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Bardi: «Vitalità straordinaria», Napoli: «Dobbiamo fare sistema e investire sulle competenze»
D I VI NC EN Z O MAI DA
Nelle sale istituzionali di Palazzo Valentini a Roma, si è rinnovato un appuntamento che negli ultimi anni si è progressivamente affermato come uno dei momenti più significativi nel panorama culturale italiano, dedicato alla promozione del dialogo e della nonviolenza. Si è trattato della terza edizione del Premio Nazionale (...)
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Che questi pessimi patrioti avessero un vero e proprio talento immaginario sia per le frottole da raccontare, nonostante la povera Basilicata venga ormai considerata da tutti la peggiore regione d’Italia, sia per gli stratosferici aumenti di stipendio da dare agli staffisti presidenziali, nonostante la giravolta lessicale di chiamarli furbastramente adeguamenti era già tristemente noto, ma negli annali della politica lucana non s’era mai visto quello che sta accadendo in questi giorni e cioè che s’aprisse una crisi senza mai tirare in ballo proprio chi quella crisi l’ha fatta con menefreghismo e senza alcuna fratellanza politica verso il centrodestra a cui invece ha voluto rifilare una bella pernacchia agricola al posto d’una firma obbligata. Ora a dirla tutta e non certo per difendere l’onore sonnolento dell’opposizione ha davvero del comico che il fiduciato governatore e i fiduciosi gruppi consiliari del fiducioso centrodestra abbiano una fifa terribile, pensate un po’, di sfiduciare questo benedetto Cicala manco fosse un convitato di pietra così tanto innominabile da far fare il ballo di San Vito a Bardi e soci. Canta Hill Maza: “Il convitato di pietraaa…”
VINITALY Il consigliere Ol-Iv Polese: «A maggio Venosa cuore dell’enologia italiana»


LA QUERELLE
Vizziello (Bcc) attacca: «Staff da stipendi d’oro, per il resto non ci sono soldi», la Giunta replica: «Adeguamento previsto dal contratto collettivo»
■ Servizio a pag 6
LA TRAGEDIA
Sulla Potenza-Melfi scontro frontale tra camion: uno dei due conducenti è morto, due i feriti di cui uno al San Carlo in codice rosso
■ Servizio a pag 19
CRONACA
Controlli antidroga tra Lauria e Maratea: la GdF sequestra dosi di hashish e marijuana e segnala 5 persone
■ Servizio a pag 11 CRONA-CHI?
Scomparsi in Basilicata, tra ritardi nelle ricerche e silenzi mediatici, Palmegiani: «Numeri spesso fraintesi»
■ Servizio a pag 10





metodo che nel merito del provvedimento.
Cicala si, Cicala no. Il centrodestra sfoglia la margherita per decidere il da farsi dopo lo strappo compiuto dall'assessore regionale all’agricoltura nei confronti del Governatore Bardi e della maggioranza votando contro il Bilancio e motivando la sua scelta come una totale mancanza di condivisione sia nel
Parole che di solito utilizzano le opposizioni e che non possono certo passare sotto traccia nel dibattito politico quando a dirle è un assessore regionale.
TUTTO RESTA FERMO
Tutti i gruppi di maggioranza hanno dichiarato il proprio sostegno a Bardi. Lo ha fatto soprattutto

Fratelli d’Italia cui Cicala appartiene che, con un documento firmato da tutti i Consiglieri Regionali, ha manifestato apertamente il suo sostegno al Governatore e alle scelte di bilancio della Giunta Regionale. Per adesso, però, tutto resta fermo. La linea che sembra uscire da Via della Scrofa è che il Partito sostiene sia Bardi che Cicala. Un modo come l’al-
tro per dire che Bardi deve fare la sua mossa e poi si vedrà. Insomma FDI non toglie le castagne dal fuoco del Generale. Il quartier generale di Fratelli d’Italia aspetta di sapere cosa farà il Generale e non rilascia dichiarazioni. Abbiamo provato a contattare Giovanni Donzelli per ottenere qualche notizia ma il capo dell’organizzazione che di soli-
to è sempre prodigo di informazioni nei nostri confronti non ci ha dato nessuna dichiarazione. Evidentemente si aspetta di capire cosa farà il Generale.
La palla, quindi, resta nel campo presidenziale. È Bardi che deve assumersi per intero la responsabilità di scegliere se revocare o meno l’assessore ribelle.
Una decisione che, come abbiamo detto, non è scevra di conseguenze in qualsiasi direzione essa venga presa. La sua eventuale revoca prima della seduta del Consiglio consentirebbe a Cicala di polemizzare all’interno dell’aula e di votare contro anche in Consiglio Regionale, una sua conferma nel posto assassorile aprirebbe una finestra non facilmente gestibile con ogni assessore che si sentirebbe in diritto di votare contro le delibere non gradite e rimanere in Giunta. Una situazione che non potrebbe portare niente di buono per gli equilibri politici presenti e futuri e per la governabilità della Regione.
Intanto, però, tutto resta fermo.

Intanto la maggioranza è costretta a rinviare il Consiglio Regionale a fine mese Il Gruppo in Regione esprime condivisione con Bardi che medita il da farsi e ascolta tutti prima di scegliere tra revoca e rimpasto

Cicala avesse un piano per mettere in difficoltà Bardi è costretto a ricredersi.
Con questa dichiarazione dei Consiglieri di FDI, se la politica ha un senso, resta solo a Bardi di prenderne atto e revocare le deleghe all’assessore ribelle nei confronti suoi quanto del Partito. I NUMERI E IL TEMPO Ovviamente non è secondario il tempo di azione. Bardi è un esperto di melina e ha dimostrato più volte la sua capacità di muoversi al tempo e nel modo giusto
Ecco perché Bardi è ancora impegnato nel tentativo di ottenere la massima consultazione possibile per prendere la decisione migliore.
IL NOSTRO MODESTO CONSIGLIO
Noi non conosciamo nel dettaglio tutte le dinamiche ma, se dovessimo trovarci noi al posto di Bardi, dopo aver incassato la fiducia morale del gruppo di FDI ed essermi assicurato il sostegno degli alleati, provvederemo immediatamente alla revoca di Cicala, alla strutturazione di una Giunta a

L’assessore: «Regione sempre più credibile sui mercati internazionali, rafforzate relazioni e opportunità per le imprese»
POTENZA. La Basilicata del vino esce dalla 58ª edizione di Vinitaly con una rinnovata consapevolezza del proprio posizionamento. «Torniamo da Vinitaly con la consapevolezza che la Basilicata del vino è oggi riconoscibile, credibile e sempre più capace di stare nei mercati e nei contesti internazionali. Una Basilicata che percorre, con determinazione, una sana ambizione», dichiara l’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala.Nel Padiglione 11, la regione si è presentata con un sistema coeso composto da 23 cantine rappresentative delle principali denominazioni: Aglianico del Vulture Doc, Matera Doc e Terre dell’Alta Val d’Agri Doc. Lo spazio lucano, per quattro giornate, è stato punto di incontro tra imprese, operatori e buyer, consolidando relazioni e creando nuove opportunità. «Abbiamo lavorato per rafforzare relazioni, aprire opportunità e consolidare una presenza costruita nel tempo – prosegue Cicala –. Il vino si conferma uno degli strumenti più efficaci per promuovere il territorio e generare sviluppo».Durante la manifestazione, lo stand ha accolto anche rappresentanti istituzionali di rilievo. «Ringrazio il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il sottosegretario Patrizio La Pietra, il sottosegretario Marcello Gemmato e l’europarlamentare Michele Picaro – sottolinea Cicala –. Sono segnali che rafforzano il lavoro che stiamo portando avanti e confermano il valore del nostro comparto all’interno di una visione nazionale».Accanto alla promozione delle produzioni, spazio anche alla valorizzazione dell’identità enogastronomica italiana. In evidenza l’iniziativa dedicata al Team Italia della Bocuse d’Or Aca-

demy, che ha raccontato il terzo posto conquistato alla finale europea. «È stato un momento significativo – evidenzia l’assessore – perché ha messo al centro il valore del lavoro di squadra, della formazione e della qualità italiana nel mondo».Ampio rilievo anche ai territori e alle strategie di sviluppo, con il percorso verso il riconoscimento del “Vulture Città Italiana del Vino 2026/2027” e iniziative come il Merano Wine Festival. Vinitaly ha rappresentato inoltre un’occasione per rafforzare il dialogo interregionale, in particolare con la Regione Calabria, nel quadro del progetto “Pollino Enoico”.Presentato infine un nuovo programma di promozione internazionale che porterà la Basilicata a Hong Kong nell’ambito dell’iniziativa “Maestri del Gusto”. A raccontare il percorso anche figure della comunicazione enogastronomica come Peppone Calabrese, Bianca Luna Santoro e Federico Quaranta.«Portiamo avanti un lavoro che si muove su più livelli – conclude Cicala –. È così che si rafforza la capacità della Basilicata di raccontarsi, attrarre e generare sviluppo».
POLESE: «VISIONE E ORGOGLIO TERRITORIALE»
«Da Verona il rilancio per le imprese lucane»
POTENZA Non solo promozione ma visione e orgoglio territoriale. Dal Vinitaly emerge il racconto di una Basilicata che punta a essere protagonista. A sottolinearlo è il capogruppo di Orgoglio Lucano - Italia Viva in Consiglio regionale, Mario Polese, intervenuto alla presentazione di «Gusto Nobile Basilicata by Merano WineFestival», in programma dall’otto al dieci maggio a Venosa.«La Basilicata non è più un luogo da scoprire ma una terra da vivere – afferma Polese – e Gusto Nobile sarà il momento in cui questa consapevolezza diventerà esperienza concreta». Una presenza rafforzata anche dai produttori e da Coldiretti Basilicata, che ribadiscono la centralità del comparto vitivinicolo.L’evento di Venosa, tra Castello Aragonese e piazze cittadine, sarà un racconto collettivo tra degustazioni, masterclass e momenti di approfondimento. «Non solo vetrina ma narrazione – aggiunge – dietro ogni calice ci sono storie e comunità».Al centro l’Aglianico del Vulture, simbolo identitario. «È memoria liquida e racconto di una terra –sottolinea – capace di trasformare la forza della natura in eleganza». Un appuntamento che guarda anche a enoturismo e mercati esteri. «Non dobbiamo inseguire modelli ma proporre il nostro».

Presentata a Vinitaly la prima edizione dell’evento che dall’otto al dieci maggio unisce vino, cultura e promozione territoriale

VENOSA. La Basilicata rilancia la propria identità enogastronomica e culturale con «Gusto Nobile Basilicata by Merano WineFestival», presentata a Vinitaly nello stand regionale. La manifestazione, in programma dall’otto al dieci maggio a Venosa, si propone come piattaforma di valorizzazione del territorio attraverso vino, prodotti tipici e cultura. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Consorzio di
Tutela dell’Aglianico del Vulture, la Regione Basilicata e il Comune di Venosa, con il supporto del Merano WineFestival, realtà di riferimento nel panorama enogastronomico nazionale. Una sinergia che punta a rafforzare il posizionamento della Basilicata e a offrire nuove opportunità di visibilità ai produttori locali.Durante la presentazione è emersa con forza l’idea di un evento capace di raccontare un territorio autentico, ricco di storia e potenzialità turistiche. Il sindaco di Venosa, Francesco Mollica, ha richiamato il legame con Quinto Orazio Flacco e il valore simbolico del sottotitolo «Carpe Diem», evidenziando come la città rappresenti il luogo naturale per ospitare una manifestazione che intreccia cultura e tradizione
enogastronomica.Il presidente del Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture, Francesco Perillo, ha sottolineato il valore promozionale dell’iniziativa, capace di coinvolgere non solo il Vulture ma anche altre aree lucane di rilievo come l’Alta Val d’Agri e Roccanova. «Un’occasione –ha spiegato – per raccontare l’intero sistema produttivo regionale e rafforzarne la competitività».L’assessore regionale all’Agricoltura Carmine Cicala ha evidenziato la necessità di costruire una prospettiva duratura, fondata su una visione capace di superare i confini regionali e nazionali. «Questa prima edizione – ha sottolineato – rappresenta l’inizio di un percorso più ampio, sostenuto da una nuova consapevolezza del valore della Basili-
cata e da una sana ambizione».A ribadire il valore strategico dell’iniziativa anche Helmuth Köcher, presidente del Merano WineFestival, che ha indicato la Basilicata come territorio di grande interesse per la qualità delle produzioni e per il potenziale di sviluppo legato all’enoturismo.Il programma si aprirà con una cena dedicata a Orazio nel centro storico di Venosa e proseguirà tra degustazioni, masterclass e momenti di approfondimento al Castello Aragonese e in piazza Umberto I. «Gusto Nobile Basilicata» si propone così come un appuntamento capace di mettere in relazione eccellenza produttiva, identità culturale e attrattività turistica, rafforzando il ruolo della regione nel panorama enogastronomico italiano.


La garante Mignoli: «Servono percorsi per sostenere famiglie e scuola. Circa il 5 per cento degli studenti lucani è plusdotato»
POTENZA. La Garante della Regione Basilicata per i diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, Rossana Mignoli, fa sapere che il Consiglio regionale sta lavorando a una Proposta di legge per regolamentare il tema della Plusdotazione, ovvero per definire percorsi standard in supporto dei bambini "gifted" e delle loro famiglie.
Il tema, ancora poco conosciuto e per questo poco attenzionato nelle scuole e in tutta la società, interessa circa il 5 per cento della popolazione studentesca: su 100 bambini ce ne sono circa 5 con un alto quoziente intellettivo e con un fabbisogno di cono-
scenze che spesso la scuola non è in grado di soddisfare. Nonostante la plusdotazione sia inserita nei Bisogni Educativi Speciali, gli insegnanti trovano difficoltà a individuare percorsi didattici adeguati per questi bambini che, oltre a una fame e sete di conoscenza, sono caratterizzati anche da una profonda emotività. Spesso non capiti e quindi trattati con superficialità, i bambini gifted tendono a isolarsi, a "disturbare" il gruppo classe o a sviluppare disinteresse per l'apprendimento fino all'abbandono scolastico.
Ecco perché la Regione Basilicata, su impulso della Garante
Mignoli, in attesa della Legge nazionale attualmente in discussione alla Camera (già approvata in Senato), ha urgenza di approvare un provvedimento a sostegno dei bambini gifted e delle loro famiglie, spesso lasciate sole nella gestione di figli altamente richiedenti che, se adeguatamente seguiti e sostenuti, possono rappresentare un valore aggiunto per l'intera comunità.
Del tema se ne parlerà anche sabato 18 Aprile, a Matera, nel convegno “La plusdotazione e il futuro della scuola” patrocinato da: Regione Basilicata, Garante regionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Comune di
Matera, Ordine degli Psicologi della Basilicata, Dipartimento per l’innovazione Umanistica, scientifica e Sociale dell’Università degli Studi della Basilicata.

La Giunta difende gli aumenti salariali: «Si tratta di un adeguamento previsto dalla contrattazione collettiva»
POTENZA. «In una Regione come la Basilicata, nella quale si pagano salari tra i più bassi d’Italia e le retribuzioni sono, in media, inferiori del trenta per cento rispetto a quelle del Paese, il presidente Bardi ha pensato bene di ritoccare verso l’alto lo stipendio di alcuni tra i suoi più stretti collaboratori come il capo di gabinetto Gianpiero Perri e il responsabile dell’Ufficio legislativo e segretario della Giunta regionale Salvatore Capezzuto. Un provvedimento inopportuno, che rappresenta per i cittadini una nuova mazzata dopo quella dei vitalizi». È quanto dichiara, in una nota, il capogruppo di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello che così
L’INTERVENTO
commenta il decreto del presidente della Giunta regionale del 10 marzo 2026 con il quale il presidente Bardi ha deciso di incrementare lo stipendio di due dei suoi più stretti collaboratori, equiparandolo a quello percepito dai direttori generali. «Nell’attuale contesto di crisi economica che vede i lucani arrivare, a fatica, alla quarta settimana del mese –sottolinea Vizziello – con i prezzi delle merci che salgono per effetto dell’inflazione mentre gli stipendi restano fermi, è avvilente osservare un presidente di Regione che aumenta lo stipendio dei suoi collaboratori dall’oggi al domani, liberamente, senza alcun vincolo di finanza pubblica o esigenza di

contenimento della spesa regionale». «Mancano i soldi per tutto, dalla sanità all’agricoltura, dai ristori per i danni conseguenti al maltempo alle misure in grado di atte-
nuare il caro carburanti, tranne che per i membri del cerchio magico del presidente Bardi – aggiunge Vizziello – ai quali viene garantito un incremento dei compensi, che non
Di questi tempi si cominciano a sentire i canti delle cicale. Allieteranno le nostre torride estati. Sarebbe il caso di citare la nota fabula esopica: La formica e la cicala. O la canzone: E le cicale, di Parisi. Noi vorremmo chiedere all’onorevole Carmine Cicala, nostro ministro regionale all’agricoltura, dato che oggi le regioni sono diventate come le Signorie e i Principati d’altri tempi: come mai ha votato contro all’approvazione di
bilancio? Cosa si vuole dimostrare? Se ci sono dei dissensi in seno alla maggioranza, ed è normale che ci siano delle dialettiche, come mai questi problemi non vengono risolti in camera caritatis? O in seno ai gabinetti regionali? Noi, stupidi e stupiti elettori, vorremmo capire, per favore dove sta il problema? Forse i fratellini non riescono bene a capire le esigenze di tutti? Ma se non ci state bene tra i fratellini, perché non uscite dalle maggioranze, liberando il posto a qualcun altro? O le poltrone sono at-
taccate con l’attak? Se non vi soddisfa l’operato della maggioranza legittima di governo, perché continuate a stare là? O fate una sana politica interna di dialettica, come era nella vecchia Balena bianca, la Base e i Dorotei, oppure, se volete fare i giacobini, dovete avere il coraggio di dimettervi o di promuovere una rivoluzione forte e operosa all’interno di questa flaccida, acida e stantia regione. L’unica rivoluzione che è stata fatta è stata fatta dai briganti. Il canto delle cicale, senza una progettazio-
sembra giustificato dall’attribuzione di nuove attività e compiti gestionali. Occorre un tetto della decenza – conclude Vizziello – perché la pazienza dei cittadini non è illimitata». In risposta, l’Ufficio legislativo della Giunta regionale precisa che si tratta di un adeguamento del trattamento economico del Capo di Gabinetto e del Capo dell’Ufficio Legislativo, che è stato equiparato a quello dei Direttori Generali, come previsto dalla contrattazione collettiva. «Non si tratta di un aumento immotivato, ma di un obbligo contrattuale», afferma l’Ufficio legislativo, sottolineando che l’adeguamento è una prassi prevista dalla normativa vigente.

ne politica seria, senza una dissidenza veritiera e leale, senza una conseguenziale operosità per la crescita, politica, sociale ed economica della nostra regione, quid prodest? Onorevole Cicala, sarebbe il caso di citare un grande, grandissimo statista della nostra Repubblica, Giulio Andreotti: “Onorevole stia zitto”!
Riconoscimenti simbolici per realtà produttive e figure storiche del lavoro lucano: domande aperte fino al 15 maggio 2026
La Camera di Commercio della Basilicata prosegue nella valorizzazione del tessuto economico locale e delle esperienze imprenditoriali e lavorative che hanno contribuito alla crescita del territorio. La Giunta camerale ha infatti approvato la terza edizione del bando per l’assegnazione di riconoscimenti simbolici a imprese e lavoratori distintisi per il loro apporto allo sviluppo economico e sociale della regione.Il bando prevede diverse categorie di premiazione. Per i lavoratori possono candidarsi coloro che siano residenti in Basilicata, in servizio oppure in quiescenza da non oltre tre anni (alla data del 31 dicembre 2023), con almeno 30 anni di anzianità lavorativa presso la stessa impresa o 40 anni complessivi maturati presso più aziende.Per le imprese, i riconoscimenti sono destinati a realtà con sede legale in Basilicata, regolarmente iscritte al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane della Camera di commercio della Basilicata, con almeno 25 anni di attività continuativa. È prevista inoltre una sezione specifica per le imprese storiche longeve, attive da oltre 40 anni senza interruzioni.Accanto a queste categorie sono previste quattro assegnazioni speciali dedicate a settori stra-

tegici per lo sviluppo regionale: internazionalizzazione, innovazione digitale, imprenditoria femminile e imprenditoria giovanile.Tra i requisiti richiesti figurano l’assenza di procedure concorsuali e la regolarità nel pagamento del diritto annuale camerale.Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente tramite PEC entro le ore
12:00 del 15 maggio 2026, utilizzando la modulistica prevista e allegando la documentazione necessaria a comprovare i requisiti dichiarati. La premiazione si terrà nel corso di due cerimonie pubbliche presso le sedi dell’Ente a Potenza e Matera, con date che saranno comunicate successivamente al termine della fase di valuta-
zione.Con questa iniziativa, la Camera di commercio della Basilicata intende riconoscere e valorizzare il contributo di imprese e lavoratori che, con continuità e dedizione, hanno contribuito a costruire valore economico e coesione sociale, rappresentando un punto di riferimento per le comunità locali.
Regione Basilicata e parti sociali a confronto sulla vertenza: sul tavolo investimenti, ammortizzatori e prospettive occupazionali
Si è tenuto nella giornata di ieri, 13 aprile, un incontro presso il Ministero del Lavoro alla presenza dei rappresentanti aziendali di Callmat e TIM, delle segreterie nazionali e territoriali di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL, oltre ai rappresentanti del Ministero e della Regione Basilicata.Per i sindacati, quanto emerso dall’incontro evidenzia «l’assoluta urgenza della convocazione di un tavolo di settore nazionale che possa affrontare la crisi ormai incontenibile del mondo CRM BPO (call e contact center, back office)». Le organizzazioni sindacali sottolineano inoltre come «le misure varate a livello territoriale risultino spesso solo misure tam-
pone» e ribadiscono la necessità di «un piano nazionale di riconversione del settore».Nel corso della riunione, la dirigente del dipartimento Attività produttive della Regione Basilicata, Giusy Lovecchio, ha illustrato il piano regionale a sostegno della vertenza Callmat, che prevede uno stanziamento complessivo di 10 milioni di euro. Di questi, 4 milioni saranno destinati al bando per la digitalizzazione del fascicolo sanitario elettronico, mentre i restanti 6 milioni finanzieranno una misura di ricollocazione dei lavoratori in esubero. Quest’ultima prevede contributi a fondo perduto per le aziende che assumeranno a tempo indeterminato il personale proveniente da Callmat. En-
trambi i bandi sono attesi in approvazione da parte della Giunta regionale in tempi brevi.I sindacati, pur esprimendo una valutazione positiva sull’impegno della Regione Basilicata, evidenziano tuttavia alcune criticità. In particolare, sottolineano come «nonostante siano già trascorsi svariati mesi dall’avvio della vertenza Callmat, i tempi risultino eccessivamente dilatati». Viene inoltre ricordato che TIM ha prorogato la gestione dei volumi in capo a Callmat fino alla fine di giugno e che, oltre tale data, «non vi è alcuna certezza sulla consistenza dei volumi», con il rischio di dover ricorrere nuovamente agli ammortizzatori sociali.Restano inoltre dubbi sulla disponibilità dei 5
milioni di euro che il Ministero del Lavoro aveva annunciato di voler destinare al progetto, risorse che, ad oggi, non risultano ancora disponibili. Le organizzazioni sindacali segnalano infine perplessità sulla concreta efficacia della misura di incentivo all’occupazio-
ne, che richiede una pronta risposta del tessuto imprenditoriale locale.Il tavolo è stato aggiornato al 4 giugno prossimo, quando, auspicano i sindacati, «verranno fornite risposte chiare e percorsi certi per le lavoratrici e i lavoratori di Callmat».


Giornata delle Eccellenze Italiane: L'Istituto Da Vinci- Nitti e le Autorità
locali e regionali insieme per promuovere la cultura Nazionale
DI VITO ERRICHETTI
Con grande partecipazione e entusiasmo, la terza edizione delle attività promosse dall'Istituto Da Vinci Nitti di Potenza ha celebrato la Giornata del Made in Italy, un evento che ha avuto luogo quest'anno nel suggestivo e storico Comune di Brienza. La manifestazione, che ha attirato studenti, professionisti e appassionati della cultura italiana, ha messo al centro i valori dell’autenticità, della creatività e della qualità dei prodotti italiani, un patrimonio che affonda le radici nella tradizione ma guarda al futuro con un occhio attento all’innovazione e alla sostenibilità. L'iniziativa si è svolta nel Municipio di Brienza, un antico convento di frati minori che, con i suoi affreschi che raccontano la vita di San Francesco e San Dagnaro, ha creato il palcoscenico ideale per un evento che intende promuovere e valorizzare l’eccellenza del Made in Italy. Alessandra Napoli, dirigente scolastica dell'Istituto Da Vinci Nitti, ha spiegato che l’obiettivo dell'evento era di far comprendere agli studenti che il Made in Italy non è solo un marchio, ma un vero e proprio patrimonio culturale, fatto di creatività, tradizione, arte e qualità. La giornata ha visto una serie di attività pratiche ed immersive in cui i ragazzi hanno avuto l’opportunità di esplorare diversi settori legati alla produzione artigianale e industriale di alta qualità, con l’intento di capire come la tradizione possa essere arricchita dall’innovazione.
APPROCCIO EDUCATIVO INNOVATIVO
L’approccio educativo di quest’anno è stato particolarmente coinvolgente, mettendo al centro il dialogo tra studenti e professionisti del settore. Le giovani menti hanno avuto la possibilità di inte-
ragire con esperti e di apprendere come la creatività e l'arte possano convivere con l'innovazione e l’efficienza produttiva. Gli studenti si sono immersi nel mondo dell’export, esplorando come le eccellenze italiane riescano a conquistare i consumatori in ogni angolo del pianeta. Cinzia Sanza, referente del progetto, ha sottolineato l'importanza di questi eventi per il territorio, spiegando come il Made in Italy rappresenti una risorsa non solo per i prodotti realizzati, ma anche per la valorizzazione del patrimonio storico e culturale. Il Municipio di Brienza, ad esempio, è un ex convento che, con le sue scene affrescate della vita di San Francesco e San Dagnaro, diventa un simbolo di un legame profondo tra storia, arte e tradizione italiane.
LE ISTITUZIONI E LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
Il sindaco di Brienza, emozionato e orgoglioso, ha parlato con passione del valore di un’iniziativa che non solo celebra l'eccellenza italiana, ma che diventa anche un’opportunità per gli artigiani locali di mettersi in mostra. Ha sottolineato come, in un periodo storico segnato da sfide globali e difficoltà economiche, eventi come questo rappresentano una risposta di creatività e resilienza. La promozione del Made in Italy, ha dichiarato il sindaco, è anche un’occasione per far conoscere le bellezze storiche e culturali della regione, mettendo in luce la capacità del nostro paese di reinventarsi e di rispondere alle sfide del mondo globale.La partecipazione di Laura Mongiello, assessore regionale all’ambiente, ha confermato l’importanza di un Made in Italy che non solo eccelle in ambito agroalimentare, ma che è anche strettamente legato alla sostenibilità ambientale. «Il Made in Italy – ha affermato Mongiello – non significa solo qualità,

ma anche rispetto per l’ambiente e valorizzazione del nostro territorio». Il progetto, a suo parere, rappresenta una grande opportunità per rafforzare l'immagine delle terre lucane e l'appeal turistico della regione. In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, Michele Napoli, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha dichiarato: “La Basilicata non ha bisogno di essere lodata. Ha bisogno di essere capita, organizzata e messa nelle condizioni di esprimere fino in fondo il proprio valore. Se non si organizza, non diventa sviluppo.”Secondo Napoli, la regione ha risorse distintive come l’autenticità e la qualità dei suoi prodotti, ma servono competenze, filiere organizzate e istituzioni credibili per far crescere il Made in Italy.Il Presidente della Regione, Vito Bardi, ha sottolineato: “Nonostante le incertezze globali, il Made in Italy dimostra una vitalità straordinaria. Con l’Italia che ha raggiunto il Giappone come quarto esportatore mondiale, la Basilicata non è una spettatrice, ma una protagonista attiva, grazie all’agroalimentare di qualità, al design e all’artigianato.”Bardi ha infine evidenziato l’importanza della Legge Quadro sul Made in Italy per combattere la contraffazione e promuovere l’internazionalizzazione.
L'IMPORTANZA
DEL SETTORE
CREATIVO E DELL'INNOVAZIONE
Un aspetto di grande rilevanza nella giornata è stato l'intervento di Antonio Soluzzi, artista noto per la sua capacità di fondere tradizione e modernità nelle sue opere. L'artista ha mostrato agli studenti come, attraverso l'uso di materiali diversi, sia possibile creare opere uniche che raccontano la bellezza dell’Italia. I ragazzi hanno avuto l’opportunità di partecipare a una
dimostrazione pratica, cimentandosi nella realizzazione di calcature artistiche e avvicinandosi così al mondo dell’arte e dell’artigianato in modo diretto e coinvolgente.Un altro elemento centrale dell’evento è stato il confronto con il mondo del business internazionale. Gli studenti hanno avuto modo di capire come funzionano le dinamiche dell’export e come le piccole e medie imprese italiane possano affrontare la concorrenza globale, mantenendo però sempre saldi i principi di qualità, autenticità e innovazione.
UN PONTE
CULTURALE TRA I POPOLI
Il progetto ha dato anche spazio a una riflessione sul Made in Italy come ponte culturale tra i popoli. I ragazzi hanno espresso l'auspicio che la loro creatività possa contribuire a un futuro migliore, in cui il rispetto reciproco e la collaborazione internazionale siano alla base della costruzione di una società più equa e pacifica. La giornata si è conclusa con un messaggio di speranza, un invito a guardare al futuro con fiducia e a utilizzare la propria creatività come uno strumento per abbattere le barriere culturali e promuovere una comunicazione globale basata sulla pace.
UN FUTURO
SOSTENIBILE E CREATIVO
La Giornata del Made in Italy a Brienza ha rappresentato molto più di una semplice celebrazione delle eccellenze italiane. È stata un'opportunità educativa unica, che ha permesso agli studenti di immergersi nel mondo dell’artigianato, dell’arte, della gastronomia e della produzione industriale, comprendendo l'importanza della tradizione e della sostenibilità nell'era moderna. Gli studenti, protagonisti di questo percorso educativo, hanno vissuto un’esperienza che li ha avvicinati al mondo dell'export e del business internazionale.




CRONA-CHI? Palmegiani: «Numeri spesso fraintesi». Martoccia: «Prime ore decisive». Tammariello: «Attenzione mediatica cala nel tempo»
Negli ultimi anni il fenomeno delle persone scomparse in Basilicata è in crescita e suscita crescente preoccupazione. Nel 2024 sono state registrate 77 denunce riguardanti cittadini italiani, con 32 persone ancora non ritrovate. Il dato più allarmante riguarda i minorenni: oltre la metà dei casi coinvolge ragazzi sotto i 18 anni, con una media di circa una scomparsa a settimana. Rispetto all’anno precedente, le denunce sono aumentate del 19%, mentre i casi effettivi di scomparsa sono cresciuti di oltre il 26%. Considerando anche i cittadini stranieri, il quadro diventa ancora più rilevante: le denunce totali salgono a 456, di cui la maggior parte riguarda minori stranieri. Tuttavia, il numero dei ritrovamenti resta limitato. Non tutte le scomparse sono legate ad episodi criminali: spesso si tratta di allontanamenti volontari, collegati a situazioni di disagio personale, familiare o sociale. Incidono inoltre le cosiddette “scomparse ripetute”, in cui la stessa persona viene segnalata più volte. La crescita del fenomeno, soprattutto tra i più giovani, evidenzia la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione, i servizi di supporto e le reti territoriali, al fine di intercettare tempestivamente i segnali di disagio e ridurre il rischio di allontanamenti. La Basilicata si trova oggi di fronte a una sfida importante: comprendere a fondo le cause di questo aumento e mettere in campo strumenti efficaci per tutelare le persone più vulnerabili, in particolare i minori. La nuova puntata di “CronaChi?”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Fabio Amendolara, si concentra sulle storie delle persone scomparse nella provincia di Potenza. Di Salvatore Albano, 83 anni di Forenza, non si hanno più tracce dal 7 dicembre 2017. I familiari, non vedendolo rientrare, hanno dato l’allarme. Le ricerche si sono concentrate nella zona di San Biagio, a circa 6 chilometri da Forenza, ultimo luogo in cui è stato avvistato. Sono state poi estese senza esito. Il 13 agosto 2012 Mario Allegretti, 39 anni di Potenza, scompare durante un viaggio verso il Monte Bianco, dopo vari spostamenti tra Italia, Svizzera e Francia. L’auto ritrovata e l’ultimo messaggio inviato restano gli unici elementi certi. Rocco Cirigliano, 80 anni, scompare l’8 novembre 2009 a Vaglio Basilicata dopo essersi allontanato di mattina per far visita a conoscenti. Margherita Cudone Tullio, 89 anni, scompare il 22 agosto a Pescopagano mentre si trova vicino a una pescheria. Domenico Giangreco, 64 anni, viveva con la so-

rella a San Costantino Albanese. Sparirà nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2011. Rocco Iacovino, 83 anni, scompare il 19 ottobre 2023 a Moliterno mentre si trovava in una zona rurale. Raffaele Iannuzzi, 78 anni, scompare l’11 ottobre 2013 a Lagonegro dopo essere uscito per andare a funghi. Verrà visto, per l’ultima volta, nel centro del paese. Antonio Iasi, 55 anni, scompare il 15 gennaio 2022 a Forenza mentre si dirigeva verso un oliveto di famiglia. Il cane ritornerà a casa da solo senza di lui. Francesco Lo Vaglio, 58 anni, agricoltore di Teana, uscirà il 12 marzo 2013 per raggiungere i terreni in contrada Pantoni . Lascerà a casa cellulare e chiavi e non vi farà più ritorno. Antonio Martelli, 73 anni, scompare il 4 dicembre 2001 da una struttura di Acerenza. Si allontanerà a piedi e le sue tracce si perderanno dopo circa 500 metri in direzione Forenza. Pasquale Sciaraffia, 83 anni, di Oppido Lucano, si allontanerà senza lasciare tracce. Si ipotizzerà un possibile allontanamento volontario legato a pressioni economiche. Gaetano Sessa, 43 anni, originario di Pagani, ospite di una struttura di Venosa, verrà visto l’ultima volta il 5 luglio 2013 davanti all’ingresso della stessa.
Ospiti della puntata il criminologo Pierluigi Martoccia, l’esperto di scene del crimine Armando Palmegiani e la giornalista di Cronache Lucane e Crona-Chi? Anna Tammariello. «Il fenomeno delle persone scomparse è certamente drammatico anche per un solo caso, ma i numeri spesso vengono fraintesi: molte segnalazioni riguardano minori, stranieri o situazioni temporanee, rendendo difficile avere dati reali. Ma voi siete riusciti a restituire un quadro preciso» dichiara Palmegiani. «Per l'esperienza che ho maturato da Presidente di un'associazione importante di Protezione Civile, quello che manca è la possibilità di intervenire proprio nelle primissime ore

quando si registra una scomparsa, quelle sono le ore fondamentali per indirizzare le indagini –spiega Martoccia-. Ma si attende per comprendere se si tratti di un allontanamento volontario o di una scomparsa. Nell’ultimo caso registrato nella provincia di Matera, riguardante Giuseppe Partipilo, un anziano non ancora ritrovato, i nostri cani molecolari sono intervenuti in ritardo proprio per aspettare questi tempi tecnici. A mio avviso andrebbe cambiata la normativa». Oltre ai ritardi nelle ricerche, un altro elemento che non aiuta le persone scomparse è la poca copertura mediatica. «C’è una grande difficoltà nel reperire informazioni sugli scomparsi, soprattutto con il passare del tempo: l’attenzione iniziale della stampa, che non coinvolge però tutti i casi, tende a diminuire con il passare delle settimane -evidenzia Tammarielllo- . E’ necessario mantenere viva la memoria di questi scomparsi anche attraverso i social, condividendo nomi, foto e dati per favorire eventuali segnalazioni». «Palmegiani, come si riapre un caso di scomparsa di questo tipo, quando non ci sono più segnalazioni, quando nessuno ricerca più? » chiede Amendolara all’esperto di scene del crimine. «Spesso questi casi si risolvono fortuitamente. È necessario rimappare il territorio con il metodo “braccio a braccio”, perché basta un metro tra due ricercatori e non si riesce ad analizzare perfettamente il territorio». «Come avvengono le ricerche sul campo?» domanda il giornalista al Presidente della Protezione Civile Gruppo Lucano. «Si individua un'area –spiega Martoccia- e i volontari della Protezione Civile insieme al Corpo dei Vigili del Fuoco, battono una zona proprio con quel sistema a pettine, si toccano mano con mano per non lasciare spazio, e attraverso l'utilizzo di un GPS si mappa la zona che si è battuta. Quello che però secondo me è fondamentale è rac-

cogliere le informazioni preliminari per indirizzare la ricerca in maniera puntuale». Dunque abitudini della persona scomparsa, stati d’animo, segnalazioni dell’ultimo avvistamento, tutto è utile per coordinare ed indirizzare al meglio le ricerche. «Palmegiani, tu hai fatto anche il poliziotto, come funzionano queste ricerche?». «C’è sicuramente un coordinamento, che varia in base alla situazione. Nei territori di provincia si registra una maggiore collaborazione: Carabinieri e Polizia lavorano in sinergia con la Protezione Civile, che fornisce gran parte del supporto operativo. Fondamentale è individuare un unico nucleo di comando incaricato di coordinare le attività, soprattutto nella gestione delle mappature e delle aree di ricerca».
«Veniamo alle informazioni con Tammariello, abbiamo visto quella banca dati, tu un po' ci hai smanettato, che ne è venuto fuori? ». «Emergono soprattutto storie che suscitano grande tristezza quando ai numeri si associano nomi, cognomi e volti. Per questo è importante raccontarle: nella maggior parte dei casi si tratta di persone con vite ordinarie, senza nemici, ad eccezione di pochi episodi. Per quanto riguarda la banca dati, emergono difficoltà nel reperire informazioni aggiornate, poiché il sito della Prefettura non risulta adeguatamente aggiornato». Esiste inoltre un database delle forze di polizia, nel quale le persone scomparse sono censite. Sarebbe però auspicabile potenziare una banca dati pubblica, più accessibile, così da permettere ai cittadini di inserire segnalazioni e consultare facilmente le informazioni.
In quest’ottica, il controllo dovrebbe diventare anche sociale: sebbene la banca dati sia oggi riservata alle forze dell’ordine, sarebbe utile che anche i cittadini possano avere strumenti per riconoscere e segnalare eventuali persone scomparse.
Dai giocattoli al falso “made in Italy”, migliaia di interventi e denunce: operazioni in tutta Italia tra sequestri record e filiere illecite smantellate
La Guardia di finanza conferma il proprio ruolo in prima linea nella tutela del “made in Italy” e nel contrasto alla contraffazione. Nel corso del 2025 sono stati 9.044 gli interventi complessivamente condotti, con 4.066 soggetti denunciati e un totale di 81,3 milioni di prodotti contraffatti sequestrati.I dati evidenziano la portata del fenomeno e la varietà dei settori coinvolti. Tra le tipologie di beni maggiormente contraffatte figurano i giocattoli (31%), il packaging (27%), l’oggettistica religiosa (15%) e incisioni, stampe e litografie (9,5%).
Sul fronte della tutela del “made in Italy”, sono stati inoltre sequestrati oltre 30 milioni di prodotti recanti false indicazioni di origine. In questo ambito, le categorie più colpite ri-
sultano la ferramenta (71%), gli accessori per autoveicoli, motocicli e biciclette (18,5%) e gli addobbi natalizi (4%).Numerose le operazioni di rilievo condotte sul territorio nazionale. Ad Alessandria è stato disarticolato un articolato sodalizio criminale dedito alla commercializzazione di capi d’abbigliamento e prodotti per l’infanzia con marchi contraffatti. Le indagini hanno portato alla scoperta di una vasta rete di distribuzione attiva anche su marketplace digitali e social network. Sequestrati oltre 2 milioni di articoli, tra abbigliamento, etichette, cancelleria, giocattoli e accessori, per un valore stimato superiore ai 2 milioni di euro. Denunciate 50 persone.A Brindisi, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e
con l’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, sono state sequestrate oltre 42 tonnellate di passata di pomodoro etichettata come «Country of originItaly», ma in realtà proveniente dalla Bulgaria. Cinque i responsabili denunciati.A Torino, invece, i finanzieri hanno sequestrato oltre 5,5 milioni di prodotti tra accessori per auto e dispositivi di protezione individuale per moto e biciclette, recanti indicazioni ingannevoli sull’origine italiana. L’attività investigativa ha consentito di ricostruire l’intera filiera illecita, dall’importazione allo stoccaggio fino alla distribuzione, individuando anche prodotti privi dei requisiti minimi di sicurezza.A Roma, infine, in vista del Giubileo 2025, sono stati

sequestrati oltre 2,3 milioni di souvenir contraffatti, tra cui rosari, pendagli, bracciali e medagliette, riportanti effigi del Pontefice, immagini sacre e stemmi del Vaticano.Le autorità ricordano che il contrasto alla contraffazione riguarda non solo la
CONTROLLI DELLA POLIZIA LUNGO LA PRINCIPALE ARTERIA STRADALE: ACCERTATA UN’IRREGOLARITÀ
Nvendita ma anche l’acquisto: per i consumatori sono previste sanzioni amministrative che possono variare da 300 a 7.000 euro. Un richiamo alla responsabilità individuale, oltre che alla tutela del mercato e della sicurezza dei prodotti.
el pomeriggio di ieri 14 aprile, lungo la S.S. 106 Jonica in direzione Taranto, gli agenti del Commissariato di Pisticci hanno proceduto al controllo di un mezzo nel corso di un servizio di vigilanza del territorio.
A bordo del veicolo viaggiavano nove cittadini stranieri, otto pakistani e un afgano, tutti regolarmente presenti sul territorio nazionale.
Nel corso degli accertamenti è emersa un’irregolarità: il conducente risultava privo di patente di guida.
Gli operatori hanno quindi proceduto alla contestazione della violazione del Codice della strada e al fermo amministrativo del mezzo.
L’episodio rientra nell’ambito dei controlli intensificati lungo le principali arterie della zona, finalizzati a garantire il rispetto della legalità e la sicurezza della circolazione stradale.

Operazioni della Guardia di finanza con l’ausilio delle unità cinofile: scovati stupefacenti in auto e tra gli effetti personali
Negli ultimi giorni i finanzieri della Compagnia di Lauria e della Tenenza di Maratea hanno eseguito una serie di interventi finalizzati al contrasto dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti.Nel corso di mirati controlli stradali, grazie al fiuto dei cani antidroga «GINGER», «AIR», «LARY» e «KIRIL», in dotazione al Gruppo della Guardia di finanza di Matera, sono state rinvenute sostanze stupefacenti occultate all’interno delle autovetture ispezionate o tra gli effetti personali dei sogget-
ti controllati.Al termine delle operazioni, le Fiamme gialle hanno sequestrato diverse dosi di marijuana e hashish e hanno segnalato alla Autorità prefettizia potentina cinque assuntori.
I controlli antidroga si inseriscono in un più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti attuato dalla Guardia di finanza nel territorio provinciale, con l’obiettivo di prevenire e reprimere il fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti, in particolare tra i più giovani.


POTENZA. Nuova
udienza ieri mattina del processo Sanitopoli legato alla gestione della sanità lucana che vede sul banco degli imputati esponenti della giunta regionale di Basilicata guidata da Vito Bardi. Ieri mattina nell'Aula Mario Pagano del Palazzo di Giustizia di Potenza nel corso dell'udienza presieduta dal Giudice Carmen Bonamico e del Pubblico Ministero, Vincenzo Montemurro hanno risposto alle domande degli inquirenti Pier Paolo Galli, Valerio Di Giacomo e Giandomenico Marchese. Presenti gli avvocati Alessandro Singetta, Clemente Delli Colli, Sergio Lapenna, Giuseppe Labriola, Dino Donnoli, Giu-
seppe Sabia, Donatello Cimadomo, Michele Riccio. Pier Paolo Galli, esperto di tecnologia e software e ingegnere chimico ha parlato del suo incarico professionale dovuto ad un concorso interno, al rapporto serio e equilibrato con il direttore generale del San Carlo, Massimo Barresi, presente in aula, di quei contatti avuti dallo stesso Barresi con esponenti della Giunta Regionale poi proseguiti nelle stanze di via Verrastro con i massimi esponenti della politica regionale in merito alla questione relativa alla realizzazione dell'Ospedale di Lagonegro, Barresi avrebbe avuto in tal senso un certo diniego soprattutto in relazione alla realizzazione del plastico che era nelle mani di
Giuseppe Spera e proprio per questo il rapporto di fiducia con i vertici regionali avrebbero avuto un netto e deciso rallentamento. Galli, che lavorava nell'ufficio amministrativo del San Carlo ha risposto serenamente alle domande del Pubblico Ministero, Vincenzo Montemurro e di diversi legali anche ai rapporti tesi tra Massimo Barresi e Rocco Leone.
Un dibattito quello che ha visto protagonista Galli durato meno di trenta minuti servito agli inquirenti per capire diversi elementi relativi alla realizzazione del nosocomio lagonegrese e appunto al ruolo di Galli nell'ambito della struttura del San Carlo. Dal canto suo invece Valerio Di Giacomo operava nell'ufficio legale della Giunta che ha evidenziato il forte contrasto con Leone in relazione alla strategia difensiva da attuare nel caso del ricorso proposto dall'ingegnere Spera contro il direttore generale del San Carlo, Massimo Barresi. La testimonianza di Di Giacomo è stata lunga, aspra e con diversi interventi da parte del Giudice Carmen Bonamico che ha chiesto
ai legali e allo stesso Di Giacomo di rispondere correttamente alle domande. Di Giacomo sostanzialmente in qualità di avvocato non avrebbe ottemperato a quella che era l'indicazione da parte della Giunta Regionale sulla questione Barresi. Di Giacomo ha sostenuto di aver consegnato gli atti alla regione e sarebbe stato anche alle prese con la questione disciplinare archiviata dai consiglieri dell'ordine degli avvocati. La terza testimonianza ha riguardato il commercialista Giandomenico Marchese, funzionario di Acquedotto Lucano. Ebbene Giandomenico Marchese rispondendo alle domande di Montemurro, della stessa Bonamico e degli avvocati presenti in aula ha parlato della richiesta pressante nei modi e nei tempi ricevuta dall'Assessore Francesco Cupparo e dal Consigliere Regionale di Forza Italia, Francesco Piro sulla questione relativa a Francesco Ferraiuolo, vicino appunto a Piro nell'ambito dell'inquadramento d'organico proprio in seno all'Acquedotto Lucano. Tutto questo nell'ambito delle imminenti elezioni comunali nel cen-
tro valnocino e dell'ovvio interesse mostrato da Piro per questa posizione organizzativa anche con frasi irriguardose e con minacce allo stesso Marchese. Il commercialista potentino ha parlato di alcuni incontri avuti in Regione proprio con Francesco Cupparo e Francesco Piro dove il tema in discussione riguardava il rafforzamento della posizione organizzativa di Francesco Ferraiuolo. Tale diniego avrebbe comportato al commercialista potentino pesanti ripercussioni in ambito lavorativo. Marchese ha anche parlato dei contatti avuti sia con Gianni Rosa che con lo stesso Cupparo relativamente alla gestione dei canoni irrigui vista la sua posizione in seno ad Acquedotto Lucano. Marchese ha parlato del suo incarico voluto per il 51% da Acquedotto Lucano e dal restante 49 dai comuni lucani. Dunque tre testimonianze importanti per un processo che avanza a grandi falcate verso una rapida conclusione. Prossima udienza, fissata dal giudice Carmen Bonamico, il 25 maggio sempre nel Tribunale di Potenza.
Il consigliere regionale dem Marrese chiede più risorse: «La Basilicata non può essere lasciata sola»
POTENZA. Il consigliere regionale Piero Marrese esprime forte preoccupazione per la recente escalation di episodi criminali registrati sul territorio lucano, con particolare riferimento all’area del Metapontino, dove reiteratamente si verificano numerosi e gravi fatti delittuosi, che alimentano un diffuso senso di insicurezza tra cittadini e operatori economici.
«In un contesto che da tempo richiede maggiore attenzione e presenza dello Stato – dichiara Marrese – è ormai improcrastinabile un deciso rafforzamento degli organici degli uffici e dei reparti della Polizia di Stato operanti in Basilicata. La sicurezza rappresenta un presupposto fondamentale per la qualità della vita delle nostre comunità e per lo sviluppo del territorio, e non può essere garantita senza adeguate risorse umane e organizzative».
L'esponente del Partito Democratico sottolinea come le attuali carenze di personale incidano non solo sull’efficacia del dispositivo di con-
trollo e prevenzione, ma anche sulle condizioni di lavoro degli operatori di polizia, spesso costretti a operare in situazioni di forte pressione e con carichi di lavoro elevati.
«In tale quadro – prosegue – esprimo pieno sostegno all’iniziativa del SILP CGIL e alla lettera inviata dal segretario nazionale Mario Roselli al Dipartimento della Sicurezza del Ministero dell’Interno. Si tratta di un intervento necessario e urgente, finalizzato da un lato al ripianamento delle dotazioni organiche degli uffici e dei reparti di polizia della Basilicata, dall’altro a garantire condizioni di lavoro per il personale improntate al benessere organizzativo, elemento imprescindibile per assicurare un servizio efficiente e all’altezza delle sfide attuali».
Marrese conclude rivolgendo un appello alle istituzioni competenti affinché si attivino tempestivamente: «È indispensabile dare risposte concrete e rapide a un territorio che chiede sicurezza, legalità e presenza dello Stato. La Basilicata non può essere lasciata sola di fron-

te a fenomeni che rischiano di comprometterne la coesione sociale e le prospettive di sviluppo.»

Chiusa la strada Cugni a S.Chirico Nuovo, dove la fiumara di Tolve, impetuosa, ha eroso la strada
DI EMANUELA CALAB RESE
Il ritorno del maltempo, dopo qualche giorno di sole, è bastato a provocare ulteriori danni e disagi sui territori lucani. A Vaglio Basilicata l'allerta Rossa della Protezione Civile avvertiva di fare attenzione ed evitare spostamenti, se non per motivi di emergenza. E difatti l’intensa pioggia caduta al suolo nella giornata di martedì, in pochissimo tempo ha invaso strade e canali.
EX SS7 APPIA: MASSI ENORMI SOLLEVANO
L'ASFALTO E ABITAZIONI ALLAGATE
Raggiunto il Sindaco Francesco Santopietro ha spiegato: «Per quanto concerne la ex SS7 Appia, sicuramente la mancata manutenzione dei canali da molto tempo, dagli organi preposti, ha fatto sì che l’acqua arrivata dei torrenti trasportando pietre e fango, abbia trovato una sua strada “alternativa”, deviando sull’Appia e trasportando massi enormi che hanno praticamente sollevato l'asfalto». Fortunatamente, incalza il Primo cittadino, «avevamo già attiva la COC, non l'avevo chiusa dopo il precedente maltempo, proprio sapendo del peggioramento delle condizioni me-
teo di questa settimana, per cui ho immediatamente attivato la Provincia, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, la Polizia Locale e l'Ufficio Tecnico, tutti all'opera immediatamente, compresa la Provincia che è intervenuta immediatamente». Sul territorio comunale si registrano danni sulle strade, piccole frane, detriti trasportati dal fango arrivato anche dai terreni. In sinergia si è lavorato per «liberare alla meno peggio, nel minore tempo possibile, molte strade comunali e anche quella che dall'Appia va verso Cancellara, sempre nel territorio di Vaglio, in collaborazione con il Comune di Cancellara. Sono inoltre intervenuti su una piccola frana, per cui c'è stato un lavoro di squadra veramente lodevole da parte di tutti gli Enti coinvolti e i cittadini sono stati assolutamente collaborativi, utilizzando anche le arterie secondarie, e con il lavoro della Provincia fino a notte tarda hanno ripristinato e ripulito insieme ad altre Ditte».La ex SS7 Appia è una viabilità importantissima per Vaglio, «segnalata decine e decine di volte alla Provincia e alla Regione. Purtroppo la Provincia ha i problemi che conosciamo, ma gli uffici tecnici e gli operai fanno ciò che posso-
no con tanto sacrificio. Detto questo, la situazione ora è migliorata notevolmente, quindi è percorribile da parte dei pullman, degli studenti, dei lavoratori, dei cittadini, dei viaggiatori che ci raggiungono. Inoltre adesso questa strada è principalmente utilizzata da Vaglio, poiché tra Vaglio e Tolve c’è un ponte chiuso perché pericolante. Aspettiamo che inizino i lavori lì e anche i lavori su tutta la strada, che come dicevo ho segnalato diverse volte, ed è diventata veramente molto pericolosa, molto precaria, con manutenzioni che devono essere eseguite in modo definitivo da tutti gli Enti coinvolti». I Vigili del Fuoco inoltre sono intervenuti in più punti sul territorio, sempre più o meno nella stessa zona, in abitazioni private: «in una di queste l'acqua ha travolto un muro, mentre un'altra abitazione è stata interessata dall’entrata di l'acqua che ha sfondato le porte» spiega il Sindaco.
CANCELLARA A
LAVORO E A
S.CHIRICO NUOVO
LA FIUMARA
CORRODE STRADA
CUGNI
Le avverse condizioni meteo hanno continuato a creare situazioni di pericolo anche a Cancellara, su diver-

se strade di collegamento del territorio, in particolare nel tratto compreso tra Serra Coppoli e Ponte Tiera. «In questa zona, già nei giorni scorsi, si era verificato un inizio di frana e la situazione stava rapidamente peggiorando – racconta il Sindaco Franco Genzano- In sinergia con i Carabinieri e con l’amministrazione di Vaglio, impegnata contemporaneamente in un’altra emergenza particolarmente grave, siamo intervenuti personalmente con il supporto di una ditta locale specializzata. L’intervento tempestivo ha permesso di risolvere la criticità nel più breve tempo possibile, evitando la chiusura della strada che avrebbe causato notevoli disagi ai tanti utenti che la percorrono quotidianamente». A San Chirico
Nuovo, le piogge intense dell'altra settimana «hanno lasciato ferite enormi al territorio alle quali abbiamo cercato di porre rimedio mettendole in sicurezza e monitorando quotidianamente – spiega la Sindaca Rossella Baldassarre- che nella giornata di ieri ha segnalato il pericolo sulla strada Cugni, chiusa a causa della piena della fiumara di Tolve che impetuosa ha eroso la strada nel tratto vicino alla chiesetta». Si tratta solo di alcune situazioni di criticità, tra le molte che stanno interessando i Comuni lucani, le Amministrazioni e le Province, tra strade e condizioni di messa in sicurezza del territorio. Frane, smottamenti, allagamenti ed erosioni del suolo, continuano a ferire la Basilicata sotto la pioggia battente.
Il movimento sollecita misure urgenti per supportare i produttori agricoli del Metapontino danneggiati dal maltempo
Progetto Civico Italia Basilicata esprime solidarietà agli agricoltori del Metapontino, duramente colpiti dalla grandinata del 1° aprile 2026, che ha compromesso numerose colture. La crisi politica in Giunta regionale, in particolare la posizione dell'Assessore all’agricoltura, Carmine Cicala, amplifica le difficoltà di un settore già segnato dall'aumento dei costi e dalla mancanza di efficienza nei ristori. Le produzioni ortofrutticole del Metapontino sono state gravemente danneggiate, con ripercussioni dirette sul reddito delle famiglie e sull'indotto agricolo locale. Nonostante l’attivazione da parte della Regione Basilicata di un portale per la segnalazione dei danni, la situazione resta critica, con richieste di misure più rapide e trasparenti.«Non possiamo più permetterci ritardi nella gestione delle emergenze agricole», dichiarano Angelo Rubino e Giovanni Desantis di
Progetto Civico Italia. «Le imprese necessitano di risposte tempestive e procedure snellite, per evitare di ripetere gli errori del passato.»Progetto Civico Italia chiede che l’agricoltura ritorni al centro dell’agenda politica, con misure concrete e tempestive per il ristoro delle perdite. È urgente concludere la fase istruttoria e garantire tempi certi per l’erogazione dei fondi. Il movimento propone anche l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio, per garantire la trasparenza e l'efficacia degli interventi.Federica D'Andrea, Coordinatrice Regionale, sottolinea: «Il settore agricolo è fondamentale per l’economia lucana. La crisi politica non deve impedire interventi tempestivi per sostenere le imprese agricole.»Le istituzioni sono chiamate a fornire risposte concrete e misurabili, non solo per affrontare l’emergenza, ma per costruire un modello agricolo resiliente, capace di affrontare
i cambiamenti climatici e garantire uno sviluppo sostenibile.


Il Comune con 30mila € è intervenuto «con somma urgenza in maniera provvisoria»; danni stimati in 500mila €
DI EMANUELA CALABRESE
Le difficoltà per la viabilità interrotta a Roccanova, a causa delle precipitazioni e del maltempo tra il 28 marzo 2026 e il 3 aprile 2026, continuano con la loro scia di disagi e problemi. Per far fronte alla necessità di intervenire con azioni mirate, il Sindaco Rocco Greco, ha scritto nei giorni scorsi ai Dipartimenti regionali Infrastrutture e Mobilità e Agricoltura, segnalando «lo stato di emergenza della viabilità comunale rurale a seguito di eventi meteorologici eccezionali e la richiesta urgente di stanziamento risorse per interventi di ripristino e messa in sicurezza».
LA RETE VIARIA RURALE HA UN RUOLO STRATEGICO PER IL SISTEMA ECONOMICO LOCALE
Il Sindaco ha altresì trasmesso la relazione tecnica predisposta dall'Ufficio Tecnico Comunale relativa ai gravi danni arrecati alla viabilità comunale e provinciale. «Gli eventi meteorologici di straordinaria intensità hanno determinato diffuse situazioni di dissesto idrogeologico con smottamenti, cedimenti strutturali e fenomeni erosivi che hanno compromesso in maniera significativa la funzionalità della rete viaria comunale, in particolare delle strade rurali e interpoderali – asserisce il Primo cittadino- Le criticità rilevate interessano numerosi assi viari strategici per il territorio, tra cui: Strada Comunale Nice/Vallarano (cedimenti e collasso di gabbionate);
Strada Sant'lorio (smottamenti diffusi e necessità di opere di contenimento); Strada Marcellino e Marchese - Acqua di Gregorio (cedimenti della sede stradale e frane); Strada Pantano - Sant'Elia (scalzamento al piede e dissesti per eccesso di portata idraulica); Strade Fontanelle, Tiratino e Mandara (erosioni diffuse e frane a monte)». In particolare, la relazione tecnica evidenzia come questi fenomeni abbiano comportato «la necessità di interventi strutturali urgenti, tra cui la realizzazione e il ripristino di gabbionate e opere di sostegno, la sistemazione e il consolidamento dei versanti, il rifacimento delle sedi stradali e il ripristino delle opere di regimazione delle acque meteoriche. Interventi già effettuati dal Comune che è intervenuto con estrema tempestività per fronteggiare la fase emergenziale, garantendo la riapertura e la fruibilità delle principali arterie rurali mediante interventi di somma urgenza, sostenendo una spesa pari a circa € 30.000 a valere sul bilancio comunale. Questi interventi, tuttavia, hanno carattere esclusivamente provvisorio e non risultano sufficienti a garantire condizioni di sicurezza durature». La rete viaria rurale interessata riveste per Roccanova «un ruolo strategico per il sistema economico locale -evidenzia il Sindaco- in quanto utilizzata prevalentemente dalle aziende agricole e vitivinicole operanti nel territorio comunale, in particolare da quelle impegnate nella produzione del Grottino di Roccanova DOP, eccellenza riconosciuta e elemento
identitario dell'economia locale. La compromissione della funzionalità di tali infrastrutture comporta pertanto non solo un grave disagio per la popolazione residente, ma anche un concreto rischio per la continuità delle attività produttive e per la valorizzazione del comparto agroalimentare di qualità». Alla luce di tutto ciò, «e considerata la dimensione dei danni stimati in via preliminare in circa € 500.000, il Comune di Roccanova non dispone delle risorse finanziarie necessarie per garantire gli interventi strutturali indispensabili al ripristino delle condizioni di sicurezza. Pertanto richiede il riconoscimento dello stato di emergenza per il territorio comunale interessato e lo stanziamento urgente di risorse regionali finalizzate al ripristino della funzionalità della viabilità rurale e alla messa in sicurezza definitiva delle infrastrutture danneggiate, l'attivazione di un sopralluogo tecnico congiunto tra Regione, Provincia e Comune, al fine di definire puntualmente le priorità di intervento e le modalità operative».
PROSEGUE ANCHE
IL LAVORO PER LA
SP89 INTERESSATA
DA GRAVE DISSESTO
IDROGEOLOGICO
Intanto c’è un'altra situazione che preoccupa Comune e residenti, ovvero le criticità determinate dalla chiusura della S.P. 89, causata da importanti eventi di dissesto idrogeologico. Un incontro presso il Dipartimento Infrastrutture e Mobilità, si è tenuto con il tavolo tecnico convocato dal Direttore Generale, finaliz-


zato ad affrontare le problematiche derivanti dalla chiusura della strada. «L'incontro, attivato anche a seguito delle interlocuzioni istituzionali avviate con la Provincia di Potenza –spiega Mele- ha visto la partecipazione delle istituzioni competenti al fine di garantire, in via prioritaria, la continuità dei collegamenti e dei servizi essenziali, con particolare riferimento al trasporto pubblico locale. A chiusura del Tavolo tecnico «è stato disposto un sopralluogo congiunto tra Regione Basilicata, Provincia di Potenza, Comune di Roccanova e Co.Tr.A.B., finalizzato all'individuazione di un percorso alternativo idoneo a garantire il collegamento tra l'area del Serrapotamo, l'area del Sinni e la Val d'Agri, anche mediante l'utilizzo della viabilità comunale, previa necessaria messa in sicurezza». Per quanto concerne invece la
viabilità alternativa, «le verifiche tecniche saranno orientate a valutare la percorribilità delle strade comunali e il possibile utilizzo della S.P. n. 7 quale asse di collegamento alternativo, nel rispetto degli standard di sicurezza richiesti per il transito dei mezzi di trasporto pubblico». In merito invece agli interventi sulla S.P.89, «l'Assessore regionale alle Infrastrutture Pasquale Pepe ha assicurato la piena disponibilità a finanziare, ove tecnicamente possibile, un intervento urgente per il ripristino parziale della carreggiata, anche mediante l'istituzione di un senso unico alternato regolato da impianto semaforico – asserisce il Sindaco- a sostenere il ripristino definitivo dell'infrastruttura, attraverso le risorse già stanziate dal Governo Nazionale ( 5 milioni di euro) per le emergenze sul territorio regionale».

Il coordinatore regionale di Fdi Piergiorgio Quarto: «Modello innovativo che integra ambiente e salute con basi scientifiche»
«Il progetto LucAS, iniziato nella precedente legislatura con l’allora assessore all’Ambiente Gianni Rosa prima e portato avanti dal suo successore Cosimo Latronico poi, e che ha trovato l’immediato supporto del presidente Vito Bardi e della giunta, rappresenta una delle scelte più rilevanti e lungimiranti messe in campo per la Basilicata, perché affronta in modo concreto e scientifico il rapporto tra ambiente e salute dei cittadini». Lo dichiara Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata. «Si tratta di un percorso avviato nel 2021 – prosegue – che ha introdotto un modello innovativo di governance, capace di integrare ricerca, monitoraggio ambientale e capacità decisionale, trasformando i dati in strumenti utili per orientare le politiche pubbliche e
migliorare la qualità della vita delle comunità lucane. LucAS non è uno studio teorico, ma un’infrastruttura operativa che consente di analizzare in maniera puntuale aria, acqua e suolo, mettendo in relazione questi fattori con lo stato di salute della popolazione e individuando con precisione gli ambiti su cui intervenire. Il valore di questo progetto – aggiunge Quarto – sta proprio nell’approccio integrato, in linea con i più avanzati modelli europei e con il paradigma ‘One Health’, che considera inscindibile il legame tra ambiente, salute umana ed ecosistemi. In un contesto in cui spesso il dibattito pubblico – sottolinea – si alimenta di percezioni e timori, LucAS introduce un elemento fondamentale: la centralità dell’evidenza scientifica come base per costruire fiducia, trasparenza e scelte responsabili. La Basilicata, grazie a questo progetto –evidenzia ancora il coordinatore regionale di Fdi – si candida a essere un laboratorio avanzato a livello nazionale, capace di sviluppare modelli replicabili e di coniugare sviluppo industriale, tutela ambientale e protezione della salute. È questa – conclude Quarto – la direzione giusta: investire sulla conoscenza per governare i processi, rafforzare il sistema sanitario e garantire ai cittadini risposte concrete, misurabili e durature nel tempo».

Il segretario Giuseppe Verrastro: «Validità fino al 2026, ora servono atti per nuove assunzioni e scorrimento delle liste»
POTENZA. La Uil Fp interviene per chiarire la questione relativa alla validità delle graduatorie nel comparto sanitario regionale, tema che negli ultimi giorni ha generato dubbi tra lavoratori e idonei. Il sindacato sottolinea che la normativa vigente ha già definito in modo inequivocabile i termini della proroga.Con la legge regionale del 30 dicembre 2025, collegata alla legge di stabilità e pubblicata sul bollettino ufficiale nello stesso giorno, è stata introdotta una disposizione ritenuta decisiva. L’articolo 29 stabilisce infatti che tutte le graduatorie vigenti alla data del 31 dicembre 2025 sono prorogate fino al 31 dicembre 2026, garantendo così continuità agli strumenti utili per le assunzioni nel servizio sanitario.«Si tratta di una norma fortemente sostenuta e voluta dalla Uil Fp», evidenzia il segretario generale Giuseppe Verrastro, ricordando l’impegno dell’organizzazione nella tutela degli idonei. La disposizione riguarda anche la graduatoria degli operatori socio sanitari, che rientra pienamente nella proroga prevista, consentendo agli idonei di essere chiamati fino alla fine del 2026.Il sindacato esprime perplessità ri-

spetto alle interpretazioni che continuano a mettere in discussione la durata della proroga. «Non si comprende chi sostiene la necessità di ulteriori interventi», si legge nella nota, ribadendo che il risultato è già stato raggiunto grazie anche all’azione sindacale.L’attenzione si sposta ora sul prossimo passaggio ritenuto fondamentale: l’aggiornamento dei piani triennali dei fabbisogni di personale per il periodo 2026-2028. Si tratta dello strumento necessario per
programmare le assunzioni e consentire alle aziende sanitarie di procedere allo scorrimento delle graduatorie.Senza questo adempimento, sottolinea la Uil Fp, anche graduatorie pienamente valide rischiano di non tradursi in opportunità di lavoro. Per questo l’organizzazione annuncia che continuerà a vigilare e a sollecitare le istituzioni affinché vengano adottati tutti gli atti utili a rafforzare gli organici e garantire servizi sanitari efficienti ai cittadini.
Domus, festa e musica con i volontari dell’Avis
BERNALDA. Una mattinata di festa e condivisione alla Domus dei Padri Trinitari, dove i volontari dell’Avis di Montescaglioso hanno animato la struttura con musica, giochi e momenti di allegria. Fin dal loro arrivo, tra mascotte e sorrisi, si è creata un’atmosfera coinvolgente che ha abbracciato ospiti di tutte le età.Tra i momenti più apprezzati, il karaoke, che ha visto partecipare attivamente molti presenti, tra canti, balli e applausi. «Non era la prima volta che ospitavamo i volontari – hanno spiegato gli operatori – anche in passato hanno portato entusiasmo e attenzione, confermandosi una presenza preziosa».La giornata si è conclusa con uno spettacolo di bolle di sapone, capace di sorprendere e incantare tutti. Un gesto semplice ma significativo, che ha lasciato un ricordo positivo negli ospiti della struttura.«Iniziative come questa – ha sottolineato il direttore Vito Campanale – rappresentano molto più di un momento ricreativo: sono occasioni per offrire relazioni e spensieratezza». Un’esperienza che conferma il valore della solidarietà e dell’impegno dei volontari sul territorio.


Il Dg Spera: «Diffondere una cultura della prevenzione significa promuovere il diritto alla salute in modo concreto e accessibile»

Si rinnova, anche quest’anno, l’appuntamento con l’(H)open week, l’iniziativa nazionale promossa dalla Fondazione Onda ETS, in programma dal 22 al 29 aprile 2026, in occasione dell’11ª Giornata nazionale della salute della donna (22 aprile). L’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, aderente al network degli ospedali con il Bollino Rosa, conferma il proprio impegno in prima linea pre-
sentando un calendario ricco di servizi gratuiti dedicati alla popolazione femminile. «Diffondere una cultura della prevenzione significa promuovere il diritto alla salute in modo concreto e accessibile», spiega il Direttore Generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera. «La nostra Azienda conferma la sua attenzione verso una medicina di genere offrendo una serie di visite, esami strumentali, consulenze telefoniche, colloqui ed eventi informativi dedicati alle donne. L’obiettivo è quello di incoraggiare le donne a prendersi cura della propria salute, favorendo l’accesso a diagnosi precoci e fornendo strumenti informativi corretti per le diverse fasi della vita». L’offerta proposta è ampia e coinvolge numerose aree specialistiche, grazie alla disponibilità del personale medico e infermieristico dell’Aor San Carlo.

Attivate le nuove agende e potenziata la collaborazione con il San Carlo di Potenza

L’Aor San Carlo e l’ASM comunicano che sono attive nell’ospedale di Matera le agende con le date prenotabili tramite il Cup regionale, sia per le prime visite che per le visite di controllo neurochirurgiche e cardiochirurgiche, rispettivamente dal 16 aprile e dal 22 aprile. Per entrambe le prestazioni altamente specialistiche saranno operativi gli ambulatori due volte al mese. L’attivazione delle agende rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento dell’offerta assistenziale regionale e nella costruzione di una rete specialistica integrata tra l’ospedale San Carlo di Potenza e l’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, finalizzata a garantire un accesso più capillare al-
le prestazioni e una presa in carico qualificata dei pazienti su tutto il territorio regionale. L’assessore alla Salute, Politiche della persona e Pnrr della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, sottolinea come «questo passaggio dia piena attuazione a quanto annunciato nelle scorse settimane e stimolato dall’assessorato, ovvero la realizzazione di una rete specialistica tra gli ospedali di Potenza e Matera capace di valorizzare le competenze esistenti e di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute della popolazione. «L’attivazione delle agende per le visite neurochirurgiche e cardiochirurgiche a Matera – dichiara il direttore generale dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo, Giusep-
pe Spera – rappresenta un risultato concreto nel percorso di potenziamento della rete ospedaliera regionale e delle sinergie messe in campo. Stiamo lavorando per mettere in connessione le professionalità e le competenze presenti nei nostri ospedali, così da assicurare ai cittadini prestazioni specialistiche di qualità e una maggiore prossimità delle cure». «L’apertura delle agende di prenotazione per le visite neurochirurgiche e cardiochirurgiche all’ospedale di Matera - afferma il direttore generale dell'ASM, Maurizio Friolo - è il segno concreto di una strategia condivisa con l’assessore Latronico e con l’Azienda ospedaliera San Carlo, orientata al rafforzamento della sanità territoriale e ospedaliera. Grazie a questa disponibilità del San Carlo possiamo offrire ai cittadini la possibilità di accedere più rapidamente a prestazioni di alta specializzazione, dando risposte reali ai bisogni di salute della comunità e confermando l’attenzione costante verso il presidio ospedaliero di Matera».
«REPORT GIMBE FALLIMENTO DELLA GIUNTA»
«Non servono più cartomanti o profeti per dirlo. C’è un altro timbro della Fondazione GIMBE: la sanità territoriale in Basilicata è ferma, la riforma è rimasta sulla carta e la Giunta Bardi ha fallito. La Basilicata è agli ultimi posti in Italia proprio sul terreno più importante: quello dell’assistenza sanitaria di prossimità». Lo dichiarano le due consigliere regionali (M5S), Verri e Araneo. «I numeri - proseguono - parlano da soli: 19 Case della Comunità programmate e nessuna attiva, 5 Ospedali di Comunità previsti e zero attivati. Zero. Da anni, denunciamo esattamente questo: senza personale, organizzazione e una rete territoriale vera, la riforma sarebbe rimasta solo sulla carta. Oggi GIMBE conferma che avevamo ragione: tanti annunci, nessun risultato. La verità è che la Basilicata ha avuto a disposizione le risorse e l’occasione storica del PNRR, ma questa Giunta non è stata capace di trasformarle in servizi reali. E oggi il ritardo è così grave da rendere evidente che una grande occasione è stata gestita malissimo, mentre i cittadini continuano a non vedere alcun beneficio concreto. Il report GIMBE non è solo una bocciatura tecni- ca. È l’atto di accusa definitivo contro una gestione che ha sprecato tempo, risorse e credibilità».


Il Dg Friolo: «Un appuntamento di grande interesse per continuare a investire nella qualità della cura e nella formazione»
Sabato 18 aprile 2026, Matera ospiterà il convegno dal titolo “Disturbi da tic, Doc e Pans/Pandas: confini diagnostici, modelli eziopatogenetici e controversie” nell’Auditorium dell’Ospedale “Madonna delle Grazie”, Sarà un’importante occasione di approfondimento e confronto su temi oggi molto rilevanti nella neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescen-
za. Al centro dei lavori ci saranno i disturbi da tic, la sindrome di Tourette, il disturbo ossessivo-compulsivo e le sindromi
PANS/PANDAS, con l’obiettivo di riflettere sui confini diagnostici tra quadri clinici che, nella pratica, possono presentare punti di contatto e rendere più complesso l’inquadramento dei pazienti. Organizzato dall’Unità operativa complessa di Neuropsi-
chiatria Infantile dell’Ospedale di Matera e patrocinato dall’Azienda Sanitaria Locale, il convegno si propone di offrire uno spazio di discussione serio e multidisciplinare, fondato sulle evidenze scientifiche disponibili, per approfondire sia gli aspetti clinici sia i modelli di origine e sviluppo della malattia oggi più dibattuti. «Particolare attenzione - sottolinea Raffaella Devescovi, Di-

rettore della UOC di Neuropsichiatria Infantile e Responsabile scientifica del convegno - sarà dedicata alla diagnosi differenziale, al rapporto tra sintomi apparentemente simili ma clinicamente diversi e alle implicazioni che tutto questo ha nella pratica assistenziale quotidiana». «Un appuntamento di grande interesse - afferma il direttore Generale dell’ASM, Maurizio Friolo- per continua-
re a investire nella qualità della cura, nella formazione e nella presa in carico dei bisogni neuropsichiatrici in età evolutiva che si avvarrà del contributo di specialisti provenienti da diverse realtà accademiche e ospedaliere italiane. Con questa iniziativa, Matera si propone di stimolare il confronto tra competenze diverse favorendo il dialogo tra professionisti di elevato spessore scientifico».

«E
sprimo grande soddisfazione per l’avvio delle prestazioni ambulatoriali di neurochirurgia e cardiochirurgia nell’Ospedale di Matera, grazie all’accordo tra ASM e San Carlo. Nei mesi scorsi, in una nota inviata alle due direzioni, avevamo evidenziato la necessità di attivare il servizio presso il Presidio Ospedaliero di Matera, ritenendolo indispensabile per garantire assistenza ai cittadini della provincia e dell’intero comprensorio, rafforzare il Servizio Sanitario Regionale ed evitare, al contempo, i disagi e i costi legati alla mobilità passiva. Oggi esprimo grande soddisfazione per l’accordo tra le due aziende sanitarie, che ha previsto l’attivazione degli ambulatori e l’apertura delle agende di prenotazione, con le prime visite già fissate per oggi e il 22 aprile».
Lo dichiara il consigliere regionale e capogruppo di Azione, Nicola Morea, che aggiunge: «Si tratta di un risultato importante,
che dimostra come, attraverso una collaborazione strutturata tra aziende sanitarie, sia possibile
avvicinare concretamente la sanità ai cittadini. Consentire ai materani di effettuare visite e

consulenze specialistiche direttamente a Matera significa ridurre disagi, tempi e costi e, soprattutto, abbattere in maniera significativa la mobilità passiva. Dobbiamo continuare a rafforzare l’integrazione della sanità regionale, mettendo in rete competenze e professionalità e offrendo risposte sempre più efficaci». «Continueremo a lavorare affinché questa sinergia tra le aziende del Servizio Sanitario Regionale si traduca rapidamente in servizi strutturati e pienamente operativi. L’integrazione tra le strutture del nostro sistema sanitario è la chiave per offrire risposte concrete ai bisogni di salute dei cittadini lucani. In quest’ottica, è necessario attivare ulteriori reti, come quella di chirurgia toracica, e procedere alla formalizzazione della Breast Unit Rionero-Matera, per consentire l’esecuzione degli interventi di chirurgia senologica anche a Matera, valorizzando le professionalità presenti nel nosocomio materano», conclude Morea.

Tecnologie GIS e gestione integrata: il piano del Comune per il monitoraggio e la gestione ecologica delle aree verdi
Si è concluso lunedì scorso il ciclo di audizioni promosso dalla Sesta Commissione Consiliare del Comune di Potenza per aggiornare il Regolamento del Verde Urbano, che riguarda tanto gli spazi pubblici quanto quelli privati. Questo aggiornamento si rende necessario per rispondere alle sfide ambientali e urbanistiche contemporanee, con un occhio attento alle problematiche legate ai cambiamenti climatici e alla gestione sostenibile del verde.Alla seduta hanno partecipato il presidente della Commissione Giammarco Guidetti, l’assessore all’Ambiente Michele Beneventi, il professor Angelo Nolè dell'Università degli Studi della Basilicata e Albino Grieco, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Potenza. Durante i lavori sono emerse diverse proposte per rendere il regolamento più effi-
cace e rispondente alle nuove necessità.Una delle principali novità riguarda l’integrazione tra la gestione del verde urbano e la salute pubblica, con un focus sulla biodiversità come criterio guida nella scelta delle specie vegetali. L’obiettivo è non solo migliorare l’estetica urbana, ma anche promuovere la qualità dell’aria e ridurre il rischio di malattie respiratorie, soprattutto in un contesto di crescente inquinamento. A questo si aggiunge la necessità di affrontare il rischio idrogeologico e la sicurezza degli spazi verdi, che, con il peggioramento delle condizioni climatiche, richiedono un monitoraggio costante e interventi tempestivi.L’assessore Beneventi ha sottolineato l’importanza di aggiornare il regolamento alla luce della complessità del patrimonio verde cittadino, che copre circa l’85% del ter- ritorio comunale. È emersa anche la necessità di un

sistema di gestione più efficace, che preveda l’utilizzo di tecnologie moderne come i GIS (sistemi informativi territoriali) per il monitoraggio del verde, rendendo possibile un intervento più preciso e mirato.Inoltre, sono stati proposti nuovi modelli di gestione per i residui vegetali, puntando sul recupero e il compostaggio, e l’attivazione di canali di

finanziamento, inclusi quelli europei, per supportare i progetti di sostenibilità. Un altro tema discusso è stato il rafforzamento della valutazione del rischio arboreo, con modelli aggiornati per distinguere situazioni di rischio da pericoli imminenti.Giammarco Guidetti, presidente della Commissione, ha espresso soddisfazione per l'ampio
coinvolgimento di esperti e cittadini. «Abbiamo costruito una visione condivisa per il futuro del verde urbano di Potenza», ha dichiarato. Ora, la proposta di aggiornamento del regolamento passerà al Consiglio Comunale, con l’obiettivo di rendere la città più verde, sana e resiliente alle sfide future, migliorando la qualità della vita urbana.
Il Sindaco Vincenzo Telesca regola il riscaldamento primaverile: sei ore giornaliere per ottimizzare i consumi energetici
Il Sindaco di Potenza, con il provvedimento n. 23/2026, ha disposto la proroga del termine di accensione degli impianti termici sul territorio comunale fino al 15 maggio 2026, stabilendo al contempo nuove regole per l’uso del riscaldamento durante il mese di aprile e maggio.Secondo l'ordinanza, che riguarda tutte le categorie di edifici, è consentito l’uso degli impianti termici per un massimo di sei ore giornaliere, da distribuire nell’intervallo tra le ore 6:00 e le 23:00. Il provvedimento intende rispondere alle necessità di comfort abitativo, considerando le oscillazioni delle temperature primaverili, ma allo stesso tempo promuovere l’efficienza energetica, in linea con le politiche ambientali e di risparmio energetico già in atto.Il Sindaco ha inoltre ribadito l’obbligo di rispettare i limiti di temperatura stabiliti dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 74/2013, che fissano il massimo di 18°C negli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e as-
similabili, e di 20°C negli altri edifici, con una tolleranza di ±2°C. Questo provvedimento mira a garantire una gestione responsabile dell’energia, evitando sprechi e promuovendo il benessere degli utenti in modo equilibrato.La misura, che rientra in una serie di iniziative adottate dal
Comune per la gestione ottimale delle risorse energetiche e la tutela dell'ambiente, si applica a tutte le strutture residenziali e non residenziali presenti nel capoluogo lucano. I cittadini sono invitati a distribuire l’orario di accensione in maniera equa, evitando accensioni prolungate durante le

ore più calde del giorno e rispettando le temperature massime consentite.Inoltre, l'amministrazione comunale sottolinea che l’adozione di queste misure non solo contribuisce a contenere i consumi energetici, ma ha anche un impatto positivo sulla qualità dell’aria e sulla sostenibilità ambientale della città, in linea con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2.L’ordinanza rappresenta un ulteriore passo verso un utilizzo consapevole delle risorse e una maggiore responsabilità collettiva, invitando la cittadinanza a un comportamento attento e rispettoso, in un periodo dell’anno in cui il passaggio dalle temperature fredde a quelle più miti può richiedere accorgimenti specifici per garantire il comfort senza compromettere l’ambiente.La proroga, che si applica a tutte le tipologie di edifici, sarà monitorata dal Comune che, come ogni anno, è impegnato nella promozione di un uso più razionale e sostenibile degli impianti termici.
Ha perso la vita sul colpo uno dei due conducenti che hanno impattato all’uscita di Cappelluccia. Un ferito in codice rosso al San Carlo
Un grave incidente stradale si è verificato nella tarda mattinata di ieri, lungo la strada statale 658 Potenza-Melfi, all’altezza del km 13+300, nei pressi dell’uscita Cappelluccia. Due mezzi pesanti si sono scontrati frontalmente in un impatto particolarmente violento.
Il bilancio è drammatico: uno dei conducenti ha perso la vita sul colpo, mentre altre due persone sono rimaste ferite. Uno dei feriti, secondo quanto riferito dai sanitari del 118, è
stato trasportato in codice rosso all’ospedale San Carlo di Potenza.
L’allarme è scattato intorno alle 12:30. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Potenza, con squadre provenienti sia dal capoluogo sia dal distaccamento di Melfi. I soccorritori hanno lavorato a lungo per estrarre uno degli autisti rimasti incastrati tra le lamiere, affidandolo poi alle cure del personale sanitario. Presenti anche gli agenti
della Polizia Stradale, i Carabinieri e il personale dell’Anas, impegnati nei rilievi e nella gestione dell’emergenza. A causa dell’incidente, la circolazione lungo il tratto interessato è stata completamente interrotta. Sono state predisposte deviazioni per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area. Restano ancora da chiarire le cause dello scontro, su cui sono in corso accertamenti da parte delle autorità competenti.

UTILIZZATO IL METODO DELLA “MARMOTTA” PER FAR ESPLODERE L'ATM DELLA
Ancora un assalto ai bancomat lucani, questa volta riuscendo a portare via parte del bottino. È accaduto questa notte a Tolve, dove è stata presa di mira la Banca di Credito Cooperativo di Cassano delle Murge e Tolve. I ladri anche stavolta hanno messo a segno il colpo utilizzando l'ormai conosciuta tecnica della "marmotta" per inserire esplosivi nell’ATM, che una volta esploso, ha permesso di sottrarre alcune migliaia di euro. La forte deflagrazione ha provocato danni anche agli uffici interni della Banca. Dopo il colpo, i ladri sarebbero scappati via, con i soldi, a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata. L'intervento dei Carabinieri della
Compagnia di Acerenza ha permesso il sequestro di diversi attrezzi rinvenuti nei pressi del luogo del furto e il recupero di circa 1500 euro in banconote di vario taglio, restituite al direttore della filiale. Gli uomini dell'Arma hanno prontamente avviato le indagini, mettendo in sicurezza l’area, per identificare i responsabili di questo ennesimo assalto, Tolve è solo l'ultimo in ordine di tempo di una serie di assalti ai bancomat lucani. Soltanto l’11 aprile scorso a Lavello si era verificato un episodio analogo sebbene in quel caso uno dei due ordigni inseriti per far saltare l'ATM non era esploso, impedendo così ai malviventi di scappare con i soldi. E M AC A L


La comunità di Calvera si stringe attorno alla sua cittadina più illustre, la signora Olimpia Annunziata Arleo, che raggiunge l'eccezionale traguardo dei 108 anni. Un evento che rappresenta un momento di orgoglio collettivo per l’inte-
ro borgo, celebrando una vita che è testimonianza vivente di un secolo di storia.
Nata il 15 aprile 1918, Olimpia è un esempio straordinario di tempra e dignità. Ha attraversato le sfide del Novecento con la forza tipica delle donne lucane, dedicando la sua esistenza alla famiglia e al lavoro nei campi, rimanendo fino ad oggi un punto di riferimento insostituibile per i suoi cari e per i suoi concittadini. Per onorare questo compleanno leggendario, l'Amministrazione Comunale ha deciso di omaggiare la signora Arleo con due doni dal profondo significato: Il Bonsai: Un piccolo albero che, con
le sue radici forti e la sua eleganza senza tempo, simboleggia la vita che continua a fiorire con saggezza e cura. Lo Stemma del Comune di Calvera: In un gesto di massima onorificenza, l'Amministrazione ha espresso la volontà di donare a Olimpia una riproduzione ufficiale dello stemma comunale. Questo dono sancisce il legame indissolubile tra la cittadina e il suo paese, riconoscendola ufficialmente come parte integrante e preziosa dell'identità storica di Calvera. Nella mattinata di oggi, una delegazione guidata dal Sindaco farà visita alla signora Olimpia per consegnarle personalmente questi riconoscimenti. La cerimonia,
intima ma solenne, vuole essere il ringraziamento di un'intera popolazione a una donna che, con la sua longevità, illumina il presente e onora il passato della nostra comunità.
«Festeggiare i 108 anni di Olimpia non è solo un atto di cortesia, ma un dovere verso la nostra storia,» hanno dichiarato i rappresentanti dell'Amministrazione. «Donarle lo stemma del nostro Comune significa dirle che lei è Calvera, e che la sua forza è la forza di tutti noi.»
Auguri infiniti a Olimpia Arleo, ai suoi 3 figli e ai tanti nipoti e pronipoti. Orgoglio della comunità di Calvera.


MATERA. Il Comune di Matera informa la cittadinanza che, analogamente a quanto sta accadendo in diversi comuni italiani, alcuni contribuenti stanno ricevendo Sms fraudolenti relativi alla presunta regolarizzazione della posizione Tari. Tali messaggi invitano a contattare numeri telefonici o ad accedere a link esterni, ma si tratta di tentativi di truffa messi in atto da soggetti estranei all’Amministrazione comunale. Si precisa che il Comune di Ma-
tera e l’Ufficio Tributi non utilizzano in alcun modo Sms o canali non ufficiali per comunicazioni riguardanti pagamenti, solleciti o regolarizzazioni tributarie. Tutte le comunicazioni ufficiali avvengono esclusivamente attraverso i canali istituzionali, quali la Pec, le e-mail istituzionali, il sito web ufficiale dell’Ente e il portale ufficiale
Matera Digitale.
Pertanto, si invitano tutti i cittadini a non rispondere a tali messaggi, non cliccare su even-
tuali link presenti negli SMS, non contattare eventuali numeri indicati nei messaggi e cancellare immediatamente le comunicazioni ricevute. Si raccomanda inoltre di segnalare eventuali tentativi di truffa alle autorità competenti, al fine di consentire le opportune verifiche e azioni di contrasto. L’Amministrazione Comunale invita alla massima prudenza e ribadisce il proprio impegno nella tutela dei cittadini contro ogni forma di raggiro.

Il consigliere comunale di Matera: «Serve un percorso tecnico e politico per scegliere il modello gestionale più adeguato»
MATERA. Si riaccende il confronto sulla gestione del patrimonio ipogeo di Piazza Vittorio Veneto, uno dei complessi più significativi della città. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale è stata infatti discussa la mozione relativa al futuro dell’area che comprende il Palombaro Lungo e altri ambienti di grande valore storico, culturale e identitario.A intervenire è il consigliere comunale Marco Bigherati, che ha espresso una posizione prudente ma orientata alla costruzione di un percorso strutturato. «Accolgo positivamente la decisione condivisa di ritirare la mozione e di approfondire la questione in Commissione», afferma, sot-

tolineando come quella sia «la sede più idonea per affrontare un tema così delicato con il necessario livello di approfondimen-
to tecnico e politico».Al centro della riflessione vi è la necessità di evitare scelte rapide e non sufficientemente ponderate.
«Non possiamo pensare di risolvere tutto semplicemente con un bando», evidenzia Bigherati, richiamando il quadro normativo vigente e in particolare il Codice dei beni culturali, che prevede diversi modelli di gestione e impone una valutazione comparativa accurata prima di qualsiasi decisione.Il consigliere annuncia di aver già predisposto un emendamento, che sarà ora portato all’attenzione della Commissione competente. L’obiettivo è costruire un percorso più solido, partendo da una ricognizione puntuale dello stato attuale della gestione attraverso una relazione tecnico amministrativa completa. Da questa base dovrà svilupparsi
una valutazione approfondita delle possibili soluzioni, dalla gestione diretta alle forme di partenariato.Parallelamente, secondo Bigherati, sarà fondamentale definire un piano di valorizzazione culturale e turistica capace di coniugare tutela e sicurezza con la qualità dell’esperienza di visita, inserendo il complesso ipogeo all’interno delle strategie turistiche complessive della città.«Il punto non è fare in fretta, ma fare bene», conclude il consigliere, ribadendo l’impegno a lavorare in Commissione per arrivare a una soluzione condivisa «nell’interesse della città e nel rispetto del valore straordinario di questo patrimonio».
Il sindaco Nicoletti: «Un passo concreto verso inclusione e accessibilità». Collegamenti in tempo reale con interpreti
MATERA. Un nuovo servizio per abbattere le barriere comunicative e rendere più accessibili gli uffici pubblici. È stato presentato nella sala Mandela del Comune di Matera il sistema di videocomunicazione con interpreti di Lingua italiana dei segni, attivo per tre anni e rivolto alle persone sorde.All’incontro hanno partecipato il sindaco Antonio Nicoletti, le assessore Angela Braia e Stefania Draicchio, insieme a rappresentanti istituzionali e tecnici coinvolti nel progetto. Il servizio consente agli utenti di collegarsi in tempo reale a un centro video dove operano cinquantadue interpreti, capaci di tra-
durre le richieste dalla lingua dei segni al linguaggio verbale e viceversa, facilitando il dialogo con gli uffici comunali.Attraverso una piattaforma digitale e dispositivi dedicati, tra cui tablet disponibili negli uffici, i cittadini potranno ottenere informazioni e assistenza senza ostacoli comunicativi. Una delle postazioni sarà destinata in modo esclusivo al supporto delle donne vittime di violenza, ampliando così la funzione sociale del servizio.«L’Amministrazione comunale è consapevole della necessità di migliorare costantemente il rapporto con i cittadini – ha dichiarato Nicoletti – con particola-

re attenzione alle fasce più fragili». Il sindaco ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti un tassello di un percorso più ampio verso una città inclusiva, anche in relazione alla redazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche.Le assessore Draic-
chio e Braia hanno evidenziato il valore del progetto come strumento concreto di inclusione sociale e accesso ai servizi pubblici, con l’obiettivo di costruire una rete stabile di comunicazione accessibile e replicabile anche in altri comuni lucani.
Il presidente Francesco Mancini sollecita verifiche ad Anas: rallentamenti, code e criticità sul ponte del Basento al centro del confronto con la Regione
Disagi alla circolazione lungo la SS 7 Matera–Ferrandina a causa dei cantieri in corso. Sulla questione è intervenuto il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, che si è attivato avviando un confronto con l’assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe. Quest’ultimo ha assicurato un interessamento diretto con Anas per approfondire la situazione e valutare eventuali interventi migliorativi nella gestione dei lavori.«Lungo il tratto interessato dagli interventi – ha ricordato Mancini – la presenza contemporanea di più impianti semaforici ha determinato rallentamenti significativi, con code estese e tempi di percorrenza molto elevati per gli utenti. Credo sia opportuno valutare soluzioni che consentano di ridurre l’impatto sulla viabilità, pur nel pieno rispetto delle esigenze operative dei cantieri».Nel corso del confronto, il presidente ha inoltre posto l’attenzione su un’ulteriore criticità emersa negli

ultimi giorni: la corsia di larghezza ridotta istituita sul ponte che scavalca il Basento. Una situazione che ha spinto Mancini a chiedere «chiarimenti sulla conformità della configurazione alle previsioni regolamentari e di sicurezza», oltre che sulle «motivazioni tecniche che hanno por-
tato a una sezione così limitata, che sta generando ulteriori difficoltà alla circolazione».«Resta fondamentale che i lavori proseguano con la massima attenzione alla sicurezza – ha concluso Mancini – ma anche con una gestione che tenga conto delle esigenze quotidiane di cittadini, pendolari
e imprese che utilizzano la SS 7».Dalla Provincia di Matera arriva infine la disponibilità a collaborare con tutti i soggetti coinvolti per individuare soluzioni utili a garantire una viabilità più fluida e condizioni di sicurezza adeguate lungo un’arteria considerata strategica per il territorio.
Selezionato dal Ministero con il progetto «Belli non bulli», esempio di buone pratiche educative contro bullismo e cyberbullismo
L’IIS “Enrico Fermi” di Policoro è stato selezionato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per partecipare all’evento nazionale «La scuola ferma i bulli –Esempi di buone pratiche educative», dedicato alla valorizzazione delle eccellenze scolastiche impegnate nella prevenzione del bullismo e del cyberbullismo.La proposta formativa dell’istituto lucano è stata individuata dalla Direzione generale per lo studente per la sua rilevanza e coerenza con i principi di rispetto reciproco, collaborazione e responsabilità digitale. Al centro del percorso c’è il progetto «Belli non bulli», nato con l’obiettivo di far emergere quei comportamenti «sottili» che spesso non vengono riconosciuti come scorretti, ma che possono rappresentare il terreno su cui si sviluppano dinamiche di prevaricazione.Un ruolo chiave è svolto dall’iniziativa «Sentinelle», attiva da cinque anni, che coinvolge direttamente gli
studenti. Attraverso questo protocollo, i rappresentanti di classe monitorano periodicamente il clima relazionale, trasformando la segnalazione dei disagi in un vero e proprio dovere civico, sottraendola alla paura dell’isolamento.Il progetto si è poi evoluto integrando il linguaggio filmico come strumento educativo. Da questa sinergia sono nati i docu-film «Bulli e scimmie» e «Il processo», realizzati in stile giornalistico grazie a una rete di collaborazione che ha coinvolto gli istituti comprensivi del territorio, il Comando dei Carabinieri e la Polizia di Stato.A rafforzare l’intero impianto educativo è stato inoltre realizzato un portale web dedicato, dotato di un sistema di segnalazione riservato collegato direttamente al team d’istituto contro bullismo e cyberbullismo. Uno strumento pensato per offrire risposte concrete e contribuire alla costruzione di un ambiente scolastico sicuro e inclusivo.«Il nostro impegno è orientato a svilup-

pare negli studenti consapevolezza e responsabilità. Con “Belli non bulli”, partendo dall’azione fondamentale delle “Sentinelle” per approdare alla narrazione dei docu-film, abbiamo reso i ragazzi protagonisti attivi: non sono più solo spettatori, ma osservatori consapevoli. Essere stati valorizzati dal Mini-
stero dell’Istruzione e del Merito è il riconoscimento di un lavoro che mira a scardinare il bullismo partendo proprio da quei comportamenti “invisibili” che ne costituiscono la base», ha dichiarato la dirigente scolastica Giovanna Tarantino, coordinatrice del progetto.L’evento nazionale, che vedrà la parteci-
pazione delle delegazioni selezionate per la replicabilità delle esperienze presentate, sarà trasmesso in diretta streaming il 16 aprile 2026 alle ore 11:00. Le progettualità saranno inoltre pubblicate sul sito istituzionale del Ministero, diventando un modello di riferimento per le scuole di tutto il Paese.



Scaglione, Lauria, Ditella e Belardi sono le personalità che si sono distinte attraverso l’arte, la cultura, l’impegno civile e il lavoro associativo
D I V I N C EN ZO M A IDA
Ieri, 15 aprile 2026, nelle sale istituzionali di Palazzo Valentini a Roma, si è rinnovato un appuntamento che, negli ultimi anni, si è progressivamente affermato come uno dei momenti più significativi nel panorama culturale italiano, dedicato alla promozione del dialogo e della nonviolenza. Si è trattato della terza edizione del Premio Nazionale “Segni di Pace”. Un evento che non si limita a celebrare personalità meritevoli, ma si configura come un vero e proprio spazio simbolico in cui la cultura diventa azione concreta e la parola si trasforma in strumento di costruzione sociale. Promosso dalla Cattedra della Pace di Assisi, presieduta da Renato Ongania, il premio nasce con una vocazione precisa: riconoscere e valorizzare coloro che, attraverso l’arte, la cultura, l’impegno civile e il lavoro associativo, contribuiscono a diffondere una cultura della pace in un contesto globale segnato da tensioni, conflitti e frammentazioni. Non si tratta, dunque, di un riconoscimento meramente celebrativo, ma di
un atto politico e culturale nel senso più alto del termine, capace di dare visibilità a esperienze che costruiscono quotidianamente ponti tra persone, territori e sensibilità diverse. L’edizione 2026 ha assunto un significato particolare anche per la forte presenza lucana tra i premiati. Quattro figure provenienti dalla Basilicata rappresentano, ciascuna nel proprio ambito, esempi concreti di come l’identità territoriale possa dialogare con una visione universale della pace. Si tratta di Luigi Scaglione che, attraverso il suo impegno con il CIM Lucani nel Mondo, ha contribuito a mantenere vivi i legami tra le comunità lucane sparse nel mondo, trasformando la memoria e l’appartenenza in strumenti di coesione e dialogo interculturale. Celeste Pansardi Lauria, presidente dell’Associazione Nemus Olim, incarna una forma di impegno culturale radicata nel territorio ma aperta alla contemporaneità, capace di valorizzare il patrimonio storico e ambientale come luogo di incontro e riflessione condivisa. Il suo lavoro dimostra come la tutela della memoria e

del paesaggio possa diventare un linguaggio universale di pace. Rocco Ditella, regista e attore originario di Tricarico sottolinea, invece, il ruolo fondamentale delle arti performative. Il teatro e il cinema, nelle sue opere, si trasformano in strumenti di narrazione critica e di empatia, capaci di attraversare le differenze e restituire complessità alle storie umane. In un’epoca dominata da comunicazioni rapide e spesso superficiali, il linguaggio artistico diventa così uno spazio privilegiato di ascolto e comprensione. Infine, Agnese Belardi, presidente del Salotto “Donata Doni” di Lagonegro, rappresenta una
dimensione più intima ma altrettanto potente dell’impegno culturale: quella dei luoghi di incontro, della parola condivisa, della poesia come pratica quotidiana. Il suo lavoro richiama direttamente il pensiero di Donata Doni, sintetizzato nella frase che accompagna idealmente il premio: “Se la parola è un ponte, la poesia è luce che lo illumina”. Una visione che restituisce alla cultura una funzione profondamente etica, capace di orientare le relazioni umane verso l’ascolto e il rispetto reciproco. In questo senso, il Premio “Segni di Pace” si inserisce in una tradizione italiana che riconosce alla cultura un ruo-
lo centrale nella costruzione della convivenza civile. A detta del presidente Ongania, non è un caso che si sia svolto in un luogo istituzionale come Palazzo Valentini, simbolo di rappresentanza democratica: la pace che sembra suggerire l’iniziativa non è un concetto astratto, ma un processo che coinvolge Istituzioni, cittadini, artisti e comunità. L’edizione 2026 ha ribadito con forza una convinzione: la pace non si costruisce solo nei grandi consessi internazionali, ma prende forma nei gesti quotidiani, nelle parole scelte con cura, nei progetti culturali capaci di generare relazione.
Ascani, vicepresidente Camera dei Deputati: «Un importante riconoscimento dell’impegno portato avanti ogni giorno al servizio della comunità»
n occasione della terza edizione del Premio Nazionale del Volontariato di Competenza “Volontari@Work”, svoltasi il 13 aprile a Roma presso la Sala del Mappamondo della Camera dei deputati, l’Ass. “Giovanni Manicone” ha ricevuto un riconoscimento per l’impegno quotidiano al servizio della comunità. A rappresentarla, la presidente M. Manicone e il professor G. Fontanarosa. Durante la cerimonia, la vicepresidente della Camera dei Deputati, A. Ascani, ha evidenziato il valore del

volontariato di competenza come esempio concreto di solidarietà e responsabilità sociale. «Sono orgogliosa di aver rappresentato, insieme a Gianni Fontanarosa, l’Associazione” nella 3ª edizione del Premio Nazionale del Volontariato di Competenza “Volontari@Work”. La partecipazione e il premio ricevuto come Volontari di competenza rappresentano per noi e per tutti i volontari dell’Associazione un importante riconoscimento dell’impegno portato avanti, ogni giorno, al servizio della comunità».

DI FABRIZIO Q UARATINO
C’è una forma di prigionia che non fa rumore. Non ha sbarre. Non ha chiavi. Non ha colpevoli visibili. Eppure tiene ferme milioni di persone ogni giorno.È il bisogno di essere approvati prima ancora di essere vivi davvero. Lo vedi nelle scelte rimandate. Nelle parole trattenute. Nei sogni ridimensionati per non disturbare. Lo vedi quando qualcuno sa esattamente cosa sente ma aspetta che sia il mondo a dirgli se è giusto provarlo.E allora succede una cosa sottile, ma devastante: inizi a esistere in funzione dello sguardo degli altri. Non scegli più. Ti adatti. Non vivi più. Ti concedono di farlo. E più vai avanti così, più perdi contatto con quella parte di te che non ha mai avuto bisogno di autorizzazioni.Perché la verità è questa: la tua esistenza non è negoziabile. Non lo è mai stata. E ignorarlo ha un prezzo preciso: vivere una vita che non ti appartiene.Non hai bisogno di essere compreso per essere autentico. Non hai bisogno di essere accolto per essere vero. Non hai bisogno di essere approvato per essere giusto. Hai bisogno solo di una cosa: riconoscere, fino in fondo, il valore assoluto della tua vita. Non come idea. Non

come conforto. Ma come decisione.Una decisione interiore che cambia il modo in cui cammini, in cui parli, in cui resti o vai via. Perché nel momento in cui smetti di delegare agli altri il diritto di esistere, succede qualcosa di irreversibile: la tua vita inizia a rispondere. Le situazioni si muovono. I rapporti si ridefiniscono. Le finzioni si incrinano. Non per magia. Ma perché hai smesso di sostenere ciò che ti spegne.E in quel punto preciso accade qualcosa che molti evitano per tutta la vita: diventi libero. Libero di dire no senza spiegarti. Libero di dire sì senza giustificarti. Libero di cambiare direzione senza sentirti in colpa. Libero di essere anche quando questo crea distanza.E qui arriva il punto che pochi hanno il coraggio di reggere: la libertà vera non è rassicurante. Rompe equilibri. Sposta relazioni. Ti espone. E soprattutto toglie ogni alibi. Perché da quel momento non puoi più dire “non posso”. Puoi solo dire “non voglio”. E questa verità non protegge. Sveglia.Il pensiero che attraversa tutto questo è semplice e radicale: la tua vita è espressione di una forza che non chiede conferme esterne. Una forza che emerge quando smetti di trattenerti e inizi a rispondere fino in fondo a ciò che sei.E quando questo accade, non sei

più una persona che cerca spazio. Diventi spazio. Non sei più qualcuno che chiede riconoscimento. Diventi presenza. E quella presenza non passa inosservata. Perché è concreta. Incide. Muove.E chi la incontra lo sente subito. Lo sente nella schiena. Nello stomaco. Nel silenzio che resta. Perché davanti a qualcuno che non chiede più il permesso di esistere, non ci sono più mezze misure. O continui a nasconderti. O inizi, finalmente, a vivere davvero.
L’evento è in programma venerdì alle 18 e 30 al Museo Archeologico Nazionale della Siritide a Policoro
Parte venerdì 17 aprile alle ore 18:30, a Policoro, il primo appuntamento di un percorso più ampio dedicato alla valorizzazione della cultura del mare. Per l’occasione il Museo Archeologico Nazionale della Siritide, in collaborazione con GALPA La Cittadella del Sapere, promuove il laboratorio «La pesca nel mondo antico», un’iniziativa che intreccia archeologia, tradizioni e identità del territorio costiero ionico.L’evento inaugura una serie di appuntamenti che coinvolgeranno il museo e altri siti culturali della costa ionica, dando vita a un dialogo continuo tra mare, archeologia e comunità. L’obiettivo è costruire un percorso condiviso di valorizzazione del patrimonio, capace di raccontare le origini della cultura marinara e le tradizioni legate alla pesca, dal passato fino ai giorni nostri.L’iniziativa si inserisce nella strategia Open Sea Blue Economy, orien-
tata a promuovere uno sviluppo sostenibile legato alle risorse marine attraverso la riscoperta e la trasmissione dei saperi tradizionali, con particolare attenzione alle pratiche della pesca e al patrimonio culturale marittimo.Il laboratorio propone un viaggio alla scoperta delle tecniche di pesca utilizzate nell’antichità, tra il VII e il I secolo a.C., con riferimento all’area di Siris Heraklea. Attraverso un percorso interattivo, i partecipanti potranno approfondire le abitudini alimentari e le attività quotidiane delle popolazioni locali, comprendendo il ruolo centrale del mare e dei fiumi nella vita economica e sociale.Nel corso delle attività sarà possibile conoscere le diverse tecniche di pesca praticate lungo la costa, dalla pesca con le reti a quella con la lenza, dalle nasse alla pesca da lancio, osservando come queste si adattassero ai diversi ambienti, dal mare aperto alle foci dei

fiumi. Spazio anche al tema dell’alimentazione e del commercio, con approfondimenti sui metodi di conservazione del pesce, come la salatura e l’essiccazione.Il percorso prevede inoltre l’osservazione di reperti archeologici, la ricostruzione di antichi strumenti e attività pratiche che consentiranno ai partecipanti di im-
medesimarsi nei pescatori del passato. Un’esperienza educativa e dinamica che unisce storia, archeologia e manualità, stimolando curiosità e partecipazione.A guidare il laboratorio saranno Tiziana Zappatore, dottoranda presso l’Universidad de Cádiz, e Manuel Chiappetta dell’associazione «Imprese di pesca di Ma-
ratea».Con questo primo appuntamento prende dunque avvio un progetto più ampio di valorizzazione della cultura del mare, che prevede ulteriori iniziative e mira a rafforzare il legame tra patrimonio culturale e identità territoriale, favorendo la trasmissione di usi e saperi fondamentali per il futuro delle comunità costiere.


Piatti vegetariani e locali protagonisti, il Sindaco: «La nostra comunità è chiamata a fare scelte più consapevoli per l’ambiente»
Il Comune di Castelsaraceno ha aderito alla Green Food Week 2026, un’iniziativa nazionale promossa da Foodinsider dal 13 al 17 aprile, finalizzata a sensibilizzare sulla sostenibilità alimentare e a ridurre l’impatto ambientale della ristorazione collettiva. In collaborazione con Cosmos Cooperativa e il progetto NaturalMensa, l'amministrazione locale ha voluto dare un contributo concreto alla lotta contro il cambiamento climatico, intervenendo sulle abitudini alimentari della comunità.Il settore alimentare, infatti, è responsabile di una parte significativa delle emissioni globali di gas serra, e per questo motivo il Comune di Castelsaraceno ha scelto di agire, partendo dai menù scolastici e pubblici, privilegiando piatti a base di ingredienti locali, biologici e stagionali. L’obiettivo è di favorire una dieta mediterranea più sana e sostenibile, con un maggiore consumo di legumi, cereali e verdure, e una riduzione dell’utilizzo di carne.«L’adesione del Comune di Castelsaraceno alla Green Food Week 2026 rappresenta un impegno concreto nel promuovere modelli alimentari più sostenibili e responsabili. Con questa iniziativa vogliamo continuare il nostro percorso di valorizzazione dei prodotti locali, migliorare la qualità nutrizionale dei pasti e ridurre lo spreco alimentare. È importante sottolineare

che questa è un’azione che coinvolge l’intera comunità: istituzioni, scuole, famiglie e operatori del settore. L’obiettivo è quello di diffondere una maggiore consapevolezza e promuovere comportamenti quotidiani più sostenibili», ha dichiarato il Sindaco di Castelsaraceno.Durante la settimana della Green Food Week, sono stati proposti menù vegetariani e "meatless", senza carne, preparati con ingredienti freschi e locali. L'iniziativa ha visto anche il coinvolgimento di NaturalMensa, un servizio di ristorazione che ha distribuito 7496 pa-
sti a 63 utenti, con l’intento di sensibilizzare la popolazione sui benefici di una dieta equilibrata e rispettosa dell'ambiente.Un altro aspetto centrale dell’iniziativa è stato l’impegno contro lo spreco alimentare. Ridurre gli sprechi è un passo fondamentale per diminuire l’impatto ecologico della produzione alimentare e contribuire a una gestione più responsabile delle risorse. L’azione del Comune si è così estesa anche alla sensibilizzazione riguardo l’importanza di ridurre gli sprechi nella vita quotidiana.Oltre alla distribuzione dei pasti, sono stati

La Basilicata parteciperà al Macfrut di Rimini dal 21 al 23 aprile, con il Comitato Promotore per il riconoscimento della Fragola IGP. L’obiettivo è valorizzare un prodotto di eccellenza, frutto di un percorso basato su collaborazione tra le principali Or-
ganizzazioni di Produttori della regione, tra cui OP Agorà, OP Agricola Felice, OP A.M.A.L.A, OP Ancona, OP Apofruit Italia, OP Asso Fruit Italia, OP Frutthera Growers, OP Granfrutta Zani, OP Primo Sole, OP Tenute Zuccarella e OP Terre della Luce.«Essere al Macfrut significa non solo promuovere la qualità della fragola lucana, ma anche il modello di collaborazione che stiamo costruendo», ha dichiarato Salvatore Pecchia, Presidente del Comitato. «La nostra forza è l’aggregazione di istituzioni, produttori e organizzazioni per un obiettivo comu-
ne.»La Fragola della Basilicata IGP si distingue per un profilo gustativo equilibrato, con una dolcezza intensa e una nota acidula che esalta la freschezza del frutto, risultato delle condizioni pedoclimatiche uniche e delle competenze locali.La partecipazione al Macfrut è parte di una strategia di promozione sostenuta dal Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata, con l’intento di rafforzare il territorio e puntare sull’eccellenza.Dal 21 al 23 aprile, sarà possibile assaporare la Fragola della Basilicata IGP presso il padiglione D4, stand 007, all’Expo Centre di Rimini.
utilizzati materiali informativi e strumenti digitali per guidare la comunità verso scelte alimentari più consapevoli. L’iniziativa ha avuto anche una forte presenza sui social, dove l'hashtag #greenfoodweek26 ha permesso di raccontare l’evento e coinvolgere un pubblico più ampio.La Green Food Week 2026 ha quindi rappresentato non solo un’occasione per promuovere una dieta più sana e sostenibile, ma anche per sensibilizzare la comunità sui temi cruciali della sostenibilità alimentare e della lotta al cambiamento climatico.


