MERCOLEDÌ 21 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 236
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
VIA I BLOCCHI STRADALI IN SICILIA, PUGLIA E POI IN TUTTO IL SUD. I SINDACATI: «ESAURITE TUTTE LE RICHIESTE»
480 milioni per gli autotrasporti Meloni e Salvini rispondono alle esigenze dei lavoratori meridionali
Lamattina a pag 3
PNRR, IL MINISTRO PARTECIPA ALL’INCONTRO DEDICATO AI CENTRI SERVIZI TERRITORIALI
FOTI PROMUOVE LA BASILICATA «Realizzati 10mila progetti e spesa al 60%». Visita in Basilicata insieme a Caiata: «Continua l’attenzione del Governo Meloni per il territorio». Bardi: «Il Cst leva strategica per i piccoli Comuni» _
DISORDINI A MILANO
Seduta fiume sulle mozioni riguardanti la trasparenza e i potenziali conflitti di interesse: botta e risposta tra Chiorazzo e Napoli
Il Governo risponde con il decreto
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DI VITO E RRICHETTI
preventivo ermo esteso ai minorenni, un nuovo reato di partecipazione violenta alle manifestazioni e risarcimenti a carico delle famiglie dei ragazzi responsabili. Il governo ha approvato ieri il decreto su sicurezza e criminalità minorile, dopo le devastazioni a Milano, Torino e Bologna. Giorgia Meloni lo ha presentato in (...) ■ continua a pag 4
CONSIGLIO REGIONALE
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La vignetta di Mario Bochicchio Un momento della visita di Foti
Servizio a pag 8
CALLMAT Il ministro Urso incontra l’Ad Labriola, Caiata e Rosa (FdI): «Il Governo non lascia indietro nessuno»
«Tim disponibile a nuovi volumi di attività» A OLTRE IL GIARDINO SI PARLA DI AUTOMOTIVE E UNIVERSITÀ
Promesse per gli agricoltori: focus di Minichino di Copagri
Servizio a pag 10
Tammariello a pag 18
■ Servizio
a pag 12
L’APPUNTAMENTO
A Matera, domani si terrà la presentazione del libro “Sveglia!”, organizzata da Conflavoro per parlare del futuro dell’economia italiana
■ Servizio
a pag 22
_ LUCANIA FILM COMMISSION
Nicola Guaglianone a Matera: lo sceneggiatore del film “Lo chiamavano Jeeg Robot” incontra il pubblico al “Piccolo”
■ Servizio
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_ CENTRI SCOMMESSE
Controlli della GdF di Potenza e Matera, accertate violazioni antiriciclaggio nel Lagonegrese ■ Servizio
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Italia e Mondo Via i blocchi stradali in Sicilia, Puglia e gradualmente in tutto il Sud
480 milioni di euro per gli autotrasporti
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Meloni e Salvini rispondono alle esigenze dei lavoratori meridionali. I sindacati: «Esaurite tutte le nostre richieste»
DI ROBERTO LAMATTINA
ncora una volta, l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni dimostra con i fatti la propria vicinanza al tessuto produttivo italiano e a chi, ogni giorno, macina chilometri per garantire l'approvvigionamento dell'intero Paese. Un intervento tempestivo, risolutivo e improntato al pragmatismo ha permesso di sbloccare una situazione di forte tensione, mettendo in campo risorse imponenti per sostenere la categoria dei camionisti, duramente messa alla prova dal rincaro del carburante e dalle penalizzanti direttive europee.Al termine di un cruciale vertice tenutosi presso la Prefettura di Milano con le associazioni di categoria, il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e il Viceministro Edoardo Rixi hanno annunciato lo sblocco immediato di ben 480 milioni di euro destinati alle imprese dell'autotrasporto. Un segnale d'attenzione straordinario che dimostra l'impegno costante dell'esecutivo nel difendere i lavoratori
e gli imprenditori italiani. Misure immediate contro il caro-carburante e la burocrazia. L'accordo raggiunto rappresenta una vittoria della politica del fare e del dialogo istituzionale. Come sottolineato dal Viceministro Rixi e riportato dalle agenzie di stampa e dai quotidiani nazionali, la dotazione finanziaria inizialmente prevista di 430 milioni per il credito d'imposta è stata incrementata fino a raggiungere 480 milioni di euro, una cifra a cui si sommeranno ulteriori 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare. La novità più significativa risiede nell'azzeramento dei tempi della burocrazia: l'erogazione dei primi contributi parte subito, fornendo ossigeno puro e liquidità immediata alle aziende strozzate dai costi del gasolio. In un contesto geopolitico complesso e di forte incertezza sui mercati energetici, il Ministero guidato da Salvini ha saputo abbattere le lungaggini della macchina statale, garantendo che le risorse passino direttamente dalle parole ai fatti. UN SEGNALE DI RESPONSABILITÀ: VIA I
BLOCCHI STRADALI A fronte di un impegno finanziario di questa portata e dell'ascolto attento delle istanze portate dai rappresentanti del settore, è arrivato il tanto auspicato cambio di passo anche sulle strade. L'appello lanciato dai vertici del Ministero per restituire serenità alla viabilità nazionale e tutelare le catene logistiche della grande distribuzione è stato prontamente accolto dalle sigle di categoria. La revoca e il congelamento delle proteste e dei blocchi stradali testimoniano la bontà dell'operato del Ministero. Gli autotrasportatori hanno riconosciuto la determinazione e la serietà del Governo Meloni, che ha saputo farsi carico delle loro difficoltà risarcendo i rincari anziché ignorarli o limitarsi a vaghe promesse. DIFENDERE L'ECONOMIA ITALIANA CONTRO LE RIGIDITÀ DELL'EUROPA Questo risultato straordinario non rappresenta solo una boccata d'ossigeno per la categoria, ma difende con decisione gli interessi nazionali. Mentre le politiche europee continuano a gravare sulle
nostre filiere industriali con nuove tassi e vincoli rigidi (come i costi legati al sistema ETS sul trasporto marittimo), il Governo italiano risponde proteggendo l'economia reale. L'azione rapida ed efficace di Matteo Salvini ed Edoardo Rixi dimostra come la sinergia all'interno dell'esecutivo sia la chiave per garantire stabilità economica, coesione sociale e tutela del lavoro. Un’altra importante promessa mantenuta al servizio dell'Italia che produce.
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Pene più severe per le devastazioni e danni a carico delle famiglie dei responsabili minorenni. Meloni difende la stretta, Crosetto evoca la guerra ibrida
Milano, il governo risponde con il decreto Fermo ai minori e nuove pene per i violenti F
DI VITO ERRICHETTI
ermo preventivo esteso ai minorenni, un nuovo reato di partecipazione violenta alle manifestazioni e risarcimenti a carico delle famiglie dei ragazzi responsabili. Il governo ha approvato ieri il decreto su sicurezza e criminalità minorile, dopo le devastazioni a Milano, Torino e Bologna. Giorgia Meloni lo ha presentato in un video: «Devastare e rubare non è protesta, è criminalità. E la risposta dello Stato deve essere ferma».A segnare la giornata è stata anche la lettura del ministro della Difesa Guido Crosetto. Intervenendo al Defense procurement forum, ha definito i fatti di Milano «il frutto, il punto di arrivo» di una guerra ibrida che denuncia da quattro anni, «inascoltato». Gli strumenti sarebbero TikTok, YouTube e i social. I ragazzi avrebbero subito una «contro-educazione», estranea alla famiglia e alla scuola.Nessuno Stato è stato nominato. Nessun elemento investigativo è stato esibito. E sulle percentuali citate dal ministro — tre ragazzi su
dieci alle manifestazioni, sei su dieci favorevoli — non è chiara la fonte: assomigliano a quelle di un sondaggio di Skuola.net, riferito però alle proteste studentesche in generale. UN NEMICO SENZA NOME Le campagne di influenza online esistono. Collegarle alla regia degli scontri di Milano richiede però elementi che, finora, non sono stati resi pubblici. Nella maggioranza la lettura non è condivisa: Salvini, interrogato sui russi, ha risposto «ho letto cose strambe». Enrico Borghi e Stefania Craxi, da schieramenti diversi, hanno invece evocato possibili influenze esterne.Un nemico esterno sposta l’attenzione dalle ragioni della piazza. Conte ha richiamato l’impossibilità di arrivare a fine mese, Schlein gli italiani «più poveri e più incazzati di ieri», prendendo le distanze dai violenti: «Non c’entriamo niente con i delinquenti».Meloni ha risposto che «non c’è idea politica, non c’è disagio sociale, non c’è opposizione al governo che possa giustificare la devastazione di un negozio per portare via la merce». Una distinzione
necessaria, che lascia aperta la domanda sulle cause. Se Crosetto dispone di elementi ulteriori, il momento di mostrarli è questo. LA STRETTA SUI MINORI Il decreto estende il fermo preventivo ai minorenni. Meloni ha inoltre annunciato l’anticipo di una norma già all’esame del Parlamento: per i ragazzi fra 14 e 18 anni si presume la capacità di intendere e di volere, salvo prova contraria.Arriva il reato di partecipazione violenta a una manifestazione: secondo la spiegazione della premier, chi partecipa alle violenze in un gruppo di almeno cinque persone, mettendo in pericolo la sicurezza, rischia fino a cinque anni di carcere e 20mila euro di multa. Aggravamenti per volto coperto o ferimenti e pene più alte per le devastazioni in gruppo.Sui risarcimenti, «chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori». Per i beni pubblici interverrà il prefetto con un’ingiunzione; per quelli privati, il proprietario potrà ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo immediatamente esecuti-
vo.Nelle anticipazioni figuravano anche cinquecento militari aggiuntivi a Milano, maggiori funzioni operative, fermo fino a 24 ore, arresto differito e divieto di aggregazione: dettagli da riscontrare sul testo finale. IL PROBLEMA RESTA IN PIAZZA Resta da capire quanto inciderà la nuova stretta. Il fermo di prevenzione a Milano è già stato usato: su 271 persone accompagnate in questura, per 174 è scattato. Eppure la domenica ha ripetuto il sabato. Il governo accelera norme del disegno di legge sicurezza approvato a luglio e Salvini rivendica una «vittoria».Mattarella
ha definito le violenze «inaccettabili», chiedendo «un’analisi intelligente e un’attenta vigilanza» su fatti che nascono da «soggetti inediti». Gruppi in larga parte minorenni, che sfuggono alle categorie politiche tradizionali e che una risposta penale, da sola, non spiega. A Milano resta lo scontro fra Sala e Piantedosi sul numero degli agenti schierati. Il sindaco si dice «molto preoccupato» per sabato 24, quando è attesa un’altra mobilitazione. Oggi sarà in piazza con la Cgil contro le diseguaglianze.Il decreto è approvato. Le prove della guerra ibrida, per ora, non si sono viste.
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Il primo ministro: «In alcuni casi schema insurrezionale guidato da estrema sinistra»
Proteste in Francia, linea dura di Lecornu: autorizzati coprifuoco parziali dove servono
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DI LUCIA STEFANIA MANCO
a Francia si blinda per arginare l’ondata di violenze, saccheggi e disordini. Davanti a una situazione di crescente emergenza, nata dalle manifestazioni contro il caro vita e degenerata in guerriglia urbana, il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato una stretta decisiva con l’introduzione di nuovi coprifuoco localizzati «laddove servono». Il bilancio degli scontri durante il fine settimana è pesante. Si contano i danni e si cercano i colpevoli tra accuse reciproche. Ieri, al termine dell’unità di crisi interministeriale a Parigi il primo ministro ha puntato il dito contro «i gruppuscoli di estrema sinistra», che «in alcuni casi» avrebbero «guidato lo schema insurrezionale». Dall’altro lato, i leader della sinistra radicale ac-
cusano il governo di aver attuato una gestione della piazza aggressiva e militarizzata, che avrebbe infiammato gli animi e amplificato gli scontri. Ora gli occhi sono puntati soprattutto sulla giornata di sabato prossimo, il 24 ottobre. I comitati studenteschi e i gilet gialli hanno già convocato la nuova mobilitazione. Il piano del governo c’è. «Dispiegheremo la forza Sentinella», ha detto il ministro dell’Interno Laurent Nunez, nel presentare le misure, annunciando una risposta «ferma» a disordini e provocazioni da parte dei casseur (manifestanti violenti). I NUOVI COPRIFUOCO, DA PARIGI A MARSIGLIA «Hanno contribuito alla calma di questa notte», così, ieri Lecornu ha annunciato i nuovi copri fuoco parziali, spiegando che saranno attuati dove ce ne sarà bisogno,
in base alla situazione locale valutata insieme a prefetti e sindaci. Ieri, dopo le 23, centri chiusi a Parigi, Lione, Nizza e Lille. A Parigi il divieto di circolare fino alle 6 di questa mattina ha interessato Place de la Répubblique e la zona di Les Halles. La polizia di Parigi ha disposto anche un divieto temporaneo di trasportare benzina o gasolio in taniche e bottiglie nella capitale e in altre città francesi. Il provvedimento resterà in vigore fino a giovedì compreso. Un’altra ordinanza ha vietato qualsiasi «assembramento non dichiarato» dalle 20 di ieri sera fino alle 6 di oggi nelle zone vicino l’Eliseo, gli Champs-Elyseees, Chatelet, Place Vendome e le stazioni ferroviarie. A Marsiglia, da ieri sera alle 22 e fino alle 5 di stamane, è scattato un coprifuoco per minorenni in aree vicino ai centri commerciali. LA CONTA DEI DANNI Migliaia di attività commerciali danneggiate (più di 3000), oltre a monumenti e strade, auto e motorini incendiati. Un pezzo di economia in ginocchio. I prestiti agevolati previsti dal governo potranno, in parte, aiutare le aziende a risollevarsi. Tra i feriti anche numerosi agenti. Quasi 2.500 le persone fermate. Nella sola città di Marsiglia la Prefettura ha parlato di 30mila saccheggiatori e 8mila rivoltosi in azione. Sconvolti i cittadini francesi che erano nelle piazze per manifestare pacificamente. Le polemiche infuriano per la gestione dell’ordine, ma ora si cambia rotta. UN PIANO IMPONENTE PER SABATO PROSSIMO, IN PIAZZA STUDENTI E GILET GIALLI «Abbiamo imparato la lezione»,
ha dichiarato Lecornu davanti all’Assemblea Nazionale, ammettendo pubblicamente gli errori strategici nella gestione dell’ordine pubblico. Il dispositivo era «troppo statico, gli agenti delle forze dell’Ordine insufficienti, i nostri servizi di intelligence hanno visto molte cose, ma non tutto». Inoltre, il premier ha parlato di «modalità operativa senza precedenti» alle origini delle violenze del 17 ottobre in Francia. «Per la prima volta - ha detto - le violenze sono iniziate fin dall’inizio del corteo e non alla fine. Lo abbiamo visto a Marsiglia fin dal mattino: un certo numero di individui violenti dell’estrema sinistra e dell’ultra-sinistra hanno agito per seminare violenza in modo metodico». Secondo Lecornu vi è stata, inoltre, la «pianificazione di uno schema insurrezionale guidato da gruppuscoli di estrema sinistra e di ultra sinistra». L’incendio del municipio di Limoges sarebbe a suo avviso un esempio. Per sabato prossimo, quando sono previste nuove manifestazioni di gilet gialli e studenti il primo ministro ha annunciato un piano imponente. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha parlato di «dispositivo di polizia massiccio che prevede un incremento degli effettivi e il dispiegamento delle forze dell’operazione Sentinelle». Nunez nei giorni scorsi ha presentato le sue dimissioni al Presidente della Repubblica, Macron, ammettendo che «la polizia ha perso il controllo di alcune città» durante le manifestazioni. Il Presidente le ha rifiutate per «garantire continuità alla guida delle Forze dell’Ordine», in un momento complesso e delicato per la nazione.
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Sviluppi sulla vicenda della magistrata molisana trovata senza vita a Pesaro: la seconda autopsia riapre l’ipotesi dell’omicidio
Caso Ercolini, «La frattura al collo è compatibile con lo strangolamento»
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DI TIZIANA MAGRÌ
uel foulard di seta, firmato Gucci, a fiori, apparteneva a Francesca Ercolini. Nella versione che la famiglia, diede al 118, la mattina di Santo Stefano del 2022 fu utilizzato per togliersi la vita. Era annodato alla ringhiera delle scale e al collo della giudice, trovata morta nella casa di Pesaro. Per anni la vicenda della magistrata è stata archiviata come suicidio. Ora, una nuova inchiesta rimette in discussione quella ricostruzione, alla luce di elementi medico-legali emersi dalla seconda autopsia. L’esame ha rilevato la frattura di un piccolo osso a forma di ferro di cavallo, tra la mandibola e il collo, «compatibile con lo strangolamento». A eseguirlo sulla salma riesumata dal cimitero di Riccia, in provincia di Campobasso, il professor Vittorio Fineschi, perito nominato dal gip dell’Aquila. Secondo il consulente, il solco sul collo non sarebbe stato provocato dal foulard, ma da un oggetto duro: un cavo, un laccio o un cappio. L’accertamento si è avvalso degli strumenti che nel 2022 non furono impiegati, tra cui la TAC post mortem, le analisi microscopiche e gli esami di laboratorio. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite anche le ecchimosi sul corpo, che potrebbero essere compatibili con una
colluttazione. Francesca Ercolini aveva 51 anni ed era presidente della seconda sezione civile del Tribunale di Ancona. LA PERIZIA AGLI ATTI DA GIUGNO La perizia medico-legale è agli atti da mesi. Il giudice per le indagini preliminari Marco Billi aveva disposto la riesumazione nel maggio 2025. Un primo dossier di 450 pagine era stato depositato prima dell’udienza di febbraio, mentre la relazione definitiva è stata depositata lo scorso 8 giugno, nell’ambito dell’incidente probatorio svoltosi a Roma. È in questo contesto che la Procura ha imboccato la pista dell’omicidio, disponendo ulteriori accertamenti per verificare se le lesioni sul collo siano compatibili con i cavi elettrici di due lampade sequestrate nell’abitazione di Francesca Ercolini. LE DATE Il prossimo 5 novembre il Ris, che ha ricostruito la scena nell’appartamento di via Zara, depositerà la relazione finale. Il documento era già atteso a ottobre, ma il gip ha concesso un’ulteriore proroga. Circa due settimane dopo, il 20 novembre, all’Aquila, le parti discuteranno a porte chiuse la perizia medico-legale e il lavoro del Ris. La relazione dovrà contribuire a chiarire alcuni punti decisivi: se sulle due abat-jour, sequestrate nell’abitazione e sul foulard siano presenti tracce
di DNA; se il cavo elettrico è compatibile con il solco sul collo. SEI INDAGATI L’inchiesta è coordinata dalla pm della procura dell’Aquila, Roberta D’Avolio. Gli indagati sono sei, ma solo a due viene contestato l’omicidio volontario: il marito della giudice, l’avvocato Lorenzo Ruggeri, e un ex ispettore di polizia suo amico. Fu Ruggeri e l’ex ispettore a trovare il corpo della donna. Agli altri indagati, tra cui il medico che eseguì la prima autopsia, la Procura contesta, a vario titolo, i reati di depistaggio, falsa perizia, violazione del segreto istruttorio e omissione di atti d’ufficio. In una prima fase, nei confronti di Ruggeri era stata ipotizzata l’istigazione al suicidio, ma per quel reato era stata chiesta l’archiviazione. LA DIFESA DEL MARITO Lorenzo Ruggeri si dichiara estraneo alle accuse. A giugno, in una lettera inviata al Resto del Carlino, ha denunciato il «processo parallelo» che si sarebbe celebrato sui media e sui social e ha attribuito la riapertura dell’inchiesta all’iniziativa della suocera. Sulle due lampade, che afferma di aver consegnato
spontaneamente agli investigatori, sostiene che gli esami escludano un loro impiego per lo strangolamento. Il marito della magistrata contesta anche un altro punto delicato della vicenda: a conoscere i propositi suicidi di Francesca, scrive, sarebbe stata la madre e non lui. «Questi intenti non mi vennero mai comunicati». LA BATTAGLIA DELLA MADRE Una versione opposta a quella di Carmela Fusco, che ha dichiarato che la figlia non le aveva mai parlato di voler morire. La madre della giudice Ercolini, assistita dal legale Giuseppe Lattanzio, ha presentato esposti che hanno portato alla riapertura del caso. La competenza giudiziaria è passata all’Aquila perché la vittima era un magistrato del distretto di Ancona. Carmela Fusco ricorda il 23 dicembre trascorso con la figlia, pochi giorni prima della tragedia: un pranzo insieme e i fiori comprati per la Vigilia. Secondo quanto sarebbe emerso, il matrimonio era in crisi. Dalle dichiarazioni e dagli elementi presentati dalla madre a sostegno della riapertura del caso emergerebbero anche episodi di violenza domesti-
ca.
LE CREPE La versione iniziale della morte della giudice presentava, secondo gli elementi ora al vaglio degli inquirenti, aspetti da approfondire sin dalle prime ore. Nella telefonata del 118 si parlò di un «cordino», non di un foulard. Quando arrivarono i soccorritori, inoltre, il corpo era già a terra, non appeso. All’udienza del 20 novembre non si stabilirà definitivamente se Francesca Ercolini si sia tolta la vita o sia stata uccisa. Le perizie e gli accertamenti tecnici potranno assumere un valore probatorio nell’eventuale processo.Successivamente, spetterà alla procura valutare se richiedere il rinvio a giudizio o una nuova archiviazione. Per tutti gli indagati vale la presunzione d’innocenza. Ma, per la prima volta da quella mattina di Santo Stefano, la ricostruzione della morte di Francesca Ercolini è sottoposta a un nuovo esame, nel quale alle testimonianze si affiancano elementi tecnicoscientifici. Una storia raccontata, ma soprattutto da accertare. Perché, questa volta, a parlarne devono essere le prove.
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Cronache Lucane MATERA Visita la Basilicata insieme a Caiata: «Continua l’attenzione del Governo Meloni per il territorio». Bardi: «Il Cst leva strategica per i piccoli Comuni»
Pnrr, il Ministro Foti promuove la Basilicata: «Realizzati 10mila progetti e spesa al 60%»
«I
n Basilicata i dati del Pnrr sono buoni: abbiamo oltre 10mila progetti finanziati e realizzati e ne rimangono 170 da concludere. Parliamo di 2,6 miliardi di euro del Pnrr, ai quali si aggiungono 1,4 miliardi di altri fondi, con una spesa certificata che ha raggiunto il 60%». Lo ha dichiarato il Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, intervenendo ieri mattina a Matera a un incontro dedicato ai Centri servizi territoriali. Il Ministro è giunto insieme al deputato di FdI Salvatore Caiata che ha colto l’occasione per sottolineare: «Continua l’attenzione del Governo Meloni per il territorio». Nel suo intervento, Foti ha sottolineato che «i dati riguardano l’intero territorio lucano e non soltanto l’amministrazione regionale, per la quale la percentuale di spesa è superiore». Il Ministro ha, inoltre, evidenziato l’importanza del rafforzamento amministrativo dei piccoli Comuni, soprattutto nelle sette aree interne della Regione: «Sono realtà che da sole non riescono a partecipare ai bandi e a gestire i progetti senza una struttura che le supporti. I Centri servizi territoriali nascono proprio per fornire competenze e assistenza». Foti ha, infine, menzionato i concorsi per il reclutamento di personale amministrativo e tecnico, precisando le difficoltà riscontrate nel reperimento delle figure tecniche e l’avvio di una nuova selezione per 882 posti. BARDI: «IL CST LEVA STRATEGICA PER LA REGIONE» «La nostra sfida non è soltanto spendere le risorse europee, ma spenderle bene, trasformandole in risultati concreti per i cittadini e per i territori». Così il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, intervenendo ieri all’incontro svol-
tosi a Matera, promosso dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con Eutalia. «Per comprendere le nostre scelte – ha continuato Bardi - dobbiamo partire dalle caratteristiche della Basilicata. Siamo una regione con meno di 530 mila abitanti e 131 Comuni, molti dei quali piccoli o piccolissimi, con strutture amministrative spesso sottodimensionate e con difficoltà oggettive nell’affrontare procedure e progetti sempre più complessi. È proprio partendo da questa consapevolezza che abbiamo costruito la nostra strategia di programmazione, seguendo due direttrici fondamentali. La prima è quella di concentrare le risorse su pochi interventi di rilevanza strategica, capaci di generare sviluppo e risultati significativi. Penso, ad esempio, ai 27 milioni di euro destinati all’ecosistema regionale della ricerca e dell’innovazione, ai 13 milioni per il sistema di monitoraggio dei rischi affidato alla Protezione Civile e ai circa 3mln per l’inclusione e la salute.La seconda direttrice, altrettanto importante, è quella di non lasciare indietro nessuno, con un’attenzione particolare ai piccoli Comuni e ai nostri borghi. Perché una programmazione efficace non può limitarsi a sostenere i territori già più strutturati, ma deve mettere anche le realtà più piccole nelle condizioni di cogliere le opportunità di sviluppo.E alcuni risultati ci stanno dando ragione. Penso agli interventi per i servizi educativi da zero a tre anni e per gli infermieri di famiglia e di comunità, che hanno coinvolto praticamente la metà dei Comuni lucani, con oltre mille bambini interessati dai servizi per l’infanzia e oltre 250 infermieri per rafforzare la sanità territoriale. Sono esempi concreti di come le risorse europee
generazione per oltre 13
possano incidere sulla qualità della vita delle persone. Ed è qui che si inserisce il ruolo fondamentale del Centro Servizi Territoriali.Il CST non si sostituisce alle amministrazioni locali, ma le accompagna e le rafforza. Mette a disposizione competenze specialistiche che molti piccoli Comuni, da soli, avrebbero difficoltà ad avere, aiutandoli ad affrontare tutte le fasi di un progetto: dalla programmazione alla progettazione, fino all’attuazione e alla rendicontazione. Il fatto che in Basilicata siano stati attivati circa 280 servizi di assistenza specialistica, coinvolgendo quasi tutti gli enti lucani e accompagnando progetti per circa 27 milioni di euro, dimostra il valore di questo modello. Ma il risultato più importante non è soltanto finanziario. È la capacità amministrativa che riusciamo a costruire e a lasciare sui territori. Un piccolo Comune deve poter partecipare anche a progetti di maggiore dimensione e complessità, senza essere penalizzato dalla carenza di personale o di competenze tecniche.Ecco perché considero il CST una leva strategica: non uno strumento concorrente rispetto alle amministrazioni, ma un supporto che ne valorizza il ruolo, ne rafforza l’autono-
mia e consente di trasformare le idee in progetti realizzabili. Tutto questo risponde a una visione precisa che abbiamo dato alla nostra azione di governo: garantire il diritto a restare e costruire l’opportunità di tornare. Perché il futuro della Basilicata passa dalla capacità di offrire servizi, lavoro e opportunità anche nelle comunità più piccole. La vera sfida della programmazione europea, oggi e soprattutto domani, è questa: non soltanto utilizzare tutte le risorse disponibili, ma costruire territori e amministrazioni sempre più capaci di programmare il proprio sviluppo. Perché la coesione non significa semplicemente distribuire risorse, ma dare a ogni comunità gli strumenti per costruire il proprio futuro». IL COMMENTO DI LATRONICO La visita del ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera ha fatto il punto sugli interventi realizzati grazie ai fondi europei. L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha sottolineato l’efficacia della collaborazione tra Governo e Regione Basilicata, evidenziando l’acquisto di 53 macchinari di ultima
milioni di euro. Tra gli interventi completati e collaudati figurano la realizzazione di 11 nuovi posti letto in Rianimazione e Terapia Intensiva, l’ammodernamento degli impianti di aerazione nei reparti di Malattie Infettive e Pneumologia, il potenziamento del blocco operatorio con il sistema robotico Hugo e l’installazione di nuove apparecchiature diagnostiche, tra cui risonanza magnetica, tomografo computerizzato e mammografo con tomosintesi. Riqualificato anche il Pronto Soccorso, con una riorganizzazione degli spazi e dei percorsi per i pazienti. «Al Madonna delle Grazie tutti i cantieri sono stati portati a compimento nel rispetto dei tempi dettati dall’Europa», ha dichiarato Latronico, sottolineando che gli investimenti puntano a migliorare la qualità delle cure e a ridurre le liste d’attesa. Accanto al potenziamento tecnologico, la Regione investe sul personale sanitario. L’Azienda sanitaria di Matera è capofila del concorso nazionale per 500 Infermieri di Famiglia e Comunità, finanziato con fondi FSE+, che porterà all’assunzione a tempo indeterminato di 263 professionisti destinati alle Case della Comunità del territorio.
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Primo piano
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Caiata, deputato FdI: «Il Governo non lascia nessuno indietro»; il senatore Rosa (FdI): «Notizia importante per i lavoratori coinvolti nella vertenza»
Callmat, Urso incontra Labriola: «Da TIM disponibilità a nuovi volumi di attività»
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l ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato al Mimit l'amministratore delegato di TIM, Pietro Labriola. Tra i temi affrontati, anche la vertenza CallMat di Matera, per la quale il ministro ha chiesto e ottenuto da TIM la disponibilità ad assegnare nuovi volumi di attività per i prossimi mesi. L'obiettivo è garantire la continuità lavorativa, favorire il rientro dei dipendenti dalla cassa integrazione e scongiurare i licenziamenti, creando al contempo le condizioni per individuare una soluzione strutturale alla vertenza.Al termine dell'incontro, Urso ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Regione Basi-
licata, Vito Bardi, sugli sviluppi del confronto. Il governatore ha comunicato al ministro che convocherà a breve un tavolo regionale con l'azienda e le organizzazioni sindacali. A livello nazionale, le prospettive del comparto saranno invece affrontate il prossimo 12 novembre al Mimit, nell'ambito del tavolo sul settore dei call center convocato nei giorni scorsi dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e dalla ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone. Per il deputato lucano di Fratelli d’Italia, Salvatore Caiata: «La disponibilità di TIM ad assegnare nuovi volumi di attività a CallMat è un'ottima noti-
zia per Matera e per tutto il territorio lucano. Dietro questa vertenza ci sono famiglie, lavoratori che da mesi vivono nell’incertezza, figli di un territorio che non può permettersi di perdere posti di lavoro. L'impegno al rientro in servizio dei dipendenti dalla cassa integrazione e lo stop ai licenziamenti sono il primo passo per restituire serenità. Dopo l’impegno proficuo del ministro Urso, il confronto ora proseguirà con le istituzioni locali in accordo con il territorio e le organizzazioni sindacali». «La disponibilità di TIM ad assegnare nuovi volumi di attività a CallMat è un risultato importante per Matera e per le famiglie coinvolte nella vertenza». Co-
sì il senatore Gianni Rosa (FdI), che aggiunge: «Ringrazio il ministro Urso per aver ottenuto questo impegno che potrà favorire il rientro dei lavoratori dalla cassa integrazione e scongiurare i licenziamenti. Ora occorre dare seguito a questa disponibilità e costruire una soluzione stabile, che salvaguardi occupazione e competenze sul territorio. Bene inoltre la convocazione, da parte dei ministri Urso e Calderone, del tavolo nazionale sui call center del prossimo 12 novembre: un’occasione per definire una politica di settore capace di accompagnare la trasformazione tecnologica, valorizzare le professionalità e dare maggiore stabilità al lavoro».
Il direttore di Confapi Potenza: «Sì a una strategia di sviluppo che parta dalle esigenze di chi fa impresa ogni giorno»
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PMI lucane, Albano: «Meno ostacoli e più strumenti per crescere» ostenere le piccole e medie imprese significa difendere il lavoro, rafforzare il sistema produttivo e creare nuove opportunità di sviluppo per la Basilicata. Confapi Potenza richiama l'attenzione sulle difficoltà che le aziende affrontano quotidianamente e sulla necessità di creare condizioni favorevoli alla crescita. «Le Pmi rappresentano una componente fondamentale dell'economia lucana. Investono, creano occupazione e mantengono vive le competenze produttive del territorio, ma hanno bisogno di condizioni adeguate per affrontare le trasformazioni economiche. Non possiamo chiedere alle aziende di innovare, assumere e competere se devono fare i conti con costi elevati, difficoltà di accesso al credito e procedure burocratiche complesse», dichiara Vincenzo Albano, direttore di Confapi Potenza. Tra le priorità figura il costo dell'energia, insieme alla necessità di facilitare l'accesso ai finanziamenti per consentire alle imprese di ammodernare gli impianti, investire in nuove tecnologie e rafforzare la propria competitività. «Le piccole imprese devono poter programmare gli investimenti con maggiore certezza. Servono strumenti di sostegno accessibili, procedure più semplici e tempi certi da parte della pubblica ammini-
strazione. Gli incentivi sono importanti, ma devono essere accompagnati da informazioni chiare e strumenti realmente utilizzabili anche dalle aziende più piccole», sottolinea Albano. Un altro tema centrale riguarda il lavoro e la difficoltà di reperire personale qualificato. Per Confapi Potenza è necessario rafforzare il collegamento tra imprese, scuole, formazione professionale e università, così da rispondere ai fabbisogni produttivi e offrire ai giovani maggiori opportunità sul territorio. «Le aziende hanno bisogno di competenze adeguate alle nuove esigenze produttive. Allo stesso tempo, i giovani devono poter trovare in Basilicata prospettive concrete di crescita professionale. Investire su questo collegamento significa contribuire al futuro della regione e contrastare la perdita di capitale umano», aggiunge il direttore. La competitività delle Pmi passa anche dalla transizione digitale ed energetica, dall'internazionalizzazione e dalla capacità di attrarre nuovi investimenti. «La Basilicata ha bisogno di una strategia di sviluppo che parta dalle esigenze di chi fa impresa ogni giorno. È fondamentale rafforzare il confronto con la Regione e con gli interlocutori economici e istituzionali, individuando priorità chiare e interventi concreti. L'obiettivo è mettere le im-
prese nelle condizioni di crescere, innovare e creare occupazione stabile», conclude Albano. Confapi Potenza ribadisce così l'importanza del dialogo tra imprese e istituzioni, affinché le esigenze del sistema produttivo si traducano in azioni concrete a sostegno dell'economia regionale.
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scintille tra maggioranza e opposizione: scontro Chiorazzo-Napoli. Tataranno sollecita verifiche sulle eventuali incompatibilità
Consiglio regionale, confronto acceso su trasparenza e conflitti di interessi I
l Consiglio regionale della Basilicata, riunito ieri ha esaminato due mozioni dedicate al rafforzamento delle garanzie di trasparenza e imparzialità nell’esercizio delle funzioni pubbliche e alla prevenzione dei conflitti di interesse. Il dibattito, svoltosi nell’Aula Dinardo, ha messo a confronto maggioranza e opposizione, facendo emergere posizioni differenti sull’ambito e sulle modalità dei controlli da attuare. La mozione numero 131, presentata dal consigliere Michele Napoli e altri, riguarda le iniziative per rafforzare le garanzie di trasparenza e imparzialità, prevenire i conflitti di interesse e tutelare l’autorevolezza delle istituzioni regionali nei rapporti tra le funzioni pubbliche e i soggetti che operano nei settori sanitario, sociosanitario e socioassistenziale. La mozione numero 137, sottoscritta dai consiglieri Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello, propone invece un intervento più ampio, estendendo il tema della trasparenza e della prevenzione dei conflitti di interesse, anche potenziali, indiretti o apparenti, ai settori sanitario, sociosanitario, socioassistenziale, infrastruttura-
le, energetico, ambientale e dei servizi avanzati, compresi quelli professionali. Il testo richiama inoltre i rapporti con i soggetti pubblici e privati beneficiari di finanziamenti e risorse pubbliche regionali, con riferimento alla Regione Basilicata e agli enti appartenenti al Gruppo Amministrazione Pubblica regionale. Nel corso della discussione è stata ribadita la centralità dei principi di etica pubblica, trasparenza e imparzialità, considerati fondamentali per salvaguardare la credibilità e l’autorevolezza delle istituzioni, pur in presenza di valutazioni politiche differenti. IL CONFRONTO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE Il dibattito ha assunto toni accesi dopo l’intervento di Angelo Chiorazzo di Basilicata Casa Comune, che ha definito la mozione del centrodestra un’iniziativa «ad personam», finalizzata, a suo giudizio, a condizionare il ruolo di controllo esercitato dalla minoranza. A replicare è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia, Michele Napoli, che ha respinto l’interpretazione proposta da Chiorazzo, difendendo l’impostazione del prov-
vedimento della maggioranza. Napoli ha precisato che l’obiettivo non è accertare responsabilità individuali né dichiarare incompatibilità, ma prevenire possibili conflitti di interesse in un settore delicato come quello sanitario, rafforzando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha motivato anche la contrarietà alla mozione integrativa presentata dalle minoranze. Secondo Napoli, estendere indistintamente le verifiche a tutti gli ambiti dell’amministrazione regionale rischierebbe di disperdere l’attività di controllo, generando una mole di dati difficilmente gestibile e non necessariamente utile a conseguire risultati concreti. Nel confronto è intervenuto anche l’assessore Francesco Cupparo, che ha richiamato le proprie scelte personali e le dimissioni rassegnate in passato. A conclusione della discussione sul tema delle incompatibilità, il consigliere Tataranno, intervenendo a nome della maggioranza, ha chiesto agli uffici competenti di predisporre una relazione tecnico-giuridica sulle eventuali incompatibilità, corredata dal parere della Giunta per le elezioni.
Sono intervenuti nel dibattito i consiglieri Chiorazzo, Napoli, Casino, Marrese, Pittella, Galella, Araneo, Cifarelli, Verri, Lacorazza, Vizziello e Tataranno, oltre all’assessore Cupparo. IN AULA ANCHE LA DELEGAZIONE DEL COMUNE DI MARATEA In apertura di seduta, il presidente Pittella ha annunciato la presenza in Aula di una delegazione del Consiglio comunale di Maratea, riunitosi nella mattinata per affrontare le problematiche legate al dissesto del territorio e le conseguenti ripercussioni sulla viabilità. La situazione, secondo quanto rappresentato dalla delegazione, sta provocando disagi anche negli approvvigionamenti, nei servizi scolastici e nell’assistenza sanitaria. I rappresentanti del Comune hanno chiesto di ricevere direttamente in Consiglio regionale aggiornamenti sulle condizioni del territorio. A fornire i chiarimenti è stato l’assessore Pasquale Pepe, che ha illustrato gli aggiornamenti relativi alla viabilità, soffermandosi sulla riapertura della strada provinciale 3 e sui progressi riguardanti la Galleria di Castrocucco.
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A Bruxelles Mongiello illustra i progetti di rigenerazione urbana da oltre 47 milioni. Confronto su inquinanti e tecnologie satellitari
La Basilicata si allea con l’Europa per la tutela di acqua e territorio
POTENZA. Si è tenuta a Bruxelles la due giorni dell’iniziativa ‘Basilicata a Bruxelles: competenze, reti e opportunità europee’, promossa dalle Direzioni Generali Ambiente e Presidenza della Giunta con il direttore Donato Del Corso e con il supporto di Formez PA. L’evento ha visto la partecipazione attiva di rappresentanti delle istituzioni comunitarie, del Centro Comune di Ricerca (Jrc), delle reti europee Nereus ed Errin e dell’Alleanza delle Regioni europee per la resilienza idrica, segnando un passaggio cruciale per consolidare il ruolo della Basilicata nei processi decisionali comunitari. I lavori, aperti giovedì mattina, dai saluti istituzionali dell’assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione energetica Laura Mongiello’ – intervenuta su delega del presidente della Giunta regionale Vito Bardi – hanno delineato una visione strategica netta: accorciare le distanze tra le grandi politiche dell’Unione Europea e i bisogni reali dei territori, puntando su rigore scientifico, cooperazione interistituzionale e raffor-
zamento delle competenze amministrative. Un impulso fondamentale a questa visione deriva dalla forte convinzione dal presidente Vito Bardi, sulle potenzialità strategiche offerte dall’innovazione e dalle politiche europee a partire dallo Spazio. Proprio grazie a questa ferma volontà politica, la Basilicata è socio fondatore di Nereus – la rete delle Regioni europee utenti delle tecnologie spaziali -, in cui la Regione ricopre un ruolo di primissimo piano attraverso la vicepresidenza dello stesso presidente Bardi. L’utilizzo dei dati satellitari del programma Copernicus e dell’osservazione della Terra rappresenta così un pilastro fon-
damentale per monitorare la salute del territorio, prevenire il dissesto idrogeologico e governare con precisione la risorsa idrica. Al contempo, il partenariato con Errin costituisce un volano essenziale per potenziare la ricerca, l’innovazione e attrarre investimenti ad alto valore aggiunto nei borghi e nelle aree industriali lucane. La sessione del 16 ottobre, dopo i saluti istituzionali dell’assessore Mongiello e del Direttore Del Corso è entrata nel vivo dei tavoli tecnici e dei workshop tematici dedicati, in primo luogo, alla resilienza idrica e agli inquinanti emergenti. Organizzato in collaborazione con l’Alleanza delle Regioni europee
per la resilienza idrica, la Dg Ambiente della Commissione Europea e il Jrc, il dibattito si è concentrato sulle novità normative, sugli obblighi di monitoraggio e sulle metodologie analitiche per il controllo di contaminanti invisibili e critici come i Pfas e le microplastiche. La Basilicata ha riaffermato la centralità del proprio sistema di grandi invasi per l’intero Mezzogiorno e la scelta strategica di aderire all’Alleanza europea, passando da una logica puramente emergenziale a una prevenzione strutturale basata su investimenti tecnologici e digitalizzazione. Nel pomeriggio, presso la sede della Dg Regio della Commissione Europea, il
focus si è spostato sulla rigenerazione urbana sostenibile. L’assessore Mongiello ha illustrato la misura regionale basata sui Piru (Progetti Integrati di Rigenerazione Urbana), finanziati con oltre 47 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione, volti a coniugare la transizione ecologica, la qualità architettonica e l’inclusione sociale secondo i principi ispiratori del New European Bauhaus. A testimonianza della bontà dei percorsi intrapresi, è stata richiamata l’esperienza del progetto europeo Life SeedNeb a Potenza, incentrato sulle soluzioni basate sulla natura (Nature based solutions). L’iniziativa ha confermato la volontà della Basilicata di non porsi come terra periferica, ma come un vero e proprio laboratorio europeo di sostenibilità, in grado di saldare la tutela ambientale, la transizione energetica e la qualità della vita in un’unica visione di futuro, trasformando le sfide comunitarie in opportunità concrete di sviluppo e crescita per le comunità locali.
Il segretario dello Spi Cgil Basilicata chiede norme sulle compensazioni e una legge nazionale per redistribuire i ricavi ai territori
Rinnovabili, Summa propone un fondo per il welfare
POTENZA. Destinare una parte significativa delle compensazioni e delle future royalty sulle rinnovabili a un fondo regionale per l’economia sociale, il welfare e lo sviluppo delle comunità. È la proposta del segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, che sollecita una programmazione di lungo periodo delle risorse energetiche e l’apertura di un confronto tra Regione, Comuni e parti sociali. «Basta con la politica dei bandi a pioggia», afferma il sindacalista, chiedendo di orientare le entrate attuali e future verso una strategia capace di affrontare la transizione ecologica. «Le risorse prodotte dal territorio devono tornare alle comunità per costruire la Basilicata del futuro». Il ragionamento parte dal principio redistributivo riconosciuto per gli idrocarburi. Secondo Summa, anche eolico e fotovoltaico utilizzano risorse naturali, superfici e infrastrutture, generando un valore economico che deve tradursi in benefici per le popolazioni. Lo Spi
Cgil richiama i dati Terna: nel 2024 i due comparti hanno prodotto in Basilicata circa 3.560 gigawattora di elettricità. La proposta si articola su due livelli. Il primo è una legge regionale organica sulle compensazioni ambientali e territoriali, attraverso gli strumenti consentiti dalla legislazione nazionale, per superare la frammentazione degli accordi e garantire trasparenza e criteri omogenei. Il secondo è un’iniziativa del Consiglio regionale per promuovere una legge nazionale che introduca royalty sulle grandi produzioni rinnovabili, riconoscendo a Regioni e Comuni ospitanti una quota certa e continuativa, proporzionata al valore dell’energia. «Non si tratta di introdurre nuovi ostacoli alla transizione energetica, ma di costruire le condizioni affinché essa sia socialmente giusta, territorialmente equilibrata e condivisa dalle popolazioni», sottolinea Summa. Il fondo dovrebbe rafforzare sanità territoriale, assistenza domi-
ciliare e servizi per anziani, persone non autosufficienti e famiglie. Tra le finalità figurano il contrasto alla povertà e allo spopolamento, il sostegno a cooperative di comunità, imprese sociali e occupazione giovanile, lo sviluppo delle comunità energetiche e la riduzione dei costi per cittadini e
aziende. Le entrate, precisa Summa, dovrebbero essere aggiuntive rispetto alla spesa ordinaria e gestite con una programmazione condivisa. Lo Spi Cgil chiede quindi un confronto con Regione, Consiglio regionale, Anci, amministrazioni locali e rappresentanze economiche e sociali.
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A Matera l’assessore indica aerospazio e difesa come sbocchi per le competenze dell’indotto, a tutela del lavoro in Basilicata
Automotive, l’appello di Latronico: «Serve diversificare la produzione»
MATERA. «La Basilicata dispone di un patrimonio di competenze industriali, ingegneristiche e professionali costruito in decenni di attività nel settore automobilistico. Un patrimonio che oggi può rappresentare una straordinaria opportunità per accompagnare la diversificazione del nostro sistema produttivo verso settori innovativi e strategici, come l’aerospazio, l’economia dello spazio e la sicurezza». Lo ha dichiarato l’assessore regionale Cosimo Latronico, intervenuto in rappresentanza del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, al convegno “Automotive: frontiere tecnologiche e transizioni verso aerospazio e difesa”, promosso dal Cluster Lucano Automotive Fabbrica Intelligente Ets, svoltosi questo pomeriggio all’Unahotels Mh Matera. L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema imprenditoriale, del mondo accademico e della ricerca per approfondire le prospettive di evoluzione dell’industria automobilistica e le opportunità offerte dai nuovi com-
parti tecnologici. «L’esperienza maturata attorno al grande polo automobilistico lucano, dalla Fiat alla FCA fino all’attuale Stellantis, ha consentito di sviluppare un sistema di imprese, professionalità e conoscenze di elevato valore tecnologico – ha sottolineato Latronico – oggi
dobbiamo interrogarci su come questo patrimonio possa essere ulteriormente valorizzato, mettendo le competenze acquisite nella progettazione e nella produzione automobilistica al servizio di nuove filiere industriali». Secondo l’assessore, la transizione verso l’aerospazio e la difesa non rappresenta
un percorso astratto, ma una prospettiva che trova già riscontro nelle attività di alcune aziende dell’indotto automobilistico, impegnate anche in questi segmenti produttivi. «Le competenze ingegneristiche, progettuali e manifatturiere sviluppate nell’automotive possono trovare nuove applicazioni nella produzione di componentistica avanzata, nei sistemi satellitari, nei droni e nelle tecnologie per la sicurezza. Si tratta di settori destinati ad assumere un ruolo sempre più rilevante nell’economia e nei quali la Basilicata può mettere a disposizione una storia industriale consolidata e capacità professionali di grande valore». Per Latronico, la sfida consiste nell’accompagnare questa evoluzione, favorendo il trasferimento delle competenze e la capacità delle imprese di intercettare nuove opportunità produttive, con particolare attenzione alla salvaguardia e allo sviluppo dell’occupazione. «Non si tratta di disperdere la storia industriale dell’automotive lucano, ma di darle nuove prospetti-
ve. Le professionalità che hanno contribuito a costruire e sviluppare il settore automobilistico possono diventare protagoniste anche di nuove produzioni, capaci di generare lavoro, innovazione e sviluppo per il territorio». L’assessore ha infine richiamato l’importanza di un confronto strutturato tra istituzioni regionali, imprese, università e centri di ricerca, anche in vista delle opportunità che potranno derivare dalla futura programmazione europea e dagli strumenti nazionali di investimento. «Nella prospettiva della nuova programmazione europea e delle future politiche di investimento, è fondamentale aprire e consolidare un dialogo tra il sistema produttivo e la Regione. Dobbiamo costruire insieme percorsi concreti di diversificazione industriale, valorizzando le competenze esistenti e individuando nuove occasioni di crescita. È attraverso questa collaborazione che possiamo dare continuità alla nostra tradizione manifatturiera e costruire prospettive di futuro per la Basilicata».
A Matera il confronto promosso dal Cluster guidato da Braia: competenze e tecnologie da trasferire in nuovi mercati per sostenere il lavoro
Dall’auto all’aerospazio, la sfida dell’indotto lucano
MATERA. Affiancare all’automotive nuove produzioni nell’aerospazio e nella difesa, valorizzando le competenze già presenti nelle aziende lucane. È la prospettiva emersa dal convegno sulle frontiere tecnologiche dell’industria automobilistica, promosso dal Cluster Lucano Automotive – Fabbrica Intelligente, con il supporto di Confindustria Basilicata e del Cluster Lucano dell’Aerospazio, all’Unahotel Mh Matera. Il confronto ha riunito industria, istituzioni, università e cluster tecnologici. L’obiettivo è aprire opportunità di crescita e occupazione senza abbandonare un comparto che resta strategico. Meccatronica, automazione, materiali, progettazione e sistemi di controllo rappresentano ambiti nei quali le specializzazioni esistenti possono trovare applicazione in altre filiere ad alto contenuto tecnologico. «L’automotive continuerà a rappresentare una filiera strategica,
ma è necessario accompagnare questa consapevolezza con una visione capace di guardare anche oltre, favorendo una diversificazione complementare che affianchi le produzioni tradizionali», ha dichiarato Antonio Braia, presidente del Cluster Lucano Automotive. «Non significa rinunciare alla propria identità industriale, ma valorizzarla per affrontare il cambiamento e generare nuove prospettive di sviluppo». Per Braia occorre individuare le tecnologie trasferibili, comprendere i requisiti dei nuovi mercati, rafforzare le competenze e costruire collaborazioni capaci di sostenere le piccole e medie imprese. La parziale ripresa della produzione di veicoli, è stato rilevato, non basta a recuperare i livelli produttivi e occupazionali del passato: tutelare la componentistica richiede investimenti e nuove specializzazioni. Francesco D’Alema, presidente di Confindustria Basilicata, ha sollecitato un impegno condiviso tra
gli attori dello sviluppo. Antonio Colangelo, presidente del Cluster Lucano dell’Aerospazio, ha indicato nell’integrazione tra i settori una possibilità concreta per valorizzare capacità industriali già presenti sul territorio. Un contributo è arrivato anche dal messaggio di Giuseppe Cossiga, presidente Aiad. Ai lavori hanno partecipato Antonio Nicoletti e l’assessore re-
gionale Cosimo Latronico. La tavola rotonda moderata da Emilio Cozzi ha approfondito il rapporto tra produzione, ricerca e formazione. Dal confronto è emersa inoltre la richiesta di politiche europee fondate sulla neutralità tecnologica e di strumenti per sostenere la competitività rispetto alla pressione internazionale, a partire dall’industria cinese.
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Oltre 1.300 persone formate e 36 nuove aziende nate in diciassette edizioni. Consegnati gli attestati del percorso formativo e lanciata la nuova edizione del programma
Impresa e giovani in Basilicata: presentati a Potenza i risultati di Shell InventaGiovani C
on oltre 1.300 persone formate, la nascita di 36 nuove imprese e il sostegno alla crescita di 35 aziende già costituite, Shell InventaGiovani conferma il proprio impegno a favore dell’imprenditorialità e dello sviluppo delle competenze in Basilicata. I risultati del programma sono stati presentati oggi alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo della formazione e delle imprese alla Galleria Civica di Potenza in occasione dello Shell InventaGiovani Award Basilicata, evento conclusivo della diciassettesima edizione dell’iniziativa promossa da Shell Italia E&P.Dopo i saluti istituzionali del Vicepresidente della Regione Basilicata e Assessore alle Infrastrutture, Reti idriche, Trasporti e Protezione civile Pasquale Pepe, dell’Assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello, del Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca e di Katia Grassi, Responsabile Val d’Agri per Shell, nel corso della giornata sono stati consegnati 20 attestati di partecipazione ai partecipanti che hanno completato il percorso di formazione e accompagnamento imprenditoriale. L’evento è stato inoltre l’occasione per presentare Shell InventaGiovani Junior, il nuovo progetto dedicato agli studenti, che ha coinvolto 190 ragazzi di quattro scuole di Potenza, Matera e Moliterno.«La Basilicata è una
regione ricca di talenti, idee e spirito di iniziativa», ha commentato Benedetta Sebastiani, Head of Corporate Relations di Shell in Italia. «Da oltre 16 anni Shell InventaGiovani accompagna chi sceglie di investire nel proprio futuro e sul proprio territorio. I risultati raggiunti dimostrano il valore nel tempo di un percorso che mette, e metterà ancora a disposizione, formazione, competenze e una rete per trasformare le idee in progetti concreti e sostenibili».Tra le testimonianze presentate durante la cerimonia quella di Carmen Canosa, alla guida dell’azienda di famiglia Lucania Funghi, realtà con quarant’anni di storia. Accanto all’attività tradizionale, Canosa, che ha partecipato a Shell InventaGiovani 2026, ha avviato diversi progetti di innovazione, tra cui lo sviluppo di un biomateriale ricavato dagli scarti della produzione fungina. Un’idea che le ha permesso di vincere Basilicata Open Lab e di arrivare in finale all’Impact Makers Competition di Shell LiveWire. É intervenuta, inoltre, Saveria Catena che a Pietrapertosa, in provincia di Potenza, ha fondato, insieme al figlio Michelangelo Lauria e ad altre due socie, Argille e Fantasie del Parco srl, laboratorio artigianale dedicato alla produzione di ceramiche artistiche e al riciclo creativo. Saveria e Michelangelo hanno partecipato a Shell InventaGiovani rispettivamente
nel 2025 e nel 2024, sviluppando un progetto che coniuga passione per l’artigianato e valorizzazione del territorio. È intervenuto anche tra i protagonisti dell’evento Michelangelo Nigro, ingegnere meccanico e fondatore di Hyp-er srl, startup impegnata nello sviluppo di sistemi per il recupero dell’energia negli impianti oleodinamici. Dopo aver partecipato a Shell InventaGiovani nel 2026, nello stesso anno ha vinto la tappa di Maratea del premio Talentis di Confindustria.Nel corso della cerimonia sono state inoltre consegnate due targhe al merito imprenditoriale a Egidio Gioscia, amministratore di Plastik Legno snc di Gioscia Giuseppe & Egidio, e a Maria Sabia, di Sabia Group e Vicepresidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, entrambi ex partecipanti del programma. Una novità al centro della giornata è sta-
to Shell InventaGiovani Junior, programma realizzato con il supporto di Confindustria Basilicata e dedicato agli studenti tra i 13 e i 17 anni. Si tratta di un’iniziativa unica a livello globale per Shell, che propone laboratori dedicati allo sviluppo delle competenze imprenditoriali e personali, al lavoro di squadra, alla generazione di idee e alla conoscenza dei primi elementi di un modello di business. Nel corso della cerimonia sono stati consegnati ai dirigenti scolastici gli attestati di partecipazione destinati alle classi coinvolte, riconoscendo anche il contributo degli insegnanti al progetto.Il rapporto tra giovani, formazione e mondo imprenditoriale è stato inoltre al centro del talk «Shell InventaGiovani: il punto d’incontro tra chi sogna il futuro e chi lo rende possibile», dedicato alle opportunità di fare impresa in Basilicata e agli strumenti disponibili
per trasformare un’idea in un progetto concreto. Al dibattito hanno preso parte Maria Sabia, di Sabia & C Srl e Vicepresidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria; Elena Esposito, Prorettrice alla Comunicazione dell’Università degli Studi della Basilicata; Gabriella Megale, Amministratore Unico di Sviluppo Basilicata; Serena Buono, Junior Business Developer di Invitalia e Giuseppe Di Giacomo Pepe, Capo della Segreteria tecnica del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche per il Sud. La giornata si è conclusa con il lancio della diciottesima edizione di Shell InventaGiovani Basilicata, a conferma dell’impegno di Shell nel fornire formazione gratuita, orientamento e accompagnamento a chi desidera costruire il proprio futuro professionale in Basilicata.
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Il segretario regionale Giuseppe Verrastro sollecita il pagamento della produttività e aiuti alle famiglie per trasporti e assistenza
Carovita, la Uil Fp a tutela degli stipendi «Contrattazioni rapide e risultati concreti»
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ccelerare il pagamento della produttività, sbloccare la contrattazione decentrata e rafforzare il welfare integrativo per difendere il potere d’acquisto dei dipendenti pubblici. È la richiesta della Uil Fp Basilicata che, attraverso il segretario generale regionale Giuseppe Verrastro, sollecita le amministrazioni a mettere in campo risposte concrete contro il carovita. L’intervento si inserisce nel contesto delle proteste contro il caro carburante che stanno interessando la Basilicata, con la mobilitazione degli autotrasportatori e la giornata di protesta di Lavello, che coinvolge anche agricoltori e commercianti. lecronachelucane.itL’aumento delle spese per carburanti, bollette e necessità familiari, sottolinea il sindacato, continua a pesare sulle retribuzioni. Per
questo, al rinnovo dei contratti nazionali deve affiancarsi un impegno delle amministrazioni nella contrattazione integrativa, affinché le risorse disponibili si traducano in benefici effettivi per il personale.In Basilicata, riferisce la Uil Fp, alcuni segnali positivi arrivano dai pagamenti della produttività già effettuati o in corso per i lavoratori della Regione, dell’Arlab, dell’Apt, dell’Asp, del Crob e della Provincia di Potenza. Ora il sindacato chiede di accelerare anche nei Comuni e negli altri enti, evitando ulteriori ritardi e garantendo tempi certi per la liquidazione delle somme spettanti.«La contrattazione integrativa non può ridursi a un adempimento burocratico», ribadisce Verrastro. Deve invece diventare uno strumento di valorizzazione professionale, tutela eco-
nomica e miglioramento delle condizioni di lavoro, utilizzando le opportunità previste dai contratti e le risorse disponibili attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali.Un altro punto centrale riguarda il welfare integrativo, con misure di sostegno alle famiglie, alle spese di trasporto e di assistenza e alla conciliazione tra vita privata e lavoro. Un’esigenza che interessa soprattutto i dipendenti costretti a percorrere ogni giorno decine di chilometri per raggiungere la propria sede di servizio.In questa prospettiva si inserisce anche il lavoro agile. La Uil Fp ha già trasmesso una nota alle pubbliche amministrazioni chiedendo di valutare e regolamentare lo smart working, quando compatibile con le attività svolte, anche per alleggerire i costi degli spostamenti e migliorare la
qualità della vita del personale.I rinnovi contrattuali, rimarca il sindacato, devono dunque essere accompagnati da accordi decentrati tempestivi, dal riconoscimento delle professionalità e dall’attivazione delle misure di welfare previste. «Non bastano gli an-
nunci: servono tempi certi, contrattazioni rapide e risultati concreti», conclude Verrastro, richiamando le amministrazioni, a partire dai Comuni, alla responsabilità di tutelare chi garantisce ogni giorno il funzionamento dei servizi pubblici.
Il presule di Melfi-Rapolla-Venosa raccoglie le difficoltà di agricoltori e autotrasportatori e sollecita Governo e Regione a intervenire sul caro-carburante
Carovita, l’appello del vescovo Fanelli «La Chiesa non può essere distratta»
I
l caro-carburante e l’aumento dei costi di produzione mettono in difficoltà famiglie, agricoltori e autotrasportatori del Vulture-Melfese e dell’Alto Bradano. A raccoglierne le preoccupazioni è il vescovo della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, monsignor Ciro Fanelli, che in una lettera aperta ai fedeli sollecita Governo e Regione Basilicata a dare risposte concrete e tempestive.A far nascere la lettera è stata una telefonata di Donato, agricoltore di Gaudiano, alle prese con un’annata in cui i ricavi non bastano a coprire le spese. Una testimonianza che restituisce la fatica di tanti lavoratori della terra, già provati dalla siccità dello scorso anno e ora schiacciati dai rincari.«Il Dio della Bibbia è un Dio che vede, ascolta e conosce la sofferenza del suo popolo: per questo la sua Chiesa non può essere distratta», scrive Fanelli. Un richiamo che accompagna il cammino del Sinodo diocesano, da poco aperto, e l’imminente inaugurazione del campanile monumentale di Melfi: appuntamenti che, sottolinea il vescovo, non possono essere vissuti separatamente dalle difficoltà delle comunità.Al centro della riflessione
c’è la «solitudine sociale» di chi, di fronte al carovita, si sente senza voce e senza rappresentanza. In comunione con la nota diffusa il 17 ottobre dalla Conferenza episcopale di Basilicata, Fanelli rinnova l’appello alle istituzioni perché affrontino con urgenza il peso del caro-carburante. E pone una domanda sul rapporto tra la ricchezza energetica della regione e le
condizioni dei suoi abitanti: «È giusto chiederci con serenità e franchezza in che misura le risorse della nostra terra, che dal suo sottosuolo offre energia all’intero Paese, portino beneficio a chi vi abita».Non spetta alla Chiesa indicare soluzioni tecniche o stabilire il prezzo del gasolio, precisa il vescovo. Le appartiene, però, il dovere di ascoltare e denunciare le
difficoltà, ricordando che «il lavoro è per l’uomo, e non l’uomo per il lavoro».La lettera dà spazio anche ad altre voci: quella di Giacinto, autotrasportatore con il camion fermo sulla Bradanica; di Massimo, studente di agraria a Bologna; di Marisa, madre impegnata a far quadrare il bilancio familiare. Storie diverse che riportano la crisi alle sue conseguenze quotidiane e alle prospettive di chi vuole continuare a vivere e lavorare in Basilicata.Da qui l’invito alle Caritas, alle parrocchie e alle associazioni a diventare «luoghi in cui la fatica si può dire senza vergogna». Per domenica 25 ottobre Fanelli chiede inoltre a tutte le parrocchie della diocesi di pregare per il mondo del lavoro, inserendo un’intenzione speciale nella preghiera dei fedeli.«A quanti hanno responsabilità di governo rinnovo l’invito ad ascoltare con attenzione la voce della nostra gente e a offrire risposte concrete e tempestive, tenendo presenti le famiglie e le comunità che desiderano continuare a vivere e lavorare con dignità in questa terra», conclude il vescovo. «Il bene comune si misura sempre dalla condizione dei più fragili»
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Dai rincari alle difficoltà delle imprese agricole fino alle prospettive di riconversione industriale e al rafforzamento del legame tra Unibas e Potenza
Agricoltura, automotive e università Le sfide lucane a «Oltre il Giardino» R
DI ANNA TAMMARIELLO
itorna l’appuntamento “Oltre il Giardino”. Primo ospite della puntata il presidente di Copagri Basilicata, Nicola Minichino, che ha fatto il punto della situazione sulle difficoltà che sta attraversando il comparto agricolo lucano, tra aumento dei costi di produzione, prezzi insufficienti e mancanza di sostegni adeguati.«La situazione è molto grave», ha dichiarato, ricordando l'impennata del prezzo del gasolio agricolo, passato dagli 80-85 centesimi al litro dello scorso anno fino a 1,70 euro. Nonostante il recente calo e l'annunciata riduzione del 20%, secondo Minichino molti agricoltori non beneficiano ancora concretamente dello sconto. Una criticità particolarmente pesante in questa fase, decisiva per le semine e le produzioni. Copagri, insieme alle altre organizzazioni, ha chiesto alla Regione interventi immediati e un tavolo di crisi che coinvolga anche l'assessorato al Bilancio. «Senza soldi non si va da nessuna parte», ha sottolineato Minichino, sollecitando risorse concrete anche attraverso le royalties petrolifere. Ha inoltre ricordato che restano da liquidare finanziamenti relativi ai progetti di filiera nazionali, per i quali è necessaria la compartecipazione regionale. Il presidente ha ribadito l'importanza dell'unità del mondo agricolo: «Noi siamo un sindacato di proposte, non un sindacato di lotte. L'obiettivo -ha spiegato- non è alimentare divisioni, ma trovare soluzioni condivise per tutti gli agricoltori». Preoccupano anche i prezzi riconosciuti ai produttori. Per il grano, a fronte di costi stimati da Ismea tra 30 e 35 euro al quintale, il prezzo di vendita si attesterebbe sui 2324 euro. Anche l'olivicoltura e l'ortofrutta soffrono: «Al supermercato troviamo i pomodori a sette-otto euro, ma a noi ci pagano pochi centesimi». Da qui la richiesta di accorciare le filiere e creare un rapporto più diretto tra agricoltori e grande distribuzione, riducendo i passaggi intermedi. Minichino ha infine evi-
denziato il ruolo strategico dell'agricoltura per l'economia regionale, l'occupazione e la tutela delle aree interne, chiedendo maggiori investimenti per favorire anche il ricambio generazionale. «Se l'agricoltore abbandona il terreno, non torna più». Un appello alla Regione Basilicata affinché il settore primario riceva l'attenzione e il sostegno necessari per garantire il futuro delle aziende agricole lucane. AUTOMOTIVE IN BASILICATA, BRAIA: «SERVONO INNOVAZIONE, FORMAZIONE E NUOVE OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE» Ospite della trasmissione Oltre il Giardino su Cronache TV, anche Antonio Braia, presidente del Cluster regionale dell’automotive, che ha analizzato le prospettive del settore in Basilicata, tra crisi di Stellantis, transizione ecologica e possibilità di riconversione industriale.«I cluster -ha spiegato- sono una palestra in cui micro, piccole, medie e grandi imprese, centri di ricerca e università condividono competenze e conoscenze per costruire fiducia, sviluppare innovazione e rafforzare la competitività sui mercati». Sul futuro dell'automotive occorre superare una transizione esclusivamente orientata all'elettrico, valorizzando anche motorizzazioni ibride e altre soluzioni capaci di rispettare l'ambiente e salvaguardare le competenze industriali. Tra le opportunità individuate figura l'apertura verso i comparti della difesa e dell'aerospazio, attraverso la riconversione di parte delle produzioni e il trasferimento delle competenze maturate nell'automotive. Un percorso che richiede investimenti nella formazione del capitale umano: «Le competenze per produrre componenti per auto possono evolvere e trovare applicazione in nuovi settori». Braia ha sottolineato che la Basilicata non può contare soltanto sulla filiera Stellantis, ma anche sulle numerose aziende attive nell'aftermarket, specializzate nella produzione di componenti equivalenti e nei servizi per il settore au-
tomobilistico. «L'automotive c'è e ci sarà», ha affermato, sebbene con volumi e caratteristiche differenti.Fondamentali saranno la ricerca e lo sviluppo, la collaborazione tra imprese e università e il ruolo di coordinamento della Regione. «Investire in ricerca e sviluppo è la garanzia di reputazione verso i mercati», ha dichiarato, evidenziando anche le opportunità offerte dall'intelligenza artificiale, purché accompagnate da formazione e consapevolezza. «Se deleghiamo all'intelligenza artificiale tutto, è chiaro che è un rischio», ha avvertito, richiamando la necessità di mantenere centrale il ruolo umano nelle decisioni e nella visione strategica. Infine, affrontando le implicazioni etiche delle nuove tecnologie in ambito militare, Braia ha invocato regole e controlli: «Dobbiamo garantire una certificazione dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale in qualsiasi contesto». La sfida, per la Basilicata, sarà trasformare le competenze esistenti in nuove opportunità industriali, occupazionali e di sviluppo. UNIBAS E POTENZA, GIOVANNA RIZZO: «LA CITTÀ PUÒ DIVENTARE A TUTTI GLI EFFETTI UNA CITTÀ UNIVERSITARIA» Ultimo ospite della puntata la professoressa dell’Università degli Studi della Basilicata e consigliera comunale di Potenza Giovanna Rizzo con la quale è stato fatto il punto sul rapporto tra Ateneo e città, sottolineando i risultati raggiunti negli ultimi anni.Tra i segnali positivi, l’inaugurazione dei nuovi studentati in via Vescovado e in via Mazzini, che contribuiscono a rafforzare la presenza degli studenti nel centro storico. «È importante creare delle strutture in modo da far sì che l’Università trovi sempre di più la sinergia con la città di Potenza», ha dichiarato Rizzo, ricordando anche l’ipotesi di una mensa universitaria in centro. La docente ha evidenziato l’ampia offerta formativa dell’Unibas, le tasse tra le più basse d’Italia e il rapporto diretto con i docenti: «Gli studen-
_ Nicola Minichino
_ Antonio Braia
_ Giovanna Rizzo
ti non sono dei numeri, ma sono contraddistinti da un nome e da un cognome». Secondo i dati citati nell’intervista, circa il 95% dei laureati trova lavoro entro cinque anni e il 90% degli studenti è soddisfatto del percorso di studi. Sul futuro dell’Ateneo, Rizzo ha ribadito: «Potenza può essere e può diventare a tutti gli effetti una città universitaria, valorizzando la collaborazione tra amministrazione comunale e comuni-
tà accademica»Positivo anche il bilancio dell’esperienza da consigliera comunale: «Questa amministrazione sta facendo tantissimo», ha affermato, citando interventi su viabilità, verde urbano, sport e sociale. Infine, ha ricordato che circa il 28% degli iscritti proviene da fuori regione, sottolineando l’importanza di rendere l’Università sempre più attrattiva per i giovani lucani e non solo.
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Nel Materano e nel Lagonegrese accertate violazioni antiriciclaggio: ricariche oltre il limite al contante e pagamenti incassati in ritardo
Centri scommesse, controlli della Gdf Sanzioni previste fino a 20mila euro
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ontrolli sui conti di gioco online e sulle ricariche in contanti tra Matera e il Lagonegrese: la Guardia di Finanza ha accertato violazioni degli obblighi antiriciclaggio, contestando irregolarità per le quali sono previste sanzioni amministrative fino a 20mila euro. Gli interventi rientrano nell’intensificazione delle verifiche disposta dal Comando regionale Basilicata per contrastare il gioco illegale e irregolare e prevenire il riciclaggio di proventi illeciti. Le attività ispettive hanno interessato sale gioco, centri scommesse e punti vendita ricariche, i cosiddetti Pvr, nelle province di Matera e Potenza. Nel Materano, i finanzieri del Gruppo di Matera hanno controllato diversi operatori del capoluogo e di alcuni comuni della provincia, verifican-
do anche il rispetto delle disposizioni che limitano l’utilizzo del contante. La normativa richiamata dalle Fiamme Gialle prevede un tetto settimanale di 100 euro per le ricariche in contanti effettuate presso i Pvr autorizzati a fornire servizi accessori al gioco pubblico online. Durante uno degli interventi, i militari hanno esaminato le movimentazioni dei conti di gioco relative a tre me-
si, rilevando oltre cinquanta operazioni di ricarica che avevano superato il limite settimanale. Le violazioni sono state contestate all’operatore controllato e al concessionario competente, obbligato in solido. Le sanzioni, fino a 20mila euro, saranno irrogate dall’ufficio competente della Ragioneria generale dello Stato.Nel Lagonegrese, invece, i finanzieri della Compagnia
di Lauria hanno accertato irregolarità nella gestione di un punto vendita ricariche. Secondo quanto ricostruito, il titolare aveva effettuato più ricariche sui conti di gioco, per alcune migliaia di euro, incassando i relativi pagamenti soltanto in momenti successivi e senza garantire la tracciabilità dei flussi finanziari. La condotta è stata segnalata alla Ragioneria territoriale
dello Stato di Potenza per l’applicazione delle sanzioni previste, anche in questo caso fino a 20mila euro. L’attività della Guardia di Finanza punta a verificare la regolarità dell’offerta di gioco e dei movimenti di denaro, tutelando i giocatori, in particolare i minori e le persone più vulnerabili, e contrastando l’ingresso di capitali illeciti nell’economia legale.
Il concorso è rivolto ai giovani tra i 18 e i 24 anni. Previsti tre anni di servizio e 88 posti per incarichi specialistici
Esercito, aperto il bando per 2.300 volontari Candidature sul portale entro l’11 novembre
S
ono 2.300 i posti disponibili per diventare Volontario in ferma iniziale nell’Esercito Italiano con il primo blocco di reclutamento del 2027. Le domande potranno essere presentate fino all’11 novembre dai giovani tra i 18 e i 24 anni, nati dall’11 novembre 2002 all’11 novembre 2008, estremi compresi.La candidatura deve essere inoltrata esclusivamente attraverso il portale concorsi.difesa.it, accedendo con SPID o Carta d’identità elettronica. Sul sito è disponibile il bando ufficiale, con i requisiti e le modalità di partecipazione.L’iter di
selezione si svolgerà nei centri di Foligno, Bari, Milano, Palermo e Roma. I candidati dovranno affrontare prove di efficienza fisica, accertamenti psicofisici attraverso visite mediche ed esami specialistici e una valutazione attitudinale per verificare l’idoneità al servizio. Per gli spostamenti è prevista la possibilità di usufruire di una convenzione dedicata. L’avvio dell’addestramento nei Reggimenti addestramento volontari è indicativamente previsto da maggio 2027.Il percorso prevede una ferma iniziale di tre anni, con la possibilità di un’eventuale raffer-
ma annuale. Dopo il dodicesimo mese di servizio, i VFI possono partecipare ai concorsi per le Forze di polizia usufruendo della riserva di posti prevista. Dal ventiquattresimo mese possono invece accedere ai concorsi per la ferma prefissata triennale nelle Forze armate, con il successivo transito dei vincitori indicativamente al termine del terzo anno di servizio. Degli oltre duemila posti messi a concorso, 88 sono destinati a incarichi specifici: cinque per elettricisti infrastrutturali, cinque per idraulici infrastrutturali, dieci per muratori, dieci per falegnami, ot-
to per fabbri e dieci per meccanici di mezzi e piattaforme. Sono inoltre previsti dieci posti per esploratori equestri e artiglieri equestri, cinque per esploratori per fanfara a cavallo e 25 per tecnici di aeromobili di primo livello.Il servizio offre un percorso retribuito di formazione e acquisizione di competenze specialistiche, con possibilità di proseguire la carriera attraverso le successive procedure concorsuali. Ulteriori informazioni sono disponibili sul portale dell’Esercito, anche attraverso gli assistenti virtuali Atena ed Ettore.
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Organizzata da Conflavoro la presentazione del libro. Tra gli interventi il sindaco Nicoletti, il vicepresidente della Giunta Pepe e il consigliere Polese
A Matera “Sveglia!” di Senaldi e Merli: al centro il futuro dell’economia italiana L
a presentazione del libro “Sveglia!” sarà un dialogo su idee, verità e futuro dell’economia italiana. L’appuntamento è per domani alle ore 17:30, nella Sala Conferenze del Museo di Palazzo Lanfranchi, con il giornalista e condirettore di Libero, Pietro Senaldi, il presidente nazionale di Conflavoro, Roberto Capobianco, e il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti. Interverranno anche il vicepresidente della Regione Basilicata e Assessore regionale alle infrastrutture e mobilità, Pasquale Pepe, e il Consigliere regionale della Basilicata Mario Polese. La presentazione del libro “Sveglia!” a Matera è l’evento organizzato da Conflavoro con cui l’associazione sceglie di riportare al Sud il dibattito su crescita, lavoro e competitività, nella convinzione che il Meridione abbia tutte le potenzialità per diventare il motore del Paese. L’incontro con l’autore sarà aperto a imprenditori, professionisti, autorità e cittadini, pensato come un confronto schietto sul futuro dell’economia italiana e, in particolare, su quello delle piccole e medie imprese che ne costituiscono l’ossatura. IL PRESIDENTE CAPOBIANCO: «PUNTARE SUL SUD PER IL RILANCIO» « “Sveglia!” è un titolo che suona come una sorta di chiamata alle armi, e noi di Conflavoro la raccogliamo volentieri. Senaldi e Merli hanno il coraggio di dire a voce alta ciò che gli imprenditori ripetono da anni: smettiamo di raccontarci favole e torniamo a parlare di produttività, di valore e di crescita vera. Il libro smonta il mito del ‘piccolo è bello’, ma lo fa senza mortificare le PMI: ci ricorda che le nostre imprese sono una risorsa straordinaria, ma che vanno messe nelle condizioni di investire, innovare e aggregarsi», dichiara Roberto Capobianco, presidetne nazionale di Conflavoro. «È esattamente la battaglia che portiamo avanti ogni giorno: meno burocrazia, un costo del lavoro sostenibile, accesso al credito e
__Senaldi, Capobianco, Nicoletti, Pepe e Polese
sostegno agli investimenti, a partire dall’intelligenza artificiale. Portare questo confronto a Matera, nel Mezzogiorno, significa dire che il futuro dell’Italia si costruisce anche qui, nelle piccole e medie imprese dei territori. Puntiamo molto sul rilancio del Sud, e infatti inaugureremo una nuova sede Conflavoro nella centralissima via La Malfa, che sarà anche il quartier generale di Fondo Formazione, il fondo paritetico interprofessionale costituito da Conflavoro e Confsal», conclude il presidente. UN CONFRONTO TRA GIORNALISMO E RAPPRESENTANZA D’IMPRESA A dialogare il 22 ottobre a Palazzo Lanfranchi saranno due voci diverse ma complementari: da un lato l’analisi giornalistica ed economica che ha ispirato il libro, con il co-autore Pietro Senaldi; dall’altro il punto di vista di chi, ogni giorno, rappresenta le istanze di oltre 90mila imprese associate, con il presidente Roberto Capobianco. L’obiettivo è tra-
sformare le tesi del saggio in una riflessione concreta e calata sul territorio, chiedendosi cosa significhino davvero, per un’azienda di Matera, della Basilicata e del Mezzogiorno, concetti come produttività, salari, innovazione e valore aggiunto. DI COSA PARLA IL LIBRO “SVEGLIA!” “Sveglia! Le bugie che ci impoveriscono. Le verità che ci arricchiranno” (Marsilio, collana Nodi) è il saggio scritto a quattro mani da Pietro Senaldi e da Giorgio Merli, esperto di strategie e organizzazioni industriali. Il libro parte da una diagnosi severa: da troppo tempo l’Italia si limita a vivacchiare in una comfort zone tossica, drogata dal debito pubblico, mentre i talenti migliori emigrano, i lavoratori sono più poveri di chi svolge lo stesso mestiere all’estero e molti imprenditori preferiscono lasciare fermi i capitali anziché investire. Non si tratta, però, di un libro solo di denuncia. Gli autori indicano anche una via d’uscita, costruita sui
dati più che sulle opinioni: i veri obiettivi, sostengono, devono essere l’aumento del PIL reale e di quello pro capite, che dipendono dal numero di lavoratori attivi e dal valore aggiunto delle loro occupazioni. Centrale è la tesi secondo cui i salari non si alzano per legge, ma crescono quando l’economia funziona e le imprese producono margine: in sintesi, per guadagnare di più occorre lavorare meglio e creare più ricchezza. UN EVENTO CHE GUARDA AL SUD E ALLE SUE IMPRESE
La scelta di Matera non è casuale. Portare un dibattito nazionale sull’economia nel cuore della Basilicata è, per Conflavoro, un modo per ribadire la centralità del Mezzogiorno e delle sue imprese nella costruzione della crescita del Paese. La Sala Conferenze del Museo di Palazzo Lanfranchi farà da scenario a un pomeriggio di confronto che intreccia cultura, economia e visione politica, nel solco della missione di Conflavoro: dare voce e strumenti concreti alle piccole e medie imprese italiane.
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Il 22 ottobre al cinema la proiezione di «Lo chiamavano Jeeg Robot» e la masterclass sulla scrittura cinematografica
Nicola Guaglianone al “Il Piccolo” di Matera per «Meet us at cinema» C
ome nasce un supereroe italiano? E come si trasforma una storia fuori dagli schemi in un film capace di conquistare pubblico e critica? A rispondere sarà Nicola Guaglianone, uno dei più apprezzati sceneggiatori del cinema italiano contemporaneo. L’appuntamento è il 22 ottobre alle 19:30 al cinema Il Piccolo di Matera, con la masterclass «Il viaggio dello sceneggiatore». L’incontro si terrà al termine della proiezione di «Lo chiamavano Jeeg Robot», il film diretto da Gabriele Mainetti. L’iniziativa, organizzata nell’ambito del progetto «Meet us at cinema», promosso dalla Lucana Film Commission, sarà un’occasione per entrare nel laboratorio creativo della scrittura cinematografica, scoprendo come si costruiscono personaggi, mondi narrativi e storie capaci di mescolare azione, ironia, emozione e sguardo sulla realtà. Firma di alcuni dei titoli più riconoscibili del cinema italiano degli ultimi anni, con «Lo chiamavano Jeeg Robot» Guaglianone ha segnato una svolta nel cinema di genere italiano. L’autore è noto anche per «Indivisibili», per il quale ha
vinto il David di Donatello per la migliore sceneggiatura originale nel 2017, oltre a titoli come «L’ora legale» e «Freaks Out». La masterclass offrirà al pubblico l’opportunità di incontrare da vicino un autore capace di attraversare generi diversi, reinventare archetipi e raccontare la contemporaneità attraverso personaggi imprevedibili. Un appuntamento che mette al centro la scrittura come motore del cinema e conferma l’impegno della Lucana Film Commission nel promuovere occasioni di incontro, formazione e dialogo tra professionisti dell’audiovisivo e pubblico.
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Il 23 ottobre a Potenza convegno di alta formazione per gli operatori sanitari su prevenzione, sorveglianza e gestione delle infezioni
Rischio infettivo, parte dal San Carlo appello per uso corretto di antibiotici
POTENZA. Prevenire le infezioni in ospedale e promuovere un uso responsabile degli antibiotici: sono i due fronti al centro del convegno di alta formazione in programma il 23 ottobre nell’Auditorium dell’ospedale San Carlo. L’iniziativa, dedicata alla sorveglianza e alle strategie per la gestione del rischio infettivo, è promossa dall’Azienda ospedaliera regionale con la Società scientifica degli infermieri specialisti del rischio infettivo, Anipio, l’Ordine delle professioni infermieristiche di Potenza e il Coordinamento nazionale coordinatori infermieristici della Basilicata. Le infezioni correlate all’assistenza, soprattutto quelle causate da microrganismi multiresistenti, costituiscono un grave problema di sanità pubblica. Secondo le evidenze richiamate dagli organizzatori, almeno il 30 per cento può essere evitato attraverso la corretta igiene delle mani, l’impiego appropriato dei dispositivi di protezione individuale e il rispetto delle
precauzioni. Da qui la necessità di un aggiornamento continuo e il ruolo del coordinatore infermieristico nel collegare le indicazioni organizzative all’attività dei reparti, attraverso vigilanza, verifiche periodiche e formazione sul campo. Un impegno che comprende anche l’addestramento del personale all’uso delle protezioni e alle procedure di vestizione sicura.
«La prevenzione delle infezioni e la gestione del rischio clinico rappresentano obiettivi primari per la nostra Azienda, poiché garantire cure sicure significa coniugare l’aggiornamento scientifico con una rigorosa disciplina organizzativa», dichiara il direttore generale Giuseppe Spera. Il lavoro in rete e la sperimentazione del progetto link nurse nei reparti, aggiunge, puntano a
rafforzare la tutela di pazienti e operatori. Il convegno sarà anche l’occasione per un appello ai cittadini. Cnc Basilicata e Opi Potenza ricordano che l’uso improprio e l’automedicazione favoriscono la comparsa di batteri multiresistenti, rendendo le infezioni più difficili da curare, dentro e fuori gli ospedali. Gli antibiotici, sottolineano, devono essere assunti esclusivamente su prescrizione medica, rispettando dosi e durata della terapia. Dopo i saluti istituzionali, Maria Mongardi, presidente Anipio, introdurrà il quadro della prevenzione e del controllo delle infezioni. Angela Pia Bellettieri, direttrice sanitaria dell’Aor San Carlo, e Valentina Solfrini, direttrice sanitaria Asp, affronteranno l’organizzazione regionale e aziendale. Donatella Palazzo, dirigente medica di Malattie infettive del San Carlo, illustrerà gli indicatori di prevenzione e sorveglianza nell’esperienza dell’ospedale. La giornalista Rai Sara Lorusso approfondirà il ruo-
lo della rete di collaborazione. Nella seconda sessione Michela Di Nuovo, di Anipio, tratterà la sorveglianza attraverso gli indicatori di struttura, processo ed esito. Pasqualina Sarli presenterà il progetto pilota link nurse nelle unità operative del San Carlo. Eustachio Parente approfondirà gli aspetti operativi legati alla sentenza della Corte di cassazione numero 6386 del 2023; Giuseppe Bertozzi, medico legale Asp, parlerà di responsabilità e documentazione clinico-assistenziale. Silvia Turchini concluderà con le verifiche sul campo. Il comitato scientifico e organizzativo riunisce Rotella e Tonucci, referenti della formazione Anipio, Sara Robertucci, presidente Opi Potenza, e Sarli, presidente Cnc Basilicata. L’evento, accreditato Ecm per tutte le professioni sanitarie, dispone di 200 posti ed è gratuito per gli iscritti all’Opi di Potenza. Per i non iscritti i riferimenti sono Saverio Paggi e Maria Grieco.
Matera, da domani formazione per i professionisti dei servizi. Comune e Csv Basilicata puntano su ascolto e interventi condivisi
Violenza di genere, una rete per proteggere le donne
MATERA. Riconoscere i segnali della violenza, offrire un ascolto qualificato e accompagnare le donne e i loro figli verso percorsi di protezione e autonomia. Sono gli obiettivi di Riconoscere, accogliere, proteggere, il percorso formativo che prenderà il via giovedì 22 ottobre, alle 16, nella Sala Mandela del Comune. L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale e realizzata dal Centro servizio al volontariato di Basilicata, ente attuatore e affidatario del servizio. Il programma è rivolto esclusivamente ad assistenti sociali, psicologi, educatori e operatori del pubblico e del privato sociale. Offre aggiornamento professionale, confronto tra discipline e condivisione di strumenti operativi e buone pratiche, con l’obiettivo di rafforzare le competenze di chi affronta situazioni di violenza e vulnerabilità. Al centro del progetto c’è il consolidamento della rete territoriale, che coinvolge servizi sociali, sanitari e sociosanitari, centri antiviolenza, case rifugio, forze dell’ordine, autorità giudiziaria e or-
ganizzazioni del terzo settore. La collaborazione tra questi soggetti è chiamata a favorire l’individuazione precoce dei rischi e l’attivazione di risposte coordinate. Il percorso punta a una cultura condivisa della prevenzione, attraverso un approccio multidisciplinare e integrato. «Contrastare la violenza di genere significa innanzitutto costruire una comunità capace di riconoscere i segnali di disagio, accogliere senza giudicare e attivare risposte concrete di protezione», dichiara Gianleo Iosca, direttore del Csv Basilicata. «La formazione rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare questa capacità collettiva». L’attenzione sarà rivolta anche alla qualità dell’ascolto e all’orientamento verso i servizi, per definire percorsi di presa in carico e accompagnamento sempre più efficaci. Dopo l’apertura nella Sala Mandela, gli incontri successivi si terranno, secondo il calendario stabilito, nella sede del Csv Basilicata in via Ugo La Malfa 102, a Matera. I professionisti interes-
sati possono iscriversi compilando il modulo disponibile nella sezione mycsv del sito del Centro oppure contattando gli uffici di Matera. Sarà possibile partecipare sia in presenza sia da remoto. Il collegamento online consentirà anche
agli operatori che non possono raggiungere le sedi di seguire le attività negli orari previsti. Con questa iniziativa Comune e Csv ribadiscono il valore della formazione e del lavoro di rete per prevenire la violenza e rafforzare i servizi territoriali.
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POTENZA Il sindaco risponde ai sindacati Cgil e Sunia: «Se emergerà un errore sistematico, interverremo per garantire i diritti delle famiglie»
Alloggi Erp, Telesca: «Nessuna sospensione immediata, prima esamineremo i ricorsi»
POTENZA. Cgil Potenza e Sunia hanno lanciato l’allarme sulla graduatoria provvisoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica del Comune di Potenza, segnalando possibili irregolarità nel calcolo dei redditi dei nuclei familiari e nell’attribuzione dei punteggi. Nel corso di una conferenza stampa, le organizzazioni sindacali hanno evidenziato criticità che potrebbero aver determinato l’esclusione di alcune famiglie o una valutazione non corretta delle domande. Nel mirino anche l’esclusione di 18 nuclei familiari di Bucaletto, le-
gata alla mancanza del titolo di occupazione dei prefabbricati o a carenze documentali. CGIL e SUNIA chiedono all’Amministrazione comunale una verifica urgente, il riesame delle posizioni interessate e l’eventuale correzione della graduatoria, sottolineando la necessità di garantire criteri trasparenti e il rispetto dei diritti delle famiglie. La richiesta è arrivata a ridosso della scadenza del 20 ottobre 2026 per presentare opposizione alla graduatoria provvisoria. Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Potenza Vincenzo Telesca.
«Il diritto alla casa è troppo importante per essere affrontato con superficialità o decisioni affrettate. Abbiamo il dovere di verificare con rigore le criticità segnalate e, qualora emergessero errori, di correggerli con trasparenza e senso di responsabilità. Ma ogni decisione deve poggiare su elementi concreti e verificati». «Oggi scade il termine per la presentazione dei ricorsi e soltanto dopo averne esaminato il numero, la natura e il contenuto saremo nelle condizioni di valutare l’effettiva portata delle criticità segnalate. Non procederemo, dunque, a una sospensione immediata della graduatoria, perché riteniamo che una decisione così importante debba essere assunta sulla base di riscontri oggettivi e non di valutazioni preventive. La questione riguarda, in particolare, la possibile mancata applicazione della ridetermianzione del reddito prevista dall’articolo 3, comma 1, lettera e), della legge regionale 24/2007, che potrebbe aver inciso sull’ammissione di alcuni nuclei familiari e, in alcuni casi, sull’attribuzione del punteggio» ha affermato Telesca. «La graduatoria è stata elaborata anche attraverso il
ricorso a procedure informatizzate di assegnazione dei punteggi, con l’obiettivo di accelerare le procedure e ridurre i tempi di attesa; ma l’innovazione tecnologica, per quanto utile, non può prescindere dalla successiva verifica della correttezza dei risultati. La tecnologia deve essere al servizio dei cittadini e mai compromettere i loro diritti. - ha sottolineato il sindaco - Per questo, conclusa la fase dei ricorsi, procederemo a un’attenta valutazione delle istanze di ricorso pervenute. Se dovesse emergere un errore di carattere sistematico, e non limitato a singole posizioni, siamo pronti a condividere con la Commissione provinciale operante presso l’ATER una rettifica generalizzata e la conseguente revisione della graduatoria. Non intendiamo sottrarci ad alcuna responsabilità. Al contrario, vogliamo accertare fino in fondo quanto accaduto e adottare, se necessario, tutti i provvedimenti utili a ristabilire condizioni di equità e correttezza». «Ringraziamo CGIL e SUNIA per le segnalazioni, che saranno oggetto di attenta valutazione, nella consapevolezza che il confronto con le organizzazioni sindacali rappresenta
uno strumento importante per tutelare i cittadini. - ha incalzato Telesca - Sappiamo che qualsiasi decisione potrà suscitare critiche, ma il tema non è difendere o meno una procedura amministrativa, piuttosto è quello di difendere i diritti delle persone; dietro ogni domanda di assegnazione di un alloggio popolare ci sono famiglie, difficoltà economiche, situazioni di marginalità e aspettative che meritano il massimo rispetto. La trasparenza è sempre la strada maestra; la disponibilità a verificare, in presenza un errore sistematico, l'impatto dello stesso sulla graduatoria provvisoria, è piena, con conseguente revisione parziale delle decisioni prese, in una logica di naturale permeabilità del procedimento amministrativo alle legittime osservazioni dei beneficiari di quelle decisioni.» «Governare significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte, anche quando sono difficili. E per noi la priorità resta una sola: garantire una graduatoria corretta, trasparente e rispettosa della legge, perché il diritto alla casa non può essere sacrificato né alla fretta né agli errori amministrativi» coonclude Telesca.
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Costanza, assessore comunale alla Programmazione e Digitalizzazione: «Innovare significa valorizzare la memoria e mettere le persone al centro»
Stati Generali delle Città intelligenti: Potenza super protagonista a Padova P
otenza protagonista agli Stati Generali delle Città Intelligenti, promossi da City Vision a Padova, dove l’assessore comunale alla Programmazione e Digitalizzazione, Loredana Costanza, ha rappresentato l’Amministrazione cittadina portando due esperienze che raccontano una visione di città intelligente fondata sull’innovazione tecnologica, sulla valorizzazione del patrimonio e sull’inclusione sociale. Intervenendo al tavolo tematico “Manutenzione intelligente della città: valorizzare l’esistente e dare nuova vita al vecchio”, Costanza ha illustrato l’obiettivo del Comune di Potenza di digitalizzare il proprio Archivio Storico, un patrimonio di circa 9.500 unità documentarie, distribuite su 300 metri lineari, che custodisce oltre due secoli di storia amministrativa, urbanistica e sociale della città. JUna città è davvero intelligente se sa innovare senza perdere la propria memoria», ha sottolineato l’assessore. «Il nostro Archivio conserva documenti, progetti, planimetrie e atti che raccontano la nascita e la trasformazione di interi quartieri di Potenza. Digitalizzare questo patrimonio significa non soltanto proteggerlo e renderlo accessibile, ma trasformarlo in uno strumento di conoscenza utile anche alla programma-
zione e alla manutenzione del territorio». L’obiettivo è mettere progressivamente in relazione la documentazione storica con i dati territoriali contemporanei, per conoscere meglio l’evoluzione urbana e orientare le future scelte amministrative. «Oggi sensori e piattaforme digitali ci raccontano la città in tempo reale, mentre l’Archivio Storico aggiunge una dimensione fondamentale: il tempo. Il sensore misura il presente, l’archivio restituisce il tempo. Una città intelligente ha bisogno di entrambi. Vogliamo trasformare la memoria in conoscenza e la conoscenza in capacità di governo». Un secondo importante momento della giornata è stato il conferimento al Comune di Potenza del-
la menzione City Vision per le buone pratiche, ritirata dall’assessora Costanza per il progetto “Cielo in acqua, terra’mmare… così mi pare il mondo!”, promosso dal Comune, assessorato Servizi sociali, retto da Anna Grieco, in coprogettazione con la Cooperativa Sociale La Mimosa. Il progetto ha rilanciato il Centro Socio-Educativo Diurno di Bucaletto, trasformandolo in un laboratorio aperto alla città, nel quale 20 persone con disabilità cognitiva partecipano ad attività artistiche, creative e di innovazione digitale, attraverso strumenti e tecnologie accessibili. «Questo riconoscimento ci rende particolarmente orgogliosi perché premia un’idea di innovazione che mette
al centro le persone», ha dichiarato Costanza. «Abbiamo voluto superare una visione della disabilità legata esclusivamente all’assistenza, valorizzando capacità, talenti e creatività. Le attività del Centro diventano patrimonio della comunità, creando occasioni di incontro e partecipazione. Non è più soltanto la città a offrire un servizio alle persone con disabilità, ma sono queste ultime a offrire qualcosa di prezioso alla città. Dedichiamo questo riconoscimento alle persone che frequentano il Centro, alle loro famiglie, agli operatori e alla Cooperativa La Mimosa, che ogni giorno rendono possibile questo progetto». «Le due esperienze presentate a Padova – ha concluso Costanza – raccontano la direzione che vogliamo dare alla nostra città: una Potenza capace di custodire il passato, utilizzare l’innovazione per migliorare il presente e costruire un futuro nel quale nessuno resti indietro. Perché una città intelligente non è semplicemente una città più tecnologica, ma una città più consapevole, accessibile, inclusiva e vicina ai bisogni delle persone». Al termine della due giorni è stato annunciato dagli organizzatori che nel 2027 City Vision farà tappa a Potenza dove si incontreranno amministratori di tutta Italia.
POTENZA Un ricco calendario di eventi ha coinvolto studenti, docenti e altre scuole del territorio in un percorso comune di confronto e crescita
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ErasmusDays all’IIS “Vinci–Nitti”: tre giorni di scambi e formazione
ei giorni 14, 15 e 16 ottobre, l’IIS “L. da Vinci - Nitti” di Potenza ha celebrato gli ErasmusDays, dando vita a un ricco calendario di eventi che ha coinvolto studenti, docenti e altre scuole del territorio in un percorso comune di confronto, crescita e valorizzazione delle competenze. Gli appuntamenti, organizzati per far conoscere il significato e l'impatto del programma Erasmus+, hanno messo al centro inclusione, apertura verso le altre culture, apprendimento delle lingue e riflessione sulle esperienze di mobilità effettivamente vissute. La programmazione è stata avviata il 14 ottobre con un incontro nel quale alcuni studenti che hanno partecipato a mobilità Erasmus+ hanno raccontato la loro esperienza attraverso labo-
ratori sul benessere e sulle lingue, coinvolgendo anche gli studenti più giovani. Le classi prime hanno inoltre visitato la mostra sull'Unione europea, la sua storia e le sue istituzioni, allestita in Aula magna. Nel pomeriggio di giovedì 15 ottobre, i docenti che hanno partecipato a percorsi formativi in Francia e nella Repubblica Ceca e a esperienze di job shadowing in Portogallo hanno condiviso con i docenti di altre scuole della città le attività svolte durante le mobilità. All’incontro ha portato il proprio contributo anche Francesco Loscalzo, direttore dell’ANSA Basilicata, il quale ha sottolineato come la partecipazione all’incontro sia stata per lui occasione di arricchimento. A proposito dell’uso dell’intelligenza artificiale da parte di docenti
e giornalisti, tema sul quale alcuni dei docenti intervenuti si sono formati, Loscalzo ha sottolineato che nel lavoro educativo come in quello informativo restano fondamentali lo sguardo attento e l'empatia, qualità autenticamente umane. A conclusione dell’incontro, la Dirigente Scolastica Alessandra Napoli, facendo riferimento alle proprie esperienze di mobilità Erasmus, ha invitato la comunità scolastica ad avvicinarsi alle opportunità offerte dal programma senza pregiudizi, richiamando anche la possibilità di valorizzare forme didattiche apparentemente semplici, come il gioco, che possono rivelarsi strumenti efficaci per apprendere e coinvolgere. Il 16 ottobre, gli studenti Erasmus+ che hanno svolto una mobilità in Germania
e che hanno a loro volta ospitato studenti tedeschi hanno presentato la loro esperienza. L’incontro ha messo in evidenza come Erasmus+ favorisca inclusione, dialogo tra culture e rafforzamento delle competenze linguistiche attraverso la relazione diretta e
le attività condivise. Con questi incontri, l’IIS “L. da Vinci–Nitti” di Potenza rinnova l’impegno a costruire opportunità di formazione e cittadinanza europea, facendo degli ErasmusDays un momento di comunità e di scambio concreto tra scuole e territorio.
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Provincia
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I sindacati chiedono trasparenza sulle nomine dell'Osservatorio e chiarezza sui fondi per l'accoglienza dei braccianti. «Servono legalità e interventi concreti»
Caporalato e immigrazione, Cgil, Cisl e Uil all'attacco della Regione Basilicata I
sindacati chiedono trasparenza sull’Osservatorio regionale sull’immigrazione e interventi concreti contro il caporalato: «Non bastano nuovi organismi, servono legalità, lavoro dignitoso e risultati verificabili». «La Regione Basilicata faccia chiarezza sulle nomine e sui 15 milioni di euro destinati all’accoglienza dei lavoratori stagionali. Il contrasto allo sfruttamento si misura dai risultati, non dagli annunci». È quanto dichiarano Cgil, Cisl e Uil Basilicata, esprimendo preoccupazione per le procedure di nomina dei cinque componenti dell’Osservatorio regionale sull’immigrazione. Secondo le organizzazioni sindacali, non sarebbero sufficientemente esplicitati i criteri di valutazione delle competenze dei candidati né le modalità di verifica di eventuali incompatibilità e conflitti di interesse. I sindacati chiedono pertanto garanzie di trasparenza, indipendenza e professionalità, oltre a una chiara definizione delle funzioni dell’Osservatorio e del suo coordinamento con gli altri organismi regionali. Le tre si-
gle sollecitano inoltre chiarimenti sul mancato rinnovo degli organismi dell’Osservatorio regionale del lavoro e del Comitato di coordinamento delle politiche del lavoro, chiedendo di verificare l’efficacia degli strumenti già esistenti prima di istituirne di nuovi. Sul contrasto al caporalato, Cgil, Cisl e Uil chiedono una strategia strutturale che affianchi ai controlli e alla repressione misure preventive, un sistema trasparente di incontro tra domanda e offerta di lavoro, il rafforzamento dei Centri per l’impiego e della Rete del lavoro agricolo di qualità. Tra le priorità anche il rispetto dei contratti collettivi, la sicurezza, la tutela delle retribuzioni e condizioni dignitose di accoglienza per i lavoratori stranieri. Particolare attenzione viene riservata ai finanziamenti europei destinati al completamento del centro di accoglienza per lavoratori stagionali di Scanzano Jonico e alla realizzazione delle strutture di Boreano e Gaudiano. Secondo le notizie richiamate dai sindacati, sarebbero groups andate perdute risorse per circa 15
milioni di euro, destinate a interventi che avrebbero dovuto garantire circa 450 posti di accoglienza. «Non si tratta soltanto di opere pubbliche incompiute, ma di infrastrutture essenziali per contrastare lo sfruttamento, superare gli insediamenti precari e assicurare servizi di accoglienza, trasporto e inclusione lavorativa», sottolineano le organizzazioni sindacali. Per questo Cgil,
Cisl e Uil chiedono alla Regione di chiarire ufficialmente lo stato dei finanziamenti, le cause dell’eventuale perdita delle risorse, le responsabilità amministrative e politiche e le iniziative previste per recuperare i progetti. La richiesta conclusiva è l’apertura di un confronto con parti sociali ed enti locali per definire un piano regionale contro il caporalato, con obiet-
tivi misurabili, tempi certi e verifiche periodiche. «Non chiediamo altri tavoli destinati a rimanere sulla carta. Chiediamo che funzionino quelli previsti, che siano impiegate le risorse disponibili e che ogni lavoratrice e ogni lavoratore possa entrare in un campo agricolo senza dover rinunciare alla propria dignità», concludono Cgil, Cisl e Uil Basilicata.
Nei giorni scorsi un colpo a Tito in pieno giorno, ma i ladri sono stati messi in fuga dagli stessi proprietari
A Calvello furti in due abitazioni: rubati con abilità oro e denaro
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ra assalti ai bancomat, (l’ultimo in ordine di tempo a Venosa), e truffe, aumenta il senso di insicurezza dei lucani. Ma in tutto questo non vanno dimenticati i furti. E proprio dal Comune di Calvello l’Amministrazione Cantisani invita i concittadini a mantenere alta la guardia dopo i due furti in abitazione verificatisi sul territorio calvellese. Le abitazioni interessate sono situate nella parte a nord del paese: secondo una prima ricostruzione dell’accaduto i ladri si sarebbero creati un varco d’accesso tagliando delle recinzioni e riuscendo ad introdursi nelle abitazioni, tra le 20:00 e le 21:00, in un orario in cui potevano essere visti, o trovare i proprietari all’interno. Evidentemente però si è trattato di un furto “mirato”: i malviventi, persone non improvvisate, sarebbero infatti entrati a col-
po sicuro, riuscendo a portare via oro da una abitazione ed oro e contanti dall’altra. Sarà una coincidenza, o forse no, ma nei giorni scorsi in paese si parlava di una panda beige sospetta con tre persone a bordo. Dalla Casa comunale invitano dunque i concittadini a «prestare particolare attenzione e a segnalare tempestivamente alle Forze dell’Ordine eventuali movimenti, persone o veicoli sospetti». Alcune precauzioni possono aiutare a prevenire situazioni spiacevoli, spiega l’Amministrazione comunale: «Chiudere sempre porte, finestre e accessi, anche per brevi assenze; evitare, per quanto possibile, di lasciare le abitazioni incustodite e adottare le opportune precauzioni in caso di assenza; prestare attenzione a rumori o movimenti insoliti nei dintorni; evitare iniziative personali e non affronta-
re direttamente eventuali soggetti sospetti. La collaborazione e l’attenzione di tutti sono fondamentali per la sicurezza della nostra comunità». Intanto l’attività investigativa dei Carabinieri prosegue nella ricerca dei malviventi anche ascoltando alcuni calvellesi e visionando le telecamere di sorveglianza. Soltanto pochi giorni fa anche la comunità di Tito era stata presa di mira da una banda di malviventi che è riuscita a entrare in un appartamento in via Berlinguer
in tarda mattinata. In quella occasione però i ladri, fatta irruzione nell'appartamento, sarebbero stati messi in fuga proprio dall'arrivo dei proprietari. Per questo sarebbero riusciti a portare via un magro bottino, per fuggire poi a bordo di un’auto di colore nero di grossa cilindrata. Sul posto immediato l’intervento dei Carabinieri e della Polizia Locale che dopo aver acquisito tutte le informazioni, hanno avviato le dovute indagini. EMA. CALA.
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Matera e provincia
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Il consigliere comunale di opposizione e docente sostiene gli studenti e chiede a Comune e Provincia una programmazione
Liceo Classico Matera, Tarasco: «Ora servono soluzioni stabili»
MATERA. Ascoltare gli studenti del Liceo Classico e affrontare il problema degli spazi con una programmazione condivisa, evitando che le difficoltà di un istituto siano risolte a scapito di un altro. È la richiesta di Saverio Tarasco, consigliere comunale di opposizione a Matera e docente, che sostiene la mobilitazione dei ragazzi e sollecita un confronto tra Comune, Provincia, scuole, famiglie e rappresentanze studentesche. La protesta, osserva, merita rispetto e attenzione: chi rivendica ambienti adeguati esercita una forma di partecipazione democratica che le istituzioni devono valorizzare. Gli studenti vanno coinvolti nelle risposte. «La scuola non è una somma di metri quadrati da distribuire secondo le necessità del momento», sottolinea Tarasco, ricordando che ogni ambiente ha una funzione educativa e che le scelte organizzative incidono sulla qualità della didattica. Il punto non è soltanto trovare aule disponibili per fronteggiare l'emergenza. Occorre valutare le conseguenze di ogni trasferimento, tutelando laboratori e spazi destinati alle attività formative. «Non
CONTROLLI DI POLIZIA TRA I DUE CENTRI
Turisti oltre i termini rimpatriati 2 giovani
si può invocare una scuola innovativa e poi rinunciare proprio a quegli spazi nei quali l’innovazione dovrebbe prendere forma». Una sistemazione provvisoria, avverte, rischia di spostare il problema su altri studenti e docenti. Tarasco richiama la collaborazione avviata dall'Amministrazione comunale con gli istituti comprensivi e propone di ampliarla alla Provincia e alle scuole superiori. La competenza provinciale su queste ultime, sostiene, non può ostacolare il dialogo: il Comune deve contribuire a prevenire le criticità, nel rispetto dei ruoli istituzionali. La pianificazione deve comprendere fruibilità de-
gli edifici, mobilità, collegamenti e accessibilità. Per orientare le decisioni servono dati demografici, andamento delle iscrizioni e distribuzione territoriale dei plessi. Incrociare queste informazioni consentirebbe di anticipare i bisogni e utilizzare meglio le risorse, evitando una competizione tra comunità scolastiche per ottenere edifici e aule. «Il diritto allo studio non può dipendere dalla capacità di trovare, ogni anno e all’ultimo momento, una sistemazione provvisoria», afferma il consigliere. L'avvio dell'anno scolastico, ricorda, è una scadenza prevedibile: richiede confronto e scelte tempestive.
MATERA. Erano entrati regolarmente in Italia per turismo, ma si sono trattenuti oltre i tre mesi consentiti. Un cittadino albanese di 21 anni e uno georgiano di 27 sono stati rimpatriati dalla Polizia di Stato in esecuzione dei decreti di espulsione emessi dal prefetto di Matera. Il ventunenne è stato individuato a Policoro durante un servizio straordinario di controllo del territorio denominato Alto impatto. La posizione irregolare del ventisettenne è stata invece accertata nel corso di un controllo effettuato a Matera. Dopo i provvedimenti prefettizi, il giovane albanese è stato scortato fino al porto di Durazzo. Il cittadino georgiano è stato imbarcato su un volo diretto nel suo Paese, in partenza dall'aeroporto di Roma Fiumicino. Le operazioni sono state eseguite dagli agenti dell'Ufficio immigrazione della Questura di Matera, con personale specializzato della Polizia di Stato nei servizi di scorta. I rimpatri rientrano nell'attività di verifica della regolarità dei soggiorni sul territorio nazionale, finalizzata al contrasto dell'immigrazione irregolare e al rispetto della legalità.
Il sindaco Carretta auspica ascolto e collaborazione. Il ringraziamento a don Saverio per i nove anni al servizio di persone e famiglie
Grottole abbraccia il nuovo parroco don Giorgio Saleh
GROTTOLE. Un nuovo cammino pastorale nel segno dell’ascolto, del dialogo e della vicinanza alle persone. La comunità ha accolto domenica 18 ottobre il nuovo parroco, don Giorgio Saleh, al quale il sindaco Filippo Carretta e l’Amministrazione comunale hanno rivolto il benvenuto e gli auguri per l’inizio del suo servizio. Un passaggio significativo per la vita religiosa e sociale del paese, accompagnato dalla riconoscenza per don Saverio, che ha guidato la parrocchia negli ultimi nove anni. L’arrivo di don Giorgio apre una nuova fase per la comunità parrocchiale, chiamata a proseguire il proprio percorso di fede e partecipazione. Nel saluto dell’Amministrazione trova spazio anche il riconoscimento della funzione della parrocchia nella quotidiani-
tà del paese: un luogo di incontro e solidarietà, attento alle esigenze delle persone e, in particolare, di quelle più fragili. «A nome mio personale e dell’Amministrazione comunale rivolgo a don Giorgio il più caloroso benvenuto nella nostra comunità», dichiara Carretta. Il sindaco richiama il valore dell’accoglienza, da tradurre nella disponibilità a costruire relazioni e condividere un percorso. «Grottole è un paese che riconosce nell’accoglienza un valore importante e il nostro augurio è che possa sentirsi a casa fin da subito, anche perché ha già avuto modo di conoscere questa realtà». Una disponibilità che, nelle parole del primo cittadino, deve accompagnare l’avvio del nuovo incarico. «Accogliere significa ascoltare, rispettare e accompa-
gnare le persone, facendo spazio a nuove relazioni. Siamo lieti di iniziare insieme questo nuovo cammino, con l’auspicio che possa essere ricco di occasioni di incontro, collaborazione e condivisione per tutta la comunità». L’insediamento è stato anche l’occasione per ricordare il servizio di don Saverio, vicino alla comunità nei momenti di gioia e nelle difficoltà, nella vita quotidiana e negli appuntamenti più significativi del paese. «A don Saverio va la nostra sincera riconoscenza per i nove anni trascorsi a Grottole, per il cammino condiviso e per i legami costruiti con tante persone e famiglie», sottolinea Carretta. Al sacerdote il sindaco rivolge i migliori auguri per il nuovo incarico, con la certezza che il suo servizio resterà parte della storia della comunità.
L’Amministrazione rinnova infine la disponibilità a mantenere con don Giorgio Saleh un rapporto di dialogo e collaborazione, nel rispetto dei rispettivi ruoli, per contribuire alla crescita sociale e al benessere della comunità grottolese.
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Matera e provincia
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Quattordici consiglieri chiedono di pubblicare la bozza e coinvolgere cittadini e associazioni prima dell’approvazione in Consiglio
Matera, le nuove regole per i beni comuni Le opposizioni: «Serve un cambio di passo»
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ubblicare la bozza del Regolamento dei beni comuni sul sito del Comune e organizzare almeno tre incontri pubblici prima del passaggio in Consiglio comunale. È la richiesta dei quattordici consiglieri di opposizione Antezza, Bennardi, Cifarelli, Colucci, Cotugno, Lapolla, Perniola, Rizzi, Rubino, Santochirico, Schiavo, Suriano, Tarasco e Violetto, che sollecitano un cambio di passo nell’iter di approvazione.«La discussione si sta allontanando dallo spirito originario del regolamento», dichiarano i firmatari, secondo i quali il confronto nelle commissioni è diventato più divisivo e politicizzato, mettendo in secondo piano il coinvolgimento dei cittadini.Il percorso, ricordano, era cominciato con il dialogo tra l’assessorato competente e la Rete dei Quartieri, guidata da Michele Saponaro, proseguendo con
il seminario pubblico del febbraio 2026 e le audizioni nelle commissioni. Al confronto avevano partecipato la stessa Rete, il Centro di servizio per il volontariato e altre realtà cittadine, tra cui Mino Di Pede, da tempo impegnato per l’approvazione del testo.Per l’opposizione, il regolamento non deve limitarsi a disciplinare l’uti-
lizzo di immobili e spazi pubblici, ma riconoscere ai cittadini un ruolo attivo nella cura e nella gestione dei beni comuni, secondo il principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’articolo 118 della Costituzione.Nelle ultime discussioni, sostengono i firmatari, l’attenzione si sarebbe invece concentrata sulla proprietà de-
gli immobili, sui soggetti chiamati a utilizzarli e sul ruolo della politica nell’approvazione dei patti di collaborazione.«I beni comuni non sono un patrimonio da spartire, né i patti di collaborazione devono trasformarsi in concessioni discrezionali della politica», affermano i consiglieri.Da qui la richiesta di rendere pubblica la bozza e promuovere almeno tre incontri con cittadini, associazioni e comitati di quartiere, offrendo la possibilità concreta di incidere sul testo finale.«Non avrebbe alcun senso approvare un regolamento che parla di partecipazione senza aver fatto partecipare davvero i cittadini alla sua costruzione», sottolineano i firmatari. Il sostegno all’approvazione resta, ma passa dalla condivisione del percorso: «Chiediamo sì l’approvazione del Regolamento, ma dopo che la città lo riconosca come suo».
«Siamo un movimento civico, ma non siamo apolitici, il dialogo è fondamentale». Invitati Pepe, Blasi, Tataranno e Zito
“Per Stigliano-nuove prospettive” commenta positivamente l’esito dell’incontro “La montagna materana al centro”
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DI EMANUELA CALABRESE
er Stigliano – Nuove Prospettive” è un’associazione politico-culturale e gruppo civico nata in vista delle elezioni amministrative della primavera del 2027. Tra i temi d’interesse, naturalmente la Montagna materana. Così l’incontro presso la Sala Zanardelli a Stigliano ha visto la presenza di Pasquale Pepe, Vicepresidente della Giunta Regionale e Assessore Regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti; Domenico Raffaele Tataranno, Consigliere Regionale e capogruppo della Lega in Basilicata; Gianmarco Blasi, commissario per il dissesto idrogeologico e Vincenzo Zito, segretario provinciale della Lega di Matera e Sindaco di Montescaglioso. «L’iniziativa, molto partecipata, ha rappresentato il primo appuntamento di un percorso di incontri che vedrà alternarsi rappresentanti delle istituzioni ed esponenti di diverse forze politiche, con l’obiettivo di promuovere un confronto aperto sulle problematiche del territorio e sulle prospettive di sviluppo della Montagna Materana -spiega Donatello Verre- Per chi, come il nostro Movimento, ambisce a rappresentare un’alternativa all’attuale maggioranza e si propone di assumere in futuro responsabilità amministrative, il dialogo con le istituzioni regionali e l’ascolto delle loro posizioni sono doverosi e indispensabili». Molteplici i temi affrontati nel corso dell’incontro, «a partire dalle storiche criticità della Montagna Materana in materia di viabilità e trasporti. Particolare attenzione è stata dedicata all’introduzione del biglietto unico, un investimento complessivo di 11 milioni di euro che, secondo le stime, consentirà agli utenti un ri-
sparmio di circa il 30% - prosegue Verre- L’intervento comprende la progettazione, la realizzazione e la gestione a lungo termine dell’infrastruttura tecnologica. Il nuovo sistema permetterà alla Regione di monitorare centralmente i flussi di traffico, i chilometri percorsi e l’efficienza delle aziende di trasporto concessionarie operanti sul territorio lucano. Sarà così possibile individuare le linee maggiormente utilizzate e ridisegnare un piano dei trasporti più rispondente alle esigenze dei cittadini. Si è parlato anche dell’imminente avvio dei lavori relativi alla frana in prossimità del Centro Sociale, intervento che ha registrato un’accelerazione sotto la guida del nuovo commissario Gianmarco Blasi. Tra gli altri argomenti affrontati, gli interventi previsti sulla Strada Comunale 1, per i quali è stato indicato un finanziamento di circa 350.000 euro, e lo stanziamento di 9,7 milioni di euro per lo scorrimento della graduatoria relativa al contributo a fondo perduto destinato all’acquisto della prima casa, riservato ai lucani e alle lucane. Nel nostro intervento abbiamo ribadito un concetto per noi fondamentale: Stigliano deve tornare a essere un punto di riferimento per l’intera Montagna Materana. Non rivendichiamo una centralità fondata sulle dimensioni del paese o sul ruolo ricoperto in passato – sottolinea Verre- Crediamo, piuttosto, che Stigliano debba recuperare la capacità di assumersi responsabilità anche nei confronti delle comunità vicine, valorizzando la propria vocazione storica di riferimento territoriale per i servizi essenziali e per le opportunità di sviluppo». Dall’Associazione politico-culturale incalzano: «Come abbiamo sempre sostenuto, siamo un movimento civico, ma non siamo antipolitici: crediamo nella politica quando sa
ascoltare, confrontarsi e trasformare le esigenze dei cittadini in risposte concrete. La nostra idea è chiara: Stigliano non deve essere il paese più importante degli altri, ma il paese più importante per gli altri. Una centralità che si costruisce attraverso la collaborazione, la capacità di affrontare i problemi comuni e la volontà di contribuire alla crescita dell’intero comprensorio. Desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato all’incontro e, in particolare, ai tanti cittadini che continuano a prendere parte numerosi alle nostre iniziative. La loro presenza ci responsabilizza, ci incoraggia e rafforza la convinzione che il nostro percorso possa offrire un contributo concreto al futuro della comunità – e concludono- Stigliano è viva, ha voglia di partecipare e merita nuove prospettive. E noi siamo pronti a fare la nostra parte».
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Periscopio
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Questa volta è il turno di “Basta”, un’imputata ingombrante; Cinque lettere, due sillabe capaci di chiudere porte e, qualche volta, aprire finestre
Il processo alle parole
L’
DI FABRIZIO QUARATINO
imputata di oggi: Basta. Cinque lettere capaci di difendere la dignità o mascherare una fuga. Il problema non è pronunciarle: è sapere che cosa farne. L’IMPUTATA ENTRA IN AULA Signore e signori, si apra l’udienza. Oggi compare davanti al tribunale delle parole un’imputata ingombrante: BASTA. Cinque lettere, due sillabe, capaci di interrompere conversazioni, chiudere porte e, qualche volta, aprire finestre. La pronunciamo quando siamo esausti. Oppure quando qualcuno osa contraddirci mentre abbiamo ragione. Non è una parola innocua. Può segnare un confine necessario o trasformarsi in una comoda via di fuga. Il tribunale dovrà stabilire quanto siamo disposti a rispondere delle conseguenze. Perché le parole hanno un peso. E questa riesce a pesare più di un’intera esistenza. L’ACCUSA: LA RESA TRAVESTITA DA CORAGGIO Il pubblico ministero si alza.«Basta, non ne posso più!». Lo diciamo con solennità, sbattendo una porta. Poi torniamo indietro a cercare le chiavi.Siamo specialisti delle rivoluzioni a scadenza breve. Diciamo basta alle ingiustizie, purché protestare non disturbi il nostro programma. Basta alle bugie, tranne quelle con cui ci assolviamo. Basta alle relazioni difficili, senza ascoltare l’altra persona.Talvolta quel grido arriva troppo presto: prima del confronto e della responsabilità.Perché gridare basta offre l’impressione
di aver deciso. Ma decidere significa anche sostenere ciò che viene dopo.Significa smettere di attribuire agli altri la responsabilità delle nostre delusioni. Non tutte le rinunce sono vigliaccheria. E non ogni ostinazione è virtù. L’accusa riguarda soltanto il basta pronunciato per evitare una domanda scomoda: «Che cosa posso fare io, adesso?». Il coraggio, invece, chiede lucidità prima di ogni gesto. LA DIFESA: IL DIRITTO AL LIMITE La difesa non tarda a replicare. Attenzione a non trasformare la perseveranza in una condanna all’ergastolo. Esiste un basta che protegge: alla violenza, all’umiliazione, al ricatto, alla manipolazione. Nessuno deve dimostrare il proprio valore sopportando l’insopportabile. Ci hanno insegnato a comprendere, perdonare, resistere. Ma comprendere non equivale a giustificare; perdonare non obbliga a tornare; amare non significa annullarsi. A volte il basta arriva persino troppo tardi, dopo segnali ignorati per paura di perdere qualcuno. Non è debolezza chiedere aiuto. Non è egoismo proteggersi. La forza interiore non si misura dal dolore che sappiamo ingoiare in silenzio, ma anche dalla lucidità con cui riconosciamo un confine. E se qualcuno soffre perché quel confine viene finalmente rispettato, non rende sbagliato tracciarlo. La dignità non è una concessione che dobbiamo mendicare. È una responsabilità che abbiamo anche verso noi stessi. IL TESTIMONE: LA COSCIENZA Entra il testimone più scomodo.
Porta soltanto uno specchio. È la coscienza. Chiede: «Vuoi cambiare la situazione o soltanto smettere di sentirti coinvolto?». Fastidiosa per chi preferisce processare il mondo intero e concedere a se stesso l’immunità parlamentare. Eppure non siamo sempre innocenti nelle storie che raccontiamo. Possiamo avere subito un torto e aver commesso errori. Possiamo essere stanchi e avere ancora qualcosa da chiarire. Possiamo amare e riconoscere che continuare insieme non è possibile. La maturità comincia quando guardiamo i fatti senza sentenze universali. La coscienza non pretende eroismi.Pretende sincerità. E qualche volta la sincerità più difficile consiste nell’ammettere che non abbiamo esaurito le possibilità: abbiamo semplicemente esaurito la voglia di provarci. LA FORZA DI UN ALTRO BASTA C’è un basta che non rivolgo agli altri, ma a ciò che dentro di me tenta di immobilizzarmi. Basta consegnare alla paura il governo delle mie scelte. Basta aspettare che tutto sia perfetto. Basta considerare una sconfitta il certificato definitivo della mia esistenza. Non ho bisogno di dimostrare che nulla possa abbattermi. Ho bisogno di sapere che, quando cado, posso cercare la forza di rialzarmi. È una differenza enorme. Nel Buddismo che pratico riconosco proprio questo invito: non negare le difficoltà, ma trasformare il modo in cui le affrontiamo, attraverso consapevolezza, determinazione e azione. Non comando gli eventi, né le decisioni degli altri. Posso però assumermi la responsabilità delle mie risposte. Dire basta alla rassegnazione non significa fingere di non avere paura. Significa non lasciare che sia
sempre la paura a decidere. E la forza autentica non ha bisogno di proclamarsi invincibile: qualche volta trema, ma non rinuncia a scegliere. Perché non voglio una vita senza ostacoli.Voglio una vita nella quale gli ostacoli non abbiano l’ultima parola. LA SENTENZA E LA MORALE Il tribunale rientra. L’imputata BASTA è assolta. Non perché sia sempre giusta, ma perché nessuna parola può sostituirsi alla responsabilità di chi la usa. La morale è questa: impariamo a dire basta a ciò che ci toglie dignità, senza dirlo automaticamente a ciò che ci chiede coraggio. Non dobbiamo sopportare tutto. Non dobbiamo neppure abbandonare tutto. Ho imparato che non tutto ciò che fa male deve essere abbandonato. Ma anche che non tutto ciò che amiamo merita di essere sopportato all’infinito. Continuerò a combattere le battaglie in cui credo, senza vergognarmi delle fragilità e senza confondere la testardaggine con il coraggio.Perché arriva un momento in cui bisogna scegliere. Dire basta a ciò che ci distrugge. E non dire mai basta a ciò che può ancora farci diventare migliori. La seduta è tolta. Ma il processo più importante, quello alla nostra coscienza, comincia adesso. LA PROSSIMA IMPUTATA La prossima settimana porteremo alla sbarra una parola che promette tutto e non garantisce niente. “DOMANI”. Il giorno preferito dai nostri buoni propositi. Quello in cui cominceremo a cambiare vita, prenderemo decisioni, troveremo coraggio. Peccato che, quando finalmente arriva, abbia la pessima abitudine di chiamarsi “OGGI”. L’udienza è aggiornata.
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Tutto Sport
mercoledi 21 ottobre 2026
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La lucana Francesca Perrone conquista il podio nella sua categoria
“The Finals” campionato nazionale Wnbf Italy 2026
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DI ALBERTO BALSAMO
abato 17 Ottobre al Teatro PalaRiviera, nella splendida location moderna e spaziosa, a pochi passi dal suggestivo lungomare di San Benedetto del Tronto, è andato in scena il Campionato Nazionale di Natural Bodybuilding (Drug-Free) e Super Pro Qualifier, con 156 atleti (con assegnazione delle WNBF
Pro Card per il circuito professionistico e qualificazione ai mondiali/circuito internazionale). Ciascuna classe si è esibita con pose obbligatorie e di routine libera dove sono state premiate al termine della valutazione. A rappresentare e portare in alto la Basilicata, nella categoria femminile è stata Francesca Perrone, laureata in scienze motorie, atleta di Potenza nella categoria Bikini Open3.
Francesca ha partecipato alla quarta e ultima gara di selezione e qualificazione del Sud Italia per le WNBF Italy Finals 2026,Il 26 Settembre 2026, “Il Vesuvius Rampage - Naples Natural Muscle a Nola (NA), (aperto a tutti gli atleti natural maggiorenni di nazionalità italiana e agli atleti stranieri residenti in Italia) raggiungendo il primo posto. Sabato 17 Ottobre, nella categoria Bikini open 3, del
Campionato Nazionale WNBF ITALY 2026, Francesca è salita sul terzo gradino del podio alle spalle di Pietra Finazzi (seconda posizione) e Martina Catocci (prima posizione). L’atleta potentina, con il suo coach Teo delle Officine del Corpo Galotta a Potenza, mirano da sempre al natural bodybuilding per un’allenamento sano, progressivo e mirato con una giusta e adeguata alimentazione.
Panchina rossoblù: fatale la sconfitta di Barletta, si attende nelle prossime ore l'ufficializzazione del nuovo tecnico
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Ribaltone all'AZ Picerno: esonerato De Luca, scatta il toto-allenatore a notizia era nell'aria, ora è diventata ufficiale: l'AZ Picerno ha sollevato dall'incarico l'allenatore Claudio De Luca. Fatale al tecnico è stata la sconfitta di Barletta per 1-0, arrivata al termine di una prestazione decisamente opaca. Nelle ultime uscite la squadra ha deluso le attese, giocando con minore costanza e rendendo al di sotto delle proprie possibilità.La società ha preso la decisione proprio all'indomani della brutta prova fornita al «Cosimo Puttilli», che ha visto l'undici melandrino uscire sconfitto e confermare un deciso calo di rendimento. Il tecnico lascia la guida della squadra nello stesso periodo della pas-
sata stagione, quando al suo posto subentrò Valerio Bertotto, il quale, tra alterne fortune, condusse la formazione lucana fino al mese di marzo prima di
essere a sua volta sollevato dall'incarico.Quella della società guidata dal presidente Donato Curcio è una decisione apparsa per certi versi scontata, ma
presa di comune accordo dal direttore generale Vincenzo Greco e dal responsabile dell'area tecnica Roberto Franzese. L'obiettivo dichiarato è dare
una scossa e cambiare il corso degli eventi per il Picerno, atteso peraltro dalla difficilissima sfida di lunedì sera contro la Salernitana, in programma allo stadio «Donato Curcio» alle ore 20:30.Nel frattempo è già partito il toto-allenatore. I nomi che circolano con maggiore insistenza sono quelli di Fabio Prosperi, ex tecnico della Cavese fino alla passata stagione, Eziolino Capuano, ex guida di Potenza e Salernitana, e Mirko Cudini, in passato sulla panchina del Foggia. Già nella giornata odierna verrà ufficializzato il nome della nuova guida tecnica che dirigerà il primo allenamento con la squadra melandrina. FRA. MEN.
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mercoledì 21 ottobre 2026
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