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treviso ovest giu2019 n96

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Sport p.20

on-line:

p.33

Salute p.27

GIUGNO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.96

Cultura p.17

L’Europa resiste, ma deve cambiare

di Treviso Ovest

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CURIOSITÀ

Tony e Stark star SCOPRI DI PIÙ dell’Oasi a pag. 35 6 di Cervara

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto servizi allegiovanile. pagg. 4, 6,Sapranno 8, 10, 15, 16 dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

Durighetto, Sartori, Rostirolla i nuovi sindaci

I risultati delle elezioni a Zero Branco, Quinto di Treviso e Morgano: rinnovati i consigli comunali tra conferme e qualche novità

ZERO BRANCO

Bullismo tra i giovani nel bus ISTRANA

Dal Comune in arrivo fondi per le scuole CULTURA

Sile Jazz: 50 eventi per l’estate in musica ATLETICA QUINTO

Alla conquista dei campionati nazionali

I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb

L’Europa resiste, ma deve cambiare

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he non sarebbero state elezioni come tutte le altre Da si sapeva, soloutilizza per via della Brexit. care l’avvenuta consegna presso le Famiglie oggi lae non iazza per certifi Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo , un innovativo Servizio di Controllo e Certificazione il sistema davano per probabile, ma senza grandi entusiaa disposizione delle Aziende che utilizzano la iazza per comunicare con i Clienti. smi. Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha Come indicato però chiaramente che stiamo vivendo un funziona: cambio di stagione, e non soltanto in Italia. segue a pag 3

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L’Europa resiste, ma deve cambiare Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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Le star dell’Oasi di Cervara I

I due nuovi arrivati Tony e Stark sono inseparabili

nsieme non temono nulla. Tanto che hanno deciso di chiamarli con il “vero” nome di Iron Man. Tony e Stark sono gli ultimi due cicognini venuti alla luce nel punto nascite dell’Oasi Cervara. Sono stati i primi a collaudare la nuova incubatrice. Le uova si sono schiuse il primo maggio sotto le lampade termiche della nursery del centro naturalistico di Santa Cristina. Il macchinario consente di ridurre al minimo i rischi per i nuovi nati. La sua importanza è risultata evidente già dal primo utilizzo. Tony e Stark, infatti, non sono orfani. I loro genitori vivono nella voliera delle cicogne della stessa Oasi, che ospita una decina di esemplari. Ma qui il freddo che ha caratterizzato il mese di aprile, con le sue abbondanti piogge, avrebbe messo a repentaglio la sopravvivenza dei piccoli. Anche perché le cicogne in cattività non sviluppano appieno l’istinto materno. “Mettendo le uova nell’incubatrice abbiamo fatto la scelta giusta – spiega Erminio Ramponi, direttore dell’Oasi Cervara – purtroppo c’è la controprova. Non abbiamo prelevato tutte le uova dal nido, in modo da non causare scompensi alla madre. E un piccolo nato nella voliera alla fine non ce l’ha fatta”. Tony e Stark, invece, stanno bene. Sono nati senza particolari complicanze. Gli esperti del centro hanno pesato le uova giorno per giorno. “Ognuna deve perdere un grammo ogni due giorni – rivela il diret- Germana Urbani >direttore@givemotions.it< tore – che è pari al peso degli alimenti mangiati dal piccolo che si sta sviluppando”. La voliera dell’Oasi ha richiamato in zona anche he non sarebbero state elezioni come tutte le una decina di cicogne selvatiche. Hanno fatto il nido sui tralicci di altre si sapeva, e non solo per via della Brexit. Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo Terna. Ma si teme che proprio il freddo inatteso di aprile e maggio davano per probabile, ma senza grandi entusiapossa aver portato alla morte buona parte dei piccoli appena nati. smi. Mauro Favaro Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:

Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

L’Europa resiste, ma deve cambiare

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di Treviso Ovest

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zona di Istrana, Morgano, Quinto di Treviso e Zero Branco per un numero complessivo di 11.539 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

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Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 7 giugno 2019


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Zero Branco

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Elezioni/1 Il vincitore

Luca Durighetto

Durighetto è il nuovo sindaco L

uca Durighetto ha conquistato il municipio. È lui il nuovo sindaco di Zero Branco. La vittoria è arrivata nel segno dell’ex primo cittadino Mirco Feston, che ha mantenuto il proprio nome sulla lista. Durighetto non ha incontrato troppe difficoltà. Ha vinto ottenendo il 51,77% dei consensi (3.323 voti). Elisabetta Bortoletto, candidata sindaco della Lega e del centrodestra, si è fermata al 36,66% (2.353 voti). Infine, Melita Gobbo, candidata sindaco di Per Zero, ha raccolto l’11,58% dei consensi (743 voti). Così è iniziata l’era Durighetto. Fin da subito il neo primo cittadino ha pensato di confermare in blocco gli assessori che erano in carica prima delle elezioni: oltre allo stesso Feston, Lucia Scat-

tolin, Marilena Zugno, Antonio Cazzaro e Francesco Dal Colle. Le priorità sono già chiare. “Stiamo lavorando per realizzare il progetto di una ciclabile lungo il Rio Vernise. L’idea è in fase di valutazione, ma si potrebbe partire già entro la fine dell’estate – annuncia il sindaco –. L’altro obiettivo è la costruzione della nuova palestra. Qui le cose sono già definite: l’investimento ammonta a 700mila euro. Puntiamo ad avviare i cantieri entro la fine di quest’anno”. C’è anche un’altra novità: “Come promesso in campagna elettorale – aggiunge – organizzeremo degli incontri sulla responsabilità civile e penale nell’uso dei social network, in collaborazione con le forze dell’ordine”.

“Stiamo lavorando per realizzare il progetto di una ciclabile lungo il Rio Vernise. L’idea è in fase di valutazione, ma si potrebbe partire già entro la fine dell’estate”

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Poi ci sono i nodi di sempre: il traffico che attanaglia la strada Noalese e lo sviluppo dell’aeroporto Canova di Treviso: “Il volume dell’attività dell’aeroporto deve essere compatibile con i territori limitrofi – scandisce

il primo cittadino –, non si può pensare di rendere ancora più complicata una situazione che è già critica”. Durighetto è il primo a sapere che con Feston nella squadra che guiderà il municipio per i prossimi cinque anni potrebbe esporsi alle critiche di chi pensa che a comandare sarà sempre l’ex sindaco. Questo, però, non lo spaventa: “Se ho Cristiano Ronaldo in squadra lo faccio giocare – conclude –, poi qualcuno potrà dire che la squadra vince perché c’è lui. È una lettura semplice e superficiale. Non sarebbe comunque un problema, perché la realtà è che noi da sempre siamo stati abituati a ragionare come squadra”. Mauro Favaro

Feston recordman di preferenze

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ndici seggi alla lista civica Feston, quattro alla Lega e al centrodestra e uno alla civica Per Zero. Il nuovo consiglio comunale di Zero Branco è composto in questo modo. “Abbiamo ottenuto un risultato eccellente, costruito negli anni di amministrazione – commenta soddisfatto il neo sindaco Luca Durighetto –. I cittadini hanno fatto la tara tra le persone che conoscevano e che avevano già dimostrato di saper amministrare e altre proposte sostanzialmente standard”. Sui banchi della maggioranza siederanno l’ex sindaco Mirco Feston, Lucia Scattolin, Marilena Zugno, Francesco Dal Colle, Andrea Bortolato, Nicole Cazzaro, Aurora Pizziolo, Andrea Favaretto, Michelle Masiero, Claudio D’angelo e Giuseppe Dal Bo’. Il recordman di preferenze è stato per distacco Feston, che ha raccolto da solo esattamente 440 voti personali. In cima alla classifica dei più votati, poi, c’è la pattuglia degli ex assessori, praticamente al gran completo. Alle spalle di Feston si è piazzata Scattolin, con 267 preferenze. Alla quale si aggiungono Zugno (180) e Dal Colle (154). Di seguito Bortolato (135) e Cazzaro (94). Alla fine sono rimasti fuori cinque candidati della lista civica Feston: Simona Bianchi, Riccardo Donà, Dominga Pesce, Amedeo Requale e Andrea Zanlorenzi. Per il centrodestra, oltre alla candidata sindaco Elisabetta Bortoletto, hanno strappato il pass per l’assemblea del municipio anche Roberto Moretto, Anna Durigon e Moreno Grava. Moretto ha fatto incetta di preferenze nell’ambito delle liste che si ritrovano all’opposizione. Alla fine ha portato a casa 174 voti personali. Restando nel campo del centrodestra, nessuno ne ha presi di più. Mentre Francesca Pesce e Alberto Brognera, rispettivamente con 99 e 97 preferenze, si sono fermati a un passo dall’elezione. L’ultimo seggio disponibile in consiglio comunale è andato a Melita Gobbo, candidata sindaco della lista civica per Zero. Questa ultima sperava di riuscire a eleggere almeno un altro consigliere. Ma il più votato della lista civica Per Zero, Salvatore Sportiello, si è fermato a 51 preferenze personali. (Ma.Fa.)


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Zero Branco

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Elezioni/2 Le dichiarazioni delle candidate sconfitte

Bortoletto annuncia ferrea opposizione. Gobbo: “Soddisfatta”

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ell’ultima settimana di quanto riguarda il fatto di non campagna elettorale ci aver corso uniti al centrodestra, sono stati degli atteggiamenti la decisione di escludere me e scorretti da parte della lista che altri componenti della lista è ha vinto. Noi, comunque, sia- stata una scelta consapevole mo soddisfatti. Abbiamo fatto il presa dai partiti – mette in chiaprimo passo. Adesso lavorerero Melita Gobbo – ma non credo mo per ricostituire il tessuto del nessuno possa recriminare. Se centrodestra a livello locale”. le cose sono andate come sono Elisabetta Bortoletto, candidata andate, evidentemente, a ragiosindaco sostenuta dalla Lega e ne o a torto, non c’erano i predal centrodestra, non rinuncia supposti per fare diversamente. a una punta di veleno dopo le Da parte nostra c’era l’intenelezioni del 26 zione di portare maggio. L’oppoavanti un pro“Atteggiamenti getto credibile e sizione in consiglio comunale si in questo senso scorretti preannuncia ferintendo impein campagna rea. gnarmi evitando, elettorale “Abbiamo fatto comunque, le un buon lavoro contrapposizioni da parte di chi ricompattando il per partito preso ha vinto” nostro gruppo – con chiunque diannuncia – ricosponibile al diaminciamo da qui. I partiti non logo e al contraddittorio”. vengono prima delle persone. “Considerato che lista e canAbbiamo ottenuto il consenso didatura sono state frutto di un di chi ha creduto in noi. A fronte lavoro svolto in poco più di due di questo, i partiti rappresenta- mesi – conclude – posso riteno una forza aggiuntiva”. nermi quasi pienamente sodFino a poco prima delle eledisfatta. Speravamo di ottenere zioni si pensava che anche la un secondo consigliere. Ma il civica Per Zero potesse far parte risultato può essere considerato della compagine della Borto- positivo”. Mauro Favaro letto. Ma non è stato così. “Per

Voto “disgiunto”: alle elezioni europee gli zerotini hanno premiato la Lega Hanno riservato qualche sorpresa i risultati elettorali di Zero Branco dove, domenica 26 maggio, gli oltre 11 mila abitanti sono stati chiamati alle urne per votare sia le europee sia le amministrative. I cittadini infatti hanno diviso la loro preferenza, premiando a livello locale una corrente preferenzialmente di centrosinistra, mentre a livello comunitario la Lega. L’affluenza è stata del 71,44% infatti (dati provenienti dal Ministero dell’Interno), per un totale di 6.616 votanti, 101 le schede bianche, 124 quelle nulle e 0 contestate. La Lega Salvini Premier ha ottenuto oltre la metà delle preferenze: 3.557 voti, il 55,66%. In seconda posizione si è piazzato il Partito Democratico con

1.018 preferenze (il 15,93%). A cascata poi si sono collocati tutti gli altri schieramenti: il Movimento 5 Stelle con 581 voti (9,09%), Forza Italia con 400 (6,26%), Fratelli d’Italia con 362 preferenze (il 5,66%), +Europa – Italia in Comune – Pde Italia con 120 voti e l’1,88%, Europa verde con 119 e l’1,86%. Infine, quei partiti che non hanno superato il centinaio di preferenze come il Popolo della famiglia, la Sinistra, il Partito Animalista, il Partito Comunista, Casa Pound Italia, il Partito Pirata, Popolari per l’Italia, Forza Nuova, SVP e Ppa Movimento Politico Pensiero Azione che hanno ottenuto rispettivamente dai 64 fino ai 5 Ga.Fe. voti per schieramento.


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Zero Branco

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Bullismo tra i giovani nel bus Un ragazzo di colore è stato vittima di commenti di natura razzista da parte di due sue coetanee nell’autobus diretto a scuola. Rapido l’intervento di amministrazione comunale e polizia locale

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ullismo sullo scuolabus. A metà maggio è emerso un caso che ha scosso l’intero paese. Sulla corsa che di mattina stava portando i ragazzi a scuola, un bambino di colore è stato preso a spintoni da due ragazzine. Non solo. Una delle due l’ha anche “invitato” a sedersi sui posti anteriori del mezzo specificando che “i negri si siedono davanti, i bianchi dietro”. La triste vicenda è stata raccontata direttamente dalla mamma del piccolo attraverso un post sulla pagina Facebook “Cara Italia”, dedicata all’integrazione degli immigrati. “Mio figlio è stato bullizzato nel pulmino della scuola media. Oltre a essere stato malmenato da due ragazzine più grandi di lui, una di esse gli ha detto “i negri si siedono davanti, i bianchi dietro” – ha spiegato –. Lui ha detto che non si è difeso perché sennò rischiava di far loro del male e perché aveva paura di passare

dalla parte del torto”. “Una cosa così grave non era mai successa”, aggiunge la donna. Per fortuna, però, l’episodio non è rimasto senza risposta. Una volta a scuola, il bambino ha raccontato tutto agli insegnanti, che l’hanno accompagnato a denunciare l’accaduto alla direzione dell’istituto. E nel pomeriggio dello stesso giorno l’assessore all’Istruzione del Comune ha contattato la madre. In municipio non sono rimasti a guardare. Il giorno seguente è salito a bordo dello scuolabus anche il comandante della polizia locale, che ha spiegato a tutti i bambini e i ragazzi che atti del genere non sono tollerati. Vista l’immediata reazione della comunità, la mamma ha fatto sapere che non intende sporgere denuncia. Sulla questione è intervenuta anche la Cgil di Treviso. “Fatti come questi non solo sono da condannare, ma rappresentano

un campanello d’allarme – nota il segretario generale Mauro Visentin –. Il nostro territorio non è immune da quello che avviene a livello nazionale: il continuo uso di linguaggi divisivi e aggressivi, lo sdoganamento dell’intolleranza, la pervasività

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di un’agenda politica spostata solo su alcuni determinati temi alimentano drammatici fenomeni di razzismo, xenofobia, omofobia e odio anche all’interno delle nostre comunità”. Mauro Favaro


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Quinto di Treviso

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L’intervista Il nuovo sindaco Sartori

“Priorità? Dare risposte ai bisogni delle periferie” Partire dai più deboli. È questa la priorità che si è fissata il nuovo sindaco di Quinto di Treviso Stefania Sartori Dal giorni dell’elezione il neo primo cittadino si è messa subito al lavoro e ha chiesto agli assessori della giunta uscente una relazione completa sulle attività degli ultimi 5 anni. “Partiamo dal sociale pensando ai bisogni delle fasce più fragili della nostro comunità - dice - a cominciare dal tema della non autosufficienza, delle famiglie che assistono un anziano, della disabilità. E di chi magari ha perso il lavoro e fatica a ritrovare una nuova occupazione. Partiamo dai più deboli per garantire a tutti opportunità di

Il sindaco Stefania Sartori

migliorare la qualità della propria vita”. Al momento in cui andiamo in stampa, Sartori non ha ancora completato la lista degli assessori. Unico punto fermo è Mauro Dal Zilio: l’ex sindaco andrà probabilmente a occupare la sedia del vice e avrà tra i referati quello relativo all’aeroporto. “Sto facendo ancora le valutazioni del caso per mettere a

punto la squadra che avevo in testa durante la campagna elettorale. Entro poco scioglierò ogni riserva”. Si è data un obiettivo per i famosi “primi 100 giorni”? “Sì, ed è quello di acquisire

una conoscenza dettagliata del territorio, in particolare delle aree periferiche più distanti dal centro e di cui voglio intercettare bisogni e istanze, da quelli più semplici a quelli più complessi”.

Facciamo un esempio. “Direi su tutto la sistemazione delle strade. Si tratta di manutenzioni che possono sembrare di poco conto e che invece hanno una grande importanza per i cittadini: le asfaltature, la sicu-

rezza dei marciapiedi, l’illuminazione. Su quest’ultimo punto in particolare c’è un vasto progetto da completare per la messa in efficienza dell’illuminazione pubblica. Che significa più corpi illuminanti e soprattutto l’utilizzo delle tecnologie che ci consentono di poter sfruttare un considerevole vantaggio economico attraverso il risparmio energetico”. Rimane una “grande incompiuta” lasciatale in eredità da Dal Zilio? “Direi proprio di no. Io credo che per amministrare bene Quinto ci si debba porre in continuità con le scelte che sono state operate dal mio predecessore”. Quali sono le questioni aperte che secondo lei hanno una particolare importanza? “Oltre al sociale direi la sicurezza. Che significa lavorare come è stato fatto negli ultimi 10 anni per garantire un buon presidio del territorio”. Il tema dell’immigrazione? “A Quinto vivono tanti stranieri perfettamente integrati. Chi lavora e rispetta le regole è il benvenuto. Se invece parliamo della cosiddetta questione dei migranti mi pare che lo scenario generale, grazie al nuovo governo, sia cambiato in maniera radicale. Quello che succedeva prima, cioè l’arrivo improvviso e senza preavviso di stranieri che venivano di fatto imposti alle comunità secondo i meccanismi della cosiddetta accoglienza emergenziale, è un fenomeno che mi pare sia venuto meno”. Dal Zilio resta in giunta: non sarà una presenza ingombrante? “Al contrario, direi che Mauro porta un valore aggiunto in termini di esperienza e capacità che sicuramente ci aiuterà a fare bene”. Denis Barea (continua a p.10)


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Quinto di Treviso

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Lo sconfitto Chinellato

“Faremo sentire forte la nostra voce” P

er sfuggire alla tagliola di un avversario che poteva contare sul simbolo di una Lega arrivata alle amministrative con il vento dei sondaggi - confermati - in poppa, il candidato della civica “Per Quinto” Antonio Chinellato aveva cercato di smarcarsi dallo schema destrasinistra, proclamando l’assoluta trasversalità del nuovo soggetto in cui, in ogni caso, erano confluite le anime del cosiddetto schieramento progressista di Quinto. “Per Quinto - aveva tenuto a ribadire Chinellato - non è di centrosinistra, tutte le persone che la compongono e che hanno contribuito al lavoro svolto in campagna elettorale avevano messo da parte le ideologie e i

colori politici per unirsi attorno a un programma concreto con il quale affrontare i tanti aspetti irrisolti del nostro territorio”. Ma non è bastato. “Ma si è trattato di un voto molto politico - spiega Chinellato - trainato dall’esito della consultazione per le europee che ha certamente premiato la Lega, partito che è andato a far crescere il proprio bacino di votanti un po’ dappertutto”. Che bilancio fare allora di questa esperienza? “C’è un dato generale che vede primeggiare il Carroccio ma serve allo stesso tempo svolgere una ragionata e approfondita riflessione a livello locale. A mio parere sull’esito delle elezioni a Quinto ha pesato anche

Antonio Chinellato

Rettifica il fatto che non ci è stata data la possibilità di fare un confronto pubblico diretto tra i candidati sindaco. Io ero pronto”. Da dove riparte il vostro progetto? “Dal lavoro che sarà svolto stando all’opposizione, da cui faremo sentire forte la voce delle nostre posizioni, delle nostre idee e delle nostre proposte per il bene di Quinto. Saremo pressanti e decisi nel richiamare la maggioranza ad amministrare nel’interesse di tutti i cittadini, nessuno escluso”. Si rimprovera nulla di come avete svolto la campagna elettorale? “No, è stato uno sforzo molto importante portato avanti all’insegna del desiderio di im-

pegnarci per la comunità e proponendo un programma che puntava dritto al cuore dei problemi della nostra collettività”. Ha annunciato un’opposizione serrata e soprattutto concentrata sui temi concreti. Questo significa anche voler dare continuità, in prospettiva, alla nuova civica? “Certamente. Abbiamo intenzione di organizzare una squadra che dovrà portare avanti un lavoro importante e che vuole anche acquisire quella esperienza e quella maturità in campo amministrativo che diventeranno un valore aggiunto quando, fra 5 anni, saremo nuovamente chiamati alle urne”. Denis Barea

“Gestione del tema aeroporto a Dal Zilio”

T

ra le priorità della nuova amministrazione comunale c’è senza alcun dubbio il nodo aeroporto. Su questo il sindaco Sartori ha già le idee chiare. “Parto - spiega - da due punti fermi: il primo è che noi dobbiamo tutelare e salvaguardare il più possibile gli interessi dei cittadini di Quinto. Il secondo, su un piano pratico, riguarda la decisione che ho preso di affidare la gestione del problema aeroporto a Mauro Dal Zilio, che se ne è occupato in questi ultimi dieci anni e che conosce la materia in tutte le sue sfaccettature”. Partiamo da un dato di fatto: per quanto ci sia ancora un comitato che ne chiede la chiusura il Canova è lì per restare operativo. “E su questo non ci sono dubbi. Nè io sono per la chiusura dello scalo, che sicuramente ha una importanza notevole per il sistema economico di tutto il territorio. Ma ci sono delle situazioni che possono essere corrette e migliorate”.

Ad esempio? “Ad esempio i decolli, che rispetto ai sorvoli su Quinto avrebbero dovuto non essere superiori ad un certo numero al giorno...” Una questione che sembrava risolta, prima del dietrofront di Treviso e la modifica delle decisioni già prese da parte della commissione Via. “Treviso ha puntato i piedi”. “Ma piuttosto di farsi la guerra in casa, tra l’altro tra amministrazioni dello stesso colore politico, non sarebbe meglio collaborare? “Sono tanti i nodi che devono essere sciolti. Diciamo che Dal Zilio ha davanti a sé una gran molte di lavoro. Di sicuro c’è una cosa: noi andremo avanti con le nostre battaglie. Affrontare il tema con il Comune di Treviso è sicuramente una cosa che dovrò essere presa in considerazione”. (De.Ba.)

L’ex sindaco Mauro Dal Zilio

L’ex sindaco convince ancora Si portava in dote dieci anni da sindaco e una popolarità alle stelle Non a caso il primo cittadino uscente Mauro Dal Zilio, atteso

Nel numero di maggio del nostro giornale, il titolo dell’articolo a p10 riportava “Il centro-sinistra unito alle urne”. E all’interno si faceva riferimento alla coalizione come di centrosinistra. Il candidato Chinellato fa sapere che “tutte le persone che costituiscono la nostra lista hanno messo da parte le ideologie e i colori politici per unirsi attorno ad un programma concreto con il quale affrontare i tanti aspetti irrisolti del nostro territorio.Preciso che Quinto Futura e Quinto Domani hanno aderito al nuovo soggetto politico che è costituito anche da altre componenti sociali e politiche della società Quintina”.

da un nuovo ruolo nella giunta, era stato inserito come candidato consigliere nella lista a trazione leghista che si è presentata a sostegno di Stefania Sartori. Il risultato finale parla chiaro: Dal Zilio è il consigliere comunale più votato con 400 preferenze. Un successo personale im-

pressionante che dice come praticamente abbia raccolto da solo oltre un quarto dei consenti andati alla lista dei vincitori, più che doppiando Nadia Soligo, la seconda più votata all’interno del centrodestra. Non a caso la stessa neo sindaco, arrivati i risultati, aveva sottolineato come il successo fosse giunto anche grazie al patrimonio di consenso di Dal Zilio. Gli otto consiglieri eletti nella lista di maggioranza sono, oltre al sindaco, Franco Arrigoni (107 preferenze), Alessio Bettiol (121 preferenze), Isabella Da Forno (87 preferenze), Cindy Dal Zilio (119 preferenze), Mauro Dal Zilio (400 preferenze), Michele Gallinaro (108 preferenze), Nadia Soligo (193 preferenze) e Cristina Veneziano (165 preferenze). Alla civica “Per Quinto” sono andati invece quattro consiglieri: oltre al candidato sindaco Antonio Chinellato sono stati eletti Dino Brunello, Flora Sartorato e Daniele Bessegato. Recordman delle preferenze tra i banchi dell’opposizione proprio Brunello, con 211 voti. Restano invece fuori, malgrado un buon risultato personale, Vleria Favotto (121 preferenze) e Gianluca Franchetto (117). De.Ba.


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Istrana

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Progetti L’annuncio del sindaco

Dal Comune in arrivo 700mila euro per le scuole Scuola media, il Comune porta avanti il progetto finanziando l’opera con 709mila euro “Con il consiglio comunale del 29 aprile scorso abbiamo approvato il bilancio consultivo – spiega la prima cittadina Maria Grazia Gasparini –. Da questo, 709mila euro dell’avanzo di bilancio sono stati dati al progetto delle scuole”. Operazione questa che non poteva essere fatta prima dell’approvazione del bilancio consultivo, in quanto l’avanzo risultava non utilizzabile. “Questo costituisce una nuova fonte di finanziamento oltre alla cessione del terreno della casa di riposo per il quale stiamo ancora aspettando il rogito”, af-

fatti richiedevano una garanzia di finanziamento che andasse oltre all’effettivo costo della progettazione che ammonta ad oltre 400mila euro. Gli step successivi costituiranno ora nella redazione del progetto

definitivo e poi esecutivo. “La progettazione terrà conto anche della palestra ma il primo stralcio dei lavori sarà quello della scuola. Siamo in fase di capitolato di gara, poi ci sarà la condivisione del bando trami-

PRODUTTORE CASE IN LEGNO

te il sito del Comune e l’affidamento – spiega Gasparini – Le valutazioni per l’affidamento saranno fatte dalla Sua. Una volta conclusi questi passaggi si è pronti a partire con i lavori”. Lucia Russo

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Attesa per scoprire quale sarà il volto definitivo dell’istituto Sono dunque giorni di attesa per scoprire quale sarà il volto definitivo della nuova scuola media. Nelle scorse settimane, il progetto preliminare vedeva la realizzazione di una sorta di “cittadella dello studio” nella zona dove attualmente sono site le elementari, le medie e l’asilo con una viabilità dedicata che prevede anche aree totalmente pedonalizzate e un viale alberato per garantire la sicurezza degli studenti in accesso e in uscita dall’istituto.

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ferma la sindaca. Al futuro arrivo della somma derivata dal rogito della casa di riposo, si aggiungerà eventualmente anche quello della graduatoria per i mutui Bei. “Siamo ancora in attesa – afferma la prima cittadina –, non conosciamo ancora le tempistiche”. La volontà che l’amministrazione sta portando avanti è quella di avanzare con la progettualità dando garanzie alla Sua (stazione unica appaltante). Quest’ultime in-

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Tra i buchi rilevanti della bozza del progetto c’era la mancanza di un’aula magna interna al polo scolastico delle medie e di una volontà dell’amministrazione di adibire a tale uso l’auditorium esterno. “Nella progettazione si riprenderà in mano il discorso dell’aula magna”, afferma la sindaca Maria Grazia Gasparini. (Lu.Ru.)


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Istrana

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Cerimonia Norina e Cristiano

Festa in città per i due cavalieri D

ue nuovi cavalieri in città. Un 2 giugno davvero speciale che ha visto, nella cornice di piazza dei Signori a Treviso, l’attribuzione del titolo di cavaliere a due istranesi. Loro sono Norina Ceccato e Cristiano Stella. Quest’ultimo, nato ad Istrana l’8 giugno 1937, in una famiglia che gestiva un bar-osteria in quel di Ospedaletto, si è distinto per le sue ricerche in ambito medico, con particolare attenzione alla radioterapia e medicina nucleare. Nel settembre del 1972 viene assunto dall’ospedale di Treviso nel reparto di Radioterapia e Medicina Nucleare e, su autorizzazione del nosocomio, iniziatad effettuare consulenze in quasi tutti gli ospedali e dispensari antitubercolari della

Provincia di Treviso. Figura di riferimento per la sanità dell’epoca e, anche dopo la quiescenza, ha iniziato a dedicarsi alla libera professione in qualità di Esperto Qualificato per la sorveglianza fisica dalle radiazioni ionizzanti e di Fisico Medico per controlli di qualità su apparecchi RX e sorgenti gamma. Norina Ceccato invece, è nata a San Giorgio in Bosco il 18 marzo del 1947, ottava di nove figli, si è sposata nel 1971, ha avuto due figli e abita a Istrana dal 1996. Ha insegnato per 40 anni presso la scuola primaria, per 15 anni a Treviso e per il restante periodo a Istrana trasmettendo ai colleghi delle scuole primarie e secondaria, le competenze

Norina Ceccato e Cristiano Stella durante la celebrazione in presenza del sindaco Maria Grazia Gasparini

I due cittadini istranesi sono stati premiati per l’impegno sociale che hanno dimostrato nel tempo verso la loro comunità

acquisite tramite corsi di aggiornamento interni. Dal 2006 al 2008 è stata direttrice della scuola dell’infanzia Giovanni XXIII di Villanova d’Istrana e attualmente fa parte del comitato di gestione della stessa scuola. Da 10 anni è membro del consiglio pastorale della parrocchia di Villanova e dal 2004 fa parte del consiglio della Pro loco di Istrana. È segretaria del Premio di poesia Istrana organizzato dalla stessa Pro loco. Nel 2009 è stata eletta presidente Avis del comune di Istrana.

Due figure di grande rilievo nel territorio istranese che, si sono sapute distinguere per l’attaccamento al comune che hanno saputo valorizzare in diverse occasioni. “Sono molto orgogliosa di essere stata presente insieme a loro durante la cerimonia tenutasi in piazza dei Signori a Treviso – afferma la prima cittadina Maria Grazia Gasparini – Sono un’eccellenza del territorio e, attraverso le loro azioni, ne rappresentano l’anima”. Lucia Russo

Investimento di 220mila euro per le strade

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Via al progetto di maxi asfaltature e messa in sicurezza delle strade comunali. Un investimento da 220mila euro appaltati in due interventi da 150mila euro dettati dall’avanzo dell’amministrazione del 2018 e di 70mila nel 2019 a carico dello Stato. Interventi puntuali nelle strade e nelle vie che presentano più criticità e richiedono una manutenzione più certosina. In via Cesare Battisti sarà sistemato il marciapiede del tratto dell’ex consorzio, quello della pesa comunale in via del Capitello, nel tratto est all’incrocio con via Giuseppe Verdi e con via Giacomo Puccini e via Vivaldi. Sistemato il parcheggio della pesa comunale e quello di via Aldo Moro. Saranno soggetti a manutenzione anche via Castellana sul tratto ovest fino all’incrocio con via Garibaldi compreso il tratto est, rappezzata anche via Filzi sul tratto sud nell’incrocio con via Battisti. Medesimi lavori saranno fatti su via Sauro sul lato ovest all’incrocio con via Battisti, via Lazzaretto fino all’incrocio con via Giuseppe Garibaldi, via Campagna fino all’incrocio con via Pinelle e fino a quello con via Oberdan. Via del Capitello sarà soggetta a rappezzo con bonifica delle radici mentre in via del Rio saranno installate delle barriere per garantire la sicurezza stradale. In via Morgana adeguamenti alla rotonda con l’incrocio di via mons. Milani e l’abbassamento dell’accesso carraio nel lato sud della parrocchia. Sistemata via Graziotto nel tratto nord nell’incrocio con via delle Casette e il sud con via Del Mutton. Lavori anche in via Piave nel tratto che porta verso il centro della frazione di Sala, via San Pio X, via San Stefano e il tratto finale di via Dei Pieri. Verrà completata la rotatoria di via Monte Santo nel centro di Villanova e sistemato il tratto nord dell’incrocio tra via Tre Forni e via Morgana. (Lu.Ru.)


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Morgano

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Sindaco Il successo di Daniele Rostirolla

Rostirolla di nuovo sindaco stravince alle elezioni D

aniele Rostirolla guiderà il municipio di Morgano per altri cinque anni. Alle elezioni comunali del 26 maggio è stato riconfermato praticamente con un plebiscito. Il candidato della lista della Lega e dei moderati ha ottenuto il 77,33% dei consensi (1.968 voti). Molto più indietro lo sfidante: Giuseppe Ceccon, candidato della lista Morgano Civica, non è andato oltre il 22,67% (577 voti). “E’ un ottimo risultato che premia il buon lavoro che abbia-

Altri 5 anni per il candidato della lista della Lega che ottiene oltre il 70% dei consensi; ora la scelta del vicesindaco che per tradizione dovrebbe essere di Morgano mo fatto negli anni – sottolinea Rostirolla – ci siamo sempre concentrati sul nostro lavoro senza mai attaccare gli avversari in modo scomposto, cosa che invece gli altri purtroppo non hanno fatto”. In attesa della comunicazione ufficiale, per il posto di vicesindaco sembrano essere in corsa in tre. In lizza ci sono Elena Pasqualetto, che ha catalizzato i voti del centrodestra extra-Carroccio, Alberto Rossetto, vicesindaco uscente, e Domenico Basso, riferimento dell’Avis. Senza scordare Lara Seccafien. Andando in ordine di preferenze, dovrebbe toccare a Pasqualetto, che ha fatto il pieno di voti personali: 176. Nessuno ne ha conquistate di più. In Comune, però, vige una sorta di regola non scritta: se il sindaco è di Badoere, frazione più popolosa, il vice “deve” essere di Morgano, e viceversa. In base a questo assioma, l’incarico dovrebbe essere assegnato ancora una volta ad Alberto Rossetto, guida della Lega di Morgano e commissario a Zero Branco. Toccherà al sindaco Rostirolla sciogliere il nodo. Adesso è anco-

ra il momento dei ringraziamenti. “Voglio esprimere un grande ringraziamento a tutti i cittadini che ci hanno sostenuto e incoraggiato. Ringrazio anche coloro che hanno una diversa visione dalla nostra e che non ci hanno votato, in quanto ogni veduta differente può divenire una risorsa – conclude il primo cittadino – ringrazio la mia squadra assicurando che anche gli esclusi saranno parte del nostro progetto di lavoro. E ringrazio mia moglie e mio figlio

2019.06.LA PIAZZA_MEZZA_BK30+caffe 160 220.pdf

Daniele Rostirolla

per avermi sostenuto in questa avventura, consapevoli che avrei dedicato poco tempo alla famiglia. L’ottimo risultato ottenuto è una grande soddisfazione, ma anche una grande responsabilità che vogliamo onorare mettendoci subito al lavoro: rimbocchiamoci le maniche”. 1

06/06/19

15:39

Mauro Favaro

Niente da fare per l’ex preside Ceccon

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iente da fare per il centrosinistra. La lista della Lega e dei moderati è una corazzata. Alla fine di questo mandato, avrà governato Morgano per 25 anni. Un quarto di secolo. Numeri da record. Giuseppe Ceccon, 65enne ex preside del liceo Giorgione di Castelfranco che ha sfidato Rostirolla con la sua Morgano Civica, sostenuta anche dal Pd, si è fermato al 22,67 per cento, mettendo assieme 577 voti. Davanti allo strapotere del Carroccio e del centrodestra alza le mani. Non è un segno di resa. Il gesto è dettato dalla consapevolezza che bisogna lavorare sodo dall’opposizione. “Il periodo storico è questo – allarga le braccia Ceccon – ora ci attrezzeremo per la traversata del deserto in modo da essere più pronti alla prossima occasione”. Si sta già preparando a guidare la minoranza sui banchi del consiglio comunale. “Ho accettato questa sfida perché me lo impone la mia coscienza di cittadino, che come tanti altri cittadini non ne può veramente più di questo clima

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di “ragioni urlate”, di “pensiero unico”, di imbarbarimento dei rapporti sociali e di intolleranza generalizzata – ha spiegato – vorremmo costruire tutti assieme una proposta alternativa, dove sia possibile far conoscere alla popolazione che esiste una modalità diversa per stare insieme, di interessarsi e di occuparsi della cosa pubblica e, in definitiva, di curare il bene comune. Questo è lo spirito che anima me e quanti insieme a me ritengono che questa sia una nobile sfida che valga la pena di essere perseguita fino in fondo”. Ma.Fa.


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Morgano .

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Il nuovo consiglio uscito dalle urne Un terzo dei seggi va a Morgano Civica, con il candidato sconfitto Giuseppe Ceccon in prima linea, il restante alla lista Lega e moderati; boom di voti per Elena Pasqualetto, la più giovane eletta

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tto seggi alla lista Lega e moderati per Morgano e quattro alla lista Morgano Civica, sostenuta anche dal Partito Democratico. È composto così il nuovo consiglio comunale. Per la maggioranza, oltre al sindaco Daniele Rostirolla, ci sono Domenico Basso, Enzo Dal Corso, Elena Pasqualetto, l’ex primo cittadino Giuliano Pavanetto, Andrea Righetto, Alberto Rossetto, Franco Schiavon e Lara Seccafien. L’opposizione risponde con il candidato sindaco Giuseppe Ceccon più Liliana Fregonese, Maria Domenica Pedone e Luigi Ceccon. La più votata in assoluto è stata Elena Pasqualetto, assessore uscente, candidata nella lista Lega e moderati. È riuscita a mettere assieme da sola esattamente 176 preferenze. Con i suoi 41 anni è la più giovane eletta nel nuovo consiglio comunale. Nella lista del Carroccio altri

tre candidati hanno raggiunto e superato la tripla cifra: 117 preferenze per Lara Seccafien e 101 preferenze a testa per il vicesindaco uscente Alberto Rossetto e Giuliano Pavanetto. Di seguito, Domenico Basso, riferimento dell’Avis di Morgano e Badoere, ne ha messe assieme 89. Tre in più di Enzo Dal Corso. Quattro, invece, sono rimasti fuori: Aurora Giacomin, la più giovane della lista con i suoi 20 anni, arrivata a 31 preferenze; Enrico Lazzaro (55 preferenze), Nicola Pezzato (52 preferenze) e Simona Salvador (14 preferenze). Il sindaco Rostirolla, comunque, ha già assicurato che nei prossimi cinque anni coinvolgerà nell’azione amministrativa, a vario titolo, tutti i componenti della lista. Insomma, nessuno sarà escluso. Per quanto riguarda “Morgano Civica” le più votate sono state due donne: Maria Dome-

Elena Pasqualetto, consigliera più giovane e boom di preferenze

nica Pedone (37 preferenze) e Liliana Fregonese (36 preferenze). A chiudere il quadro degli eletti nel nuovo consiglio comunale per l’opposizione c’è Luigi Ceccon (29 preferenze).

Si sono fermati poco lontano Gualtiero Roncato, Marilena Favaro, Leonardo Bernardi, Valerio Francescato e Alessandro Basso, segretario del Pd di Morgano. Mauro Favaro

IL RIUTILIZZO DELLE ACQUE GRIGIE Il sistema di recupero e riutilizzo acque grigie IDROCELL può ridurre il consumo di acqua potabile …

DEPURAZIONE ACQUE REFLUE CIVILI ACQUE DI PRIMA PIOGGIA RECUPERO E RIUTILIZZO ACQUA ACQUE PRIMARIE E POTABILIZZAZIONE Le acque pluviali che dilavano le superfici asfaltate quali parcheggi o aree di manovra rappresentano una fonte importante di inquinamento dei corpi idrici ricettori. Nell’attraversare l’atmosfera le gocce di pioggia assorbono le sostanze inquinanti ivi presenti e una volta raggiunto il terreno le gocce acquisiscono ulteriori contaminazioni a contatto con strade, rifiuti, vegetazione e superfici pavimentate. Oggi, in tutti i paesi, sono state introdotte normative specifiche atte ad accumulare o trattare le acque di prima pioggia che possono provocare inquinamento elevato nei corpi ricettori. Il problema delle acque di prima pioggia è stato studiato da IDRODEPURAZIONE che ha messo a punto diverse tipologie di impianti per piccole, medie e grandi superfici.

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Cultura .

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Sile Jazz: 50 eventi per l’estate in musica Torna l’evento dell’estate che si ripropone di unire la musica jazz contemporanea alla scoperta dei luoghi del fiume Sile

A

l via dal 13 giugno l’ottava edizione di “Sile Jazz - suoni senza frontiere”, l’evento dell’estate che si ripropone di unire la musica jazz contemporanea alla scoperta dei luoghi del fiume Sile. Quest’anno l’organizzazione vuole puntare maggiormente sulla valorizzazione del territorio e per farlo ha predisposto una serie di percorsi ciclabili, che condurranno ai diversi appuntamenti del Festival, dove i partecipanti potranno gustare piatti tipici nei ristoranti più vicini grazie ai “Sile Jazz Menù”: proposte culinarie pensate ad hoc per far rivivere sapori del passato. Il titolo dell’evento rimanda alla voglia di creare curiosità nella scoperta del Parco del Sile e dei luoghi circostanti come le antiche Ville Venete che costituiranno le sedi del Festival. Sarà riproposta anche per questa edizione 2019 la crociera con il battello nella Laguna di Venezia, accompagnata, come di consueto, da

un concerto musicale. Alla direzione artistica è riconfermato il bassista e compositore Alessandro Fedrigo. La manifestazione, organizzata da nusica.org e inserito nella programmazione di Jazz Area Metropolitana, conterà sul patrocinio, tra gli altri, del Comune di Istrana, del Comune di Morgano, del Comune di Quinto di Treviso e del Comune di Zero Branco.

Più di 50 artisti provenienti da diversi Paesi d’Europa e Oltreoceano racconteranno con la loro musica l’attuale scenario del jazz, lasciando spazio ai giovani talenti che tenteranno di coinvolgere il pubblico a suon di improvvisazione. Ospite particolarmente atteso è il quartetto capitanato dal grandissimo Joshua Redman, sassofonista tra i più acclamati al mondo, pluripremiato ai Gram-

A sinistra Laura Avanzolini Septet, in alto Jan Sturiale e a fianco Kirke Karja

my. Il Sile Jazz promette quindi di essere un’esperienza turistica, umana e artistica unica. L’intero evento si concluderà il 28 luglio e, fatta eccezione

per il party di inaugurazione, la crociera e il concerto di Joshua Redman, sarà totalmente ad ingresso gratuito. Sono previste inoltre soluzioni alternative in caso di maltempo.

Presto in arrivo “La Villa dei bambini Festival” Due giornate per i ragazzi all’insegna di molteplici attività culturali immersi nella natura

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illa Guidini ancora polo culturale per i più piccoli con “La villa dei bambini Festival”, l’evento in calendario sabato 22 e domenica 23 giugno, dalle 10 alle 23, a Zero Branco. Ricca programmazione per intrattenere i ragazzi tra teatro, circo, musica e laboratori. Durante entrambe le giornate sarà presente tutta la giornata, fino alle ore 22, uno spazio riservato agli espositori e all’artigianato artistico. E’ stata inoltre predisposta un’area street food e ristorante dove consumare il pasto. Tantissime le attività: letture sotto l’albero, giochi di una volta, fattoria didattica, qi-gong ed una dimostrazione di tiro con l’arco a cura dell’Associazione arcieri di Villa Guidini. Per maggiori informazioni è possibile contattare Stivalaccio Teatro al n° 3711984391 o visitando il sito www.stivalaccioteatro. it, oppure la biblioteca comunale di Zero Branco al n° 0422485518 o sul sito www.comunezerobranco.it/bibliozero. I biglietti per partecipare all’evento avranno un costo di 5 euro, l’ingresso sarà invece gratuito per i bambini fino ai 3 anni. (Ga Fe.)

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MACULOPATIA cos’è e come riconoscerla

Per degenerazione maculare si intende un’alterazione e una perdita della funzionalità della parte centrale della retina (chiamata “macula”) dovuta alla progressiva morte delle cellule fotorecettori (in questo caso coni retinici). Cosa succede? La degenerazione maculare è causa di irreversibile riduzione della funzione visiva, con perdita della visione centrale. Anche nei casi più gravi non provoca una cecità totale ma si sviluppa una macchia (scotoma) nel punto di fissazione, restando funzionale la visione periferica. La forma secca o atrofica (85-90% dei casi) è caratterizzata da un assottigliamento progressivo della retina centrale, che risulta scarsamente nutrita dai capillari e si atrofizza, la più grave e a più rapida evoluzione, è detta umida o essudativa (10-15% dei casi) ed è complicata dalla formazione di nuovi capillari con una parete molto fragile. L’impatto può essere fortemente invalidante sul piano psicologico e sulle autonomie della persona. Come si vede con la Degenerazione Maculare? I primi sintomi si evidenziano nella distorsione delle immagini al centro del campo visivo (punto di sguardo), minor brillantezza dei colori percepiti e difficoltà nella visione di piccoli dettagli e nella lettura da vicino. L’area centrale di non visione, detta scotoma, può

essere percepita come assenza di visione o come una macchia. Spesso la fissazione centrale viene compromessa, dovendo ricorrere ad un punto di osservazione periferico della retina, con minore dettaglio e difficoltà a stabilizzare l’immagine.

Cosa fare? Fondamentale è la diagnosi precoce della Degenerazione Maculare Senile osservando i primi sintomi: eventuali distorsioni delle immagini e offuscamenti delle zone centrali. Dopo i 50 anni è importante sottoporsi periodicamente a un controllo medico oculistico per l’esame del fondo oculare ed eventuali accertamenti per una diagnosi precisa.

In Italia la forma umida (essudativa) può essere trattata con le iniezioni intravitreali che bloccano o rallentano l’avanzare della malattia, attraverso il Sistema Sanitario Nazionale, o con terapia fotodinamica, attuata mediante un tipo particolare di laser. Si raccomanda l’intervento precoce e tempestivo per chi ha un residuo visivo maggiore di 2/10 e Chi colpisce? la compensazione tramite apposite lenti che La degenerazione maculare legata all’età (AMD o stabilizzano la fissazione eccentrica. DMLE) è attualmente considerata la prima causa Noi di Ottica Veneta possiamo fornirti tutto di cecità nei Paesi di maggior benessere e la terza il supporto e gli ausili per riconoscere e in assoluto. contrastare questa patologia. L’incidenza dell’AMD è rara prima dei 55 anni, ma Uno stile di vita attivo ed all’aria aperta, significativa dopo i 75 anni. In Italia, si calcola che proteggendosi dai raggi solari, assieme ad una siano affette da AMD circa un milione di persone (tra corretta alimentazione ricca di antiossidanti diagnosticate e non), quota destinata a crescere possono aiutare a rallentare e in certi casi in ragione dell’invecchiamento demografico prevenire lo sviluppo dell’AMD. mondiale. La forma più grave della malattia, detta ‘umida’, è meno frequente e con più rapida Siamo associati con evoluzione. È dimostrata la familiarità genetica della malattia ma anche la forte correlazioni con gli stili di vita, alimentazione, fumo e alcool, sedentarietà, esposizione eccessiva ai raggi solari.

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Sport

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Quinto Atletica

Alla conquista dei campionati nazionali Le provinciali di maggio hanno visto eccellere due atleti nel pentathlon e nell’esathlon: ora si punta più in alto

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ccellenti risultati per l’Atletica Quinto Mastella arrivano dagli Impianti Sportivi di Onigo di Pederobba sabato 18 e domenica 19 maggio. Giovanni Lazzaro si è imposto nell’esathlon(100 Hs, alto, lungo, giavellotto, disco e 1000m) ed Eleonora Favaretto si è classificata seconda nel pentathlon (80 hs, lungo, giavellotto, alto e 600m). Entrambi nella categoria cadetti: “Due ragazzi promettenti che continuano sulla scia dello scorso anno” sottolinea il direttore tecnico Roberto Vanin. Lazzaro ha conquistato l’accesso ai campionati italiani nelle pro-

ve multiple e nei 1000 metri, in quest’ultima gara con un tempo di 2’38’’2. Con la primavera ha avuto inizio la stagione delle gare su pista, non escludendo la possibilità per Giovanni Lazzaro di classificarsi in altre specialità e per altri atleti di conquistare un posto ai Campionati Italiani. L’US Atletica Quinto Mastella ha ottenuto soddisfacenti risultati anche il 7 aprile “nella categoria cadetti – evidenzia Roberto Vanin - Francesco de Benetti, Edoardo Doro e Giovanni Lazzaro hanno conquistato il titolo regionalenella staffetta 3x1000 con un tempo di 8’34’’5”. Ottimi

In alto Giovanni Lazzaro

DIAMO VOCE A CHI NON CE L’HA.

piazzamenti nelle gare sebbene le condizioni precarie della pistadove questi atleti si allenano. La società auspica la realizzazione di una nuova pista che permetta condizioni di allenamento ottimali e la possibilità di ospitare gare agonistiche. La società è molto attiva nell’organizzazione di eventi e manifestazioni locali: conta circa 200 tesserati dai bambini di 6 anni sino ai master, i maratoneti

Giorgia Michielan

Il Giro è passato anche da Zero Branco e Quinto

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Nelle foto, il passaggio del Giro d’Italia a Zero Branco (fonte: pagina Facebook del Comune)

G IL DIRITTO DI CAMBIARE

over 35. L’atletica accoglie ragazzi anche dai comuni limitrofi di Morgano, Paese e Zero Branco. “Altro appuntamento da segnare in agenda per il mese di settembre, la corsa non competitiva su stradain memoria di Paolo Meneghello – ricorda il vicepresidente e segretario dell’Associazione Alessandro Pasin - il cui ricavato viene devoluto alla Lilt”.

iornata di festa e sport lo scorso 30 maggio quando i comuni di Quinto di Treviso e Zero Branco sono stati toccati dal Giro d’Italia. I ciclisti sono transitati per le strade cittadine nella diciottesima tappa del Giro 2019: 222 km da Valdaora a Santa Maria di Sala (Ve), dal Trentino-Alto Adige al Veneto percorrendo le province di Bolzano, Belluno, Treviso, Venezia, Padova.


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#Politica

Elezioni europee Tutti gli eletti e il voto ai partiti in regione

Il Veneto incorona la Lega. A un soffio dalla maggioranza assoluta N

on che ci fossero grandi dubbi sull’esito finale, specie se il candidato sarà ancora Zaia, ma le regionali del 2020 già si presentano come una marcia trionfale per la Lega. Quest’anno alle europee sarebbe bastata solo una manciata di voti in più per raggiungere una clamorosa maggioranza assoluta. Il Carroccio, trainato dal voto di preferenza a Matteo Salvini (550 mila nella circoscrizione Nordest), in Veneto tocca il 49,9 per cento, vette che rimandano ad altre stagioni della vita politica regionale. Ma più ancora delle percentuali, legate a doppio filo alla partecipazione al voto, contano i numeri assoluti: dopo un anno di governo gialloverde che pure non ha prodotto l’attesa autonomia, la Lega si innalza fino a 1 milione e 234 mila voti, vale a dire 300 mila in più del 2018. E lo fa, particolare non da poco, senza il “traino” di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci in lista. Si vota il simbolo, insomma, e si vota “il capitano”. S u 14 eurodeputati eletti, 6 sono del Carroccio. Dietro a Salvini, che dovrebbe optare per un’altra circoscrizione lasciando il posto alla settima in lista Rosanna Conte, ecco l’exploit della bassanese Mara Bizzotto, riconfermata con 95 mila preferenze. E poi il segretario regionale Da Re, Paolo Borchia, Alessandra Basso, Elena Lizzi e Paolo Dreosto. A sinistra i numeri sono quelli che sono, ma il Partito democratico per una volta può vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto. Certo, in Veneto vale meno del 20 per cento e in numeri assoluti siamo a quota 469 mila, ancora meno delle politiche. Ma supera nettamente il Movimento 5 Stelle, soddisfazione non di poco conto, e riesce comunque a mandare a Strasburgo 4 rappresentanti: passano Carlo Calenda, Elisabetta Gualmini e Paolo De Castro. All’ultimo posto utile ecco la vittoria al fotofinish di Alessandra Moretti, che non è più la regina delle preferenze di cinque anni fa ma ne raggranella abbastanza in Trentino, Emilia e Friuli per superare

Tanti nomi nuovi a rappresentare il Veneto in Europa, e due ritorni al termine di una dura lotta in famiglia per conquistare le preferenze necessarie a volare a Strasburgo. Il primo è quello di Alessandra Moretti, astro splendente del Pd di Renzi che pareva caduta nel dimenticatoio dopo il brutto risultato alle regionali. E invece la vicentina ha mostrato mestiere e spregiudicatezza, mescolando passaggi televisivi e presenza sul territorio con più di 150 date nella lunga tournée elettorale. In Veneto il candidato “ufficiale” del partito e del segretario Zin-

Achille Variati e Laura Puppato. E i 5 Stelle? Alle scorse europee sfiorarono il 20 per cento, oggi in Veneto valgono meno del 9. Eleggono Marco Zullo e Sabrina Pignedoli, ma sanno di avere smarrito la presa sul Nordest, al punto che l’ex candidato alla presidenza della Regione Jacopo Berti ha chiesto un cambio di passo sull’autonomia: se il Movimento si mette di traverso e punta tutte le sue carte sul reddito di cittadinanza, è chiaro che qui difficilmente troverà spazio in futuro. Gli ultimi due seggi sono appannaggio di Sergio Berlato di Fratelli d’Italia e di Herbert Dorfmann della Svp, che aveva stretto un accordo con Forza Italia e che è stata premiata dalle regole a tutela delle minoranze lasciando Berlusconi senza eletti a Nordest. Un’ulteriore boccone amaro da mandare giù per un partito che pare allo sbando, superato in Veneto anche dalla Meloni grazie all’attivismo di Berlato, che da coordinatore regionale ha fatto campagna acquisti recuperando alla causa l’ex assessore Sernagiotto e l’ex eurodeputata Elisabetta Gardini. Che dopo vent’anni non è stata rieletta, ma che pare avere le idee chiare: «La nuova casa dei moderati siamo noi, e presto supereremo il 10 per cento». Roba da non crederci, ma i “moderati” ormai valgono questo. E nel Veneto della Lega pigliatutto rischiano fra un anno di non servire a nulla.

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Amministrative Il Pd conserva pochi centri, aspettando i ballottaggi

Anche nei Comuni Lega pigliatutto

T

empo qualche mese, e gli eurodeputati della Lega potrebbero salire addirittura a sette. Ci sono infatti tre seggi che ancora “ballano”, legati alla possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Se alla fine Londra e Bruxelles troveranno un accordo, all’Italia spetteranno tre eurodeputati in più e uno verrebbe assegnato proprio alla Lega nella circoscrizione Nordest. Intanto il Carroccio fa la conta di un altro voto importante, quello per le amministrative in 321 comuni del Veneto. A livello locale, si sa, spesso la lista assume colori e simboli civici, ma mai come questa volta è forte l’impronta leghista anche dove non dichiarata esplicitamente. Domenica 9 giugno i ballottaggi offriranno gli ultimi verdetti di una campagna per le comunali comunque già trionfale. Ci sono ancora in ballo Rovigo (Lega e centrodestra con Monica Gambardella al 38 per cento contro Edoardo Gaffeo fermo al 25), e una manciata di comuni oltre i 15 mila abitanti: Monselice (sfida Lega-centrodestra), Cadoneghe (Lega-centrosinistra), Spinea e Noale nel Veneziano con centrodestra contro centrosinistra. Per il resto, il primo turno è stato sufficiente a garantire la vittoria anche nei municipi più importanti che andavano al voto. La Marca trevigiana, “feudo” di Zaia, regala alla Lega Vittorio Veneto con Antonio Miatto. La Bassa Veronese le regala invece Legnago con Graziano Lorenzetti alla guida di un’alleanza con Fratelli d’Italia. Il Vicentino premia la Lega a Bassano con Elena Pavan e il centrosinistra unito ad Arzignano, Montecchio Maggiore, Schio. Nel Padovano vittoria al primo turno a Selvazzano con Giovanna Rossi, Qualche vittoria anche per il centrosinistra, a dimostrazione di come la qualità dei candidati e una buona amministrazione a volte riescano a emergere pur nelle condizioni più difficili: è il caso di Roncade e Preganziol nel Trevigiano, di Rubano e Camposampiero nel Padovano. Due aspetti particolari hanno segnato questa tornata di amministrative. La prima era rappresentata dal voto nei cinque nuovi comuni nati nei mesi scorsi dopo i referendum sulle fusioni. Accanto a Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, e Pieve del Grappa nel Trevigiano, il più significativo era Borgo Valbelluna, 14 mila abitanti nel Bellunese, dove è stato eletto Stefano Cesa. E poi il “caso” dei comuni con un solo candidato: ben 56 in Veneto, dove la lotta era solo per il raggiungimento del quorum. Ce l’hanno fatta tutti tranne Chiarano, nel Trevigiano, che dunque è stato commissariato. Un segnale preoccupante, che però ha avuto se non altro il merito di richiamare i cittadini all’importanza della partecipazione. Altrove, peraltro, va anche peggio. In Lombardia i comuni con un solo candidato sono stati quest’anno 188, vale a dire uno su cinque. Come non bastasse, ci sono cinque comuni in cui nemmeno si è votato per… mancanza di candidati. Peggio di così, cos’altro possiamo aspettarci?

I ritorni Partito democratico e Fratelli d’Italia Moretti e Berlato, due vicentini per l’Europa garetti era l’ex sindaco di Vicenza Achille Variati che la ha staccata di oltre 10 mila preferenze. Ma alla fine hanno pesato i voti arrivati dalle altre regioni, innalzando la Moretti fino a quota 51.043. Sergio Berlato l’europarlamento l’ha frequentato sotto le insegne prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo delle libertà. Escluso dalle candidature nel 2014, è tran-

sitato in Fratelli d’Italia e in questi cinque anni ha costruito la sua personale rivincita: prima entrando in consiglio regionale, poi diventando coordinatore regionale e mettendosi a fare campagna acquisti tra le fila dei berlusconiani, dalla base ai nomi di spicco come Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto, che quest’anno hanno impreziosito la squadra della Meloni senza però

centrare l’obiettivo: con le sue 19.450 preferenze, apertamente sostenuto dal mondo dei cacciatori, Berlato non ha lasciato spazio a nessuno. Ed è pronto a salire per la terza volta sulla giostra europea.


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Politica

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Grandi opere Taglio del nastro per i sette chilometri che collegano la Valdastico sud a Breganze.

Pedemontana Veneta, aperto il primo tratto I

l 3 giugno è un giorno destinato a passare alla storia, nel bene o nel male dipende da come si giudica la superstrada Pedemontana veneta, il nastro d’asfalto lungo 94 chilometri destinato a collegare Vicentino e Trevigiano, ovvero due delle aree più intensamente popolate e ricche d’industrie della regione. Il primo passo, col taglio del nastro che ha visto il presidente Zaia affiancato dal ministro Salvini, non è solo un atto simbolico: i sette chilometri aperti, dall’autostrada Valdastico a Breganze, promettono di liberare il centro di Dueville dal traffico diretto verso il Bassanese, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza e l’inquinamento atmosferico. Certo però se la Regione ha fortemente insistito per la messa in esercizio anticipata, che non era prevista contrattualmente, è stato anche per lanciare un segnale alle categorie economiche della zona e allo stesso governo, che ancora nelle scorse settimane ha visto voci discordi sull’opportunità di realizzare

una delle poche Grandi opere che coinvolgono il Veneto. «Non abbiamo l’ossessione di buttare calcestruzzo ovunque – ha sottolineato Zaia all’inaugurazione – ma abbiamo il dovere di portare a compimento un’opera strategica nazionale, di concludere quello che oggi è il

L’opera sarà completata entro la fine del 2020. Zaia: “Questo oggi è il più grande cantiere aperto in Italia e vale un punto e mezzo del Pil del Veneto. Ci aspettiamo 27 mila veicoli al giorno”. più grande cantiere aperto in Italia e che vale un punto e mezzo del Pil del Veneto, impegna nei cantieri 1.860 uomini e oltre mille mezzi d’opera. È l’unica opera in Italia della quale l’Ente pub-

Agenda 2030, il grande progetto approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per garantire la sostenibilità del pianeta attraverso 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, almeno in Veneto non è solo un sogno rimasto sulla carta. Anzi, ben 11 registrano in regione livelli migliori rispetto alla media italiana. Nello specifico, come ricorda l’ultimo numero del bollettino statistico regionale, dal 2010 si registrano miglioramenti significativi in tanti campi. Facendo 100 il valore nazionale di nove anni fa, il Veneto avanza nell’ottica di una maggiore inclusione sociale (da

blico incasserà i pedaggi e quindi dobbiamo incentivarne l’utilizzo. Ci aspettiamo un transito di 27 mila veicoli al giorno quando la superstrada sarà terminata. Tutti i 36 sindaci dei Comuni attraversati dal percorso hanno detto sì alla Pedemontana e sono certo che se facessimo un referendum chiedendo alla gente se vuole quest’opera, si arrabbierebbe perché glielo chiediamo ancora». Il completamento dell’intera Superstrada, che collegherà Montecchio Maggiore (Vi) a Spresiano (Tv), passando per il distretto industriale di ThieneSchio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a tre autostrade (l’A4, l’A31 e l’A27) è previsto per la fine del 2020. L’arteria si sviluppa per complessivi 162 chilometri di cui, 94 di viabilità principale e 68 di viabilità secondaria, interessa 114 Comuni, 36 dei quali sono attraversati dal tracciato, 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso. Nel giorno del taglio del nastro,

da Zaia non è mancato una replica alle accuse relative all’impatto ambientale dell’opera. «Non siamo una “Banda Bassotti” che fa le cose di nascosto, né siamo criminali che vanno a interrare e nascondere nottetempo i rifiuti nei cantieri. Anzi, mano a mano che procedono i cantieri, si provvede a bonificare le discariche, vecchie anche di sessant’anni, che vengono scoperte, come a Trissino e a Montecchio Maggiore». Questo primo tratto, percorribile in un tempo tra i 5 e i 7 minuti, è stato realizzato con una spesa di circa 120 milioni di euro. La piattaforma stradale è

Statistiche I numeri di una crescita attenta alla qualità della vita

Il Veneto è sempre più sostenibile 105,7 a 108,5) e di equa distribuzione, riducendo povertà (da 104,0 a 110,3) e diseguaglianze (da 108,6 a 113,6). Migliora l’accesso e la qualità dei percorsi di istruzione (da 101,0 a 113,3) oltre a riportare una più ampia parità di genere nei vari ambiti della vita sociale (da 102,4 a 112,6). Anche il mondo imprenditoriale veneto ha investito nella sostenibilità (da 102,2 a 116,4) e nella garanzia di pari

modelli di produzione e di consumo (da 109,4 a 113,9). Un dato che si accompagna a una situazione del mercato del lavoro che si conferma migliore della media nazionale (105,7), nonostante una leggera flessione di due punti che non nasconde la fatica nel tornare ai livelli precedenti alla crisi. Ulteriore affermazione si registra nel ricorso alle energie rinnovabili (da 102,5 a 105,1) mentre alla voce “Salute e benessere”, l’eccellen-

costituita da due corsie (ognuna larga almeno 3,75 metri) e una di emergenza per senso di marcia, suddivise da uno spartitraffico centrale di 3 metri. La tratta è stata costruita in trincea profonda, per attenuare l’impatto territoriale e ambientale sull’area circostante. La continuità della ferrovia, delle viabilità secondarie e della rete idraulica in superficie viene mantenuta mediante la realizzazione di manufatti. Il pedaggio risulta pari a 1.10 euro per i mezzi di classe A, a 1.20 euro per i mezzi di classe B, rispettivamente a 1.50, 2.40 e 2.80 euro per i mezzi pesanti, suddivisi in tre classi.

za della sanità veneta si conferma con indicatore da 103,9 a 104,1. A partire da questi risultati, il vicepresidente della giunta Regionale del Veneto Gianluca Forcolin ha dato avvio al processo di costruzione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile ambientale, economico e sociale. “Siamo una regione molto sviluppata – ha ricordato a un’ampia platea di rappresentanti del mondo economico e sociale del Veneto – e, proprio per questo, abbiamo la responsabilità di diventare modello di benessere non solo per noi e per le generazioni future ma anche per gli altri territori e le altre comunità”.

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Politica

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La crisi Quattro punti vendita, 150 dipendenti e un largo indotto senza risposte

Mercatone Uno, anche il Veneto trema U

na crisi senza fine, in un susseguirsi di docce fredde. Quella di Mercatone Uno, la catena della grande distribuzione nel settore dell’arredo casa e degli elettrodomestici dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con la chiusura improvvisa di tutti i 55 punti vendita, è una crisi che coinvolge pesantemente anche il Veneto, dove il marchio reso celebre da Pantani conta circa 150 dipendenti nei punti vendita di Legnago, Noventa Padovana, Carrè nel Vicentino e Occhiobello in Polesine, rilevati lo scorso anno da Shernon Holding. La situazione dell’ormai ex colosso, che ha lasciato a casa 1.800 dipendenti comunicando loro la chiusura via internet, è ancora più grave se nel computo delle maestranze si aggiunge l’indotto: qualcosa come 10 mila persone coinvolge tra fornitori, padroncini, clienti che già avevano pagato gli acquisti ora sigillati all’interno dei magazzini. Per tentare di individuare possibili risposte a tutela dei dipendenti e dell’indotto, la

Il fallimento, con la chiusura dei punti vendita, è seguito con attenzione dalla Regione. Nei giorni scorsi la riunione del tavolo di crisi con sindacati, fornitori, consumatori e sindaci

Regione Veneto è stata tra i primi enti a muoversi, con una serie di riunioni culminate nell’incontro del tavolo di crisi a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei fornitori, le associazioni dei consumatori e i sindaci dei quattro comuni. L’incontro ha avuto la funzione principale di strutturare un coordinamento regionale e di fare pressione sul Ministero per garantire il rispetto degli impegni assunti nel corso del tavolo del 27 maggio scorso, in particolare per quanto riguarda le tempistiche del Tribunale di Bologna da

cui dipende l’eventuale prosecuzione delle attività aziendali. Oltre a ciò si è provveduto a verificare con le istituzioni locali l’attivazione di iniziative di tutela degli immobili e delle merci dei punti vendita attualmente chiusi, al fine di prevenire fenomeni di sciacallaggio già avvenuti in altre regioni, e di assistere, per il tramite delle associazioni dei consumatori presenti, quei clienti che si sono impegnati in acquisti non consegnati. “Siamo stati tra i primi ad attivarci per conoscere e fronteggiare questa emergenza – sottolinea l’assessore al lavoro Elena Donazzan – e vogliamo coinvolgere tutte le parti territoriali per individuare insieme le soluzioni al fine rendere meno traumatica possibile la situazione. Ci sono troppe zone d’ombra in questa vicenda e i segnali che ci erano pervenuti da alcune aziende venete creditrici di Mercatone Uno si sono poi, purtroppo, confermati”. Shernon Holding, a leggere le

cronache, non avrebbe neppure pagato i locatori per 6 milioni di euro oltre ad essere moroso di altri 15 milioni verso l’amministrazione straordinaria. A farne le spese, oltre ai creditori, anche i clienti che hanno versato 20 mila acconti per 3,8 milioni di euro senza mai ricevere i mobili ordinati. Inoltre nei mesi di gestione la Shernon avrebbe accumulato 10 milioni di debiti verso l’erario, con 60 milioni di debiti verso fornitori. Non sarebbe stata versata l’Iva, come le ritenute d’acconto sui lavoratori. Ma quale potrebbe essere ora il futuro del gruppo? I sindacati confederali hanno chiesto con forza di esplorare la strada di una possibile vendita ad altri grandi operatori del settore, certo resa difficile sia dall’inchiesta sia dalla stagnazione dei consumi. Altrimenti, potrebbe rimanere la strada della vendita “a spezzatino”, punto vendita per punto vendita. Con quali garanzie di veder tutelati i posti di lavoro e i crediti per i dipendenti, è facile immaginarlo.


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La Regione finanzia 90 specializzandi

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Lo studio

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ono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione che, con un finanziamento di 9.795.000 euro conferma un impegno della forte. Le borse di studio vanno ad accrescere sensibilmente le circa 400 assegnate con finanziamento statale dal MIUR. I giovani professionisti (che dovranno essere residenti in Veneto da almeno tre anni consecutivi) è previsto si formino nelle scuole di specializzazione delle università venete di Padova e Verona, favorendo la loro permanenza nelle aziende sanitarie della Regione. “Il numero di specializzandi che riusciamo così a sostenere nel percorso formativo è considerevole – sottolinea l’assessore Lanzarin – e non è un impegno solo di oggi, visto che negli ultimi anni lo abbiamo portato avanti con determinazione. Alla carenza di medici rispondiamo con un atto che va oltre la contingenza e le necessità

Sanità veneta promossa a pieni voti

immediate. Si tratta di un vero e proprio investimento sul futuro della nostra sanità. I medici, infatti, non solo si formeranno presso le scuole presenti nella nostra regione ma anche avranno l’obbligo di ruotare nel loro percorso professionale nelle strutture delle aziende sanitarie e, in particolare, presso gli ospedali Hub e Spoke del Veneto”. “Siamo di fronte alla necessità di fronteggiare la carenza di camici bianchi – prosegue l’Assessore -. Nel Veneto, mancano all’appello circa 1300 professionisti, e a noi è richiesto impegno nel mantenimento degli organici. Si è sempre detto che è non è il momento delle parole ma quello di agire; questo provvedimento dimostra l’attenzione e la determinazione che la Regione ha verso il problema. Il numero dei posti presso le scuole di specializzazione, infatti, nel rispetto della quota complessiva avverrà limitatamente a quelle specializzazioni per le quali presso il sistema sanitario regionale si è verificata una più significativa carenza di professionisti”.

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Hai una sola pelle, abbi cura di lei. Di melanoma si muore Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova

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Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma a pag 29

romosso, e a pieni voti. Il sistema sanitario veneto passa anche quest’anno la prova dei dati, confermandosi come punto d’eccellenza a livello europeo. L’analisi è della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che dal 2008 ha sviluppato il “Sistema di valutazione dei Sistemi sanitari regionali”, oggi condiviso da dieci regioni italiane (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto) e dalle due province autonome di Trento e Bolzano. Il progetto ha permesso negli anni la condivisione e l’evoluzione di un sistema di valutazione delle “performance” dei Sistemi sanitari regionali, che oggi si compone di quasi 400 indicatori, per monitorare la capacità di miglioramento nella gestione dei servizi sanitari. Queste informazioni supportano le Regioni italiane nel disegnare le proprie strategie, modulare gli investimenti e rendere conto ai propri cittadini dei risultati conseguiti. Dei 292 indicatori di valutazione relativi al 2018 analizzati, quasi la metà (48,5%) presenta un trend di miglioramento mentre il 19,6 % è stazionario. Sostanzialmente il 70% degli indicatori è quindi in miglioramento o con un trend stabile. Continua alla pag. seguente

Un laser “Micropulsato” per trattare la retina infiammata a pag 30

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Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova

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ncora quindici anni, sperando che tutto fili per il verso giusto. È questa la prospettiva per il nuovo ospedale di Padova, il cui progetto ha già alle spalle un buon decennio di discussioni e due campagne elettorali vinte anche sull’onda dello slogan “l’ospedale nuovo al posto di quello vecchio”. Invece alla fine il cuore della sanità padovana è destinato a lasciare via Giustiniani, producendo un effetto a catena anche sul Sant’Antonio e su tutta l’area contigua alle mura, per trovare casa a Padova est, soluzione scelta dopo un infinito tira e molla con le altre ipotesi di Padova ovest vicino lo stadio e l’area dell’attuale aeroporto Allegri. Ma per poter assistere al taglio del nastro ci vorranno, appunto, non meno di quindici anni. Il conto esatto è stato snocciolato nel corso di un convegno nell’aula magna del Bo e ribadito dal governatore Zaia all’inaugurazione della nuova patologia neonatale. Un anno servirà agli enti coinvolti (Regione, Comune, Università) per definire nei dettagli e sottoscrivere l’Accordo di programma, ovvero il testo che mette nero su bianco localizzazione della struttura, interventi, fonti di finanziamento. Gli altri quattordici saranno impegnati dal mega cantiere che ridisegnerà un quadrante strategico della città, a ridosso del casello autostradale di Padova est. Ora che una prima partita decisiva è stata conclusa, con la cessione dei terreni a San Lazzaro dal Comune alla Regione, rimane lo scoglio più impegnativo: dove e come trovare gli 800 milioni che si stimano necessari? La Regione da quattro anni a questa parte ne ha stanziati a bilancio 50 alla

Annunciato il cronoprogramma, si spera nel finanziamento dell’Inail per garantire la piena copertura economica all’opera volta, creando un primo “tesoretto” di 200 milioni. Il resto dovrà essere reperito scegliendo fra tre possibili strade, ribadite nel convegno padovano dal direttore generale dell’area sanità Domenico Mantoan: utilizzo di fondi regionali, accompagnati dall’accensione di un mutuo; utilizzo di fondi regionali, accompagnati dalla compartecipazione di privati (il cosiddetto project financing); investimento nella struttura da parte dell’Inail. Proprio quest’ultima è la strada a cui si guarda oggi con fondata speranza. L’Istituto nazionale ha annunciato il suo interesse a partecipare alla costruzione con un impegno importante, valutato attorno ai 450 milioni di euro. Chiaro che se dovesse concretizzarsi, sarebbe la soluzione ideale e consentirebbe di procedere con più serenità alla stesura dell’Accordo di programma. La soluzione del project financing è stata ampiamente utilizzata in passato, anche per strutture importanti come il

nuovo ospedale All’angelo di Mestre: potrebbe consentire secondo gli esperti di chiudere il cantiere con un paio d’anni di anticipo, ma il costo per le casse pubbliche non sarebbe irrilevante. Quale che sia la strada che verrà intrapresa, è chiaro che i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti della sanità padovana, un settore fondamentale anche per la vita economica della città che oggi sconta strutture inadeguate: “Una punta di diamante – ha sottolineato Mantoan – che dal punto di vista edilizio è una catapecchia”, mentre negli ultimi anni nuovi ospedali sono stati costruiti a Verona, Mestre, Treviso, Santorso, Castelfranco, Asiago, Schiavonia. Colpa di una città che non ha saputo elaborare un progetto condiviso in tempi rapidi, e che oggi deve fare i conti con due problemi paralleli: i tempi di attesa per il nuovo ospedale, e il futuro da ridisegnare dell’attuale struttura in pieno centro storico.

una vera e propria promozione – commenta il Presidente della Regione Luca Zaia – che dedico all’impegno quotidiano di tutta la squadra della sanità veneta, senza la cui dedizione non si raggiungerebbero certi risultati di qualità. È anche, peraltro, il risultato di scelte difficili, a volte difficilissime, che però vanno nella direzione di una sanità più efficiente. I bei voti come questi li dobbiamo considerare la base di partenza per fare ancora meglio e dare alla nostra gente la sanità che si merita”. Tra i risultati positivi conseguiti, spicca in particolare la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza: il Veneto è in assoluto la migliore regione (“best practice”) del Network, con un tasso che cala ulteriormente dai 111 ricoveri (per 10.000 residenti) del 2017 ai 104 del 2018. Eccezionale è il risultato sui tempi di attesa per chirurgia oncologica, che va a migliorare ulteriormente il dato già buono del 2017: da 23,99 a 20,24 giorni di attesa media per ricovero per tumore, mammella 15,83, colon 14,41, retto 16,92, polmone 18,64, utero 18,41. Performance ottime anche per quanto riguarda i Lea medici e le patologie sensibili alle cure ambulatoriali, il tasso di ospedalizzazione pediatrico per asma, la copertura vaccinale per varicella, lo screening mammografico e della cervice uterina, il consumo di antibiotici in età pediatrica, gli ultra 75enni dimessi con accesso domiciliare entro i 2 giorni. Valutato positivamente anche l’impegno nell’ambito della ricerca. Insomma, la sanità veneta non sarà perfetta ma è in grado di offrire risposte di altissimo standard, e a contribuire al quadro sono anche le politiche di sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione per incentivare l’adesione a stili di vita sani. “L’ulteriore miglioramento dei servizi offerti dal nostro servizio sanitario nazionale nasce dalla sinergia tra innovazione organizzativa, valorizzazione dei professionisti e una nuova alleanza con gli utenti – ha commentato Sabina Nuti, da quest’anno Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – La nostra scuola rilancia nuovamente il proprio impegno a supportare quelle Regioni che hanno accolto la sfida di aderire al Network, per rispondere con trasparenza ai bisogni dei propri cittadini e investire sulla ricerca anche in campo gestionale come volano dello sviluppo del sistema paese”.

In regione continuano a migliore gli indicatori e l’investimento sugli stili di vita sani sta dando i suoi frutti. Ottimi risultati nella gestione dei ricoveri e in campo oncologico

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Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma La tintarella non è proibita ma l’esposizione al sole senza protezione mette a rischio la salute

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raggi solari piacciono molto a chi ama l’abbronzatura intensa ma fanno male. Ogni anno si fa sempre più intensa la comunicazione su quest’argomento perché è sempre più importante prevenire i tumori della pelle. Quando ci si espone al sole per abbronzarsi c’è sempre un rischio che la pelle si scotti e subisca danni da cui può avere origine, anche anni dopo, un tumore. Ridurre al minimo queste probabilità è possibile, rispettando alcune semplici regole, la prima, ricorda la Fondazione Umberto Veronesi, è l’utilizzo della protezione solare. Chi la applica a partire dai primi anni di vita, riduce in maniera signifiicativa il rischio di avere un melanoma, che è il più diffuso tumore della pelle. La conferma giunge da uno studio australiano pubblicato sulla rivista Jama Dermatology, in cui i ricercatori hanno voluto misurare l’associazione tra l’uso di creme solari e la probabilità di ammalarsi di melanoma nei giovani con meno di quarant’anni. Lo studio ha analizzato i

dati raccolti da quasi 1700 persone: tra pazienti di (603) e altri individui sani (1088) arruolati come “controlli”. A tutti è stato chiesto di fornire informazioni relativamente alla frequenza d’uso della protezione fin dai primi anni di vita, del fattore di protezione utilizzato (da 8 in su) e del tempo mediamente trascorso esponendosi al sole. La probabilità di ammalarsi di melanoma è risultata inversamente associata al maggior uso di creme solari fino ai 17 anni di età: dunque nel corso di tutta l’infanzia e l’adolescenza, a dimostrazione di come il rispetto delle regole della prevenzione sia importante a partire dai primi anni di vita. Il rischio non è invece risultato dipendere (soltanto) dal tempo trascorso esponendosi al sole: a riprova del fatto che la tintarella non è proibita, a patto però di prenderla con cura. Da qui la differenza, rimarcata più volte nello studio, tra “esposizione al sole” ed “esposizione al sole senza protezione”: con quest’ultima a fare la differenza. L’associazione, a parità di utilizzo di

Polizia di stato e Centro trapianti insieme, di corsa per salvare più vite possibile

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l passaggio del Giro d’Italia per le strade del Veneto, gremite come ogni anno di appassionati, è stato anche una preziosa occasione per rilanciare l’attenzione sulla donazione di organi e il trapianto. Protagonisti dell’iniziativa, con un corner promozionale allestito a Treviso e a Valdobbiadene in occasione della partenza delle tappe della corsa rosa e del giro “E” per bici elettriche, è stata una squadra già abituata a lavorare in stretta sinergia e composta da Polizia Stradale, Centro nazionale e Centro regionale trapianti del Veneto, volontari dell’Aido. Nello stand era possibile registrare la propria volontà di donazione di organi e conoscere il lavoro straordinario composto da staffette stradali, personale sanitario e medici. “Con questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Zaia - lo sport e la sanità lanciano un messaggio fortissimo di speranza e fiducia. Potrebbe trattarsi di una bella squadra a cronometro, dato che con la Lamborghini della Stradale si rubano anche i minuti per portare organi donati a chi li deve ricevere”. Dal 2016 la Polizia di Stato supporta il Centro nazionale trapianti per il trasporto di organi e tessuti in condizioni di estrema urgenza, una sinergia che lo scorso febbraio è stata anche formalizzata

ufficialmente con la sottoscrizione del protocollo d’intesa. L’attività operativa della Polizia scatta quando la distanza delle strutture sanitarie interessate e la particolarità dei trapianti da eseguire rischierebbero di compromettere il buon esito dell’intervento. Protagonista dello spazio espositivo è stata la Lamborghini Huracàn della Polstrada: un’auto capace di raggiungere i 325 km orari, provvista delle più avanzate dotazioni tecnologiche e attrezzata nel cofano anteriore con un frigobox appositamente adibito al trasporto degli organi. Nel 2018 la Polizia Stradale ha effettuato 4 trasporti a supporto di trapianti incrociati di rene da donatore vivente (i cosiddetti “crossover”): di questi, ben 3 hanno coinvolto strutture della Regione Veneto, ovvero gli ospedali di Padova e Vicenza.

creme protettive, è risultata più alta per le di schermare o bloccare i raggi del sole viene persone di pelle più chiara, con un fototipo definita fattore di protezione solare: è il basso. Oltre che tra coloro che avevano numerino con valori in genere compresi tra più nevi cutanei, poiché questi nascono 6 e 50 che si può trovare sui prodotti solari. dall’accumulo di melanociti. Questo indicatore si riferisce I raggi E dal momento che il nello specifico alla capacità ultravioletti melanoma altro non è che di bloccare i raggi ultravioletti un tumore che ha origine da di tipo B sono di tipo B: considerati un queste cellule, deputate alla cancerogeno certo per considerati un l’uomo, al pari di quelli A produzione della melanina, cancerogeno pigmento responsabile e di quelli C (raramente del colore della pelle e certo per l’uomo raggiungono la Terra). Creme dell’abbronzatura, “una con un «Spf» pari a 15 sono parte di essi può degenerare e dare vita a in grado di bloccare il 93 per cento dei un melanoma”, come si legge sul Manuale raggi UVB, mentre solari con «Spf» pari Pelle. Fondamentale, dunque, è l’utilizzo a 30 arrivano a bloccarne il 97 per cento. delle creme solari. La capacità di una crema Nessun prodotto - nemmeno quello con

fattore di protezione superiori a 50 - è in grado di bloccare tutti i raggi UVB. La scelta della crema solare non è semplice. Il primo fattore da tenere conto è il tipo di pelle: più sono chiare, più alto deve essere il fattore di protezione. Per fototipi più scuri è indicato un fattore di protezione intorno a 15, per quelli intermedi (biondo scuro e castani) fattori tra 15 e 30, per quelli molto chiari (biondo o rossi e pelle molto chiara) fattori da 30 in su. È importante che resta al sudore e all’acqua e va applicata in maniera abbondante: 2-3 cucchiai da tavola di crema (circa 25-30 grammi) per proteggere tutto il corpo. È quindi bene ripetere l’applicazione almeno ogni due ore e dopo ogni bagno.

Padova, rinforzata la Patologia neonatale, 20 nuovi posti letto per i neonati prematuri

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n attesa del nuovo ospedale, Padova si gode un altro tassello di assoluto prestigio nella sua offerta sanitaria. La nuova terapia intensiva neonatale è la frontiera della scienza applicata alla salvaguardia delle vite più fragili: quelle dei bambini prematuri, anche nelle condizioni più problematiche e persino sotto il chilo di peso. Diretta da Eugenio Baraldi, la terapia intensiva neonatale è punto di riferimento per l’intera regione e grazie ai nuovi 20 posti letto può contare su 30 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva, a disposizione di un bacino d’utenza di 10 mila nati che ogni anno vede affluire qui 400 bambini, un quarto dei quali di meno di un chilo e mezzo alla nascita.

Terza in Italia dopo Torino e Milano per numero di neonati prematuri curati, con una sopravvivenza superiore alla media certificata dagli standard internazionali, la patologia neonatale può contare su una dotazione tecnologica di livello assoluto, che comprende anche l’Ecmo neonatale tra gli strumenti di assistenza ventilatoria e di monitoraggio delle funzioni vitali. Ospita inoltre il coordinamento del Servizio regionale di trasporto neonatale critico, che ogni anno gestisce oltre 200 trasporti tra i 20 ospedali della Regione in rete, lavorando h24 tutti i giorni dell’anno. Ma il rilancio della terapia neonatale non è l’ultimo intervento in programma. Di

queste settimane è infatti l’approvazione del progetto di fattibilità per la nuova pediatria, una delle strutture più attese dalla sanità padovana. Grazie a un investimento di 61 milioni di euro, ulteriormente lievitato di 7 milioni per rispondere alle modifiche approvate in corso d’opera, la Casa della Mamma e del Bambino si estenderà per quasi 20 mila metri quadrati suddivisi in otto piani più gli ambienti seminterrati. Per questo polo il nuovo ospedale non rappresenta il futuro: pediatria e l’intera area materno infantile, compresa ostetricia, resterà infatti al Giustinianeo e potrà approfittare dei nuovi spazi che si apriranno col trasferimento della gran parte dei reparti a Padova est.


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Un laser “micropulsato” per trattare la retina infiammata L

a retina costituisce il tessuto retinico più nobile dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. Ovviamente questa semplificazione non rende ragione della complessità del fenomeno da un punto di vista biochimico; dobbiamo infatti pensare che l’energia luminosa, colpendo le cellule, fa si che queste consumino alcune sostanze chimiche presenti al loro interno e quindi determinino l’eccitazione di determinate fibre nervose. La grande complessità dell’occhio è resa ancora più evidente se pensiamo che è collegato a circa il 40% del cervello! Ad ogni modo, questa breve introduzione è riportata solo per far capire che se in questa catena di eventi vi sono delle interruzioni, la visione non è più buona. Uno dei processi morbosi con cui abbiamo a che fare frequentemente è l’edema retinico. La parola edema rappresenta semplicemente un infarcimento di liquido negli spazi retinici. Se noi prendiamo ad esempio un colpo in una

parte del corpo, questa si gonfia, basti pensare ad una distorsione articolare o ad un trauma. A livello oculare esistono equilibri molto delicati che permettono

ai liquidi fisiologicamente presenti nei tessuti, di rimanere al loro posto. Se però abbiamo dei processi infiammatori successivi ad interventi chirurgici quali

Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente

anche una cataratta o disturbi generali quali il diabete o ad altre patologie oculari o generali, ci possono essere delle raccolte di liquido all’interno degli strati retinici. Ovviamente in questi casi la retina non funziona più bene! Per agevolare il riassorbimento di questo liquido patologico esistono terapie farmacologiche, farmaci iniettati all’interno del bulbo, e più recentemente un particolare tipo di laser. Una particolare lunghezza d’onda (Giallo) è in grado di stimolare le cellule retiniche senza danneggiarle permettendo così a queste di riassorbire il liquido patologico. Questo trattamento è chiamato “Laser giallo micro pulsato” e si effettua in pochi secondi senza alcun dolore per il paziente. Costituisce

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una vera innovazione ed un’arma straordinaria per gli edemi cronici spontanei (retinite sierosa centrale), post diabete o post trombosi. Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente. E’ inoltre possibile ripetere questi trattamenti in caso di recidiva della raccolta di liquido. Questo laser ha un’efficacia straordinaria anche nei comuni trattamenti laser per la saldatura delle lesioni retiniche (distacco di retina) o nei trattamenti panretinici nei pazienti diabetici. Il grosso vantaggio per il paziente è l’assenza di dolore dovuta alla estrema brevità dellìimpulso (20 msec). Ancora una volta la tecnologia ci offre soluzioni, sta a noi usarla con intelligenza!


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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune F

iglia di Aquileia, madre di Venezia. Si sa, i detti popolari non amano le sfumature della storia, semplificano di brutto, ma Grado è un po’ così. Isola sospesa nel suo mito, come nel dedalo delle sue lagune. Indefinita, eppure così decisiva nel definire un confine fra Oriente e Occidente, fra le rotte del Nord e il mare. Perché il confine è essa stessa, Grado.

di Renato Malaman

Cosmopolita dentro, con quell’anima un po’ giuliano-veneta (come la sua parlata) e un po’ mitteleuropea. Grado è la proiezione sull’Adriatico di Aquileia, la città romana che illuminava la X Regio Venetia et Histria, quarta città più grande dell’Impero al tempo di Augusto, ancor oggi celebrata dagli splendori archeologici di cui è ricca. continua alla pag. seguente


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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune

Il suo passato romano e bizantino, la lega ad Aquileia, a cui oggi è collegata attraverso un lungo ponte. Fu sotto gli Asburgo - ai primi del ‘900 che la città si aprì al turismo, con le sue spiagge dalla sabbia”miracolosa” e le sue ville di gusto liberty di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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ici Grado e pensi al mare e alla spiaggia, ai tempi d’oro delle sabbiature sull’arenile che facevano miracoli per le ossa. Anche calciatori allora di chiara fama, “sabbiati” dopo un infortunio, ne confermarono gli indubbi benefici. Però la Grado balneare è solo una parte dell’identità complessa che la città ha ereditato nel corso dei secoli. E neanche la parte più bella, anzi decisamente la meno attraente sotto il profilo urbano, tanto che ci vorrà del tempo per mascherare le architetture anonime degli anni ’60-’70 che si affacciano sul lungomare. Più intima e suadente è la Grado delle calli e dei campielli, del capriccioso intreccio di canali e specchi d’acqua lagunari disegnati dalle correnti, dei pescherecci e del mercato del pesce, delle piste ciclabili e dei sentieri naturalistici, delle chiese orientaleggianti impreziosite da mosaici e affreschi che ancor oggi destano stupore. Grado è tante città in una. Il suo centro storico più intimo è costituito dalle case di epoca veneziana - alcune ben restaurate come la Casa della Musica che ospita importanti mostre d’arte - e, più verso il mare, dalle ville di epoca asburgica che ricordano la Belle Epoque quando Grado era ancora Graus e gli austriaci alla fine del XIX secolo scoprirono il piacere di soggiornarvi. Ma Grado è fatta anche di casoni, tenuti come reliquie nelle isole della sua laguna, retaggio di una civiltà rurale e lagunare che ha lasciato il segno nel Dna dei gradesi. Vivere Grado oggi è visitare le sue chiese antiche, la Basilica di Santa Eufemia prima fra tutte: l’antica cattedrale del soppresso patriarcato, di cui è continuatore quello attuale di Venezia. Il suo pavimento è interamente mosaicato. Brilla d’arte bizantina anche il vicino Battistero. In laguna, nell’isola di Barbana, sorge il santuario meta da secoli di un pellegrinaggio votivo che si svolge in barca la prima domenica di luglio, rinnovando il rito del Perdon.

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NELLA FOTO COPERTINA UNA SUGGESTIVA IMMAGINE DELLA LAGUNA DI GRADO. SOTTO: LA FESTA DEL PERDON CON IL CORTEO DELLE BARCHE DIRETTO ALL’ISOLA DI BARBANA, LA BASILICA DI SANT’EUFEMIA, RELAX NELLA PISCINA DI UN HOTEL IN CENTRO. IN QUESTA PAGINA: ALTRA VEDUTA DI GRADO, L’INTERNO DELLA BASILICA, LA STATUA DELLA VERGINE PORTATA IN PROCESSIONE A BARBANA, PESCHERECCI SUL MOLO, LA SPIAGGIA, CAVALLI IN LIBERTÀ ALL’ISOLA DI CONA. QUI A LATO: IL SANTUARIO DELL’ISOLA DI BARBANA E ALTRE IMMAGINI DI GRADO E DELLE SUE LAGUNE.

Nelle sue osterie si incontra l’anima giuliano-veneta della città, mentre lungo il molo si possono degustare i prodotti del mare e delle valli salmastre. La bicicletta aiuta a scoprire meglio le sue numerose oasi naturalistiche

Vivere Grado è perdersi la sera in calli e piazzette, cercando l’osteria giusta per concedersi un’ “ombra” per l’aperitivo. Un modo per apprezzare la convivialità, ma anche gli straordinari prodotti di cui il territorio è ricco. I vini friulani e del Carso, quelli del Collio e dei Colli Orientali. Il prosciutto crudo, i salumi tradizionali, i formaggi… E poi i prodotti del mare, in quest’area dell’Adriatico particolarmente prelibati, come i “dondoli” (i cosiddetti tartufi di mare) e gli altri mitili, le seppie e le seppioline, le alici e i “sardoni”. Un patrimonio ittico che la locale Cooperativa di Pescatori valorizza anche attraverso un proprio ristorante, affacciato sul molo dei pescherecci. A Grado si svolge una delle più importanti aste del pesce dell’Alto Adriatico. L’attuale proposta alberghiera punto molto sul benessere. La sabbia dalle riconosciute proprietà curative antiartrosiche e antireumatiche si accompagna all’attività delle Spa degli hotel e alle acque termali delle Terme. Grado è diventato anche il paradiso dei cicloturisti. Tantissimi i percorsi delle vie ciclabili, molti dei quali lambiscono le lagune e il

loro suggestivo mondo. In bici – attraverso un lungo ponte lagunare, si può facilmente raggiungere Aquileia, città archeologica che anche da sola potrebbe valere il soggiorno a Grado, tante sono le testimonianze storico-artistiche e culturali che la connotano. A cominciare dalla Basilica, crocevia di storia e di civiltà. Capitale politica e religiosa per secoli (a partire dal periodo romano), con influenza in ampi territori circostanti, fino all’Istria. Chi ama la natura può scegliere fra tanti orizzonti. Le vicine isole della laguna, come pure la Riserva naturale dell’Isola della Cona, alla foce dell’Isonzo, dove galoppano in libertà una decina di cavalli bianchi e dove nidificano rare specie dell’avifauna locale e di quella migratoria. Scegliere Grado anche per loro è stato facile, visto che in un piccolo paradiso si sta proprio bene. Il sito del Consorzio Grado Turismo (www. grado.it) e la pagina FB consorziogradoturismo meritano una visita per la varietà di proposte e dicombinazioni che offrono per conoscere Grado e il suo piccolo universo.

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APRE A MONTEGROTTO L’INSTALLAZIONE SUBACQUEA SU LEONARDO DA VINCI

Il più profondo omaggio al più grande genio di tutti i tempi. I 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci e i 5 anni di Y-40® The Deep Joy Delle misure hanno fatto il loro marchio di fabbrica entrambi. Se Leonardo Da Vinci ha dettato le misure della perfezione corporea con i suoi studi legati all’uomo e agli animali in movimento, Y-40® The Deep Joy è nel libro del Guinness dei Primati grazie alla sua profondità da record per una piscina: -42,15 metri. Del grande genio italiano, punto di partenza negli studi di anatomia e fisica per i ricercatori di tutto il mondo, si festeggia nel 2019 il cinquecentenario della morte, il 2 maggio. Di Y-40®, altra eccellenza italiana divenuta in breve tempo il punto di riferimento per le attività subacquee e scientifica per appassionati e non solo da ogni angolo del pianeta, si festeggiano i 5 anni dall’apertura, il 5 giugno. Molteplice il curriculum di Leonardo: artista, ingegnere, scienziato, pittore, fisico. Molteplici le attività della piscina dei record: subacquea, apnea, meeting ed eventi, set per foto e video, atelier d’arte, pista da ballo, laboratorio di ricerca scientifica subacquea, su uomo o macchine. Se per Leonardo Da Vinci ad essere senza misura era la perfezione

della Natura, per Y-40® è la Gioia ad essere smisurata: “Your Joy is Measureless” affermano i suoi campioni, sportivi e appassionati. Il percorso in immersione prevede di incontrare opere d’arte come la Gioconda e la Dama con l’Ermellino, ma anche bozzetti di studi anatomici umani e animali che Leonardo tracciò. I subacquei possono scoprire il prototipo di muta marina sperimentata da Da Vinci, qui riprodotta da Cressi Sub o sfidare nelle proporzioni l’Uomo Vitruviano, posando all’interno del cerchio e del quadrato del celebre disegno, ricreato dal maestro Bruno Gobbato, autore anche della copia del suo paracadute e della cupola geodetica ricostruita nella hall di Y-40®.

“In questo importante anniversario non potevamo esimerci dal celebrare il Genio italico, alla nostra maniera – spiega l’architetto Emanuele Boaretto, ideatore e progettista di Y-40® The Deep Joy. – L’esposizione è destinata ai visitatori di Y-40®, ai ragazzi delle scuole e ai turisti delle Terme Euganee. Questo perché le opere in acqua sono a profondità visibili anche dal tunnel trasparente che attraversa la piscina a -5 metri ed altre sono esposte nel bar della piscina dove, tra i cocktail, si potrà assaggiare quello all’acquarosa che Leonardo inventò e descrisse sul Codice Atlantico. Per tutto questo ringrazio i partner dell’evento: GoPro, Chef Bertolini, Ortofrutticola Euganea, Pavin Caffè, Rinaldi, Zaino FoodService”. VISITA APERTA A TUTTI GRATUITAMENTE dal 5 al 30 giugno e dal 1° agosto al 30 ottobre 2019 www.Y-40.com Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD) +39 049 8910416 – info@y-40.com


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Food & Drink VALDOBBIADENE, CANEVANDO IL 30 GIUGNO

FESTA O SAGRA: LA RANA È CELEBRATA IN MOLTE PIAZZE DEL VENETO Sono davvero tante le feste o sagre dedicate alla regina dei nostri fossi: la rana. Nel risotto o fritta è una vera protagonista dell’arte culinaria veneta. Cona, Pernumia, Grossa di Gazzo padovano, Arquà Polesine, Santa Lucia di Piave. Se nel piatto c’è la rana, la gente arriva. Lo confermano le presenze alla più grande manifestazione enogastronomica italiana a base di rana, quella di Santa Lucia di Piave. L’evento che richiama ogni anno intenditori da tutte le regioni del Nord Italia e anche dall’estero, in particolare da Austria e Slovenia. Solo a Santa Lucia di Piave, infatti, si possono degustare alcune specialità le cui ricette sono il frutto di anni di sperimentazioni in cucina da parte di chef locali, cultori della carne di rana, come la “Rana imperiale”, al forno con guazzetto di pomodoro e polentina, o il risotto alla polpa di rana e i tortelli di rana conditi con burro e salvia. Non manca dal menù la rana fritta, quella che si consuma di più. E anche quella che va per la maggiore nelle sagre venete che si svolgono in questo mese di giugno. Feste analoghe ci sono a Ferrara, Perugia, Teramo. Feste nate spesso dallo spirito goliardico di gruppi di amici, desiderosi di riassaporare quel piatto della loro infanzia, che smuoveva dentro i ricordi mai sbiaditi di quando la fame li spingeva, insieme ai papà e ai nonni, a dare la caccia agli anfibi, di notte, nei fossati ricchi d’acqua delle nostre campagne. Oggi la fame è passata e si è estinto anche l’oggetto del desiderio, quella rana verde che gracida sempre più di rado nei nostri fossati per via di inquinamento e antropizzazione.

Domenica 30 giugno 2019 avrà luogo Canevando, giunta alla sua 21a edizione. Essa, è una festa per la promozione del territorio valdobbiadenese, del vino Valdobbiadene Prosecco Docg e della gastronomia locale. Si tratta di una camminata guidata attraverso i vigneti e le colline alla scoperta delle cantine (le “caneve” in dialetto) dove è possibile degustare il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. di ciascun produttore, in abbinamento ai diversi piatti tipici della cucina trevigiana, curati da ristoratori e pasticceri di Valdobbiadene e dai Consorzi di tutela dei prodotti tipici. Canevando parte da San Pietro di Barbozza, frazione di Valdobbiadene, lungo la strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano – Valdobbiadene e si snoda percorsi di ca. 10 Km ciascuno, attraver-

so le frazioni di San Pietro di Barbozza, Saccol e Santo Stefano, per un totale di circa 30 cantine del Comune di Valdobbiadene. La camminata procede lungo sentieri, strade sterrate e filari. Alla partenza ogni partecipante riceverà una maglietta, un calice da degustazione, una mappa e il tradizionale “pignatel” (pentolino). Verranno formati gruppi di 30 persone, guidati da esperti del territorio in uno dei percorsi con visita a circa 6 cantine, sostando in ognuna per degustare i vini, abbinati ad un piatto tipico diverso per ogni tappa. I cantinieri sono a disposizione dei visitatori per spiegare le tecniche enologiche e di viticoltura. Un’occasione unica per conoscere questa terra anche attraverso il dialogo con gli abitanti e i viticoltori.

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Il melone (Cucumis melo), è detto anche “popone” ed è il Melone Precoce di Verona con forma ovoidale e circonferenza compresa fra 36-47 cm. La superficie esterna presenta una reticolatura marcata e uniforme, che identifica bene le singole fette; il colore è giallo uniforme, con linee verdi di demarcazione delle fette. La polpa è arancio salmone, succulenta, di buona consistenza, con aroma delicato (più intenso al taglio) e sapore dolce, con retrogusto pepato. Le prime notizie sul melone veronese si trovano nel volume di A. Valerini, Le bellezze di Verona del 1584. Le caratteristiche peculiari del Melone Precoce di Verona sono determinate dalla coltivazione su terreni altamente permeabili e dalla tecnica di produzione in tunnel che produce particolari condizioni di temperatura e umidità. Ricchissimo in acqua e povero in zuccheri, il melone è particolarmente ricco di vitamine A, C e B e di potassio. Trova indicazione nelle anemie, nella stipsi, nella gotta e nel diabete. Possiede proprietà lassative e diuretiche.


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Appuntamenti

Biennale di Venezia “May you live in interesting times”

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partecipazioni nazionali e 21 eventi espositivi collaterali ufficiali. Questi i numeri della Biennale 2019. Gli artisti provenienti da tutto il mondo e invitati da Ralph Rugoff sono 79, il tema : “May you live in interesting times”. Interessante l’opera dell’artista svizzero Christoph Büchel propone all’Arsenale Barca Nostra ovvero il relitto, ripescato dal fondale marino, del peschereccio nel quale trovarono la morte più di 700 migranti nel canale di Sicilia il 18 aprile del 2015. Il Leone d’Oro, assegnato da una giuria presieduta da Stephanie Rosenthal, è andato alla Lituania per l’opera Sun & Sea dove è stata ricreata una spiaggia con tanto di bagnanti, apparentemente gente comune, in un momento di relax. Una menzione speciale è stata assegnata al duo Mondocane del Belgio dove automi si muovono improvvisamente simulando azioni umane e letteralmente spaventando i visitatori. Meritatissimo il premio alla Carriera a Jimmi Durham (1940) e Miglior artista Arthur Jaca con il video The white album anch’egli attento alle tematiche dei nostri tempi mai disposti ad accettare l’ignoranza del razzismo. Il Padiglione Italia, all’Arsenale e curato da Milovan Farronato, è un’unica opera d’arte, una vera e propria mostra del curatore che si fa artista scegliendo tre grandi interpreti della sua visione Neither Nor/ Né altra né questa: Liliana Moro (1961), Enrico David (1966) e Chiara Fumai (1978-2017). Un labirinto in cui il visitatore, camminando senza indicazioni, fa la sua mostra. Le opere si alternano, compaiono, vanno cercate sotto una tenda, esplodono in suoni e in visioni sopra la testa.

Un momento della manfestazione

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Venezia Extra Biennale

Alla Galleria Franchetti alla Ca’ D’Oro la mostra Dysfunctional raccoglie 18 opere di altrettanti artisti e con interessanti linguaggi. Fragile Future di Studio Drift, stupisce con l’istallazione di centinaia di veri fiori di tarassaco trasformati in piccole ed eleganti luci. Alle Gallerie dell’Accademia Baselitz Academy una mostra capolavoro, una retrospettiva che ripercorre tutte le tappe dell’evoluzione creativa del grande Georg Baselitz, la prima, in questa sede, dedicata ad un artista vivente. Nel ricchissimo programma di Muve Contemporaner Al Muve Contemporanero dei Musei Civici veneziani si contano ben 12 mostre di rilievo. Da non perdere Yun Hyong-keun. A Palazzo Fortuni c’è una retrospettiva I Fortuny. Una storia di famiglia, mentre Cà Rezzonico propone Flavio Favelli. Il bello inverso. l’artista ha posizionato 15 opere poi allestite in tutti e tre i piani del grande palazzo sul Canal Grande. A Palazzo Mocenigo Brigitte Niedermair. Me and fashion 1996-2018 e un percorso di rime e rimandi: la fotografa di Dior crea una percepibile e strettissima sintonia con le cromie dei tessuti nelle sale e i suoi scatti. Più di trenta opere che, pur provenendo dalla moda, diventano piccole nature morte e racconti di momenti vissuti. A Ca’ Corner della regina, Fondazione Prada propone una mostra che unica: Jannis Kounellis a cura di Germano Celant, con 60 lavori dell’artista scomparso nel 2017 che occupano tutte le sale. Dall’altra parte del canale della Giudecca la Fondazione Giorgio Cini ospita la mostra Burri, la pittura, irriducibile presenza davvero imperdibile. Grandi opere tutte da contemplare nel silenzio.


Appuntamenti

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Verona, estate a teatro

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Lio Piccolo, Cavallino Treporti, tutto da scoprire

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l 15 e il 29 giugno è possibile immergersi in uno degli angoli più affascinanti della Laguna di Venezia. Un’escursione guidata vi permetterà di immergervi in una vera e propria oasi di pace, un mondo fatto di specchi d’acqua, canali, barene, campi coltivati. Lio Piccolo, splendido borgo rurale situato a pochi passi dalle spiagge di Cavallino Traporti e Jesolo, rappresenta un vero e proprio spaccato di vita della laguna. Saranno ripercorse le antiche origini del borgo: una realtà fatta di agricoltura e valli da pesca, in cui la quotidianità è scandita dai soli ritmi della natura. Si scopriranno i sistemi adottati da secoli dalla popolazione locale per adoperare al meglio le risorse a disposizione e riuscire a vivere in ambienti ritenuti ostili. Si vedrà come queste condizioni abbiano portato alla produzione di specialità molto apprezzate e ricercate dal punto di vista gastronomico. La prenotazione è obbligatoria. https://www.beescover. com/dove/la-vita-a-lio-piccolo-e-nelle-valli-da-pesca/;

a 71ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese prevede, dal 15 giugno al 28 settembre, cinquantasei serate, trentasette al Teatro Romano e diciannove, nel mese di settembre, nello spazio alternativo del Teatro Camploy. Organizzata dal Comune di Verona, l’Estate Teatrale Veronese 2019 ha come sponsor BANCO BPM, Cattolica Assicurazioni, la casa vinicola Santi e Agsm. TEATRO ROMANO Le sezioni in cui si articola l’edizione 2019 sono come di consueto tre: prosa, danza e musica. Per la prosa (pietra angolare della manifestazione fin dalla sua nascita nel 1948) gli spettacoli in cartellone sono cinque, tre dei quali inseriti nel 71° Festival Shakespeariano: La Tempesta, con adattamento e regia di Luca De Fusco con Eros Pagni e Gaia Aprea, Romeo & Giulietta, nati sotto contraria stella con drammaturgia e regia a firma di Leo Muscato e sul palco Ale e Franz, Eugenio Allegri, Marco Zannoni e Teodosio Barresi, ed Il mercante di Venezia con adattamento e regia di Giancarlo Marinelli con Mariano Rigillo, Romina Mondello, Fabio Sartor e Francesco Maccarinelli. Gli altri due spettacoli sono l’adattamento di Franco Branciaroli del Moby Dick di Herman Melville, con lo stesso Branciaroli protagonista assieme a Luca Lazzareschi (anche regista dell’opera) e Gianluca Gobbi, oltre a Elena di Euripide, con Laura Marinoni diretta da

Davide Livermore, il regista che ha inaugurato la stagione operistica del teatro Alla Scala di Milano con ‘Attila’ di Verdi. L’atteso cartellone della danza porterà al Teatro Romano i Momix con ‘Alice’, nuovo lavoro del direttore artistico Moses Pendleton ispirato all’universo fantastico che Lewis Carrol ha racchiuso in Alice nel Paese delle Meraviglie, e la prestigiosa compagnia di modern dance internazionale Nederlands Dans Theater 2, al suo ritorno al Romano dopo quattordici anni. Per la musica sono cinque le serate di Rumors, festival nato nel 2013 che prosegue il suo viaggio attraverso la “voce cantata, la voce come significato, la voce come strumento musicale”. Quattro le serate per Verona Jazz, manifestazione che da sempre unisce sonorità ricercate e “mostri sacri” del jazz. TEATRO CAMPLOY Completano il cartellone gli undici spettacoli (sei di prosa e cinque di danza) nello spazio alternativo del Camploy dal 2 al 28 settembre.

Rovigo, ‘Giostre! Storie, immagini, giochi’

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ompletamente dedicata alla fantasiosa iconografia delle giostre, la mostra ‘Giostre! Storie, immagini, giochi’ a Palazzo Roverella, fino al 30 giugno 2019. L’esposizione sfaccettata e divertente, è anche pensosa, e vuole suscitare nel pubblico un vero e proprio effetto-giostra, tra il gioco più semplice e genuino che rimanda all’infanzia e la riflessione sulla vita, sul tempo che passa, sul mondo che gira, sul destino. L’ampia sezione di fotografie comprende opere di più di sessanta importanti fotografi dall’Ottocento a oggi. Tra

Noale, infiorata il 23 giugno

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alle prime ore della mattina, sulla strada che sta tra le due torri medioevali di Noale, migliaia di fiori ed essenze arboree raccolte nei giorni precedenti daranno corpo ad un grandissimo quadro floreale composto da sette tappeti raffiguranti scene a soggetto religioso. All’imbrunire, il corteo religioso che porterà in trionfo l’Eucarestia e percorrerà il tappeto per tutta la sua lunghezza. Inoltre, nei due giorni precedenti saranno organizzate cene, presentazione di libri e molti altri eventi collaterali.

questi, le immagini ottocentesche di Celestino Degoix e di Arnoux; quella della Parigi dell’inizio del Novecento di Eugène Atget e dei Frères Seeberger; le fotografie degli anni Quaranta-Sessanta di Henri Cartier Bresson e molti altri grandi. La mostra è arricchita da una selezione di importanti opere pittoriche e da manifesti di fiere di paese e sagre popolari. Importante l’installazione dell’artista contemporanea Stephen Wilks “Donkey Roundabout” e il film di Adriano Sforza “Jodi delle giostre”, vincitore del David di Donatello 2011.

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Portobuffolè, rassegna Gaiajazz

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gni sabato di giugno, la rassegna Gaiajazz, presenta un programma di altissimo valore musicale, quest’anno firmato dalla direzione artistica del prestigioso pianista Antonio Faraò. Dalle ore 19 alle ore 21:30, un ristoratore diverso per ogni sera, prepara un menù con piatti tipici del territorio, partner Consorzio Vini Venezia. L’Associazione Culturale Dotmob in collaborazione con il Comune, la Proloco di Portobuffolè ed importanti aziende del territorio, allestisce un palcoscenico unico, unendo musica di alta qualità, degustazione e conoscenza delle imprese del territorio. Il 22 giugno sul palcoscenico Carlo Atti Quartet con Carlo Atti, Danilo Memoli, Stefano Senni, Enzo Carpentieri presentano un repertorio dell’America Song Book e brani rappresentativi dell’evoluzione del linguaggio jazzistico. Il 29 giugno, ultimo appuntamento con Luca Jurman - Essential soul trio. Serata guidata dall’artista eclettico e fondatore di un metodo professionale di canto Luca Jurman, accompagnato da musicisti di grande rilievo come Federico Malaman e Gabriele “Lele” Melotti. Inoltre, in occasione degli eventi è possibile visitare i vari siti storici del Borgo dalle ore 17 alle ore 20.

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Crucilibro

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Tutte le novità dal premio Campiello La memoria è sempre labile mentre il coraggio infiamma e conquista i cuori. Bandita la nostalgia per il Novecento all’uomo non resta che combattere Laura Pariani

Paolo Colagrande

Francesco Pecoraro

Marco Lupo

Eroe/Eroina

Pùlvara, una cantastorie

Buttarelli, un ragazzino speciale

Un uomo “Novecentesco”

Un libraio

Alter Ego

Bonaventura Mangiaterra

Gualtieri, l’amico

Personaggi che incarnano il ristagno sociale

Uomini e donne che si rifugiano in libreria

Location

Autunno 1652

Barbagia

La “Città di Dio”

L’oggi e Amburgo 1943

Contadini

Gli abitanti del paese

Il popolo comunista perduto

I personaggio di un romanzo

Intrigo

Un pugno di uomini, stanchi di subire le angherie dei nobili e dei soldati che razziano i paesi della brughiera lombarda tra una battaglia e l’altra, si raccoglie intorno a Bonaventura Mangiaterra, un capopopolo che affascina i suoi compagni con le storie

Buttarelli provava a fare quello che vedeva fare agli altri, con enorme fatica. A volte riusciva a reggere la parte per un tratto breve, ma era come se a un certo punto si ritrovasse nel fitto di un bosco senza piú il sentiero tracciato

Un uomo senza nome, osserva la vita che si svolge sulla strada. Racconta la propria esistenza di «Novecentesco», aspirante storico dell’arte, funzionario di Ministero, uomo che ha creduto nel comunismo e poi si è fatto socialista e corrotto

Uomini e donne che si riparano in una libreria. Entrano e cercano qualcosa o nulla. Poco lontano, ogni lunedì, alla stessa ora, un gruppo di sconosciuti si incontra per leggere frammenti di libri che stanno scrivendo

Finale

Bonaventura diventa presto una leggenda: ha carisma, saggezza e forza tanto da minacciare il potere costituito. Per fermare la rivolta, l’Inquisizione e i nobili gli danno la caccia ma una sorpresa metterà in discussione tutte le loro certezze.

Quando Buttarelli scompare, e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero, non resta che raccogliere la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Questi racconterà la rocambolesca vita interiore ed esteriore di un’anima unica

Oggi osserva le vicende dello «Stradone»; i personaggi che lo percorrono incarnano il ristagno sociale. Invecchiamento e conformismo, razzismo e sessismo, etnie in conflitto, il fantasma dell’integralismo islamico, la liquefazione di sinistre e destre e della classe media

Un giorno uno degli uomini porta con sé alcuni romanzi di uno scrittore di cui si sono perse le tracce. Li ha scovati in una libreria e chiedono di essere ascoltati. L’autore inghiotte i lettori nell’universo delle macerie di Amburgo 1943

Cosa dire del libro

Un romanzo di ribellione e libertà, la storia di un sogno di giustizia e di una donna coraggiosa che sfida le convenzioni del suo tempo

La vita dispari è la pirotecnica, profonda ed esilarante parabola umana di un essere umano che vede solo una metà del mondo. Poetico e divertente

Un libro che racconta la storia di un quartiere e ritrae il destino collettivo nelle vicende di un solo uomo che vede deteriorarsi ciò che ama

Una storia in cui la memoria non è mai una cronaca fedele, ma il frutto polposo e amaro dell’immaginazione. Ha vinto il Campiello opera prima

Co-protagonisti

Leggere

Laura Pariani Il gioco di Santa Oca La nave di Teseo, pp. 272 € 18.00

Paolo Colagrande La vita dispari Einaudi, pp. 288 € 19.50

Francesco Pecoraro Lo stradone Ponte delle Grazie, pp. 443 € 18.00

Marco Lupo Hamburg. La sabbia del tempo Il saggiatore, pp. 239 € 21.00 A cura di Germana Urbani

Associazione di Promozione Sociale "Mai dire Bau"

Centro cinofilo educativo 338.3540216 - Fabrizio Sorgato 329.1525247 - Barbara Bovo

maidirebau@gmail.com Sede legale: via Monte Ricco n.16, 35031 Abano Terme (PD) - C.F. 92286360281

► ► ► ► ► ► ► ► ► ►

Campo di Addestramento: Via dell'Artigianato, Frazione di Terradura, 35020 Due Carrare (PD)


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Mousse di sedano

Farfalle alle olive

Gelato ai frutti di bosco

Ingredienti: 1-2 sedani di Verona - 4 c di maionese casalinga - 7-8 c di yogurt naturale - ½ limone sale q. b.

Ingredienti: 320 g di farfalle - 10 olive nere - 5 olive verdi - ½ limone - 10 pomodorini piccoli - 1 pizzico di prezzemolo e di erba limoncina 30 g di olio - sale - peperoncino.

Ingredienti: 250 g di yogurt naturale - 250 g di frutti di bosco maturi - 4 C di zucchero di canna - ½ limone.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: mondare e lavare il sedano, strofinarlo con il mezzo limone per evitare che annerisca. Tagliarlo a fette e cuocerlo al vapore per un quarto d’ora circa. Lasciare raffreddare. Frullare il sedano assieme agli altri ingredienti fino a ottenere una consistenza soffice e omogenea. Servire la mousse fredda o a temperatura ambiente.

Preparazione: lessare in abbondante acqua salata le farfalle. Scolare la pasta, condire con un filo d’olio, le olive tagliate a rondelle, l’erba limoncina, il prezzemolo tritati e i pomodorini tagliati a metà. Aggiustare di sale e peperoncino e servire con qualche spicchio di limone.

Preparazione: lavare rapidamente i frutti di bosco (tenerne da parte qualcuno per guarnire) e asciugarli delicatamente. Frullarli assieme allo zucchero e al succo di mezzo limone. Porli nella gelatiera, aggiungere lo yogurt e metterla in funzione. Dopo 30 minuti il gelato sarà pronto.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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Giugno

Ariete Qualche piccola o grande bufera in arrivo. Situazioni conflittuali da gestire con intelligenza e calma

Toro

Bilancia Attenzione: le emozioni trattenute fermenteranno, con il risultato che a rimetterci potrebbe essere la calma

Scorpione

Giugno porta con se’ una fase appagante per il divertimento, il tempo libero, le gite o un primo assaggio di vacanza

Grande passionalità, grande determinazione e tanta voglia di migliorare la tua vita: buttatevi!

La vostra mente avrà ali: un’intuizione felice, un colpo di genio o di semplice astuzia e potrete risolvere tutto

Sagittario

Gemelli Il cielo vi sussurra: tranquillità. Sicuramente la desiderate e i transiti che vi riguarderanno la annunciano

Nessun cambiamento questo

FEDERICOmese, CECCHINATO tutto trascorre identico a

FEDERICO CCECCHINATO se stesso. Verso la fine si muove FEDERICO ECCHINATO F EDERICO CECCHINATO TENDAGGI & ARREDOCASA qualcosa FEDERICO CECCHINATO FEDERICO CECCHINATO

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“Noi ci mettiamo il Cuore”

“Noi ci mettiamo il Cuore”

Pesci Frizzanti e pieni di risorse, gestirete bene il dialogo, ma nei rapporti affettivi ci sarà qualche contraddizione emotiva


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treviso ovest giu2019 n96 by LaPiazza give emotions - Issuu