

PROGETTI NON OIL, REPLICA ALLE ACCUSE DELL’OPPOSIZIONE DI «OPACITÀ E SILENZIO» NELLA GESTIONE DELLE RISORSE
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PROGETTI NON OIL, REPLICA ALLE ACCUSE DELL’OPPOSIZIONE DI «OPACITÀ E SILENZIO» NELLA GESTIONE DELLE RISORSE

Il presidente risponde a Chiorazzo e Vizziello: «Polemiche strumentali»
IL GRUPPO IN REGIONE ESPRIME CONDIVISIONE CON BARDI
Il Generale medita il da farsi e ascolta tutti prima di scegliere
Apt partner istituzionale di True Events 2026
L’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata è per la prima volta partner istituzionale di TRUE Events, l'appuntamento internazionale dedicato al turismo di alta gamma che quest'anno si svolge tra Puglia e Basilicata, dal 13 al 17 aprile 2026. La partecipazione si inserisce in una strategia mirata a rafforzare il posizionamento della regione nel mercato luxury, (...)
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Dellapenna a pag 3
Non che non apprezzassimo lo sforzo di difendere l’onore del governatore, cucinato a bagnomaria dal solito Cicala con tutte le cartacce d’un bilancio ingessato quanto vergognosamente ritardatario e nemmeno impegnarci a scoprire chi abbia avuto la genialata, se non proprio lo stesso generalissimo, ormai sempre più estraneo al futuro della Basilicata, ma questa esibizione fiduciaria dei capigruppo di centrodestra è sbagliata e perfino comicamente anacronistica perché nasconde l’unica cosa di cui si ha davvero paura e cioè quella d’andare tutti a casa e chiudere così la stagione dei 7 anni di malgoverno del centrodestra. Perciò, tanto per mettere in fila le cose, andrebbe ricordato a questi deboli di cuore e soprattutto di memoria che la fiducia a Vito Bardi, prima ancora che il pessimo Cicala, gliel’hanno già tolta 137 mila lucani con la bellissima vittoria del NO che ha finalmente strapazzato la loro campagna referendaria e che gli si è magnificamente rigirata contro da Tolve a Francavilla, da Filiano a Nova Siri, da Matera a Potenza, manco fosse l’anticipazione bella e promettente di quello che vivremo alle regionali. Canta Gigi
D’Alessio: “La fiducia se vuoi…”
OLTRE IL GIARDINO A Cronache Tv Araneo (M5S) attacca: «La Basilicata cade a pezzi»

PROSSIMA U DIEN ZA SI TERR À IL 5 MAGGIO


SOSTEGNO A BARDI
Il consigliere di Ol-Iv
Polese: «Al fianco del presidente, maggioranza solida. La stabilità non è un formalismo, ma un dovere»
■ Servizio a pag 4
VIABILITÀ
Maltempo, SP168 chiusa, disagi per i comuni dell’Alto Bradano che raggiungono Venosa, i tecnici della Provincia: «Servono 950mila €»
■ Errichetti a pag 10
SAN FELE
Prende fuoco una palazzina in centro storico: nessun ferito ma 5 famiglie evacuate. Rogo spento dai Vigili del Fuoco
■ Servizio a pag 20
FONDAZIONE AIELLO
Firmato il Protocollo d’Intesa con la Presidenza del Consiglio per promuoverne il patrimonio artistico
■ Menonna a pag 28



Intanto la maggioranza è costretta a rinviare il Consiglio Regionale a fine mese Il

Il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia sfiducia Carmine Cicala.
È questo il senso del comunicato sottoscritto da tutti i consiglieri regionali del gruppo di Giorgia Meloni con il quale sostengono la manovra di bilancio approvata dalla Giunta Regionale con il voto contrario dell'assessore all’agricoltura.
E, così, dopo l'assessore Latronico che ha votato a favore, tocca ai consiglieri regionali evidenziare che FDI e Cicala vanno su due strade diverse.
Anche a seguito di questa notizia e delle esigenze di
valutare bene le azioni da compiere è stato rinviato il Consiglio Regionale che, inizialmente previsto per il 14 Aprile, è stato spostato al 28, un termine congruo per compiere ogni valutazione e delineare le migliori strategie.
FIRMANO TUTTI
A sottoscrivere il comunicato stampa sono tutti i consiglieri, non solo il capogruppo in Regione o il segretario regionale ad evidenziare l’unità di tutti gli eletti del primo partito contro le decisioni di Cicala che, a questo punto, rappresenta solo se stesso e sta in Giunta a titolo personale.
Prima Latronico e adesso Napoli, Fazzari, Galella e Leone evidenziano che la loro posizione è di totale condivisione della linea espressa da Bardi e, quindi, in totale rottura con l’assessore del loro stesso partito.
Una notizia che è da un lato positiva perché evidenzia l’unità di intenti all’interno di FDI e tra questi e il Presidente, dall’altro che sottolinea il sempre maggiore isolamento di Cicala.
IL RE È NUDO
Chi pensava che il mal di pancia dell’assessore potesse trasformarsi in un fatto politico è stato smentito, chi credeva che
Cicala avesse un piano per mettere in difficoltà Bardi è costretto a ricredersi.
Con questa dichiarazione dei Consiglieri di FDI, se la politica ha un senso, resta solo a Bardi di prenderne atto e revocare le deleghe all’assessore ribelle nei confronti suoi quanto del Partito.
I NUMERI E IL TEMPO
Ovviamente non è secondario il tempo di azione.
Bardi è un esperto di melina e ha dimostrato più volte la sua capacità di muoversi al tempo e nel modo giusto.
Non è detto, quindi, che Cicala venga destituito immediatamente.
Se dovesse perdere il posto in Giunta, infatti, l’assessore viggianese si troverebbe seduto in Consiglio per votare contro la finanziaria. Il sostegno compatto dei consiglieri di FDI rende solido il numero legale e il mantenimento del voto in aula ma Bardi potrebbe preferire non dare un ulteriore diritto tribuna al dissenso interno.
Sullo sfondo restano la possibilità di cogliere la palla al balzo e fare un totale rimpasto di Giunta, spostare due assessori significherebbe poter rivedere i direttori generali con tutto ciò che ne discende in termini di riorganizzazione. Sarebbe un modo per anticipare il tagliando di metà legislatura.
Ecco perché Bardi è ancora impegnato nel tentativo di ottenere la massima consultazione possibile per prendere la decisione migliore.
Noi non conosciamo nel dettaglio tutte le dinamiche ma, se dovessimo trovarci noi al posto di Bardi, dopo aver incassato la fiducia morale del gruppo di FDI ed essermi assicurato il sostegno degli alleati, provvederemo immediatamente alla revoca di Cicala, alla strutturazione di una Giunta a quattro consegnando le deleghe di Cicala all’altro assessore di FDI in attesa che il partito di Meloni indichi un sostituto.
Una decisione che avrebbe il pregio di dare una immediata risposta allo schiaffo che il solipsista Cicala ha dato al Generale, consentendo a quest’ultimo di prendersi tutto il tempo necessario per poter decidere. Certo, si consentirebb a Cicala di parlare in consiglio contro il Bilancio. Parliamo, però, di un assessore che ha incassato la sfiducia prima delle organizzazioni agricole e poi del suo stesso partito. Insomma parliamo di un uomo a credibilità politica bassissima.
Come il gruppo di Fratelli d’Italia, abbiamo piena fiducia in Bardi, aspettiamo di capire quale soluzione troverà.



nella migliore delle ipotesi, Cicala vivrà la fase finale della legislatura da separato in casa.
Una separazione che di fatto già da tempo esiste sia nei confronti dei suoi colleghi di Partito sia nei confronti del Presidente e del resto della maggioranza. Una situazione che deve essere in qualche modo risolta. Bene fa Bardi a muoversi con la dovuta e necessaria prudenza anche se una qualche decisione dovrà essere presa. Ne va di mezzo la credi-
I consiglieri regionali rivendicano stabilità e responsabilità, respingono letture di crisi dopo il bilancio e rilanciano la coesione
POTENZA. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Basilicata ribadisce «con chiarezza e senso di responsabilità» la piena fiducia nel presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, indicando la necessità di mantenere equilibrio e coesione in una fase politica considerata delicata. A dichiararlo sono i consiglieri regionali Michele Napoli, Maddalena Fazzari, Alessandro Galella e Rocco Luigi Leone, che richiamano l’importanza di «tenere insieme confronto e responsabilità» in un contesto che richiede stabilità istituzionale. Nel passaggio dedicato all’approvazione del bilancio, gli esponenti di Fratelli d’Italia riconoscono l’esistenza di un momento politico «che merita attenzione», ma mettono in guardia da interpretazioni forzate o strumentali. «Nelle coalizioni di governo il confronto esiste ed è naturale che possano emergere sensibilità diverse», sottolineano, evidenziando tuttavia come la priorità resti la capacità di ricondurre ogni dinamica a una sintesi politica chiara, nel rispetto delle istituzioni e nell’interesse generale.Il partito, indicato come prima forza politica della maggioranza, rivendica il

proprio ruolo nel garantire questa sintesi e ribadisce che «la direzione dell’azione di governo non è in discussione». Bardi viene definito «punto di riferimento saldo e autorevole», mentre si richiama l’esigenza di evitare derive polemiche e letture conflittuali dei passaggi politici. «La Basilicata ha bisogno di stabilità e di scelte chiare», si legge nella nota, con un invito a non trasformare ogni dinamica interna in uno scontro pubblico.I consiglieri assicurano inoltre che Fratelli d’Italia continuerà a operare «con lealtà e senso delle Istituzioni», contribuendo a rafforzare la coesione della maggioranza e l’efficacia
dell’azione amministrativa. «È questo il compito di una forza di governo: tenere la barra dritta, anche nei momenti più complessi», affermano, respingendo le interpretazioni che leggono singoli episodi come segnali di instabilità. Nel passaggio conclusivo, il gruppo richiama la necessità di una politica capace di assumersi responsabilità concrete, senza cedere alla propaganda o a logiche di breve periodo. «È questa la strada che continueremo a seguire, al fianco del presidente Vito Bardi», concludono, indicando come priorità l’interesse della Basilicata e il consolidamento della credibilità dell’azione di governo.
ANCHE ITALIA VIVA È CON IL GOVERNATORE
potenza. «Il riformismo si misura sulla capacità di incidere nella realtà e di garantire solidità alle istituzioni». Così il capogruppo di Orgoglio Lucano - Italia Viva, Mario Polese, ribadisce il pieno sostegno al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, indicando la stabilità come «prerequisito fondamentale» per dare risposte concrete.Nel commentare le dinamiche emerse durante la sessione di bilancio, Polese invita a una lettura equilibrata. «Si tratta della naturale dialettica di una coalizione plurale, che non muta la coesione della maggioranza», afferma, richiamando la necessità di una sintesi politica «alta», incarnata dal presidente «con equilibrio e autorevolezza».Il capogruppo rivendica il ruolo della propria forza politica come elemento di stabilità. «La nostra lealtà è totale: non ci interessano tatticismi, ma la tenuta di un progetto di governo capace di tradurre in atti concreti le istanze di rinnovamento», spiega.Nel passaggio finale, Polese respinge le letture di incertezza. «Siamo pienamente e convintamente nel governo della Basilicata», ribadisce, assicurando sostegno compatto e continuità all’azione dell’esecutivo.

Il capogruppo Michele Casino: «Coalizione coesa, responsabilità per garantire stabilità e continuità all’azione di governo»

POTENZA. Forza Italia ribadisce «la massima lealtà» al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e conferma l’impegno a favore della stabilità dell’amministrazione. A sottolinearlo sono il capogruppo Michele Casino e i consiglieri Fernando Picerno e Gianuario Aliandro, che richiamano il senso di responsabilità legato al governo della comunità lucana.Le dinamiche emerse durante la discussione del bilancio, spiegano, «non sorprendono» e rappresentano il riflesso di una coalizione plurale in cui convivono sensibilità diverse. «Il compito di chi amministra è trovare sempre un punto di equilibrio tra le posizioni», affermano, rivendicando una tradizione po-
litica fondata su governo responsabile e capacità di sintesi.Forza Italia si colloca così nel solco di una linea moderata e costruttiva, ribadendo il proprio ruolo all’interno della maggioranza. «La stabilità amministrativa si mantiene attraverso il dialogo, il compromesso intelligente e la ricerca dell’interesse pubblico», evidenziano, richiamando l’esperienza maturata a livello nazionale e regionale.Al centro dell’azione politica, aggiungono, devono restare i problemi concreti dei cittadini. «La Basilicata ha bisogno di amministratori che guardino alle priorità reali, non alle dinamiche interne», sottolineano, indicando come ambiti decisivi l’economia, l’occupazione e i
servizi. Su questi fronti il gruppo assicura un contributo «propositivo», lontano da polemiche ritenute inutili.La fiducia nel presidente Bardi, rimarcano, «non è in discussione» e si tradurrà in un sostegno compatto alle iniziative considerate utili per la regione. «Chi legge ambiguità dove non ce ne sono sbaglia», proseguono, definendo Forza Italia una forza «seria, responsabile e coerente».Nel passaggio finale, il gruppo consiliare ribadisce la volontà di proseguire senza esitazioni lungo una linea improntata a stabilità e continui- tà amministrativa. «È così che si serve una comunità», concludono, confermando il sostegno all’azione di governo e al presidente della Regione.

Il presidente difende l'operato della Giunta regionale: «Le polemiche non ci fermano, il nostro operato continua con determinazione»
Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha risposto con fermezza alle critiche provenienti da una parte dell'opposizione, definendole come un segno di "profonda debolezza politica".
Bardi ha accusato gli oppositori di preferire un linguaggio polemico rispetto al confronto costruttivo, puntando a generare polveroni mediatici per oscurare il lavoro svolto dal governo regionale per affrontare le sfide economiche e sociali.Al centro del suo intervento, il contrasto al caro energia e alle difficoltà del mondo produttivo. Il presidente ha sottolineato che molte delle difficoltà economiche, in particolare quelle legate all'energia, sono indipendenti dalle politiche regionali, ma che la Regione sta comunque intervenendo con manovre di bilancio destinate a rilanciare gli investimenti e a rispondere alle esigenze delle imprese. «I bandi usciti
negli ultimi mesi non sono favori, ma pilastri di una strategia di crescita», ha dichiarato Bardi, rimarcando l'impegno per creare opportunità concrete per la Basilicata.Bardi ha inoltre risposto alle critiche riguardo alle numerose assunzioni fatte dalla Regione, chiarendo che non si tratta di favoritismi, ma di un piano per stimolare l'occupazione e il benessere della comunità lucana. «Il nostro dovere è verso i cittadini, non verso chi spera nel fallimento della Basilicata per un tornaconto elettorale», ha aggiunto, sottolineando che il vero obiettivo è quello di lavorare per il bene della regione, senza farsi distrarre dalle polemiche.Il tema dello spopolamento è stato un altro punto toccato dal presidente. In risposta alle accuse di non fare abbastanza per trattenere i giovani, Bardi ha spiegato che le cause dello spopolamento sono storiche e complesse,

legate a dinamiche che esulano dalle scelte politiche odierne. «Tuttavia, questo è uno dei principali impegni delle nostre politiche pubbliche», ha ribadito, precisando che il problema richiede risposte a lungo termine, basate sulla pazienza e la costanza, e non sulla drammatizzazione. Bardi ha anche preso posizione contro l'approccio populista che, a suo pare-
Il rinvio della seduta del Consiglio regionale, previsto per ieri, 14 aprile, ha sollevato critiche da parte dei consiglieri di minoranza. In una conferenza stampa convocata nel pomeriggio, i rappresentanti dell’opposizione hanno accusato la maggioranza di "fuga dalle proprie responsabilità", lamentando l’incapacità del governo regionale di affrontare le problematiche economiche e sociali della Basilicata. Alessia Araneo (M5S), Angelo Chiorazzo (Bcc), Giovanni Vizziello (Bcc), Piero Marrese (Bd) e Viviana Verri (M5S) hanno denunciato l’immobilismo della Giunta e l'assenza di un piano concreto per le emergenze del territorio.Angelo Chiorazzo ha definito "inumana" la richiesta di rinvio avanzata dalla maggioranza, sottolineando che nessun membro dell’opposizione aveva chiesto lo slittamento. «I Consigli regionali devono essere rispettati nei tempi e nelle modalità stabilite. Rinviare la seduta non è accettabile, soprattutto quando ci sono punti cruciali da discutere», ha detto. Chiorazzo ha poi evidenziato che
il voto contrario dell’assessore Cicala sul bilancio ha messo in luce una crisi interna alla Giunta. «Questo avrebbe dovuto essere spiegato in Consiglio, davanti ai cittadini», ha aggiunto.Piero Marrese ha criticato la Giunta per non aver affrontato le difficoltà del settore agricolo, sempre più gravato da calamità naturali e dall’aumento dei costi. «In un periodo così critico, la Giunta non sta prendendo decisioni adeguate», ha dichiarato. «Non basta rinviare, bisogna affrontare seriamente le emergenze», ha ribadito, accusando la maggioranza di non aver convocato la conferenza dei capigruppo prima del rinvio, violando un protocollo consolidato.Alessia Araneo ha sottolineato che i consiglieri di opposizione si sono presentati regolarmente in aula, pronti a svolgere il loro lavoro. «Siamo qui per portare le istanze dei lucani e lavorare per trovare soluzioni. La maggioranza sembra disinteressata», ha detto. Ha anche messo in evidenza la mancanza di un piano strategico regionale e del Piano sanitario, bocciato dai medici e mai sostituito.
re, prevale in parte dell’opposizione. «La politica deve essere fatta con serietà e concretezza», ha dichiarato, auspicando un linguaggio più sobrio e temperato, lontano dalla propaganda urlata che, secondo il presidente, alimenta solo la sfiducia tra cittadini e istituzioni.Infine, Bardi ha toccato il tema dell’utilizzo delle risorse derivanti dal settore
no-oil, rassicurando che il governo regionale fornirà dettagli sul loro impiego durante il prossimo Consiglio. «Questa situazione complessa richiede molteplici azioni, e siamo pronti a continuare a lavorare per il bene della Basilicata», ha concluso, esprimendo fiducia nella capacità dei lucani di distinguere tra critica costruttiva e propaganda politica.

Giovanni Vizziello ha ricordato che il Consiglio regionale è il luogo in cui affrontare le difficoltà concrete che i lucani stanno vivendo. «La Basilicata sta attraversando un momento difficile, con decine di migliaia di cittadini senza cure adeguate a causa delle lunghe liste d’attesa», ha dichiarato. Ha chiesto alla maggioranza di portare in aula soluzioni concrete per risolvere la situazione.Infine, Viviana Verri ha concluso denunciando l’inadeguatezza della Giunta. Secondo lei, il voto contrario dell’assessore Cicala sul bilancio ha certificato il fallimento delle politiche agricole del governo Bardi. «Non
ci sono risorse né programmazione per affrontare le emergenze», ha detto, ricordando le recenti alluvioni nel Metapontino. «Anziché affrontare i problemi in aula, il presidente Bardi e la sua maggioranza continuano a rinviare tutto», ha concluso.Le opposizioni lucane continuano a denunciare l’immobilismo della maggioranza, chiedendo un cambio di rotta. «La crisi è evidente e non può più essere ignorata. Il governo regionale deve rispondere alle urgenze sociali, economiche e sanitarie della Basilicata, senza rimandare ulteriormente», hanno dichiarato in conclusione.

OLTRE IL
GIARDINO
In studio focus sulla fertilità femminile ed approfondimento sulla disparità dei finanziamenti per i trasporti tra Potenza e Matera
DI ANNA TAMMARIELLO
Il programma di Cronache Tv, “Oltre il giardino”, condotto dal giornalista Paride Leporace, apre con un’intervista ad Alessia Araneo, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, sul tema della crisi politica in Basilicata e su cosa essa rappresenti per il suo partito. Il caso più eclatante riguarda l’assessore all’agricoltura Cicala, che non ha votato il bilancio regionale. Secondo Araneo, si tratta di una crisi politica che danneggia soprattutto i cittadini lucani. «Mentre la Regione affronta problemi concreti, aumento del costo della vita, difficoltà della sanità, agricoltura in crisi e carenza di risorse, la maggioranza di centrodestra appare concentrata su equilibri interni e divisioni. Il consiglio regionale è stato rinviato al 28 aprile, data in cui dovremmo discutere il bilancio regionale che nelle aule delle commissioni però non è ancora arrivato e allora a me viene in mente una canzone di Mengoni che a un certo punto dice “mentre il mondo cade a pezzi io compongo nuovi spazi e desideri” e questa è proprio la fotografia del centro-destra mentre la Basilicata cade a pezzi» afferma la consigliera. L’opposizione, pur denunciando la situazione, non intende limitarsi alla protesta ma lavorare a un’alternativa di governo. Tuttavia, Araneo riconosce le difficoltà: la Basilicata è in forte sofferenza e governarla oggi sarebbe complesso. «Cosa raccontiamo al Paese reale? Basta fare un giro in un qualsiasi mercato cittadino, rionale o supermercato e ci accorgiamo delle difficoltà delle persone che devono mantenere il mutuo con i figli fuori dalla regione Basilicata». Per questo sottolinea la necessità di ricostruire un rapporto diretto con i cittadini, coinvolgendoli maggiormente e superando la distanza tra politica e territorio. Sul piano politico, evidenzia la mancanza di autosufficienza del centrosinistra e la necessità di alleanze, pur criticando il ruolo ambiguo delle forze centriste.La consigliera ha affrontato anche i temi sociali come la fertilità e l’autodeterminazione femminile. Il Movimento 5 Stelle propone interventi per sostenere le donne, tra cui il supporto alla crioconservazione degli ovociti e politiche sulla medicina di genere, per garantire pari opportunità e risposte concrete ai bisogni sanitari. «Il centro-destra ha approvato all’unanimità la possibilità di effettuare lo screening sulla fertilità, una misura condivisibile. Tuttavia -sottolinea la consigliera- resta il problema del passo successivo: se oggi emerge un’infertilità, in Basilicata le opzioni sono limi-
tate. Chi ha risorse economiche può rivolgersi ad altre strutture fuori regione, ma chi non le ha non può accedere a questi percorsi. Per questo è necessario garantire alle donne, a condizioni economiche definite, una reale possibilità di scelta. Inoltre, un’altra proposta di legge sulla medicina di genere riguarda le cosiddette patologie invisibili, come vulvodinia ed endometriosi. È fondamentale rimettere la donna al centro dell’agenda politica come soggetto attivo, altrimenti rischia di restare marginale». Il programma prosegue con Raffaele Tantone, portavoce regionale del Partito Socialista, che ha evidenziato una disparità nei finanziamenti pubblici per il trasporto tra i capoluoghi di Potenza e Matera. Non si tratta di campanilismo, ma di una questione strutturale legata alla gestione del trasporto pubblico lucano. «In generale, entrambe le città ricevono fondi aggiuntivi rispetto agli altri comuni, ma emergono squilibri nella distribuzione delle risorse. La recente gara regionale per il trasporto pubblico, suddivisa in cinque lotti, ha visto tre lotti andare deserti e una partecipazione limitata negli altri». Secondo Tantone, ciò è dovuto anche a costi chilometrici non adeguati e a una visione ormai superata del servizio, che dovrebbe invece rispondere meglio alle esigenze dei cittadini, come lavoro, scuola e sanità. Il caso evidenzia una disparità concreta: mentre la Regione copre circa 1,1 milioni di chilometri annui per Potenza, a Matera ne finanzia meno. Inoltre, i Comuni contribuiscono in modo diverso: Potenza sostiene una quota minore rispetto a Matera, che arriva a coprire cifre più elevate. A ciò si aggiungono differenze nella gestione di servizi e risorse, come nel caso delle scale mobili di Potenza o dell’organizzazione del trasporto urbano. Tantone sottolinea la necessità di fermarsi e rivedere il sistema, evitando soluzioni tampone che negli anni non hanno risolto i problemi. Il rischio è un aumento dei contenziosi legali e dei costi per gli enti pubblici. Propone quindi una maggiore collaborazione tra Regione e Comuni, una revisione dei criteri di finanziamento e l’introduzione di strumenti innovativi, come la bigliettazione integrata. Infine, richiama l’attenzione sull’uso delle royalties petrolifere, spesso destinate a spesa corrente anziché a investimenti strutturali, e invita a una visione più ampia che tenga conto anche delle esigenze sociali e territoriali, evitando contrapposizioni tra città e puntando a un sistema più equo ed efficiente. Nell’ultima parte della trasmissione si affrontano temi legati alla salute femminile e alla


medicina di genere, con un focus sulla fertilità. Un tema antico ma ancora attuale: oggi la scienza offre strumenti avanzati, ma restano nodi politici e sociali da sciogliere. Simona Bonito, Consigliera di parità per la provincia di Potenza e Ivana Pipponzi, Consigliera Regionale di Parità, spiegano come la preservazione della fertilità si articoli in due ambiti: uno medico, legato a patologie che richiedono la conservazione degli ovociti, e uno sociale, che riguarda la libertà delle donne di scegliere quando diventare madri. «Numerose forze politiche sono intervenute, segnale importante di quanto il tema sia sentito -ha spiegato la Bonito-.È fondamentale ribadire che si tratta di una questione trasversale: parlare di salute e tutela delle donne, così come delle loro prospettive future, non deve restare confinato al dibattito politico.
Sul tema della preservazione della fertilità si è detto molto e molto resta da dire, anche perché le proposte in campo si muovono su piani tra loro differenti». Il dibattito è trasversale e sempre più rilevante, anche alla luce del calo demografico e delle difficoltà di conciliazione tra lavoro e vita privata. Sempre più donne arrivano tardi alla maternità per ragioni lavorative ed economiche, con un impatto sulle possibilità biologiche. «Quando parliamo di divari di genere parliamo anche di fertility divide, questo è un termine che è stato coniato da poco ma ben fa comprendere come il tema della fertilità sia un tema importante -


sottolinea la Pipponzi- perché purtroppo nascono sempre meno bambini e questo è un discorso che alla lunga, anzi già da oggi, sta iniziando a portare avanti delle problematiche sulla tenuta proprio del welfare e del sociale. Meno bambini significa anche meno soggetti che pagheranno le nostre tasse e quindi anche il servizio sanitario».
Questo fenomeno, il “fertility divide”, evidenzia la necessità di politiche di sostegno alla genitorialità e al lavoro. Fondamentali sono informazione e sensibilizzazione: molte donne non conoscono appieno strumenti come la crioconservazione degli ovociti, né i pro e contro delle terapie. Tra le proposte, l’introduzione di screening più ampi e anticipati, oltre a un maggiore coinvolgimento di scuole, sanità e istituzioni. Si sottolinea anche l’importanza della medicina di genere, ancora poco considerata: ricerca e cure sono spesso calibrate su modelli maschili, con conseguenze sulla salute femminile. Durante la puntata vengono inoltre affrontati temi come il congedo mestruale, già sperimentato in alcune realtà, e la necessità di politiche aziendali più attente al benessere delle lavoratrici. Anche la prevenzione, come nel caso del papillomavirus, resta centrale. Infine, emerge l’importanza della consapevolezza: informare le donne sui propri diritti e sulle opportunità disponibili è il primo passo verso una reale emancipazione e una maggiore equità nel sistema sanitario e sociale.
Mega (Cgil) attacca la giunta Bardi su lavoro e crisi interna e chiede tavoli ministeriali: «Giovani costretti a lasciare la Basilicata»
POTENZA. «La narrazione da propaganda del governo Bardi, del tutto è a posto, è smentita quotidianamente dai dati: oggi sono i dati sullo spopolamento, domani sul Pil o sull’occupazione. L’elenco degli interventi dell’assessore alle Attività produttive Francesco Cupparo non spostano di una virgola gli effetti dell’assenza di programmazione e di visione sulle politiche industriali, di welfare e del lavoro. I lucani sono sempre più precari, più poveri ed emigrano altrove. Se a ciò si aggiunge la grave crisi politica interna, con un membro della giunta che non vota a favore del Bilancio, riteniamo che questo governo non sia più in grado di affrontare da solo la grande vertenza Basilicata e ribadiamo la necessità di portare le vertenze regionali ai tavoli ministeriali per dare risposte mira-
te», afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega.«Il tavolo ministeriale – prosegue Mega – rappresenti lo snodo stabile tra le scelte strategiche nazionali in materia di politiche industriali, investimenti e transizione e le ricadute concrete sui territori, sugli stabilimenti e sull’occupazione. I giovani emigrano perché i salari sono i più bassi d’Italia, non esiste offerta qualificata, non esistono risposte adeguate ai bisogni di salute e le condizioni di vita sono pessime tra isolamento infrastrutturale e sociale. Tutto ciò ha precise responsabilità politiche di chi amministra e prende decisioni. Per questi motivi il primo maggio, unitamente a Cisl e Uil, saremo nella Valle del Mercure, emblema della desertificazione industriale e del fallimento delle politiche indu-

striali ed energetiche di questa regione. Riteniamo infine che un confronto con le parti sociali non sia più rinviabile, anche e so-
prattutto alla luce degli ultimi avvenimenti internazionali e delle ultime vicende politiche interne alla maggioranza».
Iniziativa di Basilicata Casa Comune e Cisl Basilicata per una rete di sedi pubbliche per ridurre costi e spostamenti
POTENZA. Si è svolta questa mattina, nella sede del Consiglio regionale della Basilicata, la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge «Istituzione della rete regionale di coworking della Basilicata», promossa in condivisione con la Cisl Basilicata. L’iniziativa punta a introdurre un modello organizzativo innovativo nella pubblica amministrazione, valorizzando le sedi territoriali esistenti, riducendo il pendolarismo e migliorando la qualità della vita dei dipendenti, senza nuovi oneri per il bilancio regionale.«Con questa proposta –ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo –vogliamo rendere la pubblica amministrazione più efficiente e più vicina ai territori, offrendo al tempo stesso una risposta concreta ai costi crescenti che gravano sui lavoratori, a partire da quelli legati agli spostamenti. Si tratta di una misura di immediata attuazione, distinta dallo smart working, che non comporta ulteriori oneri per gli enti e contribuisce a restituire credibilità alle istituzioni».Sulla stessa linea il capogruppo Gianni Vizziello: «È una misura concreta che ottimizza le

strutture già presenti e rafforza i servizi pubblici territoriali, andando incontro alle esigenze dei dipendenti e delle comunità locali. Auspichiamo che possa essere accolta all’unanimità nel corso dell’iter consiliare».Il segretario generale della Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, ha sottolineato come «questa proposta rappresenta un passo decisivo per superare la retorica sulle aree interne, introducendo una concreta innovazione sociale capace di contribuire a frenare lo spopolamento dei piccoli comuni». L’auspicio, ha aggiunto, è che si arrivi a un’approvazione bipartisan, «perché il futuro dei territori più fragili deve essere un impegno condiviso, fondato su partecipazione e corresponsabilità tra istituzioni, lavoratori e sindacato».A evidenziare gli aspetti or-
ganizzativi è stato il segretario regionale della Cisl Fp Basilicata, Vincenzo Pernetti: «In una regione caratterizzata da forte pendolarismo, il coworking rappresenta una leva strategica per una pubblica amministrazione moderna, capace di coniugare innovazione ed efficienza con il benessere dei dipendenti. La possibilità di lavorare in sedi territoriali attrezzate consente di ridurre i costi, migliorare la conciliazione tra vita e lavoro e rafforzare il presidio delle comunità locali».L’obiettivo ora è avviare rapidamente l’iter di approvazione della proposta, per dotare la Basilicata di uno strumento innovativo capace di migliorare l’organizzazione del lavoro pubblico, potenziare i servizi decentralizzati e rafforzare la presenza istituzionale nei territori.
«Urge sbloccare il piano»
POTENZA. Si è concluso al Ministero delle imprese e del made in Italy l’incontro di aggiornamento sulla vertenza CallMat, alla presenza di Ugl Tlc, azienda e Tim, con la Regione Basilicata collegata da remoto. Al centro del confronto esuberi, contratto di solidarietà e sviluppo del piano industriale per il polo lucano.Attualmente circa trecentocinquanta lavoratrici e lavoratori sono coperti dal contratto di solidarietà fino al 30 giugno 2026, mentre è stato definito un progetto da circa quindici milioni di euro tra fondi regionali e statali. Restano però da chiarire cronoprogrammi, procedure di gara e clausole attuative.«Il progetto esiste, ma manca l’aggancio operativo – dichiarano Pino Giordano e Cosimo D’Adamo –. Senza atti concreti le risorse non diventano lavoro». Nel breve periodo Tim garantisce continuità produttiva, ma il nodo resta la fase successiva alla scadenza degli ammortizzatori.Il piano si articola tra digitalizzazione degli archivi pubblici e incentivi alla ricollocazione nel settore privato. «È necessario chiudere questa transizione – proseguono – senza disperdere competenze». Ugl Tlc chiede quindi al Mimit una nuova convocazione a breve per arrivare a un accordo operativo e definire una soluzione strutturale.


Sindacati lucani uniti per affrontare le trasformazioni del lavoro e rafforzare diritti, garanzie e giustizia sociale
Castelluccio Inferiore sarà il punto di riferimento del Primo Maggio 2026 in Basilicata, con la manifestazione unitaria promossa da CGIL, CISL e UIL dedicata ai temi del lavoro dignitoso e delle trasformazioni in atto nel mondo produttivo. steL’iniziativa si svolgerà in Largo G. Marconi alle ore 10:00 e avrà come filo conduttore il tema “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”, in un contesto segnato da profonde trasformazioni economiche e sociali.Al centro del dibattito, sottolineano i sindacati, vi sarà la qualità dell’occupazione in una fase caratterizzata da innovazione tecnologica, digitalizzazione e crescente precarietà del lavoro. Particolare at-
tenzione sarà riservata alla situazione della Basilicata, dove persistono criticità legate a crisi industriali, precarizzazione e spopolamento delle aree interne. La scelta di Castelluccio Inferiore viene definita dalle organizzazioni sindacali come un segnale di attenzione verso i territori più fragili, spesso penalizzati da carenza di servizi e opportunità occupazionali.Nel corso della manifestazione interverranno i rappresentanti regionali di CGIL, CISL e UIL Basilicata, che porteranno le proprie analisi sulle sfide del mercato del lavoro locale e nazionale.Ampio spazio sarà dedicato ai temi del contrasto al lavoro povero e irregolare, alla sicurezza nei luoghi di lavoro, al rafforzamento della contrattazione collettiva e all’impatto dell’intelligenza artificiale sui

processi produttivi.«Il Primo Maggio rappresenta un momento di mobilitazione e proposta per rimettere al centro il valore del lavoro e la dignità delle persone. In una fase di grandi cambia-
Focus su pensioni anticipate e pensioni di vecchiaia nel pubblico impiego

Un sistema di tutela e assistenza attivo da oltre cinquant’anni e collegato a Confcommercio, 50&PiùEnasco interviene sui chiarimenti forniti dall’INPS in merito alle nuove aliquote di rendimento introdotte dalla legge 30 dicembre 2023, n. 213. Le indicazioni riguardano gli iscritti alle casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG con anzianità contributiva inferiore a 15 anni al 31 dicembre 1995, per i quali il calcolo delle quote A e B della pensione varia in base alla tipologia di trattamento e alla maturazione dei requisiti. Secondo
l’INPS, le nuove aliquote si applicano esclusivamente alle pensioni anticipate, comprese quelle dei lavoratori precoci, mentre non si applicano alle pensioni di vecchiaia, anche nei casi di cumulo, quando la decorrenza avviene dopo la cessazione dal servizio nella pubblica amministrazione. Le dimissioni del lavoratore non incidono sul criterio di calcolo, che resta legato alla tipologia di pensione. Per le pensioni anticipate restano quindi valide le nuove disposizioni introdotte dalla normativa del 2023, mentre per le pensioni di vec-
chiaia continuano ad applicarsi le regole precedenti. L’INPS ha inoltre disposto un riesame d’ufficio delle pensioni di vecchiaia eventualmente calcolate con le nuove aliquote. In questi casi è prevista la riliquidazione degli assegni con il riconoscimento degli eventuali arretrati. 50&PiùEnasco conferma infine la propria disponibilità a fornire assistenza e consulenza ai cittadini interessati, anche attraverso la rete territoriale, per chiarimenti e verifiche sulle singole posizioni previdenziali e aggiornamenti operativi costanti.
menti è necessario rafforzare diritti, tutele e giustizia sociale, soprattutto nei territori più esposti alle disuguaglianze e al rischio di marginalizzazione» affermano CGIL, CISL e UIL Basilicata.
LOVALLO: «FONDAMENTALE IL DIALOGO»
il percorso di approfondimento sulla sicurezza nei pubblici esercizi promosso da Confcommercio Potenza, che giovedì 16 aprile 2026 alle ore 10:00 farà tappa a Melfi presso l’Hotel Due Pini. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con Comune di Melfi, Federalberghi e Camera di Commercio, rappresenta un momento di confronto tra imprese e istituzioni sul tema dell’adeguamento alle normative in materia di sicurezza e ordine nei locali pubblici. All’incontro interverranno rappresentanti di Vigili del Fuoco, Carabinieri, Questura, Guardia di Finanza, Ispettorato del Lavoro, ASP territoriale e NAS, con l’obiettivo di fornire agli operatori indicazioni aggiornate su prevenzione incendi, gestione delle emergenze, capienza, vie di fuga e requisiti strutturali.«Vogliamo continuare a promuovere informazione, formazione e collaborazione – ha sottolineato il presidente Angelo Lovallo – la sicurezza rappresenta un valore imprescindibile per impre- se, lavoratori e clienti. È fondamentale affrontare questo percorso con responsabilità e consapevolezza, ma anche con il supporto delle istituzioni». Il percorso proseguirà nelle prossime settimane in altre aree della provincia, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione e il dialogo tra sistema produttivo e istituzioni.















«Previsto un investimento da circa 950 mila euro per la messa in sicurezza», evidenzia l’Ufficio Viabilità dopo i sopralluoghi sul territorio
Le intense precipitazioni che hanno colpito la Basilicata nelle scorse settimane continuano a lasciare segni evidenti sul territorio, mettendo in ginocchio parte della viabilità provinciale. In particolare, la situazione più critica si registra lungo la SP ex SS 168, arteria strategica per i collegamenti dell’area dell’Alto Bradano, dove si sono verificati gravi fenomeni di dissesto idrogeologico. Il peggioramento delle condizioni del manto stradale, aggravato dalle piogge insistenti, ha reso inevitabile un provvedimento drastico: la chiusura al traffico del tratto interessato, disposta proprio nel fine settimana di Pasqua. Una decisione necessaria per garantire la sicurezza pubblica, ma che ha avuto pesanti ripercussioni sulla quotidianità dei cittadini. I centri di Maschito, Forenza, Palazzo San Gervasio, Genzano di Lucania e Banzi si sono infatti trovati improvvisamente isolati lungo il loro asse principale di collegamento con Venosa, costringendo automobilisti e mezzi pubblici a deviare sulla SP Ofantina. Un percorso alternativo che ha comportato allungamenti dei
tempi di percorrenza, disagi per i pendolari e difficoltà nella gestione del servizio di trasporto locale, in particolare per gli autobus. Una condizione che ha inciso in modo significativo anche sulle attività economiche locali, già messe a dura prova dalle condizioni meteo avverse. Nella giornata del 13 aprile, i tecnici della Provincia di Potenza hanno effettuato un sopralluogo approfondito per valutare l’entità dei danni e definire le modalità di intervento. Dai primi riscontri emerge un quadro complesso che richiederà lavori strutturali importanti. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio Viabilità, è già stato predisposto un provvedimento “extra ordinem”, in fase di esecutività, per formalizzare l’interdizione al traffico e avviare l’iter degli interventi urgenti. La riapertura della strada, almeno nel breve periodo, appare esclusa. Il progetto tecnico, attualmente in fase di definizione, prevede un investimento complessivo di circa 950 mila euro. Gli interventi programmati includono la rimozione della pavimentazione compromessa, lo scavo di fondazione, la realizzazione di una paratia in cemento armato a valle per garantire la stabilità della


carreggiata, oltre al rifacimento completo del manto stradale, all’installazione di nuove barriere di sicurezza e al ripristino della segnaletica. Quello della SP ex SS 168 non è un caso isolato. La Provincia sta infatti completando in queste ore diverse perizie relative ad altre criticità diffuse sulla rete viaria di propria competenza, tutte conseguenza degli eventi meteorologici eccezionali. I dossier saranno trasmessi alla Regione Basilicata con la richiesta di un sostegno economi-
co straordinario. L’obiettivo dell’Ente è chiaro: inserire l’intervento sulla SP 168 tra le priorità del piano emergenziale regionale, considerato il ruolo fondamentale che questa arteria riveste per l’economia e la mobilità dell’intero comprensorio.Nel frattempo, resta alta l’attenzione sul territorio, mentre cittadini e amministrazioni locali chiedono risposte rapide per superare una situazione che, giorno dopo giorno, continua a creare disagi e preoccupazione.



Un gruppo di professionisti presenta una proposta articolata per il futuro della categoria puntando su rappresentanza, servizi e innovazione
Èstata ufficialmente presentata la lista “Ingegneri e Comunità”, che parteciperà alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Potenza.La lista è guidata dall’ingegnere Michele Lapenna, figura di lunga esperienza nella rappresentanza della categoria, avendo già ricoperto in passato il ruolo di presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Potenza e di consigliere nazionale.La composizione della listaNe fanno parte, oltre a Lapenna, numerosi professionisti provenienti dal mondo accademico, pubblico e della libera professione: la professoressa ingegnera Donatella Caniani, ordinario di Ingegneria Sanitaria-Ambientale presso l’Università della Basilicata; l’ingegnere Giuseppe D’Onofrio, già presidente dell’Ordine e dirigente tecnico del Comune di Policoro; l’ingegnera Anna Guarini, funzionaria della Provincia di Potenza; l’ingegnere Francesco Iantorno, meccatronico libero professionista e consigliere uscente; l’ingegnere Giuseppe Laguardia, dirigente dell’Azienda Sanitaria Locale di Potenza; l’ingegnere Giuseppe Lopiano, libero professionista; l’ingegnera Lucia Marotta, ingegnere idraulico libero professionista; l’ingegnere Carmine Rocco Mecca, civile libero professionista; l’ingegnere Giorgio Maria Restaino, consigliere uscente; l’ingegnere Saverio Scavone, già presidente dell’Ordine; l’ingegnere Vito Sivolella, dirigente del Provveditorato alle Opere Pubbliche per la Basilicata; l’ingegnera Rosalia Smaldone, dirigente regionale; l’ingegnere Prosperino Suanno, docente e libero professionista; e l’ingegnera Maria Zaccardo, dipendente del settore privato.La lista “Ingegneri e Comunità” si presenta con l’obiettivo di valorizzare competenze trasversali e rafforzare il ruolo sociale della categoria, mettendo al centro la comunità degli iscritti e il loro contributo allo sviluppo del territorio.Il programmaIl gruppo propone un programma articolato su sei assi strategici per il prossimo qua-

driennio. «Vogliamo riportare l’Ordine al centro della vita professionale degli ingegneri – afferma la lista – non più solo come ente burocratico, ma come comunità attiva, utile e vicina ai suoi iscritti».Il primo pilastro, “Ingegneri&Lavoro”, punta alla tutela del titolo professionale e all’applicazione dell’equo compenso, oltre all’attivazione di uno sportello legale e fiscale.“Ingegneri&PA” mira invece a raf-
forzare il dialogo con gli enti pubblici, attraverso un supporto tecnico ai Comuni, un osservatorio sui bandi e una task force con Università della Basilicata e pubbliche amministrazioni per il monitoraggio delle infrastrutture.“Ingegneri&Giovani” prevede percorsi formativi, tirocini retribuiti e iniziative per favorire l’ingresso dei nuovi iscritti nel mondo del lavoro.“Ingegneri&Donne” punta alla promozione del-
le pari opportunità con la creazione di una commissione dedicata e dell’associazione AIDIA.“Ingegneri&Formazione” prevede corsi multidisciplinari, accordi per il riconoscimento delle attività formative e misure per ridurre i costi a carico degli iscritti.“Ingegneri&Unibas” rafforza infine il rapporto con l’Università della Basilicata, con l’obiettivo di aggiornare le competenze, sviluppare nuovi percorsi formativi e
contrastare la fuga dei giovani laureati.La lista propone inoltre l’ingegnere Maurizio Sarli come presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione dell’Ordine.«Non promettiamo parole, ma impegni precisi e misurabili. Vogliamo un Ordine che tutela, che forma, che collega e che guarda al futuro. Un Ordine che sia davvero degli ingegneri e per gli ingegneri», conclude la lista.

La banca perde il diritto di agire dopo 13 anni di inattività: clausola giudicata vessatoria. Soddisfatta Sos Utenti Aps: «Sentenza storica»
Un'importante sentenza del Tribunale di Potenza, pubblicata il 9 aprile 2026, ha portato una nuova vittoria per i consumatori in materia di fideiussioni bancarie.
Con la sentenza n. 966/2026, il Tribunale ha annullato il decreto ingiuntivo emesso contro due garanti, liberandoli da un debito di oltre 46.000 euro derivante da una fideiussione a copertura di un mutuo non saldato.La causa riguardava due genitori, fideiussori per un mutuo chirografario sottoscritto nel 2007 da uno dei loro figli, titolare di una ditta individuale. La banca, che aveva costituito in mora il debitore principale nel settembre 2010, non aveva però intrapreso alcuna azione di recupero del credito per oltre tredici anni, finché nel 2023 non aveva avanzato il ricorso per decreto ingiuntivo contro i fideiussori.
IL TRIBUNALE E LA VESSATORIETÀ DEL-
LA CLAUSOLA
DEROGATORIA
Il cuore della vicenda risiede in una clausola del contratto di fideiussione che esonerava la banca dal rispetto del termine di decadenza di sei mesi previsto dall'art. 1957 del Codice Civile. Tale clausola, che derogava al termine di decadenza semestrale, è
stata giudicata vessatoria dal Tribunale, che l'ha dichiarata nulla ai sensi del Codice del Consumo. La decisione si fonda sul principio che tali clausole, imposte unilateralmente dalle banche senza possibilità di negoziazione, violano i diritti dei consumatori, i quali sono tutelati dalla normativa antitrust e dal Codice del Consumo.La banca, pertanto, è stata dichiarata decaduta dal diritto di agire contro i fideiussori, in quanto, dopo aver costituito in mora il debitore nel 2010, aveva rimasto inattiva per più di tredici anni senza intraprendere alcuna azione concreta per il recupero del credito. UN CASO
SIGNIFICATIVO A LIVELLO NAZIONALE
Quella di Potenza non è un’isolata vittoria. Il caso si inserisce infatti in un contesto nazionale di crescente attenzione verso le fideiussioni bancarie. Si stima che milioni di fideiussioni di tipo "omnibus" siano state sottoscritte in Italia, spesso senza che i consumatori avessero un reale potere negoziale. L'intervento della Corte di Cassazione (sentenza n. 41994/2021) ha già stabilito che molte delle clausole tipiche dei contratti bancari possono essere dichiarate nulle, in quanto
vessatorie.Il Tribunale di Potenza ha quindi dato seguito a questo orientamento, ampliando ulteriormente la protezione dei garanti-consumatori e mettendo in luce il contrasto tra le clausole contrattuali imposte dalle banche e le leggi a tutela dei consumatori.
LA DIFESA DEI
GARANTI: IL RUOLO
DI SOS UTENTI APS
La sentenza del Tribunale di Potenza ha visto come protagonisti gli Avvocati Gianclaudio Addamiano e Savino Genovese, quest'ultimo Presidente nazionale di SOS Utenti APS, un'associazione che si distingue per la sua attività di tutela dei consumatori e delle piccole imprese. L'associazione, attraverso una rete di delegati regionali, offre supporto a chi si trova ad affrontare problematiche legate a fideiussioni bancarie e abusi finanziari.Il Dott. Gennaro Baccile, presidente onorario di SOS Utenti, ha dichiarato:
«Questa sentenza rappresenta un segnale importante per tutti i garanti che hanno sottoscritto fideiussioni su moduli predisposti dalla banca senza alcuna possibilità di negoziazione. Invitiamo chiunque si trovi in una situazione analoga a far verificare la validità delle clausole contrattuali prima che sia troppo tardi.»
COSA FARE SE SI È
FIDEIUSSORI: I CONSIGLI DI SOS UTENTI APS
Se hai firmato una fideiussione "omnibus", come nel caso analizzato dal Tribunale di Potenza, la normativa offre strumenti concreti per contestare la validità delle clausole contrattuali e per liberarsi dal debito. In particolare, le fideiussioni sottoscritte su moduli standard predisposti dalle banche possono essere dichiarate nulle, con effetti diretti sulla posizione del garante.SOS Utenti APS invita tutte le famiglie e le imprese che si trovano in una situazione simile a contattare un professionista specializzato in contenzioso bancario per una consulenza. I fideiussori possono ottenere una revisione delle loro posizioni contrattuali e, in alcuni casi, una completa liberazione dal debito.
COSA SONO LE FIDEIUSSIONI OMNIBUS E LE IMPLICAZIONI
LEGALI
Le fideiussioni "omnibus" sono garanzie personali con cui un fideiussore si impegna a rispondere di tutti i debiti di un debitore principale nei confronti di una banca, fino a un importo prestabilito. Questi contratti spesso contengono clausole che esonerano la banca dall’obbligo di
agire entro determinati termini, creando una posizione sfavorevole per il fideiussore.L'art. 1957 del Codice Civile stabilisce che il creditore decaduto, ossia che non ha agito tempestivamente nei confronti del debitore principale, perde il diritto di escutere la garanzia fideiussoria. Le banche che non rispettano tale obbligo, come nel caso del Tribunale di Potenza, possono vedersi preclusa la possibilità di recuperare il credito da parte del garante.
UNA SENTENZA CHE PROTEGGE I DIRITTI DEI CONSUMATORI
La sentenza del Tribunale di Potenza rappresenta un passo importante per la tutela dei diritti dei consumatori e dei garanti in Italia. Le banche, che per troppo tempo hanno sfruttato moduli contrattuali standardizzati e clausole vessatorie, dovranno fare i conti con una crescente consapevolezza e difesa dei diritti dei fideiussori.Per tutti coloro che si trovano in una situazione simile, la consulenza legale tempestiva è essenziale. Le vittorie come quella di Potenza dimostrano che, con il giusto supporto legale, è possibile liberarsi da debiti ingiusti e ottenere la protezione prevista dalla legge.

La vittima sarebbe stata minacciata più volte dall’imputato. Prossima udienza il 5 maggio

Ergastolo. È questa la richiesta avanzata ieri mattina dal Pubblico Ministero del Tribunale di Potenza Vincenzo Montemurro nei confronti di Michele Sarli autore dell'omicidio di Luciano Lotito avvenuto al Pantano di Pignola il 23 luglio del 2023 a causa di alcuni dissidi tra i due protagonisti.
L'udienza si è svolta presso l'Aula Mario Pagano del Palazzo di Giustizia di Potenza I fatti appunto risalgono al pomeriggio del 24 luglio quando Sarli alla guida della sua vettura avrebbe investito e ucciso Lotito morto il 30 lu-
glio nell'Ospedale San Carlo di Potenza. Ieri mattina si è svolta l'udienza davanti al Giudice Rosario Baglioni e il Giudice a latere Valentina Rossi. Hanno assistito all'udienza anche diversi giudici popolari. Presenti i legali di Lotito Roberto Acampora per cinque delle parti civili, Filomena Pinto per la compagna di Lotito e i figli, l'avvocato Antonio Autilio per una sorella della vittima mentre l'Avvocato Fabio Di Ciommo ha difeso Sarli. Montemurro ha ritenuto la condotta di omicidio volontario premeditato. Sarli avrebbe lasciato per terra Lotito, in contrada Molino a Pignola esanime. Le in-

dagini a suo tempo sono partite grazie al lavoro della Questura di Potenza e della Polizia di Stato. Montemurro nella sua requisitoria ha parlato del ruolo avuto da Sarli nella vicenda ritenendolo colpevole dell'incidente che ha poi causato la morte di Lotito. Una requisitoria dura, legata anche ai rapporti tra i due protagonisti della vicenda, spesso notati nei bar e nei locali di Potenza e Pignola, di quella notte maledetta che ha visto Sarli contattare il carrozziere e portare l'auto danneggiata dal sinistro già con i pezzi di ricambio. Montemurro che ha inteso rimarcare il ruolo nevralgico nella faccenda del Sarli al quale si conte-
stano le aggravanti della premeditazione, del metodo mafioso, della crudeltà e dei «motivi abietti», legati a presunti contrasti con la vittima per affari di droga. Lotito prima del sinistro aveva informato di essere stato più volte al centro di minacce e intimidazioni da parte di Michele Sarli, prima di arrivare a quel tragico giorno segnato dall'incidente e successivamente alla morte in ospedale.
Prossima udienza di questo processo il 5 maggio per la discussione delle parti civili, mentre il 22 luglio è fissata l'udienza finale dell'Avvocato Di Ciommo con la lettura del dispositivo.
«La soppressione del presidio giudiziario penalizzerebbe un’area fragile e interregionale»
L’Unione Lucana del Lagonegrese segue con particolare attenzione il dibattito in corso sulla revisione della geografia giudiziaria, anche alla luce delle ipotesi di riforma avanzate dall’Associazione Nazionale Magistrati, che rischiano di incidere in modo significativo su un’area territoriale ampia, articolata e interregionale, già caratterizzata da condizioni di fragilità infrastrutturale e sociale.
Il Tribunale di Lagonegro rappresenta, infatti, un presidio fondamentale per un’area che coinvolge comunità appartenenti a più regioni. In questo contesto, la presenza di servizi giudiziari prossimi ai cittadini assume un valore essenziale sotto il profilo dell’accesso alla giustizia e della coesione istituzionale. L’Unione prende atto delle «posizioni espresse in queste settimane dall’Ordine degli Avvocati di Lagonegro, dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e, più in generale, dalle rappresentanze professionali e dagli operatori del settore, che testimoniano l’attenzione e la sensibilità diffuse su un tema di così rilevante interesse pubblico». «Riteniamo che il confronto debba sviluppar-
si in modo costruttivo, tenendo insieme due esigenze fondamentali: la necessità di garantire efficienza e funzionalità al sistema giudiziario e la tutela della presenza dello Stato nei territori, unitamente all’effettivo accesso dei cittadini ai servizi. - affermano in una nota i sindaci dell’Unione - Riteniamo, inoltre, che la specificità del bacino di utenza interregionale servito dal Tribunale di Lagonegro non possa essere ricondotta a una mera applicazione di parametri numerici o standard organizzativi, quali il numero dei magistrati o i carichi di lavoro, ma debba essere valutata tenendo conto delle caratteristiche territoriali, della complessità dell’area di riferimento e delle effettive esigenze delle comunità coinvolte».
Alla luce di tali considerazioni, l’Unione dei Comuni del Lagonegrese esprime una posizione di «netta contrarietà rispetto a ipotesi di riorganizzazione che possano determinare la soppressione o il ridimensionamento del presidio giudiziario di Lagonegro, ritenendo tali soluzioni non coerenti con le esigenze del territorio e con la tutela effettiva dei diritti dei cittadini. In tale quadro, appare essenziale che

ogni eventuale ipotesi di riorganizzazione tenga adeguatamente conto delle specificità territoriali e dell’impatto concreto sulle comunità interessate, evitando soluzioni che possano determinare un indebolimento dei presidi istituzionali nelle aree interne». Per queste ragioni, l’Unione dei Comuni del Lagonegrese ritiene utile «promuovere un momento di confronto istituzionale che coinvolga tutti i soggetti interessati, al fine di approfondire le possibili soluzioni e valutare ogni opzione utile a salvaguardare il ruolo del presidio giudiziario di Lagonegro. L’obiettivo è contribuire, in modo responsabile e unitario, a un percorso condiviso che tenga conto delle esigenze dei cittadini e delle caratteristiche del territorio. L’Unione conferma la propria disponibilità a svolgere un ruolo di raccordo istituzionale, nella consapevolezza che temi di questa rilevanza richiedono equilibrio, collaborazione e senso di responsabilità da parte di tutti» concludono i sindaci dell’area.

A livello nazionale, vi sono realtà molto disomogenee e la qualità delle strutture fa registrare enormi differenze sia nei costi che nelle prestazioni
DI VINCENZO MAIDA
Tempo addietro, l’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) ha promosso a Roma un convegno sul tema: “Assistenza primaria: monitoraggio della qualità e valutazione d’impatto nei progetti Agenas -Matrice - Medina - Luna”. Nel corso dell’evento, sono stati resi noti alcuni dati che dovrebbero rappresentare la base per una seria riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Essi attestano che, con l’aumentare dell’aspettativa di vita, aumentano anche le patologie croniche e le difficoltà logistiche per i soggetti interessati. Ecco alcuni dati eloquenti che sono stati resi noti. «La popolazione mondiale è in continuo aumento, la quota media di anziani over 80 tra i Paesi dell’Ocse è pari al 3,9% nel 2010 e si prevede pari al 10% nel 2050. In Italia, nel 2011, gli over 65 erano il 12,3%, e si prevede che saranno il 16,6% nel 2030, mentre gli over 80 saranno circa il 9%. E cresce la prevalenza di patologie croniche: quasi il 39% degli italiani dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche; il 20% da al-
meno due e, tra gli over 75, la percentuale tocca il 68,2%. Sono oltre 3 milioni le persone con disabilità, di cui il 78% anziani. Il costo economico aumenta in termini di incidenza sul Pil di una nazione: oltre 38 trilioni di dollari (cioè il 48% del Pil globale nel 2010) nei prossimi 20 anni». Ovviamente, gli anziani e le persone fragili hanno bisogno di assistenza. L’ideale è farle rimanere nel loro ambiente sociale e familiare, assicurando prestazioni a domicilio. Infatti, è sufficiente consultare i social per ve-
rificare che c’è una straordinaria richiesta in tal senso. Molto spesso, sono le donne dell’Est ad essere disponibili per questo lavoro, ma tutto è lasciato all’improvvisazione e al “libero mercato” e, troppo spesso, la cronaca ha fatto registrare casi incresciosi di abusi e maltrattamenti. In altri casi, ancora più gravi, di anziani e fragili abbandonati e isolati, si sono verificati decessi scoperti dopo molto tempo. Sono drammi della solitudine che si sono consumati tra le mura domestiche. Più di recente, sempre

l’AGENAS ha pubblicato un Report sui “Sistemi di remunerazione dell’assistenza domiciliare, residenziale e semi-residenziale –Analisi comparative delle tariffe vigenti a livello regionale”. «Un lavoro - è stato detto - nato dall’esigenza di identificare le tariffe regionali delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie erogate nell’ambito della rete dei servizi territoriali». È emerso che, a livello nazionale, vi sono realtà molto disomogenee e la qualità delle strutture fa registrare enormi differenze sia nei costi che nelle prestazioni. Si tratta di una materia complessa, di cui in passato si sono occupate anche le Province a cui era stato affidato il settore socioassistenziale, poi passato sotto la competenza delle UUSSLL e, successivamente dei Comuni, prima in forma singola e poi associata. Alcune Province, agli inizi degli anni ’80, sperimentarono anche l’assistenza domiciliare tramite le cooperative, ma con risultati insufficienti a causa dell’improvvisazione e della assoluta mancanza di professionalità. L’assistenza agli anziani, come quella all’infanzia con gli asili nido rappresenta, dunque, la vera sfida del presente e del futuro.
Per la Garante regionale detenuti, vittime di reato, salute e anziani: «Necessario guardare a queste realtà con attenzione e rispetto»
«C
i sono luoghi in cui il tempo sembra sospeso. E poi ci sono luoghi, come la R.E.M.S. di Tinchi, dove il tempo torna a scorrere nel verso giusto: quello della rinascita. Alla R.E.M.S. di Tinchi di Pisticci (MT) c’è qualcosa di diverso: mani che lavorano, occhi che tornano a cercare luce, storie che non si arrendono alla loro fine ma provano, ogni giorno, a riscriversi. Qui il fare non è solo un gesto, ma un atto di ricostruzione: il tentativo concreto di rimettere insieme i pezzi di sé e trasformare ciò che è stato dolore in possibilità». Lo afferma Tiziana Silletti, Garante regionale detenuti, vittime di reato, salute e anziani, precisando che: «In queste attività c’è il bisogno profondo di sentirsi ancora capaci, utili, vivi. E mentre questo accade, cambia an-
ma soprattutto
che lo sguardo: non più rivolto soltanto al passato, ma progressivamente aperto a un’idea, anche fragile ma reale, di futuro». «È questo che rende la R.E.M.S. di Tinchi - prosegue Silletti - un luogo diverso: non l’assenza di difficoltà, ma la presenza concreta della speranza. Dal 2015 la struttura rappresenta un presidio fondamentale non solo sul piano sanitario, ma soprattutto umano e sociale. I percorsi riabilitativi individualizzati attivati all’interno della R.E.M.S. dimostrano come sia possibile trasformare situazioni di grande fragilità in opportunità di crescita, responsabilità e reinserimento. Ho avuto modo di osservare le attività laboratoriali e artigianali realizzate dagli ospiti: i manufatti non sono semplici oggetti, ma testimonianze vive di un percorso di cam-
biamento. In ciascuno di essi si riconoscono il valore del tempo dedicato alla cura di sé, la riscoperta delle proprie capacità e la costruzione di una nuova prospettiva di vita. Sono, a tutti gli effetti, simboli di rinascita». «Ritengo fondamentale sottolineare l’impegno, la competenza e la sensibilità degli operatori della struttura, che – sottolinea la Garante - accompagnano ogni persona in un percorso complesso ma profondamente significativo. Il loro lavoro rende concreta l’attuazione del principio della funzione rieducativa, restituendo centralità alla dignità della persona e alla possibilità di un futuro diverso. La R.E.M.S. di Tinchi rappresenta un modello da valorizzare e sostenere: parla di speranza, responsabilità e comunità, ricordandoci che il reinserimento sociale non

è solo un obiettivo individuale, ma una responsabilità collettiva». «Nessuna storia è definitivamente chiusa se esiste fiducia e se esiste la possibilità di riprovarci. Per questo, - conclude Silletti - è necessario
guardare a queste realtà con attenzione e rispetto: dietro ogni manufatto, dietro ogni gesto, c’è una vita che chiede di essere riconosciuta non per ciò che è stata, ma per ciò che può ancora diventare».

POTENZA Tecnici, amministrativi e vigilanza: il sindaco Telesca rafforza l’organico dell’Ente. Candidature entro il 27 aprile

POTENZA. Dalle promesse elet- torali ai fatti. È così che l’Amministrazione comunale di Potenza annuncia la pubblicazione dei nuovi bandi di concorso per assunzioni a tempo pieno e indeterminato di sei unità.
È da tempo che il Comune ha problemi di organico, gli uffici lavorano sotto organico con grande difficoltà ed è da tempo che si
parla di un rafforzamento della macchina amministrativa. E pare che sia arrivato il momento tanto atteso.
Il sindaco Vincenzo Telesca, durante la campagna elettorale ha assunto un preciso impegno con la citlà, quello di rafforzare l’organico dell’Ente con nuove assunzioni. Quell’impegno preso nel 2024, oggi si concretizza. Sul sito istituzionale dell’Ente è pubblicato l’Avviso per la sele-
zione di sei nuove posizioni nell’area dei funzionari e dell’elevata qualificazione: due istruttori direttivi amministrativi (di cui uno riservato), tre istruttori direttivi tecnici (di cui uno riservato) e un istruttore direttivo di vigilanza.
Si tratta di un investimento concreto sulle risorse umane del Comune, con l’obiettivo di potenziare i servizi e garantire maggiore qualità nell’azione ammi-
nistrativa.
«Le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale inPA, accessibile previa registrazione e autenticazione tramite SPID, CIE, CNS o altre modalità consentite. È inoltre richiesto il possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) intestato al candidato» così come si legge sul sito del Comune.
Il termine ultimo per l’invio delle candidature è fissato al 27 aprile. L’amministrazione comunale del capoluogo conferma quindi la volontà di mantenere gli impegni assunti, puntando su trasparenza, merito e innovazione per costruire il futuro della comunità potentina.
«Il sindaco Vincenzo Telesca aveva assunto un impegno preciso con la città: rafforzare il Comune di Potenza attraverso nuove assunzioni pubbliche, trasparenti e meritocratiche. Oggi quell’impegno diventa realtà. Manteniamo gli impegni presi e continuiamo a lavorare, con serietà e visione, per il futuro della nostra comunità.» afferma soddisfatto l’assessore alla mobilità Francesco Giuzio.
Dalle 17:30 tifosi e cittadini pronti a festeggiare il traguardo. Scale mobili Santa Lucia aperte fino al le 23:30
POTENZA. Domani in piazza Mario Pagano si svolgerà la celebrazione per la conquista della prima storica Coppa Italia di Serie C del Potenza Calcio.
Ad annunciarlo Potenza Calcio e Fondazione Potenza Futura.
«L’evento rappresenta un momento di condivisione con la cittadinanza e tutti i tifosi rossoblù, per lo storico traguardo sportivo raggiunto dal club, simbolo di impegno, passione e appartenenza al territorio» fanno sapere gli organizzatori.
A partire dalle ore 17:00, la Coppa sarà esposta in piazza, offrendo a tutti i tifosi e cittadini l’opportunità di ammirare il trofeo e scattare fotografie celebrative.
L’arrivo della squadra è previsto per le ore 19:30, momento in cui avrà inizio la celebrazione in Piazza Mario Pagano.
Per l’occasione le Scale Mobili Santa Lucia saranno aperte fino alle 23:30 così come disposto dal Comune di Potenza in sinergia con la società che gestisce il trasporto urbano Miccolis.


Sant’Angelo Le Fratte, venerdì 17 aprile visite gratuite all’impianto di trattamento e riciclo dei pannelli fotovoltaici a fine vita
Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna in tutta Italia il 17 e 18 aprile il Green Energy Day, la grande giornata dedicata alla transizione energetica promossa dal Coordinamento FREE insieme a Legambiente e alle principali associazioni delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile, del mondo ambientalista e dei consumatori. Nel 2026 l’evento raddoppia e si terrà venerdì 17 e sabato 18 aprile, offrendo a cittadini, famiglie e studenti l’opportunità di visitare gratuitamente impianti alimentati da fonti rinnovabili e aziende che hanno realizzato interventi di efficienza energetica, osservandone concretamente il funzionamento, l’integrazione nel paesaggio e il contributo alla decarbonizzazione. Tutte le iniziative (in continuo aggiornamento) sono consultabili, sul sito https://www.greenenergyday.it.
In Basilicata l’appuntamento sarà venerdì 17 aprile in provincia di Potenza con la visita guidata a

un impianto per il riciclo di pannelli fotovoltaici a fine vita, a Sant’Angelo Le Fratte. Ultimato nel 2025, l’impianto tratta RAEE non pericolosi recuperando materiali da reimmettere nel ciclo produttivo e utilizza anche ener-
gia da fonti rinnovabili per ridurre l’impatto ambientale. «Per il terzo anno consecutivo il Green Energy Day - dichiara Attilio Piattelli, presidente del Coordinamento Free - continua a svolgere un ruolo strategico, perché
consente ai cittadini di avvicinarsi agli impianti, comprenderne il funzionamento, valutarne i benefici concreti e sviluppare una maggiore consapevolezza. Informazione, trasparenza ed esperienza diretta sono strumenti fondamentali per superare diffidenze e costruire un consenso solido e informato attorno alla transizione energetica. Si tratta di azioni quanto mai necessarie affinché efficienza energetica e fonti rinnovabili possano progredire al ritmo richiesto dagli obiettivi del PNIEC al 2030, soprattutto in un contesto in cui servirebbero politiche più stabili e di lungo periodo. Proprio per questo il Green Energy Day 2026 assume un valore ancora più rilevante: non è solo un momento di incontro e partecipazione, ma un’occasione concreta per diffondere conoscenza, superare ostacoli culturali e territoriali e rafforzare il sostegno pubblico verso un modello energetico sostenibile, sicuro ed economicamente vantaggioso per tutti».

Missanello si apre sempre più al mondo. Dopo i gemellaggi con Bari e con Bait Jala (Palestina), il piccolo centro della Val d’Agri compie un nuovo passo nel percorso di internazionalizzazione: è stato infatti autorizzato il gemellaggio con il Comune di Sokyrjany, in Ucraina. L’accordo sarà ufficialmente sottoscritto il prossimo 10 maggio, in occasione della festa di San Nicola, appuntamento ormai diventato punto di
riferimento non solo religioso ma anche istituzionale per il territorio. Per l’occasione arriverà a Missanello una delegazione ufficiale ucraina composta dal Sindaco, dal Vice Sindaco e da rappresentanti istituzionali.
Una presenza dal forte valore simbolico, che rafforza un legame costruito nel tempo e fondato su solidarietà, cooperazione e dialogo tra i popoli. A rendere ancora più significativa la giornata sarà anche la partecipazione della Presidente dell’associazione “Uniti per l’Ucraina” di Bari, insieme a una delegazione, a testimonianza concreta della rete di relazioni che si sta sviluppando attorno al Comune lucano. Sarà, inoltre, presente il Sindaco di Vasto, che ricopre anche il ruolo di Presidente della Provincia di Chieti, a conferma della crescente attenzione istituzionale che Missanello sta riuscendo ad attrarre.Il 10 maggio sarà anche una grande festa popolare nel segno dell’identità lucana: un evento “made in Basilicata” che vedrà protagonisti artisti del territorio come Dino Paradiso, insieme a sei giovani talenti lucani – Davide Casci-
ni, Ramen, RockAM, Pietro Cirillo, Amarimai e Accipiter – oltre alla presenza di Miss Italia, a rendere la giornata ancora più attrattiva e coinvolgente Il nuovo gemellaggio si inserisce in una strategia chiara dell’Amministrazione comunale, che punta a superare i confini geografici e a costruire opportunità attraverso relazioni nazionali e internazionali.
Dopo Bari e Bait Jala, Missanello continua dunque a tessere una rete di rapporti istituzionali sempre più ampia, dimostrando come anche un piccolo Comune possa diventare protagonista di dinamiche di apertura e cooperazione. Il 10 maggio si preannuncia, così, non solo come una giornata di festa, ma come un momento carico di significato, capace di unire tradizione, identità e visione futura. Missanello, da piccolo borgo, si conferma sempre più protagonista.

«Cari ragazzi so quanto sia difficile trovare opportunità di lavoro stabile nel nostro territorio, ma dalle difficoltà possono nascere idee innovative»
D I E M A N UE LA C A LA BR ES E
lComune di Ginestra da appuntamento ai giovani per oggi pomeriggio alle 17:00 presso l'Auditorium Comunale, per parlare del progetto “Ginestra Arbëreshë -Borgo Smart Green”. «Care ragazze e cari ragazzi di Ginestra -asserisce la Sindaca Fiorella Pompa- so bene quanto sia difficile oggi trovare un’opportunità di lavoro stabile nel nostro territorio. Ma proprio dalle difficoltà possono nascere le idee più innovative e le esperienze più significative. Per questo voglio rivolgermi a voi con una proposta concreta: investire insieme nella formazione per la creazione di una cooperativa di comunità e di una comunità energetica». E continua, «si tratta di modelli nuovi, partecipativi e sostenibili, che mettono al centro le persone e il territorio. Una cooperativa di comunità vi permetterebbe di valorizzare risorse locali, competenze e tradizioni, creando servizi e opportunità di lavoro direttamente qui, a Ginestra. Come Amministrazione comunale vogliamo accompagnarvi in questo percorso, offrendo momenti di formazione, supporto tecnico e occasioni di confronto con esperti del settore. Non è solo un pro-

getto economico, ma una vera e propria sfida collettiva: costruire insieme il futuro del nostro paese – e conclude la Sindaca- Credo profondamente nel vostro talento, nella vostra creatività e nella vostra voglia di restare e investire qui. Ginestra ha bisogno di voi, delle vostre idee e del vostro coraggio. Facciamo squadra. Il cambiamento può partire proprio da qui». Ginestra si reinventa e nasce il Borgo Smart Green, custode di riti e tradizioni Arbëreshë che guarda al futuro con un progetto ambizioso che coinvolgerà cittadine e cittadini per ge-

nerare nuove opportunità per chi desidera vivere, lavorare e costruire un futuro nel proprio territorio.«Il cuore pulsante di tutto sarà la costituzione di una Cooperativa di Comunità: un'impresa sociale per gestire insieme servizi e lavorare sui seguenti ambiti: Filiera Etnobotanica con erbe officinali bio e lavorazione della ginestra per la moda sostenibile; Turismo e Cultura con nuovi musei dei sapori e dell'orto etnobotanico, percorsi sui tratturi e valorizzazione dei riti arbëreshë; Nuova Residenzialità con incentivi e agevolazioni per chi sceglie
di vivere e avviare start-up nel nostro borgo e Comunità Energetica con energia pulita e condivisa per ridurre i costi in bolletta e prenderci cura dell'ambiente. Per essere protagonisti di questa rinascita occorre partecipare agli incontri formativi per progettare la Cooperativa di Comunità e la Comunità Energetica, che si terranno oggi e poi nelle date del 18, 24 e 29 aprile e 9 e 18 maggio 2026, aperti cittadini di Ginestra, professionisti, artigiani o semplicemente chi crede che i borghi abbiano un grande futuro».
MASCHITO È stata la scuola primaria di Maschito a ospitare la prima tappa del progetto “La Farfalla Bramea e la festa del Vulture”, iniziativa promossa dalla Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Rossana Mignoli, con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alla lettura e, al tempo stesso, valorizzare le peculiarità naturalistiche e culturali del territorio lucano.Protagonista del percorso educativo è la Farfalla Bramea, rara falena che vive esclusivamente nell’area del Vulture e che rappresenta oggi un importante simbolo identitario del patrimonio ambientale locale. Attraverso il racconto e le attività laboratoriali, l’iniziativa punta a trasformare questo

elemento naturale in uno strumento di conoscenza e appartenenza per le nuove generazioni.Nel corso della mattinata, gli alunni hanno partecipato a una lettura animata condotta
dall’autore del libro dedicato, Leonardo Pianoforte, seguita da un laboratorio creativo che ha stimolato curiosità, immaginazione e partecipazione attiva da parte dei bambini. Il pro-
getto è stato realizzato anche grazie alla collaborazione della redazione di InfoVulture e al contributo del coordinatore Antonio Petrino. Un ringraziamento è stato rivolto alla
dirigente scolastica Carmela Vaccaro per l’accoglienza e la disponibilità, così come al sindaco di Maschito, Luigi Rafti, per l’attenzione costante verso le iniziative scolastiche e culturali. “Questo progetto nasce per avvicinare i bambini alla lettura e, allo stesso tempo, per far conoscere loro una ricchezza unica del territorio come la Farfalla Bramea. Educare significa anche costruire consapevolezza e senso di appartenenza”, ha dichiarato la Garante regionale Rossana Mignoli.La giornata di Maschito segna così l’avvio di un percorso educativo più ampio che mette al centro scuola, cultura e identità lucana, con particolare attenzione al coinvolgimento dei più piccoli.

Immediato l’intervento sul posto dei Caschi Rossi e dei Carabinieri. Il consigliere comunale: «Occorrono maggiore sicurezza e rispetto»
Un incendio si è sviluppato, ieri, a San Fele, interessando il tetto di un edificio abitato da 8 famiglie. Secondo le prime informazioni disponibili, le fiamme avrebbero riguardato la copertura e potrebbero essere partite da un impianto fotovoltaico. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia Locale e Protezione Civile. Fortunatamente, non si registrano feriti. «In questo momento il pensiero va alle famiglie coinvolte, che hanno vissuto attimi di paura. A loro va la mia sincera vicinanza». Così il consigliere comunale Carmine Mario Russo (FdI), che aggiunge: «Accanto al sollievo, emerge però, una criticità che non può essere ignorata: siamo un’area in-
terna. Dalle informazioni raccolte sul posto, i soccorsi da parte del 115 sarebbero giunti dopo un tempo significativo dalla chiamata. Un tempo che, in situazioni come questa, può incidere in modo determinante sull’evoluzione dell’emergenza. Non è polemica, ma senso di responsabilità. È il segnale di territori che chiedono attenzione, presenza e servizi adeguati. Quando si parla di sicurezza, non si tratta di teoria ma della tutela concreta delle persone. È necessario aprire una riflessione seria sui tempi di intervento e sulla copertura dei presidi nelle aree interne. Perché oggi è andata bene, ma la sicurezza non può dipendere dalla fortuna. San Fele merita sicurezza. San Fele merita rispetto».

Il Sindaco Martucci: «Non si tratta solo di ultimare un’opera pubblica, ma di mettere al servizio dei cittadini uno spazio di aggregazione»
Avviati i lavori per il completamento della piscina comunale comprensoriale di Tolve, con un finanziamento complessivo di oltre 3,6 milioni di euro. Interventi che segnano un passo decisivo per rendere operativa l'ultima tessera del moderno polo polisportivo al servizio della comunità, nell'area in cui sono stati profondamente rinnovati, negli anni scorsi, il campo da calcio e gli spalti, il campo da calcetto e il campo da tennis. L’intervento principale per la piscina dà esecuzione al progetto definitivo approvato dalla Giunta comunale nel settembre 2022, per un importo complessivo di 2.460.720 euro. «Oggi è una giornata importante per Tolve», afferma il Sindaco Renato Martucci, che aggiunge: «Non si tratta solo di completare un’opera pubblica, ma di mettere al servizio dei cittadini uno spazio di aggregazione, sport e benessere. La piscina rappresenta un investimento sul futuro, sui giovani, sulle famiglie e su una visione di sviluppo che mette al centro la qualità della vita. Abbiamo lavorato con determinazione per arrivare a questo risultato e oggi possiamo dire che stiamo costruendo
un’infrastruttura moderna, inclusiva e sostenibile». Saranno, dunque, ultimate le due vasche, di cui in passato sono state realizzate fondazioni e volumi in calcestruzzo armato. La vasca grande avrà dimensioni di 25x12,5 metri. Quella piccola, per il primo nuoto, misurerà 6x12,5 metri. Inoltre, saranno realizzati gli spogliatoi e i locali di servizio, saranno sistemati il piano vasche (solarium), le aree esterne, con ingresso e accesso ai parcheggi, le aree di sosta con panchine, un’area giochi per bambini e un locale bar con scala e rampa di collegamento ai parcheggi. Verranno installati impianti di illuminazione e di videosorveglianza e ci sarà il completo superamento delle barriere architettoniche, come da progetto. Sarà predisposta un’area fitness all’aperto, pensata per essere utilizzata anche da persone con ridotta capacità motoria in coerenza con la vocazione sportiva dell’intero comparto. Ci sarà un viale in sasso lavato con aree di sosta e panche, insieme a un nuovo ingresso che consentirà di rendere accessibile anche l’area verde posta a valle. Con un ulteriore finanziamento di 800mila euro, già assegnato, la piscina sarà

utilizzabile sia nel periodo estivo sia in quello invernale grazie a una copertura telescopica retrattile. L’opera avrà un’elevata soglia di sostenibilità, in virtù della realizzazione di una pensilina con impianto fotovoltaico e sistema di accumulo, che sarà il "ser-
batoio" energetico al servizio della struttura. «Questo risultato - conclude il Sindaco Martucci - dimostra quanto sia fondamentale la continuità amministrativa. È grazie a un lavoro coerente e portato avanti nel tempo che oggi possiamo raccogliere frut-
ti concreti. La continuità garantisce solidità, equilibrio e capacità di costruire infrastrutture e futuro, senza interrompere i percorsi avviati. Tolve intende dimostrare che programmare e dare seguito agli impegni è la strada giusta per crescere».
Per le due Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026 confronto tra istituzioni e operatori
MATERA. Si è conclusa domenica 12 aprile la visita istituzionale a Matera della delegazione ufficiale della città di Tetouan, composta da Anas El Yamlahi, coordinatore generale del progetto "Tetuán, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo"; Amina Bourjila, rappresentante del Comune di Tetouan; Mehdi Zouak, direttore dell'Istituto Nazionale di Belle Arti; Bouabid Bouzid, artista plastico; e Jenane Zuaqui, esponente dell'associazionismo.
La città marocchina condivide con Matera il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Nei tre giorni di permanenza in città, la delegazione ha incontrato le principali istituzioni locali. Giovedì 9 aprile nel Palazzo Municipale e nella sede della Fondazione Matera Basilicata 2019. Venerdì 10 aprile, presso l'Open Space Basilicata di Piazza

Vittorio Veneto, i delegati hanno incontrato gli operatori turistici della città in un incontro organizzato dall'Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, occasione di confronto diretto sulle potenzialità turistiche delle due città

nel quadro del titolo Mccd 2026. Sabato 11 aprile la delegazione ha incontrato inoltre la giunta e i consiglieri comunali nel Palazzo Municipale.
Il programma ha incluso visite ai principali luoghi della città e ai
principali siti culturali, all’Istituto Centrale per il Restauro di Matera, ai Musei Nazionali di Matera, consentendo ai delegati di Tetouan di conoscere direttamente il patrimonio storico, artistico e paesaggistico di Matera.
Il presidente del consiglio comunale F. F. Braia: «Punti di contatto e concrete prospettive di collaborazione tra le due città»
MATERA. Si rafforza il dialogo tra Matera e Tetouan nel segno della cooperazione culturale e istituzionale. Si è conclusa nei giorni scorsi la visita ufficiale della delegazione della città marocchina, che condivide con la città dei Sassi il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Un appuntamento che ha rappresentato un momento di confronto e di apertura internazionale, con l’obiettivo di consolidare relazioni già avviate e sviluppare nuove opportunità comuni.A tracciare un bilancio dell’iniziativa è il presidente del Consiglio comunale Donato Braia, che esprime soddisfazione per l’esito degli incontri istituzionali.
«La visita della delegazione di Tetouan rappresenta un’importante occasione di crescita e apertura internazionale per la nostra comunità», sottolinea, evidenziando come il confronto abbia fatto emergere numerosi punti di contatto tra le due realtà.Momento centrale della visita è stato l’incontro svoltosi nella sala Mandela, alla presenza di assessori e consiglieri comunali. Il confronto, definito ampio e partecipa-

to, ha toccato diversi ambiti strategici, dalla valorizzazione del patrimonio culturale e storico alle politiche turistiche, fino alle prospettive di cooperazione istituzionale, economica e sociale.Nel corso del dialogo è emersa una forte sintonia tra le due città, accomunate da una identità culturale marcata e da una visione orientata allo sviluppo sostenibile e alla promozione dei territori. Particolare attenzione è stata riservata allo scambio di buone pratiche amministrative e alla possibilità di costruire percorsi condivisi in grado di generare be-
nefici reciproci.«Il confronto avvenuto ha evidenziato quanto siano numerosi i punti di contatto e quanto sia concreto il potenziale di collaborazione», aggiunge Braia, ribadendo la volontà della Presidenza del Consiglio comunale di proseguire lungo il percorso di dialogo e cooperazione.L’esperienza si inserisce nel quadro delle iniziative legate al 2026 e conferma la centralità delle relazioni internazionali come leva strategica per affrontare le sfide del presente e costruire nuove prospettive di sviluppo per i territori coinvolti.
LA PROPOSTA PASSA IN CONSIGLIO COMUNALE
MATERA. Il Consiglio comunale di Matera ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno per candidare la città a Capitale italiana del volontariato 2028. La proposta, presentata dal consigliere Domenico Bennardi, impegna la giunta ad avviare il percorso in vista della scadenza fissata al trenta marzo duemilaventisette.Il provvedimento è stato condiviso al termine di un confronto in aula, con l’obiettivo di costruire un progetto partecipato e strutturato, coinvolgendo il mondo associativo e il Terzo settore locale. «Esprimo profonda soddisfazione per questo voto unanime», ha dichiarato Bennardi, sottolineando il valore strategico dell’iniziativa per la comunità.L’obiettivo è dare continuità ai percorsi già avviati, valorizzando l’esperienza maturata con Matera duemiladiciannove e con il titolo di Capitale mediterranea della cultura e del dialogo duemilaventisei. Prevista l’attivazione di un tavolo permanente di co-progettazione con il Csv Basilicata e le realtà del volontariato, per costruire un dossier condiviso e competitivo.La sfida ora è trasformare l’indirizzo politico in azioni concrete, mettendo a sistema competenze e professionalità locali nei campi sociale, culturale e della protezione civile, rafforzando il ruolo del volontariato nello sviluppo del territorio.


Il consigliere: «La viabilità al centro dell’agenda politica. Non possiamo permetterci che intere aree restino penalizzate da collegamenti inadeguati»
Aseguito della riunione dei capigruppo della Provincia di Matera, il consigliere provinciale Gaetano Garzone è stato nominato Presidente della Seconda Commissione Consiliare “Infrastrutture, Mobilità, Trasporti, Viabilità, Lavori Pubblici, Pianificazione del Territorio”: «Un incarico che assumo con senso di responsabilità e determinazione – dichiara – e che intendo interpretare come uno strumento operativo per incidere concretamente sulle scelte e sulle priorità del territorio». Il consigliere Garzone interviene con forza sul tema della viabilità nella Provincia di Matera, indicando con chiarezza la necessità di un cambio di passo nelle politiche infrastrutturali e nella programmazione degli interventi: «La viabilità non è un tema tecnico ma una vera questione politica,
perché incide direttamente sulla sicurezza dei cittadini, sulla competitività delle imprese e sulla capacità del territorio di attrarre sviluppo e turismo», dichiara il Consigliere. «Non possiamo permetterci che intere aree restino penalizzate da collegamenti inadeguati o da una manutenzione insufficiente». Il consigliere evidenzia come sia necessario imprimere una direzione chiara e condivisa: «Serve una strategia complessiva che metta al centro la sicurezza stradale, la continuità degli interventi e una visione moderna della mobilità. È il momento di superare una logica frammentata e puntare su una programmazione strutturata e stabile nel tempo». Nel merito, vengono indicati alcuni assi prioritari: il rafforzamento della manutenzione ordinaria e straordinaria, la messa in sicurezza
dalle Istituzioni
dei tratti più critici, il miglioramento della segnaletica e l’attenzione alle aree interne. «Non esistono territori di serie B: garantire collegamenti efficienti significa contrastare lo spopolamento e sostenere concretamente le comunità locali». Un passaggio centrale riguarda anche la capacità di intercettare risorse: «Occorre una forte iniziativa istituzionale per attrarre finanziamenti regionali, nazionali ed europei e trasformarli rapidamente in cantieri e opere utili. Le opportunità ci sono, ma vanno colte con determinazione e visione politica». Il consigliere richiama inoltre il valore del confronto istituzionale: «Il dialogo con i sindaci, con le forze sociali e con i cittadini deve essere continuo. Solo così si possono individuare le priorità reali e costruire risposte credibili». In conclusio-
ne, il consigliere ribadisce l’impegno a dare centralità al tema della viabilità nell’agenda politica provinciale: «La Provincia di Matera ha bisogno di infrastrutture
all’altezza delle sue potenzialità. Su questo terreno si misura la credibilità della politica e la capacità di dare risposte concrete ai cittadini».

Amministrazione Comunale di Nova Siri e l’intera comunità «si stringono nel dolore per l’improvvisa scomparsa del Maestro Gaetano Di Matteo, stimato pittore, scenografo e già Assessore alla Cultura e Consigliere provinciale». Così, «in segno di profondo rispetto e partecipazione al dolore della famiglia, il Sindaco Antonio Mele ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di ieri 14 maggio». I funerali si sono tenuti nella giornata di ieri, martedì, alle ore 16:00 presso la Parrocchia Sant’Antonio di Padova in Nova Siri Marina. Bandiere a mezz'asta, esposizione del vessillo in segno di cordoglio negli edifici comunali e un minuto di raccoglimento osservato negli uffici pubblici, e poi l’invito alla cittadinanza, alle organizzazioni e ai titolari di attività commerciali, a esprimere la propria partecipazione al lutto mediante la sospensione delle attività rumorose durante il rito funebre e l'abbassamento delle saracinesche in segno di rispetto, fino alla conclusione della cerimonia.
UNA VITA PIENA, DALL’ESPRESSIONE
ARTISTICA ALL’IMPEGNO
SOCIALE
Di Matteo si è spento il 12 aprile
all'età di 77 anni, a Nova Siri. Nato nello stesso centro jonico il 29 settembre 1949, si era diplomato in scenografia all'Accademia di Belle Arti di Bari nel 1979. Esponente dell'espressionismo, aveva vissuto da protagonista il fermento culturale romano, entrando in contatto con figure del calibro di Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante e Dario Bellezza. Considerato tra le personalità più significative del panorama artistico lucano, si era distinto per la capacità di fondere espressione pittorica, provocazione culturale e impegno sociale. Accanto all'attività artistica, aveva ricoperto incarichi istituzionali come assessore alla Cultura del Comune di Nova Siri e consigliere provinciale di Matera. Forte il legame con il territorio, che lo aveva portato a impegnarsi in numerose battaglie per la tutela ambientale e per i diritti civili.
LE ISTITUZIONI
REGIONALI TRIBUTANO
IL GIUSTO CORDOGLIO
Tanti i messaggi di cordoglio dal territorio lucano. «La Basilicataha dichiarato il Presidente Bardiperde un artista di straordinario talento e un testimone sensibile e profondo della nostra identità territoriale. Le sue opere hanno saputo raccontare con rara intensità i volti, i paesaggi e l'anima della nostra
terra, portando la lucanità ben oltre i confini regionali. Resta a noi il compito di onorare la sua memoria e di valorizzare il patrimonio artistico che ci lascia in eredità, affinché il suo sguardo sulla vita e sulla nostra storia continui a ispirare il futuro della Basilicata». «Di Matteo ha saputo attraversare linguaggi e stagioni culturali -ha aggiunto l'Assessore alla Salute, Politiche per la Persona Cosimo Latronicocon uno stile riconoscibile, costruendo un dialogo costante tra arte, letteratura e pensiero e lasciando un segno duraturo ben oltre i confini regionali. Il suo contributo si è tradotto in intuizioni capaci di incidere concretamente sull'identità dei luoghi, come l'idea, originale e visionaria, di intitolare le strade di Nova Siri Marina ai titoli dei film di Federico Fellini. Lo si potrà ricordare anche attraverso un progetto che raccolga i suoi cataloghi e le sue opere in una pinacoteca a lui dedicata, capace di custodirne e valorizzarne l'eredità artistica e culturale». Anche Rosario Crocetta, ex Presidente della Regione Sicilia e cittadino onorario di Nova Siri, ha sottolineato nel suo messaggio di cordoglio che «la morte di Di Matteo, mi sconvolge non solo per gli anni di amicizia, ma anche perché con il Maestro vola in cielo uno dei più grandi artisti lucani
contemporanei. Di lui restano il ricordo di un personaggio di grande umanità e soprattutto magnifiche opere che la sua amata terra saprà preservare». «Figura di spicco del panorama artistico nazionale, Di Matteo si è distinto per la capacità di coniugare talento creativo, passione e impegno civile. Sarà nostro dovere – conclude il Sindaco di Nova Siri- onorarne la memoria, custodendo e valorizzando l'esempio e il patrimonio culturale che ci ha lasciato in eredità».

Il sindacato chiede una task force per monitorare la spesa e avverte: rischio commissariamento senza interventi strutturali
Nel Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, nel corso di recenti appostamenti notturni, è stata osservata la Brahmaea europaea, una presenza che mancava da oltre trent’anni. L’ultima segnalazione risaliva infatti agli anni Novanta.La rara farfalla notturna, definita dal mondo accademico e scientifico un «relitto miocenico» o «fossile vivente», rappresenta una delle specie più significative dell’intera fauna europea, non solo in ambito entomologico.Non viene considerata azzardata l’ipotesi che la Brahmaea europaea possa essere il più antico rappresentante del gruppo dei brameini, un possibile diretto discendente dell’antenato — oggi sconosciuto o estinto — da cui derivano le altre specie di Brahmaeidae diffuse in Asia e Africa.Dopo milioni di anni, la storia di que-

sta straordinaria falena continua dunque a scriversi, confermando l’elevato valore ecologico e scientifico dell’area naturale lucana.La riscoperta è avvenuta nel corso delle attività di moni-
toraggio dei lepidotteri portate avanti dall’Ente Parco nell’ambito di un progetto finanziato dalla Regione Basilicata con risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021/2027.La
presenza della Bramea rappresenta solo il primo dei risultati che il monitoraggio in corso restituirà alla comunità scientifica e al territorio.L’elevata biodiversità faunistica del Parco, at-
testata anche dalla presenza di specie rare e preziose, conferma il valore naturalistico del cuore verde della Basilicata: l’area protetta di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane.
Un’intesa triennale per rafforzare competenze e strumenti utili a intercettare fondi e promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio
Rafforzare la capacità progettuale, intercettare i finanziamenti europei e promuovere modelli innovativi di gestione del patrimonio ambientale e culturale: sono questi i pilastri della Convenzione Quadro di collaborazione e consulenza siglata tra l’Istituto Universitario di Studi Europei (IUSE) di Torino e l’Ente Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri di Matera.L’accordo, firmato dal presidente dello IUSE, professor Piercarlo Rossi, e dal presidente dell’Ente Parco, Giovanni Mianulli, avvia una collaborazione della durata di tre anni finalizzata alla valorizzazione di un territorio di eccellenza già riconosciuto come sito UNESCO.Gli obiettivi della collaborazioneLa partnership nasce dall’esigenza dell’Ente Parco di rafforzare le proprie competenze in materia di europrogettazione e gestione di iniziative finanziate da fondi nazionali ed europei. Lo IUSE, forte della propria esperienza nelle politiche dell’Unione Europea e nello sviluppo territoriale sostenibile, fornirà supporto tecnico-scientifico in di-
versi ambiti strategici: monitoraggio dei bandi e progettazione per programmi UE e fondi strutturali; definizione di strategie di sviluppo e modelli gestionali in linea con i principi di sostenibilità; percorsi di formazione specialistica per personale e stakeholder locali; attività di ricerca, valutazione e divulgazione sui temi della tutela ambientale e del turismo sostenibile.«Con questa firma consolidiamo il ruolo dello IUSE come partner strategico per gli enti pubblici che guardano all’Europa – dichiara il presidente Piercarlo Rossi –. Metteremo a disposizione le nostre competenze per tradurre le grandi sfide del Green Deal e della transizione ecologica in opportunità concrete per il territorio materano».Anche il presidente dell’Ente Parco, Giovanni Mianulli, sottolinea il valore dell’intesa: «La collaborazione con un istituto di eccellenza come lo IUSE ci permetterà di rafforzare la nostra capacità di analisi e progettazione, garantendo una valorizzazione sempre più efficace e moderna del patrimonio inestimabile delle Chiese Rupestri».

La regione consolida il proprio ruolo nei circuiti del lusso globale attraverso incontri e visite strategiche sul territorio

L’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata è per la prima volta partner istituzionale di TRUE Events, l'appuntamento internazionale dedicato al turismo di alta gamma che quest'anno si svolge tra Puglia e Basilicata, dal 13 al 17 aprile 2026.
La partecipazione si inserisce in una strategia mirata a rafforzare il posizionamento della regione nel mercato luxury, portando venti tra i principali top buyer internazionali del settore a conoscere direttamente l'offerta del territorio.
Per l'edizione 2026, l’APT Basi-

licata partecipa in qualità di Guest Exhibitor e Special MediaPartner all’evento, ospitato a Borgo Egnazia dal 13 al 18 aprile. Nell'ambito dell'evento è previsto uno speech panel interamente dedicato alla Basilicata, occasione per presentare l'intera offerta regionale a un pubblico di operatori e decision-maker del turismo luxury globale. Il programma lucano si sviluppa poi, nel post-fam trip, dal 16 al 18 aprile. Giovedì 16 i venti buyers saranno a Matera che ha il più alto numero di strutture luxury, mentre venerdì 17 aprile la delegazione internazionale rag-
giungerà nella mattinata Pignola, nell'entroterra potentino, e nel pomeriggio Bernalda, sul versante ionico: due tappe di site inspection presso strutture di eccellenza dell'ospitalità lucana, accompagnate da un'esperienza enogastronomica legata al territorio. Nel tardo pomeriggio, il programma si conclude a Matera con un momento di incontro diretto tra i top buyer internazionali e gli operatori lucani del lusso, alcuni dei quali sono tra gli exhibitor e partner commerciali di TRUE 2026 e contribuiranno all'accoglienza nella Città dei Sassi per l'intera durata del post-fam trip.
«I nostri operatori del lusso sono molto attivi ed è per questo che l’Apt, oltre a confermare l’appuntamento annuale che si svolge a Cannes ha voluto attenzionare il TRUE Events - dichiara il direttore generale di Apt, Margherita Sarli . Ci siamo avvicinati all’appuntamento cercando di essere da ombrello per l’offerta territoriale del segmento e ringraziando gli operatori che vi avevano già aderito con un proprio sforzo. Ritengo che sarà importante anche essere inseriti nel catalogo True, e sono certa che questi giorni saranno molto proficui».
Associazioni da tutta Italia riunite per discutere nuove soluzioni e qualità della vita, con la partecipazione della Basilicata
Venerdì 17 aprile alle ore 10:30, negli spazi di HubOut in Piazza Matteotti a Matera, si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto europeo
M.A.R.K.A.T.O. – Maintaining And Revitalizing Knowledge And Traditional Occupations, iniziativa di cooperazione transfrontaliera finanziata dal Programma Interreg VI-A Grecia–Italia 2021–2027, finalizzata a preservare e valorizzare i mestieri tradizionali e il patrimonio culturale immateriale, rafforzandone al contempo la so-
stenibilità economica, la capacità di innovazione e l’integrazione nell’offerta turistica.Attraverso strumenti digitali, percorsi formativi e iniziative di promozione culturale e turistica, il progetto
M.A.R.K.A.T.O. punta a generare nuove opportunità per artigiani, imprese e comunità locali.Nel corso dell’incontro saranno illustrati gli sviluppi dell’iniziativa e le attività future, con un focus sul ruolo strategico di Matera e della Basilicata all’interno del partenariato internazionale.Interverranno Maristella
Mantuano, responsabile della comunicazione dei progetti Interreg Italia-Grecia, e i rappresentanti dei sei enti partner dei due Paesi: per la Grecia la Camera di Commercio di Achaia (capofila), il Comune di Metsovo e la Camera di Commercio di Zante; per l’Italia la Fondazione Matera Basilicata 2019, il Distretto Produttivo Puglia Creativa e il Comune di Bisceglie.L’evento rappresenta un passaggio centrale del percorso progettuale, che nelle scorse settimane ha già visto la realizzazione dei primi infoday in
Grecia e in Italia, momenti di confronto e coinvolgimento che hanno riunito stakeholder locali, istituzioni, operatori culturali e attori del territorio attorno
alle sfide e alle opportunità legate ai mestieri tradizionali.La partecipazione all’incontro è aperta alla stampa e al pubblico interessato.



L’estratto sul poeta lucano tratto dal romanzo: “L’apparente, orizzontale vita del Signor Ettore Schmitz”di
Roberto Zito

Si terrà giovedì 23 aprile alle ore 18 presso la Galleria Civica di Potenza un momento commemorativo teso a celebrare il poeta lucano Michele Parrella a trent’anni dalla scomparsa.
Di seguito un estratto tratto dal romanzo “L’apparente, orizzontale vita del Signor Ettore Schmitz”di Roberto Zito.
Proprio in merito a quella loro arma che tanto bene pareva sapessero usare, in un giorno di giugno – il 29 per l’esattezza - giorno che difficilmente Ettore Schmitz avrebbe più dimenticato – proprio nel mentre entrambi se ne stavano per proprio conto e sulle loro cose, la porta di quella Libreria s’aprì e ne venne dentro un omino ricurvo e, in apparenza, assai più anziano degli anni che realmente aveva. Egli non poteva non notarsi: si poggiava su un bastone il cui manico finiva in una, argentata, testa di cane; un panama dalle larghe falde in capo; un abito di buona fattura che aveva da molti lustri fatto il suo tempo; un consunto foulard finemente, però, portato al collo; un sigaro mezzo spento tra le sottili labbra; un impermeabile chiaro poggiato sulle spalle e sul naso un occhiale che si chiudeva su lenti spesse e su occhi vispi e taglienti.
Appena dentro, Giudecca Parsini gli corse incontro e lo salutò chiamandolo per nome mentre - forse ancor prima ch’ella l’avesse pronunciato - Ettore Schmitz s’era già detto certo si trattasse di quel
suo ormai amato poeta, di quel Michele Parrella di cui pure egli – in più e più occasioni – aveva apprezzato i versi perdendosene dentro.
Di primo acchito, certo quello strano personaggio, così abbigliato in quel vintage – che non solo testimoniava uno stile di un’epoca antica, ma che anche sembrava esageratamente trapassato e fuori luogo – dava una quasi immagine di sé un po' pacchiana e ridicola, eppure nel meglio osservarlo non poteva sfuggire un certo innato stile e un’eleganza ch’egli si trascinava dietro e che appariva -come di fatto solo poteva essereinnata; di quelle che non s’acquistano al mercato né tutti i soldi del mondo possono acquisire nelle boutique alla moda!
Egli appena fu dentro salutò più volte e con una indubbia sua classe Giudecca Parsinie, prodotte un bel po' di frasi e citazioni che sembrava portare in direzione di un pubblico che però lì non c’era, s’avventurò tra gli scaffali, restandosene per un po' a scavare tra quelli come fosse alla ricerca di chissà cosa o quale prezioso testo.
Di fatto non ne ricavò nulla ed infine, recuperata una penna e un pezzo di carta, vi riportò sopra alcuni versi che consegnò nelle mani di Giudecca Parsinimentre già sembrava pronto a riandare nuovamente. Ma ella lo fermò e, nel mentre pure s’apprestava a salutarlo con un tenero bacio sulle guance, anche fece scivolare tra le sue mani un qualcosa che Ettore Schmitz ben capì trattarsi di alcune banconote.

Dalle modalità e dai meccanismi con cui la cosa avvenne, egli anche capì ch’era quello un rito che già più volte fino ad allora s’era consumato ed a quell’idea sentì un calore avvolgergli il cuore per la gentilezza e la sensibilità mostrata da quella sua amata amica ma anche per la pena che gli fece, invece, quel particolare uomo cui egli – per come letto in quei suoi scritti – avrebbe dato l’anima per semplicemente somigliargli. Quando l’altro fu fuori dalla Libreria, Giudecca Parsini consegnò quel biglietto tra le mani di Ettore Schmitz invitandolo a leggerlo ed egli così fece e ad alta voce.
C’è più scienza in una stella che brilla sola … nuda … che nei tomi del sapere infinito.
Sei tu quella stella che racchiude disadorna ogni saggezza. E pare solo che sorridi così lontana così vicina.
Arrivato alla fine, una certa emozione, ma anche una qualche tristezza sembrò impossessarsi del cuore d’entrambi e solo a quel punto Giudecca Parsini iniziò a raccontare di quel poeta come stesse – allora per prima – dando seguito a quella domanda che molto tempo addietro Ettore Schmitz le aveva posto senza ricevere risposta. Michele Parrella era un poeta nato in un piccolo paese del sud. Secondogenito, di tre figli, di una famiglia sufficientemente agiata – il padre era il medico condotto del
luogo – pur aveva patito, poco più che ragazzo, un grande trauma.
Morta la madre in ancora giovane età, il padre, non sopportandone il dolore, s’era a sua volta tolto la vita.
Ben presto egli aveva, dunque, lasciato quella sua casa materna per trasferirsi a Roma ove, in anni passati, aveva conosciuto anche una certa notorietà che ben presto s’era eclissata facendo sì che egli stesso se ne finisse in una incolore ombra e lì se ne rimanesse per il resto della sua vita.
Nel cuore degli uomini, la poesia, è certo, non conosce le medie distanze ed essa, sullo stretto, viene forse anche apprezzata ma ben presto riposta in un buio dimenticatoio, fermo poi, eventualmente, diventare immortale allorquando il suo autore non si decida a togliere il disturbo. «Si sa, i poeti se vogliono “vivere per sempre” devono finire e morire in fretta e, possibilmente, male!»
Parrella era invece rimasto in piedi e quella sua presenza era diventata trasparente ma forse anche fastidiosa e ingombrante.
Mai s’era piegato alle corporazioni e ai salotti letterari (quei grandi contenitori di inconcludenze e fatue figure) così come mai aveva prodotto poesie per aver soldi e celebrità. Non più d’un paio di libri egli aveva tirato fuori ed il resto delle sue poesie se ne rimanevano in giro nelle mani di quei tanti singoli a cui egli consegnava quei suoi fogli come vecchie cedole obbligazionarie della Montedison che riscattava in cambio di moneta sonante.
Non conosceva la praticità richiesta dalla vita, Michele Parrella, né gli interessava conoscerla e da giovane se n’era stato in quel suo limbo come sospeso al di sopra d’una nuvola. Ma come tutti i sognatori, egli non sapeva che la gioventù finisce in fretta e con essa se ne vola via anche la leggerezza e quella stessa trasparente nuvola, che in altri tempi s’era cavalcata, finisce per ingrossarsi oscurando il cielo e portando con sé tempeste e bagnanti temporali.
Era diventato anzitempo vecchio, Parrella, d’una vecchiaia crudele e che faceva male e se non fosse stato per i suoi fratelli –che da sempre s’erano occupati di lui – e di qualche rimasto amico, essa ancor più cruentemente – e tragicamente – si sarebbe accanita su di lui. Ma egli ignorava anche quella trucida nemica e –tutto trionfo della sua sicurezza ed anche certo della grandezza che si portava appresso – persino in quegli ultimi suoi scampoli continuava a sfidarla e a vivere a suo modo. Spendeva in un giorno più dei soldi che magari aveva in tasca e nei successivi rischiava di rimanersene a digiuno e senza letto. Era un fanciullo – un fanciullo che mai s’era deciso a diventare adulto come gli altri volevano – eppure egli – quel discolo rimastosene sempre negli ultimi banchi - portava davvero in sé un fuoco e una tale ampiezza che nei suoi versi – anche a volerlo – non poteva non trasparire. Forse Michele Parrella – che pure aveva frequentato grandi artisti e intellettuali – era arrivato troppo fragile e sognatore in quella Roma che tutto assorbe e che - come la testa d’un’accattivante Medusa – avvelena e intorpidisce nelle acque anticamente torbide di quel suo Tevere anche le anime più gentili e belle. Ma egli – sotto quella sua corazza diventata ruvida e, se vogliamo, anche spigolosa e arrogante – un’anima bella … e gentile … e grande comunque, anche in quella melmosa città, aveva continuato a mantenerla.
Aveva conosciuto Giudecca Parsini entrando un giorno in quella sua libreria e fin da subito s’era riportato a lei con fiori … e piccoli regali … e delicati pensieri poetici con i quali le aveva dichiarato fin da subito il suo eterno amore. Parrella, infatti, s’innamorava ogni due per tre, d’ogni donna che attraversava la sua strada!
Ed ella – intelligentemente e delicatamente – avendo ben capito il personaggio lo aveva lasciato fare e pian piano se l’era portato a sé facendolo tornare con i piedi sulla terra. Infatti quell’approssimato amore era ben presto finito ed in cambio, però, s’era cementato tra loro un rapporto assai particolare e profondo.
Ella si prendeva cura di lui – quando e come poteva –mentre lui, Parrella, si poneva a lei non più come dinanzi ad una donna da conquistare e ammaliare ma come ad una persona speciale alla quale ben poteva – senza fraintendimenti e incomprensioni –illustrare il suo immensoe fantastico - mondo interiore.
Le aveva portato i suoi sparuti libri e con ella aveva parlato di poesia e di arte ed anche – di più – le aveva consegnato nelle
mani l’intera sua vita … e i suoi ricordi … e i suoi tormenti giovanili e oltre. Ettore Schmitz se ne rimaneva ammutolito e pensieroso ad ascoltare i racconti di quella sua cara amica ed una volta ch’ella arrivò al termine ancora se ne rimase silenzioso e assorto in suoi pensieri.
S’era innamorato a sua volta di quel particolare uomo e neanche per tutto l’’oro del mondo avrebbe in seguito rinunciato a meglio conoscerlo e – se ricambiato – a volerlo frequentare.
Ne seguì che davvero, nelle settimane e nei mesi che seguirono, quelle loro frequentazioni s’intensificassero, poiché tornato dopo qualche tempo, Michele Parrella – incentivato anche da quella loro comune conoscenza rappresentata da Giudecca Parsini, ben si predispose fin dall’inizio nei riguardi anche di Ettore Schmitz che evidentemente aveva trovato simpatico e all’altezza com’egli s’aspettava.
Quanto difficile pare in talune occasioni aprirsi agli altri e quanto poco serve, invece, a volte perché talune solitudini e affinità si riconoscano e si mettano insieme ed anche lì: tre pianeti solitari; tre anime complesse che ruotavano,
a sé, in una propria orbita; tre corpi tutti chiusi su sé stessi s’erano incontrati e riconosciuti ed avevano deciso di percorrere un tratto di strada insieme! Ne venne così fuori che quasi quotidianamente tutti e tre uniti s’incontravano in quella loro Libreria e lì se ne restavano a parlare per ore ed anche si recavano in piccole trattorie o a far lunghi giri per gli stretti vicoli del centro ed a così vederli davano davvero l’impressione d’una coesa – seppure un po' strana – famiglia.
E a ben pensarci quel loro stare insieme, dava a tutti loro la stessa impressione quand’anche pure erano coscienti di vivere una quasi esistenza parallela che toglieva e si ritagliava tempo dall’altra loro vita – quella normale e reale –che quantunque erano costretti a passare nelle proprie case e con i propri diversi – ma in fondo uguali - malesseri.
Ma quel tempo per quanto ristretto e ritagliato, evidentemente, dava comunque loro una porzione di cielo chiaro e sufficiente aria limpida da respirare, tant’è che in quella porzione d’azzurro, lo stesso Michele Parrella sembrava essersene tornato a lontane sue lucentezze e ba-


gliori.
Finì così che egli anche si producesse spesso in letture di quelle sue poesie che tornavano nella sua voce e nelle sue pause ancor più profonde di quant’erano sulla carta ed in quei momenti una strana atmosfera sembrava avvolgere quel coeso gruppo e trasportarlo verso costellazioni altre e lontane.
Ettore Schmitz, per sua parte, in tutto quel trambusto di riconosciutesi anime e di struggimenti e di voli pindarici, anche s’era convinto d’aver trovato una qualche sua altra vocazione sotterranea, convincendosi da sé – e senza neanche farne parola agli altri due – a scrivere un suo libro su quel grande poeta e, oramai, suo grande amico.
E così, pure aveva iniziato a fare, passando su quei suoi iniziali fogli intere, insonni, notti.
In quel suo acceso entusiasmo, egli anche s’era detto convinto che per l’altro pure andava organizzata una qualche serata o una qualche iniziativa e così – tenendo quell’interessato abbastanza fuori dal tutto – attivandosi con quella sua amica pure già s’era mosso nel mettere su cose e materiali che tornavano utili a quella sua idea.
Ma marzo era alle porte e quel mese come tutte le cose che si trovano nel mezzo d’un guado sapeva – quand’era necessariopresentare la sua faccia peggiore e tirare fuori dal suo cilindro i suoi pericoli più insidiosi.
Infatti, l’inverno s’avviava alla sua fine e la nuova stagione ancora non s’era affacciata e nella prima settimana di quell’imbronciato mese, arrivò ad Ettore Schmitz e a Giudecca Parsini la notizia che Michele Parrella era stato ricoverato d’urgenza in un buio e asettico ospedale.
Due giorni dopo – precisamente l’8 di marzo – Michele Parrella dava l’addio al mondo e si portava con sé – in un luogo remoto e
sconosciuto – la sua tribolata e poetica anima mentre sulla vita degli altri due la primavera – che pure se ne stava lì a due passi –sembrò allontanarsi e portarsi in un cielo lontano per non scendere, almeno in quei giorni, mai più tra loro e su quel gelido freddo che, d’improvviso, li aveva avvolti nella sua morsa.
È davvero uno strano gelo quello che cala sul cuore quando si vede il feretro d’un amico – e così caroallontanarsi verso un orizzonte al di là del quale non farà ritorno; ma in quell’occasione quel ghiaccio – passato il momento del triste e non affollato suo funerale – in Ettore Schmitz e Giudecca Parsini pure fu presto destinato a sciogliersi, poiché tornati in quel loro rifugio e portantisi d’istinto verso lo scaffale ove se ne rimaneva quel libro di Michele Parrella, nell’aprirlo e sfogliarlo - con l’assurdo auspicio, magari, di là trovarlo in carne ed ossa –certamente non il suo corpo rincontrarono ma, ben riposta e custodita al suo interno, una sua poesia lasciata lì per Giudecca Parsiniche, tutt’intera, ancora conteneva l’anima e lo spirito di quel dipartito loro compagno di viaggio e che una volta letta fece sì che entrambi si aprissero in un liberatorio pianto e si perdessero in un abbraccio infinito.
Addi, Venerdì 28 febbraio alla mia grande amica Giudecca Parsini Sei venuta a cancellare le pause. Tu già le conosci, pur così giovane e bella. La paura può indurre un principe o bifolco, non importa, a calpestare un fiore di serra. Voglio che tu lo sappia. Anche se mai è accaduto. Perché ti spieghi quel grumo nero che a volte vedi nell’occhio del vicino.

In regione presenti il Sindaco di Moliterno, il Presidente del Consiglio Regionale, il figlio di Aiello, Gianfranco e il docente Massimo Bignardi
DI FRA N C E S C O M E N O N N A
Un protocollo d'intesa per valorizzare e rafforzare il patrimonio storico di Moliterno e la rete museale, con l'intento di mettere a sistema l'aspetto artistico, letterario e culturale del centro della Val d'Agri. Ieri mattina, nella Sala Basento del Consiglio Regionale della Basilicata, si è svolta la firma del protocollo d'intesa tra la Regione Basilicata, il Comune di Moliterno e la Fondazione Aiello. Presenti il Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata, Marcello Pittella, il Sindaco di Moliterno, Antonio Rubino, e i responsabili della Fondazione Aiello di Moliterno, Gianfranco Aiello, Presidente della fondazione, e Massimo Bignardi, docente dell'Accademia di Brera e dell'Università di Siena.Gianfranco Aiello ha preso spunto dal lavoro del padre per dare vita a un programma culturale e artistico che mette in valore il patrimonio di Moliterno e della Fondazione
Aiello. Questo patrimonio, di indiscutibile valore storico, arricchisce la cultura e l'identità locale con progetti di ampio respiro. La valorizzazione del patrimonio immateriale è il punto di forza di questo percorso che mira a promuovere l'intero territorio di Moliterno, centro lucano con una forte sensibilità storica e intellettuale.Il Sindaco di Moliterno, Antonio Rubino, ha dichiarato: «Moliterno crede fermamente nella realtà museale e nella cultura. Questa tradizione, che noi proviamo a innovare, può diventare una grande opportunità nei piccoli centri, creando sviluppo. I cittadini che si innamorano della propria storia e del proprio patrimonio possono fare molto per il loro paese.»Gianfranco Aiello ha aggiunto: «Il valore di questo progetto è molto grande. Se non fosse così, non saremmo qui a muovere tante cose. Moliterno è diventato un centro d'Italia, non più una provincia. Oggi molte realtà italiane investono in cultura, con-

vinte che essa attragga persone e attenzione. A Moliterno, ad esempio, c'è una parte del museo di arte moderna dedicata al simbolismo, un tema raro in Italia». Massimo Bignardi ha sottolineato: «È fondamentale dare un'identità ai sette musei di Moliterno, che non si limitano alla pittura e scultura, ma abbracciano anche la letteratura lucana, la ceramica e le arti mino-
ri. Questo permette di offrire una molteplicità di esperienze, sia turistiche che culturali, e di far conoscere il patrimonio della Lucania a un pubblico più ampio». Il Presidente del Consiglio della Basilicata, Marcello Pittella, ha concluso: «La Regione, insieme a un privato di grande livello culturale, promuove un'iniziativa espositiva che arricchisce Moliterno e l'intero paese.
La comunicazione è fondamentale per far conoscere il patrimonio museale di Moliterno, spesso poco noto. La Regione ha il compito di coltivare la cultura e la conoscenza, come ha fatto il professor Aiello, che ha trasformato una casa in un museo. È un esempio di rivincita sociale: la conoscenza e la competenza ti consentono di fare la differenza».
«Un orgoglio per tutti noi: custodiamo e continuiamo a raccontare la bellezza del nostro territorio»
La prestigiosa Enciclopedia
Francescana della Treccani ha dedicato uno studio alla vita di San Francesco d'Assisi, includendo al suo interno immagini degli affreschi di Giovanni di Luca, presenti nella chiesa che fiancheggia il complesso conventuale a Pietrapertosa. Le immagini rientrano nel ciclo di affreschi “Storie di Francesco”, risalenti alla prima metà del 16° secolo e che raccontano momenti importanti della vita del Santo.
«Con grande orgoglio vogliamo portare a conoscenza dell’intera cittadinanza e dei visitatori che ogni anno scelgono di venire nel nostro meraviglioso paese, questo riconoscimento che dà valore alla nostra storia, alla nostra arte e alle radici profonde del nostro territorio, portando Pietrapertosa all’attenzione di un contesto culturale di altissimo livel-
lo» spiega il Comune, che riconosce alla sindaca Teresa Colucci «l’impegno e il suo grande amore per l’arte che hanno reso possibile questo importante risultato.
Un ringraziamento dovuto e sentito – proseguono- al Professore Universitario Attilio Bartoli Langeli per aver curato con grande competenza e dedizione la nostra pubblicazione. Un doveroso grazie al fotografo Samuele Scartabelli, per aver saputo cogliere e valorizzare con sensibilità e professionalità la bellezza dei nostri affreschi. Questo è un momento di orgoglio per tutti noi cittadini: custodiamo e continuiamo a raccontare la bellezza della nostra Pietrapertosa».
Soddisfazione espressa anche dall’Assessore Graziana Santoro: «Un riconoscimento prestigioso che rende onore alla storia, all’arte e all’identità della nostra

comunità. Pietrapertosa si conferma custode di un patrimonio unico, capace di parlare al mon-
do. Continuiamo a valorizzarlo con orgoglio e impegno». E MANUELA C ALABRESE
DI FABRIZIO QUARATINO
Avolte accade senza rumore. Non è una decisione improvvisa. Non è una rottura. Non c’è un momento preci- so in cui si riconosce. È più simile a una somma silenziosa di passaggi minimi che, senza accorgersene, cambiano la direzione delle cose. È un passaggio lento in cui cambia il modo di guardare ciò che accade. E ciò che prima occupava spazio centrale inizia a perdere peso, senza scomparire. E a un certo punto non si è più nella stessa posizione di prima. Non perché tutto si è chiarito. Non perché tutto ha trovato una risposta. Ma perché qualcosa si è stabilizzato in modo irre-

versibile nella percezione. Il passato non scompare.
Resta lì, come una traccia che non si cancella.
Ma perde forza.
E soprattutto perde la capacità di definire ciò che accade adesso. Non ha più lo stesso linguaggio. Non ha più lo stesso potere di interpretazione. E si riconosce una cosa semplice, quasi inevitabile: non si torna indietro quando ciò che si è diventati non coincide più con ciò che si era. Non è una rinuncia. Non è una chiusura forzata. Non è un gesto di se- parazione. È continuità in una direzione diversa. Una continuità che non chiede permesso e non ha bisogno di spiegarsi. Non perfetta. Non lineare. Ma inevitabile. E quando ac-

cade davvero, non serve più convincersi di nulla. Non serve difendere una posizione. Si riconosce soltanto che il punto di os-
servazione è cambiato e che da lì in avanti alcune cose non hanno più la stessa forma. E soprattutto non hanno più lo stes-
so peso. E se in questo riconoscimento ti ritrovi, non è qualcosa da spiega- re. È qualcosa che semplicemente si vede.
Dal cuore della Lucania un tour esperienziale tra tradizione, sostenibilità e cultura promosso dallo chef Luigi Diotaiuti
Ha preso il via domenica a Lagonegro e si concluderà il 22 aprile il tour culinario “Timeless Basilicata: dove il tempo sembra fermarsi”, un viaggio alla scoperta dei sapori autentici della Basilicata organizzato dallo chef lucano Luigi Diotaiuti.A partecipare è un gruppo selezionato di clienti e amici dello chef, filantropo e proprietario del ristorante ‘Al Tiramisù’ di Washington DC, che negli anni hanno imparato ad apprezzare la cucina lucana. «Per 10 giorni visitatori americani vivranno immersi nella terra che ha ispirato i loro piatti preferiti», racconta Diotaiuti, fondatore della Luigi Diotaiuti Foundation.L’obiettivo dell’iniziativa è valorizzare tradizioni, cultura e sostenibilità della Basilicata. «La cucina lucana è cultura, storia, sostenibilità e bellezza – spiega Diotaiuti – poiché la Basilicata ha ospitato alcuni dei primi insediamenti umani in Italia, rappresenta il luogo ideale per approfondire la storia della cucina e, più in generale, della cultura italiana».Nato in una fattoria a Lagonegro, lo chef si propone di trasmettere agli ospiti americani il valore di una relazione equilibrata tra esseri umani, piante e animali, alla base anche della missione della sua fondazione. Da tempo, infatti, la Luigi Diotaiuti Foundation promuove il rispetto per agricoltori, animali e pratiche tradizionali a rischio di estinzione.Il tour pone inoltre l’accento su biodiversità e sostenibilità, mostrando come gli agricoltori italiani riescano a coniugare tradizione e innovazione tecnologica. «Oggi l’Italia accoglie oltre 75 milioni di visitatori all’anno. Molti viaggiatori americani hanno già visitato le principali città e attrazioni turistiche. Ciò che

cercano ora è vivere la quotidianità italiana, meno accessibile agli stranieri. Vogliono non solo assaporare prodotti riconosciuti dall’Unesco, ma comprenderne davvero l’unicità – aggiunge Diotaiuti – è per questo che sono lieto di proporre il tour “Timeless Basilicata” e auspico di ampliarlo ulteriormente in futuro».Il programma prevede esperienze immersive: dalla visita ai Sassi di Matera ai corsi di panificazione, fino alla scoperta dei trulli pugliesi. I partecipanti potranno anche produrre formaggio presso il caseificio di famiglia, raccogliere fragole, visitare ristoranti locali e partecipare al Pasta Lab, laboratorio dedicato alla ricerca e sperimentazione sulla pasta italiana.Tra le attività anche la mungitura delle capre, degustazioni guidate di vini e persino una spa al miele. «Il settore agroalimentare è il più importante per l’economia italiana. Considerando che l’interesse degli americani per l’Italia è più alto che mai, questo è il momento ideale per “nutrire” i loro palati con pratiche e sapori auten-

tici», sottolinea lo chef.Nel suo ristorante statunitense Diotaiuti ha ospitato personalità di rilievo internazionale, tra cui l’ex premier Mario Monti, Tony Blair, Hillary Clinton e attori come George Clooney, Michael Douglas e Julia Roberts.«Timeless Basilicata non è solo un tour enogastronomico, ma rappresenta la missione di vita di un emigrato che ha vissuto 36 anni a Washington, senza mai dimenticare le proprie radici. Con questo progetto – conclude lo chef – ho trovato un modo per riportare i miei ospiti americani in Lucania insieme a me».La Luigi Diotaiuti Foundation nasce con l’obiettivo di proteggere e valorizzare il patrimonio rurale e culturale, promuovendo iniziative educative e sensibilizzando sull’importanza di pratiche sostenibili. Tra i progetti anche il docufilm “Transumanza: un’antica pratica con valori moderni”, premiato all’Italia Green Film Festival e disponibile su Amazon Prime Video, che racconta il profondo legame tra uomo, natura e cultura.

