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Cronache del 6 marzo 2026

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«Il Parlamento si dimostri unito»

Caiata: «Opposizione ossessionata dalla Meloni, basta è in gioco la sicurezza internazionale»

L’ELICOTTERO DI NORDIO

Non sappiamo se l’ex magistrato comandasse personalmente il mezzo, quello che sappiamo

che chi non ha argomenti parla di campetti distrutti e di aperitivi tra persone per bene

REFERENDUM

I Comitati Vassalli e Einaudi e il loro Sì

Le ragioni del Sì al Referendum del 22 e 23 marzo saranno al centro di un convegno dal titolo “Non di solo conflitto politico vive l’uomo”. L’iniziativa nasce dall’incontro tra due comitati civici impegnati nella campagna referendaria: quello ispirato alla figura dell’ex ministro socialista della Giustizia Giuliano Vassalli e quello che si richiama al pensiero del grande liberale Luigi (...) ■ continua a pag 5

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ALTRO CHE PROMESSA, ALTRO CHE CULTURA

Asentire il governatore Bardi, che ha pure in tasca la delega, la cultura doveva essere uno degli asset di sviluppo della nostra Basilicata data la sua ancestrale vocazione d’essere bella e pure identitaria ed invece dietro l’onda corta delle promesse i duri fatti della statistica ancora una volta mostrano il tallone d’Achille di questo storytelling malridotto ed antipatriottico. Ora lasciamo stare che si spendano quattrini per farci indietreggiare perfino nel Fantastico Medioevo ed in più solo per assecondare qualche piccolo ego storiografico, ma quello che emerge dal Rapporto Io sono Cultura 2025 che Symbola e Unioncamere hanno appena pubblicato sul peso economico della filiera culturale in Basilicata lascia di stucco e senza speranza. Già perché nella graduatoria regionale il valore aggiunto delle attività culturali e creative sull’economia della Basilicata è tra i più bassi d’Italia (3,2) e molto al di sotto di Lazio (7,7) Lombardia (7,3) e Piemonte (6,2). Anche nella componente Core dell’occupazione non va affatto meglio dove rimaniamo ingloriosamente sui livelli più bassi. Canta Greta Greza: “Altro che promessa, altro che cultura…”

OLTRE IL GIARDINO A Cronache tv parlano della Riforma l’avvocato e il segretario Cgil Potenza

L’INCIDENTE

A Filiano aggredito da un toro Deceduto il 57enne Guglielmi

ANTIRICICLAGGIO

A Matera, la Guardia di Finanzia, i notai e la Procura insieme per approfondire gli obblighi normativi e combattere le condotte illecite

■ Servizio a pag 15

BALVANO

Piano Cave, pubblicata la manifestazione di interesse, Di Carlo sul piede di guerra: «Stabilire subito regole chiare»

■ Mollica a pag 21

L’ALTRA FACCIA DI PENELOPE

Tre giorni a Pignola per valorizzare l’artigianato femminile: domani convegno moderato dalla direttrice di Cronache

■ Servizio a pag 12

CARO TARIFFE

L’Amministrazione fa marcia indietro sull’aumento delle tariffe dei servizi: famiglie sollevate

■ Servizio a pag 20

AVVENUTO NELL’AZIENDA AGRICOLA CHE GESTIVA
Servizio a pag 10
Lapenna ed Esposito
Servizio a pag 6
Servizio a pag 4
Dellapenna

Continua la polemica vacua sull'atterraggio del ministro della Giustizia

L’elicottero di Nordio

Non sappiamo se l'ex magistrato fosse alla guida del mezzo ma sappiamo che chi non ha argomenti parla di campetti e aperitivi tra persone per bene

D I MAS S IM O DEL L AP EN N A

Asentire i narratori del vuoto, il ministro Nordio si è messo a guidare personalmente l'elicottero, ha deciso arbitrariamente di atterrare nel campo della FIGC e, per non farsi mancare nulla, ha anche sparso il sale sulle rovine del campo come un novello Catone.

A sentire i raffinati tessitori di romanzi d'appendice, per colpa di questa improvvida azione alla Rambo da oggi e per chi sa quanto tempo, i bambini di Potenza non potranno più giocare a calcio.

A leggere i pifferai magici della propaganda irrazionale, tutto ciò sarebbe un motivo per votare No al referendum.

MO VE LO BUCO STO PALLONE

Noi non vogliamo essere costretti a riportare tutti con i piedi per terra ma si tratta di procedure standard e di un danno talmente superficiale da non essere neanche considerato come tale.

Quanto, poi, alla campagna per il NO fondata su elementi così poco rilevanti appare evidente il segnale della disperazione più assoluta. Vogliamo tranquillizzare tutti, Nordio non ha bucato il pallone ai bambini.

I GUARDONI DA

PRANZO

Nel frattempo le colorite sponde del voyeurismo nostrano si arricchiscono di un nuovo capitolo. Il grande giornalismo di inchiesta cerca di capire chi va a pranzo, chi mangia con chi, cosa si mangia e accanto a chi si siedono le persone. Cercavano notizie da scalpore hanno trovato totale normalità, non contenti hanno costruito vicende inesistenti.

QUANTA PAURA FA

CAIATA

Ci chiediamo, allora,

quanta paura abbia prodotto nel fronte del No l’impeccabile organizzazione di Salvatore Caiata. Il Parlamentare di FDI, non solo ha portato il ministro a Potenza, ha anche riempito la sala con centinaia di persone e tra di loro anche e soprattutto operatori di diritto e opinion maker. Una manifestazione che da sola smentisce il refrain secondo cui il NO sarebbe in rimonta. Una reazione scomposta, quella dei supporter del NO, che da sola evidenzia nervosismo e paura.

CERCHIAMO DI ESSERE SERI

Quando si parla di diritti, di Costituzione e di posizioni politiche importanti è necessario essere seri, lo dobbiamo alla nostra democrazia e alle nostre istituzioni. Confrontarsi nei contenuti va più che bene, noi stiamo seguendo tutti gli eventi e tutti i dibattiti che si stanno tenendo. Far partire la macchina del romanzo e della narrazione demolisce l’importanza del referendum.

Si vota per definire il funzionamento del CSM e la

separazione delle carriere di accusa e giudice, parlare di pranzo e di campo sportivo è fuori luogo. Quando faremo referendum sul fondo sintetico degli stadio e sul menù degli aperitivi, saremo pronti a confrontarci su questo. Per adesso, siccome si parla di cose ben più serie, noi che ne siamo capaci proviamo a restare sul tema. A chi niente sa e, quindi, niente può dire lasciamo il gusto di disquisire di menù, di invitati e di tecniche di atterraggio degli elicotteri.

Caiata e Nordio

GUERRA IN MEDIO ORIENTE Il deputato Fdi Caiata ha parlato alla Camera: «Opposizione ossessionata dalla Meloni, basta»

«Il Parlamento deve dimostrarsi unito, la sicurezza internazionale è in gioco»

Ieri i ministri di Difesa ed Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani hanno riferito prima alla Camera e poi al Senatosulla situazione in Iran e nel Golfo. Il primo ha bol-

lato l'offensiva di Usa e Israele come "fuori dal diritto internazionale". Il secondo ha ribadito che "l'Italia non è in guerra" e ha esortato a "privilegiare la via diplomatica". Dopo

le comunicazioni del Governo, alla Camera è intervenuto il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Caiata che ha espresso «pieno sostegno al lavoro del governo in questa dif-

ficile crisi e solidarietà a Crosetto per gli atti di sciacallaggio politico che gli sono stati rivolti per essere stato vicino alla sua famiglia».

«La situazione richiede responsabilità, cosa che invece non arriva da tutti i banchi del Parlamento»ha incalzato il deputato di FdI.

«La crisi è alle porte del Mediterraneo e riguarda la sicurezza internazionale, la sicurezza dei 100.000 cittadini italiani presenti nell'area e dei nostri 2.500 militari. Riguarda anche la stabilità energetica» ha continuato esprimendo «biasimo verso chi specula alzando il prezzo della benzina».

«Alcuni Paesi del Golfo hanno chiesto il nostro supporto per rafforzare le proprie capacità di difesa,

sono Paesi aggrediti e amici. Il 53% degli attacchi è stato rivolto contro gli Emirati, dove vivono decine di migliaia di italiani: non possiamo non accogliere quelle richieste, abbiamo il dovere di farlo. Il Parlamento deve dimostrarsi unito», ha dichiarato.

«Vediamo grande irresponsabilità. Quando sento dire che l'attacco degli Usa all'Iran o all'attacco dell'Iran contro tutti i Paesi aggrediti è il fallimento della politica estera, penso che sia la dimostrazione una ossessione contro il presidente Meloni L’opposizione dovrebbe abbandonare questa ossessione e mettere al centro l'interesse nazionale che ci dovrebbe guidare» ha concluso il deputato di FdI Caiata.

Caiata

Organizzato a Potenza per domani il dibattito dal titolo

I Comitati Vassalli e Einaudi e il loro “sì” al Referendum

L’iniziativa nasce dall’incontro tra due comitati civici impegnati nella campagna referendaria: quello ispirato alla figura dell’ex ministro socialista della Giustizia Giuliano Vassalli e quello che si richiama al pensiero del grande liberale Luigi Einaudi. L’obiettivo dell’incontro che si terrà Sabato 7 febbraio a Potenza presso il Polo Bibliotecario in via don Minzoni al quartiere Santa Maria, è esplicitare le ragioni di una scelta che intende andare oltre la contrapposizione tra governo e opposizioni, promuovendo una riflessione più ampia sul significato istituzionale e civile del voto referendario.

Il Sì viene proposto come una scelta orientata a rafforzare il funzionamento

delle istituzioni democratiche, a rendere più chiari i rapporti tra poteri dello Stato e a restituire ai cittadini una maggiore fiducia nei meccanismi della rappresentanza e della responsabilità pubblica. In questo senso, il referendum rappresenta anche un’occasione per riportare il confronto politico su un terreno di merito e di riforma, sottraendolo alla sola logica dello scontro.

L’incontro, introdotto e coordinato da Gerardo Visco del comitato Vassalli, vedrà la partecipazione di due avvocati del Foro di Potenza, Stefania Fiore e Alessandro Singetta, che offriranno un contributo di analisi giuridica e istituzionale sui temi oggetto della consultazione.

Segnalata anche la partecipazione qualificata di

Claudio Velardi, giornalista, saggista e blogger italiano. Fondatore nel 2002 del quotidiano Il Riformista, di cui dal 2024 è direttore responsabile. Già esponente del Partito Comunista Italiano, ha militato successivamente nel Partito Democratico della Sinistra e nei Democratici di Sinistra. È inoltre, per esperienza diretta, un profondo conoscitore della realtà politica lucana. Chiuderanno i lavori gli ex parlamentari Gianfranco Blasi e Gianni Pittella, entrambi già impegnati nel Consiglio regionale della Basilicata e successivamente alla Camera e al Senato. Pittella ha inoltre maturato una significativa esperienza nel Parlamento europeo e, più recentemente, come sindaco di Lauria.

CONTINUA IL DIBATTITO SULLA RIFORMA

Referendum: Mauriello e Setola a confronto

Ieri a Potenza, la Camera Penale di Basilicata e l’Aiga hanno organizzato un confronto sulle ragioni del sì e del no in vista del referendum sulla giustizia, presso l’Auditorium Potenza Futura. Hanno partecipato Vincenzo Maiello, professore di diritto penale, e Lucio Setola, giudice presso il Tribunale di Potenza. Maiello sostiene che la riforma riequilibrerà i rapporti nel processo, restituendo al cittadino la fiducia in un giudice imparziale; Setola ritiene invece che la separazione delle carriere non risolverà le interferenze tra politica e magistratura. Federico Ottati, presidente della sezione di Potenza dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, ha sottolineato l’importanza di “coltivare il confronto e dare spazio alle ragioni del sì e del no per una visione consapevole della riforma”. Shara Zolla, presidente della Camera Penale di Basilicata, ha ricordato che con il voto del 22 e 23 marzo “sono in gioco le garanzie di tutti i cittadini”. Altri incontri sono previsti a Melfi e Potenza il 18 e 19 marzo.

POTENZA Iniziative promosse dalla Cgil per la partecipazione civica e consapevole dei cittadini sul referendum

Giustizia: mobilitazione e volantinaggio per le ragioni del

“No”

Il comitato “Società civile per il No nel referendum costituzionale” ha indetto una giornata di mobilitazione straordinaria per sabato 7 marzo: in tutta Italia si terranno iniziative, volantinaggi e incontri pubblici per parlare con i cittadini, promuovendo partecipazione e consapevolezza.

A Potenza e provincia la Cgil, insieme alle categorie Spi Cgil e Fp Cgil, organizza diversi appuntamenti. Sono previsti volantinaggi e incontri pubblici nelle principali città: Potenza, Genzano di Lucania, San Fele e Oppido Lucano.A Oppido Lucano interverranno Franco Maldonato, avvocato e coordinatore del Comitato per il No di Basilicata; Massimo Oriolo, avvocato e portavoce del Comitato avvocati per il No; Angelo Summa, segretario generale Spi Cgil Basilicata;

e Henry John Woodcock, magistrato della Dda di Napoli.A Genzano prenderanno la parola Ida Iura, magistrato; Rocco Di Bono, avvocato; Vincenzo Esposito, segretario generale Cgil Po-

tenza; e Viviana Cervellino, sindaca di Genzano di Lucania.

A San Fele interverranno Arduino Lospinoso, segretario provinciale PD Potenza; Marco Marano, magistrato della Procura di Potenza; Giustino Donofrio, avvocato; e Giuliana Scarano, segretaria generale Fp Cgil Potenza.La partecipazione di Claudio Velardi, giornalista e direttore de Il Riformista, porterà un contributo di analisi sulla realtà politica lucana, favorendo dialogo e trasparenza. Chiuderanno i lavori gli ex parlamentari Gianfranco Blasi e Gianni Pittella.Per la Cgil, la posta in gioco è alta:«La legge Meloni/Nordio stravolge la Costituzione e mette a rischio l’autonomia della magistratura, compromettendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

L’obiettivo è sottoporre la magistratura al condizionamento del governo e indebolire i controlli su chi esercita il potere. Da qui l’appello a votare No al referendum, per salvaguardare gli equilibri democratici e la Costituzione.»

Velardi, Blasi e Pittella

Giustizia e Referendum, Lapenna ed Esposito: due tesi a confronto

Nell’ultima puntata di Oltre il giardino, il talk di approfondimento in onda su Cronache Tv e condotto da Paride Leporace è andato in onda un dibattito acceso e interessante. Al centro della discussione, il referendum sulla riforma della giustizia, un tema che divide il Paese e anima il confronto politico. Ospiti della puntata Sergio Lapenna, avvocato e presidente del comitato per il sì, e il segretario della Camera del Lavoro CGIL del capoluogo, Esposito, schierato con fermezza per il no. Sergio Lapenna ha difeso il sì al referendum, definendolo un passo necessario per migliorare il sistema giudiziario italiano: «Non si può permettere che un pubblico ministero e un giudice apparten- gano alla stessa categoria. È una questione di apparenza e di sostanza: chi chiede la condanna non può valutare la carriera del giudice che deve decidere». Secondo Lapenna, la riforma non mina l’autonomia della magistratura, ma anzi garantisce maggiore trasparenza e separazione dei poteri. Di parere opposto Esposito, che ha ribadito la posizione della Cgil: «Questo referendum non affronta i veri problemi della giustizia. Non risolve la lentezza dei processi, non interviene sulla carenza di personale nei tribunali e non migliora le condizioni disumane delle carceri. La giustizia deve essere uguale per tutti, ma questa riforma rischia di essere debole con i forti e forte con i deboli». Il dibattito ha messo in evidenza anche le problematiche strutturali del sistema giudiziario italiano. Esposito ha evidenziato come la riforma proposta non affronti questioni cruciali come la lunghezza dei processi, la carenza di personale nei tribunali e le condizioni di lavoro nei penitenziari: «Abbiamo bisogno di una giustizia più veloce e di un sistema che tuteli i cittadini, non di interventi che non cambiano la sostanza dei problemi».Lapenna, invece, ha ribadito l’importanza di separare nettamente le carriere tra giudici e pubblici ministeri per garantire maggiore trasparenza e imparzialità: «Non è accettabile che un PM possa valutare la carriera di un giudice che deve decidere su una sua richiesta. È un controsenso che mina la fiducia dei cittadini nel sistema». E infine l’appello al voto con Esposito che ha invitato i cittadini a votare no, sottolineando il rischio di compromettere l’autonomia della magistratura e l’equilibrio tra i poteri dello Stato: «Questa riforma è una pagina vuota, che lascia troppi interrogativi aperti. Dobbiamo preservare l’indipendenza dei magistrati e lavorare per una giustizia davvero equa e accessibile».

Lapenna, invece, ha ribadito l’importanza di votare sì, sottolineando come la riforma non comprometta l’autonomia della magistratura, ma anzi introduca regole più chiare e trasparenti: «Votare sì significa garantire un sistema più equo, dove i ruoli siano ben distinti e non ci siano conflitti di interesse».

Si cambia argomento a Oltre il giardino, arrivano in studio Cinzia Marroccoli, presidente dell’associazione Telefono Donna e fondatrice della Casa delle Donne di Potenza, e Simona Bonito, consigliera di parità della Provincia di Potenza.

Il dibattito ha toccato temi fondamentali, dal ruolo delle istituzioni nella lotta contro la violenza di genere all’importanza della memoria storica e dell’educazione per costruire una società più equa e giusta.

L’8 marzo è stato il filo conduttore della puntata, con una riflessione che ha intrecciato passato e presente. Cinzia Marroccoli ha ricordato le origini del movimento femminista in Basilicata, sottolineando come la militanza abbia contribuito a trasformare le istituzioni e a sensibilizzarle sulle questioni legate alla violenza di genere: «Quando abbiamo fondato Telefono Donna nel 1989, le istituzioni non si facevano carico del problema della violenza contro le donne. Per anni abbiamo lavorato come volontarie, senza alcun sostegno economico. Solo dal 2001 abbiamo iniziato a ricevere finanziamenti, ma è stato un percorso lungo e faticoso».

Simona Bonito, rappresentante di una generazione successiva, ha sottolineato l’importanza di costruire un ponte tra passato e presente: «Siamo figlie delle lotte femministe, ma dobbiamo contestualizzarle e renderle attuali per le nuove generazioni. È fondamentale educare i giovani al rispetto e all’affettività, ma anche coinvolgere gli adulti, che spesso non riconoscono la gravità di certi comportamenti».

Uno dei temi centrali della discussione è stato l’aumento dei casi di violenza contro le donne, nonostante la maggiore consapevolezza e le campagne di sensibilizzazione. Marroccoli ha evidenziato come oggi le donne abbiano una maggiore capacità di riconoscere le dinamiche di possesso, gelosia e controllo, ma ha anche denunciato la mancanza di politiche di prevenzione adeguate: «La violenza non diminuisce perché non ci sono direttive nazionali specifiche per un cambiamento culturale. Noi cerchiamo di fare la nostra parte, andando nelle scuole e sensibilizzando i giovani, ma è necessario un impegno più strutturato da parte delle istituzioni».

Bonito ha aggiunto: «La difficoltà maggiore è coinvolgere gli adulti in questi percorsi di sensibilizzazione. I ragazzi possono essere educati a riconoscere e respingere i comportamenti violenti, ma se tornano in famiglie che perpetuano modelli sbagliati, il cambiamento è più difficile». La puntata ha offerto anche un’occasione per presentare le attività in programma per celebrare l’8 marzo. Simona Bonito ha annunciato un festival di tre giorni a Pignola dedicato all’artigianato femminile, con l’obiettivo di valorizzare il lavoro delle donne e promuovere un messaggio positivo di emancipazione. Dal canto suo, Marroccoli ha parlato del progetto Sosteniamo, promosso da Telefono Donna in collaborazione con il Comune di Potenza e il Dipartimento per le Pari Opportunità: «L’obiettivo è offrire alle donne vittime di violenza un percorso di reinserimento lavorativo e abitativo. Per uscire da situazioni di violenza, è fondamentale garantire un’indipendenza economica e una casa. Questo progetto vuole essere un aiuto concreto per queste donne».

Lo sport come valore, strumento di crescita e opportunità di sviluppo: è questa la visione di Giovanni Salvia, presidente del CONI Basilicata, che in soli 10 mesi di mandato ha avviato un’importante opera di rinnovamento e rilancio dell’ente in regione. È questo l’argomento dell’ultimo blocco di Oltre il giardino. Tra i principali obiettivi del CONI lucano, il presidente ha sottolineato l’importanza di ridare centralità allo sport attra-

verso una strategia che unisca comunicazione, infrastrutture e formazione. «Il CONI deve tornare a essere la casa dello sport, un punto di riferimento per i valori olimpici e per la promozione dello sport tra i giovani», ha dichiarato Salvia, presentando alcune delle innovazioni introdotte, come la creazione di una mascotte – Balucco, un simpatico lupacchiotto simbolo della Basilicata – e l’apertura di una pagina Instagram per coinvolgere i più giovani. Salvia ha evidenziato la necessità di potenziare le infrastrutture sportive, come la messa in sicurezza delle piste sciistiche e la valorizzazione della diga di Monte Cotugno per il canottaggio. Fondamentale anche il lavoro con le scuole, attraverso progetti educativi su emozioni ed etica sportiva. Guardando al futuro, il presidente sogna eventi come i Giochi della Magna Grecia e propone un bando dedicato alle aree interne per contrastare lo spopolamento: «Lo sport è un valore e un’opportunità di sviluppo per la Basilicata».

Esposito e Lapenna a Oltre il giardino
Marroccoli e Bonito a Oltre il giardino
Salvia a Oltre il giardino

Il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa commenta la risposta all’interrogazione sull’automotive lucano e su Stellantis

«Melfi, impegni sul rilancio auto con risposte chiare da Governo»

MELFI. Il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa esprime soddisfazione per la risposta fornita in Aula dal Governo all’interrogazione sulla situazione del settore automotive e, in particolare, sullo stabilimento di Melfi. Secondo il parlamentare lucano, dalle comunicazioni dell’esecutivo emerge un quadro di impegni concreti per sostenere il comparto e difendere il tessuto produttivo e occupazionale della Basilicata.Rosa sottolinea come il Governo abbia confermato l’attenzione verso un settore strategico per l’economia regionale, ricordando il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa e la sottoscrizione dell’Accordo di Programma per la riconversione e riqualificazione industriale, sostenuto da risorse pari a circa 28,74 milioni di euro. L’obiettivo è favorire innovazione, investimenti e percorsi di formazione e riqualificazione dei lavoratori.

Nel suo intervento il senatore ha anche richiamato il ruolo che l’automotive ha avuto negli anni per la Basilicata, ricordando come la regione sia stata la seconda in Europa per incidenza del comparto automobilistico sul manifatturiero. Il peso del settore ar-

rivava a circa il venticinque per cento del prodotto interno lordo regionale. Il calo registrato negli ultimi anni ha però inciso fortemente sulla produzione e sull’occupazione: dai circa 364.700 veicoli prodotti nel 2016 si è passati a poco più di 32.000 nel 2025, mentre gli addetti complessivi sono scesi da circa 12.800 a circa 8.600.Rosa evidenzia inoltre il ruolo del Tavolo permanente Automotive attivo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, definito uno strumento di monitoraggio e confronto continuo con le aziende del settore. A questo si aggiunge la riprogrammazione del Fondo Automotive fino al 2030,

con una dotazione complessiva di circa 1,6 miliardi di euro destinata a sostenere gli investimenti.Tra gli elementi positivi indicati dal senatore vi sono anche gli impegni annunciati da Stellantis per lo stabilimento lucano: nuovi modelli produttivi, un turno aggiuntivo, oltre cinquecento nuove assunzioni e una progressiva riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali. Il piano industriale prevede inoltre importanti acquisti da fornitori nazionali e investimenti in ricerca e sviluppo. «La risposta del Governo – conclude Rosa – conferma un quadro di impegni chiari e orientati al rilancio produttivo del settore».

Rete Sud, Decollanz è il nuovo presidente

POTENZA. Luigi Giuseppe Decollanz, presidente di Acque del Sud, è stato eletto presidente di Rete Sud, la rete di imprese dei servizi pubblici di acqua, rifiuti ed energia del Mezzogiorno promossa da Utilitalia. L’organismo nasce per rafforzare la cooperazione tra le aziende del Sud e migliorare i servizi ai cittadini.In due anni la rete è cresciuta da nove a tredici imprese aderenti, segno dell’interesse verso un modello di collaborazione stabile tra utilities pubbliche e partecipate.«Rete Sud rappresenta una piattaforma strategica capace di mettere a sistema competenze industriali e capacità progettuali», ha dichiarato Decollanz, sottolineando l’importanza di rafforzare il dialogo con istituzioni e autorità per sostenere infrastrutture più moderne e servizi più efficienti.Nel prossimo triennio la rete punterà a rafforzare gli acquisti aggregati tra le aziende, sviluppare nuovi progetti infrastrutturali e migliorare il coordinamento sulle principali questioni regolatorie che interessano il settore dei servizi pubblici locali nel Mezzogiorno.

L’associazione lucana denuncia gli effetti della crisi internazionale: gas in rialzo e possibili aumenti su luce, carburanti e beni di consumo

Energia, Federconsumatori lancia allarme rincari

POTENZA. Federconsumatori Basilicata esprime forte preoccupazione per la nuova impennata dei prezzi dell’energia che rischia di colpire duramente le famiglie lucane e italiane. Le tensioni in Medio Oriente, aggravate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, stanno infatti generando un aumento repentino delle quotazioni di gas e petrolio con effetti immediati sui mercati energetici europei. Nella sola mattinata di ieri, ad Amsterdam il prezzo del gas ha registrato un incremento superiore al trentanove per cento, raggiungendo quota 58,39 euro per megawattora con picchi oltre i sessantatré euro. Un rialzo che riporta alla memoria la crisi energetica del 2022-2023 che mise in difficoltà milioni di famiglie.In

assenza del disaccoppiamento tra prezzo del gas ed energia elettrica, anche la bolletta della luce subirà inevitabili ripercussioni. Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori gli aumenti potrebbero tradursi in circa 349 euro annui in più per una famiglia che utilizza il gas per riscaldamento, acqua calda e cucina e circa 114 euro annui sulla bolletta elettrica.

La chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo da cui transita circa il venti per cento del petrolio mondiale e il venticinque per cento del gas naturale liquefatto, ha già fatto salire il prezzo del greggio fino a circa 76 dollari al barile e quello del metano fino a circa 63 euro per megawattora. Nei prossimi giorni, secondo l’associazione dei consumatori, sono pos-

sibili aumenti anche sui carburanti, sui costi di produzione e sui

prezzi al dettaglio dei beni di largo consumo.

In Basilicata il Bonus Gas regionale rappresenta un sostegno importante, ma secondo Federconsumatori non è sufficiente a compensare rincari di questa portata. «Le famiglie lucane rischiano di vedere vanificati i benefici del bonus», avverte l’associazione, che chiede interventi immediati e strutturali da parte del Governo. Tra le proposte un bonus energia più consistente con soglia Isee elevata almeno a 25.000 euro, misure di sostegno anche per i redditi medi e l’apertura di un tavolo di confronto urgente con parti sociali e associazioni dei consumatori per affrontare una nuova emergenza energetica che rischia di aggravare ulteriormente le disuguaglianze.

Scuole lucane più sicure e moderne: istanze per il “Piano edilizia scolastica”

Sono 25 le istanze pervenute in attuazione dell’Avviso pubblico «Piano edilizia scolastica», finanziato con 9,5 milioni di euro a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027. A darne notizia è l’assessore allo Sviluppo Economico e alla Formazione, Francesco Cupparo, precisando che sarà presentata una proposta di integrazione del fondo per finanziare tutte le richieste.Il contributo richiesto dai Comuni, a cui si aggiungono due istanze presentate dalla Provincia di Potenza, varia mediamente tra i 250 mila e i 500 mila euro, per un valore complessivo degli interventi pari a circa 12,3 milioni di euro. Un dato che – sottolinea Cupparo –evidenzia la buona risposta venuta dal forte impegno della Regione nel garantire ambienti scolastici più sicuri, moderni e adeguati alle esigenze della didattica contemporanea e della formazione delle giovani generazioni.«Mettere al centro i nostri giovani significa investire in spazi di apprendimento sicuri,

sostenibili e tecnologicamente avanzati. Questo bando rappresenta un passo concreto verso un futuro in cui studentesse e studenti lucani possano crescere e formarsi in ambienti dignitosi e stimolanti», ha dichiarato l’assessore.L’avviso è rivolto a Comuni e Province proprietari o gestori di edifici scolastici statali del primo e del secondo ciclo. Sono ammissibili interventi di ristrutturazione, adeguamento e miglioramento sismico, efficientamento energetico e messa in sicurezza, oltre a proposte finalizzate al completamento di opere incompiute, spesso ferme per mancanza di fondi o per problematiche tecniche o normative sopravvenute.«Non possiamo più permetterci – ha aggiunto Cupparo –di lasciare incompiute strutture scolastiche che rappresentano un presidio fondamentale per le nostre comunità. Con questo bando vogliamo dare una risposta concreta ai territori, accelerare la spesa e contribuire alla crescita sociale e culturale della Ba-

silicata».«Oltre all’edilizia abbiamo messo in campo misure che rispondono a obiettivi precisi: migliorare la formazione e l’apprendimento dei nostri studenti, a partire dalle aule e dai luoghi di studio; favorire metodologie didattiche innovative; contrastare la dispersione scolastica, già significativamente ridotta negli ultimi anni; e valorizzare gli studenti meritevoli attraverso aiuti e riconoscimenti».Guardando al

percorso dopo la scuola superiore, e in riferimento ai dati delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027, l’assessore esprime soddisfazione perché, pur confermando le scelte più consolidate delle famiglie, si registra un’attenzione crescente verso percorsi formativi rinnovati. Di qui l’impegno della Regione per la programmazione dell’offerta formativa con l’istituzione degli Its Academy

nei settori Meccatronica, Agro-alimentare e Turismo, che si aggiungeranno a quello Energia già attivo.«Intendiamo sostenere – ha detto Cupparo – il modello di istruzione superiore ‘4+2’, basato sull’integrazione tra didattica teorica, attività laboratoriale, esperienze pratiche e formazione al lavoro, in un contesto di flessibilità e innovazione fondato anche sull’utilizzo delle tecnologie digitali».

A Potenza presentazione del progetto «Costruire parità», per rafforzare la presenza femminile nel settore edile con formazione e inclusione

Donne e edilizia, un nuovo progetto per valorizzare competenze e lavoro

POTENZA. Oggi, alle ore 11:30, presso la sede dell’Edilcassa di Basilicata

(Viale Verrastro n.3, sopra l'ufficio postale), si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto

«Costruire parità: donne nell’edilizia tra lavoro, formazione e conciliazione».

L’iniziativa è promossa da confapi aniem potenza insieme a feneal uil, filca cisl e fillea cgil. Il progetto nasce per valorizzare le professionalità femminili in un settore tradizionalmente maschile, promuovendo un cambiamento culturale che parta da strumenti concreti.

Durante l’incontro verranno illu-

strati i dettagli delle attività previste, tra cui la contrattazione territoriale con accordi per flessibilità, banca ore solidale e sostegno alla genitorialità; la formazione «Strumenti in Rosa», con percorsi di qualificazione su macchinari, sicurezza e tecnologie di cantiere; e il Patto per l’Edilizia Inclusiva, un impegno formale rivolto alle imprese del territorio per favorire l’inclusione.

L'obiettivo del progetto è trasformare le celebrazioni dell'8 marzo in un impegno stabile, migliorando la qualità del lavoro e la conciliazione dei tempi di vita delle lavoratrici edili lucane.

La Regione Basilicata investe 9,5 milioni di euro per rendere le scuole più sicure e moderne, con possibile integrazione

Il 57enne gestiva un’azienda agricola. Sull’accaduto indagano i Carabinieri. Vicinanza espressa dall’assessore Cicala

A Filiano aggredito da un toro, perde la vita Leonardo Guglielmi

FILIANO. Ancora una morte sul luogo di lavoro. È accaduto a Filiano ieri pomeriggio, quando Leonardo Guglielmi è morto dopo essere stato aggredito da un toro.

Il 57enne gestiva un’azienda agricola ed è proprio lì che è avvenuto l’incidente, almeno da una prima ricostruzione, mentre l’uomo era intento a far rientrare il toro.

Sull’accaduto indagano i Carabinieri.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatarne la morte.

IL MESSAGGIO

DI CICALA

L’assessore regionale alle Politiche agricole esprime cordoglio per la scomparsa dell’agricoltore di 57 anni vittima di un inciden-

te.

«Il lavoro agricolo è fatto di passione, sacrificio e presenza quotidiana nei campi, spesso in condizioni difficili. C’è dolore per quanto accaduto».

Cicala poi continua: «La tragica scomparsa di Leonardo Guglielmi, agricoltore di Filiano, colpisce profondamente tutta la comunità lucana. A nome mio personale e dell’Assessorato alle Po-

litiche Agricole della Regione Basilicata esprimo il più sincero cordoglio e la vicinanza alla famiglia e ai suoi cari in questo momento di grande dolore.Il lavoro agricolo è fatto di passione, sacrificio e presenza quotidiana nei campi, spesso in condizioni difficili».

«Oggi – conclude Cicala – tutta la Basilicata si stringe attorno alla comunità di Filiano».

I consiglieri comunali rafforzeranno la presenza del partito nei territori. Soddisfatto il commissario Pepe

La Lega cresce in Basilicata: Iannelli ed Esposito new entry

La Lega Basilicata per Salvini Premier conferma il proprio percorso di crescita politica con l’ingresso nel partito di due nuovi consiglieri comunali: Vito Iannelli, di Palazzo San Gervasio, e Domenico Esposito, di Maschito.

«Accogliamo con grande piacere - afferma il commissario della Lega Basilicata, Pasquale Pepel’ingresso dei consiglieri Iannelli ed Esposito nella nostra comunità politica. La crescita di un partito è sempre sintomo di buon lavoro e di un modello politico che viene riconosciuto e condiviso.

Ogni nuova adesione arricchisce la squadra, porta competenze e consolida la nostra capacità di incidere nei territori, tanto più se si tratta di amministratori locali. Il nostro impegno è tradurre le priorità dei cittadini in azioni tangibili, costruendo relazioni solide con le realtà locali, promuovendo iniziative che valorizzano i territori e sostenendo chi lavora ogni giorno per il bene comune. La Lega Basilicata - conclude Pepe - vuole essere sempre un punto di riferimento affidabile e presente per chi crede nella parteci-

pazione attiva e nel futuro della nostra regione».«L’ingresso dei consiglieri Iannelli ed Espositosostiene il segretario provinciale della Lega Basilicata, Stefania Polese - rafforza la presenza della Lega in due realtà importanti della provincia di Potenza. Negli ultimi mesi stiamo lavo-

rando per mettere in relazione tra loro amministratori di diversi comuni, creando momenti di confronto sui problemi concreti che i territori affrontano ogni giorno. Dalla gestione dei servizi locali alla capacità dei piccoli comuni di intercettare risorse e opportunità, il livello provinciale può di-

ventare uno spazio utile per condividere esperienze e soluzioni. In questo senso, l’adesione di nuovi consiglieri comunali - chiude Polese - rappresenta un valore aggiunto perché porta dentro il partito competenze amministrative e conoscenza diretta delle comunità».

Il nuovo progetto politico di Roberto Vannacci si presenta oggi con un’assemblea pubblica e una cena già sold-out, attirando partecipanti da tutta la regione

Futuro Nazionale sbarca in Basilicata: nasce il Comitato Costituente a Venosa

VENOSA. La Basilicata si prepara a un appuntamento politico di rilievo: venerdì 6 marzo, presso Tenuta Lagala, verrà inaugurato il Comitato Costituente lucano di Futuro Nazionale, il nuovo progetto promosso dal Generale Roberto Vannacci. L’evento si aprirà alle ore 19:00 con gli accreditamenti, seguito alle 19:30 dalla conferenza stampa e dall’assemblea pubblica con gli interventi di Giulio Curatella, referente del Comitato Costituente, e dell’onorevole Rossano Sasso, cofondatore di Futuro Nazionale e responsabile Sud del movimento.L’interesse attorno all’iniziativa è già elevato: la cena conviviale prevista al termine dell’incontro è già sold-out, mentre restano pochi posti disponibili per partecipare all’evento pubblico delle 19:00, che si annuncia come uno de-

gli appuntamenti politici più partecipati degli ultimi mesi in Basilicata. Sono attesi partecipanti da tutta la regione, provenienti da realtà sociali e professionali diverse: operai, agricoltori, impiegati, dirigenti, imprenditori, professionisti, oltre a consiglieri e amministratori comunali e figure con esperienza istituzionale. Una platea trasversale anche dal punto di vista generazionale, con giovani, lavoratori e pensionati uniti dall’interesse verso il nuovo progetto politico del Generale Roberto Vannacci.Nel corso dell’incontro sarà possibile aderire e tesserarsi a Futuro Nazionale.

Proprio dai partecipanti presenti in sala verrà avviata la costituzione di nuovi comitati territoriali, con l’obiettivo di presidiare progressivamente tutto il territorio lucano e dare

struttura organizzativa al movimento nella regione.

L’iniziativa di Venosa rappresenta dunque il primo

passo di un percorso politico che punta a radicarsi capillarmente in Basilicata, coinvolgendo cittadini,

amministratori locali e realtà professionali interessate a contribuire alla costruzione del progetto.

Tre giorni di eventi per valorizzare il ruolo delle donne nella società. Domani il convegno moderato dalla direttrice di Cronache Mollica

Donne, creatività e territori: a Pignola si festeggia l’artigianato femminile

Da oggi e fino all’8 marzo Pignola ospita una nuova edizione de “L’altra faccia di Penelope”, l’iniziativa promossa dalla Pro Loco di Pignola con la collaborazione della Consigliera di Parità della Provincia di Potenza e dell’artista Maria Ditaranto e con media partner Le Cronache che si terrà a Palazzo Gaeta.

Un appuntamento che, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, si rinnova profondamente per valorizzare l’artigianato femminile come espressione di creatività, competenza e identità dei territori.

La manifestazione si presenta con una veste arricchita di contenuti e nuovi momenti di confronto, con l’obiettivo di dare spazio e visibilità alle eccellenze femminili della Basilicata e al ruolo delle donne nello sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità locali.

Attraverso eventi, mostre, laboratori e incontri tematici, “L’altra faccia di Penelope” diventa così un luogo di incontro e ri-

flessione sul futuro del lavoro femminile, sulla trasmissione dei saperi e sull’innovazione che può nascere dalla tradizione.

Il simbolo di Penelope – figura mitologica legata alla pazienza, all’intelligenza e alla resilienza –viene reinterpretato in chiave contemporanea: non più soltanto custode dell’attesa, ma protagonista attiva di un cambiamento che intreccia lavoro, autonomia e creatività, valorizzando i territori e le loro comunità. Un racconto collettivo che mette al centro le storie delle donne e la loro capacità di costruire futuro, filo dopo filo.

Ad aprire il programma questa sera alle 19 sarà il concerto dell’Orchestra Maldestra, protagonista di un viaggio musicale intenso dedicato alle grandi voci femminili che hanno segnato la storia della musica e dell’immaginario collettivo. Il repertorio attraversa epoche e generi, dando spazio a interpreti che, attraverso il canto e l’arte, hanno saputo affermare identità, libertà e visione, spesso rompendo schemi e

convenzioni.

Le interpretazioni dell’orchestra intrecciano suoni, parole ed emozioni, restituendo al pubblico un racconto contemporaneo della forza espressiva delle donne. Ogni brano diventa così un omaggio alle artiste che hanno trasformato la musica in uno strumento di racconto, resistenza e cambiamento.

La seconda giornata, quella di domani, sarà dedicata al cuore pulsante della manifestazione: il lavoro delle donne artigiane come motore di sviluppo, innovazione e valorizzazione dei territori.

Dalle 10 alle 18 spazio agli stand espositivi dell’artigianato femminile di eccellenza lucana, un percorso che racconta il saper fare delle donne attraverso manufatti e creazioni che uniscono tradizione, qualità e visione contemporanea. Le artigiane protagoniste porteranno con sé storie di competenze tramandate, ricerca estetica e forte radicamento territoriale.

Ogni stand diventa uno spazio di narrazione in cui il lavoro manuale si intreccia con l’identità dei luoghi, valorizzando materiali, tecniche e linguaggi che rappresentano un patrimonio culturale ed economico della Basilicata. Accanto agli spazi espositivi sono previsti laboratori dedicati all’antica arte della tessitura per adulti e bambini a cura dell’Associazione Telaio 26. Durante la giornata sarà inoltre possibile visitare la mostra “Genio al femminile: le scienziate che hanno cambiato il mondo”, promossa dall’Potenza Città per le Donne e realizzata attraverso le opere dell’artista Maria Ditaranto.

Nel pomeriggio si terrà il convegno dedicato al ruolo dell’arti-

gianato nel futuro del lavoro delle donne, con particolare attenzione alla valorizzazione dei territori come leva di crescita e coesione sociale.

L’incontro moderato dalla direttrice di Cronache Lucane Rosamaria Mollica, approfondirà le sfide e le opportunità che attraversano oggi il lavoro artigiano femminile: dal riconoscimento professionale all’accesso al mercato, dalla formazione alle politiche pubbliche capaci di sostenere l’imprenditoria femminile e le economie di prossimità. Attraverso contributi istituzionali, testimonianze ed esperienze, il convegno offrirà uno spazio di riflessione su come l’artigianato possa rappresentare non solo una forma di lavoro, ma un progetto di futuro capace di contrastare lo spopolamento e rafforzare il legame tra donne, comunità e territori.

La manifestazione si concluderà domenica con una giornata dedicata al valore dell’impegno femminile nel mondo associativo e culturale. Nel pomeriggio si terrà un momento di confronto promosso dalla FIDAPA BPW Italy – Sezione di Pignola, occasione di riflessione in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Seguirà la presentazione del libro “L’ultima carezza del Nilo” di Diana Camardo, un momento culturale che arricchisce ulteriormente il programma della manifestazione.

Tre giorni di eventi, incontri e storie che intrecciano tradizione e innovazione, lavoro e cultura, per raccontare l’altra faccia di Penelope: quella delle donne che, con talento e determinazione, continuano a tessere nuove trame di futuro per le proprie comunità.

Incontri, riflessioni e attività tra Potenza, Viggiano e Matera per promuovere parità, consapevolezza e contrasto alle disuguaglianze

Cisl Basilicata per le donne eventi da oggi fino a lunedì

POTENZA. In occasione della Giornata internazionale della donna la Cisl Basilicata promuove una serie di iniziative sul territorio regionale dedicate alla riflessione sul ruolo femminile nella società e alla promozione di relazioni sane e consapevoli. Il programma coinvolge Potenza, Viggiano e Matera con momenti di confronto pubblico, attività formative e laboratori rivolti anche ai giovani. Il primo appuntamento si è svolto a Potenza con una tavola rotonda promossa dall’Anteas Cisl Basilicata dal titolo “Sane relazioni: persone consapevoli”. Oggi, venerdì 6 marzo, alle ore 16, il Museo archeologico provinciale di Potenza ospiterà il secondo incontro promosso dalla Cisl e dalla Fnp Cisl Basilicata insieme ai coordinamenti donne e politiche di genere. Il tema scelto è «La forza delle donne oltre gli ostacoli, nel passato e nel presente», un momento di confronto dedicato alla condizione femminile nella società contemporanea. I lavori saranno introdotti e moderati dalla segretaria regionale della Cisl Luana Franchini. Dopo i saluti dei segretari generali Vincenzo Cavallo per la Cisl e Giuseppe Amatulli per la Fnp,

il programma prevede un dialogo tra Liliana Guarino, responsabile del coordinamento politiche di genere della Fnp Cisl Basilicata, Vittoria Nola del coordinamento donne della Cisl Basilicata ed Elena Guerra, autrice del romanzo «Quel che resta». Alcuni brani del libro saranno letti da Rosa Rufolo. Seguirà l’intervento di Anna Grazia Pistone, funzionaria archeologa del Museo archeologico provinciale, con la relazione “Il potere femminile nel mito”. Le conclusioni saranno affidate al consigliere regionale Mario Polese.«Con questo appuntamento – spiegano Luana Franchini e Liliana Guarino – vogliamo ribadire la necessità di un impegno congiunto per abbattere gli ostacoli strutturali, sociali ed economici che ancora limitano la piena realizzazione delle donne nel la-

voro e nella società». Il programma proseguirà sabato 7 marzo a Viggiano, al centro polifunzionale Santa Cecilia, con la presentazione di un corso di autodifesa femminile promosso dal coordinamento donne della Femca Cisl Basilicata in collaborazione con l’associazione “Libera… mente donna”. L’istruttore Cosimo Cifarelli terrà una dimostrazione pratica delle principali tecniche.Le iniziative si concluderanno lunedì 9 marzo a Matera con un laboratorio di socialità e consapevolezza organizzato dal coordinamento donne della Cisl al Villaggio del fanciullo insieme ai ragazzi e alle ragazze della cooperativa sociale “Oltre l’arte”. L’obiettivo è promuovere percorsi di partecipazione e crescita capaci di trasformare le difficoltà in opportunità di relazione e costruzione di comunità.

EVENTO ORGANIZZATO DALLA CGIL A MATERA

Lavoro, diritti

e libertà: forum al cinema Piccolo

MATERA. Si terrà sabato 7 marzo alle ore sedici e trenta al Cinema Piccolo di Matera l’incontro «Libere di essere», iniziativa promossa dalla Cgil di Matera nell’ambito delle attività dedicate alla Giornata internazionale della donna.Al centro del confronto la condizione femminile in Italia e in Basilicata, con un’attenzione particolare alla disparità salariale, alle molestie nei luoghi di lavoro e alla persistenza di una cultura patriarcale che trova la sua espressione più drammatica nei femminicidi. Durante il dibattito si discuterà anche del disegno di legge sugli stupri e del tema dell’educazione sentimentale e affettiva nelle scuole, su cui la Flc Cgil è impegnata da tempo.L’incontro sarà aperto dall’introduzione di Michela Carmentano, segretaria di organizzazione della Cgil Matera. Seguirà la tavola rotonda «Le donne: violenze, conquiste e libertà» con gli interventi di Angela Uricchio, segretaria generale della Flc Cgil Basilicata, Marcella Conese, coordinatrice regionale Filcams Cgil, e della psicologa e psicoterapeuta Teodora Di Pede.Le conclusioni saranno affidate a Giulia Adduce, segretaria provinciale confederale della Cgil Matera. A chiudere la giornata, alle ore diciannove e trenta, lo spettacolo di Dino Paradiso.

Raccolte straordinarie a Laurenzana, Muro Lucano, Grassano, Scanzano Jonico e Irsina per valorizzare il ruolo femminile nella donazione

Fidas Basilicata in campo con “Donazione in Rosa”

POTENZA. In occasione della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo, Fidas Basilicata promuove «Donazione in Rosa», una serie di iniziative dedicate al ruolo delle donne nella donazione di sangue e plasma. Cinque sezioni dell’associazione lucana –Laureanzana, Muro Lucano, Grassano, Scanzano Jonico e Irsina –dedicheranno le giornate di raccolta a donatrici, volontarie e personale sanitario, celebrando la centralità femminile nella cultura del dono. L’iniziativa intende valorizzare il contributo delle donne all’interno dell’associazione e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della parità e della partecipazione attiva anche nel mondo del volontariato sanitario. Tra le iniziative previste spicca quella della sezione di Irsina, che

ha coinvolto venticinque donatrici in una giornata di raccolta interamente al femminile.Il legame tra donne e donazione rappresenta da sempre un elemento centrale nell’attività di Fidas Basilicata. L’associazione, infatti, promuove da anni azioni finalizzate a sostenere l’equità di genere e a favorire una maggiore partecipazione femminile alle attività di volontariato e alla pratica della donazione.Allo stesso tempo l’attenzione si concentra anche sulle differenze biologiche tra uomini e donne, in linea con l’approccio della cosiddetta medicina di genere, che considera le diversità biologiche e socio culturali nel percorso di cura e prevenzione. Un modello che non riguarda soltanto le donne, ma che mira a garantire a tutti trattamenti più personalizzati ed effi-

caci.Sul tema interviene il direttore sanitario di Fidas Basilicata Luigi Tarantino, anche presidente della sezione di Irsina: «La donazione di sangue ed emocomponenti non conosce sesso. Sangue, plasma e piastrine sono uguali per tutti i donatori. Cambia soltanto la frequenza della donazione di sangue intero: negli uomini devono trascorrere almeno novanta

giorni tra una donazione e l’altra, mentre per le donne la tempistica varia a seconda che siano o meno in età fertile».Secondo Tarantino, il valore dell’iniziativa va oltre l’aspetto simbolico: «Le donne aggiungono qualcosa di speciale alla loro donazione. Il loro impegno è spesso accompagnato da responsabilità familiari, sociali e lavorative e proprio per questo rappresenta un esempio straordinario di generosità».La presidente di Fidas Basilicata Isabella Cammarota ricorda che «le donatrici rappresentano circa il trenta per cento dei donatori attivi, una percentuale in linea con la media nazionale». Un dato che, secondo l’associazione, richiede un ulteriore impegno culturale e organizzativo per coinvolgere sempre più donne nel gesto del dono.

Alla vigilia dell’8 marzo, l’associazione rinnova il direttivo e sceglie un verbo guida potente: curare le persone, la comunità e i

Potenza Città per le Donne, riconferma di Rocchina Pace alla guida per il 2026

Alla vigilia dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, l’associazione Potenza Città per le Donne, come ogni anno, rinnova il proprio direttivo e affida la guida per il 2026 a Rocchina Pace, donna da sempre impegnata nel sociale, presenza costante e concreta accanto alle donne, alle famiglie, alle fragilità della nostra comunità. Una scelta che non è solo organizzativa, ma profondamente simbolica.Rocchina Pace incarna un’idea di leadership che non alza la voce ma costruisce, che non occupa spazi ma li apre, che non divide ma tiene insieme. Il suo percorso parla di ascolto, di prossimità, di impegno silenzioso e determinato. Parla di mani tese, di reti costruite pazientemente, di battaglie affrontate con competenza e umanità. Per il 2026 il verbo che guiderà il cammino dell’associazione sarà CURARE. Un verbo potente, ispirato al solco tracciato dal Manifesto dell’asso-

ciazione, che richiama una visione politica e sociale fondata sulla responsabilità, sulla relazione e sulla trasformazione.

Curare significa prima di tutto prendersi cura delle persone.

Delle donne che affrontano solitudini, discriminazioni, precarietà lavorativa, violenze sottili o manifeste. Curare vuol dire esserci, costruire strumenti, offrire opportunità, accompagnare senza sostituirsi.Curare significa prendersi cura della comunità. Significa tessere relazioni tra istituzioni, associazioni, scuole, imprese, affinché nessuna resti indietro. Significa promuovere politiche pubbliche attente alle differenze, capaci di leggere i bisogni reali e di trasformarli in diritti esigibili.

Curare significa prendersi cura dei luoghi.Perché una città è davvero delle donne quando è sicura, accessibile, inclusiva, attraversabile senza paura. Quando i servizi funzionano, quando i tempi di vita e

di lavoro sono conciliabili, quando la voce delle donne entra nei processi decisionali.Curare significa anche cambiare paradigma.Portare nella sfera pubblica ciò che per troppo tempo è stato relegato al privato: il lavoro di cura, il valore delle relazioni, la costruzione di benessere collettivo. Curare non è debolezza, è forza generativa. È un atto politico. Con Rocchina Pace alla guida, Potenza Città per le Donne sceglie di fare della cura un metodo e una visione: cura come ascolto attivo, come competenza, come responsabilità condivisa. Cura come pratica quotidiana di giustizia sociale.In un tempo attraversato da conflitti, disuguaglianze e nuove fragilità, la cura diventa bussola. Diventa scelta consapevole di stare dalla parte delle donne, di promuoverne autonomia e leadership, di costruire alleanze intergenerazionali.

Alla vigilia dell’8 marzo rinnoviamo dunque un impegno: tra-

sformare la cura in azione concreta, in politiche, in opportunità, in cambiamento reale.

Perché curare significa non voltarsi dall’altra parte.Significa restare.E costruire, insieme, una città davvero delle donne.

Oggi la presentazione dell’opera, la Garante: «L’inclusione non è solo un obbiettivo, ma un impegno quotidiano»

Disabilità e inclusione: Padula promuove il libro di Margiotta

Disabilità e inclusione sociale, una sfida comune. Racconto di una madre è il titolo del libro di Annantonia Margiotta che verrà presentato oggi pomeriggio alle 16:30 presso il Polo Bibliotecario di Potenza.

L’evento, promosso dalla Garante della Disabilità della Regione Basilicata, Marika Padula, rappresenta un’importante occasione di confronto sul tema della disabilità e dell’inclusione sociale, coinvol-

gendo istituzioni, famiglie e cittadini.

Il volume nasce dall’esperienza personale dell’autrice, che racconta le sfide, le emozioni e i momenti di crescita di una madre alle prese con la disabilità del proprio figlio.

Il libro non si limita a narrare una storia personale, ma invita a riflettere sul significato più ampio dell’inclusione sociale, sottolineando come la disabilità non riguardi solo le famiglie direttamente coinvolte, ma costituisca una

responsabilità collettiva. Durante l'incontro, la Garante Marika Padula, interverrà per sottolineare l'importanza di promuovere una cultura dei diritti e delle pari opportunità per tutte le persone con disabilità. Il suo ruolo, istituzionale è infatti quello di vigilare sulla tutela dei diritti e di favorire iniziative che contribuiscano a costruire una società più inclusiva e attenta ai bisogni di tutti. L'appuntamento sarà un'occasione per ascoltare le testimonianze

e le riflessioni dei genitori di persone con disabilità che ogni giorno affrontano sfide importanti nel percorso di crescita e di autonomia dei propri figli. Il loro contributo rappresenta un elemento fondamentale per comprendere meglio le difficoltà, ma anche le speranze e le prospettive di cambiamento.

Marika Padula ha parlato del volume di Annantonia Margiotta e del suo impegno in tal senso come Garante della Disabilità: «L’inclusione non è solo un obiettivo, ma un impegno quotidiano che richiede attenzione, ascolto e collaborazione.

La collaborazione tra famiglia, istituzioni e comunità è infatti uno degli elementi chiave per garantire percorsi educativi e sociali realmente inclusivi».

«L'incontro si propone come un momento di dialogo aperto e partecipato, in cui istituzioni, autori e famiglie potranno confrontarsi su come migliorare le politiche e le iniziative dedicate alle persone con disabilità. Vuole sensibilizzare l'opinione pubblica

sull'importanza di costruire una società più equa e solidale, in cui ogni persona possa sentirsi parte integrante della comunità » afferma Padula.

L’appuntamento sarà anche un’occasione per ascoltare le testimonianze dei genitori di persone con disabilità, che offriranno uno spaccato delle difficoltà quotidiane, ma anche delle speranze e delle prospettive di cambiamento. «Il mio impegno è trasformare il dialogo e le esperienze condivise in proposte concrete, capaci di migliorare le politiche e gli interventi per le persone con disabilità e le loro famiglie», ha dichiarato Padula.

L’evento, patrocinato dal Polo Bibliotecario di Potenza, dal Consiglio Regionale della Basilicata e dal Garante delle persone con disabilità, si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di costruire una società più equa e solidale, in cui ogni persona possa sentirsi parte integrante della comunità.

Furto nel Cilento finisce in tragedia: un ladro morto e l’altro ferito, archiviazione per il proprietario

Legittima difesa, imprenditore spara ai ladri e salva la famiglia

Mala tempora currunt per i ladri. È successo alle porte della Basilicata, nel Cilento, ma la notizia merita di essere conosciuta anche da noi: se viene riconosciuta la legittima difesa, chi subisce un furto nella sua proprietà non è perseguibile anche se il ladro muore.Nel piccolo comune di Foria, Centola, nello scorso mese di giugno, Aurelio Valiante, un imprenditore nel settore edile, sorprese nella sua abitazione due ladri con i quali sostenne un conflitto a fuoco. Lui fu più lesto o più fortunato, difficile dirlo, e ad avere la peggio fu uno dei due ladri, il 25enne albanese Rivaldo Rusi, che morì.L’altro ladro, Xhuljan Curti, 29enne, anch’egli albanese, rimase ferito e fu curato nell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania.Il fatto avvenne di notte e, se ci mettiamo nei panni del tranquillo imprenditore cilentano, possiamo capire lo spavento che egli provò e provare ammirazione per la sua capacità di rea-

zione. A soccombere poteva essere anche lui, che aveva l’unica colpa di stare a riposare con la famiglia a casa sua. Aurelio Valiante, preso dal panico, occultò il cadavere, ma ovviamente fu un tentativo destinato a fallire, perché essendoci il complice, il fatto sarebbe comunque emerso.La buona notizia è che la Procura di Vallo della Lucania ha chiesto l’archiviazione per il 59enne, che subì il furto ed era stato indaga-

to per omicidio e tentato omicidio. Il reato di occultamento di cadavere, invece, è stato stralciato in un procedimento a parte.Valiante, difeso dall’avv. Antonello Natale, è stato altresì indicato come parte offesa nel procedimento penale a carico di Xhuljan Curti, il 29enne pregiudicato albanese che rimase ferito.Il GUP del Tribunale di Vallo di Diana, Domenico Valerio Ragucci, ha altresì condannato il 29enne al-

banese sopravvissuto a una sanzione pecuniaria di 2.200 euro e a una provvisionale di 2.000 euro come risarcimento alla parte offesa.

Egli rimarrà comunque nel carcere di Poggioreale a Napoli.Si tratta della sentenza di primo grado; i legali dei ladri albanesi hanno preannunciato che faranno appello.

Il pubblico ministero ha individuato come persona offesa anche il 73enne Ugo Fiorente, proprietario della villa dove la banda albanese tentò di rubare, fallendo, prima di puntare quella di Aurelio Valiante.

L’auspicio è che questa sentenza serva comunque a scoraggiare altri delinquenti, possa cioè far comprendere che il tempo dell’impunità è finito e che i cittadini vittime possono difendersi senza rischiare la galera o risarcimenti onerosi.L’altro aspetto degno di nota è la celerità del processo.

Evento formativo organizzato dal Consiglio Distrettuale Notarile di Matera in collaborazione con la Guardia di Finanza

Notai e Guardia di Finanza insieme

a Matera per fermare il riciclaggio

Nella mattinata di giovedì 5 marzo 2026, in Matera, presso la sala congressi dell’Hotel San Domenico al Piano, si è tenuto un incontro di formazione sul tema “obblighi e normativa antiriciclaggio: aspetti di particolare interesse per la categoria notarile”.

L’evento, organizzato dal Consiglio Distrettuale Notarile di Matera in collaborazione con il Comando Regionale Basilicata della Guardia di Finanza si inserisce nel solco tracciato dalla stipula di un Protocollo di intesa tra Guardia di finanza e Consiglio Nazionale del Notariato in relazione all’esigenza di assicurare il

pieno coordinamento delle attività di rispettiva competenza nell’ambito della disciplina di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.

La sessione di lavoro si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio Notarile di Matera – Notaio Giuseppe Disabato – e del Comandante Regionale Basilicata della Guardia di Finanza di Potenza, Generale di Brigata Roberto Pennoni. Sono intervenuti, in videoconferenza, il Notaio Vito Pace, Presidente del Consiglio Nazionale del

Notariato, e il Notaio Giovanni Vitolo, Consigliere Nazionale e Coordinatore della Commissione Antiriciclaggio del Consiglio Nazionale del Notariato. Di particolare interesse è risultato l’intervento del Dott. Alessio Coccioli, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera, che ha affrontato il tema del reato di riciclaggio negli atti a contenuto patrimoniale redatti dal notaio.

Il Capitano Giovanni Debernardis ed il Luogotenente c.s. Paolo Mongelli, appartenenti alla Sezione Tutela Entrate del Nucleo Polizia Economico – Finanziaria di Matera, hanno approfondito le procedure seguite dai militari del-

la Guardia di finanza nello sviluppo delle attività ispettive nei confronti dei notai. L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto tra le Istituzioni, che, nel rispetto delle reciproche competenze, sono chiamate a fornire un presidio di legalità ed argine a tutte quelle condotte volte ad immettere capitali, illecitamente accumulati, nel tessuto economico finanziario locale. Lo sviluppo di adeguate sinergie rappresenta, pertanto, un fattore imprescindibile nell’efficace individuazione dei principali indicatori di anomalia e preliminare valutazione del rischio con la finalità di ottimizzare i percorsi ispettivi.

Illustrata in IV Commissione la strategia fino al 2030: priorità a personale, emergenza-urgenza, reti territoriali e telemedicina

Latronico: «Ecco il Piano Salute È calibrato su bisogni concreti»

POTENZA. L’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico ha illustrato alla IV Commissione consiliare il Piano regionale integrato della salute e dei servizi alla persona e alla comunità 2026-2030, documento destinato a orientare la programmazione sanitaria della Basilicata nei prossimi anni. Con lui il direttore generale per la salute e le politiche della persona Domenico Tripaldi.Nel corso dell’audizione è stato ricostruito il percorso che ha portato alla definizione del documento strategico. Il lavoro è stato sviluppato con il contributo di un gruppo di esperti composto dal professor Vincenzo Antonelli, ordinario di Diritto amministrativo e pubblico all’Università degli Studi di Catania, dal professor Gianfranco Damiani, associato di Igiene e sanità pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e da Carmen Angioletti per Ey Advisory.Il processo di elaborazione è stato avviato nel 2025 con l’approvazione delle linee di indirizzo da parte della Giunta regionale. Successivamente il Dipartimento Salute ha coordinato il lavoro tecnico con il supporto dell’Università Cattolica – Altems e di Ey Advisory. Il Piano è stato

approvato dalla Giunta regionale il 6 febbraio 2026 e ha ricevuto il parere favorevole all’unanimità della Conferenza permanente per la programmazione sanitaria il 26 febbraio.«Il Piano – ha spiegato Latronico – non è un documento di riordino organizzativo ma un piano strategico di legislatura costruito su obiettivi di salute concreti, misurabili e sostenibili, definiti a partire dai bisogni reali della popolazione lucana».Il documento punta su una programmazione basata sui dati sanitari, sul coordinamento tra le diverse politiche di settore e su un sistema di monitoraggio continuo capace di garantire l’adattamento delle scelte nel tempo. Tra gli elementi evidenziati anche il coinvolgimento strutturato dei soggetti interessati e la sostenibilità econo-

mica e organizzativa degli interventi.La costruzione del Piano è stata accompagnata da un percorso partecipato con momenti di confronto, tra aprile e settembre, che hanno coinvolto aziende sanitarie, ordini professionali, università, istituzioni, associazioni e cittadini. Dal confronto con i territori sono emerse alcune priorità strategiche: carenza di personale sanitario, rafforzamento del sistema di emergenza e urgenza, consolidamento delle reti territoriali e della medicina generale, sviluppo della telemedicina e riduzione della mobilità sanitaria passiva.«Questo Piano – ha concluso Latronico – rappresenta un impegno di governo ma anche un percorso condiviso che richiede la collaborazione di tutte le componenti del sistema sanitario».

OGGI A MATERA LA DENUNCIA SUI DISAGI

Chiusa chirurgia senologica Il no dei pazienti oncologici

MATERA. Un gruppo di pazienti oncologici di Matera e provincia ha convocato una conferenza stampa per richiamare l’attenzione sulla chiusura della Unità operativa semplice dipartimentale di Chirurgia senologica dell’ospedale Madonna delle Grazie. L’incontro si terrà oggi alle ore undici nella sede dell’Onyx Jazz Club, in via Collodi. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di informare istituzioni, operatori sanitari e opinione pubblica sulle conseguenze della decisione organizzativa che riguarda uno dei servizi dedicati alla cura del tumore al seno nel territorio materano. Durante la conferenza saranno illustrate le principali criticità segnalate dalle pazienti e dalle loro famiglie, con particolare attenzione alle ricadute sull’accesso alle cure e sulla continuità dell’assistenza sanitaria. I promotori dell’iniziativa sottolineano che il tema coinvolge non solo le donne interessate dai percorsi oncologici, ma più in generale l’intero sistema di assistenza territoriale.L ’appuntamento rappresenterà anche un’occasione di confronto con le istituzioni e con il mondo dell’informazione per favorire una corretta conoscenza della situazione e stimolare un dialogo costruttivo sulle possibili soluzioni.

Domani incontro tra Campania, Basilicata e Puglia con amministratori e dirigenti sanitari. Conclusioni affidate all’assessore Latronico

Grassano ospita il confronto sulla sanità del Sud

GRASSANO. “La sanità nel Mezzogiorno: analisi e prospettive. Esperienze a confronto tra Campania, Basilicata e Puglia”. È questo il titolo dell’incontro in programma domani, alle ore dieci, presso l’Auditorium della Pace di Grassano. L’iniziativa è organizzata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Filippo Luberto insieme alla SvImar, l’Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne.L’appuntamento riunirà amministratori, dirigenti sanitari, rappresentanti delle istituzioni e del mondo civico per un confronto sulle criticità e sulle prospettive dei sistemi sanitari del Sud. Al centro del dibattito vi saranno il rafforzamento della sanità territoriale, il ruolo delle comunità locali e la valorizzazione delle espe-

rienze maturate nelle diverse regioni meridionali.«L’incontro –ha spiegato il sindaco Luberto –rappresenta un momento di ascolto e di responsabilità condivisa. La sanità territoriale è il primo presidio di equità e coesione sociale. Ospitare a Grassano un confronto tra tre regioni del Mezzogiorno significa contribuire a una riflessione concreta su ciò che funziona, su ciò che deve essere migliorato e su come costruire un modello più vicino ai cittadini».Sulla stessa linea il presidente della SvImar Giacomo Rosa, che ha sottolineato la necessità di una visione strategica comune. «Il Mezzogiorno – ha evidenziato –dispone di competenze, esperienze e professionalità che meritano di essere valorizzate. Mettere allo stesso tavolo amministratori, di-

rettori generali, associazioni civiche e rappresentanti istituzionali consente di individuare soluzioni condivise e replicabili. La sanità è un pilastro dello sviluppo: senza servizi efficienti e accessibili non c’è futuro per le aree interne».Il programma prevede i saluti istituzionali del sindaco Luberto, del presidente della SvImar Giacomo Rosa, del presidente di Anci Basilicata Gerardo Larocca e del presidente della Provincia di

Matera Francesco Mancini.Seguiranno la testimonianza di Angelo Andriulli, primario emerito di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva, e gli interventi di Lorenzo Latella della direzione nazionale di Cittadinanzattiva, di Gennaro Sosto, direttore generale dell’Asl Salerno, di Maurizio De Nuccio, direttore generale dell’Asl Brindisi, e di Maurizio Friolo, direttore generale dell’Azienda sanitaria locale di Matera.Le conclusioni saranno affidate all’assessore alla Sanità della Regione Basilicata Cosimo Latronico, mentre il dibattito sarà moderato da Antonio De Pandis, presidente della Federazione delle associazioni civiche del Sud. Prevista infine la partecipazione di consiglieri regionali, sindaci e rappresentanze civiche.

VENERDÌ

ANTE MANI IN CUCINA UN VULCANO DI ESPER

RIENZE

Delegazione

del CSI Potenza ricevuta a Palazzo di Città dal sindaco Telesca e dall’assessore allo Sport Nardiello

Sport di base e inclusione, dialogo tra CSI Potenza e amministrazione

Il 4 marzo una delegazione del CSI Potenza è stata ricevuta a Palazzo di Città dal Sindaco Vincenzo Telesca e dall’Assessore allo Sport Gerardo Nardiello. L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto istituzionale per presentare all’Amministrazione comunale le attività e i progetti che l’associazione porta avanti sul territorio. Durante il colloquio, i rappresentanti del CSI Potenza hanno illustrato le numerose iniziative sportive e sociali promosse dall’associazione, sottolineando il valore educativo e aggregativo dello sport. Non solo competizione, dunque, ma uno strumento capace di favorire inclusione, partecipazione e crescita per i giovani e per l’intera

comunità.Nel corso dell’incontro sono stati affrontati diversi temi legati allo sviluppo dello sport di base e allo sport sociale, con particolare attenzione alle esigenze

delle associazioni sportive che operano quotidianamente sul territorio.

Tra gli argomenti discussi anche la necessità di rafforzare la col-

laborazione tra istituzioni e realtà associative, al fine di sostenere e valorizzare il ruolo dello sport come presidio sociale ed educativo.Da parte dell’Amministrazione comunale è emersa disponibilità ad ascoltare le istanze presentate e ad avviare un percorso di dialogo volto a individuare possibili soluzioni alle richieste avanzate dall’associazione.

L’incontro si è svolto in un clima di confronto costruttivo e rappresenta un primo passo verso una collaborazione più stretta tra il Comune e il CSI Potenza, con l’obiettivo condiviso di promuovere lo sport sociale e offrire nuove opportunità di partecipazione e crescita alla comunità cittadina.

L’incontro di oggi pomeriggio a Potenza promuove il dialogo tra famiglie, istituzioni e cittadini sul tema della disabilità e dell’inclusione sociale

Know Aut, presentati i risultati del progetto per l’inclusione scolastica

Si è svolta questo pomeriggio a Potenza, presso il Palazzo della Cultura, la presentazione dei risultati del progetto Know Aut, promosso dal Comune di Potenza in qualità di ente capofila e realizzato con il contributo del Fondo per l’inclusione sociale delle persone con disabilità previsto dal DPCM 29 luglio 2022, in collaborazione con gli Ambiti Sociali territoriali.

Il progetto è finalizzato a sostenere il percorso scolastico degli studenti con disturbo dello spettro autistico, rafforzando la collaborazione tra scuola, servizi sociali, operatori

specializzati e famiglie.All’iniziativa ha partecipato attivamente anche la Fondazione Stella Maris Mediterraneo, mentre la linea dedicata alla formazione è stata affidata alla società Sintesi S.r.l., che ha curato l’organizzazione di 26 sessioni formative rivolte agli operatori del settore.Finanziato con oltre 100 mila euro, il progetto si è inserito nel quadro più ampio delle azioni attivate a favore delle persone con disturbo dello spettro autistico dalla Direzione Salute e Politiche della Persona della Regione Basilicata, finalizzato a favorire l’inclusione sco-

lastica e migliorare la qualità dei percorsi educativi.

Le attività hanno puntato in particolare al potenziamento delle competenze di insegnanti, operatori dei servizi territoriali e caregiver, attraverso percorsi formativi dedicati e momenti di confronto tra professionisti. Parallelamente alla formazione, il progetto ha previsto interventi educativi realizzati direttamente nei contesti scolastici attraverso operatori specializzati, con l’obiettivo di affiancare le scuole nei percorsi di inclusione e rafforzare l’attuazione dei progetti terapeutici indi-

vidualizzati e dei Piani Educativi Individualizzati (PEI) degli studenti coinvolti.

Il percorso ha inoltre contribuito a consolidare la rete tra servizi sociali, sistema sanitario e istituzioni scolastiche, promuovendo alleanze educative tra scuola e famiglia e favorendo attività orientate allo sviluppo dell’autonomia, delle relazioni sociali e della partecipazione alla vita scolastica.

Il progetto ha preso avvio con un ciclo di incontri formativi e di approfondimento rivolti a docenti, operatori e specialisti del settore, avviando un programma strutturato di attività orientato alla diffusione di strumenti operativi e buone pratiche per

una presa in carico sempre più integrata degli studenti con disturbo dello spettro autistico.

Alla presentazione dei risultati ha preso parte anche l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa per il rafforzamento delle politiche di inclusione.“Progetti come Know Aut dimostrano quanto sia importante investire nella formazione degli operatori e nel lavoro di rete tra scuola, servizi e famiglie.

L’inclusione degli studenti con disturbo dello spettro autistico richiede competenze, continuità educativa e una collaborazione stabile tra tutti i soggetti coinvolti”

Orazio Colangelo, l’imperatore ed il gladiatore di Chianchetta

Epoi ci sono persone che diventano il cuore di quel luogo. Nel rione Lucania di Potenza, conosciuto affettuosamente come Chianchetta, termine dialettale che richiama appartenenza, identità e memoria condivisa, Orazio Colangelo è da sempre una presenza stabile e riconoscibile. Non un passaggio. Non una parentesi. Una continuità. È nato lì, è cresciuto lì, non si è mai spostato. In un tempo in cui la mobilità è diventata normale, la sua scelta rappresenta un radicamento autentico. Non per chiusura, ma per convinzione. Non per mancanza di alternative, ma per senso di appartenenza.

immagini simboliche: l’imperatore e il gladiatore. Imperatore perché rappresenta un punto di equilibrio; gladiatore perché difende con determinazione il suo territorio.

IL

RADICAMENTO COME

RESPONSABILITÀ.

mare le tensioni. Sa riportare il confronto su un piano costruttivo. Questo lo ha reso un riferimento trasversale, rispettato da generazioni differenti. La sua autorevolezza non divide: unisce.

QUALE

RICONOSCIMENTO?

Chianchetta è un quartiere popoloso, parte viva della città, con una forte identità sociale. È fatto di relazioni quotidiane, di famiglie che si conoscono, di storie intrecciate. In questo contesto Orazio è diventato un punto di riferimento naturale. Non per investitura formale, ma per riconoscimento spontaneo.

Per molti è l’«imperatore di Chianchetta». Un’espressione familiare che racchiude rispetto e affetto. Perché esistono leadership che nascono dai ruoli e leadership che nascono dalla fiducia. La sua appartiene alla seconda categoria.

QUARANT’ANNI DI STIMA.

Io lo conosco da almeno quarant’anni e in tutto questo tempo non ricordo di averlo mai visto triste. Non significa che la vita non gli abbia presentato difficoltà. Ma il suo tratto distintivo è il sorriso: costante, naturale, mai ostentato. Non è superficialità. È una postura interiore.

Orazio è sornione, osserva prima di parlare, interviene quando è necessario. Media quando gli altri si irrigidiscono. Non cerca il conflitto, ma non arretra se sente che il quartiere ha bisogno di tutela. In lui convivono due

Il suo protagonismo è discreto. Non cerca visibilità, ma costruisce relazioni solide. La credibilità si è formata nel tempo, attraverso la presenza costante. In un quartiere popolare la leadership non è formale: nasce dalla fiducia. Orazio ha scelto la continuità alla scena. Ha difeso il rione nelle sue esigenze concrete, con costanza e senso civico. Restare significa scegliere. Significa investire sul territorio. Significa sentirsi parte della comunità e non spettatore del suo destino. Significa assumere responsabilità verso i più giovani, verso le famiglie, verso chi vive il quartiere ogni giorno. Il radicamento non è immobilità: è presenza attiva.

LA DIMENSIONE

PERSONALE: LA FORZA SILENZIOSA.

Dietro il sorriso si percepisce una forza interiore profonda. Chi lo conosce sa che affronta le proprie prove con discrezione, senza trasformarle in esposizione pubblica. Non ama mettere al centro le proprie difficoltà. Le attraversa con dignità. Non le utilizza come narrazione personale, né come richiesta di attenzione. Le affronta con equilibrio. Il suo sorriso è resistenza e continuità. È movimento quotidiano. È relazione costante. È la scelta di non lasciare che le circostanze definiscano la propria identità. Questa capacità di mantenere serenità anche nei momenti complessi è una forma di leadership morale. Non proclamata, ma vissuta. Non dichiarata, ma percepibile.Un mediatore naturale. Orazio è un punto di equilibrio. In un quartiere vivo, dove le opinioni sono diverse, la capacità di mediazione è fondamentale. Sa ascoltare. Sa cal-

UN AMORE CHE È ANCHE PER LA CITTÀ. Il suo legame con Chianchetta non è chiusura, ma amore per Potenza. Difendere il quartiere significa contribuire alla qualità complessiva della città. Le città crescono con le infrastrutture, ma vivono grazie alle persone che le abitano con responsabilità. I quartieri sono cellule vitali del tessuto urbano. Quando un quartiere è curato, l’intera città ne beneficia. Orazio rappresenta questa idea concreta di cittadinanza attiva: partire dal proprio territorio per contribuire al bene comune.

Se esistesse un premio per il senso di appartenenza, per la difesa costante di un quartiere, per la capacità di essere riferimento civico silenzioso, quale onorificenza sarebbe davvero adeguata? Forse andrebbe creato un riconoscimento specifico. Un premio che valorizzi il radicamento, la continuità, la presenza concreta. Un segno pubblico di gratitudine verso chi ha trasformato la quotidianità in servizio. Ma anche così resterebbe limitato.

Perché Orazio non è un incarico. È una storia vissuta nel tempo. La sua autorevolezza non deriva da un titolo, ma dalla fiducia costruita giorno dopo giorno. Il suo vero premio è il rispetto della comunità. LA PROVOCAZIONE FINALE.

E allora una domanda si impone. Se il Comune, attraverso l’assessorato alla cultura, si è impegnato nel riconoscere diverse personalità con encomi e attestati, perché non considerare anche Orazio Colangelo? Non per logiche di appartenenza. Non per gesti simbolici. Ma per riconoscere un contributo civile reale, costante e radicato nel tempo. Sarebbe un atto di coerenza verso una città che vuole premiare chi la serve davvero, ogni giorno, senza clamore.

E se un riconoscimento adeguato non esistesse, andrebbe creato.

Perché un uomo come Orazio non somiglia a nessuna onorificenza già prevista.

Se non ci fosse, si dovrebbe inventare.

Ma anche inventandola, non potrebbe mai essere all’altezza della sua storia.

Dopo le proteste e gli interventi della minoranza, l’Amministrazione sospende gli aumenti per asili nido, mense scolastiche e

Melfi, retromarcia sulle tariffe dei servizi: famiglie sollevate

Il 4 marzo, durante il

Consiglio Comunale di Melfi, l’Amministrazione ha fatto retromarcia sugli aumenti previsti per asili nido, mensa scolastica e altri servizi essenziali, come l’assistenza a anziani e persone con disabilità, di fronte alle proteste delle famiglie e all’azione puntuale della minoranza.Il Partito Democratico, tramite gli interventi dei consiglieri Bufano, Di Lalla e Simonetti, aveva già evidenziato le criticità delle tariffe, denunciando il peso eccessivo che avrebbero gravato sulle famiglie. In precedenza, il Sindaco aveva bollato le loro os-

servazioni come “strumentalizzazioni”, ma la decisione di posticipare gli aumenti ha confermato la fondatezza delle critiche del PD.“Ammettere un errore politico è un atto di maturità; sminuire scelte palesemente sbagliate per poi correre ai ripari in silenzio non è un comportamento serio e responsabile”, hanno dichiarato i consiglieri democratici. Per il partito, i costi per i servizi rivolti a minori, anziani e persone con disabilità non devono gravare esclusivamente sulle famiglie, ma rappresentano un investimento sociale condiviso da tutta la comunità.Il blocco del-

le tariffe, spiegano i consiglieri, offre un sollievo temporaneo. “Il problema strutturale resta: come si copriranno in futuro i costi di gestione delle nuove strutture PNRR?” aggiungono. Per questo motivo, il PD ha scelto l’astensione sul provvedimento, definendola “un voto responsabile e non una rottura”.Il partito si dice pronto al dialogo con l’Amministrazione, ma chiede chiarezza e programmazione per garantire una gestione efficace e sostenibile dei servizi pubblici. “Non abbassiamo la guardia – concludono Bufano, Di Lalla e Simonetti – Continueremo a

vigilare sui bilanci comunali, portando proposte concrete e difendendo i diritti dei cittadini più fragi-

li. Melfi merita una politica che guarda al futuro senza lasciare indietro nessuno”.

“Radici” è un invito a riscoprire ciò che ci appartiene, a custodire la memoria e a trasformarla in futuro

Aperte le iscrizioni a Ruoti per il laboratorio teatrale e di sartoria

Radici è il Festival dei suoni, danze e abiti tradizionali, che tutela il patrimonio culturale intangibile. "Radicati Liberi" lo scorso anno ha incluso workshop sartoriali, laboratori teatrali e la valorizzazione delle attività storiche locali, con un focus particolare sull'abito tradizionale di Ruoti. “Turismo delle Radici”: con cui Ruoti ha ospitato la "Giornata dell'Emigrante" e il festi-

val dedicato alla riscoperta delle origini, inclusi laboratori sul dialetto ruotese, e infine “Radici- Laboratori di Sartoria e Teatro”, che rientra nei percorsi formativi per la riscoperta delle tradizioni ruotesi. Proprio questa iniziativa è ora aperta alle adesioni. Per quanto riguarda il “Laboratorio di sartoria dell’abito tradizionale ruotese”, della durata di 50 ore, si tratta di «un viaggio completo nel mondo della sartoria tra-

dizionale, dalla scelta dei tessuti al taglio, dalla cucitura alle rifiniture. Un’occasione unica per realizzare con le tue mani una parte dell’abito tradizionale ruotese e riscoprire antichi saperi artigianali. Il progetto, promosso dal Comune e curato dall’associazione “Il Centiforme”, rinnova anche per il 2026 il suo impegno nella tutela e trasmissione delle tradizioni ruotesi attraverso arte, creatività e partecipazione attiva del-

la comunità» spiegano dalla Casa comunale. Il “Laboratorio teatrale”, anch’esso con durata 50 ore, è invece «un percorso creativo aperto a tutti cittadini che desiderano mettersi in gioco. Attraverso esercizi teatrali, lavoro di gruppo e sperimentazione artistica, i partecipanti daranno vita a uno spettacolo finale. Un’esperienza coinvolgente per esprimere la propria personalità, superare i propri limiti e scoprire il potere del teatro come strumento di comunità. “Radici” è un invito a riscoprire ciò che ci appartiene, a custodire la memoria e a trasformarla in futuro – conclude l’Amministrazione Gentilesca-Tradizione e creatività si incontrano per dare nuova voce all’identità ruotese».

Nei giorni del Festival il Comune di Ruoti ha partecipato a "Casa Sanremo" portando le proprie radici nel cuore dell’Italia, «riaffermando con forza che la tradizione è futuro, quando viene custodita, vissuta e raccontata con passione.

Ruoti non è solo un paese: è una comunità, una

storia, una radice profonda che continua a fiorire». La partecipazione si inserisce nel progetto "Radici — Festival dei suoni, delle danze e dell’abito tradizionale ruotese",a cura dell'Associazione il "Centiforme", riconosciuto come patrimonio culturale intangibile della Regione Basilicata, «un’iniziativa che valorizza e tutela una tradizione autentica, espressione della storia e dell’anima del territorio». Le adesioni ai due laboratori, sono aperte fino a lunedì 9 marzo.

BALVANO Pubblicata la manifestazione di interesse ma l’opposizione è sul piede di guerra: «Molti punti oscuri, si riveda il testo»

Piano Cave, Di Carlo: «Stabilire subito regole chiare per il bene del territorio»

BALVANO. Il Comune di Balvano accelera sulle concessioni delle aree di cava, ma il percorso scelto dall’amministrazione finisce inevitabilmente nel mirino dell’opposizione. Al centro della polemica non c’è tanto l’idea di mettere a bando le cave, su cui maggioranza e minoranza concordano, quanto l’ordine delle cose: prima le regole o prima le gare?

La questione nasce da una delibera di giunta del 17 settembre 2025, con cui il Comune guidato dal sindaco Ezio Di Carlo ha dato indirizzo al responsabile dell’ufficio tecnico di predisporre un piano cave comunale, necessario a disciplinare modalità, limiti e soprattutto il ripristi-

no ambientale delle aree interessate dall’attività estrattiva.

Un passaggio che l’opposizione aveva salutato con favore. Ma, a distanza di mesi, il piano non è ancora stato redatto mentre sono già partite le manifestazioni di interesse per assegnare le concessioni. «Noi siamo assolutamente favorevoli al bando per le cave e al fatto che gli imprenditori possano lavorare», chiarisce il consigliere comunale di opposizione Costantino Di Carlo. «Ma una cosa è evidente: prima si stabiliscono le regole e poi si fanno i bandi. Non il contrario».

Uno dei punti sui quali l’opposizione si sofferma, riguarda il futuro delle aree estrattive. Secondo

l’opposizione, il piano cave dovrebbe definire con precisione come dovrà avvenire il ripristino paesaggistico. «Quelle che una volta erano montagne oggi sono diventate gradoni» spiega Di Carlo. «Chi nascerà tra vent’anni non deve trovarsi davanti a voragini. Dobbiamo riconsegnare un territorio che assomigli almeno a una collina, non a un buco permanente». Il timore è che senza regole chiare si possano autorizzare scavi troppo profondi, lasciando vuoti difficili da colmare in futuro. Tra le criticità segnalate c’è anche la formula prevista nella manifestazione di interesse per il pagamento dei canoni. Il documento stabilisce una quota fissa per i primi 200 mila metri cubi di materiale estratto all’anno e una quota variabile per i volumi successivi. Quest’ultima, però, potrebbe essere versata non solo in denaro ma anche sotto forma di opere pubbliche o interventi urgenti per il Comune.

«Le cave devono pagare il canone e basta. Le opere pubbliche le fanno le imprese, possibilmente quelle locali. Non esiste che si dia il via ad una sorta di baratto».

Altro punto contestato: la misurazione del materiale estratto. Secondo la pro-

cedura prevista, sarebbe il concessionario, tramite un proprio tecnico, a certificare i volumi scavati ogni anno, mentre il Comune avrebbe 90 giorni per eventuali verifiche. «Ma perché il Comune dovrebbe fidarsi di chi deve pagare?», incalza il consigliere. « Il Comune deve misurare direttamente, anche con un drone, e farsi pagare per quello che realmente viene estratto». Ma il punto che più agita l’opposizione riguarda i criteri di valutazione tecnica del bando. Su 100 punti complessivi, ben 70 riguardano l’offerta tecnica e 35 di questi sono legati alle cosiddette politiche ambientali.

Tra queste compare la “gestione circolare dei materiali di scarto”. Un’espressione che ha acceso più di un sospetto. «Quando abbiamo chiesto spiegazioni», racconta Di Carlo, «ci è stato detto che potrebbe significare l’utilizzo di materiali riciclati o di materiali che prima erano rifiuti e oggi non lo sono più. E allora i dubbi vengono».

Per questo l’opposizione ha presentato in consiglio comunale una proposta semplice: vietare l’ingresso nelle cave di qualsiasi materiale proveniente dall’esterno. La maggioranza però ha votato contro.

A rendere il clima ancora

Dal Comune: «A maggio avremo i migliori artisti del tornio a livello mondiale»

Calvello si prepara per il Mondial Tornianti

Icomuni lucani sono piccoli scrigni, ognuno dei quali custodisce e al tempo stesso valorizza le proprie specificità. Tra questi Calvello, che con le sue ceramiche, è ormai rinomata sul panorama artistico italiano. E proprio l'arte della ceramica, una delle espressioni creative più antiche dell'umanità, capace di unire in un unico processo gli elementi naturali di terra, acqua, aria e fuoco, porterà a Calvello un evento di rilevanza nazionale, i “Mondial Tornianti”, che avranno luogo il 7 e 8 maggio. «È un importantissimo risultato che vede impegnato il Comune di Calvello, e l’Amministrazione Cantisani. Dopo un lungo percorso finalmente raccoglieremo i frutti -asseriscono a Cronache dalla Casa comunale- e porteremo il Mondial Tornianti a Calvello. Si tratta di un evento di grande rilievo, perché avremo la fortuna di ospitare i migliori sul tornio a livello mondiale. Il mese di maggio poi, Calvello festeggia la Madonna del Monte Saraceno, per cui molti tornianti, con le proprie famiglie, arriveranno in paese e

scopriranno e vivranno in modo intenso il nostro borgo».

Calvello dunque rientrerà nelle tappe del Tour del Mondial Tornianti, insieme a Faenza e Castelli. L’evento si svolge dal 2017 ed è una manifestazione itinerante in Italia tra le “Città di Antica Tradizione Ceramica” socie di AiCC, che fa “viaggiare” l’idea del Mondial Tornianti faentino, l’evento spettacolare che porta a Faenza i ceramisti di tutte le città italiane di antica tradizione ceramica, che da richiamo nazionale, è divenuto una manifestazione di dimensioni internazionali.Tra le Città della ceramica aderenti all'AiCC (Associazione Italiana Città della Ceramica), vi è proprio Calvello, nota per la sua storica tradizione artistica che risale al 1200. I ceramisti, chiamati "faenzari" per l'influenza benedettina, producono pezzi tipici riconoscibili per la decorazione con l'uccello blu, riprodotto su manufatti locali di ogni genere. Anche il colore ha origini antiche, inizialmente ottenuto dai lapislazzuli dell'Afghanistan, poi prodotto dai cinesi e portato

più teso contribuiscono alcune notizie circolate negli ultimi mesi su possibili depositi di materiali di scavo legati a grandi opere infrastrutturali. «Nessun pregiudizio», precisa Di Carlo, «ma quando leggi notizie su milioni di metri cubi di materiali di scavo dell’alta velocità e contemporaneamente trovi scritto nel bando “gestione circolare dei materiali di scarto”, è chiaro che qualche domanda te la fai». Anche perché, ricorda il consigliere, tentativi simili in passato non sono mancati.

La posizione dell’opposizione resta quindi netta: sì alle cave e al lavoro, ma con regole chiare e scritte prima. «Le cave sono sopra la testa della comunità», conclude Di Carlo. «Il terreno è permeabile e tutto quello che entra lì può finire nelle falde e nella terra. Perché dobbiamo correre rischi?».

E avverte: «Su questa vicenda terremo un faro acceso. Approfondiremo senza pregiudizi, ma non indietreggeremo di un millimetro. Il Comune deve scrivere regole chiare, a scanso di equivoci». La tematica è alquanto dedicata. Vedremo se l’Amministrazione comunale rivedrà i termini della manifestazione di interesse e in quale misura. R OS M OL

in Spagna e nei paesi del Mediterraneo dagli arabi, fino ad essere conosciuto come il “blu maomettano”. Un’antica arte dunque, tramandata con amore e sapienza dai ceramisti calvellesi che si adoperano nella realizzazione dei manufatti attraverso diverse fasi che vanno dalla “battitura” del blocco di argilla sul tornio a pedale con l’utilizzo di stampi di gesso, alla biscottatura che prevede una prima cottura degli oggetti di circa dodici ore, infine si passa alla verniciatura e alla pittura e decorazione con l’uso di colori vetrificabili. L’ultima fase vede una seconda cottura tra gli 850 gradi e i 960. Una storia che attraversa i secoli e arriva ad oggi, tramandando sapienza e genio in questo borgo lucano che a maggio ospiterà ceramisti internazionali.

Di Carlo

Il presidente Antonio Lanorte dopo il sequestro dei cantieri di piazza Bianco a Matera punta il dito contro la deregulation

Legambiente contro la politica «Urbanistica senza controllo»

MATERA. Il sequestro preventivo di due cantieri impegnati nella trasformazione edilizia dell’ex comparto del centro direzionale in piazza Michele Bianco, a Matera, riapre il confronto sul governo del territorio in Basilicata. A intervenire è il presidente di Legambiente Basilicata, Antonio Lanorte, che parla di una vicenda che «merita alcune necessarie riflessioni» sulle scelte urbanistiche degli ultimi anni.Secondo Lanorte le radici del problema risalgono alla legge regionale sul Piano Casa del 2009, più volte prorogata e modificata nel corso del tempo. «Sin dalla sua origine –afferma – questa norma ha rappresentato una grande anomalia del diritto». Le successive modifiche, tra proroghe e integrazioni, fino alla stabilizzazione della deroga del 2018, avrebbero finito per indebolire gli strumenti ordinari della pianificazione urbanistica.

Per Legambiente si tratta di una responsabilità diffusa. «Il lavoro sporco lo ha sempre fatto la Regione – osserva Lanorte –mentre i Comuni si sono allineati senza opporre resistenza». In questi anni, secondo l’associazione, sindaci, assessori e forze politiche hanno raramen-

te rivendicato il ruolo degli enti locali nel governo delle città, anche durante passaggi importanti come l’approvazione degli strumenti urbanistici.Il risultato, sostiene Legambiente, è stato un sistema di deregulation che ha favorito molti interessi ma ha penalizzato le città intese come sistemi complessi, fatti di equilibri, limiti di densità fondiaria, standard urbanistici e servizi collettivi. Lanorte ricorda inoltre che la Corte costituzionale è intervenuta più volte sul tema dichiarando illegittime alcune proroghe delle leggi regionali sul Piano Casa e ribadendo che non possono essere riconosciute pre-

mialità volumetriche a immobili abusivi, anche se sanati, né introdotte deroghe generalizzate agli standard urbanistici stabiliti dalla normativa nazionale.Secondo il presidente di Legambiente quanto accaduto a Matera rappresenta dunque «l’ennesima débâcle delle politiche di governo del territorio». L’associazione ricorda di aver sollevato dubbi già nel 2024, quando il Comune assicurava che i lavori in piazza Michele Bianco erano sottoposti a continuo «monitoraggio e controllo». Dubbi che oggi, conclude Lanorte, sono alla base dei provvedimenti cautelari disposti dalla magistratura.

CANDIDATURA CAPITALE DEL MARE 2026

Policoro esclusa, Mancini: «Progetto di rilancio resta»

POLICORO. Il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha commentato l’esito della selezione che ha proclamato Ravenna Capitale italiana del mare, titolo per il quale era candidata anche Policoro con il progetto «L’approdo del futuro». «Il nostro cuore è tutto per Policoro e per la sua straordinaria comunità, che in questi mesi ha dimostrato cosa significhi credere davvero in un sogno collettivo», ha dichiarato Mancini, rivolgendo i complimenti alla città romagnola per il riconoscimento ottenuto.Il presidente ha sottolineato come la candidatura abbia rappresentato comunque un passaggio significativo per il territorio lucano. Policoro, ha osservato, è riuscita a mettere insieme istituzioni, imprese e cittadini attorno a una visione condivisa legata al mare e allo sviluppo della costa jonica.«Il vero valore di questa sfida non era solo nel titolo, ma nel percorso costruito insieme», ha aggiunto Mancini, ricordando l’impegno dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enrico Bianco, del comitato promotore e di quanti hanno sostenuto la candidatura, condivisa anche dalla Provincia di Matera.Per il presidente il lavoro avviato rappresenta una base importante per il futuro. «Il mare di Policoro e dell’intera costa jonica lucana resta una risorsa preziosa e il cammino intrapreso continuerà anche nei prossimi mesi», ha concluso.

Disponibile il nuovo volume dell’avvocato e consigliere comunale che raccoglie interventi e riflessioni sulla città dal 2015 al 2025

Santochirico racconta il decennio che ha cambiato Matera

MATERA. È disponibile nelle librerie e negli store online il nuovo libro di Vincenzo Santochirico, «Le passioni di un decennio. Politica e cultura a Matera». Ad annunciarlo è l’associazione Medeura, che presenta il volume come una raccolta di interventi, interviste, relazioni e discorsi pubblici scritti dall’autore negli ultimi dieci anni e dedicati alla trasformazione della città.Il periodo compreso tra il 2015 e il 2025 ha rappresentato per Matera una stagione tra le più intense della sua storia recente. In questi anni la città ha vissuto cambiamenti profondi che hanno modificato il suo volto e la sua collocazione nel panorama culturale e turistico nazionale. Il passaggio più simbolico è stato quello di Capitale europea della cultura, esperienza che

ha proiettato Matera al centro dell’attenzione internazionale e che ha accelerato processi di crescita e ridefinizione della sua identità.Accanto allo sviluppo turistico e culturale, la città ha conosciuto anche una fase vivace sul piano politico, caratterizzata da nuove aggregazioni civiche e da risultati elettorali spesso inattesi. Un contesto dinamico che ha alimentato il dibattito pubblico e che ha posto nuove domande sul futuro della comunità locale.In questo decennio Vincenzo Santochirico, pur non ricoprendo incarichi politici diretti fino al suo ritorno sulla scena amministrativa nel 2025, ha continuato a partecipare alla vita culturale e politica della città attraverso articoli, interventi e riflessioni pubbliche. Nel volume questi materiali vengono riuniti

con l’intento di offrire non soltanto una memoria degli eventi, ma anche una chiave di lettura delle trasformazioni che hanno interessato Matera.Il libro propone dunque uno sguardo sull’evoluzione della società materana, cer-

cando di coglierne movimenti e tendenze. Gli scritti raccolti consentono di ricostruire il clima di un periodo segnato da cambiamenti rapidi e da un intenso confronto sulle prospettive della città.Vincenzo Santochirico esercita la professione di avvocato a Matera. È stato presidente nazionale dell’Associazione italiana giovani avvocati tra il 1998 e il 2000 e primo presidente di Acquedotto lucano dal 2003 al 2005. Da consigliere regionale della Basilicata, dal 2005 al 2013, ha ricoperto le cariche di vicepresidente della giunta e di presidente del Consiglio regionale. Attualmente è consigliere comunale a Matera.Fondatore dell’associazione Medeura nel 2004 e del movimento Progetto Comune nel 2024, è stato anche presidente della Fondazione

LA RUBRICA DI CRONACHE

Trasforma gli urti in direzione: diventa il punto fermo della tua vita, tu

Appunti di realtà 6 marzo Il coraggio di restare umani

DI FABRIZIO Q UARATINO

C’è una qualità che nel nostro tempo sta diventando sorprendentemente rara. Non costa nulla. Non richiede titoli. Non ha bisogno di potere. Eppure sembra sempre più difficile da praticare. UMANITÀ. Basta osservare con attenzione ciò che accade intorno a noi. Il dibattito pubblico si accende facilmente, le discussioni diventano rapidamente scontri, le opinioni si trasformano in etichette. Chi la pensa diversamente viene spesso ridotto a un avversario. Chi prova a comprendere viene scambiato per debole. Chi cerca equilibrio rischia di essere travolto dal rumore delle tifoserie. È come se il mondo avesse smarrito una capacità fondamentale: RICONOSCERE L’UMANITÀ NELL’ALTRO. Eppure nessuna società può restare in piedi a lungo se perde questo principio. Perché la civiltà non nasce dalle leggi scritte nei codici. Nasce prima di

tutto dal modo in cui gli esseri umani decidono di guardarsi negli occhi. La storia ci insegna una cosa molto semplice: quando la disumanizzazione prende spazio, tutto diventa più fragile. Le relazioni si irrigidiscono. Il dialogo si interrompe. La paura prende il posto della fiducia. E quando la paura diventa il linguaggio dominante, anche le persone migliori rischiano di chiudersi.

NON ACCADE PER CATTIVERIA. Accade perché vivere in un clima di tensione continua consuma energie interiori. Alla lunga è più facile difendersi che comprendere. Ma proprio qui emerge una scelta che riguarda ciascuno di noi. Possiamo adeguarci alla durezza del tempo oppure possiamo decidere di custodire qualcosa che nessuna crisi dovrebbe mai cancellare: la dignità profonda della vita umana. Non è un’idea romantica.

È UNA FORMA DI FORZA.

Restare umani quando tutto spinge verso la sempli-

ficazione brutale richiede coraggio. Richiede lucidità. Richiede una stabilità interiore che non dipende dalle mode del momento. Significa non lasciarsi trascinare dalla rabbia collettiva. Significa non trasformare le differenze in nemici. Significa continuare a cercare la parte migliore delle persone anche quando sarebbe più facile giudicare. Questo atteggiamento cambia il modo di stare nel mondo. Chi sviluppa questa qualità non vive più soltanto reagendo agli eventi. Diventa una presenza che crea spazio. Uno spazio in cui il confronto torna possibile, in cui il rispetto non è una parola vuota, in cui il dialogo smette di essere una formalità e torna a essere un incontro. Molti pensano che queste siano piccole cose. In realtà sono le fondamenta della convivenza. Ogni epoca attraversa momenti in cui la tentazione di irrigidirsi diventa forte. Quando le tensioni aumentano, quando l’incertezza cresce, quando il futuro sembra meno prevedibile, le persone cercano sicurezza. E spesso la cercano nelle contrapposizioni. Ma la sicurezza costruita contro

qualcuno non dura mai a lungo. La sicurezza autentica nasce dalla capacità di rafforzare ciò che unisce senza negare ciò che distingue.

QUESTO RICHIEDE MATURITÀ

Richiede persone disposte a non ridurre la realtà a schemi semplici. Persone capaci di riconoscere che dietro ogni storia umana esiste una complessità che merita rispetto. Non significa rinunciare alle proprie idee. Significa difenderle senza perdere la propria umanità. Ed è proprio questa la prova più alta della forza interiore. Chi possiede davvero solidità non ha bisogno di umiliare l’altro per sentirsi forte. Non ha bisogno di gridare più forte degli altri per affermare le proprie convinzioni. La sua forza si percepisce nella calma. Nella capacità di ascoltare. Nella capacità di comprendere. Nella capacità di restare fedele ai propri valori anche quando il clima generale spinge nella direzione opposta. In tempi turbolenti queste qualità diventano preziose. Non fanno rumore. Non conquistano titoli. Ma costruiscono fiducia. E la fiducia è il be-

ne più prezioso di qualsiasi comunità. Quando la fiducia circola, le persone trovano il coraggio di collaborare. Quando la fiducia cresce, i conflitti diventano affrontabili. Quando la fiducia si rafforza, anche le differenze smettono di essere una minaccia e diventano una risorsa. Tutto questo può sembrare lontano dalle grandi questioni della politica internazionale o dell’economia globale. In realtà è esattamente il punto da cui tutto parte. Perché ogni società è fatta di persone. E la qualità delle relazioni tra le persone determina la qualità della società stessa. È per questo che oggi la scelta più rivoluzionaria potrebbe essere una delle più semplici: restare profondamente umani. Non cedere alla logica della disumanizzazione. Non smettere di cercare il dialogo. Non rinunciare alla convinzione che ogni vita possieda un valore che merita rispetto. Chi coltiva questa forza diventa inevitabilmente una presenza diversa. Una presenza che calma invece di agitare. Una presenza che costruisce invece di dividere. Una presenza che ricorda, con la propria condotta, che la dignità umana non è un ideale astratto ma una pratica quotidiana. Il nostro tempo ha bisogno di molte più persone così. Persone capaci di tenere accesa una luce di equilibrio dentro un mondo spesso attraversato da tensioni. Persone che scelgono di non smarrire la propria umanità neppure nei momenti più difficili. Perché, alla fine, al di là delle ideologie, delle polemiche e delle paure che attraversano ogni epoca, resta sempre una verità semplice e potentissima: il futuro non sarà determinato soltanto dalle decisioni dei potenti, ma dalla qualità umana delle persone comuni. Ogni volta che qualcuno sceglie di restare umano quando sarebbe più facile diventare duro, qualcosa cambia davvero. Magari in silenzio. Magari lontano dai riflettori. Ma è proprio da quelle scelte invisibili che, da sempre, comincia il cambiamento del mondo.

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