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Cronache del 13 ottobre 2026

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MARTEDÌ 13 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 229

Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info

SOStENutI dALL’OppOSIzIONE, uN pOOL dI gIuRIStI, CIttAdINI E pERSONALItà dELLO SpEttACOLO

Stabilicum, al via i ricorsi alla Consulta Intanto dalla maggioranza donzelli: «Non temiamo nulla, rispetteremo le decisioni»

Manco a pag 4

AppALtI gEStItI dA ALbANELLA, pER dI LORENzO LE RESpONSAbILItà SONO tuttE dELL’Au

QuELLO CHE dI SANzA NON dICE L’amministratore unico scarica tutto sul Rup dalla cui relazione prova ad offrire una risposta che elude le questioni più importanti. Le date non tornano e i motivi della scelta non sono chiari MELONI Ad ASSOLOMbARdA

GARA MONSTER IN UN GIORNO IL RUP, MAGICAMENTE NOMINATO PRIMA DELL’INCARICO, PUBBLICA LA

Siamo la Nazione del fare

COSA LEGA ALBANELLA ALL’ASI?

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dI RObERtO LAMAttINA

redo mi abbiate sottovalutata, non sono proprio un nano» inizia con una battuta l'intervento del Presidente Giorgia Meloni ad Assolombarda quando sposta la pedana che gli avevano posizionato per alzarla. Strappa i primi applausi con la normalità della comunicazione che la caratterizza da sempre ma non (...) ■ continua a pag 3

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Dopo l’incontro con i sindacati l’assessore Latronico annuncia le esenzioni per più famiglie: «Dopo 30 ricette, il ticket si azzera»

rzio una gara da oltre Di Sanza chiede al minuscolo comune salernitano di bandire per il Conso è l’unica stranezza non Ma un milione e mezzo di euro. Perché l’ASI non chiede alla SUARB? _ FORZA ITALIA

All’evento “L’ottimismo della volontà”, Bardi: «Da Milano un messaggio di fiducia e concretezza. Grande partecipazione della Basilicata»

L’EDITORIALE

Democrazia il problema

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D I AL E S S A N D R O SA N S O N I

el corso dell’acceso dibattit o legato all’approvazione della nuova legge elettodegli argomenti uno rale, più enfatici utilizzato dalle opposiz ioni è stato quello secondo cui lo “Stabilicum” preluderebbe niente meno che a una svolta autoritaria nel paese. In buona sostanz a, la Democ razia sarebbe minacciata. (...)

■ Servizio

a pag 14

_ SP3 TIRRENA

La vignetta di Mario Bochicchio

La prima pagina di Cronache di ieri

Tra Maratea e Trecchina sopralluogo oggi ed elaborati entro il 16 Polese (Ol-Iv): «Subito la galleria per uscire

Dellapenna a pag 8

ECONOMIA Per l’Italia il nodo è il costo del debito. Il mercato guarda a inflazione, petrolio e banche centrali

bond, rendimenti sotto pressione A pOtENzA pRESSO L’Ex SEMiNARiO vESCOviLE iN CENtRO

Apre lo studentato San Carlo Acutis «Mettiamo i nostri giovani al centro»

Serino a pag 5

Foto Mattiacci

Servizio a pag 18

tICkEt fARMACEutICO

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■ Servizio

a pag 20

Sp3 tIRRENA

Ieri nuovo sopralluogo per i rilievi tecnici e avanti con il progetto: elaborati attesi entro questa settimana per poi procedere con i lavori

■ Servizio

a pag 25

_ L’OMAggIO

Confindustria Basilicata dedica la sua sala a Margherita Perretti: simbolo d’impegno per il sistema d’impresa lucano

■ Servizio

a pag 13

_ RICERCA uNIbAS

Sono 24 i ricercatori nella classifica mondiale Stanford-Elsevier, Bardi: «Orgoglio per tutta la comunità lucana» ■ Servizio

a pag 14


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Italia e Mondo Giorgia Meloni parla ad Assolombarda

Siamo la Nazione del fare

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Nel suo intervento il Presidente del Consiglio lancia la sfida energetica, sfida i vincoli degli ETS e descrive uno Stato vicino alle imprese

DI ROBERTO LAMATTINA

redo mi abbiate sottovalutata, non sono proprio un nano» inizia con una battuta l'intervento del Presidente Giorgia Meloni ad Assolombarda quando sposta la pedana che gli avevano posizionato per alzarla. Strappa i primi applausi con la normalità della comunicazione che la caratterizza da sempre ma non si ferma qui Giorgia Meloni entrando nel merito delle vicende economiche. SIAMO LA NAZIONE DEL FARE «Difficile viene dal latino significa che non si fa fare, noi viviamo in un tempo difficile che non ci lascia fare ma siamo la Nazione del fare» dice il capo del governo ad Assolombarda ad una platea di imprenditori che conosce bene il lavoro. Disegna un modello di Stato con le sue parole quando parla di uno Stato che mette le imprese in condizioni di lavorare senza tassarle oltre l'inverosimile e rimuovendo gli ostacoli che impediscono di crescere. Un punto di differenza

ben chiaro rispetto alla sinistra delle tasse che vede l'impresa come un nemico da cui prelevare risorse. Non è, però, la ripetizione degli slogan berlusconiani del “meno tasse per tutti” quella che caratterizza le parole del premier. Entra nel merito delle vicende senza lasciare niente alla retorica partendo dalla necessità che l'Europa prenda atto della situazione economica e dei danni che ha prodotto la crisi energetica concedendo flessibilità per interventi in direzione di una maggiore competitività. Per questo ha scritto per cambiare le regole e per questo «l'Italia non siede in Europa per dire sempre si». SERVONO INTERVENTI ENERGETICI STRUTTURALI Rivendica le misure adottate per far fronte all'aumento dei prezzi dell'energia il Presidente del Consiglio. Dalle accise mobili agli accordi con le compagnie il Governo si é mosso per contrastare gli effetti della chiusura dei rifornimenti. Questo, però, secondo il Presidente del Consiglio

non è sufficiente. Servono interventi strutturali. Per questo il Governo intende aumentare la produzione nazionale di Gas e Petrolio. Per questo ha avviato quanto necessario per la produzione nucleare. L'Italia deve puntare a produrre in proprio l'energia di cui ha bisogno per non dipendere dall'estero. È il quadro di una Nazione che non si piega e prova ad alzare la testa quel-

lo che delinea Meloni. MODIFICARE GLI ETS Il Presidente del Consiglio entra anche nel merito delle soglie di emissione di gas. L'Europa ha fissato parametri rigidi che uccidono la competitività senza difendere l'ambiente. Senza citarla parla anche della questione ILVA quando dice che se si chiude una acciaieria in Europa perché sfora nella produzione di Gas poi

dobbiamo acquistare acciaio da Nazioni che non hanno alcun rispetto per l'ambiente. UN MODELLO DI ITALIA È l'Italia del fare quella che ha in mente la Meloni, una Nazione che resta a testa alta in Europa e non ha paura di sfidare i dogmi del politicamente corretto. Una visione che agli imprenditori piace e che può trascinare la Nazione fuori dalla palude.


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Sostenuti dall’opposizione, un pool di giuristi, cittadini e persone dello spettacolo. Donzelli (FdI): «Non temiamo nulla»

Legge elettorale, al via i ricorsi alla Consulta: 6 i punti in dubbio

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DI LUCIA STEFANIA MANCO

l via i ricorsi contro lo “Stabilicum”, la nuova legge elettorale approvata in Parlamento e promulgata dal Capo dello Stato. Saranno presentati il 26 ottobre in tutte le Corti d’Appello e contengono 6 punti di dubbia costituzionalità. L’iniziativa, coordinata da Pietro Adami, Enrico Grosso e Roberto Zaccaria - esponenti della Rete per un voto libero e uguale - è stata presentata ieri in una conferenza stampa a Montecitorio. A sostegno del pool di giuristi e avvocati, oltre ai partiti d’opposizione (Pd, Iv, M5s, Avs e Più Europa), cittadini e personalità della cultura e dello spettacolo. In tutto i ricorsi sono 30, gli avvocati pronti a depositarli 99, mentre i ricorrenti raggiungerebbero il numero di 500. Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fdi, partito della premier Meloni:«Non temiamo nulla, rispetteremo le decisioni».

I ricorsi erano stati già annunciati, ora la macchina si è messa in moto. Sotto la lente di giuristi e avvocati ci sono il premio di maggioranza, il meccanismo di assegnazione dei seggi, libertà di voto e selezione degli eletti, parità di accesso ed equilibrio di genere, indicazione obbligatoria del candidato presidente del Consiglio ed eccessivo numero di firme richiesto alle liste non rappresentate in Parlamento. Ci sarebbe, poi, un settimo profilo, al momento «in corso di redazione» che riguarderebbe il voto all’estero. Che succede ora? L’obiettivo è «presentare i ricorsi nell’esatto giorno dell’entrata in vigore della legge», ha spiegato Roberto Zaccaria, professore ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico all’Università di Firenze, annunciando che «le azioni legali verranno sottoscritte da 500 ricorrenti». Tra i nomi figurano politici, come Fausto Bertinotti, Pierluigi Bersani, Massimo D’Alema e Ro-

mano Prodi, personaggi dello spettacolo come Marisa Laurito e l’attrice Monica Guerritore, giornalisti e intellettuali. Tra questi ultimi ci sono Lucia Annunziata e il filosofo Massimo Cacciari. Se la Consulta accogliesse i ricorsi? «Non torna il Rosatellum, ormai è abrogato. Nessuno pensi che le nostre iniziative siano volte a ripristinarlo. La legge sarà quella nuova, auspicabilmente depurata degli aspetti incostituzionali.», ha detto il professor Grosso. «Negli ultimi 20 anni - ha aggiunto - sono state approvate quattro leggi elettorali, un caso unico, e due sono state dichiarate incostituzionali. Il lavoro che stiamo facendo mette a disposizione una bozza con una serie di dubbi di incostituzionalità, poi i singoli avvocati che li sottoscrivono possono redigerli nel modo a cui loro sembra più efficace». Per quanto riguarda la tempistica, l’avvocato Adami ha spiegato che «a metà gennaio ci po-

trebbe essere l’udienza in Tribunale, alla fine del mese l’ordinanza per sollevare la questione alla Consulta». «Il rischio, davanti al voto anticipato - hanno evidenziato Grosso e Adami - è che la Corte non riesca a pronunciarsi prima delle elezioni. Questo però non rende inutile la nostra azione». L’ipotesi resta, nonostante dal centrodestra e dalla Meloni siano arrivate dichiarazioni che il governo andrà avanti fino alla fine della legislatura. Sui ricorsi alla legge elettorale, Donzelli, rispondendo ai cronisti ha affermato: «Siamo sicuri che abbiamo fatto una legge importante per gli italiani e che sia perfettamente costituzionale. Guaderemo cosa dice la Consulta e lo rispetteremo». In conferenza stampa a Montecitorio, ieri, erano presenti diversi esponenti dei partiti di opposizione, da Maria Elena Boschi (Iv) a Colucci (M5s), Magi (più Europa), Bonafé (Pd) e Zaratti (Avs).


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Per l’Italia il nodo è il costo del debito. Sullo sfondo, le tensioni energetiche e l’incertezza sulle prossime mosse delle banche centrali

Bond, rendimenti sotto pressione: il mercato guarda a inflazione, petrolio e banche centrali L

DI LUCIA SERINO

e Borse europee archiviano la seduta in rialzo, ma il mercato obbligazionario continua a fare i conti con un quadro internazionale incerto. Sui titoli di Stato pesano le aspettative sull’inflazione, le oscillazioni dei prezzi dell’energia e una politica monetaria che, almeno per ora, non offre indicazioni sufficienti per scommettere su una rapida discesa dei rendimenti. Ieri il BTP decennale italiano ha registrato un rendimento intorno al 4,58%, contro il 3,48% del Bund tedesco. Lo spread si è mantenuto nell’area dei 110 punti base. Più alto il rendimento del titolo francese a dieci anni, vicino al 4,91%, mentre quello spagnolo si è attestato intorno al 4,10%. Un quadro che restituisce differenze significative tra le principali economie dell’Eurozona, ma nel quale il dato italiano va letto anche alla luce dell’andamento generale dei tassi. Per il nostro Paese c’è il problema dei conti pub-

blici. Con un debito elevato, la tenuta dello spread è un elemento importante, ma non basta a mettere al riparo il bilancio da una stagione di rendimenti sostenuti. Quando lo Stato torna sul mercato per collocare nuovi titoli o rifinanziare quelli in scadenza, deve confrontarsi con le condizioni del momento. Se il costo del denaro resta alto, l’effetto sulla spesa per interessi si trasferisce progressivamente sui conti pubblici, restringendo i margini per altre priorità di bilancio. La questione è anche politica. Tra gli obiettivi del governo c’è la necessità di conciliare il sostegno alla crescita con il controllo della finanza pubblica, in un contesto nel quale le risorse disponibili non sono illimitate. Un rallentamento dell’economia renderebbe più difficile migliorare il rapporto tra debito e prodotto interno lordo. Rendimenti elevati, a loro volta, aumenterebbero la pressione sulla spesa. È un equilibrio delicato, nel quale le decisioni

di bilancio e la credibilità degli impegni assunti in sede europea continuano a essere osservate dagli investitori. A condizionare le prospettive è soprattutto la variabile energetica. Le tensioni geopolitiche e i rischi sull’offerta di petrolio possono riaccendere le pressioni sui prezzi proprio mentre le banche centrali cercano di riportare l’inflazione sotto controllo. Se l’energia dovesse rincarare ancora, famiglie e imprese si troverebbero a sostenere costi maggiori e le autorità monetarie avrebbero meno spazio per allentare la politica dei tassi. Per il mercato obbligazionario, l’ipotesi di una riduzione più lenta del costo del denaro è sufficiente a mantenere elevata la cautela. Anche gli Stati Uniti restano un riferimento decisivo. I rendimenti dei Treasury influenzano le scelte degli investitori internazionali e contribuiscono a determinare le condizioni di finanziamento sui mercati globali. Ieri, tuttavia, il mercato obbligazionario americano è rimasto chiuso per festività. Il riferimento re-

sta quindi l’ultima seduta disponibile, senza una nuova chiusura da confrontare direttamente con quella europea. Il rialzo delle Borse, dunque, non rappresenta necessariamente un segnale di distensione sul fronte obbligazionario. I due mercati rispondono a fattori in parte diversi. La direzione dei bond nelle prossime settimane dipenderà dai dati sull’inflazione, dalle indicazioni delle banche centrali e dall’evoluzione delle tensioni internazionali. Un raffreddamento dei prezzi potrebbe favorire una di-

scesa dei rendimenti. Nuove pressioni energetiche o tassi destinati a restare elevati più a lungo potrebbero invece prolungare la fase di incertezza. Per l’Italia, dunque, la scommessa è certamente mantenere sotto controllo lo spread ma anche riuscire a finanziare il debito in condizioni sostenibili mentre l’economia cerca spazio per crescere e la politica di bilancio deve fare i conti con margini limitati. Una partita che si gioca sui mercati, ma le cui conseguenze arrivano direttamente nelle scelte economiche del Paese.


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Perché la questione abitativa è il vero banco di prova per imprese e Sistema Paese

Oltre il muro del caro-casa

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DI GIAN FRANCO M URRONE*

n economia esiste un principio elementare: quando il costo dei beni primari drena la quasi totalità della capacità di spesa, il sistema smette di generare futuro. Lo stress abitativo — definito da OCSE ed Eurostat come la soglia critica in cui alloggio e utenze assorbono oltre il 40% del reddito netto disponibile — ha superato il perimetro della mera emergenza urbana per diventare un collo di bottiglia strutturale dell'intero modello di crescita italiano. Lo stress abitativo è una componente derivante di almeno due fattori: il caro casa e gli stipendi che non bastano per arrivare a fine mese. Questa urgenza

non può essere dibattuta soltanto nel mese dedicato alla salute mentale! Perché sì, che piaccia oppure no, avere uno stipendio, delle entrate che consentano serenamente di arrivare a fine mese è protezione attiva della propria salute mentale e del benessere dei propri cari. Ma torniamo ai dati. Nei principali poli metropolitani e universitari, la fascia 18-34 anni destina ormai tra il 45% e il 50% dello stipendio netto a una stanza o a un bilocale. Non è solo una questione di metri quadri: è una tassa occulta sulla competitività, un freno alla natalità e una zavorra sui consumi interni. LA TRAPPOLA DEL CETO MEDIO E L'IL-

LUSIONE DELLA RENDITA URBANA Il paradosso del mercato immobiliare contemporaneo risiede nell'asimmetria profonda tra salari d'ingresso e dinamiche dei canoni. Se per acquistare un immobile standard servono oggi oltre 8 annualità di retribuzione nelle aree a maggiore tensione, l'alternativa della locazione non offre respiro. Lo stock residenziale tradizionale (i contratti 4+4 o 3+2) è stato prosciugato dalla corsa agli affitti brevi e a destinazione turistica: una scelta comprensibile per i proprietari a fronte del rischio morosità, ma fortemente distorsiva per l'ecosistema economico e sociale. A farne le spese è la fascia più dinamica della forza lavoro: i giovani lavoratori del terziario avanzato, dell'industria e dei servizi. Troppo "benestanti" per accedere alle graduatorie dell'edilizia residenziale pubblica, ma con stipendi d'ingresso insufficienti per reggere l'impatto del mercato libero. Si crea così una frattura generazionale e sociale in cui il patrimonio familiare di partenza diventa l'unico vero ascensore di garanzia per mutui e anticipi bancari, neutralizzando il merito e la mobilità sociale. IL CAPITALE UMANO DIFFUSO: IL RUOLO STRATEGICO DELLO SMART WORKING PER DECONGESTIONARE LE CITTÀ

La risposta a questa faglia non può esaurirsi in bonus fiscali a pioggia o in interventi tampone che finiscono per gonfiare ulteriormente i prezzi sul lato della domanda. Serve un cambio di paradigma sociologico e territoriale: ridisegnare la geografia del lavoro. Il lavoro agile e lo smart working strutturato non sono concessioni sindacali o lasciti dell'emergenza pandemica, ma autentiche leve di politica industriale e riequilibrio demografico. Consentire a professionisti e giovani nuclei familiari di operare da remoto o con modelli ibridi ad alta flessibilità significa liberarli dalla morsa dei capoluoghi saturi, restituendo loro potere d'acquisto reale senza dover rincorrere aumenti nominali insostenibili per i margini aziendali. Significa, al contempo, ripopolare i centri medi, le province e le aree interne, innescando una rigenerazione economica territoriale a doppio senso: le metropoli decongestionano la domanda di alloggi e le province accolgono redditi qualificati, consumi e nuove famiglie. AGENDA PER LA COMPETITIVITÀ: TRE DIRETTRICI PER SBLOCCARE IL FUTURO Affrontare lo stress abitativo richiede un patto programmatico tra istituzioni e mondo dell'impresa: Patti territoriali d'im-

presa e detassazione dello "smart work di prossimità": Riconoscere incentivi fiscali e contributivi premiali alle aziende che contrattualizzano il lavoro agile strutturato per dipendenti che scelgono la residenza in comuni interni o a bassa densità abitativa. È una misura a costo netto contenuto che agisce direttamente sul decongestionamento urbano e sulla valorizzazione dei territori. Evoluzione del welfare aziendale da sussidio a investimento: Superare la logica dei fringe benefit una tantum per le spese di locazione, introducendo schemi di co-housing aziendale, fondi di garanzia corporate per i mutui dei neo-assunti e accordi territoriali tra associazioni datoriali e fondi immobiliari per l'Edilizia Residenziale Sociale (ERS) dedicata ai lavoratori. Quadro regolatorio sull'Affordable Housing e recupero del patrimonio dismesso: Allineare l'Italia all'agenda europea introducendo regole uniformi sulla concentrazione delle locazioni turistiche nelle aree ad alta tensione abitativa, accompagnati da una fiscalità municipale premiale (azzeramento IMU e cedolare secca ultra-agevolata) per chi reimmette alloggi sfitti nel circuito dei contratti a lungo termine calmierati. * STRATEGY & BUSINESS ADVISOR E BOARD MEMBER & PUBLIC AFFAIRS


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Cronache Lucane Appalti gestiti da Albanella, per Di Lorenzo le responsabilità sono tutte dell'AU

Quello che Di Sanza non dice L'amministratore unico scarica tutto sul Rup dalla cui relazione prova ad offrire una risposta che elude le questioni più importanti. Le date non tornano e i motivi della scelta non sono chiari

Cronache Lucane Cosa lega Albanella all’Asi? ster in un gior a dell’incarico, pubblica la gara mon Il RUP, magicamente nominato prim

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sorzio una gara da oltre une salernitano di bandire per il Con Di Sanza chiede al minuscolo com è l’unica stranezza l'ASI non chiede alla SUARB? Ma non un milione e mezzo di euro. Perché Gliene saremmo

superenalotto. grati. Battu te a parte qui le doma nde diven tano due: perch é abbia no scelto Albanella e come sapessero che il responsabile sarebbe stato Di Lucia ancora prima di chiedere al Comu ne di fare da Stazione Appaltante. QUELLA SOSPETTA VELOCITÀ Il 28 Settembre la Stazione Unica Appa ltante di Alban ella fa l'accordo con il Consorzio Industriale di Matera. Il 29 Settembre Albanella dà via alla procedura, pubbl icand o il bando e nominando proprio quel Di Lucia come respo nsabi le del proce dimento. Il 30 settembre la gara è pubblicata. Non bisog na essere esper ti di proce dure ammi nistra tive per chiedere al duo Di Sanza - Di Lorenzo e al Comune di Albanella: come ha fatto la stazione appaltante a predisporre la documentazione e fare una gara milionaria in meno di un giorn o? Lo _ Di Lorenzo e Di Sanza chiediamo perché, se ha questa a. banell ne consente di trovare una Stazio straordinaria efficienza, ci perNE DATE STRA DI M A S S I MO D E L L A P E N N A LE fa che te dall'en di proporre il Di Lucia Appaltante fuori la stranezza non si ferma so- mettiamo nsabi le di quals iasi Ma far di o ntend conse o ament come respo . tempi ai anche lbanella è un piccolo co- l'affid ma luogo al lo procedure di gare ad in qualsiasi ente. mune di poco più di 6000 svolgere lene qualificata. Noi non Il 26 Giugno il Consorzio Indu- gara possibile ANDE CUI LE DOM abitan ti, si trova vicino una stazio se il Consorzio Indu- striale approva il progetto esecuRISPOSTE MO mo VORREM Paest um, i suoi promo tori turi- sappia di Matera abbia le quali- tivo dell'impianto. Il 29 Giugno proviamo a sintetizstici ci tengono a farci sapere che strialeper poter svolgere questo lo stesso Consorzio Industriale, Allora noi dubbi e chiedere a i nostri è a metà strada tra i monti albur- fiche mento. per il tramite di una piattaforma zareSanza e Di Lorenzo qualche affida Di ni e il golfo di Salerno. è che para privata individua con la se- risposta. però, mo, sappia che Quello ti te di Albanella, CarNon ce ne vogliano gli abitan i soci del Conso rzio Indu- zione portan quale respo nsabi le Prima doma nda: come è stato del ridente paesino, ma non sap- tra ci sono la Regione Basili- lo Di Luciadura di affidamento. scelto il Comu ne di Alban ella striale sule centro quel su altro proce piamo cata, la Provincia di Matera e tut- della il 15 Luglio, però, il Con- quale Stazione Unica Appaltanla sua storia. Comu ni dove opera il Con- Solo Industriale di Matera co- te? Non abbiamo intenzione, del re- ti i sorzio nda: perché non è Industriale. sorzio nal Natio nel i rmarc trasfo di ad Albanella la volontà Seconda doma sto, amen te la Stazio ne Unica munica Geografic ma siamo incuriositi Sicur

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_ L’edizione di Cronache di ieri

DI MASSIMO DELLAPENNA

obbiamo prendere atto che questa volta il Consorzio Industriale di Matera nella persona dell'amministratore unico Antonio Di Sanza e del Direttore Pasquale Di Lorenzo hanno provato a risponderci. Una duplice risposta che non chiarisce i dubbi ma, al contrario, ne apre tanti altri sia di natura politica che amministrativa. Noi proviamo a dipanare questi dubbi nel tentativo di offrire spiegazioni ai nostri lettori anche perché alcune nostre analisi ci fanno riscoprire il nome di Albanella per vicende piuttosto interessanti che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti. SEPARATI IN CASA Noi avevamo chiesto chiarimenti al duo Di Sanza Di Lorenzo immaginando

che fossero simbolicamente legati in una sorta di “ne alter sine altero gerat”. Ci siamo sbagliati. Dall’indirizzo e-mail del Consorzio ci sono arrivate due mail distinte. Di Lorenzo, con la sua solita raffinata penna, ci dice che lui non si occupa di queste vicende che competono esclusivamente a Di Sanza. Si tratta di una sofisticata strategia di scaricabile che si conclude con un generico richiamo alla certezza nella correttezza delle operazioni svolte. Ci scusiamo con l'esponente di Fratelli d'Italia se credevamo fosse coinvolto nelle questioni decisionali dell'ente. Ci sbagliavamo. Evidentemente Di Lorenzo non segue l'attività amministrativa limitandosi ad una ben remunerata attività di rappresentanza.

Anche Di Sanza si muove nel solco dello scaricabile dicendo che la sua funzione è solo quella di indirizzo e controllo sugli atti, spettando agli uffici la gestione tecnico-amministrativa. Va dato atto che, come vedremo in seguito, Di Sanza prova a dare una risposta ai nostri interrogativi dicendo di essersi fatto relazionare dal RUP. Prima ancora di entrare nel merito delle risposte dell'amministratore unico relazionato e relazionante ci piace cogliere un doppio aspetto politico. In primis Di Sanza e Di Lorenzo tra di loro non si parlano. In secundis nessuno dei due segue le procedure amministrative. Praticamente il Consorzio Industriale ha un doppio management che né sa quello che accade né si parla. LA RISPOSTA

INCOMPLETA Antonio Di Sanza dice di aver chiesto al Rup e di aver scoperto che nulla lega il Consorzio ad Albanella. Dice l'amministratore unico che il RUP gli ha riferito che loro non sono obbligati a scegliere la SUARB come stazione appaltante e che già in passato, anche dalle precedenti amministrazioni, era stato scelto il Comune di Albanella. Potremmo parlare di supercazzola se volessimo prendere in prestito le parole di Amici Miei. Noi, però, non possiamo accontentarci di uno scappellamento a destra e siamo costretti a ribadire le nostre domande. Noi sappiamo bene che il Consorzio non è obbligato a rivolgersi alla SUARB. Ci chiediamo perché non lo abbia fatto. Ci chiediamo perché, potendo scegliere la SUARB gestita dalla Regione Basilicata, il Consorzio Industriale abbia preferito andare ad Albanella. Purtroppo non possiamo accontentarci della risposta di Di Sanza che richiama precedenti procedure di appalto. Il fatto che per ben tre volte di seguito il Consorzio abbia preferito Albanella alla SUARB ci fa aumentare la curiosità. Né possiamo ritenere sufficiente la risposta secondo la quale si è sempre fatto così. Un amministratore non può limitarsi a copiare ciò che è accaduto in passato senza neanche interrogarsi sui motivi delle scelte. LE DATE CHE NON TORNANO Di Sanza ci fa sapere che la nomina del RUP della procedura di affidamento viene comunicata al RUP del Consorzio il 29 Giugno. Questo lo avevamo scritto anche noi. Quello che noi non capiamo, però, è come sia possibile che il RUP della procedura di affidamento sia stato indicato il 29 Giugno se il Consorzio Industriale di Ma-

tera ha comunicato ad Albanella la sua volontà di avvalersi dei suoi servigi solo il 15 Luglio. E, soprattutto, come è possibile che il 29 Giugno il RUP del Consorzio Industriale di Matera fosse a conoscenza del fatto che il RUP della procedura sarebbe stato Carlo Di Lucia se la nomina formale per la procedura viene fatta solo il 29 Settembre. Nella sua risposta ci sarebbe piaciuto che Di Sanza si fosse fatto relazionare dal RUP su queste incongruenze temporali non limitandosi a dire cose che noi già sapevamo e avevamo scritto. Ribadiamo la domanda in modo più didascalico: ,Come faceva il Consorzio Industriale a sapere già il 29 Giugno che il RUP della gara sarebbe stato Carlo Di Lucia se solo il 15 Luglio il Consorzio comunicava ad Albanella la sua volontà di sceglierla come Stazione Unica Appaltante? Come faceva a saperlo il 29 Giugno se la nomina formale avveniva solo il 29 settembre? Questi dubbi non ci sono stati chiariti. Questo ovviamente rimanda anche all'altra parziale risposta. Di Sanza dice che il RUP di Albanella non ha avuto un solo giorno per predisporre gli atti di gara perché nominato già a fine Giugno. Noi, però, continuiamo a ribadire che solo il 15 Luglio ci risulta essere avvenuta la comunicazione del Consorzio ad Albanella e che solo il 28 settembre il Comune del salernitano ha ricevuto la delega. Se queste sono le date come ha fatto il RUP di Albanella a fare uscire la gare il 29 settembre se la delega è arrivata il 28 settembre? A queste domande Di Sanza dovrebbe rispondere. Forse non eravamo stati chiari nel porle. Speriamo di essere stati più chiari adesso. A queste se ne aggiunge un'altra: ma Di Sanza e Di Lorenzo si parlano?


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Primo piano

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Il governatore: «Complimenti ai docenti, agli studiosi, al Rettore Caccavale e all'intera università lucana»

UNIBAS, sono 24 i ricercatori nella classifica mondiale Stanford-Elsevier, Bardi: «Orgoglio»

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n risultato che riempie d’orgoglio l’intera comunità lucana e che testimonia, ancora una volta, la qualità della ricerca scientifica prodotta nel nostro Ateneo». Così il Presidente della Regione, Vito Bardi, commenta l’inserimento di 24 ricercatori dell’Università degli Studi della Basilicata nella classifica mondiale Stanford-Elsevier 2026 che individua gli scienziati con il maggior impatto a livello internazionale. La graduatoria, elaborata sulla base dei rigorosi indicatori bibliometrici del database Scopus tra citazioni e impatto della produzione scientifica in 20 aree disciplinari e 174 sottosettori, vede 24 studiosi dell’Unibas distinguersi per l’attività svolta nel solo 2025 e 18 ricercatori inseriti nella classifica che premia l’intera carriera scientifica. «Aver posizionato

24 nostri studiosi tra i più influenti al mondo – sottolinea Bardi – dimostra come la Basilicata sia una terra capace di produrre innovazione, conoscenza e talento ai massimi livelli globali. I nostri complimenti vanno a tutti i docenti e ricercatori menzionati, al Rettore Caccavale e all’intero Ateneo lucano. Questo riconoscimento internazionale conferma quanto sia fondamentale continuare a investire sul capitale umano, sui giovani e sulla ricerca, quale volano primario di sviluppo economico, sociale e culturale per il nostro territorio». «Come Governo regionale – conclude il Presidente – rinnoviamo il nostro impegno al fianco dell’Università della Basilicata per sostenere l’eccellenza accademica e consolidare il ruolo della nostra regione nel panorama della ricerca internazionale».

Il presidente del Consiglio regionale: «Ha saputo insegnare ai più piccoli il valore dello stare insieme»

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Pittella a Bologna per Mariele Ventre: «Una vocazione straordinaria»

ariele Ventre ha saputo accompagnare tanti bambini nella crescita, insegnando loro a stare insieme, a confrontarsi e a misurarsi con le sfide della vita. La sua esperienza ci consegna una lezione che conserva tutta la sua attualità, soprattutto in un tempo in cui siamo chiamati a ripensare la sfida educativa e il modo in cui prepariamo le nuove generazioni ad affrontare il futuro». Lo ha dichiarato Marcello Pittella, presidente del Consiglio regionale della Basilicata e della Commissione regionale dei Lucani nel Mondo, intervenendo a Bologna all’iniziativa “Una storia di musica, educazione e memoria”, promossa dall’Associazione culturale Circolo dei Lucani di Bologna in occasione dell’intitolazione dell’associazione a Mariele Ventre, fondatrice e direttrice del Piccolo Coro dell’Antoniano, nata a Bologna da genitori lucani. Nel suo intervento, Pittella ha richiamato la capacità di Mariele Ventre di riconoscere le qualità di ogni bambino e accompagnarne la crescita attraverso la musica, intesa come arte, cultura e strumento educativo. «Aveva una vocazione stra-

ordinaria. Ha saputo insegnare ai più piccoli il valore dello stare insieme, del confronto e della crescita, aiutandoli a comprendere, passo dopo passo, le sfide che la vita avrebbe messo davanti a loro. Da questa esperienza il presidente ha sviluppato una riflessione sulla capacità della società e delle istituzioni di interpretare le trasformazioni in corso. L’Italia e l’Europa hanno spesso faticato ad anticipare i cambiamenti, ritrovandosi a comprenderne gli

effetti quando erano già evidenti. Dobbiamo recuperare la capacità di leggere il presente e prepararci a ciò che verrà. È una sfida che riguarda l’educazione, il welfare e la possibilità di rispondere alle esigenze delle persone, riconoscendo le differenze e valorizzando le caratteristiche di ciascuno». Pittella ha quindi affrontato il significato del legame tra la Basilicata e i lucani che vivono lontano dalla regione, sottolineando il ruolo delle associazioni

nel mantenere vive le relazioni con i territori d’origine. «La lucanità non può essere soltanto nostalgia. È, piuttosto, una connessione tra storie diverse, tra persone che hanno intrapreso percorsi differenti e che possono continuare a sentirsi parte di una stessa realtà anche a distanza. Significa riconoscere il valore di questo legame e trasformarlo in una risorsa per la Basilicata». «Le istituzioni - ha concluso Pittella - hanno il compito di facilitare questo rapporto e di lavorare insieme alle associazioni dei lucani nel mondo, perché le relazioni costruite nel tempo diventino occasioni di incontro, partecipazione e nuove progettualità». All’iniziativa hanno partecipato anche il dirigente generale del Consiglio regionale, Gerardo Travaglio, il responsabile dell’Ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio regionale, Emanuele Desina, Domenico Fornabaio, Presidente dell’Associazione Culturale Circolo dei lucani di Bologna, Teresa Summa, presidente dell’associazione dei lucani di Parma e Donato Vena, presidente dell'Associazione Circolo Lucano "La Tarantella" di Reggio Emilia.


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«Chiediamo alla Regione la determinazione nel restituire al settore ciò che è mancato sul piano della programmazione politica e di bilancio»

Crisi agricola, Confagricoltura: «Serve il coraggio delle riforme»

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n un momento storicamente complesso e di forte sofferenza per l’agricoltura, è giunto il tempo di compiere scelte coraggiose per la politica regionale. Confagricoltura Basilicata chiede all’amministrazione regionale di procedere con decisione e speditezza nell’assegnazione e nella gestione delle risorse, mettendo in campo una visione strutturata e di ampio respiro. Al centro della proposta dell’organizzazione agricola vi è la rapida concretizzazione dell’Agenzia per la Forestazione, ricordando che giace già da tempo nei cassetti della Regione una proposta di legge dedicata proprio alla sua creazione. Una misura fondamentale che, prendendo in carico il settore degli operai idraulico-forestali, consentirebbe di liberare risorse strategiche per restituire al comparto primario la dignità e il sostegno economico concreto che gli spettano. La

forestazione in Basilicata assorbe indicativamente 87–88 milioni di euro annui, pari a circa l'1,8% del bilancio regionale complessivo: una cifra che può essere in grossa parte recuperata attraverso una valorizzazione moderna e sostenibile del patrimonio boschivo regionale, a partire dall’opportunità offerta dai crediti di carbonio.«Non si tratta assolutamente di una guerra tra poveri – sottolinea Confagricoltura Basilicata – ma di una programmazione politica e strutturale ben precisa. Da un lato si offre un segnale di forte modernizzazione al comparto forestale, dall’altro si fornisce una risposta concreta al settore agricolo che, oggi più che mai, ha la necessità di sentire le istituzioni al proprio fianco». Confagricoltura esprime fiducia nell’operato del Presidente della Giunta Regionale, Vito Bardi, degli Assessori e dell’intero Consiglio Regionale,

convinta che sapranno cogliere il valore di questa proposta e dare finalmente seguito all’iter legislativo. Di fronte ad atti concreti di questo genere, gli agricoltori saranno pronti a fare la propria parte per il rilancio di un comparto vitale per l’economia lucana.«Non siamo

interessati a presentare un’ulteriore lista della spesa né tantomeno a chiedere misure assistenziali. Ciò che chiediamo alla Regione è il coraggio: il coraggio delle riforme e la determinazione nel restituire all’agricoltura ciò che le spetta e che in questi ultimi anni è

mancato sul piano della programmazione politica e di bilancio nei confronti di un settore che rappresenta 28000 imprese, e quindi nuclei familiari, oltre a tutti i dipendenti impiegati in queste imprese», conclude la nota di Confagricoltura Basilicata.

L’assessore Cicala illustrerà gli esiti del confronto con il presidente Bardi, con la Giunta e con le organizzazioni agricole

Agricoltura, il caro gasolio sul Tavolo della Regione: in programma domani l’aggiornamento sulle misure

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l caro gasolio agricolo e l’esplosione dei costi di produzione tornano al centro del confronto politico in Basilicata. Gli organi di informazione sono invitati alla conferenza stampa dell’assessore regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala, in programma domani, alle ore 11:30, presso la Sala Riunioni al quarto piano del Dipartimento Politiche Agricole. Un appuntamento atteso, perché arriva a distanza di pochi giorni dal pressing delle organizzazioni di categoria, da ultimo Confagricoltura Basilicata, che hanno chiesto alla Regione scelte coraggiose e risorse certe per sostenere le 28mila imprese del comparto primario lucano.Al centro dell’incontro, gli esiti del confronto che nelle ultime ore ha visto impegnati il presidente della Giunta, Vito Bardi, anche nella sua veste di titolare della delega

al Bilancio, l’intera Giunta e le sigle agricole. Un tavolo tecnico-politico convocato per fare il punto sull’impennata dei costi –

dal gasolio ai fertilizzanti, dall’energia alla manutenzione dei mezzi – che sta mettendo in ginocchio le aziende. Particolare

attenzione sul gasolio agricolo: l’assessore Cicala illustrerà lo stato delle proposte avanzate dalle organizzazioni, l’esito delle verifiche sulla reale disponibilità finanziaria nel bilancio regionale e quali sono i passaggi amministrativi e tecnici necessari per rendere operativi eventuali interventi di sostegno, anche attraverso il sistema UMA, l’archivio che gestisce le agevolazioni sul carburante agricolo. La conferenza stampa sarà l’occasione per fornire un aggiornamento ufficiale sulle decisioni già assunte, sulle questioni che restano ancora aperte, a partire dalle coperture e dai tempi di erogazione, e sui prossimi step del percorso di accompagnamento al comparto.Un percorso che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe portare a una risposta strutturata e non episodica a una crisi che gli agricoltori definiscono non più rinviabile.


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A Potenza incontri il 20 ottobre sulle dipendenze e il 27 novembre sui rischi di infiltrazione criminale. Coinvolti anche gli studenti

Legalità, l’Osservatorio regionale punta i fari su azzardo e appalti

POTENZA. Riprendono ad ottobre gli appuntamenti di approfondimento promossi dall’Osservatorio regionale, presieduto da Luigi Gay, con la finalità non solo di promuovere la cultura della legalità, ma anche di analizzare con dati e testimonianze alcuni fenomeni di particolare pericolosità per la collettività e per il territorio della Basilicata, emersi in questi ultimi tempi. Gioco d’azzardo, immigrazione, ambiente e il coinvolgimento sempre più attivo delle istituzioni, delle scuole, dell’Università e delle realtà sociali della Basilicata sono i temi e gli obiettivi del programma da portare a compimento. Tra gli ambiti di analisi vi saranno l’immigrazione e nuovamente il c.d. caporalato, con particolare attenzione alle procedure di ingresso, alle condizioni di accoglienza, di integrazione e di lavoro. Di seguito si affronterà la tutela dell’ambiente e le situazioni di eventuale illegalità e la testimonianza

tenza, la Guardia di Finanza provinciale, il Serd. dell’Asp di Potenza e il Serd. di Villa D’Agri, sarà dedicata all’analisi del grave fenomeno del gioco d’azzardo in Basilicata, come emerso da recenti studi e statistiche, con doverosa attenzione al problema delle dipendenze e agli strumenti di prevenzione e contrasto.

delle associazioni ambientaliste, di volontariato e di promozione sociale e, infine, lo studio di azioni per iniziative di sostegno alle vittime della criminalità organizzata. L’Osservatorio, come previsto dalla legge regionale costitutiva, sarà impegnato a dare concreta attuazione al Protocollo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, siglato il 21 maggio 2026, attribuendo particolare impor-

tanza all’attività dedicata al mondo della scuola, attraverso incontri rivolti a docenti e studenti, sia delle scuole di ogni ordine e grado sia dell’Università. Il percorso, come previsto dal Protocollo citato, sarà finalizzato a favorire una maggiore conoscenza dei fenomeni criminali ed illegali in genere e, al tempo stesso, a verificare la percezione della legalità tra gli studenti lucani. L’Osservatorio, in parti-

colare, intende ampliare il percorso estendendolo progressivamente agli istituti scolastici dei diversi territori della Basilicata. In particolare, un appuntamento è stato già stabilito il 20 ottobre 2026 in Regione sul tema “ Regolazione e controllo del gioco d’azzardo e lotta alla dipendenza “. L’iniziativa alla quale, oltre all’Osservatorio, prenderanno parte la Federconsumatori e la Cgil di Po-

Di seguito il 27 novembre 2026 si terrà il terzo appuntamento del ciclo di incontri organizzato di intesa con l’Università della Basilicata sul tema “ Appalti e subappalti pubblici. Trasparenza della procedura e prevenzione della corruzione. Rischi di infiltrazione del crimine organizzato”. L’evento si svolgerà presso la sede dell’Università a Macchia Romana, con la partecipazione di rappresentanti dell’Unibas, dell’Ordine degli Ingegneri di Potenza, del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza.

Piero Marrese chiede alla giunta lucana di anticipare il biglietto unico previsto nel 2027 e garantire trasporti gratuiti agli studenti

«Basta doppi abbonamenti per andare a scuola» POTENZA. Il biglietto unico regionale è una scelta positiva, ma gli studenti pendolari non possono aspettare il 2027 per superare il problema dei doppi abbonamenti. Piero Marrese chiede alla giunta lucana di anticipare l’applicazione della misura nelle situazioni più critiche oppure di introdurre una soluzione transitoria. L’obiettivo è consentire a chi viaggia su autobus di gestori diversi di utilizzare un solo titolo per l’intero percorso, alleggerendo i costi sostenuti dalle famiglie. Marrese condivide il principio del sistema annunciato dalla Regione, che permetterà di usare un unico titolo di viaggio anche con operatori differenti e negli spostamenti che combinano autobus e treno. Una scelta che, sottolinea, va nella direzione di superare la frammentazione del trasporto pubblico e rendere la mobilità più semplice e accessibile. Il punto critico riguarda però i tempi: «Proprio perché l’obiettivo è quello giusto, chiedo alla giunta regionale di fare uno sforzo in più: perché aspettare il 2027?».

La richiesta parte dalle difficoltà quotidiane di migliaia di pendolari, soprattutto studenti. In diverse aree della Basilicata, e in particolare nel Metapontino, molti ragazzi devono servirsi di corse gestite da concessionarie differenti per raggiungere la scuola o rientrare a casa. Per uno stesso spostamento sono così costretti ad acquistare due abbonamenti distinti, con un doppio costo che ricade sui bilanci familiari. «Non è un problema teorico», osserva Marrese, richiamando il peso degli studenti pendolari nella mobilità quotidiana del territorio. La proposta è verificare se sia possibile applicare il principio del biglietto unico già nell’ultima parte del 2026, almeno nei casi di maggiore criticità. Se i tempi tecnici non lo consentissero, la giunta dovrebbe predisporre una misura provvisoria, dando priorità ai ragazzi che utilizzano autobus di operatori diversi lungo il medesimo tragitto. «È una questione di equità e di buon senso», afferma. «Non possiamo parlare di trasporto pubblico integrato e di diritto alla

mobilità lasciando che uno studente paghi due volte per raggiungere la propria scuola semplicemente perché il suo viaggio attraversa il confine tra due gestori». Alla richiesta si affianca quella di dare attuazione al trasporto gratuito per gli studenti pendolari. Marrese ricorda che il Consiglio regionale ha già impegnato la giunta a individuare le risorse per politiche strutturali di gratuità del servizio urbano ed extraurbano rivolte agli studenti residenti in Basilicata. Le due mi-

sure, sostiene, devono procedere insieme: il biglietto unico supera le barriere tra gli operatori, mentre la gratuità riduce il peso economico sulle famiglie. Il 2027 può segnare la piena entrata a regime del sistema, conclude Marrese, ma non deve diventare un alibi per rinviare le risposte a chi prende ogni giorno l’autobus per andare a scuola. L’annuncio deve tradursi in un beneficio concreto, con interventi capaci di risolvere già ora le difficoltà dei pendolari.


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Omaggio alla storica figura della Piccola Industria e simbolo d’impegno per il sistema d’impresa lucano

Confindustria Basilicata dedica la sua sala a Margherita Perretti C

onfindustria Basilicata intitola a Margherita Perretti la sala del Consiglio di Presidenza, rendendo omaggio a una protagonista della vita associativa degli industriali lucani, il cui contributo ha lasciato un segno profondo nella storia dell’associazione.Imprenditrice della Perretti Petroli, presidente del Comitato Piccola Industria, già presidente vicario e più volte vicepresidente di Confindustria Basilicata, Margherita Perretti ha dedicato una parte significativa del proprio percorso professionale e personale alla rappresentanza delle imprese, distinguendosi per competenza, passione, sensibilità e senso di responsabilità.La scelta di intitolarle uno spazio così significativo nasce dalla volontà di custodirne la memoria e riconoscere il valore del suo impegno. La sala del Consiglio di Presidenza, luogo di confronto, condivisione e definizione degli indirizzi strategici del massimo organo dell’associazione, porterà il suo nome, affinché la sua testimonianza continui ad accompagnare il lavoro della comunità imprenditoriale lucana.La cerimonia di intitolazione si è svolta questa mattina, in occasione della seduta del Consiglio di Presidenza, alla presenza dei familiari.«Intitolare a Margherita Perretti la sala del nostro Consiglio di Presidenza significa riconoscere il valore di una persona che ha dato tanto alla nostra associazione e al sistema delle imprese lucane – dichiara il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema –. Esempio di equilibrio, gentilezza e garbo, Margherita ha interpretato il proprio ruolo con passione, competenza e grande sensibilità, contribuendo alla crescita della nostra comunità associativa e portando avanti con convinzione le istanze della Piccola Industria. Il suo esempio resta parte integrante della nostra storia e dei valori che vogliamo continuare a testimoniare. Continueremo a ispirarci ai principi che hanno contraddistinto il suo agire. A

lei va la nostra gratitudine, insieme all’impegno di custodirne e tramandarne la memoria».«Dal 2007 Margherita ha condiviso con noi un percorso associativo intenso e significativo, lasciando un segno che va ben oltre gli incarichi ricoperti – ha aggiunto il direttore generale, Giuseppe Carriero –. Ricordarla attraverso questa intitolazione, che non ha precedenti nella casa degli industriali lucani, significa riconoscere non soltanto il suo contributo professionale, ma anche la qualità delle relazioni che ha saputo costruire, la generosità con cui ha affrontato ogni impegno e la sua capacità di ascolto e di confronto. Per

noi è stata una straordinaria figura di riferimento, sempre affidabile, sia per il tempo che ha sempre dedicato alle attività della Confederazione che per la qualità del suo impegno. Il suo modo di vivere l’associazione continuerà a rappresentare un riferimento per tutti noi e per quanti, in futuro, siederanno attorno a questo tavolo».Con questa intitolazione, Confindustria Basilicata rinnova il proprio legame con la memoria di Margherita Perretti e affida il suo esempio alle generazioni presenti e future, affinché continui a vivere nei valori della partecipazione, della responsabilità e del servizio alla comunità imprenditoriale.


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Cerimonie il 13 ottobre a Potenza e il 15 a Matera. La Camera di commercio valorizza carriere lunghe, aziende storiche e innovazione

Imprese e lavoratori, premi per la crescita lucana

POTENZA. Due appuntamenti per riconoscere il contributo di imprese e lavoratori alla crescita dell’economia lucana. Si terranno il 13 ottobre a Potenza e il 15 ottobre a Matera le cerimonie di premiazione del bando dedicato a chi ha partecipato in modo significativo allo sviluppo economico e sociale del territorio. I premi consistono in riconoscimenti simbolici e riguardano sia i percorsi professionali dei lavoratori sia la continuità dell’attività delle aziende. Nel capoluogo di regione la consegna si svolgerà nella sede camerale di corso XVIII Agosto, con un primo gruppo di premiati alle 15 e un secondo alle 17. A Matera l’appuntamento è fissato alle 16.30 nella sede della Camera di commercio di via Lucana. Le due giornate daranno spazio alle diverse categorie individuate dal bando, che affianca ai riconosci-

menti legati all’anzianità lavorativa e alla durata delle attività quattro ambiti di premiazione speciale. Per i lavoratori, il bando si rivolge ai residenti in Basilicata ancora in servizio oppure in pensione da non oltre tre anni. Il requisito di anzianità è di almeno 30 anni quando il percorso è stato svolto nella stessa impresa, oppure di 40 anni se l’attività lavorativa ha interessato più imprese. Il riconoscimento valorizza quindi carriere lunghe, maturate all’interno di una sola realtà produttiva o attraverso esperienze in aziende differenti. Una seconda categoria comprende le imprese con sede legale in Basilicata, iscritte al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane della Camera di commercio, che abbiano svolto almeno 25 anni di attività effettiva e ininterrotta. Per le imprese sto-

riche longeve, anch’esse con sede legale nella regione e iscritte ai registri camerali, è richiesto invece un esercizio continuativo dell’attività da oltre 40 anni e che risultino ancora attive. Accanto a queste categorie sono previste assegnazioni speciali per

internazionalizzazione, innovazione digitale, imprenditoria femminile e imprenditoria giovanile. Il bando riunisce così il riconoscimento della continuità produttiva e professionale con l’attenzione a specifiche esperienze del tessuto imprenditoriale lucano.

Il 23 ottobre l’assessora di Matera illustrerà il percorso di recupero degli antichi rioni nel dibattito dedicato ai centri storici

Gaudiano al confronto di Modica, il riscatto dei Sassi fa da modello MATERA. L'esperienza urbanistica e amministrativa della città di Matera sarà uno dei pilastri del dibattito nazionale sulle "Prospettive Urbane e la valorizzazione dei centri storici", in programma il prossimo 23 ottobre a Modica. A portare un contributo centrale ai lavori sarà l’assessora ai Lavori Pubblici, Sassi e Patrimonio del Comune di Matera e dirigente dell'Udc, Lucia Gaudiano, chiamata a relazionare sul complesso e virtuoso percorso di recupero e valorizzazione dei Sassi. La partecipazione dell'esponente dell'Udc Basilicata permetterà di offrire alla platea di amministratori ed esperti un caso di studio unico a livello internazionale. Quello di Matera è infatti un esempio concreto di come una lungimirante visione politica possa trasformare l'identità territoriale in un volano di sviluppo economico e culturale permanente. Questo percorso di rigenerazione affonda le sue radici in una precisa e solida filiera legislativa e amministrativa interamente targata dallo Scu-

docrociato. Si tratta di un cammino di riscatto iniziato storicamente con la prima legge speciale di sfollamento dei Sassi del 1952, firmata dal Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi su forte impulso del giovane deputato lucano Emilio Colombo; una norma nata per superare l'emergenza abitativa e sociale dell'epoca che ha tracciato il solco per la successiva e fondamentale Legge 771 dell'86. Questa svolta storica, volta invece alla conserva-

zione e al recupero degli antichi rioni, vide come primo firmatario proprio il Presidente Emilio Colombo e come secondo firmatario l'onorevole Vincenzo Viti di Matera. Uno strumento normativo fondamentale, la cui attuazione pratica sul campo fu guidata dall’allora Sindaco di Matera, Saverio Acito, oggi capogruppo dell’Udc in Consiglio Comunale. Fu proprio l'azione amministrativa guidata da Acito a tradurre i disposti di legge in interventi struttu-

rali, avviando la storica rinascita dei rioni Sassi. Una continuità d'impegno per il territorio che si rinnova ancora oggi grazie all'azione del Presidente Nazionale dell'UDC, l'onorevole Lorenzo Cesa, che ha formalmente presentato in Parlamento una specifica proposta di legge per il rifinanziamento e l'aggiornamento della Legge 771, garantendo nuove e fondamentali risorse per il futuro e la tutela degli antichi rioni di tufo. «La presenza della nostra assessora Gaudia-

no a un tavolo di confronto così qualificato rappresenta un'occasione importante per condividere competenze e buone pratiche amministrative», dichiara Carmela Iannella, dirigente regionale e nazionale dell'Unione di Centro. «Siamo orgogliosi di poter offrire questo contributo di alto profilo attraverso la figura di Lucia Gaudiano: la sua preparazione, la determinazione e l'indiscussa qualità del lavoro che esprime quotidianamente sul campo sono la migliore garanzia per rappresentare l'eccellenza lucana in un consesso così importante. Il suo prezioso apporto tecnico e politico, unito al lavoro storico e presente di Saverio Acito in Consiglio Comunale e alla concreta iniziativa legislativa dell'Onorevole Lorenzo Cesa - culminata proprio nella proposta di legge per il rifinanziamento della storica norma sui Sassi - conferma come il nostro partito sappia coniugare i valori storici dello Scudocrociato e del buon governo con il pragmatismo necessario per affrontare le sfide urbanistiche, sociali e culturali del futuro».


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L'assessore Cupparo traccia la strategia regionale per potenziare l'incontro tra domanda e offerta e sostenere le competenze sul territorio

Politiche attive e lavoro: Arlab e Centri per l'Impiego strategici per la Basilicata A

rlab, l’Agenzia regionale per il lavoro e l’apprendimento della Basilicata, svolge un ruolo strategico nelle politiche regionali per l’occupazione, la formazione professionale e l’inclusione lavorativa. Attraverso la rete dei Centri per l’Impiego, l’Agenzia favorisce l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, l’orientamento professionale, lo sviluppo delle competenze e l’attuazione dei programmi regionali per l’inserimento e il reinserimento lavorativo.Tra le attività rientrano anche il sostegno alle persone in condizioni di fragilità occupazionale e la valorizzazione delle compe-

tenze acquisite, con l’obiettivo di rendere sempre più efficaci i servizi destinati a cittadini e imprese.L’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Francesco Cupparo, ha sottolineato l’importanza del rafforzamento del sistema regionale delle politiche attive del lavoro, dichiarando che la strategia della Regione punta a «mettere al centro persone, imprese e territori». Cupparo ha inoltre evidenziato il ruolo di Arlab e il potenziamento della rete dei Centri per l’Impiego per rendere più efficace la corrispondenza tra le esigenze del tessuto consolidare un sistema pub- compagnare le trasforma- petenze professionali e amproduttivo e le aspirazioni blico del lavoro moderno ed zioni economiche della Ba- pliare le opportunità occudei lavoratori.L’obiettivo è efficiente, capace di ac- silicata, migliorare le com- pazionali.

Il segretario di Filcom Confsal interviene sulle nuove disposizioni del SIISL per l'accesso ai benefici contributivi chiedendo regole chiare e trasparenza

Incentivi al lavoro e trasparenza: la Filcom Confsal Basilicata chiede garanzie su assunzioni e tutele

«L

a trasparenza nel mercato del lavoro è una condizione fondamentale per garantire pari opportunità, contrastare le distorsioni e assicurare che le risorse pubbliche destinate agli incentivi occupazionali producano nuova occupazione, stabile e dignitosa». È quanto dichiara Donato Rosa, segretario generale della Filcom Confsal Basilicata, intervenendo sulle nuove disposizioni relative al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) e al collegamento tra la pubblicazione delle offerte di lavoro e la fruizione dei benefici contributivi da parte dei datori di lavoro privati. «In una regione come la Basilicata, dove la carenza di opportunità occupazionali continua a rappresentare un problema strutturale, rendere le offerte di lavoro più accessibili e verificabili può rappresentare un passo importante. Troppo spesso, infatti, l'incontro tra domanda e offerta di lavoro avviene attraverso canali informali, lasciando molti giovani, donne e disoccupati di lunga durata senza concrete possibilità di accesso alle opportunità disponibili». Secondo Rosa, il SIISL può contribuire a rendere più trasparente il sistema delle assunzioni, favorendo una maggiore tracciabilità delle offerte e un controllo più efficace sull'utiliz-

zo degli incentivi pubblici. Un'opportunità che riguarda da vicino i comparti rappresentati dalla Filcom Confsal, dal commercio al turismo, dai servizi alla vigilanza privata, dalle pulizie alle mense e ai call center. «Le agevolazioni pubbliche devono servire a creare occupazione aggiuntiva, regolare e di qualità, non a finanziare assunzioni che sarebbero state realizzate comunque o, peggio, a sostenere forme di lavoro precario e contratti al ribasso. Ogni euro pubblico deve tradursi in un beneficio concreto per i lavoratori e per il territorio». Il segretario della Filcom Confsal Basilicata richiama tuttavia l'attenzione sui rischi legati all'applicazione delle nuove disposizioni: «La trasparenza non può trasformarsi nell'ennesimo aggravio burocratico per le piccole imprese, né può essere ridotta alla semplice pubblicazione di annunci privi di reali prospettive occupazionali. Servono regole chiare, strumenti accessibili e controlli effettivi». Da qui la richiesta alla Regione Basilicata, all'Agenzia regionale per il lavoro e l'apprendimento e ai Centri per l'impiego di avviare un confronto immediato con le parti sociali, per garantire il coordinamento tra SIISL e sistemi regionali, assistenza alle piccole imprese e supporto ai lavoratori meno digitalizzati. Ro-

sa chiede inoltre che le offerte indichino chiaramente il contratto collettivo applicato, l'orario di lavoro e la retribuzione, con verifiche puntuali sulla corrispondenza tra posti pubblicati, assunzioni effettuate e incentivi ricevuti. «La fase sperimentale deve essere utilizzata per preparare imprese, consulenti e lavoratori alle nuove regole, evitando disorientamento e difficoltà operative. La Filcom Confsal Basilicata è pron-

ta a fare la propria parte, perché la digitalizzazione sia uno strumento di inclusione e non una nuova barriera all'accesso al lavoro». «La nostra priorità – conclude Donato Rosa – resta la difesa del lavoro regolare, della dignità salariale e dei diritti. La trasparenza è il punto di partenza della giustizia sociale: ai lavoratori non servono promesse, ma opportunità concrete, contratti corretti e occupazione stabile».


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POTENZA Inaugurata nell’ex Seminario Vescovile la residenza universitaria da 44 posti. Carbonaro: «Fare rete per dare risposte concrete»

Apre lo studentato San Carlo Acutis «Mettiamo i nostri giovani al centro»

__Alcuni momenti dell’apertura dello Studentato

POTENZA. Ieri mattina si è tenuta l’apertura ufficiale dello Studentato universitario “San Carlo Acutis – OstHello della Musica”, realizzato nei locali dell’ex Seminario Vescovile, accanto alla Cattedrale di San Gerardo. Alla cerimonia hanno partecipato il Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, la vicesindaca di Potenza, Federica D’Andrea, l’assessora regionale all’Ambiente Laura Mongiello, la prorettrice vicaria dell’Università degli Studi della Basilicata Patrizia Falabella, il presidente dell’ARDSU Vincenzo Summa, il Presidente della Consulta studentesca della provincia di Potenza Italo Marsico, i rappresentanti del Conservatorio “Gesualdo da Venosa” e diverse autorità civili e accademiche. La nuova residenza intitolata a San Carlo Acutis è il risultato di un percorso di collaborazione istituzionale tra l’Arcidiocesi, la Regione Basilicata, che per prima ha creduto nell’Osthello della Musica; il Ministero dell’Università e della Ricerca, che con il PNRR ha finanziato la Residenza; l’ARDSU, l’Università, il Conservatorio e il Comune di Potenza che ha

(foto Mattiacci)

dato un supporto tecnico-amministrativo per la candidatura del progetto al bando Miur. Lo studentato, che può ospitare 44 tra ragazze e ragazzi, raccoglie e sviluppa anche l'esperienza dell’OstHello della Musica, coniugando ospitalità, formazione e creatività. La struttura, infatti, è dotata di uno studio di registrazione di alto profilo tecnologico realizzata anche con fondi propri dell’Arcidiocesi. Di qui il nome di questa casa: OstHello della Musica. Il presidente dell’Ardsu Vincenzo Summa ha espresso soddisfazione : «L’apertura ha un significato importante, innanzitutto perchè ricorre in una data particolare, i 20 anni dalla morte di San Carlo Acutis e poi perchè rappresenta uno strumento importante per la città, per gli studenti e per il dirittto allo studio. Oggi parte una nuova avventura. Noi gestiremo in proprio 36 posti per gli studenti meritevoli. Questo è soltanto un primo passo verso l’integrazione della città con l’università. Siamo molto grati a Sua Eccellenza monsignor Carbonaro per l’attenzione mostrata verso gli stu-

denti e alla città». «Questo luogo - ha dichiarato l’Arcivescovo Metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, Monsignor Davide Carbonaro - è un’opera "segno” che racconta una scelta precisa: mettere i giovani al centro, non soltanto delle nostre parole, ma delle nostre azioni. Dove un tempo si formavano i sacerdoti, oggi troveranno casa ragazze e ragazzi che hanno scelto Potenza per co-

struire il proprio futuro. È un segno di fiducia nelle nuove generazioni, ma anche nella capacità della nostra città di accoglierle. Il risultato che oggi consegniamo alla comunità è il frutto di un cammino condiviso, nel quale istituzioni diverse hanno saputo mettere insieme competenze, risorse e responsabilità. È questa la strada da continuare a percorrere: fare rete per dare risposte concrete ai bisogni delle persone».


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Appuntamento martedì 20 ottobre, dalle 8:30 alle 13:30, all’ospedale San Francesco di Paola; Spera: «A disposizione professionalità e tecnologie eccellenti»

San Carlo, open day sulla riabilitazione a Pescopagano: 20 valutazioni gratuite

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roseguono gli open day promossi dall’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo con una giornata dedicata alla riabilitazione. Martedì 20 ottobre 2026, dalle ore 8:30 alle ore 13:30, nell’unità operativa Recupero e Riabilitazione Funzionale dell’ospedale San Francesco di Paola di Pescopagano, i fisiatri saranno a disposizione per venti valutazioni specialistiche dell’equilibrio mediante una pedana stabilometrica ad alta precisione, destinate a pazienti che necessitano di riabilitazione. L’attività consente di effettuare una serie di test finalizzati a valutare l’integrazione sensoriale, la stabilità posturale e i limiti di stabilità, il controllo motorio e la misurazione del rischio di ca-

duta, fornendo informazioni utili alla definizione di un eventuale percorso riabilitativo. «Questo open day rappresenta un’importante occasione per mettere a disposizione della collettività le professionalità e le tecnologie di cui dispongono tutti i nostri ospedali - dichiara il Direttore Generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera - e, in questo caso, l’ospedale di Pescopagano, Centro di riferimento regionale per l’alta complessità riabilitativa, forte di risorse professionali e strumentali eccellenti. Colgo l’occasione per dare merito e ringraziare tutti i medici e gli operatori per il prezioso lavoro quotidiano svolto». La valutazione dei disturbi dell’equilibrio assume una rilevanza fon-

damentale nel percorso clinico di diversi pazienti. In ambito ortopedico, l’indagine può risultare utile nel percorso di recupero di pazienti nella fase post-protesica o con esiti di artroprotesi, lesioni e ricostruzioni legamentose e traumi sportivi. In ambito neurologico e neurochirurgico, la valutazione può contribuire alla definizione del percorso riabilitativo di pazienti con alterazioni del controllo motorio e posturale, anche nell’ambito del recente potenziamento dell’offerta con il nuovo ambulatorio di riabilitazione neurologica. In ambito geriatrico, invece, rappresenta uno strumento importante per l’individuazione e la prevenzione del rischio di caduta. «La pedana stabilometrica ci permette di

quantificare in maniera strumentale e ripetibile le oscillazioni del baricentro, aggiungendo alla valutazione clinica dati oggettivi e misurabili», spiega il dottor Gennaro Gatto, Direttore dell’Uoc di Recupero e Riabilitazione Fun-

zionale dell’ospedale di Pescopagano, evidenziando come “questi test permettono di avviare un training specifico e mirato, riducendo significativamente l’impatto delle disabilità funzionali sulla vita quotidiana».

Ottobre Rosa, martedì 20 colloqui gratuiti per valutare il rischio di frattura di donne in post-menopausa

AOR San Carlo aderisce alla Giornata Mondiale dell’Osteoporosi

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revenzione e diagnosi precoce sono al centro dell’open day organizzato dall’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo in occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, che si celebra il 20 ottobre 2026. In programma colloqui gratuiti per valutare il rischio di frattura in donne in post-menopausa, che si terranno dalle ore 12:00 alle ore 14:30, nell’ambulatorio di Reumatologia dell’ospedale San Carlo di Potenza, padiglione B, piano terra, a cura del professor Salvatore D’Angelo, dirigente medico della Reumatologia e coordinatore SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) per Basili-

cata e Calabria, con il supporto dell’associazione Cittadinanzattiva Tribunale per i Diritti del Malato. «Questa iniziativa testimonia l’impegno costante della nostra Azienda nel garantire ai cittadini non solo cure di eccellenza, ma anche un accesso diretto e consapevole ai servizi di prevenzione e informazione sanitaria», dichiara il Direttore Generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera, evidenziando che «mettere a disposizione dell’utenza un momento di ascolto e valutazione gratuito significa offrire un’opportunità concreta per sensibilizzare su una patologia di rilevante impatto sanitario e sociale, che richiede attenzione costante e diagnosi tempestive». Il tema scel-

to per il 2026 dalla FEDIOS (Federazione Italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro) - “Ama le tue ossa. Proteggi il tuo futuro. Non farti rompere dall’osteoporosi” - pone l’attenzione sull’importanza della prevenzione, della conoscenza dei propri fattori di rischio e della necessità di adottare alcuni comportamenti utili alla salute delle ossa: seguire un’alimentazione adeguata, con il giusto apporto di calcio, proteine, vitamine e minerali; svolgere regolarmente esercizio fisico per rinforzare ossa e muscoli; mantenere un peso corporeo sano; non fumare ed evitare un consumo eccessivo di alcol. «L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico

che causa una riduzione della densità minerale e un deterioramento della struttura ossea, aumentando così la fragilità e il rischio di fratture», spiega la dottoressa Angela Padula, Direttrice della Reumatologia dell’ospedale San Carlo. «Stiamo parlando di una patologia che colpisce oltre 200 milioni di persone nel mondo e circa 5 milioni in Italia, in gran parte donne in post-menopausa. È una malattia silenziosa, che spesso si manifesta solo quando si verifica una frattura. Valutare in tempo il proprio rischio permette di intervenire in modo mirato, con indicazioni sullo stile di vita e, se necessario, con percorsi diagnostici e terapeutici appropriati».


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Basilicata 24 ore

martedì 13 ottobre 2026

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Latronico: «Abbiamo ascoltato le richieste dei sindacati». Esenzione con redditi fino a 15 mila euro, 22 mila in presenza del coniuge

Farmaci, esenzioni per più famiglie «Dopo 30 ricette il ticket si azzera»

POTENZA. Esenzioni più ampie e un limite di 30 ricette annue per la compartecipazione alla spesa farmaceutica in Basilicata. Il terzo incontro del tavolo permanente tra Regione e sindacati si è concluso con un’intesa che modifica le tutele previste per il ticket di 2,50 euro a ricetta. L’accordo innalza le soglie di reddito del codice E05 e stabilisce che dalla trentunesima prescrizione annuale la quota non sarà più applicata. L’accordo raggiunto al tavolo riguarda dunque le condizioni di applicazione della quota, con nuove garanzie per i cittadini. Il testo dovrà ora passare al vaglio della giunta regionale per la formale approvazione e l’esecutività. Al confronto hanno partecipato l’assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, il direttore generale del dipartimento, Domenico Tripaldi, e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Presenti anche le categorie dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil

Pensionati e quelle della funzione pubblica Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. Il confronto ha portato a rivedere il provvedimento, con interventi rivolti soprattutto alle famiglie e alle fasce economicamente più fragili. Restano confermate tutte le tutele per le categorie già esenti a livello nazionale e regionale. Il comunicato richiama, tra queste, i bambini sotto i sei anni, gli anziani sopra i 65 anni appartenenti al codice E01 e tutti i codici di esenzione fino a E05. Pro-

prio per quest’ultimo viene previsto un ampliamento dei limiti economici che consentono di ottenere l’esenzione totale: la soglia annua passa da 8 mila a 15 mila euro per la persona singola e da 11 mila a 22 mila euro in presenza del coniuge. Il limite viene incrementato di 516 euro per ogni ulteriore figlio a carico. L’esenzione comprende anche i lavoratori che si trovano in regime di trattamento di integrazione salariale ordinario, straordinario o in deroga. L’in-

tesa interviene quindi sia sui requisiti di reddito sia sulla condizione di chi attraversa una fase di difficoltà occupazionale. Il raddoppio della soglia prevista in presenza del coniuge e l’aumento di quella individuale rappresentano uno dei principali correttivi concordati al tavolo. L’altra novità è il tetto massimo di 30 ricette annue, valido per tutti i cittadini, al di là dell’esenzione. Dalla trentunesima ricetta in poi non sarà dovuta la quota di compartecipazione. Per chi è tenuto al pagamento, il limite corrisponde a un massimo di 75 euro annui per questo ticket. Il tetto si affianca alle esenzioni confermate e a quelle ampliate, introducendo un limite alla spesa anche per chi non rientra nelle categorie tutelate. La misura entrerà in vigore il 16 ottobre e resterà applicata, in via temporanea, fino al 31 dicembre 2027. A fine 2026 sarà valutato l’impatto del primo bimestre, compreso tra il 16 ottobre e il 15 dicembre. I dati

raccolti consentiranno alla Regione e ai sindacati di riesaminare il provvedimento e introdurre, se necessario, ulteriori miglioramenti. Il tavolo permanente continuerà a riunirsi nei prossimi mesi anche sugli altri temi del nuovo piano sanitario regionale. «L’intesa siglata oggi con Cgil, Cisl e Uil è il frutto concreto di quella corresponsabilità che abbiamo invocato fin dal primo giorno», ha dichiarato Latronico. «Abbiamo ascoltato le richieste dei sindacati, modificando e calibrando il provvedimento per tutelare ancora di più le famiglie lucane e le fasce deboli». L’assessore ha ribadito il carattere temporaneo della compartecipazione e la necessità di accompagnarla con altri interventi: «Dobbiamo mettere in campo tutte le azioni possibili per superare questa situazione ed evitare scenari ben più drastici per i cittadini. Il nostro unico interesse è salvaguardare il sistema sanitario regionale per tutelare il diritto alla salute dei lucani».

Cgil, Cisl e Uil rivendicano l’intesa sul ticket in Basilicata e chiedono un confronto stabile per ridurre attese e inefficienze

Sanità, i sindacati: «No a nuove tasse e commissari»

POTENZA. L’intesa sul ticket farmaceutico è un primo risultato, ma il confronto deve affrontare gli squilibri della sanità lucana, evitando nuove tasse e il rischio di commissariamento. È la posizione delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil dopo il Tavolo Sanità con la Regione Basilicata. I sindacati rivendicano i correttivi alla quota di 2,50 euro per ricetta come frutto della mobilitazione unitaria e chiedono un percorso stabile per migliorare qualità e accessibilità dei servizi. L’accordo amplia le esenzioni con una soglia di reddito familiare inferiore a 15 mila euro, elevata a 22 mila in presenza del coniuge e aumentata di 516 euro per ogni figlio a carico. Con i requisiti previsti, ne beneficiano anche i lavoratori in cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga. Restano le tutele per disoccupati, pensionati al minimo, titolari di assegno sociale e persone con particolari fragilità sanitarie. Per i non esenti il pagamento è limitato a 30 ricette nell’anno solare.

La misura resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027. Una prima verifica è prevista entro la fine del 2026, dopo il bimestre iniziale, per valutarne gli effetti e introdurre eventuali miglioramenti. «Il principio dell’equità deve orientare ogni scelta», sostengono le tre organizzazioni, richiamando le difficoltà di lavoratori, pensionati e famiglie alle prese con inflazione e perdita del potere d’acquisto. La partita si estende alle criticità finanziarie del sistema regionale. I sindacati puntano a scongiurare un aumento indiscriminato dell’addizionale regionale Irpef, che graverebbe soprattutto sui redditi da lavoro e da pensione. «Non possiamo permettere che le difficoltà della sanità si traducano automaticamente in nuove tasse e nuovi sacrifici per le famiglie». Per Cgil, Cisl e Uil servono una gestione più efficiente delle risorse e interventi sulle cause strutturali degli squilibri. Il Tavolo permanente dovrà occuparsi di liste d’attesa, medicina territoriale, carenza di personale, rete

ospedaliera e mobilità sanitaria passiva. Tra le priorità figurano anche la tutela degli anziani e delle persone non autosufficienti, il controllo della spesa farmaceutica, l’appropriatezza prescrittiva e il recupero delle inefficienze. Il confronto, chiedono i sindacati, dovrà avere obiettivi chiari, tempi definiti e verifiche sui risultati, superando le contrapposi-

zioni politiche. Forte la preoccupazione per un eventuale commissariamento: «Ci opporremo con tutte le nostre forze a qualsiasi prospettiva di commissariamento della sanità lucana». Difendere l’autonomia, precisano, significa pretendere cambiamenti organizzativi e gestionali, perché il risanamento dei conti non sacrifichi il diritto alla salute.


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MARTEDÌ 13 OTTOBRE 2026 07:00

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Potenza

martedì 13 ottobre 2026

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CRIMINALITÀ L’indice del Sole 24 Ore colloca la provincia al 105° posto su 106, con un calo del 2,7%

Telesca: «Potenza è sicura, risultato del lavoro di tutti»

POTENZA. Potenza si conferma tra le province più sicure d’Italia. A dirlo sono i dati dell’Indice della Criminalità del Sole 24

Ore, relativo al 2025, che collocano la provincia al 105° posto su 106, con 1.968 denunce ogni 100mila abitanti e un calo

del 2,7% rispetto all’anno precedente. Un risultato positivo, che secondo il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, rappresenta il frutto del lavoro condiviso tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini. «È un risultato che appartiene a tutti: alla Prefettura, alle forze dell’ordine, alla Polizia Locale e ai cittadini che ogni giorno rendono viva e attenta la nostra comunità», sottolinea il primo cittadino, rivolgendo un ringraziamento a quanti contribuiscono quotidianamente alla sicurezza del territorio. I dati, tuttavia, non sempre

coincidono con la percezione delle persone. Il tema della sicurezza, infatti, non riguarda soltanto il numero dei reati denunciati, ma anche il modo in cui i cittadini vivono gli spazi pubblici e si sentono protetti nella vita di tutti i giorni. Per questo, secondo Telesca, è importante continuare a investire nella presenza sul territorio e nel dialogo con chi vive la città, ascoltando le esigenze della comunità e intervenendo sulle situazioni che possono alimentare preoccupazione. «La sicurezza è anche una questione di fiducia e di

percezione, e su questo continueremo a lavorare, con la presenza sul territorio e il dialogo con chi vive la città», afferma il sindaco. La posizione raggiunta nella classifica nazionale rappresenta dunque un punto di partenza importante, ma non un traguardo da considerare definitivo. L’obiettivo dell’amministrazione è mantenere alta l’attenzione, consolidare i risultati raggiunti e rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. «Partiamo da una base solida, e il nostro impegno è custodirla», conclude Telesca.

Al Walter Gropius testimonianze ed emozioni per l’archeologo e pittore che ha segnato la crescita culturale della città

«Bentornato Professore», Potenza ricorda Ranaldi

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DI FRANCESCO MENONNA

rancesco Ranaldi è stato un grande interprete della cultura, dell’archeologia e dell’arte. Il suo impegno ha lasciato un segno profondo e ancora vivo nella città di Potenza. Ieri mattina, nell’Istituto scolastico coreutico e musicale Walter Gropius di Potenza, si è svolta una giornata di riflessione dedicata all’archeologo potentino, nell’ambito della kermesse Bentrovato Nìnì, ribattezzata dalla scuola Bentornato Professore. L’iniziativa, promossa dal Comune e dalla Provincia di Potenza, dal Polo della Cultura, dalla Biblioteca Nazionale di Potenza, dall’Orchestra Musicale 131 della Basilicata, dalla BCC Basilicata e dall’Istituto Walter Gropius, rientra nell’evento Il testimone vivo: la generazione degli anni ’70 e ’90 racconta Ranaldi. Al dibattito, svoltosi nella scuola di via Anzio, hanno partecipato il dirigente scolastico Paolo Malinconico, l’assessore alla Cultura del Comune di Potenza Roberto Falotico, la docente Donata Carlucci, il figlio Giovanni Ranaldi, la nipote Sara Ranaldi, l’ex alunna e artista Anna Faraone e l’ex alunna Elvira Salbitani. Presenti anche gli studenti delle classi quarta B, terza B e quinta B dell’indirizzo Arti figurative del liceo Walter Gropius, che hanno seguito il confronto con interesse e viva partecipazione. La tavola rotonda ha raccolto testimonianze ed emozioni legate alla figura di Ranaldi, che ha dedicato la propria vita alla cresci-

ta culturale di tanti giovani del capoluogo. Il confronto ha ripercorso la sua esperienza umana e professionale, mettendone in luce le opere, la profonda vocazione culturale e l’amore per i giovani del territorio e per le scolaresche di Potenza. Un impegno che Ranaldi ha sempre posto al centro della propria attività culturale, etica e relazionale, diventando un punto di riferimento per le nuove generazioni e per l’intero ambiente culturale cittadino. La giornata è stata arricchita da interventi, commenti ed entusiasmo, oltre che dalla consegna di pergamene ai relatori. Il confronto ha offerto l’occasione per approfondire la vita intellettuale e artistica di un protagonista dell’archeologia e dell’arte, capace di trasformare la propria passione in uno stile di vita e in una missione di alto valore etico e culturale. Un percorso alimentato dal dialogo costante con giovani, insegnanti, genitori e operatori del mondo culturale e scientifico potentino. Un dibattito sentito, dunque, che ha restituito centralità alla figura e all’eredità di Ranaldi, protagonista della storia culturale di Potenza e dell’intera comunità regionale. Il dirigente scolastico del liceo musicale e coreutico Walter Gropius, Paolo Malinconico, ha dichiarato: «La giornata si chiama Bentornato Professore perché Nìnì Ranaldi ha insegnato in questa scuola. Oggi abbiamo invitato i suoi ex alunni e coinvolto la sua famiglia. È bello ricordarlo in

modo diverso. Ranaldi ha dato tanto e pensiamo che sia necessario ricostruirne la memoria, perché ancora oggi merita la nostra attenzione e forse, in passato, è stato un po’ trascurato». L’assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico, ha sottolineato il valore della giornata e il legame tra Ranaldi e la scuola: «Bentornato Professore perché oggi siamo nella scuola in cui ha insegnato per tantissimi anni, quando era ancora l’Istituto d’arte e non l’attuale liceo Walter Gropius. Da allora sono passati molti anni, ma il lavoro svolto da una generazione di docenti, insieme all’allora preside Giuseppe Antonello Leone e a Ranaldi, professore di arti visive, ha tracciato un percorso che arriva fino a noi con questo modernissimo liceo delle arti, che comprende pittura, musica, scultura e danza. È una delle grandi testi-

monianze di come si possa voler bene al mondo che ci circonda. Nìnì Ranaldi non è stato soltanto un grande archeologo, ma anche un grande pittore, le cui opere sono state presentate nel corso degli anni in mostre che lo hanno portato in giro per il mondo, da Londra a Milano. Credo che il suo fosse un modo di essere artista profondamente autentico. Tramandare la memoria di una persona così disponibile verso gli altri è il minimo che potessimo fare. Oggi, in un contesto scolastico e alla presenza di tanti giovani, desidero ringraziare il dirigente scolastico Paolo Malinconico e la professoressa Caporusso, che fa parte del comitato di coordinamento delle celebrazioni dedicate a Ranaldi, in programma fino a marzo 2027. Questa è un’altra tappa importante per riportare tra noi una persona speciale come Francesco Ranaldi».


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AVIGLIANO Sulla pista da sci, a Mecca risponde Giordano del Pd: «Sindaco e Maggioranza si sottraggono al confronto»

«Nessun Consiglio comunale, l’operazione dell’opposizione è politicamente sbagliata»

__Mecca e Giordano DI EMANUELA CALABRESE

AVIGLIANO. Il Sindaco di Avigliano, Giuseppe Mecca, attraverso un video messaggio ha voluto fare chiarezza su ciò di cui si sta discutendo negli ultimi giorni. Mecca parte dall’annunciare che oggi, «non si terrà alcun Consiglio comunale, come l’Opposizione sa molto bene.È stato comunicato già una settimana fa alle Minoranze, per cui inutile creare confusione perché non fa bene alla nostra comunità. Non c'è nessuna adesione da parte della Maggioranza a questa modalità di dibattito, per ragioni molto chiare». Il tema al centro del dibattito è la valorizzazione del Monte Carmine. Il Sindaco parte dall’iter amministrativo: «Tra fine 2024- inizio 2025, la Regione c’informa dell'esistenza di un finanziamento da 15mln, che riguarda l'area metropolitana di Potenza. La Regione ci chiede di redigere un progetto strategico e ascoltate bene, sono fondi europei che hanno una destinazione specifica. Successivamente vi è un primo Consiglio comunale a settembre del 2025 a cui erano presenti anche la nostra Opposizione, e viene rappresentato questo finanziamento, le sue finalità, a che cosa andavamo incontro. A novembre, attraverso i progettisti si tiene qui ad Avigliano un incontro pubblico presso la Sala consiliare, a cui partecipano anche esponenti dell'Opposizione. Nel mese di dicembre c'è un altro passaggio amministrativo decisivo perché l'Amministrazione approva il bilancio e nel programma triennale delle opere pubbliche viene inserito questo progetto di valorizzazione del Monte Carmine, con l'insediamento di una pista da sci che possa funzionare tutto l'anno». Nel secondo punto il Sindaco spiega la progettualità: «Sarebbe riduttivo limitarsi all'installazione di una pista da sci che possa funzionare d'estate e d'inverno,

perché il progetto è molto più ampio. In questo progetto ci sono solo una serie di vantaggi che vorremmo spiegare ai cittadini attraverso la presentazione dell'idea progettuale a cui stiamo lavorando». Infine il ruolo delle Opposizioni: «L'intervento che arriva oggi da parte delle Opposizioni è tardivo – spiega Mecca- perché abbiamo già superato una serie di passaggi in cui erano tutti perfettamente consapevoli che in quel momento si poteva agire, si poteva intervenire, si poteva proporre, si poteva emendare. Tutti hanno taciuto. Inizialmente avevo proposto un confronto pubblico perché ritengo che i cittadini debbano essere prima adeguatamente informati per poter esprimere un'opinione consapevole rispetto a un progetto che ha questa complessità, ma è stata rifiutata. Ho poi proposto un Consiglio comunale e pure questo è stato rifiutato. C'è stata una terza ipotesi, un Consiglio in cui parlassero gli esperti, i progettisti, le associazioni di categoria, ma la risposta è rimasta la stessa, No. E allora è evidente che la volontà delle Opposizioni non è portare a una conoscenza del progetto ma forse di trasformare la ritualità di un Consiglio comunale in un'arena in cui poter sfogare offese nei confronti dell'Amministrazione. L'operazione che mette in campo l'Opposizione è un'operazione a mio avviso politicamente sbagliata perché si prova a trascinare una discussione troppo importante per essere esposta a dinamiche di questo tipo. Abbiamo il compito di governare, e non significa conservare lo status quo, ma fare delle scelte. Noi queste scelte le abbiamo fatte con coraggio e le porteremo avanti sperando quanto prima di presentare la progettualità». E chiosa Mecca: «Voglio dare un consiglio a quelli che si oppongono in maniera pregiudizievole alle idee dell'Amministrazione. Non si può giudicare un'idea pro-

gettuale sulla base di chi la propone. È davvero inverosimile che ci siano parti politiche e persone che da molti anni reputano sbagliate tutte le nostre iniziative. Invito costoro ad avere un giudizio scevro dall'Amministrazione del momento perché parliamo di un'opera che avrà uno sviluppo in un tempo in cui probabilmente il sottoscritto non sarà neanche più il Sindaco di questa città. Noi stiamo ragionando per il futuro di Avigliano e stiamo ragionando per dare una possibilità di sviluppo a questo territorio. All’indomani delle parole del Sindaco, arriva però la replica, ed è il Segretario del Circolo PD di Avigliano Andrea Giordano, ad asserire: «Il Sindaco e la Maggioranza si sottraggono al confronto istituzionale, uno dei principi fondamentali della vita democratica di una comunità. Negarlo, o sottrarsi alle occasioni in cui dovrebbe concretamente realizzarsi, significa compromettere il rapporto tra le istituzioni e i cittadini. Per questo le parole e le scelte del Sindaco Mecca sono gravissime, tanto più perché provengono da chi, nel ruolo di primo cittadino, dovrebbe essere garante del confronto, e rappresentare l'intera comunità aviglianese, non soltanto la propria Maggioranza – e prosegue- Non si comprende, infatti, per quale ragione il Sindaco continui ad invocare il confronto

in piazza, arrivando nel contempo a mettere in discussione il dibattito nella sede istituzionale prevista a questo scopo: il Consiglio comunale. La comunità aviglianese non ha bisogno di alimentare ulteriormente lo scontro su questo tema, ma di una guida capace di favorire il dialogo, ascoltare le diverse posizioni e accompagnare il paese nelle sfide che è chiamato ad affrontare». E incalza Giordano: «Altrettanto preoccupanti sono le proposte avanzate in conferenza dei capigruppo, che rischiano di limitare la possibilità dei cittadini di esprimersi liberamente. Il dissenso non può diventare un problema da contenere, né può essere ridotto al silenzio perché scomodo o distante dalla narrazione di chi amministra. Il confronto democratico ha valore proprio quando mette a confronto idee diverse, anche quando queste sono critiche nei confronti di chi governa. L’invito rivolto ai cittadini – concludea non partecipare al Consiglio comunale aperto e l’annuncio dell’assenza dell’intera Maggioranza rappresentano un segnale politico grave. Il Consiglio comunale deve essere il luogo in cui la comunità si ascolta, le idee si confrontano e le istituzioni si assumono le proprie responsabilità. Non un luogo da cui sottrarsi quando il confronto diventa scomodo».


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Insieme alle rappresentanti del CIF anche Rotunno, Presidente CRPO, Pipponzi, Consigliera Regionale di Parità e la Presidente Corecom Mitidieri

A Pescopagano il premio “Valore Donna”: un riconoscimento alle prime donne elette P

DI EMANUELA CALABRESE

escopagano ha ospitato la quinta edizione del Premio “Valore Donna”, iniziativa del Centro Italiano Femminile che celebra il ruolo delle donne nella vita pubblica, istituzionale e sociale, valorizzando l'impegno e il contributo alla crescita delle comunità. «L’edizione di quest’anno assume un significato particolarmente importante -spiega la Presidente Regionale CIF Basilicata Antonella Viceconti- ricorrendo l’80° anniversario del 1946, anno in cui le donne italiane esercitarono per la prima volta il diritto di voto a livello nazionale partecipando alle elezioni per l’Assemblea Costituente e contribuendo alla nascita della Repubblica. In questo contesto, il Premio Valore Donna, patrocinato dal Consiglio Regionale della Basilicata, pone al centro della propria attenzione le prime donne elette in Basilicata, riconoscendone il ruolo nel percorso di affermazione della rappresentanza femminile e nella vita delle istituzioni. Un’occasione per ripercorrere le tappe di una conquista democratica fondamentale e riflettere sulle sfide ancora aperte per una partecipazione piena ed equilibrata delle donne alla vita pubblica».Nel corso della giornata è stato inoltre valorizzato il contributo che, negli anni, donne, istituzioni e associazioni hanno offerto alla crescita e allo sviluppo delle comunità, promuovendo par-

tecipazione, solidarietà e responsabilità sociale. Ad aprire l’incontro, i saluti del Sindaco Francesco Ambrosini, con Maddalena Russoniello, Presidente del CIF di Pescopagano, Maria Ausilia Greco, Presidente provinciale CIF e Vittoria Rotunno, Presidente della Commissione Regionale per le Pari Opportunità della Basilicata, cui è seguito il messaggio di Simona Bonito Consigliera provinciale di Parità. Di rilievo, infine, i contributi offerti dalla Consigliera regionale di Parità Ivana Enrica Pipponzi e dalla Presidente Corecom Assunta Mitidieri. Il momento centrale della manifestazione è stato dedicato al premio attribuito a tre donne che hanno segnato tappe significative nella storia della rappresentanza femminile lucana: Anna Maria Riviello, eletta Consigliera regionale nel 1980 e riconfermata per due legislature che “Con impegno, dedizione e passione civile e politica ha contribuito ad aprire la strada al cambiamento”; Magda Cornacchione, prima Deputata della Repubblica eletta nel 1994, Componente Commissione Affari Sociali e responsabile del settore Farmaceutico, che “Ha rappresentato un esempio di partecipazione alla vita pubblica” e infine, Maria Antezza, prima donna, e ad oggi unica, a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio regionale della Basilicata nel 2006 e successivamente Senatrice e Deputata: “Con il suo percorso politico ha aperto la strada alla lea-

dership femminile in Basilicata”. Una menzione speciale è stata inoltre conferita ad Annamaria Filomena Pinto, Lucrezia Araneo e Filomena Zaccardi, prime donne elette nel Consiglio comunale di Pescopagano, alle quali viene riconosciuto il contributo all'apertura della partecipazione femminile nella vita amministrativa della comunità. A coordinare i lavori la Presidente regionale del CIF Basilicata Viceconti, promotrice dell'evento Donne, Istituzioni e Territorio. «Nell'ottantesimo anniversario della Repubblica e del diritto di voto alle donne, il Premio Valore Donna vuole accendere i riflettori sul contributo e sull'impegno delle donne nella vita pubblica e amministrativa in Basilicata, sottolineando al contempo la necessità di costruire una rappresentanza più equilibrata e paritaria -

evidenzia la Presidente- è stata un'occasione di incontro, memoria e riconoscimento, volta a dare visibilità alle esperienze femminili che, attraverso l'impegno pubblico, istituzionale e associativo, contribuiscono alla crescita delle comunità e al rafforzamento della democrazia». La giornata è stata arricchita dal monologo “I volti della Repubblica”, a cura di Vito Ferrara e Mario Coviello, un momento culturale dedicato al percorso che ha segnato la conquista dei diritti delle donne. Il Premio Valore Donna si conferma così «un'occasione per custodire la memoria, riconoscere il valore dell'impegno femminile e promuovere una riflessione sul futuro della rappresentanza, affinché la partecipazione delle donne nelle istituzioni possa essere sempre più ampia e incisiva» conclude Viceconti.

Mercoledì 14 ottobre la firma nella Sala Italia del Palazzo del Governo tra Prefettura, Camera di Commercio, Confcommercio e Confesercenti

Sicurezza negli esercizi pubblici: siglato il nuovo protocollo d'intesa in Prefettura a Potenza

«C

i apprestiamo a sottoscrivere una importante intesa che intende rafforzare la cooperazione tra i gestori degli esercizi pubblici della provincia di Potenza e le Forze di Polizia». Con queste parole, il Prefetto di Potenza Michele Campanaro ha annunciato la firma, in programma nella Sala Italia del Palazzo del Governo per mercoledì 14 ottobre alle ore 10:00, del «Protocollo di intesa per la prevenzione degli atti illegali e delle situazioni di pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica al-

l'interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici».L'intesa vedrà come firmatari la Prefettura di Potenza, la Camera di Commercio della Basilicata, Confcommercio e Confesercenti.Oltre ai rappresentanti delle sigle e degli enti sottoscrittori, prenderanno parte alla cerimonia di firma il Presidente della Provincia, il Sindaco di Potenza, il Questore, il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza e il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco.


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MARATEA Sopralluogo e confronto con il sindaco. Gli elaborati sono attesi entro questa settimana per procedere con gli interventi urgenti

Frana sulla Tirrena, nuovi rilievi tecnici e avanti con il progetto MARATEA. «Nuovo sopralluogo tecnico ieri mattina sulla strada provinciale 3 Tirrena, nel tratto tra Maratea e Trecchina chiuso al transito a seguito del distacco di materiale roccioso. I professionisti del raggruppamento Smart Project hanno effettuato gli ultimi rilievi di dettaglio sulla parete interessata, necessari a completare gli elaborati progettuali che saranno consegnati entro questa settimana» comunica la Direzione Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata. Nella stessa mattinata si è svolto un incontro richiesto dal sindaco di Trecchina e organizzato dalla Direzione Infrastrutture, per fare il punto sulle «attività in corso e sul percorso finalizzato al ripristino della viabilità. La soluzione tecnica già elaborata sarà definita nei suoi aspetti progettuali sulla

base degli ultimi approfondimenti, con l’obiettivo di individuare le modalità di intervento più efficaci per la messa in sicurezza del tratto stradale e la riapertura al traffico nel più breve tempo possibile»continua la nota della Direzione Infrastrutture. «Prosegue il coordinamento tra la Direzione Infrastrutture e Mobilità, la struttura commissariale di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico della Regione Basilicata e la Provincia di Potenza, ente proprietario della strada. La consegna degli elaborati consentirà di affrontare i successivi passaggi tecnici e amministrativi, mantenendo aperto il confronto tra i soggetti coinvolti per arrivare a una cantierizzazione urgente degli interventi, nel rispetto delle necessarie condizioni di sicurezza» conclude la nota.

Il segretario del Comitato pro San Fele in Svizzera esprime fiducia nei due progetti e auspica ricadute positive per l’economia locale

San Fele, Ticchio: «Cascate e zipline possono divventare realtà, crediamoci tutti insieme»

L’

incontro “Europa e territorio” tenuto a San Fele lo scorso 8 ottobre ha affrontato temi centrali per lo sviluppo del territorio: dalla valorizzazione e fruizione delle Cascate di San Fele alla Zipline, realizzazione funiculare tra il centro abitato e le cascate. Ieri abbiamo ospitato su queste colonne il consigliere di Fratelli d’Italia Carmine Russo che ha lamentato il fatto che non gli sia stata data la parola per un suo intervento, oggi ospitiamo invece Giuseppe Ticchio, segretario del Comitato Pro San Fele in Svizzera. Favorevole il commento di Ticchio che afferma: «Alla vigilia del 226° anniversario della nascita di San Giustino de Jacobis, protettore dei Lucani nel mondo e illustre concittadino, missionario in Etiopia, si è svolto un evento che, a mio avviso, noi sanfelesi, in patria e all’estero, ricorderemo come una

data significativa per San Fele e per i comuni limitrofi, anche alla luce dell’ampia rappresentanza delle amministrazioni comunali presenti». «Ho assistito alla diretta dall’inizio alla fine e, lo confesso, mi sono emozionato profondamente nel poter partecipare, seppure a distanza, a un appuntamento così importante. - continua Ticchio Nel corso dell’incontro sono stati presentati due progetti di grande interesse per il nostro territorio: il primo volto alla valorizzazione delle cascate di San Fele, il secondo relativo alla realizzazione di una zipline che, dal centro abitato, dovrebbe consentire di raggiungere le cascate». «Le immagini mostrate prosegue il segretario del Comitato Pro San Fele in Svizzera - durante le presentazioni hanno saputo toccare le corde più profonde dei numerosi concittadini presenti e dei sindaci dei comuni limitrofi,

suscitando interesse ed emozione. Dai loro interventi ho colto una sorta di parola d’ordine: fare in modo che questi progetti possano concretizzarsi il prima possibile, a beneficio dell’intero comprensorio e della Basilicata». «A questo punto, mi piace ricordare un vecchio adagio: “Chi ben comincia è a metà dell’opera”. La semina è stata fatta; ora occorre rispettare i tempi tecnici e burocratici necessari per arrivare al rac-

colto. L’auspicio è che queste opere possano diventare realtà quanto prima, permettendoci di apprezzarle e viverle concretamente. Non meno importante è la prospettiva che possano nascere nuove opportunità occupazionali, con la creazione di posti di lavoro a beneficio dei residenti. - prosegue Ticchio - Il percorso da affrontare non sarà semplice, ma proviamo a crederci tutti insieme. Con impegno, determinazione

e collaborazione, qualcosa di utile e concreto potrà certamente nascere». «Personalmente, ho voluto condividere queste riflessioni anche perché oggi la tecnologia me ne offre la possibilità. Ciò che vent’anni fa poteva sembrare un’utopia, oggi è diventato realtà: perché non dovrebbe accadere lo stesso anche per questi due progetti? - conclude Giuseppe Ticchio - Con fiducia nel futuro di San Fele e del suo territorio».


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A Matera Martoccia, De Mola e Angelino avviano un coordinamento e offrono collaborazione a Nicoletti per sostenere le famiglie fragili

Un nuovo asse in Consiglio per casa e occupazione MATERA. Un coordinamento politico e consiliare per rafforzare il dialogo istituzionale, condividere proposte e contribuire alla governabilità di Matera. È l'iniziativa che coinvolge il consigliere comunale Fortunato Martoccia e il gruppo consiliare di Matera nel cuore, con l'obiettivo di collaborare in modo costruttivo con il sindaco Nicoletti, mettendo al centro le esigenze della comunità. La stabilità amministrativa è importante, ma deve tradursi in risposte concrete ai cittadini. Le conseguenze delle guerre, la crisi energetica e l'aumento dei costi dei carburanti continuano a far crescere i prezzi dei beni di prima necessità, aggravando le difficoltà delle famiglie, soprattutto quelle economicamente più fragili.

A questa situazione si aggiungono le preoccupazioni per le vertenze occupazionali Natuzzi e CallMat, che rischiano di ampliare il disagio sociale e richiedono attenzione e iniziative a tutela del lavoro e del reddito. Diventa quindi prioritario rafforzare le politiche sociali e affrontare l'emergenza abitativa, favorendo nuove opportunità di accesso alle case popolari e sostenendo le famiglie che non riescono a far fronte ai costi degli affitti. Il coordinamento politico e consiliare nasce proprio dalla volontà di contribuire, attraverso il confronto e la condivisione di proposte, a un'azione amministrativa attenta alle fasce più deboli, al lavoro, al diritto alla casa e alle esigenze del tessuto economico e sociale cittadino. Mar-

toccia, De Mola e Angelino confermano la propria disponibilità a collaborare con il sindaco Nicoletti e con le altre componenti consiliari, nella convinzione che la governabilità sia uno strumen-

to per migliorare la vita dei cittadini. Un percorso fondato sul dialogo, sulla responsabilità e su obiettivi concreti, nell'interesse di Matera e dell'intera comunità.

Solo cinque giorni per candidarsi, Bennardi, Colucci, Cotugno, Santochirico e Rizzi: «Scarso raccordo Fondazione-Comune»

Matera 2026, bando sotto accusa: i consiglieri interrogano il sindaco

MATERA. Cinque giorni per candidare progetti culturali. È il termine fissato dall’ultimo avviso del Comune per Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, al centro di un’interrogazione urgente presentata da Domenico Bennardi, Luca Colucci, Angelo Raffaele Cotugno, Vincenzo Santochirico e Marina Rizzi. I cinque consiglieri chiedono al sindaco e all’assessore alla Cultura di spiegare le ragioni della scadenza ravvicinata e di valutare una proroga, per consentire ad associazioni e operatori di elaborare proposte adeguate al riconoscimento ottenuto dalla città. L’avviso comunale è stato pubblicato l’8 ottobre e prevede la presentazione delle domande entro il 13 ottobre. Una finestra che, secondo i firmatari, penalizza la partecipazione e rende difficile costruire progetti complessi e strutturati. La richiesta è di dare alle associazioni la possibilità di formulare proposte curate, evitando che la fretta comprometta la qualità delle iniziative. Il nodo sollevato riguarda dunque il rapporto tra le scelte amministrative e l’effettivo coinvolgimento delle realtà culturali cit-

__-Colucci, Bennardi, Cotugno, Santochrico e Rizzi

tadine. «Ci risiamo. La qualità culturale non si improvvisa e la partecipazione non può essere ridotta a una sbrigativa formalità amministrativa», sottolineano i consiglieri. «Matera ha ottenuto un riconoscimento straordinario, che avrebbe dovuto rappresentare un’occasione di crescita e coinvolgimento per l’intera città, non una corsa contro il tempo». La contestazione riguarda anche il rapporto tra Comune e Fondazione Matera Basilicata 2019. Quest’ultima aveva già pubblicato un proprio avviso per sostenere attività ed

eventi culturali legati allo stesso titolo. Per i consiglieri, la presenza di due procedure simili, senza un adeguato coordinamento, rischia di disorientare chi intende partecipare. Associazioni e operatori sono chiamati a orientarsi tra procedure diverse e, nello stesso tempo, a elaborare proposte in una finestra giudicata difficilmente compatibile con una progettazione culturale di qualità. Per i firmatari, il riconoscimento assegnato a Matera dovrebbe rappresentare un’occasione di crescita per l’intera comunità. La loro iniziativa lega

perciò la richiesta di più tempo alla necessità di valorizzare le competenze presenti sul territorio. Il rischio denunciato è che un appuntamento importante per la città venga indebolito da ritardi organizzativi e da decisioni che restringono le possibilità di partecipazione. L’interrogazione sollecita chiarimenti su tre aspetti: le motivazioni del termine così breve, i ritardi nella programmazione e l’assenza di una strategia condivisa con la Fondazione. I consiglieri chiedono perché Comune e Fondazione non abbiano definito per tempo un percorso co-

mune, capace di offrire agli operatori opportunità chiare, scadenze adeguate e una cornice condivisa. L’obiettivo indicato è superare la confusione tra le procedure e favorire un’offerta culturale costruita attraverso il confronto con le realtà cittadine. «Il titolo di Capitale Mediterranea appartiene alla città e deve valorizzarne le energie, le associazioni e le competenze. Servono programmazione, ascolto e collaborazione, non iniziative dell’ultimo momento», affermano Bennardi, Colucci, Cotugno, Santochirico e Rizzi. Pur contestando il ritardo dell’amministrazione, i cinque ribadiscono la richiesta di una proroga che permetta di migliorare le proposte da presentare. «Il nostro obiettivo è evitare che un’occasione così importante venga indebolita da ritardi organizzativi e da scelte che rischiano di mortificare la partecipazione», concludono. La richiesta rivolta al sindaco e all’assessore punta dunque a riaprire lo spazio per la progettazione, collegando il valore del riconoscimento alla possibilità concreta di coinvolgere il tessuto culturale cittadino.


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Nel giorno del Columbus Day il comune materano accoglie una famiglia giunta dalla California alla riscoperta della propria storia di emigrazione

Dagli USA a Grottole per ritrovare le radici: la storia di Nicole Acain U

n viaggio dalla California alla Basilicata per ritrovare la casa di famiglia e il registro di nascita del bisnonno emigrato negli Stati Uniti oltre un secolo fa. Nel giorno del Columbus Day, la ricorrenza americana che richiama anche la storia dei rapporti tra Italia e Stati Uniti, Grottole racconta una storia toccante di emigrazione e riscoperta delle proprie origini, annunciando la volontà dell’Amministrazione comunale di sostenere e valorizzare in maniera strutturata il turismo delle radici.Nei giorni scorsi il Comune ha accolto Nicole Acain, cittadina statunitense proveniente da Chico, in California, accompagnata dalle figlie Eloisa e Lucianna. Il suo bisnonno, Pietro D’Alessandro, era nato a Grottole nel 1877 ed era emigrato negli Stati Uniti agli inizi del Novecento. Dopo oltre cento anni, Nicole è stata la prima della famiglia a fare ritorno nel paese d’origine dell’antenato per conoscere da vicino i luoghi della propria storia familiare.Durante la visita, Nicole e le

figlie hanno potuto ritrovare la casa nella quale viveva la famiglia D’Alessandro e consultare, direttamente presso l’ufficio anagrafe comunale, il registro di nascita originale di Pietro. Un momento ad alta intensità emotiva che ha permesso di ricostruire un legame conservato intatto attraverso le generazioni e di dare un luogo concreto ai racconti e alle memorie tramandate nel tempo.A riceverle nella sede municipale è stato il sindaco Filippo Carretta, che ha consegnato loro una pergamena commemorativa della prima visita a Grottole, ringraziandole per aver scelto di riscoprire il paese d’origine della famiglia: «La visita di Nicole e delle sue figlie ci ricorda quanto siano ancora profondi i legami tra Grottole e i discendenti dei nostri concittadini emigrati all’estero. Dopo oltre un secolo, una famiglia è tornata per conoscere i luoghi da cui era partito il proprio antenato. Come Amministrazione vogliamo accogliere e accompagnare queste persone nella riscoperta delle loro origini, offrendo il

nostro supporto nella ricerca delle testimonianze familiari e nella conoscenza del territorio. Crediamo nel turismo delle radici perché può generare nuove relazioni, scambi culturali e opportunità per la comunità, mantenendo vivo il rapporto con i grottolesi e i loro discendenti che vivono nel mondo».L’Amministrazione comunale intende infatti promuovere un percorso organico di accoglienza rivolto ai figli, nipoti e pronipoti dei grottolesi emigrati, a partire dalle seconde generazioni, che desiderano visitare il paese dei propri antenati. L’obiettivo è facilitare il contatto con il territorio, accompagnare per quanto possibile la ricerca delle origini familiari e trasformare il viaggio in un’esperienza di conoscenza e incontro reale.Chi intende programmare una visita potrà contattare preventivamente il Comune scrivendo all’indirizzo sindaco@comune.grottole.mt.it. L’Amministrazione offrirà supporto nell’organizzazione dell’esperienza e consegnerà una pergamena a ricordo del ritorno nel

paese d’origine della famiglia.La storia di Nicole Acain rappresenta così un chiaro esempio del percorso che Grottole vuole sviluppare nel tempo, rafforzando il rapporto con le comunità di origine grottolese presenti all’estero e riconoscendo nella memoria dell’emigrazione una risorsa culturale e sociale fondamentale per il futuro del borgo.

Dal 16 al 18 ottobre al Cineteatro Don Bosco la nuova edizione della kermesse ideata e organizzata dall'associazione Polimeri Aps

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Visioni Verticali: a Potenza il festival del cinema tra Italia e mondo ndagare le radici lucane ma al contempo aprire sempre più lo sguardo al mondo. È il fil rouge dell’ottava edizione del festival del cinema di Potenza, «Visioni Verticali», che si svolgerà dal 16 al 18 ottobre presso il cineteatro Don Bosco. Ideato e organizzato da Polimeri Aps, il festival è nato nel 2019 per esplorare il cinema italiano e internazionale, con un’attenzione particolare rivolta alle creazioni artistiche locali, alla sperimentazione dei linguaggi audiovisivi e alle produzioni indipendenti.La kermesse valorizza il coraggio dei giovani autori, come il regista Niccolò Gentili che presenterà la sua opera prima «Dov’è la fiesta?», una commedia romantica e generazionale. In sala, il regista e l’attore Valentino Campitelli incontreranno il pubblico il 16 ottobre nella serata di apertura, subito dopo l'inaugurazione con una scena cinematografica sonorizzata dal vivo dal Conservatorio Statale di Musica Gesualdo da Venosa di Potenza.«Visioni Verticali» ospita, inoltre, opere

di respiro internazionale che raccontano le trasformazioni del presente. Sabato 17 ottobre ci sarà spazio per un altro esordio: «Balcanica», opera prima di Nicola Sorcinelli sul tema dei flussi migratori, già premiata alla Mostra del Cinema di Venezia. A seguire si terrà un incontro Q&A con l’attore co-protagonista Babak Karimi e lo sceneggiatore Andrea Brusa.Uno spazio centrale della manifestazione è da sempre riservato alle produzioni e agli autori lucani. In questa edizione verrà presentato il nuovo documentario della regista Alessandra Lancellotti, «Uno si distrae al bivio», dedicato alla figura mitica di Rocco Scotellaro, reduce dall’anteprima mondiale alle Giornate degli Autori di Venezia.Il festival accoglie come di consueto il contest di cortometraggi internazionali, la cui premiazione è fissata per domenica 18 ottobre alle 20:30. Inoltre, torna «Visioni Verticali Fuori Classe», seconda edizione del concorso nazionale di cortometraggi aperto agli studenti delle scuo-

le secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia, nato dalla collaborazione tra Polimeri Aps e l’indirizzo audiovisivo e multimediale del liceo statale W. Gropius di Potenza. La premiazione si terrà nella mattina di sabato 17 ottobre.Numerosi anche i cortometraggi fuori concorso: «Rumore di fondo» di Cosima Giorgio e Dino Santoro; «Tutto fuori controllo» di Katia Troia; «#Inclusivamente» a cura di Aias Potenza; «Rivedersi» di Adelaide Dante De Fino e Michele Bizzi, prodotto da Arcipelago Eva; «Omernas» di Alessandro Freschi.Un momento particolare sarà dedicato alla proiezione del cortometraggio «Des Équilibres», realizzato da Antoine Mesnage, alpinista del collettivo francese Les Passagers du Vide, girato lo scorso luglio a Castelsaraceno e dedicato allo spettacolo delle highline sospese tra le montagne sul Ponte tra i due Parchi: un’iniziativa promossa da Apt Basilicata e dal Comune di Castelsaraceno.Nel centenario della nascita di Rocco Petrone, ingegnere

della Nasa e direttore delle operazioni di lancio della missione Apollo 11, originario di Sasso di Castalda, sarà inoltre presentato, il 17 ottobre alle ore 18, il documentario «Luna italiana» di Marco Spagnoli, tratto dal libro di Renato Cantore «Dalla Terra alla Luna. Rocco Petrone, l’italiano dell’Apollo 11».Il festival si conferma anche un cantiere aperto e un laboratorio vivo attraverso una ricca offerta formativa: dai workshop di casting con Flavia Poerio e Claudia Verna, alle masterclass di doppiaggio dal vivo con l'attrice e dialoghista Benedetta Degli Innocenti, fino al laboratorio didattico curato da Chiara Iaccarino e Fabrizio Somma dal titolo

«Il mio profilo migliore».«Visioni Verticali» chiuderà il sipario domenica 18 ottobre con le premiazioni ufficiali e la proiezione di «Je so’ pazzo» di Nicola Prosatore, con un'introduzione musicale a cura del Pino a Metà - Jazz Trio.La manifestazione è promossa da Polimeri Aps con il patrocinio della Regione Basilicata, del Comune di Potenza, della Lucana Film Commission, dell’Apt Basilicata e del Conservatorio Gesualdo da Venosa, con il sostegno del Ministero della Cultura, del main sponsor Gr Value, del fondo etico Bcc Basilicata, della Fondazione Potenza Futura e di numerose realtà imprenditoriali del territorio.


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Da Papa Francesco al Magistero sociale della Chiesa: una riflessione sul diritto allo sviluppo, sull'ambiente e sulla dignità di chi vive a Pisticci Scalo

Pista Mattei: non può esserci futuro senza verità sulla terra che abitiamo C’

DI DON GIUSEPPE DITOLVE*

'è una domanda che dovrebbe precedere ogni discussione sul futuro di un territorio, e che troppo spesso viene dimenticata quando si parla di grandi opere, infrastrutture, investimenti e nuove opportunità economiche: quale futuro vogliamo costruire e, soprattutto, per chi intendiamo costruirlo? Nell'enciclica Laudato si’, pubblicata nel 2015, Papa Francesco ci ha consegnato una riflessione che dovrebbe accompagnare ogni scelta destinata a incidere sulla vita delle comunità. Ci ha ricordato che non esistono due crisi separate — una ambientale e una sociale — ma un'unica e complessa crisi socio-ambientale, nella quale il deterioramento dell'ambiente si intreccia inevitabilmente con le condizioni di vita delle persone. La sua idea di ecologia integrale non riguarda soltanto la protezione della natura, ma la dignità dell'uomo, il lavoro, la giustizia sociale, la responsabilità delle istituzioni e il destino delle generazioni future. Nell'ottobre del 2021, proprio a Taranto — città simbolo delle contraddizioni tra industrializzazione, lavoro, salute e ambiente — Papa Francesco è tornato su questi temi rivolgendosi ai partecipanti alla Settimana Sociale dei Cattolici Italiani ("Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. Tutto è connesso"). In quella occasione rivolse un pensiero particolarmente commovente alle madri e ai padri di Taranto che avevano conosciuto la sofferenza e la perdita dei propri figli. Un richiamo che restituiva alla questione ambientale il suo significato più autentico: dietro le statistiche, gli indicatori economici, le emissioni e le valutazioni tecniche ci sono le persone, le loro famiglie, le loro esistenze. Non era un invito a rinunciare all'industria o al progresso, ma a riconoscere che nessuna economia può dirsi veramente al servizio dell'uomo quando dimentica le conseguenze che

produce sulla sua vita e sull'ambiente. È una visione che trova naturale continuità nella Dottrina Sociale della Chiesa e nel Magistero pontificio. Nella riflessione della Chiesa sulla custodia del creato e sullo sviluppo umano integrale, la sostenibilità ambientale e la custodia della "casa comune" figurano come impegni irrinunciabili: l'autenticità dello sviluppo si misura infatti dalla capacità di tutelare il territorio senza trasferire i costi ambientali sulle comunità più vulnerabili e sulle generazioni future. Si tratta di un pensiero che interpella direttamente anche chi non è credente, poiché pone una questione di civiltà che riguarda tutti: non può esserci progresso autentico laddove i benefici dello sviluppo vengono celebrati, mentre le conseguenze ambientali e sociali rimangono esclusivamente sulle spalle di chi abita quei luoghi. IL CONTESTO: PISTICCI SCALO E LA PISTA MATTEI. Mi sono tornate alla mente queste riflessioni guardando l'incontro pubblico che si è svolto nell' Aula del Consiglio Comunale di Pisticci il 10 ottobre u.s. dedicato al futuro della Pista Mattei e alla prospettiva di trasformarla in un aeroporto al servizio dell'Arco Jonico; ipotesi pare tuttavia smentita dall’A.U. del Consorzio Avv. Antonio Di Sanza. Non intendo discutere, in questa occasione, se l'infrastruttura possa rappresentare o meno una concreta opportunità per il turismo, per le imprese o per i collegamenti di un territorio che continua a soffrire condizioni di marginalità. Sono questioni importanti, che meritano analisi serie, dati verificabili e valutazioni economiche credibili. Ma c'è qualcosa che considero ancora più importante e che non dovrebbe rimanere estraneo a questo dibattito. La Pista Mattei non sorge in un luogo qualunque: è collocata a ridosso dell'area industriale di Pisticci, in un contesto nel quale si trova anche il quartiere residenziale di Pisticci Scalo. Un

luogo nel quale le abitazioni, le attività produttive e le infrastrutture convivono da decenni con l'eredità della grande industrializzazione della Val Basento — un'eredità fatta certamente di lavoro e trasformazioni economiche, ma anche di gravi problemi ambientali, impianti dismessi e interrogativi ai quali non sempre sono state date risposte comprensibili e definitive. Siamo in un territorio ricompreso nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) per le bonifiche della Val Basento. Una classificazione che non significa che ogni metro quadrato sia contaminato, ma che attesta l'esistenza di problematiche ambientali di rilevanza nazionale e la necessità improrogabile di procedimenti di caratterizzazione, valutazione, messa in sicurezza e bonifica. MEMORIA E TRASPARENZA: IL DOVERE DI FARE

CHIAREZZA SUL PASSATO. Questa storia non può essere cancellata dalla semplice prospettiva di un nuovo investimento. Non possiamo pensare di disegnare il futuro di questi luoghi dimenticando quanto è accaduto nel loro passato: ciò che è stato sepolto — materialmente o nella memoria amministrativa — non smette di esistere soltanto perché si decide di non parlarne più. Nel giugno del 2018 la testata Basilicata24 pubblicò un'inchiesta dal titolo eloquente: «Quei fusti sepolti di cui è meglio non parlare». Una vicenda che richiama interrogativi inquietanti sulla possibile presenza di rifiuti interrati e sulla necessità di conoscere fino in fondo gli esiti degli accertamenti effettuati. Non si tratta di assumere un'inchiesta giornalistica come prova definitiva, né di alimentare sospetti privi di fondamen-

to; si tratta, più semplicemente, di pretendere una ricostruzione documentata di quanto segnalato, delle indagini eseguite, delle eventuali anomalie rilevate e delle conclusioni raggiunte dagli organismi competenti. Se quelle segnalazioni sono state verificate e definitivamente superate, lo si documenti pubblicamente. Se esistono ancora questioni aperte, se ne chiariscano la natura, la localizzazione e lo stato degli accertamenti. Se sono state realizzate attività di bonifica, si renda conoscibile ciò che è stato effettivamente risanato e ciò che rimane ancora da affrontare. Il mero trascorrere degli anni non costituisce, di per sé, una risposta. Le domande rimaste sospese continuano ad abitare la memoria collettiva, alimentano sfiducia e finiscono per compromettere la credibilità di qualsiasi nuova prospettiva di sviluppo.


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www.lecronache.info IL PRESENTE: LA QUALITÀ DELL'ARIA E IL DIRITTO ALLA SALUTE. Ma il problema di Pisticci Scalo non riguarda soltanto ciò che potrebbe trovarsi sotto i nostri piedi: riguarda anche quello che accade oggi, sopra quella stessa terra, nell'aria che i cittadini respirano. Da anni la popolazione segnala episodi di molestie olfattive, odori acri e condizioni che interferiscono pesantemente con la vita quotidiana. Sono vicende che hanno prodotto esposti, monitoraggi, interventi delle associazioni ambientaliste e comunicazioni istituzionali. Eppure, per chi vive quotidianamente queste situazioni, rimane ferma la necessità di conoscere con chiarezza l'origine degli episodi, le sostanze eventualmente coinvolte, le sorgenti emissive individuate e le misure adottate per eliminare o ridurre il fenomeno. Nel dibattito pubblico sono stati richiamati anche i risultati dei monitoraggi ARPAB relativi alle sostanze odorigene (tra le quali l'idrogeno solforato) e sono state sollevate osservazioni sulla capacità delle indagini di individuare con precisione la provenienza delle emissioni. Non sono questioni da affidare alla contrappo-

sizione ideologica, ma problemi da affrontare attraverso il confronto trasparente dei dati originali, delle metodologie utilizzate e dei limiti tecnici degli accertamenti. È indispensabile distinguere la percezione di un odore dalla dimostrazione di un rischio sanitario, così come la rilevazione di una sostanza nell'atmosfera dall'identificazione certa dell'impianto che l'ha emessa. Ma proprio questa distinzione rende ancora più necessaria una conoscenza scientifica completa, capace di mettere in relazione le emissioni, le condizioni meteorologiche, le attività produttive e l'effettiva esposizione della popolazione. L'assenza di un superamento dei limiti di legge durante un determinato monitoraggio non equivale, da sola, alla dimostrazione che il disagio segnalato dai cittadini non esista o che tutte le possibili sorgenti siano state individuate. Allo stesso modo, la presenza di una molestia olfattiva non consente automaticamente di affermare l'esistenza di un danno sanitario. Ma tra queste due condizioni esiste uno spazio cruciale che appartiene alla responsabilità della ricerca scientifica, della prevenzione e del controllo pubblico. Quando un cittadino avverte ripetuta-

mente odori anomali nelle vicinanze della propria abitazione, non dovrebbe essere costretto a dimostrare da solo ciò che le istituzioni sono chiamate ad accertare con gli strumenti e le competenze di cui dispongono. Né può essere sufficiente attribuire alla scarsità delle segnalazioni dei residenti l'impossibilità di comprendere pienamente il fenomeno. La partecipazione dei cittadini è preziosa, ma non può diventare il presupposto esclusivo della conoscenza ambientale: il monitoraggio e il controllo sono responsabilità pubbliche permanenti. IL DIRITTO ALLA CONOSCENZA AMBIENTALE. Qui si apre la questione centrale che dovrebbe accompagnare qualsiasi discussione sulla Pista Mattei: il diritto alla conoscenza ambientale. Non si tratta di una concessione benevola che un'amministrazione può scegliere di accordare ai cittadini più insistenti. È un diritto fondamentale sancito dalla Convenzione di Aarhus, dalla Direttiva europea 2003/4/CE e, nel nostro ordinamento, dal D.Lgs. n. 195 del 2005. Un diritto che consente a chiunque, senza dover dimostrare un interesse giuridico differenziato, di accedere alle informazioni ambientali

detenute dalle autorità pubbliche. Parliamo di dati relativi alla qualità dell'aria, allo stato del suolo e delle acque, alle emissioni, ai rifiuti, alle sostanze pericolose, alle misure di prevenzione e ai procedimenti di bonifica. Informazioni che riguardano direttamente la salute e la vita delle persone e che, per questo, non possono rimanere patrimonio esclusivo di tecnici, amministrazioni e organismi di controllo. La disponibilità formale di un documento non coincide necessariamente con la sua effettiva conoscibilità. Se le informazioni restano frammentate tra archivi, relazioni tecniche, autorizzazioni e conferenze di servizi di difficile lettura, il cittadino possiede un diritto soltanto sulla carta. La vera trasparenza ambientale deve consentire a ognuno di comprendere quali pressioni gravino sul proprio territorio, quali rischi siano stati accertati, quali situazioni siano state escluse e quali misure siano state adottate.Per questo il confronto sulla Pista Mattei dovrebbe diventare l'occasione per pretendere dalle istituzioni un quadro pubblico, organico e aggiornato dello stato ambientale della Val Basento: Lo stato di avanzamento delle caratterizzazioni e delle bonifiche nel

SIN; Gli esiti trasparenti sugli accertamenti relativi ai presunti interramenti di rifiuti; I risultati dettagliati dei monitoraggi atmosferici e delle molestie olfattive; Le valutazioni sanitarie e i controlli sulle emissioni industriali. OLTRE LA DEMAGOGIA E GLI SLOGAN. Non si sostiene qui che si debba bloccare il progetto dell'infrastruttura nell'attesa di risolvere ogni singola criticità. Si sostiene qualcosa di diverso e più profondo: un territorio maturo deve saper affrontare contemporaneamente le opportunità del futuro e le responsabilità del passato, senza usare le prime per occultare le seconde. La vera modernità di una comunità non si misura soltanto nelle infrastrutture che costruisce, ma nella trasparenza delle sue istituzioni, nell'affidabilità dei controlli e nella capacità di non lasciare nessuno da solo di fronte ai costi dello sviluppo. Infine, va tenuta in rigorosa considerazione la recente e ufficiale comunicazione dell'Amministratore Unico del Consorzio Industriale di Matera, secondo cui la Pista Mattei non è destinata a diventare un aeroporto civile del territorio. *PARROCO CHIESA SAN GIUSEPPE LAVORATORE PISTICCI SCALO


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Le avversità non decidono chi siamo, ci mettono davanti alla responsabilità di scegliere chi vogliamo diventare

La vita non regala diplomi

L

DI FABRIZIO QUARATINO

a scuola senza campanella. C’è una scuola alla quale nessuno si iscrive volontariamente. Non ha banchi, professori né intervallo. Ti convoca proprio quando avevi deciso di concederti una giornata tranquilla. Si chiama avversità. E, quanto a puntualità, batte persino l’Agenzia delle Entrate. Sarebbe comodo sostenere che ogni sofferenza ci rende migliori. Ma sarebbe falso. Il dolore può insegnare oppure indurire, aprire gli occhi oppure chiudere il cuore. Non è la ferita a renderci grandi: è il modo in cui impariamo a curarla, comprenderla, impedirle di governare le nostre scelte.Non considero le difficoltà un premio, tantomeno una punizione. Sono circostanze da affrontare, talvolta ingiuste, che non meritano applausi romantici. Nessuno dovrebbe ringraziare un’ingiustizia per averla subita. Possiamo però decidere di non lasciarle l’ultima parola sulla nostra identità. IL CORAGGIO NON FA SCENOGRAFIA Ci hanno venduto un’idea rumorosa della forza: pugni sul tavolo, risposte fulminanti, l’ultima parola. Un campionato mondiale di ego, con medaglie assegnate a chi interrompe più spesso. Io credo in una forza meno appariscente. Quella che ascolta una critica senza considerarla automaticamente un’aggres-

sione. Che riconosce un errore senza convocare una commissione d’inchiesta per attribuirlo al prossimo. Che davanti alla slealtà non decide di diventare sleale. Non posso impedire alla vita di interrogarmi. Posso però scegliere di non presentarmi impreparato davanti alla mia coscienza. Posso sbagliare risposta, chiedere tempo, ricominciare. Ma non intendo consegnare ad altri il potere di stabilire quanto valga la mia esistenza. Questo non significa non avere paura. Significa evitare che sia sempre la paura a decidere. Possiamo tremare, fermarci, chiedere sostegno. La dignità non pretende eroi a tempo pieno. E, francamente, diffiderei di chi sostiene di non aver mai avuto dubbi: forse non ha ancora ascoltato una domanda difficile. AVANZARE, FERMARSI, RICOMINCIARE Esistono giorni in cui procediamo spediti, convinti di aver finalmente capito tutto. Poi arriva la vita, che evidentemente non ha ricevuto il nostro programma, e cambia le condizioni dell’esame. Un passo indietro non è sempre una sconfitta. Fermarsi non significa necessariamente arrendersi. Talvolta è il modo più intelligente di osservare ciò che la fretta nasconde. La perseveranza non consiste nel prendere a testate ogni porta chiusa. Dopo la terza, forse conviene cercare

la maniglia. Consiste nel custodire la direzione, sapendo modificare percorso, metodo e ritmo. Ecco perché studiare conta. Ascoltare conta. Conoscere persone differenti conta. Non basta avere convinzioni: bisogna verificare che resistano ai fatti, alle domande, persino alla possibilità di aver torto. Altrimenti non abbiamo costruito un carattere: abbiamo soltanto arredato una stanza senza finestre. LA MONTAGNA E IL VENTO Mi affascina l’immagine della montagna che resta salda mentre il tempo cambia. Ma essere saldi non significa diventare impermeabili alla realtà. Le convinzioni fondamentali dovrebbero somigliare a radici, non a catene. Le radici sostengono la crescita. Le catene impediscono il movimento. Restare fedeli ai valori significa non vendere la coscienza per un applauso, non chiamare saggezza la convenienza, non scambiare la popolarità con la verità. Significa anche saper cambiare opinione davanti a prove migliori, senza vergognarsene. Quante volte difendiamo l’orgoglio chiamandolo principio? Quante volte trasformiamo una semplice preferenza in una questione di civiltà, con tanto di conferenza stampa e inaugurazione?Una montagna non deve convincere nessuno della propria altezza. Eppure anche la montagna cambia, lentamente, sotto il vento e la pioggia. La fermezza non è immobilità: è una direzione che sa attraversare il cambiamento.

NESSUNO SI SALVA DA SOLO Ma c’è una domanda decisiva: a cosa serve crescere, se il nostro sviluppo resta confinato nello specchio? Non siamo isole con una buona connessione internet. Ogni scelta attraversa relazioni, famiglie, comunità. Un carattere più giusto rende possibile un gesto più giusto. E tanti gesti, senza proclami trionfali, possono cambiare il clima di un luogo. A chiunque stia attraversando una stagione difficile, vorrei dire questo: non misuriamo il valore delle persone dalla rapidità con cui superano le prove. Non trasformiamo l’incoraggiamento in un ordine di servizio. La sofferenza non segue il calendario delle nostre aspettative. Possiamo invece coltivare una responsabilità reciproca: studiare prima di giudicare, intervenire davanti a un torto, riconoscere chi viene lasciato indietro, creare occasioni in cui ciascuno possa esprimere capacità e dignità. Io non possiedo risposte per ogni domanda. Ho conosciuto esitazioni e cadute. Continuo a imparare che la forza interiore non si dimostra proclamandola, ma assumendosi la responsabilità di ciò che si fa, soprattutto quando nessuno applaude. Non chiedo a nessuno di trasformare ogni sconfitta in una favola edificante. Ci sono perdite che restano perdite, errori che chiedono riparazione, ferite che hanno bisogno di tempo e di cure. La speranza non è negare tutto questo. È mantenere aperta, anche nei giorni più

ostinati, la possibilità di una scelta responsabile. Una scelta piccola, concreta, nostra. E domani un’altra, senza pretendere risultati immediati né riconoscimenti solenni. Se la nostra crescita non rende almeno un poco più abitabile il mondo intorno a noi, forse abbiamo soltanto migliorato la fotografia del nostro profilo. L’ULTIMA LEZIONE Se le avversità sono una scuola, il diploma non è arrivare senza cicatrici. È attraversare una prova senza rinunciare alla propria umanità. Non auguro a nessuno persecuzioni, tradimenti o dolore per diventare migliore. Auguro la forza di affrontare ciò che arriva, la lucidità di chiedere aiuto, la saggezza di distinguere ciò che va difeso da ciò che va lasciato andare. Alla fine, la vita non ci chiederà quante volte siamo stati messi alla prova. Né quante persone abbiamo convinto della nostra forza. Ci chiederà che cosa abbiamo imparato, quali consapevolezze abbiamo maturato e quanto siamo riusciti a crescere senza smarrire i nostri valori. Quali ingiustizie abbiamo contrastato. Quante volte abbiamo saputo correggerci senza tradire i nostri valori. E soprattutto se, attraversando le nostre difficoltà, abbiamo contribuito a rendere meno difficile la vita di qualcun altro.Perché la scuola delle avversità non premia chi non cade mai. Promuove chi impara a restare umano. Anche quando sarebbe molto più facile smettere di esserlo.


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Cronache del 13 ottobre 2026 by Cronache - Issuu