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Cronache del 3 giugno 2026

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2 giugno, la Festa degli italiani

Bardi a Roma: «Non solo una data ma il motore vivo della nostra democrazia»

IL PRESIDENTE BARDI DETTA IMMEDIATAMENTE LA LINEA SUI NUOVI FONDI COMUNICATI DA FITTO

«GESTIAMO LE RISORSE AGGIUNTIVE»

IL COMMENTO

I morti di Amendolara e la Repubblica incompiuta

D I L UC IA S ER IN O

Quattro uomini bruciati vivi dentro un'automobile nelle campagne di Amendolara. Quattro braccianti immigrati. Quattro lavoratori invisibili che fino a ieri raccoglievano frutta e ortaggi nei campi della piana di Sibari e Metaponto e che oggi entrano nella cronaca nera soltanto perché sono morti nel modo più atroce possibile.(...)

■ continua a pag 9 Fitto e Bardi

a pag 7

OLTRE IL GIARDINO A Cronache Tv il senatore di FdI fa il punto sulla fine della Legislatura e sulla politica regionale

«Cicala troppo irruento»

AREA SCHENGEN

La Commissione Ue all’Italia e altri 8 Paesi: «Via i controlli alle frontiere interne», la Lega tuona: «Non decide Bruxelles»

■ Manco a pag 4

PREMIO TROCCOLI MAGNA GRAECIA

Il giornalista di Cronache

Tv Paride Leporace è stato premiato per la ricerca storica del volume “Cosenza nel ’900 Storie e personaggi”

■ Servizio a pag 19

IL SALUTO

Chiesa di Rivello gremita per l’addio a Manfredelli, commosso il ricordo del fratello Antonio e del giornalista De Sarlo

■ Calabrese a pag 21

SCANZANO JONICO

Dieci anni senza Don Rocco D’Uva, Cariello omaggia il pilastro della comunità civile: «Luce guida per tutti noi»

■ Servizio a pag 28

PER UNA SPE CT AL SAN CARLO 7 GIORNI, IN TOSCAN A 6 ME SI
Servizio a pag 21
Rosa
Tammariello a pag 17
Lamattina a pag 3
Dellapenna
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA

Italia e Mondo

Meloni e Mattarella all'altare della Patria e ai Fori Imperiali per le celebrazioni del due giugno

La festa degli italiani

Assenti Matteo Salvini, Elly Schlein e Giuseppe Conte. Osvaldo Napoli (Azione) «Non c'erano i rappresentanti di Putin in Italia». Il Presidente del Consiglio: «Una ricorrenza che racconta il cammino degli italiani»

Furono due milioni i voti di distanza tra Monarchia e Repubblica nel referendum istituzionale del Due Giugno. Pochissimi voti di scarto che per anni hanno segnato la polemica dei monarchici con le accuse di brogli rivolte al Governo e che consegnarono una Nazione divisa in due con il Sud che votò per la Monarchia, il centro nord per la Repubblica.Quel referendum, che divise in due geograficamente e politicamente l'Italia, diede alla nostra Nazione il risultato del suo attuale assetto costituzionale.Per gli appassionati di storia quello fu un momento che divise l'Italia e che ancora oggi lascia aperti dubbi che, però, hanno la fortuna di unire gli italiani e non di dividerli più.

LA RICORRENZA DEGLI ITALIANI

A distanza di 80 anni da quei giorni e dalle polemiche che ne scaturirono oggi si può dire che la Festa della Repubblica è realmente la festa degli italiani.Il sentimento repubblicano è consolidato nella coscienza degli italiani e i monarchici hanno da tempo abbandonato ogni velleità politica per ricondurre la propria azione in una memorialistica nostalgica.La Festa della Repubblica è una grande ricorrenza nazionale condivisa da tutti.

LA

PARATA DEI FORI

IMPERIALI

Il segno di questa unità e di questa concordia civile è segnata dalla parata dei Fori Imperiali.Nelle strade che ricordano la grandezza dell'impero di Roma sfilano non solo i reparti militari ma anche i sindaci, i volontari, gli atleti olimpici e tanti altri che segnano come la Repubblica appartenga veramente a tutti, come sia condivisa da tutti nelle sue basi e nelle sue fondamenta e come la ricorrenza del referendum istituzionale sia veramente da considerarsi come il momento di massima concordia del Popolo Italiano.

PRESENTE IL

GOVERNO E IL PRESIDENTE DELLA

REPUBBLICA

Nel palco autorità, come sempre, c'erano tutti dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Capo dello Stato Mattarella, presenti anche quasi tutti i ministri, unico assente che ha giustificato la sua mancanza con l'esigenza di lavorare ai dossier sui trasposti, il ministro Matteo Salvini.

Proprio il Presidente del Consiglio ha voluto parlare di "una ricorrenza che non rappresenta soltanto una data storica ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme, con storie di coraggio, unità, solida-

rietà e impegno, generazione dopo generazione".

ASSENTI CONTE E SCHLEIN

Non c'erano alle celebrazioni i leader del M5S e del PD. Un'assenza che non è passata inosservata. Delle opposizioni c'erano solo i capo gruppo di Italia Viva e di Azione. Proprio Osvaldo Napoli di Azione ha stigmatizzato le assenza dicendo che mancavano i putiniani d'Italia.Una polemica che è stata subito smorzata dal Presidente del Senato Ignazio La Russa che ha ricordato che lui non chiede mai dove siano gli assenti.

DA PACCIARDI A CIAMPI

Le celebrazioni della Festa della Repubblica e la relativa parata furono introdotte da Rodolfo Pacciardi l'anno immediatamente successivo alla vittoria repubblicana.Nel 1977 la festività fu, però, abrogata per essere reintrodotta nel 2001 per volontà del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.Da quel momento il 2 Giugno è tornato stabilmente nelle festività italiane e nella memoria degli italiani che, tra l'altare della Patria in Piazza Venezia e i Fori Imperiali possono tornare, almeno per un giorno, a non essere divisi.

Sulla gestione dei confini raccomanda la riapertura graduale. La Lega: «Non decide Bruxelles». La Segretaria Pd del Friuli: «Bene, blocco inutile»

Schengen, la Commissione Ue all’Italia e altri 8 Paesi: «Via i controlli alle frontiere interne»

DI LUCIA S TEFANIA M ANCO

La Commissione europea interviene sulla gestione dei confini interni dell’area Schengen, evidenziando i controlli temporanei introdotti da nove Paesi, tra cui l’Italia. L’esecutivo europeo raccomanda agli Stati interessati di «adoperarsi per eliminare gradualmente i controlli» e di sostituire i presidi con «misure alternative». Secondo Bruxelles il «Patto su migrazione e il nuovo sistema Entry/exty offrono strumenti più efficienti». Immediata la reazione della Lega, che in post sui social tuona: «Decidiamo noi, non Bruxelles».

L’invito della Commissione è stato ben accolto dal Pd. Tra i primi commenti, ieri, subito dopo la pubblicazione della nota, quella della Segretaria regionale dem del Friuli Venezia Giulia. Oltre all’Italia il parere della Commissione riguarda l’Austria, la Danimarca, la Francia, la Germania, i Paesi Bassi, la Norvegia, la Slovenia e la Svezia. Paesi che hanno ripristinato i controlli per far fronte a sicurezza e per gestire i flussi migratori.

«Sebbene il diritto dell’Unione consenta la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere in-

terne a determinate condizioni, esso impone inoltre alla Commissione di emettere un parere qualora tali controlli si protraggano per più di dodici mesi», si legge in una nota. L’obiettivo è chiaro: preservare la libera circolazione delle persone nell’area Schengen, uno dei pilastri dell’Unione europea.

Secondo Bruxelles, le misure di reintroduzione dei controlli presto saranno superate dalle nuove condizioni create dal Patto europeo su migrazione e asilo, la cui entrata in vigore è prevista tra una decina

di giorni. Il Patto, spiega la Commissione: «rafforzerà in modo significativo le condizioni strutturali necessarie per l’abolizione graduale dei controlli alle frontiere esterne dell’Ue e fornirà agli Stati membri strumenti più efficaci per affrontare i movimenti irregolari all’interno dello spazio di Schengen». Inoltre, continua il parere dell’esecutivo Ue: «l’Entry/Exit System e la futura introduzione del sistema europeo di informazione e autorizzazione di viaggi rafforzeranno il controllo di movimenti alle frontiere

esterne dell’Ue, migliorando in modo significativo il monitoraggio delle persone che entrano ed escono dall’Unione, nonché dei tempi e dei luoghi in cui avvengono gli attraversamenti».

«Sono disponibili - conclude la nota - alternative più efficienti ed efficaci ai controlli alle frontiere interne». La reazione della Lega non si è fatta attendere. «Decidiamo noi, quando e come, per quanto e chi controllare ai nostri confini per proteggere gli italiani, non Bruxelles», è apparso in un post sui social.

Nel Pd, tra i primi a commentare la Segreteria regionale del Friuli Venezia Giulia. «L’invito della Commissione Ue ad aprire le frontiere - scrive la Segretaria dem Caterina Conti - è positivo e dovrebbe essere preso considerazione, dopo oltre due anni e mezzo. Chi vive a ridosso dei confini si rende conto dell’inutilità di questo blocco e di come sottragga il carente personale di Polizia a compiti ben più importanti e urgenti. Lo sanno anche le Regioni a guida leghista come il Friuli, che subisce le conseguenze».

Previsti rimborsi proporzionati ai disagi subiti dagli utenti, con restituzioni che nei casi più gravi possono arrivare all'intero importo del pedaggio

Autostrade, arrivano gli indennizzi per ritardi causati da code e lavori

D I V ITO E RRICHETTI

Dal 1° giugno è entrato in vigore il nuovo sistema di rimborso dei pedaggi autostradali destinato agli utenti della rete autostradale che subiscono disagi causati da cantieri o blocchi della circolazione. La misura, introdotta dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), rappresenta una novità significativa per chi percorre le autostrade italiane e mira a rafforzare le tutele riconosciute agli utenti in caso di ritardi e interruzioni del traffico.Nella fase iniziale il provvedimento riguarda esclusivamente le tratte gestite da un unico concessionario. Per l'estensione del sistema alle percorrenze che coinvolgono più concessionarie sarà necessario attendere il 1° dicembre 2026. Nel frattempo, diverse società concessionarie hanno pubblicato sui propri siti internet le informazioni e le procedure necessarie per la presentazione delle richieste di rimborso, che pos-

sono variare a seconda del gestore.La disciplina è contenuta nella delibera approvata dall'ART nel dicembre 2025 e definisce i criteri attraverso i quali gli utenti possono ottenere il ristoro del pedaggio in presenza di specifiche condizioni legate a cantieri programmati o blocchi della circolazione.

QUANDO SPETTA IL RIMBORSO

Il ristoro non sarà automatico ma dipenderà da specifiche condizioni legate alla lunghezza della tratta percorsa e all'entità del ritardo accumulato. Per i disagi provocati dai cantieri, il rimborso sarà riconosciuto senza particolari requisiti temporali per i percorsi inferiori ai 30 chilometri. Per le tratte comprese tra i 30 e i 50 chilometri, invece, sarà necessario aver subito un ritardo di almeno 10 minuti. Oltre i 50 chilometri di percorrenza, la soglia minima sale a 15 minuti. Diverso il meccanismo previsto per i casi di traffico completamente bloccato. In queste circostan-

ze il rimborso sarà proporzionato alla durata dell'interruzione. Gli automobilisti avranno diritto alla restituzione del 50% del pedaggio per blocchi compresi tra 60 e 119 minuti, del 75% per soste forzate tra 120 e 179 minuti e del 100% dell'importo versato quando il fermo supera le tre ore consecutive.Le richieste dovranno essere inoltrate direttamente alle concessionarie secondo le modalità indicate sui rispettivi siti internet. Sarà quindi necessario conservare la documentazione relativa al viaggio, compresi eventuali dati di transito e pagamento del pedaggio.

LE ESCLUSIONI PREVISTE

La nuova disciplina prevede tuttavia una serie di eccezioni. Il rimborso non sarà riconosciuto nei casi in cui sulla tratta interessata sia già applicata una riduzione generalizzata della tariffa autostradale.Sono inoltre esclusi i ritardi causati da cantieri emergenziali aperti per far fronte a situazioni impre-

viste, come incidenti stradali, calamità naturali, eventi meteorologici eccezionali, dissesti idrogeologici o interventi di soccorso urgenti. In questi casi, infatti, i lavori vengono considerati indispensabili per garantire la sicurezza della circolazione e non rientrano tra le ipotesi che danno diritto al ristoro.Nella fase iniziale resteranno esclusi anche alcuni cantieri mobili destinati alla manutenzione ordinaria della rete autostradale, come quelli legati allo sfalcio dell'erba, alla pulizia delle carreggiate o alla manutenzione della segnaletica.

LE ASSOCIAZIONI

DEI CONSUMATORI: «PIÙ TUTELE PER GLI UTENTI» L'entrata in vigore della misura è stata accolta favorevolmente dalle associazioni dei consumatori, che da anni chiedevano l'introduzione di un sistema di indennizzi per gli automobilisti.Secondo Assoutenti, il nuovo meccanismo contribuisce a colmare una disparità esi-

stente rispetto ad altri settori del trasporto pubblico, dove da tempo sono previsti rimborsi e compensazioni in caso di disservizi. L'associazione sottolinea inoltre l'importanza di garantire una corretta informazione agli utenti affinché possano conoscere i propri diritti e utilizzare correttamente le procedure previste per ottenere il rimborso. Le associazioni chiedono infine un attento monitoraggio dell'applicazione della normativa da parte delle concessionarie autostradali, soprattutto in questa prima fase di avvio, per verificare l'effettiva efficacia del sistema e assicurare che i rimborsi vengano riconosciuti nei tempi previsti. Con l'avvio delle nuove regole, il settore autostradale compie dunque un passo verso una maggiore tutela dei consumatori, introducendo un principio finora assente: il diritto a un ristoro economico quando il servizio offerto non risponde agli standard attesi dagli utenti.

Cronache Lucane

Il Presidente Bardi detta immediatamente la linea sui nuovi fondi comunicati da Fitto

«Pronti a gestire le risorse aggiuntive»

La Regione avrà autonomia nella programmazione della destinazione. Subito investimenti nell'efficientamento, nella filiera produttiva dei fertilizzanti e nelle PMI. La Basilicata sarà in linea con i tempi europei

DI MA S S I MO D E LLA P E NN A

«In perfetta linea con la tabella di marcia indicata da Fitto, la Regione Basilicata sarà da subito al lavoro per analizzare le risorse disponibili e programmare gli interventi più efficaci.

Continueremo a collaborare strettamente con il Governo per trasformare queste opzioni europee in benefici immediati e tangibili per le famiglie e le imprese lucane» con queste parole il Generale Bardi accoglie la notizia comunicata alle Regioni Europee dal Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto in merito alla gestione dei programmi di coesione.

Una comunicazione che non solo da l'idea dell'entusiasmo che la decisione di Fitto ha suscitato nel nostro Governatore ma anche della sua volontà di gestire i fondi con efficacia ed efficienza senza perdere i tempi europei di spesa e superando l'atavica lentezza delle Regoni

meridionali.

RIPROGRAMMARE I

FONDI

La decisione della Commissione Europea che ha suscitato l'entusiasmo di Bardi è di portata storica e cambia decisamente l'approccio dell'Europa verso la spesa pubblica italiana e delle Regioni. In pratica viene concessa alle Regioni la possibilità di riorientare su base volontaria le risorse non ancora impegante verso misure di contrasto al caro energia e al sostegno della competività aziendale. Come sottolinea il Generale Bardi si tratta di «una risposta pragmatica e tempestiva ai bisogni reali dei territori» ma che trasferisce alle Regioni anche la grande responsabilità di decidere come spendere quelle risorse, come riprogrammarle e come individuare le prorità.

La Regione Basilicata, per bocca del suo Governatore, si dichiara pronta a farlo e ad utilizzare al meglio l'opportunità offerta da Fitto e dalla Commissione Europea. E' il superamento della li-

nea dirigistica dell'Europa e una scelta di piena sussidarietà che consente ai territori di fissare le priorità.

LA GRANDE SFIDA ENERGETICA

Sulle priorità il Generale ha le idee chiare. Una Regione come la nostra, dice Bardi, ha da sempre messo al centro delle proprie azioni di governo le politiche energetiche e la tutela del tessuto produttivo e sociale e intende proseguire su questa linea nella programmazione e nell'utilizzo delle risorse aggiuntive.

Si tratta di nuove opportunità che, andando nella direzione già segnata dalla Regione Basilicata, potranno essere messe in campo immediatamente andranno dall'efficientamento energetico degli edifici, all'accelerazione della transizione ecologica fino alla filiera dei fertilizzanti e agli aiuti alle Piccole e Medie Imprese.

UNA REGIONE

CHE GUARDA

ALL'EFFICIENZA

Le dichiarazioni di Bardi, la prontezza con la quale

il Governatore ha dichiarato non solo il suo entusiasmo ma le linee di azione interamente votate e rivolte allo sviluppo, danno l'idea della visione e della capacità gestionale del Governo Regionale e del Presidente Bardi. In un mezzogiorno d'Italia che non sempre, anche a partire dalle Regioni nostre contermini, ha mo-

strato una capacità di programmazione, di investimento e di spesa delle risorse comunitarie, vedere il Presidente della Regione dire apertis verbis di essere pronto a gestire le risorse aggiuntive e di sapere come spenderle indirizzandole allo sviluppo, è un segnale di grande efficienza che fa ben sperare per la nostra Regione.

Il presidente della Regione valuta positivamente le nuove opzioni europee contro caro energia e crisi delle imprese

Fitto apre sulla flessibilità Ue, Bardi sostiene le nuove misure

POTENZA. La Regione Basilicata guarda con favore alle nuove possibilità offerte dall’Unione Europea nella gestione dei programmi di coesione. A sottolinearlo è il presidente della Regione, Vito Bardi, commentando la comunicazione inviata alle Regioni europee dal vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, relativa alla possibilità di riorientare, su base volontaria, le risorse non ancora impegnate verso misure di contrasto al caro energia e di sostegno alla competitività delle imprese. Secondo Bardi, si tratta di «una risposta pragmatica e tempestiva ai bisogni reali dei territori, dei cittadini e delle imprese». Il governatore lucano evidenzia soprattutto il valore operativo dell’iniziativa europea, spiegando che non si parla di sottrarre fondi ai territori ma di ampliare gli strumenti a disposizione delle amministrazioni locali nel rispetto del principio della volontarietà. «Per una regione come la Basilicata, da sempre in prima linea nelle politiche energetiche e nella tutela del proprio tessuto produttivo e sociale, questa flessibilità è uno strumento prezioso», afferma il presidente del-

la Regione, che considera le nuove opportunità europee coerenti con il percorso di sviluppo già avviato dall’amministrazione lucana. Tra gli ambiti individuati dalla Commissione Europea figurano l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, l’accelerazione della transizione ecologica, il sostegno strategico alla filiera dei fertilizzanti e gli interventi a favore delle piccole e medie imprese. Misure che, secondo Bardi, «si inseriscono perfettamente nell’agenda di crescita che stiamo portando avanti». Il presidente della Regione sottolinea inoltre che la Basili-

cata sarà immediatamente impegnata nell’analisi delle risorse disponibili e nella programmazione degli interventi ritenuti più efficaci per il territorio. «Continueremo a collaborare strettamente con il Governo per trasformare queste opzioni europee in benefici immediati e tangibili per le famiglie e le imprese lucane», conclude Bardi. L’obiettivo, secondo la Regione, è utilizzare al meglio la nuova flessibilità concessa dall’Europa per affrontare l’aumento dei costi energetici e sostenere il sistema produttivo regionale in una fase economica ancora complessa.

Matera guarda al futuro Vertice sulla nuova Pac

POTENZA. Si terrà domani, alle ore 11, nella sala riunioni del Dipartimento Politiche agricole della Regione Basilicata, la conferenza stampa di presentazione del forum «Futura Pac. La Pac post 2027 alla prova dei fatti», in programma l’11 giugno a Matera. All’incontro prenderanno parte l’assessore regionale Carmine Cicala e il direttore generale del Dipartimento, Vittorio Restaino. Nel corso della conferenza saranno illustrati contenuti e obiettivi dell’iniziativa promossa dalla Rete Pac insieme alle Regioni Basilicata, Campania, Puglia, Molise e Calabria, con la partecipazione della Commissione Europea-Dg Agri e del Ministero dell’Agricoltura. L’appuntamento di Matera rappresenterà un momento di confronto tra istituzioni europee, Governo nazionale, Regioni e mondo agricolo sulle prospettive della Politica agricola comune dopo il 2027. Al centro del dibattito ci saranno sicurezza alimentare, competitività delle imprese agricole, gestione delle risorse naturali e sviluppo delle aree rurali, con particolare attenzione al ruolo strategico del Mezzogiorno nelle future politiche europee.

La Regione presenta la misura da 20 milioni per sostenere innovazione, sostenibilità e crescita del comparto

Bando regionale per rilanciare le aziende agricole

POTENZA. Venti milioni di euro per sostenere gli investimenti delle aziende agricole lucane e accompagnarne il percorso di in- novazione e crescita. È quanto prevede il bando SRD01 «Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole», finanziato nell’ambito del Csr Basilicata 2023-2027 e annunciato dall’assessore regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala.

«L’agricoltura lucana ha bisogno di strumenti che aiutino le imprese a produrre meglio, consumare meno risorse e affrontare con maggiore forza le sfide dei mercati», ha dichiarato l’assessore, sottolineando che la misura punta a rafforzare la competitività delle aziende agricole regio-

nali attraverso investimenti mirati all’ammodernamento e all’innovazione.

Il bando sostiene infatti interventi legati alle tecnologie avanzate, all’agricoltura di precisione, alla digitalizzazione, all’efficientamento energetico e alla gestione sostenibile delle risorse naturali. L’obiettivo è migliorare la capacità produttiva delle imprese, ridurre i costi di gestione e rafforzare la resilienza dell’intero comparto agricolo regionale.

«La competitività oggi passa dalla capacità di innovare – ha aggiunto Cicala – e innovare non significa soltanto acquistare nuove tecnologie, ma mettere le imprese nelle condizioni di essere più efficienti, più sostenibili e più preparate ad affrontare le trasformazioni in corso».

Tra gli investimenti ammessi figurano macchinari e attrezzature per l’agricoltura di precisione, sistemi digitali interconnessi, software gestionali, impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo aziendale, serre, impianti arborei, sistemi di difesa

delle colture e interventi finalizzati al risparmio idrico e all’utilizzo efficiente delle risorse. Potranno presentare domanda gli imprenditori agricoli, singoli o associati, con investimenti da realizzare sul territorio regionale. Le istanze dovranno essere inoltrate esclusivamente attraverso il portale Sian entro il 10 settembre 2026.

Secondo l’assessore regionale, investire nelle aziende agricole significa sostenere lavoro, capacità produttiva e tenuta economica dei territori rurali lucani. «Con questa misura vogliamo offrire opportunità concrete a chi sceglie di innovare e costruire il futuro dell’agricoltura lucana attraverso qualità, sostenibilità e nuove competenze», ha concluso Cicala.

NELLA SEDE DELLA REGIONE

Alla vigilia del 2 giugno, mentre celebriamo i diritti, i lavoratori invisibili entrano nella cronaca nera

I 4 morti di Amendolara e la Repubblica incompiuta

DI LU C I A S ER I NO

Quattro uomini bruciati vivi dentro un'automobile nelle campagne di Amendolara. Quattro braccianti immigrati. Quattro lavoratori invisibili che fino a ieri raccoglievano frutta e ortaggi nei campi della piana di Sibari e Metaponto e che oggi entrano nella cronaca nera soltanto perché sono morti nel modo più atroce possibile.

mente attraverso la lente della sicurezza. Gli sbarchi. I controlli. I rimpatri. Le quote. Le emergenze.

Ma c'è una questione economica che continuiamo a eludere. Chi lavora nelle campagne italiane?

Chi garantisce la sopravvivenza di un'agricoltura che continua a essere uno dei pilastri dell'economia italiana?

Accade alla vigilia del 2 giugno. E forse non esiste coincidenza più simbolica. Così mentre l'Italia celebra gli ottant'anni della Repubblica, mentre ricordiamo la Costituzione, la democrazia conquistata, i diritti costruiti in decenni di battaglie sociali e civili, Amendolara ci restituisce un'immagine diversa del Paese.

Un'Italia che produce ricchezza ma non diritti. Che genera fatturati ma non cittadinanza. Che alimenta intere filiere economiche senza riuscire a garantire dignità a chi ne costituisce il fondamento. Da anni il dibattito pubblico affronta l'immigrazione quasi esclusiva-

La risposta è sotto gli occhi di tutti e proprio per questo preferiamo non guardarla.

In vaste aree agricole del Paese il lavoro immigrato non rappresenta una componente marginale del sistema. Ne costituisce l'ossatura. Senza quelle migliaia di lavoratori molte produzioni semplicemente non esisterebbero.

Abbiamo bisogno di quelle braccia. Ma non vogliamo vedere le persone. Accettiamo il lavoro ma

Rifiutiamo il lavoratore e fatichiamo a riconoscere i diritti.

Nel frattempo si è consolidato un sistema che ha progressivamente abdicato alle proprie responsabilità.

Troppi imprenditori agri-

coli hanno rinunciato persino alla gestione della manodopera. Il reclutamento, il trasporto, l'organizzazione del lavoro, gli alloggi, perfino la determinazione effettiva dei salari vengono spesso delegati a una filiera parallela.

Un servizio chiavi in mano. C'è chi procura i lavoratori. Chi li distribuisce nei campi. Chi decide chi lavora e chi resta fermo. Chi stabilisce quanto vale una giornata di fatica sotto il sole.

I nuovi negrieri dell'economia globale.

È una zona grigia che conviene a molti. Conviene perché riduce i costi. Conviene perché scarica le responsabilità.

Ma produce un effetto devastante.

Distrugge il valore del lavoro.

E quando il lavoro perde valore, perde valore anche la convivenza sociale.

Perché anche il giovane che casomai avesse voglia di cercare un'occupazione stagionale (ipotesi molto improbabile) vedrebbe salari sempre più bassi. Eppure continuiamo a percepire il lavoratore straniero come un concorrente anziché come l'ultimo anello di una catena di

sfruttamento. Perché il disagio sociale cerca un colpevole e lo trova nel volto più esposto e più fragile.

Fa impressione osservare come tutto questo avvenga mentre la politica continua a inseguire il tema della sicurezza come risposta universale a ogni disagio. Perfino figure cresciute nella tradizione delle lotte contadine e sindacali sembrano oggi convinte che la priorità sia moltiplicare pattuglie, presìdi, squadre di controllo.

Ma la sicurezza senza giustizia sociale è soltanto

una tregua apparente. Può contenere la paura. Non elimina le cause che la generano.

La Repubblica nata dal referendum del 1946 aveva un'ambizione diversa. Sapeva che non esiste libertà senza lavoro. Non esiste uguaglianza senza dignità.

Ottant'anni dopo la nascita della Repubblica, vale sempre l’articolo 1 della Costituzione, siano una repubblica fondata sul lavoro. Chi tutela quello degli ultimi? O vogliamo considerare i quattro morti di Amendolara estranei alla nostra Repubblica?

Fermo per due cittadini pakistani per l’omicidio dei 4 braccianti bruciati vivi in un minivan

La tragedia di Amendolara mette in luce l’inferno vissuto dai braccianti agricoli immigrati tra Calabria e Basilicata a causa del caporalato. La Procura di Castrovillari ha emesso nei confronti di due pakistani il fermo per l’omicidio dei quattro braccianti agricoli uccisi bruciati vivi nella stazione Ip lungo la Statale 106 Jonica lunedì scorso . Sono accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato. «Le indagini - spiega il procuratore di Castrovillari Alessandro D'Alessio - coordinate da questa Procura, sono state avviate nell'immediatezza dei fatti con il supporto della Polizia di Stato ma anche con la perfetta sinergia informativa con l'Arma dei Cara-

binieri. Nel corso delle attività investigative iniziali, in presenza dei presupposti di legge, il pubblico ministero ha emesso decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di due persone extracomunitarie, attualmente sottoposte a indagini».

Il procuratore D'Alessio afferma anche che le indagini «sono tuttora in corso e proseguono al fine di accertare compiutamente i fatti e le eventuali responsabilità, nel rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento».

Intanto arriva anche la testimonianza dell’unico bracciante sopravvisuto che ai microfoni della Rai ha raccontato: «Ho visto l’orrore, sono vivo per miracolo». Ha riportato ustioni sulle braccia perchè anche lui era in

quel minivan ed è riuscito a fuggire rompendo il finestrino appena in tempo. L’uomo ha raccontato che le persone fermate sono due pakistani che volevano dei soldi per il trasporto. I ragazzi si sono rifiutati e a quel

punto, i due hanno dato fuoco alla vettura.

La vicenda è ancora al vaglio degli inquirenti e nelle prossime ore potrebbero venir fuori nuovi elementi utili per far luce sull’accaduto.

DI
L’immagine della vettura carbonizzata

MERCOLEDÌ

FESTA DELLA

REPUBBLICA Il presidente della Regione: «La Repubblica si costruisce ogni giorno»

Bardi a Roma: «Il 2 giugno non è solo una data ma è il motore vivo della nostra democrazia»

Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ieri a Roma, ha assistito alle celebrazioni ufficiali per l’80° anniversario della Repubblica Italiana. Momento clou dell’evento la tradizionale parata militare alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

A margine della cerimonia, il Governatore lucano ha voluto rivolgere un messaggio di riflessione e di augurio a tutta la comunità regionale, evidenziando come essere a Roma in questa giornata di festa rappresenti un momento di profonda commozione e di rinnovato orgoglio nazionale.

«Il 2 giugno – ha ricordato Bardi – è una data che va al di là di una ricorrenza sul calendario. È il motore vivo della nostra democrazia, fondata sui valori di libertà, uguaglianza e solidarietà che i padri costituenti ci hanno consegnato».

«Guardiamo alla nostra storia per proiettarci al futuro con fiducia e determinazione. Le celebrazioni di oggi – ha concluso Bardi – siano una forza propulsiva per chi gestisce la cosa pubblica a vari livelli, ricordandoci che la Repubblica si costruisce ogni giorno, nei territori, dando risposte concrete ai cittadini, ai giovani e alle imprese».

Prima l'omaggio ai Caduti a Montereale, poi le celebrazioni in piazza Mario Pagano alla presenza delle istituzioni e della cantante lucana

Festa della Repubblica, celebrazioni a Potenza con Arisa ospite d'onore

Prima la deposizione di una corona d'alloro presso il Cippo dei Caduti di Parco Montereale, con una cerimonia breve ma significativa; poi la cerimonia ufficiale in Piazza Mario Pagano alla presenza di autorità politiche, sindacali, religiose e civili. Nel bel mezzo la presenza di Arisa, che ha cantato l'Inno di Mameli grazie al contributo fondamentale dell'Orchestra Sinfonica 131 della Magna Grecia, guidata da Pasquale Menchise, e attimi di panico causati da un malore che ha colpito Italo Marsico, presidente della Consulta degli Studenti di Potenza, durante la lettura del suo messaggio. Marsico è stato prontamente soccorso dai sanitari presenti in piazza e si è ripreso poco dopo.Sono state queste le chiavi di lettura della Festa della Repubblica celebrata ieri a Potenza, come in tutta Italia, nel segno dell'unità nazionale, dei valori fondanti della Costituzione e dell'identità sociale e politica. I Vigili del Fuoco hanno successivamente srotolato il Tricolore dal Palazzo della Prefettura tra gli applausi scroscianti del pubblico presente.Le scuole, e i bambini della Scuola Primaria Grippo di Nemoli, premiati dal prefetto Michele Campanaro per l'elaborazione di un calendario relativo agli ottant'anni della Repubblica; la premiazione dell'Alfiere della Repubblica Serena Zullo e degli alunni e delle alunne della classe V A della Scuola Primaria Don Milani-Leopardi di

Potenza. Una mattinata bellissima quella vissuta ieri, arricchita dalle sonorità di Arisa, protagonista della musica italiana, e dai saluti del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, letti da Maria Luisa Palermo, consigliere della Prefettura.Una giornata che ha inteso ricordare il valore della Repubblica, delle 21 Madri Costituenti, del legame del nostro Paese con i giovani, vero fulcro del futuro, del no deciso alle guerre e alle discriminazioni sociali, della lotta intensa e viscerale contro il femminicidio. Anche da Potenza sono partiti messaggi di ampio spessore, letti, tra gli altri, oltre che da Italo Marsico, dal presidente della Provincia di Potenza, Cristian Giordano, dall'assessore ai Trasporti della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, che ha fatto le veci del presidente della Regione, Vito Bardi, dal prefetto di Potenza Michele Campanaro e dal sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca.La cerimonia si è chiusa con i saluti finali e l'uscita da Piazza Prefettura delle associazioni combattentistiche e d'Arma, dei volontari e dei bersaglieri.Il prefetto di Potenza, Michele Campanaro, ha parlato della Festa della Repubblica sottolineando: «Ricordo che venivamo fuori, quel 2 giugno del 1946, da uno dei periodi più difficili e complessi attraversati dal nostro Paese, da un ventennio di oppressione fascista e dal percorso della Resistenza che ha portato alla liberazione del Paese e consentito al popolo italiano di compiere una scelta straordinaria, quella per la Re-

pubblica attraverso il referendum istituzionale. Un grande atto di responsabilità che ancora oggi, pure in questi tempi molto complessi, il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio che a breve leggeremo, ha voluto riconoscere al popolo italiano come esempio di saldatura dell'architettura del sistema costituzionale e di recupero della fiducia tra istituzioni e cittadini».Dal canto suo Pasquale Pepe ha evidenziato gli aspetti salienti della Repubblica Italiana e del 2 giugno: «Oggi sono 80 anni di Repubblica del Paese più bello del mondo, un Paese e una Repubblica che sono stati sempre ispirati dai valori della libertà, dell'uguaglianza e della solidarietà e, attraverso questi, al perseguimento della pace. L'Italia sta facendo questo lavoro per contribuire in maniera incisiva affinché i conflitti abbiano termine. Perché l'obiettivo primario è raggiungere la pace nel mondo: con la pace fra i popoli, i popoli prosperano. Questo è l'augurio che voglio fare in questa ricorrenza molto importante. Le donne? Ottant'anni fa, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda, rappresentano un valore assoluto e irrinunciabile. Ebbero l'onore di esercitare il loro diritto di voto e hanno assunto un ruolo determinante nella costruzione della Repubblica. Una bella pagina anche da questo punto di vista che dobbiamo raccogliere come un monito, affinché si vada avanti in questa direzione tenendo sempre nella dovuta considerazione il valore delle

donne».Arisa, protagonista della giornata di festa, ha parlato della sua presenza a Potenza: «È bello, è bello, emozionante. Mi sento molto onorata, non ho parole, non me lo aspettavo sinceramente, perché è una cosa importante. Bello, bellissimo davvero. Non ho parole, sono veramente emozionata, sinceramente, onorata e grata. I miei genitori? Figurarsi se se la perdono.Il festival? Non lo so. Sotto certi aspetti del cuore forse anche di più. Bisogna però credere in questa terra, perché noi siamo stati portati dalla Regione Basilicata all'Accademia di Mogol. Sono stati loro. Noi siamo un po' sfiduciati a volte, forse anche a ragion veduta, perché non va tutto benissimo. Però, in generale, se ci crediamo, le cose cambiano un po'. Bisogna crederci e far sentire anche il peso dell'aspettativa, ma un'aspettativa positiva; facendo così, secondo me, le cose possono anche cambiare.Ricordo che ai miei tempi fu facile. Noi andammo in 35 e manifestammo tutti la voglia di andare, e allora la Regione ci disse di andare tutti. Poi avevamo la difficoltà di arrivare lassù perché noi, essendo tutti ragazzi, non ci eravamo mai mossi dalla Basilicata. Parlo del 2006 e del 2007. Ci misero a disposizione un pullman. Per tanti ragazzi che fanno altro, è stata una manna dal cielo. La Regione deve sostenere gli artisti, dando loro la possibilità di uscire e rientrare, come ho fatto io, e ringrazio di essere qui a festeggiare la Festa della Repubblica».

Nicoletti, Mancini, Ippolito: «La democrazia non è un bene acquisito, ma deve diventare un impegno quotidiano»

Matera in festa per gli

80 anni della Repubblica

Ieri, martedì 2 giugno, la città di Matera ha celebrato gli ottant’anni della Repubblica.La cerimonia ufficiale, coordinata dalla Prefettura di Matera è partita nella suggestiva Piazzetta Pascoli, con il raduno delle Autorità e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Il corteo istituzionale ha raggiunto Piazza Vittorio Veneto, dove è stato rispettato il protocollo con gli onori al Prefetto, Maria Carolina Ippolito, l’Alzabandiera e la deposizione della corona di alloro in memoria dei Caduti. Hanno presenziato il Picchetto delle Forze Armate e di Polizia, l’Associazione Musicale e Culturale

“Nunzio Vincenzo Paolicelli” e le rappresentanze degli studenti di alcuni istituti scolastici di Matera. Momento significativo è stata la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e a seguire gli interventi della Presidente della Consulta Studentesca Sanya Bonelli, del Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, del Presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini e del Prefetto di Matera, Maria Carolina Ippolito. Nel corso della manifestazione sono state consegnate le onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”, concesse con decreto del Capo dello Stato a personalità della provin-

cia materana che si sono distinte nel disimpegno di cariche pubbliche, per attività svolte a fini sociali, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere militari e civili. In particolare sono stati insigniti del titolo di Cavaliere Giuseppe Camporeale, impiegato nella Segreteria istituzionale del Sindaco di Matera, l’Appuntato Scelto Q.S. Giuseppe Ferrara, in servizio presso la Guardia di Finanza di Policoro, Tina Iacovuzzi, assistente sociale in servizio all’Asm, Azienda Sanitaria Locale di Matera, Cosimo Damiano Martinelli assistente amministrativo del Comando Militare Esercito “Basilicata”, Paolo Milillo dirigente della Polizia Locale di Matera ed Emilio Piro, Maresciallo della Guardia di Finanza di Matera. Il titolo di Ufficiale è stato conferito al Maresciallo Ordinario Giacomo Cipriani, Comandante della Stazione Carabinieri di Pisticci. Un’occasione straordinaria per ricordare la prima volta in cui le cittadine italiane hanno potuto esercitare il suffragio universale, assieme a tutti coloro che hanno combattuto con determinazione per la costruzione di una società nuova, fondata sui valori di libertà, democrazia e pace. Per l’occasione, il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, ha sottolineato l'importanza della partecipazione democrati-

ca e della responsabilità dei cittadini nella costruzione della Repubblica: «La Repubblica non è solo una forma di governo, ma un patrimonio comune che deve essere custodito e rafforzato ogni giorno. I cittadini devono sentirsi parte di un progetto comune e lavorare insieme per costruire un futuro più giusto e più umano. La Repubblica vive nella capacità delle Istituzioni di essere presenti e credibili, vive nella partecipazione democratica dei cittadini: due cose imprescindibili e inscindibili, ancor più in un’epoca in cui è sempre più concreto il rischio del disimpegno politico e la conseguente crisi di rap-

presentanza civile». Anche il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha ribadito l'importanza della democrazia e della partecipazione: «La Repubblica è un bene comune che deve essere difeso e promosso e i giovani devono essere protagonisti della costruzione del futuro e lavorare per una società più giusta e più equa. Nel percorso di rinascita di Matera si inserisce anche la pagina luminosa del 21 settembre 1943, quando i materani insorsero contro l’occupazione nazista, difendendo la propria città con coraggio e dignità. Quel gesto collettivo, nato dalla volontà di non piegarsi alla violenza

e alla sopraffazione, è ancora oggi un segno profondo della forza civica di una comunità capace di reagire, unirsi e di trasformare il dolore in responsabilità e futuro. È questo il senso più autentico della Repubblica, che non cancella il passato, ma lo trasforma in energia per il futuro». Infine, la presidente della Consulta Studentesca, Sanya Bonelli, ha invece sottolineato l'importanza della scelta e della responsabilità dei ragazzi:«La democrazia non è un bene acquisito, ma un impegno quotidiano. I giovani devono essere consapevoli delle loro scelte e lavorare per costruire un futuro migliore».

Vaccaro: «Anziani risorsa per la crescita del Paese»

POTENZA. In occasione della Festa della Repubblica, il segretario regionale della Uil Pensionati, Carmine Vaccaro, richiama i valori fondanti della democrazia italiana e il contributo che le persone anziane continuano a garantire alla società. «Il 2 giugno rappresenta una delle date più significative della nostra storia nazionale. Celebriamo la nascita della Repubblica e i principi di libertà, partecipazione, solidarietà e giustizia sociale che sono alla base della nostra Costituzione», dichiara Vaccaro, sottolineando il ruo-

lo delle generazioni più anziane nella costruzione e nella difesa dei valori democratici del Paese. Secondo il segretario regionale della Uil Pensionati, la Festa della Repubblica deve diventare anche un’occasione per riconoscere il valore sociale degli anziani nelle comunità locali. «I pensionati non sono soltanto custodi della memoria storica del Paese, ma rappresentano una risorsa preziosa per le famiglie, per il volontariato e per il tessuto sociale ed economico dei territori», afferma. Vaccaro evidenzia inoltre la ne-

cessità di rafforzare politiche capaci di sostenere l’invecchiamento attivo, la tutela della salute, la sicurezza economica e la piena partecipazione delle persone anziane alla vita civile e sociale. «Una Repubblica moderna e inclusiva non lascia indietro nessuno. Valorizzare esperienza e competenze degli anziani significa rafforzare la coesione sociale e costruire un futuro migliore per le nuove generazioni», aggiunge il segretario sindacale, ribadendo l’impegno della Uil Pensionati per il pieno riconoscimento dei diritti

delle persone anziane. Nel messaggio diffuso per il 2 giugno, Vaccaro conclude ricordando che «la Repubblica appartiene a tutti i cittadini e cresce grazie al contributo di ciascuno».

Il segretario della Filcom Confsal Rosa per il 2 Giugno richiama il valore della partecipazione, dei diritti e dell’uguaglianza sociale

«Repubblica fondata sul lavoro

le donne decisive per il Paese»

POTENZA. In occasione della Festa della Repubblica, il segretario regionale della Filcom Confsal, Donato Rosa, richiama i valori fondanti del 2 giugno e il ruolo centrale del lavoro nella costruzione di una società più giusta e inclusiva.

«Celebrare la Festa della Repubblica significa rinnovare il nostro impegno verso i principi di libertà, democrazia, solidarietà e partecipazione che sono alla base della nostra Costituzione», afferma Rosa, sottolineando come il lavoro rappresenti «il fondamento della dignità della persona e dello sviluppo della comunità». Nel messaggio diffuso per il 2 giugno, il segretario regionale della Filcom Con-

portunità e contrastando ogni forma di discriminazione. «Una società più giusta passa attraverso il riconoscimento del talento, della professionalità e del contributo delle donne in ogni settore produttivo», sottolinea Rosa, ribadendo l’impegno della Filcom Confsal al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori per promuovere occupazione di qualità, inclusione e giustizia sociale. Il segretario regionale conclude il suo messaggio augurando una buona Festa della Repubblica «a tutte le cittadine e a tutti i cittadini italiani». NEL 2 GIUGNO IL SEGRETARIO DELLA UIL PENSIONATI

fsal pone particolare attenzione al contributo delle donne nella nascita della Repubblica italiana. «Furono proprio le donne, per la prima volta chiamate al voto nel referendum istituzionale del 1946, a contribuire in modo decisivo alla nascita dell’Italia repubblicana», ricorda Rosa. Secondo il dirigente sindacale, il contributo femminile continua ancora oggi a essere determinante nella crescita economica, sociale e culturale del Paese.

Per questo, aggiunge, è necessario proseguire sulla strada della piena valorizzazione del lavoro femminile, garantendo pari op-

La segretaria regionale di Azzurro Donna Lucia Pangaro denuncia il divario nelle istituzioni lucane e nazionali

«Donne ancora escluse dai ruoli chiave del potere»

POTENZA. A ottant’anni dal referendum del 2 giugno 1946 e dal primo voto delle donne italiane, la segretaria regionale di Basilicata di Forza Italia Azzurro Donna, Lucia Pangaro, invita a riflettere sul ruolo femminile nelle istituzioni e sui traguardi che, secondo il movimento, restano ancora da raggiungere.

«Ottant’anni sono quasi un secolo e tanto è stato fatto. La società, guardata con occhi di donna, si è trasformata e tante conquiste sono state realizzate», afferma Pangaro, sottolineando però come persistano forti squilibri nella rappresentanza femminile ai vertici istituzionali.

Nel messaggio diffuso in occasione della Festa della Repubblica, la

dirigente politica evidenzia alcuni dati che definisce «inconfutabili». «In quasi un secolo, l’Italia non ha mai avuto un Presidente della Repubblica donna», osserva, ricordando inoltre che il Paese ha avuto una sola presidente del Consiglio donna e un solo ministro dell’Interno donna.

Pangaro sposta poi l’attenzione sulla Basilicata, sostenendo che nella regione non vi sia mai stata una governatrice, né una presidente del Consiglio regionale, così come non ci sono mai state donne alla guida delle Province o delle città capoluogo lucane.

Secondo la segretaria regionale di Azzurro Donna, il problema non si risolve esclusivamente con le quote rosa. «Bisogna capire che, se ci

coalizziamo davvero e convinte, bisognerà varare quote azzurre», afferma. Nel suo intervento Pangaro rivolge anche un augurio alle donne elette nelle più recenti am-

ministrative del mese di maggio, auspicando che il significato storico del 2 giugno possa «illuminare e guidare verso il mondo che la società merita».

PISTICCI Presidente dell’Associazione "La Fenice Insieme agli Ultimi", Tria continua a essere vicina ai bisogni di quasi 100 famiglie del territorio

Semi di futuro-Il talento delle donne: Simona Bonito premia Francesca Tria

Lunedì, nella prestigiosa cornice di Villa del Prefetto, a Potenza, si è tenuta la cerimonia di conferimento del premio “Semi di futuro – Il Talento delle Donne”. L’iniziativa, promossa dalla Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito, e dal Comitato Scientifico del Premio, nasce con l’obiettivo di riconoscere le straordinarie realizzazioni femminili nei diversi settori professionali, culturali e sociali, valorizzando donne che con competenza, visione e coraggio sanno ispirare la comunità e le nuove generazioni. Quest'anno, l’edizione ha assunto un significato ancora più profondo e simbolico: la ricorrenza dell’ottantesimo anniversario del diritto di voto riconosciuto alle donne italiane. un’oocasione, questa, per rendere omaggio alle Madri Costituenti e alla loro preziosa eredità di uguaglianza e parità. In questo solco di diritti e impegno civile, il Comitato Scientifico ha deciso di

premiare la Presidente dell’Associazione "La Fenice Insieme agli Ultimi", Francesca Tria, assistente sociale e figura trascinante che rappresenta un pilastro insostituibile per il territorio di Pisticci.Un premio al valore umano e sociale sul territorio. La motivazione del premio risiede nella storia professionale e personale di Francesca Tria, considerata un esempio virtuoso e una fonte di ispirazione. Questo riconoscimento accende i riflettori sull’attività incessante che l’Associazione "La Fenice Insieme agli Ultimi" svolge quotidianamente nel pisticcese. Sotto la sua guida, l’organizzazione è diventata un porto sicuro e una risposta concreta ai bisogni di quasi 100 famiglie del territorio, garantendo loro sostegno, dignità e vicinanza. L'operato della struttura si articola su fronti di cruciale importanza sociale. Da un lato, l'associazione si occupa attivamente di legalità e riscatto, accogliendo i ragazzi in percorso di

"messa alla prova", offrendo loro l'opportunità di riparare gli errori del passato e di reinserirsi positivamente nella società attraverso l'impegno civile. Dall'altro, è in prima linea nella protezione dei soggetti più vulnerabili, offrendo ascolto, tutela e percorsi di rinascita alle donne vittime di violenza. Nel ricevere il prestigioso riconoscimento, la Presidente Francesca Tria ha voluto fare un gesto significativo, dedicando interamente il premio alla sua squadra di operatori, sottolineando con forza che senza il loro supporto e la loro dedizione quotidiana non sarebbe possibile realizzare nulla di ciò che l'associazione compie sul territorio. L'evento ha, inoltre, offerto lo spunto per una riflessione profonda: come è stato più volte rimarcato durante la cerimonia, l’unione e la solidarietà tra le donne sono elementi fondamentali per generare un vero cambiamento sociale. Un principio che si traduce in realtà concreta pro-

prio all'interno de "La Fenice Insieme agli Ultimi", dove Francesca Tria lavora fianco a fianco con un'altra figura chiave, l'assistente sociale Michela Laguardia. Insieme, unendo le proprie competenze e la medesima sensibilità professionale, le due donne portano avanti quotidianamente le attività della struttura, dimostrando il potere straordinario della sinergia e del sostegno reciproco al femminile. Semi di cambiamento per una società più giusta. Il nome del premio, “Semi di futuro”, richiama l’idea che le donne di oggi siano i germogli capaci di edificare il domani. Con la sua dedizione all’altro e la capacità di fare rete in contesti complessi, Francesca Tria incarna perfettamente lo spirito dell'onorificenza un "seme di cambiamento" che arricchisce il tessuto sociale, dimostrando come la passione, la competenza e il lavoro di squadra possano tradursi in risultati straordinari per l'intera collettività.

Rosa sulla politica regionale: «Cicala è stato troppo irruento»

D I A NNA TAMMARIELLO

In occasione della Festa della Repubblica, il professor Donato Verrastro, docente di Storia contemporanea dell’Università della Basilicata, ha ripercorso a “Oltre il Giardino” il significato del referendum del 2 giugno 1946 e le trasformazioni che hanno segnato la Basilicata nei successivi ottant’anni.«Il 2 giugno del 1946 fu un’occasione per la celebrazione di un grande rito democratico», ha spiegato Verrastro, ricordando l’altissima partecipazione al voto. Secondo lo storico, la prevalenza della monarchia nel Mezzogiorno e in Basilicata va letta nel contesto dell’epoca: «Gli italiani del Mezzogiorno non avevano mai conosciuto la Repubblica come forma dello Stato. La Repubblica era in qualche modo un salto nel vuoto rispetto a una tradizione da sempre monarchica». Verrastro ha però invitato a superare le letture semplicistiche del voto del 1946: «La geografia del voto è una geografia complessa che non può essere appiattita intorno al Nord repubblicano e al Sud monarchico». Anche in Basilicata, infatti, alcune aree mostrarono una forte adesione all’opzione repubblicana, frutto di percorsi politici e antifascisti maturati già negli anni precedenti.Ampio spazio è stato dedicato al voto alle donne. «Si arriva a quell’appuntamento del 1946 anche perché ci sono state alcune tappe nel primo Novecento che hanno rappresentato fratture periodizzanti importanti», ha osservato. Le due guerre mondiali e la Resistenza contribuirono infatti a rendere visibile il ruolo delle donne nella società e ad accelerarne il processo di emancipazione. Ripercorrendo il dopoguerra, Verrastro ha evidenziato il ruolo della Democrazia Cristiana e di figure come Emilio Colombo e Mario Zotta, protagonisti di una stagione politica che vide emergere una classe dirigente lucana di rilievo nazionale. Nella parte finale dell’intervista, Verrastro si è soffermato sul ruolo

dell’Università della Basilicata, definendola «figlia di una delle trasformazioni della Repubblica. L’ateneo - ha sottolineato -ha consentito non soltanto la formazione delle classi dirigenti lucane, ma ha avuto una ricaduta importante sul territorio. Molti laureati Unibas sono stati i primi laureati delle proprie famiglie, testimonianza concreta dell’impatto sociale dell’istituzione».La trasmissione è poi proseguita con il senatore Gianni Rosa, che ha affrontato i principali temi della politica nazionale e delle vertenze industriali lucane.Sulle prospettive elettorali ha invitato alla cautela: «I cittadini italiani guarderanno a quello che il governo ha fatto nei quattro anni, ma diciamo nei cinque, perché questo governo è destinato a durare ancora». Per Rosa, il risultato più importante dell'esecutivo è aver garantito stabilità: «Questo governo ha trasmesso al mondo intero l'idea della stabilità, che in Italia si può avere un governo che trasmetta stabilità».Guardando alle prossime elezioni, il senatore ha osservato che «tutte le analisi che si fanno oggi sono legate all'idea di voto di oggi» e che molto dipenderà dalla futura legge elettorale. «L'idea è quella di trovare una legge che dia stabilità di governo all'Italia. Questa è la cosa più importante».Sul piano economico ha rivendicato i segnali di fiducia dei mercati: «Lo spread è sceso. Che significa? Che nonostante il debito pubblico più alto, gli investitori hanno fiducia nel Paese». Riguardo alla crisi Natuzzi, Rosa ha dichiarato: «La crisi Natuzzi è un problema per l'impresa e per i lavoratori». Pur ricordando che «non nasce con il governo Meloni», ha sottolineato che «il governo Meloni e il ministro Urso la stanno affrontando». Il messaggio è chiaro: «Dobbiamo superare la cassa integrazione» perché «l'impresa non può pensare che la crisi si risolva solo con la cassa integrazione». L'obiettivo, ha concluso, è «trovare una soluzione dove va garantito il mondo dell'im-

presa e va garantito anche il mondo del lavoro».Sulla situazione Stellantis, il senatore ha evidenziato che «si è passati in Italia da una produzione enorme di autovetture a numeri essenzialmente più piccoli e che anche Melfi deve fare i conti rispetto a queste produzioni che si sono ridotte». A suo giudizio, «Stellantis è un problema antico, prima di tutto politico», nato quando «è stato permesso agli Agnelli di vendere la proprietà italiana». «Oggi, - ha concluso -noi ereditiamo quel problema, ma il gruppo ha avuto tanto dal nostro territorio e quindi non può permettersi di abbandonarlo». Nel corso dell'intervista, il senatore Gianni Rosa ha affrontato anche le tensioni emerse nella maggioranza regionale e il tema della sanità lucana.Commentando il caso dell'assessore Cicala, che non ha votato il bilancio regionale, Rosa ha riconosciuto che «il problema esiste, ovvero di come la Regione debba investire i denari che sono a disposizione», pur ritenendo che «il comportamento dell'assessore Cicala sia stato troppo irruento». Sull'organizzazione di Fratelli d'Italia in Basilicata ha rivendicato il lavoro svolto dal partito: «Abbiamo un organigramma chiaro», con una struttura che ha scelto di investire sui giovani dirigenti e che «probabilmente dovrebbe far valere un po' di più le nostre idee».Sulla sanità, il senatore ha difeso l'operato dell'assessore Cosimo Latronico: «Sono convinto che in questi mesi stia lavorando bene, con tutte le difficoltà che ha ereditato». Tuttavia, ha evidenziato la necessità di rafforzare il controllo dei conti delle aziende sanitarie e ha ribadito l'urgenza di approvare il piano sanitario regionale: «Secondo me andava già messo in campo. L'obiettivo è correggere eventuali criticità affinché i cittadini lucani abbiano una buona sanità».L’ultima parte della trasmissione vede ospite la professoressa Maria Antonietta Nigri, che ha riflettuto sul significato del voto femminile e sulle sfide educative che

coinvolgono le nuove ge- nerazioni.«È un anniversario storico importante perché il voto delle donne è stato determinante», ha affermato. Parlando della festa di San Gerardo a Potenza, ha ricordato il clima degli anni Settanta: «Noi che eravamo a scuola vivevamo questa giornata con grande entusiasmo e partecipazione. Era una serata speciale, c’era un’atmosfera gioiosa». Pur riconoscendo che alcune iniziative abbiano contribuito a rivitalizzare la festa, ha espresso perplessità sugli eccessi: «Aveva, un tempo, una dimensione ludica e aggregante, ma non trasgressiva ed eccessiva come poi è diventato questo pranzo del portatore del

santo». Ampio spazio è stato dedicato al progetto promosso dal Lions Club attraverso il service New Voices, nato per dare ascolto alle fasce più fragili della società. «Abbiamo pensato di occuparci di una delle fasce più delicate, gli adolescenti, perché oggi c’è bisogno di dare una risposta a una forte emergenza educativa», ha spiegato.Secondo la responsabile Lions, il lavoro educativo deve concentrarsi su tre pilastri fondamentali: «Empatia, rispetto e linguaggio sono i punti sui quali bisogna insistere per una formazione sana dei ragazzi». L’obiettivo è aiutarli a superare stereotipi, isolamento emotivo e difficoltà relazionali.

Maria Antonietta Nigri
Gianni Rosa
Donato Verrastro

Paride Leporace premiato per la ricerca storica

CASSANO IONIO. Il nostro Paride Leporace sabato scorso al Teatro Comunale “Carmine Concistrè” di Cassano Ionio ha ricevuto il 40° Premio Troccoli Magna Graecia per la Ricerca storica (Foto Giornalisti Italia). Questa la dichiarazione del conduttore di “Oltre il Giardino” :«Sono molto grato al Comitato scientifico e alla giuria per avermi insignito del Premio Letterario Nazionale Troccoli Magna Graecia nella sezione “ricerca” in occasione della quarantesima edizione per il mio saggio “Cosenza nel ‘900.

Storie e personaggi”»,«Mi sento – aggiunge – in sintonia, come calabrese “di fuori”, con Giuseppe Troccoli che dai circoli letterari nazionali che frequentava mai dimenticava nelle corrispondenze e negli scritti la sua Cassano, Lauropoli, la Calabria».«Con gli altri autorevoli premiati – conclude Leporace –sento che la Calabria sta cambiando. Se ne avvertono segnali e tendenze. Continuare a ricercare con antichi strumenti e nuove tecnologie è la via maestra da condividere con le nuove generazioni».

Il nuoto paralimpico in crescita, 5 titoli alla Stella Polare Matera

MATERA. Ottimi risultati per la Stella Polare Matera in occasione della terza tappa del Campionato regionale e interregionale di nuoto paralimpico, svoltasi domenica 31 maggio 2026 presso la Piscina comunale di Melfi. La società materana, rappresentata dagli atleti Emilio Frisenda e Raffaele Randò, accompagnati dal tecnico Angelo Rubino, ha conquistato complessivamente cinque titoli regionali, confermando il costante percorso di crescita sportiva e umana che caratterizza il gruppo. Nel corso della manifestazione, Emilio Frisenda è stato impegnato nelle

gare dei 50 metri stile libero e 50 metri dorso, mentre Raffaele Randò ha gareggiato nei 50 metri stile libero, rana e 50 me-

tri dorso. Entrambi gli atleti hanno fatto registrare buone prestazioni cronometriche, dimostrando impegno, determinazione

e notevoli progressi tecnici.I risultati ottenuti rappresentano il giusto riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente in allenamento e testimoniano l'importanza dello sport paralimpico come strumento di inclusione, crescita personale e valorizzazione delle capacità di ogni atleta.«Siamo soddisfatti delle prestazioni offerte dai nostri ragazzi –ha dichiarato il tecnico Angelo Rubino –. Oltre ai risultati, ciò che conta maggiormente è il percorso di crescita che stanno compiendo, affrontando ogni gara con entusiasmo, coraggio e spirito di squadra».La Stella Polare Matera desidera inoltre ri-

volgere un sentito ringraziamento al delegato Finp Basilicata, Mario Giugliano, per l'eccellente organizzazione della manifestazione e per il costante impegno nella promozione e nello sviluppo del movimento paralimpico regionale. La giornata di Melfi conferma ancora una volta come il nuoto paralimpico rappresenti una straordinaria opportunità di inclusione, partecipazione e valorizzazione del talento, dentro e fuori dall'acqua.«Ogni traguardo raggiunto nasce dal coraggio di mettersi in gioco. I limiti esistono solo fino a quando non troviamo la forza di superarli».

L’ex presidente della Commissione Europea a Matera rilancia cooperazione euromediterranea e innovazione tecnologica

Barroso incantato dai Sassi e dal futuro digitale

MATERA. «Matera è una città unica. Esattamente come me l’aspettavo». Con queste parole José Manuel Durão Barroso, ex presidente della Commissione Europea e Premio Nobel per la Pace, ha salutato giornalisti e organizzatori al termine della sua visita di due giorni. L’ex presidente della Commissione Europea era a Matera su iniziativa dell’associazione Metachannel, in collaborazione con la Fondazione Eces e l’impresa Areawi. Durante il soggiorno ha partecipato a un talk-conversazione introdotto dal giornalista Roberto Rizzo e moderato dal direttore ese-

cutivo di Eces, Fabio Bargiacchi. Barroso non ha nascosto il proprio entusiasmo per la città lucana. «Era uno dei posti che da sempre avrei voluto visitare e, per questo, quando ad ottobre scorso mi è stato rivolto l’invito a venirci per la prima volta, ho subito risposto di sì», ha dichiarato, aggiungendo di aver già promesso di tornare nuovamente in Basilicata per conoscere meglio il territorio regionale. Nella mattinata di domenica l’ex presidente della Commissione Europea ha visitato la Chiesa di Santa Lucia alle Malve e Casa Grotta, immergendosi nel patrimonio sto-

rico e culturale dei Sassi. Proprio sul valore della memoria storica e sulla necessità di preservarla attraverso le nuove tecnologie si è soffermato durante il confronto pubblico. «Avete un patrimonio inestimabile di architettura, arte ed archeologia – ha detto – quindi fa-

te in modo che questa straordinaria memoria storica si tramandi alle nuove generazioni anche grazie alle opportunità del digitale e delle nuove tecnologie di conservazione e documentazione». Nel corso dell’incontro Barroso ha affrontato anche il tema della cooperazione internazionale e delle prospettive di sviluppo dell’area euromediterranea, sottolineando il ruolo strategico dei partenariati tecnolo- gici con i Paesi africani. «È importantissimo continuare sulla strada dei partenariati in campo tecnologico e per l’utilizzo del digitale», ha concluso.

__ Premio Troccoli Magna Graecia 2026, da sinistra: Mariateresa Fragomeni, Alba Di Leone, Incoronata Boccia, Roberta Spinelli, Paola La Salvia, Erminia Zuccaro, Carlo Parisi, Giuseppe Massaro, Paride Leporace, Mauro Alvisi e Maria Antonietta Aiello sul palco del Teatro Comunale di Cassano Ionio (foto Giornalisti Italia)
Emilio Frisenda e Raffaele Randò protagonisti alla tappa di Melfi con i successi regionali e ottimi tempi in vasca per il team

RIVELLO

Ai funerali il ricordo del fratello Antonio, di D'Angelo della Grancia, della professoressa Troccoli e del giornalista De

Gremito il convento di Sant’Antonio per l’ultimo saluto a Nicola Manfredelli

Il Convento di S.Antonio di Rivello ha accolto le spoglie di Nicola Manfredelli per un ultimo saluto. I funerali sono stati difatti celebrati ieri pomeriggio, alle 16:00 in una chiesa gremita di gente: familiari, amici, persone che ha coinvolto nei suoi molteplici interessi e progetti, colleghi, ma anche tanti volti non noti alla comunità rivellese, ma che conoscevano Manfredelli. La cerimonia funebre è stata presieduta dal Parroco di Rivello, don Mario Tempone. Spentosi all’età di 72 anni per una malattia, Manfredelli fu giornalista, agronomo, Direttore e anima del Parco Grancia, fondatore del “Movimento 24 Agosto”, Presidente di “Lucania Viva” e tra i promotori della Rete culturale della Carta di Venosa. Direttore dell’allora Gal Csr Marmo Melandro e Presidente dell’Unione Coltivatori Italiani. Fu autore e coautore di diversi progetti. Enumerare i suoi impegni e gli incarichi ricoperti non è semplice, perché era un uomo appassionato, e forse, il testamento più “popolare” che lascia ai lucani è l’inno della ruralità lucana “Fiore di Lucania”, che tutti cantano e conoscono. Alla fine della funzione funebre, sono intervenuti per un omaggio, il fratello Antonio, capogruppo di Opposizione al Comune, il rappresentante della Grancia Gino D'Angelo, la Professoressa Troccoli e il giornalista De Sarlo. Proprio quest’ultimo alla notizia della sua dipartita ricordava: «Pochi, sono veramente pochi, i lucani che con dedizione intelligenza e amore hanno provato a fare qualcosa per la nostra amara e amata terra. Carlo Levi scriveva che “Per i contadini, i briganti non erano banditi, ma eroi popolari e difensori. Rappresentavano l'unica forma di ribellione e resistenza contro lo Stato, la Storia e una civiltà percepita come ostile” e proprio pensando a questo legame forte tra briganti e i lucani che con Nicola li evocavamo spesso, in privato e Lui con la Grancia, che è stata riaperta grazie alla sua caparbia volontà,

ci ha restituito la possibilità di celebrare la nostra storia. Ma Nicola non è solo questo. È l’amico che c’è sempre e che tutti vorrebbero avere. Un'amicizia che si è rinforzata con gli anni e con la comune adesione alla Carta di Venosa, altra sua iniziativa a cui ha dedicato pensiero e forza. E sempre insieme abbiamo condotto la battaglia per chiedere il referendum consultivo contro l’Autonomia differenziata in Basilicata. Come tanti lucani di pregio è stato spesso lasciato solo o ostacolato, ma oggi quello che voglio ricordare è la sua intelligenza sottile e il suo fare gentile. L’amico che si ha sempre voglia di sentire per capire come vanno le cose. Caro Nicola come i briganti rimarrai per sempre nei nostri cuori».

Sono stati moltissimi inoltre i messaggi di cordoglio giunti sin dai primi istanti della notizia della sua dipartita.

A ricordarlo, ieri, anche Rocco Franciosa, Presidente Ente Pro Loco Basilicata: «Desideriamo ricordarti felice nel nostro luogo del cuore "Il Parco della Grancia di Brindisi Montagna", proprio come in occasione di "Expo Pro Loco Basilicata 2025" quando ti abbiamo onorato consegnandoti una targa di merito, un semplice gesto per ringraziarti per tutto l'impegno profuso per la nostra amata Basilicata. Resterai per sempre vivo nei nostri cuori e nei ricordi di quanti ti hanno conosciuto. Sentite condoglianze alla famiglia da tutte le Pro Loco e le Associazioni lucane affiliate alla Rete Associativa Terzo Settore EPLI».

Anche Gianluigi Petruzzi, che con Manfredelli fondò il Movimento politico "La Grande Lucania", scrive: «Ognuno ha pochissimi veri amici. Quelli di sempre. Tu per me, da quasi 30 anni, sei stato uno di questi. La tua storia, fino al 2008 mi era nota solo per alcune delle tue tante attività - che da giornalista avevo raccontatoper valorizzare il territorio: eri il Presidente della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) e il fondatore nel 2000 de La

Grancia. Ho imparato veramente, a conoscere e ad amare Nicola Manfredelli quando nel 2008 fondammo con Leonardo Pinto La Grande Lucania Un movimento politico che, rappresentammo e comunicammo in 4 parole: Federalismo, Autonomia, Solidarietà, Legalità, e che tu volesti fondare, per un motivo importante ma ancora poco noto ai lucani, a Grassano. Il paese di Michele Mulieri, personaggio storico e figura emblematica della resistenza contadina, che con le sue battaglie a metà del '900 contro la burocrazia statale, fece la storia per aver autoproclamato il suo fondo agricolo ed il suo locale, il "Ristoro dell'Anno Santo" (al bivio tra Grassano e Tricarico), come la indipendente Repubblica

dei Pani Sottani. Poi nel 2010 conoscemmo, insieme, Magdi Cristiano Allam e lo convincemmo a candidarsi Presidente alla Regione Basilicata. E poi, sei stato ed hai fatto tante cose, belle, concrete e con grande "visione" per il territorio. Tra queste voglio ricordare, quando eri Presidente del GAL CSR Marmo Melandro, Porklandia a Picerno e insieme Le Giuggiole a Tito». Parole cariche di ricordi sono anche quelle dell'imprenditrice lucana Paola Saraceno, che scrive: «Ci ritroveremo Nicola nel metaverso o in paradiso, comunque in un luogo dove la sofferenza e l'umanissima miseria non esiste. Ci stringiamo a Giulia, Enza, Maria Teresa, Rina, Antonio, Gennaro, pietre miliari delle tue infinite

geografie familiari, amicali e professionali, che si tramutavano -come accade alle persone di straordinaria intelligenza emotiva e creatività- in geografie umane. Ci sono persone, ci sono famiglie, ci sono rapporti sinceri, autentici, stimolanti, ci sono affetti basati su stima e fiducia reciproca che entrano quasi nel DNA, che costruiscono una sorta di lessico familiare e professionale. Un onore, una gioia, un privilegio avere avuto per noi tutti l'occasione di aver trascorso con te un lungo pezzo delle nostre vite terrene. Nei periodi di alta e in quelli di bassa marea. Salutaci Don Mimi'. Ne avete perorate insieme di buone cause, spesso per tanti, difficilmente per Voi stessi».

E MANUELA C ALABRESE

Sanità pubblica, una semplice prenotazione racconta un’Italia divisa: tempi rapidi in Basilicata, attese lunghissime in Toscana

Potenza batte Prato, il paradosso delle liste d’attesa: per una Spect 7 giorni, in Toscana 6 mesi

Una settimana contro sei mesi. È il confronto che emerge dal percorso sanitario affrontato da un cittadino toscano per ottenere una tomoscintigrafia cerebrale (SPECT), esame diagnostico fondamentale anche per l’individuazione precoce di patologie neurodegenerative come il Parkinson. Una vicenda che riaccende il dibattito sulle liste d’attesa e sulle differenze territoriali nell’accesso alle prestazioni sanitarie.A raccontare la propria esperienza è Silvano Agostinelli, ex candidato sindaco di Vaiano, che si è trovato a fare i conti con tempi incompatibili con l’urgenza clinica dell’esame richiesto per la sua ex moglie, alla quale era stato diagnosticato un principio di Parkinson.Dopo la prescrizione specialistica, Agostinelli si è rivolto al Centro unico di prenotazione (Cup) dell’Asl Toscana Centro. La risposta ricevuta è stata scoraggiante: il primo appuntamento disponibile per effettuare la SPECT attraverso il Servizio sanitario nazionale era fissato a distanza di quasi sei mesi.Una prospettiva giudicata insostenibile, che ha spinto il cittadino a cercare soluzioni alternative anche fuori regione. Nell’area vasta della Toscana centrale, infatti, l’unico macchinario disponibile per questo tipo di esame risulta essere quello della Medicina nucleare dell’ospedale di Prato.Le opzioni individuate sul territorio nazionale non erano

molte. A Milano l’esame sarebbe stato disponibile dopo circa quaranta giorni, con un costo di 1.700 euro. A Genova, tempi analoghi e una spesa di circa 1.300 euro.La svolta è arrivata grazie a una segnalazione informale. «Parlando con un amico che vive in Basilicata ho scoperto che lì i tempi erano molto più brevi», racconta Agostinelli. Dopo una telefonata all’ospedale San Carlo di Potenza, l’appuntamento è stato fissato in appena dieci giorni. Il costo sostenuto? Un ticket di 38 euro.Una differenza che appare paradossale se si considera il luogo comune secondo cui le regioni del Nord offrirebbero servizi sanitari più efficienti rispetto a quelle del Mezzogiorno. In questo caso, invece, è stato proprio un ospedale del Sud a garantire una risposta rapida e accessibile.La vicenda ha riservato anche un ulteriore episodio emblematico. Quando Agostinelli si è presentato alla Medicina nucleare di Prato per annullare la prenotazione già effettuata, il suo nominativo non risultava registrato nel sistema informatico. Solo il recupero della documentazione cartacea ha consentito di rintracciare la pratica, evidenziando criticità organizzative e ritardi nei processi di digitalizzazione.Non si tratta dell’unico esame che la famiglia ha dovuto affrontare. Contestualmente alla richiesta della SPECT, formulata il 13 ottobre presso l’ospedale Careggi

di Firenze, il medico aveva prescritto anche una TAC con mezzo di contrasto. Anche in questo caso, però, le liste d’attesa si sono rivelate particolarmente lunghe, inducendo il paziente a ricorrere alla prestazione privata per ottenere una diagnosi in tempi ragionevoli.Secondo le associazioni dei pazienti, episodi come questo non rappresentano casi isolati, ma fotografano una difficoltà diffusa nell’accesso tempestivo agli esami diagnostici specialistici. La vicenda evidenzia inoltre come la mobilità sanitaria continui a essere una risorsa indispensabile per molti cittadini,

costretti a spostarsi tra regioni diverse pur di ottenere prestazioni nei tempi richiesti dalle proprie condizioni di salute.Il caso riporta al centro dell’attenzione una questione che interessa migliaia di cittadini: il crescente divario tra i tempi garantiti dal servizio pubblico e le esigenze reali dei pazienti. Una situazione che spesso costringe chi può permetterselo a rivolgersi al privato o a cercare cure lontano dalla propria regione di residenza, alimentando disuguaglianze nell’accesso alla salute e mettendo in discussione il principio di universalità del sistema sanitario nazionale.

Giuseppe Spera ( DG dell'Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo )

59.513 passaggi in cinque giorni. Navette e impianti meccanizzati premiati dai cittadini

San Gerardo, a Potenza bilancio positivo per la mobilità sostenibile

POTENZA. Conclusa la festa patronale è tempo di bilanci per il Comune di Potenza. I giorni dedicati a San Gerardo La Porta hanno lasciato in eredità non soltanto il successo delle celebrazioni religiose e civili, ma anche un risultato significativo sul fronte della mobilità urbana.

I dati registrati dal Comune raccontano infatti una partecipazione straordinaria dei cittadini ai servizi di trasporto alternativi predisposti per l’occasione, confermando una crescente sensibilità verso modelli di spostamento più sostenibili.

Sono stati 23.237 gli utenti che hanno scelto di utilizzare le navette nei giorni 28, 29 e 30 maggio, mentre 36.276 passaggi sono stati registrati sugli impianti meccanizzati e sulle scale mobi-

li tra il 26 e il 30 maggio. Complessivamente, il sistema di mobilità cittadina ha fatto registrare 59.513 passaggi. Numeri che, secondo l’assessore alla Mobilità Francesco Giuzio, vanno ben oltre il semplice dato statistico. Rappresentano, secondo l’assessore, la capacità della comunità potentina di rispondere positivamente alle iniziative dell’amministrazione comunale e all’invito del sindaco Vincenzo Telesca a lasciare l’automobile privata per privilegiare mezzi alternativi durante i giorni della festa patronale.

«Il risultato evidenzia come la cittadinanza sia pronta a modificare le proprie abitudini quando vengono offerte soluzioni funzionali, efficienti e in grado di garantire un accesso più agevole al

centro cittadino» si legge sui canali social di Giuzio. Una scelta che ha contribuito a rendere Potenza più vivibile, più sicura e maggiormente fruibile nei giorni caratterizzati da una forte presenza di visitatori e fedeli.

L’esperienza delle festività di San Gerardo diventa così un esempio concreto di come le politiche per la mobilità sostenibile possano produrre risultati tangibili quando sono accompagnate da servizi adeguati e da una pianificazione efficace. Un modello che l’amministrazione comunale guarda con interesse per il futuro, nella prospettiva di consolidare e migliorare ulteriormente le soluzioni adottate.

L’assessore Giuzio ha inoltre voluto sottolineare il contributo determinante di tutti i soggetti coin-

volti nell’organizzazione del servizio, ringraziando i consiglieri comunali di maggioranza per il supporto e i suggerimenti forniti, l’Ufficio Mobilità del Comune di Potenza e il dirigente Angela Laurino per il lavoro svolto dietro le quinte, nonché la società Bus Miccolis e i suoi dipendenti, «protagonisti operativi di un sistema che ha dimostrato efficienza e affidabilità».

Il bilancio delle festività patronali sottolinea come la mobilità sostenibile non sia soltanto una prospettiva futura, ma una realtà già possibile quando istituzioni, operatori e cittadini scelgono di percorrere la stessa strada. Perché una città migliore si costruisce insieme, un viaggio alla volta.

Lo sport che unisce: Open Day

al Sinisgalli di Potenza

Lo sport che unisce fin dai banchi di scuola: prosegue il viaggio del Comitato paralimpico di Basilicata, nelle aule degli istituti della regione per diffondere lo spirito e le discipline paralimpiche tra i giovanissimi studenti della regione. Domani prossimo l’appuntamento con gli Open Day Cip è fissato all’Ic Sinisgalli di Potenza, a partire dalle 9.30. Come di consueto agli studenti sarà data la possibilità, oltre che di ascoltare un campione paralimpico quale testimonial, di cimentarsi in

prima persona con le varie discipline. Per questa giornata il Cip ha scelto, oltre a discipline da palestra come il taekwondo, anche le bocce paralimpica e discipline all’aria aperta come la pesca sportiva.

Quale testimonial delle fatiche e delle soddisfazioni dello sport paralimpico, è stato designato per questo open day Luciano Florio, campiona plurimedagliato di showdown e recentissimo vincitore del titolo italiano 2026 ai campionati nazionali di Lignano Sabbiadoro.

Discipline in palestra e all’aria aperta: in un solo giorno lo spirito paralimpico diventa esperienza con ospite Luciano Florio

PALAZZO SAN GERVASIO «La chiusura è necessaria considerando che si opera nell’intorno di una struttura realizzata oltre 50 anni fa»

Chiuso temporaneamente Ponte san nicola per la ripresa dei lavori da 730mila €

Aragguagliare sullo stato dell'arte dei lavori in territorio di Palazzo san Gervasio è l'Amministrazione presieduta dal Sindaco Luca Festino, ed in particolare l'Assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica Michele Mastro. «La temporanea chiusura del ponte San Nicola, avvenuta la scorsa mattinata, è una chiusura programmata e si inserisce nel quadro delle chiusure alla circolazione previste in fase progettuale ed at-

tuate a scopo precauzionale in concomitanza di lavorazioni critiche, come le operazioni di scavo e scoprimento delle fondazioni delle pile in corso in questi giorni. La chiusura è intesa a ridurre le sollecitazioni derivanti dal traffico veicolare considerando che si opera nell’intorno di una struttura realizzata oltre 50 anni fa e soggetta ad un avanzato stato di degrado. Nonostante ciò i lavori procederanno speditamente e secondo il crono programma al netto delle sospensioni connesse

ai lunghi periodi piovosi che hanno caratterizzato l’inizio del 2026». Per quanto concerne i dettagli dei lavori, Mastro prosegue: «Tali opere mirano proprio a ripristinare l’integrità delle strutture, consolidare le principali componenti dell’opera ed innalzare consistentemente il livello di sicurezza generale dell’infrastruttura al fine di riconsegnare alla comunità una infrastruttura strategica in grado di svolgere le funzioni in ogni condizione ambientale ed anche in caso di

eventi eccezionali. Non è stata indicata alcuna data per il termine della chiusura proprio in ragione della grande variabilità delle velocità di avanzamento degli scavi in funzione delle condizioni meteo, della consistenza dei materiali di scavo e così via». L'Amministrazione infine si «scusa con la cittadinanza e non solo, per i disagi temporanei legati ai lavori -e nel contempo ringrazia- per la comprensione, la pazienza e la collaborazione accordata. I cantieri non sono un proble-

ma, ma il segno di una comunità che si muove, investe e guarda avanti e il lavoro non si ferma qui: i prossimi interventi sono già pronti a partire». Il Comune di Palazzo San Gervasio è risultato beneficiario di un finanziamento di 1.000.000 di Euro. «L’ottenimento di questo ulteriore e imponente finanziamento, permetterà un importante intervento di messa in sicurezza e riduzione del rischio idrogeologico lungo tutto il tratto viario di Via Kennedy e il Ponte San Nicola».

Al centro della manifestazione, il ricordo del professore che si è distinto per il suo impegno umano, educativo e civile

Chiaromonte, successo per

Grande partecipazione ed emozioni autentiche per la seconda edizione del Premio Carlo Calza, organizzata dall’associazione Polis per Chiaromonte per ricordare una figura che ha lasciato un segno profondo nella comunità. La manifestazione, condotta con professionalità e sensibilità dalla giornalista Paola Saluzzi (lucana di origini), ha visto la partecipazione di numerose autorità istituzionali e di un pubblico attento e coinvolto. A portare il proprio saluto sono stati l’assessore comunale Gianpio Arcomano, il prefetto Maria Teresa Sempreviva e l’onorevole Gianni Pittella, che hanno sottolineato il valore culturale e formativo dell’iniziativa e l’importanza di investire sulle nuove generazioni. Particolarmente toccanti i momenti dedicati al ricordo del professor Carlo Calza, attraverso testimonianze e interventi che ne hanno evidenziato l’impegno umano, educativo e civile. Protagonisti della giornata sono stati gli studenti della scuola secondaria di Chiaromonte. Oltre 70 ragazzi, coordinati dalla professoressa Alagia, hanno partecipato con entusiasmo al concorso, confermando il forte coinvolgimento del mondo scolastico. Nel corso della cerimonia sono stati assegnati premi destinati a tre diverse categorie di giovani, per un valore comples-

la 2ª edizione del Premio Carlo Calza

sivo di 1.500 euro. L’evento è stato anche l’occasione per presentare ufficialmente “Not Only Words”, il nuovo progetto promosso da Polis per Chiaromonte. Si tratta di una piattaforma digitale di informazione e approfondimento che avrà l’obiettivo di raccontare il territorio, valorizzarne le eccellenze e dare

spazio alle tematiche di interesse della comunità locale. La seconda edizione del Premio Carlo Calza si chiude così con un bilancio particolarmente positivo, confermando la capacità dell’iniziativa di unire memoria, cultura, partecipazione e attenzione verso il futuro delle giovani generazioni.

D I E MA N UE LA CA LAB RES E

Interrogazione del consigliere Toto sulla programmazione dei concerti e sull’uso del logo del Comune di Matera

Cava del Sole, scontro aperto sui ritardi degli eventi estivi

MATERA. Ritardi nella comunicazione ufficiale della programmazione estiva della città e dubbi sull’utilizzo del logo istituzionale del Comune di Matera nelle campagne promozionali degli eventi in programma alla Cava del Sole. Sono i temi al centro di un’interrogazione a risposta scritta e orale presentata dal consigliere comunale Augusto Toto al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e al segretario generale. Nel documento, il consigliere evidenzia come da settimane i canali social siano «invasi da pubblicità di eventi a pagamento» previsti nella struttura della Cava del Sole durante l’estate. In numerose locandine digitali diffuse online, sottolinea Toto, compare in evidenza il logo istituzionale del Comune di Matera. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, i contenuti promozionali sarebbero stati rilanciati non solo da soggetti privati, ma anche dalle pagine Facebook istituzionali del sindaco e dell’assessore competente. Il consigliere contesta soprattutto la mancanza di informazioni ufficiali sulla programmazione complessiva degli eventi estivi cittadini. «Ad oggi i consiglieri comunali di questa amministrazione non hanno alcuna informazione» sugli appuntamenti previsti, si legge nel testo, nel quale viene inoltre evidenziata l’assenza di delibere di giunta o determine dirigenziali pubblicate all’albo pretorio che consentano di verificare iter autorizzativi e concessioni di patrocinio. Toto ricorda anche che il 21 maggio scorso, insieme ad altri consiglieri comunali, aveva richiesto formalmente la convocazione della commissione consiliare Cultura per approfondire la gestione e la programmazione della Cava del Sole. Una richiesta avanzata ai sensi dell’articolo 26 del regolamento del Con-

siglio comunale che, secondo quanto riportato nell’interrogazione, prevede la convocazione entro dieci giorni dal deposito dell’istanza. Termine che, sostiene il consigliere, sarebbe ormai decorso senza alcuna convocazione o comunicazione ufficiale.

Nel documento vengono poi richiamati i principi di trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa. Toto sostiene che l’utilizzo dello stemma della città sia «rigidamente disciplinato» e subordinato a specifici atti amministrativi di concessione del patrocinio. Per questo motivo chiede al sindaco di chiarire se gli eventi pubblicizzati abbiano ottenuto il patrocinio comunale, se siano previsti contributi economici o agevolazioni per gli organizzatori e a quale titolo le agenzie coinvolte utilizzino il logo del Comune. L’interrogazione si conclude con la richiesta di fare piena chiarezza sulla programmazione estiva cittadina, denunciando una situazione di «totale disinformazione» per consiglieri comunali e cittadini.

TRAFFICO NEL CAOS DURANTE I SOCCORSI

Incidente sulla

Statale, ferito uomo di Salandra

MATERA. Incidente stradale nel tardo pomeriggio di domenica lungo la strada statale 7, all’altezza del chilometro 571+800, in territorio di Matera. Per cause ancora in corso di accertamento, una sola automobile è rimasta coinvolta nel sinistro. Alla guida del veicolo c’era un uomo nato nel 1977 e residente a Salandra. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Matera, che hanno provveduto a estrarre il conducente dall’abitacolo e a mettere in sicurezza l’intera area interessata dall’incidente. I sanitari del 118 hanno prestato le prime cure all’uomo, successivamente trasferito all’ospedale di Matera in codice giallo per ulteriori accertamenti e cure mediche. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Presenti sul luogo del sinistro anche gli agenti della Polizia Locale, impegnati nei rilievi utili a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e nella gestione della viabilità lungo il tratto interessato. Durante le operazioni di soccorso e di ripristino delle condizioni di sicurezza, il traffico ha subito rallentamenti con la temporanea chiusura di una corsia.

Il M5S chiede chiarezza sul cambio di gestione e maggiori tutele per lavoratori e qualità del servizio pubblico urbano

Tpl Matera, dubbi e tensioni sul nuovo servizio

MATERA. «Prima di qualsiasi firma servono verifiche rigorose e ga- ranzie concrete». È la posizione espressa dal capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio comunale di Matera, Domenico Bennardi, intervenuto sul futuro del trasporto pubblico locale cittadino dopo l’incontro tra amministrazione comunale e organizzazioni sindacali.Bennardi spiega di seguire da mesi la vicenda e ricorda di aver già presentato un’interrogazione consiliare sul tema, sottolineando come la questione riguardi non soltanto il destino dei lavoratori coinvolti, ma anche la qualità di un servizio ritenuto essenziale per cittadini e turisti. Secondo il consigliere, le preoccupazioni espresse dalle sigle sindacali «sono legittime e meritano risposte concrete», soprattutto a poche settimane dal pre-

visto cambio di gestore e in un periodo delicato per la città, tra Festa della Bruna e stagione turistica.Nel suo intervento Bennardi chiarisce alcuni aspetti che, a suo dire, sarebbero stati ricostruiti in maniera imprecisa nelle ultime settimane, anche durante i lavori del Consiglio comunale. «Nessuno ha mai chiesto formalmente all’attuale gestore Miccolis una proroga del servizio», afferma, ricordando che la stessa azienda avrebbe comunicato ufficialmente la cessazione del servizio dal 30 giugno 2026, senza disponibilità a proroghe tecniche. Inoltre, sempre secondo quanto riferito dal capogruppo pentastellato, la società continuerebbe a contestare gli esiti della procedura attraverso ulteriori iniziative legali.Bennardi evidenzia poi che la convenzione sottoscritta dalla pre-

cedente amministrazione comunale rappresentava soltanto «un primo passaggio» e che il nodo centrale riguarda ora il contratto di servizio che il Comune dovrebbe eventualmente sottoscrivere dopo aver effettuato tutte le verifiche necessarie sulla tutela occupazionale, sulle clausole ambientali e sulla qualità complessiva del servizio.Nel documento viene richiamata anche la differenza tra le offerte presentate in gara. Bennardi

sottolinea che la proposta di Miccolis, risultata prima in graduatoria per punteggio tecnico ed economico, prevedeva autobus elettrici, investimenti e servizi innovativi. Per questo chiede chiarezza sui costi di eventuali adeguamenti del parco mezzi e sulle garanzie necessarie affinché Matera non si ritrovi con un servizio «meno moderno e meno sostenibile».Il consigliere conclude evidenziando che, alla data del primo giugno, non risulterebbero ancora sottoscritti né la nuova convenzione aggiornata tra gli enti coinvolti né il contratto di servizio con il futuro gestore. Una situazione che, secondo Bennardi, impone massima trasparenza e responsabilità istituzionale, senza spazio per «improvvisazione, opacità o scaricabarile politici».

«La sua fermezza evangelica e il suo amore per questa terra continuano a essere una luce guida per l'azione di tutti noi»

Dieci anni senza Don Rocco D’Uva, Scanzano omaggia il pilastro della comunità civile

Oggi 3 giugno, la comunità di Scanzano Jonico si stringerà in un momento di profonda commozione e raccoglimento in occasione del decimo anniversario della scomparsa di don Rocco D’Uva, storico e indimenticato parroco che per anni ha guidato la cittadinanza con paterna devozione e instancabile zelo pastorale. A dieci anni esatti dal giorno in cui don Rocco è tornato alla Casa del Padre, il segno lasciato dal suo ministero resta indelebile. Più che una sem-

plice guida spirituale, don Rocco è stato un pilastro della comunità civile: un punto di riferimento per le famiglie, un educatore attento per i giovani e un porto sicuro per le fasce più deboli della popolazione.Per onorare la sua memoria e ringraziare per il dono della sua vita spesa al servizio del territorio, l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con l’Associazione Unitre Jonica, ha organizzato una giornata con due importanti momenti di ricordo e riflessione. Si inizia oggi

pomeriggio dalle ore 17.00 quando sarà inaugurata una mostra fotografica commemorativa presso il Palazzo Baronale di Scanzano Jonico. Seguirà alle 19.00, nella Chiesa del Palazzo Baronale, la Santa Messa e alle 20.00 avrà luogo un importante convegno presso il Salone delle Feste, sempre nel Palazzo Baronale. Sulla figura del compianto parroco è intervenuto il Sindaco di Scanzano Jonico, Pasquale Cariello, esprimendo il sentimento dell'intera amministrazione e della citta-

dinanza:«Ricordare don Rocco D’Uva a dieci anni dalla sua scomparsa non è un semplice atto formale, ma un dovere morale per tutta Scanzano Jonico. Don Rocco ha saputo intercettare i bisogni reali della nostra gente, spendendosi senza sosta per la crescita sociale, culturale e spirituale del nostro comune. Le sue intuizioni educative, il forte impulso dato alle attività per i giovani e la sua costante vicinanza agli ultimi sono un'eredità preziosa che abbiamo il dovere di custodire e valorizza-

re ogni giorno. La sua fermezza evangelica e il suo amore per questa terra continuano a essere una luce guida per l'azione di tutti noi, amministratori e cittadini, nel segno dell'unità e del bene comune». L'Amministrazione Comunale e la comunità parrocchiale invitano tutta la cittadinanza, le associazioni e quanti hanno condiviso un tratto di strada con don Rocco a partecipare alla celebrazione di oggi, per rinnovare insieme un legame d'affetto che il tempo non ha scalfito.

Don Rocco D’Uva
P. Cariello, Sindaco di Scanzano Jonico

LA RUBRICA DI CRONACHE

Appunti di realtà 3 giugno L’errore di sentirsi pronti

C’è un’abitudine moderna che si presenta con modi impeccabili.Non alza la voce.Non impone nulla.Non sembra nemmeno un problema.Anzi, viene spesso scambiata per una virtù.Si chiama “essere pronti”.Siamo diventati una generazione di persone pronte.Pronte a capire.Pronte a intervenire.Pronte a scegliere.Pronte a cambiare vita… appena tutto sarà perfettamente chiaro.Il dettaglio curioso è che questa “prontezza” somiglia sempre più a una forma sofisticata di sospensione.Una specie di sala d’attesa esistenziale, arredata con buone intenzioni e giustificazioni impeccabili.Con il tempo, qualcuno ci si sistema anche comodo.Troppo comodo.Perché essere sempre pronti, a volte, significa soprattutto non esporsi mai davvero.C’è chi studia la vita così a fondo da dimenticarsi di attraversarla.Chi accumula informazioni fino al punto in cui ogni decisione diventa teoricamente sbagliata.Chi aspetta il momento giusto, come se la realtà avesse un calendario gentile da consultare prima di presentarsi.E intanto la vita non aspetta.Non si prenota.Non richiede autorizzazioni.E, dettaglio non trascurabile, non si interessa minimamente del nostro livello di preparazione.Qui nasce un piccolo paradosso, quasi imba-

razzante.Più cerchiamo di essere pronti, più rischiamo di arrivare in ritardo sulla vita stessa.Come se la preparazione assoluta diventasse una forma elegante di rinvio.Un modo raffinato per dire “non ancora”, sperando che il “poi” sia meno rischioso dell’adesso.Ma il “poi”, in realtà, non è mai neutro.È già una scelta.Una scelta che spesso decide al posto nostro.E che, a volte, ci somiglia molto meno di quanto crediamo.Esiste infatti una forma di illusione molto moderna: credere che si possa vivere solo quando si è completamente pronti a vivere.Come pretendere di imparare a respirare senza mai inspirare davvero.La verità è meno rassicurante, e forse proprio per questo più onesta.Non si diventa pronti prima. Si diventa pronti dentro.Mentre si sbaglia misura.Mentre si inciampa in ciò che non si era previsto.Mentre si entra in contatto con ciò che non si controlla.E qui accade qualcosa di interessante.Quello che chiamiamo “errore” spesso è solo il punto in cui la vita smette di essere teoria.Non c’è manuale che regga il contatto con la realtà.E, per fortuna, non c’è nemmeno una versione perfetta di noi stessi da raggiungere prima di cominciare.C’è un’altra trappola, più sottile.Quella di trasformare la prudenza in identità.“Non sono pronto” diventa “non sono il tipo che rischia”.“Sto aspettando il mo-

mento giusto” diventa “io sono fatto così”.E così una fase diventa una definizione.Una pausa diventa una personalità.Una sospensione diventa una vita intera.La cosa più ironica è che, nel frattempo, la vita continua a funzionare benissimo senza il nostro permesso.Le relazioni si aprono o si chiudono.Le occasioni passano.Le parole non dette diventano rumore silenzioso.E le decisioni che non prendiamo… vengono comunque prese, ma senza di noi.C’è un insegnamento profondo che attraversa molte esperienze umane: la realtà non premia chi la osserva meglio da lontano, ma chi accetta di attraversarla mentre è ancora incerta.Non si tratta di impulsività.Sarebbe troppo semplice.Si tratta di una forma di fiducia più radicale: quella che permette di muoversi anche senza garanzie.In questo senso, la vita ha un senso dell’umorismo piuttosto sottile.Ti prepara proprio mentre smetti di

aspettare di essere preparato.Ti rende capace mentre smetti di pretendere di esserlo già.E a volte lo fa senza avvisare.Con la naturalezza con cui le cose importanti arrivano quando smetti di trattenerle.Forse il punto non è eliminare la preparazione.Sarebbe ingenuo.Il punto è non trasformarla in un alibi raffinato.Perché la preparazione serve a sostenere il movimento.Non a sostituirlo.C’è una differenza sottile ma decisiva tra chi si sente pronto e chi si mette in cammino.Il primo ha molte certezze.Il secondo ha una direzione.E spesso è il secondo a scoprire, strada facendo, che la vita non chiede perfezione.Chiede presenza.E la presenza, a differenza della preparazione, non si accumula.Si vive.E quando finalmente lo si capisce, ci si accorge che non esisteva davvero un momento giusto.Solo momenti attraversati.O mancati.E la differenza, a volte, è tutta qui.

Monza, impresa storica del potentino Rocco Mazzola

Una rimonta straordinaria ha segnato la 3 Ore di Monza del GT World Challenge Europe powered by AWS. L’equipaggio della Audi R8 LMS GT3 della Silver Cup, composto dall’italiano Rocco Mazzola, dal danese Sebastian Øgaard e dall’israeliano Ariel Levi, ha conquistato una storica vittoria assoluta partendo dalla 29ª posizione in griglia.Sul circuito brianzolo, i tre piloti hanno recuperato ventotto posizioni, precedendo vetture e team della classe Pro e firmando un risultato senza precedenti: per la prima volta una squadra della Silver Cup si è aggiudicata una gara della Endurance Cup.Tra i protagonisti del successo spicca il nome del ventenne Rocco Mazzola, pilota originario di Potenza, che porta così la Basilicata sul gradino più alto di uno dei più prestigiosi campionati europei riservati alle vetture Gran Turismo. Per il giovane lucano si tratta del risultato più importante della carriera internazionale.Mazzola conferma le qualità già evidenziate nel 2023, quando a soli 17 anni conquistò il titolo di Campione Italiano GT Endurance. Un percorso di crescita costante che lo

ha portato a imporsi su un palcoscenico di altissimo livello tecnico e sportivo.Particolarmente significativo il momento vissuto al termine della gara con il padre Raffaele, tra i primi a raggiungerlo dopo la bandiera a scacchi. Un’immagine che ha sintetizzato anni di sacrifici e sostegno familiare lungo il cammino che ha portato il giovane pilota potentino ai vertici del motorsport europeo.«Fare la storia è qualcosa che sogni. Vivere la storia è qual-

cosa di completamente diverso», ha dichiarato Mazzola dopo la gara, dedicando il successo ai compagni di squadra, al team e alla propria famiglia.L’impresa di Monza rappresenta anche un motivo di orgoglio per la Basilicata, raramente protagonista in discipline motoristiche di questa dimensione internazionale. Per Mazzola, ora, si aprono nuove prospettive in vista del prosieguo della stagione e delle future sfide nel motorsport europeo.

Partiti dalla 29ª posizione, Rocco Mazzola e il Team Tresor Attempto Racing riscrivono la storia della Endurance Cup con una vittoria senza precedenti

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Cronache del 3 giugno 2026 by Cronache - Issuu