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La Piazza di Treviso mag2022

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MAGGIO 2022

Periodico d’informazione locale - Anno XXIX n.101

di Treviso Medico delle mie brame Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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MARIO CONTE

“Mi ricandido per servire la mia comunità” AEROPORTO

Un rilancio da 54 milioni di euro DISAGIO GIOVANILE

L’opinione del Consultorio del Centro Famiglia SANITA’

L’ex ricercatore Zambon dirigente dell’Ulss 2

I numeri, dicevamo. Partiamo dai medici di famiglia. Attualmente le sedi vacanti in Veneto sono circa Notiziario Notiziario Notiziario ascoltali su la 570. Ma nel giroon-line di tre anni, standoiazza alle proiezioni dei delle 11:30 delle 17:30 delle 18:30 e sulle migliori Emittenti Radio del Veneto pensionamenti, mancheranno all’appello altri 800 medici. Lo sappiamo bene noi che seguiamo e raccontiamo le vicende dei territorio, che ci occupiamo delle province. Sono sempre più numerosi i piccoli Comuni che ormai si trovano a fare i conti con la mancanza di quello che un tempo si chiamava medico di famiglia e che era un’istituzione irrinunciabile. Oggi invece sono sempre più numerosi gli assistiti che devono spostarsi, anche di parecchi chilometri e con non pochi disagi, per raggiungere l’ambulatorio del medico di base. E’ un problema soprattutto per Inaugurata la grande mostra che celebra i 200 anni gli anziani soli, per le persone fragili, per chi non può dalla morte dello scultore di Possagno servizio a pag 5 contare su una rete di protezione familiare. Stiamo parlando di migliaia di persone per le quali l’accesso alla medicina territoriale, la prima linea fra il sistema sanitario e il paziente, sarà sempre più difficile e problematico. Ora si sta correndo ai ripari con la scuola di Sanità pubblica della Regione, che entro il 2025 preparerà 713 medici di base. Ma intano c’è da gestire un presente sempre più incerto e ricco di disagi, al quale si farà fronte con l’innalzamento del numero degli assistititi assegnati ai medici in formazione. I dettagli sono oggetto di un impegnativo confronto in seconda commissione regionale, anche con i rappresentanti sindacali. Anche per far fronte alla carenza di medici negli ospedali, dove mancano più di 1.100 professionisti, la strategia è quella di ingrossare le fila degli specializzandi, soprattutto nei pronto soccorso, direttamente in prima linea. Già con la pandemia abbiamo assistito all’incremento del ricorso agli specializzandi per far fronte all’emergenza. D’altra parte, però, questi giovani medici non possono essere mandati allo sbaraglio, dovranno essere adeguatamente seguiti e messi nelle condizioni di poter lavorare con tutte le necessarie tutele, sia per i pazienti che per sé stessi. Una soluzione va trovata, ma bisogna fare attenzione alle scorciatoie.

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CANOVA, LA BELLEZZA ABITA AL BAILO

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Dal Pnrr 7 milioni per la nuova sede

Medico delle mie brame Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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li ambulatori e le corsie si svuotano: mancano medici di base, negli ospedali le carenze di organico sono sempre più evidenti. I numeri che girano Ieri,Ie oggi, domani. domani. ri,sono o Ieri, oggi, i doma preoccupantigg e restituiscono le dimensioni di , Più di 1000 P i ù d i 1000 fenomeno che parte da lontano che ora, nelbl VenePiù dibloccati. 1000 prun Ieri, oggi, domani. prezzi ezzi occat to delle eccellenze sanitarie, si concretizza con ampi sempr Più di 1000 prezzi bloccati. Siamo sempre Siamo prezzi bloccati. vuoti, sia sul fronte della medicina territoriale che di c o n v e nienti. convenienti. Siamo Siamo sempre sempre quella ospedaliera. Il tutto ovviamente a scapito dei convenienti. pazienti, soprattutto dei più fragili. convenienti. segue a pag 5

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La notizia del mese

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Esserci, per poter dire “Io c’ero” D

La grande mostra su Canova è stata inaugurata. Fino al 25 settembre al Bailo oltre 200 opere, anche inedite, del grande scultore di Possagno

I numeri, dicevamo. Partiamo dai medici di famiglia. Attualmente le sedi vacanti in Veneto sono circa 570. Ma nel giro di tre anni, stando alle proiezioni dei pensionamenti, mancheranno all’appello altri 800 medici. Lo sappiamo bene noi che seguiamo e raccontiamo le vicende dei territorio, che ci occupiamo delle province. Sono sempre più numerosi i piccoli Comuni che ormai si trovano a fare i conti con la mancanza di quello che un tempo si chiamava medico di famiglia e che era un’istituzione irrinunciabile. Oggi invece sono sempre più numerosi gli assistiti che devono spostarsi, anche di parecchi chilometri e con non pochi disagi, per raggiungere l’ambulatorio del medico di base. E’ un problema soprattutto per gli anziani soli, per le persone fragili, per chi non può contare su una rete di protezione familiare. Stiamo parlando di migliaia di persone per le quali l’accesso alla medicina territoriale, la prima linea fra il sistema sanitario e il paziente, sarà sempre più difficile e problematico. Ora si sta correndo ai ripari con la scuola di Sanità pubblica della Regione, che entro il 2025 preparerà 713 medici di base. Ma intano c’è da gestire un presente sempre più incerto e ricco di disagi, al quale si farà fronte con l’innalzamento del numero degli assistititi assegnati ai medici in formazione. I dettagli sono oggetto di un impegnativo confronto in seconda commissione regionale, anche con i rappresentanti sindacali. Anche per far fronte alla carenza di medici negli ospedali, dove mancano più di 1.100 professionisti, la strategia è quella di ingrossare le fila degli specializzandi, soprattutto nei pronto soccorso, direttamente in prima linea. Già con la pandemia abbiamo assistito all’incremento del ricorso agli specializzandi per far fronte all’emergenza. D’altra parte, però, questi giovani medici non possono essere mandati allo sbaraglio, dovranno essere adeguatamente seguiti e messi nelle condizioni di poter lavorare con tutte le necessarie tutele, sia per i pazienti che per sé stessi. Una soluzione va trovata, ma bisogna fare attenzione alle scorciatoie.

uecento anni fa, il 13 ottobre 1822, moriva a Venezia Antonio Canova. E Treviso, capoluogo di quella terra in cui nacque, ha scelto di dedicargli una grande mostra. La prima vera grande mostra del quinquennio di Mario Conte, fortemente segnato da una pandemia e anche da qualche polemica (tutta locale) sulle scelte culturali. Ma, ultimato il laborioso e ultradecennale progetto di recupero del Museo Bailo con i suoi spazi espositivi raddoppiati, l’attesa è finita, il taglio del nastro è stato fatto e fino al 25 settembre trevigiani, foresti e turisti potranno godersi “Canova gloria trevigiana. Dalla bellezza classica all’annuncio romantico”, che riunisce più di duecento testimonianze dell’immenso scultore di Possagno, la maggior parte delle quali finora mai esposte al pubblico. La città in cui nacque il mito di Canova proverà a catturare non solo chi già sa, chi già conosce, chi vuole riammirare e chi è attratto dagli inediti e in generale dalla storia dell’arte, ma – come ha fatto sapere la titolare della Raggiungi i tuoi potenziali clienti con noi: cultura cittadina, Lavinia Colonna Preti – anche quella parte di da oggi con i nostri notiziari audio pubblico che ama di più il pop (nel senso di popolare). Quelli in streaming sul web e in FM sulle migliori Fotografa che visitano luoghi e cose per poterli anche fotografare, postaEmittenti Radio il QR code e ascolta re sui social network e dire “io c’ero”. Tanto che l’anteprima Notiziario delle 8:30 del Veneto l’ultimo della monografica in scena oggi si è consumata a San ValentiNotiziario In streaming su: no, quando al Bailo l’amministrazione comunale ha scelto di Notiziario delle 11:30 esporre gratis il gesso originale di “Amore e Psiche”, riscuotendo successo e collezionando valanghe di selfie e promesse Notiziario delle 17:30 d’amore. Ora ci si aspetta che tutti quei baci in posa tornino alla mostra curata da Fabrizio Malachin, direttore dei Musei CiviciMedico delle mie brame trevigiani. Che, nella sua appassionata costruzione di un viaggioNicola Stievano >direttore@givemotions.it<Notiziario delle 18:30 fra capolavori dal mondo e reliquie di un culto laico, è riuscito in FM su: a portare al Bailo anche due spettacolari gessi di grandi dimenli ambulatori e le corsie si svuotano: mancano sioni appena restaurati – “La morte di Priamo” e “La danza dei medici di base, negli ospedali le carenze di orgafigli di Alcinoo” – che, patrimonio delle Generali, appartengono nico sono sempre più evidenti. I numeri che girano sono preoccupanti restituiscono dimensioni di alla Collezione Albrizzi. Vale la pena? Fosse anche solo per una Carta,eWeb, Audio: le dentro il territorio nel cuore della gente un fenomeno che parte da lontano che ora, nel Venedelle oltre duecento opere, ma vale la pena. È Antonio Canova, to delle eccellenze sanitarie, si concretizza con ampi è la bellezza. (s.s.) vuoti, sia sul fronte della medicina territoriale che di quella ospedaliera. Il tutto ovviamente a scapito dei Redazione: Direzione, Amministrazione e È un periodico formato da 23 edizioni locali mensilmente CENTRO STAMPA QUOTIDIANI S.p.A. pazienti, soprattutto dei più fragili. di Treviso recapitato a 506.187 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile Via dell'Industria, 52 - 25030 Erbusco (BS) segue a pag 5 Nicola Stievano Questa edizione raggiunge la città di Treviso per un numero com- via Lisbona, 10 · 35127 Padova

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plessivo di 32.000 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199 Redazione >redazione@givemotions.it< Periodico fondato nel 1994 da Chiuso in redazione il 12 maggio 2022 >redazione@givemotions.it< Giuseppe Bergantin >www.lapiazzaweb.it<


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L’intervista

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Mario Conte. A un anno dalle elezioni, il sindaco scopre le carte e annuncia la sua candidatura nel 2023

“Vorrei continuare a servire la mia comunità perché ho ancora tanto da dare a Treviso” L’ufficialità dovrà passare per le segreterie della Lega “Sugli obiettivi credo ci sia la condivisione del partito, dopodiché tutto dipende dal voto dei cittadini e fino a quel giorno lavorerò a testa bassa per conquistarmi la loro fiducia”

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’ultimo miglio del primo mandato di Mario Conte è iniziato. Nel 2023 Treviso andrà al voto e il sindaco ha già espresso pubblicamente le sue intenzioni, sgomberando il campo da qualsiasi incertezza, voce, illazione. Sindaco Conte, manca ancora un anno alle elezioni amministrative, ma lei ha già scoperto le carte, annunciando la sua intenzione a candidarsi per il secondo mandato. “È stato un primo mandato caratterizzato, ahimé, da due anni di gestione straordinaria pandemica, nei quali però ho rafforzato il rapporto con la mia comunità e gettato le basi per dei progetti che possono essere completati solo con un secondo mandato. Per esempio tutte le progettazioni legate al Pnrr, che sono strategiche, proiettate al futuro e necessitano di un impegno più lungo. Per questo ho voluto, a un anno di distanza, fugare ogni dubbio o perplessità che poteva insinuarsi in qualcuno: la mia volontà è continuare a servire nel migliore dei modi la mia comunità, che tanto mi ha dato e alla quale voglio dare ancora tanto e ho ancora tanto da dare, sia in progetti che in entusiasmo, idee, visione di città. Se i cittadini condivideranno con me questa visione, sarò a di-

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sposizione per continuare a servirli. Poi ovviamente tutto dipende dal voto”. I big della Lega della Marca, in primis Gianangelo Bof, hanno espresso il loro apprezzamento per questa intenzione. Ha sentito anche Matteo Salvini? “Ovviamente la mia idea dovrà passare dalle segreterie. Ho ottimi rapporti con il segretario federale Salvini, che spesso cita Treviso come realtà virtuosa dal punto di vista amministrativo. Ho un rapporto fantastico con il presidente Zaia, dal quale ogni giorno imparo e al quale ogni giorno mi ispiro. Credo che per quanto riguarda il partito ci sia condivisione sugli obiettivi ma, ripeto, c’è la volontà del sindaco, penso ci sia la volontà del partito, dopodiché tutto dipende dai cittadini. La cosa bella delle amministrative è che sono la massima espressione di democrazia. La mia campagna elettorale sarà il presentare quanto è stato fatto, quanto stiamo facendo e quanto avremo intenzione di fare. Tanti fatti e pochi slogan”. E se il partito avesse bisogno di lei per un incarico diverso? Non sarebbe la prima volta a capitare nella Lega… “Oggi l’unica candidatura che accetterei è quella a sindaco di Treviso. Si vive il pre-

sente. Voglio che venga riconosciuto il lavoro per la mia comunità, se la comunità mi promuove. E fino a quel momento resterò un sindaco che deve lavorare a testa bassa e conquistarsi giorno dopo giorno la fiducia dei cittadini”. Oltre ai progetti legati al Pnrr, quali sono le priorità dei prossimi dodici mesi e quali quelle per cui sarebbe necessaria una continuità amministrativa? “C’è la rigenerazione urbana, che oggi ci vede impegnati con 20 milioni con opere come la caserma Salsa, la biblioteca, le Mura. C’è il finanziamento di 55 milioni del PINQuA grazie ai quali sarà rinnovata una parte di

Monigo e San Liberale, fino a toccare Santa Bona. Ci sono i progetti sociali, tutti finanziati proprio in questi giorni con oltre 7 milioni di euro. C’è la nuova stazione, ma c’è anche il quarto lotto della tangenziale. Insomma, c’è davvero tanto da fare, senza dimenticare la rivoluzione del trasporto pubblico con l’apertura da parte di MOM della gara per l’acquisto dei primi mezzi elettrici. Il futuro è tutto da scrivere, ma va scritto oggi”. C’è un’opera in particolare con cui le piacerebbe poter lasciare il segno? “Alla fine di un secondo mandato, ovviamente. Le nuove stazioni dei treni e delle corriere, la caserma Salsa

rigenerata, il quartiere di San Liberale restituito alla comunità…”. Si dice che finora questa amministrazione abbia solo tagliato nastri di chi ha governato prima. Cosa risponde? “Sono ragionamenti che lascio alle opposizioni, che hanno visto interrotto il loro percorso. Ricordo che burocrazia e tempistiche delle opere pubbliche in Italia sono lunghe. Ma ricordo anche che a breve inaugureremo le piste ciclabili di viale Europa e di Sant’Antonino, le rotonde di Selvana e di via Castagnole, abbiamo inaugurato la passerella sulle Mura e il Bailo, opere nate e realizzate in questo mandato. E a onor del vero non ho ereditato molto da chi mi ha preceduto, ma li ringrazio perché Treviso è sempre stata amministrata bene”. Che cosa la rende particolarmente orgoglioso di essere il sindaco di Treviso? “Rappresentare questa comunità, soprattutto nei momenti di difficoltà. Non mi sono mai sentito solo ma sempre sostenuto. L’affetto che ricevo è qualcosa di straordinario e mi ripaga dei grandi sacrifici psico-fisici, perché fare il sindaco è la cosa più bella del mondo però significa immergersi totalmente. Non riesco ad assumere un atteggiamento distaccato di fronte ai problemi di un mio cittadino: i suoi problemi diventano anche i miei. Se da un lato garantisce determinazione, dall’altro è molto provante”. Sara Salin

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La Treviso di domani

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Il progetto. Un investimento di oltre 10 milioni di euro per un’infrastruttura europea

Stazione ferroviaria, lavori dal 2023 Sarà la porta d’ingresso della città L’opera contribuirà alla riqualificazione di tutta l’area di via Roma. Prevista una bike-station da 350 posti una nuova area taxi oltre alla messa in sicurezza di sottopassi e ciclabili

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i conoscono data, dinamica del cantiere e ambizioni. Tutto sembra essere pronto per la tanto attesa realizzazione della stazione dei treni di Treviso: un’infrastruttura importante che, secondo l’auspicio dell’amministrazione comunale, contribuirà in modo determinate anche alla riqualificazione di tutta l’area. Andiamo con ordine. LA DATA L’obiettivo è quello di partire con i lavori già nel maggio 2023. Il crono-programma concordato tra RFI e amministrazione comunale appare molto chiaro: i lavori maggiormente impattanti per la città, attraverso i quali si modificheranno la viabilità e l’area all’esterno della stazione, inizieranno a metà luglio e termineranno a metà settembre, in tempo per non interferire con l’inizio delle scuole. Successivamente si provvederà alla ristrutturazione dell’immobile centrale e alla realizzazione di una grande bike-station. Se questi la-

vori saranno a carico della società del Gruppo Ferrovie dello Stato, il Comune di Treviso investirà proprie risorse per riqualificare l’ingresso da San Zeno. L’investimento complessivo previsto è di circa 10milioni già inseriti nel bilancio di RFI. LA DINAMICA DEL CANTIERE Su questo punto il vicesindaco è stato categorico. “Abbiamo preteso un solo punto fermo - spiega Andrea De Checchi – dobbiamo partire presto: ci hanno assicurato che il cantiere potrà partire già nella seconda metà di maggio. I lavori su via Roma dovranno essere tutti fatti tra luglio e agosto, quando i volumi di traffico sono ridotti e senza produrre interferenze con le scuole. La nuova stazione, per noi, è l’avvio della riqualificazione di tutta via Roma: la porta principale di ingresso alla nostra città. Abbiamo trovato piena disponibilità da parte di RFI, tanto che abbiamo già concordato che alcune lavorazioni saranno effettuate in orario notturno per non

dover mai chiudere, almeno di giorno, le strade”. LE AMBIZIONI “Quest’opera – continua il vicesindaco – ridisegna complessivamente un pezzo di città che, da molto tempo, attendeva risposte concrete e molto importanti. Quella che andremo a costruire sarà un’infrastruttura di scala europea, moderna, comoda, sostenibile. Ma sarà anche un modo per rileggere “l’utilizzo” della nostra città, delle sue dinamiche e dei suoi asset strategici”. Il progetto, in effetti, è di ampio respiro e porta con se alcune importanti novità. Il tratto di strada davanti alla sta-

zione, per garantire maggiore sicurezza, avrà un limite di velocità di 30 chilometri all’ora. Tutti gli elementi di arredo urbano, secondo i progetti, saranno particolarmente curati e verrà ricavata una nuova area taxi sul Put. La plurimodalità sarà inoltre potenziata: oltre alla grande bike–station da 350 posti, infatti, tutta la ciclabile di via Roma sarà messa in sicurezza e tutti i sottopassi, verso il centro e verso San Zeno, subiranno un radicale restyling. Nuovi ascensori, un design più moderno, nuove pensiline e negozi completeranno la trasformazione del manufatto in una stazione dal respiro maggiormente moderno e internazionale. (m.b.)

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La città che cresce

Aeroporto. Ridisegno complessivo dell’area, della viabilità e potenziamento di sicurezza e comfort

Rilancio del Canova: un piano da 54 milioni In primavera la passerella sulla Noalese D

ue anni di lockdown hanno pesato, e non poco, anche sul traffico aereo, ma l’aeroporto Antonio Canova di Treviso, anziché limitarsi a prenderne atto, ha scelto di rilanciare con assoluta determinazione. Nei prossimi anni SAVE, la società che gestisce lo scalo della Marca, finanzierà un mix di interventi, contenuti all’interno di un masterplan concordato con l’amministrazione comunale, per rilanciare e potenziare la propria attività. Un investimento importante che ammonta a oltre 54 milioni di euro destinati, prevalentemente, al ridisegno complessivo dell’area, della sua viabilità e al potenziamento degli standard di comfort e sicurezza dello scalo. Un antipasto di quello che sarà è rappresentato dalla passerella pedonale sulla Noalese: l’opera indispensabile per la sicurezza dei pedoni e per rendere maggiormente fluida la viabilità dell’area prevedendo la soppressione del semaforo pedonale, è stata scorporata dal complesso del masterplan proprio per garantire un iter più veloce. L’obiettivo per la passerella è di poterla inaugurare prima della prossima primavera. Il Canova è destinato a continuare a stupire: se prima della pandemia, nel 2019, contava oltre 3,3 milioni di passeggeri i numeri parziali di questo ancora difficile 2022 lasciano prevedere che l’anno si chiuderà con un bilancio molto simile, probabilmente attorno ai 3 milioni. Un dato estremamente incoraggiante e in assoluta controtendenza rispetto a molti altri scali italiani che stanno facendo più fatica a ritornare ai volumi di traffico pre-Covid. Ma non basta: a fare la differenza saranno le città che saranno collegate a Treviso. Il Canova, questa estate, infatti, arriverà a oltre 40 destinazioni: prima del Covid erano 32. anche in questo senso l’investimento è tangibile. Per raggiungere questo obiettivo i fattori determinanti sono due: il primo è rappresen-

Il passaggio pedonale è considerato indispensabile non solo per chi attraversa, ma anche per rendere maggiormente fluido il traffico davanti allo scalo tato dalla promozione internazionale che il Comune di Treviso ha fatto del proprio territorio, il secondo la lungimiranza di Ryanair, che al Canova è di casa, che ha acquistato prima degli aumenti, una quantità di carburante sufficiente a garantire l’80% dei voli riuscendo a mantenere così prezzi molto competitivi. Se, come detto, per la passerella, grazie ad un accordo SAVE – Comune di Treviso, i tempi saranno particolarmente celeri, ci vorrà un po’ più di tempo per completare l’iter autorizzativo di tutte le attività previste dal masterplan. Tra gli aspetti maggiormente significativi e che saranno finanziati con i 54 milioni di euro stanziati non appena la Regione Veneto avrà espletato la conferenza dei servizi con tutti gli Enti competenti in materia, ci sono la nuova torre di controllo, il potenziamento della pista, la riqualificazione dello scalo, nuove e fondamentali misure di sicurezza e una nuova caserma dei Vigili del Fuoco. “Dopo anni difficili – commenta il vicesindaco, Andrea De Checchi – vedere che ci sia questa voglia di ripartire e investire è per tutti noi uno sprone a fare sempre meglio. Il Canova è un asset fondamentale per la città sia in termini di turismo sia di business e l’integrazione, perfetta, con il vicino “Marco Polo” di Venezia ci consente di poter contare su di un aeroporto, per quanto articolato in due sedi, di caratura internazionale, uno dei primi del Paese e tra i leader europei”. (m.b.)

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Ciao Venezia

La partnership fra Ryanair, Comune e Prosecco DOC incrementa le prenotazioni e rimette in moto l’economia locale La partnership strategica fra Ryanair, Comune di Treviso e Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, portata avanti da agosto a dicembre dello scorso anno per posizionare la città e il territorio della Marca come destinazione chiave per il turismo internazionale, ha dato i suoi frutti. Nella prima fase, caratterizzata prevalentemente da attività di marketing e di utilizzo dei social media, c’è stato un aumento medio del 14 per cento delle prenotazioni, con un impatto giudicato estremamente positivo su Regno Unito, Francia e Belgio, rispettivamente con aumenti del 25, 29 e 32 per cento. La seconda fase, maggiormente concentrata su attività legate al sito web e alla app, ha generato in media un aumento del 16 per cento delle prenotazioni, con risultati eccellenti in Danimarca e Israele (rispettivamente con +56 per

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cento e +62 per cento). I piani di sviluppo della compagnia continuano anche nell’estate ora alle porte, con 150 frequenze settimanali verso 44 destinazioni e giocando pertanto un ruolo chiave nella ripresa dei posti di lavoro locali, dell’economia e dell’industria turistica.

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Rigenerazione urbana

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Il riconoscimento. Il Comune di Treviso verrà premiato in ottobre nell’ambito di Urbanpromo

Il progetto di riqualificazione di San Liberale vince l’edizione 2022 del Premio Urbanistica La rivalorizzazione del quartiere aveva ottenuto un finanziamento di 15 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile

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l progetto di riqualificazione del quartiere di San Liberale ha vinto la sezione “Nuove modalità dell’abitare e del produrre” del Premio Urbanistica 2022, concorso indetto dalla rivista scientifica dell’Istituto nazionale di urbanistica che dal 2006 seleziona i progetti preferiti dai visitatori di Urbanpromo, l’evento italiano di riferimento per la rigenerazione urbana. La premiazione – che vedrà assieme al Comune di Treviso, anche due progetti privati della Toscana – si terrà in ottobre nell’ambito della 19esima edizione di Urbanpromo. Oltre 630 le preferenze per “Treviso, San Liberale: Parco Abitato” e un riconoscimento che per l’amministrazione comunale e in particolare per l’assessora all’Urbanistica Lin-

e sostenibile. Il tutto agendo attraverso azioni sia sull’edilizia residenziale pubblica esistente, sia sull’edilizia abitativa innovativa in social housing, innescando così un processo di riuso e di mixitè sociale. Nello specifico, al centro del progetto ci sono le aree di edilizia popolare e quelle del Novecento da riqualificare,

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l’edilizia scolastica, la connessione dei servizi ai cittadini, il verde pubblico e quello attrezzato, con progetti come l’orto Busnello, il parco Ali Dorate e il parco Uccio sui quali si è già iniziato a rimettere mano. Previste la riqualificazione e l’incremento del sessanta per cento del patrimonio di edilizia sociale esistente, con il passaggio da 96 a 160 alloggi, tenendo presenti gli aspetti innovativi e di green economy. Soprattutto, come ha più volte sottolineato Tassinari, “senza consumo di suolo, come indicato dall’Unione europea”. Fondamentale sarà poi la realizzazione della “Rete dei 15 minuti a piedi”, mettendo a sistema le diverse forme di collegamento lento, come i percorsi esistenti della ciclopolitana, e quelle in programma, unendo quartiere e centro storico in modalità smart e sostenibile. (s.s.)

Parco Uccio, nuovi arbusti nella Giornata della gentilezza

In streaming su:

Nadia Tassinari

da Tassinari costituisce “un importante e prestigioso traguardo per la città”. Il progetto, presentato in collaborazione con lo Studio Archipiùdue di Padova, Ater, Cerv, Ats, Israa, cooperativa sociale La Esse e polisportiva Indomita 21 e per il quale il Comune ha ottenuto dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile 15 milioni di euro partecipando al PINQuA (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, si pone l’obiettivo di ridare identità a un luogo che con il passare del tempo l’ha persa. Arrivando alla valorizzazione delle sue potenzialità urbane, alla riconversione dell’esistente e alla creazione di un nuovo tassello di una città rigenerata

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Nuovi arbusti messi a dimora nell’area tra la residenza per anziani Israa “Città di Treviso” e il parco Uccio in occasione della Giornata europea della solidarietà e della gentilezza tra generazioni, che si è tenuta il 29 aprile. I bambini della primaria Carducci e gli anziani ospiti della residenza – assieme al sindaco Mario Conte e agli assessori Tessarolo, Manera e Nizzetto – hanno piantumato tre olea fragrans, cinque loropetalum e tre convolvulus. La città è Comune costruttore di gentilezza e l’iniziativa è nata dall’idea di sensibilizzare i bambini al senso civico e a prendersi cura del bene comune assieme agli anziani, portatori di esperienza e concretezza.


I giovani e la violenza

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IL PROBLEMA, IL DIBATTITO, IL PARERE DEGLI ESPERTI Dopo gli episodi di violenza che nei mesi scorsi hanno avuto come protagonisti giovani e giovanissimi, nel numero di aprile de La Piazza di Treviso abbiamo scelto di analizzare il problema sentendo il parere di due amministratori della città, rappresentanti rispettivamente della maggioranza e

dell’opposizione: Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega in consiglio comunale, e Roberto Grigoletto, consigliere del Partito democratico, ex vicesindaco con delega alla sicurezza durante il mandato di Giovanni Manildo. Questo mese abbiamo visitato il Consultorio familiare del Centro della

Famiglia – istituto di cultura e pastorale familiare della Diocesi di Treviso – e abbiamo posto la questione al direttore Adriano Bordignon e a Veronica Gallo, psicologa, psicoterapeuta e coordinatrice del progetto “Uno psicologo in Comune”, partito a Treviso e oggi allargato ad altri 36 Comuni del territorio.

Centro della Famiglia. L’analisi di Bordignon, direttore del Consultorio, e della psicologa Gallo

“È un grido di aiuto e la risposta deve arrivare da una comunità di adulti credibili” C

’è un malessere sempre più diffuso fra i giovani, che negli ultimi mesi in città è esploso nel fenomeno del “branco”. Perché succede? Perché proprio ai giovani? Cosa devono e possono fare le famiglie? E ancora, di chi è la responsabilità? “Prima di tutto va chiarito che quanto sta accadendo non è un fenomeno trevigiano, ma una situazione che si sta sviluppando da tempo nel mondo occidentale e qui, nella dimensione di una piccola città, si sta palesando soprattutto in questo periodo anche a seguito di un fatto storico, qual è stata la pandemia, che è diventata l’occasione per velocizzare dei processi e ha fatto emergere delle complessità. Se non fosse successo ora, sarebbe successo a breve”, afferma Adriano Bordignon, direttore del Consultorio del Centro della Famiglia. Una situazione e un tema che a suo avviso “vanno posti al centro dell’attenzione non in senso emergenziale o protettivo, ma perché i giovani sono il patrimonio di una comunità, il patrimonio del presente e del

futuro”. In termini di investimento, secondo Bordignon è necessario fare in modo che i nostri bambini prima e i nostri ragazzi e giovani poi crescano nel modo migliore possibile. Per loro stessi e per la comunità in cui vivono. “Dobbiamo appassionarci alla loro crescita e non sentirci scomodati”, dice. Il direttore del Consultorio dal suo punto privilegiato di osservazione spiega che i giovani “stanno vivendo un momento complesso, perché l’età della giovinezza è di per sé una transizione, una rottura, un cambiamento, una ricerca di nuove strade differenti da quelle delle generazioni precedenti, ma oggi, in un’epoca di crisi e di un percorso che non è più in continuità, è emersa una difficoltà che riguarda i giovani nel proprio ecosistema”. Poi c’è la socializzazione via internet di fatti, eventi e pensieri, che rende maggiormente evidenti questioni che nel passato restavano sotto traccia. Compresi i fatti gravi, la violenza e la mancanza di rispetto. Tutto c’era anche una vol-

Da sinistra Adriano Bordignon e Veronica Gallo

ta, prima dei social. “In tema di comunicazione – afferma Bordignon – oggi vanno sottolineati due aspetti di cui tenere conto anche dal punto di vista educativo: l’effetto cassa di risonanza, che porta all’emulazione, e il concetto di riparabilità. Le generazioni del passato avevano ben presente che certe azioni erano irreparabili, mentre oggi l’esperienza del gaming, dell’avere tante vite e di poter ripartire con il gioco da capo è entrato culturalmente nella loro testa”. Online e onlife si sovrappongono e si confondono. Per Veronica Gal-

lo, psicologa e psicoterapeuta del Consultorio, quello che sta accadendo è un grido di aiuto. “Ma a preoccuparci maggiormente è il grido soffocato di quei giovani che si sono ritirati socialmente e non parlano più. La pandemia – spiega – è stata un acceleratore, che ha tolto gli spazi vitali che c’erano, che contenevano e davano risposte. E ha fatto emergere una comunità di adulti che non sono più quelle figure a cui un adolescente può ambire, perché senza sogni”. Come dire: il problema non sono i giovani, siamo noi. “Il contrasto con i

genitori nel passato faceva bene e faceva crescere, ma oggi – aggiunge Bordignon – siamo di fronte a genitori spazzaneve, che preparano sempre le migliori condizioni per ogni cosa e non ti aiutano a fare il salto”. Infine, la comunità. Che deve creare le condizioni in cui i più giovani possano sperimentarsi. “Hanno tanto bisogno di esperienze in cui provare i propri talenti, anche esperienze ricche sul piano umano. E per farlo c’è la necessità non di singoli adulti credibili, ma di una comunità credibile”. Sara Salin

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Opposizione

Partito Democratico. Il pensiero della consigliera protagonista di tante battaglie civili

Michela Nieri: “Treviso diventi una città” Diritti, università, cultura per il salto di qualità M

ichela Nieri, consigliere di opposizione nelle fila del Partito Democratico, è nota in città per la determinazione con la quale conduce le proprie battaglie, in particolar modo quelle per i diritti civili. “Treviso continua a mancare il salto di qualità – commenta Michela Nieri – e credo che essenzialmente questo accada per due motivi principali che anche le amministrazioni precedenti non hanno saputo cogliere. Il primo è che la città deve essere pedonalizzata: soltanto così si potrà creare un luogo migliore nel quale vivere, diminuire l’inquinamento e creare maggiori occasioni. In questo senso il nostro modello, se vogliamo diventare una città e non restare una bellissima cittadina, potrebbe essere Ferrara”. “Il secondo – continua la consigliera PD – è l’opportunità offerta dalla presenza dell’Università. Per essere una città universitaria, infatti, non basta essere sede di Ateneo, ma avere la capacità di garantire spazi e momenti che permettano di sviluppare quell’animazione e quella vitalità che sono tipiche di una realtà ricca di studenti. Potremmo utilizzare gli spazi che ci sono a

disposizione e che costituiscono dei vuoti urbani per costruirci, per esempio, laboratori artistici, spazi musicali, aule studio. Ai nostri giovani, che sono i cittadini di domani, dobbiamo essere in grado di offrire qualcosa in più. Non possiamo limitarci a pensare che Treviso li confini nei bar perché se accettiamo questo stato di cose poi non possiamo stupirci che, con la detonazione prodotta dal Covid e dall’isolamento sociale, si creino gruppi di giovanissimi annoiati e arrabbiati”. “Treviso deve guardare a Bologna, alla sua grande tradizione di città universitaria viva e vitale nella quale esistono programmi culturali di alto livello nazionale e internazionale con una regia ben precisa. Noi siamo condannati alle iniziative spot senza un filo conduttore reale. Lo dico in modo molto critico, ma anche autocritico: è desolante vedere come, per citare un esempio, la questione legata a Villa Margherita sia esattamente uguale a nove anni fa e non sia stata risolta dalla nostra amministrazione e neppure da questa”. “La nostra è una città borghese e conservatrice – spiega Michela Nieri

– che non garantisce spazi e opportunità per i giovani. Capisco il calcolo del sindaco Mario Conte, che continua a perpetrare questo modello, ma se fossi in lui, ad un anno dalla conclusione del mandato, proverei a gettare il cuore oltre l’ostacolo e a pensare una città diversa. Non possiamo, per convenienza o per pigrizia, rinunciare al nostro futuro per preservare soltanto lo status quo. Vedere la Chiesa di Santa Maria Maggiore, un luogo incantevole che offre scorci assolutamente suggestivi, ostaggio di un parcheggio è, secondo me, uno sfregio”. “Però io non sono il sindaco e non lo sarò neppure alle prossime elezioni. Il centrosinistra però si deve dare una mossa, noi ci dobbiamo dare una mossa, perché manca veramente poco e il nostro obiettivo deve essere quello di esserci oggi e costruire il domani”. “A questa amministrazione – conclude l’esponente del PD – devo riconoscere che si è posta in modo estremamente collaborativo ad una cosa alla quale tengo molto: l’organizzazione del Qpido Festival, promosso, proprio in questi giorni, dal coordinamento LGBTE. Credo che la battaglia sui

diritti sia, purtroppo, ancora tutta da condurre e che alla politica nazionale tutta manchi la giusta comprensione di quella che è, ormai, una realtà. Negli altri paesi europei questi dibattiti, ormai, sono ampiamente superati: il riconoscimento dei diritti è una cosa talmente naturale da non dover essere nemmeno più rivendicata. Mi auguro che la volontà del mio partito di riprendere il lavoro sul DDL Zan porti finalmente alla conclusione di questo percorso di civiltà”. Matteo Bellomo

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Treviso Città


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Sanità

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La nomina. Il medico trevigiano affiancherà il direttore sanitario mettendo a disposizione le sue competenze

Il piano pandemico dell’Ulss 2 affidato a Zambon l’ex capo dei ricercatori dell’Oms per l’Italia Durante l’emergenza da Covid-19 entrò in conflitto con i vertici dell’Organizzazione, denunciando di aver ricevuto pressioni dopo la pubblicazione del report sulla gestione dell’emergenza sanitaria

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E

ra a capo dei ricercatori dell’Organizzazione mondiale della sanità che hanno scritto il piano pandemico italiano. Ora è diventato dirigente medico della sanità pubblica, vincendo un concorso dell’Ulss 2 Marca trevigiana per il quale era difficile, considerata la sua presenza e soprattutto il suo curriculum, competere. In mezzo ci sono stati due anni che hanno visto Francesco Zambon protagonista di una vicenda culminata con le sue dimissioni, dopo lo scontro con i vertici dello stesso Oms proprio su quel report sullo stato della gestione emergenziale della pandemia in Italia, con la denuncia di aver ricevuto pressioni. Il 48enne trevigiano di origine vittoriese adesso sarà chiamato a predisporre proprio per l’azienda socio-sanitaria della sua città il piano pandemico 2021-2023. Ma non solo. Zambon affiancherà il direttore sanitario Stefano Formentini con una delega speciale di consulente per l’infettivologia e l’epidemiologia. Con grande soddisfazione del direttore generale Francesco Benazzi e anche del presidente della Regione Luca Zaia che, in occasione dell’inaugurazione del centro trapianti di midollo osseo allogenico, hanno commentato la notizia – trapelata prima ancora che la delibera

di incarico fosse pubblicata – facendo capire che Treviso si è accaparrata un pezzo da novanta e che ha tutte le intenzioni di mettere a disposizione della comunità le sue grandi competenze. “Per Zambon parlano il suo curriculum e la sua grandissima esperienza internazionale, che arricchisce l’azienda trevigiana e disegna la sanità del futuro, sempre più in rete a livello internazionale”, ha detto il governatore veneto. Un’autentica risorsa, Zambon, che sarà presto affiancato da un altro nome illustre (ma fino ad oggi tenuto bene in serbo da Benazzi) di livello internazionale. La vicenda che ha portato l’ex ricercatore dell’Oms, con sede a Venezia, alla ribalta delle cronache non solo nazionali

– e che ha raccontato nel libro “Il pesce piccolo. Una storia di virus e segreti” (Feltrinelli), i cui incassi sono stati devoluti all’Ordine dei medici – è strettamente legata alla pandemia da Covid-19: Zambon nel maggio del 2020 pubblicò un rapporto di 102 pagine sul sito dell’Oms, ritirato dopo soli tre giorni perché secondo l’Organizzazione “conteneva molti errori”, dove sosteneva che il piano pandemico italiano più recente risalisse al 2006 e fosse stato copiato senza modifiche ogni anno fino all’ultima versione del 2017. Secondo lo studio, l’assenza di un piano pandemico aggiornato ha contribuito alla gestione caotica delle prime fasi della crisi sanitaria italiana.

Zanatta nuovo primario di Anestesia e Rianimazione del Ca’ Foncello Paolo Zanatta è il nuovo primario di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Ca’ Foncello. Prende il posto di Mario Peta, che aveva assunto l’incarico dopo il pensionamento di Antonio Farnia. Trevigiano, classe 1969, laureato a Padova, Zanatta nel 2007 si è specializzato a Firenze anche in Neurofisiopatologia. Ha iniziato a lavorare nel nosocomio cittadino nel 2001 nell’unità complessa di Anestesia, Rianimazione e Terapia antalgica (ricoprendo anche l’incarico di natura professionale di alta specializzazione “neuromonitoraggio in-

traoperatorio e di area critica in cardiochirurgia”), poi dal 2017 si è trasferito all’ospedale civile maggiore Borgo Trento di Verona, dove ha diretto il reparto di Anestesia e Rianimazione. Il nuovo primario è stato artefice di un’importante attività di ricerca con numerose pubblicazioni su riviste internazionali che gli hanno consentito di ottenere l’abilitazione a professore associato di seconda fascia. É Principal Investigator di un Progetto di Ricerca Sanitaria Finalizzata di Rete Regionale sulla prognosi neurologica del paziente in coma post arresto

cardiaco. È stato docente alla Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore (Università degli studi di Verona), contribuendo anche alla formazione sul campo dei medici specializzandi. Inoltre ha contribuito durante tutto il periodo pandemico alla cura intensiva dei pazienti Covid 19.


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Sanità

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Ematologia. Attivo dal prossimo autunno con l’obiettivo di circa 30 interventi l’anno

Trapianto del midollo osseo allogenico, nasce a Treviso il nuovo Centro Già approvato dalla Regione, servirà i pazienti residenti nell’Ulss 2 e nel bellunese che oggi devono rivolgersi in altri ospedali veneti e italiani

L

’ospedale di Treviso si prepara ad attivare un Centro per il trapianto di midollo osseo allogenico. Già approvato a livello regionale, diventerà operativo il prossimo autunno, con quattro camere che, nella prima fase, saranno ricavate negli ambienti già esistenti al Ca’ Foncello e successivamente nella Cittadella della Salute. Due gli obiettivi: eseguire una trentina di trapianti l’anno e fare in modo che i pazienti che risiedono nelle province di Treviso e Belluno non siano più costretti a ricoverarsi in altri ospedali veneti e italiani. Basti pensare che dal 2016 al 2020 degli 80 pazienti residenti nel territorio dell’Ulss 2 e seguiti dall’ematologia trevigiana in 54 hanno effettuato il trapianto fuori dal Veneto, in 26 negli ospedali di Verona, Vicenza e Mestre. A loro si aggiungono i pazien-

Direzione affidata a Maria Luisa Stanzani Convenzione con l’Università di Chicago per il tutoraggio del professor Rondelli ti bellunesi, seguiti a Treviso nelle prime fasi della malattia e poi indirizzati altrove per il trapianto. Il progetto è stato presentato il 2 maggio in una sorta di inaugurazione senza taglio del nastro a cui ha preso parte anche il presidente della Regione Luca Zaia. A dirigere il Centro sarà Maria Luisa Stanzani, ematologa con un’esperienza ultraventennale all’Istituto di ematologia e oncologia Seràgnoli dell’Università di Bologna. Ma è stata anche stipulata una convenzione fra Ulss 2 Marca trevigiana e la University of Illinois di Chicago per poter avere, almeno per i primi due anni di attività, il tutoraggio e il training del professor Damiano Rondelli, uno dei maggiori esperti internazionali nell’ambito di questa procedura. Rondelli – che a Chicago diri-

ge la divisione di ematologia e oncologia ed è responsabile del Centro trapianti universitario – monitorerà lo sviluppo e la crescita della nuova unità trevigiana e svilupperà un percorso di formazione e di educazione continua. Perché, ha spiegato lo stesso luminare, “oggi il trapianto di midollo osseo è in una fase critica, ossia in movimento e lo sviluppo di un centro deve quindi es-

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sere l’evoluzione continua di quanto si fa in tutto il mondo”. Il trapianto di midollo osseo allogenico o di cellule staminali emopoietiche è attualmente l’unica forma di immunoterapia clinicamente testata per curare molte malattie oncoematologiche, dalle leucemie acute ad alcune forme di linfoma, mieloma e mielofibrosi, ma anche di aplasie midollari, talassemie, malattie congenite del metabolismo e immunodeficienze severe. Treviso in questi anni – con la sua medicina trasfusionale a valenza provinciale, diretta da Arianna Veronesi – ha già ottenuto la certificazione da parte del Centro nazionale trapianti e del Centro nazionale sangue per valutare e selezionare il donatore autologo, la raccolta di cellule staminali emopoietiche da sangue periferico, la processazione, conservazione e distribuzione delle staminali. Acquisendo le capacità e l’esperienza necessarie per poter partire con il trapianto di midollo osseo. Un’attività che non sarà certo in competizione ma ad integrazione di quanto avviene negli altri centri veneti. Per poter gestire “in house” anche la fase del trapianto, l’ematologia di Treviso – che è diretta da Filippo Gherlinzoni e che dal 2004 ha eseguito oltre 900 autotrapianti di midollo osseo – negli ultimi due anni si è impegnata alla definizione e alla costruzione di un Programma trapianti di midollo osseo allogenico per rispondere ai requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici richiesti dalla Conferenza Stato-Regioni. “Questo centro – ha spiegato Gherlinzoni – alzerà complessivamente il livello culturale dell’ospedale di Treviso”. Un’affermazione pienamente condivisa dal presidente Zaia, che ha ricordato come “a Treviso non c’era l’università di medicina e ora abbiamo vari corsi di laurea” e, ringraziando associazioni e volontari, ha affermato che “l’ospedale cresce e cresce la comunità al punto da attirare luminari di fama internazionale”. Sara Salin


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Servizio idrico. Pubblicata la classifica di Arera, Autorità di regolazione per energia reti e ambiente

Ats fra le migliori società italiane Florian: “Abbiamo intrapreso la strada giusta” Decima nel 2018 e undicesima nel 2019 l’azienda incasserà un premio di un milione e 138mila euro che reinvestirà nel territorio

A

lto trevigiano servizi è una delle migliori società in Italia per la qualità tecnica del servizio idrico. Ad affermarlo è Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, nella cui classifica complessiva Ats si è posizionata al decimo posto nel 2018 e undicesima nel 2019. Un risultato che consentirà all’azienda – che gestisce il servizio idrico integrato in 52 comuni fra le province di Treviso, Belluno e Vicenza – di incassare un milione e 138mila euro di premi, che saranno investiti nell’ulteriore miglioramento del servizio nel territorio. Sotto la lente di ingrandimento di Arera per la prima volta sono finiti parametri di qualità tecnica. Dalle perdite idriche alla qualità dell’acqua erogata e depurata, dall’adeguatezza del sistema fognario

allo smaltimento dei fanghi: macro-indicatori sulla cui base ciascun operatore è stato analizzato e classificato, per un totale di 203 gestori, pari all’84 per cento della copertura della popolazione nazionale. E per la prima volta la misurazione è avvenuta attraverso un meccanismo incentivante. “Un risultato che conferma l’impegno dell’azienda nel miglioramento del servizio erogato per quanto riguarda la tutela della risorsa idrica affinché non vada dispersa. Un argomento – afferma Pierpaolo Florian, amministratore delegato di Ats – che in tempi di siccità come questo risulta di particolare rilievo, ma anche nella garanzia dell’acqua bevuta e nella tutela del territorio e delle sue acque superficiali attraverso il sistema fognario e depurativo. Siamo consapevoli

Contarina, in arrivo gli “sconti” in bolletta

che ci sia ancora molto da fare, ma la strada intrapresa è quella corretta”. Florian assicura che gli obiettivi raggiunti e confermati dalla classifica Arera per il biennio 2018-2019 sono stati perseguiti anche negli anni successivi. “Nel triennio 2019-2020 sono stati investiti complessivamente 61 milioni di euro nel territorio, 28,1 milioni nel 2021, mentre il bilancio di previsione per il 2022 vede un impegno di spesa di 30,3 milioni di euro a beneficio degli utenti”.

Le azioni messe in atto dal Comune per permettere alle famiglie trevigiane di affrontare le conseguenze economiche della pandemia da Covid-19 hanno portato a 1,2 milioni di sconti nelle bollette di Contarina. Sconti tangibili, che ammontano a circa il 25 per cento sulle quote fisse e vengono erogati direttamente dall’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti. Sono state 40.836 le utenze domestiche coinvolte dall’iniziativa. “Un esempio di come la buona gestione della cosa pubblica e dei ristori possa trasformarsi in un sostegno concreto alla quotidianità dei cittadini. Nelle bollette che stanno arrivando si potranno vedere gli sconti”, afferma il sindaco Mario Conte. “Questa – aggiunge l’assessore al bilancio, Christian Schiavon – è la prova di un’amministrazione che dialoga con le partecipate in maniera concreta. Si tratta di aiuti che si vanno a sommare agli sconti già applicati a tutte le attività del mondo economico che avevano fatto richiesta in base alle chiusure”. Il contributo erogato dal Comune, in quel caso, era stato di un milione di euro. “Nel giro di poche settimane chiederemo che anche il mondo dell’associazionismo possa beneficiare dei ristori, avendo dovuto far fronte a un’emergenza che ha di fatto azzerato le attività”.


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Cosa succede in città

Il progetto. Entro la fine dell’anno la gara d’appalto per realizzare un edificio a basso impatto ambientale

Liceo Canova, dal Pnrr oltre 7 milioni di euro per la nuova succursale di Ca’ del Galletto L

a nuova sede della succursale del liceo Antonio Canova è sempre più una realtà. È di pochi giorni fa la notizia che il progetto di demolizione e costruzione della nuova sede secondaria di via Ronchese, in zona Ca’ del Galletto, sarà finanziato con i fondi del Pnrr. La Provincia di Treviso, titolare degli istituti scolastici, ha ottenuto infatti 7.664.377,40 euro di finanziamento. Entro la fine dell’anno la gara d’appalto, poi il via ai lavori. “Nonostante le difficoltà che il Paese sta attraversando sul fronte cantieri, non ci fermiamo. Avevamo candidato l’elaborato progetto della nuova scuola al bando Pnrr Next Generation Eu e il finanziamento è stato confermato. Grande merito – afferma il presidente dell’ente trevigiano Stefano Marcon – di una altrettanto grande squadra di professionisti e tecnici, sempre avanti sulla linea della sicurezza e del miglioramento energetico nelle nostre scuole superiori”. Il progetto, già approvato, si è reso necessario prima di tutto per poter procedere alla messa in sicurezza dell’edificio in cui sorge la storica sede secondaria del prestigioso liceo trevigiano, datato 1959. La nuova scuola sarà efficientata dal punto di vista energetico e la saranno effettuati

La vecchia sede secondaria, datata 1959, sarà demolita. Al suo posto un istituto efficientato e autonomo dal punto di vista energetico e con un minore impatto anche nel consumo di suolo

interventi di miglioramento dell’accessibilità e dell’organizzazione degli spazi sia degli studenti che degli insegnanti. Poco lontana dal centro storico (appena due chilometri e mezzo) e nella stessa area del polo scolastico di viale Europa, il Canova può fruire di tutti i servizi dedicati, trasporti in primis. Il nuovo edificio avrà tre piani, di cui uno interrato nel quale sarà ospitata la palestra. Ci saranno due accessi su fronti opposti, uno da una laterale di via Ronchese e l’altro dalla strada comunale del Galletto. La nuova costruzione sarà in classe energetica A4, con consumi praticamente azzerati rispetto all’edificio attuale, che in classe G. Grazie alla razionalizzazione dei percorsi e degli spazi, il progetto punta a ottenere una riduzione della superficie coperta e, di conseguenza, del

consumo di suolo. Un impatto ambientale contenuto garantito anche dalla presenza di impianti tecnologici domotici, in grado di razionalizzare e ottimizzare i consumi in modo semplice e totalmente automatizzato, dall’impianto di climatizzazione a quello di illuminazione. Sulla copertura dell’edificio sarà installato un impianto fotovoltaico che consentirà l’autonomia energetica e una pompa di calore che, oltre al riscaldamento e raffreddamento dei locali, sarà funzionale alla produzione dell’acqua calda per uso sanitario. Un sistema di termoregolazione consentirà un funzionamento ottimizzato degli impianti. E a proposito di impianti: vista l’esperienza della pandemia, la ventilazione meccanica sarà dotata di filtri moderni e di ionizzazione. (s.s.)

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Il Comune diventa socio sostenitore della Veneto Film Commission Promuovere il territorio attraverso l’ospitalità a set cinematografici e produzioni internazionali. Questo l’obiettivo che ha spinto il Comune di Treviso ad aderire come socio sostenitore alla Veneto Film Commission, fondazione presieduta da Luigi Bacialli che opera da un paio di anni nell’ambito della promozione turistica della regione e che nel 2021 ha sostenuto oltre 150 produzioni locali, nazionali e internazionali di cinema, serie e trasmissioni televisive, documentari. “Un’adesione – ha spiegato il sindaco Mario Conte – che ci permette di intraprendere un percorso di

promozione e valorizzazione del territorio, farà conoscere la città e permetterà di creare opportunità per chi ci vive e lavora”. Tra le produzioni internazionali della Veneto Film Commission “Across the river into the trees”, con Liev Schreiber, girato da Paula Ortiz fra Venezia e Treviso, nei centri

storici e sulle rive del Piave per raccontare il periodo italiano di Hemingway; la commedia romantica di Dean Craig “The honeymoon”, con protagonista Maria Bakalova, film che viaggia dalla Laguna ai Colli Euganei; il film per la piattaforma Netflix “Love in the Villa”, diretto da Mark Steven Johnson con le star statunitensi Tom Hopper e Kat Graham, che si conoscono a Verona. Treviso è stata anche set privilegiato di “Le mie ragazze di carta”, film di Luca Lucini con Maya sansa e Neri Marcorè, oltre che l’attesissimo “Il ritorno di Casanova” del premio Oscar Gabriele Salvatores.

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Notizie di Marca

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Il report. I dati emersi nel primo trimestre dall’Osservatorio congiunturale di Confcommercio

Il terziario trevigiano e la sfida della ripresa Restano invariati occupazione e investimenti stimoniare la capacità delle imprese terziarie trevigiane di far fronte alla crisi. A richiedere un finanziamento o un affidamento o la rinegoziazione di un prestito in essere nel primo trimestre di quest’anno è stato il 31% delle imprese. L’82% ha ottenuto senza problemi il credito di cui aveva bisogno. Infine, per quanto riguarda l’impatto che la guerra in Ucraina ha o può avere sull’andamento delle attività economiche, il 35% delle imprese giudica rilevante questa possibilità e il 60% ritiene che il conflitto avrà un impatto più significativo o uguale rispetto alla crisi provocata dalla stessa pandemia.

Aumento dei prezzi di energia, forniture e logistica e la preoccupazione per il conflitto in Ucraina pesano (ma meno che a livello nazionale) su commercio, turismo e servizi della provincia

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l clima generale di fiducia diminuisce, ma le 37mila imprese del terziario (commercio, turismo, servizi) della Marca affrontano la crisi lasciando invariati i livelli occupazionali e continuando a impegnarsi negli investimenti che avevano programmato. La volontà di far fronte alla crisi c’è, nonostante l’aumento esponenziale dei costi dell’energia, delle forniture, dei servizi di trasporto e logistica. È quanto emerge dal primo report dell’Osservatorio congiunturale del 2022, progetto avviato lo scorso anno dall’Unione provinciale Confcommercio con Barca Prealpi SanBiagio per indagare trimestralmente l’andamento dell’economia terziaria del territorio trevigiano. La ricerca è stata condotta a marzo, nel pieno dello scoppio della guerra in Ucraina e dell’aumento dei costi dell’energia, con interviste a 500 imprese campione nei quattro mandamenti, analizzando quattro ambiti fondamentali: clima di fiducia, congiuntura economica, liquidità e credito, impatto del conflitto, oltre alla valutazione dell’impatto che l’impennata dei prezzi energetico ha nelle imprese. Solo il 2% del campione intervistato ha affermato di voler far fronte alle nuove difficoltà riducendo i propri organici e solo il 6% intende ridurre o annullare gli investimenti

programmati. L’analisi mostra però, complessivamente, un calo di fiducia da parte delle imprese del terziario trevigiano, con un indicatore – che pur rimanendo superiore al dato medio nazionale – passando dal 46 del trimestre precedente a 37. Rapportando il clima di fiducia con riferimento all’andamento della propria attività economica, Treviso ha un livello misurato in 43 (era 49 nell’ultimo trimestre del 2021), mentre il dato medio italiano è pari a 40. La voce “ricavi” mostra una sostanziale stabilità e nell’insieme, considerato anche il periodo pasquale, il terziario di Marca resiste. Stabile l’andamento occupazionale, con un indicatore prospettico pari a 42, che fa ben sperare in vista della stagione estiva. Punto critico per il 94% del campione è, a partire dalla fine dello scorso anno, l’incremento dei prezzi dei servizi di luce e gas, che fanno prevedere extra costi pari, in un anno, a +1,84 miliardi di euro (+164%). Il 78% lamenta, sempre dalla fine del 2021, l’incremento dei prezzi dei prodotti alimentari e non, oltre all’aumento dei costi della logistica. Resta invece stabile la capacità di far fronte al proprio fabbisogno finanziario, nonostante il dato che emerge sia lontano dalla situazione precedente la pandemia da Covid-19, ma sembra te-

Oltre 10mila studenti “a scuola di dono” dall’Avis provinciale La sensibilizzazione delle giovani generazioni al dono del sangue e degli emocomponenti non si è mai fermato negli ultimi due anni. Le 89 Avis comunali della Marca trevigiana hanno messo in campo più di cento volontari e, con l’aggiunta di cinque gruppi di zona, hanno collegato gli istituti scolastici del territorio con l’associazione, proponendo corsi formativi che spaziano dalla scuola primaria alle superiori, fra atelier di pittura creativa, lettura di fiabe, un viaggio online per sviluppare i sensi, il teatro d’immagine e il Giocavis. “Quest’anno abbiamo programmato parecchi laboratori per tutte le età e ottenuto un’ottima adesione con oltre 10mila studenti partecipanti, più di seimila alle superiori, oltre 2.500 alle primarie e quasi duemila alle medie. Inoltre – spiega Graziana Fuser, vicepresidente di Avis provinciale e responsabile del Progetto Scuola – sono in fase di programmazione nuove attività per altri quattromila studenti. Siamo entusiasti per l’enorme richiesta che stiamo avendo da parte degli insegnanti”.

APRILE MAGGIO

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Un progetto che semina silenziosamente e in modo proficuo e che punta e sviluppare fin da bambini l’attenzione all’altro, ai valori della solidarietà, della generosità, della responsabilità di ognuno a fare dei gesti concreti nei confronti della comunità. “Le esperienze più belle? Ritrovare i ragazzi che abbiamo conosciuto a scuola nei nostri centri trasfusionali o nelle articolazioni organizzative domenicali. E magari – racconta Fuser – vederli accompagnare a loro volta i genitori, coinvolgendo tutta la famiglia nella donazione”.

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Sport & Solidarietà

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Ottava edizione. Di corsa o camminando, hanno colorato con gioia il centro della città

Oltre ottomila donne in festa La Treviso in Rosa ha vinto ancora L

a Treviso in Rosa della ripartenza ha superato quota ottomila. Ottomilacentrotrentotto, a voler essere precisi. Così tante che, quando la prima podista ha tagliato il traguardo, le ultime dovevano ancora partire. Ma che importa, quando l’unica forza da mettere in campo è quella del “anche questa volta ci siamo”? Nel giorno della Festa della Mamma, la città ha vinto ancora una volta sotto il segno della solidarietà, della condivisione, dei sorrisi e della voglia di stare insieme. Solo donne, tutte donne. A riempire con il loro serpentone colorato ogni angolo più suggestivo di Treviso, dalle Mura alle piazze, dal Lungosile a storiche strade finora mai percorse da molte delle partecipanti di questa ottava edizione. Un unico colore che per l’intera mattinata di domenica 8 maggio ha incantato i passanti per la sua vivacità oltre che per il suo significato. Sette chilometri, 200 volontari schierati lungo percorso, punti ristoro in via Canova e all’arrivo, i deejay a farle ballare. Sono arrivate da nove regioni, comprese Puglia e Sicilia, e da 32 province per essere presenti all’evento al femminile organizzato da Trevisatletica e Corritreviso in partnership con la Lega italiana contro i tumori. C’erano le campionesse dello sport, come l’azzurra del mezzofondo Giulia Viola, sette volte sul podio italiano più alto e quattro volte finalista agli Europei, come la velocista Samantha Zago, due

Organizzata da Trevisatletica e Corritreviso la manifestazione, in partnership con la Lilt, aveva l’obiettivo di raccogliere i fondi per arredare la palestra riabilitativa di via Venzone

volte finalista ai campionati europei under 23 del 2021, o come l’ex ciclista Diana Ziliute, bronzo olimpico a Sydney 2000 e oro ai Mondiali di Valkenburg 1998. C’erano le donne della politica, le pattinatrici, i gruppi di amiche, le colleghe di lavoro e quelle delle associazioni di categoria. C’era l’esperta di galateo Giuliana Meneghetti, per molti anni responsabile del cerimoniale della Provincia. E ancora, la scrittrice di romanzi Caterina Perali e le giornaliste trevigiane, che per una domenica mattina hanno smesso block notes, microfoni e telecamere e si sono unite a tantissime giovani (Virginia, tre mesi appena compiuti), alle mamme in dolce attesa, a quelle con il passeggino e a ben tredici ot-

tantenni. Tutte insieme per far vincere lo spirito di squadra: gruppi organizzati e singole iscritte con l’obiettivo comune e concreto di contribuire all’acquisto delle attrezzature necessarie ad arredare la palestra riabilitativa della nuova sede della Lilt di Treviso, in via Venzone. Una grande festa, che continua dal 2015 e che, prima della pandemia, aveva raggiunto le 18mila iscritte, diventando il primo evento al femminile d’Italia e ora – dopo l’edizione virtuale del 2020 e quella di luglio di un anno fa, fra distanziamenti e mascherine – è tornata in grande stile, al fianco di chi educa alla prevenzione e promuove corretti stili di vita. Sara Salin

“Maggio trevigiano”, un mese di eventi sportivi con l’arrivo in città della 18a tappa del Giro d’Italia C’è molto sport nell’edizione 2022 del “Maggio Trevigiano”. Non potrebbe essere altrimenti, considerato che questo è l’anno di Treviso Città Europea dello Sport. Oltre alla Treviso in Rosa, il 20 e 21 maggio alle piscine comunali è in programma il memorial “Andrea Betttiol”, manifestazione nazionale di nuoto Master organizzata dalla Natatorium Treviso.

Sabato 21 e domenica 22 a essere protagonista è il calcio, con la Festa dello Sport organizzata dal Treviso Fbc 1993 allo stadio Tenni e agli impianti di San Bartolomeo con un torneo giovanile. Nello stesso fine settimana alla Ghirada si terrà il torneo di mini rugby organizzato dal Benetton e sempre domenica 22 il Moto Club Cilindri Storici porterà in piazzale Burchiellati “The distinguished Gentleman’s Ride”, motoraduno a

scopo benefico. Per chiudere il mese in grande stile, il 26 maggio ci sarà l’arrivo della diciottesima tappa del Giro d’Italia, che partirà da Borgo Valsugana, portando in città i campioni del ciclismo mondiale e la corsa più amata dagli italiani. Nei giorni che precederanno l’evento ci saranno iniziative promosse dalle attività produttive, dal menù del ciclista agli allestimenti delle vetrine, che torneranno a colorarsi di rosa.


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Ca’ di Rajo, alla scoperta delle viti a Bellussera A San Polo di Piave, la famiglia Cecchetto ha deciso di preservare le viti centenarie

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San Polo di Piave, la famiglia Cecchetto, alla guida dell’azienda Ca’ di Rajo, ha deciso di preservare le viti centenarie allevate a Bellussera, una forma di allevamento storica per la viticoltura italiana e una delle più rappresentative del territorio, promuovendone la conoscenza. BELLUSSERA, UNA STORIA TREVIGIANA Sono i fratelli Bellussi a dare il nome alla Bellussera, quando la mettono a punto alla fine dell’’800 a Tezze di Piave, in provincia di Treviso. Un metodo di allevamento della vite basato su un sistema a raggi, che collega differenti pali cui sono maritate le viti. Le piante si arrampicano fino a 3 metri da terra, creando un’intelaiatura che copre il vigneto, modellando il paesaggio in un ricamo verdeggiante. Nel periodo in cui viene ideata, la Bellussera offre diversi vantaggi, come una migliore protezione dalla peronospora (una malattia della vite), maggior riparo dall’umidità grazie all’elevato posizionamento dei grappoli rispetto al terreno, ma anche un più efficiente impiego del suolo. Rende infatti possibile affiancare alla vite altre colture, consentendo ai mezzadri un raccolto sufficiente sia per il sostentamento della famiglia che per il contributo alla proprietà. Tuttavia, l’avvento di nuovi metodi di viticoltura, così come i cambiamenti a livello sociale che

hanno portato alla fine della mezzadria, fanno sì che la Bellussera venga gradualmente sostituita con sistemi di allevamento più moderni e meccanizzabili. UN VIGNETO AL RITMO DELLE MANI Si può lavorare solo a mano nei 15 ettari di Bellussera di Ca’ di Rajo. Un patrimonio di viti che arrivano in alcuni casi oltre i 70 anni di età e fino ai cento, comprendendo molte varietà, tra cui Raboso, Glera, Chardonnay, Pinot Bianco, Sauvignon, Verduzzo, Merlot, Manzoni Rosa e Marzemina Bianca. Qui la potatura si compie a circa 3 metri da terra, sotto le viti, e lo stesso vale per la vendemmia. Le operazioni di raccolta delle uve si svolgono grazie a un rimorchio e a un pianale che consentono di raggiungere l’altezza necessaria. Non è un lavoro semplice, ma è necessario per preservare una parte importante della tradizione locale. “Le Bellussere sono un patrimonio storico da custodire su cui si fonda la memoria della nostra identità e la tipicità di un territorio - spiega Simone Cecchetto, giovane titolare dell’azienda insieme ai fratelli Fabio e Alessio - È da questi vigneti che siamo partiti per costruire la grandezza del nostro futuro”. CONOSCERE PER CUSTODIRE Per preservare un patrimonio storico come la Bellusse-

Una storia d’amore tra una famiglia e le proprie viti, con la volontà di conservare un metodo di coltivazione tradizionale che non deve essere perduto ra bisogna innanzitutto farlo conoscere. Così la famiglia Cecchetto ha deciso di aprire le porte del proprio vigneto a turisti e appassionati, per tour alla scoperta di questo affascinante metodo di coltivazione. La visita include una tappa alla Chiesetta del Carmine edificio del 1300 situato all’interno della tenuta – e una passeggiata sotto alla volta verde formata dalle Bellussere. L’esperienza si conclude con la degustazione di una selezione di almeno 6 vini dal Prosecco Docg al Raboso Piave e autoctoni rari come il Manzoni Rosa e la Marzemina Bianca, per scoprire nel calice quello che la vigna è in grado di offrire.

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#Regione

Se la schermaglia è finita presto, con qualche battuta nel giro di un paio di giorni, andare a scavare dietro quelle affermazioni potrebbe portare a interessanti riflessioni. Il riferimento è alle frasi di Enrico Letta pronunciate di recente quando è giunto nel Veneto a sostenere le candidature del centrosinistra alle elezioni amministrative: “L’èra Zaia volge al termine – ha spiegato Letta – Lui ha interpretato il suo ruolo come governatore-uomo solo al comando. Una scelta che gli sarà anche servita in questi anni, ma credo lascerà per il centrodestra in Veneto un punto interrogativo enorme per il futuro e un vuoto che noi abbiamo intenzione di colmare”. Queste le frasi riportate nell’intervista a “La Piazza”, che potete leggere nella pagina successiva. Legittimo, naturalmente, che un esponente politico veda

Il Punto

Dopo di lui… di Antonio Di Lorenzo

per sé e il suo schieramento un futuro roseo e altrettanto comprensibile che lavori per raggiungere questo obiettivo. A rispondere al segretario del Pd è stato il giorno dopo Roberto Ciambetti, che lo ha ironicamente rassicurato: “Caro Enrico, non ti preoccupare, ci siamo noi a governare il Veneto”. Come dire: non ci sarà nessun vuoto da colmare nel 2025, quando Zaia lascerà palazzo Balbi. E dal punto di vista dei numeri le sue ragioni le ha. Alle elezioni il governatore ha ottenuto il 77% di gradimento. È

stato lo stesso Massimo Cacciari a ricordare che perfino suoi amici di sinistra, non sospettabili di simpatie leghiste, lo avevano votato. Potenza dell’immagine di buongoverno che Zaia s’è costruito in questi anni e ormai sono 17 che è in Regione. Ma davvero senza Zaia il bottino elettorale del centrodestra si sgonfierà come un soufflè? Davvero dopo di lui sarà il diluvio? Certamente il governatore ha un appeal personale ben maggiore dei partiti che lo sostengono. Ma vale la

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pena di ricordare che la Lega dal 1992, quando vinse a sorpresa le elezioni, e poi assieme a Forza Italia dal 1994, ha fatto man bassa di consensi in quel “centro” che era cresciuto per decenni alla scuola dei dorotei della Democrazia Cristiana e che, tanto per restare in tema regionale, aveva espresso alla presidenza prima il veronese Angelo Tomelleri e quindi Carlo Bernini. Davvero questi voti di centrodestra sono pronti a spostarsi in massa verso un faro di centrosinistra al punto da garantire al Pd veneto una vittoria elettorale tale da ribaltare l’andamento di trent’anni di votazioni? Lo scopriremo solo vivendo. Certamente l’elettorato veneto è moderato e il Pd da qui al 2025 dovrà ispirare a questi ceti, da sempre distanti dalla sua filosofia, tanta fiducia per intercettarli. Ma tanta.

L’intervista. Federico Caner, assessore regionale al turismo, agricoltura, commercio estero e fondi UE

“Torniamo alla normalità, ora serve stabilità” Assessore Caner, per il turismo possiamo finalmente parlare di ritorno alla normalità? “Il turismo in Veneto in epoca pre Covid segnava 18 miliardi di fatturato annui con 72 milioni di presenze turistiche, dimostrandosi di fatto la prima industria regionale, e permettendoci di arrivare al primo posto tra le regioni italiane per attrazione turistica. È chiaro pertanto che il settore merita ogni attenzione possibile ed è all’ordine del giorno di ogni sforzo per la ripresa economica. Il grande lavoro di squadra tra istituzioni e operatori ha permesso di rispondere alla sfida della pandemia offrendo servizi in linea con le rinnovate esigenze di sicurezza: gli indicatori hanno confermato, infatti, che i flussi del 2021 sono più che raddoppiati, con un +51,6% di presenze nei primi dieci mesi dell’anno rispetto al 2020”. Dal suo osservatorio come valuta questi mesi di decisa ripresa? “L’Osservatorio del Turismo Regionale Federato del Veneto (https://osservatorioturismoveneto.it/) è nato per monitorare l’andamento e valutare i

dati relativi al movimento turistico delle destinazioni turistiche regionali. L’esperienza dell’Osservatorio è stata resa possibile grazie al maestoso lavoro di squadra tra diversi stakeholders del mondo delle istituzioni e delle imprese e ci permette di avere in tempo reale non solo dati previsionali sulle prenotazioni ma anche la loro ricaduta economica e il sentiment del turista. La vera sfida è dare valore ai dati per costruire un’offerta sempre più in linea con le richieste del momento”. Ha affermato che la sostenibilità è la chiave per lo sviluppo consapevole del turismo, cosa intende? “Il turista vuole godere di un’esperienza naturale, a misura d’uomo, più accessibile e sicura, ed è disposto a spendere per averla. La sostenibilità rappresenta dunque l’elemento chiave per uno sviluppo consapevole del turismo. La sfida è proporre al turista nuove esperienze di fruizione del territorio che da un lato soddisfino queste nuove esigenze e che allo stesso tempo siano capaci di valorizzare tutti quei luoghi meno noti del territorio regionale, al di fuori delle mete più ricercate”.

La stagione balneare apre con gli interrogativi sulla direttiva Bolkestein, cosa devono aspettarsi gli operatori del settore? “Alla scadenza mancano meno di due anni e il nemico, non solo per coloro che fanno impresa ma anche per i Comuni chiamati di fatto a bandire le gare, resta ancora l’incertezza. È necessario intervenire con una normativa unica in grado, da un lato di tutelare le imprese di un comparto fondamentale per l’economia turistica nazionale e regionale e dall’altro di spingere

a un continuo miglioramento del servizio offerto. Sono sempre più convinto che tutti i Comuni balneari devono essere messi nelle condizioni di riconoscere ai concessionari uscenti gli investimenti fatti e di introdurre una premialità alle imprese che intendano investire in interventi di tutela e sicurezza delle aree costiere. Il Governo, in aperto confronto con l’UE, dovrebbe fare in modo che questa transizione avvenga senza arrecare danno ai nostri gestori. In Veneto esistono già esempi virtuosi di consorzi e operatori locali che

attraverso progetti di investimenti infrastrutturali hanno ottenuto concessioni con durata anche ventennale”. Da assessore all’agricoltura, di cosa ha bisogno il settore primario oggi? “Dopo le turbolenze c’è bisogno soprattutto di stabilità, per consentire ai nostri imprenditori di fare bene il loro lavoro. Il settore primario è sì più resiliente di altri in caso di crisi generalizzata ma è anche quello che ha tempi di ritorno degli investimenti più lunghi. In questo quadro va dato il giusto peso a due questioni fondamentali: l’innovazione da un lato e l’adattamento/ contrasto agli effetti del cambiamento climatico dall’altro. Ritengo inoltre che serve urgentemente una legge che protegga le nostre eccellenze agroalimentari dalle falsificazioni”. Agricoltura e turismo, il binomio è vincente? “Certo che lo è! Dove si mangia e si beve bene ci si torna volentieri. Il Veneto offre solo l’imbarazzo della scelta in questo senso. Agricoltura e turismo significa anche slow tourism, un modello di fruizione del territorio a misura d’uomo”.


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Regione

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Centrosinistra. Il segretario del Pd Enrico Letta

Centrodestra. Raffaele Speranzon, Fratelli d’Italia

Segretario Letta, quali sono le previsioni per il voto alle amministrative in Veneto? “Sono molto fiducioso per Padova, Sergio Giordani è stato un grande Sindaco in questi cinque anni, ha dato stabilità, tranquillità e molti investimenti alla città. Non ho mai dovuto mettermi a sanare conflitti interni, questo è merito di Sergio Giordani. Un ottimo candidato con un fortissimo profilo civico, che noi vogliamo rilanciare e rendere ancora più evidente. Padova è nella parte felice della mia Moleskine. Ci sono le città per le quali tocca ogni volta cercare di mettere insieme le persone. Poi, c’è una pagina con tante città nelle quali, invece, si lavora bene. Ecco, Padova è una di queste.” Quali sono le prospettive e il ruolo del Partito Democratico in vista delle regionali 2025? “Il nostro giudizio sulle sue amministrazioni è noto per il lavoro che facciamo in consiglio regionale. I cittadini veneti hanno dato negli anni un giudizio diverso e più positivo del nostro. Ma il tempo di Zaia come governatore e come Presidente del Veneto è un tempo che sta per terminare. Zaia ha interpretato il ruolo di un governatore un uomo solo al comando, insostituibile. Una scelta che gli sarà anche servita in questi anni ma credo lascerà per il centrodestra in Veneto un punto interrogativo enorme per il futuro e un vuoto che noi abbiamo intenzione di colmare. Se non si è protagonisti in Veneto non si può ambire a governare il Paese”. Come affrontare la crisi economica innescata dal conflitto ucraino? “Ci aspettiamo dal governo interventi sulle bollette elettriche, sul costo dell’energia, sui carburanti e sulle bollette per le famiglie. La nostra proposta è un assegno energia che sia in grado di compensare sia le imprese sia le famiglie e crediamo sia necessario pagarlo con una tassa pesante sugli extrapro-

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“Il Veneto è centrale per il nostro Paese”

fitti che le aziende petrolifere ed energetiche hanno fatto in questo periodo. Accanto a questo insistiamo molto per un intervento a sostegno dei salari. i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa, se il costo della vita cresce a dismisura, con quei salari non si regge il costo della vita. Questa è l’equazione su cui c’è bisogno di intervenire: o si abbassano i salari o si abbassa il costo della vita o si fanno entrambe le cose. Sono convinto che il governo saprà cogliere questo grido di dolore dal Paese e sia in grado di intervenire per far sì che non esploda la recessione. Non si può intervenire a incendio divampato, perché i costi sarebbero dieci volte superiori”. Gli eventi delle ultime settimane hanno reso più evidente come Giorgia Meloni si sia chiaramente candidata a premier. Qual è la vostra posizione? “Abbiamo una grande responsabilità. Non vorrei che il nostro Paese si mettesse in scia con i paesi dei premier che l’hanno sostenuta a Milano: quelli di Polonia e Repubblica Ceca. L’Italia è un paese che pensa ad altro. Deve andare in un’altra direzione che non è la direzione della destra Euroscettica, ma di un pese che lavora per un’Europa forte, integrata solidale, per la pace. Lavoriamo per essere all’altezza della sfida che Giorgia meloni ha lanciato a Milano e per batterla nelle urne”. In che modo? “Lo facciamo con un partito più unito possibile rilanciando il lavoro di democrazia partecipativa che attraverso l’Agorà democratica sta dando degli ottimi risultati. L’unità interna del nostro partito è uno dei risultati di cui sono più soddisfatto di questo anno di segreteria. Ma l’obiettivo più importante è quello di convincere i giovani che il nostro partito è il partito che si occuperà di loro. Il partito del futuro dei giovani che cerca di dare all’Italia un futuro europeista, solidale, democratico e progressista”.

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“Noi impegnati a costruire l’alternativa di governo”

Sara Busato

entrodestra unito, per governare le città venete e affrontare le elezioni politiche del 2013. Raffaele Speranzon, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, delinea la strategia del partito. Cosa vi aspettate dal voto nelle città venete? “Anzitutto dobbiamo constatare che in questi anni Fratelli d’Italia ha registrato un trend di costante crescita, anche per questo abbiamo anche abbiamo alcun candidati sindaci più. Ci aspettano le sfide importanti nelle grandi città, a partire da Verona dove ci presentiamo con un nostro candidato, sostenendo la rielezione del sindaco uscente Federico Sboarina. Con la stessa determinazione e con la volontà di ottenere risultati importanti sosterremo Peghin a Padova e De Pellegrin a Belluno con le nostre liste. Nel veneziano attenzione anche a Jesolo dove corre il nostro candidato De Zotti. L’unità del centrodestra è sempre il nostro obiettivo di governo. Fratelli d’Italia non tradirà mai il patto con i propri elettori e si porrà sempre come alternativa al Pd e al Movimento 5 Stelle. Dobbiamo creare le condizioni affinché i nostri alleati naturali concorrano con noi a costruire un’alternativa vincente”. Quale il vostro ruolo nella maggioranza in Regione? “In consiglio e in giunta abbiamo cercato di portare la voce delle imprese e delle famiglie, non solo a spingere l’amministrazione regionale a fare quanto nelle sue possibilità ma anche a pretendere dal governo nazionale delle risposte su temi come il caro bollette, sul quale ancora non vediamo scelte rassicuranti rispetto nei confronti di imprese e famiglie. Non otterremo nulla di buono finché buttiamo 8,8 miliardi di euro l’anno nel reddito di cittadinanza. L’unico mondo per combattere la povertà è creare lavoro”. Come va con la Lega in Veneto? “Con la Lega c’è un rapporto leale, che si sta anche evolvendo nel tempo, il nostro obiettivo è di accrescere la no-

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Carta, Web, Audio: dentro il territorio nel cuore della gente

stra rappresentanza anche a livello parlamentare, oltre che nei consigli regionali. I parlamentari veneti devono fare interessi dei veneti, come hanno dimostrato in occasione delle elezioni per il presidente della Repubblica, votando per il trevigiano Carlo Nordio”. Come vi preparate alle elezioni politiche del 2023? “Fra un anno i cittadini dovranno avere la possibilità di scegliere un governo senza ministri e sottosegretari di Pd e 5 Stelle. C’è bisogno di un fronte unito che comprenda le forze di centrodestra, la nostra è una condivisione di valori alternativi. I governi che ci sono stati in questi anni non saranno rimpianti dal popolo italiano perché non avevano un indirizzo politico chiaro e non hanno prodotto grandi risultati e scelte utili per la comunità. Un governo tra forze affini che hanno molti punti in comune diventa più efficace per realizzare le richieste degli elettori. Chi vota per un partito di centrodestra non credo sia contento di vedere ministri del Pd. L’elettore di centrodestra che sceglie Fratelli d’Italia mette il voto in cassaforte”. Cosa aspettarci sul fronte Covid? “Noi diciamo basta alla sottrazione di diritti costituzionali, basta al Green pass. Abbiamo adottato le misure più restrittive in Europa ma questo non ha portato ad un risultato migliore di altri Paesi”. Infine, che dire della guerra in Ucraina? “Dobbiamo agire a livello europeo, rafforzare il peso dell’Europa all’interno della Nato, dove invece oggi conta ancora troppo poco. Un’Europa più forte sulla scena internazionale va anche a beneficio dell’Italia. Intanto i danni provocati dalle sanzioni alla nostra economia dovranno essere compensati finanziariamente. E’ giusto mettere le sanzioni ma è altrettanto giusto che non siano gli italiani a pagarne le conseguenze”. Nicola Stievano

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Regione

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L’anniversario. Il Presidente della Repubblica Mattarella: “La presenza sul territorio è un capitale prezioso”

Poste Italiane, 160 anni di storia per costruire il futuro T

aglia il traguardo dei 160 anni Poste Italiane, la cui storia va a braccetto con quella dell’Italia unita. Un compleanno speciale, celebrato insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato il percorso compiuto in più di un secolo e mezzo di storia accompagnando la crescita del Paese con spirito di servizio, slancio innovativo, vicinanza al territorio e inclusione di tutte le comunità. Una vocazione sociale confermata anche durante la pandemia, quando Poste Italiane ha garantito i servizi essenziali ai cittadini ed ha contribuito alla campagna di vaccinazione nazionale con la distribuzione di più di 30 milioni di dosi di vaccino e la realizzazione di una piattaforma informatica a disposizione delle Regioni per le prenotazioni. Quello della presenza capillare sul territorio italiano “è un capitale prezioso per il quale va ringraziato Poste Italiane: l’azienda ha

accompagnato la trasformazione economica e sociale del paese, queste trasformazioni le ha vissute e fatte proprie” ha detto Mattarella, in occasione dell’evento per i 160 anni, ringraziando con “riconoscenza pubblica tutte le donne e gli uomini di Poste Italiane che ogni giorno sono al servizio del Paese”. In Veneto Poste Italiane conta 1035 uffici postali, 577 sportelli Postamat; 154 centri di recapito; 9.200 dipendenti in maggioranza (58%) donne; oltre 1.1000 assunzioni a tempo indeterminato dal 2020 ad oggi; 3 milioni di vaccini consegnati in Veneto durante la pandemia. In 160 anni Poste Italiane si è evoluta anche così: se prima erano solo lettere e telegrammi oggi ci sono i pacchi dell’e-commerce, il wi-fi gratis in 500 uffici postali, e le 2,7 milioni di carte Postepay. Nel prossimo futuro della azienda c’è il progetto Polis che porterà i servizi digitali della pubblica ammini-

strazione nei Comuni più piccoli e coinvolgerà 4.800 uffici postali in Italia, 368 in Veneto. “È un progetto molto ambizioso, il Governo ha allocato 800 milioni di euro, è partito con l’approvazione del fondo complementare al Pnrr, sono già partiti i bandi e le gare di appalto,- ha detto l’Amministratore Delegato di Poste

In Veneto sono attivi oltre mille uffici postali con 9.200 dipendenti, 1.100 neo assunti negli ultimi due anni Italiane, Matteo Del Fante. - L’azienda ha trasformato i suoi asset logistici e la sua rete di prossimità per rispondere con successo ai cambiamenti globali, ha sviluppato i servizi digitali di pagamento e comunicazione, conservando il suo ruolo di tutore del risparmio degli italiani”. Grazie alla sua infrastruttura capillare e unica, e ben prima dell’avvento di internet e delle

comunicazioni digitali, Poste Italiane ha saputo mettere in rete l’Italia intera, grandi città, piccoli Comuni, borghi montani e isole. Ha favorito la coesione sociale aiutando gli italiani a parlare la stessa lingua e ha legato il Paese con un filo lungo e robusto che passava dai suoi uffici postali, i suoi portalettere, i suoi servizi logistici e di telecomunicazione. “Credo di poter affermare che nessuna azienda conosce e vive il Paese come noi – ha aggiunto la Presidente di Poste Italiane, Maria Bianca Farina – e posso confermare che continueremo ad essere vicini

agli italiani. Poste ha coniugato tradizione e innovazione, adeguando continuamente la sua missione ai tempi, ed ha saputo modernizzarsi per rispondere al meglio al suo compito”. “Ringrazio e rivolgo il mio augurio a tutte le 121.000 persone di Poste che ogni giorno mettono la loro professionalità e la loro esperienza al servizio degli italiani – ha concluso Giuseppe Lasco, Condirettore Generale di Poste Italiane – Stiamo parlando di donne e uomini che rappresentano un inestimabile patrimonio di umanità e competenza”.


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Piazza 2030

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Il protocollo d’intesa. Sinergia fra Confindustria Venezia, Hydrogen Park e Stazione sperimentale

Il vetro di Murano punta sull’idrogeno verde Al via il progetto per la conversione dei forni L’impennata dei costi del gas metano e la delicata situazione geopolitica attuale hanno accelerato la transizione energetica delle aziende artistiche dell’isola

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e vetrerie di Murano si stanno preparando alla transizione energetica e puntano ad alimentare le proprie fornaci con miscele variabili di idrogeno e gas metano. Solo una sperimentazione, per ora, ma la tutela del Pianeta, i costi del gas e il conflitto in Ucraina stanno accelerando l’urgenza di un cambiamento anche in quella che è una delle produzioni artistiche più conosciute e apprezzate al mondo. A fine aprile è stato dato il via al progetto, siglato con un protocollo d’intesa fra la sezione Vetro di Confindustria Venezia, Hydrogen Park di Porto Marghera e la Stazione sperimentale del vetro. “L’impennata dei costi dell’energia e l’incertezza dettata dai nuovi scenari geopolitici stanno portando le aziende del vetro a individuare e utilizzare combustibili da fonti rinnovabili come l’idrogeno verde. La firma del protocollo d’intesa rappresenta un importante passo in questo senso”, ha affermato Martina Semenzato, presidente della sezione Vetro degli industriali veneziani, che ha spiegato come lo studio in fase di avvio permetterà di valutare la fattibilità di una transizione tecnologica ed energetica all’interno delle fornaci mu-

ranesi, “per poter tornare a guardare il futuro con fiducia”. Una fiducia che nei mesi scorsi era stata minata dall’impennata del prezzo del gas metano: il Governo è intervenuto – grazie all’approvazione in Parlamento di un emendamento con il deputato veneziano dem Nicola Pellicani come primo firmatario – calmierando il prezzo, oltre che per le imprese fortemente energivore, anche alle piccole realtà come le vetrerie di Murano. L’obiettivo del progetto è la conversione dei forni fusori. La collaborazione prevede il testing e lo sviluppo su scala industriale di tecnologie che portino al passaggio dall’utilizzo di idrocarburi all’idrogeno verde. A tal fine saranno eseguiti dei test qualitativi sui prodotti in vetro artistico realizzati durante la sperimentazione. Alla Stazione sperimentale del vetro il compito di condurre lo studio del prototipo e di seguire l’intero percorso di trasferimento tecnologico sul piano industriale: dovrà essere costruito e messo in opera un forno di prova e successivamente verificare quantitativamente le performance di un forno a scala produttiva. L’individuazione di un’impresa disponibile alla prima fase del progetto

spetta a Confindustria Venezia. I test sul campo a scala produttiva saranno effettuati su una o più imprese. La gestione della materia prima, ovvero l’idrogeno verde, è affidata a Hydrogen Park, pronto a mettere a disposizione le proprie conoscenze e competenze nell’implementazione del vettore energetico nei processi e il supporto tecnologico dei propri partner nella gestione, nella consegna e nell’esercizio industriale dell’idrogeno verde, totalmente derivante cioè da fonti rinnovabili e a impatto ambientale zero. Per Andrea Bos, presidente di Hydrogen Park, con quest’intesa “si valorizza la

capacità produttiva e artistica di Venezia, applicando la strategia energetica europea e mettendo a frutto il know-how del Consorzio per l’idrogeno”. Un cammino verso la trasformazione del tessuto economico locale che “al tempo stesso preserva la specificità dei processi industriali e l’antica tradizione vetraia veneziana, favorendo la decarbonizzazione e la sostenibilità del settore”. Secondo il direttore generale della Stazione sperimentale del vetro, Stefano Manoli, “la produzione di vetro artistico muranese si trova oggi di fronte a una sfida di portata epocale: gli elevati costi dell’energia, l’attuale

congiuntura economica e geopolitica e, non ultimi, gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione e di neutralità climatica assunti a livello europeo stanno portando le fornaci dell’isola verso un bivio competitivo ed evolutivo cruciale”. Ecco che traghettare le vetrerie artistiche di Murano verso un futuro pienamente sostenibile “sarà possibile solo attraverso uno sforzo congiunto tra realtà produttive, istituzioni del territorio e centri di ricerca, volto a promuovere l’adozione di tecnologie green, come la combustione di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili”. (s.s.)


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Piazza 2030

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La fondazione. Il nuovo ente partecipato sarà aperto a partenariati pubblico-privati senza scopo di lucro

Comune di Treviso, Unipd e Ca’ Foscari insieme per le buone pratiche ambientali U

na fondazione per sviluppare le buone pratiche ambientali della città. Nasce a Treviso e ha come partner fondatori il Comune e i due atenei che danni hanno le proprie sedi distaccate nel capoluogo della Marca, le Università di Padova e di Ca’ Foscari. Il consiglio comunale ha già espresso parere favorevole alle linee guida approvate dalla giunta guidata dal sindaco Mario Conte e ipoteticamente per l’estate – dopo che i due senati accademici avranno deliberato – sarà redatto lo statuto, sarà deciso il nome e si inizieranno ad aprire le porte ai soggetti economici e istituzionali che vorranno farne parte. L’obiettivo è la costituzione di un ente capace di favorire percorsi partecipati che, da qualunque angolazione si ragioni, abbiano al centro la sostenibilità. Ambiente, natura e paesaggio, ma non solo. Tutto deve convergere: urbanistica, edilizia, economia. E tutto deve avere una visione che parte dall’ambito locale, ma si sviluppa a livello nazionale e internazionale. L’idea è nata quando alla fine della scorsa estate Treviso ha partecipato a Lahti, in Finlandia, all’European Green Leaf 2022, premio per la sostenibilità ambientale promosso dalla Commissione Europea che valuta i risultati rag-

giunti dai comuni fra i 20mila e i 100mila abitanti basandosi su una serie di dodici indicatori ambientali e sulle progettualità che vengono messe in campo dalle amministrazioni locali. Le città più verdi d’Europa sono risultate l’olandese Winterswijk e la portoghese Valongo, ma Treviso è arrivata comunque sul podio delle cinque più virtuose ed era la prima volta per un’italiana. “Durante quell’esperienza, grazie al confronto con gli amministratori e i tecnici delle più importanti città europee, abbiamo compreso come anche in campo ambientale sia tanto importante quanto necessario fare squadra con il mondo accademico, che può portare ulteriori elementi di visione”, spiega Alessandro Manera, assessore trevigiano all’ambiente. “La nuova fondazione – continua l’amministratore – ci permetterà di essere ancora più efficaci nella condivisione delle buone pratiche che uniranno non solo l’ambiente ma anche la mobilità e le politiche comunitarie”. La città ha già deciso di partecipare all’edizione 2023 dell’iniziativa, che si terrà a Grenoble, e la fondazione sarà utile a riunire progettualità, opportunità di ricerca e buone pratiche per mettersi nuovamente in gioco. Soprattutto, però, sarà il pun-

Alessandro Manera (assessore all’ambiente): “Fare squadra con il mondo accademico può portare nuovi elementi di visione”. Le linee guida sono già state approvate dal consiglio comunale. Quando i senati dei due atenei avranno deliberatosi passerà alla redazione dello Statuto Alessandro Manera

to di partenza per un nuovo modo di pensare al presente e al futuro del territorio. La parola d’ordine della fondazione sarà “partecipazione”. Quindi apertura totale verso il partenariato pubblico-privato senza scopo di lucro e un patrimonio destinato al raggiungimento di un obiettivo predefinito e invariabile fissato nell’atto costitutivo. Una struttura aperta a tutti i soggetti che ne condividano gli scopi nella ricerca scientifica, nella raccolta di dati, informazioni e conoscenze nel campo ambientale, nella produzione di energie rinnovabili, nel monitoraggio e nella salvaguardia delle risorse naturali, nei processi di gestione e pianificazione del territorio e le misure da adottare in relazione alla presenza di agenti inquinanti, oltre che per l’informazione e la sensibilizzazione delle varie componenti sociali. Sara Salin

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Ciao Venezia

La trevigiana Da Ros nuova vicepresidente di Confindustria con delega ad ambiente e sostenibilità Katia Da Ros è la nuova vicepresidente di Confindustria, con delega ad ambiente, sostenibilità e cultura. Trevigiana, ad dell’azienda Irinox di Corbanese di Tarzo, Da Ros è una dei tre nuovi vice del presidente dell’associazione degli industriali Carlo Bonomi per il biennio 2022-2024 e succede a un’altra trevigiana, l’ex presidente di Assindustria Venetocentro Maria Cristina Piovesana, che si è dimessa dalla carica. “Il Veneto è ben rappresentato nella nuova squadra dirigente ed è in buone mani. Da Ros – ha commentato il presidente della Regione Luca

Zaia – è una grande esponente dell’orgoglio veneto, che realizza 180 miliardi di Pil con le sue 600mila imprese primeggiando nell’export. Con questa nomina è stato riconosciuto il ruolo importante che gli spetta”. Il presidente degli industriali di Padova e Treviso, Leopoldo Destro, ha voluto ricordare che l’esperienza di Katia Da Ros è iniziata in Unindustria Treviso: “Il suo percorso associativo e la sua attiva presenza nell’educazione e la cultura rappresentano una risorsa significativa per tutto il nostro sistema d’impresa ed è garanzia di continuità”. Destro, a

nome di tutti gli associati, ha voluto ringraziare Piovesana “per la forza e convinzione nel suo impegno in questo biennio in Confindustria, punto di arrivo in una storia di rappresentanza per le imprese e il territorio che rimarrà di esempio anche per il futuro”. (s.s.)

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on-line: MAGGIO 2022

Salute Il vademecum

Di tutti i tipi e di tutti i colori: un carico di salute e benessere

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Frutta e verdura, il decalogo per vivere meglio Vuoi mettere in evidenza il tuo Studio o la tua Attività Sanitaria? Fallo con laPiazza Salute Contattaci su commerciale@givemotions.it

i avvicina la bella stagione e si moltiplicano le varietà di frutta e verdura che consentono di realizzare piatti appetitosi e insieme sani per aumentare così il carico salute di una corretta alimentazione. Consumare ogni giorno almeno 5 porzioni di frutta e verdura migliora infatti sensibilmente la qualità della vita, contribuendo anche alla riduzione della mortalità di alcune malattie croniche come ictus, diabete, tumori e tantissime malattie cardiovascolari Il Ministero della Salute ha messo a punto un decalogo proposto proprio per il consumo di frutta e verdura, un vademecum che l’Ulss 2 Marca Trevigiana ha ripreso e riproposto nella sua pagina Facebook per sensibilizzare gli utenti. Il primo punto è forse tra i più noti, ma non sempre messo in atto. Si tratta del numero di porzioni di frutta e verdura da consumare al giorno, almeno 5 sono le indicazioni, compresa quella pronta al consumo, senza sale e/o zuccheri aggiunti.

Prosegue alla pag. seguente

Salute una Rubrica autorevole di Educazione Sanitaria


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Salute

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Una corretta igienizzazione è indispensabile per evitare gravi infezioni, ce lo porta la pandemia negli ultimi due anni

Il consumo abituale previene e riduce la mortalità di malattie croniche

L’importanza delle…mani pulite

Di tutti i tipi e di tutti i colori: un carico di salute e benessere E’ consigliabile variare anche la scelta dei colori e orientarsi nella scelta verso la stagionalità dei prodotti. Il consiglio numero 2, invece, è quello di avere sempre una scorta, ben in vista in frigo e nel surgelatore, di frutta e verdura, in modo da poter tenere sempre a portata di mano ciò che serve. E’ da sfatare, e questo è il terzo punto, il luogo comune che vuole le verdure solo come contorno, in realtà finocchi, carote, sedano, pomodorini e tanti altri ortaggi possono essere consumati come snack, validissimi per mettere a posto la sensazione di fame in modo salutare. Il quarto punto ribadisce l’apporto in termini di energia che deriva dal consumo di frutta fresca che consente a chi lavora o studia di ripartire con la giusta carica. Le verdure come condimento per un bel primo è il quinto punto del decalogo. Si possono realizzare gustosi piatti e consumare così una delle due o tre pozioni giornaliere di verdure consigliate. Sì ai peccati di gola, anche se con moderazione, e soprattutto, perché no, con il ricorso alla frutta. Un bel dolce fatto in casa con aggiunta di alla preparazione di frutta sarà più gustoso e saziante. Punto numero 7: non si butta via niente! Il consiglio è di usare ogni parte dei prodotti vegetali. Con i gambi della verdura si possono cucinare saporite zuppe o anche il brodo. Dal frullatore o dall’estrattore si possono recuperare i residui della frutta o della verdura e aggiungerli alla bevanda preparata, consentiranno di assorbire non solo vitamine ma anche le fibre della verdura. Un piatto unico, proposto un paio di volte a settimana, è l’ottavo suggerimento utile per stare in forma mangiando sano. Una zuppa a base di cereali e legumi rappresenta un’ottima proposta. La verdura non va cotta troppo, croccante dà il meglio di sé, perché mantiene i suoi nutrienti e aumenta la sensazione di sazietà. Il buon esempio, infine, rappresenta sempre la carta vincente per educare i più piccoli alle buone pratiche in modo credibile e convincente.

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na corretta igienizzazione delle mani, oltre a garantire un’adeguata igiene personale, serve ad impedire la quotidiana trasmissione di germi. Un gesto semplice e veloce, basta un minuto, che ci permette di essere protetti e sicuri. Negli ultimi due anni la pandemia ce lo ha insegnato: si tratta di una pratica semplice ma fondamentale nella prevenzione delle infezioni trasmissibili. Un concetto ribadito più volte anche nel corso della Giornata Mondiale dedicata all’igiene delle mani, celebrata lo scorso 5 maggio. E’ importante lavarsi le mani, prima e dopo aver mangiato, prima e dopo aver avuto un contatto con un malato, prima di toccare le zone più sensibili del proprio corpo (occhi, naso e bocca) e dopo essere stati in luoghi pubblici. L’utilizzo delle soluzioni alcoliche, frizionando il palmo con il dorso della mano per almeno 30 secondi, è utile se le mani non sono visibilmente sporche, altrimenti è indispensabile lavarle con acqua e sapone. Attraverso le mani passa dunque anche la salute, lo ha voluto ricordare ai più piccoli il Servizio Controllo e Prevenzione Infezioni dell’Ospedale di Camposampiero (Ulss 6 Euganea) che, grazie alla sinergia e al supporto delle educatrici e del personale della pediatria, ha coinvolto – attraverso il progetto “L’igiene delle mani comincia da piccoli” - i giovani e i giovanissimi

L’iniziativa dell’Ospedale di Camposampiero

pazienti dell’Unità Operativa di Pediatria e i bambini frequentanti il nido aziendale. L’obiettivo è quello di far capire fin dai primi anni di vita, attraverso l’approccio sensoriale, stimolo importante per l’apprendimento, quanto sia importante il lavarsi correttamente le mani. Lo scorso 5 maggio, all’asilo i bambini durante il gioco si sono “contaminati” le mani di colore e di terra e sono stati invitati a descrivere la sensazione di “sporco” e successivamente è stato chiesto loro di lavarle, vedere come “cambiavano” e descrivere la sensazione del “pulito”. Ai bambini della Pediatria, ricoverati, è stato chiesto di creare un disegno che richiami l’igiene delle mani. Tutti i bimbi coinvolti hanno ricevuto, da parte della Direzione Medica, un attestato di partecipazione e un simpatico “Manopoli”.

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Salute

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Abuso di alcol. I dati dell’Ulss 3 Serenissima fotografano una situazione allarmante

Il turismo in-out going Saliti dal 25 medicale al 37 per cento i consumi problematici di alcolici

I

l turismo medico, ancora poco di viaggio e facilitatori internazioTaste for you Service srl, sono le nali con fornitori di servizi sanitari conosciuto in alcuni paesi, sta aziende che dal 2016 organizzano in Italia e all’estero. La piattaforcrescendo in maniera esponenil meeting internazionale EMT Euziale negli ultimi anni. In breve, il ma è ora in fase di popolamento ropean Medical Tourism. Turismo movimento ed è aperta qualunque clinica, Al nostro primo iincontro anno Medicale tra i 18 eè iil24 anni, una scolarità per apatologie e problematiche alcol-correlate. 24 anni: hanno tra queste il binge drinking, ossia il dei avanzata pazienti da uno presentano stato all’altro centro ospedaleil oconsumo medi- di partecipato 20 Buyer e 20di Sele non evidenti dif- termale, Ciononostante, bevande alcoliconsumo cinque o più drink alcoolici in poco così come ad agenzie di viag- come lers.una Nell’edizione del 2021ore, hanalla ricerca di ocure mediche. Isono mo- i soggetti ficoltà sociali economiche: che viene spesso percepito normale chissime rappresenta l’abitudine più diffutivi un viaggio di questo tipo dell’Ulss gio, facilitatori fornitori di servizi no legati partecipato 20+ in progressivo aumento. Nel che, di secondo il Servizio Dipendenze 3 e sanaeconsuetudine e i problemi al bere 100+ sa eBuyer, consolidata, sono la ricerca di curepiù migliori che desiderano nuove e 100 Vivendo Serenissima, risultano espostiadalla sempre non sono stabilire debitamente percepitiSpeaker e vengono de- Sellers. 2019 infatti riguardava il 16% dei giovani tra i una tariffa più conveniente, partnership e flussisottovalutati”. di pazienti da da molti mesi a stretto contatto maggior diffusione di modalitàoppudi consumo di cisamente 18 ed i 24 anni di età, cioè il 20,6% dei maschi re la ricerca di cure ad alto problematiche. livello e verso con pandemia gli operatori, alcool esagerate o comunque Il l’Italia. Nel 2020, l’anno segnato dalla e eabbiamo l’11% dellericofemmine. Nel 2020 il fenomeno ha nosciuto la necessità di creare un dei giovani tra i 18 e i 24 di specializzazione non presenti A chi è rivolto? SerD, che ha fatto il punto in occasione del’”Al- dal lookdown, hanno evidenziato gli operatori riguardato il 18,4% ambiente in cui l’informazione nel statoDay” di residenza. Ad lo scorso Seguendo i trend del mercato, coholproprio Prevention che si è svolto del SerD, i notevoli cambiamenti nelle abitudianni di età, neltra dettaglio il 22,1% dei maschi e il domanda e offerta 14,3% fluiscadelle in modo esempio che sidell’Angelo spostano a Mestre, le specialità più richieste 6 maggio italiani all’Ospedale ni e nello stile di vitacomdegli Italiani ha portato femmine. fenomeno dell’alcol per promuovere scelte di prendonoallamalattie respiratorie, istantaneo, trasparenin Croaziacome per ilcure Dentali, in evidenzia fenomeno siaopreoccupante luce molteplici criticità. “Una di questesemplice ha Aefronte di tali evidenze epidemiologiche e in salute e stili di vita L’obiettivo edizione, si svolgerà a giugno ad responsabili analizzare flussi e sani. tendenze del te.eIldannoso nostro di rapporto quotidiano riabilitazione fisica, ilpacchetti Turchia pernostre trapianto anche nelle città. capelli ma riguardato consumo terrischioso occasione del Mese della Prevenzione Alcologiè diffondere una fotografia del fenomeno del Abano Terme. Partecipano rappre- mercato; tavoli di lavoro e Incontri mali, esteticon ilpartner corrispondenti anche Svizzeri che cercano “I datididell’indagine ‘Passi’ sugli stili di vita servizi alcol.odontoiatrici, L’isolamento ha incrementato consumo e ca, lo scorso aprile, sentanti la Rete Alcologica Territoconsumo di bevande alcoliche e dei problemi di centri medici europei, B2B; ca, fecondazione in vitro, trapian-alcoliche, esteriil cimercato permetteriale di mantenere cure dentali e medicina estetica – ha sottolineato la dottoressa Laura Suardi, incontrollato di bevande ha realizzato diverse finalizzate a società alcolcorrelatiVida diverse angolature, offerte dal centriiniziative di riabilitazione, auguriamo un’esperienza di capelli e check-up, un network internazionale e una in Italia, o Svedesi che si muovo- - to responsabile scientifico dell’evento hanno ha rafforzato nuovisecond canali alternativi e meno sensibilizzare sulla tematica Prevenzione, l’UOSD Laboratorio estere lediistituzioni/agenservizi medici, Dipartimento centri positiva nella partecipazione al no verso L’ anche Ungheria. medicina anche estetica, ma al divieto visione aggiornaevidenziato nel nostro territorio unopinion, signi- controllati rispetto di costantemente vendita zie, pubbliche e private, deputate al benessere di Tossicologia Termali, Medical Hotel e Medical nostroClinica evento!e Forense, dal Diparta sulle tendenze didella mercato, ten- come I flussi sono molti, riguardano grazie all’avvento videoriferiti con- al 2020 ficativo incremento del consumo problematico a minori. Idelle dati Istat confermano popolazione, i singoli cittadini. timento dell’Ulss 3 e edalla Polizia Spa,pure Assicurazioni del turismo me- Dipendenze Programma, costi registradi applicazione è dell’aumento denze attualidei e novità mondo. tutte le nazioni e tutti i continenti, di alcool, specie tra i giovani: dal 25,1% nelsulenze 2019 illacampo tendenza negli ultimi anni Sononelstati offerti momenti di informazione/ Stradale di Venezia. E’ stato ed è importante dico, facilitatori, agenti di viaggio zioni su: www.wfsevents.com/ estensibile a 360°.di bevande alcoliche fuoriNell’agosto abbiamo ecocambiano e 2020. si modificano al 36,91% nel E riguardaanche una percentuale consumi dai pasti. Si2020 formazione di conoscenza dare contoemt-2022european-medical-toudelle progettualità e degli intervene medici. dei EMTprogrammi 2022 comprende stituito l’Associazione È un’opportunità per ultimi stabilire se non lo dipercepiamo. maggiore maschi, in età 18-24 anni, con una è registrato negli dieci anni un progressialcologiciItaliana territorialiconferenze, in essere siatavole nell’ambito ti territoriali rotonde dove rismutili a garantire livelli elevati di per il consumaTurismo Medico abbiamo come del prendersi cura delle tutela della salute e di sicurezza, individuali e connessioni dirette con scolarità elevata, senza evidenza significativa vo incremento della nuovi quota di donne della eprevenzione deciso di stabilire partnership con nuovi partner checi sono BOOKINGSMED.COM di problematiche sociali o economiche”. clienti e trici”. Tra i più a rischio, i giovani. “Il una persone e famiglie con una sofferenza legata al collettive, e dare conto dell’integrazione e della per EMT 2021. stanno cercando centri e medici la rivoluzione digitale “Il consumo dannoso e rischioso di alcol – ha consumo di bevande alcoliche tra i giovani – ha consumo di alcol. sinergia tra soggetti pubblici: Azienda sanitaMiriamo ad aprire“L’Alcohol l’evento Prevention a per le cure. BookingsMed è un un Marketplaspiegato - rappresenta importante problesottolineato la dottoressa Annarosa Pettenò, Day2022 - sottolinea il TERME ria, Scuola, Enti Locali, uniti al privato, come le EMT - ABANO ITALY ce prenotazione servizi sa- in Europa partner e associazioni internazioRegistrazione gratuita su ewww. ma di sanità pubblica,diresponsabile psicologa del SerD organizzatrice scientifica Direttore del Dipartimento di Prevenzione autoscuole, al privato sociale e al mondo del vo07-08-09 of June, 2022 nitari B2B eche nali eper una crescita autorevole di circaa ilpagamento 4% di tutte sia le morti di circabookingsmed.com/register.html il 5% dell’evento -permane una criticità, i compordell’Ulss 3 Serenissima Web: - non rappresenta l’e- lontariato, in una progettazione trasversale che http://www.emt2016.net B2C. neldi campo del Turismo Medico. del Mese degli anni di vita persi per disabilità. E in Italia tamenti a rischio sul consumo alcol nella vento conclusivo della Prevenzione possa efficacemente affrontare la complessità www.wfsevents.com/emt-2022-european-medical-tourism Collega principalmente agenti ultra sesEMT 2022, giuntoAlcologica, alla suama6aintende sottolineare che è ne- di una problematica così impattante sulla saluWorld popolazione Fine Selections srl sono e circa 800.000 minorenni e 2.600.000 giovanile particolarmente santacinquenni sono da considerare a rischio diffusi nella fascia di età compresa tra i 18 e cessario continuare a prestare attenzione al te pubblica”.

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A tavola

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Rubrica a cura di

Sara Busato

Con il mese di maggio le nostre abitudini alimentari iniziano a cambiare: i piatti caldi e impegnativi si trasformano in ricette leggere e semplici da preparare Risotto al pesto di gamberi

Quiche alle zucchine, fiori di zucca e mozzarella

Il pesto è spesso associato alla pasta, in modo particolare alle trofie. In questa ricetta il riso dimostra di essere un alimento estremamente versatile capace di adattarsi a qualsiasi abbinamento. Un piatto semplice ma molto appetitoso e invitante. Ingredienti: 350 gr Riso Carnaroli; 500 gr Gamberi; 3 cucchiai Pesto alla Genovese; 1 Scalogno; Vino bianco secco; Brodo vegetale; Olio extravergine d’oliva; Sale e Pepe nero Preparazione: Spuntare e lessare i fagiolini e tagliarli a pezzetti. Frullare le foglie di basilico con i pinoli, uno spicchio di aglio e un pizzico di sale e l’olio, poi trasferire il composto in una ciotola e mescolatelo con la grana. Scaldate sul fuoco una casseruola versate il riso e tostatelo per un minuto; proseguite la cottura con il brodo vegetale bollente, versandone poco alla volta. Il risotto sarà pronto al dente in 16-17 minuti. Nel frattempo, sgusciate le code di gambero, dividetele in due per il lungo, saltatele in padella con un filo d’olio. Aggiungete i fagiolini e le code di gambero, tagliandone alcune a pezzetti; completate con una macinata di pepe.

Una ricetta dai sapori delicati e facile da preparare. Perfetta in questa stagione con l’arrivo delle prime zucchine e i fiori di zucca. Ottima soluzione come antipasto o come piatto unico. Per un sapore un po’ più intenso utilizzate la mozzarella di bufala. Ingredienti: 1 rotolo di pasta sfoglia rotonda; 500 g di zucchine scure; 250 g di mozzarella; 100 g di parmigiano reggiano grattugiato; 2 uova; 6 fiori di zucca; spicchio d’aglio; olio extravergine di oliva; sale e pepe Preparazione: Affettare le zucchine a rondelle sottili. In una padella antiaderente spadellate per dieci minuti con olio e spicchio d’aglio. Aggiungete sale, pepe e fate raffreddare. Nel frattempo, in una ciotola con una frusta sbattere le uova insieme al parmigiano. Aggiungere le zucchine cotte e mescolare fino ad amalgamare il composto appena ottenuto. Prendere la pasta sfoglia e versate il composto con le zucchine. Aggiungere la mozzarella tagliata a fette e i fiori di zucca privati di pistillo e gambo. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti.

Pancake ai frutti di bosco Le tradizionali frittelle dolci di tradizione americana sono la perfetta colazione della domenica ma anche per il brunch o come merenda dei bambini. Il gusto dolce del pancake si sposa bene con il sapore acidulo dei frutti di bosco. Ingredienti: per circa 8 pancake: 220 gr farina 00 per dolci; 200 gr Latte; 30 gr, Zucchero; 6 gr di lievito 2 Uova; pizzico di Sale; Olio di semi | Ingredienti per fare la salsa ai frutti di bosco: 250 grammi di Frutti di bosco vari; 2 cucchiai di Zucchero a velo e succo di mezzo limone Preparazione: Per la salsa ai frutti di bosco, in una pentola con i bordi alti inserire i frutti scelti e fateli cucinare a fiamma bassa. Aggiungere lo zucchero e mescolare in modo deciso con la frusta fino a far diventare una cremina omogenea. Spegnere la fiamma e setacciare la crema ottenendo una salsa senza semi. Per la preparazione dei pancake: in una ciotola rompere le uova, aggiungere zucchero, latte, farina e lievito, mescolare fino ad ottenere un impasto non troppo liquido, omogeneo e senza grumi. In una pentola antiaderente versare un mestolo di composto e cuocetelo a fiamma non troppo alta. Quando il fondo sarà ben dorato e in superficie si formeranno delle bollicine servendovi di una spatola, giratelo sull’altro lato e cuocete finché anche questo lato non si sarà ben colorito.


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Oroscopo Ariete

Vi serve un po’ di grinta e determinazione per affrontare gli impegni che vi aspettano. La motivazione vi guida

Maggio

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Bilancia Siete sotto pressione a causa di alcuni significativi cambiamenti, ma riuscirete a gestire con sapienza le nuove sfide. Ne uscirete vincenti

Toro

Scorpione

Maggio sarà il mese delle sorprese e delle soddisfazioni. Vivete all’insegna del dinamismo e del buon umore

Siete proiettati nel futuro e rischiate di perdere le occasioni che il presente vi presenta. Programmate meno e qualche volta provate ad improvvisare

Gemelli Allegria ed una buona dose di energia vi consentiranno di affrontare il mese in modo propositivo e costruttivo

Cancro Giocatevi la carta della simpatia. E’ vincente se saprete gestire le vostre emozioni. Avrete tutti i riflettori puntati su di voi, siate disinvolti e convincenti

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Sagittario Siete frettolosi e avete poca pazienza. A volte bisogna saper aspettare con cura che i frutti dei semi piantati nel tempo arrivino a giusta maturazione

Capricorno Energia e voglia di cambiamento vanno di pari passo. Siete pronti ad intraprendere una nuova strada. La fortuna vi assisterà

Leone

Acquario

Guardare oltre e cominciare a costruire un nuovo capitolo della vostra storia: è l’obiettivo che vi siete dati per i prossimi mesi. A maggio si parte

Mettete ordine nelle vostre cose. E’ il presupposto necessario per quel profondo rinnovamento che cercate da tempo

Vergine

Pesci

Avete cominciato il mese con una certa stanchezza. Prendetevi una pausa, vi attendono periodi intensi: dovrete essere al top delle vostre energie

E’ tempo di concretezza e di tirare le somme. Cominciano a vedersi i risultati dei vostri sforzi. Non siate distratti. Le cose stanno cambiando in meglio


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Costa Brava e Barcellona

2020

LA QUOTA NON COMPRENDE: Escursioni facoltative Tasse di soggiorno locali da pagarsi in loco € 1 a persona a notte Assicurazione contro annullamento Extra di carattere personale Q U OTA I N

DI

VID

375€

UALE

100€

Supp.camera singola

PARTENZA DA: Treviso stazione Treviso c/o Maggior Consiglio Mestre area di servizio Marghera Est di fianco hotel Holiday Inn Padova Est parcheggio Four Points by Sheraton Monselice Uscita Autostradale Rovigo Uscita Boara Pisani Porto Viro P.zza Repubblica Adria Piazzale della Coop Rovigo centro Piazzale Centro Badia Polesine parcheggio Lidl Lendinara Parcheggio Famila

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