Sport p.18
on-line:
p.33
Salute p.27
NOVEMBRE 2018
Periodico d’informazione locale - Anno n.153
Cultura p.17
Dissesto idrogeologico, l’arma della prevenzione
di Treviso Ovest
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Ci viene in aiuto la presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, Tatiana Bartolomei, che senza giri di parole parla di “mancanze accumulate nella gestione del territorio per decenni” che in presenza di eventi meteorologici eccezionali fanno emergere potentemente tutte le criticità e presentano il conto di un territorio estremamente fragile di cui non ci siamo presi sufficientemente cura, con scarso impegno anche di spesa. Una inchiesta multimediale, realizzata dai giornalisti di Next New Media con la partecipazione di Ance, architetti, geologi e Legambiente, del 2014 calcolava che dal 1944 al 2012 riparare i danni del dissesto idrogeologico è costato allo Stato 61,5 miliardi di euro. Per prevenire tali tipi di danni servirebbe, invece, un decimo della spesa. E ancora nel 2014 la somma destinata nei precedenti 10 anni agli interventi previsti dal Piano di assetto idrogeologico era soltanto di 2 miliardi. Le catastrofi sono sempre più ricorrenti, sembrerebbe impossibile dimenticare i fatti eppure la prevenzione rimane un tema lontano dalla nostra sensibiservizi alle pagg forse 6 e 10 lità, anche se, assieme all’informazione, rappresenta la sola arma che abbiamo a disposizione per combattere il dissesto idrogeologico. “Ancora una volta è necessario ricordare che è fondamentale non abbassare l’attenzione e soprattutto iniziare sin da ora a pianificare le prossime mosse, le professionalità non mancano, i geologi professionisti e quelli presenti all’interno della Pubblica Amministrazione possono giocare un ruolo fondamentale nel supportare le politiche e le successive fasi pianificatorie che la Regione vorrà mettere in atto” sostiene ancora Tatiana Bartolomei, facendo riferimento alla realtà veneta. “Molto importante – sono le sue indicazioni- sarà in futuro mantenere viva la montagna che significa ripopolare la montagna bellunese, così come quella vicentina dell’Altopiano di Asiago anch’esso tanto duramente provato. Garantire il turismo e le attività ma soprattutto riprendersi cura dei boschi, dei torrenti, vivere e manutenere un bene, come il patrimonio boschivo, che spesso non viene percepito come tale”. L’auspicio è che, come diceva il buon Maurizio Crozza in uno dei suoi più recenti spettacoli, la lotta contro il dissesto idrogeologico rimanga una priorità per il Paese per un tempo sufficiente a poter pianificare e magari realizzare sul medio e lungo temine una strategia.
Nuovi occhi elettronici che vigilano sulla città
A Zero Branco in occasione del 1° novembre il Comune ha aumentato le telecamere e altre ne arriveranno. Anche a Quinto sicurezza potenziata
ZERO BRANCO
Villa Guidini nel segno dei bambini AEROPORTO
Aumenta la manutenzione degli armamenti QUINTO DI TREVISO
Finalmente arriva la fibra ottica ISTRANA
Addio alle vecchie canalette di irrigazione MORGANO
Sindaco pronto a inseguire gli eco-vandali MALTEMPO
La montagna è in ginocchio, molti danni anche in pianura
Dissesto idrogeologico, l’arma della prevenzione
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i fa poca manutenzione del territorio, non si investe assistenza più in prevenzione. ricorrente che ha care l’avvenuta consegna Da oggi laE’ l’osservazione iazza utilizza per certifi presso lecaldaie Famiglie autorizzata accompagnato nelle settimane scorse i commenti alle im, un innovativo Servizio di Controllo e Certificazione il sistema Sime · Baxi · Ferroli Fer magini dei a danni causati dal maltempo in Italia, e inche modoutilizzano la iazza per comunicare con i ·Clienti. disposizione delle Aziende Ariston · Unical particolare nel Veneto. Abbiamo sentito parlare in più contesti e occasioni gestione impianti Come in questi giorni di dissesto idrogeologico, senzafunziona: forse sapere bene cosa esattamente significhi, di riscaldamento e solare ma sappiamo che, di fronte a tanto sfacelo, ora il doverci Via Giotto, 39 - 30030 Maerne di Martellago (Ve) fare i conti rappresenta una priorità per il Paese. Tel. 041 914 296 - info@vighesso.com - www-vighesso.com Il Dato viene inviato via Satellite alla Ogni copia del Giornale vienea pag 3 I recapitisti sono dotati di rilevatori per la lettura segue
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Spari a salve contro gli uccelli in aeroporto N
Nel 2016 il Canova ha contato 19 impatti tra aerei e volatili
Ci viene in aiuto la presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, Tatiana Bartolomei, che senza giri di parole parla di “mancanze accumulate nella gestione del territorio per decenni” che in presenza di eventi meteorologici eccezionali fanno emergere potentemente tutte le criticità e presentano il conto di un territorio estremamente fragile di cui non ci siamo presi sufficientemente cura, con scarso impegno anche di spesa. Una inchiesta multimediale, realizzata dai giornalisti di Next New Media con la partecipazione di Ance, architetti, geologi e Legambiente, del 2014 calcolava che dal 1944 al 2012 riparare i danni del dissesto idrogeologico è costato allo Stato 61,5 miliardi di euro. Per prevenire tali tipi di danni servirebbe, invece, un decimo della spesa. E ancora nel 2014 la somma destinata nei precedenti 10 anni agli interventi previsti dal Piano di assetto idrogeologico era soltanto di 2 miliardi. Le catastrofi sono sempre più ricorrenti, sembrerebbe impossibile dimenticare i fatti eppure la prevenzione rimane un tema lontano dalla nostra sensibilità, anche se, assieme all’informazione, rappresenta forse la sola arma che abbiamo a disposizione per combattere il dissesto idrogeologico. “Ancora una volta è necessario ricordare che è fondamentale non abbassare l’attenzione e soprattutto iniziare sin da ora a pianificare le prossime mosse, le professionalità non mancano, i geologi professionisti e quelli presenti all’interno della Pubblica Amministrazione possono giocare un ruolo fondamentale nel supportare le politiche e le successive fasi pianificatorie che la Regione vorrà mettere in atto” sostiene ancora Tatiana Bartolomei, facendo riferimento alla realtà veneta. “Molto importante – sono le sue indicazioni- sarà in futuro mantenere viva la montagna che significa ripopolare la montagna bellunese, così come quella vicentina dell’Altopiano di Asiago anch’esso tanto duramente provato. Garantire il turismo e le attività ma soprattutto riprendersi cura dei boschi, dei torrenti, vivere e manutenere un bene, come il patrimonio boschivo, che spesso non viene percepito come tale”. L’auspicio è che, come diceva il buon Maurizio Crozza in uno dei suoi più recenti spettacoli, la lotta contro il dissesto idrogeologico rimanga una priorità per il Paese per un tempo sufficiente a poter pianificare e magari realizzare sul medio e lungo temine una strategia.
on bastava il frastuono degli aerei. Nelle ultime settimane le giornate di chi abita a ridosso della pista del Canova, tra Quinto e il quartiere di Canizzano, sono scandite anche dalle cannonate. Sparate a salve, sia chiaro. Si tratta di botti che servono per allontanare gli uccelli. Nei 120 ettari dello scalo ce ne sono tanti. Soprattutto aironi. Disperderli è fondamentale. I pennuti possono arrivare a mettere a rischio la sicurezza di decolli e atterraggi. Save/AerTre, società che gestisce lo scalo, li allontana sparando cannonate a salve. Ma chi abita a ridosso della pista non ne può più. Ed è pronto a rivolgersi alla Procura. Tutto parte dai rischi legati al bird strike. “Le conseguenze degli impatti tra gli aerei e i volatili possono essere disastrose”, avMALTEMPO verte l’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile. In sostanza, c’è La montagna in si infilino nei motori causando il loro la possibilità che glièuccelli ginocchio, molti danni spegnimento. Per questo vanno tenuti alla larga. Nel 2016, ultimi anche inil Canova pianuraha contato 19 impatti tra aerei e uccelli. Più dati ufficiali, due con altra fauna selvatica. La specie più colpita è il gheppio, La nostra specialità di seguita da civette, gabbiani e lodolai. Save/AerTre ha assunto un NOVEMBRE “pifferaio” per allontanare i pennuti. Tra le varie tecniche, c’è anche il cannone a gas. “Tra settembre e ottobre abbiamo dovuto CREMA DI ZUCCA E MANDORLE intensificare l’attività a causa della presenza di numerosi aironi TREBASELEGHE (PD) guardabuoi – spiega Corrado Fischer, direttore operativo di Save –Ornella Jovane >redazione@givemotions.it< Via Ronchi, 1 il contrasto al bird strike è essenziale per la sicurezza dei voli. C’è i fa poca manutenzione del territorio, non si investe una normativa stringente in merito. Al Canova opera una società info e prenotazioni piùi in prevenzione. E’ l’osservazione ricorrente che ha Tel. 049 9385126 specializzata che allontana i volatili con diversi sistemi, compresi accompagnato nelle settimane scorse i commenti alle imfalchi, quando possibile. Nell’ultimo periodo è stato usato spesso maginii dei danni causati dal maltempo in Italia, e in modowww.ristorantebaracca.it il cannone. Ma ho già dato indicazioni affinché, come previsto, particolare nel Veneto. Abbiamo sentito parlare in piùinfo@ristorantebaracca.it metodi vengano diversificati”. (Ma.Fa.) contesti e occasioni in questi giorni di dissesto idrogeologico, senza forse sapere bene cosa esattamente significhi, spazi 160x90 LA PIAZZA.indd 2 ma sappiamo che, di fronte a tanto sfacelo, ora il doverci È un periodico formato da 16 edizioni localifare mensilmente recapitato Direzione, Amministrazione e Redazione: i conti rappresenta una priorità per il Paese. di Treviso Ovest a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Locale: segue a pag 3 Direttore responsabile (ad interim)
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Dissesto idrogeologico, l’arma della prevenzione
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Questa edizione raggiunge le zona di Istrana, Morgano, Quinto di Treviso e Zero Branco per un numero complessivo di 11.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
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Chiuso in redazione il 9 novembre 2018
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Zero Branco
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“Attenzione alle famiglie e al sociale” Intervista all’assessore Dal Colle. Tra le novità in Comune il bando di sostegno economico per le spese del trasporto scolastico dei figli che vanno alle scuole superiori, eventualmente connesso ai libri di testo
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a Piazza a tu per tu con l’assessore Francesco Dal Colle. Già vicesindaco di Zero Branco nel primo mandato della giunta Feston, detiene oggi le deleghe a comunicazione istituzionale, mobilità, turismo, servizi informatici e politiche per la diffusione della legalità. Assessore, quale l’importanza di un assessorato alle politiche per la diffusione della legalità? “L’importanza di un assessorato che si dedichi a queste materie fa spalla con la nostra adesione ad Avviso Pubblico, partita nel 2010. Nel mondo d’oggi abbiamo riscontrato l’esigenza di doversi coordinare tra più enti per rispondere fattivamente, con buone prassi, all’illegalità, nelle sue forme più varie. Anche nei nostri territori, infatti, la legalità non è scontata. In tutto ciò partiamo in particolare dal basso, dalle giovani generazioni: l’obiettivo è che il cittadino conosca l’apparato pubblico e che il Comune continui a essere il pri-
mo riferimento per la gente. Gli spazi di municipio e uffici sono di tutti. L’evento di Avviso Pubblico “Benvenuti a casa vostra” riassume il senso di tutto ciò”. Nella sua attività amministrativa, anche da vicesindaco, ma non solo, si è impegnato nel mondo del sociale. Zero Branco negli ultimi anni è cambiata da questo punto di vista? “Negli ultimi anni ho notato come il Comune sia diventato un vero e proprio riferimento per il mondo del sociale. Non sempre risorse e competenze permettono di concretizzare gli aiuti, ma una buona rete di collaborazioni e disponibilità, con progettazioni ad hoc, fanno la differenza. Tante richieste ed azioni sono invisibili, ma di lavoro ce n’è moltissimo. Credo poi sia aumentata la necessità di ascolto, a volte anche solo come supporto morale: c’è più una crisi nelle relazioni che una crisi economica”. Quali iniziative di sostegno
L’assessore Francesco Dal Colle
avete messo in campo per le famiglie? C’è qualche novità? “La base si trova nelle iniziative già attivate da enti superiori o altre realtà, ma abbiamo lavorato per integrare dei settori scoperti. Tra le iniziative più importanti c’è senz’altro il punto prelievi, i progetti Caffè Alzheimer e Famiglie in rete, oltre alla collaborazione con la Caritas Come novità, inve-
Porta anche nel lavoro il benessere dei momenti di relax.
ce, troviamo il bando di sostegno economico alle famiglie che hanno affrontato le spese per il trasporto scolastico dei propri figli per le scuole superiori, eventualmente connesso ai libri di testo”. Perché vi siete mossi in tal senso? Con che risorse? “Era appunto un “buco nero”, a cui nessun ente ha mai provveduto. Gli abbonamenti dei nostri
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Una mostra a cielo aperto per gli 83 caduti
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studenti delle scuole superiori, il cui percorso del trasporto pubblico è considerato extraurbano, hanno costi davvero importanti. Grazie all’impegno dell’assessore al bilancio Marilena Zugno il bando trova base in risorse proprie del comune. La scadenza del bando era prevista per metà novembre, ma ci sarà una proroga”.
en 83 volti diversi. 83 storie. Ma almeno due caratteristiche in comune tra loro: la divisa addosso e la morte durante la Prima Guerra Mondiale. Sono gli 83 caduti di Zero Branco, ricordati in via Martiri della Libertà, il borgo pedonale di Zero Branco, tramite dei grandi cartelloni raffiguranti la loro foto, la maggior parte recuperate dai Monumenti del paese, oltre a una loro simbolica carta d’identità e alle vicende storiche legate alla loro tragica sorte. Tutti aspetti frutto di oltre un anno di ricerca e dedizione incessante da parte dell’appassionato Mauro Sartorel, sostenuto dal locale gruppo Alpini guidato dal capogruppo Adriano Barbazza e dalle altre associazioni d’arma. Dai Carabinieri in congedo ai Bersaglieri fino a Cavalleria ed Aeronautica. L’iniziativa, di fatto una mostra a cielo aperto, immersa nel quotidiano, si è aggiunta ad altre due mostre tra sala consiliare ed ex banca di piazza Umberto I, inserendosi nel calendario di “1918-2018: per ricordare i nostri padri”. Due settimane di eventi, tra conferenze, concerti e momenti pubblici, nel ricordo di “chi è andato avanti” per la costruzione della Patria. Tra i momenti più toccanti quello del 9 novembre scorso, quando Zero Branco - con gli alunni delle scuole e la cittadinanza - ha celebrato la “Giornata del ringraziamento” in piazza Umberto I, per ringraziare - anche attraverso un “grazie” detto agli eredi - gli 83 eroi zerotini mancati nella Grande Guerra. (A.B.V.)
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Zero Branco
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Sicurezza Videosorveglianza
Potenziati gli occhi elettronici che vigilano sulla città I
l comune di Zero Branco diventa ancora più sicuro. Anche in occasione delle festività di Ognissanti, infatti, il municipio ha deciso di installare quattro nuove telecamere, suddivise nei tre cimiteri del territorio comunale. (Zero Branco, Sant’Alberto, Scandolara). L’azione, costata circa 6mila euro (in linea con un più ampio progetto ministeriale), si è Il sindaco Mirco Feston aggiunta da un lato all’opera di volontariato prestata dal grup- all’orario di cena. Su tali episopo Alpini che ha presidiato, di stanno proseguendo le indaassieme ad altre associazioni e gini della Compagnia dei Caragruppi, parcheggi e ingressi dei binieri di Zero Branco. Nel frattempo, però, per voce campisanti come fa dal 2010 durante le giornate in cui sono del primo cittadino Mirco Feston - che detiene anche la depiù frequentati (scongiurando, lega alla sicurezza come negli ultimi - giunge un annun10 anni, ogni tipo cio importante. di azione malaIn numerose “Entro fine anno vitosa), dall’altro occasioni installeremo nuovi al già moderno impianto di videi filmati hanno sistemi per la lettura delle targhe in osorveglianza del supportato ingresso ed uscita comune. le forze dal comune - spieSul territorio del ga -. L’obiettivo, da comune di Zero dell’ordine raggiungere da qui Branco, anche a uno o due anni, è grazie al sistema di illuminazione a led, sono in- quello di arrivare alla copertura dell’intero territorio comunale: fatti da tempo attivi numerosi “occhi elettronici”, già rivelati- stiamo andando per gradi, ma si fondamentali nelle indagini l’intenzione è appunto quella delle forze dell’ordine avviate di implementare questo tipo di tecnolocie”. negli ultimi anni. Le telecamere, ad oggi, troMonitorata speciale è da sempre la strada Noalese, la cui vano il proprio centralino necarreggiata - specie durante la gli uffici del comando di Polizia notte - sembra essere conside- locale e sono visionabili 24 ore rata una via di fuga privilegiata su 24. In numerose occasioni filda parte dei ladri, che a magmati e fotogrammi hanno supgio dello scorso anno nel giro di poco avevano assaltato case, portato Carabinieri, Polizia e ufficio postale e sala slot, tutte Guardia di Finanza, rivelandosi fondamentali nella risoluzione nell’asse della Regionale. Nelle ultime settimane, inve- di misfatti. ce, si sono verificati altri furti, Alessandro Bozzi Valenti in particolare in abitazione e
In prima linea nella campagna “nastro rosa” per la prevenzione del tumore al seno
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urante il mese di ottobre anche Zero Branco ha aderito alla campagna “nastro rosa”, dedicata alla prevenzione del tumore al seno. Come ormai tradizione il Municipio del comune ed il Monumento in piazza Umberto I sono stati illuminati di rosa, in linea con quanto promosso da da (Airc) Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e Anci(Associazione Nazionale Comuni Italiani). L’obbiettivo era ed è quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza della prevenzione e di controlli periodici per la lotta contro il tumore al seno. “AIRC, da oltre 50 anni il principale polo privato di finanziamento della ricerca oncologica
italiana, ha fatto della lotta al tumore al seno una delle battaglie più importanti, destinando solo negli ultimi 5 anni oltre 50 milioni di euro alla ricerca su questa neoplasia - fa sapere l’associazione. - Grazie ai progressi della ricerca, la sopravvivenza è aumentata all’87 per cento ed è migliorata la qualità di vita di molte donne, ma non possiamo fermarci qui. La sfida più grande di AIRC e dei ricercatori è di trovare risposte anche per le donne che affrontano le forme più gravi di questa neoplasia e non rispondono alle cure oggi disponibili. Rendere il tumore al seno curabile al 100 per cento è l’obiettivo più grande e per raggiungerlo abbiamo bisogno del sostegno di tutti”. A.B.V.
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Inaugurazione Spazio per la comunità
Villa Guidini nel segno dei bambini Ha aperto un nuovo bar, piccolo ristorante con un importante luogo culturale rivolto ai più piccoli
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illa Guidini si ri-conferma villa dei bambini. Come? Grazie a un nuovo spazio per eventi ricreativi e culturali, ma anche dedicato alle famiglie, con buon cibo legato al territorio. Ha aperto i battenti sabato 27 e domenica 28 ottobre, infatti, “Il convivio di villa Guidini”, nuovo bar, piccolo ristorante con, appunto, un importante luogo culturale rivolto in particolare ai più piccoli. Il tutto in un’ala laterale della storica villa Guidini, di fronte all’auditorium “Giovanni Comisso” e alla biblioteca comunale. Gli spazi storici della dimora vene-
ziana, che già ospitano associazioni del paese, dopo una serie di gestioni e dopo una chiusura di quasi un anno, tornano così a far rivivere anche il lato da anni adibito a ristorante, nell’intenzione di diventare un punto ristoro che abbini la cultura ai momenti di relax. Il tutto immerso nel verde della natura e circondato da spazi ricchi di attività culturali ed eventi. Per i gestori, i trevigiani Giampietro Puleo e Marco Rinaldi, vincitori del bando promosso dal Comune e già attivi nell’associazione musicale Chromatica, “il convivio di villa Guidini sarà il trait d’union
tra i momenti di studio a quelli di svago”. Moltissimi i partecipanti all’inaugurazione, alla presenza del vicesindaco Lucia Scattolin e dell’assessore Francesco Dal Colle, che hanno potuto apprezzare anche momenti culturali e di musica. Nel secondo giorno di festa, invece, spazio al divertimento dei più piccoli, con spettacoli, storie, musica e laboratori creativi. “Il nome “Il convivio” nasce dall’intenzione di voler mettere
LA FATTURA ELETTRONICA Dal 1° gennaio 2019 tutte le fatture emesse, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, potranno essere solo fatture elettroniche. L’obbligo di fattura elettronica, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio è effettuata tra due operatori Iva, sia nel caso in cui la cessione/prestazione è effettuata da un operatore Iva verso un consumatore finale. COS’È LA FATTURA ELETTRONICA La fattura elettronica si differenzia da una fattura cartacea, in generale, solo per due aspetti: 1) va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone 2) deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il cosidetto Sistema di Interscambio (SdI). Il SdI è una sorta di “postino” che svolge i seguenti compiti: • verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali nonchè l’indirizzo telematico al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura. • controlla che la partita Iva del fornitore e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente siano esistenti. In caso di esito positivo dei controlli, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando con una “ricevuta di recapito” a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento.
al centro la convivialità, stando assieme - hanno spiegato i gestori Puleo e Rinaldi -, villa Guidini e questo nuovo spazio dovrà far sentire tutti a casa, è uno spazio della comunità e tale deve essere. Un occhio di riguardo devono averlo ovviamente i più piccoli, ai quali abbiamo dedicato l’intero primo piano della struttura e ai quali proporremo eventi e laboratori”. Alessandro Bozzi Valenti
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CHI È ESONERATO DALL’EMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica solo gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime forfettario” . A tali categorie si aggiungono i “piccoli produttori agricoli”. QUALI SONO I VANTAGGI DELLA FATTURA ELETTRONICA La fatturazione elettronica innanzitutto permette di eliminare il consumo della carta, risparmiando i costi di stampa, spedizione e conservazione dei documenti. Inoltre, potendo acquisire la fattura sotto forma di XML, è possibile rendere più rapido il processo di contabilizzazione dei dati contenuti nelle fatture stesse, riducendo sia i costi di gestione di tale processo che gli errori che si possono generare dall’acquisizione manuale dei dati. Infine, essendo certa la data di emissione e consegna della fattura (poichè la stessa viene trasmessa e consegnata solo tramite SdI), si incrementa l’efficienza nei rapporti commerciali tra clienti e fornitori. La fattura elettronica, poi, determina ulteriori vantaggi dal punto di vista strettamente fiscale.
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Quinto di Treviso
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All’aeroporto sarà aumentata la manutenzione degli armamenti Nel giro di 14 mesi lo scalo diventerà un polo di riferimento nazionale per la preparazione e la manutenzione delle armi da guerra ci saranno più militari. Ma questi porteranno avanti un’attività a terra incentrata sulla manutenzione degli armamenti. Non risultano modifiche per quanto riguarda la manutenzione dei velivoli militari e, di conseguenza, l’occupazione della pista”.
L’aeroporto di Treviso
Mauro Favaro
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Dicembre
LUNEDI
ell’aeroporto di Treviso verrà potenziata la manutenzione degli armamenti, non dei velivoli militari. Il tasso di occupazione della pista da parte di questi ultimi non aumenterà. E di conseguenza il master plan per lo sviluppo del traffico dei voli di linea non cambierà di una virgola”. Save/AerTre tiene la barra dritta. L’annuncio dell’arrivo di nuovi militari non turba la società di gestione del Canova. Il futuro dell’aeroporto di Treviso corre su due binari: da una parte ci saranno i passeggeri, sempre di più, e dall’altra i missili. Nel giro di 14 mesi lo scalo diventerà un polo di riferimento nazionale per la preparazione e la manutenzione delle armi da guerra. No, non il Canova, terminal che resterà consacrato ai voli di linea. Ma l’Ancillotto, il “gemello” militare che si trova nell’area dello stesso scalo, però dalla parte di Canizzano. Qui entro Natale dovrebbero essere trasferiti i primi dei 300 uomini oggi in servizio nell’aeroporto Allegri di Padova nel Secondo reparto manutenzioni missili. E per la fine del 2019 il trasloco sarà pressoché completo. I 300 uomini si andrebbero ad aggiungere ai 350 già operativi a Canizzano tra il Terzo reparto manutenzione velivoli (Rmv) e il Secondo stormo. Il numero di militari, in buona sostanza, raddoppierebbe. Fermo restando che qualcuno da Padova potrebbe essere trasferito anche nella base di Istrana. Ma i piani militari non spaventano Save/AerTre, che punta sempre a far crescere il Canova, la parte civile, fino ad arrivare a toccare nel 2030 quota 22.499 voli (+6% rispetto all’anno scorso) e 3 milioni 227mila passeggeri (+7%), come recita il master plan da 53 milioni di euro che da ormai un anno e mezzo è allo studio della commissione per la valutazione dell’impatto ambientale. “Sostanzialmente l’attuale presidio militare di Padova verrà svuotato e trasferito a Treviso – concludono da Venezia – vuol dire che nello scalo della Marca
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Sono 1.914 i corpi illuminanti che saranno sostituiti per migliorare e mettere in efficienza il sistema di illuminazione pubblica a Quinto. Il progetto, che sta per arrivare alla fase del bando di gara per l’assegnazione dei lavori, prevede l’installazione di nuovi lampioni con luci a led e comporterà un investimento in 12 anni, comprendendo anche i servizi di manutenzione che saranno svolti dall’azienda che realizzerà le opere,di oltre 1 milione e 150mila euro. Tra i nuovi impianti vanno segnalati quelli che saranno installati lungo le passerelle sul Sile che collegano Piazza Roma e Via Rosta. Grazie alle luci a led l’amministrazione comunale riuscirà a mettere in campo un ragguardevole risparmio sulla bolletta energetica pubblica: i sistemi di illuminazione più efficienti, infatti, consentono un taglio dei consumi che arriva fino al 65% rispetto a quelli tradizionali. Il piano prevede anche la sostituzione di 318 postazioni lampione, la messa a terra di 12 chilometri di nuovi cavi elettrici e la sostituzione di una cinquantina tra quadri di comando e controllo. (De.Ba.)
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Quinto di Treviso
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Servizi Banda ultraveloce
Finalmente arriva la fibra F
inalmente la fibra. I cittadini di Quinto entrano infatti a pieno titolo nel lotto dei trevigiani fortunati che possono usufruire della cosiddetta “banda ultralarga”. Tradotto: internet superveloce, una navigazione che a seconda dei pacchetti commerciali scelti può arrivare anche a 100 megabit al secondo in fase di scarico, sia che si tratti di file video, audio o del caricamento di pagine web con molti dettagli. “È una innovazione fortemente voluta dalla nostra amministrazione comunale - ha spiegato il sindaco di Quinto Mauro Dal Zilio - e finalmente l’infrastruttura fisica è arrivata nel territorio. Nei prossimi mesi la copertura andrà a servire progressivamente gran parte della popolazione re-
sidente ma già ci sono stati i primi collegamenti e, mi pare quasi scontato, i cittadini sono molto soddisfatti”. Quinto si aggiunge quindi al novero dei comuni della provincia (non moltissimi a dire il vero) in cui sono disponibili servizi per i collegamenti in rete attraverso le nuove tecnologie. Un passo in avanti che, se non rappresenta proprio una mosca bianca nel panorama dell’internet nella Marca, di certo può essere descritto come una isola felice. Perché l’infrastrutturazione nell’area circostante a Treviso si è mossa in questi anni piuttosto a rilento. Risultato: molto spesso siamo costretti alle tradizionali linee adsl, che risultano “intasate” e in tanti, con l’aumento degli
Il sindaco Mauro Dal Zilio
“Nei prossimi mesi la copertura andrà a servire progressivamente gran parte della popolazione residente, ma già ci sono stati i primi collegamenti”
utenti e le capacità ridotte delle centraline telefoniche di gestire i flussi sempre più consistenti, ci troviamo di sovente a combattere con connessioni lente che soprattutto nelle ore serali di punta e nelle giornate festive rendono la navigazione praticamente impossibile. “Solo con la fibra - sottolinea Dal Zilio - è possibile immaginare la cosiddetta smart city, sia che si tratti di grandi città come di piccoli centri. Internet
Presidio del territorio con le telecamere Verranno messe in funzione in concomitanza con la realizzazione della nuova illuminazione
P
er rafforzare il presidio del territorio e aumentare i livelli di sicurezza e controllo il Comune di Quinto intende dotare il territorio di un vasto sistema di telecamere di controllo. I sistemi di videosorveglianza, che a regime consentiranno una copertura capillare con una particolare attenzione alle aree più sensibili, verranno messe in funzione in concomitanza con la realizzazione della nuova illuminazione a maggiore efficienza energetica (di cui diamo notizia a pagina 8, ndr), dato che le telecamere saranno collocate in corrispondenza dei nuovi lampioni. Il sistema di videosorveglianza utilizzerà telecamerine a visione allargata che saranno gestiste attraverso un programma remoto con cui controllarle a distanza 24 ore su 2 . Con il telecontrollo e la telegestione gli occhi elettronici che il Comune intende utilizzare per garantire maggiori livelli di sicurezza saranno infatti attivati da una centrale; ciascuna telecamera sarà in grado di lavorare in rete con le altre così come di operare in maniera indipendente, ampliando così l’area sottoposta alla videosorveglianza e migliorando la qualità delle riprese di ciascuna apparecchiatura. (De.Ba.)
Sistemazione del canale Brondi Niente più rischio allagamenti per le vie Piave e Boiago. L’intervento deciso dall’amministrazione comunale per la sistemazione del canale Brondi ha infatti l’obiettivo di eliminare l’innalzamento dell’acqua causato da alcune “strozzature” provoca-
te dalle dimensioni non del tutto adeguate delle attuali tubazioni. Il progetto, attualmente nella sua fase preliminare e le cui opere di realizzazione sono previste da qui ad un anno, prevede infatti di sostituire le attuali condotte aumentando le dimensioni dei tubi per lo scarico dell’acqua, la cui reale portata è per così dire stressata anche dall’immissione provenien-
veloce non è solo “divertimento” per le famiglie, che sempre più utilizzano piattaforme online per l’intrattenimento, ma soprattutto offrire servizi di qualità alle imprese, che stanno sul mercato anche grazie ai servizi internet e alle vetrine virtuali che permettono alle realtà locali di conquistarsi spazi di mercato e opportunità andando oltre al territorio in cui si trovano. E migliorare anche la qualità dei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche, che grazie alla banda ultralarga diventano sempre più complessi e tecnologicamente avanzati”. Iniziata nel 2017, la posa della fibra a Quinto andrà avanti anche nel corso di questo ultimo scorcio del 2018. Denis Barea
te da una condotta che arriva da Treviso. Con l’allargamento delle tombinature verrà quindi risolto il problema di risalita che in molti casi ha creato problemi alle abitazioni di Via Piave e Boiago; in concomitanza con forti precipitazioni in alcuni casi non solo ci sono stati problemi alla viabilità ma anche tracimazioni e allagamenti delle case. L’intervento verrà realizzato con un investimento di 980mila euro, tutti derivanti dal bilancio comunale 2018, e fa parte della più ampia risistemazione dell’area dell’incrocio “Al Gambero”, che prevede anche la realizzazione di una nuova rotatoria per rendere più fluido il traffico. Le opere di sistemazione delle sede stradale prevedono un leggero spostamento fuori asse della rotatoria stessa, con l’utilizzo di un’area dove al momento sono presenti alcuni edifici privati. “Si tratta di abitazioni non più utilizzate da tempo - spiegano in Comune - e per la riorganizzazione dell’area sono state previste le procedure di esproprio per pubblica utilità e indennizzo dei relativi proprietari”. Il progetto della rotonda è già stato approvato da Veneto Strade, da cui il Comune di Quinto conta di ricevere un futuro finanziamento rispetto al costo complessivo del piano di risistemazione dell’area. (De.Ba.)
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Istrana
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Addio alle vecchie canalette di irrigazione: fondi per 20 milioni Il consorzio di bonifica Piave ha ottenuto dal ministero delle Politiche agricole un finanziamento per ammodernare il sistema
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strana si prepara a dire addio alle canalette per l’irrigazione dei campi. Il consorzio di bonifica Piave ha ottenuto dal ministero delle Politiche agricole un finanziamento di 20 milioni di euro tondi tondi per ammodernare il sistema. I soldi verranno spesi per riorganizzare la distribuzione dell’acqua in oltre 3mila ettari di terreno. In cima all’elenco ci sono proprio i campi di Istrana. Seguiti da quelli di Quinto, Paese, Arcade e Crocetta del Montello. Nel giro di quattro anni le vecchie canalette a scorrimento verranno sostituite da un impianto pluvirriguo composto da 270 chilometri di condotte in bassa e media pressione. In questo modo diminuirà la dispersione di acqua. Il consorzio prevede di ridurre i prelievi dal Piave addirittura di 1.200 litri al secondo. Il progetto trevigiano si è piazzato al terzo posto nella graduatoria con cui il ministero ha messo in fila le 84 richieste pervenute da altrettanti enti. Verranno finanziati i primi 19 progetti. Quello del consorzio Piave, insomma, è blindato. “Il grande risultato raggiunto ci permette di continuare sul percorso di trasformazione delle reti irrigue del nostro territorio, che negli ultimi 15 anni ha consentito di attrezzare con reti a pressione circa 12mila ettari – sottolinea Giuseppe Romano, presidente del consorzio di bonifica –. Con il finanziamento del nuovo intervento, la superficie a scorrimento verrà a ridursi di un ulteriore 10 per cento. La trasformazione irrigua è lo strumento più efficace per dare una concreta risposta all’indispensabile bisogno di risparmio idrico, che le prospettive imposte dalla prossima adozione del Deflusso ecologico rendono imprescindibile per la sopravvivenza delle derivazioni dal fiume Piave e per lo stesso consorzio di bonifica”. Il consorzio Piave è il più gran-
de del Veneto. Oggi conta quasi 60mila ettari irrigati con strutture fisse. Poco meno della metà, circa 25mila ettari, ancora con le tradizionali canalette. Ma adesso questa quota si sta sempre più riducendo. Mauro Favaro
Il sistema di irrigazione che verrà sostituito
Regione soddisfatta “È stata particolarmente premiata la capacità progettuale dimostrata dai Consorzi di bonifica veneti che, in pochissimo tempo, hanno presentato progetti esecutivi, già completamente istruiti per quanto riguarda le diverse autorizzazioni e ritenuti ammissibili al finanziamento, soprattutto per quanto attiene il risparmio della risorsa idrica”.
Così l’assessore l’assessore regionale all’agricoltura e alla bonifica Giuseppe Pan per il finanziamento. Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente di ANBI Veneto Romano. “i Consorzi di Bonifica veneti – ha detto - dimostrano di essere i più attivi ed efficienti anche nella capacità di recuperare finanziamenti. Basti pensare che, per quanto riguarda il PSRN sono stati presentati a livello nazionale 84 piani e dei 19 finanziati 6 sono piani dei consorzi del Veneto. Su 283 milioni di risorse disponibili, oltre 90 sono andati al Veneto per opere irrigue fondamentali”.
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Istrana
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La minoranza
“La scuola media non è più una priorità?” “L
a scuola media durante la campagna elettorale era un tassello di primaria importanza per entrambe, ad oggi non lo è più?”, questo l’interrogativo che la capogruppo di minoranza Annalisa Crespan rivolge alla sindaca Maria Grazia Gasparini. Una questione annosa quella della scuola secondaria di Istrana iniziata nel 2016 e presa in carico già dalla precedente amministrazione guidata da Enzo Fiorin. A tal proposito, Fiorin aveva fatto inserire il progetto nella graduatoria mutui Bei cercando così di concorrere all’ottenimento di un contributo per agevolare i lavori. Graduatoria che vede Istrana al 109esimo posto e che dà luogo alla domanda del consigliere di minoranza Stefano Volpato: “Non sarebbe meglio iniziare i lavori per la scuola con l’avanzo del bilancio e, qualora ottenessimo il finanziamento, unirlo a quanto già fatto?”. A sostenere l’opinione del consiglie-
La scuola media di Istrana
re, tutta la minoranza. “La nuova scuola media è urgente, vista la necessità di garantire la sicurezza degli studenti e delle famiglie, oltre che di offrire un ambiente di studio più moderno e funzionale. Si attendono giustamente anche altre forme di finanziamento, ma certamente si devono intanto fare tutti i passi propedeutici con risorse proprie per guadagnare tempo prezioso, rifinanziando l’opera con risorse ulteriori qualora dovessero essere disponibili in
futuro. Bisogna insomma essere pronti a cogliere tutte le opportunità. A nostro parere è grave che tutta la maggioranza sia stata colta impreparata, non riuscendo a fare in tempo a impegnare le risorse disponibili entro fine anno. Come mai l’amministrazione non ha dato massima priorità diversamente da quanto sempre sostenuto a parole, e non è ancora pronta a partire?”. Lucia Russo
“Aspettiamo il finanziamento, l’avanzo di bilancio servirà altrove”
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rispondere ai quesiti posti dalla minoranza è la prima cittadina durante il consiglio comunale di fine ottobre. Gasparini ha infatti evidenziato più volte come il Comune stia Maria Grazia Gasparin aspettando di salire in classifica per l’ottenimento del mutuo Bei. “Siamo al 109esimo posto – ribadisce la sindaca –. Aspettiamo la risposta a questo finanziamento. L’avanzo di bilancio potrà così essere utilizzato per far fronte ad altre problematiche”. Inoltre, più volte la prima cittadina ha ribadito come l’amministrazione abbia a cuore le scuole secondarie e sulla questione sollevata dalla minoranza Attivi per Istrana in merito al “Non avere le carte in mano”, Gasparini risponde: “Le tempistiche non dipendono esclusivamente dal Comune. Le carte devono essere fatte dalla Sua e questa ha delle tempistiche molto lunghe. In questo caso noi non abbiamo potuto far altro che aspettare una risposta da parte loro. Rimaniamo comunque in attesa del risultato della graduatoria per il Bei per procedere con i lavori”. (Lu.Ru.)
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Morgano
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Eco-vandali Primi cittadini esasperati
Sindaco pronto a inseguire chi abbandona i rifiuti C
ome uno sceriffo. Il sindaco di Morgano, Daniele Rostirolla, è pronto a riportare i sacchi di immondizia a chi li abbandona lungo le strade. L’ha già fatto. “Qualche tempo fa ho ricorso una macchina in via Bassa a Morgano – racconta lui stesso –. Era una giornata di pioggia. Mentre passavo per quella strada ho visto che da un’auto avevano gettato due sacchetti azzurri. Non ci ho pensato due volte: ho invertito la marcia, raccolto i sacchetti e mi
Ogni anno Contarina, la società della raccolta differenziata, recupera 463 tonnellate di rifiuti lungo le strade, nei fossi, nelle zone industriali e nelle aree meno abitate sono messo a rincorrere la macchina in questione”. Non è stato troppo complicato. L’auto andava piano, complice anche la giornata di pioggia. Alla guida c’era un signore anziano che è rimasto senza parole quando, una volta fermatosi all’altezza di un incrocio, si è sentito bussare al finestrino. Era il sindaco in persona che gli riconsegnava i sacchetti dell’immondizia. “Mi è dispiaciuto per lui, ma certi comportamenti non sono accettabili – dice Rostirolla – dopo avergli ridato i sacchetti, ho segnalato la targa dell’auto alla Polizia Locale”. Gli eco-vandali che girano per Morgano sono avvisati. Anche qui potrebbe finire come a Piombino Dese, paese in provincia di Padova, che confina proprio con Morgano, dove pochi giorni fa il sindaco Cesare Mason ha recuperato un sacco dell’immondizia abbandonato riportandolo a casa della donna che lo aveva lanciato dall’auto. Gli amministratori dei municipi sono stanchi. Ogni anno Contarina, la società della raccolta differenziata, recupera 463 tonnel-
Il sindaco Daniele Rostirolla
late di rifiuti abbandonati lungo le strade, dentro ai fossi, nelle zone industriali e nelle aree meno abitate. Non sarà uno sproposito rispetto a tutta l’immondizia raccolta dalla società. Le 463 tonnellate rappresentano lo 0,22% del totale annuo. Fatto sta che è ancora troppo. Basti pensare che Contarina spende ogni anno 1,7 milioni solo per recuperare e smaltire i rifiuti abbandonati e garantire la pulizia del territorio dei 50 comuni che rientrano nel
proprio raggio d’azione. Il conto comprende tutto: dalle cartacce e ai mozziconi, fino agli elettrodomestici e alle lastre di Eternit. Ma sempre di rifiuti abbandonati si tratta. Quando i materiali non superano il metro cubo, si procede direttamente con la pulizia. Sopra il metro cubo, invece, scattano le indagini per presentare il conto ai responsabili. Mauro Favaro
Questo Natale, regalati un sogno alla portata di tutti
No al semaforo per l’incrocio pericoloso Chi lo attende da anni dovrà mettersi il cuore in pace. La Provincia ha detto di no. Non ci potrà essere alcun semaforo pedonale all’altezza dell’incrocio tra la Treviso-Ostiglia e la provinciale 68, la strada che collega la Rotonda di Badoere con Trebaseleghe, primo paese della provincia di Padova. Chi va a passeggiare e a pedalare lungo il percorso ciclopedonale dell’ex ferrovia chiede da tempo l’installazione di un impianto semaforico pedonale a chiamata per poter attraversare in sicurezza la provinciale, sempre parecchio trafficata, che in quel tratto prende il nome di via Sant’Ambrogio. Ma a quanto sembra la porta è definitivamente chiusa. Ad oggi non ci sono margini. La strada che taglia in due Badoere, compresa la storica piazza della Rotonda, è gestita dalla Provincia. Di conseguenza il Comune non può far altro che bussare alle porte del Sant’Artemio per richiedere il via libera all’installazione di un semaforo. Così ha fatto il sindaco, Daniele Rostirolla. Ma dalla Provincia non è arrivata una risposta positiva. “La strada
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in questione è gestita dall’ente provinciale – fanno sapere dal municipio – e il Sant’Artemio sostanzialmente non permette di installare semafori lungo le proprie strade, se non all’interno delle zone riconosciute come centri abitati. Quindi in via Sant’Ambrogio non c’è la possibilità di procedere in tal senso”. È esclusa anche la possibilità di realizzare un passaggio pedonale rialzato. Questi sono apparsi lungo le strade comunali che incrociano la Treviso-Ostiglia: in via Zeriolo e via Bosco a Morgano, ma anche in via Monsignor Tognana a Santa Cristina, e così via. Sulle strade provinciali, invece, non si può. Ma.Fa.
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Morgano .
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Ambiente Minoranza
“Chiarezza su cava Colombera” Boscardin, capogruppo di Morgano Futura. “Va mantenuto il controllo dell’impianto a verde”
“S
erve fare chiarezza su cava Colombera, in attesa del progetto di ricomposizione agraria-ambientale”. La voce è quella di Carlo Boscardin, capogruppo della lista di minoranza Morgano Futura. “Nei mesi scorsi nel nostro comune sono corse varie voci in merito alla cava, alcune motivate da legittima cautela, altre magari da informazioni incomplete e poi riportate in maniera non completa o distorta - spiega Boscardin -. A novembre 2017 sono venuto a conoscenza dei lavori, chiedendo chiarimenti al sinda-
co che aveva rassicurato che i lavori di pulizia dalla vegetazione spontanea sarebbero stati eseguiti dalla proprietà, nel rispetto delle norme vigenti. L’attività in cava era propedeutica ad un rilievo plani-altimetrico per l’elaborazione e presentazione alle autorità competenti di un progetto di recupero agro-ambientale”. Quindi l’aggiunta. “Varie persone si sono poi interessate a vario titolo e con diverse “competenze” mentre il sindaco Rostirolla mi teneva informato degli sviluppi, in attesa di un progetto di “Ricomposizione agraria-am-
Alcune immagini della cava
bientale” da parte della proprietà - avanza Boscardin -. In seguito, approfittando della presenza di maestranze all’opera durante una perlustrazione personale, ho visto lo stato delle cose e sono stato informato dagli operai: nella cava dismessa e abbandonata, da più di vent’anni, il taglio delle specie arboree e l’estirpo di quelle arbustive aveva interessato un certo numero di pioppi e di robinie inseminatesi col vento e varie macchie di rovi. Questo per po-
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ter effettuare il rilievo strumentale indispensabile al progetto da predisporre. Il tutto facendo poi emergere una considerevole quantità di sacchetti contenenti rifiuti indifferenziati, lanciati negli anni passati da chi utilizzava la cava come comoda discarica”. La conclusione: “Va mantenuto il controllo dell’impianto a verde fintantochè non entri in equilibrio ecologico”. Alessandro Bozzi Valenti
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Successo per Fiaticorti, edizione 19 Premiato come miglior cortometraggio “Zona” del regista iraniano Toofan Nahan Ghodrati. Migliore interpretazione all’attore italiano Roberto Citran in “Môn clochard”
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a avuto ancora una volta il sapore “del mondo”. È il festival internazionale del cortometraggio di Istrana, Fiaticorti, giunto alla 19esima edizione. L’evento, che si è sviluppato durante tutto il mese di ottobre, è infatti nato nel 2000 per volontà di un gruppo di ragazzi appartenenti al Progetto Giovani del comune. Un crescendo continuo, quello del festival, che quest’anno - con la giuria formata da Umberto Curi, Marco Segato e Alessandro Cinquegrani - durante la serata conclusiva svolta come da tradizione all’interno della base dell’aeronautica militare di Istrana ha premiato come miglior cortometraggio “Zona” del regista iraniano Toofan Nahan Ghodrati. Il premio per la migliore interpretazione è andato invece all’attore italiano Roberto Citran in “Môn clochard” di Gian Marco Pezzoli (Italia), mentre il Premio FiatiVeneti per il migliore corto della
sezione speciale, dedicata al territorio in cui si svolge il festival, è stato conferito a Dimitri Feltrin con il cortometraggio “Asfalto#1 – Pensare metà”. Dimitri Feltrin, regista trevigiano, è stato premiato per la forza del racconto e per l’urgenza stilistica e narrativa con cui fotografa il territorio veneto. Le vicende personali dei protagonisti si scontrano con la costruzione di una grande opera pubblica che sbilancia un equilibrio personale costruito nel tempo con fatica e determinazione. La prima parte di un progetto coraggioso e necessario che la giuria confida abbia ulteriori sviluppi. Il Premio Fiaticomici è andato ad Axel Courtière con “Belle à croquer” (Francia). “Ospitare la finale della diciannovesima edizione del festival Fiaticorti significa innanzitutto continuare con quella che da qualche anno è una piacevolissima ricorrenza - il commento del comandante
Claudia Tortora vince “La donna si racconta”
Un momento della cerimonia finale
del 51esimo Stormo Colonnello Massimiliano Pasqua -. Questa collaborazione con il Comune sottolinea ancora una volta come sia solido e forte il rapporto di amicizia tra l’aeroporto di Istrana, le istituzioni locali, le realtà associative e imprenditoriali della Marca e i cittadini, sempre attenti e vicini alle dinamiche del nostro Stormo”. “Ho visto crescere Fiaticorti dal suo esordio: un gruppo di giovani appassionati di cinema
ha coltivato il sogno di farne un festival conosciuto a livello internazionale come è oggi - la dichiarazione, invece, di Maria Grazia Gasparini sindaco di Istrana -. Si tratta di un biglietto da visita per Istrana che ci restituisce spaccati di realtà e temi forti di attualità: è la nostra finestra sul mondo”. Interessante anche il commento di Umberto Curi, presidente di giuria. “Ciò che mi ha colpito è l’emergere, seppur con stili narrativi differenti, di due nuclei
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Di Carraro Damiano
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del romanzo
Verdi Asparagi Bianchi Asparagi Bianchieee Asparagi Bianchi Verdi Verdi Verdi
storico pemiato dalla giuria
È
tematici: il rapporto tra genitori e figli, difficile, tempestoso, che giunge ad assumere forme anche di esasperata violenza e la tematica dell’immigrazione in cui è emersa una sensibilità nel cogliere le peculiarità delle persone che giungono nel nostro paese, non solo migranti nel senso indifferenziato, ma persone, esseri umani, con le loro problematiche e le loro culture”.
stata la zerotina Claudia Tortora ad aggiudicarsi il primo premio della sezione “narrativa” alla 20esima edizione del Premio letterario internazionale “La donna si racconta” di Pesaro. “La camelia del partigiano” il titolo del romanzo storico di Claudia Tortora che ha riscontrato il massimo apprezzamento da parte della giuria, il cui lavoro si inseriva all’interno del Festival del Giornalismo culturale. L’opera “La camelia del partigiano”, per la quale Claudia è stata premiata a fine ottobre al Teatro Sperimentale di Pesaro, rievoca emozioni, ricordi e storie accadute anche a Zero Branco durante il periodo cruento della seconda guerra mondiale. A gennaio scorso, nella sala consiliare del municipio, Claudia Tortora aveva presentato per la prima volta il libro ai suoi concittadini. Visto il recente premio la presentazione “in casa” ha senz’altro portato bene. (A.B.V.)
Da Maggio a Ottobre Da Giugno ad Agosto Meloni ead Angurie Da Giugno Da Giugno adAgosto Agosto Da Giugno ad Agosto Meloni e Angurie Meloni e Angurie Meloni e Angurie
Da DaMaggio MaggioaaaOttobre Ottobre Da Maggio Ottobre Zucchine e Melanzane Zucchine ZucchineeeeMelanzane Melanzane Zucchine Melanzane
Da Ottobre a Marzo Da DaOttobre OttobreaaaMarzo Marzo Da Ottobre Marzo Zucche e Radicchio Rosso di Treviso Zucche ZuccheeeeRadicchio RadicchioRosso Rossodi Zucche Radicchio Rosso didi Treviso Treviso Treviso
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Sport
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Calciotto Treviso 700 tesserati
Tanti traguardi e nuove sfide I
l quartier generale è nei rinnovati impianti di via Chiesa, a Morgano. A riempirli di energia, entusiasmo e passione ci sono gli oltre 700 tesserati del Calciotto Treviso, l’unico movimento di calcio a 8 - una variante del calcio a 11, senza fuorigioco e con il campo ridotto nelle dimensioni - riconosciuto a Treviso e provincia. Il bacino di atleti, però, supera di parecchio anche i confini della Marca, in un crescendo costante che - oltre a due campionati (serie A e serie B) da dieci squadre ciascuno - si manifesta nella Csen Cup (la “Coppa Treviso” del Calciotto), nel Torneo Estate e negli impegni della Rappresentativa. Quest’ultima squadra, da
inizio settembre sotto la guida tecnica di Massimo Tabarin, raccoglie i migliori elementi dei campionati targati Calciotto Treviso e, nel tempo, si è già tolta parecchie soddisfazioni, vincendo ad esempio sia il torneo internazionale di Barcellona sia il campionato italiano. Risultati, entrambi raggiunti nello scorso anno, che hanno rappresentato un vero e proprio trampolino di lancio per il movimento trevigiano che trova i propri “deus ex machina” in Massimiliano Cattarin, Team manager, e in Claudio Daminato, presidente di Mcp Sport. Treviso, o meglio Morgano, nel 2018 hanno infatti visto l’arrivo di compagini importanti come la Ss. Lazio, tra le più
A lato, la Rappresentativa Calciotto Treviso. Sotto, da sx. Massimiliano Cattarin e Massimo Tabarin, team manager allenatore rappresentativa Calciotto Treviso
importanti a livello nazionale, oltre che - ad inizio mese - le europee Rats (Germania) e Seebach (Svizzera), arrivate per affrontare i trevigiani dello Spartak Chispa nella prima edizione della “3 nations Cup”. Il 16 dicembre prossimo, invece, per la Christmas Cup 2018 - primo step stagionale in preparazione della Continental Football League in programma a Mosca a maggio 2019 - la Rappresentati-
va trevigiana sfiderà in casa i tedeschi dell’ FFL Rhein-Neckar. L’aria che si respira a Morgano, insomma, ha anche il sapore internazionale. E presto non è detto che non ci siano anche dei trevigiani tra le fila della neonata Nazionale italiana di Calcio a 8, in cui lo stesso Massimiliano Cattarin, su chiamata della Fim (Federazione italiana minifootball), è stato convocato per svolgere il ruolo di Team manager. Obiettivo? Intanto l’amichevole di maggio 2019 contro la Nazionale russa, poi i campionati del mondo di calcio a 8 previsti per il 2020. Sfide nuove e difficili, ma al Calciotto Treviso le prove - specie se in salita - evidentemente piacciono. Alessandro Bozzi Valenti
Stefano Lucato è campione del mondo
C
ampione del mondo. Stefano Lucato, 31enne con sindrome di Down, è salito sul gradino più alto del podio. Nella specialità della marcia davvero non teme rivali. All’inizio di ottobre è tornato dai mondiali di atletica andati in scena in Portogallo con un palmares arricchito da altre due medaglie d’oro. Stefano abita a Levada di Piombino Dese, provincia di Padova, ma frequenta da sempre Badoere. L’anno scorso il Comune di Morgano l’ha insignito della cittadinanza onoraria. Nell’isola di Madeira ha conquistato il primo posto nelle gare degli 800 metri e dei 1.500 metri di marcia del campionato del mondo. Una cavalcata trionfale. Componente della società sportiva Aspea di Padova, il 31enne ha rappresentato insieme ad altri atleti la nazionale italiana in Portogallo, bissando il successo che aveva ottenuto già nella scorsa edizione del Mondiale in Sudafrica, dove sempre sulle distanze da 800 e 1.500 metri aveva anche stabilito il nuovo record del mondo. “La nazionale dei nostri ragazzi ha ottenuto in tutto 22 medaglie. Dieci d’oro. E due sono del nostro grande Stefano – sottolinea il sindaco di Morgano, Daniele Rostirolla – parlare di lui è sempre emozionante. Perché oltre a essere un grande atleta, è anche e soprattutto un grande esempio di come l’unione di impegno e sport sia vincente per superare qualsiasi ostacolo e pregiudizio. Mi unisco alla gioia del nostro campione, assieme ai compagni di squadra, ai genitori e agli amici, a nome di tutta la comunità di Morgano”. Ma.Fa.
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#Politica
Maltempo: la montagna è in ginocchio, molti danni anche in pianura S
olo ora, dopo aver visto le foto del disastro, i boschi divelti, le frane in montagna e i livelli raggiunti dai fiumi, si può dare adito al fatto che poteva andare molto peggio e bene hanno fatto i nostri amministratori a lanciare per tempo un allarme nazionale, a chiudere le scuole e a consigliare a tutti prudenza massima. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al Presidente Zaia dicendo di essere rimasto molto impressionato e addolorato dalle immagini della devastazione delle valli del Bellunese e di tante altre zone del Veneto. Esprimendo la propria vicinanza e solidarietà alla Regione e alle popolazioni colpite dalla violenza del maltempo, il Presidente Mattarella ha assicurato che seguirà personalmente la vicenda, affinché venga avviato rapidamente un piano di interventi per il recupero infrastrutturale, edilizio e ambientale ed evitare il fenomeno dello spopolamento delle valli montane. L’onda di maltempo che ha colpito il Veneto è stata la peggiore in Italia ed è stata definita “di eccellenza” dal Dipartimento nazionale con dati pluviometrici che sono stati i peggiori degli ultimi 100 anni. Peggio del ’66. L’assessore alla protezione civile e coordinatore dell’Unità di Crisi Gianpaolo Bottacin ha segnalato che il Piave ha toccato i 2500 mc. di acqua al secondo, il valore massimo che il fiume può accogliere. In alcune località sono stati sfiorati i 700 mm di pioggia. Ma tutti gli argini nei
giorni di emergenza sono stati monitorati dalle squadre della protezione civile regionale che hanno operato anche sugli altri fronti, soprattutto nel bellunese. Alle nostre si sono aggiunte anche quelle delle altre regioni, dell’ANA e delle esercito. La provincia di Belluno è certamente l’area più martoriata: 160 mila le utenze non alimentate dall’energia elettrica. Solo nella provincia di Belluno, nelle varie aree colpite sono stati impiegati oltre tremila volontari di protezione civile, a cui vanno ad aggiungersi centinaia Vigili del Fuoco. Qui sono intervenuti anche 110 uomini dell’Esercito e 520 del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Sono stati otto i paesi completamente isolati dove si arrivava solo a piedi. Sono state soccorse molte persone bloccate in auto e 400 persone sono state evacuate dalle loro case, di cui tuttora ancora 150 con case al momento completamente inagibili. Monitorate in modo speciale anche le frane del Tessina, della Busa del Cristo e del Rotolon. Ammontano invece a 497 i km di strade statali, provinciali e regionali chiuse, senza contare quelle comunali di cui mancano i dati in quanto i comuni, soprattutto i più colpiti, non sono ancora in grado di quantificare i danni sulla rete di loro competenza. Sono poi centinaia i metri di acquedotti divelti e centinaia di migliaia gli alberi totalmente rasi al suolo. In ginocchio anche l’Altopiano di Asiago. Ora, dice l’assessore regionale all’agricoltura
Zaia “Rinforzare gli argini ci ha salvato”
“A del Veneto, Giuseppe Pan, “sarà l’Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura, utilizzando anche droni e satelliti, a censire, con precisione scientifica, i danni subiti dai boschi di larici e abeti dell’Altopiano di Asiago. Le prime stime dicono che la tempesta di fine ottobre che si è abbattuta sul Veneto abbia lasciato a terra dai 300 ai 400 mila metri cubi di legname”. Il mal tempo e le eccezionali piene dei fiumi hanno causato forti disagi anche in Polesine. A seguito della piena del fiume Adige per diversi giorni è stato sospeso il servizio idrico e circa 75000 persone si sono trovate senza acqua potabile. E’ successo a Arquà Polesine (2691 abitanti), Bosaro (1467 abitanti), Ceregnano (3590 abitanti), Costa di Rovigo (2594 abitanti), Pontecchio Polesine (2213 abitanti), Rovigo (51625 abitanti), San Martino di Venezze (3930 abitanti), Villadose (5041 abitanti) e Villamarzana (1961abitanti). Germana Urbani
bbiamo cercato di gestire al meglio l’emergenza – ha detto Bottacin – e fa piace che attestati di stima in questo senso siano arrivati da più parti, come da Luigi D’Angelo della Protezione Civile nazionale e dal prof. Giuseppe Maschio componente della Commissione nazionale Grandi Rischi”. “Se non avessimo realizzato i lavori per il rafforzamento degli argini dei corsi d’acqua - ha sottolineato Luca Zaia - che nel 2010 avevano fatto registrare 32 sfondamenti arginali, il bilancio poteva essere molto più grave. Abbiamo salvato vite”. Per il consolidamento degli argini il Veneto ha speso 411 milioni e i risultati ora si vedono. Anche il capo della protezione civile nazionale Borrelli ha evidenziato l’importanza dei bacini di laminazione e ha confermato che si è trattato di un evento eccezionale a cui, però, si è arrivati preparati. “Bene ha fatto il Veneto – ha detto – a chiedere la mobilitazione in sede nazionale”. Dopo aver, Borrelli ha detto che occorre investire molto di più in prevenzione, operando scelte importanti, e intervenire anche sotto il profilo normativo per favorire la pulizia degli alvei dei corsi d’acqua.
Provvedimento speciale per salvare Venezia “L
a messa in sicurezza di Venezia e della laguna non può più attendere, i lavori del Mose vanno completati il prima possibile. Il Partito Democratico ha predisposto una Mozione per impegnare la Giunta in tal senso”. Così affermavano, all’indomani del nubifragio che ha colpito il Veneto, i consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo, primo firmatario della Mozione, il Capogruppo Stefano Fracasso e la collega Francesca Zottis, sottoscrittori del provvedimento. “Il disastro provocato dal maltempo nei giorni scorsi – sottolineavano i consiglieri Democratici - ha riportato alla ribalta un problema che da troppo tempo attende una soluzione, quello della salvaguardia del patrimonio storico e ambientale di una città
unica al mondo. La Giunta si faccia parte attiva presso Governo e Parlamento affinché si sblocchi questo stallo”. “Come hanno ricordato sia il Primo Procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin, sia Pierpaolo Campostrini, Procuratore di San Marco con delega ai Servizi tecnici – ricordano gli esponenti dei Democratici - per la seconda volta dal 2000, l’acqua della laguna è entrata nella Basilica, bagnando il pavimento a mosaico marmoreo, ha inondato completamente il Battistero e la Cappella Zen ed è arrivata quasi un metro sopra il pavimento mosaicato del Nartece. Non possiamo permettere la compromissione di un patrimonio inestimabile, soprattutto pensando che i mezzi per evitare tutto
ciò ci sarebbero. Senza dimenticare, poi, i danni provocati anche agli edifici privati e alle attività commerciali”. Quanto accaduto a Venezia ha spinto il consiglio regionale ad approvare nell’immediato un provvedimento che consente di riallocare rilevanti risorse finanziarie, a valere sui finanziamenti della Legge Speciale per Venezia, derivanti da economie delle spese accertate. “Si tratta di un grande risultato che consente di procedere sulla strada del risanamento della laguna, che resta una nostra priorità” ha evidenziato l’assessore regionale alla legge speciale per Venezia Roberto Marcato a seguito dell’approvazione in Consiglio del provvedimento che finanzia e rimodula un programma di interventi nell’ambito della Legge Speciale
per Venezia e della tutela del bacino scolante nella laguna, grazie alla riallocazione di risorse finanziarie. “Grazie a questa manovra - conclude Marcato – sarà possibile dar corso o completare un ampio pacchetto di azioni a cui corrispondono specifiche urgenze e aspettative e che, nel quadro delle politiche perseguite dall’Amministrazione regionale, intende indirizzare l’entroterra veneziano, Porto Marghera e l’area lagunare verso una ripresa all’insegna della sostenibilità ambientale e della riqualificazione territoriale”.
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Politica
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Economia
Serbia terra di opportunità per le imprese venete
L’export regionale continua a salire
“Serbia, porta dei Balcani, nuove opportunità economiche per le imprese venete”, questo il titolo di un convegno di studi promosso dalla Regione del Veneto, dalla Camera di Commercio e dell’Industria di Serbia e da Unioncamere Veneto. Un focus su una parte d’Europa di grande interesse
“È
un buon momento per la promozione delle relazioni istituzionali, economiche e commerciali tra il Veneto e la Serbia – ha detto l’assessore regionale ai Fondi Ue, turismo, commercio estero e internazionalizzazione, Federico Caner –. La nostra Regione, infatti, intrattiene ottimi rapporti di amicizia e collaborazione con il Paese balcanico, rafforzatisi negli ultimi anni costantemente attraverso scambi di visite tra delegazioni istituzionali ai massimi livelli, a cominciare dalla visita dell’allora Primo Ministro e oggi Presidente della Repubblica di Serbia, Alexandar Vucic, a Palazzo Balbi nel dicembre 2016. La nostra intenzione è quella di sviluppare ulteriormente le collaborazioni tra le rispettive realtà produttive, che presentano molti aspetti complementari e hanno reciproco interesse alla crescita dei rapporti” “L’economia serba è al centro del mercato balcanico – ha sottolineato Branimir Stojanovic, Segretario di Stato del Ministero dell’Economia della Repubblica di Serbia – e nei primi sei mesi di quest’anno ha registrato un aumento delle esportazioni del 7,7%. La nostra macroeconomia è stabile, di grande interesse per gli investitori, una destinazione interessante dove le aziende possono crescere, che si propone a nuovi mercati anche forte di esperienze nel campo dell’innovazione di prodotti e di servizi”. “La possibilità di avviare nuovi
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è distribuita con il Sistema
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accordi di libero scambio – ha aggiunto Milan Vranic, direttore in Italia della Camera di Commercio e Industria Serba – rappresenta un’opportunità per ridurre il rischio e i costi del business. L’obiettivo è quello di creare un nuovo modello di business più agile, che favorisca l’internazionalizzazione delle aziende italiane verso il mercato serbo, svilup-
pando entrambe le economie”. “Tutto ciò – ha rilevato Caner – è oggi possibile grazie al periodo assolutamente positivo che la Serbia sta attraversando nell’evoluzione delle sue istituzioni, della sua posizione europea e internazionale, per la crescita economica e lo sviluppo complessivo della società. Questo Paese ha infrastrutture di buon
livello, una forza lavoro formata e competente, stabilità politica, economica e sociale e presenta quindi tutte le condizioni perché le imprese venete, che già sono numerose in questa terra, possano incrementare la loro presenza e rafforzare le collaborazioni con quelle serbe e da qui muoversi più ampiamente in tutta l’area dei Balcani e verso l’est Europa”.
ei primi sei mesi del 2018 le vendite estere delle imprese venete sono state pari a 31,6 miliardi di euro, facendo registrare un buon incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+3,3%, ossia 1 miliardo in più). I dati, forniti dal Sistema Statistico della Regione, fotografano una crescita anche del numero delle imprese nel secondo semestre del 2018 rispetto al primo (+0,4). Segnali positivi arrivano pure dal mercato del lavoro dove nel secondo trimestre 2018 il tasso di occupazione si attesta al 67,2%, in aumento rispetto al valore del primo trimestre (66,4%), mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,9 % contro il 7,0 % del primo trimestre. Il dato migliore è sicuramente quello relativo all’export, trainato dai settori della meccanica, della moda e dei metalli. Tra i mercati di destinazione, si conferma il sensibile aumento delle vendite verso la Germania, la Francia e la Spagna.
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Politica
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Anniversari Centenario Grande Guerra
“Veneto terra di pace” firmata la dichiarazione a Villa Giusti di Padova D
ove cent’anni fa fu firmato l’armistizio con cui si concluse la Grande Guerra la Regione del Veneto, il 3 novembre 2018, ha voluto sottoscrivere un documento che dichiara il Veneto “Terra di Pace” alla presenza di numerose autorità nonché del ministro per gli affari regionali e le autonomie, Erika Stefani. Si è data così concretezza alla Legge 35 che ha avuto come primo firmatario e relatore il consigliere del Pd Claudio Senigaglia ma votata da tutto il Consiglio Regionale. Si è trattato di una firma dal valore simbolico che ha ribadito però la forze consapevolezza di un popolo che rifiuta la guerra. La pace del 1918 fu firmata a Padova e oggi si mantiene salda su un prezioso documento d’archivio conservato in una teca, ma quelle stesse pagine ingiallite dal tempo, sulle quali è scritto uno dei momenti cruciali della storia del nostro Paese e del nostro continente, esattamente un secolo fa poggiavano sulla medesima tovaglia macchiata che ancor
oggi avvolge il tavolo rotondo attorno al quale uomini potenti sedettero per discutere le condizioni che portarono alla fine del primo drammatico, sanguinoso e inumano conflitto mondiale. Provoca emozione vedere da vicino l’originale di quel trattato, uscito per la prima volta dall’Archivio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, grazie alla collaborazione del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, proprio nel luogo dove fu firmato, il 3 novembre 1918, alle ore 18.39, nella sala del primo piano di Villa Giusti a Padova, rimasta praticamente la stessa di un secolo fa e chiamata da allora la “Sala dell’Armistizio”. Nel documento, firmato oggi dalle Università venete, dall’ANCI, dai Comuni capoluogo di Provincia e dalla Conferenza Episcopale Triveneto, e che sarà inviato agli Stati che hanno combattuto nella prima guerra mondiale, si “dichiara solennemente il Veneto ‘Terra di Pace’, per l’alto valore simbolico conferito al territo-
rio veneto dalle testimonianze storiche della Grande Guerra, che fu il primo conflitto di dimensioni mondiali, e fra i più atroci subiti dall’intera umanità”. “Una dichiarazione che vuole essere soprattutto un messaggio di convivenza tra i popoli, indirizzato a tutto il mondo, da tramandare alle future generazioni – ha spiegato l’assessore regionale alla cultura, Cristiano Corazzari – che nasce dalla sensibilità dell’intero Consiglio regionale del Veneto che con legge regionale dello scorso ottobre ne ha disposto l’adozione”. “Il ricordo della Grande Guerra è ancora presente e vivo nelle nostre genti e quel tragico conflitto ha lasciato nel Veneto segni indelebili – ha sottolineato l’assessore, dopo aver ringraziato tutti coloro i quali hanno reso possibile l’iniziativa che ha coinvolto numerosi Enti e Istituzioni –. I luoghi della memoria sono sparsi in tutto il territorio regionale e noi abbiamo cercato di recuperarli
e valorizzarli: i percorsi che abbiamo creato tra trincee, sacrari, monumenti, musei e altre testimonianze, consentono di comprendere le tragiche vicende di quel conflitto. Questo è il modo più corretto per ricordare la Grande Guerra: nel fango delle trincee si è formata la sofferta unità del nostro Paese e quell’immane sacrificio di vite umane ha fatto emergere valori, come quello della pace, che rappresentano un patrimonio inestimabile”. “Oggi ricordiamo una guerra ma parliamo di pace – ha evidenziato nell’intervento di chiusura il ministro Stefani –. La guerra viene spesso evocata attraverso episodi di eroismo, ma è soprattutto morte e distruzione e credo sia più giusto raccontarla senza retorica, per quello che davvero ha significato dal punto di vista umano vivere quel dramma. Non perdere la memoria significa non solo ricordare cos’è stato quel conflitto, ma riflettere sul valore della pace, come la Regione ha fatto”.
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Editoriale 11 Novembre “Estate di San Martino”, giornata nazionale delle cure palliative
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a ricorrenza è dovuta al ricordo di Martino, quando giovane soldato, 1700 anni fa, impietosito da un mendicante seminudo, esposto al freddo ed esaurito di forze, non esitò a tagliare a metà il suo mantello per porgerlo allo sciagurato. In quel momento l’aria si rasserenò e la temperatura da gelida divenne improvvisamente mite. Da qui l’“estate di San Martino”. Santo eletto al giorno d’oggi a patrono delle cure palliative, termine derivato da pallium (mantello), a significare un senso di copertura, di protezione, di difesa. Le cure palliative in quanto tali spesso vengono interpretate come un significato di abbandono, quando la malattia è in fase terminale e non esiste nessuna terapia efficace per contrastarla; rappresentano invece il significato di prendersi cura della persona nella sua globalità fisica, psichica e spirituale. E non sempre sono legate ad una fase di una terminalità prossima, ma anche a situazioni di cronicità, tanto che le cure palliative risultano appropriate in tutti gli stadi della malattia e non soltanto quando “non c’è più nulla da fare” come spesso vengono identificate.
La violenza anche se non si vede si sente Chiama: 800 814681 - 25 novembre giornata nazionale Violenza contro le donne: quasi un milione di euro per nuovi progetti a pag 28
West Nile, in Veneto il confronto internazionale su presente e futuro a pag 29
La novità per la chirurgia della cataratta, cos’è la Zepto-Cataratta? a pag 30
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Violenza contro le donne: quasi un milione di euro per centri d’ascolto, case rifugio e nuovi progetti
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100, questo il numero delle vittime di violenza che solo lo scorso anno sono state accolte nei centri pubblici e privati della nostra Regione. I centri attendevano i finanziamenti da tempo e finalmente ora è in arrivo quasi un milione di euro di fondi pubblici destinati alle strutture che si occupano di prevenire e contrastare la violenza contro le donne e i loro figli. “Un terzo dei finanziamenti è destinato ad istituire nuove strutture – informa Manuela Lanzarin, assessore al sociale - per ampliare la rete delle 43 strutture attualmente attive in Veneto, tra centri antiviolenza e case rifugio. Circa il 10 per cento dei fondi è riservato invece a percorsi educativi nelle scuole, per sviluppare la conoscenza e l’educazione all’affettività e promuovere una cultura del rispetto della persona, anche in ottica di genere. Infine la parte più rilevante dei contributi nazionali, cioè oltre 600 mila euro, sono destinati a finanziare i centri antiviolenza e le case rifugio esistenti nel territorio veneto”. “I centri pubblici e privati del Veneto, che lo scorso anno hanno accolto oltre 3100 vittime di violenza, attendevano da tempo le risorse promesse – prosegue l’Assessore – Purtroppo i tempi di trasferimento alle Regioni dei 12,7 milioni stanziati dal Fondo nazionale di contrasto alla violenza contro le donne si sono pro-
tratti superando le aspettative. Ora, comunque, la Regione, grazie al lavoro di concertazione svolto con il Tavolo di coordinamento regionale, provvede a ripartire subito i contributi in arrivo”. Per nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio sono quindi disponibili 305.454 euro, metà dei quali destinati a finanziare nuovi sportelli sul territorio dei centri antiviolenza esistenti, in modo di migliorare la capillarità del servizio. Per dare continuità al lavoro e ai servizi dei 22 centri antiviolenza e delle 21 case rifugio attivi in Veneto sono disponibili rispettivamente 293.443 euro e 311.514 euro.
Infine 62 mila euro andranno a finanziare, a partire dal prossimo anno scolastico, ‘voucher’ educativi, cioè percorsi educativi tematici svolti da enti del terzo settore in collaborazione con dirigenti e docenti scolastici. Tra le iniziative educative in cantiere ci sarà anche un concorso rivolto agli studenti per sensibilizzare alle tematiche della parità di genere, dell’educazione all’affettività e del rispetto tra uomo e donna. Al milione del Fondo nazionale si aggiungono gli oltre 400 mila euro che la Regione Veneto ha destinato nel proprio bilancio 2018 alle iniziative per prevenire e contrastare la violenza di genere.
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L’editoriale
11 Novembre “Estate di San Martino”, giornata nazionale delle cure palliative Chiunque può ammalarsi di una malattia grave, e questo cambia la vita del malato e delle persone che gli sono vicine in tutte le sfaccettature della loro esistenza, comportando difficoltà psicologiche, sociali, ambientali, e spesso anche economiche. Nel concetto della medicina moderna la medicina curativa e la medicina palliativa tendono a complementarsi il più precocemente possibile, l’una per prolungare la sopravvivenza avendo come punto di attacco la malattia, l’altra per prendersi cura della persona nella sua globalità fisica e psichica, in particolar modo quando la cura della malattia non è più ritenuta possibile e non costituisce più l’obiettivo primario. L’ OMS definisce le cure palliative come cure che corrispondono a una condotta e un trattamento che dovrebbe migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro familiari in presenza di una grave malattia. Essa ottiene ciò ricercando attivamente e precocemente, rilevando ripetutamente e trattando adeguatamente i dolori ed i problemi fisici, psicosociali e spirituali. La stessa OMS ricorda in un documento dello scorso anno che la necessità delle cure palliative non è mai stata così grande, in relazione all’invecchiamento della popolazione e all’ aumento delle malattie croniche e degenerative. Le malattie purtroppo possono colpire a qualsiasi età e le cure palliative fanno parte sia della pediatria che della medicina degli adulti che della geriatria e rilevano nelle patologie più diverse: nei bambini e adulti con tumori, nelle patologie neurologiche gravi, nelle gravi malattie organiche, negli anziani con pluripatologie, nei malati psicologici, nelle persone in rianimazione, nei portatori di handicap. Con l’obiettivo di personalizzare e ottimizzare le cure secondo le esigenze di ciascuno, come un “pallium” su misura. L’accesso alle cure palliative in Italia è regolato dalla legge 38 del 2010 che all’art. 1 recita “la legge tutela il diritto dei cittadini ad accedere alle cure palliative” e questo obiettivo da poco tempo è rientrato anche nelle priorità delle Regioni. Ciò nonostante molto resta ancora da fare, innanzitutto per una cultura delle cure palliative (in Italia non fanno parte del percorso formativo del medico), poi per una organizzazione di rete multiprofessionale formata da medici, infermieri, operatori socio-sanitari, fisiatri e fisioterapisti, psicologi, associazioni di volontariato. La Regione Veneto comunque è avanti nel progetto e da tempo è possibile poter curare al proprio domicilio, che rappresenta il luogo ideale per il malato, attraverso una adeguata presa in carico. La qual cosa è ancor più avvantaggiata per la disponibilità dei Medici di famiglia che si fanno carico dei problemi dei propri assistiti attivando l’intero percorso e costituendone il punto di riferimento; ancor più da quando la Regione Veneto aveva costituito le Medicine di gruppo Integrate, progetto che inspiegabilmente, a discapito degli ammalati, la Regione vuole abbandonare, stante le recenti disposizioni emanate. Disposizioni che ci auguriamo possano essere riviste, considerata la positiva esperienza di assistenza ai malati e al gradimento della popolazione.
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West Nile, in Veneto il confronto internazionale su presente e futuro Coletto: “Nel 2019 una disinfestazione larvicida e due adulticide. Coordinamento con altre regioni e revisione linee guida nazionali”
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l virus West Nile, trasmesso all’uomo dalla zanzara culex pipiens, ha tenuto in apprensione quest’estate pressochè tutto il nord Italia (Emilia Romagna e Veneto le Regioni più colpite), ma si è presentato in forma tanto massiccia quanto imprevista, in buona parte dell’Europa balcanica, in Portogallo, in Grecia e in Corsica. In Veneto ha colpito 257 persone, 64 in forma grave, neuroinvasiva, con 18 decessi. Si trattava di persone anziane, con gravi patologie pregresse o gravi deficit immunitari. In Emilia Romagna, invece, i casi accertati sono stati 253, con 21 decessi. Un fenomeno da studiare, per come si è palesato per la prima volta in maniera così estesa, e da mettere al centro di un’attenta programmazione per la prossima stagione estiva. Per questo, la Regione Veneto ha messo a confronto esperti del mondo scientifico, del Ministero della Salute, delle diverse Regioni interessate, delle Ullss, dell’Istituto Zooprofilattico
delle Venezie, della Regione portoghese di Madeira e della Contea rumena di Daly. “L’esperienza fatta dal Veneto e dall’Emilia Romagna – ha riconosciuto il Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza – è stata esemplare, per organizzazione e intensità d’azione. Ora sarebbe importante venisse diffusa a tutte le altre Regioni, perché non possiamo certamente escludere una ulteriore diffusione nel 2019 e vanno messe in atto tutte le possibili misure di monitoraggio e prevenzione”. A questo penserà un tavolo tecnico nazionale, condotto da Veneto ed Emilia Romagna, chiamato a elaborare nuove linee guida per aggiornare lo specifico Piano per tutto il territorio italiano; a creare un coordinamento interregionale che vada oltre quello già in atto tra le due Regioni padane ci penserà invece un tavolo tecnico attivato in seno alla Commissione Salute, che riunisce
Minori: 573 abusati o maltrattati lo scorso anno
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o scorso anno 573 bambini e ragazzi hanno vissuto situazioni di abuso sessuale o di grave maltrattamento: di questi, 328 erano bambine o ragazze. I minori vittime di abuso sessuale sono state 313; per altri 60 agli abusi sessuali si sommavano anche a gravi maltrattamenti; 181 denunciavano maltrattamenti, in famiglia o per fenomeni di bullismo; 19 gli autori di reato. Sono questi i dati del 2017 messi neri su bianco dalle cinque équipes territoriali del Veneto che si occupano di presa in carico di minori maltrattati, vittime o autori di abusi sessuali. Si tratta di equipe interprovinciali multidisciplinari coordinate dalla Regione Veneto che ha trasformato un progetto-pilota sperimentale in una struttura stabile e permanente, garantita dai livelli essenziali di assistenza sociale. “L’esperienza di questi anni conferma la necessità e la validità del servizio specialistico offerto dalle cinque équipes interprovinciali attive nelle Ulss di Padova, Venezia, Treviso, Vicenza, Verona a beneficio dell’intero territorio regionale – ha sottolineato l’assessore Lanzarin - Dei 573 minori presi in carico lo scorso anno, 423 sono stati nuovi accessi. Nei primi sei mesi di quest’anno i casi affrontati dalle cinque équipes sono stati 499, di cui 290 di primo
accesso. Anche questo è un indicatore della consistenza del fenomeno e del bisogno di attivare su scala regionale percorsi organizzati di ascolto, protezione, accompagnamento e terapia”. I 25 professionisti delle cinque équipes (psicologi-psicoterapeuti coadiuvati dalla consulenza di neuropsichiatri infantili e da altre figure tecniche come gli esperti di psicomotricità) lo scorso anno hanno incontrato e valutato 573 bambini e ragazzi che hanno vissuto situazioni di abuso sessuale o di grave maltrattamento: di questi, 328 erano bambine o ragazze. I minori vittime di abuso sessuale sono state 313; per altri 60 gli abusi sessuali si sommavano anche a gravi maltrattamenti; 181 denunciavano maltrattamenti, in famiglia o per fenomeni di bullismo; 19 gli autori di reato. Le prestazioni erogate sono state quasi 13 mila tra ascolto giudiziario (1480), consulenza (1897), valutazione diagnostica (5052) e presa in carico terapeutica (4376). “L’assistenza delle équipes – conclude l’assessore – multidisciplinari a bambini e ragazzi vittime o testimoni di violenze e/o maltrattamenti è un percorso garantito, qualificato ed efficace al quale servizi territoriali, autorità giudiziaria, famiglie e singoli possono accedere senza oneri”.
tutti gli assessori alla sanità delle Regioni italiane, e presieduto dalla dirigente della Prevenzione del Veneto, Francesca Russo. “Come Veneto – ha anticipato Luca Coletto, Assessore alla Sanità – stiamo già programmando le azioni per il prossimo anno, che potranno contare su un finanziamento base di 1,5 milioni di euro da dedicare principalmente al monitoraggio e alle iniziative di prevenzione, ma la questione va ben oltre la nostra Regione, per cui sarebbe opportuno valutare un intervento di sostegno nazionale. Posso comunque già anticipare – ha detto – che nel 2019 verrà realizzata un campagna larvicida a marzo, mirando a ridurre al minimo la schiusa delle larve. In estate, invece, ci saranno due campagne adulticide, i cui tempi saranno decisi dai tecnici sulla base dell’andamento della stagione e delle
indicazioni che arriveranno dalle trappole disseminate in tutte le aree a rischio. Dovremo fare i conti con le bizze del clima, per cui, oggi, non si può entrare maggiormente nei particolari, se non per annunciare che la campagna di monitoraggio che avrebbe dovuto chiudersi a ottobre è stata prolungata per tutto novembre, visto l’andamento ancora caldo e umido del clima. Da ottobre, comunque, le trappole non hanno rilevato nuove zanzare positive, né si sono registrati altri casi umani. Come Regione – ha aggiunto – stiamo creando un coordinamento a tutto campo che, partendo da una pianificazione regionale, coinvolgerà tutte le Ullss, gli ospedali per la parte diagnostica, i Comuni, i Consorzi di Bonifica, l‘Istituto Zooprofilattico delle Venezie e arriverà fino ai cittadini, i cui comportamenti preventivi,
come l’installazione di zanzariere, la manutenzione di giardini e caditoie, l’uso di repellenti cutanei, sono molto importanti, stante che il 70% del territorio si trova in proprietà private, dove il pubblico non può arrivare. Peraltro gli esperti garantiscono che una disinfestazione in un giardino con appositi pastiglioni non costa più di cinque euro a stagione”. Dal punto di vista statistico, il Bollettino West Nile Estate 2018, elaborato dalla Direzione Prevenzione, indica 257 casi accertati, ai quali aggiungere 98 casi probabili, 32 casi di positività in donatori di sangue, 21 casi di infezioni asintomatiche non classificate, per un totale di 408. 18 sono stati i decessi: 8 nel territorio dell’Ulss 6 Euganea, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 2 nell’Ulss 3 Serenissima, 2 nell’Ulss 9 Scaligera, 1 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana.
Influenza, partita la campagna di vaccinazioni P
revedendo l’influenza in arrivo è partita anche la campagna antinfluenzale 2018-2019 gestita dalla Regione Veneto attraverso le Ullss territoriali e la rete dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta. “Sulla base dei dati epidemiologici – riferisce l’Assessore – abbiamo preventivato l’acquisto di 860 mila dosi, una quantità più che sufficiente per rispondere alle necessità, anche se l’auspicio sarebbe quello di doverne acquistare ancora, e non sarebbe un problema, per un’adesione al vaccino che sarebbe quanto mai importante fosse massiccia. Anche quest’anno – fa notare – avremo a che fare con un’epidemia piuttosto aggressiva, e per questo rivolgo un appello a tutti i cittadini perché scelgano di vaccinarsi. E’ importante per tutti, ma fondamentale per gli ultrasessantacinquenni in generale e per tutti coloro che soffrono di patologie a rischio come il diabete, le malattie immunitarie, cardiovascolari e respiratorie croniche. E’ infatti in queste categorie di persone che, annualmente, si verificano la maggioranza dei casi gravi, con complicazioni che portano al ricovero e purtroppo, a volte, anche a perdere la vita. L’anno scorso, per esempio, abbiamo registrato 124 ricoveri, con 64 casi gravi e 10 decessi. Si possono evitare, almeno in gran
parte – è l’appello di Coletto – e per farlo è sufficiente aderire al vaccino che, come ogni anno, è stato studiato e definito al massimo livello scientifico ed è assolutamente sicuro”. Le categorie a cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente sono molte, basta informarsi presso la propria Ulss. Tra questi, in particolare, ci sono donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza; soggetti di età pari o superiore a 65 anni; bambini
e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; ricoverati presso strutture per lungodegenti. La vaccinazione antinfluenzale è fortemente raccomandata a tutti gli operatori sanitari, in particolare a quelli che prestano assistenza a pazienti con maggior rischio di complicanze e che lavorano nei reparti a più elevato rischio di acquisizione e trasmissione dell’infezione, quali pronto soccorso, terapie intensive, oncologie, ematologie, cardiologie, chirurgie, residenze sanitarie assistenziali.
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Consulenza La novità perscientifica la chirurgia della cataratta, cos’è la ZEPTO-CATARATTA? L’editoriale
11 Novembre “Estate di San Martino”, giornata nazionale delle cure palliative
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onostante la cataratta abbia raggiunto ormai una maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue sempre ed affianca novità che migliorano le prospettive visive del paziente e la sicurezza dell’atto chirurgico. L’intervento di cataratta consiste nella sostituzione del cristallino naturale che si è opacizzato con il passare del tempo. Durante l’intervento viene conservato il contenitore del cristallino (Capsula) che viene solamente svuotato e per realizzare questo, viene creato un foro nella capsula anteriore del cristallino per poi entrare con uno speciale ago ad ultrasuoni ed aspirare il contenuto opaco (vedi immagini a fianco). È proprio l’apertura del cristallino il passaggio più delicato dell’intervento: noi dobbiamo infatti essere sicuri che il 100, questo il numero dellesulla vittiforo creato sia rotondo, centrato di violenza solo lovoluto. scorso pupilla, me regolare e del che diametro anno manualmente sono state accolte nei centri Purtroppo, non è sempre pubblicirispettare e privatiqueste della condizioni. nostra Regiopossibile ne. I centri attendevano i finanziaL’ultima novità in tal senso giunge dalla mentieda finalmente ora è California si tempo chiama eZEPTO (dispositivo in capsulotomia arrivo quasi un milione diad euro per la di precisione im-di fondi pubblici destinati alle strutture pulsi). Presso il centro Sekal Microchiche si occupano prevenire e conrurgia Rovigo abbiamo di effettuato il primo trastare la violenza contro le donne intervento chirurgico in Italia con tale strue i Zepto loro figli. mento. è un dispositivo chirurgico di terzo dei è deultima “Un generazione chefinanziamenti permette di effetstinato ad istituire nuove strutture – informa Manuela Lanzarin, assessore al sociale - per ampliare la rete delle 43 strutture attualmente attive in Veneto, tra centri antiviolenza e case rifugio. Circa il 10 per cento dei fondi è riservato invece a percorsi educativi nelle scuole, per sviluppare la conoscenza e l’educazione all’affettività e promuovere unaeliporto cultura ’ già operativo il nuovo del rispetto della persona, anche in ospedaliero (con grande potenziale ottica di in genere. Infine la elisuperfici parte più rioperativo più rispetto alle levante dei contributi nazionali, cioè tradizionali, il secondo in Italia di queoltre 600 mila euro, sono destinati sto tipo), che servirà la Cittadella della a finanziare i centri antiviolenza e le Salute in costruzione. case rifugio neldi territorio L’ Eliporto delesistenti Ca’ Foncello Treviso veneto”. la vecchia elisuperficie orsostituisce mai“Ida centri qualchepubblici settimana.e Laprivati differen-del cheè dovuta lo scorso anno hanno zaVeneto, nei termini a caratteristiche accolto oltre vittime nei di serviviolenspecifiche nella 3100 realizzazione, za, attendevano da tempo le risorse zi complementari e nell’attività in grado promesse – prosegue l’Assessore di assicurare. Quello di Treviso è oggi – i tempiospedaliero di trasferimento ilPurtroppo secondo eliporto dopo alle Regioni dei 12,7 quello di Campoformido milioni in Friuli.stanziati dal Fondo anche nazionale contrasto alla Abilitato per ildivolo notturno, violenza sorge contronell’ampia le donne area si sono prol’eliporto verso
tuare un’apertura rotonda e ma soprattutto resistente in soli 4 millisecondi. Infatti, a differenza del noto laser a femtosecondi, il taglio generato con lo Zepto è estremamente più resistente, garantendo un profilo di sicurezza maggiore per questo intervento chirurgico.
di avere un foropuò rotondo e centrale di grave, ultima egenerazione usato in ingegneria Chiunque ammalarsi di una nel malattia questo sacco capsulare, quello di migliorare la che areonautica sfrutta le qualità elastiche cambia la vitaèdel malato e delle persone gli sono che vicine stabilità del lecristallino artificiale lente e conduttive di Nichel e Titanio. in tutte sfaccettature della (oloro esistenza, comportando intraoculare) verrà inserito, aumentanNitilon anche permette dunque di trasmettedifficoltà che psicologiche, sociali, ambientali, eILspesso do laeconomiche. sicurezza dell’intervento e la qualità re corrente alla punta dello strumento che della visione che ne della risulta.medicina Lo strumento molecoleedilaacqua crea un Nel concetto modernavaporizzando la medicinalecurativa medicina è composto Nitilon una lega metallica iltaglio e circolare possibile, della partel’una anteriopalliativadatendono a complementarsi più netto precocemente del cristallino. solo, laciòmalattia, che è stato per prolungare la sopravvivenza avendorecome punto di Non attacco osservato è che il bordo questo taglio l’altra per prendersi cura della persona nella sua globalità fisica di e psichica, in è ispessito. particolar modo quando la cura della malattia non è più ritenuta possibile e non Questo fa si che si riducano i rischi di costituisce più l’obiettivo primario. eventuali intraoperatorie L’ OMS definisce le cure palliative come curecomplicanze che corrispondono a unache possono penalizzare l’intervento chirurgico condotta e un trattamento che dovrebbe migliorare la qualità della vita dei il risultato postopertatorio. malati e dei loro familiari in presenza dieduna grave malattia. Essa ottiene ciò L’avanzareripetutamente delle nuove tecnologie regaricercando attivamente e precocemente, rilevando e trattando la piacevoli sorprese di giornoLainstessa giorno, è adeguatamente i dolori ed i problemi fisici, psicosociali e spirituali. importante ricordare però che l’intervento OMS ricorda in un documento dello scorso anno che la necessità delle cure deve essere in alcun modo palliative non è mai stata così grande, diincataratta relazionenon all’invecchiamento della ma affrontato con raziocinio popolazione e all’ aumento delle malattiesottovalutato croniche e degenerative. Le malattie purtroppo possono colpiree serietà. a qualsiasi età e le cure palliative fanno parte sia della pediatria che della medicina degli adulti che della geriatria Immagine 2: Strumento Zepto all’interno dell’occhio, la punta circolare di tale strumento genera e rilevano nelle patologie un taglio perfettamente circolare e resistente. più diverse: nei bambini Dott. Massimo Camellin e adulti con tumori, nelle Oftalmologo Lo strumento è stato creato per essere patologie neurologiche Via Dunant, 10 - Rovigo posizionato nella parte anteriore interna gravi, nelle gravi malattie tel. 0425 411357 dell’occhio a contatto del cristallino (vedi organiche, negli anziani con mail: segreteria@sekal.it immagine) mediante una piccola apertura pluripatologie, nei malati web: www.lasek.it di circa 2mm venendo inserito e sfilato una psicologici, nelle persone in volta terminata la procedura. Il vantaggio rianimazione, nei portatori di handicap. Con l’obiettivo di personalizzare e ottimizzare le cure secondo le esigenze di ciascuno, come un “pallium” su misura. L’accesso alle cure palliative in Italia è regolato dalla legge 38 del 2010 che all’art. 1 recita “la legge tutela il diritto dei cittadini ad accedere alle cure palliative” e questo obiettivo da poco tempo è rientrato anche nelle priorità delle Regioni. Ciò nonostante molto resta ancora da fare, innanzitutto per una cultura delle Infine 62 mila euro andranno a ficure palliative (in Italia non fanno parte del percorso formativo del medico), poi nanziare, a partire dal prossimo anno una organizzazione di rete multiprofessionale formata da medici, infermieri, Laura‘voucher’ Bonanno aper Monaco i primi dati scolastico, educativi,presenta cioè operatori socio-sanitari, fisiatri e fisioterapisti, psicologi, associazioni di percorsi educativi tematici svolti da dello studio Magic sul carcinoma volontariato.polmonare enti del terzo settore in collaborazioLa Regione Veneto comunque è avanti nel progetto e da tempo è possibile ne con e docenti nodirigenti studio dello IOV discolastici. Padova e fistrato sonocurare correlate con unadomicilio, differenteche ri- rappresenta il luogo ideale per il malato, poter al proprio Tra lenanziato iniziativecon educative in del cantiere la raccolta 5×1000 è sposta al trattamento. Se questi risultati si La qual cosa è ancor più avvantaggiata attraverso una adeguata presa in carico. ci stato sarà anche un concorso rivolto agli protagonista al Congresso europeo confermeranno, potremodei usare un metodo per la disponibilità Medici di famiglia che si fanno carico dei problemi dei studenti per sensibilizzare alle di temadi oncologia ESMO a Monaco Baviera, non propri invasivo comeattivando la biopsia liquida per e costituendone il punto di riferimento; assistiti l’intero percorso tiche della di genere, dell’eduevento cheparità raccoglie oltre 20mila specialipredire la risposta al trattamento e quindi ancor più da quando la Regione Veneto aveva costituito le Medicine di gruppo cazione all’affettività del rispetto sti da tutto il mondo. Sie tratta dello studio – seIntegrate, necessarioprogetto – per giungere a modificache inspiegabilmente, a discapito degli ammalati, la Regione tramono-istituzionale uomo e donna. MAGIC i cui primi dati re ilvuole trattamento stesso instante modo leprecoce. abbandonare, recenti disposizioni emanate. Disposizioni che Al milione del Fondo nazionale si as aggregati e comunicabili (Liquid biopsy Ed anche per selezionare queiessere pazientiriviste, che considerata la positiva esperienza di ci auguriamo possano aggiungono gli oltre 400 mila euro tool to monitor and predict clinical benefit potranno trarreaiun beneficio eccezionaledella popolazione. assistenza malati e al gradimento che la chemotherapy Regione Veneto destinato from (CT)haand immunothedalle terapie, e che quindi potrebbero esnel proprio bilancio 2018 alle iniziarapy (IT) in advanced Non-small cell lung sere soggetti a trattamenti meno intensivi Laura Bonanno tive per prevenire cancer (aNSCLC): ea contrastare prospective la study) o meno duraturi, a tutto beneficio della violenza di genere. sono stati presentati da Laura Bonanno qualità della vita quotidiana”. Opocher “L’importanza della relazione (Specialista in neoplasie polmonari, OnLo studio, sviluppato nel 2017, ha preso all’ESMO di Laura Bonanno sottolinea e cologia Medica 2) in un’affollata sessione in esame 161 pazienti dello IOV con car- conferma quindi l’altissima utilità dei fonorale nell’ambito delle neoplasie polmocinoma polmonare avanzato non a piccole di che i cittadini devolvono all’Istituto, che nari. cellule (aNSCLC) e con loro ha testato le in questo modo dimostra in modo traspa“Si tratta di uno studio dello IOV che indicazioni provenienti dalla biopsia liqui- rente ed efficace l’utilizzo specifico di tali analizza il ruolo potenziale della biopsia da. Quest’ultima – che è oggi una delle risorse”. liquida non solo per determinare le altefrontiere innovative e più avanzate della Lo studio MAGIC si presenta con una razioni genetiche tumorali del sangue, ricerca e della lotta contro le neoplasie – è marcata ed efficace impronta di multidima anche per monitorare l’andamento nella pratica un prelievo di sangue con cui sciplinarietà e di lavoro collaborativo nello del carcinoma polmonare durante il trateseguire analisi molecolari particolarmen- stile ormai consolidato presso l’Istituto, tamento, sia chemioterapico che immute importanti nei pazienti con carcinoma visto che ha coinvolto varie aree dello IOV noterapico”, ha spiegato Laura Bonanno. quando non è possibile disporre di tessuto (Oncologia Medica 2 sotto la direzione di “Quello che abbiamo registrato nello tumorale. Pierfranco Conte; la Divisione Immunostudio – ha continuato la ricercatrice - è “La ricerca presentata all’ESMO è sta- logia e oncologia molecolare; l’Unità di che è possibile utilizzare la biopsia liquida ta finanziata interamente con i fondi del Biostatistica e trials clinici), oltre ad alcuin tempi brevi rispetto all’inizio del trat5×1000 dello IOV”, commenta il Diretto- ni dipartimenti della Scuola di Medicina tamento: le variazioni che abbiamo regire scientifico dello IOV-IRCCS, Giuseppe dell’Università di Padova.
Violenzasotto contro le donne: questo articolo non quasiper un treviso milioneovest di euro per centri è uscito casese rifugio e nuovi progetti lod’ascolto, scorso mese, dici lo articolo a 3 colonne, solo riprendo visto che parla per l’edizione di treviso 3dell’ospedale di treviso ovest tra l’altro
Immagine 1: Fasi chirurgiche dell’intervento convenzionale di cataratta
Un nuovo eliporto per l’ospedale di Treviso
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la tangenziale, compresa a distanza tra gli spazi del polo logistico e tecnologico e via Cittadella della Salute. E’ realizzata secondo le indicazioni dell’ENAC, è dotato di moderno e ampio hangar con pista di rullaggio e servizi logistici, collegata direttamente al polo ospedaliero. E’ operativo in sostituzione della ormai obsoleta elisuperficie la cui area è compresa in quella su cui è prevista la costruzione del polo per alta intensità di cura della Cittadella della Salute. Il nuovo eliporto è strettamente collegato con la nuova sede della centrale operativa del SUEM di prossima inaugurazione. L’eliporto attuale è una struttura
tratti superando le aspettative. Ora, comunque, la Regione, grazie al lavoro di concertazione svolto con il Tavolo di coordinamento regionale, provvede a ripartire subito i contributi in arrivo”. Per nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio sono quindi disponibili euro, metàdell’atdei quamoderna e al305.454 passo con i tempi li destinati a finanziare nuovi sporteltività dell’elisoccorso trevigiano. In li sul territorio centri tutto l’anno scorso,dei infatti, ha antiviolenza registrato esistenti, modo di di quest’anno migliorare la 546 interventi;indall’inizio capillarità del servizio. a oggi sono stati 459, segando un auPer al interventi lavoro e ai mento deldare 6,7%.continuità Nel 2017, gli servizi dei 22 centri antiviolenza propriamente di soccorso sono stati 388 e delledei 21quali case254 rifugio attivitraumain Vene(72%), per eventi to (65%) sonoe disponibili rispettivamente tici 134 (35%) non traumatici. 293.443 e 311.514 euro. I voli sono euro stati 142 in seguito a incidenti stradali (22 su autostrada), 45 a incidenti sul lavoro, 31 a incidenti domestici, 33 incidenti sportivi o ricreativi. In prevalenza gli interventi di soccorso sono avvenuti in provincia di Treviso (265) ma anche di Venezia (76 di cui 50 sul litorale), Belluno (9), Padova (14), Vicenza (22), Pordenone (2). Di questi, 47 sono avvenuti in area montana (19 per incidenti con parapendio o deltaplano). Non secondario, sempre nel 2017, è il numero di trasferimenti ospedalieri da Treviso. Verso ospedali della Marca sono stati 89, 20 in provincia di Belluno, 12 di Vicenza, 37 di Venezia.
Biopsia liquida, la nuova frontiera per monitorare il tumore
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Moravia, avanguardie ritrovate di Renato Malaman
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vanguardia, anzi avanguardie. Moravia, cuore della Mitteleuropa, terra di avanguardie culturali, artistiche, sociali e industriali. Dopo la caduta del Muro di Berlino questa regione storica della Repubblica Ceca sembra aver riannodato i fili della storia, lacerati e poi strappati negli anni dell’occupazione prima nazista e poi sovietica. Un nome su tutti, quello di Tomáš Bat’a (sì, si scrive così, con l’apostrofo). Bat’a, per semplicità Bata, figlio di un calzolaio, a cavallo del XIX e XX secolo, si impose all’attenzione europea e poi mondiale per aver trasformato un’attività
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artigianale (avviata nel 1894 a Zlin) in un sistema industriale modello. Il tutto semplicemente per vedere coronato il proprio sogno di produrre scarpe belle per tutti, ovvero per tutte le tasche. Portando democraticamente la qualità alla portata di ogni famiglia. Simbolo dell’epopea produttiva di Tomaz Bat’a – e della sua forza innovativa - è il suo vasto stabilimento, città-fabbrica divenuta un’ icona dell’architettura industriale dell’epoca e oggi trasformata in un centro culturale con annesso museo della calzatura, spazi espositivi, bar, ristoranti. continua alla pag. seguente
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Moravia, avanguardie ritrovate
La regione ceca conserva simboli del pensiero architettonico funzionalista che negli anni ’30 rivoluzionò il modo di costruire e di concepire gli spazi abitativi e di lavoro a livello europeo. Massimi esempi di questo stile innovativo sono Villa Tugendhat a Brno e l’ex stabilimento Bata di Zlin di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
Dall’edificio 21, alto 77 metri, allora il grattacielo più alto d’Europa e sede dei futuristici uffici amministrativi, si ammira il cuore di questo impero industriale firmato da Vladimìr Karfik realizzato in rigoroso stile funzionalista, seguendo i canoni di un’urbanistica a misura di persona, con le case degli operai, l’albergo, il cinema, i servizi costruiti intorno alla fabbrica delle più famose (già allora) calzature del mondo. Un sogno interrotto dalla prematura scomparsa di Bat’a in un incidente aereo nel 1932 e dalla requisizione nazista del complesso, poi utilizzato per produrre calzature per gli internati dei lager tedeschi. Bat’a, industriale visionario, nel concepire il suo complesso trasse ispirazione da alcune visite in stabilimenti di scarpe americani agli inizi del secolo scorso. Il figlio illuminato del calzolaio di Zlin – a cui è dedicata anche l’Università locale concepì anche quell’opera ardita che è il Bat’a Canal, creato per sfruttare l’ecologica via d’acqua per il trasporto delle merci. Oggi la navigazione fluviale nel canale è anche un’attrazione turistica. La Zlin di Bat’a (che in epoca comunista venne ribattezzata Gottwaldov) fu anche sede degli studi dove Karel Zeman, maestro degli effetti speciali nel cinema, Palma d’oro a Cannes nel 1946 con il film “Il sogno di Natale”, tradusse in arte cinematografica la sua sconfinata fantasia. E prima che a Zlin quel visionario di Zeman lavorò a Brno. La summa del funzionalismo, sempre in Moravia, la troviamo proprio a Brno, a Villa Tugendhat, da pochi anni inserita nel Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco per il suo essere sentesi perfetta tra razionalità e gusto estetico. La progettò l’architetto Mies Van der Rohe su commis-
sione dell’industriale del tessile Alfred Löw Beer che volle farne dono alla figlia Greta in occasione delle nozze con Friz Tugendhat. Erano gli ultimi anni in cui Brno era la Manchester della Mitteleuropa. La villa sorge su una collina da cui si ammirano la fortezza dello Spielberg (chi non ricorda “Le mie prigioni” di Silvio Pellico) e le guglie della cattedrale. L’edificio stupisce per la pulizia delle sue linee architettoniche, per l’eleganza semplice delle sue strutture di acciaio, per le sue grandi vetrate che danno aria e luce a interni che anticipano
IN COPERTINA QUATTRO IMMAGINI DI VILLA TUGENDHAT A BRNO, UNO DEI MASSIMI SIMBOLI DEL FUNZIONALISMO (DALLA VETRATA DELLA FOTO GRANDE SI NOTA LA FORTEZZA DELLO SPIELBERG). NELLE FOTO SOTTO IL TITOLO L’EX STABILIMENTO BATA (ORA CENTRO CULTURALE E MUSEO) DI ZLIN, TOMAS BAT’A, IL MUSEO DELLA CALZATURA E UN DETTAGLIO DELL’UFFICIO DEL FONDATORE. A CENTRO PAGINA: DUE IMMAGINI DEL CENTRO TERMALE DI LUHACOVICE E TRE VEDUTE DI KROMERIZ
LA MAGIA DEL NATALE
TO R N A A J ESO LO
Anche il barocco ha lasciato tracce di grande valore artistico, soprattutto in piccoli centri come Kromerìz e Olomuc. Nell’elegante centro termale di Luhacovice rivive il fascino discreto delle Belle Epoque
gusti e stili dei decenni successivi, arricchiti da mobili su misura anch’essi di tendenza moderna. I Tugendhat si godettero la villa per pochi anni perché poi, in quanto ebrei, dovettero riparare in Svizzera e poi in Venezuela per sfuggire ai nazisti. Il luogo colpisce per la sua armonia e per la pace che riesce a trasmettere. Stupisce ancora oggi che il pensiero che originò il progetto risalga al 1928-30. La Moravia è scrigno anche di gioielli architettonici barocchi. La vicinanza con Vienna (a Brno il tedesco ai tempi dell’Impero era parlato quanto il ceco) produsse una contaminazione culturale forte. Il barocco, simbolo in arte della Controriforma, brilla in chiese e palazzi di Brno. Ma anche nelle altre città della regione, con espressioni di particolare bellezza a Olomuc e soprattutto a Kromĕřìz. Il Palazzo Vescovile, una delle più alte espressioni dello stile caro agli Asburgo, venne costruito alla fine della Guerra dei Trent’anni insieme ai suoi celebrati giardini. L’intero complesso gode della tutela Unesco dal 1998 e ha costituito
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il set dove è stato girato il film “Amadeus”. Anche la bella cittadina termale di Luhačovice risplende di gusto barocco condito di atmosfere della Belle Epoque. Le sue 17 sorgenti curative, che si trovano nella riserva della biosfera dei Carpazi Bianchi, tutelata dall’Unesco, sono una meta molto cara ai moravi, resa molto attraente dall’opera di architetti di fama. La zona è famosa anche per le sue distillerie di Slivovica, il tipico liquore a base di prugna. La Jirinek organizza delle visite guidate che permettono di conoscere anche la storia di questo originalissimo prodotto, vanto della tradizione morava.
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Food & Drink DOPPIETTA ASIAGO DOP AI WORLD CHEESE AWARDS La specialità veneto-trentina al top dei formaggi mondiali Doppio riconoscimento ai World Cheese Awards, la più grande competizione al mondo dedicata ai formaggi, svoltasi quest’anno in Norvegia, per Asiago Dop Fresco, che conquista il prestigioso titolo “Super Gold” e Asiago Dop Stagionato Vecchio che si fregia del titolo Il riconoscimento internazionale conferma l’efficacia dell’azione dei caseifici e del Consorzio che credono in una produzione di alta qualità unita ad una valorizzazione basata sugli elementi unici e identitari del prodotto e ha portato, ai World Cheese Awards 2018, ad un doppio riconoscimento, sia per l’Asiago Fresco di 30 giorni che per l’Asiago
Stagionato Vecchio di 13 mesi. I World Cheese Awards sono la più prestigiosa competizione annuale che ha visto, nell’edizione 2018, sfidarsi 3500 formaggi giudicati da una giuria internazionale composta da 230 esperti provenienti da 29 nazioni diverse. “I World Cheese Awards – afferma Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, - sono un’ottima vetrina per mostrare il livello raggiunto dalla nostra produzione casearia e, allo stesso tempo, un evento capace di puntare i riflettori su un territorio richiamando visitatori appassionati di formaggio nel nostro Paese.
Quest’anno, la presenza crescente dei nostri soci e l’ottimo risultato ottenuto lancia un positivo messaggio di fiducia verso il futuro della specialità”. In attesa di ospitare, per la prima volta nella sua storia, l’edizione 2019 dei World Cheese Awards in Italia, il paese europeo col maggior numero di Dop casearie, ben cinquanta, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago prosegue la sua attività di divulgazione del valore della produzione d’origine di qualità e della sua ricca varietà di specialità che vanno dall’Asiago Fresco, all’Asiago Stagionato nelle tre stagionature: Mezzano, Vecchio e
PANETTONE AL TORCOLATO: UN NUOVO PASTICCERE! La Cantina Maculan si prepara alle prossime feste natalizie con un nuovo Panettone al Torcolato. A realizzarlo per la prima volta sarà la Pasticceria Filippi di Zané, a pochi passi dalla sede dell’azienda, a Breganze (Vicenza). Prodotto sin dal Natale del 2000, il Panettone Maculan coniuga la fragranza della lievitazione naturale con i profumi del vino Torcolato, che si tuffa nella ricetta del Panettone classico attraverso la bagna con cui viene reidratata l’uvetta sultanina. Sono 46 le ore di lavorazione, a partire dalle 35 ore di lievitazione, a cui segue un’ora di cottura in forno e 10 di raffreddamento non condizionato. La lievitazione è rigorosamente naturale, con una pasta madre di più di quarant’anni, vanto della famiglia Filippi. La selezione degli ingredienti è attentissima: uvetta sultanina australiana 6 corone, latte di montagna consegnato in giornata, uova di galline allevate a terra, miele biologico dei Colli Euganei, Vaniglia del Madagascar. E naturalmente il Torcolato, vino passito prodotto con uva autoctona di varietà Vespaiola unicamente sulle colline di Breganze. Per ogni chilo di Panettone vengono usati 50 ml di vino Torcolato con cui viene reidratata l’uvetta attraverso una bagna che dura almeno quattro giorni. Gli aromi del Torcolato restano così imprigionati nell’uvetta e rimangono intatti anche dopo il passaggio nelle alte temperature del forno. Per la preparazione del Panettone è stata scelta l’annata 2013, frutto di un’estate calda che ha regalato un Torcolato ricco e profumato, perfetto sia nell’impasto che come accompagnamento goloso.
Stravecchio e vedono valorizzare le sfumature di produzioni di Asiago biologico, Prodotto della Montagna, Asiago prodotto da latte di
vacche di razza bruna o burlina capaci di incontrare sempre più l’apprezzamento dei consumatori italiani ed esteri.
TOP OF VINI ALTO ADIGE
AUTUNNO / INVERNO 2018 - 2019
Consorzio Vini Alto Adige si prepara al prossimo appuntamento dedicato alle eccellenze enologiche locali, che sarà questa volta poco distante da casa. Il 30 novembre: dalle 14 alle 21, il Kurhaus di Merano ospiterà Top of Vini Alto Adige, la vetrina delle etichette altoatesine che si sono aggiudicate i riconoscimenti più prestigiosi nelle edizioni 2019 delle principali guide del vino nazionali. Saranno più di un centinaio i vini protagonisti. Un’occasione imperdibile per degustare il meglio della produzione enologica altoatesina, così come l’hanno vista e recensita i più importanti nomi della critica del vino nazionale. “Con Top of Vini Alto Adige offriremo a wine lover e operatori del settore una chiave di lettura differente” commenta Eduard Bernhart, direttore del Consorzio. “Si tratta di un appuntamento ormai consolidato della nostra agenda annuale, in cui è possibile scoprire in un’unica cornice le etichette premiate dalla critica. Il fatto che questo evento abbia luogo sul territorio non è casuale: ci piace pensare che Top of Vini Alto Adige possa rappresentare un punto di partenza per chi desiderasse approfondire e ampliare, con visite dirette alle aziende di interesse, la propria personale panoramica delle cantine e dei vini locali” ha concluso.
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Villa del Conte, incontri su Dante Dal 25 novembre fino a marzo 2019
O Trebaseleghe teatro, la Divina Commedia di Colangeli Auditorium comunale - 22 dicembre
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quindi uscimmo a riveder le Stelle...”. Giorgio Colangeli recita Dante. Per l’esattezza i primi sei canti del Purgatorio. Un evento eccezionale dal titolo evocativo, tra luce e stelle, proprio in periodo natalizio. La serata si colloca all’interno del calendario dedicato alle Festività Natalizie del Comune di Trebaseleghe. L’appuntamento è il 22 dicembre. Colangeli reciterà a memoria alcuni Canti della Divina Commedia di Dante accompagnato dal suono melodioso di chitarra. Uno spettacolo più che adatto allo spirito del Natale organizzato dall’associazione culturale “Bottega dell’Arte”.
Piove di Sacco, in mostra le opere di Davide Paglia Piove di Sacco - dal 24 novembre al 9 dicembre
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avide Paglia, artista milanese, utilizza una tecnica insolita di pittura: usa la carta fotografica come base per esprimere le sue emozioni. L’effetto è travolgente, trovando nella gestualità istintiva la miglior forma di interpretazione personale. “Energie Esplosive” è il titolo della mostra che sarà esposta a Piove di Sacco dal 24 novembre al 9 dicembre prossimo presso il Centro d’Arte e Cultura.
gni lunedì dunque, a Villa del Conte si parlerà in terzine con gli incontri che, iniziati il 5 novembre, proseguiranno fino a lunedì 25 marzo 2019, nella biblioteca comunale dalle ore 20.30. Verranno affrontate numerose tematiche a partire dalla lettura delle 3 cantiche: Dante Politico, confronto con Virgilio e la letteratura del ‘900, il rapporto con Firenze, Chiesa e Impero, la figura di Beatrice, Ulisse confrontato con Primo Levi sono solo alcune degli spunti che emergeranno.
Camposampiero, la rassegna sulla Grande Guerra Dal 25 novembre fino a marzo 2019
Padova, Alberto Bortolozzi racconta... Galleria Cavour - fino al 13 gennaio
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’eredità dello sguardo”, esposizione di Alberto Bortoluzzi, aperta fino al 13 gennaio in Galleria Cavour a Padova, propone un confronto tra tre generazioni di pittori padovani riuniti sotto l’egida del paesaggio veneto. Nel solco di una pittura classica e rigorosa, Alberto Bortoluzzi, trentenne artista padovano, trova però la sua cifra stilistica personale e ci consegna una visione assolutamente contemporanea del paesaggio. In mostra una trentina di opere di varie dimensioni dell’artista Alberto Bortoluzzi; sono inoltre proposte opere di Millo Bortoluzzi senior, bisnonno dell’artista e dello zio, Millo Bortoluzzi junior, che fu anche maestro di Alberto.
Limena, “Parliamo di donne” Teatro Falcone e Borsellino 23 novembre
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enerdì 23 novembre nella Sala Teatro Falcone e Borsellino alle 21 il Teatro Insieme presenta lo spettacolo “Parliamo di donne” testi tratti da Franca Rame e Dario Fo e la regia di Tonia Avellano e Andrea Nao. Cinque divertenti atti unici che mettono in scena il ruolo della donna in tutte le sue condizioni.Per info www.ilcast.it.
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artedì 20 novembre, alle 20.45, nella chiesa della Madonna della Salute, in piazza Castello si terrà il Concerto Festa della Madonna della Salute. L’Ensemble amici di A. Vivaldi eseguirà musiche di G. Caccini, A. Vivaldi, F. Schubert, a cura dell’Agimus, sezione Camposampiero. Venerdì 23 novembre invece, alle 16, presso la Biblioteca, il Gruppo di lettura discuterà sul romanzo La casa dei Krull di George Simenon. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, fissata per domenica 25 novembre alle 17, in sala Filarmonica, piazza Vittoria si terrà la presentazione del libro “La Malastriscia, Sonetti Dark sui Femminicidi”, di Adriana Ferrarini. Voce recitante sarà Mariuccia Rostellato. La chiusura della rassegna è stata fissata per giovedì 29 novembre con i Giochi in Biblioteca, dalle 15 alle 18 e con la Serata CAI, in programma in sala Filarmonica, alle 20.45, dedicata al reportage di viaggio. Maurizio Oviglia alpinista e scrittore presenterà il film “Blu Trad”, scalate sulle ripide scogliere di calcare di Capo Pecora in Sardegna.
Limena, Venerdì a teatro Teatro Falcone e Borsellino 30 novembre
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l 30 novembre nella Sala Teatro Falcone e Borsellino alle 21 La Maschera Teatro rappresenta la brillante commedia “Saponette & Baobab” di Poutcho e la regia di Andrea de Manincor e il 7 dicembre “Il Prigioniero della Seconda Strada” di Neil Simon e la regia di Renzo Pagliaroto, della Compagnia Non solo Note.
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Treviso, Herstory is Ourstory
Treviso, Quartetto di Venezia in concerto
Spazi Bomben della Fondazione Benetton - 25 novembre
Domenica 9 dicembre
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n occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, domenica 25 novembre alle ore 18, negli spazi Bomben, sarà inaugurata Herstory is Ourstory, la mostra che raccoglie i 140 lavori realizzati dagli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane coinvolti in un progetto di sensibilizzazione contro cybercrime e violenza di genere. Herstory is Ourstory – La violenza di genere e il femminicidio ma anche il confronto fra sfera pubblico-privato, le libertà di espressione delle donne, la pornografia e il gender gap, sono stati i soggetti interpretati con maggiore intensità e frequenza nei lavori dei ragazzi delle Accademie di Belle Arti che, da tutta Italia, hanno accolto l’invito di Imago Mundi: la realizzazione di un’opera 10 per 12 centimetri per indagare e soprattutto riflettere sui reati e gli abusi commessi online. Le piccole tele di sorprendente forza evocativa ed emotiva e qualità critica, iconografica e compositiva – disegni, pitture, collage, bassorilievi, fotografie, persino un’opera sonora, tutti nella consueta dimensione delle opere delle collezioni Imago Mundi – saranno esposte negli spazi Bomben della Fondazione Benetton sino a domenica 6 gennaio 2019.
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omenica 9 dicembre alle ore 18:00 presso la chiesa di San Teonisto, il concerto conclusivo del ciclo dedicato alla storia del quartetto. L’esecuzione prevede una delle pagine più celebri del catalogo di Franz Joseph Haydn, il famoso Quartetto in Do maggiore op.76 n.3, conosciuto come Imperatore. Ultimo grande omaggio al genere del quartetto di cui Haydn viene considerato giustamente il padre, fu composto nel 1796 a Vienna e deve il suo nome all’utilizzo nel Poco Adagio della melodia dell’inno austriaco Gott erhalte den Kaiser composto da Haydn stesso su testo di Lorenz Hascka ed eseguito per la prima volta il 12 febbraio 1797, in occasione del compleanno dell’Imperatore. La composizione di Haydn, forse la più elaborata e complessa del ciclo di questi ultimi sei quartetti op. 76 del periodo viennese del compositore, si colloca come un caposaldo del genere, quasi una quintessenza della forma realizzata proprio da colui che con le sue composizioni ha contribuito, lungo il corso della storia della musica, allo sviluppo proprio della forma del quartetto. Il Quartetto veneziano eseguirà la Serena Italiana di Hugo Wolf, scritta nel maggio del 1887, si ispira direttamente, per il suo carattere disteso e sereno, alla tradizione dei movimenti lenti e moderati della forma. Lo stesso Max Reger riconosceva la grandezza di questa pagina, tanto da profetizzarne un naturale riconoscimento di successo da parte del pubblico e degli esecutori.
Riese Pio X, Cortometraggi sulla Pedemontana Mercoledì 5 dicembre
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l cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta attraversa le province di Vicenza e Treviso. Quasi 95 chilometri di asfalto stanno per coprire migliaia di ettari di campagna in 36 comuni, tra cui quello di Riese Pio X. Oltre a provocare effetti di carattere viabilistico e ambientale, la realizzazione dell’opera incide anche su tante storie private. I tre cortometraggi, presentati mercoledì 5 dicembre 2018, ore 21:00, che compongono la trilogia Asfalto, raccontano altrettante storie personali legate al passaggio della nuova infrastruttura sul territorio trevigiano, tralasciando gli aspetti economici e ambientali per concentrarsi, per una volta, su quelli definibili come i suoi “costi umani”, raramente presi in considerazione, a partire dal rapporto reciso tra le 2018 Falcon Dueffe.pdf 1 22/03/18 10:31 persone, protagoniste del documentario, e i luoghi che hanno fatto da scenario alle loro esistenze. Intervengono alla serata il regista, Dimitri Feltrin, il sindaco di Riese Pio X, Matteo Guidolin, e l’ideatore del progetto, Dario Antonini (collettivo Fotosocial).
Treviso: Da Tiziano a Van Dyck: il volto del 500 50 opere, 50 storie, 50 emozioni per rivivere il fascino del ‘500.
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a Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” è la mostra in corso a Casa dei Carraresi fino al 3 febbraio 2019. Ospitata da Fondazione Cassamarca, l’esposizione è organizzata da ARTIKA ed è curata da Ettore Merkel. “Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” attinge integralmente a una delle maggiori collezioni private del Veneto, quella creata già a partire dal secondo dopoguerra da Giuseppe Alessandra. I dipinti qui selezionati propongono un affascinante percorso che dal Rinascimento giunge al Manierismo fino a lambire i confini del Barocco. La suddivisione delle opere mira a mettere in risalto l’evoluzione della pittura veneta a partire dalla tradizione belliniana e dalla rivoluzione giorgionesca, per illustrare la maniera delle grandi botte-
La Qualità del made in Italy
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INFISSI E CUCINE
ghe rinascimentali e manieriste, come quelle di Tiziano e dei Bassano, fino ad arrivare alle nuove espressioni seicentesche.
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il
Crucilibro
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Leggere significa mettersi in ascolto del sé Le anime tormentate dei romanzi ci conducono lungo labirinti oscuri che noi stessi percorriamo nella vita vera ma senza rendercene conto Francesca Diotallevi
Karin Slaughter
Carola Susani
Ben Pastor
Vivian Maier, tata fotografa
Laura, la madre
Irene
Martin von Bora, investigatore
Alter Ego
Un arcipelago di persone
Andy, la figlia di 31 anni
Orlando
Ben/Verbena
Location
New York e Chicago
Belle Isle, Georgia
Sicilia
Berlino 1944
La sua famiglia e i bimbi che ha allevato
Jonah Lee, un ragazzo che vuol fare una strage
Gli abitanti del paese
I congiurati contro Hitler
Intrigo
E’ una delle più grandi fotografe del Novecento ma è stata scoperta solo una decina di anni fa. Nella vita ha svolto il lavoro di tata in America e, durante le passeggiate con i bambini che accudiva, fotografava la gente, il mondo
Laura e Andy sono in un centro commerciale quando incontrano Betsy, un’amica di Laura, e Shelly, sua figlia. Le due vecchie amiche si mettono a chiacchierare ma proprio in quel momento arriva Jonah che apre il fuoco contro di loro
E’ il giugno 1957 quando, in una tenuta della zona orientale dell’isola dove la famiglia di Irene trascorre tre mesi, viene ritrovato un ragazzo senza niente addosso che nulla riferisce del posto da cui arriva
Luglio 1944. Martin Bora, il colto, aristocratico e malinconico ufficiale della Wehrmacht, viene convocato a Berlino per indagare sull’assassinio di un sedicente mago; sullo sfondo l’operazione Valkiria, il fallito complotto contro Hitler
Finale
La sua è un’anima tormentata che, forse, cerca di capirsi nelle vite degli altri, gli estranei che incontra per strada, salvando quelle storie che “le persone non sanno di vivere” probabilmente anche Vivian sperava di salvarsi
Il ragazzo è stato lasciato da Shelly e vuol fare una strage di lei e della sua famiglia ma quel giorno lì con loro c’è molta altra gente. Laura, che ad un certo punto si offre come vittima al posto di sua figlia, riesce a uccidere Jonah mostrando la sua parte oscura
La famiglia di Irene lo accoglie in casa e lo chiamano Italo, perché, scoprono, potrebbe essere il figlio dell’avvocato Orlando di Marsala che una notte ha perso il senno. L’arrivo del ragazzo rompe gli equilibri di un mondo in via di cambiamento
Per Martin Bora l’indagine si trasforma progressivamente in un angoscioso dilemma morale, come soldato e come tedesco. Il complotto del 20 luglio del colonnello Claus von Stauffenberg e i suoi drammatici retroscena come non sono stati mai raccontati
Cosa dire del libro
La storia davvero eccezionale di questa donna viene ricostruita attraverso le foto mai sviluppate e scoperte dopo la sua morte
Un triller ad alta tensione, scritto da una maestra del genere, che narra il male da cui proviamo a difenderci ogni giorno
Il romanzo, ricco di toni e atmosfere da realismo magico, è particolarmente intenso e ricco di storia. E’ il primo di una trilogia imperdibile
Ben Pastor merita un posto d’onore tra i grandi narratori del nostro tempo e Martin Bora è un Ulisse senza patria che porta il lettore sempre al limite del possibile
Eroe/Eroina
Co-protagonisti
Leggere
Francesca Diotallevi, Dai tuoi occhi solamente Neri Pozza, pp. 208 € 16.00
Karin Slaughter Frammenti di lei Harpercollins Italia, pp. 488 € 19.00
Carola Susani La prima volta di Italo Orlando Minimun Fax, pp. 144 € 15.00
Ben Pastor La notte delle stelle cadenti Sellerio, pp. 547 € 15.00 A cura di Germana Urbani
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Tartine al radicchio Ingredienti: 2 fette di pane a cassetta - 1 spicchio d’aglio - 1 C di crema di radicchio. Preparazione: tagliare le fette di pane in 4 parti e formare dei rombi; farli tostare, passare con lo spicchio d’aglio e spalmarvi la crema di radicchio.
Carciofi ripieni Ingredienti: 4 carciofi - 50 g di fontina (o altro formaggio morbido) - 1 spicchio d’aglio - 1 C di pane grattugiato - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di maggiorana - 1 manciata di prezzemolo - olio e sale q. b.
Pasticcio al radicchio Ingredienti: 400 g di radicchio di Treviso 400 g di cipolla - sale e olio q. b. - 100 g di parmigiano - 2 uova - 1 pallina di spinaci lessati della misura di una noce - 300 g di farina. Per la besciamella: 2 C di olio - 2 C circa di farina - ½ L di brodo vegetale. Preparazione: tritare una cipolla e due spicchi d’aglio, metterli in una padella antiaderente spennellata d’olio. Tagliare il radicchio, lavato e scolato, a listarelle abbastanza sottili, aggiungerlo alla cipolla e all’aglio e far saltare il tutto scoperto. Sbucciare e tagliare la cipolla a fettine molto sottili e, in un’altra padella oliata, farla rosolare bene. Preparare la sfoglia, impastando le uova con la farina e gli spinaci, lavorare bene, lasciare riposare coperta con una ciotola per almeno un quarto d’ora, quindi tirare i pezzi di pasta e formare delle tagliatelle della misura della teglia da forno che si userà. Passare ora alla preparazione della besciamella vegetale. In un pentolino mettere l’olio e mescolando unire la farina; quando questa avrà assorbito tutto l’olio, aggiungere il brodo vegetale fino ad ottenere una crema morbida. Procedere alla formazione del pasticcio. In una teglia da forno mettere uno strato di tagliatelle, uno strato di cipolla, spalmare con la besciamella, cospargere di parmigiano grattugiato, quindi stendere un altro strato di sfoglia, disporvi sopra il radicchio, la besciamella e il parmigiano. Procedere in questo modo fino ad esaurimento degli ingredienti o al completamento della teglia. Coprire il tutto con un ultimo strato di tagliatella e far cuocere in forno medio per circa 40 minuti.
Preparazione: togliere ai carciofi le foglie esterne, scavare la peluria interna e lavarli in acqua acidulata con il limone. Tagliare il formaggio a dadini molto piccoli, mescolarlo con il pane grattugiato e le erbe aromatiche. Con questo composto, riempire le “ciotoline” di carciofo. Porli in una teglia antiaderente, mettere un po’ d’acqua sul fondo, coprire e far cuocere una ventina di minuti. Dopo questo tempo scoprire e portare a termine la cottura. Deve rimanere un sughetto denso.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
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Ariete Lasciate perdere obiettivi ambiziosi in cui non vi riconoscete più: non sarà una sconfitta ma un’evoluzione
Toro Verificate ogni dettaglio e prendete una decisione ricordando che la famiglia è sempre il porto sicuro a cui tornare
Novembre Le giornate si fanno corte e la luce che manca potrebbe pesare sull’umore ma le stelle ci assistono e non ci mancherà la loro luce
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Bilancia Vi basteranno piccoli sacrifici per arrivare alla forma desiderata e al benessere di cui sentite l’esigenza: forza!
Scorpione Siete in sintonia con la natura e vorreste fare di più per chi vi circonda. E’ il momento giusto di provare
Gemelli
Sagittario
E’ tempo di buttare tutto ciò che non serve e far ordine in casa senza dimenticare di sognare ad occhi aperti
Uscite dai vostri percorsi abituali, potreste davvero sorprendervi ma fate attenzione: tenete al riparo i sentimenti
Cancro
Capricorno
E’ in arrivo per voi nuova luce che porterà con sé gioie inaspettate. Vantaggi nelle amicizie e nella vita di coppia
Non mescolate l’amicizia con le questioni economiche. Per il resto regalatevi cose colorate, ne avete un gran bisogno
Leone
Acquario
Prima di voltare pagina dovrete fare i conti con il vostro passato. Il distacco può far male ma è curativo
Dovrete mantenere l’equilibrio tra gli impegni lavorativi e famigliari e le vostre aspirazioni: usate creatività
Vergine
Pesci
Ricordate che ogni difficoltà è meglio affrontarla con un sorriso. Su messaggi poco chiari affidatevi al buon senso
Avrete bisogno di spazio per riflettere, fidatevi di un’amicizia importante e della vostra voglia di imparare
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