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treviso ovest nov2019 176

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Sport p.18

Motori

NOVEMBRE 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.176

Cultura p.17

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di Treviso Ovest

Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del goverservizio a pag 4 no Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.

Trasporto pubblico, “anche noi nella tratta urbana”

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on-line:

ZERO BRANCO

“Contro i furbetti dei rifiuti senso civico e controlli”

La richiesta del circolo Pd Altosile ai vertici di Mom e al presidente Zaia permetterebbe di dimezzare il costo dei biglietti, con sollievo per gli utenti

AEROPORTO: SENTENZA

Vortex strike? “Solo effetto collaterale” ISTRANA

“Ristrutturare la scuola e poi la palestra” MORGANO

Cattivi odori: Rostirolla chiede verifiche CULTURA

A Villa Lattes i carrillon incantano

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ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai stata. Basti pensare che il divario minore il centrosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo parlando di un’altra era geologica, e il risultato percentualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con segue a pag 3 Alessandra Moretti cinque anni fa.

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Facciamo. il punto

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L’Ulss 2 monitora la soddisfazione dei pazienti A

Un questionario on line per valutare il servizio

Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del governo Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.

chi non è capitato di recarsi al Cà Foncello per una visita specialistica o per un’emergenza al Pronto soccorso e poi voler lasciare la propria opinione sul servizio sanitario ricevuto? O quanti consigliano quel particolare reparto a un amico o un familiare perché “sono davvero competenti e non avrei potuto esser curato meglio”? A queste domande e anche ad eventuali critiche o suggerimenti potranno rispondere i cittadini che, aderendo all’iniziativa, riceveranno un sms o una mail con un link, per compilare il questionario online valutando appunto l’esperienza di ricovero appena dopo la dimissione ospedaliera. Il progetto, avviato dall’Ulss 2 dove si riferiscono per visite o ricoveri i comuni di Istrana, Morgano, Quinto di Treviso e Zero Branco, si chiama PREMs (Patient Reported Experience Measures) ed è promosso dalla Regione, in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (MeS). Il sistema è definito “Monitoraggio continuativo FEBBRAIO dell’esperienza e soddisfazione degli utenti del servizio di ricoTrenino rosso del Bernina e Val Roseg in carrozza vero ospedaliero ordinario: Osservatorio permanente dell’espe2020 rienza dei pazienti”. Il questionario da compilare indaga le diverQ U OTA I N D I se dimensioni dell’esperienza e prevede uno spazio aggiuntivo per la descrizione narrativa da parte del paziente, di quello che € considera più rilevante nelle diverse fasi della degenza/esame. In questa prima fase le rilevazioni riguarderanno l’ospedale e il Germana Urbani >direttore@givemotions.it< 20€ Supp.camera singola vissuto del ricovero ordinario. Sono coinvolte 105 unità operative distribuite nei sei nosocomi della Marca, per un totale di 2.216ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai PERilMAGGIORI cen- DETTAGLI VISITA IL NOSTRO SITO WEB: www.lapiazzaweb.it/vacanze posti letto. “Questo progetto – sottolinea il direttore generale,stata. Basti pensare che il divario minore Organizzazione tecnica: Fulvia Tour srl, via Chieppara, n° 24 45011 Adria (RO). P.Iva 00968020297 Aut. N° 717/1427 Polizza RC trosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore n°79933049 Allianz Spa. Protezione insolvenza/fallimento : Fondo Vacanze Felici s.c.a.r.l. Mail pec: fulviatour@pec.it cod. Dest. BA6ET11 Francesco Benazzi - è uno dei modi attraverso il quale aiutare il Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo sistema sanitario a rendere i servizi sempre più orientati alle esiparlando di un’altra era geologica, e il risultato percenGaia Ferrarese genze dell’utente”. tualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con È un periodico formato da 16 edizioni localiAlessandra mensilmente Moretti cinque Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Direzione, e a pag 3 Redazione: segue anni Amministrazione fa. PA SS

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Al voto, senza autonomia

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di Treviso Ovest

è un marchio registrato di proprietà Srl di

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zona di Istrana, Morgano, Quinto di Treviso e Zero Branco per un numero complessivo di 11.539 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

In questo numero il nuovo inserto

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An)

Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

consigli preziosi per gli amanti delle 4 ruote Chiuso in redazione il 4 novembre 2019


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Zero Branco

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Trasporto pubblico Costi

“Tariffe ridotte come tratta urbana” R

idurre il salto delle tariffe di autobus e corriere nel passaggio dal sistema urbano a quello extraurbano, cambio che oggi si traduce praticamente in un raddoppio dei prezzi di biglietti e abbonamenti. È la richiesta che il coordinamento del Partito democratico dell’Alto Sile, con Zero Branco, Morgano e Istrana in testa, ha messo sulla scrivania di Giacomo Colladon, presidente di Mom, la società del trasporto pubblico locale. Nel mese di ottobre c’è stato un faccia a faccia tra quest’ultimo e Innocenzo D’Angelo, coordinatore dei circoli del Pd. “L’incontro è stato proficuo perché ci ha permesso di chiarire problematiche e prospettive del trasporto urbano ed extraurbano – spiega

D’Angelo – prendiamo atto che Mom intende farsi carico dell’adeguamento e della modifica delle tariffe di trasporto che attualmente penalizzano gli utenti dei comuni della seconda fascia urbana, che per fruire del servizio di trasporto a Treviso pagano abbonamenti e biglietti praticamente raddoppiati rispetto agli utenti dei comuni della prima fascia urbana e della città di Treviso”. Il Pd ha scritto anche al governatore Luca Zaia. Per il coordinamento il nodo va risolto al più presto inserendo nell’area urbana anche i comuni della seconda fascia rispetto al capoluogo. “Le modifiche consentiranno un reale e concreto cambiamento dell’organizzazione dei trasporti

Il coordinamento Pd dell’Alto Sile ha avanzato la richiesta alla Mom per adeguare il costo del trasporto dimezzando i prezzi

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nella zona – incalza D’Angelo – e consentiranno di estendere il raggio d’azione dei bus e anche di introdurre il biglietto integrato a tempo”. Mom ci sta pensando. E nel frattempo si prepara a dire addio ai mezzi più inquinanti: Euro 0 ed Euro 1. Nel giro di quattro anni la società del trasporto pubblico comprerà 88 nuovi bus. Gli investimenti previsti, compresi quelli per la nuova sede in via

Castellana a Treviso e il deposito e l’officina di Castelfranco, toccano quota 31 milioni di euro. I numeri sono contenuti nel piano industriale. Entro il 2021 l’azienda acquisterà 38 mezzi. Di questi, 33 già nel prossimo anno. La spesa supererà i 10 milioni (5,6 milioni da contributi regionali ed europei) e comporterà la dismissione dei bus in classe Euro 0, Euro 1 e, in parte, anche Euro 2. Attualmente il parco mezzi di Mom è composto da 545 veicoli con un’età media di 13,2 anni. “Va svecchiato”, dicono dalla società. Tra le acquisizioni sono previsti diversi maxi bus da 18 metri, che grazie ai posti in più consentiranno di limitare le corse bis e di ridistribuire i chilometri recuperati potenziando altre linee. Mom inoltre incrementerà le strutture di infomobilità nelle aree urbane e completerà i sistemi Avm per il controllo satellitare dei mezzi. Mauro Favaro

Terminata la rotatoria in Noalese: mai più ingorghi

È

stata aperta la nuova rotatoria realizzata sulla strada Noalese, una delle arterie più trafficate della provincia che taglia in due il centro di Zero Branco. Con questo intervento è stato cancellato il vecchio incrocio che rappresentava lo snodo tra il centro del comune e le frazioni di Sant’Alberto e Scandolara. Nelle ore di punta immettersi sulla Noalese non era semplice. Si formavano regolarmente code chilometriche. Ora questo problema è stato risolto, o almeno attenuato, grazie alla nuova rotatoria. “La viabilità comunale subisce un notevole miglioramento” assicura il sindaco Luca Durighetto. L’intervento ha consentito la messa in sicurezza dell’incrocio che collegava la strada regionale Noalese e la provinciale 65, che dal centro porta verso le frazioni, entrambe da tempo interessate da un flusso di traffico tutt’altro che banale e purtroppo già teatro di diversi incidenti. Per la nuova rotatoria il Comune ha speso complessivamente 350mila euro. “Ora la viabilità risulta decisamente migliorata, specialmente per il traffico in arrivo dalle frazioni, visto che nelle ore di punta il precedente incrocio causava la formazione di lunghissime code con notevoli tempi d’attesa per l’immissione nella Noalese – conclude Durighetto – con l’eliminazione dell’incrocio, si è potuto abbattere un importante ostacolo al collegamento viario tra il centro e le frazioni Sant’Alberto e Scandolara”. Ma.Fa.


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Zero Branco

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Rifiuti abbandonati Le azioni della giunta

“Combattiamo i furbetti promuovendo il senso civico e con controlli e multe” N

elle scorse settimane l’am- giamo ragazzi delle scuole, bambini bientalista ed ex consigliere con i genitori, Scout, associazioni di comunale zerotino Gino Spolaore volontariato. È importante per noi aveva segnalato un problema di ab- la presenza dei giovani in queste bandono rifiuti all’interno dell’ansa azioni civili per il paese, la sensibidel fiume Zero. Sacchetti, bottiglie lizzazione non è mai abbastanza”. A di plastica e polistirolo che, con la distanza di oltre 9 anni dalla prima corrente, defluiscono fino alle rive edizione, Feston sottolinea “un dradelle frazioni limitrofe. “Qualcuno stico ma positivo calo dell’immondili getta nel fiume e poi arrivano a zia raccolta. Questo significa che auSant’Alberto. Scambiamo la nostra menta la responsabilità ambientale Terra per una pattumiera, ma è l’u- e il senso civico, sia per l’abbandono nica madre che abbiamo. Serve più dei rifiuti sia per l’accensione di fuosenso civico” ha commentato. chi o roghi contenenti plastica”. In merito alla questione risponInsomma il tempo, soprattutto in de il vicesindaco di Zero Branco, questi ultimi anni, ha portato una Mirco Feston, assessore all’Ammaggiore consapevolezza ecologica, biente e all’Ecologia: “Non si tratta anche se isolati furbetti sono sempre di un’emergenza rifiuti –precisa -. dietro l’angolo: “Dove c’è incuria e Sicuramente però continua ancora abbandono – continua il vicesindaoggi ad esserci qualche maleduca- co -, le persone diventano concausa to di passaggio che ed effetto del contesto Il vicesindaco di degrado in cui vipensa soltanto al suo operato. Ce ne sono vono, mentre offrire Feston: “Chi ovunque. Nel nostro esempi concreti di puinquina non Comune vi è la raccollizia e decoro porta la ta differenziata: non comunità a rispettare è cittadino di costa niente, basta il proprio paese”. Zero Branco. inserire l’immondizia Infine un monito nei cassonetti e vi è il per gli imperterriti Qui c’è la ritiro puntuale di Con“Il gesto differenziata” maleducati: tarina. Spesso quindi, non rimane impunito si tratta di persone che abitano in perché con le telecamere sparse un altri paesi, transitano per Zero Bran- po’ ovunque a Zero Branco possiaco e gettano le borse nei fiumi o nei mo beccarli in flagrante, risalire al fossi adiacenti le strade, magari per- numero di targa e inviare loro una ché manca la raccolta porta a porta multa. Non solo, abbiamo collabocome da noi”. ratori e personale comunale che Per la presenza di lattine o carta ogni tanto aprono i sacchi rinvenuti straccia all’interno di aree verdi o nei nelle strade e, contrariamente a ciò fossi comunali, Feston ammette la che si pensa, al loro interno trovano possibilità che il gesto possa deriva- spesso fotocopie di ricevute, fatture re da alcuni ragazzi che, per ribelcon nominativi, in questo modo ne lione o dopo aver bevuto qualcosa abbiamo beccati diversi. Si scusano in più, si rendono responsabili di sempre, sono molto in imbarazzo, questi atti. “Bisogna evidenziare co- alle volte non ammettono la colpa, munque che ogni prima domenica ma capiscono e non lo fanno più. La del mese di aprile, dal 2010, abbia- lezione di disapprovazione è un inmo attivato un’iniziativa dove aderi- centivo formidabile più di qualsiasi scono molte persone – aggiunge -. Si multa” conclude Feston. Gaia Ferrarese chiama “Zero netta Zero”, coinvol-

In alto Gino Spolaore sotto l’ex sindaco Feston

Tra le vincitrici della sesta edizione di “Mi piace di Cuore” la zerotina Us Albertina con il suo sitting volley

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a sesta edizione di “Mi Piace di Cuore” ha emozionato ancora. L’iniziativa promossa dall’azienda trevigiana Ascotrade in collaborazione con Coni e Cip veneto, con il fine di sostenere lo sport paralimpico, è stata lanciata con un contest Facebook, attraverso il quale era possibile votare i progetti migliori tramite un like. In palio 20mila euro di montepremi, suddiviso tra 4 progetti. I vincitori, scelti tra le 21 società partecipanti al contest, sono stati: Cus Padova con la disciplina di Basket in carrozzina, che ora potrà procedere all’acquisto di una nuova carrozzina e alla sistemazione di quelle vecchie; H81 Asd con la disciplina rugby in carrozzina, che ora potrà

usufruire di una nuova carrozzina e implementare lo staff tecnico; la zerotina Us Albertina con il suo sitting volley, che ora potrà disporre di nuove attrezzature e Asd Sport Assi con le discipline di calcio balilla e boccia paralimpica, che ora sarà in grado di disporre di nuove attrezzature nonché di attivare una campagna di promozione nella provincia. Quest’ultima associazione ha vinto il premio della giuria grazie all’unione di impegno sociale e ambientale, grazie al progetto che prevedeva di usare il legno abbattuto dalla tempesta Vaia per la costruzione dello scivolo che servirà agli atleti con disabilità grave per poter giocare. Gaia Ferrarese

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“Manca un progetto di riqualificazione serio del territorio” Elisabetta Bortoletto, consigliera di minoranza, sull’operato della giunta Durighetto. “Siamo qui per controllare ma fare anche proposte per far crescere la nostra città

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lisabetta Bortoletto da giugno di quest’anno siede sugli scranni dell’opposizione. Candidata sindaco alle passate elezioni per un centrodestra unito, ora stila un bilancio di questi primi mesi. Consigliera, come valuta questi primi mesi? “Inizio dicendo che siamo molto contenti della fiducia che ci hanno dato le persone: 2400 voti sono un buon punto di partenza per questa squadra di centrodestra che si è ricostituita. Stiamo crescendo, cercando di consolidarci”. Come valuta il lavoro dell’amministrazione? “Ritengo molto negativa la

scelta di vendere il pezzo di terreno nel Quartiere degli Alpini, anche per una questione di salvaguardia ambientale riteniamo sbagliatissima una decisione di questo genere. Siamo d’accordo sull’ampliamento della palestra, ma riteniamo che potessero essere trovati altri fondi, altre disponibilità per eseguire l’opera. Il nostro voto contrario su questo parla anche di coerenza con quanto promesso in campagna elettorale”. Altre priorità per Zero Branco? “Cerchiamo di sollecitare l’amministrazione perché ascolti le esigenze delle attività produttive. Secondo noi sia

Elisabetta Bortoletto

Sant’Alberto sia Scandolara sono un po’ trascurate. Manca un progetto di riqualificazione serio del territorio e infatti si stanno spegnendo progressivamente le varie realtà. Bisognerebbe dare maggiore attenzione alle nostre attività, prima di tutto perché sono generatrici di servizi per comunità e in secondo luogo perché creano socialità”. Il rapporto con la maggio-

ranza com’è? “Confidiamo in un rapporto positivo. Il nostro ruolo di opposizione è di controllare, ma non sono mancate e non verranno a mancare anche proposte da parte nostra, perché come detto anche in campagna siamo impegnati per far crescere nostro territorio. Ci spinge come lista il bene che vogliamo alla nostra città e credo sia importante da parte nostra questo

atteggiamento”. Il gruppo è compatto? “L’aspetto migliore della nostra lista è che non ci sono solo 4 consiglieri in Comune, ma c’è un’intera lista al lavoro. Non si è perso nessuno per strada e siamo orgogliosi di questo. Significa che il bene che ci siamo scambiati in questo anno era reale”. Giorgia Gay

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Quinto di Treviso

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La città sempre più a misura di pedoni

Attraversamenti Contributo regionale

Treviso-Ostiglia: si punta sulla sicurezza stradale L

a Treviso Ostiglia si fa ancora più sicura. Il percorso ciclabile che collega Treviso con Padova passando per alcuni tratti anche nel vicentino, ha visto lo svolgersi dei lavori di completamento della pista ciclabile stessa con la realizzazione di due attraversamenti pedonali volti a rendere più sicuro l’attraversamento di pedoni e ciclisti nelle inserzioni tra via San Cassiano e via Piave e tra via Ciardi e via Francesco Baracca.

La Regione ha finanziato, nel tratto di competenza del territorio di Quinto, la realizzazione di due nuovi attraversamenti stradali Un lavoro che è stato interamente finanziato dalla Regione Veneto grazie all’inserimento dello stesso nel progetto creato ad hoc per questo imponente percorso ciclopedonale denominato “Green tour. Verde in movimento. Realizzazione dell’ultimo miglio dell’ex ferrovia Treviso Ostiglia”. Il percorso in questione attira un numero sempre crescente di visitatori grazie anche alla particolare attenzione al verde e alla salute che si è sviluppato in maniera maggiore negli ultimi anni. Si tratta di un percorso particolare nato grazie alla trasformazione dell’ex ferrovia militare Treviso-Ostiglia in una pista ciclabile, ma l’opera è ancora in fase di completamento. Da qui la creazione di un progetto di caratura regionale per cercare di ultimare quel che resta oltre al tratto già completo tra le province di Treviso e Padova e alcuni tratti nella provincia di Vicenza. Attualmente sono percorribili 70 dei 118 chilometri totali che toccava l’ex ferrovia. Nel percorso che da Treviso ha inizio nei pressi degli impianti sportivi di

Quinto, si passa anche attraverso veri e propri paradisi nel verde come quello dell’Oasi Cervara che per molti è diventato ormai un punto di sosta irrinunciabile vicino alle rive del fiume Sile. Il percorso si snoda poi nel padovano e nel vicentino passando lungo il Muson dei sassi e altri rigagnoli d’acqua dalla rara bellezza. Ad impreziosire il tutto sono i sentieri lasciati allo stato rude, non cementificati a mo di pista ciclabile cittadina ma

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Un’immagine della Treviso-Ostiglia

coperti con del ghiaino per non far perdere la connotazione di naturale al percorso. Infine con la realizzazione degli attraversamenti pedonali, la pista raggiunge un ottimo grado di sicurezza stradale per tutti coloro che la percorrono, dai ciclisti agli amatori. Lucia Russo

nizieranno tra meno di un mese i lavori di creazione di alcuni attraversamenti pedonali nel territorio comunale. Si tratta di un’opera molto attesa dai cittadini e fortemente voluta dall’ex amministrazione Dal Zilio che donerà maggior sicurezza ai pedoni in alcuni punti tra centro e quartieri limitrofi. Opere che hanno richiesto un investimento di 30.242,24 euro e che saranno svolti dalla ditta Lacs srl con sede a Rubano, nel padovano. In particolare saranno interessate ai lavori due punti di via Ciardi, quello attorno al civico 74 e quello tra i numeri 38 e 79, rispettivamente vicino all’erboristeria Casa della Salute e a Domus Nostra, sede dove ogni giorno si reca un ingente numero di volontari. Interessata ai lavori di realizzazione degli attraversamenti pedonali anche l’area vicino alla scuola materna San Giorgio in via Contea al civico 1. Questo attraversamento in particolare permetterà l’uscita da scuola e il passaggio da un lato all’altro della carreggiata per bambini, genitori e nonni in maggiore sicurezza. Si tratterà infatti, come per tutti i passaggi pedonali in prossima installazione, di attraversamenti ri-

alzati con la tecnica di stampa e resinatura “Street Print” ovvero una tecnica di pittura all’avanguardia che permette di rendere ancora più visibile e duratura nel tempo la segnaletica orizzontale sul manto stradale grigio. A quelli già menzionati si aggiungono anche due attraversamenti vicino alle fermate degli autobus in via Marconi tra il civico 7 e 20 e quella di via Giorgione 54. Un’ulteriore garanzia, anche in questo caso, di maggiore sicurezza per gli studenti e i pendolari che utilizzano i mezzi pubblici per spostarsi. Sempre in via Giorgione, tra il civico 39 e il 28 sarà installato un attraversamento pedonale in prossimità della trattoria Cavallino. Lu.Ru.


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Quinto di Treviso

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Vortex strike? “Effetto collaterale” Il presidente dell’Associazione Comitato aeroporto di Treviso non ci sta: “Le quote citate nella sentenza della Corte d’Appello non sono veritiere, gli aereomobili volano ad altezze ben inferiori”

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a sentenza della Corte d’Appello di Venezia ha dichiarato solo come “attività pericolose” le movimentazioni aeronautiche effettuate in atterraggio presso l’aeroporto Canova di Treviso. I piani di volo, quasi mai rispettati, prevederebbero il mantenimento della quota di 115,8 metri dal tetto di uno dei numerosi fabbricati soggetti ai disagi del passaggio degli aeromobili. In realtà la quota normalmente tenuta sarebbe di 70 metri. Il Presidente dell’Associazione Comitato aeroporto di Treviso, Giulio Corradetti, sosterrebbe però che nella realtà le quotidiane e ripetitive movimentazioni aeronautiche citate vengono effettuate ad una altezza di molto inferiore ai 70 m dal tetto dei fabbricati nel centro di Quinto di Treviso, affermando che le quote citate nella sentenza non sarebbero dunque veritiere.

Il problema, che persiste da oltre 10 anni, sarebbe stato affrontato fino ad ora esclusivamente tramite il riconoscimento economico del danno causato alle coperture dei tetti, danni che tuttavia non sono mai stati effettivamente risarciti. Il Comitato ha da sempre sostenuto l’incompatibilità del territorio con l’attività aeroportuale che provoca seri e continui disagi ai residenti e alle loro abitazioni. La possibilità di accadimento del fenomeno “vortex strike”, che dovrebbe essere considerato di estrema gravità per il gestore, le autorità nazionali, regionali, provinciali e del territorio, e i continui problemi che i cittadini di Quinto sono costretti a subire, risultano invece essere solo degli “effetti collaterali”. Nelle prescrizioni inserite nel parere positivo a “Strumento di pianificazione e ottimizzazione

Il Comitato aeroporto di Treviso combatte da anni il problema dei voli sopra Quinto

al 2030” dell’aeroporto Canova, rilasciato dalla Commissione VIA-VAS nazionale, è prescritto di attivare una “procedura per la realizzazione di interventi di riparazione delle coperture danneggiate e di consolidamento preventivo di quelle a

Il 24 novembre tornano i mercatini di Natale La Pro loco sta organizzando la tradizionale domenica natalizia tra bancarelle, passeggiate e festa

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a comunicazione del “work in progress” è uscita gli ultimi giorni di ottobre, con oltre un mese di anticipo rispetto all’evento, perché la Pro loco di Quinto da sempre ci tiene a definire e organizzare gli appuntamenti con precisione e anticipo. Si tratta dell’edizione 2019 dei tradizionali mercatini di Natale che, come lo scorso anno, si terranno in piazza Roma e lungo via Ciardi. Dalle 10 del mattino fino a sera, domenica 24 novembre sarà quindi possibile trascorrere una giornata tra bancarelle natalizie, stand gastronomici, animazioni, artigianato e bevande calde, per assaporare in anticipo il clima delle feste. Patrocinato dal Comune, l’evento è tradizionalmente organizzato per promuovere il grande lavoro dei volontari, scoprire gli scorci più suggestivi passeggiando in riva al Sile e degustare le specialità del territorio come il rinomato risotto salsiccia e radicchio della passata edizione. Per ulteriori informazioni si può contattare la Pro loco al numero 348 7234375, mentre per richiedere la modulistica per partecipare come espositore, basta inviare una mail a: mercatino. proloco@libero.it. Ga.Fe.

La sede delle ex Vaserie Trevigiane

Future residenze eco-sostenibili Le ex Vaserie Trevigiane pronte a diventare polo residenziale. Dal 1959, anno di fondazione dell’azienda, fino al 2009 dove è stato definitivamente abbandonato lo stabilimento, si sono succeduti molteplici utilizzi

dell’area di circa 40 mila metri quadri che si affaccia, per un lato, sul suggestivo percorso della ciclopedonale Treviso-Ostiglia. Un’area ricca di argille vicine al fiume Sile che ora il Comune sta predisponendo di riqualificare attraverso la demolizione dei vecchi manufatti. Al suo posto, seguendo le prescrizioni

maggior rischio”. Un riconoscimento fortemente contestato al Comitato che lo reputa intollerabile e assurdo nonché causante un’indegna qualità della vita dei residenti. Gaia Ferrarese

municipali che vogliono l’area per un terzo adibita a servizi, verranno realizzate delle residenze a basso impatto edificatorio, con aree verdi ed eventualmente negozi di vicinato. Lo smantellamento è iniziato due mesi fa, anticipato da un incontro con la cittadinanza residente nelle vicinanze dell’area per informare sulle operazioni da svolgere e rassicurare sul fattore salute, con standard di legge rispettati per l’assorbimento di polveri sottili e mitigazione dell’inquinamento acustico causato dai macchinari al lavoro. L’obiettivo è dunque riqualificare finalmente e concretamente un’area che, a parte l’asta andata a buon fine due anni fa, era ormai da 10 anni che non veniva utilizzata o sistemata. Trasformare una zona industriale dismessa a polo residenziale è un impegno oneroso ma, grazie la sua posizione, la finalità eco-sostenibile, la prossimità ai servizi e, non da ultimo, la distanza dal rumore degli aerei in decollo e atterraggio dall’aeroporto Canova, valorizzerebbe tutto il paese offrendo anche alle future famiglie la possibilità di risiedere a Quinto senza spostarsi in Comuni vicini. Ga. Fe.


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Istrana

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“Partiamo dalla scuola media, ma puntiamo a palestra e auditorium” Il via ai lavori del nuovo polo secondario di I grado è sempre più vicino, con un finanziamento di 4 milioni e 800mila euro: sorgerà una cittadella scolastica

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rosegue l’iter per la progettazione della scuola media che comprenderà un’intera rivalorizzazione dell’intera zona con la creazione di un progetto faraonico che confluirà in una sorta di “cittadella scolastica”. “È stato fatto un ulteriore passaggio con la pubblicazione del bando di gara per la progettazione definitiva sia per la scuola sia per la palestra”, sottolinea la prima cittadina Maria Grazia Gasparini evidenziando però che, nella prima fase sarà eseguita solo la scuola. Si tratta infatti di un progetto complessivo diviso in due stralci di lavori. Di questo, il primo riguarderà per l’appunto la scuola ed è finanziata con 4 milioni e 800mila euro. In futuro invece, per la palestra, il Comune ricercherà un finanziamento di un ulteriore milione ma al momento sono ancora in corso dei ragionamenti per il reperimento di tale somma. Il bando, chiuso il 29 ottobre, ha raccolto l’interesse di numerose aziende che hanno lo scorso mese avuto anche la possibilità di effettuare dei sopraluoghi sul terreno dell’ex cinema azzurro dove di fatto sorgerà poi il nuovo polo scolastico. “Diverse le ditte che si sono presentate ed ora è in corso la fase di valutazione delle proposte”, sottolinea la sindaca. Per l’amministrazione e, anche per i cittadini che da ormai diverso tempo sognano una scuola media nuova per dare anche una maggiore sicurezza ai propri figli, è un progetto prioritario inserito nel programma elettorale e che ora, a piccoli passi, sta diventando sempre più concreto. “Si tratta di un’opera prioritaria e l’essere andati avanti con ulteriori passi dallo studio di fattibilità scorso, ci dà la fiducia di vedere a breve la realizzazione del polo delle scuole medie. Ci sono diversi passaggi da fare e le tempistiche dipendono anche da quanto ci metterà l’ente esterno a procedere con le pra-

Il sindaco Maria Grazia Gasparini

tiche ma noi siamo fiduciosi”, afferma la prima cittadina che volge lo sguardo anche ai passaggi futuri per la costruzione della palestra e dell’auditorium. “Il progetto complessivo sarà diviso in stralci. Dopo le scuole sarà fatta la palestra e poi saranno demolite le vecchie scuole per fare un parcheggio. Infine la creazione di un’area verde e la successiva ed eventuale costruzione dell’auditorium”, conclude la sindaca. Lucia Russo

Presto anche il magazzino

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Parallelamente ai lavori per la costruzione della scuola media, verranno eseguiti quelli per la realizzazione del nuovo magazzino comunale. Quest’operazione si rende necessaria in quanto le nuove scuole sorgeranno nella zona dell’ex cinema azzurro dove attualmente c’è il deposito comunale. Questo, proprio per far spazio al nuovo polo scolastico, dovrà essere abbattuto. “Stiamo facendo una valutazione sulle diverse alternative progettuali per il magazzino – sottolinea la sindaca Maria Grazia Gasparini –. E’ necessario che la progettazione venga fatta entro fine anno per accelerare i tempi con la costruzione della scuola media”. Il Comune ha scelto sinora solamente che si tratterà di una struttura ex novo in virtù anche di valutazioni sulle normative vigenti sulla sicurezza che, anche per un magazzino, prevedono il rispetto della norma antisismica. “Adesso sono in corso delle valutazioni sull’area”, conclude la prima cittadina. Lu.Ru.


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Istrana

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“La nostra battaglia contro le slot” Da 4 anni l’amministrazione comunale sta cercando di arginare il fenomeno del gioco d’azzardo, a causa dei dati preoccupanti di persone dipendenti nel territorio, riducendo gli orari di apertura delle sale

“A

Istrana coloro che giocano alle slot machine sono parecchi, i numeri sono preoccupanti”. A dirlo è la prima cittadina Maria Grazia Gasparini che, seriamente preoccupata per l’incremento che questo fenomeno di gioco più o meno compulsivo sta avendo tra i residenti di Istrana tra centro e frazioni, è già corsa ai ripari. “Già nel 2015 era stata fatta un’ordinanza di riduzione degli orari di apertura delle slot per prevenire il gioco d’azzardo – sottolinea la sindaca –. La legge afferma che gli orari d’apertura possono essere dalle 8 alle 22, come fascia massima e questo dato non è al momento ancora stato modificato. Poi sta alla discrezione di ciascun sindaco dare delle indicazioni sull’orario”. Seppur le direttive regionali pertanto ampliano l’orario a 14 ore continuate all’interno delle quali i cittadini possono andare a giocare alle “macchinette mangia soldi”,

Il centro di Istrana

a Istrana l’amministrazione già nel 2015 aveva posto un freno a questa tendenza. Era stata proprio una normativa regionale a dare la libertà a ciascun primo cittadino di ridurre gli orari di gioco adattandoli così al meglio alle esigenze del proprio territorio. “Abbiamo limitato gli orari dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22 evitando così anche che si fermino eventualmente i ragazzi prima di andare a scuola o una volta usciti” sottolinea la Gasparini. All’interno del territorio comunale, in centro, vicino ad altre attività commerciali, qualche tempo fa era stata inaugurata proprio una sala ad hoc dove trovavano collocazione video lottery, slot machine e un’area per le scommesse sportive. Attività che nel giro di qualche anno ha poi chiuso. “Stiamo facendo una mappatura, anche tra le frazioni, dei locali che hanno al loro interno le macchinette per portare avanti eventuali azioni anche attraverso la

commissione Attività produttive” ammette la sindaca. Gli ultimi dati ufficiali diramati in seguito a delle indagini sull’utilizzo delle slot machine e video lottery risalgono al 2016, anno successivo a quando a Istrana è stato ristretto l’orario di gioco. All’epoca, su una popolazione

di 9.205 abitanti con un reddito pro capite pari a 18.967 euro, venivano giocati a testa circa 525 euro annui. Le giocate complessive avevano raggiunto una cifra di 4,74 milioni di euro raccolti su un totale di 48 apparecchi installati in città. Lucia Russo

Nasce il Siam: sindacato locale dell’Aeronautica PA SS

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Si tratta del primo comitato a livello territoriale che mira a tutelare i membri dell’Aeronautica militare di Istrana

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È

nato a fine ottobre il comitato locale del sindacato dell’Aeronautica militare di Istrana, in sigla Siam. Si è costituito in seguito ad una riunione che ha visto una numerosa partecipazione. All’interno di questa è stato eletto il coordinatore territoriale del Comitato, Marco Viscovich. “Sono onorato per la fiducia che i colleghi hanno riposto in me – ha sottolineato –. Il Siam è per me sinonimo di rinnovamento e di una realtà locale che intende agire sempre nell’interesse e per la tutela dei colleghi”. Il Siam di Istrana è il primo comitato locale del sindacato per l’Aeronautica militare. “Questa è solo la prima realtà di molte che si costituiranno – ha affermato il segretario generale Paolo Melis –. Sarà il segnale concreto di presenza nei reparti e un punto di riferimento certo per i colleghi. I comitati saranno i mattoni che consentiranno al sindacato di crescere e da questi organismi democraticamente eletti tra i nostri iscritti emergeranno coloro che prenderanno parte al primo congresso del Siam che si terrà entro il prossimo maggio”. Lu.Ru.


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Morgano

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Cattivi odori: Rostirolla chiede verifiche per la salute L

a puzza parte da Paese e invade Morgano e Badoere, fino alla storica piazza della Rotonda. Da qualche settimana il vento diffonde ovunque un pungente odore di catrame che si fa sentire in gola. Gli occhi sono puntati sull’impianto per la produzione di asfalto della cava Biasuzzi di via Vecelli a Padernello, appena oltre il confine, a ridosso della zona dove le escavazioni hanno fatto emergere la falda acqui-

A farne le spese sono i cittadini di Morgano e Badoere, mentre Paese, a causa della direzione del vento, dove peraltro risiede la fabbrica di asfaltature,

odore di gasolio bruciato, olio incombusto e catrame. Le lamentele sono tutte sovrapponibili. “Io stesso ho sentito quel cattivo odore, sia a Morgano che a Badoere – conferma il primo cittadino Rostirolla – sembra che qualcuno stia asfaltando una strada a pochi metri di distanza”. Paese, paradossalmente, non è troppo colpito dalla puzza. Negli ultimi giorni il vento l’ha trascinata in partico-

Il sindaco di Morgano Daniele Rostirolla

lare verso Morgano e Badoere. Il primo obiettivo dei Comuni è sincerarsi che non ci siano problemi per la salute dei cittadini. E il secondo sarà quello di trovare una soluzione per fermare i cattivi odori una volta per tutte. Mauro Favaro

“Non possiamo produrre altrove”

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vevamo chiesto di installare un impianto mobile per la produzione di asfalto in un’area di nostra proprietà nella zona di Trevignano, adiacente ai cantieri della Pedemontana, in modo da non dover più utilizzare quello di Padernello, che è datato, anche se è stato rinnovato. Ma per il momento ci è stato detto di no. La soluzione ci sarebbe. Purtroppo, però, in Italia non è sempre così facile”. Giuseppe Biasuzzi, responsabile del settore commerciale, figlio di Fabio Biasuzzi, titolare della società di escavazione, mette in chiaro le cose senza usare giri di parole. Conosce il problema dell’odore acre di asfalto che si alza dall’impianto della cava di via Vecelli a Padernello. “Si tratta di vapore acqueo che si forma con il contatto tra il bitume e gli inerti caldi – sottolinea – all’interno dell’impianto non ci sono problemi. Il vapore con questo odore, che è fastidioso, sì, ma non pericoloso, si diffonde quando vengono caricati i camion. Usiamo dei filtri per ridurre gli odori, però i camion con carichi di 30 tonnellate di materiale sono spes-

non è “coperta” dalla puzza fera. Il sindaco di Morgano, Daniele Rostirolla, si è rivolto quindi alla Provincia e all’Arpav per chiedere delle verifiche sul sistema di lavorazione. L’obiettivo è spazzare via tutti i dubbi sulle emissioni in atmosfera. La nota è stata inviata anche al Comune di Paese. Da qui il vicesindaco Francesco Pietrobon ha allargato il cerchio inoltrando la richiesta di accertamenti all’Usl della Marca, allo Spisal e ai Vigili del Fuoco. “Sarebbe opportuno che le verifiche richieste sull’impianto riguardino, oltre agli aspetti ambientali, in particolare anche gli aspetti di sicurezza antincendio e lavorativa – ha messo nero su bianco Pietrobon – nonché gli aspetti igienico sanitari, in considerazione della vetustà impiantistica e dell’ubicazione in prossimità di un lago di cava con falda affiorante”. A Morgano intanto continuano a fioccare le proteste. Ormai non si contano più. I cittadini parlano di un insopportabile

so costretti a fermarsi davanti al passaggio a livello chiuso di Padernello, unica strada di accesso”. Gli addetti ricoprono il carico con i teloni. Ma ovviamente non c’è una tenuta totale. E di conseguenza la puzza di asfalto si diffonde. Dalla società assicurano di avere tutte le carte in regola. Non temono le segnalazioni che i Comuni di Morgano e Paese, subissati dalle proteste dei cittadini, hanno inoltrato all’Arpav, alla Provincia, all’Usl della Marca, allo Spisal e ai Vigili del Fuoco. L’Arpav è già andata in sopralluogo all’interno della cava di Padernello effettuando una serie di verifiche sulle emissioni, sulla rumorosità e sull’acqua di falda. Al momento non è emerso alcun problema. Ma.Fa.


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Morgano .

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Treviso - Ostiglia Sicurezza

Caccia: troppi spari a ridosso delle case S

pari a ridosso della pista ciclopedonale TrevisoOstiglia. I residenti non ne possono più. Ormai sanno che nel periodo della caccia devono stare attenti a come muoversi: anche andare a correre lungo il percorso dell’ex ferrovia viene considerato pericoloso. Alcuni colpi di fucile sono stati esplosi ad appena 20 metri dalla pista ciclopedonale, che è una delle più note del triveneto, e anche oltre. Stesso discorso per quanto riguarda la distanza dalle prime case tra Morgano e Baodere. “Ho paura ad andare a camminare per i sentieri verso il Sile tra Badoere e Morgano”, dice un residente. A preoccupare c’è anche la nebbia che non consente una grande visibilità.

Si teme che ci possa essere un incidente, che un cacciatore possa puntare il proprio fucile nella direzione sbagliata. Nelle ultime settimane ha preso forma una vera e propria pioggia di segnalazioni, che invade anche i social network. “Ho provato ad andare a parlare con i cacciatori che si aggiravano fin dentro al mio cortile – racconta una signora – ma mi hanno risposto che possono farlo e che, comunque, non sparano a quella distanza”. “Me ne sono andata – aggiunge – e dopo pochi minuti ho sentito tre colpi di fila sparati a pochi metri dalla mia abitazione. E’ una presa in giro”. Controllare è una missione quasi impossibile: il primis perché

PA SS

I cacciatori si posizionano troppo vicini alle abitazioni e alla ciclopedonale: così facendo i residenti temono per la loro incolumità

servirebbe un dispiegamento di forze notevole in mezzo ai campi e poi perché bisogna beccare l’attimo esatto in cui viene esploso il colpo di fucile. Come se non bastasse, in questo periodo sono aumentati anche i furti nelle abitazioni. Le più esposte, stando agli episodi, sono proprio quelle che si trovano nell’area della TrevisoOstiglia, dalla stessa via Ostiglia a Morgano fino a via Bosco, il

quadrante delle Ongarie, via Zeriolo e via Sant’Ambrogio a Badoere. Sembra che ci sia una banda di ladri che si muove di notte sfruttando il riparo garantito dalla Treviso-Ostiglia e dalla sua vegetazione. La geografia dei furti induce a pensare che gli spostamenti avvengano proprio sull’asse della pista ciclopedonale, magari in bicicletta, dato che non sono stati segnalati movimenti sospetti di vetture o di altri mezzi nelle vicinanze. I ladri hanno messo a segno i colpi quando hanno trovato le finestre delle case aperte, o comunque quando intrufolarsi non è stato così complicato. Qualcuno suggerisce di installare delle telecamere all’altezza dei varchi della TrevisoOstiglia, in modo da inquadrare chi si sposta nel cuore della notte. Potrebbe essere un primo passo. Mauro Favaro

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Cultura .

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Restauro Opere d’arte antica

A Villa Lattes i carillon incantano Nella domenica delle famiglie al museo è stato presentato al pubblico il grande lavoro di restauro dei preziosi giochi

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re nuovi carillon impreziosiscono l’offerta della casa museo Villa Lattes a Istrana. Si è trattato di un lavoro certosino durato diversi mesi quello che la restauratrice Anna Passarella ha portato avanti per riportare alla bellezza originale tre degli automi carillon appartenenti a Bruno Lattes. Nella giornata nazionale delle famiglie al museo, sono stati quindi presentati, davanti ad un vasto pubblico, la bambola con la gabbietta, la bambola che cammina e muove il ventaglio e la bambola indovina. Tre

figure di grande pregio che la Passerella ha sistemato in ogni minimo dettaglio pulendo loro il vestito, togliendogli la polvere che inevitabilmente gli si era posata negli anni e sistemandogli il volto, le braccia e gli ingranaggi. A lasciare i presenti a bocca aperta e ad incuriosire anche i bambini è stata in particolare la bambola che cammina e muove il ventaglio che la stessa restauratrice ha lasciato “vagare” in libertà nella sala d’ingresso di Villa Lattes. “Stiamo proseguendo nel creare nuovi momenti di coin-

I record di Fiaticorti: 539 pellicole e 20 edizioni

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n “Fiaticorti” da record. Per la ventesima edizione in gara ci sono 539 cortometraggi provenienti da tutto il mondo. Grande soddisfazione alla chiusura delle iscrizioni per il gruppo promotore, Progetto Giovani del comune di Istrana, che ancora una volta sfiora il record precedente confermandosi la manifestazione più longeva della provincia di Treviso e del Veneto per i cortometraggi. I lavori in gara quest’anno arrivano da tutto il mondo con un 40% made in Italy e il restante da Argentina, Spagna, Australia, Belgio, Brasile, Bugaria, Canada, Cile, Cina, Stati Uniti, Colombia, Corea del Sud, Croazia, Francia, Egitto, Finlandia, Inghilterra, Germania, Giappone, Grecia, India, Indonesia, Palestina, Nepal, Messico e altri paesi per un totale di 52. La rassegna si concluderà il 29 novembre con la premiazione dei cortometraggi nelle sezioni Fiaticorti, Fiaticomici, Fiativeneti e il premio miglior interprete. A selezionare i vincitori sarà una giuria d’esperti presieduta dal compositore che ha vinto l’oscar con la colonna sonora di Mediterraneo, Marco Falagiani. Insieme a lui anche il regista veronese Alberto Rizzi, vincitore di Fiativeneti nel 2016 con “Sleeping wonder” e ora nelle sale cinematografiche con il suo primo film “Si muore solo da vivi”. Il concorso istituito nel 2000, è quest’anno realizzato anche con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Treviso in collaborazione con l’associazione Vertigo, la Proloco di Istrana e il 51esimo stormo dell’aeronautica militare. Lu.Ru.

Un momento della presentazione a Villa Lattes e uno tra i tre carrilon ristrutturati

volgimento nella casa museo di villa Lattes con attività legate al contesto” ha affermato la prima cittadina Maria Grazia Gasparini, sottolineando anche “come sia già in corso la progettualità per riproporre il laboratorio natalizio per i bambini proprio all’interno della dimora di Bruno Lattes”. Con ogni probabilità, anche per questo 2019 saranno riproposti per la seconda edizione i mercatini di Natale che lo

scorso si erano svolti nel week end dell’8 e 9 dicembre con stand tipicamente natalizi, gastronomia, vin brulè, laboratori didattici e letture. La prima edizione ha così ricevuto pareri positivi da numerosi cittadini e non solo, concordi sul fatto che avessero creato un’atmosfera di vera festa in uno dei luoghi più suggestivi e storici di tutto il territorio comunale. Lucia Russo

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Under 18 Nuova stagione

Basket Istrana una squadra promettente Denis Marconato guida il team all’interno di una squadra coesa dove gli allenamenti si svolgono insieme alla serie D

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ntusiasmo e determinazione trapelano dalla voce di Denis Marconato, allenatore della squadra under 18 del Basket Istrana. Una passione contagiosa per uno sport che sta portando soddisfazione alla società. Reduci da un’annata molto positiva conclusasi sfiorando la finale regionale, la stagione riparte sostanzialmente con la medesima squadra dello scorso campionato con qualche rinforzo proveniente da società limitrofe. Tredici ragazzi affiatati, impegnati tutti i pomeriggi sul campo da gioco: quattro allenamenti settimanali e una partita. Un

gruppo coeso in cui si respira energia e amicizia. L’under 18 si allena con la serie D, formando quindi quello che la società definisce super gruppo. Anche la squadra che disputa il campionato di serie D è composta da giovani, nella quale a turno vengono convocati anche gli under 18. Un’esperienza motivante, infatti quale miglior modo per imparare e crescere se non confrontandosi con giocatori più esperti. Marconato sottolinea l’importanza dello sport nella crescita dei ragazzi e ritiene fondamentale la trasmissione di quei valori positivi essen-

In alto la squadra under18

ziali anche nella quotidianità. Rimarca l’importanza della scuola e del percorso formativo. La società dispone di un piano settimanale indicante allenamenti e turni di riposo affinché i giovani possano organizzarsi al meglio sport e impegni scolastici. L’esperienza e la prestigiosa carriera del coach non possono che contribuire alla nascita e alla crescita della passione verso la pallacanestro, aumentare il livello di gioco e incentivare le potenzialità tecniche e tattiche

della squadra. Un allenatore motivante e determinato. Il Basket Istrana conta su uno staff giovane e affiatato, con la volontà di innovare e sperimentare. Come sostiene Marconato, allenare non significa solamente insegnare le regole sul campo ma soprattutto mettere in pratica le regole di vita. Le partite sono molto sentite e seguite: un tifo costruttivo - sostenitori amici e genitori orgogliosi – è sempre pronto a incoraggiare la squadra. Giorgia Michielan

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eatrice Scarpini è la regina della Mezza Maratona femminile di Treviso. La ragazza originaria di Preganziol, che ha disputato la sua prima mezza maratona solo lo scorso anno arrivando quinta, dopo un anno di allenamenti conclude migliorandosi di quasi 6 minuti. La 22enne, con un passato nel mondo del judo, ha colpito per l’ottima prestazione concludendo a 1h22’03. “Corro da un anno e mezzo, mi allena Salvatore Bettiol – ha dichiarato la Scarpini -. Il judo mi ha trasmesso costanza e determinazione: la capacità di fissare un obiettivo e fare di tutto per raggiungerlo. Dove voglio arrivare? A questo punto mi piacerebbe scendere sotto l’1h20’. Un sogno”. Alle sue spalle Marta Fabris (Team Km Sport/1h23’00”) ed Erika Michielan (Amatori Atl. Chirignago/1h24’43”). In gara anche il sindaco di Treviso, Mario Conte, giunto al traguardo appena oltre le 2 ore, spingendo la carrozzina di un disabile. Ottime performance, ma ancora distanti dal tempo del vincitore keniano Joel Kipkenei Melly che ha concluso in 1h05’07” davanti all’udinese Francesco Nadalutti (Sportiamo/1h10’43”) e il veneziano Matteo Penazzato (Atl. Riviera del Brenta/1h11’05”). Festa pure per Silvia Furlani, la podista udinese malata di sclerosi multipla, partita alle 5 del mattino e arrivata in viale d’Alviano in meno 6 ore, accompagnata da due “angeli custodi” trevigiani, Eddy Valeri e Roberta Mattiuzzo. Ga.Fe.


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Regionali 2020, la corsa è partita

Dopo il voto umbro, i 5 stelle chiudono ad eventuali alleanze. Il Pd guarda ai movimenti civici per l’alternativa, Lega e Fratelli d’Italia si godono il successo e pregustano l’ennesima vittoria

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l risultato dell’Umbria, con l’alleanza Pd-5 stelle travolta dal centrodestra, ha immediatamente provocato i suoi effetti. E qualche riflesso si riverbera anche sul Veneto, dove pure le condizioni di partenza e le prospettive sono ben diverse. Ma se qualcuno poteva ipotizzare un’alleanza “giallorossa” anche per tentare di strappare Palazzo Balbi al governatore Zaia, pare non ci sarà bisogno nemmeno di attendere gli esiti delle prossime regionali in Emilia-Romagna e Calabria. A caldo, infatti, la chiusura dei 5 stelle è netta, affidata a un comunicato lapidario: «Rispetto alla questione politica e alle prospettive in Veneto, ribadiamo quanto già emerso nel corso dell’assemblea regionale tenutasi a Mestre sabato scorso: in vista del prossimo voto regionale, non è in campo alcuna ipotesi di alleanze elettorali con alcun partito. È invece già da tempo avviato un dialogo costruttivo con gruppi, liste civiche, movimenti sul territorio le cui istanze convergano sui principi e programmi del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un confronto sui temi e non su liste o poltrone». Non che, per la verità, dal Partito democratico fossero arrivate aperture chiare, nel percorso iniziato verso le regionali.

Piuttosto, afferma il segretario regionale Alessandro Bisato, «il Partito democratico sarà il perno della coalizione» e intende avviare una collaborazione con tutti i movimenti civici e politici che abbiano a cuore un Veneto solidale, più forte, concreto, orgoglioso, meno “chiacchierone” e che sappia trattenere e dare prospettiva ai giovani che fuggono all’estero e in altre regioni italiane. Nelle prossime settimane incontreremo e ci confronteremo apertamente con tutti i soggetti che condividono agenda politica e priorità». Poi una stoccata a Renzi e a chi ha deciso di seguirlo: le divisioni «non aiutano a costruire un fronte unitario alternativo. Defezioni, distinguo e divisioni, alcune delle quali evidentemente sorte più per tattica elettorale che per sensibilità politica, fanno il gioco di Zaia che, a dispetto degli sforzi, proprio negli ultimi giorni sta dimostrando di non essere poi così diverso da Salvini». Umori ben diversi nella Lega, naturalmente, che anche in Umbria ha sfiorato il 37%, molto più di Pd e 5 stelle insieme. Un risultato frutto, secondo il capogruppo in Consiglio regionale Nicola Finco, del “buongoverno” e della concretezza: “I cittadini hanno capito che la Lega è il partito della buona amministrazione, e non degli

estremisti come la propaganda di sinistra si sforza di dipingerlo, ormai inutilmente”. E questa, con ogni probabilità, sarà anche la chiave di una campagna elettorale che si annuncia tutta in discesa vista anche l’incapacità del centrosinistra in questi cinque anni di costruire un’alternativa visibile. Ma a brindare all’indomani del primo appuntamento elettorale nelle regioni è soprattutto Fratelli d’Italia, che anche in Veneto lo scorso anno si era messa in mostra con una ambiziosa “campagna acquisti” in particolare tra le fila di Forza Italia,

sempre più partner debole della coalizione. “Il voto umbro dà respiro e suffraga un quadro politico da noi annunciato da mesi”, commenta in una nota il consigliere regionale Sergio Berlato, sicuro che il suo partito “Confermerà e supererà questo risultato anche alle regionali del Veneto vincendo la scommessa fatta con il nostro presidente Giorgia Meloni”. E se così fosse, Berlato la prossima volta potrebbe non essere più l’unico esponente della vecchia-nuova destra a palazzo Ferro Fini.

Italia Viva, partenza col botto in Veneto Non saranno le folle che lo attendevano nel 2014, quando alle Europee anche il Veneto si scoprì tutto d’un tratto “renziano” e non è nemmeno detto che un domani si tradurranno in voti, ma certo il battesimo di Italia Viva ha dimostrato che esiste un pezzo di apparato e di militanti che al Matteo fiorentino continuano a guardare con lo stesso entusiasmo di allora. La controprova si è avuta, a pochi giorni di distanza, prima al battesimo ufficiale alla Leopolda e poi all’assemblea regionale organizzata a Mestre. Il 25 ottobre all’hotel Bologna sono arrivati in tanti per ascoltare Ettore Rosato, che della nuova creatura di Renzi è il coordinatore nazionale, e le due parlamentari

venete Sara Moretto e Daniela Sbrollini. di centro. Una strategia che pare già aver In più di 500 si sono iscritti, costruendo il fatto breccia, raccogliendo adesioni signiprimo zoccolo duro di quella che sarà l’or- ficative come quella di Franca Porto, già ganizzazione a livello territoriale. segretaria regionale della Cisl, Sante BresObiettivo, come più san, vicesindaco di Vivolte dichiarato, è ag500 iscritti, assemblea cenza e poi assessore gregare mondi diversi e regionale, il sindaco regionale gremita. fin qui su posizioni opdi Torri di Quartesolo Via alla “campagna poste, ma che guardano Diego Marchioro, l’ex con la stessa preoccupasocialista e poi in Foracquisti” assieme zione allo spostamento za Italia Mario Dalla al tour nelle province verso le estreme dei due Tor, i sindaci di San poli: dirigenti e militanMartino di Venezze e ti del Pd, in prima battuta, ma anche pezzi Polesella dal rodigino. di una Forza Italia ormai ridotta ai miniAlla Leopolda c’era anche la consigliera mi termini e volti nuovi capaci di parlaregionale del Pd Orietta Salemi, e la cosa re all’elettorato tradizionalmente definito non è passata inosservata, ma la lista delle

Matteo Renzi

adesioni promette di ingrossarsi settimana dopo settimana, magari utilizzando per gli annunci il tour nelle province venete in programma da qui a Natale. Poi, con le elezioni regionali alle porte, si faranno i conti.


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Politica

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Claudio Sinigaglia Consigliere Regionale Partito Democratico

Alberto Semenzato Consigliere Regionale della Lega

“Sanità e politiche sociali, gli errori di Zaia pagati dai veneti più deboli”

“Con l’autonomia arriveranno le adeguate coperture a tanti progetti”

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laudio Sinigaglia, 61 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini nel Gruppo PD, all’opposizione della Giunta Zaia. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Sicuramente all’area socio - sanitaria. In particolare, ho seguito con attenzione la nuova legge regionale 19 del 2016, che ha riformato le Aziende Sanitarie e ha istituito l’Azienda Zero. Ma anche l’approvazione del nuovo Piano socio sanitario 2019 – 2023. È stato un lavoro enorme e penso di aver dato numerosi e qualificati contributi in entrambi i provvedimenti”. Oltre a questo? “Da un paio d’anni sono vicepresidente della 1° commissione, che si occupa soprattutto della stesura del bilancio e di tutti gli atti ad esso collegati. È un ruolo importante, che consente di entrare nel merito delle principali disposizioni delle entrate, ma soprattutto delle spese del consiglio e della giunta Zaia”. A proposito di Zaia, che giudizio da di questi 5 anni? “Fortemente negativo: sono davvero numerosi i suoi fallimenti, nascosti troppo spesso da abili capacità comunicative”. Qualche esempio? “Ce ne sono tantissimi. La realizzazione della Pedemontana è stata un bagno di sangue per le casse della Regione e chissà quando terminerà. La gestione dei parchi è un vero disastro, con commissariamenti che durano da più di tre anni. La nuova legge sulle politiche abitative e gli alloggi popolari è da ritirare, perché colpisce la popolazione più debole. Siamo l’unica regione in Italia a non aver ancora fatto la riforma delle case di riposo e la gente

paga rette proibitive: da 1880 a 2500 euro al mese”. Cosa la preoccupa maggiormente? “Il sistema sociosanitario pubblico, fortemente penalizzato da una riforma che abbiamo criticato e respinto. Mancano medici, manca personale per i servizi territoriali, le liste d’attesa aumentano, eppure continuano a spostare i finanziamenti ai privati”. Quali sono i punti di forza e le potenzialità del Veneto? “Siamo una regione bellissima, che eccelle per le sue piccole e medie imprese e per la rete sociale, fatta di tantissime persone e associazioni che appartengono al mondo del volontariato. La Regione dovrebbe supportare entrambe queste realtà, più e meglio di come ha fatto finora”. Quali invece le criticità, sui cui la Regione dovrebbe investire in futuro? “Sviluppo tecnologico e mobilità su tutte. Dobbiamo investire sulla banda ultra larga e su molte nuove infrastrutture: sul raccordo ferroviario con l’aeroporto di Tessera, sull’alta velocità tra Verona e Padova, solo per fare qualche esempio”. Qual è l’atto politico di cui va più orgoglioso? “Sono due: il primo è il libro bianco di denuncia sulla situazione delle case di riposo del Veneto. Il secondo è la legge su “Veneto terra di Pace”, in occasione delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale”. Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Ancora non lo so, dipenderà innanzitutto dalle decisione del Partito Democratico a cui appartengo, così come è sempre successo in questi anni”. Enrico Beda

n vista delle elezioni regionali del Veneto previste per la primavera del prossimo anno, abbiamo intervistato Alberto Semenzato consigliere eletto nelle fila della Lega, al suo primo mandato. Semenzato è nato a Mirano, ha 58 anni ed è diplomato perito commerciale. Per anni ha gestito l’attività commerciale della famiglia (un locale in centro a Mirano). E’ entrato nella Lega Nord nel 1991 e si è impegnato nella politica del suo paese, diventando prima segretario di sezione per due mandati e poi membro dei probiviri nazionali e poi si è candidato a consigliere comunale ed è diventato vicesindaco di Mirano. E’ stato anche assessore alla sicurezza e politiche sociali del suo territorio comunale. Fino al 2015 è stato segretario della Lega Veneta – Lega Nord poi è stato eletto in consiglio regionale per la circoscrizione di Venezia. E’ componente della quarta e quinta commissione del Consiglio Regionale del Veneto. Fra i temi di interesse di cui si occupa specificamente in consiglio Semenzato, c’è la vigilanza su finanziamenti ed appalti e le politiche sociali e sanitarieConsigliere Semenzato come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Con la mia presenza a 6.747 votazioni effettuate in aula ad oggi su 6.844, pari al 98,58% ed una sola giustificazione in commissione, sono al primo posto nella classifica del Consiglio Regionale del Veneto; credo che i numeri parlino da soli”.

Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Sono orgoglioso di aver fatto parte della squadra che ha portato i veneti ad esprimersi sull’Autonomia, di aver sostenuto convintamente ed esser riusciti a dar seguito al 90% del programma che il presidente Luca Zaia aveva fatto sottoscrivere ai veneti con il voto del maggio 2015, di aver fatto approvare dall’aula il mio Pdls, progetto di legge statale, cioè il progetto su “videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d’infanzia nonché presso le strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio” e di aver contribuito a far chiarezza sulla spiacevole vicenda della “gestione liste di attesa adottate” dall’ex Ulss13 Dolo – Mirano. Rimpianti per non aver potuto proporre qualche progetto di legge per mancanza di coperture, che auspico arriveranno molto presto con l’Autonomia. Come valuta gli ultimi sviluppi politici anche a livello nazionale? “E’ una situazione che questo paese purtroppo vive da oltre settant’anni, causa la mancanza di un sistema elettorale maggioritario simile a quello della più antica democrazia parlamentare d’Europa, l’Inghilterra, che consenta cioè, a chi vince anche solo con un voto in più, di poter governare”. Si ricandiderà a consigliere regionale a primavera del 2020? “Questo dipende dalla valutazione che daranno sul mio operato la Lega e il presidente del Veneto Luca Zaia”.

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Politica

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Cristiano Corazzari: “Il mio impegno per il territorio in Regione” L’assessore traccia il bilancio del suo mandato per la gestione del patrimonio veneto

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’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha le deleghe a Pianificazione territoriale e urbanistica, Parchi e aree protette, Sicurezza, Sport, Cultura e identità veneta, racconta la sua esperienza, iniziata nel 2015, che si concluderà a maggio 2020. “Queste competenze sono molto importanti in un territorio come il Veneto, che si attraversa in 3-4 ore di auto e dove si trovano borghi e città d’arte di straordinaria bellezza, oltre 100 chilometri di spiagge, montagne magnifiche, parchi naturali, laghi e sistemi termali. Un Veneto che continua a registrare record storici, anche in ambito turistico e culturale, terra nella quale importanti scrittori e poeti di ogni tempo si sono ispirati”. Tante le eccellenze che hanno

portato anche quest’anno ad essere il territorio italiano più visitato: “Venezia e la sua Laguna, l’orto botanico di Padova, Vicenza e le ville palladiane, Verona, le Dolomiti, i siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo al quale recentemente si sono aggiunge le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, sono siti che l’Unesco ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale, oltre al Delta del Po come Riserva di Biosfera MaB. Nella consapevolezza di questo e altro immenso patrimonio, negli ultimi due anni, abbiamo tracciato, in maniera decisa, un innovativo percorso nelle politiche territoriali, provvedendo all’emanazione di due specifici provvedimenti di leggi regionali

Cristiano Corazzari

di straordinaria importanza: la 14/2017 sul contenimento del consumo di suolo e la 14/2019 Veneto 2050”. Corazzari è stato impegnato anche a livello di cultura: “La giunta ha fortemente voluto lo stanziamento di circa 16 milioni di euro, dedicati ad imprese culturali e cinematografiche. In questo senso è stato avviato il processo di costruzione di una nuova governance del sistema,

con la costituzione della Veneto Film Commission”. A livello sportivo, le gioie più grandi sono state quelle di avere ottenuto i campionati del mondo di sci alpino 2021 e i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: “Sono importanti risultati, conquistati grazie ad uno straordinario lavoro di squadra, condotto dal presidente Luca Zaia. In Veneto operano 45 federazioni sportive, con 19 le discipline

sportive associate. Si tratta di tutte quelle riconosciute dal Coni. Abbiamo 5.549 società sportive, che corrispondono all’8,7% di tutte quelle italiane. Siamo la terza regione per numero di società. In tutte le nostre azioni ci accompagna la Carta etica dello sport veneto, con la quale riconosciamo il valore sociale, formativo ed educativo dell’attività motoria e sportiva”. Infine un pensiero alle prossime elezioni regionali. “E’ prematuro parlare di candidature, ma quel che è certo è che resto a disposizione e ringrazio per l’opportunità che il presidente Zaia mi ha dato. Continuerò ad impegnarmi al massimo, anche sui i temi del Polesine. Continuerà ad esserci la mia massima disponibilità per risolvere le problematiche a tutti i tavoli regionali e non solo, per affrontare insieme le nuove sfide”. Marco Scarazzatti


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iciamolo subito: scegliere un’auto elettrica non è l’affare del secolo. La batteria è ancora troppo cara e incide molto nel prezzo d’acquisto. Inoltre, l’autonomia è limitata e ci sono anche diversi e noti problemi per la ricarica. Però, chi utilizza l’automobile in città, se sceglie un’auto elettrica, può ottenere vantaggi anche economici. Prendiamo come esempio la Smart, auto “cittadina” per eccellenza. Il maggior costo d’acquisto si ammortizza, anche senza incentivi. La Smart elettrica più economica a listino costa intorno ai 24.200 euro. L’equivalente a benzina di euro ne costa 16.100. La differenza è di 8.100 euro, quanto costa la sola batteria. Eppure si può risparmiare. Come? Lavorando sulle condizioni di noleggio a lungo termine o leasing, con un anticipo alto e mantenendo una rata bassa, intorno ai 100 euro al mese. Così, con una percorrenza di circa 15.000 chilometri l’anno, si possono arrivare a risparmiare intorno ai 70 euro al mese. Nell’acquisto dell’elettrica ci sono poi altri vantaggi: ha diritto al bollo gratis per 5 anni. Nella RCA, molte Compagnie praticano sconti di circa 80 euro/mese. Tirando le somme, il risparmio totale può arrivare intorno ai 180 euro al mese. Il tutto a patto che siano sufficienti 150 km di autonomia al giorno, si percorrano almeno 15.000 km all’anno e si abbia la possibilità di ricaricare l’auto in casa o presso una colonnina nelle vicinanze.

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er chi vive e lavora nei centri urbani, anche la E-Bike è un mezzo comodo. All’inizio ci si fa un po’ di domande: come si carica? Devo attaccare la bici alla presa di corrente? Naturalmente no: basta sfilare la batteria e portarla a casa. Con un caricatore la si lascia in carica per qualche ora. L’autonomia dipende dall’uso che se ne fa, ma si può arrivare, per certi modelli, fino a cinque giorni. Secondo la normativa vigente inoltre il costo per l’acquisto di una bicicletta a pedalata assistita a può essere dedotto dal reddito per il 50 o addirittura il 100%.

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Emozioni in 4x4 per tutta la famiglia

Vacanze invernali in SUV in Baviera: nel regno dei giocattoli U

na grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso le destinazioni delle vacanze invernali. Tra queste il Sud della Germania, la Baviera in particolare, dove si possono trovare mete apprezzabili e apprezzate da grandi e piccini. Accompagnati dall’idea di prendersela comoda, a dispetto delle Autobahn tedesche prive di limiti di velocità. A seconda della regione d’Italia da cui si proviene l’itinerario può

prevedere l’arrivo in Germania dal Brennero e dall’Austria (via Bolzano, Brennero, Innsbruck, Rosenheim, Monaco di Baviera) o dalla Svizzera (via Chiasso, San Bernardino, Bregenz, Lindau). Due zone meritano il soggiorno più di altre, nell’ottica di un weekend lungo o di una settimana intera di vacanza: quella di Norimberga e quella di Regensburg-Passau. Il capoluogo della Franconia offre numerose possibilità di svago, tra

Una grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso il Sud della Germania, la Baviera in particolare, meta apprezzata da grandi e piccoli

cui uno zoo dove vivono ben tutelate numerose specie animali (anche orsi e delfini ammaestrati!), diversi musei del giocattolo e, nella vicina Zirndorf, il celebre Playmobil Funpark (con factory store annesso, per lo shopping natalizio di bimbe e bimbi). Senza dimenticare il centro storico della città, che merita unavisita al pari della vicina Fuerth, dove ha sede oggi il colosso del giocattolo Dickie-Simba, proprietario

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di numerosi marchi tra cui Schuco, Solido e Majorette nel settore delle auto in miniatura, Eichholz nel campo dei giocattoli in legno, Nico Toys per i peluche e Steffy Love per quanto concerne le bambole. Nel 1850, quando fu introdotta la prima macchina per stampare i metalli, tra Norimberga e Fuerth operavano più di trecento industrie che producevano prevalentemente giochi di latta e di legno. Tra le prime a realizzare trenini in miniatura fu la Fleischmann, mentre la Schuco divenne celebre nel secondo dopoguerra per le sue prestigiose automobiline in scala ridotta. È ancora forte e radicata la loro tradizione, così come quella degli orsetti di peluche, creati oggi come allora dalla Steiff. Spostandosi in auto in direzione di Regensburg e Passau ci si può piacevolmente “perdere” nelle colline delle prealpi bavaresi, al confine con la Repubblica Ceca. Ogni villaggio è un mondo a sé, l’uno diverso dall’altro: tutti comunque offrono l’opportunità di passeggiate nei boschi fin verso i mille metri di altitudine. Sankt Englmar è una delle località più gradevoli di questa Baviera al confine con quella che era un tempo la “Cortina di Ferro”.

Freddo: la tua sicurezza dipende dagli pneumatici

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n’indagine realizzata nel 2017 dal Servizio Polizia Stradale in collaborazione con Assogomma e Federpneus, tra aprile e giugno, ha fornito risultati preoccupanti: nei 12.910 controlli eseguiti in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia) sono emerse irregolarità relative ai pneumatici per il 15,26% delle auto controllate. Ben 4.821 vetture verificate erano equipaggiate con pneumatici M+S (il 37,34% del campione di cui 24,08% solo M+S e 13,26% M+S con pittogramma alpino) e 1.024 presentavano un equipaggiamento non omogeneo (il 7,93% del campione). Un quadro certamente non ideale e confortante. Per circolare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili è opportuno montare pneumatici di tipo estivo (“standard”) nella stagione calda e coperture di tipo invernale (M+S con o senza pittogramma alpino) nella stagione fredda, uguali tra loro sulle 4 ruote o almeno sui singoli assi. Con pneumatici invernali in periodo freddo gli spazi di frenata si riducono rispetto a un equipaggiamento estivo del 20% con suolo asciutto e fino al 50% nel caso della presenza di un manto di neve sul terreno.


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Autotrasportatori e tecnologia 5G: troppo sorvegliati?

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l 5G è la rete mobile di quinta generazione che sarà lanciata più o meno l’anno prossimo e che aumenterà in modo impressionante la velocità di connessione mobile. Detta così, sembra una simpatica opportunità per la quale avremo smartphone con maggiore copertura e internet velocissimo (un giga al secondo). Ma questa rapidità consentirà di raggiungere grandi traguardi. Per esempio, sarà possibile una chirurgia a distanza per cui un medico americano potrà operare un paziente in Svizzera. Oppure crescerà quello che viene definito lo IoT, l’internet delle cose. Finora abbiamo lavorato sempre sulle comunicazioni tra noi e le macchine, e adesso cominciamo a curare la comunicazione tra macchina e macchina. È il passaggio verso l’intelligenza artificiale e verso la guida autonoma, che funziona in sicurezza a patto che i veicoli comunichino tra loro in tempi velocissimi. Solo il 5G permette di gestire l’enorme mole di traffico sulle strade e l’enorme traffico di dati senza provocare incidenti. Fin qui tutto bene. Ci sono contestazioni dal punto di vista della salute (perché il 5G richiede un gran numero di antenne molto potenti) e anche dal punto di vista della riservatezza. Gli Stati Uniti ce l’hanno con Huawei, perché secondo loro, attraverso le tecnologie del 5G, i cinesi sono in grado di spiarci. E qui comincia la questione. Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere tutti i dettagli della sua vita. Ma-

gari non sarà interessato a sapere se un dipendente si ferma al bar per prendere un caffè, ma quello che conta è che lo saprà. E che la nostra libertà avrà spazi ancora più ridotti. Insomma, il progresso porta mille opportunità positive, ma ha anche un rovescio della medaglia che, per un autotrasportatore che ama la libertà, diventa un boccone amaro da mandar giù.

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VEICOLI INDUSTRIALI: in Italia il 63% sono ante Euro 4

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econdo i dati UNRAE, i 663.500 veicoli industriali che viaggiano nel nostro Paese hanno in media 13,5 anni e il 63% di questi sono anche ante Euro 4. Insomma, il nostro parco circolante è tra i più vecchi d’Europa. E questo significa che molti mezzi viaggiano senza quei sistemi di sicurezza che oggi consideriamo indispensabili. E non basta, i camion vecchi consumano di più. E dunque costano all’autotrasportatore e inquinano. Insomma, le ragioni per rinnovare il parco circolante ci sono tutte. Ma c’è un ma… Come fa un padroncino strangolato dalla concorrenza estera a trovare i soldi per comprare un camion nuovo? Non li trova e basta. Ed è proprio qui che dovrebbe intervenire lo Stato. Ma gli incentivi, ad oggi, non sono strutturali. E invece un’azienda dovrebbe contare su finanziamenti protratti nel tempo. Sarebbe utile, per esempio, modulare la tassa di possesso di un camion. Più è nuovo, meno si paga. Chi ha un camion vecchio può lavorare, ma a costi più alti. Lo stesso vale per i pedaggi in autostrada. Chi inquina di più paga di più. E lo stesso vale per i premi assicurativi. Più un mezzo è vecchio e meno è sicuro e, per questo, deve pagare di più. Stesso discorso vale per le accise sul carburante Insomma, lo Stato dovrebbe schierarsi al fianco degli autotrasportatori con incentivi e facilitazioni, ma anche con una politica a favore dell’autotrasporto italiano.

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i recente, un importante quotidiano economico nazionale ha dato qualche cifra sull’inquinamento da diesel: nell’articolo si avanzava il sospetto che metterlo al bando (per il momento solo per le auto), invece che far bene all’ambiente, potrebbe addirittura fare male. Secondo alcuni esperti, infatti, meno diesel circolano e meno inquinamento da polveri sottili (PM) e ossidi di azoto (NOx) si registra. In realtà questa idea sarebbe giusta se fossimo nel 1993 e circolassero mezzi Euro 1, ma oggi, con l’Euro 6d, i livelli di inquinamento di un camion sono scesi del 95% e se svecchiassimo il parco circolante, l’inquinamento scenderebbe in modo sensibile. C’è, però, un altro problema, che riguarda il rilevamento delle sostanze inquinanti. Se andiamo a vedere i dati che riguardano le PM (il particolato), i dati dell’ADAC (l’Automobile Club tedesco), dimostrano che le

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La campagna contro i diesel può mettere in ginocchio un settore: chi comprerebbe un camion con il rischio di vederselo mettere fuori legge?

emissioni delle polveri sottili dovute alle auto e all’autotrasporto diesel sono appena il 4% del totale. Perché le PM vengono dalle abitazioni (il 46%) e dall’industria (il 44%). I produttori dell’automotive hanno investito fior di miliardi di euro per migliorare l’ecosostenibilità dei loro mezzi, ma il vero problema è che ci sono

cause di inquinamento come i riscaldamenti nelle città o i fumi delle aziende che non vengono aggrediti, mentre si preferisce parlare di ambiente spingendo su mezzi non inquinanti come quelli elettrici, che per ora sembrano solo un sogno che si potrà avverare tra molti anni. La campagna anti-diesel, infatti, rischia di mettere in crisi l’intero settore e il risultato potrebbe essere una stasi del mercato e potrebbe portare alla paralisi e allo stop del processo di svecchiamento del parco circolante, con il risultato di vedere sulle strade veicoli industriali sempre più vecchi. Perché, d’altronde, chi potrebbe mai pensare di comprare un camion diesel con, in prospettiva, il rischio che, prima o poi, anche il diesel per l’autotrasporto possa venire messo fuori legge?

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Maya e Rum E gli spiriti del Guatemala

’ la patria del Rum il Guatemala. Rum che da quelle parti chiamano Ron: distillazione sublime della canna da zucchero, invecchiamento “sopra le nuvole” e spirito raffinato. Vai a Quetzaltenango, a Casa Botran, e nel museo della famiglia Botran, produttore simbolo di un determinato modo di fare Rum (con oltre 80 anni di storia alle spalle) e cogli un segreto in più dell’orgoglio nazionale guatemalteco. Il Rum, appunto. Rum qui ottenuto dalla distillazione del succo di varietà pregiate di canna da zucchero, non dalla melassa. E poi affinato su legni “tostati” ad arte, secondo regole antiche e sapienti. Il Rum è uno dei sim-

di Renato Malaman

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boli di questo paese, che è il cuore pulsante del Centro America e della civiltà Maya. Paese che ha sempre difeso con tenacia le proprie tradizioni, la propria identità e la propria libertà. E’ successo dal XVI al XVIII secolo quando gli Spagnoli arrivarono come colonizzatori, attratti dalle sue mirabili ricchezze naturali, sia quando - in tempi più recenti - furono gli Stati Uniti d’America a cercare di mettere pesantemente sotto il proprio tallone l’economia (prevalentemente agricola) del Guatemala, condizionando attraverso le proprie avide compagnie commerciali - con le buone o (molto più spesso) con le cattive - le sorti del paese. continua alla pag. seguente


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Maya e Rum, gli spiriti del Guatemala

Il paese è il cuore pulsante del Centro America e quest’anno con la fiera CATM è stato vetrina del turismo nell’area. Il parco archeologico di Tikal immerso nella foresta svela - nel mistero delle sue piramidi - l’anima segreta di un popolo millenario di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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rgoglio, appunto. Oggi il Guatemala si mostra con orgoglio, perché oggi è un paese che fa da formidabile vetrina internazionale a quanto di bello c’è in tutta l’area centroamericana. Città del Guatemala quest’anno a giugno ha ospitato il “Centro America Travel Market”, fiera e workshop del turismo centroamericano, occasione straordinaria per far conoscere i valori di questo paese. A cominciare dalle testimonianze della civiltà Maya, così lontana nel tempo eppure ancora così presente nello spirito fiero della gente. Tikal con i suoi templi è la celebrazione della grandezza di quel popolo antenato e dei suoi valori ancestrali. E’ immersa nella foresta Tikal, bisogna conquistarsela salendo sulla montagna e poi fin sulla sommità del tempio del Giaguaro, il più alto di tutti con i suoi 74 metri di pietre posate in un equilibrio perfetto. Lì, nel silenzio, sembra di vederli ancora all’opera i sacerdoti del fuoco intenti nei loro riti misteriosi. Ma per cogliere in una cornice ancora più profonda e suggestiva il genio di quel popolo basta allungarsi fino a Yaxha, l’ultimo dei siti archeologici scoperti in Guatemala, dove tutto è ancora “vergine”. Come se le rovine in realtà fossero una città abbandonata all’improvviso ieri. Dove ogni cosa è ancora al suo posto, all’ombra delle grandi piramidi Maya. Quando si scende nella graziosa Flores, crocevia turistico del Petén che si rispecchia nel suo lago, sembra di uscire dalla scena di un film. Ma non è avventura o fantasy, è realtà. Realtà in parte ancora avvolta nel mistero. Paese di grandi vulcani il Guatemala, vulcani dall’umore instabile. Incombenti anche sulle città, come ad Antigua dove i pennacchi di fumo del vulcano Fuego promettono sempre… fuoco. Quello che lo scorso anno ha prodotto un’ esplosione di cenere simile a quella del Vesuvio a Pompei nell’anno 79 d.C. e che - proprio come a

NELLA FOTO COPERTINA IL TEMPIO DEL GIAGUARO, SIMBOLO DI TIKAL. SOTTO: IL PARCO ARCHEOLOGICO FRA LE NUVOLE, TESSUTI TRADIZIONALI E PREPARAZIONI TIPICHE CON CARNE E FAGIOLI. IN QUESTA PAGINA: SOPRA IL TITOLO UN’ALTRA IMMAGINE DI TIKAL, UNA SPETTACOLARE VEDUTA AEREA DI YAXHA E UNO SCORCIO DI ANTIGUA CON IL VULCANO FUEGO SULLO SFONDO. PIÙ SOTTO: IL CENTRO STORICO DI ANTIGUA, UN PADIGLIONE DELLA FIERA INTERNAZIONALE CATM A CITTÀ DEL GUATEMALA, IL RUM DI CASA BOTRAN, IL MERCATO DI CHICHICASTENANGO E MASCHERE TRADIZIONALI GUATEMALTECHE

Pompei - ha sepolto interi villaggi facendo zioni locali lo hanno scelto come piazza di migliaia di vittime. Ad Antigua lo temono scambio per un’infinita tipologia di merci quel gigante dalla forma di cono nero che e per raggiungerlo in molti casi affrontano ormai fa parte del paesaggio della città, che lunghi percorsi a piedi. Immergersi in quene rafforza l’icona. Antigua, la coloniale, sto cosmo non è folclore, non è “fare shopcittà spagnola dove tutto ricorda “el Siglo ping”, ma è immergersi nell’anima vera del de Oro”, i Gesuiti e gli altri ordini monasti- popolo guatemalteco. Guatemala che due anni è stato privato ci mandati dalla corona di Spagna per “ammansire” lo spirito ribelle del popolo gua- del servizio postale (un primato singolatemalteco, è in fondo anche il simbolo del re anche se non certo invidiabile!) ma che ciò nonostante lancia al sincretismo religioso e mondo il suo messaggio culturale prodotto da Ad Antigua, città di stile di amicizia e di pace, con questa sovrapposizione coloniale spagnolo tanta voglia di farsi codi valori, di stili e di riti. su cui incombe minaccioso noscere. Anche attraverSincretismo che è il vero il vulcano Fuego, si coglie so i sapori della sua cufascino di questa anima profonda del Guatemala. l’essenza di quel sincretismo cina, tuttora così intrisa delle tradizioni Maya Il Lago Atitlan ha acreligioso e culturale (carne cotta in più modi, que color smeraldo e tanche pervade l’intero paese. pollo, fagioli e mais gli te montagne a fargli da corona. I Maya lo consi- Nei villaggi affacciati sul lago ingredienti principali), e deravano l’ombelico del Atitlan sopravvivono attività soprattutto attraverso lo spirito raffinato e soave mondo e gli hippy lo scelartigianali tradizionali del suo Rum. Il migliore sero negli anni ’60 come del mondo, assicurano i luogo di pace per vivere in comunità, lontano dalle sirene del mondo guatemaltechi. Di sicuro il più originale. contemporaneo. Nei villaggi intorno al lago Provare per credere. sorgono ancora oggi dei laboratori - in parIl Guatemala è raggiungibile comodaticolare tessili – gestiti da cooperative, che mente dall’aeroporto di Venezia, con voli sono figlie di quella cultura di solidarietà. Chichicastenango è il mercato più fa- Iberia che fanno scalo (in genere breve) a moso e colorito del Guatemala. Le popola- Madrid.


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35 Messaggio pubbliredazionale

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I PRODIGI DELLA NATURA CONFERMATI DALLA SCIENZA Una storia millenaria che ha tratti quasi fiabeschi, quella delle acque delle Thermae Abano Montegrotto, della quale ogni aspetto sull’efficacia è confermato da decenni di ricerca scientifica. Dai tempi dei Romani, infatti, oltre 2000 anni fa, le risorse termali di Mons Aegrotorum, l’attuale Montegrotto Terme, dove sorge l’Hotel Terme Millepini 4*, sono note per la loro elevata azione antinfiammatoria che le rende tutt’oggi uniche al mondo.

prevenzione e cura di patologie delle alte e basse vie respiratorie, affinché non si cronicizzino, attraverso un trattamento semplice, che anche i bambini possono affrontare in braccio ad un genitore, nel comfort dell’Hotel Terme Millepini, talvolta dopo un bel bagno in piscina.

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teggendo le mucose da eventuali ricadute ed evitando antibiotici e medicinali invasivi. Le malattie respiratorie sono aumentate considerevolmente, anche in seguito alle peggiorate situazioni ambientali per la prolungata esposizione ad agenti inquinanti ed al fumo di sigaretta anche passivo. Inalazioni e Aerosol frammentano finemente le particelle di acqua minerale termale e la nebulizzano per utilizzarla nella

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L’iniziativa

Il Veneto di corsa contro il cancro

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e atlete di Run for Iov si preparano alla Maratona di New York, ma è tutta la regione che “corre” grazie alle politiche di prevenzione e a una rete di strutture specializzate. Il prossimo appuntamento è a New York, esattamente tra un anno, per la maratona più famosa al mondo. E c’è da scommettere che, ancora una volta, le ragazze di “Run for Iov” si faranno trovare pronte, con tutto il loro carico di entusiasmo e la forza con cui hanno già affrontato una sfida ben più difficile: quella contro il tumore al seno. Dopo Valencia, Londra e tante altre sfide in Italia e all’estero, New York è un po’ la ciliegina sulla torta di un progetto nato quasi per sfida e diventato col tempo uno dei fiori all’occhiello di Ryla Onlus e dell’Istituto oncologico veneto. La squadra è composta da 32 atlete, tutte unite dall’esperienza della malattia e dalla voglia di non arrendersi che le accompagna nei lunghi allenamenti necessari ad affrontare l’impresa. Senza l’obiettivo di vincere, ma con la voglia di testimoniare al mondo che dal cancro, dalla chemio, dalla radioterapia si può uscire per tornare a vivere appieno. Anzi, da vere e proprie testimonial dello Iov con le loro imprese sportive raccolgono fondi per la ricerca e la cura del tumore al seno. Un impegno che ha già superato quota 100 mila euro, dando un ulteriore, prezioso contributo al lavoro di medici e ricercatori di uno dei centri d’eccellenza della sanità veneta. Segue alla pag. seguente

La rete Run for Iov promuove la prevenzione Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada

a pag 38

Il bando regionale fa il pieno di candidati

a pag 39

Un Dalle nuovo medicine ambulatorio di gruppo ai Team adiChioggia assistenza primaria a pag 40

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L’iniziativa

Il Veneto di corsa contro il cancro

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Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada

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a data non è certo scelta a caso. Il 14 novembre del 1891 nasceva infatti il fisiologo canadese Frederick Grant Banting, che insieme a Charles Herbert Best nel 1921 scoprì l’insulina, trasformando quella che era una malattia mortale in una malattia controllabile. Dal 1991 l’Organizzazione mondiale della sanità dedica il 14 novembre alla lotta al diabete, e sono ormai più di 60 i paesi che aderiscono a questa campagna con iniziative di sensibilizzazione, presidi medici e un gesto simbolico ma di alto impatto: illuminare in blu i più famosi monumenti nel mondo, come un segno di speranza per i malati. Perché non va mai dimenticato che, a un secolo ormai di distanza dalla scoperta dell’insulina, il diabete continua a essere un nemico temibile e, purtroppo, privo di una cura definitiva. Si stima che attualmente nel mondo ne soffrano circa 350 milioni di persone e che ogni anno più di 3 milioni di persone che vivono con il diabete muoiano per malattie correlate. Un dramma a cui si può tentare di ovviare in un solo modo: investendo sulla diagnosi precoce e su tutte le buone pratiche di gestione del diabete. Anche l’Italia non fa eccezione al continuo aumento di casi: si stima che negli ultimi 10 anni i malati, nella popolazione generale, siano passati dal 4 al 6%. E si tratta solo dei casi noti, a cui le stime più realistiche tendono ad aggiungere un altro buon 2 per cento di malati che non sanno neppure di esserlo, salvo poi scoprirlo in caso ad esempio di infarto. Secondo la Società Italiana di diabetologia, quasi il 65% dei malati ha più di 65 anni ed è quindi nella fascia maggiormente a rischio. Ci sono però

Il 14 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione su una malattia che colpisce 350 milioni di persone nel mondo. Ma pochi accorgimenti possono aiutare a gestirla nel modo più corretto anche pazienti giovani (il 2% ha meno di vent’anni e si calcola che ogni anno circa 1500 bambini presentino l’esordio della malattia) e quasi un terzo dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni). La prevalenza fra i 20 e i 49 anni è maggiore nelle femmine mentre fra i 50 e gli 80 anni è superiore nei maschi. La prevalenza complessiva è maggiore nei maschi. Ma come accorgersi di un possibile problema? Il diabete si presenta in genere con tre sintomi principali: il paziente beve di più, urina di più e tende a perdere peso. Proprio la diagnosi precoce rimane fondamentale per ridurre il rischio delle complicanze acute del diabete. Da qui l’importanza della Giornata mondiale del diabete, organizzata ogni anno da Diabete Italia con la sua rete di coordinatori regionali che fungono da riferimento per tutti coloro che, lo-

calmente, hanno intenzione di organizzare eventi collegati. Un impegno che le è valso nel 2017 la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, e che si ripete anche quest’anno attorno al tema “Famiglia e diabete”. Dal 4 al 17 novembre migliaia di volontari saranno impegnati a organizzare eventi in oltre 500 città. Oltre a conferenze stampa, convegni, spettacoli e manifestazioni sportive, nelle centinaia di punti di attività allestiti nel Paese sarà possibile valutare il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni e ricevere suggerimenti e materiale informativo. Tra i molti appuntamenti in programma in Veneto, va segnalata l’opportunità di screening del rischio diabete attraverso la misurazione gratuita della glicemia martedì 12 novembre, dalle 9 alle 12.30, in via Laurenti a Rovigo.

erché, anche se non tutti lo sanno, proprio la prevenzione del tumore alla mammella - il più diffuso oggi tra le donne - è uno dei settori in cui la nostra regione può vantare un indiscusso primato nazionale. Con un’estensione degli inviti pari al 91% contro l’84% in Italia, e un’adesione delle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto di prevenzione ha sottoposto a screening in un anno 194.973 donne, con 10.346 approfondimenti resisi necessari, che hanno portato a 1.076 diagnosi di carcinoma e ad alzare di almeno 20 punti la percentuale di donne che hanno avuto salva la vita. Un impegno che ha consentito anche di individuare meglio l’età giusta per lo screening: al di sotto dei 45 anni la mammografia risulta generalmente inutile, tra i 45 e i 50 anni si può fare ma non è consigliata, mentre è assolutamente efficace tra 50 e 74 anni. Ma non basta, perché in Veneto si sta già lavorando a un’evoluzione che prevede di realizzare uno screening personalizzato su donne con caratteristiche genetiche a rischio. Il Progetto sperimentale, a cura proprio dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 donne anche giovani e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il primo al mondo per ampiezza e velocità. “Un vestito su misura per ogni donna, perché ogni successo ci spinge a cercarne degli altri”, come l’ha definito il Presidente della Regione Luca Zaia, presentando lo stato dell’arte della prevenzione contro il tumore e le prospettive future della lotta al cancro, in occasione del Mese Rosa della Prevenzione che come ogni anno si è celebrato a ottobre con un ricco calendario di iniziative. “Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza per nuovi passi avanti, perché lo studio dello Iov ci porterà a costruire uno screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di concentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche elevate. Anche grazie a questa decisione, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”. Accanto al programma di screening della mammella, vi sono altri due grandi screening antitumore su cui si sta investendo con decisione: quelli per la cervice dell’utero e per il colon retto. Il primo, rivolto alle donne tra 25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle donne agli inviti del 62,8%, oltre 22 punti in più della media nazionale, ferma al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate 461 lesioni precancerose. Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne tra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estensione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e 3.401 adenomi avanzati. All’apparenza solo un freddo elenco di statistiche e percentuali, ma che in realtà ricordano un dato di fatto ormai assodato: la prevenzione rimane l’arma migliore contro i tumori, a maggior ragione considerando il progressivo invecchiamento della popolazione del Veneto. E acquisire una “cultura della prevenzione” rappresenta l’unica strada per poter garantire anche in futuro una sanità d’eccellenza, fatta di alta tecnologia e grande professionalità ma anche di consapevole partecipazione dei cittadini.

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Forze fresche in corsia. Il bando regionale fa il pieno di candidati S

e lo dice Repubblica, che con la Lega e col Veneto in particolare non è mai tenera, c’è da crederci. Dati alla mano, la nostra regione risulta la prima in Italia per la capacità di assicurare i livelli essenziali di assistenza (Lea) ai propri cittadini. Il quotidiano ha analizzato decine di indicatori ministeriali e di dati forniti dalle regioni stesse nelle tre aree di indagine (ospedale, distretto e prevenzione), assegnando al Veneto 222 punti su un massimo raggiungibile di 225. Sul podio anche Toscana ed Emilia Romagna (con 220 punti), seguite da Piemonte (218) e Lombardia (215 punti), mentre a chiudere la classifica sono Campania (170), Sicilia (165) e Calabria (146 punti, 14 sotto la soglia minima richiesta). Il problema è che garantire un futuro in linea con i risultati di oggi non sarà facile. E tra gli ostacoli il più impegnativo è rappresentato dalla mancanza di medici. Qualcosa però inizia a muoversi: dopo un’estate segnata dalle polemiche per i vuoti negli organici, e in attesa di qualche segnale da parte del Ministero, in corsia arriveranno presto alcune centinaia di giovani medici, laureati e abilitati ma non ancora specializzati, grazie

(ne mancano 53.000) e in Veneto (almeno 1.300). In attesa che da Roma arrivino fatti concreti e non teorie, abbiamo deciso di percorrere questa strada, certamente inedita, certamente coraggiosa, ma altrettanto certamente non campata in aria. Non butteremo mai allo sbaraglio questi ragazzi ma li inseriremo gradatamente, vicino ai colleghi strutturati, e a occuparsi delle situazioni più semplici, non certo di codici rossi. Abbiamo fiducia nelle nostre Università e siamo certi che, con la preparazione ottenuta, i giovani medici saranno preziosi occupandosi, ad esempio, di codici bianchi o, al massimo, verdi». Intanto è partito il secondo bando, che prevede 150 posti per l’area internistica. E nel frattempo proseguono gli incontri tra la Regione e le Università di Padova e Verona per definire una strategia comune. L’ultimo ha visto alla stesso tavolo il presidente della Regione e i due

rettori. «Un incontro proficuo e costruttivo – sottolinea il Rettore di Padova, Rosario Rizzuto – nel quale abbiamo riconfermato l’impegno forte dei nostri due Atenei a sostegno della sanità veneta con le nostre attività di ricerca, formazione e assistenza. Sulla carenza di medici abbiamo riscontrato la volontà comune di collaborare per dare in tempi rapidi una soluzione all’emergenza che si è creata». Di “un incontro storico”parla anche il Rettore di Verona Nocini, «nel quale – ha detto – abbiamo gettato le basi per colmare il gap creatosi nella sanità veneta sul fronte dei medici. Le Università di Padova e Verona sono pronte a lavorare direttamente alla formazione dei giovani che la Regione sta reclutando. Ed è significativa anche la collaborazione avviata sulla possibilità di coinvolgere nell’operazione gli specializzandi dal terzo al quinto anno».

Il Veneto miglior regione italiana per Livelli essenziali di assistenza, ma rimane il problema dei vuoti in organico

ai bandi promossi dalla Regione. Il primo, per l’inserimento nei Pronto soccorso, ha visto arrivare ben 224 domande che sono ora al vaglio per dare poi il via alla formazione accademica affiancata dal tirocinio pratico in corsia. «L’adesione è stata importante – commenta il presidente Zaia – il che

Un nuovo ambulatorio a Chioggia

dimostra quanta voglia di lavorare e di mettersi alla prova ci sia tra i nostri giovani medici, imprigionati nell’assurdità nazionale delle borse di specialità: obbligatorie ma previste in numero largamente inferiore ai laureati in medicina. Parte da qui la carenza di medici, ormai diventata un’emergenza in tutta Italia

Linfedema, adesso c’è una cura

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’Ospedale di Chioggia della Ulss circa 8.000 prestazioni all’anno per 3 Serenissima si potenzia con questa disciplina, mentre a Venezia l’attivazione di un nuovo servizio: ne registriamo circa 4000. Credo che l’ambulatorio di Odontostomato- anche Chioggia si attesterà su quallogia e Maxillofacciale. Finora gli che migliaio di prestazioni, probabilabitanti di Chioggia dovevano per mente superando Venezia stessa». forza rivolgersi all’Ospedale di MeIl nuovo servizio ha come refestre o a quello di Venezia, un disagio rente il dottor Daniele Ferro, visto finalmente risolto grazie all’integra- la sua lunga esperienza di lavoro zione tra ospedali e professionisti presso l’Ospedale hub di Mestre: nella Ulss 3 Serenissima. Si accede medico specialista in chirurgia maal servizio tramite xillofacciale è di impegnativa del origine romano, Attivo il servizio di medico curante ma mestrino di e prenotazione al Odontostomatologia adozione. È giunCup, ma anche to all’Ospedale di e Maxillofacciale, attraverso consuMestre nel 2007 e basta “trasferte” lenze richieste dai dal 2011 si occupa fino a Mestre vari reparti ospedi chirurgia orale dalieri. «Ci si può e maxillofacciarivolgere all’ambulatorio – ha spie- le, interessandosi particolarmente gato il Primario Michele Franzinel- ai disturbi articolari temporomanli – per prime visite, per controlli e dibolari. All’attivazione del nuovo chirurgia ambulatoriale: ad esempio servizio hanno collaborato anche la per estrazioni, lesioni ossee, disturbi coordinatrice del Poliambulatorio articolari temporomandibolari e la Fabiana Veronese e l’infermiera prochirurgia orale. A Mestre si contano fessionale Monica Boscolo Capon.

ue prestigiosi riconoscimenti per la Chirurgia Vascolare dell’ospedale all’Angelo di Mestre. Ai congressi specialistici di Bruxelles e Buenos Aires la comunità scientifica internazionale ha inteso così premiare l’attività di chirurgia linfatica effettuata a Mestre per la prevenzione e il trattamento dei linfedemi degli arti. «Il linfedema – spiega il dottor Alessandro Busetto, microchirurgo linfatico – è il ristagno di linfa che provoca il rigonfiamento in un arto. Si manifesta purtroppo con frequenza dopo un intervento ma può comparire anche a distanza di anni dall’operazione risultando spesso invalidante». Di solito è affrontato con massaggi, linfodrenaggi e fasciature. A Mestre, invece, gli specialisti della Chirurgia Vascolare hanno messo in atto da alcuni anni un iter terapeutico che cura e addirittura previene il formarsi del linfedema con la realizzazione di veri e propri bypass, che “evitano” il vaso linfatico ostruito costruendo chirurgicamente dei percorsi alternativi. Gli studi clinici presentati ai due congressi sono frutto della collaborazione con il Centro di riferimento oncologico di Aviano e con l’ospedale di Udine, grazie a un progetto culminato, nel 2016, nella creazione di una rete tra le eccellenze trivenete. L’Ospedale dell’Angelo è l’unico cen-

L’Ospedale all’Angelo premiato a Bruxelles e Buenos Aires per la sua innovativa tecnica chirurgica in grado di risolvere un problema altamente invalidante tro ospedaliero del Nordest in grado oggi di offrire il trattamento microchirurgico del linfedema. L’intera attività, sia diagnostica che terapeutica chirurgica, è offerta in regime di sanità pubblica, anche attraverso un ambulatorio dedicato nel quale attualmente vengono seguiti più di 300 pazienti affetti da linfedema con problematiche chirurgiche. Rappresenta un polo d’attrazione

non solo per il territorio provinciale, ma anche per quello extra-regionale, grazie alle sinergie sviluppate con altri centri specialistici oncologici. A gennaio il tema sarà al centro del “Lymphedema UpDate”, all’Ospedale Civile di Venezia, che vedrà numerosi scienziati discutere su come migliorare i trattamenti, sia medici che chirurgici, di questa patologia ad alto impatto sociale.


la laPiazza iazza

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alute Salute

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Dalle Medicine di gruppo ai Team di assistenza primaria Prosegue la riorganizzazione della rete di medici di base. Oggi sono 76 le Medicine di gruppo per quasi un milione di veneti, ma la Regione è pronta al prossimo passo

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’è il problema della carenza di medici, anche di quelli di base. Ma non è l’unico a rendere difficile la vita delle famiglie, che si debba chiedere una ricetta o magari si abbia bisogno di una visita a domicilio, e questo soprattutto nelle aree più periferiche. Il fatto è che gli orari di ambulatorio mal si conciliano con i mille impegni della vita quotidiana, e che seguire una popolazione sempre più anziana e afflitta da malanni cronici moltiplica le incombenze. Ecco perché già da alcuni anni il Veneto ha deciso di sperimentare con decisione un nuovo modello, e i dati sembrano dare ragione della bontà della scelta. Oggi sono 76 le Medicine di Gruppo attivate: funzionano come “squadre” di medici di medicina generale che condividono lo spazio di lavoro, la segreteria e garantiscono la presenza costante di un professionista per tutte le urgenze. Un servizio migliore, dunque, e al tempo stesso più economico grazie alle economie di scala che garan-

tisce: negli ultimi due anni hanno consentito di risparmiare 4 milioni di euro, di evitare un ulteriore 6% di spesa, di diminuire del 3% le prestazioni specialistiche valutabili come “improprie”, pari a 52.000. Sono stati anche attivati 540 nuovi posti di lavoro tra collaboratori di studio (300) e infermieri (240). Questi e altri inediti dati hanno fatto da punto di partenza per un confronto a tutto campo tra passato, presente e futuro tra la Regione e i suoi medici di medicina generale, organizzata a Montecchio Precalcino a cura di Azienda Zero. In discussione anche l’annunciata evoluzione del modello, con la nascita di quello che è stato ribattezzato Team di assistenza primaria. Ogni team sarà composto da almeno quattro medici di medicina generale per un bacino di riferimento indicativo di ottomila assistiti, prevedendo per ciascun medico componente la possibilità di incrementare il proprio massimale fino a duemila assistiti in carico.

Mezzo milione a sostegno dei viaggi solidali

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«Il modello si è rivelato vincente – ha sottolineato l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin – soprattutto per la gestione delle cronicità, che è, e diverrà sempre di più fondamentale, anche a fronte del previsto aumento dell’età media della popolazione. Ma i servizi garantiti dalla medicina territoriale sono assolutamente insostituibili per avvicinare la buona sanità alla gente ed evitare faticosi e complessi accessi impropri ai Pronto Soccorso». Le 76 Medicine di gruppo integrate oggi coinvolgono 638 medici di medicina generale e coprono 921.361 assistiti, quasi un quinto della popolazione. In 15 realtà viene garantita anche l’attività di prelievo del sangue. Nel 2018, i costi sono stati di 46 milioni 280 mila euro, dei quali il 31% dedicati all’assistenza dei malati cronici, il 10% alle attività di prevenzione, il 21% alla partecipazione alla governance generale, il 21% all’accessibilità degli studi per i pazienti, il 10% per la tenuta delle schede-paziente informatizzate, il 7% per

la formazione e l’audit. Complessivamente nel triennio 2015-18, la Regione ha investito nel settore 102 milioni 575 mila euro. «L’organizzazione va testata, un po’ come i farmaci prima di darli alle persone – ha ricordato il direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan – ed è

questo che la Regione sta opportunamente facendo. Ma in un quadro nazionale dove a lungo non ci sono state idee chiare e si sono sviluppate esperienze diverse, il Veneto ha un suo preciso modello e oggi possiamo dire che è sicuramente un punto di riferimento per tutto il Paese».

䴀椀挀爀漀挀栀椀爀甀爀最椀愀Ⰰ UnaMicrochirurgia, vita dedicata       挀漀洀瀀攀琀攀渀稀愀 攀 挀漀氀氀愀戀漀爀愀稀椀漀渀攀 competenza e collaborazione con attrezzatura la innovativa a far             挀漀渀 愀琀琀爀攀稀稀愀琀甀爀愀 椀渀渀漀瘀愀琀椀瘀愀 sbocciare vita                   攀 搀椀瘀攀爀猀椀ǻ挀愀琀愀 e diversificata

i chiama “Stacco”, ed è l’iniziativa di trasporto solidale e gratuDopo 42 anni di lavoro Gabriella Bagatella lascia l’ospedale in cui ito per persone non autosufficienti, ha lavorato come infermieraSekal e poi Microchirurgia come ostetrica. Accompagnando Rovigo è una struttura privata anziani e disabili oggi attivo nelle cinque province di Belluno, Treviso, migliaia di donne nel momentodipiù importante della loro vitacome struttura chirurgia oculistica classificata Verona, Vicenza e Venezia che la extraospedaliera di chirurgia. Dispone delle più anni e 2 mesi trascorsi sempre nello Regione ha appena rifinanziato con moderne tecnologie sia diagnostiche che stesso ospedale, anche se nel fratun investimento di mezzo milione tempo la sede è cambiata e anche l’Ulss di euro. Ma più dei soldi, in que- ni mezzi, tutto il resto lo mettono i terapeutiche, potendo offrire trattamenti ha cambiato di numero: prima era la 23, sto caso vale il coinvolgimento dei volontari e le loro associazioni. Proall’avanguardia garantendo l’approccio poi è diventata la 17 e infine è confluita volontari, ben 1.200, che hanno ga- prio per questo, per l’anno 2019-20 medico/chirurgico che più si adatta nella nuova Ulss 6 Euganea. Ma questi rantito un passaggio a loro concit- i fondi sono stati ripartiti tenendo sono solo dettagli, aspetti formali che non tadini in difficoltà conto del numero alla condizione del paziente. mutano il senso e il valore di una intera nel raggiungere di volontari, con Grazie al progetto Direttore Sanitario: vita professionale spesa a far nascere l’ambulatorio del 115 mila euro “Stacco” 1.200 bambini e seguire le loro mamme. Gamedico, l’ospedestinati al coorDott. Massimo Camellin volontari briella Bagatella ha iniziato a farlo appena dale o un ufficio dinamento delle accompagnano maggiorenne e adesso, a 60 anni, è pronta pubblico per visite associazioni di il centro è certificato a lasciare l’ospedale di Schiavonia ma non mediche, terapie, volontariato della chi ne ha bisogno CERSOI quella che è stata e rimane la 挀栀椀爀甀爀最椀愀 vocazione pratiche Città metropolita匀攀欀愀氀burocra䴀椀挀爀漀挀栀椀爀甀爀最椀愀 刀漀瘀椀最漀  甀渀愀 猀琀爀甀琀琀甀爀愀 瀀爀椀瘀愀琀愀 搀椀 漀挀甀氀椀猀琀椀挀愀 挀氀愀猀猀椀昀椀挀愀琀愀 挀漀洀攀 猀琀爀甀琀琀甀爀愀 per visite mediche, di una intera vita: essere d’aiuto agli altri. tiche. Non solo un na di Venezia. Al 攀砀琀爀愀漀猀瀀攀搀愀氀椀攀爀愀 搀椀pratiche 挀栀椀爀甀爀最椀愀⸀momento 䐀椀猀瀀漀渀攀 搀攀氀氀攀«Ho瀀椀豈 洀漀搀攀爀渀攀 琀攀挀渀漀氀漀最椀攀 猀椀愀 搀椀愀最渀漀猀琀椀挀栀攀 tantissimi 挀栀攀 琀攀爀愀瀀攀甀琀椀挀栀攀Ⰰ terapie, ricordi, difficili da raccontare: amato tantissimo il mio lavoro, più re cinquemila bambini, partorire le donne passaggio, anche rimanvisto nascere negli anni Ottan- 挀栀攀 ogni paziente ha lasciato qualcosa, in di ogni altra cosa», racconta氀ᤠ愀瀀瀀爀漀挀挀椀漀 Gabriella, che che ho洀攀搀椀挀漀⼀挀栀椀爀甀爀最椀挀漀 se瀀漀琀攀渀搀漀 si tratta pur 漀昀昀爀椀爀攀 gono fuori dal pro琀爀愀琀琀愀洀攀渀琀椀 最愀爀愀渀琀攀渀搀漀 瀀椀豈mi 猀椀 愀搀愀琀琀愀 in cinque province 愀氀氀ᤠ愀瘀愀渀最甀愀爀搀椀愀 quarant’anni la professione è cambiata, nella sua lunga carriera ha cambiato 40 ta: seguendo il travaglio che dura anche sempre di qualcogetto le province 愀氀氀愀 挀漀渀搀椀稀椀漀渀攀della 搀攀氀 regione 瀀愀稀椀攀渀琀攀⸀ di Padova e Rovile donne sono diventate giustamente più primari. In principio era infermiera pro- parecchie ore, diventi la madre delle più sa come 700 mila giovani o la sorella maggiore, raccogli conesigenti, adesso affrontano la gravidanza fessionale ma il suo sogno era diventare chilometri percorsi in decine di migo, che grazie al sostegno finanzia䐀椀爀攀琀琀漀爀攀 匀愀渀椀琀愀爀椀漀㨀 䐀漀琀琀⸀ 䴀愀猀猀椀洀漀 䌀愀洀攀氀氀椀渀 e il parto a un’età diversa, dopo aver piaostetrica. Ci è riuscita, studiando la notte fidenze, dai consigli, ti metti sul loro stesso gliaia di viaggi, ma un accompagna- rio della Fondazione Cariparo hanno nificato anche la loro attività lavorativa. I 䤀氀 挀攀渀琀爀漀  si挀攀爀琀椀昀椀挀愀琀漀 䌀䔀刀匀伀䤀 su fotocopie, facendo sacrifici su sacrifici. piano, ascolti storie belle e meno belle». mento che spesso trasforma in adottato un modello organizzativo Adesso Gabriella Bagatella è pronta bambini no, loro sono rimasti uguali». Ride «Mio papà voleva che andassi a lavorare, a amicizia e relazioni che durano nel alternativo, ma non è escluso che Gabriella, e ha proprio ragione. I bambini casa mia c’era tanto bisogno. Per realizza- per voltare pagina. La pensione è solo un tempo, rendendo più solida la rete possano in futuro inserirsi anch’essono sempre uguali, oggi come ieri, qui re la mia passione sono anche scappata di nuovo punto di partenza, con destinaziosociale delle comunità. se nel progetto Stacco, visto che Via Jean-Henri 10/12 ·e 45100 Rovigo Venerdì alle 12,30 dalle14.30 alle19.00 ne Lima, dalle la capitale8,30 del Perù, per un mese ecome altrove. E uguale è l’amore che serve casa e oggi sonodal moltoLunedì felice di averal fatto La Regione contribuisce Dunant, alle spe- metodologia servizio sono sovrap- (Ro) da dedicare alla Caritas: «Lavorerò nei diper accompagnarli quando si affacciano il lavoro che mi piaceva, con un trasporto se vive di carburante e manutenzioponibili a quello regionale. tel e fax 0425 411 357 segreteria@sekal.it www-lasek.it alla vita. e un amore per me grandi. Ho fatto nasce- stretti, negli ospedali, nelle abitazioni. Ho

• TRAPIANTO DI CORNEA, CROSS-LINKING PER CHERATOCONO • CORREZIONE DEI DIFETTI DI VISTA TRAMITE: 42 - LASER AD ECCIMERI E LASER A FEMTOSECONDI - IMPIANTO DI LENTI INTRAOCULARI • TRATTAMENTI LASER PER LA CURA DELLE MOSCHE VOLANTI • INIEZIONI E TRATTAMENTI LASER PER LA CURA DELLE DEGENERAZIONI RETINICHE • ZEPTOCATARATTA CON IMPIANTO DI LENTI MULTIFOCALI • LUCE PULSATA PER LA CURA DELL’OCCHIO SECCO • VISITE OCULISTICHE PER ADULTI E BAMBINI CON ATTREZZATURA ALL’AVANGUARDIA • VISITE PER CHIRURGIA PLASTICA PALPEBRALE

吀爀愀瀀椀愀渀琀漀 搀椀 挀漀爀渀攀愀Ⰰ  䌀爀漀猀猀ⴀ䰀椀渀欀椀渀最 瀀攀爀 䌀栀攀爀愀琀漀挀漀渀漀Ⰰ 刀椀琀爀愀琀琀愀洀攀渀琀椀 氀愀猀攀爀 瀀攀爀猀漀渀愀氀椀稀稀愀琀椀


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Appuntamenti

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Rovigo città segreta 16, 23, 30 novembre

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i rinnova anche quest’anno la manifestazione promosso da Pro Loco e comune all’insegna del mistero. Il ritrovo per la partenza è previsto sotto il gazebo rosso di Palazzo Roverella. Sabato 16 si andrà sulle tracce di storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo. Sabato 23 si scruteranno le apparizioni al crepuscolo: il fantasma del “leone bianco”. Sabato 30, invece si ripeterenno le storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo.

Veronica Pivetti in “Viktor und Viktoria” 23 novembre Conegliano, Treviso

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l Teatro Accademia va in scena lVeronica Pivetti con la famosa commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel. Berlino, Repubblica di Weimar, 1930. Susanne Weber, attrice disoccupata e affamata, arriva in città. Condivide la sorte col collega Vito Esposito. È per l’affamata ditta che Susanne diventa Viktor und Viktoria, affascinante en travesti dotato di uno stravagante fallo di cotone che nasconderà il suo segreto. Strepitosa Veronica Pivetti in un crescendo di esilarante qui pro quo, travestimenti, canzoni e passione. Per informazioni: www.teatroaccademia.it

Escursione alle Grotte del Caglieron 24 Novembre, Fregona, Treviso

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scursione alle Grotte del Caglieron: uno spettacolo naturale tra i più affascinanti di tutta l’area prealpina. Durante questa escursione ci lasceremo ammaliare dalla bellezza di un ambiente veramente singolare formato da una serie di grandi marmitte, cascate e antri che si sono formati nei secoli grazie all’opera della natura e dell’uomo. Queste grotte sono in realtà delle cave aperte dagli scalpellini locali sulle pareti della forra scavata dal torrente Caglieron, per ottenere la “piera dolza”. Ci inoltreremo nel bosco e proseguiremo il nostro cammino accompagnati da un panorama mozzafiato sulla pianura e Fregona. Lungo il percorso avremo modo di cogliere gli aspetti naturalistici che caratterizzano questo ambiente particolare ma anche di immergerci nella realtà artigianale del passato, contraddistinta non solo dall’attività di estrazione della pietra ma anche dalla presenza di diversi mulini. Ritrovo: alle 9.45 davanti al centro visite Grotte del Caglieron, via Ronzon, 31010 Fregona TV. Per Informazioni: giulia@ beescover.com.

Children’s Museum Verona

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ille metri quadrati su due piani, un percorso che si snoda su aree diverse, attraverso esperienze emozionali e immersive. Acqua e aria, musica e colori, luce e arte: leve e prospettive diverse, così come mutano i modelli pedagogici pensati ad hoc per le varie fasi evolutive del bambino. Children’s Museum Verona è movimento e divertimento, proprio come insegna l’educazione informale. Entrando – rigorosamente senza scarpe – in CMV tutti i sensi del bambino vengono attivati. Ad attendere i bimbi, ma anche i loro genitori, colori vividi, profumi diversi, o musica e rumori bianchi concilianti. Aree diverse per un continuum di divertimento e di scoperte. Maggiori info sul sito www.cmverona.it

Momix

We will rock you

La Venezia ebraica

Padova, Teatro Geox, 7-8 dicembre

Padova, Teatro Geox, 30 novembre

24 novembre

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osa ci racconta Alice? Chiedetelo a Moses Pendleton, direttore artistico di Momix, il cui ultimo lavoro, ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, sarà a Brescia (Gran Teatro Morato) e Padova (Gran Teatro Geox) a dicembre 2019. Momix è una compagnia di ballerini-illusionisti, tra le più famose al mondo, che vanta al suo attivo numerosi spettacoli teatrali e apparizioni cinematografiche e televisive. Tornano ora in Italia dopo il successo di spettacoli come ‘Passion’, ‘Opus Cactus’, ‘Sun Flower Moon’, ‘Bothanica’ e ‘W Momix Forever’.

opo un tour di grande successo sia di pubblico che di critica, torna in tour We Will Rock You! Per questa nuova stagione del musical sono confermate le dinamiche e moderne coreografie di Gail Richardson, l’apparato scenografico di Colin Mayes, la direzione musicale di Riccardo Di Paola e la preziosa direzione vocale di Antonio Torella. “Le vicende di Galileo e Scaramouche hanno appassionato a ritmo di Rock platee animate da giovani e meno giovani che hanno condiviso con i protagonisti, tra emozioni e risate, il racconto di una Speranza.

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isita guidata al Ghetto ebraico di Venezia, forse uno dei più famosi al mondo e sicuramente uno dei più antichi. Un decreto del 1516 del governo della Repubblica stabilì che la comunità ebraica dovesse risiedere nel ghetto, che tutt’oggi si trova nel Sestiere di Cannareggio. Durante la passeggiata per il ghetto la guida ci illustrerà moltissimi aspetti riguardanti la storia, la vita e la cultura del popolo ebraico a Venezia. Per prenotarsi o chiedere informazioni: info@viaggiarecuriosi.com


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Tavola

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Messaggio pubbliredazionale

Puntarelle alla romana INGREDIENTI

200 gr di Puntarelle

Durata: 10 minuti

2 filetti di acciughe sottolio

Difficoltà: facile Origine: Lazio

1 spicchio d’aglio

2 cucchiai di Aceto Balsamico Semi di Finocchio (opzionale)

Le puntarelle alla romana sono uno dei contorni più amati a Roma, tipica della tradizione romama e laziale. Di antichissime origini, questa ricetta è basata su una particolare specie di cicoria (cicoria asparago) che viene preparata cruda e servita come insalata da contorno a carni molto saporite come abbacchio e maiale. Più precisamente sono una parte della pianta, le punte, cioè i germogli teneri e giovani, che separati dalle foglie e sfilettate in finissime fettine, vengono lasciate in acqua freddissima per un pò di tempo in modo che si arriccino, mantenendo la loro croccantezza (segnale di freschezza). Da fare da sfondo alle puntarelle c’è l’essenziale vinaigrette, preparata in un mortaio con le immancabili acciughe, aceto balsamico e aglio.

Olio extravergine di Oliva

Prendete l’intera pianta e staccate le puntarelle dal cispo, utilizzando così solo il germoglio. Man mano che procederete verso il centro, lo scarto fogliare diminuirà notevolmente.

Sale

Eliminate anche la parte finale, poi tagliate la punta a metà. Poi sfilettate da queste due parti tante listarelle sottili.

Immergete subito le puntarelle sfilettate in una ciotola dove è presente acqua e ghiaccio (almeno acqua molto fredda). PROCEDIMENTO

Lasciatele in questa ciotola per almeno 1 ora, mettendo la ciotola in frigo. In questo modo le puntarelle si arricceranno e rimarranno croccanti ma morbide. Adesso occupiamoci della preparazione della vinaigrette. Prendete un piccolo mortaio e aggiungete 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 cucchiaio di aceto balsamico, 2 acciughe sottolio, ed un pizzico di sale. Io personalmente aggiungo anche un cucchiaino di semi di finocchio (ma è una mia scelta, quindi è opzionale). Schiacciate il tutto, in modo che le acciughe si sminuzzino e formino una tuttuno con il resto del condimento. Poi con una forchetta aiutate ad emulsionare il tutto. Poi dividete lo spicchio d’aglio a meta e aggiungetelo alla vinaigrette in modo che la salsa acquisisca un po’ di sapore, poi lo rimuoverete in seguito. Lasciatele insaporire per una decina di minuti. Condite le puntarelle e servitele insieme ad un buon piatto di carne.

Sapecialità Romane Cacio e Pepe Amatriciana Carbonara Gricia Gnocchi al Tartufo Carciofi Puntarelle Carne alla Brace Bisonte - Fiorentine Chianina - Canguro Bufalo - Fassona Angus - Tartara Kobe - Zebra Cammello Renna

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Ariete Arriva una svolta significativa per la vostra carriera ma frenate l’impulsività evitando situazioni poco piacevoli

Toro Tensioni in vista e difficoltà con il partner. Avrete la possibilità di decidere del vostro futuro e comunque sarete felici

Novembre Le foglie gialle portate dal vento ricordano a tutti noi che si avvicina l’inverno. Godetevi gli ultimi giorni di sole ancora caldi e piacevoli

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Bilancia Determinazione e slancio daranno una bella spinta alla carriera: qualunque cosa abbiate in mente andrà bene

Scorpione Liti e malintesi in vista: se alla coppia potrebbe far bene un chiarimento, sul lavoro andateci cauti

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Evitate le nuove avventure, non è tempo. Guardate al passato con fiducia, è la chiave per avere le gratificazioni cercate

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