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Pepe soddisfatto per le risorse stanziate dal Ministero dell’Ambiente: «Segnale forte»

5 milioni per gli eventi calamitosi e 7 milioni dall’ambiente per le misure di contenimento. Il Governatore: «Dialogo coi sindaci per le priorità»
Apt e Parco Gallipoli Cognato a Paestum
L’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata partecipa, insieme al Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, alla quarta edizione di Open – Outdoor Experiences, il Salone del turismo e delle attività all’aria aperta in programma dal 10 al 12 aprile 2026 presso l’ex Tabacchificio Next di Capaccio-Paestum. La manifestazione, che secondo gli (...)

■ continua a pag 23 La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 3


CLAUDIO COVIELLO
Non è che accada tutti i giorni d’avere il Primo ballerino della prestigiosa Scala di Milano che sia originario di Potenza e che grazie al talento dei suoi magnifici anni e ad una tecnica appresa con passione e disciplina delizi gli amanti di cultura e danza. Così bene s’è fatto a dargli merito e soprattutto a ringraziarlo di portare sulla scena dei teatri di tutto il mondo l’immagine bella ed autentica della Basilicata a cui è rimasto legatissimo in una specie di memoria volontaria del cuore e di legame forte con le radici.


DANIELE MANCA
Pensare d’approfittare della bellissima scoppola referendaria che ha delegittimato Bardi e soci che pure hanno fatto incautamente campagna elettorale a favore del SI e continuare a mancare, nemmeno fosse un omaggio al suo deprivativo cognome, fa capire che è davvero il meno adatto anche da commissario regionale a guidare la rivincita democratica contro i patrioti di centrodestra, a secco ormai di voti e di fiducia. Basterebbe invece che si desse una felice mossa convocando un congresso da cui parta la vera riscossa democratica.
VENERDÌ NERO Diversi incidenti nel Materano. Il più grave all’altezza di Miglionico ha coinvolto 3 veicoli



CENTRO RIMPATRI
Al via il dibattimento sulla gestione della struttura di Palazzo San Gervasio e sui presunti maltrattamenti ai migranti richiedenti asilo
■ Menonna a pag 9
SCUOLA “IL DELFINO” La Cassazione annulla gli arresti per le 3 maestre accusate nel 2016 di maltrattamenti ai bambini dell’istituto
■ Menonna a pag 9
TAVOLO VERDE
Analisi in Regione sui danni del maltempo con le organizzazioni del settore, la Cia Basilicata sollecita: «Verifiche immediate»
■ Servizio a pag 7
SPORT
Domani sera al Viviani contro il Potenza arriva il Sorrento; lunedì al Curcio il Picerno attende il Cosenza
■ Servizi a pag 27



5 milioni per gli eventi calamitosi e 7 milioni dall'ambiente per le misure di contenimento. Il Governatore: «Dialogo coi sindaci per le priorità»

Il Governo Meloni riconosce lo stato di emergenza in Basilicata e stanzia subito 5 milioni di euro per gli interventi.
È questo il primo risultato del lavoro del Governatore Bardi dopo gli eventi atmosferici che hanno danneggiato strade ed infrastrutture nella nostra regione.
Una risposta operativa per i bisogni del territorio ma anche una risposta politica a quanti avevano iniziato immediatamente a polemizzare.
ORA INCONTRI CON I SINDACI
A comunicare l'avvenuto stanziamento è in prima persona il Generale Bardi con un video sulla sua pagina Facebook.
Nel video, oltre al ringraziamento al Governo per l’intervento e la soddisfazione per il risultato ottenuto, anche l’annuncio di un metodo partecipativo per la gestione della risorsa.
Bardi ha, infatti, dichiarato che procederà ad incontrare i sindaci, gli amministratori locali e il territorio per verificare direttamente le cose da fare, le priorità e come investire le risorse.
Un metodo che potremmo definire dello “scarpone a terra” che mette al centro la conoscenza diretta del territorio insieme al dialogo con le amministrazioni locali.
ALTRI 7 MILIONI

DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE
Intanto, sempre a mezzo Facebook, il vicepresidente della Regione e assessore alle infrastrutture Pepe annuncia che il Ministero dell’ambiente per il 2026 ha stanziato altri sette milioni di euro per la mitigazione del rischio idrogeologico e per interventi strategici ed infrastrutturali.
Si tratta, come chiarisce lo stesso Pepe, di una misura ulteriore rispetto a quella annunciata da Bardi.
ACCOLTO IL NO-
STRO APPELLO
Immediatamente dopo gli straordinari eventi atmosferici che avevano colpito la Basilicata con le cospicue piogge che avevano causato smottamenti e frane, dalle colonne del nostro giornale avevamo lanciato un appello alla classe dirigente regionale affinché si avviasse una seria programmazione di interventi strutturali per uscire dal clima di permanente emergenza. Non sappiamo se Bardi e Pepe leggano i nostri editoriali, immaginiamo che avrebbero fatto lo stesso anche senza che noi lo scrivessimo ma ci piace illuderci che in qualche modo ci hanno voluto ascoltare o, quanto meno, ci piace evidenziare che su questo siamo in sintonia con il Governo Regionale.
NON ERA FACILE
Molte cose possono essere date per scontate ed ovvie. Noi conosciamo i
Dopo la siccità arriva l'emergenza pioggia. Ancora costretti a svuotare la diga della Camastra ma dove sono gli investimenti di Acqua del Sud?
Evacuate 15 persone a Rapolla, allagamenti nel etapontino e problemi ovunque. Non si può vivere d’urgenza

Certe volte sembra di vivere un romanzo dell'assurdo, come se ci si trovassimo in una di quelle storie nelle quali tutto diventa senza senso o nelle quali, comunque, è difficile trotato davanti ai nostri occhi le immagini dei fiumi in piena, dei torrenti che esondavano e degli smottamenti di terreno. La situazione più grave è a Rapolla dove sono state evacuate sette abitazioni a causa di una frana. Sul posto si sono recati subito il Pidt Bdi d il i




meccanismi della politica e il tempo che viviamo che certamente non è quello delle vacche grasse.
Riuscire ad ottenere misure straordinarie per l’emergenza e per fronteggiare il dissesto comporta un duro lavoro di studio, la preparazione di dossier complessi e una analisi fattuale non semplice.
Solo così è possibile convincere il Governo a stanziare fondi in un momento di congiuntura nazionale ed internazionale non favorevole.
Anche per questo non possiamo che applaudire il Governo Bardi che, per l’ennesima volta, si mostra un governo del fare.
vizi pubblici e delle infrastrutture. La somma è ripartita tra le Regioni interessate e alla Basilicata spettano 5 milioni di euro, 15 milioni per la Regione Abruzzo, 20 milioni per la Regione Molise e 10 milioni per la Regione Puglia. Si procederà con ordinanze del Capo del Dipartimento della Protezione civile, d'intesa con le Regioni interessate. Il risultato fondamentale per la nostra regione è frutto anche del lavoro del vicepresidente della Giunta regionale Pasquale Pepe di concerto con il ministero guidato da Matteo Salvini. IL COMMENTO DI BARDI «Accolgo con soddisfazione la deliberazione del Consiglio dei Ministri che ha sancito lo stato di emergenza per il territorio della Basilicata, a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che ci hanno colpito a partire dallo scorso 30 marzo». Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, commentando l'esito della riunione odierna a Palazzo Chigi. L dihii dll di
L'attuazione degli interventi avverrà ora attraverso specifiche ordinanze del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, d'intesa con gli uffici della Regione Basilicata. «Voglio ringraziare il Presidente Meloni e il Ministro Musumeci per la rapidità e l'attenzione dimostrata verso il nostro territorio - conclude Bardi -. Ora lavoreremo senza sosta con le strutture tecniche per una ricognizione puntuale e per far sì che ogni risorsa sia trasformata immediatamente in cantieri e soluzioni per i cittadini e i comuni lucani colpiti». IL COMMENTO DI ROSA «Dal Governo alla Regione Basilicata sono stati destinati 5 milioni di euro per i primi interventi. Il


Misure straordinarie per il rafforzamento della resilienza ambientale del territorio lucano
La Basilicata potrà contare su un nuovo stanziamento di oltre 7 milioni di euro destinati agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico per l’annualità 2026. La comunicazione è arrivata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica alla Regione Basilicata, dando ufficialmente avvio alla fase di programmazione degli interventi previsti nell’ambito del piano nazionale per la sicurezza del territorio.Le risorse assegnate ammontano complessivamente a 7.074.277 euro e rappresentano il limite massimo disponibile per la regione nel prossimo ciclo di finanziamenti. I fondi saranno destinati alla realizzazione di opere finalizzate alla prevenzione di frane, smottamenti, erosioni e allagamenti, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del territorio lucano e ridurre la vulnerabilità dei centri abitati e delle infrastrutture.Sul
provvedimento è intervenuto il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, che ha parlato di un risultato significativo per la comunità lucana. Secondo l’assessore, il finanziamento conferma l’attenzione delle istituzioni nazionali verso la tutela del territorio e consente alla Regione di programmare interventi strategici a difesa della popolazione e delle aree maggiormente esposte al rischio idrogeologico. Pepe ha inoltre precisato che tali risorse si inseriscono in un quadro distinto rispetto agli stanziamenti previsti per la gestione dell’emergenza maltempo, già dichiarata dal Governo e attiva per un anno.Per l’emergenza recente sono stati previsti circa 5 milioni di euro destinati alle prime misure urgenti, per attività di assistenza alla popolazione, ripristino dei servizi essenziali e ricognizione dei danni subiti dal territorio
lucano. Un ruolo centrale in questa fase è affidato alla Protezione Civile regionale, impegnata nel coordinamento degli interventi sul territorio.La fase operativa legata ai nuovi finanziamenti prevede ora un passaggio cruciale: entro il 22 maggio 2026 la Regione Basilicata dovrà trasmettere al Ministero l’elenco degli interventi considerati prioritari, corredati dalla necessaria documentazione tecnica e amministrativa. La selezione delle opere dovrà seguire i criteri stabiliti a livello ministeriale, con particolare attenzione ai progetti integrati, cioè quelli in grado di combinare la riduzione del rischio idrogeologico con la tutela ambientale e il recupero degli ecosistemi.Saranno inoltre favoriti gli interventi già inseriti in precedenti programmazioni o quelli per i quali sia stata riconosciuta una particolare urgenza dagli uffici regionali competenti. Il processo di in-

dividuazione delle opere passerà anche attraverso la consultazione della graduatoria regionale contenuta nella piattaforma nazionale ReNDiS, strumento di riferimento per il monitoraggio e la pianificazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico.Nei prossimi giorni gli uffici regionali saranno impegnati in una ricognizione delle progettualità disponibili, in collaborazione con enti locali e sog-
getti attuatori, con l’obiettivo di costruire un pacchetto di interventi coerente e immediatamente cantierabile.Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha richiamato l’importanza di un approccio basato sulla prevenzione e sulla rapidità di intervento, sottolineando come la gestione del rischio idrogeologico rappresenti una priorità strategica per garantire sicurezza e sviluppo equilibrato.
dedicati al coordinamento e alla tempestiva risposta operativa
Una delegazione del Dipartimento nazionale della Protezione civile ha fatto visita nelle ultime ore al Gruppo Lucano, realtà di volontariato iscritta all’elenco centrale nazionale e tra le principali organizzazioni operative del Mezzogiorno. L’incontro si è svolto nella sede di Pergola di Marsico Nuovo, dove i rappresentanti istituzionali hanno potuto osservare da vicino strutture, mezzi e modalità operative dell’associazione. La visita arriva a circa due anni e mezzo dal 2023, quando in occasione del 15° Raduno Nazionale svoltosi a Viggiano l’allora Capo Dipartimento Fabrizio Curcio aveva consegnato al Gruppo Lucano un modulo di assistenza alla popolazione, rafforzando ulteriormente il legame operativo con il sistema nazionale di protezione civile.Nel tempo, il Gruppo Lucano ha consolidato la propria presenza tra Basilicata, Campania e Calabria, arrivando a contare circa 100 sedi operative e una rete di circa 7.000 volontari attivi, pronti a intervenire in caso
di emergenze. A rappresentare il Dipartimento nazionale della Protezione civile erano presenti Luciano Montali e Teodoro Massanisso del Servizio Volontariato, insieme a Roberto Quinzi e Fabrizio Ceccaroni per l’area Logistica. La delegazione ha potuto valutare da vicino l’organizzazione interna del Gruppo, esprimendo apprezzamento per l’efficienza del sistema operativo e per il livello di innovazione adottato.Particolare attenzione è stata riservata alla nuova sala operativa realizzata a Pergola di Marsico Nuovo, inaugurata lo scorso novembre e dotata di strumenti avanzati per il coordinamento delle emergenze. La struttura rappresenta oggi uno dei centri nevralgici dell’attività del Gruppo sul territorio.Negli ultimi anni, l’associazione ha investito anche sul fronte tecnologico e formativo, introducendo sistemi digitali per migliorare la rapidità di intervento. Tra questi, una nuova applicazione per smartphone consente in tempo reale di verificare la di-
sponibilità dei volontari nelle aree interessate dalle emergenze, distinguendo l’accesso in base ai diversi ruoli operativi.Al termine della visita, il Dipartimento nazionale ha espresso un giudizio positivo sulle capacità organizzative e sulla struttura del Gruppo Lucano, riconoscendone il ruolo crescente all’interno del sistema nazionale di protezione civile e la capacità di adattarsi alle nuove sfi-
de legate alla gestione delle emergenze.Il presidente nazionale del Gruppo, Pierluigi Martoccia, ha sottolineato la linea di sviluppo dell’associazione dichiarando: «Ogni giorno ci proiettiamo verso le sfide del futuro con una struttura sempre più solida, volontari formati e specializzati, pronti ad affrontare ogni tipo di emergenza e a garantire risposte tempestive alle comunità».

Seduta del 14 aprile: in Aula ospedale di Lagonegro, osservatori regionali e modifiche allo Statuto con i sottosegretari
POTENZA. Il Consiglio regionale della Basilicata è convocato in seduta ordinaria martedì 14 aprile 2026 alle ore 15 nell’aula Dinardo del Palazzo della Giunta, in via Verrastro. Una seduta che si preannuncia articolata e densa di temi, con al centro questioni strategiche per il territorio lucano, dalla sanità alle politiche agricole, fino agli assetti istituzionali. Ad aprire i lavori sarà la comunicazione del presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella, sulla revisione della disciplina relativa all’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Un passaggio rilevante per il comparto agroalimentare, chiamato a confrontarsi con nuove regole e con le ricadute sui mercati e sulla competitività delle produzioni locali. A seguire è prevista la discussione sull’elezione dei componenti dell’Os-
servatorio regionale sull’immigrazione, organismo previsto dalla normativa regionale e aggiornato con le recenti modifiche legislative. Un tema che richiama l’attenzione sulle dinamiche sociali e sull’organizzazione dei servizi nei territori. L’Aula sarà poi impegnata nell’esame di diverse proposte di legge. Tra queste, quella relativa al sostegno finanziario al sistema sanitario nazionale e alle misure di incentivo fiscale per il personale sanitario e non sanitario, insieme al provvedimento volto a promuovere la parità di genere in Basilicata. All’ordine del giorno anche la proposta di istituire l’Osservatorio regionale sulle risorse idriche, con l’obiettivo di rafforzare il monitoraggio e la gestione di un settore sempre più strategico.In discussione anche il disegno di

legge che prevede l’integrazione dello Statuto regionale con l’introduzione della figura dei sottosegretari, intervento che punta a ridefinire alcuni equilibri dell’organizzazione istituzionale. Ampio spazio sarà dedicato alla sanità, con un confronto sulla situazione del servizio sanitario regionale e sulla realizzazione del nuovo ospedale unico per acuti
di Lagonegro, oltre all’attuale assetto organizzativo della struttura. Un tema centrale per i cittadini e per la tenuta del sistema sanitario lucano. La seduta si concluderà con l’esame di mozioni e attività ispettive, a conferma di un’agenda che intreccia programmazione, controllo e indirizzo politico su questioni cruciali per la Basilicata.
Interventi tra Francavilla in Sinni, Senise, Rotonda, Viggianello e altri comuni dell’area interna. Pepe: «Miglioriamo collegamenti»
POTENZA. Prosegue il programma regionale di potenziamento della viabilità nelle aree interne della Basilicata con la sottoscrizione dell’Accordo di programma relativo all’area Mercure-Alto Sinni-Val Sarmento. L’intesa, firmata nella sala Inguscio della Regione, consente l’avvio delle attività di progettazione e realizzazione di tre interventi strategici per un importo complessivo di circa 1 milione 831 mila euro, destinati alla messa in sicurezza e al miglioramento della percorribilità delle principali arterie del comprensorio. «La qualità della rete viaria incide direttamente sulla qualità della vita delle comunità e sulla capacità dei territori di restare competitivi e attrattivi», ha dichiarato il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture Pasquale Pepe, evidenziando come l’accordo rappresenti una risposta concreta alle criticità infrastrutturali che da tempo interessano le aree interne lucane. L’intervento si inserisce nella priorità “Basilicata connessa” del programma regionale Fesr Fse più 20212027, che prevede complessivamente 40 milioni di euro per il rafforzamento della mobilità locale, regionale e nazionale attra-

verso la riqualificazione della rete secondaria, in particolare strade provinciali e comunali extraurbane. Le risorse sono destinate a migliorare accessibilità, sicurezza e resilienza delle infrastrutture, anche in relazione ai rischi sismici e idrogeologici. L’attuazione degli interventi avviene attraverso lo strumento dell’investimento territoriale integrato, mediante una procedura negoziale tra la Regione Basilicata e le sette aree interne individuate nella programmazione. Dopo il primo accordo sottoscritto con l’area del Medio Basento lo scorso 19 marzo, quello relativo al MercureAlto Sinni-Val Sarmento rappresenta il secondo passaggio operativo del percorso.L’intesa coinvolge il Comune di Francavilla in Sinni in qualità di capofila insieme a numerosi altri
centri del territorio, tra cui Senise, Rotonda, Viggianello, Castelluccio Inferiore e Superiore, San Severino Lucano, Chiaromonte, Fardella e Latronico, oltre alla Provincia di Potenza. I tre interventi finanziati riguardano la messa in sicurezza del tratto a monte della strada Serrapotina, i lavori sulla strada intercomunale del Finocchio e l’adeguamento della Galdo-Pollino. La conclusione del programma è fissata entro il 2027 e l’accordo sarà successivamente integrato con ulteriori risorse, fino a raggiungere un investimento complessivo superiore ai 3 milioni di euro. «Stiamo costruendo una strategia infrastrutturale organica per le aree interne – ha aggiunto Pepe –per ridurre i divari territoriali e garantire collegamenti moderni, sicuri ed efficienti».
Carburanti, timori sui prezzi Adoc chiede
POTENZA. La tregua internazionale allenta le tensioni, ma non basta a rassicurare sui prez- zi di carburanti e beni di prima necessità. È quanto sottolinea Adoc, che esprime forte preoccupazione per l’andamento dei costi e per le possibili ricadute sull’economia.Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, in uno scenario negativo i prossimi anni potrebbero essere segnati da crescita zero onegativa e da un’inflazione elevata, con il rischio concreto di una recessione prolungata. Un quadro che alimenta l’incertezza per famiglie e imprese.«Siamo stati a un passo dal punto di non ritorno», evidenzia l’associazione, sottolineando come lo scetticismo resti alto su una reale e immediata riduzione dei prezzi. La sola tregua non appare sufficiente a incidere sul costo dell’energia e, di conseguenza, sul livello generale dei prezzi.Adoc chiede quindi un cambio di passo deciso. «È urgente invertire la rotta», afferma, sollecitando interventi strutturali: dalla revisione del sistema energetico alla riduzione delle accise, fino al trasferimento degli oneri nella fiscalità generale.Tra le proposte anche la tassazione degli extraprofitti, la riduzione dell’Iva sull’energia e un rafforzamento degli investimenti nelle fonti rinnovabili. Misure considerate necessarie per affrontare una crisi che, senza interventi incisivi, rischia di aggravarsi nei prossimi mesi.

POTENZA. «Abbiamo partecipato all'incontro con la volontà di ascoltare e di contribuire. Ma non possiamo tacere una preoccupazione concreta: tutto quello che è stato detto ieri lo abbiamo già sentito. Le stesse parole, gli stessi impegni, le stesse promesse. E ogni volta, dopo l'incontro, il silenzio». È la valutazione di Vincenzo Pellegrino, segretario generale della Flai Cgil Basilicata, all'indomani del tavolo sulla forestazione convocato dal presidente della Regione Basilicata Vito Bardi con le organizzazioni sindacali. «Siamo stati portati a discutere di ricambio generazionale, flessibilità dei cantieri, tavolo tecnico. Tutte questioni condivisibili in linea di principio. Ma il problema non è il principio: è che queste stesse questioni sono sul tavolo da mesi, e nel frattempo non è cambiato nulla di concreto. Niente aumento delle giornate lavorative, nonostante l'impegno assunto. Niente certezza sui tempi di avvio dei cantieri. Niente copertura finanziaria definita». Pellegrino punta il dito sulla questione economica, che resta irrisolta: «Il fabbisogno per la sola platea in capo alla Direzione

Politiche Agricole supera i 45 milioni di euro. A questo si aggiungono le risorse per Saap e Asa, per oltre 30 milioni. Parliamo di oltre 75 milioni complessivi. Ieri non abbiamo sentito una sola parola su dove e quando questi soldi saranno trovati. Abbiamo sentito parlare di un tavolo tecnico che partirà la prossima settimana. Un altro tavolo. Un altro rinvio».
Il dirigente sindacale richiama i precedenti: «Non è la prima volta che ci tro-
viamo in questa situazione. In passato ci è stato promesso un aumento delle giornate lavorative: non è arrivato. Ci sono stati detti tempi certi per l'avvio dei cantieri: non sono stati rispettati. Ci è stato garantito un confronto strutturato: si è risolto in incontri sporadici e senza seguito. Oggi siamo qui di nuovo, con gli stessi impegni e la stessa assenza di certezze. E i lavoratori non possono permettersi un altro anno di attesa».Flai Cgil Basilica-
ta esprime poi perplessità sulla gestione istituzionale del dossier: «Notiamo che al tavolo di ieri erano assenti entrambi gli assessori competenti per materia. Non è un dettaglio. L'assessore Cupparo, titolare della delega allo Sviluppo economico, è il riferimento istituzionale per Saap e Asa - oltre 30 milioni di fabbisogno - ed è la Direzione Sviluppo economico a gestire operativamente quelle platee di lavoratori. L'assessore Cicala, attraverso la Dire-
zione Politiche Agricole, è invece competente per la platea forestale principale, con un fabbisogno che supera i 45 milioni. Entrambi erano assenti. La gestione centralizzata a Palazzo di Città - per quanto possa avere una sua logica politica - non può diventare un modo per aggirare le sedi tecniche e programmatorie dove le decisioni si costruiscono davvero».
Sul tavolo tecnico annunciato, la posizione è di apertura condizionata: «Siamo disponibili a partecipare al tavolo tecnico, e lo faremo con spirito costruttivo. Ma pretenderemo che abbia un mandato preciso: non discutere ancora di principi, ma definire numeri, date e impegni vincolanti. Se entro la prossima settimana non vedremo un cronoprogramma con coperture finanziarie verificabili, trarremo le conclusioni del caso e valuteremo le forme di mobilitazione più appropriate. I lavoratori della forestazione lucana non sono in attesa di un comunicato stampa. Sono in attesa di uno stipendio, di una stagione lavorativa, di un futuro. E questa regione ha il dovere di garantirglielo, non di rinviarlo ancora una volta».
Araneo e Verri: «Tempi lunghi e ammortizzatori in scadenza, chiesta copertura per i lavoratori e una strategia per Melfi»
POTENZA. Un investitore per Pmc Automotive e Brose c’è, con un progetto industriale definito e la disponibilità ad assorbire la forza lavoro. Una notizia accolta con soddisfazione, ma anche con cautela, dalle consigliere regionali del Movimento 5 stelle Basilicata Alessia Araneo e Viviana Verri, che chiedono ora garanzie concrete per i lavoratori. Il piano prevede una piattaforma per il recupero di pneumatici fuori uso e un impianto di produzione di bitume, mentre Stellantis ha già confermato la cessione agevolata del sito. «Accogliamo la notizia con soddisfazione, ma con la vigilanza di chi sa che il percorso è ancora lungo», sottolineano, ricordando il presidio dei lavoratori Pmc da oltre centosettanta giorni.Restano però nodi cruciali. Le autorizzazioni per l’avvio dell’impianto potrebbero richiedere tra dodici e ventiquattro
mesi, con tempi incerti. «Ogni concessione deve essere subordinata a impegni sull’assorbimento della forza lavoro», evidenziano. Nel frattempo, con gli ammortizzatori in scadenza tra aprile per Brose e Pmc, chiedono la garanzia della copertura reddituale attraverso la cassa integrazione straordinaria. Diverso il quadro per Tiberina, dove centoventotto lavoratori restano senza commesse nonostante la ripresa produttiva di Stellantis a febbraio con la nuova Jeep Compass. «Non è una casualità, ma il risultato di scelte che non tutelano l’indotto locale», denunciano, sollecitando l’intervento del Ministero e un piano industriale più ampio. A complicare il contesto contribuiscono fattori internazionali, dalle tensioni energetiche ai dazi, fino ai costi dell’energia in Italia. «Serve una strategia, non risposte emergenziali», affermano, chie-

dendo alla Regione Basilicata un ruolo attivo anche sul piano europeo, a partire dal sostegno al piano Sure da cinquecento miliardi.Per Araneo e Verri la crisi del polo di Melfi è strutturale e incide su un
territorio già fragile. «Ogni posto di lavoro perso è un pezzo di futuro che se ne va», concludono, ribadendo la necessità di azioni immediate e coordinate per salvaguardare occupazione e sviluppo.

Analisi in Regione sulle conseguenze del maltempo e sulle misure immediate e strutturali per le imprese agricole colpite in Basilicata
La Regione Basilicata si prepara a chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale dopo gli ultimi eventi climatici che hanno interessato il territorio, con particolare impatto sul comparto agricolo. Il tema è stato affrontato nel corso del Tavolo Verde convocato questa mattina con le organizzazioni professionali del settore, nel quale è stato fatto il punto sui danni e sulle prime misure già attivate.A fare il punto è stato l’assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, che ha richiamato la necessità di un approccio duplice, capace di rispondere all’emergenza ma anche di rafforzare nel tempo il sistema produttivo regionale.«Di fronte agli eventi climatici che stanno interessando il nostro territorio – ha dichiarato – serve una risposta immediata
ma anche la capacità di costruire un percorso strutturato che rafforzi nel tempo il sistema agricolo lucano». Nel corso dell’incontro è stato ricostruito il quadro dei danni registrati nelle aree colpite e sono state illustrate le misure già attivate nelle fasi successive agli eventi. Tra queste, i sopralluoghi sul territorio, la raccolta delle segnalazioni delle aziende agricole e l’attivazione dei primi strumenti di sostegno disponibili. Un passaggio centrale riguarda l’iter per la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale, che sarà presentata alla Giunta regionale al termine della ricognizione dei danni e successivamente trasmessa al Ministero dell’Agricoltura per attivare le misure di sostegno a livello nazionale.«Abbiamo messo in campo una strategia che si articola su più livelli – ha spiegato Cicala –dall’attivazione imme-

diata delle misure disponibili, alla programmazione degli interventi regionali, fino al coinvolgimento del Governo nazionale e delle istituzioni europee per rafforzare le risposte a favore dei territori colpiti». Parallelamente, il Dipartimento regionale sta lavorando al rafforzamento delle misure previste dal CSR Basilicata 2023-
2027, con interventi mirati al ripristino del potenziale produttivo danneggiato e al sostegno di azioni di prevenzione e innovazione. Prevista anche l’introduzione di criteri di priorità per le aree maggiormente colpite.In corso inoltre un confronto con il livello nazionale e con le altre regioni interessate per valutare ulteriori strumenti di sostegno
e definire una risposta coordinata.«Stiamo seguendo un percorso chiaro – ha concluso l’assessore –: interventi nelle prime ore, azioni nei giorni successivi e misure strutturate nelle settimane seguenti. L’obiettivo è garantire un sostegno concreto alle imprese agricole e rafforzare la capacità del sistema di affrontare eventi sempre più complessi».
Moscaritolo : «Verifiche immediate al danneggiamento delle colture e alle infrastrutture rurali per avviare il percorso verso la calamità naturale»
Si è svolto ieri in Regione il Tavolo Verde dedicato agli effetti degli ultimi eventi calamitosi che hanno interessato la Basilicata, con particolare attenzione alle ricadute sul comparto agricolo e sulle infrastrutture rurali. Al centro del confronto le proposte della CIA Agricoltori Italiani Basilicata per la ricognizione dei danni e il rafforzamento delle misure di prevenzione.I, ha chiesto di procedere a una verifica puntuale delle conseguenze del maltempo.«Occorre procedere ad ogni verifica utile a quantificare i danni alle strutture, alle colture e i diffusi fenomeni di frane e smottamenti, oltre alle difficoltà che hanno impedito le ordinarie lavorazioni agronomiche, in particolare nel comparto cerealicolo», ha dichiarato Moscaritolo, sottolineando la necessità di un quadro completo per sostenere l’iter verso il riconoscimento dello stato di calamità.Nel corso dell’incontro sono stati esaminati anche due interventi regionali. Il primo
riguarda il bando SRD07, con una dotazione di 18 milioni di euro per la viabilità rurale, rivolto ai Comuni. La CIA ha avanzato
proposte per rendere più accessibile la misura, soprattutto per gli enti di minori dimensioni.Il secondo intervento riguarda un ban-

do da 1,5 milioni di euro per la prevenzione dei danni da eventi climatici, attraverso l’acquisto di sistemi di difesa attiva come reti antigrandine e coperture in PVC.Focus anche sugli eventi tra fine marzo e inizio aprile. Gli uffici regionali hanno segnalato una forte grandinata sull’area ionica, con interessamento dei comuni di Rotondella, Nova Siri e Tursi. Le analisi del sistema satellitare regionale e di Copernicus hanno inoltre evidenziato esondazioni nei principali bacini fluviali lucani, con allagamenti diffusi nel Metapontino e danni alle colture.Alla luce del quadro emerso, la CIA ha sollecitato un piano straordinario di manutenzione dei corsi d’acqua e interventi sugli invasi per ridurre il rischio idraulico.«Queste azioni possono favorire i ristori e la ripresa produttiva delle aziende colpite», ha concluso Moscaritolo. Il confronto in Regione proseguirà nei prossimi giorni per definire i primi interventi operativi a sostegno delle aree danneggiate.

Caiata (FdI): « La Polizia di Stato rappresenta un punto fermo per la tutela dei cittadini, una garanzia di sicurezza e legalità»
DI VITO ERRICHETTI
Le celebrazioni per il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato hanno interessato l’intero territorio lucano, con appuntamenti a Matera e Potenza, offrendo un quadro articolato tra attività operative, momenti di memoria e iniziative di apertura alla cittadinanza.
POTENZA: MEMORIA DEI CADUTI, RICONOSCIMENTI E APERTURA ALLA COMUNITÀ
A Potenza le celebrazioni per il 174° anniversario della Polizia di Stato si sono aperte con il ricordo dei caduti. In Questura è stata deposta una corona d’alloro inviata dal Capo della Polizia, alla presenza delle autorità civili e militari, del Questore Raffaele Gargiulo e dei familiari delle vittime.La cerimonia ufficiale si è svolta al Teatro Francesco Stabile, con la consegna di encomi solenni, encomi e lodi al personale distintosi in servizio. Nel corso dell’evento sono stati letti i messaggi istituzionali del Presidente della Repubblica, del Ministro dell’Interno e del Capo della Polizia, a testimonianza dell’importanza nazionale della ricorrenza.Ampio spazio è stato dedicato anche alle nuove generazioni con la nona edizione del progetto “PretenDiamo Legalità”, iniziativa che coinvolge le scuole nella promozione della cultura della legalità e del rispetto delle regole.Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili e militari della provincia, in un momento di condivisione istituzionale e comunitaria.Il Questore, nel suo intervento, ha rivolto un ringraziamento alle donne ed agli uomini della Polizia di Stato per l’impegno profuso nel corso dell’anno, che ha consentito il raggiungimento di risultati positivi sia in termini di prevenzione che di repressione.«L’essenza della Polizia di Stato – ha sottolineato il
Questore – è il servizio alla collettività e come ha evidenziato lo stesso Capo della Polizia il nostro compito è garantire l’osservanza delle leggi e il rispetto delle libertà fondamentali, l’esercizio dei diritti e l’adempimento dei doveri, in un quadro di uguaglianza sostanziale di tutti i cittadini».Nel corso dell’evento sono stati inoltre consegnati riconoscimenti al personale distintosi in servizio, a testimonianza dell’impegno e della professionalità delle donne e degli uomini in divisa.
MATERA: IL BILANCIO
OPERATIVO ELA PRESENZASUL TERRITORIO
A Matera il 174° anniversario è stato occasione per tracciare il bilancio dell’attività svolta nel corso del 2025, confermando il ruolo centrale della Polizia di Stato sul fronte della prevenzione e del controllo del territorio. L’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e i Commissariati hanno effettuato 54.794 controlli su persone e 24.033 verifiche su veicoli, dati che restituiscono l’immagine di una presenza costante e capillare non solo nei centri urbani ma anche nelle aree periferiche della provincia. Sul piano operativo si registrano inoltre 209 denunce all’Autorità giudiziaria e 44 arresti, elementi che sintetizzano l’attività quotidiana di contrasto alla criminalità e di tutela della sicurezza pubblica.Le celebrazioni si sono svolte per la prima volta nel suggestivo scenario del Castello del Malconsiglio di Miglionico, scelta che ha rafforzato il legame tra istituzioni e territorio.
CAIATA: LA POLIZIA DI STATO COME PRESIDIO ESSENZIALE
PER LA SICUREZZA DEL PAESE
Nel corso delle celebrazioni per il 174° anniversario della Polizia di Stato a Potenza, è intervenuto anche il presidente dell’InCE e deputato di Fratelli d’Italia Salva-

tore Caiata, che ha voluto rimarcare il valore istituzionale del Corpo nel sistema democratico. Nel suo intervento, Caiata ha definito la Polizia di Stato un presidio imprescindibile per la sicurezza della Nazione, sottolineando come il lavoro quotidiano degli operatori rappresenti una garanzia fondamentale per la tutela dei cittadini.Il deputato ha evidenziato come la sicurezza costituisca una condizione essenziale per lo sviluppo di una società democratica e per la crescita delle nuove generazioni.
La partecipazione di Caiata alla cerimonia del Teatro Stabile di
Potenza è stata quindi inserita nel contesto delle celebrazioni istituzionali come segno di attenzione verso le forze dell’ordine e come occasione di riconoscimento pubblico del loro operato quotidiano.
Le celebrazioni in Basilicata hanno così rappresentato non solo un momento di bilancio e di memoria, ma anche un’occasione di forte partecipazione civile e istituzionale, confermando il ruolo centrale della Polizia di Stato nella tutela della sicurezza, nella promozione della legalità e nel consolidamento del rapporto di fiducia con le comunità locali.




2018 al 2023.
di imputazione. Ad inasprire la vicenda la morte del diciannovenne algerino Belmaan Oussama avvenuta nell'agosto del 2024. Poco dopo si sono verificate rivolte che hanno fotografato le gravi lacune del soccorso sanitario.
collegio difensivo composto da Loredana Satriani, Pasquale Ciola, Leonardo Pace, Enzo Falotico, Gervasio Cicoria. L'Avvocatura dello Stato in precedenza si è costituita parte civile. Nei prossimi mesi saranno presenti diversi imputati alle udienze già calendarizzate dal Giudice Rossi che prevede la presenza anche della Procura e delle parti offese. Nel Centro di Palazzo San Gervasio a quanto pare sarebbero state indirizzate delle nomine di difensori per i richiedenti asilo e sono contestate delle ipotesi per alcuni medici che non si sarebbero attenuti scrupolosamente al proprio lavoro. Tra gli indagati del processo in questione, molti funzionari della Polizia. Dunque ieri una tappa molto importante di questo processo almeno sul piano della programmazione dei prossimi incontri in Procura che definiranno nel merito le posizioni degli indagati e le conseguenze dei vari reati ad essi ascritti. La gestione della struttura è al centro dell’inchiesta della Procura. Prossima udienza il 4 giugno. 20 gli indagati a vario titolo
POTENZA. Maltrattamenti, lesioni, minacce e reati a vario titolo. Sono questi i capi d'imputazione nei confronti di venti indagati legati al Centro per il Rimpatrio di Palazzo San Gervasio. Ai vari reati si aggiungono quelli di frode e falso nella gestione commessi nel periodo che va dal
Il processo ha visto inizialmente la costituzione di parte civile di diverse associazioni e riguarda soprattutto la gestione della struttura. In buona sostanza le indagini avviate dalla Procura di Potenza riguardano presunti atti di violenza, somministrazione indebita di psicofarmaci e carenze gestionali con ben ventisei capi
Ebbene ieri mattina si è svolta presso l'Aula Mario Pagano l'apertura del dibattimento di un processo che ha visto lo svolgimento di quattro udienze e la prossima si terrà il 4 giugno con la testimonianza di Senatore che ha coordinato le indagini. Presenti il Giudice Valentina Rossi e il Pubblico Ministero Antonella Mariniello. Ieri non era prevista la presenza del testimone ma si è trattato dell'udienza per l'apertura del dibattimento e la richiesta di formulazione delle prove in merito ai capi di imputazione che riguardano la gestione dei migranti richiedenti asilo nel Centro del Rimpatrio di Palazzo San Gervasio. In aula era presente un nutrito
Le accuse di maltrattamenti aggravati e violenze restano al centro dell’inchiesta
POTENZA. La Corte di Cassazione nel tardo pomeriggio di giovedì in riferimento alla vicenda che vede coinvolte tre docenti della scuola paritaria “Il Delfino” di Potenza si è pronunciata nella sezione sesta per le assistite dei legali Leo Chiriaco e Stefania Fiore sul ricorso svolto dai legali affinché non venisse applicata la misura custodiale degli arresti domiciliari così come richiesta dal Pubblico Ministero e raccolta dal Tribunale del Riesame il quale aveva disposto la custodia cautelare e gli arresti domiciliari.
La Cassazione ha annullato senza rinvio appunto nella sezione sesta l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Potenza. I fatti risalgono al mese di settembre del 2016, il luogo è la scuola paritaria Il Delfino di Potenza, sita nel rione Serpentone. Le protagoniste di questo episodio che ha fatto scalpore sono tre maestre accusate di maltrattamenti aggravati dall'esercizio di docen-
te, percosse e violenze ai danni di bambini dell'istituto scolastico potentino.
A seguito degli incresciosi fatti di cronaca le tre insegnanti furono sospese dal servizio dopo l'indagine avviata dai Carabinieri che aveva fatto emergere mediante alcune telecamere nascoste nel plesso scolastico presunte violenze fisiche e verbali che le stesse avrebbero procurato ai danni dei bambini di età compresa fra i tre e i cinque anni. Le indagini iniziali sono state coordinate dalla Procura di Potenza e portaro-
no alla sospensione di un anno delle educatrici coinvolte. Paura, un clima di intimidazione nei confronti degli alunni, spesso strattonati, urla e pressioni psicologiche sono state al centro dell'inchiesta che ha fatto registrare tante verità in un quadro complesso e articolato di fatti incresciosi. Il processo attualmente è nella fase cautelare, la data di partenza dell'iter processuale non è stata ancora stabilita e verrà resa nota nelle prossime settimane.
F.
M ENONNA

Federconsumatori Basilicata invita gli utenti a chiedere i rimborsi
POTENZA. La Federconsumatori Basilicata accoglie con grande soddisfazione la sentenza n. 4993/2026, con cui il Tribunale ha accolto l’azione inibitoria promossa da Movimento Consumatori nei confronti di Netflix, dichiarando vessatorie, nulle e illegittime le clausole che consentivano alla piattaforma di modificare unilateralmente le condizioni economiche degli abbonamenti nel periodo 2017–gennaio 2024, in assenza di un giustificato motivo, come previsto dall’art. 33, comma 2, lett. m), del Codice del Consumo. «La decisione rappresenta un passaggio fondamentale nella tutela dei consumatori, poiché riconosce il diritto degli utenti a ottenere la restituzione delle somme indebitamente corrisposte a seguito degli aumenti tariffari applicati negli ultimi anni. Si tratta di una vittoria importante per milioni di utenti, che per troppo tempo hanno subito modifiche contrattuali non trasparenti e prive di adeguata motivazione – dichiara Federconsumatori Basilicata - . La sentenza conferma un principio essenziale: i consumatori non possono essere trattati come soggetti passivi di decisioni unilaterali, soprattutto in un mercato digitale sempre più concentrato».
Resta ferma la possibilità per Netflix di proporre appello. In assenza di impugnazione, la Società sarà tenuta a comunicare direttamente agli utenti le modalità di rimborso, secondo quanto stabilito dal Tribunale. Nel frattempo, Federconsumatori Basilicata mette a disposizione delle cittadine e dei cittadini una bozza di richiesta formale di rimborso, utilizzabile da tutte le persone che intendano attivarsi autonomamente: «Invitiamo gli utenti a non perdere tempo e a far valere i propri diritti. Le associazioni dei consumatori continueranno a vigilare affinché Netflix rispetti pienamente quanto disposto dalla sentenza e garantisca rimborsi rapidi, chiari e integrali».
Dal congresso della nuova federazione l’appello a superare frammentazione e precarietà, con attenzione a lavoro, aree interne e innovazione digitale

Un cambio di passo deciso nelle politiche digitali e del lavoro, a partire dall’istituzione di un’Agenzia regionale per il digitale e l’in- telligenza artificiale. È questa la proposta centrale emersa dal primo congresso costitutivo della nuova federazione di categoria della Uil, nata dall’unione delle esperienze di Uilcom e UilPoste, alla presenza dei segretari generali nazionali Salvo Ugliarolo e Claudio Solfaroli Camillocci.Un soggetto unico, nelle intenzioni del sindacato, capace di coordinare infrastrutture, competenze e investimenti, superando l’attuale frammentazione e puntando sulla qualità dei servizi. A delineare il quadro è stata la relazione del segretario uscente Giovanni Letterelli, che ha sottolineato come telecomunicazioni, servizi digitali ed economia della conoscenza rappresentino ormai «l’ossatura dello sviluppo economico e sociale».Forte l’attenzione sul contesto lucano, con la richiesta di una svolta nelle politiche regionali. «La Basilicata –è stato ribadito – non può continuare a inseguire. Deve governare la trasformazione». Il digitale, dunque, come asse strategico della programmazione, con particolare riguardo alle aree interne, chiamate a diventare comunità realmente connesse, dotate di banda larga e servizi efficienti.Ampio spazio è stato dedicato anche alla vertenza Smart Paper, em-
blematica delle criticità del sistema degli appalti nei servizi digitali. Nonostante un primo segnale positivo, rappresentato dall’avvio dei primi contingenti di assunzioni dal 30 marzo, il sindacato mantiene alta l’attenzione. «Un segnale positivo – ha sottolineato Letterelli – ma non sufficiente». L’obiettivo resta quello di garantire piena tutela occupazionale e salariale, trasformando la vertenza in un punto di svolta contro precarietà e massimo ribasso.Nel quadro nazionale, la Uil guarda con interesse all’operazione di offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Poste Italiane su Tim. «Valutiamo positivamente questa prospettiva – ha affermato Letterelli – perché può portare alla nascita di un vero operatore di sistema», ma restano imprescindibili «garanzie precise su occupazione, investimenti e qualità del lavoro».Non meno critico il quadro delle vertenze aperte, dal Cup regionale ai call center, con la denuncia di un modello ormai insostenibile basato su gare al ribasso e perdita di competenze. «Non si possono fare le nozze con i fichi secchi – è stato ribadito – né scaricare sul lavoro inefficienze e ritardi della politica e delle imprese». Da qui le proposte: clausole sociali vincolanti, stop agli appalti al massimo ribasso e la creazione di una piattaforma pubblica regionale dei servizi digitali.A intervenire anche Domenico Potenza, che ha


evidenziato le criticità dei servizi postali lucani, tra carenza di personale e disservizi soprattutto nei piccoli centri. La speranza è riposta nell’attuazione del progetto Polis, finalizzato al rafforzamento degli uffici postali e all’estensione dei servizi.Sul fronte regionale, il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, ha ribadito la necessità di una svolta strutturale: «L’istituzione di una Agenzia regionale per il digitale e l’intelligenza artificiale rappresenta oggi una scelta non più rinviabile per la Basilicata». Un passaggio indispensabile, secondo Tortorelli, per «superare l’attuale frammentazione delle competenze e costruire un soggetto unico capace di coordinare infra-
strutture, investimenti e professionalità».Il tema dell’intelligenza artificiale, ha aggiunto, impone una riflessione profonda sul futuro del lavoro: «Alcuni mestieri scompariranno e molti altri cambieranno. Ciò richiede di anticipare il cambiamento, fornendo le competenze necessarie a lavoratori e imprese». Centrale anche la questione delle aree interne, che «devono diventare comunità realmente connesse, dotate di banda larga, servizi efficienti e opportunità di lavoro qualificato».Uno sguardo più ampio è arrivato dal segretario generale nazionale UilPoste, Claudio Solfaroli Camillocci, che ha sottolineato come la nuova federazione ambisca a incidere sulle politiche industriali del Paese
in una fase segnata dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale e dalla centralità dei dati. «Dobbiamo chiederci cosa ne sarà del lavoratore e del ruolo delle persone nella società», ha osservato, richiamando anche il tema della sicurezza e della crescente precarietà nei settori delle telecomunicazioni e dei servizi postali.Al termine dei lavori, Giovanni Letterelli è stato nominato segretario generale regionale Uilfpc. In segreteria Ivan Mecca e Domenico Potenza, mentre Marcella Viggiano ricoprirà il ruolo di tesoriera. Un nuovo assetto organizzativo che punta a rafforzare la rappresentanza sindacale in comparti sempre più strategici per lo sviluppo economico e sociale del territorio.














L’assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Latronico: «Interventi concreti per ridurre le barriere»
Rafforzare l’inclusione e garantire pari accesso ai servizi: è questo l’obiettivo del nuovo programma di interventi approvato dalla Regione Basilicata a favore delle persone sorde e con ipoacusia, finanziato con le risorse del Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità per l’annualità 2025, per un valore di oltre 130.000 euro. Il provvedimento approvato si somma ai precedenti fondi stanziati dal Ministero per la disabilità, per una cifra complessiva di 260.638 euro. Questo programma di interventi è il frutto di un percorso di coinvolgimento e coprogrammazione tra Regione Basilicata e associazioni maggiormente rappresentative dei beneficiari; rappresenta un insieme integrato di azioni che puntano a migliorare concretamente la qualità della vita, intervenendo sia sul piano delle competenze sia su quello dei servizi e delle tecnologie. In particolare, viene rafforzata la diffusione della lingua dei segni italiana (LIS) e della lingua dei segni italiana tattile (LIST), attraverso percorsi formativi rivolti agli interpreti e al personale scolastico, affiancati da campagne di sensibilizzazione e iniziative culturali fi-
nalizzate ad accrescere la consapevolezza e a promuovere il riconoscimento dei diritti linguistici. Parallelamente, il programma investe sul potenziamento dei servizi di interpretariato, anche mediante strumenti digitali e soluzioni innovative, con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi pubblici, compresi quelli di emergenza, rendendo più efficiente e immediata la comunicazione tra cittadini e pubblica amministrazione. A questo si affiancano lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie dedicate alla comunicazione accessibile, che consentono alle persone sorde di muoversi con maggiore autonomia nella vita quotidiana, accedere alle informazioni e partecipare più attivamente alla vita sociale e lavorativa. «Con questo programma – dichiara l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico – consolidiamo un percorso già avviato, rafforzando interventi concreti che mettono al centro il diritto alla comunicazione. L’obiettivo è ridurre le barriere, migliorare l’accessibilità dei servizi e costruire una comunità più inclusiva, capace di garantire pari opportunità a tutti i cittadini».


il 40% degli over 65 non ha contatti quotidiani significativi; più di 5,5 milioni senza stimoli cognitivi
C’è un tema che rappresenta anche una delle emergenze sociali più gravi e sottovalutate: la solitudine degli anziani. Come evidenziato anche da recenti esperienze raccontate dalla stampa nazionale, milioni di anziani vivono in condizioni di isolamento: oltre il 40% degli over 65 non ha relazioni quotidiane significative, più di 5,5 milioni trascorrono le giorna-
te da soli e una parte consistente non riceve adeguati stimoli cognitivi. «Questi dati – dichiara il segretario regionale Uil Pensionati Basilicata, Carmine Vaccaro – trovano una drammatica conferma anche nella nostra Regione, dove lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione aggravano ulteriormente il fenomeno. Non si tratta di sostituire servizi sanitari o assistenziali, ma di
garantire una presenza umana, un supporto quotidiano, anche nelle piccole cose: accompagnare a una visita, aiutare nell’uso del telefono o semplicemente fare compagnia». «Da sempre –aggiunge Vaccaro - abbiamo posto l'accento sulla telemedicina: mettersi in contatto con piccole comunità periferiche attraverso un semplice smartphone o usufruendo di alcuni uffici comunali per chiedere consi-

gli medici. L’idea è quella di una rete regionale contro la solitudine degli anziani con l'attivazione di un programma regionale che favorisca l’incontro tra giovani e anziani soli, anche tramite piattaforme digitali semplici e accessibili. E ancora: il coinvolgimento di studenti, volontari e giovani lavoratori, con forme di riconoscimento economico o crediti formativi e lo sviluppo di servizi di supporto
digitale per gli anziani, per ridurre il divario tecnologico. Ma anche la collaborazione tra Comuni, servizi sociali, Sindacati e Terzo Settore per creare una rete territoriale stabile». «La tecnologia può essere uno strumento straordinario – conclude Vaccaro – ma da sola non basta. Serve una politica regionale che rimetta al centro le relazioni umane e costruisca un ponte tra generazioni».


Tecnologie avanzate e rafforzamento dell’offerta oncologica, all’insegna dell’innovazione, programmazione e capacità di governo delle risorse
In occasione dell’open day “TecnoCrob”, promosso dall’IRCCS Crob di Rionero in Vulture, Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata, l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, ha partecipato alla presentazione delle nuove tecnologie destinate al potenziamento delle attività diagnostiche e terapeutiche dell’Istituto. L’intervento si inserisce nell’ambito dell’omonimo progetto, sostenuto da investimenti complessivi superiori a 20 milioni di euro. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di confronto sulle prospettive di sviluppo dell’Istituto, sempre più orientato a consolidare il proprio ruolo di polo oncologico di riferimento nel Mezzogiorno. Nel corso del suo intervento, l’assessore ha evidenziato come le nuo-
ve dotazioni costituiscano un elemento strategico per il miglioramento dei percorsi di diagnosi e cura, sottolineando il valore di tecnologie avanzate in grado di rafforzare la vocazione del CROB quale centro di ricerca e cura su scala nazionale. «Il CROB si conferma un polo di riferimento del Sud Italia –ha dichiarato Latronico –capace di offrire risposte adeguate ai cittadini e contribuire in modo concreto al contenimento della migrazione sanitaria». L’assessore ha, inoltre, richiamato il quadro complessivo degli investimenti in sanità, evidenziando il contributo della Missione 6 del PNRR al rinnovamento del parco tecnologico del Servizio sanitario regionale: un percorso che coniuga innovazione, programmazione e capacità di governo delle risorse. Sul fronte delle risorse umane, è stato ricordato come nel solo 2025 siano state reclutate oltre 700 unità tra personale medico e sanitario, a fronte di piani assunzionali complessivi che puntano a circa 1.400 unità. In tale contesto, il CROB si distingue anche per la propria capacità attrattiva, richiamando professionisti qualificati anche da fuori regione. A rafforzare ulteriormente questo percorso, si inserisce anche la sottoscrizione odierna di due contratti di lavoro a tempo indeterminato con altrettanti specialisti ematologi, a supporto delle attività cliniche e di ricerca dell’Istituto.

Per le consigliere regionali (M5S): «Donne e uomini hanno diritto a strumenti per tutelare la propria libertà di scelta riproduttiva»
«Salgono a 7 le Regioni italiane che hanno approvato o stanno discutendo proposte di legge sulla libertà riproduttiva: dopo Puglia, Lazio, Sicilia, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, anche in Toscana è stata presentata una proposta di legge sul cosiddetto “social freezing”, ovvero il congelamento degli ovociti a scopo di preservazione della fertilità e di tutela della libertà di scelta riproduttiva». Così Viviana Verri e Alessia Araneo, consigliere regionali (M5S), che aggiungono: «Un tema evidentemente sentito in modo trasversale: delle regioni citate, ben quattro sono a guida centrodestra e tre a guida centrosinistra, sia nel Nord sia nel Sud Italia. Le statistiche, ogni anno sempre più impietose, ci dicono che carico familiare e lavoro sono due poli della vita di una donna spesso inconciliabili. Il tasso di occupazione delle madri, nel Mezzogiorno, supera di poco il 40%, con un’alta incidenza del lavoro parttime come unica opzione possibile in assenza di reti di sostegno alla genitorialità realmente efficaci. Il resto delle donne rinuncia al lavoro oppure alla maternità, o vi arriva dopo un percorso di studi e dopo aver raggiunto, con fatica, una
stabilità economica che spesso arriva oltre i 35 anni, età in cui la fertilità inizia a calare sensibilmente e realizzare il desiderio di una famiglia diventa più difficile». «Sulla base di queste considerazioni e del lavoro già avviato in altre regioni, ormai un anno fa, - proseguono le consigliere - abbiamo presentato una proposta di legge sul social freezing, con l’obiettivo di offrire un sostegno alle donne attraverso un contributo economico di 3.000 euro, parametrato sull’ISEE, per accedere a una tecnica già praticabile in Italia ma con costi molto elevati. Una misura pen-
sata per non costringere le donne a scegliere tra realizzazione personale e familiare, ma per consentire loro di pianificare il proprio futuro. All’approdo in Commissione, nonostante i pareri favorevoli espressi dalla Commissione pari opportunità, dalle Consigliere di parità e dalle parti sociali coinvolte, è stato subito evidente che nel centrodestra lucano, a dispetto di quanto avvenuto in altre Regioni amministrate dalla stessa area politica, sia mancato il coraggio di andare avanti su questo tema». «Come è diventata responsabile questa maggioranza! E pensare che, in as-

sestamento di bilancio, non si sono fatti scrupolo nel destinare oltre 3 milioni di euro a provvedimenti al limite della legittimità, per rifare strade o elargire contributi ad enti e territori scelti con criteri ancora poco chiari (o forse fin troppo chiari), senza adottare la stessa prudenza quando si trattava di approvare i vitalizi, pardon, indennità differite. Davvero il Consiglio regionale tutto intende accontentarsi dell’approvazione di un provvedimento della Giunta regionale che promuove una campagna di screening sulla riserva ovarica? La domanda resta un’altra: quale opportunità concreta offriamo alle donne che, dallo screening, dovessero apprendere che la propria fertilità è a rischio e non possano pensare subito a una gravidanza o sostenere i costi del congelamento degli ovociti? E, soprattutto, quando smetteremo di occuparci della fertilità soltanto in chiave patologica e inizieremo a riconoscere che anche donne e uomini in piena salute riproduttiva hanno diritto a strumenti per tutelare la propria libertà di scelta riproduttiva? La Basilicata poteva essere pioniera, oggi rischia di essere, come sempre, fanalino di coda. Noi non ci stiamo», concludono Verri e Araneo.

Chiorazzo e Vizziello denunciano ritardi e presentano interrogazione urgente alla Regione su cantieri e definanziamento
POTENZA. Ritardi gravi nell’attuazione del Pnrr sulla sanità territoriale in Basilicata, con il rischio concreto di perdere risor- se decisive. È la denuncia dei consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, che hanno presentato un’interrogazione urgente al presidente della Giunta per fare luce sullo stato degli interventi della Missione 6, relativi a Case e Ospedali di Comunità.
«I ritardi accumulati dalla Regione Basilicata sono gravi e rischiano di compromettere definitivamente risorse fondamentali per i lucani», affermano i due esponenti, evidenziando come si tratti di opere strategiche per il rafforzamento della sanità territoriale. La scadenza, inizialmente fissata al 31 marzo, è stata prorogata al 30 giugno 2026, ma la situazione appare ancora critica.Secondo quanto riportato, in Basilicata risultano ad oggi zero Case di Comunità attive su 19 previste e zero Ospedali di Comunità su 5 programmati, mentre nel resto del Paese si registrano centinaia di strutture già operative. «Un ritardo inaccettabile – sottolineano – soprattutto in una regione con un’elevata inci-

denza di patologie croniche e una popolazione sempre più anziana».I consiglieri puntano inoltre il dito contro la mancanza di trasparenza. «Mancano aggiornamenti pubblici sullo stato dei progetti, con il portale regionale fermo al 2024 e senza relazioni semestrali aggiornate», osservano, denunciando un quadro informativo incompleto che si somma alle difficoltà operative. Nel mirino anche alcune scelte amministrative. Chiorazzo e Vizziello ricordano il trattenimento in servizio della dirigente Franca Cicale, responsa-

bile di procedimento per dieci Case di Comunità, disposto per garantire continuità. «A fronte di questa decisione straordinaria – evidenziano – i risultati sono oggi insufficienti e contraddittori». Con l’interrogazione si chiede alla Giunta di chiarire le cause dei ritardi, lo stato reale dei cantieri, i rischi di definanziamento e le eventuali responsabilità gestionali. «Serve un cambio di passo immediato – concludono – perché il rischio non è solo perdere fondi, ma compromettere il rafforzamento della sanità territoriale lucana».
PRESENTATO IL PROGETTO
NOVA SIRI. Si è svolto a Nova Siri il seminario informativo del Centro di ascolto “La Libellula”, occasione di confronto sul contrasto alla violenza di genere e sul rafforzamento dei servizi nel Metapontino. L’iniziativa ha coinvolto istituzioni, operatori sociali e rappresentanti del terzo settore, segnando anche la presentazione ufficiale del progetto promosso nell’ambito delle politiche regionali a tutela di donne e minori. Ai lavori ha preso parte l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, che ha ribadito la necessità di interventi strutturati e continui. «La violenza di genere non può essere affrontata solo come emergenza – ha dichiarato – ma va contrastata con una rete solida di servizi e azioni coordinate tra istituzioni». Nel corso dell’incontro, a cui ha partecipato anche il dirigente dell’ufficio welfare Antonio Corona, è stato evidenziato il rafforzamento degli strumenti regionali grazie all’incremento delle risorse nazionali. Il progetto “La Libellula” punta a consolidare i centri di ascolto e a promuovere attività di sensibilizzazione e presa in carico delle vittime, coinvolgendo enti locali, servizi sociali e sistema sanitario.Annunciati anche nuovi appuntamenti a Stigliano e Tursi, per ampliare la diffusione delle iniziative sul territorio. «L’obiettivo – ha concluso Latronico – è costruire comunità più consapevoli e sicure, dove ogni segnale trovi risposte efficaci».

Corteo nazionale a Roma da piazza Vittorio a San Giovanni: attesi lavoratori da tutta Italia per il rinnovo del contratto
POTENZA . Nuova giornata di sciopero nazionale lunedì 13 aprile per oltre 76mila addetti delle farmacie private, tra farmaciste, farmacisti e collaboratori, mobilitati per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto il 31 agosto 2024. Le sigle Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs rilanciano la protesta con una manifestazione nazionale a Roma, chiedendo a Federfarma risposte su salario, professionalità e condizioni di lavoro. Il corteo partirà alle ore 9 da piazza Vittorio Emanuele II e si concluderà a piazza San Giovanni in Laterano, nei pressi della sede nazionale dell’associazione datoriale. Secondo quanto riferito dai sindacati, sono attesi circa millecinquecento lavoratori provenienti da tutta Italia, a confer-
ma di una mobilitazione ampia e diffusa. L’iniziativa si inserisce in un percorso avviato nei mesi scorsi, già culminato nello sciopero del 6 novembre 2025, quando il personale del settore aveva protestato contro lo stallo delle trattative e contro una proposta economica ritenuta insufficiente rispetto alla perdita di potere d’acquisto determinata dall’inflazione. Nonostante la ripresa del confronto nel febbraio scorso e ulteriori interlocuzioni con Federfarma, le distanze tra le parti restano significative.«Il rinnovo del contratto nazionale delle farmacie private non è più rinviabile», afferma Michelangelo Ferrigni, segretario generale della Fisascat Cisl Basilicata. «Farmaciste, farmacisti e tutto il personale attendono risposte con-
crete su salari adeguati al costo della vita e sul pieno riconoscimento delle professionalità e delle responsabilità crescenti». Ferrigni richiama anche l’impatto della riforma della farmacia dei servizi, che ha ampliato le funzioni richieste ai dipendenti senza un corrispondente adeguamento contrattuale. «Servono tutele più solide su orari, turnazioni, maternità, malattia e formazione, insieme a un modello di relazioni sindacali più maturo», aggiunge.La mobilitazione del 13 aprile viene definita «una risposta collettiva e unitaria» per rimettere al centro il valore del lavoro in un settore che rappresenta un presidio essenziale di prossimità e salute, soprattutto nelle aree interne. «Ci aspettiamo che le controparti tornino al tavolo
con la volontà reale di restituire dignità salariale e prospettive al comparto», conclude Ferrigni.




POTENZA. La Prima Commissione consiliare permanente ha incontrato l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), sezione territoriale del capoluogo lucano. La seduta, presieduta dal presidente della Commissione Carminedavide Pace, ha visto la partecipazione del presidente dell’UICI Luciano Florio, del presi-
dente del Consiglio comunale, Pierluigi Smaldone e dell’assessore all’Ambiente Michele Beneventi. Al centro del confronto, la proposta di intitolazione di una infrastruttura cittadina ad Aurelio Nicolodi, figura simbolo per i diritti e l’emancipazione delle persone non vedenti. L’iniziativa già nella scor-
sa consiliatura era stata discussa, su proposta del consigliere Enzo Stella Brienza e, nel tempo, è stata ripresa e approfondita dalla Prima Commissione attraverso una serie di incontri e momenti di confronto. «Questa Commissione ha preso a cuore la proposta –ha dichiarato il presidente Pace – e, grazie alla si-
nergia con l’esecutivo comunale, si sta portando finalmente a compimento un’idea che per troppo tempo è rimasta ferma. Come presidente della Prima Commissione sono onorato di questo risultato e ringrazio anche il Sindaco per la disponibilità dimostrata».
Nel corso dell’incontro è emersa con forza la volontà di individuare nel “Ponte attrezzato” della città la struttura da dedicare ad Aurelio Nicolodi, con l’ipotesi di denominarlo “Ponte Nicolodi”. Una scelta che unisce valore simbolico e funzione concreta: non solo un’intitolazione, ma anche il riconoscimento dell’importanza strategica dell’infrastruttura per la comunità potentina.
L’iniziativa, tuttavia, va oltre il solo ambito comunale, è stato spiegato. Come sottolineato durante la riunione, il progetto coinvolge diversi livelli istituzionali, tra cui la Regione
Basilicata e la SEL (Società Energetica Lucana), chiamate a contribuire anche sotto il profilo dello sviluppo sostenibile. In particolare, è stata evidenziata la possibilità di realizzare un impianto fotovoltaico sull’intera struttura, trasformando il ponte in un modello di innovazione e sostenibilità. «L’obiettivo – è stato evidenziato – è quello di creare non solo un simbolo dedicato alla memoria e ai valori incarnati da Nicolodi, ma anche un luogo vivo e funzionale per la città: uno spazio di incontro, inclusione e partecipazione, capace di ospitare eventi e iniziative e diventare punto di riferimento per la comunità». «Un progetto ambizioso, dunque, che coniuga memoria, innovazione e sviluppo, e che rappresenta un passo significativo verso una città sempre più inclusiva e attenta ai valori civili e sociali» hanno concluso gli intervenuti.
POTENZA Molinari: «Da quasi 70 anni al servizio della comunità». Falotico: «Esempio concreto di solidarietà»
POTENZA. Si terrà oggi, a Potenza il Lions Day, la giornata dedicata all'orgoglio lionistico con cui i club del territorio presentano alla cittadinanza le proprie attività di servizio. All'iniziativa parteciperanno quattro club: Lions Club Potenza Pretoria, Lions Club Potenza Duomo, Lions Club Potenza Ost e Lions Club Melfi.
In piazza Mario Pagano saranno allestiti punti di screening gratuiti dedicati a diabete, sovrappeso e patologie correlate, vista, cuore e – novità di quest'anno – malattie della mammella attraverso l'utilizzo di un ecografo. Gli esami saranno condotti dai medici dei club Lions. Prevista inoltre una postazione di primo soccorso in collaborazione con la Croce Rossa e un'attività di educazione stradale per gli studenti della scuola Torraca. «Il nostro motto è We Serve», ha dichiarato Massimo Molinari, presidente della circoscrizione del Distretto Lions 108 YA. «Siamo un'associazione presente a Potenza da quasi 70 anni, composta da professionisti che dedicano non solo risorse economiche ma soprattutto il loro tempo alla comunità. Noi serviamo.»
Forte anche il messaggio di Falotico, che ha
inquadrato l'iniziativa in una prospettiva storica e istituzionale più ampia. «Gli invisibili devono tornare visibili», ha detto, ricordando come la storia stessa di Potenza insegni il valore delle scelte coraggiose. «Dobbiamo stare accanto a chi non ce la fa, a chi non può permettersi prestazioni sanitarie. Abbiamo il dovere istituzionale di non lasciare indietro nessuno, e se i Lions ci offrono questa opportunità, dobbiamo fare uno sforzo in più per continuare questa collaborazione.»
Falotico ha anche richiamato l'attenzione sullo spopolamento che rischia di portare Potenza sotto i 60.000 abitanti nel giro di pochi anni: «O siamo capaci di rivalutare la nostra azione, creando attenzione verso la resilienza, oppure rischiamo di perdere questa partita. Mi auguro che attraverso il dialogo si possa costruire una nuova pianificazione strategica per queste comunità.»
In chiusura, Falotico ha rivolto un sentito ringraziamento ai Lions: «Grazie ai club Lions per quello che fate ogni giorno in silenzio, con dedizione e senza clamore. Siete un esempio concreto di come una comunità possa prendersi cura di se stessa. L'amministrazione è al vostro fianco.»



Dopo una sospensione forzata dovuta alle condizioni di salute, il Sindaco è pronto a rivestire con emozione e senso di responsabilità il suo incarico

EMANUELA
«Ci rivediamo il 20 aprile» è la prima frase che il Sindaco di Ruvo, Pietro Mira, comunica ai concittadini, mostrando un'immagine del suo Ufficio in Comune. «Dopo un periodo difficile di sospensione forzata dovuta alle mie condizioni di salutespiega Mira- torno a breve a rivestire con emozione e senso di responsabilità il ruolo di Sindaco. Non è stato un tempo semplice: porto ancora con me qualche difficoltà, ma anche una rinnovata determinazione e la convinzione profonda di poter continuare a servire la nostra comunità con impegno e dedizione, onorando il mandato che i
cittadini mi hanno affidato». Facendo seguito alle comunicazioni del 9 e 11 febbraio, il Primo cittadino riprenderà ufficialmente le proprie funzioni amministrative. In quei giorni Mira sottolineò che non si trattava di «una scelta improvvisa né leggera, ma di una una decisione maturata nel silenzio, nel confronto con me stesso e con la famiglia, dopo aver ascoltato il mio corpo e le mie fragilità, oltre che il senso di responsabilità che ho sempre sentito verso questa comunità». Mira è stato eletto nelle elezioni comunali del 2023, e seguitava a spiegare, durante i giorni di fermo che «in questi anni da Sindaco ho cercato di dare tutto me stesso. Ho messo Ruvo del

Monte davanti a ogni altra cosa, spesso sacrificando il tempo per la mia famiglia, il mio lavoro e persino la mia salute. L'ho fatto con orgoglio, perché rappresentare il paese in cui sono cresciuto è stato l'onore più grande della mia vita, un onore che nessuno potrà mai togliermi. Nel 2023 mi sono candidato per la prima volta insieme a una squadra giovane, piena di entusiasmo e di sogni. Siamo stati scelti e ho iniziato questo cammino con il cuore pieno di speranza e di responsabilità. Purtroppo, nel corso del 2024, alcuni problemi di salute sono tornati a farsi sentire con forza. Ho provato ad andare avanti, convinto di potercela fare, stringendo i denti e senza mai tirarmi
indietro. Ma col tempo ho capito che stavo chiedendo troppo a me stesso». Per questo lo “stop forzato” non è stato una resa: «fermarmi non significa arrendermi ma volermi bene e voler bene alle persone che amo. Significa essere, prima di tutto, un padre presente e un uomo che si prende cura di sé, per poter tornare a servire la sua comunità con la forza e la lucidità che merita». E se l’impegno impegno come Sindaco «si prende una pausa, l'amore per Ruvo del Monte non conosce pause. Questo paese è parte di me, della mia storia, della mia identità, e lo resterà sempre -rimarca il Sindaco- In questo percorso ho conosciuto delusioni, ho visto cambiare
ho anche riscoperto amicizie vere, persone che non mi hanno mai lasciato solo, che hanno saputo aspettare, comprendere, sostenere». Oggi, prossimo al ritorno in Comune, Mira rivolge «un grazie sincero e sentito al Vice Sindaco, Donato Schettino, che in questi mesi ha guidato l’Amministrazione con serietà e spirito di servizio, assumendosi responsabilità non semplici, ringrazio, inoltre, tutti i Consiglieri comunali. Il mio ringraziamento va anche a tutte le persone che, con affetto, vicinanza e parole di incoraggiamento, mi hanno sostenuto nel buio periodo della convalescenza: la vostra presenza è stata per me forza e luce. Non lo dimenticherò mai».
L’attuale struttura diventerà una Casa di Riposo. Progetto finanziato dal PNRR per 1mln e mezzo, cui si aggiungono 160mila € da altro finanziamento per gli arredi

Il Comune di Oppido Lucano è risultato ammesso a finanziamento nell’ambito dell’Avviso pubblico del Ministero dell’Istruzione e del Merito per la fornitura di arredi didattici innovativi destinati alla fascia 0-6 anni per circa 160.000 euro. «Tra i Comuni am-
messi al finanziamento, Oppido Lucano c’è: un risultato importante, che conferma la capacità del nostro territorio di farsi trovare pronto quando ci sono opportunità vere da cogliere» commentano con soddisfazione dalla Casa comunale. Gli arredi «saranno destinati al nuovo Polo dell’Infanzia, realizzato con fondi PNRR. Oppido può già contare su un servizio educativo 0-6 anni presente e radicato nella comunità, un servizio importante per tante famiglie che ora potrà compiere un ulteriore salto di qualità – spiega il Sindaco Mirco Evangelista- Questo servizio ora trova casa in una struttura nuova, moderna, più accogliente, più funzionale e arricchita da arredi innovativi pensati per migliorare ancora di più gli spazi dedicati ai nostri bambini». Dopo il recente maltempo, inoltre, «sono ripresi i la-
vori di sistemazione esterna del Polo dell’Infanzia e stanno andando avanti anche i lavori della “Linea Verde”, finanziati dalla Regione Basilicata, che contribuiranno a qualificare ulteriormente lo spazio adiacente al nuovo Polo dell’Infanzia. Vogliamo arrivare nel modo migliore a quella che dovrà essere una grande festa di inaugurazione, all’altezza di un’opera così importante per Oppido Lucano». I lavori vanno avanti da qualche anno, e il 14 febbraio 2024 c’è stato “Il getto delle fondazioni” per i lavori di realizzazione del Polo dell’infanzia in Piazza Salvo D’Acquisto, e a distanza di 5 mesi, nel mese di luglio prendeva forma la nuova struttura con la copertura del tetto. «Il progetto è stato finanziato per un importo totale di €1.577.256,80 nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resi-
lienza e nello specifico Missione 4 – Istruzione e Ricerca- Investimento 1.1 “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia”, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU». Per quanto invece riguarda la struttura attuale della scuola dell’infanzia «è già stata destinata a diventare una Casa di Riposo per Anziani per la quale la progettazione è in dirittu- ra di arrivo. È un risultato che ci rende orgogliosi perché conferma, ancora una volta, la capacità del nostro Comune di intercettare risorse importanti – incalza Evangelistadi farlo con serietà, rigore ed efficienza, e di accompagnare la buona gestione dei conti con una attività amministrativa continua, concreta e instancabile per il bene e la prosperità del paese».
EMANUELA CALAB RESE



MATERA. Confcommercio Matera torna a sollecitare l’amministrazione comunale sull’adesione alla Rottamazione Quinquies dei Tributi Locali.
Dopo la richiesta inviata al Sindaco qualche mese fa, sull’opportunità per l’Amministrazione comunale ad aderire alla nuova “Rottamazionequinquies”, introdotta dall’ultima Legge di Bilancio 2026, Confcommercio Matera ha incontrato oggi il Sindaco per ri-
chiamare l’attenzione su un provvedimento ritenuto strategico per il tessuto economico locale. La definizione agevolata rappresenterebbe un'importante opportunità concreta per imprenditori e professionisti, consentendo di regolarizzare i debiti pregressi ed alleggerire il carico fiscale, visto il particolare momento storico di difficoltà per il tessuto imprenditoriale.
L’adesione alla "Rottamazione Quinquies 2026" da parte
del Comune di Matera offrirebbe alle imprese l'opportunità di regolarizzare i debiti fiscali e contributivi, accumulati a partire dal il 1° gennaio 2000, periodo in cui le misure amministrative del covid hanno messo in ginocchio centinaia di aziende anche nel nostro territorio, migliorando la liquidità e la reputazione aziendale.

Nel corso dell’incontro il Sindaco ha assicurato che l’Amministrazione sta valutando l’opportunità di aderire alla Rottamazione
Dal 6 al 9 giugno celebrazioni per San Giuliano, con le fasi preparatorie già avviate e il coinvolgimento della comunità locale
ACCETTURA. Torna uno degli appuntamenti più identitari della Basilicata. Dal 6 al 9 giugno 2026 Accettura ospiterà la festa del Maggio, rito secolare che si rinnova ogni anno nei giorni della Pentecoste e che rappresenta una sintesi unica tra tradizione popolare, spiritualità e rapporto con la natura. L’evento è stato inserito tra le 47 feste più belle del Mediterraneo nell’ambito dell’itinerario “Les fetes du Soleil” patrocinato dall’Unesco, a conferma del suo valore culturale e simbolico. La festa, di origine pagana ma dedicata a San Giuliano, giovane martire dalmata che diffuse la fede cristiana fino alla sua esecuzione a Sora, affon-

da le radici nel Settecento. Dall’archivio storico locale emerge infatti che il culto del santo si affermò ad Accettura nel 1725, anno in cui divenne patrono del paese. Il lungo percorso che conduce alle celebrazioni di giugno prende avvio già in primavera. Il primo appuntamen-

to è fissato per domenica 12 aprile, prima domenica dopo Pasqua, quando si svolge la scelta del Maggio nel bosco di Montepiano, una cerreta estesa per circa mille ettari a pochi chilometri dal centro abitato. All’alba, gruppi di maggiaioli esperti e cittadini si inoltrano tra gli
alberi per individuare il cerro più alto e diritto, destinato a diventare il simbolo della festa.Una volta selezionato, l’albero viene contrassegnato insieme ad altri cerri che formeranno il corteo del trasporto previsto per il 7 giugno. Il segno distintivo è un puntone a forma
di martello con incisa la sigla “Sgm”, acronimo di San Giuliano Martire. Parallelamente si prepara la scelta della “Cima”, l’agrifoglio che sarà unito al tronco principale, prevista per la domenica successiva nella foresta di Gallipoli. Negli ultimi anni anche queste fasi preliminari hanno assunto crescente rilevanza, trasformandosi in occasioni di partecipazione collettiva e valorizzazione ambientale. La giornata si conclude tradizionalmente con una scampagnata tra canti e suoni di organetto, confermando il legame profondo tra comunità e territorio che rende il Maggio di Accettura un rito unico nel suo genere.
All’Istituto Fermi confronto su educazione e territorio con diocesi e istituzioni, con testimonianze sul metodo del sacerdote
POLICORO. Un momento di riflessione sul valore dell’educazione e sull’eredità lasciata da una figura centrale per la Basilicata. Domani, 10 aprile, alle ore 17:30, l’Auditorium dell’Istituto di istruzione superiore “E. Fermi” ospiterà il seminario “Don Tommaso Latronico, maestro di vita: la sua eredità tra i banchi di scuola”.L’iniziativa, promossa in collaborazione con la Diocesi di Tursi-Lagonegro, nasce con l’obiettivo di approfondire l’attualità del messaggio educativo del sacerdote lucano, attraverso un confronto aperto tra scuola, Chiesa e comunità locale. Al centro del dibattito il ruo-
lo della formazione delle nuove generazioni e le prospettive della missione educativa in Basilicata. Ad aprire i lavori saranno gli interventi istituzionali della dirigente scolastica dell’istituto, Giovanna Tarantino, del direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Basilicata, Anna Dell’Aquila, del vescovo della diocesi di TursiLagonegro, monsignor Vincenzo Orofino, e di don Pino Marino, delegato vescovile per la causa di beatificazione e canonizzazione di don Tommaso Latronico.Particolare rilievo sarà dato alle testimonianze dirette. Docenti, ex alunni, colleghi e rappresentanti dell’as-
sociazione “Amici di don Tommaso” condivideranno esperienze e ricordi, offrendo uno sguardo concreto sull’impatto umano e professionale del sacerdote nella scuola e nella società lucana.«Sono lieta di invitare la comunità a questo seminario – afferma la dirigente Tarantino – un’occasione preziosa per confrontarci sulle prospettive della missione educativa nel nostro territorio, lasciandoci ispirare dalla figura e dall’eredità che don Tommaso Latronico ci ha lasciato proprio tra i banchi di scuola». L’incontro è aperto a studenti, famiglie, docenti e cittadini, con l’intento di valorizzare una figura che
ha segnato profondamente il percorso educativo e spirituale della Basilicata, mantenendone viva la memoria e l’insegnamento.


Molteplici interventi dei Vigili del Fuoco per incidenti stradali sulle principali direttrici provinciali del Materano
Una mattinata particolarmente impegnativa per i Vigili del Fuoco del Comando di Matera, intervenuti su più fronti a causa di diversi incidenti stradali avvenuti tra le principali arterie della provincia. Gli episodi, verificatisi tra le prime ore del giorno e la tarda mattinata, hanno richiesto l’impiego di più squadre operative, mezzi di soccorso e il supporto delle forze dell’ordine e del personale sanitario del 118.
Il primo intervento si è registrato intorno alle ore 08:40 lungo la Strada Provinciale Destra Basento, nei pressi dell’intersezione tra via 4 Caselli e via Dinu Adamesteanu. Lo scontro ha coinvolto un autocarro e una Fiat Punto. A seguito del violento impatto, il mezzo pesante è finito fuori strada abbattendo un palo della rete
Telecom e un palo dell’illuminazione pubblica. I conducenti, un uomo di 64 anni e una donna di 30 anni, sono stati estratti dai veicoli dai Vigili del Fuoco e affidati alle cure del 118. Entrambi sono stati successivamente trasportati all’ospedale di Policoro. Sul posto è intervenuta anche un’autogru per il recupero del mezzo e tecnici comunali e Telecom per il ripristino dei servizi danneggiati. Poco dopo, alle ore 08:45, un secondo incidente si è verificato sulla Strada Statale 99, al chilometro 13+900, dove si sono scontrate una Fiat Panda e una Smart. A bordo dei veicoli si trovavano tre donne, tutte residenti tra Gravina in Puglia e Acquaviva delle Fonti. Tutte sono state prese in carico dal personale sanitario del 118. L’area è stata messa in sicurezza dai Vigili del

Fuoco, con l’intervento congiunto di Polizia Stradale, Polizia Locale e ANAS. Il tratto interessato è stato temporaneamente chiuso al traffico per consentire le operazioni di soccorso e la successiva bonifica della carreggiata.Terzo intervento della mattinata sulla Strada Statale 7, nei pressi dell’incrocio per Matera Sud al km 568. L’incidente ha coinvolto quattro autovetture e complessivamente dodici persone. Il bilancio è di quattro feriti, affidati alle cure del 118. Sul posto anche la Polizia Locale per i rilievi e la gestione della viabilità. Nonostante i rallentamenti, non è stata disposta la chiusura dell’arteria stradale.Sempre lungo la SS7, al km 560+300 nei pressi di Miglionico, si è verificato un grave incidente che ha coinvolto tre veicoli.
Nell’impatto ha perso la vita un uomo di 66 anni residente a Ferrandina, mentre una donna di 26 anni e un uomo di 40 sono rimasti feriti e trasportati in ospedale.
La circolazione è stata deviata su un cavalcavia nei pressi della diga di San Giuliano per consentire le operazioni di soccorso, i rilievi e la rimozione dei mezzi. Sul posto presenti Polizia di Stato e Carabinieri.Le operazioni dei Vigili del Fuoco si sono protratte per l’intera mattinata, garantendo la messa in sicurezza delle aree interessate e il ripristino progressivo della viabilità. Una serie di episodi che ha messo a dura prova la rete stradale del Materano, richiamando ancora una volta l’attenzione sulla sicurezza della circolazione lungo le principali arterie del territorio.


Ennesimo incidente mortale questa mattina lungo la Strada Statale 7, nel tratto che
collega Matera alla Basentana, arteria viaria da tempo al centro delle polemiche per le condizioni di sicurezza.Sulla vicenda interviene il consigliere comunale di Matera Angelo Raffaele Cotugno, che rilancia l’allarme e chiede interventi urgenti.«Questa mattina si è verificato l’ennesimo incidente sulla SS 7 che collega Matera alla Basentana – ha dichiarato Cotugno – un’altra vita stroncata su una strada che ormai possiamo definire la strada della morte».Il consigliere evidenzia come la situazione non sia più so-
stenibile: «Non è più sostenibile una situazione del genere e non possiamo più tacere, troppi incidenti, troppi feriti, troppe vittime».
Nel suo intervento Cotugno chiama in causa Re- gione e Governo: «È giunto ormai il momento che la Regione Basilicata insieme al Governo si facciano carico e si assumano tutte le responsabilità per il mancato ampliamento di un’arteria stradale importante percorsa giornalmente da migliaia di automobilisti».Il consigliere punta anche l’attenzione sulla distribuzione degli
investimenti: «Tutto ciò accade mentre finanziamenti nazionali sono dirottati su altre opere, principalmente sulla città di Potenza e la sua Provincia». Sulla necessità di equità territoriale aggiunge: «La città di Matera e la sua Provincia meritano le stesse attenzioni e gli stessi investimenti, non si tratta di semplice campanilismo tra le due città capoluogo ma bensì di una equità che garantisca sicurezza e sviluppo infrastrutturale».Infine l’appello conclusivo: «Le infrastrutture sono fondamentali ed essenziali per
uno sviluppo economico dei territori, in particolare oltre alla SS.7 sarebbe necessario migliorare il collegamento tra la città di Matera e la SS.106 (Matera–Metaponto). Matera quale locomotiva della Basilicata non può e non deve essere discriminata rispetto ad altri territori».Cotugno invita quindi il governo cittadino ad attivarsi: «Affinché vengano avviate tutte le interlocuzioni necessarie con Regione e Governo per ottenere la giusta attenzione e i relativi investimenti utili a risolvere le criticità infrastrutturali evidenziate».

Per la docente e dottoranda presso il Dipartimento Forpsicom: «La prevenzione è fondamentale per garantire il benessere dei ragazzi»
Lo scorso anno, in occasione di alcuni episodi cruenti di cronaca che hanno riguardato principalmente gli Istituti scolastici del Nord Italia, si è molto parlato di educazione all’affettività e di educazione sessuale. Ѐ noto che molti fenomeni sociali, soprattutto quelli negativi, si manifestano prima nel Centro Nord dello Stivale e poi, comunque, arrivano al Sud. Non vi è nulla di meglio, dunque, che organizzarsi per prevenirli. Ed è esattamente quello che ha pensato di fare Emiliana Lisanti, docente, dottoranda presso il Dipartimento FORPSICOM dell’Università “Aldo Moro” di Bari, e anche assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Montalbano Jonico. Ricordiamo che, sulla base delle più recenti evoluzioni normative e al Disegno di legge (DDL) proposto dal Ministro Valditara e approvato alla Camera, l’educa-
zione all’affettività e alla sessualità nelle scuole italiane non è obbligatoria come materia curricolare, ma viene inquadrata all’interno delle attività progettuali ed extracurricolari. Nulla di meglio, dunque, di un progetto sperimentale che assume anche il valore di una ricerca sull’educazione alle relazioni, al rispetto dell’altro e alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili nelle scuole della Basilicata e della Puglia. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Università “Aldo Moro” di Bari, punta a promuovere l’educazione alle relazioni, al rispetto, all’empatia e alla sessualità tra i giovani. L’obiettivo principale della ricerca è quello di fornire agli studenti strumenti e conoscenze per una relazione e una vita sessuale sana e responsabile, riducendo il anche rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Il progetto prevede la realizzazione di corsi di formazione per gli
insegnanti e di incontri con gli studenti, al fine di promuovere una cultura della prevenzione e del rispetto reciproco. «La prevenzione è fondamentale per garantire la salute e il benessere dei nostri giovani», ha dichiarato Lisanti, che ha proseguito: «Sono orgogliosa di collaborare con l’Università Aldo Moro di Bari e di essere guidata dalla prof.ssa Loredana Perla, direttrice del Dipartimento e nominata dal Ministro Giuseppe Valditara, coordinatrice per le nuove Indicazioni Nazionali, per realizzare questo progetto innovativo che punta a educare i nostri studenti al rispetto dell’altro e a una vita sessuale sana e responsabile». La ricerca sarà condotta su un campione di scuole della Basilicata e Puglia e di diversi corsi di laurea, e si concluderà con la pubblicazione di un rapporto finale e la realizzazione di materiali didattici per gli insegnanti e per i cittadini. In una società che tende in
modo consistente alla denatalità, la salute sessuale e riproduttiva è un importante aspetto della crescita e dello sviluppo. In particolare, in età adolescenziale, averne cura fin dall’infanzia è indispensabile per evitare che patologie o comportamenti scorretti e dannosi possano compromettere la fertilità futura. La salute sessuale, intesa come stato di benessere fisico, emotivo mentale e sociale, non riguarda solo l’assenza di malattie della sfera sessuale: è qualcosa di più di un trasferimento di informazioni di tipo medico-sanitario, essendo strettamente connessa con l’educazione all’affettività e alle relazioni, al rispetto dei diritti umani e della parità tra i sessi. I giovani devono essere sostenuti e rafforzati, al fine di gestire la propria sessualità in modo responsabile, sicuro e appagante. Il supporto di professionisti è necessario quando vi è bisogno di informazioni complesse e di tipo tecnico,
come quelle riguardanti la contraccezione o le modalità di contagio delle infezioni sessualmente trasmesse. Inoltre, sono gli stessi giovani che, spesso, una volta entrati nella pubertà, preferiscono rivolgersi a fonti diverse dai genitori. Si può partire anche da questo per tentare di invertire la tendenza a non procreare facendo comprendere, invece, che la genitorialità è un valore e, ad essa, si può pervenire in modo sano e responsabile.

Un luogo ideato per prendersi cura delle relazioni mettendo al centro, ancora una volta, ciò che conta davvero: le persone
Non solo un’inaugurazione, ma un momento di ascolto e condivisione dedicato alla genitorialità. È stato questo il senso dell’evento che ha presentato alla città lo Spazio Famiglia “L’Officina dei Legami”, promosso dal Consorzio “La Città Essenziale”, in collaborazione con “L’Albero Azzurro APS ETS”, nell’ambito del progetto “L’Albero dei Giochi: coltivare la crescita di bambini e genitori”, finanziato da “Valore Condiviso”, un progetto di CESVI. Un incontro dal taglio divulgativo, che ha messo al centro il ruolo delle famiglie e il bisogno, sempre più evidente, di spazi dedicati all’ascolto e al sostegno nei percorsi educativi. Ad aprire l’iniziativa sono stati i saluti del presidente del Consorzio “La Città Essenziale”, Giuseppe Bruno, che ha sottolineato il valore di un servizio pensato per rafforzare il legame tra comunità e genitorialità, costruendo risposte concrete ai bisogni delle famiglie del territorio.
A seguire, l’intervento di Ilary Cinnella, psicologa e coordinatrice del Centro, che ha restituito il senso più profondo del progetto: accompagnare genitori e caregiver in un percorso fatto di confronto, consapevolezza e supporto qualificato. Nel suo intervento, ha evidenziato gli ottimi risultati già raggiunti, illustrando i servizi attivi e le prospettive future dello spazio, pensato come luogo accogliente e accessibile, capace di rispondere in modo concreto alle esigenze educative e relazionali.
“L’Officina dei Legami” si configura, così, come un presidio educativo e sociale stabile, in cui le famiglie potranno trovare orientamento, ascolto e strumenti utili per affrontare le sfide quotidiane della crescita. A partire dal 13 aprile, lo spazio sarà operativo con incontri individuali e attività di gruppo, il coinvolgimento di professionisti (psicologi, logopedisti, pediatri), e la presenza di una stanza sensoriale dedicata al benessere dei bambini.
luogo che nasce per prendersi cura delle relazioni, mettendo




APT e Parco di Gallipoli Cognato portano a Paestum il modello lucano di sviluppo sostenibile, tra natura, borghi e valorizzazione delle aree interne
La Basilicata torna protagonista nel panorama del turismo esperienziale e sostenibile partecipando alla quarta edizione di Open – Outdoor Experiences, il Salone dedicato alle attività all’aria aperta in programma dal 10 al 12 aprile 2026 presso l’ex Tabacchificio Next di Capaccio-Paestum, in provincia di Salerno.All’evento, che nella scorsa edizione ha fatto registrare oltre 14mila presenze, l’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata è presente insieme al Parco regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, consolidando la propria presenza in uno degli appuntamenti di riferimento per il turismo lento in Italia.La manifestazione rappresenta una vetrina privilegiata per la promozione delle aree interne, dei borghi e dei cammini, ambiti nei

quali la Basilicata si distingue per un’offerta sempre più strutturata e attrattiva. Anche quest’anno, infatti, la regione propone un ventaglio di esperienze che spaziano dai percorsi naturalistici ai cammini storici, fino ai paesaggi incontaminati che caratterizzano il
territorio lucano.Nel pomeriggio odierno, alle ore 15, il direttore generale dell’Apt Basilicata, Margherita Sarli, interviene nel panel istituzionale «Governance e Territori: I Cammini del Sud come Volano di Coesione nelle Aree Interne», portando all’atten-

zione degli operatori e degli amministratori il cosiddetto modello lucano. Si tratta di un sistema di governance integrata dei cammini, capace di generare coesione territoriale e di creare nuove opportunità di sviluppo per le comunità locali dell’entroterra.Una
presenza, quella della Basilicata, che punta a rafforzare il posizionamento della regione tra le destinazioni emergenti del turismo lento, valorizzando al contempo identità, sostenibilità e innovazione come leve strategiche per la crescita del territorio.
Al via i concorsi creativi per studenti di ogni ordine e grado: tra disegni, cortometraggi e incontri con autori, il Medioevo lucano diventa esperienza didattica e culturale
Si amplia il raggio d’azione del progetto «Fantastico Medioevo», promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, che da oggi coinvolge anche le scuole del Vulture Melfese e dell’Alto Bradano. L’iniziativa si realizza grazie alla collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale di Basilicata e punta a rafforzare il legame tra giovani, storia e territorio.Sono ufficialmente aperti i bandi di concorso «Medioevo Fantastico», rivolti alle scuole Primarie e Secondarie di primo e secondo grado dei dodici comuni firmatari del protocollo d’intesa: Acerenza, Atella, Avigliano, Banzi, Forenza, Genzano di Lucania, Lavello, Melfi, Palazzo San Gervasio, Rapolla, Rionero in Vulture e Venosa.Tre le linee progettuali previste, calibrate in base all’età degli studenti: per le scuole Primarie un concorso di disegno, per le Secondarie di primo grado attività di illustrazione e scrittura creativa, mentre per le Secondarie di secondo grado spazio al linguaggio audiovisivo con la realizzazione di cortometraggi. L’obiet-

tivo è quello di promuovere la conoscenza del Medioevo lucano attraverso forme espressive contemporanee e coinvolgenti.Le classi vincitrici saranno annunciate il prossimo 18 maggio e riceveranno premi differenziati: giochi componibili e libri illustrati pop-up a tema medievale per le Primarie; giochi da tavolo e fumetti per le Secondarie di primo grado; laboratori di cinematografia, creative design, modellazione 3D e fotografia per smar-
tphone per gli studenti delle Secondarie di secondo grado.Le cerimonie di premiazione si svolgeranno direttamente negli istituti delle classi vincitrici per Primarie e Secondarie di primo grado. Gli studenti delle scuole superiori, invece, parteciperanno a una giornata speciale in uno dei castelli del Vulture Melfese e dell’Alto Bradano, dove, oltre alla consegna dei premi, saranno coinvolti in un gioco tematico intitolato «Medioevo Fantastico».Il
progetto prevede anche un ciclo di incontri rivolto alle scuole Secondarie di secondo grado con gli autori della collana «Fantastico Medioevo», realizzata con Editori Laterza. Il primo appuntamento è in programma lunedì 13 aprile presso l’Istituto superiore «Gasparrini Righetti» di Melfi, con la presentazione dei volumi «Merli, aquile e falchi. Itinerari tra i castelli di Federico II» del professor Fulvio Delle Donne, curatore della collana e direttore scientifico del progetto, e «Melfi 1231. Federico II e l’emanazione della Costituzione» dello storico del diritto Ortensio Zecchino.Gli incontri proseguiranno fino a maggio, per poi riprendere tra settembre e dicembre, offrendo agli studenti ulteriori occasioni di approfondimento. A tutti i partecipanti saranno distribuiti i volumi presentati.Il percorso educativo continuerà anche nel prossimo anno scolastico, in vista delle celebrazioni per l’Anno europeo dei Normanni del 2027, confermando l’impegno della Basilicata nel valorizzare il proprio patrimonio storico e culturale attraverso il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni.
DI FABRIZIO QUARATINO
C’è una cosa che nessuno dice sulla consapevolezza: non ti rende libero subito. Prima ti mette scomodo. Perché quando vedi davvero, non puoi più fare finta di niente. Non puoi più dire «va bene così» quando dentro sai che non è vero. Non puoi più restare dove restavi prima con la stessa leggerezza di prima. Non puoi più essere quello di prima. E questo non è un vantaggio immediato. È una frattura. Perché inizi a sentire tutto: le parole che non ti rappresentano, le situazioni che ti stanno strette, e quei silenzi che adesso fanno rumore. Le relazioni che continuano… ma non ti somigliano più. E la cosa più difficile non è cambiare: è restare do-

ve sei sapendo che non è più il tuo posto. Perché fuori non è ancora chiaro, ma dentro sì. E quel «dentro» non lo puoi più spegnere. Allora provi a mediare, a spiegarti, a giustificare, a dirti che magari stai esagerando, che è solo un momento, che passerà. Ma non passa. Perché quando vedi, non puoi disvedere. E a quel punto hai solo due possibilità: tornare a fingere… sapendo esattamente che stai fingendo, oppure restare vero… anche se questo complica tutto. Perché da lì in poi non stai più subendo la tua vita: stai scegliendo chi essere. Ed è qui che molti si fermano. Non perché non capiscono, ma perché capiscono troppo… e scelgono comunque la comodità. Perché la verità non è sempre liberazione. A volte è perdita. A volte è distanza. A volte è silenzio. Ma c’è una cosa che devi sapere: ogni volta che torni a fingere, perdi un pezzo di te. E ogni volta che resti vero, anche nel caos… ti ri-

trovi. Non tutto. Non subito. Ma abbastanza per non tornare indietro. Perché da un certo punto in poi non è più una questione di
scelta. È una questione di rispetto. Verso quello che hai visto. Verso quello che sei diventato. E lì, davvero, non puoi più fingere.
Dalla tradizione dell’Aglianico del Vulture all’olio extravergine Evo, una giornata formativa tra aziende locali e scuola per trasmettere saperi e identità alle nuove
Barile protagonista della Giornata nazionale del Made in Italy, un appuntamento dedicato alla valorizzazione delle eccellenze produttive locali e alla trasmissione dei saperi alle nuove generazioni. L’iniziativa, promossa dalla Pro Loco Barile in collaborazione con l’Istituto comprensivo del paese e con le aziende Basilisco Vini e Oleificio Fullone, ha coinvolto gli studenti in un percorso alla scoperta delle tradizioni produttive del territorio.Al centro della giornata, la promozione dell’Aglianico del Vulture e dell’olio extravergine d’oliva Evo, simboli dell’identità enogastronomica lucana e, in particolare, barilese. La Pro Loco, con il supporto dei giovani operatori volontari del Servizio Civile Universale di Promozione Italia, ha organizzato un itinerario didattico rivolto agli alunni della Terza A della scuola media e della Quinta A della scuola elementare.Ac-

compagnati dagli insegnanti Marcella Di Sabato, Silvana Magagnino, Mario Fasanella e Margherita Martinelli, i ragazzi hanno visitato l’azienda agricola Basilisco Vini, situata nel Parco urbano delle Cantine, e l’Oleificio Fullone, storico frantoio ubicato in Largo Garibaldi, di fronte alla Fontana dello Steccato. Due realtà produttive che rappresentano punti di riferimento per la qualità e la tradizione del territo-
rio.Il percorso si è concluso presso la sede della Pro Loco Barile, dove gli studenti hanno seguito il videomessaggio del ministro Adolfo Urso, realizzato in occasione delle Giornate nazionali del Made in Italy promosse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme alla Rete associativa Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane. A rendere ancora più concreta l’esperienza, la degustazione di pane con olio Evo

«Il Feudo», offerto dalla Società Cooperativa Agricola del Vulture.Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Pro Loco Barile Aps, Rocco Franciosa, che ha voluto ringraziare quanti hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa: «Un sentito grazie alla dirigente Viviana Malafarina dell’azienda agricola Basilisco Vini, al dirigente Leonardo Papa dell’Oleificio Fullone, alla vicepreside Giuseppina Grieco del-
l’Istituto comprensivo barilese, agli alunni e agli insegnanti per la partecipazione, e agli operatori volontari del Servizio Civile Universale per la preziosa collaborazione».Una giornata all’insegna della conoscenza e della valorizzazione del territorio, che ha permesso ai più giovani di entrare in contatto diretto con due delle principali eccellenze barilesi e lucane, rafforzando il legame tra scuola, tradizione e sviluppo locale.


Strategie di sviluppo che puntano a crescere senza snaturare il ruolo sociale delle banche di credito cooperativo
Non è soltanto una questione di numeri, quando si parla di piano strategico, il riferimento immediato corre a obiettivi, performance e traiettorie di sviluppo. Ma nel mondo del credito cooperativo, accanto a questa lettura tecnica, continua a vivere una dimensione più profonda, fatta di storia, relazioni e identità. È questa la chiave di lettura che emerge analizzando il nuovo Piano Strategico del Gruppo Cassa Centrale Banca, presentato nei giorni scorsi a Verona in occasione dell’assemblea territoriale del 31 marzo. Un appuntamento che ha rappresentato non solo un momento di confronto sui numeri, ma anche – e soprattutto – un richiamo forte ai valori fondanti del sistema cooperativo. Nel corso dell’incontro, gli interventi del presidente Giorgio Fracalossi e dell’amministratore delegato Sandro Bolognesi hanno ribadito con chiarezza un concetto: l’evoluzione del gruppo non può prescindere dalla sua identità. Un’identità costruita nel tempo, fatta di fiducia, prossimità e presenza costante nelle comunità.
IM•PATTO 2026-2028: CRESCITA E RESPONSABILITÀ
Il nuovo piano, denomina-
to “IM•PATTO 20262028”, si inserisce proprio in questa prospettiva. Non una semplice roadmap industriale, ma un percorso che punta a coniugare sviluppo e continuità, innovazione e coerenza.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: crescere senza snaturarsi. Un principio che si traduce in scelte concrete, a partire dalla centralità della relazione con clienti e territori. Essere banca, ogni giorno, nella vita reale delle persone: famiglie, imprese, comunità.Non solo prodotti e servizi, dunque, ma accompagnamento, ascolto e responsabilità. Un modello che si distingue per la capacità di mettere al centro la persona, evitando i rischi di una standardizzazione eccessiva.Accanto a questo, il piano introduce un forte impulso alla semplificazione: meno burocrazia, processi più snelli, maggiore efficienza. Un passaggio che non riguarda solo l’organizzazione interna, ma anche la qualità del lavoro e del servizio offerto.
INNOVAZIONE SÌ,
MA A MISURA
D’UOMO
Ampio spazio è dedicato anche all’innovazione, declinata però in una chiave ben precisa. Tecnologia e intelligenza artificiale ven-
gono considerate strumenti, non fini. L’obiettivo è migliorare l’efficienza senza perdere il contatto umano. In questa visione, l’intelligenza artificiale non sostituisce, ma supporta: rafforza le capacità decisionali, migliora i processi, ma lascia intatta la centralità della relazione.Un equilibrio non scontato, che rappresenta uno degli elementi distintivi del modello cooperativo.
PERSONE E TERRITORI
AL CENTRO
Altro pilastro del piano è rappresentato dalle persone. La crescita, viene sottolineato, non può essere solo economica: deve es-
sere anche umana e professionale. La leadership delineata è quella che costruisce fiducia, valorizza il lavoro di squadra e promuove responsabilità condivise. Un approccio coerente con i principi della cooperazione.Infine, il tema della mutualità. Il valore prodotto non si misura solo nei risultati finanziari, ma anche nella capacità di generare sviluppo sociale. Restituire valore alle comunità resta una missione centrale.
LA SINTONIA
CON I TERRITORI
In questo quadro, realtà come la Banca Monte Pruno ritrovano una piena coerenza con il percorso
tracciato dal gruppo.Vicinanza, ascolto, attenzione al territorio: principi che da sempre guidano l’azione delle banche locali e che oggi trovano conferma in una strategia più ampia.In un contesto in rapido cambiamento, il messaggio che arriva da Verona è chiaro: avere radici solide non è un limite, ma un vantaggio competitivo.Perché crescere, nel credito cooperativo, significa soprattutto questo: guardare avanti senza perdere ciò che si è stati. E continuare a costruire futuro partendo da un’identità che, oggi come ieri, resta la vera forza del sistema.


Terzultima di campionato. Domani sera al “Viviani” c’è il Sorrento. De Giorgio vuole i tre punti per restare agganciato alla classifica play off
DI ROCCO NIGRO
POTENZA. Terminate le visite istituzionali, regione, comune e prefettura con il trofeo della “coccarda” in bella vista, il Potenza calcio rientra con i piedi sul sintetico del “Viviani” e prepara gli ultimi tre match della stagione. Prima di addentrarsi come testa di serie nella difficile lotteria dei play off. Domani sera alle 20,30 “Viviani” arrivano, si fa per dire, i coinquilini campani del Sorrento. A mr. Pietro De Giorgio serve mettere urgentemente in cassa almeno tre punti per essere tranquillo e restare agganciato al decimo posto della classifica play off. Un obiettivo questo che gli consentirebbe di chiudere il campionato a quota 47 punti. Due in meno rispetto all’edizione 2025/26. Non sarà difficile farlo perché se è vero che la gara di Catania resta insidiossima, le due gare interne contro Sorrento e Monopoli possono rappresentare la classica “ciliegina sulla torta” dopo la prestigiosa Coppa vinta a

Latina. Intanto, tanto per fare un passettino indietro dobbiamo registrare l’ultima sconfitta subita sul campo di Casarano. Il turn-over proposto per dare la possibilità a tanti di partire da titolari non ha funzionato proprio al meglio. La rete della vittoria siglata dall’esperto Chiricò ha ancora una volta, ammesso che ce ne fosse bisogno, evidenziato che in difesa i problemi restano. Nel calcio tutto è opinabile ma contro il dato nessuna teoria possa essere sostenuta. Ad oggi, la difesa rosso-blù ha un passivo di 53 reti alla pari del Siracusa. Peggio del Potenza
ha fatto solo il Casarano e Foggia rispettivamente con 54 e 55 reti subite. Affrontare da detentrice della Coppa Italia Regionale Trenitalia i play off con questo dato non deve far dormire sogni tranquilli a tutto lo staff tecnico rossoblù. E’ pur vero che i play off rappresentano un torneo a parte e che la concentrazione e gli aspetti di natura tattica possono risultare molto più vincenti rispetto alle lacune evidenziate in campionato. De Giorgio di questo sembra essere convinto. Nel pre-partita di Sorrento ha testualmente sostenuto: “Abbiamo davanti tre par-

tite importanti e dobbiamo puntare a finire bene il campionato. Abbiamo il vantaggio di poterci giocare queste gare con serenità ed è per questo che mi aspetto maggiore qualità, più spensieratezza nella giocata. Il nostro desiderio è quello di finire ugualmente il campionato in una posizione playoff, anche se abbiamo già conquistato il diritto di accedere alla fase nazionale grazie alla Coppa Italia. Il Sorrento è una squadra che ha grande coraggio ed è allenata da un bravo tecnico. Mi aspetto una partita impegnativa contro una squadra che verrà a prenderci uo-
mo contro uomo. I miei ragazzi stanno percependo grande entusiasmo da parte di tutto l’ambiente e sono felice per le indicazioni che ho avuto dalle ultime sessioni di allenamento”. Infine, anche per questa gara diamo notizia della direzione arbitrale affidata ad un fischietto milanese. Si tratta di Luca De Angeli di Milano, coadiuvato da Diego Spatrisano di Cesena e Nirintsalama T. Andriambelo di Roma. Quarto ufficiale sarà Antonio Liotta di Castellammare di Stabia ed al monitor FVS ci sarà Nicola Valcaccia sempre di Castellammare di Stabia.
Lucani in fiducia dopo il colpo di Catania, calabresi all’inseguimento del secondo posto: al Curcio si annuncia una gara combattuta
Due squadre reduci da altrettanti successi si affrontano lunedì sera allo Stadio Donato Curcio di Picerno, nel diciassettesimo turno di ritorno del campionato di Serie C Lega Pro Now di calcio. AZ Picerno-Cosenza si preannuncia come una gara dai forti interessi di classifica per entrambe le formazioni.Il Picerno, rinfrancato dal blitz del Massimino di lunedì pomeriggio, punta a confermare la vittoria esterna in terra etnea contro i cosentini, per allungare decisamente il passo in classifica e ipotecare la salvezza.Di contro, i calabresi, reduci dal risicato successo colto contro il Foggia per uno a zero al San Vito-Luigi Marulla, puntano a tenere il passo del Catania, seconda forza del torneo. I rossoblù coltivano ancora una timida speranza di arrivare secondi e, proprio per questo, giocheranno al Curcio con il coltello tra i denti, nonostante l’assenza, causa squalifica, di Palmieri.Tra i lucani, invece, tutti disponibili: grande entusiasmo e quel giusto mix di sensazioni da provare nel corso di una gara

molto importante nel cammino verso la salvezza. In settimana, proprio l’allenatore Claudio De Luca ha parlato alla squadra, chiedendo uno sforzo ulteriore verso il traguardo salvezza, che passa ovviamente e inevitabilmente per la partita di lunedì e per un’eventuale affermazione
lucano, l’auspicio è quello di recuperare quanto prima Guadagni, uomo d’ordine di una squadra che, nonostante varie vicissitudini e contrattempi, punta a dare ancora una volta una soddisfazione alla società e al presidente Donato Curcio, sempre vicino al-
le sorti della Leonessa.Una Leonessa pronta a ruggire anche contro il Cosenza e disposta a fare tanti sacrifici in campo per ottenere il risultato pieno e allungare decisamente il passo nei confronti di Siracusa e Trapani, decimati dalla penalizzazione inflitta per le note vicende amministrative e societarie delle due compagini siciliane.L’ambiente sembra essere tornato unito, forte proprio del successo di platino maturato lunedì scorso a spese del Catania dell’ex attaccante rossoblù Salvatore Caturano. Possibile, dunque, la conferma dell’undici che ha sbancato con pieno merito il glorioso rettangolo di gioco del Massimino e, quindi, anche del modulo che ha consentito ai lucani di vincere contro il Catania.La partita del monday night del Curcio sarà diretta dal signor Giuseppe Vingo di Pisa, coadiuvato dai signori Angelo Tomasi di Lecce e Antonio Alessandrino di Bari. Quarto uomo Valerio Vogliacco di Bari, operatore FVS Stefano Vito Martinelli di Potenza.

