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Cronache del 12 giugno 2026

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Meloni alle Camere, è scontro sull’Europa

Scoppia bufera per frase “sessista” M5s. Premier sbotta e attacca pure i vannacciani

SINISGALLI, LA QUESTIONE SI FA PENALE

CASO PAGANELLI

La Bce rialza i tassi e avverte sull’inflazione

D I L UC IA S ER IN O

Per molte famiglie italiane l’estate 2026 rischia di essere meno spensierata del previsto. Benzina, viaggi, bollette e spesa alimentare sono destinati a subire nuove pressioni al rialzo e, come se non bastasse, arriva anche la stretta della Banca Centrale Europea sul costo del denaro.La presidente della Bce, Christine Lagarde, lo ha detto (...)

■ continua a pag 5 L’avvocato

RAPPORTO ALMALAUREA Il Gen a Matera: «La Basilicata c’è». Investimenti per garantire il diritto allo studio

Bardi pensa alle prossime generazioni

Il sindaco di Policoro, La mamma del ragazzo autistico vessato a Cronache Tv: «Non si

Gestione delle contaminazioni, la Regione scommette sull’ambiente e sullo sviluppo A MATERA CON BARDI E MONGIELLO, IL COMMISSARIO VADALÀ

Il giallo di via Ciclamini al momento non ha colpevoli ma elementi di prova schiacchianti, a Cronache la criminologa Catania torna sui punti irrisolti

■ Magrì a pag 6

SPACE ECONOMY

Al via in Basilicata gli Stati generali, la prima tappa si terrà a Potenza, Bardi: «Ruolo di primo piano nel comparto italiano ed europeo»

■ Servizio a pag 11

SANT’ARCANGELO

Pestaggio e minacce, i Carabinieri di Senise hanno arrestato 5 persone per aver perseguitato e aggredito un giovane

■ Servizio a pag 25

CAPORALATO

ESTATE PIÙ CARA
Bardi a Matera Dellapenna
Manco
Lorenzo, la signora Candela mamma del ragazzo autistico e l’avvocata Pipponzi Positano alle pag 8 e 9
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA

Italia e Mondo

La distanza tra le narrazioni delle due capitali evidenzia come il percorso verso un’intesa resti ancora incompleto

Stati Uniti-Iran, Trump annuncia l'intesa e cancella i raid ma Teheran non conferma

D I V ITO E RRICHETTI

Dopo giorni di tensione crescente, attacchi militari, minacce reciproche e timori per una possibile escalation regionale, la crisi tra Stati Uniti e Iran sembra essere entrata in una nuova fase. Quello che appariva come un confronto destinato a intensificarsi ulteriormente ha lasciato spazio a un improvviso rilancio della diplomazia, accompagnato però da segnali contraddittori che rendono ancora difficile comprendere quale direzione prenderanno gli eventi.La svolta è arrivata con una serie di dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha annunciato la cancellazione degli attacchi militari previsti contro l'Iran e ha sostenuto che i colloqui con Teheran abbiano raggiunto un livello tale da consentire un'intesa tra le parti. Secondo il capo della Casa Bianca, le discussioni sarebbero state portate ai massimi livelli della leadership iraniana e avrebbero ottenuto le necessarie approvazioni politiche.Tuttavia, poche ore dopo, dall'Iran è arrivata una risposta che ha raffreddato l'ottimismo americano. L'agenzia semi-ufficiale Fars, citando una fonte vicina al team negoziale iraniano, ha affermato che Teheran non ha ancora approvato alcun testo relativo a un memorandum d'intesa iniziale con gli Stati Uniti. Una precisazione che evidenzia come la distanza tra le due posizioni possa essere ancora significativa e che il percorso diplomatico resti tutt'altro che concluso.

TRA PRESSIONE MILITARE E NEGOZIATO

L'evoluzione della crisi conferma una dinamica ormai consolidata nel confronto tra Washington e Teheran. Da una parte gli Stati Uniti utilizzano la pressione militare per raf-

forzare la propria posizione negoziale; dall'altra l'Iran cerca di dimostrare di non voler cedere alle minacce mantenendo aperti, allo stesso tempo, alcuni canali diplomatici.Negli ultimi giorni Washington aveva intensificato la propria presenza militare nel Golfo Persico e Trump aveva minacciato nuove operazioni contro obiettivi iraniani. Le dichiarazioni del presidente americano avevano contribuito ad alimentare il timore di un ulteriore allargamento del conflitto, soprattutto dopo le reciproche accuse e le ritorsioni che avevano coinvolto basi militari e infrastrutture strategiche nella regione.La decisione di annullare i raid previsti rappresenta quindi un importante segnale politico. Tuttavia, il mantenimento del blocco navale disposto dagli Stati Uniti dimostra che la pressione su Teheran non è stata rimossa e che Washington intende continuare a utilizzare gli strumenti di deterrenza fino a quando non saranno raggiunti risultati concreti.

HORMUZ RESTA IL CUORE DELLA CRISI

Al centro dello scontro continua a trovarsi lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il commercio energetico internazionale. Attraverso questo corridoio transitano quotidianamente enormi quantità di petrolio e gas naturale dirette verso Europa, Asia e altri mercati globali.Le tensioni sviluppatesi attorno allo stretto hanno alimentato preoccupazioni per la sicurezza della navigazione e per la stabilità delle forniture energetiche mondiali. Proprio la questione di Hormuz rappresenta uno dei nodi principali del confronto tra Washington e Teheran.Secondo la versione fornita dalla Casa Bianca, l'ultima proposta iraniana avrebbe incluso

misure relative alla riapertura e alla sicurezza del traffico marittimo nell'area. Tuttavia, la mancata conferma ufficiale da parte iraniana suggerisce che i dettagli dell'eventuale accordo restino ancora oggetto di negoziazione.

IL RUOLO DEGLI

ATTORI REGIONALI

Uno degli elementi più rilevanti emersi durante questa fase della crisi riguarda il coinvolgimento di numerosi attori regionali. Secondo Donald Trump, le discussioni avrebbero interessato o coinvolto anche Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania ed Egitto.Questo aspetto evidenzia come il confronto tra Stati Uniti e Iran non possa essere considerato una semplice disputa bilaterale. Gli equilibri del Medio Oriente sono profondamente interconnessi e qualsiasi cambiamento nei rapporti tra Washington e Teheran produce inevitabili conseguenze sull'intera regione.Negli ultimi anni il Golfo Persico è diventato uno dei principali teatri della competizione strategica tra le potenze regionali e internazionali. Per questo motivo, eventuali sviluppi positivi nei negoziati potreb-

bero avere effetti ben oltre il rapporto diretto tra Stati Uniti e Iran. ISRAELE E HEZBOLLAH: UN FRONTE ANCORA APERTO

Mentre il confronto tra Washington e Teheran sembra orientarsi verso una possibile fase negoziale, restano aperte altre importanti aree di tensione.In particolare continua il confronto tra Israele e Hezbollah lungo il confine libanese. Le operazioni militari israeliane contro obiettivi attribuiti al movimento sciita e i lanci di razzi e droni verso il territorio israeliano confermano come la regione continui a essere attraversata da molteplici focolai di instabilità.Anche nel caso di un accordo tra Stati Uniti e Iran, il Medio Oriente dovrà quindi confrontarsi con crisi che hanno radici e dinamiche autonome e che non dipendono esclusivamente dalle relazioni tra Washington e Teheran.

UNA CRISI TRA OTTIMISMO

E PRUDENZA

Le dichiarazioni di Donald Trump hanno certamente modificato il clima politico che si era creato dopo i giorni di massima tensione. L'annuncio della cancellazione dei raid e la

prospettiva di un'intesa hanno contribuito a ridurre, almeno temporaneamente, il rischio di una nuova escalation militare.Allo stesso tempo, la risposta proveniente dall'Iran invita alla cautela. La smentita relativa all'esistenza di un memorandum già approvato dimostra che il negoziato potrebbe essere ancora in una fase delicata e che le parti continuano a presentare pubblicamente versioni differenti dello stato delle trattative.Più che davanti a un accordo già concluso, il Medio Oriente sembra trovarsi in una fase di transizione in cui diplomazia e pressione militare continuano a convivere. La cancellazione degli attacchi rappresenta un segnale importante, ma non sufficiente per dichiarare superata la crisi.Le prossime mosse di Washington e Teheran saranno decisive per capire se il dialogo riuscirà a prevalere sulle tensioni accumulate negli ultimi mesi o se le divergenze ancora esistenti finiranno per riportare la regione su un percorso di confronto più diretto. In una delle aree più instabili del pianeta, la partita resta aperta e il margine di errore continua a essere estremamente ridotto.

sbotta e attacca pure i vannacciani

Consiglio Ue, Meloni alle Camere: è scontro sull’Ue

D I LU C I A S TE FAN IA M A N C O

Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, ieri le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Parlamento, prima alla Camera, poi al Senato. Delineata la posizione italiana sui principali dossier internazionali ed economici che saranno al centro del vertice, dai conflitti in Ucraina e Medioriente al ruolo dell’Ue nei negoziati di pace, passando per spese per la difesa, bilancio comunitario, energia e sicurezza dei confini. Ribadito il sostegno a Kiev con la proposta di una figura autorevole per l’Ue capace di trattare con Mosca. «Sì alle sanzioni con i coloni e Ben Gvir”, per quanto riguarda Israele. L’Italia torna a parlare chiaro in Europa», ha evidenziato il senatore lucano di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa. E in Aula alla Camera è scoppiata la bufera quando il deputato grillino, Silvestri, rivolgendosi al premier ha pronunciato una frase “sessista”. Non si è fatta attendere la risposta del presidente, che ha chiesto “rispetto per le donne”. Fratelli d’Italia ha chiesto un’istruttoria, mentre la vicepresidente della Camera (dem), si è scusata con l’Aula. Scontro in Parlamento anche con gli esponenti del partito di Vannacci, Futuro nazionale, nato dalla scissione con la Lega. “Avete votato sei volte contro la fiducia, insieme a Schlein e Conte. Non siete vera destra”, queste le parole di Meloni.

Sull’Ucraina la linea del governo italiano non cambia. Il presidente Meloni, nel suo intervento alla Camera, in mattinata, ha ricordato che, da oltre quattro anni dall’avvio dell’aggressione russa, Mosca non è riuscita a trasformare l’offensiva in vittoria grazie al sostegno ricevuto dagli alleati occidentali, compresa

l’Italia, oltre che alla resistenza del popolo ucraino. “Mantenere alta la pressione su Mosca” è “l’unico modo concreto per aprire una stagione negoziale” per Meloni. Da qui il sostegno al ventesimo pacchetto di sanzioni europee. Il presidente ha, inoltre, evidenziato la necessità che l’Europa lavori insieme agli Stati Uniti d’America per arrivare alla pace, rivendicando una posizione di primo piano. «Coordinamento non significa delega. In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall’Europa, riguardano l’Europa, impattano sull’Europa. Ed è l’Europa a doverle negoziare». E poi la richiesta ai colleghi europei di evitare «formati che si sovrappongono, riunioni ridondanti». Insomma, concretezza e pragmatismo. Inoltre, ha spiegato di non essere d’accordo sul superamento dell’unanimità nell’Ue per prendere le decisioni. Chiara anche la posizione sulla guerra in Iran: «L’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”, ha ribadito il premier, sostenendo tuttavia la necessità di “proteggere le libertà di navigazione e qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole di transito nello Stretto di Hormuz».

Su Israele, Meloni ha evidenziato come il governo italiano intenda “sostenere misure contro coloro che come i coloni violenti fomentano l’odio e estremismo”. Con riferimento al ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben Gvir, che dopo il caso Freedom Flotilla (fermo e trattamento ritenuto inaccettabile inflitto ad attivisti internazionali tra cui 29 italiani e un deputato), ha definito l’Italia «Paese delle ciabatte», il presidente ha ribadito la linea delle sanzioni «rispedendo al mittente le dichiarazioni, inaccetta-

bili e poco dignitose per Israele». Altro grande tema affrontato quello delle spese per la difesa. La linea è quella della «responsabilità». Al prossimo vertice Nato «l’Italia si presenterà con il 2,8 per cento del Pil investito in difesa e sicurezza». Infine, le questioni dei rincari energetici e del bilancio dell’Ue: “definiremo le misure finanziabili con la flessibilità”,per la prima, per la seconda “la strada è ancora lunga”, ha detto il premier. In particolare, sul fronte energetico, il senatore Rosa ha evidenziato il risultato raggiunto dal governo: «14 miliardi di euro sbloccati grazie a una trattativa tenace con Bruxelles, per proteggere famiglie e imprese dal caro energia». «Quello del presidente del Consiglio oggi in Senato è stato un discorso che conferma come l’Italia abbia ritrovato il suo ruolo da protagonista in Europa nel mondo». Non la pensano così dall’opposizione, in particolare dal M5s. Ad infiammare l’Aula l’intervento del deputato grillino Francesco Silvestri: «Dopo il referendum si è detto che la linea

del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e Trump. Lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda». Meloni sbotta: “Quello che voi non riuscite ad accettare è che una persona che senza mai indossare le ginocchiere è arrivata dov’è arrivata senza aiuti, senza favoritismi e scorciatoie. È questo che vi da fastidio: che la prima donna presidente del Consiglio in Italia sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci di proporvi”. Parole ‘asfaltanti’ anche nei confronti di Futuro nazionale, che accusa il governo di non fare gli interessi degli italiani. Uno scontro tutto interno alla ‘destra’. «Ma quale destra! Voi non siete la vera destra, ma funzionali alla sinistra e la vera destra non lo è mai», dice Meloni , ricordando come i vannacciani siano stati eletti nelle file del centrodestra, prima di staccarsene. «Votare contro la fiducia al governo significa voler mandare a casa quel governo», ha puntualizzato.

Meloni in Parlamento

Tra caro energia e politica monetaria restrittiva, l’Europa affronta una nuova fase di pressione sui prezzi e sul costo del credito

Estate più cara, mutui più pesanti: la Bce aumenta i tassi e avverte sull’inflazione

Per molte famiglie italiane l’estate 2026 rischia di essere meno spensierata del previsto. Benzina, viaggi, bollette e spesa alimentare sono destinati a subire nuove pressioni al rialzo e, come se non bastasse, arriva anche la stretta della Banca Centrale Europea sul costo del denaro.La presidente della Bce, Christine Lagarde, lo ha detto con chiarezza. L’aumento dei prezzi dell’energia provocato dalla guerra in Medio Oriente continuerà a spingere l’inflazione durante l’estate e avrà effetti non soltanto sui carburanti, ma anche sugli alimentari, sui beni di con-

sumo e sui servizi. In altre parole, una parte dei rincari energetici finirà per trasferirsi su molti dei prodotti e delle attività che fanno parte della vita quotidiana degli europei. La Bce, dunque, ha deciso di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base, la prima stretta monetaria dal settembre 2023. Il tasso sui depositi passa dal 2% al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali dal 2,15% al 2,40%, mentre il tasso sui prestiti marginali sale al 2,65%. La decisione entrerà in vigore dal 17 giugno.L’obiettivo è sempre lo stesso: raffreddare l’inflazione. Quando il denaro costa di più, famiglie e imprese

tendono a spendere e investire meno, contribuendo così a rallentare la corsa dei prezzi. Il problema è che questa cura ha effetti collaterali, soprattutto in una fase in cui l’economia europea già mostra segnali di rallentamento.Non a caso la Bce ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita dell’Eurozona. Per il 2026 il Pil è atteso ora allo 0,8%, mentre le stime sull’inflazione sono state corrette al rialzo: 3% quest’anno e 2,3% nel 2027, ben oltre il target del 2% perseguito da Francoforte. La conseguenza più immediata riguarda i mutui a tasso variabile. L’aumento dei tassi deciso dalla Bce tende infatti a riflettersi sull’Euribor, il parametro utilizzato per determinare molte rate variabili. Non è un effetto automatico e immediato per

tutti, ma nei prossimi mesi chi ha un mutuo variabile potrebbe vedere crescere la rata mensile.Più delicata la situazione di chi sta pensando di acquistare casa. I nuovi mutui potrebbero diventare progressivamente più costosi e le banche potrebbero applicare condizioni meno favorevoli rispetto a quelle disponibili fino a pochi mesi fa.La stretta della Bce non riguarda soltanto i mutui. Con il costo del denaro più elevato tendono ad aumentare anche i tassi applicati a prestiti personali, finanziamenti per l’acquisto di auto e credito al consumo. Per le famiglie significa che diventa più oneroso finanziare spese importanti. Per le imprese, soprattutto quelle più piccole, cresce il costo dei finanziamenti necessari per investire e svilupparsi. Più

che il rialzo di oggi, i mercati guardano alle prossime mosse della Bce. Lagarde non ha escluso ulteriori interventi se le tensioni energetiche dovessero continuare e se l’inflazione si dimostrasse più persistente del previsto. Alcuni analisti ritengono che possano arrivare altri aumenti dei tassi nei prossimi mesi.Per le famiglie italiane il messaggio è chiaro: l’estate si apre con una nuova stagione di prudenza. La spesa quotidiana potrebbe tornare a crescere, i servizi costare di più e il credito diventare meno conveniente. La guerra e l’energia tornano così a influenzare direttamente il bilancio domestico, dimostrando ancora una volta quanto gli equilibri internazionali possano incidere sulla vita di tutti i giorni.

A Cronache la criminologa Roberta Catania torna sui punti irrisolti, dopo l’assoluzione di Dassilva

«Pierina Paganelli aveva un capello nero in bocca»

D I TI ZI A N A M AG R Ì

C’è un capello. Sta nella bocca di Pierina Paganelli, incastrato nel sangue coagulato. Era lì quando Pierina è stata uccisa da ventinove coltellate la sera del 3 ottobre 2023nel seminterrato del box di via del Ciclamino a Rimini. E’un elemento inequivocabile: significa che era già lì sin dall’inizio.Quella striscia di sangue al lato della bocca che aveva notato anche Manuela Bianchi, la nuora della vittima, custodiva una traccia dell’assassino.

UN REPERTO FANTASMA

Oggi, la criminologa Roberta Catania, che assiste la difesa di Louis Dassilva, lo mette nero su bianco: «Si tratta di un capello lungo, nero, spezzato», un reperto che è rimasto nel fascicolo, ma non è stato mai repertato, mai analizzato, mai trasformato in prova. Oggi è, purtroppo, una prova morta.E’ uno degli elementi più inquietanti che emergono dall’intervista con la criminologa, dopo che l’uomo di originesenegalese è stato assolto con formula piena dal Tribunale di Rimini per l’omicidio di Pierina Paganelli. «Ci sono due spiegazioni possibili», spiega Catania. «O appartiene all’assassino o a chi è intervenuto sulla scena dopo il delitto — e sappiamo che c’è stata una manipolazione della scena. Oppure è un capello di Pierina stessa, perso durante la colluttazione. Perché lei ha lottato, questo lo dicono i segni sul corpo. Però sta di fatto che non è stato repertato. Non è stato analizzato. Lo si vede solo da una foto, con i colori spalmati, senza poter distinguere dove inizia e dove finisce». Sembra che si tratti di una prova ormai “morta”, anche davanti alle più sofisticate tecnologie. Ma nel caso la scena del crimine fosse stata tutta repertata, cosa si sarebbe potuto ricavare?

«Se c’era il bulbo si poteva estrarre il DNA. Si potevano analizzare le fibre, la struttura. Avremmo potuto confrontarlo con chiunque fosse già iscritto nel fascicolo. Oggi quella prova è morta. Non si può recuperare un reperto che non è stato mai prelevato».

IL DUBBIO CHE LIBERA DASSILVA

L’assoluzione è arrivata con formula piena —«per non aver commesso il fatto»— dopo sedici ore di camera di consiglio. Una formula che al momento non lascerebbe nessun dubbio: Dassilva non è l’esecutore. Ma se lui non ha ucciso Pierina, vuol dire che qualcun altro lo ha fatto. E qualcuno è ancora fuori.

OLTRE IL MOVENTE

Mentre la procura annuncia il ricorso in appello e la famiglia si dice spaventata, Catania torna sui punti irrisolti: prove compromesse, piste mai esplorate e il rischio che, se le indagini continuano a ruotare esclusivamente attorno al movente della relazione extraconiugale tra Louis e Manuela, il caso resti senza colpevole. Il box dove è stata trovata Pierina era un insieme di prove, forse troppe, troppo poco considerate; tra queste c’è la macchia di sangue, fotografata, calpestata, ma mai analizzata. «Se c’è solo la foto, ma non c’è il reperto fisico, non puoi fare niente — dichiara la criminologa — Nessuna tecnologia al mondo ti restituisce una traccia che qualcuno ha calpestato prima che tu potessi raccoglierla».

LE PISTE MAI ESPLORA-

TE: I SETTE PASSI DI LORIS BIANCHI

C’è più di una triangolazione in questa storia che spingerebbe a cercare l’assassino o il mandante e l’esecutore, tra la stretta dei familiari e le amicizie di cui il Condomino di via Ciclamino era testimone. Pierina, Manuela Bianchi con Giuliano Saponi (figlio

della vittima), e Louis Dassilvacon la moglie, Valeria Bartolucci. Un intreccio di passioni e segreti, che per mesiè stato l’unico binario seguito dagli inquirenti. Ma potrebbe esserci un’altra pista che Roberta Catania e la difesa chiedono di non ignorare: quella che porta ai famosi “sette passi” di Loris Bianchi, il fratello di Manuela.

C’è poi un video, quello della farmacia, che ha scandito i tempi di quella notte. Un video che ha catturato un’ombra, ma che non ha dato certezze. Mentre la Procura cercava di far coincidere quell’ombra con la sagoma di Louis, la difesa ha sempre sostenuto che i conti non tornassero. «Bisogna guardare oltre», sembra suggerire l’analisi della criminologa. Perché se la scena del crimine è stata manipolata, e il capello nella bocca di Pierina ne è la prova silenziosa, allora bisogna chiedersi chi avesse interesse a farlo. Chi è entrato nel box dopo l’omicidio? Chi ha calpestato quelle tracce di sangue prima che arrivasse la Scientifica? Sono domande che pesano come macigni su un’indagine che, dopo l’assoluzione di Dassilva, dovrebbe ripartire quasi da zero.Roberta Catania tiene a precisare: «Con i dati che ci sono oggi non si può sostenere nessuna accusa contro

nessuno. Quelle analisi andavano fatte prima, su tutti, in modo certosino. Non si punta su uno solo senza guardare altrove». IL RICORSO E IL RISCHIO DEL DELITTO IRRISOLTO La Procura farà appello. E’ atteso. E’ legittimo. Ma per Catania il problema è un altro: «Se si concentrano tutte le energie sul tentativo di ribaltare la sentenza di assoluzione di Dassilva, senza muovere un passo in altra direzione, si rischia di arrivare a cinque, sei anni dall’omicidio di Pierina Paganelli senza aver esplorato nient’altro. Si potrebbe arrivare a esaurire i gradi di giudizio su Dassilva, senza aver analizzato i dispositivi, senza aver approfondito quegli spostamenti. Senza aver comparato quelle tracce. A quel punto che facciamo?»La risposta è implicita: Pierina non avrà giustizia. La scena del crimine, per chi sa leggerla, è fondamentale: «Ventinove coltellate raccontano di una rabbia personale e profonda. Il corpo riposizionato, la borsa intatta, nulla rubato. Nessun estraneo si preoccuperebbe di fare una cosa del genere. C’è una conoscenza del palazzo, dei luoghi, della vittima. L’assassino conosceva Pierina. E il movente — il perché di tanta rabbia — lo capiremo solo quando lo troveremo».

Paganelli, Dassilva

VENERDÌ

ANTE MANI IN CUCINA UN VULCANO DI ESPERIENZE

RIENZE

Cronache Lucane

POTENZA La dirigente scolastica della Sinisgalli, Gallo appare attenta verso le disabilità ma nei fatti disattenderebbe le norme

Ragazzo autistico sospeso: la questione si fa penale

Il “caso” del ragazzo autistico sospeso dalla frequenza della scuola media ‘Sinisgalli’ del capoluogo lucano non rappresenta più solo una controversia tra una famiglia e un istituto scolastico, ma si pone come frattura sociale in un contesto che dovrebbe garantire uguaglianze e solidarietà oltre che reciprocità e aiuto. La vicenda ha varcato i confini della dignità umana ed è affondata nel fango della acclarata incapacità gestionale di situazioni al limite del percettibile.

Lo studente, con disturbo dello spettro autistico, sarebbe stato vittima di un sistema che, secondo i suoi genitori, non avrebbe saputo proteggerlo ma lo avrebbe isolato trasformando l’istituto scolastico in un luogo di tensione permanente. Dopo la sospensione, il minore sarebbe stato isolato dagli altri compagni restando vittima di una condizione umiliante e sostanzialmente esclusiva.

IL FRONTE

GIUDIZIARIO E IL FRONTE PENALE

Nella vicenda si è aperto un fronte giudiziario che ha già inciso pesantemente: due provvedimenti del Tribunale per i Minorenni di Potenza hanno escluso responsabilità dei genitori, riconoscendo un quadro familiare collaborativo e attento ai percorsi terapeutici indicati dai servizi specialistici. Questo passaggio è cruciale, perché sposta tutto il baricentro della storia: se la famiglia non è il problema, allora bisogna cercare altrove. Per i genitori il nodo si è aggrovigliato nella gestione scolastica mentre per la scuola la questione ruoterebbe attorno alla sicurezza della comunità scolastica e alla difficoltà di governare episodi di crisi comportamentale. La denunciaquerela presentata dai ge-

nitori contro la dirigente e alcuni docenti ha spostato il conflitto anche sul piano penale. Le accuse richiamano la diffamazione e una gestione del caso ritenuta inappropriata e dannosa per la reputazione della famiglia.

L’EPISODIO DELLA

CRISI E L’INTERVENTO DEL 118

La vicenda ha avuto una svolta drammatica con l’episodio che ha richiesto l’intervento del 118: un rimprovero a seguito di una ampolla in vetro rotta accidentalmente e, per l’umiliazione subita, una crisi che è arrivata improvvisa e che ha richiesto l’intervento del servizio di emergenza urgenza 118. Secondo il racconto della madre, il ragazzo sarebbe stato trovato disteso a terra, con la faccia rivolta verso il pavimento, mentre i sanitari lo tenevano fermo con forza.

Due facce della stessa medaglia che si complicano perché da un lato c’è la salvaguardia della dignità umana di un minore e dall’altro la salvaguardia di un ambiente scolastico.

La famiglia torna a ripetere che quella crisi non sarebbe stata un evento improvviso e isolato ma l’esito di una tensione maturata nel tempo dentro la scuola.

LA DIRIGENTE SCOLASTICA

GIOVANNA GALLO

Dentro questa vicenda, la figura della dirigente scolastica Giovanna Gallo è diventata uno degli snodi centrali del conflitto. La famiglia la chiama in causa per la gestione complessiva del caso e per la linea tenuta dall’istituto comprensivo nei confronti del ragazzo e del suo contesto familiare. Il problema cogente sarebbe il modo in cui una dirigenza affronta i casi più complessi: se in una logica di contenimento, difesa e distanza, oppure di adattamento, ascolto e tutela. Ciò che non è comprensibile è proprio l’atteggia-

L’ira della Garante dei disabili

Caso Sinisgalli,

D ELIANA POS TANO

Assume contorni sempre più complessi la vicenda dello studente autistico sospeso dalla frequenza della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo ‘Sinisgalli’ del capoluogo lucano e che sarebbe stato trovato di faccia sul pavimento. A seguito dei provvedimenti adottati dalla famiglia, che si è rivolta non solo al Tribunale dei Minori per far valere i diritti di un figlio ma anche al Tar, oggi arriva la presa di posizione del Garante Regionale per i diritti dei disabili Marika Padula che a Cronache ha espresso la ferma decisione di costituirsi parte civile dopo aver studiato bene la questione perché- dice- «quando si parla di un minore con disabilità, del suo rapporto con la scuola, del suo diritto allo studio, alla dignità e all’inclusione, occorre muoversi con rigore, rispetto e senso istituzionale Ma il rigore non può mai tra

contro le vessazioni

e tollerante, non solo a parole»

Tredicenne autistico preso in giro, ha una crisi e la scuola lo sospende

con cui si è svolto un passaggio importante che ha posto l’accento sulla necessità di addivenire ad una presa di posizione ferma e decisiva da un punto di vista istituzionale. «La vicenda merita massima attenzione e piena chiarezza

mento della Gallo verso le disabilità: una donna profondamente toccata in maniera personale, con una sorella affetta da sindrome di Down di cui si prende cura per un mese all’anno per regalarle momenti conviviali e vacanze al mare, che esternamente appare comprensiva e competente ma che nel suo contesto scolastico applica i principi tutelatori verso i disabili a proprio piacimento. Eppure, nel pieno rispetto della forma, anche la Sinisgalli si è dotata di un Gruppo di Lavoro Operativo atto a garantire l'inclusione degli alunni con disabilità progettando e monitorando il percorso educativo degli studenti con disabilità per poi redigere e approvare il Piano Educativo Individualizzato (PEI) per ciascun alunno. Ma se la realtà è questa, a nulla vale presenziare agli incontri del Glo mostrando attenzione perché capita che poi, nei fatti, fuoriescano altre sfaccettature.

Attorno alla figura della Gallo, inoltre, ci sarebbero alcune cose che non quadrano, a partire dalle vessazioni che riguarderebbero anche insegnanti non ‘allineati al suo pen-

siero’ poi costretti ad andar via da quell’istituto per poter svolgere in serenità il proprio lavoro. E poi c’è un’altra questione: perché per lei non vale il principio applicativo per cui un dirigente scolastico non debba essere trattenuto nello stesso plesso per più di nove anni consecutivi come previsto dai piani di prevenzione della corruzione? Vero è che fino ad oggi ha usufruito delle agevolazioni della Legge 104, ma tale principio è venuto meno da circa due anni con il decesso del procurante titolo. Quindi non ci sarebbero più ostacoli ad una rimozione dall’incarico o alle spontanee dimissioni lasciando ad altri la ge-

stione di quella scuola. Entro il 1° luglio di ogni anno, ricordiamo per onore di cronaca, tutti i dirigenti scolastici possono presentare al Ministero domanda di mobilità interregionale o mutamento di incarico. Se la Gallo dovesse decidere di varcare questa porta, significherebbe tagliare i ponti con il passato e lasciare ad altri una scuola che ha gestito per oltre 20 anni. Ciò significherebbe, soprattutto a fine carriera, evitare risvolti incresciosi legati all’eco mediatica che sta assumendo la vicenda e a ciò che potrebbe venir fuori se tutti gli atti arrivassero sui tavoli dei Ministri dell’Istruzione e delle Disabilità.

L’edizione di Cronache di ieri e sotto la dirigente Gallo
POTENZA Dopo l’inchiesta di Cronache, fioccano le segnalazioni di altre famiglie sulla Gallo
Padula affida all’avv. Pipponzi la Costituzione di parte civile
al ragazzo autistico: «La scuola sia davvero inclusiva

OLTRE

IL GIARDINO A Cronache la mamma del ragazzo autistico sospeso dalla Sinisgalli e gli avvocati Lorenzo e Pipponzi

Candela: «Non si include in questo modo un ragazzino»

“Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace, ha affrontato il caso dello studente di 13 anni con disturbo dello spettro autistico, iscritto alla scuola Sinisgalli di Potenza, al centro di una vicenda che ha assunto rilievo giudiziario e istituzionale.

Leporace ha introdotto il tema sottolineando come sia «intollerabile che nel 2026 possano ancora verificarsi situazioni di esclusione e mancata inclusione nelle scuole della Repubblica italiana», evidenziando che oggi esistono strumenti, conoscenze e leggi per tutelare gli studenti con fragilità. Ospiti in studio gli avvocati Luca Lorenzo e Ivana Pipponzi e Valentina Candela, madre dello studente coinvolto in questa triste e grave storie. La vicenda è stata ricostruita dall’avvocato Lorenzo, che ha spiegato che la scuola aveva segnalato il minore al Tribunale per i Minorenni, ipotizzando criticità nel nucleo familiare. Tuttavia, il Tribunale, dopo l’istruttoria, aveva escluso qualsiasi responsabilità della famiglia, definita «integerrima» e pienamente impegnata nel percorso educativo e terapeutico del ragazzo. Lo stesso esito sarebbe stato confermato anche in una seconda pronuncia, dopo una nuova segnalazione dell’istituto.

Secondo il legale, il Tribunale «ha chiarito che eventuali problematiche emerse durante l’orario scolastico rientrano nelle competenze della scuola. Nonostante ciò, sarebbero proseguite ulteriori comunicazioni e richieste da parte della dirigenza scolastica».

La madre del ragazzo, Valentina Candela, ha raccontato l’episodio che ha portato all’escalation della vicenda. Dopo una crisi del figlio, si è recata a scuola trovandolo «disteso a terra, da solo in classe, mentre tre operatori del 118 lo trattenevano. Ho subito detto loro di togliere le mani addosso a mio figlio, che non si trattava così un paziente, perché io comunque sono del mestiere, quindi so benissimo di cosa si tratta. Loro non volevano far andare via mio figlio, lo tenevano sospeso da un braccio e per di più un'altra infermiera ha chiuso la porta insistentemente per far si che noi non uscissimo dalla classe, per paura che mio figlio, potesse fare del male agli altri bambini. lo ho preteso di uscire da quella classe prendendomi le mie responsabilità».

L’avvocato Lorenzo ha inoltre riferito che, a seguito dell’episodio, il ragazzo sarebbe stato sospeso dalla frequenza scolastica a tempo indeterminato. Il provvedimento è stato impugnato davanti al TAR, che ne ha disposto l’immediata riammissione. Successivamente,

però, il minore sarebbe stato autorizzato a frequentare solo due ore al giorno, in una classe separata dai compagni. Una situazione definita dal legale «l’esatto contrario dell’inclusione. Questa è una forma di emarginazione istituzionale».

L’avvocata Ivana Pipponzi, intervenuta per conto dell’Ufficio del Garante regionale delle persone con disabilità, ha spiegato che l’ente si è attivato per «tutelare non solo il singolo caso ma il principio generale delle pari opportunità e dell’inclusione scolastica, richiamando i diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità».

La madre del ragazzino ha inoltre sostenuto che il figlio, altro fatto che aggrava la vicenda, sarebbe stato vittima di episodi di bullismo e che la scuola non sarebbe riuscita a gestire adeguatamente le sue difficoltà, nonostante la presenza di insegnante di sostegno e assistente dedicato.

In chiusura, Leporace ha annunciato che continuerà a seguire il caso, offrendo spazio a tutte le parti coinvolte. Valentina Candela ha espresso l’auspicio che «sia fatta giustizia per mio figlio e per tutti gli altri bambini che potrebbero trovarsi nella stessa situazione». La trasmissione è poi proseguita con il focus sul Partito Democratico che sta attraversando una fase di incertezza, in Basilicata ancora più evidente a causa del commissariamento e della difficoltà di mantenere un rapporto costante con i territori. È questa l'analisi dell’ospite in studio, Angela Blasi, consigliera comunale e presidente di commissione a Potenza. Partendo dalle recenti uscite dal PD, tra cui quella dell’europarlamentare Pina Picierno, Blasi respinge l’idea che esista una specifica “questione femminile”. «Ci sono molte più donne che fanno politica rispetto al passato e quindi è naturale che siano protagoniste anche di scelte importanti, come quella di lasciare un partito nel quale non si riconoscono più»,osserva. Secondo Blasi, la libertà di scegliere un percorso politico diverso deve essere rispettata, soprattutto quando si rimane nell’alveo del centrosinistra. Quanto al nuovo contenitore politico che potrebbe nascere attorno a Picierno, la dirigente lucana invita a valutarlo sui contenuti e sulla ca-

pacità di fare politica concreta. «La frammentazione non fa bene a nessuno. Tutto dipenderà da ciò che riuscirà a mettere in campo». Sul fronte interno del PD lucano, la consigliera comunale ritiene ormai indispensabile aprire una fase congressuale. «È giusto discutere non solo all’esterno ma soprattutto all’interno del partito, coinvolgendo iscritti e militanti e comprendendo le ragioni che spingono alcune persone ad allontanarsi». Per Blasi il percorso dovrebbe partire direttamente da un congresso regionale, utile a fare chiarezza sugli equilibri ma soprattutto sulle prospettive future. «Serve capire qual è la situazione reale dei territori e quali idee ci sono per il futuro. La stessa esigenza - sottolinea - riguarda anche la città di Potenza, amministrata da una coalizione di centrosinistra. Sarebbe opportuno ricostruire una presenza organizzata del partito per sostenere chi amministra e per tornare a fare politica sul territorio». Riferendosi al commissario regionale del PD, Blasi ne riconosce le qualità politiche ma auspica una presenza più costante in Basilicata. «Conoscere direttamente le realtà locali e chi ogni giorno fa vivere il partito sarebbe importante per favorire una ricostruzione vera».

Tra i passaggi più significativi dell’intervista emerge la critica a una politica spesso concentrata esclusivamente su numeri, candidature ed equilibri interni. «Le persone ci sentono sempre più distanti. Se continuiamo a discutere soltanto di impostazioni e posizionamenti non riusciremo ad andare lontano». Da qui la necessità di recuperare autenticità, radicamento e capacità di assumere posizioni chiare sui grandi temi del presente. «Anche quando non si prende una posizione, in realtà si sta comunque da una parte».

L’ultimo spazio della trasmissione ha visto come ospite il giornalista

e scrittore Angelo Mauro Calza che ha ripercorso una vicenda degli anni Settanta avvenuta a Chiaromonte, protagonista l'allora tenente dei Carabinieri Angelo Cairo, oggi generale, che arrestò Gino Cosentino, destinato anni dopo a diventare il capo dei Basilischi.

Calza ha spiegato di aver scoperto la storia durante un incontro conviviale a Chiaromonte, dove ha conosciuto nuovamente il generale Cairo e ne ha raccolto la testimonianza diretta.

Secondo il racconto, Cairo ricevette una segnalazione sulla presenza del latitante Cosentino nel paese. Accompagnato soltanto dall'appuntato Antonio Trabucco, raggiunse l'abitazione dove si nascondeva. Dopo aver tentato di convincerlo a consegnarsi, Cosentino reagì sparando un colpo di pistola che, come ricorda il generale, gli sfiorò la testa facendo volare il cappello. Dopo un inseguimento, il latitante venne arrestato.

«Per dieci centimetri non mi colpì alla testa», avrebbe ricordato Cairo, sottolineando il rischio corso durante l'operazione. Calza ha evidenziato anche la particolarità del successivo processo, durante il quale la scena venne ricostruita sul posto con decine di persone, in una sorta di rappresentazione dal vivo, ben lontana dalle moderne tecniche investigative. Sulla figura di Cosentino, Calza ha escluso qualsiasi legame particolare tra la sua carriera criminale e Chiaromonte: «Poteva essere di qualunque altro paese. Era nato lì, ma aveva vissuto soprattutto a Potenza». L'intervista si è poi soffermata sulla carriera del generale Cairo, che successivamente operò in Calabria distinguendosi anche nella liberazione del figlio di un imprenditore sequestrato. «Gli brillavano gli occhi mentre raccontava queste vicende, non per vanità, ma per l'orgoglio di aver svolto il proprio dovere», ha osservato Calza.

L’avvocato Lorenzo, Candela mamma del ragazzo autistico, l’avvocata Pipponzi e sotto Calza e Blasi a Oltre il giardino

La Regione inaugura a Potenza la terza edizione degli Stati Generali della Space Economy, tra innovazione e sviluppo territoriale

Space Economy, Vito Bardi: «Il Sud può guidare e valorizzare i settori del futuro»

La Basilicata sarà la prima tappa della terza edizione degli Stati Generali della Space Economy 2026, in programma a Potenza dal 14 al 15 giugno. L’evento segna un cambio di approccio per il settore, con un percorso che abbandona i grandi centri tradizionali per valorizzare direttamente i territori e i distretti aerospaziali considerati di eccellenza.L’annuncio è stato dato dal Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, che ricopre anche il ruolo di vicepresidente di Nereus. La presentazione ufficiale si è svolta a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del Ministro Adolfo Urso e del presidente dell’intergruppo parlamentare sullo spazio Andrea Mascaretti.«Ospitare l’apertura di questo percorso nazionale è la conferma del ruolo

di primo piano che la Basilicata si è conquistata nella Space Economy italiana ed europea», ha dichiarato Bardi, sottolineando come il territorio regionale stia assumendo un ruolo sempre più centrale nel settore aerospaziale. «Come vicepresidente di Nereus, sostengo da sempre che il futuro dello spazio si costruisce valorizzando le competenze e i distretti regionali. Portare gli Stati Generali a Potenza significa riconoscere il valore scientifico, industriale e tecnologico della nostra terra», ha aggiunto.L’appuntamento lucano avrà anche un forte valore simbolico e culturale: l’edizione sarà dedicata a Rocco Petrone, ingegnere di origini lucane che ebbe un ruolo chiave nelle operazioni della missione Apollo 11 Moon Landing, in occasione del centenario della sua nascita.Il programma sarà coor-

dinato dal Distretto Aerospaziale della Basilicata, con il coinvolgimento di aziende, università, istituzioni e investitori locali. I lavori daranno avvio a un percorso nazionale articolato in 18 tappe tematiche, che toccheranno diversi ambiti strategici, dall’intelligenza artificiale alla diplomazia spaziale.I tavoli di lavoro di Potenza produrranno documenti strategici che confluiranno nella sessione plenaria prevista a Milano nel mese di novembre. L’obiettivo finale è la firma dello “Smart Space Pact”, una piattaforma digitale condivisa per orientare lo sviluppo dell’intero ecosistema spaziale italiano.«La Basilicata è custode di una grande memoria storica, ma è anche un laboratorio vivo di innovazione», ha concluso Bardi. «Da Potenza daremo il via a un confronto concreto che punta a

«L’obiettivo è consolidare un percorso stabile di internazionalizzazione delle aziende lucane»

Export,

5,5 mln dalla Regione, Cupparo: «Così aiutiamo le imprese a crescere»

La Regione Basilicata punta a rafforzare la presenza delle proprie imprese sui mercati esteri con un nuovo intervento da 5,5 milioni di euro. La Giunta regionale ha approvato l’avviso pubblico “Pronti per l’Export: misure di internazionalizzazione per le imprese lucane”, finanziato nell’ambito del Programma Regionale FESR FSE+ Basilicata 20212027.Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese e ai consorzi con sede operativa in Basilicata. Tra le misure finanziabili rientrano attività di

consulenza specialistica per l’export, studi di mercato, strategie di marketing internazionale, certificazioni per i mercati esteri, sviluppo di piattaforme e-commerce multilingua e la partecipazione a fiere ed eventi internazionali.

L’assessore allo Sviluppo economico Francesco

Cupparo ha dichiarato: «Vogliamo sostenere investimenti, innovazione, promozione commerciale e sviluppo delle competenze necessarie per competere a livello globale», sottolineando come l’internazionalizzazione sia

oggi una leva decisiva per lo sviluppo economico e occupazionale della regione.Il direttore generale per lo Sviluppo economico, il Lavoro e i Servizi alla Comunità, Giuseppina Lo Vecchio, ha evidenziato: «L’avviso è stato costruito per rispondere alle esigenze concrete delle imprese, con strumenti finalizzati a rafforzarne la presenza sui mercati esteri e valorizzare le eccellenze produttive lucane».

L’intervento della Regione mira a consolidare un percorso strutturato di internazionalizzazione, incentivando innovazione, collaborazione tra imprese e sviluppo di competenze specialistiche.La misura si inserisce in una più ampia strategia regionale di sostegno alla competitività del sistema produttivo lucano.

L’obiettivo dell’amministrazione regionale è aumentare il numero delle imprese esportatrici, diversificare i mercati di destinazione e generare nuove opportunità di sviluppo, investimenti e occupazione.

creare occupazione, attrarre investimenti e rafforzare la filiera nazionale, dimostrando che il Sud è pronto a guidare uno dei comparti più promettenti del futuro economico del Paese».

AZIONI CONTRO RISCHIO IDROGEOLOGICO
Ambiente, Mattia (FdI): «Via libera a risoluzione sui contratti di fiume»

«Approvata

all’unanimità in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera una risoluzione sui contratti di fiume, a mia prima firma e sottoscritta da Pd, M5S e Lega, che punta alla tutela delle risorse idriche, alla valorizzazione dei territori fluviali e alla mitigazione del rischio idraulico». Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in VIII Commissione, il deputato Aldo Mattia. Secondo Mattia, la risoluzione «impegna il Governo a sostenere un maggior utilizzo dei contratti di fiume come strumenti in grado di superare una logica meramente amministrativa e settoriale, favorendo partenariati pubblico-privati e programmi d’azione condivisi con ricadute concrete sui territori».Il testo prevede interventi per «la manutenzione idraulica sostenibile dei bacini e sottobacini idrografici, il mantenimento delle caratteristiche naturali dell’alveo e la corretta gestione delle foci e delle sezioni fluviali», oltre a misure per «ripristinare le sezioni idrauliche nei tratti a maggiore rischio per abitati e infrastrutture».Tra gli obiettivi anche il rafforzamento delle sinergie con le politiche settoriali agricole, industriali, energetiche e dei trasporti, in linea con le strategie europee per la gestione sostenibile della risorsa idrica.Infine, la risoluzione punta a valorizzare i contratti di fiume come strumenti di sensibilizzazione sul capitale naturale e sui servizi ecosistemici, anche attraverso l’introduzione di schemi di pagamento per la fruizione di tali servizi.

17 giugno nel reparto della Neurologia dell’ospedale

Aor San Carlo, open day in rosa sulla prevenzione all’emicrania

POTENZA L’Azienda

Ospedaliera Regionale San Carlo aderisce all’(H)open day dedicato all’emicrania, promosso dalla Fondazione Onda ETS, confermando il proprio impegno nella promozione della salute e nella diffusione della cultura della prevenzione. L’appuntamento è fissato per mercoledì 17 giugno 2025, dalle 9:00 alle 13:00, nel reparto della Neurologia dell’ospedale San Carlo di Potenza, padiglione E, 4° piano, dove saranno effettuate dieci visite specialistiche gratuite per donne di tutte le età, dedicate alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento dell’emicrania. L’iniziativa è supportata da cinque brevi video informativi, “Come riconoscerla, come evitarla”, pubblicati sul sito istituzionale dell’Aor e sul canale YouTube aziendale (https://youtu.be/HgBvIN016c), volti a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione. Nei contributi il dottor Nicola Paciello, Direttore della Neurologia dell’ospedale San Carlo, approfondisce i principali aspetti della patologia, i sintomi, i fattori di rischio, l’importanza di una diagnosi tempestiva e di una presa in carico specialistica.

«Con questa iniziativa - dichiara il Direttore Generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera - intendiamo rafforzare l’attenzione verso una patologia che incide profondamente sulla qualità della vita delle don-

ne e che necessita di un riconoscimento precoce e di percorsi assistenziali appropriati. L’adesione all’(H)Open Day della Fondazione Onda ETS rappresenta un’importante occasione per avvicinare i cittadini ai servizi specialistici, favorire una maggiore consapevolezza dei sintomi e promuovere l’accesso tempestivo a diagnosi e trattamenti efficaci. Investire in informazione e prevenzione significa contribuire concretamente al benessere della comunità e migliorare gli esiti di salute dei pazienti».

L’emicrania è una malat-

tia neurologica cronica e altamente invalidante, caratterizzata da episodi ricorrenti di cefalea di intensità moderata o severa, spesso accompagnati da nausea, vomito e particolare sensibilità alla luce, ai suoni e ad altri stimoli sensoriali. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresenta una delle patologie neurologiche più diffuse e una delle principali cause di disabilità a livello globale. In Italia si stima che ne soffrano oltre sei milioni di persone, con una prevalenza nelle donne che risultano colpite circa tre volte più

degli uomini. «Nonostante la sua elevata diffusione - spiega il dottor Paciellospesso l’emicrania continua a essere sottovalutata e considerata un semplice mai di testa. I ritardi diagnostici e terapeutici che possono favorire l’evoluzione verso forme croniche della malattia, determinando un impatto rilevante sulla vita quotidiana. Iniziative come questa ci consentono di offrire ai cittadini un primo momento di valutazione specialistica, fondamentale per individuare precocemente la malattia e orientare i pazienti verso percorsi tera-

peutici sempre più efficaci e personalizzati. Oggi disponiamo di strumenti diagnostici e tipologie di trattamento che permettono di controllare meglio la sintomatologia, con benefici concreti sulla qualità

IMPORTANTE OCCASIONE DI CONFRONTO DOMANI ALL’OSPEDALE MADONNA DELLE GRAZIE

DI MATERA

Convegno sui disturbi motori e verbali dei bimbi

MATERA Domani nell’Auditorium dell’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera, a partire dalle ore 9, si terrà il convegno “Disturbo della Coordinazione Motoria e Disprassia Verbale Evolutiva: inquadramento diagnostico e approcci riabilitativi”. L’evento affronta temi specialistici, ancora poco conosciuti, ma con importanti ricadute sulla qualità di vita dei bambini. Il disturbo della coordinazione motoria riguarda le difficoltà nel programmare e coordinare i movimenti necessari nelle attività quotidiane, nel gioco, nella scrittura e nell’au-

tonomia; la disprassia verbale evolutiva interessa invece la programmazione dei movimenti necessari per produrre suoni e parole, con conseguenze sulla comunicazione e sul linguaggio. «Il convegno avrà un taglio pratico –sostiene Raffaella Devescovi – Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile all’Ospedale di Matera- focalizzato sulla diagnosi differenziale, sugli strumenti di valutazione e sugli approcci riabilitativi basati sulle evidenze scientifiche. Sarà un’importante occasione di aggiornamento per gli ope-

ratori della riabilitazione, grazie al contributo di specialisti e professionisti di riconosciuta esperienza provenienti da tutta Italia». Queste difficoltà possono presentarsi da sole oppure in associazione ad altri disturbi. Se non riconosciute, possono favorire frustrazione, bas-

Potenza, nuovi monitor per la medicina

POTENZA L’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza ha ricevuto in donazione nuovi monitor per il monitoraggio dei pazienti critici ricoverati nella Medicina interna. I dispositivi, di ultima generazione, consentono al personale medico e infermieristico di rilevare in tempo reale i parametri vitali dei degenti più complessi, con un impatto diretto sulla sicurezza e sulla qualità delle cure. La donazione è stata resa possibile grazie alla Fondazione Banco di Napoli, il

cui sostegno conferma una consolidata attenzione al progresso del sistema ospedaliero e alla tutela della salute pubblica. «Questa donazione non è un gesto simbolico; insieme con le altre tecnologie già presenti, entra nelle corsie e fa la differenza nella gestione dei pazienti più fragili. Siamo grati alla Fondazione per aver scelto di investire concretamente nella qualità delle cure che offriamo ogni giorno», ha dichiarato il direttore generale dell’Azienda ospedaliera re-

gionale San Carlo di Potenza, Giuseppe Spera. Per celebrare l’occasione oggi ale 11 nell’unità operativa complessa di Medicina interna dell’ospedale San Carlo di Potenza, padiglione E, terzo piano, si terrà una cerimonia di ringraziamento con presentazione delle apparecchiature donate, alla presenza del direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera, del direttore della Medicina interna, dottor Nello Buccianti, e dei vertici della Fondazione Banco di Napoli.

sa autostima, sentimenti di inadeguatezza e difficoltà scolastiche. Per questo una diagnosi corretta e un intervento riabilitativo mirato sono fondamentali. «La formazione e l’aggiornamento dei professionisti - dichiara il Direttore Generale dell’ASM, Maurizio Friolo - sono fondamentali per garantire diagnosi precoci e percorsi riabilitativi efficaci. Una corretta presa in carico multidisciplinare consente di rispondere in modo adeguato ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie. Questo convegno rappresenta un’importante occasione di approfondimento e confronto su tematiche che incidono significativamente sul benessere dei più piccoli». «Il lavoro clinico e l'attività di ricerca scientifica della neuropsichiatria infantile di Matera, diretta dalla dottoressa Raffaella Devescovi, rappresentano un tassello qualificante per la rete pediatrica della nostra Regione. Supportare la formazione specialistica –dichiara l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico – significa garantire risposte tempestive e percorsi riabilitativi mirati mettendo al centro il benessere del bambino».

Il gd Giuseppe Spera

Domenica passeggiata

tra i

boschi

e le rive

organizzata dall’Associazione Nazionale Genitori persone con Autismo

Staffetta blu in Basiicata, tutti ai laghi di Monticchio

MONTICCHIO In occasione della Staffetta Blu per l’autismo 2026, domenica 14 giugno i “camminatori in blu” di A.n.g.s.a. Basilicata, animeranno i sentieri e le rive dell’incanto che regalano i Laghi Grande e Piccolo di Monticchio. La comitiva, sono attese circa 50 persone tra ragazzi con autismo, genitori e accompagnatori, si muoverà su un percorso di sei chilometri. L’evento è organizzato dall’Associazione A.n.g.s.a. regionale,

VIZZIELLO

con il supporto della struttura nazionale, e si collega al racconto dell’autismo in tutte le sue sfumature, che l’Associazione Nazionale Genitori perSone con Autismo, persegue dalla sua fondazione e rilanciato in questi mesi con una capillare campagna social tutt’ora in corso. Staffetta Blu, giunta ormai alla quinta edizione, è un tassello di questo racconto, e, da sempre, ha il patrocinio dell’A.n.c.i., Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. L’ap-

puntamento è fissato per le 10 presso la spiaggetta delle Ninfee sulle sponde del Lago Grande; da lì la colonna di magliette e berretti blu, punterà verso l’area archeologica di S. Ippolito, per poi dirigersi sulle sponde del Lago Piccolo dove è previsto l’arrivo. Il ritorno a casa è programmato per pomeriggio. Ogni tappa di Staffetta blu è anche una festa, l’organizzazione è a cura dei genitori e idealmente unisce i territori in un unico messaggio di consape-

volezza. L’evento a carattere nazionale si conferma potente veicolo di socialità per i ragazzi e le loro famiglie, coinvolge tutte le Regioni e rappresenta un momento di mobilitazione e visibilità delle Associazioni ANGSA in ambi-

«Spesa farmaceutica, l’Aifa smentisce

POTENZA «L’ultima delle panzane che quasi quotidianamente l’Assessore Latronico elargisce per provare a far passare l’idea che nella sanità lucana vada tutto alla grande riguarda la spesa farmaceutica che, secondo Latronico, sarebbe in linea con la media nazionale. Niente di più falso perché i dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco(AIFA) dicono che la spesa per medicinali fatta registrare dalla nostra regione è più alta di quella media nazionale di oltre un punto percentuale che, in termini assoluti, equivale ad un surplus di circa 12 milioni di euro, con la conseguenza che la Basilicata rientra tra le cinque regioni che fanno registrare la più alta spesa d’Italia per l’acquisto dei farmaci». È quanto afferma, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello.

«Fare un rosso di ben 60 milioni di euro sulla spesa farmaceutica in una Regione come la Basilicata che conta appena cinquecentomila residenti” -sottolinea Vizziello-“ è emblematico di una inadeguatezza gestionale che l’Assessore Latronico prova ad occultare attraverso la narrazione propagandistica secondo cui la Basilicata assicura ai propri pazienti i farmaci salvavita e quelli oncologici. Ci mancherebbe, dopo aver speso l’anno scorso 226 milioni di euro per l’acquisto di medicinali, che non fossero assicurati prontamente i farmaci ai malati cronici o a quelle affetti da patologie oncologiche. Seguendo il ragionamento dell’Assessore Latronico - precisa Vizziello - viene spontaneo chiedersi se le altre regioni d’Italia, quelle in particolare che hanno i conti più in ordine dei nostri sulla spesa farmaceutica e nelle quali

to locale e nazionale. Le famiglie Angsa con Staffetta blu , rivendicano spazi e attenzione , affinché i diritti delle persone con autismo diventino realmente esigibili, rispettando identità e bisogni di ognuno. Staffetta blu Basilicata ha il sostegno di Slow food Basilicata, di APT Basilicata, del Comune di Rionero in Vulture e il patrocinio del C.I.P. Basilicata e la collaborazione delle guide della Soc.Coop.Centro Visite Monticchio.

lo scorso anno si sono ricoverati 21 mila lucani, non forniscano per caso ai pazienti ricoverati nei propri reparti l’acqua fresca al posto dei medicinali. L’istantanea AIFA sull’andamento della spesa relativa all’acquisto dei farmaci è un campanello d’allarme che non deve essere sottovalutato” -ricorda Vizziello“perché è una voce di spesa che incide per quasi il 20 per cento sulla dotazione

del fondo sanitario regionale, due punti percentuali in più rispetto all’incidenza che si registra in Lombardia e tre punti percentuali in più rispetto a quella che si riscontra in Veneto. È quindi possibile implementare anche in Basilicata modelli virtuosi di governance della spesa farmaceutica”conclude Vizziello-“ privilegiando l’impegno fattivo alla sterile propaganda».

TURSI Domenica 14 giugno a Tursi, dalle 8alle 12:30, si terrà uno screening gratuito cardiologico, glicemico e nutrizionale per tutti i cittadini. Basterà recarsi nel centrale campo da basket “Pinuccio Di Tommaso” per poter partecipare all’importante iniziativa di prevenzione promossa dal-

l’associazione Cuore Amico con il patrocinio del Comune di Tursi. Lo screening, rivolto ai cittadini di tutte le età, verrà effettuato da un’equipe composta da circa venti tra cardiologi, internisti, biologi nutrizionisti, infermieri e volontari, a disposizione dei cittadini per una serie di esami spe-

cialistici e per una valutazione clinica completa. Basterà recarsi sul posto, senza tessera sanitaria, ed è consigliato di presentarsi a digiuno da almeno due ore. Al termine sarà rilasciata cartella sanitaria di partecipazione con refertazione medica e tracciato ECG. L’iniziativa è stata forte-

mente voluta da tutta la nuova amministrazione, in particolare dall’Assessore alle Politiche Sociali e Salute Leandro Domenico Verde e dal sindaco di Tursi Maria Anglona Adduci con il presidente di Cuore Amico Giovanni Camardo e il cardiologo Rinaldo Lauletta.

Attivata una collaborazione con Anci nazionale per rafforzare le politiche di genere e il contrasto alla violenza sulle donne

L'Assessore alle Pari Opportunità Angela Lavalle parla del progetto “S.O.S.teniamo”

Quattro postazioni dedicate alle donne che vivono condizioni difficili e che comunicano i propri problemi quotidiani. Una serie di iniziative legate al sostegno del gentil sesso nell'ambito del progetto Sosteniamo, candidato nel 2022 e finanziato nel settembre 2025 grazie alla collaborazione del Dipartimento Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri e ha come obiettivo una rete che si attivi grazie alle politiche di genere grazie alle segnalazioni, un numero verde, un QR code che verranno sistemate in questi giorni, fisiche e reali e serviranno per comunicare le segnalazioni di donne vittime di violenza e prese in carico. Tutto questo nell'ambito di una forte autonomia abitativa delle donne, economica, la possibilità di avere un reddito e una casa propria. Reddito, formazione, titoli e competenze saranno fornite dalla rete dei partner che forniranno anche lavoro alle donne.Un progetto di ampio spessore, quello preso a cuore dall'Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Potenza, Angela Lavalle che punta a sistemare le cassette in un parco pubblico cittadino, una piazza dove è presente un cineteatro, l'Asp e il San Carlo.Un bel messaggio quello che giunge dall'Assessore Angela Lavalle, utile per aderire e creare una rete del progetto ospitando una targa dove è scritta l'idea progettuale con lo smart code dove si scrive in maniera riservata la segnalazione.Come dire tanto impegno, tante cassette, ne

verranno sistemate ottanta, una è già sistemata su una panchina in Piazza Don Bosco, una nella sede dell'Assessorato di Via Anzio.Come dire l'impegno, nonostante le difficoltà e la mancanza di finanziamenti non manca per l'Assessore alle Pari Opportunità Angela Lavalle che ha dunque dato vita ad una serie articolata di idee progettuali e a sviluppare iniziative sul territorio anche con il contributo fondamentale di Anci nazionale. L'Assessore parla dei progetti avviati in questi due anni sottolineandone gli aspetti più importanti e di spessore.

Assessore diamo i numeri, come giudica il lavoro in questi due anni?

«Un bilancio, sì a distanza di due anni possiamo iniziare a mettere sul tavolo tutto quello che nel frattempo abbiamo messo in moto, innanzitutto è una cosa su cui stiamo lavorando tantissimo è un progetto che si chiama Sosteniamo. È un progetto che abbiamo candidato nel 2022 e ci è stato finanziato nel settembre del 2025, circa un anno fa abbiamo avuto questa bellissima notizia. Il Dipartimento Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri ci ha finanziato questo progetto, appunto si chiama Sosteniamo e ha l'obiettivo di creare una rete territoriale che si attivi contro la violenza di genere. In che modo? Innanzitutto creando un canale per le segnalazioni. Chi rimane coinvolto in una situazione di violenza o chi è testimone di una situazione di violenza, attraverso un numero verde oppure un QR code che troverà sulle cassette fisiche e virtuali che stiamo

creando e installando proprio in questi giorni può segnalare la situazione di violenza. Dopo di che la donna viene presa in carico, a parte la fase emergenziale che viene ovviamente gestita insieme a tutti gli organi deputati a questo. Ma la cosa innovativa di questo progetto che la donna viene presa in carico anche per creare un'autonomia un'autonomia abitativa, autonomia economica, quindi le si dà la possibilità di avere una casa per conto proprio e di avere un minimo di reddito e soprattutto se non ha una disponibilità in termini di competenze e di titoli noi le diamo una formazione, attraverso ovviamente la rete dei partner e la possibilità di trovare un lavoro. Quindi la parte innovativa è che oltre a gestire la fase emergenziale del percorso di violenza le si dà la possibilità alla donna di essere autonoma perché non si è liberi dal circuito violento se la donna non esce di casa e quindi noi attraverso questo progetto stiamo cercando di costruire proprio questo attraverso una rete. Noi stiamo cercando di sistemare quattro cassette».

Dove saranno sistemate le cassette?

«Le cassette saranno quattro fisiche, cioè cassette vere e proprie come quelle della posta che teniamo a casa dove ognuno può inserire un messaggio fisico al proprio interno. Saranno quattro in tutta la città di Potenza. Ne sistemeremo una al San Carlo, una all'Asp di Potenza, altre due stiamo avendo conferma ne dovremmo installarne in un parco pubblico cittadino e la quarta in una piazza do-

ve è presente un cineteatro e quindi punti dove circola molta gente. Le altre saranno virtuali, saranno targhe di plexiglass e saranno circa un'ottantina che stiamo installando in tutta la città di Potenza da chi ce lo chiede, perché l'idea è quella di creare una rete, una rete con altre associazioni, istituzioni e sindacati, quindi chiunque può chiedere di aderire alla rete di questo progetto ed ospitare nella propria sede questa targa dove è scritto in sintesi l'idea progettuale e c'è un QR code che inquadrato con un semplice smartphone si apre una pagina dove si scrive in maniera riservata una segnalazione propria o per conto di una parente, amica o collega. Quindi l'idea adesso è quella di installare queste ottanta cassette. Creeremo una mappa, ognuno può sapere dove è la cassetta più vicina. Una l'abbiamo sistemata nel mio assessorato di via Nazario Sauro, al piano terra ed è già visibile per chi si vuole rendere conto di cosa si tratta. Una è stata sistemata a Piazza Don Bosco su una panchina, quindi chiunque può chiederci di aderire, firmando un protocollo d'adesione di installare la propria cassetta virtuale nella propria sede».

Quali sono i rapporti con Anci?

«Sono in contatto con Anci Nazionale, Anci Pari Opportunità Nazionale. Insieme portiamo avanti dei progetti. Per esempio il progetto ‘Mai bandiera bianca contro la violenza di genere’ che è il progetto e lo slogan del 2026. Nel senso che aderendo a questa campagna si prende l'impegno

per il 2026 di lanciare delle iniziative proprio con questo slogan. Prima di tutto aderendo bisogna esporre la bandiera appunto di Anci nazionale. Noi come Comune di Potenza siamo stati il primo comune della Basilicata ad aderire a questa campagna nazionale» Le prospettive?

«Abbiamo in cantiere diverse cose. Non posso anticipare tutto perché ovviamente devo verificare la fattibilità. Ad esempio, partire con un percorso che spero ci porterà verso la certificazione di genere del Comune di Potenza. Per esempio abbiamo già iniziato il percorso, lanciare delle iniziative per il benessere lavorativo dei lavoratori del Comune di Potenza. Martedì sera abbiamo svolto una manifestazione, abbiamo parlato di pavimento pelvico. È stata una delle prime iniziative dedicate al personale del Comune di Potenza. Poiché parliamo di temi che parlano di salute e prevenzione, il benessere, riteniamo che siano dei temi importanti che metteremo a disposizione a tutta la cittadinanza».

Interventi coordinati tra Comune ed E-Distribuzione per il ripristino delle strade interessate da lavori infrastrutturali

Giuzio:

«Al via il piano di rifacimento delle strade cittadine»

Avviato a Potenza un piano di rifacimento del manto stradale che per circa venti giorni interesserà diverse aree della città.

Gli interventi, realizzati in collaborazione con E-Distribuzione e con risorse comunali, riguarderanno il ripristino delle carreggiate e opere di manutenzione straordinaria.Tra le strade coinvolte via Enna, via Gavioli, via

Angilla Vecchia, viale Marconi, via Torraca, via Lamarmora e Bucaletto.«Prosegue il percorso di riqualificazione e manutenzione della rete viaria cittadina», dichiara l'assessore alla Viabilità Francesco Giuzio. L'avvio dei lavori è stato programmato al termine dell'anno scolastico per ridurre i disagi alla circolazione. «La scelta è stata fatta per limitare l'impatto sul-

la viabilità e sui cittadini», spiega il sindaco Vincenzo Telesca.Sul fronte della mobilità urbana è imminente l'entrata in funzione dell'Hub di Potenza NordMacchia Romana. «Un'infrastruttura strategica per la riorganizzazione del trasporto pubblico», conclude Giuzio. Il piano interesserà l’intera rete viaria cittadina, con interventi diffusi su più quartieri.

L’Assessore ai Lavori pubblici e la Sindaca raccontano l’iter per la realizzazione delle opere e del progetto

Picerno, completati i lavori da oltre 1mln € al cimitero

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L’Amministrazione comunale di Picerno compie due anni dall’elelezione. «Due anni di Picerno. Oggi non celebriamo solo una data, ma un percorso: fatto di scelte, di ascolto, di ostacoli affrontati e di risultati costruiti insieme» asserisce la Sindaca Margherita Scavone. Tra gli impegni del Comune, anche quello sul cimitero comunale, oggetto di lavori per oltre 1 milione di euro. Ad entrare nel dettaglio è il Vicesindaco Giovanni Russo, con deleghe al Bilancio, Tributi, Lavori pubblici e Urbanistica. «Alcuni luoghi non sono sempli-

ci spazi pubblici, sono memoria rispetto identità. Terminati i lavori di messa in sicurezza adeguamento sismico del civico cimitero, necessari a causa delle gravi criticità strutturali dell'intera area interessata dal dissesto idrogeologico– spiega RussoUna situazione che non poteva più attendere e appena insediati abbiamo scelto di non rinviare il problema, ma di affrontarlo con determinazione, consapevoli anche del rischio di poter perdere un importante finanziamento per il nostro territorio». Sulle tempistiche l’Assessore aggiunge: «Abbiamo dato massima priorità a questo progetto accelerando procedure e adempimenti per av-

viare il cantiere nel più breve tempo possibile. I lavori sono partiti l'8 aprile 2025 e oggi, a distanza di appena un anno, consegniamo alla comunità picernese un'opera da 1 milione e 100 mila euro completamente realizzata. Questo risultato è il frutto del grande lavoro di squadra tra Ufficio tecnico comunale, direzione dei lavori e imprese. Continuiamo a prenderci cura della nostra comunità e insieme possiamo realizzare grandi cose». Per quanto concerne i lavori, e l’iter per la realizzazione, Russo conclude: «I lavori hanno riguardato la messa in sicurezza, l'adeguamento sismico, nuovi colombai, opere di sostegno e dre-

naggio delle acque per garantire sicurezza e dignità ad un luogo sacro per tutti noi». Infine la Sindaca Scavone chiosa: «Gli interventi al cimitero rientrano in un percorso amministrativo avviato negli anni precedenti e portato a compimento in questi giorni. La maggior parte delle opere pubbliche difatti, attraversano più fasi e più amministrazioni: ciò che conta è portare i risultati alla comunità, anche perché non basta “prendere” il progetto, ma è interessante poi seguirlo e portarlo a compimento. Con l'attuale amministrazione abbiamo seguito l'iter, completando gli adempimenti necessari e portando a termine questo procedimento».

«Un progetto nato dalla volontà di valorizzare il territorio, creare opportunità e costruire insieme un futuro di partecipazione, lavoro e sviluppo sostenibile»

a Ginestra nasce la cooperativa di comunità “Vulture arbëreshe ”

Sono sempre più numerosi i comuni lucani cui si si lavora per le “Cooperative di Comunità”, imprese sociali in cui i cittadini sono contemporaneamente produttori e fruitori di beni e servizi. Tra questi comuni, ora è possibile annoverare anche Ginestra, che ha annunciato proprio la costituzione della Cooperativa di Comunità "Vulture Arbëreshe", «un progetto nato dalla volontà di valorizzare il nostro territorio, creare opportunità e costruire insieme un futuro fatto di partecipazione, lavoro e sviluppo sostenibile» spiega l’Amministrazione comunale. La cooperativa si è costituita

a Matera, «segnando l'inizio di un percorso che vede protagonisti cittadini che hanno scelto di mettere competenze, energie e passione al servizio della comunità» prosegue la sindaca Fiorella Pompa.

A Presiedere la Cooperativa Gaetano Sepe, con Vicepresidente Giuseppe Francesco Summa; Consiglieri Antonio Di Roma, Sonia Pompa e Massimo Summa. Soci fondatori Lara Gammone, Daniela Rostos, Daniele Pepe, Alessandro Bochicchio e Luca Summa. «La nascita della Cooperativa di Comunità "Vulture Arbëreshe" rappresenta un traguardo importante ma soprattutto un punto di par-

tenza. È la dimostrazione concreta che, quando si fa squadra e si crede nelle potenzialità del proprio territorio, è possibile trasformare le idee in realtà. Grazie a Neturalcoop per averci guidati in questo percorso – incalza Pompa- Come Amministrazione Comunale continueremo a sostenere e accompagnare questo percorso, convinti che il futuro delle nostre comunità passi attraverso la collaborazione, l'innovazione e il coraggio di mettersi in gioco». Ginestra, “Zhura” in arbëreshë è un comune di origine albanese, situato nell'area del Vulture-Melfese. Fondato nel XV secolo da pro-

fughi albanesi, la comunità conserva gelosamente la propria identità, parlando ancora la lingua originale (arbërisht) e mantenendo vive le antiche usanze. Nate per contrastare lo spopolamento e l'abbandono, le Cooperative di comunità coinvolgono la popolazione locale e gli enti pubblici, nel riattivare servizi essenziali, valorizzare il territorio e creare lavoro.

M. Scavone, Sindaca di Picerno
G. Russo, Vicesindaco con deleghe al Bilancio, Tributi, Lavori pubblici e Urbanistica

Misure cautelari per cinque persone accusate di aver perseguitato e aggredito un giovane del posto

Sant’Arcangelo, pestaggio e minacce, scatta la denuncia per cinque persone

Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Senise e coordinata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lagonegro ed è stato eseguito nella giornata di ieri a Sant’Arcangelo e in altri comuni del comprensorio.Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata, lesioni personali e atti persecutori.L’attività investigativa, sviluppata dai militari della Stazione Carabinieri di Sant’Arcangelo e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Senise, ha preso

avvio nello scorso mese di maggio dopo la richiesta di aiuto di un giovane del luogo. La vittima avrebbe riferito di essere stata fermata in strada da un conoscente che pretendeva con insistenza la consegna di una somma di denaro.Secondo quanto emerso dalle indagini, al rifiuto del giovane sarebbero seguite minacce e aggressioni. L’uomo avrebbe infatti ottenuto il sostegno di altri quattro soggetti che, con il volto travisato e armati di manganelli, avrebbero violentemente percosso la vittima, provocandole lesioni personali e impossessandosi di alcuni effetti personali.Gli investigatori ritengono che l’episodio si inserisca in un contesto più ampio di intimidazioni e vessazioni. In particolare, alcuni degli indagati

avrebbero agito per «punire» il giovane che, circa un anno prima, aveva denunciato altri episodi di rapina subiti.Le indagini, coordinate dall’Autorità giudiziaria di Lagonegro, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati e di evidenziare, secondo gli inquirenti, il concreto rischio di reiterazione dei reati. Elementi che hanno portato la Procura a richiedere le misure cautelari successivamente concesse dal Gip.L’operazione, sottolineano gli investigatori, ha consentito di interrompere una situazione di presunta sopra ffazione ai danni della vittima. Contestualmente, i Carabinieri hanno rinnovato l’invito ai cittadini a rivolgersi tempestivamente al Numero Unico di

Emergenza 112 in caso di situazioni di pericolo, minacce o vulnerabilità, così da permettere un rapido intervento delle forze dell’ordine.Come previsto dalla normativa vigente, si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle

indagini preliminari e che le accuse contestate dovranno essere verificate nel corso del processo. La responsabilità penale degli indagati potrà essere accertata soltanto con sentenza definitiva e irrevocabile.

Avvicendamento ai vertici del dispositivo impegnato anche nel presidio del Cpr di Palazzo San Gervasio

Strade Sicure, il colonnello Stanca alla guida del Raggruppamento Puglia-Basilicata

Visita istituzionale ieri mattina al Palazzo del Governo di Potenza, dove il prefetto Michele Campanaro ha ricevuto il colonnello Riccardo Stanca, nuovo comandante del Raggruppamento Puglia-Basilicata dell’Operazione “Strade Sicure”. Ad accompagnarlo il predecessore, il colonnello Giovanni Orazio Costa, che ha concluso il proprio incarico alla guida del contingente.Ufficiale dell’Arma di Artiglieria, laureato in Informatica e Scienze Politiche, il colonnello Stanca porta con sé un bagaglio professionale costruito in oltre trent’anni di servizio nell’Esercito Italiano. Dopo la formazione all’Accademia Militare di Modena e alla Scuola di Applicazione, ha ricoperto numerosi incarichi operativi, addestrativi e di staff, distinguendosi sia nei reparti dell’Artiglieria sia negli organismi centrali della Difesa.Nel corso della sua carriera ha comandato unità operative e svolto funzioni di elevata responsabilità presso il Dipartimento Impiego del Personale dell’Esercito e lo Stato Maggiore della Difesa. Più recentemente è stato impiegato presso il Comando delle Operazioni Spaziali del COVI, dove si è occupato del mantenimento in efficienza delle infrastrutture e dei sistemi satelli-

tari della Difesa.Per tutto il secondo semestre del 2026, il nuovo comandante sarà alla guida del contingente militare dell’Operazione “Strade Sicure” nelle regioni Puglia e Basilicata. In territorio lucano, l’attività si traduce principalmente nella vigilanza del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Palazzo San Gervasio, uno dei siti sensibili della provincia di Potenza.Si tratta di un servizio svolto in stretta sinergia con le Forze di Po-

lizia e finalizzato a garantire un presidio costante e qualificato in un contesto particolarmente delicato sotto il profilo della sicurezza.Al termine dell’incontro, il prefetto Campanaro ha evidenziato il valore dell’esperienza maturata dall’Operazione “Strade Sicure” nel sistema della sicurezza nazionale.«La pluriennale esperienza di “Strade Sicure” rappresenta un efficace matching tra Esercito Italiano e Forze di Polizia, divenuto, nel

tempo, una componente preziosa del sistema di sicurezza nazionale. In questa cornice, il contributo che i militari assicurano presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Palazzo San Gervasio consente di mantenere elevati standard di vigilanza e controllo in un contesto particolarmente delicato».Il rappresentante del Governo ha quindi rivolto un augurio di buon lavoro al nuovo comandante, sottolineandone il profilo professionale e l’esperienza maturata nel corso della carriera.«Una sfida complessa ed impegnativa che il colonnello Riccardo Stanca, al quale rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, saprà affrontare mettendo a disposizione la significativa esperienza e l’elevato profilo professionale maturati nel corso della sua brillante carriera».Campanaro ha infine espresso un ringraziamento al colonnello Giovanni Orazio Costa per il lavoro svolto negli ultimi mesi. «Colgo, infine, l'occasione per ringraziare il colonnello Giovanni Orazio Costa per la professionalità, la disponibilità e lo spirito di servizio con cui ha guidato il Raggruppamento Puglia-Basilicata nel semestre appena concluso, parallelamente al comando dell'82° Reggimento Fanteria “Torino” di Barletta».

Il sindaco di Policoro, Bianco:

«Si arreca un

danno serio all’immagine delle imprese del territorio sane»

«Aziende agricole metapontine non responsabili del caporalato»

POLICORO «Non si deve addossare sulle aziende agricole metapontine le responsabilità di un sistema di lavoro corrotto dal caporalato, senza aver prima ricostruito bene l’intera filiera del reclutamento di braccianti. Così facendo, si arreca un danno serio all’immagine di imprese sane, che dopo anni di sacrifici si stanno accreditando sui mercati internazionali». Lo ribadisce con forza il sindaco di Policoro, Enrico Bianco, dopo aver partecipato ieri all’incontro pubblico sul tema, organizzato dal Coordinamento agricoltori Basilicata e ospitato nella sala consiliare del municipio. «Le aziende non possono sostituirsi allo Stato nel controllo sulle condizioni di questi lavoratori, dopo aver prestato il proprio servizio nei campi. -spiega Bianco- Il nodo sta nelle difficoltà a recluta-

re manodopera: le aziende metapontine assumono, effettuano i controlli sanitari e la formazione dei lavoratori stagionali, quasi tutti stranieri, che vengono pagati sempre in modo tracciabile con tariffe a volte superiori alla paga base di settore, proprio perché c’è carenza e la manodopera diventa preziosa.

I braccianti effettuano le loro giornate di lavoro correttamente pagato; poi rientrano nel sistema che, a mio avviso, determina lo sfruttamento, tra affitti esosi per vivere in 15 tra 50 metri quadri e pagamenti spropositati ai caporali per il trasporto nelle aziende. E’ qui che deve intervenire lo Stato con i controlli -sottolinea Bianco- per evitare che ci sia chi sfrutta questa povera gente, spesso connazionali più scafati, approfittando del fatto che non conoscono la lingua

e il sistema burocratico italiano. Le aziende metapontine sono le più controllate nel sud Italia,

perché l’Ispettorato del lavoro entra ed esce quando vuole, cosa che non sempre accade altro-

DOMANI WORKSHOP OPERATIVO PER LA CREAZIONE DI UN HUB TRA OPERATORI

Bernalda, progetto condiviso per il turismo

BERNALDA Il Comune di Bernalda si appresta a varare una profonda trasformazione della propria governance economica e turistica, e lo fa partendo dal coinvolgimento diretto del territorio. Domani alle 18:30 presso il Castello di Ber-

nalda, si terrà il primo workshop operativo aperto alla cittadinanza, agli operatori del settore, ai commercianti e alle associazioni. L'incontro segna il debutto concreto di “GO BERNALDA METAPONTO”, il progetto strategico volu-

to dall'Amministrazione Comunale per superare i vecchi modelli frammentati e costruire una visione di medio-lungo periodo. L'obiettivo ambizioso è quello di rendere il primo Piano Strategico del Turismo pienamente operativo entro

la fine dell'anno. Il piano punterà in particolare sulla nascita dei “club di prodotto” (reti specializzate tra operatori privati) e sul consolidamento della strategia di rete già avviata con gli altri comuni della costa jonica.

ve. C’è una responsabilità dello Stato nel sistema dei controlli -insiste Bianco- che non possono essere “delegati” alle aziende agricole, la cui competenza si ferma all’assunzione ed ai pagamenti adeguati e tracciabili. Quindi, si vada alla fonte dello sfruttamento, senza compromettere l’immagine di aziende sane, ben strutturate e accreditate sui mercati.conclude- L’operazione mediatica che si sta portando avanti dopo l’episodio disumano di Amendolara, è scorretta e spesso irrispettosa della verità dei fatti».

GRANDE SUCCESSO PER LA RILETTURA DEL GRANDE CLASSICO CON UN CAST DI CIRCA 50 ALUNNI E ALUNNE

MATERA Grande successo all’Auditorium “Gervasio” di Matera per “Grease and Shine”, il musical messo in scena dall’Istituto Comprensivo Pascoli di Matera, con il patrocinio del Comune di Matera, con la regia a cura delle professoresse di inglese Cristina Grieco ed Enza Sileo e un cast di circa 50 alunni e alunne. Un progetto originale e coinvolgente che ha saputo reinterpretare il celebre musical Grease in chiave moderna: i protagonisti, ormai adulti e con figli, hanno raccontato ai ragazzi e alle ragazze la loro storia d’amore e di crescita, dando vita a un emozionante

viaggio tra passato e presente. Sul palco si sono alternati gli interpreti dei giovani Danny e Sandy e dei loro amici, con alcuni docenti che hanno vestito i panni dei due protagonisti da adulti, creando un dialogo continuo tra generazioni, ricordi ed esperienze. Lo spettacolo, interpretato in inglese, italia-

no, con incursioni anche nel dialetto materano, ha accompagnato il pubblico fino alla celebre scena finale della trasformazione: Sandy che abbandona l’immagine della ragazza timida e impeccabile, Danny che lascia il ruolo del bulletto per diventare un ragazzo maturo e responsabile. Un finale simbolico che racconta come l’amore e la crescita possano cambiare le persone senza far perdere loro autenticità. Per poi “brillare” con le competenze e le occasioni che la scuola ha saputo fornire, anche con questo tipo di attività: questo il messaggio ai ragazzi e alle ragazze a con-

clusione di un anno scolastico insieme. Ad arricchire la rappresentazione, coinvolgenti coreografie, musiche eseguite da una band dal vivo diretta da Dino Plasmati e le voci del coro guidato dalla professoressa Angela Perrone, che ha visto cantare insieme studenti e docenti. Tra gli interpreti adulti, molto apprezzati i prof Francesco Paolicelli e Anna Maria Loré, il collaboratore scolastico Giovanni Fasano e anche la stessa Dirigente scolastica Caterina Policaro, che ha partecipato al coro regalando al pubblico anche un emozionante intervento da solista.

_ Il sindaco di Policoro, Enrico Bianco

Originario di Sant’Arcangelo, fu un eroe di guerra, deputato, Sindaco della città partenopea e anche segratario del PNF

Nicola Sansanelli, un lucano dimenticato, un protagonista meridionale del Novecento

D I V IN CE NZ O MA I DA

Nel suo paese natìo non gli è stata dedicata una via, una piazza, un qualcosa che lo ricordi, eppure è stato un personaggio di grande statura. La memoria di una comunità dovrebbe essere a 360 gradi. Vi sono invece personaggi storici che hanno avuto uno spessore notevole, ma sono pressoché ignorati. Ѐ il caso di Nicola Sansanelli nato a Santarcangelo (PZ) nel 1891 e morto a Napoli nel 1968. La sua biografia è straordinaria e comunque la si pensi, merita di essere conosciuta. Primogenito di Michele, Notaio, e di Caterina Castronuovo, a Napoli conseguì la laurea in giurisprudenza. Gli studi universitari di Sansanelli furono però rallentati dall’adesione all’impresa coloniale in Libia (1911), dove andò volontario come caporalmaggiore dei bersaglieri ciclisti e dove conquistò una medaglia di bronzo al valore militare per gli scontri di SciaraSciat. Aveva soltanto vent’anni. Dopo l’impresa libica riprese gli studi universitari, conclusi poco prima dello scoppio della Grande Guerra. Leggiamo dall’enciclopedia Treccani. Partì per il fronte insieme a un fratello, che

morì in combattimento, e militò da sottotenente dei bersaglieri riportando diverse ferite che gli valsero una croce di guerra e due medaglie d’argento, oltre alla promozione prima a tenente e poi a capitano. Aderì al Fascismo come tanti reduci e fece parte del direttivo dell’Associazione nazionale combattenti, presiedendo anche la Fédération interalliée des anciens combattants. In Campania si distinse tra i promotori del movimento fascista, che vide la presenza di diversi commilitoni del suo stesso reggimento dei bersaglieri, tra cui Aurelio Padovani, con il quale il 1° dicembre 1920 costituì il Fascio napoletano. Se Padovani era il capo carismatico e il capitano riconosciuto dello squadrismo campano, Sansanelli non partecipò ad azioni punitive. Rappresentò una versione dialogante e non facinorosa della ‘rivoluzione fascista’ in grado di facilitare l’osmosi con movimenti di analoga estrazione, in primis combattenti e monarchici, che vedevano come una minaccia democratica l’emergente ascesa dello squadrismo fascista. La capacità di mediazione era un tratto riconosciuto del suo carattere e costituì la quintessenza della sua

carriera di dirigente politico. Fu nominato segretario del Partito nazionale fascista (PNF) – carica che ricoprì tra il novembre del 1922 e l’ottobre dell’anno successivo, proprio per le sue capacità di mediazione. Nel 1923 fu investito della carica di commissario politico per la Basilicata e tra il 1925 e il 1926 di segretario federale di Potenza, fu poi nominato segretario della Federazione provinciale napoletana del PNF nel novembre del 1926. Intanto nel 1924, come candidato nel listone per la circoscrizione calabro-lucana, era stato eletto alla Camera. Nel 1928 assunse la direzione del Mattino, il principale quotidiano napoletano sottratto dopo una lunga vertenza ai fratelli Scarfoglio. Suo condirettore era Francesco Paoloni, con il quale Sansanelli avviò anche la pubblicazione della rivista Italiani pel mondo, nata dalle ceneri nittiane de La Basilicata nel Mondo. Con il precipitare degli eventi bellici della II guerra Mondiale, mentre i gerarchi napoletani riparavano al Nord, Sansanelli attese a Napoli l’arrivo delle forze alleate. La prima denuncia lo raggiunse alla fine del 1944. Sottoposto a detenzione nel carcere di Procida, com-

parve dinanzi all’Alta corte di giustizia nel giugno del 1945. Le deposizioni a suo discarico di esponenti antifascisti dell’avvocatura napoletana (tra cui Enrico Altavilla, Giovanni Porzio, Giovanni Lombardi), che ne testimoniavano il comportamento equanime nei confronti degli avversari politici, indussero la corte a concedergli le attenuanti generiche: fu condannato a dieci anni di detenzione, in seguito amnistiati. Una successiva sentenza della Corte di cassazione lo assolse dall’accusa di arricchimento illecito. Dopo aver chiuso i conti con la giustizia e con il fascismo, affiorò nuovamente in lui una spinta verso la politica, in una città pervasa da istinti nostalgici e da furori monarchici. In coerenza con il suo passato Sansanelli convergeva su Achille Lauro, con il quale aveva intrecciato relazioni d’impresa negli anni Trenta. Eletto consigliere comunale a Napoli nel 1952, fu nominato assessore al Patrimonio della giunta Lauro nel 1956 e all’Economato nel 1960. Tra le due esperienze amministrative (in giunte per altro connotate da forti deficit di bilancio) vi fu anche una breve parentesi alla guida dell’amministrazione comunale. Il 6

gennaio 1958 il Consiglio comunale di Napoli lo elesse sindaco in seguito alle dimissioni di Lauro, che intese così scongiurare lo scioglimento della giunta per decreto prefettizio. Ciò nonostante il 13 febbraio il governo nominò egualmente il commissario prefettizio e pose termine alla sua sindacatura. Morì a Napoli il 18 agosto 1968. Benché la stagione politica del laurismo fosse ormai conclusa, il Consiglio comunale ne decretò la sepoltura nel recinto degli uomini illustri del cimitero di Poggioreale. Sansanelli è autore del memorialistico Ventunora a Santarcangelo, Napoli 1946 (2ª edizione ampliata, Napoli 1966).

Il nuovo spazio nasce per valorizzare l’arte e la creatività come strumenti di partecipazione e rigenerazione del territorio

A Palazzo Rotundo “Radici & Voci-Casa delle Arti Educative”

Il Comune di Sasso di Castalda apre le porte di Palazzo Rotundo e lo trasforma in un centro di cultura e comunità. Lunedì 15 giugno, alle ore 18:00, sarà inaugurato ufficialmente il nuovo spazio “Radici & Voci –Casa delle Arti Educative”, progetto promosso dall’amministrazione comunale per valorizzare arte, memoria e creatività come strumenti di partecipazione e rigenerazione del territorio.La cerimonia si aprirà proprio a Palazzo Rotundo, edificio simbolo del paese lucano, alla presenza di due ospiti d’eccezione: l’artista internazionale Jorit, noto per i suoi ritratti murales iperrealistici, e Maria Antonietta Ventre, so-

rella di Mariele Ventre, storica direttrice dell’Antoniano e anima dello Zecchino d’Oro.A seguire, l’evento si sposterà al Teatro “Mariele Ventre”. Qui sono previsti gli interventi istituzionali e un momento musicale affidato al

coro “L’Ottava Nota”. I coristi interpreteranno tre brani storici dello Zecchino d’Oro direttamente in Lingua dei Segni Italiana - LIS, in un segno forte di inclusione e accessibilità. Durante la serata sarà presentato anche

uno video spot dedicato al progetto “Radici & Voci” e al territorio di Sasso di Castalda, per raccontare identità, radici e prospettive future del borgo.“Radici & Voci – Casa delle Arti Educative” nasce come spazio di crescita culturale ed educativa aperto alla comunità. L’obiettivo è mettere al centro il ruolo delle arti e della memoria per costruire partecipazione e offrire nuove opportunità ai cittadini, soprattutto ai più giovani.L’inaugurazione si configura così come un momento di incontro istituzionale e comunitario, dedicato ai valori dell’inclusione, della creatività e dell’identità culturale che da sempre caratterizzano Sasso di Castalda.

SASSO DI CASTALDA

Dopo il debutto al Bif&st di Bari, il documentario di Gianfranco Pannone arriva in Basilicata per tre nuove proiezioni promosse dalla Lucana Film Commission

“Devozioni”, il viaggio nel sacro della Basilicata approda nelle sale

Dopo essere stato presentato come Evento Speciale all’ultima edizione del Bif&st di Bari e aver toccato numerose città italiane, “Devozioni” di Gianfranco Pannone prosegue il suo percorso in Basilicata. Il documentario, distribuito da Clipper Media e prodotto da Sandro Bartolozzi per Clipper Media in collaborazione con Rai Cinema, sarà protagonista di un mini tour lucano che prevede ancora tre appuntamenti.L’opera è stata realizzata con il contributo della Lucana Film Commission, il sostegno del Fondo Etico BCC Basilicata, del Comune di Laurenzana e del Programma Operativo Val d’Agri Melandro-Sauro-Camastra, oltre al contributo del Ministero della Cultura attraverso il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.Le proiezioni si inseriscono nel progetto “Meet us at Cinema – Incontriamoci al Cinema”, iniziativa della Lucana Film

Commission nata con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle sale cinematografiche come luoghi di partecipazione, formazione e crescita culturale. Il programma punta infatti a valorizzare i cinema come presìdi culturali del territorio e spazi di aggregazione sociale, affiancando alle proiezioni momenti di approfondimento e confronto con il pubblico.Il progetto è finanziato nell’ambito del Programma Operativo Complementare (POC) Basilicata 2014-2020, Asse 5 “Tutela dell’ambiente ed uso efficiente delle risorse”, Azione 8 “Sostegno alla diffusione della conoscenza e alla fruizione del patrimonio culturale”.Le ultime tre tappe del tour vedranno la partecipazione del regista Gianfranco Pannone, della presidente della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello, e di un rappresentante della produzione Clipper Media. Gli appuntamenti sono in programma giovedì 11 giugno alle 20.30 al Cineteatro Rug-

giero II di Melfi, venerdì 12 giugno alle 20.30 al Cinema Il Piccolo di Matera e sabato 13 giugno alle 20.30 al Cinema Auditorium di Accettura.“Devozioni” conduce lo spettatore nel cuore della Lucania appenninica, alla ricerca di quel senso del sacro che sembra resistere al passare del tempo. Il racconto attraversa le storie di un convento francescano abitato da soli due monaci e di un uomo impegnato a salvarlo, di una poetessa che ha dedicato la propria vita alla costruzione di un santuario, di due fratelli sulle tracce di Pier Paolo Pasolini nei luoghi del “Vangelo secondo Matteo”, di un bambino ritenuto miracolato e di una cantante-ricercatrice impegnata a recuperare le antiche melodie della tradizione popolare.Tra processioni dedicate a santi e madonne, paesaggi segnati dalla presenza delle pale eoliche e il ritmo delle stagioni scandito dal vento, il documentario si interroga sulla persistenza della spiritualità in una terra ricca di sto-

ria, tradizioni e memoria collettiva.«In questo nostro mondo dove a fare la parte del leone sono i conflitti, è giusto concentrarsi sul senso del sacro? Secondo me sì; proprio perché l’unica risposta alle debolezze umane, di cui i conflitti sono espressione, è guardare oltre noi. “Devozioni” nasce da questo afflato: cercare Dio attraverso la Natura, i canti di tradizione orale e i santi e le madonne del popolo, in una misura che, nella ricorrenza degli 800 anni dalla sua morte, si rifà a San Francesco», spiega il regista.Pannone sottolinea

inoltre come il film voglia restituire l’immagine di «un Sud che nel vortice di un’epoca dalle grandi trasformazioni ha ancora in sé qualcosa di profondo da trasmetterci, che è nei silenzi come nella fede del popolo, oltre l’istituzione Chiesa, pure importante, tra un coriaceo sincretismo e un senso comunitario difficile da trovare nelle grandi città».«Senza cadere nella facile nostalgia, la Lucania per me è una terra capace di farci riflettere sul senso della nostra esistenza, ed è così che il film si fa anche atto politico», conclude il regista.

Appuntamento venerdì 12 giugno all’Auditorium della Pace con la presentazione dell’opera dedicata a dieci anni di trasformazioni istituzionali e sociali in Basilicata

A Grassano il dibattito sul futuro della Basilicata attraverso il libro di Vincenzo Santochirico

Prosegue il percorso di presentazioni del libro di Vincenzo Santochirico, “Le passioni di un decennio. Politica e cultura a Matera”, che venerdì 12 giugno, alle ore 18.30, sarà al centro di un incontro pubblico nell’Auditorium della Pace di Grassano. L’iniziativa, ospitata dal sindaco Filippo Luberto, arriva dopo le partecipate tappe di Matera e San Mauro Forte, che hanno registrato un ampio coinvolgimento di cittadini, amministratori e operatori culturali.L’appuntamento rappresenta un’occasione per riflettere su un decennio che ha profondamente trasformato non solo la città dei Sassi, ma l’intera provincia e la Basilicata. Dieci anni caratterizzati da significativi cambiamenti politici, da nuove sperimentazioni istituzionali e da un crescente protagonismo della cultura, che ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico pur senza esprimere completamente tutte le proprie potenzialità.Tra il 2015 e il 2025 Matera ha vissuto una delle stagioni più intense della sua storia recente. Il riconoscimento di Capitale Europea della Cultura nel 2019 ha contribuito a rafforzarne la visibilità internazionale e a sostenere una crescita turistica senza precedenti, generando effetti positivi anche sugli altri terri-

tori della provincia e della regione, che hanno sviluppato nuove progettualità e forme di partecipazione.Il volume raccoglie interventi pubblicati sulla stampa, interviste, dichiarazioni, relazioni e discorsi pubblici che l’autore ha dedicato negli ultimi dieci anni ai temi della politica, della cultura e dello sviluppo territoriale. Una raccolta di materiali che non si limita alla ricostruzione della memoria recente, ma offre strumenti utili per comprendere le trasformazioni ancora in corso.L’analisi proposta da Santochirico si sofferma infatti anche sulle criticità che continuano a caratterizzare il contesto regionale: i ritardi strutturali, le difficoltà della classe dirigente e le derive di una politica che fatica a ricostruire un rapporto virtuoso con la società civile. Una società che, in alcuni casi, riesce invece a rigenerarsi autonomamente, come accaduto a Matera, richiamando la metafora dell’aragosta utilizzata nel libro per descrivere la capacità di crescita e rinnovamento delle comunità.Più che un semplice esercizio di memoria, il volume si propone dunque come una chiave di lettura del presente e come uno strumento per immaginare il futuro della Basilicata.Ad arricchire il confronto saranno due figure di primo piano del-

la vita politica e culturale lucana, Filippo Bubbico e Nicola Buccico. Pur provenendo da esperienze e sensibilità differenti, entrambi hanno svolto un ruolo significativo nella storia istituzionale e civile della regione e offriranno il proprio contributo alla discussione.L’incontro è organizzato dal Comune di Grassano e dall’associazione Medeura.

L’INTERVENTO

La Basilicata, una terra ricca di risorse che non decolla: chi frena lo sviluppo?

In Basilicata vi sono grandi filiere produttive e risorse le cui ricadute stranamente non pongono le premesse per uno sviluppo occupazionale, per trattenere cervelli, per invertire fenomeni di spopolamento, per ripopolare i comuni lucani, inoltre per chiedere ed ottenere a pieno titolo servizi primari come una fermata ferroviaria dell'Alta Velocità, prodromica alla crescita a trecentosessanta gradi e ad evitare che vi sia un costo generalizzato maggiore (costo materiale a cui si somma il costo temporale di percorrenza) che diventa inevitabilmente un discrimine per lo sviluppo. Al fine di formulare alcune considerazioni e dare risposte a degli interrogativi, è bene ricordare i seguenti punti di forza della Basilicata: A) il polo produttivo Stellantis di Melfi (PZ), in cui si producono Jeep, Fiat e Lancia, tra i più grandi di Europa, nonché l'indotto dei componenti che concorrono all'assemblaggio finale della produzione; B)uno dei 4 poli produttivi del Grup-

po Ferrero in Italia con sede a Balvano, l'unico al mondo a produrre in esclusiva due prodotti di gamma fornendo oltre 40 mercati internazionali;C) il polo dell'energia e dell'estrazione della Val d'Agri (centro oli Eni a Viggiano), grazie al quale la Basilicata è tra i maggiori produttori di petrolio e gas d'Europa, il che di questi tempi con le guerre in essere pone ancora di più il dito nella piaga sul perché la regione stenti a decollare;D) il settore chimico della Val Basento che negli anni scorsi ha dato supporto all'industria di materie plastiche e fibre;E) il settore agroalimentare alimentato da aree fertili come il Metapontino ove spicca la produzione della fragola, ed il Vulture con il vino Aglianico e l'olio, produzione quest'ultima peraltro estesa un po' ovunque in Basilicata;F) il settore turistico alimentato da Maratea sulla costa Tirrenica, da Policoro, Nova Siri, Scanzano Jonico, Metaponto e Marina di Pisticci sulla costa Ionica, dai Sassi di Matera, città della cultura, dal Massiccio del Sirino, una delle

mete sciistiche più nevose del sud Italia, nonostante l'innalzamento delle temperature ed il mancato ripristino degli impianti di risalita utilizzabili anche dai fruitori della montagna nel periodo estivo, le Terme di Latronico per le cure termali ed infine i piccoli borghi sempre più meta di chi vuole evadere dalla routine cittadina;G) oltre l'oro nero in Basilicata è presente l'oro bianco, ancora più pregiato del primo per la sopravvivenza. L'esistenza di tanta acqua non solo soddisfa il fabbisogno dei cittadini lucani, il settore agroalimentare, la produzione industriale in genere e l'imbottigliamento in particolare, la produzione di energia pulita grazie all'accumulo degli invasi, nonostante le perdite che si registrano, i quali attraverso condotte e turbine consentono per caduta di generare energia elettrica, ma contribuisce anche a soddisfare le necessità idriche della Puglia.H) infine l'Università, che in altre regioni ( a 100 km il Polo universitario calabrese di Rende, o a poco più di 100 km l'Università

campana di Salerno) ha portato ricchezza con il suo indotto, in Basilicata non ha prodotto gli stessi risultati. A questo punto sorge spontanea la seguente domanda:Come mai la Basilicata arranca a decollare? È di tutta evidenza che o non si è consapevoli del patrimonio che si ha - per utilizzare un vecchio detto: "il Padre Eterno dà il biscotto a chi non ha denti"- oppure la gestione delle risorse, i contratti stipulati con Enti o con aziende, che hanno goduto di finanziamenti per utilizzare queste risorse o semplicemente per insediarsi sfruttando agevolazioni sotto diversa forma, non hanno portato frutti e ricadute perché

concepiti in modo errato e senza ritorno. Il fatto più grave è che non viene posto alcun correttivo per cambiare rotta e ravvedersi degli errori commessi nel passato remoto e/o nel passato prossimo.In conclusione ogni lettore interessato può cimentarsi nel dare una risposta al seguente interrogativo:- alla situazione attuale la Basilicata è arrivata per mancanza di capacità di chi l'ha gestita o perché vi è un disegno ben preciso a non farla decollare? Delle due l'una: "se non è zuppa è pan bagnato", in entrambi i casi, a meno di uno scossone, l'unico dato certo per i lucani è l'immobilismo ed una immeritata povertà. *GIÀCONSIGLIERECOMUNALE

«La sicurezza, la qualità e l’efficienza del trasporto pubblico non possono essere affidate alle proroghe e alle emergenze»

Incendio autobus Cotrab, Filt Cgil: «Nuova politica per il Tpl»

«L’ennesimo incendio che ha coinvolto un autobus Cotrab nel pomeriggio di mercoledì a Castronuovo di Sant'Andrea, ripropone con forza il tema della sicurezza del trasporto pubblico locale in Basilicata e richiama l’attenzione sulle gravi criticità che da anni interessano il settore». Lo afferma il segretario generale della Filt Cgil Basilicata, Luigi Ditella. «Non si tratta di un episodio isolato - prosegue il dirigente sindacale - ma dell’ennesimo segnale di un sistema che continua a vivere in una condizione di precarietà determinata dall’assenza di una programmazione efficace e dalla mancata conclusione delle procedure di affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale. La responsabilità politica di questa situazione ricade sul governo regionale che, dopo oltre sette anni, non è riuscito a completare

una gara capace di garantire certezze agli operatori e di attrarre investimenti. Una vicenda che ha prodotto continui rinvii, proroghe e una gestione emergenziale del servizio, impedendo alle aziende di pianificare il rinnovo delle flotte e l’ammodernamento dell’organizzazione aziendale». «Nel frattempo la Regione - sottolinea Ditella - continua a svolgere un ruolo sempre più invasivo nella gestione del sistema. Le aziende non dispongono degli strumenti necessari per programmare investimenti e sviluppo industriale perché prive di un quadro stabile di riferimento. Persino le procedure per l’acquisto degli autobus vengono gestite direttamente dall’ente regionale e anche la realizzazione della bigliettazione unica regionale viene affrontata dalla Regione stessa, nonostante in un sistema di affidamento in regime di "net cost" tali attività dovrebbero vedere una parteci-

pazione centrale delle imprese esercenti». «È noto - denuncia Ditella - che la normativa nazionale abbia previsto specifiche deroghe per alcuni mezzi destinati al TPL al fine di garantire la continuità dei servizi essenziali. Proprio per questo è necessario conoscere quanti siano i mezzi ancora autorizzati alla circolazione in Basilicata, quali verifiche siano state effettuate sul loro stato manutentivo e se tutte le prescrizioni previste dalla normativa vigente siano pienamente rispettate. La questione centrale non riguarda esclusivamente l’età dei mezzi ma soprattutto le condizioni di sicurezza nelle quali essi operano. Gli episodi di incendio che continuano a verificarsi impongono una verifica approfondita sullo stato delle flotte, sui programmi di manutenzione adottati dalle aziende e sulle attività di controllo esercitate dagli enti competenti. Per tali ragioni

- afferma - riteniamo necessario che il Dipartimento regionale competente renda pubblici i dati relativi al parco mezzi utilizzato nel trasporto pubblico locale lucano e chiarisca quali autorizzazioni siano state rilasciate per l’impiego di autobus oggetto di eventuali deroghe».

Internazionale del Diritto al Gioco, l’associazione sull’Indice Sport e Bambini del Sole 24 Ore: «Il territorio non può accontentarsi del 107°

Uisp Matera: «Servono più spazi, più sport e più opportunità per i bambini»

In occasione della Giornata Internazionale del Diritto al Gioco, Uisp Matera richiama l’attenzione delle istituzioni, delle scuole, delle famiglie e dell’intera comunità sul valore educativo, sociale e inclusivo dell’attività ludica e sportiva per l’infanzia.

A lanciare il segnale è anche l'ultima rilevazione

dell'Indice Sport e Bambini elaborato da Lab24 del Sole 24 Ore, che colloca la provincia di Matera al 107° posto su 107 province italiane, con un valore pari a 0,3 nell'indicatore dedicato a praticanti, scuole e risultati sportivi.

Un dato che, pur fotografando un quadro complesso e costruito su moltepli-

ci parametri, rappresenta per Uisp Matera uno stimolo a rafforzare ulteriormente le politiche e gli investimenti dedicati all'infanzia.

«Il diritto al gioco non è un lusso né un'attività accessoria – dichiara il Responsabile Uisp Nazionale per le Politiche Educative e presidente Uisp Matera, Michele Di Gioia –ma un diritto fondamentale riconosciuto dalla Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia. Quando un territorio registra indicatori così bassi, significa che occorre interrogarsi sulla disponibilità degli spazi, sull'accessibilità delle attività sportive, sulle opportunità offerte ai bambini e alle loro famiglie».

Secondo il Comitato Territoriale Uisp di Matera, il gioco rappresenta uno strumento essenziale di crescita, inclusione e cittadinanza attiva. Attraverso il movimento, i bambini imparano a relazionarsi con gli altri, a ri-

spettare le regole, a sviluppare autonomia e fiducia in sé stessi. «Non possiamo limitarci a leggere una classifica - aggiunge Di Gioia -. Dobbiamo trasformarla in un’occasione di riflessione e di impegno collettivo. Servono politiche che mettano davvero al centro i più piccoli, investendo in impianti, spazi pubblici sicuri, percorsi educativi e progetti che rendano lo sport accessibile a tutti, senza barriere economiche o sociali». Negli ultimi anni UISP Matera ha promosso numerose iniziative dedicate all'infanzia e alle famiglie, tra cui il progetto EduSport, le attività della Move Week e numerosi percorsi di sport sociale nei quartieri e nelle scuole del territorio. Tra le esperienze che meglio rappresentano questa visione rientra anche il Centro Estivo Multisport promosso ogni anno da UISP Matera, un progetto che mette al centro il gioco come strumento di inclusione, so-

cializzazione e crescita. Attraverso attività sportive, laboratori e momenti di condivisione, il centro estivo accoglie bambini e ragazzi provenienti da contesti diversi, favorendo la partecipazione di tutti e promuovendo i valori dell'uguaglianza, del rispetto reciproco e della cittadinanza attiva.

«I bambini hanno diritto a giocare, muoversi, stare insieme e vivere gli spazi della comunità - conclude Di Gioia -. La sfida che abbiamo davanti è costruire una provincia capace di offrire queste opportunità a tutti. Il 107° posto non deve essere un'etichetta, ma il punto di partenza per fare meglio».

In questa giornata simbolica, Uisp Matera rinnova il proprio impegno affinché il diritto al gioco e allo sport diventi una priorità condivisa, riconoscendo nei bambini non soltanto i cittadini di domani, ma le persone da tutelare e valorizzare oggi.

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri

Appunti di realtà 12 giugno Il vizio di essere capiti

DI FABRIZIO QUARATINO

Ci sono dipendenze che fanno meno rumore di altre. Non hanno il sapore dell’eccesso, non lasciano tracce evidenti e, soprattutto, riescono a travestirsi da virtù. Una di queste è il bisogno di essere capiti. A prima vista sembra una richiesta legittima. Perfino nobile. In fondo chi non desidera essere compreso? Chi non vorrebbe incontrare qualcuno capace di leggere oltre le parole, oltre i silenzi, oltre quelle stanze interiori che teniamo chiuse a chiave persino a noi stessi? Eppure c’è una domanda che, prima o poi, la vita presenta il conto di farci. Cosa succede quando affidiamo la nostra serenità alla capacità degli altri di comprenderci? Succede qualcosa di molto semplice e molto pericoloso. Consegniamo ad altri le chiavi di casa nostra e poi ci lamentiamo se spostano i mobili. Da quel momento iniziamo a vivere in una sorta di sala d’attesa emotiva. Aspettiamo che qualcuno riconosca le nostre intenzioni. Aspettiamo che qualcuno interpreti correttamente le nostre parole. Aspettiamo che qualcuno comprenda i nostri sacrifici. Aspettiamo che qualcuno ci restituisca l’immagine che abbiamo di noi stessi. E men-

tre aspettiamo, la vita passa. La verità è che spesso gli altri non ci capiscono non perché siano cattivi, superficiali o insensibili. Semplicemente perché stanno combattendo le loro battaglie. Sono impegnati a dare un senso alle proprie paure, alle proprie ferite, alle proprie aspettative. Pretendere che riescano sempre a decifrare perfettamente il nostro universo interiore è un po’ come indignarsi perché un passante non conosce la trama del libro che stiamo leggendo. E qui arriva il paradosso. Più inseguiamo l’essere capiti, più rischiamo di sentirci soli. Più pretendiamo riconoscimento, più diventiamo prigionieri delle interpretazioni altrui. Più desideriamo approvazione, più perdiamo contatto con la nostra autenticità. A quel punto la vita assume contorni quasi comici. Passiamo anni a scrivere lunghi memoriali per dimostrare le nostre ragioni a persone che cambiano opinione con la velocità con cui aggiornano una foto profilo. Cerchiamo disperatamente di spiegare chi siamo a chi, molto spesso, non ha ancora capito fino in fondo chi sia lui. E la cosa straordinaria è che lo facciamo con una serietà impeccabile. Come se dalla sentenza di quel tribunale invisibile dipendesse il nostro valore. Co-

me se la nostra dignità avesse bisogno di una certificazione esterna. Come se la nostra felicità dovesse attendere un timbro di approvazione. Eppure la vita insegna altro. Insegna che ci saranno persone che ti fraintenderanno anche quando sarai chiarissimo. Persone che dubiteranno delle tue intenzioni anche quando saranno limpide. Persone che vedranno ombre perfino dove hai acceso una luce. E sai una cosa? Va bene così. Perché il problema non è essere fraintesi. Il problema nasce quando iniziamo a dubitare di noi stessi per il fatto di esserlo. Questa è la trappola. La vera prigione non è il giudizio degli al- tri. È il permesso che gli concediamo di definire il nostro valore. Con il tempo ho imparato una lezione semplice. Le persone possono comprendere una parte della tua storia. Possono intuire alcuni capitoli. Possono persino condividere un tratto del cammino. Ma nessuno potrà mai vedere completamente il paesaggio che hai attraversato per diventare ciò che sei. Nessuno ha vissuto le tue battaglie interiori. Nessuno ha pianto le tue lacrime. Nessuno ha sostenuto le tue stesse paure. Nessuno ha affrontato esattamente le tue stesse prove. Per questo cercare continuamente conferme all’esterno è un’impresa destinata a lasciare sempre un senso di incompiutezza. È come voler riempire

una sorgente versandoci dentro secchi d’acqua. Non funziona. La sorgente può riempirsi soltanto da sé. E forse è proprio qui che inizia la libertà. Quando smettiamo di rincorrere la comprensione degli altri. Non perché diventiamo freddi. Non perché diventiamo distaccati. Non perché smettiamo di amare. Ma perché comprendiamo finalmente che il nostro valore non aumenta quando veniamo applauditi e non diminuisce quando veniamo criticati. Rimane lì. Intatto. Come una fiamma che continua a brillare indipendentemente da chi la osserva. A quel punto accade qualcosa di sorprendente. Si diventa più leggeri. Più autentici. Più disponibili. Più capaci di ascoltare. Perché non

stiamo più consumando energie nel tentativo di convincere il mondo della bontà delle nostre intenzioni. Chi vuole capire, capirà. Chi non vuole capire, troverà comunque una ragione per non farlo. E va bene così. La nostra dignità non può essere messa ai voti. La nostra coscienza non può dipendere dagli applausi. La nostra serenità non dovrebbe aver bisogno di un pubblico. Forse la maturità consiste proprio in questo. Continuare ad amare senza pretendere approvazione. Continuare a dare senza compilare fatture emotive. Continuare a credere senza chiedere ricevute. Continuare a camminare senza fermarsi a ogni incrocio per verificare se la direzione scelta piace a tutti. Perché una vita autentica non nasce quando finalmente veniamo capiti da qualcuno. Nasce quando smettiamo di averne bisogno. E proprio in quel momento, quasi per uno di quei meravigliosi scherzi che la vita ama fare, accade la cosa più curiosa. Le persone iniziano a comprenderci molto più di prima. Forse perché la forza più grande non è spiegarsi continuamente. È vivere con tale coerenza da lasciare che siano i fatti a parlare. E i fatti, a differenza delle parole, non hanno bisogno di interpreti. Hanno bisogno soltanto di essere vissuti. Non siamo liberi quando tutti ci comprendono. Siamo liberi quando non abbiamo più bisogno che accada.

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