

DIPLOMAZIA ED ENERGIA AL CENTRO DELLA VISITA. SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE INCE
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DIPLOMAZIA ED ENERGIA AL CENTRO DELLA VISITA. SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE INCE
Caiata: «Per garantire dialogo e approvvigionamenti. In arrivo missione parlamentare»

Nel giro di poche ore pizzicati dai Carabinieri. Convalidato il fermo presso l’Istituto penale minorile. Refurtiva recuperata e riconsegnata ai titolari del Cover shop. Sequestrata la pistola giocattolo usata per la rapina
OSPEDALE DI MATERA
Donate tre opere di Santarsiero alla Senologia
D I VI NC EN Z O MAI DA
Ci sono gesti che, molto più delle parole, testimoniano la solidarietà e la vicinanza verso chi soffre o si trova a combattere con un serio problema di salute: sono quelli del dono di qualcosa che parli all’anima e che è frutto di qualcosa di intimo, che ci appartiene al di là del suo valore commerciale. Per uno scrittore può essere un suo (...)

■ continua a pag 13 La vignetta di M. Bochicchio Servizio a pag 15


VITO IORIO
Non è una questione di merito, peraltro non in discussione, ma di presenza in ogni dove istituzionale, manco fosse, in bilocazione forense, una specie d’avatar di Ivo di Bretagna o del più italiano Alfonso dei Liguori, santi, magnifici ed onnipresenti patroni degli avvocati. Così per Regione ed una larga parte d’aziende sanitarie e non solo è proprio come l’alfa e l’omega del contenzioso visto che ormai sembra esserci solo lui a voler difendere, in tutti i casi possibili e pure inimmaginabili, il tanto sospirato interesse pubblico.


GIUSEPPE DE FILIPPIS
Nel silenzio omissivo di questi patrioti incapaci e pure pavidi e con buona pace del governatore Bardi, sempre affacciato al balcone di Napoli a filosofeggiare sul valore di competenza e bravura dei lucani, ha fatto quello che gli altri non hanno voluto fare anche per scrupolo di coscienza e cioè costruire la governance dell’ASP in una versione tutta emiliano-napoletana. Se non si tratta di de-lucanizzazione davvero poco ci manca, visti anche i tanti meritevoli che pure campeggiano nell’elenco degli idonei della Regione Basilicata.
MALTEMPO Piogge danneggiano le condutture, il dg di Aql rafforza i presidi e avvia dialogo con i sindaci
La cabina di regia di Cerciello POTENZA, RAPINA SHOCK IN CENTRO STORICO LUNEDÌ SCORSO

O AGRI COLO, «MI SURA I MPORTANTE»
Confagricoltura: «Accolta la nostra richiesta per il credito di imposta»

MANUTENZIONE AREE VERDI
I presidenti della Provincia di Matera e Potenza chiedono risorse: «La Regione sostenga i comuni con personale Tis ed ex Rmi»
■ Servizio a pag 12
MARATEA
Dopo giorni di incertezze è stato sostituito il sensore del costone roccioso e la Ss18 è stata riaperta: persistono le limitazioni di notte
■ Servizio a pag 18
CAPOLUOGO
La città saluta Dino Pietrafesa, coach attento con la passione per il turismo: i funerali oggi a Sant’Antonio La Macchia
■ Menonna a pag 16
TALENTO LUCANO
Alessandro Spera, studente eccellente di Potenza ha vinto i Campionati dei Giochi matematici
■ Servizio a pag 17

















Il Dg ha rafforzato il presidio tecnico ed operativo e avviato il dialogo con i Sindaci, l'azienda in prima linea per aiutare i cittadini

DI M ASSIMO D ELLAPENNA
Anoi piacciono gli uomini del fare.
Abbiamo una smodata simpatia per tutte quelle persone che preferiscono l'azione alle parole. Ricordiamo con piacere le nostre antiche lezioni di filosofie secondo cui l'essenza dell'ente e l'azione e ci piace estendere questo concetto anche all'ente pubblico, anche quando si tratta di società di capitali di proprietà pubblica.
Abbiamo già evidenziato come Acquedotto Lucano sia diventata una grande azienda e non più un car-

rozzone e come questo cambiamento di rotta sia attribuibile al binomio vincente Andretta-Cerciello con quest'ultimo che, nelle sue vesti di Direttore Generale ha iniziato a dare un’impronta veramente manageriale alla gestione della Società. IN CAMPO
SULL'EMERGENZA PIOGGIA
Lo abbiamo detto ieri, la nostra è terra di emergenze. Le emergenze sono la naturale applicazione della rotazione della terra intorno al Sole: in autunno è emergenza siccità, in inverno e primavera è emergenza pioggia.



È il segno della mancanza di visione, di strategia e di intervenenti strutturali da parte della politica e della pubblica amministrazione. Ieri abbiamo dovuto sottolineare come Acqua del Sud Spa si avvii pericolosamente sul crinale che fu di EIPLI con una scarsa manutenzione delle dighe che comportano la necessità di un loro svuotamento durante il periodo delle piogge come sta accadendo alla Diga della Camastra per la cui gestione, evidentemente, non è stata appresa ancora la lezione proveniente dalla penuria d'acqua dell'anno
scorso. Oggi ci piace evidenziare che, al contrario, Acquedotto Lucano ha dimostrato una capacità di azione, di dialogo e di partecipazione che non si era mai vista prima. Non tutti possono immaginare quanto le troppe piogge creino danni alla distribuzione dell'acqua.
Le precipitazioni producono fanghi che rendono torbida l'acqua e gli smottamenti muovono le condutture.
Il Direttore Generale Cerciello non si è messo con le mani conserte in attesa che qualcosa accadesse, si è subito messo a lavorare e lo ha fatto su due fronti

diversi e concorrenti. Da un lato ha immediatamente messo in allarme il personale che è stato preallertato della possibilità di fare interventi d'urgenza anche durante le festività pasquali, dall'altro ha immediatamente messo in campo una linea dialogante con le amministrazioni pubbliche ed, in particolare, con i Comuni. Dialogo e azione sono le due direttive perfette per un ente che sappia funzionare e voglia davvero farlo, Cerciello ci sta mettendo tutto l'impegno affinchè tutto ciò diventi realtà e noi sappiamo che non era facile farlo.
UNA RISPOSTA CONCRETA
La risposta che Acquedotto Lucano ha messo in campo è una risposta concreta. Cerciello ha disposto il rafforzamento dei presidi operativi coinvolgendo le unità tecniche per il monitoraggio, ha attivato una cabina di regia per la mappatura dei danni e il coordinamento degli interventi e, allo stesso tempo, ha attivato un dialogo permanente con la Protezione Civile, i Sindaci e gli amministratori locali.
Insomma ha fatto quello che doveva essere fatto e lo ha fatto bene. Acquedotto Lucano è la principale società pubblica operante in Basilicata, vederla funzionare come non lo abbiamo mai visto prima ci riempie di orgoglio. Se tutti seguissero l'esempio di Cerciello tante cose funzionerebbero meglio.
POTENZA. In seguito alla violenta e straordinaria ondata di maltempo degli ultimi giorni, Acquedotto Lucano ha ieri disposto il rafforzamento dei servizi operativi con il massimo coinvolgimento delle unità tecniche al fine di monitorare la situazione e intervenire sulle criticità causate da piogge intense e smottamenti. È stata istituita una cabina di regia per la mappatura dei danni e il coordinamento degli interventi, mentre proseguirà il controllo costante
di tutti gli schemi idrici della Basilicata. Le condizioni meteo avverse hanno infatti determinato, in alcune aree, varie problematiche sulle reti e ad alcune infrastrutture.
Il direttore generale Luigi Cerciello Renna da ieri sera è in contatto continuo con i sindaci dei comuni più colpiti dagli ultimi eventi naturali, puntando ad un raccordo diretto con le amministrazioni locali e in stretta collaborazione con la Protezione Civile e gli uffici tecnici co-
munali. Ieri a Rapolla, per Acquedotto Lucano il referente tecnico e gli operatori di zona del servizio idrico sono intervenuti con tempestività, recandosi immediatamente sul posto per la verifica delle condizioni della rete, interloquendo con il Sindaco. Considerata la generale situazione emergenziale, la Società ha deciso di mobilitare ulteriori risorse umane potenziando il presidio del territorio con continuità delle attività di controllo e intervento.

Il capogruppo di Azione propone interventi su viabilità e corsi d’acqua: «Serve prevenzione e sostegno alle comunità»
MATERA. «Il maltempo che ha colpito in queste ore la Basilicata sta lasciando dietro di sé una situazione drammatica: campagne allagate, strade impraticabili, attività agricole in ginocchio, comunità in difficoltà. A pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i territori e chi ogni giorno vive e lavora in queste aree, troppo spesso esposte a eventi estremi senza adeguate infrastrutture di protezione». Lo dichiara il consigliere regionale e capogruppo di Azione Nicola Morea.«Dopo il fuoco della scorsa estate, oggi è l’acqua a mettere in evidenza tutte le fragilità di un territorio che ha bisogno di cura, attenzione e soprattutto politiche strutturali», aggiunge il consigliere regionale. «Non possiamo limitarci alla conta dei danni. È ne-

cessario attivare immediatamente tutte le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità, garantendo il massimo sostegno alle comunità colpite e, in particolare, al comparto agricolo, dura- mente penalizzato».«È fondamentale – aggiunge
–intervenire con urgenza sia sulla viabilità sia sulle infrastrutture idrauliche, oggi fortemente compromesse, avviando al contempo un monitoraggio costante dello stato degli invasi e delle opere esistenti».In questo quadro si inserisce la propo-
sta di legge, a firma di Nicola Morea e Marcello Pittella, che disciplina la coltivazione degli inerti negli alvei dei corsi d’acqua.«La proposta mira a rendere più efficaci e tempestivi gli interventi sugli alvei fluviali, superando rigidità burocratiche e garantendo continuità nelle attività di manutenzione ordinaria, anche attraverso il coinvolgimento delle imprese del settore». Morea sottolinea come le esondazioni di queste ore dimostrino quanto sia urgente intervenire anche sul fronte della manutenzione dei corsi d’acqua, troppo spesso trascurata: «La prevenzione è l’unica strada per evitare che eventi naturali si trasformino in emergenze. In un contesto in cui non possiamo più permetterci di considerare eccezionali questi fenomeni, conside-
rata la loro frequenza, la politica ha il dovere di passare da una gestione emergenziale a una visione programmatoria, intervenendo sulle infrastrutture e rafforzando le azioni di prevenzione. Serve una pianificazione strutturale e di lungo periodo che consenta di mettere in sicurezza il territorio e ridurre concretamente il rischio idrogeologico. La nostra proposta va in questa direzione». «In queste ore – conclude Morea – la Regione Basilicata sta seguendo la situazione da vicino e ha messo in campo strumenti concreti a tutela della popolazione lucana. Alle comunità colpite va la mia piena solidarietà, ma soprattutto l’impegno concreto a trasformare questa emergenza in un’occasione per costruire risposte durature».
Il Garante regionale: «Monitoraggio e interventi su territorio e fiumi, danni gravi in più aree tra cui Rapolla e Terranova»
POTENZA. Il Garante regionale della natura, ambiente e territorio richiama l’urgenza di rafforzare il monitoraggio e i controlli ambientali, soprattutto nelle aree più fragili, alla luce dei cambiamenti climatici. «La necessità di un controllo continuo è ormai imprescindibile, insieme ad adeguate e costanti azioni di consolidamento territoriale e fluviale».«Le forti precipitazioni di questi ultimi giorni hanno messo a nudo, ancora una volta, purtroppo, le troppe criticità idrogeologiche del territorio lucano, in entrambe le province e in ogni area, con casi gravi a Terranova del Pollino e, soprattutto, a Rapolla»,
afferma Biagio Costanzo.Il Garante evidenzia come il quadro resti complesso, con danni diffusi a infrastrutture e attività economiche, in particolare nel comparto agricolo. «Unico dato “positivo” – prosegue – se così si può dire in una fase tanto delicata, è il completo riempimento degli invasi lucani, che dovrebbe garantire riserve idriche adeguate e minori disagi rispetto al passato».«Ma questa unica positività – conclude Costanzo –non può essere pagata così duramente dalle popolazioni, colpite nelle infrastrutture fondamentali e nei principali settori economici, agricoltura in primis».


Stimati 98 interventi in 48 ore. Campanaro: «Situazione critica per gli invasi, ma nessun rischio per la popolazione»
«Le copiose piogge che hanno colpito il Potentino nelle ultime 48 ore hanno determinato una situazione di emergenza soprattutto nelle aree circostanti gli invasi lucani. In particolare, per il fortissimo innalzamento dei nostri invasi sono state attivate le procedure di rilascio dell’acqua», ha detto il Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, a margine della riunione del Centro di Coordinamento dei Soccorsi (Ccs), Organismo operativo nel monitoraggio e nel soccorso in caso di calamità naturali.
«Sul sistema del Camastra – ha spiegato Campanaro – abbiamo registrato una situazione di aller- ta. È stato effettuato prima un rilascio di 70 metri cubi di acqua al secondo, ora di 50. Di 40 nell’invaso di Montecotugno, mentre per il Pertusillo non ci sono criticità. Questo determina nel sistema a valle lo stato di allerta per i Comuni circostanti. In Provincia sono 24 quelli che hanno attivato il sistema Coc, la struttura di protezione civile per fronteggiare l’emergenza». Dalla riunione è anche emerso che, in poco più di 48 ore, i Vigili del Fuoco hanno effettuato 90 interventi, quelli più numerosi nell’area del Vulture-Melfese. «Non si sono segnalati casi di rischio per la

popolazione, ed è la cosa che ci interessa maggiormente», ha tenuto a precisare Campanaro. Allo stato attuale, anche per il miglioramento delle condizioni meteo, è la situazione della viabilità a essere attenzionata: una decina di strade provinciali sono
state oggetto di smottamenti e frane.
Ne restano chiuse due, a San Chirico Nuovo e Armento. Per il resto la situazione si sta normalizzando, con graduali riaperture, anche attraverso i sensi di marcia alternati, di strade interne che fino a questa mattina erano intransitabili. Cosa che ha caratterizzato anche il Comune di Potenza, in particolare in un paio di contrade dove si sono registrate frane. «Per questa ragione resta il mantenimento dello stato di criticità da dissesto idrogeologico», ha riferito ancora il Prefetto. In riferimento alla frana avvenuta a Rapolla, le famiglie coinvolte,15 persone in totale, sono state alloggiate in una struttura messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale. «Passato il momento critico – ha concluso il Prefetto – si passerà alla conta dei danni con gli uffici della Protezione Civile e della Regione Basilicata, cui spetterà la decisione se richiedere o meno lo stato di calamità».
Il presidente Colonna: «Facciamo appello alla coscienza e alla conoscenza di chi ci amministra»
«Sì
’Oprol evidenzia che le immagini che arrivano dai nostri campi sono un colpo al cuore. Il maltempo di queste ore ha messo in ginocchio la Basilicata, colpendo duramente il comparto agricolo e olivicolo proprio in una fase delicata per le nostre piante. «Davanti a fiumi esondati e uliveti distrutti - sostiene il presidente, Paolo Colonna -non possiamo limitarci a dare la colpa al cielo. Come Oprol facciamo appello alla coscienza e alla conoscenza di chi ci amministra.Coscienza: Significa smetterla di agire solo nell’emergenza. Amministrare con coscienza vuol dire assumersi la responsabilità della manutenzione del territorio e della difesa idrogeologica prima che arrivino le piogge. Gli agricoltori sono i primi custodi della terra, ma non possono essere lasciati soli a combattere contro l'abbandono istituzionale. Conoscenza: Significa ascoltare chi la terra la vive e la lavora ogni giorno. Non si può governare l'agricoltura senza conoscere le reali esigenze del settore e senza investire in infrastrutture moderne che sappiano reggere l'urto dei cambiamenti climatici. Serve una strategia a lungo termine, non interventi a pioggia che evaporano al primo raggio di sole». «La Basilicata è una terra generosa, ma oggi è stanca. Chiediamo agli amministratori regionali e locali – aggiunge Colonna - un cambio di passo immediato: Riconoscimento rapido dello stato di calamità. Risorse certe e veloci per il ripristino delle colture. Un piano strutturale di prevenzione del rischio idrogeologico».


Rapolla: 5 famiglie evacuate per inagibilità delle abitazioni colpite dalla frana del muro di contenimento tra via Melfi e via Lecce
DI EMANUELA CALABRESE
Una vera e propria tragedia sfiorata quella di Rapolla, dove uno smottamento ha causato il crollo di un muro di contenimento interposto tra le strade Via Melfi e Via Lecce e sovrastante alcune palazzine, comportando un importante evento franoso che ha provocato danni ingenti agli alloggi sottostanti, tanto da renderli inagibili.Cinque le famiglie costrette a lasciare le proprie case, per un totale di circa 15 persone. Ieri in tarda mattinata il Sindaco Biagio Cristofaro ha emesso Ordinanza di “sgombero degli immobili colpiti dalla frana, interdizione al traffico veicolare e pedonale di via Lecce e istituzione del senso unico alternato su via Melfi”.Proprio a causa della presenza di ingenti danni strutturali, «l’area è stata messa in sicurezza e inibito l'accesso all'intero stabile dai Vigili del Fuoco e dell'Ufficio Tecnico Comunale, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza». Decretata dunque l'inagibilità dell'edificio in Via Melfi, 179 e il divieto di accesso e di permanenza nei fabbricati di Via Melfi
181 e 183; Via A. De Gaspari, 4 e Via Lecce negli interi locali rientranti nell'area transennata. Messa in sicurezza anche l'intera Via Lecce, e inibito l'uso delle rimesse presenti che hanno compromesso l'utilizzo delle abitazioni sovrastanti con accesso dalla Via A. De Gaspari, 4.Gli evacuati trovano ora ospitalità «presso una struttura alberghiera del comune, garantendo loro la necessaria assistenza» ha assicurato il Primo cittadino.L’ordinanza si salvaguardia della pubblica e privatasi incolumità si è resa necessaria perché «la situazione generatasi dal cedimento del muro costituisce grave pericolo» si evince dal documento e per il regolare svolgimento dei lavori di messa in sicurezza si è reso altresì necessario «apportare delle modifiche temporanee all'attuale regolamentazione della circolazione veicolare su Via Lecce e Via Melfi fino a nuova disposizione e a cessata emergenza».L’ordinanza difatti impone «la chiusura della strada Via Lecce, da Piazza P. Umberto fino a Via Don Minzoni, al traffico veicolare e pedonale; L'istituzione del senso unico alternato su
Via Melfi dal civico 167 al 183, regolato da segnaletica semaforica».Situazione critica anche a San Chirico Nuovo, dove «le piogge intense degli ultimi giorni hanno aggravato alcune situazioni e hanno aperto nuove criticità rendendo i nostri territori difficili da raggiungere e mettendo in ginocchio le comunità – dichiara la Sindaca Rossella Baldassare- L'allerta arancione della Protezione Civile persisteva anche nella giornata di ieri 3 aprile, l'apertura del C.O.C e la collaborazione tra Uffici comunali e intercomunali, volontari del Gruppo Lucano di Protezione Civile, mezzi meccanici e tanti cittadini di buona volontà, ha permesso di intervenire con celerità. Abbiamo Strada Cugni chiusa per una grossa frana nei pressi del Ponte del Diavolo, e Strada Pala Chiusa per numerosi smottamenti –incalza Baldassarre- stiamo intervenendo in più punti sulla Provinciale SP38 per tenerla aperta e permettere a tutti di andare a lavorare e di tornare in famiglia per le festività Pasquali».Sono ancora molti i comuni lucani alle prese con il ripristino di strade rese impraticabili e impegnati al risa-
namento di situazioni di criticità. Oltre alle necessità dei cittadini residenti, l’imminenza della Pasqua e il rientro di tanti lucani per trascorrere alcuni giorni in famiglia, rende ancor più celere il bisogno di interventi.

Piogge torrenziali, grandinate e dissesti colpiscono aziende e viabilità rurale: attivato il coordinamento della Cia per supportare gli agricoltori
Sono ore decisive per l’agricoltura lucana, messa a dura prova dall’ondata di maltempo che negli ultimi giorni ha colpito l’intero territorio regionale. Da 48 ore, gli uffici zonali e comunali della Cia-Agricoltori di Potenza e Matera sono impegnati nella raccolta delle segnalazioni dei danni subiti dalle aziende agricole.È stato attivato un coordinamento regionale per fornire assistenza agli associati e supportare il Dipartimento Politiche Agricole. «È stata attivata una struttura di coordinamento per l’assistenza agli associati che lavorerà a supporto del Dipartimento Politiche Agricole», spiega il presidente regionale della Cia-Agricoltori, Leonardo Moscaritolo. Lo stesso sottolinea come sia «positiva l’azione avviata da Assessore e Dipartimento con l’attivazione di una specifica piattaforma sul portale SIA-RB, attraverso la quale le imprese agricole potranno segnalare i danni subiti, contribuendo alla definizione di una mappatura precisa e tempestiva».Si tratta della fase di delimitazione delle aree colpite dalle piogge torrenziali e dai diffusi dissesti idrogeologici, che hanno danneggiato in particolare la viabilità rurale, interpoderale e comunale, creando gravi disagi alle aziende agricole e zootecniche. Parallelamente, in questa fase di emergenza, si rendono necessari interventi immediati nelle situazioni più critiche per la sicurezza di agricoltori, strutture e bestiame.Numerosi i comuni colpiti nelle aree del Vulture-Alto Brada-
no, Marmo-Melandro e Val d’Agri, oltre all’area sud della regione. Tra questi figurano Lavello, Rapolla, Melfi, Venosa, Satriano e Palazzo San Gervasio. Danni si registrano anche nella Montagna Potentina, in particolare a carico di importanti strutture agrituristiche.Situazione critica anche nel Metapontino, dove precipitazioni prolungate, forti raffiche di vento e violente grandinate hanno colpito zone ad alta vocazione ortofrutticola, con colture già in piena vegetazione. «Precipitazioni non particolarmente intense ma persistenti, unite a raffiche di vento e grandinate violente, hanno interessato aree ad alta vocazione ortofrutticola», riferisce Giuseppe Stasi della Cia Matera.Le segnalazioni più rilevanti arrivano dai comprensori di Rotondella, Nova Siri e Tursi. Qui gli eventi grandinigeni hanno provocato danni diretti alle colture, con lesioni su germogli, infiorescenze e giovani frutti, compromettendo fin da subito il potenziale produttivo di numerose aziende. In diversi appezzamenti, inoltre, le coperture antigrandine sono collassate a causa dell’intensità delle precipitazioni e delle raffiche di vento, con chicchi di dimensioni eccezionali.Le conseguenze, avvertono i tecnici dell’Alsia, potrebbero manifestarsi anche nelle prossime settimane. Le ferite causate dalla grandine rappresentano infatti un punto di ingresso per patogeni fungini e batterici, mentre l’elevata umidità ambientale favorisce lo sviluppo di infezioni secondarie, au-


mentando il rischio fitosanitario.Nella collina materana, oltre ai danni provocati dall’esondazione del Basento e da fenomeni franosi, si registrano ulteriori criticità legate all’andamento climatico degli ultimi mesi. Il susseguirsi di piogge e basse temperature da gennaio ha rallentato la crescita di cereali e foraggere, mentre le precipitazioni più recenti hanno aggravato la situazione, provocando fenomeni di «marciumi radicali».Tra i comuni maggiormente colpiti figurano Montescaglioso, Grottole, Irsina, Tricarico, Garaguso, Calciano, Oliveto Lucano, Salandra e Grassano.La fase attuale resta cruciale per definire con precisione l’entità dei danni e avviare le procedure necessarie a sostenere un comparto che rappresenta uno dei pilastri economici della regione.

«L’Italia al centro della geopolitica energetica mondiale grazie alla missione del presidente nei Paesi del medio Oriente»
Grande soddisfazione è stata espressa dall’onorevole Salvatore Caiata, Presidente dell'UIP Golfo, in merito alla visita del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nei Paesi del Golfo, nonostante il contesto internazionale segnato dalle difficoltà della guerra in Ucraina. La missione, secondo Caiata, ha un significato profondo e concreto, dimostrando l’impegno dell’Italia nei confronti dei Paesi amici, sia a livello politico che economico.«Grande soddisfazione alla notizia della visita del Presidente Meloni nei Paesi del Golfo, nonostante i difficili tempi di guerra, per testimoniare il suo impegno e la sua vicinanza nei confronti dei paesi amici», ha dichiarato l’onorevole Caiata in una nota ufficiale. L’intervento della Meloni si inserisce in un quadro di crescente importanza per il consolidamento delle relazioni bilaterali e la gestione delle sfide globali, soprattutto in un momento in cui l’Europa si trova ad affrontare una crisi energetica senza precedenti.L’intento principale della missione, come spiegato dallo stesso Caiata, è quello di «assicurare un canale preferenziale per l'approvvigionamento di petrolio,
essenziale per fronteggiare la crisi energetica in corso». Un passo fondamentale per garantire non solo la sicurezza energetica dell’Italia, ma anche per contribuire alla stabilità dell’intero continente europeo.«Una vicinanza, dunque, non solo fatta di parole, ma anche di fatti», ha aggiunto Caiata, facendo riferimento alla missione diplomatica parlamentare che prenderà parte nei prossimi giorni. Questo impegno dimostra una chiara volontà di azioni concrete, non limitandosi a dichiarazioni di solidarietà, ma traducendosi in iniziative pratiche che mirano a rafforzare le relazioni internazionali e a rispondere alle sfide del presente.Non meno importante è il tema della stabilità energetica del Golfo, che per Caiata è strettamente legata alla sicurezza del Mediterraneo. «La stabilità energetica del Golfo e la sua sicurezza sono condizioni necessarie alla stabilità del Mediterraneo», ha sottolineato. Il Presidente dell’UIP Golfo ha quindi ribadito che la solidarietà nei confronti dei Paesi colpiti dalla crisi non si esprime soltanto nei consessi internazionali e nei proclami, ma attraverso «fatti concreti di solidarietà e presenza».In que-

sto contesto, la visita di Giorgia Meloni rappresenta un segno tangibile della volontà italiana di rafforzare il proprio ruolo strategico, non solo sul piano politico, ma anche sul piano energetico ed economico. Un passo significativo che conferma il ruolo di leader dell’Italia nella costruzione di alleanze durature e nella gestione
delle crisi globali.«La missione nei Paesi del Golfo si configura, dunque, come una mossa fondamentale per il governo italiano, che punta a stabilire nuove e più solide connessioni con alcuni dei principali produttori di energia del mondo, fondamentali per il futuro energetico dell’Europa», ha concluso Caiata.



4 A AP











POTENZA. Accolta la richiesta di Confagricoltura sull’estensione del credito di imposta per il gasolio agricolo, una misura ritenuta strategica per sostenere le imprese in una fase particolarmente delicata dell’anno. Il governo ha infatti previsto per il mese di marzo un credito pari al 20 per cento, con l’obiettivo di mitigare l’aumento dei costi energetici.Il provvedimento arriva in un contesto segnato da rincari significativi. In Ita-
lia il prezzo del gasolio agricolo ha raggiunto circa 1,4 euro al litro, con un incremento superiore al 44 per cento rispetto all’inizio dell’anno. Un aumento che pesa soprattutto nel periodo primaverile, quando le aziende intensificano le attività nei campi dopo la pausa invernale. Confagricoltura sottolinea come il costo del carburante incida in maniera rilevante sui bilanci aziendali, arrivando a rappresentare tra il 15 e il 20 per cento dei
costi totali in diversi comparti, dall’ortoflorovivaismo alla zootecnia, fino alla piscicoltura. L’intervento, secondo l’organizzazione, consente di limitare l’impatto dei rincari sulla competitività delle imprese agricole e di evitare effetti a catena sull’intera filiera agroalimentare, con possibili ripercussioni sui prezzi finali. Un sostegno che viene giudicato fondamentale per garantire continuità produttiva e stabilità al settore.

Coldiretti Basilicata: «Misura necessaria per salvare l’annata agraria, dopo rincari record di carburanti e fertilizzanti»
«Credito
POTENZA. «È una buona notizia l’estensione alle aziende agricole della misura sul credito d’imposta adottata per la pesca, nata da una proposta di Coldiretti, necessaria per salvare le semine primaverili e l’annata agra- ria». È quanto fa sapere la Coldiretti della Basilicata. «Un provvedimento importante ed atteso –evidenzia l’organizzazione agricola lucana – per il quale ringraziamo il Governo».A causa della guerra, i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro al litro fino a 1,45 euro al litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e picchi segnalati in diverse regioni. Un balzo record che ave-
cole è indispensabile per le operazioni di preparazione dei terreni e l’agricoltura italiana non può permettersi di far restare i trattori nei capannoni». Secondo un’analisi di Coldiretti su dati del Ministero dell’Ambiente, nel 2025 le vendite di gasolio agricolo sono state pari a 2,2 miliardi di litri. Si stima che circa il 90 per cento sia destinato all’agricoltura e la restante parte alla pesca. L’aumento dei costi di produzione rischia di far sentire i suoi effetti sui prezzi al consumo, anche se va sottolineato come gli incrementi delle quotazioni nei campi corrispondano, nella maggior parte dei casi, a pochi centesimi al chilogrammo. MISURA

va portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e alla Guardia di Finanza contro le speculazioni. «Il caro gasolio, unito ai
rincari dei fertilizzanti (l’urea ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra) – aggiunge Col-
diretti Basilicata – rischia, infatti, di bloccare l’annata agraria proprio alla vigilia delle semine primaverili. In questa fase l’uso delle macchine agri-
Tortorelli (Uil): «I lucani pagano due volte, serve una vertenza per restituire risorse a chi vive e lavora in Basilicata»
POTENZA. Il caro carburanti pesa sempre di più sui bilanci delle famiglie lucane. È quanto emerge da un’analisi del Centro studi Uil Basilicata, che evidenzia effetti economici e sociali rilevanti su lavoratori, pendolari e consumi.Secondo lo studio, il prezzo del gasolio ha raggiunto 2,119 euro al litro in regione, con un impatto diretto sui pendolari. Un lavoratore che percorre circa 60 chilometri al giorno per 220 giorni l’anno arriva a spendere circa 1.864 euro, con un aggravio tra 200 e 300 euro annui rispetto a uno scenario più contenuto.Su una platea stimata tra 120.000 e 150.000 pendolari, il costo complessivo si colloca tra 24 e 45
milioni di euro l’anno. A questo si aggiungono gli effetti indiretti legati all’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, con rincari tra 150 e 300 euro annui per famiglia.Complessivamente, una famiglia con almeno un pendolare può subire un aggravio tra 350 e 600 euro l’anno, per un impatto totale stimato tra 70 e 110 milioni di euro sull’economia regionale.«Il caro carburanti in Basilicata pesa più che altrove perché qui l’automobile è una necessità quotidiana», afferma il segretario generale Vincenzo Tortorelli, chiedendo l’apertura di una vertenza con Governo e Regione per garantire un ritorno concreto ai cittadini.


Per le due consigliere regionali non è accettabile che un contributo pubblico funzioni con un “click day”

«Altro che transizione energetica: quello andato in scena con il bando sulle rinnovabili è sembrato il giorno dell’offerta speciale. Serranda che si alza, fila già pronta dalle 4 del mattino e sgomitate a chi entra per primo. Solo che qui non si tratta-
va di comprare un modello super ricercato di scarpe sportive, ma di accedere a risorse pubbliche».Lo dichiarano Alessia Araneo e Viviana Verri, consigliere regionali (Movimento 5 Stelle Basilicata. «Lo sportello - proseguono le consigliere - è durato meno di due ore, tra ral-
lentamenti e blocchi della piattaforma che hanno messo in difficoltà gli operatori, consentendo di caricare ognuno 2 o 3 pratiche, lasciandone fuori altre decine. In così poco tempo si è deciso chi poteva investire nel proprio futuro energetico e chi no. Una misura che non pre-
mia il bisogno, ma la velocità di essere primi, penalizzando tante famiglie e professionisti lucani. E così molti cittadini, pur di ‘stare davanti alla fila’, legittimamente, si sono rivolti anche a ditte lombarde o venete per tentare di caricare la pratica per primi. È questa la programmazione che immaginiamo per la Basilicata?» «Non è accettabile che un contributo pubblico funzioni con un click day, anzi un click second: pochi soldi, accesso casuale e vantaggio per chi si assicura, con il proprio installatore, di presentare la pratica per primo. La verità è che si poteva – e si doveva – fare una misura strutturale: accesso continuo al contributo e possibilità di cumulo con le detrazioni fiscali, dando il tempo di cercare il fornitore locale. In questo
modo si sarebbe anche creato un doppio vantaggio per l’economia lucana: riduzione immediata dei costi delle bollette per le famiglie e parziale ritorno dell’investimento sul territorio attraverso le detrazioni statali. Comprendiamo la difficoltà di mettere in atto politiche economiche un po’ più complesse, meglio l’offerta speciale che porta tutti al negozio». «Purtroppo, - concludono Araneo e Verri - si continua a navigare a vista, con bandi spot e senza una strategia. E mentre si stanziano appena 10 milioni per le rinnovabili, si continuano a spendere circa 70 milioni l’anno per il bonus gas: una misura che non produce autonomia energetica e non prepara la Basilicata alla crisi globale energetica che è già in corso».
«Tante belle parole ma zero risposte: quanto paga (realmente!!!) la Regione per la fornitura-ponte di energia dalle Compagnie petrolifere ad Acquedotto Lucano? Gli 82 euro a Megawatt annunciati all’inizio o 162 che ci viene riferito? Ci sono ulteriori costi occulti collegati? Quanti dei tre parchi fotovoltaici annunciati per alleggerire la bolletta idrica dei lucani saranno effettivamente realizzati a spese delle compagnie? Tutti? Solo uno? Nessuno? La risposta della Giunta Regionale (con uno strano comunicato del proprio ufficio stampa) sul tema gas e acqua si conferma una difesa d’ufficio fragile, che ancora una volta rivela l’approssimazione con cui vengono gestiti centinaia di milioni di euro dei lucani». Lo dichiarano i consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello. «Il Governo regionale, troppo preso dal raccontare come siano stati impegnati circa 200 milioni di euro per il Bonus Gas – tra richieste di restituzione ai cittadini, distorsioni del mercato e possibili danni erariali – continua a fare propaganda senza chiarire i nodi reali della vicenda». «Nel malde-
stro tentativo di apparire trasparenti, ma solo a parole, ricordiamo al Presidente Bardi che attendiamo ancora risposte formali a tre interrogazioni presentate a partire da febbraio 2025, oltre a una richiesta di accesso agli atti contabili del progetto degli impianti fotovoltaici a servizio di Acquedotto Lucano. Si tratta degli unici documenti in grado di chiarire i costi reali sostenuti per la cosiddetta fornitura energetica ‘ponte’ destinata ad Acquedotto Lucano». «Solo carte alla mano – proseguono – sarà possibile verificare il costo finale per la Regione. Parlare esclusivamente di 82
euro megawattora per la quota energia è una verità a metà perché ci si dimentica di menzionare gli ulteriori 80 euro di oneri fissi e, soprattutto, spiegare il reale costo del cosiddetto "prestito ponte" chiesto alle compagnie petrolifere. Basilicata Casa Comune ha presentato al riguardo nell'ultima conferenza stampa il prospetto presentato dalle compagnie il 03 - 12 - 2025 al Governo Regionale in cui si evince un ulteriore costo di 13 milioni in 23 mesi. Se così fosse altro che risparmio, l'energia sarebbe stata pagata a prezzi di mercato». «Invitiamo, quindi, il Presidente Bardi

in questo slancio dichiarato di trasparenza, a rendere pubblici i verbali degli incontri tuttora in corso con le compagnie petrolifere sullo stato di avanzamento di questo progetto. Infatti, non si risponde sullo stato di realizzazione dei tre impianti fotovoltaici, di quanto si sta pagando il costo dell'energia dal 1° aprile e con quale contratto è stata coperta la fornitura di energia ad AQL dal 1° gennaio al 31 marzo». «La situazione economico-finanziaria di Acquedotto Lucano richiederebbe una governance seria e competente, capace di produrre risultati concreti e non artifici contabili o partite di giro a carico dei lucani”. «Per quanto ci riguarda –concludono Chiorazzo e Vizziello – la trasparenza vera si misura sui risultati. E i risultati, anche in questo caso, sono sotto gli occhi di tutti: i tre impianti fotovoltaici previsti a servizio di Acquedotto Lucano non sono stati realizzati e ad oggi non vi è traccia neppure di un solo pannello installato. Questo è l’ennesimo fallimento su cui il governo regionale dovrebbe avere il coraggio di dire la verità ai lucani e chiedere scusa. Senza i tre impianti, i lucani non godranno di nessun beneficio».



«La Regione deve intervenire urgentemente per sostenere i Comuni lucani con personale ex RMI e TIS»
IPresidenti delle Province di Matera e Potenza, Francesco Mancini e Christian Giordano, hanno inviato una lettera formale al Presidente di ANCI Basilicata, Gerardo Larocca, chiedendo con urgenza alla Regione Basilicata di attivare un piano di assegnazione o distacco di personale proveniente dalla platea degli ex RMI (Reddito Minimo di Inserimento) e TIS (Trattamento di Integrazione Sociale) a favore dei Comuni e delle Province lucane. La richiesta nasce dalla crescente difficoltà che molti enti locali stanno affrontando nel garantire una gestione efficiente delle aree verdi e delle attività di manutenzione ordinaria, essenziali per il decoro urbano e per il benessere dei cittadini. «Molte amministrazioni comunali stanno affrontando difficoltà crescenti nel garantire adeguate risorse umane per la gestione efficiente delle aree
verdi», hanno evidenziato i due Presidenti, sottolineando la necessità urgente di soluzioni che possano alleggerire il carico di lavoro delle amministrazioni locali.In questo contesto, Mancini e Giordano hanno chiesto ad ANCI Basilicata di unirsi alla loro richiesta, in modo da presentare alla Regione una posizione unitaria e determinata. «Riteniamo strategico attivare un intervento volto ad assegnare o a distaccare alcune delle figure che fanno parte della platea degli ex RMI e TIS», si legge nel documento firmato dai due Presidenti, che vedono questa misura come una risposta concreta e immediata al fabbisogno di manodopera. Aggiungono che «l’impiego di queste figure potrebbe portare benefici diretti per le comunità locali e per l’ecosistema territoriale».L’appello riguarda anche la manutenzione delle strade provinciali, set-
tore particolarmente colpito dalla carenza di personale e risorse a seguito della riforma Delrio. I due Presidenti hanno sottolineato che l’assegnazione di queste risorse umane potrebbe migliorare notevolmente la situazione e garantire una gestione più efficace dei servizi essenziali.
La proposta ha trovato il supporto di diversi Sindaci e del Coordinamento ex Mobilità SAAAP, che hanno sottolineato la necessità di individuare soluzioni strutturali e condivise. Mancini e Giordano chiedono ora ad ANCI Basilicata di assumere una posizione chiara e di farsi portavoce presso la Regione per definire criteri equi e funzionali di distribuzione del personale, calibrati sulle esigenze specifiche dei singoli territori.I Presidenti delle due Province hanno ribadito la loro disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte per trova-

re soluzioni rapide ed efficaci. «Le Province di Matera e Potenza confermano la massima disponibilità a collaborare con tutti gli attori istituziona-
li coinvolti per individuare soluzioni rapide ed efficaci nell’interesse delle comunità lucane», hanno concluso Mancini e Giordano.
alle famiglie sovraindebitate
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la rottamazione “quinquies”, che consente di sanare i debiti affidati all'Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, prevedendo il pagamento esclusivo del capitale e delle spese di notifica, con il conseguente stralcio di sanzioni, interessi e aggio. Un'opportunità importante per tanti cittadini e imprese in difficoltà con il fisco.Tuttavia, Angelo Festa, Presidente dell'Associazione Antiusura “Famiglia e Sussidiarietà ETS”, ha chiesto che il provvedimento venga esteso anche alle tasse comunali, come IMU, TARI e multe. «La rottamazione dovrebbe comprendere anche i debiti comunali, così come richiesto da diverse Associazioni di Categoria. Questo potrebbe essere un supporto fondamentale per molte famiglie in difficoltà, sovraindebitate e spesso vittime di strozzini», ha dichiarato Festa.L’estensione della rottamazione alle tasse comunali per-
metterebbe a numerosi cittadini lucani di beneficiare di un importante aiuto in un periodo segnato dall’aumento del costo della vita e dalle difficoltà finanziarie globali. In particolare, le famiglie che vivono situazioni di
sovraindebitamento potrebbero finalmente trovare un’opportunità per uscire dalla spirale economica che spesso le costringe a ricorrere a prestiti ad alto interesse o pratiche usuraie.Secondo Festa, la rottamazione rappresente-

rebbe anche un'opportunità per le piccole imprese, molte delle quali affrontano seri problemi di liquidità. «La rottamazione porterebbe benefici sociali per famiglie e imprese, ma anche per le Amministrazioni comunali. Queste ultime potrebbero recuperare risorse a fronte di crediti difficilmente esigibili, incentivando la ripresa di attività e favorendo l'economia del territorio», ha sottolineato Festa.
Il provvedimento, se esteso, potrebbe anche migliorare la situazione delle casse comunali, favorendo il recupero di crediti che altrimenti rischiano di rimanere insoluti e stimolare un circolo virtuoso che sostiene la ripresa economica locale.
Con la proposta di estensione della rottamazione alle imposte comunali, la politica lucana si prepara a un nuovo fronte di discussione, con l’obiettivo di rafforzare il supporto alle famiglie e alle piccole realtà economiche in un contesto socioeconomico sfidante...

I dipinti dell’artista lucana al Reparto di Senologia dell’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera per trasmettere un messaggio di forza e resilienza D
C’i sono gesti che, molto più delle parole, testimoniano la solidarietà e la vicinanza verso chi soffre o si trova a combattere con un serio problema di salute: sono quelli del dono di qualcosa che parli all’anima e che è frutto di qualcosa di intimo, che ci appartiene al di là del suo valore commerciale. Per uno scrittore può essere un suo libro, per un artigiano un suo manufatto, per un artista che da sempre si cimenta con la pittura non può che essere un quadro. E lo staff sanitario del Reparto di Senologia dell’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera, guidato dalla responsabile Felicetta Baldari, e due volontarie, sensibili ai temi sociali, ha donato tre opere d’arte della pittrice Maria Santarsiero, che vive ed opera a Scanzano Jonico. Proprio in questi giorni, la chirurgia di quel Reparto è stata a centro del dibattito regionale, perché sembra che vi sia l’intenzio-
ne di centralizzarla al San Carlo di Potenza e al Crob di Rionero in Vulture. Il dono dei dipinti è stato un gesto nobile e di grande amore a beneficio dell’intero reparto e dei suoi pazienti. L’arte
trasmette speranza, serenità e conforto a chi la osserva e dona luce all’anima. Nelle opere donate, l’artista lucana di Scanzano Jonico, conosciuta anche per il suo forte impegno nel sociale ed an-

che per essersi cimentata in diverse occasioni con la recitazione cinematografica, sono raffigurate donne che evocano la bellezza e il coraggio. Vogliono essere, quindi, un messaggio di forza e resilienza, ma anche di speranza, per chi affronta percorsi bui con l’obiettivo di trovare presto la luce, la stessa che illumina i suoi quadri. I dipinti potranno essere ammirati all’interno della sala di attesa del Reparto di senologia, con l’auspicio di trasmettere serenità e fiducia a chi li osserverà. Maria Santarsiero, sempre al servizio della comunità, utilizza l’arte come linguaggio universale, trasformando la sua energia positiva in dipinti a disposizione di tutti. Le sue mani si muovono con il pennello sulla tela e generano un’esplosione di colori. Ogni suo progetto racconta una storia e diventa memoria. Donare l’arte è un atto di generosità, una carezza alle anime più fragili ed è parte integrante di un percorso di guarigione.
ufficialmente la partita degli arretrati contrattuali per medici e dirigenti
Si chiude con la mensilità di marzo la partita degli arretrati contrattuali e degli adeguamenti economici per medici e dirigenti sanitari, previsti dal rinnovo del CCNL Area Sanità. Si tratta di un risultato atteso da tempo che segna la conclusione di una fase importante per il personale sanitario, restituendo dignità e riconoscimento economico a professionisti che quotidianamente garantiscono il funzionamento del sistema sanitario pubblico. Con questo passaggio si chiude una stagione contrattuale complessa, che ha visto l’impegno costante delle organizzazioni sindacali, già oggi al lavoro per il prossimo rinnovo del CCNL Sanità 2025-2027. Un rinnovo che si preannuncia particolarmente rilevante non solo sul piano economico, ma soprattutto su quello normativo, con l’obiettivo di introdurre strumenti innovativi di va-
lorizzazione professionale. Il nuovo ciclo contrattuale dovrà, infatti, intervenire in maniera concreta sull’attrattività delle carriere, sia per i ruoli dirigenziali sia per quelli tecnici e infermieristici, rappresentando una leva fondamentale per contrastare la crescente carenza di personale specializzato e per rendere il Servizio Sanitario Nazionale più competitivo e sostenibile. Questo momento coincide, inoltre, con importanti novità sul piano organizzativo nella sanità lucana. Con le delibere emanate nella giornata di lunedì 30 marzo 2026, il direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Potenza, Giuseppe De Filippis, ha completato la propria squadra con la nomina di Carlo Esposito quale direttore amministrativo e di Valentina Solfrini quale direttore sanitario. A entrambi i neonominati la UIL FP rivolge un augurio di buon lavoro, auspicando che il loro operato pos-
sa garantire continuità con il percorso già avviato dalla precedente direzione sanitaria, che ha contribuito in maniera significativa alla crescita e al rafforzamento dell’Azienda sanitaria, consolidando risultati importanti per il sistema e per i cittadini. Pur prendendo atto delle nomine, la UIL FP evidenzia come resti ancora in via di definizione la governance dell’Azienda Ospedaliera “San Carlo” di Potenza, at-
tualmente guidata da un commissario nominato dalla Giunta regionale nelle more dell’espletamento delle procedure per l’individuazione del nuovo direttore generale. In tal senso, auspichiamo un reale rinnovamento della governance, nella consapevolezza che, come già avvenuto in altre realtà aziendali, il cambiamento rappresenta spesso un valore aggiunto, capace di generare nuove energie, visioni e stimoli.
Evitare logiche di continuità prolungata con figure che hanno già dato il proprio contributo possa favorire un rilancio più dinamico ed efficace dell’Azienda, attraverso un rinnovamento complessivo, nell’interesse del sistema sanitario e della collettività. In una fase così delicata, diventa fondamentale garantire stabilità amministrativa, continuità gestionale e valorizzazione delle competenze.



POTENZA. Nella notte di martedì, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Potenza, unitamente ai militari delle Stazioni di Potenza e Tito, hanno concluso le attività che hanno portato all’arresto di due minori, ritenuti responsabili di una ra-
pina al cover shop “Himel” nel centro storico del capoluogo. L’episodio si è verificato nel tardo pomeriggio di lunedì presso l’esercizio commerciale: un giovane, con il volto travisato e armato di pistola, ha costretto la titolare a consegnare l’incasso, dileguan-
dosi poi a piedi insieme a un complice che lo attendeva all’esterno. A seguito della segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112, l’immediata attivazione delle pattuglie già in circuito ha permesso di avviare ricerche istantanee. «Grazie alla profonda conoscenza
del territorio e alla tempestiva raccolta di elementi descrittivi, i Carabinieri sono riusciti a intercettare il primo giovane mentre tentava di far perdere le proprie tracce tra Via del Popolo e Corso Umberto I. Parallelamente, le risultanze investigative emerse nell’immediatezza hanno condotto i militari presso l’abitazione del secondo complice, dove è stato localizzato e prelevato» si legge nella nota dell’Arma. Nel corso delle attività, i Carabinieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro gli indumenti utilizzati per l’azione delittuosa e l’arma impiegata, rivelatasi una pistola tipo softair priva del tappo rosso. La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita ai proprietari del negozio.
«I due minorenni, dichiarati in stato di arresto nella quasi flagranza di reato, sono stati sottoposti al regime degli arresti domi-
ciliari presso le rispettive residenze, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Minorile. Il GIP giusta richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni ha successivamente convalidato i provvedimenti operati dall’Arma, disponendo nei confronti dei due indagati — per i quali vige il principio costituzionale della presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva di condanna — la misura della custodia cautelare presso istituto penale minorile» conclude la nota. L’intervento sottolinea la capacità di risposta dell’Arma che in coordinamento con la Procura della Repubblica dei Minorenni di Potenza, attenziona costantemente fenomeni di devianza giovanile con una costante e capillare presenza sul territorio in modo da poter agire con tempestività a tutela dei cittadini e delle attività commerciali.
L’iniziativa promossa da “Avanti gli Ultimi” è un gesto di speranza per i bambini seguiti dall’associazione
POTENZA. Un risultato che parla di cuore, comunità e impegno concreto: sono 750 le uova di Pasqua raccolte grazie all’iniziativa solidale promossa in questi giorni dall’associazione “Avanti gli ultimi”.
«Le uova saranno destinate ai bambini delle famiglie che seguiamo quotidianamente, realtà spesso segnate da difficoltà economiche importanti, dove non sempre è possibile garantire il fabbisogno alimentare di base. In questo contesto, anche un piccolo gesto può trasformarsi in un grande segno di attenzione e speranza» spiega la presidente Antonella Tancredi.
«Il nostro impegno non è legato solo alle festività, ma è costante, ogni giorno, accanto a chi vive situazioni di fragilità. Un impegno che porto avanti sia nel mio ruolo istituzionale sia come Presidente dell’associazione “Avanti gli Ultimi”, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno e di costruire risposte concrete ai bisogni del territorio» continua. A rendere ancora più speciale

questa iniziativa è il lavoro delle volontarie e dei volontari, che stanno preparando ogni uovo con cura e amore. «Ogni dono sarà infatti impreziosito da un portachiavi fatto a mano, realizzato con le iniziali dei bambini, per trasformare un semplice regalo in qualcosa di unico e personale»

prosegue Tancredi. Le uova verranno consegnate oggi, in un momento dedicato in cui le famiglie, insieme ai bambini, potranno ritirarle, condividendo un gesto di vicinanza e comunità. «Non sono solo uova di Pasqua: sono segni di vicinanza, di comunità e di attenzione verso chi ha
più bisogno. Dietro ogni uovo c’è un pensiero, una storia, un sorriso che vogliamo accendere, Un grazie sincero a tutte e tutti coloro che stanno rendendo possibile tutto questo. Perché ogni gesto, anche il più semplice, può fare la differenza nella vita di qualcuno» conclude Antonella Tancredi.

POTENZA. I viaggi e la pallacanestro erano la sua passione. Hanno costituito lo stile di vita di Dino “Jerry” Pietrafesa. Allenatore di basket, agente di viaggi di
Potenza. Ebbene da ieri entrambi i settori saranno sempre più soli perché Jerry Pietrafesa ha affrontato l'ultimo viaggio e chiamato l'ultimo schema di una par-
tita impervia.
Jerry Pietrafesa si è spento a Potenza all’età di 52 anni. Una vita passata tra gli schemi di gioco e la preparazione dei viaggi. Una vita spesa in palestra sorridendo con gli amici di sempre, Dino De Angelis, Vito Pierri, Giovanni Lamorte, il compianto Enrico Torlo, Gaetano Genovese, Gianfranco Pace, Andrea Quaiattini, Giuseppe Doti, Giovanni Salvia, solo per citarne alcuni, un mondo quello del turismo e delle low cost che amava da tempo come la moglie Filomena che è stata la sua musa ispiratrice di tanti sogni nel cassetto. Aveva una figlia. Dino Pietrafesa è nato a Potenza il 27 settembre 1973. Tifoso del Potenza, juventino sfegatato fino alle midolla. Compagnone nato. Un compagno di viaggio sereno e capace di sorridere a quanti lo hanno amato e apprezzato. Nella sua carriera da allenatore è stato nel settore giovanile del Potenza '84, poi ha allenato per tanti anni
l'Invicta Basket Potenza contribuendo con la sua passione a far crescere la società presieduta da Giuseppe Doti, Giovanni Salvia e Vincenzo Calabrese. La pallacanestro e il mondo del turismo perdono un personaggio capace di dare sempre e comunque un messaggio di distensione, bravo a progettare il futuro guardando ai problemi del passato. Un passato che gli ha regalato tanto nel basket quanto nell'impegno aziendale con la sua agenzia viaggi aperta a Potenza e Tito Scalo tante soddisfazioni che ora da lassù saprà coltivare come un sogno infinito. Potenza saluta Dino Pietrafesa, personaggio capace di sorridere al mondo, creando passione e quel comportamento leale e fraterno sempre vivo nel ricordo dei suoi amici. I funerali si terranno oggi alle 15 nella Chiesa di Sant’Antonio nella contrada di Sant’Antonio La Macchia.
F RANCESCO M ENONNA
«Questo comitato nasce per stare tra la gente, ascoltare, costruire e agire»
MELFI. Nasce ufficialmente a Melfi il comitato costituente di “Futuro Nazionale”, un nuovo presidio politico che punta a radicarsi concretamente nel territorio, dando voce a cittadini, famiglie, lavoratori e imprese.
Alla guida del comitato è stato individuato Jacopo Gargano, chiamato a costruire e coordinare una squadra capace di incidere realmente nella vita della comunità locale partendo dai giovani.
Il comitato parte già da una base solida di adesioni, segnale chiaro di un territorio che non vuole più restare fermo e che chiede rappresentanza, identità e direzione.
«Melfi ha bisogno di presenza, non di promesse» –dichiara Jacopo Gargano –«Questo comitato nasce per stare tra la gente, ascoltare, costruire e agi-
re. Ringrazio Giulio Curatella per il supporto e per il lavoro che sta portando avanti in tutta la Basilicata: è grazie a questo spirito di squadra che possiamo partire già con una struttura concreta e determinata.»
Per presentare il progetto alla cittadinanza e avviare il tesseramento, è stato organizzato un gazebo informativo che si terrà oggi pomeriggio, dalle ore 17, in Viale G. D’Annunzio. Sarà un momento aperto di incontro, confronto e adesione.
Giulio Curatella, referente del comitato costituente di Futuro Nazionale a Venosa, segretario nazionale del Movimento Il Mondo al Contrario e promotore delle attività del partito in Basilicata, commenta: «A Jacopo Gargano e a tutta la squadra di Melfi vanno le mie con-

gratulazioni. Questo è il segnale che la Basilicata si sta muovendo davvero. Stiamo costruendo, pezzo dopo pezzo, una presenza forte e organizzata su tutto il territorio. E non ci fer-
miamo qui: nei prossimi giorni annunceremo l’apertura di nuovi comitati. Avanti, insieme, con determinazione e spirito di squadra.» Il comitato di Melfi rappresenta un nuovo tassello in un percorso più ampio di crescita e radicamento regionale, con l’obiettivo di costruire una rete capillare e attiva su tutta la Basilicata.

Il talento lucano conquista Milano: Alessandro Spera e altri studenti di Potenza ottengono il pass per le finali nazionali
La matematica è una delle discipline che più di altre stimola la mente, affinando il ragionamento, la logica e la fantasia. Non a caso, i Campionati Internazionali di Giochi Matematici organizzati dal Centro PRISTEM dell'Università Bocconi di Milano rappresentano una delle sfide più prestigiose per gli studenti delle scuole italiane. Un'importante selezione per accedere alle finali di Milano si è recentemente tenuta a Potenza, e i risultati sono stati straordinari, con un forte impegno da parte degli studenti lucani, in particolare delle scuole della città di Potenza.Tra le scuole che hanno visto brillare i propri allievi, si distingue l'Istituto Comprensivo Savio di Potenza, che ha avuto numerosi rappresentanti nelle varie categorie dei campionati. Ma è proprio un ragazzo di questo istituto, Alessandro Spera, a segnare un tra-
guardo davvero speciale. Alessandro, studente della III media, ha conquistato il primo posto in regione per la categoria C2, battendo anche i ragazzi delle scuole superiori, un risultato che gli ha permesso di accedere alle finali nazionali a Milano. Alessandro non è solo: un altro gruppo di studenti di Potenza ha ottenuto ottimi risultati nelle diverse categorie dei Campionati Internazionali di Giochi Matematici. In particolare, Vincenzo Lovallo e Lorenzo Martinelli, due ragazzi delle scuole di Potenza, sono tra i vincitori della categoria C1 (studenti di prima e seconda media), ottenendo l'accesso alle finali che si terranno il prossimo maggio 2025.L'Istituto Comprensivo Savio di Potenza non è il solo a brillare. Anche l'Istituto Comprensivo Torraca-La Vista ha visto i suoi studenti emergere, con Adalberto Videtta, e altri come Giovanni Dam-
brosio e Christian Guida, che si sono distinti nelle competizioni.Il risultato di questi ragazzi è particolarmente significativo, considerando che la selezione ha visto la partecipazione di ben 483 studenti provenienti da 17 istituti comprensivi e 6 istituti superiori di Basilicata, Campania e Puglia.È un vero onore per la regione, ma anche un motivo di orgoglio per le scuole e le famiglie lucane che si impegnano quotidianamente per eccellere.A Potenza, dunque, il talento e l’impegno degli studenti si sono riflessi non solo nei premi e nelle medaglie, ma anche in un impegno costante delle scuole per stimolare le capacità logiche e analitiche dei propri alunni.
La partecipazione ai campionati e la qualificazione alle finali sono solo l'ultima dimostrazione di quanto il mondo dell'istruzione in città sia vivo e competitivo. Non

meno importanti sono i risultati conseguiti in altre discipline, come nelle Scienze Sperimentali, dove il giovane Alessandro, oltre a brillare nelle competizioni matematiche, ha recentemente vinto la fase regionale dei Giochi delle Scienze Sperimentali, che lo porterà a rappresentare la Basilicata alle finali nazionali di Modena.
Le scuole di Potenza continuano a confermare il lo-
ro impegno nel formare giovani talenti, e questi successi sono il riflesso di un sistema educativo che premia il merito, la dedizione e la passione per lo studio. La città si conferma un punto di riferimento per l'istruzione, dove l'eccellenza accademica e la preparazione degli studenti continuano a fare la differenza, aprendo nuove opportunità e prospettive per il futuro dei giovani lucani.
Un traguardo storico per l'Istituto Alberghiero 'Gasparrini - Righetti' di Melfi, che consolida la reputazione della formazione lucana
Cooking Quiz 2026, il concorso didattico che ogni anno coinvolge migliaia di studenti degli Istituti Alberghieri italiani ed europei, ha visto anche quest'anno la partecipazione di numerosi talenti lucani, con risultati che confermano l’alto livello della formazione gastronomica in Basilicata. In particolare, l’Istituto Alberghiero di Potenza e altre scuole lucane hanno portato a casa ottimi risultati, dimostrando che anche il Sud Italia è un punto di riferimento per l’educazione gastronomica.La finale internazionale a Parma, che si terrà il 6 maggio 2026 all’Auditorium Paganini, sarà il palcoscenico dove gli studenti selezionati da tutta Italia e dall'Europa si sfideranno per dimostrare le proprie competenze nelle sei filiere d’eccellenza agroalimentari italiane. Tra questi, anche le scuole lucane avranno l'opportunità di far conoscere il valore e la qualità della formazione gastronomica della regione.Il concorso, che ogni anno coinvolge ol-
tre 35.000 studenti, ha visto i giovani talenti lucani brillare in questa decima edizione, riuscendo a ottenere il pass per la finalissima grazie alle loro competenze in enogastronomia, sala, e pasticceria. L’entusiasmo per il risultato è palpabile: «È una grande soddisfazione vedere che il nostro impegno e la nostra passione per la gastronomia vengano riconosciuti anche a livello nazionale e internazionale. Siamo pronti per la sfida di Parma!», dichiarano i rappresentanti lucani. Le scuole lucane hanno avuto l'opportunità di partecipare a masterclass tenute da esperti come ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana e la Federazione Italiana Cuochi (F.I.C.), arricchendo ulteriormente la formazione dei partecipanti.La scelta di Parma come sede della finalissima, città riconosciuta Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, rappresenta un’opportunità unica per gli studenti lucani di approfondire le filiere agroalimentari che rendono fa-
moso il Made in Italy: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, pomodoro, pasta e altri prodotti di eccellenza.«Abbiamo visto i ragazzi lavorare con passione e dedizione durante la competizione», affermano i docenti lucani. «Questo tipo di eventi è fondamentale per il loro sviluppo professionale, perché permette loro di confrontarsi con le sfide
del mondo reale della gastronomia.»In palio per le classi vincitrici, oltre al viaggio premio in Grecia, c’è una giornata di alta formazione presso ALMA, che rappresenta una rara opportunità per gli studenti di fare un’esperienza diretta in una delle scuole più prestigiose nel settore gastronomico a livello internazionale.


A Maratea, dopo i lavori di messa in sicurezza, la strada è riaperta con restrizioni orarie: chiusa nelle ore notturne
Dopo giorni di timori e incertezze, la statale 18, nel tratto di Castrocucco a Maratea, è stata finalmente riaperta al traffico giovedì pomeriggio, segnando una svolta positiva per la circolazione in un'area che, per una settimana, aveva vissuto il rischio di nuove difficoltà.
I lavori di messa in sicurezza del costone franato tre anni e mezzo fa sono andati avanti senza intoppi grazie all'intervento dei rocciatori, che hanno monitorato e lavorato incessantemente per garantire la sicurezza del tratto stradale.Il pericolo era stato evidenziato dalla rete di sensori installata lungo il
costone roccioso, che aveva registrato uno spostamento di due centimetri, un segnale che aveva allarmato le autorità locali.
Tuttavia, dopo la sostituzione di uno dei rilevatori e a seguito di una serie di verifiche tecniche, si è potuto concludere che, nonostante le abbondanti piogge degli ultimi giorni, la montagna non stava subendo movimenti significativi.
Il sindaco di Maratea, Cesare Albanese, ha definito la riapertura della strada "una bella notizia" per la comunità, che da settimane viveva con il timore di un nuovo blocco della viabilità, in particolare in vista del lungo weekend
pasquale. Nonostante il ripristino della circolazione, però, permangono alcune limitazioni: il transito è consentito solo dalle 7 del mattino alle 22, mentre di notte la strada resta chiusa per garantire la sicurezza degli utenti. La riapertura del tratto, che rappresenta una delle principali arterie di collegamento della zona, è un segnale di speranza per i residenti e per il settore turistico, che potrà così evitare disagi durante una delle stagioni di punta. Resta però l'attenzione alta sul monitoraggio costante della zona, per prevenire eventuali nuovi rischi legati alla fragilità del costone montuoso.

L'Associazione che unisce la Val d'Agri e imprenditori da tutta Italia per il futuro della
Con l’insediamento del Presidente Faustin-Archange Touadéra quale primo Capo di Stato della Settima Repubblica, la Repubblica Centrafricana inaugura una fase decisiva del proprio percorso di consolidamento istituzionale e rilancio strategico. L’evento, carico di valore simbolico e politico, sancisce non solo una continuità democratica rafforzata dal mandato popolare del dicembre 2025, ma soprattutto l’avvio di una trasformazione strutturale orientata alla stabilità, alla sovranità e allo sviluppo sostenibile. La nuova architettura istituzionale, fondata sulla Costituzione del 30 agosto 2023, mira a superare definitivamente i cicli di instabilità, promuovendo uno Stato più solido, inclusivo ed efficiente. In questo quadro, le priorità del settennato 2026–2032 delineano un’agenda ambiziosa: sicurezza, stato di diritto, buona governance, sviluppo economico, modernizzazione amministrativa e valorizzazione del capitale umano. È proprio all’interno di questa visione sistemica che si inserisce il ruolo sempre più centrale di IRHAfrica, attore strategico nel rafforzamento delle dinamiche di crescita del Paese. Più che un semplice facilitatore, IRHAfrica si configura come un vero e proprio catalizzatore di sviluppo, capace di tradurre le priorità istitu-

zionali in opportunità concrete di cooperazione e investimento. Attraverso un approccio strutturato e multilivello, IRHAfrica opera per costruire connessioni efficaci tra Europa e Africa, favorendo
una cooperazione istituzionale bilaterale solida e duratura. La sua azione si distingue per la capacità di attrarre investimenti esteri diretti, orientandoli verso settori strategici ad alto impatto socio-
economico, in linea con le esigenze del territorio centrafricano. In particolare, IRHAfrica contribuisce attivamente alla progettazione e implementazione di iniziative che rafforzano le infrastrutture, sostengono l’imprenditorialità locale e promuovono modelli di sviluppo inclusivi e resilienti. La piattaforma si pone così come ponte operativo tra istituzioni, imprese e territori, favorendo sinergie in grado di accelerare il processo di trasformazione nazionale. Nel contesto della Settima Repubblica, caratterizzato da una rinnovata legittimità politica e da una visione chiara di sviluppo, il contributo di IRHAfrica assume un valore ancora più strategico. Esso si allinea pienamente con l’obiettivo di posizionare la Repubblica Centrafricana come attore credibile nel panorama internazionale, sostenendo un percorso di crescita fondato su trasparenza, innovazione e cooperazione. In una fase storica in cui la stabilità interna si intreccia con la necessità di apertura globale, IRHAfrica rappresenta dunque una leva fondamentale per accompagnare il Paese verso una nuova stagione di prosperità condivisa, consolidando ponti operativi e generando valore concreto per le comunità locali
MATERA. Grande soddisfazione è stata espressa dal Consigliere Comunale Augusto Toto a seguito dell’approvazione in Consiglio della mozione, da lui presentata e condivisa dal collega Domenico Sciavo, riguardante l’istituzione di una Zona a Traffico Limitato dedicata esclusivamente ai bus turistici nel centro abitato di Matera.
Il provvedimento, che impegna il Sindaco e la Giunta ad attivare con celerità le procedure necessarie, nasce dall’esigenza improrogabile di gestire i flussi turistici che, nel 2025, hanno registrato record storici con una crescita del +9,7% rispetto al 2019, superando la soglia dei 2,83 milioni di presenze a livello regionale.
«L'approvazione di questa mozione rappresenta una vittoria per la vivibilità della nostra città e per la tutela del nostro patrimo-

nio artistico e culturale» dichiara il Consigliere Augusto Toto. «Matera non è solo una vetrina internazionale, ma una città viva che deve garantire il giusto equilibrio tra l’accoglienza dei visitatori e la qualità della vita dei
propri residenti. La congestione del traffico e l’inquinamento causati dal transito indiscriminato dei grandi autobus non erano più sostenibili».
L’iniziativa si inserisce in un momento cruciale per la città dei Sassi: con l'im-
minente nomina di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per il 2026, si prevede un ulteriore incremento di visitatori. L'istituzione della Ztl Bus Turistici, ai sensi dell'art. 7 del Codice della Strada, permette-
rà al Comune di disciplinare gli accessi, ridurre le emissioni inquinanti e, potenzialmente, subordinare l'ingresso a una tariffazione che possa essere reinvestita nel miglioramento dei servizi turistici. «Non vogliamo chiudere le porte al turismo, ma governarlo con intelligenza» conclude Toto. «Dopo i successi del 2019 e il consolidamento del 2025, dobbiamo farci trovare pronti per la sfida del 2026. Una gestione strutturata della mobilità pesante è l'unico modo per garantire ai turisti un'esperienza di visita eccellente e ai cittadini una Matera più ordinata e sicura». L'impegno ora passa agli uffici competenti affinché la Ztl diventi operativa nel minor tempo possibile, dotando finalmente Matera di uno strumento di pianificazione moderna al pari delle grandi città d'arte europee.
Vizziello e Schiavo accusano Casino di attacchi personali contro Toto, il consigliere replica: «Solo fatti, non offese»
MATERA . È scontro politico a Matera sul tema dei vitalizi, tra accuse di attacchi personali e repliche altrettanto dure sul piano politico. Al centro del confronto la mozione presentata dal consigliere Augusto Toto, finita nel mirino del consigliere Nicola Casino e difesa da Basilicata Casa Comune, con il consigliere regionale Giovanni Vizziello e il consigliere comunale Domenico Schiavo.Basilicata Casa Comune esprime «disappunto per l’inaccettabile attacco sul piano personale» rivolto, secondo quanto si legge nella nota, da Casino nei confronti di Toto, accusato di aver preferito «buttarla in caciara» anziché affrontare il merito della proposta sui vitalizi. Un comportamento che, sempre secondo Vizziello e Schiavo, avrebbe distolto il dibattito dal contenuto della mozione, spostandolo su un terreno personale.«Invece di discutere con onestà intellettuale il merito del provvedimento, il consigliere Casino ha preferito inveire contro Toto», sostengono i rappresentanti di Basilicata Casa Comune, ricordando come il movimento abbia da tempo assunto una posizione netta contro i vitalizi. «Non solo abbiamo votato contro, ma abbiamo anche dichiarato pubblicamente di avervi rinunciato senza attendere il termine previsto», sot-

tolineano, rivendicando coerenza tra le scelte politiche e i comportamenti personali.Nel mirino anche l’atteggiamento del presidente del Consiglio comunale, ritenuto responsabile di aver consentito un confronto degenerato in attacchi personali, e la posizione del consigliere Grieco, la cui astensione viene definita «incomprensibile», anche alla luce della sua firma alla mozione.Basilicata Casa Comune parla inoltre di un tentativo di distogliere l’attenzione dal tema centrale, attribuendolo a una strategia politica più ampia, legata al centrodestra regionale, accusato di voler evitare il confronto su una legge che «oltraggia la digni-
tà dei lucani» in una fase di difficoltà sociale.Alle accuse replica lo stesso Nicola Casino, che respinge ogni addebito e ribalta la ricostruzione. «Nessun attacco personale è stato rivolto al consigliere Toto», chiarisce, sostenendo di essersi limitato a richiamare «elementi oggettivi, pubblici e verificabili» relativi al percorso politico del collega. «Non opinioni, ma fatti», precisa, rivendicando la legittimità di un confronto basato su dati concreti.Secondo Casino, sarebbe stato invece Toto a sottrarsi al confronto nel merito, ricorrendo a «attacchi personali e familiari» e a espressioni «fuori luogo» come il riferimento al cosiddetto
«partito famiglia». Un passaggio che, a suo giudizio, evidenzierebbe una «concezione distorta del confronto democratico».Il nodo politico, per Casino, resta però un altro: «una evidente e profonda incoerenza» del consigliere Toto sul tema dei vitalizi. Il consigliere sottolinea come Toto non sia «un osservatore esterno», ma una figura inserita da tempo nelle dinamiche politico-istituzionali, con rapporti consolidati anche a livello regionale. Da qui la domanda: quali risultati concreti sarebbero stati ottenuti quando vi era la possibilità di incidere realmente sulla materia?La mozione presentata in Consiglio comunale, secondo Casino, non avrebbe infatti la capacità di produrre effetti su una competenza regionale, configurandosi piuttosto come un’iniziativa di visibilità politica. «Si tratta di una battaglia autentica o di un tentativo di riposizionamento?», si chiede, mettendo in dubbio le reali finalità dell’azione.Il confronto resta dunque aperto, tra accuse incrociate e letture opposte della vicenda, mentre Basilicata Casa Comune annuncia l’intenzione di rilanciare il tema dei vitalizi anche in sinergia con il movimento referendario, ribadendo l’impegno per una politica «fatta di contenuti, trasparenza e rispetto».
Voto unanime in Consiglio comunale a Matera sulle misure illustrate da Fortunato Martoccia: «Aiuti per i nuclei in difficoltà»
MATERA. Il Consiglio comunale di Matera ha approvato all’unanimità due mozioni destinate a incidere in modo diretto sulle condizioni economiche delle famiglie più fragili: il Bonus Tari e il Bonus Affitti. Un risultato politico rilevante, maturato con il voto favorevole sia della maggioranza che dell’opposizione, che segna un passaggio significativo nella capacità delle istituzioni di convergere su temi sociali prioritari.
Le misure, illustrate e sostenute dal consigliere comunale Fortunato Martoccia insieme al consigliere Nicola Casino, rappresentano una risposta concreta alle difficoltà economiche che negli ultimi anni hanno colpito un numero crescente di nuclei familiari, alle prese con l’aumento del costo della vita e con una pressione sempre più forte sul-

le spese domestiche. Nel dettaglio, la mozione relativa al Bonus Tari mira ad alleggerire il peso della tassa sui rifiuti per
le famiglie in condizioni di fragilità economica, introducendo criteri di maggiore equità e garantendo un accesso più sostenibi-
le ai servizi essenziali. Un intervento che punta a incidere su una voce di spesa obbligatoria, spesso percepita come particolarmente gravosa nei bilanci familiari.Parallelamente, la mozione sul Bonus Affitti introduce un sostegno concreto per aiutare le famiglie a far fronte ai costi legati alla casa, che rappresentano una delle componenti più rilevanti e onerose della spesa quotidiana. L’obiettivo è offrire un aiuto immediato a chi si trova in difficoltà nel sostenere il pagamento dei canoni, contribuendo a ridurre situazioni di disagio abitativo.L’approvazione unanime delle due mozioni assume anche un valore politico e istituzionale. Il voto compatto dell’aula evidenzia come, di fronte a esigenze sociali diffuse, sia possibile superare le divisioni e costruire un’azione condivisa nel-
l’interesse della comunità. Un segnale che rafforza il ruolo del Consiglio come luogo di sintesi e di risposta concreta ai bisogni del territorio. Per Martoccia si tratta di un risultato che rappresenta «una vera boccata di ossigeno per le famiglie più bisognose», ma anche di un primo passo all’interno di un percorso più ampio. L’impegno dell’Amministrazione, infatti, è quello di proseguire lungo questa direzione, individuando ulteriori strumenti di sostegno e rafforzando le politiche di inclusione sociale.
Le due mozioni si inseriscono così in una strategia orientata a costruire una comunità più equa e solidale, capace di rispondere in modo efficace alle difficoltà economiche e di garantire maggiore tutela ai cittadini più vulnerabili, senza lasciare indietro nessuno.
Sei associazioni di categoria contestano l’incremento dell’imposta: «Così si spinge Matera verso il turismo giornaliero»
MATERA. Cna, Confapi, Confcommercio, Consorzio albergatori Matera, Associazione B&B Matera e Confindustria Basilicata esprimono un netto dissenso rispetto alle recenti dichiarazioni del sindaco su un possibile aumento dell’imposta di soggiorno e prendono formalmente le distanze da un presunto via libera al provvedimento. Le sei sigle, che rappresentano in maniera trasversale il comparto economico e ricettivo della città, chiariscono come un’eventuale revisione dell’imposta avrebbe potuto essere presa in considerazione solo a valle dell’introduzione della tassa di ingresso e dopo almeno un anno di sperimentazione. Anticipare i tempi, in una fase già complessa, viene ritenuto un errore di impostazione.«In un frangente storico estremamente delicato, colpire il comparto appare una scelta strategica fallace», evidenziano, richiamando una congiuntura segnata dalla contrazione del turismo internazionale, anche a causa della cancellazione di rotte aeree, e dall’aumento dei costi energetici e dei carburanti. Un contesto che incide direttamente sulla capacità attrattiva della destinazione e sulla sostenibilità economica delle impre-
se.Le associazioni sottolineano come l’imposta di soggiorno abbia un’incidenza sul costo complessivo dell’esperienza turistica e non soltanto sul prezzo della singola camera. Un incremento della pressione fiscale rischierebbe quindi di penalizzare la competitività della città, incidendo sulle scelte dei visitatori e riducendo la permanenza media.Secondo le sigle, la misura si porrebbe inoltre in totale controtendenza rispetto agli obiettivi condivisi con l’Amministrazione, orientati ad allungare la durata dei soggiorni e a consolidare un modello di sviluppo turistico più stabile e qualificato. Il rischio concreto, viene evidenziato, è quello di favorire un turismo giornaliero, con ricadute negative sull’intero sistema dell’accoglienza e sul tessuto economico locale.Accanto alla contrarietà sull’imposta, le associazioni rilanciano una serie di proposte già avanzate nel tavolo tecnico, a partire dalla richiesta di maggiore trasparenza e condivisione nella programmazione. In particolare, viene sollecitata la possibilità di visionare in anticipo la bozza del bando eventi e di partecipare alla definizione dei criteri di assegnazione delle ri-

sorse, così da garantire scelte più coerenti con le esigenze del territorio.Viene inoltre proposta una rimodulazione degli investimenti, con un potenziamento delle luminarie natalizie nei Rioni Sassi e una revisione delle spese previste per la notte di Capodanno, oltre allo stanziamento di fondi dedicati alla promozione della Festa della Bruna su scala nazionale e internazionale.Tra le priorità indicate anche il miglioramento dei servizi urbani, con interventi su bagni pubblici, pulizia dei cestini e mobilità nei Sassi, inclusa l’introduzione di corse gratuite per le navette. Sul piano logistico, le sigle chiedono l’eliminazione dell’area camper di Lanera, ritenuta priva dei requisiti necessari.Viene inoltre ribadita la necessità di attivare una
convenzione con l’Agenzia delle Entrate per il pagamento dell’imposta tramite modello F24, così da consentire alle imprese di utilizzare i crediti fiscali in compensazione e migliorare la gestione finanziaria.Non manca, infine, una critica alla gestione comunicativa dell’inaugurazione di Matera 2026. «Eventi di grande valore che non hanno beneficiato di una copertura nazionale adeguata», sottolineano, evidenziando un’occasione mancata in termini di promozione.Le associazioni restano in attesa di aggiornamenti sull’elaborazione del Piano strategico del turismo, auspicando un confronto strutturato e continuo con l’Amministrazione per affrontare le criticità e definire una visione condivisa di sviluppo.

Ticchio, Presidente dei Lucani in Svizzera: «Siamo stati traditi dalle Istituzioni. Chiediamo rispetto e giustizia»
D I G I US E P P E TI C C HI O *
Con la prima L.R. 20 del 17 luglio 1973, è iniziato il lungo e concreto cammino dei Lucani nel Mondo, idea lungimirante ispirata al primo e mitico Presidente della Regione Basilicata, Vincenzo Verrastro. Dalla sua nobile capacità di uomo delle Istituzioni e padre del popolo lucano, dentro e fuori i confini, ci ha sempre insegnato quanto segue: «Essere Lucani significa portare con orgoglio una storia antica, una cultura autentica e supportare le tradizioni che meritano di essere custodite e, di conseguenza, tramandate alle nuove generazioni. Il Presidente Verrastro ricordava sempre a tutti noi che il dovere di Lucano non è disperdere la nostra identità, ma incentivarla come se fosse la nostra dimora. Bisogna ricordarci da dove veniamo, chi siamo e come desideriamo continuare a coltivare questo senso d’appartenenza, che, come Popolo Lucano, ci ha sempre contraddistinto ovunque abbiamo messo le radici». Oggi, però, da quel profondo pensiero del Presidente Verrastro, arricchito da tanta saggezza senza precedenti, siamo lontani anni luce. Oggi, l’egoismo e il personalismo si sono impossessati di un futuro privo di prospettive. Altrimenti non si capisce perché gli attuali detentori di responsabilità pro tempore a livello di Istituzioni regionali abbiano potuto stilare un mostro di Legge diretta ai Lucani nel Mondo, qual è la L.R.11/2025, creando tutti i presupposti per decretare così la morte celebrale dei Lucani nel Mondo. Altro che interventi a nostro favore. Il termine più appropriato è dire “contro Lucani nel Mondo”. Per far sì che tutto ciò fin qui scritto sia ampiamente trasparente e abbia un riscontro concreto nelle persone che leggono, riporto quanto segue: 1) Intanto questa non è: non può essere la legge dei Lucani nel Mondo, ma è una legge cucita su misura per l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale con l’ampio avvallo del Presidente Vito Bardi. Il Presidente Verrastro non avrebbe mai permesso questo scempio, avrebbe stroncato tutto sul nascere. 2) La presente tesi è avvallata dal fatto che, nella citata legge, l’Esecutivo della CRLM dalla nascita è stata sempre costituita dai rappresentanti dei Lucani nel Mondo; ora, invece, è composta da cinque consiglieri regionali costituendo, di fatto, un doppione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. 3) È stato tagliato il Forum dei Giovani, la-

sciando solo sei giovani in rappresentanza dell’Europa, America del Nord, America del Sud, Africa, Oceanica e Italia. A seguire, non si capisce come si devono nominare questi giovani rappresentanti. 4) È stata tagliata la figura del rappresentante di Federazione all’interno del direttivo della Commissione regionale dei Lucani nel Mondo. 5) Sono stati tagliati gli “Sportelli Basilicata” presso le Federazioni e Associazioni all’Estero. 6) Si sono inventati il limite di mandato per i componenti della CRLM, nonostante la volontà degli stessi di mettersi al servizio delle nostre comunità. Tanto è vero che, né nello Statuto della Regione Basilicata, tantomeno nella Costituzione della Repubblica Italiano, esiste traccia di questi limiti. Se questi limiti fossero menzionati, i primi a vedersi applicata la presente norma sarebbero proprio i Consiglieri Regionali e i Parlamentari, che ne subirebbero le conseguenze dirette. Visto, però, che nessuna norma lo vieta, in tanti hanno trasformato le cariche istituzionali in una professione a vita natural durante. Pertanto, se questi limiti non esistono per loro, non si capisce perché queste norme debbano essere applicate a noi volontari al servizio dei nostri corregionali a costo zero. In questa scellerata legge, esistono tutti i presupposti d’incostituzionalità. Spero che gli esperti verificheranno questo aspetto per rimandare al mittente la presente legge. A seguire: non si capisce perché il Consiglio regionale si è accanito contro i Lucani nel Mondo che di fatto, però, si è accanito maggiormente contro il futuro della Regione Basilicata. Lo strisciante e conti-
nuo spopolamento è una realtà sotto gli occhi di tutti. 7) La scelleratezza della L.R. 11/2025 raggiunge il massimo dell’indecenza nell’impianto del contenuto dell’Art. 13 della legge in oggetto: “Modalità di Iscrizione all’Albo Regionale” – Primo Paragrafo: Per ottenere iscrizione e conferma dell’iscrizione all’Albo regionale, le Associazioni e le loro Federazioni devono inoltrare domanda al Presidente del Consiglio regionale, corredata della copia dello Statuto e l’elenco nominativo degli iscritti comprensivo, per ciascuno, dei dati anagrafici, del curriculum personale e professionale e delle informazioni di contatto, pena la mancata iscrizione. Questi signori consiglieri regionali si sono bevuti i cervelli. Quando si dice che una legge è fatta con i piedi, questa si presta proprio a pennello. Questi legislatori si sono allontanati anni luce dalla realtà. Già oggi senza l’interpretazione del primo paragrafo dell’Art. 13, per certi versi è un’impresa attirare l’attenzione dei nostri corregionali ad essere parte integrante di un’Associazione, ovunque essa è costituita.
Prendo come esempio il pensiero del Presidente Vincenzo Verrastro, che parlò all’inizio di questo comunicato sul contenuto di non disperdere le nostre radici. Se il dirigente di Associazioni, avvicinandosi a un corregionale, gli chiede di iscriversi all’ Associazione, per prima cosa gli chiede di preparare un proprio Curriculum, presupposto imprescindibile per far parte di dell’Associazione, perché lo richiede la legge regionale.
Con quale criterio questi legislatori possono scendere così in bas-
so e fare proposte indecenti e di basso livello etico e culturale? In questo modo, il legislatore impone di equiparare l’appartenenza di un socio a un’associazione. Il legislatore non si rende conto che, con le presente assurde richieste, non solo decretano la morte dell’associazionismo lucano nel mondo, ma decretano la morte dell’unica industria che in tutti questi anni non è andata mai in crisi e a costo zero. Sull’illustrazione fin qui fatta, mi rivolgo al Presidente Vito Bardi per ricordargli che non ha mosso un dito per evitare questo scempio di legge e altro ancora che ci riguarda come Lucani nel Mondo. Pertanto, caro Presidente purtroppo si è fatto sfuggire di mano il controllo della situazione. A questo punto, è opportuno riprendere il pieno il controllo della situazione. Al Presidente Marcello Pittella ricordo che, il 19 dicembre 2024, in una riunione da remoto come CRLM abbiamo approvato il Piano annuale e triennale della CRLM. La riunione da remoto si è ripetuta il 15 dicembre 2025. Purtroppo, a oggi, 03 aprile 2026, non siete stati ancora in grado di approvare in Consiglio regionale né il Piano del 2024 e tantomeno il Piano del 2025. Quanto dobbiamo aspettare ancora? Presidente Vito Bardi, a conclusione di questo comunicato scritto con il cuore da un Lucano DOC in rappresentanza di tanti altri Lucani nel Mondo, non posso fare a meno di evidenziare un paragone tra lei e il Presidente Vincenzo Verrastro. Quest’ultimo si preoccupava dei Lucani dentro e fuori i confini e tutti abbiamo vissuto il boom economico nella nostra Basilicata, la parola spopolamento non esisteva; mentre con Lei, Presidente Vito Bardi, lo spopolamento è diventato fuori controllo. Non occupandosi dei residenti, li ha impoveriti molto di più rispetto alle loro aspettative. Trattamento peggiore è stato riservato a noi Lucani nel Mondo, che non prendendo posizione per lo scempio che si è consumato in Consiglio regionale, hai permesso di votare la scellerata L.R.11/2025. Di fatto, facendo fallire l’unica industria sana della Basilicata, quale siamo noi Lucani nel Mondo, dove non vi abbiamo mai chiesto niente, se non il dovuto rispetto. Lei, invece, in cambio ha permesso di decretare il funerale dei Lucani nel Mondo. Presidente Vito Bardi si passi la mano sulla propria coscienza e tiri le sue conclusioni, ricordandosi che esistiamo anche noi Lucani nel Mondo
Tra serrande abbassate e presenze che resistono, il cuore della città interroga cittadini e istituzioni su un futuro che non può più essere rimandato

Siamo alla vigilia di un tempo che, per tradizione e coscienza collettiva, richiama la rinascita, il passaggio, la trasformazione. Un tempo che invita a guardare oltre la superficie delle cose per coglierne il senso più profondo. Eppure, mentre tutto intorno si prepara simbolicamente a rinascere, c’è un luogo della nostra città che sembra sospeso, trattenuto, quasi dimenticato.
IL CENTRO STORICO
Il Centro Storico non è solo uno spazio urbano. È memoria, identità, stratificazione di vite, di relazioni, di economie. È ciò che resta quando tutto cambia e, allo stesso tempo, ciò che dovrebbe guidare il cambiamento. E invece oggi appare come un organismo affaticato, che respira a fatica, dove il silenzio non è contemplazione ma assenza.
IL RUMORE
CHE MANCA
Chi lo attraversa lo percepisce immediatamente. Non servono analisi sofisticate o dati complessi: basta camminare. Serrande abbassate, passi radi, sguardi che non si incrociano. Il suono prevalente è quello dei propri passi. E quando una città smette di fare rumore nel suo cuore, non è mai un buon segno. Eppure, dentro questo silenzio, c’è chi resiste.
I COMMERCIANTI:
RESISTENZA SENZA RETORICA
I commercianti del Centro Storico oggi sono in trincea. Non è una metafora esagerata, è una fotografia fedele. Resistono alla contrazione dei flussi, alla trasformazione delle abitudini, alla concorrenza dei grandi poli commerciali, all’inerzia di una città che sembra aver accettato una lenta deriva. Resistono senza retorica, spesso senza sostegno, quasi sempre

senza riconoscimento.
Aprire ogni giorno una saracinesca, in queste condizioni, non è solo un gesto economico. È un atto di fiducia. È una dichiarazione silenziosa: «Io ci sono ancora». Sono presidi, più che attività. Sono volti, prima che insegne.
IL VERO NEMICO:
LA RASSEGNAZIONE
Ma la verità, quella che non possiamo permetterci di aggirare, è che non basta la resistenza individuale a invertire una tendenza collettiva. E qui emerge il nodo più profondo: la rassegnazione. La città, nel suo complesso, appare stanca. Pigra, a tratti. Non in senso offensivo, ma in quello più pericoloso: l’abitudine a pensare che tanto non cambierà nulla. È una resa silenziosa. Una rinuncia preventiva. Ed è qui che si perde davvero.Dove la vita resiste davveroNei quartieri dormitorio, paradossalmente, qualcosa si muove. Non per effetto di grandi strategie, ma grazie alla presenza viva delle parrocchie. Lì si creano occasioni, si costruiscono relazioni, si genera comunità. Non è solo una questione religiosa. È una questione di presenza umana. Dove qualcuno chiama, accoglie, organizza, la vita torna a circolare. Il Centro Storico, invece, soffre proprio
questo: non solo meno persone, ma meno relazioni.
NON È NOSTALGIA, È
TRASFORMAZIONE
Non è un problema semplice, e sarebbe disonesto ridurlo a slogan. Le cause sono molteplici: trasformazioni economiche, cambiamenti nei consumi, scelte urbanistiche, politiche pubbliche non sempre efficaci, spesso intermittenti o poco incisive nel tempo, ed evoluzioni sociali profonde. Ma riconoscere la complessità non deve diventare un alibi. La domanda non è se il Centro Storico tornerà com’era. La risposta è: no. La vera domanda è: può diventare qualcosa di nuovo senza perdere la sua anima?
LA SCELTA
INTERIORE
PRIMA DI TUTTO
La risposta è sì. Ma non è automatica. Ogni trasformazione autentica nasce da una decisione interiore prima ancora che da un progetto esterno. Una comunità cambia quando cambia lo sguardo delle persone. Il rischio più grande oggi non è la crisi del Centro Storico. È abituarsi alla sua assenza. Quando il vuoto diventa normale, la perdita è culturale, prima ancora che economica.
IL VALORE
DI CHI RESTA
Chi oggi resiste lo ha capito. Ha capito che arrendersi significa contribuire al vuoto. E allora resta. Tiene aperto. Accende una luce. Accoglie chi passa, anche se sono pochi. È un gesto semplice. Ma, oggi, è rivoluzionario. Questa energia va riconosciuta. Va sostenuta. Va moltiplicata. E qui si misura anche la capacità delle istituzioni di non limitarsi ad osservare, ma di accompagnare, facilitare, rendere possibile ciò che oggi è lasciato quasi esclusivamente alla buona volontà dei singoli.
DALLA LAMENTELA ALLA RESPONSABILITÀ
La rinascita non sarà un miracolo. Sarà una convergenza: istituzioni che assumono decisioni coraggiose e continue, operatori economici che innovano senza perdere identità, cittadini che tornano a vivere il Centro Storico non come luogo di passaggio ma come spazio di appartenenza. Ma soprattutto sarà un cambio di postura: dal lamentarsi a costruire, dal delegare al partecipare, dal subire al generare. Non è facile. Ma è possibile.
IL SILENZIO
COME PUNTO
DI PARTENZA
La vera rinascita non è un evento improvviso. È la capacità di trasformare una fase di difficoltà in un punto di partenza. Se guardiamo il Centro Storico con questo sguardo, il silenzio non è solo un segno di fine. Può diventare uno spazio da cui ripartire. Ma solo se qualcuno decide di farlo.
LA RINASCITA È UNA DECISIONE Non esiste un momento perfetto. Non esistono condizioni ideali. Esiste solo una scelta. Il Centro Storico oggi non ha bisogno di essere raccontato come vittima. Ha bisogno di essere riconosciuto come campo di possibilità. Chi resiste lo ha già capito. Chi osserva, deve decidere. Perché la verità è semplice, e non lascia scampo: le città non muoiono quando si svuotano. Muoiono quando le persone smettono di abitarle, prima ancora che di viverle. E allora il punto non è aspettare che qualcosa cambi. Il punto è decidere di esserci. Adesso. Perché ogni luce accesa, ogni porta aperta, ogni presenza scelta… è già, in sé, un atto di rinascita. E questa non arriva per calendario, non segue le ricorrenze, non si annuncia. Accade solo quando qualcuno smette di aspettarla e decide di diventarla.
come evolvono le idee e le convinzioni nel tempo
DI FABRIZIO QUARATINO
Essere ovunque, ma da nessuna parte. Non è uno slogan, è una condizione. È questa la nuova forma del vuoto che attraversa il nostro tempo. Non è il silenzio a fare paura. Non è nemmeno la solitudine. La vera inquietudine nasce da una condizione più sottile e disarmante: essere costantemente circondati da presenze, connessioni, stimoli… e sentirsi comunque soli. È una solitudine diversa da quella di un tempo. Non è isolamento. Non è assenza. È sovrapposizione senza profondità. È relazione senza radicamento. È essere ovunque, senza essere davvero da nessuna parte.

po che stiamo perdendo. Non quello delle ore, ma quello dell’esperienza. Mangiamo senza assaporare. Ascoltiamo senza sentire. Guardiamo senza vedere. Siamo sempre un passo oltre il momento che viviamo. Sempre altrove.
E quando non si abita il presente, si perde il senso delle cose. Anche di quelle più importanti.
IL RUMORE INTERIORE
CHE CRESCE
L’ILLUSIONE DELLA CONNESSIONE CONTINUA
Viviamo immersi in un flusso costante. Messaggi, notifiche, aggiornamenti, contenuti. Ogni momento è riempito. Ogni attesa è colmata. Ogni vuoto è immediatamente occupato. Ma riempire non significa nutrire. Più aumentano le connessioni, più si assottiglia la qualità della relazione. Più siamo raggiungibili, meno siamo presenti. Non è un problema tecnologi- co. È un problema umano.Il tempo che non abitiamo piùC’è un tem-
Nel tentativo di non fermarci mai, accumuliamo qualcosa che non si vede subito: rumore interiore. Pensieri non elaborati. Emozioni sospese. Parole non dette. Tutto resta in sottofondo, mentre continuiamo a scorrere, fare, reagire. Ma ciò che non viene ascoltato, prima o poi, chiede spazio. E quando lo fa, spesso lo fa in modo disordinato. Arrivano allora irrequietezza, stanchezza senza motivo, sensazione di essere fuori asse.
LA PAURA
DEL CONTATTO VERO
Non stiamo solo perdendo tempo. Stiamo perdendo il coraggio del contatto autentico. Il contatto vero espone. Richiede presenza. Richiede ascolto. Richiede anche il rischio di non essere capiti. Molto più semplice restare in superficie. Molto più comodo comunicare senza esporsi davvero. Ma senza
profondità, la relazione diventa consumo. E ciò che si consuma, prima o poi, si esaurisce.
IL VALORE DIMENTICATO DELLA PRESENZA
Essere presenti è diventato raro. E proprio per questo è un atto potente. Essere presenti significa:• ascoltare senza interrompere• guardare senza distrarsi• restare senza scappareSignifica dire: “in questo momento io ci sono”. Sembra poco. In realtà è tutto. Perché è nella presenza che nascono le relazioni vere. È nella presenza che si costruisce fiducia. È nella presenza che si riconosce l’altro.
LA RESPONSABILITÀ PERSONALE
Non esiste una soluzione esterna. Non sarà la tecnologia a salvarci. Non sarà un cambiamento collettivo improvviso. La direzione cambia solo quando cambia la scelta individuale. Quando qualcuno decide di fermarsi, ascoltare, andare in profondità. È una scelta controcorrente. Ma è l’unica che restituisce senso.Ritrovare sé stessi per ritrovare gli altriNon si può costruire una relazione autentica con gli altri se si è disconnessi da sé stessi. La qualità del mondo esterno dipende da quella del mondo interiore. Se dentro c’è confusione, fuori c’è frammentazione. Se dentro c’è presenza, fuori nasce relazione. Non è teoria. È esperienza.
UN NUOVO MODO

DI STARE AL MONDO
Forse non serve fare di più. Serve fare diversamente.Meno quantità. Più qualità.Meno velocità. Più intenzione.Meno esposizione. Più autenticità.Non è un ritorno al passato. È un avanzamento consapevole.
TORNARE AD ESSERCI DAVVERO
C’è una verità semplice, ma radicale: non siamo stanchi per ciò che facciamo. Siamo stanchi per come lo viviamo. La domanda allora non è quante cose riempiamo nella giornata. È quante viviamo davvero. Perché non resteranno i messaggi inviati, né le notifiche ricevute, né la sensazione di essere sempre connessi. Resteranno gli sguardi sostenuti, le parole ascoltate fino in fondo, i momenti abitati completamente. Resterà ciò in cui siamo stati davvero presenti. E da qui bisogna ripartire. Non da un cambiamento enorme. Ma da una scelta precisa: tornare ad esserci. Davvero.
In corso le riprese del documentario «Uno si distrae al bivio», omaggio a Rocco Scotellaro e racconto corale del Sud come spazio vivo di cultura
Continuano le attività di produzione di Uno si distrae al bivio, il film documentario scritto e diretto da Alessandra Lancellotti e prodotto da Caucaso in collaborazione con Fedelissimi. Il progetto segna il ritorno della regista lucana nella sua terra d’origine dopo Lucus a Lucendo. A proposito di Carlo Levi.Dedicato alla memoria di Rocco Scotellaro, Uno si distrae al bivio prende forma nei paesaggi che furono teatro della sua vicenda umana e politica. L’opera si presenta come un «western contadino cantato»: un’epica rurale che sostituisce ai codici della frontiera americana il canto, la fatica e i bivi esistenziali del mondo agricolo lucano. Ne emerge un racconto corale che coinvolge attori, maestranze e comunità locali, interrogando la vita e i valori contadini alla luce delle sfide contemporanee e proponendo il Sud non come margine nostalgico, ma come laboratorio culturale proiettato nel futuro.Le riprese in Basilicata si sono concentrate sulla primavera, stagione cruciale del calendario agricolo, quando i contadini affrontano le intemperie, innestano alberi da frutto e seguono la crescita del grano e degli altri cereali.La produzione era iniziata nell’estate 2025, con
l’intento di restituire idealmente il ciclo delle stagioni. Il film attraversa paesaggi collinari, querceti, masserie dei latifondisti e case coloniche legate alla Riforma agraria del 1950. I set coinvolgono i comuni di Oppido Lucano, Tricarico, Grassano, Irsina e Genzano, a cui si aggiunge il territorio industriale di Melfi, che rappresenta simbolicamente l’«altrove» del regno contadino.Tra i momenti più significativi delle ultime riprese spicca la performance di un gruppo di musicisti di cannette all’interno di uno jazzo, tipico cortile destinato al ricovero stagionale delle pecore. Le cannette, strumenti effimeri realizzati con materiali naturali e caratterizzati da una vita breve, sono tra gli elementi sonori centrali del film. A suonarle è il percussionista sperimentale Pino Basile, originario di Altamura e noto a livello internazionale, che per il progetto ha coinvolto musicisti del territorio. Accanto a lui, la voce del contadino cantore Antonio Guastamacchia, figura di riferimento del canto popolare lucano, che attraversa la narrazione come un filo conduttore.Il film è prodotto da Caucaso, cooperativa cinematografica con oltre vent’anni di attività e una forte vocazione per il cinema d’autore, insieme

alla lucana Fedelissimi, giovane realtà radicata nel territorio. Produzione e narrazione si intrecciano in modo organico: il film è scritto e girato prevalentemente in Lucania, nell’area dell’Alto Bradano, dove vive la comunità coinvolta. A questa dimensione si affianca una componente piemontese, che riflette drammaturgicamente l’«altrove industriale» legato alle migrazioni interne del Novecento.Il progetto è sostenuto da diverse istituzioni: la Lucana Film Commission accompagna lo sviluppo e la realizzazione, mentre la Film Commission Torino Piemonte supporta la produzione sul versante piemontese. Determinante anche il contributo del bando SIAE «Per Chi Crea», promosso insieme al Ministero della Cultura a favore dei giovani autori. A rafforzarne il percorso artistico si aggiunge infine la selezione nel programma di residenza Itineranze Doc, realtà nazionale dedicata allo sviluppo del documentario di creazione.


Continua il nostro percorso dialogico avviato nelle 131 agorà della nostra terra lucana. In questa seconda edizione lo facciamo attraverso una visione duale e della differenza (maschile-femminile). Il modello resta sempre quello socratico, di ricerca e di indagine “critica”, per un confronto e dialogo costruttivo sulle questioni e sui problemi, senza sopraffazioni e forme di dominio. La differenza esperita apre a percorsi di alterità e di rispetto delle diversità influenzando positivamente l’intero tessuto sociale. Nessuno “scimmiottamento”. Differenti identità per costruire qualcosa di buono nei luoghi dove si vive, “un mondo nuovo e migliore”, come direbbe Virginia Woolf.
DI MARIA DE CARLO*
Il mio motto è: libera e coraggiosa. Sono le parole di Anna Maria Riviello. È un piacere conversare con lei, che alle soglie degli 87 anni (prossimo 15 luglio) appare grintosa, energica e carica di entusiasmo e passione. Prima donna consigliera regionale della Basilicata dal 1980 al ’90 (per due legislature) incontrata recentemente allo Stabile durante una manifestazione del Comune di Potenza, a cura dell’assessora Pari opportunità, Angela Lavalle, dedicata agli 80 anni dal voto alle donne.
Anna Maria Riviello è una lucida pagina di storia vivente che affascina su quanto le donne italiane hanno fatto, a partire da quel lontano 10 marzo 1946. Lei, allora bambina, ha respirato quell’aria nuova divenendo poi essa stessa protagonista di battaglie per l’affermazione e la libertà delle donne secondo il principio dell’autodeterminazione. Il suo impegno attivo in politica, a partire dall’Unione Donne italiane e poi nelle file del Partito Comunista, le ha dato quella spinta per la battaglia, tra le tante, del divorzio nel 1974. “Ci siamo impegnate per cambiare la vita di tante donne –racconta - che erano com-

pletamente dipendenti dal marito”. Una vittoria che lei stessa ha esperito divorziando dal primo marito Mauro D’Elia, padre delle sue due figlie, Cecilia e Luisa, lasciando Bologna, dove sposata viveva da dieci anni, e rientrare a Potenza, dalla madre, con le sue bambine. Una separazione ragionata per incompatibilità e rimanendo negli anni, in buoni rapporti.
Anna Maria Riviello ha ricostruito e riprogettato la sua vita e si è impegnata per quelle di tante donne lucane.
Nel mandato da consigliera regionale, all’opposizione, contribuì al cambiamento paritario con due leggi: sul parto (assistenza del marito o compagno in sala parto) e l’altra sulla Commissione Pari opportunità, e nella voce una nota di dolcezza e ammirazione per l’operato della prima Presidente regionale Ester Scardaccione.
I ricordi di quegli anni si affollano nella mente della Riviello “di come venivamo osteggiate in Basilicata attraverso manifesti perché una parte politica temeva –spiega – che noi donne con il nostro attivismo dessimo ampio spazio alla sinistra”. Un potere il suo, esercitato in modo reale e non formale come la stessa Riviello si rilegge: “Ho cercato la libertà piuttosto che il comando. Mi sono introdotta in modo dolce senza rottu-
re violente ma ho seguito il mio percorso sempre nella libertà”.
Ma cosa è mancato e manca rispetto ai tempi delle donne del calibro di Nilde Iotti, Maria Federici, Lina Merlin, Giorgio La Pira e Palmiro Togliatti? “Pur avendo un orientamento politico diverso c’era rispetto, dialettica e dialogo, quello che manca oggi”. Una nota che ci interpella e pone interrogativi su un fare politica che forse andrebbe recuperato.
La vita personale di Anna Maria, nel frattempo, convola a nozze con l’architetto Luciano Mastroberti; intense poi le giornate divise tra l’insegnamento di Lettere in una scuola del capoluogo e il ruolo di mamma col figlio Pierfrancesco nato dal secondo matrimonio. A questo poi si aggiunge un continuo andirivieni dalla capitale in quanto eletta vicepresidente della Commissione nazionale Pari opportunità (dal 1990 al 2000).
Al termine del mandato Anna Maria Riviello si dedica ad una intensa attività da autrice, a partire dal saggio dedicato ad Antigone in cui si è sempre “identificata” attingendo dall’eroina quella vitalità per il coraggio della ribellione, “tranne che per il triste epilogo” come lei stessa afferma. “Ho vissuto sempre da donna ribelle – afferma -, con gli uomini ho avuto un rap-

porto di assoluta libertà e mai di subordinazione”.
E tra i tanti volumi un riferimento particolare al testo dal titolo “Ho imparato tre cose. Conversazioni con Giglia Tedesco” dove Anna Maria Riviello richiama nelle conversazioni con l’amica, vicepresidente del Senato (dal 1983 all’87) tre cose che sono un promemoria interessante per tutti: il “noi” ad indicare che “siamo insieme”; l’io, espressione di un’autocoscienza del sé, capace di mettersi in discussione e infine “guardare al futuro” per costruire le libertà. In questa triade intravedo una sorta di “manifesto” che ogni singolo e comunità dovrebbe fare proprio nel progettare e costruire qualcosa di buono per sé e per le comunità.
Continua la nostra chiacchierata e Anna Maria Riviello mi parla della sua famiglia e scorgo una nota di fierezza per i suoi figli che hanno ereditato dalla madre l’amore e la passione per la libertà e per la scrittura, a partire dalla figlia Cecilia, impegnata come lei in politica, percorso intenso e ricco come emerge dai siti a lei dedicati. L’altra figlia Luisa, anch’essa sulle orme della scrittura come romanziera dalla firma congiunta D’Elia Riviello. Il figlio Pierfrancesco Mastroberti, oltre ad essere autore di opere letterarie e narrative è altresì un artista po-
liedrico che si muove tra scultura e pittura. Ad arricchire i sentimenti più cari di nonna Anna Maria sono i due nipoti, Giovanna e Federico, a loro l’eredità di una testimonianza di una vita libera, cominciata con gli anni del femminismo.
Molto è stato fatto e “le donne non torneranno più indietro – afferma Riviello -, ma c’è tanto ancora da fare in quanto le donne occidentali possono agire su tutto ma formalmente perché il potere è ancora esclusivamente maschile”. E rispetto al tema del femminicidio così commenta: “La libertà femminile fa paura agli uomini fragili. Prima le donne venivano picchiate in ambito familiare, adesso la reazione è violenta perché le donne vogliono andare via. Quella dei maschi è una reazione alla scelta di libertà delle donne. E questa reazione violenta è un problema maschile da risolvere”. E a proposito del potere in mano ai maschi la guerra sembra l’espressione più lampante dove “le donne è come se sparissero rispetto alle violenze della guerra –commenta Riviello -. Sulla guerra si è fondato il primato dell’uomo, a noi donne tocca essere unite per la pace, per sconfiggere questo potere. La nostra forza - chiosa - sta nella pace e nella libertà”.
*COUNSELORFILOSOFICA
«Questi successi sono solo l'inizio di un percorso di crescita per il calcio lucano», dichiara Quarto coordinatore regionale Fdi
Il calcio lucano vive una fase di rinnovato protagonismo, con due notizie che stanno rafforzando la presenza della Basilicata nel panorama sportivo nazionale e internazionale. La nomina di Michele Uva, originario di Matera, a Direttore Esecutivo di EURO 2032 Italia, e la storica vittoria della Coppa Italia di Serie C da parte del Potenza Calcio, sono segnali concreti di un movimento calcistico in forte crescita, che sta attirando attenzione e riconoscimenti a livello mondiale. Michele Uva, uno dei dirigenti sportivi più apprezzati a livello internazionale, è stato nominato Direttore
Esecutivo di EURO 2032 Italia, il che rappresenta un altro passo importante nella sua carriera. Uva, che dal 2017 ricopre importanti ruoli all’interno della UEFA, è stato anche vicepresidente dell’organo calcistico europeo, e nel corso degli anni ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di ini-
ziative per la sostenibilità sociale e ambientale nello sport.
La sua nomina a direttore esecutivo di EURO 2032 non è solo una vittoria personale, ma un importante riconoscimento per la Basilicata, una regione che grazie a Uva si trova ora più che mai al centro degli eventi calcistici internazionali. Il 27 ottobre 2025, Uva è stato incluso nella prestigiosa lista TIME100 per il clima, diventando il primo rappresentante del mondo sportivo ad essere insignito di tale onore.Dopo la notizia della nomina di Michele Uva, un altro grande risultato ha colpito la scena calcistica lucana: il Potenza Calcio ha conquistato la Coppa Italia di Serie C, un trionfo storico che premia una squadra, una società e una tifoseria che, negli ultimi anni, hanno costruito un percorso solido, competitivo e fortemente identitario.
Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata, ha
commentato con entusiasmo questi due traguardi, sottolineando come entrambi rappresentino un’occasione unica per rafforzare la presenza della Basilicata nel contesto sportivo nazionale e internazionale. “La nomina di Michele Uva come Direttore Esecutivo di EURO 2032 Italia è un riconoscimento di altissimo profilo per una delle figure dirigenziali più apprezzate a livello internazionale,” ha dichiarato Quarto. “Uva, che ha ricoperto ruoli di vertice in UEFA e FIGC, ha dimostrato una leadership straordinaria nella promozione della sostenibilità nello sport, e oggi la sua nomina rafforza ulteriormente il legame tra la Basilicata e i grandi eventi internazionali.”
Questi due successi contribuiscono a consolidare l'immagine della Basilicata come una terra capace di esprimere talenti e leadership, sia nello sport che in altre aree. Quarto ha evidenziato l'importanza di investire

sul sistema sportivo regionale, che diventa sempre di più un motore di sviluppo e attrattività per la Basilicata. “Il calcio è anche uno strumento di promozione territoriale e di coesione sociale. La Basilicata ha tutte le carte in regola per diventare un protagonista a livello nazionale e internazionale, e questi risultati sono solo l'inizio di un percor-
so di crescita che dobbiamo continuare a valorizzare,” ha concluso. Con Michele Uva al vertice di EURO 2032 Italia e il Potenza Calcio che alza la Coppa Italia di Serie C, la Basilicata si prepara a vivere una nuova stagione di successi, nel calcio e nello sport in generale, segnando il suo posto nella storia dello sport italiano e internazionale.
Dopo le contestazioni, il Picerno si prepara alla sfida di Catania con il dichiarato obiettivo di rilanciarsi e rispondere sul campo
Nella tana della seconda forza del campionato, una partita difficilissima per una squadra uscita tra i fischi e le contestazioni domenica sera al Donato Curcio dopo il pareggio contro il Monopoli. Il Lunedì dell'Angelo riserva al Picerno una gara difficile nella sedicesima giornata del campionato di Serie C Lega Pro 2025-2026 di calcio. La gara del Massimino avrà inizio alle 14:30. I lucani affrontano al Massimino il Catania a caccia di punti per tenere il passo della capolista Benevento.In una settimana difficile, vista la contestazione dei tifosi, le parole del presidente Donato Curcio hanno avuto sicuramente un valore importante, visto il momento della squadra, piombata d'incanto in una crisi d'identità e con tanti problemi da risolvere. Proprio questi aspetti, però, contro gli etnei potrebbero dare slancio e continuità ai lucani che affrontano i siciliani con alcuni problemi di formazione, visti gli acciacchi di

Franco, Salvo e Pugliese, che potrebbero condizionare pesantemente il cammino del team lucano in terra etnea. Ovviamente la squadra partirà alla volta del capoluogo catanese con il dichiarato intento di vendere cara la pelle e dare un segnale forte e deciso alla società in un momento molto delicato. Mister Claudio De Luca potrebbe rivoluzionare l'assetto tattico
della squadra che affronterà il Catania dell'ex rossoblù Salvatore Caturano.A tal proposito la dirigenza melandrina, con una nota stampa, si è complimentata con il Potenza per il successo nella Coppa Italia di Serie C dopo il doppio confronto con il Latina. Un bel segnale di distensione e di sensibilità quello mostrato dal direttore generale Vincenzo Greco al sodalizio di Donato Macchia,
fresco vincitore della coccarda tricolore.
Certamente la speranza è quella di proseguire nella stessa categoria anche l'anno prossimo. Questo risultato però dipende molto dalla squadra, dall'atteggiamento tattico e dalla voglia di ottenere una salvezza storica per un centro come Picerno, piccolo ma dal cuore grande. Sicuramente a Catania la squadra di Claudio De Luca parte sfavorita, ma proprio questo aspetto potrebbe dare a Marcone e compagni una diversa interpretazione della gara.Il tecnico Claudio De Luca non ha squalificati e punta dunque tutto sulla determinazione per uscire con un risultato positivo dall'improba trasferta etnea. Arbitro del match sarà il signor Luca De Angeli di Milano, gli assistenti sono Matteo Nigri di Trieste e Marco Minutiello di Gradisca d'Isonzo. Quarto uomo Giuseppe Rispoli di Locri, operatore FVS Riccardo Leotta di Acireale.

