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Il sindaco di Carbone Mastropietro: «Interventi per la sicurezza e lo sviluppo delle aree interne»

L’ASSESSORE DI FRATELLI D'ITALIA VOTA COME LE OPPOSIZIONI
Sul bilancio il partito è spaccato: Latronico vota a favore. Le critiche dalle organizzazioni agricole, la rottura con i suoi e con il Presidente. Se resta significa che comanda lui su tutti
Serenza Zullo e la classe V A della Grippo
Grande soddisfazione e orgoglio per la provincia di Potenza, che celebra due straordinari riconoscimenti conferiti dal Presidente della Repubblica. Il Quirinale ha reso noti i nomi dei nuovi Alfieri della Repubblica, giovani che si sono distinti per il loro impegno civico, altruismo e solidarietà. Tra questi, spiccano due eccellenze lucane: Serena Zullo, giovane di Lauria, e la Classe V A (...)
■ continua a pag 13

Dellapenna a pag 3
Che con la sua bella divisa da generale Bardi abbia fatto vincere il centrodestra è pacifico, come anche che con 7 anni di malgoverno e figuracce d’assessori rischi di riconsegnarlo al centrosinistra, ormai ringalluzzito dall’esito d’un meraviglioso e belligerante referendum che ha fatto finalmente giustizia. Ora non vogliamo trasformare Cicala in una vittima, vista la perseveranza dei nostri tacchi pari solo alla sua incapacità, ma è davvero incredibile che lo si scopra solo adesso perché i mitici Fratelli sono stati più cechi che d’Italia. Eppure con una specie di coraggio strabico e conveniente Cicala ha fatto quello che dovrebbero pur fare Pepe, Casellati, Polese e magari anche Pittella sempre pronto alla caciara, ma mai a concludere il lavoro iniziato e cioè quello di pretendere il minimo sindacale d’una governance in cui non si approvi il bilancio in vergognoso ritardo d’aprile, non si perda un centesimo di risorse comunitarie, non si abbia il peggior PIL d’Italia, non si rattoppino le perdite milionarie della sanità e, dulcis in fundo, che in tempi di magra e d’esempi etici non s’aumenti lo stipendio al capo di gabinetto. Cantano gli Articolo 31: “Il re è nudooo…”
POLITICA Rubino e Grippa nuovi coordinatori provinciali. D’Andrea: «Ci consolidiamo sul territorio»

D’Andrea con i coordinatori provinciali Servizio a pag 5
COORDINERÀ IL COMITATO DI PIL OTAGGIO DEL PROGETT O

EMERGENZA VIABILITÀ
La consigliera provinciale Vitina Claps presenta mozione «per affrontare la situazione nel Potentino, servono risorse per le frane»
■ Servizio a pag 7
VENOSA
È in prognosi riservata al San Carlo, il 50enne che nel tardo pomeriggio di sabato è stato travolto dal suo trattore in contrada Boreano
■ Servizio a pag 17
INCIDENTE
Quattro feriti è il bilancio dello scontro tra due auto sulla Basentana tra Albano di Lucania e Trivigno
■ Servizio a pag 10
SICUREZZA
L’Associazione
“Il Centro Storico” chiede una svolta, Carretta: «Tutta Potenza necessita di interventi»
■ Errichetti a pag 16



L’assessore di Fratelli d'Italia vota come le opposizioni. Sul bilancio il partito è spaccato: Latronico vota a favore
Le critiche dalle organizzazioni agricole, la rottura col suo partito e con il Presidente. Se resta significa che comanda lui su tutti

DI MASSIMO D ELLAPENNA
Partito di Lotta e di Governo fu un'espressione coniata dal Partito Comunista Italiano ai tempi di Berlinguer. Il segretario del PCI, però, sapeva che al governo non ci sarebbe andato mai anche per la logica di Yalta e usò quella frase per giustificare gli accordi con Moro prima e Andreotti poi che gli consentirono di eleggere il Presidente della Camera e optare qualche posto di sottogoverno. Se, dunque, si può essere teoricamente di Lotta e di Governo non si può essere contemporaneamente di Lotta e al Governo.
L’ENNESIMO
STRAPPO DI CICALA
Carmine Cicala soffre di
labirintite politica. Sta al governo, ricopre il ruolo di assessore ma crede di poter votare liberamente contro il Bilancio della Regione. Nelle dinamiche della politica, il voto contrario in Aula su un atto di bilancio si è visto ed ha sempre determinato l’apertura di una crisi di Governo, il voto contrario al bilancio nell’esecutivo non è mai accaduto.
Il bilancio è l’atto di governo per eccellenza, è l’atto di politica condivisa di qualsiasi governo sia esso regionale, comunale onazionale. Se un assessore non condivide le strategie politiche del governo di cui fa parte ha il dove- re morale di dimettersi. È una questione di grammatica della politica. A poco

rileva e a noi neanche interessa sapere se Cicala abbia ragione o meno ma se la pensa come l’opposizione non può fare parte del Governo.
È, del resto, la seconda volta che Cicala rompe con la maggioranza e si muove in piena autonomia.
I più attenti ricorderanno che quando si discuteva dei correttivi alla Legge sull’indennità differita, Cicala si alzò in aula per smentire Bardi e anche il suo Partito.
LA ROTTURA CON FDI
Il voto sull’atto di bilancio è un atto politico. Se un partito vota contro significa che c’è una crisi politica.
In questo caso non è stata Fratelli d’Italia a votare


contro ma solo Cicala.
L’assessore Latronico ha votato regolarmente a favore del bilancio, condividendo in sostanza la gestione di Bardi e di tutti gli altri assessori. Sarebbe interessante capire se Cicala parla a nome di Fratelli d’Italia e, quindi, Latronico e i Consiglieri Regionali guidati da Michele Napoli non rappresentano più il partito o se Cicala non rappresenta altri che se stesso. Non è una domanda retorica ma che ha una sua funzione politica ma che, soprattutto, tiene conto di quanto accaduto in passato.
Le cronache politiche ricordano che, durante una discussione sulla crisi idrica, appena Cicala prese la parola si svuotò l’aula e tutti i consiglieri di maggioranza compresi quelli di FdI abbandonarono l’aula.

LE CRITICHE DI COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA
Qualche giorno fa, mentre i fratelli Cicala pubblicavano una foto con Lollobrigida, davanti al Ministro il direttore regionale di Coldiretti Prisco Luca Sorbo criticava apertamente l’inettitudine al governo dell’assessore di FDI.
Nelle stesse ore Confagricoltura smontava l’ennesimo comunicato stampa di Cicala ritenendo fossero solo chiacchiere. Ricapitolando ad ora Cicala non condivide la linea politica condivisa con Latronico e con il gruppo
consiliare di FDI, viene apertamente criticato da Coldiretti e Confagricoltura e oggi per la seconda volta si schiera contro Bardi e contro la maggioranza.
BARDI LO CACCI, NAPOLI E QUARTO LO REVOCHINO
A questo punto non esiste alcun motivo politico per cui Cicala possa restare al Governo. Noi, al posto di Bardi, avremmo già stamattina depositato la sua revoca, al posto di Napoli e Quarto avremmo già chiesto a Bardi di farlo.
Non è una questione personale ma squisitamente politica.
I casi sono due o Cicala da oggi non è più assessore o Bardi, Napoli e Quarto non contano niente e Cicala ha protezioni talmente in alto da essere un intoccabile anche quando rompe con la maggioranza, il suo Partito, le organizzazioni agricole e il Presidente della Regione. Non esistono altre possibilità. Le prossime ore ci diranno se questo è il governo Cicala sotto falso nome o se governatore e Fratelli d’Italia hanno un ruolo politico. Certo potremmo anche immaginare nella coerenza delle dimissioni. Sappiamo che non avverranno così come sappiamo che di questo passo il centrodestra si avvia a perdere le elezioni regionali prossime e le responsabilità non potranno che essere attribuite a queste situazioni surreali.
I capigruppo ribadiscono unità e responsabilità sul bilancio, tra vincoli dei conti pubblici e tutela del sistema sanitario lucano
POTENZA. I capigruppo della maggioranza in Consiglio regionale riaffermano con determinazione la piena compattezza e coesione della coalizione a sostegno dell’azione del Governo regionale.«In una fase che impone rigore, serietà e senso di responsabilità – dichiarano – siamo pienamente consapevoli della delicatezza dell’attuale manovra di bilancio. Proprio per questo, il nostro impegno è rivolto a un lavoro di merito serio e approfondito, finalizzato a rendere il provvedimento sempre più aderente alle reali esigenze della comunità lucana, nel quadro di un equilibrio necessario tra tenuta dei conti pubblici e tutela dei cittadini».
I capigruppo della maggioranza in Consiglio regionale ribadiscono che «il documento approvato rappresenta un passaggio neces-
sario e fondamentale, anche in relazione all’esigenza di consentire alla Regione Basilicata di presentarsi nelle sedi istituzionali competenti, a partire dal confronto con il Mef, nelle condizioni richieste per evitare conseguenze gravissime per il sistema sanitario lucano». «Allo stesso tempo – evidenziano – è chiaro che questo passaggio non esaurisce il lavoro politico della maggioranza. Il percorso di bilancio proseguirà infatti con ulteriori atti e con un confronto serio nelle sedi competenti, attraverso i quali saremo in grado di rafforzare ulteriormente il provvedimento, mantenendo fermo il necessario equilibrio tra il rigore dei conti e le necessità reali della Basilicata». «In merito alle interlocuzioni politiche delle ultime ore – concludono – i capigruppo rinnovano al presiden-

te Vito Bardi la propria piena fiducia e il proprio convinto sostegno, nella certezza che, nel rispetto delle prerogative istituzionali e con il contributo re-
sponsabile dell’intera maggioranza, saranno garantite stabilità politica, continuità amministrativa e piena tutela dell’interesse regionale».
Strappo di Cicala durante un passaggio chiave per la programmazione in una fase segnata dal calo delle entrate e dalle emergenze

POTENZA. La Giunta regionale della Basilicata, su proposta del presidente Vito Bardi, ha approvato il preconsuntivo dell’esercizio 2025, comprensivo della legge di stabilità 2026 e del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028, passaggio chiave per la programmazione economica. Il provvedimento arriva in un contesto complesso, segnato da emergenze economiche e sociali e dalla riduzione delle entrate legate al calo delle attività estrattive. Nonostante ciò, l’esecutivo regionale ha operato con un’impostazione improntata a rigore e responsabilità, con l’obiettivo di garantire la
continuità dei servizi ai cittadini e il mantenimento delle misure di sostegno già attive. La manovra prevede risorse complessive per circa 4,3 miliardi di euro, destinate a sostenere crescita e investimenti, con ulteriori interventi programmati nel prossimo futuro, in particolare nei settori della sanità e dell’agricoltura. Dalla prossima settimana prenderà il via l’iter consiliare per l’approvazione definitiva del documento.Sul piano politico, nel corso della seduta si è registrato l’unico voto contrario del consigliere Carmine Cicala. La Giunta ha chiarito che si tratta di una scelta personale che non
incide sulla tenuta della maggioranza. La compattezza della coalizione, sottolinea l’esecutivo, è confermata dal voto favorevole degli altri componenti e dal sostegno formalmente espresso dai consiglieri di maggioranza, senza eccezioni.
Resta tuttavia aperta una valutazione politica sul voto contrario espresso su una delibera considerata fondamentale per l’azione di governo. La Giunta regionale ribadisce infine la propria linea, orientata a garantire stabilità e capacità di programmazione in una fase che richiede coerenza e senso di responsabilità verso i cittadini e il territorio.
L’opposizione: «È crisi si sono divisi sul voto»
POTENZA. I consiglieri regionali di opposizione Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello denunciano quanto avvenuto nella seduta di Giunta sul bilancio di previsione 20262028 e sulla legge di stabilità regionale, indicando nel voto contrario dell’assessore alle Politiche agricole un passaggio politico rilevante.«Non è solo un fatto grave, ma la certificazione del fallimento politico del centrodestra», affermano, parlando di una maggioranza «lacerata e incapace di confrontarsi anche sugli atti fondamentali». Le motivazioni rese pubbliche dall’assessore vengono definite «durissime e inequivocabili», a partire dall’assenza di confronto e da un metodo giudicato inadeguato.Secondo i consiglieri, si tratta di «una frattura politica profonda» che dimostra come la coalizione non sia più in grado di governare. Vengono inoltre richiamate le criticità legate alla sanità, definita «in crisi e in perenne deficit», e l’assenza di un piano strategico.«Continuare a far finta di nulla sarebbe irresponsabile», aggiungono, chiedendo al presidente Vito Bardi di «prendere atto della crisi politica e aprire la crisi di governo». Per l’opposizione, «la Basilicata non può permettersi una guida debole e divisa» e serve «un cambio netto».

POTENZA. Progetto Civico Italia continua a rafforzare la propria presenza sui territori, consolidando una rete di amministratori locali e rappresentanti civici impegnati a costruire una proposta politica riformista e radicata nelle comunità.
«Il nostro progetto cresce ogni giorno grazie all’impegno e alla passione di donne e uomini che, nei territori, rappresentano un punto di riferimento credibile e concreto per i cittadini. La Basilicata è una regione strategica in questo percorso e siamo felici di annunciare nuove nomine che vanno nella direzione di un rafforzamento della nostra struttura organizzativa e politica», dichiarano Alessandro Onorato, leader nazionale di Progetto Civico Italia, e Federica D’Andrea, coordinatrice regionale per la Basilicata.

Nell’ottica di consolidare il radicamento provinciale, Progetto Civico Italia ha nominato Angelo Rubino, consigliere comunale di Matera, quale coordinatore provinciale per la Provincia di Matera, e Samuele Grippa, assessore all’Ambiente e allo Sport del Comune di Bella, qua-
Lettera alla Consulta regionale e all’Ufficio di presidenza

POTENZA. Il comitato promotore per il referendum abrogativo della legge regionale sui vitalizi ha scritto alla Consulta regionale per le garanzie statutarie e all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Basilicata affinché diano «immediate indicazioni permettendo così al comitato promotore di presentare un nuovo quesito per procedere all’abrogazione dei vitalizi in considerazione della rimodulazione fatta con legge regionale n. 3 del 25 febbraio del 2026 e nel pieno rispetto dello spirito delle nuove disposizioni statutarie». «Il Consiglio regionale non può continuare ad impedire l'attivazione del referendum abrogativo previsto dall’art. 17 dello Statuto regionale. Di fatto siamo in presenza di un atto di sospensione della democrazia. Auspichiamo che nelle prossime settimane si chiariscano gli aspetti formali per poter avviare formale raccolta di firme necessaria all'indizione del referendum abrogativo» fa sapere in una nota il Comitato promotore del referendum abrogativo.
le coordinatore provinciale per la Provincia di Potenza. Contestualmente, Giovanni De Santis, già consigliere provinciale e consigliere comunale di Rotondella, assume il ruolo di portavoce provinciale di Matera.
«Si tratta di figure che incarnano pienamente lo spi-
rito del nostro progetto: amministratori capaci, concreti, profondamente legati ai propri territori e pronti a mettere a disposizione competenze ed energie per rafforzare il campo riformista», proseguono Onorato e D’Andrea.
«Progetto Civico Italia nasce con l’obiettivo di uni-
re e organizzare il mondo civico all’interno di una visione politica chiara, inclusiva e orientata al futuro. Vogliamo costruire una nuova classe dirigente che sappia valorizzare le esperienze amministrative migliori e tradurle in un’azione politica efficace, vicina ai bisogni reali delle comunità».
«Le nomine di oggi rappresentano un ulteriore passo in avanti nella costruzione di una rete solida e partecipata, che sarà protagonista nei prossimi mesi della costituente di una nuova forza politica civica, riformista e popolare, capace di completare e rafforzare la coalizione di centrosinistra», concludono. Progetto Civico Italia continuerà nelle prossime settimane il proprio percorso di crescita e radicamento territoriale, con nuove adesioni e iniziative in tutta la regione.
Al gazebo informativo Curatella: «La sicurezza torna al centro, senza compromessi»
POTENZA. Si è svolta ieri mattina, in Piazza Prefettura a Potenza, l’iniziativa promossa dal movimento Futuro Nazionale, che aveva portato in piazza una parola d’ordine chiara: tolleranza zero sul tema della sicurezza.
È stato allestito un gazebo pubblico dove si è tenuta una raccolta firme a sostegno di un programma presentato come una rottura rispetto a quelli che gli organizzatori hanno definito anni di immobilismo e ambiguità politiche sul tema dell’ordine pubblico. L’appuntamento non si è configurato come una semplice iniziativa simbolica, ma come una presa di posizione netta, con l’obiettivo di riportare la sicurezza al centro del dibattito. Nel corso della mattinata sono stati illustrati i punti principali del programma, che hanno affrontato temi considerati centrali dal movimento: dallo stop ai processi lunghi a carico delle forze dell’ordine all’introduzione di uno scudo legale per chi difende lo Stato, passando per una legittima difesa definita “reale”, fino a pene più rigide per i recidivi e all’applicazione di sanzioni più severe contro chi crea disordine. Un’impostazione sintetizzata nel principio secondo cui chi difende lo Stato deve essere tutelato e non perseguito. Durante l’evento è stato inoltre possibile aderire al movimento attraverso il tesseramento, mentre sul piano politico è emersa la volontà di rafforzare la pre-
senza sul territorio lucano. Gli organizzatori hanno infatti annunciato l’apertura di nuovi comitati costituenti in tutta la Basilicata, dai capoluoghi ai centri più piccoli, con l’obiettivo di strutturare una rete organizzata e capillare.
Tra gli interventi, Francesco Pappalardo ha sottolineato come il tema della sicurezza rappresenti ormai una richiesta concreta dei cittadini, criticando le risposte istituzionali ritenute insufficienti e ribadendo la volontà di «superare impunità e buonismo».
Sulla stessa linea Giulio Curatella, promotore di attività sul territorio regionale e segretario nazionale del movimento “Il Mondo al Contrario”, che ha evidenziato una crescente partecipazione in Basilicata e l’avvio di una fase di radicamento più strutturata. Secondo Curatella, l’espansione dei comitati rappresenterebbe solo il primo passo di un percorso destinato a consolidarsi nel tempo.















MALTEMPO La Consigliera provinciale: «Frane e strade interrotte, servono risorse e un piano strutturale»
POTENZA. «Ho ritenuto di depositare formalmente una mozione urgente per affrontare la grave emergenza legata alla viabilità e ai tanti fenomeni di dissesto idrogeologico che hano colpito la provincia di Potenza a seguito delle eccezionali ondate di maltempo tra la fine di marzo e l’inizio di aprile 2026» a dichiararlo è la Consigliera provinciale del PD Vitina Claps.
«Gli eventi atmosferici estremi - prosegue la Consigliera Claps - hanno messo in ginocchio ampie aree del territorio lucano, provocando frane, smottamenti e cedimenti strutturali che hanno compromesso in modo significativo il sistema viario provinciale. Numerose arterie risultano tuttora interrotte o fortemente danneggiate, con gravi ripercussioni sulla sicurezza e sulla mobilità di cittadini, lavoratori e studenti pendolari».

Con questa mozione si intende evidenziare come il dissesto idrogeologico rappresenti da anni una criticità strutturale per la Basilicata, aggravata dal ripetersi sempre più frequente di eventi climatici estremi.
«Una condizione che non può più essere affrontata
con interventi frammentari o emergenziali, ma richiede una strategia organica, stabile e adeguatamente finanziata. - prosegue la consigliera - Le Province, come sappiamo, fortemente penalizzate da anni di riduzione di risorse finanziarie e umane, so-
no impossibilitate a far fronte autonomamente a una crisi di tale portata». «Attraverso il documento, di cui ho inteso informare preventivamente il Presidente Giordano, si vuole sollecitare, come Consiglio provinciale, la Regione Basilicata, competente in materia di mitigazione del rischio idrogeologico, affinché: vengano stanziate con urgenza le risorse necessarie per il ripristino immediato dei tratti stradali maggiormente compromessi e attualmente soggetti a chiusura; venga istituito un tavolo tecnico urgente tra Regione, Province e Comuni per effettuare una ricognizione puntuale dei danni, coordinare gli interventi e definire una programmazione efficace; si proceda alla definizione di un cronoprogramma chiaro e trasparente degli interventi necessari alla messa in sicurezza del territorio.» ri-
badisce Claps che aggiunge: «Chiederò nei prossimi giorni anche agli altri colleghi di sottoscrivere questo indirizzo prima della sua discussione al prossimo Consiglio che, con l'augurio possa trovare la più ampia convergenza possibile, ho chiesto venga trasmessa al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, all’Assessore alle Infrastrutture, Reti Idriche, Trasporti e Protezione Civile, Pasquale Pepe, e al soggetto attuatore delegato dal Commissario di Governo per il dissesto idrogeologico, Gianmarco Blasi, ognuno per le proprie competenze». «È necessario - conclude la Consigliera - un cambio di passo immediato per garantire la sicurezza dei cittadini e salvaguardare la tenuta economica e sociale dei territori interni, oggi messi a dura prova da una crisi che non può più essere ignorata».
«Dal Tavolo Verde solo promesse già sentite. Certezze e fondi subito per salvare il futuro della Basilicata»

La violenta grandinata che dieci giorni fa ha colpito il Metapontino, devastando i territori di Nova Siri e Rotondella, ha cancellato mesi di lavoro e speranze per gli agricoltori della zona. Pesche, albicocche e ciliegie sono andate distrutte nel momento cruciale della fioritura, lasciando le aziende agricole senza reddito e intere famiglie in ginocchio.
«Non si tratta solo di qualche cassetta in meno, ma di un’intera stagione persa — denuncia il Coordinamento Agricoltori Basilicata
— e con essa il reddito di chi ha scelto di restare in questa terra, quando tutti partivano». Il Coordinamento punta il dito contro le istituzioni, accusate di immobilismo. «Il 10 aprile si è riunito il Tavolo Verde e abbiamo sentito le solite promesse: sopralluoghi, raccolta dati, proposte in Giunta. Le stesse parole che ci furono dette dopo la grandinata del 2 luglio 2024. Quei ristori non sono ancora arrivati, e intanto la grandine del 1° aprile 2026 ha colpito ancora più aziende. Chiamare tutto questo un percor-

so chiaro richiede coraggio o memoria corta».
Da qui tre richieste chiare e immediate del Corrodinamento: Quante aziende sono state censite per i danni del 1° aprile? Quali fondi saranno attivati e quando? Entro quando le aziende colpite riceveranno il primo euro? «Questo territorio non è uno sfondo elettorale — prosegue il Coordinamento Agricoltori della Basilicata — ma una civiltà del lavoro che muove trasportatori, fornitori, lavoratori stagionali e intere famiglie. Ogni azienda che
chiude lascia un vuoto che non si riempie con la prossima stagione».
Gli agricoltori chiedono risposte concrete e rapide, senza ulteriori ritardi. «Aspettiamo la natura, ma non possiamo più aspettare le istituzioni. Servono certezze, tempi e dati. Adesso».
L’allarme lanciato dal Metapontino non può più essere ignorato: è il momento di passare dalle parole ai fatti per salvare il futuro di una terra che non può permettersi di perdere altre famiglie e aziende.
POTENZA. Sottoscritto venerdì scorso presso la Sala Inguscio della Regione, alla presenza dei Sindaci dell’area, dell’Accordo di Programma relativo all’Area interna Mercure-Alto Sinni-Val Sarmento, nell’ambito della programmazione PR Basilicata FESR FSE+ 2021/2027.
L’intesa consente l’avvio delle attività di progettazione e realizzazione di tre interventi strategici «per un importo complessivo di 1.831.012 euro destinati alla messa in sicurezza e al miglioramento della percorribilità di importanti arterie stradali del comprensorio –spiega l'Assessore Regionale Pasquale Pepe- La qualità della rete viaria incide direttamente sulla qualità della vita delle comunità e sulla capacità dei territori di restare competitivi e attrattivi. Con l’accordo interveniamo in un’area della Basilicata interna che attende da tempo che vengano risolte delle criticità infrastrutturali. Puntiamo a migliorare la sicurezza dei collegamenti e dare risposte concrete ai cittadini che ogni giorno vivono e lavorano in questi territori». L’attuazione degli interventi avviene attraverso lo strumento dell’Investimento Territoriale Integrato, mediante una procedura negoziale tra Regione Basilicata e le sette Aree interne individuate nella Strategia Territoriale della Programmazione 2021-2027: Alto Bradano, Marmo Platano Melandro, Mercure-Alto Sinni-Val Sarmento, Montagna Materana, Medio Agri, Medio Basento e Vulture. Dopo la firma del primo accordo con l’area del Medio Basento avvenuta il 19 marzo scorso, quello appena sottoscritto rappresenta il secondo passaggio operativo del percorso avviato dalla Regione per la definizione

degli investimenti sulle infrastrutture viarie delle aree interne. L’intesa sottoscritta con i sindaci coinvolge il Comune di Francavilla in Sinni, in qualità di capofila tutti gli altri comuni dell’area: Senise, Rotonda, Viggianello, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, San Severino Lucano, Chiaromonte, Fardella, Teana, Calvera, Carbone, Castronuovo Sant’Andrea, Terranova di Pollino, Noepoli, Cersosimo, San Costantino Albanese, San Paolo Albanese, San Giorgio Lucano, Episcopia e Latronico. L’altro ente firmatario è la Provincia di Potenza. All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale alle Attività produttive, Francesco Cupparo. «Si va avanti con concretezza nel percorso di programmazione della riqualificazione e messa in sicurezza della strada Serrapotina, infrastruttura strategica per la mobilità e lo sviluppo delle comunità dell’Alto Serrapotamo – commenta il Comune di Carbone- Do-
po il finanziamento di 14,4 milioni di euro ottenuto nell’ambito del Fondo di Sviluppo e Coesione, si aggiunge ora un ulteriore importante risultato: un nuovo contributo da 816.841,40 euro destinato all’adeguamento degli archi stradali a monte della strada. Specificatamente, le risorse consentiranno di intervenire sui due ponti situati dopo il bivio di Calvera, in direzione Senise, migliorando la sicurezza e la percorribilità dell’arteria». Il finanziamento rientra tra i tre interventi strategici previsti dall’Accordo di Programma dell’Area. «Un ulteriore passo avanti che si inserisce in un percorso più ampio e condiviso – prosegue il Sindaco Mariano Mastropietroche negli ultimi anni ha determinato il superamento delle criticità legate all’aumento dei costi del "primo" progetto, consentendo il completamento e l’inaugurazione, avvenuta il 19 settembre 2025, di circa 3,4 km di nuovi tratti e ulteriori risorse per la messa in si-

curezza dei segmenti a monte per un importo di 14,4 milioni di euro, a cui si aggiungono, ora, 816.841,40 euro. Risultati resi possibili grazie alla collaborazione tra istituzioni, Comuni dell’area e Regione Basilicata -sottolinea il Sindaco di Carbone- che continua a dimostrare attenzione concreta e quotidiana verso le esigenze delle aree interne. La Serrapotina, atavica e annosa questione per il territorio, diviene così emblema per antonomasia e “cartina al tornasole” del concreto e serio impegno politico amministrativo portato avanti a tutti i livelli istituzionali, esempio di sinergia tra Comuni, Provincia e Regione».
L’accordo si inserisce nella Priorità 5 “Basilicata connessa” del Programma regionale, che destina complessivamente 40 milioni di euro all’Obiettivo Specifico 3.2 per il rafforzamento della mobilità locale, regionale e nazionale attraverso la riqualificazione degli archi stradali. Le risorse sono indirizzate in particolare alla rete secondaria (strade provinciali e comunali extraurbane) a servizio delle aree interne, con l’obiettivo di migliorare accessibilità, sicurezza e resilienza delle infrastrutture, anche rispetto ai rischi sismici e idrogeologici.
I tre interventi finanziati riguardano l’adeguamento e la messa in sicurezza del tratto a monte della strada Serrapotina, per un importo di 816.841 euro, con il Comune di Calvera soggetto attuatore; la messa in sicurezza della strada intercomunale “del Finocchio”, collegamento con la SS 653 Sinnica, per 202.000 euro, affidata al Comune di Fardella; i lavori di adeguamento e messa in sicurezza della strada Galdo-Pollino –S.P. ex S.S. 19 “delle Calabrie”, nel territorio di Castelluccio Superiore, per 812.170 euro, con soggetto beneficiario la Provincia di Potenza.
La conclusione del programma di interventi previsto dall’accordo è fissata entro il 2027. L’intesa sarà inoltre successivamente ampliata con ulteriori 1,4 milioni di euro, così da completare l’intero budget assegnato all’Area interna Mercure Alto Sinni Val Sarmento per il ciclo di programmazione 2021-2027, pari a 3.248.682 euro. «Stiamo costruendo una strategia infrastrutturale organica per le aree interne, non interventi isolati. Ogni accordo che sottoscriviamo – ha concluso Pepe – è un tassello di una visione più ampia che punta a ridurre i divari territoriali, rafforzare i collegamenti e assicurare a ogni comunità lucana infrastrutture moderne, sicure ed efficienti».
E MANUELA C ALABRESE

L’organizzazione agricola lancia un grido d’allarme e chiede più sostegno e aiuti per salvaguardare l’intero settore
Ènumerosa la rappresentanza di produttori e soci della Coldiretti di Basilicata al Vinitaly 2026, dove la principale organizzazione agricola d’Italia e d’Europa porta un messaggio chiaro di rappresentanza sindacale insieme ad un ricco programma di eventi, approfondi- menti e degustazioni. «È necessario liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle etichette allarmistiche – fa sapere la Coldiretti della Basilicata - e recuperare importanti risorse, quantificate in 1,6 miliardi di euro, alle aziende vitivinicole italiane, per continuare a investire sulla qualità, sull’innovazione, sull’enoturismo e sulla promozione nei mercati internazionali». Il settore rappresenta uno dei pilastri dell’economia agroalimentare nazionale, con un fatturato di circa 14 miliardi di euro, 241.000 imprese viticole attive su 681.000 ettari e una forte vocazione alla qualità, con il 78% della superficie dedicata alle Indicazioni Geografiche. Un primato che si accompagna a una biodiversità unica al mondo, con centinaia di varietà autoctone. «Dal Vinitaly parte un messaggio positivo e re-
sponsabile – aggiunge l’organizzazione agricola lucana- che possiamo semplificare concretamente. Per questo, oggi più che mai, serve fare sindacato per una filiera centrale del Made in Italy. E siamo qui per ribadire come il vino sia parte di quella Dieta mediterranea sinonimo di salute, contro cibi ultraprocessati e bevande energetiche che stanno mettendo a rischio la salute dei nostri gio- vani. È necessario accendere la luce su questo problema che medici e scienziati stanno sollevando in tutto il mondo». Oggi il settore sta affrontando una fase di forte pressione, ma emergono anche segnali di recupero e, soprattutto, un potenziale enorme su cui costruire la ripartenza. La strada è chiara: innovazione, qualità e capacità di creare valore. Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti, che rappresentano circa il 23% dell’export vinicolo italiano, hanno penalizzato le nostre aziende con dazi e condizioni di mercato sfavorevoli. Il 2025 si è chiuso con un calo del 9% in valore, mentre il 2026 si è aperto con flessioni del 35% a gennaio e del 21% a febbraio, con segnali di parziale recupero a marzo.



Il 15 aprile, alle ore 10:30, davanti al Palazzo della Regione Basilicata, si terrà un’autoconvocazione sindacale promossa dalla O.S. Sifus Confali, nel pieno esercizio delle prerogative previste dall’art.20 della Legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori). L’iniziativa sarà accompagnata da un’azione simbolica di incatena-
mento della classe dirigente, alla quale prenderà parte anche il segretario generale nazionale, Maurizio Grosso. Un gesto forte, volto a denunciare il silenzio delle istituzioni e a rivendicare un confronto mai concesso. Il SIFUS, Sindacato Fondato sull’Unità e la Stabilizzazione, rappresenta i lavoratori del comparto idraulico forestale: FORE-
STALI, ASA e SAAP; e già dal mese di febbraio, ha formalmente richiesto un incontro agli assessori regionali competenti in materia di Attività Produttive e Agricoltura. A oggi, tuttavia, non è giunta alcuna risposta. «Abbiamo il diritto di essere ascoltati nel rispetto del pluralismo sindacale – dichiarano i segretari regionali De Donato e Sodo – pur non essendo tra i firmataria del contratto idraulico-forestale la nostra organizzazione rappresenta una parte significativa dei lavoratori lucani e non può essere ignorata». La proposta del SIFUS è chiara: avviare un percorso concreto e condiviso che conduca alla stabilizzazione occupazionale. In alcune regioni italiane il sindacato ha già avanzato modelli innovativi di forestazione, capaci di superare le logiche assistenzialistiche e di
generare lavoro stabile, garantendo al contempo la tutela e la manutenzione del territorio. In una regione segnata da spopolamento, disoccupazione e fragilità idrogeologica, il settore forestale rappresenta un presidio essenziale. È tempo di cambiare approccio: serve una politica capace di programmare e costruire il futuro, abbandonando definitivamente la logica degli interventi tampone. Non è più sostenibile un sistema che costringe i lavoratori a vivere con soli sei mesi di attività annua e lunghi periodi di incertezze, con pesanti ricadute sia sul piano economico sia su quello previdenziale. Senza continuità lavorativa, infatti, viene compromesso anche il diritto a una pensione dignitosa. Ulteriore criticità è rappresentata dall’art. 46 bis del CCNL, che classifica i lavoratori come stagio-
nali, ostacolando di fatto i processi di stabilizzazione. Numerosi ricorsi legali hanno già prodotto sentenze favorevoli ai lavoratori, con riconoscimenti fino a 24 mensilità di risarcimento per anzianità di servizio. «Ignorare queste istanze –sottolinea il SIFUS – significa esporre la Basilicata a un concreto rischio di desertificazione sociale ed economica. Il futuro non si costruisce nelle aule di tribunale, ma attraverso scelte politiche e lungimiranti». L’iniziativa del 15 aprile, aperta agli organi di informazione, intende portare all’attenzione pubblica la vertenza dei circa 3.700 lavoratori precari lucani, tra Forestali, Saap e Asa , e sottolineare l’importanza del pluralismo sindacale, quale principio fondamentale di democrazia e garanzia di rappresentanza per tutti i lavoratori.

L’accordo sottoscritto sabato a Paestum tra i
Parchi Nazionali del Matese, del Cilento Alburni e Vallo di Diano, Alta Murgia, Gargano, Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese, Pollino, Sila e Aspromonte e Legambiente, si pone l'ambizioso obiettivo di mettere insieme conoscenze, attività e politiche ambientali.
I Parchi Nazionali e Legambiente hanno concordato nel ritenere che vi è la necessità di condividere un’Agenda per la transizione ecologica e climatica dell’Appennino Meridionale fatta di impegni concreti e obiettivi misurabili per raggiungere gli obiettivi al 2030 su biodi-
versità, clima, foreste, farm to fork, economica circolare per ridurre le emissioni entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2040 (Appennini NetZero).
L'Appennino è la montagna abitata per eccellenza, unica grande catena montuosa che presenta uno sviluppo antropico importante che si sta modificando a causa dei cambiamenti cli-
matici, della crisi demografica e delle mutazioni della vita sociale ed economica.La cabina di pilotaggio, il cui coordinamento è stato unanimamente affidato al Presidente del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Antonio Tisci, è il primo passo per un maggiore coordinamento dei Parchi Nazionali per realizzare insieme al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica le politiche comuni che necessitano per affrontare un tema così importante. Le prossime tappe sono quelle di aprire la collaborazione ai Parchi Regionali, agli enti e le istituzioni locali, alle Università meridionali e ad altri istituti di ricerca per costruire una
sempre maggiore capacità di intervento nella materia. Non è un caso se all'incontro di Paestum, oltre ai Presidenti dei Parchi Nazionali e del responsabile nazionale aree protette di Legambiente Nicoletti, hanno partecipato Marco Bussone Presidente Nazionale Uncem, Clara Bassano Direttore Osservatorio sui Parchi e le aree protette del Mezzogiorno, Domenico Nicoletti del Campus Mediterraneo e Michele Buonomo di Legambiente Campania e il capo della segreteria del sottosegretario Barbaro Ettore De Conciliis come segnale evidente della necessità di un coinvolgimento sempre maggiore di tutti gli operatori del settore ambiente.

IL SINISTRO TRA ALBANO DI LUCANIA E TRIVIGNO: COINVOLTE DUE AUTO. INDAGINI IN CORSO SULLE CAUSE

Quattro
persone sarebbero rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto lungo il tratto della Basentana compreso tra Albano di Lucania e Trivigno. Qui sono in corso lavori che hanno ridotto la circolazione a una sola carreggiata.
Lo scontro, avvenuto in un rettilineo, ha coinvolto due autovetture che, per cause ancora in fase di accertamento, si sono urtate violentemente. L’impatto è stato particolarmente serio e ha richiesto l’inter-
vento immediato dei soccorsi.
Sul posto sono giunti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure ai feriti.
Presenti anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri per i rilievi del caso e per gestire la viabilità, già rallentata a causa del senso unico alternato imposto dai lavori in corso. Proprio la riduzione della carreggiata potrebbe aver contribuito alla dinamica dell’incidente, anche se saranno gli accertamenti a chiarire le responsabilità.

Dal Movimento: «Auspichiamo che tutte le forze politiche e consiliari si uniscano nell’affrontare con coraggio questa situazione molto delicata»
«Come Socialisti torniamo a ribadire che tali errori certamente non sono stati commessi dai cittadini materani, i quali molto probabilmente si troveranno a pagare di più per un servizio che vale molto meno». Così, in una nota, il Psi in merito alla nota vicenda dell’affidamento del contratto trasporto pubblico urbano dei Comuni di Matera e Potenza «Negli scorsi giorni, - aggiungono - abbiamo presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale, dove si chiede al Comune di Matera di non essere un semplice spettatore, ma di essere parte attiva nella procedura di gara, avendo cura di verificare almeno la presenza dei requisiti minimi richiesti dal capitolato di gara e dalla normativa comunitaria e nazionale a richiedere alla Regione Basilicata la formale assunzione di responsabilità per eventuali danni derivanti dall'esito dei contenziosi in essere e futuri, sancendo che ogni onere derivante da vizi procedurali o mancanze tecniche non gravi sul bilancio del Comune di Matera; a pretendere parità di trattamento rispetto a quanto concesso ad altri capoluoghi regionali, affinché la Regione Basilicata si faccia carico dei maggiori costi necessari a garantire il rinnovo totale del parco mezzi in senso ecologico (elettrico) e la massima efficienza del servizio urba-

no, evitando che i cittadini materani debbano subire un servizio peggiore a fronte di costi invariati o superiori». «Nel frattempoprosegue il Pci - la Regione Basilicata, il 10 marzo ha approvato lo schema di convenzione con il Comune di Matera, ed il 25 marzo ha proceduto all’aggiudicazione del servizio di Trasporto Pubblico Urbano alla ditta seconda classificata.Leggendo bozza convenzione allegata alla Dgr 59 del 10.03.2026 e confrontandola con quella approvata dal Consiglio Comunale con delibera 51 del 31.07.2023 si rilevano alcune differenze. Inoltre, non vi sono indicazioni su chi pagherà aumenti istat o eventuali spese legali, soprattutto sembra sbagliato l’importo, perché si chiedono al Comune ca 2 milioni, mentre la quota chilometri a cari-
co del Comune di Matera è di circa 762mila che moltiplicati per importo aggiudicazione di 3,25 eu si trasformano in una spesa di 2.4 milioni + iva all’anno per i Materani, mentre a carico della Regione vi sarebbero 880 mila km. Fedeli al “ conoscere per deliberare” per storia e cultura abbiamo confrontato convenzione proposta al Comune di Matera con quella destinata a Potenza contenuta nella DGR nr 323 del 27.06.2025. Con nostra grande sorpresa, rileviamo che il primo capoverso della convenzione con Potenza richiama i rilevanti aumenti Istat degli scorsi anni, per cui la Regione Basilicata si farebbe carico di 1milione 172mila km( rispetto agli 880mila che “ regala a Matera) , mentre il Comune di Potenza si farebbe carico di soli 221 mila km per un
costo stimato di 606 mila eu + iva oltre a 1milione630 mila eu per scale mobili, per un totale che sembrerebbe ammontare a 2milioni236mila euro. Il Comune di Potenza avrebbe chiesto un contributo per il trasporto alla Regione Basilicata di 650 mila euro per i prossimi 5 anni, mentre avendo riguardo alle scale mobili, il comune di Potenza risulta da sempre beneficiario di un contributo annuale per gli impianti meccanizzati di poco meno 1.5 milioni di euro annui». «Saremo ben feliciconclude il Psi - di essere smentiti, ma dal combinato disposto delle due situazioni, sembrerebbe che a Potenza il trasporto pubblico costi quasi zero alle casse comunali, mentre a Matera si spendono 2.4 milioni di fondi propri. Per tali ragioni, vi è l’evidenza di un danno ingiusto a carico della comunità materana, come Socialisti auspichiamo che tutte le forze politiche e consiliari, si uniscano nell’affrontare con maturità e coraggio questa situazione molto delicata dai punti di vista legale, amministrativo e politico.Auspichiamo che il Consiglio Comunale sia unito e concorde nel richiedere un ulteriore passaggio consiliare, che aggiorni convenzione su tali punti, anche alla luce di impatti sul bilancio dell’aumento del costo a carico del Comune, passato da 2 a 2,4 milioni per i prossimi 7 anni».
L’assessore ai Trasporti, Pepe: «Numerosi gli investimenti messi in campo per migliorare il territorio»
Il 10 aprile si è svolto, presso il Palazzo della Cultura in largo Pignatari, un convegno promosso da Confsal Basilicata e FAST Confsal Puglia e Basilicata, dedicato ai temi delle infrastrutture, della sicurezza e della mobilità sostenibile, con l’obiettivo di favorire il benessere dei cittadini e la crescita del territorio. Nel corso dell’incontro, sono state affrontate le principali criticità che negli ultimi anni hanno interessato il settore dei trasporti, dal servizio urbano di Potenza e Matera al trasporto extraurbano, fino al sistema ferroviario e alla rete stradale. Particolare attenzione è
stata riservata agli interventi istituzionali. L’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Pasquale Pepe, ha evidenziato i numerosi investimenti messi in campo negli ultimi anni per migliorare e valorizzare il territorio lucano. A seguire, l’assessore alla Mobilità del Comune di Potenza, Francesco Giuzio, ha illustrato il processo di rimodulazione del servizio urbano, finalizzato a una maggiore efficienza e ottimizzazione.
Nel corso del convegno, è stato inoltre trasmesso un videomessaggio del Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i Trasporti, Tullio Ferrante, che ha

sottolineato l’importanza di un impegno condiviso tra Istituzioni e territori per lo sviluppo del sistema infrastrutturale e della mobilità sostenibile.Al-
l’incontro hanno preso parte anche il consigliere comunale di Matera, Marco Bicherati, e il consigliere provinciale di Potenza, Alfonso Nardella.
Gli organizzatori hanno, infine, rivolto un ringraziamento a tutte le Istituzioni intervenute per il contributo offerto al dibattito.

Un solo colpo di fucile centrò l’uomo nella parte superiore del torace e la sua giovane esistenza venne troncata per sempre
DI VINCENZO MAIDA
L’amplificazione dei media sui casi di cronaca nera dà la sensazione che viviamo in una realtà insicura, dove gli omicidi sono dietro l’angolo. La realtà, invece, è esattamente opposta: in Italia, gli omicidi sono costantemente in calo rispetto al passato ed è tra le Nazioni più sicure in Europa. La Basilicata, con le città di Potenza e Matera, si colloca sempre in fondo alla classifica nazionale. Anche da noi, di omicidi se ne sentiva parlare molto più in passato, anche per motivi banali: per un’offesa, per invidia e gelosia, etc. etc. Tra vecchie carte che testimoniano il passato, abbiamo rinvenuto la narrazione di un omicidio consumato a metà del 1800 a Montalbano Jonico e che non ha mai avuto né un colpevole né un movente certo, benché ci fu un arresto e una condanna. Nel centro storico del paese jonico, in via Guglielmo Pepe, si trova Palazzo Santagata. Sulla struttura in ferro che sovrasta il portone di legno, sono ancora visibili le iniziali GS, Giambattista Santagata. Il Palazzo ha uno stile architettonico unico nel suo genere in tutto il circondario: scale, ringhiere, ballatoi e vetrate ricordano certi palazzi napoletani settecenteschi. È una costruzione solida, imponente, robusta. Giambattista Santagata aveva 38 anni nel 1854. Fisico aitante, colto, grande eloquio e buone letture che arricchivano il suo vocabolario, era ben visto e ammirato da gran parte della popolazione, e il suo consenso cresceva anche presso le autorità.
Santagata era benestante: possedeva, infatti, tanti terreni e case. Era una vita brillante la sua e molti pensavano a lui anche come futuro amministratore del paese. Tutto questo aveva fatto sì che invidia e rancore di avversari e concorrenti politici crescessero a dismisura, fino al punto da convincere qualcuno di loro che la sua eliminazione fisica non fosse più rinviabile. Santagata, appena rientrato dalla sua tenuta in campagna, era uscito da un magazzino a piano terra, il cui ingresso è posto di fianco a quello del portone. Da un po’ di tempo, nel timore che qualcuno potesse attentare alla sua incolumità, era costantemente accompagnato da due guardie del corpo. Erano due braccianti agricoli alle sue dipendenze dalla forza erculea. Giambattista aveva immaginato di correre il rischio di una aggressione fisica, ma non aveva mai pensato ad un ag-
guato mortale. Era l’imbrunire, appena dopo le ore 18:00 del 12 novembre di quell’anno. Le ore di sole si stavano accorciando e, in pochi minuti, calò il buio della sera. Giunto davanti al portone, Giambattista salutò i suoi protettori per rientrare nella sua abitazione. Dall’angolo in alto a sinistra, dove via Guglielmo Pepe incrocia via Alighieri, partì un solo colpo di fucile che lo centrò nella parte superiore del torace e la sua giovane esistenza venne troncata per sempre. Santagata si accasciò dopo aver fatto un mezzo giro su stesso e, a nulla, valsero i disperati tentativi di arrestare il sangue che usciva copioso dal petto e dal collo. Morì verso l’alba del giorno dopo. Nei giorni seguenti, fu arrestato un uomo di Montemurro, in provincia di Potenza, Giuseppe Damasco, in quanto si era reso protagonista di alcune minacce nei confronti di

Santagata per motivi legati al pascolo in alcuni terreni. Damasco venne condannato a 25 anni di carcere dal Tribunale di Potenza, sentenza poi confermata da quello di Salerno, nonostante non vi fossero prove certe. L’omicidio Santagata rimase un mistero. I suoi funerali furono solenni in chiesa Madre Santa Maria dell’Episcopio. Il figlio Giuseppe, all’epoca appena quindicenne, dovette poi crescere in fretta per mandare avanti i terreni di famiglia che erano numerosi. Si sposò con Michelina Serio ed era molto attratto da Napoli e dalla bella vita. Era colto come il padre Giuseppe e possedeva un’importante biblioteca. Nella città partenopea si recava spesso e, in paese, dava il suo disinteressato contributo alla vita comunitaria, come componente della Giunta comunale per alcuni anni e del Direttivo della Società Operaia di Mutuo Soccorso, ma aveva anche maturato l’insana passione per il gioco delle carte. Si giocò tutti i suoi averi, contraendo anche molti debiti. Trascorse la vecchiaia in quel palazzo in povertà, senza più terreni e cospicui conti in banca. Neanche il palazzo era più suo. Il nuovo proprietario, il notaio Francesco Zito Elia, gli aveva riservato un paio di stanze fino alla sua morte per compassione. Giuseppe amava i libri e i suoi li donò alla Biblioteca comunale Rondinelli, il fondo Santagata. Aveva collaborato anche alla sua gestione, come componente della Commissione di vigilanza. Visse a lungo e morì nella più assoluta miseria il 14 settembre del 1931, all’età di 92 anni.
Ordigni inesplosi e auto incendiate. Immediato l’intervento sul posto delle Forze dell’Ordine che hanno messo in sicurezza l’area
Nella notte tra il 10 e l’11 aprile, un gruppo di ignoti ha tentato di assaltare uno sportello bancomat della Banca Popolare di Milano a Lavello, inserendo due ordigni esplosivi all'interno dell'Atm, con l'obiettivo di farlo esplodere e prelevare il denaro.Uno dei dispositivi è deflagrato senza provocare danni rilevanti, mentre il secondo è rimasto incastrato nello sportello automatico, non completando l'esplosione. Gli artificieri dei Carabinieri, giunti da Potenza e Bari, sono intervenuti prontamente per mettere in sicurezza l'area e disattivare l'ordigno ine-
sploso.Secondo le prime ricostruzioni, gli stessi malviventi avrebbero messo in atto un diversivo incendiando due automobili nella vicina Venosa, nel tentativo di distogliere l'attentione delle Forze dell'Ordine. Durante la fuga, i responsabili hanno disseminato la carreggiata di chiodi, probabilmente per ostacolare l'inseguimento da parte dei militari.Sono in corso le indagini per identificare gli autori del colpo fallito. Le autorità stanno esaminando le riprese delle telecamere di sicurezza e raccogliendo testimonianze per ricostruire l'accaduto e individuare i malviventi.


«Un esempio di impegno civico»: le congratulazioni del Prefetto di Potenza Campanaro per i premiati lucani
Grande soddisfazione e orgoglio per la provincia di Potenza, che oggi celebra due straordinari riconoscimenti conferiti dal Presidente della Repubblica. Il Quirinale ha reso noti i nomi dei nuovi Alfieri della Repubblica, giovani che si sono distinti per il loro impegno civico, altruismo e solidarietà. Tra questi, spiccano due eccellenze lucane: Serena Zullo, giovane di Lauria, e la Classe V A della Scuola Primaria “A. Grippo” di Potenza, premiata per la sua capacità di creare contesti inclusivi e solidali. Serena Zullo, adolescente di Lauria, è stata insignita dell’Attestato d’Onore di Alfiere della Repubblica per il suo instancabile impegno nel sociale e nel volontariato. Lunga la sua carriera come attivista: Serena partecipa a numerose iniziative di solidarietà promosse dall'AVIS comunale di Lauria, e si distingue per la passione con cui pro-
muove la cultura del dono. Il riconoscimento le è stato conferito "per l’impegno di volontariato in favore della propria comunità e del territorio in cui vive, per l’energia e la passione con cui promuove la cultura del dono, contribuendo alla crescita civile e sociale."Accanto a Serena, il Presidente della Repubblica ha premiato anche la Classe V A della scuola primaria “A. Grippo” dell’Istituto Comprensivo “Don Milani-Leopardi” di Potenza, con una Targa del Presidente della Repubblica dedicata al tema dell’inclusione. La classe si è distinta per il percorso educativo inclusivo che ha visto protagonisti gli insegnanti e gli educatori nell'integrare la Lingua dei Segni (LIS) nel programma scolastico. Tra i compagni di classe c'è Micaela, una bambina sorda che, grazie all’impegno della sua classe, ha iniziato a comunicare e a esprimere i propri pensieri tramite la
LIS. Un esempio straordinario di come la scuola possa fungere da ponte per la creazione di relazioni autentiche, abbattendo barriere e favorendo l'inclusione. Oggi, grazie a questo approccio, tutti i compagni di Micaela comunicano correttamente in LIS, un segno tangibile dell'importanza dell'inclusione e dell'educazione interculturale.A questo proposito, il Prefetto di Potenza Michele Campanaro ha espresso le sue più sentite congratulazioni a Serena Zullo e alla Classe V A dell’Istituto Comprensivo “Don Milani-Leopardi”, sottolineando l’importanza di questo riconoscimento per la provincia lucana: "A Serena Zullo di Lauria e all’intera Classe V A della scuola primaria ‘A. Grippo’ di Potenza vanno le mie sincere congratulazioni, per aver saputo interpretare a fondo e con amore lo spirito del tema scelto quest’anno dalla Presidenza della Repub-

blica, sperimentare e comunicare la solidarietà. A testimonianza dei valori assoluti di solidarietà e altruismo che i nostri giovani sanno portare nel sociale, in particolare in favore delle persone più fragili e bisognose di aiuto."Questi premi rappresentano non solo un traguardo per i singoli vincitori, ma anche un segno di speranza e di impegno verso una società più giu-
sta, solidale e inclusiva. Il riconoscimento conferito ai giovani lucani è una testimonianza che la generosità, l’impegno sociale e il rispetto delle diversità sono valori che si coltivano fin dalla giovane età e ch e possono fare la differenza per costruire un futuro migliore per tutti. Un’ulteriore dimostrazione di come, anche nei piccoli gesti quotidiani, si possa cambiare il mondo.
Sabato scorso, Pignola ha reso omaggio a Emilio Colombo nel giorno in cui avrebbe compiuto 106 anni, scegliendo di farlo in modo che non fosse solo una commemorazione, ma un atto politico. La celebrazione è stata un’occasione per riaffermare l’importanza della memoria come responsabilità verso il presente e il futuro. L'evento si è svolto a Palazzo Gaeta, con il supporto dell’amministrazione comunale e del Centro Studi Internazionale, e ha visto la partecipazione di personalità locali come il sindaco Antonio De Luca, Vito Santarsiero, l’assessore Carmela Faraldo, e attivisti storici della Democrazia Cristiana di Pignola, tra cui Peppino Molinari, Saverio Scavone, Ignazio Petrone, Domenico Vignola, Antonello Molinari, Angela Guma, Mario Sabia e Vito Marsico.Ricordare Emilio Colombo non è stato un gesto di mera nostalgia, ma il riconoscimento di un percorso politico che ha
segnato la storia del Paese. Colombo ha portato la Basilicata al vertice della politica italiana, combinando le sue radici locali con una visione nazionale. È stato uno statista capace di unire ter-
ritorio e politica internazionale.La sua vera grandezza si misura, però, soprattutto nella politica estera. Da Ministro degli Esteri, Colombo ha avuto un ruolo fondamentale nel posiziona-

mento dell’Italia all’interno della Comunità Economica Europea, contribuendo alla creazione dell'attuale Unione Europea. La sua visione strategica non era un europeismo retorico, ma una consapevolezza profonda: per l’Italia e per la Basilicata, l’Europa non era un orizzonte ideale, ma una condizione di possibilità.Colombo ha capito prima di molti che l'Italia doveva essere parte attiva nei grandi processi internazionali. La sua leadership politica, lontana da facili consensi, ha avuto un impatto decisivo, non solo in Italia, ma anche a livello europeo.La commemorazione di Pignola è stata un richiamo a una politica che guarda al futuro con la stessa determinazione con cui Colombo ha affrontato le sfide della sua carriera. In un’epoca in cui la politica sembra concentrarsi sul breve periodo, l’eredità di Emilio Colombo è un monito a ripensare il ruolo della politica come strumento di costruzione del futuro.



degrado e lo stato di incuria in cui versano diverse fermate in città Nei giorni scorsi le incessanti piogge hanno messo a dura prova gli utenti del trasporto pubblico locale nel capoluogo di Regione. Diverse fermate, infatti versano in condizioni precarie: strutture deteriorate, assenza di coperture e interventi di manutenzione insufficienti rendono l’attesa una vera e propria prova di resistenza. Un uomo seduto su una panchina danneggiata ed esposta alle intemperie mentre attende l’autobus urbano, divulgata sui social dal consigliere comunale di opposizione della Lega Alfonso Nardella ha indignato la comunità. Le segnalazioni di pensiline iitti i ltilit pure non sarebbero necessari interventi straordinari per migliorare la situazione. Azioni rapide e mirate — come l’installazione di pensiline, la sostituzione delle sedute danneggiate e una manutenzione più costante — potrebbero incidere significativamente sulla qualità del servizio. Il trasporto pubblico, infatti, rappresenta un elemento centrale nella qualità della vita delle fasce più vulnerabili della popolazione: anziani e studenti sono tra coloro che più risentono delle carenze infrastrutturali, trovandosi spesso ad affrontare condizioni poco dignitose durante l’attesa. Il tema, quindi, non riguarda soltanto il decoro urbano, ma anche l’equità nell’accesso ai servizi. Il ili l Ndll

POTENZA. Mercoledì scorso da queste colonne abbiamo denunciato l’assenza di pensiline e assenza di manutenzione in alcune fermate dell’autobus in diverse aree di Potenza.
In particolare, la pensilina fanta-
sma incriminata è quella di via Stigliani, oggetto anche di un comunicato stampa del consigliere comunale di opposizione Alfonso Nardella del gruppo Lega. Ed è proprio la nota dell’esponente del Carroccio che ha portato il neo consigliere comunale de La Basilicata Possibile, Raffaele
Messina ad illustrare lo stato delle fermate degli autobus in città. Attraverso il suo profilo social, il consigliere subentrato al professor Biscaglia tra le fila della maggioranza, ha ritenuto opportuno «riportare alcuni dati oggettivi per offrire ai cittadini una rappresentazione corretta della situazione».
Nel territorio comunale sono presenti 311 fermate bus. Di queste, «96 sono dotate di pensiline e sedute, installate nei punti in cui le caratteristiche dello spazio urbano lo consentono e dove è possibile garantire sicurezza e accessibilità agli utenti. Un dato che restituisce una fotografia concreta dello stato attuale del servizio, nella consapevolezza dei margini di miglioramento sui quali l’Amministrazione è già al lavoro» spiega Messina.
Per quanto riguarda nello specifico la fermata di via Stigliani, il consigliere Messina ha ritenuto utile precisare che «a poche de-
cine di metri è presente una pensilina completa di copertura e panchine, in buono stato di manutenzione, regolarmente utilizzabile dagli utenti del trasporto pubblico. Ciò non significa che il sistema non possa essere migliorato».
«L’Amministrazione è consapevole che il trasporto pubblico e le relative infrastrutture rappresentano un servizio essenziale e, proprio per questo, gli interventi di manutenzione e di progressivo miglioramento delle fermate sono costantemente oggetto di attenzione e programmazione» continua Messina.
Messina infine ricorda a tutti i consiglieri: «Il confronto è legittimo e sempre necessario, ma non può prescindere da una rappresentazione completa dei fatti. L’obiettivo condiviso deve essere quello di migliorare i servizi per la città, attraverso un confronto serio e basato su dati concreti».
La serata alla Galleria Civica per ricordare una delle voci più intense della Basilicata
POTENZA. A trent’anni dalla scomparsa di Michele Parrella, Potenza rende omaggio a una delle voci più intense e anticonformiste della poesia civile lucana. L’Assessorato alla Cultura del Comune, insieme al Fondo Etico della BCC Basilicata, promuove una manifestazione commemorativa pensata per custodire e rilanciare l’eredità artistica e umana del poeta.
Cuore dell’iniziativa sarà la proiezione del documentario “Chi ha mangiato il cuore dell’allodola – Parabola tra vita e sogno di un poeta ribelle”, firmato da Roberto Zito e realizzato in collaborazione con la Rai Radiotelevisione Italiana – sede regionale della Basilicata. Un’opera che ripercorre, tra memoria e suggestione, il percorso esistenziale e poetico di Parrella, restituendone il tratto inquieto, libero e profondamente legato alla sua terra.
L’appuntamento è fissato per giovedì 23 aprile, alle ore 18, negli spazi della Galleria Civica Comunale in Piazza Pignatari. Un luogo simbolico che ospiterà una serata di riflessione e confronto, arricchita dagli interventi istituzionali e culturali di Roberto Falotico, dell’assessore alla Cultura, del sindaco di Laurenzana Giuseppe Trivigno, del direttore generale della BCC Basilicata Giorgio Costantino, della presidente del Parco Letterario Lau-
rentiana – Michele Parrella Franca Nigro e dello scrittore Paolo Albano, oltre allo stesso Zito.
Non si tratta soltanto di un omaggio formale, ma di un momento collettivo di riscoperta. Parrella, “poeta civile” capace di intrecciare impegno e visione, continua a parlare al presente con una voce che attraversa il tempo e interroga le coscienze.
La serata si propone così come uno spazio di poesia e pensiero, capace di illuminare la complessità del nostro tempo e, al contempo, offrire nuove prospettive da cui guardare la realtà.
Un invito a rallentare, ad ascoltare e a ritrovare, nelle parole di un poeta ribelle, una chiave diversa per leggere il mondo che ci circonda.


Gianpaolo Carretta : «Il centro storico non è l'unico punto critico, ma tutta la città necessita di interventi concreti»
DI VITO ERRICHETTI
APotenza il tema della sicurezza torna con forza al centro del dibattito pubblico. Non si tratta più di episodi isolati o percezioni sporadiche, ma — secondo quanto denunciato dall’associazione “Il Centro Storico” — di una condizione diffusa che interessa l’intero tessuto urbano. È questo il messaggio emerso con chiarezza dalla conferenza stampa organizzata presso il Tourist Hotel, a seguito delle numerose segnalazioni giunte da cittadini e associati.A parlare è stato il presidente Gianpaolo Carretta, che ha tracciato un quadro netto e senza sfumature: «Occorre una svolta vera, che non riguardi soltanto il centro storico ma tutta la città. La nostra associazione nasce con un riferimento preciso, ma oggi rappresenta una comunità molto più ampia, fatta di centinaia di cittadini che chiedono attenzione e interventi concreti».
UNA CITTÀ CHE
CAMBIA, UNA SICUREZZA CHE
ARRETRA
Nel suo intervento, Carretta ha insistito su un punto chiave: la trasformazione sociale di Potenza non è stata accompagnata da un adeguato rafforzamento delle politiche di sicurezza. Il risultato, secondo l’associazione, è sotto gli occhi di tutti: episodi di microcriminalità sempre più frequenti, spaccio di sostanze stupefacenti visibile anche nelle aree centrali, risse e fur-
ti che alimentano un clima di crescente insicurezza.«Non possiamo più raccontarci — ha affermato — la favola di una città sicura. Era forse vero in passato, ma oggi la realtà è diversa e va affrontata con coraggio».
IL LIMITE DEI NUMERI UFFICIALI
Uno dei passaggi più significativi riguarda la lettura dei dati. Le statistiche sulle denunce, spesso utilizzate come parametro per valutare il livello di sicurezza, vengono definite «parziali e fuorvianti». Il motivo è duplice: da un lato l’età media elevata della popolazione, soprattutto nel centro storico, dall’altro la scarsa propensione a denunciare, legata anche ai costi e alla complessità dei procedimenti.«Molti cittadini — ha spiegato Carretta — rinunciano a segnalare episodi di cui sono vittime. Questo significa che la realtà è ben più grave di quanto emerga dai numeri ufficiali».
PIÙ CONTROLLI
E PRESENZA SUL
TERRITORIO
Tra le richieste avanzate dall’associazione vi è un rafforzamento deciso del presidio del territorio. Non solo attraverso strumenti tecnologici, come le telecamere di sorveglianza, ma soprattutto con una presenza fisica più visibile e costante delle forze dell’ordine. L’obiettivo è chiaro: passare da un controllo prevalentemente “su ruote” a un modello che privilegi anche il pattugliamento a piedi, ritenuto più efficace per prevenire e contrastare i feno-

meni di degrado urbano. Fondamentale, inoltre, il coordinamento tra tutte le forze in campo — carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia municipale — in particolare durante i fine settimana e gli eventi pubblici. L’associazione ha annunciato l’intenzione di chiedere ufficialmente un’audizione presso il Comitato Provinciale per la Sicurezza, per ottenere chiarimenti sulle strategie adottate e sui progetti in corso, a partire dalla gestione dei sistemi di videosorveglianza e dalla possibile istituzione di una sala operativa dedicata.
EVENTI E MOVIDA: «SERVONO REGOLE CERTE»
Con l’avvicinarsi della stagione primaverile ed estiva, un altro nodo cruciale riguarda la gestione della movida e degli eventi pubblici. L’associazione non si dice contraria, anzi: «Vogliamo una città viva, dinamica, capace di offrire occasioni culturali e di aggregazione», ha precisato Carretta.Tuttavia, questa vitalità deve essere accompagnata dal rispetto delle regole. Tra le priorità indicate: il controllo dei livelli di rumore, il rispetto degli orari di chiusura — fissati come limite massimo alle 00:30 — e la verifica puntuale delle autorizzazioni per gli organizzatori.«Non si può derogare continuamente — ha sottolineato — perché il diritto al divertimento deve convivere con quello al riposo e alla sicurezza».
IL RUOLO DELLA SOCIETÀ CIVILE
Un elemento centrale del discorso è il coinvolgimento diretto dei cittadini. L’associazione rivendica un ruolo attivo della società civile, non solo come soggetto che segnala criticità ma anche come interlocutore propositivo nei confronti delle istituzioni.In quest’ottica si inseriscono le iniziative annunciate: una manifestazione pubblica dedicata al tema della sicurezza e un’assemblea programmatica prevista per il 30 aprile, durante la quale verrà elaborato un documento con proposte concrete da sottoporre all’amministrazione comunale.«La sicurezza — ha ribadito Carretta — non è solo una questione di for- ze dell’ordine. È un tema che riguarda tutti: istituzioni, associazioni e cittadini».
SICUREZZA URBANA E VIABILITÀ
Nel quadro delineato dall’associazione, anche la viabilità assume un ruolo importante. La sicurezza delle strade, spesso tra-
scurata nel dibattito pubblico, viene indicata come elemento complementare ma essenziale. Gli interventi di manutenzione annunciati in diverse zone della città — da via Vaccaro a via del Popolo, fino alle aree del centro storico e ai quartieri più periferici — rappresentano, secondo l’associazione, un segnale positivo. «Sono lavori che abbiamo sollecitato a lungo — ha concluso Carretta — e che contribuiscono a migliorare la qualità della vita e la sicurezza complessiva».
UNA SFIDA APERTA Quella lanciata dall’associazione “Il Centro Storico” è, a tutti gli effetti, una sfida alle istituzioni locali. La richiesta è di abbandonare approcci frammentari e di adottare una strategia organica, capace di rispondere a un fenomeno complesso e in evoluzione.Il messaggio che arriva da Potenza è chiaro: la sicurezza non può più essere considerata un tema secondario. Serve un cambio di passo, e serve subito.



Un tragico incidente nelle campagne tra Venosa e Montemilone ha messo in pericolo la vita di un uomo, ricoverato in prognosi riservata
VENOSA È ricoverato in gravi condizioni il 50enne di Venosa vittima di un tragico incidente agricolo, avvenuto l'11 aprile, nelle campagne tra Venosa e Montemilone. L'uomo è stato travolto dal trattore della sua famiglia, mentre cercava di fermarlo in località Boreano, nei pressi di un agriturismo di proprietà della sua famiglia.L'incidente si è verificato intorno alle ore 19:00. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo stava cercando di bloccare il mezzo pesante quando, per motivi ancora da chiarire, è stato travolto dalla macchina. Subito dopo l'incidente, sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure sul
luogo. Vista la gravità della situazione, l'uomo è stato trasferito in codice rosso all'ospedale "San Carlo" di Potenza, dove è attualmente ricoverato nel reparto di rianimazione. I medici hanno già dovuto intervenire chirurgicamente per trattare le fratture riportate durante l'incidente, e le sue condizioni restano critiche, con prognosi riservata.Le autorità hanno avviato un'indagine per chiarire la dinamica dell'incidente, mentre la comunità di Venosa si è stretta attorno alla famiglia della vittima, augurandole una pronta e completa guarigione. L'incidente, purtroppo, evidenzia ancora una volta i rischi e le difficoltà legate al lavoro agricolo,

un settore che, seppur fondamentale per l'economia locale,
continua a registrare troppi episodi tragici.
“Muovere l’aria” è un progetto nato dalla collaborazione tra l'AIAS di Melfi, Filocontinuo- Società Cooperativa Sociale e

“Il Giardino degli Sguardi” non è un semplice spettacolo, ma un giardino vivo, fatto di bellezza, sogni e possibilità. Inserito nel progetto “Muovere l’aria”, è andato in scena all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma durante Pythika – competizione di teatro inclusivo, una iniziativa promossa dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli– offrendo al pubblico un’esperienza artistica intensa, poetica e profondamente umana. «Lo spettacolo trae ispirazione dalla frase “Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i bambini e i fiori”, ed è proprio ai fiori che è stato dedicato il frammento presentato sul palco dell’Auditorium della Musica –raccontano a latere dello spettacolo- Muovere l’aria è un progetto nato dalla collaborazione tra l'AIAS di Melfi, Filocontinuo –Società Cooperativa Sociale e
Amarti Arteterapia, realtà impegnate nei servizi di assistenza alle persone fragili e nella promozione dell’inclusione attraverso le arti performative. Sul palco ha preso vita un giardino incantato in cui fiori, rocce, farfalle e alberi accolgono tre bambini che, con occhi sognanti, ammirano la magia della natura che si risveglia, lenta e sinuosa, in una dolce e delicata danza di petali e foglie brillanti». La regia di Erminio Truncellito e la drammaturgia di Gianpiero Francese «hanno creato una sinergia scenica emozionante, capace di valorizzare le unicità di ogni interprete e di muovere non solo l’aria, ma anche il cuore. La partecipazione a Pythika rappresenta un importante riconoscimento del valore artistico e sociale del progetto – proseguono- che si inserisce a pieno titolo nel panorama del teatro inclusivo contemporaneo. In scena, performer con e senza di-

sabilità condividono uno spazio immaginifico, dando vita a un dialogo autentico che supera ogni definizione di diversità». L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo anche dalla Garante Regionale per i Diritti delle Persone con Disabilità, Marika Padula, presente all’evento. «Il supporto della Garante consentirà di far conoscere il progetto anche in altri teatri della Regione Basilicata, confermando come questa forma d’arte sia uno strumento potente di incontro, inclusione e valorizzazione delle individualità». «Un plauso particolare va ad AIAS MELFI ETS, che con passione, professionalità e grande impegno ha portato a Roma il nome della Basilicata, rendendo il nostro territorio protagonista di una testimonianza concreta di inclusione e promozione dei talenti -asserisce Padula- In qualità di Garante esprimo il mio apprezzamento per un evento che ha da-
to voce, spazio e pieno riconoscimento a capacità che meritano di essere sostenute e valorizzate sempre di più. La Basilicata può essere orgogliosa di realtà come l’AIAS di Melfi, capaci di rappresentare con qualità, serietà e umanità il volto migliore della nostra comunità». Non solo performance, ma anche laboratori sartoriali e di scenografia: «Le ragazze e i ragazzi dell’AIAS, con l’aiuto dei volontari, hanno realizzato gli abiti di scena con la collaborazione della Sartoria Teatrale Shangrillà di Foggia e le scenografie, partendo dall’idea creativa di Giuseppe Genco, architetto e maestro cartapestaio, rappresentante della Regione Puglia presso la Fondazione Carnevale di Putignano». Il Giardino degli Sguardi, dopo Roma, sarà presentato anche presso il Teatro Ruggiero II di Melfi, con due date nei prossimi mesi.
E MANUELA CALABRESE

Chiarito: «Le minoranze non vogliono il bene della comunità e non si rassegnano all'infinita campagna elettorale, persa e conclusa da 3 anni»
DI EMANUELA CALABRESE
Una lettera, riassunta in un manifesto pubblico affisso in questi giorni a Ripacandida, porta la firma dei Consiglieri comunali d’Opposizione, Giuseppe Annunziata, Giuseppe Sarcuno e Michele Spinazzola, i quali hanno scritto ai Consiglieri comunali di Maggioranza in merito ad uno dei punti discussi nell'ultimo Consiglio. «Abbiamo fatto presente, in seduta Consiliare che le tariffe relative ai contributi sui costi di costruzione, che si stavano per approvare, erano difformi da quanto previsto dalla legge regionale, e avrebbero potuto costituire un danno per le casse comunali e un probabile conseguente danno erariale. Il ruolo dei Consiglieri – scrivono- è innanzitutto quello di tutelare l'Ente, cioè tutti i cittadini. Ogni risorsa che non viene incassata dal Comune, si trasforma in minori risorse per i servizi che l'Ente può erogare ai cittadini stessi. Per questo è importante rispettare ciò che dispongono le Leggi nazionali e regionali. In Consiglio Comunale non siamo stati ascoltati nonostante una breve sospensione dello stesso Consiglio – incalzano gli sciventi- Ci siamo informati presso i competenti uffici regionali e presso altri Comuni e sembra che la Delibera contenga disposizioni illegittime nel merito (tariffe)
e nel metodo (competenza del Consiglio)». Con la lettera ai Consiglieri di Maggioranza, Annunziata, Sarcuno e Spinazzola chiedono «che venga rettificata la tariffa, come prevede la normativa nell'interesse dell'Ente, dei cittadini e degli stessi Consiglieri che si sono esposti ad un probabile danno erariale. In alternativa -chiosano-informeremo la Corte dei Conti per le valutazioni di merito. Questo, per noi, sembra essere un altro esempio di mala gestione della cosa pubblica a cui assistiamo da circa tre anni». Non è tardata ad arrivare la risposta da parte del Sindaco Michele Chiarito, che a sua volta, mette nero su bianco la sua «operazione verità sui manifesti fuorvianti a firma dei gruppi di Opposizione». «A nome mio e di tutta la Maggioranza che rappresento, comunico che non è stato fatto alcun errore nella determinazione dei costi di costruzione ed oneri di urbanizzazione che ognuno di noi è tenuto a pagare nel caso di nuove costruzioni e/o ristrutturazioni di immobili. Questa Maggioranza, ogni giorno si spende per il bene della comunità, cercando nelle proprie possibilità, di agevolare tutti i cittadini, assumendosi anche la responsabilità di dover rispondere alle accuse e scelleratezze di chi (dimenticando di amministrare per conto dei cittadini) si dà a commenti e affermazioni
che sarebbero da censurare per la loro falsità». Entrando nel dettaglio dell'accaduto nel Consiglio Comunale del 5 marzo, «la Maggioranza di Governo del paese ha approvato una Delibera con la quale va a confermare le tariffe degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione da applicare in tutto il territorio comunale. In particolare, il costo di costruzione, approvato al 3% dell'importo del computo metrico, va incontro all'esigenza di far pagare meno tasse ai cittadini nel caso di nuova costruzione e/o ristrutturazione di immobili nel nostro comune. Questa operazione – prosegue il Sindaco- che rivendichiamo e convintamente abbiamo votato, è stata ponderata e discussa, anche durante l'interruzione del consiglio comunale citato nella nota/manifesto dei consiglieri di minoranza». Durante l'interruzione del Consiglio infatti, «resasi necessaria a seguito di richieste da parte della minoranza di aumentare la tariffa (aumentando quindi ciò che i cittadini devono pagare), abbiamo prontamente contattato gli Uffici Regionali che, con telefono in viva voce, ci hanno riferito in maniera inequivocabile che la tabella da noi utilizzata era corretta e quindi ci hanno rassicurato in merito a ciò che stavamo facendo. Nessuna incomprensione. Questa è la verità -rimarca Chiarito- non quanto ripor-
tato da un Consigliere di Minoranza a seguito di altri colloqui personali e telefonici avuti con funzionari della Regione. Di questo mi sono personalmente accertato. Qualcuno mente, chi? Dopo la telefonata, siamo ritornati in Consiglio, ancora più convinti di fare del bene ai nostri cittadini, evitando di fargli spendere somme non dovute e abbiamo approvato il punto all'Ordine del Giorno. Da un punto di vista squisitamente normativo, il Sindaco elenca anche Leggi regionali e DPR a conferma di quanto asserito. «La decisione scaturisce dalla volontà dell'Amministrazione di agevolare qualunque tipo di attività relativa agli insediamenti abitativi, produttivi, commerciali, ecc. all'interno del territorio Comune di Ripacandida, territorio che purtroppo subisce gli effetti dello spopolamento e della desertificazione strutturale di attività commerciali e/o imprenditoriali, a differenza dei Consiglieri di Minoranza che, mal consigliati da qualcuno meno esperto di loro, stanno continuando ad insistere nel voler far applicare una tariffa più alta che costerebbe ad ognuno di noi ripacandidesi di più in caso di manutenzioni, ristrutturazioni e nuove costruzioni, così come dichiarato da qualche Consigliere in consiglio che ha asserito che "non sarebbe un problema che i cittadini pagassero qualche centina-
ia di euro in più in caso di ristrutturazione"». E si avvia a concludere il Primo cittadino: «Mi dispiace ancora constatare che le minoranze non vogliono in alcun modo il bene della comunità, pensando sempre a fare un'inutile e demagogica opposizione, non mirata ad aiutare la maggioranza nelle scelte per la comunità, ma pensando solo all'infinita campagna elettorale, che è stata persa e conclusa da tre anni. Ma non si rassegnano. In quella stessa campagna elettorale erano schierati l'uno contro l'altro ma, oggi, si spalleggiano l'un l'altro avendo come unico obiettivo, non il bene della comunità, ma la caduta della Maggioranza per poi, in un secondo tempo, tornare a essere schierati l'uno contro l'altro rinfangandosi in una successiva campagna elettorale col desiderio/speranza di essere questa volta eletti. Ma questo i ripacandidesi l'hanno ben capito. Un'ultima riflessione: uno dei firmatari della lettera aperta dimentica che prima di me come Sindaco c'era lui, quindi l'eventuale danno erariale, che paventa nei miei confronti, è ancora valido anche per lui? Insomma, si tratta di notizie polemiche e fuorvianti che non meritano nemmeno di essere commentate, ma si commentano da sole. I ripacandidesi sono più intelligenti e riescono a capire chi lavora per loro e chi contro di loro».

Dura lettera dell’associazione B&B contro il sindaco, contestati toni e metodo mentre resta aperta la questione sull’aumento
MATERA. Sul possibile aumento della tassa di soggiorno si intensifica il confronto tra amministrazione comunale e operatori del settore turistico, con posizioni ancora distanti e un clima che nelle ultime ore si è ulteriormente irrigidito. A intervenire è il consigliere comunale Roberto Cifarelli, che invita a riportare il dibattito su un piano costruttivo, fondato su dati, ascolto reciproco e responsabilità condivisa. «Il dibattito rischia di allontanarci dall’obiettivo principale, che è tutelare e rafforzare il sistema turistico cittadino», afferma, sottolineando come il comparto rappresenti «una risorsa strategica per l’intera comunità». Cifarelli evidenzia la distanza tra le posizioni emerse nelle ultime settimane: da un lato l’amministrazione, impegnata a valutare strumenti utili a sostenere i costi legati ai flussi turistici, dall’altro gli operatori e le associazioni di categoria, che temono effetti negativi sulla competitività dell’offerta e sull’attrattività della destinazione. Secondo il consigliere, manca al momento una sintesi condivisa. Da qui la richiesta di riaprire immediatamente un tavolo di confronto tra Comune e rappresentanze del settore, con l’obiettivo di condividere dati, obiettivi e destinazione delle eventuali risorse. «È comprensibile che si valutino interventi per migliorare i servizi, ma è altrettanto legittima la preoccupazione degli operatori», osserva, invitando a evitare decisioni unilaterali e a costruire un percorso condiviso, anche attraverso un piano strategico dell’accoglienza e dello sviluppo turistico. Nel dibattito interviene anche l’Associazione B&B Matera, che in una lettera aperta respinge le accuse del sindaco e critica duramente i toni utilizzati. «Siamo rimasti sbigottiti per la scarsa considerazione che Lei nutre nei nostri confronti»,

si legge nel documento , nel quale si denunciano «offese dirette indiscriminatamente» rivolte agli operatori del comparto. L’associazione contesta inoltre il metodo adottato, ritenuto distante da un confronto istituzionale equilibrato, e richiama la necessità di ristabilire un clima di dialogo. Viene evidenziato come sarebbe stata sufficiente una convocazione diretta per chiarire eventuali incomprensioni, evitando lo scontro pubblico. I rappresentanti del settore ribadiscono comunque la disponibilità a partecipare in modo costruttivo al tavolo tecnico comunale sul turismo, chiedendo rispetto reciproco e maggiore attenzione alle istanze degli operatori.«Non possiamo permetterci divisioni su un tema così cruciale», conclude Cifarelli, sollecitando tutte le parti a superare le tensioni e a individuare una soluzione equilibrata che consenta di coniugare sostenibilità dei servizi, qualità dell’accoglienza e sviluppo duraturo del sistema turistico cittadino.
L’ANNUNCIO DELL’ASSESSORE ALLO SPORT
Ripartiti i lavori allo stadio «Serve campo all’altezza»
MATERA. Sono ripartiti venerdì 10 aprile i lavori di riqualificazione dello stadio XXI Settembre-Franco Salerno. L’annuncio era arrivato dall’assessore comunale allo sport Giuliano Paterino alla vigilia dell’ultima gara interna del campionato di Promozione lucana, disputata ieri tra Invicta Matera e Polisportiva Tito. Una partita che si preannunciava decisiva per la promozione in Eccellenza, con la squadra pronta a festeggiare il salto di categoria con un turno di anticipo. «Un appuntamento capace di scrivere una pagina importante per la nostra comunità calcistica», aveva sottolineato Paterino. L’amministrazione comunale ha voluto esprimere un messaggio di ringraziamento e incoraggiamento alla squadra, allo staff tecnico e alla società per il percorso stagionale. «I nostri atleti hanno dimostrato attaccamento alla maglia e valori che rappresentano la città», aveva evidenziato l’assessore. Nel frattempo, allo stadio sono ripresi gli interventi di riqualificazione, che accompagneranno la fase finale della stagione sportiva. Un contesto particolare, tra lavori in corso e entusiasmo dei tifosi, che hanno sostenuto la squadra in una giornata significativa per il calcio cittadino.

Via libera al Senato alla riforma sulla panificazione: «Definizione chiara dei prodotti e obblighi nei punti vendita per evitare confusione»
MATERA. Una svolta attesa da anni nel settore della panificazione. Confartigianato Matera accoglie con favore il via libera della Commissione Industria del Senato al disegno di legge sulla produzione e vendita del pane, un provvedimento destinato a ridefinire regole e mercato, introducendo criteri più stringenti per la distinzione tra pane fresco e prodotti ottenuti da impasti surgelati o precotti. «Finalmente si va verso una distinzione chiara tra pane fresco e prodotti ottenuti da impasti surgelati o precotti – dichiara la presidente Rosa Gentile –. È un passo fondamentale per tutelare il lavoro dei panificatori artigiani e garantire trasparenza ai consumatori». Il testo introduce una definizione rigorosa di pane fresco, riservata esclusiva-
mente ai prodotti realizzati con un processo continuo, senza congelamento e venduti entro tempi precisi dalla cottura. Nei punti vendita sarà inoltre obbligatoria una separazione netta tra pane fresco e pane derivato da prodotti surgelati o precotti, con informazioni chiare per i consumatori e sanzioni per chi utilizza impropriamente la denominazione.Una misura sostenuta da tempo da Confartigianato, che punta a contrastare fenomeni di concorrenza sleale e a valorizzare la qualità del pane artigianale. In questo contesto, l’associazione ribadisce il proprio impegno nella tutela e promozione del Pane di Matera Igp, eccellenza simbolo della tradizione lucana, realizzato con semola di grano duro, lievito madre e cottura in forno a
legna. Confartigianato Matera è inoltre impegnata da anni nella valorizzazione culturale e territoriale della panificazione attraverso iniziative come il «Cammino del Pane», progetto che mette in relazione territori, comunità e filiere produttive, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile e un turismo esperienziale legato alle tradizioni locali. «Il pane non è solo alimento, ma relazione, cultura e identità – conclude Gentile –. Con questa riforma si rafforza il valore del lavoro artigiano e si restituisce dignità a una delle produzioni più rappresentative del nostro Paese».Il cosiddetto turismo del pane rappresenta infatti un’opportunità concreta di sviluppo locale, capace di coinvolgere borghi, centri storici e piccole comunità,
dove la produzione resta legata a saperi tramandati e a un’identità profonda. Un modello che coniuga economia e cultura, rafforzando il legame tra qualità dei prodotti e valorizzazione del territorio.




Un momento di confronto pubblico a partire da uno dei temi più rilevanti del presente: il rapporto tra giovani e politica
Oggi, alle ore 17:00, presso l’Aula Magna del Polo del Francioso dell’Università degli Studi della Basilicata, a Potenza, si terrà la presentazione del volume “Chiedimi chi erano i Beatles. I giovani, la politica, la storia” dell’On. Pier Luigi Bersani. L’iniziativa propone un momento di confronto pubblico a partire da uno dei temi più rilevanti del presente: il rapporto tra giovani e politica, e più in generale il legame tra generazioni dentro una società che sta cambiando rapidamente. In un contesto segnato da trasformazioni profonde economiche, sociali e internazionali, cresce la distanza tra chi si affaccia oggi alla vita pubblica e i luoghi tradizionali della partecipazione. Il libro di Bersani si muove dentro questo scenario con uno sguardo che tiene insieme esperienza e attualità. A partire da una domanda che richiama il
passaggio tra generazioni, il volume riflette su come si trasmettono memoria, strumenti di lettura e senso della politica in un tempo in cui questo passaggio appare più incerto. Nel racconto si intrecciano vicende personali e passaggi della vita pubblica del Paese, restituendo un’idea di politica ancorata alla realtà, alla responsabilità delle scelte e al rapporto concreto con le persone e i territori. Ne emerge una riflessione che non si limita alla dimensione narrativa, ma prova a interrogare il presente, a partire dalle condizioni materiali in cui vivono le nuove generazioni.
La presenza di Bersani a Potenza si colloca dentro questa prospettiva: come occasione per riaprire uno spazio di discussione che tenga insieme esperienze diverse e punti di vista generazionali differenti. Per una realtà come la Basilicata, questo tema assume un valore particolarmente

concreto. Il rapporto tra giovani e territorio si misura nella possibilità di costruire percorsi di vita e di lavoro senza essere costretti a spostarsi altrove, nella qualità delle opportunità offerte e nel legame tra formazione e sistema economico e sociale. In questo senso, la scelta dell’Università degli Studi
della Basilicata come luogo dell’iniziativa non è so- lo organizzativa. È il riconoscimento di un luogo in cui si formano competenze, aspettative e percorsi, e in cui si gioca una parte rilevante del rapporto tra giovani e futuro del territorio. L’evento è promosso dall’associazione ESSE Ba-
silicata, impegnata sui temi della partecipazione e dell’impegno delle nuove generazioni, con l’obiettivo di rafforzare il loro ruolo nello spazio pubblico. Un’occasione di confronto che intende riportare al centro una discussione necessaria sul rapporto tra politica, giovani e futuro.
Il presidente Franciosa: «Onorati di portare avanti l'attività di promozione e custodia del patrimonio culturale del territorio»

Grande successo a Barile per la presentazione promossa dalla Pro Loco Barile del libro Amarcord SongAntologia a cura di Walter De Stradis edito da Arduino Sacco Editore. Nutrita e qualificata partecipazione alla presentazione introdotta e coordinata da Emilio D'Andrea, giornalista e scrittore, il quale ha curato anche un racconto del libro Amarcord Song. Par-
ticolarmente emozionati il curatore De Stradis e l'editore Sacco i quali hanno espresso viva gratitudine per l'occasione di valorizzazione del lavoro editoriale che coinvolge diversi autori da tutta Italia. Soddisfazione è stata espressa nel suo intervento dal Presidente Pro Loco Barile e Presidente regionale Ente Pro Loco Basilicata Rocco Franciosa, il quale rivolgendo un plauso in par-

ticolare agli autori lucani Walter De Stradis ed Emilio D'Andrea e all'editore Arduino Sacco, ha sottolineato: «Siamo onorati come Pro Loco di portare avanti l'attivitá di promozione e custodia del patrimonio culturale barilese, di animazione territoriale ed accoglienza e di organizzare manifestazioni culturali per la crescita sociale, culturale e turistica della nostra comunità». Ad impreziosi-
re la manifestazione la cantante lucana Anna Maria Rigillo, la quale ha eseguito alcuni brani musicali che hanno ispirato gli autori nei loro racconti. Presente in rappresentanza del Comune di Barile, il Consigliere comunale Sonnessa, il quale si è complimentato con gli organizzatori e con gli autori sottolineando l'importanza di promuovere iniziative culturali che fanno bene al paese.
RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono le idee e le convinzioni nel tempo
All’inizio pensi che vivere nella verità sia una forma di lotta. Contro gli altri. Contro il passato. Contro ciò che non funziona più. Poi capisci una cosa diversa. Non devi più combattere. Devi restare. Restare dentro ciò che hai visto. Dentro ciò che non puoi più ignorare. Dentro ciò che sei diventato. E restare è molto più difficile che reagire.

Perché non hai più nemici chiari. Hai solo chiarezza. E la chiarezza non ti spinge. Ti espone. Ti toglie le scuse. Ti toglie le distrazioni. Ti lascia esattamente davanti a ciò che sei. Senza più rumore. Ti mette davanti a ogni gesto che prima facevi senza pensarci. E allora impari una cosa nuova: la verità non si difende. Si abita. E abitare se stessi è il primo vero cambiamento.

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D dell’Istituto Comprensivo “Pitagora” lanciano un messaggio di speranza per il futuro attraverso una canzone
Un gruppo di giovani studenti della classe 3ᵃD dell'Istituto Comprensivo "Pitagora" di Bernalda, con il supporto della professoressa di musica Silvia Russo e dei membri della Krikka Reggae, ha dato vita a un progetto che risponde con forza alle tragiche vicende che stanno scuotendo il mondo: una canzone dal titolo evocativo, “La pace del domani”, che si fa portatrice di un messaggio di speranza e cambiamento.In un laboratorio di songwriting intitolato "Banchi di prova", gli studenti hanno scritto, musicato e realizzato un brano che esprime la loro condanna contro ogni forma di violenza e guerra. Con il supporto di Manuel Tataranno e Simone Cammisa della Krikka Reggae, i ragazzi hanno dato forma a riflessioni profonde sulla Costituzione Italiana e sul concetto di pace, partendo dal principio dell’articolo 11, che condanna la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti.La canzone, sviluppata in un mix di reggae, rap e pop, nasce da un’esigenza di manifestare il dolore di fronte alla crescente violenza globale, con un riferimento esplicito ai conflitti attuali, come la guerra in Ucraina, il conflitto Israele-Iran e le altre situazioni di crisi internazionale che minacciano la sicurezza e la vita di migliaia di innocenti. Nonostante l'amarezza, il testo lancia un messaggio forte: la pace è difficile da conquistare, ma "domani arriverà".Il tema centra-
le della canzone è l’appello a non rimanere passivi, a non limitarsi a guardare gli eventi, ma ad agire per promuovere un futuro di pace. Gli studenti, pur non avendo ancora l’età per essere protagonisti in contesti politici internazionali, sentono l’urgenza di contribuire in modo tangibile al cambiamento, mettendo in pratica ogni giorno i valori della convivenza civile. “Non si può stare fermi a guardare”, cantano nel brano, con una consapevolezza matura e una sensibilità che non lascia indifferenti.Le parole della canzone esprimono anche la solidarietà verso chi è coinvolto direttamente nei conflitti, come i soldati costretti a combattere, e riflettono sulla tragica realtà che “anche chi spara impara a morire”. Un pensiero che sfida ogni logica di giustificazione della guerra e sottolinea l’assurdità della violenza: “Nessuna bandiera vale la vita di una persona”.Il progetto, realizzato con la collaborazione del tecnico di mixaggio e mastering Dino Di Biase e del regista Riccardo Puntillo, ha visto anche la produzione del video musicale, girato presso le Officine Culturali Al Verde, cuore pulsante della Krikka Reggae. Un’ulteriore testimonianza di come la musica possa diventare un potente strumento di espressione sociale e politica, capace di sensibilizzare e unire giovani e meno giovani verso l’obiettivo di un mondo migliore. La realizzazione del
brano e del video è il risultato di un percorso educativo che ha unito la musica con le riflessioni civiche e morali degli alunni. Un esperimento che ha visto questi ragazzi, ancora nella fase della scuola secondaria di primo grado, riflettere sulla violenza che quotidianamente invade le nostre vite, ma con l’obiettivo di gettare i semi di una futura cultura di pace e giustizia. Nonostante il contesto drammatico, i ragazzi non perdono la speranza. Concludono con un messaggio chiaro e incisivo: "La pace cammina lenta, è difficile da conquistare, ma domani ar-
riverà." Un messaggio che rifiuta la rassegnazione, che invita a non arrendersi mai e a lottare per un futuro di libertà, uguaglianza e rispetto dei diritti umani.In un’epoca segnata dalla brutalità dei conflitti, “La pace del domani” non è solo una canzone, ma una chiamata all’azione. Una sfida che i giovani di Bernalda lanciano al mondo intero, con il sogno di vedere un giorno la fine della violenza e l'inizio di una nuova era di pace duratura. Un'era in cui le differenze non sono più motivo di divisione, ma di arricchimento reciproco.


a cura di CRISTIANO SAMPOGNA e LORENZO CARBONE

Dalla Luna in bianco e nero alla Luna in 4K: stessi sogni, complotti aggiornati
R«un, rabbit run. Dig that hole, forget the sun, and when at last the work is done don't sit down it's time to dig another one. »
(The Dark Side of the Moon – Pink Floyd) Nel 1991 tale professor Alexander Abian propose di fare esplodere la luna. Che ce ne dobbiamo fa? Ci crea solo problemi! Per fortuna gli adepti del calendario di Frate Indovino insorsero e la fantastica palla bianca è rimasta li’ al suo posto.
C’è una costante meravigliosa nel rapporto tra l’umanità e la Luna: la guardiamo da sempre, la cantiamo, la mitizziamo, e quando finalmente ci andiamo davvero spunta sempre qualcuno convinto che sia tutto un set cinematografico. Successe negli anni Sessanta con Apollo, succede oggi con Artemis. Cambiano i razzi, cambiano i computer, cambiano le telecamere. Il complotto, invece, si aggiorna appena nella grafica.
La corsa alla Luna del Novecento nacque come nascono molte grandi imprese tecnologiche: da una sfida politica travestita da sogno collettivo. Dopo lo Sputnik e dopo Gagarin, gli Stati Uniti capirono che lo spazio non era più solo scienza, ma prestigio, potere, propaganda.
Kennedy fece allora la mossa più ambiziosa possibile: promise che un americano sarebbe andato sulla Luna e sarebbe tornato vivo entro la fine del decennio. Una frase breve, dietro la quale si nascondeva un’impresa quasi folle: inventare in pochissimi anni una macchina tecnologica capace di fare qualcosa che nessuno aveva mai fatto.
Apollo fu questo: un monumento all’audacia ingegneristica. E ancora oggi stupisce per un motivo semplicissimo: siamo andati sulla Luna con una tecnologia che, rispetto a quella attuale, sembra preistoria avanzata. Ma sarebbe un errore pensare che fosse tecnologia “povera”. Era tecnologia essenziale, feroce, ottimizzata fino all’ultimo grammo. Il Saturn V era una cattedrale di metallo e carburante. Il computer di bordo, invece, aveva capacità che oggi farebbero sorridere persino un telefono economico. Eppure funzionava. Perché tutto era progettato con un rigore quasi monastico: poche risorse, zero sprechi, nessuna app inutile, nessun aggiornamento all’ultimo minuto sperando che non esploda tutto.
In questo senso Apollo appartiene a un’epoca in cui la tecnica doveva meritarsi ogni vite. Oggi per aprire una mail ci servono software che chiedono aggiornamenti continui; allora portarono uomini fino alla Luna con sistemi infinitamente più limitati ma costruiti per fare una cosa precisa e farla bene. Non era tecnologia rozza: era tecnologia disciplinata. Artemis, invece, nasce in un altro mondo e con un’altra mentalità. Non punta solo a ripetere Apollo con hardware più moderno. Punta a cambiare la logica stessa dell’esplorazione lunare. Se Apollo era la mis-

sione del “vediamo se ci riusciamo”, Artemis è il programma del “vediamo se possiamo tornarci seriamente e restarci”. Non più la Luna come gesto simbolico, ma come tappa di un’architettura più ampia: capsule, grandi vettori, stazioni in orbita lunare, futuri lander, polo sud, test per Marte. Meno bandierina piantata nella polvere, più cantiere spaziale.
Anche qui il paragone è affascinante. Apollo fu una spedizione eroica, quasi cavallere- sca. Artemis è un’infrastruttura. È meno romantica, forse, ma molto più ambiziosa nel lungo periodo. Perché arrivare una volta è una prodezza; tornare, organizzarsi, lavorare nello spazio profondo e renderlo quasi “frequentabile” è un’altra categoria di impresa. Poi c’è la questione visiva, che dice molto del nostro tempo. Apollo è l’epoca del bianco e nero, delle immagini tremolanti, di una Luna che entrava nei salotti come un’apparizione televisiva. Artemis vive invece nell’era dell’alta definizione, dei dati in tempo reale, delle animazioni perfette, delle immagini pulitissime. Ma qui nasce il paradosso: negli anni Sessanta qualcuno trovava sospette le immagini troppo rudimentali; oggi c’è chi trova sospette quelle troppo nitide. Sembra quasi che per certi osservatori la NASA non possa vincere: se l’immagine è sgranata, allora nasconde qualcosa; se è perfetta, allora è computer grafica. Ed eccoci ai complottisti, presenza immancabile di ogni avventura lunare. All’epoca si parlava di bandiere che “sventolano”, ombre strane, scenografie hollywoodiane e dell’immancabile Kubrick evocato come regista occulto del secolo.
Oggi il copione è lo stesso, ma con internet, meme e montaggi condivisi in tempo reale. Cambiano i mezzi, non il riflesso mentale: se una cosa è enorme, difficile e spettacolare, allora per qualcuno deve essere falsa per definizione.
Il lato comico è che il complottismo lunare riesce sempre a ignorare la spiegazione più semplice: falsificare per decenni un’impresa così colossale, coinvolgendo migliaia di persone, sarebbe quasi più difficile che farla davvero. Ma il complotto ha un vantaggio enorme sulla realtà: la realtà richiede studio, il complotto soltanto sospetto.
Alla fine, però, Apollo e Artemis raccontano due idee diverse di futuro. Negli anni Sessanta la Luna era un trofeo geopolitico, il luogo dove dimostrare al mondo chi comandava. Oggi è qualcosa di più tecnico e, per certi versi, più concreto: un laboratorio, una base possibile, una palestra per imparare a vivere e lavorare oltre l’orbita terrestre. Apollo aveva il fascino del duello. Artemis ha quello del progetto.
E forse è proprio qui il parallelismo più bello. Allora siamo andati sulla Luna con computer minuscoli e una volontà gigantesca. Oggi ci torniamo con sistemi infinitamente più sofisticati, ma con un rumore di fondo molto più assordante: notifiche, opinioni, sfiducia, teorie strampalate. Le macchine sono migliorate in modo impressionante. L’essere umano, invece, continua a oscillare tra genio assoluto e commento assurdo sotto il post sbagliato.
« E guardo il mondo da un oblò mi annoio un po’. » (Luna – Gianni Togni)

