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Cronache del 6 ottobre 2026

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MARTEDÌ 6 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 223

Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info

IL goVErNo HA poSTo LA qUESTIoNE dI FIdUCIA SUI prImI 3 ArTICoLI, gIoVEdì IL VIA LIbErA CoN VoTo A SCrUTINIo SEgrETo

Legge elettorale, donzelli: «Siamo sereni» Le opposizioni in rivolta: «Uno schiaffo al parlamento, fermatevi»

Manco a pag 4

LopIANo E qUArATINo ATTINTI dA mISUrE CAUTELArI pEr ESTorSIoNE

«Lo mETTo NEL CEmENTo» Nelle indagini coinvolto anche l’assessore giuzio (per il quale il gIp esclude la sussistenza del reato) e dipendenti pubblici gli affari della raccolta dei panni usati e dei subappalti del Trauma Center nel mirino del pm montemurro e del procuratore Falvo _

SpAgNA

Giorgia Meloni deposita la sua voce all’ufficio per la proprietà intellettuale: la decisione presa per evitare deepfake e uso improprio dell’Ai

Sanchez sceglie il voto anticipato

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dI VITo E rrICHETTI

lla fine ha scelto le urne. Lunedì mattina, dal palazzo della Moncloa, Pedro Sánchez ha annunciato lo scioglimento delle Cortes e il ritorno al voto per domenica 29 novembre. Aveva informato il re Felipe VI domenica pomeriggio e ha riunito un Consiglio dei ministri straordinario lunedì. La data non è casuale:(...) ■ continua a pag 3

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Quaratino, Luigi e Antonio Lopiano

Dellapenna a pag 8

L’INCHIESTA FN ha il suo primo indagato in Rocco Quaratino, già esponente di FdI. BP vede coinvolto invece Giuzio

Un’indagine bipartisan ArdSU ALL’iNAUgUrAzioNE dEL CdL iN SCiENzE dELLA FormAzioNE primAriA

Il dg giuzio incontra le matricole a matera

Giuzio

IL mArCHIo

Dellapenna pag 10

Servizio a pag 17

■ Lamattina

a pag 5

AUTUmN SCHooL ASSoArpA

Matera ospita i vertici delle Arpa: sicurezza sul lavoro e prevenzione al centro. Tra gli interventi anche il dg dell’Azienda lucana Ramunno

■ Servizio

a pag 15

_ mATErA

In carcere, la Polizia scopre due involucri di droga e telefonini probabilmente destinati ai detenuti

■ Servizio

a pag 27

_ prEmIo FEdErICo II

A Melfi premiate le eccellenze lucane, Pipponzi: «Investiamo sul talento e sul futuro della nostra comunità» ■ Servizio

alle pag 18 e 19


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Italia e Mondo La bocciatura dei decreti sugli affitti accelera la fine della legislatura. Il premier punta a mobilitare i progressisti, mentre Pp e Vox guidano i sondaggi

Spagna, Sánchez sceglie il voto anticipato La crisi della casa porta il Paese alle urne A

DI VITO ERRICHETTI

lla fine ha scelto le urne. Lunedì mattina, dal palazzo della Moncloa, Pedro Sánchez ha annunciato lo scioglimento delle Cortes e il ritorno al voto per domenica 29 novembre. Aveva informato re Felipe VI domenica pomeriggio e ha riunito un Consiglio dei ministri straordinario lunedì. La data non è casuale: è la prima utile, e il premier non ha voluto concedere un solo giorno in più né agli avversari né ai dubbi. LA SPINTA DECISIVA L’innesco è di venerdì, quando il Congresso ha respinto i due decreti con cui il governo tentava di rispondere all’emergenza abitativa. Più tutele per chi vive in affitto, un freno alla speculazione. Il dibattito era durato oltre quattro ore, e prima del voto Sánchez aveva avvertito gli oppositori: «La storia vi giudicherà». Non è bastato. A bocciare i provvedimenti sono stati Pp, Vox e Junts.Quella sconfitta, però, non nasce in Aula. Nasce da un’immagine: lo sfratto, a Madrid, di Maricarmen Abascal, 87 anni, finito in televisione e diventato in poche ore il simbolo di un Paese che non ce la fa più con gli affitti. Le proteste sono arrivate subito, e nel fine settimana si sono estese. Mentre

in piazza si manifestava, Sánchez chiudeva le porte della Moncloa e consultava ministri, dirigenti socialisti e alleati. Domenica ha comunicato la decisione al re. Lunedì l’ha annunciata al Paese. IL DISCORSO Il tono è stato quello della chiamata a raccolta. Il premier ha chiesto una maggioranza progressista molto più ampia, spiegando che per andare avanti serve rinnovare il sostegno popolare. Ha rivendicato di aver approvato «misure coraggiose» sulla casa e ha riconosciuto di aver commesso errori e di non aver realizzato tutto ciò che si era proposto. Per un leader che ha costruito la propria immagine sulla resistenza, è un’ammissione tutt’altro che scontata.Poi l’affondo. Il suo esecutivo, ha detto, ha dovuto misurarsi con un Congresso fortemente conflittuale e con «la peggiore opposizione che la nostra democrazia abbia conosciuto». E agli elettori ha consegnato il dilemma su cui giocherà l’intera campagna: unirsi all’ondata di ultradestra che, dove governa, fa fare passi indietro, oppure dare al Paese una maggioranza progressista più ampia. IL DUBBIO Qui sta la domanda che molti si fanno a Madrid. Sánchez non aveva sempre detto di voler arrivare a fine legislatura? Così era, fi-

no a pochi giorni fa. Che cosa è cambiato, allora? La risposta ufficiale è il voto del Congresso. Ma la decisione era caldeggiata anche da diversi esponenti e collaboratori del Psoe, e non si può escludere che il premier abbia ceduto a una pressione interna più che a un’intuizione propria. Probabilmente c’è stato un po’ dell’una e un po’ dell’altra. Quel che è certo è che una maggioranza così fragile, con ogni votazione a rischio, non poteva reggere a lungo. I NUMERI Non è una scommessa senza rischi. L’ultimo sondaggio di Sigma Dos per El Mundo, realizzato prima delle manifestazioni, dà il Psoe al 25,6%, oltre sei punti sotto il risultato del luglio 2023. Altre rilevazioni attribuiscono al Partito popolare il 32,6% e circa 140 seggi, a Vox il 18,3% e 63 deputati. Insieme, le due destre supererebbero il 50% dei voti. La maggioranza assoluta è a 176 seggi: Feijóo potrebbe aver bisogno di Abascal. E sarà proprio questo lo spauracchio che Sánchez agiterà fino all’ultimo giorno di campagna. LA DESTRA Dal centrodestra, comprensibilmente, nessuna esitazione. Feijóo ha accolto l’annuncio con una frase che è già uno slogan: «Finalmente decideranno gli spagnoli». Da mesi

chiedeva lo scioglimento delle Camere, sostenendo che «il Paese non regge più». Più duro Abascal. Per il leader di Vox il 29 novembre sarà l’«ultima opportunità» per la maggioranza degli spagnoli, e la campagna ruoterà attorno a temi come remigrazione e priorità nazionale. Ha chiamato Sánchez «il candidato del Marocco» e ha paventato manipolazioni del voto, senza spiegare come potrebbero avvenire. Nessun elemento concreto, solo un clima che si surriscalda in anticipo.Il riferimento a Rabat ha una radice precisa. Dopo la crisi migratoria di Ceuta, a fine luglio, Pp e Vox accusano il governo di aver reagito in ritardo e contestano la sua linea sul Marocco. All’epoca Sánchez aveva parlato di una «violazione dell’integrità territoriale» della Spagna, difendendo l’operato delle forze di si-

curezza. Il dossier tornerà, state certi. L’ULTIMA PARTITA Resta un tassello, tutt’altro che secondario. Il governo vuole riapprovare martedì le misure sulla casa, che dovranno poi essere convalidate dalla Diputación Permanente del Congresso, l’organo che resta in funzione a Camera sciolta. Qui gli equilibri sono diversi rispetto all’Aula: la sinistra, insieme al Pnv, dispone di 35 voti contro 34 e può fare a meno di Junts. Servono comunque gli appoggi. Politicamente, anche un secondo stop non sarebbe un dramma per Moncloa: la campagna partirebbe con un colpevole già designato. Intanto Sánchez e i suoi ministri restano in carica con pieni poteri fino alle elezioni. COSA ASPETTARSI Il precedente è noto. Nel 2023, dopo una pesante sconfitta alle amministrative, il premier convocò a sorpresa le politiche e, contro ogni previsione, restò alla Moncloa. Può ripetersi? Difficile dirlo. Allora aveva dalla sua la paura di un governo Pp-Vox; oggi quella paura c’è ancora, ma c’è anche una piazza che chiede risposte concrete sulla casa e un Paese stanco di polarizzazione. Il «o noi o l’ultradestra» potrebbe non bastare più. Otto settimane per scoprirlo. Con Sánchez, in fondo, la politica spagnola ha imparato una cosa: non darlo mai per finito prima del tempo. Ma nemmeno per salvo.


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Giovedì il via libera definitivo con voto a scrutinio segreto. Le opposizioni in rivolta: «Uno schiaffo al parlamento, fermatevi»

Legge elettorale, fiducia sui primi 3 articoli, Donzelli: «Siamo sereni»

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DI LUCIA STEFANIA MANCO

na settimana decisiva. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ieri ha posto nell’Aula della Camera dei deputati la questione di fiducia sui primi tre articoli dello “Stabilicum”, il testo di legge della riforma elettorale. I partiti di opposizione sono insorti: «è uno schiaffo al Parlamento, stiamo mettendo in soffitta la democrazia, fermatevi, si può fare una normativa più ragionevole». Le dichiarazioni di voto inizieranno oggi, a mezzogiorno, e proseguiranno domani. Giovedì 8 è previsto il voto finale, a scrutinio segreto. Il centrodestra si conferma fiducioso. Dopo il vicepremier e leader azzurro Antonio Tajani (Fi), qualche giorno fa, anche il leader della Lega, Matteo Salvini ieri ha rassicurato che «non ci saranno franchi tiratori.». «Un’ottima legge, serve all’Italia, siamo sereni», queste, invece, le parole del responsabile organizzazione del partito della premier Meloni, Giovanni Donzelli. La fiducia è posta sui testi modificati dal Senato (seconda lettura), di conseguenza non saranno esaminati gli emendamenti presentati dalle opposizioni. Oggi si voteranno i primi due articoli, quelli che disciplinano il nuovo sistema di elezione. Si prevede un proporzionale con premio di maggioranza a chi ottiene il 42 per cento dei voti, sia alla Camera che al Senato. Sono state introdotte le preferenze con capilista bloccati ed è previsto un aumento della raccolta firme per i partiti non presenti in Parlamento che vogliono

partecipare alle elezioni. Il terzo articolo, in particolare disciplina i nuovi collegi di Bolzano. Dura la reazione da parte dell’opposizione, subito dopo la comunicazione di Ciriani, ieri, sulla questione di fiducia posta dal governo. «È una scelta gravissima, intollerabile. La legge elettorale è materia per eccellenza del Parlamento, non può diventare uno strumento attraverso il quale il governo lega a sé la propria sopravvivenza politica», si legge in una nota stampa del deputato dem Roberto Speranza. Ha parlato di «gesto indegno e e schiaffo al Parlamento», il suo collega dem Fornaro, confermando la richiesta di voto finale segreto. «Si pone la fiducia su 53 emendamenti presentati dalle opposizioni, tutto fuor-

ché atteggiamento ostruzionistico. Avete paura della tenuta della vostra maggioranza e del voto segreto che fortunatamente ci sarà», ha aggiunto. «State mettendo la democrazia parlamentare in soffitta», ha tuonato Zaratti (Avs), durante il suo intervento. Sulla stessa linea il Movimento cinque stelle. Il leader di + Europa, Riccardo Magi, al sesto giorno di sciopero della fame, ha lanciato un appello in Aula: «Fermatevi, si può fare una normativa più ragionevole». Il parlamentare ha anche annunciato che proseguirà la sua protesta e ha scritto una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per illustrargli i rischi per la nostra democrazia con lo “Stabilicum”.

Domani inizia il rush finale. Nel centrodestra c’è fiducia e serenità, a giudicare dalle dichiarazioni. «Se dopo che il presidente del Consiglio ha chiesto la fiducia su un provvedimento, questo non passa dovrebbe salire al Colle. È una questione di rispetto istituzionale. Noi abbiamo il rispetto dell’Aula, che è sempre sovrana», ha risposto Donzelli ai cronisti. «Noi Siamo sereni - ha aggiunto il responsabile organizzativo di Fdi - di aver fatto un’ottima legge elettorale che serve all’Italia e quindi andiamo con convinzione che sia approvata dal Parlamento». Giovedì prossimo le dichiarazioni di voto in Aula sono previste per le 10.30, poi ci sarà il la votazione conclusiva, a scrutinio segreto.


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Il Presidente del Consiglio deposita la sua voce all’ufficio per la proprietà intellettuale

Io sono Giorgia Meloni L’

La decisione presa per evitare deepfake e utilizzo improprio dell’intelligenza artificiale. È il primo politico a farlo

DI ROBERTO LAMATTINA

intelligenza artificiale ormai è in grado di fare tutto, di costruire immagini, filmati, di mettere le persone in pose mai tenute e anche di farle dire cose che non avrebbero mai detto. La tutela della personalità in questi contesti è sempre più difficile. Gli uomini più influenti del tempo che viviamo, dal Papa ai grandi capi di Stato agli intellettuali, finanche agli operatori commerciali del settore si interrogano sui limiti da porre allo sviluppo dell’AI mentre ci si muove sempre più velocemente sulle esigenze di tutela delle persone. GIORGIA MELONI REGISTRA E TUTELA LA SUA VOCE Cosa può accadere se nelle chat degli italiani arriva un messaggio con la voce del Presidente del Consiglio che dà una notizia? Cosa può accadere se la voce del Presidente del Consiglio, magari abbinata ad un filmato falso, viene utilizzata per parlare direttamente al Popolo Ita-

liano. Gli effetti potrebbero essere devastanti sia politicamente che socialmente. Un capo di Governo, un leader politico, un uomo di primo piano nelle istituzioni ha un seguito, ha un potere e le sue parole e le sue azioni non sono e non possono essere neutre ma produrre effetti reali nell’economia, nella società, nei rapporti politici e anche nelle relazioni internazionali. Ecco perché è necessario correre ai ripari e garantire la propria voce con gli stessi criteri con i quali si tutela un’opera intellettuale. Giorgia Meloni è il primo Presidente del Consiglio dei Ministri che registra all'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale il suo marchio vocale per tutelarsi dai casi di clonazione della voce tramite sistemi di intelligenza artificiale generativa. «Io sono Giorgia Meloni», dice nell'audio di quattro secondi per ben due volte la premier. La domanda di registrazione, non ancora appro-

vata, ma al momento ancora «oggetto di esame» è stata inoltrata all'Euipo dalla Praxi Intellectual Property Spa, una società del Gruppo Praxi specializzata nella consulenza in proprietà industriale e intellettuale, che ha sede anche a Roma. LA TUTELA CONTRO I DEEPFAKE Il Presidente del Consiglio

Meloni già in un’altra occasione si era scagliata contro l’uso dell’intelligenza artificiale per danneggiare le persone. In quell’occasione il Premier era stata ritratta in pose sensuali ma l’immagine era interamente generata dall’intelligenza artificiale e il Presidente del Consiglio, oltre a smentire la veridicità dell’immagine

mise in guardia anche dai rischi degenerativi dell’utilizzo di tale strumento che può distruggere la vita delle persone costruendolo per loro una immagine non conforme al vero. Oggi il Presidente Meloni registra la sua voce e la deposita. Un modo intelligente per giocare d’anticipo.


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Quando la finanza creativa soffoca il merito economico

Il “Caso Manchester City” e l’illusione del Fair play

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DI GIAN FRANCO MURRONE*

l verdetto della commissione indipendente sulle presunte irregolarità fi nanziarie del Manchester City - tra ricavi gonfi ati da parti correlate, contratti paralleli e bilanci opachi lungo un intero decennio - squarcia il velo su una realtà che il mondo del business sportivo ha fi nto per anni di non vedere. Al di là del perimetro sportivo, dove si dibatte tra penalizzazioni monstre in classifi ca, retrocessione d'uffi cio, revoca dei trofei o sanzioni pecuniarie miliardarie, la questione investe direttamente la credibilità dei sistemi economici regolati. Se un'impresa può eludere sistematicamente i vincoli di bilancio sfruttando asimmetrie normative e la potenza di fuoco di capitali sovrani esteri, a saltare non è solo una classifi ca: è il patto fi duciario su cui poggia l'intera competizione economica. IL DUMPING FINANZIARIO E LA DISTORSIONE DEL MERCATO COMPETITIVO Per anni l'industria calcistica continentale ha confuso la sostenibilità aziendale con l’espansione incontrollata a debito o via iniezioni di capitale a fondo perduto. Ciò

che è andato in scena a Manchester non è un episodio isolato di folklore sportivo, ma un classico caso di dumping competitivo: alterare artifi cialmente la struttura dei costi e dei ricavi per espellere i concorrenti corretti dall'accesso alle risorse strategiche (talenti, sponsor, asset reputazionali). Questo fenomeno non è distante da ciò che le nostre Piccole e Medie Imprese affrontano quotidianamente nei mercati globali: la concorrenza sleale di competitor esteri sussidiati da veicoli statali o da regimi fi scali opachi. Quando la dimensione della liquidità disponibile prescinde dalla redditività industriale dell’asset, l’effi cienza gestionale cessa di essere un vantaggio competitivo e si trasforma in una condanna alla marginalità. LA GOVERNANCE DEI REGOLATORI: TRA TUTELA DEL BRAND E RIGIDITÀ DELLE REGOLE Il paradosso della Premier League è identico a quello di molti mercati fi nanziari globali: il controllore è espressione economica dei controllati. Negli ultimi quindici anni la massima serie inglese ha costruito un modello d'intrattenimento globale miliardario proprio sull'attrattività di club-stato e in-

vestitori esteri. Oggi l'autorità di regolazione si trova di fronte al dilemma del "Too Big to Fail": infl iggere una punizione esemplare (come l’esclusione dalla lega) per preservare la legalità formale, rischiando di svalutare l'asset commerciale più prezioso del prodotto televisivo globale; oppure limitarsi a una mega-multa, legalizzando de facto l'illecito come un semplice costo d'esercizio per magnati e fondi sovrani. È l'incapacità dell'autoregolamentazione di conciliare la massimizzazione del profi tto a breve termine con la solidità istituzionale a lungo termine. AGENDA PROGRAMMATICA: 3 DIRETTRICI D’AZIONE PER IL SISTEMA ECONOMICO E SPORTIVO Il caso City dimostra che senza un apparato di controllo terzo, tempestivo e cogente, i codici etici e le matrici ESG rimangono meri esercizi di relazioni pubbliche. Per ricostruire la credibilità dei settori industriali ad alta visibilità e proteggere il tessuto delle imprese sane, occorrono interventi strutturali: 1. Istituzione di Authority Indipendenti Terze (Separation of Powers): Superare il modello dell'autoregolamentazione corporativa. I settori con forte impatto si-

stemico e occupazionale devono essere vigilati da agenzie terze (sull'esempio della legge per l'Independent Football Regulator nel Regno Unito o di modelli di controllo Consob/Banca d'Italia), immuni da confl itti d'interesse con i partecipanti alla competizione. 2. Trasparenza radicale e "RealTime Compliance" per le transazioni con parti correlate: Introdurre meccanismi di revisione contabile predittiva e in tempo reale. I bilanci non possono essere verifi cati a cinque anni di distanza: le transazioni infragruppo e gli accordi di sponsorizzazione devono sottostare a parametri oggettivi di "Fair Market Value" certifi cati prima dell'iscrizione a bilancio, per evitare forme di doping fi nanziario mascherato. 3. Tutela della meritocrazia industriale e incentivi alla virtuosità per le PMI: Premiare le organizzazioni capaci di generare cassa operativa e investire nel capitale umano/giovanile. I sistemi di premialità fi scale e l’accesso alle infrastrutture devono favorire le imprese che mantengono l'indipendenza fi nanziaria e standard di governance trasparenti, disincentivando l'affl usso di capitali speculativi privi di un solido piano industriale. *STRATEGY & BUSINESS ADVISOR-BOARD MEMBER & PUBLIC AFFAIRS


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Cronache Lucane Lopiano e Quaratino attinti da misure cautelari per estorsione

«Lo metto nel cemento» Nelle indagini coinvolto anche l’assessore Giuzio (per il quale il GIP esclude la sussistenza del reato) e dipendenti pubblici Gli affari della raccolta dei panni usati e dei subappalti del Trauma Center nel mirino del PM Montemurro e del Procuratore Falvo

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DI MASSIMO DELLAPENNA

llo stato attuale ci sono 19 nomi conosciuti tra le persone coinvolte nelle indagini condotte dal PM Vincenzo Montemurro e coordinate dal Procuratore della Repubblica Camillo Falvo. Ci permettiamo di dire “allo stato attuale” perché l’indagine sembra essere molto più corposa con un occhio di attenzione particolarmente attento rivolto dagli inquirenti nei confronti delle attività amministrative e degli appalti del Comune di Potenza. I 19 nomi (Antonio Lopiano, Rocco Quaratino, Luigi Lopiano, Luciano Varrese, Paola Olivieri, Marco Cerverizzo, Vincenzo Albano, Orazio Colangelo, Salvatore Discianni, Francesco Carmine Giuzio, Federico Anna Stenta, Umberto Zara, Leonardo Lucia, Petro Metastasio, Carlo De Angelis, Gerardo Vaccaro, Raffaele Bartali, Angelo Pietrafesa, Gioele Santangelo) sono soltanto quelli per i quali la Procura ha chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari Antonello Amodeo l’applicazione di una misura cautelare. In particolare la Procura della Repubblica aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per i Lopiano e la custodia agli arresti domiciliari per tutti gli altri. Il GIP ha applicato la custodia cautelare agli arresti domiciliari per i Lopiano, l’obbligo di presentarsi 3 volte a settimana alla Polizia Giudiziaria per Quaratino rigettando per tutti gli altri e riservandosi ulteriori misure all’esito degli interrogatori da fissarsi con separato atto. IL BUSINESS DEI PANNI USATI Le indagini alzano il velo su un sistema alquanto articolato e complesso che riguarda la Città di Potenza con imputazioni che vanno dall’estorsione alla corruzione, al centro delle quali ci sono da un lato al-

cune minacce e azioni violente, dall’altro la messa a disposizione di relazioni finalizzate a concludere e facilitare appalti con procedure irregolari. I procedimento prende le mosse dalle denunce presentate da Paola Oliveri in merito alla raccolta degli indumenti usati nel Comune di Potenza. In questa vicenda entrano in gioco Rocco Quaratino (all’epoca dei fatti Consigliere Comunale eletto in Fratelli d’Italia e passato con Noi Moderati) e Antonio Lopiano che è il filo conduttore di tutta l’indagine. In particolare Quaratino e Lopiano avrebbero garantito la possibilità di mettere cassonetti ultronei rispetto a quelli previsti dal Comune di Potenza chiedendo in cambio compensi in denaro corrispondenti al numero di cassonetti posizionati. Quando, ad un certo punto, l’accordo tra Olivieri e il duo si rompe, Lopiano e Quaratino pretendono il saldo di quanto richiesto con minacce fisiche e anche con la pretesa possibilità di fare intervenire la macchina amministrativa del Comune. IL SUBAPPALTO DEL TRAUMA CENTER Il secondo filone, emerso nel settembre 2025 parte dall’intervento dei Carabinieri presso l’esercizio Ingromarket a seguito delle dichiarazioni di Gianluca Manzi. Quest’ultimo, infatti, riferiva di reiterate pressioni esercitate da Quaratino e Lopiano per invitarlo ad intervenire presso la società La Cascina (appaltatrice dei lavori del Trauma Center del San Carlo) per favorire una ditta da loro indicata per il subappalto di due milioni di euro. In particolare, hanno avuto modo di appurare gli inquirenti, le interlocuzioni con il Manzi, dopo un approccio tranquillo, si sono trasformate in minacciose. Durante le indagini relative al subappalto del Trauma Center emergeva che Lopiano (che nel frattempo

_ Quaratino e Luigi e Antonio Lopiano

aveva rotto i rapporti con il Quaratino) insieme al padre cercavano di favorire l’impresa di Marco Cerverizzo per i lavori di pavimentazione. Emergeva, inoltre, che Lopiano avrebbe coltivato un rapporto di utilità reciproca con Vincenzo Albano funzionario ACTA e RUP di un servizio sperimentale di raccolta porta a porta. In questa vicenda entra il voto di scambio con l’Albano che avrebbe favorito l’assunzione di Mazzarella presso il Pellicano Verde in cambio del sostegno elettorale promesso da Lopiano e Orazio Colangelo. IL RUOLO DELL’ASSESSORE GIUZIO Il Lopiano avrebbe, sempre secondo la prospettazione accusatoria, avuto un accordo criminale con l’assessore comunale Francesco Carmine Giuzio per l’affidamento dalla ditta Cerverizzo dei lavori di ristrutturazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica assegnato a Luigi Lopiano. Secondo la Procura (che aveva chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari) l’assessore avrebbe turbato mediante collusioni la procedura amministrativa diretta a stabilire la scelta del contraente in una procedura negoziale con l’invito a tre operatori economici al fine di assegnare i lavori di ristrutturazione di un appartamento comunale all’impresa di Cerverizzo Marco. In particolare Cerverizzo predispose il computo e l’offerta, partecipò agi incontri, reperì Rocco Santarsiero e, secondo le captazioni, promise utilita o

migliorie. Orazio Colangelo dipendente comunale e vicino ai Lopiano fece da tramite e contattò Giuzio che garantì sull’affidamento dell’appalto. Il tutto finalizzato ad un supporto elettorale. Nella vicenda sarebbe coinvolto anche Vito Di Lascio che, però, non risulta tra i destinatari del provvedimento. Su Giuzio il GIP ritiene che sia necessario procedere agli interrogatori ai sensi dell’art. 291 comma

1 quater cpp poiché “la più recente e consolidata giurisprudenza di legittimità esclude che il fatto, così come contestato e accertato nel corso delle indagini, assuma rilevanza penale” Le indagini accuratamente svolte dalla Procura della Repubblica suffragano le ipotesi investigative con intercettazioni telefoniche, riscontri nelle chat, osservazioni e pedinamenti oltre che con documentazione bancaria.

GLI INDAGATI: ECCO I NOMI Antonio LO PIANO classe 1967 ARRESTI DOMICILIARI Rocco QUARATINO classe 1966 OBBLIGO DI FIRMA Luigi LOPIANO classe 1991 ARRESTI DOMICILIARI GLI ALTRI INDAGATI Luciano VARRESE classe 1981 Paola OLIVIERI classe1979 Marco CERVERIZZO classe 1972 Vincenzo ALBANO classe 1984 Orazio COLANGELO classe 1961 Salvatore DISCIANNI classe 1961 Francesco Carmine GIUZIO classe 1987 Federica Anna STENTA classe 1988 Umberto ZARA classe 1974 Leonardo LUCIA, classe 1983 Pietro METASTASIO, classe 1966 Carlo DE ANGELIS, classe 1967 Gerardo VACCARO, classe 1962 Raffaele BARTALI, classe 1984 Angela PIETRAFESA, classe 1986 Gioele SANTANGELO classe 1995


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www.lecronache.info «TI CHIUDO LA BOCCA» In merito all’operato di Lopiano e Quaratino emerge, dalle intercettazioni, un metodo estorsivo particolarmente violento nel quale si uniscono allo stesso scopo intimidatorio le minacce fisiche fatte da Lopiano con quelle legate al ruolo politico di Quaratino. Per esempio il Lopiano manda un vocale a Varrese (con il quale avevano un accordo per la gestione dei cassonetti dei panni usati che si era rotto) nel quale dice testualmente “ma tu come vuoi faticare che qua ci sono io (…) tu potevi lavorare solo con noi (Lopiano e Quaratino) per stare tranquillo, come vuoi lavorare tu, come vuoi lavorare” aggiungendo “tu sei un porco, sei voluto scappare, tu vuoi venire a faticare a casa mia, ma poi devi faticare con onestà e con rispetto delle parti” (…) “non tengo problemi, io con l’ago ti chiudo la bocca” (…) “mentre tu cammini mi trovi davanti a te, cosi succederà” (…) “tu hai dei doveri nei nostri confronti (di Lopiano e Quaratino) ed ancora oggi non li hai mantenuti e, quindi, gentilmente entro mezzogiorno, siamo costretti a fare il pignoramento dei tuoi cassonetti”. Negli audio emergono chiaramente gli interventi politici e minacciosi di Rocco Quaratino “tra l’altro non gli hai fatto nemmeno il pagamento a Tonino (Antonio Lopiano) (…) lunedi mattina io vado al Comune dal Tecnico e vi faccio fare una lettera di intimazione per quanto riguarda il territorio cittadino, voi dovete togliere tutti i cassonetti perché non siete autorizzati (…) e passerai i guai (…)la diffamazione politica si paga amaramente” «IO A QUELLO LO METTO NEL CEMENTO» Nel settembre 2025 i mili-

tari dei Carabinieri di Potenza erano intervenuti nei pressi dell’esercizio commerciale “Ingromarket” per controllare Lopiano e Quaratino. Nella loro autovettura avevano trovato un manganello e una fionda con le munizioni. Lopiano e Quaratino si erano fermati a parlare qualche minuto prima con Gianluca Manzi. Il Manzi, pur avendo dichiarato di essere stato minacciato, non si recava a presentare denuncia immediatamente, avanzando sempre scuse per evitare di andare dagli investigatori. Una cosa che, secondo la Procura è “elemento sintomatico di un certo timore provato da Manzi nei confronti dei due uomini” Lopiano e Quaratino avevano, infatti, avviato una vera e propria azione intimidatoria nei confronti del Manzi, all’epoca dei fatti dipendente della Cascina che si era aggiudicata l’appalto per il Trauma Center, finalizzata a far ottenere ad un’impresa riconducibile a “tre fiammelle” i lavori in subappalto e, successivamente, per un lavoro da far fare in subappalto all’impresa di Marco Cerverizzo. Le pressioni del Quaratino e del Lopiano sono diventate sempre più incessanti fino a diventare violente con aggressione fisica al Manzi e danni ad oggetti di sua proprietà. Il tono violento ed intimidatorio emerge anche dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali Lopiano dice a Manzi “deve essere per forza così, se no succede un casino! Succede un guaio (…) questa storia la dobbiamo chiudere entro Natale”. L’intenzione di usare violenza nei confronti di Manzi emerge anche da una intercettazione ambientale sul Freccia Rossa in direzione Milano. Lopiano ed il padre stanno andando a vedere una partita dell’Inter quando ad un certo punto, parlando del-

_ Varrese, Olivieri, Pietrafesa

_ De Angelis, Giuzio, Colangelo e sotto Discianni

le vicende dicono “quello Luca (Gianluca Manzi) già doveva avere le mazzata alla festa (…)mi ha fatto perdere un appalto da cinque milioni, io lo schiatto” e, riferendo di un precedente dialogo con Manzi specifica di avergli detto “non mi far perdere la pazienza, io ti piglio, apro il bidone della spazzatura e ti do fuoco”. In una intercettazione tra Lopiano e Manzi, il primo dice al secondo con fare minaccioso “non è che puoi fare chiacchiere che vengono i cristiani che pensano che gli dai i lavori e poi non glieli dai (…)

io devo recuperare i soldi miei, non hai capito (…) ma tu vuoi fare morire i cristiani in mezzo ad una strada…qui sono impegni presi…sono impegni presi”. A sottolineare la violenza delle intenzioni il Lopiano dice al padre, parlando di Manzi e del fatto che l’appalto non sta prendendo la piega desiderata “lo metto nel cemento, sai quanto me ne fotte di andare in galera” ricevendo come risposta dal padre “allora lo devi mettere alle strette”. Alla fine, l’intimidazione nei confronti del Manzi da parte dei Lopiano è tal-

mente forte che, non riuscendo a concludere i suoi favori, versa direttamente assegni e contanti ai suoi estorsori. Durante le indagini emergono anche altre condotte estorsive da parte dei Lopiano e di Quaratino.


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Primo piano

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Futuro Nazionale ha il suo primo indagato in Rocco Quaratino, già esponente di FdI

Un’indagine bipartisan Possibile, dall’altro lato vede coinvolto l’assessore Francesco Giuzio per le sue amicizie con Lopiano

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__Quaratino e Curatella e Giuzio

DI MASSIMO DELLAPENNA

a politica certe volte è strana. Ancora più strana quando interseca le sue strade con quella della giustizia. In una città come Potenza dove tutti si conoscono e il mondo è piccolo può esserlo ancora di più. Ancora non sono immaginabili gli effetti che l’indagine partita dalla Procura della Repubblica di Potenza può produrre sulla politica del capoluogo ma sicuramente già si possono delineare alcuni profili politici che non sono da trascurare e che sottolineano ancora una volta che noi non sbagliamo quasi mai nelle nostre analisi sulle strategie. IL CAMERATA QUARATINO Uno dei grandi perni dell’inchiesta è Rocco Quaratino. Dalle intercettazioni emerge che lo stesso ha svolto un ruolo di grande registra delle operazioni estorsive fatte da Lopiano di cui era complice. In sostanza Quaratino agisce con due linee di azione. Da un lato minaccia fisicamente le persone, dall’altro fa credere (soprattutto in merito alla gestione dei cassonetti per i panni usati) di avere un grande potere politico. Ad un certo punto dice “il prossimo presidente di ACTA è del nostro partito e cambia tutto”, oppure “se non fai come dico vado al Comune e parlo con il funzionario”.

Rocco Quaratino è una delle espressioni vaganti del centrodestra potentino. Il suo coinvolgimento nella politica è proprio il segno del pressappochismo che da sempre segnaliamo nella gestione dei partiti di centrodestra ed, in particolare, di Fratelli d’Italia e oggi anche di Futuro Nazionale. Quaratino si candida, infatti, nelle liste di Fratelli d’Italia è il primo dei non eletti ed entra in Consiglio con il primo rimpasto di giunta, naviga di qua e di là tra le forze moderate del centrodestra e, poi, non viene rieletto. Oggi è passato in Futuro Nazionale insieme a Pappalardo e Vigilante. La foto con Curatella che consacra il suo passaggio dà l’idea di una certa superficialità. Certo per un partito appena nato avere già un indagato è un record. La militanza di cui parla Curatella dovrebbe passare anche per una più attenta vigilanza sugli ingressi. Un tempo era una delle caratteristiche della politica militante sul territorio. IL COMPAGNO GIUZIO L’altro indagato proveniente dalla politica è l’assessore Giuzio. Eletto in Basilicata Possibile è un esponente della sinistra più radicale. Il PM aveva chiesto per lui la misura cautelare degli arresti domiciliari. Il GIP ha precisato che “la più recente e consolidata giurisprudenza di legittimità esclude che il fatto, così come

contestato e accertato nel corso delle indagini, assuma rilevanza penale” fissando ulteriori interrogatori per chiarire la posizione. Pesa in tale direzione la riforma Cartabia che prevede la custodia cautelare applicabile solo quando sono evidenti gli elementi di reato. Resta, però, un fatto politico che travalica ogni tipo di valutazione penale. Giuzio ha un rapporto politico ed elettorale con i Lopiano che, stante alle indagini, hanno un comportamento estorsivo molto pesante e millantano un peso politico di relazioni. Vale anche qui quello che avevamo detto per Futuro Nazionale e Fratelli d’Italia. Non è forse il caso che i partiti strutturati ed organizzati e gli uomini politici

che vivono il territorio inizino davvero a sondare meglio le persone ed evitare frequentazioni problematiche? LE RICADUTE SUL COMUNE L’idea che noi ci siamo fatti è che le indagini non finiscano qui. I nomi usciti sono soltanto quelli per i quali sono state richieste le misure cautelari. Altri nomi sembrano coperti o legati ad altri filoni di indagini. Noi non sappiamo cosa accadrà nel futuro e ci auguriamo che ognuno possa chiarire la sua posizione nel migliore dei modi possibili. Certo è che noi ci auguriamo che mai le indagini diventino oggetto di dibattito politico o vengano usate in tal senso.


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Presentata a Roma la collaborazione per valorizzare competenze e tecnologie delle PMI lucane. D’Alema: «Nuove opportunità di crescita»

Confindustria Basilicata, intesa con Venturia Un modello per costruire startup industriali

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onfindustria Basilicata e Venturia avviano una partnership per favorire la nascita di nuove imprese dalle competenze, dalle tecnologie e dalle capacità produttive delle PMI lucane. La collaborazione è stata presentata a Roma, negli uffici di Venturia al Circo Massimo, durante un incontro con circa quaranta ospiti tra investitori, rappresentanti delle filiere e partner istituzionali. Al centro dell’intesa c’è il venture building industriale, un modello che punta a costruire nuove iniziative insieme ad aziende consolidate. Le PMI coinvolte parteciperanno alla creazione delle società attraverso investimenti nel capitale e un affiancamento operativo, con figure imprenditoriali dedicate e il supporto di Venturia.A illustrare il progetto sono stati Giuseppe Mancini e Vittorio Verardi, rispettivamente amministratore delegato e direttore operativo di

Venturia. Per Confindustria Basilicata erano presenti il presidente Francesco D’Alema e il vicepresidente con delega al Fisco, Finanza e Credito, Domenico Lorusso.«La vera sfida dell’innovazione non è soltanto introdurre nuove tecnologie, ma riuscire a trasformare il patrimonio di competenze, conoscenze e capacità produttive delle nostre imprese in nuove opportunità di crescita – ha dichiarato D’Alema – La Basilicata dispone di un tessuto imprenditoriale che ha costruito nel tempo competenze e relazioni di mercato di grande valore. Mettere questo patrimonio in connessione con capitale, nuove professionalità e strumenti di venture building significa creare le condizioni per far nascere nuove imprese e nuovi business, senza disperdere ciò che le aziende hanno costruito. La partnership con Venturia va esattamente in questa direzione».In questo quadro, il Digital Innova-

tion Hub di Confindustria Basilicata costituisce una piattaforma di supporto per l’innovazione digitale, il trasferimento tecnologico e la consulenza manageriale.L’obiettivo, ha spiegato Lorusso, è individuare aziende interessate a mettere a disposizione conoscenze, tecnologie, risorse, mercati e capacità gestionali, rafforzando il collegamento tra il mondo produttivo, le startup e l’innovazione tecnologica.Venturia, con sede a Roma, opera nella creazione di startup industriali insieme a PMI consolidate. Il portafoglio comprende otto iniziative nei settori delle tecnologie energetiche, degli edifici intelligenti, dell’intelligenza artificiale industriale, della mobilità elettrica e dell’aerospazio. Il gruppo dichiara un fatturato cumulato superiore a 150 milioni di euro.Durante l’incontro la società ha annunciato l’avvio del percorso per un fondo di investimento da 20 milioni di euro, con raccolta

prevista nel 2027. Secondo quanto illustrato, le risorse saranno destinate a sostenere le iniziative più promettenti, cogliere opportunità nell’ecosistema europeo dei venture builder e investire in realtà complementari. Annunciati anche i primi pre-commitment da investitori e partner strategici, che Verardi ha indicato come un segnale di sostegno al progetto.La partnership punta a strutturare la ricerca di imprese e opportunità sul territorio, cre-

ando un canale qualificato con Venturia.È intervenuto anche Roberto Pera, responsabile della sede romana e membro del board nazionale di RÖDL, che ha confermato la fiducia nel progetto e riferito dei primi riscontri positivi tra i colleghi europei. Lo studio multidisciplinare, presente con 117 sedi proprie in 50 Paesi, partecipa all’ecosistema Venturia fin dalla nascita, collegando competenze specialistiche, imprese e opportunità internazionali.

L’assessore allo Sviluppo economico replica al sindaco di Senise: «La Regione non ha mai coperto le spese di trasporto per questo tipo di servizi»

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Servizi alle persone fragili, Cupparo: «Occorre un confronto serio»

l trasporto delle persone con disabilità e l’accesso ai servizi sono al centro della replica dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, al sindaco di Senise. L’assessore richiama le responsabilità dei Comuni e chiede di verificare le risorse disponibili, comprese quelle del Programma Speciale Senisese.«Quando si affrontano problemi che riguardano persone con disabilità e famiglie, il rigore delle informazioni dovrebbe essere il primo dovere di chi rappresenta un’istituzione», afferma Cupparo. «E prima di attribuire ad altri scarsa conoscenza della materia, sarebbe opportuno rappresentare correttamente tutti gli elementi della vicenda».Il primo nodo riguarda le competenze. L’assessore ricorda che la legge 328 del 2000 attribuisce ai Comuni funzioni amministrative in materia di interventi sociali. «Il sostegno regionale, pertanto, non consente di rappresentare il Comune come un soggetto estraneo alla programmazione e all’organizzazione delle risposte ai bisogni dei propri cittadini».Lo stesso vale per l’Ambito territoriale, sede della gestione associata dei

servizi comunali. Richiamarlo, sottolinea Cupparo, «non significa collocare le responsabilità fuori dal sistema delle amministrazioni locali». Il riparto degli oneri va ricostruito attraverso gli atti che disciplinano ciascun servizio. Quanto ai RIPAS, l’assessore evidenzia che le linee guida del Programma Speciale Senisese prevedono il sostegno alle persone vulnerabili, ai centri socioeducativi diurni e alle strutture per persone con disabilità e anziani. «Rappresentare queste risorse come uno strumento estraneo alle esigenze sociali del territorio sarebbe dunque semplicemente sbagliato».Al richiamo del sindaco sulle programmazioni già definite e sulle autorizzazioni necessarie per modificarle, Cupparo risponde: «L’esistenza di una procedura non equivale all’impossibilità di percorrerla». Il sistema RIPAS contempla infatti un modello per chiedere la modifica delle schede di intervento, verificando disponibilità, impegni e ammissibilità della proposta.«Il Comune ha verificato con gli uffici regionali la possibilità di una rimodulazione? Ha presentato una proposta? Quali ostacoli spe-

cifici sono stati eventualmente rilevati?», domanda l’assessore.Sul trasporto, la posizione è netta: «La Regione non ha mai coperto le spese di trasporto per questo tipo di servizi. La Regione sostiene in misura significativa le spese di funzionamento dei centri, ma il trasporto resta un servizio a carico del Comune di residenza del beneficiario, secondo quanto previsto dalla normativa».Cupparo cita il centro di Lauria, dove, riferisce, il trasporto non è mai stato attivato dall’Ambito socio-assistenziale ed è rimasto a carico delle famiglie. Spetta al Comune, sostiene, individuare le risorse tra fondi comunali, RIPAS, finanziamenti per le Aree interne, Fondo sociale e altri strumenti disponibili, con un’eventuale compartecipazione degli utenti. L’assessore chiede inoltre di documentare l’eventuale impegno regionale a finanziare il trasporto, indicando atti, risorse e condizioni. «È sulla base dei documenti, non delle dichiarazioni, che si accertano responsabilità e competenze».La distinzione tra il Centro diurno “Don Pino Terracina” e il progetto “Dopo di noi”, aggiunge,

_ Francesco Cupparo

non risolve il problema delle famiglie: «Il punto centrale resta garantire alle persone fragili la possibilità di accedere concretamente e continuativamente ai servizi». Da qui l’invito a un confronto sulle soluzioni possibili, evitando una contrapposizione politica. «Sui servizi alle persone fragili non servono lezioni da impartire, ma atti da adottare, procedure da attivare e responsabilità da assumere. È su questo terreno che ogni amministrazione deve misurarsi».


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Il presidente nazionale Martoccia: «Un risultato importante nonostante la mancata applicazione dell’articolo 39»

Antincendio boschivo, da Gruppo Lucano oltre 300 gli interventi nell’estate 2026

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ono oltre 300 gli interventi effettuati la scorsa estate da un migliaio di volontari del Gruppo Lucano di protezione civile impegnati nell'ambito della campagna AIB antincendio boschivo. È uno dei dati principali resi noti nel corso di una conferenza stampa dal presidente nazionale dell'associazione che conta circa 7.000 iscritti tra Basilicata, Campania e Calabria, Pierluigi Martoccia. Un risultato importante, nonostante le difficoltà operative legate alla mancata applicazione, limitatamente agli interventi rientranti nel settore AIB, del cosiddetto articolo 39 che garantisce i diritti dei lavoratori che

svolgono attività di volontariato di protezione civile in occasione di eventi di emergenza o soccorso. «A Maratea - evidenzia Martoccia - abbiamo registrato importanti interventi, ma complessivamente abbiamo gestito oltre 300 interventi grazie alla sala operativa della frazione Pergola di Marsico Nuovo nel centro di monitoraggio del Parco dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese che è stata attiva h24 e ci ha consentito di gestire al meglio le nostre squadre». Ad attendere il Gruppo Lucano importanti eventi in programma nei prossimi giorni: «Quest'anno - prosegue il presidente nazionale - per la prima vol-

ta il Gruppo Lucano sarà presente al Reas, fiera internazionale di Montichiari. Avremo un nostro stand per le tre giornate dall'8 al 10 ottobre. La settimana dopo saremo a Roma in un evento che rientra nella Settimana della Protezione civile. I nostri volontari saranno impegnati in stand sulla formazione e sull'AIB, attività che viene riconosciuta come un nostro fiore all'occhiello». Presenti alla conferenza stampa, oltre a dirigenti e componenti del direttivo del Gruppo Lucano, anche Bogdan Dudu Georgian, Michele Logiurato e Antonio Dibiase, tre giovani volontari che a fine settembre sono stati impegnati in Pie-

monte nell'esercitazione nazionale “Giovani e Futuro AIB 2026” che si è svolta tra le province di Novara e Torino. Iniziativa sostenuta dal Dipartimento nazionale di Protezione civile e dal Tavolo Nazionale Giovani e che rappresenta il primo gemellaggio nazionale dedicato al confronto tra volontari Antincendio Boschivo under 35. Un’esperienza pensata per mettere insieme nuove generazioni provenienti da diverse realtà italiane, condividere tecniche, competenze ed esperienze operative e, soprattutto costruire una rete sempre più preparata ad affrontare le emergenze e la tutela del territorio.

Domani, la conferenza stampa presso la Direzione Infrastrutture e Mobilità della Regione; Pepe: «Un investimento che cambierà il modo di viaggiare»

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Trasporto pubblico, in arrivo il biglietto unico in Basilicata

omani, alle ore 10.00, presso la Direzione Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata a Potenza, conferenza stampa di presentazione del biglietto unico e integrato che fa parte del più ampio pacchetto del nuovo Sistema di Bigliettazione Elettronica, Monitoraggio e Supervisione Regionale (SMSR) del trasporto pubblico locale. La conferenza stampa arriva dopo la firma del contratto da parte del direttore generale Nino Altomonte con il Gruppo Almaviva, al termine della procedura avviata con la pubblicazione del bando il 26 febbraio scorso e l’aggiudicazione della gara il 3 settembre. L’intervento prevede la progettazione, realizzazione e gestione del sistema, per un investimento complessivo di 11 milioni

di euro. Nel corso della conferenza stampa saranno illustrate le principali novità per gli utenti e i tempi di realizzazione. Il nuovo sistema consentirà di utilizzare un unico titolo di viaggio con operatori diversi e per spostamenti che combinano autobus e treno, acquistare i biglietti attraverso app e portale web, effettuare pagamenti contactless e ricevere informazioni in tempo reale su arrivi, ritardi, deviazioni e soppressioni. Sarà inoltre uno strumento utile all’amministrazione per calibrare il servizio sulle effettive esigenze dell’utenza, valutarne costi e sostenibilità con report costanti e contrastare l’evasione tariffaria. «È un passaggio che cambia profondamente l’accesso al trasporto pubblico in Basilicata – di-

chiara il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti, Pasquale Pepe. «Manteniamo l’impegno assunto al-

l’inizio del mandato, rendere la mobilità più semplice e accessibile attraverso l’integrazione dei servizi e l’utilizzo delle

nuove tecnologie. Spiegheremo cosa cambierà per i cittadini e quali saranno i tempi per arrivare al nuovo sistema».


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«Azioni immediate contro i rincari, la Basilicata segua l’esempio della Calabria per salvare le aziende agricole»

Allarme caro benzina e spese Confagricoltura lancia l’sos

POTENZA L’annuncio della Regione Calabria relativo allo stanziamento di 15 milioni di euro per contrastare il caro carburante e sostenere chi lavora quotidianamente con trattori e mezzi di trasporto rappresenta un segnale chiaro di responsabilità istituzionale e concretezza politica. Confagricoltura Basilicata accoglie con favore questa iniziativa e lancia un accorato e formale appello al Presidente della Regione Basilicata, alla Giunta e al Consiglio Regionale affinché si segua immediatamente lo stesso percorso con interventi straordinari a tutela del comparto primario lucano. L’esplosione dei costi energetici e delle materie prime, acuita dalle tensioni internazionali e dalla spirale inflazionistica, sta mettendo a dura prova la tenuta economica e finanziaria delle imprese agri-

cole della Basilicata. I costi del gasolio per i mezzi agricoli e per la logistica sono arrivati a livelli insostenibili, trasfor-

mando ogni giornata di lavoro nei campi in un fattore di perdita economica per centinaia di agricoltori ed allevatori. «Il prov-

vedimento della vicina Calabria dimostra che, quando c’è la volontà politica di sostenere chi produce e lavora la terra, le

risorse si possono e si devono trovare. I nostri agricoltori non chiedono assistenzialismo, ma di essere messi nelle condizioni di non dover spegnere i trattori. L'aumento del costo del gasolio, abbinato a quello di concimi, sementi e tariffe irrigue, rischia di soffocare l'intero sistema agricolo lucano. Chiediamo alla Regione Basilicata di convocare con urgenza le parti sociali e di varare una misura straordinaria analoga, dimostrando concreta vicinanza a un settore strategico per l'economia e l'occupazione del nostro territorio».Confagricoltura Basilicata reitera la propria totale disponibilità a collaborare con le Istituzioni regionali per l'elaborazione tecnica e operativa dei provvedimenti necessari a garantire la sopravvivenza e il futuro delle imprese agricole lucane.

MOTTA (FDI) DOPO LA QUINTA EDIZIONE DELL’ITALIA DEI CONSERVATORI A ROMA CON LA DELEGAZIONE LUCANA

«Ambiente ed energia, due giorni di impegno e passione»

POTENZA «Ho partecipato con grande entusiasmo e spirito di conoscenza alla V Edizione dell'Italia dei Conservatori che si è tenuta nelle giornate di venerdì 2 e sabato 3 ottobre a Roma. Una due giorni che si ripete da circa 5 anni e che dà la possibilità alla classe dirigente dei Conservatori di incontrarsi e di dialogare su tematiche ambientali, economiche e valoriali e portare sui territori di appartenenza le tesi programmatiche che sono proprie della destra italiana ed europea. Ed è per questo che rivolgo il mio grazie agli amici Francesco Giubilei, Fabrizio Tatarella e Nicola Procaccini per l'invito e per l'occasione propizia di formazione e di conoscenza». Nè dà notizia Gianni Motta coordinatore del dipartimento ambiente ed energia di Fratelli d'Italia della provincia di Potenza. «La presenza di una delegazione della Basilicata ai lavori della due giorni, guidata da Ferrante De Benedictis, lucano, torinese di adozione e vice presidente nazionale di Nazione Futura, ci inorgoglisce co-

me non mai. Crediamo che la via giusta dei Conservatori e della destra più in generale si basi su quattro pilastri principali: eredità, identità, custodia e responsabilità. In particolare, in tema ambientaleenergetico, oggetto di un'apposita e partecipata sessione, non possiamo non cogliere le opportunità per la nostra Re-

gione di una politica energetica fondata su di un mix nel quale abbia parte preponderante il gas naturale oggetto di tante estrazioni locali. Attività estrattive, peraltro, che non sono certo disgiunte, anzi avvalorano, quanto affermato a Matera dal vicepresidente di Confindustria, Leopoldo Destro, in tema di investimenti

per il potenziamento delle infrastrutture di trasporto lucane. Su questi principi continueremo nell'azione politica dei Conservatori e della destra in Basilicata con spirito di dedizione, abnegazione allo studio e all'ascolto e soprattutto alla messa a terra in fatti concreti e fattivi di idee, azioni e proposte».


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L’8 ottobre il confronto nazionale promosso da Assoarpa. Tra gli interventi di apertura quello di Ramunno, direttore di Arpa Basilicata. Seguirà la lezione di Guariniello

Ambiente, Matera ospita i vertici delle Arpa Sicurezza sul lavoro e prevenzione al centro M

atera sarà sede del confronto nazionale tra i vertici delle Agenzie ambientali italiane su sicurezza, prevenzione e futuro del sistema di protezione dell’ambiente. Giovedì 8 ottobre la città ospiterà una giornata dell’Autumn School Assoarpa 2026, promossa da Assoarpa insieme ad Arpa Basilicata e Arpa Puglia. L’appuntamento si svolgerà nell’Openspace dell’APT Basilicata e riunirà direttori generali, rappresentanti delle istituzioni, magistrati, scienziati e accademici.In Basilicata arriveranno i direttori generali delle Arpa e del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), per un’occasione di formazione e confronto sulle responsabilità delle pubbliche amministrazioni e sulle esperienze maturate dalle diverse agenzie. Il programma prevede una visita ai luoghi simbolo di Matera, prima della sessione pomeridiana dedicata alla sicurezza sul lavoro nelle Agenzie regionali.Il momento centrale sarà la lectio magistralis di Raffaele Guariniello, già magistrato, sul tema «Il datore di lavoro e l’Rspp nelle pubbliche amministrazioni».

L’intervento affronterà il ruolo del datore di lavoro e del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, figure di riferimento nell’organizzazione della sicurezza all’interno degli enti pubblici.Alla lezione seguirà un confronto sulle buone pratiche del sistema agenziale. Interverranno Vincenzo Infantino, di Arpa Sicilia, e Fabio Cambielli, di Arpa Lombardia, insieme ai responsabili della sicurezza delle rispettive agenzie. La sessione consentirà di condividere esperienze e modalità operative adottate nei diversi contesti regionali, mettendo al centro la prevenzione e la tutela dei lavoratori.Ad aprire i lavori saranno Donato Ramunno, direttore generale di Arpa Basilicata e vicepresidente SNPA, Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia, e Alberto Manfredi Selvaggi, presidente di Assoarpa. Accanto ai vertici delle agenzie sono previsti gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni del territorio: il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, l’assessora regionale all’Ambiente Laura Mongiello, l’assessore comunale all’Ambiente Rocco Buccico, il pro-

curatore Alessio Coccioli e la direttrice dell’APT Basilicata Margherita Sarli.La scelta di Matera richiama il legame tra conoscenza, valorizzazione del patrimonio territoriale e sostenibilità. La tappa lucana inserisce così la formazione sulla sicurezza in una riflessione più ampia sul ruolo delle agenzie ambientali e sul loro contributo alla protezione dei territori.L’Autumn School proseguirà venerdì 9 ottobre a Bari, al Teatro Kursaal Santalucia, con la giornata «Conoscere il Pianeta per custodire il futuro: San Francesco d’Assisi e Federico II di Svevia, due visioni oltre il loro tempo». Il programma allargherà il confronto al rapporto tra ambiente e salute, all’intelligenza artificiale e all’approccio One Health, che considera insieme la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi.Spazio anche al coinvolgimento degli studenti, con lo spettacolo «Chiara e Francesco – Il coraggio della luce», di e con Ettore Bassi e Debora Iannotta. Il richiamo a San Francesco d’Assisi e a Federico II di Svevia accompagnerà una giornata dedicata alla conoscenza del pianeta e

alla responsabilità della sua tutela.Anche per la tappa pugliese è annunciata una presenza istituzionale ampia, con il presidente della Regione Puglia, il prefetto e il sindaco di Bari, il presidente di ISPRA, il presidente di Confindustria e il sottosegretario alla Sanità. Le due giornate metteranno quindi in relazione la sicurezza nelle organizzazioni pubbliche con le sfide ambientali e sanitarie al centro dell’attività delle agenzie.


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Dopo l’accaduto, tanti gli attestati di solidarietà da Istituzione e società civile: «E sul sindaco di Latronico pesa un silenzio lungo 7 giorni»

Minacce, Bolognetti: «Grazie a chi ci ha messo la faccia»

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__Bolognetti e accanto la sua vignetta satirica

DI MAURIZIO BOLOGNETTI*

e è pur vero che l’ineffabile sindaco di Latronico, Sua Cantierabilità cantierabile Fausto De Maria I, una volta di più ha preferito la via del tombale silenzio, è, invece, altrettanto vero che numerosi sono stati gli attestati di stima, di solidarietà, vicinanza e tante le parole cristalline espresse nelle scorse ore. L’ex Presidente della Regione e attuale sindaco di Sant’Arcangelo, Vito De Filippo, ha scritto: «Piena solidarietà a Maurizio Bolognetti, che conosco e stimo da tempo per le sue battaglie civili, sempre condotte con serietà, passione e coraggio. Le minacce e le intimidazioni che racconta sono fatti gravissimi e meritano la massima attenzione. Nessuno dovrebbe essere costretto a vivere nella paura per aver svolto il proprio lavoro o esercitato liberamente il diritto di documentare e raccontare ciò che accade. Conosco Maurizio: è un uomo coraggioso, determinato, e sono certo che non si farà intimidire. A lui va tutta la mia vicinanza e solidarietà, con l’auspicio che venga garantita al più presto la sua sicurezza e che sia fatta piena luce su quanto accaduto». A fargli eco le parole di Nicola Valluzzi, Sindaco di Castelmezzano: «Un abbraccio forte! E fai tutto ciò che è necessario per tutelare la tua sicurezza e quella della tua famiglia». E poi le parole di un galantuomo

qual è l’avvocato Giustino D’Onofrio, che, come Alessandro Singetta, si è detto disponibile a rappresentarmi in ogni sede: «Ciao Maurizio ci sono le persone che ti vogliono bene e sicuramente superano quelli che nutrono negatività. Tu sai su chi contare». Ultimo, ma non ultimo, lo scrittore latronichese Marcello Favale, che in un bellissimo articolo intitolato “Latronico come la «CANESTRA DI FRUTTA DI CARAVAGGIO». Solidarietà a Maurizio Bolognetti” ha tra l’altro scritto: «Se vogliamo che Latronico possa essere un’isola felice, possa essere La Città Del Benessere, sono questi i momenti in cui dobbiamo tutti schierarci a fianco di chi subisce un sopruso, verbale o materiale che sia, a prescindere da simpatie e antipatie. Sono questi i momenti che dobbiamo tutti alzare la voce e dire che non abbiamo bisogno di persone che obbediscono alla logica della violenza. Tutti a cominciare dalle Istituzioni, sempre, a prescindere da possibili dissapori politici, o vedute diverse sul modo di amministrare. Il benessere di un posto, di una città comincia dal rispetto e dalla legalità ancor prima delle cascate, delle biciclette e via dicendo. Io sto con Maurizio Bolognetti». Già, i silenzi, i silenzi omertosi, e la mia ferma convinzione che qualcuno, dopo i fatti del 30 settembre e relative gravi minacce di morte, ci abbia tenuto ad ap-

piccicarmi addosso quello che risulta essere un pregiudicato. Nessuno dimentichi che questo losco individuo il 2 ottobre è venuto a minacciarmi di morte sotto la mia abitazione. Nessuno dimentichi che il tizio in questione ha detto di volermi incendiare casa e ha pronunciato parole che gli erano di tutta evidenza state imboccate e che mi fanno ritenere che ci sia stato un mandante. Quanto alle miserie umane e politiche del sindaco del mio Paese, dico che lo capisco; troppi impegni e inaugurazioni per occuparsi dell'Ordinaria amministrazione e per esprimere una solidarietà dovuta. Sia chiaro, non sarebbe un do ut des, come spesso certi politici intendono le cose. Anche se il sindaco di Latronico, dopo sette giorni di assordante silenzio, intervenisse, gli darei sicuramente e doverosamente atto che lo ha fatto, ma il giorno dopo continuerei a fare le pulci alla sua quindicinale amministrazione. A sua Cantierabilità cantarierabile, Fausto De Maria, che

di tutta evidenza vive la politica come fine e non come mezzo, dico che è stato così impegnato in questi mesi da non riuscire a trovare il tempo per far riattivare le telecamere nelle disponibilità della Polizia Locale. Per il resto invito tutti a seguire le puntate della mia inchiesta dedicata al Centro Diurno per Anziani gestito da Auxilium, che a quanto pare risulta essere non attivo. Centro, è bene precisarlo, inaugurato il 23 dicembre 2025. E già, nel magico mondo di Fausto De Maria un cantiere non si nega a nessuno e men che meno una inaugurazione. Su come poi i soldi vengano spesi e se essi daranno un ritorno ho molti dubbi e alcune certezze. Attendo, e son certo che arriveranno a stretto giro, risposte dal Questore, dai Carabinieri e dalla Magistratura. Quanto è accaduto è di una tale gravità che non può e non deve esser preso sotto gamba. * GIORNALISTA FREELANCE E SEGRETARIO DI RADICALI LUCANI


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Il direttore generale Giuseppe Giuzio all'inaugurazione di Scienze della Formazione Primaria. In arrivo il nuovo studentato e i premi per i laureati con lode

Università, l'Ardsu accoglie le matricole di Matera tra servizi e borse di studio L’

Ardsu Basilicata ha partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, che si è svolta nell’Aula Magna del Campus universitario di Matera nell’ambito dell’incontro di accoglienza dedicato alle nuove matricole. A rappresentare l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario è stato il direttore generale Giuseppe Giuzio.La presenza dell’Ardsu fin dall’avvio del percorso accademico ha rappresentato l’occasione per far conoscere agli studenti gli strumenti e i servizi a loro disposizione e, soprattutto, per sottolineare come il diritto allo studio trovi concreta attuazione attraverso un sistema di sostegno che

accompagna gli universitari durante gli anni della formazione. L’incontro con le matricole ha consentito, inoltre, di illustrare il lavoro svolto in collaborazione con l’Università della Basilicata e di offrire ai nuovi iscritti un primo quadro delle opportunità alle quali possono accedere, aiutandoli a orientarsi tra didattica, agevolazioni e strutture disponibili.Al centro dell’intervento del direttore generale sono state poste le principali misure garantite dall’ente: dalle borse di studio, che superano gli ottomila euro per studente e risultano tra le più alte d’Italia, ai servizi di ristorazione, fino alla disponibilità degli alloggi. Un’attenzione specifica è stata riservata al nuovo studentato di Matera, la cui inaugurazio-

ne è prevista a breve. La struttura, realizzata grazie a un investimento della Regione, consentirà di mettere a disposizione degli studenti spazi moderni e di qualità, rappresentando un ulteriore elemento di rafforzamento dell’offerta universitaria e dei servizi per il territorio.Nel corso dell’iniziativa si è guardato anche alla conclusione del percorso accademico e alla valorizzazione dei risultati conseguiti dagli studenti, ricordando il premio di laurea destinato a quanti terminano gli studi ottenendo la votazione di 110 e lode. Il direttore generale Giuzio ha quindi rivolto alle matricole il suo in bocca al lupo per l’inizio del nuovo anno accademico, auspicando per ciascuno un percorso di qualità e un rapido ingres-

so nel mondo del lavoro. La partecipazione all’evento di Matera conferma la volontà dell’Ardsu Basilicata di mantenere un rapporto diretto e costante con la po-

polazione studentesca, rendendo il diritto allo studio una realtà concreta fatta di borse, mense, alloggi e opportunità per chi sceglie di formarsi in Basilicata.

Ieri il primo appuntamento di «First Step Unibas». Spazio a servizi, inclusione e sostenibilità prima dell'aperitivo e del DJ set

Unibas, via alle immatricolazioni con il villaggio dell'accoglienza nel campus di Potenza

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n pomeriggio per conoscere l’Università, scoprire servizi e opportunità, incontrare studenti e peer tutor e, soprattutto, sentirsi fin dal primo giorno parte della comunità accademica. Con questo spirito l’Università degli Studi della Basilicata accoglie le matricole dell’anno accademico 2026/2027 con «First Step Unibas – Benvenute Matricole!», l’iniziativa dedicata ai nuovi iscritti che unisce orientamento, socialità e impegno civile. Il primo appuntamento si è svolto oggi dalle ore 17:00, nel Campus di Macchia Romana a Potenza, nel piazzale antistante il Centro di Ateneo POLiS. L’iniziativa sarà successivamente proposta anche nella sede Unibas di Matera, nelle ultime settimane di ottobre.Un villaggio per scoprire l’Università. A partire dalle ore 17:00, il Campus ospiterà il Villaggio dell’Accoglienza, con gazebo e punti informativi dedicati ai servizi dell’Ateneo e dell’ARDSU. Le nuove matricole potranno conoscere da vicino le opportunità offerte da POLiS, CUG, Biblioteche, CUS, Centro Linguistico, Servizio Civile Universale e Internazionalizzazione. Spazio anche ai singoli Dipartimenti, con studenti e peer tutor a disposizione dei nuovi iscritti per rispondere alle domande, fornire informazioni e accompagnarli nei primi passi del percorso universitario. Nel corso del pomeriggio saranno inoltre distribuiti gadget di benvenuto Unibas.Inclusione, diritti e sostenibilità. Alle ore 18:00 sono previsti i saluti istituzionali dei rappresentanti dell’Università e dei partner territoriali. L’accoglienza delle matricole sarà anche l’occasione per affrontare temi che riguardano la responsabilità sociale dell’Università e il rapporto con il

territorio. Sul fronte dell’inclusione e dei diritti sarà presentato lo Sportello Antiviolenza, con l’intervento della dott.ssa Cinzia Marroccoli di Telefono Donna. Al tema della sostenibilità e del contrasto allo spreco alimentare sarà invece dedicato l’intervento di Valentina Loponte di Io Potentino, con l’esperienza di Magazzini Sociali.Aperitivo e DJ set per festeggiare il nuovo inizio. Dalle ore 18:30 l’iniziativa proseguirà con un aperitivo di benvenuto, offerto da ARDSU e dal Centro di Ate-

neo POLiS, seguito da un DJ set. Un momento informale di incontro e socialità pensato per permettere alle matricole di conoscersi, vivere gli spazi del Campus e condividere l’inizio di una nuova esperienza di studio e di vita. Dopo l’appuntamento di Potenza, «First Step Unibas – Benvenute Matricole!» si terrà anche nella sede di Matera nelle ultime settimane di ottobre. Data, luogo e programma dell’appuntamento materano saranno comunicati nei prossimi giorni.


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Pipponzi: «Valorizzare le eccellenze lucane significa investire sul futuro della nostra comunità»

Premio “Federico II”, a Melfi la Basilicata delle eccellenze

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__Alcuni momenti della premiazione

alento, impegno, cultura e servizio alla comunità. Sono questi i valori al centro della quarta edizione del “Premio Federico II – Eccellenze Lucane e Premi alla Carriera”, ospitata sabato nello storico Salone degli Stemmi del Palazzo Vescovile di Melfi. Un appuntamento nato da un’idea dell’avvocato e artista Alberto Barra e diventato, anno dopo anno, un momento dedicato a quelle donne e quegli uomini che, attraverso professioni, passioni e impegno civile, contribuiscono a raccontare e valorizzare la Basilicata dentro e fuori i confini regionali. Dopo le precedenti tappe a Sant’Angelo Le Fratte, Potenza e Pietragalla, il Premio ha raggiunto Melfi, città profondamente legata alla figura di Federico II e alla sua idea di cultura, conoscenza e innovazione. La cerimonia ha visto la consegna dei riconoscimenti a cura della Consigliera regionale di Parità della Basilicata Ivana Enrica Pipponzi e di Yvette Marie Marchand. A condurre la manifestazione è stata Katia Mancusi, mentre il ruolo di cerimoniera è stato affidato alla professoressa Giulia Di Stasi. Ad arricchire il pomeriggio sono stati gli interventi artistici e culturali, con la performance Storia dell’ultima brigantessa lucana, curata da Eva Immediato, e l’accompagnamento musicale del flautista Maestro Rocco Rus-

sillo. A spiegare il significato della manifestazione è stata la Consigliera regionale di Parità Ivana Enrica Pipponzi, che ha sottolineato come il Premio sia nato dalla «felice intuizione dell’avvocato Alberto Barra», alla quale ha aderito fin dall’inizio. «È un premio a cui noi teniamo molto – ha spiegato Pipponzi – perché intende riconoscere le eccellenze lucane e conferire premi alla carriera a lucane e lucani che si sono distinti in Italia, ma anche fuori, per riconoscere tutto quello che di bello e di importante hanno fatto». Non soltanto un riconoscimento, dunque, ma anche uno strumento per far conoscere percorsi professionali e umani che possono diventare esempi per le nuove generazioni. «Soprattutto vogliamo far conoscere quello che è stato fatto – ha aggiunto – in modo tale da diventare dei preziosi esempi, dei virtuosi esempi da poter emulare, da poter seguire». La scelta di rendere il Premio itinerante è legata proprio alla volontà di valorizzare l’intero territorio regionale. «Di anno in anno cerchiamo di recuperare quanto di bello c’è in Basilicata, e c’è tanto, anche attraverso i borghi, i tanti borghi, i 131 comuni della Basilicata. Anche in questo modo valorizziamo il territorio lucano attraverso le sue comunità». Particolarmente significativo il luogo scelto per la

quarta edizione. Il sindaco di Melfi Giuseppe Maglione ha evidenziato il legame ideale tra la figura di Federico II e i premiati. «C’è sicuramente un pizzico di emozione – ha affermato –. Questo premio, poi, è intitolato a Federico II, quindi è come se già dal titolo ci fosse un ponte ideale fra un passato glorioso della nostra città con Federico e invece il presente con le nostre eccellenze». Ideatore della manifestazione è l’avvocato Alberto Barra, che ha raccontato la genesi del Premio come il frutto di un desiderio maturato nel tempo. «Sono quello che ha avuto l’idea da ragazzino – ha raccontato –. Ho vissuto a Milano per tanti anni, sono laureato in giurisprudenza e poi sono un artista. Volevo rendere forte la mia terra con un premio che riconoscesse dei talenti grandi, già affermati, che potessero essere da traino per talenti più piccoli, che hanno delle potenzialità enormi». Tra i protagonisti più attesi della cerimonia il Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, insignito del Premio Federico II – Eccellenza Lucana e Premio alla Carriera. A consegnargli il riconoscimento è stato l’onorevole Salvatore Caiata, che ha definito la serata «un bellissimo momento culturale» e un’occasione per riconoscere «i tanti lucani che in giro ma anche qui in Lucania si contrad-

distinguono per il loro impegno, per la qualità che è profonda nel loro lavoro e per le soddisfazioni che portano alla nostra regione». Figliuolo ha accolto il riconoscimento come un ritorno alle proprie origini. «Per me è un onore e un piacere essere qui, è un sentimento di rientro a casa», ha detto, salutando i suoi concittadini lucani. Tra i premianti anche Lina Paterna, resposabile della comunicazione di Cronache Tv che l’anno scorso è stata tra le eccellenze lucane premiate proprio per l’impegno profuso nel suo lavoro. LE MOTIVAZIONI DEI RICONOSCIMENTI Il cuore della manifestazione è stato rappresentato dalle motivazioni, attraverso le quali il Premio ha raccontato esperienze professionali molto diverse tra loro, ma accomunate dalla capacità di rappresentare la Basilicata. Luca Lorenzo – Eccellenza Lucana L’avvocato Luca Lorenzo, docente di Diritto del lavoro e della previdenza sociale e coordinatore dell’Associazione per i Diritti Umani, ha ricevuto il riconoscimento dalle mani di Marika Padula, Garante per le persone con disabilità, con la motivazione letta da Yvette Marie Marchand. Il premio è stato attribuito per aver coniugato «competenza professionale, impegno accademico e responsabilità sociale», interpretando la pro-

fessione forense come strumento di tutela dei diritti e servizio alla comunità. Nicola Timpone – Eccellenza Lucana A Nicola Timpone, presidente del GAL e direttore artistico del Marateale, il riconoscimento è stato consegnato dalla direttrice della Lucana Film Commission Dina Sileo; la motivazione è stata letta da Ivana Pipponzi. Timpone è stato premiato per il costante impegno nella promozione della Basilicata, delle sue risorse, dei suoi borghi e delle sue eccellenze. «Ricevere un premio fa sempre tanto piacere – ha commentato Timpone – poi riceverlo nella mia regione, dove non è affatto scontato, è un motivo di grande orgoglio e di grande emozione». Walter De Stradis – Eccellenza Lucana Il giornalista Walter De Stradis, direttore responsabile di Controsenso Basilicata, ha ricevuto il premio da Brancati, con motivazione letta da Yvette Marchand. Il riconoscimento ha valorizzato il suo lavoro giornalistico come strumento di informazione, analisi e racconto della Basilicata, insieme alla sua attività di scrittore e disegnatore. Particolare attenzione è stata riservata alla satira politica e alle sue vignette, capaci di raccontare con ironia e immediatezza personaggi, vicende e contraddizioni della realtà contemporanea.


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www.lecronache.info Carmen De Rosa – Eccellenza Lucana Alla giornalista Carmen De Rosa il riconoscimento è stato consegnato da Lina Paterna, responsabile dell’informazione di Cronache, mentre la motivazione è stata letta da Yvette Marchand. Il Premio ha riconosciuto il suo impegno nella promozione della cultura, delle arti e del territorio lucano, attraverso un percorso che unisce giornalismo, comunicazione, imprenditoria e associazionismo. Significativo anche il lavoro nel FAI e in SVIMAR – Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle Aree interne, con attività dedicate alla cultura, al turismo e allo sviluppo dei territori. Patrizia Minardi – Eccellenza Lucana La dirigente regionale e direttrice della Fondazione SASSI Patrizia Minardi è stata premiata dal sindaco di Melfi Giuseppe Maglione, con motivazione letta da Ivana Pipponzi. Il riconoscimento ha sottolineato il percorso nella Pubblica Amministrazione, caratterizzato da competenza, visione e capacità innovativa nella programmazione delle politiche europee e nei processi di sviluppo culturale e territoriale. Il premio ha evidenziato anche l’attuale impegno alla guida della Fondazione SASSI di Matera, nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e nella promozione del territorio. Giuseppina Lovecchio – Eccellenza Lucana La Direttrice generale della Regione Basilicata Giuseppina Lovecchio ha ricevuto il premio dal sindaco Giuseppe Maglione, con motivazione letta da Ivana Pipponzi. Il riconoscimento è stato attribuito per un percorso di oltre venticinque anni nella Pubblica Amministrazione, culminato nell’incarico di Direttrice generale per lo Sviluppo economico, il Lavoro e i Servizi alla comunità della Regione Basilicata. La motivazione ha sottolineato il contributo alla programmazione di politiche di sviluppo, infrastrutture strategiche, sostegno al sistema produttivo, innovazione, occupazione e attrazione degli investimenti. Lovecchio ha voluto condividere il riconoscimento con la squadra con cui lavora. «Noi facciamo un lavoro a servizio del pubblico, siamo una squadra, io porto il premio di una squa-

dra», ha spiegato. «Se mi danno questo premio, riesco a far trasmettere l’amore per la nostra terra e per la nostra Lucania». Morena Rapolla – Eccellenza Lucana L’avvocata e attivista per i diritti umani Morena Rapolla è stata premiata da Tiziana Silletti, Garante delle vittime di reato, con motivazione letta da Yvette Marchand. Il Premio ha riconosciuto la capacità di coniugare professione forense e impegno civile nella tutela dei diritti umani e nel contrasto alle discriminazioni. Rapolla è stata indicata come esempio di un diritto utilizzato quale strumento concreto di inclusione, uguaglianza e difesa delle libertà, grazie anche all’attività associativa, formativa e culturale svolta nel campo delle pari opportunità e dei diritti. Maria Mariani – Eccellenza Lucana Alla direttrice amministrativa del CROB di Rionero Maria Mariani; la motivazione è stata letta da Ivana Pipponzi. La motivazione ha evidenziato un percorso di alto profilo nella sanità pubblica, caratterizzato da competenza, rigore e capacità manageriale. Il riconoscimento ha valorizzato anche la recente nomina alla guida dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, ulteriore traguardo di una carriera costruita ai vertici della sanità pubblica. Roberta Alberti – Eccellenza Lucana La poetessa Roberta Alberti ha ricevuto il premio da Yvette Marie Marchand, che ha letto anche la motivazione. Il riconoscimento è stato attribuito per aver trovato nella poesia, nell’arte e nella cultura una forma di espressione, partecipazione e condivisione. Formatasi nel campo dell’arte e della scenografia, Alberti ha coltivato negli anni la passione per il teatro,

la lettura e la scrittura, ottenendo numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali. La motivazione ha sottolineato soprattutto la capacità di fare della poesia uno strumento di inclusione, condivisione e testimonianza. Antonella Rubertone – Eccellenza Lucana La pittrice e artista Antonella Rubertone è stata premiata da Maria Teresa Gatta, con motivazione letta da Yvette Marchand. Il riconoscimento ha valorizzato la capacità di coniugare arte, sensibilità e attenzione verso gli altri, facendo della creatività uno strumento di relazione e inclusione. Alla produzione artistica ha affiancato esperienze socio-assistenziali e laboratori espressivi rivolti a bambini, anziani e persone con disabilità. Rosa Larocca – Eccellenza Lucana e Premio alla Carriera Doppio riconoscimento per Rosa Larocca, consigliera della Corte d’Appello di Potenza: Premio Federico II – Eccellenza Lucana e Premio alla Carriera. La motivazione ha ripercorso una carriera di alto profilo nella Magistratura, costruita attraverso competenza, rigore e profondo senso delle istituzioni. Il riconoscimento ha premiato «l’autorevolezza del percorso professionale», il servizio reso alla giustizia e alle istituzioni e il ruolo di vertice raggiunto nella magistratura lucana. Francesco Paolo Figliuolo – Eccellenza Lucana e Premio alla Carriera Come detto, doppio riconoscimento anche per il Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, premiato dall’onorevole Salvatore Caiata. La motivazione è stata letta da Ivana Pipponzi. La carriera del generale, nato a Potenza, è stata ri-

conosciuta per gli incarichi di vertice ricoperti in ambito nazionale e internazionale, tra cui quello di Comandante delle Forze NATO in Kosovo e di Comandante Operativo di Vertice Interforze. La motivazione ha ricordato anche il ruolo di Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19 e quello successivo per la ricostruzione dei territori colpiti dalle alluvioni in Emilia-Romagna, Toscana e Marche. Un percorso indicato come esempio di capacità organizzativa, senso del dovere e spirito di servizio, capace di rappresentare la Basilicata ai massimi livelli istituzionali. Vincenzo Lo Sasso – Eccellenza Lucana e Premio alla Carriera Doppio riconoscimento anche per l’artista Vincenzo Lo Sasso, premiato da Alberto Barra e Ivana Enrica Pipponzi, con motivazione letta dalla stessa Pipponzi. Il Premio ha celebrato una carriera costruita tra fotografia, pittura e scultura, con una significativa dimensione internazionale. Dal periodo giovanile alla Factory di Andy Warhol alle collaborazioni con importanti testate come Vogue Italia, il suo percorso lo ha portato a lavorare in Europa e negli Stati Uniti. La successiva attività artistica, culminata anche nella partecipazione alla Biennale di Venezia del 2011, ha confermato la continuità di una ricerca sviluppata attraverso linguaggi e materiali differenti. Maria Antonietta Santoro – Premio alla Carriera Il Premio alla Carriera è stato assegnato alla chef internazionale Maria Antonietta Santoro, premiata da Pamela Montanarella, assessora del Comune di Melfi, con motivazione letta da Yvette Marchand. Un riconoscimento a una vita professionale dedicata alla cucina lucana e al-

la valorizzazione della memoria gastronomica regionale. Chef del ristorante Al Becco della Civetta di Castelmezzano dal 1990, Santoro ha costruito una cucina profondamente legata alla Basilicata, dalle antiche ricette alle erbe spontanee, dai grani antichi alle produzioni locali. Il Premio Speciale Federico II al Liceo Artistico di Melfi Un riconoscimento speciale è stato assegnato all’Istituto d’Istruzione Superiore “Federico II di Svevia” di Melfi, con particolare riferimento al Liceo Artistico “Festa Campanile”. Il premio è stato consegnato da Lorenzo Pagliuca, presidente dei Lions Melfi, con motivazione letta da Yvette Marchand. La motivazione ha ricordato il ruolo del Liceo Artistico nella formazione di giovani talenti e nella promozione del patrimonio, della ricerca espressiva e della sperimentazione dei linguaggi artistici, dalle arti figurative all’architettura fino alla comunicazione audiovisiva e multimediale. Una scuola descritta come capace di coniugare memoria e innovazione, identità e futuro, facendo dell’arte e della cultura strumenti di crescita, inclusione e valorizzazione del territorio. «Valorizzare le intelligenze e la dedizione dei lucani significa investire sul futuro della nostra comunità», aveva sottolineato Pipponzi, definendo il Premio «una celebrazione del merito», ma anche una testimonianza concreta di una Basilicata capace di esprimere «leadership, sensibilità sociale e visione». È proprio questo il senso della manifestazione: non soltanto celebrare chi ha già raggiunto traguardi importanti, ma costruire attraverso quelle storie una narrazione diversa della Basilicata.


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ARANEO E VERRI (M5S): « PRETENDIAMO CHIAREZZA SULLE RAGIONI TECNICHE E GESTIONALI DEI DISSERVIZI»

«Sanità in tilt, Bardi e l’assessore competente riferiscano»

POTENZA «A causa della grave e prolungata paralisi del Centro Unico di Prenotazione e dei sistemi informatici del Servizio Sanitario Regionale e, nonostante i comunicati ufficiali che parlano di un graduale rientro alla normalità, continuano a giungerci continue segnalazioni da parte degli utenti e degli operatori sanitari relativamente a un blocco che persisterebbe a macchia d'olio su tutto il territo-

rio regionale con impossibilità di prenotare visite ed esami sanitari urgenti, di pagare i ticket o di accedere ai servizi digitali essenziali». È quanto scrivono Alessia Araneo e Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata). «Per questa ragione, abbiamo depositato una richiesta di informativa urgente affinché il Presidente della Giunta e l'Assessore alla Sanità riferiscano di-

rettamente in aula nella seduta consiliare convocata per domani, 6 ottobre. Pretendiamo chiarezza in merito alle ragioni gestionali e tecniche che continuano a causare situazioni di disservizio; tempi certi e definitivi per il ripristino di ogni funzionalità e misure straordinarie di tutela per prorogare le _ Alessia Araneo e Viviana Verri (Movimento 5 Stelle Basilicata) prescrizioni in scadenza e recuperare immedia- i diritti delle cittadine e dere e domani in aula tamente le prestazioni dei cittadini della Basili- vogliamo risposte chiare non erogate. La salute e cata non possono atten- e impegni precisi».

Il consigliere Marrese dopo il blocco del Cup e i disagi alla sanità: «Milioni di euro investiti e una settimana di caos»

«Data center regionale fermo, i lucani ora meritano la verità»

POTENZA «A distanza di una settimana dal blocco del Data Center regionale, alcuni servizi stanno gradualmente tornando alla normalità. Ma non tutto è stato ancora ripristinato e continuano a registrarsi gravi disagi, a partire dal sistema CUP, che resta uno degli strumenti più importanti per garantire ai cittadini l'accesso alle prestazioni sanitarie». Lo dichiara il Consigliere regionale Piero Marrese. «In questi giorni abbiamo assistito all'impegno encomiabile degli operatori del CUP e del personale sanitario, che stanno affrontando una situazione straordinaria con professionalità e spirito di ser-

vizio, ricorrendo anche a procedure cartacee e strumenti alternativi pur di garantire assistenza ai cittadini. A loro va il nostro sincero ringraziamento. Se il sistema sanitario lucano ha retto all'urto di questa emergenza è soprattutto grazie al lavoro e al sacrificio di queste persone». «Proprio per questo, però, diventano ancora più urgenti le risposte che la Giunta regionale continua a non fornire. Parliamo di un'infrastruttura strategica sulla quale sono stati investiti 14 milioni di euro per il Data Center di Potenza, oltre a ulteriori risorse destinate al sistema di Disaster Recovery di Matera.

Eppure, dopo giorni di blocco, non si è ancora tornati alla piena normalità». «I lucani hanno il diritto di sapere cosa sia realmente accaduto. Che cosa ha provocato il blocco dei sistemi? I dati custoditi nelle infrastrutture regionali sono pienamente al sicuro? Perché il ripristino completo dei servizi richiede tempi così lunghi? Per quale ragione il CUP continua a registrare criticità dopo una settimana? I sistemi di backup e continuità operativa hanno funzionato correttamente oppure sono emerse carenze che andranno accertate?» «Questa vicenda non può essere archiviata come un

semplice inconveniente tecnico. Quando si fermano i sistemi informatici della Regione si fermano servizi essenziali, si rallentano le prestazioni sanitarie e si creano disagi per migliaia di cittadini. Per questo chiediamo che il presidente Bardi riferisca con la massima trasparenza in Consiglio regionale, illustrando le cause del blocco, gli effetti prodotti e le azioni che si intendono adottare affinché una situazione simile non si ripeta più». «Dopo una settimana di emergenza, i lucani non hanno bisogno di rassicurazioni generiche. Hanno diritto alla verità, alla trasparenza e alla certezza

_ Piero Marrese

che i milioni di euro investiti nelle infrastrutture digitali regionali siano in grado di garantire servizi efficienti, sicuri e continui.»

LA UIL FP DOPO LO SCORRIMENTO DELL’ASP: «PER DISPORRE DI PROFESSIONALITÀ IMMEDIATAMENTE UTILIZZABILI»

«Bene le stabilizzazioni, ora serve prorogare le graduatorie»

POTENZA «La Uil Fp Basilicata esprime soddisfazione per lo scorrimento effettuato dall’Aps, sia per quanto riguarda le stabilizzazioni sia per l’utilizzo della graduatoria generale che ha consentito lo scorrimento per 17 OSS». Si legge nella nota a firma dei segretari Verrastro e Pisani. «Si tratta di un risultato importante che va nella direzione da sempre sostenuta dalla Uil Fp: utilizzare fino in fondo le graduatorie disponibili prima di procedere a nuove procedure concorsuali, garantendo opportunità occupazionali e valorizzando il lavoro già svolto

dalle Aziende e dai candidati. La Uil Fp, da sempre impegnata sul tema dello scorrimento delle graduatorie, pone particolare attenzione alla graduatoria degli OSS, che, come noto, è attualmente prevista in scadenza al 31 dicembre 2026. Proprio per questo, la Uil Fp Basilicata intende chiedere al Consiglio regionale uno sforzo affinché venga valutata una proroga della validità delle graduatorie. A nostro avviso esistono motivazioni concrete che potrebbero giustificare tale scelta, consentendo, nelle more dell’organizzazione di ulteriori

concorsi ed eventuali avvisi, di continuare a disporre di una graduatoria già esistente e di professionalità immediatamente utilizzabili. Nelle prossime ore la Uil Fp chiederà di essere audita in IV Commissione consiliare, sia per affrontare nuovamente la questione delle prestazioni aggiuntive in sanità, sulla quale la nostra richiesta è ancora in sospeso, sia per sottoporre all’attenzione della Commissione la necessità di intervenire sulla proroga delle graduatorie. «Apprezziamo il passo compiuto dall’AspP e riteniamo che lo scorrimento delle

graduatorie debba continuare a rappresentare una strada concreta per rispondere alle esigenze di personale della sanità lucana. Ora ci auguriamo che anche le altre Aziende sanitarie, a partire da Aor San Carlo e Crob, possano procedere con ulteriori scorrimenti della graduatoria». La Uil Fp continuerà a vigilare con attenzione e a mettere in campo proposte concrete, praticabili e sostenibili, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e contribuire a dare risposte alle esigenze di personale del sistema sanitario regionale».


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Nuova frontiera della ricerca contro i tumori grazie al lavoro di Giacomo Luciano Vitelli e Vincenzo Montanarella

Lotta alle neoplasie complesse, lo studio dei ricercatori lucani POTENZA «Esprimo il mio apprezzamento per il lavoro che i due ricercatori lucani, Giacomo Luciano Vitelli e Vincenzo Montanarella, stanno svolgendo a Barcellona nell’ambito dello studio su un nuovo gel terapeutico per il trattamento dei tumori». Lo dichiara l’assessore della Regione Basilicata, Cosimo Latronico. I due scienziati lucani sono impegnati al Vall d’Hebron Research Institute in un filone di ricerca oncologica d’avanguardia incentrato sullo sviluppo di terapie locoregionali. Lo studio riguarda la formulazione di un idrogel biomedico progettato per essere iniettato direttamente all’interno della massa tumorale. Questa tecnologia consente di rilasciare il principio

terapeutico in modo mirato sulla neoplasia, con l’obiettivo di massimizzare l’efficacia del trattamento e ridurre drasticamente gli effetti collaterali sistemici sull’organismo tipici delle terapie tradizionali, come ad esempio la caduta dei capelli. Lo studio ha concluso la fase in vitro ed è passato alla fase in vivo e potrà trovare applicazione anche per neoplasie complesse come il glioblastoma o il carcinoma ovarico. Dopo gli studi in Italia i due ricercatori sono approdati in Spagna a seguito dell’esperienza fatta tramite l’Erasmus. «Il percorso di questi due giovani – continua Latronico – evidenzia la capacità del nostro territorio di esprimere competenze e

professionalità in grado di integrarsi positivamente in contesti scientifici di primo piano. La loro esperienza descrive una dinamica di condivisione del sapere che va oltre i confini geografici. Nel rivol-

gere un sincero incoraggiamento a proseguire l’attività di ricerca con lo stesso impegno, condivido la loro visione secondo cui i risultati della scienza e della medicina rappresentano un patrimonio

globale, i cui benefici appartengono alla comunità intera e, in quest’ottica, continueremo a lavorare affinché il nostro territorio possa offrire sempre maggiori opportunità per la ricerca scientifica».

PRIMO PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO IN ITALIA: LA TAC DI ULTIMA GENERAZIONE CHE SEGUE IL RESPIRO

Aor San Carlo, al via il potenziamento della radioterapia POTENZA Prosegue il percorso di innovazione e rafforzamento dell’offerta dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo con il recente avvio dei lavori per potenziare il servizio di Radioterapia. La stipula dell’accordo di partenariato pubblico-privato con Amethyst Radioterapia Italia, parte di Stingray Healthcare Group e specializzata nello sviluppo e nella gestione di servizi di radioterapia oncologica, ha dato il via a un importante progetto di sviluppo che permetterà di innalzare ulteriormente gli standard assistenziali e a consolidare il ruolo dell’Aor nell’ambito delle cure oncologiche. «Il potenziamento della Radioterapia - dichiara il Direttore Generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera - rappresenta un passaggio strategico nel percorso di crescita della nostra Azienda. Continuiamo a investire in innovazione, tecnologia e competenze con un obiettivo preciso: offrire ai pazienti cure sempre più qualificate, tempestive e vicine ai loro bisogni. Questo progetto rafforza il ruolo dell’Azienda nella rete oncologica e contribuisce a costruire una sanità pubblica regionale sempre più moderna ed efficace». «L’avvio dei lavori per potenziare il servizio di Radiote-

rapia conferma la concreta attuazione delle azioni programmate dalla Regione per potenziare e qualificare la rete oncologica di Basilicata - afferma l’Assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, evidenziando che “garantire l'accesso a tecnologie d'avanguardia all'interno delle nostre strutture pubbliche permette di innalzare il livello delle prestazioni erogate, rispondendo alla domanda di cura dei cittadini lucani e riducendo la necessità di migrazione sanitaria fuori regione». L’azione avviata prevede la realizzazione di un secondo bunker, il rinnovamento delle tecnologie, la riorganizzazione degli spazi e dei percorsi clinico-assistenziali e il consolidamento delle professionalità dedicate. L’investimento consentirà di ampliare la capacità di presa in carico dei pazienti e di rendere disponibili trattamenti radioterapici tra i più avanzati utilizzati attualmente in ambito oncologico. Tra i primi interventi in programma figura l’installazione di una TAC di ultima generazione, dotata di una tecnologia d’avanguardia per il monitoraggio e la gestione automatica della respirazione del paziente in modo da calibrare l’acquisizione delle immagini sull’effettivo ciclo

respiratorio. Si tratta di un’automazione che consente di coprire l’area di interesse più velocemente rispetto ai sistemi tradizionali e di concludere l’esame in pochissimi cicli respiratori, riducendo i tempi di apnea e aumentando il comfort del paziente. È una soluzione particolarmente efficace per l’esame di organi soggetti a movimento costante, come cuore e torace, poiché permette di acquisire rapidamente immagini ad altissima risoluzione indispensabili per una pianificazione terapeutica rapida e accurata. «La partnership - dichiara Ralph Hefti, CEO di Stingray Healthcare Group - segna un nuovo importante capitolo nel nostro impegno a fianco dell’Ospedale San Carlo di Potenza e della popolazione del-

la Basilicata. Negli ultimi quattro anni, lavorando a fianco delle équipe cliniche dell’ospedale, abbiamo sostenuto la crescita del suo servizio di radioterapia, più che triplicando il numero di cicli di trattamento effettuati. Il nuovo partenariato pubblico-privato ci consentirà di rafforzare ulteriormente il servizio di radioterapia, raddoppiando la capacità di trattamento, introducendo due acceleratori lineari di nuova generazione e modernizzando il reparto. Crediamo fortemente che ogni paziente debba avere accesso a cure oncologiche di livello qualitativamente elevato vicino a casa propria, attraverso tecnologie avanzate, competenze cliniche e investimenti a lungo termine a supporto del sistema sanitario».


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Tra i punti all’ordine del giorno debiti, accessibilità, sicurezza urbana, carriera Alias, Palestina e autonomia differenziata

Potenza, domani in Aula il Consiglio comunale

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orna in Aula il Consiglio comunale. Seduta ordinaria in prima convocazione domani, alle ore 8:30, nella Sala del Consiglio di via Nazario Sauro. Quindici i punti all'ordine del giorno, ma il focus resta economico-amministrativo: ben sette delibere riguardano il riconoscimento di debiti fuori bilancio per sentenze esecutive del Giudice di Pace di Potenza e di Buccino. Si tratta, in gran parte, di ricorsi per sanzioni, con importi che vanno dai 162 euro ai 519 euro per singola sentenza, per un totale complessivo di circa 6.600 euro. Si parte con l’approvazione dei verbali della seduta precedente e con la concessione dell’affrancazione dal canone enfiteutico su terreni originariamente civici e oggi allodiali, iscritti tra i Diritti Reali su Beni di Terzi. Poi il capitolo politico, con sei atti di in-

dirizzo che fotografano lo scontro e i temi del momento. La consigliera Tancredi porta in Aula la mozione per la promozione dell’accessibilità della comunicazione nei servizi e negli spazi

pubblici comunali. La consigliera Triunfo chiede, invece, che Potenza si schieri contro la reintroduzione della leva obbligatoria, in difesa dell'articolo 11 della Costituzione e per una difesa euro-

pea comune. Il consigliere Giuliani rilancia l’istituzione del servizio di Psicologia di base in Basilicata come livello essenziale di prossimità. Sicurezza urbana, presidio delle aree più esposte e contrasto allo spaccio al centro della mozione del consigliere Vigilante, che chiede anche una verifica dei servizi di accoglienza presenti in città. Diritti civili con la consigliera Rizzo che propone l’istituzione della Carriera Alias per la tutela delle identità di genere. Infine, due ordini del giorno a forte valenza politica: quello del consigliere Messina per il riconoscimento dello Stato di Palestina e il sostegno a una pace giusta in Medio Oriente, e quello della consigliera Blasi per la sospensione dell’iter sull’autonomia differenziata e l’attuazione costituzionalmente corretta della legge 86/2024.

POTENZA Riflessioni su arte, letteratura e Cantico delle Creature con il direttore Galasso, Padre Rossano, docenti e studenti

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Al Centro Studi Danzi un aperitivo culturale nel nome di Francesco

n vero e proprio aperitivo culturale nel nome e nel ricordo di San Francesco d'Assisi, Santo Patrono d'Italia. Tante riflessioni, un momento di cultura e di religiosità alta e di grande valore etico e morale. Ieri mattina, nella sede del Centro Studi Raffaele Danzi sito in via Ciccotti, si è svolta una giornata dedicata all'arte, alla letteratura, alla vita di San Francesco d'Assisi, voluta fortemente dal direttore del Centro Studi, Rocco Galasso, e condivisa con il parroco della Chiesa di Santa Maria del Sepolcro, Padre Alberto Rossano, accompagnato da quattro novizi postulanti, dai docenti Antonio Messina e Lucia Scavone, Una discussione a più voci sulle opere, la religiosità, la missione pastorale del Santo d'Assisi nell'ambito del centenario della scomparsa di San Francesco. Dal Medioevo ai giorni nostri, un salto nel passato e un modo per conoscere da vivo la religiosità di San Francesco grazie ad una giornata di condivisione alta e sentita da parte dell'intera scolaresca. La presenza di un quadro di Giotto, riletta nella sfera culturale e religiosa dalla docente Lucia Scavone, la lettura di passi salienti dell'opera di San Francesco d'Assisi svolta da Rocco Galasso e da Antonio Messina, il messaggio evangelico par-

tito dalla riflessione di Padre Alberto Rosciano sono stati gli ingredienti principali di una giornata dal grande valore apostolico, religioso, spirituale e culturale condivisa, tra gli altri, dalle Canossiane, che hanno sede nelle vicinanze e che hanno dato il proprio contributo, peraltro fondamentale per la perfetta organizzazione dell'evento. L'iniziativa apre di fatto gli aperitivi culturali 20262027. La vita di Francesco, una rilettura significativa, intensa e piena di suggestioni è stata al centro della giornata di commemorazione. Una festa sobria, passionale e ricca di significati ha inteso coniugare la visione di ieri con gli eventi di oggi, sviscerati anche dalla lettura del Cantico delle Creature svolta dagli alunni del Centro Studi Raffaele Danzi. Quel Creato rovinato dalle problematiche ambientali, invece merita rispetto, amore e convivialità, anche e soprattutto nel ricordo pulsante di San Francesco d'Assisi, Durante la mattinata è stata, inoltre, ricordata la figura dei frati in Basilicata nel Duecento. Come dire, un Santo da venerare, da conservare e da rileggere attentamente e con profonda passione visto il suo impegno per la natura, l'ambiente e la cultura in generale, unita alla fede e alla missione spirituale. Rocco Galasso ha

detto la sua su questa giornata: «È una figura importantissima quella di Francesco che vogliamo ovviamente riproporre agli studenti non solo dal punto di vista religioso, ma anche da un punto di vista culturale per quello che ha rappresentato San Francesco come lo conosciamo, come una delle prime liriche della nostra letteratura italiana con il Cantico delle Creature. Egli ha inciso profondamente nella storia d'Italia e ha incrociato in qualche modo la nostra Basilicata. È anche l'occasione per riflettere sulla presenza francescana in Basilicata che può datarsi già dai primi anni subito della morte di San Francesco. Una tradizione, qualcuno ha ipotizzato anche un passaggio di San Francesco attraverso la nostra regione e forse anche la nostra città. Una notizia naturalmente non documentata, ma sicuramente documentata la presenza dei frati qui francescani dei seguaci di San Francesco nei primi anni. La storia di San Francesco ha inciso profondamente nella storia d'Italia, tant’è che è il Patrono d'Italia, ma ha inciso anche nella nostra regione con una forte vicinanza a quelle realtà anche più emarginate, più disagiate come nello spirito di Francesco d'Assisi. La giornata si svolge con una riflessione letteraria, di storia dell'arte, esaminando

appunto l’opera di Giotto che raffigura appunto le scene di vita di San Francesco con una presenza anche della comunità francescana, del parroco, dei suoi operatori proprio perché la nostra scuola insiste nel territorio che è retta da francescani». Dal canto suo, Padre Alberto Rossano, parroco di Santa Maria del Sepolcro ha parlato della giornata di ieri: «Sono tanti gli insegnamenti, San Francesco nonostante la sua veneranda età può dire ancora molto, molto ai giovani d’oggi. Ma a tutti in realtà: ai giovani, ai bambini, agli adulti. Alcuni degli insegnamenti che ci lascia oggi per la nostra società certamente è l'appello alla pace, al dialogo e non solo inter religioso che San Francesco ha vissuto attraverso nel suo viaggio in Terra Santa e quindi con il confronto con il Sultano Al Malek, ma proprio avere

l’attenzione al dialogo, al confronto, al vivere le relazioni in maniera personale, in un mondo come il nostro spesso virtuale o troppo virtuale certamente le relazioni interpersonali dirette non perdono il loro significato. Francesco, con la fraternità dei frati che gli donò il Signore, è maestro in questo, sempre in relazione tra loro, attraverso ovviamente la relazione con Dio. Nella preghiera, lui riusciva anche a vivere queste relazioni, a perdonare, andare incontro a certe difficoltà, quindi certamente un dialogo con tutti, anche con chi non credeva nel Signore, anche con chi aveva una religione diversa. L’appello alla pace, per vivere la pace abbiamo bisogno di dialogare e di conoscerci altrimenti ognuno con i propri preconcetti può pure giustificare qualsiasi cosa». FRANCESCO MENONNA


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Provincia

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Incontro in Romania per la delegazione italiana guidata da Baldantoni e Reale. Presentato il libro di Perillo per unire i territori tra storia, cultura e vino

Muro Lucano: omaggia l’Onorevole Pagliuca intitolando la strada in cui aveva la sua casa U

DI EMANUELA CALABRESE

n percorso fortemente voluto dal figlio Leandro. Alla cerimonia la presenza dell’ex Deputato Peppino Molinari al tavolo dei lavori e dell’europarlamentare On. Alberico Gambino. Restituire alla comunità una pagina della propria storia e consegnare alle nuove generazioni un esempio a cui ispirarsi. È questo il significato della cerimonia di intitolazione dell'oggi ex Via Umberto I (dove vi è l'abitazione) all’onorevole Salvatore Pagliuca, svoltasi presso il Salone della Società Operaia di Muro Lucano. Nato a Muro Lucano il 16 aprile 1895, Avvocato e Deputato nelle prime due legislature della Repubblica, Salvatore Pagliuca partecipò alla vita pubblica negli anni della ricostruzione e del consolidamento della democrazia italiana. Il suo impegno si espresse anche attraverso il periodico delle democrazie per la Basilicata, ideato nel 1944 “Rinascita”. Il riconoscimento è stato fortemente voluto dal figlio Le-

andro Pagliuca, con il desiderio di mantenere viva la memoria del padre e di condividerne il valore con l’intera comunità. Una volontà che ha trovato nell’Amministrazione Setaro la sensibilità e l’impegno per tradursi in un riconoscimento pubblico duraturo. La cerimonia ha così unito la memoria familiare alla storia della città, attraverso un gesto destinato a parlare anche alle generazioni future. A dare rilievo all’incontro sono state la presenza dell’ex Deputato Peppino Molinari, al tavolo dei lavori, e quella dell’europarlamentare On. Alberico Gambino. La partecipazione di Molinari, già segretario della DC, ha rappresentato un significativo legame con la tradizione politica nella quale maturò l’esperienza di Pagliuca. «Pagliuca, fondatore della DC in provincia di Potenza, fu eletto Deputato alle elezioni politiche del 1948 e riconfermato fino al ‘58 – ricorda Molinari- e seppe incarnare idee e valori cattolici democratici di una generazione che ha dato un contributo determinante al-

la ricostruzione sociale e politica della Basilicata. Per tutto quello che ha fatto, prodotto e rappresentato merita non solo di essere ricordato all’interno della storia DC ma di essere collocato a pieno titolo nell’olimpo della politica lucana». La presenza dell’Europaralmentare Gambino ha conferito alla cerimonia un ulteriore valore istituzionale, creando un ideale collegamento tra la storia della rappresentanza nazionale e le istituzioni europee: «È stato un momento importante per custodire la memoria di chi ha servito le istituzioni e il proprio territorio. Da Parlamentare europeo credo profondamente nel valore di questi legami: l’Europa si costruisce anche così, partendo dai Comuni, dalle identità, dalle tradizioni e dalle relazioni tra le nostre comunità. Anche per questo prima della cerimonia ho voluto fare tappa in Comune per salutare il Sindaco Setaro e alcuni amici amministratori della Basilicata tra cui il consigliere regionale Michele Napoli. Un momento di cordialità e confronto

con chi ogni giorno è impegnato al servizio dei propri territori. Essere a Muro Lucano, per me – ha concluso Gambino- ha anche un significato particolare per il legame di gemellaggio con la mia Pagani, nel segno di Sant’Alfonso Maria de Liguori e San Gerardo Maiella: due grandi figure di fede e di storia che uniscono idealmente le nostre comunità». Il Sindaco Setaro ha posto al centro dell’iniziativa un messaggio rivolto soprattutto ai giovani: «Conoscere le proprie radici significa acqui-

sire maggiore consapevolezza del contributo che ciascuno può offrire alla vita della comunità. Intitolare una strada significa affidare una memoria alla vita quotidiana della nostra comunità». Il significato dell’iniziativa guarda dunque oltre la commemorazione: «Vivere da vicino il percorso di un concittadino arrivato nelle istituzioni della Repubblica può incoraggiare le nuove generazioni a prendere parte alla vita pubblica e a mettere capacità e impegno al servizio del territorio».

Il progetto, cogestito con la Coop. La Mimosa, oggi è gestito in maniera integrata con il Comune di Satriano di Lucania e ospita 60 beneficiari

Modello Tito, l'accoglienza funziona: superato il controllo del servizio centrale sul progetto Sai

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i è conclusa positivamente la visita di monitoraggio del progetto SAI- Sistema di Accoglienza e Integrazione, a Tito, da parte del Servizio Centrale. «La visita – ha spiegato il Sindaco Fabio Laurino- ha previsto incontri con l’équipe, visite alle strutture di accoglienza e colloqui con i beneficiari, secondo le modalità indicate dal Servizio Centrale. Il progetto, cogestito con la Coop. La Mimosa, oggi è gestito in maniera integrata con il Comune di Satriano di Lucania e ospita 60 beneficiari appartenenti a nuclei familiari o monoparentali in 12 strutture, seguiti da un’équipe multidisciplinare composta da 20 persone, in sinergia con il nostro Ufficio Affari Sociali». Il SAI, presente sul territorio dal 2017, «rappresenta per noi un valido modello di integrazione, che non si limita alla sola accoglienza, ma che cerca di dotare i beneficiari degli strumenti idonei

per acquisire autonomia -incalza il Sindaco- come lingua, percorsi educativi (10 iscrizioni scolastiche), partecipazione alle attività sociali e culturali e tirocini formativi per l’inserimento nel mondo del lavoro. Negli ultimi dodici mesi, infatti, sono stati attivati 7 tirocini formativi in aziende del territorio, di cui 5 si sono tramutati in rapporti lavorativi stabili». Anche la scelta della struttura è stata strategica: «Prima di individuare un edificio ospitante nel centro del paese e oggi di poterli ospitare in strutture diffuse nei vari quartieri di Tito, mira a evitare la ghettizzazione e a costruire un rapporto sinergico e partecipativo con la comunità sottolinea Laurino- L’identità di una comunità non si rafforza ponendo tetti numerici o respingendo. La si rafforza dotandosi di strumenti culturali e sociali, non coltivando la logica del nemico. La si rafforza condividendo valori, an-

che diversi, nel rispetto della dignità della persona e sapendo leggere e interpretare i cambiamenti del tempo. Nessuno vuole cancellare nulla o “rubare” qualcosa a qualcuno conclude il Primo cittadino- Anzi, la lungimiranza politica sta nel sapersi arricchire dalla

diversità e lo dimostrano Paesi che molti anni prima di noi hanno affrontato questo tema, che si sono dotati di strumenti per accogliere e che oggi sono considerati, da noi stessi, anche più evoluti e democratici del nostro». EMA. CALA.


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Scoperti nei bagni due involucri contenenti sostanze stupefacenti e cellulari probabilmente destinati ai detenuti

Carcere di Matera, polizia scopre droga e telefonini MATERA «L’ Organizzazione Sindacale UIL FP Polizia Penitenziaria esprime pieno apprezzamento e riconoscimento al personale di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Matera, che quotidianamente svolge il proprio servizio con professionalità, attenzione e senso del dovere, nonostante le persistenti carenze di organico». Si legge nella nota della segreteria regionale Uil FP, Polizia Penitenziaria di Basilicata. «Nella giornata di sabato 3 ottobre scorso, al termine del primo turno dei colloqui familiari, durante le attività di bonifica del locale adibito alle perquisizioni, il personale ha rinvenuto due involucri contenenti complessivamente circa 500 grammi di presunta sostanza stupefacente, oltre a telefoni cellulari, abilmen-

te occultati all’interno del bagno destinato alle attività connesse ai colloqui. Un rinvenimento di particolare rilievo, che testimonia ancora una volta quanto sia fondamentale l’attività di prevenzione, controllo e vigilanza svolta quotidianamente dagli operatori. Il fenomeno dei tentativi di introduzione all’interno degli istituti penitenziari di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari rappresenta una problematica sempre più preoccupante e richiede un’attenzione costante da parte dell’Amministrazione. In questo contesto, il lavoro degli operatori di Polizia Penitenziaria assume un’importanza fondamentale. Nonostante la carenza di personale e i crescenti carichi di lavoro, gli agenti continuano a garantire con professionalità e dedizione

l’attività istituzionale, contribuendo concretamente alla sicurezza dell’Istituto. L’operazione dimostra che l’attenzione, l’esperienza e la professionalità del personale rappresentano un argine fondamentale al tentativo di introdurre all’interno delle carceri strumenti e sostanze che possono compromettere la sicurezza e l’ordine». Donato Sabia, segretario generale regionale della Uil Fp Pp dichiara: «Riteniamo pertanto doveroso dare merito agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria di Matera, che continuano a svolgere il proprio compito con responsabilità, anche in condizioni organizzative particolarmente difficili. Allo stesso tempo, episodi come quello odierno devono richiamare l’Amministrazione alla necessità di raf-

forzare gli organici, le dotazioni e gli strumenti di controllo, affinché il personale possa operare nelle condizioni necessarie per contrastare efficacemente un fenomeno che appare in crescita. La sicurezza degli istituti penitenziari passa necessariamente dalla professionalità del personale, ma anche da organici adeguati e strumenti all’altez-

za delle nuove sfide. Va dunque il nostro sentito ringraziamento e il pieno riconoscimento per la professionalità dimostrata, a tutela della sicurezza dell’Istituto e dell’intero sistema Penitenziario, ci auguriamo che la Direzione prenda in considerazione l’avvio di un riconoscimento formale del personale».

IL CONSIGLIERE COMUNALE MARTOCCIA: «RISORSE PER CASE, FAMIGLIE, LAVORATORI, IMPRESE»

«Basta guerre e bombe sociali, Matera diventi un modello»

POTENZA «Mentre nel mondo si continua a investire enormi risorse nei conflitti e negli armamenti, nelle nostre città cresce il numero delle persone che non riescono più a permettersi una casa, un affitto, un mutuo o semplicemente una vita dignitosa. È arrivato il momento di cambiare le priorità». È il messaggio del consigliere comunale di Matera Fortunato Martoccia, che torna sull’emergenza abitativa serve un programma concreto, con tempi, risorse e responsabilità precise. le istituzioni trasformino gli impegni in fatti. «La casa è diventata una bomba sociale. A Matera il problema abitativo è ormai evidente. Il costo degli affitti, la difficoltà di accesso al credito, la riduzione dell’offerta abitativa e le difficoltà economiche di tante famiglie stanno creando una situazione che non possiamo più considerare episodica. E dobbiamo comprendere una cosa fondamentale: l’emergenza casa non riguarda soltanto chi è povero. Riguarda giovani coppie, famiglie, studenti, lavoratori, persone anziane, nuclei monogenitoriali, ma anche artigiani, commercianti, piccoli imprenditori e professionisti. Ci sono persone che lavorano ogni giorno e che, nonostante questo, non riescono più a com-

prare una casa. Ci sono famiglie che riescono ancora a pagare l’affitto ma vivono costantemente sul filo. Ci sono lavoratori che, se perdono il posto, rischiano nel giro di pochi mesi di perdere anche la casa. Questa è la nuova emergenza: non riguarda soltanto chi non ha nulla, ma anche chi rischia di perdere ciò che ha costruito in una vita di lavoro. Casa e lavoro sono la stessa emergenza Non possiamo separare la politica abitativa dalla politica del lavoro. Le crisi aziendali presenti sul territorio, dalla CallMat alla vertenza Natuzzi, rappresentano anche una questione abitativa. Dietro ogni posto di lavoro c’è una famiglia. Dietro ogni licenziamento c’è un mutuo, un affitto, una bolletta, una scuola da pagare. Una crisi occupazionale può trasformarsi rapidamente in una crisi abitativa e una crisi abitativa può diventare una crisi sociale. Ma lo stesso ragionamento vale per il mondo dell’impresa diffusa. Dobbiamo guardare ai lavoratori, ma anche agli artigiani, ai commercianti e ai piccoli imprenditori. Sono parte integrante della nostra comunità e della nostra economia. Non possiamo costruire politiche sociali dimenticando chi ogni mattina apre una saracinesca, una bottega,

un laboratorio o un’attività. Siamo per un rapporto equilibrato tra pubblico e privato. Una città senza imprese, senza commercio, senza artigianato e senza investimenti non può crescere». Il problema nasce quando l’interesse particolare prevale sull’interesse generale. Quando il territorio viene considerato soltanto come un valore finanziario. Quando la casa viene considerata soltanto una merce. Gli investimenti privati sono importanti e devono essere valorizzati, ma devono contribuire anche alla crescita della comunità. Non vogliamo fermare gli investimenti: vogliamo che producano anche valore sociale. Per questo «dobbiamo uscire dalle grinfie delle lobby e delle logiche di potere che rischiano di condizionare le scelte pubbliche». Le decisioni sul futuro di Matera devono essere prese nell’interesse di Matera. Matera non è una merce. Matera è una comunità. Morosità incolpevole: intervenire prima dello sfratto Un punto centrale deve essere il sostegno alle famiglie che rischiano di perdere la casa. Servono risorse strutturali per il sostegno agli affitti e per la morosità incolpevole. Una persona che perde il lavoro subisce una riduzione del reddito o viene coinvolta in una crisi

aziendale non può essere semplicemente considerata un cattivo pagatore. Bisogna intervenire prima dello sfratto. La politica deve arrivare prima della porta chiusa di una casa, non dopo. Per questo Comune, Regione e Governo devono costruire strumenti permanenti di prevenzione, con risorse adeguate e procedure rapide. Recuperare il patrimonio e costruire edilizia sociale La mozione approvata dal Consiglio comunale offre già una direzione precisa: censimento del patrimonio pubblico, recupero degli immobili inutilizzati, incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sviluppo dell’edilizia sociale. Dobbiamo utilizzare tutte le risorse regionali, nazionali ed europee disponibili e dobbiamo farlo senza costruire nuove periferie dormitorio. recuperiamo quello che abbiamo, rigeneriamo ciò che è abbandonato e riportiamo persone, servizi, commercio e vita dentro la città e soprattutto se risolvere il problema significa cantierizzare (non mi spaventa) Matera può diventare un modello nazionale Abbiamo una mozione approvata all’unanimità. Abbiamo un fabbisogno abitativo da affrontare. Abbiamo patrimonio pubblico da censire e recuperare».


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Matera e Provincia

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Restituita alla comunità una delle chiese storiche più preziose dopo un lungo percorso di recupero e valorizzazione culturale

Riapre la Chiesa di San Francesco: l'orgoglio del consigliere Morea «O

ggi Irsina vivrà una giornata che, da cittadino prima ancora che da amministratore, considero davvero speciale: la Chiesa di San Francesco sarà ufficialmente restituita alla comunità dopo un importante intervento di recupero e ristrutturazione». A sottolinearlo è il consigliere regionale Nicola Morea, alla vigilia della cerimonia di inaugurazione della storica chiesa irsinese, uno dei luoghi di culto e dei beni culturali più preziosi della città, conosciuto anche per la straordinaria ricchezza artistica della sua cripta e dei suoi affreschi. «Quello di San Francesco – sottolinea Morea – è il risultato di un lavoro iniziato diversi anni fa e portato avanti con determinazione, attraverso un percorso istituzionale non semplice ma nel quale abbiamo sempre creduto. Appena insediato nel ruolo di Sindaco, nell’ormai lontano 2015, iniziammo un percorso con la Prefettura teso a salvaguardare l’inestimabile patrimonio. Dopo un primo finanziamento per gli affreschi della cripta, nel 2022 fu stanziata la somma di 1,85 milioni di euro de-

stinata all’intervento sulla chiesa, nell’ambito delle risorse del Ministero dell’Interno – Fondo Edifici di Culto. Da quel momento è iniziato un percorso fatto di progettazione, autorizzazioni, tavoli tecnici e procedure amministrative che oggi ci consegna un risultato concreto». Un percorso nel quale Morea, allora sindaco di Irsina, rivendica il ruolo dell’Amministrazione comunale: «Da sindaco ho combattuto, insieme ai miei compagni di viaggio, ai Sindaci Gaetano Garzone e Giuseppe Candela e a tanti amministratori e rappresentanti delle istituzioni, perché questo sogno diventasse realtà. Abbiamo insistito, sollecitato, seguito ogni passaggio e costruito una rete istituzionale con un unico obiettivo: restituire a Irsina uno dei suoi gioielli più preziosi». Il consigliere regionale rivolge quindi un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento dell’obiettivo: «Voglio ringraziare innanzitutto i Prefetti Sante Copponi e Cristina Favilli, che hanno seguito nelle diverse fasi questo importante intervento, l’attuale prefetto di Matera

Maria Carolina Ippolito, la già Soprintendente Luisa Tomaj, il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, il RUP ingegner Enzo Galdiero, i progettisti, gli uffici e tutte le professionalità che hanno lavorato al progetto. Un ringraziamento particolare va anche all’impresa appaltatrice, che ha eseguito gli interventi con grande professionalità e nei tempi attesi». La restituzione della chiesa si inserisce, inoltre, in un più ampio percorso di recupero del patrimonio storico e artistico di San Francesco. «Parallelamente – ricorda Morea – sono stati realizzati importanti interventi

sugli straordinari affreschi della cripta, per i quali sono state stanziate ulteriori risorse. E l’Amministrazione Comunale sta lavorando alla piena valorizzazione del convento di San Francesco, attiguo alla chiesa, attraverso il finanziamento del Bando Borghi. Questa è la dimostrazione di come, quando le istituzioni lavorano insieme, sia possibile non soltanto mettere in sicurezza un bene, ma restituirgli una funzione, un futuro e una nuova capacità di raccontare la storia della nostra comunità». «Oggi – conclude Morea – possiamo finalmente vedere il risultato di una battaglia ini-

ziata anni fa. San Francesco non è semplicemente una chiesa che riapre: è un pezzo dell’identità di Irsina che torna alla sua comunità. È un luogo che potrà nuovamente essere vissuto, visitato e ammirato e che rappresenta una straordinaria opportunità anche per la valorizzazione culturale e turistica del nostro centro storico. Da Sindaco avevo promesso che avremmo fatto tutto il possibile per riportare questo gioiello alla luce. Oggi quella promessa è mantenuta. E la soddisfazione più grande è sapere che San Francesco torna finalmente a essere di tutti gli irsinesi e le irsinesi».

Il Comune boccia la misura agevolata per i contribuenti in difficoltà. L'opposizione denuncia un atteggiamento di chiusura e indifferenza verso le famiglie

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Titolo: Ferrandina, stop alla rottamazione: l'affondo di Cosentino

entre tante famiglie di Ferrandina fanno i conti ogni giorno con bollette, caro carburanti, rincari e sacrifici, il sindaco e la sua maggioranza hanno detto no alla «rottamazione quinquies». Nel corso della seduta del consiglio comunale del 25 febbraio 2026, il consigliere comunale Leonardo Cosentino aveva presentato una mozione per chiedere l’adesione dell’ente alla misura nazionale che consente ai contribuenti di regolarizzare alcune posizioni debitorie attraverso il pagamento agevolato, senza sanzioni e interessi di mora.In tale circostanza il primo cittadino si era impegnato a convocare successivamente l'opposizione e una conferenza dei capigruppo per comunicare la decisione dell’amministrazione. Nulla di tutto ciò, solo un silenzio assordante. In data 26 settembre 2026, i giornali riportavano infatti la notizia dell’adesione dei comuni limitrofi, ma del comune di Ferrandina non vi era alcuna traccia, come confermato anche dall’elenco pubblicato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione. La bocciatura di questa misura ha di fatto creato una discriminazione territoriale tra i contribuenti ferrandinesi e quelli dei centri vicini, che potranno estinguere le pro-

prie pendenze senza il peso insostenibile delle sanzioni che raddoppiano il debito originario.«Un atteggiamento arrogante che viola il rispetto istituzionale da parte della maggioranza nei confronti di un consigliere di minoranza che svolge con serietà il proprio ruolo», sottolinea Cosentino nella nota. «Dinanzi a una proposta fatta per dare respiro ai cittadini in difficoltà, mi sarei aspettato un atteggiamento positivo. Purtroppo, come consuetudine, così non è stato».Il consigliere di opposizione punta il dito anche contro la gestione delle risorse pubbliche: «Spesso si usa il pugno di ferro con chi non ce la fa, ma al contempo non si lesinano ingenti somme di denaro per passerelle ed eventi di scarso beneficio reale, nonostante la situazione deficitaria delle casse comunali e l'utilizzo dell’anticipazione di tesoreria. Per feste e spettacoli le risorse si trovano sempre; per tendere una mano a chi rischia di affogare tra ingiunzioni e debiti, invece, la porta resta sbarrata e blindata dal silenzio».Il provvedimento avrebbe rappresentato una misura vitale per sostenere famiglie, commercianti e imprese alle prese con un periodo complesso, ma anche un’opportunità per il Comune di recuperare somme

non riscosse, coniugando equità sociale e salute finanziaria. «Una pubblica amministrazione – conclude Cosentino – deve essere capace di guardare a chi è rimasto indietro. Io continuerò a fare il mio dovere: vigilare, controllare e difendere il diritto dei cittadini ad essere ascoltati. Perché amministrare significa non lasciare indietro nessuno».


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L'evento letterario organizzato dal Toro Club Melfi alla libreria Ubik chiude le celebrazioni per il cinquantenario dello scudetto del 1976

A Potenza il nuovo libro su Paolo Pulici: il mito granata si racconta U

na gloria del Torino, un campione del calcio nazionale, i momenti difficili, i gol spettacolari, i titoli di capocannoniere in Serie A, il difficile rapporto con la Nazionale e lo splendido scudetto conquistato nel 1976 con la maglia granata. Ma anche l’uomo corretto, mite, allergico al divismo e capace di concedersi anima e corpo ai tifosi, con quel legame viscerale con la Curva Maratona che è stata la sua bussola sul rettangolo di gioco. È il ritratto di Paolo Pulici, idolo eterno dei tifosi del Toro, raccontato nel libro «Pulici, uno di noi» di Andrea Pelliccia (Garrincha edizioni, 2026).La presentazione del volume si è tenuta a Potenza, presso la libreria Ubik, alla presenza dell’autore e del giornalista Rocco Picciano, che con domande pertinenti e un'attenta analisi critica ha animato l'interessante dialogo molto apprezzato dalla pla-

tea di sportivi e appassionati. L’evento, organizzato dal Toro Club Melfi «Gian Paolo Ormezzano», è stato introdotto dal presidente del sodalizio dei tifosi granata lucani.«Abbiamo voluto chiudere le celebrazioni per il cinquantenario della conquista dello scudetto del 1976 da parte del Toro — afferma Gianluca Tartaglia — presentando un libro che ripercorre le gesta sportive di un mito della squadra granata. Un campione che ha interpretato al meglio l’essere granata, che ci ha fatto esultare e sognare con le sue prodezze e che è rimasto legatissimo a questi colori. Un’icona del calcio italiano, apprezzata dagli amanti del pallone e amatissima dai tifosi del Toro con i quali mantiene, ancora oggi, un legame profondo».Dialogando con l’autore, il giornalista Rocco Picciano ha evidenziato come «Andrea Pelliccia sia una persona brillante ed eclettica, con una scrittura

scorrevole e appassionata e un libro avvincente e fortemente evocativo. Paolo Pulici non è stato solo un grandissimo calciatore e il più prolifico marcatore della storia del Torino, ma rappresenta l’idolo eterno della tifoseria, legato visceralmente alla Curva che continua a considerarlo come uno di noi. Il testo analizza con estrema bravura le tante sfumature di "Pu-

liciclone": uomo umile e semplice, combattivo ma leale in campo, schietto e diretto nella vita».Grande soddisfazione per l’esito e la qualità dell’incontro è stata espressa anche dall’autore. «È stato emozionante e piacevole poter raccontare le vicende calcistiche e umane di un calciatore simbolo come Paolo Pulici al cospetto di una platea numerosa e compe-

tente come quella della Libreria Ubik di Potenza — ha dichiarato Andrea Pelliccia —. Desidero per questo ringraziare tutti coloro che sono intervenuti, il titolare della libreria, lo straordinario Toro Club Melfi "Gian Paolo Ormezzano" che ha organizzato l'evento, e Rocco Picciano, ottimo compagno di viaggio nel corso della presentazione».

Lunedì 12 ottobre l'inaugurazione degli spazi restaurati grazie al PON Cultura. Per la prima volta aprono al pubblico i Cortili degli Armigeri e del Mortorio

Melfi, riapre il Castello federiciano: svelati i nuovi percorsi espositivi e i cortili storici

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uova vita per il Castello federiciano di Melfi. Lunedì 12 ottobre 2026, alle ore 16:00, si terrà la cerimonia ufficiale di inaugurazione dei nuovi percorsi e spazi espositivi nati a seguito dei complessi interventi di restauro, consolidamento e ampliamento che hanno interessato il maniero e il Museo Archeologico Nazionale «Massimo Pallottino». Gli interventi, condotti tra il 2022 e il 2023 nell'ambito del PON «Cultura e Sviluppo» FESR 2014-2020, hanno permesso la riqualificazione delle aree esterne dell'intero circuito dello spalto e dei suggestivi Cortili degli Armigeri e del Mortorio. Per la prima volta nella storia del monumento, questi spazi rimasti finora inaccessibili entrano a pieno titolo a far parte del percorso di visita aperto al pubblico.Eseguiti sotto un costante controllo archeologico e affiancati da scavi stratigrafici mirati, i lavori hanno riportato alla luce struttu-

re murarie e architettoniche precedentemente sconosciute. I ritrovamenti delineano un contesto storico pluristratificato che spazia dal Medioevo all'età postmedievale, offrendo una prospettiva del tutto inedita e affascinante sulle fasi più antiche del complesso fortificato. Alle nuove strutture si affianca un ricco nucleo di opere storicoartistiche e arredi lapidei accumulati nell'area degli spalti nel corso dei secoli. Una selezione di questi preziosi reperti trova adesso collocazione nei nuovi spazi espositivi ricavati nello spalto occidentale e nel cortile dello stallaggio, arricchendo l'offerta culturale del museo. Grazie a questa veste profondamente rinnovata, il Castello di Melfi valorizza i suoi ambienti all'aperto e amplia la fruizione complessiva del sito, regalando ai visitatori un'esperienza di scoperta ancora più immersiva e completa tra le testimonianze della storia lucana.


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Abbiamo inventato strumenti per risparmiare tempo, poi abbiamo usato il tempo risparmiato per avere ancora più fretta

Siamo diventati tutti urgenti

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DI FABRIZIO QUARATINO

a dittatura del subito. Siamo diventati tutti urgenti. Non impegnati. Non necessariamente importanti. Urgenti. Viviamo con quella sensazione permanente che qualcosa debba accadere entro i prossimi sette minuti, altrimenti probabilmente collasserà l’Occidente. Un messaggio deve avere risposta subito. Una mail possibilmente prima di essere inviata. Una consegna ieri. Una decisione adesso. Un sentimento, se possibile, entro le 18.30, perché dopo abbiamo altro da fare. Abbiamo inventato strumenti straordinari per risparmiare tempo e siamo riusciti nel miracolo più assurdo: non averne più. Il telefono riconosce il nostro volto in mezzo secondo. Noi, qualche volta, impieghiamo anni per riconoscere davvero quello di chi ci sta accanto. E non è colpa della tecnologia. Sarebbe troppo comodo. La tecnologia accelera. Siamo noi a decidere dove correre. Il problema è che spesso corriamo senza sapere più verso cosa. ANCHE L’ATTESA È DIVENTATA UN GUASTO Abbiamo smesso persino di considerare l’attesa una parte della vita. Se qualcuno non risponde a un messaggio, dopo dieci minuti comincia il processo. Ha letto? Non ha letto? Perché non risponde? È arrabbiato? Sta prenden-

do le distanze? Oppure, ipotesi rivoluzionaria, sta semplicemente vivendo. Abbiamo trasformato due spunte blu in una branca della psicologia contemporanea. Eppure alcune delle cose più importanti della nostra esistenza hanno bisogno esattamente del contrario della fretta. Un’amicizia ha bisogno di tempo. Un amore ha bisogno di tempo. Una ferita ha bisogno di tempo. Una trasformazione interiore ha bisogno di tempo. Persino un seme, se lo dissotterriamo ogni mattina per controllare se sta crescendo, alla fine muore. Non tutto ciò che tace è fermo. Non tutto ciò che tarda è perduto. Ci sono cambiamenti che avvengono nel buio, mentre noi pensiamo che non stia succedendo niente. E forse qualcuno che sta leggendo queste parole, proprio adesso, sta aspettando. Una risposta. Un lavoro. Una guarigione.Una riconciliazione. Una soluzione economica. O semplicemente una mattina nella quale alzarsi dal letto pesi un po’ meno. A quella persona vorrei dire una cosa semplice: il fatto che oggi tu non riesca ancora a vedere l’esito della tua battaglia non significa che la tua battaglia sia inutile. Qualcosa può già stare cambiando. Anche dentro di te. Soprattutto dentro di te. LE URGENZE SBAGLIATE Poi c’è il nostro meraviglioso paradosso colletti-

vo. Viviamo in una terra nella quale le persone corrono e i problemi possono tranquillamente passeggiare. Ci irritiamo per cinque minuti di fila, ma possiamo convivere per anni con questioni irrisolte. Pretendiamo una risposta immediata a WhatsApp e sviluppiamo una pazienza quasi monastica davanti alle lentezze che riguardano servizi, opportunità, trasporti, spopolamento e futuro dei giovani. In Basilicata conosciamo bene questa curiosa relatività del tempo. Per alcune cose è sempre troppo presto. Per altre è ormai troppo tardi. E nel mezzo compare spesso quella straordinaria unità di misura amministrativa chiamata “vedremo”. Il problema, allora, forse non è che abbiamo troppa fretta. È che abbiamo distribuito male le urgenze. Ci affanniamo per ciò che potrebbe aspettare e aspettiamo davanti a ciò che dovrebbe farci alzare dalla sedia. LA FORZA DI NON FARSI TRASCINARE C’è però una libertà che nessuno può toglierci. Possiamo scegliere dove mettere la nostra energia. Possiamo decidere che non tutto merita la nostra ansia. Che non ogni silenzio è un abbandono. Che non ogni ostacolo è una sconfitta. Che una giornata difficile non è una vita sbagliata. E soprattutto possiamo smettere di aspettare che il mondo diventi perfetto per decidere di stare bene. Perché la trasformazione più profonda non comincia quando finalmente cambiano gli altri, quando arrivano

i soldi, quando sparisce il problema o quando la vita decide cortesemente di rispettare i nostri programmi. Comincia quando cambiamo noi davanti a ciò che accade. Quando troviamo una forza che credevamo di non avere. Quando dalla paura facciamo nascere coraggio. Dalla ferita, comprensione. Dalla difficoltà, valore. Dentro ciascuno di noi esiste uno spazio nel quale il rumore del mondo non può entrare senza permesso. È lì che possiamo ritrovare il centro. Non significa diventare indifferenti. Significa diventare presenti. Guardare la difficoltà e dirle: ti vedo, ma non deciderai tu chi sono. Perché la vera forza non consiste nell’avere una vita senza problemi. Consiste nel non consegnare ai problemi il diritto di stabilire il valore della nostra vita. E quando riusciamo a farlo accade qualcosa di meraviglioso. La nostra forza smette di servire soltanto noi. Diventa incoraggiamento. Presenza. Una mano sulla spalla. Una parola pronunciata nel momento giusto. Una luce accesa nella giornata di qualcuno che, magari, quella mattina non riusciva più a trovarne una. FORSE DOBBIAMO AVERE PIÙ FRETTA Abbiamo così tanta fretta di arrivare che rischiamo di dimenticare chi incontriamo durante il viaggio. E invece sono proprio gli incontri a dare senso alla strada. Forse dovremmo avere meno fretta di essere capiti e più urgenza di capire. Meno fretta di rispondere e più urgenza di ascoltare. Meno fretta di

dimostrare quanto valiamo e più urgenza di ricordare agli altri quanto valgono. Meno fretta di sapere come finirà e più coraggio di vivere pienamente ciò che sta accadendo adesso. Perché l’oggi non è la sala d’attesa della vita. È la vita. Con quello che manca. Con quello che fa male. Con quello che ancora non comprendiamo. Ma anche con una possibilità straordinaria: decidere chi vogliamo essere mentre attraversiamo tutto questo. Domani arriverà. Con i suoi problemi, le sue sorprese, le sue bollette e probabilmente qualche messaggio con scritto “URGENTE” che urgente non è. Ma possiamo arrivarci diversi.Più presenti. Più umani. Più capaci di distinguere ciò che fa rumore da ciò che conta. E allora no, forse non dobbiamo smettere di avere fretta. Dobbiamo avere una fretta enorme. La fretta di dire “ti voglio bene” finché qualcuno può ancora sentirlo. La fretta di rialzarci quando la vita prova a metterci in ginocchio. La fretta di tendere una mano. Di ricominciare. Di credere. Di trasformare una difficoltà in qualcosa che domani possa diventare forza anche per un altro. Possiamo rimandare un appuntamento. Una telefonata. Persino una decisione. Ma c’è un’urgenza che non ammette proroghe: diventare, proprio dentro la vita che abbiamo oggi, persone capaci di accendere luce anche nella vita degli altri. Per tutto il resto possiamo aspettare. Per vivere, no.


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martedì 6 ottobre 2026

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Cronache del 6 ottobre 2026 by Cronache - Issuu