PORTFOLIO

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portfolio

indice 05 curriculum 07 quattro parti per un racconto 15 (in)compatibile 29 parole sospese 35 alentejo orizzontale

Policastro Bussentino, SA, Italia 24081999

+39 3884074359

+351 920168908

laviniaremer@gmail.com

curriculum

FORMAZIONE 2012 - 2017

Liceo Scientifico Rossano Calabro Diploma di maturità 100/100

2017 - oggi

Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Architettura DIDA

2021 - 2022

Universidade Lusíada Lisboa, Faculdade de Arquitectura e Artes FAA

LINGUE COMPETENZE

Italiano madrelingua

Inglese B2

Portoghese B2

Mac OS X, Windows, Word, Excel, PowerPoint AutoCAD

Cinema 4D, Rhinoceros, V-Ray, Lumion

Photoshop, Illustrator, InDesign Premiere

MOSTRE PUBBLICAZIONI WORKSHOP COLLAB

Architettura per la salute, Casa della Comunità Le Piagge, 2022

Quattro parti per un racconto, Palazzo delle Arti, Fucecchio, 2020

Quattro parti per un racconto, Alredy Toscana Soc. Coop. - Toscoprint, Viareggio 2020

30 Case, Atlante possibile 88/18, M. Pivetta, Didapress, Firenze 2021

Dossier Académicos, Universidade Lusíada, ARQA 4° trimestre 2021

Com abrigo, Universidade Lusíada Lisboa, Atelier Byrne, 2021

Gradina Gallery, Massa, MS, Italia

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QUATTRO PARTI PER UN RACCONTO

La possibilità di un confine

Analisi e nuova progettazione a Fucecchio, FI

Fucecchio è una città con un confine inesistente. Da qui parte la ricerca di una nuova identità degna della storica importanza della provincia fiorentina (“tappa” della via Francigena), che il suo sviluppo ha trasformato in uno spazio amorfo, indistinto e che ha dissolto il senso della forma della città. L’esigenza di una rinnovata relazione con il centro storico ha portato all’inividuazione di quattro aree strategiche: via Mario Sbrilli, Poggio Alberighi, via delle Scarelle e Piazza Bracci, e gli interventi hanno voluto ricordare l’eco di un passato fatto di viaggi e soste, movimento e stasi.

Per citare una cultura di accoglienza, il progetto si articola in due parti: un centro culturale e una serie di alloggi. Si inserisce nel tessuto urbano e lo fa una volta rispettando il limite della strada, affiancandosi agli edifici esistenti, e un’altra infrangendolo totalmente. Le mura che delimitano l’area della Chiesa di San Salvatore diventano lo sfondo di dirompenti blocchi sospesi (all’interno dei quali si articolano gli spazi dedicati agli alloggi), resi accessibili da un solo passaggio retrostante, ipogeo, che li collega al centro culturale. Il dialogo tra i due interventi si mantiene fitto grazie al tema dell’alternanza, realizzata ora con i solai sfalsati del centro culturale ora con il disallineamento degli alloggi.

Tutto è sospeso, come il racconto di una storia interrotta.

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Abitare. Luxus/Lacus, Variazioni/Invenzioni

Analisi del contesto e nuova progettazione nell’area del Lago di Garda, VR

Il progetto nasce dall’antitesi. Contrasto, opposizione, equilibrio e armonia: concetti in apparenza distanti che qui riescono invece a coesistere. Se ogni cosa è solo in relazione al suo contrario, la contraddittorietà si impone come unico principio generatore. Una lanterna di luce poggia su un blocco di materia, un basamento sostiene un esile padiglione: così due entità distinte trovano significato nella loro apposizione e risultano inscindibili. Abbandonare l’ordinario e abitare lo scavo diventa possibile nelle tre case, il cui basamentopercorrendo le vie d’accesso - risulta essere invisibile agli occhi. Ad essere immediatamente percepibile è, invece, il padiglione, elemento materiale-immateriale di sola mediazione tra interno ed esterno. L’idea che al suo interno possa svolgersi l’abitare è meramente fittizia, perché la realtà diverge dall’apparenza. La casa si disvela gradualmente: percorrendone le scale, costrette tra due muri, si è nell’attesa che precede la rivelazione. Gli spazi dell’abitare ora si mostrano e si lasciano conoscere nella loro conformazione; capaci di trasmettere un senso di protezione, si trasformano in un rifugio per chi li vive. Al loro interno due livelli si alternano per distinguere lo spazio comune, estroverso, da quello privato, introverso. Tale distinzione viene sottolineata dalle forature che immettono o verso l’esterno o in corti interne, ottenute ancora una volta per scavo, per sottrazione. L’abitare dunque si realizza nell’intimità, in quegli spazi apparentemente nascosti e celati, di cui nulla si vede se non un’effimera teca di vetro.

Il basamento si lega al padiglione. L’incompatibile diventa compatibile.

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PAROLE SOSPESE

Una ricerca di sé

Analisi del contesto e nuova progettazione a Bientina, PI 2021

Bientina nasce da Roma.

Le insulae raccontano la storia di un centro urbano che risale al periodo romano, modellano il borgo, lo caratterizzano e ne determinano lo sviluppo. Maglie ortogonali, schemi seriali, tracciati rigorosi, perimetri fortificati, limiti infranti: la storia di un borgo e della sua evoluzione, memoria di vuoti e traccia di assenze, che si racconta attraverso la metrica del suo linguaggio.

Il progetto si confronta con la difficoltà di rievocare, di tracciare un segno, di pronunciare parole nuove e, nel farlo, si appella al desiderio del ricordo. Il rapporto con la memoria del luogo è ricucito da un taglio, a cui spetta il compito di dividere e ricomporre, di raccontare la cesura che la demolizione del centro storico ha rappresentato per Bientina, di parlare di una ferita ancora da sanare. Il tratto verticale, che determina ora l’ingresso ora le scale, si riflette negli ambienti interni imponendosi come un limite, in questo caso invalicabile. Lo spazio ad esso riservato è uno spazio di rispetto, che non deve mai essere intaccato. Gli ambienti si distribuiscono richiamando le tracce delle cortine murarie preesistenti, evocando un passato che non è stato dimenticato. Questo si riflette anche nella successione dei piani, rispettivamente nel numero di due e di tre, come nelle abitazioni di un tempo. La forma è chiusa, compiuta, integra; un blocco di materia su di un foglio scritto e poi cancellato.

Il taglio è citazione di assenza. Assenza che permane trattenendo a sé due delle quattro insulae. È nello scarto tra il non detto e il pronunciato che risiede la percezione della mancanza. La “bella donna del Lago” non è più prigioniera del vuoto: consapevole di ciò che ha perso, privata della propria intimità, appartiene di nuovo a se stessa.

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ALENTEJO ORIZZONTALE

Un insieme di frammenti

Studio, analisi e nuova progettazione nell’area del Ponte de Nossa Senhora de Ajuda al confine tra Portogallo e Spagna

Il ponte de Nossa Senhora da Ajuda sorge sul fiume Guadiana, al confine tra Portogallo e Spagna. Viene eretto nel 1510 ma, a causa dei combattimenti dovuti alla Guerra di Successione spagnola, viene parzialmente distrutto. Nel 1990 si discute di una sua ricostruzione, che non trova compimento a causa della presenza - nella zona del ponte di Ajuda - della specie in via di estinzione narcissus cavanillesvi. La fragilità e la volontà di preservare il fiore sovrastano ogni altro intento e il ponte resta in stato di rovina fino ad oggi.

Tutto inizia da una raccolta di frammenti: nel progetto si evocano le “piattaforme” esagonali presenti nelle acque del fiume Guadiana, le strade delle città del Portogallo e della regione dell’Alentejo, le fortificazioni di Elvas, il rapporto tra con il fiume di Badajoz, la contesa di Olivença, i comignoli sui tetti, le gradinate, i patii. Il frammento si lega all’idea di protezione tramite la realizzazione di setti murari intesi come guida per il fruitore. Il percorso, che affonda le sue radici nello studio della land art, si articola seguendo il declivio che va dalla Capela de Nossa Senhora da Ajuda al fiume e prosegue fino a valicare i confini spagnoli. Nel rispetto del luogo, del silenzio, della bellezza fragile di una storia sospesa, gli interventi progettuali si inseriscono e si amalgamano al territorio, ora poggiandosi sul suolo, ora sull’acqua. E tutto è in equilibrio.

La residenza per artisti è un frammento di città. Sviluppandosi seguendo una linea orizzontale, si amalgama al paesaggio seguendone la sinuosa andatura. Ogni abitazione possiede un patio da cui, attraverso una scala, si raggiunge lo spazio della copertura: è qui che ad ogni artista viene riservato il suo momento privato.

Lo spazio espositivo è un frammento del ponte. Collocandosi parallelamente ad esso, vuole tentare di completarlo in una sovrapposizione visiva, in un gioco di occhiate fugaci. Punto di contatto tra Portogallo e Spagna e sospeso sulle acque del fiume, è raggiungibile solo tramite una barca.

L’area dedicata al turismo rurale è un frammento del costruito. A sinistra, gli edifici pubblici sono fedeli al limite cui si poggiano; a destra, le residenze private sono frenate - nel loro tentativo di disperdersi - da una barriera d’acqua. Ai nostri occhi, una danza.

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37 71 [43.] setenta e um
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39 73 [44.] setenta e três
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41 75 [45.] setenta e cinco
RIEN TOUT

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