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La Piazza di Treviso ovest ott2018 n137

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Sport p.18

p.33

Salute p.27

OTTOBRE 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 137

Cultura p.17

di Treviso Ovest

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on-line: Migranti, la parabola dei centri d’accoglienza Nicola Stievano >redazione@givemotions.it<

Due anni fa queste ex basi militari, riconvertite in centri di prima accoglienza per i richiedenti asilo trasferiti nelle due provincie venete, sono arrivate a contare, insieme, quasi 2.500 presenze, di cui un migliaio a Bagnoli e il resto a Cona. Il tutto su un territorio che, compresa Agna, che si trova nel mezzo, conta circa diecimila abitanti. E’ superfluo ribadire come questa concentrazione di migranti sia stata eccessiva e dannosa tanto per i diretti interessati quanto per le comunità locali. Tutti ricordiamo gli episodi di violenza, addirittura la morte di una ragazza ospite a Conetta, le violenze sessuali lungo la pista ciclabile di Bagnoli, per citare i casi più gravi, ma anche le numerose proteste dei migranti, la “lunga marcia” che lo scorso anno è arrivata in centro a Padova. Vanno ricordati altresì i tentativi di integrazione e gli sforzi per dare dignità a persone fuggite dai loro Paesi d’origine, il ruolo centrale della Diocesi di Padova che pag 10 ha mandato sacerdoti e volontari oltreservizio i cancellia delle basi e che ha messo in campo iniziative di incontro, di reciproca riflessione, senza nascondere le difficoltà e chiamando i problemi con il loro nome. Concepita per una fase di emergenza la concentrazione di migranti negli hub purtroppo era diventata la soluzione più semplice rispetto alle evidenti difficoltà dell’accoglienza diffusa, oltretutto osteggiata dalla stragrande maggioranza dei sindaci. E proprio per evitare tensioni su tutto il territorio provinciale e non alimentare nuovi “focolai” di protesta che la scelta di concentrare nello stesso luogo centinaia e centinaia di persone era parsa la più facilmente percorribile. Con quali risultati, però, lo abbiamo sperimentato in questi anni, segnati anche dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie legate alla gestione dell’accoglienza, alle modalità di assegnazione degli appalti. Scandali e inchieste che hanno travolto, a Padova come a Venezia, anche funzionari della Prefettura e che hanno gettato una pesante ombra su anni di gestione dei due centri. Ora è tempo di voltare pagina, anche a Cona, ma anche di non nascondere la testa sotto la sabbia e pensare che il problema non esista.

Quinto punta su sicurezza stradale e risparmio Approvata in consiglio comunale la realizzazione di una nuova rotatoria e la sostituzione dell’illuminazione pubblica con led

ZERO BRANCO

“Striscia la notizia” arrivata in città QUINTO

Omaggio a Carletto dee rode, vera istituzione ISTRANA

Tornato il Festival Fiati corti MORGANO

Una discarica abusiva nell’ex cava SINDACI UNITI

“L’aeroporto di Treviso rispetti i limiti” POLITICA

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Migranti, la parabola dei centri d’accoglienza Nicola Stievano >redazione@givemotions.it<

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’ durata quasi tre anni l’esperienza della gestione del centro di accoglienza straordinaria per migranti a San Siro di Bagnoli di Sopra mentre nella vicina Conetta l’hub, aperto l’estate 2015 dalla Prefettura di Venezia, è ancora in attività, anche se con numeri decisamente ridotti rispetto al passato.

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Zona industriale ed ex cava: lite a tre C

Quinto e Morgano contro il progetto di Paese

’è un progetto per la costruzione di una nuova zona industriale che fa litigare tre Comuni guidati dalla Lega: Quinto, Morgano e Paese. Quest’ultimo ha approvato un piano che prevede la trasformazione di parte dell’ex cava Canzian di via Vecelli, sul confine tra Padernello e Santa Cristina, in un’area artigianale da 80mila mq. Ma proprio nel ventre dell’ex sito è emersa la presenza di circa 50mila metri cubi di materiali incompatibili con l’attività di cava, arrivati nel tempo dall’impianto di trattamento della Cosmo Ambiente di Noale. E in tre cumuli, pari a 5mila metri cubi, già finiti sotto sequestro, sono state rinvenute tracce di amianto. Quinto e Morgano non l’hanno presa benissimo. O, per lo meno, vogliono vederci chiaro. È questa la ragione che ha spinto i sinPOLITICA daci Mauro Dal Zilio e Daniele Rostirolla a presentare una serie La Tav al progetto. Il primo timore riguarda l’ambiente, di osservazioni venetalaèsalvaguardia una in particolare delle falde. “L’attuale vicinanza del fondopriorità di cava con il livello massimo di escursione della falda rende alquanto fragile il sito – hanno messo nero su bianco– non è certo il luogo ideale per individuare un ambito produttivo”. E poi c’è il nodo del traffico. Con una nuova zona industriale a pochi metri dai confini, è facile immaginare come i due comuni verranno attraversati dalle future ondate di camion e Tir. Quinto non esclude di chiudere la porta. “Stiamo valutando l’opportunità di imporre Nicola Stievano >redazione@givemotions.it< un divieto di transito per i mezzi pesanti nel tratto di via San Bernardino che recentemente è stata riasfaltata a seguito dei dissesti ’ durata quasi tre anni l’esperienza della geprovocati proprio dal traffico pesante”. Resta da capire se il proget- stione del centro di accoglienza straordinaria per migranti a San Siro di Bagnoli di Sopra mentre to di Paese arriverà fino in fondo. Attualmente è fermo in Regione. nella Oltre 4.500 cittadini hanno firmato una petizione per bloccarlo e vicina Conetta l’hub, aperto l’estate 2015 dalla Prefettura di Venezia, è ancora in attività, Mauro Favaro cestinarlo. anche se con numeri decisamente ridotti rispetto al passato.

Due anni fa queste ex basi militari, riconvertite in centri di prima accoglienza per i richiedenti asilo trasferiti nelle due provincie venete, sono arrivate a contare, insieme, quasi 2.500 presenze, di cui un migliaio a Bagnoli e il resto a Cona. Il tutto su un territorio che, compresa Agna, che si trova nel mezzo, conta circa diecimila abitanti. E’ superfluo ribadire come questa concentrazione di migranti sia stata eccessiva e dannosa tanto per i diretti interessati quanto per le comunità locali. Tutti ricordiamo gli episodi di violenza, addirittura la morte di una ragazza ospite a Conetta, le violenze sessuali lungo la pista ciclabile di Bagnoli, per citare i casi più gravi, ma anche le numerose proteste dei migranti, la “lunga marcia” che lo scorso anno è arrivata in centro a Padova. Vanno ricordati altresì i tentativi di integrazione e gli sforzi per dare dignità a persone fuggite dai loro Paesi d’origine, il ruolo centrale della Diocesi di Padova che ha mandato sacerdoti e volontari oltre i cancelli delle basi e che ha messo in campo iniziative di incontro, di reciproca riflessione, senza nascondere le difficoltà e chiamando i problemi con il loro nome. Concepita per una fase di emergenza la concentrazione di migranti negli hub purtroppo era diventata la soluzione più semplice rispetto alle evidenti difficoltà dell’accoglienza diffusa, oltretutto osteggiata dalla stragrande maggioranza dei sindaci. E proprio per evitare tensioni su tutto il territorio provinciale e non alimentare nuovi “focolai” di protesta che la scelta di concentrare nello stesso luogo centinaia e centinaia di persone era parsa la più facilmente percorribile. Con quali risultati, però, lo abbiamo sperimentato in questi anni, segnati anche dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie legate alla gestione dell’accoglienza, alle modalità di assegnazione degli appalti. Scandali e inchieste che hanno travolto, a Padova come a Venezia, anche funzionari della Prefettura e che hanno gettato una pesante ombra su anni di gestione dei due centri. Ora è tempo di voltare pagina, anche a Cona, ma anche di non nascondere la testa sotto la sabbia e pensare che il problema non esista.

Migranti, la parabola dei centri d’accoglienza

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di Treviso Ovest

È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zona di Istrana, Morgano, Quinto di Treviso e Zero Branco per un numero complessivo di 11.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile (ad interim) via Lisbona, 10 · 35127 Padova Germana Urbani tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >o.jovane@lapiazzaweb.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 12 ottobre 2018


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Zero Branco

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In Pediatria “La musica di Angela” Franco e Barbara Dall’Anna, genitori della piccola Angela scomparsa a 10 anni in seguito a una paralisi cerebrale, hanno avviato al Ca Foncello di Treviso un progetto di musicoterapia

L

a musica scalda il cuore. E aiuta i piccoli pazienti a combattere anche le malattie più gravi. E’ questa la certezza che ha spinto Franco e Barbara Dall’Anna, coppia di Zero Branco, a fondare l’associazione “La musica di Angela” per portare la musicoterapia all’interno della Pediatria e del settore emato-oncologico dell’ospedale di Treviso. Un gesto d’amore sbocciato dopo la morte della loro piccola Angela, mancata nel 2013 a soli 10 anni in seguito a una paralisi cerebrale infantile. Grazie ai fondi raccolti dalla onlus attraverso l’organizzazione di una serie di eventi, sono entrati nella Pediatria del Ca’ Foncello strumenti come maracas, xilofoni e chitarre. Anche nella parte emato-oncologica, dove non possono mettere piede nemmeno i clown di corsia a causa dei rischi per la salute dei Falcon Dueffe.pdf bambini2018 colpiti da tumore con le difese immunitarie azzerate. “La musica può portare anche

qui un po’ di gioia, leggerezza e spensieratezza – spiega Franco, architetto di 50 anni, presidente della onlus – la prima sperimentazione è andata bene. Adesso stiamo lavorando per finanziare il progetto per tre anni”. L’associazione non riceve contributi pubblici. Zero. Si sostiene da sola con la raccolta di fondi. Non è semplice. I costi non sono irrisori. “La musicoterapia è fatta da professionisti, persone formate a dovere, non sono semplici volontari, fermo restando che questi sono semplicemente fondamentali”, sottolinea il papà di Angela. Oggi nell’unità di Pediatria del Ca’ Foncello è garantita la presenza di un musicoterapista per due ore a settimana. “Per ora riusciamo a finanziare questo”, dice Franco. Come se fosse poco. Il successo dell’iniziativa è testimoniato dagli stessi piccoli pazienti. Alcuni 1 22/03/18 hanno voluto tornare10:31 in ospedale anche dopo la fine delle cure solo per continuare a partecipare alle

Un momento di una serata organizzata dall’associazione e, sotto, l’ospedale di Treviso

attività in musica. E questo è senza dubbio il riconoscimento più bello. L’ultimo evento organizzato da “La musica di Angela” è stato il concorso canoro “Le note del cuore”. Ma si sta già lavorando ad altri progetti. “Ci siamo impegnati perché il nome di Angela continui a essere pronunciato, perché non

venga dimenticata la sua silenziosa testimonianza di sofferenza – concludono Franco e Barbara – con la musicoterapia si lascia un segno tangibile proprio in quelle stanze che, purtroppo, sono state la nostra casa per molto tempo”. Mauro Favaro

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partito il 1 ottobre 2018 il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, organizzato dall’Istat in osservanza delle nuove regole dell’Unione Europea. Anche il Comune di Zero Branco sarà interessato nei mesi tra ottobre e dicembre 2018. “Non saranno comunque coinvolte tutte le famiglie ma solo un campione di circa 580 unità” fa sapere l’amministrazione. Per la prima volta le rilevazioni hanno una cadenza annuale e non più decennale. Saranno reperite le informazioni sulle principali caratteristiche della popolazione dimorante sul territorio e le sue condizioni sociali ed economiche. “Il periodo della rilevazione sarà compreso tra l’8 ottobre e il 20 dicembre 2018 e avrà due modalità: compilazione del questionario online (chi riceverà la lettera dell’ISTAT con password di accesso, potrà effettuare il Censimento in autonomia direttamente da casa collegandosi al sito web indicato) e rilevazione in loco: “Alcune famiglie saranno contattate direttamente da personale appositamente individuato (i rilevatori) che, munito di specifico tesserino identificativo, passerà per il territorio per la ricognizione delle abitazioni e l’intervista alle famiglie con la compilazione dei questionari - sottolinea il Comune . Quest’anno non ci saranno modelli cartacei ma solo questionari online”. Per informazioni: 0422-485446


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Zero Branco

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Il caso L’inviato Moreno Morello

La truffa della legna arriva in città... e pure le telecamere di Striscia U

no dei numerosi episodi di tentate truffe della legna è avvenuto, durante l’estate, anche a Zero Branco. Ma con un intervento speciale: quello di Moreno Morello di “Striscia la Notizia”. Lorenzo Danieli, 50enne di Sant’Alberto di Zero Branco, ha infatti chiesto l’intervento del simpatico personaggio televisivo padovano, mettendo a disposizione anche i filmati delle proprie telecamere di videosorveglianza, per scovare i “furbetti” della legna. Dopo aver visto un conveniente annuncio in internet e il contatto telefonico con la fantomatica ditta, infatti, Danieli si era accordato per l’acquisto di 50 quintali di legna di faggio da ardere. Il prezzo? 10 euro a quintale, contro i circa 15 del mercato. Insomma, un affare. Peccato che preventivando ci fosse qualcosa che non andava, specie considerando anche che la “ditta” aveva dato appuntamento per lo scarico in una domenica pomeriggio, Lorenzo Danieli si arma di un po’ di sana “rabbia” e di fronte all’arrivo di un furgone modello “Daily” sapendo che il mezzo non poteva contenere oltre i 14 quintali, se non meno - mostra il muso duro. “Fino all’ultimo hanno insistito per scaricarla, ma mi sono oppoLo zerotino sto con decisione: mostrarsi sicuri è l’unica soluzione - spiega Danieli Lorenzo -. Non so cosa sarebbe accaduto a Danieli una persona che non se ne intende o, peggio, a un anziano. Entrambi ha chiamato avevano accento partenopeo e da le telecamere sottolineare c’è il fatto che negli andel tg satirico nunci in internet cambiavano continuamente la sede della fantomatica ditta e i numeri di telefono non sempre erano raggiungibili: già questi erano stati i primi indizi che mi avevano fatto alzare le antenne”. “Facendo poi una ricerca ulteriore ho quindi scoperto non si trattava di un episodio isolato il mio ma che anzi ne erano già accaduti parecchi ed ho deciso di avvisare Moreno Morello” spiega. Da qui le “indagini” e, con l’aggiunta di ulteriori episodi avvenuti nella zona del padovano, la messa in onda negli ultimi tempi di più servizi televisivi - quello dedicato a Danieli è dello scorso 24 settembre - sulla “truffa della legna”. Sia grazie alle immagini dello zerotino Danieli che a quelle di Striscia, che testimoniano tutti i “trucchetti” utilizzati dai due personaggi, pare che la vicenda - con l’interessamento delle forze dell’ordine - sia vicina a una risoluzione. Intanto, però, anche a inizio ottobre ulteriori episodi della stessa natura pare siano stati registrati in più zone del Triveneto. Insomma, i due personaggi che hanno tentato di truffare Lorenzo Danieli, o forse altri che utilizzano la stessa tecnica, pare non abbiano perso il vizietto.

Per Danieli non è la prima apparizione in Tv: ne 2015 su La7 e Canale 5 raccontò i 27 tentativi di furto

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elecamere, inferriata, rafforzare tutti quanti i serramenti. avevo un rottweiler ma ho preso un cane più piccolo, lo tengo dentro casa. Ho dovuto prendere un’arma, son sempre stato contrario alle armi e alla fine ho dovuto ricorrere anche a quella per avere una certa sicurezza”. Parlava così Lorenzo Danieli davanti alle telecamere di La7 nel 2015. Per il cittadino zerotino infatti l’apparizione davanti alle telecamere di Striscia non è la prima esperienza televisiva. All’epoca era salito agli onori della cronaca per un record di cui certo non si poteva andare fieri: la “visita” per ben 27 volte di ladri nella sua abitazione. Alle telecamere de “L’aria che tira” raccontò che

dopo gli ultimi episodi viveva barricato e mostrava tutti gli accorgimenti in materia di sicurezza di cui si era dovuto dotare. E al giornalista de Il Giornale che gli chiedeva se li avesse mai affrontati, i ladri, raccontò questo episodio: “Certo. Alla decima volta. Erano in quattro, extracomunitari, scarpe da ginnastica e maglioncino, nonostante i 5 gradi sottozero. Nella foga mi ero dimenticato il bastone in casa. Gli ho tirato dietro alcuni cubetti di cemento, urlando in dialetto: sio ancora qua? basta! Uno dei quattro ha fatto dietrofront e mi ha sibilato: “Torna a letto”. È stata l’umiliazione più grande. Un senso d’impotenza, una rabbia...”.

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Zero Branco

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“Cantiere solidale”: sociale in rete Associazioni insieme per dare opportunità di reinserimento lavorativo. Partito nel 2016 da Quinto, il progetto trova sostegno anche nell’amministrazione di Zero Branco che si è avvalsa dei lavoratori

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iù realtà associative della zona, ma un unico obiettivo: aiutare chi è in momentanea difficoltà a causa della perdita del lavoro. Questo lo scopo de “Il cantiere per un lavoro solidale” progetto nato da Casa Respiro di Morgano, Casa di Michela e Casa San Cassiano assieme alle Caritas parrocchiali di Quinto e Santa Cristina alle quali, di recente, si è aggiunta anche la Caritas delle parrocchie di Zero Branco, altro comune che usufruisce dei servizi del “Cantiere”. Dal 2016, anno di avvio di questo progetto per il lavoro e l’inclusione, circa 70 persone hanno aderito alle opportunità ricercate dai volontari e dalla organizzazione del Cantiere, offerte da privati cittadini, aziende ed enti. Le opportunità di lavoro, in larga misura, sono legati a sgomberi, tinteggiatura, lavori nell’agricoltura e piccole manutenzioni, di cui di recente si è avvalso anche il comune di Zero Branco. Nulla

di astratto, insomma, ma opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro e, soprattutto, nella società, aspetto non sempre scontato. I servizi in questione sono svolti sia da persone di cittadinanza italiana, sia da persone straniere residenti in possesso di regolare permesso di soggiorno. Il tutto - prevedendo anche periodi di formazione - in attesa di un’occupazione più stabile e duratura. Tra gli aspetti più significativi del progetto la presenza di alcuni “maestri d’arte”, artigiani o comunque lavoratori in pensione ancora attivi che prestano le proprie competenze ai più giovani, in modo possano acquisire nuovi saperi. Nelle speranze dell’associazione c’è che il numero di “maestri d’arte” - attualmente fermo a qualche unità - possa aumentare. Nel frattempo sono parecchie le collaborazioni instaurate con il territorio: da quella con i gruppi giovani delle par-

rocchie a quella, più recente, con l’associazione “La Casa di Michela” in sinergia con il comune di Quinto. Quest’ultimo aspetto riguarda l’avvio di un servizio di “trasporto sociale” gratuito, con l’accompagnamento di cittadini residenti presso poli ospedalieri o specialistici (per visite mediche o terapie) ed acquisti o disbrigo di pratiche amministrative per

persone in difficoltà che ne facciano espressa richiesta al Comune. Anche questa progettualità attende la generosità di qualcuno. Tra i servizi del Cantiere anche quello di sartoria, vero e proprio fiore all’occhiello del progetto (attivo dal martedì al giovedì dalle 9 alle 12). “Il cantiere per un lavoro so-

lidale” ha sede nella zona industriale di Quinto, in via Arma di Cavalleria 9 ed è aperto dal martedì al giovedì dalle 9 alle 12 ed il sabato, sempre dalle 9 alle 12. Per informazioni: emailcantieresolidale@gmail.com - 0422370567 / 3505606004 / 3292966510 / 329.0996215. Alessandro Bozzi Valenti

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Quinto di Treviso

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Fotogrammi di cent’anni fa: viaggio nel passato, in onore di Baracca Una apprezzata mostra degli Alpini ha riportato la città indietro di un secolo, per far rivivere il periodo della Grande Guerra

riconoscenza all’asso dell’aviazione di Lugo di Romagna, che da Quinto - dal campo di volo di San Bernardino - partì molte volte, compresa l’ultima, quando si arrestò a Nervesa. Nella giornata di inaugurazione della mostra in villa “Memo Giordani Valeri”, a lato del Monumento, ha garrito un grande tricolore. La speranza è che il resto, oltre che impresso nelle fotografie, resti anche nelle menti e nei cuori delle generazioni future.

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otografie inedite di una Quinto assai diversa rispetto all’attuale. Ma una Quinto che grazie agli Alpini, nel 2018, ha potuto riassaporare e apprezzare sentimenti e fotogrammi di cent’anni fa. È quanto esposto dal 29 settembre al 7 ottobre scorsi nelle sale di villa “Memo Giordani Valeri”, in piazza Roma, sede comunale adibita a polo culturale. Teatro è stata la speciale mostra dal titolo “Francesco Baracca, 1918-2018. La Grande Guerra a Quinto”, che ha riscosso un notevole successo. D’altronde, trovarsi di fronte a fotografie inedite del proprio paese, perdipiù “condite” della presenza di personaggi storici come Gabriele D’Annunzio (che ai funerali lesse un’orazione in onore di Baracca, il cui testo è stato esposto in mostra nonchè recitato), non è cosa da tutti i giorni. Così come poter raffrontare i luoghi di allora, siano il Borgo o la vecchia Noalese sul suo percorso originario, con fotogrammi odierni. E poi cimeli, reperti inediti, un ospedale da campo vero e proprio oltre ad una sezione interamente dedicata alla filatelica. Insomma, un racconto a tutto tondo - visitato anche dalle scolaresche - dal sapore speciale. Il tutto a inserirsi in un contesto, quello di Quinto, che molto ha da raccontare sul primo conflitto mondiale. La stessa piazza Roma, di fronte al municipio, conserva infatti il da poco rinnovato Monumento ai Caduti del paese (un tempo “racchiuso” nel cosiddetto Parco della Rimembranza, come testimoniano alcune foto d’epoca) opera del triestino Attilio Selva, realizzato nel 1925 e a cui – per più aspetti – contribuì anche il pittore Beppe Ciardi. Due donne assorte in preghiera, con ogni probabilità madre e sposa del soldato al fronte, che guardano con speranza a una fiamma ardente perenne, simbolo della fede. Sui pilastri, poi, i nomi di tutti i caduti quintini, ma con un’eccezione: l’aggiunta del nome di Francesco Baracca, sul basamento. Un ulteriore segno di

L’interno della mostra

Alessandro Bozzi Valenti

Gli alpini ringraziano I ringraziamenti del Gruppo Alpini di Quinto. A Renato Callegari per la storiografia fotografica su Baracca, Vittorio Condotta per l’annullo e l’esposizione filatelica relativa al periodo di guerra, l’Associazione Nazionale Carabinieri Sezione di Zero Branco e Quinto rappresentata da Mauro Sartorel, il professor Salvatore San-

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tangelo autore della ricerca storico-amministrativa, il Museo della Grande Guerra di Maserada sul Piave, lo storico prof. Renzo De Zottis, Roberto Zanardo per la recita dell’orazione di D’Annunzio, la Biblioteca Comunale, Nicola De Marchi per il progetto grafico della mostra, Daniela Vignola designer floreale, la Sezione Ana di Treviso nella persona del consigliere Marco Simeon e tutti gli Alpini di Quinto e Santa Cristina che hanno lavorato alacremente per il buon esito dell’evento. (A.B.V.)


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Quinto di Treviso

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Novità in arrivo Sicurezza e risparmio

Il municipio di Quinto di Treviso

Nuova rotatoria e luci a led I

l consiglio comunale dello scorso 26 settembre, per il comune di Quinto, ha segnato più di qualche novità. In particolare per il centro del paese, ma non solo. Tra gli aspetti più rilevanti un accordo pubblico-privato legato all’ex campo sportivo “Al Gambero”, che porterà al Comune circa 100 mila euro in cambio di mille metri quadrati in più per un nuovo esercizio commerciale (su circa 1500 metri quadri) che sorgerà in area privata lungo la Noalese e proprio - per la maggior parte - nel terreno dell’ex campo da calcio. All’accordo in questione hanno votato a favore la maggioranza e il gruppo Quinto Domani, astensione invece da parte dei consiglieri di Quinto Futura.

Parallela all’accordo, e non in secondo piano (nonché da anni vociferata), la realizzazione di una rotatoria all’intersezione tra la Noalese con le strade Boiago e Nogarè, quest’ultima con un collegamento differente rispetto all’attuale. Anche quest’opera, che costerà in totale 980mila euro, è passata ai voti del consiglio comunale: a favore la maggioranza, “no” di Quinto Domani, astensione di Quinto Futura. Dei 980 mila euro - attualmente dal bilancio comunale, ma è prevista la ricerca di contributi - ben 175 serviranno a sistemare il canale Brondi e altri 40 mila per gli spartitraffico sulla Noalese (in linea con via Ciardi) e la messa in sicurezza delle uscite tra via Europa in Noalese e via Carducci

La rotonda sarà collocata all’intersezione tra la Noalese con le strade Boiago e Nogarè, per un costo totale di 980mila euro

in via Boiago. Per far spazio alla rotatoria, che sorgerà più a sud rispetto all’attuale incrocio, è stata prevista anche la demolizione di tre edifici e in più punti troveranno spazio nuovi stalli di sosta per le auto. Altra importante questione, poi, l’approvazione (questa volta all’unanimità) del progetto di riqualificazione dell’intera illuminazione pubblica del paese tramite nuovi punti luce a led

Un simbolo di pace e fratellanza Una statua bronzea di Madre Teresa di Calcutta. Questo il dono che la comunità kosovaro-albanese della Marca ha voluto fare a quella italiana, di Quinto in particolare. Il 29 settembre ha infatti trovato posto in un’aiuola all’imbocco di via Marconi, sul lato Zero Branco, il monumento creato in onore della santa, premio Nobel per la Pace, creata per mano dell’artista Agron Bytyqi. Un simbolo di pace, di fratellanza, ma allo stesso tempo di riconoscenza, donato su prima iniziativa di Bajram Desku, presidente della comunità kosovaro-albanese in provincia di Treviso. Alla cerimonia, oltre ai sindaci di Quinto e Morgano Mauro Dal Zilio e Daniele Rostirolla, hanno partecipato l’assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari, il parroco di Quinto don Roberto Stradiotto, don Lush Gjergji vicario generale della Diocesi di Pristina (luogo di origine di Madre Teresa) oltre al vice-presidente del Kosovo Fatmir Limaj, il ministro albanese per la diaspora Pandeli Majko, il suo omologo kosovaro Dardan Gashi con gli ambasciatori albanesi e kosovari a Roma e a rappresentanti della comunità islamica trevigiana. Un importante messaggio trasversale, insomma, lanciato anche dalle istituzioni, sia civili sia religiose. Alla cerimonia di inaugurazione e benedizione della statua, ad altezza naturale, è seguito un pomeriggio con interventi e rappresentazioni di carattere artistico-culturale in onore della santa ma anche occasione per rinnovare stima, amicizia, fratellanza, tolleranza e convivenza tra i popoli. “Questa statua vuole essere il nostro simbolico “grazie” agli italiani»” spiega Bajram Desku, che a Quinto - oltre a promuovere una scuola di lingua kosovara per i bambini nati in Italia - si impegna anche in altri ambiti di volontariato. L’integrazione, insomma, passa anche da gesti come questi. (A.B.V.)

Omaggio a Carletto dee rode “Ho inventato l’aperitivo con le patatine fritte”. “Sono stato il primo nei paesi attorno a Treviso che si è messo a friggere le patate offrendole con una scodella di Clinton, che allora si poteva ancora vendere. Ho aper-

to la mia osteria all’inizio degli anni ‘70. E lì sono rimasto per oltre 40 anni”. Parla senza nascondere l’emozione Carlo Durigon, per tutti Carletto dee rode (e dei cavai). Un personaggio diventato famoso in tutta la provincia. È nato 76 anni fa a Santa Cristina. Prima ha fatto il cameriere per 8 anni alla Siamic di Treviso. E poi ha aperto la sua osteria, da

(progettazione della Eurogroup di Silea), con un occhio di riguardo alle aree attualmente meno coperte, ai siti sensibili (attraversamenti pedonali in prossimità di scuole, poste, biblioteca oltre alle palestre, di recente luogo di atti vandalici e agli incroci pericolosi) nonché a luoghi storici (villa, Monumento ai caduti, Rosta, etc.), ad eventuali eventi sul territorio e alle passerelle sul Sile. Il progetto per la nuova illuminazione a led di Quinto - che prenderà vita tra la primavera e l’estate del 2019 e prevede anche l’installazione di telecamere di videosorveglianza - verrà realizzato tramite “project financing”: la Eurogroup investirà complessivamente circa 1 milione e 400 mila euro, il Comune pagherà un canone annuo di gestione di circa 200 mila euro (il piano economico ha durata di 12 anni). Grazie all’installazione di led di ultima generazione, più performanti, è prevista una riduzione dei consumi in 3 anni di oltre il 70% rispetto ad oggi. Alessandro Bozzi Valenti

“Carletto dee rode”, sul confine tra Paese e Santa Cristina. Un locale storico dove sono passate generazioni di ragazzi. Ma Carletto non è diventato famoso solo per questo. Non c’è praticamente un trevigiano che non l’abbia visto almeno una volta mentre, sempre vestito di tutto punto, cilindro in testa, giacca scura con mille spille e due campanacci, guidava la carrozza trainata dai suoi amati cavalli. Una passione enorme che ha trasformato in attività di beneficenza. In quasi mezzo secolo ha girato per scuole, ospedali, case di riposo e strutture per disabili incontrando migliaia di persone e donando a tutti un sorriso e un ferro di cavallo portafortuna. “Ho sempre avuto un cavallo e una carrozza – racconta – mi invitavano alle cerimonie e mi chiamavano per vari eventi. Poi andavo spesso a far feste a Treviso. Ci sono state giornate memorabili, specie in compagnia di Giancarlo Gentilini”. Ora l’età si fa sentire. Carletto non è più dietro al bancone. Nelle scorse settimane è stato colpito da una forma di paresi. Ha passato 20 giorni nel reparto di Medicina del Ca’ Foncello. “Ringrazio chi mi ha curato – ci tiene a sottolineare – sono stati tutti splendidi”. Adesso è tornato a casa. E non vede l’ora di risalire in sella, salute permettendo. Mauro Favaro


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Istrana

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La maggioranza si difende

La minoranza La richiesta all’amministrazione

Serve più sicurezza: “Chiediamo le telecamere” state individuate l’area di Ca’ Celsi-piazzale Roma, le scuole medie ed il cimitero? Sono forse interessate da “criminalità diffusa e predatoria o è maggiormente interessate da fenomeni di degrado?”. Perché l’area della stazione ferroviaria, sottoposta a più vandalismi, nonché citata in campagna elettorale dall’attuale sindaco come area che necessita controllo è stata escluso dall’elenco? A riguardo chiediamo una revisione. Alessandro Bozzi valenti

La minoranza consiliare ha fatto richiesta a seguito di alcuni episodi di microcriminalità e di un diffuso sentimento di paura nuto necessario per soddisfare “i bisogni emergenti del territorio, la necessità di garantire un più elevato livello di sicurezza alla popolazione residente, anche stante il sempre più crescente verificarsi di episodi di microcriminalità e la sempre maggiore violazione a norme regolamentari anche di livello comunale”. In sostanza la Giunta ritiene che ci sia un diffuso sentimento di insicurezza, con crescenti episodi di microcriminalità. Tali motivazioni, in realtà, sono ingiustificate o quantomeno non vedono alcun elemento concreto e oggettivo: si tratta di un provvedimento “spot”, che denota la stessa miopia amministrativa della Giunta Fiorin oltre che scarsa capacità di progettazione multisettoriale”. Quindi la spiegazione. “Il nostro Gruppo consiliare riconosce una grande validità ed efficacia dello strumento delle videosorveglianza comunale soprattutto ai fini di accertamento e di repressione dei reati, anche come ausilio alle forze dell’ordine ma anche come prevenzione in aree di maggior degrado o ad elevato indice di illegalità» proseguono da Attivi per Istrana, “delle critiche possono però muoversi anche con riferimento alla individuazione delle aree da sottoporre a videosorveglianza. Perché sono

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n’interrogazione scritta sulla videosorveglianza ad Istrana. È quella presentata in estate dai quattro consiglieri di minoranza della civica “Attivi per Istrana”, Nicola Caprioli, Annalisa Crespan, Francesca Fuser, Stefano Volpato. “La delibera di Giunta 66 dello scorso 27 giugno aveva ad oggetto l’approvazione di un progetto per l’installazione di un sistema di videosorveglianza comunale» scrivono da Attivi per Istrana, «un intervento rite-

on è tardata la risposta della maggioranza: «La delibera in questione è stata approvata per consentire di depositare in tempo utile la richiesta di ammissione ad un finanziamento del Ministero dell’Interno» scrive il vicesindaco, «abbiamo attenzionato i siti che per loro ubicazione, frequentazione, rilevanza storico-culturale e sociale fossero degni di particolare sorveglianza, atta a prevenire episodi delittuosi. Allo stesso tempo, oltre all’incrocio sulla Provinciale 68, abbiamo optato per quelle aree ove sono presenti edifici comunali, plessi scolastici, cimiteri, centri sportivi e dove si è ritenuto che le telecamere potessero fungere da deterrente per atti vandalici, spaccio di stupefacenti, abbandono di rifiuti e danneggiamenti». Temi che, a detta della Giunta, avrebbero un riscontro. “Le motivazioni indicate nella delibera fanno riferimento ad episodi di microcriminalità avvenuti nel territorio e segnalati o riferiti agli Uffici di Polizia Locale da cittadini, ufficio tecnico o Carabinieri” scrive infatti numero due del municipio, “nel

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corso del tempo si sono verificati episodi di danneggiamento alle auto presso i campi sportivi, atti osceni, vandalismi al parco Ca’ Celsi, con danni a panchine, giochi ed illuminazione pubblica, oltre che ripetuti episodi di abbandoni di rifiuti nelle vicinanze del plesso scolastico e del cimitero comunale, ma anche danni da effrazione ai locali degli impianti sportivi e danneggiamenti vari a proprietà private con auto poi fuggite. Non sono mancate segnalazioni di veicoli sospetti, furti ad abitazioni ed effrazioni a veicoli così come il recente atto intimidatorio ad un bar di Villanova”. (A.B.V.)


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Istrana

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Fiaticorti: internazionalità e successo La rassegna di cortometraggi che quest’anno ha portato in finale anche il territorio veneto, è diventata punto di riferimento a livello mondiale per addetti ai lavori e appassionati cinofili

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9 e dizioni, 23 cortometraggi finalisti, 4 serate di rassegna, 1 finale il 26 ottobre: questi sono alcuni dei numeri di Fiaticorti, il Festival Internazionale di cortometraggio. Istrana protagonista ma il territorio veneto in primo piano, con una serata interamente dedicata a questa regione, sabato 20. Una territorialità che non potrebbe essere più celebrativa e rispettosa anche dell’internazionalità dei corti provenienti da tutto il mondo: Moldavia, Brasile, Australia, Belgio, Francia, Italia, Iran, Paesi Bassi, Spagna che vanno ad arricchire l’albo di 500 corti in 19 edizioni del Festival. Fiati Corti sinonimo di professionalità, passione e coinvolgimento dunque, grazie ai talk di analisi e commenti dopo le rassegne, ma sinonimo anche di patrimonio culturale per il Comune di Istrana e tutti i vari enti che gravitano attorno al Festival: la Pro Loco, il Progetto Giovani di Istrana e l’Aeronautica militare 51°stormo.

Alcuni momenti delle serate di rassegna.

Grande soddisfazione della prima cittadina e degli organizzatori dell’evento 2018: l’occhio è rivolto alla prossima edizione

“Ho visto crescere Fiaticorti da quando è nato da un gruppo giovani che erano appassionati di cinema 20 anni fa e che hanno coltivato il sogno di farne un festival conosciuto a livello internazionale come è oggi. Con la sua 19° edizione è uno dei più longevi in Veneto oltre che un biglietto da visita per Istrana che ci restituisce spaccati di realtà e temi forti di attualità. Ormai è diventato la nostra finestra sul mondo” ha dichiarato la prima cittadina Maria Grazia Gasparini. L’appuntamen-

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to è ora fissato con la cerimonia di premiazione di venerdì 26 ottobre all’interno del Cinema teatro dell’Aeroporto militare di Istrana, aperto solo per l’evento. Durante la serata i protagonisti saranno i registi e la giuria composta quest’anno da Alessandro Cinquegrani, giurato storico di Fiaticorti alla sua ottava partecipazione, dal filosofo Umberto Curi e dal regista Marco Segato, oltre che una giuria popolare, composta principalmente dalle associazioni del territorio.

Il centro di Piazzale Roma si sta evolvendo a polo culturale per veicolare la conoscenza

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Non solo biblioteca: concerti, letture e inglese

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Da Maggio a Ottobre

I premi assegnati saranno il Premio Fiaticorti per il miglior cortometraggio, il Premio Miglior Interprete e il Premio Fiati Veneti per il migliore corto della sezione speciale dedicata ai cortometraggi girati da autori residenti in Veneto o da cortometraggi rilevanti per espressione tematica o di ambientazione inerente al Veneto. Il bilancio di Fiaticorti2018 non può che chiudersi con grande soddisfazione con un occhio attento già proiettato al prossimo ottobre!.

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i è tenuta ad ottobre la sedicesima edizione di Biblioweek, settimana di promozione delle biblioteche del territorio patrocinata dalla Regione Veneto, dal Comune di Treviso e da Reteventi Cultura 2018. Istrana, facente parte delle biblioteche trevigiane, vi ha aderito con una serata dedicata al romanzo Stabat Mater, di Tiziano Scarpa, attraverso una lettura a due voci con accompagnamento musicale ispirato all’opera che nel 2009 ha vinto il Premio Strega. Nella sala consiliare Cà Celsi, spazio bibliotecario adibito solitamente a riunioni e incontri, si sono esibiti Andrea e Maria Sofia Catania con i violenti, mentre al claricembalo suonava Paola Gnocato. Ma la biblioteca di Istrana è ormai veicolo di cultura e conoscenza non solo per il progetto realizzato sabato 13 ottobre, ma anche per un’iniziativa di più ampio respiro che ha preso il via proprio questo mese e continuerà fino ad aprile 2019. Il centro di Piazzale Roma ha organizzato infatti dei corsi di inglese con gruppi differenziati in base alla conoscenza, che verranno erogati da un insegnante madrelingua. Si terranno in orario serale, per un’ora e mezza la settimana e i posti sono limitati proprio per garantire la giusta attenzione verso ogni “alunno”.


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Una discarica abusiva nell’ex cava

Pista ciclabile verso il traguardo

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Degrado Tra Padernello e Santa Cristina

punta una discarica abusiva nel ventre dell’ex cava Colombera, sul confine tra Padernello e Santa Cristina, oggi al centro delle polemiche per un progetto di ricomposizione agraria che prevede il riempimento dei 54mila metri quadrati del vecchio sito estrattivo con terre da scavo, che potrebbero arrivare anche dai cantieri della superstrada Pedemontana. La denuncia parte da Carlo Boscardin. “Lì è emersa una considerevole quantità di sacchetti contenenti rifiuti indifferenziati – spiega il capogruppo della lista di opposizione

L’area è al centro delle polemiche per un progetto che prevede il riempimento del vecchio sito con terre da scavo, che potrebbero arrivare anche dai cantieri della Pedemontana Morgano Futura –. Sono stati lanciati negli anni da qualcuno che, conoscendo lo stato di abbandono e mancata custodia della Colombera, utilizzava la cava come una comoda discarica”. Parole che si abbattono come un fulmine sulle polemiche riguardanti il futuro del sito. L’area è stata acquisita dalla Cazzaro movimenti terra. La pulizia è già iniziata. Gli ambientalisti, però, non l’hanno presa bene. Puntano il dito contro l’operazione che non esitano a definire di disboscamento. “Ma è stata proprio la pulizia a portare alla luce la montagna di sacchetti – sottolinea Boscardin –. Viene il dubbio che le polemiche siano state sollevate da chi sapeva cosa c’era sotto a quei rovi”. Il clima è incandescente. Perché, oltre ai lavori per fare piazza pulita, i residenti nella zona non nascondono i propri timori davanti al progetto di ricomposizione agraria annunciato per la Colombera. C’è la paura che sulla carta possa anche essere tutto in regola. Ma che poi non vengano fatti i dovuti controlli sul materiale che andrà a riempire la voragine dell’ex cava per escludere in

modo totale il rischio di inquinamento. A fronte di questo, il sindaco Daniele Rostirolla ha deciso di scrivere una lettera a tutti i cittadini. Per tranquillizzarli. “Non ci sarà alcuna attività pericolosa: non arriveranno rifiuti né niente di simile – assicura – la cava sarà semplicemente ricomposta dal punto di vista agrario con terre che verranno giudicate compatibili attraverso precise analisi chimiche. Non c’è niente da temere. Da parte nostra, controlleremo sempre tutto fino all’ultima virgola”. Mauro Favaro

L’ingresso dell’ex cava

rmai si vede il traguardo per la pista ciclabile che affianca via San Martino, la strada principale di Morgano. Dopo anni di attesa e la scoperta durante gli scavi di resti di fondazioni di epoca romana, catalogati e poi ricoperti di terra, adesso non manca che un tassello: l’apertura del ponte sul Rio. L’operazione vale qualcosa come 40mila euro. Negli ultimi mesi è stata approntata la struttura in ferro. Ma mancano ancora le tavole dove passeranno le biciclette e i pedoni. Nella seconda parte dell’estate il cantiere è rimasto di fatto chiuso. Non manca chi teme che sia finito in un vicolo cieco. Dal Comune, però, assicurano che non è affatto così. “È stata realizzata la struttura – dice il sindaco Daniele Rostirolla – per la fornitura del tavolato si è invece atteso che passasse la pausa estiva. A breve i lavori verranno completati e la passerella verrà aperta”. Questione di settimane. L’investimento per l’intera pista ciclabile di via San Martino sfiora

il milione di euro, espropri compresi. L’opera, attesa da tempo, rappresenta un collegamento per la mobilità dolce tra il centro di Morgano e quello di Badoere. Il percorso protetto si sviluppa su quasi due chilometri. Con la realizzazione di tre nuovi tronconi si è andati a completare il tratto già realizzato negli anni passati all’altezza delle scuole elementari: il primo pezzo è stato costruito tra la rotatoria delle Ongarie e il Sile, con passerella sulla Piovega; il secondo dal Rio al cimitero di Morgano; il terzo lungo via Settimo, la strada provinciale 17, dalla stessa rotatoria delle Ongarie verso l’incrocio con via Barbasso. (Ma.Fa.)


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Morgano .

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“L’aeroporto rispetti i limiti” Il Comune al fianco del sindaco di Quinto di Treviso. Rostirolla: “Venga inserito anche Morgano nella Via in quanto interessato dagli impatti prodotti dalla navigazione aerea”

“L

’aeroporto deve rispettare il tetto dei 16.300 voli all’anno”. Mauro Dal Zilio, sindaco di Quinto, non si stanca di ripeterlo. L’ha ribadito anche a Mario Conte, nuovo primo cittadino di Treviso. Al suo fianco, oltre al Comune di Zero Branco, c’è anche Morgano, che si è apertamente schierato contro l’aumento del traffico aereo al Canova. Treviso, invece, non fa parte del gruppo. Save/AerTre, società di gestione dello scalo, ha presentato un master plan da 53 milioni con cui punta a far progressivamente crescere l’aeroporto da qui al 2030 fino ad arrivare a toccare quota 22.499 voli (+6% rispetto all’anno scorso) e 3 milioni 227mila passeggeri (+7%). Per i comuni limitrofi è un’enormità. Senza contare il fatto che già nel 2017 il Canova ha contato 21.265 movimenti e superato quota 3 milioni di passeggeri in transito. Il master plan è ormai da diversi

L’aeroporto di Treviso

mesi allo studio della commissione ministeriale per la valutazione dell’impatto ambientale. Ci sono dei nodi riguardanti le rotte di decollo degli aerei. Oggi passano praticamente tutti a bassissima quota sopra il centro di Quinto. La prima stesura del piano prevedeva di far partire il 50% dei voli anche sopra Treviso. Adesso si starebbe chiudendo verso il 10%. Ma il condizionale è d’obbligo in attesa dei provvedimenti ufficiali. Quinto in buona sostanza auspica che il piano venga bocciato. E che allo stesso tempo venga confermato il tetto dei 16.300 voli all’anno. Il municipio ha spedito delle osservazioni molto nette alla commissione ministeriale che sta valutando il progetto. “Nel 2017 sono già stati raggiunti i dati previsti per l’anno 2023 – si legge, in sintesi, nel documento timbrato dal Comune – e se il trend di crescita rilevato nel primo quadrimestre del 2018 dovesse mantenersi per l’intero

anno, è probabile che alla fine di dicembre si supererà abbondantemente anche la previsione di crescita al 2030. Il tutto senza che sia stata realizzata alcuna infrastruttura, senza alcuna opera di mitigazione e compensazione, senza la verifica di alcun impatto e senza che sia stato rilasciato alcun parere di compatibilità am-

bientale da parte del ministero dell’Ambiente”. Il Comune di Morgano, guidato dal sindaco Daniele Rostirolla, è al fianco di Dal Zilio. “Si appoggiano le richieste formulate da Quinto – ha detto Rostirolla alla commissione ministeriale – e si chiede esplicitamente che venga inserito anche Morgano nella va-

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Cav. Giorgio Masetto L’arte del costruire

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lutazione di impatto ambientale in quanto interessato dagli impatti prodotti dalla navigazione aerea”. Così come Zero Branco, che chiude il terzetto. “Comunichiamo la sostanziale condivisione delle osservazioni presentate da Quinto, in particolare sull’aumento incessante del numero di voli sopra le frazioni di Sant’Alberto e Scandolara – ha messo nero su bianco il sindaco Mirco Feston –. La popolazione residente ha accettato per anni il sorvolo delle rotte in atterraggio e decollo sopra le abitazioni, pur in alto. Ma ultimamente sta diventando troppo. Questo è ciò che la gente segnala. La stessa gente che nel passato, si ripete, ha tollerato”. Come a dire: adesso basta. Mauro Favero

Qualità, rigore, durevolezza. Questi i tratti distintivi, il brand inconfondibile delle opere realizzate dall’ “Impresa edile cav. Giorgio Masetto”. Una fine arte del costruire che segna, con un tratto unico, settant’anni di lavori e di lavoro. Oltre 1500 le opere realizzate, senza interruzione nel tempo, in tutti i settori del costruire: dagli edifici pubblici alle dimore private, dal residenziale al ricreativo, dallo sportivo all’assistenziale. Ognuna di queste costruzioni reca la “firma” del cav. Giorgio Masetto e della sua impresa formata da una squadra di valenti operai, veri e propri maestri nelle varie lavorazioni richieste. Dentro una casa, un edificio, un semplice spazio possiamo trovare storie e, in essi, modi di abitare e di vivere. Ogni edificio è diverso dall’altro; per questo, unico. Come il racconto di chi lo vive. Renderlo speciale e irripetibile sta, prima di tutto, nella maestria di chi lo realizza. Costruire, allora, non è più un semplice assemblaggio di materiali. Con l’impresa del cav. Giorgio Masetto costruire diventa un’”arte del fare”. Ogni opera reca un’impronta, nitida e precisa, racchiusa nella cura maniacale del dettaglio, nella dedizione instancabile affinché ogni manufatto venga eseguito a regola d’arte così da poter durare nel tempo. Un tratto distintivo che si coglie già a prima vista. Dentro le tante costruzioni dell’impresa edile guidata dal cav. Giorgio Masetto (che abbraccia oltre un secolo di attività iniziata nei primi del ’900 dal padre Valentino) possiamo, allora, scorgere questo straordinario dialogo non scritto: lo scambio fluido e potente tra pietre e uomini, tra spazio e tempo, tra noi e il mondo. Vale a dire, il senso più profondo dell’abitare.


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Cultura .

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Celebrazione Centenario

Messaggi dal fronte della Grande Guerra L’evento ha rievocato canti, cartoline e giornali dell’epoca con l’obiettivo di raccontare ai giovani questo conflitto

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a riscontrato un grande successo, tra fine settembre ed inizio ottobre, la mostra organizzata dal gruppo Alpini di Istrana nella propria sede di via Aldo Moro. “Messaggi dal fronte e… dal 1917 al 1918” il titolo dello speciale evento, inaugurato il 29 settembre scorso e proseguito per due fine settimana, fino al 7 ottobre, rivolto in particolare alle giovani generazioni, che hanno potuto visitare l’esposizione grazie alla collaborazione instaurata con l’Istituto Comprensivo. Un percorso a 360 gradi nella Grande Guerra, di cui quest’an-

no è ricorso il Centenario, che è stato possibile toccare con mano. Trincee percorribili, armi da campo ed allestimenti con particolari strumentazioni, infatti, hanno fatto capolino in via Aldo Moro, ricostruendo lo scenario che un soldato al fronte era costretto a vivere. Non sono mancate delle speciali rievocazioni in divisa degli eserciti diversi, canti, cartoline degli Alpini e tavole della Domenica del Corriere oltre ad altri giornali dell’epoca che narravano vicende storiche da non dimenticare. Alessandro Bozzi Valenti

Architettura: Veneto e Polonia a confronto

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eneto e Polonia: oltre 1.200 chilometri di distanza. Storie e culture differenti, ma architetture facilmente paragonabili. Proprio questo, lo scorso 22 settembre, è stato l’oggetto di una conferenza-seminario tenuta dal professor Marino Zancanella all’interno della chiesetta dedicata a Sant’Antonio in piazza Indipendenza, La Rotonda, cuore di Badoere di Morgano. L’incontro, organizzato da Laboratorio Venezia con l’Assessorato alla Cultura, oltre alla presenza dell’architetto Federico Burbello, presidente dell’Associazione Eventi Treviso, ha visto la partecipazione del sindaco Daniele Rostirolla, dell’assessore Domenico Basso ma, soprattutto, di una cinquantina di alunni del Liceo Artistico di Treviso. Proprio loro i principali destinatari dell’evento, che ha fatto così tornare ad aprire le porte dello “scrigno” di Badoere a degli studenti delle scuole superiori ed è allo stesso tempo stata occasione per entrare in più mondi dell’arte, architettura in particolare. L’architetto Zancanella ha infatti proposto un percorso attraverso il proprio itinerario formativo e progettuale, a partire dalle prime esperienze di studio sulle centuriazioni romane in territorio veneto che nel loro carattere di preveggenza sono rimaste poi, per sempre, la traccia nelle due diverse nazioni, Italia e Polonia. E non sono mancati progetti, selezioni e approfondimenti legati a figure come quella dell’architetto Aldo Rossi (1931-1997). La Rotonda, insomma, continua a rivelarsi catalizzatore culturale di riferimento per tutta la zona. E dato la bellezza, probabilmente, Alessandro Bozzi Valenti “le” risulta proprio naturale.

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“Pronto a nuove sfide dopo il titolo” N

uove sfide per Davide Righetto. Il 18enne di Badoere laureatosi l’anno scorso campione del mondo di karate, quando non era ancora maggiorenne, ha cambiato casacca passando dalla Federazione italiana karate (Fik) alla Federazione italiana judo lotta karate arti marziali (Fijlkam). Un salto importante. Questa ultima, infatti, è affiliata al Coni. E potrebbe presto aprire a Righetto le porte dei gruppi sportivi delle forze armate. Anche se per il momento lui non ci pensa troppo. “Ho deciso di cambiare federazione per misurarmi con una sfida nuova – spiega –: in questa federazione i titoli che si vincono sono legati a un punteggio per l’eventuale concorso di ingresso nelle forze armate. Ma la cosa è ancora

distante. Per il momento mi sto ambientando nel nuovo contesto. Il mio obiettivo oggi è confrontarmi con una realtà diversa rispetto a prima”. I banchi di prova non tarderanno ad arrivare. Il mese prossimo Davide parteciperà al campionato italiano under 21. “Sarà una tappa del percorso di adattamento”, sottolinea per smorzare le attese. E all’inizio di dicembre ci saranno gli Open della World Karate Federation (Wkf) a Lisbona, in Portogallo. “Non mi sono fissato obiettivi particolari – dice il 18enne – tutte le strade restano aperte”. Nel frattempo continua a studiare. Frequenta la quinta liceo linguistico al Canova di Treviso. Quest’anno avrà la maturità. Bisogna pensare anche a questo. Poi

Il 18enne di Badoere l’anno scorso campione del mondo di karate passa dalla Federazione italiana karate (Fik) alla Federazione italiana judo lotta karate arti marziali (Fijlkam)

si vedrà. Quel che è certo è che la vittoria mondiale dell’anno scorso l’ha trasformato in una promessa del karate. Anzi, già qualcosa di più. In Irlanda, sede delle gare mondiali Iku, ha battuto tre irlandesi, un atleta della Repubblica Ceca e, infine, uno sloveno. Un percorso netto che l’ha portato sul tetto del pianeta con la conquista dell’Oro individuale nella categoria Cadetti B (sotto i 70 chili). Tra l’altro era arrivato al torneo mon-

diale di Kilkenny come testa di serie, visto che l’anno prima si era classificato al primo posto agli Europei di Timisoara (Romania). Adesso si aprono nuovi orizzonti. Prima del cambio di federazione, Davide Righetto era un atleta della Nintai Kan Karate di Istrana. Oggi, invece, è tesserato con la Germinal Karate di Castelfranco. Si è avvicinato per la prima volta alle arti marziali nel 2006, all’età di 6 anni. E da quel momento non ha più smesso. “È stata una passione coltivata nel tempo – conclude – da piccolo non vedevo l’ora di tornare a casa per fare la lotta con mio papà tipo Dragon Ball”. Poi è emersa la stoffa del campione. Mauro Favaro

Red Panthers in campo a sostegno dell’allattamento

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e Red Panthers si schierano a sostegno dell’allattamento. Le campionesse del Benetton Rugby sono scese in campo accanto all’Unicef e all’Usl della Marca per promuovere la diffusione dei “Baby Pit Stop” nei luoghi pubblici, nei locali e nelle aziende di Treviso e dei comuni della cintura urbana, compresi quelli di Quinto, Zero Branco, Morgano e Istrana. Si tratta di postazioni attrezzate riservate dove le mamme, ma anche i papà, possano cambiare e allattare i loro bambini. Sono già arrivate le prime adesioni. Due “Baby Pit Stop” sono stati allestiti all’interno della Brat, la biblioteca dei ragazzi di Treviso, e nei locali dell’associazione Diventare Grandi di via Oriani. Un altro verrà realizzato nello stadio di Monigo. Poi nel Parco degli Alberi Parlanti. E un altro ancora nel ristorante della Ghirada. Anche la clinica veterinaria lungo la Feltrina ricaverà nei suoi locali un’area attrezzata. Nell’elenco ci sono pure due supermercati e alcuni bar. A breve, inoltre, si aggiungeranno le società e le aziende che fanno parte della rete degli sponsor della squadra femminile della palla ovale. E si attendono nuove adesioni. (Ma.Fa.)


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La Tav del Veneto, opera strategica per tutti tranne che per i grillini Secondo i pentastellati, “la Tav in Veneto costerà fra i 70 e i 100 milioni di euro al chilometro. Il tutto per avere una linea progettata 30 anni fa”

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ll’interno del Documento di Economia e Finanza del Governo, presentato ad inizio ottobre, è stata inserito anche il collegamento tra Brescia e Padova, la famosa Tav veneta, osteggiata dal Movimento cinque stelle in Regione ma evidentemente fattibile per i colleghi che siedono a Roma. “Si tratta di un’opera strategica da portare a compimento - ha commentato Silvia Rizzotto, capogruppo della lista Zaia Presidente -. Voglio pensare che anche l’approvazione della mozione passata in Consiglio regionale del Veneto abbia favorito questo importante passaggio”. Il Consiglio regionale, ha infatti approvato una mozione che impegna la giunta regionale “ad adoperarsi presso il governo nazionale affinché venga assicurato il completamento dei lavori dell’Alta Velocità”. La mozione, votata anche dal Pd, ribadisce la centralità di un’opera che favorisce “la crescita economica e produttiva dell’Italia e in particolare della Val Padana, che da sola produce circa il 70% del Pil nazionale – continua la Rizzotto, prima firmataria del documento – L’intervento della Tav si rende sempre più improcrastinabile anche alla luce del fatto che i lavori di ammodernamento della linea oggi esistente non sono sufficienti a soddisfare il volume di merci che viaggia nell’area. Ora

credo che tutti i tasselli siano posizionati correttamente, e che il Ministro Toninelli non possa far altro che accelerare l’esecuzione dei lavori”. Ma non sarà così, secondo il senatore Udc Antonio De Poli che afferma: “Il ministro delle Infrastrutture Toninelli ci sta girando intorno. Altro che analisi costibenefici sulle grandi opere! La mozione sulla Tav veneta è stata votata in Consiglio regionale con il voto contrario dei Cinque stelle. Questoro ci dimostra che c’è un partito dei NO che rema contro lo sviluppo infrastrutturale della nostra regione. La Lega stia attenta. Sono personalmente convinto che su questi temi così come sulle politiche economiche Lega e Cinque stelle non abbiano nulla a che spartire e presto i nodi verranno al pettine”. Sull’argomento, infatti, Lega e M5S la pensano diversamente. E così la mozione del Veneto ha fatto cozzare i due partiti che hanno firmato il contratto di governo ma restano divisi sulle grandi opere. “Il ministro Toninelli deve uscire dai blog e portare avanti il progetto della Tav, soprattutto nel tratto del Nord-Est – dice Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale del Veneto – Ha dichiarato più volte che bisogna valutare bene il rapporto tra costi e benefici, e su questo siamo d’accordo. Ma consigliamo

Silvia Rizzotto, Antonio De Poli e Nicola Finco. In alto il progetto (Immagine tratta dal sito www. consiglioveneto.it)

anche al Ministro dei Trasporti di venire sul territorio, parlare con le categorie economiche e gli amministratori, perché oggi la Tav è un’esigenza”. “Lega e Pd vogliono portare avanti la più grande mangiatoia degli ultimi anni – ribatte il gruppo consiliare veneto del Movimento 5 Stelle – La Tav, così come è concepita e strutturata,

va contro agli interessi del territorio e dei viaggiatori e abbraccia invece interessi economici che con il futuro del Veneto non hanno niente da spartire”. Secondo i pentastellati, “la Tav in Veneto costerà fra i 70 e i 100 milioni di euro al chilometro. Il tutto per avere una linea progettata 30 anni fa”.

M5S: “La Tav va contro agli interessi del territorio e dei viaggiatori” “Lega e Pd vogliono portare avanti la più grande mangiatoia degli ultimi anni: la TAV, così come è concepita e strutturata, va contro agli interessi del territorio e dei viaggiatori e abbraccia invece interessi economici che con il futuro del Veneto non hanno niente da spartire”. L’accusa arriva dal gruppo consiliare veneto del Movimento 5 Stelle nel giorno della doppia mozione sulla Tav votata da Lega e Pd: “Sono due mozioni che vanno contro agli interessi del Veneto e dei cittadini e che spingono sempre più avanti interessi economici legati a quella che potrebbe trasformarsi in una

delle più grandi ‘mangiatoie’ degli ultimi anni. La Tav in Veneto costerà infatti fra i 70 e i 100 milioni di euro al chilometro avvertono i pentastellati - ovvero 10 volte di più rispetto ai costi europei. Il tutto per avere una linea progettata 30 anni fa, che a fronte di una manciata di minuti risparmiati sull’intera tratta regionale ci costerà una valanga di soldi in più”. “Chi propone di portare avanti il progetto promosso da Rfi - spiegano i Consiglieri M5S - semplicemente non vuole vedere realizzata in tempi brevi l’opera di ammodernamento della rete esistente, che porterebbe invece molti

benefici. Prima di tutto aggiornare il corridoio ferroviario padano comporterebbe grandi risparmi e l’abbattimento dei tempi di realizzazione dell’opera. Di recente il Friuli ha appoggiato il quadruplicamento in sede della Venezia-Trieste: Questo intervento è simile a quello che vogliamo apportare sulla TAV veneta. Se davvero vogliamo risolvere i problemi dei pendolari allora si riveda il progetto”. “Noi non siamo contro le grandi opere, non ci stancheremo mai di dirlo - concludono i pentastellati - siamo contro quelle che definiamo ‘mangiatoie’ come rischiano di essere opere come

la Tav e vogliamo progetti moderni, come quelli che vengono realizzati in Europa in questo periodo. Con gli stessi soldi della Tav potremmo avere un progetto in grado di affrontare i prossimi 30 anni, invece ci troviamo con un dinosauro che impedirà qualsiasi altra operazione per chissà quanto tempo”.


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Politica

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Pedemontana: la Corte dei Conti vuol vederci chiaro N

uova doccia fredda sulla Pedemontana. Con una lettera formale firmata dal magistrato delegato della Sezione centrale di controllo della magistratura contabile, dottor Antonio Mezzera, datata 5 ottobre e indirizzata a un folto gruppo di destinatari, ha richiesto alla Regione del Veneto in primis ulteriori chiarimenti con riferimento all’indagine su Pedemontana Veneta. Ulteriori, perché ai primi chiarimenti richiesti pare che Zaia non abbia risposto.Un segnale che, secondo le opposizioni, i conti non tornano. Secondo il consigliere di Liberi e Ugali, Piero Ruzzante, si tratterebbe di “un grande affare per il consorzio SIS, che riceverà 12 miliardi di soldi pubblici. Un pessimo affare per i cittadini veneti, che pagheranno l’opera due volte: prima con le tasse, poi con i pedaggi che saranno tra i più alti d’Italia, per una superstrada col limite dei 110 km/h”. Anche il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Stefano Fracasso rileva che “la Corte dei Conti ribadisce che con il nuovo contratto per la realizzazione dell’opera, il rischio è tutto sulle spalle della Regione, e quindi dei cittadini veneti. Esattamente l’opposto di quello che dovrebbe essere un Project Financing. Se i conti non torneranno, come sosteniamo da tempo, a rimetterci non sarà il concessionario ma il bilancio della Regione. La Pedemontana rischia di essere una strada che i cittadini

pagheranno ben due volte: con i pedaggi, molto alti, e con i debiti di bilancio”. “Le critiche, circostanziate, - spiega Andrea Zanoni del Pd e vicepresidente della commissione Ambiente - vertono su quattro punti che hanno però un unico comune denominatore: il rischio di impresa spostato dal privato al pubblico. Anzitutto - spiega - le modifiche del rapporto di concessione appaiono problematiche in merito al rispetto delle norme europee sulla concorrenza; viene anche chiesto lo stato del contenzioso pendente con Impregilo che ha presentato ricorso dopo il terzo atto firmato con Sis. Il secondo punto riguarda l’esborso per le casse pubbliche: si ricorda che il costo dell’opera è inferiore a tre miliardi, ma con l’ultima convenzione la Regione ne sborserà dodici, sette in meno rispetto all’atto precedente. La Corte però vuole vederci chiaro e chiede quali iniziative ha adottato la Giunta nei confronti dei responsabili del precedente contratto che prevedeva un ingentissimo aggravio economico a carico delle finanze regionali pari a 19 miliardi di euro. Allora a gestire l’intero procedimento c’era il commissario straordinario Vernizzi. Le perplessità dei magistrati - continua Zanoni - riguardano poi la questione della mancanza dei fondi per tutte le opere complementari necessarie a evitare che i Comuni si trovino con

la viabilità locale nel caos più totale e il mancato aggiornamento sui controlli dei cantieri, in particolare sulla collaborazione con il ministero dell’Ambiente, ovvero sulla verifica di ottemperanza allo studio di impatto ambientale che dovrebbe essere stato effettuato dalla commissione Valutazione di impatto ambientale (Via)”. “Se la Regione ha delle precise responsabilità, anche il Governo Di Maio-Salvini non sta certo brillando. Ancora infatti non è stata realizzata la benché minima revisione di questa folle concessione che rischia di mettere a repentaglio le casse del Veneto dal 2020 al 2059. Che fine ha fatto l’impegno del ministro Toninelli in merito alla revisione della convenzione più volte annunciata anche dal Gruppo M5S di Palazzo Ferro Fini? Sulla faccenda Pedemontana dal Movimento Cinque Stelle sono arrivati fiumi di chiacchiere ma zero fatti. Alla fine dei conti gli unici a portare a casa un risultato, seppur minimo, siamo noi del Partito Democratico che con il ministro Delrio abbiamo messo fine alla problematica gestione del commissario straordinario, l’ingegner Vernizzi”.

Azzardo: i veneti spendono più di 6 miliardi l’anno L o scorso anno i veneti hanno speso in giochi e scommesse 6 miliardi e 106 milioni. E’ come se ogni residente, neonati e centenari compresi, avesse giocato 1245 euro. A certificare i volumi delle giocate in Veneto sono le anteprime del ‘Libro blu’ dell’Agenzia nazionale delle Dogane e dei Monopoli. Solo 2017, gli incassi dell’industria del gioco - tra videolottery e sale-bingo, agenzie di scommesse, lotto, Gratta&vinci e Winforlife - superano il costo complessivo per la realizzazione del Mose. La ‘parte del leone’ la fanno le slot e le videolottery, posizionate nei bar, ristoranti, esercizi pubblici di ogni tipo: lo scorso anno le circa 40 mila ‘macchinette’ disseminate in Veneto hanno inghiottito 4,7 miliardi di euro, pari al 77 per cento delle scommesse complessive nel

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è distribuita con il Sistema

territorio regionale. “I dati evidenziano un continuo incremento dei volumi del gioco d’azzardo – segnala l’assessore regionale alle politiche sociali, Manuela Lanzarin – Il Veneto risulta essere la quinta regione in Italia, ma schizza al terzo posto per cifre giocate alle cosiddette ‘macchinette’, Awp (più semplici e a basse giocate) e Vlt (di nuova generazione e con possibilità di vincite più lucrose). Senza rendersene conto, i giocatori abituali si sottopongono ad una sorta di prelievo forzoso, di cui beneficiano l’erario (per il 12 per cento), la filiera dell’industria del gioco e la ‘dea bendata’, che redistribuisce il monte-premi secondo le ‘regole’ dell’azzardo, per cui è il banco a vincere sempre”. “Sono numeri allarmanti, perché slot e videolottery sono

dispositivi elettronici che favoriscono un utilizzo compulsivo, isolano i giocatori e creano una vera e propria dipendenza patologica – prosegue l’assessore – Nel 2016 i giocatori problematici in Veneto risultavano essere 32.500 e i potenziali ‘malati di gioco patologico’ sono stimati tra i 3200 e i 3700. Ma solo la metà di questi si rivolge ai servizi pubblici per chiedere un aiuto a uscire dalla spirale della ludopatia, ormai riconosciuta come vera e propria patologia da prevenire e curare”.

Urbanistica: un nuovo piano casa

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na spinta all’edilizia e una mano tesa ai cittadini che devono ristrutturare casa. Questi, in estrema sintesi, gli obiettivi del progetto di Legge che va sotto il nome di Piano casa, o meglio “politiche per la riqualificazione urbana e l’incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio veneto” presentato in Seconda Commissione del Consiglio regionale. Si tratta di uno strumento di pianificazione urbanistica che, tutelando doverosamente il suolo, dovrebbe sostenere e incentivare famiglie e imprese venete a recuperare gli immobili oggi abbandonati. “Il testo normativo – esordisce Francesco Calzavara, Presidente della Seconda Commissione - poggia su pochi ma fondamentali pilastri: incentivazione del sistema del credito edilizio, sostenibilità ambientale, sostegno a famiglie e imprese”. “Per scrivere il nuovo Piano casa dobbiamo quindi partire dall’analisi di ciò che ha funzionato e non ha funzionato in quello vigente”. A dichiararlo sono il Capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso e i Consiglieri Bruno Pigozzo e Andrea Zanoni che ribadiscono come l’attuale Piano casa abbia risposto alle richiesta dei piccoli ampliamenti per esigenze familiari ma abbia fallito per gli interventi di demolizione e ricostruzione.“Finora abbiamo visto interventi di pura e semplice speculazione immobiliare, fatti utilizzando le maglie larghe della legge vigente. Nel frattempo nascono centri commerciali e piattaforme logistiche in tutto il Veneto, come Zalando, Amazon, Ikea, che trasformano centinaia di migliaia di metri quadrati di suolo. La nuova formulazione del Piano amplia anche all’edilizia, che però non ha nulla a che fare con la casa. Bisogna poi fare attenzione al fatto che si penalizzano ulteriormente i Comuni per mancati introiti da oneri anche per attività che non hanno niente a che vedere con la residenza dei cittadini”. Anche Silvia Rizzotto della lista Zaia Presidente sottolinea che i Comuni devono essere investiti di un ruolo proattivo specie, dice, “in un comparto, come quello urbanistico, dove gli enti locali devono sentirsi coinvolti. Occorre puntate anche ad una semplificazione amministrativa in grado di consentire un lavoro snello e semplice da parte degli operatori”. “Con l’introduzione del doppio canale di premialità sui crediti edilizi, - spiega - dividendo tra imprese e famiglie, la Regione si pone lo strategico obbiettivo di sostenere la ripresa di un settore economico fondamentale senza però con questo venir meno al patto d’onore con il nostro territorio, ovvero quella sostenibilità del consumo ad impatto zero indispensabile per garantire uno sviluppo capace di contrastare il degrado ed anzi, sostenere un nuovo patrimonio edilizio, più moderno ed efficiente”.

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Politica

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Economia

La Cina: opportunità economica o invasione globale? L

a Cina oggi lavora ad un grande progetto salto culturale - continua Selvatici - partendo politico: mira a diventare uno Stato leada una buona comprensione di cos’è la Via der mondiale, attraverso la stipula di accordi della Seta, di cosa i cinesi veramente vogliobilaterali e infrastrutturali con i singoli Stati. no da noi, per poi trattare con loro, da pari e Questa la teoria alla base del nuovo libro di non da subordinati. Venezia, in particolare, Antonio Selvatici, presentato in Consiglio re- è il capolinea della Via della Seta in quanto i gionale del Veneto. Si tratta di “uno studio cinesi vogliono raggiungere l’Alto Adriatico al - spiega l’autore - che cerca di raccontare il minor costo possibile, utilizzando le grandi più grande e importante progetto di espan- navi. Ma la culla della Repubblica Serenissione e di conquista commerciale globale sima non si merita certo un porto offshore, portato avanti dalla Cina, che si articola in perché resta e deve restare una città d’arte e due rami: uno terrestre e di cultura”. “Non nasconCiambetti: “La Via della do – sottolinea Roberto l’altro marittimo”. La politica d’espansione cinese è Ciambetti, Presidente del Seta deve diventare una realtà con cui è necesConsiglio regionale del un’opportunità per noi Veneto - le mie personali sario confrontarsi, comprendendo innanzitutto preoccupazioni per il rie non per i cinesi; che la Cina è destinata ad schio di un espansionismo dobbiamo assumere affermarsi almeno come cinese che avrà delle increuno dei primi due paesi al dibili ripercussioni anche decisioni ponderate” mondo, se non il primo, in negli equilibri geopolitici quanto ha progettualità, risorse economiche dei prossimi decenni. Certo ci sono anche e rapidi livelli decisionali, ovvero ha una ban- delle grandi opportunità visto che c’è chi in ca pubblica che finanzia, un’azienda pubbli- Europa ha lavorato per far passare la nuova ca che costruisce e un’altra, sempre pubblica, Via della Seta a nord delle Alpi, almeno nei che gestisce, questo è il vero modello vincen- collegamenti ferroviari, e ci è riuscito, dimote della Via della Seta. “Dobbiamo fare un strando che non esiste una visione unitaria

Roberto Ciambetti

dell’Europa da parte degli stessi Stati membri”. “A Venezia resta la grande opzione storica del proprio porto, il porto di Marco Polo – conclude Roberto Ciambetti - e questa carta a mio avviso va giocata, pur con l’attenzione di chi deve essere necessariamente prudente”. “La Via della Seta - afferma Pino Musolino, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale - non è un itinerario, bensì un’idea che proietta la Cina come potenza mondiale. Noi, come Europa, dobbiamo acquisire massa critica e portare avanti un livello europeo di contrattazione. Quanto alle grandi opere infrastrutturali, credo che potremmo benissimo finanziarcele da soli, in quanto chi è debitore perde poi fatalmente anche il controllo delle politiche strategiche nei confronti del soggetto con cui ha contratto il debito. Il porto di Venezia e gli investimenti che verranno fatti dovranno essere sostenibili dal punto di vista economico Maria Pavan e ambientale”.

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Più Stato per vincere la sfida “La Cina è in forte crescita - afferma Renato Mason, Segretario CGIA di Mestre -attualmente è la seconda potenza economica mondiale ma presto diventerà la prima, con un tasso di crescita, registrato negli ultimi trent’anni, che si attesta intorno al 10%, ed è destinata a recitare presto il ruolo di attore principale nella scena geopolitica mondiale, in quanto ha una governance diversa dalla nostra, sicuramente non democratica ma efficace ed efficiente. E’ quindi profondamente sbagliata la nostra scelta per cui lo Stato deve restare fuori dall’economia, perché dobbiamo comprendere come le Potenze mondiali prevedano tranquillamente gli aiuti di stato e noi, in questo modo, non possiamo giocare ad armi pari. Per affrontare in modo competitivo la sfida cinese, dico quindi: no ai pregiudizi ideologici, no ai inutili barriere (dazi) distorsive del mercato, non dobbiamo puntare sulla quantità dei prodotti, perché perderemo sempre, bensì sulla qualità del Made in Italy, soprattutto nel settore manifatturiero della piccola e media impresa; dico invece si: a introdurre regole di reciprocità e di sviluppo sostenibile, Si a introdurre standard di qualità dei prodotti seriamente controllati, Si all’intervento strategico dello Stato in economia”.

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Editoriale “Obbligo Flessibile” ancora in tema di vaccini

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’ acclarato come gli italiani siano un popolo dotato di grande inventiva e fantasia. Dalle “convergenze parallele” di Aldo Moro all’ “obbligo flessibile” di alcuni esponenti politici oggi al governo della Nazione. Mentre, però, l’espressione coniata dallo statista ucciso dalle brigate rosse rappresentava una valutazione politica per indicare come due forze politiche, pur avendo una diversa visione della società e della conduzione dello Stato (e quindi viaggiavano su binari paralleli) potessero avere punti di congiunzione per un interesse comune supremo, l’ossimoro di recente introduzione in tema di vaccini supera qualsiasi ardita concezione di irrazionalità. Peraltro, dichiarazioni come quelle del pentastellato consigliere della Regione Lazio Barillari, secondo cui “la politica viene prima della scienza” e “la scienza deve essere democratica” denotano una volontà di supremazia arrogante, basata su opinioni del tutto fuorvianti e pericolose per la salute. Tali affermazioni, di grave superficialità e di chiara ispirazione no vax, hanno accompagnato la proposta di legge regionale di riforma del sistema vaccinale da parte del gruppo pentastellato, la quale proposta prevede: stop ad ogni obbligo; vaccinazioni personalizzate precedute da un completo e mirato protocollo di analisi prevaccinali volto ad accertare la predisposizione genetica alle reazioni autoimmuni e valutazione dello stato immunitario pre-vaccino; vaccini monovalenti con la raccomandazione di un intervallo minimo di 60 giorni fra i diversi tipi di inoculo; valutazione dei dati nutrizionali, tossicologici, psico-comportamentali, nonché le condizioni socio-ambientali di tutti componenti della famiglia del vaccinando. Perle finali: periodi di quarantena di 4-6 settimane per i soggetti vaccinati con virus attenuato (cioè i bambini vaccinati non potranno frequentare la scuola per oltre 1 mese) ed una forma di prevenzione delle malattie basata sulla “nutrizione preventiva” in via quasi sostitutiva alle vaccinazioni.

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Lotta al cancro: a Treviso un nuovo macchinario per le zone che richiedono alta precisione

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’ stato inaugurato dal Presidente della Regione Luca Zaia, il terzo acceleratore lineare che entra in funzione in Radioterapia a Treviso per rafforzare il livello tecnologico e quantitativo delle terapie radiologiche anticancro. Acquistato con un investimento di 2 milioni 150.000 euro, consentirà infatti di aumentare del 50% i trattamenti quotidiani sui pazienti oncologici. “Tre acceleratori lineari ultramoderni – ha detto con orgoglio Zaia – sono la dimostrazione di un continuo investi- non è così, come in ogni aspetto della mento in tecnologie, 70 milioni anche vita dove c’è l’ottimo, il buono, il meno quest’anno per la sanità veneta, che buono, il pessimo”. Zaia ha infine posto significa più cure, ancora più efficacia, l’accento sugli effetti che il nuovo accemeno dolore, ricoveri più brevi. Significa leratore lineare di Treviso, e il pacchetto continuare a essere innovativi e iperspe- di tre per un investimento di 7,5 milioni cializzati, che poi sono le caratteristiche di euro, può avere sulla mobilità sanitache mantengono ad alto livello la qualità ria verso est ancora presente tra i padi ogni sistema sanitario”. Allargando il zienti veneti e su una nuova attrattività ragionamento, Zaia ha ribadito che “Il realizzabile da fuori Regione. “Già oggi nuovo Piano Sociosanitario attualmente – ha detto – abbiamo pazienti da molte in discussione in Consiglio non taglierà altre Regioni che scelgono il Veneto per nessun ospedale, ma baderà all’efficien- curarsi ,con un valore di prestazioni erogate di 300 milioni tamento di tutte le strutture”, e ha Zaia: per il 2020 “sarà di euro, ma possiamo, e vogliamo far confermato che per concluso il ‘cuore’ della meglio offrendo moil 2020 “sarà concluso il ‘cuore’ della Cittadella Sanitaria, vero dernità e tecnologie Cittadella Sanitaria e proprio nuovo ospedale al top, come oggi a Treviso”. Il nuovo che è il vero e prodi Treviso acceleratore lineaprio nuovo ospedale re, modello Versa di Treviso. Ci sono voluti dieci anni – ha ricordato, ma que- HD, di ultima generazione, è il terzo sto è il prezzo che si è dovuto pagare alla che entra in servizio all’ospedale treviburocrazia e a un approccio sempre più giano. Va, infatti, ad aggiungersi ai due diffuso e ingiusto verso le opere pubbli- installati rispettivamente nel 2015 e nel che, per il quale dove c’è una carriola, 2016. Si conclude così un rinnovamento deve per forza esserci un ladro, e invece tecnologico che durato tre anni che ora

consentirà alla Radioterapia Oncologica di curare oltre 1800 nuovi pazienti ogni anno con le migliori e più aggiornate tecniche radioterapiche erogate in un’attività quotidiana di 13 ore giornaliere. L’investimento per il costo della nuova apparecchiatura è stato di circa 1 milione 800.000 euro. A questi si aggiungono 350.000 euro per gli interventi impiantistici e le opere edili. Queste ultime hanno compreso anche una risistemazione dei locali destinati ad accogliere l’utenza e delle aree di attesa. L’attività della Radioterapia di Treviso è significativa. Nel 2017 sono state eseguite 1765 prime visite e (con solo 2 attrezzature) 2586 trattamenti radianti (i pazienti ne fanno più d’uno). Oggi i pazienti in trattamento ci sono quasi 100 pazienti al giorno. Con il nuovo acquisto è previsto un aumento dei trattamenti pari al 50 o 60% potendo raggiungere il numero di 150 pazienti al giorno. La nuova attrezzatura è destinata, in particolare, alle patologie che richiedono alta precisione specialmente a livello encefalico e toracico con varianti da patologie mal formative vascolari e tumori primitivi e secondari.

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L’editoriale

“Obbligo Flessibile” ancora in tema di vaccini Dunque, per fare un esempio, se tutti i medici ed operatori sanitari, se tutte le forze di polizia, se tutti i Vigili del fuoco venissero vaccinati con vaccino con virus vivo attenuato, lo scenario potrebbe essere: ospedali e ambulatori chiusi per 45 giorni, nessun agente di Polizia in servizio e incendi liberi di divampare per oltre un mese, e si lascia poi all’immaginazione di chiunque il raffronto con situazioni analoghe con tutte le conseguenze che esse comportano. Per fare un altro esempio, si potrebbe ingenuamente essere indotti a credere che una dieta nutritiva preventiva sia atta a scongiurare il pericolo di contagio di malattie infettive, rendendo inutile la somministrazione dei vaccini. Si arriva così, a seguito delle rimostranze del mondo accademico e scientifico, al cd “obbligo flessibile”, che fa pensare molto alla storiella della madre che, alle richieste delle amiche sullo stato di gravidanza della giovane figlia rispondeva: “sì, è incinta, ma poco poco!” Se la scienza medica è in continuo progresso ed alla continua ricerca di terapie in grado di debellare le malattie, ad oggi i vaccini sono la sola arma che abbiamo per prevenire malattie virali o loro complicazioni anche letali. Sulla loro sicurezza e sulla loro efficacia molto si è detto e scritto, anche su queste pagine, per sfatare le fake news con cui associazioni di no vax hanno ammorbato l’etere. Vedasi a fianco il prospetto redatto dalla Società Scientifica dei Pediatri. E’ di questi giorni la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma, di una serie di esposti con i quali si richiedeva di verificare l’eventuale tossicità dei vaccini,il loro collegamento con patologie come l’autismo, la correttezza delle condotte dei membri delle commissioni delle Agenzie del farmaco italiane ed europee in relazione ai controlli svolti sui vaccini prodotti dalle case farmaceutiche. I magistrati hanno di fatto bocciato tutte quelle tesi “ sulla base di studi pseudo scientifici facilmente smontati non solo dalla scienza ufficiale ma dal fatto notorio che le vaccinazioni di massa hanno di fatto debellato malattie come la poliomielite, il vaiolo,significa aderire pregiudizialmente ovvero fideisticamente a una tesi rispetto alla quale qualunque argomento risulta inconsistente” Anche se si considerasse la Medicina una scienza non esatta, i medici non possono che applicare pratiche che derivino da evidenze scientifiche dimostrate e validate e non certo basate su opinioni farlocche senza alcuna validazione scientifica magari assunte per alzata di mano da gente incompetente o in malafede. No! La scienza in questo senso non è e non può essere democratica. E scienza e politica sono due mondi distinti, cui però ben potrebbe applicarsi il famoso ossimoro sopra citato delle “convergenze parallele”, perché i punti di convergenza tra le due possono, e debbono, esserci. Il buon utilizzo della scienza, infatti, rende possibile la realizzazione di una buona politica. Curioso notare, però, che questi personaggi politici, che con il loro atteggiamento incoraggiano e danno linfa ai no vax, finiscano poi col dichiarare che i propri figli li hanno comunque vaccinati! Verrebbe da dire che è fin troppo facile fare i no vax con i figli degli altri!

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Anna, la neonata che non poteva respirare, oggi sorride La collaborazione tra ospedali, neonatologi e cardiochirurhi di due regioni, salva una vita

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i sono storie di buona sanità e di ottima collaborazione che meritano più di altre di essere raccontate. Una è la storia di Anna ( nome fittizio) nata i primi di settembre a Mantova dopo un travaglio difficile. Mentre Anna viene al mondo, purtroppo aspira il meconio, cioè il liquido contenuto nell’intestino del feto ed altamente tossico per i polmoni. Così, appena nata, la piccola non riesce a respirare normalmente e i medici diagnosticano una grave insufficienza respiratoria. Viene trasferita immediatamente in Terapia Intensiva Neonatale e le viene applicata la macchina per la ventilazione meccanica. Tuttavia le condizioni cliniche di ossigenazione del sangue continuavano a peggiorare progressivamente tanto che Anna rischia la vita. I medici decidono che dovrebbe essere trasferita in una struttura specializzata ma le condizioni della piccola sono talmente compromesse, nonostante supporti massimali, da rendere intrasferibile la piccola con modalità convenzionali.

I medici di Anna contattano allora la Terapia Intensiva Neonatale di Padova al fine di attivare il team di trasporto “ECMO Neonatale”. Si tratta di una procedura estrema salva vita che permette di sostituire la funzione dei polmoni facendo circolare il sangue del neonato al di fuori del corpo dove viene ossigenato e quindi re-immesso nella circolazione del bambino. Si decide che l’assistenza ECMO venga posizionata prima presso la Terapia Intensiva Neonatale di Mantova e che, successivamente, Anna sarà trasportata in assistenza ventilatoria meccanica presso la struttura Padovana. E così avviene. Il Servizio di trasporto per l’emergenza neonatale (STEN) dell’Azienda Ospedaliera di Padova è operativo H24 tutti i giorni dell’anno ed effettua circa 200 trasporti urgenti all’anno. Entro poche ore dalla richiesta viene posizionata con successo l’assistenza cardiocircolatoria tipo ECMO presso l’Ospedale di Mantova e la piccola paziente viene quindi

“La prevenzione non è un accessorio. Vivi il rosa proteggi la tua Vita”

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a Campagna Nastro Rosa Lilt For Women è arrivata alla XXVIma edizione! Patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute è uno degli eventi più importanti della Lilt, sicuramente il più atteso dalle donne che - sempre più numerose - si rivolgono alle 106 Sezioni Provinciali sia per acquisire qualificati consigli e suggerimenti in tema di prevenzione che per prenotare visite senologiche gratuite. La campagna, già da qualche anno, ha un suo logo di riferimento che è “Lilt For Women Campagna Nastro Rosa 2018”, elemento distintivo rispetto alle tante altre iniziative su tali tematiche. La campagna di sensibilizzazione quest’anno ha ben due testimonial, le conduttrici televisive Federica Panicucci, volto quotidiano di “Mattino Cinque” di Mediaset e Filippa Lagerback del programma Rai “Che Tempo che Fa”. Il claim è “La prevenzione non è un accessorio. Vivi il rosa proteggi la tua Vita”. Il nastrino rosa, infatti, non è solo un simbolo da indossare, ma una testimonianza dell’importanza del valore della prevenzione. L’hasthag #vivilrosa con-

trasportata in assistenza ECMO mediante ambulanza attrezzata della Croce Verde di Padova presso la Terapia Intensiva postoperatoria (TIPO) della Cardiochirurgia Pediatrica. Presso il Centro Gallucci, Anna viene presa in cura dai medici della Terapia Intensiva Neonatale e della Cardiochirurgia Pediatrica i quali, lavorando in stretta collaborazione, riescono dopo quattro giorni di cure intensive a svezzare la piccola dalla assistenza ECMO e, dopo solo due giorni a portarla al respiro spontaneo, senza necessità di supporto ventilatorio. Solo a questo punto la mamma e il papà

di Anna hanno potuto riabbracciarla sapendo che la bambina da allora in poi avrebbe respirato da sola. Dopo appena 12 giorni di distanza dal grave evento acuto, è stata ritrasferita presso la Terapia Intensiva Neonatale del “Carlo Poma” di Mantova in ottime condizioni, senza alcun esito clinico in seguito all’invasività della procedura. Nella storia di Anna la collaborazione tra la struttura lombarda e quella veneta è stata un elemento vitale e vincente. Così come l’eccellenza padovana: Padova è a tutt’oggi l’unico Centro in Italia che con

avanzate tecniche sviluppate di assistenza meccanica, può offrire la salvezza a questi piccoli neonati in condizioni critiche a rischio di vita con la totale remissione della malattia e la prospettiva di una vita futura assolutamente normale, grazie alla stretta collaborazione tra la Terapia Intensiva Neonatale e la Cardiochirurgia sia per adulti che pediatrica. Negli ultimi anni il team “ECMO neonatale” di Padova ha effettuato 6 interventi di trasporto neonatale in ECMO. Anna è uno di questi e oggi sorride alla vita a pieni polmoni.

Epatite C, in Veneto si combatte con efficacia per eradicare il virus I

traddistinguerà la comunicazione social sia della Sede Centrale che di tutte le Sezioni Provinciali in modo da potenziare la condivisione. Grazie alla consolidata partnership con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) si rinnova la possibilità di illuminare di rosa i monumenti in ogni Comune del territorio nazionale. In particolare, il Colosseo di Roma sarà illuminato tutte le domeniche notte del prossimo mese di ottobre - con proiezione del logo Lilt - grazie ad un importante contributo liberale erogato dalla Acea spa, una delle principali multiutility italiane attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi riguardanti l’energia e l’ambiente.

n Veneto grazie alle nuove terapie per l’epatite C in questi anni sono state curate 10.000 persone e 3.000 sono in lista d’attesa per ricevere il trattamento. “Restano circa 12.000 pazienti ancora da intercettare – ha affermato Alfredo Alberti, professore ordinario di Gastroenterologia all’Università di Padova – Stiamo mettendo in campo una serie di strategie per raggiungere questa popolazione sul territorio, attraverso informazione alla cittadinanza e la sensibilizzazione dei medici di medicina generale e attraverso un capillare intervento nei gruppi a rischio come gli utenti dei SerD e i carcerati”. Il Veneto è la prima Regione ad aver strutturato un programma di eliminazione dell’epatite C: “Vogliamo implementare strategie concrete coordinate da una cabina di regia che coinvolge tutte le componenti che fanno parte della presa in carico del paziente con epatite C – ha spiegato Roberta Rampazzo della Divisione farmaceutico, protesica e dispositivi medici di Regione Veneto – Le fasi in cui il piano è articolato sono cinque: definizione dell’epidemiologia, dell’infezione Hcv, intensificazione della ricerca di pazienti non noti, definizione percorsi di presa in carico attraverso la messa in rete dei centri coinvolti e monitoraggio dei risultati raggiunti” “Nel periodo iniziale - ha aggiunto Ivan

Le liste d’attesa si stanno assottigliando, tutti saranno curati Gardini, presidente di EpaC Onlus - è stato giusto curare i pazienti più gravi. Come Associazione abbiamo lavorato molto per garantire l’accesso alle terapie per questa tipologia di pazienti. Adesso l’impegno è ri-

volto a curare i pazienti meno gravi e quindi tutti, nessuno escluso. Le liste di attesa si stanno progressivamente assottigliando, ma adesso c’è il problema di andare a cercare i pazienti in quei bacini che non sono stati presi in considerazione e dunque emerge una nuova priorità: costruire percorsi di presa in carico per gruppi di popolazioni cosiddette “speciali”, come le persone in tossicodipendenza attiva o non attiva, seguite presso i Sert, e le persone detenute”.


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Chirurgia laser per eliminare gli occhiali: cosa deve sapere il paziente O

ggigiorno, le tecniche chirurgiche ed i laser impiegati in chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti di vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo) hanno raggiunto una grande maturità. Tuttavia, è bene ricordare che non tutte le tecniche chirurgiche sono adatte a tutti i tipi di occhi o a tutti i difetti di vista. Sempre più spesso, al giorno d’oggi, i pazienti si presentano dall’oculista dopo essersi documentati via internet o tramite altri mezzi di comunicazione; ciò che abbiamo riscontrato è che spesso il paziente è forviato da informazioni incorrette o illusorie. Inoltre, il paziente non è a conoscenza dell’attrezzatura all’avanguardia e dell’esperienza dell’oculista necessaria per questo tipo di chirurgia. È quindi il momento di fare un po’ di chiarezza. La chirurgia atta alla rimozione degli occhiali per la correzione dei difetti di vista si chiama chirurgia refrattiva. In chirurgia refrattiva esistono due tipologie di laser: laser ad eccimeri e laser a femtosecondi. A seconda della tecnica che il chirurgo utilizza è possibile adottare uno dei due laser o entrambi. Le tecniche di superficie (PRK, LASEK) utilizzano il laser ad eccimeri, che, modellando la cornea in superficie, permette di correggere miopia ipermetro-

Laser a Femtosecondi presso SEKAL Microchirurgia Rovigo

Strumento diagnostico in grado di misurare anche lo spessore dell’epitelio corneale

pia ed astigmatismo. Queste tecniche hanno un grande profilo di sicurezza a discapito di un recupero postoperatorio un po’ più lungo. Le tecniche più profonde, dette intrastromali (poiché lavorano all’interno dello stroma corneale), sono la tecnica LASIK e la tecnica SMILE. Nella prima vengono utilizzati entrambi i laser: prima il laser a femtosecondi crea un taglio sulla cornea, il chirurgo solleva il tessuto tagliato, poi il laser ad eccimeri modella la cornea, infine il chirurgo riposiziona il lembo tagliato. La SMILE, tecnica più recente che utilizza un particolare laser a femtosecondi della Zeiss (unico al mondo), permette di correggere i difetti di vista mantenendo, quasi completamente, l’integrità dei tessuti. Come lavora

dunque questo laser? Prendiamo ad esempio un occhio miope, per correggere questo difetto è necessario rimuovere una porzione di tessuto corneale. Quindi, il laser per la tecnica SMILE è in grado di tagliare una piccolissima porzione di tessuto all’interno dello spessore della cornea. Fatto ciò il chirurgo è in grado di asportare, tramite un taglio di soli 3 millimetri, il tessuto pre-tagliato in precedenza dal laser. Ma quali sono i veri vantaggi? In particolare, questa tecnica è ideata per la correzione della miopia ed astigmatismo riducendo drasticamente complicanze come riduzione della lacrimazione ed il dolore postoperatorio, il paziente non avverte dunque alcun fastidio. La necessità da parte dell’oculista di lavorare su tessuti molto piccoli (micron) fa

si che lo studio della morfologia dell’occhio e del difetto di vista deve essere il più accurato possibile. Ecco che in questo campo la strumentazione diagnostica deve essere di altissima qualità al fine di ottenere il miglior risultato. Da 30 anni noi investiamo nella strumentazione diagnostica e chirurgica al fine di ottenere i migliori risultati per i nostri pazienti, il nostro centro SEKAL Microchirurgia Rovigo si avvale di circa 24 strumenti diagnostici. Ad esempio, recentemente abbiamo investito su di uno strumento che è in grado di misurare lo spessore dell’epitelio corneale (uno strato di 10 cellule circa che sta sopra alla cornea). Tale strato è tanto piccolo quanto importante in questo tipo di chirurgia. A tutto ciò va aggiunto che questi laser necessitano di una manutenzione particolare per lavorare al meglio

e garantire i risultati migliori. Ad esempio, il nostro laser a femtosecondi (uno dei soli 16 laser presenti in Italia) è situato in una stanza che rimane a temperatura e umidità costanti per 365 all’anno 24 ore su 24. Concludendo, è sì vero che oggi la chirurgia refrattiva è una realtà consolidata e matura ma non deve essere presa con leggerezza o sottovalutata. I difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una mioperficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!

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’ già operativo il nuovo eliporto Fisioterapia e Riabilitazione in Acqua E ospedaliero (con grande potenziale operativo in più rispetto allePolispecialistico elisuperfici Ambulatorio

tradizionali, il secondo in Italia di queDirettore Sanitario: Dott. Walther Domeniconi sto tipo), che servirà la Cittadella della Salute in costruzione. Idrokinesi - Riabilitazione L’ Eliporto del Ca’ Foncello di Treviso Fisioterapia Idroterapica sostituisce la vecchia Attività elisuperficie or-in Vasca moderna e al passo con i tempi dell’atmai da qualche settimana. La differentività dell’elisoccorso Box di fisioterapia con macchinari all’avanguardia Piscina ad acqua calda ideale trevigiano. In za nei termini è dovuta a caratteristiche per garantire una presa in carico globale dell’utente per tutte le età.tutto l’anno scorso, infatti, ha registrato specifiche nella realizzazione, nei servi546 interventi; di quest’anno e di tutte le sue eventuali problematiche Percorso vascolare caldo edall’inizio freddo. zi complementari e nell’attività in grado a oggi sono stati 459, segando un auo patologie muscolo–osteo–articolari. Idromassaggio completo di assicurare. Quello di Treviso è oggi mento del 6,7%. Nel 2017, gli interventi di cascata cervicale, Palestra Attrezzata con Macchinari Computerizzati il secondo eliporto ospedaliero dopo propriamente idromassaggio lombare di soccorso sono stati 388 Offriamo servizi di: quello di Campoformidoeingeyser. Friuli. (72%), dei quali 254 per eventi trauma• Elettroterapia • Elettrostimolazione • Ultrasuoni Abilitato anche per il volo notturno, tici (65%) e 134 (35%) non traumatici. • Laserterapia • Magnetoterapia • Linfodrenaggio Le terapie sono così diversificate: l’eliporto sorge nell’ampia area verso I voli sono stati 142 in seguito a inci• Manipolazioni • Massoterapia parziale e totale • Idrokinesi la tangenziale, compresa a distanza trasingola denti stradali (22 su autostrada), 45 a • Massaggio Connettivale •Tecar Terapia e gruppo incidenti sul lavoro, 31 a incidenti dogli spazi del polo logistico e di tecnologico Vertebrali - Osteopatiche • Riattivazione Dolce sportivi o ricreativi. e via Cittadella della Salute. E’ realiz- Psicofi mestici,sica 33 incidenti • Manipolazioni • Acqua Teraphy zata secondo le indicazioni dell’ENAC, In prevalenza gli interventi di soccorAcquantalgica Back School - H2OPostural è dotato di moderno e• ampio hangar so sono avvenuti in provincia di Treviso • Rieducazione Neuromotoria Idromassaggio con pista di rullaggio e•servizi logistici, (265) ma anche di Venezia (76 di cui 50 • Mobilizzazione Distrettuale terapia manuale • Kneipp collegata direttamente alPercorsi polo ospedasul litorale), Belluno (9), Padova (14), • Trazioni Cervicali e Lombari manuali per la ginnastica vascolare liero. E’ operativo in sostituzione della Vicenza (22), Pordenone (2). Di questi, • Riabilitazione Ortopedica pre post operatoria • Riabilitazione dello Sportivo ormai obsoleta elisuperficie la cui area 47 sono avvenuti in area montana (19 Valutazione Posturale in Acqua è compresa in quella su cui è prevista la per incidenti con parapendio o deltacostruzione del polo per alta intensità plano). Via dei Soranzo, 4 - 30037 Scorzèdi(VE) cura della Cittadella della Salute. Il Non secondario, sempre nel 2017, è nuovo eliporto è strettamente collegato il numero di trasferimenti ospedalieri con la nuova sede della centrale ope- da Treviso. Verso ospedali della Marca aquafit@centroserviziannisereni.itrativa del SUEM di prossima inaugura- sono stati 89, 20 in provincia di Belluno, zione. L’eliporto attuale è una struttura 12 di Vicenza, 37 di Venezia.

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Moldova, il vino come ambasciatore di Renato Malaman

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’ più nota come Moldavia, ma il suo

nome ufficiale è Moldova. E’ tra le più piccole repubbliche dell’ex Unione Sovietica (fra le 15 solo l’Armenia è meno estesa) e all’estero è conosciuta soprattutto grazie al suo vino. Vino moldavo che ha raggiunto vertici qualitativi notevoli anche per merito dell’apporto di consulenti e tecnologia italiani. La Moldavia è un paese che ha una grande fame di futuro e tanti sogni nel cassetto. Sogni che per una buona parte della popolazione significano adesione all’Unione Europea. Un primo passo in tal senso è stato fatto nel 2014 firmando l’ac-

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cordo di Associazione politica ed economica con l’Ue. Inoltre è stato aperto un ufficio della Nato. Decisioni tutt’altro che gradite alla Russia: dopo la dissoluzione dell’Urss, Putin continua a monitorare preoccupato questo quadrante dell’ex impero, dove anche l’Ucraina guarda più a Strasburgo che a Mosca. Simbolo di queste frizioni fra la Moldova e la Russia è la questione della Transnistria, piccola repubblica separatista non riconosciuta dalla comunità internazionale, dove ancora sventola la bandiera con “falce e martello”, dove le statue di Lenin sono ancora in piedi, dove si parla solo russo e si scrive in cirillico. continua alla pag. seguente


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Moldova, il vino come ambasciatore Dalle cantine di Cricova – le più grandi del mondo – a Purcari – dove il successo è targato Veneto – viaggio in un paese che stimola gli amanti di Bacco. Monasteri, aree archeologiche, parchi e villaggi etnografici sorprendono per la loro inusitata bellezza

s e g u e da l l a p a g . p r e c e de n t e

E dove si stampano persino rubli “transnistri”, utilizzabili solo in loco. Mentre in Moldova, dopo l’indipendenza del 1991, è stata fulminea la scelta del ritorno al rumeno come lingua ufficiale, ai caratteri latini e al Leu come moneta. All’orizzonte, finora, non c’è alcuna soluzione per il futuro di questo paese “che non c’è”. Ciò che sorprende positivamente oggi è la scelta dell’ente del turismo moldavo di proporre questo territorio ribelle fra le destinazioni turistiche più interessanti della Moldova, presentando l’escursione come un nostalgico “Ritorno all’Urss”, con le sue atmosfere e i suoi simboli un po’ appannati. Un modo intelligente - e un tantino ironico - di esorcizzare le paure e disinnescare la tensione fra le parti. Entrare in Transnistria, dopotutto è facile: alla frontiera in uscita dalla Moldova viene consegnato una specie di visto e per 10 ore si può girare tranquilli in questo territorio di 3500 chilometri quadrati, stretto tra il fiume Nistro e il confine ucraino, dove vivono 505.000 persone. La bandiera comunista in realtà è solo di facciata. Basta notare come l’oligarchia economica la faccia da padrona anche qui: tutto è in mano alla società Sheriff, che fa capo al figlio dell’ex presidente della Transnistria. Sheriff è proprietaria del club di calcio più titolato della Moldavia, di una catena di distributori di carburante, di una di supermercati e persino di un allevamento di storioni. Momento gradevolissimo: la degustazione del brandy Kvint, vanto locale. Nostalgie sovietiche in salsa turistica a parte, la Moldova di oggi si presenta come un paese dallo spirito nuovo, decisa a scrollarsi di dosso in fretta l’etichetta di Cenerentola d’Europa che ingiustamente le era stata affibbiata. Il paese, grazie anche all’impulso economico garantito dalle rimesse dei tanti emigrati all’estero (in Italia e Germania soprattutto), ha già sensibilmente migliorato la propria immagine complessiva: edifici storici restaurati, strade pulite e in ordine, servizi urbani che funzionano. Persino parco auto e abbigliamento denotano come quel po’ di benessere arrivato negli ultimi anni stia migliorando la qualità della vita dei moldavi. Chisinau la capitale è città di aspetto gradevole, con palazzi, musei e monasteri da visitare. Alle porte della città c’è una chiesa in legno del 1672. Poco lontano si trova il complesso archeologico di Orheiul Vechi, caratterizzato da uno spettacolare canyon, con tracce della civiltà ancestrale dei Daci. A Butuceni c’è un

La repubblica separatista di Transnistria – staccatasi dal governo di Chisinau già nel 1991 è diventata meta turistica per i nostalgici delle atmosfere Soviet: statue di Lenin, bandiera con falce e martello, cirillico e rubli sono i simboli di questo territorio ribelle e dal futuro incerto

NELLA FOTO DI COPERTINA UNA BELLA IMMAGINE DEL FESTIVAL DEL VINO CHE SI TIENE OGNI ANNO AI PRIMI DI OTTOBRE A CHISINAU. IN QUESTA PAGINA, DA IN ALTO A SINISTRA: UNA PANORAMICA DELL’AREA ARCHEOLOGICA DI ORHEIUL VECHI, IL CASTELLO MIMI, LE CANTINE DI CRICOVA CON VINO DI IERI E DI OGGI, LO CHATEAU PURCARI E UN MOMENTO DELLA VENDEMMIA. A DESTRA: UNO SKYLINE DI CHISINAU CON GUGLIE DI CHIESE E LA PARTE MODERNA DELLA CAPITALE, PIÙ SOTTO UNA CHIESA IN LEGNO DEL 1672. NELLE TRE FOTO SOTTO: ATMOSFERE SOVIET A TIRASPOL, CAPITALE DELLA TRANSNISTRIA

eco-resort dove è stato restaurato un villaggio di vecchie case in legno e si possono assaggiare i piatti della tradizione locale (fra cui la Malaliga, la polenta moldava che pure si taglia col filo). A Clisova Noua c’è la Rustic Art che documenta la recuperata arte del tappeto tradizionale. Anche a Cioborciu c’è un eco-villaggio, costruito da un privato sulle rive del Nistro. Infine sua maestà il vino. A Cricova sorge la cantina più grande del mondo, ospitata in ex cave di argilla: un percorso sotterraneo di 120 chilometri che ha incantato anche molti capi di stato. Vino all’altezza della fama. Ancora di più

a Purcari, azienda del 1827 seguita ultimamente dal trevigiano Federico Giotto, con risultati a dir poco stupefacenti. Anche il Castello di Mimi produce vini di profilo qualitativo internazionale e - come Purcari - ha creato un resort per gli ospiti. Il movimento del vino moldavo, che ai primi di ottobre dà vita al grande festival popolare di Chisinau, è l’emblema di un paese che facendo squadra sta crescendo a vista d’occhio. Segnalandosi anche a livello turistico come una realtà ricca di elementi di interesse e soprattutto di un’anima profonda, sconosciuta ai più.

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Food & Drink CASTAGNE E MARRONI IGP, LA FESTA A COMBAI

LA SFIDA DEI “FORMAGGI DI FATTORIA”

Tutti in festa nel piccolo e suggestivo borgo del trevigiano per la sagra dei marroni che prevede tantissimi appuntamenti che proseguiranno fino al 1 novembre vi aspettano tre settimane di gusto, tradizione e divertimento! Giunta alla sua 74° edizione, la festa delle castagne di Combai è diventata una delle più attese sagre della provincia di Treviso, un evento noto ormai in tutta la regione e in grado di richiamare ogni anno più di 80.000 visitatori. Immerso tra le colline del Prosecco, il piccolo borgo di Combai di Miane offre una cornice davvero incantevole per questa grande festa dedicata all’enogastronomia locale… Il protagonista assoluto è il

Marrone locale, diventato IGP (Indicazione Geografica Protetta) nel 2010 e prodotto esclusivamente in 11 comuni dell’area pedemontana: Sarmede, Cison di Valmarino, Vittorio Veneto, Cordignano, Segusino, Fregona, Revine Lago, Follina, Tarzo, Valdobbiadene e Miane. Come da tradizione ormai consolidata, a Combai, la Festa dei Marroni 2018 sarà un’occasione per conoscere e gustare questa delizia autunnale: preparate in enormi rostidore, le castagne potranno essere assaporate da sole o abbinate agli ottimi vini locali, primi fra tutti il celebre Prosecco e il Verdisio. Alla Sagra di Combai potrete immergervi nella ricca enogastronomia locale: squisiti dolci, miele, marmellate ed altre prelibatezze a base di marroni saranno disponibili per tutta la durata della manifestazione presso il punto degustazione che ogni giorno della settimana propone un piatto diverso. Oltre al punto degustazione, la festa della castagna di Combai offre moltissimi appuntamenti: ogni sabato pomeriggio, ad esempio, alle 15.00, sarà possibile partecipare alla passeggiata per raccogliere i marroni, simpatica iniziativa aperta soprattutto alle famiglie che potranno trascorrere un pomeriggio diverso dal solito, passeggiando tra i boschi in cerca di castagne! Ma il programma è lungo e vario e val la pena dare un’occhiata al sito www.combai.it. Se pensate di fare un giro a Combai, sagra dei marroni 2018, sabato 20 ottobre non dimenticate di passare al ristorante Biss Badaliss dove si terrà la ‘rostidora d’Oro’ per premiare il miglior cuciniere di castagne!

Per la prima volta in Italia, una grande manifestazione di formaggi come Caseus Veneti, giunta alla sua XIV edizione, riconosce la specificità e la qualità dei Formaggi di Fattoria, dedicando un concorso esclusivo a questa categoria. “È un grande risultato - precisa Giancarlo Coghetto, Coordinatore tecnico del gruppo Fattorie dei Sapori Veneti, progetto che promuove la produzione di formaggi di fattoria al naturale - che giunge dopo anni di preparazione per sviluppare nelle fattorie/caseificio la cultura della qualità del latte, le competenze tecnico-professionali e la disponibilità di impianti e attrezzature casearie moderne adatte alle piccoli produzioni”. A Caseus Veneti 2018 sono stati presentati in concorso oltre 130 Formaggi di Fattoria, rappresentativi delle produzioni del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia e della Lombardia. Tra i 46 formaggi premiati, ben 8 sono stati presentati dalle aziende de “Le Fattorie dei Sapori Veneti”. Il gruppo ha intrapreso la sfida al naturale, realizzando due nuovi formaggi a latte crudo e fermenti naturali aziendali: AGROS, a breve maturazione, e KALIERA, pronto dopo 40 giorni, ma che può essere stagionato anche per oltre un anno. Quella dei “Formaggi di Fattoria” è una denominazione che designa un formaggio prodotto da un allevatore che trasforma il latte dalla mandria che alleva, e che si differenzia dal formaggio artigianale (l’artigiano compra il latte dagli agricoltori) e dal formaggio industriale (il caseificio acquista il latte dagli agricoltori). Differenziazioni che in Francia sono presenti da tempo, anche all’interno delle DOP. Il Formaggio di Fattoria, un tempo tradizionalmente destinato al consumo familiare, oggi può essere commercializzato perché ottenuto in conformità con le norme di igienico sanitarie vigenti.


Appuntamenti

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Limena. Appuntamento a teatro, “è un rito” Dal 21 al 25 aprile 2016

Padova, Impressionismo a Palazzo Zabarella Palazzo Zabarella - fino al 27 gennaio

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ino al 27 gennaio sarà in esposizione a Palazzo Zabarella la selezione di capolavori di Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Matisse che il banchiere, assicuratore, Consigliere di Stato e filantropo Wilhelm Hansen acquisì nei primi anni del Novecento, dando vita a una delle più belle raccolte di europee di arte impressionista.

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Al via la nuova edizione di “Limenamente – Teatro” dal 19 ottobre al 7 dicembre 2018 che si terrà nella Sala Teatro Falcone e Borsellino in via Roma 44 alle ore 21 con la direzione artistica di Simone Toffanin. Venerdi’ 19 ottobre il primo appuntamento con la Città Murata di Cittadella che presenta “Il Povero Piero” di Achille Campanile e la regia di Ermanno Reffo, mentre il 26 ottobre in programma con la Compagnia Tetrale “L’Archibugio” il Mercante di Venezia di W. Shakespeare con la regia di Giovanni Florio. Prosegue venerdi’ 9 novembre con TrentAmici dell’Arte “Nemici come prima” di Gianni Clementi e la regia di Gianni Rossi Messaggiopubblicitario pubblicitario messaggio

Consorzio CEV, al servizio degli enti I capolavori di Ligabue a Padova Musei civici Eremitani - fino al 17 febbraio

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er la prima volta a Padova una mostra monografica su Antonio Ligabue: in esposizione fino al 17 febbraio ai Musei Civici Eremitani più di settanta dipinti, dieci opere su carta e sette sculture con un allestimento che offre una lettura storica e critica dell’opera dell’artista italo-svizzero, ancora oggi una delle personalità più interessanti dell’arte del Novecento. Il percorso della mostra è diviso per temi principali entro i quali si sviluppa l’universo creativo di Ligabue: il rapporto con l’autoritratto, gli animali selvaggi e domestici, il lavoro dei campi.

“Sconcerti al Teatro Verdi Dal 14 al 18 novembre

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all’incontro tra Elio, lo scrittore e poeta Franco Marcoaldi e il compositore Giorgio Battistelli torna in scena, dopo una prima versione del 2010, lo spettacolo “Sconcerto. Teatro di musica per attore e orchestra”. Un raffinato intreccio di diversi linguaggi espressivi, di parole e musica, che non può essere etichettato come melologo o come opera lirica, ma rappresenta un esperimento unico nel suo genere. Appuntamento dal 14 al 18 novembre al Teatro Verdi.

Riefficientamento energetico, riduzione della spesa, consulenza a favore degli Enti Pubblici: questo e molto altro è il Consorzio CEV, un’aggregazione che attualmente riunisce 1.090 comuni di tutta Italia, la maggior parte al di sotto dei 5.000 abitanti, verso i quali promuove soluzioni efficienti per le attività di Pubblica Amministrazione. Nato nel 2002 ed entrato come gruppo d’acquisto nel libero mercato, in quel momento accessibile solo ai grandi energivori, oggi il Consorzio opera a sostegno dei Soci con un’attività consolidata nell’ambito degli acquisti centralizzati e dell’efficientamento energetico di impianti e strutture. Con il progetto MEL (Municipal Efficiency Light), il CEV offre ai comuni la possibilità di riqualificare il proprio parco illuminotecnico, riducendo significativamente il consumo di energia e, soprattutto, senza anticipare alcuna spesa o gravare in alcun modo sul bilancio dell’ente. Grazie al finanziamento a fondo perduto (fondo ELENA) ottenuto nel 2015 dalla Commissione Europa ed erogato dalla Banca Europea degli Investimenti, i costi tecnici, amministrativi e legali - propedeutici al lancio dei bandi di gara per la riqualificazione energetica della pubblica illuminazione dei comuni consorziati - sono interamente coperti dal fondo europeo (90%) e dal CEV (10%). Gli interventi di riqualificazione veri e propri, invece, si ripagheranno con parte del risparmio ottenuto dall’efficientamento energetico dell’impianto (grazie al contratto EPC, Energy Performance Contract). Nel concreto, si sostituiscono lampade obsolete con lampade a LED, si installano regolatori del flusso luminoso e sistemi di controllo a distanza, si rimpiazzano pali o quadri elettrici non più in linea con le normative vigenti. “In materia di efficientamento energetico chi è chiamato a dare il buon esempio sono le pubbliche amministrazioni, le quali svolgono essenzialmente due ruoli: consumatore e modello. Devono agire in maniera tale non solo da operare con un conside-

Noventa Padovana, “Fiera del Folpo” Dal 26 al 30 ottobre

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revole risparmio ma fungere da traino per l’adozione di soluzioni tecniche che mirino alla sostenibilità ambientale ed energetica” sottolinea il presidente del Consorzio CEV, Andrea Tasinato, che conclude: “L’obiettivo principale è stabilire anche nella mente dei cittadini una forte coscienza ambientale, far si che iniziare da una piccola realtà come gli enti pubblici possa scaturirne un effetto ancora più grande. Il consorzio CEV in questo si inserisce in modo determinate per far conseguire agli enti associati questo obiettivo”. Sempre nell’ottica del conseguimento di significativi risparmi economici, abbattendo costi e consumi di energia elettrica e combustibile, il Consorzio propone ai propri Soci i progetti “Efficientamento Calore” ed “Illuminotecnica interna”, che consentono di mettere a norma le centrali termiche dell’Ente - sostituendo caldaie obsolete con generatori di calore più efficienti, sicuri e meno inquinanti - e di riqualificare ed efficientare l’illuminazione interna degli edifici di proprietà e degli impianti sportivi. Anche in questo caso, grazie al contratto EPC (Energy Performance Contract) l’Ente non dovrà anticipare alcuna spesa. Nell’ambito degli acquisti centralizzati, il Consorzio CEV opera come Centrale di Committenza e mette a disposizione dei Consorziati uno strumento telematico di negoziazione per gli acquisti centralizzati di forniture, lavori e servizi, un Albo Fornitori elettronico ed un team dedicato alla consulenza in tema di con-

tratti pubblici, che affianca gli Enti nell’attività di redazione degli atti amministrativi di gara, fornisce modelli standard e supporta gli stessi nell’utilizzo dello strumento e-procurement. Dall’entrata in vigore dell’obbligo di utilizzo dei mezzi di comunicazione nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione, il 18 ottobre 2018, il Consorzio CEV offre ai propri soci l’utilizzo gratuito della piattaforma per operare in autonomia, oltre al servizio di e-procurement e l’albo fornitori. Un Consorzio, 1090 Comuni, innumerevoli progetti a sostegno dei Soci: aggregando necessità e conoscenze, il CEV permette procedure e metodi semplificati per migliorare le performance dell’Amministrazione ed operare un’efficace riduzione della spesa ed una maggiore sensibilizzazione ambientale.

utunno è tempo di sagra a Noventa Padovana con la tradizionale “Fiera del Folpo”. Si inizia venerdì 26 ottobre e sarà festa lungo tutta via Roma, come di consueto, fino alla mezzanotte di martedì 30. Ci saranno 11 stand gastronomici, tradizionalmente gestiti da gruppi e partiti politici, associazioni del territorio e parrocchia, di cui 2 bettolini, 5 bettole di medie dimensioni e 4 bettoloni, più 56 attrazioni viaggianti, giostre di tutte le dimensioni, per tutti i gusti ed età. L’edizione 2018 prevede anche numerosi eventi, tra cui due sfilate di moda, di abiti da sposa e di abbigliamento per bambini, organizzate dai commercianti di Noventa sabato e domenica sera in piazza Europa, con passerella scenografica tra le fontane rimesse a nuovo. Domenica concerto con una street band. Sempre in piazza Europa andrà in scena il “Villaggio del Gusto” con degustazione di prodotti tipici italiani e musica.

Andersen a teatro Teatro Verdi - 25 novembre

“L CONSORZIO CEV Via Antonio Pacinotti, 4/b, 37135 Verona VR TEL. 045 810 5097 MAIL. info@consorziocev.it

’acciarino magico” è una fiaba di Andersen da riscoprire attraverso la messa in scena di Andrea Lugli e l’accompagnamento musicale di Stefano sardi in scena al Teatro Verdi il 25 novembre. Uno spettacolo sulla speranza verso il futuro, sull’importanza del coraggio ma anche della prudenza. Uno spettacolo per tutta la famiglia, che saprà incantare grandi e piccini.


AUTUNNO / INVERNO 2018-2019


Appuntamenti

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Hashtag Music Festival - Halloween at Autodrome

Il più grande Halloween d’Italia all’Autodromo di Adria! U

na location incredibile, per la prima volta aperta al pubblico dei grandi eventi musicali. L’Autodromo di Adria ospiterà per la serata del 31 ottobre 2018 Hashtag Music Festival, che con il suo format curato ed accattivante da qualche anno attrae il pubblico giovane del Veneto. L’Hashtag Music Festival è un evento che sta vivendo successi senza precedenti. La formula vincente è composta di Dj set a cura di artisti e perfor-

mer di fama nazionale, guest star d’eccezione, uno spettacolo realizzato da ballerini professionisti, coreografie di grande impatto ed effetti speciali. Sull’imponente palco si sussegue la musica dei dj, in un crescendo di ritmo e di coreografie, per coinvolgere il pubblico nei più grandi eventi di musica elettronica del Veneto. C’è già grande fermento, dunque, per l’ Halloween at Autodrome che si candida per il primato quale even-

Angemi Angemi è un top Dj Producer,cantautore e pianista italiano. 22 anni e già sulla vetta dell’olimpo dell’EDM, con un esperienza decennale dietro i decks. Le sue uniche capacità Angemi in studio (e fuori) l’hanno portato a conoscere alcuni dei più grandi dj al mondo, tra cui i suoi mentori, Dimitri Vegas & Like Mike, che non hanno tardato a scritturarlo nella loro casa discografica “Smash The House” dopo aver visto uno dei suoi “What If Videos”. La viralità di questi video ha mostrato nel 2015 la sua versatilità e le sue abilità nel saper produrre qualunque stile di musica. Da 4 anni a questa parte ha visitato tutto il mondo in tour. Attualmente è il secondo italiano ed il più giovane ad essersi esibito con un set completo al Tomorrowland Mainstage; Medusa Sunbeach Festival a Valencia dove ha suonato al mainstage nel 2017 e 2018 ; Medusa Mexico 2018, Bringing The Madness 2017 e 2018, Creamfields 2016 e World Club Dome Winter Edition nel 2016 e World Club Dome Frankfurt nel 2017.

MamboLosco MamboLosco è il rapper che ha conquistato il web con “Guarda come flexo”. Originario di Vicenza, parla perfettamente sia l’inglese che l’italiano, una particolarità che ha reso ancora più MamboLosco unica la sua musica. Nato da padre statunitense (militare dell’esercito USA) e madre italiana, è membro del collettivo della Sugo Gang. La sua carriera è iniziata quando ha caricato alcuni video su Youtube, fra cui “Mama I did It Again”, in collaborazione con Luscià e “Come se fosse normale” realizzato con Nashley. L’uso perfetto sia dell’inglese che dell’italiano e il talento di MamboLosco, hanno consentito al cantante di farsi notare, anche grazie al singolo “Giovanotti”. La fama di MamboLosco però è esplosa con altri due singoli: “Me lo sento” feat. Nashley e “Guarda come flexo”. L’enorme successo delle canzoni ha consentito a Mambo di farsi conoscere nell’ambiente trap/rap insieme a Edo Fendi. MamboLosco ha uno stile tutto suo, che unisce la wave americana alla trap italiana, rivisitandole in chiave personale. A settembre 2018 è uscito il suo ultimo successo “Guarda come flexo 2”, da subito ai primi posti delle classifiche Spotify.

to più grande d’Italia. Numeri da capogiro: 40.000 metri quadri a disposizione, 7 ore di musica, 5 Dj resident, 2 ospiti internazionali. Se da un lato c’è la particolarità della location, dall’altra c’è la scelta degli organizzatori di seguire i gusti musicali più in auge nei giovani, con due Guest Star ai vertici delle classiche musicali del loro genere. A scaldare la serata infatti ci sarà l’attesissima esibizione live di MamboLosco, tra i più importanti rappresentanti della musica rap in Italia. Forte dei suoi successi, sempre ai vertici delle classifiche nazionali, MamboLosco canterà per il pubblico di HMF – Halloween at Autodrome. Nel susseguirsi di Dj resident, coreografie ed effetti speciali, un altro grande artista

solcherà il palco di HMF: Angemi, il giovane prodigio della musica EDM, in assoluto il secondo italiano ed il più giovane ad essersi esibito con un set completo al Tomorrowland Mainstage. Due nomi sensazionali, dunque, che si aggiungono a molti altri nomi importanti del settore che hanno suonato all’HMF: Vinai, Marnik, Merk&Kremont, SDJM, Da Candy, Nari e Milani, Michael Feiner, Rudeejay e Rivaz solo per citarne alcuni, sempre accompagnati dai migliori performer e vocalist. Ma anche la location scelta per Halloween at Autodrome non è da poco visto che si tratta del più grande paddock d’Europa e si ispira ai grandi festival europei. A questo proposito gli organizzatori assicu-

rano di aver prestato particolare attenzione a tutti gli aspetti legati alla sicurezza che sarà garantita da personale specializzato per assicurare a tutti un sano divertimento. Moltissimi i servizi offerti durante la serata, dal food & beverage ed il parcheggio interni, fino alla possibilità esclusiva di utilizzare la Sala Simulatori interna al paddock. Inizia con questo evento la collaborazione tra Adria International Raceway – Autodromo di Adria e Give Emotions, agenzia e titolare del marchio Hashtag Music Festival e di altri format musicali. Da qui infatti comincia una stagione di grandi eventi di pubblico all’Autodromo di Adria, già leader in Italia nell’attività motoristica nazionale ed internazionale.

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Crucilibro

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La verità non è mai quella che sembra Ci sono storie che disegnano itinerari della mente e altre che tracciano i battiti del cuore, a noi cercare di capirne il senso profondo Alessandro Baricco

Rossella Postorino

Carla Fiorentino

Teresa CIabatti

Il Game

Rosa Sauer

Clara

Noemi, una bambina ordinaria

Alter Ego

Un archeologo

Hitler

Porno e Pusher

Andrea, il fratello speciale

Location

Silicon Valley

La tana del lupo

Roma

Nord-Est d’Italia

L’uomo analogico

Altre ragazze prigioniere

Flavia, Clementina, Elettra

Le regole del mercato

Intrigo

Qualsiasi cosa si pensi del Game, è un pensiero inutile se non parte dalla premessa che il Game è la nostra assicurazione contro l’incubo del Novecento. La sua strategia ha funzionato, oggi le condizioni perché una tragedia come quella si ripeta sono state smantellate

La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. Subito dopo aver mangiato prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato

Un gruppo di trentenni cerca “qualcosa di fondamentale” che li salvi da riunioni insensate, da case precarie, da amori passeggeri, il progetto della vita. Un giorno Clara trova nella soffitta del padre morto da poco un mucchio di dipinti con un unico soggetto: la vagina

Noemi ha un fratello che durante una festa di carnevale scompare. In lei, di appena nove anni, rimangono dentro mille domande: uno sconosciuto, una ladra di figli altrui, un trafficante, un parente, stretto, strettissimo? Ormai grande però, riceve una telefonata

Finale

Viviamo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata - dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone - voleva annullare confini, élite, caste sacerdotali, politiche, intellettuali

Nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti, come una sorta di divinità, incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito

Clementina pensa di aver trovato una miniera d’oro da investire, ma per farlo dovrà elaborare un piano, vincere le resistenze di Clara, tirare dalla sua parte gli amici. Vendere i quadri darà una svolta alle loro vite

Torna al paese, là dove tutto è cominciato e dove tutto è finito. Ma al posto della madre sconfitta e ingrigita, trova una donna frivola e bionda che insieme a un giovane amico esce la sera, pianifica viaggi e cambi di casa. Chi è Luca e cosa lo lega a un bambino mai ritrovato?

Cosa dire del libro

Un’opera unica, che sta a metà tra l’essere un saggio sul mondo tecnologico che ci assorbe e un thriller. Un viaggio bellissimo là dove tutto si decide per noi

Una storia unica che, proprio per questo, è stata premiata da critica e pubblico. E’ la storia di una donna in trappola e la sua fragilità di fronte alla violenza della Storia ci interroga profondamente

Il libro racconta senza sconti la vita di un gruppo di Peter Pan terrorizzati dalle responsabilità, arenati sui divani in attesa della grande occasione per sfuggire da se stessi

Un romanzo sui ruoli che non si finisce mai di attribuire: padre, madre, fratello, sorella. Dove la famiglia dispiega tutte le sue ossessioni, manifestandosi prima come rifugio, poi come condanna

Eroe/Eroina

Co-protagonisti

Leggere

Alessandro Baricco The game Einaudi, pp. 336 € 18.00

Rossella Postorino Le assaggiatrici Feltrinelli, pp. 285 € 17.00

Carla Fiorentino Cosa fanno i cucù nelle mezz’ore Fandango, pp. 185 € 15.00

Teresa CIabatti Matrigna Solferino, pp. 204 € 16.50 A cura di Germana Urbani


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Consommè di lattuga e mandorle

Insalata al mais Ingredienti: ½ cavolo cappuccio - 2 carote - ½ caspo di lattuga - 4 C di mais in chicco - 1 C di gomasio olio, sale, limone q. b.

Ingredienti: 1 cespo di lattuga - 2 scalogni - 30 g di mandorle - ½ L di brodo vegetale - 4 Cdi panna di soia - olio - sale - peperoncino prezzemolo.

Medaglioni alla salsa di funghi Ingredienti: 300 g di funghi - 1 cipolla 1 carota - 1 gambo di sedano - 100 g di pomodoro - 1 rametto rosmarino - 2 C d’olio - sale q. b.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: lavare le verdure, tagliare il cavolo cappuccio il più sottile possibile, grattugiare le carote, spezzettare la lattuga, condire separatamente. Porre il mais al centro del piatto.

Preparazione: mondare la lattuga, lavarla, sgocciolarla e tagliarla a striscioline. In una casseruola scaldare l’olio e rosolare gli scalogni tritati. Unire la lattuga e dopo 5 minuti versare il brodo di verdura, salare, aggiungere il peperoncino e cuocere per circa 10 minuti. Frullare la zuppa e rimetterla ancora per qualche minuto sul fuoco. Incorporare la panna. Servire la zuppa ben calda, cospargendola con le mandorle e il prezzemolo tritato.

Preparazione: preparare una polentina della giusta consistenza, stenderla su un piano oliato, livellarla con un cucchiaio di legno bagnato (deve essere circa 1 cm e ½ di spessore). Con un bicchiere formare dei dischi. Passare in forno calcolando il tempo in cui saranno serviti (devono essere bollenti), disporre su ogni disco la salsa di funghi* * Salsa di funghi: tritare la cipolla, la carota e il sedano, mettere in una casseruola oliata, far saltare qualche minuto, unire i funghi, il pomodoro, il sale e il rosmarino, cuocere il tutto circa 10 minuti. Togliere il rosmarino e frullare il tutto.

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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l’

Ariete Regalatevi energia e procuratevela in ogni modo che vi viene in mente: ne avete bisogno per uscire dalla stasi in cui vi trovate

Toro Sarà un mese duro per voi: andrete incontro a incomprensioni sul lavoro e nervosismo in amore. Siate forti, passerà

Gemelli Non temporeggiate di fronte a una nuova occasione: coglietela al volo o la perderete. Nuove amicizie in vista!

Ottobre Le ragazze dello scorpione godono il favore delle stelle di questo mese che illuminano anche tutti i segni d’acqua

SOLIDALI SI NASCE. E POI TI LAUREI, TI SPOSI...

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Bilancia Sarà un mese un po’ tiepido sul fronte sentimentale ma voi siate sempre grintosi, le forti emozioni che attendete arriveranno

Scorpione Vi aspettano moltissime novità, una migliore dell’altra. Sia sul lavoro sia in amore ogni decisione sarà ottima e proficua

Sagittario I pianeti vi invitano a riflettere su quali siano davvero i vostri obiettivi e desideri. Metterli a fuoco vi aiuterà

Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona. Cancro

Capricorno

Se sul lavoro qualcosa scricchiola, in amore tutto procede bene e si rafforzano le relazioni. Le complicazioni svaniranno

Le vostre qualità potranno emergere al meglio aiutandovi a ottenere i risultati sperati. Quanto al cuore: godetevi la serenità

Leone

Acquario

Sarete più stanchi del solito, vivrete tensioni col partner e discussioni accese. Abbiate pazienza

Vi attende un mese non facile ma Marte vi aiuterà a superare le difficoltà. In amore, attenti a non criticare troppo

Matrimonio, nozze d’oro e d’argento, battesimo, prima comunione, laurea, momenti speciali che possono essere resi unici e indimenticabili con un gesto di solidarietà. Vergine La serenità vi avvolgerà come un mantello caldo e vivrete l’amore piacevolmente. In arrivo anche una bella novità di lavoro

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