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Cronache del 2 aprile 2026

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Potenza saluta Attilio Nunziata

Oggi i funerali nella Chiesa di Betlemme per l’ex dg dell’Asl con una carriera brillante nonostante i tentativi di offuscarlo

IL POTENZA TORNA IN PARADISO

Finisce 1 a 0 per i laziali, ma all’andata era finita 3 a 1. Bardi: «Premio meritato, squadra e tifosi straordinari». Telesca: «Una partita molto sofferta ma portiamo a casa una Coppa storica»

TRANSIZIONE 5.0

Somma: «Il Governo sostiene le imprese»

L’allarme lanciato dalle imprese lucane in merito ai tagli previsti dal Decreto Fiscale sul credito d’imposta per la Transizione 5.0 è stato prontamente accolto dal Governo, che ha garantito risorse aggiuntive per coprire gli impegni presi in precedenza. A darne notizia è Francesco Somma, presidente di Confindustria Basilicata, che ha espresso soddisfazione per le aperture (...)

■ continua a pag 5 Nigro alle pag 28 e 29

SOLA, PERDUTA, ABBANDONATA

Non vogliamo fare amarcord e nemmeno celebrare il centrosinistra che fu, visti anche i suoi vizi attuali, ma c’era un tempo in cui la Basilicata era riconoscibile anche per i meriti che aveva come la performance d’eccellenza sulla spesa europea, peraltro non affatto scontata nel disastrato Mezzogiorno e la governance riformista in cui sanità, cultura, occupazione sapevano essere motivazioni comunitarie quanto anche buone occasioni di sviluppo. Ora non per fare il controcanto a questi patrioti di centrodestra, ma c’è da chiedersi se lor signori sanno che dopo 7 anni di governo la Basilicata è peggiorata in tutto e per tutto e che ci becchiamo sempre l’ultimo posto in classifica? Eppure alla loro bella coscienza è tutto così ordinariamente normale al punto che anche i pericoli d’annientamento demografico sono derubricati nel menefreghismo minimale e nella propaganda farlocca, nonostante l’ISTAT ci racconti l’apocalisse d’aver il maggiore calo demografico d’Italia (9,0 per mille) e, tanto per inorgoglirci, pure il tasso migratorio più negativo (-5,5 per mille). Pare risentire la celebre aria della Manon Lescaut di Puccini: “Sola, perduta, abbandonata..”

AUTOMOTIVE Presentata al Mimit soluzione industriale per Pmc e Brose, Napoli: «Nuove prospettive per il futuro»

Ludovica

Rampoldi a

Potenza:

grande entusiasmo tra i ragazzi

CRONA-CHI?

Caso Lagreca, il consulente di parte civile della famiglia di Dora, Vitiello: «File cancellati sul cellulare di Capasso, ora analisi su Whatsapp»

■ Tammariello a pag 11

CRONACA

Nel Potentino operazioni antidroga di Carabinieri e GdF, a Policoro invece Polizia arresta un 39enne per aveer aggredito violentemente i genitori

■ Servizi a pag 12

OLIVETO LUCANO

Il sindaco Terranova lancia l’allarme sullo spopolamento: «Perde abitanti, 70 anni di esodo e solitudine»

■ Servizio a pag 21

MARSICOVETERE

Le Poste di Villa d’Agri chiuderanno per i lavori Polis e il sindaco chiede l’ufficio mobile: «Andare a Tramutola impossibile»

■ Calabrese a pag 19

GRANDE SUCCE SSO LA MASTERCLASS ORGANIZZATA DALLA LFC
foto Mattiacci
Menonna a pag 10
Un momento dell’incontro al Mimit Servizio a pag 5
Mollica a pag 3

Oggi pomeriggio i funerali. Un uomo con la “schiena dritta”che ha cambiato la sanità con visione e determinazione

Addio ad Attilio Nunziata, simbolo della sanità lucana

Èmorto Attilio Nunziata. E con lui se ne va una figura che, nel silenzio operoso delle istituzioni, ha segnato profondamente la sanità lucana e la vita amministrativa della Basilicata.

Oggi, nella chiesa di Betlemme a Potenza, alle ore 15, si terranno i

funerali. Sarà il momento dell’ultimo saluto, ma anche quello della memoria: di un uomo che ha attraversato incarichi complessi con competenza, determinazione e, soprattutto, indipendenza.

Nunziata ha costruito una carriera brillante. È stato capo di gabinetto della giunta regionale della

Basilicata, direttore generale delle infrastrutture e dei trasporti, e poi direttore generale dell’ASL di Potenza. Ruoli diversi, ma sempre affrontati con lo stesso approccio concreto, lontano dai riflettori e vicino ai bisogni reali dei cittadini.

Il suo impegno per la sanità lucana resta uno dei tratti più distintivi del suo operato. Fu sua la battaglia per estendere il servizio del 118 a tutto il territorio regionale, colmando lacune che per anni avevano lasciato intere aree senza un’adeguata copertura di emergenza. Una scelta che oggi appare naturale, ma che allora richiese visione, determinazione e coraggio.

Allo stesso modo, Nunziata fu tra i principali artefici della nascita del poliambulatorio “Madre Teresa di Calcutta” a Potenza. Non solo un progetto, ma una struttura resa possibile grazie alla sua capacità di trasformare le idee in realtà, superando ostacoli burocratici e resistenze.

Era un uomo libero. Lo è sempre stato qualsiasi fosse il ruolo, non si è mai piegato a logiche di convenienza. Una libertà che, probabilmente, ha avuto un prezzo.

Il suo nome finì al centro di un’inchiesta sulla sanità lucana. Accu-

se pesanti, quelle di concussione, che lo travolsero mediaticamente e umanamente. Anni di intercettazioni, un processo lungo e doloroso. Poi, la verità giudiziaria: Attilio Nunziata è stato completamente assolto.

Ma l’assoluzione non cancella ciò che resta addosso. L’isolamento, il silenzio, la solitudine. Una vicenda che molti hanno paragonato a quella di un moderno Enzo Tortora: esposto, giudicato, e solo alla fine restituito alla verità. Nonostante tutto, Nunziata non si è fermato. Ha continuato a lavorare, a costruire, a dimostrare — con i fatti — il proprio valore. La sua carriera, portata avanti grazie al merito e alle capacità, resta lì a testimoniarlo.

Oggi, mentre Potenza si raccoglie attorno al suo ricordo, resta l’immagine di un uomo con “la schiena dritta”, come lo descrivono in molti. Un servitore delle istituzioni che ha scelto di non arretrare, nemmeno nei momenti più difficili.

E forse è proprio questa la sua eredità più grande: l’idea che si possa servire la comunità con dignità, pagando anche un prezzo personale, ma senza rinunciare mai a sé stessi.

Attilio Nunziata

Perdita di 4.600 abitanti in Basilicata: la Cgil lancia l’allarme sul futuro della regione: «La Basilicata sta morendo, bisogna fermarlo»

Cgil: «La regione rischia la scomparsa senza interventi urgenti e risolutivi»

La Basilicata sta affrontando un calo demografico senza precedenti, con una perdita di 9 abitanti ogni mille e un tasso migratorio negativo del -5,5 per mille. La popolazione è scesa a 525.300 residenti, con una perdita di quasi 4.600 abitanti. A denunciare la gravità della situazione è Fernando Mega, segretario generale della Cgil Basilicata, che critica l'inerzia del governo regionale.«La Basilicata è la regione con il calo demografico più elevato d’Italia, e i dati non riguardano solo le aree interne, ma anche Matera e Potenza», afferma Mega, sottolineando che questa crisi non è un destino inevitabile, ma il risultato di politiche inadeguate.Il segretario critica anche la mancanza di azioni concrete. «Se non

si porta la vertenza Basilicata ai tavoli nazionali, rischiamo la scomparsa della nostra regione», afferma. Il problema è legato anche alla crisi occupazionale, con giovani e famiglie costretti a emigrare. Esempi emblematici sono i casi di SmartPaper, dove i lavoratori sono sottoposti a ricatti, e Stellantis a Melfi, con cassa integrazione e fuoriuscite volontarie.

La crisi non riguarda solo l'industria. Mega denuncia anche la situazione della Val d’Agri, cuore petrolifero della regione, che rischia un futuro incerto con l’esaurimento dei pozzi nei prossimi vent’anni. «Eni e Total devono rispondere di questa transizione», afferma, lamentando anche il prezzo del gasolio più alto d’Italia nonostante la re-

gione sia centro di produzione energetica.Il segretario sottolinea anche il crescente gap di genere, con le donne lucane più istruite ma penalizzate da salari più bassi e contratti

precari. Inoltre, l’isolamento delle aree interne e la migrazione sanitaria aggravano la situazione.Mega conclude con un forte appello: «Lo spopolamento è il risultato di politiche inefficaci. Bisogna agire con urgenza per fermare il declino, creare lavoro stabile e rendere la Basilicata un luogo accogliente per le giovani generazioni.»

Convitti lucani a rischio: la FLC GIL lancia l'allarme per il diritto allo studio in pericolo

Iconvitti della Basilicata, da sempre luoghi simbolo di istruzione e coesione sociale, rischiano di crollare sotto il peso di una gestione inefficace e di tagli che mettono in pericolo il diritto allo studio per molte famiglie lucane. A lanciare l’allarme è Tommaso Bianchi, rappresentante della FLC GIL di Matera, che ha denunciato in un incontro con la IV Commissione del Consiglio Regionale la situazione "insostenibile e discriminatoria" che sta colpendo i convitti annessi agli istituti scolastici di Matera, Potenza, Melfi e Sant'Arcangelo.Secondo Bianchi, la gestione dei convitti in Basilicata è compromessa da una serie di problematiche, prima tra tutte il blocco dei rimborsi previsti dalla Legge Regionale n. 50 del 2018. Nonostante la legge stabilisca che i convittori con ISEE inferiore a 11.000 euro possano ottenere rimborsi fino a 1.200 euro, questi fondi non sono stati sbloccati, costringendo molte famiglie a rinunciare al supporto educativo necessario. «Stiamo negando il diritto allo studio ai figli delle famiglie più fragili», ha dichiarato Bianchi, chiedendo l'immediato sblocco dei fondi.Un altro osta-

colo alla sopravvivenza dei convitti è rappresentato dalla normativa nazionale sulla formazione degli organici del personale educativo. Il parametro, che prevede 5 educatori per 40 convittori, risulta inadeguato per la realtà lucana, dove i piccoli borghi e il calo demografico impongono una revisione. «Senza personale adeguato, la qualità educativa e

rare la situazione.Il trasferimento del convitto di Matera dalla sua storica sede di via Parini alla periferia, in via Castello, ha ridotto drasticamente il numero degli iscritti, passando da 40 convittori e 38 semiconvittori a soli 25 iscritti. «Questa scelta ha comportato un disagio tangibile per gli studenti», ha aggiunto Bianchi.La chiusura dei convitti ha impatti sociali e occupazionali enormi. La perdita di posti di lavoro nel personale educativo e ATA (cuochi, infermieri, collaboratori scolastici) rappresenta un danno diretto per almeno 30 famiglie. «La chiusura dei convitti è un colpo mortale per il tessuto sociale ed economico della Basilicata», ha affermato Bianchi.In definitiva, la battaglia della FLC GIL non riguarda solo l’edificio, ma la difesa di un modello di welfare scolastico che garantisca l’accesso all’istruzione e sostenga le famiglie lucane. Un appello urgente viene rivolto a tutte le istituzioni locali e nazionali affinché venga messo in campo un piano d’azione concreto per risolvere le criticità e fermare l'erosione di uno degli ultimi baluardi di coesione sociale in Basilicata. Trasporto

la sicurezza degli studenti sono a rischio», ha sottolineato Bianchi.Il trasporto scolastico è un ulteriore punto critico. Le consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri, insieme al Presidente della IV Commissione Nicola Morea, hanno espresso piena solidarietà e si sono impegnati a trovare soluzioni concrete per miglio-

Urso: «Questa è una risposta concreta per il territorio di Melfi, grazie all’impegno di tutte le parti coinvolte»

La città di Melfi verso una nuova era con il piano di Reindustrializzazione

Èstato presentato ieri presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) il piano per la reindustrializzazione del sito di PMC, attualmente in liquidazione, e di Brose, nell’ambito del settore automotive. La C. Costruzioni Srl, una società specializzata in opere stradali, movimento terra e sistemazioni idrogeologiche, ha presentato la sua proposta per il rilancio della zona. L'intervento, che prevede un investimento di circa 5 milioni di euro, mira a riassorbire i lavoratori delle due aziende coinvolte, PMC e Brose, entro 24 mesi.Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha espresso soddisfazione per la proposta, sottolineando come la reindustrializzazione del sito rappresenti un'opportunità fondamentale per il rilancio dell'area. «Questa è una risposta concreta per il territorio di Melfi, gra-

zie all’impegno di tutte le parti coinvolte, inclusa Stellantis, che ha messo a disposizione gli asset a condizioni favorevoli», ha dichiarato Urso.Il piano di C. Costruzioni Srl include l'installazione di un impianto di bitume e una piattaforma di recupero materiale, focalizzandosi sulla gestione di rifiuti speciali come PFU e RAEE. Il progetto mira a creare nuove opportunità industriali nel settore delle infrastrutture e dell’ambiente, con particolare attenzione alla sostenibilità. La società, che ha chiuso il 2025 con 58 milioni di euro di fatturato, ha mostrato la sua disponibilità a riassorbire i lavoratori dei due stabilimenti coinvolti, ma ha precisato che i dettagli definitivi saranno discussi durante un prossimo incontro.Gerardo Evangelista della CISL ha espresso ottimismo per il piano, ma ha richiesto che venga garantita la continuità oc-

cupazionale, soprattutto per i lavoratori di Brose e PMC. «Il piano è un segnale positivo, ma è essenziale che venga seguito da azioni concrete per tutelare l'occupazione», ha sottolineato Evangelista.Michele Napoli, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, ha ribadito l’importanza di un monitoraggio continuo da parte delle istituzioni locali e regionali. Ha anche aggiunto che la sostenibilità del progetto e la sua capacità di generare occupazione sono i criteri fondamentali per garantirne il successo.Il prossimo incontro, fissato per l'8 giugno, servirà a delineare meglio i dettagli del piano industriale e a definire le modalità di attuazione delle misure di supporto per i lavoratori. Con il rilancio di Melfi, la Basilicata punta a ridare slancio al settore industriale, mettendo in atto una soluzione che mira al lungo termine.

Somma: «Il Governo sostiene le imprese con nuove risorse per la Transizione

allarme lanciato dalle imprese lucane in merito ai tagli previsti dal Decreto Fiscale sul credito d’imposta per la Transizione 5.0 è stato prontamente accolto dal Governo, che ha garantito risorse aggiuntive per coprire gli impegni presi in precedenza.

A darne notizia è Francesco Somma, presidente di Confindustria Basilicata, che ha espresso soddisfazione per le aperture annunciate dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Secondo Somma, la preoccupazione delle imprese era forte, non solo per le ripercussioni economiche dei tagli, ma anche per l'incertezza sulle regole che, fino a quel momento, avevano caratterizzato gli incentivi legati alla Transizione 5.0. «Le disposizioni introdotte dal Decreto Fiscale avevano generato smarrimento, mettendo a rischio la fiducia delle imprese nel sistema delle agevolazioni fiscali», ha dichiarato Somma. Il presidente di Confindustria Basilicata ha poi sottoli-

neato l’importanza di accompagnare gli investimenti con misure di sostegno concrete e tempestive, soprattutto in un periodo così delicato per l’economia regionale.

L’impegno del Governo, annunciato dal Ministro Urso, ha riaperto il dialogo e rafforzato la fiducia tra le istituzioni e le imprese locali, che ora si attendono strumenti efficaci e operativi per

sostenere la crescita e la trasformazione tecnologica. «Le rassicurazioni ricevute sul fronte dell'iperammortamento sono particolarmente significative. Le imprese lucane hanno bisogno di certezze per poter programmare e investire con tranquillità. Ci auguriamo ora che queste misure vengano concretizzate in tempi rapidi e che siano accessibili a tutte le realtà del nostro territorio», ha concluso Somma. Il rinnovato impegno del Governo potrebbe avere un impatto significativo sulla capacità delle aziende lucane di adattarsi alla transizione digitale e green, due settori cruciali per il futuro dell’economia regionale. L’attesa ora è per le misure concrete che daranno certezza agli imprenditori e stimoleranno gli investimenti sul lungo periodo. In questo contesto, la regione si prepara ad affrontare una nuova fase di sviluppo, che potrebbe rilanciare la competitività e l’occupazione, fondamentali per una ripresa economica stabile e duratura.

Il

Dal 7 aprile nuove regole per le imprese: uso dei termini solo per iscritti all’Albo, sanzioni fino all’1% del fatturato

La Confartigianato Basilicata: «Stop ad abusi su artigianato»

POTENZA. C’è una data che segna il confine tra ambiguità e trasparenza per migliaia di imprese e milioni di consumatori: il 7 aprile 2026. Da quel giorno, grazie a una battaglia portata avanti con determinazione da Confartigianato, i termini «artigianato» e «artigianale» non potranno più essere utilizzati in modo improprio o ingannevole.La legge annuale per le piccole e medie imprese, in vigore da quella data, introduce infatti una stretta significativa: l’utilizzo delle denominazioni sarà riservato esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’Albo. Sono previste sanzioni severe, fino all’1 per cento del fatturato, con un minimo di 25.000 euro, per chi ne farà un uso scorretto.La norma colma una lacuna che per decenni ha generato incertezza nel mercato, stabilendo un principio chiaro: solo chi possiede la qualifica artigiana può utilizzare tali denominazioni. Si chiude così la stagione degli abusi e della concorrenza sleale. «Fine della concorrenza sleale: vince l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Italy», commenta il presidente di Confartigianato Marco Granelli, secondo cui «questa norma riconosce finalmente il valore autentico dei prodotti artigiani e tutela i consumatori, che avranno la certezza legale di acquistare prodotti realmente frutto del lavoro, dell’in-

gegno e della passione dei nostri imprenditori».La portata della novità è rilevante soprattutto per settori simbolo della manifattura italiana, come l’alimentare, la moda e l’artigianato artistico e tradizionale.Il tema si inserisce nel più ampio impegno di Confartigianato, che ha posto al centro l’ammodernamento della legge quadro sull’artigianato, il valore sociale delle micro e piccole imprese e il superamento degli ostacoli strutturali alla competitività. Granelli ha evidenziato la necessità di una riforma capace di «raccontare chi siamo oggi e chi vogliamo essere», valorizzando la figura dell’imprenditore artigiano come soggetto creativo, tecnico e progettuale. Ha inoltre richiamato l’urgenza di affrontare criticità come burocrazia, accesso al credito, caro energia e ritardi

nella digitalizzazione, sottolineando al contempo la resilienza del settore. Per Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale Confartigianato, è il «valore artigiano» la chiave per interpretare il futuro, unire comunità, innovare senza smarrire la dimensione umana del lavoro. Un ruolo centrale è attribuito anche al valore sociale dell’artigianato, presidio dei territori e leva di legalità, oltre che strumento per contrastare la fuga dei giovani talenti. Due le priorità: contrastare la fuga dei cervelli e colmare la carenza di personale con elevate competenze digitali. La nota positiva è rappresentata dal fatto che due giovani su tre dichiarano che tornerebbero in Italia se trovassero opportunità di lavoro dignitoso e valorizzazione del merito. Bisogna puntare su qualificazione, formazione e istruzione per intercettare quella quota significativa di popolazione che non partecipa al lavoro. Confartigianato, ha detto Gentile, «mette in alto il valore dell’intelligenza artigiana, che oggi deve

utilizzare l’intelligenza artificiale per svolgere le attività standardizzate, garantendo spazio alla creatività e all’ideazione che i nostri maestri artigiani mettono nei prodotti ogni giorno».

Il capogruppo regionale di Forza Italia Michele Casino fa i complimenti al neopresidente di Confindustria Basilicata

«Auguri

a D’Alema, ora lavorare sugli investimenti»

POTENZA. Il capogruppo di Forza Italia Michele Casino esprime le proprie congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro a Francesco D’Alema, designato alla guida di Confindustria Basilicata. «L’elezione di Francesco D’Alema alla presidenza di Confindustria Basilicata è una notizia che accolgo con grande favore e ottimismo - dichiara Casino -. Parliamo di un imprenditore di comprovata esperienza, che conosce profondamente le dinamiche, le potenzialità e le criticità del nostro tessuto produttivo. La sua guida arriva in un momento

storico cruciale, in cui la nostra regione è chiamata a compiere un salto di qualità decisivo in termini di innovazione e competitività». «Dobbiamo continuare a lavorare - continua Casino - per rendere la Basilicata un terreno fertile per gli investimenti, puntando sulla semplificazione burocratica e sul rafforzamento delle infrastrutture. Le sfide che attendono Confindustria sono ambiziose. Sono certo che, sotto la presidenza D’Alema, che succede a Francesco Somma , capacissimo e stimatissimo presidente uscente, l’associazione saprà essere un in-

terlocutore autorevole e propositivo per governare i cambiamenti in atto, proteggendo il lavoro e valorizzando le eccellenze locali. La collaborazione tra politica e rappresentanze datoriali è fondamentale». «Auguro a Francesco D’Alema e a tutta la sua squadra di presidenza - conclude il consigliere - un percorso ricco di successi. Il mio impegno, nelle sedi istituzionali, sarà quello di garantire ascolto e supporto costante a chi, ogni giorno, con coraggio e visione, contribuisce alla crescita economica della nostra amata Basilicata».

Il senatore di FdI si è dichiarato soddisfatto per la collaborazione di tutti gli attori istituzionali coinvolti per giungere a una conduzione ottimale della Società

Aql, Rosa: «Sì a cooperazione con i Comuni»

«Èda apprezzare l’apertura, decisa ieri in seno all’Assemblea straordinaria di Acquedotto Lucano, di cooperare insieme ai Comuni per delineare le strategie migliori per risanare la più grande Azienda pubblica della Regione

Basilicata». Così il senatore Gianni Rosa (FdI), che ha aggiunto: «Affrontare la questione AQL insieme ai Comuni, attraverso il confronto su Tavoli tecnici dedicati, rappresenta un elemento fondamentale per garantire quella che è la mission con cui

è nata la Società: offrire un servizio idrico efficiente e sostenibile. Se da un lato non bisogna trascurare l’importante apporto della Regione, anche in termini economici, dall’altro lato, la partecipazione dei Comuni resta fondamentale per favorire la traspa-

renza e la responsabilità della gestione del servizio idrico regionale». «Sono sicuro – ha concluso Rosa - che con la collaborazione di tutti gli attori istituzionali in gioco, si potrà presto giungere ad una conduzione ottimale di Acquedotto Lucano».

Il consigliere regionale chiede una ricognizione puntuale dei danni per avere un quadro chiaro e tempestivo della situazione

Maltempo, Metapontino in ginocchio. Marrese:

«La Regione dimostri sostegno agli agricoltori»

Il ritorno del freddo e del maltempo sta causando non pochi problemi anche al comparto agricolo della Basilicata, soprattutto a causa delle recenti grandinate. L’area maggiormente colpita nelle ultime ore è quella compresa tra i Comuni di Rotondella, Nova Siri e Tursi, nel Materano. A renderlo noto è la Federazione provinciale della Coldiretti di Matera: «Siamo in una fase delicata, tra fioritura e allegagione del frutto e il rischio di danni è elevato, soprattutto nelle aziende che non adottano sistemi di difesa attiva, come le reti antigrandine. Tuttavia, anche dove queste sono presenti, la violenza dei fenomeni atmosferici, sempre più intensi anche a causa dei cambiamenti climatici, potrebbe

aver provocato danni alle strutture». La conta dei danni sarà possibile solo nei prossimi giorni, dopo le necessarie verifiche sul campo. Intanto, si evidenzia la necessità di valutare eventuali misure di sostegno a favore dei produttori colpiti, per aiutarli ad affrontare le perdite e a garantire la continuità delle attività agricole. In questa direzione, emerge con forza quanto sta facendo Coldiretti nei confronti della Regione Basilicata in un percorso che potrebbe essere ulteriormente incentivato attraverso interventi di sostegno alle aziende agricole, con l’obiettivo di contribuire alla copertura dei costi e rafforzare la resilienza del comparto.A tal proposito, Confagricoltura Basilicata ha scritto alla Regione

per chiedere gli interventi necessari a determinare lo stato di calamità, oltre ad un sostegno straordinario per le aziende che, con le eccezionali grandinate delle scorse ore, potrebbero trovarsi in difficoltà. «La violenta grandinata che ha colpito, ieri mattina, la fascia del Metapontino, uno dei territori a più alto valore agricolo della Basilicata, rischia di provocare danni ingenti alle colture e di mettere in seria difficoltà tante aziende agricole già provate dall’aumento dei costi di produzione e dall’instabilità climatica». Lo dichiara il consigliere regionale Piero Marrese, che esprime solidarietà agli agricoltori colpiti dal maltempo. «Non possiamo permettere – prosegue Marrese –che chi lavora la terra ven-

ga lasciato solo di fronte a eventi atmosferici sempre più frequenti e devastanti. È necessario che la Regione Basilicata attivi immediatamente una ricognizione puntuale dei danni, coinvolgendo i Comuni e le organizzazioni agricole, per avere un quadro chiaro e tempestivo della situazione». A questa fase deve seguire, senza esitazioni, la previsione di adeguati ristori economici, utilizzando tutti gli strumenti disponibili, regionali e nazionali, per sostenere le aziende agricole colpite e salvaguardare un comparto strategico per l’economia lucana. «Il Metapontino – conclude Marrese – rappresenta un patrimonio agricolo, produttivo e occupazionale di valore inestimabile. Difenderlo significa difen-

dere il lavoro, il reddito delle famiglie e la qualità delle nostre produzioni. La Regione dimostri, con atti concreti e rapidi, di essere al fianco degli agricoltori. Personalmente sarò al loro fianco in ogni azione che vorranno mettere in campo a salvaguardia delle loro imprese e dei loro investimenti».

Vizziello: «Sottratti 86 milioni al Ministero della Salute per finanziare sconti temporanei sui carburanti, nessun beneficio reale»

«Governo taglia le accise con le risorse per la Sanità»

POTENZA. «Il taglio temporaneo e limitato del prezzo di diesel e benzina è finanziato attraverso riduzioni delle risorse stanziate per i ministeri, tra le quali spicca il taglio di ben 86 milioni di euro della dotazione finanziaria annuale del Ministero della Salute. Un comportamento che testimonia come per il Governo Meloni la sanità pubblica non sia una priorità e che non tiene conto delle difficoltà dei cittadini ad accedere a molti servizi sanitari».È quanto afferma, in una nota, il capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello.«Quando quasi 6 milioni di cittadini rinunciano alle cure perché non possono permettersi di pagare di tasca propria una visita medica o un accertamento diagnostico che il sistema sanitario non riesce ad ero-

gare in tempi ragionevoli a causa delle lunghe liste d’attesa –dichiara Vizziello – l’unica cosa che un Governo serio e responsabile deve fare è quella di non toccare le risorse stanziate nella legge di bilancio in favore del Ministero della Salute e invece il Governo Meloni sottrae proprio a quest’ultimo risorse con cui finanziare per venti giorni uno sconto alla pompa, nemmeno avvertito dai cittadini».«Poiché l’Iva che i cittadini pagano quando si recano al distributore di benzina è un’imposta percentuale sul prezzo finale del prodotto – spiega Vizziello –salendo il prezzo di gasolio e benzina, sale anche il gettito Iva in favore dello Stato, che, ad esempio, a marzo di quest’anno incasserà circa 150 milioni di euro in più di quanto incassato a febbraio proprio per effetto del-

l’aumento del prezzo alla pompa dei carburanti».«Nessun vantaggio reale quindi in favore dei cittadini dal cosiddetto decreto carburanti, perché solo interventi strutturali come il taglio permanente delle accise o la tassazione degli extra profitti delle compagnie energetiche possono de-

terminare riduzioni reali del prezzo di diesel e benzina – conclude Vizziello – bensì nuove gravi limitazioni per l’effettività di un diritto fondamentale come quello alla salute, che costringeranno sempre più i cittadini a mettere mano al portafoglio per potersi curare».

Micuzzi e Carella: «27 milioni per i siti, ma servono monitoraggio continuo, tutela sanitaria e rilancio produttivo delle aree»

Tito e Valbasento, Femca e Cisl: «Ora tempi certi per bonifiche»

POTENZA. Il segretario generale della Femca Cisl Basilicata Massimiliano Micuzzi e il coordinatore della Cisl per Matera e la Valbasento Francesco Carella esprimono soddisfazione per lo stanziamento, da parte del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, di ulteriori 27 milioni di euro per la bonifica dei siti di interesse nazionale (Sin) situati nelle aree industriali di Tito e della Val Basento. «Un plauso va fatto all’assessore regionale Laura Mongiello e alla struttura di missione che in questi mesi hanno positivamente interloquito con gli uffici ministeriali per assicurare risorse considerate strategiche per il rafforzamento delle attività di bonifica e per accelerare il risanamento di aree che per anni hanno subito un pesante impatto ambientale», commentano Mincuzzi e Carella, sottolineando che «ora il nodo centrale resta quello delle tempistiche e del monitoraggio degli interventi di risanamento ambientale. In passato abbiamo dovuto prendere atto che troppe promesse non sono state mantenute per svariate ragioni. Questa volta ci sono le condizioni economiche e normative per im-

primere un’accelerazione concreta alle bonifiche con l’obiettivo di restituire i lotti attualmente non utilizzabili per nuovi investimenti produttivi e nuova occupazione». Mincuzzi e Carella evidenziano inoltre la necessità di «attivare un sistema di monitoraggio continuo, affiancato da un’adeguata sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione alla presenza di amianto in Valbasento e alla situazione del sito ex Materit». Tra le proposte avanzate dalla Cisl, anche l’istituzione di un tavolo permanente che segua lo stato di avanzamento dei lavori: «Un organismo –spiegano i due sindacalisti – che non si deve limi-

tare al controllo degli interventi, ma che favorisca anche il confronto con le aziende in difficoltà, così da sostenere il tessuto produttivo locale, in raccordo con la cabina unica sulle crisi industriali proposta dalla Cisl. Secondo diversi analisti l’attuale crisi geopolitica in Medio Oriente rischia di produrre effetti assai negativi sulla nostra economia per via della sempre più forte integrazione delle filiere globali. Dunque, mai come ora è fondamentale intervenire per tempo, soprattutto alla luce dell’aumento dei costi energetici e delle materie prime, che sta mettendo a dura prova il sistema produttivo del territorio».

Forestali, M5s chiede equità Stop disparità tra lavoratori

POTENZA. Il Movimento 5 Stelle Basilicata torna a puntare i riflettori sulla condizione dei lavoratori Saap, Asa e Forestali, annunciando una conferenza stampa in programma oggi alle ore 10.30 nella Sala Di Mauro del Palazzo del Consiglio regionale. Le consigliere regionali Alessia Araneo e Viviana Verri sottolineano la necessità di riportare al centro del dibattito una questione che coinvolge centinaia di lavoratrici e lavoratori e che, secondo il movimento, non può più essere ignorata né trattata come strumento elettorale. Al centro dell’iniziativa le disparità di trattamento che continuano a colpire categorie impegnate in attività fondamentali per la tutela del territorio e del patrimonio ambientale lucano. «È arrivato il momento che la Regione Basilicata si assuma fino in fondo la responsabilità di garantire equità, dignità e pari trattamento», affermano le esponenti del M5s. Durante l’incontro saranno illustrati i contenuti della mozione già presentata e inserita all’ordine del giorno del Consiglio regionale del 24 febbraio. Una proposta con cui si intende ribadire una posizione politica chiara: «non possono esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B quando in gioco ci sono diritti e tutele».

OGGI CONFERENZA DELLE CONSIGLIERE ARANEO E VERRI
Francesco Carella e Massimiliano Mincuzzi

GIOVEDÌ

ANTE MANI IN CUCINA A

Alla Galleria Civica studenti e universitari a lezione con la sceneggiatrice: focus su scrittura, sala cinematografica e futuro del settore

Potenza, cinema e formazione: successo per la masterclass con Ludovica Rampoldi

Una masterclass e una docente d’eccezione per una mattinata di grande spessore artistico, culturale e formativo. Si è svolto ieri, nella Galleria Civica di Potenza, l’incontro promosso dalla Lucana Film Commission che ha visto la partecipazione della sceneggiatrice Ludovica Rampoldi.L’appuntamento ha rappresentato l’ultima tappa del ciclo «Meet at Cinema», iniziativa promossa dalla struttura diretta da Margherita Romaniello, con l’obiettivo di avvicinare i giovani al linguaggio cinematografico e ai suoi protagonisti.La lezione, rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dell’Università degli Studi della Basilicata, è stata seguita con grande attenzione e partecipazione sin dalle prime battute. Alla giornata ha preso parte anche Donato Verrastro, professore associato di Storia contemporanea e prorettore al Public Engagement dell’ateneo lucano.Nel corso dell’incontro, Rampoldi ha ripercorso alcune delle tappe più significative della sua carriera, che la vede tra le firme più autorevoli della sceneggiatura italiana, con lavori come Il traditore, Esterno notte, Gomorra e la serie Una breve storia d’amore. Proprio quest’ultima è stata presentata in anteprima alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public: una storia intensa, prodotta da Indigo Film, Rai Cinema e HT Film, e distribuita da 01 Distribution, con un cast che include, tra gli altri, Adriano Giannini, Andrea Carpenzano, Valeria Golino e Pilar Fogliatti.Particolarmente apprezzato è stato il momento di confronto diretto, durante il quale la sceneggiatrice ha illustrato passo dopo passo i principali elementi del processo creativo e produttivo nel cinema, offrendo agli studenti strumenti concreti per comprendere e interpretare il settore audiovisivo.Alla masterclass hanno partecipato gli studenti del Liceo Coreutico e Musicale «Walter Gropius» di Potenza, dell’Ipsia «Giorgi» e del master post lau-

rea in sceneggiatura e gaming audiovisivo. La Galleria Civica è risultata gremita, a testimonianza dell’interesse suscitato dall’iniziativa.L’evento si inserisce in un più ampio percorso di divulgazione culturale promosso dalla Lucana Film Commission, con l’intento di coinvolgere le nuove generazioni e rilanciare il valore dell’esperienza cinematografica come momento collettivo e sociale.Negli ultimi giorni, infatti, Rampoldi ha tenuto ulteriori masterclass in Basilicata: il 30 marzo al Cinema Guerrieri di Matera, il 31 marzo all’Auditorium del Crob di Rionero in Vulture, al Cine Teatro Obadiah di Oppido Lucano e all’Auditorium «Fedele Zotta» di Genzano di Lucania.A sottolineare il senso dell’iniziativa è stata la direttrice della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello: «La masterclass con la regista e sceneggiatrice Ludovica Rampoldi rappresenta il momento finale di tre giorni che abbiamo vissuto con lei, anche all’interno delle sale cinematografiche lucane. Abbiamo coinvolto quattro cinema del territorio per dare vita a un percorso che abbiamo voluto chiamare “Lucana Film Commission Meet at Cinema”, una serie di appuntamenti che porteremo avanti per riavvicinare il pubblico alle sale».Roma-

niello ha poi evidenziato una delle criticità principali del settore: «La vera crisi del cinema è quella delle sale, caratterizzate da una scarsa affluenza media, salvo rare eccezioni. Stiamo lavorando per capire come riportare il pubblico in sala e quali strumenti utilizzare per riconquistarne la fiducia».Infi-

ne, uno sguardo al futuro del progetto: «Vogliamo far riscoprire il cinema come esperienza sociale, non solo visiva: vedere un film a casa non è e non sarà la stessa cosa che vederlo in sala. Questo percorso lo stiamo costruendo anche con l’Università degli Studi della Basilicata. Non esiste ancora un calenda-

rio definito, ma stiamo progettando nuove masterclass, calibrate di volta in volta anche sulle esigenze del pubblico e delle sale».Un’iniziativa che guarda lontano, puntando sulla formazione e sulla partecipazione per rafforzare il legame tra giovani, cultura e industria cinematografica.

Alcuni momenti dell’evento
foto di (A. Mattiacci)

CRONA-CHI? Il consulente di parte civile della famiglia di Dora: «Analisi anche su app come whatsapp e telegram»

Caso Lagreca: «File cancellati dal cellulare di Antonio Capasso»

Èsul telefono di Antonio Capasso che si concentra ora uno dei punti più oscuri della morte di Dora Lagreca, la giovane trentenne di Montesano sulla Marcellana precipitata nel vuoto dal quarto piano di una palazzina a Via di Giura a Potenza. Due dispositivi, tempi incerti e il sospetto che qualcuno possa aver cancellato tracce decisive. Il cellulare della giovane sarebbe rimasto infatti per due giorni nella disponibilità della famiglia Capasso. Antonio, alle ore 5.38 di quel tragico 9 ottobre, giorno della morte della fidanzata, abbandonava il suo appartamento per recarsi presso l'abitazione dei genitori e portando con sé anche il cellulare di Dora. Alle ore 12.54 entrambi i dispositivi verranno geolocalizzati in una zona di Potenza dove sono presenti due attività commerciali d'informatica. Capasso ha forse provato a forzare i sistemi di sicurezza dell'iPhone 11 della vittima? Ancora più grave il ritardo relativo al telefono di Antonio, unico testimone oculare del fatto, sequestrato soltanto sei mesi dopo la morte di Dora. Un lasso di tempo che, secondo la difesa della famiglia Lagreca, potrebbe aver compromesso prove fondamentali che potranno ora emergere con le nuove analisi che verranno effettuate con il sistema Full File System. Questo l’approfondimento di “Crona-Chi?”, il programma in onda su Cronache Tv condotto dal giornalista Fabio Amendolara. Ospite della puntata Michele Vitiello, consulente di parte civile della famiglia Lagreca e tecnico informatico. «E’ ancora possibile trovare qualcosa all’interno dei cellulari dopo tutto questo tempo?» chiede Amendolara. «La possibilità esiste – afferma il consulente di parte civile-. Attraverso il sistema Full File System sarà possibile recuperare anche i

dati cancellati, quelli che non sono stati ancora sovrascritti. Purtroppo in passato hanno proceduto con una copia File System, estrapolando quindi solo i dati presenti.». « Ecco, in che condizioni si trova ora questo telefono cellulare?». «Abbiamo effettuato la copia forense nella modalità Full File System. Da questa emerge già, nella fase preliminare, che ci sono dei dati cancellati all'interno del dispositivo – spiega Vitiello -. Sono stati quindi recuperati quei dati. Questo tipo di copia, rispetto alla precedente, ci consente di avere più speranza al fine di trovare qualcosa che servirà per fare luce sulla vicenda». « In astratto è possibile cercare qualsiasi cosa adesso? Foto, messaggi, documenti, qualsiasi materiale che è stato anche probabilmente cancellato?» incalza Amendolara. «Noi oggi possiamo vedere qualsiasi dato, dalle navigazioni web, alle cronologie fino ad arrivare agli spostamenti GPS, insomma tutto ciò che era fisicamente scaricato all'interno del dispositivo. Ciò che non potremmo purtroppo vedere, perché ci è stato ahimè negato, è il cloud abbinato a questo dispositivo. La nostra richiesta, in fase di udienza, era molto più ampia. Abbiamo chiesto di poter fare una serie di accertamenti, non solo legati al dispositivo dell'epoca, ma anche a tutti gli account iCloud ad essi associati. Quindi parliamo di informazioni provenienti da varie applicazioni tipo Telegram, Instagram, Facebook e così via, e vari social. Ad oggi però ci è stato concesso purtroppo solo ciò che è fisicamente scaricato nel dispositivo. Questo è un po' il problema, perché è un accertamento un po' “monco” anche questo». «Avete già verificato se l'app di WhatsApp piuttosto che quella di Telegram siano state prima rimosse e poi scaricate di nuovo?». «No, non è stato ancora fatto un accertamento di questo tipo, perché la fase di copia è terminata la

scorsa settimana, il perito ci sta trasmettendo ora le copie forensi integrali, quindi né lui né noi abbiamo ancora iniziato una vera analisi del dispositivo. Però, in un'ottica di ripartenza, di un'opposizione al decreto di archiviazione mi sarei aspettato –sottolinea Vitiello- un tipo di pratica molto più completo, che permetteva davvero di dire “vogliamo fare luce a 360 gradi, sia sul dispositivo ma anche sull'indagato in senso stretto”. Che poi è anche a sua garanzia, per mettere la parola fine a questo procedimento e per far sì che non diventi un “Garlasco 2”. «Quando parliamo di accertamento parziale a cosa ci riferiamo? ».«Riusciremo ad analizzare solo il dispositivo fisico. Se per esempio l'indagato, un mese dopo i fatti, ha iniziato ad usare un nuovo dispositivo, la nostra richiesta era di fare un’analisi anche sul nuovo dispositivo, perché se un soggetto tre mesi dopo i fatti riferisce a un amico un dettaglio di quello che è accaduto quella sera, con un messaggio, noi oggi ce la perdiamo. Abbiamo solo un dispositivo fermo. Ora vedremo anche qual è la data in cui è stato dismesso, ma avremo qualcosa di molto concentrato a quel momento. Ma se lui è tutt'ora indagato, perché non poter vedere anche quello che è accaduto nei momenti successivi? Perché andare a rimuovere una parte di lavoro? La storia è andata avanti da un sacco di anni, questi genitori non hanno ancora chiarezza di quello che è accaduto quella notte, ancora non lo sanno. Perché lasciare al caso anche queste altre attività? Noi abbiamo fatto un elenco molto più ampio, come si sarebbe dovuto fare all'epoca». « Ma è possibile fare la stessa attività di analisi anche sul telefono di Dora? ». «Sul telefono di Dora si era già fatto tutto il possibile. Era lì che è emersa un po' la discrepanza, nel senso che su quello di Dora,

siccome all'epoca fu trovato bloccato, era stato mandato in un laboratorio all'estero per poter cercare di fare una copia forense. Su quel dispositivo però è stata fatta subito la copia più completa. Da lì abbiamo potuto trovare una serie di informazioni e almeno avere un quadro completo. Su quello dell'indagato invece non venne fatta una copia così completa e per questo oggi siamo qui». «Che grado di attendibilità ha oggi il telefono cellulare di Capasso? Può essere stato manipolato? ». «C’è sicuramente un'ipotesi, perché vedevamo una sorta di posizionamento nei pressi di queste attività informatiche grazie al GPS del telefono. Potrebbe essere stata una casualità oppure un tentativo di intervento. In ogni caso, con questa nuova tecnica potremo vedere completamente tutti i dati del dispositivo, anche quelli cancellati e non sovrascritti. Questo ci permetterà di ricostruire meglio le informazioni e capire anche se c'è stata qualche manipolazione, un reset o cancellazioni». «Tecnicamente che cosa accadrà ora?». «Il perito nominato dal giudice depositerà una perizia che risponderà ai quesiti. I consulenti di parte potranno a loro volta depositare relazioni tecniche o contribuire all’analisi in contraddittorio. Se emergeranno elementi rilevanti, potranno essere approfonditi o portati direttamente nel procedimento». «Che peso ha questo accertamento?». «È importante perché serve a completare l’indagine informatica fatta all’epoca. Anche se in ritardo, può aiutare a chiudere il cerchio almeno dal punto di vista dei dati digitali. Potrebbero emergere messaggi, chiamate o contenuti cancellati, anche su app come WhatsApp o Telegram, che prima non erano accessibili». Questo tipo di analisi potrebbe quindi fornire elementi nuovi e decisivi per chiarire cosa è accaduto quella notte.

DI A NN A TA M M AR IE L L O
Michele Vitiello a Crona-chi? e sotto Antonio e Dora

Numerose dosi di cocaina e hashish rinvenute nelle operazioni a Lauria e Maratea grazie al lavoro dei cani antidroga

Sequestri di droga in provincia, sei segnalati dalla Guardia di Finanza

Le Fiamme Gialle di Potenza hanno reso noto di aver sequestrato numerose dosi di cocaina e hashish e di aver segnalato alla locale Autorità prefettizia sei assuntori. I controlli sono stati eseguiti nei giorni scorsi dai Finanzieri della Compagnia di Lauria e della Tenenza di Maratea, con l’obiettivo di contrastare lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti sul territorio provinciale.Durante le operazioni, i cani pastori “Ginger”, “Air”, “Lary” e “Kiril”, in dotazione al Gruppo della Guardia di Finanza di Matera, hanno individuato stupefacenti nascosti all’interno di automobili o tra gli effetti personali dei conducenti e degli occupanti.Le operazioni

confermano l’impegno costante della Guardia di Finanza nel garantire sicurezza e legalità nella provincia di Potenza. Il supporto dei cani antidroga si è rivelato determinante per rintracciare le sostanze occultate e prevenire ulteriori episodi di consumo illecito.Queste attività rientrano in un più ampio dispositivo finalizzato a proteggere soprattutto i giovani dal rischio del consumo di droga, rafforzando la prevenzione e la repressione dei traffici illeciti sul territorio provinciale. Le Fiamme Gialle invitano inoltre i cittadini a collaborare segnalando eventuali comportamenti sospetti, contribuendo così a mantenere alta l’attenzione sulle criticità locali.

Due operazioni distinte hanno portato alla denuncia di un 45enne

Operazione antidroga

nel Senisese:

due arresti e sequestri di sostanze

ICarabinieri della

Compagnia di Senise hanno intensificato nei giorni scorsi i controlli sul territorio, nell’ambito di un più ampio piano finalizzato a prevenire e contrastare la diffusione di sostanze stupefacenti. L’attività, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile, si inserisce in una strategia costante di presidio, volta a disarticolare le reti di spaccio e a proteggere soprattutto le fasce più giovani della popolazione. Durante uno dei servizi, i

militari hanno fermato un uomo di 46 anni già noto alle Forze dell’Ordine. Le successive perquisizioni personali, estese al veicolo e all’abitazione, hanno permesso di rinvenire circa 10 grammi di cocaina, 10 grammi di hashish, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. L’uomo è stato arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio e, dopo le formalità di rito, sottoposto agli arresti domiciliari. Il GIP del Tribunale di Lagonegro ha convalida-

to l’arresto, disponendo l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.Sempre nel corso dei controlli, i Carabinieri hanno fermato un secondo uomo di 45 anni. La perquisizione ha consentito di rinvenire 3 grammi di cocaina, con conseguente sequestro della sostanza e denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria.

Le operazioni si inseriscono in un più ampio impegno dell’Arma volto a rafforzare la presenza sul territorio, soprattutto nelle zone più sensibili e frequentate dai giovani. Gli interventi confermano, inoltre, l’importanza della collaborazione tra le diverse unità operative per garantire risultati efficaci nella prevenzione e repressione dei reati legati alla droga. I risultati ottenuti confermano l’efficacia del dispositivo di controllo capillare del Comando Provinciale Carabinieri di Potenza, volto a garantire sicurezza e legalità sul territorio.

I militari ribadiscono che per entrambi gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Aggredisce i genitori: arrestato 39enne a Policoro

Unuomo di 39 anni, originario della provincia, è stato arrestato in flagranza dalla Polizia di Stato a Policoro, dopo aver aggredito violentemente i propri genitori. Secondo quanto ricostruito dagli agenti del Commissariato locale, l’uomo, in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di sostanze stupefacenti e armato di una mazza di legno, avrebbe reagito al rifiuto dei familiari di consegnargli le chiavi dell’auto devastando l’abitazione.Durante la violenza, sono stati distrutti mobili e telefoni cellulari, isolando le vittime, e la furia si è rivolta direttamente contro i genitori: la madre è stata scaraventata contro una parete, mentre il padre ha riportato un trauma alla scapola tentando di difenderla. Nonostante la gravità della situazione, i due sono riusciti a chiamare il 112 NUE, consentendo l’intervento tempestivo della Volante, che ha bloccato l’uomo dopo una breve fuga.Le indagini, condotte sotto il protocollo del “Codice Rosso”, hanno inoltre fatto emergere un pregresso di maltrattamenti e furti dei risparmi familiari, mai denunciati in precedenza.Al termine delle attività di rito, il 39enne è stato tradotto in carcere, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La Polizia sottolinea che gli accertamenti si svolgono nel pieno rispetto della presunzione di innocenza e dei diritti dell’indagato, in attesa del giudizio.

VIOLENZA SOTTO EFFETTO DI DROGHE

Un premio e un’opportunità per under 35 e studenti: riconoscimenti ai migliori lavori su inclusione, salute e diritti

Giornalismo sociale, la decima edizione “Alessandra Bisceglia”

Un traguardo significativo e, al tempo stesso, una nuova sfida per le giovani generazioni dell’informazione: è stata ufficialmente aperta la decima edizione del Premio Giornalistico «Alessandra Bisceglia» per la comunicazione sociale, ormai considerato un punto di riferimento a livello nazionale per chi crede in un giornalismo capace di incidere concretamente sulla società.Promosso dalla Fondazione Alessandra Bisceglia Viva Ale ETS e dalla Libera Università Maria SS. Assunta (LUMSA) di Roma, il Premio è dedicato alla memoria della giovane giornalista lucana scomparsa nel 2008, a soli 28 anni, a causa di una rara malformazione vascolare.Quella del decennale si presenta come un’edizione speciale, non solo per la valorizzazione dei migliori lavori di

giornalismo sociale, ma anche per l’obiettivo di consolidare una rete sempre più ampia di media, enti e aziende impegnati sui temi dell’inclusione, della salute e della responsabilità sociale.Il concorso è rivolto a giornalisti under 35 e a studenti iscritti a scuole e master di giornalismo riconosciuti dall’Ordine. Possono essere candidati articoli, servizi radio-televisivi, podcast, reportage multimediali, fotografie e graphic novel a carattere giornalistico, purché pubblicati o diffusi nel periodo compreso tra il 1° marzo 2025 e il 30 aprile 2026.Particolare attenzione sarà riservata ai lavori che affrontano temi di forte impatto sociale, come le malattie rare, la ricerca scientifica, l’equità nell’accesso alle cure e l’integrazione delle persone con disabilità.Il Premio prevede due riconoscimenti princi-

pali del valore di 1.500 euro ciascuno per i vincitori delle rispettive sezioni, oltre a targhe e attestati per i secondi e terzi classificati. Sono inoltre previsti premi speciali per le testate che si distinguono nella promozione della comunicazione sociale.La partecipazione è

gratuita e le candidature dovranno essere inviate entro il 30 aprile 2026 all’indirizzo email dedicato. Il bando completo e la scheda di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale della Fondazione.Partecipare al Premio «Alessandra Bisceglia» significa entrare a

far parte di un progetto che promuove un’informazione autentica, inclusiva e orientata al cambiamento. Un’occasione concreta per trasformare talento e passione in strumenti capaci di generare consapevolezza e contribuire alla costruzione di una società più equa.

Un’opportunità concreta per i giovani tra formazione e territorio: aperto il bando del Servizio Civile Universale con scadenza il 22 aprile

Servizio Civile, 56 volontari nelle Pro Loco lucane: al via il progetto «Eco-Logica»

Sono 56 i volontari del Servizio Civile Universale impegnati con l’Ente Promozione Italia Aps nelle sedi lucane accreditate delle Pro Loco e delle associazioni affiliate alla Rete Associativa di Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps. Un risultato che testimonia la vitalità del tessuto associativo regionale e l’attenzione crescente verso percorsi di cittadinanza attiva.A esprimere soddisfazione è Rocco Franciosa, presidente regionale della Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps e consigliere nazionale della Rete Epli Aps, che sottolinea il valore dell’iniziativa: «Si tratta di un’opportunità importante per tanti giovani lucani di vivere un’esperienza formativa e di crescita culturale presso le sedi Pro Loco accreditate coinvolte nel progetto di Promozione Italia, che ringraziamo per l’attività portata avanti in questi anni».Il progetto, dal titolo «Eco-Logica: Pensare in verde, Agire Consapevole», coinvolge numerose realtà distribuite sul territorio regionale. Tra queste, le Pro Loco di Brindisi Montagna, Rivello, Marconia, Tito (con «Gli Antichi Portali»), Barile, Lagopesole, Melfi (con «Federico II»), Pisticci, Sanchirico, Campomaggiore,

Satriano di Lucania e Laurenzana.

A queste si affiancano diverse associazioni attive nel campo culturale e sociale, tra cui Occse della Magna Grecia Aps di Metaponto, Momart Aps Gallery di Matera, Verde Colle Timmari di Matera, oltre alla sede regionale dell’Ente Pro Loco Basilicata Aps di Barile.Il Servizio Civile Universale rappresenta una significativa occasione di crescita personale e professionale,

offrendo ai giovani la possibilità di acquisire competenze, contribuire allo sviluppo delle comunità locali e avvicinarsi ai temi della sostenibilità e della valorizzazione del territorio.Il bando nazionale resterà aperto fino alle ore 14 del 22 aprile 2026. Possono partecipare i giovani tra i 18 e i 29 anni non compiuti, in possesso del diploma di scuola secondaria superiore. Le candidature devono essere presen-

tate attraverso la piattaforma dedicata, accessibile esclusivamente tramite SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, sia per i residenti in Italia sia per quelli all’estero.Un’occasione importante, dunque, per entrare in contatto diretto con il mondo del volontariato organizzato e contribuire attivamente alla crescita del territorio lucano nel segno della sostenibilità e della partecipazione.

Il segretario generale regionale Verrastro: «Questa sentenza rappresenta una vittoria per tutti i lavoratori della sanità lucana»

San Carlo, il Tribunale dà ragione alla Uil Fpl:

il Sindacato torna ai Tavoli di contrattazione

Il Tribunale del Lavoro di Potenza, procedimento n. 3459/2025 del 31 marzo 2026, ha accolto integralmente il ricorso presentato dalla UIL FPL Basilicata, assistita dall’Avv. Antonio Di Lena, che ringraziamo per il delicato lavoro svolto, dichiarando antisindacale la condotta dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, che aveva illegittimamente escluso l’organizzazione sindacale dalla contrattazione decentrata, dall’informativa sindacale e dal confronto sulle materie di rilevanza collettiva. Il Giudice ha stabilito con chiarezza che tale esclusione non trova alcun fondamento nella normativa vigente e che i diritti di contrattazione, informazione e di confronto sindacale non possono essere limitati ai soli soggetti firmatari del contratto collettivo nazionale. Si tratta di strumenti fondamentali per garantire il corretto esercizio dell’attività sindacale e la partecipazione delle organizzazioni rap-

presentative alle scelte organizzative che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro del personale. Per queste ragioni il Tribunale di Potenza, Giudice del lavoro la Dottoressa Valestra, ha ordinato all’Azienda Ospedaliera San Carlo di cessare immediatamente il comportamento antisindacale e di rimuoverne gli effetti, reintegrando la sola UIL FPL Basilicata nei processi di relazioni sindacali, nelle attività di contrattazione, informazione confronto pre- visti dall’ordinamento. È stata, inoltre, disposta la disapplicazione dell’articolo 9 comma 3 del CCNL 2022/2024, invocato, prima battuta, poiché vigente, invocato dall’Azienda per la mancata convocazione della scrivente: tale ostacolo normativo nazionale è stato però apprezzabilmente rimosso dal Tribunale di Potenza. Il provvedimento dispone, inoltre, l’affissione del decreto nelle bacheche aziendali, affinché tutti i lavoratori dell’AOR San Carlo possano cono-

scere la decisione della Magistratura. «Questa sentenza rappresenta una vittoria non solo per la UIL FPL Basilicata, ma per tutti i lavoratori della sanità lucana e per i lavoratori a livello Nazionale, perché riafferma un principio fondamentale: la libertà, la partecipazione e la rappresentanza sindacale non possono essere compresse o aggirate attraverso interpretazioni restrittive delle norme contrattuali. Per troppo tempo si è tentato di ridurre gli spazi di partecipazione e di confronto, marginalizzando organizzazioni sindacali che rappresentano lavoratrici e lavoratori reali all’interno delle strutture sanitarie come nel caso di specie siamo il primo sindacato con oltre 1050 iscritti», ha fatto sapere il Segretario Generale Regionale UIL FP, Giuseppe Verrastro, che ha proseguito: «Il Tribunale di Potenza ha invece ribadito, con forza, che la democrazia sindacale non è negoziabile e che le amministrazioni pubbliche sono te-

nute a rispettare pienamente le prerogative delle organizzazioni rappresentative. La UIL FPL Basilicata accoglie con soddisfazione questa decisione, che ristabilisce legalità e corrette relazioni sindacali all’interno dell’Azienda Ospedaliera San Carlo, in clima di piena e leale collaborazione tra la parte datoriale e la parte sindacale. È stato insomma giustamente sancito il diritto della UIL FPL Basilicata a partecipare ai processi di contrattazione, informazione e confronto e

sulle scelte che riguardano il personale e l’organizzazione del lavoro». «Continueremo – ha concluso Verrastro - con la determinazione che ci ha sempre contraddistinto, a difendere i diritti dei lavoratori della sanità lucana, a vigilare sul rispetto delle regole e a contrastare ogni tentativo di compressione delle libertà sindacali. Questa sentenza dimostra che quando i diritti vengono calpestati, la UIL FPL non arretra e sa farli valere fino in fondo nelle sedi competenti».

Asp, Bollettino e Galasso su Direzione strategia: «Bene il completamento, ora nuove assunzioni»

POTENZA «Con la nomina di Valentina Solfrini come direttore sanitario e di Carlo Esposito a direttore amministrativo, il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Potenza Giuseppe De Filippis ha finalmente completato la composizione della direzione strategica. Nell’augurare buon lavoro ai nuovi direttori, la cui competenza ed esperienza è certificata dagli incarichi manageriali svolti in molte realtà sanitarie nazionali, come Cisl Fp chiediamo una immediata accelerazione delle attività e dei progetti in capo al- l’Azienda». È quanto dichiarano il segretario generale della Cisl Fp, Pino Bollettino, e il segretario regionale, Pierangelo Galasso, ricordando che: «Il rispetto delle scadenze previste dal D.M. 77/2022 e dal PNRR per la riorganizzazione della medicina territoriale, rappresentano il primo obiettivo da raggiungere entro po-

chi mesi». Secondo i due sindacalisti: «I cittadini lucani meritano una sanità di prossimità che sia veramente in grado di soddisfare i bisogni di salute dei pazienti, al fine di curare e prendersi cura delle persone al proprio domicilio e nelle strutture di comunità, permettendo finalmente agli ospedali di svolgere l’attività per i pa-

zienti acuti». Una sfida che secondo la Cisl Fp passa anche attraverso il potenziamento degli organici: «Bisogna da subito avviare le assunzioni di personale previste per la medicina di prossimità, già autorizzate e finanziate dalla Regione Basilicata, attraverso lo scorrimento delle graduatorie concorsuali esistenti, le stabiliz-

zazioni e lo svolgimento di nuovi concorsi unici regionali». Allo stesso tempo, secondo Bollettino e Galasso «sarà necessario concentrarsi, da subito, anche sugli altri obiettivi previsti nella mission aziendale, quali la prevenzione e la sanità pubblica, il servizio di emergenza urgenza, la farmaceutica territoriale e la protesica, la salute mentale, l’assistenza di base e la continuità assistenziale, l’integrazione ospedale-territorio, i servizi per le famiglie e la fragilità, solo per citarne alcuni. La Cisl Fp è pronta a fornire il proprio supporto propositivo, collaborativo e, se necessario, rivendicativo nell’affrontare e risolvere le criticità che per troppo tempo hanno afflitto i pazienti lucani e gli operatori che ogni giorno con abnegazione e spirito di sacrificio svolgono le proprie attività all’interno dei servizi dell’Asp», concludono Bollettino e Galasso.

Al San Carlo di Potenza il nuovo protocollo: tracciabilità in tempo reale, meno attese e uso più efficiente delle risorse

«Digitalizzazione del percorso chirurgico del paziente»

POTENZA. La sanità lucana accelera sulla transizione digitale con un intervento che ridisegna l’organizzazione ospedaliera. All’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, sede di Dea di secondo livello, è stata completata la digitalizzazione del percorso chirurgico del paziente, nell’ambito del programma nazionale «Sanità Digitale» e in linea con gli obiettivi della Missione 6 Salute del Pnrr.Il progetto, sviluppato secondo le linee di indirizzo per il governo clinico del paziente chirurgico programmato, è già operativo in alcune grandi strutture italiane e ha coinvolto reparti, personale sanitario e direzioni in un ampio processo di revisione organizzativa. L’obiettivo è migliorare qualità, sicurezza e gestione complessi-

va dei percorsi assistenziali.«Monitorare in tempo reale il percorso chirurgico significa avere la sala operatoria che dialoga con i reparti, garantire la sicurezza del percorso ed efficientare l’uso delle risorse», spiega il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera. «L’ottimizzazione dei flussi e dei tempi nelle sale operatorie si traduce anche in una riduzione dei costi, contribuendo alla sostenibilità del sistema sanitario».Il nuovo modello si basa su sistemi digitali avanzati che permettono di tracciare ogni fase del percorso del paziente. A ciascun assistito viene associato un tag collegato alla cartella clinica che, attraverso un sistema di localizzazione in tempo reale, consente di monitorare gli spostamenti dal reparto al blocco

operatorio fino al ritorno in degenza. Questo consente di coordinare le attività, ridurre i tempi e aumentare la sicurezza, oltre a rilevare automaticamente gli indicatori di performance previsti dalle linee guida nazionali.«La digitalizzazione del percorso chi-

rurgico rappresenta un passaggio strategico per una sanità più moderna ed efficiente», afferma l’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico. «I fondi del Pnrr si traducono così in benefici concreti: più sicurezza per i pazienti, maggiore trasparenza e una gestione più attenta delle risorse pubbliche».Il sistema consente anche di intervenire sulle liste d’attesa e di migliorare l’equità dell’offerta sanitaria, attraverso una gestione più razionale dei processi. Il San Carlo si propone così come un laboratorio di innovazione per l’intero Mezzogiorno, valorizzando le competenze dei professionisti e promuovendo un modello organizzativo orientato alla collaborazione e al miglioramento continuo.

Istituito il Comitato consultivo, l’assessore Latronico: «Organismo operativo per integrare formazione, ricerca e assistenza»

«La Regione rafforza il legame Università e sistema sanitario»

POTENZA. Un passo in avanti nella costruzione di un sistema sanitario moderno e integrato. La Regione Basilicata istituisce il Comitato consultivo per lo sviluppo della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi della Basilicata, con l’obiettivo di mettere in connessione stabile formazione, ricerca e assistenza.

«Non si tratta di un organismo formale, ma di uno strumento operativo», chiarisce l’assessore alla Salute Cosimo Latronico, spiegando che il nuovo organismo punta a rafforzare il dialogo tra istituzioni, università e sistema sanitario. L’obiettivo è consolidare l’offerta formativa e potenziare la capacità di ricerca nelle scienze della salute.Il Comitato nasce come sede di supporto scientifico e istituzionale, con il compito di promuovere indirizzi e proposte utili ad aumentare l’attrattività della Facoltà di Medicina, sostenendo didattica, ricerca e integrazione con la rete sanitaria regionale. Il provvedimento introduce anche un rafforzamento della governance in un settore considerato strategico, creando un luogo stabile di confronto in grado di

orientare le scelte future. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dalla Regione con l’attivazione del corso di laurea in Medicina e Chirurgia e, come sottolineato dall’assessore, punta a rafforzare l’intero ecosistema sanitario e universitario lucano. Tra gli obiettivi anche quello di contrastare la mobilità giovanile e valorizzare le competenze presenti sul territorio.Il Comitato sarà composto dai principali attori istituzionali e accademici: il presidente della Giunta regionale o un suo delegato, il rettore dell’Università della Basili-

cata, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo e il direttore generale della Direzione Salute e Politiche della Persona, affiancati da esperti del settore. «Abbiamo voluto mettere insieme competenze di alto livello per accompagnare un percorso di crescita che riguarda l’intero sistema sanitario regionale», conclude Latronico. «La qualità della formazione e della ricerca è determinante per migliorare i servizi ai cittadini e costruire un sistema integrato, competitivo e attrattivo».

IL

SINDACATO: «INTEGRARE SANITÀ E ATENEO»

Uil: «San Carlo università Serve svolta strutturale»

POTENZA. La Uil Basilicata rilancia sul futuro della Facoltà di Medicina e del sistema sanitario regionale, chiedendo una svolta strutturale che metta al centro il ruolo dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo. Per il segretario generale Vincenzo Tortorelli e per il segretario generale Uil Fpl Giuseppe Verrastro, l’istituzione del Comitato consultivo rappresenta «un fatto positivo», ma non sufficiente a garantire una prospettiva solida.«La vera sfida è accompagnare il San Carlo verso un modello di ospedale universitario», affermano, indicando la necessità di una piena integrazione con il corso di laurea in Medicina dell’Università della Basilicata. Secondo il sindacato, la Facoltà è un’opportunità, ma ha bisogno di una infrastruttura sanitaria forte e qualificata, capace di sostenere didattica, ricerca e formazione clinica.Il San Carlo viene indicato come perno del sistema, da rafforzare con attività di ricerca, funzioni didattiche e reparti clinicizzati. «Non è un obiettivo simbolico, ma una scelta strategica», sottolineano i dirigenti, richiamando il rischio di formare competenze senza riuscire a trattenerle sul territorio.Per la Uil serve una programmazione concreta, con tempi certi e obiettivi misurabili, capace di costruire un sistema sanitario e universitario moderno, pubblico e attrattivo.

POTENZA

Piscina olimpionica, «I fondi ci sono, l’area pure, la burocrazia acceleri»

POTENZA. È passato un anno dal Consiglio comunale aperto sulla realizzazione della piscina olimpionica a Potenza, era il 2 aprile 2025, e ne sono passati due dalla firma dell'Accordo di Coesione tra il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, con il quale si finanzia il progetto per un importo di circa 10 milioni di euro. Di acqua sotto i ponti ne è passata, l’Amministrazione Telesca ha individuato una nuova location nell'area dell'impianto sportivo di contrada Macchia Giocoli e la Regione Basilicata ha dato parere favorevole a questa nuova soluzione. Ora si attendono i passaggi successivi affinchè non si perdano le importanti risorse stanziate.

E proprio ad un anno da quell’Assise, molto partecipata, la Basilicata festeggia la la medaglia d'oro nei 200 metri rana ai campionati italiani di nuoto categoria cadetti di Matteo Telesca. Una vittoria che riaccende inevitabilmente l’attenzione sul tema delle infrastrutture sportive nel capoluogo, a partire dalla piscina olimpionica.

Ne parliamo con l’ingegnere Giovanni Motta, grande sostenitore del progetto e promotore della pagina facebook #vogliamolapiscinaolipionica.

«Questa vittoria è la dimostrazione evidente del fatto che la città non può

più permettersi ritardi su un’opera così strategica. Negli ultimi mesi si sono registrati passi avanti concreti: tra la fine del 2025 e oggi, sia la Regione sia il Comune di Potenza hanno sottoscritto l’atto di regolamentazione. Si tratta di un documento fondamentale, che definisce i rapporti tra gli enti sia sotto il profilo procedurale sia in relazione al cronoprogramma finanziario, stabilendo con chiarezza gli impegni che spettano a ciascuna amministrazione. Resta ora da chiarire il prossimo passaggio operativo. In particolare, spetterà soprattutto al Comune decidere se procedere con un bando basato sul PFTE (Piano di fattibilità tecnico-economica) oppure se optare per un bando per la progettazione esecutiva, da far seguire immediatamente a quello per l’affidamento dei lavori» racconta a Cronache Motta.

Intanto, il successo di Telesca ha trovato un riscontro positivo anche a livello istituzionale. «Sia il presidente della Regione, Vito Bardi, sia il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, hanno celebrato pubblicamente il risultato, sottolineando come l’atleta — insieme a tutti gli sportivi lucani — contribuisca a portare in alto il nome e l’orgoglio della regione. – continua Motta - Lo sguardo, però, non può limitarsi alla sola piscina olimpionica. Il tema riguarda più in generale il sistema delle infrastrutture sportive: dal

campo sportivo fino alla prospettiva di un nuovo stadio, anche alla luce dei risultati che otterrà il Potenza Calcio, che potrebbero aprire scenari nuovi». Ad oggi esiste comunque un impegno chiaro e condiviso tra Regione e Comune per la realizzazione della piscina e per non perdere i fondi FSC. La possibilità di arrivare all’apertura del cantiere senza ulteriori rinvii appare concreta: «l’area è già stata individuata, ma per posare la prima pietra sarà necessario completare ulteriori passaggi amministrativi, come la definizione del piano finanziario tecnico-economico oppure la redazione del progetto esecutivo. Solo dopo uno di questi passaggi sarà possibile procedere con il bando per l’appalto dei lavori» ribadisce Motta che sulla realizzazione

dell’impianto sportivo è stato da sempre ottimista. «Sono ottimista perché consapevole che le risorse disponibili, se non utilizzate entro i termini, dovranno essere restituite allo Stato. Uno scenario che né il presidente Bardi né il sindaco Telesca possono permettersi, al di là delle appartenenze politiche. Proprio per questo, negli ultimi tempi ho scelto di lasciare spazio al lavoro delle istituzioni, evitando pressioni quotidiane e puntando sulla fiducia. Va inoltre sottolineata l’apertura dimostrata sia dal presidente della Regione sia, soprattutto, dal sindaco, con cui si è instaurato un rapporto improntato al rispetto dei ruoli. Al di là delle differenze politiche, infatti, resta centrale il riconoscimento delle istituzioni: il sindaco, in quanto tale, rappresenta l’inte-

ra comunità, indipendentemente dal partito di appartenenza. In questa fase, più che la politica, è chiamata a lavorare la macchina amministrativa.

Dopo gli indirizzi già tracciati, spetta ora agli uffici e alla burocrazia procedere in modo rapido ed efficace, affinché l’iter possa concludersi senza ulteriori rallentamenti».

La vittoria di Matteo Telesca ha dimostrato, casomai ce ne fosse bisogno, che di talenti la Basilicata ne è piena ma dimostra anche che il talento non può più aspettare strutture adeguate per crescere nella propria terra.

Per Potenza, la piscina olimpionica non è solo un’opera pubblica, ma un banco di prova della capacità delle istituzioni di trasformare risorse e promesse in risultati concreti.

Motta e la piantina della location dove sorgerà la piscina olimpionica

Fallimento Padula, in Tribunale ascoltato il testimone De Nigris

POTENZA. Ieri mattina nell'Aula Mario Pagano del Palazzo

di Giustizia di Potenza, sotto la direzione del presidente di sezione penale del Tribunale di Potenza, Marcello Rotondi e alla

Malviventi in fuga. Chiodi a tre punte per ostacolare gli inseguitori

Assalto notturno a Montemilone: bancomat Bdm andato distrutto

Ancora una volta i bancomat di Basilicata sono stati presi d'assalto: questa volta siamo in un piccollo borgo del Vulture Melfese, Montemilone, dove i malviventi hanno preso di mira la filiale BdM- Banca del Mezzogiorno, in corso Cavour.

L'istituto bancario è situato nel centro del paese ed è facilmente raggiungibile, offrendo sportelli bancomat e servizi bancari alla clientela locale. Il gruppo che ha assaltato la filiale sarebbe entrato in azione intorno tra le 2:00 e le 3:00 di ieri notte, quando i cittadini hanno sentito una forte esplosione che ha danneggiato l'ATM.

I malviventi sono poi fuggiti facendo perdere le tracce, e dopo aver lasciato sull'asfalto dei chiodi a tre punte, probabilmente per ostacolare l'eventuale inseguimento da parte di vigilanza e forze dell'ordine. La tecnica è sempre quella dell'esplosivo, che in questo caso ha creato danni anche in un ufficio interno all’istituto di credito.

presenza del Pubblico Ministero Giampaolo Robustella l'udienza riguardante la curatela dell'Avvocato Fernando Molinari in merito alle aste immobiliari connessa alla procedura fallimentare relativa alla società di lavori generali e costruzioni di edifici e di ingegneria civile “Padula Giuseppe Antonio”. L’udienza di ieri ha visto protagonista il testimone della Polizia Giudiziaria Giovanni De Nigris. In aula presente il legale dell'Avvocato Fernando Molinari e della moglie di quest'ultimo Wally Valentinis. I fatti contestati risalgono tutti al 2021, il processo in realtà va avanti molto lentamente. Ieri mattina in aula Giovanni De Nigris ha parlato dei fatti accaduti.L'accusa riguarda l'avvocato Fernando Molinari che avrebbe preso un interesse privato nell'ambito della procedura del

fallimento e della vendita all'asta del fallimento Padula in quanto in quella procedura la consorte, appunto Wally Valentinis avrebbe acquistato dei lotti come locali sostanzialmente non abitabili quando invece per il consulente del Pubblico Ministero si trattava di locali sanabili e che potevano essere sanati.

Gli stessi avevano un valore maggiore rispetto al prezzo venduto all'asta e un valore di mercato inferiore rispetto al prezzo pagato dall'acquirente in sede di vendita giudiziale. I due lotti oggetto del contenzioso si trovano in viale Marconi a Potenza. La fase dibattimentale si è svolta senza particolari problemi nonostante qualche breve interruzione durante la stessa.

La prossima udienza del processo in questione è stata fissata per il prossimo 22 giugno.

L’“Einstein – De Lorenzo” tra gli istituti lucani che si fanno onore nella competizione sulla sostenibilità

Green Game 2026, le scuole di Potenza tra le migliori d’Italia

Quiz serrati, entusiasmo alle stelle e una platea di 3000 studenti arrivati da tutta Italia: la Finale Nazionale del Green Game 2026 ha trasformato il PalaTiziano in un grande laboratorio della sostenibilità, dove a vincere sono stati conoscenza, velocità e spirito di squadra. Dopo mesi di selezioni, le classi finaliste si sono affrontate in una competizione dinamica e coinvolgente sui temi della raccolta differenziata e dell’economia circolare, confermando il successo di un format che parla il linguaggio delle nuove generazioni, promosso dai Consorzi Nazionali per la Raccolta, il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi Biorepack, Cial, Comieco, Corepla, Coreve E Ricrea. Una finale giocata sul filo dei secondi, che ha premiato preparazione, prontezza e capacità di lavorare insieme. A conquistare il titolo di Campione Nazionale Green Game 2026 è stata la classe 1^L Isis “Valceresio di Bisuschio (VA) al termine di una sfida combattuta fino all’ultimo quiz. Secondo posto per 2^I del Liceo Scientifico “Tosi” di Busto Arsizio (VA) mentre sul terzo gradino del podio si è classificata la 2^S dell’ITI “E. Fermi” di Desio (MB). Presenti alla Finale Nazionale del Green Game 2026, anche l’I.T.T. “Einstein – De Lorenzo” di Potenza, l’I.I.S. “Federico II di Svevia” di Melfi, l’I.I.S. “Petruccelli – Parisi” di Tramutola e l’I.T. “Gasparrini – Righetti” di Melfi che hanno saputo mettersi in evidenza, distin-

guendosi nelle diverse manche di gara e posizionandosi tra le realtà più brillanti della finale. Un’esperienza formativa e coinvolgente che ha premiato l’impegno e la sensibilità ambientale degli studenti del territorio, sempre più protagonisti nei percorsi di educazione alla sostenibilità.

«Quella vista a Roma è una partecipazione che va oltre la competizione – dichiarano i Consorzi promotori –. Il Green Game è diventato negli anni uno spazio in cui i ragazzi sperimentano cosa significa sostenibilità nella vita quotidiana. L’energia, la preparazione e l’attenzione dimostrate dagli studenti confermano che stiamo andando nella direzione giusta: coinvolgere le nuove generazioni con strumenti interattivi significa formare cittadini più consapevoli e responsabili».

Giunto alla tredicesima edizione, il Green Game continua a espandersi: oltre 355.000 studenti coinvolti in tutta Italia e una partecipazione che, anno dopo anno, consolida il progetto come uno dei principali percorsi di educazione ambientale nel panorama scolastico.

DI F R AN C E S C O ME N O N N A

Avviati i lavori di demolizione e ricostruzione di un immobile abbandonato da circa un trentennio

Il comune di Palazzo San Gervasio avvia i lavori per il nuovo centro di aggregazione

Tra le molte opere in corso nel comune di Palazzo San Gervasio, l’ultima in ordine di tempo di cui dà contezza l’Assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica, Michele Mastro, riguarda la realizzazione di un centro culturale di aggregazione sociale.

«Sono stati aggiudicati e affidati i lavori di “Realizzazione di un centro culturale di aggregazione sociale”. Con un finanziamento ottenuto nell’ambito del POC

LEGALITÀ 2014-2020 Asse 3, per un importo complessivo di Euro 500.000, apriamo un altro dei cantieri più importanti e significativi della nostra storia recente. Questo ulteriore e ambizioso intervento – prosegue Ma-

stro- è un’altra vera e propria scommessa sul futuro della nostra cittadina. Un investimento, che insieme a quelli già realizzati e ad altri in corso, contribuirà fattivamente alla riqualificazione e alla valorizzazione urbanistica ambientale del nostro centro storico restituendo punti fondamentali di qualità, dignità e sicurezza, oltre che sociali, tali da aumentare la vivibilità e l’attrattività».

A Cronache l’Assessore spiega che «nello specifico, gli interventi previsti da progetto si concentreranno sulla demolizione e ricostruzione del fabbricato, da tempo assoggettato, per motivi di sicurezza pubblica, ad opere provvisionali di puntellatura. La prima destinazione dell’immobile in argomento era una bottega

artigiana al piano terra ed abitazione al primo piano, ma l’abbandono risale a circa un tren-

Il nuovo immobile, secondo i dettami del bando,

destinato al Centro».

Il cuore pulsante sarà la costituzione di una Cooperativa di Comunità, un'impresa sociale per gestire insieme servizi e lavorare

Il borgo Arbëreshë di Ginestra guarda al futuro con un progetto Smart Green

Ginestra si reinventa e nasce il Borgo Smart Green. «Il nostro borgo custode di riti e tradizioni Arbëreshë, guarda al futuro con un progetto ambizioso che coinvolgerà cittadine e cittadini per generare nuove opportunità per chi desidera vivere, lavorare e costruire un futuro qui nel nostro territorio – spiega la Sindaca Fiorella Pompa- Il cuore pulsante di tutto sarà la costituzione di una

Cooperativa di Comunità: un'impresa sociale per gestire insieme servizi e lavorare sui seguenti ambiti: Filiera Etnobotanica con erbe officinali bio e lavorazione della ginestra per la moda sostenibile; Turismo e Cultura con nuovi musei dei sapori e dell'orto etnobotanico, percorsi sui tratturi e valorizzazione dei riti arbëreshë; Nuova Residenzialità con incentivi e agevolazioni per chi sceglie di vivere e av-

viare start-up nel nostro borgo e Comunità Energetica con energia pulita e condivisa per ridurre i costi in bolletta e prenderci cura dell'ambiente. Per essere protagonisti di questa rinascita occorre partecipare agli incontri formativi per progettare la Cooperativa di Comunità e la Comunità Energetica, che si terranno da aprile a giugno 2026, aperti cittadini di Ginestra, professionisti, artigiani o semplicemente

chi crede che i borghi abbiano un grande futuro.

“Ginestra Arbëreshë –Borgo Smart Green Lucano” è un progetto di rigenerazione territoriale che punta a trasformare il piccolo borgo lucano in un modello europeo di comunità sostenibile. «La visione è quella di un Borgo Giardino che applica il Design for All: uno spazio dove l'innovazione tecnologica e la tutela del paesaggio rurale si fondono,

dove il patrimonio arbëreshë diventa risorsa economica e culturale, e dove nuovi residenti trovano ragioni concrete per restare o tornare». Il motore operativo del progetto è una Cooperativa di Comunità promossa da Netural Coop Impresa Sociale, con almeno 9 soci fondatori (di cui il 40% residenti a Ginestra), iscritta al RUNTS come Impresa Sociale.

ALABRESE

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Il Sindaco si oppone al trasferimento delle attività presso l’Ufficio postale di Tramutola: «Scelta inadeguata e irricevibile»

Villa D’Agri, Poste chiuse per lavori Polis

Zipparri: «No all’abbandono dei cittadini»

D I E MAN U ELA C ALA BRE SE

Poste Italiane SPA non può non tenere in considerazione l’utenza dei nostri Comuni. Servono azioni concrete e non chiusure temporanee. Il PNRR deve essere una risorsa non un problema La chiusura temporanea dell’Ufficio Postale di Villa D'Agri, per i lavori del Progetto Polis, sta impegnando il Comune nella ricerca di una soluzione, interloquendo con Poste. Così il Sindaco di Marsicovetere, Marco Zipparri, ha inviato a Poste un documento in cui sottolinea che la chiusura al pubblico dell'Ufficio Postale di Villa D'Agri, dal prossimo 8 aprile 2026, «ha creato nella cittadinanza un profondo e motivato disappunto. In primo luogo, si contesta la tempistica della comunicazione: preavvisare la chiusura di un servizio essenziale con appena dieci giorni di anticipo rispetto all'inizio dei lavori è una modalità che non tiene conto del principio di leale collaborazione tra Enti e

che impedisce ogni forma di pianificazione per la cittadinanza. Preme sottolineare – incalza il Sindaco- che la realtà di Marsicovetere, e specificamente della frazione di Villa D'Agri, non è quella di un piccolo centro rurale, bensì di un polo nevralgico di servizi per l'intera Val d'Agri. Con una popolazione residente di circa 6.000 abitanti e un transito

giornaliero stimato in oltre 20.000 persone, Villa D'Agri rappresenta un baricentro commerciale e amministrativo i cui flussi non possono essere ignorati». La soluzione proposta dalla Filiale, ovvero il trasferimento delle attività presso l'Ufficio postale di Tramutola, «appare del tutto inadeguata e irricevibile. Tale spostamento creerebbe enormi disagi,

in particolar modo alla fascia più anziana della popolazione che, priva di mezzi di trasporto o in difficoltà negli spostamenti extraurbani, si vedrebbe di fatto privata del diritto di accesso ai servizi postali e finanziari per quasi due mesi». Alla luce di tutto ciò l’Amministrazione comunica a Poste «la propria ferma opposizione alla chiusura dell'Ufficio in assenza di una soluzione alternativa di prossimità. Al fine di mitigare l'impatto dei lavori infrastrutturali del progetto POLIS, il Comune dà la piena disponibilità del a concedere l'uso gratuito di un'area pubblica in posizione centrale, individuata lungo via Azimonti, per l'immediata collocazione di un ufficio mobile (container attrezzato) per tutta la durata del cantiere, ribadendo che la garanzia della continuità del servizio sul territorio di Villa D'Agri è condizione imprescindibile: l'esecuzione dei lavori previsti dovrà, pertanto, essere subordinata all'attivazione della soluzione alternativa».

A Nemoli prende forma il museo di Palazzo Filizzola, un laboratorio di public history dedicato al Novecento

Continuano con entusiasmo e coinvolgimento a Nemoli i lavori per l’apertura del nuovo museo che avrà sede presso Palazzo Filizzola. Sabato pomeriggio, nella sala Consiliare, si è tenuto un laboratorio di public history alla presenza dei ricercatori della cattedra di sto-

ria contemporanea dell’Unibas, dedicato alla storia di Nemoli del ‘900 che sarà una delle sezioni del museo. «È stata una giornata straordinaria»,ha dichiarato il Sindaco di Nemoli, Domenico Carlomagno, «I professori dell’Unibas hanno tenuto delle vere e proprio lectio magistralis, manifestando

un altissimo livello culturale e una straordinaria competenza, conoscenza e approccio scientifico al progetto di costruzione della sezione museale Nemoli 900. Siamo felici e i fatti testimoniano che abbiamo riposto la nostra fiducia nelle giuste mani».. Durante il laboratorio, il prof. Donato Verrastro e i

ricercatori Cassino, Fasanella e La Regina, hanno incontrato i cittadini confrontandosi su memorie personali e familiari, e raccogliendo materiale fotografico sul territorio, su rituali civili e religiosi, su momenti di vita politica e sportiva, su ricordi di emigrazione. «Abbiamo dato avvio stasera ad una collaborazione con la comunità nemolese che ci porterà sicuramente ad ampliare il quadro delle conoscenze scientifiche a partire dalla storia sulla comunità nemolese che, da oggi, inizia un percorso nuovo di ricerca che capitalizza il pregresso e apre fronti nuovi», ha dichiarato il Prof. Verrastro, anticipando che il lavoro su Nemoli sarà ospitato anche sul portale Basilicata ‘900. I ricercatori Cassino, Fasanella e La Regina hanno quindi illustrato il lavoro alla comunità soffermandosi sui contenuti e sui riscontri

documentari emersi dagli archivi. La sezione Nemoli ‘900, sarà ospitata al piano terra del nuovo Museo e sarà affiancata da sezioni dedicate: alla Strada Regia delle Calabrie, la più lunga e importante via di comunicazione terrestre dell’Italia meridionale; alla ex Ferrovia Lagonegro Spezzano Albanese, oggi riconvertita in una greenway, denominata “Ferrovia Ciclabile Lucana”; a Palazzo Filizzola come archivio, casa e luogo di vita curata da Celeste Pansardi; al progetto PNNR sviluppato da Unibas “Alle fonti della Basilicata, (TECH4YOU – PP 4.1.1)” che racconta i luoghi di vocazione turistica. Il primo piano del museo, invece, sarà interamente dedicato al genio di Leonardo Da Vinci con approfondimenti sulla vita e la possibilità di interagire con le sue opere grazie a installazioni multimediali e strumenti interattivi.

Il sindaco Nicola Terranova lancia l’allarme sullo spopolamento: «Dal 1951 persi oltre mille residenti e comunità sempre più fragile»

«Oliveto Lucano perde abitanti 70 anni di esodo e solitudine»

OLIVETO LUCANO. È

un allarme netto quello che il sindaco Nicola Terranova lancia sulla situazione di Oliveto Lucano, un grido che fotografa uno spopolamento lungo settant’anni e oggi sempre più difficile da invertire. «Oliveto Lucano ha perso oltre mille abitanti. Non sono solo numeri. Sono persone», afferma il primo cittadino, indicando una perdita che ha progressivamente svuotato il paese. Nel 1951 gli abitanti erano 1.336, oggi sono circa 330. «Il 75 per cento in meno», sottolinea Terranova, ricordando come il declino non sia legato a un evento improvviso ma a un processo lento e continuo. «Il 1951 rappresenta l’ultima fotografia di un paese in equilibrio. Poi qualcosa cambia. Non accade in un giorno. Accade nel tempo».La prima frattura è stata l’emigrazione degli anni del boom economico. «I giovani partono. Si parte per lavorare. Si resta per vivere», spiega il sindaco. Una generazione lascia il territorio e le successive crescono altrove. «I figli e i nipoti di chi è partito non hanno lasciato Oliveto. Non ci hanno mai vissuto».Oggi lo scenario è ulteriormente cambiato. «I nostri figli non

tornano», osserva Terranova, evidenziando come anche i percorsi di studio fuori regione contribuiscano ad allontanare stabilmente i giovani. Ma non sono più solo loro a partire. «Partono anche i genitori. Non per lavoro. Per solitudine. Per non restare soli in paesi che si svuotano».

A incidere è anche la progressiva riduzione dei servizi. «Vengono meno le scuole. Vengono meno i servizi. Vengono meno anche i sacerdoti», afferma il sindaco, spiegando come la contrazione dei presìdi essenziali indebolisca ulteriormente la comunità. «Non si svuotano solo i paesi. Si svuotano i legami».Il fenomeno, dunque, assume una di-

mensione strutturale. «Oggi non si emigra più solo per cercare un futuro. Si emigra per non vivere da soli», prosegue Terranova. «Ieri partivano le braccia. Oggi partono le menti. E con loro se ne va la possibilità stessa di sviluppo».Da qui la richiesta di un cambio di passo nelle politiche regionali. «Non bastano bandi. Serve una scelta politica chiara», afferma il primo cittadino, indicando la necessità di una struttura stabile dedicata alle aree interne, con monitoraggio continuo, servizi essenziali e strategie integrate.«Il punto non è capire. Il punto è decidere», conclude Terranova. «Perché il tempo non restituisce. Il tempo toglie».

INAUGURAZIONE DOMANI A CASINO PADULA

A Matera

Stazioni di Posta, servizi gratuiti e inclusivi

MATERA. Sarà inaugurato venerdì 3 aprile alle ore 9.30, nella sede di Casino Padula in via dei Pesci a Matera, il servizio «Stazioni di Posta», iniziativa pensata per offrire supporto concreto alle persone in condizioni di fragilità.Il progetto nasce con l’obiettivo di garantire un punto di riferimento gratuito, accessibile e inclusivo, capace di accompagnare gli utenti verso percorsi di autonomia. Il servizio sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00 e, nei giorni di martedì e giovedì, anche dalle 15.00 alle 17.00, assicurando una presenza continuativa sul territorio.Le «Stazioni di Posta» offriranno diversi servizi, tra cui fermo posta ed email personale, supporto per l’iscrizione anagrafica e la gestione dei documenti, attività di ascolto e orientamento, assistenza sociale e legale, deposito bagagli, orientamento al lavoro, lavanderia e servizi per l’igiene personale.L’iniziativa rappresenta un passo significativo nelle politiche di welfare locale, con l’obiettivo di rafforzare una rete di prossimità capace di rispondere in maniera efficace ai bisogni delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Il sindaco di Irsina difende il presidio e sostiene i colleghi del Medio Basento: «Fondamentale garantire presenza dello Stato»

«Carabinieri Tricarico, allarme sicurezza aree interne»

IRSINA. Il sindaco di Irsina Giuseppe Candela interviene sul caso della Centrale operativa dei Carabinieri di Tricarico, esprimendo vicinanza alle amministrazioni locali e richiamando l’attenzione sulla centralità del presidio per la sicurezza delle aree interne.Candela, anche in qualità di Comune capofila dell’Area Interna Medio Basento, sottolinea le preoccupazioni emerse nelle ultime ore e ribadisce la necessità di mantenere servizi essenziali sul territorio. «Pur nel pieno rispetto delle valutazioni organizzative che competono agli organi preposti – afferma – è indispensabile sottolineare ancora una volta l’importanza strategica di tale presidio per la sicurezza e la tenuta complessiva del territorio».Il riferimento è

alle possibili ricadute che una riduzione del servizio potrebbe avere sui comuni dell’area. «Nelle aree interne la presenza dello Stato rappresenta un elemento essenziale per garantire protezione e coesione sociale», aggiunge il primo cittadino, evidenziando come il tema della sicurezza sia strettamente legato alla qualità della vita e alla permanenza delle comunità locali.Il sindaco esprime inoltre pieno sostegno agli altri amministratori del Medio Basento, che stanno manifestando preoccupazioni analoghe. Allo stesso tempo, accoglie positivamente l’iniziativa del consigliere regionale Nicola Morea, che ha annunciato la presentazione di una mozione in Consiglio regionale. Un passaggio che Candela definisce «un’importan-

te occasione di confronto istituzionale e di approfondimento della questione».Sul fronte istituzionale, Candela conferma il dialogo in corso con il sindaco di Tricarico Paolo Paradiso. «Sta ricevendo rassicurazioni sul mantenimento di standard adeguati di sicurezza per il territorio e per i

comuni interessati», spiega, assicurando che l’attenzione resterà alta.Le amministrazioni locali ribadiscono infine la necessità di garantire livelli adeguati di sicurezza e presidio, auspicando che ogni decisione tenga conto delle reali esigenze delle comunità del territorio.

Grande attesa per il 1° degli eventi in programma il 12 aprile. Il presidente Barberino: «Celebriamo l’anima di un territorio che non vuole smettere mai di creare»

Made in Italy 2026, a Metaponto Primavera in Magna Grecia Expo

Il 12 aprile, dalle ore 10:00 alle ore 22:00, presso il castello Torre di Mare a Metaponto, è in programma il primo degli eventi 2026 del cartellone “Metapontion di Pitagora”, per il lancio ufficiale del “Primavera in Magna Grecia Expo”, inserito nella Giornata nazionale del Made in Italy 2026. Lo ha annunciato l’Associazione OCCSE Magna Grecia di Metaponto, presieduta dall’infaticabile Giuseppe Barberino. «L’eccellenza italiana - ha fatto sapere Barberinonon è solo un’etichetta, è un’eredità che sfida il tempo. Annunciamo con orgoglio il lancio ufficiale di Primavera in Magna Grecia Expo, l’iniziativa che ridefinisce i canoni dello stile e dell’innovazione in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026». In un mondo che corre verso l’omologazione, la locandina dell’Associazione parla chiaro: il 2026 sarà l’anno in cui il saper fare italiano tornerà a dominare la scena globale. Non si tratta solo di esposizione, ma di un’esperienza sensoriale

che celebra il cuore pulsante delle nostre imprese, tra artigianalità millenaria e visioni avanguardistiche. Cosa aspettarsi da questa giornata? Innovazione senza compromessi: un viaggio attraverso le tecnologie che stanno trasformando il design e la produzione italiana; autenticità certificata: il valore sociale ed etico del nostro territorio messo in primo piano senza dimenticare la tradizione. Un evento inserito nel prestigioso calendario ufficiale delle celebrazioni nazionali pro-

mosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e parte del cartellone storico Metapontion di Pitagora ed. 2026. «Non stiamo solo celebrando un marchio, stiamo celebrando l’anima di un territorio che non vuole smettere mai di creare», ha aggiunto il presidente Barberino. «Made in Italy 2026 è il grido di chi crede che la qualità superi sempre la quantità». L’Associazione ringrazia, poi, per la fiducia e la collaborazione a vario titolo accordata da: Ministero del Ma-

de in Italy, Amministrazione Provinciale di Matera, EPLI Basilicata, I.C. Pitagora di BernaldaMetaponto, il Ministero del Lavoro – SCU, La società DEAGEST, Frantoio oleario Musillo, Gioielleria Cotelli, Salumificio Metapontino, Ass. Protezione civile Metapontum. Dalle ore 10 alle ore 22, con tutti gli espositori, la madrina dell’evento Francesca Cascione – firma storica del Carro trionfale di Matera-, il gruppo tarantolato “Sang’ Amaru” da Mesagne e il buon vino di Magna Grecia. D’altra parte, l’iniziativa è in linea con quello che Pitagora ha rappresentato rispetto al suo tempo: egli fu non solo un innovatore, ma portò anche nuove conoscenze che già preesistevano nell’uomo e nella società, ma erano dormienti. Pitagora di Samo visse gli ultimi vent’anni della sua lunga vita proprio a Metaponto, dove approdò dopo la fuga da Crotone e con la moglie Teanò ed alcuni suoi allievi rifondò la scuola. Un piccolo Comune della provincia di Potenza, Teana, sembra che debba il suo nome proprio alla moglie di Pitagora.

Pasta di Matera, il futuro è IGP: via a percorso di riconoscimento

della Camera di Commercio

della Basilicata di Matera, la conferenza stampa che ha segnato l’avvio ufficiale del

percorso per il riconoscimento della Pasta di Matera IGP. L’iniziativa, promossa dagli operatori della filiera cerealicolo-pastaria con il supporto delle Istituzioni locali e regionali,

rappresenta un passaggio strategico per la valorizzazione di una delle produzioni più identitarie del territorio lucano. Nel corso dell’incontro, sono stati illustrati gli obiettivi del progetto, le fasi tecnico-amministrative che porteranno al riconoscimento europeo e le ricadute attese in termini di competitività, sviluppo economico e promozione territoriale. Il riconoscimento IGP consentirà di rafforzare il legame tra prodotto e territorio, garantire standard qualitativi certificati e maggiore trasparenza per il consumatore, oltre a tutelare la produzione locale da fenomeni di imitazione e concorrenza sleale. «La Pasta di Matera punta a diventare un nuovo simbolo del Made in Italy di qualità certificata», ha dichiarato il Presidente, Vincenzo Castoro, che ha proseguito: «Un progetto condiviso che coinvolge l’intera filiera e che mira a generare valore duraturo per il territorio». Il percorso di riconoscimento prevede, tra le principali fasi, la definizione del disciplinare di produzione, la raccolta delle evidenze storiche e tecniche, la presentazione della domanda alla Regione Basilicata, e il successivo iter di valutazione a livello nazionale ed europeo. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle Istituzioni, operatori della filiera e partner tecnici, a conferma della forte condivisione territoriale dell’iniziativa.

Inaugurato il programma tra Italia e Stati Uniti: studenti, istituzioni e mondo scientifico uniti nel ricordo dell’ingegnere lucano simbolo della corsa alla Luna

Festa per il centenario di Rocco Petrone: Basilicata protagonista tra spazio e novità

Ha preso ufficialmente il via il 31 marzo il programma di iniziative dedicate al centenario di Rocco Petrone, figura simbolo dell’ingegneria aerospaziale e protagonista della corsa alla Luna. Le celebrazioni sono promosse dal Distretto Tecnologico della Basilicata (TeRN) e dal Cluster Lucano dell’Aerospazio, con il supporto della Regione Basilicata e il sostegno del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dell’Agenzia Spaziale Italiana.La giornata inaugurale si è svolta in contemporanea tra Italia e Stati Uniti. A Washington hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente. Nel corso della cerimonia è stato proiettato un messaggio istituzionale congiunto del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e del presidente del Consorzio TeRN Antonio Colangelo, che hanno evidenziato il valore della figura di Petrone come simbolo di eccellenza e ponte tra territorio e innovazione.Nella stessa giornata, in Basilicata, Potenza ha ospitato nell’Aula Ma-

gna dell’Università degli

Studi della Basilicata l’evento «La Luna di Rocco», che ha visto la partecipazione di numerosi studenti delle scuole lucane e pugliesi, presenti sia in aula sia in collegamento da remoto.All’incontro hanno preso parte rappresentanti istituzionali, accademici e del mondo associativo, tra cui il direttore generale dell’Amministrazione Digitale della Regione Basilicata Michele Busciolano, in rappresentanza del presidente Bardi, il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca, il sindaco di Sasso di Castalda Rocchino Nardo, il presi-

dente del Consorzio TeRN Antonio Colangelo, il vicepresidente del Cluster Lucano dell’Aerospazio Vito Gaudiano, il governatore del Rotary Distretto Puglia e Basilicata Antonio Braia, la presidente della Commissione Rotary D2120 per le nuove generazioni Angela Tannoia e il giornalista e scrittore Renato Cantore.Tra gli interventi anche quelli di Franco Vespe dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giovanna Rizzo, Giuliano Liuzzi, Guido Masiello e Valerio Tramutoli dell’Università degli Studi della Basilicata. L’incontro è stato moderato da Carmine

Serio.Nel suo intervento, Colangelo ha sottolineato come il rapporto tra giovani e sistema produttivo rappresenti una leva strategica per il territorio, evidenziando che «la Basilicata è oggi un territorio attrattivo, capace di offrire opportunità grazie alla qualità del sistema formativo e alla presenza di realtà industriali specializzate nel settore aerospaziale».Dopo l’avvio ufficiale, il calendario delle celebrazioni proseguirà con una serie di appuntamenti. Tra questi, il 14 giugno a Potenza è prevista l’inaugurazione di una mostra dedicata a Rocco Petrone,

mentre il 15 giugno si terrà un convegno sul settore aerospaziale promosso dal Sistema lucano dell’Aerospazio in collaborazione con le Pubbliche Amministrazioni. In questa occasione sarà presentato anche un francobollo commemorativo, in continuità con l’annullo filatelico realizzato il 31 marzo a Sasso di Castalda.Le iniziative proseguiranno poi il 7 agosto proprio a Sasso di Castalda, con ulteriori momenti celebrativi dedicati a una figura che continua a rappresentare un punto di riferimento per il legame tra ricerca, industria e territorio.

Il lavoro di Mattei e Minniti ricostruisce la vita dei confinati tra Ottocento e Novecento, tra documenti e ricordi degli anziani

"Una prigione senza sbarre", un libro sui confinati politici a Ruvo del Monte

D I A NTONIO P ETRINO

Un'iniziativa editoriale interessante e preziosa, quella portata avanti e concretizzata dallo storico Massimiliano Mattei e dal cultore di storia locale Giovanni Minniti, dal titolo "Una prigione senza sbarre" sui confinati politici di Ruvo del Monte.Una pagina significativa della storia locale e nazionale per ricostruire un passato degno di interesse e contribuire a una testimonianza valida di riferimenti, che meritano di essere testimonianze attive e meritevoli di considerazione.Il libro è stato presentato ufficialmente l'estate scorsa, con il patrocinio dell'amministrazione comunale e il sostegno della Regione Basilicata, dopo la precedente pubblicazione della ricerca storica dal titolo "Studio sul territorio e sul fenomeno del brigantaggio post unitario a Ruvo del Monte (1861)" presentata il 14 agosto 2024 alla comunità locale, l'attenzione si è focalizzata su ciò che è accaduto nel paese del Vulture durante i decenni seguenti e, soprattutto, su alcuni eventi che hanno caratterizzato la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.A parte

il fenomeno della “massiccia” emigrazione nella località in questione, ben noto alla maggior parte della collettività, ci si è resi conto che vi era una significativa mancanza di informazioni storiche e ciò ha rappresentato una vera sfida che i promotori hanno deciso di affrontare.In particolare, il periodo di inizio Novecento fino alla fine della Seconda guerra mondiale ha suscitato un profondo interesse: così poche notizie, così poche informazioni, colpiti dalla memoria orale di alcuni anziani (in verità molto pochi) che ricordavano la presenza, nel paese, durante il ventennio fascista, di confinati politici.Pertanto la ricerca storica si è focalizzata su queste persone strappate alle loro case, ai loro affetti e alle loro abitudini per essere catapultate in un paese, piccola realtà locale che permetteva una facile sorveglianza.L’indagine si è protratta per molto tempo attraverso un certosino e minuzioso lavoro esaminando e, spesso, interpretando documenti scritti a mano, presso l’Archivio Centrale dello Stato a Roma, l’Archivio di Stato di Potenza e l’Archivio storico del Comune.Soprattutto in quest’ultimo caso il lavo-

ro svolto è stato particolarmente impegnativo.Infatti, a seguito del terremoto del 1980 che colpì duramente il paese, la maggior parte dei documenti comunali fu collocata, in maniera provvisoria, in una serie di faldoni senza alcuna tipologia di catalogazione archivistica.Quindi il primo obiettivo che bisognava porsi, grazie alla fiducia che ha concesso il sindaco, geom. Pietro Mira, con la sua Amministrazione comunale, è stato quello di iniziare ad organizzare un archivio storico del comune attraverso la creazione di vari fondi archivistici con relativo inventario.Come in un mosaico incompleto, man mano si è riusciti ad inserire qualche tessera nella ricerca, trovata spesso in faldoni in cui non avrebbe dovuto essere.I nomi delle persone di cui oggi si parla sono divenuti familiari e sembra quasi di conoscerli non come aride schede personali ma come uomini che hanno fatto parte, chi per pochi mesi, chi per periodi più lunghi, della realtà locale: hanno incontrato i nonni, calpestato le stesse strade e, nei limiti consentiti dalla loro posizione, vissuto la quotidianità del luogo, abitato in alcune case tuttora esistenti,

testimonianze mute, anche se scosse da eventi sismici, dei drammi umani che ognuno, comprese le persone destinate al confino, portava con sé.Il presente lavoro è articolato in tre capitoli.Nel primo vengono esposte, a livello generale, le origini, le modalità, le procedure e i luoghi del confino politico durante il Ventennio fascista.Ai fini dell'analisi storica è stato ritenuto di fondamentale importanza fornire un’analisi dettagliata dello spaccato economico-sociale del tempo di Ruvo del Monte.Questo per far comprendere al lettore il contesto in cui i “nuovi ospiti” venivano inseriti. Nel secondo capitolo, la ricerca inizia a focalizzar-

si, in maniera graduale, sull’aspetto umano e i legami spezzati con i propri familiari e il luogo d’origine.L’indagine, successivamente, nel terzo capitolo giunge, in un climax di crescendo emotivo, ad analizzare quei frammenti di vita spezzata attraverso una serie di schede biografiche che è stato possibile ricostruire attraverso uno studio intertestuale dei vari documenti d’archivio.Pertanto, l’obiettivo del presente lavoro è quello di cercare di riportare alla luce queste storie di vita dimenticate facendo conoscere al lettore alcuni aspetti nuovi della realtà cittadina e del suo passato attraverso una puntuale ricerca storica inedita

La mostra di Santarsiere trasforma i paesaggi della Basilicata in immagini evocative, tra memoria collettiva e percezione intima

Fotografia e paesaggio: apre oggi a Potenza

“Alma: appunti di una geografia

Oggi, alle ore 18:00, apre al pubblico la mostra fotografica “Alma: appunti di una geografia sentimentale” presso la Pinacoteca Provinciale di Potenza. L’esposizione è la prima personale della fotografa e storica dell’arte lucana Alessandra Santarsiere e racconta la Basilicata attraverso immagini, memoria e paesaggio, con uno sguardo intimo e sensibile. Il progetto, promosso da Humanlab e coordinato dal progettista culturale Michele Cignarale, è curato dalla storica dell’arte Fiorella Fiore e propone una vera e propria cartografia emotiva, in cui il territorio si trasforma in senti-

mento e la memoria collettiva incontra l’esperienza personale dell’artista. L’allestimento è a cura di Bitmovies, sotto la direzione di Mariano Izzo e Rossella Sapio, con il contributo di Vincenzo Pacilio, Massimo Orsi e Donato Benedetto, che hanno curato gli aspetti spaziali e narrativi dell’esposizione. Il percorso sonoro immersivo è affidato a OpenSound Basilicata, mentre il supporto alla stampa delle opere è stato reso possibile grazie a Volo dell’Angelo e Centro Stampa Digitale. L’inaugurazione sarà accompagnata da un momento conviviale a cura del Giubileo Hotel, con drink e ospitalità per i

sentimentale”

partecipanti. La mostra rappresenta un’occasione unica per conoscere il lavoro di una giovane artista lucana nella storica cornice della Pinacoteca Provinciale, recentemente valorizzata dal Polo della Cultura guidato dal dott. Enzo Mitro.

L’ingresso è libero e la mostra resterà aperta al pubblico secondo gli orari della Pinacoteca Provinciale, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva tra fotografia, memoria e paesaggio sentimentale. Una tappa imperdibile per chi vuole scoprire la Basilicata attraverso l’arte e l’emozione degli sguardi di chi la vive.

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono le idee e le convinzioni nel tempo

Appunti di realtà 2 aprile «L’arte di non reagire»

DI FABRIZIO Q UARATINO

Viviamo in un tempo in cui tutto ci spinge a reagire. Un messaggio, e rispondi. Una provocazione, e contrattacchi. Un’ingiustizia, e ti infiammi. Un silenzio, e lo interpreti. È diventato tutto immediato, impulsivo, quasi obbligatorio. Non reagire, oggi, sembra una debolezza. Una resa. Quasi una sconfitta. E invece no. È esattamente il contrario.

una cosa semplice, ma decisiva: non tutto merita una risposta.

LA TRAPPOLA

DELL’EGO

Reagire sempre è, spesso, solo un modo elegante per dire: “io esisto se rispondo”. È l’ego che chiede spazio. Che pretende riconoscimento. Che si nutre anche del conflitto pur di sentirsi vivo. E allora si risponde a tutto. Anche al vuoto. Soprattutto al vuoto.

IL SILENZIO

CHE COSTRUISCE

IL GRANDE EQUIVOCO

Ci hanno fatto credere che forza significhi risposta immediata. Che carattere significhi avere sempre qualcosa da dire. Che dignità significhi non lasciarne passare una. E così siamo diventati tutti… reattivi. Sempre pronti. Sempre tesi. Sempre sul punto di scattare. Ma c’è un problema. Chi reagisce sempre… non sta scegliendo. Sta venendo trascinato.

IL POTERE

CHE NESSUNO VEDE

Esiste una forma di potere che non fa rumore. Non si espone. Non chiede spazio. È il potere di chi decide quando non reagire. Non per paura. Non per calcolo. Ma per lucidità. Perché ha capito

C’è un silenzio che non è assenza. È pieno. Pieno di scelta. Pie- no di direzione. Pieno di forza. È il silenzio di chi ha capito che ogni reazione è energia. E che l’energia… o la investi, o la disperdi.

L’ECONOMIA INTERIORE

Siamo diventati spreconi di energia emotiva. Rispondiamo a tutto. Ci agitiamo per dettagli. Ci consumiamo in discussioni che non portano da nessuna parte. Poi diciamo di essere stanchi. Certo che lo siamo. Stiamo disperdendo tutto… dove non serve.

IL CORAGGIO VERO

Ci vuole più coraggio a non reagire che a reagire. Perché reagire è automatico. Non reagire è una

scelta. E le scelte, quelle vere, fanno sempre un po’ paura. Soprattutto quando non vengono capite subito.

L’IRONIA DELLA SITUAZIONE

La parte più ironica è questa: mentre tutti si affannano a dire l’ultima parola, chi cresce davvero… spesso non dice nulla. Osserva. Seleziona. Agisce altrove. E mentre gli altri discutono, lui costruisce.

IL RISCHIO

CHE NON TI DICONO

Attenzione però. Non reagire non significa subire. Non significa ingoiare. Non significa accettare tutto. Significa scegliere dove

mettere la propria energia. Perché la vera forza non è evitare lo scontro. È decidere quando vale la pena combattere.E allora forse il punto è questo. Non serve rispondere a tutto. Non serve dimostrare sempre. Non serve avere sempre ragione. Serve avere direzione. Perché chi reagisce a tutto vive inseguendo. Chi sceglie quando reagire… sta guidando. E in un mondo pieno di rumore, la cosa più rivoluzionaria che puoi fare non è urlare più forte. È diventare così centrato che certe cose… non ti spostano più. E quando non ti spostano più, non è perché sei diventato freddo. È perché sei diventato forte davvero.

Biblioteca Orizzonti una serata intensa tra versi, musica e riflessioni sul ruolo della donna nella società contemporanea

Rapolla, la poesia diventa voce contro la violenza: successo per l’incontro con Emilio D’Andrea

Un nuovo appuntamento culturale di rilievo per la Biblioteca Orizzonti, che ha scelto ancora una volta la suggestiva cornice della Chiesa Evangelica Metodista di Rapolla per un’iniziativa capace di coinvolgere un pubblico diverso rispetto ai precedenti incontri dedicati ai più piccoli.Dopo due eventi rivolti ai bambini, lo scorso 26 marzo lo staff ha proposto una serata incentrata sulla presentazione di un libro e su un confronto aperto su tematiche delicate e attuali, come la violenza sulle donne e il fenomeno dei femminicidi.Protagonista dell’incontro è stato il volume Quando una donna del poeta barilese Emilio D’Andrea, una raccolta di poesie che raccontano l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature. Versi intensi,

capaci di suscitare emozioni profonde e di stimolare una riflessione sul ruolo della donna, non solo come vittima di violenze, ma come elemento fondamentale della società e della vita.«La donna è madre, è figlia, è natura, è forza»: questo il messaggio che attraversa l’opera dell’autore, già apprezzata ben oltre i confini regionali e approdata anche al Salone del Libro di Torino 2025.La serata si è svolta in un clima di grande partecipazione, frutto dell’impegno dello staff del Tè letterario della Biblioteca Orizzonti, che da giorni aveva lavorato alla lettura e all’analisi delle poesie. A guidare l’incontro è stato Antonio Petrino, nel ruolo di moderatore.Ad aprire gli interventi è stata Maria Grazia Rapone, presidente dell’Associazione Spazio Giovani, seguita dal

sindaco di Rapolla, Biagio Cristofaro, che ha espresso soddisfazione per l’iniziativa e orgoglio per la vivacità culturale della cittadina. In chiusura della prima parte, lo stesso Emilio D’Andrea ha ringraziato i presenti, omaggiando le donne dello staff con mazzi di rose rosse.Momento particolarmente intenso è stato quello delle letture, con alcune poesie premiate in ambito nazionale e internazionale. Pasquale Brescia ha aperto con «Tu vivrai», componimento dedicato alla poetessa Alda Merini. A seguire, Maria Grazia Rapone ha interpretato «Un fiore», mentre «Giulia non c’è più» è stata proposta in forma corale da Brescia e Raffaella Morelli. A concludere le letture è stata la docente Anna Competiello con «Teniamoci per mano».Le interpretazioni

sono state accompagnate dalle melodie eseguite al violino da Francesca Bochicchio, che hanno contribuito a creare un’atmosfera ancora più intensa e coinvolgente.Ampio spazio è stato dedicato anche al confronto diretto, con un dialogo tra la scrittrice Mariagrazia Albis e l’autore, che ha toccato temi complessi come la violenza di genere, la guerra e i disturbi psicologici.Prima della conclusione, D’Andrea ha emozionato il pubblico con la lettura di una poesia dedicata alla madre. La serata si è poi chiusa con il tradizionale momento del «firma copie».L’invito degli organizzatori resta quello di partecipare numerosi alle attività settimanali della Biblioteca Orizzonti, in attesa dei prossimi eventi culturali già in programma.

Alla

SERIE C Al Francioni termina 1-0 per i padroni di casa. Fatale il 3-1 ottenuto all’andata al “Viviani”. In tribuna a tifare Bardi e Telesca

Il Potenza entra nella storia: vince per la prima volta la Coppa Italia

LATINA (3-5-2): Mastrantonio 6, Vona 6 (al 66’ Pirro 6) ,Carillo 6 (al 56’Dutu 5,5) , Marenco 6, Tommaselli 6 (all’89 Di Giovannantonio), D’Angelo 5,5 (al 56’Sylla 6), Lipani 6, Riccardi 6, Parigi 7, Fasan 6 (all’89 Quieto s.v).

A disp.: Basti, Iosa,Porro, Scravaglieri, Pellittieri, Calabrese, Sylla, Pace, Dutu, Di Giovannantonio, Hergheligiu, De Cristofaro, Bigonzoni, De Marchi, Quieto All.: Volpe

POTENZA (4-3-3): Cucchietti 6,5 , Kirvan 6,5, Riggio 6,5 ,Camigliano 6,5 , Rocchetti 6,5, Castorani 6, Felippe 6 (al 57’Ghisolfi 6), Siatounis 6 , Schimmenti 6 (al 57’Petrungaro 6) , Murano 6 (al 74’Selleri 6,5), D’Auria 6 (all’89’ Erradi s.v.).

A disp. Franchi, Guiotto, Landi, Delle Monache,Mazzeo, Balzano, De Marco,Erradi, Maisto, Petrungaro, Bura, Selleri,Ghisolfi. All. Alfano al posto dello squalificato De Giorgio

ARBITRO: Sig. Abdoulaye Diop di Treviglio

ASSISTENTI: Sigg. Mario Chichi di Palermo, Manuel Marchese di Pavia IV Ufficiale: Sig. Gioele Iacobellis di Pisa VAR: Valerio Marini di Roma 1

MARCATORI: al 60’ Parigi RECUPERO: 1’ pt e 6’ st

NOTE: Ammoniti: Riccardi, Ercolano, Porro (LT) Riggio, Castorani (PZ) Espulsioni: Angoli 10 – 0 per il Latina

POTENZA. È fatta !!! Il Potenza entra nella storia del calcio. Esce sconfitto per una rete a zero dal Latina ma grazie al risultato di andata per 3 reti ad 1 ottenuto nel match di andata al “Viviani” conquista la sua prima Coppa Italia Regionale. In una gara giocata per 90’ dai padroni di casa, ma che il Potenza con grande maestria ed intelligenza ha saputo gestire fino alla fine. Anche con grandissima sofferenza. Ma andiamo in gara. Latina e Potenza si affrontano per la quarta volta in questa stagione agonistica. Nella finale di andata i pontini sono stati battuti al “Viviani” per tre reti ad uno. L’obiettivo al “Francioni” resta quello di compiere l’impresa: siglare due reti e pareggiare i conti. Un fatto quest’ultimo che gli consentirebbe di andare ai supplementari ed agli eventuali calci di rigore. In campo, al cospetto di ottomila spettatori, metà delle quali provenienti dalla Basilicata, non si discostano molto dalle formazioni tipo. De Giorgio dalle tribuna perché squalificato manda in campo l’undici che ha battuto i pontini nel match di andata e sabato scorso la Salernitana. Volpe che rientra dalla squalifica deve fare a meno di Cioffi e dell’ex Picerno De Ciancio usciti proprio dal “Viviani” con il cartellino rosso. Come pure l’esterno destro l’ex Ascoli Adjapong. Al loro posto per i pontini rientrano l’ex Roma Riccardi e Lipani a centrocampo, in attacco schiera Fasan. Al posto di Dutu in difesa a sorpresa inserisce Vona. Sia il Potenza che il Latina scendono con le maglia viste nella gara di andata. Per il Potenza la speciale maglietta bianca avorio con banda verticale rosso-blù e tra i vari sponsor

compare il logo della Regione Basilicata; per il Latina una maglia color porpora che rappresenta un omaggio alla bandiera di San Marco, simbolo di unione tra le popolazioni che diedero origine alla città di Littoria, attuale Latina. Infatti, il culto di San Marco rappresenta un prezioso patrimonio lasciato in eredità dai coloni veneti in seguito alla bonifica della Palude Pontina. L’attesa sugli spalti è spasmodica e la tensione è palpabile. Si parte in una cornice di pubblico straordinaria. Partono con il possesso palla i padroni di casa. Gli ospiti si limitano al pressing alto proprio per creare tensione agli avversari. Al 4’ Riccardi sulla sinistra mette in area di rigore un pallone pericoloso. Cucchietti interviene e para. Al 13’si vede la formazione lucana con un calcio di punizione di D’Auria, la ribattuta della difesa locale ed il tiro dello stesso attaccante con facile parata di Mastrantonio. Al 20’ un brivido tocca la pelle dei tifosi potentini. Fasan viene toccato in area di rigore da Camigliano. I pontini invocano il penalty. Diop di Treviglio fa proseguire. Una identica azione si rivede al 24’ su Riccardi toccato da Riggio. Anche in questo caso il direttore di gara lascia proseguire. La formazione laziale insiste il gioco sulla corsia laterale di destra. Alla mezz’ora il risultato è fermo sullo zero a zero. Un minuto dopo Riggio sulla lunetta dell’area di rigore mette giù Fasan. E calcio di punizione. Della battuta si incarica Parigi che spara alto. Il Potenza in questa fase del match si limita a controllare ed a mantenere il vantaggio di due reti siglate nella gara di andata. In realtà, come era prevedibile, fino al 40’ la gara è ad appannaggio dei padroni di casa che cercano come sbloccare il risultato. Alla fine non ci riescono perché, dopo un minuto di recupero la prima frazione di gioco si chiude in perfetta parità.

La ripresa si apre senza cambi per entrambe le compagini. Al 56’il tecnico del Latina si gioca il primo slot di cambi. Fuori D’Angelo e Carillo per Sylla e Dutu. Il tutto mentre un minuto dopo Rocchetti è costretto ad intervenire sulla linea di porta su un colpo ravvicinato di Tommaselli. Anche mr.Alfano opta per la stessa mossa. Fuori Schimmenti e Felippe per Petrungaro e Ghisolfi. Neppure il tempo dei cambi che al 60’ la formazione di casa passa in vantaggio con un tiro da fuori area del bomber Parigi. La tifoseria rosso-blù resta ammutolita. Incassata la rete il Potenza cerca di ri-organizzarsi. Al 65’ Vona viene colpito da crampi. Al suo posto entra Porro. Il “Francioni” diventa una bolgia per i supporter’s del “leone alato” che non smettono di in-

coraggiare la squadra. Non è un momento buono per il Potenza che è letteralmente schiacciato nella tre quarti. Al 74’mr.Alfano richiama Murano per Selleri. Non cambia nulla dal punto di vista tattico. Al 78’ nuova occasione per i padroni di casa. Su azione di calcio d’angolo Sylla di testa sfiora la traversa della porta di Cucchietti. Negli ultimi minuti la porta di Cucchietti è diventato un vero è proprio assedio. All’82’ un tiro di Ercolano si stampa sopra la traversa. Intanto il risultato resta in vantaggio per i padroni di casa. Il cronometro segna meno 4’ alla fine. All’88’ il primo tiro della gara con D’Auria per il Potenza. La palla termina fuori. All’89’ gli ultimi cambi per entrambe le squadre. Fuori Fasano e Tommaselli per Quieto e Di Giovannantonio nel Latina. Nel Potenza mr.Alfano richiama D’Auria per Erradi. Al 90’ il direttore di gara concede 6’ di extra time. Alla fine la gara si chiude con il Potenza che dopo oltre 100 anni di storia calcistica conquista la prima Coppa Italia Regionale Trenitalia ed accede al terzo posto nella fase nazionale dei play off. La città si prepara alla festa per l’arrivo dei 2.500 tifosi e per la squadra che alzerà la Coppa al cielo.

IL COMMENTO DI BARDI E TELESCA

A seguire la partita direttamente dalla tribuna dello stadio di Latina, il Presidente Vito Bardi e il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca insieme al presidente di Confindustria Francesco Somma.

«Complimenti alla società, allo staff tecnico e ad ogni singolo giocatore per questo traguardo storico. Conquistare la Coppa Italia di categoria è il giusto premio per un torneo giocato con grinta e determinazione, vinto grazie anche alla costante spinta di una tifoseria appassionata». «Assistere a questa partita qui a Latina - dice Bardi - è stato un crescendo di emozioni. I ragazzi hanno lottato su ogni pallone con una grinta ammirevole, onorando i colori della città capoluogo e dell’intera re- gione. È un successo - conclude il Presidente - che inorgoglisce tutta la Basilicata. Questi ragazzi hanno dimostrato cuore e resilienza». Allo stesso modo il sindaco di Potenza Telesca: «È stata una partita molto sofferta. Negli ultimi minuti il Latina ha tentato il tutto per tutto. Per ciò che abbiamo visto in campo, avrebbe sicuramente meritato, tuttavia il risultato è dalla parte nostra. Una vittoria bellissima che ci dà la possibilità di portare a casa questa Coppa per la prima volta nella storia del Potenza Calcio. Siamo felicissimi». R OCCO N IGRO

MomentI della partita
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