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Emergenza lavoro/1. il clima di incertezza si riflette sull’economia, sul tessuto produttivo e sul mercato occupazionale
Fracasso: “Coniugare competitività delle imprese e tutela dei lavoratori” I l contesto internazionale sta generando un clima di incertezza. Con il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro della provincia di Vicenza, Andrea Fracasso, facciamo il punto della situazione. «Le aziende vicentine sono storicamente molto orientate all’export è ciò che sta accadendo sta incidendo sulle strategie delle imprese, che devono ricostruire reti commerciali e individuare nuovi sbocchi. Nonostante ciò, il sistema dimostra una buona capacità di resilienza: accanto a realtà che stanno rallentando, ve ne sono altre che continuano a investire e a riposizionarsi. In questo quadro, il ruolo del consulente del lavoro si conferma centrale nel supportare le imprese anche nelle scelte organizzative e di gestione delle risorse umane in una fase di transizione». Sul finire del 2025 molte aziende hanno fatto domanda per la Cig, la cassa integrazione guadagni. «È così ma molte lo hanno fatto spesso in via preventiva. Nei primi mesi del 2026 questa tendenza si è in parte confermata: ciò significa che molte aziende stanno utilizzando la cassa integrazione come leva di gestione prudenziale, ma non mancano situazioni più critiche, soprattutto in alcuni comparti manifatturieri, dove si sono già registrate riduzioni di personale»
Il Festival del Lavoro che si svolge a Roma avrà per titolo “Le nuove sfide del lavoro”. Quali saranno? “Tra le priorità vi è sicuramente quella del calo demografico che impone una riflessione concreta sulla partecipazione al mercato del lavoro, con riferimento anche alla necessità di favorire una maggiore inclusione e valorizzazione dell’occupazione femminile, che rappresenta una leva fondamentale per sostenere la crescita e la tenuta del sistema produttivo. In questo contesto si inserisce anche una delle sfide normative più rilevanti dei prossimi mesi, legata al recepimento della disciplina europea in materia di trasparenza retributiva, che avrà impatti significativi sia sul piano organizzativo sia su quello culturale, contribuendo a ra!orzare i principi di equità e parità nel mercato del lavoro». Le altre priorità? «Il dibattito si svilupperà su tre pilastri: un welfare ampliato e generativo, capace di rispondere ai nuovi bisogni delle persone lungo tutto l’arco della vita lavorativa; la sicurezza e la qualità dell’occupazione che andranno coniugate con la competitività delle imprese e la tutela dei lavoratori, anche attraverso modelli organizzativi innovativi e una maggiore attenzione al benessere; l’intelligenza artificiale che cambierà processi produttivi, competenze e modalità di lavoro: sarà fondamentale accompagnare questa
transizione con adeguate politiche formative e con un quadro normativo adeguato». Anche la provincia di Vicenza purtroppo non è estranea al tema degli incidenti sul lavoro. « Il tema degli infortuni resta prioritario: come consulenti e come Ordine, abbiamo una interlocuzione diretta sia con l’Inail sia con l’Ispettorato
territoriale del lavoro, per promuovere una cultura della prevenzione sempre più di!usa, a!iancando le aziende non solo negli adempimenti normativi, ma anche nella costruzione di modelli organizzativi orientati alla sicurezza». • Marina Puviani
2025: lavoro in calo, ma il settore metalmeccanico tiene e segna un + 4%
I
n provincia di Vicenza, secondo i dati di Veneto Lavoro, la domanda di lavoro del 2025 ha visto 111.800 assunzioni, in calo del -2% rispetto al 2024. Tale andamento è legato prevalentemente alla diminuzione delle assunzioni del settore dei servizi (64.600, -5%), sebbene anche l’agricoltura sia stata interessata da una lieve flessione (4.900, -3%). È ancora una volta il settore metalmeccanico a raddrizzare le corti del mercato del lavoro, almeno per quanto riguarda gli esiti dello scorso anno. La
provincia di Vicenza, infatti, è l’unico territorio a mostrare un saldo positivo con +3.900 posizioni lavorative, in lieve miglioramento rispetto al 2024, grazie appunto alle performance del comparto metalmeccanico. Nel terziario l’andamento delle assunzioni è invece stato di!usamente negativo, con diminuzioni più significative nel comparto dell’ingrosso e logistica, nelle attività dei servizi di pulizia e in quelle connesse ai servizi alla persona.
L’industria registra all’opposto un lieve incremento (42.300, +1%) grazie alla crescita delle assunzioni avvenuta, come detto, nel metalmeccanico (+4%) che aveva subìto un segno negativo nel 2024 di 740 unità, e nelle costruzioni (+3%) che compensano la riduzione registrata nel made in Italy (-2%). Il bilancio occupazionale di fine anno è risultato perciò positivo (+3.900) seppur di poco, rispetto a quello del 2024 (+3.400). Tale risultato è con-
seguenza delle buone performance dell’industria che registra un saldo positivo (+1.000) e migliore dell’anno precedente (-480) grazie al già citato recupero del metalmeccanico e, anche se meno significativo, del made in Italy e delle “altre industrie”. Il bilancio del terziario è positivo (+2.700), ma risulta ridimensionato in chiave tendenziale a causa del rallentamento più marcato di servizi turistici, commercio all’ingrosso, servizi di pulizia e alcune attività del terziario avanzato
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