Sport p.18
p.33
Salute p.27
GENNAIO 2019
Periodico d’informazione locale - - Anno XXVI - n.16
Cultura p.17
di Treviso Ovest
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on-line: Legge di bilancio in chiaro scuro Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
E questo non perché l’Europa ci tiene a guinzaglio, come vorrebbe farci credere qualcuno, ma perché noi abbiamo tutta la convenienza a rimanere nell’Unione e a rimanerci con i conti più o meno a posto. Nel Maxiemendamento presentato a Bruxelles, il governo ha garantito sulla tenuta dei conti e ha proposto un aumento delle clausole di salvaguardia a partire dal 2020. In pratica ha promesso all’Europa che se con questi nuovi provvedimenti il bilancio dello Stato andrà pericolosamente in rosso scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. Il che significa che adesso alcuni avranno il reddito di cittadinanza, altri potranno andare in pensione con quota cento, altri godranno della Flat Tax e casomai, l’anno prossimo, pagheremo tutti nuove tasse. Il governo del cambiamento, però, non poteva far a meno di trovare un accocchino per i propri cavalli servizio a pag 10 di battaglia, cioè Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Una cosa sembra comunque certa: faranno fatica a partire. Infatti nella manovra sono stati stanziati i soldi per i due provvedimenti, 13,2 miliardi in totale, che però verrano trattati con due appositi ddl distinti e, forse, partiranno a primavera. Che dire della Pace Finale? Non è forse un provvedimento che ricorda molto i governi Berlusconi? Tanto dileggiati dai grillini? Dove sta il cambiamento in questo caso? Su Quota 100 che dire? Alcuni lavoratori potranno usufruirne altri no. Dipende. Si tratta di una norma che non è uguale per tutti. Con il reddito di cittadinanza poi, ne vedremo delle belle: i centri per l’impiego che non funzionano, la gente che preferisce rimanere disoccupata e lavorare in nero…C’è di tutto in Italia. Chi sceglierà a chi spetta e a chi non spetta? Chi controllerà? I sogni, le utopie sono giuste e geniali finché restano tali. Ma quando a tutti i costi si ritiene di forzare la mano e mettere in campo delle leggi per cui questo Paese non solo non è pronto ma, a ben vedere, non ha la capacità economica per supportarle, forse bisognerebbe saper aspettare. Rimandare.
Elezioni, con il nuovo anno si scaldano i motori
A Quinto di Treviso gli schieramenti iniziano a muoversi. L’uscente Dal Zilio non potrà ricandidarsi, ma sarà comunque della partita. Le opposizioni si preparano
ZERO BRANCO
Continua il rilancio di Villa Guidini QUINTO DI TREVISO
Aeroporto: numeri da record e polemiche ISTRANA
“Viabilità e sicurezza le priorità” MORGANO
Acquedotto: comunità perplessa CULTURA
Al via la stagione teatrale al Comisso
Ad Aprile il nostro giornale compie 25 anni. Nei prossimi SPORT mesi vi racconteremo da dove veniamo e soprattutto dove vogliamo andare. Con voi e per Voi, com’è sempre stato!
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ominciamo l’anno nuovo con la legge di Bilancio controfirmata dal Presidente della Repubblica. Un risultato che non era scontato viste le diverse esigenze delle due principale forze politiche in campo. Eppure, seppur all’ultimo momento e con un voto di fiducia, oggi l’Italia ha la sua finanziaria. Certo è stato possibile solo dopo che Lega e Movimento 5 Stelle hanno apportato le sostanziali modifiche richieste da segue a pag 3 Bruxelles.
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L’Oasi di Cervara apre anche in inverno P
Due finora le aperture straordinarie, ma da definire i nuovi progetti
er la prima volta l’Oasi Cervara apre le porte ai visitatori anche d’inverno. Dopo il primo appuntamento del 13 gennaio, si replicherà il 10 febbraio. E di seguito verranno valutate eventuali altre aperture straordinarie. Al centro c’è il Sile e la natura circostante, pure se coperta di neve o brina. E poi ci sono sempre le cicogne, i gufi, i rettili e gli anfibi. “Il parco dell’Oasi Cervara ha un fascino incredibile anche in inverno”, assicura il direttore, Erminio Ramponi. In questo territorio che pare incantato l’unico limite è quello della fantasia. Nel frattempo si inizia anche a guardare al futuro. Alla fine dell’anno prossimo scadrà la convenzione ventennale attraverso la quale il Comune di Quinto ha concesso il territorio lungo il Sile alla fondazione Cassamarca, che a sua volta l’ha affidato alla Oasi Cervara Srl, guidata da Antonio Durante. La situazione è delicata perché sarà difficile che l’accordo possa essere confermato alle stesse identiche condizioni. Negli ultimi vent’anni è cambiato tutto. Prima Cassamarca era pronta a investire nell’Oasi. Adesso, invece, è tutto da verificare. Ma su una cosa sembrano tutti d’accordo: l’Oasi Cervara non può rischiare la chiusura. Negli anni è diventata la vetrina del Sile con i suoi 24 ettari di riserva naturali, di cui sei visitabili, che richiamano ogni anno Germana Urbani >direttore@givemotions.it< 20mila persone, senza contare gli oltre 500 fotografi specializzati. E le cicogne sono ormai un vero e proprio simbolo: una decina sono all’interno della voliera, e queste ne richiamano altre di sel- ominciamo l’anno nuovo con la legge di Bilancio vatiche che nidificano tutt’attorno. I primi cicognini sono già volati controfirmata dal Presidente della Repubblica. Un risultato che non era scontato viste le diverse esiin Africa per passare l’adolescenza. Si attende che ritornino. Non genze delle due principale forze politiche in campo. possono arischiare di trovare chiuso. Eppure, seppur all’ultimo momento e con un voto di Mauro Favaro fiducia, oggi l’Italia ha la sua finanziaria. Certo è stato possibile solo dopo che Lega e Movimento 5 Stelle hanno apportato le sostanziali modifiche richieste da È un periodico formato da 16 edizioni localiBruxelles. mensilmente recapitato Direzione, Amministrazione e a pag 3Redazione: segue
E questo non perché l’Europa ci tiene a guinzaglio, come vorrebbe farci credere qualcuno, ma perché noi abbiamo tutta la convenienza a rimanere nell’Unione e a rimanerci con i conti più o meno a posto. Nel Maxiemendamento presentato a Bruxelles, il governo ha garantito sulla tenuta dei conti e ha proposto un aumento delle clausole di salvaguardia a partire dal 2020. In pratica ha promesso all’Europa che se con questi nuovi provvedimenti il bilancio dello Stato andrà pericolosamente in rosso scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. Il che significa che adesso alcuni avranno il reddito di cittadinanza, altri potranno andare in pensione con quota cento, altri godranno della Flat Tax e casomai, l’anno prossimo, pagheremo tutti nuove tasse. Il governo del cambiamento, però, non poteva far a meno di trovare un accocchino per i propri cavalli di battaglia, cioè Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Una cosa sembra comunque certa: faranno fatica a partire. Infatti nella manovra sono stati stanziati i soldi per i due provvedimenti, 13,2 miliardi in totale, che però verrano trattati con due appositi ddl distinti e, forse, partiranno a primavera. Che dire della Pace Finale? Non è forse un provvedimento che ricorda molto i governi Berlusconi? Tanto dileggiati dai grillini? Dove sta il cambiamento in questo caso? Su Quota 100 che dire? Alcuni lavoratori potranno usufruirne altri no. Dipende. Si tratta di una norma che non è uguale per tutti. Con il reddito di cittadinanza poi, ne vedremo delle belle: i centri per l’impiego che non funzionano, la gente che preferisce rimanere disoccupata e lavorare in nero…C’è di tutto in Italia. Chi sceglierà a chi spetta e a chi non spetta? Chi controllerà? I sogni, le utopie sono giuste e geniali finché restano tali. Ma quando a tutti i costi si ritiene di forzare la mano e mettere in campo delle leggi per cui questo Paese non solo non è pronto ma, a ben vedere, non ha la capacità economica per supportarle, forse bisognerebbe saper aspettare. Rimandare.
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a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zona di Istrana, Morgano, Quinto di Treviso e Zero Branco per un numero complessivo di 11.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
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Chiuso in redazione l’11 gennaio 2019
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Zero Branco
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Rivoluzione verde in città, nel segno della salute e della sicurezza Tutti i pini marittimi presenti sul territorio comunale verranno abbattuti, lasciando spazio ad alberature autoctone “acchiappasmog”
E
’ una piccola-grande rivoluzione verde. Che guarda al benessere e alla salute, ma anche alla sicurezza. Zero Branco, nella lotta contro l’inquinamento, sta rispondendo piantando alberi. Sempre più studi dimostrano infatti come determinate alberature riescano a intercettare gli inquinanti (pm 10 e pm 2.5 in particolare), scongiurando che questi circolino nell’aria. È così che se lo scorso anno il municipio aveva deciso di pensare in particolare ai più piccoli, piantando le cosiddette “siepi anti-smog” lungo le recinzioni di tutti i plessi scolastici comunali e dei parchi pubblici, Falcon Dueffe.pdf oltre che2018 in altre aree particolarmente soggette alla concentrazione di polveri sottili, per il 2019
avvierà un vero e proprio cambio di prospettiva legato agli alberi. Tutti i pini marittimi presenti sul territorio comunale, infatti, verranno abbattuti, lasciando spazio ad alberature autoctone quali lecci, frassini, querce, aceri e betulle. Piante, queste ultime, considerate appunto con il fogliame maggiormente capace di fungere da “acchiappa smog” rispetto ad altre ed allo stesso tempo tra le più performanti in termini di “creazione di ossigeno”. Ma non solo. Rispetto ai pini marittimi, che lo scorso anno a causa del maltempo hanno rischiato di far male ad automobi1 e cittadini, 22/03/18 10:31 listi viste le loro cadute al centro della strada, le piante in questione garantiscono anche
Il Sindaco Mirco Feston
maggiore sicurezza. “Non possiamo permetterci di rischiare: la sicurezza viene prima di tutto - il commento del sindaco Mirco Feston -, purtroppo, oltre ad essere piante non autoctone e con radici in superficie, erano anche state piantate in maniera disordinata. Si tratta di una moda degli anni passati, che ha rischiato di fare danni ma… cosa c’entra Zero Branco con i pini marittimi? Non
siamo mica una località di mare. Oltre alle battute è giusto garantire sicurezza ai cittadini, aspetto fondamentale anche quando si tratta di verde pubblico”. Verde pubblico che, oltre al taglio dei pini marittimi, vedrà l’abbattimento di quegli alberi che – dopo la supervisione e i controlli di esperti agronomi e agroforestali – si sono rivelati con problemi, malattie, o si trovano
in punti considerati pericolosi ed il cui sviluppo potrebbe rivelarsi un problema per l’incolumità delle persone. Ad ogni abbattimento, spazio permettendo, corrisponderanno due nuove piante. Il Comune, al momento, ha previsto di piantarne una 50ina: saranno insomma il doppio rispetto a quelle abbattute. Alessandro Bozzi Valenti
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on hanno portato via oggetti preziosi, né particolari somme di denaro. Si sono “accontentati” dei pochi euro frutto delle offerte delle messe feriali. Lo scorso 27 dicembre, all’indomani della festività di santo Stefano, la sacrestia della chiesa parrocchiale di Zero Branco ha visto la visita dei soliti ignoti. Secondo le ricostruzioni hanno agito in pieno pomeriggio, tra le 16 e le 17.30, approfittando del fatto che la chiesa fosse aperta viste le festività. Una volta fatto ingresso nella parrocchiale, probabilmente attendendo non vi fosse nessuno nei paraggi, hanno divelto a suon di spallate la porta della sacrestia, arraffando poi qualche moneta trovata all’interno. Importanti i danni alla porta d’ingresso e alla relativa cassamatta. A.B.V.
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Ampliamento Progetto al via
Continua il rilancio di Villa Guidini: nuovi spazi e ristrutturazioni ad hoc V
illa Guidini si sta rifacendo il look e non solo, con un occhio di riguardo alla sicurezza e, ancor di più, alla possibilità di aprirsi in un crescendo costante alle attività rivolte ai più piccoli. Dopo il via ufficiale ad ottobre, della nuova gestione del bar-ristorante e del polo culturale (non a caso è stato appositamente chiamato “Convivio”) inserito nel complesso, in questi mesi sono in fase di ultimazione i vari interventi decisi dal Comune per mettere mano anche al corpo centrale, quello che negli anni – oltre a risultare inagibile nel piano superiore – si è dimostrato il più bisognoso di migliorie e attenzioni. Il tutto nell’ottica, espressa più volte da parte dell’amministrazione comunale di Zero Branco, di far sì che la villa padronale, da tempo di proprietà del Comune, si “trasformi” in “Villa dei bambini” in primis, per diventare nel tempo sempre più villa di tutti, su misura per ogni età, con attività ludico ricreative, ma anche culturali e teatrali. All’aperto così come al chiuso, in qualsiasi stagione dell’anno. E così, per realizzare questo ambizioso progetto, proprio in queste settimane sono in fase di ultimazione gli intervenIn primavera ti di ricavo di un bagno al piano nuovi lavori terra (sul lato est verso l’oratorio, sorto nei locali dell’ex caldaia), per un totale recuperando altresì il locale deldi 400mila euro la cucina ed il corridoio, oltre a vari scuri in condizioni precarie. e l’apertura Il tutto grazie ad un investimento del piano di circa 100 mila euro, stanziato dalle casse comunali. superiore Entro la primavera, poi, partiranno ulteriori lavori, che riguarderanno da un lato la sicurezza sismica, dall’altro quella legata all’impiantistica del complesso comunale. L’amministrazione guidata da Mirco Feston, con il supporto degli uffici tecnici del comune, ha infatti deciso di coprire con 400 mila euro i lavori per il miglioramento e la messa a norma sotto il profilo sismico dell’edificio di Villa Guidini, oltre a quelli per la posa di un nuovo impianto elettrico e termico, anche in funzione di riduzione dei consumi. Tale cantiere permetterà di rendere per la prima volta agibile gran parte del piano superiore della villa, in previsione di un utilizzo utile a tutte le attività – specie rivolte ai più piccoli – organizzate nel complesso. Di fatto si raddoppierà il numero delle sale attualmente agibili. Allo stesso tempo, con i lavori, verrà messa mano agli scuri più ammalorati, andando via via a farli ritornare ad antico splendore. Il rilancio della più importante Villa del territorio zerotino, insomma, continua.
Un polo culturale per tutte le età: sempre più attività grazie agli investimenti
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on solo attenzione ai bambini, ma anche alla giovani generazioni in generale. La vocazione del polo di villa Guidini, in cui sono inseriti anche biblioteca ed auditorium comunale dedicato al poeta “Giovanni Comisso”, presto verrà confermata da un ulteriore intervento, questa volta dedicato agli studenti, universitari in particolare. Nel foyer dell’auditorium, infatti, con uno stanziamento compreso tra i 10 e i 15mila euro, il mu-
nicipio ha infatti deciso di ricavare uno spazio da dedicare ad aula studio, attraverso la creazione di una parete di separazione. Gli attuali spazi del foyer, già forniti di banchi e illuminazione per lo studio, non risultavano infatti funzionali, vista la vicinanza con il corridoio. Con l’intervento l’aula studio sarà di fatto autonoma, ma allo stesso tempo legata alla biblioteca comunale.
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Zero Branco
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In attesa della “rotatoria Casarin” Il capannone dell’antica ditta zerotina di spedizioni è stato rimosso nelle scorse settimane per fare spazio alla realizzazione di una rotatoria che agevolerebbe il transito delle auto dal centro a Sant’Alberto
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l volto di Zero Branco sta cambiando. Nelle scorse settimane, infatti, è stato abbattuto uno dei primi simboli legati all’imprenditoria del comune, che dava di fatto il saluto del paese agli automobilisti che, percorrendo la Noalese, ne toccavano il centro cittadino. Il capannone della Casa di spedizioni “Casarin”, infatti, è stato rimosso dalle ruspe per far spazio all’attesa - da più parti, anche se con qualche discussione con alcune frange dell’opposizione - rotatoria tra la regionale Noalese e la strada provinciale 65, via Sola, che collega Zero Branco alla frazione di Sant’Alberto. All’intersezione tra le due strade, infatti, sono arrivati i mezzi per cancellare quello che, di fatto, rappresentava un pezzo di storia del paese, a due passi dal municipio: la sede della “Casarin”, appunto. Ed è proprio con il nome della famiglia zerotina che, negli ulti-
mi anni, è passato alle discussioni l’iter della rotatoria. L’intervento di rimozione dei primi fabbricati della casa di spedizioni è infatti pronto a far spazio alla nuova rotatoria - del diametro di 36 metri - prevista dall’amministrazione comunale ed il cui avvio dal cantiere è in programma in queste settimane. Oltre alla demolizione del vecchio fabbricato della Casarin (effettuata sotto la supervisione dalla Polizia locale di Zero Branco per la gestione del traffico, che ha pure visto un piccolo tamponamento durante le operazioni) la rotatoria occuperà anche alcuni terreni privati. Obiettivo, comunque, quello di risolvere la congestione del traffico lungo l’arteria – che vede il transito di circa 20mila veicoli al giorno - nel centro abitato e scongiurare incidenti, accaduti più volte negli ultimi anni, alcuni anche gravi.
Il progetto definitivo della nuova rotatoria, con un costo di circa 300mila euro, è stato approvato lo scorso novembre dal consiglio comunale, dopo varie trattative, legate anche agli espropri e passate per degli specifici accordi pubblicoprivato. Proprio per intaccare al minimo l’occupazione di terreni privati la rotatoria è stata progettata con un diametro contenuto, appunto di 36 metri.
Dagli enti superiori interessati, Veneto Strade e Provincia di Treviso (la prima con competenza sulla Noalese, la seconda sulla provinciale 65), il comune ha da tempo ricevuto il placet e pertanto entro breve partirà il cantiere. Quella di Zero Branco sarà la terza rotatoria sull’asse della Noalese nel territorio del comune, la più vicina al centro, e si unirà alle due - di dimensioni minori - progettate contestual-
mente alla realizzazione del centro commerciale Zero Center negli scorsi anni. Tra gli obiettivi del municipio, oltre alla messa in sicurezza di un incrocio pericoloso, anche quello di rendere più fluido il traffico che spesso e volentieri, specie nelle ore di punta, è fonte che accresce - oltre a stress per chi si trova al volante - l’inquinamento e il rumore. Alessandro Bozzi Valenti Messaggio pubblicitario
LA FATTURA ELETTRONICA Dal 1° gennaio 2019 tutte le fatture emesse, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, potranno essere solo fatture elettroniche. L’obbligo di fattura elettronica, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio è effettuata tra due operatori Iva, sia nel caso in cui la cessione/prestazione è effettuata da un operatore Iva verso un consumatore finale. COS’È LA FATTURA ELETTRONICA La fattura elettronica si differenzia da una fattura cartacea, in generale, solo per due aspetti: 1) va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone 2) deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il cosidetto Sistema di Interscambio (SdI). Il SdI è una sorta di “postino” che svolge i seguenti compiti: • verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali nonchè l’indirizzo telematico al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura. • controlla che la partita Iva del fornitore e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente siano esistenti. In caso di esito positivo dei controlli, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando con una “ricevuta di recapito” a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento.
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CHI È ESONERATO DALL’EMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica solo gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime forfettario” . A tali categorie si aggiungono i “piccoli produttori agricoli”. QUALI SONO I VANTAGGI DELLA FATTURA ELETTRONICA La fatturazione elettronica innanzitutto permette di eliminare il consumo della carta, risparmiando i costi di stampa, spedizione e conservazione dei documenti. Inoltre, potendo acquisire la fattura sotto forma di XML, è possibile rendere più rapido il processo di contabilizzazione dei dati contenuti nelle fatture stesse, riducendo sia i costi di gestione di tale processo che gli errori che si possono generare dall’acquisizione manuale dei dati. Infine, essendo certa la data di emissione e consegna della fattura (poichè la stessa viene trasmessa e consegnata solo tramite SdI), si incrementa l’efficienza nei rapporti commerciali tra clienti e fornitori. La fattura elettronica, poi, determina ulteriori vantaggi dal punto di vista strettamente fiscale.
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Scalo trevigiano Limite superato
Aeroporto Canova: numeri da record e polemiche O
ltre 21mila voli e più di 3 milioni di passeggeri. L’aeroporto Canova è praticamente già al 2030. Questo, almeno, sono i numeri registrati da Assaeroporti per lo scalo trevigiano. I dati definitivi di dicembre sono ancora in fase di elaborazione. Alla fine di novembre, però, l’aeroporto ha toccato quota 21.075 movimenti (+8,1% rispetto allo stesso periodo nel 2017) per 3 milioni 38mila e 117 passeggeri. In attesa dell’ufficialità, il conto per il 2018 do-
In continua crescita il numero dei voli e di movimento dei passeggeri che comporta il mancato rispetto dei limiti oggettivi richiesto da Comune e dai cittadini vrebbe viaggiare sui 22mila voli e 3,3 milioni di persone in transito. Un record per l’aeroporto della Marca. Per il numero dei movimenti degli aerei, si è a un passo dalla quota finale prevista per il 2030 dal master plan per lo sviluppo dello scalo in studio della commissione nazionale per la valutazione dell’impatto ambientale. Ma prendendo in considerazione il totale dei passeggeri trasportati si è già in linea, se non addirittura oltre l’obiettivo. Attraverso il piano da 53 milioni di euro, Save/AerTre, società che gestisce il Canova, punta a farlo crescere fino ad arrivare nel 2030 a quota 22.499 voli per 3 milioni 227mila passeggeri. Le cifre sono destinate a rinfocolare le polemiche. Il sindaco di Quinto, Mauro Dal Zilio, ha sempre ripetuto che il limite massimo è di 16.300 voli all’anno. E il comitato di cittadini contro l’ampliamento dello scalo la pensa allo stesso modo. “Un limite oggettivo individuato dalla commissione Via – sottolinea Stefano Mirate, legale del comitato – il fatto che non sia stato mai rispettato ha conseguenze sotto
L’aeroporto di Treviso
il profilo di tutela della salute e di qualità della vita dei cittadini”. Il gruppo sta valutando la possibilità di diffidare e denunciare i ministeri, l’Usl della Marca e l’Arpav per non aver vigilato, ognuno per le proprie competenze, sul rispetto del limite massimo di movimenti. Su questa base, nel 2018 al Canova sarebbero stati operati 5mila voli di troppo. Save/AerTre non ha intenzione di rivedere ulteriormente al ribasso il proprio progetto per lo sviluppo del Ca-
nova, che prevede l’investimento di 3,9 milioni di euro per interventi di mitigazione ambientale. A livello di viabilità è messa in conto la costruzione di una passerella pedonale soprelevata davanti al terminal per scavalcare la strada Noalese, più due rotatorie e una terza corsia, sempre sulla Noalese, tra ingresso aeroporto e tangenziale di Treviso. Mauro Favaro
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Paese: salta la zona industriale Quinto-Morgano
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alta il progetto per la nuova zona industriale al posto della cava Campagnole, sul confine tra Paese, Quinto e Morgano. Il Comune puntava a convertire 80mila metri quadrati in area produttiva, ampliando quella di Padernello. Ma il maxi sequestro di 200mila tonnellate di materiale che non sarebbe stato bonificato stivato negli anni dalla Cosmo Ambiente di Noale proprio nella cava di via Vecelli ha bloccato tutto. La giunta Pietrobon sta studiando una exit strategy per recedere dall’accordo sottoscritto un anno e mezzo fa con la ditta Canzian, proprietaria del sito, senza dover pagare penali. “Stiamo valutando a livello legale l’opportunità di chiamarci fuori immediatamente – conferma il sindaco – se non sarà possibile, l’accordo andrà a scadenza. Abbiamo messo nero su bianco che l’operazione sarebbe dovuta partire entro la fine del mio mandato amministrativo, che termina a maggio, per non lasciare pesanti eredità al mio successore. Con il preciso vincolo, però, che tutto fosse in ordine, anche in merito alla presenza di materiale improprio rispetto all’atti-
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vità di cava. Credo che ormai sarà impossibile chiudere la vicenda in meno di sei mesi. Quindi se non riusciremo a recedere subito, attenderemo la scadenza”. Intanto arrivano buone notizie a livello ambientale. Le analisi sulla qualità dell’aria e dell’acqua condotte dall’Arpav attorno alla cava fanno tirare un sospiro di sollievo, almeno per il momento. La presenza di sostanze inquinanti (rame, nichel, selenio, piombo e solfati) è di gran lunga inferiore ai limiti di legge. E non sono state rilevate fibre di amianto disperse nell’aria. Anche l’Usl della Marca si è messa al lavoro riprendendo l’analisi sulle condizioni di salute dei residenti. Nella prima ricognizione statistica sull’incidenza del mesotelioma pleurico, malattia legata proprio alla dispersione di fibre di amianto, non sono state rilevate differenze sui dati relativi alla mortalità generale e per tumore rispetto al resto della provincia. Mauro Favaro
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Quinto di Treviso
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Il centrodestra scalda i motori Confermata, per ora, soltanto una lista civica moderata a trazione leghista del sindaco uscente Massimo Dal Zilio, non più ricandidabile. Il volto che sfiderà il centrosinistra potrebbe anche non avere la tessera in tasca
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’unica certezza, nel campo del centrodestra di Quinto in vista delle prossime amministrative, è la presenza nella lista della civica moderata, che sarà a trazione leghista, del sindaco uscente Massimo Da Zilio. Una esperienza la sua, ma soprattutto un livello di consenso tra gli elettori, cui non si vuole rinunciare tanto che per il primo cittadino uscente, non più ricandidabile dopo aver raggiunto il limite dei mandati, già si pensa a un ruolo di assessore nella prossima giunta. Se il centrodestra vincerà. Risultato non scontato ma che appare altamente probabile anche alla luce dei sondaggi girati nelle ultime settimane. Nella Marca il consenso della Lega, azionista di maggioranza anche della prossima coalizione che si scontrerà con il centrosinistra e forse un altro paio di civiche, vola verso il 40%. Numeri che, così lontani dalle urne, devono essere presi con le pinze.
Il sindaco uscente Massimo Dal Zilio
Ma le previsioni sui risultati della prossima tornata amministrativa in provincia di Treviso danno al momento solo due Comuni in bilico. E Quinto non è tra questi. Per ora nessuno svela le carte in mano al centrodestra, chiamato a scegliere tra una rosa di possibili candidati. Sembra prevale-
re però l’orientamento verso un candidato che sia di area ma non necessariamente con la tessera in tasca. Una figura di rilievo, una “personalità” radicata nel tessuto socio-economico del territorio capace di affascinare e convincere anche gli indecisi. Il programma ancora non c’è, ma è scontato che la proposta sia
nel segno della continuità con l’esperienza degli ultimi 10 anni: sicurezza, no all’accoglienza a Quinto di migranti e richiedenti asilo, potenziamento delle infrastrutture della viabilità, no a ulteriori sviluppi dell’aeroporto “Canova”. Un ultimo punto, quello relativo allo scalo, che è in realtà “la”
5 stelle: per il momento nessun “rumor” Un’altra incognita sono eventuali liste civiche fuori dagli schemi degli schieramenti politici
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iste civiche fuori dagli schemi degli schieramenti politici e il Movimento 5 Stelle. Sono queste le variabili della prossima tornata elettorale a Quinto in cui si deciderà il successore del primo cittadino uscente Massimo Dal Zilio. C’è attesa soprattutto per capire che cosa decideranno di fare i grillini, che alle elezioni politiche dello scorso marzo avevano conquistato la posizione di seconda forza a Quinto. Lo spoglio dei voti della Camera (la consultazione per tipologia di elettorato confrontabile con quella amministrativa) la candidata dei “grilli” Eva Liberalato aveva infatti incassato 1.355 preferenze, proiettando i 5 Stelle a Quinto subito dietro al centro-destra con il 23,1%. Forti a livello nazionale ma sempre fragili nel territorio. Un limite che frena i 5 Stelle e non riesce a farli decollare alle amministrative capitalizzando il consenso che invece raccolgono alle legislative. Al momento non ci sono “rumors” sulle manovre all’interno del movimento a Quinto, né indiscrezioni su possibili candidature. Ad inizio mandato avevano “promesso” le dirette streaming dei Consigli comunali ma dopo alcune sedute dell’iniziativa non si è più saputo nulla. (De.Ba.)
Quinto di Treviso al voto in primavera
Pronti a tentare la scalata È ancora tutto un cantiere il centrosinistra. Nomi di candidati dello schieramento progressista che vuole provare la scalata al municipio dopo 10 anni di amministrazione del centrodestra ancora non se ne fanno. Unica certezza è che l’universo che ruota intorno al Pd, quel mondo di associazionismo del territorio e esponenti di altre aree e
culture che si ritrova dentro alla civica “Quinta Futura”, non si nasconde la difficoltà di una competizione per il governo di un Comune il cui elettorato, praticamente da sempre, guarda con più favore alla cosiddetta area moderata. A complicare le cose anche il momento non facile dei Dem, anche a Quinto usciti con le ossa rotte dal percorso tortuoso degli ultimi anni, segnati dall’esperienza del renzismo, rivelatasi profondamente divisiva.
priorità. Il centrodestra di Quinto non vuole vedere crescere il traffico aereo. Troppo forte l’impatto sul territorio, a fronte di compensazioni economiche (quelle previste negli accordi) che penalizzano Quinto rispetto a Treviso. Denis Barea
La proposta programmatica? Troppo presto per parlarne, spiegano gli esponenti della civica, a maggior ragione senza il nome di un candidato che si vuole però essere “espressione della comunità”. Punto fermo è la bocciatura dei due mandati di Dal Zilio, cui si imputa l’indifferenza verso le politiche sociali, l’assenza di iniziative sul fronte culturale e l’aver circoscritto gli interventi infrastrutturali, soprattutto quelli che dovrebbero sciogliere il nodo della viabilità, alle rotatorie. E poi c’è l’Aeroporto. La posizione pare essere quella di sempre: non solo limite allo sviluppo del “Canova” ma soprattutto attivare delle procedure che verifichino il numero di voli in arrivo e partenza, quel limite di 16.400 velivoli all’anno che sarebbe in realtà sempre superato. Per il centrosinistra la ricetta è quella di dare all’aeroporto la vocazione giusta considerata la vicinanza allo scalo di Venezia, cioè quella turistica a supporto del sistema “Marco Polo-Canova” tenendo conto della sostenibilità ambientale dell’attività e soprattutto della carenza infrastrutturale che rischia di non essere in grado di gestire flussi di traffico da e per lo scalo che, in caso di ulteriore sviluppo, sarebbero inevitabilmente destinati ad aumentare. (De.Ba.)
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Istrana
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“Viabilità e sicurezza saranno i primi progetti su cui intervenire” Una lunga lista di interventi nel territorio, come racconta il sindaco Gasparini, soddisfatta anche dei lavori svolti nei suoi primi sei mesi
S
ono numerosi i lavori pubblici portati avanti in questo periodo dalla prima cittadina Maria Grazia Gasparini, permettendo di porre la parola “fine” ad annose questioni e di iniziare a progettare e dar vita a nuove migliori. In primis i lavori per la manutenzione stradale: asfaltature, marciapiedi e messa di sicurezza di diversi tratti. Il progetto dal costo di 150mila euro è in fase di approvazione con lavori che saranno eseguiti indicativamente nella prossima primavera. “Dopo l’apertura del sottopasso siamo al lavoro per la viabilità alternativa che non è stata interamente consegnata al Comune – evidenza –. Mancano un tratto dell’asse F e il relativo ponte di attraversamento necessario a collegare l’ex area Almavit. Questo verrà realizzato da Rfi con un appalto separato. L’asse E, ovvero il collegamento di via Risorgimento con via Fratelli Bandiera, è già stato consegnato mentre gli assi C e D vicino a Gasparini Industrie saranno consegnati non appena le ultime opere complementari saranno ultimate”. Al momento, nell’incrocio tra via Filzi e via Fratelli Bandiera, l’amministrazione, insieme alle forze dell’ordine avevano già da qualche tempo introdotto un breve tratto a senso unico. Una soluzione “provvisoria” che verrà tolta appena sarà definita la progettazione dell’adeguamento dell’incrocio. “Sono in corso tutte le verifiche e gli accertamenti per la definizione della miglior soluzione per una viabilità più scorrevole con il ritorno al doppio senso di marcia”. Passo in avanti anche per le piste ciclopedonali di via Cesare Battisti nella Strada regionale 53 e di via Francesco Baracca. Il progetto per il primo è in mano ai tecnici della catena di supermercati Alì: “La previsione entro i primi 6 mesi di quest’anno è di chiudere il procedimento della variante urbanistica e successivamente avviare la procedura espropriativa.
I lavori invece dovrebbero attendere il passaggio della fognatura Ats in modo da gestire entrambi i cantieri senza costi aggiuntivi”. Il pezzo di pista ciclabile che collega il centro con il supermercato è un grande vantaggio per i cittadini che possono recarsi a
fare la spesa senza utilizzare il proprio mezzo riducendo così anche i fattori inquinati. Per la ciclopedonale di via Francesco Baracca invece, l’accordo tra Comune e la ditta Lucchese ha previsto un costo di 280mila euro: “L’opera permette di proseguire l’esistente pista ciclopedonale di Sala d’Istrana fino alla fermata dell’autobus sita in prossimità della rotonda”. Insomma, a Istrana sicurezza e viabilità sono in primo piano. Lucia Russo
Obiettivi scuole medie Da qualche tempo le scuole medie del territorio dimostrano segni di cedimento e più volte sono state oggetto di dibattito tra maggioranza e minoranza in consiglio comunale. “Lo scorso anno è stata portata a termine la procedura relativa alla programmazione dei lavori – sottolinea il sindaco Gasparini –. Ora l’impegno è la progettazione definitiva ed esecutiva”. Per la scuola media, il Comune di Istrana sta concorrendo alla graduatoria mutui Bei e, qualora dovesse risultare tra i vincitori di questo co-finanziamento, il progetto vivrebbe di un oneroso contributo aggiuntivo. Grande attenzione è rivolta anche alla realizzazione della scuola media nuova: un’opera fondamentale per il futuro dei giovani. In poche parole, tanto è in ballo nell’amministrazione guidata dalla Gasparini che sottolinea: “L’azione è duplice: stiamo completando quanto iniziato dalle precedenti amministrazioni e stiamo portando avanti progetti di cui abbiamo parlato in campagna elettorale lo scorso giugno. Tra questi la volontà di installare telecamere di videosorveglianza nel centro del paese e nei punti più importanti per garantire una maggiore sicurezza”. (Lu.Ru.)
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Istrana
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Nuovi volontari cercasi per la città Un apposito registro d’iscrizione certifica il progetto d’adesione al gruppo volontari per il Comune, dove privati cittadini potranno generosamente mettere a disposizione il proprio tempo per il prossimo
È
stato approvato in consiglio comunale il regolamento che permette l’utilizzo, o meglio, il supporto di volontari per scopi di pubblica utilità, con l’istituzione di un registro dove ciascun cittadino può chiedere l’iscrizione a collaborare con l’ente. Un progetto importante che conta di raccogliere numerose adesioni verso attività fondamentali che possano dare aiuto concreto e sinergico verso la cmunità. A precisare gli ambiti di intervento è la stessa amministrazione comunale, in particolar modo: utilizzo dei mezzi comunali per servizi alla persona (con particolare riguardo agli anziani, minori e disabili); assistenza domiciliare e accompagnamento ad anziani e disagiati; servizio di trasporto scolastico degli alunni; assistenza nell’attraversamento pedonale in prossimità delle scuole pubbliche e nei servizi di pre e dopo scuola; servizio di
sorveglianza, gestione e manutenzione di aree pubbliche destinate allo svago ed alla ricreazione; collaborazione con la protezione civile; informazione ed educazione ambientale; supporto nelle attività culturali e sociali; assistenza ai servizi bi-
bliotecari così come all’animazione per i giovani; supporto ai servizi informativi come l’aggiornamento del sito comunale; attività di sorveglianza, pulizia e piccole manutenzioni dei cimiteri comunali, di spazi ed edifici/strutture pubbliche; col-
laborazione sinergica con la Polizia Locale durante le cerimonie religiose e le manifestazioni a carattere culturale, sportivo e civile; e infine, pulizia delle aree di sosta e i parcheggi comunali” dichiara la nota comunale. Per iscriversi al registro è ne-
cessario essere maggiorenni, non avere condanne penali e possedere l’idoneità psico-fisica richiesta per lo svolgimento dell’ incarico assegnato. “L’attività di volontariato è pensata come spontanea e gratuita, che non prevede quindi alcun tipo di retribuzione, per sostenere la Comunità con piccoli gesti. L’amministrazione si impegna comunque a rimborsare ai volontari le eventuali spese direttamente connesse all’attività espletata e a garantirne copertura assicurativa contro infortuni connessi allo svolgimento delle attività e per la responsabilità civile verso terzi” ha concluso l’amministrazione. Per ulteriori informazioni: 0422 831825, oppure l’ufficio Istruzione e Cultura: 0422 831815. Gaia Ferrarese
Ecocentro e nuove regole: cosa cambia nel 2019
A
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partire dal 1° gennaio 2019 entrano in vigore nuove regole per l’accesso agli EcoCentri. Nelle categorie dell’Ecocentro le famiglie rientrano nelle utenze domestiche e per accedervi devono presentarsi con la tessera sanitaria dell’intestatario del contratto; le utenze non domestiche invece devono esibire l’autorizzazione cartacea e l’EcoCard, ovvero una tessera magnetica fornita da Contarina dove sono registrati i dati relativi all’utenza, come il numero di contratto, la tipologia e la quantità dei rifiuti conferibili. Dal 1° aprile, invece, a quest’ultimi basterà presentare solo l’EcoCard. Tutte le utenze che accedono agli EcoCentri devono inoltre dichiarare e mostrare all’operatore addetto tutti i rifiuti da conferire e sono tenuti a rispettare le indicazioni fornite dal personale delle strutture. Questo nuovo sistema ha l’obiettivo di garantire la massima sicurezza all’interno dell’EcoCentro stesso, registrare in modo informatizzato gli accessi per le utenze che ne hanno diritto e promuovere le buone pratiche di smaltimento dei rifiuti. Istrana infatti rientra come “Comune rifiuti free” nella classifica promossa da Legambiente nell’annuale dossier dei Comuni Ricicloni del Veneto. Un traguardo raggiunto proprio grazie ai piccoli gesti di rispetto ambientale dei cittadini. Per ulteriori informazioni sull’Ecocento contattare il numero verde 800076611 da telefono fisso o 0422 916500 o visitare il sito www.contarina.it o l’app ContarinApp.
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Morgano
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Nuovo acquedotto: un progetto che lascia perplessa la comunità Quasi tutte le famiglie del territorio si approvvigionano con pozzi privati: non urgenza di cambiare per paura dei costi
U
n nuovo acquedotto per Morgano. Oggi non esiste nulla del genere. I residenti hanno sempre preso l’acqua dai propri pozzi privati. Ma l’arrivo delle tubature non è più così lontano e remoto. Veritas, la società che gestisce la rete idrica nella parte sud del trevigiano, ha già condiviso un primo progetto con il Comune, ad oggi mancano solo i soldi per realizzarlo. Servirebbero poco meno di 6 milioni di euro. All’inizio la cifra sfiorava addirittura i 9 milioni. Troppo. Poi si è trovato un compromesso scendendo fino a 5,7 senza tagliare la rete, almeno quella immaginata per ora solo su carta. La previsione è di arrivare a servire in tutto 4.500 utenze. Praticamente il 100% del territorio comunale. Ma non sarà comunque una cosa immediata. In primis per il costo, poi perché i cittadini sono ormai “affezionati” ai propri pozzi: chi ha il proprio canale di approvvigionamento privato guarda con diffidenza all’acquedotto e alle sue bollette. Fatto sta che nel conto va messo anche il capitolo relativo ai rischi legati all’inquinamento. Dopo il recente maxi-sequestro di materiale che non sarebbe stato bonificato nella cava Campagnole di Padernello, a pochi metri dal confine con Morgano, tutti hanno subito pensato alle falde acquifere dei comuni che stanno a valle. Nessuno dimentica che Quinto nel 2003 è stata costretta a pagare un conto salatissimo per l’inquinamento causato dalla discarica Tiretta di Paese, oggi in sicurezza. Era stato necessario realizzare l’acquedotto in fretta e furia. All’epoca Morgano per fortuna non registrò grossi problemi, ma non si sa mai. Per questo il Comune monitora costantemente la qualità delle acque sotterranee. “Sono previste due misurazioni all’anno. E fino a questo momento non sono emersi valori anomali. Tutto nella norma – chiarisce Daniele Rostirolla, sindaco di Morgano – Veritas ha già predisposto un piano per la realizzazione dell’acquedotto. Ma non si tratta di una cosa immediata”. “Da parte nostra, abbiamo il
ce chiedere ai cittadini di pagare nuove bollette. Ma non possiamo farci trovare impreparati”. Insomma, appena ci saranno le condizioni, si proverà a partire con la costruzione delle tubature. Mauro Favaro
dovere di fare tutto ciò che è necessario per sviluppare il progetto dell’acquedotto – conclude – viviamo circondati da situazioni delicate. Non solo a livello locale. Dopotutto siamo nel mezzo della pianura padana, che sappiamo avere più di qualche problema di inquinamento. Non è mai sempli-
Badoere: addio Pino
Addio a Giuseppe Colombo. Pino, per tutti, si è spento il 3 gennaio a 76 anni. Figlio di una storica famiglia di filandieri di Como, è stato l’anima della tessitura La Colombina di Badoere, la prima industria a mettere radici nella zona tra le province di Treviso, Padova e Venezia. L’ha guidata nel passaggio dai telai a mano, quando sotto la ciminiera alle spalle della Rotonda lavoravano oltre 130 persone, ai più moderni sistemi di produzione fino al lancio del marchio “Nicki Colombo”, dedicato al cashmere made in Italy. Assessore per 5 anni nella giunta dell’ex sindaco Pavanetto, donatore Avis e socio del Club Rotary di Castelfranco e Asolo, Pino negli anni si era impegnato anche nel calcio Badoere. Lo scorso maggio gli era stato diagnosticato un tumore ai polmoni. Ha affrontato la malattia con la tempra forte di chi non si è mai tirato indietro. Prima l’operazione e poi la chemioterapia allo Iov di Padova. Stava recuperando quando una polmonite gli è stata fatale. Pino ha lasciato la moglie Margareth, i due figli, Mario e Carlo, alla guida dell’azienda, e i nipoti Caterina, Edoardo e Riccardo. Ma.Fa.
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Morgano .
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Dietrofront Niente discarica
La cava
L’ex cava diventerà una campagna L
’ex cava Colombera non verrà trasformata in una discarica, parola del Comune. Il vecchio progetto è stato cestinato alla fine di una battaglia legale durata 25 anni, dal 1989 al 2014. E adesso non rispunterà. Il sindaco Daniele Rostirolla ha scritto a tutte le famiglie di Morgano per tranquillizzarle. L’ex sito estrattivo che sorge verso il confine con Padernello e Santa Cristina, oggi acquisito dalla Cazzaro Movimenti Terra, verrà riempito e riconvertito in un pezzo di campagna. La nuova proprietà non ha ancora presentato un progetto ufficiale per il recupero dell’originario uso agricolo. Da quanto si apprende, a
Morgano potrebbe arrivare, tra le altre cose, anche parte del materiale scavato per la costruzione della superstrada Pedemontana. Ma niente rifiuti o materiale inquinato. “Dopo anni di battaglie da parte del Comune per vedere naufragato il vecchio progetto della discarica, è inimmaginabile pensare ora a soluzioni che vadano contro ambiente e cittadini – ha messo nero su bianco Rostirolla – soprattutto dopo che la nostra amministrazione ha espresso ufficialmente le proprie perplessità contro il riutilizzo in chiave industriale dell’ex cava e contro il passaggio del mega elettrodotto di Terna, ravvisando un pericolo potenziale per l’ambiente e per
A tranquillizzare i cittadini ci ha pensato il sindaco in persona attraverso una lettera di spiegazioni circa i nuovi progetti ambientali all’ex cava
il territorio”. “L’unico intervento ammissibile nell’ex cava Colombera – aggiunge il primo cittadino – è quello della ricomposizione ambientale mediante il riporto di terreno conforme ai requisiti di legge”. Il sindaco ha colto anche l’occasione per fare chiarezza sull’attività di pulizia all’interno dell’ex cava. Poco più di un anno fa la ditta Cazzaro è inter-
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venuta tagliando la vegetazione spontanea, senza richiedere alcuna segnalazione. A fronte di una segnalazione, a fine 2017 c’è stato un sopralluogo da parte dei carabinieri forestali del Veneto da cui è emerso che l’area non risulta sottoposta a vincolo idrogeologico, ma che è in parte boscata, per una superficie di circa 27.300 metri quadrati. Quota poi ridotta a 5.440 metri quadrati. E alla luce del pagamento della misura compensativa, il 18 ottobre scorso sono ripartiti i lavori di pulizia. “C’è la volontà che un’area degradata torni nella sua condizione agricola iniziale, senza che venga trasformata in un ricettacolo di rifiuti – conclude Rostirolla – nonostante il buon nome e la disponibilità della ditta richiedente, il Comune sarà controllore fermo nel valutare il progetto in ogni suo aspetto, così come sarà posta attenzione alle eventuali fasi successive, in caso di esito favorevole, che prevederanno sicuramente dei controlli a sorpresa”. Mauro Favaro
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Cultura .
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Al via la stagione teatrale al Comisso Una rassegna ricca da gennaio fino ad aprile al Teatro di Zero Branco dove saranno protagonisti il ballo, la musica e il circo. Non mancheranno le commedie classiche con uno sguardo sulla società contemporanea
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on l’inizio del 2019 prende il via la nuova stagione teatrale al Teatro Comisso di Zero Branco. Il progetto culturale è promosso ed organizzato dalla compagnia Stivalaccio Teatro, con il patrocinio e il contributo del Comune e in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Arteven/Regione del Veneto. “Si tratta di un grande cartellone che prevede la messa in nscena di alcuni tra i migliori interpreti della palcoscenico nazionale, con un aumento dell’offerta da quattro fino a sei spettacoli - ha comunicato l’amministrazione zerotina -. Oltre alla prosa, il progetto, che era già iniziato l’anno scorso, ospiterà spettacoli di danza, circo e teatro, offrendo un varietà di linguaggi che sapranno accontentare i diversi gusti”. L’altra novità consiste nella possibilità di acquistare, oltre all’abbonamento unico a sei spettacoli, un abbonamento libero con quattro spettacoli a scelta. Il program-
Due degli spettacoli in cartellone
ma della nuova stagione al via a fine mese è già consultabile presso il sito web del Teatro Comisso, ma tra i vari appuntamenti, bisogna ricordare quello di mercoledì 23 gennaio alle ore 21.00: “Churchill”, di Carlo G. Gabardini, con Maria Roveran e regia Paola Rota; a seguire sabato 9 febbraio 2019 ore 21.00 “Nuova barberia carloni”, un evento speciale che prevede il circo a teatro con Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Alessandro Mori, regia di Mario Gumina; il 23 febbraio alle ore 21.00 invece, la compagnia Tango Brujo si esibirà in “Dolores Hotel”, con ideazione, regia, e coreografia di Laura Pulin, coreografie di tango di Margarita Klurflan e Walter Cardozo, creato con e interpretato da Walter Cardozo, Cristiano Dall’Ara, Maria Rosa Franzin, Elena Friso, Margarita Klurflan, Alfredo Rutar, e Eli Berzins. L’aria di primavera porterà una ventata di contemporaneità l’8 marzo alle 21.00 con la brillante commedia “Buon anno, ragazzi”
di Francesco Brandi, con lo stesso Brandi protagonista, per la regia Raphael Tobia Vogel); infine sabato 6 aprile alle 21.00, la rinomata attrice comica Maria Amelia Monti presenta “La lavatrice del cuore, lettere di genitori e figli adottivi”, a cura di Edoardo Erba. “Questa edi-
zione teatrale vuole essere per Zero Branco un’occasione d’incontro e confronto per una comunità che, a Teatro e grazie al Teatro, si senta protagonista e partecipe, in maniera sempre più forte” ha concluso l’amministrazione. Gaia Ferrarese
La giornata della memoria tra lettere e testimonianze Proprio il 27 gennaio sarà presentato al pubblico il libro sulla lotta dei soldati zerotini
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arà presentato ai cittadini, proprio il 27 gennaio, in occasione della celebrazione della Giornata della Memoria, il risultato della ricerca storica dell’autrice Patrizia Donà. Si tratta di un libro sulle tracce della storia del secondo conflitto bellico scritto sulla scorta di documenti, lettere, testimonianze recuperate prevalentemente dall’archivio comunale di Zero Branco. Tante le curiosità che la scrittrice ha riportato in luce del periodo storico 1943-1945 sul territorio zerotino: dalla lotta partigiana alla deportazione dei militari. Il volume contiene inoltre gli elenchi dei soldati che persero la vita nei vari fronti di guerra. Sempre durante la Giornata della Memoria il primo cittadino Mirco Feston e i famigliari dei soldati zerotini deportati in Germania saranno presenti alla cerimonia della consegna delle Medaglie d’onore della presidenza del Consiglio dei Ministri che si terrà a Treviso a fine gennaio. Gaia Ferrarese
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Sport
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La storia Lieto fine
Damiano e il suo goal per la vita
A fianco, Damiano Zugno
Il capitano, difensore dell’Istrana Calcio, è ritornato in campo a metà gennaio dopo la rimozione del tumore al cervello
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a partita più importante Damiano l’ha giocata a settembre, fuori dal campo verde di gioco, precisamente in sala operatoria, dove ha subito un delicatissimo intervento per la rimozione di un tumore al cervello. Damiano Zugno, 30 anni, oltre al ruolo di difensore (a Martellago, Mestre, Spinea e ora all’Istrana), nella vita di tutti i giorni è un insegnante di Italiano e Storia all’Istituto Galilei di Treviso. Proprio durante una mattina come un’altra mentre si recava a scuola, un malore lo ha colpi-
to lo stadio senza differenze di tifo, in piedi come a circondarlo in un grande abbraccio. Il caso poi ha voluto che la ripresa nel girone di ritorno di Eccellenza fosse disputata contro il Noale, proprio come la sua prima e unica partita del campionato, risalente al 9 settembre scorso, sempre contro l’avversaria veneziana. Amato e rispettato da tutte le squadre con cui ha giocato, dal Noale stesso al Martellago e al Mestre, dallo Spinea fino all’Istrana, il capitano Zugno ha affrontato con grande spirito qualsiasi sfida, ma quella più importante, l’ha vinta segnando al primo tiro.
to costringendolo a un ricovero preventivo all’ospedale di Treviso. Lì purtroppo, esami e approfondimenti gli hanno fatto scoprire l’amara sentenza. Dopo l’operazione, brillantemente sostenuta dall’equipe trevigiana, inizia una ripresa lampo con i primi allenamenti e, a metà gennaio, ottiene anche il nulla osta definitivo dalle autorità del Settore medicina dello sport dell’Ulss 2 guidata da Patrizio Sarto, per poter calciare ancora quel pallone bianco e nero. Un ritorno da campione vero, accolto da lunghi applausi da tut-
WƌŽƉŽƐƚĞ dKhZ ĨĞďďƌĂŝŽ
Gaia Ferrarese
WƌĞŶŽƚĂnjŝŽŶŝ Ğ /ŶĨŽƌŵĂnjŝŽŶŝ ',ŝ >/ ǀŝĂŐŐŝ D Zd >> 'K ƚĞů͘ Ϭϰϭ ϱϰϬϭϴϬϴ ϯϯϭ ϲϳϭϰϬϮϯ
Zero Branco ha a “cuore” la salute dei suoi sportivi
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port sì ma in totale sicurezza. A sostenerlo è in primis l’amministrazione comunale di Zero Branco che, in sinergia con diverse realtà territoriali, ha predisposto e installato ben 6 defibrillatori semiautomatici (Dae) in diversi punti strategici del Comune per garantire ogni tipo di emergenza ad atleti, giovani o professionisti. Due apparecchi si trovano inoltre nella palestra comunale di via Verga a Zero Branco, mentre uno è installato presso lo stadio di via Taliercio. Segue l’attenzione verso gli studenti e dunque le palestre scolastiche: un defibrillatore si trova preso l’elementare del capoluogo, la primaria “Marconi” in Via IV Novembre dove la gestione dell’apparecchio è affidata all’Associazione Sportiva Circolo “G. Villenueve”. Anche alla primaria “G. Pascoli” a Scandolara di trova la strumentazione completa, coordinata dall’ Associazione Sportiva Polisportiva San Rocco A.S.D. e infine, presso la palestra scolastica della elementare Enrico Fermi di Sant’Alberto dove il defibrillatore è gestito dall’ Associazione Sportiva U.S. Albertina Pallavolo A.S.D.. Proprio in questa frazione, dopo la realizzazione presso i centri sportivi, del nuovo campo per il calcio a otto, l’Amministrazione zerotina ha previsto anche l’installazione di corpi illuminanti per un costo di 6.000 euro coperto da risorse comunali. Gaia Ferrarese
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#Politica
Giustizia in ginocchio: in Veneto mancano magistrati e i giudizi pendenti si accumulano Un dossier realizzato dalla Cgia di Mestre e commissionato dal Governatore Zaia che si dice molto preoccupato dalla situazione contingente
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’ emergenza organici nella giustizia in Veneto, dove la Corte d’Appello di Venezia e la sua Procura Generale sono ultimi in classifica, o quasi, in Italia per dotazione di magistrati rispetto agli indicatori più rilevanti che determinano il bisogno di giustizia di un territorio. Basti pensare che i giudizi pendenti a fine 2017 erano 26.964 (529 per ogni magistrato in attività contro una media nazionale di 439) e che, se anche non ne arrivasse nemmeno uno di nuovo, per smaltire il volume di pendenze occorrerebbero più di due anni e mezzo di lavoro dei 51 magistrati oggi in servizio. L’inedito spaccato di una crisi evidente, spesso evocata ma mai con il supporto di uno studio scientifico statistico lo ha fornito un dossier informativo realizzato dalla Cgia di Mestre, presentato a palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, presenti il Presidente della Regione, Luca Zaia, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Venezia, Antonio Mura, il Presidente della Corte d’Appello di Venezia, Ines Marini, il Segretario della Cgia di Mestre, Renato Mason. Lo studio, e qui sta la sua unicità, non si è limitato a mettere in fila i dati di organici e giudizi pendenti e sopravvenuti, ma li ha messi a confronto con le necessi-
tà di giustizia espressa dalla realtà sociale ed economica del Veneto. Ne emerge una situazione preoccupante: in termini di magistrati di Corte d’Appello, il Veneto può contare solo sul 4% del totale in Italia, che diventa il 4,2% per quanto riguarda la Procura Generale, ma questi devono occuparsi del 7,9% della popolazione italiana, dell’8,3% delle imprese, del 9,2% degli occupati, del 9,3% del valore aggiunto, del 13,7% dell’export, del 16,4% di presenze turistiche. “Da anni, anche in segno di rispetto e considerazione verso la Magistratura– ha detto Zaia – partecipo all’inaugurazione dell’anno giudiziario di fine gennaio. Ascoltando gli allarmi che si sono susseguiti, ho pensato fosse necessario affrontare la questione con la sistematicità e la scientificità di uno studio organico. In estate ne ho parlato con la Cgia, e oggi abbiamo un dossier praticamente unico in Italia, che invierò al Premier, al Ministro di Grazia e Giustizia, al Governo, al Parlamento e a tutti gli stakeholders perché, da basi solide come questa, si possa avviare un cammino di riequilibrio della situazione, che non è più sostenibile. Non stiamo facendo ‘lamentopoli’ – ha aggiunto il Governatore – ma siamo molto preoccupati, perché la richiesta di giustizia che
viene dalla società civile è alta, e non può prescindere dai mezzi messi a disposizione per dare risposte. Ne va della giustizia in senso lato – ha detto – ma anche della competitività del sistema economico e delle imprese, che hanno bisogno di risposte celeri ai loro contenziosi, al punto che uno dei freni all’arrivo di investitori esteri è proprio la lentezza in questo ambito”. Da parte loro, la Presidente Marini e il Procuratore Mura hanno sottolineato di “apprezzare molto la collaborazione proposta dalla Regione e il lavoro realizzato dalla Cgia, e il fatto che Istituzioni e società civile si facciano interpreti del problema giustizia, che interessa l’intera collettività”. “E’ un modo – ha detto anche la Marini – per chiedere più considerazione dallo Stato su basi scientifiche e inoppugnabili e per poter ottenere il minimo indispensabile per poter competere in produttività giuridica con le sedi italiane più performanti”. “Erogare giustizia – ha aggiunto Mura – significa fare gli interessi della collettività, anche rispetto a obbiettivi di sicurezza e di competitività. Mi auguro che questo studio possa essere di aiuto al decisore nazionale che deve concepire e organizzare le corrette dotazioni organiche”.
• La scheda Tra i molti dati interessanti contenuti dallo studio della Cgia emerge, ad esempio, che l’aumento dei giudizi sopravvenuti in Veneto tra il 2015 e il 2017 è stato del 28,3% rispetto alla media nazionale del 15,2%; che la Corte d’Appello di Venezia è ultima in Italia nel rapporto tra numero di Magistrati e abitanti (1,1 magistrato ogni 100 mila abitanti contro una media nazionale del 2,1); penultima nel rapporto tra dipendenti amministrativi e cittadini (i 113 addetti sono 2,4 ogni 100 mila contro il 4,9 nazionale); ultima per quanto riguarda i magistrati della Procura Generale (che sono 11 pari allo 0,2 per centomila abitanti, metà della media nazionale); penultima per i casi sopravvenuti (214 per ognuno dei 51 magistrati contro una media nazionale di 190).
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Politica
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Economia
Accesso al credito per la piccola e media impresa, garanzie fino a 280 milioni di euro
Appalti pubblici, lavori senza gara fino a 150mila euro
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mpegno straordinario da parte della Regione per sostenere le imprese venete per le quali l’accesso al credito risulta essere un percorso a ostacoli”. A dirlo è l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato annunciando che, a seguito di una riallocazione delle risorse interne del più generale sistema degli strumenti di garanzia regionali, con apposita delibera la giunta veneta ha ampliato le possibilità operative del Fondo di riassicurazione gestito da Veneto Sviluppo, portandolo a circa 28,5 milioni di euro di euro, rispetto ai 24 milioni precedentemente disponibili. “La decisione – spiega Marcato - è stata presa constatando come fra la gamma degli strumenti di garanzia questo risulti particolarmente apprezzato dagli operatori del mercato del credito”. Lo strumento in questione è sofisticato e basato su di un meccanismo di funzionamento piuttosto complicato. Semplificando al massimo, tale meccanismo può essere così descritto: la banca concede alla PMI un finanziamento (che potrà essere sia a breve che a medio termine). Al fine di ridurre il rischio sostenuto nei riguardi dell’impresa, la banca ottiene da un Confidi una garanzia, a parziale copertura del finanziamento concesso. A sua volta, il Confidi che ha rilasciato la propria garanzia, può coprire il rischio impresa, assunto in correlazione al rilascio della garanzia, riassicurando la sua garanzia presso Veneto Sviluppo, a valere sui fondi regionali stanziati per queste finalità. Facendosi carico di una parte del
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è distribuita con il Sistema
Il vicepresidente del Consiglio Regionale Massimo Giorgetti
rischio, i fondi pubblici utilizzati in tal strumento in argomento riesce a memodo, consentono ai Confidi di rilaglio interagire. Analizzando i dati sul sciare un volume di garanzie superiore volume complessivo degli interventi, a quello che potrebbero dare normal- risulta che nel 2018, con un utilizzo mente, sempre mantenendosi rispet- di risorse del fondo accantonate a gatosi delle regole di vigilanza imposte ranzia pari a circa 20,5 milioni, Veneto dagli Istituti Centrali. Sviluppo ha potuto sostenere riassi“In tal modo – aggiunge Marcato - curazioni per circa 226 milioni che, a aumentando l’ampiezza dell’ombrello loro volta, hanno garantito un portadi protezione dei foglio di finanziaRoberto Marcato: Confidi, la Regione menti complessivo facilita l’accesso al per circa 570 milio“Straordinaria credito alle PMI in ni, con un effetto operazione che un momento in cui, moltiplicatore, tra come testimoniano sviluppa finanziamenti risorse impiegate e i dati Bankitalia, è finanziamenti soper 700 milioni per proprio la fascia di stenuti, pari a circa imprese più picco- l’economia del Veneto” 1:27. Il tutto riparle quella che magtito su 9.131 operagiormente soffre per la stretta crediti- zioni di finanziamento, per un importo zia”. medio singolo appunto di 62.000 euro. L’importo medio del singolo finanAlla luce dei dati sopra riportati, ziamento concesso, nel 2018, è sceso l’operazione approvata ieri in Giunta infatti a circa 62.000 euro, dai circa consentirà di ampliare il volume di fi71.000 euro registrati nel 2013: segno nanziamenti alle PMI fino a circa 700 che è proprio sul micro-credito che lo milioni.
itengo assolutamente positiva la disposizione che consente alla pubblica amministrazione di affidare lavori senza gara d’appalto fino alla soglia di 150mila euro”. A dirlo, il Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex assessore regionale ai lavori pubblici Massimo Giorgetti (Forza Italia - Alleanza per il Veneto) che in una nota commenta la norma introdotta dal governo tramite un emendamento alla legge di bilancio 2019 in Senato. “Si tratta innanzitutto precisa Giorgetti - di assecondare un principio di fondo: maggiore libertà significa maggiore responsabilità. In seconda battuta, ritengo sbagliato invocare in questo caso il tema della trasparenza: anche la trattativa privata è sottoposta alle regole dell’evidenza pubblica e quindi si continuerà a far pervenire alle pubbliche amministrazioni una serie di preventivi; inoltre, ci saranno controlli politici ai quali si aggiungono i controlli contabili dei revisori dei conti”. “L’appesantimento dei controlli e delle procedure burocratiche - puntualizza il Vicepresidente - non sono sinonimo di maggiori garanzie di qualità: pensiamo al “caso Consip”, un organismo che costa e che non è certo rimasto esente dagli scandali, oppure alle gare impostate sul massimo ribasso, sinonimo spesso di lavori svolti male. I numeri per descrivere ciò di cui stiamo parlando, peraltro, sono chiari: su oltre 43mila gare d’appalto nel periodo tra gennaio e aprile 2018, quelle fino a 150mila euro formano la metà del totale, ma rappresentano a malapena un 1/10 del valore generale degli appalti, stimato in oltre 40 miliardi di euro, numeri poco significativi rispetto al tema della concorrenza. Il vero problema sta in questo caso nei grandi appalti, dove lavorano più avvocati che operai e dai quali sorgono i veri problemi”.
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Riforme
Autonomia: il 15 febbraio il Premier Conte firmerà l’intesa con Zaia L
’anno nuovo per i veneti è cominciato con le migliori prospettive dato che il vicepremier Luigi Di Maio ha confermato quanto aveva già detto anche lo scorso dicembre e cioè che “l’autonomia del Veneto si deve dare il prima possibile, perché i veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso”. “Non ci sono dubbi - ha ribadito - da nessuna delle due forze politiche che sostengono questo governo, stiamo lavorando con i ministri competenti per dare l’autonomia sulle materie richieste prima possibile”. Se ne è subito rallegrato il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia che ha commentato le parole del Vicepremier Di Maio sottolineando che oramai si tratta di “una questione di coerenza, e Di Maio dimostra di essere coerente confermando l’impegno per l’autonomia e smentendo certi soloni che tentano di con-
Luca Zaia
Giuseppe Conte
trastarla”. “Il contratto di Governo – ricorda Zaia – l’abbiamo firmato con Di Maio, e per noi è lui l’unica voce ufficiale che oggi ha posto una pietra tombale su tutti coloro che coltivano aspettative di bloccare questo processo”. Prima delle dichiarazione di Di Maio, però, non erano mancate affermazioni di illustri pentastellati che andavano in direzione completamente opposta. Tanto che la presidente del Gruppo Zaia Presidente Silvia Rizzotto era più volte intervenuta sull’argomento
ricordando, in particolare come il Movimento 5 Stelle avesse fatto del cambiamento la sua bandiera, in campagna elettorale, salvo poi tirarsi indietro proprio sull’autonomia. “I Veneti - è intervenuta la Rizzotto - sono stanchi di leggere ogni giorno dichiarazioni dei rappresentanti pentastellati diverse e contraddittorie. Il 15 febbraio ci aspettiamo tutti che Di Maio e colleghi firmino quello che l’Italia aspetta da decenni: una vera riforma autonomista”. “Se, quindi, qualche rappresentante pen-
tastellato - aveva concluso - non afferma: “Come Centro Destra Veè d’accordo con il contratto di neto/Autonomia e Libertà siamo Governo sottoscritto, nel quale si fiduciosi che si possa siglare con parlava chiarissimamente di Au- il Governo nazionale un accordo tonomia, si chiarisca con i suoi vero sull’autonomia. Se così non superiori. Per quanto ci riguarda, fosse, saremmo di fronte a un atl’Autonomia è un impegno che va teggiamento eversivo da parte del approvato: i Veneti non hanno più Governo, che non rispetterebbe tempo da perdeun voto demore con le beghe cratico ed una Restano i dubbi: dei 5 Stelle e il 15 col’accordo riguarderà procedura febbraio è semstituzionale”. tutte le 23 materie “Il Governatore pre più vicino” ! Ma la conferma Zaia fa bene a chieste? Saranno di Di Maio e la specificare che garantite risorse posizione storinon prenderà in ca dell’altro Vigiro i cittadini adeguate? cepremier Salviveneti sottoscrini sembra aver quietato gli animi vendo un accordo sull’autonomia l’autonomia appare più vicina. vuoto di contenuti – conclude SteOccorrerà vedere, però, a cosa sarà fano Casali - L’autonomia deve necessario rinunciare. Qualche riguardare tutte le 23 materie, al dubbio sulla natura dell’accordo Veneto devono essere garantite c’è. Infatti il Centro Destra Vene- risorse adeguate e i soldi prodotti to lo ribadisce attraverso le parole dai suoi cittadini con il lavoro e il del consigliere Stefano Casali che sacrificio”.
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Intervento di Luca Zaia*
“Veneto apripista nell’affrontare emergenza medici”
“C
Anche chi si prende cura delle persone che ama ha bisogno di aiuto
on il nuovo piano sociosanitario regionale il Veneto farà da apripista nell’affrontare l’emergenza nazionale della carenza di medici. Abbiamo deciso di sperimentare nuove soluzioni, pronti a metterle a disposizione del paese. Non possiamo permettere che un sistema di assistenza e di cura che è ai vertici delle classifiche internazionali dell’Oms per qualità dei professionisti e delle prestazioni e per buona organizzazione venga meno per gli errori della programmazione nazionale”. Il presidente della Regione Luca Zaia commenta così una delle principali novità dell’atto di programmazione della sanità e del sistema sociosanitario veneto del prossimo quadriennio, approvato a fine dicembre dal Consiglio regionale del veneto. “La prima risorsa del sistema sanitario sono i medici e il personale della sanità – prosegue Zaia – Non permetteremo che gli ospedali e i centri di cura del Veneto siano sottorganico o debbano chiudere reparti per carenza di medici. Ci sono priorità, e la salute dei cittadini è una di queste, sulle quali una amministrazione non può arretrare. Per questo il Veneto prenderà a prestito modelli organizzativi già consolidati all’estero e sperimenterà nuovi canali di formazione e reclutamento per il personale sanitario. Anche al prezzo di dover fare qualche braccio di ferro con il ministero o le autorità contabili”. *Governatore del Veneto
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Il Piano Socio Sanitario per il Pd è un provvedimento opaco
“È
Stefano Fracasso
Claudio Sinigalia
copertura del personale medico: gli emendamenti della maggioranza, che abbiamo votato, possono essere utili per la fase emergenziale, ma ci sono problemi strutturali ormai ineludibili a livello nazionale e non solo: turnover, rinnovo del contratto fermo da 10 anni, tetto alla spesa. Siamo convinti che serva un piano straordinario di assunzioni e anche il Governo potrebbe fare la propria parte: 9 miliardi spesi per un indefinito reddito di cittadinanza, quando ne basterebbe 1,2 per rimpiazzare in termini numerici i medici in uscita dal sistema sanitario pubblico. È un tema prioritario da affrontare con la massima urgenza per evitare un’ulteriore fuga di professionisti verso il privato, fuga che va a scapito soprattutto dei più deboli che non possono permettersi una sanità a pagamento”. Ma la partita non è chiusa, sottolinea Sinigaglia. “Si è chiuso il primo tempo. Ora la partita si gioca sulle schede ospedaliere che riorganizzeranno gli
L’intervento di Luca Zaia
“Veneto apripista nell’affrontare emergenza medici”
“È
Il Commento di Stefano Fracassoe Claudio Sinigaglia, Consiglieri regionali Pd
un Piano sociosanitario che non dà risposte ai temi fondamentali che avevamo posto in Quinta commissione e per questo il nostro voto è contrario”. Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico e il consigliere Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza del provvedimento, commentano il no al Pssr 2019-2023 approvato di Palazzo Ferro Fini. “Sono stati accolti alcuni emendamenti per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione che vanno a sommarsi alle proposte recepite in Commissione, tuttavia sulle questioni più importanti non ci siamo. A partire dalla non autosufficienza: la garanzia del contributo sanitario per tutti ancora non c’è, si rimanda alla legge di riforma delle Ipab, che stiamo aspettando dal 2000. Ma la situazione è già grave adesso, con seimila persone prive di impegnativa e costrette a pagare per intero la retta della casa di riposo. Anche sul futuro delle Medicine di gruppo, che dovrebbero essere un punto di riferimento sul territorio, permane la confusione progettuale, così come è nebulosa e priva di qualsiasi certezza la riorganizzazione dei plessi ospedalieri. Inoltre - continuano Fracasso e Sinigaglia - è doveroso rivedere l’applicazione del superticket fonte di disuguaglianze e di scivolamento dei ricavi a favore del privato, laddove è più conveniente fare esami lì, anziché nel pubblico. Resta poi tutta da verificare la possibilità di assicurare la piena
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ospedali veneti e sulle schede territoriali che programmeranno i servizi di presa in carico delle persone nel territorio”. Il Piano, secondo il consigliere Pd, avrà pesanti ricadute sulla rete ospedaliera e non a caso si stanno mobilitando decine di comitati a difesa del proprio nosocomio. Indispensabile, dunque, dar modo ai sindaci, ai comitati locali, al privato sociale e alle organizzazioni sindacali di comprendere nel dettaglio le scelte compite con il nuovo Piano. “Si tratta di un passaggio cruciale - afferma Sinigaglia - nel tentativo di dare risposte efficaci alle aspettative e ai fabbisogni dei territori. Il PD propone di fermarsi almeno per tre mesi: in questo lasso di tempo maggioranza e opposizione in Consiglio si prendano la briga di visitare assieme le diverse realtà del Veneto, promuovendo incontri in ogni Distretto e coinvolgendo le amministrazioni locali. Questo per informare, ascoltare e capire e infine assumere le decisioni più lungimiranti”.
un Piano sociosanitario che non dà risposte ai temi fondamentali che avevamo posto in Quinta commissione e per questo il nostro voto è contrario”. Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico e il consigliere Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza del provvedimento, commentano il no al Pssr 2019-2023 approvato di Palazzo Ferro Fini. “Sono stati accolti alcuni emendamenti per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione che vanno a sommarsi alle proposte recepite in Commissione, tuttavia sulle questioni più importanti non ci siamo. A partire dalla non autosufficienza: la garanzia del contributo sanitario per tutti ancora non c’è, si rimanda alla legge di riforma delle Ipab, che stiamo aspettando dal 2000. Ma la situazione è già grave adesso, con seimila persone prive di impegnativa e costrette a pagare per intero la retta della casa di riposo. Anche sul futuro delle Medicine di gruppo, che dovrebbero essere un punto di riferimento sul territorio, permane la confusione progettuale, così come è nebulosa e priva di qualsiasi certezza la riorganizzazione dei plessi ospedalieri. Inoltre - continuano Fracasso e Sinigaglia - è doveroso rivedere l’applicazione del superticket fonte di disuguaglianze e di scivolamento dei ricavi a favore del privato, laddove è più conveniente fare esami lì, anziché nel pubblico. Resta poi tutta da verificare la possibilità di assicurare la piena copertura del personale medico: gli emendamenti della maggioranza, che abbiamo votato, possono essere utili per la fase emergenziale, ma ci sono problemi strutturali ormai ineludibili a livello nazionale e non solo: turnover, rinnovo del contratto fermo da 10 anni, tetto alla spesa. Siamo convinti che serva un piano straordinario di assunzioni e anche il Governo potrebbe fare la propria parte: 9 miliardi spesi per un indefinito reddito di cittadinanza, quando ne basterebbe 1,2 per rimpiazzare in termini numerici i medici in uscita dal sistema sanitario pubblico. È un tema prioritario da affrontare con la massima urgenza per evitare un’ulteriore fuga di professionisti verso il privato, fuga che va a scapito soprattutto dei più deboli che non possono permettersi una sanità a pagamento”. Ma la partita non è chiusa, sottolinea Sinigaglia. “Si è chiuso il primo tempo. Ora la partita si gioca sulle schede ospedaliere che riorganizzeranno gli ospedali veneti e sulle schede territoriali che programmeranno i servizi di presa in carico delle persone nel territorio”. Il Piano, secondo il consigliere Pd, avrà pesanti ricadute sulla rete ospedaliera e non a caso si stanno mobilitando decine di comitati a difesa del proprio nosocomio. Indispensabile, dunque, dar modo ai sindaci, ai comitati locali, al privato sociale e alle organizzazioni sindacali di comprendere nel dettaglio le scelte compite con il nuovo Piano. “Si tratta di un passaggio cruciale - afferma Sinigaglia - nel tentativo di dare risposte efficaci alle aspettative e ai fabbisogni dei territori. Il PD propone di fermarsi almeno per tre mesi: in questo lasso di tempo maggioranza e opposizione in Consiglio si prendano la briga di visitare assieme le diverse realtà del Veneto, promuovendo incontri in ogni Distretto e coinvolgendo le amministrazioni locali. Questo per informare, ascoltare e capire e infine assumere le decisioni più lungimiranti”.
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La sofferenza di un famigliare assistito a casa ricade su tutta la famiglia I centri sollievo sono 141 in Veneto e assistono 1500 persone, ma non bastano mai
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l numero dei Centri Sollievo in Veneto continua ad espandersi e aumentano le risorse finanziarie che la Regione Veneto dedica a queste esperienze di sostegno alle persone affette da decadimento cognitivo o patologie come Parkinson e Alzheimer e di affiancamento alle famiglie, attive in quasi la metà dei comuni del Veneto. La delibera di fine anno, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin, assegna un milione e mezzo di euro dei fondi della sanità regionale ai 141 Centri Sollievo attualmente attivi in Veneto. “Il progetto iniziale, avviato a Vedelago nei primi anni del Duemila su iniziativa degli amministratori e del volontariato locale, si è rapidamente diffuso ed esteso al territorio regionale – sottolinea l’assessore - Nell’ultimo biennio i Centri sono aumentati dai 106 del 2016 agli oltre 140 del 2018. Assistono oltre 1500 persone e impegnano circa 1400
volontari, con l’apporto di medici di medicina generale, specialisti e sanitari dei centri per il decadimento cognitivo, dei servizi distrettuali e comunali e del volontariato organizzato. I Centri Sollievo, espressamente previsti dal piano sociosanitario del Veneto, sono uno dei perni di supporto delle politiche di domiciliarità. Di pari passo è andato aumentando anche il sostegno finanziario della Regione, passato dal milione e 115 mila euro del 2016 al milione e 500 mila euro messo a bilancio per il 2018”. La risorse, confermate con la delibera di fine anno, saranno assegnate alle Ulss in proporzione al numero di abitanti ultrasessantacinquenni e al numero delle persone in carico ai Centri. I territori più finanziati risultano essere la Marca trevigiana (293.900 per l’Ulss 2), il Veronese (280.900 euro per l’Ulss 9) e il Padovano (232.900 euro per l’Ulss 6 Euganea). Seguono l’Ulss 3 Serenissima
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“L
a prima mondiale portata a compimento con successo da una task force di chirurghi dell’Azienda Ospedaliera di Padova chiude nel migliore dei modi un anno di successi della sanità veneta e costituisce un viatico di progresso scientifico non solo per il 2019, ma per gli anni a venire”. Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, saluta l’eccezionale intervento che, di fatto, ha chiuso il 2018, con il quale 28 professionisti, cardiochirurghi, chirurghi epatobiliari, cardioanestesisti, perfusionisti e infermieri hanno rimosso un tumore renale esteso al cuore in un paziente di 77 anni, utilizzando una nuova tecnica mininvasiva, senza dover aprire il torace, dopo 12 ore d’intervento. “Il nuovo anno – aggiunge Zaia – si aprire con una nuova frontiera varcata e altre, ne sono certo, lo saranno in futuro, perché la caratteristica di questi straordinari professionisti, oltre alle ben note capacità cliniche e chirurgiche, è
quella di non arrendersi mai, cercando giorno dopo giorno qualcosa in più del giorno prima per aiutare i malati, più o meno gravi essi siano. Sono il simbolo della parola d’ordine di tutta la sanità veneta: mai fermarsi, aggredire le difficoltà gettando in campo il 101%, non esiste la parola resa, almeno fino a che madre natura non decide di prendere il sopravvento sulle capacità dell’uomo”. Ecco l’equipe interdisciplinare che ha realizzato l’intervento: Cardiochirurghi: Prof. Gino Gerosa - Direttore Cardiochirurgia, Dott. Vincenzo Tarzia, Dr.ssa Olimpia Bifulco. Urologi: Prof. Giovanni Zattoni Direttore Urologia, Dr. Tommaso Prayer Galetti, Dr.ssa Mariangela Mancini, Dr.ssa Marta Bianco. Chirurghi Epatobiliari: Prof. Umberto Cillo - Direttore Chirurgia Epatobiliare, Dr. Francesco D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa Cristiana Carollo, Dr. Eugenio Serra, Dr. Antonio Marcassa, Dr. Guido Di Gregorio.
(216.900 euro), l’Ulss Pedemontana (116.600 euro), l’Ulss Berica (113.600 euro), l’Ulss Dolomiti (93.600 euro), l’Ulss Polesana (90.600 euro) e l’Ulss del Veneto Orientale (61.000 euro). “L’evidenza scientifica di questi anni di sperimentazione – commenta l’assessore – conferma che i Centri Sollievo aiutano la permanenza della persona anziana il più a lungo possibile
a casa propria, ritardano il processo involutivo sostenendo e rinforzano le abilità residue. Sono un punto di incontro e di socializzazione per le persone anziane, ma costituiscono anche un servizio significativo per i famigliari che, nelle figure specializzate e nei volontari dei centri, trovano appoggio, consulenza e supporto. Si tratta appunto di un servizio di
‘sollievo’, che alleggerisce i carichi di assistenza e cura e rompe il cerchio di isolamento che circonda questi nuclei familiari”. Il finanziamento regionale è destinato al coordinamento dei servizi distrettuali, alla formazione dei volontari e al pagamento delle attività offerte, con priorità per i servizi alle persone e per gli interventi di ottimizzazione dell’esistente.
Un intervento chirurgico senza precedenti a Padova
“L
a prima mondiale portata a compimento con successo da una task force di chirurghi dell’Azienda Ospedaliera di Padova chiude nel migliore dei modi un anno di successi della sanità veneta e costituisce un viatico di progresso scientifico non solo per il 2019, ma per gli anni a venire”. Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, saluta l’eccezionale intervento che, di fatto, ha chiuso il 2018, con il quale 28 professionisti, cardiochirurghi, chirurghi epatobiliari, cardioanestesisti, perfusionisti e infermieri hanno rimosso un tumore renale esteso al cuore in un paziente di 77 anni, utilizzando una nuova tecnica mininvasiva, senza dover aprire il torace, dopo 12 ore d’intervento. “Il nuovo anno – aggiunge Zaia – si aprire con una nuova frontiera varcata e altre, ne sono certo, lo saranno in futuro, perché la caratteristica di questi straordinari professionisti, oltre alle ben
note capacità cliniche e chirurgiche, è quella di non arrendersi mai, cercando giorno dopo giorno qualcosa in più del giorno prima per aiutare i malati, più o meno gravi essi siano. Sono il simbolo della parola d’ordine di tutta la sanità veneta: mai fermarsi, aggredire le difficoltà gettando in campo il 101%, non esiste la parola resa, almeno fino a che madre natura non decide di prendere il sopravvento sulle capacità dell’uomo”. Ecco l’equipe interdisciplinare che ha realizzato l’intervento: Cardiochirurghi: Prof. Gino Gerosa - Direttore Cardiochirurgia, Dott. Vincenzo Tarzia, Dr.ssa Olimpia Bifulco. Urologi: Prof. Giovanni Zattoni - Direttore Urologia, Dr. Tommaso Prayer Galetti, Dr.ssa Mariangela Mancini, Dr.ssa Marta Bianco. Chirurghi Epatobiliari: Prof. Umberto Cillo - Direttore Chirurgia Epatobiliare, Dr. Francesco D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa Cristiana Carollo, Dr. Eugenio Serra, Dr. Antonio Marcassa, Dr. Guido Di Gregorio.
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Salute
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Sekal Microchirurgia Rovigo compie 20 anni
DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DEI PAZIENTI SEKAL IN ITALIA
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l dott. Massimo Camellin, Medico Chirurgo Specialista in Oftalmologia, dirige ormai da 20 anni questa struttura oculistica con lo scopo di fornire un servizio completo per la diagnosi e la terapia medico-chirurgica delle malattie dell’occhio (dalla cornea alla retina). La passione per la diagnostica e la chirurgia che ha coltivato negli anni il Dott. Camellin hanno fatto sì che la strumentazione presente sia un raro esempio in Italia di completezza ed aggiornamento (oltre 24 strumenti diagnostici). Tali attrezzature permettono diagnosi e trattamenti all’avanguardia, il tutto cementato da attente analisi statistiche dei risultati che consentono continue partecipazioni ai più importanti convegni Nazionali ed Internazionali (oltre 500 congressi, oltre 120 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali). Il dott. Camellin mette dunque a disposizione dei suoi pazienti una lunga e qualificata esperienza pluritrentennale nel settore della chirurgia e diagnostica oculare che gli hanno permesso di ricercare e perfezionare tecniche di chirurgia con Laser ad Eccimeri (chirurgia per eliminare gli occhiali) mettendo a punto prima la LASEK (1998) e successivamente l’Epi-LASEK (2008). Queste metodiche, che si sono diffuse a livello
Da sinistra il dott. Massimo Camellin (foto di repertorio del 1998), e parte dello staff medico e paramedico di Sekal Microchirurgia Rovigo
mondiale, sono utilizzate per la correzione dei difetti di vista come miopia, ipermetropia ed astigmatismo tramite laser ad eccimeri. Al fine di perfezionare i risultati negli interventi di cataratta ha messo a punto il primo programma adatto allo scopo (IOL Calculator 1 Camellin-Calossi, 1999). Questa è la prima formula interamente italiana per il calcolo della lente intraoculare tuttora utilizzata in tutto il mondo essendo stata inserita in 4 strumenti diagnostici di diverse ditte produttrici. Nel 2002 è stato effettuato presso il Centro SEKAL di Rovigo il primo link topo-aberrometrico a livello Mondiale. Da allora sono stati trattati quasi 1000 occhi con patologie di curvatura estremamente complesse, trapianti di cornea, cicatrici da traumi, esiti di cheratiti o precedenti interventi di chirurgia refrattiva; dunque, le anomalie più complesse possono essere
corrette con questa sofisticata metodica. Nel 2010, grazie alla fattiva collaborazione con la ditta Schwind (Germania) produttrice del Laser Amaris, è stato messo a punto un profilo di foto ablazione impiegato in tutti i laser Schwind a livello mondiale. Oggi, dopo 20 anni dalla nascita, il centro Sekal si propone, assieme a specialisti nelle varie sotto specialità dell’occhio, offrendo un servizio sempre aggiornato ed all’avanguardia. In oltre 20 anni di attività sono stati effettuati migliaia di interventi e visite ad una clientela che proviene da tutta Italia e dai paesi esteri confinanti. Attualmente Sekal Microchirurgia Rovigo, che possiede certificazione di qualità CERSOI, ha un organico di 14 persone, di cui 7 medici (quattro oculisti, due anestesisti, un medico chirurgo); inoltre, la struttura è utilizzata da altri medici oculisti per atti-
vità diagnostica e chirurgica. Al presente, Sekal Microchirurgia Rovigo è abilitata alla formazione degli studenti di Ortottica ed Assistenza Oftalmologica in convenzione con l’Università degli studi di Ferrara dove il dott. Massimo Camellin è professore a c. di Ottica Fisiopatologica. Sono passati 20 anni, ma ancora oggi la missione del centro SEKAL rimane quella di garantire un rapporto diretto con il paziente, ogni tele-
Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it
Un intervento chirurgico senza precedenti a Padova
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a prima mondiale portata a compimento con successo da una task force di chirurghi dell’Azienda Ospedaliera di Padova chiude nel migliore dei modi un anno di successi della sanità veneta e costituisce un viatico di progresso scientifico non solo per il 2019, ma per gli anni a venire”. Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, saluta l’eccezionale intervento che, di fatto, ha chiuso il 2018, con il quale 28 professionisti, cardiochirurghi, chirurghi epatobiliari, cardioanestesisti, perfusionisti e infermieri hanno rimosso un tumore renale esteso al cuore in un paziente di 77 anni, utilizzando una nuova tecnica mininvasiva, senza dover aprire il torace, dopo 12 ore d’intervento. “Il nuovo anno – aggiunge Zaia – si aprire con una nuova frontiera varcata e altre, ne sono certo, lo saranno in futuro, perché la caratteristica di questi straordinari professionisti, oltre alle ben note capacità cliniche e chirurgiche, è quella di non arrendersi mai, cercando giorno dopo giorno qualcosa in più del giorno prima per aiutare i malati, più o
meno gravi essi siano. Sono il simbolo della parola d’ordine di tutta la sanità veneta: mai fermarsi, aggredire le difficoltà gettando in campo il 101%, non esiste la parola resa, almeno fino a che madre natura non decide di prendere il sopravvento sulle capacità dell’uomo”. Ecco l’equipe interdisciplinare che ha realizzato l’intervento: Cardiochirurghi: Prof. Gino Gerosa - Direttore Cardiochirurgia, Dott. Vincenzo Tarzia, Dr.ssa Olimpia Bifulco. Urologi: Prof. Giovanni Zattoni - Direttore Urologia, Dr. Tommaso Prayer Galetti, Dr.ssa Mariangela Mancini, Dr.ssa Marta Bianco. Chirurghi Epatobiliari: Prof. Umberto Cillo - Direttore Chirurgia Epatobiliare, Dr. Francesco D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa Cristiana Carollo, Dr. Eugenio Serra, Dr. Antonio Marcassa, Dr. Guido Di Gregorio.
DOTT. RICCARDO CHECCHETTO DOTT.SSA ALESSANDRA CONTE DOTT.SSA MARIKA ROSESTOLATO
fonata o richiesta viene gestita con la massima urgenza ed il paziente ha la certezza di non essere minimamente trascurato. Il centro oculistico SEKAL crede nell’impegno e costante aggiornamento del personale medico e paramedico, con il solo scopo di incrementare la qualità del risultato e la soddisfazione di tutti i suoi pazienti.
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Messaggio pubbliredazionale
La piscina più profonda del mondo è a Montegrotto Terme Y-40 The Deep Joy: l’opera da record iscritta nel Guinness dei Primati
Ha da poco compiuto 4 anni di attività Y-40® The Deep Joy, l’unica piscina per subacquei con acqua termale, e i record collezionati sono stati numerosissimi fin dal primo giorno
PH PIERO MESCALCHIN
PH SAMO JERANKO
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La Maremma nella poesia del Morellino di Renato Malaman
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erra di Maremma, terra ruvida e selvatica, appartata e talvolta persino scorbutica. Eppure terra che sa diventare dolce come poche se ci si avvicina con il desiderio di coglierne l’anima più intima. La Maremma è un orizzonte diverso, è la parte più profonda della Toscana, scrigno di valori ancestrali e di riti che si perpetuano nel tempo. Non solo butteri e bovini bianchi dalle lunghe corna come vorrebbe l’iconografia turistica tradizionale: questa parte della Toscana è anche paesaggio arcaico, borghi dove il vivere quotidiano scorre secondo i ritmi di una volta, osterie e
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botteghe sempre vocianti, prodotti che sanno di buono e di genuino capaci di “raccontare” i valori di questa terra. Il vino è uno di questi. La Maremma è la terra del Morellino, rosso toscano schietto e sincero che - pur non avendo la diffusione del Chianti o il blasone del Brunello o del Nobile - ha un grande pregio: riflette il carattere schivo ma autentico di questa terra e quello della sua gente. In Maremma c’è un turismo del vino che ancora si focalizza su questi valori nascosti e invita a scoprire i territori proprio a partire dal vino e da chi lo produce. continua alla pag. seguente
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La Maremma nella poesia del Morellino
Che affinità di carattere fra il grande vino rosso profumato di mare e il territorio che ne fa da scrigno, ricco di borghi antichi e di sapori autentici. Da Scansano a Montemerano, poi giù fino a Capalbio, lungo un itinerario dedicato al buon vivere di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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Il Morellino porta innanzitutto a Scansano, la patria di questo nuovo gioiello dell’enologia toscana (Docg dal 2007) che pur attingendo al grande patrimonio del Sangiovese presenta delle caratteristiche particolari: dei sentori di mare, di resina e di erbe aromatiche che raccontano anche del vicino litorale, delle sue lagune e delle terre bonificate. Racconta di colline accarezzate dalla brezza di mare proveniente dall’Argentario. Il Morellino con i suoi tannini levigati, la sua struttura equilibrata e i suoi sentori di frutti di bosco è davvero lo specchio di un territorio atipico. A Scansano, accanto ai monumenti più famosi – le tantissime chiese, la sontuosa porta di Grosseto e il solitario castello di Montepò – non può mancare una visita al Museo della vite e del vino allestito dal Consorzio di Tutela del Morellino che racconta – in fondo – la civiltà legata a questo vino. Nella vicina Montemerano, frazione di Saturnia (paese famoso per le sue terme a cascate bianche), si ritrova lo spirito dei borghi medievali, con scorci da cartolina e negozietti di cose genuine: dai pici alle salsicce di cinghiale, ai formaggi pecorini. Dentro le mura degli Aldobrandeschi, avviluppate come in un abbraccio, stanno le case, molte delle quali hanno conservato il fascino semplice delle origini. Poco fuori l’abitato c’è Villa Acquaviva, un luogo che rispecchia tanti valori di questa zona, dall’accoglienza all’amore per il vino e il cibo d’autore. Serafino D’Ascenzi e la sua famiglia (la moglie Valentina e il figlio Fabrizio) hanno saputo dare un’anima a questo luogo, trasformando un’ex residenza nobiliare in un raffinato e “caldo” agriturismo con i mobili tradizionali e i letti in ferro battuto, portando nel contempo la tenuta vitata a 15 ettari. Il relais di campagna è
Serafino D’Ascenzi, Elisabetta Tommasoni e Lorenzo d’Amico: tre storie di “conversioni” all’agricoltura di qualità, testimonianza di scelte audaci fatte nel nome dell’amore per la natura e i suoi frutti
NELLA FOTO DI COPERTINA IL MORELLINO ABBINATO AL PECORINO E AI SALUMI TRADIZIONALI DI MAREMMA: VIENE PROPOSTO ALLA FINE DELLA VISITA AL MUSEO ARCHEOLOGICO DEL VINO E DELLA VITE DI SCANSANO. SOTTO PAESAGGIO MAREMMANO DALLA TENUTA IL PONTE DI CARIGE, LA CANTINA DELL’AZIENDA ACQUAVIVA DI MONTEMERANO, ALLEVAMENTO DI BOVINI MAREMMANI E I TIPICI PICI AL CACIO E PEPE. IN QUESTA PAGINA: LA PORTA DI GROSSETTO A SCANSANO, UNO DEI TANTI GATTI DI MONTEMERANO, SCORCIO DELL’AGRITURISMO VILLA ACQUAVIVA, LA TENUTA POGGIO ALLA LUNA E UN TAGÙ DI CINGHIALI. SOTTO (ACCANTO AL TITOLO): UNA VEDUTA SU CAPALBIO, PIÙ SOTTO SERAFINO D’ASCENZI TRA LE SUE VITI, DUE CARATTERISTICI SCORCI DI MONTEMERANO, UNA TAVOLATA DA ELISABETTA TOMMASONI, L’ARMATORE LORENZO D’AMICO NELLA SUA AZIENDA “IL PONTE” E UNA VEDUTA DI SCANSANO
oggi un tempio dedicato al buon vivere e al buon vino, con tanto di enoteca e ristorante - La Limonaia - per celebrare nel piatto i sapori più schietti di questa terra. Serafino nella grande cantina conserva pure le sue vecchie (e nuove) moto. Altra bellissima storia di Maremma è quella di Elisabetta Tommasoni, immobiliarista romana che ha lasciato la città per “sposare” la filosofia del biologico e mettersi a produrre vino. La sua azienda Poggio alla Luna si confonde fra i vigneti e le distese d’argilla di questa terra senza tempo. I figli la aiutano, ma è lei a condurre l’azienda con piglio autorevole. Spesso è da sola con i suoi amati asini e gli altri animali della fattoria. Violante Gardini, figlia d’arte e attuale presidente del Movimento Turismo del Vino, svela che sono molte in Toscana le donne “convertitesi” con successo al mondo del vino. “Un grande valore – ha detto – per questo territorio unico”. Altro angolo di Maremma vera è Capalbio, conosciuto dai più per la sua spiaggia “radical-chic” ma che la sua bellezza più autentica la svela nel borgo antico. Che sta
in alto e domina un paesaggio da favola. Lorenzo d’Amico, armatore, manager della compagnia marittima mercantile d’Amico fondata a Roma dal padre Cesare, è stato “folgorato” dalle suggestioni che regala il mestiere di winemaker. La sua società agricola “Il Ponte”, che dà lavoro a numerosi giovani, è una realtà nuova nel settore del vino di Maremma. Sorge nella frazione di Carige confondendosi armoniosamente nell’ambiente naturale. Papà Cesare volle preservare persino la macchia mediterranea nelle terre coltivate. 13 gli ettari dedicati alla vite, da cui si ricavano i vini T-Lex, fra cui il Rosso che rientra nella Doc Capalbio, di cui l’azienda è portabandiera. Altri 13 ettari sono stati dedicati all’olivo, per una produzione olearia di qualità. Queste tre belle realtà - alle cui spalle ci sono storie di vita che testimoniano passione, coraggio e tenacia - sono la conferma che la Maremma più nascosta e riservata è terra da grandi sfide. Terra che dà e riceve cuore. Terra dove il vivere quotidiano sembra sospeso in un’altra dimensione. Serena e senza tempo.
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata di cappuccio al cumino Ingredienti: 600 g di cavolo cappuccio - 80 g di olive nere snocciolate - 2 C di semi di cumino - 4 C di limone 2 C di olio - sale q. b.
Preparazione: lavare il cavolo, eliminare il torsolo e affettarlo a striscioline sottili. Tritare le olive e unirle al cavolo, aggiungere il succo di limone, l’olio, il sale e i semi di cumino. Lasciarlo macerare 10 minuti prima di servire.
Polpette di verdure
Torta di carote
Ingredienti: 1 gambo di sedano 1 cipolla - 2 carote - 1 finocchio - ½ porro (o altre verdure a scelta) - sale peperoncino - rosmarino - olio - tamari - 1 spicchio d’ aglio - 3 o 4 C di fiocchi di riso o fiocchi di avena piccoli.
Ingredienti: 250 g di carote 250 g di nocciole o mandorle - 3 C di farina integrale 1 C di miele - 2 C di uvetta 1 C di pinoli - 1 uovo.
Preparazione: tagliare tutte le verdure abbastanza sottili, metterle in una teglia con un filo d’olio e il rosmarino, mescolarle bene e farle saltare a fiamma abbastanza alta per 10 minuti rigirandole spesso. Coprire, aggiungere il tamari e lasciare cuocere ancora qualche minuto. Nel frattempo mettere in ammollo 3-4 cucchiai di fiocchi di riso o di avena piccoli nell’acqua o meglio nel brodo vegetale. In una terrina unire tutti gli ingredienti, amalgamarli bene e formare delle palline, passarle nel pane grattugiato e farle dorare in forno in una teglia oliata, girandole da ambo le parti in modo da farle diventare croccanti.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: in una terrina mescolare la farina con le carote grattugiate, le nocciole tritate, il miele, l’uvetta e i pinoli. Aggiungere il tuorlo d’uovo e impastare. Ungere uno stampo, versarci il composto (se risulta troppo asciutto aggiungervi un po’ di succo di frutta) e infornare a 200 gradi per 30 minuti. Nel frattempo montare a neve l’albume dell’uovo e versarlo sulla torta. Rimettere in forno e lasciare cuocere ancora per 10 minuti circa.
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
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Ariete Un inizio anno in cui potreste sentirvi in stand by. Attendete qualcosa che faticherà ad arrivare. Pazienza
Toro Gennaio sarà davvero un bellissimo periodo. Vi sentirete come rinati e capirete molte cose, degli altri e di voi stessi
Gennaio Il sole torna a splendere quasi per tutti i segni. Un inizio d’anno degno dell’inverno ma ricco di buoni auspici per il 2019
Gemelli
Polinesia Australia Oceano Pacifico
Attenzione soprattutto alle tensioni emotive, all’irritabilità di sottofondo che potrebbe farvi sfuggire di mano la situazione
il tuo viaggio su misura Cancro Un mese denso di emozioni, di apertura e disponibilità concreta verso chi vi circonda. Voglia di coccole ma attenzione agli equivoci
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Bilancia Intoppi ed equivoci a giorni vi faranno ammattire. State certi che sui tempi lunghi tutto andrà meglio e potrete respirare
Scorpione Gli astri sono con voi. Divertimento, nuove amicizie, gite, partenze, renderanno soddisfacente le vostre giornate
Sagittario Vi aspetta un periodo nervoso, di scombussolamenti emotivi, di dubbi e incertezze. Affrontatelo con coraggio
Seychelles Maldive Oceano Indiano Capricorno
Giappone Filippine
Vivrete momenti appaganti e potrete lasciarvi alle spalle eventuali tensioni o delusioni. Buoni risultati in arrivo
Leone
Acquario
E’ il momento giusto per pianificare e riflettere sul futuro. Avrete delle opportunità ma occorrerà decidere
Riflettete sui traguardi raggiunti e preparatevi ai prossimi pianificando le strategie in ogni ambito. Seminate e raccoglierete
Vergine
Pesci
Vi aspetta un periodo contradditorio specie negli affetti famigliari. Cercate di comunicare a cuore aperto
... contattaci per un preventivo gratuito!
Avete vissuto giornate pesanti e ti meritate tutta la comprensione e l’affetto che riceverete in dosi abbondanti.
pagina intera gennaio 2019 LaPiazza_stampa.pdf
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