NUMERO 02 | DICEMBRE 2025
In questo numero anche:
Pronto 116117, per tutti i tuoi problemi sociosanitari non urgenti pag. 16|17 www.aulss3.veneto.it
Agenas: Angelo ospedale migliore d’Italia pag. 09
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Abbiamo l’energia per migliorare il mondo Dal 1919 creiamo valore per i nostri clienti, per le comunità in cui operiamo e per l’ambiente che ci circonda. Progettiamo, installiamo e gestiamo impianti tecnologici, forniamo servizi di facility management, realizziamo interventi di efficientamento energetico e ci occupiamo di gestione dell’energia per organizzazioni e aziende pubbliche e private. E sentiamo la responsabilità di contribuire ad un futuro sempre più sostenibile e inclusivo.
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Servizio sanitario: si continua ad innovare e il 116117 è la novità più significativa Edgardo Contato, direttore generale
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li anni finiscono, e ne iniziano di nuovi, ma dando uno sguardo a ciò che accade nel servizio sanitario si può dire che si continua a camminare senza soluzione di continuità per costruire una sanità che sia sempre più vicina al cittadino. Il Veneto e Venezia vivono una fase di trasformazione, ma il rinnovamento e il potenziamento del servizio sanitario regionale non rallentano affatto. Ci sono sicuramente delle difficoltà, e pesa in particolare la carenza di medici e di infermieri, in una società che ne avrebbe sempre più bisogno; e però anche solo sfogliando le pagine di questa rivista, si può vedere nei nostri ospedali il continuo miglioramento delle équipe specialistiche, la costruzione, continua, di nuovi reparti, l'installazione di nuove strumentazioni, la creazione di percorsi. E sul territorio, mentre si costruisce la rete delle Case della Comunità, la grande novità è il servizio del 116117, che risponde ai cittadini
per le loro richieste di salute non urgenti, facendo un po' da polo collettore delle esigenze che poi proprio le Case della Comunità potranno accogliere e gestire. Al lavoro del 116117, quindi, diamo evidenza in questo numero di Salute Serenissima, perché deve diventare per tutti un punto di riferimento, e anche perché la nostra Ulss 3 Serenissima, anche in questo settore, è capofila e traccia la strada, con la Centrale costruita a Mestre, la prima del Veneto, che da sola serve metà del territorio regionale. E Venezia? Venezia, anche se se ne parla poco in questo numero della rivista, non è affatto da meno. Anzi: sono così tante le novità anche nella parte insulare dell’Ulss 3 Serenissima, e in particolare nell’Ospedale Santi Giovanni e Paolo, che ad esse dedicheremo, praticamente in esclusiva, il prossimo numero, già in preparazione. Buona lettura, allora, e buona salute!
Testi a cura dell'Ufficio Stampa dell'Ulss 3 Serenissima SaluteSerenissima è una pubblicazione dell'Ulss 3 Serenissima Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 782/2025 del 17/02/2025
Direttore responsabile Giulia Busetto saluteserenissima@aulss3.veneto.it www.aulss3.veneto.it Chiuso in redazione il 10 dicembre 2025
L’Ulss 3 Serenissima, ente della Regione del Veneto, provvede all’attuazione del principio costituzionalmente garantito di tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività, realizzando le finalità del Servizio sanitario nazionale. L’ambito territoriale di competenza comprende i 23 Comuni di Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Camponogara, Cavarzere, Chioggia, Cona, Dolo, Fiesso d'Artico, Fossò, Marcon, Martellago, Mira, Mirano, Noale, Pianiga, Quarto d'Altino, Salzano, Santa Maria di Sala, Scorzè, Spinea, Stra, Venezia, Vigonovo. L’Ulss 3 Serenissima eroga i servizi in un’area di 1.406,09 kmq, con una popolazione residente di 612.714 abitanti. Guida l’Ulss 3 Serenissima il direttore generale, Edgardo Contato, coadiuvato dal direttore amministrativo, Luigi Antoniol, dal direttore sanitario, Giovanni Carretta e dal direttore dei Servizi sociosanitari, Massimo Zuin.
Edgardo Contato
Luigi Antoniol
Giovanni Carretta
Massimo Zuin
SEDE Supporto grafico ed editoriale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 redazione@givemotions.it Centro Stampa: Tecnostampa Srl - Pigini Group via Brecce · Loreto (An)
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All’Angelo ricostruita la lingua di un’infermiera trentenne con i lembi del suo braccio Accade in sette ore e mezza di sala operatoria a una professionista che durante gli studi aveva assistito a uguali interventi. Ripristinati eloquio, gusto, movimento e sensibilità
“Hai una forma tumorale alla lingua, in qualche modo dobbiamo intervenire”. Lei si dispera. E il primario che le sta parlando mette in discussione il suo modo di comunicare le diagnosi. Lei è Sara Trocani, un’infermiera che durante gli studi, prima di ammalarsi, ha seguito in sala operatoria uguali interventi di asportazione e ricostruzione della lingua ai quali il medico le chiede ora di sottoporsi. Lui è Doriano Politi, il direttore di Otorinolaringoiatria di Mestre e Venezia che quegli interventi li guida (assieme al collega di Chirurgia plastica Eugenio Fraccalanza) e che dopo quella diagnosi asporta e ricostruisce con successo la lingua di Sara in sette ore e mezza di sala operatoria, utilizzando lembi del suo braccio. A cose risolte, nessun indizio di quel carcinoma squamoso pare rimasto sul volto e nell’articolazione delle parole dell’infermiera trentenne. Anche sensibilità, gusto e movimento della lingua ritornano. “Sembra un miracolo, invece è l’ultima frontiera della Medicina. Ma il percorso per arrivarci è sfidante e in salita”, concordano i
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Il dg dell’Ulss 3 Edgardo Contato, l’infermiera Trocani e il primario di Otorinolaringoiatria Politi
due professionisti della salute diventati da un giorno all’altro paziente e curante. E in salita lo è fin dalla comunicazione della neoformazione, grande quanto una noce all’interno della lingua. “In quel momento capisco a cosa vado incontro, chirurgicamente parlando, perché quel tipo di operazione l’ho osservata in sala durante il mio percorso di studi - ricorda Sara -. E mi dispero completamente. Temo di non tornare più a parlare. Sono giovane e senza alcun fattore di rischio e questo rende il tutto ancora più scioccante per me: in quel momento non riesco a capacitarmi di quello che mi sta succedendo”. “Ricordo distintamente quel momen-
to - aggiunge Politi -. Mi impegno sempre in una comunicazione con i pazienti che cerca di essere delicata e attenta, ma nonostante il mio intento, questa ha comunque prodotto una reazione di totale sgomento e disperazione in Sara, tanto da rendere necessario il supporto immediato del Servizio di Psicologia ospedaliera. Così, dopo trent’anni di professione svolta in prevalenza in ambito oncologico, grazie anche a Sara rimetto in discussione il modo di comunicare la diagnosi: rifletto sul fatto che avrei potuto esprimermi garantendo una sua maggiore tutela psicologica e decido di frequentare uno specifico percorso di formazione per la comunicazione delle cattive notizie”.
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L'INTERVENTO Sara nasce e cresce in Sardegna. Dieci anni fa, a 19 anni, si trasferisce in Veneto per diventare infermiera. Si laurea all’Università di Padova. Lavora come infermiera del Pronto soccorso prima all’ospedale dell’Angelo di Mestre e poi al Ca’ Foncello di Treviso. Fa sport, studia le lingue straniere, è appassionata di viaggi ed è innamorata del suo lavoro. All’inizio di quest’anno si accorge di un’afta alla lingua che la infastidisce per settimane, e che presto si trasforma in una presenza più ingombrante, una ‘voluminosa neoformazione del margine linguale di destra’. “I primi esami sembrano poter scongiurare nature maligne e mi rassereno - ricorda ancora -, poi, con la biopsia, arriva la doccia fredda: carcinoma squamoso”. Ed è necessario un intervento complesso (che raccontiamo nei dettagli in queste stesse pagine a lato). Dopo l'operazione, Sara affronta radioterapia, chemioterapia, riabilitazione, logopedia: “Com’è difficile diventare paziente - confida la professionista della salute che desidera far conoscere la sua storia per essere utile ad altri pazienti -. Sono cambiata dentro e fuori. E quello sgomento iniziale, arrivato con la diagnosi, si è trasformato in coraggio, ostinazione, atteggiamento positivo. Ho scoperto una forza che non sapevo di avere e che vorrei trasmettere a chi sta attraversando la stessa cosa. Io per prima, leggendo le storie di altri pazienti, ho trovato coraggio. Voglio riprendere totalmente la vita di prima e anche di più. Lo sport, lo studio delle lingue straniere, i viaggi, le mangiate fuori e il mio bellissimo lavoro mi stanno aspettando”.
Due équipe al lavoro insieme, sette ore e mezza in sala operatoria Ed ecco in sintesi l'intervento che ha subìto Sara: “L'estensione locale della malattia - spiega il primario Politi - non permetteva la semplice asportazione della neoformazione. Con la Chirurgia plastica pianifichiamo allora un intervento di asportazione della metà anteriore della lingua e ricostruzione dell'emilingua mancante con lembo libero rivascolarizzato. Con questa metodica viene prelevata una paletta cutanea dell'avambraccio sinistro, con relativa arteria, vena e ramo nervoso sensitivo. Questa è applicata alla lingua residua, adattandola alla forma della porzione linguale mancante. Per rendere vitale l'innesto, l'arteria e la vena della paletta cutanea vengono connesse ad arteria e vena del collo con tecnica di chirurgia microvascolare. Il nervo sensitivo della paletta cutanea viene poi connesso al nervo linguale, sempre con tecnica microchirurgica, per rendere possibile un ripristino della sensibilità”. Quello effettuato sulla giovane infermiera è un intervento molto sofisticato, che ha richiesto la compresenza in sala di due équipe chirurgiche specialistiche che hanno lavorato contemporaneamente: quella di Otorinolaringoiatria di Politi e quella di Chirurgia plastica di Fraccalanza. “Il chirurgo Orl ha eseguito la fase demolitiva, il chirurgo plastico ha fatto il prelievo della paletta cutanea - continua Politi -. Poi i due chirurghi insieme hanno effettuato la ricostruzione, dando forma alla neo lingua, e successivamente hanno eseguito la riva-
Eugenio Fraccalanza primario di Chirurgia plastica dell’Angelo
Doriano Politi primario di Otorinolaringoiatria dell’Angelo
scolarizzazione e la sutura del nervo, sempre al microscopio. Il tempo chirurgico, nel caso di Sara, è stato di 7 ore e 31 minuti ed è da ritenersi contenuto, anche grazie alla sinergia e all'affiatamento tra le diverse équipe chirurgiche. Le ottime tempistiche delle operazioni chirurgiche sono frutto anche della numerosità di questa specifica e delicata procedura: nel 2025, all’ospedale dell’Angelo, sono stati effettuati in media due interventi al mese”.
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Ospedale di Mestre, attivi il nuovo "superlaboratorio" e la nuova piastra angiografica Un investimento di quasi 8,5 milioni di euro per il sistema integrato dei laboratori, e altri 8 milioni per l'area dedicata alle prestazioni interventistiche di cardiologia, radiologia e neuroradiologia
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ospedale di Mestre cresce anche grazie ad investimenti milionari come quelli messi in campo per la realizzazione di due strutture cruciali: il nuovo sistema integrato dei laboratori e la nuova piastra angiografica. Le due strutture sono attive da alcuni mesi: "C'era uno spazio al grezzo di 2500 metri quadri - spiega Edgardo
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Contato, direttore generale dell'Ulss 3 Serenissima - ed è stato utilizzato per la costruzione dei nuovi laboratori: lo stesso possiamo dire per la piastra angiografica, dove altre aree inutilizzate sono state trasformate in un servizio in cui è a disposizione il massimo dell'efficienza diagnostica ed interventistica. L'ospedale di Mestre è sempre più efficiente e performante e possiamo guardare con sicurezza alle sfide future, perché all'altissima tecnologia si aggiunge l'altissima specializzazione dei professionisti che operano non solo in questi due nuovi servizi cruciali, ma in ogni ambito dell'ospedale". Con i nuovi laboratori e la nuova piastra angiografica l'ospedale di Mestre si potenzia e si inserisce ancor di più, con ruolo primario, nella rete dei grandi ospedali del Veneto, "una rete la cui efficienza è frutto di anni di lavori, di investimenti e di programma-
zione, messi a disposizione dei professionisti che vi opereranno, e posto infine al servizio della cittadinanza".
Il nuovo sistema integrato dei laboratori Con un vasto cantiere durato circa due anni e mezzo e con un investimento di 8.330.000 euro, l'Ulss 3 Serenissima ha dotato l'ospedale dell'Angelo di un sistema integrato di Laboratori che fa dell'hub di Mestre uno degli Ospedali meglio strutturati in tutta la Regione anche quanto alle analisi cliniche e specialistiche. Il sistema integra tre grandi laboratori, ciascuno con una dotazione strumentale completa e di ultima generazione e con un’équipe dedicata. Il sistema occupa complessivamente quasi 2.500 metri quadri, in cui operano complessivamente 27 dirigenti medici e biologi, 59 tecnici di
7 laboratorio e 9 operatori sociosanitari.
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Il laboratorio di Medicina di laboratorio è collocato al piano terra su 1.300 mq. È guidato da giugno 2025 dalla dottoressa Nicoletta Gallo. Eroga prestazioni di chimica e immunometria, ematologia, coagulazione, microscopia, proteinologia, allergologia, tossicologia, immunologia e autoimmunità. Il recente intervento lo ha ampliato e dotato di una automazione e in particolare due "catene" che permettono di rendere più efficiente e preciso il processo di analisi dei campioni. Grazie a queste catene, le varie fasi di lavorazione, come l'acquisizione, la preparazione e l'analisi dei campioni, vengono completamente automatizzate, riducendo al minimo gli errori umani e aumentando la velocità delle operazioni.
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Il laboratorio di Genetica e citogenetica è collocato al piano -2 su 560 mq. Diretto dal dottor Mosè Favarato, è dotato di tecnologia di alta complessità e svolge tutte le indagini accentrate su dna ed rna. Anche questo risulta di nuova realizzazione su precedente area al grezzo, è stato spostato da Venezia dove era precedentemente collocato, accorpandolo alle attività presenti a Mestre per la diagnostica Covid.
3⃣
Il laboratorio di Microbiologia è collocato al piano -2 su 580 mq ed è di nuova realizzazione. Diretto dalla dottoressa Paola Stano, effettua indagini di diagnostica delle infezioni batteriche, fungine e virali utilizzando, oltre alle metodiche tradizionali (colturali
e sierologiche), anche metodiche fenotipiche e molecolari di ultima generazione, in particolare per l’identificazione rapida dell’agente infettivo (spettrometria di massa) e per la sensibilità agli antibiotici (ricerca dei geni associati a farmacoresistenze). Realizzato ex novo, è all’avanguardia nel campo dell’automazione ed è dotato di una stanza di biosicurezza di livello 3 per poter lavorare con microrganismi ad alta patogenicità. Di nuova realizzazione su una precedente area al grezzo, ha liberato spazio al piano 0, dove era collocato precedentemente, per l’ampliamento della Medicina di laboratori Grazie al nuovo sistema integrato e alla tecnologia presente, l'ospedale di Mestre è in grado di gestire, garantendo i più alti standard di analisi, gli esami di laboratorio della rete ospedaliera dell'intera Ulss 3 Serenissima. Negli ospedali spoke di Venezia, Mirano, Dolo e Chioggia continuerà ad operare un laboratorio con la funzione di gestione dell’urgenza. L'ospedale dell'Angelo potrà essere in grado di servire l’intero territorio provinciale, quindi anche un territorio più ampio rispetto a quello della sola Ulss 3 Serenissima.
La nuova piastra angiografica All'ospedale dell'Angelo è già perfettamente operativa anche la nuova piastra angiografica, realizzata con un investimento di 3,2 milioni di euro e con un cantiere durato circa 14 mesi e mezzo. La nuova piastra angiografica è una struttura ad altissima qualifica-
zione tecnologica, in cui si effettuano prestazioni sia diagnostiche che interventistiche di cardiologia, radiologia e neuroradiologia. Occupa un'area di 1300 metri quadri al piano -1 ed è dotata, tra le altre strumentazioni, di 6 angiografi di ultimissima generazione di cui un angiografo biplano e un portatile (costo 4,4 milioni di euro circa, comprensivi delle strumentazioni accessorie). È strutturata in due sezioni: nelle 4 sale cardiologiche operano gli specialisti della cardiologia interventistica (emodinamica ed elettrofisiologia), diretti dal dottor Sakis Themistoclakis; la seconda sezione, con 2 sale, è a disposizione degli specialisti di neuroradiologia e radiologia interventistica, guidati rispettivamente dal dottor Enrico Cagliari e dal dottor Riccardo Righi. In questa struttura si garantiscono procedure interventistiche sia per il territorio dell’Ulss 3 Serenissima che per quello provinciale, di tipo vascolare sia cardiologico che periferico, e tutte le altre procedure interventistiche non in ambito vascolare, tra cui le procedure previste per le reti tempo-dipendenti per l’ictus e l’infarto miocardico. La nuova piastra angiografica è stata realizzata con un cantiere articolato in tre stralci senza mai interrompere le attività di cardiologia interventistica ed emodinamica e di neuroradiologia e radiologia interventistica. È stata ricavata dagli spazi precedentemente dedicati alle stesse attività, aggiungendo aree liberate per spostamento nel periodo Covid di attività in altra sede e alcune aree non utilizzate.
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Un tumore insidia il cuore: intervento ad alta complessità all'ospedale dell'Angelo
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na situazione grave e complessa: il torace della paziente, una donna senza precedenti patologie, era stato invaso da una massa tumorale, che già aggrediva lo spazio toracico con i grossi vasi contenuti, come la vena cava superiore e il pericardio, oltre ad insinuarsi dentro l'atrio destro del cuore. Con un intervento congiunto e di altissima complessità le due équipe di Chirurgia toracica e di Cardiochirurgia dell' ospedele dell'Angelo sono riuscite, nei giorni scorsi, ad asportare il tumore, a fermarne la diffusione e a riportare la paziente ad una situazione di vita pressocché normale. "Avevamo purtroppo l'evidenza - spiega il Primario di Chirurgia toracica, Cristiano Breda - di una massa ormai diffusasi nel mediastino anteriore della paziente, nello spazio cioè localizzato sopra il cuore e i grossi vasi toracici. La massa, di 6 centimetri, provocava ormai dolori toracici localizzati. La valutazione effettuata nel Gruppo oncologico multidisciplinare aziendale per le malattie toraco-polmonari, ha portato ai necessari esami di approfondimento. L'angiografia toracica e gli accertamenti eseguiti con la PET/ TC confermavano la presenza della massa tumorale, unica ma, purtroppo,
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con carattere infiltrativi loco-regionali: Primario Domenico si evidenziava una trombosi completa Mangino per un indella vena cava superiore; e ciò che tervento chirurgico rendeva la situazione ancor più grave in combinata". e difficile da affrontare era la prosecu"E' stato necessazione del trombo dentro l’atrio destro rio - spiega il Pridel cuore". mario Mangino I chirughi dell'équipe di Breda hanno - attivare sulla pa- Dott. Cristiano Breda compiuto subito un primo intervento ziente la circolazio- Primario di chirurgia mininvasivo videotoracoscopico, per ne extracorporea, appurare la diagnosi precisa della cioè quella particolare tecnica per cui massa; ma anche questo primo inuna macchina si sostituisce al cuore e ai polmoni e ne svolge temtervento ha fornito indicazioni preoccupanti: la poraneamente le funzioni, massa che invadeva il mantenendo in vita la paIl cuore mediastino era un tumoziente. E così, in regime di della paziente cardioplegia, cioè di arresto re, considerato raro, della ghiandola timica, situata è stato fermato completo della funzione del cuore, è stata mantenuta nel torace. per la durata la funzione vitale di ossige"C'era la necessità - continua Breda - di interveninazione del sangue, mentre del lungo veniva eseguito il complire per via chirurgica, per intervento procedere all'asportaziocato intervento chirurgico. Con l'operazione, durata più ne del tumore, che era indi quattro ore, siamo stafiltrante, e alla rimozione del voluminoso trombo neoplastico. ti in grado di asportare il tumore che Il quale, però, oltre ad aver aggrediinfiltrava il pericardio, il sottile organo membranoso che ricopre il cuore, libeto la vena cava superiore, che entra nel cuore, arrivava anche dentro l'atrio rando dal trombo neoplastico anche destro del cuore. Alla nostra équipe di la vena cava superiore, e andando a Chirurgia toracica si è affiancata quinrimuovere ogni residuo tumorale andi quella di Cardiochirurgia, diretta dal che dal cuore stesso, il cui atrio destro era già attaccato". Tutti gli organi vitali di quest'area delicatissima sono stati preservati da lesioni operatorie; l'intervento tempestivo e risolutivo ha impedito che il tumore si trasformasse in una estesa metastasi. Nel postoperatorio, accolta in terapia intensiva cardiochirurgica la paziente è stata risvegliata senza complicazioni il giorno successivo, e dimessa regolarmente dopo meno di una settimana. Sette giorni dopo un intervento di altissima complessità, era a casa e conduceva già una vita regolare.
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MESTRE
Agenas, l’ospedale dell’Angelo di Mestre è il migliore d’Italia L’ospedale dell’Angelo di Mestre domina il podio delle strutture ospedaliere italiane più performanti
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econdo il Piano nazionale esiti 2025, presentato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas), su 1.117 ospedali valutati, quindici hanno raggiunto nel 2024 un livello “alto” o “molto alto” in almeno sei delle otto aree cliniche analizzate. Di queste, solo due strutture hanno ottenuto il massimo riconoscimento in tutte le otto aree e una di esse è proprio il nosocomio mestrino. Si tratta di un risultato significativo, che colloca Mestre tra i vertici nazionali della sanità. Le otto aree prese in esame comprendono il settore cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare e nefrologia. Numeri che testimoniano un’organizzazione solida e capace di garantire standard ele-
vati in campi molto diversi tra loro. «È il frutto di un lavoro di squadra – ha commentato il direttore generale dell’Ulss 3, Edgardo Contato –. Ottenere un riconoscimento simile, su 1.117 strutture, è una soddisfazione che va attribuita a chi ogni giorno si impegna per raggiungere questi risultati. È la conferma che il servizio offerto alla popolazione è corretto e adeguato: l’area metropolitana, da Portogruaro a Chioggia, è assistita come merita». Un risultato ancora più rilevante se si considera il contesto economico dell’azienda sanitaria: «Il bilancio è particolarmente complesso – aggiunge Contato – e prevede il deficit più alto tra tutte le Ulss. Ora analizzeremo nel dettaglio le singole voci di valutazione per capire dove possiamo migliorare. La vera sfida sarà mantenere questo livello di eccellenza». A sottolineare l’importanza dell’integrazione tra strutture è il direttore sanitario, Giovanni Carretta: «L’eccellenza di un ospedale nasce dal lavoro di tutti. Mestre brilla perché ci sono
altre strutture che contribuiscono in modo complementare. Per esempio, l’ospedale di Venezia è primo in regione e quarto in Italia per i tempi di cura della frattura al femore». L’attenzione all’integrazione non si limita agli ospedali: Massimo Zuin, direttore dei servizi socio-sanitari, evidenzia il ruolo della prossimità con i cittadini. «Il nostro obiettivo – spiega – è creare un legame sempre più stretto con la popolazione. Nel 2026 arriveranno le case della comunità, un’espansione della medicina territoriale che ci permetterà di rispondere meglio ai bisogni dei cittadini». Il Veneto si conferma così una delle regioni di riferimento per la sanità italiana: oltre a Mestre, il Piano nazionale esiti segnala anche Montebelluna e Cittadella come strutture “eccellenti”. Un riconoscimento che, più di ogni altro, parla di organizzazione, competenza e impegno quotidiano: elementi che trasformano un ospedale in un punto di riferimento per la salute di tutta la comunità. Di Riccardo Musacco
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Chirurgia robotica, l'Ulss 3 raddoppia: in piena attività il secondo Robot a Dolo Utilizzeranno questa nuova piastra robotica le Chirurgie, le Urologie e le Ginecologie degli ospedali di Dolo di Mirano e Chioggia
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raccia robotiche che compiono con assoluta precisione gli interventi operatori, guidate dal chirurgo che le comanda a distanza, attraverso una console e una visione e 3D in alta definizione: il Robot Da Vinci è la frontiera più avanzata della tecnologia in sala operatoria, e da alcuni giorni è attivo anche nell'Ospedale di Dolo, dove è già stato utilizzato per i primi interventi. "Questa strumentazione è la più moderna e allo stesso tempo la più affidabile e sperimentata. Nella nostra Ulss 3 Serenissima infatti - sottolinea il Direttore Generale, Edgardo Contato - i chirurghi di tutti gli Ospedali utilizzano già da alcuni anni il Robot Da Vinci acquisito a suo tempo dall'Ospedale dell'Angelo; e ora una seconda strumentazione è a loro dispo-
sizione, nel presidio ospedaliero di Dolo-Mirano. Il Robot Da Vinci collocato a Dolo, così, testimonia il continuo sforzo del servizio sanitario regionale per mettere a disposizione dei cittadini le tecnologie più efficaci, ma anche l'attenzione costante a tutti i territori, perché le grandi opportunità di cura siano disponibili davvero per tutti, in un'ottica di rete". Il Robot Da Vinci è, per l'Ospedale di Dolo, l'ennesima tassello di un potenziamento progressivo, dopo l'inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso e del nuovo Reparto di Anestesia e Rianimazione. "La strumentazione acquisita con fondi regionali - spiega il dottor Mario Godina, che guida la Chirurgia dell'Ospedale - è stato installato nel Blocco Operatorio di Dolo, in una sala dedicata, lo scorso 9 settembre, di martedì, e subito il giorno dopo, 10 settembre, è iniziata l'attività chirurgica robotica a pieno regime. Gli interventi, in elezione, cioè programmati e non in urgenza, si svolgono da allora a pieno orario, dalle 8.00 alle 20.00: questa attività portata subito a pieno regime grazie all'impegno organizzativo della Direzione dell'Ospedale, diretto dalla dottoressa Silvia Gallo, ma anche grazie alla pluriennale esperienza in chi-
rurgia robotica delle équipes del nostro Ospedale, quella che dirigo, di Chirurgia generale, e quella di Urologia, guidata dal Primario Agostino Meneghini. Ci supportano, dimostrando anch'esse esperienza piena anche nell'ambito della chirurgia robotica, l'équipe degli anestesisti e rianimatori, diretta dalla dottoressa Lorella Altafini e la squadra degli infermieri di sala operatoria, coordinata da Alberto Natin". A Dolo, in ottica di rete e di programmazione multicentrica, utilizzeranno di norma la piastra robotica le Chirurgie, le Urologie e le Ginecologie del presidio ospedaliero di Dolo-Mirano e dell'Ospedale di Chioggia, mentre quelle di Mestre e di Venezia faranno riferimento principalmente al Robot Da Vinci dell'Angelo.
COME FUNZIONA
I vantaggi per il chirurgo e per il paziente Il Robot Da Vinci viene utilizzato in diversi tipi di interventi, nell'ambito della chirurgia in urologia, ginecologia, chirurgia generale, e in particolare in chirurgie ad alta complessità come quelle oncologiche (pancreas, fegato, stomaco, intestino). Il suo utilizzo permette al chirurgo di praticare interventi mininvasivi, affrontando l'alta complessità con maggiore precisione e libertà di movimento rispetto alla chirurgia tradizionale. Il sistema combina nella stessa sala due unità: da una parte
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le braccia robotiche, collocate sopra il letto operatorio, che intervengono sul paziente guidate a distanza dal chirurgo; dall'altra la postazione da cui il chirurgo stesso, grazie alla visione 3d ad alta definizione, manovra le braccia robotiche con precisione, traducendo i propri movimenti in tempo reale e facendoli compiere dal robot; questo agisce sul paziente con una precisione e una delicatezza difficilmente raggiungibile dalla mano dell'uomo, e compie addirittura movimenti che al chirurgo non sarebbero possibili. La chirurgia robotica porta benefici, oltre che per il chirurgo, anche per il paziente: gli interventi sono puntualissimi, assai meno invasivi, e provocano un minore sanguinamento, consentendo poi tempi di recupero più brevi, meno dolore postoperatorio e cicatrici più piccole.
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Una nuova Rianimazione OSPEDALE DI MIRANO Oltre alla nuova mensa per l'ospedale di Dolo: anche un nuovo bar 9 letti e 2 mila metri quadri L'investimento complessivo è stato di 12 milioni: il Servizio sanitario regionale punta sugli ospedali del territorio.
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a alcuni mesi l'Ospedale di Dolo ha una nuova Rianimazione: il nuovo reparto è dotato di nove posti letto, copre duemila metri quadri ed è stato realizzato con un investimento di oltre 12 milioni di euro, di cui 9 garantiti dalla Regione e 3 dall’Azienda sanitaria. La primaria Lorella Altafini e i suoi 16 medici di anestesia e rianimazione hanno trasferito la loro attività dal vecchio reparto, tra i due blocchi operatori, al neonato Blocco est. La nuova Terapia intensiva occupa ora l’intero secondo piano del nuovo edificio, lo stesso in cui è stato recentemente realizzato, al piano terra, il Pronto soccorso, inaugurato nell’estate del 2022. Ed è sempre lo stesso edificio che vedrà al terzo piano la futura Piastra operatoria. Come primo stralcio era stato costruito proprio il Pronto soccorso; di seguito il cantiere ha realizzato, sovrapponendoli, tre ulteriori piani: al primo il vano tecnico, al secondo la Rianimazione e al terzo la Piastra. I lavori per la Terapia intensiva, supervisionati dal direttore dell’Ufficio Tecnico dell’Ulss 3 Peter Francis Casagrande, erano iniziati nel 2022 e si erano conclusi già nell'autunno 2024. Poi è cominciata la fase di fornitura strumentale del Reparto, conclusasi nell'estate 2025: ne sono nate sette postazioni letto attrezzate all’interno di un vasto open space, isolabili se necessario, e altri due posti attrezzati in vani appositamente isolati. Più studi, sala d’accoglienza dei familiari e ambulatori, per un totale di 2.350 metri quadrati e un costo di circa 12 milioni di euro. L’intervento si inserisce all’interno del
Piano regionale di riorganizzazione per la gestione delle emergenze pandemiche, che ha l’obiettivo di incrementare le attività in regime di ricovero di terapia intensiva e in aree di assistenza ad alta intensità di cure. La nuova Terapia Intensiva dell'Ospedale si inserisce nel più ampio Piano regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza Covid, reso possibile grazie al Decreto rilancio e alla attenzione del Servizio sanitario regionale alle nuove esigenze di salute: "con questo intervento, i posti letto di terapia intensiva in Veneto salgono a quota 840. L'intervento costituisce una nuova ulteriore smentita rispetto ai timori di un declassamento dell'ospedale di Dolo, su cui invece si continua ad investire in modo progressivo e ingente: Avere attenzione alla persona e avere il coraggio di investire - sottolinea il direttore generale Edgardo Contato -: in questo modo anche l’ospedale di Dolo è diventato punto di riferimento per tutto il territorio. Tre anni fa abbiamo inaugurato il Pronto soccorso, oggi portiamo avanti un altro pezzo dell’investimento. E stiamo già lavorando al Blocco operatorio del piano superiore a questo. Grazie alla Regione, ai nostri collaboratori e a tutti gli operatori sanitari che si trasferiranno in questo reparto, perché accanto alle strutture ci vogliono grandi volontà e competenze”.
Un nuovo servizio per gli utenti dell'ospedale, ma anche un luogo di sosta e di ristoro per il personale sanitario: è il nuovo bar del presidio ospedaliero di Mirano, attivo da alcuni mesi. Gestito dalla società Food Evolution, il bar risponde alle esigenze dell'utenza che frequenta l'ospedale, ed è allo stesso tempo al servizio di tutti coloro che lavorano in ambito sanitario: "Sono lieto di essere qui con voi - ha detto il direttore generale - per un brindisi a questo spazio, perché lo meritate, così come meritate, per l'impegno che mettete ogni giorno nel vostro lavoro, la mensa che abbiamo inaugurato alcuni mesi fa, anche questa completamente ristrutturata. Conosciamo gli aspetti faticosi della giornata di chi opera nella sanità, fatta di pressione, di frequentazione della sofferenza, a volte anche di incomprensioni con le stesse persone che vi impegnate a curare, ed è importante che possiate avere quei servizi che possono rendere un po' più leggera il vostro tempo in prima linea". Il nuovo bar, collocato a destra rispetto all'entrata del padiglione principale dell'ospedale, non lontano dall'area del Cup, è adiacente alla mensa ed è dotato di un ampio plateatico. Come gli altri punti di ristoro, nella gestione quotidiana il bar non servirà alcolici, nel rispetto delle norme e delle buone prassi quanto ai corretti stili di vita.
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Chioggia, un passo nel futuro con il nuovo Punto nascita e con la Procreazione assistita Con la realizzazione del nuovo Centro Pma l'ospedale cittadino si pone allo stesso livello dei grandi ospedali veneti e diventa punto di riferimento per il territorio vasto Nell'ambito della Pma saranno offerti i servizi più avanzati di diagnostica e di procreazione medicalmente assistita omologa ed eterologa
L'
ospedale di Chioggia ha compiuto un passo nel futuro, ed ha rinnovato completamente il proprio polo operativo dedicato alla maternità: dall'estate 2025 è a disposizione delle donne e delle coppie del territorio vasto il nuovo reparto di Ostetricia e Ginecologia, con il nuovo Blocco Parto; ma a questi servizi si aggiunge il nuovo attesissimo Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di II livello che servirà il territorio di tutta l’Azienda sanitaria veneziana. Per la realizzazione del nuovo Blocco Parto, inserito nel progetto più ampio di completamento della ristrutturazione del Blocco Nord dell'Ospedale di Chioggia, e del Centro PMA l’importo complessivo investito, tra opere strutturali e apparecchiature, ammonta a circa 4.000.000 di euro. Nuovo Punto Nascita e nuova PMA sono
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riuniti al terzo piano del Blocco Nord del nosocomio: “Guardare alla procreazione e alla nascita – commenta il Direttore generale Edgardo Contato – significa guardare con fiducia al futuro della collettività; e a Chioggia si concretizza, per tutto il territorio provinciale, il miglior affiancamento possibile alle donne e alle coppie che si preparano a dare alla luce un bambino. Lo si fa mettendo a disposizione le migliori strumentazioni, che consentono i percorsi più moderni ed efficaci per il concepimento; e lo si fa considerando il parto come un evento da tutelare con tutta la possibile cura amorevole. Concepimento, gestazione e parto costituiscono insieme un processo che può presentare diverse criticità: noi siamo impegnati ad offrire alle mamme di Chioggia e dell’Ulss 3 Serenissima la massima attenzione ed efficacia organizzativa, la miglior competenza professionale, con gli standard di sicurezza adeguati e la più alta qualità delle cure”.
Anche la vasca per il parto in acqua “Il principio che ci ha ispirato è stato ed è quello di assicurare alle donne che de-
cideranno di partorire in questo Punto Nascita – sottolinea Roberta Gavagnin, Direttore dell’Ospedale di Chioggia – abbiano la possibilità di scegliere come partorire e siano messe a conoscenza che promuoviamo una nascita rispettata e centrata sulla persona, in linea con le buone pratiche assistenziali e le linee guida nazionali ed internazionali”. Si è inteso realizzare due sale parto all'avanguardia capaci di rispettare la fisiologia della nascita ma allo stesso tempo di assicurare tutte le dotazioni strumentali e gli spazi per intervenire nei casi in cui la fisiologia si trasformi in patologia. Tutte le attrezzature e le soluzioni ambientali acquistate per arredare le nuove sale parto sono finalizzate alla creazione di uno spazio accogliente, funzionale e conforme alle più recenti evidenze in tema di parto attivo e umanizzazione dell’assistenza ostetrica, come richiesto dalle linee guida italiane e internazionali". Tra le attrezzature e gli arredi installati c'è la vasca da travaglio-parto, l'isola neonatale e letti parto trasformabili in tavolo operatorio in situazioni di emergenza, la centrale di monitoraggio per monitorare il benessere fetale nel caso di più travagli in contemporanea, il sistema di illuminazione con cromotera-
13 pia e luci ambientali soffuse, ambienti e dotazioni che facilitino il contatto pelle a pelle immediato tra madre e neonato.
Pma, i più alti standard di qualità Dal punto di vista strutturale, il Centro per la Procreazione medicalmente assistita è costituito da tre ambulatori, un locale di accettazione e tre stanze per la accoglienza/preparazione e osservazione post-procedure, un ambulatorio chirurgico per l’esecuzione delle procedure di Pma di II livello e l’area del laboratorio di Pma con annessa sala di crioconservazione. Garantisce i più alti standard di qualità, sicurezza e trasparenza con una struttura all'avanguardia, e offre i servizi più avanzati di diagnostica e di procreazione medicalmente assistita omologa ed eterologa, nonché tutte le procedure di criopreservazione per embrioni, ovociti e spermatozoi. Le dotazioni strumentali disponibili prevedono tecnologie di ultima generazione, come gli incubatori Time lapse che permettono di seguire l'embrione in ogni sua fase di sviluppo 24 ore su 24, e intelligenza artificiale per migliorare e implementare i criteri di selezione dell'embrione a più alta probabilità di impianto. Sono altissimi gli standard di sicurezza nell'esecuzione delle procedure, con test diagnostici di ultima generazione grazie ai quali è possibile identificare eventuali anomalie genetiche o cromosomiche. Infine, un supporto psicologico e consulenza continua accompagnano la coppia in ogni fase del trattamento, dalla diagnosi alla gravidanza e oltre.
A Venezia sei parti in un giorno, è la prima volta in dieci anni Una mezza dozzina di fiocchi affissi alla porta del Civile non si erano mai visti negli ultimi dieci anni. Ma in una giornata dell'autunno appena finito, martedì 7 ottobre, il reparto veneziano di Ostetricia e ginecologia ha registrato sei nascite. A invertire per un giorno la tendenza demografica sono stati quattro neonati italiani, uno srilankese e una palestinese. Non figli di turisti, ma di famiglie residenti a Venezia. La prima a conoscere il mondo 26 minuti dopo la
mezzanotte è stata Alma, figlia di palestinesi (3 chili e 660 grammi); il secondo è stato Pietro, nato alle ore 6:07 (3 chili e 845 grammi); sei minuti dopo, alle 6:13, è stata la volta di Mattia (3 chili e 180 grammi); alle 10:37 è nato Daniele (3 chili e 350 grammi); alle 13:39 li ha seguiti Aurelio Giulio (3 chili e 180 grammi); ha concluso la maratona Dion Fernando, figlio di genitori dello Sri Lanka (3 chili e 140 grammi).
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Salute al femminile, per la prima volta Mestre, Venezia, Chioggia, Mirano e Dolo ottengono tutti la certificazione di eccellenza
Tre bollini rosa a ciascuno dei cinque ospedali dell'Ulss 3
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n risultato mai fin qui conseguito, un en plein che ci permette di dire che gli ospedali dell’Ulss 3 Serenissima, tutti, nessuno escluso, lavorano quotidianamente per mettersi al servizio dei cittadini, e in particolare delle donne, e lo fanno meritando il massimo dei voti”: Giovanni Carretta, direttore sanitario, ha commentato così i 3 Bollini Rosa conseguiti quest’anno da tutti e cinque i presidi ospedalieri dell’azienda sanitaria veneziana, e i relativi certificati di eccellenza consegnati a Roma, nella cerimonia di premiazione, dalla Fondazione Onda. Il riconoscimento dei Bollini Rosa premia, dal 2007, gli ospedali più attenti alla donna e alla salute declinata al femminile, e viene attribuito ogni due anni, in base ad un monitoraggio continuo sui servizi, sulle attività, sulle proposte. A determinare il punteggio assegnato, la presenza di specialità cliniche femminili o trasversali uomo-donna che necessitano di un percorso dedicato al femminile, l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici in ottica multidisciplinare, l’offerta di servizi relativi all’accoglienza, alla degenza e alla violenza sulle donne e sugli operatori: un
advisory board valida l’assegnazione tenendo in considerazione anche elementi qualitativi di particolare rilevanza (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari ecc..). Sui circa 1200 nosocomi che operano in Italia, sono stati 145 gli ospedali insigniti oggi con il massimo dei voti, i 3 Bollini Rosa. E tra queste 145 strutture di prim'ordine ci sono tutti e cinque gli ospedali dell’Ulss 3 Serenissima: quello di Mestre e quello di Chioggia avevano già conseguito l’eccellenza nella precedente edizione della classifica, nel 2023 mentre quelli di Venezia, di Mirano e di Dolo, che nella edizione precedente avevano conseguito il risultato comunque lusinghiero di 2 Bollini Rosa, fanno il salto e conseguono quest’anno il terzo Bollino Rosa e quindi la votazione più alta possibile. “Fieri del risultato – commenta Carretta
– ringraziamo il personale degli ospedali che in questi due anni evidentemente ha operato al meglio ad ogni livello. Ma sottolineiamo come quella proposta da Fondazione Onda non sia una semplice competizione: gli ospedali dei Bollini Rosa, infatti, sono costantemente impegnati per offrire alle donne gli standard più elevati, e danno loro anche la possibilità di partecipare alle iniziative come gli (H) Open Day e le (H)Open Week, con servizi gratuiti. E non solo: il network costruito da Fondazione Onda è infatti anche uno strumento di orientamento, che supporta le donne nella scelta consapevole dell'ospedale per accedere a percorsi di prevenzione, diagnosi e cura in ottica di genere, e che permette di ottenere informazioni chiare sui servizi offerti dagli ospedali, semplificando la ricerca con il sito www.bollinirosa.it”.
Anche la rete dell'ictus dell'Ulss 3 è stata valutata come eccellente I servizi sanitari dell'Ulss 3 Serenissima conseguono un altro importante riconoscimento, cioè la certificazione di eccellenza dell'intera "rete stroke", che attesta come sia pronta ed efficace la presa in carico di chi è colpito da ictus cerebrale. A certificare che l’ictus viene gestito ottimamente dal servizi dell'Ulss 3 è stato uno dei più autorevoli istituti di verifica, Accreditation Canada: "Negli ultimi quattro anni ha valutato tutte le nostre procedure per l'ictus ischemico acuto - spiega il direttore sanitario Giovanni Carretta - con l'obiettivo di verificare ogni passaggio, dalla telefonata al 118 al soccorso, dalle terapie in urgenza al lavoro dei neurologi, dal ricovero alla comunicazione con i familiari, e fino all’appropriatezza del percorso di riabilitazione. Nelle scorse settimane, poi,
i certificatori hanno intervistato, nei tre ospedali della ‘rete stroke’ dell’Ulss 3, cioè Mestre, Venezia e Mirano, sia gli operatori delle diverse équipe specialistiche coinvolte, sia pazienti, familiari, medici di famiglia, associazioni di riferimento, ospedali accreditati, cioè coloro che sono coinvolti nella rete dell'ictus dall’esterno”. L'esito è stato la certificazione dell'eccellenza, conseguita da pochissime altre realtà in Italia e in Europa: “Viene così confermato – conclude Carretta - che nelle nostre strutture i circa 1600 pazienti che vengono colpiti da ictus ogni anno vengono presi in carico e assistiti nel modo migliore possibile e con la celerità che richiede questa particolare patologia tempo-dipendente, i cui effetti negativi, cioè, aumentano via via che si ritarda l'intervento di cura".
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Cure mediche non urgenti, il 116117 risponde ai cittadini “non stop” La Centrale operativa costruita ex novo a Mestre in Piazzale Giustiniani indirizza i bisogni sanitari e sociosanitari dei cittadini dell'Ulss 3 (e non solo)
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alla fine di luglio è attivo nel territorio dell'Ulss 3 Serenissima il 116117, il numero unico europeo per le cure mediche non urgenti. Ogni cittadino dell'Azienda sanitaria veneziana, quindi, potrà comporre a qualsiasi ora del giorno e della notte questo numero per accedere a cure mediche non urgenti e ai vari servizi sanitari e sociali che si snodano sul territorio. Il 116117 ha inglobato il servizio di continuità assistenziale (noto come "guardia medica"), diventando molto di più: è in realtà la nuova e principale porta d’accesso per la medicina del territorio, capace di prendere in carico il cittadino e indirizzarlo verso percorsi di tipo sanitario e sociale, ma anche di informare in caso di dubbi di natura sociosanitaria, oltre che di suggerire servizi di medicina turistica, quando attivi, agli ospiti che decidono di visitare il nostro territorio. La Centrale 116117 è diretta dalla dottoressa Francesca Ferraretto e gestirà circa 2,5 milioni di abitanti, cioè metà del territorio veneto. La gestione informatica è gestita dall'ingegnere Silvia Baldin. Vi operano, turnandosi, i 18 medici che collaborano con il servizio, coordinati dal dottor Giulio Tamburrano, gli infermiere di centrale e gli operatori "laici", che a pieno regime arriveranno ad essere 65, con competenze tecnico-amministrative, che raccolgono i dati anagrafici dei pazienti e gestiscono le loro richieste informative, sanitarie e sociosanitarie. I centralinisti, formati con competenze specifiche certificate e che si turnano per garantire un ser-
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vizio ininterrotto alla popolazione, svolgono un triage sanitario telefonico per indirizzare l'utente verso il percorso più idoneo. Il servizio 116117 nasce e opera in stretta connessione con le Case della comunità. Al momento, quindi, si rapporta con le tre Case della Comunità già attive quelle di Noale, Lido di Venezia e Favaro - che accolgono i cittadini residenti inviati dalla Centrale 116117.
Come Funziona?
Ma come avviene questa presa in carico? Un cittadino chiama, ad esempio, per una necessità medica non urgen-
te: l’operatore laico , con una serie di domande brevi e mirate, inquadra la tipologia di problema; se dal colloquio telefonico l’operatore laico, in base ad un triage certificato ritiene che il paziente abbia bisogno di approfondire la sua situazione, attribuisce la necessità di una valutazione medica da svolgere entro la giornata o, nei casi non ulteriormente differibili, entro le due ore dalla chiamata. A quel punto sarà il medico di continuità assistenziale (guardia medica) nei festivi e nelle ore notturne o il medico della Casa della comunità più vicina nei feriali diurni a contattare il paziente per valutare se necessaria una visita medica.
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LA CENTRALE
Quando chiamare il 116117?
A cosa serve precisamente il 116117? Quando va chiamato? Qualche esempio concreto. Problemi sanitari non urgenti che si presentano in orari notturni, festivi o prefestivi come prescrizione di farmaci, reazioni alimentari avverse, manifestazioni cutanee, sintomi febbrili, ovvero tutte quelle situazioni che non richiedono un intervento immediato d’emergenza ma
necessitano di assistenza medica o consigli sanitari; necessità di consigli sanitari non urgenti in orari notturni, festivi o prefestivi in caso di dubbi su sintomi o terapie; bisogno di essere indirizzati con le informazioni più aggiornate e specifiche verso servizi sanitari, come percorsi di assistenza e presa in carico; ma anche necessità di attivazione di percorsi sociali e sociosanitari come ad esempio quelli legati alla non autosufficienza o disabilità o salute mentale; bisogno di ricevere informazioni più generiche sui servizi o di essere indirizzati.
Quando non chiamare il 116117?
Una sede di 800 metri quadri
Il nuovo servizio 116117 risponde ventiquattro ore al giorno dalla sede mestrina della Centrale operativa, che è il primo hub regionale per questo servizio. La sede della Centrale 116117 è una struttura di 800 metri quadri dotata di impiantistica e tecnologie innovative sia dal punto di vista ecologico che informatico. Progettata dai tecnici dell'azienda sanitaria veneziana, è sorta lo scorso ottobre in piazzale Giustiniani, vicino alla sede del Dipartimento di Prevenzione. La nuova sede della Centrale 116117 è frutto di un investimento di 3 milioni e 315 mila euro: si tratta di un finanziamento integrato tra fondi Pnrr
(1 milione e 152 mila euro), fondi regionali (oltre 1 milioni e 402 mila euro) e fondi dell’Ulss 3 (760 mila euro). Al suo interno convivono e interagiscono tra loro la Centrale operativa territoriale e la Centrale operativa 116117. L'obiettivo del Servizio sanitario regionale è allargare progressivamente il numero 116117 a tutto il Veneto entro giugno 2026: per questo la Centrale di Mestre sta prendendo in carico progressivamente altri territori oltre a quello dell'Ulss 3, ed è prevista l’attivazione di una seconda Centrale 116117, che avrà sede a Vicenza e affiancherà quella veneziana.
Ci sono, ovviamente, delle situazioni in cui il 116117 non va chiamato: nei casi di emergenza va chiamato direttamente il 118, (anche se esistono specifici protocolli di collaborazione per gli utenti urgenti); per le prenotazioni con impegnativa medica e per fissare un appuntamento va contattato esclusivamente il Cup al numero unico 041.844844; se invece si intende fare un reclamo, una segnalazione o una richiesta in merito all’assistenza ricevuta, ci si rivolge all’Urp, al numero unico 041.8694692.
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foto © Gabriele lanzo
VSFP: il supporto silenzioso che ogni giorno accompagna l’ospedale dell’Angelo
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hi entra all’Ospedale dell’Angelo di Mestre percepisce subito un ambiente ordinato, attento, efficiente. È qui che la sanità pubblica - guidata dall’Azienda ULSS 3 Serenissima - svolge quotidianamente la propria missione fondamentale: curare. Accanto a questo lavoro, in modo discreto ma costante, opera una realtà che sostiene l’attività ospedaliera con competenza e continuità: Veneta Sanitaria Finanza di Progetto S.p.A. (VSFP).
Un ruolo essenziale, sempre dietro le quinte Dal 2008, anno della inaugurazione dell’ospedale dell’Angelo, VSFP affianca l’ULSS 3 nella gestione tecnico-infrastrutturale del complesso ospedaliero, garantendo spazi e impianti sempre funzionali e sicuri per personale sanitario, pazienti e visitatori. È un lavoro silenzioso, fatto di attività spesso invisibili ma indispensabili: •manutenzione degli impianti tecnologici e dei sistemi energetici; • cura delle infrastrutture, degli spazi comuni e delle aree verdi; •gestione e attenzione alla funzionalità delle attrezzature elettromedicali; •servizi alberghieri come ristorazione, lavanderia e guardaroba; •pulizia quotidiana; •smaltimento dei rifiuti ospedalieri; •gestione tecnico e amministrativa ai servizi di laboratorio analisi , radiologia e neuroradiologia. Attività che rendono possibile la missione sanitaria, creando le migliori condizioni affinché medici, infermieri e operatori ULSS 3 possano dedicarsi completamente alla cura delle persone. Un’organizzazione solida al servizio della comunità.
Ogni giorno VSFP coordina e collabora con numerose aziende altamente specializzate, leader nei rispettivi settori e dotate delle principali certificazioni. Un sistema sinergico che ci permette di garantire qualità, affidabilità e competenze trasversali in ogni servizio erogato. Una rete ampia e integrata, che opera nel rispetto delle esigenze organizzative e delle priorità definite dall’ULSS 3 Serenissima. È un impegno continuo che si misura non nella visibilità, ma nella continuità delle attività ospedaliere e nella loro qualità. Collaborazione, responsabilità, sostenibilità e certificazioni. Negli anni, VSFP ha costruito un modello operativo fondato su trasparenza, sostenibilità e responsabilità sociale, valori documentati attraverso il Bilancio di Sostenibilità e da un sistema di certificazioni consolidato. La società è certificata secondo gli standard: • ISO 9001 – qualità dei processi e dei servizi; • ISO 14001 – gestione ambientale; • ISO 45001 – salute e sicurezza sul lavoro; • Uni Pdr 125/2022 – certificazione per la Parità di Genere. Inoltre, ogni anno VSFP rendiconta in modo puntuale i propri dati e risultati in ambito ESG (Environmental, Social & Governance), confermando l’impegno a operare in modo responsabile e orientato al miglioramento continuo. Guardare al futuro, insieme Il futuro dell’assistenza sanitaria richiede strutture efficienti, tecnologie affidabili e ambienti sicuri. VSFP continuerà ad accompagnare l’evoluzione dell’Ospedale dell’Angelo con discrezione, competenza e professionalità, mettendo al centro il benessere della comunità e il sostegno alla missione sanitaria. Perché se è vero che la cura è al centro, è altrettanto vero che ogni cura ha bisogno di uno spazio confortevole , di un impianto che funzioni e di un ambiente che accolga. È in questo ambito — a supporto della sanità pubblica e in costante collaborazione con essa — che VSFP esprime pienamente il proprio impegno.
Via Paccagnella, 11 - 30174 Mestre (Venezia) - Tel. 041.974420 www.vsfp.it
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Da Cuba a Campalto: Yaimaris nuova dottoressa di famiglia con la Campagna medici dell'Ulss 3 “Dottore, la città più bella del mondo ti aspetta”, e lei passa dai pazienti cubani a quelli della terraferma veneziana
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nni Novanta. Dalla sua infanzia a L’Avana, Tamayo Santana Yaimaris ricorda che se fosse guarita dalla sua malattia avrebbe fatto il medico. Così avviene. Guarsce e diventa medico di famiglia: “Ma mai avrei immaginato di farlo a Venezia, dall’altra parte del mondo”. Anno 2017. A 24 anni Tamayo si laurea in Medicina all’Università di Guantanamo. Sorella di tre fratelli, figlia di un pilota e di una tecnica sanitaria, la dottoressa Yaimaris è l’unico medico in famiglia. Anni 2018, 2019, 2020. Per tre anni Yaimaris fa il medico di base, prima a L’Avana e poi a Guantanamo. Guadagna cinquanta dollari al mese. Segue più di duemila pazienti, tutti gratuitamente a carico del servizio sanitario pubblico cubano. Per loro si divide tra visite ambulatoriali, domiciliari e turni di guardia medica. Lì, oltre a curare, Yaimaris si
guida internazionali), ma aggiungendo occupa di prevenzione, attuando proargomenti nuovi come Medicina legagrammi di screening e sorveglianza attiva della salute della popolazione. le, che segue sempre le normative speAnno 2021. Il sogno di una nuova vita cifiche del Paese in cui viene praticata”. la porta in Italia. Non conosce una paAnno 2025. Il Ministero richiede l’esame di equipollenza del titolo universitario, rola. Studia notte e giorno, segue corsi da sostenere all’Università La Sapienza d’italiano. Ogni pomeriggio fa pratica di Roma. Yaimaris lo affronta e lo supechiacchierando con i vicini di casa. Anno 2023. È una giornata agostana ra: su 221 candidati medici extracomuquando Yaimaris ascolta in tv l’appello nitari, lei e altri venti colleghi stranieri dell’azienda sanitaria veneziana che, in sono promossi e abilitati con il pieno carenza di dottori di famiglia, ha appericonoscimento del titolo di laurea. Marzo. Yamaris entra nell’Ordine dei na lanciato una Campagna internazioMedici di Venezia, dopo aver superato nale di reclutamento medici per Venel’esame d’italiano propedeutico all’izia. “Lo slogan che fa il giro del mondo ‘Dottore, la città più bella del mondo ti scrizione. aspetta’ sembra rivolGiugno. Il primo del mese Yaimaris è al to a me - ricorda Ta“Qui in via Orlanda suo primo giorno d’inmayo -. E mando subito la mia candidatura via carico nella medicina gli utenti sono mail. Mi chiamano. Ma è di gruppo veneziana meravigliosi” solo l’inizio”. via Orlanda, a CamDue anni per documenti di Sempre affiancata palto, con 1230 paed equipollenza dall’Ulss 3 Serenissima, zienti da seguire perdella laurea cubana: la dottoressa Yaimasonalmente. “Mi trovo ris chiede al Ministero “Sono tornata sui libri” davvero bene con loro, e anche con gli altri della Salute di valutare medici che mi hanno il suo titolo universitaaccolta con stima e calore in studio, rio extraeuropeo, e rimane in attesa. tutti rispettano anche il mio caratte“Nel frattempo mi metto a studiare più che posso, riprendendo quello che ho re riservato” racconta con modestia già studiato a Cuba (la clinica e le linee la dottoressa dopo alcune settimane dall'insediamento. “Ma è solo grazie al suo arrivo che questa medicina di gruppo può mantenere un numero minimo di medici per continuare a restare aperta - dice il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Edgardo Contato -, e per questo suo arrivo dobbiamo quindi ringraziarla come intera comunità veneziana. Con il suo coraggio, la sua determinazione e la sua etica del lavoro, questa professionista è d’esempio per tutti. Grazie a lei, allora, e grazie alla nostra Campagna di reclutamento internazionale dei medici attivata nel 2023, che ci ha permesso di averla qui”.
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Mestre, un nuovo centro dedicato alla simulazione in emergenza-urgenza “Ricreiamo scenari critici con AI e realtà virtuale: gli operatori intervengono, provando e riprovando in sicurezza, come i piloti dei jet con il simulatore di volo”
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na regia dietro il vetro, e al di là, nello spazio dedicato alle esercitazioni, manichini che possono simulare un malore o uno stato critico e che, gestiti da strumentazioni di ultima generazione, sono in grado di reagire come una persona reale: è anche questo, ma non solo, la nuova sala dedicata alla “simulazione in emergenza-urgenza” dell’Ulss 3 Serenissima. “Si potenzia con questa struttura appositamente realizzata e attrezzata – spiega la direttrice della formazione, Elisabetta Spigolon – il lavoro dell’area della Formazione risorse umane dell’Ulss 3 Serenissima, in particolare nel settore dell’emergenza-urgenza. Questo nuovo centro di simulazione, in cui un operatore può mettersi alla prova sotto il pieno controllo dei formatori, e può sperimentare la propria capacità di reagire di fronte ad una persona in grave difficoltà, rende ancora più efficaci le nostre proposte formative, con cui si preparano sia i sanitari e i dipendenti dell’Ulss 3 Serenissima, sia operatori sanitari esterni, o di enti e associazioni, comunque impegnati nell’emergenza-urgenza”. Simulare scenari critici per affrontarli in sicurezza. La simulazione non serve solo a perfezionare le competenze tecniche, come un’intubazione o com-
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pressioni toraciche, ma anche le non technical skills, ovvero le capacità di comunicare in situazioni critiche, prendere decisioni rapide, gestire lo stress e lavorare in squadra. Il centro di simulazione, così, è il luogo in cui prendono vita gli scenari in cui i professionisti possono vivere esperienze formative che simulano la realtà, ma in totale sicurezza, concludendo l’esperienza con il debriefing, cioè l’analisi condivisa di ciò che è successo: ogni sessione viene infatti videoregistrata, e al termine il caso viene rivisto insieme e discusso nel gruppo, permettendo di analizzare in profondità ogni scelta, ogni gesto, ogni comunicazione. Nel Centro di simulazione opera un Team di facilitatori e i tecnici di simulazione certificati Accredia: "In sintesi - spiegano - la simulazione in medicina è ciò che il 'volo al simulatore' è per i piloti d'aereo: un allenamento sicuro, ripetibile e ad alta efficacia, che rende i professionisti più preparati e aumenta la sicurezza dei pazienti.
Manichini che piangono e si muovono. Un aspetto particolare del lavoro svolto nel centro, afferente all'Area Emergenza-urgenza dell'Unità operativa "Formazione Risorse Umane - SFeRiS", è la simulazione neonatale: vengono utilizzati manichini altamente realistici che riproducono un neonato vero, e che possono piangere, muoversi, cambiare colorito se non respirano correttamente e manifestare tutte le principali funzioni vitali. Il personale sanitario viene coinvolto in scenari realistici, lavorando in squadra come se si trovasse davvero in una sala parto o in un pronto soccorso pediatrico. La sede principale di questa attività formativa per l’emergenza-urgenza - che si svolge anche in aule dislocate sul territorio a Chioggia, Dolo, Mirano, Venezia - è il Padiglione Rama di Mestre, dove appunto è stata realizzata la nuova sala. Questa è stata concepita come spazio polivalente: privo di vincoli strutturali, consente di organizzare corsi con metodologie di simulazione diverse e
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inFormazione
La rubrica sugli appuntamenti formativi del personale Ulss 3 Il triennio formativo ECM 2023-2025 scadrà il 31 dicembre 2025 e dal 1° gennaio prende ufficialmente avvio il nuovo triennio ECM 2026-2028: si consiglia a tutti i professionisti di verificare la propria posizione su Co.Ge.A.P.S. e programmare per tempo le attività formative intra ed extra aziendali secondo regolamento.
Corso sulla cybersicurezza
A partire dal 1° dicembre 2025 è avviato il nuovo percorso di formazione obbligatoria dedicato alla Cyber Security Awareness, finalizzato a promuovere comportamenti consapevoli e corretti nell’utilizzo degli strumenti digitali e nella gestione delle informazioni dell’ente. La Regione del Veneto, infatti, ha istituito nel 2023 il nuovo CERT Regionale (Computer Emergency Response Team), con l’obiettivo di tutelare dati e servizi essenziali e di aumentare la resilienza informatica degli enti del territorio. La formazione si colloca all’interno della più ampia strategia regionale di potenziamento della sicurezza informatica attraverso il rafforzamento delle competenze di tutto il personale.
Contro le infezioni ospedaliere: un successo formativo
adattabili ai vari bisogni formativi. “Tutti i corsi sono realizzati da istruttori di elevata professionalità ed esperienza didattica. L’attività annuale dell'area – ha spiegato Spigolon – conta 194 edizioni di corsi base e retraining, cioè rianimazione cardiopolmonare e gestione del trauma, contando solo quelli rivolti al personale dipendente dell’Ulss 3. Sono 30 le edizioni di corsi ‘intermedi’ dedicati al personale operante nell’emergenza, e da tre anni proponiamo il nuovo percorso Metal, dedicato al personale sanitario delle unità operative non intensive, che insegna a riconoscere precocemente il paziente critico e collaborare con il team di emergenza intraospedaliera. Ogni anno si svolgono poi 15 edizioni di corsi ‘avanzati’ rivolti a personale del Suem118, del Pronto soccorso, della Sala parto. Infine, proponiamo i corsi di guida sicura’, di sicurezza in acqua, per l’uso di autorespiratori… Alcuni di questi corsi sono realizzati con la collaborazione dei Vigili del fuoco”. Visori, realtà virtuale, Intelligenza artificiale. Nella nuova sala di simulazione è ora possibile il più alto livello di formazione nell’emergenza-urgenza, quello cioè in cui viene utilizzata la realtà virtuale, e si è già tenuto un corso altamente specializzato rivolto agli operatori coinvolti nel Progetto AidMire: utilizzando gli appositi ‘visori’, si formano ad affrontare scenari di grande emergenza gli operatori delle Aziende sanitarie coinvolte nel progetto transfrontaliero.
Un impegno straordinario per la sicurezza dei pazienti: con la formazione PNRR M6-C2, l’Ulss 3 Serenissima ha introdotto una strategia per contrastare le Infezioni Correlate all'Assistenza (ICA), di cui si stima il 40% sia prevenibile con la sola igiene delle mani. Il percorso formativo ha previsto 8 ore in formazione a distanza per i riferimenti teorici e 12 ore di addestramento sul campo, con 3106 operatori sensibilizzati e formati.
Sicurezza nelle aziende sanitarie: Insieme contro la violenza
L'Ulss 3 Serenissima è impegnata a fondo nel contrastare gli atti di violenza contro il personale sanitario. Attraverso il progetto formativo triennale "Aggressioni e atti di violenza” si è avviata una formazione capillare del personale dipendente (e non solo), con la formazione a partire dal 2022 di 5500 professionisti, per il riconoscimento dei segnali e la gestione delle situazioni critiche.
Per i professionisti delle Cure palliative pediatriche
La formazione riveste un ruolo fondamentale nel potenziamento della Rete Regionale di Terapia del dolore e cure Palliative pediatriche. L’iniziativa formativa dell’Ulss 3 Serenissima ha visto finora la formazione di ben 251 professionisti e ha posto l'accento sul modello dell'équipe multidisciplinare. Il percorso proseguirà nel prossimo triennio con ulteriori edizioni a livello aziendale e regionale. Le attività sono erogate in stretta sinergia con il Centro Regionale con l'obiettivo di potenziare la rete tra tutti gli attori coinvolti per una corretta identificazione e la tempestiva segnalazione dei pazienti.
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Vigili a scuola di primo soccorso E a loro volta diventano istruttori Cup e messaggi telefonici, ecco come non farsi truffare
Un corso dell’Ulss 3 permette a venti agenti di imparare ma anche di insegnare ai loro colleghi le manovre d’intervento
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igili a scuola di primo soccorso non solo per salvare vite, ma per insegnare al resto dei colleghi a farlo. Per la prima volta il Suem 118 consegna competenze e strategie a venti agenti della Polizia locale e li promuove come istruttori ‘laici’ di primo intervento. Obiettivo, incrementare il numero di potenziali primi soccorritori e ridurre i tempi di intervento nel trattamento salvavita. Il corso, che si articola in diverse giornate di teoria e pratica, non abilita quindi gli agenti solo ad eseguire le manovre di primo soccorso ma, fornendo la qualifica di tutor Blsd certificato, permetterà a questi venti vigili di trasmettere quanto appreso, anche a livello provinciale e regionale, al resto del Corpo, con eventi indipendenti e mirati. Il percorso di formazione ha visto impegnati gli agenti al Padiglione Rama dell’ospedale mestrino dell’Angelo, grazie alla collaborazione tra Comando di Polizia locale di Venezia, Suem 118 dell’Ulss 3, Centro regionale emergenza urgenza e Formazione risorse umane dell’Ulss 3.
“Questo percorso è molto importante perché si integra alla nostra formazione complessiva sulla sicurezza - dice il comandante della Polizia locale di Venezia Marco Agostini -. Di fronte alla sopravvivenza di una vita umana non si può aspettare: se noi siamo già sul territorio colpito, ci sono dei tempi in cui possiamo agire prima, in attesa dei soccorsi istituzionalizzati”. “Il fatto che il Corpo della Polizia locale collabori con noi sotto vari profili, compreso quello del soccorso sanitario, è un gesto per noi fondamentale - aggiunge il primario del Suem 118 di Venezia e del Veneto Paolo Rosi -. Ringrazio il comandante Agostini e i suoi ufficiali per la sua grande disponibilità: formare anche i loro formatori è un aspetto nuovo e utilissimo anche per noi”. “Sono molto orgogliosa che le nostre due realtà siano riuscite a collaborare per portare un risultato simile - chiude l’istruttrice e medico del Suem 118 Federica Stella -. Il fatto che gli agenti della Polizia municipale sappiano eseguire le manovre salvavita in attesa del nostro arrivo dimostra come due istituzioni che nascono con scopi diversi possano collaborare per un risultato comune”. La direttrice della Formazione dell’Ulss 3, Elisabetta Spigolon, sottolinea come l'iniziativa rappresenti il punto di partenza di un programma regionale che mira a estendere la formazione Blsd a tutte le Polizie Locali del Veneto.
Prima arrivavano da un fantomatico "Cup", ora da un "Centro Unico Primario", e invitano a chiamare per “importanti comunicazioni” sulle prestazioni sanitarie: sono, in realtà, messaggi telefonici truffaldini, e chi, lasciandosi ingannare, effettua la richiamata, viene defraudato del suo credito telefonico. L'Ulss 3 Serenissima invita tutti gli utenti a prestare attenzione: i messaggi di cui diffidare sono generici e non contengono dettagli su prenotazioni effettive. Spesso chiedono di chiamare numeri a pagamento con prefissi come 899 o 893. Infine, dicono di un'urgenza, peraltro non giustificata. In realtà, il Cup ufficiale invia SMS con informazioni precise su appuntamenti, indicando sempre data e ora; richiede eventuali contatti solo verso numeri fissi con prefisso 041 (Venezia); non chiede mai di chiamare numeri a pagamento, né impone urgenze. Cosa fare allora? Non dobbiamo mai richiamare numeri sospetti o a pagamento; non dobbiamo rispondere a messaggi generici senza dettagli; e in caso di dubbi, contattare il Cup solo ai numeri ufficiali, cioè lo 041.844844 (che è il numero del Cup), lo 041.844848 per Cup Libera Professione, lo 041.2633000 (che è il numero dello SmartCall appuntamenti, ed è un numero solo in uscita e non va richiamato), l'800185030 a cui risponde il Call center degli screening. Segnalate eventuali SMS sospetti alle autorità competenti e all’Ulss 3 Serenissima: è grazie alla collaborazione dei cittadini che si possono evitare le truffe.
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La dipendenza alcolica colpisce sempre più donne e in età sempre più giovane Le adolescenti del nostro territorio con questo disturbo stanno raggiungendo i coetanei maschi, e li superano nel consumo a rischio
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alcol seduce sempre più le donsumo di alcol a rischio tra gli adolene, e in età sempre più giovane. scenti avviene addirittura il sorpasso Nei nostri territori, le adolescenti delle ragazze rispetto ai ragazzi. Inolcon disturbi collegati all'abuso di altre negli ultimi quattro anni il totale dei nuovi casi di donne in carico al Serd cool stanno raggiungendo i coetanei dell'Ulss 3 con dipendenza da alcol o maschi, e li superano nel consumo a da altre sostanze è salito a 491, mentre rischio. nei quattro anni precedenti i nuovi casi "I dati indicano in modo chiaro questa erano stati 454. evoluzione di un grave problema soLe ragazze in trattamento al Serd ciale. Il Servizio Dipendenze dell’Ulss3 dell’Ulss 3 per Disturbo da uso di alcol Serenissima - sottolinea il direttore in associazione a sostanze (cannabis, dei Servizi sociosanitari Massimo Zuin eroina, cocaina e altro) hanno rag- nell'ultimo anno ha preso in carico 250 donne con Digiunto, nell'ultimo anno, i ragazzi affetti dalla stessturbo da uso di alcol, "L’alcol nelle donne, che si aggiungono ai sa dipendenza. Maschi con i gravi pericoli 692 uomini. L’aumene femmine in carico con provocati questo disturbo, in totale to femminile rispetto nell’anno trascorso, sono agli anni precedenti dall'assunzione stati 225. è lento e progressiin gravidanza, "L’alcol nelle donne è divo, ma è ancora più è uno dei temi cruciali evidente il calo d’età ventato un problema urdel lavoro delle donne che abugente, e sta al centro del lavoro svolto dal servizio sano di alcolici: in del SerD dell’Ulss 3" dipendenze dell'azienda quattro anni si è passanitaria. Gli operatori si concentrano sati da un 12,6% a un 25% di nuovi casi anche sul tema delicatissimo del condi ragazze ventenni e trentenni che afferiscono al Serd dell’Ulss 3 a causa di sumo di alcol in gravidanza. "I disturbi questo disturbo. E i nuovi accessi delle feto alcolici (Fasd) costituiscono oggi minorenni tra i 15 e i 17 anni, per la stesla più grave disabilità permanente, che sarebbe totalmente evitabile atsa problematica, stanno raggiungendo quelli dei coetanei maschi". traverso l’astensione completa dal Secondo i dati italiani che confermano consumo di alcol in gravidanza - spiela tendenza locale, nel semplice conga Laura Suardi, per il SerD dell'Ulss 3
-. L'uso di alcol durante la gravidanza e la conseguente esposizione fetale possono causare danni di diverse tipologie quali malformazioni d’organo e in particolare danni cerebrali che determinano disordini dello sviluppo neurologico e ritardo nella crescita. Sono comuni, inoltre, le problematiche nutrizionali e gastroenterologiche, che si trovano spesso legate anche ad un coinvolgimento dell’asse intestino-cervello. La patologia più grave è la Sindrome feto alcolica, che rappresenta la prima causa conosciuta di ritardo mentale nel bambino poi adulto. Si tratta di problematiche prevenibili al 100%: per evitarle e per evitare i danni permanenti al nascituro basta che la donna non consumi alcol in gravidanza”. "Date queste evidenze - conclude Zuin - è fondamentale aumentare la conoscenza dei rischi conseguenti all’uso di alcol nella fase preconcezionale, prenatale, perinatale e durante l’allattamento, con particolare attenzione ai primi mille giorni di vita. E l'azienda sanitaria è impegnata per diffondere una maggior informazione su questo tema, rivolta in particolare agli operatori sanitari, ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, a ginecologi, ostetrici, assistenti sanitari e infermieri".
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L'Ulss 3 punta tutto sul Cup, formazione a tappeto per i 400 professionisti del front office: è la prima in Italia
Voci e volti del Cup da valorizzare: "Sono il biglietto da visita dell'Ulss 3"
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ual è il primo volto del servizio sanitario, con quale voce si rivolge in prima battuta all’utente che chiede assistenza e cura? "L’Azienda sanitaria di Venezia è certa che gli operatori dei Cup, i Centri unici di prenotazione, siano centrali nel processo di presa in carico, e che come tali debbano essere finalmente considerati. Ed ha dedicato loro, per questo, un vasto e innovativo progetto di supporto e di formazione – a partire da un corso di 5 giornate e 30 ore di lezione complessive – che offre a ciascuno la possibilità di svolgere al meglio questo ruolo delicatissimo e cruciale – spiega il direttore generale Edgardo Contato - gli operatori del Cup sono il nostro biglietto da visita. Nella complessa organizzazione dell’offerta sanitaria il front office è luogo fisico e metaforico dell’accoglienza, e il lavoro di questi operatori, che nella nostra Ulss 3 sono oltre 400, può influenzare la percezione complessiva dei servizi offerti dall’intera struttura. Il Cup è un punto strategico per un’azienda sanitaria, e noi vogliamo avere qui, a contatto e al servizio della popolazione, personale con competenze tecnico-professionali, ma soprattutto capacità connesse
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proprio lavoro quotidiano, in cui spesalla comunicazione e alla capacità so ci si trova ad interagire con utenti di ascolto fin dal primo approccio, sia in stato di ansia o preoccupazione per esso telefonico o in presenza”. la propria salute, o a loro volta in atAncor di più, con il suo progetto “vatesa da tempo, e quindi insoddisfatti, lore alle voci del front office”, in cui si in alcuni casi incapaci di accettare un alternano nelle lezioni in presenza dorifiuto o una dilazione dei tempi per centi dell’azienda sanitaria ed esterni, una visita o un esame. tra cui docenti dell’Università di Verona e Il dg Contato: E così, il progetto “vadell’Istituto Universitalore alle voci del front rio Salesiano di Vene"Svolgono un ruolo office” è stato attivato zia. La direzione sciencruciale che spesso per formare il persotifica del progetto, che nale del front office alle ha ideato e curato il viene sottovalutato. corso, ha inteso offriÈ importante dare loro strategie di gestione dello stress, di rielabore ad ogni operatore anche gli strumenti razione delle emozioni del front office gli strumenti per conoscere al per reggere la pressione e di padronanza delle interazioni difficili; anmeglio i servizi, le nordi un dialogo cora, introduce e forme e le procedure ama volte complicato" ma gli operatori alla ministrative, l’utilizzo di comunicazione non strumenti digitali per violenta, offre loro un la gestione delle presupporto psicologico in tutte le forme notazioni, delle informazioni e dei dati necessarie, promuove il senso di apsanitari; ma contemporaneamente partenenza degli addetti dei vari front ha voluto far sì che ciascuno di questi office e la consapevolezza personale, operatori senta propri gli strumenti e condivisa e pubblica, del loro ruolo le buone pratiche per comunicare in strategico e delle sfide che affrontano modo chiaro, preciso e adattabile alle quotidianamente. “Il lavoro di questi diverse tipologie di persone che si rioperatori in prima linea – sottolinea volgono al servizio, e possieda quindi Contato – spesso non viene valorizzagli strumenti utili a reggere il peso del
27 to, e rischia anzi di essere sottovalutato sia dagli utenti, che in molti casi riversano loro la frustrazione raccolta nel lungo iter del percorso di cura, sia dalle stesse istituzioni sanitarie che ne scordano la centralità”. L’innovativo percorso formativo è offerto, con diverse sessioni organizzate durante gli ultimi mesi del 2025 e durante tutto il 2026, in primo luo-
go ai 400 lavoratori Cup, ma è aperto a tutti i lavoratori non sanitari attivi nei front office di ospedali, case della comunità e sedi distrettuali dell’Ulss 3 Serenissima, compresi gli operatori dell’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp), gli addetti alla sicurezza, gli assistenti di sala del pronto soccorso, gli operatori telefonici del nuovo numero europeo 116117 per i bisogni sanitari e sociali non urgenti e i professionisti non sanitari delle segreterie dei reparti ospedalieri.
CHI SONO
Preparati e con esperienza, accolgono 6 mila chiamate “e accessi” al giorno
Nel Centro unico prenotazioni (Cup) dell’Ulss 3 Serenissima lavorano oltre 400 operatori di front office, impegnati ogni giorno nel delicato dialogo con l’utenza: sono addetti allo sportello, centralinisti e addetti al back office. Prestano servizio negli ospedali e nelle sedi distrettuali sul territorio, e gestiscono circa seimila contatti al giorno con gli utenti, per prenotazioni di visite ed esami, informazioni, riscossione dei pagamenti. Nell’attuale organizzazione, gli operatori Cup non hanno un contratto di dipendenza con l’azienda sanitaria veneziana, ma sono dipendenti del consorzio che gestisce il servizio in appalto. Il servizio gestisce tre call center e tutti gli sportelli di prenotazione e pagamento dei distretti territoriali e delle sei sedi ospedaliere dell’Ulss 3 Serenissima; responsabile, coordinatore e referenti del Cup si interfacciano costantemente, all'interno dell’azienda sanitaria, con la Cup manager dell’Ulss 3 e con la Referente delle Liste d’attesa e della Specialistica ambulatoriale dell’Ulss 3. Dalla ricerca contenuta nella tesi di master in Medicina narrativa applicata, realizzata da un gruppo di professioniste interne all’Azienda sanitaria, emerge una netta prevalenza, tra gli operatori
Cup, della componente femminile (che arriva al 90%) secondo una tendenza già nota nei contesti amministrativi e di front office in ambito sanitario. Quanto all’età, il campione presenta una maggiore concentrazione nella fascia 40-50 anni (34,1%), seguita dalla fascia 50-60 anni (27,3%) e 30-40 anni (20,5%). Si tratta di una forza lavoro mediamente esperta, con un buon livello di maturità professionale: il 45,5% del campione ha maturato tra i 5 e i 10 anni di servizio, mentre solo il 6,8% ha un’esperienza inferiore ai 2 anni. Buon livello d’istruzione: il 72,7% del campione ha un diploma superiore, il 21% una laurea. Dai racconti degli operatori Cup emergono chiare e importanti difficoltà - episodi frequenti di tensione con l’utenza, sovraccarico emotivo, percezione di non poter incidere concretamente sulle problematiche dell’utenza... -. "Per questo, un percorso di formazione strutturato come quello messo in campo dalla Direzione - fino ad ora, la loro formazione era affidata a corsi a distanza, ed era prevalentemente tecnica - rappresenta per loro un supporto utilissimo, che avrà ricadute positive sia in termini di clima interno sia di qualità percepita dai cittadini"- conclude Contato.
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NOALE Contato: “Questa è la sanità del futuro: percorsi su misura h24, snodo per il 116117, dieci posti hospice e altri 25 per l’ospedale di comunità”.
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oale è il prototipo della Casa della comunità e le altre undici che comporranno la rete del territorio veneziano vengono modellate a sua immagine”. Ha descritto così la prima Casa della comunità di Noale, già in funzione da mesi, il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Edgardo Contato, durante la presentazione della struttura alle associazioni del territorio. “Qui è nata la sanità territoriale del
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applicato e andremo ad applicare in tutte e dodici le Case della comunità del territorio dell’azienda sanitaria veneziana". "Non a caso abbiamo deciso di aggiungere proprio a Noale altri 25 posti letto all’Ospedale di comunità e di completare la rete territoriale dell’assistenza ai cittadini con 10 posti di hospice". La Casa della comunità è interessata anche dalla sperimentazione della Centrale operativa del 116117, poiché i punti cruciali di questa rete di assistenza telefonica saranno proprio le Case della comunità: "Sono convinto che Noale - conclude Contato -sarà punto di riferimento per tutta l’azienda sanitaria”.
futuro - ha detto Contato -. Qui dentro i cittadini troveranno sempre una risposta con percorsi su misura, con nuovi servizi che incrociano l’assistenza sanitaria e quella sociale, con assistenza medica a ogni ora del giorno e della notte, con l’integrazione dei servizi telefonici del 116117 direttamente collegati alla struttura e con un Punto unico di accoglienza per tutte le necessità. La Casa della comunità di Noale è quindi lo snodo cruciale tra ospedalità e territorio, è l’esempio concreto in cui il bene comune è posto al centro del vivere in comunità, è un continuo percorso di vicinanza ai problemi dei cittadini. E questo è il modello che abbiamo
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Clima al lavoro: l’Ulss 3 chiede ai dipendenti la loro opinione
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organizzazione e l’ambiente di lavoro, il rapporto con i colleghi e quello con i superiori, tutto quanto contribuisce a determinare il “clima”, l’aria che si respira nelle sedi di lavoro dell’Ulss 3 Serenissima: su tutto questo, l’azienda sanitaria chiede il parere dei propri dipendenti. Insieme agli altri enti del Servizio sanitario regionale, l’Ulss 3 ha aderito alla nuova edizione dell’Indagine di Clima organizzativo, che si svolge in collaborazione con il Laboratorio management e sanità (Mes) della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. E a partire dal 6 dicembre chi lavora per l’azienda sanitaria veneziana può accedere al questionario ed esprimere, compilandolo, la sua opinione su aspetti ri-
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levanti della vita in azienda. La partecipazione all’indagine è volontaria, e il questionario, ovviamente rigorosamente anonimo, è compilabile in qualsiasi momento della giornata, al link che i dipendenti hanno ricevuto via e-mail, dal 6 dicembre 2025 al 16 gennaio 2026. Con la precedente edizione dell’indagine L’Ulss 3 è riuscita a raccogliere l’opinione di 3.240 dipendenti, con un tasso di partecipazione pari al 41,82%; e questo ha permesso all’Azienda sanitaria di mettere in campo alcune azioni di miglioramento, tra cui: il rafforzamento della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (es.: lavoro agile e rapporto di lavoro parziale); l’implementazione dell’attività forma-
tiva su importanti temi trasversali, ad esempio comunicazione, leadership, valorizzazione delle risorse umane, gestione dei conflitti; la realizzazione di incontri tematici mirati per i Coordinatori di Dipartimento finalizzati a favorire il processo comunicativo e la diffusione delle linee strategiche aziendali; il consolidamento dello sportello di ascolto e la riattivazione effettiva del Comitato unico di garanzia (Cug). L’indagine fa parte della campagna “La tua voce per una sanità migliore”, un insieme di progetti migliorativi promossi dalla Regione del Veneto. Quest’anno saranno coinvolti, oltre a tutto il personale dipendente, anche gli specialisti ambulatoriali esterni (Sai) e il personale universitario.
INDAGINE DI CLIMA ORGANIZZATIVO 2025 In tutto il SSSR del Veneto A partire dal 1 dicembre
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Da sempre in Servizi Ospedalieri ci prendiamo cura di chi si prende cura, per questo siamo al fianco del mondo sanitario con diversi servizi: dal lavaggio e noleggio di tessili e divise per il personale alla fornitura di kit sterili per la sala operatoria, da soluzioni per la radioprotezione alla sterilizzazione dello strumentario chirurgico. Scopri le nostre proposte progettate per coniugare efficienza, sicurezza, risultati e per lasciare che il personale sanitario si occupi della cosa più importante: la cura delle persone.
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