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La Piazza di Treviso ovest sett2018 n121

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SETTEMBRE 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 121

Cultura p.17

Quinto, la difficile convivenza tra persone e aerei Talvolta il vortice d’aria provocato dai boeing, fa volare tegole e coppi, sfiorando sino ad ora - le persone. Sindaco contrario all’ampliamento dell’aeroporto servizio a pag 8

ZERO BRANCO

Il Comune accetta la sfida “green” QUINTO DI TREVISO

“Impegno e dedizione per il territorio” ISTRANA

Riaperto il sottopasso di via Filzi MORGANO

La tangenziale per salvare la Rotonda CULTURA

Rostirolla da Papa Francesco SPORT

In bici per 1.200 chilometri fino al Belgio

Un nuovo giornale, un grande territorio Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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na nuova edizione de La Piazza per una prestigiosa area del Veneto: il trevigiano. Siamo molto orgogliosi, come redazione e team dell’editore Give Emotions, di essere tra le vostre mani con questo numero d’apertura del nostro mensile. Un primo numero che scrive, per noi, una nuova pagina del racconto che stiamo raccontando sulle aree culturalmente ed economicamente più vivaci del Nord Est. segue a pag 3

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Facciamo. il punto

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West Nile, la zanzara ha colpito anche a Istrana È

stato, purtroppo, il virus dell’estate veneta. Il cosiddetto West Nile, la febbre del Nilo, trasmessa tramite la puntura di zanzara e quanto mai invasivo nei soggetti più deboli della popolazione. Il crescente aumento dei casi accertati aveva fatto scattare un apposito piano straordinario dall’ente di Palazzo Balbi con 500mila euro per coprire interventi di disinfestazione in tutta la Regione. Specie nei comuni che hanno visto dei propri cittadini essere attaccati dal virus. E c’è pure Istrana tra i comuni della Marca toccati, visto che un 77enne istranese tra agosto e settembre, è stato ricoverato al Cà Foncello per poi, una volta fuori pericolo, essere trasferito all’ospedale San Camillo a causa di ulteriori patologie. È quindi scattata l’allerta anche nel comune guidato da Mariagrazia Gasparini, con l’intervento di Ulss, che ha la competenza su monitoraggio e controllo dell’attività, e amministrazione comunale. “Considerata la conferma di un caso di infezione nel nostro territorio è stata prevista l’attuazione di un piano straordinario di disinfestazione su protocollo regionale, effettuato entro la terza settimana di settembre - spiegano dal municipio -. L’intervento straordinario è stato effettuato dalla ditta che ha attualmente in appalto la disinfestazione ordinaria, sulla base delle indicazioni ricevute dall’azienda sanitaria. Nello specifico si è trattato dell’implementazione della disinfestazione ordinaria, con attività di trattamento larvicida presso caditoie e fossati in centri abitati e frazioni entro un km dal centro abitato. Allo stesso tempo è stato previsto anche un trattamento adulticida nelle aree sensibili del paese, come i parchi, i giardini delle scuole, le zone cimiteriali e le aree attrezzate”. Alla data dell’11 settembre erano 174 i casi accertati di febbre del Nilo di cui 12 i decessi. (A.B.V.)

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Scattata come da protocollo la disinfestazione

È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zona di Istrana, Morgano, Quinto di Treviso e Zero Branco per un numero complessivo di 11.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Una grande sfida che ci permette di entrare nelle vostre case, augurandoci nel contempo di incontrare il vostro favore di cittadini e lettori attenti. La novità è questa: tutti i mesi regaleremo ai cittadini dei vostri comuni informazione locale, cercando di mettere a fuoco potenzialità e progetti di un’Area per alcuni aspetti molto solida, uno dei pilastri del Nord Est produttivo ma che, come accade anche nel resto d’Italia, vive anche delle criticità forti. Lo faremo con uno sguardo a 360 gradi evitando i grandi voli pindarici. Noi del mensile La Piazza da sempre siamo specializzati nella cronaca locale: mettiamo in luce il lavoro di amministratori, imprenditori, professionisti, volontari e residenti. Lo facciamo raccogliendo le voci della politica, dell’economia, del privato sociale e del cittadino comune. Di solito siamo molto professionali e i lettori se ne accorgono e ci premiano. Lo dimostra il fatto che i nostri giornali esistono da 25 anni e vengono distribuiti 16 edizioni locali gratuitamente in oltre 230.000 famiglie venete. I protagonisti di questo primo numero saranno i vostri amministratori e le iniziative da loro sostenute. All’interno del giornale proponiamo ai lettori anche un inserto dedicato alla Salute e al Benessere e alcune rubriche. Ringraziamo fin da ora il tessuto economico e commerciale della zona che ha accolto con favore questa nostra iniziativa e ci sostiene. Questo è il primo assaggio di ciò che vi proporremo già dal prossimo mese in cui arriverà a casa vostra il secondo numero del giornale. Nel frattempo, però, seguiteci sui social e sul nostro sito www.lapiazzaweb.it aggiornato quotidianamente. E se volete raccontarci qualcosa o inviarci materiale scriveteci a redazione@givemotions.it. Buona lettura!

Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 14 settembre 2018


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Zero Branco

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Politiche energetiche Paes

Il Comune e la sfida “green” A

dicembre dello scorso anno le parole del sindaco fecero un certo effetto: “A Zero Branco in tre anni sono morte 69 persone a causa dell’inquinamento”. Parole affidate all’editoriale del periodico comunale, diffuso a ogni famiglia del paese. Un messaggio chiaro, preciso, ma allo stesso tempo di massima trasparenza. E allo stesso tempo, per quanto “semplice” (comunque basato sugli approfondimenti dell’Ulss), preso con cognizione di causa e cui soprattutto oltre alle parole sono seguiti i fatti. O meglio, sono continuati i fatti. Negli ultimi anni, infatti, il comune di Zero Branco si è distinto in tutta la Provincia per il crescendo di iniziative “green”, a sostegno di salute e ambiente. Quasi una continuazione naturale, ad

esempio, delle battaglie contro gli impianti di rifiuti tossici della Mestrinaro, in zona Bertoneria, o della rinuncia alla costruzione di un asilo nido. Dai mezzi elettrici per la polizia locale alla rete di illuminazione pubblica completamente a led, dagli incentivi per la sostituzione delle vecchie caldaie al premio di “Comune Riciclone”, fino alle colonnine per la ricarica di auto e bici elettriche, le campagne per incentivare lo smaltimento regolare dell’amianto, le iniziative Pedibus e “Zero netta Zero”, le richieste di monitoraggi periodici ad Arpav (Agenzia regionale per la protezione ambientale) oltre agli interventi strutturali sul patrimonio comunale (impianto fotovoltaico in municipio, teleriscaldamento nelle scuole). Insomma, chi

Il municipio di Zero Branco

L’assessore Cazzaro: “Necessario aumentare una cultura che guardi alle energie pulite e al rispetto dell’ambiente. Sarà rispetto per noi e per le generazioni future”

più ne ha più ne metta. “Le azioni che portiamo avanti si inseriscono nell’ottica di voler dare forma e concretezza al Paes, il patto dei sindaci per l’energia sostenibile - spiega Antonio Cazzaro, assessore alle Politiche ambientali e al piano energetico del municipio zerotino -. Allo stesso tempo è necessario aumentare sempre di più una cultura che guardi alle energie pulite e al rispetto dell’ambiente. Sarà rispetto per noi stessi e, soprattutto, per le generazioni future”.

Un dare l’esempio da parte dell’amministrazione pubblica, insomma, e allo stesso tempo creare occasioni e stimoli alla comunità. Intanto, in queste settimane, si guarda oltre. Uffici e amministrazione comunale stanno infatti lavorando al cosiddetto Paes 2.0, una revisione (periodica, come previsto dalla Comunità Europea) degli obbiettivi del piano, al fine di individuarne di nuovi e più performanti. Insomma, le “sfide green” a Zero Branco sono solo all’inizio. Alessandro Bozzi Valenti

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n incrocio pericoloso in pieno centro, nodo viabilistico che più di qualche volta ha visto verificarsi incidenti. È quello tra la strada regionale 515 “Noalese” e la provinciale 65, che collega Zero Branco con la frazione di Sant’Alberto, nel suo primo tratto con il nome di via Pietro Sola. L’intersezione, negli ultimi tempi, sta vedendo accelerare l’iter per la realizzazione di una rotatoria (cosiddetta “Casarin” vista la sede dell’omonima azienda di autotrasporti), al fine di eliminare i pericoli della viabilità. La necessarietà dell’opera, seppur condivisa da più parti, è stata in parte contestata nelle modalità da parte della lista di minoranza Zero per Zero, che l’ha definita “antieconomica e bizzarra”. Il 29 marzo scorso l’ultimo passaggio burocratico in ordine di tempo è stato stabilito nella seduta del consiglio comunale, che ha visto l’approvazione della variante al piano degli interventi inerente il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’infrastruttura, oltre alla concessione di una proroga al trasferimento della casa di spedizioni, sancita nel settembre 2008 da una specifica convenzione (integrata due anni fa) e concretizzatosi quasi del tutto nei recenti mesi estivi. Si attendono entro l’anno le operazioni di esproprio di parti di terreno limitrofi alla futura rotatoria e le bonifica ambientale nella zona dell’azienda. (A.B.V.)


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Zero Branco

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Tradizioni Agricoltura

Peperone: bilancio ottimo per la sagra e per l’intera stagione “S

agra bagnata, sagra for- estivo, la stagione del peperone si è tunata”. Scherza così il rivelata molto soddisfacente. presidente della Pro Loco Renzo A dimostrarlo, a titolo esemplifiBenozzi, ben consapevole che - cativo, gli oltre 10mila chilogramnonostante la pioggia che ha ca- mi di peperoni utilizzati dalle mani ratterizzato molte delle giornate sapienti dei volontari della Pro della Sagra del Peperone (in scena Loco. E le caratteristiche sia visive in via Taliercio dal 31 agosto al 10 sia organolettiche, nonostante il settembre scorsi) - l’edizione numeteo appunto, sono riuscite comero 51 della kermesse zerotina ha munque a esaltarsi, senz’altro meregistrato numeri da tutto esaurito. glio rispetto all’annata precedente, Un +20% di presenze rispetto contraddistinta dal problema sicalla scorsa rassegna dedicata al cità e dalla minaccia delle cimici, peperone con oltre 12mila perso- aspetti che - uniti alla maturazione ne che si sono sedute a gustare le rapida a causa del caldo - avevano specialità nel solo primo fine set- portato a una mancanza di prodottimana di manifestazione. Speciato sul mercato. lità culinarie che, per scelta, anche C’è poco da fare: meteo e clima, se in controtendenza rispetto ad sono “loro” a decidere, nonostante altri eventi, hanno visto eliminare serre all’avanguardia sempre più fritture e piatti non diffuse e tecnologie. legati all’ortaggio Uno dei motivi per La festa principe (assieme cui negli ultimi anni, a radicchio e aspavisto il cosiddetto di settembre rago) di Zero Bran“clima pazzo”, sono ha registrato co. “Questa scelta, in aumento le azienseppur forte, ci ha de che si assicurano un +20 per premiati - spiega a contro questo ricento riguardo Benozzi schio. A dirlo sono i di presenze -. Siamo cresciunumeri di Condifeti molto e il fatto di sa Treviso-Belluno, aver messo al centro consorzio di 10mila il nostro prodotto caratteristico è realtà agricole che anche a Zero stato vincente, apprezzata e capi- Branco conta numerosi soci. Nel ta da tutti i nostri ospiti. Aspetto 2018 il numero di agricoltori assiche ci rende ancora più convinti curati contro il clima ha visto un sul fatto di non ospitare più piatti +7%, così come chi ha deciso di auche non abbiano un’attinenza spe- mentare le coperture assicurative cifica con il prodotto della nostra (+30%). “Non è una novità che il festa”. clima sia cambiato, con l’alternarsi Anche perchè oltre a zerotini e di temperature elevate a piogge trevigiani alla Sagra del Peperone commenta, sulla stessa lunghezza 2018 sono accorsi anche visitatori d’onda di Benozzi, il presidente dalle province di Venezia, Padova e di Condifesa Tvb Valerio Nadal -. persino Pordenone e Belluno, che Ciò non esclude che la variabilità hanno avuto la possibilità di acqui- del clima possa creare anche prostare i “frutti” della terra di oltre blemi anche di natura catastrofale 40 produttori nella grande mostra- limitati a certe aree. C’è quindi la mercato allestita. E quest’anno, necessità da parte dei nostri imnonostante il clima con un’ampia prenditori di trovare una copertura A.B.V. escursione termica nel periodo di reddito”.

laPiazza

è distribuita con il Sistema

La Pro Loco rinuncia a 1000 euro della sala slot. L’amministrazione: “Questa la parte bella di Zero”

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soldi non fanno la felicità. A maggior ragione se provenienti da un’attività come una sala slot. Per la 51esima edizione della Sagra del Peperone gli organizzatori hanno avuto un mancato introito di almeno 1000 euro, ma ne hanno senz’altro guadagnato in onestà intellettuale. La Pro Loco, infatti, aveva ricevuto una richiesta di sponsorizzazione da parte di una nuova sala slot, che ha aperto i battenti a Zero Branco - tra l’altro a poca distanza dagli stand gastronomici della festa - nei giorni della kermesse. I gestori avevano dato la propria disponibilità per una sponsorizzazione di circa 1000 euro, in cambio di volantinaggio, striscioni, ministand e quant’altro all’interno e all’esterno della struttura. Ma la Pro Loco, appunto, ha detto il proprio “no”. “Siamo contro la ludopatia, da sempre, accettare sarebbe stato contro ogni nostro principio e favorire attività

che non ci riguardano nemmeno lontanamente” è il commento del presidente della Pro Loco Renzo Benozzi. “Apprezziamo in toto la scelta della Pro Loco - gli fa eco il vicesindaco ed assessore con delega alle politiche sociali e familiari Lucia Scattolin -. Il nostro comune sta lavorando con Avviso Pubblico su queste tematiche e quanto deciso dall’associazione si rivela in piena linea con la vocazione alla solidarietà della Pro Loco e del nostro comune in generale: durante la sagra del peperone abbiamo consegnato alla Lilt i 2.500 euro raccolti nella serata inaugurale della sagra con le Pro loco Centro Marca, per l’acquisto di un casco che preservi i capelli delle donne in chemioterapia. Questa è la vera Zero Branco”. Una Zero Branco che ha detto “no” alla ludopatia. “Sì”, invece, alla solidarietà e all’aggregazione, quella sana. (A.B.V.)

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Zero Branco

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Erba alta, l’oppozione all’attacco: “Un disastro”

“L

“Soluzioni alternative quali il baratto amministrativo, i lavori socialmente utili o di pubblica utilità sempre bocciate”

E

rba alta nei parchi pubblici e nelle rotonde: “La situazione, tra primavera ed estate, è stata un disastro”. A sostenerlo è Thomas Venturini, consigliere comunale della lista di minoranza Zero per Zero. “Gli anni scorsi, anche in consiglio, abbiamo fatto presente la disastrosa situazione dei giardini pubblici, invocando la necessità di una puntuale programmazione per lo sfalcio d’erba - prosegue il consigliere -. Per ovviare al problema abbiamo proposto, in questi anni, soluzioni alternative quali il baratto amministrativo, i lavori socialmente utili o di pubblica utilità. Tutte proposte bocciate per problemi tecnici-fiscali e soprattutto assicurativi, ma intanto in alcuni punti del paese, alla faccia

La replica: “Fatto tutto regolarmente”

delle problematiche assicurative, l’erba è stata tagliata dai privati cittadini”. Quindi la provocazione. “Sorge una domanda spontanea: che fine ha fatto il famoso bando per cui era prevista la pubblicità nel territorio in cambio dello sfalcio? Era stato battezzato come un bando rivoluzionario e risolutivo che avrebbe dovuto garantire il mantenimento del verde pubblico comunale per un totale minimo di dieci sfalci l’anno e una quota 40 mila metri quadri» chiude Venturini, «era stata definita un’operazione intelligente, a costo zero. Beh, se l’erba dovessero continuare a tagliarla i privati il comune avrebbe davvero un risparmio, a costo zero”. Alessandro Bozzi Valenti

’erba alta? Sino ad ora tutto è stato effettuato regolarmente secondo quanto previsto, sia dall’attività regolare che prevede otto sfalci l’anno, sia dal bando legato alla pubblicità. Ovviamente il clima di primavera ed estate, contraddistinto da molte piogge, non ha aiutato”. L’amministrazione comunale di Zero Branco risponde così a quanto sollevato dalla lista di minoranza Zero per Zero sul problema erba alta. “L’ultimo sfalcio in ordine di tempo è stato effettuato l’ultima settimana di agosto, in occasione dell’imminente inizio della Sagra del Peperone - proseguono dal municipio -. Tutto, anche con la conferma degli uffici comunali, ci risulta eseguito normalmente, secondo quanto previsto dagli accordi. È chiaro che la frequente pioggia scesa negli ultimi mesi ha inevitabilmente favorito che l’erba crescesse, ma tutto - per quanto di nostra competenza - è monitorato”. (A.B.V.)

“Che fine ha fatto il famoso bando per cui era prevista la pubblicità nel territorio in cambio dello sfalcio?”

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Quinto di Treviso

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Aeroporto Danni alle abitazioni

Vortex: la difficile convivenza tra persone e aerei A

erei a bassa quota e case: la convivenza non è di certo facile. A maggior ragione se, talvolta, a causa del vortice d’aria provocato dai boeing, volano tegole e coppi, sfiorando - sino ad ora - le persone. È il cosiddetto fenomeno “vortex strike”, verificatosi più volte negli ultimi anni ai danni di più residenti di Quinto. Sono sette gli episodi più importanti registrati dal Comitato per la riduzione dell’impatto

ambientale dell’Aeroporto “Canova”, che da anni sostiene l’incompatibilità dello scalo con il territorio vicino, ma - a fare due passi tra le vie Capitello e Contea, nel centro di Quinto, dove tra l’altro sorge l’asilo parrocchiale - sentendo le testimonianze dei residenti, spostamenti meno rilevanti sono comunque quasi all’ordine del giorno. Tuttavia, negli ultimi anni, sono appunto sette gli episodi più gravi, che hanno visto anche l’intervento dei vigili del fuoco. Il primo è stato registrato il 25 ottobre 2009, ai danni di due famiglie che risiedono in via Contea, il secondo il 30 marzo 2012, sempre nella stessa via. Poi l’8 febbraio 2015, in via Costamala, quando il continuo spostamento degli elementi di copertura ha portato addirittura a infiltrazioni d’acqua in vari punti delle stanze dei piani superiori della casa. Infine il 31 gennaio 2016, in vicolo Marangon, quando due abitazioni hanno visto spostarsi e rompersi circa 10 metri quadri di copertura, con un paio di tegole che hanno addirittura sfiorato un’anziana residente che si trovava in

giardino, l’11 dicembre 2016, ancora in vicolo Marangon, il 25 maggio 2017 in un’abitazione lungo via XI Febbraio (la Statale “Noalese”) e, più di recente, il 7 luglio scorso, sempre in una casa sulla Noalese sulla rotta di atterraggio e decollo. Nella maggior parte dei casi sono state informate tutte le autorità competenti e, in un frangente, un cittadino dopo aver proseguito per vie legali è riuscito a ottenere la condan-

Aerei in atterraggio, vista chiesa

na di Ryanair - la compagnia low cost che esercita maggiormente a Treviso - a un risarcimento di circa 25mila euro. L’impressione, tuttavia, è che il “colosso dell’aviazione a basso

costo” prosegua imperterrito per la propria strada. O meglio, il “proprio” cielo. Lo stesso di Quinto. Alessandro Bozzi Valenti

“Continueremo la lotta contro l’ampliamento”

I

l Ministero dell’Ambiente è chiamato a pronunciarsi per l’ennesima volta sul futuro dell’aeroporto “Antonio Canova” di Treviso. Ennesima, appunto, poiché dal 2002 a oggi sono stati almeno quattro i tentativi di ampliamento, ma sempre di fatto respinti dalle autorità. Ed è ancora in corso l’ultimo di tali procedimenti, quello riguardante la procedura di valutazione del piano presentato da Save-Aertre (la società che gestisce lo scalo trevigiano), che intende aumentare voli e passeggeri da e per l’infrastruttura trevigiana, a due passi dal centro storico. Un progetto - chiamato tecnicamente, ma per la prima volta, “strumento di pianificazione e ottimizzazione al 2030” anziché “piano di sviluppo” - che si prefigge, per l’anno 2030, di portare al check-in 3,2 milioni di passeggeri con 22.500 movimenti. Questi numeri, però, come fa notare il primo cittadino di Quinto Mauro Dal Zilio, sono già stati raggiunti. “Resto davvero perplesso sulla continua volontà di aumentare i movimenti - spiega il primo cittadino - e non capisco perché il

piano faccia riferimento al 2030 se già - a metà 2018 - ha superato ampiamente la metà di quelli prefissati. Il tutto di fronte ai 16.300 imposti dalla legge e a fronte di mitigazioni mai messe in atto da parte del gestore”. Fino al nodo viabilità. “Percorrere la Noalese e raggiungere il centro cittadino di Treviso è un dramma, è praticamente impossibile - aggiunge Dal Zilio -. Continueremo nella nostra lotta. Un tema importante? Quello dei voli notturni (vietati dalle 23 alle 6 ndr.): stiamo lavorando per chiedere chiarimenti ed eventualmente portare avanti altre azioni”. Intanto, dopo che a gennaio il Ministero dell’Ambiente ha chiesto ulteriori integrazioni a SaveAertre, si attende il pronunciamento (definitivo?) dell’autorità guidata da Sergio Costa, ex comandante dei Carabinieri forestali della Campania.


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Quinto di Treviso

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Impegno e dedizione per il territorio Il presidente della Pro Loco Floriano Gasparin fa il punto sulle (moltissime) iniziative dell’associazione locale. Cento volontari rendono possibili grandi eventi per tutto l’anno

È

un fiume in piena Floriano Gasparin. Dalle sue parole traspare l’entusiasmo e la dedizione verso una realtà, quella della Pro Loco, che richiede sacrifici e impegno, ma che sa regalare anche molte soddisfazioni. È un lavoro corale, dice ringraziando gli oltre cento volontari che rendono possibile tutto questo. Guardando all’anno appena trascorso, ricco di iniziative, e con un occhio alla scadenza del mandato del prossimo dicembre, facciamo il punto sulle attività dell’associazione. “Il nostro anno inizia a febbraio con la sfilata di carri a Quinto e in alternanza a Santa Cristina. Siamo inseriti nella rassegna Unpli Treviso“Fiori d’inverno” con l’ultima domenica di marzo, chiudendo il cartellone con “Colori e sapori di primavera” – spiega -. E poi apriamo il programma “Germogli di primavera” che

valorizza l’asparago bianco di Morgano e Badoere e quello di Cimadolmo”. In primavera e in autunno, e precisamente a maggio e ottobre, la Pro Loco organizza “Ambientarte in Ostiglia” che, come spiega il presidente, “è nata per valorizzare la ciclopedonale Treviso-Ostiglia unendola a esperienze artistiche a 360 gradi, come gli artisti di strada, presenti nel territorio. A maggio siamo stati a Santa Cristina e a ottobre, precisamente il 14, saremo a Quinto. Ci sarà, tra le alte cose, il teatrino burattini e un laboratorio per la panificazione a cura dei panificatori della provincia di Treviso”. Eventi per tutti i gusti e le dimensioni insomma. Fino al clou della Festa sul Sile di giugno, arrivata a 35 anni di vita. “Montiamo una tensostrutture della capienza di mille persone e per 12 serate ininterrottamente vediamo passare 30mila

Il gruppo della Pro Loco

persone con due ambienti per giovani e adulti, gastronomia con piatti tipici e anche piatti vegetariani” ricorda soddisfatto. Per venire agli eventi futuri, non mancherà, quest’anno, “Racconti del mistero”, un’iniziativa per rivalorizzare le tradizioni orali dell’occulto, con esibizioni teatrali all’intero dell’oasi di Cervara o al Parco del Sile e tornerà anche l’ultima

domenica di novembre il Mercatino di Natale. “Poi – continua il presidente – abbiamo all’attivo una decina di collaborazioni con associazioni del territorio”. Ed è proprio “collaborazione” la parola chiave per Gasparin: “C’è collaborazione con l’amministrazione comunale ai massimi livelli, che porta un confronto e una crescita per entrambe le parti. La Pro Loco di quinto opera da

A Quinto torna la terza farmacia lungo la Noalese

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uinto tornerà ad avere una terza farmacia. Quella aperta giusto un anno fa in via Matteotti da Anna Mero e Vita Rita Angileri, che si sommava alla Girardi e alla farmacia della frazione di Santa Cristina, ha chiuso i battenti nel giro di pochi mesi. Ma adesso tornerà ad aprirli con una nuova gestione. In teoria già dal primo ottobre. Sempre ammesso che non emergano imprevisti tali da far slittare l’inaugurazione. L’Usl della Marca ha infatti ufficializzato l’assegnazione della terza sede farmaceutica di Quinto, attraverso un concorso regionale straordinario, alla società Farmacia Comacchio di Ruggero e Sergio Comacchio. Il punto vendita resterà negli stessi locali di via Matteotti, laterale della strada Noalese, che dallo scorso marzo sono chiusi in seguito alla rinuncia di Mero e Angileri. Adesso tocca alla società Comacchio. Il più è fatto. Gli arredi del negozio resteranno gli stessi usati dalla precedente gestione. Non dovrebbero servire grossi interventi, quindi, per rialzare la serranda. La terza farmacia di Quinto è stata autorizzata in seguito alle liberalizzazioni con le quali il governo Monti ha abbassato il quorum per le farmacie a 3.300 abitanti. Il numero delle farmacie attive nel territorio comunale di Quinto torna così a tre: a quelle attive da anni nel centro di Quinto e della frazione di Santa Cristina, adesso ritornerà ad aggiungersi il punto vendita lungo la strada Noalese. Mauro Favaro

Il cantiere della rotonda

Nuova rotonda per la sicurezza Da incrocio pericoloso a rotatoria in piena sicurezza. È la trasformazione che ha subìto l’intersezione tra le vie San Bernardino, Emiliana e Isonzo, nella frazione di Santa Cristina. Una nuova rotatoria, con un costo complessivo di circa 430mila euro (di cui circa 200mila provenienti dalla Regio-

ne, grazie a un finanziamento), da tempo nelle mire dell’amministrazione comunale per ridurre al minimo i pericoli degli utenti della strada, visto l’importante afflusso di mezzi pesanti in quel tratto vicino ai confini con i comuni di Paese e Morgano. Ma allo stesso tempo un’opera che scongiura incidenti stradali, spesso causati dalle velocità elevate dei mezzi e dalla scarsa visibilità dell’ormai ex incrocio. Circa 9 mesi di cantiere, in coordinamento con la Provincia di

40 anni, quest’anno abbiamo circa 100 soci che cercano di dare lustro al territorio. Il mio impegno è soprattutto quello di dar voce ai volontari e ascoltarli, di essere una persona di riferimento. E per questo mi impegno a 360 gradi. Bisogna crederci in queste cose altrimenti non ha senso mettersi in gioco”. Giorgia Gay

Treviso (titolare della provinciale numero 5, che a Quinto prende il nome di via Isonzo ed Emiliana) partiti - dopo le procedure di esproprio - tra gennaio e febbraio 2018, tenendo in considerazione anche il vicino passaggio del canale San Gottardo, del quale si sono attese le asciutte per le operazioni di messa in sicurezza e modifica dei tombotti in sinergia con il Consorzio di Bonifica Piave. Un progetto che inizialmente doveva vedere realizzate due rotatorie connesse tra loro di uguale diametro ma tale ipotesi, successivamente a sopralluoghi e rilievi da parte dei tecnici degli enti coinvolti, è stata scartata. “È stata privilegiata una viabilità più intuitiva e di fatto simile a un’altra presente nel territorio di Santa Cristina, quella tra le vie Cornarotta, Tognana e Padovana, anche questa con forma oblunga a otto” il commento di Luciano Favaro, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Quinto. “Invito i mezzi pesanti in particolare, ma anche gli automobilisti, a rispettare i limiti di velocità” è la puntualizzazione, invece, del sindaco Mauro Dal Zilio. In queste settimane, inoltre, sta proseguendo l’iter per il progetto esecutivo-definitivo di un’altra opera rotatoria: quella tra le vie San Cassiano, Biasuzzi e Castellana Vecchia, anche questa luogo di incidenti. (A.B.V.)


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Istrana

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Infrastrutture Opera attesa

Finalmente riaperto il sottopasso di via Filzi S

i è fatto attendere. Ma è arrivato. Il sottopasso di via Filzi, che ha eliminato il passaggio a livello lungo la provinciale tra la frazione di Ospedaletto e Istrana centro, è realtà. Finalmente, sospireranno i commercianti della zona, ma ora - forse - non c’è più tempo per le polemiche. È l’assessore ai Lavori pubblici nonché vicesindaco Andrea Francescato a ripercorrere iter e aspetti più critici occorsi prima di arrivare alla re-

Il vicesindaco: “L’apertura concede una boccata di ossigeno alle attività produttive di via Filzi, che da tanto tempo aspettavano questo momento” alizzazione dell’infrastruttura. Che porta con sé, comunque, ulteriori aspetti da definire. “Il sottopasso di Via Filzi è stata un’opera impegnativa - spiega Francescato -. Ha coinvolto diversi enti, in primis Rfi (Rete ferroviaria italiana, ndr) gestore dell’appalto per la realizzazione, la Provincia di Treviso, in quanto strada provinciale, la Regione Veneto. Con tutti il nostro Comune si è costantemente relazionato in ogni passaggio operativo”. Quindi la questione ritardi. “I ritardi nel completamento dell’opera sono da ricondurre sia a problemi tecnici emersi in corso di realizzazione sia alla non sempre facile comunicazione fra i diversi soggetti coinvolti” aggiunge il numero due di Cà Celsi, che ora guarda avanti. “L’apertura concede finalmente una boccata di ossigeno alle attività produttive di via Filzi, che da tanto tempo aspettavano questo momento. Per non parlare del grande sollievo per tutti gli automobilisti che possono attraversare l’asse nord-sud del territorio di Istrana senza allungamenti di tra-

Il sottopasso

gitto date dalle deviazioni” è il commento del vicesindaco. “Dal fronte dell’amministrazione comunale, presente e passata, quest’opera completa il progetto di lunga data relativo all’eliminazione di tutti i passaggi a livello presenti nel comune, consentendo una viabilità scorrevole e senza interruzioni - chiude Francescato -. Capitolo ancora aperto è certamente quello della viabilità secondaria intorno al sottopasso.

Le azioni messe in campo sono, nel breve termine, la messa in sicurezza delle laterali al fine di scongiurare pericolosi incidenti, nel medio-lungo termine, invece, la definizione di un assetto stradale più regolare e agevole per i residenti della zona”. Alessandro Bozzi Valenti

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Tra inghippi e ritardi, ecco cosa è successo

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ualcuno la data del 12 settembre se la sarà segnata in rosso sul calendario. Alle 8 del mattino, infatti, è stato aperto al traffico il sottopasso lungo la provinciale 68. Un iter, quello dell’infrastruttura, durato parecchio e su cui gravano più di 6 mesi di ritardo. Il procedimento partì nel 2004, quando un accordo tra Provincia di Treviso, Regione Veneto, Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. e Comune di Istrana sancì la volontà di eliminare il passaggio a livello tra Istrana e Ospedaletto. Quindi il progetto, i sopralluoghi, le soluzioni per gli espropri (che hanno “regalato” qualche primo inghippo), la demolizione di una casa e poi il cantiere vero e proprio, partito a dicembre 2016, con l’apertura inizialmente prevista per marzo 2018. Ma alle difficoltà in fase iniziali ne sono seguite altre: il rinvenimento di un’ingente quantità di rifiuti (da smaltire), tubature dell’acqua che hanno intralciato le prime operazioni del cantiere, la sistemazione e il

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rifacimento dei sottoservizi. Poi, quando tutto sembrava fatto, con l’apertura quasi formalizzata tra maggio e giugno, l’ultima battuta d’arresto: l’installazione di una centralina elettrica per le pompe di drenaggio dell’acqua, infatti, si è fatta attendere un mese. L’ennesimo rinvio che, forse, ha scatenato anche la rabbia di alcuni vandali che, in una notte di inizio agosto, hanno rotto i sigilli del cantiere, permettendo per qualche ora il transito delle auto.


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Istrana .

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Un gioiello tornato alla comunità Villa Lattes da maggio è stata restituita alla cittadinanza come casa-museo dopo un prezioso restauro. In soli due mesi già 1.500 visitatori accorsi ad ammirare i carillon invidiati da mezza Europa Villa Lattes e alcuni momenti nel giorno del “Fai un giro in villa”

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omenica 9 settembre è stata pacificamente invasa da centinaia di visitatori e appassionati. Ha svelato i propri tesori, i carillon invidiati da mezza Europa, ha accolto famiglie intere nel proprio parco storico. È la settecentesca Villa Lattes, nel centro di Istrana, da maggio restituita alla cittadinanza come casa-museo dopo un prezioso restauro conservativo e di recente, il 9 settembre appunto, teatro del “Fai un giro in Villa”, il festival-laboratorio del vivere la Villa Veneta organizzato dalla sezione giovani del Fai (Fondo Ambiente Italiano) del Veneto. Un’occasione speciale, condita da appuntamenti musicali e suggestive performance artistiche, per scoprire una vera e propria “ricchezza della porta accanto”, forse ancora sottovaluta, come gran parte del patrimonio artistico locale. Ma da qualche mese

Il sindaco: “Lavoreremo per completare il restauro delle barchesse e dei carillon non ancora restaurati”

la musica, è il caso di dirlo vista l’ampia collezione di automi e carillon ospitata nelle sale storiche della villa, può dirsi cambiata. Ben 1.500, infatti, i visitatori che nei soli primi due mesi di apertura (quattro i giorni di apertura settimanali), hanno visitato la casa-museo. “C’era molta attesa per la riapertura di Villa Lattes:

la risposta dei visitatori in questi primi mesi di attività della casamuseo ha senz’altro superato le nostre aspettative - analizza Mariagrazia Gasparini, sindaco di Istrana con delega al settore culturale -. Sia nelle normali giornate di apertura sia nello speciale evento del Fai è accorso un pubblico eterogeneo, adulti

e bambini, visitatori provenienti dalla Provincia di Treviso e anche da fuori regione”. Ma lo sguardo è comunque rivolto al futuro. “I risultati ottenuti sino ad ora sono il frutto di una stretta collaborazione con i Musei civici di Treviso, proprietari delle collezioni, la sinergia continuerà - conclude Gasparini -. Lavoreremo per il completamento del restauro delle barchesse e dei carillon non ancora restaurati, anche attraverso l’“art bonus”. Alzando l’asticella, poi, altra prerogativa è quella di completare l’ultimo piano della villa da destinare a uso foresteria: tale risultato contribuirebbe in maniera sostanziale all’autofinanziamento della struttura, con uno sgravio delle risorse delle casse comunali”. Alessandro Bozzi Valenti

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l complesso di Villa Lattes, situato lungo la regionale 53 “Postumia”, che nel tratto istranese prende il nome di via Sauro, è stato progettato dall’architetto veneziano Giorgio Massari (1687-1766) con ogni probabilità intorno al 1715 ed è ora proprietà del Comune di Istrana, che ne ha istituto la casa-museo. Conserva in modo esemplare l’assetto architettonico originale, per alcuni aspetti riportato in luce dal recente restauro, finalizzato all’apertura al pubblico del corpo principale. Suo ultimo proprietario privato è stato l’avvocato Bruno Lattes (Treviso 1876-Istrana 1952), appassionato di storia, musica e collezionista, in particolare di automi e carillon, scovati in tutta Europa e oggi esposti. Si tratta di una raccolta di 27 pezzi, appartenenti ai Musei Civici di Treviso e concessi in comodato alla casa-museo di Istrana, che contempla tutti gli aspetti della riproduzione meccanica della musica. Simbolo del neonato museo è Il tamburino, un automa della seconda metà del Settecento in divisa della Repubblica di Venezia: un pezzo artigianale unico al mondo. Per il pregio della collezione Villa Lattes è equiparabile ad altri due importanti musei europei, il Museo Speelklok di Utrecht (Olanda) e il Museo del carillon e degli automi di Sainte-Croix (Svizzera). Il museo è aperto con i seguenti orari: giovedì 9-13, venerdì 15-19, sabato 9-12 e 15- 19, domenica 9-13 e 14-19. Ingresso euro 5, ridotti e residenti nel comune di Istrana euro 3. (A.B.V.)


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Morgano .

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Progetti Il sogno dell’amministrazione

La tangenziale per salvare la Rotonda di Badoere S

olo la tangenziale potrà salvare la Rotonda di Badoere. In Comune ne sono più che convinti. Oggi la storica piazza è tagliata in due dalla strada provinciale 68, che collega Istrana e Sant’Ambrogio. I camion passano a pochi centimetri dai portici, giorno e notte. Il sogno della giunta guidata dal sindaco Daniele Rostirolla è di portarli fuori dal centro. Una volta per tutte. Come? Costruendo la tangen-

Gli studi fatti per il piano urbanistico (Pat) confermano l’emergenza. Sulla provinciale che passa in mezzo alla Rotonda oltre 10mila veicoli al giorno ziale di Badoere. Il fatto è che mancano i soldi. Servirebbero tra gli 8 e i 10 milioni di euro per realizzare una bretella di tre chilometri a ovest della Rotonda, con annesse rotatorie, che esca dalla provinciale poco prima del Sile, sul confine con Istrana, e che rientri dopo l’ex ferrovia Treviso-Ostiglia, verso Sant’Ambrogio e la provincia di Padova. Gli studi fatti per il piano urbanistico (Pat) confermano l’emergenza. Sulla provinciale che passa in mezzo alla Rotonda transitano oltre 10mila veicoli al giorno. Circa il 15% del traffico è pesante. Negli ultimi mesi Rostirolla ha scritto a mezzo mondo per provare a muovere le acque: Provincia, Regione e Veneto Strade. Fino alla Presidenza del Consiglio e ai ministeri delle Infrastrutture e della Cultura. L’obiettivo è recuperare fondi. Ma chi ha risposto, l’ha fatto solo esprimendo un cortese diniego. Per il momento i denari non ci sono. Sono ormai vent’anni che si parla della tangenziale di Badoere. Fino a questo momento senza mai andare oltre al progetto preliminare. In passato è stato perso molto tempo proprio per la definizione del

tracciato. Tra il 2000 e il 2009, poi, la Soprintendenza ai beni ambientali ha imposto addirittura 12 varianti al progetto. E alla fine si è ritornati alla proposta iniziale. Ora servirà un’altra variante per definire un raccordo tra le strade realizzando una rotatoria all’altezza dell’Aliplast. A quanto pare, però, la spesa sarà contenuta. Il Comune adesso vuole cambiare marcia. La giunta e gli uffici stanno lavorando per

chiudere la parte dei progetti. Trovare i soldi è complicato. Ma nel momento in cui dovesse aprirsi uno spiraglio, in

municipio non vogliono farsi trovare impreparati. Sarebbe imperdonabile. Mauro Favaro

In attesa dei fondi via al progetto

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l progetto preliminare sta andando avanti. Lo chiuderemo appena possibile, in accordo con la Provincia. Da parte nostra siamo sempre alla ricerca di fondi, ma sembra che la questione non sia mai di competenza di nessuno. E al momento nessuno sembra avere disponibilità economiche per procedere con la realizzazione della tangenziale. Il nostro compito, comunque, è di farci trovare pronti”. A parlare è Daniele Rostirolla, sindaco leghista di Morgano. Per lui la tangenziale di Badoere è un’opera indispensabile per salvare la Rotonda. E farà tutto il possibile per realizzarla. Il primo passo è chiudere il progetto preliminare. “Dovesse arrivare un finanziamento, sarebbe intollerabile non poterlo usare perché mancano ancora dei passaggi tecnici” ha detto. Si guarda alla Provincia, alla Regione e al Ministero. Ma non solo. “Per assurdo – ha scherzato, ma non troppo, Rostirolla – se un giorno un Rockefeller volesse venire a sposarsi in Rotonda e fosse disposto a elargire una donazione per sistemarla,

noi dovremmo essere pronti a coglierla al volo”. L’imperativo categorico è non perdere altro tempo per chiudere la partita burocratica. “Negli ultimi due decenni vari enti, probabilmente per miopia, hanno fatto perdere un sacco di tempo – conclude Rostirolla – l’opera non è stata realizzata quando c’erano le possibilità economiche. Mi rendo conto che adesso non ci sono troppi soldi. Per questo qualche mese fa ho scritto a tutti: ci dicono che la piazza è storica ma poi ci impediscono di togliere il traffico pesante. La tangenziale di Badoere rappresenta anche un’opera complementare per la gestione del traffico tra la Pedemontana e il Passante. Non possiamo aspettare”. (Ma.Fa.)


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Morgano .

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Un calcio alla distrofia di Duchenne Sindaci, volontari e Green Tose in campo per un torneo in sostegno della famiglia del piccolo Marco Zanon e per raccogliere fondi per la ricerca, unica speranza per chi è affetto da questa malattia rara

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l calcio d’inizio è stato dato da Marco, bambino di 4 anni colpito dalla distrofia muscolare di Duchenne. Poi il triangolare di calciotto tra la squadra dei sindaci, quella dei volontari dell’Avis e la formazione femminile delle Green Tose si è concluso con un cappotto. Gli avisini hanno battuto gli amministratori pubblici per 7 a 0. Ma mai come in questo caso il risultato è stato ininfluente. L’8 settembre sindaci e volontari sono infatti scesi in campo per battere la distrofia. La cornice era quella dello Squero Party, festa organizzata dalla parrocchia di Morgano per raccogliere fondi a favore della Duchenne Parent Project, associazione di genitori con figli affetti da distrofia di Duchenne e Becker. L’obiettivo è sostenere la ricerca scientifica. L’unica strada possibile per riuscire a sconfiggere una malattia che ad oggi non ha cura. E l’unica speranza per Mar-

co, figlio di Christian Zanon e Roberta Guarise, coppia di Morgano, lui rappresentante di 40 anni, lei impiegata di 35, e per tutti i bambini con una simile variante di distrofia muscolare. Christian e Roberta hanno affrontato un vero e proprio calvario tra gli ospedali di Treviso, Padova e Roma. All’inizio si temeva che il piccolo avesse sviluppato una meningite. Poi la sentenza: Duchenne. Non esiste una cura. Si tratta di una malattia genetica rara che viene diagnosticata su un neonato maschio ogni 3.500. Verso gli 11 anni i ragazzi con la Duchenne sono costretti in sedia a rotelle. Con il passare del tempo, i muscoli non rispondono più ai comandi. Spesso bisogna ricorrere a un respiratore automatico. Ad oggi l’aspettativa di vita si aggira sui 30 anni. La sola speranza è data dalla ricerca scientifica: la sperimentazione in corso su nuovi farmaci sta aprendo uno

Le squadre in gioco e, sopra, Marco con la sua famiglia

spiraglio. E a Morgano è scattata una gara di solidarietà per sostenerla. Il Comune, la parrocchia e altri gruppi locali hanno “adottato” Marco e tutti i bambini con la stessa malattia. Negli ultimi tempi i genitori del piccolo hanno promosso una serie di iniziative volte a raccogliere fondi. “La nostra forza è parlarne – spiegano Christian e Roberta –

far conoscere e lottare per contribuire a finanziare la ricerca di una cura”. Dalla loro parte hanno una montagna di amici pronti a dare una mano. E in prima linea ci sono anche gli amministratori pubblici. L’8 settembre sono scesi in campo, tra gli altri, l’assessore regionale Federico Caner, Daniele Rostirolla (sindaco di Morgano),

COSTRUZIONI EDILI

Cav. Giorgio Masetto L’arte del costruire

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Marco Della Pietra (Spresiano), Matteo Guidolin (Riese) e Luciano Fregonese (Valdobbiadene). Poi il party si è concluso con una grande festa davanti alla chiesa, dove sono stati lanciati in cielo dei palloncini contro a distrofia muscolare. La speranza continua a salire. Mauro Favaro

Qualità, rigore, durevolezza. Questi i tratti distintivi, il brand inconfondibile delle opere realizzate dall’ “Impresa edile cav. Giorgio Masetto”. Una fine arte del costruire che segna, con un tratto unico, settant’anni di lavori e di lavoro. Oltre 1500 le opere realizzate, senza interruzione nel tempo, in tutti i settori del costruire: dagli edifici pubblici alle dimore private, dal residenziale al ricreativo, dallo sportivo all’assistenziale. Ognuna di queste costruzioni reca la “firma” del cav. Giorgio Masetto e della sua impresa formata da una squadra di valenti operai, veri e propri maestri nelle varie lavorazioni richieste. Dentro una casa, un edificio, un semplice spazio possiamo trovare storie e, in essi, modi di abitare e di vivere. Ogni edificio è diverso dall’altro; per questo, unico. Come il racconto di chi lo vive. Renderlo speciale e irripetibile sta, prima di tutto, nella maestria di chi lo realizza. Costruire, allora, non è più un semplice assemblaggio di materiali. Con l’impresa del cav. Giorgio Masetto costruire diventa un’”arte del fare”. Ogni opera reca un’impronta, nitida e precisa, racchiusa nella cura maniacale del dettaglio, nella dedizione instancabile affinché ogni manufatto venga eseguito a regola d’arte così da poter durare nel tempo. Un tratto distintivo che si coglie già a prima vista. Dentro le tante costruzioni dell’impresa edile guidata dal cav. Giorgio Masetto (che abbraccia oltre un secolo di attività iniziata nei primi del ’900 dal padre Valentino) possiamo, allora, scorgere questo straordinario dialogo non scritto: lo scambio fluido e potente tra pietre e uomini, tra spazio e tempo, tra noi e il mondo. Vale a dire, il senso più profondo dell’abitare.


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Cultura .

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Eccellenze nostrane Il maestro a San Pietro

Rostirolla da Papa Francesco O

ra l’Inno a Morgano potrà risuonare anche sotto il colonnato della basilica di San Pietro in Vaticano. Il maestro Renzo Rostirolla, storica voce dei Trevisani nel Mondo, padre del sindaco Daniele, ha incontrato papa Francesco e gli ha consegnato il doppio Cd che ha inciso in suo onore. All’interno c’è una canzone espressamente dedicata al Santo Padre, scritta da Rostirolla assieme a Walter Bertolo. E poi l’Inno a Morgano, scritto sempre dal maestro. L’incontro in Vaticano è stato emozionante. “Ho ideato e interpretato una raccolta musicale per il Papa – spiega Rostirolla – consegnandogliela, gli ho detto che è un piacere anche solo il pensiero che possa ascoltarla. Lui ha guardato la copertina e ha letto l’elenco del-

le canzoni. E prima di congedarsi si è congratulato per l’idea e il lavoro fatto”. Complessivamente i due Cd contengono 23 tracce, tra audio e video. Compresa l’Hallelujah di Leonard Cohen, Signore delle Cime, il Padre Nostro di Sant’Andrea, l’Inno ai Trevisani nel Mondo e, appunto, l’Inno al Comune di Morgano. Un inno, questo ultimo, vero e proprio. Il Comune l’ha adottato ufficialmente nel dicembre del 2015 su iniziativa di Domenico Basso, assessore alla Cultura della giunta di Daniele Rostirolla. “Morgano, o magico paese, della Marca gioiosa et amorosa – è l’incipit – di origine romana da Murgania, sul tuo drappo spicca il Leon”. Di seguito il brano continua con l’elenco delle località del paese: “Molin Cap-

L’incontro tra Papa Francesco e Renzo Rostirolla

Il Santo Padre ha guardato la copertina e ha letto l’elenco delle canzoni. E prima di congedarsi si è congratulato per l’idea e il lavoro fatto

pello, Barbasso, Ponti Settimo, al Bosco, Ostiglia, Ongarie, Zeruol, Dogal Rotonda che Ciardi immortalò, son l’emblema di storica realtà. Sui tuoi fertili campi dorati, ove tutto profuma di vita, si coltiva l’asparago pregiato e il prelibato radicchio nostran”. La prima voce dell’album è quella di Rostirolla. Le canzoni sono state incise con la collaborazione di Sonia Fontana (seconda voce), Giovanni Campello (organo), Anna Franzoi (pianoforte e consulenza musicale). Giovanni Feltrin ha garantito

la consulenza artistica. Gli arrangiamenti e i video, infine, sono stati seguiti direttamente da Rostirolla con Bertolo. Adesso che la missione in Vaticano si è conclusa positivamente con la consegna di una copia dell’album, chissà che a papa Francesco non salti in mente di alzare il telefono di persona per ringraziare o commentare l’opera. In altre occasioni il Santo Padre ha stupito tutti. A Morgano poche altre telefonate sarebbero accolte con più entusiasmo. Mauro Favaro

Eventi culturali in Rotonda

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l colonnato della Seicentesca Rotonda continua ad aprirsi alla cultura. Molti, infatti, gli eventi di carattere artistico-culturale, che si aggiungono ai tradizionali mercatini dell’antiquariato in scena ogni prima domenica del mese, Foto tratta da Wikipedia, autore Threecharlie programmati dall’assessorato alla cultura, con un particolare “boom” (anche in termini di riscontro da parte del pubblico) nel 2018. E l’offerta, che il 22 settembre scorso ha regalato un partecipato simposio internazionale dal titolo “Le vie dell’ambra”, il 29 settembre vedrà anche l’inaugurazione della mostra “Giovanni Giaconi, ritratti di architettura: Palladio e Scamozzi”. Il tutto nella cornice della chiesetta di Sant’Antonio, che si affaccia sulla Rotonda, piazza Indipedenza. Uno speciale percorso dell’artista vicentino Giaconi, che da anni si cimenta e porta in giro per il mondo la propria riproposizione in disegno delle forme architettoniche, voluto dall’associazione Eventi Artistici Treviso con l’assessorato alla cultura del Comune di Morgano. La personale sarà visitabile fino al 14 ottobre, dal venerdì alla domenica, dalle 11 alle 19 o previo appuntamento al 339.3291592. Architettura nell’architettura, insomma, arte nell’arte, che continuerà anche in questi ultimi mesi dell’anno. Il 20 ottobre, ad esempio, alle 16 si terrà l’inaugurazione del “Sesto incontro con l’arte del ricamo”, promosso dal Gruppo Ricamo Badoere sempre in chiesetta. La particolare ed a tratti suggestiva esposizione sarà aperta tutti i giorni (9-13 e 15-18, domenica orario Alessandro Bozzi Valenti continuato 9-18) fino al 28 ottobre.

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Sport

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In bici per 1.200 km fino al Belgio Elio Montinaro, 61enne di Quinto, ad agosto ha macinato quasi 1.200 chilometri in bicicletta tra la Marca e il Belgio assieme ad altri quattro compagni di avventura

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er me è stata una prima volta. Non avevo mai fatto esperienze del genere. Ed è stato meraviglioso. Abbiamo ricevuto un’accoglienza fantastica. Rifarei tutto, anche subito”. A parlare è Elio Montinaro, 61enne di Quinto, che dal 18 al 23 agosto ha macinato quasi 1.200 chilometri in bicicletta tra la Marca e il Belgio assieme ad altri quattro compagni di avventura per gettare un ponte tra due storici Muri, epiche salite del ciclismo. Nonostante non fosse abituato a questo genere di imprese, il 61enne ha fatto girare i pedali per mezza Europa senza alcun tentennamento. Il gruppo ha idealmente unito il Muro di Ca’ del Poggio con il Muro di Grammont, la mitica ascesa del Giro delle Fiandre, che è gemellata proprio con il Muro trevigiano. Per i cinque ciclisti della squadra Fortissimi – oltre a Montinaro, il capitano Piero Chiesurin di Sernaglia, Andrea Michelet di Cone-

gliano, Andrea Miozzo di Pieve di Soligo e Giuseppe Macchia, a sua volta di Quinto – è stata un’apoteosi. “È stato faticoso – dice Montinaro – ma per fortuna è andato tutto bene: noi non abbiamo avuto problemi, le bici nemmeno e anche il meteo ci ha aiutato”. In Belgio, dove l’impresa è stata seguita con attenzione, i ciclisti trevigiani hanno trovato l’accoglienza delle grandi occasioni. Ad attenderli sul Muro di Grammont c’erano il sindaco della città di Geraardsbergen, Guido De Padt, il presidente della Federazione ciclistica belga, Tom Van Damme, e la gloria locale Rudy Pevenage, campione degli anni ’70 e ’80. “È stata un’esperienza indimenticabile – spiega Chiesurin –, abbiamo sofferto il caldo che ci ha accompagnato per quasi tutto il tragitto, gli interminabili rettilinei nelle campagne tedesche e francesi, i continui e quasi impercettibili saliscendi di un percorso che doveva essere di pianura e invece ci ha

I ciclisti impegnati nell’impresa, all’arrivo in Belgio

creato più di qualche difficoltà”. “Ma abbiamo ricevuto ovunque una grande accoglienza - sottolinea - i colpi di clacson di chi ci incrociava lungo la strada si sono sprecati, sembrava che tutti sapessero quello che stavamo facendo. Tanti ciclisti ci hanno fatto compagnia lungo il tragitto. Dove la lingua era un ostacolo, ci ha aiutato un buon bicchiere di

Prosecco. E ci ha commosso la signora che, all’indomani del nostro arrivo in un hotel belga, ci ha fatto trovare le divise lavate e stirate. Il significato più autentico del nostro viaggio sta proprio in questo: nei legami che si sono creati, nell’amicizia che abbiamo trovato lungo il nostro viaggio. L’idea dei Muri che uniscono genti e territori lontani non è retorica, ma verità”.

Il Muro di Ca’ del Poggio a San Pietro di Feletto, ormai diventato la salita simbolo delle colline del Prosecco, anche grazie ai ripetuti passaggi del Giro d’Italia, e il Muro di Grammont, dove il prossimo anno è atteso il transito del Tour de France, sono gemellati dal 2016. Il binomio si è ufficialmente allargato lo scorso luglio, quando alle celebri salite d’Italia e Belgio si è affiancato il Mur-de-Bretagne, altra mitica ascesa, quest’anno sede d’arrivo della sesta tappa del Tour de France. “Il prossimo obiettivo potrebbe essere proprio quello di raggiungere il Muro francese – conclude Montinaro – la voglia non manca”. Affrontati con questo spirito, i muri, per una volta, uniscono e non dividono. Mauro Favaro

Memorial Meneghello, in 1600 di corsa per la Lilt Iniziativa nata nel 1989 per ricordare Paolo, scomparso all’età di 23 anni a causa di una grave forma tumorale

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ercorsi da 6, 11 e 20 chilometri immersi nelle bellezze paesaggistiche di Santa Cristina e dintorni ma, soprattutto, oltre 1.600 partecipanti nel nome della solidarietà. Nonostante il cielo inizialmente grigio e poco promettente, con qualche goccia di pioggia caduta mezz’ora prima della partenza, la 30esima edizione del “Memorial Paolo Meneghello”, arricchita dal 6° “Trofeo Lucio Bottiglieri”, lo scorso 2 settembre si è confermata un successo. E allo stesso tempo un vero e proprio talismano contro la pioggia, rispettando così l’ormai certo motto tra i podisti amatori della Marca: “alla Meneghello mai con l’ombrello”. Nessuna delle 30 edizioni della manifestazione, la prima nata nel 1989 da amici e parenti per ricordare Paolo, di Santa Cristina, scomparso all’età di 23 anni a causa di una grave forma tumorale, è stata mai rovinata dalla pioggia. E così è toccato anche all’edizione 2018, sotto la supervisione di oltre 60 volontari di varie associazioni del territorio e rispettando appieno lo slogan “Correre per donare”, con il ricavato - circa 12.500 euro - andato come da tradizione interamente alla Lilt (Lega Italiana Lotta Alessandro Bozzi Valenti ai Tumori) di Treviso.


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#Politica

Lavoratori immigrati, sindacati in allarme, crescono gli episodi di intolleranza A livello occupazionale gli stranieri rappresentano il 18% dei lavoratori. Le ex province in cui la loro presenza è più massiccia e supera il 20% sono quelle di: Treviso, Verona e Vicenza

“U

n clima sempre più difficile stanno provando sulla loro pelle i lavoratori immigrati in Veneto a causa di percezioni sbagliate da parte di colleghi di lavoro e del resto della popolazione. C’è una insofferenza che sfocia in diverbi nei luoghi di lavoro, che sta sempre più diventando, intolleranza e razzismo e xenofobia”. A dirlo sono i sindacati Cisl e Cigl a livello locale e regionale. “I migranti presenti in Veneto - spiega Paolo Righetti delegato Cgil ai lavoratori immigrati per il Veneto - sono poco meno di mezzo milione, il 10% della popolazione, ma a livello occupazionale rappresentano il 18% dei lavoratori. Le ex provincie in cui la loro presenza è più mas-

siccia e supera il 20 % sono quelle di Treviso, Verona e Vicenza, scelte non a caso perché offrono maggiore opportunità di lavoro”. Oltre il 60 % dei migranti che lavorano in Veneto proviene è comunitario e proviene dall’Est Europa. Si pone però per i sindacati un problema. “I migranti - spiega Righetti - sono impiegati nei settori dell’edilizia (soprattutto provenienti dall’est Europa), servizi alla persona e ristorazione (sia badanti e colf dall’est che africani), agricoltura (senegalesi, nigeriani e magrebini) industria (africani e cinesi) e commercio (cinesi e bengalesi). Se si riscontra in questi anni in cui la crisi ha giocato un ruolo pesante, una maggioranza in certi comparti di im-

migrati è dovuto al fatto che se da un lato questi accettano lavori che gli italiani non fanno più, è anche vero che a un certo tipo di imprenditoria questi lavoratori ricattabili fanno comodo perché accettano condizioni di sfruttamento che gli altri non accetterebbero mai”. Si crea così un circolo vizioso di traino al ribasso dei salari. Nel corso degli ultimi anni si è assistito comunque in tanti casi nei paesi d’origine dei migranti nell’ordine del 1-2% dei presenti. “Certo – spiega Righetti – non si può sperare che chi entra nell’irregolarità perché ha perso il lavoro magari dopo 10 anni di presenza qui faccia le valigie e se ne torni subito al casa. Queste persone ormai si sentono italiane e hanno

Massaer Diane

qui la loro famiglia”. Nota un cambiamento di clima nei confronti dei lavoratori immigrati anche Massaer Diane (di origine senegalese) referente Cisl nel veneziano per la questione immigrazione. “La popolazione italiana è una delle più inclusive e accoglienti d’Europa - spiega Massaer. Certo un clima pesante che sfiora l’ intolleranza né stato percepito da tante persone in questi ultimi mesi. Credo però che il comportamento esemplare della stragrande maggioranza di questi lavoratori sia un esempio per tutti. I lavoratori africani nel veneziano sono impiegati per lo più in agricoltura per la vendemmia i pomodori e nell’area della ristoAlessandro Abbadir razione in estate”.

Disoccupati in calo, il lavoro cresce Il Veneto si conferma una delle regioni con i più bassi livelli di disoccupazione d’Italia e una tasso di occupazione costante, attorno al 67 %. È quanto emerge dai dati Istat e Veneto Lavoro relativi al secondo trimestre dell’anno. Il tasso di occupazione regionale ha raggiunto il 67,2% , il livello più alto mai registrato in regione dall’inizio delle rilevazioni, a fronte di una media nazionale del 59,1%. Il tasso di disoccupazione è tornato a scendere sotto il 6%, attestandosi sugli stessi livelli del 2017 (5,9%), ben al di sotto della media italiana. Meglio del Veneto fa solo il Trentino Alto Adige, con le province autonome di Trento e Bolzano. I dati della Bussola a cura dell’Osserva-

torio di Veneto Lavoro consentono di analizzare più nel dettaglio l’andamento del mercato del lavoro regionale. Le posizioni di lavoro dipendente sono cresciute di circa 32.600 unità, grazie soprattutto al numero di assunzioni, che nel secondo trimestre 2018 hanno raggiunto quota 240.700 (+2,6% rispetto al 2017). In aumento anche le cessazioni (208.100), come logica conseguenza della naturale scadenza di molti dei contratti a tempo determinato stipulati lo scorso anno. Cresce l’occupazione stabile, anche per effetto degli incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani under 35 introdotti dalla legge di stabilità 2018 e prorogati fino al 2020 dal Decreto dignità.

Rispetto allo scorso anno le assunzioni sono aumentate dell’8% e le trasformazioni del 53%, per un saldo trimestrale di +1.800 posizioni di lavoro a tempo indeterminato. Positiva, ma in rallentamento, anche la dinamica dei contratti a tempo determinato, che registrano un saldo di +23.700 posizioni lavorative, rispetto alle +35.000 del secondo trimestre 2017. La crescita occupazionale è diffusa in tutti i settori produttivi ed è particolarmente evidente in agricoltura (+4.500 posizioni lavorative). Il comparto industriale mostra dati in linea con quelli dello scorso anno (+8.100): si segnala il buon andamento dell’edilizia, che ha recuperato 2.000 posti di

lavoro nel secondo trimestre e ha registrato un aumento delle assunzioni del 22%. Gli unici settori con saldo negativo sono i servizi finanziari (-500), sanità e servizi sociali (-100) e l’istruzione (-18.000), che nel secondo trimestre dell’anno deve fare i conti con la conclusione dei rapporti di lavoro dei supplenti annuali.


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Politica

Economia

Regione e università fanno squadra per sostenere lo sviluppo Zaia: “Il più importante mai siglato. Si può andare lontano”. Marcato: “Atto storico”

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’economia del Veneto ha segnato una leggera riprese e questo è il momento giusto per farla ripartire con slancio. Per questa ragione la Regione e le Università del territorio hanno sottoscritto un Accordo di Programma Quadro, della durata di cinque anni, rinnovabili, grazie al quale saranno fatte convergere su una serie di obbiettivi comuni le rispettive conoscenze, organizzazioni e fonti di finanziamento, condividendo la necessità di massimizzare l’efficacia dei propri interventi a favore dello sviluppo competitivo del sistema economico veneto in un quadro programmatorio e strategico comune. L’atto è stato siglato dal Presidente Luca Zaia per la Regione e dai Rettori dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, dell’Università Cà Foscari di Venezia, Michele Bugliesi, dello IUAV di Venezia, Alberto Ferlenga, e dell’Università di Verona, Nicola Sartor. Per assicurare il perseguimento degli obbiettivi indicati nell’Accordo, è stata istituita una Cabina di Regìa, che sarà presieduta dall’Assessore regionale all’Economia Roberto Marcato ed è composta dai tecnici regionali di area, da Veneto Innovazione, e dai componenti della quarta Commissione di Univeneto, della cui Fondazione si avvarranno le diverse Università per la realizzazione delle

azioni e delle disposizioni contenute nel documento. “Ho sempre sostenuto – sottolinea Zaia – che correndo da soli forse si va più forte, ma facendo squadra si va più lontano. Ebbene, questo Accordo, il più rilevante e concreto mai sottoscritto tra l’Istituzione regionale e le Università del Veneto, ha tutte le caratteristiche per andare molto lontano. Abbiamo tutti saputo fare squadra guardando unicamente allo sviluppo della nostra economia, che non può essere disgiunto dall’alta formazione garantita dai nostri Atenei, e i risultati arriveranno. Ringrazio i Rettori e il mio Assessore Marcato per l’importante lavoro preparatorio portato avanti”. “L’economia veneta – dice da parte sua Marcato – è un gigante che, pur tra mille difficoltà, ha saputo reggere all’impatto di una crisi epocale, e ha ricominciato a macinare risultati. Imprenditori e imprese devono però poter contare sul supporto delle Istituzioni, in una fase storica nella quale conoscenza, innovazione, nuove tecnologie, ricerca sono quanto mai strategiche. Regione e Università mettono in campo tutte le loro risorse, anche finanziarie, per perseguire insieme obbiettivi che saranno utilissimi per tutta la società veneta, non solo per il mondo della produzione. Per questo non

esito a definire ‘storico’ l’Accordo e garantisco tutto il mio impegno nell’ambito della Cabina di Regìa”. Nell’Accordo sono inseriti cinque rilevanti obbiettivi: favorire e sostenere le attività di analisi e studio, le attività strumentali e di supporto alla ricerca, allo sviluppo tecnologico e all’innovazione; cooperare per la progettazione e l’attuazione di programmi di ricerca e sviluppo finalizzati ai bisogni sociali, economici e infrastrutturali della Regione; supportare l’innovazione e l’internazionalizzazione con il potenziamento della competitività del sistema veneto, anche mediante l’attuazione di progetti nazionali, europei e internazionali, anche sperimentali; promuovere la partecipazione dei Dipartimenti e dei Centri universitari delle imprese, dei distretti e delle reti innovative regionali, degli enti e istituti di ricerca; individuare opportuni canali di comunicazione finalizzati alla conoscenza, alla partecipazione e alla condivisione degli interventi a favore dell’economia regionale.

Turismo, proposto un regolamento per gli affitti Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia con 19 milioni di arrivi e 70 milioni di presenze. In base ai dati 2017 le strutture ricettive soggette ad attività di rilevazione statistica e controllo amministrativo in Veneto sono più di 46 mila, di cui 9 mila soggette anche a classificazione: 3200 sono alberghi, 5000 le strutture complementari, 180 quelle all’aperto e oltre 900 gli agriturismi. Gli alloggi in locazione turistica sono la parte restante, cioè più di 37 mila. Si tratta di strutture ricettive non soggette a classificazione né a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), senza la prestazione di servizi a favore degli ospiti durante il loro soggiorno. Chi affitta ha attualmente solo obblighi di comunicazione alla Regione, riguardanti sia l’anagrafica di tale tipologia di alloggi, sia la movimentazione tu-

ristica. Il boom del loro numero è dovuto anche alla commercializzazione tramite i siti internet di prenotazione ricettiva, ma sconfinando spesso nell’abusivismo e conseguentemente in forme di concorrenza sleale nei confronti di chi agisce correttamente. Per questo la giunta regionale, su relazione dell’assessore al turismo Federico Caner, ha licenziato una proposta legislativa che prevede nuove disposizioni in materia di ricettività turistica finalizzate a tutelare sia la qualità dell’offerta anche nel segmento degli alloggi in locazione, sia la trasparenza del settore. “Anzitutto – ha sottolineato l’assessore Caner - gli alloggi in locazione turistica dovranno essere conformi alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti. La qualità dell’offerta turistica

in tutti i suoi segmenti deve essere garantita”. Uno dei nuovi obblighi sarà invece quello di dotarsi di un codice identificativo dell’alloggio, assegnato dalla Regione, da esporre anche nei siti internet di prenotazione ricettiva, in base ad un regolamento che sarà adottato dalla giunta regionale successivamente all’approvazione della legge. In questo modo i comuni saranno agevolati nelle funzioni di vigilanza sulle locazioni turistiche, compito che sarà ulteriormente facilitato anche dalla possibilità per la polizia locale di accedere telematicamente alla banca dati regionale del turismo. “La Regione non vuole colpire questo segmento dell’offerta turistica diverso dall’offerta tradizionale – ha precisato Caner – ma intende contrastare la sacca importante delle strutture turistico-ricettive abusive”.

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Moretti, Pd: “L’economia rallenta e la produzione industriale cala”

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ent r e il Governo pensa solo alla becera propaganda e a fomentare le paure, cala la produzione industriale, per la prima volta dal 2016, l’aumento del Pil frena, tanto da essere fanalino di coda del G7, con il rischio di crescita zero nel terzo trimestre. Non si può continuare a usare il tema dell’immigrazione per nascondere i veri problemi che l’Italia sta attraversando, primo fra tutti quello del lavoro, aggravato dal Decreto dignità, come denunciato più volte dagli imprenditori del Nord Est”. La denuncia, affidata a una nota, è della consigliera regionale del Partito Democratico, Alessandra Moretti. “Con i Governi precedenti stavano crescendo produzione, export e lavoro e c’era una rinnovata fiducia nei consumi dopo un lungo periodo di stallo – esordisce l’esponente dei Democratici - Tutto ciò è messo a repentaglio dall’azione irresponsabile dell’esecutivo Lega-Cinque Stelle”. “Il Decreto dignità – aggiunge la consigliera Dem - con l’obbligo di causale per i contratti a termine oltre i dodici mesi, avrà come risultato quello di accelerare il turnover tra i lavoratori: difficilmente ci saranno contratti di durata maggiore, per evitare qualsiasi contenzioso giudiziale”. “Proprio un incentivo ad assumere – osserva Moretti - Anche l’obbligo delle chiusure domenicali va nella stessa direzione, si perderanno migliaia di posti di lavoro e i consumi si ridurranno”. “Un brusco ritorno al passato – conclude Alessandra Moretti - per quello che si era presentato come il ‘Governo del cambiamento’. Non avevano, però, specificato, ‘in peggio’”.


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Politica

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“Protezione da ripensare per le donne che denunciano le violenze” L

onigo e Cavarzere, due comuni della commenta con amarezza e preoccupazione provincia veneta, quest’estate sono sta- l’ennesimo grave episodio avvenuto oggi ti tristemente noti alle cronache nazionali a Lonigo, dove un quarantenne ha ucciso perché un uomo ha deciso di mettere fine a colpi di pistola la moglie e si è dato alla alla vita della propria moglie o ex compa- fuga. L’omicida risultava dallo scorso luglio gna. A Cavarzere Maila Beccarello, 37 anni, evaso dagli arresti domiciliari, misura diè morta ad inizio agosto sotto i colpi inferti sposta dall’autorità giudiziaria, insieme al dal marito. Solo un mese dopo, a Lonigo, se divieto di avvicinamento, proprio per vione è andata Tanja, che aveva denunciato più lenze contro la propria compagna. “Questa volte l’ex marito per percosse e minacce. La volta non possiamo imputare la tragedia al conta delle vittime di femminicidio sale an- silenzio della donna – dichiara l’assessore – che in Veneto anziché diminuire e con essa la vittima di violenza aveva chiesto aiuto e la preoccupazione di chi vorrebbe offrire, protezione. Tanto da far condannare il suo invece, più sicurezza alle donne che denun- persecutore. E purtroppo le misure cautelaciano violenze o minacce. ri si sono rivelate insuffiSolo lo scorso anno “Ancora una donna uccisa cienti, o forse inadeguadal compagno, che risul- in Veneto sono state 13 te. Credo sia necessaria ta peraltro già noto alle una riflessione sul modo le donne assassinate migliore di proteggere la forze dell’ordine e alla magistratura e sottoposto nell’ambito domestico, donna che ha il coraggio a misure restrittive per di denunciare e di uscipiù di una al mese violenze contro la propria re dal silenzio”. “Solo lo compagna. A meno di un mese dal femmi- scorso anno in Veneto sono state 13 le donnicidio di Cavarzere, la strage delle donne ne assassinate nell’ambito domestico, più vittime di violenza in famiglia è un dramma di una al mese. Un numero inaccettabile che sembra non aver fine in Veneto”. Ma- per una società civile e certamente anche nuela Lanzarin, assessore al sociale della per la nostra coscienza – prosegue l’assesRegione Veneto con delega alle politiche di sore - La Regione e lo Stato stanno investenprevenzione della violenza contro le donne, do molto in campagne di sensibilizzazione

e di aiuto, nel rafforzare la rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio, nel formare le cosiddette ‘sentinelle’ del territorio (dagli operatori sociali, ai medici e ai farmacisti, dagli operatori del pronto Soccorso ai vigili e alle forze dell’ordine territoriali) per affiancare le donne vittime di violenza e per sostenerle nel difficile percorso di richiesta di aiuto e protezione. Ma questo importante lavoro di costruzione della rete, unito anche al lavoro educativo e informativo nelle scuole e nel territorio, deve trovare sponda anche in leggi e in procedure di tutela della donna, più attente e severe”.

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Il nuovo Protocollo regionale condiviso

E

’ stato presentato a metà settembre un Protocollo di rete per il contrasto alla violenza contro le donne. Si tratta di uno schema operativo e di un accordo pubblico-privato, che sarà poi declinato su scala territoriale nei 21 piani di zona dei diversi territori del Veneto (corrispondenti alle ex Ulss) da istituzioni, servizi, associazioni e centri-antiviolenza, per attuare interventi efficaci e uniformi di prevenzione e contrasto alle violenze contro donne e minori, così come prevede la legge regionale 5/2013 in materia di misure e interventi contro la violenza di genere. “Il protocollo– spiega l’assessore Lanzarin –, costruito con il Tavolo di coordinamento regionale per la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne e approvato dalla Giunta regionale, specifica chi deve intervenire e con quali modalità, quali sono i compiti dei diversi soggetti che costituiscono la rete territoriale di vigilanza, prevenzione e intervento. Senza un accordo-quadro ci potrebbe essere il rischio di un Veneto a diverse velocità nella sensibilità al problema e nella capacità di intervento. Con questo strumento operativo, invece, tutti i territori dovranno attrezzarsi e offrire in modo coordinato risposte e servizi analoghi alle donne in difficoltà, alle famiglie spezzate, alle vittime di prevaricazione e violenza”.

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Editoriale Ora legale e solare, verso l’abolizione del doppio regime nell’UE

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’ annuncio è stato dato dal Presidente della Commissione Europea Juncker in una intervista alla televisione tedesca dopo il sondaggio effettuato online fra i cittadini europei. Attualmente tutti i paesi dell’ UE sono obbligati al doppio regime ora solare e ora legale, ad anticipare o posticipare di un’ ora la durata del giorno nelle date indicate dalla normativa europea. Per modificarlo occorre comunque una direttiva assunta a maggioranza qualificata dal Consiglio Europeo, che deve esser confermata poi dal Parlamento Europeo. Il sondaggio, che ha visto la partecipazione di poco più dell’ 1% della popolazione (4,6 milioni su 400 milioni), si è espresso per l’ abolizione del doppio regime con una netta prevalenza dei paesi nordici, Germania in testa. L’introduzione dell’ ora legale ha un ricordo antico e uno stretto rapporto con l’economia: proposta per la prima volta nel 1895 dal biologo Hudson, riproposta nel 1907 dall’ inglese Willet per far fronte alla crisi energetica, fu adottata dall’ Italia nel 1916 durante la prima guerra mondiale e poi definitivamente dal 1966.

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In Veneto il primo menu d’Italia “Amico dei diabetici”

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tudi specifici hanno dimostrato che l’aspetto terapeutico legato all’alimentazione è in grado di ottenere risultati, sul controllo glicemico, superiori ad interventi farmacologici; in tutti i casi di potenziarne gli effetti, per cui ben vengano tutte le iniziative che portano conoscenza, innovazione e benefici in tal senso. Oggi a Castelfranco è stata aperta una nuova via in un settore nel quale finora, pur meritoriamente, le attenzioni si erano concentrate su altri problemi, a cominciare dalle intolleranze alimentari, mai sull’effetto degli alimenti e della corretta alimentazione sul diabete”. Lo ha detto l’Assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, partecipando, alla presentazione del primo “menù a misura di diabete” mai pensato in Italia, realizzato dalla Fraccaro Cafè, collaborando al progetto “d1abfriend” promosso da Nastrino Invisibile Onlus, Associazione Trevigiana Giovani con Diabete, che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso il claim “Aiutaci a

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L’editoriale

Ora legale e solare, verso l’abolizione del doppio regime nell’UE Il risparmio calcolato in Italia sull’uso della luce artificiale viene stimato in ca 562 milioni di kilowattora/anno su scala nazionale corrispondente a 116 milioni di euro sulla bolletta energetica. Dal punto di vista clinico sul togliere o aggiungere un’ora di luce una volta all’anno rispettivamente, alcuni studiosi sostengono che alterare il bioritmo comporta una sorta di mini jet-lag con stanchezza ed irritabilità nei giorni successivi, non di rado accompagnati da ansia, malumore e cefalea, altri evidenziano invece gli effetti benefici dell’ ora di sole in più prodotti ad esempio dall’aumento del livello di serotonina, nota come ormone del buon umore, e la produzione di vitamina D che viene sintetizzata nella pelle attraverso l’esposizione alla luce del sole e che ha numerose azioni benefiche su vari organi, dal sistema scheletrico al sistema immunitario, all’ intestino, ai reni, alle ghiandole paratiroidi e al pancreas. A dir la verità gli effetti negativi non sembrerebbero così devastanti, se solo si pensa ai Medici della notte e a tutte le categorie impegnate in turni notturni, dagli infermieri alle forze di polizia, dai vigili del fuoco ai turnisti nelle fabbriche, considerato anche il fatto che gli studi relativi sono stati effettuati su un campione limitato di persone e solo per valutarne gli effetti negativi. In ogni caso, la cosa che più sorprende è che ogni Paese Europeo, una volta abolito il doppio regime potrà scegliere se adottare definitivamente l’ora solare o l’ ora legale con il conseguente caos che ben si può immaginare e in questo caso sì con effetti jet-lag dannosi per coloro che si spostano da un paese all’ altro. Chi per lavoro o altro dovesse spostarsi fra vari paesi europei, ognuno di essi con una regola diversa, non litigherebbe continuamente solo con le lancette dell’ orologio se si prendono in considerazione gli orari dei voli o dei treni per non dire degli uffici, dei ristoranti e degli alberghi e oltre. Altro che nervosismo, malumore, cefalea…. etc. Quando poi dovessimo essere chiamati a decidere in Italia, dato che non ci facciamo mai mancare un comitato “no a qualcosa” immagino già la nascita di comitati “no hour-legal” con cortei e manifestazioni. Il resto, parafrasando una nota canzone, “lo scopriremo solo vivendo”!

rendere il mondo a misura di diabete”. Esprimendo l’augurio che iniziative simili si diffondano in tanti punti di erogazione di alimenti, Coletto ha sottolineato che “si tratta di rendere la vita migliore anche a tavola a oltre il 6% dei cittadini. Vale a dire che nel Veneto, il diabete colpisce circa 300.000 persone, fra le quali 7500-8000 di tipo 1 (diabete giovanile, insulinodipendente)”. L’incidenza , in Veneto, è sostanzialmente stabile nel tipo 1, con circa 200 nuovi casi all’anno, mentre nel tipo 2 (dell’adulto, generalmente in sovrappeso e non insulino-dipendente) è in continua ascesa ed esordisce in circa 20.000 nuove persone all’anno. “Un’alimentazione equilibrata – ha concluso Coletto complimentandosi con gli ideatori e i realizzatori di questo specialissimo menù - aiuta i portatori di diabete del tipo 1, il più grave, ma sarà anche utilissima per chi ha il tipo 2, non insulino dipendente, ma non meno collegato alla necessità di mangiare sano e consapevole”.

300 mila veneti diabetici potranno seguire i preziosi consigli alimentari

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Alzheimer, tre secondi Inaugurato ilogni secondo robot chirurgico un nuovo caso di demenza dell’azienda ospedaliera di Padova Il robot 21 settembre si celebra Il potrà essere usato la giornata mondiale di questo per undici diverse specialità terribile morbo che cancella chirurgiche compresi i trapianti i ricordi dei nostri cari di rene e pancreas

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ensibilizzare ma anche e soprattutto l Veneto ha l’orgoglio di essere l’uinformare quanti si trovano alle prese nica Regione d’Italia ad aver dotato con una delle malattie più stranianti del tutti i suoi ospedali Hub del robot chirurnuovo secolo. A questo serve la giornata gico Da Vinci, e oggi anche quello di aver mondiale dell’Alzheimer che si celebrerà iniziato il secondo giro. Gli investimenti in in tutto il mondo il 21 settembre. alte tecnologie non si fermano e non si Si tratta della patologia più diffusa tra fermeranno perché, nelle mani di medici le varie forme di demenza, un disturbo d’eccellenza come i nostri, fanno la diffetipicamente associato alla terza età che renza e consentono a loro di curare annel mondo fa registrare 9,9 milioni di cora meglio e ai malati di avere la minor nuovi casi all’anno, uno ogni secondi. sofferenza post operatoria possibile, oltre Non a caso si stima che siano colpite che il minor tempo di ricovero”. dal morbo di Alzheimer circa 50 milioni Con queste parole, il Presidente della di persone, numero che secondo diverse Regione del Veneto, Luca Zaia, ha saluricerche è destinato a triplicare entro il tato l’entrata in attività all’Azienda Ospe2050. Soltanto in Italia si contano oggi daliera di Padova di un secondo robot oltre un milione di malati, che raddoppiechirurgico Da Vinci di ultima generazione ranno entro tre decenni. che si affianca a quello già da tempo in Ad aggravare la sofferenza delle faattività. miglie dei malati sta anche il fatto che L’avveniristica macchina, del valore questa patologia neurodegenerativa ha di quasi 3 milioni 900 mila euro, è stata

costi elevatissimi sotto il profilo umano, inaugurata dallo stesso Zaia, affiancato sociale ed economico, e l’assistenza è un dal DG dell’Azienda Luciano Flor, dal Retaspetto cruciale per il trattamento dei tore dell’Università Rosario Rizzuto, dal pazienti, che possono avere difficoltà Vicepresidente della Fondazione Caripaanche nel riconoscimento delle persone ro professor Donato Nitti, e dal primario care. di Chirurgia Toracica professor Federico Nella nostra Regione è attivo il proRea. Rispetto al predecessore al quale si getto “Sollievo” che sostiene la rete dei affianca, il “Da Vinci 2” ha caratteristiche 106 Centri Sollievo attivi nel territorio ultratecnologiche, come la possibilità di regionale. Una mano tesa a quelle famiutilizzo in ben undici diverse specialità glie che, avendo un proprio caro colpito chirurgiche compresi i trapianti di rene dal morbo, faticano a reggere i carichi e pancreas, e la capacità di agevolare la assistenziali e hanno bisogno di essere formazione dei giovani chirurghi, grazie affiancate da operatori preparati e da alla presenza di due postazioni di controlstrutture che offrano aiuto e possibilità lo remoto: su una lavora il chirurgo titoladi ‘sollievo’ nel difficile percorso della re, sull’altra può essere formato il giovamalattia. I Centri Sollievi attivi in Veneto ne, sotto la guida del collega anziano che integrano la rete dei servizi domiciliari e può decidere in quali fasi dell’intervento offrono agli assistititi e ai loro familiari consentirgli di essere attivo e in quali no. attività di stimolazione cognitiva e di soLa macchina consentirà di eseguire circa cializzazione, soggiorni e attività forma400 nuovi interventi l’anno, che si ag-

Azzalin, No-vax Pd: “Il in diminuzione Polesine non può essere ulteriormente penalizzato” econdo gli ultimi dati del 5 settem- te età della scuola non dell’obbligo),

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bre scorso, i bambini e ragazzi tra 0 e 16 anni che risultano inadempienti all’obbligo vaccinale sono 79.843, in calo di 5.833 unità rispetto alla situazione fotografata il 10 maggio scorso. Di questi, quelli tra 0 e 6 anni, in età pre scuola dell’obbligo, sono 18.549, in calo di 3.762 unità rispetto a maggio. Sono questi i risultati del “Monitoraggio sulla situazione vaccinale ai sensi della legge 119/2017” diffuso oggi dalla Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto. La popolazione complessiva registrata dall’anagrafe vaccinale della Regione,precisa e aggiornata quotidiautto il mese di settembre vedrà namente, indica in 771.040 il numero impegnato in Polesine il gruppo retotale dei ragazzi tra 0 e 16 anni, di cui gionale del Partito Democratico in vista 218.005 tra 0-6 anni (potenzialmendell’approvazione del nuovo Piano sociosanitario: quattro appuntamenti che copriranno tutto il territorio provinciale. “Sarà un momento importante di confronto e ascolto - spiega il Consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin - Discuteremo con i fruitori dei servizi sanitari e con operatori e medici sulle proposte di revisione del Piano, in una fase in cui sono appena iniziate le audizioni, mentre l’approdo in aula è previsto tra circa un mese. Vogliamo capire con i diretti interessati quali sono le priorità su cui intervenire. Considerando le difficoltà in cui si dibatte il settore per le problematiche

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96.967 tra 0 e 3 anni (potenzialmente età da asilo nido) e 121.038 tra 4 e 6 anni (potenzialmente età da scuola dell’infanzia). Grazie alla possibilità di utilizzare l’anagrafe vaccinale informatizzata, i soggetti inadempienti che rientrano nell’area della pre scuola dell’obbligo risultano essere 8.026 tra 0 e 3 anni (asili nido), e 10.523 tra 4 e 6 anni (scuole dell’infanzia). Coloro che non hanno iniziato il percorso vaccinale per nessun vaccino (coorti 2017-2001, esclusi i natiGraziano 2018 a Azzalin cui la proposta è stata appena inoltrata) risultano essere 18.790 tra 0 e 16 anni, legate in primis alla carenza di personadi cui 7.648 sotto i 6 anni di età. Cifre, le e più in generale agli scarsi investianche queste, in calo rispetto all’inizio menti sul territorio, è necessario che ci del monitoraggio. sia una convergenza fra tutti gli attori, affinché al Polesine sia riconosciuta pari dignità rispetto alle altre aree del Veneto. La razionalizzazione, che inevitabilmente ci sarà, non potrà tradursi in meri tagli come è già accaduto in passato, anche con la riforma sanitaria del 2016, con conseguenze molto pesanti per i territori più fragili”. Il calendario prevede da metà settembre i seguenti incontri: il 21 a Rovigo per discutere in particolare delle problematiche dell’ospedale e del suo futuro, visto anche il declassamento, e infine giovedì 27 a Porto Viro per l’area bassopolesana.

tive, esperienze di solidarietà e di autodi sostegno ai pazienti e alle loro famiaiuto tra familiari. glie. Il significato della Giornata mondiaIl progetto per l’Alzheimer previsto le per l’Alzheimer promossa dall’Oms è dall’attuale piano stimolare l’intera socio sanitario – ricomunità verso una 50 mila i malati corda l’assessore – delle maggiori sfide giungono ai circa 300 dall’altro robot già 50 loromilioni grati – ha detto – vogliamo anche esin Veneto, conta una rete di 42 poste dall’invecchiain funzione. L’acquisto è stato finanziato sere d’aiuto nella scelta di dove indirizzare Centri per il decadimento e richiamare nel mondo, un dato con 3 milioni 873 mila euro, dei quali 700 tanta generosità e per questo stiamo valumento cognitivo e si l’attenzione sulle mila euro della Regione destinato e il resto come a tando di creare un elenco delle tecnologie triplicare avvale della rete dei esperienze possibicontributo della Fondazione Cariparo, che delle quali c’è una necessità prioritaria al entro il 2050 Centri Sollievo, sorti li di condivisione, Zaia ha ringraziato, ricordando che “in Ve- quale chi lo desidera potrebbe attingere nel territorio dalla aiuto e assistenza neto ci sono tante istituzioni private, enti, per indirizzare al meglio il proprio aiuto”. collaborazione tra Comuni, Ulss e assoper affrontare le patologie complessa singoli cittadini, che ogni anno fanno veri Il sistema robotico da Vinci è composto ciazioni di volontariato, per offrire servizi del decadimento del pensiero e della e propri record di generosità. Nell’essere da tre componenti principali:

L’inaugurazione del nuovo macchinario, memoria che portano all’isolamento e il Governatore Zaia e all’esclusione sociale.ilUn significato che Professor Federico la Regione del Veneto Rea,attualizza primario destichirurgia toracica nando a questa lineadiassistenziale spea Padova cifiche risorse nel quadro integrato della

programmazione regionale”. Ricordati di - la console chirurgica, che costituisce me, questo il titolo di molte iniziative leil centro di controllo del sistema da Vinci. gate alla giornata di sensibilizzazione che L’operatore alla console chirurgica ha la testimonia la crescita di un movimento possibilità di passare dalla vista a scherinternazionale che vuole creare una como intero a una modalità a più immagiscienza pubblica sugli enormi problemi ni, che mostra l’immagine 3D del campo provocati da questa malattia e ogni anno operatorio insieme ad altre due immagini riunisce in tutto il mondo malati, familiari prese da altre fonti (ed es. ecografo, ECG) e associazioni Alzheimer. e fornite da ingressi ausiliari.

Infermiere per West Nile, “counselor” 174 casi aiutare i pazienti domicilio accertati a metà asettembre

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i esce dall’ospedale sempre più in ono 174e,a metà settembre, secondo la fretta soprattutto ancora fragili. Direzione Prevenzione dell’Area Sanità Così, proprio per aiutare i pazienti fragili ein Sociale della dell’ospedale, Regione Veneto, i casi dia dimissione a gestire febbre del cure Nilo. Di casi con domicilio e questi, terapie 120 si èsono pensato di sintomatologia leggera, 54 sono quelli nelmettere in campo l’“Unità infermieristica la più grave forma neuroinvasiva. Dall’inizio estensiva”. del“La fenomeno, decessi sono a 12. Ai necessitài di far fronte adsaliti una tipologia 10 della settimana precedente si sono agdi ‘acuzie differenziata’ caratterizzata dalla giunte due pazienti donne, entrambe di presenza di pazienti cronici con più 82o anni, che soffrivano di altre gravi patologie. meno frequenti riacutizzazioni richiede un Lo rende noto l’Assessore regionale alla ripensamento del modello di assistenza Sanità Luca Coletto, che segue costanteospedaliera - spiega il direttore generale, mente l’evolversi dei contagi in contatto Francesco Benazzi, in una nota diramata con i tecnici regionali. dall’Ulss -. In tale logica si è pensato di “Il Piano straordinario di disinfestazione, migliorare la presa in carico del paziente sia adulticida che larvicida, che abbiamo ‘fragile’ in fase di dimissione, attraverso finanziato con 500 mila euro della Regioun approccio ‘integrato’ tra il personale ne – informa l’Assessore – è interamente infermieristico il paziente stesso, attivato e stiamoe raccogliendo i ritorni con dai quest’ultimo che diventa parte vari Comuni mano a mano che integrante le disinfedel processo L’obiettivo stazioni vengonoassistenziale. eseguite. Le Ullss contiprincipale dell’Unità di infermieristica nuano inoltre a essere a completa dispoestensiva prosegue gli Benazzi - è quello sizione per¬–supportare Enti Locali. Tra di implementare la continuità tra primo assistenza poco saremo in grado di fare un step ospedaliera e rete integrando degli interventi e deiterritoriale, risultati ottenuti. Nel le varie i componenti professionali frattempo, tecnici regionali sono al lavoroe coinvolgendo con un sostegno efficace le sulla predisposizione della pianificazione famiglie nella presa in cura della complessiva che andrà a regìme persona nel 2019,a domicilio. L’UdIE avrà il compito, di con il coordinamento delle varieinfatti, attività prendere in carico i pazienti che per motivi preventive da parte della Regione, che metlegatianche a condizioni di fragilità terà a disposizione deiassistenziale, Comuni, per hannonazionale la necessità, del rientronon al legge titolariprima degli interventi, domicilio, di acquisire competenze nella solo il supporto della Direzione Prevenzione

Un progetto trevigiano che partirà nel Dipartimento di Medicina del Ca’ Foncello con i pazienti “fragili” in dimissione gestione della propria salute in un ambiente ‘protetto’”. “L’Unità di Infermieristica Estensiva con eDidattica delle Ullss, ma anche l’esperienza dell’AIntegrata - spiega Alberto Coppe, zienda Zero ridurreProfessioni al minimo i Sanitarie costi con direttore delper Servizio un capitolato e il sistema - sarà attivatad’appalto a favoreunico dei pazienti che degli centralizzati”. hannoacquisti terminato il percorso clinico acuto. I Sanitari dellaper Regione sottolineano che Pazienti, quindi, cui è già stato definito permane grande l’importanza collal’inquadramento diagnostico edella il piano

terapeutico, che presentano condizioni cliniche stabili, ma necessitano ancora di assistenza prevalentemente infermieristica borazione della dimissione popolazionea nel mettereUn in in attesa della domicilio. atto semplicicreata misureper di prevenzione, tipo alcune di assistenza rafforzare le espressamente elencate in ogni capacità di autocura da parte delBollettino paziente emesso, chefamiliari possono in abbattere il rischio di e dei suoi forte integrazione ricevere la punturacon della culexcure pie collaborazione la zanzara rete delle piens, portatrice del virus. territoriali”.


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Alzheimer, ogni tre secondi un nuovo caso di demenza Il 21 settembre si celebra la giornata mondiale di questo terribile morbo che cancella i ricordi dei nostri cari

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ensibilizzare ma anche e soprattutto informare quanti si trovano alle prese con una delle malattie più stranianti del nuovo secolo. A questo serve la giornata mondiale dell’Alzheimer che si celebrerà in tutto il mondo il 21 settembre. Si tratta della patologia più diffusa tra le varie forme di demenza, un disturbo tipicamente associato alla terza età che nel mondo fa registrare 9,9 milioni di nuovi casi all’anno, uno ogni secondi. Non a caso si stima che siano colpite dal morbo di Alzheimer circa 50 milioni di persone, numero che secondo diverse ricerche è destinato a triplicare entro il 2050. Soltanto in Italia si contano oggi oltre un milione di malati, che raddoppieranno entro tre decenni. Ad aggravare la sofferenza delle famiglie dei malati sta anche il fatto che questa patologia neurodegenerativa ha

costi elevatissimi sotto il profilo umano, sociale ed economico, e l’assistenza è un aspetto cruciale per il trattamento dei pazienti, che possono avere difficoltà anche nel riconoscimento delle persone care. Nella nostra Regione è attivo il progetto “Sollievo” che sostiene la rete dei 106 Centri Sollievo attivi nel territorio regionale. Una mano tesa a quelle famiglie che, avendo un proprio caro colpito dal morbo, faticano a reggere i carichi assistenziali e hanno bisogno di essere affiancate da operatori preparati e da strutture che offrano aiuto e possibilità di ‘sollievo’ nel difficile percorso della malattia. I Centri Sollievi attivi in Veneto integrano la rete dei servizi domiciliari e offrono agli assistititi e ai loro familiari attività di stimolazione cognitiva e di socializzazione, soggiorni e attività forma-

No-vax in diminuzione

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econdo gli ultimi dati del 5 settembre scorso, i bambini e ragazzi tra 0 e 16 anni che risultano inadempienti all’obbligo vaccinale sono 79.843, in calo di 5.833 unità rispetto alla situazione fotografata il 10 maggio scorso. Di questi, quelli tra 0 e 6 anni, in età pre scuola dell’obbligo, sono 18.549, in calo di 3.762 unità rispetto a maggio. Sono questi i risultati del “Monitoraggio sulla situazione vaccinale ai sensi della legge 119/2017” diffuso oggi dalla Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto. La popolazione complessiva registrata dall’anagrafe vaccinale della Regione,precisa e aggiornata quotidianamente, indica in 771.040 il numero totale dei ragazzi tra 0 e 16 anni, di cui 218.005 tra 0-6 anni (potenzialmen-

te età della scuola non dell’obbligo), 96.967 tra 0 e 3 anni (potenzialmente età da asilo nido) e 121.038 tra 4 e 6 anni (potenzialmente età da scuola dell’infanzia). Grazie alla possibilità di utilizzare l’anagrafe vaccinale informatizzata, i soggetti inadempienti che rientrano nell’area della pre scuola dell’obbligo risultano essere 8.026 tra 0 e 3 anni (asili nido), e 10.523 tra 4 e 6 anni (scuole dell’infanzia). Coloro che non hanno iniziato il percorso vaccinale per nessun vaccino (coorti 2017-2001, esclusi i nati 2018 a cui la proposta è stata appena inoltrata) risultano essere 18.790 tra 0 e 16 anni, di cui 7.648 sotto i 6 anni di età. Cifre, anche queste, in calo rispetto all’inizio del monitoraggio.

tive, esperienze di solidarietà e di autodi sostegno ai pazienti e alle loro famiaiuto tra familiari. glie. Il significato della Giornata mondiaIl progetto per l’Alzheimer previsto le per l’Alzheimer promossa dall’Oms è dall’attuale piano stimolare l’intera socio sanitario – ricomunità verso una 50 mila i malati corda l’assessore – maggiori sfide in Veneto, 50 milioni delle conta una rete di 42 poste dall’invecchiaCentri per il decadinel mondo, un dato mento e richiamare mento cognitivo e si sulle destinato a triplicare l’attenzione avvale della rete dei esperienze possibientro il 2050 Centri Sollievo, sorti li di condivisione, nel territorio dalla aiuto e assistenza collaborazione tra Comuni, Ulss e assoper affrontare le patologie complessa ciazioni di volontariato, per offrire servizi del decadimento del pensiero e della

memoria che portano all’isolamento e all’esclusione sociale. Un significato che la Regione del Veneto attualizza destinando a questa linea assistenziale specifiche risorse nel quadro integrato della programmazione regionale”. Ricordati di me, questo il titolo di molte iniziative legate alla giornata di sensibilizzazione che testimonia la crescita di un movimento internazionale che vuole creare una coscienza pubblica sugli enormi problemi provocati da questa malattia e ogni anno riunisce in tutto il mondo malati, familiari e associazioni Alzheimer.

Infermiere “counselor” per aiutare i pazienti a domicilio S

i esce dall’ospedale sempre più in fretta e, soprattutto ancora fragili. Così, proprio per aiutare i pazienti fragili in dimissione dell’ospedale, a gestire a domicilio cure e terapie si è pensato di mettere in campo l’“Unità infermieristica estensiva”. “La necessità di far fronte ad una tipologia di ‘acuzie differenziata’ caratterizzata dalla presenza di pazienti cronici con più o meno frequenti riacutizzazioni richiede un ripensamento del modello di assistenza ospedaliera - spiega il direttore generale, Francesco Benazzi, in una nota diramata dall’Ulss -. In tale logica si è pensato di migliorare la presa in carico del paziente ‘fragile’ in fase di dimissione, attraverso un approccio ‘integrato’ tra il personale infermieristico e il paziente stesso, con quest’ultimo che diventa parte integrante del processo assistenziale. L’obiettivo principale dell’Unità di infermieristica estensiva ¬– prosegue Benazzi - è quello di implementare la continuità tra assistenza ospedaliera e rete territoriale, integrando le varie componenti professionali e coinvolgendo con un sostegno efficace le famiglie nella presa in cura della persona a domicilio. L’UdIE avrà il compito, infatti, di prendere in carico i pazienti che per motivi legati a condizioni di fragilità assistenziale, hanno la necessità, prima del rientro al domicilio, di acquisire competenze nella

Un progetto trevigiano che partirà nel Dipartimento di Medicina del Ca’ Foncello con i pazienti “fragili” in dimissione gestione della propria salute in un ambiente ‘protetto’”. “L’Unità di Infermieristica Estensiva con Didattica Integrata - spiega Alberto Coppe, direttore del Servizio Professioni Sanitarie - sarà attivata a favore dei pazienti che hanno terminato il percorso clinico acuto. Pazienti, quindi, per cui è già stato definito l’inquadramento diagnostico e il piano

terapeutico, che presentano condizioni cliniche stabili, ma necessitano ancora di assistenza prevalentemente infermieristica in attesa della dimissione a domicilio. Un tipo di assistenza creata per rafforzare le capacità di autocura da parte del paziente e dei suoi familiari in forte integrazione e collaborazione con la rete delle cure territoriali”.


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Quella Calabria che parla greco di Renato Malaman

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o hanno definito l’ “archeologo delle parole”. E’ lui che ha salvato la lingua “grika” in Calabria, andando a dorso di mulo per villaggi e contrade negli anni ’50 per parlare con pastori e contadini e carpire ogni segreto della loro parlata. Lui è Gerhard Rohlfs, tedesco, insigne linguista, filologo e glottologo della prestigiosa Università di Tubinga (morto nel 1986 all’età di 94 anni), innamoratosi di questa misteriosa e antica parlata calabro-greca. Dialetto che - secondo le sue teorie - è quanto rimane dell’idioma dei primi coloni

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magnogreci in Calabria. Teorie che sembrano aver avuto la meglio su quelle del professor Morosi che invece attribuiva l’origine di questo straordinario relitto linguistico ad immigrazioni di epoca bizantina, quindi più recenti. Che i secoli di sopravvivenza di questo dialetto affascinante siano 27 o 13 poco conta. Il recupero operato con passione “ottocentesca” dal professor Rohlfs (unico tedesco ad aver fatto parte proprio per questo dell’Accademia della Crusca e dell’Accademia nazionale dei Lincei) ha del romanzesco. continua alla pag. seguente


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Quella Calabria che parla greco Nell’entroterra reggino è sopravvissuta la lingua dei primi coloni magnogreci, recuperata grazie ai viaggi a dorso di mulo tra pastori e contadini compiuti dal filologo tedesco Gerhard Rohlfs negli anni ‘50. Bova gli ha dedicato un interessante museo di Renato Malaman

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er certi versi ricorda l’Italienische Reise, il romantico viaggio in Italia a bordo di una carrozza effettuato dal grande letterato Johann Wolfgang Goethe un secolo e mezzo prima. Questa doverosa premessa è per spiegare l’eccezionalità del piccolo Museo della lingua greco-calabra – intitolato appunto a Rohlfs – che Bova (pittoresca cittadina in provincia di Reggio Calabria che si affaccia sulla costa ionica calabra) ha dedicato a questo sorprendente brano di cultura locale, indossando i galloni di “capitale” dell’isola linguistica greco-calabra. Isola linguistica di tradizione ellenistica che è parente prossima di quella sopravvissuta nella Grecìa salentina, in Puglia. Bova (Chòra tu Vùa in grecocalabro) è una scoperta emozionante in chiave magnogreca, sia per le testimonianze documentarie dei pionieristici viaggi di Rohlfs, sia per la presenza in zona di altre vestigia di epoca antica. Questa città, famosa anche per la sua banda (la più antica d’Italia: 1898) e per la locomotiva a vapore che fa bella mostra di sé in piazza, fa parte dei Borghi più belli d’Italia ed è Bandiera arancione del Touring Club Italiano. Splendide le viste che offre lungo la costa ionica reggina. L’area grecanica (in particolare a Sant’Agata del Bianco e a Ferruzzano) presenta anche un altro elemento di grande interesse storico-culturale: si tratta dei palmenti rupestri. Nella zona ne sono stati censiti oltre 700 e ora il Comune di Bianco – facendo tesoro dei suggerimenti del professor Attilio Scienza, docente universitario e numero uno dell’enologia italiana e internazionale – vuole metterli al centro di un nuovo percor-

NELLA FOTO:IN ALTO A SINISTRA UNA VEDUTA DI BOVA. AL CENTRO E SOTTO LA SEDE DEL MUSEO DI BOVA DEDICATO ALLA LINGUA GRECO-CALABRA E IL PROFESSOR GERHARD ROHLFS MENTRE PARLA CON LA GENTE E A DORSO DI MULO PER INCONTRARE I PASTORI. A CENTRO PAGINA DUE PALMENTI DI FERRUZZANO, IL PROFESSOR ATTILIO SCIENZA E UVE GRECO DI BIANCO DOC, IN VIGNA E IN APPASSIMENTO. PIÙ SOTTO: VIGNETI E VINI GRECO DI BIANCO DOC, IL CENTRO DI GERACE E UNA VEDUTA SERALE DI BOVA

L’area è ricca di palmenti rupestri, dove per secoli si è prodotto il vino. Presto saranno uniti da un percorso turistico per valorizzare anche il Greco di Bianco, il grande passito Doc vanto della zona

so per la valorizzazione turistica della zona e del proprio prodotto simbolo: il vino Greco di Bianco, passito di grande lignaggio prodotto da una ventina di aziende locali. I palmenti, il luogo nel quale per secoli è avvenuta la pigiatura dell’uva per produrre il mosto, icone della cultura millenaria mediterranea della vite e del vino, sono presenti in tutto lo stivale italico e nelle isole, ma nella Calabria “greca” hanno una delle massime concentrazioni. Il nome deriva dal latino palmes-palmitis, tralcio di vite, o da Paumentum, l’atto di battere, pigiare. Seminascosti nei boschi, furono utilizzati in larga scala tra l’età ellenistica e quella romano-imperiale per quasi un millennio. Il palmento è costituito da due vasche comunicanti: l’uva, versata nella superiore, era pigiata e lasciata riposare; quindi, tramite un foro nel tramezzo, si lasciava defluire il mosto, nella vasca inferiore di fermentazione. I palmenti di quest’area sono stati usati ininterrottamente sino a qualche secolo fa; molti recano impresse delle croci di tipo bizantino o latino. La creazione di un Centro Studi per i palmenti a Bianco sarà l’occasione per un approfondimento sulla presenza dei palmenti nel Mediterraneo per l’analisi dei processi sociali ed economici che hanno favorito la circolazione antica dei vitigni e dei metodi della loro coltivazione.

I palmenti sono il pretesto per conoscere più da vicino anche il Greco di Bianco, vino passito che costituisce con il bergamotto il vanto dell’agricoltura di qualità della zona. E’ uno dei vitigni più antichi e misteriosi d’Italia, e ha l’ambizione di raccontare tutti i segreti del suo territorio. Il Greco di Bianco è molto di più di un vino passito, è il frutto della vite portata nel VII secolo avanti Cristo dai coloni greci, i quali - appunto - nella parte più estrema della costa ionica della Calabria fondarono il primo nucleo di quella che venne poi chiamata Magna Grecia (Locri e Gerace meritano un approfondimento con i loro musei e i loro monumenti). Il Greco di Bianco Doc, vino dal colore ambrato il cui Dna lo fa rientrare nella grande famiglia delle Malvasie, costituisce un brano importante della cultura materiale di questa zona. Ancora oggi si produce dopo l’appassimento delle uve sopra i graticci, una tecnica che trova nell’aria pura e nel sole di questa zona della Calabria due preziosi alleati. Al suo dolce Greco il Comune di Bianco ha dedicato un museo intitolato “La Verde”, tante iniziative e feste popolari. Persino un gelato e prodotti di pasticceria dedicati. E’ stata avanzata pure la richiesta al Ministero di inserire questo vitigno nell’Atlante dei Vitigni Storici italiani.


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Food & Drink RISO, PRODOTTO TIPICO E PREZIOSO DI MOLTO VENETO A ISOLA DELLA SCALA LA FIERA PIÙ ANTICA Il riso Nano Vialone Veronese IGP, coltivato in una zona circoscritta della pianura veronese, è stato il primo in Europa ad ottenere il prestigioso marchio d’Indicazione Geografica Protetta (1996). Il disciplinare prevede che la produzione sia limitata a 24 comuni scaligeri. Torna dal 12 settembre al 7 ottobre ad Isola della Scala, in provincia di Verona, la tradizionale Fiera del Riso, giunta quest’anno alla 52ª edizione. L’evento, che nel 2017 ha registrato oltre 500mila ospiti, accoglierà circa 100 chef da diverse regioni d’Italia, impegnati sia negli eventi gastronomici come i concorsi, sia nelle serate a tema nell’area ristorante in Fiera. A questi si affiancheranno altrettanti mastri risottari isolani che prepareranno quotidianamente i piatti tipici della fiera negli stand tradizionali. La cucina sarà anche oggetto di laboratori, corsi ed eventi originali soprattutto all’interno del Teatro del Gusto, lo spazio inaugurato nel 2017 che quest’anno ospiterà chef, blogger, scienziati e giornalisti che parleranno del cibo da nuove prospettive. Come, ad esempio, quella “spaziale” dello Chef Stefano Polato, che prepara i pasti consumati dagli astronau-

ti in missione e che sarà in fiera a raccontare la propria esperienza il 6 ottobre. Oppure l’uso dei fiori nelle ricette culinarie, che verrà illustrato dal docente di cucina e chef Giulio Montresor. Ospiti del Teatro del Gusto anche alcuni dei protagonisti a tutto tondo dell’enogastronomia scaligera: da Renato Bosco patron di Saporè e pluripremiato artista della pizza, al giornalista Morello Pecchioli, che arriverà al teatro del gusto per raccontare “Le verdure dimenticate”, cucinate per l’occasione dallo chef Dimitri Mattiello. Spazio anche ai calici, con la presentazione della Guida dei Vini di Verona 2018 e ad una serata dedicata agli abbinamenti insoliti tra ricette e diverse acque minerali. Inoltre quest’anno al Teatro del Gusto, grazie alla collaborazione con l’Associazione Cuochi Scaligeri, sono in programma diversi laboratori e incontri per scoprire i se-

greti della preparazione del risotto. Risotto che, tra eventi e stand tradizionali, verrà servito in circa 80 ricette diverse. La Fiera quest’anno pone ancora più attenzione alla promozione dell’agroalimentare italiano di qualità. Tantissimi, infatti, i prodotti a denominazione presenti in diverse occasioni: dall’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop al Formaggio Monte Veronese Dop, dal Grana Padano Dop ad ovviamente il Riso Nano Vialone Veronese Igp. Quest’ultimo – grazie all’accordo con il Consorzio che lo tutela - verrà cucinato in tutti gli stand della Fiera che offrono il tradizionale risotto all’Isolana, ovvero quelli delle riserie locali e dell’istituto Enaip. In questa edizione la manifestazione rende poi omaggio all’acqua, elemento fondamentale e distintivo della risicoltura. Verrà così allestito un lungo percorso di installazioni artistiche che collegheranno il centro di Isola della

Scala all’area fieristica. Dalle risorgive ricreate nella piazza centrale del paese a lunghe file di pesci ed enormi spighe sospese tra gli alberi e le case. Le opere sono firmate dall’artista Alessandro Mutto, che ha utilizzato soprattutto materiale di recupero per lanciare un messaggio di tutela e salvaguardia dei corsi d’acqua e del mare dai rifiuti. La Fiera avrà inoltre un tema sociale, quello del contrasto della violenza sulle donne. Questo aspetto verrà sviluppato attraverso installazioni, iniziative di sensibilizzazione al pubblico della Fiera e convegni. Anche quest’anno saranno circa 100 gli eventi collaterali in pro-

“IN AUTUNNO: FRUTTI, ACQUE E CASTELLI”AI CASTELLI DI STRASSOLDO

BARDOLINO CRU ALLA GRAN GUARDIA DI VERONA

Incastonato nel cuore della pianura friulana, tra corsi d’acqua di risorgiva, il suggestivo borgo medievale di Strassoldo è uno scrigno di storia che racchiude due castelli ben distinti: il castello di Sopra ed il castello di Sotto, tra i più antichi e significativi del Nord est d’Italia. È qui che, dal 1998, le proprietarie aprono i battenti dei due manieri due volte l’anno ad un pubblico (ormai affezionato) alla ricerca di atmosfere ed oggetti raffinati ed insoliti, permettendo di scoprire, attraverso la presentazione delle nuove opere di artigiani, artisti ed antiquari selezionati e rari, anche la bellezza e i décor degli interni e il fascino dei parchi antichi dagli alberi secolari in cui sono immersi. L’appuntamento autunnale con Castelli aperti a Strassoldo, dal titolo “In Autunno: Frutti, Acque e Castelli” va in scena il 20 e il 21 ottobre, dalle 9.00 alle 19.00, e suggerisce un incantevole viaggio fra saloni arredati con quadri d’antenati, alberi genealogici e mobili antichi, nei quali fanno bella mostra di sé maestri antiquari, maestri artigiani con preziosi manufatti in oro, argen-

Le sottozone storiche del Bardolino, ripristinate dopo un secolo, arrivano in anteprima assoluta nel cuore di Verona con l’evento Bardolino Cru. Domenica 30 settembre 2018, nel palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra, il Consorzio di Tutela del Bardolino presenta a pubblico e operatori di settore le tre sottozone La Rocca, Montebaldo e Sommacampagna, già note a fine Ottocento e ora rinate con l’approvazione da parte dei soci del Consorzio del nuovo disciplinare attualmente in attesa della conferma ministeriale. Quattro le masterclass (di cui due con verticali “storiche” del Bardolino a partire dagli anni Cinquanta, per sfatare il falso mito della scarsa longevità del rosso gardesano) e una quarantina i vini di varie annate proposti nel banco d’assaggio, dove saranno presenti quattordici cantine del Bardolino, selezionate da un’apposita commissione che ha valutato i prototipi dei vini di sottozona, e nove vigneron francesi provenienti dai cru di Morgon, Fleurie e Moulin à Vent, nella zona del Beaujolais, la parte della Borgogna coltivata a gamay, i cui vini nell’Ottocento venivano spesso rapportati ai migliori della zona di Bardolino ed erano presentati congiuntamente nelle carte dei grandi hotel della Svizzera, luoghi di soggiorno dell’aristocrazia europea. “Per il Consorzio – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio Tutela del Bardolino – è un grande onore poter presentare le sue sottozone nel centralissimo palazzo della Gran Guardia a Verona. Con Bardolino Cru vogliamo celebrare la rinascita dei nostri storici cru, rivalorizzati con la modifica del disciplinare, frutto del progetto Bardolino Village, varato nel 2015 sulla scorta del piano strategico approvato nel 2008 e della zonazione svolta tra il 2002 e il 2005. Una svolta fondamentale oggi che la doc del Bardolino festeggia con un ritrovato successo i suoi cinquant’anni di vita, essendo stata riconosciuta nel 1968, tra le prime in Italia. La Rocca, Sommacampagna e Montebaldo torneranno dopo più di cent’anni ad essere riconosciuti come i tre cru del Bardolino, anche se erano identificati così già dalla fine dell’Ottocento, quando i migliori vini della zona, affinati almeno un anno, erano serviti nei grandi alberghi

to, vetro, pietre e stoffe preziosi, lana, carta, cashmere, fildiferro, pelle, legno e terracotta. Non mancano prelibatezze artigianali come cremini, torte alla glassa, aceti balsamici, cioccolate, liquerizie, salse, conserve e vin brulé con mela e cannella. All’esterno, nel verde brolo delimitato dalla scorrere di lente acque di risorgiva, prestigiosi vivaisti espongono bellissime collezioni di piante insolite, rare, antiche ed abili artigiani oggetti ed arredi per la casa ed il giardino in uno stile country di alta gamma. Nella corte del Castello di Sopra, un raffinato catering presenta piatti di stagione, per una pausa di gusto e relax. Visite guidate conducono alla scoperta del borgo castrense e di Santa Maria in Vineis, con la sua bella chiesetta affrescata del Trecento. Saranno due giornate colorate e animate, arricchite dal fascino della musica antica ispirata all’autunno, che farà da sottofondo nella cappella di San Marco e in altri punti dei castelli. Un’occasione imperdibile per assaporare dolci e raffinate atmosfere autunnali, in un’aura magica d’altri tempi.

gramma, tra gastronomia, sociale, sport, cultura, turismo e solidarietà. All’esterno dei padiglioni dove si servono i risotti, prenderà vita la lunga fiera campionaria, con circa 150 espositori da diverse regioni e anche dall’estero. Spazio poi, come nelle precedenti edizioni, ad aree ed eventi dedicati ai più piccoli e alle famiglie. La Fiera, che verrà inaugurata mercoledì 12 settembre alle 20.30, è organizzata da Ente Fiera di Isola della Scala in collaborazione con il Comune di Isola della Scala ed è patrocinata dalla Regione del Veneto, Provincia di Verona, Camera di Commercio ed Ente Nazionale Risi.

internazionali, affiancati ai vini di Morgon, Moulin-à-Vent e Fleurie, che, pur prodotti in territori molto diversi da quelli gardesani e con un’uva, il gamay, all’epoca non presente sul Garda, davano un risultato sorprendentemente simile a quello del Bardolino”. Nella giornata di Bardolino Cru pubblico e operatori potranno degustare e approfondire i vini delle sottozone del Bardolino e dei tre cru francesi durante i banchi d’assaggio e le degustazioni guidate: in particolare, alle 15.30 si volgerà la masterclass I Tre Bicchieri del Bardolino, che vedrà in assaggio tutti i Bardolino vincitori dei Tre Bicchieri della guida del Gambero Rosso; alle 17.30 invece I cru del Beaujolais avrà come protagoniste le etichette francesi. I banchi d’assaggio di Bardolino Cru saranno aperti per la stampa e gli operatori di settore (titolari di ristoranti, wine bar, enoteche, hotel, distribuzioni) dalle 10.00 alle 20.00 e per il pubblico dalle 15.00 alle 20.00. Il biglietto sarà acquistabile online al prezzo di € 15, o in cassa il giorno stesso dell’evento al costo di € 25 per l’intero e € 18 per il ridotto, riservato ai soci Ais, Onav, Fis, Slow Food e Fisar che presenteranno la tessera valida all’ingresso. Sarà inoltre possibile richiedere un biglietto ridotto a € 15 per persona per tutti i gruppi di almeno 4 persone di cui almeno una socia delle stesse associazioni di settore con tessera valida. L’ingresso sarà invece gratuito per gli operatori, previa registrazione alla cassa. A disposizione dei visitatori un’area food.


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crema di cavolfiore Ingredienti: 1 cavolfiore medio - 5 scalogni - 1 spicchio d’aglio - 100 g di fiocchi di cereali a scelta - 1 pizzico di maggiorana - 1 pizzico di curry - 2 foglie di alloro - brodo vegetale e sale q. b.

Preparazione: cuocere il cavolfiore nel brodo vegetale (indicativamente una ciotolina a persona). Intanto in una padella oliata fare rosolare gli scalogni e l’aglio, quindi aggiungerli al cavolfiore, unire la maggiorana, il curry, il sale e i fiocchi; passare con il frullatore ad immersione in modo da ottenere una crema della giusta densità. Servire in coppette e guarnire a fantasia.

Polpette di farro ai funghi Ingredienti: 300 g di farro - acqua - 2 cipolle - 2 carote - 1 porro o 2 zucchine - 2 spicchi d’ aglio - un rametto di rosmarino - olio - sale.

Preparazione: lavare e affettare le carote, i porri e le cipolle; mettere la cipolla in una teglia con poco olio e farla rosolare, aggiungere poi le carote, i porri o le zucchine, unire anche l’aglio schiacciato e il rosmarino, salare, coprire e stufare per 15 minuti circa, a fiamma moderata. A parte cuocere il farro. Dopo aver spento, lasciare riposare un po’, aggiungere le verdure stufate e lasciare insaporire. Quindi formare delle polpette e farle dorare in forno da entrambi i lati per circa 20 minuti. Servire su una foglia di verdura a scelta.

Crostata esotica Ingredienti: 300 g di farina tipo 2 - 100 g di burro - 100 g di zucchero - 2 tuorli - 1 C di succo di mela la scorza grattugiata di un limone - 1 pizzico di sale - marmellata di frutta esotica (o altro tipo).

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: lavorare la farina con il burro, aggiungere lo zucchero e i tuorli. Amalgamare tutti gli ingredienti e formare una palla. Lasciarla riposare per circa mezz’ora in luogo fresco. Quindi lavorare ulteriormente l’impasto, infarinare una tortiera e stenderlo in questa (tenendo da parte un po’ di pasta per il bordo e la guarnizione). Bucherellare con una forchetta, stendervi la marmellata e guarnire a scelta. Infornare per 25 minuti circa. Sfornare e servire sia tiepida che a temperatura ambiente.

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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l’

Ariete Avrete voglia di socializzare, curiosare, andarvene a zonzo al mare e godervi fino in fondo un’estate senza fine!

Toro Pensate al vostro benessere, riprendete le buone abitudini e conquisterete nuovi traguardi professionali

Settembre L’ultimo spicchio dell’estate fa sognare e sperare. Le stelle promettono serenità e divertimento, non trattenetevi e godetevi il bel tempo finché dura

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Bilancia Settembre è iniziato in salita, con qualche tensione ma le stelle promettono la serenità entro fine mese

Scorpione Un po’ di confusione a inizio mese vi lascerà incerti su eventuali decisioni da prendere ma passerà

Gemelli

Sagittario

In arrivo equivoci e incomprensioni che metteranno alla prova la vostra pazienza: massima attenzione alle distrazioni

Qualche tensione iniziale ma siete pronti a godervi l’inizio di un autunno che si annuncia davvero speciale per voi

Cancro

Capricorno

Preoccupazioni affettive o familiari appesantiranno il vostro umore. Guardate avanti con lucidità mentale

I rapporti in generale saranno scorrevoli e piacevoli, con qualche spiacevole incomprensione nell’ultima settimana

Leone

Acquario

Sereni e comunicativi, avrete voglia di godervi il tempo libero senza dimenticare i progetti più importanti da concretizzare

Procedete ad alti e bassi, tra situazioni molto piacevoli e appaganti e altre che invece vi irriteranno. Migliorerà

Vergine

Pesci

Sicurezza, stabilità interiore. La determinazione vi spingerà a combattere per raggiungere i traguardi desiderati

Rimanete con i piedi per terra e dedicate attenzione agli impegni quotidiani anche se il cuore vola!


AUTUNNO / INVERNO 2018


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