VENERDÌ 10 LUGLIO 2026 • ANNO XI N. 157
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
L’ESPONENTE DELLA DESTRA MATERANA FA SENTIRE LA SUA ESPERIENZA
Toto paralizza il Consiglio Da solo riesce a dare più grattacapi a Nicoletti di tutta l’opposizione
Dellapenna a pag 9
SPIONAGGIO, OGGI INTERRORGATORIO PER I DUE EX MILITARI ARRESTATI
ITALIA-RUSSIA: VENTI DI GUERRA L’inchiesta della Procura di Roma sugli ex agenti AISI Piras e Di Pasquale sfocia nell’espulsione di 2 funzionari dell’ambasciata russa. Paramonov attacca su Telegram, e il Cremlino annuncia che «risponderanno» _
PREMIO STREGA 2026
Il Commissario regionale della Lega Pepe annuncia: «Dalla cabina di regia del Mit in arrivo 14mln per la Basilicata, risposta concreta»
Ha vinto la letteratura e non le polemiche DI LUCIA SERINO
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lla fine ha vinto Michele Mari. Non perché “I convitati di pietra” non fosse il favorito. Lo era da settimane. Aveva già conquistato il Premio Strega Giovani e guidava la corsa fin dall’ annuncio della sestina. Ha chiuso con un margine netto su Matteo Nucci: 190 voti contro 152. Una vittoria senza appello.La vera notizia è che ha vinto (...)
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Magrì a pag 4
ARDSU Borse di studio, alloggi e lavoro: la Basilicata punta sugli studenti. Napoli (FdI): «Creare opportunità»
Summa: «Dobbiamo attrarre studenti»
a pag 18
LAGONEGRO
■ Servizio
Bolognetti ha sospeso lo sciopero della fame: «Intrapresa la giusta via»
a pag 24
_ CRONACA
A Matera, la Polizia di Stato arresta 31enne mentre si dà alla fuga dopo aver scippato la borsa a una turista
DOPO 9 GIORNI, L’INCONTRO CON GLI UFFICI HA PORTATO ALLA SVOLTA
Servizio a pag 14
■ Servizio
I partiti locali del cdx si scagliano contro Falabella: «Nessuna battaglia per il Monte Sirino, la Sellata becca 6mln mentre noi zero»
La vignetta di Mario Bochicchio
■ continua a pag 7
Un momento dell’incontro
CRISI IDRICA
■ Servizio
a pag 26
_ LE PASSIONI DI UN DECENNIO
Alla Villa del Prefetto, Santochirico, Folino e D’Andrea hanno fatto il punto sulla situazione politica del csx ■ Menonna
Mollica a pag 18
a pag 17
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Italia e Mondo Escalation senza freni tra Washington e Teheran: raid, rappresaglie e tensione alle stelle nel Golfo
Trump: «La tregua è finita», Teheran risponde colpendo Kuwait e Bahrein DI VITO ERRICHETTI
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l Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) ha confermato una nuova ondata di raid contro l'Iran, dichiarando di aver colpito circa 90 obiettivi militari iraniani, compresi sistemi di difesa aerea. Secondo Centcom, l'operazione mira a ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di colpire navi mercantili e marinai civili innocenti nello Stretto di Hormuz. Secondo fonti vicine all'intelligence militare, gli attacchi sarebbero stati cinque volte superiori rispetto a quelli di fine giugno, per portata e potenza. Tra i bersagli colpiti figurano anche infrastrutture civili: i raid statunitensi hanno colpito il ponte ferroviario di Aq Taqeh Khan nella provincia settentrionale del Golestan, e le autorità iraniane hanno sospeso il servizio ferroviario passeggeri tra Teheran e Mashhad, proprio nelle ore in cui era prevista la sepoltura dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei nella città santa. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre denunciato che gli attacchi hanno interessato due ponti nelle province orientali verso Mashhad. Secondo il ministero della Salute iraniano, il bilancio delle vittime negli ultimi due giorni di attacchi statunitensi è di almeno 14 morti e 78 feriti. LA RAPPRESAGLIA IRANIANA SU KUWAIT, BAHREIN E QATAR La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno reso noto di aver colpito basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, sostenendo di aver preso di mira nello specifico le installazioni di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait, e di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein, con missili e droni. Secondo un comunicato dei Pasdaran, l'operazione avrebbe colpito 85 installazioni militari statuni-
tensi, tra cui il quartier generale della Quinta Flotta Usa in Bahrein e la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, con l'abbattimento anche di un drone americano MQ-9.L'esercito iraniano ha rivendicato anche attacchi con droni kamikaze contro obiettivi in Qatar, colpendo in particolare un sistema missilistico Patriot in Kuwait, un sito di antenne satellitari di allerta in Qatar e magazzini di carburante dell'esercito statunitense in Bahrein.Le difese aeree dei Paesi del Golfo sono entrate in azione: il Kuwait ha comunicato di aver intercettato tre missili balistici, un missile da crociera e dieci droni nemici, mentre in Bahrein sono risuonate le sirene antiaeree per la seconda notte consecutiva. Anche la Giordania è stata coinvolta: le forze armate del regno hashemita hanno intercettato missili iraniani che avevano violato il proprio spazio aereo. LE DICHIARAZIONI DEI LEADER Il tono più duro arriva da Donald Trump, che ha parlato a margine del vertice NATO ad Ankara. Il presidente americano ha dichiarato di non essere sicuro che Teheran rispetterebbe un eventuale accordo, definendo gli iraniani persone che «mentono e imbrogliano», e ha lasciato intendere che gli Stati Uniti potrebbero anche rinunciare a un'intesa con la Repubblica islamica. Trump ha inoltre minacciato di ripristinare il blocco navale, riservato esclusivamente all'Iran, aggiungendo che gli sviluppi della crisi «accadranno molto velocemente». Sul fronte iraniano, la voce più autorevole è quella di Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento di Teheran e capo negoziatore iraniano con Washington. Su X ha scritto che l'America non ha ancora imparato che l'arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite, avvertendo che lo Stretto di Hormuz si aprirà solo secondo con-
dizioni decise da Teheran, non sotto minaccia americana.Anche i vertici militari iraniani hanno alzato i toni: lo Stato Maggiore ha fatto sapere che qualunque sito che aiuti gli Stati Uniti ad attaccare l'Iran sarà considerato un bersaglio legittimo delle forze armate, mentre i Pasdaran hanno avvertito che, in caso di nuovi raid statunitensi, la risposta iraniana si estenderà ad altre basi americane nella regione.Dal fronte del Golfo arriva invece la preoccupazione degli alleati arabi di Washington. Anwar Gargash, consigliere del presidente degli Emirati Arabi Uniti, ha commentato che gli attacchi iraniani contro Kuwait, Bahrein e le petroliere nello Stretto di Hormuz dimostrano che Teheran non è ancora pronta a una vera de-escalation, sottolineando che gli Stati del Golfo non possono continuare a pagare il prezzo dell'indecisione iraniana tra guerra e pace. HORMUZ BLOCCATO E PETROLIO IN RIALZO Lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto mondiale di petrolio, risulta ora quasi completamente paralizzato: secondo dati riportati da Bloomberg, appena 14 navi mercantili lo avrebbero attraversato in un giorno, il numero più basso dall'accordo tra Usa e Iran del 16 giugno.Le tensioni si riflettono immediatamente sui mercati ener-
getici: il future agosto 2026 sul WTI è salito a 72,77 dollari al barile, in rialzo del 3,3%, mentre il Brent con scadenza settembre è aumentato del 2,9% arrivando a 72,48 dollari al barile, e anche i prezzi del gas sono schizzati verso l'alto. UNA GUERRA CHE SI COMBATTE PER PROCURA, MA NON PER CASO C'è un dato che rischia di passare in secondo piano rispetto ai bollettini di guerra, ma che forse racconta più di ogni altro la fase attuale: chi sta pagando il prezzo più alto di questa escalation non sono, per ora, né Washington né Teheran, ma Kuwait, Bahrein, Qatar e persino la Giordania. Paesi che nella crisi non hanno voce in capitolo, ma che si ritrovano sotto le sirene antiaeree perché ospitano basi americane sul proprio suolo. È un'anomalia strategica che si ripete da decenni in Medio Oriente: il conflitto si combatte fisicamente altrove rispetto a chi lo decide, e infatti non stupisce che dagli Emirati sia arrivato un monito che suona quasi come un rimprovero a entrambe le parti, non solo all'Iran.C'è poi un secondo elemento che merita attenzione, ed è il timing. Che Teheran scelga di rispondere con droni e missili proprio nelle ore della sepoltura di Khamenei non un caso: per una leadership che sta gestendo la delicatissima transizione
dopo la scomparsa della Guida Suprema, mostrare i muscoli verso l'esterno è anche un modo per compattare il fronte interno e proiettare l'immagine di uno Stato che, pur nel lutto, resta in grado di colpire. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti sembrano aver scelto lo stesso momento con i ponti verso Mashhad bombardati - quasi a voler testare quanto sia solida la catena di comando iraniana in un momento di massima vulnerabilità simbolica. È una lettura che nessuno dei due governi confermerebbe apertamente, ma che spiega meglio di tante dichiarazioni ufficiali perché la de-escalation, evocata da tutti a parole, resti finora solo sulla carta.Infine, il mercato del petrolio racconta una storia parzialmente diversa da quella delle cancellerie: un rialzo del 3% circa, a fronte di uno stretto di Hormuz quasi paralizzato, è un movimento contenuto per uno scenario da incubo per l'energia globale. Gli operatori, insomma, sembrano ancora scommettere che questa sia un'escalation calibrata - fatta di segnali reciproci più che di volontà di chiusura totale del conflitto - e non l'anticamera di una guerra regionale su vasta scala. Resta da vedere se questa fiducia dei mercati sia lungimirante o, semplicemente, la solita sottovalutazione del rischio che precede le crisi più gravi.
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Italia e Mondo
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SPIONAGGIO Oggi interrorgatorio per i due ex militari arrestati. L’inchiesta della Procura di Roma sfocia nell’espulsione di due funzionari dell’ambasciata russa
Venti di guerra tra Italia e Russia: si apre una nuova crisi diplomatica
DI TIZIANA MAGRÌ
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pochi anni di distanza dal clamoroso arresto dell’ufficiale di Marina Walter Biot, il sistema di sicurezza italiano si svela nuovamente vulnerabile di fronte alle strategie di penetrazione messe in atto dall’intelligence di Mosca. Gli arresti di Roma, martedì 7 luglio, degli ex agenti dell’AISI Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, dimostrano che il copione dello spionaggio russo non è mai cambiato: denaro in contanti in cambio di dossier sensibili sulla NATO e sui piani di riarmo occidentale. Se nel marzo 2021 il blitz del ROS a Spinaceto aveva interrotto la svendita di file segreti da parte di Biot – condannato definitivamente a 20 anni di reclusione-, il nuovo filone d’indagine svela un progetto e una rete ancora più insidiosa, tale da coinvolgere quattro militari in servizio attivo come “fonti” interne. LA REAZIONE DEL GOVERNO: ESPULSIONE E CONVOCAZIONI La reazione del Governo italiano non si è fatta attendere: su indicazione del ministro Tajani l’ambasciatore della Federazione Russa a Roma, AlexyParamonov, ieri è stato convocato d’urgenza alla Farnesina. Nel corso dell’incontro, è stato notificato il provvedimento di espulsione immediata per i due militari dell’ambasciata, Ivan Petrovich e Mikhail Vasilyevich Astakhov; entro 72 ore dovranno lasciare Roma. Oltre all’ufficialità, Tajani ha commentato l’accaduto sui canali ufficiali, parlando di «un’ingerenza grave e inaccettabile per le istituzioni italiane e la sicurezza nazionale» e accusando senza mezzi termini Mosca di
continuare a usare «armi ibride per attaccare l’Occidente». Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è intervenuto sulla vicenda sottolineando che «non può esserci nessuna tolleranza verso chi tradisce lo Stato e mette a rischio la sicurezza della Nato». LO SCONTRO CON MOSCA La replica di Mosca non si è fatta attendere, superando ogni protocollo di cortesia istituzionale e trasformandosi in scontro verbale reso pubblico. L’ambasciatore Paramonov ha affidato ai canali ufficiali dell’Ambasciata un commento sprezzante e durissimo: «A differenza di molti altri luoghi romani che mi capita di frequentare, alla Farnesina, come sempre, non avviene mai nulla di buono». Non ancora soddisfatto, il diplomatico ha aggiunto anche un attacco diretto alla leadership politica di Roma: «L’Italia non ha leader della statura e della levatura di Vladimir Putin e Sergey Lavrov». Secondo Paramonov, le espulsioni non poggiano su fatti reali ma solo su un pretesto politico mirato: «limitare al massimo l’influenza della Russia nel Paese». La controrisposta di Antonio Tajani ha gelato ogni potenziale margine di mediazione. Il capo della diplomazia italiana ha rispedito al mittente l’offesa: «La Russia può fare tutte le ritorsioni che vuole, ma si tratta di atti ingiustificati. Le nostre sono espulsioni di spie documentate. Le loro solo vendette». Quasi in contemporanea, il Ministero degli Esteri russo guidato da Sergey Lavrov ha preannunciato una risposta «adeguata, speculare e inevitabile», che si tradurrà nelle prossime ore nell’allontanamento di un numero equivalente
di diplomatici italiani a Mosca. CHI SONO I DUE ARRESTATI Questa mattina Piras comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia, primo snodo della losca faccenda. I due arrestati, entrambi passati per l’Arma dei Carabinieri prima di approdare all’Agenzia informazioni e sicurezza interna, si trovano ai domiciliari con accuse che vanno dallo spionaggio all’accesso abusivo a sistemi informatici. Gavino Raoul Piras, in pensione da oltre dieci anni, è la figura centrale del fascicolo; secondo quanto scrive il gip nell’ordinanza, l’ex agente avrebbe avuto accesso a documenti contrassegnati come segreti, riservati, riservatissimi e persino classificati “Nato Secret”, oltre a materiale riconducibile alla Presidenza del Consiglio. Attraverso il suo difensore, l’avvocato Francesco Vaccaro, Piras respinge le accuse: nega di aver trasmesso informazioni segrete a Mosca e sostiene che i dati al centro dell’inchiesta non fossero coperti da segreto. «Piras è una persona lucida, convinta di poter spiegare le legittimità delle proprie condotte», ha dichiarato il legale, annunciando che la difesa punterà sulla dimostrazione che le informazioni contestate sarebbero elaborazioni da fonti aperte -giornali, dati pubblici e ricerche di studio – e non notizie classificate. L’altro arrestato, Vincenzo Di Pasquale, originario di Matera, condivide con Piras lo stesso percorso professionale: ex carabiniere ed ex agente AISI, oggi in pensione. Anche lui agli arresti domiciliari e anche lui sarà chiamato a rispondere davanti al giudice delle condotte contestate. GLI ALTRI INDAGATI
Il perimetro dell’inchiesta va oltre gli arrestati. Sono iscritte nel registro degli indagati, a piede libero, altre cinque persone: Davide Piantanida, 46 anni, di Foggia; Gianluca Nardella, 47 anni, anche lui foggiano; Giuseppe Tempesta, 55 anni, di Bari; Sergio Romeo, 57 anni, di Messina; e Antonio Guerra, 69 anni, di Bari. Quattro di loro sono militari, alcuni in servizio nel settore della Cyber della Difesa, impiegati in incarichi di alto livello di riservatezza: secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero stati le fonti dalle quali Piras acquisiva le informazioni che poi cedeva al contatto russo. Le ipotesi di reato a loro carico vanno dal procacciamento di notizie riguardanti la sicurezza dello Stato, allo spionaggio politico o militare, alla rivelazione di segreti di Stato e di notizie di cui è vietata la divulgazione. DAL CASO BIOT AL CASO PIRAS Oggi la giornata sarà molto intensa su due fronti paralleli: in aula di giustizia Piras cercherà di smontare l’accusa e dall’altro l’attesa di una pace diplomatica tra i due Governi. Però da tutto questo nasce una domanda spontanea e scomoda:perché funziona sempre così? Il caso Biot aveva già dimostrato quanto costi poco comprare un pezzo di sicurezza nazionale. Cinque anni dopo la leva è la stessa: denaro in contanti, scambiato in parcheggi e attraverso pizzini. Dai tempi della Guerra Fredda a cedere è quasi sempre un movente marginale: il portafoglio. E, poi, c’è un altro problema che questa inchiesta impone di non trascurare: il destino di chi lascia le forze dell’ordinedopo tanti anni di servizio, portandosi dietro, per sempre, ciò che sa.
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Italia e Mondo
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ENERGIA Confindustria, Medef e Bdi lanciano appello alla von der Leyen: «Necessaria profonda revisione ETS»
Il ministro Urso: «Ci aspettiamo che Bruxelles recepisca, questo è il tempo delle riforme» DI LUCIA STEFANIA MANCO
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e associazioni degli industriali di Francia, Germania e Italia fanno asse sul settore energia. In una dichiarazione congiunta pubblicata sul Financial Times e indirizzata al presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, Confindustria, Medef e Bdi chiedono una “profonda revisione” del meccanismo Ets (Emission Trading system). Secondo i firmatari, le regole del mercato europeo delle emissioni di C02, devono essere rese “più aderenti alla realtà dell’industria, tenendo conto di tecnologie disponibili, costi, infrastrutture e concorrenza internazionale». Una mossa in vista dell’attesissima proposta di riforma da parte dell’esecutivo dell’Unione europea, in calendario per il 17 luglio prossimo. In Italia, l’iniziativa ha trovato l’appoggio da parte del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. A favore anche il deputato e
responsabile del Dipartimento energia di Forza Italia, Luca Squeri. È la prima volta che Francia, Germania e Italia esprimono una posizione comune sul tema. Un’alleanza che fortifica il peso delle richieste sul tavolo di Bruxelles. Si tratta, infatti, delle prime tre economie europee che nel complesso rappresentano quasi 500 mila imprese. Innanzitutto, le associazioni chiedono di «rivedere la Market stability reserve», ovvero la riserva che regola le quote di C02 sul mercato europeo. Alla base vi è la necessità di «evitare carenze create dalle regole attuali e limitare gli sbalzi dei prezzi». chiedono, inoltre, di rafforzare il Cbam, ovvero il dazio europeo sulle emissioni di C02 dei prodotti importati, mantenendo «quote gratuite e compensazioni dei costi Ets finché non ci saranno strumenti alternativi efficaci contro il trasferimento della produzione fuori dall’Ue». La terza richiesta riguarda la «destinazione integrale dei
__Urso ricavi Ets alla decarbonizzazione». Il 2030 rimane una finestra temporale. È dopo questa data, infatti, che secondo le associazioni bisogna «integrare soluzioni come i crediti internazionali di alta qualità, la cattura e lo stoccaggio della C02 e le rimozioni permanenti di carbo-
nio». Trasporto marittimo e aviazione vanno esclusi dall’ambito di applicazione del meccanismo. Chiaro che il ventaglio delle richieste fa il punto della situazione a livello internazionale con le crisi in corso causate dalle tensioni in Medio Oriente e non solo. In un post su x, il ministro
Urso ha espresso il suo appoggio. «La revisione del sistema Ets - si legge - deve essere radicale, strutturale e organica, ispirata a principi di equità, flessibilità e neutralità tecnologica per sostenere le imprese nel percorso di decarbonizzazione, senza penalizzarne la competitività». «Ci aspettiamo - conclude il ministro - che l’appello congiunto sia recepito dalla Commissione europea, senza ritardi né infingimenti. Questo è il tempo delle riforme!». Una visione che trova d’accordo anche il deputato azzurro Luca Squeri. «La transizione ecologica - si legge in una sua nota - è una sfida imprescindibile e va perseguita con determinazione, ma non può trasformarsi in un processo che penalizza le imprese, favorisce la delocalizzazione e indebolisce il tessuto industriale europeo. La sostenibilità ambientale deve procedere insieme alla sostenibilità economica e sociale».
Presentato alla Camera. Il presidente: «Un lavoratore su sette è straniero. Bene smart working e bonus asili nido»
Rapporto annuale Inps, Fava: « Più lavoro ma salari fragili e resta il divario di genere»
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ale il numero degli occupati, ma gli stipendi non bastano a far quadrare i conti a fine mese, persiste il divario di genere sulle pensioni e cresce il numero dei lavoratori senior e stranieri. È la fotografia dell’Italia scattata dall’Inps nel suo Rapporto annuale, presentato ieri presso la Sala della Regina della Camera dei deputati. Il documento fornisce un quadro del sistema socioeconomico italiano. Emerge il dato positivo dell’occupazione ai massimi storici, ma è frenato da un’inflazione che erode il potere d’acquisto dei cittadini. Nel 2025 i lavoratori dipendenti (esclusi operai agricoli e domestici) hanno superato la soglia dei 21 milioni. Un incremento rispetto al 2024 di circa 250 mila unità, pari all’1,2 per cento, un valore inferiore a quello medio (tasso medio annuo) dell’intero periodo 2019-2025 (+1,6 per cento). La crescita è stata sostenuta soprattutto dal lavoro dipendente a tempo determinato. La retribuzione media annua è di 27.649 euro, una crescita del 3,6 per cento rispetto al 2024 e del 14,5 per cento rispetto al 2019. Di fatto gli stipendi sono erosi dall’inflazione, evidenzia il rapporto dell’Istituto di statistica nazionale. Nel periodo 2019-25, infatti, la
crescita del livello medio dei prezzi si colloca tra il 18,2 per cento dell’indice Foi e il 20,5 per cento dell’indice Ipca. Un lavoratore su sette, poi, è straniero. «Si tratta - ha evidenziato il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, nel suo intervento - di un dato che va letto con serietà, al di fuori delle contrapposizioni ideologiche». A suo avviso: «evidenzia come una quota crescente della capacità produttiva e della base contributiva del Paese dipenda anche dalla capacità di governare i flussi migratori, orientandoli verso i fabbisogni del sistema produttivo e accompagnandoli con percorsi di formazione, legalità, integrazione e lavoro regolare». Altro dato da considerare e nota dolente nel sistema economico sociale italiano riguarda la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Secondo il rapporto, i sostegni economici alle famiglie, come l’assegno unico e universale, e i bonus alla natalità «possono favorire un aumento seppur contenuto delle nascite», ma «devono essere accompagnati da interventi complementari». Efficaci, invece, i bonus asilo nido e smartworking. «La scelta di avere un figlio - ha spiegato il presidente dell’Inps - dispende anche dalla
stabilità del lavoro, dalla possibilità di conciliare i tempi di vita con quelli professionali, da disponibilità di servizi per l’infanzia, dalla distribuzione dei carichi di cura tra madri e padri». La disparità di genere permane anche dopo il lavoro. Rispetto al 2024 l’importo medio lordo mensile dei redditi pensionistici è aumentato dell’1,3 per cento, da 1.861 a 1.885 euro. In media le donne percepiscono un assegno lordo di 1619 euro, mentre gli uomini di 2.166 euro. In totale in Italia ci sono (2025) 16,4 milioni di pensionati. Di questi, il 51 per cento sono donne. LUCSTEMAN
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La Campania avvia la sperimentazione della distribuzione gratuita di assorbenti e tamponi nelle scuole
Davide D’Errico: «Se il ciclo lo avessero gli uomini, gli assorbenti sarebbero gratuiti» DI ALDO MARIA CUPELLO
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alla Campania un gesto di civismo che sembra portare le lancette dell’Italia a segnare l’ora giusta. Non è utopia, è realtà: partirà in tutta la regione Campania la sperimentazione della distribuzione gratuita di assorbenti e tamponi, negli istituti secondari di primo e secondo grado. È quanto previsto dalla mozione portata avanti dal consigliere regionale Davide D’Errico (gruppo Roberto Fico Presidente), presentata ed approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale. Tra progetti già in cantiere ed altri ambiziosi obiettivi, ne abbiamo discusso apertamente a Cronache. Consigliere, il voto all’unanimità dimostra che, su temi come il period poverty, si può trovare una convergenza trasversale. Pensa che questo possa rappresentare un precedente metodologico in Campania per altre battaglie sui diritti civili e sociali o ritiene che la sola delicatezza di questo tema abbia neutralizzato le polarizzazioni politiche? «No, assolutamente. Ad onore del vero ci sono già stati dei voti all’unanimità in Consiglio Regionale. Tra tutti, quello per l’aggiornamento del registro tumori, il che suggerisce una certa compattezza sia da parte della maggioran-
za che dall’opposizione quando si parla di giustizia sociale largamente intesa. Secondo me è un segnale molto bello della politica campana, che su determinati temi non si divide ma cammina nell’interesse di tutti.» La Campania si unisce alla Valle D’Aosta in questa avanguardia normativa. Guardando agli altri paesi, come la Scozia, l’erogazione gratuita si estende spesso a tutti i luoghi pubblici, non solo alle scuole. Questa sperimentazione è da intendersi come un’apertura verso un modello di welfare per tutti gli spazi pubblici? «Questa è la nostra speranza. Adesso la Giunta è impegnata a valutare l’impatto economico per le scuole, che non è irrilevante. L’estensione ad altri ambienti, però, è un obiettivo. Come Regione, prendiamo ad esempio tutti quei Paesi europei che ci hanno preceduto e, studiando i loro modelli, speriamo di poter offrire aiuto anche al di fuori delle mura scolastiche: ad esempio in farmacie, ambulatori e spazi pubblici. Partire dalla scuola era, tuttavia, necessario. Abbiamo constatato addirittura una correlazione con l’abbandono scolastico, ove nelle zone della Campania con maggiore tasso di povertà le ragazze – impossibilitate dal-
l’acquisto di assorbenti o tamponi – sono costrette a lasciare i banchi per vergogna, inadeguatezza, trovandosi a chiedere aiuto agli operatori scolastici e agli insegnanti. Una situazione dunque insostenibile e sulla quale occorreva dare una risposta.» Sul punto, come l’hanno presa i privati? «I privati campani spesso sono stati più avanti di noi. Ci sono state una serie di iniziative volontaristiche sia da privati cittadini che da associazioni, enti del terzo settore, aziende benefit che hanno promosso attività simili. È bello constatare, oggi, che alla volontà popolare si sia aggiunta la volontà politicoistituzionale.» Nella Sua mozione c’è un chiaro atto di indirizzo politico verso il Governo centrale contro l’aumento dell’IVA sugli assorbenti, passata dal 5% al 10% nel 2024. Ritiene che una forte pressione dal basso, guidata dalle Regioni, possa spingere il Parlamento ad un ripensamento strutturale nella prossima legge di bilancio? «Noi speriamo di diventare un laboratorio politico che contagi anche il governo nazionale. È buon senso che l’IVA scenda al 4%, che ritorni quindi nella media europea sui prodotti di prima necessità. Le donne non scelgono di avere il ci-
_ Davide D’Errico clo mestruale, e lo Stato può fare questo piccolo gesto che sarebbe però un grande gesto di dignità ed attenzione verso tutte le donne.» La mozione prevede anche campagne di sensibilizzazione sull’educazione mestruale e sulla salute riproduttive. Come verranno strutturati questi interventi? C’è l’idea di coinvolgere i consultori familiari o il terzo settore, che prima ha citato, per decostruire lo stigma anche tra la componente studentesca maschile? «L’obiettivo è un grande patto tra un pubblico ed il privato sociale per una forte campagna di sensibiliz-
zazione anche nelle scuole. La parità si fa, in primis, a partire da un processo culturale, poi con gesti concreti come quello che abbiamo approvato in Consiglio Regionale. Per me è un simbolo molto forte che un ragazzo di 34 anni, maschio, proponga questa mozione, perché vuole essere anche un’autocritica a noi maschi che molto spesso ci copriamo gli occhi davanti a delle ingiustizie di genere; è soprattutto responsabilità nostra far sì che questi divari si accorcino. Queste battaglie non devono essere solo “dalle donne per le donne”, ma diffuse per la parità.»
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Hanno perso le polemiche. Il baricentro è finalmente tornato sul libro e sulla qualità dell’opera
Premio Strega, ha vinto la letteratura A
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lla fine ha vinto Michele Mari. Non perché “I convitati di pietra” non fosse il favorito. Lo era da settimane. Aveva già conquistato il Premio Strega Giovani e guidava la corsa fin dall’annuncio della sestina. Ha chiuso con un margine netto su Matteo Nucci: 190 voti contro 152. Una vittoria senza appello. La vera notizia è che ha vinto nonostante tutto. Per settimane il Premio Strega sembrava destinato a trasformarsi nell’ennesimo processo mediatico. Le frasi attribuite a Mari su Michela Murgia, le richieste di esclusione, il dibattito sui limiti della libertà di parola, le prese di posizione, le indignazioni seriali avevano finito per oscurare i libri. Sembrava impossibile che la discussione tornasse sulla letteratura. E invece è successo. Viviamo in una stagione nella quale ogni opera rischia di essere giudicata meno per quello che contiene e più per ciò che rappresenta simbolicamente. L’autore precede il romanzo. Il tweet precede la
pagina. E si chiedono le patenti di antifascismo per partecipare ai festival. Il carattere pubblico dello scrittore finisce spesso per divorare il suo lavoro. De Giovanni? Non è più l’autore e lo sceneggiatore amatissimo dal pubblico. È un componente del Pd. Lo Strega di quest’anno ha mostrato, almeno in parte, un movimento contrario. Non significa che le polemiche fossero illegittime. In una democrazia tutto può essere discusso, anche con durezza. Ma una cosa è discutere uno scrittore, un’altra è trasformare un premio letterario in un referendum morale sulla persona. Sono due piani diversi. Il primo riguarda il dibattito pubblico. Il secondo riguarda la qualità di un’opera. Confonderli significa introdurre un criterio pericoloso, quello secondo cui il valore estetico diventa subordinato alla reputazione dell’autore. È un meccanismo che rischia di produrre una letteratura sempre più prudente, autocensurata, costruita per
__Mari evitare contestazioni più che per esplorare territori nuovi. La letteratura, invece, vive proprio nel conflitto. Non deve necessariamente rassicurare. Non ha il compito di offrire modelli morali. Ha piuttosto il dovere di disturbare, mettere in crisi. Mari appartiene da sempre a questa tradizione. È uno degli autori più colti e meno accomodanti della narrativa italiana contemporanea. Con la vittoria di Mari non vince la cancel
culture, semplicemente il baricentro del premio torna sul libro. Ed era necessario. Negli ultimi anni il Premio Strega è stato frequentemente raccontato più per i suoi retroscena che per la qualità dei romanzi. Le alleanze editoriali, il peso dei grandi gruppi, le strategie di voto, le dinamiche tra case editrici sono diventate quasi più interessanti delle opere candidate. È una critica antica, che accompagna lo Strega praticamente dalla sua nasci-
ta. Ma la letteratura non può essere completamente assorbita dal dibattuto pubblico. Anche il ricordo di Michela Murgia, evocato con grande intensità da Teresa Ciabatti durante la finale, ha finito per ricondurre la serata dentro un perimetro più alto, quello della cultura, della memoria e del confronto tra idee, non della contrapposizione permanente. Le polemiche fanno rumore. I libri restano.
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Cronache Lucane L’esponente della destra materana fa sentire la sua esperienza
Toto paralizza il Consiglio Da solo riesce a dare più grattacapi a Nicoletti di tutta l’opposizione. Forse è il caso di riprendere il dialogo DI MASSIMO DELLAPENNA
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e ci trovassimo nei panni di Nicoletti dopo la seduta consiliare di ieri, alzeremmo immediatamente il telefono per chiamare Augusto Toto e provare a riconciliare il rapporto con il consigliere comunale. Toto ha messo in campo tutta la sua conoscenza del territorio e della macchina amministrativa per tempestare la Giunta Comunale con un numero infinito di interrogazioni. L’ESPERIENZA È UN VALORE Da parte nostra non siamo mai stati teneri con Toto dopo il suo passaggio all'opposizione. Abbiamo difeso il suo diritto politico ad essere eletto Presidente del Consiglio Comunale con la stessa veemenza con la quale abbiamo criticato la sua rottura con la maggioranza quando questo desiderio è sembrato irrealizzabile. Nel nostro piccolo ci permettiamo di consigliare a Nicoletti di provare a ricucire lo strappo con lo
storico esponente della destra Materana. Toto ha dimostrato di poter essere da solo più pungente dell’intera opposizione in aula. Conviene a Nicoletti avercelo contro? IL BENE DELLA CITTÀ Pietro Nenni disse che “la politica non si fa con i sentimenti, figuriamoci con i risentimenti”. Senza voler scomodare il leader socialista e padre costituente, vogliamo dire a Nicoletti che il bene della città val bene un tentativo di mediazione. Invito che rivolgiamo anche a Toto. Può un uomo culturalmente di destra decidere di mettersi di traverso per sabotare un’amministrazione di destra nella sua città rischiando di sprecare l’opportunità di trasformare le idee in azioni? Noi crediamo di no. Abbiamo l’antico valore secondo cui le idee siano più importanti dei personalismi e che, soprattutto, il bene della Città venga pri-
ma di qualsiasi cosa. IL DIALOGO NECESSARIO Ci permettiamo, quindi, di suggerire a Nicoletti e Toto di provare a riprendere il dialogo senza dover passare necessariamente dalle interrogazioni. Uno ha già dimostrato a se stesso e al mondo di essere in grado di superare le difficoltà numeriche mettendo al centro la politica, l’altro ha dimostrato a tutti che è in grado di mettere in difficoltà la Giunta bloccando i lavori a suon di interrogazioni. Hanno ancora interesse a misurare le proprie rispettive forze o voglio provare ad andare oltre? LA MORTE DELLA POLITICA? La nostra esperienza di cronisti di politica ci ricorda che frizioni simili sono sempre esistite. Ambizioni non pienamente soddisfatte, crisi esistenziali, fratture programmatiche hanno spesso costruito e determinato momenti di frizione. In passato venivano superate dalla politica, media-
_ Augusto Toto consigliere comunale dal gruppo misto vano i segretari di partito, i leader locali e nazionali…e le fratture si ricomponevano. Esiste ancora lo spazio per la politica o ogni litigio deve diventare una
frattura definitiva? La domanda è d’obbligo e la risposta non è scontata. Noi siamo solo commentatori e poniamo le domande, altri dovrebbero servire le risposte.
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Il commissario lucano Pepe: «Diventare italiani non può essere un automatismo, ma il punto d'arrivo di un percorso»
Cittadinanza, la Camera accelera l’esame della riforma della Lega POTENZA. Svolta nell'iter parlamentare per la riforma delle regole sull'accesso e la revoca della cittadinanza. La Camera dei deputati ha approvato, con 148 voti a favore, 99 contrari e 2 astenuti, la dichiarazione di urgenza per la proposta di legge presentata dalla Lega. Grazie a questa decisione, i tempi di esame in Commissione Affari costituzionali verranno dimezzati, riducendosi a trenta giorni rispetto ai sessanta ordinari, con l'obiettivo di portare il testo in Aula in tempi rapidi. Il provvedimento, che vede come primo firmatario il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, insieme ai deputati Jacopo Morrone, Giorgia Andreuzza, Ingrid Bisa ed Elena Maccanti, mira a introdurre una netta stretta normativa, agendo su due fronti principali: le cause ostative per i minori stranieri e l'ampliamento dei motivi di revoca dello status di cittadino. «Oggi, nel caso dei minorenni, non esistono cause ostative», ha spiegato Molinari illustrando le ragioni del testo. La proposta leghista prevede infatti che, in presenza di reati
gravi contro la persona, contro il patrimonio o legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, l'acquisizione della cittadinanza venga bloccata per i minori stranieri fino alla loro piena riabilitazione giuridica. Sul fronte della revoca, l'obiettivo della proposta di legge è quello di estendere una misura attualmente limitata ai soli reati di terrorismo ed eversione. La Lega punta a includere nel perimetro della perdita della cittadinanza, qualora già acquisita, anche le condanne definitive per reati comu-
ni di particolare gravità, tra cui l'omicidio, la violenza sessuale, la tratta di esseri umani e le mutilazioni genitali femminili.
«Siamo convinti che la revoca sia necessaria anche per chi accoltella, uccide e stupra», ha ribadito Molinari.
Il testo della proposta prevede inoltre l'introduzione di un esame di integrazione al compimento dei diciotto anni per gli stranieri nati in Italia e un inasprimento dei requisiti temporali di residenza legale sul territorio nazionale necessari per presentare la domanda. Con il via libera all'iter abbreviato da parte dell'Aula di Montecitorio, il dossier sulla sicurezza e sui requisiti per la cittadinanza si appresta a entrare nel vivo della discussione parlamentare già nelle prossime settimane. «La riforma proposta dalla Lega va nella direzione di una cittadinanza fondata su diritti, ma anche su doveri. Chi sceglie di diventare cittadino italiano deve dimostrare di rispettare le nostre leggi e i valori della nostra comunità. La cittadinanza non può essere un automatismo, ma il punto di arrivo di un percorso fondato sul rispetto delle regole e su un'effettiva integrazione. Si tratta di una proposta che punta a rafforzare il senso di responsabilità e la tutela della collettività», dichiara il commissario regionale della Lega Basilicata, Pasquale Pepe.
Il segretario regionale de Grazia: «Ogni promessa elettorale deve indicare le coperture finanziarie per essere credibile»
Confsal Basilicata: «Bene proposta di Carlo Cottarelli» POTENZA. La Confsal Basilicata, per voce del Segretario Regionale Gerardo de Grazia, esprime apprezzamento per la proposta avanzata dall’economista Carlo Cottarelli, finalizzata a rendere obbligatoria l’indicazione delle coperture finanziarie nei programmi elettorali. «È una proposta che condividiamo pienamente, afferma de Grazia,perché introduce un principio essenziale: ogni promessa deve essere accompagnata dall’indicazione delle risorse necessarie per renderla realizzabile. Solo così si restituisce credibilità alla politica e si evita di alimentare aspettative destinate a essere deluse.» Secondo la Confsal Basilicata è tempo di archiviare la stagione degli annunci privi di fondamento economico. «Siamo stanchi di assistere a una gara a chi promette di più senza spiegare come intenda finanziare le proprie proposte. Lo
stesso principio di responsabilità dovrebbe valere anche nel confronto sindacale. Non sono credibili piattaforme che avanzano
richieste per decine di miliardi senza indicare coperture concrete, scaricando poi sul Governo il compito di trovare le risorse.»
Per de Grazia è necessario avviare una politica strutturale di revisione della spesa pubblica. «A livello nazionale si dovrebbe perseguire l’obiettivo di risparmiare almeno un miliardo di euro all’anno attraverso una seria razionalizzazione della spesa improduttiva. Allo stesso modo, in maniera proporzionata, anche le Regioni dovrebbero contribuire a questo percorso. Nell’arco di una legislatura si potrebbero così liberare risorse significative da destinare ai due pilastri fondamentali dello Stato sociale, la sanità pubblica e la scuola. «La vera sfida, conclude de Grazia, non è promettere ciò che non si può mantenere, ma amministrare con serietà, eliminare gli sprechi e investire le risorse recuperate nei servizi essenziali. È questa la strada per rafforzare la fiducia dei cittadini e garantire uno sviluppo sostenibile del Paese.»
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IL LEADER LUCANO DELL’ASSOCIAZIONE FA GLI AUGURI AL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE E INDICA LE PRIORITÀ: «INVESTIMENTI E SOSTEGNO ALLE IMPRESE»
Ciucci nuovo presidente Ance, Maragno: «Equilibrio e competenza» POTENZA. Il presidente di Ance Basilicata, Giovanni Maragno, esprime viva soddisfazione per l'elezione di Antonio Ciucci alla guida dell'Associazione nazionale dei costruttori edili per il quadriennio 2026, avvenuta nel corso dell'assemblea che si è svolta ieri a Roma. «Si tratta di un'elezione importante – commenta Maragno – che giunge in un momento fondamentale e molto delicato per il futuro delle costruzioni, in considerazione delle incertezze legate alla fine del Pnrr che, insieme ai bonus fiscali per l'edilizia priva-
ta, ha trainato la crescita del settore. Viviamo una fase particolarmente delicata, per giunta in un momento in cui il Paese ha bisogno di risposte concrete per il rilancio infrastrutturale e per le sfide conseguenti agli obblighi di adeguamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e privato legati alla direttiva Ue Case Green». «Sono certo – prosegue il presidente Maragno – che il neo presidente Ciucci saprà guidare l'associazione con equilibrio, competenza e visione strategica, così come ha fatto la presidente uscente Federica
Brancaccio, alla quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per l'ottimo lavoro sin qui svolto». «Al presidente Ciucci e alla sua nuova squadra di presidenza vanno i migliori auguri di buon lavoro, con l'auspicio che il nuovo mandato possa rafforzare il ruolo delle imprese di costruzione, sostenere gli investimenti, valorizzare il territorio e contribuire alla crescita del Paese. Ance Basilicata, per parte sua – conclude Maragno – continuerà a fornire il proprio contributo con spirito di collaborazione e impegno, rappresentando al
meglio le esigenze delle imprese di costruzione lucane e della regione all'interno del sistema associativo nazionale, per la definizione degli indirizzi di politica industriale legati al mondo dell'edilizia».
A Potenza il confronto sulla formazione finanziata: imprese e istituzioni puntano sul capitale umano per la competitività
Fondimpresa: «Più competenze per vincere la sfida del futuro» POTENZA. I fondi interprofessionali hanno assunto, negli ultimi vent'anni, un ruolo sempre più centrale nell'ambito delle politiche industriali italiane, sostenendo gli investimenti nella formazione continua e nell'aggiornamento delle competenze dei lavoratori. Per approfondire il ruolo attuale e le prospettive future della formazione finanziata, Fondimpresa Basilicata ha organizzato ieri il workshop "Fondi Interprofessionali: nuove prospettive tra conoscenza, evidenza e scenari emergenti", che si è svolto a Potenza: un momento di confronto che ha riunito istituzioni, imprese, professionisti e rappresentanti del sistema della formazione. Fondimpresa si conferma il principale fondo interprofessionale italiano: oltre 200.000 imprese aderenti, più di 5 milioni di lavoratori e una raccolta che nel 2025 ha superato i 500 milioni di euro, rappresentando da solo oltre il 50 per cento delle aziende aderenti e delle risorse complessivamente gestite dai fondi interprofessionali. In apertura dei lavori Margherita Perretti, presidente di Fondimpresa Basilicata, ha spiegato: «Digitalizzazione, intelligenza artificiale, transizione ecologica, trasformazione dei mercati internazionali e
mutamenti demografici stanno modificando il modo di produrre, organizzare il lavoro e competere. In questo scenario di cambiamenti senza precedenti il capitale umano rappresenta il principale fattore competitivo. Le tecnologie possono essere acquistate, gli impianti possono essere modernizzati, ma sono le competenze delle persone a determinare la reale capacità di innovazione e di crescita delle imprese». Il vicepresidente Giovanni Letterelli ha sottolineato che la formazione rappresenta oggi una leva strategica per accompa-
gnare le imprese nei processi di innovazione e rafforzarne la competitività. «Oggi le imprese si trovano di fronte alla necessità di anticipare le sfide che si susseguono a ritmi sempre più veloci. Ecco perché sempre più spesso le aziende chiedono soprattutto competenze». Il quadro nazionale è stato illustrato da Amarildo Arzuffi, dirigente strategico di Fondimpresa, che ha analizzato lo stato di salute del Fondo e le prospettive di evoluzione del sistema, anche alla luce delle nuove linee guida del Ministero del Lavoro, evidenziando
il ruolo sempre più strategico che la formazione continua è chiamata a svolgere per sostenere la competitività del sistema produttivo. Particolarmente significativa la testimonianza di due imprese lucane che hanno raccontato come, grazie agli strumenti messi a disposizione da Fondimpresa, siano riuscite a colmare importanti gap di competenze e ad affrontare con maggiore efficacia i processi di crescita e innovazione. Sono intervenute Marianna Pinto, della Pintotecno Srl, e Angelica Pace, della
Pari Costruzioni Srl, portando esempi concreti dell'impatto della formazione finanziata sullo sviluppo aziendale. A offrire il punto di vista dei professionisti è stato Mario Spagnuolo, presidente dell'Ordine dei consulenti del lavoro di Potenza, che ha evidenziato la necessità di costruire reti permanenti tra imprese, parti sociali e professionisti, affinché aziende e lavoratori possano affrontare con strumenti adeguati le sfide poste da un contesto economico e produttivo in continua evoluzione. Le conclusioni sono state affidate alla dirigente della Regione Basilicata, Maria Leone, che ha ribadito il ruolo della Regione quale elemento di raccordo tra istituzioni, imprese e parti sociali, favorendo politiche integrate a sostegno dello sviluppo economico e della qualificazione del capitale umano. Il workshop ha confermato che investire in formazione non rappresenta più una scelta accessoria, ma una condizione indispensabile per affrontare le trasformazioni in atto. In questo percorso, Fondimpresa continua a essere uno strumento fondamentale per accompagnare imprese e lavoratori verso un modello di sviluppo fondato sull'innovazione, sulle competenze e sulla crescita sostenibile.
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Summa: «L’Ardsu deve attrarre studenti». Cupparo: «Creare opportunità concrete per consentire ai giovani di costruire qui il proprio futuro»
Borse di studio, alloggi e lavoro: la Basilicata punta sugli studenti C
ambiare la narrazione della Basilicata, dimostrando che il territorio offre opportunità concrete di crescita professionale e che l’Università degli Studi della Basilicata è un ateneo di qualità. È questo l’obiettivo della strategia illustrata dalla Regione Basilicata e dall’Ardsu nel corso della conferenza stampa congiunta dedicata alle politiche per gli studenti e al bilancio del primo anno del nuovo management dell’azienda regionale.«Il diritto allo studio è una leva strategica di sviluppo per il futuro della Basilicata – ha sottolineato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e al Lavoro Francesco Cupparo –. Investire sui giovani significa creare le condizioni perché possano scegliere di studiare, lavorare e costruire qui il proprio progetto di vita».La Regione ha messo in campo un sistema integrato che accompagna gli studenti dall’immatricolazione fino all’ingresso nel mondo del lavoro, unendo sostegno economico, formazione, occupazione e servizi. Tra le principali misure c’è il Piano regionale per il diritto allo studio, che prevede borse di studio parametrate all’Isee. Per gli studenti
fuori sede il contributo può arrivare fino a 7.700 euro annui, comprendendo borsa, buoni pasto e sostegno per l’alloggio. Sono previsti inoltre premi di laurea per gli studenti che conseguono il titolo con 110 e lode, contributi per la mobilità internazionale, rimborsi per i trasporti, sostegni alle associazioni e interventi dedicati agli studenti con disabilità e agli studenti-atleti.Sul fronte dell’occupazione, Cupparo ha richiamato i risultati dell’avviso “Basilaureati”, finanziato con oltre 1,4 milioni di euro, che ha già consentito il sostegno a 95 interventi rivolti a laureati disoccupati. «Uno strumento – ha spiegato l’assessore – che sta offrendo opportunità concrete di inserimento lavorativo e che registra i primi segnali di
rientro in Basilicata di giovani laureati che avevano trovato occupazione fuori regione».Un ulteriore investimento riguarda gli ITS Academy, con nuovi avvisi nei settori del turismo, dei beni culturali e dell’agroalimentare, sostenuti da oltre 3,4 milioni di euro per formare tecnici altamente qualificati in grado di rispondere alle esigenze del sistema produttivo regionale.Il presidente dell’Ardsu Enzo Summa ha tracciato il bilancio del primo anno di attività del nuovo management, evidenziando il cambio di passo nella gestione dei servizi. «L’Ardsu deve rappresentare il vero tramite del sistema del diritto allo studio – ha dichiarato –. L’obiettivo è avviare una vera e propria campagna di attrazione degli studenti».Tra i
risultati raggiunti c’è la velocizzazione nell’erogazione delle borse di studio: la prima rata è stata liquidata entro il 30 novembre e la seconda prima di luglio. Sono inoltre in corso interventi sulla residenzialità universitaria: a Matera sono già disponibili 60 posti nello studentato grazie al bando housing, mentre sono previste nuove residenze diffuse. A Potenza saranno attivi gli alloggi del Tourist Hotel, del Vescovado, di via IV Novembre e di via della Pineta, oltre ai 20 posti di via Isca del Pioppo. Sul fronte della ristorazione sono in corso le verifiche per il trasferimento della mensa universitaria nel centro storico del capoluogo.La qualità del sistema universitario lucano è confermata dai dati ANVUR e AlmaLaurea, che
registrano oltre il 90% di occupazione dei laureati e un livello di soddisfazione degli studenti pari al 92,6%. Resta però la sfida dell’attrattività: solo 25 giovani lucani su 100 scelgono di rimanere a studiare in regione, mentre gli altri si orientano verso atenei di territori vicini come Salerno, Foggia e Bari.Per contrastare la migrazione universitaria, l’Ardsu ha lanciato la campagna “Studia in Basilicata”, con uno spot che vede testimonial l’attore lucano Antonio Gerardi.Alla conferenza stampa è intervenuto anche il consigliere regionale Michele Napoli, che ha evidenziato la necessità di una collaborazione tra istituzioni, università e sistema produttivo per rendere la Basilicata un polo attrattivo per le nuove generazioni.
Il capogruppo interviene sul diritto allo studio universitario: «Creare opportunità per fermare lo spopolamento»
Napoli (FdI): «La Basilicata deve diventare una terra da scegliere, non una terra da lasciare»
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e politiche per il diritto allo studio non sono semplici interventi economici, ma strumenti capaci di incidere sul futuro di una comunità». Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Michele Napoli, intervenendo sul tema dell’università, della formazione e delle opportunità per i giovani lucani.«Ogni borsa di studio, ogni sostegno per gli alloggi universitari, ogni incentivo al merito e ogni investimento nella ricerca rappresentano un tassello di una strategia più ampia: fare del capitale umano la principale leva di sviluppo della Basilicata».Per Napoli, la sfida non riguarda soltanto il sostegno agli studenti, ma la capacità di creare un collega-
mento stabile tra formazione, innovazione e lavoro. «Il vero cambiamento non sta nella singola misura, ma nella costruzione di un percorso che accompagni i giovani dall’università alla specializzazione, dalla ricerca all’inserimento professionale. Quando conoscenza, imprese e occupazione dialogano tra loro, il diritto allo studio diventa una vera politica di sviluppo».Il capogruppo di Fratelli d’Italia richiama anche il tema dello spopolamento: «Non è soltanto un dato statistico, ma la perdita quotidiana di intelligenze, competenze e futuro. Ogni giovane che lascia definitivamente questa terra porta con sé una parte della nostra comunità. La risposta non può essere chiedere ai ragazzi di resta-
re per senso di appartenenza, ma creare le condizioni perché possano scegliere liberamente di farlo».Secondo Napoli, il prossimo passo è costruire una strategia comune tra università, ricerca, imprese e istituzioni. «Dobbiamo trasformare il sapere in innovazione, l’innovazione in impresa e l’impresa in lavoro qualificato. La Basilicata ha tutte le condizioni per riuscirci, grazie alle sue eccellenze nei settori dell’aerospazio, dell’automotive, dell’energia, dell’agroalimentare, della cultura e delle nuove tecnologie».La conclusione guarda alla sfida dello sviluppo regionale: «La Basilicata deve passare dall’essere una terra dalla quale partire a una terra da scegliere. Il successo di una politica
per i giovani non si misurerà solo dal numero di borse di studio erogate, ma dal numero di ragazze e ragazzi che potranno studiare, lavorare, innovare e costruire il proprio futuro in questa regione».
_ Michele Napoli
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«Le imprese e i lavoratori troveranno sempre nella Basilicata un interlocutore disponibile a collaborare per affrontare una sfida che riguarda tutti»
Formazione, Regione aggiorna sistema accreditamento, Cupparo: «Più qualità»
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deguare il sistema regionale della formazione professionale ai profondi cambiamenti del mercato del lavoro, rafforzando qualità, trasparenza e capacità di rispondere ai nuovi fabbisogni di imprese e cittadini. È questo l'obiettivo del provvedimento illustrato oggo dall'assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Francesco Cupparo, in un incontro che si è tenuto nella Sala Inguscio, dedicato al recepimento della normativa prevista dalla D.G.R. n. 167/2023 e successive modifiche e integrazioni, con particolare riferimento alla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, alla valutazione degli organismi accreditati e all'integrazione degli ITS Academy nella piattaforma regionale SARIFoL. «L'evoluzione del mondo del lavoro e del contesto sociale – afferma Cupparo – procede oggi a una velocità senza precedenti, spinta dalla transizione digitale, dall'innovazione tecnologica e dall'aggiornamento continuo delle normative. Di fronte a questi cambiamenti, il sistema dell'istruzione e della formazione professionale deve essere costantemente aggiornato sul piano organizzativo e gestionale per garantire un'offerta formativa di qualità, capace di rispondere
alle esigenze del territorio e dei cittadini». Uno dei punti centrali del provvedimento riguarda il recepimento dell'Accordo StatoRegioni del 17 aprile 2025 sulla formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L'Accordo introduce un quadro unitario nazionale, superando la frammentazione dei precedenti provvedimenti e definendo criteri omogenei riguardanti durata dei corsi, contenuti formativi, modalità di erogazione, requisiti dei docenti e dei soggetti formatori. La Regione Basilicata, che ha partecipato ai tavoli tecnici nazionali tra Regioni e Ministeri contribuendo alla definizione del nuovo impianto normativo, ha predisposto un recepimento che coniuga il rispetto delle disposizioni nazionali con le competenze regionali in materia di organizzazione dell'offerta formativa. In questa fase transitoria, e nelle more dell'Accordo attuativo previsto dall'articolo 6 del Decreto-Legge n. 159/2025, il recepimento regionale interessa esclusivamente gli organismi di formazione accreditati dalla Regione Basilicata. Gli altri soggetti individuati dall'Accordo nazionale – enti istituzionali, organismi paritetici, fondi interprofessionali, associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori e relative
articolazioni – continueranno invece ad operare secondo la disciplina nazionale vigente. Il provvedimento dà inoltre piena attuazione alla D.G.R. n. 167 del 21 marzo 2023 relativamente ai livelli di efficacia ed efficienza degli organismi accreditati. Attraverso la piattaforma regionale SARIFoL saranno calcolati specifici indicatori destinati a valutare la capacità degli enti di formazione di realizzare le attività autorizzate, finanziate, riconosciute dalla Regione o comunque svolte per conto dell'amministrazione regionale, misurandone qualità dei risultati, utilizzo delle risorse e impatti socio-economici prodotti sul territorio. Un ulteriore intervento riguarda gli Istituti Tecnologici Superiori – ITS Academy. In un'ottica
di semplificazione amministrativa e di unificazione degli accessi digitali, le procedure informatiche relative all'accreditamento confluiranno nella piattaforma SARIFoL. Tale integrazione, precisa la Regione, avrà esclusivamente carattere tecnologico: sul piano normativo, dei requisiti minimi e delle procedure istruttorie gli ITS Academy manterranno piena autonomia, come previsto dalla D.G.R. n. 920/2023. «L'obiettivo – conclude Cupparo – è promuovere attività formative sempre più qualificate per le figure specialistiche della prevenzione e per i lavoratori di ogni settore. La formazione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire gli infortuni e migliorare le condizioni di lavoro. Voglia-
mo rafforzare quanto già previsto dalla normativa come occasione per diffondere una vera cultura della salute e della sicurezza, favorendo un concreto trasferimento di competenze e prestando particolare attenzione alla continua evoluzione dei processi produttivi e agli effetti della digitalizzazione nei luoghi di lavoro. Le imprese e i lavoratori troveranno sempre nella Regione Basilicata un interlocutore disponibile a collaborare per affrontare una sfida che riguarda tutti. Il primo passo è accrescere la consapevolezza dei rischi presenti nei contesti produttivi e promuovere l'adozione delle più efficaci misure di prevenzione, affinché la sicurezza dei lavoratori diventi una realtà sempre più consolidata».
I dati Almalaurea confermano un tasso pari al 92% di occupati in 5 anni; dall’Ateneo: «L’università è un viaggio»
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Potenza, Unibas presenta la Campagna Immatricolazioni 2026/2027
accontare l’università come un’avventura fatta di sfide, scoperte e conquiste. Con questo obiettivo l’Università degli Studi della Basilicata presenterà mercoledì 15 luglio 2026 alle ore 10.30, nella Sala degli Atti Accademici del Campus di Macchia Romana in via dell’Ateneo Lucano 10, la Campagna Immatricolazioni per l’anno accademico 2026/2027.La nuova campagna, realizzata in collaborazione con Consorzio Universitario ConUnibas, ARDSU e con il contributo del Consiglio degli Studenti, cambia registro rispetto al 2025.«Se l’anno scorso abbiamo giocato con la fantasia e immaginato scenari possibili, ora ritrarremo la realtà!», spiegano dall’Ateneo. Durante la conferenza saranno illustrati anche i dati del Rapporto Almalaurea 2026 e i punti di forza di Unibas:Dimensioni contenute, grandi opportunità: didattica e ricerca di qualità, esperienze sul campo e rap-
porto docenti/studenti privilegiato;Occupazione: tasso del 92% a cinque anni dalla laurea. L’88% dei laureati ritiene il titolo efficace per il proprio lavoro;Sostenibilità economica: borse di studio erogate al 100% degli aventi diritto e contribuzione media annua tra le più basse d’Italia;Benessere e inclusione: servizi, agevolazioni, offerta culturale e sportiva;Territorio: contesto sicuro e sostenibile, con il patrimonio artistico e naturale di Potenza e Matera e alta qualità della vita. Interverranno il Rettore prof. Ignazio M. Mancini, la Prorettrice alla Comunicazione prof.ssa Elena Esposito, il Prorettore al Public Engagement prof. Donato Verrastro, il Direttore Generale dott. Giacomo Verde, la Communication manager di ConUnibas dott.ssa Manuela Stefanelli, i rappresentanti delle istituzioni partner e gli studenti del Consiglio degli Studenti, protagonisti della coprogettazione.
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Vaccaro sostiene gli Stati Generali dell'Energia, rilancia il confronto sulle royalty e chiede aiuti per i pensionati più fragili
Energia, la Uil chiede una svolta «Servono risposte ai pensionati» «I
l dibattito aperto in Consiglio regionale dopo la relazione del presidente Vito Bardi sulle politiche energetiche, sul nucleare e sulle nuove estrazioni rappresenta un passaggio decisivo per il futuro della Basilicata. È il momento delle scelte e serve una visione che metta al centro il lavoro, lo sviluppo e la tutela delle persone più fragili», afferma Carmine Vaccaro, segretario generale della Uil Pensionati Basilicata. «La proposta avanzata dal segretario regionale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, di convocare gli Stati Generali dell'Energia va nella direzione giusta. Il costo dell'energia è oggi uno dei principali fattori che condizionano la competitività del nostro sistema produttivo e la capacità di mantenere e creare occupazione. La Regione deve costruire una strategia che consenta di utilizzare le risorse energetiche della Basilicata per abbattere i costi sostenuti dalle imprese, attrarre nuovi investimenti e rafforzare il tessuto industriale regionale». Per Vaccaro è altrettanto condivisibile la posizione di netta contrarietà all'ipotesi di realizzare in Basilicata un de-
posito di scorie nucleari. «La nostra regione ha già dato un contributo enorme al fabbisogno energetico nazionale. Non può continuare a sopportare ulteriori servitù senza un adeguato riconoscimento e senza una prospettiva di sviluppo sostenibile». Il segretario della Uil Pensionati richiama quindi il confronto che si apre sulle nuove estrazioni e sulla revisione del sistema delle royalty. «Le risorse derivanti dal petrolio non possono essere considerate esclusivamente uno strumento per affrontare le emergenze. Devono diventare una leva
permanente di sviluppo economico, di coesione sociale e di contrasto allo spopolamento. È questa la sfida che la politica regionale è chiamata ad affrontare». Vaccaro esprime però forte rammarico per il silenzio della Regione sulla proposta avanzata dalla Uil Pensionati Basilicata. «Non possiamo non rilevare», afferma, «che, mentre si discute del futuro delle risorse energetiche e delle nuove estrazioni, continua a mancare qualsiasi risposta alla nostra proposta di legge regionale finalizzata all'introduzione di una misura strutturale di sostegno al
reddito delle pensionate e dei pensionati con assegni pari o inferiori al trattamento minimo. La nostra proposta è semplice, concreta e sostenibile: un contributo economico annuale di 350 euro, erogato in un'unica soluzione, destinato ai pensionati residenti in Basilicata titolari di pensioni Inps pari o inferiori al minimo e con un Isee non superiore a 15 mila euro. Una misura che interesserebbe oltre 27 mila pensionate e pensionati lucani, persone che vivono con un assegno medio mensile di poco superiore ai 600 euro, una cifra che oggi non è più suf-
ficiente per affrontare il costo della vita, l'aumento dei prezzi dei beni essenziali, la crescita delle spese sanitarie, che troppo spesso porta persino alla rinuncia alle cure, e la progressiva perdita del potere d'acquisto».«È incomprensibile», prosegue Vaccaro, «che su una proposta di evidente valore sociale non si sia ancora aperto un confronto istituzionale. Chiediamo alla Giunta e al Consiglio regionale di assumersi la responsabilità di discuterla. Le risorse derivanti dal petrolio devono tradursi anche in interventi concreti di giustizia sociale, destinati a chi vive in condizioni di maggiore difficoltà. La Basilicata», conclude il segretario della Uil Pensionati, «ha l'occasione di trasformare la propria ricchezza energetica in un patrimonio capace di produrre sviluppo, occupazione e maggiore equità. Per questo continuiamo a sostenere la necessità di una gestione lungimirante delle royalty, anche attraverso strumenti come un fondo sovrano regionale, affinché le risorse del sottosuolo diventino un investimento per il futuro della comunità lucana e non un'opportunità destinata a esaurirsi nel tempo».
La sindaca incontra l'ambasciatrice di Francia e propone un tavolo con istituzioni e TotalEnergies per lo sviluppo del territorio
Tempa Rossa, Corleto guarda già oltre il petrolio CORLETO PERTICARA. Il presente del Centro Olio Tempa Rossa e il futuro di Corleto Perticara oltre la produzione petrolifera sono stati al centro dell'incontro istituzionale che si è svolto ieri nel Palazzo degli Uffici del Comune tra la sindaca Ilenia Magaldi e l'ambasciatrice di Francia in Italia, Anne-Marie Descôtes, accompagnata dal consigliere per lo sviluppo sostenibile dell'Ufficio economico dell'Ambasciata, Guylain Théon. Un confronto che ha affrontato le principali questioni legate alla presenza di TotalEnergies sul territorio e alle ricadute economiche, sociali e occupazionali connesse all'attività del Centro Olio.Nel corso dell'incontro la sindaca ha illustrato le aspettative della comunità corletana, soffermandosi sui temi della tutela ambientale, della sicurezza, del lavoro e dell'occupazione nell'ambito del protocollo sottoscritto tra Comune e azienda.
Tra le priorità indicate anche la necessità di favorire il reinserimento lavorativo delle numerose donne con più di quarant'anni oggi escluse dal mercato del lavoro.Magaldi ha inoltre proposto l'avvio di tavoli politici, diplomatici e tecnici che coinvolgano il Governo italiano, quello francese, TotalEnergies, la
Regione Basilicata e i Comuni della concessione per programmare fin da ora il «dopo Centro Olio» e costruire una strategia di sviluppo stabile e duratura. «Corleto Perticara rappresenta un asset strategico nazionale capace di contribuire in maniera significativa al fabbisogno energetico del Paese. Proprio per questo è necessario che il territorio venga posto al centro delle politiche industriali e di sviluppo, affinché alla ricchezza prodotta corrispondano adeguate ricadute e opportunità di crescita economica, infrastrutturale e occupazionale», ha dichiarato la sindaca.Il colloquio ha toccato anche le potenzialità dell'entroterra lucano, dalle eccellenze agroalimentari e paesaggistiche fino al patrimonio culturale, senza trascurare le criticità delle aree interne, tra carenza di infrastrutture, spopolamento ed emigrazione giovanile. Magaldi ha ricordato di aver scelto di restare
a Corleto Perticara per mettere le proprie competenze al servizio della comunità, indicando questa esperienza come un segnale di fiducia nelle prospettive del territorio.«L'amministrazione comunale che rappresento ritiene che sia giunto il momento di avviare una riflessione ampia sul futuro di Corleto Perticara, affinché il paese non venga identificato esclusivamente con la produzione di idrocarburi, ma possa diventare un modello di sviluppo sostenibile, innovazione, formazione, impresa e valorizzazione del capitale umano», ha aggiunto Magaldi, auspicando che il Governo francese continui a svolgere un ruolo di interlocuzione con la multinazionale petrolifera. L'incontro si è concluso con l'impegno condiviso a proseguire il dialogo istituzionale per costruire una strategia di sviluppo capace di garantire nuove opportunità al territorio e alle future generazioni.
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La presentazione del libro di Vincenzo Santochirico si trasforma in un'occasione di riflessione sul ruolo dei due capoluoghi e sulle prospettive della politica regionale
Il futuro della Basilicata passa dal dialogo tra Matera e Potenza DI FRANCESCO MENONNA
U
n volume che parla della città di Matera puntando a sviluppare un rapporto costante con l'intero territorio regionale. Un libro che intende offrire una narrazione diversa dei fatti, cercando di andare oltre le barricate tra i due capoluoghi di regione, spesso divisi da beceri campanilismi, prese di posizione contrapposte e una dialettica frequentemente divisiva.Tutto questo si ritrova nel libro scritto da Vincenzo Santochirico, ex amministratore regionale ed esponente politico lucano, dal titolo Le passioni di un decennio, di Matera.Il volume è stato presentato ieri pomeriggio nella Villa del Prefetto, nel corso di un vero e proprio talk moderato dal giornalista di Cronache Lucane, Paride Leporace. All'incontro hanno preso parte Giampaolo D'Andrea, esponente democristiano che ha avuto un ruolo importante e propulsivo nella crescita di Matera e nel percorso che ha portato la città a diventare Capitale Europea della Cultura nel 2019, in qualità di assessore alla Cultura, e Vincenzo Folino, esponente del Partito Democratico.Una serata impreziosita dalla presenza di numerose autorità politiche, che hanno avuto l'opportunità di confrontarsi sui temi più caldi della politica regionale partendo dalla città dei Sassi, patrimonio di idee, proposte e visioni da condividere.Un ruolo importante in un sistema spesso frastagliato e ricco di contraddizioni, che vede i due capoluoghi al centro di un percorso non privo di difficoltà e caratterizzato da analisi differenti. Un decennio significativo che ha visto Matera fregiarsi anche del titolo di Capitale del Mediterraneo e del Dialogo, a conferma di una vocazione storica, antropologica, culturale e sociale di elevato profilo etico ed economico.Un dibattito promosso dall'Associazione Meteora e che, per certi versi, appare quasi paradossale venga ospitato a Potenza, città capoluogo, considerato che il contenuto del libro è concentrato prevalentemente sulla città dei Sassi. È importante, at-
traverso questo volume, comprendere come gli ultimi decenni di Matera siano riconducibili allo sviluppo dell'intera regione e come anche Potenza possa intraprendere un percorso di crescita complementare.Tutto questo è racchiuso nel volume di Santochirico: un viaggio tra sensazioni, idee e proposte politiche concrete, fondato su una visione dei due capoluoghi e delle rispettive realtà provinciali.Vincenzo Folino ha commentato la serata:«Una riflessione va fatta su una persona intelligente e profonda come Enzo Santochirico, che è rimasto in campo, in particolare a Matera, esprimendo le sue opinioni. Penso di poter dare un piccolo contributo ragionando sul soggetto, sul protagonismo delle sue passioni e sul modo in cui queste si sono esercitate. Purtroppo, con grandi difficoltà, perché il contesto è da molti anni negativo per il centrosinistra e per l'area progressista. Non sono ottimista: vedo un decadimento della funzione costituzionale della Regione Basilicata rispetto alle regioni contermini e rispetto al Paese, soprattutto sulle questioni più importanti. Vedo una grande difficoltà e non noto un protagonismo adeguato né da parte del governo né da parte delle opposizioni.»Giampaolo D'Andrea ha invece analizzato la situazione politica attuale:«Dovrebbe essere un tempo di maggiori passioni politiche. Dovremmo sperare che la passione politica torni a essere l'ispirazione più ampia, perché affrontare le difficoltà di questo tempo, quelle nazionali ma soprattutto quelle internazionali e di contesto, ri-
chiede un grande senso della realtà, ma anche impegno e passione per il servizio che si deve alla comunità democratica che ti ha espresso elettoralmente e alle istituzioni di cui fai parte. Vedo, invece, effetti di rallentamento nel rapporto con l'opinione pubblica, nel reinsediamento del partito e nella capacità di elaborare tempestivamente progetti che guardino al futuro con i piedi per terra. Credo che la difficoltà del Partito Democratico nella nostra regione sia cresciuta progressivamente a causa dell'eccessiva personalizzazione della dialettica politica. Forse sarebbe stato meglio mantenere vivi i diversi filoni e lasciare che il confronto si sviluppasse tra le diverse sensibilità e non tra le singole persone, in un clima che inevitabilmente ha generato confusione politica e non ha consentito l'emersione di una classe dirigente capace di agire come comunità al servizio della più ampia comunità regionale.»Dal canto suo, Vincenzo Santochirico ha illustrato i contenuti principali del volume:«Il futuro dipende spesso anche dal passato. Riflettere su questi dieci anni significa capire cosa è successo a Matera, ma più complessivamente all'intera regione. È una bella cosa presentare questo libro a Potenza e riflettere anche sui rapporti che possono esistere tra le due città, la Regione e il capoluogo. Guardare al futuro significa evitare gli errori compiuti, sia sul piano culturale, non valorizzando pienamente le potenzialità della Basilicata e l'esperienza di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, sia sul piano politico, perché trop-
po spesso la politica non ha saputo rispondere alle esigenze dei cittadini. In questi dieci anni c'è stato un cambio di segno: si è passati dal centrosinistra al centrodestra, ci sono state aggregazioni spurie, spesso con un civismo protagonista, sia a Matera sia a Potenza. Credo sia arrivato il momento di rimettere un po' d'ordine e costruire anche in Basilicata schieramenti politici più chiari, così da rendere più comprensibile l'offerta politica ai cittadini e favorire il loro ritorno alla partecipazione civile e politica. A Matera ho
detto di essere progressista e di collocarmi pienamente nell'ambito del centrosinistra. Vedremo quali saranno gli sviluppi dal punto di vista della collocazione nelle forze politiche, ma credo di poter dare un contributo, attraverso le esperienze e le riflessioni raccolte in questo libro, affinché il centrosinistra superi limiti, diatribe, personalismi e piccolezze che lo hanno caratterizzato in questi anni e ritrovi una dimensione politica e culturale più forte e più ampia. Credo di poter offrire un contributo insieme ad altri.»
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Dopo nove giorni di azione nonviolenta, l'incontro con gli uffici di Latronico produce la svolta: «Totale sintonia»
Bolognetti sospende lo sciopero: «La giusta via è stata intrapresa» DI R OSAMARIA MOLLICA
D
opo nove giorni di sciopero della fame è arrivato per Maurizio Bolognetti, il segnale tanto atteso. L’incontro con la segretaria comunale Filomena Cervino e con il responsabile dell’Ufficio Tecnico, Alessio Gallo, ha prodotto quella svolta che il segretario dei Radicali Lucani auspicava fin dall’inizio della sua iniziativa. «Dopo l’incontro con la Segretaria comunale, e con il responsabile dell’Ufficio Tecnico sospendo con effetto immediato il mio sciopero della fame. Allo stato dell’arte posso in tutta onestà intellettuale affermare che si sta perseguendo la giusta via. L’incontro è stato caratterizzato da una totale sintonia. Del resto le mie azioni hanno sempre e soltanto uno scopo: diritto, diritti, rispetto delle leggi e del dettato costituzionale». Poi il messaggio che rac-
conta meglio di ogni altro il senso della sua battaglia: «Questa sera cenerò alla salute dei miei interlocutori, esprimendo l’auspicio che l’intesa raggiunta si perpetui nel tempo. Oggi siamo tutti un pochino più ricchi». Non c’è rivalsa nelle sue parole, ma la soddisfazione di chi ritiene di aver ottenuto ciò che chiedeva: non un favore, non una concessione, ma il riconoscimento di un diritto. Il punto di rottura, va ricordato, è stato raggiunto lo scorso 26 giugno, quando un pubblico funzionario del Comune avrebbe inscenato, come lo stesso Bolognetti ha raccontato in un’intervista esclusiva a Cronache, un’aggressione pur di evitare la consegna della documentazione relativa ai progetti finanziati dal PNRR del Comune di Latronico.Si tratta di interventi per un valore complessivo di circa sei milioni di euro. Soldi pubblici sui quali i cittadini hanno il pieno dirit-
__Bolognetti to di essere informati. Quell’episodio ha portato il segretario dei Radicali Lucani a dare vita ad un’azione nonviolenta, l’ennesima, per chiedere all’Amministrazione comunale di Latronico di «rispettare le leggi della Re-
pubblica, la Costituzione e il diritto di accesso agli atti della pubblica amministrazione».Diritto alla conoscenza che ieri ha trovato casa nel Comune di Latronico. Le risposte tanto attese sono finalmente arrivate. Ie-
ri non ha vinto Maurizio Bolognetti, ieri ha vinto una comunità intera che ha il diritto di sapere ciò che accade e ha il diritto di visionare gli atti pubblici. È una questione di credibilità e di fiducia nella pubblica amministrazione.
Il commissario regionale della Lega Pepe: «Risposta concreta e programmazione di lungo periodo»
Crisi idrica, «Dalla cabina di regia del Mit 147 milioni di euro per la Basilicata»
«L
a cabina di regia sulla crisi idrica conferma la massima attenzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per la Basilicata, con il finanziamento di ben 31 interventi sul nostro territorio per un importo totale di 147 milioni di euro. È la dimostrazione che la gestione dell’acqua si fa con una programmazione seria e una visione di lungo periodo, non inseguendo le emergenze. Queste risorse rappresentano una risposta puntuale per rafforzare la sicurezza dei nostri approvvigionamenti idrici, a beneficio dei cittadini e del comparto agricolo». Lo dichiara il commissario regionale della Lega Basilicata, Pasquale Pepe, commentando l’esito della cabina di regia sulla crisi idrica convocata questa mattina dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Nel corso dei lavori è stato illustrato lo stato di attuazione del Programma nazionale degli in-
vestimenti nel settore idrico, che a livello complessivo conta 733 interventi per oltre 6 miliardi di euro. Dalla fotografia emersa durante la riunione, si registra un miglioramento della situazione nel Centro-Sud rispetto allo scorso anno, a fronte di una persistente severità idrica nel bacino
del Po. I 147 milioni destinati alla Basilicata si inseriscono in una strategia di investimenti ancora più ampia. Il Mit ha infatti confermato di essere impegnato nella predisposizione delle procedure per l’assegnazione di circa un miliardo di euro a livello nazionale per il settore idrico potabi-
le. A questo si aggiunge la definizione di un ulteriore programma di circa 700 milioni di euro nell’ambito del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (Pnissi), che sarà destinato principalmente a interventi per l’uso irriguo della risorsa.
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Al via la rassegna «Fantastico Cinema» promossa da Lucana Film Commission e Fondazione Matera Basilicata 2019
I castelli lucani si accendono tra film e note del Medioevo N
elle serate di luglio e agosto, i luoghi più simbolici del Medioevo nel Vulture Melfese e Alto Bradano in Basilicata si animano grazie alla rassegna "Fantastico Cinema – immagini e musica dal Medioevo in Basilicata”, un ciclo di appuntamenti che intreccia cinema, musica e divulgazione culturale a cura delle Lucana Film Commission nell’ambito di “Fantastico Medioevo”, progetto promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019. Si comincia il 12 luglio al Castello di Lagopesole (Avigliano) alle 19.30 con il concerto "Lux Mundi. La musica a corte di Federico II” dell’ensemble La Cantiga de la Serena & Giuliana De Donno. Un viaggio musicale nelle atmosfere dell’epoca Federiciana con Fabrizio Piepoli - voce, shruti box, tamburi a cornice, Giorgia Santoro – flauto,bansuri, xiao, sajat, Adolfo La Volpe - oud, cetra corsa, Giuliana De Donno - arpa celtica. A seguire, sarà proiettato il film “Il destino di un cavaliere” ( 2001) Regia di Brian Helgeland. Il Castello di Monteserico a Genzano di Lucania ospiterà il 19 luglio alle 20.30 il Cineconcerto " Mirabile Visione", con la proiezione del film muto “La Mirabile Visione” (1921) di Caramba/Luigi Sapelli, il primo kolossal
in costume che racconta Dante, l’Inferno e la Vita Nova. Il Maestro Claudio Brizi musicherà dal vivo con il suo Orgue à Célesta Mustel (Parigi, 1897), uno dei fiori all’occhiello della sua collezione di rarissimi strumenti a tastiera. Carlo Cristofaro, attore, commentatore cinematografico e bonimenteur, curerà le letture delle didascalie e il testo. Saranno mostrati al pubblico l’episodio n.5 "Ultimo rifugio" e gli episodi 1-2-3- “Amor mi mosse”, “Anime crudeli”, “Anime affannate”, per una durata totale di circa 60 minuti. Il 20 agosto nell'atrio del Castello Pirro del Balzo di Venosa alle 19.30 ci sarà il concerto “Anonima Frottolisti”, armonie medievali a castello con la ghironda, il cornetto e la ribeca. A seguire, la proiezione del film “Il Leone d'inverno” (1968) regia di Anthony Harvey. "Da Giullare a poverello” è invece il titolo dell’incontro che si terrà il 26 agosto alle 20.30 nel Castello di Palazzo San Gervasio, dedicato al racconto di come il cinema ha ritratto la vita le opere ed il messaggio di Francesco, il Santo più amato e conosciuto al mondo, in occasione degli 800 anni dalla morte. L’incontro vedrà protagonista Frate Simone Gastaldi con incursioni nelle sequenze dai film di Roberto Rossellini, Franco Zeffirelli, Liliana Cavani e accompagnamento musicale di arpa e flauto.
Seguirà la proiezione del film “Francesco, giullare di Dio” ( 1950) di Roberto Rossellini. Le proiezioni saranno introdotte dalla Presidente di Lucana Film Commission, Margherita Romaniello, mentre i saluti istituzionali saranno a cura di Regione Basilicata e Fondazione Matera Basilicata 2019. La direzione musicale degli eventi è affidata al Maestro Pasquale Menchise. Tutti gli incontri sono ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. «Grazie alla collaborazione con la Lucana Film Commission - evidenzia la Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando
- il cinema entra fra i molteplici linguaggi creativi attraverso cui il progetto “Fantastico Medioevo” intende raccontare questa straordinaria epoca storica. I luoghi più iconici del Medioevo nell’area del Vulture melfese e Alto Bradano diventano lo scenario ideale per questo racconto che tiene insieme lo sguardo dei registi, la colonne sonore dei film, le note e gli strumenti medievali, restituendoci alcuni dei più grandi personaggi di tutti i tempi, come Federico II e San Francesco». «Con la rassegna Fantastico Cinema entriamo nel vivo della collaborazione tra Lucana Film
Commission e Fondazione Matera Basilicata 2019 nell’ambito del progetto Fantastico Medioevo - sottolinea la Presidente della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello. Un percorso che unisce cinema, musica e patrimonio culturale, trasformando quattro castelli della Basilicata – simboli della presenza di Federico II sul nostro territorio – in luoghi di narrazione e di esperienza. Ogni appuntamento proporrà un concerto seguito da una proiezione cinematografica, in un dialogo tra linguaggi artistici capace di evocare atmosfere, immagini, storie e personaggi che hanno reso il Medioevo una straordinaria stagione di creatività, innovazione e trasformazione culturale. I concerti vedranno protagonisti musicisti e strumenti ispirati alle sonorità dell’epoca, accompagnando il pubblico in un viaggio immersivo tra le corti e i castelli medievali, mentre i film selezionati, ambientati tra il XII e il XIII secolo, offriranno una rilettura cinematografica di quel periodo storico. Il primo appuntamento sarà l’inizio di un itinerario culturale che, attraverso il cinema e la musica, intende valorizzare il patrimonio storico e identitario della Basilicata, rendendolo sempre più protagonista di esperienze culturali di qualità».
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La Giunta regionale approva una delibera per abbattere i tempi per le visite e gli esami specialistici che oggi presentano le maggiori criticità
Liste di attesa, fondi ad aziende sanitarie Latronico: «Risposta concreta ai cittadini» L
a Giunta regionale della Basilicata, su proposta dell’assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, ha approvato una delibera per l’abbattimento delle liste d’attesa nella specialistica ambulatoriale. Il provvedimento garantisce risposte rapide e concrete a tutela del diritto alla salute dei cittadini lucani e rimette immediatamente in circolo le risorse residue degli anni precedenti. L’obiettivo prioritario è quello di azzerare i tempi d’attesa per le visite e gli esami che oggi presentano le maggiori criticità e i volumi di domanda più elevati sul territorio. Questo piano consente di abbattere le liste d’attesa in-
vestendo circa 820.000 euro per l’Azienda Sanitaria di Potenza e circa 350.000 euro per l’Azienda Sanitaria di Matera, sul fronte delle strutture convenzionate. A questi si aggiungono ulteriori circa 350.000 euro per l’Asp e circa 150.000 euro per l’Asm, destinati alle strutture accreditate non convenzionate per l’esecuzione delle sole 13 prestazioni di diagnostica con maggiori tempi di attesa. «Con questa delibera – afferma Latronico – diamo una risposta immediata e tangibile ai cittadini che attendono una prestazione sanitaria concentrando le risorse dove si registrano i tempi di attesa più lunghi. Dopo aver già incentivato il perso-
nale del sistema pubblico, stanziando 3,9 milioni di euro lo scorso marzo per le prestazioni aggiuntive, questo ulteriore intervento estende la capacità del sistema regionale per azzerare i disagi causati dalle liste d’attesa sulla specialistica ambulatoriale entro il 31 dicembre 2026». «Le Aziende Sanitarie – conclude l’assessore – monitoreranno con cadenza mensile il consumo effettivo dei budget assegnati e provvederanno a redistribuire immediatamente le quote eventualmente non utilizzate, garantendo che gli stanziamenti si traducano in tempi d’attesa ridotti e in prestazioni sanitarie erogate tempestivamente sul territorio».
«La Basilicata ha bisogno di una sanità pubblica che funzioni, che curi, che sia vicina alle persone e che non lasci soli i cittadini davanti alla malattia»
Sanità, Cifarelli: «Latronico minimizza Rapporto Istat 2026»
«L’
assessore Latronico prova a trasformare il Rapporto Istat 2026 in un’assoluzione politica della Giunta regionale. Ma la realtà è un’altra: la sanità lucana resta segnata da liste d’attesa, rinunce alle cure, mobilità passiva, carenza di personale e servizi territoriali ancora deboli. Il tentativo di raccontare una Basilicata sanitaria quasi in equilibrio serve solo a coprire le responsabilità politiche di chi governa la Regione da più di sette anni». Lo dichiara il consigliere regionale Roberto Cifarelli, Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione. «Il punto non è stabilire se la Basilicata sia la peggiore regione
d’Italia. Il punto è che troppi lucani non riescono a curarsi in tempi accettabili, troppi sono costretti a rivolgersi al privato o ad andare fuori regione, troppi anziani e cittadini delle aree interne incontrano ostacoli enormi per accedere a visite, esami e prestazioni. Chi governa non può limitarsi a interpretare i dati in modo conveniente: deve rispondere della vita reale delle persone». Per Cifarelli, «nascondersi dietro i criteri nazionali di riparto del Fondo Sanitario non basta più. È vero che la Basilicata è penalizzata dal sottofinanziamento, ma dopo anni di governo regionale non si può scaricare tutto su Roma. La Giunta deve dire cosa ha fatto concretamente per
ridurre le liste d’attesa, rafforzare gli ospedali, rendere funzionanti i servizi territoriali e recuperare la fiducia dei cittadini. Perché rivendicare più risorse è doveroso, ma governare quelle disponibili è una responsabilità politica che non può essere rimossa». «Anche il tentativo di ridimensionare il dato dei circa 60mila lucani che rinunciano alle cure è grave. Dietro quel numero ci sono persone, famiglie, pensionati, lavoratori che rinviano una visita o un esame perché il pubblico non risponde e il privato costa troppo. Questa non è statistica: è disuguaglianza sociale. E chi prova a derubricare la questione metodologica dimostra di non comprendere fino in fondo la sofferenza delle comunità». «Lo stesso vale per la mobilità passiva. Dire che è un problema di tutto il Mezzogiorno non consola nessuno. Ogni lucano costretto a curarsi fuori regione è una sconfitta della sanità regionale e un costo umano ed economico per la Basilicata. La mobilità passiva non si combatte con gli annunci sulle tecnologie acquistate (tra l’altro con le risorse del PNRR che il partito di riferimento dell’assessore aveva a suo tempo osteggiato), ma con reparti che funzionano, professionisti messi nelle condizioni di lavorare, prestazioni accessibili e fiducia ricostruita nei pre-
sidi sanitari regionali». Cifarelli aggiunge: «Sulle assunzioni servono meno annunci e più verità. Una cosa sono i piani triennali e i numeri comunicati in conferenza stampa, altra cosa sono medici, infermieri e operatori realmente in servizio nei reparti, nei distretti e nelle strutture territoriali. I cittadini non si curano con le slide, né con le tabelle delle assunzioni promesse». «Il cosiddetto Piano regionale della Salute 2026-2030 sarà credibile solo se produrrà risultati misurabili: tempi d’attesa più brevi, presidi rafforzati, servizi di prossimità, screening accessibili, personale stabile e tecnologie realmente utilizzate. Ma, per come è impostato, più che un Piano sanitario sembra un elegante esercizio di autoassoluzione politica: la Giunta scrive principi generali, evita di assumersi fino in fondo la responsabilità delle scelte e poi rinvia agli atti aziendali la concreta definizione dell’organizzazione sanitaria. Un modo raffinato per dire: decidiamo di non decidere». «La Basilicata – conclude Cifarelli – non ha bisogno di rassicurazioni di maniera né di documenti buoni per riempire le conferenze stampa. Ha bisogno di una sanità pubblica che funzioni, che curi, che sia vicina alle persone e che non lasci soli i cittadini davanti alla malattia».
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Potenza
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Il Sindaco e la Giunta: «Le contrade sono Potenza e Potenza si costruisce insieme, sempre e solo attraverso fatti concreti»
L’impegno dell’Amministrazione Telesca per Piani del Mattino: «Continuiamo a lavorare» «A
bbiamo letto con attenzione la nota dei referenti del Comitato Piani del Mattino – scrivono in un comunicato congiunto il sindaco Vincenzo Telesca e i componenti della Giunta – e comprendiamo perfettamente la stanchezza e la delusione provata negli ultimi anni, quando si vive il proprio quotidiano senza mai avere risposte. Riteniamo corretto evidenziare il proprio malcontento, allo stesso tempo però siamo convinti che sia davvero prematuro iniziare la campagna elettorale a sosetgno di qualcuno che probabilmente non è componente dell’attuale Amministrazione Telesca». «Il quadro complessivo esplicitato nel comunicato diffuso dallo stesso Comitato, parla di “totale assenza” di riscontri riguardo alle promesse avanzate in campagna elettorale, promesse formulate probabilmente da qualcuno che non è tra i promotori degli ultimi risultati conseguiti nelle zone periferiche e
delle Contrade della città di Potenza. Alle promesse preferiamo i fatti, e i fatti si costruiscono ascoltando i cittadini; le contrade, per l’attuale Amministrazione, sono il cuore pulsante della città e non sono luoghi da ricordare solo in campagna elettorale. Dal lontano 2011, giaceva in qualche cassetto il bando ATEM, bando sbloccato dall’attuale Amministrazione e del quale, a breve, andrà a beneficiare quasi tutta la parte periferica della città, con circa sessanta milioni di euro, attraverso nuovi ampliamenti della rete metano. Per la prima volta un’Amministrazione ha deciso di investire 3 milioni di euro nel rifacimento del manto stradale solo e soltanto periferico, lavori che inizieranno nel corso del 2026. Sempre quest’anno, l’Aministrazione Telesca, attraverso sacrifici di vario genere e persino economici, è riuscita a far partire la raccolta porta a porta dei rifiuti, risolvendo un problema non da poco, anche e soprattutto
per la zona Piani del Mattino. In merito alle reti fognarie, è doveroso evidenziare che non è l’Amministrazione comunale il diretto interlocutore ma, nonostante tutto, siamo riusciti a creare corretti confronti con Acquedotto Lucano, finalizzati all’estendimento di nuovi tratti di rete fognaria nelle contrade. Ugualmente per quanto concerne le dispersioni idriche nonostante, rispetto alle quali, come Amministrazione, ci siamo fatti promotori di
segnalazioni». «Non siamo soliti -prosegue la nota - attendere le elezioni, noi ci siamo ora e tutto ciò che è stato portato a compimento e che ancora oggi è in corso, riteniamo di non averlo visto fare negli anni passati, le contrade sono Potenza e Potenza si costruisce insieme sempre e solo attraverso fatti concreti. concludono Sindaco e Giunta». «L’Amministrazione Telesca non risponde con spot elettorali ma con cantieri, incontri, tavoli dedicati e sicura-
mente tanto ascolto; le polemiche di certo non riparano buche o sistemano la vegetazione, spesso privata, aspetti che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini. L’Amministrazione Telesca continua e continuerà a lavorare ascoltando i cittadini e mettendoci la faccia, probabilmente a differenza di chi, non più tardi di qualche ora fa, ha scelto di nascondersi dietro la denominazione di un comitato», concludono Sindaco e Giunta.
Domenica 12 luglio, alle ore 20:30, la suggestiva cornice di Piazza Matteotti ospiterà il concerto sinfonico “Buon compleanno Ninì - da Astor a Ennio”
Potenza celebra l’archeologo Francesco Ranaldi
A
102 anni esatti dalla nascita di Francesco Ranaldi (1924-1988), figura poliedrica di artista e archeologo che ha segnato profondamente la cultura lucana, la città di Potenza si prepara a celebrare il suo illustre concittadino con un appuntamento di eccezionale rilievo artistico. Domenica 12 luglio 2026, alle ore 20,30, la suggestiva cornice di piazza Matteotti ospiterà il concerto sinfonico Buon compleanno Ninì - da Astor a Ennio. L'evento si inserisce nel ricco programma di iniziative culturali previste per il 2026 per rendere omaggio a Francesco Ranaldi, nell’ambito dell’anno di celebrazioni voluto dall'Amministrazione comunale di Potenza. «Celebrare Francesco Ranaldi significa rendere omaggio a una delle menti più illuminate della nostra
terra». ha dichiarato l'assessore alla Cultura Roberto Falotico. «Con questo concerto, vogliamo riconsegnare alla memoria collettiva della città il valore di un uomo che ha saputo fondere rigore scientifico e creatività artistica. La musica di Piazzolla e Morricone sarà il ponte ideale per rileggere l'eredità di un grande potentino, capace di guardare oltre i confini del proprio tempo». Protagonisti della serata:Orchestra Sinfonica 131 della Basilicata, diretta dal Maestro Valentino Favoino; Salvatore Cella (fisarmonica e bandoneon); Dino Rigillo (chitarra) Il programma musicale è stato voluto come un omaggio al gusto estetico e alla sensibilità culturale di Francesco Ranaldi, uomo che ha saputo coniugare con rara sapienza la ricerca archeologica e la passione per le arti visive.
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Potenza
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POTENZA Fortemente voluto dall’assessora Costanza in sinergia con D’Andrea. Uno spazio gratuito dedicato ai giovani talenti e alla creatività
Piazza Mario Pagano, un palcoscenico a cielo aperto con il totem OpenStage
__Alcuni momenti dell’inaugurazione
a rivoluzione musicale è giunta a Potenza. Piazza Mario Pagano si è trasformata in uno spazio dedicato alla musica e alla creatività giovanile. È stato inaugurato ieri il Totem OpenStage, una postazione artistica multimediale che consentirà a musicisti, artisti di strada e performer di esibirsi gratuitamente dal vivo grazie a una piattaforma digitale accessibile gratuitamente tramite app. La postazione è dotata di corrente elettrica, mixer 5 canali e amplificazione. L’iniziativa ha preso il via con i primi concerti della rassegna “Pretoria Sound” e rappresenta un nuovo investimento del Comune per valorizzare i giovani talenti e rivitalizzare il centro storico. Nella piazza del centro storico si sono esibiti chiamamifaro in live acustico, frustaci e lennesimomusica. All’evento inaugurale si è aggiunto anche l’artista locale Nisia. Il progetto, fortemente sostenuto dall’amministrazione comunale, è stato finanziato con circa 12 mila euro provenienti dalla Tassa di soggiorno. Un lavoro encomiabile dell’assessora alla Digitalizzazione e programmazione Loredana Costanza, insieme all’assessore al Turismo Federica D’Andrea che ha trovato immediatamente il sostegno del sindaco Vincenzo Telesca. Ma come funziona? è davvero semplice e intuitivo: gli artisti scaricano l’app OpenStage, si registrano e prenotano uno degli slot disponibili, dalle 19 alle 20.30 oppure dalle 21 alle 22.30, compatibilmente con gli eventi organizzati in piazza. Il totem è dotato di ingressi per strumenti musicali, microfono e impianto audio, consentendo agli utenti di esibirsi.
L
Una scelta moderna e lungimirante che guarda ai giovani, alla cultura e alla valorizzazione del centro storico da parte dell’Amministrazione Telesca. OpenStage, infatti, rappresenta anche una grande opportunità per i giovani. I ragazzi infatti, hanno uno spazio tutto loro dove divertirsi e allo stesso tempo far conoscere a tutti il proprio talento. Presente all’inaugurazione oltre all’assessora Costanza e all’assessora D’Andrea anche il sindaco Vincenzo Telesca e diversi esponenti della maggioranza. Dall’attivazione della piattaforma sono già state registrate 46 iscrizioni. L’obiettivo è offrire spazi di aggregazione, espressione artistica e partecipazione, affiancando al Totem OpenStage altri progetti come la “Palestra della Mente”, un nuovo spazio dedicato ai ragazzi all’interno del Palazzo della Cultura, e futuri ambienti di coworking destinati agli studenti universitari. Con il Totem OpenStage, piazza Mario Pagano diventa un vero e proprio palcoscenico urbano aperto a tutti i talenti emergenti del capoluogo e non solo.
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Potenza e provincia
venerdi 10 luglio 2026
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Il sindaco di Pignola richiama tutti i soggetti competenti a un confronto istituzionale per completare gli interventi sul Lago
De Luca: «Il Lago Pantano merita una nuova svolta, ora servono decisioni e tempi certi» I
l futuro del Lago Pantano passa da una svolta che non può più essere rinviata. È il messaggio lanciato dal sindaco di Pignola, Antonio De Luca, che interviene sullo stato delle principali progettualità che interessano l'area, dalla pista ciclabile all'ex Oasi WWF fino al Centro Visite, chiedendo tempi certi e un maggiore coordinamento tra tutti gli enti coinvolti.«Il Lago rappresenta una delle più importanti opportunità ambientali, turistiche e sportive della Basilicata», afferma il primo cittadino, ricordando come negli ultimi due anni l'amministrazione comunale abbia portato avanti «decine di note ufficiali, incontri, richieste formali e interlocuzioni» con Regione Basilicata, Provincia di Potenza, Api-Bas, Consorzio di Bonifica e gli altri soggetti interessati.Per quanto riguarda l'ex Oasi WWF, il Comune segue da tempo il percorso che dovrebbe portare all'acquisizione dell'area da parte della Regione.
Dopo la pubblicazione e la scadenza dell'avviso pubblico per la vendita, l'attesa è ora rivolta al completamento dell'iter che consentirebbe alla Regione di esercitare il diritto di prelazione e chiudere una vicenda aperta da anni.Sul fronte della pista ciclabile, De Luca rivendica il lavoro svolto dall'amministrazione comunale. «Il Comune di Pignola ha completato tutto quanto ricadeva nelle proprie competenze», sottolinea, evidenziando anche gli interventi di manutenzione e pulizia del verde avviati dal Consorzio di Bonifica sul tratto ricadente nel territorio comunale. Restano però da completare alcuni adempimenti amministrativi e autorizzativi relativi al tratto nel territorio del Comune di Potenza, indispensabili per l'apertura dell'intero collegamento.Nel comunicato trova spazio anche un riferimento ai rilievi formulati dall'Autorità di Audit della Regione Basilicata. De Luca evidenzia come il Dipartimento Ambiente ab-
bia condiviso il percorso seguito dal Comune per il completamento dell'opera e la valorizzazione del Lago, mentre le osservazioni dell'Autorità riguarderebbero documentazione «che non era nella disponibilità del Comune, ma faceva capo ad altri soggetti coinvolti». Per questo, aggiunge, sono stati chiesti chiarimenti.Più netta la posizione sul Centro Visite dell'Oasi. L'intervento, già finanziato, progettato e aggiudicato dalla Provincia di Potenza, non è ancora partito. «Dopo anni di attese, interlocuzioni e continui solleciti è arrivato il momento di aprire il cantiere. Su questo punto non sono più ammissibili ulteriori rinvii», afferma De Luca, definendo la situazione «del tutto inaccettabile». Il sindaco propone infine un confronto istituzionale con Regione Basilicata, Provincia di Potenza, Comune di Potenza, Api-Bas, Consorzio di Bonifica e tutti gli altri soggetti coinvolti. «L'obiettivo non è aprire un nuovo confronto,
_ Antonio De Luca ma chiudere finalmente quelli aperti da troppo tempo. Non possiamo più permetterci ulteriori rinvii o continui rimpalli di competenze. È il momento delle decisioni e dei fatti».
Riunito in Prefettura il Comitato Operativo per la Viabilità: definito il piano per gestire i flussi di traffico sulla rete provinciale e sull’A2 Mediterraneo
Esodo estivo 2026, Campanaro: «Collaborazione e pianificazione per garantire spostamenti sicuri»
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afforzamento dei controlli, monitoraggio costante della rete stradale e un piano coordinato per gestire l'aumento del traffico previsto durante l'estate. Sono i principali punti emersi dal Comitato Operativo per la Viabilità (C.O.V.), riunito questa mattina nella Sala Italia del Palazzo di Governo e presieduto dal prefetto di Potenza, Michele Campanaro.L'incontro è servito a definire le misure necessarie per prevenire e affrontare le possibili criticità della circolazione lungo le principali arterie della provincia, in vista dell'intensificazione dei flussi veicolari prevista nelle prossime settimane. Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti della Questura, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Stradale, dei Vigili del Fuoco, di ANAS, della Protezione Civile, del 118, dell'Amministrazione provinciale e dei Comuni di Lagonegro e Lauria.Al centro della riunione l'esa-
me del Piano di Gestione dell'Esodo Estivo 2026 predisposto da ANAS per l'A2 "Autostrada del Mediterraneo", che individua le procedure operative, i percorsi alternativi e le misure da adottare in caso di criticità per garantire la continuità della circolazione e la sicurezza degli utenti.Secondo le previsioni elaborate da ANAS, il traffico aumenterà progressivamente dalla seconda metà di luglio, con i picchi attesi tra la prima e la seconda settimana di
agosto, soprattutto in direzione Sud. Il controesodo interesserà invece il periodo successivo a Ferragosto e l'ultimo fine settimana del mese.Dall'ultimo weekend di luglio saranno garantite almeno due corsie percorribili per ciascun senso di marcia lungo l'intero tracciato dell'A2 "Autostrada del Mediterraneo", salvo eventuali esigenze impreviste. Particolare attenzione sarà riservata anche al tratto lucano dell'autostrada e alla viabilità dell'area sud della
provincia, con riferimento agli svincoli di Lagonegro e Lauria.Il Comitato ha inoltre verificato il sistema dei percorsi alternativi, individuando nella SS 585 "Fondo Valle del Noce", nella SS 653 "Sinnica", nella SS 18 "Tirrena Inferiore" e nella SS 106 "Jonica" le principali direttrici da utilizzare in caso di criticità lungo l'asse autostradale.Contestualmente è stato disposto il rafforzamento dei controlli da parte delle Forze di Polizia, con particolare riferi-
mento alla Polizia Stradale, affiancata dalla Polizia provinciale e dalle Polizie locali. Analoga misura riguarderà anche la restante viabilità statale extraurbana, dove dall'ultimo fine settimana di luglio saranno sospesi i cantieri mobili per favorire una maggiore fluidità del traffico.«L'esodo estivo rappresenta ogni anno uno dei momenti di maggiore impegno per il sistema della viabilità. Affrontarlo efficacemente significa poter contare su una pianificazione accurata, su un costante scambio informativo e su un modello di collaborazione pienamente integrato tra tutte le Istituzioni coinvolte», ha dichiarato il prefetto Michele Campanaro. Il prefetto ha quindi sottolineato che il Comitato Operativo per la Viabilità rappresenta «uno strumento assolutamente strategico per prevenire le criticità e garantire ai cittadini spostamenti sempre più sicuri, ordinati e tempestivamente assistiti».
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Provincia
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I tre partiti di Lagonegro accusano l’amministrazione comunale: «Nessun progetto, nessuna battaglia per difendere il comprensorio sciistico»
Monte Sirino, il CDX attacca Falabella: «6 milioni alla Sellata, 0 a Lagonegro» I
tre partiti di centrodestra di Lagonegro intervengono sulla questione del Monte Sirino dopo la decisione della Regione Basilicata di destinare 6 milioni di euro alla Sellata di Abriola, lasciando senza finanziamenti il comprensorio del Sirino. «Se oggi la Regione Basilicata investe 6 milioni di euro sulla Sellata di Abriola e lascia il Monte Sirino a mani vuote, la responsabilità ha un nome e un cognome: l’amministrazione Falabella».Secondo i rappresentanti del centrodestra, negli ultimi quattro anni il Sirino sarebbe stato abbandonato: «Dopo la rottura della seggiovia, gli skilift avevano continuato
a garantire l’attività della stazione sciistica. Con Falabella, invece, il Sirino è rimasto totalmente chiuso. Nessun rilancio, nessuna visione, nessuna battaglia politica per difendere il principale patrimonio turistico di Lagonegro. Nessun progetto proposto. Hanno pensato solo alle indennità».Nel comunicato viene inoltre denunciata la situazione del comprensorio e della strada di accesso: «Nel frattempo la strada di accesso è rimasta in condizioni indegne e il comprensorio è stato lasciato scivolare lentamente nel declino. Mentre altri territori ottengono finanziamenti, programmano investimenti e costruiscono il
futuro, Lagonegro viene esclusa e resta a guardare».Per i tre partiti di centrodestra, lo zero destinato al Sirino rappresenta un dato politico oltre che economico: «Lo zero destinato al Sirino non è soltanto un numero. È il simbolo del peso politico che questa amministrazione è riuscita a dare a Lagonegro».«Hanno spento il Sirino. Hanno spento una speranza per centinaia di famiglie, operatori turistici, commercianti e giovani che vedevano nella montagna una possibilità di sviluppo e di lavoro».I tre partiti di centrodestra di Lagonegro concludono: «Hanno distrutto Lagonegro».
_ Salvatore Falabella (Sindaco di Lagonegro)
Il responsabile regionale di Futuro Nazionale lancia un messaggio alla politica: «Creare condizioni per far crescere le nuove generazioni»
«Ogni bambino che nasce è una vittoria»: Curatella celebra Diego, il più giovane “futurista” di Basilicata
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n una Basilicata da anni alle prese con il calo demografico, lo spopolamento dei piccoli centri e il progressivo invecchiamento della popolazione, anche un gesto semplice può assumere un forte valore simbolico. La nascita del piccolo Diego, figlio di Luigi e Francesca, è diventata così un’occasione per lanciare un messaggio di fiducia e speranza verso il futuro della regione.In un territorio dove ogni nuova culla rappresenta una sfida vinta contro il declino demografico, il valore simbolico di questo gesto assume un significato ancora più profondo, richiamando l’attenzione sulla necessità di sostenere le famiglie e difendere la vitalità delle comunità lucane.A celebrare l’arrivo del neonato è stato Giulio Curatella, Responsabile Regionale di Futuro Nazionale Basilicata, che ha voluto donare al piccolo un body con la scritta “Basilicata Futurista”. Un omaggio dal significato simbolico, nato da un legame di amicizia che dura da oltre vent’anni tra Curatella e il papà di Diego, Luigi.Un rapporto costruito nel tempo, attraverso esperienze personali e professionali condivise in diverse parti d’Italia, e che oggi si intreccia anche con un comune impegno politico all’interno di Futuro Nazionale. Da questa storia nasce l’idea di trasformare questo momento in
un segnale positivo per una terra che cerca nuove energie e nuove prospettive. Il piccolo Diego è stato così definito simbolicamente il più giovane “futurista” d’Italia: un’immagine che vuole rappresentare una Basilicata capace di reagire alla rassegnazione e di tornare a investire nel proprio futuro.Per Futuro Nazionale, infatti, il tema della natalità non riguarda soltanto i numeri della popolazione, ma rappre-
senta una vera e propria priorità politica, sociale e culturale. La nascita di nuovi bambini significa mantenere vive le comunità, rafforzare il tessuto economico e preservare l’identità dei territori.«Ogni bambino che nasce è una vittoria contro la rassegnazione – dichiara Giulio Curatella –. Oggi non festeggiano soltanto Luigi e Francesca, ma festeggia tutta la Basilicata. Diego rappresenta la terra che vogliamo costruire: una
regione che non sia costretta a vedere partire i propri giovani, ma che sappia offrire loro la possibilità di nascere, crescere e realizzare qui i propri sogni».Secondo Curatella, il body con la scritta “Basilicata Futurista” non vuole essere soltanto un simbolo di appartenenza, ma soprattutto un augurio per il futuro del bambino e della comunità regionale.«La politica ha il dovere di creare le condizioni affinché mettere al mondo un figlio torni a essere una speranza e non un atto di coraggio – aggiunge Curatella –. Ogni culla che si riempie rappresenta una vittoria per tutti noi. La nascita di Diego è una festa che appartiene all’intera Basilicata».Un segnale che vuole richiamare l’attenzione sull’importanza di creare condizioni favorevoli affinché le famiglie possano scegliere di restare e costruire il proprio futuro in Basilicata. La sfida della natalità riguarda l’intera comunità regionale e richiede impegno, politiche concrete e una visione capace di guardare alle prossime generazioni.Un piccolo gesto, dunque, che diventa un messaggio più grande: la volontà di credere ancora in una regione capace di invertire la rotta dello spopolamento e di guardare alle nuove generazioni come la vera risorsa su cui costruire il domani.
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Matera e provincia
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IL 31ENNE BLOCCATO DALLA SQUADRA MOBILE GRAZIE ALLA DESCRIZIONE FORNITA DA UNA TESTIMONE E AL RICONOSCIMENTO DELLA VITTIMA
Scippa una turista a Matera, arrestato mentre tenta la fuga MATERA. La Polizia di Stato di Matera ha arrestato in flagranza di reato un 31enne di origine campana, gravemente indiziato del reato di furto con strappo. Intorno alle 13.30, la Sala Operativa ha ricevuto la segnalazione dello scippo di una borsa ai danni di una turista straniera, appena consumato nei pressi dell'autostazione dei bus in via Don Luigi Sturzo. Una testimone ha fornito una descrizione dettagliata dell’autore del reato, indicando che indossava un com-
pleto sportivo verde con pantaloncini e scarpe bianche. Gli agenti della Questura si sono attivati immediatamente per rintracciare l'uomo. Poco dopo, un equipaggio della Squadra Mobile ha intercettato in via Dante, all'angolo con via Olivetti, un giovane corrispondente alle descrizioni, mentre cercava inutilmente di salire a bordo di un autobus di linea per fuggire. L'uomo, che appariva visibilmente sudato e in stato di agitazione, è stato fermato e identificato. Sotto-
posto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di 225 euro in contanti e di una carta di credito intestata alla vittima. Di fronte alle evidenze, il 31enne ha ammesso di aver sottratto la borsa e di averla poi abbandonata in un bar, trattenendo solo il denaro e la carta di credito. Dopo aver raccolto la denuncia della vittima, che ha riconosciuto l'autore dello scippo, e le testimonianze di alcune persone presenti, l'uomo è sta- disposizione dell’Autorità Giuto dichiarato in arresto e, su diziaria, condotto in carcere.
Via libera del Consiglio comunale alla definizione agevolata delle entrate: «Una misura che aiuta famiglie e imprese»
Tributi locali, al Comune di Matera c’è la rottamazione delle cartelle MATERA. Il Consiglio comunale di Matera ha approvato l'adesione del Comune alla definizione agevolata delle entrate locali, la cosiddetta «Rottamazione-quinquies». Il provvedimento consentirà ai contribuenti di regolarizzare i debiti tributari e patrimoniali comunali maturati tra il 2000 e il 2023 pagando esclusivamente il capitale dovuto, con l'azzeramento di sanzioni e interessi di mora. Per le violazioni al Codice della strada, invece, l'esclusione riguarderà soltanto gli interessi di mora. A commentare il via libera dell'aula è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Domenico Bennardi, primo firmatario dell'ordine del giorno presentato nello scorso mese di aprile insieme ai colleghi dell'opposizione, poi rinviato in Commissione Bilancio per gli approfondimenti tecnici.
«Esprimo una profonda soddisfazione per il raggiungimento di questo traguardo – afferma Bennardi – che rappresenta una reale boccata d'ossigeno per le famiglie e le piccole imprese materane in difficoltà economica o a rischio sovraindebitamento». Secondo l'esponente pentastellato, la misura non costituisce «un condono indiscriminato», ma «una forma di saggia conciliazione fiscale» che mantiene fermo il pagamento dell'imposta principale, alleggerendo però il peso di sanzioni e interessi.Bennardi sottolinea inoltre che la definizione agevolata non comprometterà gli equilibri finanziari dell'ente. «Grazie al bilancio sano e in equilibrio che la mia amministrazione ha lasciato – sostiene – il Comune ha la solidità necessaria per trasformare crediti vecchi e di difficile riscossione
in risorse fresche da reinvestire immediatamente nel sociale, per contrastare l'emergenza abitativa e il caro affitti». Il consigliere assicura che l'opposizione vigilerà
affinché le maggiori entrate vengano effettivamente destinate a questi obiettivi.Nel suo intervento Bennardi rivolge un ringraziamento all'intero Consiglio comunale «per la maturità dimostrata nel voto», con un riconoscimento particolare ai consiglieri di minoranza che hanno sostenuto la proposta sin dall'inizio. Un plauso viene inoltre espresso al presidente della Commissione Bilancio, Roberto Suriano, per il lavoro di approfondimento svolto, e al funzionario del settore finanziario Giuseppe Di Cuia per la competenza e la disponibilità dimostrate durante l'iter del provvedimento. Per il consigliere del Movimento 5 Stelle, l'approvazione della misura conferma come anche l'opposizione possa contribuire in modo determinante all'adozione di provvedimenti nell'interesse della città.
L'iniziativa promossa dalla Provincia e già candidata al riconoscimento regionale per sostenere imprese, agricoltura e turismo
Nasce il Distretto del Cibo per fare rete nel Materano MATERA. Mettere in rete il patrimonio agroalimentare, culturale e produttivo della provincia per trasformarlo in un motore di sviluppo sostenibile e competitivo. È questo l'obiettivo del Distretto del Cibo Materano, il nuovo organismo presentato nella sala della presidenza della Provincia di Matera, in via Ridola, che ha già depositato alla Regione Basilicata l'istanza per il riconoscimento ufficiale. Ente capofila dell'iniziativa è la Provincia di Matera.Il presidente della Provincia, Francesco Mancini, ha definito il Distretto «una scelta di visione e di responsabilità», sottolineando come l'obiettivo sia creare uno strumento capace di mette-
re a sistema le migliori energie del territorio, offrire nuove opportunità alle imprese e rafforzare il dialogo con le istituzioni nazionali ed europee.A illustrare il progetto sono stati anche Antonio Blandi, esperto di valorizzazione del patrimonio agroalimentare, Giuseppe Perri, direttore del Distretto ed esperto di politiche comunitarie, e l'ex sindaco di Matera Domenico Bennardi. Il nuovo organismo punta a diventare un interlocutore stabile per ministeri e istituzioni europee, favorendo la collaborazione tra imprese agricole, artigiani, operatori turistici ed enti locali.Blandi ha evidenziato come il Distretto intenda valorizzare
l'identità del territorio e, allo stesso tempo, intercettare nuove risorse finanziarie attraverso i Contratti di Distretto. In Basilicata, ha ricordato, tali strumenti consentono contributi fino al 50 per cento degli investimenti materiali e immateriali e fino al 100 per cento delle spese destinate a promozione, ricerca e sviluppo, con una governance partecipata a prevalenza privata.Per Perri la sfida consiste nel promuovere la cultura alimentare mediterranea, tutelare la biodiversità e aiutare le piccole aziende a superare l'isolamento del mercato grazie a strategie condivise. Bennardi ha infine rimarcato che l'aggregazione delle filiere d'eccellen-
za, dal Pane di Matera Igp all'olivicoltura, dalla viticoltura Doc alla tradizione casearia della Murgia, rappresenta «l'unica vera chiave» per generare ricadute economiche concrete sull'intero territorio. Al momento hanno aderito formalmente al Distretto una quindicina di produttori della provincia.
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Matera e provincia
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Chiusa dalla metà degli anni ‘90, la struttura ha ospitato i più noti personaggi del mondo dello spettacolo e del teatro
Montalbano, il Comune acquista lo storico Cineteatro nuovo: incerta la destinazione DI VINCENZO MAIDA
È
chiuso da circa la metà degli anni 90. Posto in pieno Centro Storico, vicino dove c’era una delle cinque porte che lo chiudeva, Porta Metaponto, nei pressi dell’Osannale e di fronte a Palazzo Federici o Palazzo del Cavaliere, rappresenta un pezzo di storia del paese. Da lì sono passati i più noti personaggi del mondo dello spettacolo e del teatro nazionale: da Pippo Baudo a Michele Placido, da Pippo Franco a Moana Pozzi, da Luca de Filippo a Nando Gazzolo, da Claudio Bosetti e Flavio Bucci. In verità quest’ultimo, già interprete della serie sul Ligabue televisivo, il pittore pazzo, portò in scena un monologo di difficile digestione da parte del pubblico. Più pratico Pippo Franco che a metà di una commedia non proprio brillante, la interruppe e si mise a improvvisare un esilarante rosario di barzellette e battute irresistibili. Ma quella struttura per anni è statail ritrovo di tanti giovani e meno giovani locali del Gruppo ’70, che portarono in scena Processo di Diego Fabbri, con la regia dell’indimenticabile Tonino Cipriani, autore anche di diverse canzoni, e poi una versione dialettale dei Promessi Sposi con Michele Tuzio nei panni di
don Abbondio, il compianto Mario Larocca e Antonietta Fazio in quelli di Renzo e Lucia, poi si sposarono sul serio, Giambattista Marrese in quelli di don Rodrigo, i compianti Gregorio Ingusci, Peppino Laragione e il sottoscritto in quelli dei tre “Bravi”. E mi scuso con tutti gli altri che non cito. C’era sempre la consulenza discreta ma utile del maestro elementare Maurizio Amendola, appassionato di teatro. Il Gruppo ‘70 poi in vernacolo li ha messo in scena tante altre commedie. Si socializzava, si cementavano amicizie, ci si sentita vivi in una comunità viva. Indimenticabile anche quello che succedeva in sala: scene degne del film Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Le “maschere” cioè gli addetti a vigilare sull’ordine in sala, riuscivano a riconoscere nel buio gli autori anche di un colpo di tosse o di una risata, per non di altro. Seicento posti a sede, dieci scene, una ventina di camerini, con la nuova normativa sulla sicurezza e la prevenzione degli incendi nei luoghi pubblici, non era più a norma e fu chiuso. Sul tetto poi c’era l’amianto che andava rimosso per il potenziale cancerogeno delle sue polveri. Da allora nessuna amministrazione comunale è riuscita a trovare una
soluzione e finalmente oggi bisogna dare a quella attuale di aver comunicato a sorpresa che l’acquisto è già avvenuto. Messa da parte l’idea originaria, che avrebbe vanificato il merito dell’acquisto, di buttare giù il cine-teatro e ricavarne parcheggi, l’amministrazione comunale deve essere più chiara. L’affermazione sarà un contenitore artistico e culturale, o ci sarà un suo utilizzo a fini turistici, è troppo vaga. Serve non solo a Montalbano Jonico ma a tutto il metapontino un Teatro degno di questo nome. Ecco una parte dell’annuncio del Sindaco Giuseppe Di Sanzo: «Dalle parole ai fatti. Dopo circa 60 anni, il Cinema Teatro Nuovo cambia finalmente destino. Per decenni, ad ogni campagna elettorale, tutti hanno parlato della vergogna rappresentata dal Cinema Nuovo: un edificio abbandonato nel cuore del centro storico, lasciato al degrado. Con un grande e paziente lavoro svolto dalle nostre amministrazioni, già guidate dall’attuale consigliere regionale Piero Marrese, oggi possiamo dire con orgoglio che il Comune ha acquistato il Cinema Nuovo. Un risultato storico che pone fine a quarant’anni di immobilismo. E non ci siamo fermati qui. Abbiamo reperito anche le risorse necessarie per pro-
cedere alla bonifica dell’amianto, affrontando con responsabilità un problema che riguardava l’intera città. Siamo finalmente all’inizio di una nuova storia che deve portare finalmente a quel tanto desiderato contenitore di cultura e arte. Restituiamo alla città un luogo che per troppo tempo è stato simbolo di degrado e abbandono e iniziamo insieme a costruirne il futuro». A cui ha fatto seguito un post del viceSindaco Tomas Pennetta in risposta a Beppe Passarella, titolare di MJ Radio, che poneva proprio il problema della nuova destinazione del cine-teatro. Questa la parte che ci interessa: «Che nel centro storico esista un problema di parcheggi è un fatto noto e og-
gettivo, ed è proprio per questo che l’Amministrazione sta lavorando a soluzioni concrete e strutturali. Tra le ipotesi prese in considerazione c’è stata anche quella richiamata da Giuseppe, ma è stata consapevolmente accantonata. Contrariamente a quanto sostenuto nel post, il Regolamento Urbanistico conferma proprio che è possibile creare attività turistiche, ricettive e commerciali, che includono l’eventuale possibilità di realizzare anche un cinema o un teatro. In tal senso l’amministrazione sta lavorando anche per il recupero del patrimonio esistente». Siamo certi a questo punto che l’Amministrazione Comunale opererà per il meglio.
Un luogo di elaborazione e di visione di futuro, con un progetto che parte dal presente per cambiare il destino della città
Il PD apre una nuova fase di confronto con la “Policoro che vorrei”
C
on l'amministrazione comunale della destra guidata da Enrico Bianco entrata nell'ultimo anno di consiliatura, è tempo di aprire una riflessione seria sul futuro di Policoro. Al di là degli annunci e delle operazioni di comunicazione, molte delle principali questioni che riguardano la città restano ancora irrisolte e attendono risposte concrete. Pensiamo alle tematiche che riguardano lo sviluppo della città, i servizi, la capacità di dare una prospettiva ai giovani, di costruire una visione concreta e condivisa per Policoro. Su questi argomenti il bilancio che i cittadini vedono ogni giorno è molto diverso dalla narrazione che l'amministrazione prova a proporre. È proprio da questa consapevolezza che il Partito Democratico di Policoro intende aprire un confronto sui temi e sulle soluzioni ai problemi della città con quelle forze sociali, politiche e della società civile che si ritengono alternative alla de-
stra e che condividono il giudizio negativo sull’operato dell’amministrazione comunale della Città di Policoro. Per questo il PD si fa promotore di un nuovo spazio di confronto e partecipazione: "La Policoro che vorrei" come luogo di elaborazione e di visione di futuro, con un progetto che parta dal presente per cambiare il destino della nostra città. Partendo dal decoro urbano e dalla rigenerazione degli spazi pubblici, dalla rinascita delle infrastrutture culturali, dal rilancio del commercio, dalla riqualificazione delle strade urbane e dalla valorizzazione delle eccellenze e delle imprese presenti sul territorio. Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile aprire una fase nuova, fondata sul rinnovamento delle idee, dei programmi e dei metodi, coinvolgendo e ascoltando in primis quei tanti cittadini che oggi guardano alla politica con delusione e distanza, offrendo loro una speranza e una prospettiva concreta
per il futuro di Policoro. Mettendo al centro esclusivamente l'interesse della comunità e la necessità di costruire una proposta diversa che, nel confronto con le altre forze, porti alla nascita di un programma di governo per la nostra città. L'obiettivo è chiaro: contribuire alla nascita di un’alternativa larga, popolare e riformista all'attuale amministrazione di destra.
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L’approfondimento
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Appuntamento con la ricerca dialogica sulla comunità con occhi di donna
Licia Viggiani: donne consapevoli e associate per riformare le comunità Continua il nostro percorso dialogico avviato nelle 131 agorà della nostra terra lucana. In questa seconda edizione lo facciamo attraverso una visione duale e della differenza (maschile-femminile). Il modello resta sempre quello socratico, di ricerca e di indagine “critica”, per un confronto e dialogo costruttivo sulle questioni e sui problemi, senza sopraffazioni e forme di dominio. La differenza esperita apre a percorsi di alterità e di rispetto delle diversità influenzando positivamente l’intero tessuto sociale. Nessuno “scimmiottamento”. Differenti identità per costruire qualcosa di buono nei luoghi dove si vive, “un mondo nuovo e migliore”, come direbbe Virginia Woolf. DI MARIA DE CARLO*
«P
romuovere l’empowerment femminile, la parità di genere a partire dal linguaggio e credere nel volontariato associativo». Si può così sintetizzare il credo e il fare di Licia Viggiani. Una battaglia che la potentina porta avanti da anni, nei vari ambiti associativi e istituzionali. Attualmente è vicepresidente del CUG (Comitato unico di garanzia per le pari opportunità) all’Unibas. Un habitat naturale questo per Licia che fin da ragazza è cresciuta coltivando lo spirito dell’autonomia e vivendo poi, anche la relazione di coppia, nel pieno rispetto dell’individualità e propri spazi.«Tra me e mio marito c’è stato sempre un grande rispetto reciproco, abbiamo continuato a coltivare i nostri rispettivi interessi ma senza mancare di supportarci a vicenda e di collaborare affinché l’altro potesse trovare gli spazi necessari. Poi insieme abbiamo anche condiviso alcune attività – continua – come il volontariato negli scout e il nostro impegno a braccetto soprattutto nel periodo del terremoto».Licia parla al passato, perché è rimasta vedova da più di un anno. Al di là del dolore della perdita e della gestione del lutto, deve molto al-
la relazione vissuta con il marito, che oggi le consente di «vivere» appieno e con consapevolezza anche il suo nuovo status. «C’è il vuoto – spiega – ma grazie al nostro rapporto i miei giorni sono pieni senza disorientamento». In questo percorso costruito in coppia, Licia invia un messaggio alle giovani generazioni facendo loro il seguente appello: «E’ importante vivere insieme, dialogando e confrontandosi ma è altrettanto importante avere sempre la propria autonomia decisionale nelle scelte e nel rispetto reciproco».Attualmente abita sola, i due figli vivono fuori regione, un altro profondo cambiamento questo da gestire. Nei giorni scorsi Licia è rientrata dalla Spagna, dopo un’esperienza formativa con l’Unibas, «Erasmus plus», dedicata al personale tecnico-amministrativo e ai docenti universitari.Una settimana di «esperienza arricchente e di confronto, ed ho voluto mettermi in gioco – racconta Licia - con altre culture e colleghi provenienti da diversi paesi europei. Ho trovato – continua – un clima di autentica inclusione». Ma Licia non è nuova a queste esperienze, è stata ad Atene, in Romania e a Tolosa. Il suo entusiasmo è così descritto da lei stessa: «Sono esperienze che ci allenano al confronto con gli altri, con le loro visioni e culture, la conoscenza delle diversità ci apre al rispetto e impariamo a non dare nulla per scontato, come pure scopriamo che inconsciamente avevamo dei pregiudizi». È un’apertura mentale che tiene giovani e pronti a nuove sfide. Tanto che Licia, pur avendo 66 anni ha deciso di non an-
dare in pensione ma di lavorare ancora per altri quattro anni.Licia Viggiani è una biologa all’Università degli studi della Basilicata. Il suo percorso di studi l’ha fatto tra Firenze e Napoli. Ed è stata la prima laureata a svolgere il tirocinio annuale nell’allora nascente Unibas. Una prima esperienza lavorativa, l'ha fatta in un’azienda farmaceutica lucana dove era responsabile dei controlli biologici. Ma nonostante il ruolo rilevante, ha preso in lei il sopravvento il desiderio della ricerca: «la curiosità e i continui stimoli che la ricerca offre – afferma – mi hanno portata a fare una scelta». Lavora all’Unibas dove attualmente svolge un ruolo di «funzionario tecnico», e non si è mai sottratta agli impegni a favore del benessere e della parità, facendo parte così del CUG (Comitato unico di garanzia…). Una esperienza lunga e necessaria di promozione della parità a partire dal linguaggio di genere anche nelle pratiche amministrative. Dal linguaggio, infatti, viene fuori una cultura del rispetto delle differenze.Sulla questione della parità o del rispetto del genere chiedo a Licia, in base anche alla sua esperienza, a che punto siamo? «Abbiamo fatto delle importanti conquiste ma noto che le nuove generazioni di donne non hanno consapevolezza delle loro libertà, o meglio danno tutto per scontato – spiega la vicepresidente -. E così si rischia di tornare indietro, tanto è che sono sempre più numerose le relazioni fondate su un amore tossico». Licia avverte, con molta tristezza, quanto sia carente il rispetto reciproco e quanto invece sia predominante
nelle relazioni di coppia tra giovani un atteggiamento di prevaricazione e di controllo: «rischiamo – afferma – di tornare indietro, di retrocedere culturalmente, e come donne stiamo perdendo alcune delle conquiste fatte».Conosco Licia da oltre vent’anni. Ci siamo salutate lungo la via romana del centro storico potentino, non poche volte, e poi con lei abbiamo condiviso un pezzo del percorso educativo-formativo della figlia, mia ex alunna. Ogni volta che l’ho incrociata ho sempre visto in lei il volto di una persona dolce ma al contempo determinata. Si sfiora quasi la sua timidezza, caratteristica che l’ha accompagnata dalla fanciullezza ma che in età adulta ha saputo gestire attraverso le numerose attività associative. Ed è proprio sul «fare associazionismo» che Licia rivolge un appello accorato alle giovani donne. «C’è una grande crisi di partecipazione alla vita associativa oggi – afferma –, anche il Covid ci ha portati ad una chiusura o a relazioni da remoto, e quello che manca a mio avviso è l’urgenza di avere e crescere con degli ideali. Bisogna superare quell’individualismo che sembra radicarsi sempre di più – continua – e aprirsi al volontariato, a fare qualcosa
insieme e per gli altri gratuitamente. Vivere in associazione aiuta a volersi bene e farsi del bene e a maturare con degli ideali, e nelle relazioni poi e nel confronto vero si cresce e si impara a gestire ogni difficoltà. E poi – chiosa – ognuno di noi è una risorsa che può essere donata agli altri aprendoci ad una mentalità della gratuità, consapevoli che non tutto deve essere pagato». Lo sa bene lei, già presidente Fidapa (sezione di Potenza) nonché attualmente componente del Crpo (Commissione regionale per le pari opportunità della Basilicata).Infine, altro aspetto su cui riflettere è la mancanza di unità tra donne. Lo sguardo di Licia è rivolto alle 21 madri costituenti: «Erano donne trasversalmente unite nel promuovere l’emancipazione femminile – afferma -, pur con diverse ideologie avevano un obiettivo che le univa, quello di migliorare la cultura delle donne e renderle consapevoli del loro valore».Un punto questo su cui meditare fortemente in tempi in cui le spaccature e chiusure campanilistiche, ad ogni livello e al di laci del genere, sembrano essersi radicate vanificando quanto è stato fatto e costruito con sacrificio. *COUNSELOR FILOSOFICA
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Periscopio
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Domenica 12 luglio in piazza Mario Pagano la cerimonia organizzata da Pro Loco Tolve e Rete Ente Pro Loco Basilicata con il sostegno delle istituzioni
Premio Pro Loco Basilicata 2026: Tolve celebra le eccellenze lucane nel mondo T
utto pronto per la cerimonia di premiazione del Premio Pro Loco Basilicata Italìa, edizione 2026. L'importante evento si svolgerà domenica 12 luglio 2026 a Tolve, nella suggestiva cornice della Fontana Monumentale in Piazza Mario Pagano, a partire dalle ore 18:30. L'iniziativa è organizzata dalla Pro Loco Tolve Aps e dalla Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps, e vanta la preziosa collaborazione e il supporto del Comune di Tolve, il sostegno del fondo etico Bcc Basilicata, nonché il prestigioso patrocinio della Regione Basilicata, dell'Apt Basilicata e della Rete Associativa del Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps.La serata, che sarà presentata dalla giornalista Annamaria Sodano, vedrà la partecipazione di un ricco parterre di autorità istituzionali e ospiti illustri: il Senatore della Repubblica Gianni Rosa, il Vicepresidente della Regione Basilicata Pasquale Pepe, il Viceprefetto e Capo di Gabinetto della Prefettura di Potenza Gerardo Quaranta, la Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Basilicata Vittoria Rotunno, il Garante della Natura della Regione Basili-
cata Biagio Costanzo, il Sindaco di Tolve Renato Martucci, il Presidente dell'Anci Basilicata Gerardo Larocca, il Presidente della Pro Loco Tolve Antonio Basile e il Presidente regionale dell'Ente Pro Loco Basilicata Aps, Rocco Franciosa.«Il Premio Pro Loco Basilicata Italìa è istituito dall'Ente Pro Loco Basilicata Aps – fa sapere il presidente regionale Rocco Franciosa – per celebrare l'orgoglio lucano e omaggiare le eccellenze lucane che nel campo della musica, del cinema, dell'arte, della medicina e dell'impresa esaltano la lucanità nel mondo, distinguendosi a livello nazionale ed internazionale per l'amore e l'attaccamento alla nostra terra. Il Premio è un'opera artigianale dell'artista Maria Teresa Romeo, in arte Oemor, che riprende l'antica olla enotria dell'VIII secolo a.C. custodita nel Museo nazionale della Siritide di Policoro, ideata grazie agli studi ed approfondimenti storici di Marcello Romano, coordinatore del Premio, e dal Referente Enotria Felix di Pisticci, Pietro Calandriello, per riscoprire le radici lucane che hanno dato il nome all'Italia».Quest'anno il prestigioso riconoscimento sarà confe-
rito a personalità di altissimo profilo che hanno dato lustro al territorio: Gianluca Caporaso (scrittore, narratore e comunicatore), Giuseppe Marco Albano (regista, sceneggiatore e produttore cinematografico), Viola Monaco (giovane campionessa italiana di Kickboxing), Nicola Papapietro (Medico Chirurgo Specialista in
Ortopedia e Traumatologia), Franco Artese (artista esponente della scuola presepistica meridionale), Federico Valicenti (chef cibosofo) e Katia Buchicchio (modella eletta Miss Italia 2025). Un appuntamento imperdibile per rinnovare il legame profondo tra la Basilicata e i suoi talenti più brillanti.
All'Ex Ospedale San Rocco un concerto unico per la IX edizione della rassegna promossa da Basilicata Circuito Musicale
Matera Festival, la tradizione incontra la sinfonica: sul palco l'abbraccio tra campane e zampogna
L
e sonorità della tradizione popolare incontrano la forza e la raffinatezza della musica sinfonica nel nuovo appuntamento del Matera Festival – Museo in Sinfonia. La rassegna, giunta alla sua IX edizione e promossa da Basilicata Circuito Musicale in collaborazione con l’Orchestra ICO Magna Grecia, si prepara a regalare al pubblico una serata di grande suggestione. Domenica 12 luglio, alle ore 20:30, la splendida cornice dell’Ex Ospedale San Rocco ospiterà infatti «Campane, Zampogna e Orchestra», un concerto-evento studiato per mettere in dialogo due strumenti simbolo della cultura e dell’identità italiana con il linguaggio colto dell’orchestra.Protagonista sul palco sarà l’Orchestra Sinfonica del Molise, guidata per l'occasione dalla prestigiosa bacchetta del Maestro Andrea Magnelli. Ad affiancare l'ensemble ci saranno due solisti d'eccezione: Giulio Costanzo alle campane e Piero Ricci alla zampogna. Il progetto musicale è stato realizzato in sinergia con la celebre Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, una delle più antiche fonderie di campane al mondo e autentico orgoglio dell'artigianato storico italiano.L’appuntamento si inserisce nel più ampio percorso artistico del Matera Festival che, anche in questa stagione, propone un cartellone capace di valorizzare il dialogo tra linguaggi
musicali differenti e di promuovere il patri- stegno di diverse attività economiche e commonio culturale del territorio attraverso pro- merciali del territorio che sposano la crescita duzioni originali di respiro nazionale. In que- culturale della comunità. sta prospettiva, «Campane, Zampogna e Orchestra» si preannuncia come uno degli eventi più significativi della rassegna, grazie all’incontro tra strumenti profondamente radicati nella memoria collettiva e il respiro della grande musica.Il programma della serata prevede l'esecuzione di musiche di Ottorino Respighi, Giulio Costanzo e Piero Ricci, strutturando un percorso sonoro che attraversa spiritualità, identità e ricerca. Le campane, da sempre simbolo di comunità e raccoglimento, e la zampogna, voce inconfondibile della tradizione pastorale dell’Italia meridionale, diventeranno protagoniste di una narrazione che supera i confini del folklore per dialogare con l’orchestra in una veste inedita e coinvolgente. Ad impreziosire ulteriormente l’esibizione sarà l'utilizzo di un prezioso carillon di campane di due ottave e mezza, forgiato proprio dalla storica fonderia Marinelli, e della speciale zampogna costruita dallo stesso Piero Ricci.La IX edizione del Matera Festival – Museo in Sinfonia è realizzata grazie al sussidio istituzionale del Comune di Matera, del Ministero della Cultura, della Regione Basilicata e dei Musei nazionali di Matera - Palazzo Lanfranchi, oltre al fondamentale so-
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LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono le idee e le convinzioni nel tempo
Appunti di realtà 10 luglio La fedeltà che ci tradisce DI FABRIZIO QUARATINO
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i hanno insegnato che tradire è una colpa. Forse è vero. Eppure, nessuno ci ha mai parlato del tradimento più elegante, quello che passa inosservato perfino a chi lo commette: tradire la persona che stiamo lentamente diventando per restare fedeli a quella che gli altri ormai conoscono. Succede più spesso di quanto immaginiamo. Cresciamo, comprendiamo, cambiamo prospettiva. E invece continuiamo a indossare idee, abitudini e perfino convinzioni che ci stanno strette. Un po’ per abitudine, un po’ per paura e, diciamolo, anche per non costringere qualcuno a rifare l’etichetta del cassetto in cui ci aveva sistemati. In fondo, c’è chi preferisce una persona prevedibile a una persona autentica. Esiste una frase che viene pronunciata con un orgoglio quasi eroico: “Io sono fatto così.” Ogni
volta mi domando se sia davvero una dichiarazione di carattere o, più semplicemente, il modo più elegante per evitare la fatica di evolvere. Perché se fossimo davvero “fatti così”, allora il dolore non insegnerebbe nulla, gli errori sarebbero inutili, gli incontri non ci cambierebbero e il tempo avrebbe il solo compito di aggiungere qualche capello bianco. La vita, invece, è infinitamente più intelligente delle nostre paure e delle nostre abitudini. Non ci chiede di essere coerenti con il passato. Ci chiede di essere sinceri con ciò che comprendiamo oggi. E ogni nuova consapevolezza porta con sé una responsabilità: avere il coraggio di seguirla oppure scegliere di far finta di niente. La parte più curiosa arriva quando iniziamo davvero a cambiare. C’è sempre qualcuno che ci guarda con sospetto e dice: “Non sei più quello di una volta.” Ha ragio-
ne. Sarebbe inquietante il contrario. Significherebbe aver attraversato gioie, delusioni, cadute, rinascite e incontri senza aver imparato assolutamente nulla. Più che una prova di coerenza, sarebbe un monumento all’immobilità. La verità è che la via non tradisce quasi mai nessuno. Siamo noi che, per paura di smentire il personaggio
costruito negli anni, finiamo per tradire la nostra evoluzione. E questo sì che è un prezzo altissimo, perché si paga ogni giorno, in silenzio, rinunciando a un pezzetto della propria autenticità. Forse la libertà non nasce quando tutto cambia intorno a noi. Nasce quando smettiamo di difendere chi eravamo solo perché ci era diventato
familiare. Perché ciò che ci ha portati fin qui merita gratitudine, non prigionia. Alla fine, la persona più coraggiosa non è quella che ha sempre ragione. È quella che, quando la verità le cambia il cuore, trova la forza di cambiare anche la propria vita. Perché il contrario non si chiama coerenza. Si chiama paura travestita da virtù.
Opportunità di carriera, indipendenza economica e specializzazione professionale per giovani tra i 18 e i 24 anni
Esercito, bando da 3.200 posti per volontari: domande entro il 22 luglio
C’
è tempo fino al prossimo 22 luglio per cogliere una delle più importanti opportunità di inserimento professionale offerte dalle Forze Armate. È infatti aperto il concorso pubblico per l'ammissione di 3.200 Volontari in Ferma Iniziale (VFI) dell'Esercito Italiano, un'iniziativa rivolta ai giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni che desiderano intraprendere la carriera militare.L'iter selettivo vedrà i candidati impegnati presso i Centri di Selezione dislocati a Foligno, Bari, Milano, Palermo e Roma. Qui gli aspiranti volontari saranno valutati inizialmente attraverso prove di efficienza fisica; seguiranno poi accertamenti psico-fisici tramite visite mediche ed esami specialistici e, infine, un esame attitudinale mirato a valutare l'effettiva idoneità al servizio. Per agevolare gli spostamenti verso le sedi d'esame, l'Amministrazione ha messo a disposizione dei partecipanti una convenzione fer-
roviaria riservata, consultabile direttamente sul sito ufficiale della Forza Armata.Entrare nell'Esercito come VFI rappresenta oggi un primo passo concreto per costruire un futuro solido. La ferma offre infatti un'indipendenza economica immediata, l'acquisizione di competenze specialistiche di alto livello e rilevanti prospettive di stabilizzazione e progressione di carriera. All'atto dell'ingresso nella vita militare presso i Reggimenti Addestrativi Volontari, il VFI sottoscrive una ferma di tre anni, con la possibilità di accedere a una successiva rafferma annuale. Le opportunità di crescita non si fermano qui: dopo il dodicesimo mese di servizio si può accedere ai concorsi per le Forze di Polizia sfruttando la riserva di posti, mentre dal ventiquattresimo mese si aprono le porte per i concorsi della Ferma prefissata Triennale nelle Forze Armate, propedeutica al transito definitivo.Il bando attuale prevede una riserva di 78 posti per spe-
cifici incarichi tecnici, tra cui figurano profili come elettricista, fabbro, muratore, idraulico, falegname, meccanico, esploratore equestre e tecnico per aeromobili di 1° livello.La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica attraverso il portale «concorsi.difesa.it», effettuando l'accesso tramite SPID o Carta d'Identità Elettronica (CIE). Per
assistere i giovani passo dopo passo nel percorso di candidatura, l'Esercito ha introdotto sia gli avatar virtuali «Atena» ed «Ettore» all'interno del bando, sia la figura strategica del «Recruiter», un consulente dedicato i cui contatti sono facilmente reperibili sui canali ufficiali della Forza Armata per fornire chiarimenti immediati sulle opportunità di carriera.
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