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cifre da record nel quadriennio 2022-2025 per aiutare le famiglie lucane

DOpO L'EMERGENzA sIccITà ARRIVA L'EMERGENzA pIOGGIA
costretti a svuotare la diga della camastra e gli investimenti di Acqua del sud dove sono? Evacuate 15 persone a Rapolla, allagamenti nel Metapontino e problemi ovunque. Non si può vivere di urgenza
D I F R AN c Esc O ME NO NN A
Ieri in tutto il mondo è stata celebrata la giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo. La World Autism Awareness Day promossa dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2007 con il dichiarato intento di richiamare l'attenzione sui diritti delle presone affette da spettro autistico.Il blu è il colore scelto e (...)

■ continua a pag 16 La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 3
a quando questi patrioti sono finiti per accomodarsi in poltrona s’erano profetizzati tempi bui per la povera Basilicata, ma nemmeno la più fervida tra le immaginazioni a disposizione dei comuni mortali poteva mai prevedere l’indicibile politico e cioè che si sarebbero macchiati d’una tale quantità di disastri e di figuracce da battersela davvero con i peggiori d’Italia. Ora con buona pace di Vito Bardi che questo centrodestra consentisse d’avere il vizio facile della campanofilia è provato dal suo silenzio omissivo dinnanzi alle frotte di manager, dirigenti, avvocati staffisti e capetti, tragicamente importati proprio nella nostra regione, manco non ci fossero lucani degni d’essere incaricati a responsabilità pubbliche. Eppure se è vero che ad ogni azione corrisponde una reazione, almeno secondo la legge bella e giusta del contrappasso, allora per il migliore import di campani in Basilicata c’è, guarda caso, anche il peggior export d’Italia (-17,8%), stando a quello che ci racconta la sempre benemerita ISTAT che segnala, tanto per farci deprimere ancor di più, l’ottima performance avuta dalla scassatissima Calabria (+10,8%). Canta Pitbull: “Import export…”
OLTRE IL GIARDINO A Cronache Tv, Scaringi dice no al trasferimento degli uffici Cultura nel Teatro di Potenza

«La Basilicata verso un’era di energia più sostenibile»


cRONAcA
Le Fiamme Gialle sequestrano beni a un’azienda di Lagonegro per 3,4mln: l’indagine della locale Procura riguarda l’evasione fiscale
■ Servizio a pag 12
MATERA
Nuova Seduta del Consiglio comunale: approvate agevolazioni Tari e fondo affitti, respinta la mozione sui mini vitalizi
■ Servizio a pag 21
AcADEMy DEI MEsTIERI
A Tito un progetto che coinvolge Attal, Unibas Protezione Civile e aziende, Laurino: «Nuove abilità per i giovani»
■ Errichetti a pag 20
cOppA ITALIA sERIE c Le Istituzioni celebrano la vittoria del Potenza: i complimenti di Pittella, Polese, Cupparo e Chiorazzo alla squadra
■ Servizio a pag 27

















Dopo la siccità arriva l'emergenza pioggia. Ancora costretti a svuotare la diga della Camastra ma dove sono gli investimenti di Acqua del Sud?
Evacuate 15 persone a Rapolla, allagamenti nel Metapontino e problemi ovunque. Non si può vivere d’urgenza

DI M ASSIMO D ELLAPENNA
Certe volte sembra di vivere un romanzo dell'assurdo, come se ci si trovassimo in una di quelle storie nelle quali tutto diventa senza senso o nelle quali, comunque, è difficile trovare un senso.
Le parole devono avere un senso, devono essere usate in un significato reale, se perdono quel significato diventano vuote e inutili. Per esempio, la parola emergenza dovrebbe riguardare qualcosa che abbia una sua straordinarietà, una sua anomalia e una sua singolarità.
Invece, noi in Basilicata viviamo perennemente nell'emergenza anche in modo surreale e agli antipodi tra un'emergenza e l'altra.
CHE PIOVA O CHE NON PIOVA
Qualche tempo fa eravamo in emergenza idrica. C'era poca acqua, era necessario intervenire in qualche modo perché si rischiava che i Comuni, specialmente quelli dell'area della Camastra, rimanessero senz'acqua. Chi si ricorda di ciò che accadde, ricorderà che fu necessario recuperare l'acqua del Basento, razionare l'acqua etc...
Adesso l'emergenza sembra opposta: piove troppo. Quest'anno è stata un'annata di precipitazioni importanti, è nevicato ed è piovuto tanto.
Il mese di Marzo si è chiuso con la neve sulle nostre vette, il mese di Aprile si è aperto con grandi piogge torrentizie che hanno por-

tato davanti ai nostri occhi le immagini dei fiumi in piena, dei torrenti che esondavano e degli smottamenti di terreno.
La situazione più grave è a Rapolla dove sono state evacuate sette abitazioni a causa di una frana. Sul posto si sono recati subito il Presidente Bardi ed il vicepresidente Pepe a dimostrare la vicinanza della Regione Basilicata.
Nel frattempo gli alluvioni e la grandine hanno devastato le coltivazioni del Metapontino, gli allevatori sono in ginocchio e hanno seria difficoltà ad affrontare la situazione, anche qui servirà l'intervento delle istituzioni. SERVONO INTERVENTI STRUTTURALI
Ci dispiace dover dire l'ovvio ma servono interventi strutturali. L'emergenza troppo spesso altro non è che la mancanza di manutenzione e la mancanza di investimenti veri.
L'esempio ci viene proprio dalla Camastra. Abbiamo ricordato sopra che poco tempo fa la diga che disseta il potentino fu costretta a razionare l'acqua e anche a utilizzare l'acqua del Basento per riempirsi, oggi per le troppe precipitazioni è stato necessario aprire la paratia e buttare verso il mare l'acqua raccolta in eccesso, tonnellate di acqua potabile che verrà sprecata. Il contrappasso rivela la mancanza di progettazione e di visione. La verità banale è che non piove a comando, ci sono annate con maggiori precipita-

zioni ed annate dove l'acqua scarseggia. Le dighe, dai tempi degli antichi babilonesi, servono per raccogliere l'acqua in eccesso negli anni di straordinarie precipitazioni per usarla negli anni di poca pioggia.
Le dighe sono state una grande infrastruttura per la nostra Regione. Necessita che siano manutenute ed ampliate. Abbiamo benedetto il superamento di EIPLI con la nascita di Acqua del Sud, proprio perché immaginavamo che il nuovo ente avrebbe potuto migliorare la situazione e fare investimenti reali. Se siamo ancora costretti ad aprire le paratie per perdere l'acqua significa che gli investimenti non ci sono stati e che Acqua del Sud lavora e funziona esattamente come EIPLI. Se così è, a cosa è servito il cambio di asset-
to societario? Ha ragione chi dice che è solo fumo negli occhi?
IL DISSESTO IDROGEOLOGICO
Un ragionamento simile vale per il dissesto idrogeologico. Le frane, gli smottamenti, gli gomberi delle case non accadono per caso e neanche solo per la pioggia. La pioggia agisce rovinando terreni nei quali non c'è stata la corretta manutenzione. Anche qui è necessario intervenire con misure strutturali. Il dissesto idrogeologico si previene pulendo e realizzando canali, migliorando il recupero e la captazione delle acque e anche con tutti le misure che impediscono le frane. Se servono risorse le si metta in campo. Sono peraltro misure che consentono anche di creare grandi ritorni occupazionali.
Lo stesso discorso vale per le coltivazioni e per l'agricoltura. Non può essere che la pioggia o la siccità siano sempre devastanti. Il clima non agisce a comando ma siamo noi a doverci regolare secondo le variazioni del meteo e adattarci.
Non è interesse di questo articolo entrare nel merito delle misure per contrastare il cambiamento climatico, sicuramente non è compito della Regione e delle amministrazioni locali agire in una dimensione così storica e globale. Certamente, però, sono la Regione, il Consorzio di Bonifica, Acqua del Sud etc… possono mettere in campo le misure che servono per adeguarci ai cambiamenti climatici. Che piova o che non piova non può essere sempre emergenza.
Sopralluogo di Bardi e Pepe a Rapolla dove sono state sgomberate 7 abitazioni a causa del crollo di un muro di contenimento

D I E M AN UE L A CAL A B R ES E
Dal potentino al materano, pioggia, vento e grandine stanno devastando i territori lucani. Smottamenti, frane, allagamenti, alberi caduti, coltivazioni devastate. Attraversando le strade della Basilicata, un po' ovunque si incontrano tristi scenari.
Nel capoluogo potentino il paesaggio non è diverso ed è sotto attento monitoraggio il fiume Basento che proprio per via delle abbondanti e continue precipitazioni e della piena degli affluenti, si è ingrossato rompendo gli argini ed esondando in più punti della città, con conseguenti straripamenti di acqua nelle arterie stradali che hanno causato non pochi disagi agli automobilisti.
Attenzione alta da parte della Protezione Civile. Chiusi al passaggio anche i camminamenti del Parco fluviale e allagati i sottopassi. Panchine e postazioni per le biciclette emergono dall'acqua fangosa, mentre le auto cercano di arrancare piano. Diversi anche gli alberi caduti, trascinati dalla piena. Ma l’allerta è continua su tutto il territorio regionale: A Rapolla, verso l'alba di ieri è ormai noto il cedimento di una strada vicina alle palazzine di via Melfi, che ha reso necessario sgomberare tre famiglie. A lavoro sul luogo i Vigili del Fuoco e tecnici specializzati per monitorare il peri-
colo di eventuali fughe di gas, insieme all'Amministrazione, con il Sindaco Biagio Cristoforo e i tecnici comunali.
Nel pomeriggio il presidente Vito Bardi e l’assessore alle Infrastrutture e trasporti Pasquale Pepe hanno effettuato un sopralluogo a Rapolla. Il Presidente Bardi ha espresso vicinanza alla comunità: «La priorità assoluta in questo momento è la tutela dell’incolumità pubblica. La Regione è al fianco dell’amministrazione comunale per gestire questa emergenza e per avviare, non appena le condizioni meteo lo consentiranno, tutte le verifiche necessarie sul dissesto idrogeologico che sta interessando diverse aree del nostro territorio».
«Il quadro che emerge da questo sopralluogo – sottolineano Bardi e Pepe – è indicativo della fragilità del nostro territorio di fronte a eventi meteorologici di questa portata. Siamo in costante contatto con i sindaci e i responsabili della Protezione Civile per monitorare le strade provinciali e comunali. La nostra task force è già operativa per mappare i danni e intervenire con la massima solerzia, perché la sicurezza infrastrutturale è il presupposto imprescindibile per la tenuta delle nostre comunità».
Un movimento franoso ha invece interrotto l’accesso all’abitato del Comune di Castelmezzano. «Dopo una lunga e difficoltosa gior-


nata di lavoro, sotto un'intensa pioggia battente e oltre 11 ore continuative di impegno operativo con escavatore, 3 camion e mezzi più piccoli per la pulizia del fondo stradale e taglio degli alberi trascinati dalla frana, è stato riaperto il transito veicolare verso il paese su entrambe le carreggiate -spiega il Sindaco Nicola Valluzzi- Un ringraziamento obbligato, agli operatori dell’impresa incaricata dell’intervento d’urgenza, ai volontari della Protezione Civile del Gruppo Lucano di Castelmezzano che hanno svolto un’opera preziosa sotto una pioggia intensa per l’intera giornata, al personale del comune e agli amministratori che con immediatezza si sono spesi per riaprire la strada e l’accesso al borgo a poche ore dalla Pasqua. L’emergenza, purtroppo, continua a Castelmezzano e sono in corso sopralluoghi per altri 4 movimenti franosi verificati su altrettante strade comunali, con due chiusure al transito (Piano del Miele e Fontana del Signore)». Fino alla cessata emergenza, il Comune invita la cittadinanza ad evitare, se non per stretta necessità, l’utilizzo dell’auto per il raggiungimento delle campagne e delle contrade del territorio comunale.
Inoltre è in corso l’allerta Arancione a valle della Diga Camastra «per l’ingrossamento del torrente omonimo, anche a causa dello

scarico delle acque della diga e si segnala di mantenere alta l’attenzione sulle attività insediate nell’area artigianale del comune». Spostandoci a Laurenzana sulla S.P. 32, sono stati segnalati smottamenti e piccoli cedimenti della scarpata stradale. «Il Sindaco è in contatto continuo con la Provincia, che nonostante la persistente situazione di emergenza che riguarda l’intero territorio regionale, nelle prossime ore invierà una squadra sul posto e sta programmando gli ulteriori interventi necessari. La situazione è sotto costante monitoraggio» spiegano dal Comune.
A seguito dell’allerta meteo anche il Comune di Pescopagano comunica che è stata disposta «l’apertura dello sbarramento del Lago di Conza, al fine di garantire il mantenimento dei livelli di sicurezza dell’invaso. Tale operazione comporterà un significativo aumento della portata d’acqua lungo il fiume Ofanto – pertanto gli Amministratori invitanoi cittadini, in particolare coloro che si trovano nelle zone a valle, ad adottare la massima prudenza». A Terranova di Pollino, «un vistoso cedimento di terreno sulla SP92 ha causato l’interruzione temporanea del transito per raggiungere il paese. Tempestivamente sono stati allertati gli organi competenti per mettere in sicurezza l’area interessata e ripristinare il traffico e difatti dopo poche ore l’intervento è terminato con la rimozione del terreno causato dal cedimento della scarpata e la conseguente riapertura del traffico».
Con Ordinanza Sindacale a Ruvo del Monte è stata disposta la «chiusura temporanea al transito delle strade comunali con accesso dalla SS 401 "Ofantina", in direzione del fiume Ofanto e della Fiumara di Atella, a causa del superamento della soglia di rischio idraulico segnalato dalla Protezione Civile -avvisa il ComuneIl provvedimento è in vigore da ieri fino al cessato pericolo».

A San Chirico Raparo, invece le abbondanti piogge «hanno gravemente compromesso la viabilità sulla Sp7 in località Noceto, situazione già segnalata e attenzionata - comunica il Sindaco Vincenzo Cirigliano- Negli ultimi giorni abbiamo presidiato l'area insieme all'Utc e interloquito con la Provincia di Potenza, fino al sopralluogo che ha mostrato una frana enorme che inibisce il transito veicolare e soprattutto sta creando gravi danni alle aziende che si trovano a monte». La Provincia sta lavorando per chiudere al transito quel tratto di strada (km 45.400 sp7 in direzione Sella del titolo) ed il Comune è «in costante interlocuzione con Provincia e Regione per cercare di risolvere o comunque arginare la frana».
A Maschito la SP 168 direzione Palazzo San Gervasio è momentaneamente chiusa al traffico per frana, e l'Amministrazione comunale consigliava ieri di «evitare di mettersi in viaggio, mentre sul territorio, in Via Falcone e Borsellino, una frana si è verificata in prossimità di Cassetta ed uno smottamento ha interessato la SP 10 Terzo Tronco direzione Forenza».
In territorio di Melfi, il torrente Melfia ha superato i livelli di guardia esondando in più punti del territorio urbano, con grossi disagi alla circolazione, e diverse strade chiuse al transito, mentre nelle scorse ore continuava a piovere su tutto il Vulture-Melfese, Anche a Venosa diverse strade sono interessate da allagamenti e si sono verificate frane e smottamenti su strade di collegamento con i comuni limitrofi. Ancora, ad Acerenza, le piogge
forti delle ultime ore stanno mettendo a dura prova il territorio creando disagi e smottamenti. Acqua, fango e detriti cospargono diverse strade comunali e provinciali sulle quali il Comune invita a far attenzione.
In territorio di Genzano di Lucania, la Sp33 Peuceta è chiusa al traffico veicolare e per chi proviene da Bari, Gravina e si dirige a Genzano, occorre proseguire per la Sp 123 direzione Oppido Lucano. «La Provincia ha attivato delle verifiche in direzione Taccone e Irsina per un significativo smottamento – aggiornano dal Comune- Anche la Sp 169 in direzione Spinazzola e Potenza presentava fanghiglia e sversamenti sulla carreggiata».
Situazione di allerta in Comune di Banzi, dove una nuova frana sulla SP6 in direzione da Banzi verso Palazzo S.Gervasio si è verificata a pochi metri di distanza dal precedente smottamento, «interessando lo stesso tratto stradale. Detriti e fango nelle scorse ore hanno invaso parte della corsiaed anche qui- il Comune ha allertato la Provincia di Potenza affinché intervenga».
Diverse sono le segnalazioni di difficoltà sulla viabilità.
LA SITUAZIONE
NEL MATERANO
Spostandoci invece nel Materano, a Pisticci è stato chiuso al traffico il ponte Torre Accio e il bivio Cicimone- Azienda Agraria. «È stato attivato il Centro operativo comunale, per seguire l’evoluzione della situazione. Sono inoltre in corso monitoraggi su ulteriori tratti tra Torre Accio e Incoronata, dove la piena in transito ha interessato gli argini di destra, nel




territorio del Comune di Pisticci». Allerta anche a Stigliano, dove «a seguito di sopralluogo sulla viabilità, il territorio comunale si trova in una situazione di moderata criticità: Sulla S.C. n. 1 Acinello c’è stato un leggero smottamento che ha causato un versamento di terreno su una corsia della strada, pericolo segnalato; S.P. n. 2 Saurina e S.P. n. 103 sono percorribili con cautela; Le strade comunali nelle zone rurali (Località Acinello, Caputo, Gannano, Serra di Croce) sono allo stato attuale transitabili con la dovuta cautela; La strada provinciale per Carpinello, già chiusa per lavori in corso, è stata erosa ulteriormente dalla pioggia. Si consiglia di fare attenzione alla guida - concludono dalla Casa Comunaleconsiderato che la Protezione Civile Regionale ha emesso avvisi di criticità regionale per questa sera e anche per la giornata di domani».
Segnalata a San Mauro Forte la chiusura al traffico della strada comunale "San Donato" a seguito del crollo di un immobile che ha ostruito la carreggiata. «La
chiusura è necessaria anche a causa del possibile cedimento di altri immobili - spiegano dalla Casa comunale che invita- tutti i cittadini a prestare attenzione e a contattare il 112 in caso di altre situazioni o pericoli». Grave infine la situazione in territorio di Rotondella, dove l'ormai nota «grandinata di straordinaria intensità ha interessato il territorio, causando rilevanti danni alle produzioni agricole e mettendo in seria difficoltà numerose aziende del comparto».
Così nelle scorse ore «è stato attivato il Centro Operativo Comunale, al fine di assicurare, nell’ambito del territorio comunale, la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso, informazione e assistenza alla popolazione, per fronteggiare eventuali situazioni di emergenza». Fondamentale in queste situazioni l'attivazione dei Centri Operativi Comunali, responsabili delle attività a livello comunale-locale. Sono difatti molti i Comuni lucani che si sono attivati in questo senso per far fronte alle criticità e alle segnalazioni dei cittadini.
Allerta arancione e task force attiva: la Regione chiede ai Comuni segnalazioni tempestive per affrontare le criticità e accelerare gli interventi
Le persistenti precipitazioni che stanno interessando il territorio lucano mantengono alta l’attenzione sul fronte del rischio idraulico e idrogeologico. In questo contesto, la Direzione Infrastrutture della Regione Basilicata ha inviato una comunicazione ufficiale a sindaci e presidenti delle Province, sollecitando la massima tempestività nella segnalazione di eventuali criticità ed emergenze.Parallelamente, è già in corso l’iter per la richiesta dello stato di calamità, avviato in collaborazione con il Dipartimento Agricoltura e il Dipartimento Ambiente, al fine di garantire un supporto concreto ai territori colpiti.«In momenti difficili come questo – ha dichiarato il vicepresidente regionale e assessore alle Infrastrutture con delega alla Protezione civile, Pasquale Pepe – la tempestività delle informazioni è decisiva quanto l’efficacia degli interventi. Abbiamo bisogno di una rete istituzionale reattiva e coordinata, capace di trasformare ogni segnalazione in un’azione concreta a tutela delle comunità locali».L’attenzione degli enti locali dovrà essere costantemente allineata al livello di allerta aran-

cione diramato dall’Ufficio di Protezione Civile regionale. In questa fase si rende necessario un monitoraggio continuo del territorio e la valutazione dell’eventuale attivazione dei Centri Operativi Comunali (COC), qualora l’evoluzione delle condizioni lo richieda.Per rafforzare la capacità di intervento, è stata inoltre istituita una task force tecnica incaricata di effettuare sopralluoghi nei casi in cui vengano se-
gnalate criticità specifiche. I Comuni sono stati invitati a utilizzare i canali della Sala Operativa Regionale per ogni esigenza urgente o richiesta di assistenza alla popolazione, oltre a trasmettere con rapidità le schede di rilevazione dei danni già registrati.Le segnalazioni dovranno riguardare in particolare infrastrutture viarie, opere pubbliche, edifici e reti di servizi essenziali, così da consentire una prima ri-
cognizione puntuale e accelerare le successive fasi di intervento.Con una seconda comunicazione, la Direzione Infrastrutture ha inoltre definito le modalità operative per la presentazione delle richieste di sopralluogo relative agli interventi urgenti. Le istanze dovranno essere corredate da una documentazione tecnica completa, comprensiva di relazione dettagliata sull’evento, delle cause e di materiale fotografico.La qualità e la completezza delle informazioni trasmesse rappresentano un elemento chiave per rendere più efficiente l’intera catena decisionale, dalla fase di verifica fino all’attivazione degli interventi necessari al ripristino delle condizioni di sicurezza.«Non si tratta solo di rispondere all’emergenza –ha aggiunto Pepe – ma di farlo con metodo e responsabilità. Ogni dato raccolto in queste ore contribuisce a costruire un quadro chiaro dei danni e delle priorità, evitando dispersioni di tempo e risorse. Con un’azione collegiale e condivisa, si potrà garantire il più possibile una protezione reale dei territori, rafforzando la capacità di reazione del sistema pubblico».
Colpiti in particolare Rotondella e Nova Siri: la Regione attiva il coordinamento con i sindaci e avvia le verifiche sui danni
Una violenta grandinata ha colpito nelle ultime ore il Metapontino, provocando danni soprattutto nei territori di Rotondella e Nova Siri e mettendo in allerta istituzioni e comparto agricolo.A seguire da vicino l’evolversi della situazione è l’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, che ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto: «Sto seguendo con forte preoccupazione quanto sta accadendo in queste ore nel Metapontino a seguito della grandinata che ha colpito in particolare i territori di Rotondella e Nova Siri – dichiara – e ho immediatamente coinvolto il presidente della Regione Vito Bardi, che sta seguendo e coordinando l’evoluzione della situazione. Mi sono at-
tivato per raccogliere le segnalazioni provenienti dai sindaci e dagli amministratori locali, con i quali sono in costante contatto».Un lavoro di raccordo è già in corso tra i territori e la Giunta regionale, con l’obiettivo di garantire una risposta tempestiva e coordinata. «Sto svolgendo un raccordo diretto tra i territori e la Giunta regionale – prosegue Latronico – condividendo in tempo reale le informazioni con gli assessori competenti, a partire dall’assessore alla Protezione civile Pasquale Pepe e dall’assessore all’Agricoltura Carmine Cicala, per garantire una risposta coordinata, tempestiva ed efficace rispetto ai danni che stanno emergendo».Le prime verifiche segnalano criticità importanti, in particolare nel settore agricolo, già messo a dura

prova dagli eventi meteorologici. «Dalle prime verifiche – aggiunge – si registrano criticità rilevanti nelle aree agricole, con possibili ripercussioni significative sui raccolti e sull’economia di numerose aziende. È quindi indispensabile attivare subito i sopralluoghi tecnici per la puntuale quan-
tificazione dei danni e predisporre le conseguenti misure di sostegno, accompagnando nell’immediato le imprese colpite e lavorando parallelamente su strumenti di prevenzione e resilienza».La Regione, assicura l’assessore, continuerà a seguire da vicino la situazione, mantenendo un costante
coordinamento con i territori. «La Regione Basilicata è vicina alle comunità e al comparto agricolo del Metapontino – conclude Latronico – e continueremo a lavorare in stretto coordinamento con i sindaci e con gli assessorati competenti per assicurare interventi rapidi e concreti».
«Basta tatticismi, si lavori per il bene comune»: il sindacato chiede unità a politica e parti sociali per fermare lo spopolamento
POTENZA. La Basilicata continua a perdere residenti e rischia un progressivo svuotamento sociale ed economico. È il quadro tracciato dalla Cisl in una lettera aperta alle forze politiche e sociali, con cui il segretario generale Vincenzo Cavallo rilancia la proposta di un patto per affrontare la crisi demografica.I dati più recenti indicano per la regione il calo più alto in Italia, con un tasso negativo pari a nove per mille, accompagnato da un saldo migratorio interno anch’esso negativo. Un fenomeno che segnala la continua uscita di cittadini verso altre regioni e che incide direttamente sul tessuto produttivo e sociale.
«Quando si abbandonano i piccoli centri – evidenzia il sindacato – non si perdono solo abitanti, ma competenze e prospettive di sviluppo». La riduzione della popolazione in età attiva rischia infatti di compromettere la sostenibilità dei servizi essenziali, dalla sanità alla scuola, fino ai trasporti.A pesare è anche l’invecchiamento della popolazione, con una quota crescente di anziani che aumenta la pressione sul sistema di welfare. In questo contesto, la Cisl invita a trasformare la crisi in opportunità,

puntando su nuovi modelli di assistenza territoriale e su una maggiore integrazione dei servizi.La proposta parte dalla rigenerazione delle aree interne e dalla promozione della «restanza», cioè la scelta di restare e investire nei territori. Per rendere concreta questa visione, il sindacato indica come priorità il rafforzamento dei servizi essenziali e delle infrastrutture, a partire dal superamento del divario digitale.
Un ruolo centrale è attribuito a giovani e donne, considerati leva strategica per lo sviluppo. Servono politiche per l’occupazione, strumenti di conciliazione e iniziative capaci
di favorire il rientro dei giovani qualificati. Allo stesso tempo, è necessario investire nella formazione continua per sostenere un mercato del lavoro che cambia.
Sul fronte sanitario, la Cisl richiama la necessità di rafforzare la medicina di prossimità, valorizzando l’assistenza territoriale e le nuove tecnologie per garantire servizi anche nelle aree più isolate.«Basta tatticismi, si lavori per il bene comune» è il messaggio rivolto alla politica. L’obiettivo è costruire un modello di sviluppo condiviso, capace di contrastare lo spopolamento e restituire prospettive alla Basilicata.
MATERA. Soddisfazione di Confapi Matera per l’esito del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sul piano Transizione 5.0. Il Governo ha rivisto il taglio lineare del 65 per cento al credito d’imposta, ripristinando le risorse per tutelare gli investimenti già avviati dalle imprese.Le risorse riguardano le aziende che hanno prenotato i fondi tra il 7 e il 27 novembre con domande ammissibili e investimenti già effettuati. Lo stanziamento consentirà di coprire circa il 90 per cento delle richieste, riducendo quasi totalmente l’impatto del prece- dente intervento.«È un segnale di responsabilità – dichiara Massimo De Salvo –che ristabilisce fiducia con il sistema produttivo. Chi ha investito basandosi sulle norme vigenti non poteva essere penalizzato». La soluzione sarà inserita nel decreto fiscale in conversione al Senato.De Salvo sottolinea come il risultato sia frutto del confronto tra istituzioni e sistema Confapi. «Le imprese potranno avere quanto promesso. In una fase complessa, garantire certezza è fondamentale anche per le misure future».Particolarmente esposte sarebbero state le piccole e medie imprese, che senza correttivi avrebbero rischiato problemi di liquidità. Per Confapi, la collaborazione tra parti datoriali e Governo resta decisiva per sostenere competitività e investimenti.

Confcommercio avvia l’iniziativa: «Uso responsabile e consulenza per le imprese», mentre crescono i costi di luce e gas
POTENZA. Le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran tornano a incidere sui mercati energetici e riaccendono l’allarme per le imprese del terziario. Confcommercio Potenza segnala possibili aumenti significativi delle bollette di elettricità e gas nei prossimi mesi, con effetti diretti sui costi di gestione delle attività. Secondo un’analisi realizzata con il Centro Europa Ricerche, nello scenario base le bollette elettriche potrebbero crescere dell’8,5 per cento, mentre in uno scenario più critico l’aumento arriverebbe al 13,9 per cento. Ancora più marcati i rincari del gas, stimati fino al 30 per cento nella previsione più prudente e oltre il 40 per cento in caso di conflitto prolungato.Gli aumenti inciderebbero su tutti i
comparti, dagli alberghi ai ristoranti, fino ai bar e alle attività commerciali, con incrementi che in alcuni casi potrebbero superare i mille euro mensili. Il nodo principale resta legato allo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per petrolio e gas, dove eventuali rallentamenti delle esportazioni potrebbero far impennare i prezzi. Nonostante la diversificazione delle fonti, l’Italia continua a dipendere in larga misura dalle importazioni, mentre il prezzo dell’elettricità resta strettamente collegato a quello del gas. Rispetto alla crisi del 2022, l’attuale scenario presenta aumenti meno improvvisi ma potenzialmente più duraturi.Sul piano locale, il peso delle bollette resta già elevato. Secondo i dati dell’Osservatorio Confcommer-

cio Energia, nel 2025 le spese mensili hanno superato i settemila euro per gli alberghi e i cinquemila per le grandi superfici, con rincari consistenti anche per ristoranti, bar e negozi. Di fronte a questo quadro, Confcom-
mercio Potenza rilancia una campagna di sensibilizzazione sull’uso responsabile dell’energia. «Condividiamo cinque pilastri fondamentali: risparmio energetico, salvaguardia della natura, innovazione, affidabilità e trasparenza», spiega il presidente Angelo Lovallo, sottolineando l’accordo con Enegan per offrire servizi di consulenza alle imprese. Accanto alla campagna, l’associazione chiede interventi strutturali per contenere la volatilità dei prezzi, favorire l’accesso a contratti di energia rinnovabile e semplificare gli investimenti in efficienza energetica. In un contesto internazionale instabile, l’obiettivo è ridurre l’impatto dei rincari e garantire maggiore sostenibilità al sistema produttivo locale.

Sul fronte idrico, solo nel 2025, il risparmio per i costi energetici ammonta a 6,4mln di euro
Al 31 marzo 2026, il contatore del “Bonus Gas” (legge regionale 28/2022) segna una cifra record: 199,5 milioni di euro erogati per il quadriennio 2022-2025. Non sono promesse, ma fatture liquidate che hanno dato ossigeno a 132.858 beneficiari. Solo nell’ultimo anno, il 2025, la Regione ha coperto costi per oltre 60,7 milioni di euro, garantendo che il freddo non diventasse una tassa sulla povertà. Ma è sul fronte idrico che si è giocata la partita più difficile. Gestire l’Acquedotto Lucano, con i suoi 500 impianti necessari a garantire il servizio idrico integrato sulla complicata morfologia del nostro territorio significa sopperire ad un notevole fabbisogno energetico: nel 2025, infatti, risultano attivi 892 POD, l’acronimo di Point of Delivery (Punto di Prelievo). Si tratta delle singole utenze elettriche necessarie per far funzionare l’intera infrastruttura idrica regionale con un consumo complessivo di circa 162 GWh. Se il governo lucano non avesse agito, se fosse
rimasto prigioniero del “mercato di salvaguardia” e delle fluttuazioni impazzite del PUN (l’indice che determina quanto costa l’elettricità all’ingrosso in Italia ogni ora e ogni giorno) che nel 2022 ha toccato picchi insostenibili, oggi parleremmo di un gestore al collasso. Invece, grazie allo storico accordo con ENI e Shell, è stato bloccato il prezzo della “quota energia” a 82 euro/MWh. I risultati? Nel 2024, risparmiati 5 milioni di euro ri-
spetto ai costi energetici di mercato; nel 2025, il risparmio per i costi energetici del sistema idrico è salito a 6,4 milioni di euro. La vera “stoccata” alla crisi arriva dal Bonus Idrico regionale, finanziato proprio grazie alla differenza di prezzo ottenuta dagli accordi con le compagnie petrolifere. In un biennio la Regione ha erogato oltre 5 milioni di euro direttamente nelle tasche dei cittadini più bisognosi: 2,9 milioni nel 2024 per oltre 35mila richie-

ste. 2,17 milioni nel 2025 per quasi 24mila famiglie. Questi sono importi reali, già decurtati del bonus sociale Arera, che rappresentano una mano tesa concreta verso chi fatica ad arrivare a fine mese. Acquedotto Lucano ha beneficiato, fino al mese scorso, di un prezzo calmierato sul costo dell’energia (grazie all’azione decisa del governo regionale) il cui contratto è andato a scadenza a marzo. È allo studio della governance regionale un nuovo accordo i cui termini sono in fase di negoziazione con una rinnovata riflessione sulla valorizzazione delle risorse disponibili grazie alle compensazioni ambientali. Per restare in tema di trasparenza è utile sottolineare che le azioni intraprese fin oggi dal Governo Bardi hanno garantito risparmi concreti alle famiglie lucane sia in termini di acquisto della materia Gas che nel settore idrico integrato, nella consapevolezza di un quadro critico nazionale e regionale derivante da molteplici fattori di crisi di cui la Basilicata non è certo causa.
L’associazione dei consumatori propone riduzioni delle accise, modulazioni per il gasolio e IVA agevolata sul gas
Iprezzi dei carburanti continuano a salire, pesando in maniera crescente sulle famiglie italiane. A sottolinearlo è l’Adoc, a seguito della riunione della Commissione Allerta Rapida sui prezzi, durante la quale il Garante ha presentato le rilevazioni più recenti e le tendenze del mercato. Secondo l’associazione dei consumatori, la situazione non mostra segni di miglioramento e l’incertezza geopolitica, alimentata dal conflitto in corso e dalla tensione nello stretto di Hormuz, rischia di generare rincari ulteriori non solo sul carburante, ma anche sull’energia, con effetti negativi sull’economia nazionale e sul potere d’acquisto delle famiglie. Per questo motivo, l’Adoc invita il Governo a intervenire con misure concrete, tra cui il rinnovo del Decreto Carburanti. L’associazione propone di ridurre le accise da 25 a 30 centesimi, con una modulazione specifica per il gasolio, il cui prezzo ha superato i 2,20 euro al litro, contro gli 1,80 della ben-

zina. Tra le altre misure, l’Adoc suggerisce di abbassare l’IVA sul gas al 5%, come già avvenuto nel 2022 durante l’emergenza causata dalla guerra in Ucraina, e di trasferire gli oneri di sistema dalla bolletta alla fiscalità generale. Inoltre, l’associazione chiede di tassare gli extraprofitti derivanti dagli eventi bellici realizzati dalle aziende energetiche,
sottolineando che le misure finora adottate, come il Dl Bollette, non hanno pienamente risposto alle esigenze di famiglie, imprese e consumatori.Il presidente dell’Adoc, Canio D’Andrea, ribadisce la necessità di misure strutturali e non emergenziali: «È ormai inderogabile individuare un piano energetico nazionale che renda l’Italia meno dipendente dall’estero e più au-

tonoma sul fronte della produzione e gestione dell’energia».«Solo così sarà possibile garantire sicurezza, stabilità e sostenibilità economica per cittadini e imprese – continua D’Andrea – e contenere i rincari che pesano sulle famiglie e sul tessuto economico del Paese».
L’associazione evidenzia infine come l’adozione di strategie integrate e a lungo termine possa sostene-
re le famiglie in difficoltà e rafforzare la competitività dell’Italia, evitando ulteriori ripercussioni sul costo della vita e sull’economia nazionale. «È fondamentale, inoltre, sviluppare politiche di incentivazione per le energie rinnovabili domestiche, così da permettere a ogni famiglia di ridurre la propria dipendenza dai mercati esteri e dai rincari globali».

Su proposta dell’assessore, finanziati 10 milioni per Smart Grid e progetti esemplari sulle fonti rinnovabili
La Basilicata accelera verso la transizione energetica. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello, ha approvato due provvedimenti chiave che puntano a rafforzare la rete elettrica regionale e a incentivare l’uso di energie rinnovabili.Il primo intervento riguarda la pubblicazione dell’Avviso pubblico per la realizzazione di reti intelligenti di distribuzione dell’energia, le cosiddette Smart Grid. Il progetto, finanziato con 10 milioni di euro nell’ambito del Programma Regionale Fesr Fse+ 2021-2027 – Priorità 3 “Basilicata Green”, mira a modernizzare l’infrastruttura elettrica locale, aumentando flessibilità, resilienza e sicurezza della rete e favorendo l’integrazione delle fonti rinnovabili. Possono parteci-
pare i concessionari del servizio pubblico di distribuzione dell’energia, con interventi che includono la smartizzazione delle cabine primarie e secondarie, il potenziamento delle linee di media e bassa tensione e la digitalizzazione della rete attraverso sistemi di monitoraggio e controllo. Le candidature saranno aperte dal 15 aprile al 14 giugno 2026 sulla piattaforma “Centrale Bandi” e gli interventi dovranno concludersi entro 30 mesi.In parallelo, la Giunta ha approvato lo schema di Accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), che assegna alla Regione risorse per oltre 1,1 milioni di euro destinate alla realizzazione di progetti esemplari sulle energie rinnovabili. Gli investimenti saranno rivolti a impianti con sistemi di accumulo, promozione del-
l’autoconsumo individuale e collettivo e alla diffusione delle comunità energetiche. La firma dell’Accordo è prevista entro il 30 giugno 2026 e, entro 12 mesi, sarà pubblicato un Avviso pubblico gestito dall’Ufficio energia della Direzione generale Ambiente, Energia e Tutela del Territorio.«Con questi provvedimenti – ha dichiarato l’assessore Mongiello – diamo attuazione a una fase centrale della programmazione 2021-2027, investendo su reti intelligenti, energie rinnovabili e modelli innovativi come l’autoconsumo e le comunità energetiche. Non si tratta solo di interventi infrastrutturali, ma di una strategia complessiva per accompagnare la Basilicata verso un sistema energetico moderno, efficiente e sostenibile, capace di generare benefici concreti per cittadini, enti locali e im-

prese e di rafforzare la competitività del territorio».Entrambe le iniziative si inseriscono in una strategia integrata coerente con i principi europei di
sostenibilità e rappresentano un passo importante per favorire innovazione, resilienza e uno sviluppo economico compatibile con l’ambiente.

POTENZA. Disparità nei diritti, nelle tutele e nel trattamento economico tra lavoratori che svolgono man- sioni analoghe. È il quadro tracciato dal Movimento 5 stelle durante la conferenza stampa tenutasi nella Sala Di Mauro del Consiglio regionale della Basilicata, dedicata alla condizione dei comparti Asa, Saap e forestali, da anni segnati da differenze strutturali. A illustrarlo sono state le consigliere Alessia Araneo e Viviana Verri, che hanno evidenziato come, a fronte di attività equivalenti, vi siano differenze marcate nel numero di giornate lavorative riconosciute: 102 per gli Asa, 136 per i Saap e 150 per i forestali. Una forbice che si riflette direttamente sul piano economico e previdenziale, determinando una condizione di disparità tra lavoratori impiegati nello stesso ambito operativo.A incidere è anche la diversa collocazione amministrativa delle categorie: Asa e Saap fanno capo al Dipartimento Attività produttive, mentre i forestali rientrano nel Dipartimento Agricoltura. Una frammentazione che, secondo il Movimento 5 stelle, contribuisce a mantenere disuguaglianze e a impedire una gestione organica e coerente del settore.«È

fondamentale per il territorio e che deve essere valorizzata anche attraverso percorsi formativi adeguati».Le consigliere hanno inoltre ricordato che «dietro le sigle ci sono persone e famiglie» che da anni garantiscono servizi essenziali senza adeguate certezze occupazionali, tutele previdenziali e prospettive di stabilizzazione. Una condizione che, secondo il Movimento 5 stelle, alimenta disagio e sfiducia e richiede un intervento concreto e immediato da parte delle istituzioni regionali.Al centro della proposta politica vi è una mozione che sollecita il presidente della Giunta regionale e l’esecutivo a predisporre un piano capace di garantire parità di trattamento tra le diverse categorie, avviare percorsi di stabilizzazione valorizzando anzianità ed esperienza e monitorare nel tempo l’attuazione delle misure adottate.Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre ai lavoratori e alle lavoratrici dei comparti interessati, anche i rappresentanti sindacali di SiFus, Cub, Usb, Fai Cisl, Uila e Flai Cgil, a conferma della rilevanza della vertenza e della necessità di un confronto ampio e strutturato per arrivare a soluzioni condivise e durature. Araneo
inaccettabile una diversificazione economica e previdenziale a parità di mansioni», ha dichiarato Araneo, sottolineando la necessità di costruire un percorso condiviso con organizzazioni sindacali e lavoratori per individuare le priorità, a partire dall’armonizzazione delle platee e dei trattamenti. La consigliera ha inoltre ribadito il valore strategico del lavoro svolto da questi operatori, impegnati nella tutela ambientale e nella sicurezza di un territorio caratterizzato da un elevato rischio idrogeologico.Araneo ha anche respinto con decisione ogni narrazione assistenzialista, definendo il comparto produttivo e fon-
damentale per lo sviluppo regionale. «Non è una battaglia corporativa – ha affermato – ma una questione che riguarda la sicurezza del territorio e il futuro della Basilicata», evidenziando la necessità di superare logiche che dividono i lavoratori e di sottrarre il settore a dinamiche politiche che ne hanno condizionato la gestione.Sulla stessa linea la consigliera Viviana Verri, che ha posto l’accento sull’urgenza di intervenire, anche alla luce dei ritardi nella programmazione regionale e della mancata discussione della mozione presentata a fine febbraio. Richiamando l’esperienza amministrativa maturata come sindaco,
ha evidenziato come la frammentazione gestionale e la carenza di pianificazione incidano negativamente sulle condizioni di lavoro, spesso aggravate da cantieri avviati in periodi non adeguati e da criticità organizzative.Secondo Verri, è necessario non solo uniformare i trattamenti economici e previdenziali, ma anche avviare un percorso di riorganizzazione complessiva del comparto, superando la logica della stagionalità e riconoscendo il valore strutturale delle attività svolte. «Avete costruito un patrimonio prezioso di competenze ed esperienze – ha affermato rivolgendosi ai lavoratori –che rappresenta una risorsa
Campanaro guida il confronto e sblocca i pagamenti: via al recupero degli arretrati per circa duecento lavoratori e fornitori
POTENZA. Sospiro di sollievo per i lavoratori della cooperativa sociale Filef Basilicata. Si è concluso con esito positivo l’incontro convocato in Prefettura a Potenza per affrontare la crisi occupazionale e retributiva legata ai servizi di accoglienza gestiti in convenzione con le prefetture di Potenza, Matera e Roma.Determinante l’intervento del prefetto Michele Campanaro, che ha guidato il confronto tra le parti individuando una soluzione operativa immediata per sbloccare i pagamenti arretrati. La cooperativa aveva segnalato ritardi che rischiavano di compromettere la continuità dei servizi e la tenuta dei livelli occupazionali, criticità che, come emerso nel corso dell’incontro, non sono imputabili alle prefetture.Grazie alla regia istituzionale e al supporto tecnico degli uffici, è stato definito un percorso condiviso che prevede la pre-
sentazione della rendicontazione delle mensilità arretrate da parte della cooperativa. Questo consentirà una verifica in tempi rapidi e permetterà di procedere al recupero degli stipendi spettanti ai circa duecento lavoratori coinvolti, oltre alla liquidazione dei crediti verso i fornitori.Al tavolo, riunito il primo aprile nella sede della Prefettura, erano presenti anche Donato Rosa per Filcom Confsal, Sandra Guglielmi per Fp Cgil, il direttore di Legacoop Basilicata Nello Onorati e il presidente della cooperativa Filef Michele Grippa. Tutte le rappresentanze hanno espresso soddisfazione per l’esito del confronto.«Ringraziamo il prefetto per la sollecita convocazione, per la sensibilità dimostrata e per il ruolo di sintesi esercitato», dichiarano le organizzazioni presenti. «L’intervento, che coniuga rigore amministrativo e urgenza

sociale, permette di rassicurare i lavoratori e i beneficiari dei servizi».Le organizzazioni sindacali e datoriali hanno inoltre assunto l’impegno di monitorare l’attuazione delle misure concordate, confidando nella supervisione del-
la Prefettura per arrivare rapidamente alla completa risoluzione della vertenza. L’obiettivo è garantire stabilità occupazionale e continuità a un sistema di accoglienza considerato strategico per il territorio.

OLTRE IL GIARDINO In studio i sindaci di Moliterno e Balvano per tracciare un quadro sui loro comuni

D I AN NA TAMM AR IEL LO
“Oltre il giardino”, il programma condotto dal giornalista Paride Leporace in onda su Cronache Tv parte dal dibattito culturale a Potenza che si accende attorno alla decisione dell’amministrazione comunale di trasferire gli uffici dell’assessorato alla cultura all’interno del Teatro Stabile, con l’obiettivo di rivitalizzare il centro storico. Una scelta che ha suscitato reazioni contrastanti. Tra le voci critiche c’è quella di Francesco Scaringi , direttore artistico e operatore culturale, che invita a distinguere nettamente tra politica e cultura. «La sovrapposizione tra funzioni politiche e spazi artistici può generare ambiguità e rischi. La politica, oggi in difficoltà di credibilità, tende a cercare visibilità attraverso iniziative simboliche che però possono risultare controproducenti» afferma l’ospite in studio. Nel merito, Scaringi evidenzia criticità pratiche: un teatro è uno spazio complesso, fatto di prove, allestimenti e attività tecniche che richiedono libertà e continuità. L’inserimento di uffici potrebbe creare intralci logistici, rumori e limitazioni operative. Inoltre, c’è un tema di “immagine”: il teatro deve restare uno spazio neutro e libero, mentre la presenza istituzionale rischierebbe di condizionare artisti e operatori. Il ragionamento si allarga poi al centro storico, nel quale il teatro è collocato. Per Scaringi, «il problema dello spopolamento non si risolve semplicemente aumentando le funzioni o creando movimento. Il centro storico non può diventare un centro commerciale, ma deve puntare su una funzione di rappresentanza e qualità. Cultura, istituzioni e attività devono contribuire a costruire un’identità forte e coerente, capace di attrarre una frequentazione stabile e non occasionale». Inoltre, secondo Scaringi, l’amministrazione si impegna ma ha una certa confusione strategica: molte iniziative rischiano di disperdere energie senza un disegno chiaro. «La chiave è puntare sulla qualità culturale, teatro, musei, programmazione,come elemento distintivo». E sull’ipotesi di trasformare il Teatro Stabile in fondazione o in un centro di produzione, avanzata dall’amministrazione, è una possibilità da lui ritenuta valida, seppur complessa per via delle risorse necessarie. Rafforzare la produzione culturale locale appare fondamentale. Il programma prosegue poi con un confronto con il sindaco di Moliterno, Antonio Rubino, esponente di Italia Viva Basilicata, con il quale Leporace analizza il risultato del recente referendum, un segnale di frattura tra politica e cittadini. Secondo Rubino, il “no” è nato anche da un sentimento diffuso tra la popolazione, percepibile più nei luoghi quotidiani che nei sondaggi. «Bastava andare un po' in giro per i bar dei no-

stri paesi. Quelli sono altro rispetto ai sondaggi, perché là c'è il paese reale. Si sentiva un vento che spingeva alla partecipazione che è sempre molto positiva, spingeva anche verso questo no che al di là del merito del referendum, sembrava ormai una questione politica che ha spinto molti giovani a votare in questo modo».
Determinante anche la comunicazione: alcune figure, come il magistrato Nicola Gratteri, sono risultate più incisive nel trasmettere messaggi rispetto ad altri protagonisti politici. Sul tema delle riforme costituzionali, Rubino sottolinea come «sia più facile difendere la Costituzione che modificarla», pur ritenendo necessario aggiornarla ai tempi. Passando alla realtà locale, l’amministratore ha confermato l’intenzione di ricandidarsi a sindaco di Moliterno. Dopo un primo mandato dedicato a rilanciare l’identità del paese, punta a completare il lavoro con un nuovo programma costruito insieme ai cittadini. L’obiettivo è consolidare quanto avviato e migliorare la qualità della vita. «Secondo me un Sindaco ha bisogno di più di un mandato per realizzare quello che ha previsto insieme alla cittadinanza, insieme alla sua squadra e penso che altri cinque anni serviranno per fare un salto di qualità. Noi abbiamo costruito il primo programma confrontandoci con cittadini, facendo degli incontri con loro, lo stiamo facendo di nuovo e devo dire che il nostro programma esce davvero da questo ascolto. È normale che poi tutto si sposa con una visione che devi avere tu, che deve avere il Sindaco, che devono avere i candidati ma assolutamente l'abbiamo costruito così, sentendo i cittadini. Pensiamo che oggi sia il tempo maturo per prenderci altri cinque anni e completare un percorso che riteniamo al momento abbastanza positivo con tutti i problemi che un piccolo comune può dare». Tra le priorità emerge la questione idrica, definita cruciale per il futuro della Basilicata. Il sindaco denuncia le perdite della rete e la necessità di investimenti strutturali: l’acqua è una risorsa fondamentale per agricoltura, economia e permanenza nei territori. «Negli ultimi mesi -spiega Rubino- c’è un maggiore dialogo con Acquedotto Lucano». Altro nodo centrale è la sanità: «la carenza di medici di base rischia di lasciare intere comunità senza assistenza». L’amministratore critica un sistema troppo concentrato nei grandi centri e chiede un rafforzamento dei presidi territoriali, indispensabili soprattutto nelle aree interne. Sul fronte demografico, riconosce che lo spopolamento è un problema strutturale e non risolvibile completamente a livello locale. L’obiettivo realistico è creare condizioni per trattenere o far tornare anche pochi giovani. Importante il ruolo del welfare familiare e

dei servizi, come asili e scuole. Fondamentale anche il contributo dei migranti: a Moliterno, comunità come quella rumena sono ormai integrate e contribuiscono a mantenere servizi essenziali, come le scuole. In diversi settori produttivi, inoltre, la manodopera straniera è indispensabile. Infine, rivendica il buon risultato alle elezioni provinciali, frutto di presenza sul territorio e capacità di costruire relazioni. Chiude con un augurio pasquale: rafforzare le comunità locali attraverso solidarietà e dialogo è la chiave per affrontare le sfide future. Infine il programma prosegue con il sindaco di Balvano e torna al centro il tema dei rifiuti. Il primo punto riguarda un capannone nell’area industriale che «contiene circa 7.000 metri cubi di materiali di provenienza incerta -spiega il sindaco-.Si tratta di rifiuti industriali con componenti ferrose, alluminio, residui di cromo e nichel, oltre a bidoni sigillati non identificati». La situazione, ereditata dalla precedente amministrazione, è seguita dalla Procura di Potenza: i Comuni di Balvano e Baragiano hanno chiesto chiarimenti e collaborano fornendo documentazione. «Il rischio principale è ambientale, data la vicinanza del fiume e di aree abitate, anche se i materiali sono attualmente confinati nel capannone »sottolinea l’amministratore. Sul tema delle cave e dei materiali provenienti dai lavori ferroviari, il sindaco respinge le accuse dell’opposizione. Sottolinea che nelle delibere comunali è esplicitamente vietato l’ingresso di rifiuti e che eventuali materiali ammessi dovrebbero essere classificati per legge come non pericolosi o inerti. Ribadisce che il Comune non intende autorizzare lo smaltimento di rifiuti e accusa gli avversari di fare “allarmismo” e di distorcere i fatti per fini politici. Di Carlo insiste sulla necessità di distinguere tra rifiuti pericolosi e materiali riutilizzabili secondo normativa, evidenziando che il Comune deve attenersi alle leggi nazionali e regionali.
«A oggi -afferma- non esistono convenzioni né decisioni operative sul conferimento nelle cave». Sul piano politico, il sindaco riconosce tensioni interne alla maggioranza e un clima difficile, caratterizzato da numerosi ricorsi e denunce da parte dell’opposizione, che definisce eccessivi. «ll confronto va fatto quando si ha a che fare con persone leali, con persone corrette, il confronto va fatto con persone che portino la verità, non un pizzico di verità usata per distorcere la verità». Nonostante ciò, sostiene che l’amministrazione continui a lavorare e che i cittadini sapranno valutare. In chiusura, lancia un messaggio pasquale improntato alla pace concreta, invitando a ridurre conflitti e ostilità anche a livello locale, e ribadisce il proprio impegno costante verso la comunità.

LAGONEGRO. Gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria dell'aliquota
Guardia di Finanza della locale
Sezione di Polizia Giudiziaria,
unitamente a personale della Compagnia Guardia di Finanza di Lauria, nei giorni scorsi, hanno dato esecuzione a un provve-
dimento di sequestro preventivo, «finalizzato alla confisca del profitto del reato, per un importo complessivo di € 3.466.073,47» così come si legge nella nota. L'operazione si inserisce nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro relativa a «omesso versamento di ritenute certificate e di IVA, riferite alle annualità d'imposta dal 2019 al 2022». Il provvedimento, emesso il 19 marzo dal G.l.P. del Tribunale di Lagonegro, scaturisce da «una complessa attività investigativa condotta attraverso analisi documentale e contabile nonché incrocio dei dati mediante le banche dati in uso al Corpo della Guardia di Finanza. - continua la nota - Le indagini hanno per-
Dario Maresca accusato di atti persecutori ai danni di Margherita Spera
D I FR A NC ES C O M EN ON NA
POTENZA. Stalking e atti persecutori. Queste le accuse a carico di Dario Maresca, disoccupato nato nel 1980 a Napoli che avrebbe agito con atti vessatori e persecutori nei confronti di Margherita Spera nata nel 1987 a Sant'Angelo Le Fratte. Ieri mattina nell'aula Andrea Ferraro del Palazzo di Giustizia di Potenza si è svolta la seconda udienza del processo partita grazie alle indagini di Marinella Mariniello. In aula il Pubblico Ministero Patrizia Salvia e il Giudice Rosalia Caprio. Presenti gli avvocati dei due protagonisti, Franco Morlino per l'imputato Dario Maresca e Antonio Di Lena per Margherita Spera. In buona sostanza si è trattato della riunione di due fascicoli del-
la medesima istanza processuale.
I fatti si sono svolti tutti a Somma Vesuviana. In aula una ragazza, amica della Di Lena che ha raccontato di aver ricevuto sommarie informazioni testimoniali e di aver incontrato Spera dopo i fatti presso il locale nosocomio dove prestava la sua attività nella qualità di Oss. Successivamente la ragazza ha accompagnato Margherita Spera a svolgere gli accertamenti di rito in ospedale in conseguenza di un episodio di lesioni personali.
Un fatto che vede Dario Maresca al centro di questo processo iniziato a cavallo tra il 2024 e il 2025 e che ha visto lo svolgimento di una sola udienza. Prossima tappa del processo il prossimo 20 aprile alle 10.

messo di ricostruire il mancato versamento di imposte e ritenute da parte di una società con sede operativa nel comprensorio della Procura». «Nel corso delle operazioni, sono state sottoposte a vincolo cautelare quote societarie, disponibilità liquide su conti correnti e un immobile sito nel Comune di Lagonegro. Si evidenzia che il provvedimento cautelare eseguito nella fase delle indagini preliminari é basato su addebiti che dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio. La responsabilità penale dell'indagato sarà accertata solo all'esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile» conclude la nota della Procura di Lagonegro.
Provvedimento eseguito dalla Polizia Ferroviaria

MATERA. Gli Agenti del Posto di Polizia Ferroviaria di Metaponto hanno tratto in arresto un uomo per violazione del divieto di avvicinamento alla propria compagna, dando esecuzione a provvedimento in materia di codice rosso.
Nell’ambito dei controlli specifici della Specialità della Polizia di Stato, gli operatori del Posto di Polizia Ferroviaria hanno controllato all’interno di un’azienda di smaltimento di rifiuti un uomo e una donna. Nei confronti dell’uomo, tuttavia, è risultata in carico ordinanza del G.I.P. di Taranto che aveva prescritto il divieto di avvicinamento nei confronti della donna con la quale si accompagnava.Si evidenzia che la posizione dell’indagato è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e che lo stesso non può considerarsi colpevole sino ad una sentenza di condanna definitiva.
L’intervento ha permesso di rinvenire un ingente quantitativo di droga e strumenti per il confezionamento delle dosi
Prosegue senza sosta l’impegno dei Carabinieri nel Senisese per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti e tutelare la sicurezza dei cittadini. Nel pomeriggio di ieri, nell’ambito di controlli mirati nel centro abitato di Senise, i militari della Compagnia locale, coadiuvati dalle unità cinofile di Tito, hanno scoperto un consistente quantitativo di droga, destinata probabilmente al mercato locale.Durante le operazioni, estese sia a controlli personali sia a perquisizioni domiciliari, i carabinieri hanno sequestrato circa 80 grammi di eroina, 40 grammi di cocaina e 35 grammi di hashish. Oltre alla droga, sono stati posti sotto sequestro bilancini di precisione, strumenti per il taglio e
confezionamento delle dosi e 750 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.Un 32enne del posto è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di
spaccio. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Lagonegro. L’arresto è stato successiva-

mente convalidato dal GIP del Tribunale di Lagonegro, che ha confermato la misura cautelare. Si ricorda che all’indagato vige la presunzione di non colpevolezza, e le indagini sono ancora nella fase preliminare, in attesa del giudizio in contraddittorio con la difesa.L’operazione conferma l’efficacia del modello di sicurezza adottato dall’Arma dei Carabinieri, basato sulla prossimità e la presenza costante sul territorio. Grazie alla conoscenza delle dinamiche locali e al coordinamento tra le Stazioni e le unità specialistiche, i militari riescono a intercettare fenomeni di illegalità che minacciano la serenità della comunità, garantendo protezione e legalità con discrezione e fermezza
Vertice in Prefettura per gestire l’aumento del traffico: potenziati i servizi sulle principali arterie e nelle aree turistiche
In vista dell’aumento dei flussi di traffico legati alle festività pasquali, si rafforzano i controlli lungo le principali arterie del Potentino. Nella mattinata odierna, nella Sala di Protezione Civile del Palazzo del Governo, si è riunito il Comitato Operativo per la Viabilità (C.O.V.), convocato dal prefetto Michele Campanaro, per fare il punto sulla situazione della rete stradale provinciale e definire le misure operative.Al tavolo hanno preso parte i rappresentanti delle Forze di polizia, della Polizia Stradale, dei Vigili del Fuoco, dell’ANAS, della Provincia di Potenza, della Protezione Civile regionale e del servizio di emergenza sanitaria 118, in un quadro di coordinamento interistituzionale volto a garantire sicurezza e fluidità della circolazione.La riunione si inserisce nelle indicazioni diramate nei giorni scorsi dal Capo della Polizia, che ha richiamato l’attenzione dei prefetti sulla necessità di rafforzare il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione della viabilità, soprattutto nei periodi di maggiore mobilità, per contenere l’incidentalità e assicura-
re spostamenti sicuri.Nel corso dell’incontro, i responsabili di ANAS hanno comunicato la rimozione dei cantieri più impattanti lungo la rete di competenza, al fine di agevolare la circolazione nei giorni festivi. Restano attivi solo alcuni interventi non rimovibili, che tuttavia non presentano particolari criticità. In particolare, sul raccordo autostradale 05 “Sicignano–Potenza” e sulla strada statale 407 Basentana, nel tratto tra il raccordo e lo svincolo per Matera, non sono presenti cantieri, ma soltanto restringimenti di carreggiata e scambi di corsia senza effetti rilevanti sul traffico. Sulla SS 585 “Fondovalle del Noce” permane invece un tratto a senso unico alternato, per il quale ANAS ha assicurato una razionalizzazione dei tempi di regolazione in base ai flussi di traffico.Garantita inoltre l’operatività h24 delle Sale operative ANAS e dei presidi di pronto intervento, in costante raccordo con le Forze di polizia, per la gestione di eventuali criticità. Particolare attenzione sarà riservata anche alle aree dei Laghi di Monticchio e di San Fele, tradizionalmente meta di
numerosi visitatori nel periodo primaverile, dove sono stati predisposti specifici dispositivi di vigilanza e gestione del traffico.Sulla rete provinciale sarà assicurata la presenza della Polizia provinciale e del personale cantoniere, mentre sul fronte dei controlli è previsto un rafforzamento generalizzato dei dispositivi di vigilanza nelle giornate festive. La Polizia Stradale intensificherà i pattugliamenti lungo l’autostrada A2, la Basentana, la Potenza–Melfi e la Fondovalle dell’Agri, nonché nelle aree di servizio, anche per prevenire fenomeni di criminalità predatoria. I controlli saranno effettuati con pattuglie dotate di di-
spositivi luminosi ad alta visibilità, per aumentare la percezione di sicurezza tra gli utenti della strada. Analogo impegno sarà garantito dall’Arma dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza.Confermata anche la piena integrazione tra le Sale operative e il Centro operativo autostradale di Sala Consilina, per assicurare rapidità negli interventi e coordinamento informativo. Sul piano della sicurezza complessiva, Vigili del Fuoco, Protezione Civile regionale e servizio 118 hanno assicurato la piena disponibilità di uomini e mezzi per fronteggiare eventuali emergenze.Al termine della riunione, il Comitato ha condiviso l’impianto del-
le misure preventive, sottolineando la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. «La sicurezza della circolazione stradale rappresenta una priorità assoluta, soprattutto nei periodi caratterizzati da maggiore mobilità – ha dichiarato il prefetto Michele Campanaro –. La pianificazione definita sui diversi tavoli nei giorni scorsi e che si sta perfezionando in queste ore conferma la solidità del modello di collaborazione interistituzionale, che consente di garantire condizioni di traffico ordinate e viaggi sicuri per i cittadini e per i numerosi visitatori attesi nei prossimi giorni sul nostro territorio».


primi

L’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, ha incontrato ieri mattina, in Assessorato, la nuova Direzione Strategica dell’Asp, alla presenza del direttore generale, Domenico Tripaldi. «Auguro buon lavoro ai nuovi vertici aziendali, chiamati ad affrontare sfide importanti legate al rafforzamento della sanità territoriale, all’innovazione dei servizi e all’attuazione del PNRR. Le competenze individuate rappresentano una garanzia per il raggiungimento degli
obiettivi», ha dichiarato Latronico. L’Assessore ha, inoltre, evidenziato il valore delle recenti nomine del Direttore Sanitario, Valentina Solfrini, e del Direttore Amministrativo, Carlo Esposito, profili di elevata qualificazione: «Desidero inoltre rivolgere un ringraziamento alla precedente Direzione Strategica per il lavoro svolto negli anni, che costituisce una base solida su cui proseguire il percorso di miglioramento del sistema sanitario regionale». Positiva la valutazione che il Direttore Generale della Asp Basilica-
ta, Giuseppe De Filippis, dà dell’Azienda sanitaria in questi suoi primi tre mesi di mandato: «E’ un’azienda che certamente necessita di riorganizzazione e revisione dei processi in linea con le indicazioni programmatiche nazionali e regionali, ma che ha alte professionalità al suo interno, desiderose di collaborare al riordino dell'assetto sanitario aziendale e regionale». Positivo è stato il rapporto con gli stakeholder ed in particolare con Anci che ha riposto celermente alle richieste di De Filippis riattivando la Conferenza sin-
daci ed eleggendone i rappresentanti. Positivi anche i Tavoli di dialogo e mediazione avviati con enti locali, medici convenzionati, Federfarma sul progetto di attivazione delle strutture previste dal Dm77. «Da parte di tutti gli stakeholders- ha detto il Direttoreè giunta piena disponibilità, grande collaborazione per trovare soluzioni mirate al bene di pazienti e utenti». Anche la neodirettricesanitaria, Valentina Solfrini ,si è detta entusiasta di poter lavorare in una realtà come la provincia di Potenza dove porta le sue competenze, le sue esperienze da tradurre in azioni concrete mirate a percorsi di gestione della salute e del benessere sociale. «Ho studiato l’ambito provinciale del Potentino e sono certa di trovare competenze professionali per alcuni versi paragonabili a quelli delle regioni in cui ho operato sino ad ora. Importante, per una buona sanità, sarà la collaborazione con gli stakeholder, gli enti del terzo settore, le istituzioni ed il privato». Obiettivi di miglioramento generale caratterizzano, invece, l’impegno del Direttore Amministrativo Carlo Esposito che guarda ad un ampliamento della digitalizzazione per procedere alla modernizzazione totale del-
l’Azienda. «Non possiamo stare al passo con le altre realtà se non approcciamo la gestione aziendale con una nuova mentalità». Controllo di gestione, monitoraggio e appropriatezza delle spese sono i traguardi a cui si dovrà lavorare. «Abbiamo tutti gli strumenti per far sì che ciò avvenga- ha dichiarato Esposito- ma il primo vero punto dovrà essere la telemedicina che diventa trainante in un territorio caratterizzato da polverizzazioni dell’accesso ai servizi».
L’Asp Basilicata ha bisogno di implementare il proprio personale, per cui verranno portati a termine i concorsi nel pieno rispetto delle esigenze di bilancio. I primi step saranno riferiti all’implementazione dei professionisti della sanità, quindi, medici ed infermieri a cui dovranno essere garantite infrastrutture e continuità ospedale-territorio evitando così la dispersione di risorse e la mobilità passiva. «Motivo per cuiha detto ancora il Direttore Amministrativo - occorrerà lavorare sinergicamente con tutti gli altri attori della sanità locale». Uno sguardo anche ai rapporti con le organizzazioni sindacali che assumono valenza fondamentale nella valorizzazione di persone e le professionalità.
Il segretario provinciale Giordano: «Disparità gravi e ingiustificate per 27 lavoratori materani che rischiano il trasferimento in sedi non specificate»
«No alle discriminazioni tra
La UGL Matera, con il Segretario Provinciale Pino Giordano, ha espresso la propria profonda preoccupazione e indignazione per il nuovo bando pubblicato dalla Regione Basilicata relativo all'affidamento delle soluzioni e servizi avanzati a supporto dell'Agenda Digitale e dei servizi di contact center multicanale per la prenotazione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali (CUP) e per l'assistenza agli utenti dei servizi online.Il bando, secondo Giordano, contiene una clausola di salvaguardia dei lavoratori, ma prevede l'apertura di una sede operati-
va esclusivamente a Potenza, salvaguardando solo i lavoratori del capoluogo. Ciò significa che i 27 lavoratori materani coinvolti nell'attività del CUP telefonico rischiano di essere destinati a sedi non specificate in tutta la Regione, creando una disparità grave e ingiustificata.«Non esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B», ha dichiarato Giordano. «Tutti hanno diritto alla stessa tutela e continuità occupazionale. È ingiusto e discriminatorio trattare diversamente lavoratori che operano nello stesso settore e garantiscono quotidianamente servizi essenziali
per la cittadinanza». La UGL Matera chiede alla Regione Basilicata di rettificare immediatamente il bando, imponendo che il nuovo aggiudicatario apra anche una sede operativa a Matera, così da garantire la piena salvaguardia di tutti i lavoratori.«La Regione Basilicata non ha mai operato discriminazioni nei confronti dei lavoratori», ha precisato Giordano. «Tuttavia, quanto emerso nel bando rappresenta una leggerezza che va corretta nel pieno rispetto di tutti i lavoratori, della salvaguardia occupazionale e della clausola sociale prevista».

Chiorazzo e Vizziello (Basilicata Casa Comune) presentano interrogazione urgente su pulizie e ausiliariato nelle aziende lucane
POTENZA. I consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, hanno depositato una interrogazione urgente al Presidente della Giunta regionale sui servizi di pulizia e ausiliariato nelle aziende sanitarie lucane, da anni oggetto di proroghe e di un significativo incremento dei costi. «Parliamo di un servizio essenziale - dichiarano i consiglieriaffidato con un contratto del 2018, successivamente modificato con un aumento del 30% e prorogato più volte nel tempo. Proroghe che devono essere sempre coerenti con quanto previsto dal Codice dei contratti pubblici, che ne consente il ricorso solo in via eccezionale e per il tempo strettamente necessario».
Nel frattempo, evidenziano i consiglieri, la gara unica regionale, programmata già nel 2022, è stata indetta solo nel 2025 ed è tuttora in corso. Nell’interrogazione viene ricostruito l’intero iter am-
ministrativo, mettendo in luce ritardi significativi che hanno determinato il ricorso prolungato alle proroghe, a fronte di una procedura che oggi ha assunto un valore complessivo superiore a 112 milioni di euro.
«Preoccupa - aggiungono Chiorazzo e Vizziello - il fatto che, considerando i tempi previsti per la conclusione della gara, si possa andare oltre la scadenza dell’attuale proroga fissata a maggio 2026, con il rischio concreto di dover ricorrere ad un ulteriore rinnovo del contratto. Per questo chiediamo chiarezza anche sulle intenzioni della Responsabile del Procedimento, Franca Cicale, e del Direttore Generale dell’ASP Basilicata, Giuseppe De Filippis, rispetto a eventuali nuove proroghe e al rispetto di quanto previsto dal Codice degli Appalti». «È necessario fare piena chiarezza su costi, ritardi e responsabilità - concludono Chiorazzo e Vizziello - evitando che inefficienze amministrative continui-

no a tradursi in proroghe reiterate e maggiori oneri per la collettività e garantendo il pieno rispetto delle norme e dei principi del Codice dei contratti pubblici in un settore delicato come quello sanitario». I consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, hanno depositato una interrogazione urgente al Presidente della Giunta regionale sui servizi di pulizia e ausiliariato nelle aziende sanitarie lucane, da

anni oggetto di proroghe e di un significativo incremento dei costi. «Parliamo di un servizio essenziale - dichiarano i consiglieri - affidato con un contratto del 2018, successivamente modificato con un aumento del 30% e prorogato più volte nel tempo. Proroghe che devono essere sempre coerenti con quanto previsto dal Codice dei contratti pubblici, che ne consente il ricorso solo in via eccezionale e per il tempo strettamente necessario».
Il movimento attacca: «Niente stop alla chiusura a Matera, la mozione non ferma la strada alla decisione presa dalla Regione»
MATERA. Non si ferma la mobilitazione sulla chiusura della Chirurgia senologica dell’ospedale di Matera, al centro del Consiglio comunale del 30 marzo. Il movimento civico che raccoglie oltre 12.000 cittadini interviene dopo il dibattito in aula e le successive dichiarazioni, ribadendo la richiesta di ritiro della delibera regionale e contestando le scelte adottate.Nel documento diffuso, i promotori riconoscono l’attenzione dimostrata dal Consiglio comunale, che ha anticipato la discussione del punto all’ordine del giorno e approvato all’unanimità una mozione. Quest’ultima impegna il sindaco, in qualità di presidente della Conferenza dei sindaci dell’Azienda sanitaria locale di Matera, ad aprire un confronto con la Giunta regionale e con i vertici sanitari per individuare una soluzione condivisa nell’ambito del Piano sanitario regionale.Il giudizio, tuttavia, resta critico. Secondo il movimento, la mozione approvata si discosta dalla proposta originaria e non contiene la richiesta, avanzata da alcuni consiglieri,

di sospendere la chiusura del reparto in attesa dell’approvazione del Piano sanitario regionale. In questo modo, sostengono i cittadini, la decisione di interrompere l’attività chirurgica resta di fatto operativa.Al centro delle contestazioni vi è la delibera regionale dell’11 novembre 2025, ritenuta il frutto di una gestione contingente e non strutturale delle criticità sanitarie. «Si interviene per evitare la riduzione dei finanziamenti nazionali le-
gati al mancato rispetto dei parametri previsti dal decreto ministeriale 70 del 2015, ma lo si fa tagliando un servizio che funziona», evidenziano i promotori della mobilitazione.Particolarmente contestata è l’organizzazione delineata dalla delibera, che mantiene a Matera tutte le attività di prevenzione e presa in carico, dallo screening alla diagnosi, dalla prima visita oncologica al follow up, fino alle terapie e al monitoraggio, escludendo però
l’intervento chirurgico. Le operazioni verrebbero così trasferite in altre strutture regionali, con conseguente spostamento delle pazienti fuori città.Una scelta che, secondo il movimento, non tiene conto della presenza di professionalità qualificate all’interno del presidio materano e che rischia di penalizzare sia i pazienti sia gli operatori. Viene citato il caso di una chirurga con lunga esperienza che dovrebbe accompagnare le pazienti in altre sedi senza
poter eseguire direttamente gli interventi, limitandosi a partecipare alle attività chirurgiche.«Vi sembra sensata una cosa del genere? Vi sembra dignitoso trattare i nostri professionisti in tal modo?» si legge nella nota, che sottolinea anche come oltre 12.000 cittadini abbiano chiesto il ritiro della delibera, ritenuta «una offesa» per il lavoro svolto negli anni dal personale sanitario.Il movimento ribadisce quindi la necessità di un intervento immediato e di una revisione delle scelte adottate, chiedendo che venga garantita la piena operatività della chirurgia senologica a Matera. In assenza di risposte concrete, annuncia, la mobilitazione proseguirà con ulteriori iniziative pubbliche.Sul piano istituzionale, resta ora da verificare l’esito del confronto annunciato tra Comune, Regione e Azienda sanitaria, mentre permane l’incertezza sui tempi di approvazione del Piano sanitario regionale, ritenuto decisivo per definire in modo stabile l’organizzazione dei servizi e superare le attuali criticità.

Nel capoluogo, un Tavolo di confronto per promuovere l’inclusione delle persone affette da spettro autistico
Mele, coordinatore “Stanza Blu” in Consiglio regionale: «Non possiamo limitarci all’età scolare, dobbiamo includere anche gli adulti»
DI FRANCESCO MENONNA
Ieri, in tutto il mondo, è stata celebrata la “Giornata Mondiale della consapevolezza sull'Autismo”. La “World Autism Awareness Day” è stata promossa dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel 2007, con il dichiarato intento di richiamare l'attenzione sui diritti delle presone affette da spettro autistico. Il blu è il colore scelto e, ieri mattina, nella Sala 3 del Consiglio regionale si è svolto un Tavolo di confronto, promosso da Domenico Mele, coordinatore della Stanza Blu del Consiglio Regionale. Al Tavolo hanno partecipato, tra gli altri, il consigliere regionale di Forza Italia, Fernando Picerno, le Garanti per la Disabilità e per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Basilicata, Marika Padula e Rossana Mignoli; in video conferenza la Ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha parlato dei progetti e dei numeri dell'autismo. Tanti monumenti in tutto il mondo vengono illuminati di blu e, da ieri, anche Potenza, dopo Matera l'anno scorso, fa parte di questa rete che promuove e dà voce alle istanze dei pazienti affetti da spettro autistico. Istituzioni e Associazioni sono pronte a favorire momenti di aggregazione per le persone affette da autismo. Potenza e Matera si confermano vicine da questa stagione. Tutto questo grazie al De-

creto legislativo 62 del 2024 che vede, appunto, le due province unite nell'applicazione sperimentale del cosiddetto progetto di vita che impegna le Istituzioni a costruire per le persone con spettro autistico un percorso individuale e personalizzato, secondo i principi di inclusione e non di discriminazione. Lo spettro autistico, stando ai numeri forniti da Domenico Mele, colpisce un bambino su cinquantasette. Una rete fatta di Istituzioni, Enti del Terzo Settore, strutture socioassistenziali può, dunque, costituire un momento di grande interesse per combattere un problema annoso che porta spesso alla discriminazione. In Italia, Bologna è la prima città ad aver sperimentato con successo e partecipazione questo progetto che, appunto, pone
l'accento sulla coesione, la concertazione e l'individuazione dei problemi mediante pratiche semplici e ben attuate. Maria Orlando dell'Anpas di Venosa ha posto l’accento sulla Giornata Mondiale per la consapevolezza dell'Autismo e ha dichiarato: «Noi siamo all'inizio. Ci occupiamo principalmente delle persone adulte che sono uscite dal contesto scolastico dopo i diciotto anni. La nostra Associazione, in questo momento, sta costruendo un teatro». Cesina Russo, presidente dell'Associazione Lucana Autismo ha aggiunto: «Per quanto riguarda l'autismo, purtroppo, abbiamo dati preoccupanti perché abbiamo un ragazzo su settantasette. Le strategie sono molteplici. Ogni ragazzo è a sé. Quindi, per ogni ragazzo viene utilizzata un tipo di te-
rapia differente. Nelle terapie, ovviamente, entrano a far parte le famiglie perché sanno di cosa hanno bisogno i ragazzi, oltre alle Istituzioni e alle comunità». Domenico Mele, coordinatore Stanza blu per l'autismo in Consiglio regionale, ha voluto dire la sua: «Attualmente, non esistono dei dati ufficiali e possiamo limitarci solo ai ragazzi in età scolare. Per i bambini al di sotto dei tre anni e per gli adulti, purtroppo, non ci sono dati certi. Auspichiamo a mettere insieme i dati raccolti fino a questo momento per fornire ulteriori informazioni. La criticità maggiore che stiamo rilevando con il Progetto di vita Decreto 62 riguarda la frammentazione dei servizi. Per questo, stiamo lavorando in sinergia con le Associazioni presenti (Ala, Angsa Basilicata, Anpas Venosa, Anpas Policoro e Viviamo Insieme)». Il consigliere regionale di Forza Italia, Fernando Picerno, ha posto l’attenzione sul lavoro svolto dalla Regione nell'ambito delle politiche del Terzo Settore: «Bisogna ringraziare le Associazioni che svolgono quotidianamente un lavoro egregio. La Regione sta mettendo il suo. Noi, proprio ultimamente, abbiamo ci siamo focalizzati sulla legge del Terzo Settore, prevedendo una consulta pronta a dare suggerimenti alla Giunta e al Consiglio intero per portare avanti determinati progetti. Siamo a buon punto, dobbiamo continuare a pensare positivo».
Per il Garante delle persone con disabilità è necessario mettere al centro Famiglie e Associazioni

«I
n occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, de-
sidero rivolgere un pensiero di attenzione, rispetto e vicinanza alle persone con disturbi dello spettro auti-
stico e alle loro famiglie, che ogni giorno affrontano con coraggio, determinazione e amore un percorso spesso complesso, ma ricco di valore umano». Così Stefano Mele, Garante delle persone con disabilità, che ha aggiunto: «Questa giornata non rappresenta solo un momento simbolico, ma un’opportunità concreta per riflettere sullo stato dell’arte dei servizi, delle politiche e delle azioni messe in campo nei nostri territori. È un richiamo forte alla responsabilità collettiva: istituzioni, comunità educanti, mondo sanitario, associazioni e cittadini sono chiamati a costruire insieme una società
realmente inclusiva». «Come Garante delle persone con disabilità della Provincia di Potenza, ribadisco il mio impegno a promuovere un percorso condiviso e partecipato che metta al centro l’ascolto attivo delle famiglie e delle associazioni, custodi di esperienze e bisogni reali. L’obiettivo è chiaro: costruire, insieme, progettualità concrete e sostenibili che accompagnino le persone nello spettro autistico lungo tutto l’arco della vita, favorendo percorsi di autonomia, inclusione sociale, educativa e lavorativa. Vogliamo promuovere una cultura del “convissuto”, fatta di relazioni autenti-
che, di comunità accoglienti e di contesti capaci di riconoscere e valorizzare le differenze come ricchezza. In questa direzione, sarà avviato un percorso strutturato di confronto e coprogettazione territoriale, con momenti di ascolto, tavoli tecnici e azioni pilota, per dare forma a interventi mirati e realmente rispondenti ai bisogni. L’autismo non è una realtà da osservare da lontano, ma una dimensione della nostra società che ci riguarda tutti. Investire in inclusione significa investire nel futuro delle nostre comunità. Oggi più che mai, scegliamo di costruire insieme».

















POTENZA. Un passo avanti atteso da anni, ma ancora insufficiente. Quando mancano dieci giorni alla chiusura del bando per l’assegnazione di case popolari che vede anche una riserva per i residenti del quartiere Bucaletto, l’ associazione di quartiere “La Nuova Cittadella” ha deciso di far sentire la propria voce. Pur accogliendo con favore l’attenzione riservata a chi vive nei prefabbricati ormai da anni, è necessario per l’associazione ribadire che non è il momento di accontentarsi.
Un segnale importante, che riconosce finalmente la specificità di una comunità nata in condizioni emergenziali e rimasta, per mol-
ti, sospesa in una precarietà mai del tutto superata, eppure «Questo non basta», è il messaggio netto che arriva dal quartiere. Perché la questione, prima ancora che tecnica, è politica e sociale: la riqualificazione non può procedere “a quote”, salvando alcuni e lasciando altri indietro. Bucaletto, spiegano, non può essere affrontata come un problema da gestire per compartimenti. «Se il quartiere deve essere riqualificato, deve esserlo per intero».
Da qui una piattaforma chiara di richieste: nuovi finanziamenti dedicati, un piano unitario e definitivo, soluzioni anche per le famiglie escluse dall’attuale bando ERP e, soprattutto, un modello abitativo più ampio.Non solo case popolari, dunque.
L’associazione indica la necessità di affiancare all’edilizia residenziale pubblica strumenti come housing sociale, alloggi a canone calmierato e formule pensate per le cosiddette “fasce intermedie”. L’obiettivo è costruire un sistema plurale, capace di rispondere a bisogni diversi e non limitarsi a interventi parziali.
La visione è ambiziosa: Bucaletto non deve essere semplicemente svuotata dei prefabbricati, ma ripensata come un nuovo pezzo di città. Un passaggio che, secondo “La Nuova Cittadella”, può trovare oggi una finestra concreta grazie al nuovo Piano Casa nazionale in fase di definizione. Il Governo, attra-
verso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sta lavorando a un programma che punta al recupero degli alloggi pubblici inutilizzati, al finanziamento di nuova edilizia sociale e a soluzioni per quella “fascia grigia” che resta esclusa sia dal mercato libero sia dalle graduatorie popolari. Strumenti ancora da definire nei dettagli, ma che riportano la questione abitativa al centro dell’agenda politica. È in questo scenario che Bucaletto chiede di non restare ai margini. L’associazione propone l’apertura immediata di un tavolo istituzionale che coinvolga Comune di Potenza, Regione Basilicata, ATER e Ministero, con l’obiettivo di costruire un piano straordinario e definitivo per il quartiere. La richiesta è anche strategica: destinare una parte delle nuove risorse nazionali proprio a Bucaletto, riconoscendola come area prioritaria. «Ci sono territori — sottolineano dall’associazione — dove esiste già un patrimonio abitativo inutilizzato, soprattutto nei comuni colpiti dallo spopolamento. Qui, invece, la riqualificazione è ancora incompiuta».Il punto, in fondo, è tutto in una frase: chiudere per sempre la stagione dei prefabbricati. Ma farlo davvero, senza lasciare indietro nessuno. Perché, avvertono dall’associazione, «la riqualificazione o è completa, oppure non è vera riqualificazione».
R OS M OL
POTENZA Meno abbandoni e risparmi per 69.000 euro. Il presidente Guidetti: «Frutto di un lavoro serio e professionale»
POTENZA. È passata una settimana da quando l’assessore all’Ambiente del Comune di Potenza Michele Beneventi ha reso noti i dai sulla raccolta differenziata porta a porta nelle prime nove contrade della città definendoli «un risultato straordinario». Ieri l’assessore insieme all’amministratore unico dell’Acta Ignazio Petrone e l’ing. Vincenzo Albano sono stati auditi in VI Commissione consiliare permanente, presieduta da Giammarco Guidetti. La Seduta è stata dedicata all’analisi dei primi risultati del servizio di raccolta differenziata porta a porta e agli aggiornamenti sul piano industriale di ACTA. Beneventi ha evidenziato come i primi dati confermino l’ottimo avvio del servizio: a circa due mesi e mezzo dall’introduzione del porta a porta, la percentuale di raccolta differenziata ha raggiunto circa l’82%, un risultato che testimonia la risposta po-
sitiva dei cittadini dopo un’iniziale fase di adattamento. È stato inoltre sottolineato come il nuovo sistema abbia contribuito a ridurre sensibilmente i fenomeni di mancato conferimento e di abbandono dei rifiuti, che avvenivano quotidianamente nelle aree rurali interessate. Il confronto con lo stesso periodo del 2025 evidenzia anche un dato economico rilevante: il miglioramento della raccolta differenziata ha comportato una riduzione dei costi di conferimento pari a circa 69.000 euro, confermando come una gestione più efficiente produca benefici concreti anche per le casse comunali.
Attualmente il servizio interessa 9 contrade, coinvolgendo circa 6.000 cittadini. Nel corso del 2026 è prevista una seconda fase di estensione che riguarderà ulteriori 38 contrade, fino a raggiungere circa 17.000 utenti. Dopo una prima fase di assesta-
mento, il servizio viene oggi svolto quotidianamente senza particolari criticità.
L’amministratore unico di ACTA, Ignazio Petrone, ha illustrato gli interventi previsti nell’ambito del nuovo piano industriale, evidenziando una serie di azioni già in fase di attuazione: l’attivazione di un accordo con la Polizia locale e il Comune per il controllo del territorio attraverso l’utilizzo di una decina di nuove telecamere mobili nelle aree maggiormente soggette all’abbandono di rifiuti; l’acquisto di circa 220 cassonetti intelligenti da installare nelle zone residenziali più popolose; il posizionamento di circa 50 nuove campane per la raccolta del vetro, in collaborazione con i consorzi di filiera. È stato inoltre comunicato il superamento delle criticità legate all’accesso alla nuova isola ecologica in località Gallitello, nonché
l’avvio di un percorso strategico, di concerto con la Regione Basilicata, finalizzato all’individuazione e alla realizzazione di impianti per la gestione dei rifiuti, tra cui un impianto per la frazione organica e una stazione di trasferenza, interventi che consentirebbero, nel medio e lungo periodo, una riduzione dei costi di conferimento attualmente sostenuti presso altri impianti regionali. «Questi risultati – ha dichiarato il presidente Guidetti – rappresentano il frutto di un lavoro costruito in maniera seria e pro-
fessionale dall’Amministrazione, dagli uffici e da ACTA. I numeri ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta: meno degrado, maggiore efficienza e anche un risparmio economico significativo. Ora sarà fondamentale consolidare questi risultati ed estendere il servizio in maniera uniforme su tutto il territorio. La VI Commissione continuerà a seguire l’evoluzione del servizio e l’attuazione del piano industriale, con l’obiettivo di contribuire a migliorare la qualità dei servizi e la sostenibilità della città».


L’energia rinnovabile generata localmente condivisa tra i membri della comunità, offrirà vantaggi ambientali, economici e sociali
D I E MANUELA C ALABRESE
Le Comunità energetiche rinnovabili si stanno diffondendo in Basilicata come modello cooperativo per produrre, condividere e consumare energia pulita, riducendo i costi per famiglie e imprese.
A Bella, presso la Sala consiliare, è stata presentata alla cittadinanza la “Bella ETS”. Un progetto importante «avviato dall’Amministrazione Comunale che ha come obiettivo promuovere la strategica alleanza tra cittadini, enti pubblici e imprese con l’obiettivo di produrre, condividere e consumare energia proveniente da energie rinnovabili per abbattere le bollette e di ridurre l'emissione di CO2. Un beneficio sia in termini economici che ambientali nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale e dell’Agenda 2030». La cittadinanza ha riposto numerosa, partecipando all’in-
contro introdotto dell’Assessore alla Transizione Ecologica Samuele Grippa che ha evidenziato la progettualità che l’Amministrazione sta portando avanti da mesi: «La CER è progetto molto rilevante che consente di produrre e consumare insieme energia pulita, riducendo le emissioni ed accedendo agli incentivi economici previsti dal GSE. L’energia rinnovabile generata localmente condivisa tra i membri della comunità, offrirà vantaggi in termini ambientali, economici e sociali». Il Sindaco Leonardo Sabato ha invece evidenziato la strategica opportunità della CER: «Presentiamo non solo un progetto tecnico, ma avviamo una vera e propria rivoluzione culturale e sostenibile. Stiamo vivendo le difficoltà legate al costo dell'energia e la preoccupazione per il cambiamento climatico e non possiamo più permetterci un approccio passivo. La transizione energetica non
è solo un obiettivo europeo o nazionale, è una necessità locale. La nostra risposta a questa sfida è stata la costituzione della Comunità Energetica Rinnovabile “BELLA ETS”, una grande, positiva, innovazione. Tuttavia -incalza il Sindaco- trattandosi di un vero e proprio salto culturale, può essere accompagnata da alcuni dubbi, curiosità o necessità di approfondimento. Un plauso va fatto all’Assessore Grippa per il lavoro svolto e un ringraziamento doveroso a tutto il Consiglio Comunale e al gruppo di lavoro che ha reso possibile tutto questo, dagli uffici comunali, in modo particolare l’ufficio tecnico, ai consulenti e a tutti i cittadini che hanno già aderito alla manifestazione di interesse. La vostra fiducia è stata fondamentale, ma questo è solo l'inizio. La CER è un progetto aperto, pertanto invito tutti i cittadini e gli imprenditori che ancora non l'hanno fatto a infor-

marsi e unirsi a noi. Più saremo, maggiore sarà l'energia prodotta, maggiore sarà il risparmio per tutti. Con la nostra Comunità Energetica, Bella non aspetta il futuro, ma lo costruisce. Insieme, accendiamo una nuova energia». Ad entrare negli aspetti tecnici ed amministrativi della CER sono stati invece l’Amministratore Delegato della Restart Energy Lab Srl, Omar Arcieri e da Michele Monaco, esperto di gestione innovazione socia-
le della Monaco Consulting Srl. Presente all’incontro anche la Presidente della CER ETS, Francesca Viviani, che nel corso del suo intervento ha esposto le modalità di adesione alla CER mediante un apposito modulo che potrà essere scaricato dal sito istituzionale del Comune di Bella, da protocollare entro lunedì 20 aprile 2026. Successivamente verrà convocato un ulteriore incontro informativo tra tutti gli aderenti.
il percorso di reclutamento e le specializzazioni dell’Esercito
Circa 200 giovani lucani hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi da vicino al mondo dell’Esercito Italiano grazie all’Open Day organizzato dal Comando Militare Esercito “Basilicata” presso la Caserma “Francesco De Rosa” di Potenza. L’iniziativa, rivolta agli aspiranti Volontari in Ferma Iniziale (VFI) del 2° blocco 2026, ha rappresentato un’occasione concreta per conoscere il processo di reclutamento e le varie opportunità di accesso alla carriera militare.Durante l’Open Day, i partecipanti hanno potuto approfondire tutti gli aspetti legati alla preparazione al concorso, alle prove selettive e alle possibilità di specializzazione nei diversi settori
dell’Esercito. L’evento ha incluso briefing informativi, testimonianze dirette del personale del Comando Militare Esercito Basilicata e la proiezione di filmati sulla storia, i compiti e l’impiego dell’Esercito al servizio della collettività.Secondo il Comando, l’iniziativa ha l’obiettivo di fornire ai giovani un quadro realistico del percorso che li attende, stimolando interesse, motivazione e consapevolezza sul ruolo e sulle responsabilità del servizio militare. L’Open Day ha rappresentato un’importante occasione di confronto diretto tra aspiranti volontari e operatori militari, favorendo la conoscenza delle opportunità di crescita professionale e personale all’interno della
Forza Armata, nonché il senso di appartenenza e il contatto con la realtà dell’Esercito sul territorio lucano. L’iniziativa conferma
l’impegno dell’Esercito Italiano nel promuovere la cultura del servizio e della cittadinanza attiva tra le nuove generazioni.


Il progetto coinvolge Attal Group, Protezione Civile, Unibas e aziende locali per creare figure professionali richieste dal territorio
D I V ITO E RRICHETTI
Formare figure professionali richieste dal mercato del lavoro, ridurre lo spopolamento giovanile e favorire l’inclusione sociale: questi gli obiettivi dell’Academy di formazione professionale gratuita nata dalla collaborazione tra Attal Group, il Gruppo Lucano della Protezione Civile, l’Università degli Studi della Basilicata e alcune aziende dell’area industriale di Tito. La coordinatrice del progetto è Giusy Laurino, che ha curato il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti. L’iniziativa nasce per rispondere al mismatch tra domanda e offerta nel mondo del lavoro lucano: molte aziende cercano figure specifiche, come autisti, falegnami e saldatori, ma spesso non trovano corrispondenza sul territorio. Il progetto punta a formare circa sessanta professionisti, attraverso corsi da 160 ore per ciascun
profilo, della durata di tre mesi.«Il nostro obiettivo è lanciare un nuovo concetto di scuola di arti e mestieri, partendo dai fabbisogni concreti delle aziende», spiega Giusy Laurino, coordinatrice del progetto. «Molte figure professionali mancano, e serve agganciare il mondo produttivo con le competenze necessarie». I percorsi formativi sono interamente finanziati da Attal Group. Il direttore Luigi Montano sottolinea l’efficacia del progetto: «Abbiamo ricevuto richieste concrete dalle aziende della zona industriale di Tito. I percorsi pubblici spesso non riescono a rispondere tempestivamente alle esigenze del territorio, mentre i nostri corsi consentono di partire in un paio di settimane. La ricaduta occupazionale prevista supera l’80%».Il progetto include anche convenzioni con la cooperativa La Mimosa e l’associazione Insieme, per favorire l’inserimento lavorativo dei mi-
granti ospiti delle strutture di accoglienza e di persone in percorsi di uscita da dipendenze patologiche, promuovendo così una vera inclusione sociale.Per il Gruppo Lucano della Protezione Civile, l’Academy rappresenta anche un’occasione per avvicinare i giovani al volontariato: «Siamo l’unica
associazione del Sud iscritta nell’elenco centrale del Dipartimento Nazionale e abbiamo una colonna mobile di numerosi mezzi che richiede conducenti – spiega il presidente nazionale Pierluigi Martoccia – questo progetto ci permette di ringiovanire il nostro parco autisti e includere nuovi giovani nel-
la nostra realtà».L’Academy si presenta quindi come un modello di formazione professionale mirata, sviluppo territoriale e responsabilità sociale, offrendo nuove prospettive ai giovani lucani e rafforzando il legame tra competenze tecniche e opportunità di lavoro nella propria regione.



Tra i punti all’ordine del giorno anche la fiera delle start-up, la candidatura a Capitale Italiana del Volontariato e la regolamentazione dei Sassi
Il Consiglio Comunale di Matera, riunito in seconda convocazione dopo l’interruzione della seduta del 30 marzo per mancanza del numero legale, ha affrontato una giornata intensa di lavori, approvando diverse mozioni e affrontando dibattiti su temi sociali e urbanistici. In aula erano presenti 30 consiglieri.La seduta si è aperta con le dichiarazioni di voto sulla mozione a firma dei consiglieri Fortunato Martoccia e Nicola Casino, finalizzata al rafforzamento delle agevolazioni Tari nel Comune. Nonostante i richiami alle tensioni della seduta precedente, la proposta è stata approvata all’unanimità.Successivamente, è stata discussa una seconda mozione dei medesimi consiglieri, per l’istituzione di un fondo straordinario comunale a sostegno del pagamento dei canoni di locazione per famiglie in difficoltà economica. La proposta, integrata da un emendamento della consigliera Antezza, ha ottenuto 28 voti favorevoli e 2 assenti/non votanti, entrando così ufficialmente nel bilancio comunale.Al centro della seduta anche la proposta di
istituire una “ZTL bus turistici”, avanzata dai consiglieri Augusto Toto e Domenico Schiavo. Il dibattito è stato animato da interventi divergenti, tra cui la contrarietà del consigliere Bigherati all’introduzione di eventuali tasse d’ingresso. Dopo una sospensione della seduta finalizzata a trovare un accordo tra maggioranza e opposizione, l’emendamento condiviso e la mozione stessa sono stati approvati rispettivamente con 29 voti favorevoli e 1 non votante.Non ha invece trovato approvazione la mozione, sempre a firma Toto, contro i cosiddetti “mini vitalizi” regionali, contenente anche una richiesta di contributi per le famiglie meno abbienti. Dopo un acceso dibattito tra maggioranza e opposizione, il testo è stato respinto con 13 voti favorevoli, 15 contrari e 1 astenuto.La seduta si è conclusa con la presa d’atto della delibera di Giunta n. 79, riguardante un prelievo dal fondo di riserva pari a 11.600 euro, prima dello scioglimento dei lavori e dell’aggiornamento a una nuova data per completare l’esame degli altri punti all’ordine del giorno.
Tra questi, l’istituzione di una “Fiera delle Start-up e dell’Innovazione per il Recupero, Riuso e Riciclo dei Materiali”, la candidatura di Matera a Capitale Italiana del Volontariato 2027, la definizione di spazi e linee guida per i venditori nei Sassi e la creazione di una rete cittadina per la prevenzione del suicidio. La giornata di lavoro ha confermato l’impegno del Consiglio Comunale nel coniugare interventi sociali, culturali e provvedimenti urbanistici, dando risposte concrete ai cittadini materani.


L’iniziativa dimostra l’efficacia della collaborazione tra ristoratori, associazioni e istituzioni nel costruire percorsi di aiuto concreti
Un gesto concreto di solidarietà ha illuminato la città di Matera nei giorni scorsi, quando un ristorante locale ha deciso di unire il lancio del nuovo menù a un’iniziativa di sostegno per le famiglie in difficoltà economica. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Caritas e grazie al supporto di Don Nino della Parrocchia di Sant’Agnese e della Mensa Don Giovanni Mele, ha offerto ai partecipanti la possibilità di vivere un’esperienza conviviale in un contesto accogliente e sereno.Il Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, ha espresso grande apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando come esempi di questo tipo dimostrino che le imprese possono essere anche motore di attenzione verso il prossimo e di responsabilità sociale. “Rivolgo un sincero ringraziamento a chi ha realizzato questa serata –ha dichiarato il Sindaco – per aver restituito dignità e senso di inclusione a chi attraversa momenti di difficoltà, rafforzando al con-
tempo il tessuto umano della nostra comunità”.Secondo il Sindaco, iniziative come questa non solo offrono un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno, ma contribuiscono anche a costruire una comunità più coesa e solidale. Nicoletti ha inoltre espresso l’auspicio che il progetto possa essere emulato da altri ristoratori e operatori del settore, affinché simili esperienze possano diventare un appuntamento ricorrente, generando un impatto positivo su tutta la città.L’iniziativa rappresenta un esempio tangibile di come la solidarietà possa integrarsi con l’attività imprenditoriale, offrendo momenti di dignità e inclusione a chi vive situazioni di fragilità, e dimostrando che piccoli gesti possono avere grande valore sociale. L’iniziativa, infatti, ha mostrato come la collaborazione tra realtà private, istituzioni e associazioni del territorio possa creare reti di supporto efficaci e durature, capaci di rispondere concretamente ai bisogni della comunità.

Cinque farmacie assaltate in una notte tra Scanzano Jonico, Policoro e Nova Siri: sindacati accusano istituzioni e chiedono interventi
POLICORO. Non un episodio isolato ma l’ennesimo segnale di un sistema sicurezza in difficoltà. È la lettura fornita da Cgil Basilicata e Silp Cgil Basilicata dopo i cinque assalti a farmacie registrati nella notte tra il 30 e il 31 marzo nel Metapontino, tra Scanzano Jonico, Policoro e Nova Siri. Un’ondata criminale che, secondo le organizzazioni sindacali, conferma criticità strutturali già denunciate da tempo.La questione era già approdata anche nelle sedi istituzionali, con una mozione discussa in Consiglio regionale il 10 febbraio 2026 e un’interrogazione parlamentare dell’onorevole Enzo Amendola al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Atti che, per Cgil e Silp, certificano la gravità della situazione, a fronte però di un’assenza di risposte concrete. «La Regione Basilicata - dichiara il segretario regionale Cgil Fernando Mega - continua a dimostrare una preoccupante inerzia su tutti i fronti strategici, dalla sanità al lavoro fino alla sicurezza. Non basta prendere atto dei problemi: servono responsabilità politiche e risposte dal Governo nazionale». Nel mirino anche il presunto po-

tenziamento delle forze di polizia, definito «un’operazione di facciata», incapace persino di compensare i pensionamenti.Sulla stessa linea il segretario regionale Silp Cgil Francesco Mobilio, che parla di interventi tardivi e inefficaci: «Si agisce solo dopo i fatti, con soluzioni tampone. Ma la sicurezza si costruisce con la prevenzione, non rincorrendo le emergenze». A reggere il sistema, sottolineano i sindacati, è soprattutto il lavoro degli operatori di polizia, costretti a turni gravosi e a un ricorso sistematico allo straordinario, spesso liquidato con ritardi anche di uno o due anni.Emblematica la situazione dei commissariati di Policoro e Pisticci, dove territori molto estesi vengono co-
perti, di fatto, da una sola volante. Criticità aggravate dalla mancata elevazione del distaccamento della polizia stradale di Policoro a sottosezione ordinaria, scelta che avrebbe rafforzato il controllo lungo la fascia jonica.Cgil Basilicata e Silp Cgil Basilicata puntano il dito contro Governo e Regione, accusati di aver prodotto un progressivo arretramento della presenza dello Stato. «La Basilicata non può continuare a essere una terra dimenticata - conclude Mega - Senza investimenti reali il rischio è un ulteriore peggioramento delle condizioni di sicurezza». Una richiesta chiara: un piano straordinario per rafforzare organici e presidi, con interventi strutturali e non più rinviabili.
I CAMPIONATI INTERNAZIONALI DEL 2026
MATERA. Tre studenti dell’Istituto Comprensivo Pascoli di Matera conquistano la finale nazionale dei Campionati internazionali di Giochi matematici 2026, in programma a Milano a fine maggio. Si tratta di Eva Tarasco della terza M e Federica Morelli della terza A, per la categoria C2, e di Riccardo Acquasanta della prima E per la categoria C1.La competizione, promossa dall’Università Bocconi attraverso il centro Pristem, coinvolge ogni anno migliaia di partecipanti in tutta Italia, dalle scuole secondarie agli adulti. Anche nel 2026 la scuola materana si è distinta nelle semifinali, confermando una presenza costante alle finali nazionali. Le prove si sono svolte all’Università della Basilicata di Potenza e all’Istituto di istruzione superiore di Policoro.Complessivamente, per la Pascoli hanno partecipato alle semifinali 28 studenti, guidati dalle docenti di matematica dell’istituto. Soddisfazione espressa dalla dirigente scolastica Caterina Policaro: «La scuola prova anche a far divertire con la matematica, valorizzando le eccellenze e offrendo opportunità educative di qualità. Questi giochi sono un’occasione di crescita, sviluppano capacità logiche e spirito critico».Ora l’appuntamento è con la finale del 30 maggio alla Bocconi, dove i tre studenti rappresenteranno Matera e la Basilicata.

Con l’estate alle porte, Casalnuovo Rinasce sollecita al Comune una soluzione strutturale per la zona di via Levi
«Un
MATERA. Un parcheggio di interscambio con terminal bus per alleggerire il traffico in ingresso a Matera sud. È la proposta avanzata dall’associazione Casalnuovo Rinasce, che ha inviato una nota al sindaco Antonio Nicoletti, agli assessori, ai consiglieri comunali e al coordinamento dei comitati di quartiere per sollecitare un intervento ritenuto ormai non più rinviabile.Con l’avvicinarsi della stagione turistica, sottolinea l’associazione, il tema della mobilità torna centrale, in particolare per quanto riguarda la gestione dei flussi veicolari e la carenza di parcheggi. Una criticità segnalata più volte negli anni e che oggi, alla luce dei numeri crescenti di visitatori, si ripropone con maggiore urgenza.L’area individuata è quella a ridosso di
via Carlo Levi, tra l’intersezione con via Lucana, il rione Pini e la rotatoria dell’ospedale Madonna delle Grazie. Una zona già indicata in passato come possibile soluzione sia dalla giunta guidata da Raffaello de Ruggieri sia dalla successiva amministrazione, e che secondo Casalnuovo Rinasce rappresenta «una risposta concreta a un’esigenza reale di mobilità sostenibile».L’ipotesi prevede la realizzazione di un parcheggio destinato al traffico proveniente dall’ingresso sud della città, capace di intercettare autobus turistici e veicoli privati, soprattutto in occasione di eventi di grande richiamo come il presepe vivente, concerti, raduni e periodi di forte afflusso turistico, ma anche per chi quotidianamente si reca al presidio ospedaliero.Se-

condo l’associazione, l’intervento richiederebbe una variante urbanistica, ma garantirebbe benefici evidenti in termini di riduzione del traffico nelle aree più congestionate, a partire dal centro cittadino, dai Sassi e dal quartiere Casalnuovo. «I fatti ci stan-
no dando ragione – evidenzia l’associazione –. Senza un’infrastruttura adeguata, la pressione sul sistema viario continuerà ad aumentare».A rendere più efficace il progetto sarebbe l’attivazione di un servizio di navetta pubblica lungo via Casalnuovo, in grado di collegare rapidamente il parcheggio con il centro e le principali aree di interesse. Una soluzione che, nelle intenzioni dei promotori, consentirebbe di coniugare accessibilità e sostenibilità, migliorando la qualità della vita dei residenti e l’esperienza dei visitatori.Casalnuovo Rinasce chiede quindi all’amministrazione comunale di compiere un passo deciso, trasformando un’ipotesi già condivisa in un intervento concreto e strutturale per la mobilità urbana.


Il ricordo del matematico e giureconsulto lucano che osò sfidare il potere e morì per la libertà

D I V IN C E N Z O M A IDA
Oggi ci meravigliamo che in Iran e in altre Nazioni gli oppositori politici vengono giustiziati, anche da noi succedeva la stessa cosa. L’evoluzione storica non è uguale in tutte le parti del mondo. Donna Giulia Sisto, originaria di Melfi, il 3 aprile del 1755 a Pomarico diede alla luce il primogenito Niccolò Fiorentino. Il padre Giuseppe era un medico montalbanese e la famiglia si trasferì, subito dopo la sua nascita, a Montalbano Jonico. Niccolò fu un matematico e un giureconsulto, autore di numerose pubblicazioni. Era cugino di Francesco Lomonaco, la cui madre si chiamava, infatti, Margherita Fiorentino. A soli dieci anni, venne portato per continuare gli studi nel seminario diocesano di Tricarico, sull’alta collina materana. A 14 anni, vinse un concorso per l’insegnamento al Liceo dell’Aquila, mentendo sulla sua reale età, ma se ne avvidero: l’età minima richiesta era di 15 anni. Fu quindi trasferito nel Liceo Angarano di Bologna dove diede un’ulteriore prova delle sue capacità, tan-
t’è che il Regio Vigilatore, Mons. D. Andrea Franchi, il 16 settembre del 1773, asserì che Niccolò Fiorentino non aveva più niente da apprendere. Nel 1775, ottenne la cattedra di matematica e filosofia razionale a Bari. Nel 1789, fu nominato governatore di Montauro e Gasperina in Calabria e, nel 1798, di Torre del Greco, Resina e Portici. Le sue opere sono: “Lettere di Gaetano Fiorentino ad un suo amico sopra il saggio di D. Ermenegildo”; “Principi di giurisprudenza criminale di Niccolò Fiorentino”; “Dissertazione sopra alcuni punti di giurisprudenza criminale”; “Istituzioni di pratica criminale”; “Istituzioni criminali teoriche e pratiche ad uso di ogni tribunale e corte della città e del Regno di Napoli”; “Riflessioni sul Regno di Napoli”; “Saggio sulle qualità infinitesime e sulle forze vive e morte”; “Rime”; “Ragionamento su la tranquillità della Repubblica del cittadino Niccola Fiorentino soldato della Guardia Nazionale, 11 aprile 1799, anno settimo repubblicano”; “Ai giovani cittadini studiosi”. Fiorentino propose e si vide accolta la riforma del-
l’istruzione che aveva suggerito nella prammatica De regimine studiorum collegi urbanis S.S. Servatoris et Collegiorum provincialium e quella di istituire nelle principali città del Regno di Napoli dei Collegi Reali sul modello di quello esistente. L’Aquila, Catanzaro, Bari, Chieti, Cosenza, Matera, Salerno divennero sede di scuole prestigiose. Nel 1799, si convertì al movimento repubblicano e pagò con la vita questa sua scelta. Scrisse anche “Inno a S. Gennaro, 14 ventoso, anno settimo della libertà”; Pietro Colletta, storico e discepolo del Fiorentino, suo compagno di cella ricordò i giorni del processo nel 1799. “Niccolò Fiorentino accusato di amore della Repubblica, accusa, a sua volta –egli scrisse - il Re ed i suoi ministri di alto tradimento. Il Giudice Guidobaldi tenendo a giudizio Niccolò Fiorentino, uomo dotto in matematiche, in giurisprudenza, in altre scienze, caldo ma cauto seguace di libertà, schivo d’uffici pubblici e solamente inteso, per discorsi e virtuosi esempi, ad istruire il popolo, gli disse: “Breve discorso tra noi, dì che facesti nella
Repubblica.” “Nulla - rispose Fiorentino - mi governai con le leggi o con la necessità, legge suprema.” E poiché il primo replicava che i Tribunali, non gli accusati, dovessero giudicare della colpa o della innocenza delle azioni, e mescolava nel discorso alle malconce teoriche legali, ora le ingiurie, ora le proteste di amicizia antica, e sempre la giustizia, la fede, la bontà del monarca, il prigioniero caldo d’animo e oratore spedito, perduta pazienza, gli disse: “Il re, non già noi, mosse guerra ai francesi; ed il re ed il suo Mack furono cagioni delle disfatte, il re fuggì lasciando il regno povero e scompigliato; per lui venne conquistatore il nemico, ed impose ai popoli vinti le sue volontà. Noi gli obbedimmo, come i padri nostri obbedirono alla volontà del Carlo Borbone; che l’obbedienza dei vinti è legittima perché necessaria. Ed ora voi, ministro di quel Re, parlate a noi di leggi, di giustizia, di fede? Quali leggi? Quelle emanate dopo le azioni! Quale giustizia? Il processo segreto, la nessuna difesa, le sentenze arbitrarie! E qual fede? La mancata nelle capitola-
zioni dei castelli! Vergognate di profanare i nomi sacri della civiltà al servizio più infame della tirannide. Dite che i principi vogliono sangue, e che voi di sangue li saziate, non vi date il fastidio dei processi e delle condanne, ma avete sulle liste i nomi dei proscritti e uccideteli: vendetta più celere e più conforme alla dignità della tirannide. Ed in fine, poiché amicizia mi protestate, io vi esorto ad abbandonare il presente ufficio del carnefice, non di giudice, ed a riflettere se c’è giustizia universale, che pure circola sulla terra, non punirà in vita i delitti vostri, voi, nome aborrito, svergognerete i figli, e sarà per i secoli avvenire la memoria vostra maledetta.” L’impeto del discorso conseguì che finisse e, finito, fu l’oratore dato agli sbirri, che stringendo spietatamente le funi e i ceppi, tante piaghe lasciarono sul corpo, quanti erano i nodi, e tornato in carcere, narrando a noi quei fatti, soggiunse che ripeterebbe fra poco quei racconti ai compagni morti”. Il 5 dicembre del 1799 fu condannato a morte. Salì sul patibolo il 12 dicembre del 1799 e affidò il collo al boia.
C’è una forma di stanchezza che non ha nulla a che vedere con il corpo. Non si cura con il sonno, non passa con un weekend fuori, non si risolve spegnendo il telefono, anche se quello aiuterebbe, ecco- me se aiuterebbe. È la stanchezza di essere sempre disponibili.Disponibili a rispondere. Disponibili a capire. Disponibili a non creare problemi. Disponibili a esserci… anche quando dentro non c’è più nessuno.Viviamo in un tempo in cui l’assenza è diventata sospetta. Se non rispondi, sei strano. Se non reagisci, sei debole. Se non partecipi, sei fuori. E allora via: tutti presenti, tutti attivi, tutti connessi. Una gigantesca recita collettiva dove nessuno vuole davvero uscire di scena per primo.Ma la verità, quella scomoda, quella che non fa like, è un’altra: la disponibilità continua non è generosità. È sopravvivenza. Travestita bene, educata, socialmente perfetta. Ma sempre sopravvivenza.Perché dire sempre “sì” non è bontà. È, spesso, paura con una bella camicia stirata. Paura di deludere. Paura di essere dimenticati. Paura,

quella più silenziosa, di non valere abbastanza da poter dire “no”.E allora ci si allunga, ci si spezza, ci si moltiplica. Si dice “sì” quando dentro urla un “no” che ormai non urla più. Si è arreso.Poi però succede qualcosa. Sempre. Succede che a forza di esserci per tutti, sparisci da te stesso. E qui viene il bello: nessuno se ne accorge. Perché eri utile, non presente. E quando non sei più utile, diventi sostituibile.Crudo? Sì. Falso? Neanche un po’. Ironico, no? Siamo reperibili ovunque… tranne che nella nostra vita.E adesso arriva il punto che molti leggeranno… e pochi accetteranno davvero. Non sei obbligato a essere sempre disponibile. Non sei obbligato a spiegarti ogni volta. Non sei obbligato a partecipare a tutto per dimostrare qualcosa. E soprattutto, questa resta, non devi guadagnarti il diritto di esistere.Se questa frase ti dà fastidio, fermati lì. È esattamente per questo che ti serve.Perché la vera forza oggi non è esserci sempre. È scegliere quando esserci. La vera rivoluzione non è dire “sì” con il sorriso. È dire “no” senza tremare. La vera pre- senza non è quantitativa. È brutale nella sua semplicità: o ci sei dav-

vero, o non ci sei. Il resto è riempitivo.Meglio un momento vero che cento presenze vuote. Meglio un silenzio pieno che mille parole automatiche. E no, non diventi egoista. Diventi integro.E l’integrità ha un problema enorme: non è comoda per gli altri. Perché quando smetti di disperderti, inizi a concentrarti. E quando ti concentri, succede qualcosa che disturba parecchio: diventi lucido. diventi libero. diventi… ingestibile.Non fai più quello che ci si aspetta. Fai quello che è giusto. E guarda caso, non sempre coincidono.Allora sì, qualcuno storcerà il naso. Qualcuno dirà che sei cambiato. Qualcuno, il più sincero, penserà che prima eri meglio. Aveva ragione. Prima eri più facile.
Adesso sei vero. E la verità non è per tutti.Allora oggi fai una cosa semplice. Ma vera. Non rispondere subito. Non giustificarti. Non riempire ogni spazio per paura del vuoto. E soprattutto, questa è la più difficile, non correre a riprenderti dove hai deciso di lasciarti.Resta. Resta in te. Anche se è scomodo. Anche se il silenzio fa rumore. Perché è lì che succede tutto. È lì che smetti di rincorrere e inizi a creare. È lì che non sei più in reazione… ma in direzione.E quando arrivi lì, davvero, non sei più stanco. Sei presente. E per la prima volta, non perché devi. Ma perché hai scelto.Il mondo non ha bisogno della tua disponibilità. Ha bisogno della tua verità. E quella, guarda caso, non è sempre comoda.
Nella chiesa dell’Immacolata una rievocazione coinvolgente con i pazienti del Centro dei Padri Trinitari, tra fede, riabilitazione e partecipazione collettiva
VENOSA. Ci sono momenti in cui l’arte smette di essere semplice rappresentazione e diventa testimonianza viva, capace di intrecciare talento, fede ed esperienza umana. È quanto accaduto a Venosa, nella chiesa di Maria Santissima dell’Immacolata, dove il Centro di Riabilitazione dei Padri Trinitari ha portato in scena una intensa rievocazione dell’Ultima Cena.Un evento che ha saputo emozionare profondamente i numerosi fedeli presenti, trasformandosi nel culmine di un percorso riabilitativo che ha visto protagonisti gli ospiti del centro insieme agli operatori. Non solo teatro, ma un vero e proprio cammino condiviso, in cui gesti, parole e movimenti hanno dato forma a una narrazione carica di significato.Il progetto non si è fermato all’interno della parrocchia. La rappresentazione della Passione di Cristo ha infatti superato i confini

dello spazio liturgico per diventare anche linguaggio cinematografico, grazie alla realizzazione di un cortometraggio girato tra gli scorci più suggestivi e le vie ricche di storia della città oraziana.Dopo aver ringraziato il parroco Aniceto per l’accoglienza, il direttore dei Centri di riabilitazione di Venosa e Bernalda, Vito Campanale, ha sottolineato il valore umano e sociale dell’iniziativa: «Il progetto è stato caratterizzato da una simbiosi perfetta tra pazienti e operatori, che in-
sieme hanno dato corpo e voce ai personaggi del Vangelo, dimostrando che la disabilità non è un limite, ma una diversa prospettiva da cui osservare l’umanità e il sacro. Vedere i nostri ragazzi impegnarsi con tale dedizione – ha aggiunto –ci ricorda che la riabilitazione passa anche attraverso l’arte e la partecipazione sociale. Non stiamo, infatti, mettendo in scena solo una storia: stiamo consegnando dignità e protagonismo a persone che hanno tanto da offrire alla nostra

comunità».Un lavoro reso possibile anche grazie alla collaborazione con l’amministrazione comunale. «Il successo della manifestazione è stato possibile anche grazie alla stretta collaborazione con il Comune e con il sindaco di Venosa, Francesco Mollica, che concedendoci il patrocinio hanno permesso che le vie di Venosa diventassero un set a cielo aperto per una Passione che ha un grande significato: dare un segnale forte di vicinanza», ha proseguito Campanale.Par-
ticolarmente significativo il coinvolgimento degli operatori, presenti non solo come figure di supporto ma anche come co-interpreti, a testimonianza di un legame umano che si costruisce quotidianamente all’interno del centro.A suggellare l’iniziativa, il lungo e caloroso applauso del pubblico. «Dimostra – ha concluso il direttore – che quando la comunità incontra la solidarietà, il risultato è un messaggio universale capace di toccare il cuore di tutti, nessuno escluso».

Un’immagine fugace durante una partita rivela il rapporto profondo tra istituzioni, territorio e senso di comunità

DI FABRIZIO QUARATINO
C’è un momento, durante una partita di calcio, in cui il gioco smette di appartenere soltanto ai gio- catori. È quell’istante in cui la regia televisiva allarga il campo, abbandona il pallone e si sofferma sulle tribune. In quell’istante il racconto cambia natura: non è più sport, ma rappresentazione del territorio. Non è più cronaca, ma geografia del potere umano. Durante la finale di ritorno della Coppa Italia di “Serie C” tra Latina e Potenza, in uno di quei passaggi apparentemente secondari e quasi distratti della regia, sono apparsi tre volti istituzionali che appartengono alla stessa terra ma a livelli diversi della sua gestione e della sua interpretazione: il sindaco della città di Potenza, Vincenzo Telesca, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi ed il presidente di Confindustria di Basilicata, Francesco Somma. Tre figure diverse. Tre ruoli distinti. Tre visioni che, nella quotidianità amministrativa, non sempre camminano nella stessa direzione con continuità e armonia. Eppure, in quell’immagine, erano semplicemente lì. Nello stesso spazio. Dentro la stessa emozione collettiva. Senza distanza visibile. E forse è proprio da questa apparente semplicità che nasce la riflessione più complessa. Perché a volte la realtà non si manifesta nei documenti, nei bilanci, nei comunicati o nelle dichiarazioni ufficiali. A volte la realtà si manifesta in un gesto condiviso, in un sorriso parallelo, in una presenza simultanea dentro uno stesso contesto simbolico. E quel tipo di realtà, proprio perché non programmata, ha una forza particolare: non si può smentire, ma nemmeno ridurre. La prima considerazione, quasi istintiva, è che una comunità esiste davvero quando i suoi livelli istituzionali riescono a condividere al-

meno lo spazio simbolico della rappresentazione. Non necessariamente le scelte. Non necessariamente le strategie. Ma almeno il luogo invisibile in cui la comunità si riconosce come tale. E qui si apre una questione più ampia.
LA CITTÀ
COME ORGANISMO COMPLESSO
Una città capoluogo non è mai soltanto un insieme di uffici, competenze e ruoli amministrativi. È un organismo vivo, attraversato da tensioni, da fragilità, da energie spesso disallineate. Potenza, come molte realtà del Paese, vive una fase complessa, stratificata, in cui le difficoltà non sono episodi isolati ma elementi che si intrecciano in modo sistemico. La qualità dei servizi, la percezione della sanità, la mobilità urbana, le opportunità economiche, la fiducia dei cittadini: tutto concorre a definire non soltanto la condizione materiale della città, ma anche la sua temperatura emotiva. Eppure, proprio nei contesti più complessi, diventa essenziale osservare ciò che normalmente passa inosservato: la capacità delle istituzioni di occupare insieme lo stesso spazio simbolico senza trasformarlo in terreno di scontro. Non perché questo risolva i problemi. Ma perché dimostra che i problemi non sono inevitabilmente incompatibilità assolute.
UNA PRECISAZIONE NECESSARIA
È importante chiarire un punto fondamentale. Questa riflessione non ha come obiettivo il giudizio
sulle singole persone, né sulle responsabilità individuali dei ruoli istituzionali citati o implicati. Non si tratta di attribuire colpe, né meriti, né valutazioni personali. Si tratta invece di osservare una dinamica collettiva che riguarda il rapporto tra istituzioni e territorio nel suo insieme.La distinzione non è formale. È sostanziale. Perché la qualità del dibattito pubblico dipende direttamente dalla capacità di non trasformare ogni osservazione in una semplificazione personale.
LA DISTANZA INVISIBILE
La crisi di una città raramente si manifesta in modo lineare. Non esplode quasi mai in un singolo punto. Piuttosto si accumula. Si distribuisce. Si rende progressivamente normale.E la forma più insidiosa della crisi non è il conflitto aperto, ma la distanza che diventa abitudine. La distanza tra livelli decisionali, la distanza tra percezione e comunicazione, la distanza tra ciò che si decide e ciò che si vive. Quando questa distanza diventa stabile, la città non si percepisce più come sistema unico, ma come una somma di compartimenti che raramente dialogano tra loro.Ed è proprio qui che le immagini occasionali di convergenza assumono un significato diverso. Non risolvono nulla, ma mostrano che la distanza non è una condizione irreversibile.
IL RUOLO
DELLA POLITICA
COME SPAZIO
CONDIVISO
La politica, nella sua dimensione più alta, non è la
semplice affermazione di una posizione. È la costruzione di uno spazio in cui posizioni diverse possano coesistere senza annullarsi.Questo non significa rinunciare al conflitto delle idee. Il conflitto, quando è sano, è parte naturale della democrazia. Significa però evitare che il conflitto si trasformi in immobilità strutturale. E significa soprattutto riconoscere che, in una città in difficoltà, nessuna visione singola è sufficiente a contenere la complessità del reale.
IL RISCHIO DELLA NORMALIZZAZIONE
Uno dei rischi più sottovalutati per una comunità è la normalizzazione della separazione. Quando la separazione tra istituzioni diventa consuetudine, la città smette di percepirsi come progetto comune e inizia a percepirsi come somma di competenze indipendenti. Non è un pro- cesso immediato. È lento. Silenzioso. Quasi invisibile.E proprio per questo è difficile da correggere, perché non appare mai come emergenza, ma come normalità.
UNA POSSIBILITÀ
CHE RESTA APERTA
Eppure, proprio dentro immagini come quella osservata durante la partita, si intravede una possibilità diversa. Non una soluzione immediata. Non una risposta definitiva. Ma una possibilità: quella di considerare la convergenza non come eccezione, ma come metodo possibile. Non serve idealizzare. Serve rendere praticabile ciò che oggi appare ancora occasionale. E forse, senza dichiararlo, quella tribuna
lo ha ricordato a tutti. “QUANDO LA CITTÀ RICORDA LA SUA FORZA”
Forse il punto non è ciò che è accaduto in uno stadio durante una partita. Forse il punto è ciò che quell’immagine, nella sua semplicità, lascia intravedere: che una comunità funziona davvero quando chi la rappresenta, pur nella diversità dei ruoli e delle visioni, riesce a riconoscersi dentro uno stesso spazio di responsabilità condivisa. E quando questo accade, anche solo per un istante, la città smette di essere una somma di parti separate. Diventa, anche solo per un momento, un’unica direzione possibile. È un ricordo potente. Invisibile agli occhi distratti. Ma incisivo come un segnale luminoso nella nebbia. Perché le città, proprio come le persone, hanno bisogno di riconoscere se stesse nei piccoli gesti, negli istanti inattesi, nelle convergenze casuali che rivelano un ordine nascosto. E quando una città ricorda la propria forza, anche solo per pochi secondi, nessun conflitto, nessuna distanza, nessuna separazione apparente può cancellarla del tutto. In quel ricordo, ogni cittadino, ogni politico, ogni imprenditore può vedere una verità semplice ma spesso dimenticata: il bene comune non è astratto. Esiste, vive, respira e attende solo di essere riconosciuto. La tribuna invisibile non è uno stadio, né una finale di coppa. È la città stessa che, per un attimo, ricorda che la propria forza è collettiva, condivisa e concreta.

Pittella, Cupparo,
Polese e Chiorazzo sottolineano come la conquista della Coppa Italia sia il frutto di lavoro di squadra e passione
Il Potenza per la prima volta conquista la Coppa Italia di Serie C, scrivendo una pagina indimenticabile per lo sport lucano e regalando alla Basilicata un traguardo atteso e straordinario. Una vittoria che va ben oltre il risultato sportivo, diventando simbolo di identità, riscatto e orgoglio collettivo per un’intera comunità che si è stretta attorno ai colori rossoblù lungo tutto il percorso. Un successo che segna anche un nuovo punto di partenza per il futuro del calcio potentino, alimentando ambizioni e nuove prospettive. Questa vittoria dimostra come la passione sportiva possa rafforzare il senso di comunità e di appartenenza tra cittadini di tutte le età. È anche un riconoscimento per tutti coloro che hanno lavorato silenziosamente dietro le quinte, rendendo possibile questo risultato storico.Il successo della squadra potentina è stato accolto con entusiasmo e soddisfazione dalle istituzioni regionali, che hanno voluto sottolineare il valore profondo di questo traguardo. Il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, ha evidenziato come alla base della vittoria ci siano elementi fondamentali quali progettualità, coesione e condivisione di valori. «Quando c’è progetto, quando c’è coesione, quando una comunità si riconosce in obiettivi e valori, i risultati arrivano», ha dichiarato, rimarcando come il percorso del Potenza rappresenti un esempio virtuoso non solo nello sport, ma anche nella vita pubblica. Pittella ha inoltre ricordato quanto sia complesso imporsi in una competizione nazionale, sottolineando le qualità dimostrate dalla squadra: sacrificio, carattere e capacità di reagire nei momenti difficili.Parole di grande entusiasmo anche da parte dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, da sempre vicino ai colori rossoblù. Cupparo ha voluto rivolgere un riconoscimento particolare al presidente Donato Macchia, evidenziando l’im-
pegno e i sacrifici che hanno reso possibile questo storico risultato. «È un successo che inorgoglisce tutta la Basilicata», ha affermato, sottolineando come il trionfo rappresenti la dimostrazione concreta di quanto programmazione, passione e sostegno dei tifosi possano condurre a risultati di rilievo nazionale. Un messaggio che, secondo l’assessore, deve fungere da esempio per tutte le realtà sportive del territorio.Di forte impatto emotivo le dichiarazioni del capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva, Mario Polese, che ha vissuto in prima persona la finale allo stadio “Francioni” di Latina. «Ci sono emozioni che diventano storia di una comunità», ha raccontato, descrivendo il clima sugli spalti e la partecipazione dei tanti tifosi che hanno seguito la squadra in trasferta. Polese ha sottolineato come la vittoria non sia casuale, ma frutto del carattere dei lucani: «cadere, rialzarsi e vincere con il lavoro e il sacrificio». Un successo che, secondo il consigliere, unisce passato, presente e futuro, rafforzando il legame tra generazioni di tifosi.Il consigliere regionale di Forza Italia, Fernando Picerno, ha posto l’accento sul valore simbolico e sociale della vittoria, definendola «la prova tangibile che con programmazione, sacrificio e passione si possono raggiungere traguardi importanti». Picerno ha inoltre evidenziato come il calcio rappresenti a Potenza molto più di uno sport, ma un vero elemento identitario capace di unire la comunità e dare visibilità all’intera regione. Un successo che rafforza la fiducia nel movimento sportivo locale e nelle sue potenzialità di crescita.A chiudere il coro di congratulazioni, il Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, che ha parlato di «risultato straordinario» capace di riempire di orgoglio tutta la comunità lucana. Chiorazzo ha voluto riconoscere il lavoro della dirigenza, dello staff tecnico e dei calciatori, sottolineando il ruolo deter-
minante del presidente
Donato Macchia e dell’amministratore delegato Nicola Macchia nel costruire un progetto solido e ambizioso. Un plauso è stato rivolto anche a mister De Giorgi e alla squadra, capaci di creare un gruppo unito e competitivo. Infine, un pensiero speciale ai tifosi, definiti «straordinari» per il loro attaccamen-
to e il sostegno costante.La conquista della Coppa Italia di Serie C da parte del Potenza Calcio rappresenta dunque molto più di un trofeo: è il simbolo di una comunità che crede nei propri valori, nella forza del lavoro condiviso e nella capacità di rialzarsi e vincere. Una pagina indelebile per il calcio lucano, destinata a restare nella
memoria collettiva e a ispirare le future generazioni. Con questa vittoria, il Potenza Calcio dimostra che con determinazione e passione anche una realtà regionale può competere e affermarsi a livello nazionale. È un risultato che lascerà un segno positivo non solo nello sport, ma nella cultura e nell’orgoglio della Basilicata.




