Sport p.18
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Salute p.27
MAGGIO 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.80
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di Treviso Ovest
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La Festa sul Sile SCOPRI DI PIÙ animerà anche a pag. 24 6 l’estate
on-line: Comuni al voto: in Veneto oltre 300 Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
E ancora le urne si aprono in 300 comuni di piccole dimensioni, che rappresentano un termometro ideale della politica veneta. Per cinque di essi – Borgo Valbelluna nel Bellunese, Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, Pieve del Grappa nel Trevigiano – si tratterà delle prime elezioni in assoluto dopo la fusione deliberata dalla Regione nei mesi scorsi. Per altri, invece, la novità è di tutt’altro segno: cresce infatti il numero di comuni in cui i cittadini troveranno un solo candidato sindaco sulla scheda elettorale, ennesimo segnale di una disaffezione per la politica acuita dall’idea che fare il sindaco, in tempi di bilanci risicati e problemi che si ingigantiscono, sia più un’impresa disperata che una ragione d’orgoglio o il trampolino per una carriera politica. servizi alle pagg. 4, 6, 10, 15 Un’altra “assenza” dalla scheda elettorale sarà quella dei simboli di partito: con l’eccezione della Lega, se non sono del tutto scomparsi hanno però ceduto il passo da tempo e in maniera sempre più rilevante alle liste civiche. Non è necessariamente un male: votare un sindaco sulla base della credibilità e delle competenze, invece che per l’appartenenza al proprio partito, di solito è una buona scelta. E all’ombra di un simbolo civico è più facile mettere assieme le persone per un progetto concreto, andando oltre le ideologie. Per la scelta politica, c’è sempre la scheda delle Europee, che in passato sono state spesso considerate elezioni “in libera uscita”, riservando non poche sorprese, ma che mai come quest’anno rappresenteranno invece un test sulla salute del governo e dell’opposizione a un anno di distanza dal voto che ha rivoluzionato l’Italia. Ci attendono insomma due voti altrettanto importanti: scegliere con la testa significa, per prima cosa, non rimanere a casa.
Tre Comuni alla ricerca del nuovo sindaco Il 26 maggio si vota a Zero Branco, Quinto di Treviso e Morgano. Svelati tutti i nomi dei contendenti alla poltrona
ZERO BRANCO
Arriva un collettore di collegamento QUINTO DI TREVISO
Polemica aperta per il traffico aereo ISTRANA
Botta e risposta sul verde pubblico MORGANO
Asparago di Badoere Igp protagonista
I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb
Comuni al voto: in Veneto oltre 300
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e europee, certo. Ma per oltre la metà dei comuni veneti il 2019 è anche anno di amministrative, e le sfide che ci attendono il 26 maggio non sono di poco conto. Torna al voto in anticipo Rovigo, innanzitutto, e poi sono chiamate a scegliere il loro nuovo sindaco città del calibro di Bassano del Grappa, Vittorio Veneto, Spinea, Monselice, Cadoneghe, Valdagno, Mogliano solo per citare alcuni tra i 20 comuni oltre i 15 mila abitanti in cui la sfida si potrebbe risolvere al ballottaggio. segue a pag 3
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La Festa sul Sile animerà anche l’estate 2019 P
La 36° edizione del Festival torna a fine giugno a Quinto
artirà il 28 giugno la 36esima edizione della Festa sul SIle, punto cardine dell’estate di Quinto, la 11 giorni di divertimento e musica immersi nella suggestiva riva di un bacino artificiale del fiume Sile a Quinto di Treviso. Da 30 anni a questa parte, l’arrivo dell’estate quintina è caratterizzata da intrattenimento, musica, birra e buon cibo. Come ogni anno volontari e chef professionisti si uniranno per deliziare i palati degli ospiti con la loro rinomata cucina. Tante ricette tradizionali, come la famosa “bisata in umido”, e altrettante innovative che saranno accompagnate dalla seconda edizione di Elis - Sile a tutta birra, la festa nella festa, che promette di essere punto di riferimento per i giovani con musica di gruppi emergenti e dj set. Un evento per tutti quindi, ricco di proposte originali che di anno in anno ha raggiunto livelli sempre più grandi per organizzazione e professionalità. Un’intera postazione sarà dedicata agli spettacoli con coinvolgenti serate per chi ama la musica, il ballo e l’intrattenimento. La manifestazione sarà interamente organizzata e promossa dai volontari della Pro Loco il cui impegno Germana Urbani >direttore@givemotions.it< regala alla cittadinanza un momento di aggregazione e e europee, certo. Ma per oltre la metà dei comuni vedi festa per ogni stagione: dalla Festa sul Sile ai Colori e neti il 2019 è anche anno di amministrative, e le sfide Sapori di Primavera, da AmbientArte in Ostiglia finoche ai ci attendono il 26 maggio non sono di poco conto. mercatini di Natale e alla festa di Carnevale. Torna al voto in anticipo Rovigo, innanzitutto, e poi
E ancora le urne si aprono in 300 comuni di piccole dimensioni, che rappresentano un termometro ideale della politica veneta. Per cinque di essi – Borgo Valbelluna nel Bellunese, Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, Pieve del Grappa nel Trevigiano – si tratterà delle prime elezioni in assoluto dopo la fusione deliberata dalla Regione nei mesi scorsi. Per altri, invece, la novità è di tutt’altro segno: cresce infatti il numero di comuni in cui i cittadini troveranno un solo candidato sindaco sulla scheda elettorale, ennesimo segnale di una disaffezione per la politica acuita dall’idea che fare il sindaco, in tempi di bilanci risicati e problemi che si ingigantiscono, sia più un’impresa disperata che una ragione d’orgoglio o il trampolino per una carriera politica. Un’altra “assenza” dalla scheda elettorale sarà quella dei simboli di partito: con l’eccezione della Lega, se non sono del tutto scomparsi hanno però ceduto il passo da tempo e in maniera sempre più rilevante alle liste civiche. Non è necessariamente un male: votare un sindaco sulla base della credibilità e delle competenze, invece che per l’appartenenza al proprio partito, di solito è una buona scelta. E all’ombra di un simbolo civico è più facile mettere assieme le persone per un progetto concreto, andando oltre le ideologie. Per la scelta politica, c’è sempre la scheda delle Europee, che in passato sono state spesso considerate elezioni “in libera uscita”, riservando non poche sorprese, ma che mai come quest’anno rappresenteranno invece un test sulla salute del governo e dell’opposizione a un anno di distanza dal voto che ha rivoluzionato l’Italia. Ci attendono insomma due voti altrettanto importanti: scegliere con la testa significa, per prima cosa, non rimanere a casa.
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Comuni al voto: in Veneto oltre 300
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Questa edizione raggiunge le zona di Istrana, Morgano, Quinto di Treviso e Zero Branco per un numero complessivo di 11.539 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
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Monselice, Cadoneghe, Valdagno, Mogliano solo per citare alcuni tra i 20 comuni oltre i 15 mila abitanti in cui la sfida si potrebbe risolvere al ballottaggio. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione e Redazione: segueLocale: a pag 3 Direttore responsabile (ad interim) recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
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Chiuso in redazione il 6 maggio 2019
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Zero Branco
Sfida a tre per la poltrona di primo cittadino
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re candidati sindaci con altrettante fucine di idee. Queste saranno le amministrative 2019 a Zero Branco per conquistare la poltrona di sindaco il prossimo 26 maggio. La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo, con due donne e un uomo candidati, zerotini doc, con obiettivi chiari e fermi per rilanciare il futuro della loro città: Luca Durighetto alla guida della Lista civica Feston – Luca Durighetto Sindaco, volto noto e figura collaudata già nei due mandati dell’uscente Feston dove ha ricoperto il ruolo di assessore. Elisabetta Bortoletto, attuale consigliera comunale di minoranza sarà appoggiata dal centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Città Futura e Siamo Veneti Indipendenza). E l’ultimo colpo di scena, dato dalla spaccatura proprio di questa compagine, con l’avvocato Melita Gobbo, apartitica ma appoggiata dalla civica Zero per Zero.
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Il centrodestra corre al fianco di Elisabetta Bortoletto
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arL’attuale capogruppo comunale di minoranza Elisabetta Bortoletto ha deciso di candidarsi a prima cittadina. 39 anni a giugno, zerotina doc, per tutti “Betty”, la passione per la politica l’accompagna sin dai tempi della scuola. “Il bene per il mio paese, per la mia terra è sempre stato presente in questi anni soprattutto da quando è nata la mia attività commerciale, proprio qui a Zero. Condividere quotidianamente la vita con i miei compaesani mi fa sentire unita a questa grande famiglia” dichiara. L’interesse politico l’ha infatti portata, 5 anni fa, al fianco della lista civica “Città Futura” che poi l’ha vista presenziare all’interno del consiglio comunale nelle file della minoranza e oggi Bortoletto concorre appoggiata dalla sua civica Città Futura e dal centrodestra con Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia Siamo Veneto. “Sono le forze di maggioranza della provincia, della nostra regione. Il loro sostegno è un’innegabile opportunità” continua Bortoletto con un duplice progetto da realizzare: “Generazionale, creando una nuova classe di amministratori, e politico con una prospettiva che vada oltre l’ordinarietà del quotidiano e che riesca ad esprimere una progettualità di sogni e speranze per Zero Branco. Trovo salutare, anche per la democrazia, che dopo un decennio ci sia anche un respiro nuovo di persone, di idee e di progetti” afferma. In ambito territoriale punta a sviluppare una rete di percorsi naturalistici lungo i corsi d’acqua grazie le possibilità offerte dal territorio:dallo Zero, lungo il Rio Vernise, all’Ostiglia in Bertoneria, con zone per il relax, lo studio e palestre a cielo aperto. “Ci terremmo a realizzare
A sinistra Elisa Bortoletto, a fianco la squadra per le elezioni
un collegamento ciclopedonale dal centro a Villa Guidini, per avvicinare i servizi e le strutture presenti”. Per quanto riguarda il sociale invece, mira a percorsi formativi: “È necessario che la formazione diventi permanente per una crescita personale, civica e professionale. Realizzare palestre digitali per studenti e lavoratori, individuare spazi per ospitare start-up e iniziative di co-working. Un centro che raggruppi servizi medici, palestre, aule per laboratori, sale conferenze e sportelli al pubblico come ad esempio le poste”. Infine, il coinvolgimento cittadino e imprenditoriale per l’amministrazione “attraverso una piattaforma chiamata “Cittadino digitale” per inviare segnalazioni al Comune, ricevere comunicazioni e notizie, informare su eventi e mappe comunali georeferenziate. Per le imprese vogliamo creare un’agenzia per lo sviluppo del territorio con l’utilizzo dei fondi europei e un Bio-Distretto di zona, per valorizzare i prodotti tipici locali” conclude. Gaia Ferrarese
Al termine il 1° stralcio dei lavori sullo scolo Vernise
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ermineranno il prossimo luglio i lavori del primo progetto sul Vernise, lo scolo che attraversa per un tratto di quasi 8 chilometri i comuni di Zero Branco e Scorzè, risultato di un intervento di riqualificazione ambientale. Finanziato dall’Unione Europea, è stato proposto e approvato dalla Regione Veneto ed eseguito dal Consorzio Acque Risorgive. Il piano di riqualificazione ha coinvolto 121 ditte espropriate, per un costo totale di 3.432.000 euro. L’intervento ha più finalità: ridurre il carico di nutrienti, come azoto e fosforo, che finiscono in Laguna, ricostruire un ambiente fluviale naturale e creare degli invasi in grado di raccogliere le acque negli eventi di piena. Terminata la realizzazione, si avrà per l’appunto un invaso di 26.000 metri cubi cosicchè tutti i livelli più bassi delle frazioni di Scandolara e S.Alberto non saranno più soggetti ad inondazioni. Una volta concluso il 1° stralcio, ci sarà la realizzazione imminente del secondo con la piantagione per 1,5 km di siepi lungo l’argine da via S. Zuane a via Puppati, la riforestazione tra via Onaro e via Montiron sulle aree golenali già realizzate, la piantumazione di vegetazione arborea sulle zone esterne alle casse d’invaso per circa 20.000 metri quadrati. Queste aree umide di decantazione e spazi arbustivi miglioreranno la qualità dell’acqua creando valore naturalistico ben inserito nella campagna veneta che in futuro permetterà un facile accesso alla “Green Tour”, il circuito della Treviso Ga.Fe. - Ostiglia, collegandolo alla Vernise e allo Zero.
MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE
26 MAGGIO 2019 ELEZIONI EUROPEE
PAOLO
DE CASTRO #piufortineuropa www.paolodecastro.it
Mandatario elettorale: Bruno Calzia
INSIEME PIÙ FORTI IN EUROPA
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Zero Branco
Luca Durighetto: continuità e nuove competenze
Melita Gobbo: ascolto e dialogo con la comunità
A fianco Luca Durighetto, sopra la squadra per le elezioni
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arola d’ordine: continuità. Luca Durighetto, già attuale assessore all’istruzione, ai Servizi sociali, allo Sport ecc. ha come obiettivo di seguire l’operato della sua stessa giunta, continuando il programma decennale avviato dal sindaco uscente Mirco Feston insieme alla sua lista formata da 16 candidati consiglieri con la presenza degli assessori uscenti Marilena Zugno, Lucia Scattolin, il capogruppo consigliare Francesco Dal Colle, Andrea Bortolato e lo stesso Feston. Durighetto ha 37 anni, è sposato, ha due figli, Gaia e Filippo, e lavora alle Assicurazioni Generali di Treviso. Impegnato fin da giovane nelle associazioni parrocchiali e culturali con un lontano passato di capo scout, da 10 anni è all’interno della giunta comunale uscente. “Il bello della nostra squadra è che, essendo stati consiglieri con deleghe anche diverse, abbiamo creato un team di competenze su diversi temi, non solo quelle del rispettivo referato. Ci siamo confrontati su aree tra loro molto lontane” sostiene il candidato sindaco. “Riprendo uno dei nostri slogan “insieme si fa più strada”, perché è nella continuità che vogliamo confermare la giunta attuale, a dimostrazione di un blocco solido e competente, capace di prose-
guire la gestione amministrativa con lo stile che ci ha sempre contraddistinto – continua Durighetto -. Arrivando da 10 anni di esperienza e avendo visto cosa vuol dire amministrare una comunità, di cui non siamo corpo estraneo ma parte stessa, abbiamo voluto anche per queste nuove elezioni persone che provengono dal mondo produttivo: l’imprenditore, l’ingegnere, la commerciante… Insomma competenze utili di coloro che vivono giorno per giorno le dinamiche della maggior parte dei cittadini zerotini”. Tra i punti programmatici più importanti, Durighetto punta sicuramente alla sicurezza: “Non ci siamo mai nascosti su questo tema e nella squadra è entrato un ex colonello dell’esercito, Claudio D’Angelo, responsabile di molte missioni italiane all’estero. Abbiamo già pianificato una collaborazione con realtà più strutturate di vigilanza privata oltre all’implementazione del controllo del vicinato”. Altra parola chiave sarà attenzione, a 360 gradi sulle persone, non solo in situazioni di disagio ma anche come prevenzione. Infine la sostenibilità ambientale, dove nuove aree operative e infrastrutture verranno valutate in primis in base al minor impatto possibile con Gaia Ferrarese l’ambiente circostante.
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A fianco Melita Gobbo, sopra la squadra per le elezioni
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elita Gobbo si candida a sindaco con la lista Melita Gobbo per Zero, “una squadra affiatata di persone entusiaste e piene di idee” sostiene. Dai giovani alle mamme, un gruppo coeso e pronto per “creare nuove energie, perché Zero Branco ha bisogno proprio di questo” afferma. Zerotina doc, arriva dal Montiron ai confini con San’Alberto, 50 anni, avvocato, sposata con due figli, Francesco ed Eleonora. “Perché mi sono candidata? La risposta è venuta strada facendo, è la gente che me lo ha chiesto - spiega Gobbo -. Ho scelto una squadra eterogenea che possa rispondere concretamente alle richieste della comunità: competenza, esperienza, sensibilità, attenzione e ascolto”. Da sempre presente nelle istituzioni, Gobbo ha le idee chiare: “Mi piace il gioco di squadra, ho uno studio composto da tante persone e ciò mi rende aperta a idee diverse”. La sua lista ha come primo obiettivo proprio l’andare oltre gli schieramenti politici: “Nasce dall’esigenza di investire sulle risorse umane oltre i 5 anni di mandato. Dobbiamo pensare alle nuove generazioni per formare una nuova classe dirigente. Metto a disposizione il mio contributo ed esperienza per dare linfa alla comunità” dichiara. I punti su cui interve-
nire sono ben chiari: “Fronteggiare la problematica del Consorzio agrario per creare un centro di aggregazione sociale, economico, culturale che possa essere richiamo per la città e per le attività produttive e commerciali. Sono andata in giro per Zero e tutti i negozi sono chiusi, cosa che mi ha confermato anche la comunità – continua Gobbo -. Bisogna aumentare i posti auto, migliorare l’illuminazione, favorire la viabilità scorrevole. Sono problemi che vanno toccati subito. Oltre naturalmente a dialogare anche con le frazioni”. Un altro punto chiave: “La figura del prosindaco, un referente che raccolga idee e problematiche delle frazioni, che abbia con loro un contatto diretto e che poi riferisca al Comune dove e come intervenire. Come in una grande famiglia”. Infine le attività produttive: “Qui i posti di lavoro sono fondamentali e si deve darne dignità, capirne le criticità con i professionisti che girano attorno. Creeremo dei tavoli di lavoro per andare in profondità e analizzare i problemi alla radice. Scandagliare i punti chiave. Come sindaco punto a chiarezza, trasparenza, obiettivi di facile percezione, approfondimento ed esperienza. Non è un sogno, è realtà” conclude Gobbo. Ga.Fe.
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Zero Branco
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Arriva un collettore di collegamento Per risolvere il sistema fognario e di depurazione di Zero Branco e Morgano, insufficienti rispetto ai territori serviti, Veritas ha studiato un progetto di drenaggio l vaglio la riqualificazione dei sistemi fognari e depurativi dei comuni di Zero Branco e Morgano e il conseguente completamento della rete fognaria con l’adeguamento degli attuali impianti di depurazione, insufficienti rispetto ai territori serviti. Questo l’obiettivo di Veritas Spa, posto in particolare su Zero Branco che soffre delle maggiori criticità ma che, proprio per la breve distanza con la rete fognaria di Martellago, poco più di 4 chilometri, potrebbe risolversi con un collettore diretto con questo comune la cui rete di fognatura è collegata all’impianto di depurazione di Fusina. Ciò permetterebbe di congiungere da subito nuove utenze con una progressiva dismissione dell’impianto di depurazione di Zero Branco. La progettazione del collettore di collegamento tra Zero e Martellago dovrebbe concludersi entro il 2019, per poi passare alla fase di realizzazione già nel 2020. La pia-
nificazione, a cura di Veritas Spa, è ambiziosa: dovrà infatti transitare sul collettore l’intera portata raccolta dalla rete fognaria di Zero Branco e poi, in futuro, anche dalla rete fognaria di Morgano. Il collegamento con Martellago e l’adeguamento del depuratore prevedono una spesa di circa 3 milioni di euro. “Il rilancio verrà operato dall’intersezione di via Peseggiana con via Fermi e via IV Novembre, dove convergeranno la rete fognaria di Zero e quella prevista proveniente dalla frazione di Sant’Alberto. Il tracciato ipotizzato si sviluppa lungo via Peseggiana, via Spangaro, via Moglianese Peseggia e via Ca’ Nove, tutte strade comunali delle amministrazioni di Zero Branco, Scorzè e Martellago – dichiara in una nota nel periodico comunale Veritas Spa -. Singolarità del tracciato sono costituite dagli attraversamenti del fosso Rivolo (Zero Branco) e dello scolo Piovega (Martellago), della S.P. n.
Il municipio di Zero Branco
39 via Nuova Moglianese e soprattutto del Passante autostradale di Mestre, circostanza quest’ultima che obbligherà il ricorso alla tecnica dello spingitubo o similare. Queste modifiche possono realizzarsi gradualmente: una volta posata la condotta di collegamento
e costruito l’impianto di rilancio verso Martellago, è possibile ridurre il carico verso il depuratore di Zero Branco per cominciarne l’estensione della rete fognaria superando il vigente divieto di nuovi allacciamenti”. Gaia Ferrarese
MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE
Committente Responsabile Elisabetta Bortoletto
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Quinto di Treviso
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Canova Scontro interno alla Lega
Polemica aperta per il traffico aereo Nuvoloni grigi e minacciosi sopra l’aeroporto “Antonio Canova” di Quinto di Treviso, una bufera che ha già scatenato fulmini e saette di inedito scontro. Questa volta la polemica è tutta interno alla Lega, in particolare tra i primi cittadini di Quinto e Treviso. Oggetto del contendere nella sfida a distanza sarebbero porprio gli aerei in arrivo e partenza dall’aeroporto: la Regione Veneto ha infatti accolto la richiesta del primo cittadino della Marca che ha in-
Il sindaco di Treviso Mario Conte
vocato di azzerare i voli sopra il capoluogo e nei quartieri di San Giuseppe, del centro storico e di Sant’Antonino. Una decisione, quella del governo regionale, che di fatto smentisce quanto stabilito precedentemente dalla commissione, secondo cui il 10% del traffico aereo in partenza dal Canova avrebbe dovuto sorvolare proprio i cieli di quei quartieri. Ma Venezia ha accolto la richiesta del sindaco Conte, tra-
smettendo poi la decisione alla commissione Via nazionale per l’approvazione definitiva. Esulta così il primo cittadino del capoluogo mentre il Comune di Quinto si indigna. Tra i due litiganti è intervenuta anche
Save, secondo cui la riduzione di partenze e arrivi prevista dal nuovo masterplan sarà già un grande aiuto verso il territorio e i prossimi voli saranno molto probabilmente spostati sull’aeroporto di Venezia Marco Polo,
come già accaduto per la tratta Treviso-Londra della sera cancellata dal Canova proprio per venire incontro alle richieste dei residenti. Denis Barea
Dalla scuola al lavoro: le nuove generazioni si orientano Un progetto per orientare i giovani alle future scelte professionali, per non intraprendere percorsi lavorativi non adatti alla personalità e alle competenze acquisite. In Azienda è l’iniziativa che ha orientato proprio i ragazzi nel loro futuro grazie a incontri e visite all’interno delle imprese locali. Finanziato dal Bando regionale Piani di intervento in materia di politiche giovanili, il progetto ha visto la partnership di diversi comuni della Marca, tra cui proprio Quinto di Treviso, oltre che Spresiano, capofila, e le altre amministrazioni comunali appartenenti all’ex ULSS 9: Arcade, Breda di Piave, Carbonera, Istrana, Maserada sul Piave, Morgano, Motta di Livenza, Ponte di Piave, Ponzano Veneto, Silea, Treviso, Villorba, coordinati dalla cooperativa La Esse. L’obiettivo è supportare i giovani tra i 19 e i 29 anni, diplomati o laureati, nelle future scelte d’ingresso nel mondo del lavoro, attraverso il dialogo con le aziende locali (agricole e vitivinicole, meccaniche e meccatroniche, domotiche e energetiche) e la valorizzazione delle imprese capaci di innovare e competere. Un percorso che ha visto l’entusiasmo e le competenze delle giovani generazioni con le istituzioni e i sistemi produttivi per creare nuove opportunità lavorative e guardare con attenzione allo sviluppo economico. Gaia Ferrarese
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Sabato 18 ore 17:30 ore 22:00
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dalle ore 20:00
MAGGIO IN CORSA MUSICA E ANIMAZIONE CON BAXO E FEDRO
direttamente dallo Sfogatoio di
Sabato 25
ROBIN HOOD Spettacolo teatrale per bambini
MUSICA IN PIAZZA CON DJ
FESTA DELLA COMUNITÀ ore 15:00 Animazione con LUDOBUS e giochi per bambini ore 21:00 ARTISTI PER UNA SERA …LA CORRIDA di Ospedaletto PARROCCHIA di OSPEDALETTO
SERATA DELLA CARNE ALLO SPIEDO
su prenotazione MUSICA DAL VIVO
ore 21:00
Domenica 19
Con la partecipazione di:
TORNEO DI BURRACO TORNEO DI SCOPA
Venerdì 24
APERTURA FESTEGGIAMENTI dalle ore 21:30
17 al 19 23 al 26 Maggio
Giovedì 23
DURANTE LA MANIFESTAZIONE: CHIOSCO,
dal e dal
Con il patrocinio di:
COMUNE di ISTRANA
Domenica 26
ore 16:30
ore 18:00 ore 21:00 ore 23:00
Festa HOLI COLOR
DIMOSTRAZIONE CINOFILA REGINETTA DI MAGGIO Concorso di bellezza ESTRAZIONE LOTTERIA 1° Premio: CROCIERA per due persone su MSC Opera
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Quinto di Treviso
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Elezioni/1 Antonio Chinellato
Il centro-sinistra unito alle urne Il candidato corre come candidato dello schieramento “progressista” sotto il vessillo della civica “Per Quinto”
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l centrosinistra ci prova dopo aver trovato la quadra tra i gruppi di minoranza Quinto Futura (centrosinistra), dei consiglieri Elio Mantini e Gianluca Franchetto e Quinto Domani dell’ex sindaco Dino Brunello. Il fronte disomogeneo che nelle ultime tornate amministrative si era opposto, senza riuscirci, a Mauro dal Zilio questa volta scopre l’unità nel nome di Antonio Chinellato, che correrà come candidato dello schieramento “progressista” sotto il vessillo della civica “Per Quinto”. 61anni, sposato e padre di due
figli, Chinellato è laureato in Psicologia e ha lavorato come dirigente per 40 anni in una azienda multinazionale di telecomunicazioni. “La famiglia, il lavoro e il volontariato - spiega il candidato del centrosinistra - sono le mie priorità, insieme all’amore per la mia comunità. È per questo che ho aderito al progetto della lista civica Per Quinto”. Chinellato vuole mettere al centro della sua azione amministrativa, se sarà eletto, “la persona e il suo benessere”. “Per Quinto - precisa - è una li-
sta trasversale composta da persone che stanno insieme perché condividono il valore dell’amore e del rispetto per Quinto. Gente che ha a cuore il nostro territorio e che vuole favorirne lo sviluppo trovando un equilibrio tra natura, attività produttive e relazioni sociali”. Una partita difficile quella della Civica di Chinellato ma che resta ancora tutta da giocare, contando su un effetto “locale” che possa scardinare gli equilibri elettorali definiti dagli schemi nazionali. Denis Barea
Elezioni/2 Assessore uscente
Sartori punta sulla continuità “Vogliamo continuare al meglio questi dieci anni di buona amministrazione”
“N
on sarò il sindaco di tutti, ma sarò il sindaco per tutti”. Si è presentata così Stefania Sartori, la candidata sindaco del centrodestra di Quinto. Consigliere di maggioranza con delega alle pari opportunità, ruolo che ricopre anche in Provincia, è il suo il nome a cui la Lega di Quinto ha affidato il dopo Mauro Dal Zilio, il primo cittadino che ha guidato il municipio per due mandati consecutivi. Alla Sartori il compito di difendere la supremazia del Carroccio e degli altri alleati moderati alle prossime elezioni del
26 maggio. 54 anni, sposata con 2 figli, gestisce assieme al marito l’azienda La Gerla lungo via Tognana, tra Quinto e Santa Cristina. “Ma mi dedicherò a tempo pieno al municipio, com’è giusto che sia: voglio ridare alla comunità quanto ho ricevuto in questi anni. Amo il mio paese” ha precisato la candidata, che rivendica la propria lunga militanza nella Lega. Il simbolo è quella di una civica espressione sia del partito di Salvini che di tutto il centrodestra. Il programma? “Vogliamo continuare al meglio questi dieci anni di buona amministrazione
Il municipio di Quinto
- spiega -. Sono orgogliosa e determinata. Mauro Dal Zilio sarà il mio mentore. Sull’aeroporto porteremo avanti la battaglia perché il Canova, struttura che non può essere eliminata, rispetti il nostro territorio e i cittadini”. E proprio il sindaco uscente rappresenta il principale sponsor della Sartori. “Resto a disposizione: voglio esserci- dice proprio Dal Zilio - dieci anni fa non avevamo trovato nulla se non mutui milionari, oggi azzerati. Lasciamo i conti in ordine e tanti progetti realizzati per il territorio: piazza Roma, le passerelle e l’acquisto di villa Memo Giordani sono solo alcuni esempi. La differenza rispetto a prima è sotto gli occhi di tutti”. Denis Barea
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Istrana
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Parco comunale Cittadini insoddisfatti
Polemiche da opposizione e cittadini sul verde pubblico e preziosi. Motivi questi che non rendono sfruttabile la villa in altri modi se non nel parco esterno che, l’amministrazione ha utilizzato in questi mesi per mercatini (come quelli di Natale), attività di laboratorio per bambini e manifestazioni artistico culturali (ultima tra tutte “Fiore e rose in villa”). A questo, come sottolineato dall’opposizione, si aggiunge anche la noncuranza delle aree comuni. “Alla faccia della cura
di aggregazione, mentre il verde pubblico è poco curato.
del verde pubblico – ironizzano mostrando le foto di erbacce nel parco comunale –. Se questo è lo sforzo per evitare il degrado, e raggruppare famiglie e giovani, non ci stupiremmo se ci trovassimo tutti al parco di un altro Comune o lungo altre piste ciclabili”. Lucia Russo MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE
I cittadini lamentano la mancanza di spazi
Nella foto Villa Lattes
ELEZIONI EUROPEE 26 maggio 2019, dalle 7.00 alle 23.00.
La minoranza “Attivi per Istrana”
Mandatario Elettorale: Roberto Zava
“S
pazi di aggregazione pubblica cercasi”. A lanciare l’appello è la forza d’opposizione Attivi per Istrana guidata dalla capogruppo Annalisa Crespan che, sull’argomento, si fa portavoce del rammarico dei cittadini. “La questione non è passata inosservata, i cittadini ci hanno segnalato la mancanza di spazi di aggregazione e anche quella di una poca cura del verde pubblico”, afferma la Crespan.
“Le ex scuole saranno centro polifunzionale”
“L
a struttura delle ex scuole di Pezzan diventerà un centro polifunzionale”. Questa l’idea dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Maria Grazia Gasparini, a seguito delle questioni portate in luce dalla forza di opposizione Attivi per Istrana. Proprio l’ex candidata sindaca ha da sempre manifestato perplessità sulla tutela del verde pubblico, a suo dire, lasciata in degrado per molti anni e senza un vero sviluppo di spazi verdi. Non si è fatta attendere la risposta da parte dell’amministrazione, con le dichiarazioni del vicesindaco Andrea Francescato, nonchè assessore aiLavori pubblici: “Si tratta di un progetto sul quale puntiamo particolarmente da diverso tempo – spiega Francescato -. In generale ci sono diversi ragionamenti in ballo sulle aree di aggregazione. In seguito alla manutenzione, le ex scuole diventeranno un centro polifunzionale che potrà ospitare attività ricreative, culturali e sociali sia per i giovani che per gli anziani”. Per quanto riguarda le aree verdi che hanno scatenato oltre che le polemiche e le remore
palesa le sue perplessità “Esistono strutture chiuse e abbandonate a loro stesse che potrebbero essere sfruttate – continua la minoranza –. La cittadinanza sta subendo le conseguenze per l’inerzia dell’attuale amministrazione nel prevedere un piano di riqualificazione e pianificazione delle strutture di proprietà del Comune”. Tra i punti sui quali l’opposizione in campagna elettorale aveva puntato maggiormente, oltre alle scuole, c’era proprio la richiesta di spazi d’aggregazione volti all’aumento del benessere della cittadina e alla socializzazione dei suoi residenti. Spazi che, ricordando la campagna elettorale, volevano cercare una soluzione sia per i più giovani ma anche per gli anziani. “Villa Lattes, da poco ristrutturata, non può essere utilizzata in quanto museo”, spiegano. Nella dimora di Bruno Lattes è presente un’esposizione permanente di carillons appartenenti proprio all’avvocato, alcuni di questi molto rari
PIÙ VENETO IN EUROPA, CON TONI DA RE
Andrea Francescato
dell’opposizione, anche quelle dei cittadini, il vicesindaco fa lumi sulla questione. “L’intenzione è quella di prenderci per tempo per curare al meglio i lavori di manutenzione – conclude Francescato –. Nel farlo bisogna però tener conto delle variabili imprevedibili dettate dal tempo atmosferico, che possono influire inevitabilmente sulla crescita dell’erba e delle piante del suolo pubblico di Istrana”. Lu. Ru.
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Istrana
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Sulla viabilità secondaria è bagarre Il progetto, previsto in due stralci, ha suscitato polemiche soprattutto dal punto di vista economico, poichè al momento la sistemazione avverrà con i soldi dell’avanzo di bilancio
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all’apertura del sottopasso, a scuotere i malumori dei residenti delle zone di via Fratelli Bandiera, Nino Bixio e Fabio Filzi, è la viabilità secondaria che collega centro e frazioni. Durante l’ultimo consiglio comunale è stato illustrato il progetto che l’amministrazione sta portando avanti per risolvere le problematiche ma la questione economica ha scatenato le remore dell’opposizione. Il progetto consiste in due lotti, il primo riguardante via Risorgimento, l’altro da via Filzi a via Fratelli Bandiera. “Per quanto riguarda il primo lotto – spiega il vicesindaco Andrea Francescato – sarà tagliato il muretto per dare una maggiore visibilità agli utenti della strada. Il secondo lotto invece comprenderà quattro interventi: lo smussamento dell’angolo di entrata da via Filzi a via fratelli Bandiera, l’inserimento di uno spartitraffico per indirizzare le auto, la creazione
di un passaggio pedonale e lo spostamento del sifone”. Proprio su quest’ultimo si è scatenata la bagarre. “Noi abbiamo da sempre detto che quel sifone era un impedimento – spiega la capogruppo di Attivi per Istrana, Annalisa Crespan –. Ora il tombino è diventato il fulcro di tutto. Quando noi dicevamo che era essenziale un intervento di spostamento immediato ci hanno trattati da pazzi. Ora invece le cose sono cambiate e stiamo parlando di un lavoro per il quale bisogna rompere l’asfalto e chiedere gli espropri ai cittadini”. Quello del tombino si tratta del lavoro più oneroso dell’intera sistemazione della viabilità secondaria per la quale il costo totale è di 220mila euro. “Il primo lotto avrà un costo di 32.908 euro mentre il secondo di 187.020 euro – analizza il vicesindaco –. È in corso una trattativa con i soggetti coinvolti nella costruzione
Il sottopasso di via Filzi a Istrana
del sottopasso (Rfi) ma, visto che di queste cose non si conoscono mai le tempistiche esatte, non potevamo pregiudicare la risoluzione del problema così abbiamo deciso di anticipare il costo dell’intervento per la sistemazione e la messa in sicurezza dell’area”. La polemica nasce proprio su questo cavillo finanziario. Stan-
do a quanto aveva dichiarato l’amministrazione in consiglio comunale, per la viabilità secondaria non sarebbero stati utilizzati i soldi dei contribuenti. “Il progetto al momento sarà finanziato con l’avanzo di bilancio – spiega Crespan – ma ci avevano detto che i cittadini non avrebbero dovuto pagarlo perché se ne occupava Rfi o con
un accordo al 50%. All’epoca ci era stato detto che ci avrebbero tenuti informati sugli sviluppi della viabilità secondaria e ora il finanziamento avviene con l’avanzo? Non mi sembra una cosa corretta”. Così il del vicesindaco asserisce: “Si tratta di un accordo fatto con i privati per andare incontro alle loro esigenze e dare risposta a una problematica. La trattativa è sempre andata avanti in questi mesi, la nostra intenzione non è certamente quella di gravare sulle tasche del Comune”. La prima parte dei lavori partirà quest’estate mentre la seconda il prossimo autunno in seguito ad un accordo con l’impresa idrica Consorzio di Bonifica Piave. Lucia Russo
Controllo del vicinato: conclusi tutti gli step Dalla formazione dei gruppi su Whatsapp, fino all’invio del codice etico, tutto è pronto per l’avvio
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ontrollo di vicinato pronto a partire. “Dopo lo step degli incontri con la comunità abbiamo proseguito con la creazione dei gruppi su whatsapp dei cittadini che hanno aderito – spiega la sindaca Maria Grazia Gasparini (nella foto) –. Sono in tutto cinque gruppi, divisi tra le frazioni e il Comune, in ciascuno dei quali abbiamo inviato il codice etico per la buona riuscita dell’iniziativa”. Per ciascun gruppo sono circa 30 i residenti inseriti che hanno aderito al Controllo di vicinato per un totale di circa 150 persone. “Ho notato un grande entusiasmo da parte dei cittadini – afferma soddisfatta la prima cittadina –, soprattutto per essere coinvolti in prima persona in un’iniziativa così importante e per trovare delle soluzioni comuni per risolvere le problematiche riferite alla sicurezza del proprio territorio”. Ogni gruppo ha un referente che coordina anche i rapporti con le forze dell’ordine. “Speriamo in futuro di poter suddividere i gruppi in zone più ristrette”, ha concluso Gasparini. Lu.Ru.
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26 Maggio 2019 | La Forza del Gruppo 26 Maggio 2019 | La Forza del Gruppo Lista “Lega e Moderati per Morgano... l’impegno continua” Lista “Lega e Moderati per Morgano... l’impegno continua”
Candidato Sindaco Candidato Sindaco Daniele Rostirolla Daniele Rostirolla Nato a Treviso Nato a Treviso Residente a Badoere Residente Badoere Annia49 49 Libero Anni professionista Libero professionista
Committente Committente Responsabile Responsabile Rostirolla Rostirolla Daniele Daniele
Incontri con i cittadini: Incontri i cittadini: √ Martedìcon 21 Maggio ore 20.30 presso ex Chiesetta S. Antonio a Badoere √ Martedì 21 Maggio ore 20.30 presso ex Chiesetta S. Antonio a Badoere √ Giovedì 23 Maggio ore 20.30 presso sala pluriuso a Morgano presso impianti23 sportivi comunali √ Giovedì Maggio ore 20.30 presso sala pluriuso a Morgano presso impianti sportivi comunali √ Venerdì 24 Maggio ore 20.30 presso ex Chiesetta S. Antonio a Badoere per la serata di chiusura campagna √ Venerdì 24 Maggio ore 20.30 pressoelettorale ex Chiesetta S. Antonio a Badoere per la serata di chiusura campagna elettorale
Saremo presenti con i gazebi dalle 8.30 alle 12.30 nei seguenti momenti: Saremo con i gazebi dalle 8.30 alle 12.30 seguenti momenti: √ Tutti ipresenti Lunedì presso il mercato di Badoere innei Piazza Indipendenza
Lista nr. 1 Lista nr. 1
√ Tutti i Lunedì presso il mercato di Badoere in Piazza Indipendenza √ Tutti i Mercoledì presso il mercato di Morgano in Via Chiesa √ Tutti i Mercoledì presso il mercato di Morgano in Via Chiesa √ Tutti i Sabato presso Piazza Indipendenza a Badoere
Daniele Rostirolla Daniele Rostirolla (Candidato Sindaco) (Candidato Sindaco)
Cognome e Nome Cognome e Nome
√ Tutti i Sabato presso Piazza Indipendenza a Badoere √ Tutte le Domeniche a Badoere in Via Roma davanti alla Chiesa √ Tutte le Domeniche a Badoere in Via Roma davanti alla Chiesa √ Tutte le Domeniche a Morgano davanti Bar al Rio
preferenza preferenza
√ Tutte le Domeniche a Morgano davanti Bar al Rio
La Squadra La Squadra
Basso Domenico
Dal Corso Enzo
Giacomin Aurora
Lazzaro Enrico
Pasqualetto Elena
Pavanetto Giuliano
Pezzato Nicola
Righetto Andrea
Rossetto Alberto
Salvador Simona
Schiavon Franco
Seccafien Lara
Nato a Morgano Residente a Badoere Basso Domenico Età Nato57a Morgano Impiegato Residente a Badoere Età 57 Impiegato Nato a Treviso Residente Nicola a Morgano Pezzato Anni Nato 35 a Treviso Artigiano Residente a Morgano Anni 35 Artigiano
Nato a Noale Residente a Badoere Dal Corso Enzo Età Nato58a Noale Direttore di banca Residente a Badoere Età 58 Direttore di banca Nato a Treviso Residente a Badoere Righetto Andrea Anni 49 Nato a Treviso Artigiano Residente a Badoere Anni 49 Artigiano
Nata a Treviso Residente a Morgano Giacomin Aurora Età Nata20a Treviso Impiegata Residente a Morgano Età 20 Impiegata Nato a Treviso Residente aAlberto Morgano Rossetto Anni Nato 45 a Treviso Artigiano Residente a Morgano Anni 45 Artigiano
Nato a Castelfranco V.to Residente Enrico a Badoere Lazzaro Età Nato33a Castelfranco V.to Libero professionista Residente a Badoere Età 33 Libero professionista Nata a Monza Residente aSimona Morgano Salvador Età Nata45a Monza Impiegata Residente a Morgano Età 45 Impiegata
Nata a Treviso Residente a Badoere Pasqualetto Elena Età Nata41a Treviso Commerciante Residente a Badoere Età 41 Commerciante Nato a Treviso Residente a Franco Morgano Schiavon Anni Nato 48 a Treviso Libero professionista Residente a Morgano Anni 48 Libero professionista
Nato a Noale Residente a Badoere Pavanetto Giuliano Anni Nato 67 a Noale Libero professionista Residente a Badoere Anni 67 Libero professionista Nata a Treviso Residente a Badoere Seccafien Lara Età Nata45a Treviso Infermiera Residente a Badoere (Bed Manager ospedale Treviso) Età 45 Infermiera (Bed Manager ospedale Treviso)
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Morgano
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Elezioni comunali 2019 Corsa a due
Ceccon vs Rostirolla: il futuro dell’ex cava Colombera nella sfida elettorale Morgano civica
Lega e Moderati per Morgano
Giuseppe Ceccon
Daniele Rostirolla
“L’impatto causato dall’arrivo di oltre 11mila camion è insostenibile per quanto riguarda il rumore, le polveri, i gas di scarico e le condizioni attuali della viabilità. Sono state fatte delle valutazioni in merito? E nel caso, che controlli verranno eseguiti?”. Nella sua prima uscita pubblica dopo l’annuncio della corsa verso il municipio, Giuseppe Ceccon, 65enne ex preside del liceo Giorgione, candidato sindaco della lista Morgano Civica contro il leghista Daniele Rostirolla, ha puntato i riflettori sul nodo dell’ex cava Colombera, che sorge sul confine con Padernello e Santa Cristina, e che in passato ha rischiato di trasformarsi in una discarica. Il sito è stato acquisito dalla Cazzaro movimenti terra. Il progetto, non ancora approvato, prevede che la società possa riempire il buco dell’ex cava portando terre e rocce da scavo, più una quota di inerti per un totale di 254.800 metri cubi. Si mette in conto il passaggio in media di 11 camion al giorno. Esattamente 11.258 mezzi pesanti nel giro di quasi tre anni. Per Ceccon è decisamente troppo: “Via Chizzette e via San Bernardino faticano a ospitare il passaggio di due auto, non possono sostenere un traffico del genere”. Una posizione condivisa anche da Andrea Zanoni, consigliere regionale del Pd, e dagli candidati sindaco dell’opposizione nei due comuni vicini: Rosella Lorenzetto a Paese e Antonio Chinellato a Quinto. La campagna elettorale si infiamma. Ceccon ha presentato la sua squadra di Morgano Civica per il consiglio comunale: Ilaria Lucato, Alessandro Basso, Liliana Fregonese, Francesco Pedron, Maria Domenica Pedone, Gualtiero Roncato, Marilena Favaro, Leonardo Bernardi, Lorenzo Milan, Luigi Ceccon, Nicolò Lucato, Valerio Mauro Favaro Francescato.
Daniele Rostirolla va a caccia della riconferma sulla seggiola più alta del municipio. Il primo cittadino uscente ha presentato la sua squadra di candidati al consiglio comunale. Come 5 anni fa, la corsa è sostenuta da Lega e Moderati per Morgano. In lizza ci sono Domenico Basso, Enzo Dal Corso, Aurora Giacomin, Enrico Lazzaro, Elena Pasqualetto, Giuliano Pavanetto, Nicola Pezzato, Andrea Righetto, Alberto Rossetto, Simona Salvador, Franco Schiavon, Lara Seccafien. A infiammare l’inizio della campagna elettorale è il nodo dell’ex cava Colombera. L’opposizione va all’attacco. Ma Rostirolla risponde colpo su colpo. “Nell’ex cava non entrerà nulla di pericoloso - scandisce - non si transige: l’unica soluzione possibile è quella del riempimento per riportare il sito all’originario uso agricolo, anche per scongiurare definitivamente il rischio che in futuro possa in qualche modo essere trasformato in una discarica”. Il primo cittadino assicura che, in caso di via libera al progetto, ci saranno controlli a sorpresa sul materiale in ingresso. La vigilanza sarà rigidissima. Ma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Pd, punta il dito contro il ruolo in questa vicenda di Giuliano Pavanetto. “Il progettista del riempimento è il geometra Giuliano Pavanetto, ex sindaco di Morgano e attuale consigliere comunale con delega al Bilancio. Con questa situazione, come può l’amministrazione garantire controlli a sorpresa?”. La replica di Rostirolla non si fa attendere: “È vero che il consigliere Pavanetto ha presentato il progetto – tira le fila – ma è altrettanto vero che i tecnici del Comune e il sottoscritto a maggior ragione agiscono e agiranno nell’indipendenza dei ruoli e nella Ma.Fa. piena trasparenza”.
Giuseppe Ceccon
Daniele Rostirolla
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Morgano .
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Asparago di Badoere Igp protagonista Ogni anno migliaia di visitatori e appassionati di tutto il Veneto si ritrovano alla Mostra di Badoere, quest’anno alla sua 52° edizione, per degustare e acquistare questo ortaggio denominato Igp dal 2010 Sono due le varietà di asparago coltivate nella Marca trevigiana: bianco e verde
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nche quest’anno l’Asparago di Badoere IGP si è riconfermato protagonista indiscusso della primavera. È tornato infatti il tradizionale appuntamento con la Mostra dell’Asparago di Badoere IGP nei giorni di 24, 25, 27, 28 Aprile e 1, 3, 4, 5 Maggio a Badoere di Morgano. La 52esima edizione è stata caratterizzata da due settimane di festa tra sport, musica e sapori che annualmente riuniscono l’intera comunità e non solo. Hanno partecipato vari ospiti importanti come la tribute band di Vasco Rossi “Diapason Band”, i Rumatera e la scuola di ballo cubano animata dal maestro Raynolds. Una celebrazione importante per un prodotto tipico della zona, l’asparago. Una coltivazione che richiede cura e attenzione, nonché pazienza in quanto della durata di più di
L’indicazione geografica protetta da parte dell’Ue, è giunta proprio per le caratteristiche uniche di questo prodotto tipicamente trevigiano
due anni che necessita di tecniche di impianto particolari. La provincia di Treviso, con i comuni di Morgano, Casale sul Sile, Casier, Istrana, Mogliano Veneto, Paese, Preganziol, Quinto di Treviso, Resana, Vedelago e Zero Branco si conferma maggiore produttrice, grazie ad un terreno particolarmente
indicato alla coltura di questa pianta piena di importanti qualità. In particolare, l’asparago di Badoere IGP, ha ricevuto il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta da parte dell’Unione Europea nel 2010 proprio per le sue particolari caratteristiche: è ricco di vitamine e mi-
nerali, ha comprovate proprietà diuretiche e depurative. È adatto alle diete ipocaloriche ed è estremamente digeribile. Adatto a tutti quindi, grandi, piccini e alle donne in gravidanza grazie alle grandi quantità presenti di acido folico. Esisitono due tipologie per questo prodotto, quello bianco e quello verde, con turioni ben formati dritti e mai vuoti, caratterizzati da un colore bianco-rosato o verde-intenso, dal sapore dolce e aromatico. Per la salvaguardia, la produzione e la promozione dell’Asparago IGP di Badoere è nato un Consorzio: a tutela contro ogni abuso con controlli sull’uso dei marchi, sigilli, timbri, contrassegni relativi alla denominazione I.G.P reprimendone ogni uso inappropriato o illecito. Gaia Ferrarese
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Cultura .
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Restauro Villa dei bambini
Villa Guidini sempre più polo culturale Una fucina di eventi: la maratona di lettura, la mostra del libro, il museo di cimeli storici e il festival per i piccini
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illa Guidini, simbolo del comune di Zero Branco punta a diventare sempre più punto di riferimento per la comunità in particolar modo per i più piccoli. Proprio per questo è stata avviata fino a fine giugno la restaurazione del polo, attuale sede della biblioteca e aula studio, per trasformarsi in quella che vuole definirsi la “Villa dei bambini”. Il recupero degli spazi ha infatti come obiettivo la destinazione ad attività e laboratori per i giovani, attraverso la promozione di una serie di iniziative
e progetti che permettano al pubblico di viversi a pieno la struttura. Con la promozione della Regione Veneto infatti si è resa possibile una maratona di lettura nel parco della villa che ha coinvolto le classi elementari e medie dell’Istituto comprensivo di Zero Branco e ha permesso ai ragazzi di ascoltare letture di vario genere affrontando poi diverse tematiche. Non solo cultura, ma anche storia, grazie al museo dei cimeli storici dei Carabinieri - sezione di Zero Branco, situata
Sopra, villa Guidini
al teatro della villa nel lato est che dà sul parco storico, dove sarà possibile osservare la ricostruzione dei volti dei soldati di Zero Branco a partire dalla ricorrenza della grande Guerra. Infine, con l’arrivo della bella stagione estiva, la settecentesca villa veneta diventerà uno spazio per i bambini grazie alla seconda edizione del festival a loro dedicato, che si terrà il 22 e il 23 giugno. Dopo il grande
successo dello scorso anno, sarà infatti riproposto l’evento per le famiglie con spettacoli ed intrattenimenti, e un occhio di riguardo sempre alle attività culturali: dal tiro con l’arco alle passeggiate a cavallo, dalle letture animate ai giochi di squadra, fino ai mercatini espositivi. Il parco si trasformerà in una grande fucina di animazioni e divertimento. Gaia Ferrarese
“Zero Branco in guerra”: la presentazione del libro Patrizia Donà ha presentato alla comunità il suo ultimo lavoro dedicato alle vittime dimenticate
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mozionante e partecipativa serata di presentazione del libro “Zero Branco in guerra 1943-1945 Alla ricerca delle vittime dimenticate: combattenti, sbandati, deportati e prigionieri della seconda guerra mondiale”. Nell’auditorium della biblioteca della suggestiva location di Villa Guidini, a Zero Branco, l’autrice Patrizia Donà ha presentato il suo ultimo lavoro frutto di una ricerca dei nomi dei soldati riportati sui monumenti della città deceduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Il libro, dedicato appunto ai soldati e ai loro familiari, mira ad una restituzione della memoria sui tragici avvenimenti che hanno caratterizzato uno dei momenti più neri della storia. La presentazione, avvenuta nelle scorse settimane, è stata preceduta dai saluti della Giunta e accompagnata da intermezzi musicali e letture teatrali. “Serata indimenticabile, ricca di emozioni – afferma l’amministrazione comunale – grazie a Rachele e Letizia Tortora. Complimenti anche a Federico Furlan, Patrizia Donà, Marco Simeon, Leonardo Fol. Davvero un gran bel lavoro di squadra!”. Tutta la comunità è stata invitata a partecipare alla serata con Ga.Fe. ingresso interamente gratuito.
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Sport
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Manuela, la fuoriclasse di Istrana La storia e la carriera della giovanissima promessa del calcio nazionale femminile raccontata tra le emozioni e le speranze che la accompagneranno ai mondiali di Francia 2019 il prossimo giugno
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iuffo ribelle, una forza incredibile sulle gambe con cui tira punizioni potentissime e un sorriso smagliante. Sono questi i segni particolari della giovanissima promessa della nazionale di calcio femminile Manuela Giugliano. Classe 1997, la più giovane del gruppo azzurro, muove i primi approcci con il calcio a soli 6 anni sul campetto di Istrana, dove ha esordito nella squadra locale in cui è rimasta fino a 13 anni per poi passare nella squadra di serie C Barcon. “Tutti gli amici di mio fratello mi portavano sempre con loro, io l’unica femminuccia mi divertivo passando sotto le loro gambe - dichiara sorridente – essere calciatrice per me è tutto: vita, ma soprattutto passione”. A 22 anni Manuela può vantare di aver già collaborato con diverse società, ma è sempre rimasta legata alla famiglia: “È importante dire che i miei ge-
La fuoriclasse di Istrana con la maglia della Nazionale di calcio femminile italiana
nitori hanno fatto tanti sacrifici per me - commenta -dal portarmi ad allenamento al venirmi a riprendere la sera tardi”. Parole di affetto anche per il suo primo allenatore Matteo Schiavon “Non solo mi ha aiutata a migliorarmi tecnicamente, ma soprattutto caratterialmente”. Manuela ha fatto dell’unità di squadra e della voglia di miglio-
rarsi importanti valori di vita e, abituata a giocare nel ruolo strategico di centrocampista, sa come organizzare la sua quotidianità dentro e fuori dal campo. Nonostante la passione e la bravura calcistica ha deciso infatti di non abbandonare gli studi per diventare maestra d’asilo con indirizzo sociosanitario. “Tempo libero? Me ne rimane
poco- ride – ma mi piacerebbe viaggiare e visitare la Thailandia!” Gli occhi le brillano quando ricorda il gol al mondiale in Costa Rica Under17 contro il Venezuela, che è valso alla nostra nazionale un meritatissimo terzo posto. Con il sogno nel cassetto di conoscere Alessandro del Piero, Manuela sta per volare con la
sua squadra verso Francia 2019: “Il mondiale me lo immagino azzurro, perché ci siamo noi, e perché la nostra qualificazione darà una svolta al calcio femminile italiano”. Nella speranza di vederla trionfare insieme alle altre azzurre in terra francese, la sua città natale le augura un caloroso in bocca al lupo. Gaia Ferrarese
Da Losanna una speranza per Manuel Bortuzzo Il dottor Courtine ha ipotizzato la possibilità di recupero anche per il giovane nuotatore veneto
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regorie Courtine, medico specializzato nel trattamento dei pazienti con lesioni midollari, ha recentemente presentato in un convegno alla Fondazione Santa Lucia, l’istituto medico dove il giovane Manuel Bortuzzo (nella foto) è stato ricoverato, una tecnica di stimolazione senza fili con cui alcuni suoi pazienti hanno recuperato l’uso di muscoli atrofizzati in seguito ad un trauma. Si riaprirebbe quindi una speranza per il nuotatore 19enne di Morgano, che ha perso l’uso delle gambe in seguito ad un proiettile vagante nella notte tra il 2 e il 3 febbraio scorsi mentre era ospite presso il polo natatorio della Federazione Italiana Nuoto ad Ostia. A riaccendere la speranza sarebbe stato lo stesso medico di Losanna che ha ipotizzato all’Ansa la possibilità di un recupero anche da parte del giovane Manuel. Nonostante non vi sia alcuna certezza, in quanto l’incontro tra il medico e il ragazzo non è ancora avvenuto, lo specialista ha confermato dell’esistenza di una possibilità per l’atleta Ga. Fe. veneto.
Diritti
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LA FIGURA DEL CONSULENTE
Come scegliere un mutuo casa: tasso fisso o variabile?
Scegliere il mutuo giusto: perché avvalersi di un mediatore creditizio?
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cegliere il mutuo giusto non è una decisione semplice; l’acquisto della prima casa costituisce un impegno economico non indifferente, e moltissime sono le variabili di cui tenere conto. Esiste inoltre una serie di spese aggiuntive che vanno a sommarsi al costo dell’immobile, facendo lievitare notevolmente l’investimento necessario. Come dobbiamo orientarci dunque in questa selva di variabili ed opportunità? Quali sono gli aspetti da valutare con particolare attenzione? Spesso ciò che all’apparenza è semplice e lineare nasconde delle insidie che possono col tempo compromettere il buon esito dell’operazione. Analizziamo allora insieme i requisiti fondamentali di un mutuo, per non arrivare impreparati ad affrontare una delle scelte più importanti della vita ed evitare brutte sorprese sull’importo effettivo da rimborsare. La prima domanda che risulta spontaneo porsi è: che tipo di tasso scelgo? Fisso o variabile? È impossibile stabilire con rigore assoluto quale sia la soluzione più conveniente per l’aspirante mutuatario. Il vantaggio principale del tasso fisso è quello di poter definire da subito l’entità di interessi che si dovranno corrispondere alla banca per tutta la durata del finanziamento. Per i mutui di durata piuttosto elevata (25 o 30 anni), ciò consente di mettersi al riparo da forti aumenti dei tassi in futuro, dal momento che nessuno è in grado di prevedere in che direzione potrà muoversi l’economia su un orizzonte temporale così ampio. Viceversa, su periodi brevi, per esempio inferiori ai 15 anni, il tasso variabile può comportare dei vantaggi considerevoli. In primis la quota interessi più bassa, che si traduce in una rata più leggera. Alcuni istituti bancari offrono inoltre la possibilità di applicare dei tassi variabili con un tetto massimo che sommano i fattori positivi di entrambe le soluzioni: la peculiarità di questi mutui sta nel fatto che a differenza del variabile standard il tasso di interesse non potrà mai superare un certo limite predefinito dal contratto. Generalmente la contropartita da pagare è un tasso leggermente più alto rispetto al variabile, ma certamente sempre più conveniente rispetto ad un’opzione
fissa. Altre possibilità offerte dal mercato sono il tasso variabile a rata costante e il tasso misto. Nel primo caso il contratto consente di rimborsare il capitale mediante una rata che resta comunque costante in modo che la variazione del tasso incida sulla durata del contratto: se il tasso scende si potrà finire di rimborsare il mutuo in un periodo più breve, in caso contrario si verseranno rate aggiuntive dopo la scadenza prevista. Il tasso misto consente invece al mutuatario, alla scadenza di periodi predeterminati, di scegliere tra le due opzioni fisso o variabile. Certo è che possono esserci anche altri fattori a condizionare la scelta, al di là del semplice aspetto economico. Ad esempio potreste optare per una rata più bassa allungando la durata del finanziamento anche se gli interessi saranno più alti. Ci sono poi da valutare tutti i costi aggiuntivi necessari alla sottoscrizione del mutuo, ad esempio le spese di istruttoria, di perizia e delle polizze obbligatorie e accessorie. La verità è che non ci sono decisioni migliori in assoluto: ogni mutuo ha i suoi vantaggi e le sue controindicazioni e va semplicemente scelto in funzione delle proprie esigenze. Sono moltissime le variabili di cui tener conto. Questo uno dei motivi per cui è sempre consigliabile affidarsi a figure professionali, come i mediatori creditizi, che possono affiancarti nella valutazione di tutti questi aspetti. Occhio però a chi è mediatore e a chi non lo è: solo chi è iscritto al registro dei soggetti autorizzati (esiste un registro ufficiale degli Agenti e Mediatori accreditati, consultabile nel sito dell’OAM www.organismo-am. it) può svolgere tale attività.
n consulente del credito è una figura professionale specializzata nel fornire soluzioni per l’accesso al credito e per l’equilibrio finanziario sostenibile per privati, famiglie e aziende. Funziona da intermediario tra il privato e gli istituti bancari, semplificando e ottimizzando i rapporti tra le parti e tutelando il consumatore attraverso il continuo aggiornamento sulle politiche del credito delle principali banche italiane. I consulenti sono sempre più al centro del mercato dei mutui residenziali. “Sul totale dei mutui per le famiglie, circa 50 miliardi l’anno, ormai la quota veicolata tramite agenti e mediatori creditizi sfiora il 25%, con la quota di internet che resta invece una piccola nicchia”, spiega Ansano Cecchini, coordinatore della Consulta dei mediatori all’interno dell’associazione di categoria Fimaa e amministratore delegato di una delle maggiori società di mediazione creditizie in Italia, Euroansa S.p.A. A
che cosa si deve il successo dell’intermediazione? La motivazione è semplice. “La rete permette di confrontare al volo più preventivi e di conoscere i tassi più favorevoli. Ma su internet è difficile approfondire. Quindi i consumatori vogliono una guida personale per l’acquisto più importante della loro vita, la casa, smarcandosi allo stesso tempo dall’unica offerta che riceverebbero nella filiale bancaria tradizionale.” Aggiunge Ansano Cecchini di Euroansa S.p.A. Il valore aggiunto di un mediatore creditizio è proprio questo. Conoscere tutti i meccanismi caso per caso, istituto bancario per istituto bancario e guidare il consumatore nella scelta migliore. Certo, è importante affidarsi al professionista giusto. Euroansa S.p.A è l’unica società italiana di intermediazione certificata sia per la consulenza (ISO22222:2005) che per l’educazione finanziaria (UNI11402:2011), una garanzia di trasparenza nella consulenza al cliente. È ufficialmente convenzionata con più di 20 istituti di credito italiani. Il rapporto fiduciario con la clientela non prevede vincoli o penali contrattuali di alcun tipo fino alla chiusura dell’operazione. Conta più di 400 funzionari e 150 uffici distribuiti in tutto il territorio italiano, tra cui anche Treviso (Quinto di Treviso, Via Carducci 1). Web: www.euroansa.it Facebook: www.facebook.com/euroansa/
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Il quadro
17 liste per un posto in Europa
Sono 219 i candidati nella circoscrizione Nordest, dove sono 14 gli europarlamentari da eleggere. Accanto ai partiti storici, tante sigle inedite
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a storia lo insegna, quando si vota col proporzionale è tutto un fiorire di liste. E poco importa che le speranze di ottenere un seggio siano quantomeno risicate: quel che conta è esserci, esprimere un’identità, magari puntando a costruire per il futuro. Le prossime elezioni europee non fanno eccezione, e la scheda elettorale che ci ritroveremo tra le mani assomiglierà ancora una volta al classico “lenzuolo”. Meglio prepararsi bene a casa, quindi, per evitare incertezze e confusioni in cabina. Nella circoscrizione nord-orientale si erano presentate addirittura 20 liste. Tre sono saltate una volta iniziati i controlli di rito: non potremo dunque votare per “Gilet arancioni”, “Ora-rispetto per tutti gli animali” e “Parlamentare indipendente”. Poco male, la scelta comunque non manca. Ci sono tutti i partiti classici (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia su un versante; Partito democratico, Più Europa, La sinistra sull’altro versante, Movimento 5 stelle come sempre per i fatti suoi e la Svp in Alto Adige) ma non mancano ritorni significativi almeno dal punto di vista simbolico (Europa Verde, Partito comunista, Popolari per l’Italia), sigle già conosciute anche se residuali (da Forza Nuova a Casa Pound a destra, fino al Popolo della Famiglia) e assolute novità, quantomeno dalle nostre parti: chi proprio non riesce a trovare nulla di buono nella “vecchia politica”, può sempre dare fiducia al Partito Pirata, o al Partito Animalista o
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al Ppa-Popolo partite iva. Rispetto al 2014 sono 5 in più, segno di una ulteriore frammentazione del sistema politico. Alcuni nomi nel frattempo sono spariti: la galassia di sinistra che si era ritrovata sotto le insegne della Lista Tsipras ha scelto altre soluzioni, il Nuovo Centro destra e Scelta civica sono evaporati, così come l’Italia dei Valori di Di Pietro. In totale le 17 liste schierano 219 candidati, col caso limite dei “Pirati” che si sono visti sì accogliere la lista ma accorciata a soli 8 candidati per una serie di irregolarità. Anche Casa Pound in un primo momento sembrava fosse stata esclusa, ma alla fine è stata regolarmente ammessa. Nomi e simboli li ritroveremo sulla scheda secondo l’ordine di estrazione: Europa Verde, Lega-Salvini Premier, Giorgia Meloni-Fratelli d’Italia, Partito
uello di Alessandra Moretti, 230 mila preferenze, con ogni probabilità rimarrà un record imbattibile, almeno a questa tornata elettorale e almeno da noi. E non solo perché la campagna elettorale procede stancamente e di soldi da investire ce ne sono pochi in giro. Il fatto è che questa volta i partiti hanno scelto di riservare il primo posto in lista ai big nazionali, penalizzando fortemente il Veneto. E sul capolista, si sa, si riversano quasi naturalmente una gran parte delle preferenze.
Pirata, Il Popolo della Famiglia, Partito Animalista, Partito Democratico, La Sinistra, Ppa-Popolo Partite Iva, Più Europa, Movimento 5 Stelle, Popolari per l’Italia, Forza Nuova, BerlusconiForza Italia, Partito Comunista, Casa Pound-Destre Unite. Lo stesso giorno in oltre 300 comuni del Veneto si voterà anche per eleggere il sindaco e rinnovare l’amministrazione. La concomitanza potrebbe favorire la partecipazione, ma difficilmente modificherà gli equilibri, almeno a sentire il politologo Paolo Feltrin, che coordina l’Osservatorio elettorale della Regione e che si dice convinto che il 26 maggio “vedremo dappertutto un voto difforme tra europee e comunali. La gente ormai si è abituata a dare un voto politico per le europee e un voto amministrativo per le comuGermana Urbani nali”.
Volti noti, conferme, ritorni e novità nelle liste
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hi c’è in lista? E chi può ambire a uno dei seggi che andranno al Veneto? Il meglio “piazzato”, almeno a scorrere le liste dall’alto in basso e poi a decidere saranno gli elettori, è certamente il vicentino Sergio Berlato che in Europa c’è già stato per conto di Forza Italia e quest’anno conta di tornarci sotto le insegne di Fratelli d’Italia, posizionato subito dietro Giorgia Meloni. All’ottavo e al penultimo posto altri due europarlamentari uscenti (e fuoriusciti dal partito) di Forza Italia: la padovana Elisabetta Gardini e il trevigiano Remo Sernagiotto. Secondo posto anche per Marco Zullo, veronese, europarlamentare uscente del Movimento 5 Stelle, che precede la trevigiana Viviana Dal Cin. Nella Lega, subito alle spalle di Matteo Salvini si incontra Alessandra Basso, trevigiana, che precede l’europarlamentare uscente Mara Bizzotto. Al sesto Rosanna Conte di Caorle e al settimo il segretario regionale Gianantonio Da Re. Il primo esponente veneto della lista di Forza Italia è invece Roberta Toffanin, padovana, inserita al Molti parlamentari quarto posto. uscenti, ma anche In c asa P d quarta posizio- amministratori locali ne per l’ex sine qualche nome daco di Vicenza Achille Variati. “eccellente” Da tenere d’occhio il deby berico con Alessandra Moretti, undicesima in una lista che viene chiusa dalla trevigiana Laura Puppato. Europa Verde, frutto dell’accordo tra Verdi e Possibile di Civati, candida al primo posto la bolognese Silvia Zamboni e al secondo il romano Angelo Bonelli. Addirittura al nono posto si incontra il primo veneto, il padovano Giorgio Andrian, nella lista di Più Europa che candida anche l’europarlamentare grillino uscente David Borrelli (undicesimo in lista) e il critico d’arte Philippe Daverio, ben conosciuto al pubblico televisivo e già assessore a Milano, in terza posizione. Tra i nomi noti almeno altre due citazioni. La Sinistra ha per capolista Prodi: non l’ex premier e presidente della Commissione europea Romano ma la nipote Silvia. Con Forza Italia ricompare la prima presidente della Camera dell’era Berlusconi: l’allora leghista e ultracattolica Irene Pivetti.
Capolista, il Veneto non c’è più A guidare i partiti tanti leader nazionali, così la battaglia delle preferenze si fa più difficile Per la Lega il primo posto spetta a Matteo Salvini, nell’ennesima sfida personale con Silvio Berlusconi che invece apre la lista di Forza Italia e con Giorgia Meloni, capolista di Fratelli d’Italia. Difficile immaginare che li vedremo insieme in un comizio finale della cam-
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pagna elettorale, considerando anche il clima che si respira a Roma… Il Movimento 5 Stelle ha scelto invece Sabrina Pignedoli, giornalista impegnata in inchieste sulla criminalità organizzata, che quantomeno è nata a Reggio Emilia e dunque si candida nella sua circoscrizione
naturale a differenza di tutti gli altri. Quanto al Partito democratico, il capolista è Carlo Calenda, romano, già ministro dello sviluppo economico con Renzi e Gentiloni. Infine Più Europa, che affida le sue chance di superare la soglia del 4% all’alleanza col movimento Italia in comune fondato da Federico Pizzarotti, che in un primo momento sembrava dovesse andare al voto insieme ai Verdi. Proprio l’ex sindaco grillino di Parma è il capolista nella circoscrizione Nordest.
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Politica
Numeri
Com’è cambiato il Veneto in cinque anni
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Come si vota Una scheda, un partito, tre preferenze
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ono passati appena cinque anni, ma sembra trascorsa una intera era geologica a guardare lo scenario politico. Il 2014 era l’anno dell’inarrestabile ascesa del Pd di Matteo Renzi, capace di contagiare col suo entusiasmo e la sua voglia di cambiamento anche un Veneto che ai democratici ha sempre guardato con malcelata sfiducia. Le europee furono l’apice di una stagione che faceva sognare l’autosufficienza e che si era aperta appena tre mesi prima con la nomina di Renzi a presidente del consiglio, dopo la “non vittoria” di Bersani alle politiche del 2013 e il governo di Enrico Letta. Anche in Veneto fu un trionfo: nella circoscrizione Nordest il Pd prese il 43,5% e 6 seggi all’europarlamento, eleggendo la vicentina Alessandra Moretti con 230 mila preferenze e il padovano Zanonato con quasi 100 mila. Tre seggi andarono ai 5 stelle col 19%, solo 2 a testa a Forza Italia e Lega, col Carroccio sotto il 10%. Un seggio al Nuovo centrodestra e all’Svp. L’anno dopo, alle regionali, il clima era già cambiato bruscamente. Tramontato l’”effetto Renzi”, il Partito democratico si ferma al 16% e l’intera alleanza che sostiene Alessandra Moretti non arriva al 23%. Meglio dei 5 Stelle, che superano a fatica il 10%, ma abissalmente distante dal centrodestra che garantisce a Zaia il 50% dei voti nonostante l’ex leghista Tosi si presenti da solo sfiorando il 12%. Alle elezioni politiche del 2018 Matteo Renzi c’è ancora, non a capo del governo ma a segretario di un partito che vede evaporare più della metà del consenso ottenuto quattro anni prima scendendo sotto il 20%. Un risultato
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così negativo da spingere l’ex seconda gamba del centrodestra, rottamatore a dimettersi, restan- come esplicitamente dichiarato do in Parlamento come senatore in queste settimane, potrebbementre nasce la nuova era giallo- ro anche trovare una clamorosa verde. conferma nelle urne. Non meno impressionante è Quanto ai 5 Stelle, nel 2014 la parabola di Forza Italia: dal erano reduci dal successo alle 13% che il partito di Berlusconi politiche dell’anno precedente era ancora riuscito a ottenere alle e ottennere 3 europarlamentari europee del 2014, dopo aver go- con il trevigiano David Borrelli vernato per vent’anni la regione primo per preferenze. Le regiocon il “doge” nali non li hanGalan, al 6% delno premiati, ma Dal trionfo di Renzi le regionali per il 24,4% ottenuall’eclisse del Pd, risalire al 10 alle to in Veneto lo scorse politiche. scorso anno ha dal testa a testa Ma più che i voti dimostrato ancon Forza Italia al cora una volta assoluti conta il rapporto dominio della Lega la differenza tra con quelli della voto amminisul centrodestra Lega, un tempo strativo e politialleata e ormai co. Tutti gli altri vero motore del centrodestra: sembrano già esclusi in partenza anche tralasciando le regionali, dalla conquista di un seggio: alviziate dal credito personale del meno sulla carta, ma basta rileggovernatore Zaia, lo scorso anno gere i saliscendi di questi ultimi in Veneto il rapporto è stato di 3 5 anni per capire quanto l’elettoa 1, 32,2% a 10,6%. E le ambizioni rato veneto sia volubile e spesso M.P. di Fratelli d’Italia di diventare la imprevedibile.
e elezioni europee si svolgono in tutti gli stati dell’Unione dal 23 al 26 maggio. In Italia si vota domenica 26, dalle 7 del mattino alle 11 di sera. Il nostro Paese è suddiviso in cinque circoscrizioni elettorali: il Veneto appartiene alla circoscrizione nord-orientale con Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna. L’assegnazione dei seggi tra le varie circoscrizioni dipende dai risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione effettuato dall’Istat. Al Nordest spettano questa volta 14 seggi all’europarlamento, che potrebbero diventare 15 se la Gran Bretagna decidesse di abbandonare l’Unione europea prima delle elezioni. La legge elettorale che regola le europee è del 1979. Si tratta di un proporzionale puro al quale, nel 2009, è stata aggiunta una soglia di sbarramento del 4% a livello nazionale. Anche il numero di seggi che spettano a ciascuna lista si calcola a livello Urne aperte dalle 7 nazionale, e quindi vengono distribuiti nelle singole circo- alle 23, sbarramento scrizioni, al 4 per cento da Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni superare per i partiti, iscritti nelle liste elettorali del alternanza di genere proprio comune e anche i cittra i candidati tadini degli altri stati membri dell’Unione che abbiano fatto richiesta e siano iscritti nelle liste elettorali del comune di residenza. Se si è smarrita la tessera elettorale o se si è deteriorata o ancora se non vi sono altri spazi per il timbro dell’avvenuto voto, è sempre possibile ottenerne una nuova all’ufficio elettorale del comune di residenza. Si esprime il proprio voto tracciando una X sul simbolo del partito scelto. Si possono anche esprimere fino a tre preferenze, regolate dal principio dell’alternanza di genere: se il primo candidato indicato è uomo, ad esempio, la seconda preferenza dovrà obbligatoriamente andare a una donna e viceversa. Non è previsto il voto disgiunto tra partito e candidato. Il voto di preferenza si esprime scrivendo nelle righe a fianco del simbolo del partito il cognome o il nome e cognome del candidato.
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Politica
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Volti e storie
Il valzer infinito su e giù da Strasburgo Gli europarlamentari veneti tra dimissioni e cambi di partito. Così è cambiata la fisionomia della nostra rappresentanza
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a bene l’europarlamento, ma vuoi mettere un posto a Roma, a Venezia o perfino una poltrona da sindaco? Lontani da casa i nostri politici sentono nostalgia, anche perché a Bruxelles lo stipendio è ottimo ma il contatto con la base fatalmente si raffredda. E poi cinque anni sono lunghi, talmente lunghi per i tempi frenetici della politica italiana che si entra con una casacca e sempre più spesso si esce con un’altra. Così anche l’ultima legislatura è stata segnata da un valzer irrefrenabile di spostamenti, dimissioni, subentri, cambi di gruppo che hanno interessato quasi tutti i veneti che si erano conquistati un seggio a Bruxelles e Strasburgo. L’unica eccezione è quella di Mara Bizzotto, la leghista eletta grazie alla rinuncia di Matteo Salvini che del Carroccio è stata anche capodelegazione al parlamento europeo e si ricandida quest’anno con ottime possibi-
lità. Velocissimo è stato invece il passaggio in Europa di Alessandra Moretti. Eletta nel 2014 facendo il pieno di preferenze come capolista del Pd, l’anno dopo è già di ritorno come candidata alle regionali. Ma il sogno di diventare la prima governa-
trice del Veneto si infrange sulla dura realtà, e nemmeno il ruolo di leader dell’opposizione dura a lungo. Glielo ha ricordato con la ferocia abituale in campagna elettorale il collega Achille Variati: “Alessandra Moretti ha preso una valangata di voti in Europa
per poi lasciarla dopo sei mesi e provare a fare il presidente di Regione. Chiamiamolo spirito di servizio, ma io non l’avrei mai fatto”. Con lei il Pd aveva eletto anche l’ex sindaco di Padova Flavio Zanonato, che il mandato lo ha sì concluso ma nel frattempo ha traslocato in Leu assieme a Bersani e che questa volta non si ricandida. Storia analoga è quella del grillino David Borrelli, primo consigliere comunale del Movimento, la cui lunga militanza si conclude quando nel 2017 è l’artefice del progetto di adesione al gruppo parlamentare Alde, che però all’ultimo chiude le sue porte agli italiani. Il 13 febbraio 2018 ufficializza la sua uscita dal Movimento 5 Stelle, e quest’anno si ricandida con Più Europa. Ancor più tormentata è la storia degli europarlamentari di Forza Italia. La più votata è la padovana Elisabetta Gardini, che nelle scorse settimane ha annunciato
di non riconoscersi più nel partito di Berlusconi ed è traslocata a Fratelli d’Italia con cui si ricandida. Per ironia della sorte la stessa scelta la ha compiuta anche l’altro europarlamentare azzurro veneto, Remo Sernagiotto, che però da Berlusconi aveva preso le distanze già nel 2015, un anno dopo essere stato eletto, passando ai Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto. Infine, Flavio Tosi, il sindaco di Verona che sfiora nel 2014 le 100 mila preferenze con la Lega. Nemmeno due mesi e già a luglio si dimette scegliendo di restare sindaco, finendo poi nel giro di un paio d’anni in rotta di collisione con Zaia e Salvini, fino all’uscita dal partito. Gli subentra Lorenzo Fontana, che però si dimette nel 2018, si candida alle politiche e diventa ministro del governo Conte. E così a finire il mandato è un terzo leghista, Giancarlo Scottà: un anno in Europa, è sempre meglio di niente.
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Il commento
Cosa prevede il Piano Socio Sanitario Regionale 2019- 2023 di Fabrizio Boron, Presidente della Commissione consiliare Sanità
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uattro anni fa, ho assunto la carica di Presidente della Commissione Sanità e oggi posso affermare, con grande orgoglio, da padovano, che la mia città è tornata a essere al centro del sistema sanitario veneto, grazie a investimenti importanti che riguardano in primis il nuovo Polo ospedaliero, ormai una certezza; il nuovo Policlinico Universitario sorgerà a Padova Est e sarà di alta specializzazione. E’ più o meno dal 1995, da quando muovevo i primi passi in politica, che si parlava di un nuovo ospedale nella città del Santo e ora è stata finalmente messa la parola fine, grazie soprattutto al lavoro e all’impegno del Governatore Zaia, dell’ex Assessore alla Sanità Coletto e dell’attuale Assessore, Lanzarin. Il nuovo Policlinico Universitario trasformerà la sanità padovana: l’Azienda Ospedaliera potrà programmare meglio il suo sviluppo, l’Ulss 6 Euganea, la più grande del Veneto, da Piove di Sacco a Schiavonia, da Cittadella a Camposampiero, potrà specializzarsi e rafforzarsi nei suoi presidi ospedalieri sul territorio provinciale, mentre lo IOV, centro di eccellenza assoluta per qualità delle cure erogate e per l’attività di ricerca all’avanguardia, si svilupperà ulteriormente. Padova è quindi sempre più al centro della sanità veneta, ospitando la sede di Azienda Zero, la centrale aggregativa del sistema sanitario dal punto di vista amministrativo. L’approvazione delle nuove Schede, spero entro Pasqua, segnerà la fine di un percorso iniziato nel 2016, con la Legge 19 di riforma della sanità veneta, e proseguito con l’approvazione, a dicembre 2018, del PSSR 2019-2023. Le Schede Ospedaliere indicheranno quanti posti letto e quante apicalità ci dovranno essere, nel rispetto del DM 70/2015, che pone limiti precisi e che definisce le caratteristiche degli ospedali Hub e Spoke, e della programmazione sanitaria regionale”.
Allarme Oms: già a sei mesi i bambini usano il cellulare I pediatri: “Tutelate i bambini dagli schermi almeno fino ai due anni” a pag 28
Un ambulatorio per la prevenzione della malattia mentale
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Continua alla pag. seguente
Una sana alimentazione è alla base della salute e della bellezza
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I pediatri raccomandano: “Tutelate i bambini dagli schermi almeno fino ai due anni”
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l Piano Socio Sanitario 2019- 2023, approvato a dicembre dall’aula consiliare, dopo essere stato licenziato dalla Commissione Sanità, si pone in continuazione con la precedente programmazione sanitaria regionale, dato che non va a modificare le reti ospedaliere, gli Hub e gli Spoke, le reti cliniche e i centri di riferimento regionale, ma cerca di raccogliere le nuove sfide per la sanità, ovvero rispondere adeguatamente ai nuovi bisogni assistenziali. Innanzitutto, la presa in carico della cronicità: viviamo più a lungo ma anche con più patologie e quindi è necessario investire in questo campo. Poi, la non autosufficienza, che ha numeri importanti e che richiede un maggiore impegno. Ma la nuova programmazione sanitaria regionale è attenta a rafforzare il collegamento con il territorio, e già con la Legge n. 19/2016, che ha riformato la sanità veneta, abbiamo attribuito ai 26 Distretti che ci sono oggi in Veneto un ruolo importante e strategico sul territorio, di raccordo tra la parte sanitaria e quella territoriale”. “Quanto al nuovo ospedale di Padova le Schede Ospedaliere evidenziano come il percorso sia stato ormai avviato e che porterà alla costruzione, a Padova Est, di un Polo della Salute ad alta direzione universitaria e di forte specializzazione, all’avanguardia, che sarà punto di riferimento per la sanità anche oltre i confini regionali. E il Giustinianeo continuerà a essere l’ospedale cittadino; voglio rassicurare i padovani: non perderanno il loro ospedale di riferimento e il Sant’Antonio continuerà ad avere le stesse fun-
di Fabrizio Boron, Presidente della Commissione consiliare Sanità
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voglio ribadire a chiare lettere che l’ospedale Sant’Antonio non chiuderà dopo l’approvazione delle nuove Schede Ospedaliere. Mi impegno, il giorno dopo il voto delle Schede, a recarmi al Sant’Antonio per sottopormi a una visita in reparto, dimostrando così che nulla cambierà e che l’ospedale di via Facciolati continuerà a garantire ai cittadini padovani le stesse ottime risposte in termini di cure sanitarie. Ci sarà solo una trasformazione organizzativa dello stesso, che passerà in gestione all’Azienda Ospedaliera, e si rafforzerà grazie al connubio con l’Azienda, tramite i rapporti con l’Università e alla luce del nuovo Policlinico. Raccogliamo così la sfida di rispondere ai rinnovati bisogni assistenziali dei padovani per i prossimi 8-10 anni, sviluppando al meglio i servizi sanitari nella città euganea. Il Giustiniani rimarrà l’ospedale dei padovani, con il suo Pronto Soccorso. Le nuove Schede Ospedaliere rappresentano in modo unitario quelli che sono i posti letto e le apicalità che prima facevano parte del Giustinianeo e del Sant’Antonio. Proporrò pertanto, per fugare ulteriormente ogni dubbio, il nuovo nome di ‘Polo di via Giustiniani – Sant’Antonio’”. “Quanto all’autonomia il Veneto ha chiesto una delega importante in materia sanitaria e ciò è fondamentale per la salute dei cittadini veneti. Dico che i costi standard applicati in sanità potrebbero determinare per il nostro Paese un risparmio di circa 30 miliardi e che il Veneto avrebbe a disposizione oltre 1 miliardo di euro in più da destinare ai servizi sanitari sul territorio”. Segue dalla prima pagina dell’inserto
Un piano che va in continuità con ciò che è stato fatto
“I
zioni, almeno fino alla costruzione del nuovo ospedale”. “E l’autonomia porterà più assunzione di responsabilità e una maggiore possibilità di gestire, in modo diverso e più flessibile, le risorse che oggi abbiamo e i finanziamenti che arriveranno da Roma, per calibrare meglio investimenti e interventi sulle reali esigenze sanitarie espresse dai territori. Quando parliamo di autonomia pensiamo soprattutto al personale
medico e infermieristico; oggi, di fronte alla drammatica carenza di medici, ben vengano tutti gli accorgimenti per reclutare più personale e che potranno rientrare nel pacchetto dell’autonomia rafforzata. La sanità veneta continuerà ad essere di eccellenza, forte della sua peculiarità, ovvero la forte integrazione tra parte sanitaria e sociale e la nuova programmazione rafforzerà questo felice connubio”.
l Piano Socio Sanitario 2019- 2023, approvato a dicembre dall’aula consiliare, dopo essere stato licenziato dalla Commissione Sanità, si pone in continuazione con la precedente programmazione sanitaria regionale, dato che non va a modificare le reti ospedaliere, gli Hub e gli Spoke, le reti cliniche e i centri di riferimento regionale, ma cerca di raccogliere le nuove sfide per la sanità, ovvero rispondere adeguatamente ai nuovi bisogni assistenziali. Innanzitutto, la presa in carico della cronicità: viviamo più a lungo ma anche con più patologie e quindi è necessario investire in questo campo. Poi, la non autosufficienza, che ha numeri importanti e che richiede un maggiore impegno. Ma la nuova programmazione sanitaria regionale è attenta a rafforzare il collegamento con il territorio, e già con la Legge n. 19/2016, che ha riformato la sanità veneta, abbiamo attribuito ai 26 Distretti che ci sono oggi in Veneto un ruolo importante e strategico sul territorio, di raccordo tra la parte sanitaria e quella territoriale”. “Quanto al nuovo ospedale di Padova le Schede Ospedaliere evidenziano come il percorso sia stato ormai avviato e che porterà alla costruzione, a Padova Est, di un Polo della Salute ad alta direzione univer-
sitaria e di forte specializzazione, all’avanguardia, che sarà punto di riferimento per la sanità anche oltre i confini regionali. E il Giustinianeo continuerà a essere l’ospedale cittadino; voglio rassicurare i padovani: non perderanno il loro ospedale di riferimento e il Sant’Antonio continuerà ad avere le stesse funzioni, almeno fino alla costruzione del nuovo ospedale”. “E l’autonomia porterà più assunzione di responsabilità e una maggiore possibilità di gestire, in modo diverso e più flessibile, le risorse che oggi abbiamo e i finanziamenti che arriveranno da Roma, per calibrare meglio investimenti e interventi sulle reali esigenze sanitarie espresse dai territori. Quando parliamo di autonomia pensiamo soprattutto al personale medico e infermieristico; oggi, di fronte alla drammatica carenza di medici, ben vengano tutti gli accorgimenti per reclutare più personale e che potranno rientrare nel pacchetto dell’autonomia rafforzata. La sanità veneta continuerà ad essere di eccellenza, forte della sua peculiarità, ovvero la forte integrazione tra parte sanitaria e sociale e la nuova programmazione rafforzerà questo felice connubio”. Manuela Lanzarin, Assessore regionale alla Sanità e al Sociale
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Un ambulatorio per la prevenzione della malattia mentale in adolescenti e giovani adulti L
a letteratura internazionale sostiene che oltremodo strategica per ridurre l’influenza circa il 75% di tutti i disturbi mentali negativa dello stigma che nonostante la buona insorge prima dei 24 anni ma di questi solo volontà, è ancora attivo nel rendere difficoltoso una minima percentuale arriva all’osservazione l’accesso dei giovani ai servizi di salute mentale. professionale, soprattutto nel caso della psicosi L’Ambulatorio di prevenzione malattia in cui una sintomatologia spesso poco visibile mentale, di cui è Responsabile la Dr.ssa Carla rende difficile la prevenzione, la diagnosi e Cremonese, offre un rapido accesso ai molti l’intervento precoce. giovani che attraversano momenti difficili Dopo circa un anno di sperimentazione, parte della loro vita o che presentano diverti tipi di quest’anno l’ambulatorio stress, ansia, depressione di Prevenzione in Malattia o altro, e non sanno a chi La valutazione Mentale rivolto ad rivolgersi. L’Ambulatorio, tempestiva per adolescenti e giovani adulti pensato per dare una per i quali si sospetti uno valutazione tempestiva ai i giovani tra i 15 stato mentale a rischio giovani tra i 15 e i 24 anni di disturbo psichiatrico che si dovessero trovare e i 24 anni è per maggiore. in situazioni di particolare il loro futuro L’Azienda Ospedaliera di complessità, permette di Padova ha aperto una nuova programmare un progetto strada con la proposta della Clinica Psichiatrica terapeutico e psicoterapeutico integrato e di aprire un innovativo Ambulatorio, uno tra i personalizzato, che coinvolge sia il paziente che primi in Italia, che si rivolge ad adolescenti e i suoi familiari. giovani adulti in uno spazio a loro dedicato. Uno dei primi segnali a cui prestare attenzione Tale scelta permette di accedere a valutazioni in questi casi, è un blocco del funzionamento e trattamenti specialistici in tempi brevi e risulta nella vita quotidiana come, per esempio,
Nuova cura contro il cancro: a inventarlo un italiano
difficoltà scolastiche non presenti prima, rifiuto di uscire o di vedere gli amici, un cambiamento del carattere o l’impossibilità di continuare un’attività lavorativa senza apparenti motivi. Questi cambiamenti repentini rendono ancora più evidente la necessità di fornire ad adolescenti e giovani adulti delle risposte che siano oltremodo rapide e specifiche. L’accesso all’Ambulatorio dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova avviene tramite richiesta di prima visita prescritta dal medico di base e con la successiva prenotazione dell’appuntamento alla segreteria della Clinica al numero 049/8213800 o e-mail: psichiatria3@ aopd.veneto.it. Costo previsto il ticket per visita ambulatoriale. Il percorso di valutazione prevede una prima visita con il giovane e almeno uno dei familiari (la presenza dei familiari è obbligatoria per i minori di 18 anni). Possono essere programmati successivi 3-4 incontri che si concludono con una relazione di restituzione sulla presenza o meno di uno stato a rischio e dell’eventuale proposta di progetto terapeutico integrato e personalizzato.
Il sole è nuovo ogni giorno - Conoscere Veneto: troppi gli effetti del sole per proteggere la pelle
infortuni sul lavoro I
l sole è essenziale per la vita e offre reali benefici. Tuttavia, non bisogna esagerare il Veneto, il rapporto perché i raggisecondo solari possono averepreseneffetti tatosulla a fine 2018 dall’Inail, regione nocivi pelle anche a lungola termine, dove sil’accelerazione registra il maggior incremento come dell’invecchiamento di incidenti mortali sul lavoro cutaneo, indicato dalla comparsa rispetto di macall’anno precedente. chie, da rughe profonde e dalla perdita del Neie primi 10 mesidella del pelle 2018einmelanoregiotono dell’elasticità ne sono state sotto presentate all’istituto mi. Per tenere controllo gli effetti 100 nodenunce di morti sul lavoro, contro 75 civi e godere al meglio dei benefici del le sole, 2017, con una crescita 33,3%. èdelfondamentale utilizzare unadeladeguata Assai più che a livello nazionale doveof-il protezione. I solari più all’avanguardia pur consistente incrementodai si attesta al frono tripla fotoprotezione danni dei 9,4%.UVA, UVB e IR. raggi La provincia più colpita (25 Gli UVA sono presenti tuttoèilVerona giorno, ancasi) seguita da Padova e Treviso (17), che quando non splende il sole, e durante quindil’anno Venezia (15), Vicenza (13), tutto indipendentemente dallaBellustano (7) eSono Rovigo (6). gione. responsabili di fotoallergie e In crescita ancheililsistema numeroimmunitario complessipossono indebolire vo degli infortuni passano della pelle e hannosulunlavoro ruoloche decisivo nei dai 62.423 del 2017 ai 63.755 del 2018, processi di invecchiamento cutaneo. conGliunUVB, aumento del 2,13% (il dato naziopresenti soprattutto nelle ore nale registra +0,2%). centrali della un giornata e in estate, colpiA livello provinciale, triste scono lo strato superficialequesta della pelle, classifica è guidata da Verona l’epidermide e causano i danni(13.449), cutanei seguita da ed Vicenza Pado-e più immediati evidenti,(12.180), come eritema va (11.921), Treviso la(11.264), scottature. Stimolano sintesi di Venezia melani(10.622), Belluno (2.305), Rovigo (2.014). na, ma sono considerati i principali responSi dei riconferma dunque la particolare sabili danni al DNA. criticità Veneto sul pianoattraverso della sicu-il Gli IR,delinfine, percepibili rezza sul Un tema raggiungono su cui il sindacalore chelavoro, trasmettono, lo cato sipiù è mobilitato, a partire dalla strastrato interno del derma e inducono la ordinaria manifestazione di Padova formazione di radicali liberi, correlatidopo sia l’incidente ad Acciaierie venete, ad all’invecchiamento cutaneo che afino danni ottenere un tavolo e la successiva intesa profondi.
È
S
i chiama Gabriele Grittani, ed è lo scienziato italiano che ha messo a punto un sistema che brucia i tumori in un solo secondo da diverse angolazioni e a distanza millimetrica. Originario di Bari, oggi lavora nel Centro di ricerca ELI-Beamlines di Dolni Brezany, a pochi chilometri da Praga e la sua invenzione potrebbe rivoluzionare il modo di curare i tumori. Si tratta di una nuova specie di radioterapia con cui si brucerà letteralmente un cancro in un secondo grazie all’uso di fasci di elettroni generati via laser. Per ora si parla di un prototipo, mentre prende il via la fase sperimentale soprattutto nella cura delle neoplasie al polmone e alla prostata. La tecnica si basa sull’utilizzo di fasci di elettroni generati da un raggio laser e, se sviluppata con i dovuti test, potrebbe portare a delle svolte importanti in campo medico. Come? Attraverso una sorta di terapia basata sull’irraggiamento delle
masse tumorali in pochi secondi, effettuato con diverse sorgenti di elettroni ultra-energetici. In questo modo si parlerà di cure più rapide, meno invasive e più economiche. Il macchinario ideato al centro è già stato brevettato. Utilizza una tecnologia basata sugli elettron. Vengono coinvolte diverse sorgenti di elettroni ultra-energetici, disposti intorno alla zona tumorale. Ogni fascio di radiazione, così facendo, è orientabile secondo un angolo specifico, irraggiando il tumore in pochi secondi e in una dose inferiore di raggi per il paziente. Una terapia basata sugli elettroni, secondo i ricercatori, è migliore visto che sono più veloci e più leggeri; è sicuramente più rapida e porta vantaggi al paziente, perché è meno invasiva e più economica. Ora il prototipo sarà testato e, se i test saranno positivi come si aspettano i ricercatori, sarà possibile immetterlo sul mercato e iniziarne l’uso vero e proprio.
Come proteggersi quindi dai danni del sole? I dermatologi raccomandano di utilizzare un fattore di protezione solare non inferiore a 15 e, generalmente, un fattore di protezione pari a 30 è considerato l’indice più adatto alle persone che svolgono attività all’esterno perlalunghi periodi di tempo. con Regione. Si tratta ora di dare quanto prima attuazione a quegli impegni (a partire dal potenziamento degli Spisal) perché la Farmacia Comacchio drammaticità della situazione non conVia G.Matteotti 1 - strada Nocede spazi ad ulteriori dilazioni. alese - Quinto di Treviso (Tv)Così come imprese vanno rafforzate, Tel. nelle 0422471459 anche attraverso la contrattazione, le mi- www.farmaciacomacchio.it sure di sicurezza e di prevenzione.
È possibile avere la giusta protezione e una bella abbronzatura? Certo, perché un prodotto solare per quanto ad alta protezione, non può essere uno schermo totale ai raggi UVB, quindi la reazione fisiologica della pelle esposta al sole, cioè l’abbronzatura, si verifica comunque,Come anchesottolinea se in modo più graduale. il segretario della Cgil veneta, Christian Ferrari, “per la CGIL la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro rappresentano la priorità delle priorità”. E tali resteranno nell’iniziativa del sindacato veneto fino a quando non si sarà “cancellata definitivamente la vergogna di essere la prima Regione italiana per morti sul lavoro”.
La nostra regione ha il triste primato degli incidenti mortali sul lavoro
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La novità per la chirurgia della cataratta, cos’è la ZEPTO-CATARATTA? N
onostante la cataratta abbia raggiunto ormai una maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue sempre ed affianca novità che migliorano le prospettive visive del paziente e la sicurezza dell’atto chirurgico. L’intervento di cataratta consiste nella sostituzione del cristallino naturale che si è opacizzato con il passare del tempo. Durante l’intervento viene conservato il contenitore del cristallino (Capsula) che viene solamente svuotato e per realizzare questo, viene creato un foro nella capsula anteriore del cristallino per poi entrare con uno speciale ago ad ultrasuoni ed aspirare il contenuto opaco (vedi immagini a fianco). È proprio l’apertura del cristallino il passaggio più delicato dell’intervento: noi dobbiamo infatti essere sicuri che il foro creato sia rotondo, centrato sulla pupilla, regolare e del diametro voluto. Purtroppo, manualmente non è sempre possibile rispettare queste condizioni. L’ultima novità in tal senso giunge dalla California e si chiama ZEPTO (dispositivo per la capsulotomia di precisione ad impulsi). Presso il centro Sekal Microchirurgia Rovigo abbiamo effettuato il primo intervento chirurgico in Italia con tale strumento. Zepto è un dispositivo chirurgico di ultima generazione che permette di effet-
tuare un’apertura rotonda e ma soprattutto resistente in soli 4 millisecondi. Infatti, a differenza del noto laser a femtosecondi, il taglio generato con lo Zepto è estremamente più resistente, garantendo un profilo di sicurezza maggiore per questo intervento chirurgico.
Immagine 2: Strumento Zepto all’interno dell’occhio, la punta circolare di tale strumento genera un taglio perfettamente circolare e resistente.
Immagine 1: Fasi chirurgiche dell’intervento convenzionale di cataratta
Lo strumento è stato creato per essere posizionato nella parte anteriore interna dell’occhio a contatto del cristallino (vedi immagine) mediante una piccola apertura di circa 2mm venendo inserito e sfilato una volta terminata la procedura. Il vantaggio
di avere un foro rotondo e centrale nel sacco capsulare, è quello di migliorare la stabilità del cristallino artificiale (o lente intraoculare) che verrà inserito, aumentando la sicurezza dell’intervento e la qualità della visione che ne risulta. Lo strumento è composto da Nitilon una lega metallica
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di ultima generazione usato in ingegneria areonautica che sfrutta le qualità elastiche e conduttive di Nichel e Titanio. IL Nitilon permette dunque di trasmettere corrente alla punta dello strumento che vaporizzando le molecole di acqua crea un taglio netto e circolare della parte anteriore del cristallino. Non solo, ciò che è stato osservato è che il bordo di questo taglio è ispessito. Questo fa si che si riducano i rischi di eventuali complicanze intraoperatorie che possono penalizzare l’intervento chirurgico ed il risultato postopertatorio. L’avanzare delle nuove tecnologie regala piacevoli sorprese di giorno in giorno, è importante ricordare però che l’intervento di cataratta non deve essere in alcun modo sottovalutato ma affrontato con raziocinio e serietà.
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L
a primavera è fiorita e i suoi profumi e colori, inesorabilmente, sono accompagnati da starnuti, allergie e mali di stagione che le nuove temperature hanno portato. Il modo migliore per fare pace con l’arrivo della bella stagione è unire l’utile al dilettevole: concedersi qualche giorno di relax ai piedi dei Colli Euganei, in un nido di benessere in cui regalarsi un respiro nuovo, a base di inalazioni ed aerosol d’acqua termale. THERMAE ABANO MONTEGROTTO: LA 1^ AREA PER LA SALUTE PREVENTIVA IN EUROPA Dai tempi dei Romani oltre 2000 anni fa, le acque termali di Mons Aegrotorum, l’attuale Montegrotto Terme, dove sorge l’Hotel Terme Millepini 4*, sono note per la loro elevata azione antinfiammatoria che le rende tutt’oggi uniche al mondo. Uniche come le terapie termali inalatorie che vi si svolgono, utilizzate e riconosciute scientificamente nella cura dei
L’hotel Terme Millepini è dotato di uno stabilimento termale interno, di tre piscine coperte e scoperte e di una SPA fornita di ogni comfort in cui mettere a sistema un vero e proprio programma di rigenerazione, salute e benessere, per corpo e mente. Un motivo in più per provare i benefici di un prodotto a chilometro zero, trasformando la cura in una vacanza!
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V Nepal, sul tetto del mondo
olare sull’Everest accarezzandone con lo sguardolaà vetta, fino a quel momento metafora dell’impossibile. E invece eccola lì, oltre l’oblò dell’aereo, la montagna più alta del mondo: l’Everest, regina dell’Himalaya… bella e possibile, fianchi immacolati e postura altera. “Conquistata” dall’alto e non dal basso, arrivando dal cielo e non dai faticosi sentieri di roccia su cui rischiano la vita gli alpinisti. Non è la stessa cosa, ma andare in Nepal senza poter contemplare da vicino la bellezza ammaliante di uno o più di questi giganti sarebbe un controsenso. Il Nepal racchiude nel suo piccolo territorio (che è la metà di quello dell’Italia) otto dei 14 “ottomila” della Terra, quelli che Reynold Messner ha conquistato uno alla volta senza l’ausilio del respirato-
di Renato Malaman
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re. L’Everest, con i suoi 8.848 metri, sorprende per le sue forme armoniche. Sembra una piramide bianca attorniata da tanti altri templi di ghiaccio che sfidano l’eternità. Una visione maestosa. Volare sull’Everest costa dai 150 ai 200 euro, dipende da dove si parte e con quale compagnia aerea. E’ un volo assolutamente “bello e possibile” – nonché sicuro - perché effettuato con aeromobili che in genere vengono utilizzati anche per i voli di linea. L’Everest è la ciliegina sulla torta del volo, ma durante il tragitto lo sguardo è catalizzato dalle tante altre vette che fanno da corona alla regina, conquistata – ricordiamo - per la prima volta nel 1953 dal neozelandese Edmund Hillary e dallo sherpa nepalese Norgay Tenzing. continua alla pag. seguente
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Nepal, sul tetto del mondo
In volo sull’Everest e sui templi dalle grandi cupole, dove lo spirito allarga i propri orizzonti seguendo l’onda emotiva di una ritualità antica. L’Himalaya e Kathmandu: due anime di uno stesso mondo, sospeso tra profondità e mistero di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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uello sull’Everest è uno dei tanti voli che tentano il visitatore in Nepal. Talvolta non servono le ali di un aeroplano, ma semplicemente quelle dello spirito. L’anima del Nepal è soprattutto nei suoi templi. Tanti e grandi, buddhisti e induisti, luoghi che avviluppano lo spirito e suscitano interrogativi esistenziali… Lo stupa candido di Boudhanat (patrimonio Unesco) domina lo skyline di Kathmandu dall’alto dei suoi 36 metri: l’immensa cupola, da cui si dipanano nastri di bandierine e su cui vegliano i grandi occhi di Buddha, sembra abbracciare la città. Un gigantesco Mandala capace di catturare l’attenzione anche dei visitatori più distratti. L’arrivo in Nepal di molti profughi del vicino Tibet ha contribuito alla costruzione di una cinquantina di monasteri intorno al tempio. E a tanti altri in tutto il Nepal. Anche il complesso di Swayambhunath, o Tempio delle Scimmie, esercita un forte magnetismo nel visitatore: è una delle principali mete di pellegrinaggio del Nepal. In alcuni di questi templi il compianto Bernardo Bertolucci ha girato alcune scene del suo film “Il piccolo Buddha”. Ma il luogo che più rimane marchiato a fuoco nella memoria è Pashupatinath, l’area rituale in riva al fiume Bagmati dove da secoli avvengono le cremazioni dei defunti. Le pire ardono una accanto all’altra, 24 ore su 24 dopo una lunga preparazione della salma. Solo il crepitare del fuoco rompe il silenzio. Il Nepal è ancora un paese povero. Restano aperte le ferite del devastante terremoto che lo ha messo in ginocchio quattro anni fa. La capitale Kathmandu, esclusa la parte monumentale, sembra vivere in un caos indistinto. Un girone infernale dove le strade sono alvei di un flusso continuo e disordinato di persone e cose, di speranze e frustrazioni. Un moto perpetuo dove il degrado è accentuato dai danni del terremoto. Eppure nell’insieme tutto ciò esprime vita, colore, emozioni forti. Un altro Nepal è quello di montagna, quello di Pokhara soprattutto, la città – che ormai si può definire turistica – da dove partono tutte le
Il paese si sta lentamente riprendendo dai danni del terremoto del 2015 A Pokhara il turismo escursionistico ha trovato la sua capitale. Al Chitwan National Park la natura si è presa la rivincita sugli errori del passato
NELLA FOTO COPERTINA UNA VEDUTA DELL’EVEREST VISTO DALL’ULTIMO CAMPO BASE, CON IN PRIMO PIANO LA BANDIERA NEPALESE E I SIMBOLI DEL BUDDHISMO TIBETANO. SOTTO: BARCHE SUL LAGO DI POKHARA, UN PICCOLO MONACO IN UN MONASTERO SEMPRE A POKHARA E IL RARO RINOCERONTE BIANCO AL CHITWAN NATIONAL PARK. IN QUESTA PAGINA, NELLA FASCIA ALTA: UNO SCORCIO DI KATHMANDU, L’EVEREST, IL TEMPIO DI PASHUPATINATH CON LE PIRE DELLE CREMAZIONI DEI DEFUNTI, UN’ALTRA IMMAGINE DEL PARCO DI CHITWAN E IL TEMPIO DELLE SCIMMIE A KATHMANDU. SOTTO: UNA DIVINITÀ IN UN TEMPIO INDU, UN COLORATISSIMO MANDALA TIBETATO E LA GRANDE CUPOLA DEL TEMPIO BOUDHANAT A KATHMANDU, LA PIÙ ALTA DEL MONDO. SOTTO UN ALTRO TEMPIO NELLA CAPITALE E STEFANO GENTILE, RISTORATORE VENEZIANO CHE HA APERTO DUE LOCALI A POKHARA.
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escursioni dirette sull’Annapurna, un’altra vetta-monumento dell’Himalaya nepalese. Pokhara ha un dinamismo tutto suo, tanto da attirare anche investitori stranieri. Stefano Gentile, veneziano, 52 anni, è uno di loro. Aveva un ristorante famoso agli Alberoni del Lido di Venezia, ora ne ha due in questa città nepalese: il Med5 e il Caffè Concerto. Sta dimostrando – incredibile ma vero – che la pizza e la pasta piacciono anche a queste latitudini, spezzando la monotonia dei cibi speziati che solitamente caratterizzano la cucina nepalese. Cucina che ha tuttavia il merito di essere molto ‘vegan’ e quindi anche leggera. Alcuni tour operator italiani stanno pure investendo sulla destinazione Nepal. I Viaggi dell’Elefante, ad esempio, vi ha già costituito una rete di servizi capillare. Le presenze italiane sono in aumento. Un’altra faccia del Nepal è quella tropicale. Quella che non ti aspetteresti ai piedi delle grandi montagne. Il Parco Nazionale di Chitwan ha trasformato un’ex riserva di caccia (dove gli inglesi negli anni ’30 hanno commesso delle esecrabili carneficine di ani-
mali rari) in un eden protetto di quasi mille chilometri quadrati, Patrimonio dell’Umanità dal 1983. Regno di colonie di animali a rischio di estinzione, come il rinoceronte indiano a corno unico, l’orso labiato o la famosa tigre del Bengala. Vi hanno trovato il loro habitat elefanti e ippopotami, cervi e antilopi. Ben 43 specie di mammiferi e 450 di uccelli. Nepal difficile da decifrare dunque, sembra tanti paesi in uno. Eppure nel macrocosmo del sub continente indiano questo paese - che da sempre soffre la pressione di Cina e India, per opposti interessi geostrategici – difende con orgoglio la propria identità e la propria autonomia, culturale e politica. Non solo, ma ha contribuito non poco a difendere anche quella tibetana, dopo la diaspora causata dall’occupazione cinese del Tibet. Un paese dal cuore antico che ancora deve trovare la propria strada per il futuro e le soluzioni giuste per sconfiggere una povertà endemica, ma che sa trasmettere un messaggio di pace universale, attraverso i suoi templi e le sue grandi montagne. Le più alte del pianeta.
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Food & Drink DOC GARDA, UN BACINO DI 10 ECCELLENZE CHE SI SPECCHIANO SUL LAGO
I CJARSÒNS, LA TRADIZIONE DELLA CARNIA Domenica 9 giugno 2019, a Sutrio, festa golosa fra i monti del Friuli per conoscere gusti, forme ed ingredienti di questo gustoso raviolo carnico che vanta oltre 50 variazioni Hanno radici lontane ed esotiche i Cjarsòns, sorta di golosi ravioli, piatto simbolo della Carnia, intatte montagne friulane le cui valli sono state solcate da tempo immemorabile da commerci, passaggi di persone, culture ed idee dal mare Adriatico ad Oltralpe, verso le attuali Carinzia e Baviera. La loro origine è legata ai cramârs, i venditori ambulanti di spezie che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella crassigne, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i Cjarsòns, agnolotti di pasta di patate con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche... quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della crassigne. Ancora oggi in Carnia moltissime sono le ricette dei Cjarsòns, il cui ripieno varia non solo da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia;
se ne contano oltre 50 variazioni. Ogni massaia, ogni ristorante ne ha la propria, utilizzando al meglio la dispensa e abbinando alle spezie ingredienti freschissimi quali mele, patate, spinaci, uvetta, mentuccia, erbe primaverili. Tocco finale, il condimento: una semplice spolverata di scuete fumade (ricotta affumicata) e ont (burro fuso). A questa golosità è dedicata in giugno ogni anno a Sutrio (incantevole borgo ai piedi del monte Zoncolan) la festa “I Cjarsòns, la tradi-
zione della Carnia”. Quest’anno l’appuntamento è per domenica 9 giugno. Passeggiando fra le 10 isole di degustazione allestite negli angoli più caratteristici del paese, si potranno gustare i sapori inconsueti di questa pietanza e conoscere le diverse anime che caratterizzano un cibo d’origine sicuramente povera, ma complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione. 10 paesi, in rappresen-
tanza di tutte le vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale. Si potranno così degustare cjarsòns salati o dolci, insaporiti da erbe primaverili o da piccole scaglie di cioccolato, con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, accompagnati ai più pregiati vini di grandi aziende friulane, selezionati per l’occasione.
Per vivere a pieno la festa, si può alloggiare a Sutrio a Borgo Soandri, l’albergo diffuso con le stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) ricavate dalla ristrutturazione di antiche case del paese. Per l’occasione, è stato messo a punto un Pacchetto weekend Festa dei Cjarsòns (info: www.albergodiffuso.org).
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Da qualunque punto lo si guardi, il lago di Garda appare lo specchio di una storia millenaria, di cultura e sapiente trasformazione e valorizzazione di materie prime di altissima qualità. Questo bacino, il più grande d’Italia, è il fulcro di denominazioni d’eccellenza, che si susseguono tra castelli, piccoli pittoreschi porticcioli e borghi in cui il tempo sembra essersi fermato. In questi declivi ricamati di vigneti, in un entroterra che regala suggestioni uniche, ha le sue radici la Doc Garda, un’area di produzione che si estende dalla Valtènesi alla Valpolicella, dalle rive del Mincio al capoluogo Scaligero; un territorio prevalentemente collinare attorno al lago. Riconosciuta nel 1996, la Doc Garda è nata con lo scopo di valorizzare i vini varietali provenienti dalle produzioni di 10 denominazioni dell’area gardesana, tra la Lombardia e il Veneto. La superficie vitata di questa denominazione è pari a 31.000 ettari, la maggior parte dei quali coltivati in provincia di Verona (27.889) mentre i rimanenti 3.211 ettari si dividono tra le province di Mantova e Brescia. In questo grande anfiteatro naturale, trovano terreno fertile tutti i vitigni coltivati nell’areale veronese, dell’alto mantovano e del benaco bresciano con particolare rappresentatività per le cultivar Garganega, Chardonnay, Pinot grigio, Corvina e Merlot. Nella produzione delle tipologie bianco, rosso e rosè, oltre ai cinque vitigni più rappresentativi è possibile utilizzare le varietà tradizionalmente coltivate nelle dieci denominazioni. Tra questi lo spumante come tipologia centrale della denominazione che va a riunire come denominatore comune, quei sette milioni di bottiglie che sono già spumantizzate in zona sotto vario nome. Un territorio con una storia così importante ha saputo maturare nei secoli la capacità di interpretare i gusti del suo tempo. Non lo dimostrano solo castelli e pievi di grande valore architettonico, ma anche un’enogastronomia che dall’olio al pesce di lago - è riuscita a conservare la sua identità ed autenticità. Oggi è altissima l’attenzione alle bollicine da degustare a tutto pasto o in un momento come l’aperitivo, icona contemporanea dell’Italian Style. Questo nuovo orizzonte, maturato in un contesto di attenzione all’ambiente e valorizzazione del patrimonio paesaggistico locale, è una delle sfide più importanti del Consorzio di Tutela che ha portato a termine la modifica del disciplinare di produzione con l’inserimento della tipologia spumante bianco che per decreto deve riportare in etichetta il solo nome della denominazione “GARDA”.
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Biennale danza, 10 giorni di festival a Venezia
Verona, Etiopia: un viaggio oltre il mito
Treviso, Da Vinci Experience
Dal 21 al 30 giugno
Fino al 30 giugno
Fino al 4 agosto
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l 13° Festival Internazionale di Danza Contemporanea, diretto da Marie Chouinard, si svolgerà dal 21 al 30 giugno 2019 con numerosi appuntamenti quotidiani. Dieci giorni con 29 spettacoli di 22 coreografi e compagnie da tutto. Cinque le prime assolute, 9 quelle nazionali e 8 gli interventi inediti creati per il teatro all’aperto nel cuore della città; numerosi incontri con gli artisti; un ciclo di film: tutto negli spazi dell’Arsenale –Teatro alle Tese, Teatro Piccolo Arsenale, Sale d’Armi, Giardino Marceglia – ma anche al Teatro Malibran e in Via Garibaldi. Sono i Leoni, artisti che condividono strategie compositive originali e un approccio multidisciplinare alla danza, alfieri di un’idea estesa e “permeabile” di questa disciplina, a dare il via il 21 giugno al Festival e a marcarne la fisionomia. Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla carriera, artista di formazione “mista” tra arte, teatro e coreografia è a Venezia con Your Girl, spettacolo-rivelazione, e
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’Etiopia, abitata dai primi uomini apparsi sul pianeta custodisce siti archeologici di ammaliante bellezza, come le chiese cristiane del XII-XIII secolo scavate nella roccia a Lalibela o gli obelischi dell’antica città in rovina di Aksum. Secoli e secoli da allora il Museo di Storia Naturale di Verona riprende il filo di quella narrazione fantastica, ripercorrendone i passi attraverso il potere evocativo degli oggetti della sua collezione etnoantropologica, le testimonianze librarie conservate presso la Biblioteca della Società Geografica lasciate nei secoli da audaci esploratori che dalle infinite meraviglie di quelle terre sono stati ammaliati, insieme alle suggestive fotografie e ai video di Carlo e Marcella Franchini (Caluma), che nell’Etiopia di oggi hanno saputo cogliere vivida e onnipresente l’antica bellezza.
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ell’ambito delle celebrazioni del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci, la città di Treviso ospita Da Vinci Experience, il più celebre e visitato percorso multimediale immersivo dedicato al grande genio rinascimentale. La mostra, prodotta da Crossmedia Group, sarà in programma nella Sala Borsa della Camera di Commercio di Treviso fino al 4 agosto 2019. L’evento, propone un format innovativo che guida il pubblico in un itinerario emotivo dentro alle opere, ai progetti, alle visioni, dell’uomo che più di ogni altro ha saputo farsi interprete delle ambizioni antropocentriche dell’umanesimo, applicando il suo genio in innumerevoli ambiti: Leonardo fu in vita pittore, poeta, anatomista, architetto, musicista, ingegnere civile e militare, filosofo, studioso di botanica, nonché cultore di altre e più disparate materie. Cuore del percorso sensoriale presentato al Palazzo della Camera di Commercio è l’area immersiva. Qui si
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Augusto, dove la pratica fisica e vocale attraverso la quale viene concesso agli interpreti di esprimersi è esclusivamente quella della risata a oltranza. Anche Steven Michel – con studi di mimo, danza, percussioni – e Théo Mercier – formato alle arti visive e alla regia – Leoni d’Argento, si incontrano nell’intersezione tra arte e coreografia, frutto di processi di costruzione simili ma con strumenti diversi: da una parte il corpo e dall’altra gli oggetti. L’intero programma su: https://www. labiennale.org/it/danza/2019
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dispiega, a 360 gradi e sul pavimento della sala, un inedito racconto di 35 minuti circa con immagini proiettate continuativamente in loop, integrato dalla diffusione circolare della trascinante colonna sonora originale. Arricchiscono il percorso della mostra infografiche e installazioni video, l’esposizione di dieci modelli di macchine leonardesche. Inoltre, al Palazzo della Camera di Commercio sono allestite otto postazioni per l’esperienza di realtà virtuale 3D con gli Oculus della durata di 7 minuti c.a.
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Grandi eventi Autodromo di Adria
Hashtag Music Festival Student Edition Una grande festa studentesca inaugura l’estate dei giovani l’8 giugno presso la Music Arena di Adria International Raceway
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ontinua la stagione dei grandi eventi musicali all’Autodromo di Adria, già leader in Italia nell’attività motoristica nazionale ed internazionale. Dopo i recenti successi riscossi con gli eventi di ottobre e di marzo scorso, continua e si consolida la collaborazione tra Adria International Raceway – Autodromo di Adria e Give Emotions, agenzia titolare del marchio Hashtag Music Festival e promoter di altri format musicali. In occasione della prima data estiva del Tour di Hashtag Music Festival, l’8 giugno 2019 presso la Music Arena di Adria International Raceway si terrà una grande festa studentesca, nel giorno della fine delle scuole per le vacanze estive. Hashtag Music Festival Student Edition porterà un’importante offerta artistica pensata ad hoc per questo tipo di pubblico e renderà l’evento dell’8 giugno un appuntamento imperdibile, per festeggiare al meglio la fine della scuola nella bellissima location all’interno dell’Autodromo di Adria! Una grande area giochi estiva immersa nel verde accoglierà gli studenti dal primo pomeriggio, con tanti gonfiabili a disposizione
per tutta la durata dell’evento. E sempre dal pomeriggio avrà inizio la lunga festa musicale, con tre format di rilevanza nazionale, per la prima volta assieme proprio ad Adria: Holi Color Explosion, ScuolaZoo e Hashtag Music Festival creano infatti un’offerta musicale del tutto inedita. Tre format molto apprezzati dunque dal pubblico giovane e celebri per la grande animazione ed il grande coinvolgimento che portano con la loro musica. Per tutto l’evento inoltre si alterneranno giovani musicisti, dj, performer e ballerini in un contest che vedrà poi un vincitore per categoria. Momento clou della serata sarà di certo l’esibizione di Edmmaro, importante musicista e produttore, che darà il via ad Hashtag Music Festival nella Music Arena di Adria International Raceway. Sarà un week end di emozioni e passioni all’Autodromo, che in contemporanea ospiterà la XV edizione di Fashion and Tuning, il più grande evento e raduno di auto tuning a livello nazionale. Saranno presenti i migliori prototipi a livello europeo di auto tuning, si
terranno le gare di accelerazione ed il Trofeo Polini. Hashtag Music Festival, importante festival musicale in auge in Veneto da molti anni e di richiamo per il pubblico della zona, continua a far ballare, cantare e divertire il pubblico, con le esibizioni live dei suoi resident dj, delle coreografie di ballerini professionisti e dei performer. Forte dei grandi successi invernali proprio all’Autodromo ed anche grazie alla nascita della sua declinazione “Hashtag In The Club”, questo importante festival apre il suo tour estivo proprio l’8 giugno ad Adria, per continuare poi l’estate musicale a Montegrotto a luglio, a Cavarzere i primi di Agosto, a Caorle a Ferragosto, a
Porto Tolle a fine agosto e a Padova i primi di settembre. E la data dell’8 giugno non sarà solo la prima tappa del Tour, ma darà inizio anche ad un importante progetto solidale, per il quale Hashtag si impegna a raccogliere quanti più fondi possibili. Hashtag Music Festival Tour 2019 appoggia e vuole finanziare la costruzione ed il mantenimento di un pozzo di acqua in Costa d’Avorio, a sostegno di un progetto delle Associazioni Bakanklò e I Calabroni. Per questo ad ogni data Hashtag Music Festival raccoglierà il contributo di quante più persone possibili, per dare il via al più presto alla realizzazione di pozzi di acqua, un piccolo grande sogno che accomuna lo staff organizzativo del festival.
Giardini Aperti al Castello di Spessa a Capriva del Friuli
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opo il successo di Castelli Aperti, il Castello di Spessa di Capriva del Friuli apre al pubblico il suo parco secolare e i suoi giardini all’italiana. L’appuntamento è per domenica 19 maggio, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.30, in occasione di Giardini Aperti 2019, che vedrà oltre 60 giardini privati del Friuli Venezia Giulia accogliere per visite gratuite il pubblico di appassionati del verde, di fiori e giardinaggio. L’evento si svolgerà anche in caso di maltempo. Di antica origine, il parco del Castello di Spessa è passato nella storia attraverso le moltissime vicissitudini che hanno interessato il maniero. Più volte rimaneggiato e rifatto nei secoli, ha attualmente un impianto all’italiana, datogli nell’800 dall’allora proprietario, il barone triestino Demetrio Economo di San Serff. Un vero e proprio Arboretum, che ricopre tutta la cima dell’altura su cui si trova il Castello, dove spiccano querce, cipressi italici, lecci, aceri, farnie, tigli, platani, safore, gelsi, photinie e catalpe, ma anche specie esotiche come lo Spino di Giuda. In onore di Giacomo Casanova, che fu ospite del maniero nel 1773, è stata tracciata nel parco una romantica Passeggiata letteraria, che i visitatori potranno fare seguendo il percorso delle 10 frasi del celebre personaggio sull’amore, le donne, l’amicizia, la vita, incise su artistiche tabelle in ferro battuto. Tutt’intorno, abbracciano parco e maniero distese geometriche di vigneti, da cui provengono i pregiati vini che si possono trovare nel Wine shop all’entrata del Castello: i visitatori vi troveranno l’ultima annata, rivestita con le nuove, romantiche etichette.
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Crucilibro
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La storia supera sempre l’immaginario Vittime, colpevoli, carnefici: nessuno è davvero senza una colpa? Chi sono i veri antagonisti dell’eroe contemporaneo? Lorenzo Moretto
Paolo Zardi
Michele Serra
Alessandro Bertante
Lorenzo, studente ventenne
Uomini e donne contemporanei
Attilio Campi, un cinquantenne
Alessio, giovane eroe
Alter Ego
Il padre
Il destino
Ettore Mirabolani, giornalista
I devastatori
Location
Milano
Italia
Roccapane
La pianura padana
Madre, fratello, inquirenti
La carnalità dell’essere umano
Il testimone di Geova
Zara, la compagna
Intrigo
11 giugno 1994: sei uomini della Guardia di Finanza di Milano bussano alla porta dei Moretto e hanno un mandato di perquisizione e un ordine di cattura e custodia cautelare per il padre. Gravi le ipotesi di reato legate ai fatti di Tangentopoli
27 racconti, storie e momenti che potrebbero essere letti anche come capitoli di un libro. Alcuni personaggi, come capitava in Carver, ritornano più volte, creando una certa coesione nonostante i vari registri toccati
Attilio Campi è un cinquantenne che si è ritirato a vivere in campagna. Alle spalle ha una brillante carriera politica distrutta sul più bello dalla sua stravagante proposta di legge per la reintroduzione dell’uniforme obbligatoria nelle scuole
Il giovane Alessio, il Figlio dei lupi, deve partire dal villaggio montano di Piedimulo per adempiere a una misteriosa missione, affrontando la pianura in cui le tracce della passata civiltà emergono dalla foresta come idoli e fantasmi senza memoria
Finale
Lorenzo smette di essere un ragazzo e cerca di comprendere cosa abbia fatto suo padre: non può essere colpevole di quanto l’accusano, ma è del tutto innocente? Per lui e la sua famiglia la vita normale non tornerà più
La mancanza di sensibilità in questi nostri tempi bui è forse la denuncia letteraria che sottende l’intera raccolta. La voce narrante appare smarrita di fronte a certe azioni della società, così come alcuni protagonisti dei racconti
Si ritira nella solitudine della campagna, in confidente simbiosi con la natura. Si occupa di legna e di irrigazione, e rimugina contro vecchi e nuovi nemici. Aspira all’umiltà e inciampa continuamente ma l’importante è il percorso
Insieme alla compagna di strada Zara, circondato da bestie selvagge e da una natura feroce e incantata, Alessio andrà incontro al suo destino di figlio saldando i conti con il passato, in un’avventura iniziatica intessuta di immaginario
Cosa dire del libro
Un esordio molto forte che affronta una pagina scomoda della nostra storia. L’autore insegue una risposta importante: chi è la vittima e chi il carnefice?
Una raccolta di racconti in cui l’autore cerca di mettere a fuoco l’essere umano con grazia, interrogandosi sui sentimenti che prova
Un romanzo che ben descrive il desiderio di annullamento e di rivalsa, la ricerca dell’umiltà e l’impossibilità di placare un animo agguerrito
In questo nuovo capitolo della saga di Piedimulo, l’autore recupera la vena utopica, l’ambientazione e alcuni personaggi di Nina dei lupi
Eroe/Eroina
Co-protagonisti
Leggere
Lorenzo Moretto Una volta ladro, sempre ladro Minimum fax pp. 203 € 16.00
Paolo Zardi La gente non esiste Neo edizioni, pp. 207 € 14.00
Michele Serra Le cose che bruciano Feltrinellii, pp. 176 € 15.00
Alessandro Bertante Pietra nera Nottetempo, pp. 278 € 18.50 A cura di Germana Urbani
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Mazzetti di asparagi Ingredienti: 3 o 4 asparagi a persona - sale - olio q. b. - aceto di mele - 1 peperone rosso al forno.
Gelatina di fragole Ingredienti: 1 kg di fragole mature – 2 C. di agar-agar in polvere – il succo di mezzo limone – 60 g di zucchero di canna.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.
Preparazione: sbucciare gli asparagi, tenere da parte le punte (che si cuoceranno a vapore), tritare la cipolla, metterla in una pentola con gli asparagi tagliati a pezzetti, il sale, la paprika e un po’ d’olio. A fine cottura aggiungere la ricotta, frullare bene il tutto e guarnire con le punte degli asparagi.
Preparazione: pulire e lavare gli asparagi, sbollentarli in acqua bollente per venti minuti, nel frattempo cuocere al forno il peperone, togliere la buccia, tagliarla a listarelle, condire quindi gli asparagi e legarli con uno o più filetti di peperone.
Preparazione: lavare velocemente le fragole, tenerle da parte 4 o 5 per decorare e frullare il resto fino ad ottenere una purea omogenea. Si può anche filtrare il succo con un colino, per eliminare i semi ed avere una gelatina più raffinata. Metterlo in una casseruola, aggiungere il succo di limone e dolcificare con lo zucchero. Sciogliere nel succo freddo l’agar-agar, quindi mettere sul fuoco a fiamma bassa e portare a ebollizione mescolando. Cuocere per un paio di minuti, quindi spegnere. Bagnare uno stampo adatto e versarvi il composto caldo. Lasciare raffreddare, quindi mettere in frigorifero per un paio d’ore. Al momento di servire, sformare su un piatto da portata e decorare con le fragole tenute da parte, tagliate a metà e un ciuffetto di menta.
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La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Tra un dubbio e l’altro, anche a maggio troverai il modo di arginare problemi e di sorridere alla vita
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Ospiti esclusivi Dj set Animazione
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