alle aziende agricole danneggiate.Sono stati davvero gravi i danni subiti da colture, strutture aziendali e infrastrutture rurali nei territori di Rotondella, Pisticci (Marconia), Nova Siri, Tursi, Colobraro, Valsinni, Montalbano Jonico e nelle aree limitrofe, dove numerose aziende hanno registrato perdite totali o parziali dei raccolti, con conseguenze rilevanti anche sul piano occupazionale». «L’Ordine del giornoprosegue Marrese - impegna la Regione, tra l’altro, ad avviare una ricognizione puntuale e ufficiale dei danni, a richiedere il riconoscimento dello stato di cala-

mità naturale, ad attivare misure straordinarie di ristoro attraverso fondi regionali, nazionali e comunitari e a predisporre interventi strutturali di prevenzione del rischio idrogeologico, vista la crescente frequenza di eventi climatici estremi. Nella giornata di ieri, inoltre, sempre su nostra richiesta, si è tenuta in Terza Commissione Permanente l’audizione dei sindaci dei Comuni interessati dalla calamità. I primi cittadini hanno potuto rappresentare direttamente alle istituzioni regionali la gravità della situazione, le difficoltà delle aziende agricole e l’urgenza di interventi rapidi ed efficaci». «L’approvazione del-
l’Ordine del giorno e l’audizione dei sindaci - conclude Marreserappresentano un primo passo concreto, ma ora serve passare dalle parole ai fatti. Le imprese agricole del Metapontino non possono attendere oltre: servono risposte immediate, ristori adeguati e una strategia strutturale che metta finalmente al centro la tutela di un comparto fondamentale per l’economia e l’occupazione della Basilicata. Il nostro impegno proseguirà con determinazione affinché la Regione dia seguito agli impegni assunti e garantisca equità, trasparenza e tempestività negli interventi a sostegno degli agricoltori colpiti».
«L’assenza di risposte e il passare dei mesi, sta alimentando un senso di abbandono e di esasperazione tra cittadini e operatori economici»

DI E MANUELA CALABRESE
«Nonostante le numerose segnalazioni inviate negli ultimi mesi, la situazione di questa strada continua a peggiorare nell'indifferenza delle istituzioni provinciali. Il silenzio ricevuto finora non è più accettabile, soprattutto di fronte ai gravi disagi che viviamo quotidianamente». Non usa mezzi termini il Sindaco di Vaglio, Francesco Santopietro, che torna sulle problematiche di viabilità della ex SS7 Appia e scrive al Presidente Giordano con la «richiesta di un incontro urgente per lo stato di degrado» dell’arteria stradale. Nel documento il Sindaco manifesta il suo «profondo rammarico e la crescente preoccupazione della comunità, in merito al perdurare delle gravissime condizioni in cui versa la strada. Ora serve una risposta politica dalla Provincia. Nonostante le mie precedenti note, ad oggi non ho ricevuto alcun riscontro ufficiale –e prosegue- sul territorio, gli sforzi e la disponibilità del Vostro ufficio tecnico e degli operatori su strada sono massimi, tuttavia il lavoro di chi opera sul campo può arrivare solo fino a un certo punto, limitandosi spesso a interventi-tampone che non risolvono il problema strutturale».
E con polso fermo il Pri-
mo cittadino seguita a scrivere: «Tale assenza di risposte, unita al passare dei mesi, sta alimentando un forte senso di abbandono e di esasperazione tra i cittadini e gli operatori economici locali. La situazione attuale è aggravata dalla chiusura del ponte pericolante al km 477+150, il cui stato di pericolosità sta letteralmente tagliando in due il nostro territorio, con pesanti ricadute sulla mobilità quotidiana. Non è più una questione di sola manutenzione tecnica, ma è diventato necessario e indifferibile un intervento politico di indirizzo e di decisione. Occorre stabilire con chiarezza dove e come investire le risorse per garantire la sicurezza dei cittadini e la tenuta socioeconomica del territorio». Ciò premesso Santopietro chiede alla Provincia «la fissazione di un incontro urgente per discutere dell’assunzione di un impegno politico certo per il ripristino dell'arteria, della definizione delle priorità di investimento sul tratto in questione e di un cronoprogramma per la messa in sicurezza definitiva e la riapertura del ponte -e conclude- la gestione di un'emergenza di tale portata richiede una visione e una volontà politica che vadano oltre l'ordinaria amministrazione». Cronache aveva seguito le maggiori criticità sul territorio lucano, dopo gli


eventi di forte maltempo nel mese di aprile. Tra i vari territori colpiti, tra allagamenti, frane, colture distrutte e case danneggiate, vi era proprio la viabilità in molti comuni, tra cui Vaglio. Qui l’acqua «arrivata dai torrenti, trasportando pietre e fango, ha trovato una sua strada “alternativa”, deviando sull’ex SS7 Appia e trasportando massi enormi che hanno letteralmente sollevato l'asfalto- spiegava il Sindaco in quei giorni, quando su tutto il territorio comunale si registravano danni- La ex SS7 Appia è una viabilità importantissima per Vaglio, «segnalata decine e decine di
volte alla Provincia e alla Regione. Adesso però è diventata veramente molto pericolosa e precaria, con manutenzioni che devono essere eseguite in modo definitivo». Ma andando più a ritroso, ricordiamo che già nell’ottobre 2024, Santopietro scrisse alla Provincia per segnalare «la necessità di interventi manutentivi urgenti. La SS 7 rappresenta un’arteria di vitale importanza. In diversi tratti – evidenziava il Sindaco- la sede stradale risulta fortemente danneggiata con presenza di buche, avvallamenti e dossi causati da cedimenti del piano viario o da eccessiva usura del manto bitu-
minoso che risulta fessurato o sgretolato». Le strade sono sempre state le fondamenta principali della comunicazione fra i popoli, la loro costruzione ha determinato lo sviluppo economico e sociale di qualsiasi società, «paradossalmente però, le stesse strade possono divenire fonte di isolamento, specie per i piccoli borghi, se non adeguatamente mantenute in efficienza e in perfetta funzionalità – conclude Santopietro- e oggi la nostra principale arteria di comunicazione, presenta seri problemi di manutenzione che in alcuni punti possono costituire anche fonte di pericolo».










Approvato dalla Giunta lucana il bando da 1,6 milioni di euro per sostenere competenze digitali e transizione ecologica
POTENZA. La Giunta regionale della Basilicata ha approvato l’Avviso pubblico “Formazione Continua 2026-2027 –Voucher Professionisti”, destinato a sostenere percorsi di aggiornamento e crescita professionale attraverso voucher individuali finanziati con una dotazione complessiva di un milione e seicentomila euro. La misura, proposta dall’assessore allo Sviluppo economico Francesco Cupparo, rientra nel Programma regionale Fesr Fse+ Basilicata 20212027 e si colloca nell’ambito delle priorità europee “Step” e “Decarbonizzazione”.
L’intervento punta a rafforzare competenze e conoscenze dei professionisti lucani per rispondere ai cambiamenti del mercato del lavoro e alle trasformazioni dei modelli produttivi e organizzativi. Le risorse saranno suddivise in parti uguali: ottocentomila euro saranno destinati alla priorità “Step”, dedicata allo sviluppo di tecnologie critiche e al rafforzamento delle filiere produttive, mentre altri ottocentomila euro saranno utilizzati per sostenere la transizione ecologica e i processi a basse emissioni.Potranno accedere ai voucher i professionisti

residenti in Basilicata, di età compresa tra i 18 e i 66 anni, con partita Iva attiva e iscrizione a ordini professionali oppure alla Gestione separata Inps. Sono esclusi dalla misura i titolari di ditte individuali iscritti alla Camera di commercio, i professionisti del settore sanitario e chi abbia già beneficiato di analoghi interventi finanziati con lo stesso programma.L’avviso sostiene in particolare percorsi di formazione legati all’innovazione tecnologica e digitale, allo sviluppo di competenze strategiche per le filiere produttive e alla transizione ecologica. La Regione ha inoltre bili qualora emerga un fabbisogno maggiore rispetto alla dotazione iniziale. «Con questo Avviso – dichiara l’assessore France-
sco Cupparo – intendiamo investire in maniera concreta sul capitale umano della nostra regione, sostenendo i professionisti lucani nel percorso di aggiornamento e crescita delle competenze. In un contesto economico in continua evoluzione, segnato dalla transizione digitale ed ecologica, è fondamentale garantire strumenti efficaci per affrontare le nuove sfide del mercato del lavoro».Secondo Cupparo, le risorse stanziate consentiranno di rafforzare la competitività del tessuto professionale e produttivo regionale, favorendo lo sviluppo di competenze strategiche e nuove opportunità occupazionali, con l’obiettivo di costruire un sistema «più innovativo, sostenibile e capace di trattenere talenti sul territorio».
«RILANCIO
DELLA RAPPRESENTANZA SINDACALE»
«Più tutele sul lavoro»
POTENZA. Dopo la riconferma alla guida della Filcom Confsal Basilicata, il segretario regionale Donato Rosa indica le priorità del nuovo mandato sindacale, che punta a rafforzare la presenza dell’organizzazione nei territori e nei luoghi di lavoro, contrastando precarietà e lavoro povero. Al centro della nuova fase anche il rilancio della rappresentanza sindacale e della contrattazione, con particolare attenzione ai comparti del commercio, dei servizi e del turismo.«Il congresso – afferma Rosa – ha rappresentato un momento di confronto importante, ma soprattutto l’avvio di una nuova fase fondata su una visione chiara: riportare il lavoro al centro del dibattito pubblico». Secondo il segretario regionale, è necessario restituire dignità e prospettive ai lavoratori, troppo spesso penalizzati da bassi salari e condizioni contrattuali fragili.Tra gli obiettivi indicati dalla Filcom Confsal Basilicata figurano il contrasto ai contratti pirata, il rafforzamento della sicurezza sui luoghi di lavoro e la valorizzazione delle professionalità. Grande attenzione sarà riservata anche alle politiche giovanili e all’inclusione sociale, con la richiesta di una programmazione stabile per i servizi di assistenza scolastica destinati ai minori con disabilità.«Vogliamo essere un presidio sociale autorevole –conclude Rosa – capace di difendere i diritti e contribuire alla crescita economica e sociale della Basilicata».

Rosa Gentile (Confartigianato) critica il nuovo decreto: «Più burocrazia e meno incentivi per artigiani e imprese»
MATERA. Le anticipazioni sul decreto attuativo del nuovo iperammortamento preoccupano il mondo dell’artigianato e delle piccole e medie imprese lucane. A lanciare l’allarme è Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato, che parla di un provvedimento destinato a penalizzare soprattutto le realtà produttive più fragili. L’iperammortamento è lo strumento che consente alle imprese di maggiorare fiscalmente il valore degli investimenti in beni strumentali, favorendo innovazione e ammodernamento tecnologico. La nuova misura, prevista per gli investimenti effettuati dal primo gennaio 2026 al 30 settembre 2028, introdurrebbe però criteri che, secondo Confartigianato, ne ridurrebbero fortemente l’effica-
cia. Tra i punti più contestati c’è l’esclusione dei software in cloud. «Oggi circa l’ottanta per cento del mercato digitale utilizza modalità “as-a-service” – evidenzia Gentile – e lasciare fuori questi strumenti significa colpire una parte essenziale degli investimenti innovativi delle Pmi». Critiche anche sul fronte burocratico. Il decreto prevede cinque comunicazioni obbligatorie an- nuali tramite piattaforma Gse. «È una deriva burocratica – sottolinea Gentile – che aumenta costi e tempi amministrativi, scoraggiando soprattutto le imprese più piccole». Per Confartigianato il rischio è favorire soltanto le aziende più strutturate, lasciando indietro il tessuto produttivo lucano. Preoccupazioni anche sul fronte

energetico, con la limitazione agli investimenti nei soli moduli fotovoltaici di fascia alta, scelta che restringerebbe le possibilità di accesso alla transizione energetica.
«Le nostre imprese hanno bisogno di strumenti semplici e realmente incentivanti – conclude Gentile – altrimenti rischiamo di perdere un’altra occasione di sviluppo per la Basilicata».
Il direttore Giuzio: «Vi supporteremo adeguatamente per premiare il merito e sostenere le vostre ambizioni»

In occasione della terza edizione di "Indiana Jobs – Il tempo delle opportunità", svoltasi ieri al Campus di Macchia Romana, l'ARDSU Basilicata ha riaffermato il proprio ruolo al fianco degli studenti nel delicato passaggio dall'università al mondo professionale. L'evento, che ha visto la partecipazione di circa 70 aziende, è stato descritto dal Direttore Generale
Giuseppe Giuzio come un segnale forte di una Basilicata che vuole scommettere sui propri talenti. «Siamo qui non solo come partner, ma come alleati naturali dei ragazzi», ha dichiarato il Direttore durante il suo intervento. «La nostra missione è garantire il diritto allo studio, ma siamo convinti che questo impegno rimanga un'opera a metà se non trova il suo naturale compimento
nel diritto al lavoro. Non vogliamo che i nostri studenti si sentano dei cercatori d'oro solitari in un contesto complesso; il nostro dovere è fornire loro le mappe e le bussole giuste per muoversi con sicurezza». L'iniziativa, organizzata dall'Università degli Studi della Basilicata e dal centro POLiS, si è distinta per un approccio dinamico che ha affiancato ai colloqui tradizionali la-

boratori sull'Intelligenza Artificiale Generativa e sessioni di coaching strategico. Un'impostazione che Giuzio ha lodato per la sua capacità di guardare al futuro: «La vera performance di un sistema di servizi si misura qui: nella capacità di trattenere le competenze sul territorio e di creare una connessione diretta tra l'aula e la scrivania. La nostra regione ha un profondo bisogno
di questa visione moderna e di questa energia». In chiusura, il Direttore si è rivolto ai tantissimi giovani che hanno affollato gli stand e le aule del Campus: «Approfittate di ogni incontro e di ogni laboratorio. La vostra caccia al tesoro comincia oggi, tra questi corridoi, e l'ARDSU sarà sempre al vostro fianco per premiare il merito e sostenere le vostre ambizioni».
Presentati percorsi di arruolamento e concorsi per gli studenti che desiderano intraprendere una carriera in uniforme

Si è svolto nel Campus Universitario di Macchia Romana di Potenza l’evento organizzato dall’Università degli Studi della Basilicata dal titolo “Indiana Jobs 3 – Alla ricerca di talenti nascosti”, finalizzato all’orientamento degli studenti e dei laureati lucani di prossimo inserimento nel mondo del lavoro. I militari del Comando Militare Esercito “Basilicata”, presenti al-
l’evento con un infopoint, hanno fornito indicazioni ai giovani lucani sui percorsi di arruolamento per intraprendere una carriera da professionista in uniforme. Tra le numerose opportunità concorsuali illustrate, particolare interesse hanno riscosso i concorsi per l’ammissione al 29° corso biennale 2026/2028 per 140 Allievi Marescialli dell’Esercito Italiano e il concorso per titoli ed esami

per Allievi Ufficiali Piloti di Complemento dell’Esercito. Entrambi i concorsi scadono domani e i bandi sono consultabili visitando il portale dell’Esercito Italiano www.esercito.difesa.it . La Professoressa Ada Braghieri, Direttrice del Centro Universitario di Ateneo “POLiS” (Percorsi di Orientamento, Lifelelong, Learning e Supporto agli Studenti) ha ringraziato l’Esercito Italiano e il
Comandante del Comando Militare Esercito “Basilicata”, Colonnello Paolo Franciosa, per la consolidata collaborazione e per aver garantito la propria presenza con un assetto promozionale, permettendo alle nuove generazioni che intendono mettere a frutto la loro formazione nell’ambito dei diversi profili di carriera di ricevere un’importante opportunità informativa.
Il consigliere provinciale richiama la mobilitazione dei territori contro l’ipotesi del sito tra Basilicata e Puglia
POTENZA. Il consigliere provinciale Gaetano Garzone torna a esprimere la propria contrarietà all’ipotesi di localizzare tra Basilicata e Puglia il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Una posizione che, sottolinea lo stesso esponente istituzionale, nasce da un impegno portato avanti negli anni insieme ai territori e alle comunità locali.
«Si tratta di una posizione che non nasce oggi – dichiara Garzone – ma che affonda le radici in un impegno concreto e duraturo. Già nel 2016 ho promosso e sostenuto una mobilitazione che ha raccolto circa 100mila firme, a testimonianza di una forte e diffusa preoccupazione da parte dei cittadini».Secondo Garzone, la questione della gestione delle scorie radioattive deve essere af-
frontata con responsabilità e trasparenza, ma senza escludere il coinvolgimento diretto delle popolazioni interessate. Per il consigliere provinciale non è possibile valutare Basilicata e Puglia esclusivamente sulla base di criteri tecnici o geografici. «Parliamo di territori con una forte vocazione agricola, con un patrimonio paesaggistico e culturale di grande valore e con un equilibrio ambientale già fragile», evidenzia Garzone, ribadendo come eventuali scelte calate dall’alto rischierebbero di compromettere il futuro di intere comunità.Tra le preoccupazioni espresse dal consigliere provinciale ci sono anche le possibili ricadute sul piano economico e occupazionale. «L’eventuale realizzazione di un deposito di sco-

rie radioattive comprometterebbe l’immagine e le prospettive di sviluppo sostenibile di queste regioni, incidendo su settori strategici come agricoltura e turismo», sottolinea.Garzone richiama inoltre il tema dell’equità territoriale, sostenendo che decisioni di questa portata non possano ricadere su aree considerate più fragili o marginali. «Non è accettabile –afferma – che la scelta ricada su
territori percepiti come più deboli. Decisioni di questa portata devono essere condivise e non imposte». Il consigliere provinciale invita quindi le istituzioni locali e regionali a mantenere una linea chiara e compatta contro l’ipotesi del deposito unico. «È necessario che gli enti locali assumano una posizione chiara e unitaria, a tutela dei cittadini e delle future generazioni», dichiara.Garzone conclude assicurando che continuerà a portare avanti la battaglia contro la localizzazione del deposito nazionale in Basilicata e Puglia. «Continuerò a farlo con determinazione, dentro e fuori le sedi istituzionali», conclude il consigliere provinciale, rilanciando l’appello alla mobilitazione dei territori.
Morea: «La nostra contrarietà è netta». Cervellino: «La Regione chiarisca la sua posizione sul nucleare»
POTENZA. «La guardia su questo tema non si è mai abbassata – dichiara
Morea –. Purtroppo, ciclicamente torna l’ipotesi di localizzare tra Puglia e Basilicata il deposito nazionale delle scorie radioattive. Una prospettiva che respingiamo con decisione. La nostra terra paga già un prezzo altissimo al sistema energetico nazionale, tra estrazioni e infrastrutture: non è accettabile immaginare ulteriori sacrifici a carico delle nostre comunità».
«Abbiamo lottato duramente in passato su questi temi – prosegue – e continuiamo, e continueremo, a farlo in ogni sede istituzionale e politica. La nostra contrarietà al deposito è chiara, netta e non negoziabile. Anche la Regione Basilicata ha già espresso la propria decisa contrarietà in merito».Il consigliere sottolinea inoltre come il confronto istituzionale non possa prescindere dal coinvolgimento di tutti i livelli rappresentativi: «Sarebbe stato importante rappresentare questa posizione anche in Consiglio provinciale, nel corso della riunione del 5 maggio scorso, in qualità di consigliere regionale. Peccato non essere stati coinvolti. Un’occasione mancata per

un confronto più ampio e trasparente su una questione che riguarda direttamente i territori e i cittadini». Morea ricorda anche l’impegno profuso negli anni precedenti: «Nel 2021, da sindaco, ho fortemente voluto che il Comune di Irsina fosse parte del Seminario nazionale sul deposito delle scorie radioattive, uno dei passaggi previsti per l’individuazione del sito nazionale.
Già in quella sede abbiamo espresso con chiarezza le nostre preoccupazioni e la nostra contrarietà». «Non va dimenticata – aggiunge – la grande mobilitazione popolare che si è registrata nello stesso anno, con la petizione promossa dall’allora vicesindaco di Irsina, Gaetano Garzone, che raccolse oltre 50mila firme. E, naturalmente, la storica marcia del 2003 a Scanzano Jonico. Segnali forti e ine-
quivocabili della volontà dei cittadini».«Continueremo a vigilare – conclude Morea – affinché il nostro territorio non venga individuato come sede del deposito nazionale. Difendere la Basilicata significa tutelarne l’ambiente, la salute dei cittadini e le prospettive di sviluppo sostenibile». Sul caso interviene anche il sindaco di Genzano, Viviana Cervellino: «Ieri, in occasione del Consiglio
provinciale aperto di Matera sul tema delle scorie radioattive, ho partecipato ribadendo la netta contrarietà circa la localizzazione del deposito a Genzano e in Basilicata.Volontà unanime dei presenti convocati dal presidente Mancini e oggetto di approfondite istruttorie tecniche depositate nelle varie fasi procedimentali da tutti gli enti coinvolti e interessati.Sarebbe auspicabile, in ogni caso, che il messaggio politico della Basilicata sia chiaro e senza ambiguità: il parere favorevole espresso dalla Regione in sede di Conferenza Stato-Regioni sul nucleare è più che inopportuno.Pur essendo il tema energetico di stretta attualità e formalmente disconnesso dal deposito unico, la politica continua ad avere le sue regole non scritte in termini di strategia e opportunità. Dichiararsi favorevoli ha indebolito una posizione istituzionale condivisa con i territori e rischia di essere interpretata come un’accettazione passiva.Per questo, in un momento di apparente silenzio, ribadire la nostra contrarietà come comunità lucana non è certo esercizio di retorica, ma un invito a non abbassare la guardia, rivolto a tutti».

CRONA-CHI? Dai cantieri ancora a rischio agli ostacoli per l’occupazione femminile: esperti e istituzioni a confronto sulle criticità del lavoro
DI AN N A TAMMA RI ELLO
In Italia il lavoro resta segnato da precarietà e disuguaglianze, ma il quadro è ancora più critico nel Mezzogiorno e in particolare in Basilicata. Qui la diffusione di contratti instabili, lavoro nero e bassi redditi rende difficile costruire un futuro stabile. La debolezza del tessuto economico e i minori controlli favoriscono situazioni di sfruttamento, mentre la sicurezza sul lavoro resta una criticità, con numerosi infortuni ogni anno. Ancora più fragile è la condizione delle donne: la partecipazione femminile al lavoro è tra le più basse d’Italia e la carenza di servizi per l’infanzia rende difficile conciliare occupazione e famiglia. Molte madri sono così spinte a lasciare il lavoro, spesso non per scelta. Il part-time involontario e i contratti precari colpiscono soprattutto le lavoratrici, aumentando la dipendenza economica. In Basilicata, quindi, precarietà, disuguaglianze di genere e mancanza di servizi si rafforzano a vicenda, rendendo il lavoro meno stabile e meno inclusivo. Questo il nuovo approfondimento di “Crona-Chi?”, il programma di Cronache Lucane condotto dal giornalista Fabio Amendolara. Ospiti della puntata Ivana Pipponzi, giurista e consigliera regionale di Parità, Carmine Lombardi, Segretario della Feneal Uil Basilicata e l’avvocato Massimo Oriolo. Il confronto parte da Lombardi, perché nel 2026 si continua a morire nei cantieri. «È stato un anno difficilespiega-. Non bastano i controlli, ma bisogna partire dalla prevenzione, continuare a informare i lavoratori, i datori di lavoro e naturalmente continuare a controllare e presidiare il territorio».Sulla questione di genere riguardo ai rischi sul lavoro è intervenuta Ivana Pipponzi. «Penso ad esempio alla convenzione che è stata recepita dall'Italia con la legge 4 del 2021, dove c'è una forte attenzione da parte degli stati e quindi da parte di tutte quelle che sono poi le normative che devono essere sviluppate
a livello territoriale con riferimento al contrasto alle molestie e alle violenze sui luoghi di lavoro. Da questo punto di vista il datore di lavoro, quando va a sviluppare e avvalorare il documento di valutazione del rischio, deve considerare l'ottica di genere nel valutare il rischio che una dipendente, quindi una donna, può subire quando svolge il proprio lavoro. Abbiamo visto casi di cronaca qui in Basilicata, penso alle violenze sessuali nei confronti di operatrici del 118. Ne ricordo uno addirittura nel cuore degli uffici regionali. Un buon datore di lavoro, soprattutto nei settori con lavoro notturno o a stretto contatto con l’utenza (come quello sanitario), deve impegnarsi attivamente a prevenire, analizzare e ridurre i rischi e gli infortuni che possono colpire le lavoratrici ». Sul tema delle leggi è intervenuto l’avvocato Oriolo. «Il sistema legislativo è abbastanza efficace. Le norme sulla sicurezza sul lavoro si estendono anche ai rapporti precari, come le collaborazioni coordinate e continuative, che talvolta mascherano forme di lavoro subordinato; per questo la legislazione mira comunque a garantire tutela anche a questi lavoratori. Quindi sicuramente delle forme di tutela ci sono, però il dato sostanziale è che invece forse sia necessario un intervento efficace in termini preventivi». Carmine Lombardi sottolinea che in Italia le norme sulla sicurezza sul lavoro sono numerose e avanzate (come il D.Lgs. 81/08 e la patente a punti per le imprese), ma il problema principale resta la loro applicazione concreta. In particolare, la formazione sulla sicurezza è spesso inefficace perché troppo teorica e formale; sarebbe invece necessario puntare su metodi pratici e comprensibili. Solo migliorando l’attuazione e cambiando l’approccio formativo si possono prevenire davvero i rischi, anche considerando le differenze di genere. Ivana Pipponzi evidenzia che molte donne segnalano discriminazioni sul lavoro, soprattutto legate alla conci-



liazione tra vita privata e professionale. Persistono inoltre casi gravi di molestie e violenze, ma spesso le vittime esitano a denunciare per paura di perdere il lavoro o subire giudizi (vittimizzazione secondaria), anche a causa di stereotipi culturali ancora diffusi. Massimo Oriolo spiega che dimostrare il nesso di causalità negli infortuni sul lavoro può essere complesso: in sede civile il datore deve
provare di aver rispettato le norme, mentre nel penale vale la presunzione di innocenza. Esistono tutele, ma la trasformazione del mercato del lavoro ha reso più deboli alcune garanzie, incidendo anche sulla sicurezza. Infine, da Lombardi e Pipponzi un messaggio per i lavoratori e le lavoratrici. «I nostri uffici sono sempre aperti. Nessuno deve sentirsi solo. È importante denunciare, senza paura di ritor-
sioni -sottolinea il sindacalista». «Non abbiate paura di chiedere aiutoaggiunge la consigliera- . Le istituzioni, gli avvocati, i sindacati sono al vostro fianco. Sarete ascoltate con riservatezza e rispetto». L’avvocato invita i lavoratori a tutelarsi in caso di soprusi, utilizzando strumenti come «le denunce, anche presso l’autorità giudiziaria se neces- sario. È importante agire senza remore».

Validati i requisiti preliminari e la coerenza strategica: ora il dossier sarà trasmesso al Ministero della Salute per la valutazione finale
L’IRCCS Cardio-pneumologico dell’ Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti comincia a prendere corpo. La Giunta Regionale della Puglia ha adottato su proposta dell’Assessore Regionale alla Sanità Donato PENTASSUGLIA la delibera con la quale ha espresso il suo parere favorevole alla richiesta di riconoscimento dell’Ospedale come Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico avendo verificato la coerenza con la programmazione regionale e la sussistenza dei requisiti propedeutici previsti dalla normativa di settore. Il lavoro di costruzione di tale progetto voluto fortemente dai vertici dell’Ente Ecclesiastico il delegato Governatore Don Mimmo Laddaga e il direttore sanitario Vitangelo Dattoli,vede l’ex manager della sanità lucana Piero Quinto guidare in qualità di Direttore della UOC dell’Ospedale la Commissione Tecnica istituita per sovraintendere all’intero percorso amministrativo per il conseguimento del riconoscimento. Con il provvedimento della Giunta Decaro ora il procedimento che porterà al riconoscimento del Miulli quale IRCCS per la tematica Cardio-Pneumologica entra nel vivo per definire tutti gli aspetti richiesti dalla nor-

mativa vigente legati alla dimostrazione delle attività scientifiche,di ricerca e dei volumi di attività della struttura sanitaria che si apprezza da anni per essere un punto nevralgico di tantissime eccellenze specialistiche capaci di contenere il forte flusso migratorio verso le regioni del nord. Proprio le patologie cardiopolmona-
ri trattate presso l’Ospedale Miulli rappresentano un centro di riferimento non solo della Puglia e dellaBasilicata ma dell’intero sud. Per tali ragioni l’intuizione del Rev. Domenico Laddaga e del direttore Vitangelo Dattoli si è focalizzata verso questa specialità che come IRCCS non è presente in nessuna regione del
Sud e che pertanto non dovrebbe trovare resistenze ministeriali nella concessione dello status di Ente di ricerca e cura a carattere scientifico. Tale percorso si inserisce anche in quello sin ora completato che appunto ha visto la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università LUM di Casamassima stipulare specifici protocolli per clinicizzare i reparti dell’Ospedale Miulli e consentire agli studenti della facoltà di Medicina e Chirurgia di poter frequentare per l’attività pratica i reparti a direzione Universitaria dell’Ospedale. Non solo. Ma docenti e ricercatori universitari conferiti in assistenza al Miulli saranno utilizzati anche per rafforzare la ricerca e la produzione scientifica necessaria per ottenere dal Ministero della Salute il riconoscimento di IRCCS. Ora il lavoro della Commissione Tecnica coordinata da Piero Quinto e quello della commissione scientifica coordinata dalla Prof.ssa Licia Iacoviello dopo il nulla osta regionale dovrà procedere al completamento dell’intero dossier da presentare al Ministero della Salute dove la presenza del sottosegretario alla sanità, il pugliese Marcello Gemmato,risulterà importante per il necessario sostegno al percorso di riconoscimento.
Campagna regionale di controllo e mappatura della presenza del gas nelle abitazioni private del territorio
L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata (ARPAB), attraverso l’Ufficio Radioattività e Amianto, in collaborazione con sindaci e amministrazioni comunali, ha avviato la distribuzione gratuita di dispositivi per la rilevazione della concentrazione di gas radon nelle abitazioni situate al piano terra o a livelli seminterrati e interrati, purché abitati.Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, incolore e inodore, che può accumularsi in ambienti chiusi, soprattutto nei livelli più bassi degli edifici. L’esposizione prolungata a concentrazioni elevate rappresenta un potenziale rischio
per la salute, in particolare in ambito residenziale.Questa iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività volte a completare il quadro conoscitivo della distribuzione del radon sul territorio regionale e della relativa esposizione della popolazione. L’obiettivo è contribuire alla definizione delle aree prioritarie della Basilicata, come previsto dalla normativa nazionale (DPCM n. 10 dell’11 gennaio 2024 – Adozione del Piano Nazionale di Azione per il Radon 2023–2032).Dopo l’avvio del monitoraggio sistematico negli edifici scolastici della regione, a partire dal 2020, ARPAB intende ora estendere il coinvolgimento anche alla popola-
zione residente, offrendo gratuitamente i dispositivi di misurazione a coloro che desiderano contribuire alla mappatura del gas radon a livello regionale.I Comuni aderenti riceveranno una dotazione di dosimetri, proporzionale al numero di residenti secondo i criteri previsti dal PNAR, da distribuire ai cittadini interessati secondo modalità operative che saranno comunicate al momento della consegna. Le misurazioni, completamente gratuite per i partecipanti, dureranno un anno, in conformità con le linee guida nazionali, per garantire una rilevazione accurata e rappresentativa.I Sindaci interessati possono rivolgersi direttamente all’Uf-
ficio Radioattività e Amianto di ARPAB per ulteriori informazioni o chiarimenti.

L’ 8-9 maggio nella città dei sassi, due giornate di aggiornamento medico in cardiologia interventistica
MATERA. Matera si prepara a diventare per due giorni punto di riferimento nazionale della cardiologia interventistica. L’8 e 9 maggio, nella Sala Convegni dell’Hotel San Domenico al Piano, è in programma il “Matera Cardiovascular Intervention 2026”, appuntamento che riunirà specialisti di primo piano per un confronto sulle più recenti innovazioni nella diagnosi e nel trattamento delle patologie cardiovascolari. Il convegno, con inizio alle ore 13.15, prevede due giornate di lavori dedicate ai temi più attuali della disciplina, con sessioni scientifiche e approfondimenti su tecniche sempre più avanzate e approcci multidisciplinari. L’evento è accreditato Ecm con 10 crediti formativi ed è rivolto a medici chirurghi, infermieri e professionisti sanitari.Promosso con il patrocinio della Regione Basilicata, dell’Azienda sanitaria locale di Matera e dell’Ospedale San Carlo di Potenza, il convegno vedrà la partecipazione di oltre cento professionisti e la presenza di relatori provenienti da tutta Italia. Responsabili scientifici sono il professor Eugenio Stabile e il dottor Giandomenico Tarsia.Nel dettaglio, il programma scien-

tifico affronterà le principali sfide della cardiologia interventistica, dalle patologie valvolari alle sindromi coronariche acute e croniche, fino agli interventi strutturali più innovativi, in un settore in continua evoluzione. «Eventi come questo – dichiara il direttore generale Maurizio Friolo – rappresentano un momento fondamentale di crescita per i professionisti sanitari e un’opportunità concreta per rafforzare la qualità dell’assistenza. La presenza a Matera di esperti di livello nazionale e internazionale conferma il ruolo della nostra Azienda e del territorio come punto di riferimento per la formazione e l’innovazione in ambito cardiovascolare».L’interventistica cardiovascolare, oggi tra i settori più dinamici della medicina, con-
tinua infatti a evolversi grazie allo sviluppo di tecnologie avanzate e a un approccio sempre più integrato nella gestione del paziente.«Innovazione e cure avanzate non sono solo obiettivi tecnici – sottolinea l’assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr Cosimo Latronico – ma impegni concreti verso i cittadini lucani. Vedere Matera protagonista del dibattito scientifico nazionale sulla cardiologia interventistica dimostra che il nostro sistema sanitario è attrattivo e capace di dialogare con le migliori eccellenze del Paese».Con questo appuntamento, Matera consolida il proprio ruolo nel panorama degli eventi scientifici di rilievo nazionale, contribuendo alla diffusione della cultura clinica e dell’innovazione sanitaria.
LE CONSIGLIERE ARANEO E VERRI: «SERVE STABILITÀ»
nella
il M5S: «Ora più fondi»
POTENZA. L’ingresso dell’Irccs Crob di Rionero nella rete europea dei centri oncologici di eccellenza rappresenta «un passaggio di grande rilievo» per la sanità lucana e per l’intero Mezzogiorno. È quanto sostengono le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Basilicata, Alessia Araneo e Viviana Verri, che invitano la Regione a trasformare il riconoscimento in una strategia strutturale per ricerca, assistenza e personale.Secondo le esponenti pentastellate, il risultato ottenuto dall’istituto oncologico lucano è il frutto del lavoro quotidiano di ricercatori, medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo che, «spesso in condizioni complesse», continuano a garantire qualità scientifica e organizzativa.Araneo e Verri sottolineano però che un centro di eccellenza «non vive di celebrazioni», ma necessita di programmazione, investimenti e continuità. Per questo chiedono una ricognizione trasparente sulle stabilizzazioni ancora aperte e sul reale fabbisogno di personale necessario a sostenere il ruolo assunto dal Crob nella rete europea.«Non basta dire che il Crob è entrato in Europa. Occorre metterlo nelle condizioni di restarci da protagonista», affermano le consigliere regionali, che chiedono all’assessore Cosimo Latronico e al presidente Vito Bardi un piano di rafforzamento degli organici e una strategia chiara per sostenere insieme ricerca e assistenza sanitaria.

Il sindacato chiede valorizzazione del personale, confronto permanente e piena applicazione degli istituti contrattuali
POTENZA. La Uil Fp interviene sul processo di riorganizzazione del Consiglio regionale della Basilicata chiedendo maggiore valorizzazione del personale, piena attuazione contrattuale ed efficienza amministrativa. A firmare il documento è il segretario generale regionale Giuseppe Verrastro, che augura buon lavoro al nuovo direttore del Consiglio regionale Gerardo Travaglio e ringrazia il direttore uscente Coluzzi «per l’impegno e la professionalità dimostrati durante il mandato».
Nel corso dell’ultimo confronto istituzionale, il sindacato ha illustrato le proprie proposte sul piano di riorganizzazione, sostenendo di aver contribuito a migliorare alcuni punti critici nell’ottica di garantire maggiore
funzionalità e trasparenza dell’azione amministrativa.Tra i temi affrontati anche l’istituzione della figura del capo di gabinetto. La Uil Fp chiarisce di non avere preclusioni rispetto a questa scelta, ritenuta una prerogativa dell’amministrazione, ma sottolinea la necessità di accompagnarla con una concreta valorizzazione delle professionalità interne, in particolare dei dirigenti già presenti nell’ente.Il sindacato ribadisce inoltre l’urgenza di attribuire elevate qualificazioni e specifiche responsabilità al personale, compresi i neoassunti, prevedendo un ampliamento dei fondi dedicati.
«Si tratta di lavoratori che ogni giorno garantiscono il corretto funzionamento degli uffici regionali con spirito di sacrificio e

senso di appartenenza», evidenzia Verrastro.La Uil Fp chiede infine la convocazione urgente della delegazione trattante per affrontare le questioni legate al riconoscimento economico e pro-
fessionale del personale e alla piena applicazione degli istituti contrattuali. «Continueremo a vigilare con attenzione sul processo di riorganizzazione», conclude il segretario regionale.


POTENZA. La quinta tappa del Giro d’Italia, Praia a Mare-Potenza si avvicina. Il 13 maggio, il capoluogo vedrà ancora una volta la Corsa Rosa
sfrecciare per le sue strade.
Dopo la partenza dalla Calabria e un percorso lungo 203 chilometri che metterà a dura prova i cor-
ridori con un dislivello di 4.100 metri, la carovana rosa farà il suo ingresso nel capoluogo lucano. A rendere la giornata ancora più speciale per la
POTENZA Il Coordinamento cittadino sottolinea l’importanza di una sinergia con la Regione
POTENZA. «L’Ufficio cittadino di coordinamento politico di Azione Potenza esprime pieno sostegno alla tutela dei servizi essenziali della città, sostenendo un’azione di coordinamento che metta al centro il benessere dei cittadini e la stabilità del welfare urbano» afferma l’ufficio cittadino di coordinamento di Azione. «In sintonia con le istanze del Sindaco Telesca, Azione Potenza sottolinea l’importanza di una sinergia costruttiva con la Regione Basilicata per garantire la continuità delle prestazioni fondamentali.si legge nella nota - L’obiettivo è invitare la Regione a valorizzare, all’interno della programmazione finanziaria 20262028, il ruolo strategico di Potenza come erogatore di servizi per l’intero territorio lucano. Assicurare la solidità del Trasporto Pubblico Locale, l’efficienza dei sistemi di mobilità meccanizzata e la qualità delle mense e dell’assistenza scolastica significa investire in un modello di città inclusiva, capace di rispondere
alle esigenze dei residenti e dei tanti lavoratori e studenti che ogni giorno la raggiungono».
Azione Potenza vede in questa fase «un’opportunità per rafforzare il patto di solidarietà tra istituzioni. Destinare risorse certe a questi settori non è solo una necessità amministrativa, ma una scelta di visione che protegge le fasce più fragili della popolazione e garantisce serenità ai lavoratori del comparto servizi». «In questa prospettiva, chiediamo che i nostri consiglieri regionali si facciano interpreti e promotori in prima persona di questi intenti, favorendo un dialogo costante e proficuo con la Regione Basilicata».
La loro azione istituzionale vorrà orientarsi a garantire percorsi condivisi e soluzioni concrete che diano certezze al bilancio comunale, nella convinzione che sostenere il Capoluogo significhi promuovere lo sviluppo di tutta la Basilicata.» conclude l’ufficio cittadino di coordinamento politico di Azione Potenza.

città è la scelta di un traguardo inedito: la volata finale si disputerà infatti su Viale dell’Unicef, una novità annunciata dal sindaco Vincenzo Telesca per favorire uno spettacolare arrivo in velocità.
Per accogliere al meglio la corsa e garantire la massima sicurezza, il Comune di Potenza ha disposto la chiusura di tutte le scuole cittadine per la giornata del 13 maggio.
Per meglio coordinare tuttal a macchina organizzativa, il Prefetto di Potenza Michele Campanaro ha convocato in Prefettura, domani, alle ore 11,00, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per un esame finale delle misure di security e safety, in vista della manifestazione sporti-
va. Alla riunione di Comitato sono stati invitati, oltre al Presidente della Provincia di Potenza, al Sindaco di Potenza ed ai vertici provinciali delle Forze di Polizia, gli Assessori alle Infrastrutture e Mobilità ed alle Attività Produttive della Regione Basilicata, il Dirigente della Protezione Civile della Regione Basilicata, i ventisette amministratori locali dei Comuni interessati dall’attraversamento della carovana, il Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Potenza, il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza 118 ed i Responsabili delle Strutture Territoriali ANAS di Basilicata e Calabria.
La 5 A celebra il percorso scolastico con un'opera di introspezione
“L’eco dei mille giorni”

POTENZA. Il 14 maggio, alle ore 16:00, presso l’aula magna del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Potenza, si terrà la presentazione del libro “L’eco dei mille giorni”, realizzato dagli studenti della classe 5A ed edito da Nonsolopoesie edizioni. L’opera, ideata dalla docente tutor Anna R.G. Rivelli nell’ambito delle attività di orientamento, raccoglie riflessioni, ricordi ed emozioni vissuti dagli studenti durante i cinque anni di liceo.
Il progetto ha permesso ai ragazzi, ormai prossimi alla maturità, di riflettere sul proprio percorso scolastico, rafforzando competenze personali e culturali. La presentazione del libro si inserisce tra gli eventi del Maggio Potentino, celebrando la creatività delle giovani generazioni e il loro legame con la scuola e il territorio. L’evento sarà aperto al pubblico e rappresenterà un’occasione per condividere emozioni e racconti di un’esperienza che ha segnato il cammino degli studenti verso il futuro.
Tre giorni di incontri tra operatori, buyer e istituzioni per rafforzare e valorizzare l’offerta turistica sui mercati internazionali
Ha preso il via ieri, a Maratea la BTM InterAzioni Special Edition, iniziativa promossa dall’APT Basilicata con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento della destinazione sui mercati nazionali e internazionali e creare nuove opportunità per gli operatori turistici del territorio.Le prime due giornate, ieri e oggi, sono dedicate alla scoperta diretta del territorio attraverso un fam trip che coinvolge buyer e giornalisti di settore, accompagnati alla scoperta delle bellezze di Maratea e delle località limitrofe. Un’occasione strategica per far conoscere da vicino l’offerta turistica lucana e consolidarne l’attrattività.Il momento centrale dell’evento è in programma domani, 8 maggio, presso il Grand Hotel Pianeta Maratea, dove si terranno gli incontri B2B tra domanda e offerta. Dalle 9:30 alle 13:30 operatori turistici e buyer si confronteranno per costruire relazioni commerciali e trasformare le proposte locali in concrete opportunità di business. La sessione, gratuita e aperta agli operatori della Basili-

cata previa registrazione, sarà accompagnata da momenti di networking informale.Nel pomeriggio spazio agli approfondimenti tematici. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Cesare Albanese, il programma entrerà nel vivo con il workshop “Stessa destina-
zione, offerta diversa con AI”, guidato da Giulia Eremita, dedicato all’evoluzione dei comportamenti dei viaggiatori e alla necessità di sviluppare offerte sempre più mirate.Seguirà il keynote di Beppe Giaccardi, che analizzerà le nuove sfide per le desti-
nazioni turistiche, tra cambiamenti della domanda, innovazione tecnologica e impatti dei cambiamenti climatici.A chiudere i lavori sarà il panel istituzionale “CROSS TRAVEL”, con la partecipazione di Margherita Sarli, Vincenzo Maraio, Daniele Donnici, Luigi Lirangi e Massimo Diana. Le conclusioni saranno affidate a Marcello Pittella, con la moderazione di Mary Rossi.La giornata si concluderà con una degustazione delle eccellenze enogastronomiche locali, a cura di BTM Gusto, a suggellare un’iniziativa che punta a mettere la Basilicata al centro del turismo nazionale e internazionale, valorizzandone identità, innovazione e capacità di fare rete. L’evento conferma inoltre il crescente interesse degli operatori internazionali verso le destinazioni emergenti del Sud Italia, sempre più competitive nei mercati turistici globali. In particolare, il format della manifestazione conferma la centralità del networking e della formazione come leve strategiche per la crescita sostenibile del comparto turistico regionale.
L’iniziativa editoriale di Caterina Oliva porta la storia medievale nelle scuole attraverso un racconto che unisce lingua e storia
Un ponte tra passato e presente, tra lingua italiana e inglese, tra divulgazione e passione per la storia: è questo lo spirito del nuovo libro dedicato a Federico II di Svevia, figura affascinante e centrale del Medioevo europeo. L’opera, ideata e realizzata dall’insegnante di inglese Caterina Oliva, sta riscuotendo un successo trasversale, conquistando sia giovani lettori sia adulti curiosi di riscoprire uno dei personaggi più emblematici legati al territorio del Vulture-Melfese.Il volume si distingue per la sua struttura bilingue, italiano/inglese, con un livello linguistico A2 pensato per rendere la lettura accessibile anche a studenti e lettori alle prime armi con la lingua inglese. Una scelta che amplia il pubblico e risponde a una domanda concreta: rendere la storia fruibile anche a un’audience in-
ternazionale. Non sorprende, quindi, che il libro venga utilizzato anche in ambito scolastico come supporto alla didattica. In questo modo, il libro si propone anche come uno strumento didattico innovativo, capace di unire apprendimento linguistico e conoscenza storica in un’unica esperienza di lettura.Non a caso, il libro è disponibile presso il bookshop del Museo Federiciano di Iesi, città natale dell’imperatore, dove spesso i turisti stranieri faticano a trovare testi divulgativi in inglese dedicati a Federico II. In questo contesto, l’opera rappresenta un valido compromesso tra rigore storico e semplicità espositiva.Tra i contenuti più rilevanti spicca un intero capitolo dedicato alle celebri Costituzioni di Melfi, uno dei più importanti corpus legislativi del Medioevo, promulgato proprio nella città lucana di
Melfi. Un approfondimento che rafforza il legame tra il territorio e la figura dell’imperatore, restituendo centralità storica a un’area spesso poco valorizzata nei percorsi didattici tradizionali.A confermare il valore dell’opera è anche l’apprezzamento di Alessandro Barbero, tra i più noti divulgatori italiani di storia medievale, il cui giudizio positivo rappresenta un importante riconoscimento per l’autrice.Il successo del libro si riflette anche nelle classifiche online, dove figura tra i best seller di Amazon nella categoria narrativa storica medievale per ragazzi. Un risultato che testimonia l’interesse crescente verso forme di divulgazione accessibili, capaci di unire apprendimento linguistico e scoperta storica.Con questo progetto editoriale, Caterina Oliva non solo rende omaggio a Federico II, ma
contribuisce anche a promuovere il patrimonio culturale del Sud Italia, dimostrando come la storia
possa ancora parlare a tutte le generazioni, anche attraverso nuove forme e linguaggi.


Mancini: «Questa visita può aprire nuove opportunità di crescita condivisa e cooperazione tra i nostri territori»
MATERA. Si è svolta a Matera la visita ufficiale della delegazione istituzionale proveniente dalla provincia sudafricana del Free State, giunta in Basilicata con l’obiettivo di rafforzare le relazioni bilaterali e sviluppare nuove forme di cooperazione tra i due territori.La cerimonia istituzionale si è tenuta nella sala del presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, alla presenza del consigliere regionale Nicola Morea, dell’assessore comunale Giuseppe Casino, della giornalista Mary Padula, organizzatrice della visita, della vicepresidente di Confindustria Basilicata Laura Tosto e del presidente della Cna Matera Leo Montemurro.La delegazione era guidata dalla premier del Free State MaQueen Letsoha-Mathae ed era composta da rappresentanti istituzionali dei settori economia, turismo, agricoltura, cultura e sicurezza, oltre che da funzionari tecnici e diplomatici. Per la premier sudafricana si è trattato di un ritorno a Matera dopo la precedente esperienza legata al progetto “Tu che lavoro fai?”, ideato da Mary Padula.
Durante l’incontro sono stati affrontati temi strategici legati allo sviluppo

economico, alla promozione turistica e agli scambi culturali, con l’obiettivo di individuare ambiti concreti di collaborazione. La missione, organizzata in collaborazione con l’Ambasciata del Sudafrica a Roma, viene considerata il primo passo verso un rapporto stabile e strutturato tra Basilicata e Free State.«Accogliere una delegazione di così alto profilo è motivo di orgoglio per il nostro territorio – ha dichiarato il presidente Mancini –. Il dialogo con il Free State apre nuove opportunità di crescita condivisa e di scambio di buone pratiche in settori strategici come turismo, cultura e governance».Il consigliere regionale Morea ha in-
vece sottolineato il valore della cooperazione internazionale «in un tempo segnato da guerre e tensioni», evidenziando come la Basilicata sia «una terra aperta al mondo e pronta a costruire relazioni solide e opportunità concrete di sviluppo».Anche l’assessore Casino ha ribadito la disponibilità della città di Matera ad avviare rapporti istituzionali e culturali con il Sudafrica, richiamando la vocazione internazionale del territorio.La premier Letsoha-Mathae ha infine evidenziato «le numerose caratteristiche simili» tra il Free State e la Basilicata, definendo la visita un’occasione importante per intensificare relazioni e collaborazioni future.
MATERA. Il Comune di Matera ha affidato i lavori di riqualificazione e ampliamento dell’area camper di via dei Normanni, nel rione Serra Venerdì. Con una determinazione dirigenziale firmata da Ignazio Oliveri è stato disposto l’affidamento diretto alla società Regina Edilizia e Impianti di Palo del Colle, in provincia di Bari, per un importo complessivo di circa 160 mila euro, Iva compresa. L’intervento rientra in un progetto complessivo da 213.800 euro finanziato in parte con fondi ministeriali e in parte con risorse comunali. Il settore Opere pubbliche ha inoltre aggiornato il progetto esecutivo per adeguare i prezzi dell’intervento alle normative vigenti.Il piano prevede la riqualificazione dei dodici stalli già presenti e la realizzazione di altri dieci nuovi spazi destinati ai camper. La capienza complessiva dell’area passerà così da dodici a ventidue posti, ciascuno con una superficie superiore ai quaranta metri quadrati.Secondo quanto stabilito negli atti amministrativi, i lavori dovranno essere completati entro 150 giorni consecutivi dalla consegna del cantiere. Il progetto punta ad adeguare la struttura agli standard attuali, migliorando servizi e accoglienza per il turismo itinerante, sempre più presente nella città dei Sassi.

Il Comune lancia due manifestazioni d’interesse per infopoint turistici ed eventi tra lungomare, borgo Casalini e centro città
POLICORO. Policoro si prepara alla stagione estiva rafforzando i servizi di accoglienza e la programmazione degli eventi. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enrico Bianco ha pubblicato due manifestazioni di interesse: una dedicata alla gestione degli infopoint turistici comunali e l’altra finalizzata alla costruzione del cartellone estivo 2026.L’obiettivo è migliorare accoglienza e promozione del territorio in vista dell’arrivo delle migliaia di visitatori che ogni anno affollano spiagge e lungomare della città jonica. Uno dei due infopoint sarà operativo tutto l’anno nel borgo storico dei Casalini, nei pressi di viale Salerno. Il secondo sarà invece attivato durante la stagione estiva a Largo Enotria, vicino al lido “La Stiva”, in
una delle aree più frequentate del lungomare.«Con questa iniziativa – spiega il sindaco Bianco – intendiamo offrire anche un’opportunità di lavoro a giovani con esperienza nel settore turistico e nelle relazioni con il pubblico, garantendo servizi di qualità con costi sostenibili per l’amministrazione».L’assessore al Turismo Massimiliano Padula sottolinea invece la dimensione innovativa dell’iniziativa. «Ci apriamo ai professionisti del settore – afferma – con l’obiettivo di fornire informazioni al turista ma anche servizi per un’area vasta, creando una rete territoriale».La concessione avrà durata triennale con possibilità di proroga per altri tre anni e comprenderà anche la gestione dello “Spazio espositivo del Casalino”, destinato ad attivi-

tà culturali ed espositive.I servizi richiesti dovranno includere promozione territoriale, supporto alla fruizione turistica, strumenti digitali e coordinamento con operatori locali. Previsto anche l’utilizzo del marchio turistico cittadino per materiale promozionale e merchandising.Le domande per
gli infopoint dovranno essere presentate entro il 4 giugno. Parallelamente il Comune ha avviato anche una manifestazione di interesse per il cartellone estivo, in programma dal 15 giugno al 15 settembre, con eventi culturali, musicali, sportivi e di promozione del territorio.

La Basilicata si svuota e invecchia; nel frattempo, l’Africa lotta contro la povertà ma la popolazione cresce a dismisura
DI V IN CE NZ O MA IDA
La Basilicata continua a perdere residenti, registrando un calo demografico persistente. La popolazione è scesa sotto le 530mila unità, con una riduzione di circa 3.229 persone. Ѐ come se ogni anno sparisse un piccolo Comune. L’incidenza dei residenti stranieri è ininfluente; anzi, spesso, emigrano anche gli immigrati. Essi provengono prevalentemente da Romania, Albania e Marocco. A fronte di tale oggettiva realtà, che unita all’invecchiamento della popolazione ci rappresenta un quadro desolante, non si registra una sola iniziativa che tenti se non di invertire la rotta, almeno di arrestare l’emorragia. Da tempo, i canali televisivi, e non solo, ci inondano di spot per chiederci una donazione destinata ad acquistare viveri, farmaci o comunque per contribuire alla cura di migliaia di bambini dei Paesi del Terzo Mondo affetti da diverse patologie, che in alcuni casi possono portare alla morte, alla cecità, etc. etc. Le immagini proposte inteneriscono anche i cuori più duri e insensibili, impossibile rimanere indifferenti. A una riflessione più attenta, però, non sfugge che quelle povere creature non sono al mondo per opera dello spirito santo, ma perché un uomo
e una donna si sono accoppiati, indifferenti al fatto che, date le condizioni di povertà estrema del loro contesto sociale, mettono al mondo degli esseri che vanno incontro, oltre che alla malnutrizione, anche a diverse malattie. Anche la popolazione nella Striscia di Gaza ha storicamente avuto un alto tasso di crescita naturale, dovuta a un’elevata natalità e a una popolazione giovane. Solo studi recenti, basati su dati post 7 ottobre 2023, indicano che la popolazione della Striscia di Gaza potrebbe essere calata, con stime che indicano una riduzione del 6%. La situazione attuale è di emergenza umanitaria con sfollamenti di massa, ma non rinunciano ad accoppiarsi e a moltiplicarsi, sia pure in misura un po’ ridotta rispetto al passato. Non sarebbe, dunque, il caso di accompagnare le campagne di richiesta di donazioni oltre che per farmaci, cibo ed altro, anche per promuovere la contraccezione e, nei limiti del possibile, l’astinenza sessuale? Sappiamo perfettamente che la morale cattolica ha una posizione sull’argomento ben definita e più volte ribadita, ma oggi ci troviamo di fronte a una situazione straordinaria a livello mondiale. Ogni 15 secondi, nel mondo, un bambino è vittima della malnutrizione e non raggiunge

il quinto anno di età. Qualche tempo addietro, uno studio condotto dal Dipartimento Onu per Economia e Affari sociali, ha stimato che milioni di donne vorrebbero usare moderni contraccettivi ma non possono. In Africa, vi è la percentuale più alta di necessità che rimane elusa. Un modesto spiraglio di ottimismo lo ha offerto, nel 2016, un altro studio condotto sempre dall’Onu World Contraceptive Use 2016 sull’uso della contraccezione e la pianificazione famigliare nel mondo, nel quale si evidenzia che la diffusione di anticonce-

zionali nei Paesi in via di sviluppo non è mai stata così alta e che, continuando in questa direzione, si potrebbe in futuro mitigare il sovrappopolamento del Pianeta. Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione: «I dati ci mostrano che le donne che hanno accesso alla pianificazione nelle nascite, spesso costituiscono famiglie più piccole, con maggiore istruzione e bambini più sani». In Nigeria, uno dei Paesi per cui è stata prevista una delle maggiori crescite della popolazione, l’uso degli anticoncezionali è al 16%. Baste-
rebbe l’aumento di un punto percentuale affinché oltre 400mila donne pianificassero consapevolmente la crescita della famiglia. Ogni anno, secondo alcuni calcoli, ci sono altresì oltre 20 milioni di gravidanze indesiderate. Questi dati contrastano con quelli dei Paesi occidentali, soprattutto dell’Europa e dell’Italia, dove aumenta la popolazione anziana e la denatalità. Intervenire su questo ambito significa, indirettamente, fare prevenzione anche sul fenomeno ormai epocale e strutturale dell’immigrazione.

Al Polo Bibliotecario di Potenza la presentazione dell’opera che intreccia introspezione, emozioni e ricerca interiore

Un volume scritto con impegno, amore ed entusiasmo, pensato come uno spazio aperto in cui il lettore possa riconoscersi e vivere emozioni fuori dall’ordinario. Sono queste le chiavi di lettura de «Il messaggio tra le nuvole», libro di Francesco Messina, edito da Dialoghi, presentato ieri pomeriggio nella Sala conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza.L’opera
nasce durante il periodo drammatico della pandemia da Covid19, subendo inizialmente una pausa per poi riprendere forma grazie alla determinazione dell’autore. Un lavoro che si propone di indagare il senso degli incontri, delle domande e dei segni della vita, ponendo al centro la ricerca continua delle emozioni, dei sentimenti interiori e del rapporto con gli altri.Protagonista del romanzo è Elton, figura attraverso cui si sviluppa una narrazione semplice e lineare ma al tempo stesso profonda, capace di accompagnare il lettore in un percorso interiore fatto di riflessione e consapevolezza.
Al centro del racconto, le nuvole assumono un ruolo simbolico e diventano elemento chiave: uno spazio sospeso da cui emergono emozioni, interrogativi e nuove prospettive di vita.All’incontro, moderato da Angelo Parisi e Francesco Potenza, è intervenuto anche il direttore della Biblioteca nazionale di Potenza, Luigi Catalani. Un momento di con-
fronto e dialogo che ha offerto spunti di riflessione sul valore della letteratura come strumento di crescita personale e collettiva.«Questo è il punto più accattivante del romanzo, perché chi prende il libro in mano si chiede subito quale sia il primo messaggio tra le nuvole.
Quello che posso dire è che non si tratta di un concetto definito, fermo, ma di qualcosa che si muove, come le nuvole nel cielo, all’interno della narrazione», ha spiegato Francesco Messina.«Ci sono diversi livelli di lettura – ha aggiunto – e mi auguro che ogni lettore riesca a coglierne alcuni propri. Non è un libro che dà risposte, ma che apre domande; non spiega, ma mostra. L’ho scritto durante il Covid, quasi di getto, in una quindicina di giorni, come se avessi già dentro tutto il materiale. Poi l’ho ripreso e rivisto prima della pubblicazione».L’autore ha inoltre voluto dedicare l’opera alla sua famiglia: «Questo libro lo dedico ai miei genitori, perché attraversa un per-
corso interiore e guarda una realtà spesso segnata da fragilità, proprio come quella dei tempi contemporanei».Anche Angelo Parisi, scrittore e appassionato di letteratura, ha sottolineato il valore del volume: «Ogni libro è un attraversamento e contiene sempre un seme di crescita e confronto. Questo, in particolare, racconta una formazione interiore e uno sviluppo di consapevolezza del protagonista. Attraverso vicissitudini non sempre piacevoli, Elton cambia il proprio atteggia- mento verso la vita. È un libro che non offre chiusure né risposte definitive, ma apre a nuove domande».Alla presentazione erano presenti anche i genitori dell’autore, a testimonianza di un legame forte con i valori familiari e con una quotidianità fatta di relazioni autentiche.
Un romanzo che, partendo dall’esperienza della pandemia, restituisce così un intenso percorso umano e relazionale, capace di parlare al lettore con delicatezza e profondità.
In Consiglio regionale un momento per celebrare sport, etica e impegno nel segno del benessere e della competizione leale

Un incontro all’insegna dello sport sano e dei valori autentici della competizione. Oggi, alle ore 10.30, il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, riceverà nella Sala Basento della Presidenza gli atleti Anna Colucci e Stefano Rosa, protagonisti nel panorama del bodybuilding internazionale.Madre e figlio, i due campioni si sono distinti in numerose competizioni di rilievo, entrando nella storia della disciplina come prima coppia madre-figlio
a conquistare i titoli di Mister e Miss Universo e a disputare una finale insieme. Un percorso che li ha resi esempio di eccellenza sportiva e di straordinaria longevità atletica.L’incontro rappresenterà un’occasione per valorizzare i loro risultati, ma anche per richiamare l’attenzione sul significato più autentico dello sport, inteso come pratica fondata su equilibrio, rispetto del corpo e competizione leale, oltre che su determinazione e sacrificio quotidiano per il raggiungimento degli obiettivi.Origi-

nari di Pignola, Colucci e Rosa sono inoltre portavoce di un messaggio etico ben preciso, legato alla promozione del bodybuilding natural. I due atleti dimostrano come sia possibile raggiungere elevati risultati fisici attraverso allenamento rigoroso, disciplina alimentare e dedizione costante, senza ricorrere a sostanze dopanti e nel pieno rispetto della salute.Un appuntamento che unisce istituzioni e sport, mettendo al centro valori positivi e modelli virtuosi per le nuove generazioni.

Tra devozione, musica e tradizioni popolari, un viaggio nella festa della Madonna della Stella e nei simboli della comunità arbëresh
SAN COSTANTINO ALBANESE Non è solo un luogo, ma un simbolo identitario profondo: “Kapelja” è il termine con cui a San Costantino Albanese si indica il santuario mariano della Madonna della Stella, cuore religioso della comunità, e al tempo stesso la festa che si celebra ogni anno la seconda domenica di maggio.Un evento molto sentito dalla popolazione, in cui la devozione mariana si intreccia con canti religiosi, momenti liturgici e paraliturgici, ma anche con iniziative di carattere popolare. Tra queste spicca la tradizione dei pupazzi pirotecnici, i Nusazit, diventati nel tempo uno degli elementi più rappresentativi della celebrazione.A raccontare questo patrimonio culturale è Nicola Scaldaferri nel volume Kapelja. La festa della Madonna della Stella e i pupazzi pirotecnici di San Costantino Albanese, pubblicato da Squilibri editore. Il libro, arricchito da un ampio apparato fotografico, sonoro e audiovisivo, ripercorre i momenti salienti del culto

mariano, soffermandosi sulla dimensione musicale e sulla storia del santuario, le cui origini risalgono all’antica presenza italo-greca nel territorio.Ampio spazio è dedicato anche ai Nusazit, pupazzi antropomorfi che raffigurano una coppia in abiti tradizionali arbëresh, due fabbri e un diavolo. Accesi la mattina della festa, in apertura della processione, vengono poi fatti esplodere, dando vita a uno dei momenti più spettacolari e simbolici dell’intera manifestazione.
Introdotti agli inizi del Novecento, nel corso di circa un secolo sono diventati un
potente veicolo di identità collettiva, al centro di un crescente processo di valorizzazione culturale.Il volume si inserisce nel progetto “Il Borgo dei Suoni”, promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Regione Basilicata, e sarà presentato venerdì 8 maggio alle ore 19 presso la Casa Parco di San Costantino Albanese. All’incontro interverranno il sindaco Renato Iannibelli, l’assessore alla cultura Gianni Lufrano e papas Giampiero Vaccaro, rettore del Santuario Diocesano Madonna della Stella


Laboratori e percorsi educativi nelle scuole per riscoprire il valore culturale del cibo e dell’ospitalità
MATERA Torna anche nella città dei Sassi la Giornata della Ristorazione, l’iniziativa ideata da Fipe-Confcommercio e giunta alla quarta edizione, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo della ristorazione come pilastro del Made in Italy.Per l’edizione 2026, la FipeConfcommercio di Matera punta ancora una volta sul coinvolgimento delle scuole primarie, sottolineando il legame tra educazione, cultura alimentare e territorio. In questo contesto è stato organizzato l’evento «Piccoli chef per 1 giorno: laboratori, tradizione, ospitalità e sana alimentazione», che vedrà la partecipazione dell’Istituto Comprensivo «E. Fermi» di Matera.L’appuntamento è fissato per l’8 maggio alle ore 10.00 presso la scuola «E. Fermi», dove alcune classi della primaria saranno coinvolte in attività pratiche e laboratoriali. I bambini, affiancati da chef-patron, potranno cimentarsi in workshop con le
“mani in pasta”, ma anche partecipare a racconti sensoriali legati ai piatti della memoria.L’iniziativa mira a trasmettere ai più giovani l’importanza del rapporto tra cibo, emozioni e tradizione, promuovendo al tempo stesso una corretta alimentazione e una maggiore consapevolezza della cultura dell’ospitalità.«La Giornata» nata da un’idea della Fipe, in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura e il Ministero del Turismo, coinvolgerà poi, il 16 maggio 2026, i ristoratori aderenti su tutto il territorio nazionale. In quell’occasione, ogni attività proporrà un piatto dedicato, con il riso come ingrediente protagonista.Un alimento simbolico, il riso, scelto per il suo valore universale: segno di vita, prosperità e continuità, presente da millenni nella storia dell’uomo e nelle tradizioni culturali, dove rappresenta un augurio di fertilità e abbondanza.


DI FABRIZIO QUARATINO
Avolte mi accorgo che la vita non chiede risposte perfette, ma una direzione sincera che continui a camminare anche quando tutto non è ancora chiaro. Non è la forza esibita a cambiare il corso delle cose, ma quella determinazione silenziosa che resta, anche quando nessuno la vede, anche quando dentro si attraversano passaggi che non si sanno ancora nominare, ma che si imparano a vivere un passo alla volta, come capita spesso a tutti nei momenti in cui si è costretti a fare i conti con ciò che si sente davvero.C’è un insegnamento che attraversa il tempo con una semplicità disarmante: anche una sola parola, se nasce da una fede costante e da una volontà limpida, può aprire un varco dove prima sembrava esserci solo chiusura. Non è mai la quantità a trasformare la realtà, ma la profondità con cui si sceglie, ogni volta, di non abbandonare ciò che si è deciso nel cuore.Mi rendo conto che ogni giorno diventa così un esercizio invisibile di presenza: non

per essere invulnerabili, ma per imparare a ritornare al proprio centro senza smarrirsi del tutto, anche quando le emozioni oscillano, anche quando le circostanze sembrano più veloci della nostra comprensione.La vera forza non è reagire a tutto, ma restare umani mentre si attraversa tutto. È in quel punto sottile che nasce una fiducia più stabile, che non dipende da ciò che accade fuori, ma da ciò che si continua a costruire dentro, con pazienza, anche nei momenti in cui sembra più difficile riconoscerlo.Quando ci si ferma, si ritorna alla propria determinazione interiore e si riprende il contatto con ciò che conta davvero, non si sta fuggendo dalla realtà. Si sta imparando a guardarla senza esserne travolti, con uno sguardo più ampio, più quieto, più vero. Succede spesso che solo dopo, guardando indietro, ci si accorga di quanto quel silenzio interiore abbia fatto la differenza. E allora anche ciò che inizialmente appare come un ostacolo cambia lentamente forma: non è più una barriera definitiva, ma un passaggio che ancora non si è compreso

fino in fondo.In questo senso, la vita non smette mai di offrire possibilità, anche quando sembrano nascoste o silenziose. E spesso la prima vera apertura nasce proprio dal non arrendersi alla chiusura del momento, ma dal restare in ascolto di ciò che ancora non si vede, ma si sente, e che, a volte, ci accomuna più di quanto si pensi.Non si tratta di essere sempre forti, ma di non interrompere quel filo sottile che ci riporta alla nostra direzione interiore, anche nei giorni più incerti, anche quando tutto sembra più confuso del solito.E forse è proprio lì che si compren-
de una cosa semplice e decisiva: ciò che non si spegne dentro di noi continua a muoversi, e a volte, senza far rumore, illumina anche ciò che ci circonda.Se queste parole trovano spazio in qualcuno, non come verità da accettare ma come eco da sentire propria, allora non restano solo riflessione: diventano un punto silenzioso in cui riconoscersi, anche solo per un istante, senza dover spiegare nulla, ma semplicemente sentendo che qualcosa è passato attraverso di noi. E forse è proprio lì che la vita continua a muoversi, senza fare rumore.
Giovani da tutta Italia protagonisti a Roma, tra racconti, esperienze e impegno nella sensibilizzazione sociale
Tutto pronto nella capitale per la cerimonia di premiazione del concorso nazionale “Eplibriamoci”, promosso dalla Rete Associativa Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps presieduta da Pasquale Ciurleo. L’appuntamento, su iniziativa della senatrice Vita Maria Nocco, è fissato per giovedì 7 maggio 2026 alle ore 10 nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato «Giovanni Spadolini», in Piazza della Minerva.Nel corso dell’evento sarà proclamato il vincitore della quinta edizione, quest’anno dedicata a un tema di grande attualità come la lotta al bullismo e al cyberbullismo. Tra i finalisti nazionali, in rappresentanza della Basilicata, figurano Salvatore Calabrese, studente della scuola media dell’Istituto comprensivo «Marottoli - Ferrara» di Melfi e vincitore
regionale del concorso “Eplibriamoci 2026”, e Francesca Caputo di San Chirico Raparo, finalista nazionale per la sezione Opera Inedita.A accompagnare i giovani lucani sarà una delegazione composta, tra gli altri, dal presidente regionale dell’Ente Pro Loco Basilicata e consigliere nazionale Epli Rocco Franciosa, dal presidente della Pro Loco Federico II di Melfi Marco Aurelio Bonacaro insieme al vicesindaco Vincenzo Castaldi, da Rosario Morano, vicepresidente della Pro Loco Sanchirichese, e da Daniele Bracuto, vicepresidente della Pro Loco Barile, che ha curato i video di presentazione della cerimonia patrocinata dalla Commissione Nazionale Italiana Unesco e dall’Ente Promozione Italia.«Esprimiamo profonda gratitudine per la partecipazione in questi anni di diversi isti-
tuti scolastici lucani al Concorso nazionale Eplibriamoci – ha sottolineato Rocco Franciosa – e rivolgiamo un plauso agli alunni che hanno realizzato gli elaborati affrontando la tematica della lotta al bullismo e al cyberbullismo, che purtroppo attanaglia ancora la nostra società, per cui bisogna continuare un’opera di informazione e sensibilizzazione facendo rete tra scuola, parrocchie, istituzioni, famiglia ed enti del terzo settore».Momento particolarmente significativo sarà la testimonianza della giovanissima Asia Antonietti, presidente dell’associazione «Sogna come facevi da bambina», che porterà la propria esperienza diretta nella lotta contro bullismo e cyberbullismo. Ampio spazio sarà inoltre dedicato ai lavori degli studenti finalisti dei concorsi regionali, accompagnati da genitori, diri-

genti scolastici, sindaci e rappresentanti delle Pro Loco che hanno promosso l’iniziativa nelle rispettive comunità.In occasione della cerimonia sarà esposto anche il dipinto «Libertà», realizzato da Maria Teresa Romeo, in arte Oemor, presidente della Pro Loco Pisticci. «L’opera è immersa in una serie di sfumature di
blu, la paura e il silenzio. La ragazza, la vittima, sembra stia annegando in un oceano di angoscia. La mano protesa verso l’oro rappresenta la salvezza, mentre l’altra stringe un telefono, poiché la violenza non si ferma al linguaggio e al fisico ma la segue anche nel mondo virtuale», ha spiegato l’artista.
